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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" gd:etag="W/&quot;DkMMQ3YycCp7ImA9WhRbF08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756</id><updated>2012-02-08T19:08:02.898+01:00</updated><category term="Psicologia e Benessere" /><category term="Psicologia infantile" /><category term="Binge eating" /><category term="psicologia scolastica" /><category term="immagine corporea" /><category term="Ansia" /><category term="pina bausch" /><category term="Obesità" /><category term="Eventi e Seminari" /><category term="Danzamovimentoterapia" /><category term="Psicoterapia Espressiva" /><category term="Disturbo di panico" /><category term="Bulimia" /><category term="Disturbo Psicosomatico" /><category term="Genitorialità" /><category term="Adolescenza" /><category term="Nanni Moretti" /><category term="Attualità Psicologia" /><category term="Comunicazione nella coppia" /><category term="Schizofenia" /><category term="Infanzia" /><category term="Maternità" /><category term="Disturbo Ossessivo Compulsivo" /><category term="Psicologia Giuridica" /><category term="Disturbi psicotici" /><category term="Disturbo depressivo" /><category term="Disturbo Post-Traumatico da Stress" /><category term="Valentino Rossi" /><category term="comunicazione non-verbale" /><category term="Sessualità" /><category term="Disturbi del comportamento alimentare" /><category term="Psicologia di Coppia" /><category term="Depressione" /><category term="Anoressia" /><category term="Psicologia e Danza" /><category term="Adozione" /><category term="Psicologia Clinica" /><category term="Attualità" /><category term="Mobbing" /><title>www.psicologia-pesaro.it</title><subtitle type="html">dott.ssa Susanna Murray   -     Psicologia Clinica &amp;amp; Crescita Personale</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>94</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="psicologiapesaro" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;DEUNQn47eyp7ImA9WhRVEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-4434658846700738644</id><published>2012-01-10T12:45:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T12:51:33.003+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-10T12:51:33.003+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Binge eating" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Bulimia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi del comportamento alimentare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Anoressia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="immagine corporea" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Obesità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sessualità" /><title>Immagine corporea distorta e le colpe dei Media</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CIv-o1Ka160/Twwk1FMhxmI/AAAAAAAABAE/ga-9hKykM5k/s1600/immagine+corporea.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="112" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-CIv-o1Ka160/Twwk1FMhxmI/AAAAAAAABAE/ga-9hKykM5k/s200/immagine+corporea.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;L'immagine corporea è sempre più problematica per le adolescenti e le giovani donne, che spesso porta ad un disagio psicologico notevole che richiede un &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;intervento d'aiuto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'attenzione al nostro corpo non è mai stata così significativa, come in questi anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cultura, che i media sembrano ben rappresentare, punta ad una cura eccessiva e a volte ossessiva al proprio corpo: che deve essere ideale, perfetto, quasi di plastica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non deve avere odori, non deve avere imperfezioni e deve ispirarsi a un modello solitamente socialmente condiviso, fino alle misure anatomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma allo stesso tempo, mai come oggi, la percezione del corpo è così irreale. La connessione tra mente e corpo porta un divario incolmabile. Le emozioni sembrano scisse e controllate attraverso il perseguimento di un corpo sempre più perfetto o vicino ad un ideale, più o meno personale, preso a modello. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo articolo prende spunto dal risultato del lavoro di ricerca dell’Advertising Standards Authority , che nel Regno Unito ha documentato l'effetto negativo di immagini idealizzate legate all'immagine corporea, da parte dei media, al fine di sottoporre i risultati al Committee of Advertising Practice, allo scopo di creare dei codici che controllino e vietino un uso tale delle immagini (dannoso e diseducativo) da parte dei mezzi di comunicazione. &lt;a href="http://www.nationaleatingdisorders.org/"&gt;http://www.nationaleatingdisorders.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' fondamentale riflettere sul fatto che l'immagine corporea è altamente significativa per la salute fisica e mentale, e quindi per il benessere di ognuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sperimentare una percezione negativa o insoddisfacente del proprio corpo ( a volte anche nei primi mesi di vita) è un precursore potente di tutta una serie di atteggiamenti dannosi. Questi includono: regimi dietici malsani o problematici (fame incontrollata e condotte eliminatorie), disturbi alimentari clinici (anoressia, bulimia), chirurgia estetica superflua, esercizio fisico estremo e potenziamento della massa muscolare (come ad esempio l'assunzione di steroidi ). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A queste condizioni si legano quasi sempre stati di depressione, ansia, difficoltà sessuali e bassa autostima. Qualsiasi fattore, come ad esempio l'uso d' immagini idealizzate come modello da parte dei media, aumenta l'insoddisfazione della propria immagine corporea, ed influenza negativamente l'individuo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono oltre 100 studi scientifici pubblicati in merito all'impatto che le immagini dei media hanno sulle ragazze e le donne e ci sono anche studi scientifici più recenti, che documentano l'impatto di immagini di corpi ideali, muscolosi e perfetti, sui ragazzi e sugli uomini. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli effetti negativi si verificano in netta maggioranza nelle adolescenti e nelle donne. Per esempio, un esperimento ha rilevato che l'esposizione alle immagini di donne magre, come modelli ideali di fisicità, tratte direttamente da riviste di moda hanno prodotto aumenti significativi di senso d'inadeguatezza, depressione, stress, sensi di colpa, vergogna, insicurezza, rispetto alle donne esposte a immagini di donne normolinee. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene la maggior parte degli studi di ricerca sono stati effettuati con adulti e adolescenti, ci sono prove che gli effetti dannosi da esposizione ad immagini idealizzate di corpi magrissimi, iniziano a influenzare ad un'età molto precoce. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli USA è stato realizzato questo filmato al fine di promuovere, da parte dei genitori, un'attenzione all'esposizione dei messaggi mediatici distorti sulla perfezione corporea, fonte di disagio tra le bambine, già in età prescolare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://2.gvt0.com/vi/DnJQJFlyDGY/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DnJQJFlyDGY&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/DnJQJFlyDGY&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Parla con tua figlia prima che lo faccia l'industria della bellezza"&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.campaignforrealbeauty.com/"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;http://www.campaignforrealbeauty.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Se avete domande sul disagio legato all'immagine corporea o volete conoscere i percorsi di sostegno psicologico dedicati a queste problematiche che organizzo a Pesaro, contattatemi : &lt;/strong&gt;&lt;a href="mailto:susannamurray@psicologia-pesaro.it"&gt;&lt;strong&gt;susannamurray@psicologia-pesaro.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-4434658846700738644?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/4434658846700738644/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=4434658846700738644&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/4434658846700738644?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/4434658846700738644?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2012/01/immagine-corporea-distorta-e-le-colpe.html" title="Immagine corporea distorta e le colpe dei Media" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-CIv-o1Ka160/Twwk1FMhxmI/AAAAAAAABAE/ga-9hKykM5k/s72-c/immagine+corporea.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUcCR347eip7ImA9WhRVEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-8806943793727639412</id><published>2011-11-13T19:31:00.008+01:00</published><updated>2012-01-10T13:04:26.002+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-10T13:04:26.002+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="comunicazione non-verbale" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Comunicazione nella coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicoterapia Espressiva" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pina bausch" /><title>Gli aspetti della Comunicazione non-verbale</title><content type="html">&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;Cos'è la comunicazione non-verbale e quali aspetti del nostro corpo comunicano ciò che a volte neanche noi immaginiamo.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: white; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guardate con attenzione questo video. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/DYVyH__yY6c/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DYVyH__yY6c&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/DYVyH__yY6c&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;tratto dal film di Wim Wenders "Pina 3D" (2011)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Bene. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa avete visto?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo voi cosa stava succedendo tra quest’uomo e questa donna?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
O sarebbe meglio dire: cosa stavano danzando?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una storia d’amore difficile?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una lite?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una separazione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una dipendenza affettiva?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sicuramente potrebbero essere tanti i messaggi, ma sicuramente è innegabile che il linguaggio del corpo riesce a &lt;br /&gt;
veicolare in brevissimo tempo una quantità incredibile di messaggi comunicativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo una nota ricerca americana, potremmo dire che i 2/3 della comunicazione tra due esseri umani passa per il linguaggio non verbale o corporeo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si badi bene: non che le parole siano inutili, ma anche il corpo, contemporaneamente alla comunicazione verbale, è in grado di mandare diversi messaggi. Per comunicazione non verbale, o linguaggio del corpo, s’intendono le nostre espressioni facciali, i gesti, il contatto visivo, la postura, e anche il tono della nostra voce.&lt;br /&gt;
Una buona comunicazione è alla base di relazioni di successo, sia nelle vita privata che professionalmente.. La capacità di comprendere e usare la comunicazione non verbale è un potente strumento che può aiutare non solo a comprendere gli altri, ma soprattutto a comprendere se stessi ed imparare ad esprimere ciò che realmente si prova e si sente. &lt;br /&gt;
Quando interagiamo con gli altri, riceviamo e diamo continuamente segnali senza parole. Tutti i nostri comportamenti, i gesti non verbali che facciamo, il modo in cui ci sediamo, quanto velocemente o quanto forte si parla, quanto vicini siamo, com’è il contatto visivo, si traducono sempre e comunque in una comunicazione agli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi messaggi non si fermano neanche se si smette di parlare. Anche quando si è in silenzio,si comunica comunque.&lt;br /&gt;
Spesso, ciò che diciamo e ciò che comunichiamo attraverso il linguaggio del corpo sono due cose totalmente diverse. Di fronte a questi segnali contraddittori, l'ascoltatore deve scegliere se credere al messaggio verbale o non verbale, e, nella maggior parte dei casi, andranno a scegliere, inconsapevolmente, quello non verbale.&lt;br /&gt;
Il modo di ascoltare, guardare, muoversi e reagire dice all'altra persona se si è stati sinceri o quanto si è attenti ad ascoltare. Quando i segnali non verbali coincidono con le parole che si stanno dicendo, aumenta la fiducia, la chiarezza e la relazione. Quando si percepisce un contrasto tra le parole e il messaggio corporeo, si genera tensione, sfiducia e confusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Tipi di comunicazione non verbale &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Le espressioni facciali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il volto umano è estremamente espressivo, capace di esprimere emozioni infinite, senza dire una parola. E, a differenza di alcune forme di comunicazione non verbale, le espressioni facciali sono universali. Le espressioni facciali di felicità, tristezza, rabbia, sorpresa, paura e disgusto sono le stesse attraverso le culture.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Movimenti del corpo e la postura&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Considerate come le vostre percezioni degli altri sono influenzate dal modo in cui si siedono, camminano o si alzano. Il modo in cui ci si muove e la postura e il modo in cui si gestisce lo spazio intorno al corpo, comunicano agli altri una serie incredibile di informazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Gesti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I gesti fanno parte della nostra vita quotidiana. Tutti tendiamo ad usare le mani quando siamo discutendo o parlando animatamente e ci si esprime con i gesti spesso senza pensare. Tuttavia, il significato dei gesti possono essere molto differenti tra le culture e le zone geografiche, quindi è importante stare attenti per evitare errori di interpretazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Contatto con gli occhi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal momento che il senso della vista è dominante per la maggior parte delle persone, il contatto visivo è un tipo di comunicazione non verbale particolarmente importante. Il modo in cui si guarda qualcuno è in grado di comunicare molte cose, compresi gli interessi, l'affetto, l'ostilità, o l’attrazione. Il contatto visivo è importante anche per mantenere il flusso della conversazione e per valutare la risposta dell'altra persona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Tatto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunichiamo moltissimo attraverso il tatto. Una stretta di mano ferma, un abbraccio caldo e rassicurante, una pacca sulla schiena o una presa salda sul braccio, sono tutti messaggi ben precisi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Spazio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se vi è mai capitato di sentirvi a disagio perché il vostro interlocutore era troppo vicino e invadeva il vostro spazio, forse potrete capire che è possibile utilizzare lo spazio fisico per comunicare molti diversi messaggi non verbali, compresi i segnali di intimità, aggressività, dominanza, o affetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Voce&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è solo ciò che si dice, ma come lo si dice. Quando parliamo, le persone "leggono" la nostra voce, oltre ad ascoltare le nostre parole. Il ritmo, il tempo, il tono, l’inflessione sono tutti elementi non verbali vocali. Il tono della voce, per esempio, può indicare sarcasmo, rabbia, affetto o fiducia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-8806943793727639412?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/8806943793727639412/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=8806943793727639412&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8806943793727639412?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8806943793727639412?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/11/gli-aspetti-della-comunicazione-non.html" title="Gli aspetti della Comunicazione non-verbale" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkMFSHgzfSp7ImA9WhdaF0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-8671585392457350277</id><published>2011-10-28T11:24:00.003+02:00</published><updated>2011-10-28T11:33:39.685+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-28T11:33:39.685+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità Psicologia" /><title>Curiosità e paura dello psicologo? Guardiamo da vicino i principali luoghi comuni dell'"andare dallo psicologo"</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/G2jb67VuPyw/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G2jb67VuPyw&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/G2jb67VuPyw&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;tratto dal film di Nanni Moretti&amp;nbsp;"Bianca" (1984)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Quante volte ho iniziato colloqui, dopo 4 o 5 sedute con un nuovo paziente, in questo modo?﻿ &amp;nbsp;Magari però non sempre è possibile dare una risposta così diretta al paziente..a volte rimane solo un punto interrogativo che gironzola nella mia testa.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Molte persone che si apprestano ad andare dallo psicologo sono preda di diversi rimuginamenti sui più frequenti luoghi comuni. Ecco i 4 miti dello psicologo più frequenti:&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;1."Io non ho bisogno di uno psicologo . Sono abbastanza intelligente per risolvere i miei problemi da solo".&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Tutti noi abbiamo i nostri “punti ciechi”. E l'intelligenza non ha nulla a che fare con il disagio psicologico. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Un bravo psicologo non dice cosa fare o come vivere la propria vita. Piuttosto darà una prospettiva esperta esterna e consentirà di scoprire cose di se stessi in modo da poter avere un quadro più chiaro del proprio comportamento e del modo di relazionarsi con sé e con gli altri e, di conseguenza, fare scelte migliori. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;2."Si va dallo psicologo se si è pazzi".&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
Non è necessario avere una diagnosi con un problema di salute mentale per “andare dallo psicologo”. La maggiorparte delle persone che seguono un percorso di sostegno psicologico cercano aiuto per le preoccupazioni di tutti i giorni: problemi relazionali, stress da lavoro o, per esempio, dubbi. Altri si rivolgono allo psicologo nei momenti difficili, come per affrontare un lutto o una separazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;3."Tutti gli psicologi vogliono parlare dei genitori".&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
In realtà questo è uno dei miti più duri a morire (perfino tra molti colleghi di orientamento non psicodinamico!): è dagli anni'50 che, nella psicanalisi, così come nelle terapie e counselling ad orientamento psicodinamico, non si centra più il lavoro sul complesso di Edipo o Elettra, sulle colpe dei propri genitori, ecc. ( eccezione fatta per i film americani quando si va al cinema). &lt;br /&gt;
Restare nel presente e nel disagio “qui ed ora” , con uno sguardo alla propria storia familiare, è la modalità con cui lavorano buona parte degli psicologi e psicoterapeuti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;4."Si va dallo psicologo per “sfogarsi” . I piagnucoloni vanno dallo psicologo".&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
Molti erroneamente credono che si va dallo psicologo per sfogarsi con qualcuno, come un amico. &lt;br /&gt;
Allora perchè non andare da un amico e risparmiare&amp;nbsp;tempo e denaro? &lt;br /&gt;
Purtroppo il lavoro che il paziente fa nel suo percorso di sostegno psicologico è molto duro e faticoso. Una lamentela fine a se stessa, con il tempo non porterebbe da nessuna parte. Il miglioramento viene proprio da uno sguardo più obiettivo su se&amp;nbsp;stessi e la propria vita, e attraverso l' assumersi la responsabilità delle proprie azioni e del proprio disagio. Lo psicologo da un aiuto concreto, ma è il paziente, alla fine, che deve fare il lavoro più duro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-8671585392457350277?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/8671585392457350277/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=8671585392457350277&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8671585392457350277?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8671585392457350277?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/10/curiosita-e-paura-dello-psicologo.html" title="Curiosità e paura dello psicologo? Guardiamo da vicino i principali luoghi comuni dell'&quot;andare dallo psicologo&quot;" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Viale Guido Postumo, 8, 61121 Pesaro PU, Italia</georss:featurename><georss:point>43.9089696 12.9176066</georss:point><georss:box>12.594062599999997 -46.8480184 75.2238766 72.6832316</georss:box></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUUGQHo-fCp7ImA9WhRVEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-5785998232307956114</id><published>2011-10-26T10:27:00.004+02:00</published><updated>2012-01-10T13:07:01.454+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-10T13:07:01.454+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Attualità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Valentino Rossi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ansia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nanni Moretti" /><title>Imparare ad ascoltarsi e riflettere sul senso della vita</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-OlyWlEssASw/TqfCrR8z2TI/AAAAAAAAA_8/3LJAEPaGzks/s1600/Rossi+Simoncelli.bmp" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="133" ida="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-OlyWlEssASw/TqfCrR8z2TI/AAAAAAAAA_8/3LJAEPaGzks/s200/Rossi+Simoncelli.bmp" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Valentino Rossi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;strong&gt;La vita&amp;nbsp; e la morte: spesso perdiamo il senso delle cose ed un evento tragico porta riflettere e ridimensionare certi valori superflui. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Qualche giorno fa guardavo uno di quei “salotti televisivi” in cui un giornalista commentava con la conduttrice la tragedia del giovanissimo campione di moto GP Marco Simoncelli. Al di là del fatto che ritengo che di fronte a certe tragedie il silenzio e la riflessione dovrebbero prendere posto alla mera speculazione e superficialità da gossip, il giornalista opinionista si compiaceva dell'”analisi “ banale e riduttiva che stava facendo della reazione, del collega e amico del giovane scomparso, Valentino Rossi, il quale arrivato in Italia, ai microfoni dell'assalto giornalistico all'aeroporto, con un timido sorriso e poche parole cercava di spiegare come stava in un momento così, immaginiamo per lui, difficile e drammatico.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chissà cosa ci si aspettava dal famoso campione Rossi, che davanti alle avversità nel suo lavoro, ha sempre mostrato coraggio e propositività? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giornalista, dopo il servizio all'aeroporto, commentava soddisfatto :”E' evidente che il distacco di Valentino è una difesa, per il dolore della morte di Simoncelli. Reagisce sorridendo.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Davvero? Una difesa? E da chi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E perchè il signor Rossi avrebbe dovuto piangere come un disperato davanti a tutti noi? Perchè non ha diritto a vivere le sue emozioni con chi vuole e quando crede? Il dolore esibito per le masse ha più valore? E' più genuino?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi ha perso una persona cara, può immaginare come possa sentirsi ora il signor Rossi, ma ad ogni modo, più che scandagliare gli animi altrui, sarebbe più utile a volte dedicarsi a cosa proviamo noi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La morte, il senso della vita, come spendiamo il nostro tempo e le nostre giornate...forse l'improvvisa scomparsa di un ragazzo, potrebbe farci riflettere su questi aspetti che a volte diamo per scontati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/v1tEdRm2pKQ/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/v1tEdRm2pKQ&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/v1tEdRm2pKQ&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;tratto dal film di Nanni Moretti “Caro diario”(1993)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tante persone vivono la loro settimana correndo senza sosta tra impegni di lavoro e familiari, in un &lt;br /&gt;
susseguirsi trafelato di azioni e pensieri, aspettando il fine settimana, o il giorno di riposo, come un momento in cui riposarsi e rilassarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma è sufficiente? Si riesce a “depressurizzarsi” dallo stress?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso sembra di no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavorare in modo frenetico, sembra ormai aver spostato il focus sul futuro, senza mai vivere davvero il presente. Perchè affannarsi per riuscire a fare tutto nei tempi, nelle scadenze, negli orari, quando poi non possiamo mai fermarci a vivere anche le cose, invece di organizzarle e basta?&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Sarebbe molto importante potersi organizzare durante la giornata con un obiettivo: dedicarsi più tempo per sé, per riflettere e stare in autentico ascolto di come ci si sente davvero. A volte bastano anche pochi minuti.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Qualche spunto per ridurre lo stress e ritagliarsi più spazi per sé:&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;- Alzarsi un po' prima la mattina, per avere dai 10 ai 30 minuti per sé. A volte anche una tazza di the prima di cominciare la giornata è un buon modo per riconnettersi con se stessi. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Piuttosto che usare quel tempo per fare elenchi delle cose da fare o prendersi cura di altre faccende, semplicemente sedersi, in silenzio e respirare. Credo che molti di noi sono così occupati a parlare e fare cose che non ci si prende tempo per rilassarsi e stare in silenzio. Molti passano la giornata senza rendersi conto di essere spesso con il fiato sospeso la maggior parte del tempo a causa di eccessiva tensione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
-Trovare del tempo per pranzare in tranquillità&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uscire per una passeggiata in un parco nelle vicinanze, vicino a un fiume o un luogo tranquillo nella natura può essere anche molto rilassante. Impossibile trovare un posto vicino alla natura? Che ne dite di ascoltare un po' di musica rilassante con l'ipod e passeggiare per la città per 15 minuti? &lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-5785998232307956114?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/5785998232307956114/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=5785998232307956114&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/5785998232307956114?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/5785998232307956114?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/10/imparare-ad-ascoltarsi-e-riflettere-sul.html" title="Imparare ad ascoltarsi e riflettere sul senso della vita" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-OlyWlEssASw/TqfCrR8z2TI/AAAAAAAAA_8/3LJAEPaGzks/s72-c/Rossi+Simoncelli.bmp" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEANQnY8eyp7ImA9WhdUGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-952928612788618464</id><published>2011-10-06T12:26:00.000+02:00</published><updated>2011-10-06T12:26:33.873+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-06T12:26:33.873+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Eventi e Seminari" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ansia" /><title>Ansia e Danzamovimentoterapia: un percorso di 8 incontri</title><content type="html">Da gennaio 2012 si svolgerà a Pesaro un Laboratorio di Danzamovimentoterapia&amp;nbsp;rivolto a chi vuole approfondire il tema dell'Ansia. Sarà un percorso esperienziale di 8 incontri di gruppo per esprimere, attraverso le parole, il movimento, la danza e la musica, le nostre emozioni.&amp;nbsp; Per promuovere una &lt;br /&gt;
migliore relazione con se stessi e con gli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco la locandina&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.scribd.com/doc/67724186/Flyer-Gennaio2012-COMPLETO" style="-x-system-font: none; display: block; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 14px Helvetica, Arial, Sans-serif; margin: 12px auto 6px; text-decoration: underline;" title="View Flyer Gennaio2012 COMPLETO on Scribd"&gt;Flyer Gennaio2012 COMPLETO&lt;/a&gt; &lt;iframe class="scribd_iframe_embed" data-aspect-ratio="0.706697459584296" data-auto-height="true" frameborder="0" height="600" id="doc_15082" scrolling="no" src="http://www.scribd.com/embeds/67724186/content?start_page=1&amp;amp;view_mode=list&amp;amp;access_key=key-1zmbamg4ug6coqyaxkil" width="100%"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;strong&gt;dott.ssa Susanna Murray (+39)3497881599 &lt;a href="mailto:susannamurray@psicologia-pesaro.it"&gt;susannamurray@psicologia-pesaro.it&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.laboratoriodanzamovimentoterapia.blogspot.com/"&gt;http://www.laboratoriodanzamovimentoterapia.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
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Parlo con loro, ascolto i loro problemi, condivido le loro emozioni.&lt;br /&gt;
E spesso mi viene chiesto di dare un consiglio, un suggerimento. Di prassi rispondo che il mio lavoro non consiste nel dare consigli: innanzitutto non credo di essere in grado di dare consigli, in quanto ognuno di noi, purtroppo, deve affrontare da solo le decisioni importanti; inoltre, l'intervento dello psicologo non è quello di dare soluzioni o prendere il posto del paziente nella sua vita.&lt;br /&gt;
Il mio lavoro consiste nell'aiutare i pazienti a far fronte alle difficoltà, aiutandoli a &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;scoprire e recuperare le proprie risorse. Il che non è così semplice da realizzare, ma è uno degli obiettivi del sostegno psicologico che pratico ogni giorno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, a volte, la tentazione di esprimere pareri o dare consigli è grande; ma sono consapevole che sarebbe non solo inutile, per il paziente, ma sicuramente dannoso. Vorrei però dare qualche stimolo per riflettere sul senso della vita, della ricerca della felicità e, cosa fondamentale, dell'autenticità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi in psicologia si parla molto di “resilienza”. La resilienza è una competenza psicologica che si riferisce all'individuo che riesce ad affrontare in maniera funzionale lo stress.&lt;br /&gt;
Gli aspetti principali legati alla resilienza sono: capacità di riprendersi in modo propositivo dalle difficoltà; forza di volontà; vedere alle difficoltà come un'opportunità; capacità di sostenere il disagio; capacità di “stare” nelle emozioni negative; disporre di una rete di sostegno sociale sano.&lt;br /&gt;
Gli esempi di persone resilienti a volte possono essere di grande utilità. Faccio spesso l'esempio delle storie di personaggi famosi che, dopo grossi fallimenti, hanno trovato la forza per mettersi di nuovo in gioco e creare realtà (lavorative, artistiche, familiari ecc.) nuove e soddisfacenti.&lt;br /&gt;
Lascio due video di un bellissimo discorso fatto da Steve Jobs, uno dei fondatori della Apple, agli studenti della Stanford University. Consiglio di guardare con attenzione questo video, per la semplicità, l'autenticità delle parole di Jobs, che non si rivolgono solo agli studenti, ma a tutti. Per riflettere insieme. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Video Prima parte&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/nFKY8CVwOaU" width="390"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Seconda parte &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/G3bCOLl_1NE" width="390"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img height="68" src="http://1.bp.blogspot.com/-g4U-RiYfd6U/TnmwkhWc8xI/AAAAAAAAA_4/CNjhM9YI8qw/s200/steve+jobs.bmp" style="filter: alpha(opacity=30); left: 131px; mozopacity: 0.3; opacity: 0.3; position: absolute; top: 129px; visibility: hidden;" width="96" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-56630795679938990?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/56630795679938990/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=56630795679938990&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/56630795679938990?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/56630795679938990?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/09/la-ricerca-del-benessere-siate-affamati.html" title="La ricerca del benessere: &quot;Siate affamati. Siate folli.&quot;" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-g4U-RiYfd6U/TnmwkhWc8xI/AAAAAAAAA_4/CNjhM9YI8qw/s72-c/steve+jobs.bmp" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkADR384eyp7ImA9WhdWGU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-2665240420392578224</id><published>2011-09-13T11:06:00.000+02:00</published><updated>2011-09-13T11:06:16.133+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-13T11:06:16.133+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo depressivo" /><title>Perdere il lavoro: stress e soluzioni (prima parte)</title><content type="html">Perdere il posto di lavoro causa, in modo comprensibile, un senso di vulnerabilità, disagio, e rabbia. Forse è proprio in un momento difficile come questo che si può cominciare a riflettere su di sé e la possibilità di prendersi cura di sé e di concentrarsi anche sui propri obiettivi. &lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-IUoqdHBEcJQ/Tm8ct39QjII/AAAAAAAAA_0/wRELpBOvI9M/s1600/lavoro.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="148" nba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-IUoqdHBEcJQ/Tm8ct39QjII/AAAAAAAAA_0/wRELpBOvI9M/s200/lavoro.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;A volte un cambiamento così drammatico, come la perdita del lavoro, può diventare l'occasione per fare il punto della vostra vita, riconsiderare i vostri obiettivi e nel campo lavorativo e in generale nella &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;realizzazione di sé.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Il lavoro per molti di noi rappresenta molto di più di un mezzo per guadagnarsi da vivere. Il lavoro influenza il modo in cui cisentiamo, la percezione che abbiamo su come gli altri ci vedano. &lt;/div&gt;Il lavoro ci dà spesso la struttura della nostra identità, del nostro valore. Ed è proprio per questo che perdere il lavoro e diventare "disoccupati" e uno dei cambiamenti, maggiore fonte di stress, che possiamo trovarci ad affrontare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre quindi alla perdita di un'entrata economica sicura, ci si può trovare ad affrontare, a causa delle disoccupazione, altri tipi di perdite altrettanto difficili da affrontare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-perdita della propria identità professionale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-perdita di autostima e fiducia in se stessi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-perdita della routine quotidiana&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-perdita delle relazioni sociali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-perdita del senso di sicurezza&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dolore, disagio e depressione sono reazioni normalissime dopo aver perso il proprio posto di lavoro. La tristezza è una risposta fisiologica alla "perdita". Sia che il cambiamento lavorativo sia repentino o già previsto, affiorano comunque sentimenti di rabbia, panico, paura e senso di fallimento. Tutte queste reazioni che ho elencato sono normali, si ha diritto ad essere sconvolti e turbati. Ed è importante ricordare di concedersi il tempo per elaborare queste emozioni.&lt;br /&gt;
Ricordiamo che molte persone di successo hanno sperimentato nella loro carriera fallimenti importanti. Ma sono proprio quei fallimenti che hanno permesso a queste persone di imparare dall'esperienza e di “provarci di nuovo” in maniera propositiva .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proviamo a dare qualche strategia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Affrontare le proprie emozioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Paura, depressione e ansia possono rendere difficile ritornare sul mercato del lavoro. Quindi è fondamentale affrontare in modo attivo le proprie emozioni e trovare il modo di conoscerle ed esprimerle, per andare avanti. A volte le emozioni scaturiscono tutte insieme, in un groviglio di sensazioni, anche corporee. Forse può essere utile scrivere tutto ciò che si prova, chiedere il sostegno delle persone care e tentare di esprimere a parole come ci si sente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Accettare la realtà. Se da una parte ci si può concedere di vivere appieno le emozioni di sofferenza causata dalla perdita del posto di lavoro, dall'altra è importante stare nel presente, affrontare con coraggio ciò che sta succedendo per iniziare lentamente a guardare al futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I sensi di colpa in questa situazione sono inutili. Frequentemente le persone che perdono il lavoro almeno in parte si sentono concausa di questa situazione. Sebbene sia comprensibile, è un errore sentirsi colpevole in quanto la propria autostima non potrà che risentirne negativamente.&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Credo che ogni cambiamento, anche negativo, è sempre una grande occasione per la vita di ognuno. Quindi anche perdere il lavoro può essere il momento per riflettere su ciò che davvero si vuole dalla vita e rivalutare anche le priorità. E’ spesso il lavoro nella nostra vita non è la priorità. Se si guarda con attenzione forse si possono scoprire altre cose importanti e di valore nella nostra esistenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;L'isolamento, sebbene in certe situazioni può sembrare l'isola felice, in realtà con il tempo può diventare una gabbia. Non bisogna mai dimenticare di chiedere aiuto, di mantenere i contatti con gli amici e familiari.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;A presto la pubblicazione della seconda parte dell'articolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-2665240420392578224?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/2665240420392578224/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=2665240420392578224&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2665240420392578224?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2665240420392578224?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/09/perdere-il-lavoro-stress-e-soluzioni.html" title="Perdere il lavoro: stress e soluzioni (prima parte)" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-IUoqdHBEcJQ/Tm8ct39QjII/AAAAAAAAA_0/wRELpBOvI9M/s72-c/lavoro.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0cFRHw9eSp7ImA9WhdWGEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-4669579329387350560</id><published>2011-09-12T20:10:00.000+02:00</published><updated>2011-09-12T20:10:15.261+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-12T20:10:15.261+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia di Coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Comunicazione nella coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo depressivo" /><title>Psicologia maschile: i ruoli dell'uomo</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-DlfIAl0qFXw/Tm5KsKlbuwI/AAAAAAAAA_w/bwxCNbFDuiE/s1600/superman.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" nba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-DlfIAl0qFXw/Tm5KsKlbuwI/AAAAAAAAA_w/bwxCNbFDuiE/s200/superman.bmp" width="134" /&gt;&lt;/a&gt;Nel mio lavoro ho potuto osservare quante volte sia dannoso e limitante il genere di ruoli in cui molti uomini sono stati relegati nella loro vita attraverso la loro educazione. Intendo con "ruoli" i ruoli sessuali che spesso vengono veicolati attraverso messaggi impliciti o espliciti, nella società odierna, per esempio "come ci si aspetta che debba essere un uomo".&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Sebbene parliamo di una società aperta, capace di mettersi in discussione, di costruire un nuovo concetto di famiglia, a tutt'oggi molti uomini si identificano con quel sottile e inquietante messaggio che pervade in sordina la cultura maschile: "sii duro" "mantieni il controllo" "non piangere" "sopporta il dolore &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;fisico" "provvedi alla tua famiglia" e "non tirarti ma indietro di fronte a una battaglia".&lt;/div&gt;Se da una parte certi modelli permettono comunque di avere una struttura d'identità a cui far riferimento, allo stesso modo sono estremamente restrittivi e limitanti. La pressione nei confronti del raggiungimento di un ideale di mascolinità così rigido e poco realistico, porta ad una difficoltà nella percezione di sé, a volte conflittuale.&lt;br /&gt;
Tutto questo può tradursi con sofferenze a volte difficili da comprendere, anche per gli stessi uomini. &lt;br /&gt;
I sintomi della depressione sono sempre più frequenti negli uomini di oggi, da cui il conflitto: "si chiede ad un uomo di essere forte come una roccia ed inespugnabile a qualsiasi segno di fragilità, molti uomini arrivano a negare le proprie paure, le proprie angosce, che tutti gli esseri umani potrebbero trovarsi ad affrontare, fino a che si rischia di cadere in uno stato depressivo ed allo stesso tempo di non poterne parlare con alcuno, per non rischiare di essere stigmatizzato come fragile". Quindi "inadeguato" per la nostra società.&lt;br /&gt;
Per alcune persone, ormai sempre in aumento, e non parlo solo degli uomini, riconoscere le proprie emozioni e poterle quindi esprimere, è difficile se non impossibile. Frequentemente molti uomini sono abituati ad usare la logica e la razionalità anche per affrontare le proprie difficoltà personali. E' innegabile che le capacità intellettuali possono essere molto utili in diversi aspetti della nostra vita, tuttavia la ragione non è sufficiente per risolvere anche problemi relazionali. Uomini che fanno della loro intelligenza, e della loro razionalità lo strumento principe per affrontare le difficoltà della vita, incredibilmente sono proprio quelli che avranno più bisogno d'aiuto nella vita emotiva e relazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà qualsiasi uomo può essere in grado di imparare nuove modalità di comunicazione con i propri sentimenti e con gli altri. Anche l'aiuto dello psicologo a volte può essere un sostegno importante. Ma è importante ricordare che l'obiettivo di una terapia psicologica non è di trasformare "gli uomini in donne", ma piuttosto aiutarli a trovare il modo più autentico per essere se stessi, aiutandoli a migliorare anche le relazioni con gli altri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-4669579329387350560?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/4669579329387350560/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=4669579329387350560&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/4669579329387350560?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/4669579329387350560?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/09/psicologia-maschile-i-ruoli-delluomo.html" title="Psicologia maschile: i ruoli dell'uomo" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-DlfIAl0qFXw/Tm5KsKlbuwI/AAAAAAAAA_w/bwxCNbFDuiE/s72-c/superman.bmp" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Viale Guido Postumo, 8, 61121 Pesaro PU, Italia</georss:featurename><georss:point>43.9089696 12.9176066</georss:point><georss:box>12.594062599999997 -46.8480184 75.2238766 72.6832316</georss:box></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkECRnc4fSp7ImA9WhdWEkU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-6376437248722069330</id><published>2011-09-06T07:55:00.001+02:00</published><updated>2011-09-06T07:57:47.935+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-06T07:57:47.935+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Giuridica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicoterapia Espressiva" /><title>"Lie to me" : comunicazione nonverbale e linguaggio del corpo</title><content type="html">&lt;embed height="200" src="http://www.youtube.com/v/wkhRLbEGKdU" type="application/x-shockwave-flash" width="305" wmode="transparent"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ ormai sbarcata anche sulla televisione nostrana &lt;strong&gt;la serie tv "Lie to Me"&lt;/strong&gt; che ha portato di nuovo in auge la vecchia questione sul metodo infallibile per il&lt;strong&gt; rilevamento di chi dice la verità o di chi mente&lt;/strong&gt;. E di conseguenza aspettative più o meno fantasiose sulla possibilità di leggere con certezza i pensieri o i &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;comportamenti degli altri attraverso l’analisi della gestualità e del linguaggio non verbale, come se fosse un codice da decodificare. &lt;br /&gt;
Potere dei media! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non mi sorprende quindi che in molti mi chiedano se sia vero e possibile e se sono strumenti che anche io utilizzo. &lt;br /&gt;
Addirittura giovani studenti di psicologia sognano di diventare “criminal profiler” ( in Italia non esiste la figura del criminologo come mestiere e all’Estero i profiler vengono chiamati solo in casi rari come consulenti) o specialisti nello scoprire i bugiardi, come il protagonista della serie televisiva.&lt;br /&gt;
Ma, ahimè, la televisione non è la realtà e la realtà è molto diversa dalle fictions a cui siamo abituati.&lt;br /&gt;
Non credo sia possibile rilevare le bugie in modo così semplice e a quanto sembra non è solo parer mio, ma lo dice lo stesso consulente della serie “Lie to me”, il &lt;strong&gt;dott.Ekman&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ekman già dagli anni ‘80 era ricercatore in questo campo: sia lui che i suoi colleghi hanno dimostrato numerose volte che la possibilità di indovinare se qualcuno menta o meno è pari al 50%.&lt;br /&gt;
Diciamo quindi che c’è la stessa probabilità di lanciare una moneta e che esca testa o croce! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro aspetto importante da rivalutare è il contatto visivo: non è detto che chi guardi verso il basso stia mentendo. Ci sono miriadi di motivi per cui non si guarda l’interlocutore: paura, timidezza, ossequio, imbarazzo, vergogna, ecc. Così come esistono molti bugiardi patologici che mantengono con serenità il contatto visivo. &lt;br /&gt;
Anche la smorfia di disprezzo non ha alcuna prova di essere un segnale inequivocabile di menzogna, sebbene in “Lie to me” vengano portati esempi di questo tipo. Si possono portare molti esempi di persone che hanno una cattiva considerazione delle autorità e delle forze dell’ordine, le quali, nel momento in cui sono interrogate, provano rabbia e disprezzo per l’autorità e per ciò che nella loro cultura, o storia, rappresenta. &lt;br /&gt;
Questo però non fa di tutti coloro che reagiscono alle domande, o alle inchieste, con disprezzo, dei bugiardi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda i segni facciali e le micro-espressioni, non sono indicatori affidabili di menzogna.&lt;br /&gt;
Sono invece indicatori precisi di sentimenti e di emozioni o di disagio psicologico, ma non necessariamente di bugie. &lt;br /&gt;
Spesso le espressioni corporee e mimiche sono indicative di qualche difficoltà o disagio emotivo profondo. Ma la vera domanda da farsi è :qual è la causa? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, mettendo da parte le serie televisive, scoprire le bugie non è lo scopo primario dello studio del comportamento non verbale, ma gli psicologi e gli psicoterapeuti che utilizzano il linguaggio corporeo per aiutare o comprendere meglio le persone, sono in molti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli &lt;strong&gt;psicoterapeuti espressivi&lt;/strong&gt; usano la &lt;strong&gt;LMA (Laban movement analysis)&lt;/strong&gt; proprio per valutare la postura, il movimento e tutti gli aspetti ad esso collegati ( lo spazio, il tempo, l’energia, il peso) in una persona. &lt;br /&gt;
Alcuni movimenti e reazioni somatiche danno un contributo fondamentale per la comprensione di ciò che gli individui stanno provando e danno utili strumenti non solo al terapeuta, ma anche all’individuo stesso che può rendersi consapevole di parti di sé meno conosciute. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma non solo nell'ambito clinico possono essere utili certe risorse: incredibilmente alcuni colleghi &lt;strong&gt;psicologi vengono oggi contattati&amp;nbsp; dalle aziende&lt;/strong&gt;, che più che conoscere chi dice bugie, &lt;strong&gt;vogliono imparare a comprendere meglio la clientela o la concorrenza, anche durante una riunione. &lt;/strong&gt;Riuscire ad utilizzare al meglio &lt;strong&gt;la propria espressività corporea&lt;/strong&gt; per condurre una contrattazione o per essere relatori nella formazione aziendale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco qualche lettura utile: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ekman Paul - Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Bloom Katja - Il sé nel corpo. Movimento e psicoanalisi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Navarro Joe - Non mi freghi! &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-6376437248722069330?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/6376437248722069330/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=6376437248722069330&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/6376437248722069330?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/6376437248722069330?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/09/lie-to-me-comunicazione-nonverbale-e.html" title="&quot;Lie to me&quot; : comunicazione nonverbale e linguaggio del corpo" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Viale Guido Postumo, 8, 61121 Pesaro PU, Italia</georss:featurename><georss:point>43.9089696 12.9176066</georss:point><georss:box>12.594062599999997 -46.8480184 75.2238766 72.6832316</georss:box></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkABSX45fCp7ImA9WhdWEkw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-2957627939067647946</id><published>2011-09-05T11:25:00.000+02:00</published><updated>2011-09-05T11:25:58.024+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-05T11:25:58.024+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Infanzia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="psicologia scolastica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia infantile" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adolescenza" /><title>Strategie psicologiche per affrontare i problemi scolastici</title><content type="html">&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sebbene al nuovo anno manchino ancora dei mesi, per molte persone, studenti compresi, il vero inizio del nuovo anno è nel mese di settembre. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-I1nYz_YPGPQ/TmSVHRPpGrI/AAAAAAAAA_Y/5-KNeqje_os/s1600/psicologo+pesaro.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://4.bp.blogspot.com/-I1nYz_YPGPQ/TmSVHRPpGrI/AAAAAAAAA_Y/5-KNeqje_os/s200/psicologo+pesaro.jpg" width="200" xaa="true" /&gt;&lt;/a&gt;Freschi di vacanza, i ragazzi torneranno a scuola o sui libri. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin-bottom: 0cm;"&gt;In qualità di psicologa e di professionista del sostegno e dell'orientamento anche per i più giovani, sono uno di quelli il cui nuovo anno inizia presto. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Purtroppo a volte all'entusiasmo iniziale del ritorno allo studio, prende &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;il posto la frustrazione e il senso d'impotenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A volte lo stesso solito approccio non può che generare le solite stesse reazioni e i risultati vengono vissuti come deludenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Proviamo insieme ad individuare dei piccoli suggeriementi per affrontare al meglio questo nuovo rientro del dopo-vacanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Stabilire gli obiettivi in maniera intelligente: renderli, cioè, raggiungibili e realistici e con scadenze precise.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Praticare attività alternative allo studio in cui esercitare la capacità della perseveranza, l'autostima e il raggiungimento degli obiettivi (lo sport è un'ottima risorsa!)&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Identificare e sfruttare i propri punti di forza : comprensione, apprendimento, memoria ed elaborazione .&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Scoprire strategie individualizzate per la propria modalità di apprendimento per renderla più efficace.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dedicare del tempo ad arricchire la propria vita sociale (non su facebook o su twitter, ma con contatti “reali”)&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Apprendere l'ottimismo! &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E soprattutto: apprezzare e gioire dei successi ottenuti! &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ci sono poi altri aspetti da tenere in considerazione per ricominciare al meglio l'anno scolastico e accademico: &lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un clima scolastico positivo porta alla soddisfazione degli insegnanti e degli studenti, livelli di stress inferiori e risultati scolastici migliori.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I corsi di studio o le classi scolastiche in cui aleggia il motto “insieme ce la possiamo fare!”, hanno un impatto positivo diretto sui risultati degli studenti&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Essere in un periodo sereno o felice della propria esistenza porta ad affrontare con successo la scuola. Quando invece si affrontano momenti difficili nella propria vita privata, difficilmente si hanno dei buoni risultati. Non è mai lo studio a causare il disagio, semmai il contrario!&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;&lt;ol start="3"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ricordiamo sempre che nella vita non sono importanti le volte che ci impegniamo, ma lo sforzo che ci mettiamo!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ecco delle buone letture sull'argomento:&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cornoldi Cesare; De Beni Rossana - Imparare a studiare 2. Strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Galli Gianfranco - Manuale dello studente professionista. Come andare a scuola per essere promossi sempre-Come allenare i figli a studiare con professionalità&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pajares Frank - L' autoefficacia degli adolescenti. Dalla scuola ai comportamenti a rischio &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-2957627939067647946?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/2957627939067647946/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=2957627939067647946&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2957627939067647946?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2957627939067647946?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/09/strategie-psicologiche-per-affrontare-i.html" title="Strategie psicologiche per affrontare i problemi scolastici" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-I1nYz_YPGPQ/TmSVHRPpGrI/AAAAAAAAA_Y/5-KNeqje_os/s72-c/psicologo+pesaro.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Viale Guido Postumo, 8, 61121 Pesaro PU, Italia</georss:featurename><georss:point>43.9089696 12.9176066</georss:point><georss:box>12.594062599999997 -46.8480184 75.2238766 72.6832316</georss:box></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkMBQHs9fip7ImA9WhdWEEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-1566295261087574109</id><published>2011-07-31T20:06:00.005+02:00</published><updated>2011-09-03T14:54:11.566+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-03T14:54:11.566+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicoterapia Espressiva" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia infantile" /><title>Sostegno psicologico e Danza movimento terapia</title><content type="html">&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zgIotYVlBFM/ThS1JBsJIEI/AAAAAAAAA-c/bxLBx4Zy5Y4/s1600/Foto0007.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-zgIotYVlBFM/ThS1JBsJIEI/AAAAAAAAA-c/bxLBx4Zy5Y4/s200/Foto0007.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Studio di Pesaro della dott.ssa Murray&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;
Molte persone quando sentono parlare di Danza movimento terapia &lt;strong&gt;immaginano lezioni di danza &lt;/strong&gt;attraverso cui è possibile migliorare il proprio benessere.&lt;br /&gt;
In realtà la Danza movimento terapia &lt;strong&gt;ha poco a che spartire con tutù o scarpe da ballo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
La Danza movimento terapia è una cosiddetta &lt;strong&gt;"terapia supportiva"&lt;/strong&gt; e in alcuni casi una vera e propria &lt;strong&gt;"psicoterapia" riconosciuta a livello internazionale e in Italia dal MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
La danza e il movimento, al centro dell'intervento terapeutico, non sono nè appresi nè insegnati, ma semplicemente scaturiscono &lt;strong&gt;liberamente da un lavoro di ascolto di sè e di libera espressione corporea&lt;/strong&gt;, senza regole o sequenze coreografiche da imparare.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Il nostro corpo danza ogni qualvolta si muove.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Il nostro corpo parla e ci racconta di noi, delle nostre paure, dei nostri desideri e delle nostre emozioni.&lt;br /&gt;
In ogni seduta, dalle semplici coreografie che nascono in modo improvvisato, &lt;strong&gt;anche con piccoli gesti delle mani o con l'ascolto del respiro&lt;/strong&gt;, si snoda il dialogo tra paziente e terapeuta alla ricerca dei sentimenti nascosti attraverso la condivisione di un vissuto, di un gesto o di una danza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei in questo breve articolo rispondere a tutti i quesiti principali che i lettori del blog e molti pazienti a volte mi rivolgono sul metodo della Danza movimento terapia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cosa è &lt;personname productid="La Danzamovimentoterapia" w:st="on"&gt;la Danza movimento terapia&lt;/personname&gt;?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sulla base del principio che il corpo e la mente sono interconnessi, la danzamovimentoterapia è definita dalla American Dance Therapy Association come "&lt;b&gt;l'uso psicoterapeutico del movimento come &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;processo che favorisce l'integrazione emotiva e fisica della persona.&lt;/b&gt;" &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cosa c’entra il movimento e il corpo in un sostegno psicologico ?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nella danza terapia &lt;b&gt;il movimento, la struttura posturale del corpo di un individuo sono considerati come espressione dei propri vissuti emotivi.&lt;/b&gt; Lo stile di movimento di ciascun individuo diventa lo strumento non verbale fondamentale di comunicazione. Il tempo , il ritmo e l'orientamento spaziale delle azioni nel movimento rafforzano e caratterizzano la comunicazione verbale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Diventare attento &lt;br /&gt;
alla qualità dei segnali non verbali di una persona apre una porta per arrivare a comprendere di quella persona l'esperienza, l'espressione e lo sviluppo dei vissuti più profondi. Queste qualità sono il ritmo, il tempo, la tensione muscolare, il percorso spaziale e la quantità di forza utilizzata per eseguire la sequenza di movimento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Potremmo dire che lo stile di movimento personale di ogni individuo è costituito da un'organizzazione unica di queste qualità. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Per chi intraprende un sostegno psicologico espressivo è necessario avere precedenti esperienze con il movimento o la danza? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;No. Il focus della Danza Movimento Terapia è quello di esplorare una vasta gamma di movimenti e scoprire il proprio. Nessuna tecnica di danza viene insegnata o deve essere padroneggiata. Il danzamovimentoterapeuta accompagna e guida l’attività di movimento e di esplorazione. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’ intera seduta è legata al lavoro sul movimento: che cosa succede se non si ha voglia di muoversi? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’equilibrio tra i momenti della sessione in cui ci si muove e in cui si parla variano a seconda della seduta e della persona. C'è anche il tempo per riflettere, e restare in contatto silenzioso con sé e con le proprie emozioni. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Molti possono essere i motivi per cui si preferisce non usare il movimento durante una seduta. Ma l’importante da sapere per il paziente è che non c'è mai pressione a muoversi forzatamente o giudizio nel movimento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Che cosa succede se l'idea di questa forma di sostegno psicologico sembra interessante, ma non ci si sente sicuri all’idea della danza e del movimento? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Spesso proprio le persone che si sentono a disagio nel loro corpo o incerti o in imbarazzo con il movimento, hanno molto da guadagnare da questo tipo di intervento. I tempi e i modi del paziente vengono rispettati con calma e pazienza. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cosa devo indossare o portare per una seduta? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Indossare indumenti comodi e portare un paio di calzini. In alcuni casi si può anche scegliere di portare della musica preferita. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ci sono controindicazioni per le persone con problemi di salute fisica? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;No. &lt;personname productid="La Danzamovimentoterapia" w:st="on"&gt;La Danzamovimentoterapia&lt;/personname&gt; può essere adattata e non è necessariamente fisicamente impegnativa così come altre attività fisica. Basti pensare che sono interventi a volte rivolti a individui con deficit psico-motori. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Chi è il Danzamovimentoterapeuta?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E’ un professionista che ha conseguito un diploma di Danzamovimentoterapia presso una scuola di formazione riconosciuta dall’Apid, Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia &lt;a href="http://www.apid.it/home.htm"&gt;http://www.apid.it/home.htm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Chi è lo Psicoterapeuta espressivo integrato alla danzamovimentoterapia? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E’ uno psicologo che conseguito una specializzazione in Psicoterapia Espressiva. In Italia l’unico Istituto presso cui è possibile conseguire questo titolo specifico è l’IPSE di Bologna &lt;a href="http://www.arttherapyit.org/2009/art09_istituto-psi-espr.php"&gt;http://www.arttherapyit.org/2009/art09_istituto-psi-espr.php&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-1566295261087574109?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/1566295261087574109/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=1566295261087574109&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/1566295261087574109?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/1566295261087574109?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/07/sostegno-psicologico-e.html" title="Sostegno psicologico e Danza movimento terapia" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-zgIotYVlBFM/ThS1JBsJIEI/AAAAAAAAA-c/bxLBx4Zy5Y4/s72-c/Foto0007.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Viale Guido Postumo, 8, 61121 Pesaro PU, Italia</georss:featurename><georss:point>43.9089496 12.917637300000024</georss:point><georss:box>12.594034099999998 -46.847987699999976 75.2238651 72.68326230000002</georss:box></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ak4CSXg5fip7ImA9WhZUE0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-403509509109710806</id><published>2011-06-06T18:39:00.001+02:00</published><updated>2011-06-06T21:36:08.626+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-06-06T21:36:08.626+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ansia" /><title>Strategie per combattere lo Stress e l'Ansia</title><content type="html">&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tLndm4-cnxQ/Te0Cpumuz3I/AAAAAAAAA94/62ou7CPg09k/s1600/happy.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="149" src="http://2.bp.blogspot.com/-tLndm4-cnxQ/Te0Cpumuz3I/AAAAAAAAA94/62ou7CPg09k/s200/happy.jpg" t8="true" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Spesso molte persone danno per scontata la loro &lt;b&gt;salute mentale ed emotiva&lt;/b&gt;, prestandovi attenzione solo qualora si sviluppino problemi. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma io credo che, così come ci viene richiesto impegno e sforzo per curare e mantenere la salute fisica, così dovrebbe essere anche per la salute mentale ed emotiva. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Più tempo ed energia s'investe nella salute emotiva personale, tanto più sarà incrementato il benessere. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Però oggi ci sono &lt;b&gt;molte cose che si possono fare per migliorare il livello di benessere emotivo e personale&lt;/b&gt;, &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;aumentando la capacità di ottenere un reale beneficio anche dalle piccole semplici cose della vita di tutti i giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una buona salute mentale non è solo l'assenza di problematiche psichiche. Essere mentalmente o emotivamente sani vuol dire molto più che essere esenti da depressione, ansia o da altri disagi psicologici.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In realtà, quindi, se parliamo di salute mentale o emotiva ci si riferisce al totale benessere psicologico individuale. Ed esso comprende il modo in cui si sta con se stessi e ci si percepisce, la qualità delle relazioni con gli altri, e la capacità di gestire le emozioni e di affrontare le difficoltà. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Perciò si può affermare che più che l'assenza di disagio psicologico, la salute mentale ed emotiva si riferisce alla presenza di caratteristiche individuali positive e propositive. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le persone che sono mentalmente ed emotivamente sane presentano: &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Flessibilità nell'imparare cose nuove e adattarsi ai cambiamenti &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Equilibrio tra lavoro e tempo libero, riposo e attività, ecc. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Capacità di costruire e mantenere relazioni soddisfacenti&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Sicurezza in se stessi e buona autostima &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Senso di appagamento&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Gioia di vivere e la capacità di ridere e divertirsi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Capacità di gestire lo stress e affrontare le avversità&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;-Riuscire a cogliere senso e valore nelle attività e nelle relazioni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Queste caratteristiche permettono di partecipare alla vita nella misura più ricca possibile ed aiutano anche a far fronte alle sfide della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ovviamente essere sani, stare bene emotivamente, non significa non attraversare mai momenti difficili o con problemi psicologici. Tutti noi vivamo delusioni, perdite e cambiamenti. E sebbene siano normali eventi nel corso dell'esistenza, possono tuttavia provocare tristezza, ansia e stress. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;La differenza è tutta qui: le persone con una buona salute emotiva hanno la capacità di riprendersi dalle avversità, dai traumi e dallo stress.&lt;/b&gt; Questa capacità si chiama &lt;b&gt;resilienza&lt;/b&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Diciamo quindi che le persone che sono emotivamente capaci hanno gli strumenti per far fronte alle situazioni difficili e mantengono un atteggiamento positivo. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Uno dei fattori chiave per la resilienza è il rapporto equilibrato e la competenza gestionale delle emozioni. La capacità di riconoscere le proprie emozioni e di esprimerle adeguatamente, sembra ormai accertato che aiuti ad evitare di trovarsi sopraffatti dalla depressione, dall'ansia o da altri stati d'animo negativi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un altro fattore chiave è avere &lt;b&gt;una forte rete di sostegno&lt;/b&gt;: ossia avere persone di fiducia a cui ci si può rivolgere per l'incoraggiamento e il sostegno, ciò aumenterà la possibilità di recupero dall'evento problematico. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Qui di seguito qualche &lt;b&gt;strategia per migliorare la propria salute emotiva&lt;/b&gt; e prendersi cura di sé anche nei momenti più difficili:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-&lt;b&gt;Fare riferimento ai 5 sensi per imparare a concentrarsi e mantenere la calma&lt;/b&gt;: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. Per esempio: ascoltare musica che risolleva l'umore, coltivare fiori che potete vedere e annusare, fare massaggi o danzare liberamente, sorseggiare una bevanda calda. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-&lt;b&gt;Impegnarsi in un lavoro significativo e creativo&lt;/b&gt;. Per esempio fare cose che prendano spunto dalla creatività personale, di cui tutti siamo dotati, e che fanno sentire produttivi, ( anche se non si è retribuiti ) come il giardinaggio, disegnare, scrivere, suonare uno strumento o creare qualcosa. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-&lt;b&gt;Prendere un animale domestico&lt;/b&gt;: sì, gli animali domestici sono una responsabilità, ma prendersene cura fa sentire necessari e amati. E' incredibile l'amore che un animale può dare e come può insegnare al proprio padrone a misurarsi nell'impegno con l'altro. Inoltre gli animali possono anche spingerci ad uscire di casa ed esporci a nuove persone e luoghi. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-&lt;b&gt;Dare una priorità rilevante al proprio tempo libero&lt;/b&gt;. Fare le cose senza altro motivo se non il fatto che ci fa stare bene farle. Guardare un film divertente, fare una passeggiata sulla spiaggia, ascoltare musica, leggere un buon libro o chiacchierare con un amico. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-&lt;b&gt;Concedersi il tempo per assaporare le cose&lt;/b&gt;. Il tempo per riflettere. Il tempo per apprezzare le cose che ci fanno stare bene. Imparare a meditare o, per chi ha una fede, pregare. Godere della natura e delle piccole gioie quotidiane. O semplicemente prendersi un momento per prestare attenzione a ciò che c'è di positivo e bello nella vita o a cosa si vorrebbe davvero. In un mondo dove tutti siamo sempre di corsa è importante fermarsi e chiedersi “Ma io come sto?” e riuscire ad ascoltarsi. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ognuno è diverso: non tutte le cose elencate andranno bene per tutti. Alcune persone si sentono meglio rallentando, mentre altri hanno bisogno di più attività e più stimoli per sentirsi meglio. &lt;b&gt;La cosa importante è trovare l'attività che piace e che garantisce una piena realizzazione di sé. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-403509509109710806?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/403509509109710806/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=403509509109710806&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/403509509109710806?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/403509509109710806?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/06/strategie-per-combattere-lo-stress-e.html" title="Strategie per combattere lo Stress e l'Ansia" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-tLndm4-cnxQ/Te0Cpumuz3I/AAAAAAAAA94/62ou7CPg09k/s72-c/happy.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkEGSH4yeyp7ImA9WhZVEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-8720992508134238118</id><published>2011-05-22T19:15:00.001+02:00</published><updated>2011-05-22T19:17:09.093+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-05-22T19:17:09.093+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><title>Laboratorio Espressione Corporea a Pesaro e Fano!</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-mM18mAGeBU0/TdlEJWbzXKI/AAAAAAAAA9g/SRpUXJr-9ic/s1600/brochure+imm1.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="106" src="http://2.bp.blogspot.com/-mM18mAGeBU0/TdlEJWbzXKI/AAAAAAAAA9g/SRpUXJr-9ic/s200/brochure+imm1.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;LABORATORIO ESPRESSIONE CORPOREA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &amp;nbsp; &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;giugno2011-giugno2012&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;blockquote align="center"&gt;Da giugno 2011 per tutto l'anno vengono organizzati &lt;b&gt;laboratori di espressione corporea &lt;/b&gt;con l'ausilio della danza e il movimento nelle &lt;b&gt;sedi di Pesaro e di Fano&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;Per informazioni visitate &lt;a href="http://www.laboratoriodanzamovimentoterapia.blogspot.com/"&gt;www.laboratoriodanzamovimentoterapia.blogspot.com&lt;/a&gt; o inviate una mail a susannamurray@psicologia-pesaro.it per ricevere la brochure del Laboratorio.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-8720992508134238118?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/8720992508134238118/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=8720992508134238118&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8720992508134238118?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8720992508134238118?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/05/laboratorio-espressione-corporea-pesaro.html" title="Laboratorio Espressione Corporea a Pesaro e Fano!" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-mM18mAGeBU0/TdlEJWbzXKI/AAAAAAAAA9g/SRpUXJr-9ic/s72-c/brochure+imm1.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0YMQng5fSp7ImA9WhZXGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-8735546842090057297</id><published>2011-05-09T17:27:00.001+02:00</published><updated>2011-05-09T17:33:03.625+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-05-09T17:33:03.625+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi psicotici" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia infantile" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Danza" /><title>La Danzamovimentoterapia migliora i sintomi della Depressione</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-m86BGd_pjIo/TcgJHLOReOI/AAAAAAAAA9M/P5N_reD2PVQ/s1600/adoscenti+depressione.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j8="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-m86BGd_pjIo/TcgJHLOReOI/AAAAAAAAA9M/P5N_reD2PVQ/s1600/adoscenti+depressione.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Dall’ &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16287635"&gt;International journal of neuroscience&lt;/a&gt; la pubblicazione di uno &lt;strong&gt;studio della Wonkwang University&lt;/strong&gt;, in cui si è potuto analizzare il legame tra la &lt;strong&gt;depressione&lt;/strong&gt; e l’applicazione della &lt;strong&gt;danzamovimentoterapia&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Questo studio ha valutato i profili di &lt;strong&gt;salute psicologica e i cambiamenti neuro-ormonali&lt;/strong&gt; degli adolescenti che presentavano una forma di depressione lieve dopo &lt;strong&gt;12 settimane di danzamovimentoterapia&lt;/strong&gt; (DMT). Ad un gruppo di adolescenti di una scuola superiore è stato offerto di partecipare ad un gruppo di DMT ed alla fine sono stati valutati i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del percorso terapeutico, di 12 settimane, tutti i punteggi relativi al disagio psicologico erano considerevolmente diminuiti e la concentrazione di &lt;strong&gt;serotonina e dopamina&lt;/strong&gt; era stata modificata in maniera efficace. Questi risultati suggeriscono che la DMT può &lt;strong&gt;stabilizzare il sistema nervoso simpatico&lt;/strong&gt; e ridurre marcatamente i sintomi di &lt;strong&gt;disagio psicologico in alcune forme depressive&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-8735546842090057297?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/8735546842090057297/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=8735546842090057297&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8735546842090057297?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8735546842090057297?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/05/la-danzamovimentoterapia-migliora-i.html" title="La Danzamovimentoterapia migliora i sintomi della Depressione" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-m86BGd_pjIo/TcgJHLOReOI/AAAAAAAAA9M/P5N_reD2PVQ/s72-c/adoscenti+depressione.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk8ASXs9eyp7ImA9WhdWEkw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-3293979659637193745</id><published>2011-04-20T21:07:00.002+02:00</published><updated>2011-09-05T11:27:28.563+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-05T11:27:28.563+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo depressivo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adolescenza" /><title>Le età della Depressione: adolescenti, anziani, uomini e donne</title><content type="html">&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7cMzhQdNZd4/Ta8wpTHGgHI/AAAAAAAAA88/NHSuxXaO6Bo/s1600/sad+fam.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="132" i8="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-7cMzhQdNZd4/Ta8wpTHGgHI/AAAAAAAAA88/NHSuxXaO6Bo/s200/sad+fam.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;La depressione si mostra in forme differenti negli uomini o nelle donne, nei giovani o negli anziani. La consapevolezza e la conoscenza di queste differenze può aumentare le possibilità che il problema sia riconosciuto e trattato per tempo. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Depressione negli adolescenti &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre alcuni adolescenti depressi appaiono evidentemente tristi e giù di umore, per altri potrebbe non essere questa la manifestazione più &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;visibile. In realtà, l’ irritabilità, piuttosto che un tono dell’umore depresso, è il sintomo predominante negli adolescenti depressi. Un adolescente depresso può essere ostile, scontroso, o perdere facilmente l’atteggiamento e l’umore che presenta di solito. Inspiegabili dolori possono anche essere annoverati tra i comuni sintomi di depressione nei più giovani. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se non curata, la depressione adolescenziale può portare a problemi sia nella vita quotidiana che scolastica. Purtroppo l’uso di droghe, il senso di auto-svalutazione, fino alla tragedia irreversibile della violenza omicida o il suicidio sono manifestazioni di un profondo disagio giovanile, che prende radici da problematiche sociali e problematiche individuali legate quest’ultime alla depressione. Solo un intervento terapeutico di sostegno psicologico all’adolescente consente di arginare la depressione giovanile. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;La depressione negli anziani &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I cambiamenti importanti che molti adulti, più anziani, affrontano, come il lutto, la perdita di autonomia, i problemi di salute, possono portare alla depressione, soprattutto in coloro che si ritrovano senza un contesto familiare e sociale di forte sostegno. Tuttavia, la depressione senile, in certa misura, non è che un aspetto fisiologico del normale processo di invecchiamento.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli anziani tendono a lamentarsi di problematiche organico-fisiche, piuttosto che dei sintomi emotivi della depressione, e quindi il problema spesso non viene riconosciuto. Quindi va ricordato che la depressione negli anziani è associata a cattive condizioni di salute, un tasso di mortalità elevato, e un aumentato del rischio di suicidio, per cui la diagnosi e la terapia sono estremamente importanti. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;La depressione negli uomini &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La depressione è una parola che evoca un disagio profondo nella nostra cultura. Molti associano alla depressione, comunque a torto, un segno di debolezza e di emotività eccessiva, quasi fosse un segno di fragilità per cui sentirsi inadeguati ed in colpa.&amp;nbsp; Questo è vero soprattutto nelle persone di sesso maschile.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infatti gli uomini depressi hanno meno probabilità rispetto alle donne di riconoscere i sentimenti di autosvalutazione ed angoscia.&amp;nbsp; Al contrario, tendono a lamentarsi di stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno e perdita di interesse nel lavoro e negli hobby.&amp;nbsp; Altri sintomi della depressione negli uomini si traducono in rabbia, aggressività, violenza, comportamento sconsiderato e abuso di sostanze.&amp;nbsp; Anche se il tasso di depressione nelle donne è il doppio di quello negli uomini, questi ultimi sono più a rischio di suicidio, in particolare i più anziani. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;La depressione nelle donne &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il tasso di casi di depressione nelle donne è il doppio di quello negli uomini. Apparentemente sembrerebbe dovuto in parte a fattori ormonali, in particolare quando si tratta di sindrome premestruale, disturbo disforico premestruale, depressione post-partum e depressione perimenopausale.Ma in realtà le donne sono più facilitate rispetto agli uomini a vivere la propria emotività e a cogliere i segnali di disagio legati al loro personale mondo interno. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/" name="type"&gt;&lt;/a&gt;Quindi se da una parte la natura ha fornito le donne di queste competenze legate alla dimensione emotiva, anche per motivi legati al progetto della maternità, che implica la cura della prole attraverso la lettura dei segnali emotivi dei piccoli, dall’altra, in situazioni di grave stress è proprio il mondo femminile a dover fare i conti più spesso con lo stato depressivo. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sebbene le donne appaiano più penalizzate in questa situazione, in realtà hanno la possibilità di rendersi consapevoli, nell’ascolto delle proprie emozioni e del proprio disagio, del disagio depressivo, mentre gli uomini possono a volte faticare a raggiungere un’immediata comprensione del proprio malessere psichico, vivendo spesso stati di depressione mascherata, legata a sintomi di disagio fisico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-3293979659637193745?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/3293979659637193745/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=3293979659637193745&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/3293979659637193745?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/3293979659637193745?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/04/le-eta-della-depressione-adolescenti.html" title="Le età della Depressione: adolescenti, anziani, uomini e donne" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-7cMzhQdNZd4/Ta8wpTHGgHI/AAAAAAAAA88/NHSuxXaO6Bo/s72-c/sad+fam.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0EHSXo8cCp7ImA9WhZSFEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-2186473430603508940</id><published>2011-03-25T17:04:00.004+01:00</published><updated>2011-03-30T09:53:58.478+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-30T09:53:58.478+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi psicotici" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Schizofenia" /><title>Teorie e cause della Schizofrenia</title><content type="html">&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-kmU6NINinFA/TYy89eh5n2I/AAAAAAAAA8w/3RDOZVlNBng/s1600/2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" r6="true" src="https://lh3.googleusercontent.com/-kmU6NINinFA/TYy89eh5n2I/AAAAAAAAA8w/3RDOZVlNBng/s1600/2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Vorrei tentare di fare una rapida panoramica sulle teorizzazioni riguardo le cause del disturbo schizofrenico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;1.Fattori ereditari&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Secondo la teoria monogenica la schizofrenia è dovuta ad un gene recessivo o dominante o intermedio. Questo gene sarebbe causa di un errore metabolico con conseguente accumulo di un metabolita abnorme; questultimo determinerebbe la &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;malattia o una predisposizione ad essa. Possiamo, allora, dire che si erediterebbe una predisposizione su cui agirebbe sia il fattore psicologico che quello socio-ambientale che condurrebbe al disturbo schizofrenico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;2.Fattori biologici.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;La schizofrenia sarebbe dovuta ad un difetto anatomico o funzionale cerebrale e non. Le ipotesi biologiche più accreditate sostengono la presenza di un errore chimico- metabolico del funzionamento neuronale di tipo genetico. Secondo l’ipotesi biochimica nel cervello un aumento del neurotrasmettitore, detto dopamina, ed una diminuzione della noradrenalina, comporterebbero un accentuarsi dei sintomi psicotici; concludendo molto sinteticamente diremo che l’iperattività dopaminergica potrebbe essere la causa dei sintomi come stereotipie, allucinazioni, deliri; la ridotta produzione di noradrenalina invece sintomi autistici, asocialità, ottundimento affettivo-emotivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;3.Ipotesi psicodinamiche.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Secondo Freud la schizofrenia è una nevrosi narcisistica, con un ritiro della libido da gli oggetti, ed una regressione a livello dello stadio auto-erotico quando l’Io non è ancora differenziato dal mondo. Le allucinazioni sono frammenti di esperienze infantili rimosse, ed il delirio un tentativo di reintegrarsi con la realtà attraverso il meccanismo della proiezione e dell’elaborazione degli impulsi omosessuali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Jung parla di destrutturazione dell’Io ed attivazione dei contenuti collettivi dell’inconscio. L’Io dello schizofrenico si destoricizza, ossia perde la sua individualità giunge fino alle radici arcaiche ed inconsce della vita psichica, è posseduto dalle passioni, dalle paure e dai conflitti dell’umanità. Jung vedeva una similitudine tra il sogno ed il delirio schizofrenico. Il delirio non ha solo una funzione compensatoria di una realtà inaccettabile ma è un progetto per la soluzione di problematiche esistenziali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Hartmann afferma che è la fragile struttura dell’Io che impedirebbe la maturazione della personalità e la capacità di annullare le energie libidiche aggressive. L’Io è obbligato ad adattarsi alla realtà degli altri e con la rimozione e la censura chiude ogni accesso dell’Es alla coscienza, avremo così una limitazione degli interessi, povertà degli affetti, stereotipie del comportamentodi una personalità schizoide. Con il cedere della censura ed il ritorno del rimosso comparirà la schizofrenia con un libero emergere di tutte quelle energie che erano state trattenute dall’Io.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Sullivan presenta la teoria interpersonale della schizofrenia, dove l’Io si struttura grazie ai fattori socio-culturali. La non-approvazione da parte dei genitori e dell’ambiente porta alla non-stima di sè e l’insicurezza pervade la personalità prepsicotica; così che di fronte a delle difficoltà ambientali si ricorre al meccanismo della disattenzione selettiva e della dissociazione delle tendenze istintuali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Arieti sostiene che il soggetto che vive in un ambiente familiare ansiogeno, conflittuale, è frustrato nei suoi tentativi di crescita psicologica. Il paziente non acquista sicurezza e fiducia di sè ed interiorizza immagini negative di se stesso e dei genitori da cui si sente respinto. Il meccanismo difensivo del distacco emotivo è utilizzato per evitare la loro disapprovazione. Fattori psicologici evocatori d’angoscia portano il paziente a regredire a stadi di sviluppo primitivo ed a livelli inferiori di funzionalità con lo scopo di evitare l’ansia. Abbiamo così la sintomatologia psicotica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;4.Fattori ambientali&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Esistono parecchie teorizzazioni che si basano sul concetto di conflittualità e disarmonia all’interno della famiglia come concausa di un disturbo schizofrenico. Haley presenta la teoria del triangolo perverso secondo cui un’organizzazione patologica avviene quando produce un conflitto continuo ed un disagio psichico in uno o più membri. Il triangolo perverso è una coalizzazione transgenerazionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;Bateson ipotizza la teoria del doppio legame: un soggetto coinvolto emotivamente in una relazione dove è d’importanza vitale discernere il messaggio per una giusta risposta; l’altra persona, invece, esprimerà due messaggi contraddittori; il soggetto non sarà in grado di discernere tra le due richieste. In tale situazione di confusione tra messaggio metaforico e letterario, il soggetto svilupperà una serie di meccanismi di difesa con comportamenti schizofrenici:1)vedere in ogni frase un doppio senso e la sua preoccupazione può portarlo al sospetto ed alla diffidenza; 2)accettare ogni messaggio per il suo esclusivo significato letterario; 3) ignorare i messaggi apparendo riservato e distaccato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-2186473430603508940?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/2186473430603508940/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=2186473430603508940&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2186473430603508940?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2186473430603508940?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/03/teorie-e-cause-della-schizofrenia.html" title="Teorie e cause della Schizofrenia" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh3.googleusercontent.com/-kmU6NINinFA/TYy89eh5n2I/AAAAAAAAA8w/3RDOZVlNBng/s72-c/2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk8DRX84fCp7ImA9WhdWEkw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-7747105963217875619</id><published>2011-03-20T18:38:00.005+01:00</published><updated>2011-09-05T11:27:54.134+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-05T11:27:54.134+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi del comportamento alimentare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Anoressia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adolescenza" /><title>Disturbi alimentari: l'Anoressia (parte 1)</title><content type="html">&lt;strong&gt;Anoressia Nervosa&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-jxvEBB1IJR4/TYY8hEW3ImI/AAAAAAAAA8s/0MvOlTz9uIs/s1600/anoressia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" r6="true" src="https://lh6.googleusercontent.com/-jxvEBB1IJR4/TYY8hEW3ImI/AAAAAAAAA8s/0MvOlTz9uIs/s200/anoressia.jpg" width="179" /&gt;&lt;/a&gt;A volte può capitare di&amp;nbsp;illudersi che presentare&amp;nbsp;un aspetto diverso&amp;nbsp;avrebbe potuto risolvere certe problematiche &lt;br /&gt;
o limiti che talvolta viviamo nella nostra quotidianità. Ma quando il desiderio di essere magri&amp;nbsp;coinvolge totalmente&amp;nbsp;le&amp;nbsp; abitudini alimentari, i pensieri e la vita, è segno di un disturbo alimentare. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Quando si soffre di anoressia, il desiderio di perdere peso diventa più importante di qualsiasi altra cosa. Si può anche perdere la capacità di vedere&amp;nbsp;se stessi&amp;nbsp;in modo obiettivo.&lt;/div&gt;L'anoressia è un disturbo alimentare grave. Può danneggiare la salute e persino mettere a rischio la vita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma non è detto che ci si debba adattare alla situazione e restare da soli nel disagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si può chiedere aiuto quando ci si sente pronti per il cambiamento e per imparare a dare un altro valore a se stessi, che non passa per l'aspetto fisico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'anoressia nervosa è un complesso disturbo&amp;nbsp;alimentare con tre caratteristiche principali: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;rifiuto di mantenere un peso corporeo sano &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;un'intensa paura di aumentare di peso &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;un'immagine distorta del corpo &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;
A causa della paura di ingrassare o di disgusto per l'aspetto del proprio corpo , mangiare e il momento dei pasti, può essere molto stressante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutta la mente concentra il suo pensiero su cosa si può o non si può mangiare.&lt;br /&gt;
Rimuginamenti sulla dieta alimentare, il cibo e il corpo possono riempire la maggior parte della giornata, lasciando poco spazio ed energie per gli amici, la famiglia o altre attività di svago. La quotidianità diventa un' incessante ricerca della magrezza e si trasforma in un percorso estremo per perdere peso. &lt;br /&gt;
Ma alla fine non importa quanto si possa diventare magri, non è mai abbastanza. &lt;br /&gt;
Mentre le persone affette da anoressia spesso negano di avere un problema, la verità è che l'anoressia è una malattia grave e potenzialmente mortale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fortunatamente con un corretto trattamento e sostegno, è possibile rompere una modalità auto-distruttiva e riacquistare la salute e la sicurezza di sé. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Tipi di anoressia nervosa &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono due tipi di anoressia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Nel tipo con restrizioni&lt;/strong&gt; la perdita di peso si ottiene limitando le calorie (a seguito di diete drastiche, il digiuno e l'esercizio fisico eccessivo). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Nel tipo con condotte di eliminazione&lt;/strong&gt; la perdita di peso si ottiene utilizzando il vomito autoindotto o lassativi e diuretici. &lt;br /&gt;
L'anoressia non è un problema psicologico legato al peso o al cibo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che ci crediate o no, l'anoressia almeno come nodo centrale, non è un disagio collegato al peso corporeo. Quindi dobbiamo dire che i disturbi alimentari sono molto più complicati di così. Il cibo e le questioni legate al peso sono sintomi di qualcosa di molto più profondo: depressione, solitudine, insicurezza, desiderio fantastico di essere perfetti o emozioni non verbalizzate e nascoste. Aspetti, questi elencati, che nessun tipo di dieta o perdita di peso può curare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Perchè si può scivolare nell'anoressia? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E 'importante capire che l'anoressia soddisfa un bisogno nella vita di chi ne soffre. Ad esempio, ci si può sentire impotenti in molti aspetti della propria esistenza, ma si può tenere sotto controllo ciò che si mangia. Dire "no" al cibo, avere la gestione, illusoria, della fame e controllare il peso sulla bilancia può far sentire forti e vincenti, almeno per un breve periodo. Si può arrivare anche a gioire segretamente per il senso di fame tenuto a bada, che diventa memoria di un "talento speciale" che la maggior parte delle persone non riescono realizzare. &lt;br /&gt;
L'anoressia può anche essere un modo per tradurre, spostando sul corpo, emozioni difficili. Passando la maggior parte del tempo a pensare al cibo, alla dieta e alla perdita di peso, non si possono affrontare altri problemi o gestire le emozioni complesse. &lt;br /&gt;
Purtroppo ogni vissuto di trionfo legato al controllo della fame e del peso è estremamente breve. Dieta e perdita di peso non possono riparare la negativa immagine di sé al centro della psiche di soffre di anoressia. L'unico modo per farlo è quello di identificare il bisogno emotivo che viene soddisfatto attraverso la defedazione e la perdita di peso e trovare altri modi per affrontarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-7747105963217875619?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/7747105963217875619/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=7747105963217875619&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/7747105963217875619?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/7747105963217875619?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/03/disturbi-alimentari-lanoressia-parte-1.html" title="Disturbi alimentari: l'Anoressia (parte 1)" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh6.googleusercontent.com/-jxvEBB1IJR4/TYY8hEW3ImI/AAAAAAAAA8s/0MvOlTz9uIs/s72-c/anoressia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0ACQHw7fip7ImA9WhZSFEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-4993126543458491851</id><published>2011-03-20T15:41:00.005+01:00</published><updated>2011-03-30T09:56:01.206+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-30T09:56:01.206+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi psicotici" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo depressivo" /><title>Prevenire il suicidio nella depressione</title><content type="html">&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Depressione e suicidio &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-XZ9JwTJM-iY/TYYdhy0Br8I/AAAAAAAAA8o/LsBlkrhbqd8/s1600/sadness.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="153" r6="true" src="https://lh3.googleusercontent.com/-XZ9JwTJM-iY/TYYdhy0Br8I/AAAAAAAAA8o/LsBlkrhbqd8/s200/sadness.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;La depressione è un fattore di rischio per il suicidio. La profonda disperazione &lt;br /&gt;
e la disperazione che va di pari passo con la depressione può far sentire il suicidio l'unica via per sfuggire al dolore.&amp;nbsp; Pensieri di morte o &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;di suicidio sono un sintomo grave di depressione, e devono far prendere in considerazione seriamente qualsiasi discorso o comportamento a rischio di suicidio. A volte non è solo un segnale di avvertimento che la persona che pensa al suicidio, ci lancia, ma è un vero e proprio grido di aiuto. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;I segnali di rischio di suicidio includono: &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Comportamenti che hanno come conseguenza il danneggiare se stessi &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Esprimere forti sentimenti di disperazione o di sentirsi senza via di scampo &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Una preoccupazione inusuale legata alla morte o a chi sta morendo &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Agire sconsideratamente, come se si avesse un desiderio di morte (per esempio: correre con l'automobile rischiando la vita, ecc. ) &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Chiamare o visitare conoscenti per salutarle con un addio&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;Mettere in ordine questioni di lasciti o regalare beni preziosi in maniera improvvisa e ingiustificata &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dire cose come "Tutti starebbe meglio senza di me" oppure "Voglio andarmene via". &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il passaggio repentino dall' essere estremamente depresso all' agire con calma e serenità. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Se vi sentite a rischio&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando ci si sente molto depressi o con intenzioni suicidiarie, di solito è perchè i problemi sembrano schiaccianti e permanenti.Ma in realtà è solo una fase: se si riesce a chiedere aiuto, nel tempo si comincerà a stare meglio. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Chiedete aiuto a chi vi sta vicino o alle persone di cui vi fidate, potreste sorprendervi che in realtà attorno a voi ci potrebbero essere molte persone pronte a sostenervi in questo momento drammatico.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Come aiutare un familiare o un amico con idee di suicidio&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Se pensate che un amico potrebbe essere considerato a rischio di suicidio, parlate con lui&amp;nbsp; circa le vostre preoccupazioni nel più breve tempo possibile. Molte persone si sentono a disagio a toccare questo argomento, ma invece potrebbe essere un buona occasione per dare voce ad emozioni e pensieri dolorosi e ridurre il sentimento di solitudine infinita, che vive chi ha propositi suicidiari. &lt;br /&gt;
Parlare apertamente di pensieri suicidiari e sentimenti legati a questa situazione, possono salvare la vita di una persona, e spingere a ricorrere ad un aiuto professionale immediatamente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-4993126543458491851?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/4993126543458491851/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=4993126543458491851&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/4993126543458491851?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/4993126543458491851?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/03/prevenire-il-suicidio-nella-depressione.html" title="Prevenire il suicidio nella depressione" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh3.googleusercontent.com/-XZ9JwTJM-iY/TYYdhy0Br8I/AAAAAAAAA8o/LsBlkrhbqd8/s72-c/sadness.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0ADSXo5cCp7ImA9WhZSFEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-8245477484232376924</id><published>2011-03-14T17:50:00.002+01:00</published><updated>2011-03-30T09:56:18.428+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-30T09:56:18.428+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ansia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo di panico" /><title>I Sintomi dell'Ansia</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-Qg_DIhe58ag/TX5HvjsOVsI/AAAAAAAAA8k/6y7UG-W3dAE/s1600/anx.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="149" q6="true" src="https://lh3.googleusercontent.com/-Qg_DIhe58ag/TX5HvjsOVsI/AAAAAAAAA8k/6y7UG-W3dAE/s200/anx.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Tutti conosciamo cosa si prova quando si vive un episodio di ansia: il nostro cuore batte prima di parlare davanti ad un pubblico o con un esame difficile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Sentiamo lo stomaco che si chiude per un primo appuntamento con qualcuno che ci piace e da cui ci &lt;br /&gt;
sentiamo attratti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci si sente preoccupati e agitati quando si hanno problemi in famiglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci si sente nervosi alla prospettiva di chiedere al proprio capo un aumento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, se le preoccupazioni e le paure impediscono di vivere la vita nel modo in cui si desidera, fino a limitarla, si può essere affetti da un disturbo d'ansia. La buona notizia è che ci sono molti modi per trattare l'ansia, che possono aiutare a ridurre i sintomi, fino a risolvere il disagio, andando a comprendere cosa si cela dietro l'ansia. La vera causa di difficoltà, infatti, scatena il disturbo d'ansia che bisogna imparare a leggere come il campanello d'allarme che ci dice che qualcosa non sta andando nel verso giusto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Comprendere i Disturbi d'Ansia &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E 'normale preoccuparsi e sentirsi tesi o spaventati quando si è sotto pressione o di fronte ad una situazione stressante. L'ansia è la risposta naturale del corpo al pericolo, un allarme automatico che si attiva quando ci sentiamo minacciati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se può essere spiacevole, l'ansia non è sempre una cosa negativa. In realtà, l'ansia può aiutarci a rimanere vigili e concentrati, ci spingono ad agire, e ci spingono a risolvere i problemi. Ma quando l'ansia è costante o travolgente, quando interferisce con le relazioni e le attività normali della vita quotidiana, vuol dire che si è passati da una “normale” ansia al territorio del “Disturbi d'Ansia”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Soffrite d'Ansia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco alcuni dei sintomi riscontrabili nei disturbi d'ansia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Sei costantemente teso, preoccupato? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• La vostra ansia interferisce con il lavoro, la scuola e lo studio o le responsabilità familiari? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Ci si sente afflitti da paure che si è consapevoli sono irrazionali, ma che non si possono controllare? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Vorresti evitare alcune situazioni quotidiane perché sono causa di ansia? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Avete esperienze improvvise o attacchi di panico con episodi di tachicardia? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• A volte vi sembra che il pericolo e la catastrofe siano dietro ogni angolo? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Segni e sintomi dei disturbi d'ansia &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poiché i disturbi d'ansia sono una serie di disturbi differenti piuttosto che un singolo disturbo, possono sembrare molto diversi da persona a persona. Una persona può soffrire di attacchi di ansia intensa che colpiscono senza preavviso, mentre un altro viene preso dal panico al pensiero di andare ad una festa. Qualcun altro può lottare con la paura invalidante di guidare l'automobile o incontrollabile di pensieri intrusivi. Ancora c'è chi può vivere in un costante stato di tensione preoccupandosi di tutto e di più. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma nonostante le loro diverse forme, tutti i disturbi d'ansia hanno un elemento in comune: una grave o persistente paura e preoccupazione in situazioni in cui molte altre persone non si sentirebbero minacciate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;I sintomi emotivi dell'ansia &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre ai sintomi primari della paura irrazionale, altri sintomi tipici di carattere emotivo includono: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Apprensione o paura &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Difficoltà di concentrazione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Tensione o nervosismo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Pessimismo costante &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Irritabilità &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Irrequietezza &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Vivere in una costante tensione, come in attesa che qualcosa di spiacevole possa accadere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;I sintomi fisici dell'ansia &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'ansia non è solo una sensazione emotiva. &lt;br /&gt;
Infatti come prodotto di risposta “di lotta o di fuga” del corpo, l'ansia coinvolge una vasta gamma di sintomi fisici. Ed è proprio a causa dei numerosi sintomi fisici, che chi soffre di ansia spesso interpreta il proprio disagio come una malattia medica. &lt;br /&gt;
In realtà capita spesso che si fanno parecchi viaggi in pronto soccorso e giri di visite da medici vari, prima che venga scoperto il disturbo d'ansia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I più comuni sintomi fisici dell'ansia sono: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Palpaitazioni cardiache&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Sudorazione &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Mal di stomaco, vertigini &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Minzione frequente o diarrea &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Mancanza di fiato &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Tremori e scosse &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Tensione muscolare &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Mal di testa &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Fatica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Insonnia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-8245477484232376924?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/8245477484232376924/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=8245477484232376924&amp;isPopup=true" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8245477484232376924?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8245477484232376924?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/03/i-sintomi-dellansia.html" title="I Sintomi dell'Ansia" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh3.googleusercontent.com/-Qg_DIhe58ag/TX5HvjsOVsI/AAAAAAAAA8k/6y7UG-W3dAE/s72-c/anx.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DU4NSXc_eyp7ImA9WhZTEUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-7728787587598645083</id><published>2011-03-14T16:53:00.000+01:00</published><updated>2011-03-14T16:53:18.943+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-14T16:53:18.943+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Depressione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo depressivo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ansia" /><title>I Sintomi della Depressione</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-SZd-9f-U5UI/TX45ouAVJ2I/AAAAAAAAA8g/9xsPeJY5_XA/s1600/ahi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" q6="true" src="https://lh6.googleusercontent.com/-SZd-9f-U5UI/TX45ouAVJ2I/AAAAAAAAA8g/9xsPeJY5_XA/s1600/ahi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Sentirsi giù di umore è talvolta normale durante la nostra esistenza. Ma quando il vuoto e la disperazione prendono piede e non sembrano dare tregua, potrebbe trattarsi di depressione.&amp;nbsp; Più che un senso malinconico &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;temporaneo, gli stati depressivi rendono difficile il funzionamento di sé e di godere della vita come in passato. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Gli svaghi e gli amici sembrano perdere d'importanza e solo riuscire ad affrontare e superare la giornata può divenire un peso schiacciante. Quando si è depressi, le cose più banali possono apparire senza soluzione e speranza, ma con l'aiuto e il supporto si può cominciare a stare meglio.Ma in primo luogo, è necessario comprendere la depressione. . Conoscere la depressione, come i suoi segni, sintomi, cause e trattamento, è il primo passo per superare il problema. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Che cosa è la depressione? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti attraversiamo alti e bassi nel nostro stato d'animo.&amp;nbsp; La tristezza può essere una reazione normale alle sconfitte, le difficoltà e le delusioni della vita. Molte persone usano la parola "depressione" per spiegare questo tipo di vissuti di disagio, ma la depressione è molto più di una “profonda tristezza”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Alcune persone descrivono la depressione come "vivere in un buco nero" o con una sensazione di morte imminente. Tuttavia, alcune persone depresse non si sentono tristi , mentre tutte le persone depresse si sentono senza vita, vuote,e apatiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Qualunque sia il sintomo, la depressione è diversa dalla normale tristezza, nel senso che sommerge la vita giorno per giorno, interferendo con la capacità di lavorare, studiare, mangiare, dormire e divertirsi. . I sentimenti di impotenza, disperazione e inutilità sono intensi e inesorabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Sei depresso? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Se ci si riconosce con alcuni dei seguenti segni e sintomi, ormai costanti e frequenti che non tendono a migliorare , può essere necessaria un'indagine più approfondita per valutare un episodio depressivo in corso:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;non si riesce a dormire o si dorme troppo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;difficoltà a concentrarsi e scoprire che i compiti che una volta apparivano facili, oggi appaiono difficili&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;ci si sente senza speranza e senza aiuto &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;non si riescono a controllare i pensieri negativi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;perdita dell'appetito o si mangia molto più del solito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;irritabilità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;pensieri riguardo al fatto di percepire che “la vita non è degna di essere vissuta” &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;La depressione varia da persona a persona, ma ci sono alcuni segni e sintomi. E 'importante ricordare che questi sintomi possono essere parte delle normali fluttazioni dell'umore, legate anche a cause esterne rilevanti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia più sono numerosi i sintomi presenti, più è lunga la durata dei sintomi, tanto più è probabile che si abbia a che fare con la depressione. Quando questi sintomi diventano schiaccianti ed invalidanti è il momento di chiedere aiuto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Riassumendo: segni e sintomi di depressione &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-Sentimenti di impotenza e disperazione&lt;/strong&gt;. Un senso di desolazione legato alla prospettiva che nulla sarà mai meglio e non c'è niente che si può fare per migliorare la situazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-Perdita di interesse nelle attività quotidiane&lt;/strong&gt;. &amp;nbsp; Si perde la capacità di provare gioia e piacere. Cade l’interesse per i passatempi, le attività sociali o l’attività sessuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-&lt;strong&gt;Variazioni di peso&lt;/strong&gt;. perdita di peso o aumento di peso significativo, con una variazione di oltre il 5% del peso corporeo in un mese. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-Problemi legati al sonno&lt;/strong&gt;. Si possono presentare sia casi d’insonnia (come anche il risveglio nelle prime ore del mattino) o di ipersonnia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-Irritabilità o irrequietezza&lt;/strong&gt;. Il livello di tolleranza allo stress diventa basso e ci si sente agitati e irrequieti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;strong&gt;-Perdita di energia&lt;/strong&gt;. Ci si sente stanchi, pigri e debilitati fisicamente.&amp;nbsp; Si avverte una sensazione corporea di pesantezza ed anche piccoli compiti appaiono faticosi o richiedono più tempo per essere completati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-Svalutazione di sè.&lt;/strong&gt; Forti sentimenti di svalutazione o di colpa.&amp;nbsp; E’ frequente un senso di autocritica che alimenta sensi di inadeguatezza e di colpa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;-Problemi di concentrazione&lt;/strong&gt;. Difficoltà nella messa a fuoco delle situazioni , nel prendere decisioni o nel ricordare le cose. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-&lt;strong&gt;Disturbi fisici.&lt;/strong&gt; Un aumento di disturbi fisici come mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari e mal di stomaco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-7728787587598645083?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/7728787587598645083/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=7728787587598645083&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/7728787587598645083?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/7728787587598645083?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/03/i-sintomi-della-depressione.html" title="I Sintomi della Depressione" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh6.googleusercontent.com/-SZd-9f-U5UI/TX45ouAVJ2I/AAAAAAAAA8g/9xsPeJY5_XA/s72-c/ahi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C08HQnc6cSp7ImA9WhZSFEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-8162251453559648650</id><published>2011-03-06T20:24:00.002+01:00</published><updated>2011-03-30T09:57:13.919+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-30T09:57:13.919+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adozione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Genitorialità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia infantile" /><title>Il bambino adottato: aspettative e paure</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-okCT1nfL8UE/TXPfyiBXUhI/AAAAAAAAA8I/oPls1HXMJWo/s1600/peanuts2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" l6="true" src="https://lh5.googleusercontent.com/-okCT1nfL8UE/TXPfyiBXUhI/AAAAAAAAA8I/oPls1HXMJWo/s1600/peanuts2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;In un’indagine condotta dalla Dell’Antonio (&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Optimum;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Book Antiqua;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;Dell’Antonio: “Le problematiche psicologiche dell’adozione nazionale ed internazionale”, Giuffrè, Milano,1986;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;)&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;sulle aspettative e le opinioni dei coniugi che chiedevano di &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;adottare, è emerso che il problema più temuto dopo l’adozione è la mancanza di affetto da parte del bambino: un simile timore rivela come l’aspirante genitore adottivo sia ben lungi dal considerare questo ruolo simile a quello del genitore naturale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La difficoltà a proporsi il ruolo di genitore porta chi desidera un figlio adottivo a cercare di prefigurarsi non solo il rapporto con lui ma anche la sua immagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di norma chi aspetta un figlio tenta di immaginare come sarà: è un’attesa che procura ansia ed ogni futuro genitore fantasticherà sull’aspetto fisico e sul temperamento del figlio che sta arrivando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia mentre si tende ad immaginare caratteristiche, qualità ed attitudini basandosi su tratti che sono familiari, in quanto posseduti da qualche membro della famiglia, per i genitori adottivi questa immagine è più vaga e meno rassicurante. Le domande che ci si pone riguardano cosa il bambino avrà ereditato dai suoi genitori, in quale ambiente è vissuto, che tratti di personalità avrà sviluppato, insomma tutti interrogativi che scatenano timori e preoccupazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perciò l’immagine del bambino che si va delineando corrisponde assai più alle aspettative del futuro genitore adottivo che alla realtà. Ma, nonostante questo tale immagine è emotivamente più coinvolgente di quella che si viene formando nel genitore naturale in attesa del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’immagine assume una importanza determinante nel futuro rapporto che il genitore adottivo avrà con il bambino che gli verrà affidato: bambino vero e bambino immaginato verranno inevitabilmente messi a confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo figlio sarà immaginato, allora, con caratteristiche legate ad esigenze personali degli adottanti e a bisogni comuni, anche indotti da stereotipi culturali. Frequente è per esempio il pensarlo come un bambino senza origini, il cosiddetto “trovatello”, di cui non ci si chiede l’origine, come se fosse comparso un giorno dal nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono quindi bambini che cominciano a vivere veramente nel momento in cui entrano nel nucleo adottivo, lasciando alle spalle una esperienza che non può, e non deve, essere considerata parte della propria vita. Questo sembra non valere solo per il bambino di pochi mesi ma anche per quello più grande. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In coerenza con tale immagine chi desidera adottare compie spesso una scelta nella rosa dei bambini adottabili, e spesso li accetta solo molto piccoli ( un elemento che incrementa le adozioni internazionali dove ci sono maggiori opportunità di adottare bambini piccoli, alimentando l’enorme giro di denaro attorno alle associazioni che sono impegnate nella gestione delle adozioni all’estero).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E proprio per il suo particolare desiderio di affetto il bambino piccolo è considerato capace di dimenticare coloro da cui non lo ha ricevuto o da cui non lo riceverà più. Quindi al bambino che non riesce ad esprimere con la parola i suoi bisogni non si riconoscono esigenze personali ma solo necessità di cure per il suo sostentamento e la sua educazione. Non si comprende così l’importanza vitale dei suoi primi rapporti con gli adulti, siano essi positivi o negativi, nella sua prima costruzione della propria immagine e dell’immagine degli altri. Non si capisce che non ricordare, cioè non fare più alcun riferimento al proprio passato, significa perdere contatto con una parte di se stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso i genitori adottivi temono che la buona riuscita sociale del bambino adottato sia impedita da comportamenti o tratti caratteriali socialmente poco accettati, che ritengono che il bambino abbia appreso in precedenza. Difficilmente questi comportamenti non graditi vengono considerati nel loro autentico significato, cioè come difese strutturate ed utilizzate in situazioni di frustrazione o di difficoltà nel rapporto interpersonale, in quanto vorrebbe dire attribuire difficoltà di rapporto all’interno del nucleo adottivo e ciò potrebbe rimettere in discussione la loro validità come genitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione possiamo dire che appare piuttosto difficile per i genitori adottivi considerare il bambino abbandonato nella sua realtà e a prendere coscienza dei suoi veri bisogni: soprattutto se le aspettative sono determinanti per la conferma del proprio ruolo e i timori sono intensi, difficilmente chi chiede di adottare un bambino riesce ad affrontare la situazione in un’ottica diversa da quella che egli stesso ha costruito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine c’è da ricordare che questi argomenti sono poco discussi anche tra gli stessi coniugi. Molti arrivano all’adozione senza conoscere i sentimenti e le paure che essa suscita nel partner e senza essere riusciti a comunicare le proprie aspettative ed i propri timori. Questo porta non solo alla costituzione di immagini diverse del bambino in ciascun genitore, ma anche alla elaborazione di aspettative diverse nei suoi confronti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-8162251453559648650?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/8162251453559648650/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=8162251453559648650&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8162251453559648650?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/8162251453559648650?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/03/il-bambino-adottato-aspettative-e-paure.html" title="Il bambino adottato: aspettative e paure" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh5.googleusercontent.com/-okCT1nfL8UE/TXPfyiBXUhI/AAAAAAAAA8I/oPls1HXMJWo/s72-c/peanuts2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk4ERXc5fyp7ImA9WhdWEkw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-3665407294552886929</id><published>2011-02-19T11:54:00.005+01:00</published><updated>2011-09-05T11:28:24.927+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-05T11:28:24.927+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi del comportamento alimentare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Danza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adolescenza" /><title>La Danzamovimentoterapia nei Disturbi alimentari</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IDoM5Bqqkrc/TV-ijnai4xI/AAAAAAAAA78/n9G1K3GFF44/s1600/dans.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" j6="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-IDoM5Bqqkrc/TV-ijnai4xI/AAAAAAAAA78/n9G1K3GFF44/s200/dans.bmp" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;I &lt;strong&gt;Disturbi Alimentari&lt;/strong&gt; -&lt;strong&gt; Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Binge Eating&lt;/strong&gt; - stanno interessando un numero sempre maggiore di persone.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&amp;nbsp;Spesso coloro che soffrono di disturbi alimentari sono donne, ma vi è un aumento notevole di disagio anche tra gli uomini. Molti sono adolescenti. A volte sono bambini. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Ci sono molte teorie sul perché i disturbi alimentari si presentino e come devono essere trattati.&amp;nbsp; Le cause, complesse e diverse per ogni individuo, di solito sono una combinazione di problematiche personali e pressioni sociali. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;In generale, si può anche dire che i disturbi alimentari possono essere letti come le risposte agli atteggiamenti negativi, con cui la nostra società si pone nei confronti del corpo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Gli individui che sviluppano sintomi di disagio nell’alimentazione, come le restrizioni dell’ anoressia, le abbuffate e l’eliminazione del cibo della bulimia o il mangiare compulsivo del binge eating, &lt;strong&gt;stanno in realtà&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;cercando di affrontare sentimenti ingestibili&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Si cade nell’illusione che se si riuscisse ad essere belle e magre, si potrebbe raggiungere la felicità. Ma in realtà per chi è sopraffatto da un profondo disagio personale, &lt;strong&gt;è più facile concentrarsi sul controllo del proprio corpo, che guardare la propria sofferenza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Poiché il disturbo alimentare è quasi sempre un disagio psicologico che&lt;strong&gt; parla attraverso i sintomi del corpo&lt;/strong&gt;, è importante usare direttamente il corpo nel trattamento.&lt;br /&gt;
La &lt;strong&gt;Danzamovimentoterapia&lt;/strong&gt; permette di usare la creatività ed ha un approccio esperenziale che passa attraverso il corpo. L’immagine corporea negativa è centrale per queste malattie. &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;L’immagine corporea è come vediamo il nostro corpo nella nostra mente, come ci sentiamo dentro e come comunichiamo con noi stessi attraverso i nostri corpi&lt;/strong&gt;. Chi soffre di anoressia si vede grassa, sebbene sia estremamente magra. Chi è bulimico o soffre di binge eating odia il proprio aspetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I disturbi alimentari sono un modo per comunicare &lt;strong&gt;sentimenti quali abbandono, rabbia, paura, dolore e vergogna.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Le persone con disturbi alimentari spesso parlano di un “vuoto dentro”, ma in realtà temono che dentro di loro ci sia qualcosa di mostruoso. I sintomi possono essere visti come una sorta di fortezza che protegge dalle emozioni più dolorose.&amp;nbsp; In realtà entrano in gioco modalità comportamentali, legate al cibo, molto difficili da abbandonare. In alcuni casi i meccanismi di negazione sono così potenti da arrivare a rifiutare le cure. Purtroppo &lt;strong&gt;sono malattie molto gravi –pericolose per la psiche e per la salute fisica&lt;/strong&gt;. Ci sono molti suicidi così come i decessi per complicazioni fisiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
.Nel trattamento danzamovimentoterapeutico è fondamentale l'uso del corpo e del movimento per portare la crescita e la guarigione .S’impara ad ascoltare il proprio corpo ed a seguire con fiducia, ciò che il nostro corpo ci dice su noi stessi.&amp;nbsp; Poiché è “non verbale”, la terapia del movimento scavalca il muro di difese che usano le parole.&amp;nbsp; Le pazienti sono aiutate a rimanere nel momento presente, portando alla consapevolezza la loro esperienza, &lt;strong&gt;conquistando così la conoscenza di emozioni nascoste e vissuti inconsci&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Nelle sessioni di danzamovimentoterapia si possono cominciare lavori semplici, piccoli movimenti o gesti, anche in combinazione del disegno o del racconto. Questa modalità di approccio iniziale consente l'esplorazione sicura del corpo e allevia la tensione. La danzamovimentoterapia aiuta nella gestione dei rapporti con gli altri, attraverso la modulazione della distanza e della vicinanza.Sentirsi sicuri nel proprio corpo aiuta le relazioni, aumentando i legami con gli altri. Il dolore bloccato, causa di molti&amp;nbsp; disturbi alimentari, deve essere liberato molto lentamente e quindi richiede molto tempo.&amp;nbsp; Ma purtroppo non esiste una cura magica. &lt;br /&gt;
La danzamovimentoterapia &lt;strong&gt;permette di “sentirsi” accogliendo le parti corporee&lt;/strong&gt;, così da iniziare ad accogliere tutti gli aspetti di sé meno considerati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-3665407294552886929?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/3665407294552886929/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=3665407294552886929&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/3665407294552886929?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/3665407294552886929?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/02/danzamovimentoterapia-disturbi.html" title="La Danzamovimentoterapia nei Disturbi alimentari" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-IDoM5Bqqkrc/TV-ijnai4xI/AAAAAAAAA78/n9G1K3GFF44/s72-c/dans.bmp" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C08MQXk8fSp7ImA9WhZSFEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-5199815830795006575</id><published>2011-02-12T16:43:00.005+01:00</published><updated>2011-03-30T09:58:00.775+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-30T09:58:00.775+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danzamovimentoterapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicoterapia Espressiva" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia infantile" /><title>La Danzamovimentoterapia rivolta ai bambini</title><content type="html">E' noto che &lt;strong&gt;corpo ed emozioni sono interconnesse&lt;/strong&gt; tra di loro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3CwkEuAOR-E/TVatsN6q7iI/AAAAAAAAA7Y/c54GOp58vRE/s1600/dance+44.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="126" src="http://2.bp.blogspot.com/-3CwkEuAOR-E/TVatsN6q7iI/AAAAAAAAA7Y/c54GOp58vRE/s200/dance+44.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La&lt;strong&gt; psicoterapia espressiva integrata alla danzamovimentoterapia&lt;/strong&gt; si basa sull'uso psicoterapeutico del movimento come un processo che &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;dell'individuo. &lt;br /&gt;
favorisce l'integrazione emotiva, cognitiva, sociale e corporea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla nascita, comunichiamo i nostri bisogni e desideri a chi ci accudisce attraverso il gesto e il suono. L'acquisizione della parola è secondaria ed è limitata per quanto riguarda le espressioni emotive. &lt;br /&gt;
La danza parla il linguaggio del bambino e coinvolge una diretta espressione di sé attraverso il corpo. &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Gli psicoterapeuti espressivi possono utilizzare la danza per aiutare i bambini&lt;/strong&gt; a trovare un linguaggio &lt;br /&gt;
che consenta loro di esprimere la loro esperienza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La danzamovimentoterapia (DMT) è estremamente efficace con i &lt;strong&gt;bambini che hanno problemi comportamentali ed emotivi, disturbi dello sviluppo e problemi di integrazione sensoriale, così come, vittime di abusi e traumi. &lt;/strong&gt;I bambini partecipano attivamente e spontaneamente al lavoro di danza e movimento. Il comportamento di un bambino durante la sessione di DMT viene visto come una forma di comunicazione. Attraverso l'osservazione e la valutazione del movimento,&lt;strong&gt; lo psicoterapeuta espressivo analizza l'uso che fa il bambino del movimento nel tempo e nello spazio, come gesto simbolico per comprendere meglio ciò che il bambino sta vivendo. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il processo terapeutico si svolge &lt;strong&gt;attraverso il movimento, la danza e gioco&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo psicoterapeuta espressivo rispecchia fisicamente ed empaticamente il movimento del bambino, il quale interpreta la sua storia. Il bambino crea e ricrea le sue vicende emotive, rielaborando le questioni di fondo che si presentano attraverso il comportamento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La storia diventa il materiale terapeutico e di riflessione verbale del terapeuta e viene interiorizzata dal bambino come "&lt;strong&gt;Io so di essere visto e ascoltato&lt;/strong&gt;" senza giudizio o aspettativa. Essere visti, uditi e infine sentirsi compresi è un bisogno che molte persone hanno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la danzamovimentoterapia si guarda al &lt;strong&gt;processo creativo e all'uso non-verbale della comunicazione&lt;/strong&gt;, come espressione simbolica per aiutare a rivelare materiale non immediatamente disponibili a livello conscio. Il processo creativo diviene parte della relazione terapeutica, ed è nel potere di questo rapporto unico, dove il bambino è guidato dai suoi impulsi per realizzare il suo &lt;strong&gt;pieno potenziale&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-5199815830795006575?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/5199815830795006575/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=5199815830795006575&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/5199815830795006575?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/5199815830795006575?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2011/02/danzamovimentoterapia-pesaro-fano.html" title="La Danzamovimentoterapia rivolta ai bambini" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-3CwkEuAOR-E/TVatsN6q7iI/AAAAAAAAA7Y/c54GOp58vRE/s72-c/dance+44.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0UHQ3kzfSp7ImA9Wx9aEkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-6870351773632773547</id><published>2010-11-14T13:11:00.006+01:00</published><updated>2011-03-04T18:20:32.785+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-04T18:20:32.785+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia di Coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbi psicotici" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Comunicazione nella coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><title>Dall'estero: ci si può sposare se affetti da disturbi mentali?</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_FNBDgVvj9Ak/TN_Uta00lmI/AAAAAAAAA6Y/E251-8LMklY/s1600/sposi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="132" px="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_FNBDgVvj9Ak/TN_Uta00lmI/AAAAAAAAA6Y/E251-8LMklY/s200/sposi.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;" Riad, 28 ott. - (Aki) - &lt;strong&gt;No a mariti o mogli con disturbi mentali&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Dopo l'obbligo di esami medici per assicurare il buono stato di salute dei futuri coniugi, l'Arabia Saudita&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;intende &lt;strong&gt;imporre anche test psichiatrici obbligatori per le coppie &lt;/strong&gt;che vogliono convolare a nozze. Secondo quanto riporta la stampa locale, il consiglio della Shura del regno ultra-conservatore sta considerando una nuova proposta di legge in merito in seguito alle raccomandazioni formulare dall'Associazione saudita per i malati di schizofrenia. "&lt;strong&gt;Il progetto di legge prevede che tutte le coppie che vogli&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ono spos&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;arsi si sottopongano a test psichiatrici prima del matrimonio&lt;/strong&gt;" riporta la &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;stampa saudita, ricordando che attualmente la legge impone ai futuri coniugi di effettuare prima delle nozze tutta una serie di esami medici, ma non psicologi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Per il Consiglio, "&lt;strong&gt;sia il futuro marito che la moglie non dovrebbero presentare malattie psichiche, ma neanche fisiche, prima del matrimonio&lt;/strong&gt;". La proposta di legge sarà discussa alla riunione della Shura della prossima settimana. " &lt;br /&gt;
( Fonte: &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/No-a-coniugi-con-disturbi-mentali-Arabia-Saudita-per-il-test-prematrimoniale_311170789021.html"&gt;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/No-a-coniugi-con-disturbi-mentali-Arabia-Saudita-per-il-test-prematrimoniale_311170789021.html&lt;/a&gt;&amp;nbsp;) &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Porta la data del mese scorso questo inquietante articolo il cui riferimento si trova quì sopra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una società dove la giovinezza eterna, il successo misurato solo dagli aspetti più visibili agli altri (denaro, ruolo sociale, potere, ecc. ) sembrano ormai gli unici obiettivi di molti , francamente ci mancava anche la necessità di avere una mente ed un equilibrio psichico che rientri nella "norma" dei risultati ai test psicodiagnostici. Suppongo anche con la speranza di generare dei figli nella "norma".&lt;br /&gt;
Ma ci si può sposare se affetti da disturbi mentali?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-6870351773632773547?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/6870351773632773547/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=6870351773632773547&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/6870351773632773547?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/6870351773632773547?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2010/11/disturbi-mentali-marito-moglie-pesaro.html" title="Dall'estero: ci si può sposare se affetti da disturbi mentali?" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_FNBDgVvj9Ak/TN_Uta00lmI/AAAAAAAAA6Y/E251-8LMklY/s72-c/sposi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0UCRHs6eCp7ImA9Wx9aEkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6738530310098123756.post-2808291412498782590</id><published>2010-10-08T13:10:00.004+02:00</published><updated>2011-03-04T18:21:05.510+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-03-04T18:21:05.510+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia di Coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia e Benessere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicologia Clinica" /><title>La Crescita Personale</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_FNBDgVvj9Ak/TK7-GOMQ2yI/AAAAAAAAA5w/0VqHj_DNoqk/s1600/saltare.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/_FNBDgVvj9Ak/TK7-GOMQ2yI/AAAAAAAAA5w/0VqHj_DNoqk/s200/saltare.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Crescita e sviluppo personale &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;strong&gt;Lo sviluppo personale è noto anche come auto-sviluppo o crescita personale&lt;/strong&gt;. Implica la crescita e la valorizzazione di tutti gli aspetti della persona, &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;i sentimenti ed i vissuti che la persona ha di se stessa e la loro efficacia nella vita. Comprende anche lo sviluppo di competenze propositive e di una realistica e sana autostima. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Definizione di crescita personale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La crescita personale &lt;strong&gt;si realizza nell'ambito mentale, fisico, sociale, emotivo e spirituale&lt;/strong&gt; che consente di condurre una vita produttiva e soddisfacente all'interno dei limiti e dei regolamenti della società. Questo risultato si ottiene soprattutto attraverso lo sviluppo delle abilità personali. &lt;br /&gt;
Queste competenze personali, necessarie per una vita produttiva e soddisfacente, in genere rientrano in uno degli ambiti dell'esistenza: coscienza di sè, intimità, famiglia, amici, comunità, lavoro, tempo libero e spiritualità. In queste competenze rientrano la possibilità di riconoscere e descrivere i propri sentimenti, il dare e ricevere feedback, il prefissarsi di obiettivi realistici e realizzabili e l'utilizzare le strategie di problem-solving. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il migliorare la crescita personale e lo sviluppo di sè è l'obiettivo di molte persone: &lt;strong&gt;coloro che soffrono di difficoltà nel rapporto con gli altri, o che sono a disagio per una bassa autostima, ansia o depressione&lt;/strong&gt;; ma anche persone che sono tendenziamente ottimiste o che hanno avuto un gran successo nella vita , ma &lt;strong&gt;che vogliono migliorare la loro efficienza, la loro capacità di empatia e di relazionarsi con gli altri o il loro generale livello di soddisfazione e di realizzazione nella propria esistenza&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #e69138;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;A breve sarà possibile visitare il nuovo sito del&lt;/span&gt; LABORATORIO di CRESCITA PERSONALE &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;della dott.ssa Susanna Murray&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;&lt;img src="http://www.feedburner.com/fb/images/pub/feed-icon32x32.png" alt="" style="vertical-align:middle;border:0"/&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/PsicologiaPesaro" rel="alternate" type="application/rss+xml"&gt;Subscribe in a reader&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6738530310098123756-2808291412498782590?l=psicologia-pesaro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/feeds/2808291412498782590/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6738530310098123756&amp;postID=2808291412498782590&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2808291412498782590?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6738530310098123756/posts/default/2808291412498782590?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicologia-pesaro.blogspot.com/2010/10/crescita-personale-pesaro-ancona-fano.html" title="La Crescita Personale" /><author><name>dott.ssa Susanna Murray</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13186742623712361498</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_FNBDgVvj9Ak/TK7-GOMQ2yI/AAAAAAAAA5w/0VqHj_DNoqk/s72-c/saltare.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total></entry></feed>

