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	<title>Progetto INGEGNERIA</title>
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	<description>La community italiana dell&#039;Ingegneria</description>
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		<title>Economia circolare in edilizia</title>
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				<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 14:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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<p>Economia circolare in edilizia. Sicuramente ne avrete sentito parlare, ma come siamo realmente messi in italia? Partiamo dalla produzione di rifiuti edili. Secondo l’ultimo rapporto dell’ ISPRA, nel 2017, la produzione nazionale di rifiuti speciali è stata di circa 140 milioni di tonnellate e indovina un po&#8217;?  il maggior contributo è arrivato proprio dal mondo &#8230;</p>
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<p>Economia circolare in edilizia. Sicuramente ne avrete sentito parlare, ma come siamo realmente messi in italia? Partiamo dalla produzione di rifiuti edili. Secondo l’ultimo rapporto dell’ ISPRA, nel 2017, la produzione nazionale di rifiuti speciali è stata di circa 140 milioni di tonnellate e indovina un po&#8217;?  il maggior contributo è arrivato proprio dal mondo edile, più del 40% con 60 milioni di tonnellate. Sicuramente molto è dovuto al fatto che il processo di costruzione di un edificio è molto complesso e  non ancora totalmente industrializzato e questo non ci permette di avere sotto controllo tutte le singole fasi e questo ne determina giustamente una maggiore produzione di rifiuti.</p>



<p>Non è un problema solo nazionale e infatti la comunità europea con la <strong>Direttiva Quadro sui rifiuti,</strong> ha introdotto l’obiettivo di raggiungere il 70% di recupero dei rifiuti inerti entro il 2020. Fortunatamente negli anni sono stati istituiti alcuni protocolli di certificazione, chiamati &#8220;<strong>rating systems for green buildings</strong>&#8221; che si concentrano su come ridurre l&#8217;impatto ambientale delle nuove costruzioni e degli edifici esistenti.</p>



<p>Al momento la<strong> media italiana si aggira a poco più del 20
per cento</strong>&nbsp;, &nbsp;siamo molto lontani
dagli obiettivi posti dall’Europa, però la notizia positiva è che i cantieri<strong>
che utilizzano i protocolli di certificazione</strong> <strong>la percentuale di recupero
dei rifiuti da demolizione, si avvicina quasi al 90 per cento</strong>. E questo ci
fa ben sperare sulla possibilità di usare questi strumenti.</p>



<p>Vi ho parlato di economia circolare, ma praticamente al fine di raggiungere questi obiettivi ,cosa occorrerà fare? Innanzitutto oggi <strong>non esistono più motivi tecnici, prestazionali o economici</strong> che possano essere utilizzati come scuse <strong>per non utilizzare materiali provenienti dal riciclo nelle costruzioni</strong>, lo dimostrano i tanti Paesi dove grazie al riutilizzo di rifiuti aggregati e inerti provenienti dal riciclo, si sta riducendo la quantità di materiali estratti. </p>



<p>Ma in Italia comunque qualcosa si sta muovendo fortunatamente, ad esempio lo<strong> Juventus STADIUM</strong>. La sua realizzazione ha infatti visto il recupero dei materiali dismessi del vecchio Stadio “Delle Alpi”. Si tratta di 40.000 metri cubi di calcestruzzo, frantumati ed utilizzati come sottofondo del rilevato strutturale del nuovo impianto, a cui si aggiungono 5.000 tonnellate di acciaio, 2.000 metri quadrati di vetro e 300 tonnellate di alluminio. Inoltre tutto ciò ha portato anche un notevole risparmio economico stimato in circa 2 milioni di euro.</p>



<p>Oppure come non citare i  cantieri di Expo Milano che hanno visto un largo utilizzo di acciai. Dopo Expo le 1.000 tonnellate di elementi in acciaio, giuntate mediante bulloni, le strutture in acciaio sono state smontate e trasportate per poi riassemblarle a Dubai per <strong>Expo2020</strong>. </p>



<p>Ma in un ottica di economia circolare potremmo fare molto di
più, ad esempio potremmo sfruttare al massimo tutti gli edifici già esistenti, quindi
non parlo solo di abitazioni, ma anche di apertura di spazi gratuiti per la
comunità. Cominciare a progettare le future costruzioni attraverso componenti
modulari, in grado di garantirci una certa flessibilità e quindi capaci di
conservarsi come risorsa &nbsp;per le esigenze
future. O perché no, avere anche la capacità di progettare lo smaltimento, considerando
gli edifici non come il fine ultimo della nostra progettazione, ma come un
magazzino, una sorta di banca temporanea di materiali e prodotti certificati. </p>
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		<title>Come la POINT CLOUD cambierà il tuo lavoro</title>
		<link>http://www.progettoingegneria.it/point-cloud-ingegnere-architetto/</link>
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				<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 20:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Building]]></category>
		<category><![CDATA[camogli]]></category>
		<category><![CDATA[Ex ospedale Camogli]]></category>
		<category><![CDATA[Point Cloud]]></category>
		<category><![CDATA[rilievo 3d]]></category>
		<category><![CDATA[ristrutturazione]]></category>
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<p>Quando si parla di progettazione, restauro e ristrutturazione, il problema principale per ingegneri e architetti è il rilievo dell&#8217;edificio oggetto di intervento, la sua conoscenza e la corretta documentazione dello stato di fatto. La conoscenza degli edifici, non ci stancheremo mai di dirlo, è l&#8217;investimento necessario alla progettazione coerente e consapevole di qualsiasi intervento. Le &#8230;</p>
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<p>Quando si parla di <strong>progettazione</strong>, <strong>restauro </strong>e <strong>ristrutturazione</strong>, il problema principale per ingegneri e architetti  è il rilievo dell&#8217;edificio oggetto di intervento, la sua conoscenza e la corretta documentazione dello stato di fatto.  <br>La conoscenza degli edifici, non ci stancheremo mai di dirlo, è l&#8217;investimento necessario alla progettazione coerente e consapevole di qualsiasi intervento. </p>



<h4>Le problematiche degli edifici storici</h4>



<p>Ma il problema della conoscenza si complica ancor più quando siamo in presenza di edifici storici. Essi infatti facilmente sono infatti privi di documentazione di base, di disegni, di informazioni sulle trasformazioni subite nel tempo. Questo accade nella maggior parte del nostro patrimonio storico ed artistico, in cui gli interventi vengono spesso condotti sulla base di rilievi poco accurati. </p>



<h4>POINT CLOUD</h4>



<p>Le nuove tecnologie del <strong>rilievo 3D</strong> e la conseguente elaborazione di <strong>point-cloud</strong>, aiutano il progettista a risolvere questo problema in poco tempo e senza spreco di denaro ottenendo un risultato migliore di quello che, fino a poco tempo fa, si otteneva con le tradizionali strumentazioni topografiche.   <br>La <strong>POINTCLOUD</strong> ci permette di avviare una progettazione coerente, sviluppata direttamente in visione <strong>3D</strong>, con una grafica accattivante che catturerà l&#8217;attenzione del committente.  </p>



<h4>La point-cloud dell&#8217;Ex Ospedale SS Prospero e Caterina di Camogli (GE): modalità esecutive, risultati, elaborati finali.</h4>



<p> Per saperne di più, abbiamo intervistato la <strong>3deffe</strong>, società esperta in questo campo, che ci ha mostrato alcuni suoi esempi applicativi:</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/point-cloud-3.jpg" alt="" class="wp-image-1258" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/point-cloud-3.jpg 922w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/point-cloud-3-300x225.jpg 300w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/point-cloud-3-768x577.jpg 768w" sizes="(max-width: 922px) 100vw, 922px" /></figure>



<p>L&#8217;ingegnere Luca Amatori, ci racconta: &#8221; La committenza, pubblica in questo caso, aveva l&#8217;obiettivo di completare ed uniformare la conoscenza del complesso e aggiornare vecchi disegni sulla base dei quali condurre la progettazione per il riuso. Il rilievo in sito è stato completato in meno di quattro giorni, acquisendo dati 3D di tutte le parti esterne e di tutti gli ambienti interni. Si deve considerare che una struttura ospedaliera ha molte stanze, servizi, scale principali e di servizio, corridoi e locali interrati: l&#8217;impiego del<strong> laser scanner 3D</strong> (FaroX130 con fotocamera integrata) ci ha permesso di acquisire più di 500 scansioni in quattro giorni. Il rilievo degli esterni e delle coperture in particolare è stato completato con un solo volo da <strong>drone</strong>, acquisendo immagini stereoscopiche che sono poi state elaborate con<strong> SFM</strong> (fotogrammetria digitale). L&#8217;appoggio topografico ci ha consentito di unire le due point-cloud.&#8221;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img src="https://static.wixstatic.com/media/7603bb_841b971f4cd045c78d2e9f6af094e6a1~mv2.jpg/v1/fill/w_1060h_716al_cq_90/7603bb_841b971f4cd045c78d2e9f6af094e6a1~mv2.webp" alt="Rilievo degli interni con FaroX130" width="391" height="263"/><figcaption> Rilievo degli interni con FaroX130 </figcaption></figure></div>



<p>&#8220;In tempi assai rapidi abbiamo quindi messo nelle mani della committenza uno strumento conoscitivo completo, un modello a nuvola di punti navigabile dal quale estrarre infinite piante e sezioni.  <br>Il rilievo architettonico è stato eseguito con laser scanner integrato fotogrammetria e topografia. I dati tridimensionali sono stati elaborati e gestiti con<strong> Recap, Autocad</strong> e <strong>Revit </strong>per estrapolare piante, prospetti e sezioni in <strong>2D </strong>come richiesti dalla committenza. Il livello di sviluppo raggiunto è pari a <strong>LOD 200</strong>. &#8220;</p>



<h4>Qualche altro dato </h4>



<p>Il complesso dell&#8217;<strong>Ex Ospedale SS Prospero e Caterina di Camogli (GE)</strong> è costituito da due edifici multipiano con una superficie complessiva di 4500mq e un volume di 17500mc. Le strutture sono in parte in muratura, per l&#8217;edificio più vecchio, in parte in c.a. e muratura per l&#8217;edificio più recente. Gli edifici sono immersi in un grande spazio esterno terrazzato, in parte investito da abbondante vegetazione, in parte dedicato ad aree di manovra e parcheggio dei mezzi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img src="https://static.wixstatic.com/media/7603bb_5f73148e07ba4b8abd040c02c6f753c7~mv2_d_2568_3000_s_4_2.jpg/v1/fill/w_2568h_3000al_cq_90/7603bb_5f73148e07ba4b8abd040c02c6f753c7~mv2_d_2568_3000_s_4_2.webp" alt="" width="514" height="600"/></figure></div>



<p>&#8220;Si è materializzata in sito una rete topografica, impostato un sistema di riferimento locale a mezzo di stazione totale contemporaneamente agganciato al sistema geografico WGS84 UTM 32N acquisito con GPS. A tale rete sono poi state riferite tanto le scansioni degli interni effettuate con laser scanner quanto la nuvola di punti degli esterni (facciate e aree esterne) elaborata con fotogrammetria digitale. &#8220;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img src="https://static.wixstatic.com/media/7603bb_4255d951b59647fd920281ed70f1f347~mv2.jpg/v1/fill/w_1068h_796al_cq_90/7603bb_4255d951b59647fd920281ed70f1f347~mv2.webp" alt="Appoggio topografico integrato con GPS e stazione totale" width="424" height="316"/><figcaption> <br>Appoggio topografico integrato con GPS e stazione totale </figcaption></figure></div>
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		<title>7ª GIORNATA NAZIONALE DELL’INGEGNERIA DELLA SICUREZZA</title>
		<link>http://www.progettoingegneria.it/giornata-nazionale-ingegneria-sicurezza/</link>
				<comments>http://www.progettoingegneria.it/giornata-nazionale-ingegneria-sicurezza/#respond</comments>
				<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 15:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CNI]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio nazionale ingegneri]]></category>
		<category><![CDATA[giornata nazionale ingegneria sicurezza]]></category>
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<p>Il prossimo 25 ottobre, ritorna la settima edizione della Giornata Nazionale dell’Ingegneria della Sicurezza. L’evento è organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri, in collaborazione con Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Ordine Ingegneri Matera.</p>
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<p>Il prossimo 25 ottobre, ritorna la settima edizione della Giornata Nazionale dell’Ingegneria della Sicurezza. L’evento è organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri, in collaborazione con Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Ordine Ingegneri Matera.</p>



<p>Per la prima volta la Giornata non si svolgerà a Roma ma a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. La manifestazione che ha ottenuto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica avrà come titolo&nbsp;<em>“Il valore sociale della Cultura della Sicurezza obiettivo primario di una Società Civile. Azioni ed esperienze a confronto”</em>.</p>



<p>I lavori saranno articolati in tre sessioni distinte, due la mattina ed una il pomeriggio.<br>La&nbsp;<strong>prima sessione</strong>&nbsp;è dedicata ai nuovi approcci&nbsp;<em>“europei”</em>&nbsp;alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Di norma le direttive comunitarie stabiliscono dei criteri minimi comuni, tuttavia gli stati membri nella fase di recepimento sono comunque liberi di adottare prescrizioni più severe per la tutela dei lavoratori. Per questo motivo la normativa nazionale relativa agli aspetti di protezione e prevenzione sui luoghi di lavoro, può variare tra i diversi paesi dell’Unione.</p>



<p>La&nbsp;<strong>seconda sessione</strong>&nbsp;avrà lo scopo di analizzare i collegamenti tra rischi, obblighi di sicurezza e concetti di Etica, Cultura e Sostenibilità. La Costituzione Italiana sottolinea l’ importanza dell’adozione delle norme di sicurezza come principio assoluto ed inderogabile. Il nuovo modello di organizzazione aziendale ha come finalità&nbsp; l’evitare o il ridurre i rischi di infortunio o di malattia, nonchè la realizzazione di un contesto lavorativo che tuteli la persona.</p>



<p>Infine nella&nbsp;<strong>terza sessione</strong>&nbsp;si affronteranno in un’ottica comparata approcci normativi e buone pratiche applicabili ai luoghi di intrattenimento. Una direttiva del Ministero dell’Interno&nbsp; ha cercato di dare indicazioni concrete ed attuabili per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche.</p>



<p>Gli interventi saranno arricchiti dalla illustrazione di esempi pratici, tra cui&nbsp;&nbsp;il caso di Notre Dame a Parigi per la gestione del rischio incendio nelle strutture storiche in materiale ligneo.</p>



<div class="wp-block-file"><a href="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/7ª_Giornata_Nazionale_della_Sicurezza._Matera25ott2019.pdf">Ecco il programma: LOCANDINA</a><a href="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/7ª_Giornata_Nazionale_della_Sicurezza._Matera25ott2019.pdf" class="wp-block-file__button" download>Scarica</a></div>



<p>La partecipazione è gratuita, previa<strong>&nbsp;iscrizione entro il 22 ottobre 2019:</strong><strong>&nbsp;QUI</strong></p>



<p><strong>Valenza formativa Ingegneri:</strong>&nbsp;La partecipazione alla giornata sarà valida per<strong>&nbsp;n°3+2 CFP</strong>&nbsp;(3 la mattina e 2 il pomeriggio)</p>



<p>Via:  agendatecnica.it</p>
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		<item>
		<title>Scuole: il MIUR stanzia 66 milioni di euro per la verifica strutturale di solai e controsoffitti</title>
		<link>http://www.progettoingegneria.it/scuole-il-miur-stanzia-66-milioni-di-euro-per-la-verifica-strutturale-di-solai-e-controsoffitti/</link>
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				<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 18:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[verifica strutturale]]></category>

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<p>Il MIUR ha pubblicato un avviso da 65,9 milioni di euro per il finanziamento in favore di enti locali di verifiche su solai e controsoffitti degli istituti scolastici. Domande entro il 29 novembre 2019</p>
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<h4><em>Il MIUR ha pubblicato un avviso da 65,9 milioni di euro per il finanziamento in favore di enti locali di verifiche su solai e controsoffitti degli istituti scolastici. Domande entro il 29 novembre 2019</em></h4>



<p>Ammonta a <strong>65,9 milioni di euro</strong> il contributo stanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il <strong>piano straordinario di prevenzione dei crolli di solai e controsoffitti nelle scuole</strong>. L’avviso pubblico per il finanziamento di verifiche e indagini diagnostiche relative a elementi strutturali e non strutturali è disponibile sul sito del MIUR. <strong>È destinato agli Enti Locali proprietari di immobili pubblici adibiti a uso scolastico</strong> censiti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica.</p>



<p>Per le verifiche strutturali da effettuare nelle scuole sono disponibili complessivamente <strong>40 milioni di euro</strong>. È prevista, inoltre, una <strong>quota ulteriore pari a 25,9 milioni di euro da assegnare successivamente per gli interventi urgenti di messa in sicurezza</strong> che dovessero rendersi necessari all’esito delle indagini sui solai e i controsoffitti. In particolare, il 30 per cento delle risorse da assegnare attraverso la procedura è riservato a Province e Città Metropolitane mentre la restante percentuale è a favore dei Comuni e/o unioni di Comuni.</p>



<h4>Presentazione domande e criteri di scelta</h4>



<p>Gli Enti Locali possono presentare la propria candidatura&nbsp;<strong>entro le ore 15 del 29 novembre 2019</strong>. Le candidature saranno selezionate sulla base dei seguenti criteri: vetustà degli immobili con particolare riferimento agli edifici costruiti prima del 1970, zona sismica, popolazione scolastica coinvolta, tipologia costruttiva dei solai, assenza di finanziamento negli ultimi cinque anni per interventi strutturali o per indagini diagnostiche, eventuale quota di cofinanziamento.</p>



<p>Fonte: ingenio-web.it</p>
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		<title>SAIE Bari 2019: iniziative e numeri della Fiera sulle tecnologie per l’edilizia e l‘ambiente costruito 4.0</title>
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				<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 09:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[costruito]]></category>
		<category><![CDATA[costruito 4.0]]></category>
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		<category><![CDATA[Fiera del levante]]></category>
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<p>103 convegni, 12 iniziative speciali e 350 aziende espositrici coinvolte. SAIE riparte da Bari con un format ricco e innovativo; un’occasione di crescita, confronto e networking per l’edilizia del Mezzogiorno Manca una settimana all’apertura di SAIE Bari, la nuova edizione della fiera biennale delle tecnologie per l’edilizia e l’ambiente costruito 4.0. La tre giorni, che &#8230;</p>
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<h4> 103 convegni, 12 iniziative speciali e 350 aziende espositrici coinvolte. SAIE riparte da Bari con un format ricco e innovativo; un’occasione di crescita, confronto e networking per l’edilizia del Mezzogiorno</h4>



<p>Manca una settimana all’apertura di <strong><em>SAIE Bari</em></strong>, la nuova edizione della fiera biennale delle tecnologie per l’edilizia e l’ambiente costruito 4.0. La tre giorni, che si terrà dal <strong>24 al 26 ottobre</strong> a Bari, presso la<strong> Nuova Fiera del Levante</strong>, si pone un obiettivo ambizioso: diventare il punto di riferimento per il mercato del Centro e Sud Italia e del bacino del Mediterraneo.</p>



<p>Protagonisti di SAIE Bari strumenti, tecnologie e innovazioni che stanno rivoluzionando l’intera filiera edile. Un settore che fortunatamente comincia a far registrare segnali incoraggianti.Nel secondo trimestre 2019 sono 736.883 le imprese attive nel comparto delle costruzioni, in lieve aumento del +0,4% rispetto al primo trimestre.</p>



<p><strong><em>SAIE</em></strong><strong><em> </em></strong>riparte dal Sud Italia, ed in particolare da Bari, proprio per sostenere la ripresa di una filiera di vitale importanza per il Mezzogiorno, così come per tutto il paese. Basti pensare che ben il 14% delle imprese attive in questo momento in Italia appartiene proprio al settore edile, determinando l’8% del PIL italiano(fonte dati <strong>ANCE</strong>).</p>



<p>In questo contesto SAIE Bari rappresenta un’importante occasione di crescita, confronto e networking in grado di mettere gli attori del comparto nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale. Proprio per questo l’appuntamento di Bari avrà un format innovativo, che si articolerà in <strong><em>103 convegni</em></strong><strong><em> </em></strong>e <strong><em>12 iniziative speciali</em></strong>, coinvolgendo oltre 350 aziende espositrici.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">

</div></figure>



<p>Per incentivare il comparto e premiare le eccellenze, verranno assegnati, inoltre, i <strong><em>Cassa Edile Awards</em></strong>, una serie di premi dedicati ai protagonisti del settore edile che si sono contraddistinti per i loro comportamenti virtuosi. SAIE Bari ospiterà dunque una serata di gala che premierà imprese, operai e tutti coloro che quotidianamente contribuiscono allo sviluppo di un sistema imprenditoriale etico e sostenibile.</p>



<p>Infine , ricordiamo che in contemporanea a SAIE Bari svolgeranno:&nbsp;<strong><em>FEL – Festival dell’Edilizia Leggera</em></strong>, evento itinerante dedicato al settore professionale del colore e dell’edilizia leggera,<strong><em>&nbsp;CondominioItalia Expo</em>,&nbsp;</strong>un’area speciale con incontri e seminari dedicati alla gestione degli immobili per favorire l’incontro tra gli operatori del mercato.</p>



<p> </p>
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		<title>La legge sull’equo compenso non impedisce di espletare manifestazioni d’interesse per il conferimento di incarichi di consulenza a titolo gratuito.  ﻿</title>
		<link>http://www.progettoingegneria.it/sentenza-tar-consulenza-gratuita-professionisti/</link>
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				<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 19:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Sisto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Law]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza gratuita]]></category>
		<category><![CDATA[equo compenso]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza 11411]]></category>
		<category><![CDATA[tar roma]]></category>
		<category><![CDATA[titolo gratuito]]></category>

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<p>Nota a sentenza T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II, 30 settembre 2019, n. 11411. Il nostro ordinamento non vieta la possibilità di prevedere consulenze a carattere gratuito;L’equità del compenso è obbligatorio nel solo caso in cui lo stesso sia previsto. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, aveva pubblicato il 27.2.2019 l’avviso pubblico di manifestazione di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.progettoingegneria.it/sentenza-tar-consulenza-gratuita-professionisti/">La legge sull’equo compenso non impedisce di espletare manifestazioni d’interesse per il conferimento di incarichi di consulenza a titolo gratuito.  ﻿</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.progettoingegneria.it">Progetto INGEGNERIA</a>.</p>
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<h4>Nota a sentenza T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II, 30 settembre 2019, n. 11411.</h4>



<ol><li>Il nostro
     ordinamento non vieta la possibilità di prevedere consulenze a carattere
     gratuito;</li><li>L’equità del
     compenso è obbligatorio nel solo caso in cui lo stesso sia previsto. </li></ol>



<p>Il Ministero dell’Economia e delle
Finanze, aveva pubblicato il 27.2.2019 l’avviso pubblico di manifestazione di
interesse per il conferimento di incarichi di consulenza a titolo gratuito di
durata biennale relativi al diritto nazionale ed europeo e altre materie
specialistiche. Tra le finalità vi era quella di adeguare l’ordinamento interno
alle direttive e ai regolamenti di natura comunitaria. </p>



<p>Tale avviso veniva impugnato da un libero
professionista poiché ritenuto violativo dei princìpi di cui all’art. 36 Cost.
e della legge sull’equo compenso (applicabile ad ogni rapporto tra
professionisti e pA) entrambi ostativi allo svolgimento gratuito di prestazioni
professionali. </p>



<p>In particolare, il ricorrente sosteneva
che l’oggetto dell’avviso doveva essere ricondotto al contratto d’opera
intellettuale <em>ex</em> art. 2229 c.c. o,
eventualmente, alla fattispecie degli appalti di servizi. In entrambi i casi
doveva trovare applicazione la legge sull’equo compenso, applicabile a tutti i
lavoratori autonomi a seguito degli interventi normativi del 2017 e del 2018. </p>



<p>Infine, il libero professionista riteneva
che fosse comunque violato l’art. 2233 c.c., che con riferimento all’art. 36
Cost., statuisce che “<em>la misura del
compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della
professione</em>”. &nbsp;</p>



<p>Nonostante tali argomentazioni il T.A.R.
ha ritenuto il ricorso privo di fondamento sul presupposto che dovesse essere
diversamente inquadrato l’oggetto dell’avviso. In particolare, i giudici
amministrativi evidenziano come in realtà sia stato richiesto ai professionisti
in possesso dei requisiti indicati dal Ministero “<em>una mera manifestazione di interesse a prestare, senza che sia
prefissata la frequenza e l’entità dell’eventuale ‘prestazione’ nell’arco
temporale di due anni, la propria consulenza nelle stesse suddette materie ‘in
vista anche dell’adozione e/o integrazione di normative primarie e secondarie
ai fini, tra l’altro, dell’adeguamento dell’ordinamento interno alle direttive/regolamenti
comunitari’</em>”.</p>



<p>Proprio tale “<em>genericità</em>” dell’avviso è, secondo i giudici amministrativi,
elemento caratterizzante e non vizio di legittimità. Inoltre, la valutazione
positiva con conseguente “<em>selezione</em>”
dei <em>curricula</em> non comporta l’instaurazione
di “<em>alcun rapporto di lavoro né è
prevista la fornitura di un servizio professionale</em>” né comporta la qualificazione
del rapporto “<em>come contratto di lavoro
autonomo</em>” vista la possibilità del professionista di poter porre fine in
qualsiasi momento unilateralmente all’incarico. </p>



<p>Sempre in tale direzione escludono la
classificazione di tale avviso come servizio da sottoporre alla disciplina del
Codice degli appalti data “<em>l’assenza
della previsione del numero ben definito di incarichi da conferire, dell’individuazione
puntuale&nbsp; dell’oggetto e della
consistenza di ciascun incarico, nonché di una selezione vera e propria, con
graduatoria finale</em>”.</p>



<p>Non può, inoltre, militare contrariamente
neanche la richiesta da parte del ministero di requisiti minimi finalizzati
esclusivamente ad individuare professionisti qualificati idonei a “<em>dare un contributo rilevante nelle materie e
nell’ambito delle attività indicate</em>”.&nbsp;
&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Sulla scorta di tali considerazioni il
T.A.R. giunge alla conclusione che “<strong><em>il carattere gratuito della consulenza
appare legittimo</em>” dato che, peraltro, “<em>nel nostro ordinamento non si rinviene alcun divieto in tal senso</em></strong>”.</p>



<p><strong>Non
può, infatti, affermarsi che “<em>la
disciplina dell’equo compenso (…) presenti tale carattere ostativo. Essa deve,
infatti, intendersi nel senso che, laddove il compenso in denaro sia stabilito,
esso non possa che essere equo</em></strong>”. Dunque, <strong>l’equità del compenso vi deve essere
solo nel caso in cui sia stato previsto un compenso! In caso di totale assenza
dello stesso non si può parlare (e quindi neanche pretendere) di equità!</strong></p>



<p>Ma non è tutto! I giudici amministrativi
affermano che il professionista può, peraltro, “<strong><em>trarre vantaggi di natura
diversa in termini di arricchimento professionale legato alla partecipazione ad
eventuali tavoli, allo studio di particolari problematiche ed altro, nonché
quale possibilità di far valere tutto ciò all’interno del proprio curriculum
vitae</em></strong>”. </p>



<p>Insomma, sembrerebbe che tra i tanti “investimenti” (con relative incertezze e, appunto, sacrifici) che soprattutto i liberi professionisti devono affrontare nel loro percorso lavorativo vi sia anche quello di poter prestare gratuitamente la propria attività nella speranza che un giorno, il lavoro svolto (<em>rectius</em> l’“<em>arricchimento professionale</em>” conseguito) e la possibilità di vantare tale esperienza nel proprio <em>curriculum vitae</em> siano a loro volta “procacciatori di affari”!</p>



<div class="wp-block-file"><a href="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/Sentenza-T.A.R.-Lazio-–-Roma-Sez.-II-30-settembre-2019-n.-11411..pdf">Sentenza T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II, 30 settembre 2019, n. 11411.</a><a href="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/Sentenza-T.A.R.-Lazio-–-Roma-Sez.-II-30-settembre-2019-n.-11411..pdf" class="wp-block-file__button" download>Scarica</a></div>



<p></p>
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		<title>One Za&#8217;Abeel: progressi nella costruzione di“The Link”</title>
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				<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 13:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shain Azadi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Ithra Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[One Za'Abeel]]></category>
		<category><![CDATA[theLink]]></category>

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<p>Ithra Dubai, gruppo leader nella progettazione di immobili orientati alla comunità di proprietà dalla Investment Corporation of Dubai (ICD), ha annunciato l’inizio della prima fase di scorrimento della struttura a mensola più grande del mondo, denominata “The Link”, che completerà il suo capolavoro “One Za’Abeel” nei pressi del Dubai World Trade Centre. L’inizio della fase &#8230;</p>
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<h4>Ithra Dubai, gruppo leader nella progettazione di immobili orientati alla comunità di proprietà dalla <em>Investment Corporation of Dubai</em> (ICD), ha annunciato l’inizio della prima fase di scorrimento della struttura a mensola più grande del mondo, denominata “The Link”, che completerà il suo capolavoro “One Za’Abeel” nei pressi del Dubai World Trade Centre.</h4>



<p>L’inizio della fase di scorrimento ha avuto recentemente luogo in presenza di <strong>Issam</strong> <strong>Galadari</strong>, Amministratore Delegato e Membro del Consiglio di Ithra Dubai nonché membro del Team di Sviluppo e Costruzione. Riferisce Galadari “Siamo eccitati dall’aver raggiunto questo momento critico nella costruzione di <strong>One Za’Abeel</strong>.<strong> The Link</strong> è un insieme incredibile di tecnica  ingegneristica che dimostra l’ingenuità e la dedizione di Dubai nel creare grandi innovazioni”. Continuando afferma “Essendo la sezione a sbalzo più grande del mondo, The Link fornirà una vista mozzafiato a 360° della città, in aggiunta alla presenza di appartamenti, uffici e svago. La fase di scorrimento di The Link è un risultato incredibile che dimostra la capacità di Ithra Dubai di superare ogni ostacolo.”</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/the-link-one-zaabeel-ithra-dubai-construction.jpg" alt="" class="wp-image-1196" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/the-link-one-zaabeel-ithra-dubai-construction.jpg 966w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/the-link-one-zaabeel-ithra-dubai-construction-300x199.jpg 300w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/the-link-one-zaabeel-ithra-dubai-construction-768x510.jpg 768w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/the-link-one-zaabeel-ithra-dubai-construction-310x205.jpg 310w" sizes="(max-width: 966px) 100vw, 966px" /><figcaption>Fasi della costruzione di One Za&#8217;Abeel.</figcaption></figure>



<p>One Za’Abeel è un iconico grattacielo di lusso a uso misto attualmente in costruzione nel cuore della città, eretto sul passaggio tra la Vecchia e Nuova Dubai. Progettato come una meta turistica, attirerà visitatori dagli interi Emirati Arabi e oltre. Sospeso <strong>100 metri</strong> sopra il livello del suolo e lungo 210m, The Link è uno spazio panoramico che collega le due torri di<strong> </strong>One Za’Abeel. Questa struttura senza tempo sarà casa di diverse attrazioni, tra le quali ristoranti stellati Michelin, ponti di osservazione, e una piscina a sfioro. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/2018-10-28-08-45-30-aatsc-975x750.jpg" alt="" class="wp-image-1199" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/2018-10-28-08-45-30-aatsc-975x750.jpg 975w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/2018-10-28-08-45-30-aatsc-975x750-300x231.jpg 300w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/2018-10-28-08-45-30-aatsc-975x750-768x591.jpg 768w" sizes="(max-width: 975px) 100vw, 975px" /><figcaption>Cantiere di One Za&#8217;Abeel.</figcaption></figure>



<h4><strong>Dati tecnici sulla costruzione di The Link </strong></h4>



<p>L’assemblaggio della struttura principale di <strong>The</strong> <strong>Link</strong> è un impressionante lavoro d’ingegneria. Il ponte è composto da sette moduli di acciaio – chiamati <strong>Assemblati A &#8211; G </strong>– che sono portati in posizione prima che essere sollevati nella loro posizione finale sull&#8217;edificio. Dopo aver collegato il primo assemblaggio a un avambecco <span>temporaneo, The Link scivolerà dalla <strong>Torre A</strong> verso la<strong> Torre B</strong>.</span></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/picture2-975x750.jpg" alt="" class="wp-image-1200" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/picture2-975x750.jpg 975w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/picture2-975x750-300x231.jpg 300w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/picture2-975x750-768x591.jpg 768w" sizes="(max-width: 975px) 100vw, 975px" /><figcaption>Operai all&#8217;opera sul cantiere della nuova costruzione di Ithra Dubai.</figcaption></figure>



<p><strong>Ithra Dubai</strong> ha nominato uno specialista nello scorrimento e sollevamento che ha impiegato un sistema di martinetti idraulici ad alte prestazioni in grado di generare ciascuno una forza di trazione fino a 220 tonnellate. Così facendo è possibile far scivolare sia il Segmento A che l&#8217;avambecco di 30m lungo la piattaforma temporanea fino al bordo del podio, creando spazio per assemblare il segmento successivo. Con un peso di <strong>1.742 tonnellate</strong> e una lunghezza di <strong>51m</strong>, l’Assemblato A è il nodo individuale più pesante da montare.</p>



<p>I <strong>Nodi Primari </strong>per ciascuno degli assemblati del ponte – il più pesante dei quali pesava più di 45 tonnellate – sono stati costruiti fuori sito e consegnati completamente fabbricati per ridurre le saldature in loco. L’ ultima parte della costruzione ha visto l&#8217;assemblaggio di avambecco temporaneo in cima al podio al dettaglio Livello 4 nella <strong>Torre A </strong>di <strong>One Za’Abeel</strong>. </p>



<h4>Fonti:</h4>



<p>https://www.khaleejtimes.com/business/real-estate/one-zaabeel-reaches-key-sliding-phase-of-the-link</p>



<p>https://www.constructionweekonline.com/projects-and-tenders/258712-ithra-dubai-marks-progress-on-one-zaabeels-the-link-cantilever</p>



<figure class="wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-ithra-dubai"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="9NGYeiLwHF">One Za’abeel</blockquote>
</div></figure>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.progettoingegneria.it/one-zaabeel-progressi-nella-costruzione-dithe-link/">One Za&#8217;Abeel: progressi nella costruzione di“The Link”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.progettoingegneria.it">Progetto INGEGNERIA</a>.</p>
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		<item>
		<title>Crollano frammenti dal soffitto di San Pietro durante la messa di Papa Francesco: sala evacuata</title>
		<link>http://www.progettoingegneria.it/crollano-frammenti-soffitto-san-pietro/</link>
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				<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 21:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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<p>Durante la messa celebrata oggi in Vaticano da Papa Francesco, si sono staccati dei pezzi dalla chiesa. Non ci sono stati feriti, anche perché sembra che i massi fossero di dimensioni molto ridotte: in ogni caso, per motivi precauzionali, l’ala sinistra accanto all’altare è stata evacuata e i presenti fatti uscire. Sono crollati dei piccoli &#8230;</p>
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<h4>Durante la messa celebrata oggi in Vaticano da Papa Francesco, si sono staccati dei pezzi dalla chiesa. Non ci sono stati feriti, anche perché sembra che i massi fossero di dimensioni molto ridotte: in ogni caso, per motivi precauzionali, l’ala sinistra accanto all’altare è stata evacuata e i presenti fatti uscire.</h4>



<p>Sono crollati dei piccoli frammenti dalla basilica di San Pietro durante la messa celebrata da Papa Francesco. L&#8217;episodio è avvenuto ieri pomeriggio durante l&#8217;ordinazione di quattro nuovi vescovi: fortunatamente non c&#8217;è stato nessun ferito. I massi che si sono staccati, infatti, erano molto piccoli e la loro caduta è stata pressoché impercettibile. In ogni caso, per precauzione, tutta la zona interessata (l&#8217;ala alla sinistra dell&#8217;altare), è stata evacuata. Non si sa se a San Pietro, dopo questo episodio, sarà sottoposto a un esame più approfondito per verificare l&#8217;eventualità di nuovi crolli nel prossimo periodo. Per adesso all&#8217;interno del Vaticano regna la tranquillità e questo fatto non sembra destare particolare preoccupazione nell&#8217;ambiente ecclesiastico. Nessuno ha commentato la notizia e fonti ecclesiastiche non si sono espresse dopo quanto avvenuto: certo è che la cerimonia per l&#8217;ordinazione dei tre vescovi si è comunque conclusa, anche se in forma diversa da quella che ci si aspettava.</p>



<p>I crolli della Chiesa di San Pietro nel corso degli anni<br>
Non è questa la prima volta che un crollo interessa la Chiesa di San Pietro. Solo lo scorso anno, infatti, erano caduti dei calcinacci a pochi passi dalla cappella che ospita la meravigliosa Pietà di Michelangelo. In quel momento la sala era affollata di turisti e fedeli, rimasti fortunatamente incolumi: nessuno, in quell&#8217;occasione, è stato ferito dal – seppur limitato – crollo. A cadere, in quell&#8217;occasione, parte del rivestimento angolare di un pilastro: la zona è stata tempestivamente chiusa al pubblico e gli operai intervenuti per la messa in sicurezza dell&#8217;area. Prima ancora, nel 1993, crollarono diversi metri quadrati nella zona della cappella di San Sebastiano e quella del Sacramento. Dato che i frammenti si staccarono di notte, anche in quell&#8217;occasione non sono stati registrati feriti.</p>



<p>Fonte: Fanpage.it</p>
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		<title>La mitigazione del rischio da frana a portata di click.</title>
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				<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 17:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittoria Capobianco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Environment]]></category>
		<category><![CDATA[frana]]></category>
		<category><![CDATA[KLIMA2050]]></category>
		<category><![CDATA[LaRiMiT]]></category>
		<category><![CDATA[mitigazione]]></category>
		<category><![CDATA[NGI]]></category>
		<category><![CDATA[rischio frana]]></category>

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<p>LaRiMiT : il nuovo portale web completo di tutte le misure strutturali per contrastare le frane in Europa. Nella gestione delle aree a rischio frana, la scelta della più opportuna azione di mitigazione da adottare è un processo che necessita di rispondere ad alcuni requisiti fondamentali, non solamente di carattere tecnico, ma anche di carattere &#8230;</p>
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<p><em>LaRiMiT : il nuovo
portale web completo di tutte le misure strutturali per contrastare le frane in
Europa.</em></p>



<p>Nella gestione
delle aree a <strong>rischio frana</strong>, la
scelta della più opportuna azione di <strong>mitigazione
</strong>da adottare è un processo che necessita di rispondere ad alcuni requisiti
fondamentali, non solamente di carattere tecnico, ma anche di carattere economico,
sociale e ambientale.</p>



<p>Basti pensare al
territorio nazionale, in cui spesso le aree a rischio frana ricadono all&#8217; interno di aree di interesse
paesaggistico e per cui opere ingegneristiche che non rispettano i vincoli
ambientali risultano di difficile applicazione. In alcuni casi sono i comuni stessi
che promuovono soluzioni a basso impatto ambientale perché trovano più consenso
anche tra i cittadini.</p>



<p>Tutte le azioni volte a ridurre il rischio da frana si dividono in due grandi gruppi: <strong>misure non strutturali</strong> e <strong>misure strutturali</strong>. Come suggerisce la parola stessa, le <strong>misure non strutturali</strong> sono azioni o politiche volte a ridurre la vulnerabilità dei potenziali elementi a rischio. Un classico esempio sono i sistemi di allerta da frana a scala regionale che monitorano differenti variabili pluviometriche e segnalano quando queste raggiungono soglie di pericolo tali da procurare l&#8217;innesco di possibili frane. Le <strong>misure strutturali</strong> invece sono solitamente opere ingegneristiche che si dividono in attive e passive a seconda se realizzate in prossimità dell&#8217;area di innesco piuttosto che in corrispondenza della potenziale zona di deposizione della frana.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/landslide-2819155_1280-1024x843.jpg" alt="" class="wp-image-1164" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/landslide-2819155_1280-1024x843.jpg 1024w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/landslide-2819155_1280-300x247.jpg 300w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/landslide-2819155_1280-768x632.jpg 768w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/landslide-2819155_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>LaRiMiT</strong> (acronimo di Landslide Risk Mitigation Toolbox) è un portale web realizzato dal <strong>Norwegian Geotechnical Institute </strong>(NGI) all&#8217; interno del progetto <strong>KLIMA 2050,</strong> con l&#8217;idea che il climate change in Europa provocherà un crescente rischio di dissesti idrogeologici, tra cui alluvioni e frane. Il principale scopo di LaRaMiT è quindi quello di aiutare gli ingegneri o i tecnici comunali nella scelta delle misure strutturali più adatte al tipo di frana e al contesto territoriale in cui ricade.</p>



<p>Il portale è
gratuito e aperto a tutti e contiene un database di opere strutturali di
mitigazione delle frane, suddivise in 11 categorie in base al tipo di processo
fisico sul quale agiscono (ad esempio misure volte a modificare il drenaggio
superficiale o profondo, misure di contenimento ecc.).&nbsp;&nbsp; </p>



<p>Per ogni misura
di mitigazione sono disponibili descrizione, alcuni esempi applicativi, metodi
di dimensionamento ed utili riferimenti alla letteratura scientifica
internazionale (come ad esempio i Best Management Practices). </p>



<p>Con LaRiMiT gli utenti possono fornire alcuni dettagli della frana di loro interesse (ad esempio tipo di movimento e materiale coinvolto, condizione delle acque superficiali e profonde) e ricevere come output dal portale la lista delle misure di mitigazione che sono tecnicamente più adatte al caso specifico. Il database infatti contiene delle schede tecniche per ogni misura, fornite da esperti nel settore della mitigazione delle frane, che ne specificano l&#8217;adeguatezza tecnica in relazione a vari aspetti della frana. LaRiMiT poi, ogni qual volta un utente fornisce i dati di input della frana, utilizza un algoritmo (Analytic Hierarchy Process) in grado di confrontare tali dati con le schede tecniche, escludendo automaticamente le misure che non sono compatibili con i dati di input.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/road-2819158_1280-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-1165" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/road-2819158_1280-1024x680.jpg 1024w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/road-2819158_1280-300x199.jpg 300w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/road-2819158_1280-768x510.jpg 768w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/road-2819158_1280-310x205.jpg 310w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/10/road-2819158_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La vera
innovazione risiede nella possibilità da
parte degli utenti, una volta ottenuta la lista delle più adeguate misure di
mitigazione, di fornire su una scala da 1 a 10 una preferenza su tempi di
implementazione, sostenibilità ambientale e fattibilità economica. Il prodotto
finale sarà la stessa lista riordinata anche in base alle esigenze specifiche
dell&#8217;utente, che possono
influire sul processo decisionale. </p>



<p>Recentemente in LaRiMiT è stata inserita una nuova categoria: i <strong>Nature-Based Solutions</strong> (NBS). Gli NBS racchiudono tutte quelle misure a basso impatto ambientale che impiegano esclusivamente elementi naturali come piante, legno, o materiali bio-degradabili per la costruzione di opere di mitigazione strutturali. Tra queste rientrano pratiche di ingegneria naturalistica come l`idrosemina o le palizzate vive per ridurre l&#8217;erosione superficiali, o i terrazzamenti per ridurre la pendenza del versante.</p>



<p>LaRiMiT viene costantemente aggiornato nei contenuti e nelle funzioni. Ad oggi sono presenti oltre 80 misure di mitigazione del rischio da frana e quasi 150 casi di <strong>frane</strong> registrate in tutto il mondo (circa 100 in Europa, di cui oltre 40 in territorio italiano).</p>



<p>Riferimenti bibliografici: Uzielli, M., Choi, J. C., &amp; Kalsnes, B. G. (2017, May). A web-based landslide risk mitigation portal. In <em>Workshop on World Landslide Forum</em> (pp. 431-438). Springer, Cham.</p>
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		<title>Ricercatori all&#8217;opera per lo sviluppo di un nuovo approccio al rischio tsunami per ponti, edifici e strade</title>
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				<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 11:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shain Azadi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Building]]></category>
		<category><![CDATA[Environment]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneria civile]]></category>
		<category><![CDATA[tsunami]]></category>

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<p>I ricercatori dell&#8217;Oregon State University (OSU) stanno sviluppando un approccio migliorato alla modellazione della forza distruttiva delle onde prodotte dagli tsunami. Quest’ultimo aprirà la strada ad una più consapevole gestione della sicurezza nei confronti dei residenti delle aree costiere e delle infrastrutture ivi locate. Rari ma potenzialmente devastanti, gli tsunami possono causare danni enormi alle &#8230;</p>
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<h4>I ricercatori dell&#8217;Oregon State University (OSU) stanno sviluppando un approccio migliorato alla modellazione della forza distruttiva delle onde prodotte dagli tsunami. Quest’ultimo aprirà la strada ad una più consapevole gestione della sicurezza nei confronti dei residenti delle aree costiere e delle infrastrutture ivi locate.</h4>



<p>Rari ma potenzialmente devastanti, gli tsunami possono causare danni enormi alle infrastrutture costiere. Il problema è in parte dovuto alla perdita di stabilità del suolo intorno alle strutture stesse. Comprendere in che modo uno tsunami destabilizza il suolo è la chiave per sviluppare tecniche ingegneristiche in grado di rendere edifici, strade e ponti capaci di resistere meglio alle complicate forze che agiscono durante questi temibili eventi.</p>



<p> Un team, guidato da <strong>Ben Mason</strong> e <strong>Harry Yeh</strong> del OSU <em>College of Engineering,</em> ha utilizzato una centrifuga precedentemente impiegata durante la missione spaziale Apollo per valutare la resistenza degli astronauti alle forze gravitazionali. Collegando a quest’ultima un contenitore riempito con terreno e acqua, è stato possibile simulare in scala gli effetti dell&#8217;inondazione. L’impiego della centrifuga permette di replicare la fisica del fenomeno su un lotto di terreno lungo 21 m, profondo quasi 10 m e largo più di 14 m. Il campione di studio è quindi molto più grande rispetto a quello precedentemente ottenibile in un serbatoio ad onda tradizionale. </p>



<p>&#8220;Questa è la prima volta che qualcosa di simile è stata realizzata,&#8221; ha detto Mason. &#8220;La sfida di pensare alla logistica e all&#8217;ingegneria meccanica necessaria per progettare il contenitore è stata uno degli aspetti più impressionanti di questa ricerca&#8221;. Una centrifuga è un dispositivo che mette qualcosa in rotazione intorno ad un asse fisso. &#8220;Immaginate di tenere un secchio da 5 litri di acqua e che iniziate a farlo ruotare attorno a voi. Se si ruota abbastanza velocemente, l&#8217;acqua rimarrà nel secchio indipendentemente dalla sua posizione, se si rallenta, invece, si riverserà fuori&#8221; afferma Mason. &#8220;Questo è esattamente il concetto su cui stavamo lavorando.&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/09/ezgif.com-webp-to-jpg-928x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1121" srcset="http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/09/ezgif.com-webp-to-jpg-928x1024.jpg 928w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/09/ezgif.com-webp-to-jpg-272x300.jpg 272w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/09/ezgif.com-webp-to-jpg-768x848.jpg 768w, http://www.progettoingegneria.it/wp-content/uploads/2019/09/ezgif.com-webp-to-jpg.jpg 1242w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /><figcaption> <br>(<strong>a</strong>) Una fotografia e uno (<strong>b</strong>) schema della centrifuga geotecnica al Center for Geotechnical Modeling, University of California, Davis (foto del Dr. Dan Wilson). </figcaption></figure>



<p> La centrifuga adoperata nella ricerca, dopo aver fatto parte originariamente del <em>NASA Ames Research Center, </em>è attualmente collocata presso il <em>UC Davis Center</em> per la Modellazione Geotecnica ed ha un impressionante raggio di 9,1 metri. Attaccato al braccio vi è l&#8217;apparecchio che Mason e i suoi collaboratori hanno costruito, in parte riempito con acqua e in parte con terreno, con aperture per consentire la simulazione del flusso d&#8217;acqua dovuto allo tsunami. &#8220;Stiamo cercando di imitare l&#8217;intero processo di uno tsunami che arriva sulla terraferma e poi si ritira,&#8221; riferisce Mason. &#8220;Se si dovesse inserire il terreno in un canale per cercare di simulare il processo, diventerebbe davvero molto costoso. La dimensione spazio-temporale degli tsunami rende difficile la sperimentazione in scala in laboratorio. Questo è il nostro vantaggio chiave: possiamo simulare gli effetti su un terreno molto più grande. Una volta che il contenitore è costruito, inoltre, diventa molto più veloce costruire modelli del terreno nella centrifuga.&#8221; </p>



<p>&#8220;Nella centrifuga, possiamo impiegare video ad alta velocità per imparare molto su ciò che sta accadendo nel suolo come l’erosione e, sotto la superficie, come la pressione dell&#8217;acqua nei pori cambia con il tempo in base al movimento dell&#8217;acqua,&#8221; conclude Mason. &#8220;Tutti questi fattori sono importanti per capire cosa ci si può aspettare dal suolo intorno alle infrastrutture costiere nonché come proteggerle quando si verificherà il prossimo tsunami.&#8221;</p>



<h4>Fonti:</h4>



<p>M. Exton, S. Harry, B. Kutter, H. B. Mason, H. Yeh. <strong>Simulating Tsunami Inundation and Soil Response in a Large Centrifuge</strong>. <em>Scientific Reports</em>, 2019; 9 (1) DOI: 10.1038/s41598-019-47512-x</p>



<p></p>
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