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	<title>QuerciaBlu</title>
	
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	<description>non si nasce, si diventa</description>
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		<title>Chi assiste chi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 11:03:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I rischi dell&#8217;età
2,5  milioni di «over 65» sono a rischio per abuso di alcolici,   medicinali e sostanze illegali. La notizia estrapolata  dal X Congresso di psicogeriatria è stata lo spunto per molti titoli della stampa on e off line, soprattutto per l&#8217;abuso di sostanze illegali. A fare scandalo sono i 10 mila  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I rischi dell&#8217;età</strong><br />
2,5  milioni di «over 65» sono a rischio per abuso di alcolici,   medicinali e sostanze illegali. La notizia estrapolata  dal X Congresso di psicogeriatria è stata lo spunto per molti titoli della stampa on e off line, soprattutto per l&#8217;abuso di sostanze illegali. A fare scandalo sono i 10 mila  over-65 che usano droghe leggere e pesanti, mentre gli altri 2 millioni 490 mila dediti ad alcol, psicofarmaci e varie raccolgono meno interesse. Poco importa però questa differenza numerica perché molte delle ragioni che inducono all&#8217;abuso sono le stesse: depressione, ansia, solitudine o isolamento, esperienze dolorose, malattia e non ultimo l&#8217;incertezza economica. Ma dove trovano i soldi per drogarsi i poveri pensionati? Infatti la maggior parte si affeziona alla bottiglia o frequenta le farmacie con il benestare della medicina ufficiale. Gli italiani con più di 65 anni sono 12 milioni e hanno molte ragioni per essere incazzati, ma a quanto pare preferiscono farsi un bicchiere o uno spinello o almeno un tavor dopo cena. Purtroppo non è così divertente e dobbiamo invece capire che questa fragilità psicologica riguarda  gran parte degli anziani e non solo quei 2,5 milioni che &#8220;si fanno&#8221; tutti i giorni.</p>
<p><strong><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 5px 10px;" title="Alaior" src="http://www.querciablu.it/wp-content/immagini/thumb_Alaior_10777_800.jpg" alt="in un caldo pomeriggio" width="240" height="180" />La qualità di vita dei <em>caregiver</em></strong><br />
Gli acciacchi della vecchiaia oggi sono considerati come malattie perché ormai  pensiamo che l&#8217;invecchiamento sia una malattia. Però la qualità della vita ha poco a che fare con il deterioramento fisico. Anche nei casi di  malattie  invalidanti o croniche, o di demenze senili si è constatato che migliori condizioni di assistenza e cura hanno un effetto immediato sui pazienti.  La qualità di vita degli anziani assistiti è strettamente legata a quella di coloro che li assistono in casa. Sono familiari e parenti che si fanno carico dei loro bisogni nell&#8217;ambito di una vita domestica e di una condizione economica in molti casi non favorevoli. L&#8217;80% sono donne (mogli, figlie, nuore) che, secondo indagini, hanno una qualità di vita peggiore degli uomini, e sono più soggette ad ansia e depressione che sviluppano in due o tre anni di convivenza con il malato non autosufficiente.  Chi si prende cura di un familiare è lasciato solo o poco considerato dall&#8217;assistenza sanitaria e sociale, ma ogni giorno deve affrontare problemi pratici e condizioni emotive che minano la sua resilienza. Il 70% assume ansiolitici e antidepressivi e i  casi di <em>burnout</em> tra i caregiver finiscono quasi sempre con l&#8217;ospedalizzazione  dell&#8217;anziano che curavano.</p>
<p><strong>La sanità italiana</strong><br />
In Italia i familiari che si prendono cura di anziani non autosufficienti sono 2 milioni, di cui 500 mila hanno più di 65 anni. Ogni anno aumentano di 50 mila unità. Dedicano all&#8217;assistenza dalle 8 alle 15 ore ogni giorno, che, fatto qualche calcolo, diventano circa 7 miliardi di ore di lavoro socialmente e umanamente utile in un anno. Ma fino a che punto questo enorme cerotto potrà resistere senza un cambiamento di strategie nel sistema sanitario nazionale? Esistono centri di appoggio per gli anziani sul territorio, ma molto dipende dalle insufficienti risorse delle amministrazioni locali e regionali, e ancora molto dovrà essere fatto. L&#8217;intervento sanitario per gli anziani è essenzialmente di tipo ospedaliero nei momenti acuti della malattia, ma una volta dimessi la struttura sanitaria non è nelle condizioni di seguire il malato a domicilio. Il medico di base mediamente fa quel che può.  Oggi si fanno esperimenti di telemedicina e alcune ricerche sul campo  mostrano i primi risultati. Tuttavia siamo ancora lontani da una assistenza uguale per tutti i cittadini. Qualcuno al Congresso di psicogeriatria ha parlato di spostare l&#8217;approccio agli anziani da  bio-medico a bio-sociale. Giusto, nella speranza che non finisca col pesare solo sulle famiglie. Occorre invece mettere in pratica strategie di supporto per l&#8217;assistenza a domicilio, prima di tutto formando personale che sappia intervenire e comunicare  con i familiari dell&#8217;anziano. In molti casi è importante la capacità emotiva oltre quella tecnica.  E poi occorre costruire una sistema di servizi sul territorio con nuove tecnologie per cui l&#8217;ospedale non sia tanto la zattera a cui aggrapparsi nell&#8217;emergenza ma un centro di controllo e monitoraggio dei pazienti. Stiamo pensando a un lontano futuro? Non tanto, secondo uno dei relatori, per come funziona oggi il sistema sanitario nazionale italiano entro dieci anni  dovrebbe scoppiare, e forse conviene pensarci subito.  La privatizzazione della sanità non ha portato risultati esaltanti e soprattutto dimostra di non avere fiato senza il sostegno della spesa pubblica. Il sistema  sanitario nazionale è vecchio, manca di infrastrutture di rete, la ricerca va avanti a fatica, non si investe sulla formazione, e ci sono notevoli disparità nei servizi per la salute da un territorio all&#8217;altro. Per non parlare dei vizi politici e amministrativi. Occorrono, invece e da subito, scelte strategiche sia nella sanità sia nel sociale che   permettano di ridurre l&#8217;impatto dell&#8217;invecchiamento della popolazione.  Occorrono risorse economiche e umane per restituire dignità alle persone in difficoltà. Altrimenti, se così non fosse, gli anziani che abusano di alcol, droghe e psicofarmaci non potranno che  crescere di numero.</p>
<p>Fine del mio commento allargato, ma chi vuole approfondire alcuni argomenti sugli anziani fragili dovrebbe ascoltare le relazioni e vedere le slide presentate al <a href="http://www.tuttocongressi.it/website/congresses/congressDetail2.aspx?idc=138&amp;cont=101" target="_blank">X Congresso di psicogeriatria</a>. Analisi generali, esperienze nate dalla ricerca di base, indicazioni concrete di intervento.</p>
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		<title>Discriminazione:cosa pensano gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:35:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Un'indagine europea rileva che gli taliani sono consapevoli delle discriminazioni verso la "diversità"  Hanno dei punti deboli come l'etnia d'origine, il sesso e l'età. La composizione di Camera e Senato sono un esempio interessante  da confrontare con i dati di Eurobarometro sulla discriminazione sociale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro paese la discriminazione  c&#8217;è ma non ci vede. Secondo i dati raccolti da  <a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_317_fact_it_it1.pdf" target="_blank"><strong>Eurobarometro</strong></a>, gli italiani sentono la discriminazione sociale in modo più diffuso rispetto alla media europea. I <strong>motivi di discriminazione</strong> sono: prima di tutti quello <strong>etnico</strong> seguito da quello dell&#8217;<strong>orientamento sessuale</strong>, poi  <strong>sesso</strong> e <strong>handicap</strong>. Solo per l&#8217;<strong>età</strong> sembra che gli italiani siano meno preoccupati degli europei in generale.</p>
<p>Un altro risultato dell&#8217;indagine rileva però che gli italiani sono  quelli che hanno &#8220;un cerchio meno eterogeneo di amici e conoscenze&#8221;, soprattutto per le <strong>differenze etniche e religiose</strong>. Sempre nel confronto con la media europea sembra che in Italia si viva in modo più chiuso,  fra persone simili e con le stesse idee o esperienze. Avvertiamo le discriminazioni, su di noi e su altri, ma è come se le sentissimo indirettamente senza un contatto vivo. Forse è un effetto della<strong> televisione</strong> e di quanto filtra la realtà percepita.</p>
<p>Per la discriminazione sul <strong>posto di lavoro</strong> gli italiani sono molto meno preoccupati della media europea, o almeno per i criteri di discriminazione proposti dall&#8217;indagine. Per gli italiano il primo criterio di discriminazione sul posto di lavoro è il <strong>look</strong>, il modo di presentarsi e di vestirsi. Al secondo posto ci sono a pari percentuale l&#8217;<strong>età</strong> e il <strong>colore della pelle</strong>. L&#8217;orientamento sessuale, il sesso e la religione secondo gli italiani non sono criteri importanti di discriminazione come invece pensa la gran parte degli europei.</p>
<p>Come si comportano i media? Secondo l&#8217;indagine gli italiani pensano  in generale che nei <em>media</em> vi sia rispetto per la diversità, ma nel raffronto con gli altri paesi sono un po&#8217; più insoddisfatti per quanto riguarda <strong>orientamento sessuale</strong> e <strong>origine etnica</strong>.</p>
<p>Alla domanda di come si sentirebbero di fronte ad alte cariche dello Stato affidate a persone considerate diverse, gli italiani mostrano di avere meno pregiudizi della media europea, ma con l&#8217;eccezione dell&#8217;età. Sotto i 30 e sopra i 75 anni non si dovrebbero dare alti incarichi nello Stato. Per i giovani è indiscutibilmente esclusa ogni possibilità, ma sono molti gli alti incarica affidati a persone con più di 70 anni.</p>
<p>È ovvio che questa <a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_317_fact_it_it1.pdf" target="_blank">indagine</a> non entra nei dettagli di ogni singolo paese perché fatta su un campione limitato di interviste.  Tuttavia descrive un paese verosimile, con paradossi e contraddizioni,  che corrisponde all&#8217;immagine percepita dall&#8217;esterno.</p>
<p>Per avere qualche elemento di raffronto è interessante vedere la composizione della Camera e del Senato.</p>
<p>Alla <strong>Camera i Deputati</strong> fino a <strong>29</strong> anni sono lo <strong>0,95%</strong> (5 donne e 1 uomo), che salgono oltre il 10% se prendiamo la fascia di età fini a 39 anni. Dai <strong>60</strong> anni <strong>e oltre</strong> sono il <strong>21.11%</strong> (21 donne e112 uomini). Come si può vedere dalla tabella 1 la discriminazione è soprattutto di sesso: su un totale di 630 deputati <strong>134 sono donne e 496 sono uomini</strong>.</p>
<p><strong>Distinzione dei deputati per fasce di età e per sesso</strong> (tabella 1)</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="4">
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" colspan="5" align="center" valign="middle"><strong>XVI Legislatura </strong>(22 dicembre 2009)</td>
</tr>
<tr height="40">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">Fascia di età</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">Donne</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">Uomini</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">Totale</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">%</td>
</tr>
<tr height="19">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">25-29</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">5</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">1</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">6</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">0,95%</td>
</tr>
<tr height="19">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">30-39</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">24</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">6</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">60</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">9,52%</td>
</tr>
<tr height="20">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">40-49</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">46</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">138</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">184</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">29,21%</td>
</tr>
<tr height="20">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">50-59</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">38</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">209</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">247</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">39.21%</td>
</tr>
<tr height="20">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">60 e oltre</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">21</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">112</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">133</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">21,11%</td>
</tr>
<tr height="16">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">TOTALE</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">134</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">496</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">630</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">100%</td>
</tr>
<tr height="17">
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">21,27%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">78,73%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle">100,00%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; vertical-align: middle;" align="center" valign="middle"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Al <strong>Senato</strong> la presenza delle donne è inferiore a quella della Camera anche se percentualmente è poco:<strong> 81,68% uomini e 18,32% donne</strong> (tabella 2). Rispetto alla legislazione precedente c&#8217;è  stata un variazione del 5% circa a favore delle donne (tabella 3). L&#8217;aumento della presenza delle donne nel Senato tra il 2006 e il 2008 è in tutte le fasce di età tra 40 e 69 anni. Oltre i <strong>60 anni</strong> ci sono 20 Senatrici  e 98 Senatori.</p>
<p><strong>Distribuzione dei Senatori in carica per fasce di età e per sesso (</strong>tabella <strong>2)</strong></p>
<table style="border: 0pt solid #ffcc00;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="4" summary="Distribuzione dei Senatori in carica per fasce di età e per sesso">
<thead>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" colspan="8" align="center" valign="middle" scope="col"><strong>XVI Legislatura</strong> (dati aggiornati al 4 gennaio 2010)</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">40-49</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">50-59</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">60-69</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">70 e oltre</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Totale</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Età media</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Uomini</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">45</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">120</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">70</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">28</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"><strong> 263 </strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">81,68</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">58,21</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Donne</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">18</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">21</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">17</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">3</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"><strong>59 </strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">18,32</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">55,98</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Totale</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">63</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">142</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">86</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">31</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"><strong>322 </strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">57,80</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Distribuzione dei Senatori in carica per fasce di età e per sesso (</strong>tabella <strong>3)</strong></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="4" summary="Distribuzione dei Senatori  per fasce di età e per sesso">
<thead>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" colspan="8" align="center" valign="middle" scope="col">XV Legislatura (dal 28 aprile 2006 al 28 aprile 2008)</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">40-49</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">50-59</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">60-69</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">70 e oltre</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Totale</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Età media</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Uomini</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">60</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">127</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">72</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">31</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"><strong>290 </strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">86,57</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">57,39</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Donne</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">14</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">17</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">11</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">3</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"><strong> 45 </strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">13,43</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">55,36</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">Totale</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">74</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">144</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">83</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">34</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"><strong>335 </strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle" scope="col">57,12</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La fascia di età con il maggior numero di incarichi parlamentari è quella tra i 50 e i 59 anni, sia alla Camera sia al Senato. A questo proposito facciamo un salto nella società civile dove la fascia di lavoratori di età tra i 50 e i 59 anni è quella che oggi si allontana dal pensionamento per effetto dell&#8217;invecchiamento della popolazione, o meglio della nuova politica europea per il lavoro che prevede un prolungamento della vita lavorativa. In Francia dallo scorso anno vengono introdotti, su direttiva di un decreto governativo, accordi di settore tra aziende e sindacati per incrementare, anche se di poco, il numero dei lavoratori con più di 50 anni.</p>
<p><em>I Deputati e Senatori italiani, eletti dai cittadini, sono un </em>ottimo esempio<em> di come sia stata recepita la politica europea contro la discriminazione sociale. </em></p>
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		<title>Lavoratori francesi che invecchiano</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cicobum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai tutti siamo consapevoli che l&#8217;allungamento della vità porterà ad un allungamento della vita lavorativa. Resta da capire come sia possibile in una periodo di crisi ricorrente in cui aumenta anche la disoccupazione tra i giovani.
Comunque, in Francia, imprenditori e organizzazioni sindacali hanno concluso accordi di settore per aumentare la percentuale di lavoratori considerati anziani. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai tutti siamo consapevoli che l&#8217;allungamento della vità porterà ad un allungamento della vita lavorativa. Resta da capire come sia possibile in una periodo di crisi ricorrente in cui aumenta anche la disoccupazione tra i giovani.</p>
<p>Comunque, in Francia, imprenditori e organizzazioni sindacali hanno concluso accordi di settore per aumentare la percentuale di lavoratori considerati anziani. L&#8217;Unione delle Industrie Chimiche (Francia) ha fissato come obiettivo il 5% entro il 2012 di lavoratori con più di 55 anni. L&#8217;industria farmaceutica (sempre in Francia) ha siglato un accordo con i sindacati per portare il tasso di assunzione degli over 50 dal 3,25% al 4,06% entro la fine del 2012.</p>
<p>La spinta a favorire l&#8217;assunzione o il mantenimento dei lavoratori più anziani viene da un decreto legge del maggio 2009 (siamo sempre in Francia) che stabilisce una linea di sviluppo con questi obiettivi:<br />
1. Assunzione di lavoratori anziani.<br />
2. Anticipazioni di  carriera.<br />
3. Migliori condizioni di lavoro e prevenzione di situazioni di disagio.<br />
4. Sviluppo di competenze, di qualifiche e accesso alla formazione.<br />
5. Pianificazione del fine-carriera e della transizione tra lavoro e pensione.<br />
6. Trasmissione di conoscenze e di competenze, e attività di <em>tutor</em>.</p>
<p><span id="result_box"><span style="background-color: #ffffff;" title="augmenter leur taux de recrutement dans la branche de 3,25 % à 4,06% pour fin 2012" onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">È l&#8217;inizio di qualcosa? Non vedo i lavoratori francesi fare &#8220;salti di gioia&#8221;.<br />
</span></span></p>
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		<title>Resilienza e depressione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:40:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La resilienza è un mix di resistenza ed elasticità. Il termine è anche usato per indicare la capacità di ciascuno di affrontare momenti di forte crisi personale o di dolore profondo e di ricostruire la propria vità con una nuova visione della realtà. Sin da bambini impariamo a reagire con una personale resilienza di fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La resilienza è un mix di resistenza ed elasticità. Il termine è anche usato per indicare la capacità di ciascuno di affrontare momenti di forte crisi personale o di dolore profondo e di ricostruire la propria vità con una nuova visione della realtà. Sin da bambini impariamo a reagire con una personale resilienza di fronte a situazioni ingiuste e traumatiche, che poi da adulti trasformiamo in alcuni  comportamenti più o meno consapevoli. Ma è con la vecchiaia che la resilienza diventa  fragile, per molte ragioni fisiche e psicologiche, e richiede un diverso supporto dall&#8217;esterno.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1837" style="border: 0pt none; margin: 5px 5px 5px 0px;" title="ricerca-lluc_200x" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/ricerca-lluc_200x.jpg" alt="resilienza" width="150" height="200" />Questa capacità di resistere e di non spezzarsi è personale (esperienza, educazione) ma è sempre condizionata dai rapporti interpersonali, dal contesto familiare e sociale in cui viviamo. Con l&#8217;invecchiamento  le relazioni diminuiscono perché vengono a mancare le persone e le occasioni.  Inoltre l&#8217;anziano perde rapidamente  il suo ruolo nella società quando non è più produttivo secondo le regole di mercato. A ciò si aggiunge l&#8217;isolamento e l&#8217;abbandono in cui è lasciato soprattutto nelle grandi aree urbane. E così accade che la scarsa resilienza porti l&#8217;anziano ad una maggiore esposizione verso la depressione, la demenza o peggio.</p>
<p>Che cosa si può fare per gli anziani? Abbastanza se non molto, ma lascio la risposta all&#8217;articolo di Paolo Ferrario (leggi: <a href="http://www.muoversinsieme.it/archive/2009/10/12/fare-resilienza-per-fronteggiare-le-crisi.html" target="_blank">Fare &#8220;resilienza&#8221; per fronteggiare le crisi</a>) che piega molto bene che cosa sia la resilienza, con esempi e ragioni, e  che cosa occorra  per aiutare gli anziani. Vorrei solo riportare alcune sue considerazioni: &#8220;Occorrono radici da innaffiare: perché un albero con forti radici resiste meglio alle bufere&#8221;.  La metafora mi è subito piaciuta, ovvio, ma  credo che le radici non dipendano tanto da  solidi e antichi valori quanto invece delle scelte che ogni giorno abbiamo fatto e  facciamo. Infatti l&#8217;articolo conclude con un invito alla consapevolezza: &#8220;la pratica della resilienza è abbastanza consolante. Non risolutiva ma consolante. Ogni persona possiede questa caratteristica, ma da ciascuno di noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo la possibilità di farlo, magari scegliendoci con cura, attenzione, accudimento e amore le persone con cui camminare&#8221;.</p>
<p><strong>Un tutore per l&#8217;anziano</strong><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei_atto_III" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1833" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="amici miei atto III" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/amicimiei.jpg" alt="amici miei atto III" width="270" height="146" /></a>&#8220;Nessuno dovrebbe essere lasciato da solo a fronteggiare i problemi della vecchiaia.&#8221;  La mancanza di autonomia, i disturbi della memoria e le difficoltà di comunicazione sono spesso causa di un disagio psicologico nell&#8217;anziano che può sfociare in ansia e depressione. Rosalba Miceli, nell&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=48&amp;ID_articolo=154&amp;ID_sezione=71&amp;sezione=" target="_blank">La solitudine dell&#8217;anziano</a>&#8220;, suggerisce di affiancare all&#8217;anziano un“tutore di resilienza &#8211; una figura affettivamente significativa (come un parente, un amico, uno psicoterapeuta, un operatore assistenziale, od un semplice volontario)&#8221;, qualcuno che lo aiuti a colmare i vuoti e a riannodare i fili con la propria storia. Nell&#8217;articolo  si citano alcune esperienze (sociali ed artistiche)  in cui l&#8217;uso di semplici tcniche di coinvolgimento ha dato risultati molto positivi con gli anziani, per esempio una maggiore  consapevolezza nei rapporti e una migliore resilienza ai traumi.</p>
<p><strong>Un ambulatorio per la depressione degli anziani</strong><br />
Da alcuni mesi è attivo all&#8217;Ospedale San Paolo di Milano un ambulatorio specializzato per la diagnosi e la cura della depressione nelle persone con più di 65 anni (vedi: <a href="http://www.ao-sanpaolo.it/curarsi/psichiatria51/?id=797" target="_blank">SanPaolo.it</a>). Il 10% degli anziani è in balia di una forte depressione, ma si arriva anche al 40% se si considerano le depressioni lievi. Visto l&#8217;invecchiamento della popolazione, e la crisi di valori che accentua l&#8217;atmosfera di incertezza, c&#8217;è il rischio che la depressione tra gli anziani diventi un&#8217;emergenza. L&#8217;iniziativa di un centro a cui gli over 65  possano rivolgersi è sicuramente utile per curare la depressione e magari trovare un tutore di resilienza.</p>
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		<title>New senior e pantere grigie</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:27:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I New Senior e le Pantere Grigie sono le due tipologie più interessanti per il marketing secondo una indagine di Eurisko tra la popolazione anziana. Le altre quattro sono: housewives, old-senior, ordinari e appagati, costituiscono il 70%  della popolazione e corrispondono al profilo più classico dell&#8217;anziano.
New senior (16%) sono gli anziani che sostituiscono alla centralità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1793" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="pantere_th" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/pantere_th.jpg" alt="pantere_th" width="140" height="109" />I <em>New Senior</em> e le <em>Pantere Grigie</em> sono le due tipologie più interessanti per il marketing secondo una indagine di Eurisko tra la popolazione anziana. Le altre quattro sono: housewives, old-senior, ordinari e appagati, costituiscono il 70%  della popolazione e corrispondono al profilo più classico dell&#8217;anziano.</p>
<p><em>New senior</em> (16%) sono gli anziani che sostituiscono alla centralità della vita lavorativa altri interessi del tempo libero, con qualche timore per il futuro. Le <em>pantere grigie</em> (13%)  sono gli anziani più attivi, secondo l&#8217;indagine <a href="http://www.gfk.com/gfk-eurisko/" target="_blank">Eurisko</a>, perché guardano al futuro impegnandosi in iniziative concrete. Hanno una scolarizzazione alta e non si accontentano di fare i nonni. Questi due segmenti di popolazione anziana insieme formano una fetta interessante di consumatori (per  un&#8217;offerta mirata), ma  anche un bacino per lo sviluppo di una nuova imprenditoria. E&#8217; l&#8217;idea che emerge dalla presentazione dell&#8217;indagine.</p>
<p><a href="http://www.indybay.org/newsitems/2009/06/21/18603192.php" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1795 alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="graypanther03" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/graypanther03.jpg" alt="graypanther03" width="250" height="187" /></a>Le <a href="http://www.graypanthers.org/" target="_blank"><em>gray panther</em></a> americane dello scorso secolo hanno ben poco a che fare con la tipologia delle <em>pantere grigie</em> uscita dalla ricerca sui consumatori. Allora era l&#8217;impegno politico e sociale che caratterizzava piccoli gruppi di anziani cresciuti nella lotta per i diritti civili. Qui invece si usa il termine <em>pantere grigie</em> per definire quegli anziani che hanno tali privilegi culturali ed economici   da renderli ancora interessanti per il mercato libero  e per il mercato del lavoro: &#8220;<em>un maggior sostegno a questi imprenditori si tradurrebbe in un   interessante aumento del Pil e dell&#8217; occupazione</em>.&#8221;(<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/26/gli-over-cinquanta-sono-consumatori-emergenti-acquirenti.html" target="_blank">Affari &amp; Finanza</a>)</p>
<p><img class="size-full wp-image-1796 alignright" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="gray_panthers" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/gray_panthers.jpg" alt="gray_panthers" width="213" height="168" />E l&#8217;altro 70% di anziani, quelli che non vogliono fare gli imprenditori e gli innovatori, che cosa rappresentano sul mercato? In fondo non sono pochi, consumano anche loro, ma sono meno disponibili a salire sulla giostra dei consumi: hanno meno mezzi economici; hanno forse meno salute; ignorano il Pil e non si sentono più come dei  30-40enni rampanti travolti dalla infomatizzazione del lavoro.</p>
<p>Queste ricerche di mercato, che tendono solo a individuare l&#8217;area più lucrosa del consumo, mi sembrano sempre poco obiettive nei confronti di una realtà sociale che mostra bisogni e necessità comuni a tutti gli anziani: soprattutto servizi ma anche beni culturali e materiali adatti a rendere meno difficile l&#8217;invecchiamento (maggiore autonomia fisica e psicologica). Per il lavoro e l&#8217;imprenditoria mi sembra  assurdo pensare che siano gli anziani a sollevare il Pil. E tanto meno a gratificarsi assumendosi anche il ruolo degli innovatori con partita iva. È un modo troppo semplice di interpretare la realtà e sempre dal punto di vista del libero mercato e del massimo profitto.</p>
<p><a href="http://graypanthers.org/" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1794" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="graypanther01-250" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/graypanther01-250-200x142.jpg" alt="graypanther01-250" width="200" height="142" /></a>L&#8217;invecchiamento della popolazione sarà sempre un problema economico da affrontare nel futuro e per questo richiede da subito una strategia basata su scelte di lunga prospettiva che vadano oltre il calcolo del Pil e gli interessi del mercato finanziario, e che investano tutto il sociale. Si ritorna sempre ai bisogni della società, degli uomini e delle donne di ogni età. Mentre il &#8220;libero mercato&#8221;, che sembra essere la fine di tutte le idologie, mostra buchi da tutte le parti e crea disuguaglianze &#8220;incolmabili&#8221;.  Anche tra gli anziani c&#8217;è questa consapevolezza e probabilmente quel 30% di popolazione che non lavora ma è attivo, rappresenta un buon punto di partenza per ripensare, noi tutti, i ruoli e i valori condivisi.</p>
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		<title>Stress sul lavoro diminuisce con l’età</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cicobum</dc:creator>
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Una ricerca svolta dall&#8217;Università di Nottingham ha rilevato che lo stress prodotto dal lavoro raggiunge il livello massimo tra i 50 e i 55 anni e dopo tende a diminuire man mano che ci si avvicina alla pensione. Ma da cosa dipende  questa diminuzione dello stress da lavoro? Può essere la scelta di lasciare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_1766" class="wp-caption alignright" style="width: 228px"><img class="size-medium wp-image-1766 " style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="Einstein" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/einstein-bici-rit-273x350.jpg" alt="Albert Einstein in bicicletta" width="218" height="280" /><p class="wp-caption-text">Albert Einstein si diverte</p></div>
<p>Una ricerca svolta dall&#8217;Università di Nottingham ha rilevato che lo stress prodotto dal lavoro raggiunge il livello massimo tra i 50 e i 55 anni e dopo tende a diminuire man mano che ci si avvicina alla pensione. Ma da cosa dipende  questa diminuzione dello stress da lavoro? Può essere la scelta di lasciare una posizione più stressante per un ruolo meno impegnativo, oppure ci sono motivi di salute, o forse una migliore capacità di distacco e di controllo sul lavoro per esperienza acquisita. (Ageing, Work-related Stress and Health &#8211; <a href="http://communications.nottingham.ac.uk/News/Article/Older-workers-are-the-healthy-survivors-of-the-workplace.html" target="_blank">comunicato</a>)</p>
<p>Lo stress è oggi la principale causa di assenza dal lavoro, con le dovute differenze fra paese e paese, o tra occupati e sottoccupati. Lo stress è  &#8220;<span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">uno dei fattori&#8221; che influenzano la disponibilità </span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">e la capacità </span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">dei lavoratori più anziani di rimanere nella forza lavoro</span>. Oggi  si parla di allungare la vita lavorativa perché l&#8217;invecchiamento della popolazione determina un costo maggiore che grava su chi lavora. Che cosa accadrebbe se si andasse in pensione a 70 anni? Oltre all&#8217;aumento (relativo) della disoccupazione tra i giovani, ci sarà un aumento di stressati tra i cinquantenni che a quel punto potrebbero diventare sessantenni. E tra questi ultimi crescerà  il numero dei disimpegnati e degli ammalati. Un bel problema per chi ci mette i capitali, ma soprattutto per chi lavora.</p>
<p>Per diminuire il livello di stress la ricerca dell&#8217;università inglese suggerisce di dare al personale più anziano  un maggiore controllo sul proprio lavoro, un migliore riconoscimento per il loro contributo, una maggiore flessibilità e un supporto sociale più avanzato. G<span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">li anziani vogliono trascorrere più tempo con i nipoti o dedicarsi ad altri interessi. Il lavoro e la carriera non sono più le loro motivazioni principali. </span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"> Se vogliamo che si continui a lavorare con una certa produttività  anche a una certa età</span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">,  secondo i relatori della ricerca bisogna agire sulle condizioni  lavorative per rendere più attrattivo e flessibile il lavoro,  e conciliabile con le esigenze di una popolazione anziana che lavora. Non solo, pare che condizioni di lavoro meno stressanti andrebbero a tutto vantaggio anche della vita dei futuri pensionati. Ci voglio credere!</span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Ma qualche dubbio mi viene di fronte alla buona volontà di queste ricerche di dover dimostrare che il futuro è perfettibile, e che si possa raggiungere una sorta di armonia cambiando l&#8217;opinione di imprenditori e lavoratori. Sembra sempre che le soluzioni giuste, che ti propinano, siano quelle più semplici, fatte di buon senso e disponibilità al cambiamento. Forse non basta cambiare le coscienze per cambiare il mondo, in particolare quello del mercato del lavoro. Comunque, ben venga qualsiasi iniziativa che diminuisca lo stress da lavoro e così andremo avanti a lavorare anche fino a cent&#8217;anni. Ma perché?!<br />
</span></p>
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		<title>Colf e badanti: dati finali</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 21:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kd</dc:creator>
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		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[In 30 ottobre si è chiusa la porta che per un mese ha permesso a colf e badanti stranieri di regolarizzare la propria presenza in Italia.
Questi i dati dal comunicato del Ministero degli Interni del 01 ottobre 2009

domande inviate: 294.744
moduli richiesti: 351.219

Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura:

Comuni: 3.238
associazioni e patronati: 137.160
consulenti del lavoro: 4.673
privati: 149.670

Distribuzione per mansione:

Colf: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In 30 ottobre si è chiusa la porta che per un mese ha permesso a colf e badanti stranieri di regolarizzare la propria presenza in Italia.</p>
<p>Questi i dati dal <a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0126_2009_10_01_emersione.html_1562036149.html" target="_blank">comunicato del Ministero degli Interni del 01 ottobre 2009</a></p>
<ul>
<li>domande inviate: <strong>294.744</strong></li>
<li>moduli richiesti: 351.219</li>
</ul>
<p>Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura:</p>
<ul>
<li>Comuni: 3.238</li>
<li>associazioni e patronati: 137.160</li>
<li>consulenti del lavoro: 4.673</li>
<li>privati: <strong>149.670</strong></li>
</ul>
<p>Distribuzione per mansione:</p>
<ul>
<li>Colf: 180.408</li>
<li>Badanti: 114.336</li>
</ul>
<p>I paesi di provenienza degli immigrati sono (in ordine decrescente): Ucraina, Marocco, Moldavia, Cina, Bangladesh, India, Egitto, Senegal, Albania e Pakistan (totale 70,57%).</p>
<p>Le province più interessate sono (in ordine decrescente): Milano, Roma, Napoli, Brescia, Bergamo, Torino, Caserta, Bologna, Modena, Reggio Emilia, che insieme raccolgono il 51,95% delle richieste.</p>
<p>Nella seguente tabella abbiamo calcolato quante domande sono state presentate ogni 1.000 abitanti. Possiamo facilmente notare che il numero di richieste è maggiore nelle regioni con  più abitanti e con la presenza di grandi città.  Lo sviluppo economico è probabilmente il fattore più determinante.</p>
<table style="border: 0pt solid #ffcc00; border-collapse: collapse;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="5" align="center">
<tbody>
<tr height="16">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle">regioni</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle">ogni 1000 abitanti</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle">colf-bad</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center" valign="middle">popolazione</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Lombardia</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">8,55</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">83.460</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">9.764.965</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Emilia Romagna</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">6,93</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">30.124</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4.349.332</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Lazio</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">6,50</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">36.659</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">5.640.726</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Campania</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">6,31</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">36.671</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">5.812.951</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Veneto</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4,90</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">23.954</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4.893.309</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Toscana</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4,27</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">15.863</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">3.714.807</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Liguria</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4,17</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">6.729</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.614.561</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Marche</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">3,81</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">5.983</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.571.897</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Calabria</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">3,52</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">7.061</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2.007.597</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Piemonte</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">3,38</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">14.998</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4.435.771</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Umbria</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2,84</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2.543</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">896.106</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Sicilia</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2,43</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">12.231</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">5.036.424</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Abruzzo</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2,16</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2.887</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.336.341</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Puglia</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2,06</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">8.421</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4.078.990</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Trentino Alto Adige</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1,89</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.929</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.020.963</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Friuli Venezia Giulia</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1,82</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">2.246</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.231.825</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Valle D&#8217;Aosta</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1,41</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">180</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">127.210</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Basilicata</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1,21</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">712</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">589.836</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Sardegna</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1,11</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.852</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">1.670.057</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">Molise</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">0,75</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">241</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">320.353</td>
</tr>
<tr height="13">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">TOTALE ITALIA</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">4,90</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">294.744</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" valign="middle">60.114.021</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>E&#8217; evidente che all&#8217;interno di ogni regione giocano differenze economiche e sociali che non sempre hanno ragioni evidenti per chi non conosce direttamente le singole realtà. Per esempio, come interpretare la forte differenza fra Reggio Calabria e Catanzaro: da 6,6 a 2.1 per ogni 1000 abitanti. Oppure da 10,9 di Reggio Emilia al 4,4 di Ravenna.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il 65% sa usare lo sportello virtuale</title>
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		<comments>http://www.querciablu.it/?p=1709#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 21:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kd</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adsl]]></category>
		<category><![CDATA[badante]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[regolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sportello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.querciablu.it/?p=1709</guid>
		<description><![CDATA[Aggiornamento 29 settembre 2009
Dal comunicato del Ministero degli Interni del 29 settembre 2009 alle ore 18,00:

domande inviate: 257.975
moduli richiesti: 316.493
ricevute consegnate: 256.361.

Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura:

Comuni: 3.483
associazioni e patronati: 140.149
consulenti del lavoro: 4.965
privati: 167.896.

Le province più interessate sono (in ordine decrescente): Milano, Roma, Napoli, Brescia, Bergamo, Torino, Bologna Caserta, Modena, Firenze, che insieme raccolgono il 53% delle richieste.
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aggiornamento 29 settembre 2009</strong></p>
<p>Dal <a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0130_2009_09_29_report_ore_18.html_8783096.html" target="_blank">comunicato del Ministero degli Interni del 29 settembre 2009</a> alle ore 18,00:</p>
<ul>
<li>domande inviate: 257.975</li>
<li>moduli richiesti: 316.493</li>
<li>ricevute consegnate: 256.361.</li>
</ul>
<p>Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura:</p>
<ul>
<li>Comuni: 3.483</li>
<li>associazioni e patronati: 140.149</li>
<li>consulenti del lavoro: 4.965</li>
<li>privati: 167.896.</li>
</ul>
<p>Le province più interessate sono (in ordine decrescente): Milano, Roma, Napoli, Brescia, Bergamo, Torino, Bologna Caserta, Modena, Firenze, che insieme raccolgono il 53% delle richieste.</p>
<p>I paesi di provenienza degli immigrati sono (in ordine decrescente): Ucraina, Marocco, Moldavia, Cina, Bangladesh, India, Egitto, Senegal, Perù, Filippine (totale 69,89%).</p>
<p>Il 65% circa delle domande (al 29-9-2009) è stato inoltrato da privati cittadini con il proprio computer a casa o al lavoro. Il restante 35%  proviene da associazioni e patronati che fanno da mediatori nella richiesta di <strong>regolarizzazione per colf e badanti</strong>. Poiché  è possibile presentare la domanda solo via Internet, molto probabilmente si sono rivolti ad associazioni e patronati le persone che non sanno usare il computer o che non si ritengono abbastanza abili per affrontare una procedura tutta digitale. Per il tipo di richiesta possiamo anche ipotizzare che le domande siano presentate da cittadini di età adulta e più adulta.</p>
<p>I dati disponibili dicono che in Italia vi sono 10/11 milioni di famiglie collegate a Internet (il 70% di queste utilizza una linea Adsl) e che 30 milioni di italiani navigano sul web, circa il 61% fra gli 11 e i 74 anni. Siamo un po&#8217;  al di sotto della media fra i  paesi europei.  Tuttavia, anche in Italia per le fasce d&#8217;età adulta la percentuale di utenti è costantemente in aumento.</p>
<p>Questa &#8220;marcia forzata&#8221; per la regolarizzazione di colf e badanti è un indizio di cambiamento del rapporto tra cittadini e istituzioni attraverso la rete. Un cambiamento  purtroppo &#8220;forzato&#8221; in questo caso perché non ci sono alternative. Se il 65% sceglie il contatto telematico con le istituzioni, è giunto però  il momento per l&#8217;Amministrazione pubblica di pensare all&#8217;altro 35% che non usa Internet, e di capirne le ragioni. La &#8220;pensata&#8221; di scaricare il costo degli sportelli al pubblico su associazioni e patronati non è &#8220;leale&#8221; e nasconde un&#8217;incapacità di trovare soluzioni adatte alle esigenze di tutti i cittadini. Per esempio fornendo servizi personalizzati e diretti nelle situazioni più difficili, ma anche garantendo a tutti i cittadini, giovani e anziani, un collegamento via Internet e di qualità decente. I cambiamenti in positivo a costo zero non esistono. I vantaggi in genere vengono dopo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ostacoli per colf e badanti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Querciablu/~3/AIv0sstzuY0/</link>
		<comments>http://www.querciablu.it/?p=1697#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kd</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Poretti]]></category>
		<category><![CDATA[emma bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Perduca]]></category>
		<category><![CDATA[patronati]]></category>
		<category><![CDATA[regolarizzazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.querciablu.it/?p=1697</guid>
		<description><![CDATA[Aggiornamento 17 settembre 2009
Il comunicato del Ministero degli Interni del 16 settembre 2009 fornisce i seguenti dati:

domande inviate: 94.122
moduli richiesti: 131.017
ricevute consegnate: 93.625.

Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura:

Comuni: 816
associazioni e patronati: 45.285
consulenti del lavoro: 898
privati: 47.123.

Nel sito del Ministero è disponibile un elenco (scarica  PDF) con tutti i patronati e le associazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aggiornamento 17 settembre 2009</strong></p>
<p>Il <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0140_2009_09_16_report_ore_13.html_8783096.html" target="_blank">comunicato del Ministero degli Interni del 16 settembre 2009</a> fornisce i seguenti dati:</p>
<ul>
<li>domande inviate: 94.122</li>
<li>moduli richiesti: 131.017</li>
<li>ricevute consegnate: 93.625.</li>
</ul>
<p>Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura:</p>
<ul>
<li>Comuni: 816</li>
<li>associazioni e patronati: 45.285</li>
<li>consulenti del lavoro: 898</li>
<li>privati: 47.123.</li>
</ul>
<p>Nel sito del Ministero è disponibile un elenco (<a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0114_associazioni_patronati_colf_badanti.pdf">scarica  PDF</a>) con tutti i patronati e le associazioni che possono agire da intermediario nella presentazione delle domande di regolarizzazione di colf e badanti.</p>
<p>Segnaliamo inoltre che martedì scorso  tre senatori radicali eletti nel PD &#8211; <strong>Emma Bonino</strong>, <strong>Marco Perduca</strong> e <strong>Donatella Poretti</strong> &#8211; hanno presentato una <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0140_2009_09_16_report_ore_13.html_8783096.html" target="_blank">interrogazione</a> al Ministero dell&#8217;Interno per chiedere &#8220;interventi immediatamente esecutivi allo scopo di rivedere i criteri finanziari e di agevolare le procedure burocratiche in previsione del termine stringente del 30 settembre prossimo&#8221;.<br />
I principali ostacoli indicati nella interrogazione che impediscono una regolarizzazione ampia di colf e badanti sono il versamento a fondo perduto di 500 euro e il tetto minimo di 20 mila euro. Infatti solo in Lombardia e Lazio il reddito medio è superiore ai 20.000 euro.<br />
Inoltre occorre snellire e facilitare  le procedure soprattutto per i cittadini anziani che hanno meno dimestichezza con il computer.</p>
<hr style="width: 450px;" /><strong>Aggiornamento 11 settembre 2009</strong></p>
<p>L&#8217;ultimo <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0142_2009_09_10_report_ore_13.html_1375993315.html" target="_blank">bollettino</a> del Ministero degli Interni è del 10 settembre 2009 e dichiara 54.000 domande presentate. Sono poche se ricordiamo che le previsioni erano di 300/600.000 domande di regolarizzazione per colf e badanti. La maggior parte delle richieste vengono da Milano, Roma e Napoli.  I principali paesi d&#8217;origine degli immigrati  sono Ucraina, Moldavia, Marocco, Bangladesh, Cina Popolare.</p>
<p>Attraverso associazioni e patronati sono state richiesti 31.000 moduli e 48.000 da privati. Le domande inviate mercoledì sono state circa 8.000, in lenta crescita con i giorni immediatamente precedenti. Nel bollettino non ci sono indicazioni che permettano di definire i datori di lavoro e neppure quelle che riguardano il tipo di lavoro (colf o badante).</p>
<hr style="width: 450px;" /><strong>500 euro per liberare una badante &#8211; 14 luglio 2009</strong></p>
<p>Si calcola che siano da 300 a 600 mila le colf e badanti senza permesso di soggiorno. La proposta di regolarizzarle viene da una parte del governo, ma è ostacolata dalla lega, che la vede in contrasto con il recente Ddl sulla sicurezza approvato dalle camere e in attesa di firma del Presidente Napolitano.  Qualcuno suggerisce che questa regolarizzazione di  colf e badanti  &#8220;clandestini&#8221;  sia un modo per  tenere a bada la Chiesa dopo il richiamo del Papa alla moralità di chi governa il paese e le critiche alla legge sull&#8217;immigrazione. Tutto può essere. Ma è più importante capire in che direzione stiamo andando.</p>
<p>Prima di tutto non si capisce perché possano beneficiare di questa &#8220;sanatoria&#8221; solo colf e badanti? E gli altri lavoratori irregolari? Tra gli intenti dichiarati dai promotori del provvedimento vi è quello di portare alla luce il lavoro sommerso. Ma a quanto sembra nell&#8217;edilizia e nell&#8217;industria non interessa toccare condizioni di lavoro spesso ingiuste e pericolose. O forse significa soltanto che siamo tutti &#8220;più sensibili&#8221; ai disagi degli anziani e ai problemi domestici.</p>
<p>Per l&#8217;assistenza agli anziani  si parla di un milione di famiglie  interessate. Possiamo ipotizzare che almeno il 50% dei lavoratori impiegati a domicilio siano al nero per convenienza, imposizione o perché senza permesso di soggiorno. I numeri sono incerti, ma  sono consistenti e pesano in una situazione di crisi economica e di valori etici.</p>
<p>La &#8220;regolarizzazione selettiva  dei rapporti di lavoro domestico&#8221;, così è stata riproposta nell&#8217;accordo tra i ministri Maroni e Sacconi, sembra essere un provvedimento necessario al governo per recuperare consensi tra i cittadini  che con la nuova legge sulla sicurezza e immigrazione,  improvvisamente, diventerebbero penalmente perseguibili per favoreggiamento alla clandestinità. Inoltre, la &#8220;sanatoria&#8221; (non si dovrebbe usare questo termine perché la Comunità Europea è contraria) ridurrebbe il numero dei migranti (un milione?) che diventeranno clandestini da un giorno all&#8217;altro, mettendo così in seria difficoltà il lavoro della Polizia e della Magistratura.</p>
<p>Sul piano economico, la regolarizzazione del lavoro sommerso porterà alle casse dello Stato un discreto aumento contributivo. Più che giusto visto che è indispensabile assicurare tutti i servizi (sanità, educazione, trasporti&#8230;) a tutti i cittadini italiani e stranieri che in questo paese ci vivono e ci lavorano. Purtroppo non sembra essere questa la tendenza, perché i tagli previsti della spesa pubblica non permetteranno di soddisfare le necessità urgenti della sanità, o della giustizia e sicurezza.</p>
<p>Nell&#8217;immediato, con l&#8217;approvazione della regolamentazione, arriveranno nelle casse dello Stato più di 2 miliardi di euro, pescando nelle tasche degli anziani e delle famiglie. Infatti, ogni richiesta di regolarizzazione prevede il pagamento di 500 euro per assicurarsi la non punibilità del lavoratore in nero e del suo datore di lavoro. A questo si aggiungono 100/200 euro per il permesso di soggiorno (da rinnovare ogni anno) a carico del lavoratore immigrato.  Queste sono le cifre si cui si è parlato sino ad ora.</p>
<p>La sanatoria ha però dei limiti che dovrebbero rimediare a irregolarità rilevate con il decreto flussi del 2008. Non potranno richiedere il  condono gli immigrati arrivati oltre i tre mesi dall&#8217;entrata in vigore della legge. Saranno esclusi quelli con sanzioni penali o di espulsione, ovviamente. Anche per i datori di lavoro immigrati è previsto che debbano avere almeno 5 anni di soggiorno regolare. Nessuno dice, invece, che fine faranno le richieste di permesso di soggiorno presentate con il decreto flussi del 2008 (ne sono state accolte 170 mila su 600 mila).</p>
<p>Bene. Sembra che i contrasti nel governo siano quasi risolti. Si tratta solo di vedere i dettagli e apprezzare la furbizia di questa classe politica nel perseguire la strategia populista dei consensi. A noi, cittadini, viene data l&#8217;opportunità di salvare la badante dalla schiavitù della clandestinità  con soli 500 euro.</p>
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		<title>L’insopportabile peso della vita</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 09:56:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Tra il 9 e il 10 settembre si è tenuta in molti paesi la giornata  della prevenzione del suicidio promossa da International Association for Suicide Prevention e dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) per sensibilizzare la gente  su un fenomeno che coinvolge tutti in tutto il mondo. Per l&#8217;occasione sono stati diffusi dati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--nextpage--></p>
<p><img class="size-full wp-image-1645 alignright" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="CDFriedrich" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/CDFriedrich.jpg" alt="CDFriedrich" width="200" height="265" />Tra il 9 e il 10 settembre si è tenuta in molti paesi la giornata  della prevenzione del suicidio promossa da <a href="http://www.iasp.info/" target="_blank">International Association for Suicide Prevention</a> e dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (<a href="http://www.who.int" target="_blank">OMS/WHO</a>) per sensibilizzare la gente  su un fenomeno che coinvolge tutti in tutto il mondo. Per l&#8217;occasione sono stati diffusi dati e informazioni  ma soprattutto si è voluto lanciare un appello a considerare il suicidio come un evento prevedibile quando si sappiano comprendere certi comportamenti. Molto dipende da attenzione e sensibilità, ma anche dalla conoscenza di determinati meccanismi, segni e condizioni che si manifestano nelle diverse  età.</p>
<p>In Italia le persone con più di 65 anni sono circa il 20% della popolazione. Per questa fascia di età il numero dei suicidi supera il 34% del totale nazionale e rappresenta il valore più alto nella suddivisione statistica dell&#8217;Istat, seguito da quello della fascia tra i 45 e i 64 anni. Per i tentativi di suicidio, invece, la popolazione più coinvolta è quella tra 25 e 44 anni.</p>
<p>Parlare di motivazioni o cause del suicidi è sempre riduttivo rispetto alla evidente unicità di ogni storia personale. Secondo i dati Istat la &#8220;malattia&#8221; è il movente nella maggior parte dei casi di suicidio tra la popolazione anziana. La categoria &#8220;malattia&#8221; è volutamente molto ampia perché permette di raggruppare motivazioni che altrimenti richiederebbero informazioni molto più precise. Infatti, sono le malattie psichiche a prevalere. E bisogna anche aggiungere che la voce &#8220;Ignoto o non pervenuto&#8221;  permette a chi redige queste burocratiche informative di non cadere in presunte valutazioni.</p>
<p>La riduzione a statistica di un fenomeno come questo cambia di significato in relazione al punto di vista e non può dare ragione della complessità che ogni evento racchiude. Quella su cui pensiamo è solo un&#8217;ipotesi di lavoro.</p>
<p><strong>Suicidi e tentativi tra la popolazione di 65 anni e più</strong> (fonte: <a href="http://www.istat.it/dati/dataset/20090703_00/" target="_blank">dati Istat</a>)</p>
<table style="border: 5px solid #ffffff; height: 188px; width: 450px;" border="5" cellpadding="5">
<tbody>
<tr style="background-color: #ffcc00;">
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">Italia</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" colspan="4" align="center">suicidi 65+</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" colspan="4" align="center">tentativi di suicidio 65+</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">anno</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">M</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">F</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">MF</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">%IT</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">M</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">F</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">MF</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">% IT</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">2003 <span style="color: #ff0000;">* </span></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">1.072</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">378</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"><strong>1.450</strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">35,5%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">2004</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"></td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">2005</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">778</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">276</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"><strong>1.054</strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">36,4%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">228</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">179</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">407</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">12,3%</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">2006</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">886</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">252</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"><strong>1.138</strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">37,1%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">222</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">144</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">366</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">11,1%</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">2007</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">795</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">253</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"><strong>1.048</strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">36,6%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">215</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">154</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">369</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">11,4%</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">2008</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">746</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">228</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center"><strong>974</strong></td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">34,4%</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">210</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">147</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">357</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;" align="center">10,7%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>-  Nota <span style="color: #ff0000;">*</span> : fonte <a href="http://www.who.int/mental_health/prevention/suicide/suicideprevent/en/" target="_blank">OMS/WHO</a> &#8211; M=maschi, F=femmine.</p>
<hr style="border: 1px solid #ffcc00; width: 500px; color: #336699;" noshade="noshade" />
<table class="alignright" style="border: 10px solid #ffffff;" border="10" cellpadding="5" frame="box">
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; background-color: #ffcc00;">MOVENTE</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">MF</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">F</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">M</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">Malattie</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">532</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">140</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">392</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">- Fisiche</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">206</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">28</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">178</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">- Psichiche</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">326</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">112</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">214</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">Motivi affettivi</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">56</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">9</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">47</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">Motivi d&#8217;onore</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">2</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">0</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">2</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">Motivi economici</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">18</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">3</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">15</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">Non indicato</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">366</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">76</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">290</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Italia 2008 &#8211; popolazione 65 + </strong></p>
<p>Le tabelle relative ai suicidi pubblicate dall&#8217;Istat si basano sui rilievi fatti da Polizia e Carabinieri. Oltre all&#8217;età l&#8217;analisi statistica considera diversi altri aspetti: diffusione sul territorio, motivazione, modalità e momento.</p>
<p>Tra le motivazioni per i suicidi di anziani è maggiore la malattia, soprattutto psichica (ma questo vale per tutte le età, in particolare tra 45 e 64 anni).</p>
<p>Il numero maggiore di suicidi nel 2008 tra gli anziani è nel mese di giugno, seguito da luglio e agosto.</p>
<p>Le ore di punta sono tra le 8 e le 11, ma il numero resta alto fino alle 15.</p>
<hr style="border: 1px solid #ffcc00; width: 500px; color: #336699;" noshade="noshade" />
<table class="alignleft" style="border: 10px solid #ffffff; height: 346px;" border="10" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00; background-color: #ffcc00;">ESECUZIONE</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">F</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">M</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">avvelenamento</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">9</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">17</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">asfissia da gas</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">1</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">11</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">impiccagione</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">46</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">296</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">arma</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">5</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">138</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">- da taglio</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">3</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">10</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">- da fuoco</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">2</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">130</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">precipitazione</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">94</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">128</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">annegamento</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">28</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">43</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">investimento</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">6</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">14</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">altro</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">24</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">47</td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">non indicato</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">15</td>
<td style="border: 1px solid #ffcc00;">52</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>.</p>
<p>Le modalità di suicidio dipendono da un&#8217;osservazione più oggettiva. Tra gli uomini anziani ricorre con maggiore frequenza l&#8217;impiccagione, mentre tra le donne è il salto nel vuoto. Nei paesi meno sviluppati  economicamente, per fare un raffronto tragico, si ricorre all&#8217;avvelenamento con pesticidi.</p>
<p>I dati Istat permettono di vedere dove si verificano i suicidi, ma online non sono disponibili nella suddivisione per età. Per quanto riguarda tutta la popolazione osserviamo che le regioni con il più alto tasso di suicidi nel 2008 sono:</p>
<p>Valle d&#8217;Aosta &#8211; 9,5 (ogni 100mila abitanti).</p>
<p>Sardegna &#8211; 8,9, ma la media regionale è alta solo perché due province hanno un alto tasso di suicidi: Ogliastra e Medio Campidano con 17,2 e 17,4 (ogni 100mila abitanti).</p>
<p>Umbria &#8211; 8,5 (ogni 100mila abitanti).</p>
<p>Molise &#8211; 8,4 (ogni 100mila abitanti). La provincia di Isernia, 13,5, ha un tasso doppio rispetto a Campobasso.</p>
<p>Altre province dove il tasso è più evidente (12 e 13 ogni 100mila abitanti) sono Trieste, Belluno, Sondrio, Cuneo.</p>
<p>La regione con il tasso più basso di suicidi è la Campania, 1,8 (ogni 100mila abitanti), con Napoli allo 0,7.</p>
<p>Tra gli stranieri presenti in Italia i suicidi sono 239, di cui 160 nati in altri paesi europei e 49 della sola Romania.</p>
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		<title>La telemedicina non è Elisir di Rai3</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 09:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kd</dc:creator>
				<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
		<category><![CDATA[Arsenal.it]]></category>
		<category><![CDATA[Asl]]></category>
		<category><![CDATA[comunità europea]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Veneto è all&#8217;avanguardia per la Telemedicina, seguita da Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il Veneto ha partecipato alla sperimentazione del progetto europeo di telemedicina in neurochirurgia  &#8220;Health Optimum&#8221;  con ottimi risultati. Il progetto è cominciato nel 2004 e da poco si è conclusa la seconda fase che ha coinvolto cinque paesi europei: Svezia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1556 alignright" style="border: 0pt none; margin: 5px 10px;" title="health-opti" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/health-opti.png" alt="health-opti" width="246" height="298" />La Regione Veneto è all&#8217;avanguardia per la Telemedicina, seguita da Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il Veneto ha partecipato alla sperimentazione del progetto europeo di telemedicina in neurochirurgia  &#8220;Health Optimum&#8221;  con ottimi risultati. Il progetto è cominciato nel 2004 e da poco si è conclusa la seconda fase che ha coinvolto cinque paesi europei: Svezia, Danimarca, Spagna, Romania, oltre all&#8217;Italia.</p>
<p>Positiva  anche la sperimentazione condotta dall&#8217;ospedale Molinette di Torino in collaborazione con Telecom, che ha progettato un sistema di monitoraggio a domicilio  per i malati cronici: MyDoctor@Home permette di raccogliere dati sul paziente attraverso apparecchiature elettromedicali collegate via wireless e telefono a un centro di controllo con personale specializzato.</p>
<p>Al servizio di Telecom guardano con interessate diverse regioni, tra cui il Veneto dove le Asl si sono riunite nel  consorzio  &#8220;Arsenal.it&#8221; per affrontare insieme il passaggio alla telemedicina. L&#8217;iniziativa è nelle mani delle singole regioni perché a livello nazionale non c&#8217;è programmazione concreta se non quella di diffondere ottimi  consigli che riprendono le indicazioni della Commissione Europea. In questi anni la classe politica e amministrativa ha fatto ben poco, se non prendere l&#8217;iniziativa di tagliare 27mila posti letto negli ospedali pubblici. Obiettivo non facile visti i ritardi di attuazione nelle regioni del centro-sud. In questi giorni sono uscite nuove dichiarazioni entusiaste per la telemedicina (a volte come <em>elisir</em> di lunga vita), soltanto perché si è intravista la possibilità di tagliare un alto numero di posti letto.</p>
<p>E&#8217; stato fatto molto poco se non nulla per promuovere la ricerca e la formazione nelle università sul complesso sistema della telemedicina, o la collaborazione tra aziende e amministrazioni locali per progettare le infrastrutture. Per esempio, è indispensabile che la banda larga per la trasmissione dati arrivi nelle case di tutti i cittadini.  Non si sta facendo nulla per informare i cittadini e prepararli al cambiamento. Più importante e conveniente è parlare del passaggio al digitale terrestre. E non c&#8217;è da stupirsi se molti pensano che la telemedicina sia la trasmissione Elisir in onda su Rai3.</p>
<p>Manca in Italia, e forse in molti paesi europei, un&#8217;attenzione per i veri problemi che riguardano il futuro prossimo. Manca una classe dirigente che non pensi al proprio tornaconto o al consenso. E soprattutto c&#8217;è al fondo l&#8217;incapacità di capire, prevedere e programmare uno sviluppo che non sia quello apparente del &#8220;libero mercato&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Il triciclo della terza età</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 13:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kd</dc:creator>
				<category><![CDATA[tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra molto comodo, stabile e facile da guidare. Il veicolo per il trasporto personale disegnato dal designer svedese  Malin Grummas ha l&#8217;assetto di un triciclo con un motore elettrico. Icio, questo il nome, è stato progettato  per chi ha difficoltà di movimento o per gli anziani.
Molto bella, senza dubbio, questa idea così moderna di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1547" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="personal transporter" src="http://querciablu.it/wp-content/uploads/pers-transp.jpg" alt="personal transporter" width="200" height="122" />Sembra molto comodo, stabile e facile da guidare. Il veicolo per il trasporto personale disegnato dal designer svedese <span style="font-weight: bold;"> <span>Malin Grummas</span></span> ha l&#8217;assetto di un triciclo con un motore elettrico. Icio, questo il nome, è stato progettato  per chi ha difficoltà di movimento o per gli anziani.</p>
<p>Molto bella, senza dubbio, questa idea così moderna di un <em>personal transporter</em>. Finalmente qualcuno che pensa ai cittadini fuori moda e fuori target. Poi ho pensato ai marciapiedi delle nostre città, alle scarse piste ciclabili, all&#8217;incuria delle strade di periferia, all&#8217;abbandono dei piccoli spazi verdi sotto casa, all&#8217;accesso non facilitato alle scale di tanti palazzi. Qui non bastano le soluzioni individuali, che solo pochi si possono permettere. Ci vorrebbe soprattutto un cambio di sensibilità da parte di tutti, o almeno di molti, a cominciare da designer, architetti, urbanisti sino agli imprenditori edili.</p>
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		<item>
		<title>La CE si raccomanda tanto</title>
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		<comments>http://www.querciablu.it/?p=1527#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 09:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kd</dc:creator>
				<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[commissione]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[giuridica]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Europea rivolge un appello a tutti i paesi membri affinché diano completo appoggio al piano d&#8217;azione (2006-2015) che il Consiglio d&#8217;Europa ha approvato per migliorare la qualità di vita dei disabili e degli anziani.
Il documento pubblicato lo scorso 8 luglio invita &#8220;gli Stati membri ad adottare specifiche azioni volte a favorirne l&#8217;autonomia, l&#8217;indipendenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Europea rivolge un appello a tutti i paesi membri affinché diano completo appoggio al piano d&#8217;azione (2006-2015) che il Consiglio d&#8217;Europa ha approvato per migliorare la qualità di vita dei disabili e degli anziani.</p>
<p>Il documento pubblicato lo scorso 8 luglio invita &#8220;gli Stati membri ad adottare specifiche azioni volte a favorirne l&#8217;autonomia, l&#8217;indipendenza e la vita attiva, per migliorare l&#8217;accesso e la qualità dei servizi, compresi i servizi sociali e la tutela giuridica.&#8221;</p>
<p>Sono più di quaranta i punti in cui la Commissione europea ha articolato le raccomandazioni ai governi. Tre i temi principali:</p>
<p>1. Promuovere l&#8217;autonomia e la vita attiva e indipendente.</p>
<p>2. Migliorare la qualità dei servizi.</p>
<p>3. Rafforzare la parità di accesso ai servizi, compresi i servizi sociali e tutela giuridica.</p>
<p>Tutte raccomandazioni molto interessanti, che si ispirano ai principi fondamentali di una vita collaborativa e razionalmente fondata. Purtroppo la realtà è un&#8217;altra e non basta dire ai governi dei singoli paesi &#8220;che cosa fare&#8221;. Uguaglianza ed equità non possono essere degli obiettivi realisticamente raggiungibili se non cambia la distribuzione delle risorse disponibili. Non si può parlare di miglioramento della qualità della vita contando fideisticamente sulle regole del mercato. I tagli alla spesa pubblica e la &#8220;delega&#8221; quasi in bianco lasciata ai servizi privati per la salute, creano ancor più differenze tra i cittadini. In un paese come l&#8217;Italia c&#8217;è solo da sperare che regga il sistema del volontariato.</p>
<p>Il testo del documento è percorso in tutta la sua lunghezza dal condizionale, con molte ripetizioni di significato. Non vengono espressi vincoli  o impegni per controllarne l&#8217;attuazione. Tanto meno vengono date indicazioni economiche  (se non quella di allungare l&#8217;età pensionabile, che non c&#8217;entra  con la predisposizione dei servizi).  Forse non è il luogo.</p>
<p>Traduciamo dall&#8217;inglese le raccomandazioni della Commissione europea contenute nel documento <a href="https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?Ref=CM/Rec(2009)6&amp;Language=lanEnglish&amp;Ver=original&amp;Site=CM&amp;BackColorInternet=DBDCF2&amp;BackColorIntranet=FDC864&amp;BackColorLogged=FDC864" target="_blank">CM/Rec(2009)6</a>, che non  abbiamo trovato nella sezione in italiano del sito ufficiale. Rispondiamo così all&#8217;invito della CE di dare la massima diffusione alle raccomandazioni.</p>
<p><strong>1. Promuovere l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza e la vita attiva. </strong></p>
<p>1.1. Persone con disabilità che invecchiano e persone anziane con disabilità desiderano vivere la loro vita con il massimo grado di libertà e di autonomia, in ambienti fisici e umani e con i servizi di sostegno che facilitino piuttosto che ostacolare questo stile di vita. Le seguenti raccomandazioni vanno verso questo obiettivo.1.1. Il diritto di scelta e di auto-determinazione deve essere rispettato. Eventuali limitazioni di questo diritto fondamentale devono essere rigorosamente limitate  in definite circostanze.</p>
<p>1.2. Le risorse e le personali potenzialità della popolazione anziana dovrebbero essere riconosciute e inserite in strategie di pianificazione e di sostegno.</p>
<p>1.3. Perché alcuni gruppi sociali (come le donne, le minoranze, i migranti e le persone con diverso orientamento sessuale) sono a rischio di discriminazione, è particolarmente importante salvaguardare la loro parità di diritti, quando  si organizzazione di servizi di sostegno e di vita autonoma e indipendente.</p>
<p>1.4. Le modalità di vita (a casa, assistiti o in alloggi residenziali di collocamento) dovrebbero tenere conto delle persone, dei loro desideri e bisogni.</p>
<p>1.5. Le opportunità di riabilitazione e di formazione dovrebbero essere fornite per assecondare una vita indipendente.</p>
<p>1.6. La preparazione ai cambiamenti della vita dovrebbe essere inserita  nei programmi per gli anziani con disabilità.</p>
<p>1.7. Il principio di apprendimento lungo tutto l&#8217;arco della vita deve essere applicato, indipendentemente dalla età e  capacità dei singoli. Il continuo sviluppo di nuove competenze, contribuisce a garantire l&#8217;autonomia personale, l&#8217;accesso e la partecipazione alla vita sociale. La formazione professionale deve essere adattata alle singole esigenze.</p>
<p>1.8. Le opportunità per una partecipazione attiva in tutti i settori della vita (per esempio, di volontariato, di lavoro o di politica, culturale, sociale e attività professionali) devono essere promosse dai governi, che riconoscono le conoscenze e le esperienze di vita delle persone anziane.</p>
<p>1.9. La solitudine e l&#8217;isolamento di molte persone in questi gruppi devono essere riconosciute e affrontate con la creazione di opportunità di partecipazione attiva, come ad esempio in ruoli speciali di volontariato e centri di appartenenza della comunità.</p>
<p>1,10. Una più flessibile età pensionabile dovrebbe essere introdotta, sulla base di preferenze personali e di capacità supportate.</p>
<p>1,11. La povertà tra le persone con disabilità dovrebbe essere evitata attraverso adeguate misure di protezione sociale.</p>
<p>1,12.Un sistema moderno  di informazione e di consulenza &#8211; anche tramite Internet &#8211; dovrebbero essere disponibile per aiutare le persone a prendere le proprie decisioni e a organizzare la loro vita indipendente.</p>
<p>1,13. Gli alloggi, gli edifici pubblici e i trasporti devono essere resi pienamente accessibili e utilizzabili al fine di garantire il più alto grado possibile di autonomia e di libertà di circolazione per le persone con disabilità.</p>
<p>1,14. Le amministrazioni pubbliche dovrebbero prendere le misure necessarie per garantire che i trasporti siano abbordabili e accessibili.</p>
<p>1,15. Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per rafforzare la raccolta di dati, potenziare la ricerca e la compilazione di statistiche e dati con riguardo alle esigenze della popolazione di persone con disabilità e le persone anziane con disabilità.</p>
<p>1,16. Il personale dei servizi di assistenza dovrebbe conoscere i diritti delle persone interessate per l&#8217;autonomia personale, e scegliere il tipo, l&#8217;ubicazione, i tempi e il ritmo dei servizi che devono essere forniti.</p>
<p>1,17. I familiari dovrebbero ricevere materiale e altre forme di assistenza per consentire loro di sostenere una persona con disabilità a casa.</p>
<p>1,18. Le procedure di valutazione e di risposta alle esigenze dei cittadini dovrebbero essere aperte a revisione e cambiamenti indipendenti.</p>
<p>1,19. Il potenziale individuale  e le capacità personali devono essere sempre inclusi nella valutazione globale dei loro bisogni e delle esigenze di sostegno.</p>
<p>1,20. Regolari periodi di pausa dalle responsabilità nella cura degli anziani da parte dei familiari dovrebbero essere previsti fornendo assistenza alla famiglia. Ciò aiuterebbe ad allungare il periodo di sostegno familiare.</p>
<p>1,21. Servizi e il loro personale devono rispettare e tener conto del passo e del ritmo  delle persone con le quali si sta lavorando.</p>
<p><strong>2. Migliorare la qualità dei servizi </strong></p>
<p>Le seguenti raccomandazioni sono progettate in modo da valorizzare la qualità dei servizi in questo campo.</p>
<p>2.1. È essenziale che siano forniti servizi di qualità e in quantità sufficienti.</p>
<p>2.2. I disabili anziani e le persone anziane con disabilità dovrebbero essere pienamente e direttamente coinvolti in tutto il processo di progettazione, attuazione e valutazione dei servizi. Famiglie, amici e prestatori di cure dovrebbero anche essere coinvolti in questi processi.</p>
<p>2.3. Per quanto è possibile, i servizi dovrebbero essere forniti alla persona nel suo ambiente domestico o nella comunità locale, piuttosto che in un istituto residenziale, e quanto più possibile vicino alla sua abitazione.</p>
<p>2.4. Quando sono necessari diversi tipi di assistenza (per esempio, cure sanitarie e sociali), devono essere attentamente coordinati o integrati per rispondere efficacemente alle esigenze del singolo destinatario.</p>
<p>2.5.Dei consulenti indipendenti dovrebbero essere disponibili per spiegare alle persone la complessità dei servizi e indirizzarle verso le scelte più adatte.</p>
<p>2.6. La qualità dei servizi dipende in larga misura da una sufficiente quantità di forza-lavoro, con una gamma di personale addestrato per soddisfare i requisiti in termini di competenze dei loro particolari ruoli e compiti. La loro professionalità dovrebbe quindi essere riconosciuta e adeguatamente remunerata.</p>
<p>2.7. Quando coinvolti nell&#8217;assistenza, i familiari e il personale pagato dovrebbero ricevere una adeguata formazione, informazione e supporto dalle autorità pubbliche o di ONG.</p>
<p>2.8. I servizi dovrebbero essere adeguatamente finanziati, è una condizione necessaria, se non sufficiente, per essere di qualità soddisfacente. I responsabili per il finanziamento dovrebbe guardare a una varietà di fonti di finanziamento, come ad esempio i finanziamenti governativi, ONG nazionali e internazionali, le lotterie, i contributi delle imprese e quelli degli utenti dei servizi stessi.</p>
<p>2.9. Il diritto alla buona qualità dei servizi forniti da tutti i fornitori di servizi dovrebbe essere definito e garantito dalla legislazione, con sistemi chiaramente specificati. Le aree da coprire includono: la formazione e le qualifiche del personale, le norme di qualità in servizi specifici, i sistemi di controllo e di ispezione, e le denunce dei sistemi.</p>
<p>2,10. La garanzia di qualità e i sistemi e metodi di gestione, che tengano conto delle considerazioni di carattere etico e deontologico, sono adeguate in questo campo e dovrebbe essere usate in tali servizi.</p>
<p>2,11. La qualità  dei servizi devrebbe prestare la debita attenzione non solo alle necessità fisiche. Ma dovrebbe, se è il caso, rispondere alle necessità  culturali, emotive, sessuali e spirituali delle persone.</p>
<p>2,12. La qualità è rafforzata quando i servizi sono personalizzati attraverso piani d&#8217;azione individuale per ogni persona con disabilità.</p>
<p>2,13. Poiché le nuove tecnologie svolgono un ruolo sempre più importante nei servizi di sostegno, devono essere pienamente accessibili per gli anziani con disabilità  e formare  parte di un sistema di supporto integrato per i singoli.</p>
<p><strong>3. Rafforzare la parità di accesso ai servizi, compresi i servizi sociali e la tutela giuridica</strong></p>
<p>Evidentemente è importante per gli anziani con disabilità e le persone anziane con disabilità avere la piena parità di accesso alla tutela giuridica e sociale dei servizi. Storicamente, questo non è sempre stato il caso, con notevoli variazioni tra i vari paesi. La protezione giuridica è particolarmente importante, poiché senza queste persone  sono vulnerabili alle variazioni locali delle politiche e delle prestazione. Naturalmente, tutti i cittadini dovrebbero avere parità di accesso ai servizi a cui hanno diritto per legge, le persone con disabilità non fanno eccezione.</p>
<p>Le seguenti raccomandazioni sono progettate in modo da valorizzare la parità di accesso ai servizi, compresi i servizi sociali e di tutela giuridica.</p>
<p>3.1. Le persone con disabilità non dovrebbe subire alcuna riduzione della loro diritti quando invecchieranno o se hanno già raggiunto un età più avanzata.</p>
<p>3.2. La gente dovrebbe essere in grado di nominare uno o più persone di fiducia (dalla propria famiglia o non) prima del verificarsi di una incapacità giuridica connessa con l&#8217;aggravarsi di una disabilità.</p>
<p>3.3. Le persone con disabilità devono essere protette dalla violenza e dagli abusi, ad esempio attraverso un facile accesso alle linee telefoniche di assistenza e ad altri sistemi.</p>
<p>3.4. La parità di diritti di accesso ai servizi sociali e alla protezione giuridica dovrebbe essere garantiti su tutto il territorio nazionale, anche in paesi con una struttura federale.</p>
<p>3.5. Un mediatore dovrebbe essere disponibile, come l&#8217;esperienza ha dimostrato di poter fornire un valido mezzo di  protezione per le persone che ritengono gli sia stata negata la parità di accesso ai servizi sociali e / o il loro diritto alla tutela giuridica. Un sistema di mediazione può valere per tutti i gruppi di cittadini, o vi può essere un sistema specifico per le persone con disabilità.</p>
<p>3.6. Tutte le tariffe per gli utenti dei servizi dovrebbe essere ad un livello accessibile a garantire che i costi non siano un ostacolo per l&#8217;accesso ai servizi necessari.</p>
<p>3.7. Servizi e protezione giuridica dovrebbe essere fornite su base paritaria a tutti gli individui, indipendentemente dal loro stile di vita, l&#8217;origine, il tipo o il grado di disabilità, età, origine sociale o familiare, capacità finanziaria e di convinzioni religiose o filosofiche.</p>
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		<title>500 euro per liberare una badante</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 09:05:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aggiornamento 11 settembre 2009
L&#8217;ultimo bollettino del Ministero degli Interni è del 10 settembre 2009 e dichiara 54.000 domande presentate. Sono poche se ricordiamo che le previsioni erano di 300/600.000 domande di regolarizzazione per colf e badanti. La maggior parte delle richieste vengono da Milano, Roma e Napoli.  I principali paesi d&#8217;origine degli immigrati  sono Ucraina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aggiornamento 11 settembre 2009</strong></p>
<p>L&#8217;ultimo <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0142_2009_09_10_report_ore_13.html_1375993315.html" target="_blank">bollettino</a> del Ministero degli Interni è del 10 settembre 2009 e dichiara 54.000 domande presentate. Sono poche se ricordiamo che le previsioni erano di 300/600.000 domande di regolarizzazione per colf e badanti. La maggior parte delle richieste vengono da Milano, Roma e Napoli.  I principali paesi d&#8217;origine degli immigrati  sono Ucraina, Moldavia, Marocco, Bangladesh, Cina Popolare.</p>
<p>Attraverso associazioni e patronati sono state richiesti 31.000 moduli e 48.000 da privati. Le domande inviate mercoledì sono state circa 8.000, in lenta crescita con i giorni immediatamente precedenti. Nel bollettino non ci sono indicazioni che permettano di definire i datori di lavoro e neppure quelle che riguardano il tipo di lavoro (colf o badante).</p>
<hr style="width: 450px;" /><strong>500 euro per liberare una badante &#8211; 14 luglio 2009</strong></p>
<p>Si calcola che siano da 300 a 600 mila le colf e badanti senza permesso di soggiorno. La proposta di regolarizzarle viene da una parte del governo, ma è ostacolata dalla lega, che la vede in contrasto con il recente Ddl sulla sicurezza approvato dalle camere e in attesa di firma del Presidente Napolitano.  Qualcuno suggerisce che questa regolarizzazione di  colf e badanti  &#8220;clandestini&#8221;  sia un modo per  tenere a bada la Chiesa dopo il richiamo del Papa alla moralità di chi governa il paese e le critiche alla legge sull&#8217;immigrazione. Tutto può essere. Ma è più importante capire in che direzione stiamo andando.</p>
<p>Prima di tutto non si capisce perché possano beneficiare di questa &#8220;sanatoria&#8221; solo colf e badanti? E gli altri lavoratori irregolari? Tra gli intenti dichiarati dai promotori del provvedimento vi è quello di portare alla luce il lavoro sommerso. Ma a quanto sembra nell&#8217;edilizia e nell&#8217;industria non interessa toccare condizioni di lavoro spesso ingiuste e pericolose. O forse significa soltanto che siamo tutti &#8220;più sensibili&#8221; ai disagi degli anziani e ai problemi domestici.</p>
<p>Per l&#8217;assistenza agli anziani  si parla di un milione di famiglie  interessate. Possiamo ipotizzare che almeno il 50% dei lavoratori impiegati a domicilio siano al nero per convenienza, imposizione o perché senza permesso di soggiorno. I numeri sono incerti, ma  sono consistenti e pesano in una situazione di crisi economica e di valori etici.</p>
<p>La &#8220;regolarizzazione selettiva  dei rapporti di lavoro domestico&#8221;, così è stata riproposta nell&#8217;accordo tra i ministri Maroni e Sacconi, sembra essere un provvedimento necessario al governo per recuperare consensi tra i cittadini  che con la nuova legge sulla sicurezza e immigrazione,  improvvisamente, diventerebbero penalmente perseguibili per favoreggiamento alla clandestinità. Inoltre, la &#8220;sanatoria&#8221; (non si dovrebbe usare questo termine perché la Comunità Europea è contraria) ridurrebbe il numero dei migranti (un milione?) che diventeranno clandestini da un giorno all&#8217;altro, mettendo così in seria difficoltà il lavoro della Polizia e della Magistratura.</p>
<p>Sul piano economico, la regolarizzazione del lavoro sommerso porterà alle casse dello Stato un discreto aumento contributivo. Più che giusto visto che è indispensabile assicurare tutti i servizi (sanità, educazione, trasporti&#8230;) a tutti i cittadini italiani e stranieri che in questo paese ci vivono e ci lavorano. Purtroppo non sembra essere questa la tendenza, perché i tagli previsti della spesa pubblica non permetteranno di soddisfare le necessità urgenti della sanità, o della giustizia e sicurezza.</p>
<p>Nell&#8217;immediato, con l&#8217;approvazione della regolamentazione, arriveranno nelle casse dello Stato più di 2 miliardi di euro, pescando nelle tasche degli anziani e delle famiglie. Infatti, ogni richiesta di regolarizzazione prevede il pagamento di 500 euro per assicurarsi la non punibilità del lavoratore in nero e del suo datore di lavoro. A questo si aggiungono 100/200 euro per il permesso di soggiorno (da rinnovare ogni anno) a carico del lavoratore immigrato.  Queste sono le cifre si cui si è parlato sino ad ora.</p>
<p>La sanatoria ha però dei limiti che dovrebbero rimediare a irregolarità rilevate con il decreto flussi del 2008. Non potranno richiedere il  condono gli immigrati arrivati oltre i tre mesi dall&#8217;entrata in vigore della legge. Saranno esclusi quelli con sanzioni penali o di espulsione, ovviamente. Anche per i datori di lavoro immigrati è previsto che debbano avere almeno 5 anni di soggiorno regolare. Nessuno dice, invece, che fine faranno le richieste di permesso di soggiorno presentate con il decreto flussi del 2008 (ne sono state accolte 170 mila su 600 mila).</p>
<p>Bene. Sembra che i contrasti nel governo siano quasi risolti. Si tratta solo di vedere i dettagli e apprezzare la furbizia di questa classe politica nel perseguire la strategia populista dei consensi. A noi, cittadini, viene data l&#8217;opportunità di salvare la badante dalla schiavitù della clandestinità  con soli 500 euro.</p>
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		<title>Anziani e terremoto</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 11:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cicobum</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo questa testimianza dai campi degli sfollati per il terremoto in Abruzzo, pubblicata da GVonline, un sito d&#8217;informazione dei cattolici veneti (non è certamente una voce dell&#8217;eversione).
«Vorrei una crema contro la cellulite»: chiedono alcune ragazzine sfollate. Perché, passata l’emergenza, il tentativo è di tornare a un minimo di normalità. «Chiedono qualsiasi cosa; gli anziani vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questa testimianza dai campi degli sfollati per il terremoto in Abruzzo, pubblicata da GVonline, un sito d&#8217;informazione dei cattolici veneti (non è certamente una voce dell&#8217;eversione).</p>
<p>«Vorrei una crema contro la cellulite»: chiedono alcune ragazzine sfollate. Perché, passata l’emergenza, il tentativo è di tornare a un minimo di normalità. «Chiedono qualsiasi cosa; gli anziani vengono a farsi misurare la pressione tre volte al giorno, ma è un modo per parlare, per farsi ascoltare, per buttare fuori l’angoscia. Sono già sedici gli anziani che dal 6 aprile si sono lasciati morire»: racconta Claudio Gusella, volontario della Sogit.  (leggi il breve articolo in  <a href="http://www.gvonline.it/public/approfondimento.php?id=1740">gvonline.it</a>)</p>
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