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	<title>Quotidiano Motori</title>
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	<description>Quotidiano Motori è la tua fonte di notizie, recensioni e approfondimenti su auto, moto, Formula 1, MotoGP, nautica e aviazione. Test drive, analisi dettagliate e ultime novità dal mondo dei motori.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 17:01:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Quotidiano Motori</title>
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	<item>
		<title>Nuova Audi Q7 evolve in modo radicale tra design muscolare, V6 TDI mild hybrid e digitalizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Dimartino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Audi]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova Audi Q7 inaugura la terza generazione del SUV full size dei quattro anelli con una trasformazione profonda che tocca stile, abitabilità, digitalizzazione e tecnica. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #111;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li>La <strong>nuova Audi Q7</strong> nasce sulla piattaforma premium termica <strong>PPC</strong> e debutta con un’impostazione più muscolare, più tecnologica e più versatile rispetto al passato.</li>
<li>Al lancio arrivano due versioni del <strong>V6 3.0 TDI MHEV plus</strong> a doppia sovralimentazione da <strong>245 CV</strong> e <strong>299 CV</strong>, entrambe abbinate a <strong>quattro</strong>, <strong>tiptronic a 8 rapporti</strong> e sospensioni pneumatiche adattive.</li>
<li>In Italia sarà disponibile da <strong>settembre 2026</strong> con prezzi da <strong>87.150 euro</strong> per la 3.0 TDI 245 CV e da <strong>89.850 euro</strong> per la 3.0 TDI 299 CV.</li>
</ul>
</div>
<p>Con la terza generazione, <strong>Audi Q7</strong> entra in una nuova fase del proprio percorso. Basata sulla piattaforma premium termica <strong>PPC</strong>, la nuova serie punta su un <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a> più muscolare, su un abitacolo ancora più versatile e su un livello di digitalizzazione nettamente superiore. Al lancio arrivano due varianti del <strong>V6 3.0 TDI MHEV plus</strong> a doppia sovralimentazione da <strong>245 CV</strong> e <strong>299 CV</strong>, mentre l’abitacolo può essere configurato a <strong>5, 6 o 7 posti</strong>. A completare il quadro ci sono sterzo integrale, sospensioni pneumatiche adattive, nuovo tetto panoramico illuminato a trasparenza adattiva, <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/audi/">Audi</a> Digital Stage e un comparto luci tra i più avanzati del segmento.</p>

<h2><strong>Il design è più muscolare e più sportivo</strong></h2>
<figure id="attachment_293381" aria-describedby="caption-attachment-293381" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293381" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-1.jpg" alt="Il design della nuova Audi Q7" width="1200" height="900" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-1.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-1-300x225.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293381" class="wp-caption-text">Il <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a> della nuova Audi Q7 <span class="wp-caption-copyright"> — © Audi</span></figcaption></figure>
<p>La nuova Q7 è lunga <strong>5,06 metri</strong> e adotta una linea sensibilmente più sportiva, con una vista laterale caratterizzata da una linea di cintura ascendente e da un’altezza complessiva superiore di <strong>5 centimetri</strong> rispetto al modello precedente. Il frontale è dominato da un <strong>single frame</strong> più alto, mentre i <strong>blister quattro</strong> sopra i passaruota, il montante D più verticale e la linea del tetto quasi orizzontale rafforzano l’immagine di un <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/SUV/">SUV</a> più solido e più presente su strada.</p>
<p>Agli sbalzi corti e al passo lungo di <strong>3 metri</strong> si affiancano paraurti e prese d’aria ridisegnati, mentre il retrotreno punta su superfici più pulite, un estrattore sportivo e una fascia luminosa continua che unisce i gruppi ottici. <a href="https://www.audi.it/it/" target="_blank" rel="noopener">Audi</a> introduce anche l’illuminazione del single frame, degli anelli posteriori e, per la prima volta, le <strong>porte automatiche</strong> con apertura e chiusura elettrica, gestibili anche da remoto tramite l’<a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/app/">app</a> <strong>myAudi</strong>.</p>
<p>La nuova <strong>Audi Q7</strong> viene proposta per la prima volta con <strong>tre configurazioni di seduta</strong>. La soluzione a <strong>5 posti</strong> è di serie, mentre le configurazioni a <strong>6</strong> e <strong>7 posti</strong> sono disponibili a richiesta. La variante a sei posti rappresenta una novità assoluta per il modello e prevede due sedili singoli nella seconda fila, pensati per accentuare l’atmosfera lounge e il comfort a bordo.</p>
<p>Nelle versioni a cinque e sette posti, la seconda fila può ospitare <strong>tre seggiolini per bambini affiancati</strong>, un dettaglio molto importante per un <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/suv/">SUV</a> full size orientato alla famiglia. L’accesso alla terza fila è facilitato dalla funzione <strong>comfort entry</strong>, attivabile via MMI o tramite pulsanti sul montante C, mentre i sedili della seconda fila sono regolabili singolarmente in longitudine e inclinazione dello schienale secondo schema <strong>35:30:35</strong>.</p>
<h2><strong>Il bagagliaio</strong></h2>
<p>La nuova Q7 a cinque posti offre un bagagliaio compreso tra <strong>670 e 2.075 litri</strong>, con un guadagno di oltre <strong>80 litri</strong> rispetto alla generazione precedente. La versione a sette posti si ferma a <strong>581 litri</strong> e arriva fino a <strong>1.980 litri</strong>.</p>
<h2><strong>Il nuovo tetto panoramico illuminato</strong></h2>
<p>Tra i contenuti più distintivi dell’abitacolo c’è il nuovo <strong>tetto panoramico apribile</strong> con <strong>trasparenza adattiva</strong>. La superficie elettrocromatica può opacizzarsi per ridurre l’impatto della luce solare e dei raggi UV, mentre per la prima volta il tetto è anche illuminato grazie a <strong>78 micro Led</strong> integrati nella superficie vetrata. Il sistema permette di scegliere tra <strong>30 colori</strong> e rafforza sensibilmente la percezione di ampiezza e raffinatezza dell’abitacolo.</p>
<h2><strong>Materiali e atmosfera</strong></h2>
<figure id="attachment_293382" aria-describedby="caption-attachment-293382" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293382" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-2.jpg" alt="Gli interni della nuova Audi Q7" width="1200" height="675" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-2.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-2-300x169.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Nuova-Audi-Q7-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293382" class="wp-caption-text">Gli interni della nuova Audi Q7 <span class="wp-caption-copyright"> — © Audi</span></figcaption></figure>
<p>Tra le novità compaiono <strong>rivestimenti in lana di alpaca</strong>, inserti in <strong>frassino a grana fine naturale</strong> oppure in <strong>carbonio</strong>, oltre alle ampie possibilità offerte dal programma <strong>Audi exclusive</strong>. Anche la nuova luce interattiva dinamica, che avvolge plancia e abitacolo, contribuisce a creare un ambiente molto più ricco e coreografico rispetto al passato.</p>
<h2><strong>L’Audi Digital Stage</strong></h2>
<p>Il layout dell’abitacolo ruota attorno all’<strong>Audi Digital Stage</strong>, una novità per Q7. Il sistema è composto da <strong>Audi virtual cockpit da 11,9 pollici</strong>, <strong>display OLED curvo da 14,5 pollici</strong> per l’MMI e da uno <strong>schermo dedicato al passeggero</strong>, di serie.</p>
<p>Alla base di questa evoluzione c’è l’architettura elettronica <strong>E3 1.2</strong>, che Audi introduce per la prima volta sul SUV full size. La piattaforma si distingue per una maggiore velocità di calcolo e permette l’integrazione tra <strong>intelligenza artificiale</strong> e assistente vocale, oltre all’adozione del sistema operativo <strong>Android Automotive OS</strong>.</p>
<h2><strong>I comandi in abitacolo sono stati ripensati</strong></h2>
<p>La console centrale e il volante cambiano profondamente. Sul piantone dello sterzo compare un nuovo satellite che integra il selettore del cambio sulla destra e i comandi di luci e tergicristalli sulla sinistra. Lo spostamento della trasmissione dalla console al volante libera spazio aggiuntivo e consente di introdurre una ricarica wireless refrigerata con <strong>doppia postazione da 25 Watt</strong> e standard <strong>Qi 2.2</strong>, oltre a porte <strong>USB-C da 60 Watt</strong> per la seconda fila e <strong>100 Watt</strong> per la terza.</p>
<h2><strong>Il lighting Audi </strong></h2>
<p>La nuova Q7 porta al debutto una combinazione molto evoluta tra <strong>proiettori Matrix Led digitali evoluti</strong> e <strong>gruppi ottici Oled 3.0</strong>. I Matrix Led digitali utilizzano <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/tecnologia/">tecnologia</a> <strong>micro-Led</strong>, che permette un’illuminazione estremamente precisa, una migliore gestione delle zone d’ombra e un contrasto elevato anche in condizioni meteo difficili.</p>
<p>Audi sviluppa ulteriormente le funzioni di <strong>luce di corsia</strong> e <strong>luce di orientamento</strong>, che si integrano con i sistemi di assistenza e aiutano il guidatore a mantenere la traiettoria corretta, anche in presenza di restringimenti o cantieri. La nuova Q7 introduce inoltre una novità: gli <strong>indicatori di direzione dinamici con proiezione al suolo</strong>, che di notte mostrano a terra la segnalazione luminosa in modo sincronizzato con il lampeggio dei gruppi ottici.</p>
<h2><strong>La nuova Q7 punta tutto sul V6 3.0 TDI MHEV plus</strong></h2>
<p>La gamma iniziale è affidata al <strong>V6 3.0 TDI</strong> con doppia sovralimentazione e tecnologia <strong>MHEV plus a 48 Volt</strong>, proposto in due livelli di potenza: <strong>245 CV e 500 Nm</strong>, oppure <strong>299 CV e 630 Nm</strong>. Il sistema <strong>MHEV plus</strong> ruota attorno al <strong>powertrain generator</strong>, che integra motore elettrico, elettronica di potenza e raffreddamento dedicato.</p>
<p>Per la prima volta su Q7, il PTG lavora insieme al cambio <strong>tiptronic</strong> ed è abbinato a una batteria <strong>litio-ferro-fosfato da 1,7 kWh</strong>. Il sistema può contribuire alla marcia con fino a <strong>24 CV</strong> e <strong>370 Nm</strong>, mentre in frenata recupera energia fino a <strong>25 kW</strong>.</p>
<p>Il V6 3.0 TDI adotta una doppia sovralimentazione composta da <strong>turbocompressore</strong> e <strong>compressore elettrico</strong>. Il funzionamento è molto sofisticato: in fase di partenza interviene per primo il PTG, poi entra in azione il compressore elettrico, capace di raggiungere <strong>90.000 giri/min in 250 millesimi di secondo</strong>, mentre il turbo tradizionale subentra quando la pressione dei gas di scarico diventa sufficiente. Grazie a questo lavoro combinato, la pressione massima di sovralimentazione tocca i <strong>3,4 bar</strong>.</p>
<p>Dopo il lancio, Audi amplierà l’offerta con un <strong>V6 3.0 TFSI</strong> e con una proposta <strong>plug-in hybrid</strong> derivata da questa unità, disponibile in due livelli di potenza.</p>
<h2><strong>Lo sterzo integrale migliora agilità e stabilità</strong></h2>
<p>Tra i contenuti tecnici più rilevanti c’è anche lo <strong>sterzo integrale</strong>. A bassa velocità, fino a <strong>60 km/h</strong>, le ruote posteriori sterzano in controfase fino a <strong>5 gradi</strong> per favorire maneggevolezza e agilità nel misto stretto. A velocità media ed elevata, invece, sterzano nella stessa direzione delle anteriori per aumentare stabilità e rigore direzionale.</p>
<p>La nuova Audi Q7 mantiene la <strong>trazione integrale permanente quattro</strong> con differenziale centrale autobloccante, ora dotato di precarico per trasferire la spinta tra gli assali con maggiore rapidità. La capacità di traino arriva fino a <strong>3,5 tonnellate</strong>, mentre l’impianto frenante utilizza dischi autoventilanti da <strong>400 mm</strong> all’anteriore, con <strong>pinze a 6 pistoncini</strong>, e da <strong>350 mm</strong> al posteriore.</p>
<h2><strong>I sistemi di assistenza compiono un nuovo salto in avanti</strong></h2>
<p>La nuova Q7 può contare su un pacchetto ADAS molto ampio. Spicca l’<strong>assistente adattivo alla guida evoluto</strong>, che regola automaticamente la distanza dal veicolo che precede e aiuta a mantenere la centralità in corsia, anche in presenza di restringimenti. Abbinato all’<strong>emergency assist</strong>, il sistema può riconoscere l’inattività del conducente grazie a una telecamera in abitacolo e, se necessario, rallentare la vettura, guidarla automaticamente in corsia d’emergenza, fermarla e attivare chiamata d’emergenza e quattro frecce.</p>
<p>La terza generazione di <strong>Audi Q7</strong> sarà nelle <strong>Concessionarie italiane a settembre 2026</strong>. Il listino partirà da <strong>87.150 euro</strong> per la versione <strong>3.0 TDI 180 kW da 245 CV</strong> e da <strong>89.850 euro</strong> per la variante <strong>3.0 TDI 220 kW da 299 CV</strong>.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica nuova Audi Q7</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Piattaforma:</strong> PPC</li>
<li><strong>Lunghezza:</strong> 5,06 metri</li>
<li><strong>Passo:</strong> 3 metri</li>
<li><strong>Configurazioni abitacolo:</strong> 5, 6 o 7 posti</li>
<li><strong>Bagagliaio 5 posti:</strong> da 670 a 2.075 litri</li>
<li><strong>Bagagliaio 7 posti:</strong> da 581 a 1.980 litri</li>
<li><strong>Motori al lancio:</strong> V6 3.0 TDI MHEV plus</li>
<li><strong>Potenze:</strong> 245 CV e 299 CV</li>
<li><strong>Coppia:</strong> 500 Nm e 630 Nm</li>
<li><strong>Trazione:</strong> integrale permanente quattro</li>
<li><strong>Cambio:</strong> tiptronic a 8 rapporti</li>
<li><strong>Sospensioni:</strong> pneumatiche adattive, anche sportive</li>
<li><strong>Sterzo:</strong> integrale</li>
<li><strong>Batteria sistema MHEV plus:</strong> 1,7 kWh litio-ferro-fosfato</li>
<li><strong>Contributo PTG:</strong> fino a 24 CV e 370 Nm</li>
<li><strong>Recupero energia:</strong> fino a 25 kW</li>
<li><strong>Digital Stage:</strong> virtual cockpit 11,9”, MMI OLED 14,5”, display passeggero</li>
<li><strong>Sistema operativo:</strong> Android Automotive OS</li>
<li><strong>Illuminazione:</strong> Matrix LED digitali evoluti e OLED 3.0</li>
<li><strong>Cerchi:</strong> da 20” a 23”</li>
<li><strong>Capacità di traino:</strong> fino a 3,5 tonnellate</li>
<li><strong>Prezzo in Italia:</strong> da 87.150 euro</li>
<li><strong>Arrivo in concessionaria:</strong> settembre 2026</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>La nuova collezione Oliver Peoples Roger Federer estate 2026 racconta due anime dello stile maschile tra sport e raffinatezza</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/oliver-peoples-roger-federer-estate-2026-modelli-prezzi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiali da sole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.quotidianomotori.com/?p=293369</guid>

					<description><![CDATA[Oliver Peoples e Roger Federer tornano con la collezione estate 2026, presentata con una campagna che mette in scena due anime complementari dello stile maschile: quella della performance e quella dell’eleganza. Quattro nuovi modelli, dettagli ispirati al tennis vintage e un equilibrio molto raffinato tra innovazione tecnica e design senza tempo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4; padding: 1.5em; border-left: 4px solid #1f3f6d; margin-bottom: 1.5em;">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li><strong>Oliver Peoples</strong> e <strong>Roger Federer</strong> rinnovano la loro partnership con la <strong>collezione estate 2026</strong>, quinta tappa della collaborazione tra i due brand.</li>
<li>La nuova release introduce <strong>quattro silhouette inedite:</strong> <strong>R-17, R-18, R-19 e R-20,</strong> oltre a nuove varianti colore dei modelli best-seller <strong>Mr. Federer II</strong> e <strong>Mrs. Federer</strong>.</li>
<li>La collezione sarà disponibile a livello globale nelle boutique Oliver Peoples, online e presso partner selezionati, con prezzi compresi tra <strong>360 e 525 euro</strong>.</li>
</ul>
</div>
<p>Per l’<strong>estate 2026</strong>, <a href="https://www.oliverpeoples.com/it-it" target="_blank" rel="noopener">Oliver Peoples</a> e <strong>Roger Federer</strong> rinnovano la loro collaborazione con una collezione che mette a confronto due anime complementari del guardaroba maschile: quella sportiva, precisa e dinamica, e quella più composta, sofisticata e formale. Presentata a <strong>Roma</strong>, tra il Foro Italico e una villa dal fascino classico, la nuova release introduce <strong>quattro silhouette inedite</strong> e nuove varianti colore dei modelli più iconici della partnership, confermando una visione dell’eleganza uomo fatta di misura, controllo e presenza discreta.</p>

<h2><strong>Roma diventa il palcoscenico della collezione estate 2026</strong></h2>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/pLpuSlfFasM?si=-MPi_Oz8B2iAOy8g" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per la quinta tappa della partnership, Oliver Peoples e Roger Federer scelgono <strong>Roma</strong> come sfondo della campagna. Il racconto prende forma tra il <strong>Foro Italico</strong> e una <strong>villa romana</strong>, luoghi che permettono di costruire una narrazione in cui sport, eleganza e identità visiva si incontrano in modo molto naturale. La fotografia di <strong>Lachlan Bailey</strong> accompagna bene questa idea, lavorando su luce, materia e atmosfera con grande equilibrio.</p>
<h2><strong>Un doppio ritratto dello stile maschile</strong></h2>
<figure id="attachment_293372" aria-describedby="caption-attachment-293372" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293372" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Oliver-Peoples-Roger-Federer-estate-2026-3.jpg" alt="La nuova collezione Oliver Peoples Roger Federer estate 2026" width="1200" height="1200" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Oliver-Peoples-Roger-Federer-estate-2026-3.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Oliver-Peoples-Roger-Federer-estate-2026-3-300x300.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Oliver-Peoples-Roger-Federer-estate-2026-3-150x150.jpg 150w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Oliver-Peoples-Roger-Federer-estate-2026-3-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293372" class="wp-caption-text">La nuova collezione Oliver Peoples Roger Federer estate 2026 <span class="wp-caption-copyright"> — © Lachlan Bailey</span></figcaption></figure>
<p>Il cuore del progetto è il confronto tra due versioni di Federer. Da un lato il campione, istintivo e preciso, che indossa <strong>R-20</strong>, il nuovo modello a maschera pensato per la performance. Dall’altro l’uomo elegante, naturalmente carismatico, che sceglie <strong>R-19</strong>, una montatura da sole più composta e sofisticata. La nuova release introduce <strong>quattro silhouette inedite</strong> &#8211; <strong>R-17</strong>, <strong>R-18</strong>, <strong>R-19</strong> e <strong>R-20</strong> &#8211; affiancate da nuove varianti colore per i modelli best-seller <strong>Mr. Federer II</strong> e <strong>Mrs. Federer</strong>.</p>
<h2><strong>R-17 interpreta la montatura squadrata</strong></h2>
<p><strong>R-17</strong> è il modello che lavora di più su una forma squadrata dal carattere deciso e contemporaneo. Il <strong>doppio ponte</strong> e la costruzione in <strong>metallo leggero</strong> lo rendono un occhiale pensato per unire comfort, precisione e performance nella quotidianità. È una montatura che ha una forte tenuta sul viso e una presenza molto pulita, ideale per chi cerca un modello tecnico ma non aggressivo.</p>
<h2><strong>R-18 è la proposta più raffinata</strong></h2>
<p>Con <strong>R-18</strong>, la collezione esplora un’eleganza più misurata. La <strong>silhouette squadrata</strong>, la <strong>lente lievemente rialzata</strong> e i dettagli <strong>Windsor in acetato</strong> definiscono una montatura molto raffinata, pensata per un uomo che cerca equilibrio e sofisticazione senza rigidità. È probabilmente il modello più facile da inserire in un guardaroba quotidiano elegante.</p>
<h2><strong>R-19 reinterpreta il rettangolare classico</strong></h2>
<p><strong>R-19</strong> parte dal classico <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/occhiali-da-sole/">occhiale da sole</a> rettangolare ma lo rilegge attraverso un dialogo tra <strong>acetato e metallo</strong>. Gli angoli marcati, i dettagli custom e le soluzioni tecniche gli danno personalità, ma senza appesantirlo. È il modello più vicino all’idea di uno stile maschile trasversale, capace di muoversi bene tra citywear, travelwear e un’eleganza più rilassata.</p>
<h2><strong>R-20 è il modello più sportivo</strong></h2>
<p>Il nuovo <strong>R-20</strong> introduce una lettura attuale della <strong>silhouette a maschera</strong>. È una montatura <strong>avvolgente</strong>, essenziale e dal segno deciso, pensata per accompagnare il movimento mantenendo però un’estetica sofisticata. Proprio per questo rappresenta molto bene l’anima performance della collaborazione e si presta a un utilizzo più dinamico e più sport-inspired.</p>
<h2><strong>Il tennis diventa un codice di design</strong></h2>
<p>Uno degli aspetti più riusciti della collezione è l’uso dei dettagli, che traducono il mondo del tennis in un linguaggio eyewear coerente e mai didascalico. Le montature includono una <strong>anima metallica</strong> ispirata all’intreccio delle corde delle <strong>racchette vintage</strong>, il <strong>logo RF</strong>, <strong>terminali ottagonali</strong> che richiamano la forma dei manici e <strong>naselli e terminali gommati</strong> per una calzata stabile e confortevole. Sono segni tecnici, ma anche molto identitari.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La nuova Spiaggina 2026 reinterpreta la beach car italiana con autonomia di 140 km e un progetto sempre più sartoriale</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/automobili/garage-italia-customs-spiaggina-2026-caratteristiche-autonomia-prezzo/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/automobili/garage-italia-customs-spiaggina-2026-caratteristiche-autonomia-prezzo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 14:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Auto Elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Garage Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova Garage Italia Customs Spiaggina 2026 aggiorna l’idea di beach car italiana con un progetto più maturo e più ricco sul piano tecnico. Comfort aumentato, sicurezza migliorata, plancia digitale, batteria LiFePO4 da 11 kWh e una personalizzazione ancora più spinta definiscono un restomod elettrico esclusivo che conserva intatto lo spirito libero della Dolce Vita.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #0f4c81;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li><strong>Garage Italia Customs</strong> presenta la nuova <strong>Spiaggina 2026</strong>, evoluzione del progetto ispirato alla beach car italiana degli anni ’50 e ’60, svelata in anteprima alla <strong>Milano Design Week 2026</strong>.</li>
<li>La vettura introduce un abitacolo <strong>allungato di 17 centimetri</strong>, nuove soluzioni per comfort e praticità, una revisione strutturale della scocca e nuove dotazioni di sicurezza.</li>
<li>La nuova <strong>Spiaggina 2026</strong> offre <strong>140 km di autonomia</strong>, batteria <strong>LiFePO4 da 11 kWh</strong>, omologazione <strong>L7</strong> e un prezzo di partenza di <strong>85.000 euro IVA esclusa</strong>.</li>
</ul>
</div>
<p>La nuova <strong>Spiaggina 2026</strong> rappresenta l’evoluzione più avanzata del progetto firmato <a href="https://www.garage-italia.com/it" target="_blank" rel="noopener">Garage Italia Customs</a> e reinterpreta la classica beach car italiana in una chiave più tecnica, più sicura e ancora più esclusiva. Il modello conserva il carattere libero, essenziale e senza tempo che ha reso la Spiaggina un simbolo dello stile italiano, ma introduce un abitacolo più lungo, nuove soluzioni di comfort, una piattaforma elettrica aggiornata e una personalizzazione sartoriale ancora più spinta.</p>

<h2><strong>La Spiaggina 2026 nasce come evoluzione del progetto Icon-e</strong></h2>
<figure id="attachment_293366" aria-describedby="caption-attachment-293366" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293366" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-2.jpg" alt="La nuova Garage Italia Customs Spiaggina 2026" width="1200" height="800" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-2.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-2-300x200.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-2-768x512.jpg 768w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-2-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293366" class="wp-caption-text">La nuova <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/garage-italia/">Garage Italia</a> Customs Spiaggina 2026 <span class="wp-caption-copyright"> — © Luke Renard e Iam Chrisart</span></figcaption></figure>
<p>Garage Italia Customs presenta la nuova <strong>Spiaggina 2026</strong> come la versione più avanzata di un percorso iniziato con il progetto dedicato alla reinterpretazione delle icone italiane. Il modello era già apparso durante la <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/milano-design-week/">Milano Design Week 2026</a> attraverso una <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/one-off/">one-off</a> realizzata per <strong>Palazzo Avino</strong>, ma con questa versione entra in una fase più strutturata e più definita anche sul piano industriale.</p>
<p>Uno degli aggiornamenti più concreti del modello riguarda l’abitacolo, che viene <strong>allungato di 17 centimetri</strong> e completamente ridisegnato. È un intervento molto importante perché rende la Spiaggina più vivibile e più coerente con un utilizzo contemporaneo.</p>
<p>Il lavoro sulla praticità si traduce anche in nuovi spazi pensati per l’uso reale. La <strong>Spiaggina 2026</strong> introduce infatti alloggi per <strong>smartphone</strong>, <strong>portabicchieri</strong> e un <strong>vano contenitore integrato</strong>. Sono soluzioni semplici, ma decisive, perché trasformano una vettura fortemente emozionale in un oggetto più semplice da vivere nella quotidianità o nel tempo libero.</p>
<h2><strong>La sicurezza cresce senza compromettere l’identità del modello</strong></h2>
<p>Garage Italia Customs interviene in modo deciso anche sulla sicurezza. La nuova versione introduce <strong>cinture anteriori a tre punti</strong>, una <strong>revisione strutturale della scocca</strong> e un <strong>nuovo paraurti tubolare laterale</strong>.</p>
<p>Tra le novità più interessanti ci sono i nuovi <strong>tappetini nautici</strong> sviluppati con <strong>Italdek</strong>. Oltre a rafforzare il legame del modello con il mondo balneare e leisure, offrono una superficie <strong>antiscivolo</strong>, <strong>facilmente lavabile</strong> e completamente personalizzabile nelle finiture.</p>
<h2><strong>I sedili outdoor Bonacina </strong></h2>
<p>Un altro elemento molto forte della nuova <strong>Spiaggina 2026</strong> è l’arrivo dei <strong>sedili outdoor firmati Bonacina</strong>, realizzati in <strong>Polycore</strong>. Qui Garage Italia Customs lavora bene sull’equilibrio tra funzione e stile: i sedili nascono per un uso più trasversale e più resistente, ma mantengono quell’eleganza artigianale che resta parte fondamentale dell’identità della vettura.</p>
<h2><strong>La personalizzazione con Mariaflora e R-M Paint</strong></h2>
<p>La componente sartoriale del progetto si rafforza grazie alla collaborazione con <strong>Mariaflora</strong>, che permette di sviluppare <strong>tessuti jacquard full custom</strong> disegnati direttamente da Garage Italia Customs per ogni cliente. Prosegue inoltre il lavoro con <strong>R-M Paint</strong> per lo sviluppo di <strong>colorazioni tailor-made</strong>.</p>
<h2><strong>L’autonomia di 140 km </strong></h2>
<figure id="attachment_293367" aria-describedby="caption-attachment-293367" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293367" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-3.jpg" alt="La nuova plancia della Spiaggina 2026" width="1200" height="800" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-3.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-3-300x200.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-3-768x512.jpg 768w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Garage-Italia-Customs-Spiaggina-2026-photo-luke_renard-e-iamchrisart-3-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293367" class="wp-caption-text">La nuova plancia della Spiaggina 2026 <span class="wp-caption-copyright"> — © Luke Renard e Iam Chrisart</span></figcaption></figure>
<p>Sul piano tecnico, uno dei numeri più importanti dell&#8217;aggiornamento è l’<strong>autonomia di 140 km</strong>. Garage Italia Customs affida la base elettrica della <strong>Spiaggina 2026</strong> a componenti sviluppati da <strong>Newtron</strong>, tra cui il <strong>pacco batterie LiFePO4 da 11 kWh aggiornato</strong>.</p>
<p>La <strong>plancia digitale</strong>, che rilegge i classici comandi a interruttore in una chiave più attuale. Il nuovo cluster visualizza <strong>velocità</strong>, <strong>autonomia</strong> e <strong>informazioni di bordo</strong> attraverso un’interfaccia essenziale e intuitiva.</p>
<p>Tra i nuovi componenti sviluppati da Newtron figurano anche <strong>servosterzo elettrico</strong>, <strong>freno di stazionamento</strong> e <strong>impianto audio Bluetooth</strong>.  La nuova <strong>Spiaggina 2026</strong> viene proposta in configurazione omologata <strong>L7. </strong>La nuova <strong>Garage Italia Customs Spiaggina 2026</strong> sarà disponibile a partire da <strong>85.000 euro IVA esclusa</strong>.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica Garage Italia Customs Spiaggina 2026</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Modello:</strong> Garage Italia Customs Spiaggina MY26</li>
<li><strong>Tipologia:</strong> <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/restomod/">restomod</a> elettrico / beach car</li>
<li><strong>Abitacolo:</strong> allungato di 17 cm</li>
<li><strong>Nuovi vani:</strong> alloggi <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/smartphone/">smartphone</a>, portabicchieri, vano contenitore integrato</li>
<li><strong>Sicurezza:</strong> cinture anteriori a tre punti, revisione strutturale scocca, paraurti tubolare laterale</li>
<li><strong>Tappetini:</strong> nautici Italdek, antiscivolo e lavabili</li>
<li><strong>Sedili:</strong> outdoor Bonacina in Polycore</li>
<li><strong>Tessuti personalizzati:</strong> jacquard full custom con Mariaflora</li>
<li><strong>Colorazioni:</strong> tailor-made con R-M Paint</li>
<li><strong>Autonomia:</strong> 140 km</li>
<li><strong>Batteria:</strong> LiFePO4 da 11 kWh aggiornata</li>
<li><strong>Componenti Newtron:</strong> servosterzo elettrico, freno di stazionamento, impianto audio Bluetooth</li>
<li><strong>Plancia:</strong> digitale con velocità, autonomia e informazioni di bordo</li>
<li><strong>Omologazione:</strong> L7</li>
<li><strong>Prezzo:</strong> da 85.000 euro IVA esclusa</li>
<li><strong>Produzione:</strong> numero limitato di esemplari</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty rilancia il diver del 1966 con cassa da 39 mm e anima Swiss Made</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/wyler-vetta-dynawind-heavy-duty-caratteristiche-prezzi/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/wyler-vetta-dynawind-heavy-duty-caratteristiche-prezzi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Orologi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.quotidianomotori.com/?p=293351</guid>

					<description><![CDATA[Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty riporta in collezione uno dei diver più rappresentativi della maison, nato nel 1966, e lo aggiorna con specifiche contemporanee, costruzione Swiss Made e una forte coerenza stilistica. Cassa da 39 mm, impermeabilità a 200 metri, Sellita SW200 e tre referenze ben differenziate definiscono una proposta convincente per chi cerca un subacqueo vintage nel look ma attuale nella sostanza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #0d3b66;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li><strong>Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty</strong> è una riedizione contemporanea del <strong>Dynawind Heavy Duty 660</strong>, diver storico prodotto nel <strong>1966</strong>.</li>
<li>La collezione mantiene l’identità del modello originale con <strong>cassa in acciaio satinato da 39 mm</strong>, <strong>impermeabilità fino a 200 metri</strong>, <strong>corona e fondello a vite</strong> e <strong>ghiera bidirezionale</strong> in acciaio con inserto in alluminio.</li>
<li>Tutti i modelli montano il <strong>Sellita SW200 automatico</strong> con <strong>38 ore di riserva di carica</strong> e <strong>28.800 alternanze/ora</strong>, con prezzi compresi tra <strong>1.700 e 1.800 euro</strong>.</li>
</ul>
</div>
<p>Con la nuova collezione <strong>Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty</strong>, la maison riporta in primo piano uno dei propri modelli subacquei più rappresentativi, il <strong>Dynawind Heavy Duty 660</strong> del <strong>1966</strong>. La riedizione conserva i codici principali del pezzo storico, dalla croce sul quadrante al bracciale a tre maglie, ma li aggiorna con specifiche attuali: cassa in acciaio satinato da <strong>39 mm</strong>, vetro zaffiro bombato antiriflesso, impermeabilità fino a <strong>200 metri</strong>, movimento automatico <strong>Sellita SW200</strong> e tre configurazioni di quadrante e cinturino.</p>

<h2><strong>L’impermeabilità a 200 metri resta il fondamento tecnico</strong></h2>
<p>Come il modello storico, ogni <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/orologi/">orologio</a> della nuova linea è progettato per essere un vero <strong>diver</strong>, con <strong>impermeabilità fino a 200 metri</strong>. La vocazione subacquea viene ribadita anche dal <strong>fondello a vite</strong>, personalizzato con l’incisione di un <strong>palombaro con scafandro</strong> durante l’immersione.</p>
<p>Tra gli elementi più riconoscibili ripresi dal modello d’epoca c’è la caratteristica <strong>croce sul quadrante</strong>. Negli anni Sessanta questo segno identificava gli <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/orologi/">orologi</a> destinati alle immersioni professionali e serviva a migliorare la leggibilità durante le attività subacquee in saturazione. Oggi quel dettaglio torna come richiamo fortemente identitario, mantenendo un legame diretto con il <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a> originale.</p>
<h2><strong>La cassa da 39 mm</strong></h2>
<p>Dal punto di vista costruttivo, la nuova <strong>Dynawind Heavy Duty</strong> adotta una <strong>cassa in acciaio satinato da 39 mm</strong>. La dotazione tecnica prosegue con un <strong>vetro zaffiro bombato antiriflesso</strong>, una <strong>corona a vite</strong> e una <strong>ghiera girevole bidirezionale in acciaio con inserto in alluminio</strong>.</p>
<h2><strong>Il Sellita SW200</strong></h2>
<p>Tutte le referenze montano il <strong>Sellita SW200</strong>, movimento automatico con una <strong>riserva di carica di 38 ore</strong> e una frequenza di <strong>28.800 alternanze/ora</strong>, cioè 4 Hz. Un dettaglio importante della gamma riguarda la presenza della data. Il movimento con funzione <strong>data</strong> è previsto solo per la referenza <strong>WV0280</strong>, mentre le altre due versioni sono <strong>no date</strong>.</p>
<p>Anche il <strong>bracciale a tre maglie in acciaio satinato</strong> recupera il disegno del pezzo originale. In più, tutte le referenze vengono fornite anche con un <strong>secondo cinturino</strong>, in pelle oppure in caucciù traforato.</p>
<h2><strong>La referenza WV0280</strong></h2>
<figure id="attachment_293356" aria-describedby="caption-attachment-293356" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293356" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-quadrante-nero.jpg" alt="Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty con quadrante nero" width="1200" height="675" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-quadrante-nero.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-quadrante-nero-300x169.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-quadrante-nero-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293356" class="wp-caption-text">Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty con quadrante nero <span class="wp-caption-copyright"> — © Wyler Vetta</span></figcaption></figure>
<p>La <strong>WV0280</strong> è probabilmente la referenza più filologica e più vintage nella percezione. Propone un <strong>quadrante nero matte</strong> con <strong>indici gold</strong> e <strong>croce rossa</strong>, include il <strong>datario</strong> ed è abbinata al bracciale in acciaio e a un secondo cinturino in <strong>pelle</strong>. Il prezzo è di <strong>1.800 euro</strong>. È la versione che insiste di più sul sapore storico e sul contrasto cromatico più ricco.</p>
<h2><strong>La referenza WV0281</strong></h2>
<figure id="attachment_293357" aria-describedby="caption-attachment-293357" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" class="size-full wp-image-293357" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-blu-notte.jpg" alt="Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty con quadrante blu" width="1200" height="1490" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-blu-notte.jpg 966w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-blu-notte-242x300.jpg 242w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-blu-notte-768x954.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293357" class="wp-caption-text">Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty con quadrante blu <span class="wp-caption-copyright"> — © Wyler Vetta</span></figcaption></figure>
<p>La <strong>WV0281</strong> adotta invece un <strong>quadrante blu matte</strong> con <strong>indici e numeri arabi in Super-LumiNova C3</strong>. Viene fornita con il bracciale in acciaio e con un <strong>cinturino blu traforato in caucciù</strong>, scelta che la rende la più immediatamente sportiva della gamma. Il prezzo in questo caso è di <strong>1.700 euro</strong>.</p>
<h2><strong>La referenza WV0282 </strong></h2>
<figure id="attachment_293358" aria-describedby="caption-attachment-293358" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293358" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-nero-matte.jpg" alt="Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty con quadrante nero matte" width="1200" height="675" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-nero-matte.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-nero-matte-300x169.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Wyler-Vetta-Dynawind-Heavy-Duty-con-quadrante-nero-matte-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293358" class="wp-caption-text">Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty con quadrante nero matte <span class="wp-caption-copyright"> — © Wyler Vetta</span></figcaption></figure>
<p>La terza versione, <strong>WV0282</strong>, riprende la stessa impostazione tecnica della 0281 ma con un <strong>quadrante nero matte</strong>. Anche qui troviamo <strong>indici e numeri arabi in Super-LumiNova C3</strong>, bracciale in acciaio e cinturino <strong>blu traforato in caucciù</strong>. Il prezzo resta fissato a <strong>1.700 euro</strong>. È la variante più sobria, ma anche quella che enfatizza meglio l’anima tool watch del progetto.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Collezione:</strong> Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty</li>
<li><strong>Ispirazione:</strong> riedizione del Dynawind Heavy Duty 660 del 1966</li>
<li><strong>Tipologia:</strong> diver Swiss Made</li>
<li><strong>Cassa:</strong> acciaio satinato</li>
<li><strong>Diametro cassa:</strong> 39 mm</li>
<li><strong>Vetro:</strong> zaffiro bombato antiriflesso</li>
<li><strong>Ghiera:</strong> girevole bidirezionale in acciaio con inserto in alluminio</li>
<li><strong>Corona:</strong> a vite</li>
<li><strong>Fondello:</strong> a vite, inciso con palombaro in immersione</li>
<li><strong>Impermeabilità:</strong> 200 metri</li>
<li><strong>Movimento:</strong> Sellita SW200 automatico</li>
<li><strong>Riserva di carica:</strong> 38 ore</li>
<li><strong>Frequenza:</strong> 28.800 A/h</li>
<li><strong>Bracciale:</strong> acciaio satinato a tre maglie</li>
<li><strong>Secondo cinturino:</strong> pelle oppure caucciù traforato in base alla referenza</li>
</ul>
<h2><strong>Referenze Wyler Vetta Dynawind Heavy Duty</strong></h2>
<ul>
<li><strong>WV0280:</strong> 1.800 euro, quadrante nero matte, indici gold, croce rossa, datario, bracciale in acciaio e secondo cinturino in pelle.</li>
<li><strong>WV0281:</strong> 1.700 euro, quadrante blu matte, indici e numeri arabi Super-LumiNova C3, bracciale in acciaio e cinturino blu traforato in caucciù.</li>
<li><strong>WV0282:</strong> 1.700 euro, quadrante nero matte, indici e numeri arabi Super-LumiNova C3, bracciale in acciaio e cinturino blu traforato in caucciù.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Carta d&#8217;imbarco: cosa significano davvero tutti quei codici che non hai mai letto</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/volo/boarding-pass-campi-pnr-gate-orario-posto-codice-barre/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/volo/boarding-pass-campi-pnr-gate-orario-posto-codice-barre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Volo]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnie aeree]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.quotidianomotori.com/?p=293343</guid>

					<description><![CDATA[La carta d'imbarco contiene nome in formato COGNOME/NOME standard IATA, numero di volo, PNR a sei caratteri, data in formato giorno-mese, orario di apertura del gate (non di partenza), numero di posto e codice a barre Aztec o QR. Il gate chiude 15-30 minuti prima del decollo: l'orario stampato è il limite, non il margine.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8;border-left: 4px solid #1a73e8;padding: 14px 18px;margin: 20px 0;font-family: sans-serif;font-size: 15px;line-height: 1.6"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Il codice a barre è un Aztec code o QR code che contiene nome, <a href="https://www.quotidianomotori.com/volo/">volo</a>, data, posto e PNR: non va condiviso pubblicamente perché chiunque lo abbia può visualizzare e in alcuni casi modificare la prenotazione<br />
&#8211; La classe di viaggio è indicata da una lettera: Y per Economy, W per Premium Economy, C o J per Business, F per First Class; le low cost usano varianti proprie<br />
&#8211; La carta d&#8217;imbarco digitale si aggiorna automaticamente se cambiano gate o posto; quella cartacea resta invariata: in caso di batteria scarica, uno screenshot salvato in locale è l&#8217;alternativa</div>
<p>La carta d&#8217;imbarco è il documento che autorizza l&#8217;accesso al gate e all&#8217;aereo. Contiene tutte le informazioni necessarie per il giorno del volo, ma molti campi restano oscuri ai passeggeri che la usano da anni.</p>
<p>Sapere cosa significano evita errori all&#8217;aeroporto e consente di verificare subito se i dati sono corretti al momento del <a href="/volo/check-in-online-aeroporto-tempi-documenti/">check-in</a>.</p>
<h2>Quali sono i campi principali di una carta d&#8217;imbarco?</h2>
<p>Il nome del passeggero appare in formato <strong>COGNOME/NOME</strong>, senza accenti o caratteri speciali, in conformità agli standard IATA. È il primo elemento da verificare: un errore anche piccolo può causare problemi ai controlli di sicurezza o all&#8217;imbarco, soprattutto su voli internazionali dove il nome deve corrispondere esattamente al documento di identità.</p>
<p>Il <strong>numero di volo</strong> è composto dal codice IATA della compagnia (due lettere o una lettera più un numero) seguito da tre o quattro cifre. Ad esempio FR1234 indica Ryanair, AZ0610 indica ITA Airways. Il <strong>PNR</strong> (Passenger Name <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/record/">Record</a>) è il codice di prenotazione alfanumerico di sei caratteri: serve per identificare la prenotazione nei sistemi della compagnia e va conservato fino a fine viaggio.</p>
<p>La <strong>data del volo</strong> è spesso indicata in formato giorno-mese abbreviato (11JUN) o con tre lettere per il mese (11GIU in italiano, 11JUN in inglese). Il formato varia per compagnia ma la sequenza è sempre giorno prima del mese. Verificare questa data è particolarmente importante se si ha più voli prenotati nello stesso periodo.</p>
<h2>Come si leggono gate, orario e posto?</h2>
<p>L&#8217;<strong>orario di imbarco</strong> indicato sulla carta d&#8217;imbarco è quello di apertura del gate, non l&#8217;orario di partenza del volo. Le compagnie chiudono il gate generalmente <strong>15-30 minuti</strong> prima del decollo: presentarsi all&#8217;orario di imbarco stampato è l&#8217;unica garanzia di non perdere l&#8217;aereo. Il numero di gate può cambiare rispetto a quello indicato sulla carta: i tabelloni in aeroporto sono sempre la fonte aggiornata.</p>
<p>Il numero di <strong>fila e lettera di posto</strong> identifica la posizione a bordo. Le lettere seguono uno schema standard: A e F sono i finestrini, C e D (o B e E sui jet a corridoio singolo) sono i posti centrali, B ed E (o C sui narrowbody) sono i corridoi. Su un <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/airbus/">Airbus</a> A320 a configurazione 3-3, la fila si legge da sinistra con A (finestrino sinistro), B (centrale sinistro), C (corridoio sinistro), D (corridoio destro), E (centrale destro), F (finestrino destro). Il post sui <a href="/volo/posti-migliori-in-aereo/">posti migliori in aereo</a> analizza quali scegliere in base alle esigenze.</p>
<p>La <strong>classe di viaggio</strong> è indicata con una singola lettera: Y per Economy standard, W per Premium Economy, C o J per Business, F per First Class. Le compagnie low cost usano varianti proprie (ad esempio W o V per Economy senza servizi). Questa lettera indica la tariffa acquistata, non necessariamente il posto fisico a bordo.</p>
<h2>Cosa contiene il codice a barre sulla carta d&#8217;imbarco?</h2>
<p>Il codice a barre bidimensionale, nella maggior parte dei casi un <strong>Aztec code</strong> o un QR code, contiene in forma codificata tutti i dati della carta d&#8217;imbarco: nome, numero volo, data, posto, PNR e un identificativo del documento. Questo codice viene letto agli scanner del gate per verificare l&#8217;identità del passeggero e confermare l&#8217;imbarco. Non va condiviso pubblicamente: chiunque abbia accesso al codice può visualizzare i dati della prenotazione e, in alcuni casi, modificarla.</p>
<p>Le carte d&#8217;imbarco digitali, salvate nel <strong>wallet</strong> dello <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/smartphone/">smartphone</a> o nell&#8217;<a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/app/">app</a> della compagnia, contengono lo stesso codice e hanno lo stesso valore legale di quelle cartacee. La differenza pratica è che la versione digitale si aggiorna automaticamente se cambiano gate o posto, mentre quella cartacea rimane invariata. In caso di batteria scarica o assenza di <strong>connessione internet</strong> in aeroporto, la carta cartacea o uno screenshot salvato in locale rimangono l&#8217;alternativa più sicura. Per i documenti necessari all&#8217;imbarco oltre alla carta d&#8217;imbarco, la guida sui <a href="/volo/quali-sono-i-documenti-necessari-per-volare/">documenti per volare</a> raccoglie tutti i requisiti per destinazione e compagnia.</p>
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		<item>
		<title>Varata la prima Custom Line Navetta 35, il nuovo dislocante che unisce design e layout su tre ponti</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/nautica/custom-line-navetta-35-caratteristiche-interni-layout/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Custom Line]]></category>
		<category><![CDATA[Yacht]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova Custom Line Navetta 35 entra in acqua ad Ancona e interpreta in chiave contemporanea il superyacht dislocante sotto i 270 GT. Tre ponti, oltre 300 mq di superfici, cinque cabine, architettura quasi trasparente e un progetto costruito attorno a luce, fluidità e continuità tra indoor e outdoor definiscono uno dei debutti più interessanti dell’anno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #1f3f6d;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li>La prima <strong>Custom Line Navetta 35</strong> è stata varata presso la <strong>Ferretti Group Superyacht Yard di Ancona</strong>, consolidando il posizionamento del brand nel segmento dei dislocanti.</li>
<li>Il nuovo superyacht misura <strong>34,5 metri</strong> di lunghezza e <strong>7,7 metri</strong> di baglio, si sviluppa su <strong>tre ponti</strong> e offre <strong>oltre 300 mq</strong> di superficie vivibile.</li>
<li>A bordo può accogliere fino a <strong>10 ospiti in 5 cabine</strong>, con <strong>suite armatoriale sul ponte principale</strong> e <strong>4 cabine ospiti sul ponte inferiore</strong>, dentro un progetto firmato da <strong>Filippo Salvetti</strong> per gli esterni e <strong>ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel</strong> per gli interni.</li>
</ul>
</div>
<p>La prima <strong>Custom Line Navetta 35</strong> è stata varata presso la <strong>Ferretti Group Superyacht Yard di Ancona</strong> e rappresenta un passaggio strategico importante per il brand nel segmento dei dislocanti sotto i 270 GT. Con <strong>34,5 metri di lunghezza</strong>, <strong>7,7 metri di baglio</strong>, un layout su <strong>tre ponti</strong>, <strong>oltre 300 mq</strong> di superfici tra interni ed esterni e una capacità di accogliere <strong>10 ospiti in 5 cabine</strong>, il nuovo modello mette al centro architettura quasi trasparente, luce naturale diffusa e un rapporto costante con l’acqua, trasformando il dislocante in uno spazio di vita sofisticato.</p>

<h2><strong>Dimensioni e proporzioni</strong></h2>
<p>Il nuovo <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/yacht/">yacht</a> misura <strong>34,5 metri</strong> di lunghezza e <strong>7,7 metri</strong> di baglio. Sono proporzioni molto ben calibrate per un modello che punta a massimizzare spazio, vivibilità e presenza scenica, senza perdere quella compostezza formale che resta centrale nell’identità di <a href="https://www.customline-yacht.com/it-it/" target="_blank" rel="noopener">Custom Line</a>. La piattaforma nasce dalla collaborazione tra il <strong>Comitato Strategico di Prodotto</strong>, il <strong>Dipartimento Engineering di Ferretti Group</strong> e la consulenza strategica di <strong>Custom Line Atelier</strong>, che ha seguito la definizione dello stile interno.</p>
<p>Il <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a> esterno porta la firma di <strong>Filippo Salvetti</strong>, mentre l’<strong>interior architecture</strong> è affidata ad <strong>ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel</strong>. Questa doppia regia si percepisce subito nell’equilibrio del progetto: all’esterno prevalgono superfici scultoree, volumi bilanciati e linee pulite, mentre all’interno domina una ricerca più architettonica sulla trasparenza, sulla luce e sulle superfici.</p>
<h2><strong>Il layout su tre ponti</strong></h2>
<p>Sviluppata su <strong>tre ponti</strong>, la <strong>Custom Line Navetta 35</strong> è progettata per offrire spazi ampi e funzionali dedicati alla convivialità e al benessere della famiglia armatrice e degli ospiti. Il progetto mette a disposizione <strong>oltre 300 mq</strong> di superfici tra interni ed esterni, organizzati in aree dedicate alla socialità e al relax, con configurazioni fluide e arredi che favoriscono una percezione di continuità più che di separazioni.</p>
<p>Lo <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/yacht/">yacht</a> può accogliere fino a <strong>10 ospiti in 5 cabine</strong>. La distribuzione prevede una <strong>suite armatoriale sul ponte principale</strong> e <strong>quattro cabine ospiti sul ponte inferiore</strong>, con una separazione dei percorsi studiata per garantire privacy e funzionalità sia per gli ospiti sia per l’equipaggio.</p>
<p>L’uso esteso di <strong>vetrate a tutta altezza</strong> e la costruzione di un’architettura pensata per favorire il fluire della luce naturale da poppa a prua e su ogni lato trasformano gli interni in ambienti aperti e luminosi.</p>
<h2><strong>Il pozzetto del main deck </strong></h2>
<p>Un elemento molto interessante dello yacht è l’assenza della scala esterna a poppa del ponte principale. Questa scelta libera il pozzetto e lo rende uno spazio molto più fruibile, trasformandolo nel centro naturale della vita sociale a bordo. È una soluzione architettonica che migliora la qualità d’uso del ponte.</p>
<p>In questa stessa logica si inserisce anche il nuovo <strong>corpo scale</strong>, progettato per garantire <strong>massima privacy</strong> e integrarsi con discrezione nel disegno complessivo dello yacht.</p>
<h2><strong>Gli interni puntano su volumi morbidi e arredi sospesi</strong></h2>
<p>Il linguaggio progettuale degli interni si traduce in <strong>volumi morbidi</strong>, <strong>geometrie organiche</strong> e <strong>arredi freestanding custom made firmati Antonio Citterio</strong>, sollevati da terra quasi a suggerire una leggerezza sospesa nello spazio.</p>
<p>Per il primo esemplare, ACPV ha sviluppato il <strong>Light Mood</strong>, un concept cromatico giocato su toni <strong>avorio</strong>, <strong>beige</strong> e <strong>caramello</strong>. Questa scelta attraversa tutti gli ambienti e ne amplifica profondità, luminosità e leggerezza, rafforzando la sensazione di continuità tra superfici, arredi e luce naturale.</p>
<p>Il Light Mood viene completato da una scelta materica molto precisa: <strong>Pietra di Vicenza</strong>, <strong>legno chiaro</strong> per le pavimentazioni e <strong>cuoio color sabbia</strong> per rivestimenti e dettagli d’arredo. È una palette di materiali che costruisce un equilibrio tra artigianalità, eleganza e comfort, e che rende gli interni particolarmente coerenti con l’idea di eleganza e raffinatezza.</p>
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		<title>Le petroliere ferme per Hormuz non possono ripartire: gli organismi marini hanno colonizzato gli scafi</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/automobili/biofouling-petroliere-stretto-hormuz-scafi-specie-invasive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Pezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.quotidianomotori.com/?p=293338</guid>

					<description><![CDATA[Le petroliere ferme nel Golfo Persico dal 1 marzo 2026 per la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno accumulato biofouling sugli scafi: cirripedi, alghe e molluschi ostruiscono le prese d'acqua del sistema di raffreddamento e aumentano la resistenza idrodinamica. Prima di riprendere la navigazione ogni nave deve essere ispezionata e pulita, un processo che richiede giorni o settimane per unità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8; border-left: 4px solid #1a73e8; padding: 14px 18px; margin: 20px 0; font-family: sans-serif; font-size: 15px; line-height: 1.6;"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; La pulizia in bacino di carenaggio costa oltre 1 milione di dollari per operazione; le petroliere con pescaggio superiore a 24 metri richiedono protocolli subacquei più rigidi che allungano ulteriormente i tempi<br />
&#8211; Al picco della crisi erano bloccate circa 160 petroliere con 170 milioni di barili di greggio; la riapertura parziale è avvenuta dall&#8217;8 aprile 2026, ma il ritorno alla piena normalità era già stimato fino a tre mesi dopo<br />
&#8211; Australia, Nuova Zelanda, Nord America ed Europa applicano protocolli IMO sulle specie invasive: una nave che non supera l&#8217;ispezione viene bloccata in attesa di pulizia</div>
<p>Anche dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, il ritorno alla normalità del traffico petrolifero nel Golfo Persico richiederà settimane o mesi. Uno dei motivi è biologico: le petroliere ferme dal <strong>1 marzo 2026</strong> hanno accumulato spessori rilevanti di <strong>biofouling</strong>, cioè organismi marini come cirripedi, alghe e molluschi che si attaccano agli scafi delle navi in sosta prolungata.</p>
<p>Prima di poter operare a piena capacità e attraccare in molti porti del mondo, queste navi devono essere ispezionate e pulite, un processo che richiede tempo e risorse scarse. Lo segnala un&#8217;analisi di <a href="https://thedeepdraft.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">The DeepDraft</a>, pubblicazione specializzata nel commercio marittimo, citata da <a href="https://www.jalopnik.com/2191436/strait-hormuz-sea-creatures-delay/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Jalopnik</a> l&#8217;11 giugno 2026.</p>

<h2>Perché il biofouling è un problema tecnico per le petroliere?</h2>
<p>Gli organismi che si depositano sullo scafo aumentano la resistenza idrodinamica della nave, riducendo la velocità massima raggiungibile e aumentando il consumo di carburante necessario per mantenerla. Ma l&#8217;effetto più grave riguarda il sistema di raffreddamento: le petroliere usano acqua di mare per raffreddare i motori, aspirandola attraverso prese d&#8217;acqua posizionate sullo scafo.</p>
<p>Il biofouling ostruisce queste prese, riducendo il flusso e rischiando di privare i motori del <strong>raffreddamento</strong>, con conseguente guasto. Una nave con scafo pesantemente incrostato non è in condizioni di navigazione sicura su lunghe distanze.</p>
<p>La pulizia degli scafi richiede <strong>subacquei specializzati</strong> o bacini di carenaggio. L&#8217;ispezione e la pulizia in acqua può richiedere giorni per nave. Il ricovero in un bacino di carenaggio è più completo ma più lento e costa oltre <strong>1 milione di dollari</strong> per operazione, secondo i dati del settore. Le petroliere di grandi dimensioni presentano un ulteriore problema: con pescaggi superiori ai 24 metri, le operazioni subacquee richiedono protocolli di sicurezza più rigidi che rallentano ulteriormente i lavori.</p>
<h2>Perché le petroliere con biofouling rischiano di essere bloccate all&#8217;arrivo?</h2>
<p>Molti Paesi applicano normative sulle specie marine invasive basate sulle <a href="https://www.imo.org/en/ourwork/environment/pages/biofouling.aspx" target="_blank" rel="nofollow noopener">linee guida dell&#8217;<strong>IMO</strong></a> (International Maritime Organization). Una nave con scafo incrostato trasporta potenzialmente specie marine aliene verso ecosistemi in cui non sono presenti: cirripedi, molluschi e altri organismi possono sopravvivere al trasferimento e insediarsi nelle acque di arrivo. I</p>
<p>porti di destinazione in Australia, Nuova Zelanda, Nord America e Europa hanno protocolli di ispezione che possono imporre la pulizia dello scafo prima dell&#8217;ormeggio. Una petroliera che non supera l&#8217;ispezione viene bloccata in attesa di intervento, aggiungendo ulteriori ritardi alla catena di consegna del greggio.</p>
<h2>Qual è il contesto della crisi di Hormuz?</h2>
<p>Lo Stretto di Hormuz è stato chiuso al traffico commerciale il 1 marzo 2026, come risposta iraniana agli attacchi militari del giorno precedente. Attraverso quello stretto di <strong>33 chilometri</strong> passa circa il <strong>20%</strong> del petrolio trasportato via mare nel mondo. Al picco della crisi erano bloccate circa <strong>166 petroliere</strong> con a bordo circa <strong>170 milioni di barili</strong> tra greggio e prodotti raffinati, secondo le stime di <a href="https://www.cnn.com/2026/05/04/business/trump-iran-strait-of-hormuz-oil-gas" target="_blank" rel="nofollow noopener">Kpler citate da CNN</a> il 4 maggio 2026. A fine maggio circa <strong>90 petroliere</strong> erano ancora bloccate, secondo Signal Maritime.</p>
<p>Una tregua tra Stati Uniti e Iran ha permesso una riapertura parziale dall&#8217;<strong>8 aprile 2026</strong>, ma il ritorno alla piena normalità del traffico era già stimato fino a tre mesi dopo la riapertura. Il problema del biofouling aggiunge un&#8217;ulteriore variabile a quella tempistica. Chi viaggia in aereo ha già registrato l&#8217;effetto indiretto della crisi sui <a href="/volo/voli-piu-lunghi-cari-2026-spazio-aereo-chiuso-russia-medioriente/">prezzi dei biglietti aerei nel 2026</a>, legati anche all&#8217;aumento del costo del jet fuel.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Kawasaki KX327: il due tempi da 327cc a iniezione che non si vedeva da vent&#8217;anni</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/moto/kx327-kawasaki-motocross-cross-country-fuoristrada-iniezione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Pezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Moto Fuoristrada 300]]></category>
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					<description><![CDATA[Kawasaki presenta il KX327 (motocross) e il KX327X (cross-country): due moto da fuoristrada con motore due tempi monocilindrico da 327cc raffreddato a liquido con iniezione diretta, prima volta per Kawasaki e una delle prime sul mercato off-road. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8;border-left: 4px solid #1a73e8;padding: 14px 18px;margin: 20px 0;font-family: sans-serif;font-size: 15px;line-height: 1.6"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Il sistema di iniezione usa due iniettori: quello a valle gestisce i regimi bassi, quello a monte interviene ai regimi alti con un corpo farfallato da 39mm e valvola lamellare a carter<br />
&#8211; Il KX327X cross-country ha ruote da 21&#8243;/18&#8243;, serbatoio da 8,3 litri, paramani, paramotore e cavalletto laterale di serie; il KX327 motocross ha cambio a 5 rapporti e sospensioni per piste preparate<br />
&#8211; Per l&#8217;Europa non ci sono comunicazioni ufficiali: i due tempi sono soggetti a normative emissioni più restrittive che storicamente hanno condizionato la disponibilità sul mercato continentale</div>
<p><a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/kawasaki/">Kawasaki</a> ha presentato ufficialmente due nuove <a href="https://www.quotidianomotori.com/moto/">moto</a> da fuoristrada: il <strong>KX327</strong>, versione motocross, e il <strong>KX327X</strong>, versione cross-country. Entrambe montano un motore due tempi monocilindrico raffreddato a liquido da 327cc con iniezione diretta del carburante, una configurazione inedita per Kawasaki e una delle prime sul mercato del fuoristrada.</p>
<p>Le specifiche complete, incluse alesaggio, corsa e potenza massima, non sono state ancora rilasciate ufficialmente dal costruttore di Akashi.</p>
<h2>Perché la Kawasaki KX327 è una novità tecnica rilevante?</h2>
<figure id="attachment_293335" aria-describedby="caption-attachment-293335" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293335" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327-Cross.jpg" alt="Kawasaki KX327, moto da cross verde con motore visibile e forcella dorata." width="1200" height="833" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327-Cross.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327-Cross-300x208.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327-Cross-768x533.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293335" class="wp-caption-text">Kawasaki KX327 <span class="wp-caption-copyright"> — © Kawasaki</span></figcaption></figure>
<p>Kawasaki non sviluppava un due tempi sopra i <strong>250cc</strong> da oltre <strong>20 anni</strong>. Il ritorno avviene con un motore che supera le soluzioni tradizionali del segmento: il sistema di aspirazione usa una valvola lamellare a carter abbinata a un corpo farfallato da <strong>39mm</strong> con doppio iniettore. L&#8217;iniettore a valle gestisce i regimi bassi, quello a monte interviene ai regimi alti per garantire accelerazione sostenuta. È il primo due tempi a iniezione di Kawasaki. La valvola di scarico è un sistema sviluppato appositamente per questo motore, progettato per ottimizzare il flusso dei gas e uniformare la curva di coppia dalla zona bassa del regime fino in cima.</p>
<p>Il risultato dichiarato dal costruttore è una curva di coppia piatta, con potenza controllabile e progressiva che favorisce il mantenimento della trazione su terreni tecnici. Due mappature motore selezionabili tramite uno switch al manubrio permettono di adattare l&#8217;erogazione alle condizioni del percorso. La moto monta avviamento elettrico, frizione idraulica e connettività <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/smartphone/">smartphone</a>.</p>
<h2>Quali sono le differenze tra KX327 e KX327X?</h2>
<figure id="attachment_293336" aria-describedby="caption-attachment-293336" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293336" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327.jpg" alt="Kawasaki KX327, motocicletta da cross, in posizione laterale su sfondo bianco." width="1200" height="901" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327-300x225.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Kawasaki-KX327-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293336" class="wp-caption-text">Kawasaki KX327 <span class="wp-caption-copyright"> — © Kawasaki</span></figcaption></figure>
<p>Il <strong>KX327</strong> è ottimizzato per il motocross: cambio a <strong>5 rapporti</strong> ravvicinati, sospensioni tarate per piste preparate e telai in alluminio perimetrale derivato direttamente dal <a href="https://www.kawasaki.com/en-us/motorcycle/kx/full-size-mx/kx-327" target="_blank" rel="nofollow noopener">KX450F</a>. Il prezzo di listino annunciato negli USA è di <strong>9.099 dollari</strong>.</p>
<p>Il <strong>KX327X</strong> è la versione cross-country e off-road: cambio a <strong>6 rapporti</strong>, ruote da <strong>21&#8243;</strong> anteriore e <strong>18&#8243;</strong> posteriore, serbatoio traslucido da 2,2 galloni (circa 8,3 litri) con capacità superiore alla versione motocross, paramani, paramotore e cavalletto laterale di serie. Il prezzo USA è di <strong>9.699 dollari</strong>. Per confronto, una <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/ktm/">KTM</a> 300 XC 2027 con iniezione costa 11.849 dollari, mentre la <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/yamaha/">Yamaha</a> YZ250X 2026 senza iniezione e senza avviamento elettrico è a 8.199 dollari.</p>
<h2>Quando arriva in Europa e in Italia?</h2>
<p>Kawasaki ha annunciato la disponibilità negli Stati Uniti per la <strong>fine del 2026</strong>. Per il mercato europeo non ci sono ancora comunicazioni ufficiali. I due tempi sono soggetti a normative sulle emissioni più restrittive in Europa rispetto agli USA, un fattore che storicamente ha condizionato la disponibilità di questa categoria di moto sul mercato continentale. Chi segue il mercato delle moto da fuoristrada troverà aggiornamenti sui nuovi modelli nella sezione <a href="/tag/moto-stradali/">moto</a> di Quotidiano Motori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Assicurazione auto: tutto quello che serve sapere prima di firmare (e dopo un incidente)</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/automobili/rc-auto-polizza-obbligatoria-bonus-malus-cai-incidente/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/automobili/rc-auto-polizza-obbligatoria-bonus-malus-cai-incidente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Trevisan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
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					<description><![CDATA[La RC auto è obbligatoria per tutti i mezzi a motore su suolo pubblico. Il premio medio RC per le autovetture ha raggiunto 436,8 euro nel terzo trimestre 2025, in aumento del 5% su base annua. Il 53% delle polizze italiane ha almeno una garanzia CVT aggiuntiva. Circolare senza copertura espone a sanzioni da 841 a 3.287 euro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8; border-left: 4px solid #1a73e8; padding: 14px 18px; margin: 20px 0; font-family: sans-serif; font-size: 15px; line-height: 1.6;"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Il massimale minimo obbligatorio RC per danni alle persone è 6,45 milioni di euro per sinistro, fissato dal D.Lgs. 209/2005 art. 128<br />
&#8211; Dal 2026 la constatazione amichevole è disponibile in formato digitale con valore legale equivalente a quella cartacea, introdotta dal Regolamento IVASS n. 56/2025<br />
&#8211; In Italia circolano circa 2,9 milioni di mezzi senza copertura (6,1% del parco): la sanzione va da 841 a 3.287 euro con sequestro del mezzo</div>
<p>L&#8217;assicurazione auto è obbligatoria per legge per tutti i mezzi a motore che circolano su suolo pubblico in Italia. La copertura minima richiesta è la <strong>RC auto</strong> (Responsabilità Civile), che protegge i terzi dai danni causati dal conducente.</p>
<p>Secondo il <a href="https://www.ivass.it/pubblicazioni-e-statistiche/statistiche/bollettino-statistico/2026/n-4-2026/BOLLETTINO_STATISTICO_L_attivita_assicurativa_nel_comparto_auto_2019_2024.pdf" target="_blank" rel="nofollow noopener">Bollettino Statistico IVASS n. 4 del 10 aprile 2026</a>, in Italia circolano circa <strong>45 milioni</strong> di auto e moto assicurate, con un premio medio RC di <strong>338 euro</strong> nel 2024. A questa copertura obbligatoria si aggiungono garanzie facoltative che coprono furto, danni al proprio mezzo, eventi atmosferici e infortuni del conducente.</p>

<h2>Quanto costa l&#8217;assicurazione auto e da cosa dipende il prezzo?</h2>
<p>Il costo della polizza RC auto dipende principalmente dalla <strong>classe di merito</strong>, il sistema bonus-malus che misura la storia di sinistri del conducente su una scala da 1 (la meno costosa) a 18 (la più costosa). Chi entra per la prima volta in assicurazione parte dalla classe 14, salvo poter applicare la Legge Bersani o la RCA Familiare. I</p>
<p>l premio medio RC per le autovetture ha raggiunto <strong>436,8 euro</strong> nel terzo trimestre 2025, secondo l&#8217;indagine IPER dell&#8217;IVASS, in aumento del 5% su base annua. Altri fattori che incidono sul premio sono la provincia di residenza, l&#8217;età e l&#8217;anzianità di patente del conducente, la potenza e il valore del mezzo. Il calcolo completo di tutte le variabili è nell&#8217;approfondimento sul <a href="/automobili/come-si-calcola-costo-assicurazione-auto/">costo dell&#8217;assicurazione auto 2026</a>, con i dettagli sul funzionamento del <a href="/automobili/classe-di-merito-assicurazione-auto/">sistema bonus-malus</a>.</p>
<h2>Cosa copre la RC auto e cosa non copre?</h2>
<p>La RC auto copre i <strong>danni causati a terzi</strong>: persone, altri mezzi e cose danneggiate in un incidente in cui il conducente è responsabile. Non copre i danni al proprio mezzo, il furto, gli infortuni del conducente o i danni causati da eventi atmosferici.</p>
<p>Il massimale minimo obbligatorio in Italia per la responsabilità verso le persone è di <strong>6,45 milioni di euro</strong> per sinistro, stabilito dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-07;209~art128" target="_blank" rel="nofollow noopener">D.Lgs. 209/2005 (Codice delle Assicurazioni Private), art. 128</a>. Tutte le coperture incluse e i limiti della polizza RC sono analizzati in dettaglio nell&#8217;approfondimento su <a href="/automobili/rc-auto-cosa-copre-costo-risparmio-garanzie/">cosa copre la RC auto</a>.</p>
<h2>Cos&#8217;è la RCA Familiare e come funziona la Legge Bersani?</h2>
<p>La <strong>RCA Familiare</strong>, confermata per il 2026, consente di trasferire la classe di merito di un familiare convivente a una nuova auto o moto, anche di categoria diversa (da auto a moto e viceversa). Il familiare cedente deve avere un attestato di rischio privo di sinistri negli ultimi <strong>cinque anni</strong>.</p>
<p>La Legge Bersani funziona in modo simile ma si applica specificamente all&#8217;acquisto di un secondo mezzo nello stesso nucleo familiare. Entrambe le formule consentono ai neoassicurati di partire da una classe vantaggiosa anziché dalla 14. I requisiti e la procedura per richiederle sono nell&#8217;approfondimento sulla <a href="/automobili/rc-auto-familiare/">RCA Familiare</a>.</p>
<h2>Quali garanzie facoltative si possono aggiungere alla RC auto?</h2>
<p>Le garanzie facoltative si dividono in due categorie principali. La <strong>kasko</strong> copre i danni al proprio mezzo in modo completo, inclusi quelli causati dal conducente stesso in un incidente senza controparte identificata.</p>
<p>La mini kasko copre solo i danni con una controparte identificata. Entrambe funzionano come una copertura aggiuntiva rispetto alla RC: chi le sottoscrive è protetto anche quando la RC non interviene. L&#8217;hub dedicato spiega <a href="/automobili/assicurazione-kasko-quanto-costa/">come funziona la kasko, quanto costa e quando conviene</a>.</p>
<p>Le <strong>garanzie CVT</strong> (Corpi Veicoli Terrestri) coprono invece rischi specifici: furto e incendio, cristalli, eventi atmosferici come grandine e trombe d&#8217;aria, infortuni del conducente. Il <strong>53%</strong> delle polizze RC auto italiane ha almeno una garanzia CVT attiva, secondo i dati IVASS 2026. Il funzionamento di ciascuna copertura, con costi e franchigie, è nell&#8217;approfondimento sulle <a href="/automobili/garanzie-accessorie-auto-furto-incendio-cristalli-eventi-atmosferici/">garanzie accessorie auto</a>.</p>
<h2>Cosa fare in caso di incidente?</h2>
<p>Dopo un incidente stradale il primo strumento è il <strong>modulo CAI</strong> (Constatazione Amichevole di Incidente), il documento che raccoglie i dati del sinistro in modo concordato tra le parti e accelera la liquidazione del danno.</p>
<p>Dal 2026 è disponibile anche in formato digitale, grazie al <a href="/automobili/constatazione-amichevole-digitale-novita-rca-2026/">Regolamento IVASS n. 56/2025</a> che ha introdotto la constatazione amichevole elettronica con valore legale equivalente a quella cartacea. Come trovare il modulo, come compilarlo e cosa scrivere è spiegato nella guida al <a href="/automobili/modulo-cai-come-trovarlo-come-compilarlo/">modulo CAI</a>.</p>
<p>In caso di <strong>incidente con un&#8217;auto straniera</strong> la procedura è diversa: interviene l&#8217;Ufficio Centrale Italiano (UCI) come intermediario con la compagnia estera. I tempi massimi di risposta sono fissati a tre mesi dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-07;209~art125" target="_blank" rel="nofollow noopener">art. 125 del Codice delle Assicurazioni</a>. Tutti i passi della procedura sono nell&#8217;approfondimento sull&#8217;<a href="/automobili/incidente-con-auto-straniera/">incidente con auto straniera</a>.</p>
<h2>Cosa succede se l&#8217;assicurazione è scaduta o manca?</h2>
<p>Circolare senza assicurazione o con polizza scaduta espone a sanzioni da <strong>841 a 3.287 euro</strong> e al sequestro del mezzo, secondo l&#8217;art. 193 del Codice della Strada. In caso di incidente il conducente non assicurato è obbligato a risarcire i danni di tasca propria.</p>
<p>In Italia circolano circa <strong>2,9 milioni</strong> di mezzi privi di copertura, pari al 6,1% del parco circolante, secondo le stime ANIA. Le conseguenze complete di guidare con <a href="/automobili/auto-senza-assicurazione/">polizza mancante</a> e cosa fare se la polizza è <a href="/automobili/assicurazione-scaduta/">appena scaduta</a> sono trattate in due guide separate.</p>
<h2>Come evitare le truffe assicurative online?</h2>
<p>Le truffe assicurative online colpiscono ogni anno migliaia di automobilisti italiani: polizze false acquistate in buona fede lasciano il conducente privo di copertura e soggetto alle stesse sanzioni di chi non si è mai assicurato.</p>
<p>I segnali di allarme sono sempre gli stessi: pagamenti richiesti su <strong>Postepay o carte prepagate</strong>, preventivi via WhatsApp, premi molto inferiori alla media di mercato, intermediari non iscritti al Registro Unico degli Intermediari dell&#8217;<strong>IVASS</strong>. L&#8217;elenco aggiornato dei siti segnalati dall&#8217;IVASS come irregolari è nella guida alle <a href="/automobili/assicurazioni-false-online/">assicurazioni false online</a>: verificare sempre prima di pagare.</p>
<p>Chi noleggia un&#8217;auto a lungo termine trova una situazione diversa: la RC e alcune garanzie CVT sono già incluse nel canone mensile. I dettagli sulle <a href="/automobili/coperture-assicurative-noleggio-auto-lungo-termine/">coperture assicurative nel noleggio a lungo termine</a>, con le franchigie tipiche e le integrazioni possibili, sono nell&#8217;approfondimento dedicato.</p>
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		<item>
		<title>Nuova Ducati Desmo450 EDS: telaio dedicato, motore 449,6 cm3 ed elettronica evoluta per l’enduro</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/moto/ducati-desmo450-eds-caratteristiche-motore-scheda-tecnica/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/moto/ducati-desmo450-eds-caratteristiche-motore-scheda-tecnica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Dimartino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 17:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Moto Fuoristrada 450]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova Ducati Desmo450 EDS nasce per portare l’esperienza Borgo Panigale fuori dai circuiti e dentro l’enduro vero. Motore monocilindrico Desmo da 449,6 cm3, telaio a doppio trave in alluminio sotto i 9 kg, sospensioni Showa specifiche, freni Brembo con dischi Galfer e manutenzione adattiva via X-Link definiscono una moto specialistica, tecnica e molto ragionata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #c40019;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li>La nuova <strong>Ducati Desmo450 EDS</strong> è la prima <a href="https://www.quotidianomotori.com/moto/">moto</a> da <strong>enduro specialistico</strong> della Casa di Borgo Panigale ed è anche l’unica della categoria con <strong>distribuzione Desmodromica</strong>.</li>
<li>La base tecnica parte dalla <strong>Desmo450 MX</strong>, ma viene profondamente evoluta con ruote <strong>21”/18”</strong>, serbatoio da <strong>8,5 litri</strong>, telaio dedicato, sospensioni <strong>Showa</strong>, motore rivisto per coppia e controllo e protezioni specifiche da enduro.</li>
<li>La <strong>Desmo450 EDS</strong> arriverà nelle <strong>concessionarie europee da luglio 2026</strong>; con il <strong>kit racing Ducati Performance</strong> aggiunge anche un pacchetto elettronico dedicato con <strong>DTC</strong>, <strong>Launch Control</strong>, <strong>Engine Brake Control</strong> e configurazione tramite <strong>App X-Link</strong>.</li>
</ul>
</div>
<p>La nuova <strong>Ducati Desmo450 EDS</strong> è la prima moto da enduro specialistico della Casa di Borgo Panigale e porta in questo segmento una soluzione tecnica unica: il <strong>motore monocilindrico con distribuzione Desmodromica</strong>. Derivata dalla Desmo450 MX ma profondamente rivista in ciclistica, motore, ergonomia e protezione, la EDS nasce per affrontare mulattiere, salite tecniche, trasferimenti più lunghi e prove speciali con una moto pensata davvero per questa disciplina. Arriverà nelle concessionarie a partire da <strong>luglio 2026</strong>.</p>

<h2><strong>Ruote, gomme e serbatoio </strong></h2>
<p>La moto adotta nuove ruote da <strong>21 pollici all’anteriore</strong> e <strong>18 pollici al posteriore</strong>, equipaggiate con <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/pneumatici/">pneumatici</a> <strong>Metzeler 6 Days Extreme</strong>, una scelta che punta a garantire stabilità, precisione e trazione su superfici molto diverse tra loro. Il nuovo serbatoio da <strong>8,5 litri</strong>, integrato nel telaio perimetrale in alluminio, aumenta l’autonomia per i giri più lunghi senza compromettere l’ergonomia, anche grazie a fianchetti laterali e sella ridisegnati. Inoltre è <strong>trasparente</strong>, così da poter controllare al <a href="https://www.quotidianomotori.com/volo/">volo</a> il livello del carburante.</p>
<h2><strong>Il motore Desmo 449,6 cm3 </strong></h2>
<p>Il motore è un <strong>monocilindrico Desmo450 da 449,6 cm3</strong>, omologato per la circolazione stradale. Questa unità è stata profondamente rivista rispetto alla versione cross per privilegiare <strong>coppia</strong>, <strong>progressività</strong> e <strong>regolarità di erogazione</strong>, caratteristiche decisive nell’enduro dove il controllo del gas e la capacità di trazione fanno la differenza molto più della sola potenza di picco.</p>
<p>Il sistema <strong>Desmodromico</strong> è il vero segno distintivo della nuova moto, che permette di ottenere un motore con una curva di coppia molto sostenuta ai bassi e medi regimi, ma anche con la capacità di girare in alto quando serve insistere con la marcia sugli ostacoli più impegnativi o cercare velocità nelle prove speciali.</p>
<p>Tra le altre modifiche apportate, il <strong>corpo farfallato da 42 mm</strong> al posto del 44 mm, <strong>alberi a camme dedicati</strong>, un <strong>pistone con rapporto di compressione inferiore</strong>, uno <strong>scarico specifico</strong> e un <strong>imbiellaggio a maggiore inerzia</strong>, in particolare su albero motore e volano. Tutte queste modifiche vanno nella stessa direzione: rendere la risposta del monocilindrico più fluida, più progressiva e più facile da usare in contesti tecnici.</p>
<h2><strong>Raffreddamento e protezione</strong></h2>
<p>Il sistema di raffreddamento è stato ripensato rispetto alla MX e mantiene radiatori a forma romboidale, che offrono una superficie radiante più elevata del <strong>6,5%</strong> rispetto a una soluzione tradizionale. L’<strong>elettroventola integrata</strong> garantisce continuità di raffreddamento anche alle basse velocità, ad esempio nei passaggi più lenti e impegnativi. Allo stesso tempo la moto monta di serie una dotazione completa di protezioni dedicate all’enduro: <strong>paramani</strong>, <strong>paramotore</strong> e cover specifiche per <strong>frizione</strong> e <strong>alternatore</strong>.</p>
<h2><strong>Il telaio in alluminio è leggero</strong></h2>
<p>La ciclistica nasce dal telaio perimetrale in alluminio della Desmo450 MX, ma viene evoluta intervenendo sugli attacchi motore per ottenere valori di rigidezza più adatti all’enduro. Il <strong>peso è inferiore ai 9 kg</strong>, composto da soli <strong>11 pezzi</strong>, e il telaio unisce elementi fusi, forgiati ed estrusi e ha una parte anteriore ottenuta come <strong>elemento fuso unico</strong>, soluzione che richiama la <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/tecnologia/">tecnologia</a> costruttiva utilizzata anche sulle superbike <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/ducati/">Ducati</a>.</p>
<h2><strong>Le sospensioni Showa </strong></h2>
<p>Per la <strong>Desmo450 EDS</strong>, Ducati conferma la collaborazione con <strong>Showa</strong>, che ha sviluppato con i collaudatori della Casa, il suo primo modello di forcella pensato specificamente per l’enduro. La forcella è una unità a steli rovesciati da <strong>49 mm</strong>, completamente regolabile, con <strong>corsa di 310 mm</strong> e <strong>Kashima Coating</strong> sui foderi. Rispetto alla MX utilizza molle più morbide, così da copiare meglio sassi, radici e asperità tipiche dell’enduro.</p>
<h2><strong>Il mono Showa e il link progressivo</strong></h2>
<p>Al posteriore lavora un <strong>monoammortizzatore Showa completamente regolabile</strong>, con <strong>escursione ruota di 301 mm</strong>, montato su <strong>link progressivo</strong>. Questa soluzione è stata studiata per offrire più trazione e più stabilità in accelerazione, due elementi centrali nell’enduro, dove la moto deve rimanere efficace su fondi sconnessi e a grip variabile.</p>
<h2><strong>I freni Brembo con dischi Galfer </strong></h2>
<p>L’impianto frenante nasce dalla collaborazione con <strong>Brembo</strong>. All’anteriore è presente una <strong>pinza flottante a due pistoncini</strong>, mentre al posteriore la pinza è a <strong>singolo pistoncino</strong>. I dischi <strong>Galfer</strong> misurano <strong>260 mm davanti</strong> e <strong>240 mm dietro</strong>. Anche le pastiglie sono state definite tenendo conto della modulabilità richiesta dalla pratica dell’enduro, dove il controllo fine della frenata è spesso più importante della pura aggressività.</p>
<h2><strong>Cambio, frizione e trasmissione </strong></h2>
<p>Il comando della frizione richiede uno sforzo ridotto rispetto alla moto da cross, per limitare l’affaticamento del pilota nelle uscite più lunghe e nei tratti più lenti. Il cambio è a <strong>sei marce</strong> con rapporti specifici per l’enduro: la prima è più corta per migliorare controllo e spunto nelle sezioni tecniche, i rapporti intermedi hanno spaziatura dedicata e la sesta è lunga per aumentare l’efficienza nei trasferimenti. La trasmissione finale è affidata a una <strong>catena DID</strong>.</p>
<h2><strong>Con il kit racing arriva un’elettronica inedita per l’enduro Ducati</strong></h2>
<p>Montando il <strong>kit racing Ducati Performance</strong>, la <strong>Desmo450 EDS</strong> abilita un pacchetto elettronico molto evoluto per il segmento. Il kit comprende scarico, componenti per l’aspirazione, mappatura motore dedicata e relativo selettore, oltre a <strong>Ducati Traction Control</strong>, <strong>Launch Control</strong>, <strong>Engine Brake Control</strong>, <strong>Quickshifter</strong> e <strong>Riding Mode</strong> configurabili tramite <strong>App X-Link</strong> con modulo WiFi. Va ricordato che il kit racing <strong>non è omologato per l’uso stradale</strong>.</p>
<h2><strong>Il Ducati Traction Control </strong></h2>
<p>Il nuovo <strong>DTC</strong> sviluppato per l’enduro interviene in base al <strong>reale slittamento della ruota posteriore</strong>, puntando su efficacia, prontezza e linearità. Il sistema è in grado di riconoscere le situazioni in cui non deve intervenire, come i salti, e può essere temporaneamente disattivato con una lieve pressione sulla leva frizione. Sono previsti <strong>quattro livelli di intervento</strong>: due per <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/piloti/">piloti</a> più veloci e due per chi cerca più sicurezza e confidenza.</p>
<h2><strong>La manutenzione adattiva </strong></h2>
<p>Per la <strong>manutenzione adattiva</strong> Ducati prevede due tipi di intervento: <strong>MID Service</strong>, che comprende sostituzione del pistone e controllo del gioco valvole, con intervallo variabile tra <strong>90 e 120 ore</strong>; e <strong>Fukk Service</strong>, cioè revisione completa del motore, con intervallo indicativo tra <strong>180 e 240 ore</strong>. Un algoritmo specifico calcola in tempo reale lo stress del motore e aggiorna le scadenze tramite l’<strong>App Ducati X-Link</strong>, modulandole in base al reale utilizzo della moto.</p>
<h2><strong>Dotazione e accessori </strong></h2>
<p>La <strong>Desmo450 EDS</strong> viene proposta in colorazione <strong>Ducati Red</strong> e può essere ulteriormente evoluta grazie al catalogo <strong>Ducati Performance</strong>, che include componenti Factory ricavati dal pieno, scarico completo o silenziatore slip-on <strong>Akrapovič in titanio</strong>, piastre di sterzo, mozzi ruota e pinze <strong>Brembo Racing</strong>. Ducati affianca anche una collezione tecnica completa realizzata con Drudi Performance e vari partner specializzati.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica Ducati Desmo450 EDS</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Modello:</strong> Ducati Desmo450 EDS</li>
<li><strong>Tipologia:</strong> enduro specialistico</li>
<li><strong>Colorazione:</strong> Ducati Red</li>
<li><strong>Motore:</strong> monocilindrico Desmo450</li>
<li><strong>Cilindrata:</strong> 449,6 cm3</li>
<li><strong>Distribuzione:</strong> Desmodromica</li>
<li><strong>Omologazione base moto:</strong> omologata per circolazione stradale</li>
<li><strong>Telaio:</strong> doppio trave in alluminio</li>
<li><strong>Peso telaio:</strong> inferiore a 9 kg</li>
<li><strong>Struttura telaio:</strong> 11 pezzi</li>
<li><strong>Serbatoio:</strong> 8,5 litri, trasparente</li>
<li><strong>Forcella:</strong> Showa USD 49 mm, completamente regolabile, corsa 310 mm, Kashima Coating</li>
<li><strong>Monoammortizzatore:</strong> Showa completamente regolabile</li>
<li><strong>Escursione ruota posteriore:</strong> 301 mm</li>
<li><strong>Forcellone:</strong> fuso in alluminio</li>
<li><strong>Freni:</strong> Brembo</li>
<li><strong>Disco anteriore:</strong> Galfer 260 mm</li>
<li><strong>Disco posteriore:</strong> Galfer 240 mm</li>
<li><strong>Pneumatici:</strong> Metzeler 6 Days Extreme 80/100-21” e 110/90-18”</li>
<li><strong>Cerchi:</strong> Takasago Excel in alluminio con raggi Alpina, 21” x 1.60” e 18” x 2.15”</li>
<li><strong>Trasmissione finale:</strong> catena DID</li>
<li><strong>Cambio:</strong> 6 marce con rapporti dedicati all’enduro</li>
<li><strong>Protezioni di serie:</strong> paramani, paramotore, cover frizione e alternatore</li>
<li><strong>Raffreddamento:</strong> radiatori romboidali, elettroventola integrata</li>
<li><strong>Ruote:</strong> 21” anteriore / 18” posteriore</li>
<li><strong>Disponibilità:</strong> da luglio 2026 presso concessionarie europee selezionate</li>
</ul>
<h2><strong>Pacchetto elettronico con kit racing Ducati Performance</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Ducati Traction Control:</strong> 4 livelli di intervento</li>
<li><strong>Launch Control:</strong> configurabile</li>
<li><strong>Engine Brake Control:</strong> configurabile</li>
<li><strong>Quickshifter:</strong> in innesto</li>
<li><strong>Power Mode:</strong> 2</li>
<li><strong>Riding Mode:</strong> 2</li>
<li><strong>Configurazione:</strong> tramite <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/app/">App</a> X-Link accessoria</li>
<li><strong>Modulo connessione:</strong> WiFi</li>
<li><strong>Kit racing:</strong> non omologato per circolazione stradale</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>La nuova JW Anderson x Diadora Equipe unisce heritage sportivo e colori decisi</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/jw-anderson-diadora-equipe-sneaker-uomo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Sneakers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.quotidianomotori.com/?p=293311</guid>

					<description><![CDATA[La collaborazione JW Anderson x Diadora riporta al centro la Equipe, modello storico del 1975 reinterpretato in quattro colori netti e contemporanei. Per l’uomo è la sneaker perfetta da indossare con tailoring rilassato, pantaloni più pieni, overshirt leggere e look sportivi puliti ma distintivi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4; padding: 1.5em; border-left: 4px solid #244a7c; margin-bottom: 1.5em;">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li><strong>JW Anderson</strong> annuncia la sua prima collaborazione con <strong>Diadora</strong>, reinterpretando la storica <strong>Equipe</strong>, silhouette nata nel <strong>1975</strong> per atleti d’élite.</li>
<li>La sneaker unisex arriva in <strong>quattro varianti cromatiche</strong> selezionate da Jonathan Anderson: <strong>Green Night</strong>, <strong>Navy Peony</strong>, <strong>Empire Red</strong> e <strong>Princess Blue</strong>.</li>
<li>Nel guardaroba uomo dell’<strong>estate 2026</strong>, questo tipo di sneaker si abbina molto bene a <strong>easy dressing</strong>, <strong>fuller chinos</strong>, <strong>field jackets leggere</strong> e camicie morbide, perché la stagione premia silhouette più rilassate e sportive con carattere.</li>
</ul>
</div>
<p>Con la sua prima collaborazione con <strong>Diadora</strong>, <a href="https://jwanderson.com/it-it" target="_blank" rel="noopener">JW Anderson</a> sceglie di lavorare sulla <strong>Equipe</strong>, <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/sneakers/">sneaker</a> classica nata nel <strong>1975</strong> per atleti d’élite e oggi riletta in una chiave cromatica più audace e contemporanea. Il modello viene proposto in <strong>quattro colorazioni</strong> selezionate da Jonathan Anderson e mantiene intatta la propria identità sportiva fatta di linea slanciata, punta a coda di rondine e suola che avvolge il tallone. Nel guardaroba uomo della <strong>primavera estate 2026</strong>, questa sneaker si inserisce con naturalezza nei look più rilevanti della stagione, tra volumi più morbidi, sportswear raffinato e styling rilassato.</p>

<h2><strong>La Equipe mantiene la propria identità classica ma cambia tono visivo</strong></h2>
<figure id="attachment_293315" aria-describedby="caption-attachment-293315" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293315" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-3.jpg" alt="La capsule collection di sneaker JW Anderson x Diadora Equipe" width="960" height="1200" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-3.jpg 960w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-3-240x300.jpg 240w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-3-768x960.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption id="caption-attachment-293315" class="wp-caption-text">La capsule collection di sneaker JW Anderson x Diadora Equipe <span class="wp-caption-copyright"> — © JW Anderson</span></figcaption></figure>
<p>Quasi cinquant’anni dopo la sua nascita, la <strong>Equipe</strong> viene reinterpretata da JW Anderson attraverso un lavoro mirato soprattutto sul colore. Il modello resta uno solo, ma viene proposto in <strong>quattro varianti cromatiche</strong> selezionate da Jonathan Anderson. In questo modo la sneaker conserva il proprio peso storico ma si riattiva visivamente in una chiave più audace e più contemporanea.</p>
<p>Uno dei dettagli più interessanti è il richiamo alla costruzione formale della <strong>Equipe</strong>. La sneaker si caratterizzata per la sua <strong>linea slanciata</strong>, per  la <strong>punta a coda di rondine</strong> e per la <strong>suola avvolgente sul tallone</strong>.</p>
<p>Le quattro colorazioni scelte per la capsule sono <strong>Green Night</strong>, <strong>Navy Peony</strong>, <strong>Empire Red</strong> e <strong>Princess Blue</strong>, tutte completate da dettagli logo e lacci coordinati.</p>
<h2><strong>La Equipe si abbina perfettamente al tailoring rilassato uomo</strong></h2>
<figure id="attachment_293314" aria-describedby="caption-attachment-293314" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293314" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-1.jpg" alt="Le nuove sneaker JW Anderson x Diadora Equipe" width="960" height="1200" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-1.jpg 960w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-1-240x300.jpg 240w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/JW-Anderson-Diadora-Equipe-1-768x960.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption id="caption-attachment-293314" class="wp-caption-text">Le nuove sneaker JW Anderson x Diadora Equipe <span class="wp-caption-copyright"> — © JW Anderson</span></figcaption></figure>
<p>Il primo abbinamento davvero riuscito per questa sneaker è con il <strong>tailoring morbido</strong>. Una giacca destrutturata, un pantalone dritto o leggermente pieno e una T-shirt pulita permettono alla <strong>JW Anderson x Diadora Equipe</strong> di lavorare molto bene. La linea slanciata della scarpa alleggerisce il look e mantiene il piede visivamente asciutto, qualità centrale quando si vuole indossare una sneaker con capi più sartoriali senza rompere l’equilibrio generale.</p>
<h2><strong>Con i fuller chinos</strong></h2>
<p>Tra i pantaloni chiave del 2026, ci sono i <strong>fuller chinos</strong>, cioè modelli più ampi ma non eccessivi. È un contesto ideale per la <strong>Equipe</strong>, perché una sneaker bassa e affusolata crea il giusto contrasto con un pantalone più pieno. Il consiglio di styling è lavorare su toni facili come sabbia, tabacco, navy o écru, lasciando che sia la sneaker a portare il punto di accento cromatico del look.</p>
<h2><strong>Le field jackets leggere </strong></h2>
<p>Un altro abbinamento molto efficace è quello con le <strong>field jackets leggere</strong> o con overshirt tecniche portate aperte. La <strong>JW Anderson x Diadora Equipe</strong> funziona molto bene in questo contesto perché aggiunge una base sportiva pulita, senza spostare il look verso un registro troppo tecnico o troppo street.</p>
<h2><strong>Le camicie morbide estive</strong></h2>
<p>Nell’estate 2026 stanno funzionando molto bene anche le <strong>camicie leggere</strong>, portate con maggiore libertà: aperte sopra una T-shirt, in lino, a righe morbide o in colori polverosi. In questo tipo di styling, la <strong>Equipe</strong> trova una collocazione molto naturale, perché mantiene la presenza sportiva ma non disturba l’idea di un guardaroba più fluido e arioso. È un abbinamento particolarmente riuscito per viaggio, città e weekend.</p>
<p>La forza della capsule sta anche nella possibilità di usare ogni colore in modo diverso. <strong>Green Night</strong> funziona benissimo con kaki, sabbia, denim slavato e beige; <strong>Navy Peony</strong> è perfetto con grigi chiari, bianco sporco e pantaloni tabacco; <strong>Empire Red</strong> è il più forte per chi vuole una sneaker che rompa un look neutro; <strong>Princess Blue</strong> può lavorare bene con toni pietra, panna e azzurri polverosi.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Mitsubishi Eclipse Sportback 2027: il SUV elettrico compatto dal design sportivo</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/automobili/mitsubishi-eclipse-sportback-ev-suv-elettrico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Dimartino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Auto Elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Mitsubishi]]></category>
		<category><![CDATA[SUV]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova Mitsubishi Eclipse Sportback EV riporta in Nord America un nome iconico del marchio, ma lo fa con una formula completamente diversa: un SUV elettrico compatto e sportivo, sviluppato con Nissan sulla base della futura Leaf e pensato per rafforzare la strategia di elettrificazione del brand.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #c40019;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li><strong>Mitsubishi Motors </strong>ha annunciato il debutto della nuova <strong>Eclipse Sportback EV</strong>, modello completamente elettrico in arrivo come <strong>Model Year 2027</strong>.</li>
<li>Il nuovo <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/suv/">SUV</a> elettrico sarà sviluppato in collaborazione con <strong>Nissan</strong> e sarà basato sulla <strong>prossima generazione della Nissan Leaf</strong>, pur con modifiche estetiche specifiche <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/mitsubishi/">Mitsubishi</a>.</li>
</ul>
</div>
<p><a href="https://www.mitsubishi-motors.it/" target="_blank" rel="noopener">Mitsubishi</a> riporta in scena il nome <strong>Eclipse</strong> con la nuova <strong>Eclipse Sportback EV</strong>, un modello completamente elettrico destinato al mercato nordamericano. Basata sulla prossima generazione della <strong>Nissan Leaf</strong>, ma differenziata da una serie di interventi stilistici dedicati, la nuova vettura si presenta come un <strong>SUV compatto sportivo</strong> e con lancio commerciale previsto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2026.</p>

<h2><strong>La nuova Eclipse Sportback EV</strong></h2>
<figure id="attachment_293309" aria-describedby="caption-attachment-293309" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293309" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Mitsubishi-Eclipse-Sportback-EV-2.jpg" alt="Mitsubishi Eclipse Sportback EV" width="1200" height="675" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Mitsubishi-Eclipse-Sportback-EV-2.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Mitsubishi-Eclipse-Sportback-EV-2-300x169.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Mitsubishi-Eclipse-Sportback-EV-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293309" class="wp-caption-text">La nuova Mitsubishi Eclipse Sportback EV <span class="wp-caption-copyright"> — © Mitsubishi</span></figcaption></figure>
<p><strong>Eclipse</strong> è una sigla che in Nord America ha un peso importante sin dal suo debutto nel <strong>1990</strong> e porta con sé un immaginario sportivo molto preciso. Mitsubishi decide di recuperarlo per un modello completamente elettrico, costruendo un ponte tra heritage e nuova mobilità. Il nuovo modello è quindi un <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/suv/">SUV</a> compatto elettrico con un’impostazione più dinamica sul piano del <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a>.</p>
<p>La nuova <strong>Eclipse Sportback EV</strong> sarà sviluppata insieme a <strong>Nissan Motor Co.</strong> e sarà basata sulla <strong>next-generation di Nissan Leaf</strong>. Pur nascendo dalla stessa architettura della futura Leaf, la Eclipse Sportback EV avrà modifiche stilistiche dedicate per renderla chiaramente riconoscibile come Mitsubishi, con <strong>paraurti anteriori e posteriori specifici</strong>, <strong>firme luminose dedicate all’anteriore e al posteriore</strong>, <strong>cerchi in lega dal design sportivo</strong> e naturalmente il <strong>classico emblema Triple Diamond</strong>.</p>
<p>La nuova vettura rientra pienamente nel piano industriale <strong>Momentum 2030</strong>, che Mitsubishi articola attorno a quattro pilastri: elettrificazione, ampliamento della gamma prodotto, modernizzazione del modello retail e rafforzamento del rapporto con la rete dealer.</p>
<p>La nuova <strong>Eclipse Sportback EV</strong> sarà in vendita tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2026. Al momento Mitsubishi non ha ancora comunicato dati definitivi su <strong>potenza, batteria, autonomia, tempi di ricarica o listino</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Il nuovo G-Shock MR-G Brinicle celebra il 30 anniversario con titanio, Cobarion e ispirazione polare</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/g-shock-mr-g-frogman-mrg-bf1000eb-caratteristiche-specifiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Orologi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo G-Shock MR-G Frogman MRG-BF1000EB è ispirato al Brinicle, combina artigianalità giapponese, materiali di alto livello come Cobarion e titanio Ti64, dettagli preziosi in zaffiro blu e una dotazione tecnica da vero diver professionale, con certificazione ISO 200 metri, Tough Solar, Bluetooth e Multiband 6.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4; padding: 1.5em; border-left: 4px solid #0b3d5c; margin-bottom: 1.5em;">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li>Il nuovo <strong>G-Shock MR-G Frogman MRG-BF1000EB</strong> nasce per il <strong>30 anniversario</strong> della linea MR-G e trae ispirazione dal fenomeno polare del <strong>Brinicle</strong>, con una costruzione pensata per unire lusso, resistenza e identità tecnica.</li>
<li>Il segnatempo include <strong>certificazione ISO 200 metri</strong>, lunetta in <strong>Cobarion</strong>, cassa con componenti chiave in <strong>lega di titanio Ti64</strong>, vetro zaffiro blu e funzionalità come <strong>Bluetooth</strong>, <strong>Multiband 6</strong> e <strong>Tough Solar</strong>.</li>
<li>Il modello è un’<strong>edizione limitata di 800 esemplari</strong> nel mondo, con fondello celebrativo <strong>MR-G 30TH</strong>, numero seriale individuale e doppia opzione di cinturino, in Dura Soft bianco o bracciale in titanio.</li>
</ul>
</div>
<p>Per il <strong>30 anniversario</strong> della linea MR-G, <a href="https://gshock.casio.com/it/" target="_blank" rel="noopener">G-Shock</a> presenta il nuovo <strong>MRG-BF1000EB</strong>, un Frogman premium ispirato al <strong>Brinicle</strong>, il raro fenomeno naturale in cui colonne di ghiaccio si formano sotto la superficie dei mari polari. L&#8217;<a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/orologi/">orologio</a> unisce una forte ispirazione estetica a una dotazione tecnica di alto livello: certificazione <strong>ISO 200 metri</strong>, struttura in <strong>titanio Ti64</strong>, lunetta in <strong>Cobarion</strong>, vetro zaffiro blu, connettività <strong>Bluetooth</strong>, <strong>Multiband 6</strong>, <strong>Tough Solar</strong> e un sistema di lettura del tempo di immersione progettato per essere rapido e intuitivo.</p>

<h2><strong>Il Brinicle diventa il codice estetico del nuovo MR-G</strong></h2>
<figure id="attachment_293303" aria-describedby="caption-attachment-293303" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293303" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-2.jpg" alt="Il nuovo G-Shock MR-G Frogman MRG-BF1000EB" width="1200" height="675" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-2.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-2-300x169.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293303" class="wp-caption-text">Il nuovo G-Shock MR-G Frogman MRG-BF1000EB <span class="wp-caption-copyright"> — © G-Shock</span></figcaption></figure>
<p>L’ispirazione dichiarata del nuovo <strong>MRG-BF1000EB</strong> è il <strong>Brinicle</strong>, un fenomeno polare in cui si formano strutture di ghiaccio sotto la superficie marina. <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/casio/">Casio</a> costruisce così un orologio che lavora su riflessi freddi, profondità cromatiche e una sensazione di energia congelata, senza perdere il legame con il mare e con la funzione diving.</p>
<p>Il nuovo segnatempo appartiene alla famiglia <strong>Frogman</strong>, storicamente associata ai diver antiurto di G-Shock. Dal punto di vista tecnico, il nuovo <strong>MR-G Frogman</strong> è certificato <strong>ISO 200 metri</strong>. Un altro dei punti più rilevanti è la lunetta in <strong>Cobarion</strong>, una lega circa <strong>quattro volte più dura del titanio puro</strong>.</p>
<p>La lunetta viene rifinita con grande precisione attraverso sfaccettature lavorate a mano sotto la supervisione di <strong>Kazuhito Komatsu</strong>, maestro artigiano del taglio e della lucidatura. Sulla lunetta interviene anche una <strong>placcatura ionica blu ad arco</strong>, resistente ai graffi e pensata per evocare la forma misteriosa e vorticosa del Brinicle.</p>
<h2><strong>La struttura in titanio Ti64</strong></h2>
<p>I componenti chiave dell’orologio sono realizzati in <strong>lega di titanio Ti64</strong>, scelta che rafforza il carattere premium del modello e lo colloca nel territorio dei diver di alta gamma più evoluti. Anche il bracciale opzionale in metallo adotta titanio puro con trattamento di indurimento profondo e rivestimento in <strong>carburo di titanio</strong>.</p>
<p>Il <strong>vetro zaffiro blu</strong> è trattato con deposizione di vapore, inserito a pressione nel <strong>fondello a vite</strong>. Quest’ultimo è rifinito con un rivestimento in <strong>carburo di titanio</strong>, mentre il modulo MR-G dedicato include una <strong>piastra di bloccaggio con trattamento IP gold</strong>.</p>
<p>Le due viti frontali, che sottolineano la tradizionale asimmetria del <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a> Frogman, vengono qui impreziosite da <strong>due zaffiri blu creati in laboratorio</strong>, che hanno un <strong>taglio brillante rotondo a 57 sfaccettature.</strong></p>
<p>Sul fondello compare l’iconico personaggio della <strong>rana sommozzatrice Frogman</strong>, insieme alla dicitura <strong>“MR-G 30TH”</strong> che celebra il trentesimo anniversario della linea MR-G. C’è anche un <strong>numero seriale univoco</strong>, che identifica ogni esemplare come parte di una <strong>edizione limitata di 800 pezzi nel mondo</strong>.</p>
<p><a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/casio/">Casio</a> propone il nuovo MR-G con <strong>due opzioni di cinturino intercambiabili</strong>. Il primo è in <strong>Dura Soft bianco</strong>, materiale pensato per resistere a scolorimento, sporco e invecchiamento, con fibbia e passante in titanio Ti64. Il secondo è invece un <strong>bracciale in titanio</strong>, più tecnico e strutturato.</p>
<h2><strong>Bluetooth, Multiband 6 e Tough Solar </strong></h2>
<p>Sul piano delle funzioni, il nuovo <strong>MRG-BF1000EB</strong> integra <strong>Bluetooth</strong>, <strong>Multiband 6</strong> e <strong>Tough Solar</strong>. Tra gli aspetti più tecnici del modello c’è la presenza di <strong>tre motori a doppia bobina</strong>, pensati per la rotazione rapida delle singole lancette durante l’indicazione dei tempi di immersione. Le lancette di ore e minuti possono sovrapporsi fino a formare un’unica indicazione, così da rendere più immediata e leggibile la lettura del tempo trascorso sott’acqua.</p>
<p>L’orologio viene venduto in uno <strong>special pack</strong> sviluppato in collaborazione con <strong>Proteca</strong>, marchio giapponese di valigeria premium.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica Casio MR-G Frogman MRG-BF1000EB</strong></h2>
<figure id="attachment_293304" aria-describedby="caption-attachment-293304" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293304" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-3.jpg" alt="Scheda tecnica Casio MR-G Frogman MRG-BF1000EB" width="1200" height="675" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-3.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-3-300x169.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/G-Shock-MR-G-Brinicle-3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293304" class="wp-caption-text">Scheda tecnica Casio MR-G Frogman MRG-BF1000EB <span class="wp-caption-copyright"> — © G-shock</span></figcaption></figure>
<ul>
<li><strong>Modello:</strong> Casio G-Shock MR-G Frogman MRG-BF1000EB</li>
<li><strong>Ispirazione:</strong> fenomeno polare del Brinicle</li>
<li><strong>Linea:</strong> MR-G / Frogman</li>
<li><strong>Anniversario:</strong> 30° anniversario MR-G</li>
<li><strong>Edizione:</strong> limitata a 800 esemplari nel mondo</li>
<li><strong>Certificazione:</strong> ISO 200 metri</li>
<li><strong>Lunetta:</strong> in Cobarion</li>
<li><strong>Finitura lunetta:</strong> sfaccettature lavorate a mano con placcatura ionica blu ad arco AIP</li>
<li><strong>Materiale componenti chiave:</strong> lega di titanio Ti64</li>
<li><strong>Vetro:</strong> zaffiro blu trattato con deposizione di vapore</li>
<li><strong>Fondello:</strong> a vite con rivestimento in carburo di titanio</li>
<li><strong>Piastra di bloccaggio modulo:</strong> trattamento IP gold</li>
<li><strong>Dettagli frontali:</strong> 2 zaffiri blu lab-grown con taglio brillante a 57 sfaccettature</li>
<li><strong>Connettività:</strong> Bluetooth</li>
<li><strong>Precisione radio:</strong> Multiband 6</li>
<li><strong>Alimentazione:</strong> Tough Solar</li>
<li><strong>Motori:</strong> 3 motori a doppia bobina</li>
<li><strong>Funzione immersione:</strong> sovrapposizione lancette per lettura rapida del tempo trascorso sott’acqua</li>
<li><strong>Cinturino 1:</strong> Dura Soft bianco con fibbia e passante in titanio Ti64</li>
<li><strong>Cinturino 2:</strong> bracciale in titanio con indurimento profondo e rivestimento TiC</li>
<li><strong>Fondello celebrativo:</strong> rana Frogman, scritta MR-G 30TH, numero seriale univoco</li>
<li><strong>Pack:</strong> special pack in collaborazione con Proteca</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Primo Avioraduno dell&#8217;Aero Club d&#8217;Italia a Castiglione del Lago: tre giorni di volo sul Trasimeno</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/volo/aero-club-italia-avioraduno-trasimeno-giugno-2026/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/volo/aero-club-italia-avioraduno-trasimeno-giugno-2026/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ferretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Volo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 19 al 21 giugno 2026 l'aeroporto di Castiglione del Lago ospita il primo Avioraduno nazionale dell'Aero Club d'Italia: esibizioni di mongolfiere, idrovolanti, volo acrobatico, paracadutismo e velivoli storici. Sabato e domenica le esibizioni in volo si svolgono dalle 10:00 alle 19:00. Ingresso libero per il concerto del 19 giugno alla Rocca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8;border-left: 4px solid #1a73e8;padding: 14px 18px;margin: 20px 0;font-family: sans-serif;font-size: 15px;line-height: 1.6"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Venerdì 19 giugno inaugurazione alle 17:30 a Palazzo della Corgna con convegno sull&#8217;avioturismo alle 18:00; serata con concerto gratuito alle 21:00 alla Rocca<br />
&#8211; Nel fine settimana l&#8217;AeCI presenta la bozza di riforma del DPR 133/2010, il regolamento di attuazione della Legge 106/1985 sul <a href="https://www.quotidianomotori.com/volo/">volo</a> da diporto o sportivo<br />
&#8211; L&#8217;Aero Club d&#8217;Italia è attivo dal 1911: l&#8217;evento è stato presentato al Palazzo dell&#8217;Aeronautica alla presenza del ministro Abodi, del presidente CONI Buonfiglio e del generale Floreani</div>
<p>Dal <strong>19 al 21 giugno 2026</strong> l&#8217;aeroporto Leopoldo Eleuteri di Castiglione del Lago, sulle rive del Lago Trasimeno, ospita il primo Avioraduno nazionale dell&#8217;<a href="https://www.aeci.it" target="_blank" rel="nofollow noopener">Aero Club d&#8217;Italia</a>: tre giorni di esibizioni in volo, convegni istituzionali e incontri aperti al pubblico dedicati all&#8217;aviazione generale, agli ultraleggeri e allo sport aeronautico. L&#8217;evento è stato presentato il 9 giugno a Roma, al Palazzo dell&#8217;Aeronautica, alla presenza del ministro per lo Sport Andrea Abodi, del presidente del CONI Luciano Buonfiglio e del generale Urbano Floreani, capo del quinto reparto dello Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica.</p>
<h2>Qual è il programma dell&#8217;Avioraduno di Castiglione del Lago?</h2>
<p>La prima giornata, venerdì 19 giugno, si apre con la cerimonia di inaugurazione alle <strong>17:30</strong> a Palazzo della Corgna nel centro storico. Alle 18:00 inizia il convegno <strong>&#8220;Avioturismo: realtà e prospettive di una legge per valorizzare e promuovere i territori&#8221;</strong>, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del settore aeronautico. La serata si chiude alle 21:00 alla Rocca di Castiglione del Lago con il concerto del Four Season Quintet, a ingresso gratuito.</p>
<p>Sabato 20 giugno è la giornata centrale per le attività in volo. Dalle <strong>10:00 alle 19:00</strong>, compatibilmente con le condizioni operative e meteo, sono previste esibizioni di mongolfiere, paracadutismo, volo a vela acrobatico, <strong>idrovolanti</strong>, simulatori di volo, velivoli storici, pattuglie, ala rotante e <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/piloti/">piloti</a> acrobatici. È presente una mostra statica dei produttori aeronautici. L&#8217;Aeronautica Militare partecipa con uno stand dedicato e un&#8217;area esperienziale con visori Oculus per un&#8217;esperienza immersiva nelle attività della forza armata. La Guardia di Finanza è presente con il proprio corpo aereo.</p>
<p>Domenica 21 giugno riprende con le esibizioni in volo dalle 10:00 alle 19:00. Al <strong>MUVAT</strong> (Museo del Volo del Trasimeno) alle 10:30 si tiene l&#8217;incontro &#8220;Storie di aviazione, di passione e di sport&#8221; con Alberto Rosso, Gregory Alegi e Donatella Ricci. Nel corso del fine settimana l&#8217;AeCI presenta anche la bozza di riforma del <strong>DPR 133/2010</strong>, il regolamento di attuazione della Legge 106/1985 sul volo da diporto o sportivo.</p>
<h2>Perché nasce il primo Avioraduno dell&#8217;Aero Club d&#8217;Italia?</h2>
<p>L&#8217;<a href="https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/06/10/allaeroporto-di-castiglione-del-lago-il-primo-avioraduno-dellaero-club-ditalia_ac54131b-b3e0-4240-b747-925f7f610a70.html" target="_blank" rel="nofollow noopener">Aero Club d&#8217;Italia è attivo dal 1911</a> ed è l&#8217;ente pubblico di riferimento per il volo sportivo e turistico in Italia, con il compito di coordinare gli aeroclub federati sul territorio nazionale. &#8220;L&#8217;idea nasce dall&#8217;intenzione di restituire ad un ente, la cui storia inizia <strong>115 anni fa</strong>, la centralità che gli è propria nel panorama dell&#8217;aviazione civile italiana&#8221;, ha dichiarato il presidente Stefano Arcifa.</p>
<p>L&#8217;avioraduno punta a riunire piloti, appassionati, istituzioni e cittadini in un formato che copre tutte le discipline del volo: dall&#8217;aviazione generale agli ultraleggeri, dal volo sportivo alle attività degli aeroclub locali. La scelta di Castiglione del Lago non è casuale: l&#8217;aeroporto Eleuteri è sede di un aeroclub attivo e il territorio umbro è già noto per l&#8217;avioturismo. Le prospettive normative dell&#8217;avioturismo e le nuove tecnologie del settore si inseriscono nel quadro più ampio dello sviluppo della <a href="/volo/mobilita-aerea-avanzata-droni-idrogeno/">mobilità aerea di nuova generazione in Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Lomac Turismo 8.5 è pensato per spazio, equilibrio e prestazioni</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/nautica/lomac-turismo-8-5-caratteristiche-motori/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/nautica/lomac-turismo-8-5-caratteristiche-motori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Motoscafi]]></category>
		<category><![CDATA[Yacht]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo Lomac Turismo 8.5 amplia verso l’alto la gamma Turismo e porta in una misura molto strategica per il mercato una sintesi convincente di design essenziale, carena evoluta e spazi ben organizzati. Firmato da Federico Fiorentino, questo battello da 8,5 metri punta su equilibrio tra vivibilità, ingombri e prestazioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4; padding: 1.5em; border-left: 4px solid #1f4e79; margin-bottom: 1.5em;">
<p><strong>Informazioni chiave:</strong></p>
<ul>
<li>Il <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> chiude il percorso di sviluppo della gamma Turismo e si inserisce in una fascia molto richiesta del mercato, quella degli <strong>8,5 metri</strong>.</li>
<li>Il layout prevede <strong>dinette a U fino a 8 persone</strong>, prendisole a prua, console con vano configurabile anche come toilette e una capacità massima di <strong>14 persone a bordo</strong>.</li>
<li>La carena firmata <strong>Federico Fiorentino</strong> è stata sviluppata con studi <strong>CFD</strong> e test dedicati, mentre i tubolari sono in <strong>Hypalon neoprene Orca Pennel &amp; Flipo</strong>.</li>
</ul>
</div>
<p>Con il nuovo <strong>Lomac Turismo 8.5</strong>, il cantiere milanese porta a compimento il progetto della gamma Turismo, nato nel 2022 con il debutto del Turismo 7.0. Il nuovo modello entra nel segmento degli 8,5 metri con un’impostazione chiara: offrire qualità di costruzione, comfort a bordo, carena evoluta e un <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/design/">design</a> riconoscibile.</p>

<h2><strong>Il Turismo 8.5 completa il progetto della gamma Turismo</strong></h2>
<p>Con questo modello, <strong>Lomac</strong> chiude il cerchio della linea <strong>Turismo</strong>, concepita fin dall’inizio come una famiglia organica. Il nuovo <strong>Turismo 8.5</strong> raccoglie l’impostazione introdotta dal Turismo 7.0 e la porta in una dimensione molto apprezzata dal mercato, mantenendo coerenza di linguaggio e di costruzione.</p>
<p>Il disegno del nuovo <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> porta la firma di <strong>Federico Fiorentino</strong>, che riprende il linguaggio dei modelli più grandi della linea e lo sviluppa in una lunghezza particolarmente strategica. Le linee restano tese, pulite e filanti, con un’impostazione dichiaratamente <strong>heavy duty</strong> che rimane uno dei segni più riconoscibili della gamma Turismo. Il carattere del <strong>Turismo 8.5</strong> nasce proprio da questo equilibrio tra rigore formale e funzione.</p>
<h2><strong>La poppa organizza il living esterno con due plancette e passaggio centrale</strong></h2>
<figure id="attachment_291405" aria-describedby="caption-attachment-291405" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-291405" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-3.jpg" alt="Il nuovo Lomac Turismo 8.5" width="1200" height="600" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-3.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-3-300x150.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-3-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-291405" class="wp-caption-text">Il nuovo Lomac Turismo 8.5 <span class="wp-caption-copyright"> — © Lomac</span></figcaption></figure>
<p>Partendo dalla zona posteriore, il nuovo <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> propone <strong>due ampie plancette integrate</strong> con <strong>passaggio centrale</strong>, soluzione che migliora accessibilità e praticità durante la sosta e nelle fasi di imbarco. È una configurazione che rende la poppa più comoda da vivere e più ordinata nei movimenti. In un battello destinato a un uso versatile, questo tipo di soluzione ha un peso concreto, perché incide subito sulla qualità della vita a bordo.</p>
<h2><strong>La dinette a U offre uno spazio conviviale fino a 8 persone</strong></h2>
<p>Subito dopo la poppa si sviluppa un <strong>ampio pozzetto</strong> con <strong>dinette a U</strong>, capace di accogliere fino a <strong>otto persone</strong>. Il tavolo abbattibile permette inoltre di trasformare rapidamente l’area in un <strong>prendisole</strong>, ampliando le possibilità di utilizzo del layout nel corso della giornata.</p>
<p>È una soluzione molto utile, perché rende il battello adatto sia alla navigazione di trasferimento sia alla sosta in rada, con un’organizzazione degli spazi che privilegia la convivialità senza sacrificare i percorsi a bordo.</p>
<h2><strong>La zona di guida punta su ergonomia e servizi integrati</strong></h2>
<p>La postazione di guida del <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> utilizza <strong>sedute ergonomiche sdoppiate</strong> per pilota e copilota, una scelta che rafforza comfort e praticità durante la navigazione. Sotto questa zona è integrato anche un <strong>frigorifero</strong>, dettaglio che conferma l’attenzione del progetto per un uso reale e non solo teorico del battello.</p>
<p>È proprio in questi dettagli che il modello mostra la sua impostazione da fascia alta: non solo stile e prestazioni, ma anche piccoli contenuti che migliorano concretamente l’esperienza a bordo.</p>
<h2><strong>La console centrale aggiunge versatilità con un vano configurabile</strong></h2>
<p>La <strong>console centrale</strong> del nuovo <strong>Turismo 8.5</strong> presenta un disegno deciso e contemporaneo e integra un vano accessibile da prua. Questo spazio può essere configurato come <strong>locale toilette</strong>, sia chimica sia marina, oppure utilizzato come <strong>stiva</strong>, <strong>spogliatoio</strong> o semplice <strong>riparo</strong>.</p>
<h2><strong>Il prendisole di prua valorizza comfort e spazi di stivaggio</strong></h2>
<p>A prua si sviluppa un <strong>ampio prendisole</strong>, accompagnato da <strong>generosi spazi di stivaggio sottostanti</strong>. Anche qui si vede una chiara attenzione all’ottimizzazione del layout: Lomac usa la prua come vero spazio funzionale, capace di offrire comfort e capacità di carico.</p>
<h2><strong>Due T-top diversi permettono di orientare il battello verso usi differenti</strong></h2>
<p>Il nuovo <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> prevede <strong>due configurazioni di T-top</strong>. La prima utilizza una struttura in <strong>acciaio inox</strong> con copertura in <strong>tessuto</strong>, soluzione più leggera e tradizionale. La seconda è invece una versione rigida in <strong>vetroresina con fibre aramidiche e carbonio</strong>, pensata per chi cerca una presenza tecnica e strutturale più marcata.</p>
<h2><strong>La carena è stata sviluppata con CFD e test di validazione</strong></h2>
<p>Sotto il profilo tecnico, uno degli aspetti più interessanti riguarda la <strong>carena</strong>, sviluppata da <strong>Federico Fiorentino</strong> e ottimizzata attraverso specifici studi <strong>CFD</strong> e successivi test di validazione. L’obiettivo è offrire <strong>efficienza a tutti i regimi</strong>, buona <strong>stabilità</strong> e <strong>comfort di navigazione</strong> anche con mare formato.</p>
<h2><strong>I tubolari in Hypalon neoprene Orca </strong></h2>
<p>Lomac adotta per il <strong>Turismo 8.5</strong> tubolari in <strong>Hypalon neoprene Orca Pennel &amp; Flipo</strong>, materiale considerato un riferimento nel settore per resistenza, durata e comportamento nel tempo. In un gommone destinato a un utilizzo intenso e prolungato, la qualità dei tubolari resta uno dei parametri più decisivi per valutarne serietà progettuale e valore reale.</p>
<h2><strong>Le motorizzazioni puntano su flessibilità e velocità superiori ai 50 nodi</strong></h2>
<p>Il nuovo <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> potrà essere equipaggiato con <strong>motorizzazioni singole da 250 a 425 CV</strong> oppure con <strong>doppie motorizzazioni fino a 2 x 200 CV</strong>. Il modello vanta <strong>velocità massime superiori ai 50 nodi</strong>, dato che sottolinea la vocazione dinamica del progetto.</p>
<p>Il debutto ufficiale del nuovo <strong>Lomac Turismo 8.5</strong> è previsto al <strong>Salone Nautico di Genova 2026</strong>, mentre da <strong>luglio</strong> il battello sarà protagonista di un <strong>tour di presentazione nel Mediterraneo</strong>.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica Lomac Turismo 8.5</strong></h2>
<figure id="attachment_291402" aria-describedby="caption-attachment-291402" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-291402" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-2.jpg" alt="Scheda tecnica Lomac Turismo 8.5" width="1200" height="600" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-2.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-2-300x150.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/05/Lomac-Turismo-8-2-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-291402" class="wp-caption-text">Scheda tecnica Lomac Turismo 8.5 <span class="wp-caption-copyright"> — © Lomac</span></figcaption></figure>
<ul>
<li><strong>Modello:</strong> Lomac Turismo 8.5</li>
<li><strong>Lunghezza totale:</strong> 8,50 m</li>
<li><strong>Lunghezza di omologazione:</strong> 7,98 m</li>
<li><strong>Larghezza massima:</strong> 3,14 m</li>
<li><strong>Larghezza sgonfio:</strong> 2,50 m</li>
<li><strong>Altezza specchio:</strong> 762 mm</li>
<li><strong>Peso a vuoto:</strong> 1.800 kg (stimato)</li>
<li><strong>Potenza massima scheda tecnica:</strong> 400 hp</li>
<li><strong>Configurazioni motore indicate dal cantiere:</strong> singolo da 250 a 425 CV oppure doppio fino a 2 x 200 CV</li>
<li><strong>Velocità massima dichiarata:</strong> superiore a 50 nodi</li>
<li><strong>Materiale tubolari:</strong> Hypalon Orca</li>
<li><strong>Capacità massima persone a bordo:</strong> 14</li>
<li><strong>Designer:</strong> Federico Fiorentino</li>
<li><strong>T-top disponibili:</strong> struttura inox con copertura in tessuto oppure rigido in vetroresina con fibre aramidiche e carbonio</li>
<li><strong>Layout:</strong> plancette integrate, dinette a U, prendisole trasformabile, doppia seduta guida, console con vano configurabile, prendisole di prua</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Cane o gatto in treno: Trenitalia e Italo, regole, biglietti e cosa rischi senza trasportino</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/mobilita-urbana/cane-gatto-treno-biglietto-trasportino-documenti-viaggio/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/mobilita-urbana/cane-gatto-treno-biglietto-trasportino-documenti-viaggio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Trevisan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità Urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Treni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[Su Trenitalia i cani e gatti in trasportino (max 70x30x50 cm) viaggiano gratis su tutti i treni; i cani senza trasportino richiedono un biglietto di seconda classe al prezzo Base. Su Italo la soglia è il peso: gratis sotto i 5 kg in trasportino, biglietto dedicato sopra i 5 kg. Per i viaggi nazionali servono microchip e libretto sanitario con vaccinazioni aggiornate.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8;border-left: 4px solid #1a73e8;padding: 14px 18px;margin: 20px 0;font-family: sans-serif;font-size: 15px;line-height: 1.6"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Su Italo il biglietto per l&#8217;animale non è acquistabile separatamente dopo la prenotazione: va selezionato durante la ricerca del biglietto o tramite il Contact Center (06 07 08)<br />
&#8211; Sui <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/treni/">treni</a> notturni con cuccette, un cane fuori trasportino obbliga alla prenotazione dell&#8217;intero scompartimento; su FrecciaLink e <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/bus/">bus</a> sostitutivi sono ammessi solo <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/animali/">animali</a> in trasportino<br />
&#8211; Per alcuni Paesi come Finlandia, Irlanda e Malta è richiesto il trattamento contro l&#8217;echinococcosi nei cinque giorni precedenti la partenza, oltre al passaporto europeo</div>
<p>Portare un cane o un gatto in treno in Italia è consentito su tutti i principali vettori, ma le regole variano in base alla taglia dell&#8217;animale e alla compagnia ferroviaria. Il fattore determinante è uno: l&#8217;animale entra in un <strong>trasportino</strong> oppure no. Da questa distinzione dipendono il costo del biglietto, le condizioni di trasporto e i treni ammessi.</p>

<h2>Quali sono le regole Trenitalia per viaggiare con gli animali?</h2>
<p>Su <a href="https://www.trenitalia.com/it/informazioni/la-guida-del-viaggiatore/se-viaggi-con-il-tuo-animale-domestico.html" target="_blank" rel="nofollow noopener">Trenitalia</a> i cani e i gatti di piccola taglia viaggiano <strong>gratuitamente</strong> su tutti i treni, a condizione che siano tenuti in un trasportino con dimensioni massime di <strong>70x30x50 cm</strong>. È ammesso un solo animale per viaggiatore. I gatti rientrano sempre in questa categoria indipendentemente dal peso, purché stiano nel trasportino.</p>
<p>I cani di taglia media e grande, o quelli di piccola taglia senza trasportino, richiedono l&#8217;acquisto di un <strong>biglietto di seconda classe</strong> al prezzo Base, contestualmente al biglietto del proprietario. Durante il viaggio l&#8217;animale deve essere tenuto al <strong>guinzaglio con museruola</strong>. Il biglietto si acquista sul sito, sull&#8217;<a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/app/">app</a>, in biglietteria o alle emettitrici self service. Chi viene trovato a bordo senza biglietto per l&#8217;animale paga il prezzo intero maggiorato di una penale e, se l&#8217;animale non è ammesso al trasporto, deve scendere alla prima fermata disponibile.</p>
<p>Sui <strong>treni notturni</strong> con cuccette o vagoni letto la presenza di un cane fuori dal trasportino obbliga alla prenotazione dell&#8217;intero scompartimento. I cani guida al seguito di persone non vedenti sono sempre ammessi gratuitamente su tutti i treni, senza obbligo di trasportino. Sui servizi <strong>FrecciaLink e bus sostitutivi</strong> sono ammessi solo gli animali in trasportino.</p>
<h2>Quali sono le regole Italo per viaggiare con gli animali?</h2>
<p>Su <a href="https://www.italotreno.com/it/offerte-treno/viaggiare-con-animali-domestici" target="_blank" rel="nofollow noopener">Italo</a> il criterio principale è il peso. I cani di piccola taglia sotto i <strong>5 kg</strong> viaggiano <strong>gratuitamente</strong> nel trasportino, senza biglietto aggiuntivo. I cani di taglia media e grande, sopra i <strong>5 kg</strong>, richiedono l&#8217;acquisto di un biglietto dedicato a prezzo variabile, visibile durante la prenotazione online. L&#8217;animale siede nel posto a fianco al proprietario, sempre al guinzaglio e con <strong>museruola</strong> obbligatoria nelle fasi di salita e discesa dal treno.</p>
<p>Il biglietto per l&#8217;animale si acquista selezionando l&#8217;apposito campo durante la ricerca del biglietto sul sito o sull&#8217;app, oppure chiamando il Contact Center al <strong>06 07 08</strong>. Non è possibile acquistarlo separatamente dopo aver completato la prenotazione senza passare dal servizio clienti.</p>
<h2>Quali documenti servono per portare un animale in treno?</h2>
<p>Per i viaggi nazionali i documenti minimi richiesti sono il <strong>microchip identificativo</strong> conforme allo standard ISO 11784 e il libretto sanitario con le vaccinazioni aggiornate, in particolare quella antirabbica. Per i viaggi internazionali serve il <strong>passaporto europeo per animali da compagnia</strong>, rilasciato da un veterinario autorizzato, che attesta dati anagrafici, vaccinazioni e trattamenti antiparassitari. Per alcuni Paesi, come Finlandia, Irlanda e Malta, è richiesto anche il trattamento contro l&#8217;echinococcosi nei cinque giorni precedenti la partenza.</p>
<p>Per i treni regionali Trenitalia le regole sul trasportino e sul biglietto restano le stesse dei treni nazionali. La differenza è che sui regionali il biglietto per cani di media e grande taglia è acquistabile anche dalla sezione Promozioni e Servizi Regionali dell&#8217;app. Chi viaggia in auto con il proprio cane può trovare le regole specifiche per il trasporto stradale nell&#8217;approfondimento su <a href="/automobili/viaggiare-in-auto-con-il-cane/">come viaggiare in auto con il cane</a>. Per i viaggi in aereo, le regole variano per compagnia e sono raccolte nel post su <a href="/volo/regole-viaggiare-aereo-cani/">come portare il cane in aereo</a>.</p>
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		<item>
		<title>BYD incontra Domenicali e la FIA a Monaco: l&#8217;ingresso in Formula 1 non è più fantascienza</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/formula-1/byd-formula-1-ingresso-power-unit-domenicali-fia-2026/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/formula-1/byd-formula-1-ingresso-power-unit-domenicali-fia-2026/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario Roth]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[Auto Cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[BYD]]></category>
		<category><![CDATA[Motorsport]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 5 giugno 2026 Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD, ha incontrato il CEO F1 Stefano Domenicali e il presidente FIA Ben-Sulayem a margine del Gran Premio di Monaco. BYD aveva confermato in aprile di stare valutando un ruolo in Formula 1, favorita dal nuovo regolamento 2026 che triplica la componente elettrica delle power unit a 350 kW.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8;border-left: 4px solid #1a73e8;padding: 14px 18px;margin: 20px 0;font-family: sans-serif;font-size: 15px;line-height: 1.6"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Non è il primo incontro: Stella Li e Ben-Sulayem si erano già visti ad Abu Dhabi nel dicembre 2025; <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/byd/">BYD</a> aveva confermato in aprile 2026 di stare valutando un potenziale ruolo in F1<br />
&#8211; Il regolamento power unit 2026 copre le stagioni fino al 2030: un nuovo costruttore dovrebbe rispettare le scadenze di omologazione FIA e garantire supporto tecnico per l&#8217;intero ciclo<br />
&#8211; L&#8217;alternativa a un programma motoristico completo è un ruolo come fornitore di componenti o partner tecnologico di un team esistente, formula più rapida da attivare</div>
<p>A Monaco, a margine del Gran Premio, <strong>Stella Li</strong>, vicepresidente esecutivo di BYD, ha incontrato il CEO del Gruppo F1 Stefano Domenicali il <strong>5 giugno 2026</strong> e il presidente della FIA Mohamed Ben-Sulayem il giorno successivo. Ben-Sulayem ha pubblicato una foto dell&#8217;incontro sul proprio profilo social personale. Non è la prima volta: i due si erano già incontrati al Gran Premio di <strong>Abu Dhabi nel dicembre 2025</strong>, secondo quanto ricostruito da <a href="https://carnewschina.com/2026/06/09/byd-f1-entry-makes-headlines-after-the-monaco-grand-prix/" target="_blank" rel="nofollow noopener">CarNewsChina</a>.</p>
<p>Intervistata da PlanetF1, Stella Li ha dichiarato che BYD è &#8220;molto seria nell&#8217;esplorare il futuro e la <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/tecnologia/">tecnologia</a>, e capisce cosa BYD ha da offrire&#8221;. La compagnia aveva già confermato in <strong>aprile 2026</strong> di stare valutando un potenziale ruolo in F1, dopo che a marzo erano emersi i primi report su un possibile ingresso nel campionato e nel <strong>World Endurance Championship</strong>.</p>
<h2>Perché BYD guarda alla Formula 1 nel 2026?</h2>
<figure id="attachment_254405" aria-describedby="caption-attachment-254405" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-254405" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2024/12/BYD-Sealion-7-21.jpg" alt="Logo BYD su un veicolo elettrico con dettagli della luce posteriore." width="1200" height="900" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2024/12/BYD-Sealion-7-21.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2024/12/BYD-Sealion-7-21-300x225.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2024/12/BYD-Sealion-7-21-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-254405" class="wp-caption-text">BYD Sealion 7 <span class="wp-caption-copyright"> — © BYD</span></figcaption></figure>
<p>Il regolamento tecnico F1 introdotto quest&#8217;anno ha trasformato le <a href="/formula-1/power-unit-f1-2026-recharge-super-clipping/">power unit</a> in sistemi ibridi con una ripartizione di potenza quasi paritaria tra motore termico V6 e sistema elettrico MGU-K da <strong>350 kW</strong>. La componente elettrica è triplicata rispetto al ciclo precedente, e la gestione dell&#8217;energia è diventata un elemento centrale della competizione. Per un costruttore come BYD, che ha fatto della tecnologia delle batterie e dei sistemi elettrici il proprio punto di forza industriale, il <a href="/formula-1/formula-1-2026-nuovo-regolamento/">regolamento 2026</a> apre uno spazio tecnico che non esisteva con le power unit precedenti.</p>
<p>L&#8217;ingresso in F1 richiederebbe a BYD di sviluppare o acquisire una power unit omologata FIA, un processo complesso e costoso che i costruttori già presenti hanno avviato anni fa. L&#8217;alternativa è un ruolo come fornitore di componenti o partner tecnologico di un team esistente, formula che consentirebbe un coinvolgimento più rapido senza la complessità di un programma motoristico completo.</p>
<h2>Quali sono i tempi possibili per un ingresso di BYD in F1?</h2>
<p>Il regolamento power unit attuale copre le stagioni dal 2026 al <strong>2030</strong>. Un nuovo costruttore che volesse entrare come fornitore dovrebbe rispettare le scadenze di omologazione FIA e dimostrare la capacità tecnica di supportare uno o più team per l&#8217;intera durata del ciclo. BYD non ha ancora comunicato una decisione formale: i contatti con Domenicali e Ben-Sulayem restano nell&#8217;ambito dell&#8217;esplorazione, senza annunci ufficiali.</p>
<p>Nel frattempo la stagione 2026 è già nel vivo. Al <a href="/formula-1/formula-1-monaco-2026-risultati-antonelli-russell-bandiera-rossa/">Gran Premio di Monaco</a>, vinto da Kimi Antonelli alla quinta vittoria stagionale, BYD era presente come osservatore. La prossima gara è il Gran Premio di Spagna a Barcellona, in programma questo fine settimana.</p>
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		<item>
		<title>Garanzie auto oltre la RC: quale aggiungere, quale evitare e quanto costa davvero</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/automobili/assicurazione-auto-garanzie-accessorie-grandine-furto-incendio/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/automobili/assicurazione-auto-garanzie-accessorie-grandine-furto-incendio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Trevisan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 05:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
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					<description><![CDATA[Le garanzie accessorie auto (CVT) coprono i danni al proprio mezzo che la RC obbligatoria non rimborsa. Secondo i dati IVASS 2026, il 53% delle polizze RC italiane ha almeno una CVT attiva. Le tre più diffuse sono incendio (31,4%), cristalli (29%) e furto (27,2%). La garanzia infortuni del conducente costa tra 10 e 30 euro annui.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f0f4f8;border-left: 4px solid #1a73e8;padding: 14px 18px;margin: 20px 0;font-family: sans-serif;font-size: 15px;line-height: 1.6"><strong>In breve</strong><br />
&#8211; Le auto con ADAS integrati nel parabrezza richiedono la ricalibrazione dei sensori dopo la sostituzione del vetro: il costo si aggiunge ai 300-1.200 euro della sostituzione stessa<br />
&#8211; Alcune compagnie alzano lo scoperto al rinnovo mantenendo il premio stabile, riducendo la copertura reale degli <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/eventi/">eventi</a> atmosferici senza che l&#8217;assicurato se ne accorga<br />
&#8211; Dal 1° gennaio 2026 l&#8217;aliquota fiscale sulle garanzie accessorie auto è fissata al 12,5%: da considerare nel confronto tra preventivi a parità di condizioni</div>
<p>Le <strong>garanzie accessorie auto</strong>, dette anche CVT (Corpi Veicoli Terrestri), sono coperture facoltative che si aggiungono alla RC auto obbligatoria per proteggere il proprio mezzo da danni che la responsabilità civile non copre. Secondo il <a href="https://www.ivass.it/pubblicazioni-e-statistiche/statistiche/bollettino-statistico/2026/n-4-2026/BOLLETTINO_STATISTICO_L_attivita_assicurativa_nel_comparto_auto_2019_2024.pdf" target="_blank" rel="nofollow noopener">Bollettino Statistico IVASS n. 4 del 10 aprile 2026</a>, il <strong>53%</strong> delle polizze RC auto italiane ha almeno una garanzia CVT attiva. Le tre coperture più diffuse sono incendio (<strong>31,4%</strong> delle polizze), cristalli (<strong>29%</strong>) e furto (<strong>27,2%</strong>).</p>
<p>La <a href="/automobili/rc-auto-cosa-copre-costo-risparmio-garanzie/">RC auto</a> copre i danni causati a terzi, non quelli subiti dal proprio mezzo. Chi parcheggia in strada, guida un&#8217;auto nuova o di valore, o vive in zone ad alto rischio meteo o furto si trova esposto a perdite che nessun rimborso obbligatorio può coprire. Le garanzie CVT colmano questo spazio, ognuna su un rischio specifico.</p>

<h2>Cosa copre la garanzia furto e incendio?</h2>
<p>La garanzia furto e incendio copre due categorie di eventi distinte. Per il <strong>furto</strong> interviene in caso di sottrazione totale del mezzo, furto parziale di componenti e danni al mezzo causati da un tentativo di effrazione, come portiere forzate, finestrini rotti o sistemi di sicurezza danneggiati. Per l&#8217;<strong>incendio</strong> copre i danni causati da incendio accidentale, cortocircuito, esplosione e fulmine. Ogni contratto specifica i massimali e le franchigie applicabili: la franchigia è un importo fisso sottratto al risarcimento, mentre lo scoperto è una percentuale del danno che resta sempre a carico dell&#8217;assicurato.</p>
<p>Il costo varia in base al valore commerciale dell&#8217;auto e alla provincia di residenza: nelle zone con alta frequenza di furti il premio è sensibilmente più alto rispetto alla media nazionale. La garanzia furto e incendio è indicata per auto nuove o con meno di cinque anni, o per modelli particolarmente esposti al furto. Per auto con valore residuo molto basso il premio può non giustificare il risarcimento atteso.</p>
<h2>Cosa copre la garanzia cristalli?</h2>
<p>La garanzia cristalli copre la riparazione o sostituzione di parabrezza, lunotto posteriore e vetri laterali in caso di rottura accidentale o causata da terzi. È la seconda copertura CVT più diffusa in Italia, presente nel <strong>29%</strong> delle polizze, secondo i dati IVASS 2026. Il costo di sostituzione di un parabrezza varia da <strong>300 a 1.200 euro</strong> a seconda del modello: le auto dotate di sistemi ADAS integrati nel parabrezza richiedono ricalibrazione dei sensori dopo la sostituzione, con costi aggiuntivi rilevanti.</p>
<p>La garanzia prevede quasi sempre una distinzione tra riparazione e sostituzione: la riparazione di una scheggiatura ha franchigia spesso nulla o minima, mentre la sostituzione completa del vetro può avere una franchigia fissa o uno scoperto percentuale. Vale la pena verificare se il contratto copre anche i danni ai cristalli causati da eventi atmosferici, che di solito rientrano nella garanzia eventi naturali e non in quella cristalli.</p>
<h2>Cosa copre la garanzia eventi atmosferici?</h2>
<p>La garanzia eventi atmosferici, detta anche eventi naturali, rimborsa i danni materiali causati da grandine, trombe d&#8217;aria, alluvioni, frane, bufere e mareggiate. I <strong>danni da grandine</strong> sono diventati la voce di sinistro più frequente in questa categoria: l&#8217;IVASS segnala nel bollettino 2026 che i premi per questa garanzia sono in crescita per effetto dell&#8217;aumento della frequenza degli eventi calamitosi e dei relativi costi di riassicurazione.</p>
<p>Il meccanismo di rimborso richiede che l&#8217;evento sia verificabile da fonti meteorologiche ufficiali o che abbia colpito un numero elevato di auto nella stessa area. Un danno isolato senza riscontro oggettivo può non essere liquidato. La distinzione tra franchigia e scoperto è qui particolarmente rilevante: alcune compagnie mantengono il premio stabile tra un rinnovo e l&#8217;altro ma alzano lo scoperto, riducendo di fatto la copertura reale senza che l&#8217;assicurato se ne accorga. Verificare queste condizioni al momento del rinnovo è essenziale.</p>
<h2>Cosa copre la garanzia infortuni del conducente?</h2>
<p>La RC auto non rimborsa le lesioni subite dal conducente responsabile di un incidente. La garanzia <strong>infortuni del conducente</strong> colma questo spazio: copre invalidità permanente, spese mediche e, nei casi più gravi, decesso del guidatore. Il costo annuo è tra i più contenuti del pacchetto CVT, generalmente tra i <strong>10 e i 30 euro</strong>, e la garanzia è consigliata in modo trasversale indipendentemente dal valore dell&#8217;auto.</p>
<p>Chi percorre molti chilometri l&#8217;anno o guida in condizioni di rischio elevato, come strade di montagna o percorsi notturni frequenti, ha un interesse diretto a valutare questa copertura. A differenza delle altre garanzie CVT, il suo valore non dipende dal valore commerciale del mezzo ma dal profilo di rischio del conducente.</p>
<h2>Quanto incide la fiscalità sulle garanzie accessorie?</h2>
<p>Dal <strong>1° gennaio 2026</strong> l&#8217;aliquota fiscale applicata alle garanzie accessorie auto è fissata al <strong>12,5%</strong>, un dato da considerare nel confronto tra preventivi. L&#8217;<a href="https://www.ivass.it/consumatori/preventivatore/faq-preventivatore/index.html" target="_blank" rel="nofollow noopener">IVASS definisce le garanzie accessorie</a> come coperture opzionali acquistabili insieme alla RC auto per proteggere il patrimonio dell&#8217;assicurato dai rischi derivanti dalla circolazione. Ogni garanzia ha aliquota, massimali e franchigie proprie: il confronto tra preventivi deve essere fatto a parità di condizioni, non solo sul premio lordo.</p>
<p>Per chi vuole approfondire il costo complessivo della polizza e le variabili che lo determinano, il post sul <a href="/automobili/come-si-calcola-costo-assicurazione-auto/">calcolo del premio assicurativo 2026</a> analizza RC e CVT insieme. Per la copertura più ampia tra le garanzie facoltative, la <a href="/automobili/assicurazione-kasko-quanto-costa/">polizza kasko</a> ha un approfondimento dedicato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dodge Charger apre gli ordini in Europa con gamma multi-energy, fino a 670 CV e doppia anima elettrica o benzina</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/automobili/dodge-charger-europa-2026-motori-prestazioni-prezzi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Dimartino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 17:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[SuperCars]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova Dodge Charger vanta una piattaforma multi-energy capace di accogliere sia la Daytona elettrica sia la SIXPACK a benzina. Il risultato è una gamma ampia, potente e molto tecnica, che punta a portare sulle strade europee lo stesso DNA Dodge in due interpretazioni diverse ma coerenti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4;padding: 1.5em;border-left: 4px solid #7a0019;margin-bottom: 1.5em">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li>La nuova <strong>Dodge Charger</strong> di ottava generazione apre gli ordini in Europa con una gamma <strong>multi-energy</strong> che include la <strong>Charger Daytona elettrica</strong> e la <strong>Charger SIXPACK a benzina</strong>.</li>
<li>Tutte le versioni sono disponibili sia in configurazione <strong>due porte</strong> sia <strong>quattro porte</strong>, con <strong>trazione integrale di serie</strong> e allestimenti <strong>R/T</strong> e <strong>Scat Pack</strong>.</li>
<li>I prezzi in Europa partono da <strong>66.000 euro</strong>, con <strong>prime consegne previste da settembre 2026.</strong></li>
</ul>
</div>
<p>Nel 2026, anno del suo <strong>60° anniversario</strong>, <a href="https://www.dodge.com/" target="_blank" rel="noopener">Dodge</a> apre in Europa gli ordini per la nuova <strong>Charger di ottava generazione</strong>. Il modello arriva con una proposta <strong>multi-energy</strong> costruita sulla piattaforma <strong>STLA Large</strong>, disponibile sia in versione <strong>completamente elettrica Daytona</strong> sia con motorizzazione termica <strong>SIXPACK</strong>. Coupé due porte o berlina quattro porte, trazione integrale di serie, fino a <strong>670 CV</strong> e una dotazione tecnologica molto ricca definiscono una muscle car che vuole parlare anche al pubblico europeo senza rinunciare al proprio carattere.</p>

<h2><strong>La gamma europea punta su Daytona elettrica e Sixpack benzina</strong></h2>
<p>In Europa la nuova Charger arriva con due famiglie: da una parte c’è la <strong>Dodge Charger Daytona</strong>, proposta elettrica della gamma. Dall’altra la <strong>Dodge Charger Sixpack</strong>, interpretazione termica della stessa idea di muscle car. Entrambe saranno disponibili negli allestimenti <strong>R/T</strong> e <strong>Scat Pack</strong>, con una scelta che punta a lasciare al cliente il massimo della libertà.</p>
<p>La Charger europea non si limita alla classica configurazione coupé, ma arriva sia in versione <strong>due porte</strong> sia in variante <strong>quattro porte</strong>.</p>
<h2><strong>La Dodge Charger Daytona è la prima vera muscle car elettrica del marchio</strong></h2>
<figure id="attachment_293271" aria-describedby="caption-attachment-293271" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293271" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-1.jpg" alt="Dodge Charger Daytona" width="1200" height="800" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-1.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-1-300x200.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-1-768x512.jpg 768w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-1-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293271" class="wp-caption-text">Dodge Charger Daytona <span class="wp-caption-copyright"> — © Dodge</span></figcaption></figure>
<p>La nuova <strong>Charger Daytona</strong> rappresenta la lettura completamente elettrica della formula Dodge con un’architettura <strong>100% BEV</strong> con <strong>trazione integrale di serie</strong>, costruita attorno a un sistema a <strong>doppio Electric Drive Module</strong>, con un modulo su ciascun asse.</p>
<p>Nella configurazione <strong>Scat Pack</strong>, la <strong>Dodge Charger Daytona</strong> sviluppa <strong>500 kW</strong>, equivalenti a <strong>670 CV</strong>. Lo scatto da <strong>0 a 60 mph</strong>, cioè da <strong>0 a 96 km/h</strong>, viene coperto in <strong>3,3 secondi</strong>, mentre il quarto di miglio si chiude in <strong>11,5 secondi</strong>.</p>
<p>Per chi cerca una versione meno estrema ma comunque molto performante, Dodge propone la <strong>Daytona R/T</strong>. In questo caso la potenza è di <strong>400 kW</strong>, pari a <strong>536 CV</strong>, con uno <strong>0-96 km/h in 4,2 secondi</strong> e un tempo sul quarto di miglio di <strong>12,4 secondi</strong>.</p>
<p>Entrambe le versioni elettriche utilizzano un’architettura elettrica a <strong>400 volt</strong> e una batteria da <strong>100,5 kWh</strong>.</p>
<h2><strong>Il Track Pack opzionale</strong></h2>
<p>Per la <strong>Charger Daytona Scat Pack</strong> è disponibile un <strong>Track Pack</strong> opzionale che alza ulteriormente il livello tecnico. Il pacchetto comprende <strong>dischi Brembo da 16 pollici</strong>, <strong>pinze fisse rosse</strong>, <strong>cerchi da 20 pollici differenziati</strong> con <a href="https://www.quotidianomotori.com/tag/pneumatici/">pneumatici</a> <strong>305 anteriori</strong> e <strong>325 posteriori</strong>, <strong>sospensioni a smorzamento adattivo</strong> e il sistema <strong>Drive eXperience Recorder</strong>.</p>
<p>Una delle funzioni più caratteristiche della Charger elettrica è il <strong>PowerShot</strong>, attivabile da un pulsante dedicato sul volante. Questo sistema permette brevi incrementi di circa <strong>40 CV</strong>, pensati per offrire una risposta ancora più aggressiva nelle fasi di massima accelerazione.</p>
<p>Sul fronte della ricarica, la <strong>Charger Daytona</strong> passa dal <strong>20% all’80%</strong> in circa <strong>27 minuti</strong> utilizzando una stazione di ricarica rapida <strong>DC fino a 350 kW</strong>, capace di erogare il picco di ricarica del veicolo pari a <strong>183 kW</strong>. Bastano <strong>10 minuti</strong> di ricarica rapida DC per ottenere fino a <strong>110 km di autonomia</strong>. La batteria è inoltre coperta da una <strong>garanzia di 8 anni o 160.000 km</strong>.</p>
<h2><strong>La Dodge Charger Sixpack reinterpreta la muscle car termica </strong></h2>
<figure id="attachment_293272" aria-describedby="caption-attachment-293272" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293272" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Sixpack.jpg" alt="Dodge Charger Sixpack" width="1200" height="800" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Sixpack.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Sixpack-300x200.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Sixpack-768x512.jpg 768w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Sixpack-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293272" class="wp-caption-text">Dodge Charger Sixpack <span class="wp-caption-copyright"> — © Dodge</span></figcaption></figure>
<p>Accanto alla Daytona elettrica, la nuova <strong>Charger Sixpack</strong> rappresenta la lettura con motore a combustione interna. Qui Dodge sceglie il <strong>motore Hurricane sei cilindri in linea biturbo da 3,0 litri</strong>, abbinato a una <strong>trazione integrale di serie</strong> con <strong>modalità RWD on-demand</strong>. In pratica, il conducente può trasferire il <strong>100% della coppia alle ruote posteriori</strong> semplicemente premendo un pulsante.</p>
<p>Nella versione <strong>Scat Pack</strong>, la Charger Sixpack utilizza la variante <strong>H.O.</strong> del sei cilindri Hurricane e sviluppa <strong>550 CV</strong>. Le prestazioni di uno <strong>0-96 km/h</strong><strong> in 3,9 secondi</strong>, e di un quarto di miglio in <strong>12,2 secondi</strong>.</p>
<p>La <strong>Charger R/T Sixpack</strong> sviluppa invece <strong>420 CV</strong>, con uno <strong>0-96 km/h in 4,6 secondi</strong> e un tempo sul quarto di miglio di <strong>12,9 secondi</strong>. Dodge equipaggia la Charger termica con funzioni chiaramente orientate alla performance. Tra queste ci sono il <strong>Launch Control</strong> con <strong>cinque livelli selezionabili di intensità</strong> e il <strong>Line Lock</strong>, che consente di bloccare le ruote anteriori per eseguire burn-out controllati.</p>
<h2><strong>La Charger europea debutta con allestimenti Plus </strong></h2>
<figure id="attachment_293274" aria-describedby="caption-attachment-293274" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293274" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-interni.jpg" alt="Gli interni della Dodge Charger Daytona" width="1200" height="800" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-interni.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-interni-300x200.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-interni-768x512.jpg 768w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Dodge-Charger-Daytona-interni-180x120.jpg 180w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293274" class="wp-caption-text">Gli interni della Dodge Charger Daytona <span class="wp-caption-copyright"> — © Dodge</span></figcaption></figure>
<p>Per il mercato europeo, la configurazione di lancio sarà proposta negli allestimenti <strong>Plus</strong> per le versioni <strong>Scat Pack</strong> e <strong>R/T</strong>. Tra le dotazioni previste figurano <strong>cerchi da 20 pollici con pneumatici three season</strong>, <strong>sedili anteriori elettrici a otto regolazioni</strong> che diventano <strong>12 vie sulla Daytona Scat Pack</strong>, <strong>maniglie illuminate</strong>, funzione <strong>proximity wake up</strong>, <strong>illuminazione interna Attitude Adjustment a 64 colori</strong>, fari Led premium, ricarica wireless, <strong>quadro strumenti digitale da 16 pollici</strong>, <strong>telecamera a 360° con vista ruota-marciapiede</strong> e <strong>Head-Up Display</strong>.</p>
<h2><strong>Le opzioni ampliano ulteriormente la personalizzazione</strong></h2>
<p>Tra gli optional disponibili figurano il <strong>pacchetto Blacktop</strong> con finiture scure, il <strong>tetto panoramico in vetro fisso</strong>, il <strong>sistema audio Alpine Pro a 18 altoparlanti</strong>, i <strong>sedili sportivi ad alto contenimento</strong> e i <strong>sedili Demonic Red</strong>.</p>
<h2><strong>Connettività e ADAS </strong></h2>
<p>Tutti i modelli sono dotati del sistema <strong>I-DUV</strong> per la connettività Dodge, che comprende monitoraggio del veicolo in tempo reale, geofencing, rilevazione furti e funzioni dedicate alla ricarica per le versioni elettriche. La gamma integra anche sistemi ADAS avanzati, tra cui <strong>guida assistita di Livello 2</strong>, <strong>Blind Spot Detection</strong>, riconoscimento segnali stradali, rilevamento stanchezza conducente e <strong>frenata automatica di emergenza</strong>.</p>
<h2><strong>Scheda tecnica Dodge Charger Daytona</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Piattaforma:</strong> STLA Large multi-energy</li>
<li><strong>Architettura:</strong> 100% BEV</li>
<li><strong>Trazione:</strong> integrale di serie</li>
<li><strong>Configurazioni:</strong> due porte e quattro porte</li>
<li><strong>Versioni:</strong> Daytona R/T, Daytona Scat Pack</li>
<li><strong>Daytona Scat Pack:</strong> 500 kW / 670 CV</li>
<li><strong>0-96 km/h Daytona Scat Pack:</strong> 3,3 secondi</li>
<li><strong>Quarto di miglio Daytona Scat Pack:</strong> 11,5 secondi</li>
<li><strong>Daytona R/T:</strong> 400 kW / 536 CV</li>
<li><strong>0-96 km/h Daytona R/T:</strong> 4,2 secondi</li>
<li><strong>Quarto di miglio Daytona R/T:</strong> 12,4 secondi</li>
<li><strong>Batteria:</strong> 100,5 kWh</li>
<li><strong>Architettura elettrica:</strong> 400 volt</li>
<li><strong>Ricarica rapida:</strong> 20-80% in circa 27 minuti</li>
<li><strong>Picco ricarica veicolo:</strong> 183 kW</li>
<li><strong>Ricarica DC supportata:</strong> fino a 350 kW</li>
<li><strong>Autonomia recuperata in 10 minuti:</strong> fino a 110 km</li>
<li><strong>Garanzia batteria:</strong> 8 anni / 160.000 km</li>
<li><strong>Funzioni performance:</strong> PowerShot, Drive eXperience Recorder</li>
<li><strong>Track Pack opzionale:</strong> dischi Brembo da 16&#8243;, pinze fisse rosse, cerchi 20&#8243;, 305 ant. / 325 post., sospensioni adattive</li>
</ul>
<h2><strong>Scheda tecnica Dodge Charger Sixpack</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Motore:</strong> Hurricane 3.0 sei cilindri in linea biturbo</li>
<li><strong>Trazione:</strong> integrale di serie con modalità RWD on-demand</li>
<li><strong>Configurazioni:</strong> due porte e quattro porte</li>
<li><strong>Versioni:</strong> R/T, Scat Pack</li>
<li><strong>SIXPACK Scat Pack:</strong> 550 CV</li>
<li><strong>0-96 km/h SIXPACK Scat Pack:</strong> 3,9 secondi</li>
<li><strong>Quarto di miglio SIXPACK Scat Pack:</strong> 12,2 secondi</li>
<li><strong>SIXPACK R/T:</strong> 420 CV</li>
<li><strong>0-96 km/h SIXPACK R/T:</strong> 4,6 secondi</li>
<li><strong>Quarto di miglio SIXPACK R/T:</strong> 12,9 secondi</li>
<li><strong>Funzioni performance:</strong> Launch Control a 5 livelli, Line Lock</li>
</ul>
<h2><strong>Dotazione europea Dodge Charger Plus</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Cerchi:</strong> 20 pollici con pneumatici three season</li>
<li><strong>Sedili elettrici:</strong> 8 vie, 12 vie per Daytona Scat Pack</li>
<li><strong>Illuminazione interna:</strong> Attitude Adjustment a 64 colori</li>
<li><strong>Quadro strumenti:</strong> digitale da 16 pollici</li>
<li><strong>Telecamera:</strong> 360° con vista ruota-marciapiede</li>
<li><strong>Head-Up Display:</strong> sì</li>
<li><strong>Connettività:</strong> I-DUV</li>
<li><strong>ADAS:</strong> Livello 2, Blind Spot Detection, TSR, driver drowsiness, AEB</li>
<li><strong>Prezzo base in Europa:</strong> da 66.000 euro</li>
<li><strong>Prime consegne:</strong> settembre 2026</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Polo Club Honest Shapes interpreta l&#8217;estate 2026 con lino, volumi rilassati e una nuova idea di essenzialità</title>
		<link>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/polo-club-honest-shapes-lino-tonalita-naturali/</link>
					<comments>https://www.quotidianomotori.com/lifestyle/polo-club-honest-shapes-lino-tonalita-naturali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Di Iorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Con Honest Shapes, Polo Club costruisce per l'estate 2026 un racconto fondato su autenticità, comfort e matericità. Il lino diventa il materiale chiave di silhouette rilassate, mentre la palette naturale accompagna una visione del guardaroba sobria, raffinata e profondamente contemporanea.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #f4f4f4; padding: 1.5em; border-left: 4px solid #8b6a4a; margin-bottom: 1.5em;">
<p><strong>In breve</strong></p>
<ul>
<li><strong>Polo Club</strong> presenta <strong>Honest Shapes</strong>, una selezione della collezione <strong>primavera estate 2026</strong> costruita attorno a un’idea di moda essenziale, consapevole e autentica.</li>
<li>Il cuore della collezione è il <strong>lino</strong>, valorizzato per la sua texture morbida e volutamente imperfetta, capace di dare forma a silhouette rilassate e spontanee.</li>
<li>La palette lavora su <strong>tonalità terrose</strong>, <strong>sfumature pietra</strong> e <strong>nuance nude</strong>, definendo un guardaroba discreto, materico e senza tempo.</li>
</ul>
</div>
<p>Con <strong>Honest Shapes</strong>, <a href="https://www.poloclub.com/it-it/" target="_blank" rel="noopener">Polo Club</a> introduce una selezione della collezione <strong>primavera estate 2026</strong> che lavora su una visione del guardaroba più autentica, misurata e consapevole. Al centro ci sono il <strong>lino</strong>, le sue imperfezioni naturali, silhouette rilassate e una palette che richiama il paesaggio con tonalità terrose, sfumature pietra e nuance nude. Il risultato è una proposta che unisce comfort, materia e discrezione in una chiave contemporanea.</p>

<h2><strong>Il lino è il materiale chiave dell’intero progetto</strong></h2>
<figure id="attachment_293248" aria-describedby="caption-attachment-293248" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-293248" src="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Polo-Club-Honest-Shapes-1.jpg" alt="La capsule Polo Club Honest Shapes" width="1200" height="1200" srcset="https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Polo-Club-Honest-Shapes-1.jpg 1200w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Polo-Club-Honest-Shapes-1-300x300.jpg 300w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Polo-Club-Honest-Shapes-1-150x150.jpg 150w, https://www.quotidianomotori.com/wp-content/uploads/2026/06/Polo-Club-Honest-Shapes-1-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-293248" class="wp-caption-text">La capsule Polo Club Honest Shapes <span class="wp-caption-copyright"> — © Polo Club</span></figcaption></figure>
<p>Il vero protagonista di <strong>Honest Shapes</strong> è il <strong>lino</strong>, scelto per la sua texture morbida e volutamente imperfetta. Polo Club lo usa come materia viva, capace di raccontare tattilità, leggerezza e verità visiva.</p>
<p>Uno dei passaggi più riusciti del concept è proprio la valorizzazione dell’imperfezione. In <strong>Honest Shapes</strong>, il lino non viene forzato verso una perfezione artificiale, ma lasciato libero di esprimere la propria natura. Questo rende i capi più tattili e più in sintonia con un gusto contemporaneo che cerca sempre di più autenticità e meno costruzione.</p>
<p>La capsule lavora su una proposta di <strong>silhouette rilassate e spontanee</strong>, pensate per dialogare in modo armonioso con il corpo e con l’ambiente. I capi della collezione accompagnano il movimento e sono costruiti quindi attorno a una vestibilità naturale, che privilegia fluidità e benessere.</p>
<h2><strong>La palette naturale </strong></h2>
<p>Accanto alla materia, un ruolo decisivo lo gioca il colore. La palette di <strong>Honest Shapes</strong> richiama direttamente il paesaggio naturale e si muove tra <strong>tonalità terrose</strong>, <strong>sfumature pietra</strong> e <strong>nuance nude</strong>. Sono cromie che trasmettono calma, misura e continuità visiva, e che rendono il guardaroba immediatamente riconoscibile per raffinatezza.</p>
<p>Polo Club utilizza il colore come strumento per costruire profondità e armonia. Beige polverosi, toni minerali e sfumature morbide lavorano insieme per dare alla collezione una presenza sofisticata ma mai ostentata. È una moda che punta a durare più che a sorprendere nel breve periodo.</p>
<p>La definizione di <strong>guardaroba discreto, materico e senza tempo</strong> è probabilmente quella che riassume meglio la capsule. Tutto in <strong>Honest Shapes</strong> sembra pensato per lasciare spazio alla relazione tra forma e materiale. Il risultato è un’estetica che resta molto contemporanea, ma che rifiuta i codici più effimeri della moda stagionale per lavorare invece su basi più solide: comfort, autenticità e qualità percettiva.</p>
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