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	<title>Pirru.net - Blog</title>
	
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	<description>Osservatorio di attualità e cultura</description>
	<pubDate>Fri, 08 May 2009 13:11:17 +0000</pubDate>
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		<title>Tangentopoli non è mai finita</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 07:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Io in questa Italia ho sempre meno dubbi sulla parte che merita il mio appoggio. In questo clima turpe, oggi, nel 2009, sfogliando un giornale online generalista [1], trovo ancora il nome di Mario Chiesa, arrestato per aver incassato delle tangenti nell&#8217;ambito dello scandalo rifiuti. La memoria, anche se allora avevo 6-7 anni, me la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io in questa Italia ho sempre meno dubbi sulla parte che merita il mio appoggio. In questo clima turpe, oggi, <strong>nel 2009</strong>, sfogliando un giornale online generalista [<a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/arresto-mario-chiesa/arresto-mario-chiesa/arresto-mario-chiesa.html" target="_blank">1</a>], trovo ancora il nome di <strong>Mario Chiesa</strong>, arrestato per aver incassato delle tangenti nell&#8217;ambito dello scandalo rifiuti. La memoria, anche se allora avevo 6-7 anni, me la sono costruita a posteriori. E mi <img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.diacoblog.com/wp-content/uploads/2008/01/normal_craxi281007.jpg" alt="" width="261" height="270" />vola a Tangentopoli, quando lo stesso signore fu &#8220;la chiavetta di accensione&#8221; (parole di Di Pietro) per scatenare <strong>il terremoto nazionale di Mani pulite</strong> [<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite" target="_blank">2</a>].</p>
<p>Non saprei nemmeno dove cominciare, se dovessi citare tutti i picchi di porcheria e inumanità che siamo riusciti a raggiungere. Craxi che cerca di nascondere con un fazzoletto rosso la montagna di sterco in cui naviga il PSI, il disgustoso democristiano <strong>Forlani </strong>che dichiara &#8220;non ricordo&#8221; con la bava alla bocca in diretta sulla Rai, <strong>Berlusconi </strong>che, non ancora formalmente in politica, intima a Indro Montanelli di &#8220;sparare a zero sul pool&#8221; dalle pagine del <em>Giornale</em>. E il Parlamento che nega l&#8217;autorizzazione per il processo a Craxi, che il giorno prima aveva ammesso di aver incassato mazzette e pretendeva addirittura di farsi rieleggere presidente del Consiglio. E <strong>Falcone che salta in aria</strong>. E la lotta della politica contro Di Pietro e la sua squadra per screditarne l&#8217;operato, <strong>Comunione e Liberazione</strong> che interviene per cercare di distruggerlo. La <strong>Lega Nord</strong> che diventa un partito dell&#8217;8% cavalcando l&#8217;onda del &#8220;Roma ladrona&#8221;.</p>
<p>E non riesco a fermarmi nell&#8217;elenco dello schifo, se non per capire che oggi, quando la nuova classe di scuola piduista, capeggiata da Berlusconi, si è finalmente ricostituita nel grande Popolo della Libertà, e gli stessi nomi di 20 anni fa, responsabili addirittura di stragi mafiose, sono tutti lì a dividersi la torta. Nello stesso, identico modo di 20 anni fa.</p>
<p>In questo contesto oltremodo più disastroso, poiché appunto non ci sono nemmeno i presupposti di fantasia per un&#8217;operazione rivoluzionaria come quella, io so dove devo e dove voglio stare. E non sarà di certo la parte che più mi ha deluso, quella &#8220;sinistra&#8221; che si <img class="alignleft" style="margin: 5px; float: left;" src="http://media.libero.it/c/img66/fg/07/7217/2007/3/2ok.jpg" alt="" width="290" height="217" />paventa vicina alla gente e non sa più parlare manco coi propri figli. E non sarà di certo quello scarabocchio brodoso chiamato PD, senz&#8217;anima e inciucione, né il clone di Forlani che di nome fa Casini.</p>
<p>Non c&#8217;è più spazio per parlare di <strong>giustizia sociale</strong>, di miglioramento della qualità di vita, di riforma delle istituzioni, di rilancio dell&#8217;economia, quando viene a mancare ogni <strong>minima fiammella di legalità</strong>. Io penso che, in quest&#8217;Italia di 20 anni fa, l&#8217;unico modo per uscirne è rafforzare lo stesso uomo che ci fece vivere la speranza, ovvero <strong>Antonio Di Pietro</strong>.</p>
<p>Prendetela come una dichiarazione di voto sfacciata. Ma io sono sempre più convinto che, pur non sentendomi integralmente parte di un progetto politico, <strong>mi sento parte di una battaglia</strong>. Mi sento di far parte di un lato dell&#8217;Italia - che invece non è affatto unita. E con la quale non mi sento di dividere nulla. Penso che questa battaglia possa essere condotta con forza e con incisività, oggi, solo appoggiando Di Pietro e le persone che, con le loro singole ed encomiabili coscienze, stanno scegliendo la sua strada (Luigi De Magistris, Carlo Vulpio, Sonia Alfano&#8230;). Altrimenti? Altrimenti niente, non abbiamo nient&#8217;altro.</p>
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		<title>Totò vigile</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 09:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia. Salvatore Cuffaro, condannato meno di un anno fa a 5 anni di reclusione per aver rivelato segreti d&#8217;ufficio a dei mafiosi [1], oggi siede al Senato della Repubblica. Salvatore Cuffaro, detto Totò, è stato nominato membro della Commissione di Vigilanza Rai [2].
Salvatore Cuffaro, detto Totò, che ha ostacolato le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/cuffaro-processo/cuffaro-processo/stor_11403513_27390.jpg" alt="" width="202" height="253" /></p>
<p>Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia. <strong>Salvatore Cuffaro</strong>, <strong>condannato</strong> meno di un anno fa <strong>a 5 anni di reclusione per aver rivelato segreti d&#8217;ufficio a dei mafiosi</strong> [<a href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_18/mafia_cuffaro_ad9affa4-c5dd-11dc-8434-0003ba99c667.shtml" target="_blank">1</a>], oggi siede al <strong>Senato</strong> della Repubblica. Salvatore Cuffaro, detto Totò, è stato nominato <strong>membro della Commissione di Vigilanza Rai</strong> [<a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/4-00060.htm" target="_blank">2</a>].</p>
<p>Salvatore Cuffaro, detto Totò, che ha ostacolato le indagini del Dda di Palermo per aver <strong>fatto sapere al boss Guttadauro</strong> [<a href="http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/arresto-guttadauro/arresto-guttadauro/arresto-guttadauro.html" target="_blank">3</a>], tramite il suo amico mafioso Miceli, <strong>che c&#8217;erano delle microspie nel suo appartamento</strong>, è uno dei 35 italiani scelti dal nostro Parlamento per <strong>garantire correttezza e attendibilità dell&#8217;informazione</strong> all&#8217;interno del servizio pubblico.</p>
<p>Come avete potuto notare, la notizia è già passata sotto silenzio, nel senso che in Italia questa non è una notizia.</p>
<p>Mi chiedo che popolo siamo, mi chiedo quanto dovrò ancora continuare a vergognarmi del fatto che la schiacciante maggioranza degli italiani consideri tutto ciò un fatto trascurabile.</p>
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		<title>Acquaresima</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 09:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[Si avvicina finalmente un &#8220;tempo forte&#8221; della tradizione cattolica, la Quaresima. E siccome in questo periodo c&#8217;erano proprio mancate le bizzarrie clericali, arriva un fecondo appuntamento per rinvigorire un po&#8217; la lista.
Questa è la notizia:
A Modena il vescovo Benito Cocchi, con l&#8217;appoggio di Azione cattolica e degli scout dell&#8217;Agesci, lancia il No-sms day: rinunciare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina finalmente un &#8220;tempo forte&#8221; della tradizione cattolica, la <strong>Quaresima</strong>. E siccome in questo periodo c&#8217;erano proprio mancate le bizzarrie clericali, arriva un fecondo appuntamento per rinvigorire un po&#8217; la lista.</p>
<p>Questa è la notizia:</p>
<blockquote><p>A Modena il vescovo Benito Cocchi, con l&#8217;appoggio di Azione cattolica e degli scout dell&#8217;Agesci, lancia il No-sms day: rinunciare ai &#8220;messaggini&#8221; tutti i venerdì di Quaresima. Per &#8220;tornare a comunicare, invece di komunikare&#8221;.</p></blockquote>
<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://farm1.static.flickr.com/7/6776291_a26e31c123.jpg" alt="" width="329" height="500" />E così accade anche in altre diocesi italiane. A Rivoli (TO) distribuiscono <strong>drappi neri per oscurare i televisori </strong>di casa, a Trento addirittura hanno stilato un <strong>calendario delle astinenze</strong> (un giorno la macchina, un giorno gli mp3, un giorno perfino l&#8217;egocentrismo!).</p>
<p><strong>Modena </strong>si distingue particolarmente per la sua vocazione umanitaria; pare infatti che l&#8217;iniziativa sia mossa da un fondo di <strong>consumo intelligente</strong>: in Africa, ma specialmente in <strong>Congo</strong>, il mondo razzia da tempi immemori i <strong>giacimenti minerari</strong>, <strong>finanziando</strong> piuttosto direttamente le innumerevoli e sanguinose <strong>guerre civili</strong>. Le maggiori organizzazioni mondiali, compresa l&#8217;<strong>Onu </strong>con le sue risoluzioni di facciata, hanno più volte esortato le multinazionali (il <strong>caso Bayer</strong> è il più eclatante) a ridiscutere la loro partecipazione ai genocidi statali e parastatali di cui si rendono complici.</p>
<p>Ecco: secondo il vescovo Cocchi, essendo i<strong> telefoni cellulari</strong> un prodotto realizzato in gran parte con tali minerali, <strong>digiunare per 24 ore dall&#8217;invio di un sms</strong> può avere un suo perché in tutta questa faccenda.</p>
<p>Io sono molto amico di Feuerbach e credo nell&#8217;attualità del concetto <strong>&#8220;l&#8217;uomo è ciò che mangia&#8221;</strong>, adattabile anche al di fuori della questione spirituale. E cioè: la nostra coscienza di consumatori determina la nostra essenza. E&#8217; un passaggio molto diretto: se compro un pallone Adidas e la Adidas fa cucire i palloni ai bambini malesi, allora io sono inequivocabilmente un alleato di Adidas nello sfruttamento del lavoro minorile e ne appoggio in pieno i metodi.</p>
<p>L&#8217;<strong>animo </strong>ancestralmente <strong>macchiato di sangue</strong> <strong>della nostra civiltà</strong>, responsabile di tutti quei disastri che oggi accoratamente pensiamo di poter rattoppare con questa o quell&#8217;altra idea gentile, ha sempre avuto un minuscolo<strong> latente senso di colpa</strong>. Ce lo sentiamo addosso, ma non così tanto da aver voglia di intervenire seriamente. Piuttosto, appunto, poiché siamo troppo impegnati a correre dietro ai nostri personalissimi affaracci, preferiamo espiarci di tanto in tanto e <strong>lavarci la coscienza</strong> con delle <strong>artificiosissime buone azioni</strong> <strong>costruite ad hoc per farci stare meglio</strong>.</p>
<p>E&#8217; il <strong>principio di Telethon</strong>, una delle cose più vergognose e ripugnanti che avessimo mai potuto concepire. Cioè <strong>una strada facile</strong> e confortante per sedare, periodicamente, la nostra cecità di fronte al male che abbiamo fatto alla Terra, con una comoda donazione di 2 euro dalla poltrona di casa nostra. O, in questo caso, cullarsi nell&#8217;idea che sospendere per un giorno le proprie abitudini sia un atto salvifico e redentore.</p>
<p>Ecco a cosa serve tutta questa mobilitazione: a lavarsi le coscienze per alleggerire quel fardello insostenibile e insopportabile che è il senso di colpa, dal quale saremmo altrimenti sommersi. Signor vescovo, signori vescovi: alzate il telefono e dite al vostro Papa che i conflitti sanguinosi come quello del Congo finiscono - o si autodeterminano - esattamente quando chi le ha scatenate dall&#8217;esterno fa un passo indietro. E per quale strano equilibrio morale e caritatevole la Chiesa Cattolica non si sente in dovere di <strong>promettere la scomunica irreversibile a chiunque imbracci un kalashnikov</strong> o si metta alla guida di un cacciabombardiere?</p>
<p>Prima di affermare la superiorità del tradizionalismo sul progresso tecnologico e affrontare tematiche planetarie con questo candore, si dovrebbero fare meglio i conti con la storia e con le priorità e le convenienze politiche delle comunità di cui si fa parte.</p>
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		<title>A tutela della natura (umana)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 10:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[ Entusiasmo per una grande vittoria dello Stato nella martoriata terra di Calabria. Leggo su Repubblica.it del 2 marzo:
Nell&#8217;ambito dei servizi per contrastare il fenomeno delle cosiddette &#8220;vacche sacre&#8221;, gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno abbattuto due bovini, senza marchio di identificazione, facenti parte di una mandria composta da numerosi animali vaganti senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- FOTO --> <!-- TESTO --><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/filatelia_emissioni/Corpo%20Forestale%20dello%20Stato%2022-10-02.jpg" alt="" width="209" height="275" />Entusiasmo per una grande vittoria dello Stato nella martoriata terra di Calabria. Leggo su Repubblica.it del 2 marzo:</p>
<blockquote><p>Nell&#8217;ambito dei servizi per contrastare il fenomeno delle cosiddette &#8220;vacche sacre&#8221;, <strong>gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno abbattuto due bovini</strong>, senza marchio di identificazione, facenti parte di una mandria composta da numerosi <strong>animali vaganti senza alcun controllo</strong>, intercettata in localita&#8217; &#8220;Stoli&#8221;, nel territorio del comune di Caraffa del Bianco, nel reggino. Le &#8220;vacche sacre&#8221; - fanno notare dal Cfs - <strong>provocano gravi danni</strong> alla vegetazione forestale ed alle colture agricole e rappresentano un serio pericolo per la circolazione stradale. Inoltre questi animali, i cui proprietari dono difficilmente individuabili, vanno spesso ad alimentare attivita&#8217; illegali collegate alla macellazione clandestina, con pericolo per la salute dei consumatori a causa dell&#8217;assenza di controlli sanitari.</p></blockquote>
<p>Probabilmente nel mondo esistono problemi più gravi dell&#8217;abbattimento di due mucche. Però non posso fare a meno di pensare che il &#8220;movente&#8221; è quasi lo stesso. E che gran parte dei danni che stiamo facendo alla Terra e ai suoi abitanti (noi compresi) dipende solo ed esclusivamente dal seme della stupidità che distingue il nostro cervello da quello degli altri animali.</p>
<p>Perché questi solerti tutori della fauna e della flora, anziché uccidere due innocentissimi bovini in nome della circolazione stradale, non hanno provveduto, che so, a portarli da qualche altra parte, a recuperarne la &#8220;salute&#8221;, a condurli verso un luogo più adatto alla loro vita? Per quale strano motivo due bestie che pascolano in una fortesta sono &#8220;fuori posto&#8221; e una strada che gli passa in mezzo non lo è?</p>
<p>La <strong>macellazione clandestina</strong> andrebbe combattuta con la prevenzione, e contro gli orribili uomini che la praticano, non contro gli animali. Questo mi sembrava scontato, ma a ben vedere non lo è. La lotta alla &#8216;ndrangheta in materia di gestione illecita del bestiame non si gioca sul terreno del recupero, della rivalutazione, della soluzione intelligente,  ma su quello della <strong>risposta armata</strong>. Uccidi il nemico, qualunque forma abbia. E&#8217; lo stesso principio che alimenta le mafie. E mi appare spaventoso. Guardate in che imbarazzante modo se ne dibatteva nel 1994 [<a href="http://archiviostorico.corriere.it/1994/gennaio/12/una_legge_contro_vacche_sacre_co_0_9401123425.shtml" target="_blank">1</a>].</p>
<p><strong>E</strong> poi: <strong>&#8220;Animali vaganti senza alcun controllo&#8221;</strong>. Non è forse una delle migliori e <strong>più belle definizioni</strong> che possiamo ancora dare <strong>della Natura</strong>? Infatti, a quanto pare, è <strong>fuorilegge</strong>.</p>
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		<title>Il controscoop della Gazzetta?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 11:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Parma]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è un mistero che sulla Gazzetta di Parma le notizie passino alle rotative con una certa simpatia per il politically correct. In questo delicatissimo momento istituzionale, la principessa dell&#8217;informazione ducale sembra aver assunto il compito di smontare gli scandali: così oggi l&#8217;apertura sul web e gli strilli alle edicole fanno addirittura scivolare il caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un mistero che sulla <strong>Gazzetta di Parma</strong> le notizie passino alle rotative con una certa simpatia per il <em>politically correct</em>. In questo delicatissimo momento istituzionale, la principessa dell&#8217;informazione ducale sembra aver assunto il compito di smontare gli scandali: così oggi l&#8217;<a href="http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/7183/Ecco_la_verit%C3%A0_sulla_prostituta%3A_la_testimonianza_di_una_lucciola_presente_al_Comando_della_Municipale.html" target="_blank">apertura sul web</a> e gli strilli alle edicole fanno addirittura scivolare il caso Emmanuel in seconda linea, lasciando spazio a un&#8217;<strong>esclusiva </strong>annunciata a spron battuto come una sorta di parola definitiva («ecco la verità») sul <strong>blitz anti-prostituzione</strong> di agosto. Metti anche che la Gazzetta patisce da un po&#8217; la <strong>concorrenza serrata</strong> e di altissima qualità di <strong>Repubblica Parma</strong>, testata on-line schizzata addirittura a 400.000 visitatori unici nello scorso mese e seconda solo all&#8217;edizione romana. Come è facile ricordare, infatti, la foto della ragazza nigeriana fece il giro del mondo a partire da una denuncia proprio di Repubblica Parma. Dopo quasi due mesi, la Gazzetta risponde pubblicando la <strong>deposizione di una prostituta uruguaiana</strong> che era in Centrale durante il fattaccio.</p>
<p>All&#8217;interno del testo si leggono sostanzialmente due cose: la <strong>conferma della versione della Polizia</strong> relativa all&#8217;agitazione piuttosto violenta e incontrollata della nigeriana e un&#8217;<strong>accusa diretta alle colleghe nere</strong>, che a detta della dichiarante sarebbero (istericamente ed erroneamente) convinte di un trattamento privilegiato verso le lucciole bianche.</p>
<p>Il profilo di questa cronaca ha quindi come obiettivi la <strong>chiusura forzata di un dibattito</strong> nazionale mediante la presentazione di una specie di super-teste con inappellabile conoscenza dei fatti e, cosa probabilmente ben più grave, lo <strong>spostamento del fulcro della vicenda su un fattore irrilevante</strong>, addirittura paventando una specie di <strong>cospirazione giornalistica</strong> alla disperata ricerca di una notizia bomba.</p>
<p>Lo scandalo, il succo della discussione, non ha mai riguardato la natura docile, l&#8217;innocenza spirituale o la rettitudine morale della ragazza, bensì le <strong>condizioni di reclusione di un essere umano</strong> e dunque il grado di dignità che gli si riconosce. Che scalciasse, urlasse scomposta, fingesse di svenire; non mi stupisce, vista la situazione abbastanza disperata. Il punto è che non ha nulla a che vedere con i motivi per cui è stata tenuta in cella in quello stato. Tanto più che <strong>nessuno si è ancora preso la briga di spiegarcelo</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pesto all’emiliana</title>
		<link>http://www.pirru.net/public/blog/?p=43</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 10:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Parma]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma che diavolo succede sotto il Po? L’Emilia-Romagna, storico avamposto d’accoglienza e solidarietà sociale, da qualche tempo è proscenio di violenza, crudeltà, razzismo. Più o meno con gli stessi protagonisti: la polizia da una parte, gli stranieri indesiderati dall’altra. L’ultimo atto a Parma, sulla testa di un «negro». E in città se ne parla eccome.
Uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ma che diavolo succede sotto il Po? L’Emilia-Romagna, storico avamposto d’accoglienza e solidarietà sociale, da qualche tempo è proscenio di violenza, crudeltà, razzismo. Più o meno con gli stessi protagonisti: la polizia da una parte, gli stranieri indesiderati dall’altra. L’ultimo atto a Parma, sulla testa di un «negro». E in città se ne parla eccome.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Uno scandalo al mese</strong>, l’onore delle cronache nazionali e, di fianco, l’ombra di una missione. A Parma, mani agricole e mente lombarda, la gente non sembra felicissima di questo clima. <strong>Pietro Vignali</strong>, primo <img class="alignleft" style="margin: 5px; float: left;" src="http://www.pirru.net/images/emmanuelbonsu2.jpg" alt="" />cittadino d’area civico-forzitaliota, porta orgogliosamente sul petto la medaglia della <strong>Carta di Parma</strong>, testo di riferimento sui poteri speciali ai sindaci <strong>applaudito a mani spellate dal Governo</strong>. La capitale del Ducato ha dunque l’arduo compito di fare da portabandiera alla nuova stagione della sicurezza. Ma già alla prima uscita pubblica, con tanto di reporter appositamente convocati per seguire le fasi di un blitz anti-prostituzione, la  Municipale si mette in un bel guaio mediatico: a finire sulle prime pagine è la foto di una <strong>ragazza nigeriana</strong> in una cella di sicurezza, stesa a terra, sporca, ammanettata, nuda, spogliata di qualsiasi dignità. Il piano di propaganda dell’<strong>assessore Monteverdi</strong> si trasforma in un boomerang per tutta l’amministrazione. Che cincischierà nel tentativo di giustificarsi, ora con secche smentite, ora con la cautela del “faremo i dovuti accertamenti”, ora con l’intramontabile <strong>silenzio che tutto insabbia</strong>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>La città</strong> (specie quella <em>bene</em>), mai del tutto ripresasi dall’eco del caso Parlamat e nuovamente ferita dal crack Guru, <strong>non è molto temprata</strong> a questo genere di popolarità. I parmigiani sono fieri d’essersi conquistati una qualità della vita ben al di sopra della media italiana. E da ogni commento traspare un dispiacere profondo, quasi un rifiuto ideologico al fatto che qualcuno possa metterla in discussione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A <strong>Piazzale della Pace</strong>, i tanti stranieri in pausa dal lavoro si riuniscono in gruppetti e non fanno altro che parlare di Emmanuel. <strong>Emmanuel Bonsu è ghanese</strong>, ha 22 anni e lunedì sera è tornato a casa gonfio di botte. Ha avuto coraggio e ha denunciato quello che è successo. Mentre attraversava il <strong>parco </strong><strong>ex Eridania</strong>, per andare a scuola, da un momento all’altro è stato aggredito, inseguito e picchiato da un gruppo di poliziotti. Pistola puntata alla tempia, insulti razzisti d’ogni tipo, violente perquisizioni, immotivata incarcerazione. Quando il padre l’ha raggiunto, il verbale – insieme ai suoi effetti personali – è stato cordialmente inserito dalle forze dell’ordine in una grande <strong>busta bianca</strong>, con su scritto «<strong>Emanuel. Negro»</strong>. <img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.pirru.net/images/bonsu.jpg" alt="" />La Polizia smentisce e accusa Bonsu addirittura di averla manomessa di suo pugno. Pare sia stato preso per uno spacciatore, ma Emmanuel (con due emme) non c’entra proprio nulla con la droga e il suo racconto è abbastanza lampante. La foto del suo volto tumefatto, mentre stringe tra le mani la busta della vergogna, è un’altra grossissima gatta da pelare per questa sempre più osservata Parma.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">A voler tastare il polso della <em>doxa</em>, i signori attempati sono quelli che si sbilanciano di più e, tra una sgambettata in bici e l’altra, un po’ dicono la loro, un po’ li vedi sbigottiti, senza parole. E sono indignati, innanzitutto che si possa parlare di una città razzista. <strong>«Stiamo esagerando»</strong>, dicono in coro padre e figlio mentre comprano il giornale in una centralissima edicola. Incrocio lo sguardo di due anziane e ben vestite amiche, nei pressi della chiesetta della Steccata. Mi sorridono, chiedo loro un’opinione. Si rabbuiano, quasi si intristiscono e sospirano con aria materna. All’uscita da una banca, i più impettiti fanno spallucce e si dicono <strong>«in attesa delle indagini»</strong>, affrettando il passo. Se si pensa che due anni fa a Sassuolo la gente si schierò con i poliziotti che massacrarono di pugni e calci un marocchino esagitato, questo quieto fastidio può essere confortante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Gli unici ad arrabbiarsi davvero, insomma, sono i chiamati in causa. <strong>I «fratelli»,</strong> come loro stessi si presentano, che ritrovo risalendo lungo Strada Garibaldi. Appena faccio loro un minimo accenno al nome di Emmanuel, <strong>diventano dei fiumi in piena</strong>, si sfogano, parlano al plurale e dicono di essere stanchi. Nessuno se la prende con i parmigiani, molti fanno riferimento al <strong>caso di Abdul a Milano</strong>. Hanno parole feroci contro la polizia, dicono che per noi giornalisti è la prima volta, che ce ne accorgiamo solo ora, ma assicurano che la storia è lunga ed è zeppa di episodi inascoltati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per i prossimi giorni sono previste manifestazioni di solidarietà, interrogazioni parlamentari e, soprattutto, la <strong>relazione consiliare</strong> del sindaco Vignali in riferimento all’<strong>inchiesta interna</strong> – già avviata – sul caso di Emmanuel. Tutte dichiarazioni e iniziative, purtroppo, livellate anche stavolta dalle appartenenze politiche e destinate a sciogliersi nella poca reattività dei cittadini o nella geologica fama dei tempi giudiziari.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">(<a href="http://www.step1.it/index.php?id=4568-pesto-all-emiliana" target="_blank">articolo pubblicato su Step1</a>)</p>
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		<title>Colpire le vittime</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 00:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Parma]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 9 agosto, Repubblica Parma - a firma Mario Robusti -  pubblica un reportage che segue le fasi di uno dei famigerati blitz &#8220;per la sicurezza&#8221;. Protagonista di questo giro è la lotta alla prostituzione. L&#8217;assessore Monteverdi si occupa così tanto da vicino dell&#8217;applicazione della Carta che non può fare a meno di spettacolarizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostitute-lo-show-dei-controlli-Colpiamo-solo-le-vittime/1499816" target="_blank">9 agosto, Repubblica Parma</a> - a firma Mario Robusti -  pubblica un reportage che segue le fasi di uno dei famigerati blitz &#8220;per la sicurezza&#8221;. Protagonista di questo giro è la <strong>lotta alla prostituzione</strong>. L&#8217;<strong>assessore Monteverdi</strong> si occupa così tanto da vicino dell&#8217;applicazione della <em>Carta</em> che non può fare a meno di spettacolarizzare l&#8217;operazione e radunare accanto a sé giornalisti, fotografi e telecamere. <strong>«</strong><strong>Andiamo a colpire delle vittime</strong><strong>»</strong>, ha però profeticamente dichiarato l&#8217;assessore. Pare che le sue parole siano da prendere proprio alla lettera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://locali.data.kataweb.it/kpm2glocx/field/image/kpmimage/1500475" alt="" width="526" height="247" /></p>
<p style="text-align: left;">La foto che vedete qui sopra è stata scattata al comando della <strong>Polizia Municipale di Parma</strong>. E&#8217; una cella di sicurezza e a terra giace esausta, sporca e seminuda una <strong>ragazza nigeriana</strong>. Aveva reagito in maniera molto aggressiva all&#8217;irruzione dei vigili urbani su via Emilia Ovest. Così, dopo esser stata trasferita in centrale, è stata <strong>rinchiusa in prigione </strong>nelle condizioni che potete constatare da soli. Monteverdi ci tiene a precisare: <strong>«</strong><strong>Tutto secondo le procedure</strong><strong>»</strong>. Niente di cui preoccuparsi, insomma.</p>
<p style="text-align: left;">Nei giorni successivi, si è opportunamente avviata una catena di messaggi di indignazione nei confronti di questo barbaro <em>modus operandi</em>. Il <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostituzione-dopo-il-blitz-la-rabbia:-Quella-foto-e-una-vergogna/1500460" target="_blank">trafiletto di Stefania Parmeggiani</a> è addirittura finito sulla home nazionale di <strong>Repubblica.it</strong> ed è auspicabile che il fatto venga messo in risalto anche in altri circuiti informativi.</p>
<p style="text-align: left;">Pare a questo punto inevitabile una riflessione sulle libertà operative concesse ai sindaci e sull&#8217;efficacia delle soluzioni proposte dalla <strong>Carta di Parma</strong>, a suo tempo approvata con unanime entusiasmo dai colonnelli romani. L&#8217;unico dato certo finora in nostro possesso è quello economico: tutti questi blitz e pattugliamenti coatti, in orari straordinari, costano un occhio della testa. E finiscono per palesarsi in maniera sempre più evidente per quel che sono dal punto di vista pratico: <strong>facciata</strong>. Così come si è creato il clima di terrore, ora lo si vende come &#8217;sotto controllo&#8217;.</p>
<p style="text-align: left;">Con le dovute conseguenze del caso. Come, sfortunatamente, violenze e discriminazioni. E come, fortunatamente, le denunce di qualche giornalista umano. Adesso adoperiamoci affinché quel reportage non finisca in qualche polveroso cassetto.</p>
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		<title>Pulpiti di guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 17:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Russia sfodera i suoi canini più sanguinosi e invade senza sconti la discola figliastra Georgia, colpevole di aver riacceso il tema internazionale dell&#8217;ambigua gestione dei confini e dei diritti delle etnie da parte di Putin. Gli Stati Uniti, nella persona di George W. Bush, definiscono l&#8217;operazione come una  «sproporzionata» e «inaccettabile violenza». Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://blogs.e-rockford.com/applesauce/files/2008/03/bush_putin.jpg" alt="" width="233" height="233" />La <strong>Russia </strong>sfodera i suoi canini più sanguinosi e <strong>invade senza sconti</strong> la discola figliastra <strong>Georgia</strong>, colpevole di aver riacceso il tema internazionale dell&#8217;ambigua <strong>gestione dei confini</strong> e dei <strong>diritti delle etnie</strong> da parte di <strong>Putin</strong>. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, nella persona di <strong>George W. Bush</strong>, definiscono l&#8217;operazione come una  <strong>«sproporzionata</strong><strong>»</strong> e <strong>«</strong><strong>inaccettabile violenza»</strong>. Il vicepresidente <strong>Dick Cheney</strong> dice che  «l&#8217;aggressione della Russia non può restare senza risposta».</p>
<p>Vogliamo ricordare o no a questi mezzuomini dalla doppia personalità che lorsignori sono gli stessi - dal 2003 a oggi - ad aver causato <strong>in Iraq</strong> un&#8217;ecatombe di <strong>100mila morti civili violente</strong>, mascherando una <strong>guerra per il petrolio</strong> con la scusa delle inesistenti <strong>armi di distruzione di massa</strong>?</p>
<p>Se mister Bush non avesse la faccia come il cuore, andrebbe personalmente a saltellare su ciascuna delle <strong>cluster bomb</strong> che ha fatto sganciare tra i villaggi iracheni, come atto di integrità morale. Certo, poi sarebbe un problema recuperarne i milioni di pezzi sparsi per la Mesopotamia, poiché risulterà necessario donargli una sepoltura organica. Seppur zoppi, storpi, malati o deformi, tra i sopravvissuti saranno sicuramente in molti ad aver voglia di <strong>dedicargli un pellegrinaggio</strong>.</p>
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		<title>Ghana avvelenato dai rifiuti hi-tech</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 10:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo su greenpeace.org, sbalordisco e diffondo:
Un’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana rivela una forte contaminazione ambientale a causa dell’improprio riciclo e smaltimento di questi rifiuti. Il rapporto &#8220;Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici” viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo su <a href="http://www.greenpeace.org" target="_blank">greenpeace.org</a>, sbalordisco e diffondo:</p>
<p>Un’analisi condotta da <strong>Greenpeace </strong>su suolo e sedimenti prelevati da due aree di <strong>smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana</strong> rivela una forte <img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.greenpeace.org/raw/image_big_teaser/italy/ufficiostampa/foto/i-bambini-vengono-dalle-pi-po.jpg" alt="" width="180" height="270" />contaminazione ambientale a causa dell’improprio riciclo e smaltimento di questi rifiuti. Il <a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/ghana-contamination-sintese" target="_blank">rapporto <em>&#8220;Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”</em></a> viene diffuso oggi in tutto il mondo.</p>
<p>Il team scientifico di Greenpeace ha visitato due aree di smantellamento e di riciclaggio illegale, una al mercato di Agboblogshie, nella capitale Accra, e l’altra nella città di Korforidua. I campioni, prelevati sia da aree dove <strong>i rifiuti vengono bruciati all’aperto</strong> che da una laguna superficiale ad Abogblogshie, contengono <strong>metalli tossici</strong> come il <strong>piombo </strong>anche in quantità cento volte superiore ai livelli trovati in campioni di suolo e sedimenti non contaminati. Nella maggior parte dei test sono stati trovati gli <strong>ftalati</strong>, sostanze conosciute per interferire con il sistema riproduttivo. Presenti in un solo campione in concentrazioni molto elevate le diossine clorurate, noti <strong>composti cancerogeni</strong>. La natura e l’estensione della contaminazione chimica dei siti africani è simile a quella trovata in un’altra indagine di Greenpeace condotta in aree di smantellamento di <strong>rifiuti elettronici</strong> in Cina e India.</p>
<p><strong>Container pieni</strong> di vecchi computer spesso rotti, monitor e TV di varie marche come Philips, Sony, Microsoft, Nokia, Dell, Canon e Siemens <strong>arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano”</strong>. Ma la maggior parte del contenuto di questi container finisce <strong>nei cantieri africani</strong> dove i rifiuti vengono <strong>trattati e bruciati a mani nude</strong> dai giovani lavoratori.</p>
<p>Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/slideShow/index.gne?user_id=16093524@N00&amp;set_id=72157606485322533" target="_blank">Guarda il reportage fotografico su Flickr</a></p>
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		<title>Sia fatta l’altrui volontà</title>
		<link>http://www.pirru.net/public/blog/?p=37</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 16:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pirruccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA -  Marco Pannella irrompe nella polemica su Eluana Englaro con parole che sembrano destinate ad aprire un caso. Il leader radicale parte dalla decisione del padre della ragazza, in stato vegetativo da anni, che, dopo la pronuncia dei giudici, potrà sospendere l&#8217;alimentazione artificiale alla figlia e lasciarla morire. E mette sul campo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA -  <strong>Marco Pannella</strong> irrompe nella polemica su <a href="http://www.zadig.it/speciali/ee/ee2.htm" target="_blank"><strong>Eluana Englaro</strong></a> con parole che sembrano destinate ad aprire un caso. Il leader radicale parte dalla decisione del padre della <a href="http://www.pirru.net/public/blog/wp-content/uploads/2008/08/pannella.jpg"><img class="alignleft" style="margin: 5px; float: left" title="pannella" src="http://www.pirru.net/public/blog/wp-content/uploads/2008/08/pannella.jpg" alt="Marco Pannella" width="167" height="167" /></a>ragazza, <strong>in stato vegetativo </strong>da anni, che, dopo la pronuncia dei giudici, potrà <strong>sospendere l&#8217;alimentazione artificiale</strong> alla figlia e lasciarla morire. E mette sul campo un parallelo tra Eluana e <strong>Giovanni Paolo II</strong>, per attaccare chi contesta la scelta di staccare la sonda alla ragazza. E lo fa ricordando le parole che il Pontefice, gravemente malato, disse a chi gli stava vicino poche ore prima della sua morte: «<strong>Lasciatemi tornare al Padre</strong>».</p>
<p>Da quella scelta parte l&#8217;attacco di Pannella: «Ora sarebbe vivissimo se si fossero usati contro di lui solo un decimo delle &#8216;cure&#8217; che vengono imposte dai potenti, che impongono a tutti torture indicibili e inedite con l&#8217;uso diabolico delle scoperte scientifiche, ai genitori e alla civiltà costituzionale italiana e internazionale avendo preso in ostaggio il corpo di Eluana» afferma Pannella. Che, polemizzando, pone un interrogativo: «<strong>Wojtyla venne ascoltato, perché Eluana no?</strong>». (<a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-2/pannella-eluana/pannella-eluana.html" target="_blank">fonte: Repubblica.it</a>)</p>
<p><a href="http://www.pirru.net/public/blog/wp-content/uploads/2008/08/eluana-englaro.jpg"><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-39" style="margin: 5px; float: right;" title="eluana-englaro" src="http://www.pirru.net/public/blog/wp-content/uploads/2008/08/eluana-englaro.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>La logica del ragionamento di Pannella è ineccepibile, dato che l&#8217;arretratezza italiana in materia di <strong>testamenti biologici </strong>è certamente un <strong>retaggio cattolico</strong>. La vita non è nostra, Dio solo è padrone della nostra vita. Il cristiano <strong>non è </strong>quindi <strong>libero di morire</strong> come gli pare; d&#8217;altronde secondo la Bibbia il suicidio è un peccato mortale superiore all&#8217;omicidio. Con l&#8217;aggravante del peccato di disperazione, appunto, perché il suicida priva la propria anima dalla possibilità di salvezza. Il suicida viene punito dalla Chiesa: gli è negata la sepoltura. E tutto ciò che ne consegue. Nel nostro caso, peraltro, non c&#8217;è alcun suicidio o omicidio programmato, ma semplicemente l&#8217;interruzione di una <strong>sopravvivenza artificiale</strong>.</p>
<p>Qualcuno potrebbe obiettare che Eluana non abbia messo per iscritto (pare l&#8217;abbia ribadito verbalmente più volte, però), prima dell&#8217;incidente, la sua precisa volontà di morire qualora si fosse trovata in stato vegetativo. Ma è altrettanto obiettabile che, in casi di <strong>irreversibilità</strong> come il suo, l&#8217;avanzamento scientifico cessa di generare cure e si trasforma in un iter meccanico - che con la speranza di vita non ha nulla a che vedere. La <a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/07/10/eluana-il-padre-risponde-al-vaticano-sia-fatta-la-sua-volonta/" target="_blank">battaglia della famiglia</a> resta insoluta, dato che l&#8217;unica soluzione per porre finire al calvario di Eluana è il <strong>trasferimento in una clinica</strong> privata. Libero Stato, quindi? C&#8217;è chi ha avuto modo di <a href="http://neroassenso.splinder.com/post/17837049/Sia+fatta+la+volont%C3%A0+di+Eluan" target="_blank">accorgersi del contrario</a> (o quantomeno ne ha avuto una conferma).</p>
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