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	<title>Rischio Calcolato » IN EVIDENZA</title>
	
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	<description>Finanza e Politica</description>
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		<title>Per l’Austerità (quella vera): La più Scomoda delle Posizioni</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 07:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA ITALIANA]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai che ci siamo, non più uno, nemmeno un canale informativo, dalla blogosfera ai media mainstream è rimasto pro austerity. Il 100% (mi scuso in anticipo se mi è sfuggito qulacosa) delle analisi degli ultimi giorni racconta la stessa storia: Le cause dei nostri mali sono le politiche di austerità, dunque la Germania che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/per-lausterita-quella-vera-la-piu-scomoda-delle-posizioni.html"></a></div><p><img class="aligncenter" src="http://www.linkiesta.it/sites/default/files/uploads/articolo/austerity.jpg" alt="austerity Per lAusterità (quella vera): La più Scomoda delle Posizioni" width="650" height="488" title="Per lAusterità (quella vera): La più Scomoda delle Posizioni" /></p>
<p>Dai che ci siamo, non più uno, nemmeno un canale informativo, dalla blogosfera ai media mainstream è rimasto pro austerity. Il 100% (mi scuso in anticipo se mi è sfuggito qulacosa) delle analisi degli ultimi giorni racconta la stessa storia: Le cause dei nostri mali sono le politiche di austerità, dunque la Germania che non vuole gli Eurobond o altre fregnacce (frignacce?!?)di questo genere</p>
<p>Oramai il mega alibi nazional-popolare è stato individuato, è colpa dei tedeschi, amen!</p>
<p>Dunque mi tocca ricordare che comunque vada, sia che si rimanga in Europa o che si esca (o che ne escano i tedeschi) dovremo comunque fare i conti con noi stessi, con la Nostra organizzazione dello Stato, con la Nostra pressione fiscale, con la Nostra magistratura, con il Nostro apparato burocratico, e (temo) con la Nostra democrazia e sovranità.</p>
<p>Se c&#8217;è un messaggio che qui, su Rischio Calcolato, non passera MAI e lo ripeto MAI è quello secondo il quale l&#8217;Italia sarebbe vittima di un complotto internazionale che la voglia spogliare della sua ricchezza.</p>
<p>Ma quale complotto! Sveglia, è tutto alla luce del sole, lo è sempre stato da quando esistono gli Stati Nazionali, certo che il governo tedesco pensa al bene (oibò.. naziiiistiii) dei propri cittadini, anzi forse è uno dei pochi governi europei che in effetti lo fatto in passato e che continua a farlo oggi (ogni riferimento ai nostri governi non è casuale). <br />Possiamo discutere con quale lungimiranza, la Germania, stia imponendo condizioni così dure  ma per nessuna ragione abbiamo titolo di chiedere alcunchè PRIMA di avere fatto pulizia a casa Nostra.</p>
<p>Non è stata una scelta politica quella per cui abbiamo cessato di più distruggere il futuro dei nostri figli aumentando ancora il nostro debito pubblico, è il mercato che non ce lo permette. Non potendo più ipotecare la vita dei nostri NON nati ora stiamo pensando bene di ipotecare quella degli altri europei. Tutto purchè la festa continui, tutto per poter continuare a spendere male più di quanto produciamo.</p>
<p>Illusi, stupidi o semplicemente in malafede, non accadrà mai. Ci rideranno in faccia e avranno ragione.</p>
<p> Le pezze che nei prossimi mesi, con tutta probabilità verranno mese per sterilizzare il problema generato dalla Grecia si limiteranno allo spazio<strong> di un minimo comune denominatore che faccia sopravvivere il sistema finanziario europeo</strong>. Dopodichè saremo costretti a continuare a pagare il conto, possiamo solo decidere come e a chi <strong>FRA DI NOI</strong>, tocchi pagare. Anche la bancarotta è un metodo di pagamento, ma è un processo selvaggio, violento e profondamente ingiusto. Meglio sarebbe cercare di gestire la crisi improntando le misure necessarie ad un criterio, per quanto possibile, di giustizia e di buon senso. Come saprete personalmente ho perso ogni speranza che questo possa ancora avvenire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi, -1,6%… poteva andare peggio)</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 02:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gpg Imperatrice</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[Il Blog di GPG Imperatrice]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[commercio al dettaglio]]></category>
		<category><![CDATA[gpg]]></category>

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		<description><![CDATA[In mezzo a tante pessime notizie, ne arriva una cosi’ cosi’. &#160; A MARZO 2012: +1,7% SU MARZO 2011 (DEPURANDO L’INFLAZIONE SIAMO A -1,6%) Rispetto a marzo 2011, l’indice grezzo del totale delle vendite segna un aumento dello 1,7%: le vendite di prodotti alimentari aumentano del 3,5%, quelle di prodotti non alimentari dello 0,7%. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/commercio-al-dettaglio-indicatore-fondamentale-a-marzo-2012-17-depurato-dai-prezzi-16-poteva-andare-peggio.html"></a></div><p>In mezzo a tante pessime notizie, ne arriva una cosi’ cosi’.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong>A MARZO 2012: +1,7% SU MARZO 2011 (DEPURANDO L’INFLAZIONE SIAMO A -1,6%)</strong></span></p>
<p>Rispetto a marzo 2011, l’indice grezzo del totale delle vendite segna un aumento dello 1,7%: le vendite di prodotti alimentari aumentano del 3,5%, quelle di prodotti non alimentari dello 0,7%.</p>
<p>A marzo 2012 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) ha segnato una diminuzione congiunturale dello 0,2%. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2012 l’indice è aumentato dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.</p>
<p>Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con marzo 2011, un aumento sia per la grande distribuzione (+2,0%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (+1,3%).</p>
<p>Nei primi tre mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, l’indice grezzo aumenta dello 0,4%. Le vendite di prodotti alimentari segnano un incremento del 2,1% e quelle di prodotti non alimentari una diminuzione dello 0,5%.</p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/commercio-al-dettaglio-indicatore-fondamentale-a-marzo-2012-17-depurato-dai-prezzi-16-poteva-andare-peggio.html/slide-copy-35" rel="attachment wp-att-45645"><img class="aligncenter size-full wp-image-45645" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-35.jpg" alt="slide Copy 35 Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" width="652" height="428" title="Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" /></a></p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/commercio-al-dettaglio-indicatore-fondamentale-a-marzo-2012-17-depurato-dai-prezzi-16-poteva-andare-peggio.html/slide-copy-36" rel="attachment wp-att-45646"><img class="aligncenter size-full wp-image-45646" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-36.jpg" alt="slide Copy 36 Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" width="639" height="468" title="Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" /></a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/commercio-al-dettaglio-indicatore-fondamentale-a-marzo-2012-17-depurato-dai-prezzi-16-poteva-andare-peggio.html/slide-copy-37" rel="attachment wp-att-45647"><img class="aligncenter size-full wp-image-45647" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-37.jpg" alt="slide Copy 37 Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" width="588" height="448" title="Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong>TENGONO I CONSUMI ALIMENTARI E L’ABBIGLIAMENTO, CROLLANO I CONSUMI PIU’ FUTILI</strong></span></p>
<p> Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari (Prospetto 4), a marzo 2012 si registrano variazioni tendenziali positive nella maggior parte dei gruppi di prodotti. Gli aumenti tendenziali più elevati riguardano i gruppi Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+3,6%), Abbigliamento e pellicceria (+2,4%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+2,3%). La variazione tendenziale negativa di maggiore entità riguarda il gruppo Supporti magnetici, strumenti musicali (-3,8%). Nel confronto tra i primi tre mesi del 2012 e lo stesso periodo del 2011, l’incremento più elevato si registra per il gruppo Altri prodotti (gioiellerie, orologerie) (+1,1%), mentre le diminuzioni più significative riguardano i gruppi Supporti magnetici, strumenti musicali (-2,7%) e Cartoleria, libri, giornali e riviste (-2,6%).</p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/commercio-al-dettaglio-indicatore-fondamentale-a-marzo-2012-17-depurato-dai-prezzi-16-poteva-andare-peggio.html/slide-copy-38" rel="attachment wp-att-45644"><img class="aligncenter size-full wp-image-45644" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-38.jpg" alt="slide Copy 38 Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" width="717" height="553" title="Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong>COS’E’ ESATTAMENTE IL COMMERCIO AL DETTAGLIO? E’ UN’INDICATORE CHE NON HA EGUALI PER CONOSCERE LA DINAMICA DELLE VENDITE</strong></span></p>
<p>Per <strong>commercio al dettaglio </strong>si intende l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale. In parole povere la differenza sostanziale tra un commerciante all’ingrosso e un commerciante al dettaglio, sta nel diverso tipo di clientela servita, che in quest’ultimo caso è rappresentata dai consumatori finali.</p>
<p><strong>Volete vedere come cammina la congiuntura? I dati del commercio al dettaglio sono un indicatore significativo, anche se non esprimono tutta la verità, in quanto c’è da considerare anche l’esportazione, il risparmio ed altri segnali non meno importanti. Tuttavia conoscere l’evoluzione delle vendite nell’arco di un anno, è una cartina di tornasole che non ha uguali.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong>IN EUROPA, IL COMMERCIO AL DETTAGLIO VIAGGIA A MACCHIA DI LEOPARDO E FA CAPIRE BENE I PAESI IN CRISI</strong></span></p>
<p> Basta considerare l’evoluzione nell’arco degli ultimi dodici mesi nei principali Paesi d’Europa (prendendo la variazione annua dell’andamento del commercio al dettaglio, depurate dall’inflazione) per rendersi conto immediatamente, al di là del Pil e degli investimenti, come la gente commune vive la congiuntura. Nella tabella qui sotto il valore dell’Italia e’ di Febbraio (-2,2%), mentre a Marzo, come detto e’ a -1,6%.</p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/commercio-al-dettaglio-indicatore-fondamentale-a-marzo-2012-17-depurato-dai-prezzi-16-poteva-andare-peggio.html/slide-copy-39" rel="attachment wp-att-45643"><img class="aligncenter size-full wp-image-45643" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-39.jpg" alt="slide Copy 39 Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" width="455" height="337" title="Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong> CONCLUSIONI: POTEVA ANDARE DECISAMENTE PEGGIO</strong></span></p>
<p>Guardando altri indicatori molto settoriali relativi ai consumi (beni energetici, ventite automobili, etc), si ha un panorama apocalittico. Quest&#8217;indicatore, che rappresenta la stragrande maggiornza dei consumi finali degli Italiani, flette, ma non crolla, e nel bimestre Febbraio-Marzo 2012, segnala una qualche minima ripresa rispetto a Dicembre 2011 e Gennaio 2012.</p>
<p><strong>Certamente gli Italiani consumano meno, ma lo fanno in modo del tutto selettivo:</strong></p>
<p><strong>a) Tornano ai consumi di base, quelli essenziali (alimentare, abbigliamento), che storicamente pesano di piu&#8217; nei paesi in via di sviluppo <img src='http://www.rischiocalcolato.it/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt="icon lol Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" class='wp-smiley' title="Commercio al Dettaglio: (indicatore fondamentale) a Marzo 2012 +1,7% (depurato dai prezzi,  1,6%... poteva andare peggio)" />  </strong></p>
<p><strong>b) Tagliano i consumi che reputano non essenziali (mobili, telefonia, arredamento, giochi, farmaci, libri e giornali)</strong></p>
<p><strong>c) Fanno letteralmente crollare quei consumi su cui il governo s&#8217;e&#8217; accanito in termini di incremento di tassazione (carburanti, auto, etc)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GPG Imperatrice</strong></p>
<p><span style="font-size: x-small"> <em>Qui trovate  <a rel="nofollow" title="MIEI ARTICOLI" href="http://www.rischiocalcolato.it/category/blog/il-blog-di-gpg-imperatrice" rel="nofollow" target="_blank">MIEI ARTICOLI</a></em></span></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Prosegue le Marcia Funebre della Spagna. Le Banche hanno Perdite per 218-260 Miliardi.</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 22:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sandro Mela</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL BLOG DI BEPI MELA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Sandro Mela.                     Come dovevasi dimostrare. «Bankia, la quarta banca spagnola, in gravi difficoltà a causa della sua esposizione nel settore immobiliare, ha annunciato che chiederà un aiuto di Stato record, pari a 19 miliardi di euro. &#8230; Questi soldi vanno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi di euro di prestiti governativi convertiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/prosegue-le-marcia-funebre-della-spagna-le-banche-hanno-perdite-per-218-260-miliardi.html"></a></div><p style="text-align: center"><strong><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">Giuseppe Sandro Mela.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/prosegue-le-marcia-funebre-della-spagna-le-banche-hanno-perdite-per-218-260-miliardi.html/cimitero-5" rel="attachment wp-att-45634"><img class="aligncenter  wp-image-45634" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/Cimitero2.jpg" alt="Cimitero2 Prosegue le Marcia Funebre della Spagna. Le Banche hanno Perdite per 218 260 Miliardi." width="468" height="355" title="Prosegue le Marcia Funebre della Spagna. Le Banche hanno Perdite per 218 260 Miliardi." /></a></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Come dovevasi dimostrare. «<em>Bankia, la quarta banca spagnola, in gravi difficoltà a causa della sua esposizione nel settore immobiliare,<span style="color: #ff0000"> ha annunciato che chiederà un aiuto di Stato record, pari a 19 miliardi di euro.</span> &#8230; Questi soldi vanno ad aggiungersi ai <span style="color: #ff0000">4,5 miliardi di euro</span> di prestiti governativi convertiti in azioni che hanno di fatto nazionalizzato parzialmente la banca il 9 maggio scorso</em>.»</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">                Standard &amp; Poor&#8217;s ha tagliato a &#8220;<em>spazzatura</em>&#8221; il rating di Bankia, che<span style="color: #ff0000"><strong> passa a BB+ dal precedente BBB-.</strong></span> Bankia aveva annunciato una perdita relativa all&#8217;esercizio 2011 di circa <strong>3 miliardi di euro</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">                Standard and Poor&#8217;s ha ridotto il rating di altre quattro banche spagnole: Banco Popular, Bankinter, Banca Civica e Banco Financiero y de Ahorro.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">                Pochi giorni or sono l&#8217;International Institute of Finance (IIF) aveva diffuso un comunicato secondo cui l&#8217;entità finale delle perdite che le banche spagnole potrebbero essere costrette a registrare, soprattutto per la loro esposizione al mercato immobiliare, rischia di aggirarsi <span style="color: #0000ff"><strong>tra i 218 e i 260 miliardi di euro</strong></span>. Si tratta di quasi un quarto del Pil spagnolo, che stando al Fmi l&#8217;anno scorso ha superato di poco i 1.160 miliardi di euro.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">                Ovviamente, poi c&#8217;é tutto il debito aggregato, una bruschetta da oltre <strong><span style="color: #0000ff">2,500 miliardi</span></strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Ce la farà la Spagna a sopravvivere?</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>ASCA</strong>. 2012-05-25. <a rel="nofollow" href="http://www.asca.it/news-Crisi__Bankia_chiede_aiuti_alla_Spagna_per_19_miliardi_di_euro-1159085-ECO.html"><span style="color: #0000ff">Crisi: Bankia chiede aiuti alla Spagna per 19 miliardi di euro</span></a>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    (ASCA-AFP) &#8211; Madrid, 25 mag &#8211; Bankia, la quarta banca spagnola, in gravi difficolta&#8217; a causa della sua esposizione nel settore immobiliare, ha annunciato che chiedera&#8217; un aiuto di Stato record, pari a 19 miliardi di euro. &#8221;Chiederemo al Frob (Fondo speciale a sostegno del settore NdR) &#8211; si legge in una dichiarazione al termine del Cda della banca &#8211; una sottoscrizione a un aumento di capitale da 19 miliardi di Bfa&#8221;, il Banco Financiero y de Ahorros, la holding che dovrebbe poi ricevere la maggior parte dei fondi (12 miliardi di euro). Questi soldi vanno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi di euro di prestiti governativi convertiti in azioni che hanno di fatto nazionalizzato parzialmente la banca il 9 maggio scorso. Questa settimana la Spagna si e&#8217; impegnata a fornire tutti i fondi necessari per salvare Bankia, che rappresenta il 10% del sistema finanziario del paese ed considerata &#8221;too big to fail&#8221; (troppo grande per fallire). Questo nuovo apporto di denaro pubblico, prosegue la banca &#8221;consentira&#8217; al gruppo Bfa-Bankia di poter condurre un piano di risanamento e di ricapitalizzazione conforme con la normativa, in uno scenario di deterioramento macroeconomico&#8221;. La notizia era nell&#8217;aria da giorni, ma i mercati sono rimasti comunque spiazzati dalla vicenda. La banca, nata meno di un anno dalla fusione di sette casse di risparmio, aveva chiesto oggi alle autorita&#8217; della borsa di Madrid di sospendere il titolo, che nell&#8217;ultima settimana ha perso quasi il 10% di cui oltre il 7% solo nelle prime ore di scambi e che dal collocamento ha bruciato il 58% del valore. Dopo la chiusura delle piazze finanziarie e&#8217; arrivata anche un&#8217;altra doccia fredda per la Spagna: Standard and Poor&#8217;s ha ridotto il rating di cinque banche spagnole in seguito al downgrade sul debito sovrano del paese dello scorso mese. I cinque istituti sono Banco Popular, Bankinter, Banca Civica e, appunto, Bankia, insieme al Banco Financiero y de Ahorro. int/</span></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">   <strong> ASCA</strong>. 2012-05-25.</span><a rel="nofollow" href="http://www.asca.it/news-Crisi_S_P_taglia_rating_a_5_banche_spagnole-1159064-BRK.html"><span style="color: #0000ff"><span style="font-family: Times New Roman"> Crisi: S&amp;P taglia rating a 5 banche spagnole</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    (ASCA-AFP) &#8211; Madrid, 25 mag &#8211; Standard and Poor&#8217;s ha ridotto il rating di cinque banche spagnole in seguito al downgrade sul debito sovrano del paese dello scorso mese. I cinque istituti sono Banco Popular, Bankinter, Banca Civica e Bankia insieme al Banco Financiero y de Ahorro, dello stesso gruppo.</span></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Sole24Ore</strong>. 2012-05-25. <a rel="nofollow" href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-25/spagna-taglia-rating-cinque-190914.shtml?uuid=AbaDYQiF"><span style="color: #0000ff">Spagna: S&amp;P taglia il rating a cinque banche: Bankia è «spazzatura»</span></a>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">    La scure di S&amp;P torna a calare sulle banche spagnole. L&#8217;agenzia americana ha tagliato questa sera il rating di cinque istituti iberici mentre ha confermato il giudizio su altri nove. Le cinque banche colpite dal provvedimento di downgrade sono Bankia, Bfa, Banca Civica, Banco Popular e Bankinter.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"><strong>    Bankia è &#8220;spazzatura&#8221;</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">    Standard &amp; Poor&#8217;s ha tagliato a &#8220;spazzatura&#8221; il rating di Bankia, la banca spagnola nazionalizzata che attende una nuova pesante ricapitalizzazione. Il rating dell&#8217;istituto passa a BB+ dal precedente BBB-.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"><strong>    Indebitate per un quarto del Pil</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">    La notizia era nell&#8217;area. Nei giorni scorsi l&#8217;International Institute of Finance (IIF) ha diffuso un comunicato secondo cui l&#8217;entità finale delle perdite che le banche spagnole potrebbero essere costrette a registrare, soprattutto per la loro esposizione al mercato immobiliare, rischia di aggirarsi tra i 218 e i 260 miliardi di euro. Si tratta di quasi un quarto del Pil spagnolo, che stando al Fmi l&#8217;anno scorso ha superato di poco i 1.160 miliardi di euro.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"><strong>    Bankia chiede 19 miliardi di aiuti</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">    Intanto Bankia, la quarta banca spagnola, oggi ha rotto gli indugi chiedendo un aiuto record, 19 mld di euro, allo Stato spagnolo. «Chiederemo al Frob una sottoscrizione a un aumento di capitale da 19 miliardi di Bfa», il Banco Financiero y de Ahorros, holding di Bankia, a cui andrebbero 12 mld. È quanto comunica la banca al termine del cda.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">    In precedenza il ministro dell&#8217;Economia Luis de Guindos aveva anticipato che il governo è pronto a iniettare almeno 9 miliardi di euro nella banca a copertura delle perdite nel settore immobiliare. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"><strong>    Spunta una perdita da 3 miliardi</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">    Bankia ha rivisto i suoi conti per l&#8217;anno fiscale 2011 e annunciato una perdita relativa a quell&#8217;esercizio di circa 3 miliardi di euro.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Leggete i miei </span><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/category/blog/il-blog-di-bepi-mela"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Articoli</span></a><span style="font-family: Times New Roman">!</span></span></p>
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<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">gsm</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
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		<title>I Dipendenti, Le Pagano le Tasse?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 21:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Il post  SONO FINITI I SOLDI E LA CAMPANA SUONA ANCHE PER TE (CARO DIPENDENTE PUBBLICO) ha suscitato molto interesse e un dibattito furioso, intanto devo scusarmi, probabilmente ho sbagliato nel comunicare perché alla fine purtroppo le reazioni si sono improntate generalmente nel classico tifo da curva: dipendenti pubblici vs. rest of world- Dunque lo ripeto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/i-dipendenti-le-pagano-le-tasse.html"></a></div><p>Il post  <a rel="nofollow" title="Sono Finiti i Soldi e La Campana Suona anche per Te (Caro Dipendente Pubblico)" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/sono-finiti-i-soldi-e-la-campana-suona-anche-per-te-caro-dipendente-pubblico.html" rel="bookmark">SONO FINITI I SOLDI E LA CAMPANA SUONA ANCHE PER TE (CARO DIPENDENTE PUBBLICO)</a> ha suscitato molto interesse e un dibattito furioso, intanto devo scusarmi, probabilmente ho sbagliato nel comunicare perché alla fine purtroppo le reazioni si sono improntate generalmente nel classico tifo da curva: dipendenti pubblici vs. rest of world-</p>
<p>Dunque lo ripeto, occhio a non cadere nel tranello dell&#8217;odio, del tutti contro tutti. E&#8217; giusto che i dipendenti pubblici possano essere licenziati come quelli privati? Certamente sì e sfido chiunque ad argomentare il contrario. Ma è altrettanto giusto che essi possano avanzare in carriera per criteri di esclusivo merito oppure rimanere al palo, come è nella aziende private sane (il nepotismo costa, non sopravvivi sul mercato libero con quel sistema).</p>
<p>Tra le feroci risposte del sopracitato post vorrei copiare ed incollare la discussione fra Loriana LepriRiduci e Nibiru_x</p>
<blockquote>
<p><a rel="nofollow" href="http://disqus.com/facebook-1089302397/"><img src="http://mediacdn.disqus.com/uploads/users/2661/3616/avatar32.jpg?1337934420" alt=" I Dipendenti, Le Pagano le Tasse?"  title="I Dipendenti, Le Pagano le Tasse?" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/people/Loriana-Lepri/1089302397" rel="nofollow" target="_blank">Loriana Lepri</a><a rel="nofollow" title="Contrai il thread" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/sono-finiti-i-soldi-e-la-campana-suona-anche-per-te-caro-dipendente-pubblico.html#">Riduci</a></p>
<div id="dsq-comment-body-538230827">
<div id="dsq-comment-message-538230827">
<div id="dsq-comment-text-538230827">
<p><strong>ma  te lo sai  a me dipendente pubblico quanto mi ritirano per le tasse ?</strong>e sai quanti  dipendenti  privati conosco  che si fanno   pagare in nero per avere meno tasse  da pagare ?e quanti  commercianti conosco che dichiarano un decimo  di quello che guadagnano ?Compreso il mio ex marito pecio&#8217; so quel che dico ,te mi sa poco ,madama la marchesa ,sono favorevole  ai lienziamenti per motivi validi e gravi  ma che ora ci si voglia far passare per i parassiti vedi d&#8217; anda a&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; (rivolto a me)</p>
</div>
</div>
</div>
</blockquote>
<p>risposta</p>
<blockquote>
<p><a rel="nofollow" href="http://disqus.com/Nibiru_X/"><img src="http://media.disqus.com/uploads/forums/56/1210/avatar32.jpg?None" alt=" I Dipendenti, Le Pagano le Tasse?"  title="I Dipendenti, Le Pagano le Tasse?" /></a>Nibiru_X<a rel="nofollow" title="Contrai il thread" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/sono-finiti-i-soldi-e-la-campana-suona-anche-per-te-caro-dipendente-pubblico.html#">Riduci</a></p>
</blockquote>
<div id="dsq-comment-body-538244087">
<div id="dsq-comment-message-538244087">
<div id="dsq-comment-text-538244087">
<blockquote>
<p>Ma te lo sai che non paghi le tasse? Quelle in busta intendo. Tu paghi solo I.V.A., accise  sui carburanti, immondizia e poco altro. Non te ne sei mai accorta che le tue tasse provengono da un giro conto? Non ti sei mai accorta che chi ti chiede le tasse è lo stesso che ti paga? E lo sai che nemmeno i dipendenti privati le pagano? E sai perchè? <strong>Perchè il dipendente non paga tasse sul lavoro, gliele paga il l&#8217;azienda. Infatti, se non paghi l&#8217;I.N.P.S. dipendenti la multa la fanno all&#8217;azienda, mica al dipendente. Quindi, le tasse da lavoro dipendente, sono un costo dell&#8217;azienda. Non del dipendente. Quindi ragazza bella, sentila la campana. Sta suonando per te</strong>. E sai che ti dico? Era ora. </p>
<p>Ci vado pure io a fan&#8217;***o se ti dico che, non proprio parassiti siete, ma delle belle sanguisughe?</p>
<p> Sai, noi che produciamo, che rischiamo, che ci svegliamo la mattina pensando a come riuscire nella nostra Impresa, che abbiamo a carico dipendenti, che abbiamo mille problemi, ci siamo abbastanta stufati di mantenervi.</p>
<p>Non ti va di essere una parassita (o sanguisuga)? Licenziati e vieni con noi sul mercato a confrontarti tutti i giorni con i problemi che voi ci ponete davanti&#8230;. </p>
<p>Dai, vieni&#8230; c&#8217;è posto&#8230;  ti aspettiamo. Facce vedè che sai fare&#8230;.</p>
</blockquote>
</div>
</div>
</div>
<p>Tralasciando la schermaglia dialettica, in effetti la questione del &#8220;<strong>i dipendenti le pagano le tasse?</strong>&#8221; è interessante.</p>
<p>Il punto è che chi è soggetto a sostituto d&#8217;imposta NON ha alcun rischio relativo al mancato pagamento delle tasse sul reddito da lavoro. La questione non è affatto di lana caprina.</p>
<p> Le tasse sul reddito da lavoro dipendente e i contributi pensionistici NON sono tasse che gravano sul lavoratore. Ma tasse a carico del datore di lavoro, il quale, di conseguenza  subisce per intero le conseguenze nefaste di un mancato versamento.</p>
<p>Questa è la mia opinione, voi cosa ne pensate?</p>
<p>p.s. quanto mi piacerebbe che fosse abolito il sostituto d&#8217;imposta, tutta questa schifosa e pelosa ipocrisia verrebbe spazzata via in un attimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~4/4PdRV7Sywq4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/SsoOeNCUE8I/btp-mon-amour-spread-430-2-83-cds-517-65.html</link>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 18:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sandro Mela</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL BLOG DI BEPI MELA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Sandro Mela.                  No Comment.                    Leggete i miei Articoli!                 Seguitemi su Facebook! gsm  ]]></description>
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<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/btp-mon-amour-spread-430-2-83-cds-517-65.html/01_btp" rel="attachment wp-att-45617"><img class="aligncenter size-full wp-image-45617" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/01_Btp.jpg" alt="01 Btp Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." width="639" height="948" title="Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." /></a></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/btp-mon-amour-spread-430-2-83-cds-517-65.html/02_spread" rel="attachment wp-att-45618"><img class="aligncenter size-full wp-image-45618" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/02_Spread.jpg" alt="02 Spread Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." width="589" height="579" title="Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." /></a></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/btp-mon-amour-spread-430-2-83-cds-517-65.html/03_cds" rel="attachment wp-att-45619"><img class="aligncenter size-full wp-image-45619" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/03_Cds.jpg" alt="03 Cds Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." width="553" height="652" title="Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." /></a></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/btp-mon-amour-spread-430-2-83-cds-517-65.html/04_eur-usd" rel="attachment wp-att-45620"><img class="aligncenter size-large wp-image-45620" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/04_Eur-Usd-650x351.jpg" alt="04 Eur Usd 650x351 Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." width="650" height="351" title="Btp Mon Amour. Spread 430 (+2.83%), Cds 517.65." /></a></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #ff0000;font-size: xx-large"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> No Comment.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman">                Leggete i miei </span><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/category/blog/il-blog-di-bepi-mela"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Articoli</span></a><span style="font-family: Times New Roman">!</span></strong></span></p>
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<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><strong><span style="font-family: Times New Roman"> </span></strong></span></p>
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		<title>In Auro Veritas</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 11:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Simoncelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[JOHNNY CLOACA'S CORNER]]></category>
		<category><![CDATA[Johnny Cloaca]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Simoncelli"La propensione a trasportare, barattare e scambiare una cosa per un'altra è comune a tutti gli uomini, e non può essere riscontrata in nessun'altra razza di animali." -- Adam SmithNon ci sono leggi che possono fermare la natur...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/in-auro-veritas.html"></a></div><div class="separator" style="clear: both;text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://3.bp.blogspot.com/-6biVVMow-7c/T7ypO9J9yZI/AAAAAAAACfQ/T6TWeYeJnbw/s1600/In+Auro+Veritas.gif" rel="nofollow"><img src="http://3.bp.blogspot.com/-6biVVMow-7c/T7ypO9J9yZI/AAAAAAAACfQ/T6TWeYeJnbw/s1600/In+Auro+Veritas.gif" alt="In+Auro+Veritas In Auro Veritas" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></div>
<p>di <span style="text-decoration: underline"><em><strong>Francesco Simoncelli</strong></em></span></p>
<p><em>&#8220;La propensione a trasportare, barattare e scambiare una cosa per un&#8217;altra è comune a tutti gli uomini, e non può essere riscontrata in nessun&#8217;altra razza di animali.&#8221;</em> &#8212; Adam Smith</p>
<p>Non ci sono leggi che possono fermare la natura delle cose. Come un fiume in piena che è stato arginato per anni, i suoi flutti si infrangono contro la diga della regolamentazione che blocca il passaggio al corso d&#8217;acqua. Basta una crepa affinché l&#8217;intera struttura crolli e venga polverizzata dalla potenza del fiume. Una tempesta che gonfi adeguatamente il letto del fiume in cui è costretto; un calcolo sbagliato dei pianificatori della diga e il destino di coloro che vivono a valle è segnato.</p>
<p>Così come l&#8217;euro si indebolisce ogni giorno che passa a causa degli errori passati, la crepa nel sistema valutario Europeo viene rappresentata dalle monete alternative che nascono a fronte di un&#8217;impossibilità di stare dietro al potere d&#8217;acquisto in calo della moneta &#8220;ufficiale&#8221; e all&#8217;aumento degli standard di vita. Oltre alla crisi che chiede sempre un prezzo maggiore per le follie del passato, a causa del ritardo della resa dei conti, assistiamo ad una contrazione della divisione del lavoro e ad un ritorno ad un&#8217;economia più semplice costituita dal baratto.</p>
<p>Il TEM è un&#8217;unità di scambio in parte valuta e in parte baratto che è emersa tra la popolazione di Volos in Grecia. <a rel="nofollow" href="http://www.nytimes.com/2011/10/02/world/europe/in-greece-barter-networks-surge.html?pagewanted=all" rel="nofollow">Potete leggere la storia di questa unità di scambio qui</a>.</p>
<p>Ma non è la sola unità di scambio che sta emergendo nel paese. C&#8217;è anche il Time Bank, con il quale si può scambiare il &#8220;tempo.&#8221; Ad esempio, assistenza sanitaria in cambio di lezioni di chitarra. In questo modo, quando la popolazione ricorre al libero mercato, alla natura delle cose, osserviamo come la spontaneità delle azioni porta a delle soluzioni che cercano di ovviare ad un problema al di fuori del mercato stesso portato sulla popolazione da forze esterne alle scelte individuali. Infatti, secondi i media Grecia la domanda per le valute alternative sta crescendo e, corso legale o non corso legale, le persone utilizzano tali mezzi di scambio. Infatti, è proprio la fiducia in crollo nel sistema valutario e bancario che sta guidando le attuali scelte delle persone le quali stanno riscoprendo i vantaggi delle azioni direzionate dalla propria volontà e non da quella di agenti esterni che prendono decisioni in base al loro <em>unico sapere</em>. E&#8217; un fenomeno che sta dilangando; il sistema TEM, da quando è nato, ha visto aumentare i suoi membri e clienti del 800%. Inoltre, il governo ha di recente approvato una legge a sostegno delle nuove forme di imprenditoria e di sviluppo creativo, e ciò include anche scambi in valute alternative.</p>
<p>Ma può continuare? Prendiamo ad esempio l&#8217;<a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iperinflazione#Altri_casi_d.27iperinflazione" rel="nofollow">iperinflazione Russa</a>.</p>
<blockquote class="tr_bq">
<p>In Russia, nell&#8217;autunno del 1991, alla caduta del comunismo, la ricchezza della nazione venne divisa in tre parti: una andò allo Stato, che mantenne la partecipazione di maggioranza nelle imprese appena privatizzate; una agli investitori stranieri e il resto alla popolazione. Il primo ottobre del 1992 lo stato donò ad ogni cittadino voucher pari a 10.000 rubli (corrispondenti ai tempi a circa 60 dollari, cioè il salario medio mensile), questi voucher dovevano servire ad acquistare le azioni delle ex aziende statali. I voucher potevano essere tenuti o venduti, ma nella realtà pochissimi russi sapevano come usarli. Gli obiettivi da perseguire al fine di affrontare tale transizione furono individuati in (1) liberalizzazione, (2) stabilizzazione e (3) privatizzazione. La prima fiammata inflazionistica si accese tra il 1992 ed il 1994, quando il tasso di cambio del rublo sul dollaro precipitò da 230 a 3.500 rubli. La svalutazione, insieme all&#8217;inflazione a due cifre, spazzò via i risparmi della gente. I risultati della liberalizzazione, abbassando i controlli sui prezzi, portarono tuttavia a un&#8217;inflazione incontrollabile (aggravata dal fatto che la Banca Centrale, organo sotto il controllo del Parlamento, scettica di fronte a tali riforme, decise di stampare nuova cartamoneta per finanziare il debito accumulato) e la prossima bancarotta di molte imprese russe, il cui modello di produzione era inadeguato a confrontarsi con il libero mercato globale. Nel 1998 si sfiorò la bancarotta dello stato.</p>
</blockquote>
<p>La popolazione per far fronte alla svalutazione ricorse al baratto. Circa il 70% delle transazioni veniva effettuata in questo modo. Nel 1997 le tasse per 1/3 erano raccolte in forma non monetaria. Nel 1998 le stime ancora parlavano di transazioni condotte per il 50-75% attraverso il baratto. Ma il baratto ha i suoi limiti. Questo sistema di scambio permette la transazione in cui una proprietà viene scambiata per un&#8217;altra senza l&#8217;aiuto del denaro. Ma in un tale sistema economico le persone non possono arrivare a carpire i reali benefici dello scambio perché le transazioni sono possibili solo quando una parte ha intenzione di acquisire quello che l&#8217;altra parte ha da offrire. Ciò viene definito &#8220;doppia coincidenza di desideri.&#8221; Ad esempio, un giornalaio che ha bisogno di latte ed un agricoltore che ha bisogno di un giornale.</p>
<p>La storia ed il mercato hanno portato alla luce un sistema più efficiente e veloce per condurre le transazioni ed ovviare a questo &#8220;problema,&#8221; <a rel="nofollow" href="http://johnnycloaca.blogspot.com/2012/02/la-natura-e-lorigine-del-denaro.html" rel="nofollow">il denaro</a>. Quel paese della Grecia, però, non è totalmente tornato al commercio attraverso il baratto bensì ha fatto ricorso ad un sistema che mescola un&#8217;unità di scambio fiat ed il baratto. Tale esigenza è stata adottata poiché la popolazione percepisce che la valuta unica non è più stabile e perde di valore costantemente, quindi si è guardata intorno ed ha risolto i proprio crucci riguardo la moneta (che significa anche anni di risparmi e sacrifici) scegliendo di porre fiducia altrove. Ma questa non può che essere una soluzione temporanea o di transizione. Perché? Perché la storia ci insegna che tutte le <a rel="nofollow" href="http://johnnycloaca.blogspot.it/2010/12/oro-contro-carta.html" rel="nofollow">valute fiat, infine, falliscono</a>.</p>
<p>Inoltre, dai problemi a cui assistiamo oggi abbiamo capito come un sistema di valute fiat sia intrinsecamente portatore di sfacelo e di collasso economico.</p>
<p>Aggiungiamo a ciò che la natura complessa dei mercati odierni e delle relative richieste non è in grado di essere sostenuta da un sistema economico basato sul baratto. In tutto questo, oltre a richiedere determinati beni e servizi, l&#8217;uomo preferisce avere tra le mani una valuta stabile che conservi il proprio potere d&#8217;acquisto nel tempo. In questo panorama, <a rel="nofollow" href="http://johnnycloaca.blogspot.com/2011/11/una-teoria-priori-e-la-moneta-sonante.html" rel="nofollow">tutte le strade portano all&#8217;oro</a>.</p>
<p>Nonostante ultimamente sia sempre più vittima di voci che lo denigrano in base al suo andamento di prezzo, <a rel="nofollow" href="http://pricedingold.com/" rel="nofollow">vediamo alcuni grafici</a>. Guardiamo il potere d&#8217;acquisto dei salari nel corso del tempo. Osservate attentamente il 1971.</p>
<div class="separator" style="clear: both;text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://pricedingold.com/charts/wages-1965.png" rel="nofollow"><img src="http://pricedingold.com/charts/wages-1965.png" alt="wages 1965 In Auro Veritas" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></div>
<p>Eppure, i media starnazzerebbero che il dollaro è forte nonostante le persone sostengono che con la stessa unità di valuta possono comprare meno oggetti&#8230;</p>
<div class="separator" style="clear: both;text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://www.viewfromtheblueridge.com/wp-content/uploads/2011/09/Depreciation-of-Major-Currencies-vs-Gold.png" rel="nofollow"><img src="http://www.viewfromtheblueridge.com/wp-content/uploads/2011/09/Depreciation-of-Major-Currencies-vs-Gold.png" alt="Depreciation of Major Currencies vs Gold In Auro Veritas" width="640" height="256" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></div>
<p>&#8230;e si ritrovano meno entrate.</p>
<div class="separator" style="clear: both;text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://pricedingold.com/charts/income-1947.png" rel="nofollow"><img src="http://pricedingold.com/charts/income-1947.png" alt="income 1947 In Auro Veritas" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></div>
<p>Ma come <a rel="nofollow" href="http://johnnycloaca.blogspot.com/2012/05/perche-i-popoli-civili-comprano-oro.html" rel="nofollow">abbiamo visto qualche giorno fà</a>, ci sono buontemponi che ci raccontano come l&#8217;oro sia semplicemente un ricordo del passato; un uomo odierno non comprerebbe oro. &#8220;Troppo rischioso.&#8221; Non solo, ma ci sono ancora persone che sostengono che l&#8217;attuale calo del prezzo dell&#8217;oro sia da considerare come lo scoppio della bolla in cui si trovava. Davvero? <a rel="nofollow" href="http://www.zerohedge.com/news/gold-demands-trend-q1-2012-enter-dragon" rel="nofollow">Leggiamo da ZeroHedge</a>:</p>
<blockquote class="tr_bq">
<p>Mentre la domanda rimane robusta globalmente ed in particolare da investitori istituzionali, compratori per conservare la propria ricchezza e banche centrali Asiatiche, l&#8217;oro rimane in realtà sotto-posseduto rispetto ad altri asset come le azioni, i bond ed i contanti.</p>
<p>L&#8217;intera domanda globale d&#8217;oro nei primi 3 mesi del 2012 era solo di $59.7 miliardi e tutta la domanda d&#8217;investimento in oro nel mondo era solo di $21.2 miliardi nello stesso periodo.</p>
<p>Ponendo questi numeri in prospettiva possiamo vedere quanto piccolo rimanga il mercato dell&#8217;oro e come ci sia possibilità di una maggiore domanda che potrebbe spingere i prezzi più in alto nei prossimi mesi ed anni.</p>
<p>Il deficit della bilancia commerciale degli USA calcolato mensilmente resta vicino ai $50 miliardi da un certo numero di anni a questa parte.</p>
<p>Domani, Facebook lancerà un evento che ci si aspetta che valuterà l&#8217;azienda intorno ai $100 miliardi e ci sono centinaia di esempi di stime nel settore tecnologico che sembrano ottimiste nella migliore delle ipotesi date le sfide macroeconomiche, sistemiche e monetarie che sta affrontando il mondo.</p>
<p>Un esempio di questo potenziale rischio sistemico è la perdita da $3 miliardi subita da JP Morgan. Una banca d&#8217;investimento ha perso $3 miliardi in un paio di trade. Ciò equivale ad un valore di un decimo rispetto a tutto l&#8217;oro nel mondo valutato in dollari, che è stato acquistato per scopi d&#8217;investimento nel primo trimestre del 2012.</p>
<p><strong>Ciò suggerisce che la bolla potrebbe di nuovo trovarsi nel debito, nella finanza, nel settore bancario indebitato e nel settore tecnologico e quando le bolle in questi settori scoppiano, alcuni dei capitali si sposteranno nel piccolo mercato dell&#8217;oro fisico.</strong></p>
<p>Questo potrebbe portare a prezzi straordinariamente più alti e ciò vuol dire che il nostro target di prezzo a $2,400/oz sta diventando sempre più conservativo.</p>
<p><strong>Tuttavia, l&#8217;oro fisico dovrebbe essere comprato per ragioni inerenti la conservazione della ricchezza piuttosto che per una cieca ricerca di guadagni sul capitale. </strong></p>
</blockquote>
<p>Tutto ciò ha una data: 1995. Dal Gennaio 1990 al Dicembre 1994 l’offerta di moneta M2 è aumentata di un <em>mite</em> $322 miliardi. Ma poi, dal Gennaio 1995 al Dicembre 1999, l’offerta di denaro M2 si è sorprendentemente impennata di  $1,140 miliardi. E ciò ha portato a boom insostenibili e bust, e poi ad elevati tassi di disoccupazione, aumento dei prezzi al consumo, aziende fallite, e debito maggiore.</p>
<div class="separator" style="clear: both;text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://vonmises.it/wp-content/uploads/2012/03/M2.png" rel="nofollow"><img src="http://vonmises.it/wp-content/uploads/2012/03/M2.png" alt="M2 In Auro Veritas" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></div>
<p>Il risultato di questo aumento è stata la nascita della bolla delle dot-com che è poi scoppiata nel 2000. Quando la bolla dot-com scoppiò nel 2000, il governo e la Federal Reserve, purtroppo, non permisero all’economia di guarire da sé come era accaduto nel precedente bust del 1920/21. Inflazionarono. Così come stanno facendo ora.</p>
<p>Quello che questi grafici ci stanno dicendo è che ancora dobbiamo scrollarci di dosso anni ed anni di errori economici dovuti ad un&#8217;enorma bolla del credito che è iniziata a scoppiare intorno al 1999-2000, e continua a scoppiare gradualmente anche ora poiché la realtà economica morde sempre di più. Più denaro verrà stampato per sostenere il debito ed i prezzi di determinati asset, più l&#8217;oro si ritroverà semplicemente più carburante per salire su.</p>
<div class="separator" style="clear: both;text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://1.bp.blogspot.com/-A6Po8KnEEFk/T7y2TKyjoMI/AAAAAAAACfg/wFXKQVcUIq0/s1600/gold-vs-ceiling1.jpg" rel="nofollow"><img src="http://1.bp.blogspot.com/-A6Po8KnEEFk/T7y2TKyjoMI/AAAAAAAACfg/wFXKQVcUIq0/s1600/gold-vs-ceiling1.jpg" alt="gold vs ceiling1 In Auro Veritas" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></div>
<p>Fate le vostre scommesse.</p>
<p><a rel="nofollow" title="Proponi su OkNotizie" href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2745462394676844010" rel="nofollow"><img src="http://oknotizie.alice.it/images/logo_small.png" alt="logo small In Auro Veritas" width="88" height="48" border="0" title="In Auro Veritas" /></a></p>
<p>da <strong><a rel="nofollow" href="http://johnnycloaca.blogspot.com/" rel="nofollow">Freedonia</a> </strong>di Johnny Cloaca</p>
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		<title>Boom Partenza col Botto sui Bond Periferici, Rendimenti in Discesa come Non si Vedeva da Tempo</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 07:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Come dice il vecchio detto: Qui Draghi ci cova. Partenza col botto, tutti i rendimenti &#8220;periferici&#8221; in discesa, roba che non si vedeva da mesi, giusto dall&#8217;annuncio del doppio LTRO. Data l&#8217;entità dei &#8220;ribassi&#8221; ho idea che sotto la cenere covi qualcosa di più di un generico rimbalzo. Vogliamo scommettere che un fat-finger nella BCE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/boom-partenza-col-botto-sui-titoli-periferici-rendimenti-in-discesa-come-non-si-vedeva-da-tempo.html"></a></div><p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_01-May.-25-09.00.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-45588" title="ScreenHunter_01 May. 25 09.00" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_01-May.-25-09.00-650x428.jpg" alt="ScreenHunter 01 May. 25 09.00 650x428 Boom Partenza col Botto sui Bond Periferici, Rendimenti in Discesa come Non si Vedeva da Tempo" width="650" height="428" /></a></p>
<p>Come dice il vecchio detto: Qui Draghi ci cova.</p>
<p>Partenza col botto, tutti i rendimenti &#8220;periferici&#8221; in discesa, roba che non si vedeva da mesi, giusto dall&#8217;annuncio del doppio LTRO.</p>
<p>Data l&#8217;entità dei &#8220;ribassi&#8221; ho idea che sotto la cenere covi qualcosa di più di un generico rimbalzo.</p>
<p>Vogliamo scommettere che un fat-finger nella BCE abbia casualmente schiacciato i tasti Alt-P(rint).</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_02-May.-25-09.00.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-45589" title="ScreenHunter_02 May. 25 09.00" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_02-May.-25-09.00.jpg" alt="ScreenHunter 02 May. 25 09.00 Boom Partenza col Botto sui Bond Periferici, Rendimenti in Discesa come Non si Vedeva da Tempo" width="499" height="446" /></a></p>
<p>&#8230;.ollallà -16bps la spagna e -15bps l&#8217;Italia sul decennale.</p>
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		<title>Sono Finiti i Soldi e La Campana Suona anche per Te (Caro Dipendente Pubblico)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 06:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA ITALIANA]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrive Panorama.it Il ministro del welfare Elsa Fornero è andata di nuovo dritta al punto: “Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici”. Et voilà. Apriti cielo. I sindacati insorgono e la definiscono “il ministro dei licenziamenti”. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/sono-finiti-i-soldi-e-la-campana-suona-anche-per-te-caro-dipendente-pubblico.html"></a></div><p>Scrive <strong>Panorama.it</strong></p>
<blockquote>
<p>Il ministro del welfare <strong>Elsa Fornero</strong> è andata di nuovo dritta al punto: “<strong>Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici</strong>”. Et voilà. Apriti cielo. <strong>I sindacati insorgono</strong> e la definiscono “il ministro dei licenziamenti”. Ma chi con il tema del lavoro ha a che fare tutti i giorni si domanda: <span style="color: #ff0000;">dove vuole arrivare la signora ministra</span>?</p>
</blockquote>
<p>Come dove vuole arrivare?</p>
<p>Ma lo avete capito o no che sono finiti i soldi?</p>
<p>Credete davvero che i 70 miliardi che lo Stato deve alle imprese italiane siano un incidente burocratico? Lo sapete che alcuni alberghi di Abruzzo e delle 5 Terre rischiano di chiudere per i servizi prestati alla &#8220;protezione civile&#8221; dopo il terremoto e l&#8217;alluvione, e mai pagati? (pensate, questi schifosi albergatori capitalisti, hanno ospitato a prezzi ribassati le &#8220;vittime&#8221; del sisma e dell&#8217;alluvione, e ora vorrebbero rientrare dei costi&#8230;devono essere certamente evasori fiscali incalliti). Lo sanno i così detti &#8220;esodati&#8221; che hanno una probabilità vicina allo zero di ottenere una pensione anticipata?</p>
<p><strong>Ecco, è esattamente questo il punto, molti lavoratori della PA pensano ancora che tutto andrà bene madama la marchesa</strong>. Rassicurati dai media, coccolati (e molto ben pasciuti) oggi si svegliano come la Vispa Teresa: &#8220;Ohibò costei (la Fornero) sta forse parlando di noi? Ci deve essere un&#8217;errore i giornali si saranno certamente sbagliati&#8221;</p>
<p>Si cari dipendenti pubblici, <strong>la campana ora suona anche per voi</strong>, benvenuti fra i feroci &#8220;evasori fiscali&#8221; causa dei mali di tutta l&#8217;Italia. Sapete cosa sta succedendo? Ve lo spiego io: si chiama realtà.</p>
<p>La realtà di un sistema produttivo al collasso per oneri sociali insostenibili, una magistratura e una burocrazia inefficienti e autoreferenziali (oops&#8230;). Dove pensavate che venissero i soldi dello stipendio? Ma da li signore e signori, dalle partite IVA, dal commenda con la Porsche, dal capitano d&#8217;industria. Sapete, cari dipendenti pubblici, quelli che avete imparato a identificare come affamatori del popolo ed &#8220;evasori fiscali&#8221;.</p>
<p>Guarda come è cambiato il mondo in 3 mesi, a inizio anno sui media italiani non si faceva altro che parlare di lotta al malaffare e all&#8217;evasione, e oggi tutti zitti. Nel frattempo l&#8217;economia reale è collassata e per ogni punto di nuova pressione fiscale si ottiene una diminuzione delle entrate dello stato (Laffer&#8230; sempre lui).</p>
<p><strong>Ora faccio una mia personale previsione</strong>: Scommettiamo che da adesso sui Media Sussidiati non si parlerà di altro che dei terribili sprechi nella pubblica amministrazione e dei <strong>feroci dipendenti pubblici assenteisti, fannulloni e privilegiati</strong>?</p>
<p>Non vi preoccupate, durerà poco, giusto il tempo per varare qualche legge di emergenza che vi riguarda e di spargere ancora un pò di odio fra di Noi. </p>
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		<title>Facebook, l’Ultima “truffa” di Wall Street (…Ma non lo ha Prescritto il Medico di Comprare FB)</title>
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		<comments>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/facebook-lultima-truffa-di-wall-street-ma-non-lo-ha-prescritto-il-medico-di-comprare-fb.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 05:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Bottarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[LA CRISI IN EUROPA]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauro Bottarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Guest Post dal Sussidiario.net di Mauro Bottarelli Ohibò, Facebook e le banche che hanno curato il collocamento sono finite nel mirino degli investitori. Furenti per il crollo in Borsa delle prime tre sedute e per le indiscrezioni sulla diffusione di informazioni sul social network solo a una ristretta cerchia di investitori da parte della banche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/facebook-lultima-truffa-di-wall-street-ma-non-lo-ha-prescritto-il-medico-di-comprare-fb.html"></a></div><p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/02/ScreenHunter_01-Feb.-09-21.13.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-35511" title="ScreenHunter_01 Feb. 09 21.13" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/02/ScreenHunter_01-Feb.-09-21.13.gif" alt="ScreenHunter 01 Feb. 09 21.13 Facebook, l’Ultima truffa di Wall Street (...Ma non lo ha Prescritto il Medico di Comprare FB)" width="391" height="317" /></a>Guest Post dal <a rel="nofollow" href="http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/9/29/FINANZA-1-E-ora-la-Germania-scarica-il-fallimento-della-Grecia-sulla-Francia-/3/210198/"><strong>Sussidiario.net</strong></a> di <strong>Mauro Bottarelli</strong></p>
<p>Ohibò, Facebook e le banche che hanno curato il collocamento sono finite nel mirino degli investitori. Furenti per il crollo in Borsa delle prime tre sedute e per le indiscrezioni sulla diffusione di informazioni sul social network solo a una ristretta cerchia di investitori da parte della banche, gli azionisti sono andati all’attacco e hanno presentato una serie di azioni legali, senza risparmiare nessuno, tantomeno l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg. E mentre le autorità assicurano che indagheranno su quanto accaduto, il caso dell’ipo più attesa dell’anno ha raggiunto addirittura il Congresso, con la Commissione bancaria del Senato che esamina informalmente la vicenda e la Commissione finanziaria della Camera che raccoglie informazioni: accidenti, roba da Watergate.</p>
<p>L’azione legale avviata a New York dallo studio legale Lieff Cabraser Heimann &amp; Bernstein accusa il prospetto informativo diffuso, stilato con «negligenza e nel quale non figuravano dati chiave sulle attività e le prospettive». Un’altra class action avviata in California dallo studio Glancy Binkow &amp; Goldberg punta il dito contro alcuni manager di Facebook, Morgan Stanley, Goldman Sachs e JP Morgan per aver comunicato solo a una piccola cerchia di clienti e non al pubblico la revisione al ribasso delle stime da parte delle stesse banche. La rivolta degli investitori contro i big! Evviva, era ora!</p>
<p>No, cari lettori, questa volta non ci sto: n<strong>on esiste un diritto all’ignoranza, con buona pace di Gaetano Salvemini. Soprattutto se si parla di investimento, ovvero di denaro che viene utilizzato per scommettere su qualcosa, sia esso un titolo, un’obbligazione, un derivato o quant’altro</strong>. È vero, dopo il filing dell’azienda per la quotazione, Facebook, attraverso un suo manager, ha avvertito 21 grandi banche di Wall Street dei pessimi risultati previsti per il secondo trimestre, invitandole a tagliare le stime. È altrettanto vero che le banche d’affari in questione si sono ben guardate dal rendere nota la cosa, limitandosi ad avvertire solo i clienti migliori e i grandi investitori. È altresì vero che Morgan Stanley ha palesato la sua conoscenza delle reali stime lanciandosi in un’operazione da difesa della linea Maginot venerdì scorso, quando ha mosso ogni pedina in suo possesso per far mantenere al titolo quota 38 dollari per azione e non fare una figuraccia con i clienti nel primo giorno d quotazione. Tutto vero, non lo nego.</p>
<p>Cosa è successo però davvero a Facebook, il cui sbarco a Wall Street è conciso con un turbine di polemiche per quella che in molti dipingono come la più classica delle operazioni di “pump and dump” da parte di Goldman Sachs, capace di far lievitare il prezzo del titolo ancora “not public”, salvo scaricare le azioni prima dell’ipo? Insomma, abbiamo davvero a che fare con una serie di errori e pratiche al limite del legale che hanno trasformato il “big issue” borsistico di quest’anno in un flop oppure tutti sapevano come stavano le cose, ma hanno voluto credere alla favola bella del denaro facile, tramutandosi in avidi capitalisti esattamente come i banchieri che si vorrebbe ora trascinare in tribunale?</p>
<p>Per amore di verità, è da almeno un anno che si stavano gettando le basi di questo fallimento, esattamente da quando la Sec aveva acceso il faro sul livello di crescita esponenziale del trading delle azioni di nomi come Facebook, Twitter, LinkedIn e Zynga. Aziende come SharesPost e SecondMarket, infatti, hanno offerto piattaforme di trading private per questi titoli “not public” e la volontà di molti dipendenti delle aziende di monetizzare questa nuova gallina dalle uova d’oro garantiva un flow azionario pressoché infinito. E già oltre un anno fa, il fatto che il numero di azionisti di Facebook stesse salendo esponenzialmente, attivò il meccanismo automatico del mercato Usa, in base al quale quando gli stokeholders salgono sopra quota 500, l’azienda è obbligata a rendere pubblici bilanci e dettagli finanziari.</p>
<p>Il giochino, per mesi, è stato semplice: molti azionisti privati compravano azioni nel mercato secondario in gruppi, facendo abbassare il numero di stakeholders, ma il giorno in cui la Sec fece balenare l’ipotesi di contare come azionisti singoli ogni partecipante a queste joint ventures, Mark Zuckerberg decise di accelerare la quotazione del titolo. Questo anche perché broker come SharesPost e SecondMarket aiutarono proprietari di azioni a incontrare on line potenziali acquirenti e negoziare il prezzo dei titoli in transazioni private: il problema è che c’è la quasi certezza che i protagonisti più attivi della categoria dei compratori siano stati null’altro che investitori istituzionali estremamente sofisticati, quindi anche se Facebook non era quotata nel senso istituzionale di essere trattata quotidianamente e in maniera regolamentata, c’è la certezza che la gente si sia arricchita dal commercio di questi titoli.</p>
<p>Quanto valeva realmente il titolo Facebook, quindi, prima dell’ipo? La banche collocatrici e anche i brokers lo sapevano di certo e sicuramente non 38 dollari per azione. A detta di Luigi La Ferla, co-fondatore della Ltp Trade di Londra, quella di Facebook «più che di una bolla, è una manifestazione di eccesso razionale di cui sono capaci solo i mercati finanziari quando hanno a che fare con un qualcosa senza precedenti e, soprattutto, di inaspettato. Ci sono troppo poche informazioni finanziarie per valutare un’azienda del genere e, inoltre, normalmente si tende a non voler comprare qualcosa che Goldman ha intenzione di vendere».</p>
<p>Già, perché certamente chi ha curato il collocamento di Facebook sapeva che il suo più grande problema è la decelerazione delle entrate, un qualcosa che il mercato non ama, soprattutto per aziende con margini di profitto già alti come quelli del social network: e con margine operativo del 50%, il margine di profitto di Facebook scende e non sale. Inoltre, il tasso di crescita di Facebook nel primo trimestre è stato, anno su anno, di un modesto 45%, giù dal 55% dell’ultimo trimestre dell’anno scorso, a sua volta in discesa dal terzo. Le stesse entrate pubblicitarie nei primi tre mesi di quest’anno sono state del 37%, un po’ pochino per un’azienda che si dipinge come una seria minaccia per Google, la quale ha entrate 10 volte superiore e anche un cash-flow maggiore delle revenue stesse del social network.</p>
<p>Già, perché il cash-flow di Facebook è negativo, l’azienda sta bruciando denaro per gli eccessivi costi dei data centers: se la crescita delle entrate non torna ad accelerare nel resto del 2012, Facebook potrebbe chiudere l’anno sotto quota 40%. Succederà? Tornerà a crescere? Difficile. Primo, Facebook non sta affatto cominciando a monetizzare i suoi utenti, visto che il capo del business, Sheryl Sandberg, lavora a Facebook da quattro anni e non da una settimana: e Google era molto più grande di Facebook a quattro anni dall’inizio del business. Secondo, Mark Zuckerberg ha detto chiaro è tondo che per lui la mission di Facebook resterà sociale e non di business: quindi, o mente o non ci sono piani di aumento della profittabilità. Terzo, se anche Facebook raggiungerà quota tre miliardi di utenti, come dice, la parte ricca del mondo è già su Facebook, chi si aggiungerà non avrà attrattiva business, non sarà avvezzo ad acquisti on-line e quindi non è target per l’industria dell’advertising.</p>
<p>Quale il destino di Facebook, quindi? Là fuori ci sono ancora circa 7mila azioni che si possono comprare, ma, al netto di novità che stravolgano le tre criticità che ho poc’anzi sollevato, dubito che ci sarà la fila per acquistarle a un prezzo superiore di un range tra i 16 e i 24 dollari, anche con entrate 2012 a +50%. Quel range era quello in cui venivano trattate off-the-market prima del collocamento, anzi per la precisione si viaggiava intorno a un valore medio di 27 dollari per azione: perché io, Mauro Bottarelli, che non posseggo né un titolo, né un’obbligazione di alcunché e nemmeno intendo farlo, sapevo che Facebook sarebbe stata una fregatura solenne &#8211; e lo scrivo da più di un anno &#8211; e chi invece era intenzionato a scommettere sull’ipo del social network non ha sentito il dovere di informarsi, invece di bersi allegramente quanto scritto da media conniventi e banche collocatrici (le quali fanno il loro lavoro di piazzista, non si chiede al cuoco se nel suo ristorante si mangia bene) e ora piange chiedendo giustizia al giudice di turno?</p>
<p>Spiacente, questa volta sto con l’avido banchiere, visto che se il capitalismo in salsa statunitense è ormai la nobile arte di fregare il prossimo (chi produce un telefonino &#8211; non la cura contro il cancro &#8211; capitalizza più di tutto il Nasdaq, fate voi), occorre essere molto attenti e coscienti prima di imbarcarsi in operazioni solo apparentemente semplici e senza rischio. Secondo voi, se fossero state un vero affare, Goldman Sachs avrebbe venduto quasi tutte le sue azioni prima del collocamento in Borsa? E che il gigante di Wall Street stesse facendo questo lo sapevano tutti, era scritto sul Wall Street Journal come sull’Herald Tribune. Sono per caso diventati pazzi a Goldman, visto che già avevano perso soldi vendendo troppo in anticipo le azioni di LinkedIn che avevano in portafoglio prima dell’ipo?</p>
<p>Sicuramente Goldman, Facebook e Morgan Stanley verranno censurate e costrette a pagare una multa ridicola (rispetto alle loro entrate) per la loro mancata comunicazione al mercato del taglio delle stime ed è giusto che sia così, ma quale giudice potrà dar ragione a chi vuole vedersi riconosciuta non la violazione di un diritto, ma il diritto stesso all’ignoranza? Ragionateci su, cari lettori: se il mondo va così, è anche colpa nostra. Davvero pensate che un social network che vi fa trovare il compagno di banco del liceo possa valere 100 miliardi di dollari e possa reggere sul mercato, alle condizioni attuali, con un titolo a 38 dollari per azione? Quando smetteremo di prendere per oro colato ciò che ci dicono i media mainstream, le banche d’affari e i solerti governi? Pensate davvero che le Commissioni del Congresso andranno addosso a Goldman Sachs, principale collocatore di debito pubblico Usa, in un momento in cui la Cina pare intenzionata ad alzare il tiro e scaricare davvero Treasuries?</p>
<p>Lungi da me difendere che imbroglia o, peggio, le majors di Wall Street, ma la Sec dove ha guardato in questi mesi? Dopo aver chiesto lumi sulle strane pratiche di Facebook rispetto all’assetto dell’azionariato, perché si è girata dall’altra parte proprio quando si dava vita al collocamento pre-ipo? Pensate che in Borsa i soldi possano farli tutti e tutti partano da condizioni uguali? Chiedetelo alla piccola azionista citata dal Wall Street Journal, Jennifer Kohne, che trascinata dall’entusiasmo per lo sbarco in Borsa decise di comprare 3000 azioni di Facebook a 42 dollari, cioè 4 dollari più del prezzo di collocamento: quei titoli oggi valgono 10 dollari in meno, per una perdita netta di oltre 30mila dollari. Lo so che non è giusto, ma quando la Jennifer Kohne di turno gioca a fare David Einhorn, si fa male.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>P.S. Agenzia Ansa delle 13.14 di ieri: «Il settore assicurativo di Italia e Spagna è più esposto all’impatto di una uscita della Grecia dall’euro. Lo afferma Fitch, menzionando l’effetto contagio che potrebbe verificarsi sui titoli italiani e spagnoli e sulle banche e che potrebbe comportare azioni sul rating. In Germania e Inghilterra, invece, il comparto è più al riparo». Capito come si gioca su certi tavoli: a Borsa aperta, si lancia di fatto un invito a shortare le assicurazioni italiane e spagnole. Fitch è francese, quindi fa l’interesse di Parigi. E voi vi stupite e vi indignate ancora per il caso Facebook?</p>
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		<title>E’ Nato www.ItalianScream.com, la Verità dallo Stivale</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/PTlVzOsloo4/e-nato-www-italianscream-com-la-verita-dallo-stivale.html</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 20:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi si ferma è perduto! Sulla rete questo saggio detto è particolarmente vero, dunque nasce oggi 24-maggio-2012 www.italianscream.com (the Truth from the Boot*) blog che a regime raccoglierà almeno un post al giorno tratto da Rischio Calcolato. Vogliamo dare la nostra chiave di lettura della situazione economica e politica italiana ai 4 miliardi di anglofoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/e-nato-www-italianscream-com-la-verita-dallo-stivale.html"></a></div><p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_01-May.-24-21.57.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-45575" title="ScreenHunter_01 May. 24 21.57" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_01-May.-24-21.57-650x429.jpg" alt="ScreenHunter 01 May. 24 21.57 650x429 E Nato www.ItalianScream.com, la Verità dallo Stivale" width="650" height="429" /></a></p>
<p>Chi si ferma è perduto!</p>
<p>Sulla rete questo saggio detto è particolarmente vero, dunque nasce oggi 24-maggio-2012 <strong><a rel="nofollow" href="http://www.italianscream.com/">www.italianscream.com</a></strong> (the Truth from the Boot*) blog che a regime raccoglierà almeno un post al giorno tratto da Rischio Calcolato.</p>
<p>Vogliamo dare la nostra chiave di lettura della situazione economica e politica italiana ai 4 miliardi di anglofoni sparsi per il globo.</p>
<p>Il progetto è appena avviato, abbiamo già un valido traduttore ma siamo alla ricerca di altre persone interessate, cerchiamo persone in grado di scrivere in un inglese duro, da blogger.</p>
<p>Il primo articolo è <strong>( </strong><strong><a rel="nofollow" title="Permanent Link to However hard it could be, I’m on the Germans’ side." href="http://www.italianscream.com/?p=524" rel="bookmark">However hard it could be, I’m on the Germans’ side.</a></strong>) [Per quanto sia dura, Io sto con i tedeschi..<strong><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/per-quanto-sia-dura-io-sto-con-i-tedeschi.html">link</a></strong>]</p>
<p>*fk copyright</p>
<h4>Incoming search terms:</h4><ul><li>italianscream com</li></ul><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~4/PTlVzOsloo4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>L’immobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 17:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Baudo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Corre voce, ma è più di una semplice voce di corridoio, che qualcosa bolle in pentola sul fronte IMU. Stiamo parlando delle bozze di decreto che saranno votate (probabilmente) già a partire da questo venerdì facenti parte de provvedimento di urgenza in materia di infrastrutture e trasporti. &#160; Sembra infatti che il governo, allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/limmobiliare-ci-risiamo-pronto-un-nuovo-aiuto-camuffato-da-manovra-aiuta-famiglie.html"></a></div><p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/limmobiliare-ci-risiamo-pronto-un-nuovo-aiuto-camuffato-da-manovra-aiuta-famiglie.html/imu" rel="attachment wp-att-45560"><img class="aligncenter size-full wp-image-45560" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/IMU.jpg" alt="IMU Limmobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie" width="449" height="409" title="Limmobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Corre voce, ma è più di una semplice voce di corridoio, che qualcosa bolle in pentola sul fronte IMU.</p>
<p>Stiamo parlando delle bozze di decreto che saranno votate (probabilmente) già a partire da questo venerdì facenti parte de provvedimento di urgenza in materia di infrastrutture e trasporti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra infatti che il governo, allo scopo di allentare la pressione sulle famiglie e fornire nuova linfa a favore della crescita, sia in procinto di varare un emendamento alle procedure che regolamentano il pagamento dell&#8217;IMU. Evviva!</p>
<p>Qualche osservazione prima di esultare.</p>
<p>La notizia venduta è/sarà la seguente: “il governo è pronto a esentare dal pagamento dell&#8217;IMU chi acquista nuove abitazioni di valore inferiore ai 200K € (per due anni) e per tre anni gli immobili rimasti invenduti a carico dei costruttori”. L&#8217;intervento viene/verrà venduto come necessario per “favorire la ripresa del mercato immobiliare”. Poveri stolti! Il mercato immobiliare è morto! Stanno solo cercando di far passare di mano gli ultimi cerini prima di scottarsi le dita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/limmobiliare-ci-risiamo-pronto-un-nuovo-aiuto-camuffato-da-manovra-aiuta-famiglie.html/1-5" rel="attachment wp-att-45565"><img class="aligncenter  wp-image-45565" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/11-490x255.jpg" alt="11 490x255 Limmobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie" width="294" height="153" title="Limmobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risultato: iniquità sociale e aiuto ai costruttori (ulteriore). Iniquità sociale perchè mi domando qual&#8217;è la ratio che suggerisce di agevolare chi compra una casa nuova rispetto a una usata, perchè non si hanno gli stessi diritti? La seconda non ha bisogno di spiegazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In realtà, la manovra mira ad aiutare i costruttori, da un lato esentandoli completamente dal pagamento dell&#8217;IMU, dall&#8217;altro dicendo ai potenziali compratori squattrinati, comprate nuove abitazioni così non pagate l&#8217;IMU”. Vedrete, qualcuno abboccherà.</p>
<p>Si sarebbe potuto agevolare l&#8217;acquisto di un immobile in vendita di una famiglia in difficoltà con le rate del mutuo, ma no! I pochi denari rimasti vanno concentrati sul nuovo, altrimenti come la salviamo la pletora di costruttori edili che construiscono a 1000 €/mq e vendono a 5000???</p>
<p>Quindi diamo una bella mano: esentiamo chi compra da questi palazzinari, lasciando a bocca asciutta il mercato dell&#8217;usato, dove continui a pagare l&#8217;IMU, perchè l&#8217;usato rinomatamente ha più comodità del nuovo, è lusso, ed esentiamo del tutto i palazzinari per tre anni! Sono curioso di vedere come i media sussidiati proporranno la notizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/limmobiliare-ci-risiamo-pronto-un-nuovo-aiuto-camuffato-da-manovra-aiuta-famiglie.html/quando-si-paga-l-imu-jpg_164607-2" rel="attachment wp-att-45562"><img class="aligncenter size-medium wp-image-45562" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/quando-si-paga-l-imu-jpg_1646071-450x300.jpg" alt="quando si paga l imu jpg 1646071 450x300 Limmobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie" width="450" height="300" title="Limmobiliare: ci risiamo, pronto un nuovo aiuto camuffato da manovra aiuta famiglie" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/limmobiliare-ci-risiamo-pronto-un-nuovo-aiuto-camuffato-da-manovra-aiuta-famiglie.html/quando-si-paga-l-imu-jpg_164607" rel="attachment wp-att-45561"><br /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cerchiamo di fare qualche conto per capire quanto ci costa questo giochetto.</p>
<p>Secondo la FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari “Professionali”, le virgolette non sono messe a caso) nel Nostro Paese esistono 1,2 milioni di immobili nuovi o in costruzione invenduti in carico ai costruttori.</p>
<p>Ipotizzando un&#8217;IMU di appena 500 € per ogni abitazione: 1.200.000 x 500 = 600 milioni di Euro!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi questo sussidio alle imprese costruttrici camuffato da intervento per le famiglie e intervento per la crescita ci costerà non meno di mezzo miliardo d&#8217;euro. Commossi ringraziamo!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CRISI DELL’EURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 16:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gpg Imperatrice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi Europea va avanti da tempo, ed e’ progressivamente degenerata. Alla fin fine, le decisioni strategiche sono in mano ai signoli paesi, e la Germania e’ la chiave delle prossime mosse, essendo il pagatore di ultima istanza. Provero’ a dire la mia opinione sulle prossime evoluzioni. &#160; &#160; INTERESSI IN GIOCO &#160; In questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/crisi-delleuro-e-crisi-greca-stampano-e-se-si-quando.html"></a></div><p>La crisi Europea va avanti da tempo, ed e’ progressivamente degenerata. Alla fin fine, le decisioni strategiche sono in mano ai signoli paesi, e la Germania e’ la chiave delle prossime mosse, essendo il pagatore di ultima istanza. Provero’ a dire la mia opinione sulle prossime evoluzioni.</p>
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<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/crisi-delleuro-e-crisi-greca-stampano-e-se-si-quando.html/carta_igienica_euro" rel="attachment wp-att-45547"><img class="aligncenter size-full wp-image-45547" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/carta_igienica_euro.jpg" alt="carta igienica euro CRISI DELLEURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?" width="500" height="380" title="CRISI DELLEURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?" /></a></p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>INTERESSI IN GIOCO</strong></span></p>
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<p>In questi anni s’e’ contrapposta una linea del rigore, austerita’ ed intransigenza, che vede la soluzione dei problemi dell’area Euro nelle riforme dei singoli stati (rappresentata dalla Germania) ed una linea che punta sulla crescita e su una continentalizzazione del debito dei singoli stati (rappresentata da piu’ o meno quasi tutti gli altri).</p>
<p>Oggi pero’ vi sono delle novita’:</p>
<p>a)      Gli <strong>USA</strong> hanno un’interesse preciso a che la crisi Europea non degeneri ulteriormente. Cio’ impatterebbe sull’economia USA. <strong>Obama</strong> non puo’ permettersi cio’, in campagna elettorale, se no farebbe la fine di Zapatero e Sarkozy. Ecco perche’ gli USA stanno premendo in modo piu’ deciso sulla Germania affinche’ si faccia qualcosa nel breve termine, perlomeno per non far degenerare la crisi. Gli USA restano pur sempre la prima Potenza mondiale, ed Angela Merkel non puo’ ignorarne la posizione</p>
<p>b)      I nodi sulla <strong>GRECIA</strong> stanno venendo al pettine. Il 17 Giugno ci saranno nuove elezioni. Certamente il prossimo parlamento sara’ composito come l’attuale. Resta solo da capire se il primo partito sara’ ND (conservatore, e con ampissime responsabilita’ nella crisi Greca) o Syriza (una formazione di sinistra radical alla Vendola). La Grecia sta votando (una seconda volta) e sta  fallendo (una seconda volta, a dire il vero; ai greci pare piaccia fare tutto 2 volte). I POLITICI Greci lo sanno (pure il giovane Leader di Syriza, oggi dato leggermente avanti nei sondaggi) e stavolta non potranno non trovare accordi per il governo e sul da farsi. Sulla Grecia pende l’out out dell’Europa (o accettano le ulteriori misure sui conti e riforme pattuite, o stavolta niente grana e vanno fuori dall’Euro)</p>
<p>c)       <strong>Il BLOCCO dei sostenitori della CRESCITA</strong> in Europa ha preso forza: ora c’e’ <strong>Hollande</strong> a fare il capofila. Ma oltre ai <strong>PIIGS</strong>, ormai, quasi tutti i paesi dell’area Euro, fanno parte di questo blocco. Pure <strong>Belgio, Olanda ed Austria</strong> hanno visto gli Spread coi bund crescere. Anche tutta la <strong>burocrazia che dimora Bruxelles</strong> o nella BCE, ha tutto l’interesse a “tirare a campare, e non a tirare le cuoia”. In sintesi la Germania e’ isolata.</p>
<p>d)      <strong>La SPAGNA e l’ITALIA</strong> sono nuovamente sotto attacco. Le politiche di austerita’ hanno spedito i 2 paesi in recessione. Gli obiettivi di risanamento previsti saranno mancati in modo netto (anche se i mainstream tacciono, non so se per ignoranza, inettitudine o scientemente). La disoccupazione dilaga. Gli spread s’allargano. Le tasse crescono, ed alimentano evasione e recessione. I Governi dei 2 paesi, si sono accodati ad Hollande.</p>
<p>e)      Veniamo alla <strong>GERMANIA</strong>. La <strong>Merkel</strong> deve guardarsi anche dal fronte interno. La <strong>SPD ed I Verdi</strong>, hanno la maggioranza nella camera alta, ed hanno un vantaggio competitiva sulla CDU, e parlano in modo chiaro di “crescita”. L’alleato Euroscettico <strong>FDP</strong> della <strong>Merkel</strong>, e’ indebolito, e dato ad un misero 4% nazionale. La <strong>Confindustria ed i Sindacati</strong> guardano con timore ad una crisi che sta facendo comunque rallentare l’export, e che a breve potrebbe creare difficolta’ alla macchina produttiva. In particolare l’unione degli Industriali tedeschi potrebbe intensificare le pressioni per salvare l’Euro. Lo stesso <strong>sistema Bancario Tedesco</strong>, ha tutto l’interesse a risolvere o perlomeno posticipare la resa nei conti della crisi (proseguendo l’alleggerimento in atto da tempo delle posizioni sui paesi indebitati).</p>
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<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/crisi-delleuro-e-crisi-greca-stampano-e-se-si-quando.html/europ1" rel="attachment wp-att-45548"><img class="aligncenter size-full wp-image-45548" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/EUROP1.jpg" alt="EUROP1 CRISI DELLEURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?" width="286" height="176" title="CRISI DELLEURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?" /></a></p>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>SCENARIO PROBABILE</strong></span></p>
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<p>Alla luce di quanto sopra, verosimilmente I <strong>Leaders del G8</strong> (Merkel inclusa) hanno gia’ trovato un’accordo, ed una serie di dichiarazioni lo lasciano presagire.</p>
<p><strong>L’accordo e’ per STAMPARE e fare un QE massiccio. Dubito, invece, che vi siano accordi su una qualche forma di EUROBOND.</strong></p>
<p>Il problema e’ che <strong>l’azione va fatto solo dopo aver SCIOLTO IN NODO GRECO</strong> (farlo prima sarebbe un suicidio per la Merkel).</p>
<p>I Partners Europei stanno facendo dichiarazioni chiare sulla crisi greca (una l’ha fatta perfino Monti), piu’ o meno di questo tenore “<strong>La Grecia DEVE onorare I patti, e se non lo fa in tempi stretti, non scuciamo altri soldi, e ci prepariamo all’uscita della Grecia dall’Euro”</strong>. Il messaggio e’ chiarissimo, ed e’ giunto pure agli elettori Greci (non a caso nei sondaggi i partiti piu’ anti-sistema stanno perdendo consensi, ed ND e PASOK stanno accorciando le distanze da SYRIZA) timorosi dell’apocalisse. Vedremo cosa accadra’. Di certo <strong>I Leaders Europei puntano ad un Governo Greco che confermi gli accordi</strong>, ed a valle di cio’, lanceranno il QE in grande stile. <strong>Nel caso in cui, permanesse uno stallo e le forze politiche greche continuassero a fare Melina anche stavolta, si lascerebbe la Grecia al suo destino</strong>, si negozierebbe in termini lampo una sua uscita, e contestualmente per impedire il propagarsi dell’infezione al resto dell’Europa Meridionale, si rimetterebbero le rotative delle stampanti in moto in grande stile (magari accompagnato da altre misure, in coordinamento con FMI e FED).</p>
<p>Tra le 2 soluzioni (Grecia IN o Grecia OUT) I Leaders Europei prediligono la prima, anche perche’ la seconda puo’ presentare insidie e puo’ comportare un QE di dimensioni maggiori.</p>
<p>Tale soluzione, credo sia accettabile per la Merkel, anche perche’ le consentirebbe di “non fare Marcia indietro sul rigore”, e di rimandare discorsi piu’ strutturali (Eurobond, Politiche comuni europee, etc) di qualche mese.</p>
<p>Quando tutto cio’ accadra’?  Considerando che il 17 Giugno ci sono le Elezioni in Grecia, e che in pochi giorni si sapra’ se nascera’ o meno un governo, <strong>reputo che a cavallo tra l’ultima decade di Giugno e la prima meta’ di Luglio I nodi verranno al pettine, e partiranno a stampare le rotative. </strong>Oltre non si andra’ a mio avviso, per I motive sopra esposti. Ovviamente I <strong>mercati</strong> credo abbiano intuit le possibili intenzioni dei Leaders UE, e si comporteranno come sempre , cercando di massimizzare I guadagni: per cui prevedo grande <strong>volatilita’</strong>, specie a ridosso e subito dopo le elezioni Greche.</p>
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<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/crisi-delleuro-e-crisi-greca-stampano-e-se-si-quando.html/grecia1" rel="attachment wp-att-45549"><img class="aligncenter size-full wp-image-45549" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/GRECIA1.jpg" alt="GRECIA1 CRISI DELLEURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?" width="647" height="250" title="CRISI DELLEURO e CRISI GRECA:  STAMPANO ?  E SE SI’, QUANDO?" /></a></p>
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<p>Questo articolo non ha pretesa di veridicita’, ma rappresenta unicamente un ragionamento logico che altro non e’ che il mio punto di vista.</p>
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<p><strong>GPG Imperatrice</strong></p>
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		<title>Assassinio dell’Italia. Il Distretto Tessile cinese di Prato apre in Cina un Centro Made in Italy.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/6Lz_NPQF3pI/assassinio-dellitalia-il-distretto-tessile-cinese-di-prato-apre-in-cina-un-centro-made-in-italy.html</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 14:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sandro Mela</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL BLOG DI BEPI MELA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Sandro Mela.                  Il Distretto Tessile di Prato ha sempre avuto un grande peso nella produzione italiana in questo settore. Ecco come lo sintetizza Databank:                     Una produzione per 4.480 mld Euro, con 2.37 mld si esportazioni contro 1.53 mld di importazioni. Per di più uno dei fiori all&#8217;occhiello del Made in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/assassinio-dellitalia-il-distretto-tessile-cinese-di-prato-apre-in-cina-un-centro-made-in-italy.html"></a></div><p style="text-align: center"><strong><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">Giuseppe Sandro Mela.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Il Distretto Tessile di Prato ha sempre avuto un grande peso nella produzione italiana in questo settore. Ecco come lo sintetizza </span><a rel="nofollow" href="http://www.databank.it/documents/46258/46337/edicola_prato.pdf"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Databank</span></a><span style="font-family: Times New Roman">:</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/assassinio-dellitalia-il-distretto-tessile-cinese-di-prato-apre-in-cina-un-centro-made-in-italy.html/distretto_tessile_prato__databank" rel="attachment wp-att-45532"><img class="aligncenter size-large wp-image-45532" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/Distretto_Tessile_Prato__Databank-650x374.jpg" alt="Distretto Tessile Prato  Databank 650x374 Assassinio dellItalia. Il Distretto Tessile cinese di Prato apre in Cina un Centro Made in Italy." width="650" height="374" title="Assassinio dellItalia. Il Distretto Tessile cinese di Prato apre in Cina un Centro Made in Italy." /></a></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Una produzione per 4.480 mld Euro, con 2.37 mld si esportazioni contro 1.53 mld di importazioni. Per di più uno dei fiori all&#8217;occhiello del Made in Italy.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Se analizziamo però i motivi di un successo del genere, troviamo immediatamente delle sorprese.</span></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Notizie di Prato</strong>. 2012-03-15. </span><a rel="nofollow" href="http://www.notiziediprato.it/2012/03/distretto-parallelo-cinese-lon-mazzoni-pdl-scrive-al-premier-monti/"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Distretto parallelo cinese, Mazzoni (Pdl) scrive a Monti</span></a><span style="font-family: Times New Roman">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    “Il distretto parallelo cinese di Prato sorge nell’illegalità e non fornisce possibilità di integrazione”. L’on. Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Pdl, ha inviato una lettera aperta al premier Mario Monti in vista della prossima visita in Cina del presidente del Consiglio. La richiesta di Mazzoni è quella di sensibilizzare il governo cinese rispetto “alla situazione eccezionale” di Prato. Mazzoni denuncia “un’immigrazione senza regole” e ne elenca cifre e dimensioni. “Sono 360 milioni di capi d’abbigliamento che questo distretto parallelo sforna ogni anno senza avere punti di contatto con il tradizionale distretto tessile pratese. I cinesi comprano tessuti non pratesi (costo e qualità sono troppo elevati), in prevalenza importano dalla stessa Cina (negli ultimi dieci anni l’import è aumentato di oltre il 3mila per cento), e sempre più si organizzano autonomamente anche per quanto riguarda la logistica e i trasporti. Il costo del lavoro per unità di prodotto quale risulta dai bilanci delle aziende cinesi è del 42,7% contro il 73,2% del distretto tessile ufficiale. Nessun lavoratore cinese è iscritto al sindacato”. Dopo aver invitato il primo ministro a intercedere presso il governo cinese segnalando la grave situazione Mazzoni mette in guardia Monti da “una situazione che potrebbe presto portare a pericolose distorsioni economiche e ad alzare il livello di allarme sociale in una città che pure storicamente è aperta all’immigrazione e all’integrazione”. Infine l’appello per di garantire “una effettiva reciprocità nelle condizioni di accesso ai rispettivi mercati”. </span></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Sì, avete letto bene. I cinesi hanno colonizzato la zona, hanno imparato dagli italiani il mestiere, e si sono messi a produrre in Italia, proprio a Prato. Sfornano 360 milioni di capi di abbigliamento all&#8217;anno. Importano le materie prime dalla Cina perché quelle locali hanno prezzi fuori mercato e le lavorano con un costo del lavoro del 42.7% contro quello del 73.2% del distretto tessile ufficiale italiano, che risulta essere praticamente annientato, svanito nel nulla.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                <strong>Diversi i motivi di un simile successo</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>1.</strong> I cinesi lavorano tra le cinquantacinque e le sessanta ore alla settimana, accontentandosi di stipendi che consentono loro di vivere dignitosamente in Italia. E quando lavorano, lavorano. Questo accade su base volontaria. Se fossero schiavizzati come taluni amano riferire, almeno qualcuno sarebbe ben scappato: le porte sono semplicemente inesistenti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>2.</strong> I cinesi che hanno colonizzato Prato lo hanno fatto perché ne avevano la ferma volontà di farlo: imprenditori assieme ai dipendenti. Non solo a nessuno è saltato il ghiribizzo di iscriversi ad un sindacato nostrano, ma lo hanno rifuggito peggio della peste nera.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>3.</strong> Non solo i cinesi di Prato si sono organizzati ricostruendosi un&#8217;enclave cinese, ma utilizzano quasi esclusivamente logistica e trasporto da loro gestita. Problemi di costo ma anche, e soprattutto, di affidabilità: funzionano.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                <strong>Gli sviluppi attuali</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                E&#8217; di questi giorni la notizia che un imprenditore sino-pratese avvierà in Cina un Centro per il Made in Italy. La fonte é il </span><a rel="nofollow" href="http://www.consshangai.esteri.it/"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Consolato Italiano a Shanghai</span></a><span style="font-family: Times New Roman">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">  Shanghai, 04 mag &#8211; Xu Qiulin imprenditore cinese titolare della Giupel di Prato, un&#8217;azienda con 300 dipendenti che opera nel settore dell&#8217;abbigliamento in pelle, ha guidato in marzo una delegazione composta da una ventina di imprese italiane e guidata dal Presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri a visitare il nuovo centro espositivo dedicato al made in Italy che si aprira&#8217; tra qualche mese a Quanjiao, una piccola citta&#8217; nella Provincia dell&#8217;Anhui, poco distante (20 chilometri con treno ad alta velocita&#8217;) da Nanjing. Si chiamera&#8217; Citta&#8217; d&#8217;Italia, Avra&#8217; una superficie espositiva fino a 55mila m2 a cui se ne aggiungeranno altri 35mila per gli uffici e i servizi alle imprese. Sara&#8217; dedicato sia a prodotti della filiera abbigliamento/calzature, sia ad altri settori come l&#8217;arredamento e l&#8217;agroalimentare. L&#8217;idea e&#8217; di mettere a disposizione uno spazio e dei servizi a prezzi contenuti che possano servire come piattaforma di lancio per aziende italiane interessate a entrare sul mercato cinese. Il progetto e&#8217; gestito dalla societa&#8217; Principi d&#8217;Italia di cui Xu Quilin e&#8217; azionista di riferimento. La delegazione italiana si e&#8217; incontrata anche con il vicegovernatore dell&#8217;Anhui, signora Hua.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Sembra quasi una realtà kafkiana. Xu Qiulin è l&#8217;azionista di riferimento di una Società denominata &#8220;Principi d&#8217;Italia&#8221;, si porta al seguito una ventina di imprenditori locali, quasi tutti cinesi, e fonda la &#8220;<em>Città d&#8217;Italia</em>&#8221; a Quanjiao, a circa venti kilometri da Nanjing, con cui è collegata da un treno ad alta velocità. La controparte cinese metterà a disposizione spazi ed infrastrutture. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Tuttavia questa iniziativa è solo un inizio. Città d&#8217;Italia catalizzerà anche la promozione e vendita di prodotti italiani nel settore calzaturificio, arredamento ed agroalimentare. Questo significa, in parole povere, che i cinesi prevedono di poter assumere il controllo di parti significative di tali settori entro breve tempo. Ovviamente, mettendo fuori mercato gli operatori ed i lavoratori dipendenti italiani.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                <strong>Considerazioni</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Questo è un classico esempio di come sia possibile lavorare e produrre in Italia, sotto alcune condizioni:</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>1.</strong> Voler lavorare: i cinesi fanno un considerevole numero di ore straordinarie senza pretendere un occhio della testa;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>2.</strong> Avere imprenditori e dipendenti comune volontà di successo e conflittualità nulla;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>3.</strong> Accettare remunerazioni in linea con quelle del mercato;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>4.</strong> Rifuggire ogni forma di sindacalizzazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                <strong>Conclusioni</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Il Distretto Tessile di Prato gestito dagli italiani è semplicemente scomparso per non aver voluto razionalizzare il mutamento delle condizioni dei mercati internazionali. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Si presumeva, molto erroneamente, che il solo nome e la fama del prodotto &#8220;<em>Made in Italy</em>&#8221; avesse potuto consentire di vivere di rendita, tenendo un costo del lavoro esasperatamente alto. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Sindacati e maestranze baccagliavano attorno a presunti &#8220;<em>diritti precostituiti</em>&#8221; e sulla necessità evidente che i cinesi si fossero dovuti adattare a questa Weltanschauung.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Adesso, le maestranze italiane si tengono stretti i loro &#8220;<em>diritti precostituiti</em>&#8220;: sono diventate &#8220;<em>disoccupate a tempo pieno</em>&#8220;. Camperanno fino a tanto che ci saranno risorse per i sussidi di disoccupazione e non saranno terminati i beni familiari. Poi, quando i crampi della fame si faranno sentire, dovranno compiere un passo fondamentale: decidere se morire (fisicamente) loro e le loro famiglie oppure se andare a supplicare un posticino a cottimo dai cinesi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Non sarebbe stato più ragionevole adattarsi gradualmente alle esigenze del mercato, rinunciando a qualcosa pur di non morire? E&#8217; davvero valido l&#8217;assioma «<span style="color: #ff0000"><strong>&#8220;<em>diritti precostituiti</em>&#8221; o morte</strong></span>»?</span></span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Leggete i miei </span><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/category/blog/il-blog-di-bepi-mela"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Articoli</span></a><span style="font-family: Times New Roman">!</span></span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Seguitemi su </span><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/giuseppesandro.mela"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Facebook</span></a><span style="font-family: Times New Roman">!</span></span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">gsm</span></span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gold Club: Dunque l’Oro Cala…Ehm… Davvero</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 14:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[ORO]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un pò di tempo che non parliamo di oro. Vogliamo vedere che è successo in un anno? Dunque l&#8217;oro è in fase calante? Mercato Orso?  Mettiamola così, visto e considerato che fino a prova contraria ci tocca usare l&#8217;Euro (linea Blu) a me non pare proprio che il nostro metallo giallo si stia comportando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/gold-club-dunque-loro-cala-ehm-davvero.html"></a></div><p>E&#8217; un pò di tempo che non parliamo di oro.</p>
<p>Vogliamo vedere che è successo in un anno?</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_04-May.-24-16.39.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-45536" title="ScreenHunter_04 May. 24 16.39" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_04-May.-24-16.39.jpg" alt="ScreenHunter 04 May. 24 16.39 Gold Club: Dunque lOro Cala...Ehm... Davvero" width="639" height="409" /></a></p>
<p>Dunque l&#8217;oro è in fase calante? Mercato Orso? </p>
<p>Mettiamola così, visto e considerato che fino a prova contraria ci tocca usare l&#8217;Euro (linea Blu) a me non pare proprio che il nostro metallo giallo si stia comportando malaccio. Anzi. </p>
<p>&#8230;io continuo a comprare oro fisico monetato. Preferisco il metallo alla cartaccia.</p>
<p>(della serie conchiglie cauri&#8230;.)</p>
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		<item>
		<title>Il Mercato Da per Certo il Grexit (Il Caso OPAP)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/nFFWplURg3g/il-mercato-da-per-certo-il-grexit-il-caso-opap.html</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 13:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sempre il mercato ci prende, per catità. Diciamo che chi ci mette i soldi ha ormai gettato la spugna la Grecia è fallita, fuori dall&#8217;euro e ha già svalutato, guardate &#8220;solo&#8221; gli ultimi mesi del Ftse Athens 20 &#8230;ora solo negli ultimi mesi da 560 a 184 (cioè persi i 2/3 di capitalizzazione in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/il-mercato-da-per-certo-il-grexit-il-caso-opap.html"></a></div><p>Non sempre il mercato ci prende, per catità. Diciamo che chi ci mette i soldi ha ormai gettato la spugna la Grecia è fallita, fuori dall&#8217;euro e ha già svalutato, guardate &#8220;solo&#8221; gli ultimi mesi del Ftse Athens 20</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_02-May.-24-15.15.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-45524" title="ScreenHunter_02 May. 24 15.15" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_02-May.-24-15.15-650x337.jpg" alt="ScreenHunter 02 May. 24 15.15 650x337 Il Mercato Da per Certo il Grexit (Il Caso OPAP)" width="650" height="337" /></a></p>
<p>&#8230;ora solo negli ultimi mesi da 560 a 184 (cioè persi i 2/3 di capitalizzazione in 2 mesi. (il top fu 2820&#8230;..)</p>
<p>Le quotazioni delle singole aziende Greche quotate in borsa hanno raggiunto valori ridicoli, faccio un esempio (un&#8217;azienda che seguo da tempo):</p>
<p>OPAP è la Lottomatica Greca di Stato (34% in mano al Tesoro Greco), una specie di ibrido monopolista fra una nostra ENEL e un casinò.</p>
<p>Attualmente quota 3,9€ per azione, ha appena dato un dividendo di 0,72€ (!!!!!) e nonostante tutto continua a guadagnare bene anche se a ritmi via via inferiori. A livello di PE invece guardate qui sotto:</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_03-May.-24-15.24.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-45525" title="ScreenHunter_03 May. 24 15.24" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_03-May.-24-15.24-650x331.jpg" alt="ScreenHunter 03 May. 24 15.24 650x331 Il Mercato Da per Certo il Grexit (Il Caso OPAP)" width="650" height="331" /></a></p>
<p>Opap ha un Prezzo/Utili di 1,41 (sul bilancio 2011) e un Prezzo/Utili atteso di 2,18. Cioè se le cose vanno come nel primo trimestre 2012, OPAP guadagnerà in un anno (pagate le tasse) circa il 50% della sua capitalizzazione di borsa: F-O-L-L-I-A.</p>
<p>Insomma orami siamo oltre il panico, siamo all&#8217;armageddon.</p>
<p>(prima che me lo chiediate, OPAP scambia anche allo XETRA ma è comunque difficile da trovare on-line)</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~4/nFFWplURg3g" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mercato Psicopatico: l’Indice PMI Tedesco Indica Forte Contrazione… Quindi, Tutti a Comprare Bund.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/8uaEMx_TwL8/mercato-psicopatico-lindice-pmi-tedesco-indica-forte-contrazione-quindi-tutti-a-comprare-bund.html</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 07:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Alè ora la cosa si fa serissima, anche l&#8217;indice PMI tedesco indica FORTE contrazione:          GERMAN MAY FLASH MANUFACTURING PMI 45.0 (FORECAST 47.0, APRIL FINAL 46.2), FASTEST CONTRACTION SINCE JUNE 2009        Occhio che l&#8217;indice PMI è un serissimo leading indicator, cioè predice il futuro.  Ovviamente la finanza reagisce da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/mercato-psicopatico-lindice-pmi-tedesco-indica-forte-contrazione-quindi-tutti-a-comprare-bund.html"></a></div><p>Alè ora la cosa si fa serissima, anche l&#8217;indice PMI tedesco indica <span style="color: #ff0000;"><strong>FORTE</strong></span> contrazione:</p>
<div>
<blockquote>
<div>         GERMAN MAY FLASH MANUFACTURING PMI 45.0 (FORECAST 47.0, APRIL FINAL 46.2), FASTEST CONTRACTION SINCE JUNE 2009       </div>
</blockquote>
<div>Occhio che l&#8217;indice PMI è un serissimo leading indicator, cioè predice il futuro. </div>
<div>Ovviamente la finanza reagisce da par suo, siccome (anche) in Germania si prevede una contrazione dell&#8217;economia&#8230;. tutti a comprare Bund!</div>
</div>
<div> </div>
<div>E vabbeh.</div>
<div>
<div>
<blockquote>
<div>         GERMAN BUND FUTURES &lt;FGBLc1&gt; RISE TO RECORD HIGH 144.33 AFTER BELOW-FORECAST GERMAN PMI DATA       </div>
</blockquote>
<div>&#8230;inutile ricordare che poi arriva la realtà. Buon Bund a tutti.</div>
</div>
<div> </div>
<div>p.s. scommettiamo che si stampa?</div>
</div>
<h4>Incoming search terms:</h4><ul><li>calcio e finanza</li></ul><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~4/8uaEMx_TwL8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Per Quanto sia Dura, Io sto con i Tedeschi.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/YaOYci3z6t0/per-quanto-sia-dura-io-sto-con-i-tedeschi.html</link>
		<comments>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/per-quanto-sia-dura-io-sto-con-i-tedeschi.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 06:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora diventa dura, ora che i drogati di debito e i parassiti di mezza europa  si sono uniti (media sussidiati al seguito), l&#8217;impresa è disperata. Basta leggere un giornale a caso da Libero, all&#8217;Unità e ti ritrovi che la Merkel è isolata, che facciamo comunella con Hollande (buona fortuna), che &#8220;basta austerità, ora la crescita..&#8221;. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/per-quanto-sia-dura-io-sto-con-i-tedeschi.html"></a></div><p>Ora diventa dura, ora che i drogati di debito e i parassiti di mezza europa  si sono uniti (media sussidiati al seguito), l&#8217;impresa è disperata. Basta leggere un giornale a caso da Libero, all&#8217;Unità e ti ritrovi che la Merkel è isolata, che facciamo comunella con Hollande (buona fortuna), che &#8220;basta austerità, ora la crescita..&#8221;.</p>
<p>I dati reali a contorno, sono devastanti: disoccupazione, fuga di capitali e di fabbriche, spread, crolli di borsa, e così via.</p>
<p>La risposta italiana, anzi (mezz&#8217;)europea è: Nooo, non è colpa nostra se spendiamo più di quello che produciamo, non è colpa nostra se abbiamo accumulato un debito mostruoso, non è colpa nostra se ci siamo costruiti intorno uno stato criminale e ladro che &#8220;necessita&#8221; del 70% del frutto del lavoro e dell&#8217;ingegno della minoranza ovvero  il ceto produttivo non sussidiato.</p>
<p>Che diamine! E&#8217; colpa dei tedeschi.</p>
<p>Sono loro che non ci permettono di fare altro debito (da ribaltare sui figli altrui, magari biondi che abitano in Baviera), sono loro che non fanno stampare abbastanza la BCE, anzi loro ci hanno ingannato, hanno ordito una mostruosa macchinazione che <strong>ci ha costretto con l&#8217;inganno</strong> ad entrare nell&#8217;Euro (io quando sento questa minchiata mi pizzico per capire se sto ancora dormendo).</p>
<p>Col cavolo. Non ci sto&#8217; a questo giochetto, la verità è che i punti di produttività che abbiamo perso rispetto alla Germania erano preesitenti all&#8217;Euro. L&#8217;Italia non cresce abbastanza da PRIMA che l&#8217;Euro venisse introdotto, la causa del nostro male è dentro noi stessi NON all&#8217;esterno.</p>
<p>La causa si chiama spesa pubblica, sia chiama parassiti di stato, si chiama burocrazia, sia chiama gestione della giustizia. </p>
<p>Se ai prossimi vertici europei venisse concesso un nuovo round di monetizzazione (LTRO non è bastato? 700 miliardi netti in una botta troppo pochi?) oppure l&#8217;Eurobond <strong>senza precisi vincoli anche sulla spesa,</strong> il risultato sarebbe c<strong>he la casta parassitaria costituita dalla nostra classe dirigente sopravviverebbe ancora qualche anno. E lo farebbe accumulando altro debito sulle spalle di tutti, persino dei NON-Nati.</strong></p>
<p>NO! Io sto con i tedeschi, voglio vedere cambiato il Nostro Paese, e se deve essere una bancarotta a cambiarlo, <strong>che bancarotta sia e in fretta</strong>. La mia non è una posizione ideologica, più semplicemente cerco di guardare ad un orizzonte di lungo periodo.</p>
<p>Non voglio lasciare ai miei figli un Paese drogato di debito, senza futuro, vecchio, inefficiente e corrotto. Non voglio per loro quello che mio padre ha lasciato a me.  Voglio che il Nostro Paese abbia la schiena dritta, sia autosufficiente e non quella parodia di straccione che puntualmente manda un vecchio parassita con la prostata gonfia a fare l&#8217;elemosina ai vertici europei.</p>
<p>OHHHH sveglia, ci rendiamo conto che stiamo tutti l, incollati al video o a leggere sui nostri giornalacci sussidiati nella speranza che la Signora Merkel ci faccia l&#8217;elemosina! Stiamo scherzando! E&#8217; questo che vogliamo per noi e per i nostri figli?</p>
<p>Nessuno mai ci regalerà nulla, siamo NOI che dobbiamo cambiare il Nostro Paese e ci piaccia o no applicare a casa nostra quello che i tedeschi hanno applicato alla loro.</p>
<p>Io sto con i tedeschi.</p>
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		<item>
		<title>Qualcosa Odora di Pesce Avariato in Cina (Indice PMI-HSBC in Contrazione 11 Mesi su 12)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/hNOn-rb2xzs/qualcosa-odora-di-pesce-avariato-in-cina-indice-pmi-hsbc-in-contrazione-da-6-mesi-2.html</link>
		<comments>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/qualcosa-odora-di-pesce-avariato-in-cina-indice-pmi-hsbc-in-contrazione-da-6-mesi-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 06:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FunnyKing</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA INTERNAZIONALE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rischiocalcolato.it/?p=45498</guid>
		<description><![CDATA[E sono 11  mesi su 12. L&#8217;indice HSBC-Pmi della Cina indica contrazione contrazione da 8 mesi consecutivi (e per 11 mesi su gli ultimi 12. Vedi grafico in fondo al post) Per chi non lo sapesse l’indice PMI è il risultato sintetico e numerico tratto da un sondaggio fatto intervistando i responsabili degli acquisti delle imprese (in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/qualcosa-odora-di-pesce-avariato-in-cina-indice-pmi-hsbc-in-contrazione-da-6-mesi-2.html"></a></div><p>E sono 11  mesi su 12. L&#8217;indice HSBC-Pmi della Cina indica contrazione contrazione da 8 mesi consecutivi (e per 11 mesi su gli ultimi 12. Vedi grafico in fondo al post)</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_01-May.-24-08.07.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-45499" title="ScreenHunter_01 May. 24 08.07" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/ScreenHunter_01-May.-24-08.07.jpg" alt="ScreenHunter 01 May. 24 08.07 Qualcosa Odora di Pesce Avariato in Cina (Indice PMI HSBC in Contrazione 11 Mesi su 12)" width="548" height="294" /></a></p>
<p>Per chi non lo sapesse <strong>l’indice PMI è il risultato sintetico e numerico tratto da un sondaggio fatto intervistando i responsabili degli acquisti delle imprese</strong> (in questo caso manifatturiere, esiste anche un PMI dei servizi).</p>
<p>Di fatto viene chiesto ai manager che acquistano la merce che serve ad un impresa di compilare un questionario sulle condizioni economiche sia della propria impresa che dell’ambiente in cui essa opera, cioè se esse siano migliorate, peggiorate o rimaste inalterate [Es: La sua azienda questo mese ha prodotto di più, di meno o la stessa quantità di beni/servizi?].</p>
<blockquote>
<p><strong>INDEX = (P<sub>1</sub>*1) + (P<sub>2</sub>*0.5) + (P<sub>3</sub>*0)</strong></p>
<ul>
<li>P<sub>1</sub> = Percentuale delle risposte che hanno indicato un miglioramento</li>
<li>P<sub>2</sub> = Percentuale delle risposte che hanno indicato nessuna variazione. (indifferenza)</li>
<li>P<sub>3</sub> =  Percentuale delle risposte che hanno indicato un peggioramento</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Come si diceva il PMIChina Index è uno dei pochi indici non direttamente filtrato dagli uffici politici cinesi. Da cui la sua importanza per i mercati (che in fondo alle statistiche uffficiali cinesi non credono,… e fanno bene).</p>
<p>Andiamo a guardare <strong><a rel="nofollow" href="http://www.markiteconomics.com/MarkitFiles/Pages/ViewPressRelease.aspx?ID=9563+">il report di HSBC</a>:</strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/05-2/China%20PMI.jpg" alt="China%20PMI Qualcosa Odora di Pesce Avariato in Cina (Indice PMI HSBC in Contrazione 11 Mesi su 12)" width="615" height="450" title="Qualcosa Odora di Pesce Avariato in Cina (Indice PMI HSBC in Contrazione 11 Mesi su 12)" /></p>
<p>Si parla sempre di contrazione dell&#8217;occupazione in Cina.</p>
<p>Ora, posto che quel paese è la fabbrica a cui si rivolge più o meno tutto il mondo, non direi che l&#8217;economia globale sia in buona salute.</p>
<p>Concludo grafico postato dal solito <strong><a rel="nofollow" href="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2012/05/20120501_chinaPMI1.png">ZeroHedge</a></strong>:</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/05-2/20120523_china1_0.png" alt="20120523 china1 0 Qualcosa Odora di Pesce Avariato in Cina (Indice PMI HSBC in Contrazione 11 Mesi su 12)" width="500" height="364" title="Qualcosa Odora di Pesce Avariato in Cina (Indice PMI HSBC in Contrazione 11 Mesi su 12)" /></p>
<p>Anche il partito nazionalista cinese calcola il suo PMI. Pare che i direttori agli acquisti se interpellati da funzionari cinesi&#8230;.. come dire&#8230;. adottino qualche precauzione personale.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~4/hNOn-rb2xzs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<feedburner:origLink>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/qualcosa-odora-di-pesce-avariato-in-cina-indice-pmi-hsbc-in-contrazione-da-6-mesi-2.html</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/yZWZ4cTh1XQ/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html</link>
		<comments>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 May 2012 03:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gpg Imperatrice</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA e FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[Il Blog di GPG Imperatrice]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[VERSO LA BANCAROTTA]]></category>
		<category><![CDATA[gpg]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rischiocalcolato.it/?p=45299</guid>
		<description><![CDATA[Sintetizziamo qui le 2 fotografie al 23 maggio 2012 ed al 23 maggio 2008 negli USA. Vediamo l’evoluzione: 23 MAGGIO 2012 23 MAGGIO 2008   DEBITO PUBBLICO COMPLESSIVO (Federale+Stati+Locale):  da 12.280 a  18.581 Miliardi di Dollari  (+6.301 miliardi) DEBITO PUBBLICO COMPLESSIVO (Federale+Stati+Locale):  dal 88,5% del PIL al 122,4% del PIL (+33,9%)   DEFICIT PUBBLICO COMPLESSIVO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html"></a></div><p><strong>Sintetizziamo qui le 2 fotografie al 23 maggio 2012 ed al 23 maggio 2008 negli USA. </strong></p>
<p>Vediamo l’evoluzione:</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>23 MAGGIO 2012</strong></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html/slide-copy-33-2" rel="attachment wp-att-45483"><img class="aligncenter size-full wp-image-45483" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-331.jpg" alt="slide Copy 331 Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" width="1369" height="583" title="Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>23 MAGGIO 2008</strong></span></p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html/slide-copy-34" rel="attachment wp-att-45484"><img class="aligncenter size-full wp-image-45484" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/slide-Copy-34.jpg" alt="slide Copy 34 Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" width="1365" height="546" title="Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" /></a></p>
<p><strong>DEBITO PUBBLICO COMPLESSIVO (Federale+Stati+Locale):  da 12.280 a  18.581 Miliardi di Dollari  (+6.301 miliardi)</strong></p>
<p><strong>DEBITO PUBBLICO COMPLESSIVO (Federale+Stati+Locale):  dal 88,5% del PIL al 122,4% del PIL (+33,9%)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DEFICIT PUBBLICO COMPLESSIVO (Federale+Stati+Locale):  da circa 500 a 2.000 Miliardi di Dollari  (+1.500 miliardi)</strong></p>
<p><strong>DEFICIT PUBBLICO COMPLESSIVO (Federale+Stati+Locale):  dal 3,7% del PIL al 13,0% del PIL (+9,3%)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA (Federale+Stati+Locale):  dal 40,1% del PIL al 44,7% del PIL (+4,6%)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p> Il Dati li trovate in<a rel="nofollow" title="US DEBT CLOCK" href="http://www.usdebtclock.org/2008.html" target="_blank"> US CLOCK DEBT</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se gli Stati Uniti facessero parte dell’Unione Europea e fossero nell’Euro, avrebbero parametri nel 2012 totalmente inaccettabili per la BCE, e simili alla Grecia. La Merkel griderebbe loro “austerita’”.</p>
<p>Ma gli USA sono gli USA, ed hanno il Dollaro e la FED e non l’Euro e la BCE…. e stampano.</p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html/bernanke-qe" rel="attachment wp-att-45485"><img class="aligncenter size-full wp-image-45485" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/bernanke-qe.jpg" alt="bernanke qe Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" width="400" height="300" title="Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Simpaticamente, il Presidente Obama, in carica per 3,5 dei 4 anni della presente fotografia, e’ dato avanti nei sondaggi&#8230;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html/obama-answer-to-the-debt-crisis-is-more-debt-2" rel="attachment wp-att-45490"><img class="aligncenter size-full wp-image-45490" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/obama-answer-to-the-debt-crisis-is-more-debt1.jpg" alt="obama answer to the debt crisis is more debt1 Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" width="552" height="386" title="Verso la Bancarotta, stavolta degli STATI UNITI, 23 maggio 2012: debito 122,4% e deficit 13,0% (confronto col 2008)" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong><span style="text-decoration: underline">Considerazione finale</span>: badate che prima o poi, sta montagna di debiti (crescenti), qualcuno li dovra&#8217; pagare. Non si scappa da cio&#8217;. Do&#8217; per scontato che quando arrivera&#8217; il giorno del giudizio, gli USA cercheranno di far pagare larga parte di questa montagna di carta, al resto del mondo. D&#8217;altronde hanno sempre il Dollaro.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> GPG Imperatrice</strong></p>
<p><span style="font-size: x-small"><em>Qui trovate  <a rel="nofollow" title="MIEI ARTICOLI" href="http://www.rischiocalcolato.it/category/blog/il-blog-di-gpg-imperatrice" rel="nofollow" target="_blank">MIEI ARTICOLI</a></em></span></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/verso-la-bancarotta-stavolta-degli-stati-uniti-23-maggio-2012-debito-1224-e-deficit-130-confronto-col-2008.html/feed</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Nuova Grande Depressione. Bollettino 2012-05-23. 938,525 in Cig. Ma che fa il Parlamento?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RischioCalcolatoInEvidenza/~3/ItblUhtpl-g/nuova-grande-depressione-bollettino-2012-05-23-938525-in-cig-ma-che-fa-il-parlamento.html</link>
		<comments>http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/nuova-grande-depressione-bollettino-2012-05-23-938525-in-cig-ma-che-fa-il-parlamento.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 May 2012 20:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Sandro Mela</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL BLOG DI BEPI MELA]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rischiocalcolato.it/?p=45454</guid>
		<description><![CDATA[Giuseppe Sandro Mela.                   Il dato è molto semplice da leggersi e capirsi.                 «Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioe&#8217; al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), sono coinvolti da inizio anno 938.525 lavoratori in cigo, cigs e in cigd».                 Questo significa in poche parole che un addetto alla produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="box_count" share_url="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/nuova-grande-depressione-bollettino-2012-05-23-938525-in-cig-ma-che-fa-il-parlamento.html"></a></div><p style="text-align: center"><strong><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium">Giuseppe Sandro Mela.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> <a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/nuova-grande-depressione-bollettino-2012-05-23-938525-in-cig-ma-che-fa-il-parlamento.html/cimitero-4" rel="attachment wp-att-45455"><img class="aligncenter  wp-image-45455" src="http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2012/05/Cimitero1.jpg" alt="Cimitero1 Nuova Grande Depressione. Bollettino 2012 05 23. 938,525 in Cig. Ma che fa il Parlamento?" width="460" height="378" title="Nuova Grande Depressione. Bollettino 2012 05 23. 938,525 in Cig. Ma che fa il Parlamento?" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Il dato è molto semplice da leggersi e capirsi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                «<em>Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioe&#8217; al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), sono coinvolti da inizio anno 938.525 lavoratori in cigo, cigs e in cigd</em>».</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Questo significa in poche parole che un addetto alla produzione su sedici é in Cassa Integrazione Guadagni. Nel contempo il personale del corpo burocratico ed i funzionari addetti ai servizi, un esercito sterminato, circa quattro addetti alla produzione per ciascun burocrate o funzionario, sono imbullonati ai loro posti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Spieghiamo meglio.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                E&#8217; necessario che un esercito in guerra sia composto di truppe sulla linea del fronte e di personale che nelle retrovie gestisce la logistica per approvvigionarli di armi, munizioni, cibo, carburante, etc. E&#8217; altresì necessario che nelle retrovia vi siano adeguati servizi ospedalieri per curare i feriti ed i malati, etc.</span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #ff0000;font-size: large"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>Tuttavia sulla linea del fronte qualcuno dovrebbe ben rimanerci</strong>. </span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #ff0000;font-size: large"><strong><span style="font-family: Times New Roman">Non si fa la guerra con gli scritturali o con gli infermieri.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Qui la nostra situazione economica é simile ad un esercito ammassato nelle retrovie a coordinare quei quattro gatti che sono rimasti al fronte.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Ma cosa si pretende da loro?</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Governi e Parlamenti si giudicano sui fatti, non sulle belle parole che possano dire.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                E qui di fatti non se ne vede nemmeno l&#8217;ombra. Parlano della riforma elettorale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">               Ma vi sembra poi così importante? Così prioritaria?</span></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>ADNK</strong>. 2012-05-13. </span><a rel="nofollow" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-la-scure-della-cig-sugli-stipendi-per-470mila-lavoratori--2600-euro-in-busta_313295654201.html"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Crisi, la scure della cig sugli stipendi: per 470mila lavoratori -2600 euro in busta</span></a><span style="font-family: Times New Roman">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    Roma &#8211; (Adnkronos) &#8211; Le rilevazioni Inps elaborate dall&#8217;osservatorio della Cgil e relative nei primi quattro mesi del 2012: <strong>sono 322 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate</strong>, il trend mira al miliardo entro fine anno. I tagli dei salari per quasi mezzo milione di persone è stato di 1,2 miliardi di euro. </span><a rel="nofollow" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-tutti-i-numeri-della-cig-evidenziati-dalla-Cgil_313295943531.html"><strong><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Ecco tutti i numeri evidenziati dal sindacato di Corso Italia</span></strong></a><span style="font-family: Times New Roman">. Crisi, </span><a rel="nofollow" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Crisi-piano-da-23-miliardi-per-il-Sud-Monti-Equita-in-primo-piano_313293222199.html"><strong><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">dal governo un piano per il Sud</span></strong></a><span style="font-family: Times New Roman">. Crisi, </span><a rel="nofollow" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-6-italiani-su-10-cambiano-la-spesa-ecco-il-decalogo-salva-tasche_313295852537.html"><strong><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">6 italiani su 10 cambiano la spesa: ecco il decalogo &#8216;salva tasche&#8217;</span></strong></a><span style="font-family: Times New Roman"> (</span><a rel="nofollow" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-Coldiretti-6-su-10-cambiano-spesa-ecco-il-decalogo-salva-tasche_313295452678.html"><strong><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">VIDEO</span></strong></a><span style="font-family: Times New Roman">)</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    Roma, 12 mag. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Oltre 322 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate da inizio anno, con un trend che mira al miliardo di ore anche per il 2012, <strong>per un totale di 470 mila lavoratori a zero ore coinvolti</strong> che, da gennaio, hanno subito un taglio nel salario per 1,2 miliardi di euro, pari a <strong>2.600 euro</strong> per ogni singolo lavoratore. A fare un bilancio di primi quattro mesi dell&#8217;anno e&#8217; il rapporto di aprile sul ricorso alla cassa integrazione, frutto di elaborazioni delle rilevazioni Inps, da parte dell&#8217;Osservatorio Cig del dipartimento settori produttivi della Cgil nazionale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    Anche per questo 2012, quindi, il quarto anno consecutivo di crisi, &#8221;l<em>a cassa integrazione si avvia ad attestarsi attorno al miliardo di ore autorizzate&#8217;</em>&#8216;, osserva il segretario confederale, responsabile Industria, <strong>Elena Lattuada</strong>, sottolineando come il dato del primo quadrimestre sia perfettamente in linea con lo scorso anno. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">Per la sindacalista &#8220;<em>si continua a registrare costantemente uno stillicidio di dati negativi che indicano uno stato di profondissima crisi e di inesorabile declino del settore industriale. Una deriva sempre piu&#8217; insostenibile &#8211; osserva Lattuada -: senza ripresa questi dati peggioreranno tirandosi dietro disoccupazione e desertificazione industriale. Bisogna dare risposte al profondo malessere sociale rimettendo al centro il lavoro</em>&#8220;.</span></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>ADNK</strong>. 2012-05-12. </span><a rel="nofollow" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-tutti-i-numeri-della-cig-evidenziati-dalla-Cgil_313295943531.html"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Crisi, tutti i numeri della cig evidenziati dalla Cgil</span></a><span style="font-family: Times New Roman">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    Roma, 12 mag. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Ecco in dettaglio tutti i numeri del boom della Cig evidenziati dall&#8217;analisi della Cgil:</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Dati cig aprile </strong>- Il ricorso alla cassa integrazione ad aprile e&#8217; stata di 86.160.529 di ore per un -13,60% su marzo. Nel primo quadrimestre sono state gia&#8217; autorizzate 322.852.539 con una ininfluente riduzione sullo stesso periodo del 2011 del -0,02%. Sezionando gli strumenti di cassa emerge che il ricorso alla cassa integrazione ordinaria (cigo) ad aprile si riduce di un -4,02% sul mese precedente per un monte ore pari a 27.234.553. Nei primi quattro mesi del 2012 il totale delle ore di cigo e&#8217; stato di 101.059.532 con un aumento sullo stesso periodo dello scorso anno del +26,54%. La cigo, spiega l&#8217;analisi di corso d&#8217;Italia, &#8221;torna cosi&#8217; ad aumentare in tutti i settori, anno su anno, tranne l&#8217;edilizia: non e&#8217; un buon segnale per l&#8217;andamento di questo settore alla luce della corrispondente crescita di ore per la cassa straordinaria e quella in deroga&#8221;. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs) per lo scorso mese diminuisce su marzo del -11,28% per un totale ore pari a 29.930.151. Le ore registrate nel periodo gennaio-aprile (110.829.526) segnano un -18,60% sullo stesso periodo dell&#8217;anno passato. &#8221;Professionisti, artisti, scuole private, istituti di vigilanza, case di cura private, e altro ancora: sono queste le attivita&#8217; che sopportano il 51% del totale delle richieste e autorizzate di cigs. Mentre il commercio al minuto subisce una richiesta sostenuta in questi quattro mesi del +40%&#8221;, spiega il rapporto. Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) con le sue 28.995.704 ore di aprile diminuisce sul mese precedente del -22,91%, mentre il dato del quadrimestre, pari a 110.963.481 ore autorizzate, segna un aumento del +3,79% sullo stesso periodo del 2011. I settori che presentano un maggiore volume di ricorso alla cigs in questi quattro mesi sono quello del commercio con 39.937.757 ore (+31,16%) &#8211; pari al 36% del totale delle ore di cigd &#8211; e il meccanico con 21.886.999 (-31,88%). </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Causali di cigs</strong> &#8211; Prosegue ad aprile la diminuzione del numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio sono state 1.773 per un -29,84% sullo stesso periodo del 2011 e riguardano 3.135 unita&#8217; aziendali (-17,76%). Diminuisce il ricorso per crisi aziendale (985 decreti per un -38,90%) ma rappresenta il 55,56% del totale dei decreti, cosi&#8217; come frena il ricorso al fallimento (114 domande per un -32,94%). Mentre aumentano le domande di ristrutturazione aziendale (82 per un +28,13%), pari al 4,62% del totale, e le domande di riorganizzazione aziendale (95 per +6,74%%), ovvero il 5,36% del totale. Insomma, sottolinea il rapporto, &#8221;i percorsi di reinvestimento e di rinnovamento strutturale migliorano, anche se con una tendenza a calare rispetto all&#8217;andamento registrato nei mesi passati, ma continuano ad essere una percentuale bassa&#8221;, solo il 9,98% del totale dei decreti. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Regioni </strong>- E&#8217; la Lombardia la regione che, ancora una volta, registra il ricorso piu&#8217; alto alla cassa integrazione. L&#8217;analisi della Cgil segnala infatti che sono 76.165.681 le ore registrate da inizio anno, che corrispondono a 110.706 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 38.421.138 ore di cig autorizzate per 55.845 lavoratori mentre e&#8217; terza, e ovviamente prima per le regioni del centro, il Lazio con 29.806.575 ore che coinvolgono 43.324 lavoratori. Infine nel Mezzogiorno e&#8217; la Puglia la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 17.487.259 ore per 25.418 lavoratori. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Settori </strong>- E&#8217; la meccanica il settore in cui si conta ad aprile per l&#8217;ennesima volta il ricorso piu&#8217; alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate ad aprile, la meccanica pesa per 102.129.472, coinvolgendo 148.444 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 47.606.172 ore di cig autorizzate per 69.195 lavoratori coinvolti e l&#8217;edilizia con 32.187.506 ore e 46.784 persone. </span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">    <strong>Occupazione e lavoratori in cig </strong>- Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioe&#8217; al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), sono coinvolti da inizio anno 938.525 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si determina un&#8217;assenza completa dall&#8217;attivita&#8217; produttiva per 469.262 lavoratori, di cui 160 mila in cigs e altri 160 mila in cigd. Continua cosi&#8217; a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell&#8217;Osservatorio cig, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 1,2 miliardi di euro, pari a 2.600 euro per ogni singolo lavoratore.</span></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                <strong>Post precedenti</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/04/nuova-grande-depressione-bollettino-2012-04-14-disoccupati-8-9-597000-in-cig.html"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Nuova Grande Depressione. Bollettino 2012-04-14. Disoccupati 9.3%, 597,000 in Cig</span></a><span style="font-family: Times New Roman">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/03/verso-la-bancarotta-un-leggerissimo-problema-di-cassa-integrazione.html"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Verso la Bancarotta: Un leggerissimo problema di Cassa Integrazione</span></a><span style="font-family: Times New Roman">. (FK: da leggere bene!)</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2011/06/cassa-integrazione-maggio-2011.html"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Cassa integrazione Maggio 2011</span></a></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/03/riforma-del-mercato-del-lavoro.html"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">La RIFORMA del MERCATO del LAVORO punto per punto: si profila una “riforma” molto modesta</span></a><span style="font-family: Times New Roman">. (Gpg Imperatrice: da leggere bene!)</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">                Leggete i miei </span><a rel="nofollow" href="http://www.rischiocalcolato.it/category/blog/il-blog-di-bepi-mela"><span style="font-family: Times New Roman;color: #0000ff">Articoli</span></a><span style="font-family: Times New Roman">!</span></span></p>
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<p style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><span style="font-family: Times New Roman">gsm</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman;font-size: medium"> </span></p>
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