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	<title>Rete5.tv - Sulmona - Notizie d'Abruzzo</title>
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	<description>Notizie su Sulmona ed il centro Abruzzo</description>
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	<title>dal 2006 con voi…</title>
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		<title>Sulmona, 6 cellulari sequestrati nel carcere Peligno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 21:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Aquila, 10 giu. (LaPresse) &#8211; Nuovo colpo della polizia penitenziaria nel carcere di Sulmona (L&#8217;Aquila), dove nel corso di una perquisizione ordinaria, oggi, sono stati rinvenuti e sequestrati altri 6 telefoni cellulari introdotti illegalmente nell&#8217;istituto. A darne notizia è stato Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che ha espresso apprezzamento per l&#8217;operato del gruppo dirigente [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Aquila, 10 giu. (LaPresse) &#8211; Nuovo colpo della polizia penitenziaria nel carcere di Sulmona (L&#8217;Aquila), dove nel corso di una perquisizione ordinaria, oggi, sono stati rinvenuti e sequestrati altri 6 telefoni cellulari introdotti illegalmente nell&#8217;istituto. A darne notizia è stato Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che ha espresso apprezzamento per l&#8217;operato del gruppo dirigente dell&#8217;istituto e del personale di Polizia penitenziaria impegnato nelle attività di controllo e contrasto agli illeciti. &#8220;Da quando il primo dirigente Recchiuti e i commissari Arena e Aprile hanno assunto la guida del carcere di Sulmona &#8211; ha affermato Nardella &#8211; i risultati ottenuti sul fronte della sicurezza sono sotto gli occhi di tutti. Telefoni cellulari e sostanze stupefacenti vengono rinvenuti con continuità, nonostante i sofisticati tentativi messi in atto dai detenuti per introdurli e occultarli&#8221;. Secondo il sindacalista, il ritrovamento degli ultimi 6 dispositivi sarebbe stato possibile grazie a un&#8217;attività informativa e investigativa particolarmente efficace, supportata dal lavoro quotidiano degli agenti di Polizia penitenziaria operanti nell&#8217;istituto. Nardella ha sottolineato il ruolo determinante del personale in servizio, che &#8220;ha saputo raccogliere le indicazioni della dirigenza trasformando un contesto complesso in una realtà organizzativa efficiente e orientata alla legalità&#8221;. Il segretario nazionale del Cnpp-Spp ha richiamato l&#8217;attenzione sul fenomeno dei droni utilizzati per introdurre materiale illecito all&#8217;interno delle carceri, auspicando maggiori interventi per contrastare una minaccia che continua a rappresentare una delle principali criticità per la sicurezza penitenziaria. &#8220;Rivolgo i miei complimenti ai vertici dell&#8217;istituto e a tutte le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria di Sulmona. I risultati conseguiti dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta. La cura Recchiuti-Arena-Aprile funziona&#8221;, ha concluso Nardella. </p>
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		<title>L’Aquila: giovani e aree fragili, la ricerca di Fondazione Magna Carta con il ministro Abodi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:35:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Aquila – Quali sono le prospettive dei giovani che vivono nelle aree interne e nei territori più fragili del Paese? A questa domanda prova a rispondere la ricerca realizzata da Tecnè per la Fondazione Magna Carta, che sarà presentata venerdì 12 giugno, alle ore 16, a Palazzo Fibbioni, all’Aquila, nell’ambito dell’incontro “I giovani nelle aree [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Aquila – Quali sono le prospettive dei giovani che vivono nelle aree interne e nei territori più fragili del Paese? A questa domanda prova a rispondere la ricerca realizzata da Tecnè per la Fondazione Magna Carta, che sarà presentata venerdì 12 giugno, alle ore 16, a Palazzo Fibbioni, all’Aquila, nell’ambito dell’incontro “I giovani nelle aree fragili”. L’iniziativa rientra nel ciclo “Aree fragili: futuro possibile”, promosso con il sostegno del Comune dell’Aquila, ed è inserita nel programma ufficiale dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. L’indagine analizza orientamenti, aspettative e strategie di vita dei giovani tra i 18 e i 34 anni residenti nelle aree interne e nei territori colpiti dal sisma del 2016, approfondendo temi come il rapporto con il territorio, le opportunità di studio e lavoro, la mobilità e il contributo dell’innovazione e della trasformazione digitale alla crescita e all’attrattività di questi contesti. La ricerca si inserisce nel percorso sviluppato dalla Fondazione Magna Carta attraverso il progetto “Connessioni per la crescita dell’Appennino”, realizzato nell’ambito del bando FRES e dedicato a formazione, e-learning, trasformazione digitale, turismo sostenibile e valorizzazione degli impianti sportivi nelle aree interne di Abruzzo, Marche e Umbria. I risultati saranno illustrati dal presidente di Tecnè, Carlo Buttaroni. Dopo i saluti del presidente della Fondazione Magna Carta, Gaetano Quagliariello, interverranno Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016, e Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila. Le conclusioni saranno affidate al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Modera Annamaria Parente, direttrice dell’Osservatorio sulla crisi demografica della Fondazione Magna Carta.</p>
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		<title>Nasce il circuito ‘Ristorante Custode del Tartufo d’Abruzzo’ per la valorizzazione del Tartufo regionale</title>
		<link>https://rete5.tv/nasce-il-circuito-ristorante-custode-del-tartufo-dabruzzo-per-la-valorizzazione-del-tartufo-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prende ufficialmente il via il progetto culturale e gastronomico pensato per valorizzare il tartufo abruzzese e la ristorazione che ne promuove l&#8217;utilizzo. L&#8217;iniziativa, annunciata nei mesi scorsi con la denominazione &#8220;Ristorante Amico del Tartufo d&#8217;Abruzzo&#8221;, assume ora il nome definitivo di &#8220;Ristorante Custode del Tartufo d&#8217;Abruzzo&#8221;. La nuova denominazione è stata scelta per conferire al [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Prende ufficialmente il via il progetto culturale e gastronomico pensato per valorizzare il tartufo abruzzese e la ristorazione che ne promuove l&#8217;utilizzo. L&#8217;iniziativa, annunciata nei mesi scorsi con la denominazione &#8220;Ristorante Amico del Tartufo d&#8217;Abruzzo&#8221;, assume ora il nome definitivo di &#8220;Ristorante Custode del Tartufo d&#8217;Abruzzo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova denominazione è stata scelta per conferire al progetto un&#8217;identità più forte e riconoscibile, capace di richiamare il concetto di tutela e valorizzazione del patrimonio gastronomico regionale, nel rispetto delle realtà istituzionali già attive nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Abruzzo è considerato una delle aree di eccellenza per la produzione di tartufo in Italia e il nuovo circuito nasce con l&#8217;obiettivo di coinvolgere i ristoratori che intendono diventare promotori attivi di questa risorsa del territorio. L&#8217;adesione al progetto comporterà la condivisione di un manifesto fondato su alcuni principi cardine: la tracciabilità del prodotto, il rapporto con i cavatori locali, il rispetto della stagionalità e il contrasto alle contraffazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il passaggio da &#8216;Amico&#8217; a &#8216;Custode&#8217; definisce meglio lo spirito del network che vogliamo creare&#8221;, spiega Berardo Di Giandomenico, ideatore dell&#8217;iniziativa. &#8220;Non cerchiamo una semplice vicinanza commerciale, ma vogliamo proporre ai ristoratori un vero e proprio patto di custodia del territorio. Invitiamo tutte le attività che condividono questa visione a manifestare fin da ora il proprio interesse in vista dell&#8217;apertura formale delle adesioni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lancio ufficiale del circuito è previsto per i primi di luglio. In quell&#8217;occasione saranno presentati il logo ufficiale del brand, il regolamento completo, i criteri di selezione e le modalità attraverso cui i ristoranti abruzzesi potranno candidarsi per ottenere il riconoscimento di &#8220;Ristorante Custode del Tartufo d&#8217;Abruzzo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto aggiorna e sostituisce la precedente denominazione &#8220;Ristorante Amico del Tartufo d&#8217;Abruzzo&#8221;, che non sarà più utilizzata nelle future comunicazioni legate all&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni e adesioni preliminari è possibile contattare il promotore del progetto, Berardo Di Giandomenico, all&#8217;indirizzo e-mail <a href="mailto:Berardodg@inwind.it">Berardodg@inwind.it</a> o al numero 338 2077615.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>


      
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		<title>Politica ed economia in Abruzzo: il «racconto di fate» dell’assessore Magnacca e la dura realtà della Valle Peligna</title>
		<link>https://rete5.tv/politica-ed-economia-in-abruzzo-il-racconto-di-fate-dellassessore-magnacca-e-la-dura-realta-della-valle-peligna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio comunale straordinario dedicato alle vertenze occupazionali e produttive della Valle Peligna, a Sulmona (L&#8217;Aquila) avrebbe dovuto rappresentare un momento di svolta, un&#8217;occasione di confronto serio e pragmatico tra la politica regionale e un territorio che da troppi decenni soffre di una crisi economica endemica e spaventosa. Al contrario, si è trasformato nel palcoscenico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://rete5.tv/politica-ed-economia-in-abruzzo-il-racconto-di-fate-dellassessore-magnacca-e-la-dura-realta-della-valle-peligna/">Politica ed economia in Abruzzo: il «racconto di fate» dell&#8217;assessore Magnacca e la dura realtà della Valle Peligna</a> proviene da <a href="https://rete5.tv">dal 2006 con voi...</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio comunale straordinario dedicato alle vertenze occupazionali e produttive della Valle Peligna, a Sulmona  (L&#8217;Aquila) avrebbe dovuto rappresentare un momento di svolta, un&#8217;occasione di confronto serio e pragmatico tra la politica regionale e un territorio che da troppi decenni soffre di una crisi economica endemica e spaventosa. Al contrario, si è trasformato nel palcoscenico di una narrazione anacronistica e scollegata dalla realtà.<br>L&#8217;intervento in video call dell&#8217;assessore regionale alle Attività Produttive, Tiziana Magnacca, ha destato sconcerto tra i presenti e non per un discorso decisamente troppo lungo. L&#8217;esponente della giunta regionale ha preteso di applicare alla Valle Peligna un ragionamento macroeconomico astratto, dando per scontato che i dati generali sulla tenuta delle imprese abruzzesi valgano automaticamente anche per questo comprensorio.<br>Sarà forse la giovane età, ma Tiziana Magnacca non è una turista di passaggio a Sulmona arrivata per acquistare una scatola di confetti –, sta di fatto che Magnacca ha raccontato una favola che non appartiene a questa terra. La realtà peligna è fatta di desertificazione industriale e di emergenze continue: solo da dicembre a oggi hanno già chiuso i battenti ben due aziende.<br>Liquidare, come è stato fatto, l&#8217;ipotesi di richiedere al ministero dell&#8217;Imprese e del Made in Italy l&#8217;inserimento del comprensorio nell&#8217;area di crisi industriale, considerandola alla stregua di uno strumento vecchio e superato, la dice lunghissima sulla totale assenza di programmazione da parte di Comuni e Regione per questo territorio. Una situazione inaccettabile che va recuperata immediatamente.<br>A fronte di tanta &#8220;fuffa&#8221;, l&#8217;unico ad aver mostrato una visione d&#8217;insieme, una conoscenza piena del territorio e, soprattutto, una formula concreta per uscirne è stato il senatore Luciano D&#8217;Alfonso. Rispetto alle chiacchiere della maggioranza di governo, D&#8217;Alfonso ha individuato un &#8220;menu&#8221; di interventi continuativi e permanenti da attuare subito, sfruttando strumenti normativi già esistenti e risorse finanziarie bloccate nei cassetti della Regione.<br>Per completezza di informazione e per dare l&#8217;esatta misura della differenza tra la propaganda e la competenza, riportiamo di seguito i punti salienti del quadro programmatico tracciato da Luciano D&#8217;Alfonso nel corso del suo intervento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;analisi e le proposte di Luciano D&#8217;Alfonso per la Valle Peligna</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Fragilità politica e intermittenza amministrativa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nel 1993 un ministro del Lavoro, Gino Giugni, si pose il tema di Sulmona e dell&#8217;inizio dell&#8217;utilizzo dello strumento delle aree di crisi, individuandone una che finiva a Roseto. Gli strumenti normativi ci sono tutti, anzi sono più di quelli utilizzati: oltre all&#8217;area di crisi complessa, abbiamo contratti d&#8217;area, zone franche e zone a logistica semplificata.<br>Il territorio ha subito in passato una costante quando è diventato terreno di possibili attrattive di investimento: una impossibile fragilità politica e una insostenibile intermittenza amministrativa che hanno fatto mancare ogni volta la continuità dell&#8217;attività dal punto di vista anche territoriale. Facciamo una vera alleanza durevole su queste priorità, facendo in modo che tutti gli strumenti normativi vengano utilizzati, compreso le notevoli risorse finanziarie che sono in pancia anche nella Regione&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La coincidenza degli abruzzesi ai tavoli romani</h3>



<p class="wp-block-paragraph">D&#8217;Alfonso ha ricordato come l&#8217;Abruzzo vanti oggi una &#8220;coincidenza straordinaria di abruzzesi che contano al tavolo della ripresa degli investimenti&#8221;, figure chiave con cui interloquire stabilmente oltre al sottosegretario Fausta Bergamotto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Savini</strong>: capo della struttura di missione per l&#8217;attrazione e lo sblocco degli investimenti.</li>



<li><strong>Rita Fantini</strong>: capo della segreteria tecnica del ministro.</li>



<li><strong>Il presidente di Mcc</strong>: vertice di MedioCredito Centrale, partner fondamentale per i piani di reindustrializzazione.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Il piano operativo in 4 punti per il rilancio di Sulmona</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;A Sulmona è possibile ricollocare uno svincolo dedicato autostradale a Santa Rufina, completamente automatizzato. La viabilità e la facilità degli spostamenti della logistica sono elementi di forza di un menu di attrazione di investimenti. Si possono poi concepire pacchetti formativi e tecnologici ad hoc con le organizzazioni del mondo del lavoro e del sindacato.<br>Servono inoltre semplificazioni amministrative ulteriori: sulla scorta del modello &#8216;Genova&#8217; applicato dopo la caduta del ponte Morandi, si può organizzare uno strumento di straordinaria semplificazione per rilanciare lo stop mortificante dell&#8217;attività economica. Infine, Sulmona deve diventare uno dei nodi facilitati per i tracciati dedicati ai trasporti eccezionali che sta strutturando il ministero delle Infrastrutture&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">No ai tavoli emotivi solo quando l&#8217;emergenza sanguina</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2004 il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giulio Tremonti e il sindaco di Pescara vararono, tra i primi in Italia, una zona franca urbana con 5 milioni di euro garantiti dal ministero dello Sviluppo economico per 132 vie, focalizzata sull&#8217;aiuto ai piccoli commerci. &#8220;La cifra si può rivedere, l&#8217;importante per evitare procedure di infrazione è che sia a tempo, con misure di defiscalizzazione di convenienza.<br>Serve un piano industriale, ma non emotivamente lavorato quando l&#8217;emergenza diventa sanguinante; serve un piano da parte di un tavolo permanentemente all&#8217;opera, come fanno in Europa a Lilla, a Barcellona o a Bruxelles città. Il Comune può svolgere la sua parte ma non da solo: serve restituire l&#8217;affiancamento e l&#8217;assistenza tecnica che una volta la Provincia dava attraverso i dati agli enti locali, e oggi in Abruzzo possono dare una mano anche l&#8217;Arap e l&#8217;assessorato.<br>Questo tavolo parte in un momento di straordinaria crisi, ma è anche la fase degli ultimi 12 mesi di una legislatura nella quale tutto è più facile ottenerlo, perché maggioranza e opposizione vogliono conquistare fette aggiuntive di attenzione. Supereremo molta pigrizia da parte dei normali uffici istruttori dislocati nella capitale. L&#8217;importante è che all&#8217;intermittenza del quadro istituzionale territoriale non si aggiunga l&#8217;intermittenza di un tavolo che si ritrova solo quando l&#8217;emergenza è sanguinante&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Maria Trozzi</p>
<p>L'articolo <a href="https://rete5.tv/politica-ed-economia-in-abruzzo-il-racconto-di-fate-dellassessore-magnacca-e-la-dura-realta-della-valle-peligna/">Politica ed economia in Abruzzo: il «racconto di fate» dell&#8217;assessore Magnacca e la dura realtà della Valle Peligna</a> proviene da <a href="https://rete5.tv">dal 2006 con voi...</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Aquila: Villa Santa Lucia, indagine della procura sulle amministrative</title>
		<link>https://rete5.tv/laquila-villa-santa-lucia-indagine-della-procura-sulle-amministrative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 10:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;iscrizione nel registro degli indagati, i carabinieri acquisiscono ducumenti e fileI carabinieri della stazione di Castel del Monte, comandati dal maresciallo Sara Loru, hanno proceduto all&#8217;acquisizione di una serie di documenti e file informatici nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine aperta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario dell&#8217;Aquila sulle recenti elezioni amministrative svolte a Villa Santa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://rete5.tv/laquila-villa-santa-lucia-indagine-della-procura-sulle-amministrative/">L&#8217;Aquila: Villa Santa Lucia, indagine della procura sulle amministrative</a> proviene da <a href="https://rete5.tv">dal 2006 con voi...</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;iscrizione nel registro degli indagati, i carabinieri acquisiscono ducumenti e file<br>I carabinieri della stazione di Castel del Monte, comandati dal maresciallo Sara Loru, hanno proceduto all&#8217;acquisizione di una serie di documenti e file informatici nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine aperta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario dell&#8217;Aquila sulle recenti elezioni amministrative svolte a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, nell&#8217;aquilano, che vede un iscritto nel registro degli indagati. L&#8217;attività investigativa parte dalla denuncia di un elettore, formalmente iscritto nelle liste elettorali del paese ma di fatto residente in un altro comune, il quale ha segnalato presunte irregolarità riscontrate durante le operazioni di voto. In questa tornata elettorale, la possibilità di rinnovare il consiglio comunale era stata garantita dalla presentazione di una lista civica composta da poliziotti e appartenenti alle forze dell&#8217;ordine, che ha permesso di esprimere la candidatura a sindaco di Dino Rossi, rimasto tuttavia escluso dal nuovo consiglio comunale. Le presunte anomalie al centro degli accertamenti avrebbero riguardato l&#8217;ufficio elettorale comunale, situato in una stanza adiacente ai seggi e deputato al rilascio dei duplicati delle tessere elettorali per i cittadini che ne erano sprovvisti. Al termine delle consultazioni, che hanno visto la riconferma del sindaco uscente Antonio Paride Ciotti, gli accertamenti coordinati dal sostituto procuratore Ugo Timpano hanno portato all&#8217;emissione del decreto di convalida del sequestro degli atti. Il provvedimento ipotizza il reato di abuso delle funzioni pubbliche a fini elettorali a carico del funzionario responsabile dell&#8217;ufficio elettorale del Comune. Secondo l&#8217;ipotesi d&#8217;accusa, il coordinatore dei servizi elettorali, abusando delle proprie attribuzioni nell&#8217;esercizio delle funzioni, avrebbe consegnato a un elettore due locandine fac-simile di schede elettorali in cui la casella del voto risultava già barrata con una croce. Nello specifico, una riportava l&#8217;indicazione per una candidata della lista &#8220;Uniti per Villa Santa Lucia&#8221; e l&#8217;altra per il candidato sindaco della lista &#8220;Noi per Villa Santa Lucia&#8221;. La condotta, stando al quadro indiziario al vaglio della magistratura, sarebbe stata finalizzata a vincolare il suffragio del cittadino a favore dei candidati indicati. Il materiale perquisito e prelevato dai militari dell&#8217;Arma è stato posto sotto vincolo giudiziario per assicurare le fonti di prova ed evitarne la dispersione.</p>
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		<title>Cordesca dei bambini è una lezione d’amore: a Sulmona la Giostra corre con il cuore dei ragazzi speciali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Sulmona torna la Cordesca nel segno dell&#8217;inclusione e della solidarietà Sabato 6 e domenica 7 giugno lo stadio Francesco Pallozzi di Sulmona (L&#8217;Aquila) ospiterà la Cordesca 2026, la manifestazione che rappresenta la versione giovanile della Giostra Cavalleresca e che vede protagonisti i ragazzi dei sette Borghi e Sestieri cittadini. Le squadre, composte da sei [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A Sulmona torna la Cordesca nel segno dell&#8217;inclusione e della solidarietà<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 6 e domenica 7 giugno lo stadio Francesco Pallozzi di Sulmona (L&#8217;Aquila) ospiterà la Cordesca 2026, la manifestazione che rappresenta la versione giovanile della Giostra Cavalleresca e che vede protagonisti i ragazzi dei sette Borghi e Sestieri cittadini. Le squadre, composte da sei giovani rappresentanti, si confronteranno nella tradizionale corsa all&#8217;anello affrontando a piedi il tracciato all&#8217;interno dello stadio per centrare i bersagli con la lancia. L&#8217;edizione di quest&#8217;anno assume un significato profondo grazie al coinvolgimento di realtà del territorio impegnate nel sociale: il Palio destinato al vincitore è stato infatti realizzato dai ragazzi dell&#8217;Anffas, l&#8217;Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, mentre l&#8217;Aias, l&#8217;Associazione italiana assistenza spastici, ha firmato una speciale opera in ceramica di alabastro che sarà consegnata a tutti gli atleti.<br>Il programma prevede per entrambe le giornate la partenza del corteo storico da piazza Plebiscito alle ore 16.00, seguito dall&#8217;ingresso allo stadio dove alle 17.30 prenderanno il via le gare. Domenica alle ore 20.00 si terrà la cerimonia di consegna del Palio.<br>&#8220;Quest&#8217;anno abbiamo voluto dare un significato ancora più profondo alla Cordesca, scegliendo di mettere al centro dell&#8217;evento i valori dell&#8217;inclusione e della solidarietà&#8221; sottolinea il presidente dell&#8217;Associazione Giostra Cavalleresca di Sulmona, Maurizio Antonini. &#8220;La preziosa collaborazione con l&#8217;Anffas e con l&#8217;Aias testimonia come la Giostra possa essere non solo uno straordinario strumento di promozione della storia e delle tradizioni cittadine, ma anche un&#8217;occasione concreta per costruire percorsi di partecipazione, integrazione e condivisione&#8221;.</p>
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		<title>Non possiamo competere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rete5]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due mondi, due velocità: il paradosso delle infrastrutture Mentre in Italia l&#8217;apertura di un cantiere per una semplice rotatoria cittadina si trasforma in un&#8217;epopea burocratica fatta di transenne, deviazioni, commercianti sul piede di guerra e mesi di paralisi urbana, in Cina il concetto di tempo scorre su binari completamente diversi. Quello che da noi richiede [&#8230;]</p>
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<div class="wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-622cec92"><h2 class="uagb-heading-text"><strong>Due mondi, due velocità: il paradosso delle infrastrutture</strong></h2></div>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre in Italia l&#8217;apertura di un cantiere per una semplice rotatoria cittadina si trasforma in un&#8217;epopea burocratica fatta di transenne, deviazioni, commercianti sul piede di guerra e mesi di paralisi urbana, in Cina il concetto di tempo scorre su binari completamente diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che da noi richiede due mesi di disagi e una città letteralmente blindata, all’ombra della Grande Muraglia viene risolto nella frazione di una mattinata: quattro ore appena per stendere l&#8217;asfalto, tracciare la segnaletica e riconsegnare la strada ai cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo confronto non è solo una questione di efficienza tecnica, ma il riflesso di un profondo divario sistemico. Da un lato, il modello italiano, spesso imbrigliato in lungaggini amministrative, veti incrociati e infinite catene di subappalti; dall&#8217;altro, la vertiginosa velocità del pragmatismo cinese, capace di mobilitare risorse e pianificazione in tempi record. Il risultato? Mentre noi rimaniamo bloccati nel traffico a guardare i cantieri, il resto del mondo ha già cambiato marcia.</p>
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		<title>Misurazione di un “buco nero”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rete5]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un team internazionale di astronomi ha misurato per la prima volta in maniera diretta e dinamica la massa di un buco nero risalente a oltre 13 miliardi di anni fa, analizzando le osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb (JWST). Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, vede una forte partecipazione italiana, grazie al contributo cruciale di scienziati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un team internazionale di astronomi ha misurato per la prima volta in maniera diretta e dinamica la massa di un buco nero risalente a oltre 13 miliardi di anni fa, analizzando le osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb (JWST). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, vede una forte partecipazione italiana, grazie al contributo cruciale di scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Università degli Studi di Firenze, della Scuola Normale Superiore di Pisa, della Sapienza Università di Roma e dell’Università degli Studi dell’Insubria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’oggetto dello studio, denominato Abell 2744-QSO1 (QSO1), appartiene alla classe dei cosiddetti “piccoli punti rossi” (Little Red Dots) &#8211; galassie attive estremamente compatte le cui emissioni appaiono arrossate a causa della polvere e dell’estrema distanza &#8211; la cui luce è stata triplicata e ingrandita dall’effetto di lente gravitazionale dell’ammasso di galassie denominato Pandora. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alle osservazioni condotte con lo strumento NIRSPec di JWST, il team di ricerca ha tracciato il movimento del gas di idrogeno attorno al centro galattico, riscontrando una rotazione di tipo kepleriano: il gas orbita attorno a un punto centrale proprio come i pianeti attorno al Sole. Questa dinamica ha permesso di determinare direttamente la massa del buco nero, pari a 50 milioni di masse solari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Grazie all&#8217;effetto di lente gravitazionale e alla sensibilità del telescopio JWST siamo riusciti per la prima volta a modellare i moti del gas intorno a un buco nero in un Little Red Dot a soli 700 milioni di anni dopo il Big Bang”, commenta Giovanni Cresci, ricercatore INAF a Firenze, coautore dell’articolo. “Per farlo abbiamo utilizzato un nuovo codice sviluppato all&#8217;INAF di Arcetri e all’Università di Firenze, MOKA3D, che ha permesso di ‘pesare’ il buco nero grazie al suo effetto gravitazionale sul gas circostante. Il risultato è sorprendente: il solo buco nero racchiude in sé i due terzi dell&#8217;intera massa della galassia, suggerendo che si sia formato per collasso diretto di una massa molto grande di gas piuttosto che più lentamente mettendo insieme buchi neri più piccoli. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>In genere, i buchi neri supermassicci rappresentano solo una frazione della massa totale della loro galassia; quello ospitato in QSO1, invece, con ben due terzi dell’intera massa galattica, è il buco nero più “nudo” e dominante mai osservato, situato in un ambiente chimicamente quasi incontaminato. I dati indicano infatti una metallicità (ovvero la frazione di massa composta da elementi chimici più pesanti dell’idrogeno e dell’elio) inferiore allo 0,5% rispetto a quella del Sole: il gas è quindi composto quasi esclusivamente da idrogeno ed elio, con tracce minime di elementi pesanti come l’ossigeno, segno che nella galassia non sono ancora avvenuti i processi di evoluzione stellare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>“Il risultato conferma le misure solamente indirette che erano state ottenute finora per la stima della massa dei buchi neri in queste prime galassie dell&#8217;Universo, e rappresenta un discriminante fondamentale dei modelli teorici di formazione ed evoluzione dei buchi neri al centro delle galassie primordiali”, aggiunge Cresci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo studio, di fatto, ribalta i modelli classici di evoluzione galattica, suggerendo che alcuni buchi neri non crescano lentamente all’interno delle galassie, ma nascano già colossali da “semi pesanti”, ovvero dal collasso diretto di enormi nubi di gas primordiali o persino come buchi neri primordiali, precedendo la formazione delle stelle e delle galassie che li ospitano.</p>



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		<title>Fantasmi a Palazzo San Francesco</title>
		<link>https://rete5.tv/fantasmi-a-palazzo-san-francesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariagrazia Trozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 15:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palazzo San Francesco a Sulmona, nell&#8217;aquilano, è stato un complesso monastico, patrimonio culturale unico nel suo genere, le cui origini risalgono alla seconda metà del Duecento, collegato alla omonima chiesa. Esso ha superato indenne l&#8217;usura del tempo, secoli di guerre e sommosse e, addirittura, i terremoti. Come in molti palazzi carichi di storia , OGGI [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Palazzo San Francesco a Sulmona, nell&#8217;aquilano, è stato un complesso monastico, patrimonio culturale unico nel suo genere, le cui origini risalgono alla seconda metà del Duecento, collegato alla omonima chiesa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"> Esso ha superato indenne l&#8217;usura del tempo, secoli di guerre e sommosse e, addirittura, i terremoti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come in molti palazzi carichi di storia , OGGI , al suo interno si aggirano i fantasmi.</p>



<div class="wp-block-uagb-image uagb-block-6e399a83 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-none"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://rete5.tv/wp-content/uploads/2026/05/1780242247698-960x719.png ,https://rete5.tv/wp-content/uploads/2026/05/1780242247698.png 780w, https://rete5.tv/wp-content/uploads/2026/05/1780242247698.png 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://rete5.tv/wp-content/uploads/2026/05/1780242247698-960x719.png" alt="" class="uag-image-1045" width="960" height="719" title="1780242247698" loading="lazy" role="img"/></figure></div>
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		<title>Un Paese dimezzato: l’Italia secondo l’Eurispes</title>
		<link>https://rete5.tv/un-paese-dimezzato-litalia-secondo-leurispes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rete5]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 04:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia del 2026 è un Paese che si trova dinanzi a una costellazione di crisi che non sono emergenze da gestire con il metodo del rattoppo, ma di nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile. Il nostro sistema valoriale, istituzionale, economico, sociale, demografico è sottoposto a pressioni che esigono risposte [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Italia del 2026 è un Paese che si trova dinanzi a una costellazione di crisi che non sono emergenze da gestire con il metodo del rattoppo, ma di nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile. Il nostro sistema valoriale, istituzionale, economico, sociale, demografico è sottoposto a pressioni che esigono risposte e non ammettono rinvii. Benedetto Croce scrisse che “la storia è sempre storia contemporanea”. Oggi questa affermazione risuona con tutta la sua gravità. Ciò che chiamiamo passato – i decenni di inerzia, di populismo, di riforme rinviate – abita il presente e lo condiziona. Non siamo liberi di ricominciare da capo, possiamo solo scegliere da dove ripartire”. Così il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara nell’introdurre il Rapporto Italia 2026, giunto quest’anno alla 38a edizione. “Un Paese dimezzato. Rigenerare lo spirito di comunità e il senso dello Stato” il titolo dato a questa edizione che, come di consueto, ruota attorno a 6 capitoli, ciascuno dei quali offre una lettura dicotomica della realtà esaminata. Il volume si struttura attraverso 6 saggi e 60 schede fenomenologiche. <br>Le dicotomie tematiche individuate per il Rapporto Italia 2026 sono: Opes/Inopiae • Democrazia/Autoritarismo • Pace/Guerra<br>Omologazione/Identità • Distopia/Utopia • Presente/Futuro.<br>Ad arricchire il Rapporto, le indagini campionarie che, nell’edizione di quest’anno, hanno sondato alcuni dei temi tradizionalmente osservati dall’Eurispes: la fiducia nelle Istituzioni; la politica; l’opinione su alcuni dei temi etici più dibattuti; la situazione economica delle famiglie e i consumi; l’uso delle nuove tecnologie e i rischi ad esse connessi; l’avvento dell’Intelligenza artificiale; i temi della Difesa e gli scenari internazionali; lo smart working; le nuove modalità di viaggio e l’overtourism; le abitudini alimentari; il rapporto con il mondo animale e numerosi altri contenuti di stretta attualità. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>I DATI <br>LA SITUAZIONE ECONOMICA<br>Quasi la metà dei cittadini prevede per i prossimi 12 mesi un peggioramento della situazione economica del Paese anche se la condizione economica dei cittadini resta stabile rispetto allo scorso anno. Più di sei cittadini su dieci arrivano a fine mese ma con difficoltà e circa un terzo (33,1%) deve usare i propri risparmi. A mettere particolarmente in difficoltà le famiglie è l’affitto (45,6%)<br>La dimensione economica personale e familiare, però, mostra stabilità rispetto alla rilevazione dello scorso anno con la quota più ampia di cittadini (42,1%) che indica “rimasta sostanzialmente invariata” la propria situazione economica negli ultimi 12 mesi; tuttavia, il 36,9% riporta un deterioramento della propria situazione economica (12,7% “molto”; 24,2% “lievemente”) e solo uno su dieci ha sperimentato un miglioramento.<br>I PREZZI<br>L’indagine sui consumi elaborata dall’Eurispes fa emergere un giudizio negativo sull’andamento dei prezzi nel corso dell’anno passato con un’indicazione di aumento nell’82% dei casi. I cittadini ritengono che l’aumento dei prezzi si sia attestato oltre l’8% (38,9%), ma sono anche molti a riferire un aumento tra il 3% e l’8% (35,7%). Le categorie dove i rincari sono stati più pesanti sono: generi alimentari (93,3%), carburanti (91,2%), pasti fuori casa (83,4%) e viaggi e vacanze (82,2%), ma anche trasporti (75,4%), vestiario e calzature (72,4%), cura della persona (70,9%), spese per la salute come ticket-medicine (68,8%), tecnologia (61,7%), arrendamento e servizi per la casa (61,4%), cinema/spettacoli e attività culturali (61,1%), affitto (60%). Quote più contenute riguardano invece l’acquisto della casa (56,8%), la palestra e lo sport (56,3%) e le spese telefoniche (49,9%).<br>RESISTERE E ADATTARSI<br>Per far fronte alle difficoltà si rinviano anche acquisti considerati necessari (60,2%), si tagliano le uscite fuori casa (54%) e i viaggi (52%). Aiuto in casa, ripetizioni, giardinaggio, ecc. si pagano in nero nel 38% dei casi. Aumenta il numero di chi rinuncia ai controlli medici periodici e cure odontoiatriche. Metà degli italiani rateizzano gli acquisti attraverso le piattaforme digitali a tasso zero: vengono usate nel 51,3% dei casi, con un calo rispetto al 2025 quando il valore si attestava al 65,3%.<br>Nelle difficoltà, ci si rivolge in particolare alla famiglia d’origine (29,1%), all’aiuto finanziario chiesto ad amici, colleghi o altri parenti (14,6%) o si chiedono soldi in prestito a privati non appartenenti alla cerchia di amici o parenti né a circuiti bancari (10,6%). Alcuni saldano in ritardo bollette e utenze (23,3%) e le tasse (18,8%). In un caso su dieci le difficoltà costringono a tornare nella casa della famiglia d’origine o dei suoceri (9,6%); a vendere o perdere beni importanti come casa, automobile, attività (11,4%); a contrarre debiti che non si è poi in grado di ripagare (9,3%); ad affittare una stanza/casa di proprietà (9,6%).<br>SCARSA SOLIDARIETÀ SOCIALE E SFIDUCIA VERSO IL PROSSIMO DIFFUSA<br>Il 65,8% degli italiani ritiene che nel nostro Paese la solidarietà sociale sia scarsa, il 62,5% non si fida del prossimo e ben l’82,2% ritiene che i cittadini non siano adeguatamente sostenuti dalle Istituzioni in caso di difficoltà economica. La sfiducia è più radicata presso i giovani tra i 18 e i 24 anni: sono quelli che più spesso rispondono di avere nessuna o poca percezione di solidarietà sociale (70,2%) e, insieme ai 25-34enni, hanno anche meno fiducia nel prossimo (66,8% e 67,6%), e nell’aiuto delle Istituzioni (83,5% e 85,8%). L’unico segnale positivo proviene dalle persone su cui contare in caso di difficoltà economiche: ne dispone il 54% degli italiani; una percentuale comunque non eccellente, considerando che il 46% si troverebbe privo di sostegno in caso di difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>IL CETO MEDIO CHE SI SGRETOLA E LE PROSPETTIVE DEL SISTEMA PENSIONISTICO<br>Il potere d’acquisto del ceto medio italiano è sceso del 7,5% circa dal 2021 (Ocse, 2025); nel 2023 il reddito reale delle famiglie si è ridotto dell&#8217;1,6%, mentre i beni essenziali (utenze, cibo, medicine) sono aumentati oltre il tasso d&#8217;inflazione. Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene il 59,9% dell&#8217;intera ricchezza nazionale; la metà più povera ne detiene appena il 7,4%. Nel 2024 la ricchezza dei 71 miliardari italiani è cresciuta di 61,1 miliardi di euro (+166 milioni al giorno), raggiungendo 272,5 miliardi complessivi. Circa il 43% della popolazione italiana non versa l&#8217;Irpef; su 42,6 milioni di dichiaranti, 9 milioni (il 21%) presentano un&#8217;imposta netta pari a zero. Il 76,87% del gettito Irpef grava su soli 11,6 milioni di contribuenti. Secondo l’Ocse, appartiene alla classe media chi guadagna tra 1.877 e 5.006 euro netti al mese. <br>Il reddito familiare più diffuso in Italia è di circa 2.500 euro mensili: la maggior parte delle famiglie italiane si colloca quindi nella parte bassa di questa fascia. La ricchezza netta delle famiglie italiane è scesa del 5,5% nel decennio 2014-2024; il ceto medio sopravvive sempre più grazie al patrimonio ereditato dalle generazioni precedenti.<br>E mentre la forza del ceto medio a sostegno dell’economia del Paese si affievolisce, ci troviamo a fronteggiare un problema di sostenibilità del sistema pensionistico. Le nascite totali sono in costante calo dal 2004, fino al minimo storico registrato nel 2024, con una riduzione del 34% in vent’anni. Il sistema pensionistico italiano è sotto pressione per la convergenza simultanea di più dinamiche che si alimentano a vicenda. <br>Le proiezioni prefigurano un miglioramento a partire dal 2040, costruito però su ipotesi che i dati attuali faticano a sostenere: crescita della produttività all’1,3% annuo, inversione della natalità, saldo migratorio positivo di 165.000 unità l’anno. Nel frattempo, le generazioni che contribuiscono, oggi si trovano di fronte a una prospettiva concreta: andare in pensione a 70 anni con un assegno pari a poco più della metà dell’ultima retribuzione. <br>SMART WORKING: UN EQUILIBRISMO FELICE<br>Lo smart working per gli italiani appare come una forma di equilibrismo, generalmente felice, tra spazi di vita ed autonomia, ottimizzazione delle risorse (di tempo ed economiche), senza una totale rinuncia alla socialità, alla distinzione degli spazi e ad alcune abitudini che per molti fanno ormai parte della vita lavorativa. Resta da scoprire come e quanto l’irruzione irrefrenabile dell’Intelligenza artificiale nella vita quotidiana e nel mercato occupazionale influirà anche nell’àmbito dell’organizzazione logistica del lavoro.<br>Secondo l’indagine 2026 dell’Eurispes, il 31,3% dei lavoratori intervistati fa smart working: il 5,7% sempre, l’8,7% per la maggior parte del tempo, il 16,9 % per la minoranza del tempo. Tra gli smart workers prevale la modalità ibrida, con alternanza di lavoro in presenza e lavoro da casa. Lo smart working si accompagna con maggior frequenza ai rapporti lavorativi flessibili e a quelli autonomi, rispetto a quelli subordinati e stabili (partita Iva 37,9% e 33,7% contratti atipici). L’87,1% degli smart workers vorrebbe continuare a lavorare da casa soprattutto per gli aspetti positivi: gestione degli impegni familiari e domestici (82,7%), qualità della vita (80,8%), e l’organizzazione del lavoro (78,1%). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>CITTADINI E ISTITUZIONI<br>Il Presidente della Repubblica è l’unico a raccogliere piena fiducia tra le Istituzioni più importanti con il 61,8% dei giudizi positivi. A grande distanza, il Parlamento vede fiducioso circa 1 cittadino su 4 (26,1%), mentre il Governo si attesta al 32,1%. La sfiducia nei confronti della Magistratura arriva al 46,5%, anche se il giudizio dei cittadini è spaccato a metà (i fiduciosi sono il 43,4%). Anche i Presidenti delle Regioni non raccolgono un consenso pieno nel giudizio dei cittadini e si fermano al 41,2%.<br>Con un risultato simile allo scorso anno, sono sempre amatissime le Forze dell’ordine e le Forze Armate con l’Arma dei Carabinieri che raccoglie il 70,2% dei consensi; la Guardia di Finanza il 71,7%; la Polizia di Stato il 66,8%; l’Esercito Italiano il 71,9%; l’Aeronautica Militare il 74% (77,4% nel 2025) e la Marina Militare il 73,6%; la Guardia Costiera il 71,1%. Anche l’Intelligence ottiene un buon risultato con il 63,5% dei cittadini fiduciosi. Altissimo il grado di fiducia accordato ai Vigili del Fuoco che nel 2026 arriva all’85,8%. La Polizia penitenziaria cala rispetto alla scorsa indagine al 57,6% dei giudizi positivi, mentre la Polizia locale resta al 56,4%.<br>Tra le altre Istituzioni considerate: positivo e in rialzo, anche se generalmente moderato, il giudizio su Università (73,7%) e Scuola (68%), Protezione civile (78,5%), Volontariato (64%), Sistema sanitario (58%) e (51,3%). Crescono in termini di fiducia ma non riescono a superare la soglia del 50% dei giudizi positivi i partiti che passano dal 21,1% del 2025 al 25,7%; i sindacati dal 38,6% al 41,6% e le altre confessioni religiose diverse da quella cattolica dal 31,1% del 2025 al 32,6% del 2026. Tra le Istituzioni che invece subiscono un calo di fiducia: la Chiesa che passa dal 52,6% al 50,3% del 2026, le Associazioni degli imprenditori (dal 42,5% al 40,7%) e la Pubblica amministrazione (dal 36,3% al 35,9%).<br>Per vivere in una democrazia moderna ed efficiente, secondo la metà degli italiani (50,3%), il Presidente della Repubblica dovrebbe avere più potere. Per più di un italiano su cinque (22,9%), invece, la figura che dovrebbe avere più potere per far funzionare meglio le cose è quella del Presidente del Consiglio dei Ministri, mentre per il 17,1% è il Consiglio Superiore della Magistratura; seguono il Presidente del Senato (4,9%) e il Presidente della Camera (4,8%).<br>Il 46,8% dei cittadini caldeggia l’istituzione di un Ministero per il Sud. L’idea invece di istituire un Ministero per il Futuro convince il 45% degli italiani ed è un’opzione che raccoglie soprattutto l’interesse dei giovanissimi dai 18 ai 24 anni (63%).<br>Il 44,2% degli italiani considera un costo le risorse destinate alla Difesa, al contrario, il 32,1% le vede come un investimento, mentre moltissimi, il 23,7%, non sanno esprimersi in merito. Mettendo a confronto queste risposte con quelle fornite al medesimo quesito nel 2024, è aumentata la quota di coloro che vedono le spese per la Difesa soprattutto come un costo (dal 36,2% al 44,2%).<br>A distanza di due anni, l’ipotesi di ripristinare il servizio militare di leva per i giovani, che vedeva concorde la metà dei cittadini, raccoglie ora il favore di un più contenuto 36,8%. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>LE CRISI NEL MONDO<br>Tre quarti dei cittadini (75,6%) giudicano “ingiustificabile” l’invasione russa, la pensa contrariamente il 24,4%. Agli italiani è stato chiesto di esprimere un’opinione sulla possibilità di una “spartizione” del mondo in aree di influenza delle superpotenze (Stati Uniti, Cina, Russia): la maggioranza considera negativa questa possibilità (54,9%), il 17% la definisce “il male minore”, solo il 4,6% la reputa positiva; quasi 1 su 4 non sa pronunciarsi in merito (23,5%). <br>Nell’ipotesi in cui ad essere attaccato fosse un paese appartenente alla Nato, più della metà degli italiani (52,6%) afferma che l’Italia dovrebbe restare neutrale, un quarto che dovrebbe inviare milizie ed armi in difesa del paese aggredito (25%) ed il 22,4% che dovrebbe inviare armi in sua difesa. <br>Secondo il 64,4% degli italiani, l’Europa non è unita dal punto di vista della difesa militare, per il 65,2% non lo è neanche sul piano delle politiche economiche. Ancora peggio se si considera il livello di unità dal punto di vista politico (67,8%). Il giudizio migliora solo se si considera l’Unione dal punto di vista commerciale, anche se la maggioranza, il 57,9%, giudica che non vi sia unità neanche in questo caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>I TEMI ETICI<br>Per il 2026 si registra una quota del 70,2% di italiani favorevoli all’eutanasia (erano il 66,7% nel 2024), mentre per l’eutanasia in caso di demenza senile avanzata, se indicato dal soggetto interessato nelle proprie disposizioni anticipate, il valore dei consensi arriva al 67,1% (65,7% nel 2025); il testamento biologico (nel nostro ordinamento del 2018) trova favorevoli 8 cittadini su 10 (80,2%); il suicidio assistito raccoglie il 54,3% dei consensi nel 2026 (nel 2019 si dichiarava favorevole soltanto il 39,4%).<br>La tutela giuridica delle coppie di fatto indipendentemente dal sesso è accolta favorevolmente dagli italiani (69,6%), come pure il matrimonio tra persone dello stesso sesso (66%, un dato non difforme dal 2025) mentre quasi 6 italiani su 10 sono d’accordo sul riconoscimento dei figli di coppie dello stesso sesso (56,9%, in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno: 58,1%). Poco più di un italiano su due si dice favorevole rispetto alla possibilità di adottare figli per le coppie dello stesso sesso (55,2%) e per i single (55,8%). Si tratta di un tema che nel tempo sta trovando maggiori spazi di accettazione. Il riconoscimento delle identità di genere che non si rispecchiano nel femminile o nel maschile raccoglie il consenso di poco meno della metà degli italiani (49,2%, erano il 51,1% nel 2025).<br>La questione della fecondazione eterologa risulta particolarmente delicata: nel 2026, gli italiani favorevoli sono quasi 6 su 10 (59,2%). In parallelo, la questione dell’utero in affitto trova il sostegno, nel 2026, solo del 35,6% degli italiani a fronte del 64,5% di quanti si dichiarano invece contrari, facendo registrare il dato più basso, insieme a quello del 2025 (35,5%) della serie storica di indagine (2021-2026).<br>Rispetto alla legalizzazione delle droghe leggere (hashish e marjuana), nel 2026 meno di un italiano su due si dichiara favorevole (46,1%), con un lieve incremento dei pareri favorevoli rispetto al 2025 (42%; erano il 52,3% nel 2022). La legalizzazione della prostituzione vede favorevoli metà degli italiani intervistati (50,3%). I dati rivelano una progressiva chiusura su questo tema rispetto al recente passato, quando il tema incontrava il favore di una fetta di popolazione più ampia: il 57,7% nel 2016 e ben il 65,5% nel 2015.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>I SOCIAL E L’AI<br>La proposta di introdurre in Italia il divieto dell’uso dei Social network per i minori di 15-16 anni, sul modello di quanto già adottato o in corso di adozione in altri paesi, come Australia, Francia e Spagna, raccoglie un consenso ampio e netto tra gli italiani: il 78,9% è favorevole, mentre il 21,1% si esprime in senso contrario.<br>Il tema dell’Intelligenza artificiale per la prevenzione della devianza minorile sembra divisivo, con il 51,5% che esprime una posizione favorevole e il 48,4% contraria. Tra i favorevoli, la motivazione più diffusa è quella legata all’aumento della criminalità minorile (20,7%), seguita dall’argomento della tutela dei giovani in contesti a rischio (15,7%) e dalla valorizzazione delle potenzialità tecnologiche in chiave di sicurezza (15,1%). Sul fronte contrario, la preoccupazione più condivisa riguarda l’inadeguatezza dell’Intelligenza artificiale a gestire una questione tanto delicata (26%); seguono le perplessità legate all’apertura di un dibattito difficilmente risolvibile sugli aspetti etici del controllo delle persone (12,3%) e quelle relative alla privacy (10,1%).<br>Il rapporto degli italiani con l’Intelligenza artificiale non è ancora pienamente consolidato. Complessivamente, il 51,8% la usa, ma a farlo abitualmente è solo il 14,4%. Il 48,3%, invece, non ne fruisce mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>GLI ITALIANI IN VIAGGIO<br>Il 42,5% cerca di viaggiare in periodi non turistici (“qualche volta” e “abitualmente”), quindi in bassa stagione, lontano da feste e ponti, e il 26,9% usa raramente questa modalità. Il 41,7% sceglie mete poco turistiche e il 28,6% lo fa, ma raramente. <br>Le destinazioni sono scelte prescindendo dai Social (57,3%, anche se il 21,9% si reca “qualche volta” e “abitualmente” nei luoghi visti sui Social) e dall’influenza di serie e fiction (58,7%). Le forme di ospitalità collaborativa riguardano, con diversa frequenza, il 22,4% di chi viaggia. Sono in molti invece ad usufruire delle seconde case di nonni o genitori (50,3%).<br>Nella scelta del luogo in cui viaggiare, la curiosità personale è la motivazione prevalente (33,5%), seguita dal passaparola di amici e parenti (18,8%) e dal desiderio di ritornare nei posti dove si è stati bene (12%). Sul fronte delle modalità di organizzazione del viaggio, il 33,2% degli italiani cambia modalità a seconda delle circostanze, il 28,5% opta per l’organizzazione autonoma rispetto al ricorso a intermediari, tra cui agenzie di viaggio (14,5%) e piattaforme online (11,5%). Affidarsi all’Intelligenza artificiale è ancora un fenomeno marginale (2%).<br>Si contrae la durata dei soggiorni: il 43% ha ridotto la durata complessiva dei propri viaggi e il 40% ha accorciato le proprie vacanze estive. La settimana bianca, escludendo coloro che non la fanno (59%), rimane un altro momento irrinunciabile: tra tutte le tipologie di vacanza è quella meno ridotta (16,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>GLI ANIMALI<br>In diminuzione nel 2026 il numero dei nuclei familiari che accolgono un animale domestico (-6,8%). Si spende soprattutto per alimentazione e cure veterinarie e la spesa mensile per il proprio pet si concentra nella fascia 31-100 euro (57,9%). Nel 2026 ha un animale domestico poco più di un terzo degli italiani (33,7%): cani (41%) e gatti (37,1%) si confermano i protagonisti assoluti nelle case degli italiani. La spesa mensile si concentra nella fascia 31-100 euro (57,9%), anche se non manca chi, il 26,1%, affronta una spesa mensile tra i 100 e 300 euro e oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>GLI ITALIANI A TAVOLA <br>Nel 2026, l’8,5% degli italiani sono vegetariani (5,3%) o vegani (3,2%). Un altro 4,9% dichiara di esserlo stato in passato. La maggioranza degli italiani è comunque onnivora (86,6%), anche se il 20,5% dichiara che sarebbe favorevole ad optare per una dieta vegetariana, ma teme di non riuscire a metterla in pratica.<br>Tra gli alimenti “speciali”, i più acquistati sono quelli senza lattosio (33,3%, di cui 13,6% intolleranti e allergici e 19,7% no) e senza zucchero (31,5%; 4,7% intolleranti e 26,8% no). A seguire gli alimenti senza glutine (21,1%; 9,4% perché intollerante/allergico e 11,7% no), senza uova (19%; 3,7% intollerante/allergico e 15,3% no) e senza lievito (18,5%, con il 13,2% che ne fa uso pur non avendo allergie o intolleranze). Nel confronto con lo scorso anno, risultano in lieve aumento i consumi di prodotti “senza”, in particolare senza lattosio (da 27,3% a 33,3%).<br>Gli italiani che dichiarano di acquistare qualche volta, spesso o abitualmente i mix di frutta secca e semi sono il 68,3%; il 62,6% compra cibi confezionati e ultraprocessati e il 64,4% anche bevande gassate, energy drink e succhi di frutta industriali; il 62,1% fa uso di integratori alimentari e il 57% compra alimenti proteici (High Protein: barrette, yogurt, creme, dessert, bevande, ecc.); è meno frequente l’abitudine al consumo di probiotici e prebiotici (49,5%), semi come lino, girasole, canapa, ecc. (48,4%) e alimenti contenenti cannabis (21,9%).<br>Rispetto a tutte le altre fasce d’età, l’acquisto di cibi confezionati è maggiormente diffuso tra i più giovani dai 18 ai 24 anni che li mangiano nel 72,9% dei casi (“qualche volta” 37%; “spesso” 24,3%; “abitualmente” 11,6%); la stessa percentuale di giovani compra cibi confezionati e ultraprocessati e il 75,7% usa consumare bevande gassate, energy drink, succhi di frutta industriali.<br>Quasi 4 italiani su 10 (36,6%) si affidano a figure professionali qualificate nel settore dell’alimentazione, comprendenti nutrizionisti, altri medici o naturopati o a fonti scientificamente affidabili, quali riviste mediche o siti scientifici. </p>
<p>L'articolo <a href="https://rete5.tv/un-paese-dimezzato-litalia-secondo-leurispes/">Un Paese dimezzato: l’Italia secondo l’Eurispes</a> proviene da <a href="https://rete5.tv">dal 2006 con voi...</a>.</p>
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