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		<title>RASSEGNA STAMPA 18 MAGGIO 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/18/rassegna-stampa-18-maggio-2012/acquisizione-a-schermo-intero-17052012-21-59-55/" rel="attachment wp-att-3236"><img class="alignleft size-medium wp-image-3236" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Acquisizione-a-schermo-intero-17052012-21.59.55-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><span style="color: #666699"><strong>I gay iraniani dimenticati da Obama.  Alzheimer, il cervello ci dice se il farmaco può avere effetto. Attenzione a ricoverare gli anziani in ospedale: il loro rischio cognitivo raddoppia. Salute: per perdere peso basta dormire a tempo. </strong></span><span style="color: #666699"><strong>Mali: Amnesty, situazione catastrofica per i diritti umani. </strong><strong>SCENARIO CRISI: Ilo e la Banca Mondiale esaminano le misure adottate contro la recessione economica.</strong></span></p>
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<p><span style="color: #333399"><strong>I GAY IRANIANI DIMENTICATI DA OBAMA</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399"><strong>(L&#8217;Opinione)</strong></span> Se Barack Obama ha veramente a cuore la sorte dei gay di tutto il mondo, oltre che di quelli americani, perché non dice niente all&#8217;Iran che ne sta impiccando quattro? Secondo un sito di attivisti per i diritti umani in Iran, Hrana &#8211; Human Rights Activists News Agency &#8211; quattro omosessuali saranno uccisi a giorni per aver praticato la &#8220;sodomia&#8221;. La Corte Suprema iraniana ha infatti confermato le condanne a morte emesse nei confronti di quattro omosessuali. Le sentenze di morte erano state emesse alcuni mesi fa dal Tribunale della regione Kohgiluyeh e Buyer Ahmad, nel sud-ovest dell&#8217;Iran. Questi i loro nomi: Sahadat Arefi, Javid Akbari, Hushmand Akbari e Vahid Akbari. Sono stati riconosciuti &#8216;colpevoli&#8217; di semplici pratiche omosessuali.<br />
E chi ama persone dello stesso sesso sotto il regime degli Ayatollah continua a rischiare la vita. A questo punto, anche tra i più &#8220;liberal&#8221; in America, la domanda se Obama ci faccia o ci sia inizia a porsi. Specie dopo la sparata di &#8220;Newsweek&#8221; che lo dipinge come il primo presidente gay (inteso come gay friendly) in America. E dopo avergli dedicato la copertina mette all&#8217;interno uno spudorato endorsement di Andrew Sullivan nel quale si racconta, a mo&#8217; di indiscrezione, che se Obama fosse stato ancora &#8220;senator&#8221; quando la legge Albany aveva legalizzato lo sposalizio omosessuale nello stato di New York «avrebbe sicuramente votato a favore». E poi argomenta che, «sebbene l&#8217;intervista sui matrimoni gay sappia un po&#8217; di propaganda e possa indurre allo scetticismo sui veri motivi di opportunismo elettorale», tuttavia «su questa cosa dei diritti dei gay non si può non concludere che si tratti dell&#8217;inevitabile culmine di tre anni di lavoro». Insomma un vero paladino della comunità arcobaleno. Specie laddove non costa niente esserlo, cioè a New York e a San Francisco.<br />
In politica estera però è tutta un&#8217;altra storia. Altrimenti non si capirebbe il silenzio assordante dell&#8217;amministrazione di Obama sui diritti dei gay nei paesi asiatici, a cominciare da quelli islamisti come l&#8217;Iran. Perché la verità è che il tallone di Achille dell&#8217;amministrazione democratica è proprio questa ipocrisia sui diritti umani. Non una parola sulle persecuzioni dei cristiani in Nigeria, poca attenzione alle paure di Gerusalemme a proposito dell&#8217;atomica degli ayatollah, poche dichiarazioni sui diritti dei gay in quei Paesi dove rischiano la vita e zero polemiche con la Cina. Come si è visto recentemente con la storia del povero dissidente cieco Chen Guancheng. Adesso, se Obama è veramente gay friendly, perché non lancia un bel monito a Teheran e non porta al Consiglio di Sicurezza Onu il caso di questi poveri omosessuali iraniani che non possono certo contare sulle lobby americane che portano milioni di voti a chi garantirà loro il matrimonio?<br />
A Teheran, a Gaza, in Uganda, in Iraq, in Afghanistan, e in altri paesi dove esiste la pena di morte per sodomia, i &#8220;froci&#8221; si accontenterebbero semplicemente di potere fare l&#8217;amore con il proprio compagno, o con chi preferiscono, senza venire ammazzati da quegli stessi regimi canaglia che Obama, in quattro anni di mandato, ha fatto ben poco per combattere.<br />
Leggi tutto:<a href="http://www.opinione.it/esteri/2012/05/15/buffa_esteri-15-05.aspx">http://www.opinione.it/esteri/2012/05/15/buffa_esteri-15-05.aspx</a></p>
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<p><strong><span style="color: #333399">MALI: AMNESTY, SITUAZIONE CATASTROFICA PER I DIRITTI UMANI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399">(ASCA)</span></strong> Catastrofica situazione dei diritti umani in Mali, paese in cui gia&#8217; la crisi alimentare sta colpendo 15 milioni di abitanti, in particolare nella regione del Sahel. Lo denuncia il rapporto pubblicato oggi da Amnesty International, dal titolo &#8221;Cinque mesi di crisi, tra rivolta armata e colpo di stato militare&#8221;, secondo il quale centinaia di migliaia di persone sono state costrette a lasciare il nord del paese, sconvolto dai combattimenti, e decine sono state arrestate arbitrariamente, stuprate o uccise. &#8221;Dopo due decenni di relativa stabilita&#8217; e pace, il Mali sta affrontando la peggiore crisi dal 1960, l&#8217;anno dell&#8217;indipendenza&#8221;, ha dichiarato Gaetan Motoo, ricercatore di Amnesty International sull&#8217;Africa occidentale, appena rientrato da una missione di tre settimane nel paese.<br />
&#8221;L&#8217;intera regione settentrionale e&#8217; caduta nelle mani dei gruppi armati che stanno portando avanti la rivolta. Decine di migliaia di persone hanno lasciato la zona, creando una crisi umanitaria nel sud del Mali e nei paesi confinanti&#8221; &#8211; ha aggiunto Motoo. Le testimonianze raccolte da Amnesty International parlano anche di donne e ragazze stuprate, spesso in gruppo, da uomini armati, compresi i membri del Movimento nazionale di liberazione dell&#8217;Azawad (Mnla), un gruppo armato tuareg, in particolare nelle zone di Menaka e Gao.<br />
Tutte le parti in conflitto hanno commesso violazioni dei diritti umani. Nella citta&#8217; di Sevare, 630 chilometri a nord di Bamako, i soldati dell&#8217;esercito del Mali hanno commesso pestaggi ed esecuzioni extragiudiziali contro persone prive di armi accusate di essere spie dell&#8217;Mnla. Altri sospetti sono stati portati in uffici non registrati come centri di detenzione, come la Direzione generale per la sicurezza dello stato.<br />
Soldati maliani catturati dai gruppi armati sono stati a loro volta sottoposti a maltrattamenti e ad esecuzioni sommarie. Due soldati catturati a gennaio prima di essere rilasciati in uno scambio di prigionieri, hanno descritto le torture subite dai loro commilitoni, ad alcuni dei quali e&#8217; stata squarciata la gola.<br />
I delegati di Amnesty International hanno riscontrato la presenza di bambini soldato tra le fila dei gruppi armati tuareg e islamisti che hanno assunto il controllo del nord del Mali.<br />
Amnesty International chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario e di prendere tutte le misure necessarie per proteggere i civili e i combattenti fatti prigionieri durante il conflitto e di consentire l&#8217;accesso illimitato delle Nazioni Unite e delle altre agenzie umanitarie nella regione settentrionale e nelle zone dove hanno trovato riparo i profughi interni e ai rifugiati.<br />
Leggi tutto:<a href="http://www.asca.it/news-Mali__Amnesty__situazione_catastrofica_per_i_diritti_umani-1155076-ATT.html">http://www.asca.it/news-Mali__Amnesty__situazione_catastrofica_per_i_diritti_umani-1155076-ATT.html</a></p>
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<p><span style="color: #333399"><strong>ALZHEIMER, IL CERVELLO CI DICE SE IL FARMACO PUÒ AVERE EFFETTO</strong></span></p>
<p>Il nostro cervello è in grado di rispondere alla terapia farmacologica contro l’Alzheimer? Una risonanza magnetica può dirlo. Lo studio condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda e il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Pavia (professoressa Gabriella Bottini), pubblicato sulla rivista Behavioral Neurology, ha dimostrato che i pazienti che subiscono un progressivo peggioramento della malattia, nonostante il trattamento farmacologico con inibitori dell’acetilcolinesterasi &#8211; principio attivo utilizzato in larga misura nella terapia per contrastare l’Alzheimer -, hanno una significativa atrofia dei nuclei profondi del cervello colinergici e dei fasci di sostanza bianca circostanti.<br />
«La ricerca – spiega Eraldo Paulesu, docente di Psicobiologia e responsabile dello studio &#8211; rappresenta quella che gli anglosassoni chiamerebbero una &#8220;proof of principle&#8221; , ovvero la dimostrazione che potrà diventare possibile monitorare efficacemente la risposta alla principale classe di farmaci utilizzati per ritardare il declino cognitivo nella malattia di Alzheimer. Bisogna ricordare che non esiste un singolo test di laboratorio o clinico per fare diagnosi di demenza né tanto meno per predire la risposta ai farmaci che rendono disponibile una maggior quantità di acetilcolina nel cervello. Attraverso una risonanza magnetica strutturale analizzata con tecnica di Voxel-Based Morphometry è possibile individuare le aree del cervello in cui c&#8217;è una riduzione significativa di sostanza grigia oppure di sostanza bianca».<br />
Lo studio, finanziato dall’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e condotto su un panel di 23 pazienti, ha dimostrato che una risonanza magnetica strutturale, eseguita dopo un breve periodo di trattamento farmacologico (9 mesi), permette di differenziare i pazienti che rispondono alla terapia da quelli che non traggono beneficio alcuno. Sebbene preliminari, i risultati di questo studio rappresentano il primo tentativo sistematizzato di creare un protocollo multidisciplinare di valutazione dell’efficacia di un farmaco, protocollo che a lungo andare potrebbe rivelarsi promettente nell’identificare, prima di iniziare il trattamento, i pazienti a cui prescrivere il farmaco. Questi risultati potranno avere un impatto di rilevanza nazionale nel contribuire al miglioramento della pratica clinica nel trattamento delle demenze e nel ridurre i costi per il sistema sanitario nazionale. Si stima infatti che in un paese delle dimensioni dell’Italia vi siano circa 65000 nuovi casi di probabile malattia di Alzheimer ogni anno e che il costo per la cura di ogni singolo paziente sia pari a circa 1500 euro all’anno. In totale si spendono 8 miliardi di euro all’anno per la cura delle demenze, di cui oltre 2 per i farmaci. «Lo studio – conclude Paulesu &#8211; getta le basi per indagini su più larga scala con cui, combinando misure morfometriche cerebrali e misure neuropsicologiche, si possa predire la risposta del singolo paziente ad una classe di farmaci, gli anticolinesterasici, i quali, pur dotati di una qualche efficacia nelle demenze, sono gravati da potenziali importanti effetti collaterali e da importanti costi per la sanità pubblica e per i pazienti. Abbiamo avanzato una richiesta di finanziamento al Ministero della Salute per poter condurre quello studio su più larga scala che ci dovrebbe permettere di passare dalla dimostrazione della &#8220;proof of principle&#8221; alla pratica clinica».<br />
Leggi tutto: <a href="http://www.pianetauniversitario.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2398:alzheimer-il-cervello-ci-dice-se-il-farmaco-puo-avere-effetto&amp;catid=38:scienza-e-tecnologia&amp;Itemid=57">http://www.pianetauniversitario.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2398:alzheimer-il-cervello-ci-dice-se-il-farmaco-puo-avere-effetto&amp;catid=38:scienza-e-tecnologia&amp;Itemid=57</a></p>
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<p><span style="color: #333399"><strong>ATTENZIONE A RICOVERARE GLI ANZIANI IN OSPEDALE. IL LORO RISCHIO COGNITIVO RADDOPPIA.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399"><strong>(Corriere della Sera)</strong></span> La situazione peggiora per i malati di Parkinson. Ma un ristretto gruppo di pazienti resiste allo stress da malattia. Secondo uno studio su 1870 pazienti che avevano almeno 65 anni pubblicato dalla Rush University di Chicago su Neurology l’ospedalizzazione accelera il declino cognitivo degli anziani, che letteralmente raddoppia, facendoli sembrare più vecchi di 10 anni: l’effetto si manifesta soprattutto sulla memoria a lungo termine dove risulta triplicato e sull’attenzione, che decade una volta e mezza più rapidamente. Più lunga era l’ospedalizzazione, più grave la malattia al momento del ricovero e più elevata l’età del soggetto, peggiore era il declino cognitivo.<br />
SITUAZIONE PEGGIORE PER I MALATI DI PARKINSON &#8211; Una situazione che, secondo un altro studio pubblicato sempre su Neurology dai ricercatori olandesi dell’Università di Maastricht diretti da Oliver Gerlach, si propone in maniera ancor più drammatica quando a essere ricoverato è un anziano affetto da malattia di Parkinson che mediamente deve affrontare tempi di ricovero più lunghi e più frequenti: un quarto di loro infatti va in ospedale almeno una volta all’anno, ma non trova strutture capaci di seguire linee guida adatte ad assicurargli la migliore assistenza. Eppure un ristretto gruppo di anziani non risente di questo effetto e i risultati di questo studio sono uno stimolo in più per cercare di capire il mistero della cosiddetta «resilienza», cioè la resistenza allo stress di malattia che non riguarda solo gli anziani, ma tutti, giovani e vecchi. Perchè alcuni resistono meglio degli altri, non solo all’ospedalizzazione, ma in generale allo stress delle situazioni avverse della vita?<br />
PERDITA DI AUTONOMIA &#8211; «Nel ricovero la «resilienza» degli anziani in particolare è peraltro minata dalla perdita dell’autonomia con conseguente calo dell’umore che avvia un deleterio circolo vizioso di tipo depressivo –puntualizza il Prof. Costanzo Gala, Primario di Psichiatria nell’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano dove è anche Direttore del Centro per la Diagnosi e la Cura della Depressione nell’Anziano- Ciò che innanzitutto dovrebbe cambiare è il modo di gestire l’assistenza agli anziani che passano troppo tempo a letto, da soli o attaccati ai monitor invece di essere fatti alzare quando possibile e di essere incoraggiati a muoversi, a usare la sedia a rotelle, avere contatti con gli altri ricoverati, a socializzare. I risultati di questo studio non mi sorprendono. Sono cose che vediamo tutti i giorni: in ospedale ci si preoccupa del problema medico e l’aspetto cognitivo e psichico passano in secondo piano!». «A una certa età sarebbe meglio star lontani dagli ospedali, anche se a volte non si può evitare –ha commentato dal’altra parte dell’Atlantico la Vicedirettrice del National Institute on Aging USA Marie Bernard –Ma se il ricovero è l’ultima spiaggia, questo non significa che bisogna star lontani dai medici, anzi occorre farsi seguire costantemente proprio per evitare di arrivare all’estrema ratio del ricovero!» «Quello che abbiamo verificato – riassume Robert Wilson, principale autore dello studio- è che, una volta varcata la soglia dell’ospedale, per l’anziano inizia in molti casi un declino più o meno rapido che poi è spesso difficile recuperare».<br />
Leggi tutto: <a href="http://www.corriere.it/salute/12_maggio_16/anziani-ospedale-peccarisi_6f9ec8d8-9dcf-11e1-99ad-758cf3da80f7.shtml">http://www.corriere.it/salute/12_maggio_16/anziani-ospedale-peccarisi_6f9ec8d8-9dcf-11e1-99ad-758cf3da80f7.shtml</a></p>
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<p><span style="color: #333399"><strong>SALUTE: PER PERDERE PESO BASTA DORMIRE A TEMPO</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399"><strong>(ANSA)</strong></span> Ne avete abbastanza di diete e di esercizio? Vi potete rilassare, perche&#8217; la maniera di tenere sotto controllo il peso, e&#8217; di dormirci sopra. Cosi&#8217; conclude una ricerca sui ritmi circadiani che regolano il ciclo sonno-veglia, presentata ieri sera a un seminario sull&#8217;obesita&#8217; dell&#8217;Istituto Garvan di Melbourne.<br />
Lo studio, esposto dal biologo chimico Gad Asher dell&#8217;Istituto di Scienza Weizman di Israele, conclude che ogni cellula del corpo ha un suo &#8216;orologio circadiano&#8217;. Rivela inoltre un legame fra i turbamenti del ciclo, tipici di chi lavora in turni di notte, e disturbi metabolici. Dormire otto ore a notte e mangiare di giorno puo&#8217; essere importante nel controllare il peso quanto la dieta e l&#8217;esercizio, sostiene lo studioso.<br />
L&#8217;equipe guidata da Asher ha scoperto che una proteina legata all&#8217;invecchiamento e al metabolismo, chiamata Sirt1, e&#8217; &#8216;l&#8217;anello mancante&#8217; fra gli orologi circadiani e il metabolismo e sarebbe un fattore in disturbi metabolici come obesita&#8217; e diabete tipo 2. Una conclusione che conferma uno studio australiano secondo cui chi fa turni di notte, mangia a notte tarda e dorme durante il giorno, e&#8217; piu&#8217; suscettibile all&#8217;obesita&#8217;.<br />
Lo studio della Scuola di Psicologia e Psichiatria dell&#8217;Universita&#8217; Monash di Melbourne, anch&#8217;esso presentato al seminario, indica che dopo pochi giorni di sonno inadeguato, gli ormoni dell&#8217;appetito leptina e grelina stimolano un appetito accresciuto. (ANSA)<br />
<a href="http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/05/16/Salute-perdere-peso-basta-dormire-tempo_6878038.html">http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/05/16/Salute-perdere-peso-basta-dormire-tempo_6878038.html</a></p>
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<h3 style="text-align: center"><span style="color: #333399">SCENARIO CRISI</span></h3>
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<p><span style="color: #333399"><strong>IL RAPPORTO. COME IL MONDO HA RISPOSTO ALLA CRISI.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399"><strong>(Rassegna.it)</strong></span> L&#8217;Ilo e la Banca Mondiale esaminano le misure adottate contro la recessione economica. &#8220;E&#8217; necessario puntare sul lavoro, rafforzare le reti di sicurezza e ricucire il dialogo sociale&#8221;. In una banca dati online tutte le misure prese dai governi<br />
Quali sono le politiche sul lavoro adottate dai paesi del mondo in risposta alla crisi economica e finanziaria? Può un&#8217;azione decisa di stimolo al lavoro risollevare l&#8217;economia mondiale stimolando l’occupazione, i redditi delle famiglie e la crescita economica, e riducendo la povertà? E ancora, quali sono le strade da intraprendere per creare una sorta di &#8220;paracadute sociale&#8221; in caso di nuove crisi future?<br />
Sono queste le domande che si sono poste l’Organizzazione Internazionale del lavoro (Ilo) e la Banca Mondiale. Le molte risposte elaborate sono tutte contenute in un nuovo rapporto congiunto intitolato Inventory of Policy Responses to the Financial and Economic Crisis (Inventario delle misure dei governi contro crisi economica e finanziaria), e una banca dati online.<br />
Si tratta del primo inventario mondiale di questo tipo ed è stato realizzato su richiesta dei leader al G20 di Pittsburgh nel 2009. Il rapporto mostra come i governi di tutto il mondo abbiano puntato sul lavoro per risollevare la testa dalla recessione globale, mentre nella nuova banca dati è possibile trovare tutte le misure che i governi hanno attuato durante la fase più acuta della crisi finanziaria (2088-2010), e le implicazioni per l’elaborazione di politiche in risposta a future recessioni economiche.<br />
Secondo Ilo e la Banca mondiale, nella maggior parte dei 55 paesi a basso e medio reddito e nei 22 paesi ad alto reddito esaminati, contrariamente alle precedenti crisi, gli interventi dei governi per mitigare le conseguenze della recessione sono stati considerevoli. Non solo la maggioranza dei paesi ha utilizzato politiche fiscali e monetarie espansive per stimolare l’economia, ma è anche intervenuta direttamente per proteggere o creare posti di lavoro, per salvaguardare le competenze, facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e per proteggere i redditi dei disoccupati e dei gruppi vulnerabili. In molti casi, il dialogo sociale è servito a orientare le risposte politiche. Questo è stato fondamentale, ad esempio, nell’attuazione di disposizioni per la condivisione del lavoro. Ci sono differenze, tra paese e paese, però. Dal lato della domanda, i paesi ad alto reddito si sono concentrati nel facilitare l’accesso al credito, mentre i paesi a basso e medio reddito hanno favorito la creazione di posti di lavoro e incentivi all’assunzione. Dal lato dell’offerta, invece, le misure in materia di competenze e formazione sono state una priorità per tutti i paesi. Tuttavia, i paesi ad alto reddito avevano a disposizione maggiori risorse per sostenere i giovani durante la crisi.<br />
Nel testo, poi, ci si interroga su quanto i paesi fossero preparati a rispondere alla crisi, specialmente quelli in via di sviluppo. Molti paesi, ad esempio, non disponevano di programmi sulla sicurezza sociale che potevano essere estesi durante la crisi. Inoltre, da un punto di vista generale, la copertura dei programmi di assicurazione sociale era piuttosto ridotta. Le politiche come l’aumento del livello e della durata dei sussidi di disoccupazione, per esempio, sono state utili, ma in alcuni casi, ne hanno potuto beneficiare solo i lavoratori del settore formale. Le politiche attive del mercato del lavoro come i servizi all’impiego, la formazione e i sussidi salariali, di solito sono stati utilizzati, ma ci sono molti esempi su come migliorarne l’elaborazione e l’attuazione. Infine, molti paesi non dispongono di indagini o dati che consentano di monitorare le conseguenze della crisi sui mercati del lavoro e sui lavoratori.<br />
Ecco, dunque la necessità di una banca dati facilmente accessibile, grazie alla quale &#8220;i rappresentanti dei governi hanno ora accesso a dati e a informazioni sulle misure avviate da altri paesi. Questo consentirà di conoscere le migliori pratiche per creare posti di lavoro e per ridurre la povertà in caso di crisi”, ha dichiarato Tamar Manuelyan Atinc, vice Presidente per lo sviluppo umano della Banca Mondiale.<br />
“L’Ilo e la Banca Mondiale hanno unito le loro forze per creare questo strumento al Patto Globale per l’occupazione”, ha invece affermato José Manuel Salazar-Xirinachs, Direttore esecutivo dell’Ilo. “I rappresentanti dei governi e i ricercatori di tutto il mondo potranno utilizzare questa banca dati per analizzare le politiche e trarre ulteriori lezioni che, dal momento che la crisi persiste, continuano tuttora ad avere la loro rilevanza”.<br />
Il rapporto, infine, raccomanda ai governi di migliorare il coordinamento tra politiche macro e settorialie di estendere la copertura dell’assicurazione sociale a tutti i lavoratori. Seconod Ilo e Banca Mondiale, poi, è necessario integrare e rafforzare le reti di sicurezza, ripensare i piani relativi alle politiche attive del mercato del lavoro, investire nei sistemi di informazione sul mercato del lavoro e promuovere il dialogo sociale.<br />
<a href="http://www.rassegna.it/articoli/2012/04/20/86473/come-il-mondo-ha-risposto-alla-crisi">http://www.rassegna.it/articoli/2012/04/20/86473/come-il-mondo-ha-risposto-alla-crisi</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Insieme a me non ci sto più</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/17/insieme-a-me-non-ci-sto-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olimpia Parboni Arquati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Effetto crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3226" style="border: 0px;margin: 0px 5px" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/404533_3078966139686_1429766462_33246527_253672506_n-TUNNEL-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Momenti critici per la maggior parte. Deprimersi nell&#8217;immediato risulta una risposta naturale e sensata, a volte l&#8217;unica. Il cambiamento riguarda le persone e la società. Quanto indietro bisogna andare per prendere la rincorsa?</p>
<p><em>Commento musicale- Clbustos, Sereno</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>CRIMINALMENTE – IL NOSTRO LATO OSCURO</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/16/criminalmente-il-nostro-lato-oscuro/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Pinna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia Radio]]></category>
		<category><![CDATA[esperimento]]></category>
		<category><![CDATA[lato oscuro]]></category>
		<category><![CDATA[Milgram]]></category>
		<category><![CDATA[Stanford]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-3219" style="margin: 0px 5px;border-width: 0px" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/lato-oscuro-218x300.jpg" alt="" width="300" height="270" /></p>
<p> Il mondo non è fatto di buoni e cattivi, tali per natura. Capita a volte che insospettabili cittadini si trasformino in ladri o assassini. Abbiamo tutti un lato oscuro?</p>
<p>Commento musicale: <em>Professor Kliq-Moth Returns</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>APPUNTAMENTI 14-20 MAGGIO 2012</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993366"><strong>Agenda degli appuntamenti settimanali dal 14 al 20 Maggio 2012. Per inviare comunicazioni scriveteci su appuntamenti@psicologiaradio.it o inserite il vs. evento in corso di svolgimento aggiungendo un post a questo articolo. La prossima Agenda sarà on line Lunedì 21 Maggio 2012.</strong></span></p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>Fino al 3 Giugno TORINO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>VI edizione Festival PER SENTIERI E REMIGANTI. Gentilezza. Passare sulla terra con piede leggero.</strong></span> 7 maggio – 3 giugno 2012 e 15 novembre 2012 – 15 gennaio 2013. Arrivato alla sua VI edizione, il festival PER SENTIERI E REMIGANTI 2012 si sdoppia e propone due diverse programmazioni per coprire l’intero arco dell’anno: gli appuntamenti avranno luogo a maggio e giugno 2012 e, dopo la pausa estiva, da novembre 2012 a gennaio 2013. Il tema di quest’anno infatti si presta a tanti e tali declinazioni e approfondimenti che si è reso necessario – e gradito! – estendere le date del Festival; “Gentilezza” infatti presuppone dei tempi e delle modalità proprie, non è solo un atteggiamento formale ma, più intimamente, una comprensione e un rispetto dell’animo umano e dell’anima della terra. E la riflessione che ne scaturisce “passare sulla terra con piede leggero” si inserisce perfettamente nel progetto Torino Smart City, che sarà approfondito in città tramite molteplici iniziative che confluiscono nel Festival “Le Città Visibili” coinvolgendo i maggiori promotori culturali cittadini questa primavera.<br />
Gentilezza dunque come approccio alla vita, gentilezza come approccio agli uomini, gentilezza come modalità di relazione in un momento storico durante il quale le comunicazioni sembra passino solo attraverso il canale dell’aggressività e della violenza; gentilezza come rispetto per le altrui diversità ma anche rispetto per le proprie incongruenze, gentilezza nell’attraversare il mondo, affinché non solo resti qualche risorsa dopo il nostro passaggio, ma una realtà e una storia nuove e rinnovate si possano realizzare. E ad affrontare questa ricerca il Gruppo del Cerchio ha invitato numerosi ospiti internazionali che con spettacoli e riflessioni tra arte, scienza, religioni, filosofia e musica; tra gli ospiti invitati a questa VI edizione (tra maggio 2012 e gennaio 2013) dal Gruppo del Cerchio: Antoine de Maximy l’instancabile giramondo autore e protagonista della serie di Rai5 dedicata ai viaggi Posso venire a dormire da voi?<br />
Esther Siraba Kouyaté regista e attrice franco-svizzera che nel 1985 ha sposato Sotigui Kouyaté e fondato con lui la compagnia teatrale “La voix du Griot” che tutt’ora, anche dopo la morte del marito, porta avanti stage di racconto in tutto il mondo. Esther presenta per la prima volta in Italia L’albero dei racconti, spettacolo “di parco” costruito sulle storie “più verdi” e arcaiche di tutto il mondo per vivere un’esperienza estetica ed ecologica, per ragazzi e adulti.<br />
Sara Yalda giornalista iraniana, naturalizzata francese, a “Le Figaro”, ha pubblicato con grande successo in Francia e poi tradotto in diverse altre lingue, Il paese delle stelle nascoste (Piemme editore) che si è aggiudicato il prestigioso premio Edmée de La Rochefoucauld.<br />
Elena Saragato, sociologa criminale sviluppa strategie per l’incremento della sicurezza della città e della rigenerazione urbana per la città di Londra; serata con colonna sonora anglofona e urbana.<br />
Svamini Hamsananda Giri monaca hindu dell’ashram di Altare (SV), propone una meditazione-passeggiata nel tratto torinese del Parco Fluviale del Po.<br />
Vaghe Stelle DJ SET artista-dj torinese dalle varie identità (Daniele Mana il suo nome, The Pure un altro suo progetto solista, Nice Guys ed Xplosiva le collaborazioni) è uno dei più acclamati del festival Club2Club, intrattenimento e colonna sonora di film muto.<br />
Marc Augé etnologo e antropologo che ha studiato i non-luoghi di aggregazione urbana.<br />
Lama Sciartrül Rinpoce, del Centro Milarepa, ci parla di gentilezza e propone una meditazione metta.<br />
Barbara Sivieri dell’ Associazione Italiana Cultura del Tè, tiene un incontro sulla cerimonia del tè giapponese, legata alla Festa delle Ciliegie di Pecetto T.se, con degustazione di bevanda al fiore di ciliegio e uno spettacolo-cerimonia sulla vestizione del kimono.<br />
Stefano Piano, storico delle religioni e esperto sanscritista, parla di Ashoka il Grande (dal sanscrito «senza sofferenza»), sovrano dell‘Impero Maurya (India antica, III secolo a.C.), che dopo una politica militare sanguinaria si converti al buddhismo, adottando un governo di compassione per gli esseri viventi.<br />
Rosa Tamborrino, docente di Storia dell’Architettura, per un incontro sull’evoluzione gentile dell’architettura.<br />
Stefania Chiodino, psicologa e psicoteraputa, operatrice della Fondazione Faro, per un incontro sulle criticità e le modalità di un approccio gentile verso sé e verso gli altri.<br />
Sara Filanti, psicoterapeuta e pedagoga, riflette sull’importanza della gentilezza nei contesti educativi<br />
Elvio Arancio parlerà della gentilezza nel Sufismo e con i sufi della Confraternita Jerrahi-Halveti condurrà la danza preghiera Dhikr per chiudere insieme il Festival di primavera e la mostra Naturale gentilezza.<br />
A illustrare, anche visivamente, il tema della gentilezza due mostre fotografiche, la prima, una collettiva allestita al Museo Regionale di Scienze Naturali dal 7 maggio sino al 3 giugno in collaborazione con la FIAF dal titolo Naturale gentilezza, la seconda una preziosa esclusiva del Festival, una monografica di Gianni Berengo Gardin, premio World Press Photo e tra i più grandi fotografi italiani dal dopoguerra, conosciuto e amato in tutto il mondo, dalla metà di novembre alla metà di gennaio 2013. Uno tra i Festival più “gentili” degli ultimi anni, il Festival dei viaggiatori extra-ordinari, personaggi che appartengono a tutti gli ambiti del sapere, dall’arte alla scienza, dallo spettacolo allo sport ha dunque deciso di planare su Torino per un periodo più lungo. Come certi uccelli sfidano la gravità e si elevano grazie alle penne remiganti, così i protagonisti del festival inseguono le mete del proprio spirito, tracciando percorsi fuori dall’ordinario. Così il Festival sfida la paura, la violenza e la durezza di questi ultimi tempi con l’arma più efficace che c’è, la gentilezza, e invita il pubblico a diventare, a sua volta, più libero e consapevole. FESTIVAL PER SENTIERI E REMIGANTI VI edizione &#8211; Gentilezza<br />
Torino – Pecetto T.se |maggio &#8211; giugno 2012 info: 335 19 52 006 &#8211; info@gruppodelcerchio.it &#8211; www.persentierieremiganti.it prenotazioni per passeggiata e lab La rosa avventurosa: 335 195 2006 &#8211; info@gruppodelcerchio.it</p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>14 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/acquisizione/" rel="attachment wp-att-3175"><img class=" wp-image-3175 alignleft" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Acquisizione.jpg" alt="" width="407" height="534" /></a></p>
<p style="text-align: justify">PROGRAMMA<br />
Ore 14.30<br />
Proiezione del filmato “Vite sospese”: Indagine sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, alla<br />
presenza del sen. Ignazio Marino, Presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta<br />
sull&#8217;efficacia e sull&#8217;efficienza del Servizio sanitario nazionale. Sarà ospite il Professore Avvocato Salvatore Mazzamuto (Sottosegretario di Stato, Ministero della Giustizia)<br />
Ore 15.45 Al tempo della “stanza rosa”. Ne discutono con Renato Parascandolo (Rai): Paolo Crepet (psichiatra), Loris Prosperi (sociologo) e Renato Sponzilli (Direttore Generale ASL di Latina).  Ore 16.30 Intervengono Vittorio Borraccetti (Magistrato, Consiglio Superiore della Magistratura), Emilio Lupo (Segretario nazionale di Psichiatria Democratica) e Cesare Bondioli (Direttivo nazionale di Psichiatria Democratica, Responsabile carceri e OPG), la sen. Donatella Poretti (Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sull&#8217;efficacia e sull&#8217;efficienza del Servizio sanitario nazionale). Ore 17.30 Maria Grazia Putini (Rai) intervista Andrea Camilleri. Ore 18.15 Intervengono: l&#8217;on. Maria Antonietta Farina Coscioni (Segretario della Commissione Affari Sociali alla Camera e autrice del libro MATTI IN LIBERTA&#8217;, Ed. Internazionali Riuniti, 2011), Paolo Tranchina (Direttore dei Fogli di Informazione), Girolamo Digilio (Comitato Stop-OPG regione Lazio), Marina Cornacchia (Presidente Consulta cittadina per la salute mentale di Roma Capitale), Laura Stopponi (CGIL Marche, STOP-OPG). Sono presenti e intervengono: Julian Marcelo (Secretario di Psiquiatria Democratica Valencia, “Professor Jubilado e Impulsor de associaciones de familiares”) e Laura Marcelo (Vocal, Psicologa “particularmente interesada en la lucha por la atencion democratica y contra el estigma profesional en salud mental”).  Ore 19.30 Contributo video da “ Fosforillasi” a cura della Cooperativa Sociale Integrata Matrioska Cocktail di auguri di inizio estate. Ore 20.30 Proiezione del film Ulidi, piccola mia, di Mateo Zoni,la storia vera di Paola, quasi 18 anni, e dei suoi quattro anni passati in una casa famiglia. Mateo Zoni entra nel mondo delle comunità di accoglienza filmando un tema e un&#8217;esperienza difficili, con un cinema dall&#8217;approccio documentario, partecipe e privo di preconcetti, grazie anche a un ritratto femminile memorabile: una ragazza capace di abbattere il muro di comunicazione della malattia con un&#8217;energia disarmante, e coinvolgente. Offrendo una visione del disagio mentale &#8211; troppo spesso vissuto come problema da isolare e nascondere &#8211; come una questione aperta e condivisibile, senza timori e tabù.  Sarà presente il regista e gli attori protagonisti.  Direttivo nazionale Psichiatria Democratica, Segreteria organizzativa e informazioni: Angelo Di Gennaro, Fabio Meloni, Carla Rocchini Tel. 06-51006526 &#8211; Cell. 329-1218415</p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>15 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p>Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Via di Santa Maria in Via, 37. Sala della Lupa – Camera dei Deputati, Palazzo Montecitorio Ingresso Principale, Iscrizioni:  segreteria.osservatoriofamiglia@governo.it</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/acq/" rel="attachment wp-att-3176"><img class="aligncenter  wp-image-3176" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Acq.jpg" alt="" width="430" height="478" /></a></p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>15 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p><span style="color: #993366"><strong>Presentazione 8° Rapporto  Crisi dimenticate. </strong></span>Martedì 15 maggio 2012, ore 11.00  Sala Stampa Estera, Via dell&#8217;Umiltà 83/c &#8211; Roma. Medici Senza Frontiere (MSF) presenta l&#8217;ottavo rapporto sulle “Crisi dimenticate”. Per la prima volta sotto esame anche la rappresentazione nei media degli sbarchi a Lampedusa insieme a quei contesti internazionali che nel 2011 sono stati poco o per nulla presenti nei TG italiani, come evidenzia la nuova analisi a cura dell&#8217;Osservatorio di Pavia.Il rapporto  “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011” (pubblicato dalla Marsilio Editori) è corredato dai contributi di rappresentanti del mondo accademico (Mario Morcellini, Carlo Filippini, Zeno Bisoffi, Andrea Angheben) e del giornalismo (Giovanni Porzio, Domenico Quirico, Pietro Veronese, Daniela Minerva). In occasione della presentazione, MSF farà anche il punto sulle attuali emergenze umanitarie in corso, in particolare in Africa, con la crisi in corso nel territorio del Sahel. Verrà inoltre presentata la nuova applicazione gratuita di MSF per iPhone e Android, per far conoscere le crisi dimenticate. Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie. www.medicisenzafrontiere.it. Intervengono:  Kostas Moschochoritis, Direttore generale MSF Italia, Sergio Cecchini, Direttore della comunicazione MSF Italia, Giovanni Porzio, giornalista. Per la registrazione alla conferenza stampa contattare: Ufficio Stampa Medici Senza Frontiere Italia  tel. 06.4486921 , cell. 335.8489761, chiara.palombella@rome.msf.org, cell 349.8132110 giorgio.contessi@rome.msf.org</p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>16 Maggio ROMA</strong></span><br />
<strong><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/acquisizione-a-schermo-intero-13052012-18-41-25/" rel="attachment wp-att-3167"><img class="aligncenter  wp-image-3167" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Acquisizione-a-schermo-intero-13052012-18.41.25.jpg" alt="" width="600" height="356" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #993366">Report LAVORO SPORCO. Il Comune di Roma, i rom e le &#8220;borse lavoro&#8221;.</span></strong><br />
Il 4 ottobre 2011, in occasione del <em>Forum sull’inclusione delle comunità rom in Europa</em>, la vice sindaco Sveva Belviso ha riconosciuto pubblicamente al Comune di Roma il merito di aver aperto «un’agenzia di collocamento, la RETIS, per persone fragili tra cui rientrano le persone con difficoltà di inclusione: grazie a questa rete &#8211; ha concluso la vice sindaco -ci sono 150 nomadi che lavorano».  Tra il 2010 e il 2011 il Comune di Roma ha speso una cifra stimata di 1.600.000 euro per finanziare tre progetti di inclusione socio-lavorativa rivolti ai rom residenti nella capitale: il progetto RETIS, il progetto Form on the Job e il progetto di pulizia all’interno dei campi stessi. I tre percorsi hanno in realtà coinvolto inizialmente solo 125 rom e hanno avuto origine, sviluppi ed esiti diversi. Mercoledì 16 maggio alle ore 17,00 presso la sala FP CGIL a Roma, in via di san Basilio, 51 (metro A, Barberini), l&#8217;Associazione 21 luglio presenta il report LAVORO SPORCO, con l&#8217;obiettivo di valutare i risultati delle politiche di inclusione lavorativa realizzate, tra il 2010 e il 2011, dal Comune di Roma e rivolte alle comunità rom presenti in alcuni insediamenti della capitale. La ricerca, realizzati da Angela Tullio Cataldo con la collaborazione di Carlo Stasolla e Andrea Anzaldi, tenta di comprendere i costi dei progetti, il loro reale andamento, di mostrare le conseguenze degli stessi e la loro incisività sulla vita delle persone che ne hanno usufruito. Per informazioni e prenotazioni: <a href="mailto:segreteria@21luglio.com">segreteria@21luglio.com</a></p>
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<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>17 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p>Presentazione indagine Istat: <span style="color: #993366"><strong>“La popolazione omossessuale nella società italiana”. </strong></span>Giovedì 17 maggio, alle ore 12, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio si terrà la presentazione dell’ Indagine Istat redatta su incarico del Dipartimento Pari Opportunità: “La popolazione omosessuale nella società italiana”. Interverranno Cecilia Guerra, Enrico Giovannini, Patrizia De Rose, Linda Laura Sabbadini, Paola Brandolini, Antonio Rotelli, Regina Satariano. La presentazione sarà trasmessa in diretta sulla webtv di Montecitorio (http://webtv.camera.it). Per partecipare all’evento è necessario accreditarsi al numero di fax 06.6783082</p>
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<p><span style="color: #993366"><strong>18 Maggio ANCONA</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/13052012-19-55-39/" rel="attachment wp-att-3177"><img class="aligncenter  wp-image-3177" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/13052012-19.55.39.jpg" alt="" width="473" height="613" /></a></p>
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<p><span style="color: #993366"><strong>18 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/www-redatt/" rel="attachment wp-att-3180"><img class="aligncenter size-large wp-image-3180" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/www.redatt-1024x710.jpg" alt="" width="620" height="429" /></a></p>
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<p><span style="color: #993366"><strong>18 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/14/appuntamenti-14-20-maggio-2012/adolesc/" rel="attachment wp-att-3183"><img class="aligncenter size-full wp-image-3183" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/adolesc.jpg" alt="" width="559" height="763" /></a></p>
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<p><span style="color: #993366"><strong>18 Maggio PADOVA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #993366"><strong>Giornata Nazionale di Studi. Il senso della rieducazione in un Paese “poco educato”</strong></span> . Venerdì 18 maggio 2012, ore 9.30-16.30, Casa di Reclusione di Padova. Sono in tanti a guardare con sospetto, e magari anche con sufficienza al termine “rieducazione”.  L’obiezione di fondo è: ma come si fa a rieducare un uomo di trenta, quaranta, cinquant’anni? E poi<br />
perché mai un adulto dovrebbe permettere magari a un educatore di vent’anni più giovane di lui di  rieducarlo! E ancora, non suona un po’ da comunismo sovietico l’idea di riplasmare l’animo  umano?Mala e buona educazione. Può sembrare fuori moda parlare della bellezza del concetto di rieducazione, ma basta infilarsi nel traffico delle strade delle nostre città o chiedere la ricevuta fiscale in un ristorante per capire che, se il senso della legalità è spesso così basso anche fra i cittadini “onesti”, forse tornare a discutere di educazione e rieducazione degli adulti ha un significato, forte e chiaro. Magari all’interno di un dibattito che faccia ritornare al centro dell’attenzione dell’intera società l’idea della buona educazione, e il senso di una pena che la Costituzione ci chiede che sia “rieducativa”. Quella Costituzione da cui ci piace ripartire, rileggendo uno dei padri costituenti, Piero Calamandrei, le sue parole sul carcere, la sua aspirazione a fondare una “religione civile” capace di trovare nel senso dello Stato il suo valore più alto.  Ne parlano Giovanni De Luna, Professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Torino,autore, tra l’altro, del saggio “La Repubblica del dolore” e della prefazione a “Lo Stato siamo noi” di Piero Calamandrei,  Gherardo Colombo, ex magistrato, autore, tra l’altro, dei saggi “Sulle Regole”, “Democrazia” e “Il perdono rersponsabile”.<br />
“Fare male (pur nell’esercizio della funzione autoritativa della risposta alla trasgressione) non può che insegnare, irrimediabilmente, a fare male (…). La sofferenza imposta non può, non è in grado di convincere, e semmai insegna a obbedire. Ma chi obbedisce non è psicologicamente, se non giuridicamente, responsabile delle proprie azioni (ne è responsabile chi dà l’ordine). La pena, quindi, anziché creare responsabilità la distrugge”.<br />
Carcere: Ritorno all’infanzia . Si entra in carcere per scontare una pena che deve “tendere alla rieducazione”, ma già all’ingresso si viene spogliati di tutto quello che in qualche modo responsabilizza, della capacità di fare delle scelte, e di farle, appunto, da persone adulte. Il carcere è un ritorno forzato all’infanzia, che dovrebbe alla fine mettere fuori persone responsabili, e invece spesso fa uscire persone che, dopo anni vissuti all’ombra di una istituzione che infantilizza, si ritrovano con la maturità di bambini, l’età anagrafica di adulti e la voglia pericolosa di recuperare in fretta il tempo perso in galera.  Ne parlano Mauro Palma, presidente uscente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura: Due  modelli a confronto: il carcere responsabilizzante e il carcere paternalista.  Roberto Bezzi, responsabile dell’area pedagogica nella Casa di reclusione di Bollate: Quando il carcere riesce a fare l’opposto di ciò che dovrebbe, cioè rende passivi ed isola mentre deve reinserire<br />
Il detenuto-vittima e la responsabilità . Ivo Lizzola, professore ordinario di Pedagogia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bergamo , Deborah Cartisano, figlia di Lollò Cartisano, il fotografo di Bovalino sequestrato ed ucciso  dalla ‘ndrangheta: Spiego ai detenuti il dolore per mio papà vittima di mafia.<br />
Le parole che non rieducano: Aspettativa &#8211; fallimento &#8211; delusione Alla base di tanti reati ci sono spesso condizioni di vita che hanno a che fare con aspettative esagerate, da parte della famiglia, della scuola, dell’ambiente di lavoro, e poi con le dinamiche tristi della delusione e della conseguente sensazione di un fallimento.  Fare i conti con la propria fragilità, smontare e rimontare l’immagine di sé, imparare che si può convivere con le proprie debolezze e con i propri limiti: è questo il punto di partenza per non rischiare di schiantarsi al primo impatto, dopo la carcerazione, con una vita che difficilmente può essere ricca di gratificazioni.   Eraldo Affinati, scrittore, la sua ultima opera è “Peregrin d’amore”: La letteratura si fa in queste pagine cosa viva, parole che valgono per tutti e possono formare un nuovo “sentimento italiano”, che comprenda anche gli stranieri e gli emarginati.<br />
I vasi comunicanti della rieducazione. L’educazione che ricevi in famiglia, e poi anche a scuola, di solito “ti serve per la vita”. In carcere invece si rischia di rieducare a una vita astratta, sognata, idealizzata, che è la vita futura in libertà, e quello che impari da detenuto, soprattutto se non accedi alle misure alternative, non ti aiuta poi nella “vita vera”, perché carcere e vita vera non sono vasi comunicanti.  Pietro Buffa, direttore della Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino: L’esperienza detentiva è “non affermazione di diritti ma negoziazione di spazi, non legalità ma lotta per l’acquisizione, la difesa e il consolidamento di forme di potere” .<br />
La rieducazione sentimentale . Nel processo e nelle pene concepite come retribuzione al male fatto è del tutto trascurata la dimensione emozionale dell’offesa che il reato provoca. Ma forse è proprio sui sentimenti che bisogna riflettere, sulla necessità di una “educazione ai sentimenti” che ha a che fare con il percepire fino in fondo il dolore provocato alle vittime del reato, ma anche alla propria famiglia. La “rieducazione sentimentale” di persone “disavvezze” all’attenzione ai sentimenti e afflitte a volte da una specie di afasia sentimentale, diventa un momento importante proprio perché commettere dei reati comporta spesso di partire da sé e ignorare o calpestare i sentimenti degli altri. Alessandra Augelli, Dottore di ricerca in Pedagogia. Svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche.  Beppe Pasini, docente a contratto di Pedagogia della Famiglia all’Università di Milano Bicocca e di Pedagogia Sperimentale all’Università di Brescia. Si occupa di formazione in ambito autobiografico in molteplici contesti del lavoro sociale ed educativo, è autore di diverse pubblicazioni dedicate all’esperienza autonarrativa come cura di sé, ricerca e testimonianza.  Quando l’informazione non informa, ma diseduca. A chi fa informazione non chiediamo certo di porsi il problema di “educare”, ma già informare in modo “pulito” sulle pene e sul carcere ha un valore educativo. È la cattiva informazione che diseduca, che abitua i cittadini a identificarsi solo con le vittime, che esclude dal loro orizzonte il rischio reato. E, rispetto a chi commette reati, è la cattiva informazione che dà cattivi esempi di imprecisione, di pressappochismo, di disattenzione alla verità, che abituano i “buoni” a sentirsi sempre più buoni e a non interessarsi in alcun modo a un serio dibattito sul senso della pena, che invece dovrebbe riguardarci TUTTI.   Giovanni Bianconi, giornalista del Corriere della Sera, per il quale segue le più importanti vicende giudiziarie e di cronaca, scrittore (l’ultimo suo lavoro è Il brigatista e l’operaio. L’omicidio di Guido Rossa. Storia di vittime e colpevoli. Einaudi Stile libero, 2011). Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di MilanoBicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano.</p>
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		<title>PERSONAGGI – GLI OTTO PECCATI DI KONRAD LORENZ</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ludmila Smoronova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[imprinting]]></category>
		<category><![CDATA[Konrad Lorenz]]></category>
		<category><![CDATA[otto peccati capitali della nostra civiltà]]></category>

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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Konrad Lorenz, zoologo ed etologo austriaco, è il fondatore dell&#8217;etologia moderna e padre dell&#8217;imprinting. Nel 1973 riceve il premio Nobel per la medicina e nello stesso anno pubblica &#8220;Gli otto peccati capitali della nostra civiltà”, dove descrive i &#8220;processi di disumanizzazione&#8221; che la civiltà occidentale ha accumulato nella sua evoluzione e che minacciano oggi di ucciderla.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Commento musicale: Popof &#8211; Titine</em></p>
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		<title>SUICIDIO? ROBA DA MATTI!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Gabardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cognitivamente]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Beck]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[malattia mentale]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[triade cognitiva]]></category>

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<p>Il dottor Marchetti insomma, teme che si stia dando troppa importanza ad un fenomeno che per ora non ha fondamenti scientifici.</p>
<p>Dopo aver letto tali affermazioni ho voluto dare un&#8217;occhiata a &#8220;<em>PubMed</em>&#8221; (il più importante motore di ricerca di pubblicazioni scientifiche a carattere medico del mondo) e sembrerebbe che gli studiosi di scienze umane di tutto il mondo la pensino diversamente: vi sono ricerche condotte nei più disparati paesi del globo, dalla Cina alla Slovenia, dall&#8217;Australia alla Grecia, che dimostrano che le cose non stanno esattamente così.</p>
<p>Citare tutti questi articoli sarebbe impossibile per me e noioso per il lettore perciò menzionerò solo alcuni di quelli che più mi hanno colpito.</p>
<p>Stuckler et al. nell&#8217;articolo &#8220;<em>The health implications of financial crisis: A review of the evidence</em>&#8221; (un titolo eloquente: &#8220;Le implicazioni della crisi finanziaria sulla salute: una rassegna delle prove&#8221;) affermano che durante la grande crisi americana degli anni 30, dopo il crollo del comunismo in Unione Sovietica nei primi anni &#8217;90 e durante la crisi finanziaria nel sud est asiatico della fine degli stessi anni &#8217;90, i suicidi sono drasticamente aumentati. Secondo gli autori non sarebbe tanto la perdita di risorse economiche a sconvolgere la popolazione, quanto il cambiamento repentino della struttura sociale. Se infatti nel caso degli Stati Uniti e del sud est asiatico si trattò del crollo di un impero economico, in Unione Sovietica fu lo sbriciolamento dello stato comunista a disorientare la gente: il lavoro non era più qualcosa di sicuro e immutabile per tutta la vita, diventava necessario cercarlo e oltretutto era possibile venire licenziati se non ci si fosse dimostrati produttivi. Il mondo diventava imprevedibile, ostile e il futuro incerto e buio: facile sentirsi inadeguati e impreparati ad affrontare questo cambiamento&#8230; La triade cognitiva di Beck (<em>Cognitivamente</em> del 27/04/2012) si ripresenta così come la depressione: aspettative negative per il futuro, opinione negativa di sé e aspettative negative sul mondo.</p>
<p>Dore e Singh, due economisti canadesi nel loro &#8220;<em>The global financial crisis and the Great Recession of 2007-2009</em>&#8221; (&#8220;La crisi finanziaria globale e la grande recessione del 2007-2009&#8243;) sostengono qualcosa di molto simile: premettendo che questa è la più grave crisi finanziaria mondiale dopo quella del 1930 essi affermano che l&#8217;elemento drammatico della situazione attuale è il crollo dell&#8217;ipotesi del mercato efficiente (<em>efficient market hypothesis</em>) sul quale si basava la razionalità e la stabilità di tutti i mercati, compreso quello finanziario.</p>
<p>Dobbiamo dunque accantonare il principio che la società alla quale siamo abituati e in cui siamo cresciuti si basi su presupposti solidi: l&#8217;economia, così come è strutturata non funziona, o quantomeno è soggetta a imprevedibili crisi.</p>
<p>Una considerazione del genere, fatta da un soggetto incline alla depressione, non può che avere conseguenze estremamente negative in quanto confermano l&#8217;ostilità e imprevedibilità del mondo così come l&#8217;aspettativa di un futuro pieno di difficoltà.</p>
<p>Avčin et al., dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Lubiana, (&#8220;<em>The present global financial and economic crisis poses an additional risk factor for mental health problems on the employees</em>&#8221; ossia &#8220;L&#8217;attuale crisi globale finanziaria ed economica costituisce un ulteriore fattore di rischio per i problemi mentali degli impiegati&#8221;) illustrano la ricerca condotta su un campione di 1592 impiegati che dimostra che nel 46,6% dei soggetti che sono stati in qualche modo investiti dalla crisi sono significativamente aumentati i sintomi di depressione.</p>
<p>A questo punto mi ritorna in mente l&#8217;affermazione del Marchetti che i suicidi dovuti alla crisi non costituiscono un&#8217;emergenza infatti la prima causa di suicidio è la malattia, in 4 casi su 5 di natura psichica: stiamo parlando di 1412 persone che si sono tolte la vita nel 2010, di cui 1129 erano affette da una patologia mentale&#8230; Ma la crisi non è stata forse riconosciuta come un fattore aggravante dei problemi psichici? Come si fa ad escludere l&#8217;ipotesi che un soggetto gravemente depresso decida di suicidarsi dopo aver perso la casa o il lavoro? &#8220;Tanto era matto quindi la crisi economica non ha nulla a che fare con tutto ciò!&#8221;.</p>
<p>Per fortuna non tutti la pensano così, secondo il greco Orestis Giotakos dell&#8217;<em>Army Hospital </em>di Atene (&#8220;<em>Financial crisis and mental health</em>&#8220;, &#8220;Crisi finanziaria e salute mentale&#8221;) la maggior parte degli studi dimostra una correlazione fra disoccupazione e altri indici economici e tasso di mortalità, depressione e tendenze suicide. Nei periodi di crisi, oltre a crescere la disoccupazione, diminuisce il potere di acquisto del denaro, la popolazione è sfiduciata e timorosa e per risparmiare taglia anche le spese mediche. I poveri e i soggetti affetti da patologie mentali sono le categorie maggiormente a rischio ed è noto il circolo vizioso per cui la povertà facilita l&#8217;insorgere di problemi psichiatrici così come chi ne soffre cade facilmente in uno stato di indigenza. Inoltre la bassa tolleranza alla frustrazione sarebbe un indice di vulnerabilità alla depressione dovuta alla crisi (come già sostenuto da Albert Ellis).</p>
<p>Un&#8217;altra ricerca condotta in Grecia da Economou et al. (&#8220;<em>Depression telephone helpline: help seeking during the financial crisis</em>&#8220;, in italiano &#8220;Telefono amico per la depressione: ricerca di aiuto durante la crisi finanziaria&#8221;) ha preso in considerazione le telefonate ricevute da un numero verde di sostegno psicologico contro la depressione del <em>Greek University Mental Health Research Institute</em> nell&#8217;anno 2010: non solo è aumentato il numero di telefonate facenti diretto riferimento alla crisi ma soprattutto i sintomi depressivi di chi lamentava gli effetti della crisi erano molto più gravi di quelli di chi non faceva accenno ad essa. Gli autori hanno inoltre rilevato un drastico aumento nell&#8217;abuso di alcol, droghe e farmaci negli utenti di questo servizio telefonico. Economou conclude dicendo che l&#8217;impatto della crisi finanziaria sulla salute mentale della popolazione greca è stato considerevole.</p>
<p>Naturalmente non tutte le persone che devono fronteggiare gli effetti della crisi finanziaria sono destinate a soffrire di ansia o depressione. Esistono delle variabili individuali e sociali che possono mitigare l&#8217;inevitabile tristezza provocata dalla perdita del lavoro o della casa, impedendo che si consolidi quello schema cognitivo per cui ci sentiamo inutili e senza speranza in un mondo crudele.</p>
<p>Un concetto che si è fatto largo negli ultimi anni è quello della &#8220;resilienza&#8221; (dal latino <em>rěsĭlĭo</em>: rimbalzare, retrocedere), ossia la capacità di fronteggiare una situazione traumatica riorganizzando la propria vita in base alle chance che essa ci lascia, anche se ridotte rispetto alla situazione precedente  a tale evento, raggiungendo a volte una condizione addirittura migliore di quella di partenza. Questa capacità di affrontare le avversità è determinata da vari fattori che sono principalmente l&#8217;autostima, la determinazione, la fiducia nelle proprie capacità, il buonumore, la flessibilità cognitiva (la capacità di vedere i problemi sotto differenti punti di vista), dare il giusto valore al giudizio altrui ma anche fare esercizio fisico ed avere uno stile di vita salutista (alimentazione sana, niente droghe o alcol).</p>
<p>Il concetto di resilienza può essere esteso ad un&#8217;intera comunità, riferendosi in questo caso al modo in cui essa riesce ad attutire l&#8217;effetto degli eventi catastrofici (e una crisi finanziaria di queste proporzioni può essere così considerata).</p>
<p>L&#8217;Italia può essere vista come una grande comunità resiliente? Esistono i presupposti sociali perché possa essere considerata tale?</p>
<p>Non me la sento di rispondere perciò mi limiterò a riportare quanto hanno affermato nei loro articoli alcuni dei succitati autori.</p>
<p>Stucker ad esempio afferma che sono tre i requisiti fondamentali per preservare la salute mentale dei cittadini durante un periodo di crisi: limitare l&#8217;esposizione ai fattori di rischio, la coesione sociale (assistenza informale) e la protezione sociale (assistenza pubblica). Lo stesso autore cita il caso dell&#8217;Islanda dove, nonostante una crisi economica devastante, più grave e in anticipo rispetto al resto dell&#8217;Europa, non è stato ravvisato un aumento dei suicidi o delle patologie mentali.</p>
<p>Stucker conclude dicendo che non si aspetta gravi conseguenze per l&#8217;Irlanda del Nord (il paese dove viene pubblicato <em>The Ulster Medical Journal</em> che riporta l&#8217;articolo) perché vi è una fitta rete di supporto sociale costituita da numerose organizzazioni religiose e di volontariato oltre ad un&#8217;assistenza pubblica all&#8217;avanguardia. Aggiungerei che l&#8217;Irlanda del Nord è pervasa da un forte senso religioso che è considerato un importante fattore di resilienza (Min et al. <em>Quality Life Research</em>, 7 aprile 2012).</p>
<p>Secondo Giotakos è compito delle autorità rispondere tempestivamente alla crisi con opportune misure di politica sociale, mirate soprattutto a proteggere le categorie più deboli, ossia i disoccupati e i malati psichiatrici, sarebbe quindi opportuno istruire i medici di base o chi risponde alle richieste di aiuto a riconoscere il problema per indirizzare questi soggetti verso servizi psichiatrici debitamente potenziati.</p>
<p>Per Avčin et al. i clinici devono seriamente prendere in considerazione il fattore di rischio per la salute mentale costituito dalla crisi finanziaria e ricordare sempre che sintomi di depressione e ansia possono essere mascherati da coloro che si rivolgono spesso ai servizi sanitari lamentando dolori fisici o da chi fa largo uso di droghe o alcol.</p>
<p>Economou sottolinea l&#8217;importanza dell&#8217;aiuto telefonico che se effettuato da personale adeguatamente preparato può aiutare le persone in difficoltà a sfogarsi abbassando il livello di stress oltre ad indirizzarle ai servizi psichiatrici.</p>
<p>Alla luce di queste conclusioni mi viene da pensare che la coesione sociale non sembra una caratteristica tipica del popolo italiano (se si eccettuano alcune piccole comunità), l&#8217;assistenza pubblica la conosciamo bene, i fattori di rischio non vengono limitati in alcun modo (vedi sussidio di disoccupazione) e l&#8217;assistenza psicologica per via telefonica è affidata alle lodevoli iniziative di singole associazioni. Come al solito è la famiglia l&#8217;ultimo baluardo contro la depressione (per chi ha la fortuna di averne una), essa è costretta a fornire tutto il sostegno e l&#8217;aiuto possibile, purtroppo non sempre basta.</p>
<p>Però potrebbe avere ragione Stefano Marchetti, dopotutto non esiste un&#8217;emergenza suicidi, c&#8217;è in tutti i paesi del mondo tranne che in Italia, sarebbe pertanto un inutile spreco di fondi l&#8217;istituzione o il potenziamento di servizi pubblici per il sostegno alle categorie maggiormente colpite dalla crisi&#8230;</p>
<p>O no?</p>
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		<title>RASSEGNA STAMPA 11 MAGGIO 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3135" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/sposabambina-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><span style="color: #993300">Afghanistan, la sposa bambina torturata ottiene giustizia.  Cannabis contro la depressione. Dall&#8217;Onu risoluzione per assicurare ai giovani i diritti sessuali. </span></strong><strong><span style="color: #993300">La &#8216;fame edonistica&#8217; che porta ad abbuffarsi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #993300"> SCENARIO CRISI: 25% donne interrompe cure per costo medicine. Suicidi per crisi economica: pericolo effetto domino. Usa, dal boom delle case alla vita nei motel: i senza tetto alle porte di Disney World.</span></strong></p>
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<p><span style="color: #993300"><strong>AFGHANISTAN, LA SPOSA BAMBINA TORTURATA DAL MARITO OTTIENE GIUSTIZIA</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>(Corriere della Sera) </strong></span>Il suo volto tumefatto aveva scioccato il mondo. Sahar Gul una ragazzina di soli 15 anni lo scorso dicembre era arrivata all’ospedale di Kabul in condizioni pietose, una sposa bambina picchiata a sangue e tenuta segregata per mesi dal marito e dai suoi familiari perché non voleva prostituirsi. Unghie strappate, occhi semichiusi per le botte, un orecchio bruciato da un ferro da stiro Sahar era diventata un simbolo della lotta ai diritti umani.<br />
Sabato scorso finalmente è stata fatta giustizia. Almeno in parte. Tre parenti della ragazzina sono stati condannati a dieci anni di prigione per tortura, abusi e violazioni dei diritti umani ma il marito è ancora in fuga. Sahar si è presentata in tribunale il giorno della sentenza. Per la prima volta dopo la sua liberazione ha guardato in faccia i suoi torturatori: il padre, la madre e la sorella del marito. Davanti al giudice si è tolta il velo per mostrare le cicatrici frutto del suo calvario e ha chiesto che gli imputati fossero puniti severamente. La sentenza non l’ha soddisfatta. I suoi avvocati hanno fatto sapere che presenteranno sicuramente ricorso. “Ho visto la felicità sul suo viso – ha dichiarato a The Independent Huma Safi dell’organizzazione Women for Afghan Women, un gruppo per i diritti delle donne che sta aiutando la ragazza a riprendersi &#8211; ma anche la paura perché tra dieci anni quelle persone torneranno di nuovo libere. E lei pensa che il tempo volerà”.<br />
Il marito e il cognato di Sahar, entrambi in fuga, sono stati condannati in contumacia, la sentenza verrà decisa quando verranno catturati. Secondo Heather Barr, una ricercatrice di Human Rights Watch in Afghanistan, le condanne rappresentano un passo avanti perché dimostrano che “i giudici hanno preso seriamente un atto di violenza. Ora dobbiamo far sì che lo stesso atteggiamento sia adottato in tutti i casi di violenza contro le donne“.<br />
Negli ultimi dieci anni la situazione delle donne inAfghanistan è migliorata: quattro milioni di bambine ora possono andare a scuola e molte donne hanno trovato lavoro. Ma molto deve ancora essere fatto. Nel Paese l’età legale per il matrimonio è 16 anni ma secondo le Nazioni Unitemetà delle bambine vengono date in sposa molto prima. La violenza nei confronti delle donne è ancora molto diffusa e spesso rimane impunita.<br />
Leggi tutto: <a href="http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/05/08/afghanistan-la-sposa-bambina-torturata-dal-marito-ottiene-giustizia/">http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/05/08/afghanistan-la-sposa-bambina-torturata-dal-marito-ottiene-giustizia/</a></p>
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<p><span style="color: #993300"><strong>TOSCANA, CANNABIS CONTRO LA DEPRESSIONE</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>(Radicali.it)</strong></span> Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge che autorizza l&#8217;uso sanitario della cannabis. È la seconda iniziativa del genere in Italia dopo la precedente in Puglia del 2010 con cui si autorizzò la sperimentazione. Il testo approvato dal «parlamentino» a Firenze intende facilitare l&#8217;utilizzo di farmaci con cannabinoidi nella cura di specifiche malattie come la sclerosi multipla, la depressione o il glaucoma.<br />
Le strutture sanitarie avranno un ruolo fondamentale riducendo gli attuali tempi burocratici, molto lunghi, per la cannabis terapeutica. E poi i trattamenti potranno essere continuati anche in sede domiciliare.<br />
Una legge, dunque, per disciplinare sotto il profilo organizzativo e procedurale l&#8217;utilizzo dei farmaci cannabinoidi come ausilio terapeutico all&#8217;interno del Servizio sanitario regionale, per combattere il dolore, nelle cure palliativo e anche in altri tipi di terapie.<br />
La nuova legge regionale tiene conto delle attese di tante associazioni della Toscana e dei punti comuni a due proposte di legge di iniziativa consiliare. Una, presentata da consiglieri del Partito democratico, primo firmatario Enzo Brogi, prevedeva l&#8217;uso di queste sostanze nell&#8217;ambito della terapia del dolore e delle cure palliativo; l&#8217;altra, a firma dei consiglieri del gruppo di Federazione Sinistra-Verdi, prima firmataria la capogruppo Monica Sgherri, e del consigliere del Gruppo misto Pieraldo Ciucchi, prevedeva invece l&#8217;utilizzo in tutta una serie di patologie e disturbi, anche attraverso la possibilità di ricorrere a preparazioni galeniche.<br />
Le due proposte sono diventate un atto unico, che include anche l&#8217;apporto della consigliera regionale Alessia Ballini, impegnata a fondo in questa sfida negli ultimi mesi della sua vita.<br />
Come si legge nella relazione che accompagna la proposta di legge, presentata dalla consigliera Lucia Matergi: «L&#8217;efficacia farmacologica dei cannabinoidi si fonda su acquisizioni scientifiche, sperimentazioni e pratiche cliniche sempre più diffuse a livello mondiale». Nel preambolo della legge sono indicati i principali ambiti di cura e quelli in fase di studio: è oggi disponibile a livello scientifico una «compiuta valutazione dell&#8217;impiego clinico dei cannabinoidi nella cura del glaucoma, nella prevenzione dell&#8217;emesi, nel controllo di alcune spasticità croniche, come adiuvante nel controllo del dolore cronico neuropatico associato a sclerosi multipla, nel trattamento del dolore nei pazienti affetti da cancro. Da sperimentazioni scientifiche risulterebbe, inoltre, che i cannabinoidi hanno proprietà di ridurre i dosaggi degli analgesici oppiacei, quali la morfina e i suoi analoghi, necessari a lenire il dolore nei malati oncologici sottoposti a trattamenti cronici, evitando così i fenomeni di assuefazione, caratteristici degli oppiacei».<br />
Leggi tutto: <a href="http://www.radicali.it/rassegna-stampa/toscana-cannabis-contro-depressione">http://www.radicali.it/rassegna-stampa/toscana-cannabis-contro-depressione</a></p>
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<p><span style="color: #993300"><strong>ONU APPROVA RISOLUZIONE PER ASSICURARE A GIOVANI I DIRITTI SESSUALI</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>(DIRE &#8211; Notiziario minori)</strong></span> E&#8217; stata adottata il 27 aprile dalla Commissione su popolazione e sviluppo delle Nazioni Unite nella sua 45esima sessione, e riguarda la loro salute sessuale e riproduttiva, il diritto dei giovani di decidere sulle questioni relative alla loro sessualita&#8217;; l&#8217;accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, compreso l&#8217;accesso all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, laddove sia legale, in condizioni di sicurezza, garantendo riservatezza e rispetto senza alcuna discriminazione; il diritto a un&#8217;educazione sessuale completa; il controllo della propria sessualita&#8217;, libera da violenza, discriminazione e da ogni coercizione.<br />
La Commissione su popolazione e sviluppo (CPD) esamina le tendenze e i problemi specifici relativi alla popolazione mondiale nel suo complesso e a situazioni specifiche dei diversi paesi, dando indicazioni su possibili programmi di lavoro e sulle politiche necessarie, sia per le Nazioni Unite stesse che per i singoli Paesi membri. &#8220;Questa Commissione e&#8217; uno degli strumenti piu&#8217; importanti che abbiamo, un&#8217;occasione per parlare di giovani, per i/le giovani e con i/le giovani&#8221;, ha detto Kgomotso Papo, parlando a nome della delegazione del Sud Africa, durante la sessione plenaria di chiusura.<br />
&#8220;Questa risoluzione era attesa da lungo tempo e rafforza il Piano d&#8217;azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo tenutasi al Cairo nel 1994- ha dichiarato Daniela Colombo, Presidente dell&#8217;Aidos &#8211; Tra due anni ci sara&#8217; una verifica formale di quanto e&#8217; stato fatto negli ultimi vent&#8217;anni e di quanto ancora bisogna fare. Ci auguriamo che il nostro Governo sia un attore importante di questo processo e ribadisca il suo impegno senza subire l&#8217;influenza delle politiche del Vaticano in materia di salute e diritti sessuali e riproduttivi&#8221;.<br />
La risoluzione arriva sulla scia di un rapporto dell&#8217;Unicef, &#8220;Progress for Children. A Report Card on Adolescents&#8221;, che lancia un allarme in particolare per la condizione degli/lle adolescenti in Africa, il continente che entro il 2015 avra&#8217; il piu&#8217; alto numero di adolescenti al mondo. Il loro futuro e&#8217; pero&#8217; messo a rischio dalla pandemia dell&#8217;HIV/AIDS, dall&#8217;alto numero di gravidanze precoci e indesiderate e dalle conseguenti complicanze al parto, dalla violenza, dalla disoccupazione, dall&#8217;ancora insufficiente accesso all&#8217;istruzione.<br />
Il rapporto dell&#8217;Unicef e le decisioni finali della Commissione evidenziano la gravita&#8217; della situazione e l&#8217;urgenza di realizzare politiche efficaci a sostegno di tutti i/le giovani. L&#8217;adolescenza e&#8217; una fase delicata della crescita di un essere umano, il giusto investimento puo&#8217; interrompere il ciclo di poverta&#8217; e tutto cio&#8217; che da questo consegue, portando opportunita&#8217; economiche, sociali e politiche non solo agli/alle adolescenti ma alle comunita&#8217; e agli Stati di cui questi sono cittadini e cittadine.<br />
In chiusura della sessione, il Presidente della Commissione, l&#8217;ambasciatore Hasan Kleib, ha invitato gli Stati membri a realizzare tali accordi a livello nazionale, affermando che &#8220;ora dobbiamo incamminarci su questo nuovo sentiero&#8221;.</p>
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<p><span style="color: #993300"><strong>ECCO QUANDO LA GOLA VINCE SU SAZIETA&#8217;. STUDIO SU &#8216;FAME EDONISTICA&#8217; CHE PORTA A ABBUFFATE</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>(Ansa) </strong></span> Quando non riesci a rinunciare al piacere del cibo anche se sei sazio, c&#8217;e&#8217; lo zampino di due sostanze che sovvertono i normali segnali di fame e ti fanno mangiare ancora fino al rischio abbuffata e solo per il piacere di farlo.<br />
Lo dimostra uno studio condotto da Palmiero Monteleone del Dipartimento di Psichiatria della II universita&#8217; di Napoli e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism (JCEM).<br />
Gli esperti hanno visto che quando individui ormai satolli hanno di fronte il proprio cibo preferito, nel loro corpo tornano in gioco due sostanze che stimolano l&#8217;appetito, grelina e 2-AG (quest&#8217;ultima e&#8217; una droga naturale che agisce direttamente sui circuiti neurali del piacere), anche se la fame vera e&#8217; finita da un pezzo e non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; bisogno di introdurre altre calorie. Scatta cioe&#8217; la fame edonistica, mediata dai circuiti neurali del piacere e dell&#8217;appagamento che prendono il sopravvento sui segnali del corpo piu&#8217; genuini che invece avvertono di smettere di mangiare.<br />
Capita a tutti di mangiare troppo perche&#8217; dopo un pasto abbondante arriva a tavola il dolce preferito cui non rinunceremmo mai: la fame per piacere e&#8217; un problema comune, pericoloso perche&#8217; puo&#8217; portare ad abbuffate se non ben gestito.<br />
Ma i meccanismi che ci sono dietro restano poco chiari. Gli italiani hanno offerto a otto individui gia&#8217; sazi il loro piatto preferito e poi in una seconda occasione un piatto ugualmente nutriente ma meno appetibile. Hanno misurato i livelli di certe sostanze nel loro sangue e visto che grelina e 2-AG (che stimolano a mangiare) aumentano di fronte al proprio piatto preferito anche se sazi, ma non di fronte ad altri cibi. La sazieta&#8217;, dunque, nulla puo&#8217; contro i circuiti del piacere che ci fanno perdere il controllo e mangiare qualcosa di cui non abbiamo proprio bisogno, per poi piangere lacrime di coccodrillo esclamando &#8216;ho mangiato troppo&#8217;.</p>
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<h2 style="text-align: center"><span style="color: #800000"><strong> SCENARIO CRISI</strong></span></h2>
<p><span style="color: #993300"><strong>FARMACI: ONDA,25% DONNE INTERROMPE CURE PER COSTO MEDICINE. 70% PRONTE A PASSARE A GENERICO,MA MANCA RASSICURAZIONE MEDICO</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>(Ansa) </strong></span>Per il 20% delle donne la spesa dei farmaci, anche se limitata al solo ticket, puo&#8217; ostacolare la prosecuzione del trattamento, e il 25% decide in autonomia, proprio per il costo dei farmaci, di ridurre il dosaggio o sospendere la cura. Eppure sono ancora poche quelle che acquistano farmaci generici, che gli consentirebbero di risparmiare. Secondo l&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda) 7 donne su 10 sostituirebbero il farmaco di marca con l&#8217;equivalente, ma non lo fanno perche&#8217; non ricevono un&#8217;adeguata rassicurazione &#8216;emotiva&#8217; sulla loro efficacia dal medico.<br />
Molte donne, soprattutto dopo la menopausa, soffrono di malattie complesse, come osteoporosi, diabete, depressione, e problematiche cardiovascolari, dove l&#8217;uso del generico garantirebbe un notevole risparmio. L&#8217;indagine, condotta su 1.019 donne tra i 35 e 75 anni, mostra che quello dei costi e&#8217; un &#8221;un problema particolarmente avvertito dalle donne in trattamento cronico per osteoporosi e depressione, dove si ha il piu&#8217; alto tasso di interruzioni nelle terapia &#8211; spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda &#8211; a causa di una spesa mensile di circa 25-35 euro per farmaci quasi tutti a carico personale&#8221;. I rischi dall&#8217;interruzione del trattamento e i costi dei farmaci potrebbero essere contenuti se i generici fossero piu&#8217; conosciuti. Ma sui farmaci equivalenti il 44% delle donne si sente poco informato: solo meta&#8217; li utilizza, anche se quasi tutte ne hanno sentito parlare. Il 70% fra le donne, che seguono ancora le terapia con i farmaci di marca, sarebbe favorevole al cambiamento, se consigliato dal medico (58%). E il 46% delle intervistate ha confermato che sarebbe passata al generico se fosse stato approvato il decreto legislativo che poneva l&#8217;obbligo al medico di medicina generale di indicare su ogni prescrizione la sostituibilita&#8217; o non sostituibilita&#8217; del farmaco classico con il suo equivalente. &#8221;Serve dunque piu&#8217; sensibilizzazione e rassicurazione &#8211; conclude Merzagora &#8211; dal medico, per fare alla donna quella sicurezza di cui necessita&#8221;. Leggi tutto: <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2012/05/03/Farmaci-Onda-25-donne-interrompe-cure-costo-medicine_6811938.html">http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2012/05/03/Farmaci-Onda-25-donne-interrompe-cure-costo-medicine_6811938.html</a></p>
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<p><span style="color: #993300"><strong>SALUTE: PSICHIATRI, SUICIDI E CRISI ECONOMICA. PERICOLO EFFETTO DOMINO</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong>(Asca) </strong></span>&#8221;Studi clinici epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso &#8221;effetto domino&#8221;&#8217;. Lo afferma Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell&#8217;Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Un grave problema di questa fase storica del nostro Paese, al quale puo&#8217; essere trovata una soluzione solo con l&#8217;aiuto dei medici e degli specialisti.<br />
&#8221;I numerosi suicidi legati all&#8217;aggravarsi della crisi economica in atto verificatisi in questi giorni &#8211; spiega Mencacci &#8211; mi rendono come persona e come cittadino partecipe e addolorato per questi drammi individuali e famigliari. Come medico psichiatra vorrei pero&#8217; cogliere l&#8217;occasione per dire che le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi gia&#8217; entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica prevalentemente depressiva, che toglie la possibilita&#8217; di trovare soluzioni alternative. I gesti estremi possono si&#8217; essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica gia&#8217; complessa, ma si innescano in personalita&#8217; da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilita&#8217; di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica&#8221;.<br />
&#8221;Il suicidio &#8211; continua il prof. Mencacci &#8211; non e&#8217; un atto misterioso compiuto da un individuo apparentemente in salute, ma e&#8217; una complicazione di una patologia mentale spesso trattabile. Non e&#8217; soprattutto un modo logico ragionevole per risolvere i problemi. Tutte le crisi economiche, la storia purtroppo ci insegna, sono accompagnate da un aumento del tasso di suicidi. Oggi abbiamo pero&#8217; un vantaggio rispetto al passato ovvero poter affrontare la sofferenza mentale con minor vergogna, maggior scientificita&#8217; e migliori opportunita&#8217; di cura. Il consiglio per chi e&#8217; in difficolta&#8217; e&#8217; rivolgersi con fiducia, ai primi segnali di difficolta&#8217;, al proprio medico di famiglia o meglio ancora, a uno specialista psichiatra&#8221;.<br />
Leggi tutto: <a href="http://salute.asca.it/internoCopertina-Salute-Salute__Psichiatri__suicidi_e_crisi_economica__Pericolo_effetto_domino-1152016-1.html">http://salute.asca.it/internoCopertina-Salute-Salute__Psichiatri__suicidi_e_crisi_economica__Pericolo_effetto_domino-1152016-1.html</a></p>
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<p><span style="color: #993300"><strong>USA: DAL BOOM DELLE CASE ALLA VITA NEI MOTEL. I SENZA TETTO ALLE PORTE DI DISNEY WORLD</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300"><strong> (La Stampa)</strong></span> Un ristorante all’interno di Disney World. Alle sue porte i nuovi poveri vivono in motel. Single, famiglie allo sbando e bambini, che vivono come zingari, trovano rifugio in alberghetti senza pretese sparsi sull’autostrada che porta al parco divertimenti. Dal boom delle case del 2004-2006, alla vergogna dei bambini homeless del 2012. La Florida della speculazione immobiliare gonfiata dai mutui subprime è diventata la terra dei «senza fissa dimora», gente che ha perso l’abitazione e vive in motel. Il teatro di questo dramma sociale è già di per sé una avvilente ironia: l’autostrada 192, una delle highways che portano al parco divertimenti di Disney World ad Orlando, cuore pulsante dell’economia dello Stato e meta dei sogni dei ragazzini. E’ lungo questa arteria che la teoria di alberghetti per automobilisti senza pretese ma con tanto sonno da non poter proseguire il viaggio, s’è trasformata nella destinazione per il popolo del “welfare fai da te”. Singoli, e anche tanti nuclei famigliari allo sbando, che devono cavarsela come possono sfuggendo ai creditori, talvolta alla legge, e sempre adattandosi a soluzioni economiche precarie: non hanno più un indirizzo conosciuto e sono forzati a cambiare dimora anche più volte in anno, traslocando da motel a motel. La vita dei più piccoli, in queste condizioni, ricalca il modello zingaresco. Come è il caso di Melissa, 12 anni, andata a vivere in un albergo due anni fa con suo padre e suo fratello. Quando i bambini giocavano a nascondino, era la più brava a sparire nelle fessure del terreno incolto che separava l’hotel dallo stradone asfaltato. Aveva imparato dov’erano le scritte più sporche sui muri scrostati nei sottopassi e le mostrava con orgoglio agli amichetti. Se voleva fuggire dai litigi tra il babbo e la mamma, riapparsa dopo la separazione, spariva per ore nelle paludi e nei boschi vicini. Se tutti gli Stati ricorrono agli alberghi per tamponare condizioni di disagio esplosive, la fila dei motel senza stelle alla misera tariffa d’affitto settimanale da 147 dollari è l’espressione più amara dei fallimenti personali e sociali di una fetta fragile dell’economia americana: lungo la strada che porta a Paperon de’ Paperoni.<br />
Leggi tutto: <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/451135/">http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/451135/</a></p>
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		<title>ELEZIONI E PSICOPATOLOGIA DEL POTERE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cerracchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinque minuti]]></category>
		<category><![CDATA[conformismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologia del potere]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3120" style="border-style: initial;border-color: initial;margin-top: 0px;margin-bottom: 0px;margin-left: 5px;margin-right: 5px;border-width: 0px" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/servi1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />In questo periodo di campagna elettorale siamo stati sommersi da messaggi pubblicitari da parte di politicanti in attesa di elezione che mostrano la loro faccia, il loro volto ammiccante, che non si sa perché dovrebbe convincerci a dare loro fiducia. Eppure la cronaca è piena di bellimbusti, personcine perbene, che nell’atto dei loro misteri compiono azioni riprovevoli.</p>
<p>Dovremmo essere stati convinti a scegliere i candidati esposti nelle loro nicchie edonistiche dalla grazia del loro taglio di capelli all’ultima moda, oppure dal grazioso vestitino che lascia trasparire delicatezza di intenti e ripudio di ogni tentazione perversa. La logica politica di questo strano tempo che viviamo non si sofferma molto su idee, principi, presupposti etici, miti rivoluzionari o reazionari, ma si tranquillizza su pacate considerazioni estetiche, che non compromettono l’agire del mancato cambiamento che tutti si augurano, politicanti ed elettori.</p>
<p>E’ un patto comunitario, drammatico, ma onnipotente, dove il terrore del cambiamento agisce su ogni molecola sociale, dove l’anestetico televisivo e pubblicitario crea modelli narcisistici ai quali siamo tutti sottomessi. La televisione, madre di ogni azione sociopolitica dei nostri tempi, è il più grande strumento di controllo delle masse mai inventato dall’uomo. In essa si producono tutti i feticci culturali, sociali e politici che poi vengono dati in pasto al popolo per la loro idolatria.</p>
<p>Si è perso il tempo in cui votare, ritornando al discorso di partenza, era un’azione di scelta, di considerazione, di analisi della realtà e della coerenza con i propri motivi interni, ora la dittatura del narcisismo mediatico presenta un paio di modelli preconfezionati, malati di presenza edonistica, senza alcun scopo che quello di confermare la non scelta. Nei luoghi sociali di discussione, sia naturali che mediatici, si compiono valutazioni in merito al carattere estetico del candidato, semmai alle sue convenienze moralistiche, attivando morbosità da grande fratello, dove non c’entra niente Orwell ma solo volgarità televisiva.</p>
<p>Il patto sociale che si compie è quello tra soggetti ormai affetti da psicopatologia del potere, e sudditi anelanti la stessa dimensione seppur in scala ridotta, magari nella propria famiglia, nel proprio condominio, nel proprio posto di lavoro. Il candidato politico ideale dei nostri tempi ha alle sue origini un bambino trascurato che delira per compensazione un se maestoso, potente, in grado di cancellare le sensazioni di disfacimento del sé fragile interno. Questo sé grandioso ha bisogno di adulazione, di conferma della sua potenza attraverso il riscontro sociale, attraverso la posizione di potere che potrà raggiungere mediante l’approvazione degli altri, incosciente della propria ultima miseria.</p>
<p>Ma il sistema è più complesso, prevede la partecipazione degli adulanti come complici ignavi, deprivati di ogni senso critico, ammassati in un conformismo assoluto, che vede solo miraggi di potere e ricchezza facile, deresponsabilizzazione, inconsapevolezza del sé e del reale.<br />
La personalizzazione del gioco politico sottomette le idee, i conflitti, le scelte culturali ed etiche, al mito del personaggio, sempre più simile nelle varie parti contendenti differenti solo per interessi di appartenenza lobbistica, per cui sia valido l’antico detto “cambi tutto in modo che non cambi niente”.</p>
<p>Questo modo di votare senza idee al quale siamo condotti nell’epopea del nulla significante è un’azione senza scopo, senza senso, è il delirio di un modello culturale agonizzante, cieco davanti alla sua disperazione, alla sua imminente fine. Una cultura incapace di affrontare i temi reali ed urgenti dell’economia assasina, delle risorse naturali depredate e sperperate, della condizione miserabile della maggioranza dell’umanità schiavizzata dagli psicopatici del potere.</p>
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		<title>APPUNTAMENTI 7-13 MAGGIO 2012</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/07/3086/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #800080"><strong><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/07/3086/agenda-14/" rel="attachment wp-att-3096"><img class="alignleft size-medium wp-image-3096" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/agenda-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Agenda degli appuntamenti settimanali dal 7 al 13 Maggio 2012. Per inviare comunicazioni scriveteci su appuntamenti@psicologiaradio.it o inserite il vs. evento in corso di svolgimento aggiungendo un post a questo articolo. La prossima Agenda sarà on line Lunedì 14 Maggio 2012.</strong></span></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>7 Maggio BOLOGNA</strong></span></p>
<p>ISPI e l’Istituto della Enciclopedia Italiana promuoveranno una serie di incontri che traggono spunto dalla pubblicazione dell’Atlante Geopolitico ISPI-Treccani, ora disponibile anche in libreria. Le date:<br />
<strong>Bologna &#8211; 7 maggio,</strong> ore 16.00: &#8220;Vecchi e nuovi attori della politica internazionale”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna<br />
<strong>Torino &#8211; 10 maggio</strong>, ore 16.00: &#8220;Libertà e diritti nell’epoca della globalizzazione&#8221;, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e la SIOI Piemonte &#8211; Valle d&#8217;Aosta<br />
<strong>Napoli &#8211; 23 maggio</strong>, ore 17.30: &#8220;Che ne sarà della primavera araba?&#8221;, in collaborazione con l’Università L’Orientale e La Fondazione Mezzogiorno Europa.<br />
Segreteria : 02 86 93 053 &#8211; ispi.eventi@ispionline.it &#8211; <a href="http://www.ispionline.it/">www.ispionline.it</a></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>7 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p><span style="color: #800080"><strong>Nigeria: il petrolio scorre dove la terra sanguina.</strong></span> Lunedì 7 maggio ore 19 Teatro Furio Camillo, Via Camilla, 44 Roma. L’inquinamento causato dalle aziende petrolifere nel delta del fiume Niger, in Nigeria, continua a danneggiare il suolo, l’acqua e l’aria mettendo a rischio la salute e i mezzi di sostentamento della parte più povera della popolazione. Per raccontare il devastante impatto delle multinazionali petrolifere – tra cui Eni e Shell &#8211; che operano nella regione, Amnesty International Italia, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e Fondazione Culturale Responsabilità Etica organizzano una serata dedicata ai diritti umani e all&#8217;ambiente nel Delta del Niger .<br />
Attraverso le testimonianze dei rappresentanti di due Ong nigeriane, Godwin Uyi Ojo &#8211; direttore di Environmental Rights Action &#8211; e David Vareba &#8211; programme officer del Centro per l&#8217;ambiente, i diritti umani e lo sviluppo &#8211; verrà affrontato il tema dell&#8217;impatto delle attività petrolifere di Eni e Shell sul Delta del Niger.<br />
Sarà proiettato il video documentario di Luca Tommasini &#8220;Oil for Nothing&#8221; e saranno esposte le fotografie di Kadir Van Lohuizen &#8220;Nigeria: una terra che perde, una terra che brucia&#8221;.<br />
L&#8217;evento si concluderà con un aperitivo offerto dalle organizzazioni promotrici.<br />
Mercoledì 9 maggio, sempre alle 19, presso WSP Photopraphy, in via Costanzo Cloro 58 a Roma, sarà esposta la mostra fotografica di Luca Tommasini &#8220;Oil for Nothing&#8221; e sarà presente Godwin Uyi Ojo. Per entrambi gli eventi, l&#8217;ingresso è gratuito. Per approfondimenti: Amnesty International Italia. Cell. 347-1330687 E-mail: l.renzi@amnesty.it<br />
Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM) Cell. 335-5721837 E-mail: lmanes@crbm.org</p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>8 Maggio BOLOGNA</strong></span></p>
<p><span style="color: #800080"><strong>Il sostegno alla genitorialità oggi</strong></span>: il percorso organizzato da Iress e Regione Emilia-Romagna. Riprende a maggio il percorso formativo sul &#8220;Sostegno alla genitorialità oggi&#8221;, organizzato da Iress (Istituto di ricerca e formazione per i servizi sociali e sanitari) e Regione Emilia-Romagna nell&#8217;ambito del programma straordinario infanzia e adolescenza. I laboratori sono rivolti a operatori sociali, educativi e del mondo della scuola con l&#8217;obiettivo di &#8220;pensare e agire le alleanze educative nella comunità&#8221;.<br />
Conclusi i primi due moduli dedicati a promozione del benessere e prevenzione della genitorialità a rischio, il terzo modulo sarà dedicato al tema &#8220;Sostenere con cura la genitorialità in difficoltà&#8221;. Tre le giornate di lavoro in programma a Bologna, articolate in momenti in plenaria, rivolti a tutti gli operatori, e momenti di lavoro in sottogruppi, condotti da esperti di Iress.<br />
Il primo incontro si terrà martedì 8 maggio dalle 9.30 alle 13, nella sala A, terza torre, della Regione, viale della Fiera 8. Introdurrà la giornata l&#8217;assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi. A seguire, Cecilia Edelstein, responsabile della scuola di counseling Shinui; Teresa Bertotti, assistente sociale e docente universitaria; Cinzia Zanoli, esperto giuridico; Marisa Anconelli di Iress; Sandra Benedetti del Servizio politiche famigliari, infanzia e adolescenza della Regione. A coordinare i lavori sarà Cosimo Ricciutello, neuropsichiatra infantile dell’Ausl di Imola.<br />
I lavori proseguiranno nel pomeriggio dalle 14 alle 17. I partecipanti si divideranno in tre gruppi di lavoro. Il primo approfondirà la relazione nel conflitto, il secondo parlerà della valutazione della genitorialità in difficoltà, il terzo della relazione tra servizi e autorità giudiziaria. Per partecipare ai gruppi è necessario iscriversi al terzo modulo entro l&#8217;8 maggio.<br />
Le successive giornate di formazione si terranno venerdì 18 maggio e venerdì 15 giugno.<br />
Per informazioni: Mariateresa Paladino, tel. 051/527.75.16, mpaladino@regione.emilia-romagna.it<br />
Monica Pedroni, tel. 051/527.75.04, mpedroni@regione.emilia-romagna.it</p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>8 Maggio SIENA</strong></span></p>
<p>Incontro pubblico: <strong><span style="color: #800080">Gaza e la Palestina. in memoria di Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista</span>. </strong>L’appuntamento è per l’8 maggio nella Sala storica della Biblioteca Comunale degli Intronati. La notte tra il 14 e il 15 aprile 2011, a Gaza, fu rapito e ucciso Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista italiano dell’International Solidarity Movement. A poco più di un anno dalla morte il Comune di Siena organizza un incontro pubblico di approfondimento sulla situazione di Gaza e sulla questione palestinese, temi al centro delle testimonianze di Arrigoni. L’appuntamento, ad ingresso libero, promosso dall’Assessorato alla Pace e Cooperazione Internazionale, Alessandro Cannamela, si terrà il prossimo 8 maggio, alle ore 17, nella Sala storica della Biblioteca degli Intronati (via della Sapienza n. 5). Insieme all’assessore Cannamela interverranno: Massimiliano Tabusi e Mauro Moretti, docenti dell’Università per Stranieri di Siena, i quali introdurranno la storia del contesto territoriale analizzato; Angelo Stefanini, dell’Università di Bologna, che parlerà di salute e diritti umani, mentre Andrea Merli, cooperante e autore del libro fotografico “Un muro non basta”, analizzerà la questione palestinese con uno sguardo alle rivolte arabe della scorsa primavera. Tra gli interventi dei relatori saranno proiettati brevi video e un reportage fotografico di Marcello Fauci, con foto scattate a Gaza tra il dicembre 2011 e il gennaio 2012. L’iniziativa si propone di informare su temi di continuo interesse per la città, impegnata in passato in attività di promozione del dialogo e di cooperazione internazionale in Palestina.</p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>8 Maggio MILANO</strong></span></p>
<p>Convegno, organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione in collaborazione con Feltrinelli e Urra, dal titolo <span style="color: #800080"><strong>S.O.S. Genitori. Gli spaesamenti della contemporaneità</strong></span>, che si svolgerà nei giorni 15-16 maggio 2012 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il Convegno vuole rappresentare un&#8217;occasione per ascoltare il punto di vista di studiosi, professionisti, divulgatori scientifici e rappresentanti del mondo dei media, aprendo uno spazio di confronto e di riflessione su come le diverse agenzie individuano e rispondono ai bisogni dei genitori di oggi, che appaiono sempre più disorientati nello svolgere il compito educativo. E&#8217; innegabile, infatti, che oggi sono i media – trasmissioni televisive, inchieste giornalistiche, siti Internet, blog – a esercitare il più forte impatto sul grande pubblico, modellandone i comportamenti e le idee. Dall’altra parte, ai Servizi socio-educativi vengono rivolte pressanti domande di consulenza e di supporto. Terzo attore in gioco è il mondo della ricerca educativa, che studia questi mutamenti e il disorientamento – reale? apparente? indotto? &#8211; di adulti e genitori nello svolgere il compito educativo, per interrogarsi sulle ragioni e sulle possibili risposte. Tre mondi dunque – i media, i Servizi, la ricerca – che, in occasione di questo Convegno, si incontrano per avviare un dialogo oggi più che mai necessario. La prima giornata del Convegno, il 15 maggio, sarà dedicata a relazioni di studiosi e al dialogo con i rappresentanti dei media. La seconda giornata, il 16 maggio, vedrà lo svolgersi di 20 Laboratori, mirati alla presentazione di ricerche sul campo o alla sperimentazione di alcune pratiche di lavoro.  <strong>L&#8217;iscrizione ai laboratori è stata prorogata all&#8217; 8 maggio 2012.</strong></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>8 Maggio IMOLA</strong></span></p>
<p>Le associazioni Amnesty International, Trama di Terre, Viaemiliaventicinque, TILT, Comitato Primo Marzo, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Imola, presentano <span style="color: #800080"><strong>Mare chiuso. </strong></span>Un film di Stefano Liberti e Andrea Segre. A seguire incontro con il regista Stefano Liberti. Martedi&#8217; , ore 20,30, Sala S. Francesco, Biblioteca comunale di Imola, via Emilia 80. Tra il maggio 2009 e il 2010 diverse centinaia di migranti africani sono stati intercettati nel canale di Sicilia e respinti in Libia dalla marina militare e dalla guardia di finanza italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi tutte le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni sono poi stati destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche profughi etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall&#8217;Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell&#8217;opinione pubblica italiana, ma per le quali l&#8217;Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario. Ingresso gratuito. Per ulteriori informazioni: r.ronchi@amnesty.it. Tel. 347-6134956. <a href="http://www.marechiuso.blogspot.com/">www.marechiuso.blogspot.com</a> , <a href="http://www.amnesty.it/sentenza-corte-europea-su.respingimenti-in-libia-per-amnesty-international-una-pietra-miliare">www.amnesty.it/sentenza-corte-europea-su.respingimenti-in-libia-per-amnesty-international-una-pietra-miliare</a> . Associazione Trama di Terre Aps via Aldrovandi, 31 40026 Imola (BO) tel. e fax: 0542 28912 web: <a href="http://www.tramaditerre.org/">www.tramaditerre.org</a></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>9-11 Maggio PADOVA</strong></span></p>
<p>Sarà dedicata al tema delle <span style="color: #800080">“<strong>Neuroscienze, tra spiegazione della vita e cura della mente</strong></span>” la quarta edizione dell&#8217;appuntamento annuale con la Neuroetica promosso dall&#8217;Università di Padova nel contesto degli Incontri su neuroscienze e società. Il convegno si svolgerà nell&#8217;omonima città dal 9 e all&#8217;11 maggio. E&#8217; ancora in corso la call for papers per la sessione poster, con premi riservati ai giovani ricercatori. Ad affrontare temi di stringente attualità, come il libero arbitrio, la morale “naturalizzata”, i legami affettivi alla luce della scienza, il rapporto fra neuroscienze e psicoterapia, nomi d&#8217;eccellenza anche quest&#8217;anno: da Mario De Caro a John-Dylan Haynes, Alfred Mele, Adina Roskies, Giovanni Boniolo, Antonio Da Re, Vittorio Gallese, Eugenio Lecaldano, Alberto Priori, Domenica Bruni, Adriano Fabris, Massimo Reichlin, Giorgia Silani, Amedeo Falci, Davide Liccione, Giovanni Liotti, Benedetto Farina, Antonella Marchetti, Giulia Cavalli, Massimo Marraffa, Paolo Migone. A presiedere incontri e tavole rotonde, oltre ai promotori dell&#8217;iniziativa Giuseppe Sartori dell&#8217;Università di Padova e Andrea Lavazza del Centro Universitario Internazionale di Arezzo, vi saranno Michele Di Francesco dell&#8217;Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Adriana Gini dell&#8217;Università Regina Apostolorum di Roma e Carlo Semenza dell&#8217;Università di Padova. Come tutti gli anni, il Comitato promotore del Convegno mette a disposizione due premi per i migliori poster con un concorso riservato ai giovani ricercatori, cioè quelli di età inferiore ai 40 anni. Previsti due premi, rispettivamente di 800 euro per il primo e di 400 euro per il secondo classificato. I contributi scientifici ammissibili al concorso avranno come oggetto temi relativi alla Neuroetica, quali le applicazioni e ricadute filosofiche, sociali, mediche e psicologiche, legali e politiche della ricerca neuroscientifica. Giovani e non, possono ancora proporre (entro il 13 aprile) lavori sperimentali, teorici, analitici e critici. Call for papers, programma dettagliato e informazioni per la partecipazione al convegno al seguente indirizzo http://neuroetica.psy.unipd.it. L&#8217;evento ha il patrocinio di: Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Psicologia Generale &#8220;V. Benussi&#8221;, Fondazione Giannino Bassetti, C.U.I. Centro Universitario Internazionale, Società Italiana di Filosofia Morale, Società Italiana di Filosofia Analitica, Società Italiana di Psichiatria, BrainFactor.</p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>9-16 Maggio BOLOGNA</strong></span></p>
<p><span style="color: #800080"><strong>&#8220;Donne che valgono un mondo&#8221;</strong></span>: la rassegna cinematografica di RTM a sostegno delle donne in Kosovo e Madagascar. Storie di coraggio al femminile&#8221; è titolo della rassegna cinematografica che Reggio Terzo Mondo, l&#8217;organizzazione di volontariato internazionale con sede a Reggio Emilia, presenta nel mese di maggio. Si comincia il 9 maggio con &#8220;Il sentiero&#8221; di J. Zbanic; a seguire il 16 maggio &#8220;La sorgente dell&#8217;amore&#8221; di R. Mihaileanu; infine il 23 maggio &#8220;E ora dove andiamo?&#8221; di N. Labaki. Tutte le proiezioni inizieranno alle ore 21 al cinema Rosebud di Reggio Emilia. L&#8217;ingresso è a offerta libera e i ricavi saranno destinati ai progetti di RTM a sostegno delle donne in Madagascar e Kosovo. L&#8217;iniziativa rientra nella campagna &#8220;Donne che valgono un mondo&#8221; promossa da RTM con l&#8217;obiettivo di sostenere e accompagnare il percorso di riscatto dalla povertà e dall&#8217;emarginazione di tante donne, attraverso interventi in campo agricolo, artigianale, educativo e sanitario. Grazie agli strumenti messi a disposizione dai progetti di RTM, queste donne hanno la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita diventando promotrici di cambiamento e di sviluppo sociale ed economico per le loro famiglie e l&#8217;intera comunità di appartenenza. Per saperne di più: <a href="http://www.reggioterzomondo.org/">www.reggioterzomondo.org</a></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>10 Maggio TORINO</strong></span></p>
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<p style="text-align: center"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/07/3086/sexabuses/" rel="attachment wp-att-3087"><img class="size-full wp-image-3087 aligncenter" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/SEXABUSES.jpg" alt="" width="478" height="635" /></a></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>10 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/07/3086/invito-pdf-adobe-reader-06052012-20-47-11/" rel="attachment wp-att-3101"><img class="size-full wp-image-3101 aligncenter" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/INVITO.pdf-Adobe-Reader-06052012-20.47.11.jpg" alt="" width="641" height="713" /></a></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>13 Maggio BOLOGNA</strong></span></p>
<p><span style="color: #800080"><strong>La Biblioteca Vivente.</strong></span> Una vera e propria biblioteca con lettori, bibliotecari e un catalogo di titoli. I libri sono persone in carne ed ossa che si mettono a disposizione dei lettori per raccontare la propria vita &#8211; spesso caratterizzata da esperienze di minoranza e discriminazione. Gli obiettivi della Biblioteca Vivente sono: informare e sensibilizzare sulle tematiche connesse alle identità multiple, agli stereotipi e pregiudizi, alle discriminazioni; educare alla realtà interculturale, promuovendo una convivenza basata sulla conoscenza ed il rispetto delle diversità; e far vivere la diversità come un valore aggiunto ed un arricchimento della comunità locale. Prendi in prestito un pregiudizio e guardalo in faccia. Vieni a sfogliarci. L&#8217;appuntamento è per domenica 13 maggio 2012, dalle ore 15 alle 18, in piazza Re Enzo. L&#8217;Associazione è ufficialmente riconosciuta dalla Humanlibrary.org. Info: <a href="http://www.bvbo.it/">http://www.bvbo.it/</a></p>
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<p><span style="color: #800080"><strong>13 Maggio MODENA</strong></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3088" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Roundcube-Webmail-Mail-Google-Chrome-06052012-19.25.51.jpg" alt="" width="394" height="652" /></p>
<p>Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali. <span style="color: #800080"><strong>Lettura annuale Ermanno Gorrieri 2012.</strong></span> Domenica 13 maggio 2012 &#8211; ore 11 Modena &#8211; Auditorium Marco Biagi &#8211; Largo Marco Biagi, 10 . Il Premio Nobel per l’Economia AMARTYA SEN «Disuguaglianze e giustizia sociale: l’idea di giustizia» in dialogo con Elena Granaglia Docente di Scienza delle finanze &#8211; Università degli studi «Roma Tre», Stefano Zamagni Docente di Economia politica &#8211; Università degli studi di Bologna, presiede e coordina Chiara Saraceno Honorary Fellow &#8211; Collegio Carlo Alberto di Torino. Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali, via Emilia Ovest, 101, 41124 Modena tel. 059 331298 fax 059 827941, <a href="http://www.fondazionegorrieri.it/">www.fondazionegorrieri.it</a> , <a href="http://www.disuguaglianzesociali.it/">www.disu</a><a href="http://www.disuguaglianzesociali.it/">guaglianzesociali.it</a></p>
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		<title>LETTO A TRE PIAZZE – BEATO CHI CHIEDE SCUSA</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Biondi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto a tre piazze]]></category>
		<category><![CDATA[conversione]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[guarigione]]></category>
		<category><![CDATA[nicolosi]]></category>
		<category><![CDATA[Omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[riparazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3107" style="border-style: initial; border-color: initial; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 5px; margin-right: 5px; border-width: 0px;" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Ritenta-500-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" />L&#8217;onestà intellettuale, si sa, è di pochi. Ancora più rara quando riguarda uno studioso famoso in tutto il mondo per una ricerca che ha cambiato la vita di tanti omosessuali. In peggio.</p>
<p><em>Photo credit: Your Pal Dave</em> (Flickr.com)<br />
<em>Commento musicale: Babydoll (just_chillin&#8217;_mix) - <em>Tracing Arcs</em></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>EFFETTO CRISI – “OCCUPIAMOCI DEI DISOCCUPATI”</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/04/effetto-crisi-occupiamoci-dei-disoccupati/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ludmila Smoronova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Effetto crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[perdita del lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3079" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 5px; margin-right: 5px; border-width: 0px;" title="Occupiamoci dei disoccupati" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/nezamestnanost-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" />&#8220;OCCUPIAMOCI DEI DISOCCUPATI&#8221; è la campagna promossa dal &#8220;Centro Indivenire&#8221;, rivolta a tutti coloro che si trovano a dover affrontare il disagio collegato alla perdita del lavoro. Ne parliamo con la dott.ssa Sara Di Vaio. I disoccupati che vorranno usufruire dei servizi gratuiti potranno farne richiesta contattando il centro Indivenire: <strong>349 6843699</strong> attivo dal lunedì al venerdì con orario continuato 9.00 – 20.00, o inviare una e-mail all’indirizzo<strong> <a href="mailto:info@centroindivenire.it">info@centroindivenire.it</a></strong></p>
<p><em>Commento musicale: Mbesil &#8211; By Pass</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>RASSEGNA STAMPA 4 MAGGIO 2012</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/04/rassegna-stampa-4-maggio-2012/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/05/04/rassegna-stampa-4-maggio-2012/steve-mccurry-2/" rel="attachment wp-att-3034"><img class="alignleft size-medium wp-image-3034" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/steve-mccurry-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><span style="color: #008080">I bimbi esposti a violenza invecchiano prima: è scritto nel Dna. Impulsività e uso di droghe: legame a doppio filo. Crisi rovina la salute: italiani sempre più grassi e depressi. Crisi: boom del consumo di pasta, come nel dopoguerra. Cinque milioni senza lavoro: Istat, record di scoraggiati.</span></strong></p>
<p><em>(Foto: <a href="http://www.stevemccurryroma.it/">Steve Mc. Curry</a>)</em></p>
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<p><span style="color: #008080"><strong>I BIMBI ESPOSTI A VIOLENZA INVECCHIANO PRIMA: È SCRITTO NEL DNA. I RISULTATI DI UNA RICERCA PUBBLICATA SU PSICHIATRIA MOLECOLARE</strong></span></p>
<p><span style="color: #008080"><em>(TMNews)</em></span> I bambini che hanno esperienze di violenza invecchiano prima. Se fino a qualche tempo fa questa affermazione era una triste constatazione, oggi è anche un fenomeno scientifico: la violenza fa invecchiare prima, è scritto nel Dna. Secondo uno studio statunitense pubblicato dalla rivista Psichiatria Molecolare e riportato su Usa Today, le sequenze del Dna dei bambini che hanno avuto esperienze di violenza si modificano in modo da portare i bimbi ad incrementare i rischi di malattie solitamente associate all&#8217;invecchiamento.I ricercatori, in particolare, hanno messo in evidenza il rischio di infarto anticipato dai 7 ai 10 anni rispetto la media segnata invece dai bambini dall&#8217;infazia serena. Lo studio si è soffermato su bambini che hanno sofferto tre tipologie di violenza: bullismo, maltrattamenti in famiglia, e maltrattamenti subiti dalla madre e ai quali hanno assitito.</p>
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<p><span style="color: #008080"><strong>SALUTE. IMPULSIVITÀ E USO DI DROGHE: LEGAME A DOPPIO FILO. STUDIO DI UN TEAM DI PSICOLOGI DELL&#8217;UNIVERSITÀ DELLA CALIFORNIA.</strong></span></p>
<p><span style="color: #008080"><em>(DIRE &#8211; Notiziario Sanita&#8217;)</em></span>  L&#8217;impulsivita&#8217;, ossia un&#8217;azione improvvisa e senza pianificazione per soddisfare un desiderio immediato, e&#8217; un meccanismo comune a diverse forme di dipendenza. Puo&#8217; essere esaminata considerando costrutti diversi tra cui le decisioni a rischio, l&#8217;inibizione della risposta e il rimandare la ricompensa. L&#8217;impulsivita&#8217; associata a questi costrutti svolge un ruolo importante nell&#8217;iniziare ad usare droga e nel continuare l&#8217;uso nonostante le conseguenze negative. Un team di psicologi dell&#8217;Universita&#8217; della California ha esaminato il ruolo dell&#8217;impulsivita&#8217; nell&#8217;influenzare il consumo di alcol e tabacco, che spesso vengono utilizzati in maniera combinata. Questo studio e&#8217; pioneristico nell&#8217;ambito della ricerca sull&#8217;impulsivita&#8217; e l&#8217;uso di droghe e impiega test comportamentali per misurare il processo decisionale a rischio, l&#8217;inibizione della risposta e il ritardo della ricompensa. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi, forti bevitori, fumatori, fumatori e forti bevitori, e sono stati sottoposti a questionari, interviste e compiti neurocognitivi. Confrontando gli effetti singoli e combinati dell&#8217;uso di alcol e tabacco nei diversi costrutti dell&#8217;impulsivita&#8217;, l&#8217;analisi ha rilevato un significativo effetto additivo delle due sostanze sulla capacita&#8217; di ritardare la ricompensa. In particolare, l&#8217;effetto additivo non e&#8217; stato osservato per premi di medie e grandi dimensioni, ma solo per premi di piccole dimensioni. Questo risultato da&#8217; sostegno all&#8217;ipotesi per cui la difficolta&#8217; nel ritardare la ricompensa potrebbe rappresentare un fattore predittivo del futuro uso di sostanze. Cio&#8217; e&#8217; coerente con studi precedenti secondo cui una maggiore difficolta&#8217; nel rimandare la ricompensa agirebbe come fattore di rischio predisponente all&#8217;uso di alcol e nicotina. (Fonte: <a href="http://www.droganews.it/">www.droganews.it</a>).</p>
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<p><span style="color: #008080"><strong>SALUTE. CRISI LA ROVINA, ITALIANI SEMPRE PIÙ GRASSI E DEPRESSI. E LA CRISI SPAZZA VIA LA DIETA MEDITERRANEA.</strong></span></p>
<p><span style="color: #008080"><em>(DIRE &#8211; Notiziario Sanita&#8217;)</em></span> Italiani sempre piu&#8217; vecchi, grassi, meno fecondi (le donne fanno meno figli) e, di conseguenza, depressi. È il quadro a tinte fosche sulla salute del paese emerso stamattina alla presentazione del rapporto Osservasalute 2011 a Roma all&#8217;Universita&#8217; Cattolica. Il Rapporto e&#8217; pubblicato dall&#8217;Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane che ha sede presso la Cattolica ed e&#8217; coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell&#8217;Istituto di igiene della facolta&#8217; di Medicina e Chirurgia. Ben 175 esperti hanno messo insieme i dati.<br />
ITALIANI SEMPRE PIÙ GRASSI &#8211; Continua a crescere la percentuale di popolazione che ha problemi con la bilancia: nel 2010, oltre un terzo di quella adulta (35,6%) e&#8217; in sovrappeso, mentre 1 persona su 10 e&#8217; obesa (10,3%). Confermato il gradiente Nord-Sud: le regioni meridionali presentano piu&#8217; persone in sovrappeso (Molise 41,8%, Basilicata 41%) ed obese (Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%). Gli uomini sono piu&#8217; grassi: e&#8217; in sovrappeso il 44,3% di loro rispetto al 27,6% delle donne ed obeso l&#8217;11,1% degli uomini contro il 9,6% delle donne. In Italia, nel periodo 2001-2010, e&#8217; aumentata sia la percentuale di quanti sono in sovrappeso (33,9% vs 35,6%), sia quella degli obesi (8,5% vs 10,3%). Circa 40.000 ricoveri sono attribuiti ogni anno all&#8217;obesita&#8217; e ai disturbi da iperalimentazione come diagnosi principale.Preoccupanti i dati sui bambini in sovrappeso o obesi: la prevalenza e&#8217; pari, rispettivamente, al 23% e all&#8217;11% dei piccoli da 6 a 17 anni.<br />
DIETA MEDITERRANEA IN CRISI &#8211; La crisi mette in difficolta&#8217; la dieta mediterranea: fa impennare i prezzi di frutta e verdura. Per la prima volta dal 2005, si registra un calo del numero di porzioni consumate/giorno (4,8% vs 5,7%, dato che era rimasto grosso modo stabile fino al 2008). LA DEPRESSIONE AVANZA &#8211; La crisi genera anche malumore che spesso sfocia in depressione: l&#8217;uso di antidepressivi in Italia e&#8217; cresciuto di oltre 4 volte in una decade (il consumo e&#8217; passato da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010). Anche quest&#8217;anno prosegue il trend di aumento che interessa, indistintamente, tutte le regioni e dura dal primo anno della rilevazione (2000). Le regioni del Centro-Nord, in particolare Toscana e Liguria, risultano avere consumi nettamente superiori rispetto a quelle del Sud. L&#8217;unica eccezione a questo quadro e&#8217; rappresentata dalla Sardegna, i cui consumi si avvicinano a quelli delle regioni del Nord. C&#8217;e&#8217; anche una notevoleácrescita della percentuale di soggetti che hanno ritenuto nell&#8217;anno di avere necessita&#8217; di aiuto psichiatrico e/o psicologico: la richiesta di aiuto e&#8217; aumentata del 10% negli ultimi 5 anni (studio Eurobarometer), soprattutto tra gli over-40, lavoratori manuali e disoccupati. Per quanto, poi, l&#8217;Italia si collochi tra i Paesi europei a minore rischio di suicidio, ed il tasso di mortalita&#8217; per suicidio si sia ridotto nel tempo a partire dagli anni &#8217;80, rispetto al minimo raggiunto nel 2006 (3.607 casi) nell&#8217;ultimo anno preso in considerazione in questa edizione del Rapporto si evidenzia una ripresa (3.799 casi). ALCOL E FUMO, LA BATTAGLIA CONTINUA &#8211; In Italia &#8220;siamo ben lontani dalla vittoria nella lotta all&#8217;alcol&#8221;. La prevalenza dei consumatori a rischio e&#8217; pari al 25% degli uomini e al 7,3% delle donne, senza differenze significative rispetto alla precedente rilevazione (nel 2008, il 25,4% degli uomini e il 7% delle donne). E nonostante le campagne anti-tabagismo, nel nostro Paese fuma ancora una persona su 4, per lopiu&#8217; giovani di 25-34 anni. MALATTIE CARDIOVASCOLARI KILLER &#8211; In Italia, la mortalita&#8217; per malattie ischemiche del cuore (in primis infarto e angina pectoris) rappresenta ancora la maggiore causa di morte (circa il 13% della mortalita&#8217; generale ed il 33% del complesso delle malattie del sistema circolatorio), cosi come rappresenta una delle maggiori cause di morte in quasi tutti i Paesi industrializzati.<br />
FECONDITA&#8217; IN STALLO &#8211; Scompare quella sia pur flebile speranza di crescita riscontrata nelle precedenti edizioni del Rapporto: il tasso di fecondita&#8217; totale (Tft) e&#8217; passato, infatti, da 1,42 del 2008 a 1,41 del 2009 e le prime stime sul 2010 sembrano confermare questo trend. ITALIA DAI CAPELLI GRIGI &#8211; l&#8217;Italia e&#8217; sempre piu&#8217; vecchia e il futuro non promette inversioni di rotta: anche il Rapporto 2011 mostra la tendenza. Nel 2010 la popolazione in eta&#8217; 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale, e quella dai 75 anni in su il 10%. Si confermano regione piu&#8217; vecchia la Liguria (gli anziani di 65-74 anni sono il 13% della popolazione; gli over-75 il 13,9%), regione piu&#8217; giovane la Campania (65-74 anni sono l&#8217;8,3% della popolazione; over-75 il 7,6%).</p>
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<p><span style="color: #008080"><strong>CRISI: BOOM DEL CONSUMO DI PASTA, COME NEL DOPOGUERRA</strong></span></p>
<p><span style="color: #008080"><em>(Rassegna.it)</em></span> Presente tutti i giorni nel piatto di 10 milioni di italiani, all&#8217;inizio del 2012 ha registrato un aumento nelle vendite del 4,7%. Emerge da un&#8217;analisi di Coldiretti, Legacoop Agroalimentare e Coop. Il nostro paese resta leader anche nella produzione. In tempi di crisi le famiglie italiane risparmiano anche a tavola. E la pasta, alimento tra i più economici, torna regina della tavola, come negli anni del dopoguerra. Presente tutti i giorni nel piatto di 10 milioni di italiani, la pasta nei primi mesi del 2012 ha registrato un aumento nelle vendite del 4,7 per cento sul 2011. Emerge da un&#8217;analisi di Coldiretti, Legacoop Agroalimentare e Coop.<br />
Gli italiani sono i maggiori consumatori mondiali con circa 26 chili per persona nell&#8217;ultimo anno, quantità tre volte superiore a quella consumata da uno statunitense, da un greco o da un francese, cinque volte a quella mangiata da un tedesco o uno spagnolo e sedici volte da un giapponese.<br />
L&#8217;Italia è leader anche nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate superiore a quella di Stati Uniti (2 milioni), Brasile (1,3) e Russia (858mila tonnellate). In altre parole è un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo è fatto nel nostro paese. L&#8217;anno scorso sono aumentate dell&#8217;8 per cento le esportazioni in valore di pasta italiana nel mondo, ma un aumento record del 60 per cento si è verificato in Cina, dove comunque la domanda resta contenuta.<br />
<a href="http://www.rassegna.it/articoli/2012/04/20/86440/crisi-boom-del-consumo-di-pasta-come-nel-dopoguerra">http://www.rassegna.it/articoli/2012/04/20/86440/crisi-boom-del-consumo-di-pasta-come-nel-dopoguerra</a></p>
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<p><span style="color: #008080"><strong>CINQUE MILIONI SENZA LAVORO. L&#8217;ISTAT: RECORD DI SCORAGGIATI</strong></span></p>
<p><span style="color: #008080"><em>(Lastampa.it)</em></span> In quasi tutti i paesi dell&#8217;Unione europea, le donne inattive disponibili, in rapporto alle forze lavoro, sono in numero significativamente piu&#8217; elevato in confronto agli uomini. Tuttavia nel nostro Paese il divario e&#8217; piu&#8217; ampio: il 16,8% delle donne rispetto al 7,9% degli uomini<br />
Un esercito di senza speranza. In Italia ci sono 2,9 milioni di persone che vorrebbero lavorare, ma hanno deciso di rinunciare a cercare un impiego, perchè bloccati dalla sfiducia, da impegni familiari e da altre difficoltà. Statisticamente fanno parte dell’universo degli inattivi (nel complesso oltre 20 milioni di unità), cioè di coloro che non hanno un’occupazione né la cercano; ma la loro condizione è molto simile a quella dei disoccupati, come loro, infatti, aspirano a trovare un giorno un impiego. Un’eventualità considerata da 1 milione e mezzo di persone solo una chimera: si tratta degli scoraggiati, ovvero di chi non si offre sul mercato del lavoro perchè ritiene impossibile riuscire ad essere assunto.<br />
Intanto, la Cgil promuove per giovedì 10 maggio una mobilitazione nazionale sulla precarietà. Lo ha annunciato il segretario Cgil, Susanna Camusso, durante il suo intervento introduttivo al comitato direttivo, denunciando a riguardo arretramenti nel ddl di riforma del lavoro e chiedendo risposte effettive per i giovani.<br />
Tornando ai numeri, il report dell’Istat sugli indicatori complementari al tasso di disoccupazione, aggiornato al 2011, mette, così, in luce il disagio di chi vive ai margine del mondo del lavoro. Una periferia fatta, nel dettaglio, di 2 milioni e 897 mila persone che desiderano ma non cercano un impiego, una cifra altissima, mai raggiunta prima dall’Italia (almeno dal 2004, inizio delle serie storiche disponibili) e che ci vede in testa tra tutti i partner dell’Unione europei. Basti pensare che il peso sulle forze lavoro di questa categoria di senza posto, chiamata anche degli ’inattivi disponibilì è tre volte quello registrato dalla media europea. Una fetta pari al 43% è composta dagli scoraggiati; segue chi attende gli esiti di vecchie ricerche (magari concorsi pubblici dai tempi piuttosto lunghi) e chi si fa da parte per motivi familiari, o anche per badare ai figli (motivazione molto presente tra la componente femminile).<br />
In generale, comunque, le donne disponibili a lavorare ma che non cercano, in rapporto alle forze lavoro, sono significativamente più numerose (16,8%) degli uomini (7,9%). Il fenomeno che porta a rinunciare alla ricerca di un posto colpisce, inoltre, soprattutto il Mezzogiorno (che assorbe ne 1.954 milioni) e cresce anche tra i giovani. Un’altra aera critica individuata dall’Istat, riguarda i ’sotto occupatì part time, che in Italia hanno raggiunto quota 451 mila. L’incidenza resta inferiore a confronto con altri Paesi europei, ma il rialzo sul 2010 è netto (+3,9%). Insomma il lavoro è un problema per una vasta platea che supera i confini della disoccupazione, una schiera di persone a disagio che preoccupa i sindacati: Cgil, Cisl Ugl hanno, infatti, chiesto «risposte» immediate per affrontare la situazione.<br />
Sul tema lavoro sale la preoccupazione anche nell’Fmi. In Ue la disoccupazione si mantiene in molti Paesi, in primis Spagna, a livelli molto elevati e il rischio è di avere una “generazione perduta”. «È una mia grande preoccupazione», ha detto Christine Lagarde ribadendo come bisogna concentrarsi non solo sul risanamento dei conti ma anche sulla crescita. «Vogliamo un’Italia che cammini con le proprie gambe», ha aggiunto il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, che non ritiene le stime dell’istituto sulla crescita del Belpaese «severe»: «Quello che vogliamo è equilibrio», afferma, mettendo l’accento sulla «fragilità della ripresa eocnomica globale», che avviene in un contesto di «ripresa timida», con l’Europa ancora «epicentro di potenziali rischi». «Ci sono molte nubi all’orizzonte», ha spiegato Lagarde, individuando fra queste l’elevato tasso di disoccupazione: «Una mia grande preoccupazione», ammette, è il rischio di una «generazione perduta» in Europa.<br />
<a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/450819/tm_source=Twitter&amp;utm_medium=&amp;utm_campaign">http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/450819/?tm_source=Twitter&amp;utm_medium=&amp;utm_campaign</a>=</p>
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		<title>CRIMINALMENTE – DELINQUENTE DISOCCUPATO</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/02/criminalmente-delinquente-disoccupato/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Pinna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-3010" style="border: 0pt none;margin: 0px 5px" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/05/rapina_cassiere_e_ladro.jpg" alt="" width="300" height="270" />Alcuni amministratori del Basso Molise son concordi nel trovare nella crisi economica la causa principale dell&#8217;escalation di furti e rapine che sta avvenendo in zona, sostenendo come &#8220;la delinquenza attiri di più perché non si arriva a fine mese&#8221;. Ma il binomio crisi-criminalità è davvero così scontato?</p>
<p>Commento musicale:<em> Projekt-Klangform-12 minutes after high noon</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AVVOCATO DI STRADA, ECCO IL RAPPORTO ANNUALE</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/05/01/avvocato-di-strada-ecco-il-rapporto-annuale/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 09:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Psicologia Radio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di' la tua]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sanzioni contro la povertà, fogli di via, residenza, padri separati. Il rapporto annuale di Avvocato di strada<br />
</strong><br />
Sanzioni &#8220;contro la povertà&#8221;, fogli di via, padri separati che finiscono in strada, decreti di espulsione, permessi di soggiorno, problematiche legate alla patria potestà e ai figli minori, sfratti, aggressioni subite. Sono questi alcuni dei principali casi seguiti dai legali volontari dell&#8217;Associazione Avvocato di strada Onlus che sabato scorso, nel corso del convegno &#8220;I diritti al tempo della crisi&#8221;, ha presentato il rapporto annuale delle proprie attività.</p>
<p>&#8220;Durante l’anno 2011, &#8211; afferma Antonio Mumolo, presidente e fondatore dell&#8217;Associazione nazionale Avvocato di strada, &#8211; sono state aperte dai nostri avvocati volontari 2360 pratiche. Nei dodici mesi precedenti le pratiche erano state 2212: un incremento dovuto a fattori diversi, fra cui senza dubbio la crisi economica che ha<br />
indebolito ulteriormente categorie già fragili e ne ha create di nuove.&#8221;</p>
<p>&#8220;Dai dati globali emerge una prevalenza delle persone di origine extra-comunitaria (1392 pratiche, il 59% del totale), ma sono ancora in crescita gli italiani, che sono stati 732, pari al 31% del totale: erano stati 395 nel 2008. In crescita anche il numero delle pratiche che riguardano donne finite in strada e che sono state 779, pari al 33% del totale.&#8221;</p>
<p>&#8220;I casi di diritto amministrativo costituiscono il 50% dell’attività dell’Associazione Avvocato di strada. Tra le pratiche di diritto amministrativo risaltano quelle relative ai diritti dei migranti: permessi di soggiorno, decreti di espulsione, asilo politico e protezione sussidiaria, ricongiugimenti familiari e cittadinanza sono ben 902. I 351 casi relativi all’asilo politico e alla protezione sussidiaria sono indicativi dello stato d’abbandono in cui versano le persone che arrivano in Italia in fuga da paesi in guerra. Sono da segnalare inoltre le pratiche relative ai fogli di via (68), le pratiche per indebitamenti e cartelle esattoriali e le “sanzioni contro la povertà”: 33 persone nel corso del 2011 si sono rivolte agli avvocati di strada perché erano state multate per aver chiesto l’elemosina, per vagabondaggio o per aver mangiato e dormito per strada.&#8221;</p>
<p>&#8220;Tra le pratiche di diritto civile le due maggiori casistiche riguardano il diritto alla residenza e il diritto del lavoro: quello della residenza è, purtroppo, un problema “storico” per le persone senza dimora in quanto dalla residenza discendono fondaamentali garanzie quali il diritto alla salute, al lavoro, all’assistenza sociale e previdenziale. 119 persone di varie città d’Italia hanno avuto bisogno di assistenza legale per far valere un diritto che gli era negato e che i comuni dovrebbero tutelare per l’importanza che esso riveste per la vita delle persone. Sono invece 131 le persone che si sono rivolte agli sportelli di Avvocato di strada per<br />
problematiche connesse al lavoro: un numero senza dubbio legato al perdurare della crisi economica.&#8221;</p>
<p>&#8220;Le pratiche di diritto penale sono solo il 15% dell’attività di Avvocato di strada. Tra i casi più frequenti relativi al si segnalano i procedimenti in qualità di persona offesa: ben 63 persone nel corso del 2011 hanno avuto bisogno di una tutela legale perchè sono stati aggredite, minacciate e derubate perchè dormivano in strada. Gli stessi casi erano stati 48 nel corso del 2010. Una sensibile crescita che non può che destare preoccupazione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Grazie alle inaugurazioni delle nuove sedi di Salerno, Vicenza, Piacenza, Venezia, Palermo, Catania e Siracusa sono diventate 26 le sedi dell&#8217;Associazione nazionale. Il rapporto 2011, che può essere scaricato dal sito web dell&#8217;Associazione <a href="http://www.avvocatodistrada.it/" rel="nofollow" target="_blank">www.avvocatodistrada.it</a>, elenca anche i progetti, i convegni e i corsi di formazione organizzati dall&#8217;Associazione e rappresenta &#8211; conclude Mumolo &#8211; il piccolo contributo dato da tanti volontari e cittadini comuni per la costruzione di una società più giusta, in cui tutte le persone sono davvero uguali davanti alla legge e tutti i diritti sono ugualmente tutelati.&#8221;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Numeri in evidenza:</span></strong></p>
<p>Gli italiani tutelati dall’Associazione nel 2011 sono stati 732. Erano stati 395 nel 2008.</p>
<p>&gt; Ben 779 pratiche hanno riguardato donne sole o con figli minori.</p>
<p>&gt; 119 pratiche hanno riguardato il diritto alla residenza anagrafica, senza la quale le persone perdono i diritti civili (diritto di voto, diritto alla salute, pensione, etc)</p>
<p>&gt; 63 pratiche si riferivano a procedimenti che vedevano persone senza dimora come parte offesa e vittime di aggressioni, minacce, molestie<br />
ecc.)</p>
<p>&gt; 33 pratiche hanno riguardato delle sanzioni ³contro la povertà, ovvero multe elevate a persone colpevoli di vivere, mangiare e dormire in strada.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Riepilogo dei dati</span></strong></p>
<p>Nel 2011 gli avvocati dell’Associazione hanno aperto un totale di 2360 pratiche.</p>
<p>&gt; Distinzione per area giuridica<br />
Totale delle pratiche di diritto amministrativo 1191 (50%)<br />
Totale delle pratiche di diritto penale 356 (15%)<br />
Totale delle pratiche di diritto civile 813 (35%)</p>
<p>&gt; Distinzione per provenienza<br />
Cittadini extracomunitari 1392 (59%)<br />
Cittadini italiani 732 (31%)<br />
Cittadini comunitari 236 (10%)</p>
<p>&gt; Distinzione per genere<br />
Uomini 1581 (67%)<br />
Donne 779 (33%)</p>
<pre>Associazione Avvocato di strada Onlus
Via Corazza 7/8, 40128, Bologna
Tel.051397971, Fax 0513370670, Cell.3939794642
Skype: <a href="//jacopo.fiorentino" rel="nofollow" target="_blank">callto://jacopo.fiorentino</a>
Web: <a href="http://www.avvocatodistrada.it/" rel="nofollow" target="_blank">www.avvocatodistrada.it</a>, Email: <a href="mailto:info@avvocatodistrada.it" rel="nofollow" target="_blank">info@avvocatodistrada.it</a></pre>
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		</item>
		<item>
		<title>APPUNTAMENTI 2 -6 MAGGIO 2012</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/04/30/2985/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #993366"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/04/30/2985/agenda-13/" rel="attachment wp-att-2987"><img class="alignleft size-medium wp-image-2987" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/agenda3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Agenda degli appuntamenti settimanali dal 2 al 6 Maggio 2012. Per inviare comunicazioni scriveteci su appuntamenti@psicologiaradio.it o inserite il vs. evento in corso di svolgimento aggiungendo un post a questo articolo. La prossima Agenda sarà on line Lunedì 7 Maggio 2012.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>Tutti i finesettimana a LUCCA</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>Percorso museale &#8220;Stanze con vista sull&#8217;umanità&#8221;</strong></span> e visita guidata all&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano. Ogni ultimo fine settimana del mese, sarà possibile effettuare la visita guidata al percorso museale &#8220;Stanze con vista sull&#8217;umanità&#8221; e ad alcuni locali dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano. Il sabato e la domenica, dalle ore 15 alle ore 18, senza prenotazione obbligatoria. Il percorso Stanze con vista sull’umanità propone una revisione ampliata della mostra prodotta dalla Fondazione nell’anno 2008 presso il Palazzo Ducale di Lucca, evento collaterale al convegno scientifico “Il turbamento e la scrittura”. Si tratta di un percorso nella storia medico scientifica dell’ospedale psichiatrico di Maggiano ma, ancor più, un percorso nella storia della psichiatria nella sua evoluzione da un approccio organicistico, “nelle quali la conoscenza è legata alla freddezza emozionale e alla neutralità affettiva” e dove le osservazioni sono “indirizzate non a un soggetto ma a un oggetto” a un nuovo indirizzo fenomenologico che ha come oggetto non solo il cervello ma “l’interiorità, la vita interiore, la soggettività dei pazienti”. Un percorso che l’Ospedale psichiatrico di Maggiano ha vissuto in un progressivo divenire da “prigione di matti”, il cui compito principale era la contenzione e l’allontanamento degli stessi dal “mondo dei sani”, a luogo di terapia dove il malato poteva coltivare le proprie capacità residue e nel quale i medici si mettevano in relazione con i pazienti nel tentativo di cogliere l’immagine autentica e dolorosa della follia. Un’immagine tanto potente da divenire per Mario Tobino sorgente viva dei suoi libri che, ben lontani dall’essere manuali di psichiatria, divengono, di fatto, “una splendida e straziante testimonianza di cosa sia la follia nelle sue radici fenomenologiche e antropologiche”. Il percorso si articola in tre ambienti che accompagnano il visitatore in un itinerario emotivo che partendo dalla profonda disperazione attraverso l’umanizzazione del malato psichiatrico giunge alla liberazione nella poesia. Info: <a href="http://www.fondazionemariotobino.it/">http://www.fondazionemariotobino.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>2 Maggio MILANO</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Alle ore 18.00, ISPI e ActionAid promuovono una Tavola Rotonda dal titolo: <span style="color: #993366"><strong>La corsa alla terra: il land grabbing e i biocarburanti. Le conseguenze per la lotta alla fame.</strong></span> L’incontro – organizzato nell’ambito delle iniziative “Expo Days” promosse dal Comune di Milano e da Expo 2015 S.p.A. – analizzerà il tema del diritto al cibo e dello sviluppo sostenibile, facendo riferimento alla questione del land grabbing. Levento si terrà a Palazzo Clerici (Via Clerici 5, Milano). La Segreteria Organizzativa: 02 86 93 053 &#8211; ispi.eventi@ispionline.it &#8211; <a href="http://www.ispionline.it/">www.ispionline.it</a></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>2 Maggio MILANO</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Casa per la Pace Milano, in collaborazione con la Lega Obiezione di Coscienza, Mercoledì 2 maggio ore 21,00, presentazione della <span style="color: #993366"><strong>Campagna: Obiezione alle spese militari</strong></span>. Verranno spiegati gli scopi di questa campagna ed illustrate le modalità per aderire con la distribuzione del foglio di adesione. Alla fine della campagna tutte le adesioni raccolte verranno inviate al Presidente della Repubblica. Casa per la Pace di Milano Via Marco d&#8217;Agrate 11, 20139 Milano – Italia, Tel. +39/02.55.23.03.32 Fax. +39/02.89.05.90.35 <a href="http://www.casaperlapacemilano.it/">www.casaperlapacemilano.it</a> info@casaperlapacemilano.it</p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>3 Maggio MILANO</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Dalle ore 9.30, si terrà il Convegno La Nato e il <span style="color: #993366"><strong>“Mediterraneo allargato”</strong></span>: primavera araba, intervento in Libia, Partnerships, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con l’ISPI. Partendo da un’analisi delle problematiche suscitate dalla “primavera araba” e dall’intervento in Libia, l&#8217;incontro di quest’anno esamina il ruolo della NATO nel “Mediterraneo allargato”, area geopolitica nella quale l’Alleanza opera in particolare anche attraverso il Dialogo Mediterraneo e la Istanbul Cooperation Initiative. Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Largo A. Gemelli, 1). Dato il numero di posti limitato, è necessario confermare la partecipazione contattando la Segreteria Organizzativa (tel.: 02 72 34 27 33, e-mail: dip.scienzepolitiche@unicatt.it).</p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>3 Maggio MILANO</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Presentazione in anteprima per la stampa della prima <span style="color: #993366"><strong>Ricerca italiana sul dolore in ospedale</strong></span> svolta da Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, realizzata su 5.200 pazienti ricoverati nei reparti di Medicina interna di 26 ospedali italiani, con il grant incondizionato di Mundipharma. La conferenza stampa si terrà: giovedi 3 maggio alle ore 12 presso il Circolo della stampa Sala Montanelli, C.so Venezia, 48 – Milano. Parteciperanno: Carlo Nozzoli, Presidente Fadoi, Antonino Mazzone, Presidente Fondazione Fadoi, Giuseppe Civardi, Direttore Medicina Interna Ospedale di Fiorenzuola d&#8217;Arda, Marco Filippini, Direttore Generale Mundipharma. Ufficio stampa FADOI, Edizioni Health Communication Srl, Tel. 06.59446.243 Cell. 3346289798. Ufficio stampa Mundipharma, Tel. 02.20241357 Francesca Alibrandi, Cell. 335 8368826, <a href="mailto:f.alibrandi@vrelations.it">f.alibrandi@vrelations.it</a> Cristina Depaoli, Cell. 347 9760732, c.depaoli@vrelations.it</p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>3 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Tavola rotonda <span style="color: #993366"><strong>“Cittadinanza attiva e democrazia partecipativa”</strong></span>. Roma, 3 maggio 2012, ore 15.00 – 18.00. Via IV Novembre, 149 – Roma. Sala Conferenze di Spazio Europa gestito dall&#8217;Ufficio d&#8217;informazione per l&#8217;Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nell’ambito degli eventi celebrativi per il 40esimo anniversario di nascita della FOCSIV l’ONG federata PRO.DO.C.S. Asse portante è il tema dei diritti di cittadinanza e delle dinamiche del loro rispetto e del loro esercizio effettivo nell’attuale sistema legislativo italiano ed internazionale. L’intento è quello di mettere in relazione i requisiti di acquisizione della cittadinanza con i diritti all’autopromozione della persona e le opportunità di una democrazia partecipativa, offrendo un’analisi degli strumenti democratici a disposizione della società civile. Decisivo per raggiungere questo obiettivo diventa il riconoscimento di tutti i diritti umani per ogni persona e la lotta contro ogni forma di discriminazione per l’affermazione di condizioni di equità, di coesione sociale e di giustizia per contesti di convivenza pacificata. La scelta tematica è legata a due circostanze precise proprie di questo anno: la Campagna nazionale “L&#8217;Italia sono anch&#8217;io”, lanciata lo scorso anno in occasione sia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sia per il 20° anniversario della Legge italiana sulla cittadinanza n. 91 del 1992 è terminata alla fine di febbraio 2012 con la raccolta firme dei cittadini italiani. Obiettivo della campagna è stato richiedere una riforma del diritto di cittadinanza in Italia &#8211; così come previsto dalla Legge vigente &#8211; affinché anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadi­ni italiani e possa essere riconosciuto il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da 5 anni; e la raccolta firme “Iniziativa dei Cittadini Europei” che chiede all&#8217;Unione Europea di proporre atti giuridici in settori di sua competenza, e della cittadinanza in particolare, a richiesta di 1 milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell&#8217;UE. Il Trattato di Lisbona introduce questa nuova forma di partecipazione popolare alle decisioni politiche dell&#8217;UE, proposta dalla Commissione europea e denominata “iniziativa dei cittadini”. In questa ottica la Tavola Rotonda prevede, tra gli altri, degli interventi specifici sul tema del Volontariato interna­zionale e Cittadinanza globale di Gianfranco Cattai Presidente della FOCSIV in accordo ad una attenzione da rivol­gere al territorio con la relazione su Enti Locali, accoglienza e sussidiarietà di Filippo La Rosa, Consigliere Diploma­tico del Sindaco e Direttore IV Direzione Relazioni Internazionali Roma Capitale. Poi, Il Diritto d&#8217;iniziativa dei Citta­dini Europei di Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio italiano del Movimento europeo e I Diritti di cittadinan­ze tra autopromozione della persona e democrazia partecipativa di Anna Maria Donnarumma, Rappresentante legale PRO.DO.C.S. evidenziano ancora le modalità di partecipazione attiva della cittadinanza nell’orizzonte internazionale. Ufficio Stampa FOCSIV Tel. 066877796, 066877867- Fax 06 6872373; Cell. 338.3032216 E-mail: ufficiostampa@focsiv.it</p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>3 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>Workshop di psicoterapia.</strong></span> Giovanni Porta, psicoterapeuta ed attore, tiene un laboratorio serale sul tema: <span style="color: #993366"><strong>“Oltre la maschera”</strong></span> presso lo spazio di via dei Tizii 3, zona S. Lorenzo. “In questo workshop, &#8211; spiega Giovanni Porta &#8211; utilizzeremo tecniche artistiche, psicologiche e meditative al fine di entrare in contatto con noi stessi in una maniera nuova, andando a lavorare su cosa ci tiene legati al nostro ben conosciuto copione esistenziale, per provare,se possibile, a incontrare gli altri in maniera nuova, e vedere che effetto ci fa concederci un po’ di più di libertà di scelta. La qualità della vita non è misurabile tramite parametri oggettivi, è un sapore, un gusto che proviamo vivendo. Può accadere di sentirsi imprigionati dentro schemi o situazioni ripetitive, sempre le stesse. Entrare in una dimensione psico-teatrale può aiutare a scoprire dentro di sé risorse nuove che si credeva di non possedere, andare alla ricerca del nuovo riscoprendo ciò che ci era abituale un tempo, attingere alla propria storia invece di subirla. Come sono fatti i miei abituali e sicuri meccanismi di comportamento? Che vantaggi e che limiti mi portano in dote? Mi va di fare qualcosa di diverso, oggi? Che cosa voglio per me? Durante il workshop, ci avventureremo insieme dentro queste domande, in un contesto accogliente e protetto. Per costruire una storia di vita felice è importante sentirci liberi”. Per info o prenotazioni: sanlorenzopsy@gmail.com o giovanniporta74@gmail.com.</p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>4 Maggio ROMA</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/04/30/2985/recovery-4-maggio/" rel="attachment wp-att-2986"><img class="aligncenter size-large wp-image-2986" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/recovery-4-maggio-1024x683.jpg" alt="" width="620" height="413" /></a></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="color: #993366"><strong>5 Maggio PERUGIA</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Invito Convegno Ansdipp a S. Lucia &#8211; Perugia (PG) Sabato 05 maggio 2012, ore 9.00 – 13.30, sul tema: “<span style="color: #993366"><strong> L’accreditamento … uno strumento per la riqualificazione del sistema dei servizi sociali, sociosanitari, sanitari</strong></span> ”, presso il Centro “Mater Gratiae” di Montemorcino – Strada S. Galigano – S. Lucia &#8211; Perugia (PG). Antonella &#8211; segreteria ANSDIPP – sede operativa di Badia Polesine (RO), tel. e fax 0425 594651, e-mail: info@ansdipp.191.it, sito web: <a href="http://www.ansdipp.it">www.ansdipp.it</a></p>
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		<title>ALTRIMONDI – ARMAGEDDON SULLA VIA DI DAMASCO</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Marricchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2956" style="border-style: initial; border-color: initial; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 5px; margin-right: 5px; border-width: 0px;" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/PosterArmageddon3-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" />E&#8217; uscito in questi giorni il nuovo docufilm di Fulvio Grimaldi. &#8220;Armageddon sulla via di Damasco &#8221; è un reportage sulla situazione siriana. &lt;Dovremmo aver ormai imparato &#8211; dice il giornalista &#8211; dalle altre esperienze come  Iraq, Afghanistan, Jugoslavia, Libia che la storia  raccontata dal circo mediatico  è sempre la stessa. C&#8217;è un dittatore sanguinario, c&#8217;è un popolo in rivolta cui bisogna dare aiuto e portare la democrazia&gt;.  Le cose in realtà non stanno così, e ancora un volta si tratta di una guerra  dove i cosiddetti ribelli sono mercenari e dove &lt;spesso gli interessi sulla guerra e gli interessi di chi controlla certi organi d&#8217;informazione coincidono&gt;.</p>
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		<title>CRISI E DEPRESSIONE NELL’OTTICA COGNITIVISTICA</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/04/27/cognitivamente-crisi-e-depressione-nellottica-cognitivistica/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 10:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Gabardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cognitivamente]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Beck]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[triade cognitiva]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2915" style="margin: 0px 5px;border: 0px currentColor" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/crisi-suicidi-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" />Nei periodi di crisi economica si assiste inevitabilmente ad un aumento del tasso di suicidio, basti pensare a quanto successo nel 1929 negli Stati Uniti, quando le autorità si videro costrette a bloccare l&#8217;accesso al tetto degli edifici per evitare che le persone si uccidessero gettandosi nel vuoto. In Italia stiamo vivendo una situazione altrettanto drammatica, inutile negarlo: dall&#8217;inizio del 2012 si sono tolti la vita più di 24 imprenditori, tanto che a Padova è nata un&#8217;associazione per i familiari degli imprenditori suicidi. Non solo gli imprenditori sono a rischio ma anche i disoccupati, di cui si parla molto meno ma che sono invece ben superiori per numero, per non parlare dei pensionati, la categoria che ogni governo, di destra o di sinistra (o cosiddetto &#8220;tecnico&#8221;), saccheggia impunemente. La crisi è palpabile, si esce di meno, non si ha più voglia di divertirsi e difficilmente camminando per le strade si incontra gente sorridente: gli italiani sono un popolo di depressi! Il suicidio è il fenomeno più evidente a cui porta la depressione, ma alcolismo, tossicodipendenza o perfino tabagismo non sono altro che modi impropri di lenire questo malessere. La correlazione fra crisi, depressione e suicidio è innegabile ma affermare che questa correlazione sia diretta mi sembra sbagliato  altrimenti i casi di suicidio sarebbero nell&#8217;ordine di milioni perché tanti sono gli italiani che non riescono ad arrivare a fine mese. Nessuno è felice di perdere il lavoro o di non trovarlo affatto, nessuno è felice di vivere con i genitori ultraottantenni senza alcuna possibilità di costruirsi una famiglia, nessun laureato è contento di lavorare in un call center o di pulire le feci di un vecchietto eppure non per questo si è costretti a cadere in una depressione tanto cupa da vedere la fine di tutto come l&#8217;unica soluzione possibile. Perché avviene questo? I periodi di crisi semplicemente rompono il precario equilibrio di personalità nevrotiche, persone che in qualche modo sono riuscite ad adattarsi alla vita con un buon funzionamento pur avendo una sottostante struttura di personalità tendente alla depressione. Un classico esempio può essere quello della persona che pur essendo depressa ha sempre avuto un lavoro e grazie ad esso è riuscita a condurre una vita normale: 1) perché avendo impegni da svolgere quotidianamente non ha avuto modo di indulgere ai propri pensieri depressivi; 2) perché tale lavoro gli consentiva di mantenere un discreto livello di autostima e di fiducia nella vita. Chiaramente se questa persona perde il proprio impiego la situazione degenera perché senza più il lavoro a distoglierla dai pensieri depressivi, si sentirà distrutta, impotente, senza speranza nel futuro e senza più voglia di vivere. Non esiste teoria migliore per spiegare la depressione di quella di Aaron Beck, basata sulla famosa triade cognitiva: essa può fornire una spiegazione sul modo in cui una crisi socio economica contribuisce ad aumentare il tasso di depressione e di conseguenza quello dei suicidi. Naturalmente Beck è un cognitivista, così come Ellis, di cui tanto ho parlato nella mia rubrica, e il lettore attento potrà senz&#8217;altro notare come le loro teorie si sposino perfettamente. Secondo Beck il depresso interpreta in modo distorto gli eventi della vita, tendendo sempre al pessimismo e all&#8217;autocolpevolizzazione perché guidato da tre schemi cognitivi (la triade appunto) che sono costituiti da aspettative negative nei confronti dell&#8217;ambiente, un&#8217;opinione negativa di sé e aspettative negative nei confronti del futuro. L&#8217;opinione negativa di sé è espressa da pensieri come &#8220;Sono un perdente, un fallito!&#8221;, &#8220;Non valgo niente!&#8221;. Il depresso ha una bassissima opinione di se stesso perciò si ritiene indegno di essere amato e si considera solo un peso per chi gli sta vicino. La visione negativa riguarda anche il mondo che è vissuto come un luogo ostile e ingiusto che non fornisce mai le gratificazioni che dovrebbe e dove tutti sembrano approfittarsi indebitamente del povero soggetto depresso. A completare la triade ci sono le aspettative negative per il futuro: &#8220;Non cambierà mai nulla!&#8221;, &#8220;Andrà sempre peggio&#8221;, &#8220;Vivrò una vita da perdente!&#8221;. Appare evidente come tutti questi pensieri siano irrazionali, per dirla in termini razionali emotivi, ma per la persona depressa sono veri e incontestabili. La crisi economica costituisce una situazione oggettivamente negativa le cui conseguenze più eclatanti per la popolazione sono la perdita del lavoro o una situazione di sfruttamento lavorativo che costringe ad arrangiarsi con una miseria. Un soggetto il cui pensiero sia guidato da questa triade cognitiva non potrà che reagire in modo devastante a questa situazione. La perdita del lavoro sarà vissuta come una conferma della propria inferiorità: &#8220;Non ho neanche un lavoro allora non valgo niente&#8221;, &#8220;Non posso aiutare la mia famiglia quindi la mia vita non ha senso&#8221; e sarà probabilmente seguita da sentimenti di autocondanna: &#8220;Non avrei mai dovuto perdere questo lavoro, ho fallito, è tutta colpa mia!&#8221;. Anche la visione del mondo sarà condizionata dallo spiacevole evento: &#8220;Il mondo è una posto orribile, non me ne va mai una bene!&#8221;, &#8220;Si sono approfittati di me, mi hanno sfruttato e questo è il riconoscimento!&#8221;, &#8220;Come hanno potuto mandarmi via così?&#8221;, &#8220;Come è possibile che esistano ingiustizie del genere?&#8221;. Inevitabile che dopo aver perso il lavoro o guadagnando solo poche centinaia di euro al mese anche il futuro appaia buio: &#8220;Non ce la farò mai a trovare un lavoro, è impossibile!&#8221;, &#8220;Non guadagnerò mai abbastanza per arrivare a fine mese&#8221;, &#8220;Questa crisi durerà ancora per anni, non potrò mai avere una famiglia!&#8221;. Tutti questi pensieri negativi portano il depresso a sentirsi nella condizione definita &#8220;helplessness&#8221;, un termine inglese che rispecchia perfettamente questo dramma e che sintetizza la sensazione di impotenza, di inutilità di impegnarsi o di sforzarsi a cambiare la propria condizione ben espressa dalla classica affermazione &#8220;tanto è tutto inutile!&#8221;. Non a caso chi perde il lavoro e cade in depressione, senza arrivare a gesti estremi come quello del suicidio, diventa triste e apatico e spesso gli uomini hanno problemi sessuali proprio perché questa impotenza pervade ogni aspetto della vita. Il pensiero automatico, irrazionale che sottosta a questa condizione è quello: &#8220;Il maschio dovrebbe lavorare e aiutare la propria famiglia quindi visto che non ho un lavoro e non valgo nulla non sono un vero uomo e tantomeno posso esserlo a letto!&#8221;. Non è possibile scrivere un articolo esauriente sull&#8217;argomento ne&#8217; tantomeno sintetizzarlo senza correre il rischio di cadere nella banalità ma è chiaro che gli eventi negativi generati da una crisi economica interpretati mediante la triade cognitiva distorta del depresso confermano le aspettative negative generando un circolo vizioso che potrebbe interrompersi addirittura con il suicidio. &#8220;Ho perso il lavoro e con questa crisi non ne troverò mai un altro, o quantomeno uno decente. Non servo a niente, non posso aiutare nessuno, sono solo un peso per tutti i miei cari. Ogni mio sforzo è inutile, non ha senso impegnarsi nella vita. Non ci sono speranze, tanto vale farla finita!&#8221;. Si tratta sempre di idee irrazionali, per dirla alla Ellis, perché non è logico pensare che se si perde il lavoro non se ne troverà mai un altro, non è logico pensare che è inaccettabile fare un lavoro &#8220;umile&#8221; se una volta si svolgeva un incarico di prestigio e non è razionale ritenere che la vita non valga la pena di essere vissuta se non si possono avere le gratificazioni economiche, sociali o affettive che desideriamo. Non ha senso ritirarsi perché è tutto inutile invece di impegnarsi al massimo per ottenere quello che la vita potrebbe ancora darci! In tutto questo i mass media non aiutano. Lungi da me l&#8217;idea di colpevolizzare i mezzi di informazione per non fare altro che il proprio dovere: sarebbe delittuoso, come voleva fare un certo psiconano, negare che il paese, e forse tutta l&#8217;Europa, stia attraversando una crisi gravissima di cui non si vede neanche una fine lontana. È innegabile però che il continuo bombardamento di notizie inerenti licenziamenti di massa, chiusura di fabbriche, suicidi di imprenditori e disoccupati, tagli alla scuola e alla sanità non possono che confermare le convinzioni pessimistiche del soggetto depresso. Per concludere, la crisi non causa la depressione e di conseguenza il suicidio, essa però può rompere il fragile equilibrio psichico di una persona nevrotica con tratti depressivi, trasformando tali tratti in una depressione conclamata, il modo in cui ciò avviene è ben spiegato dalla teoria della triade cognitiva di Beck. Sono lodevoli tutte le iniziative di sostegno psicologico alle persone disoccupate o comunque indigenti perché si tratta di categorie che hanno bisogno di aiuto tanto quanto gli alcolisti o i tossicodipendenti (tra l&#8217;altro il confine fra queste categorie è molto labile), la depressione infatti è un male che ha un costo pesante sia per l&#8217;individuo che per la società intera e in questo periodo sta assumendo le proporzioni di una vera e propria epidemia. Purtroppo lo stato italiano fa ben poco per quanto riguarda l&#8217;assistenza in generale, figuriamoci per quella psicologica, pertanto è nostro compito stare vicino a chi è stato colpito dalla crisi, che sia un familiare, un amico o anche un conoscente, facendogli capire che non è una persona inutile, che il mondo non è perfetto ma neanche insopportabile e che trovare qualcosa di gratificante nel futuro è sempre possibile.</p>
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		<title>RASSEGNA STAMPA 27 APRILE 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Procoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #0000ff"><a href="http://www.psicologiaradio.it/2012/04/27/rassegna-stampa-27-aprile-2012/smart/" rel="attachment wp-att-2940"><img class="alignleft size-medium wp-image-2940" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/smart-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Perché non saremo mai super-intelligenti. Arriva il cellulare antistalking. <strong>Lo smartphone per prevenire il rischio cadute degli anziani. In u</strong></span></strong><span style="color: #0000ff"><strong>n videogioco la cura per la depressione degli adolescenti. </strong><strong>Disturbi psicologici per 18% degli aquilani nel post-terremoto.  Slot machine e cervello: entra in gioco la dopamina. Scomparsa di minori: il fenomeno è in aumento. Sentimenti positivi proteggono il cuore dalle malattie.</strong></span></p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>PERCHÉ NON SAREMO MAI SUPER-INTELLIGENTI</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"> <strong>(Corriere della Sera)</strong></span> Esistono limiti evoluzionistici all&#8217;intelligenza umana: un QI troppo alto si accompagnerebbe a qualche guaio. Il sogno di tutti: avere una super-intelligenza, essere capaci di ricordare tutto nei minimi dettagli, non lasciarsi sfuggire nulla di ciò che ci circonda. C&#8217;è chi prende perfino le “smart drugs” per migliorare le prestazioni del cervello, ma ora un articolo apparso su Current Directions in Psychological Science mette in guardia: non possiamo diventare super-intelligenti, esistono limiti invalicabili dettati dall&#8217;evoluzione. E se li superiamo, paghiamo l&#8217;”ultracervello” con qualche problema di altro tipo.<br />
EVOLUZIONE – Thomas Hills, psicologo all&#8217;università di Warwick in Inghilterra, ha analizzato l&#8217;evoluzione umana chiedendosi perché la nostra intelligenza da secoli e secoli non sembra essere aumentata. Lo studioso fa notare che tutto, durante l&#8217;evoluzione, ha richiesto un compromesso: «Forse sarebbe stato utile essere alti due metri e mezzo, ma il cuore difficilmente può spingere il sangue tanto da raggiungere gli estremi di un tale spilungone: così, gran parte degli umani non supera il metro e ottanta – osserva Hills –. Gli stessi principi sono molto probabilmente validi anche per l&#8217;intelligenza e il cervello. Ad esempio, un bambino con un cervello e quindi una testa troppo grandi non nascerebbe tanto facilmente, perché non riuscirebbe a passare dal canale del parto: la pelvi delle donne non può allargarsi molto, pena un cambiamento sostanziale nel modo di camminare e stare in piedi».<br />
INTELLIGENZA – Per spiegare i suoi ragionamenti, Hills riflette sulle capacità cerebrali che vorremmo vedere migliorate e sulle conseguenze che un loro potenziamento sostanziale porterebbe con sé. Il quoziente intellettivo, ad esempio, secondo lui non può crescere indefinitamente: una ricerca sugli ebrei ashkenazi, che hanno QI mediamente più alti di tutte le altre popolazioni, ha dimostrato che essi hanno subito una selezione evoluzionistica negli ultimi duemila anni che li ha portati ad eccellere in intelligenza, ma al contempo manifestano una maggiore incidenza di malattie del sistema nervoso come la malattia di Tay-Sachs. E secondo Hills proprio la maggior “potenza” del cervello ha comportato tale fragilità di fronte alle patologie nervose. Se invece consideriamo la memoria, che tutti vorremmo più pronta e perfetta, scopriamo che avere ricordi troppo vividi può rovinare la vita. «Una memoria prodigiosa ha i suoi svantaggi: se ci accade qualcosa di brutto vogliamo dimenticarlo, come staremmo se fosse impossibile? – si chiede lo psicologo –. Molti, inoltre, vorrebbero migliorare le proprie capacità di attenzione e per questo alcuni prendono perfino dei farmaci: sappiamo però che queste sostanze sono d&#8217;aiuto a chi ha un basso livello basale di attenzione, mentre in chi non ha problemi possono addirittura condurre a performance peggiori. Questo significa che esiste probabilmente un “limite superiore” al grado di attenzione che possiamo mantenere senza danni. Pensate a che cosa potrebbe accadere guidando: l&#8217;attenzione è essenziale, ma va posta sugli elementi giusti, se si punta su un cartello stradale o la stazione radio da cambiare possiamo avere qualche guaio». Morale, siccome i compromessi necessari ad avere un super-cervello sono probabilmente inaccettabili per la nostra salute fisica e mentale, non saremo forse mai ultra-intelligenti: dobbiamo essere semmai in grado, dice Hills, di avere prestazioni ottime con un obiettivo alla volta, ma non possiamo desiderare di migliorare attenzione, memoria, intelligenza o altre capacità in maniera consistente e tutte allo stesso modo.<br />
<a href="http://www.corriere.it/salute/12_aprile_25/limiti-intelligenza-umana-meli_d6f8107a-2b06-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml"> http://www.corriere.it/salute/12_aprile_25/limiti-intelligenza-umana-meli_d6f8107a-2b06-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml</a></p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>UN VIDEOGIOCO CURA LA DEPRESSIONE DEGLI ADOLESCENTI</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (Globalist.it)</strong></span> Dopo una lunga sperimentazione un gruppo di ricercatori della Nuova Zelanda ha verificato le potenzialità. I risultati pubblicati sul British Medical Journal.<br />
Non è una trovata commerciale, ma l&#8217;esperimento scientifico di un gruppo di ricercatori della Nuova Zelanda. Sparx, un videogioco interattivo, permette di curare la depressione adolescenziale al pari di una terapia tradizionale. I nemici da combattere non sfoderano terribili armi e non sparano, ma sono ugualmente pericolosi. Sono i &#8220;pensieri negativi&#8221;, che vanno battuti e superati.<br />
Secondo i risultati della ricerca, pubblicati sul &#8220;British Medical Journal&#8221;, il gioco è effettivamente in grado di aiutare i ragazzi che soffrono di depressione, ma nelle sue forme più leggere. Il gioco è composto da sette moduli, progettati per essere completati in un periodo di quattro settimane. Tuttavia il prodotto non è ancora in vendita, ma ancora nella sua fase di sviluppo.<br />
La ricerca è stata testata in ventiquattro centri di cure primarie della Nuova Zelanda. Hanno così potuto partecipare circa 187 adolescenti, tra i 12 e i 19 anni. Divisi in due gruppi i ragazzi sono stati curati secondo la terapia tradizionale il primo, e con Sparx il secondo. L&#8217;esperimento è durato circa tre mesi, alla fine dei quali i dati parlano chiaro: il trattamento col videogioco è efficace quanto quello tradizionale, nella riduzione dei sintomi di ansia e depressione.<br />
Tuttavia -spiega lo psichiatra Hugo Mariétan- questo trattamento si può applicare esclusivamente in casi di depressione lieve, per aumentare l&#8217;autostima. Rafforzare i pensieri positivi, mirando a diminuire quelli negativi. Ma in termini di grave depressione, la cura deve procedere su altri binari. Quelli tradizionali.</p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>ARRIVA IL CELLULARE ANTISTALKING. CHIAMA AIUTO SE IL MOLESTATORE INSISTE</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (Affari Italiani)</strong></span> “Per le donne vittime di stalking stiamo sperimentando un cellulare dotato di un software che consente in caso di pericolo di allertare le forze dell’ordine, e stiamo cercando di vedere se si può portare avanti un progetto analogo per le ragazze coinvolte nei matrimoni forzati”. Lo ha detto il presidente di Vodafone Italia, Antonio Bernardi, in occasione della conferenza stampa di presentazione della conferenza “Matrimoni forzati, un fenomeno in espansione che non può essere ignorato”.<br />
La sperimentazione del cellulare “antistalking” per ora è stata avviata in quattro paesi: Inghilterra, Germania, Spagna e in Italia. “Abbiamo testato il cellulare su Roma e ha funzionato – aggiunge Bernardi – È un servizio che non sarà commercializzato, ma lo metteremo a disposizione delle persone a rischio che ci saranno segnalate dalle associazioni. L’idea è usare la tecnologia della comunicazione mobile per dare risposte a problemi sociali”, conclude.</p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>DOPO TERREMOTO DISTURBI PSICOLOGICI PER 18% DEGLI AQUILANI. RICERCA DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; DELL&#8217;AQUILA.</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (DIRE &#8211; Notiziario Minori)</strong></span> Il 18% dei ragazzi aquilani di eta&#8217; compresa fra i 7 e i 14 anni manifesta un consistente disagio psicologico, un altro 3% e&#8217; portatore di un disturbo psicopatologico strutturato Ptsd- Disturbo post traumatico da stress, vera e propria condizione clinica che necessita un intervento in ambito sanitario. A rivelarlo e&#8217; una ricerca &#8220;A.t.A.b. Ambiente terra. Ambiente bambino). Dalla gestione dell&#8217;emergenza,alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post-traumatico nei minori aquilani&#8221; promossa dall&#8217;Universita&#8217; degli Studi di L&#8217;Aquila con la direzione scientifica del professor Enzo Sechi. I dati emersi, saranno discussi e presentati nel congresso internazionale che si svolgera&#8217; proprio a L&#8217;Aquila nella prima meta&#8217; del 2013 e saranno utilizzati nella redazione del nascendo &#8220;Protocollo nazionale per la gestione psicologica ed il trattamento clinico dei minori in emergenza&#8221; in corso di elaborazione dalla cattedra di Neuropsichiatria Infantile dell&#8217;Universita&#8217; di L&#8217;Aquila. I ricercatori hanno lavorato con oltre 1550 bambini delle scuole aquilane o assistiti nell&#8217;immediato post terremoto. Il lavoro sui minori e sulle loro famiglie ha permesso di disegnare un quadro piuttosto preciso.<br />
Solo il 27% dei bambini con cui si e&#8217; entrati in contatto risulta assolutamente estraneo a disturbi psichiatrici mentre il 73% presenta problemi di ordine psicopatologico. &#8220;Di questi &#8211; chiariscono i responsabili della ricerca &#8211; soltanto un quarto presenta un franco disturbo psichiatrico, mentre approssimativamente i tre quarti presentano problemi ai limiti di un disturbo o piu&#8217; correttamente un&#8217;area di rischio. I problemi piu&#8217; rilevanti &#8211; continuano &#8211; sono stati: problemi psicosomatici, problemi di attenzione, problemi di isolamento relazionale, problemi ansioso depressivi&#8221;. E&#8217;, infine, da sottolineare il fatto che la maggioranza di problemi ansioso depressivi che potevano configurare proprio disturbo psico-patologico strutturato era attribuita a minori il cui stile di vita post-terremoto e&#8217; stato soggetto a cambiamenti e a situazioni familiari disagiate come per esempio cambiamento ripetuto di abitazioni o perdita di lavoro di uno o entrambi i genitori.</p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>CON LO SMARTPHONE SI PREVEDE IL RISCHIO DI CADUTE DEGLI ANZIANI</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (Sanità News)</strong></span> Lo smartphone potrebbe diventare un Alleato degli anziani per prevenire cadute e scovare anche le prime avvisaglie della comparsa del Parkinson. Un gruppo di giovani ricercatori dell&#8217;universita&#8217; di Bologna ha messo a punto un software per telefonini intelligenti dotati di sensori di accelerometri e giroscopi e condotto uno studio, pubblicato da Gait and Posture, che ha dimostrato come con una semplice &#8216;app&#8217; e&#8217; possibile ottenere gli stessi risultati di dispositivi piu&#8217; complessi. L&#8217;applicazione simula un test molto usato, chiamato &#8216;Time up and go&#8217;, nel quale il paziente si alza in piedi e cammina verso uno punto a distanza di qualche metro. Dopo averlo raggiunto torna indietro, rimettendosi seduto. I ricercatori hanno testato la app su una cinquantina di pazienti in parallelo con gli strumenti diagnostici piu&#8217; costosi usati normalmente, dimostrando che l&#8217;efficacia e&#8217; la stessa: &#8220;Possiamo misurare, ad esempio, il tempo che un anziano impiega ad alzarsi in piedi o mettersi seduto, e anche la forza con cui lo fa &#8211; spiega Carlo Tacconi, uno degli autori &#8211; la velocità con cui cammina, la cadenza dei passi, la rapidità con cui si volta, eventuali sbilanciamenti a destra o a sinistra, e persino la fluidità complessiva del movimento. Tutti questi parametri, interpretati congiuntamente, offrono un quadro molto completo della mobilità complessiva della persona&#8221;. Dai primi studi, spiegano i ricercatori, emerge che i dati ottenuti in questo modo possono predire il rischio di caduta, riconoscere i primi sintomi di Parkinson, e distinguere gli anziani ancora in forma da quelli con qualche acciacco. Per dimostrarlo la prossima estate il sistema verra&#8217; testato su ampia scala, coinvolgendo alcune centinaia di pazienti.</p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>SALUTE. SLOT MACHINE E CERVELLO: ENTRA IN GIOCO LA DOPAMINA. LO STUDIO DI UN GRUPPO DI RICERCATORI FINLANDESI.</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (DIRE &#8211; Notiziario Sanita&#8217;)</strong></span> Le basi neurali del gioco d&#8217;azzardo patologico sembrano controllate dal rilascio di dopamina nell&#8217;impatto edonico degli stimoli gratificanti. Nella tossicodipendenza, la ridotta responsivita&#8217; cerebrale alla dopamina e&#8217; considerata una possibile spiegazione della vulnerabilita&#8217; individuale all&#8217;abuso di sostanze. Analogamente, e&#8217; stata avanzata un&#8217;ipotesi di alterazione del sistema dopaminergico in persone con dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo, per un&#8217;anomalia del sistema cerebrale di gratificazione. Un gruppo di ricercatori finlandesi hanno studiato con Pet il metabolismo della dopamina a livello del nucleo striato in 12 persone con dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo, confrontati con 12 soggetti sani di controllo. I partecipanti sono stati sottoposti all&#8217;esame durante l&#8217;esecuzione simulata del gioco della &#8220;slot machine&#8221;. Il compito era costituito da due condizioni di guadagno (alto e basso guadagno) e una di controllo. L&#8217;attivita&#8217; metabolica cerebrale della dopamina e&#8217; stata misurata in tutti i soggetti nelle tre diverse condizioni. È stato registrato un rilascio di dopamina nello striato cerebrale in entrambi i gruppi, sia durante la condizione di alto che basso guadagno. In questa ultima condizione la dopamina veniva rilasciata nella parte associativa del nucleo caudato. Nella condizione di alto guadagno, il neurotrasmettitore e&#8217; stato inoltre rilasciato a livello dello striato ventrale e in maggiore quantita&#8217;. L&#8217;analisi metabolica con Pet ha quindi dimostrato che la semplice aspettativa di guadagno favorisce il rilascio di dopamina nello striato. Inoltre, nonostante la quantita&#8217; di dopamina rilasciata sia simile tra giocatori d&#8217;azzardo e soggetti sani, e&#8217; stata osservata una correlazione positiva tra la quantita&#8217; di neurotrasmettitore rilasciato e la gravita&#8217; dei sintomi patologici. Le recenti scoperte neurobiologiche nel campo del gioco d&#8217;azzardo sembrano quindi dirigersi verso una ipotesi di alterazione del sistema di gratificazione cerebrale nei soggetti dipendenti dal gioco patologico e aprono la strada a nuove di strategie terapeutiche.</p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>IDV: IN EMILIA ROMAGNA NEL 2010 SCOMPARSI IN 55. FENOMENO IN AUMENTO.</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (DIRE &#8211; Notiziario Minori)</strong></span> Preoccupa, persino in Emilia-Romagna, l&#8217;aumento dei casi di scomparsa di minori: nel 2010 sono stati 55 i bambini spariti in regione. A segnalare il problema e&#8217; la capogruppo Idv in viale Aldo Moro, Liana Barbati, che ha presentato in Assemblea legislativa un progetto di legge per &#8220;prevenire e contrastare il fenomeno&#8221;. Secondo Barbati, &#8220;la necessita&#8217; di un intervento legislativo in questa materia appare imprescindibile alla luce della drammaticita&#8217; e della crescita esponenziale dei casi di scomparsa di minori. Nel 2010 sono stati 55 i casi in Emilia-Romagna&#8221;. Dunque, sostiene la capogruppo Idv, &#8220;e&#8217; doveroso presentare un provvedimento legislativo che preveda iniziative per prevenire e contrastare il fenomeno della scomparsa dei minori e la fenomenologia criminale ad esso connessa, per garantire e migliorare le condizioni di sicurezza dei minori&#8221;.<br />
Della questione si e&#8217; discusso ieri in commissione Politiche sociali in Regione, che ha deciso di convocare la vicepresidente Simonetta Saliera e l&#8217;assessore al Welfare, Teresa Marzocchi, per discutere della proposta di legge. Secondo Marco Carini del Pd, infatti, l&#8217;iniziativa dell&#8217;Idv &#8220;puo&#8217; essere in conflitto con le competenze dello Stato e, quindi, impugnabile&#8221;. In ogni caso, tutti i partiti hanno condiviso la finalita&#8217; della proposta di legge. L&#8217;Idv, dal canto suo, ha chiesto di organizzare un&#8217;audizione in commissione con le associazione delle famiglie.</p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>I SENTIMENTI POSITIVI PROTEGGONO IL CUORE DALLE MALATTIE</strong></span><br />
<span style="color: #0000ff"><strong> (Sanità News)</strong></span> Pensare positivo fa bene alla salute cardiovascolare, rivelano su Psychological Bulletin gli esperti della Harvard School of Public Health. Il team guidato da Julia Boehm e Laura Kubzansky ha preso in esame i risultati di più di 200 studi gia&#8217; pubblicati e ha messo in evidenzia che risorse interiori come l&#8217;ottimismo, offrono una protezione contro le malattie cardiovascolari e rallentano la progressione delle patologie qualora fossero gia&#8217; presenti. Per capire meglio il modo in cui il benessere psicologico e i disturbi al cuore sono correlati, gli scienziati hanno indagato anche il benessere di associazione con marcatori biologici della salute cardiovascolare. I risultati hanno mostrato che la positivita&#8217; spinge a impegnarsi in comportamenti piu&#8217; sani, come lo sport, una dieta equilibrata e una quantita&#8217; adeguata di sonno. Cosi&#8217;, le persone piu&#8217; orientate all&#8217;ottimismo hanno una pressione sanguigna piu&#8217; bassa, mangiano meno grassi e registrano un peso corporeo normale. &#8220;Se la ricerca futura continuera&#8217; a indicare che livelli piu&#8217; elevati di soddisfazione, ottimismo e felicita&#8217; proteggono la salute cardiovascolare, questo avra&#8217; forti implicazioni per la progettazione di strategie di prevenzione e di intervento&#8221;, concludono gli autori.</p>
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		<title>PERSONAGGI – IRVIN D. YALOM (2) – IL PROBLEMA SPINOZA</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ludmila Smoronova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Irvin Yalom]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rosenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Spinoza]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><img class="alignleft  wp-image-3027" style="border: 0pt none;margin: 0px 5px" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/Baruch-Spinoza.jpg" alt="" width="300" height="160" />“Il Problema Spinoza” è l&#8217;ultimo libro di Irvin Yalom – l&#8217;autore dei romanzi formativi su psicoterapia. Il libro descrive le storie di due persone – Baruch Spinoza – il grande filosofo ebreo del diciassettesimo secolo e Alfred Rosenberg – nazista della seconda guerra mondiale. Come centra il nazismo con la filosofia di Spinoza? Perchè il PROBLEMA Spinoza? Il dott. Yalom parla con noi sul libro, sui pensieri di Spinoza, sui personaggi nel libro, sull&#8217;acesso alla vita interna di Rosenberg e Spinoza, sulla finzione e sulla realtà, e molto di più.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em>Collaborazione: Valerio Villa &#8212; </em><em>Commento musicale: Galdson &#8211; Life is good</em></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
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		<title>“BENVENUTI IN PALESTINA…” (2)</title>
		<link>http://www.psicologiaradio.it/2012/04/25/cinque-minuti-benvenuti-in-palestina-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 10:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cerracchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br />
<b>Warning</b>:  call_user_func_array() [<a href='function.call-user-func-array'>function.call-user-func-array</a>]: First argument is expected to be a valid callback, 'Array' was given in <b>/home/aipepcom/public_html/wordpress/wp-includes/plugin.php</b> on line <b>170</b><br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2908" style="border-style: initial;border-color: initial;margin-top: 0px;margin-bottom: 0px;margin-left: 5px;margin-right: 5px;border-width: 0px" src="http://www.psicologiaradio.it/wp-content/uploads/2012/04/ism2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Marco Mohamed Abdelaal,32 anni, attivista italiano dell&#8217;International Solidarity Movement è stato arrestato l’ 11 Aprile durante la 7 ° Conferenza internazionale di Bil’in sulla lotta popolare palestinese tenutasi nella città vecchia occupata di Hebron. Marco è stato arrestato con altri 11 partecipanti alla Conferenza, quattro internazionali e otto palestinesi, alcuni dei quali organizzatori dell’evento. Attualmente Marco viene trattenuto in una struttura di detenzione per immigrati di Tel Aviv mentre sta per iniziare il processo di appello contro l’espulsione per l&#8217;accusa di aver aggredito un soldato. Due degli Internazionali arrestati sono stati rilasciati senza accuse mentre il terzo ha collaborato con le procedure di espulsione. Due degli otto palestinesi arrestati restano in carcere e saranno processati all’inizio della prossima settimana.<br />
L’International Solidarity Movement respinge le accuse mosse contro Marco e l’attacco violento ai partecipanti nonviolenti della conferenza, convinti che si tratti di un tentativo di soffocare la formazione e la partecipazione della comunità internazionale alla lotta nonviolenta per porre fine all’occupazione. La Conferenza di Bil’in è un evento annuale che attira centinaia di attivisti ogni anno: più di 200 internazionali e Palestinesi hanno partecipato a questa edizione per discutere di resistenza nonviolenta palestinese all’occupazione israeliana. Sono stati tenuti seminari in Area C, le strategie per il movimento globale BDS, il ruolo della solidarietà internazionale nella lotta e altro ancora. Tra i relatori della conferenza anche Luisa Morgantini, membro del Parlamento europeo e il primo ministro palestinese Salam Fayyad.</p>
<p><strong>INTERVISTA A &#8220;JONNY&#8221;, ATTIVISTA DELL&#8217;INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT, CHE DA HEBRON CI RACCONTA LA VICENDA DI MARCO E DELLA SITUAZIONE IN PALESTINA.</strong> (Seconda parte)</p>
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