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	<title>Roba da Matti</title>
	
	<link>http://blog.mattiamarasco.it</link>
	<description>Il blog di Mattia Marasco</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2013 07:37:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dio salvi il blogger narrativo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 14:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Poi c'è una categoria a parte, praticamente gli "elfi" del cyberspazio, una specie in via di estinzione, la forma di blogger più pura: il blogger narrativo.</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/14/il-blogger-narrativo/">Dio salvi il blogger narrativo</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/blogger-narrativo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7302" alt="blogger narrativo" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/blogger-narrativo-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Al mondo esistono diverse tipologie di blogger questo si sa, ci sono quelli che viaggiano-fotografano, quelli che mangiano-escono-se-la-tirano, quelli che venderei-mia-mamma-per-un-lettore-in-più e così via&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi c&#8217;è una categoria a parte, praticamente gli &#8220;elfi&#8221; del cyberspazio, una specie in via di estinzione, la forma di blogger più pura: il <em>blogger narrativo</em>.</strong> Il blogger narrativo è quello che non scrive per curare la propria immagine o per promuoversi professionalmente anzi in genere non ha manco un ritorno di nessun tipo. Scrive poco, per il semplice gusto di farlo e lo fa pure bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di blogger ti affascina con le sue parole e le sue sensazioni; in un momento della nostra storia in cui se un testo è lungo centoquarantaUNO caratteri è già troppo, lui riesce a farti rallentare anche se solo per tre minuti e a portarti nel suo mondo, con ironia, sagacia e molta sincerità.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ammetto è senza alcun ombra di dubbio il blogger che preferisco leggere ma ammetto che è anche quello che per essere letto richiede maggior tempo e attenzione, ogni post va gustato come si deve, come si gusta un espresso appena macinato: non si beve al banco ci si mette seduti. Mi piace leggere i mille dubbi che si pone <strong><a title="Lara DiceNO" href="http://laradiceno.blogspot.it/" target="_blank">Lara</a></strong> o le <strong><a title="Donna con fuso" href="http://www.donnaconfuso.com/" target="_blank">avventure di un italoamericana</a></strong> che mi sbatte in faccia foto di un mondo che ho conosciuto solo in televisione o al cinema. Presuntuosamente mi stupisco nel constatare che un ex-di-Amici, adesso attore e modello, <strong><a title="Il blog di Paolo Stella" href="http://paolostella.wordpress.com/" target="_blank">sappia anche scrivere</a></strong> e che sia piacevole leggere i suoi post nonostante l&#8217;irritante semplicità con cui vive un mondo fatto di flash e riflettori&#8230; cavolo ce l&#8217;avrà un difetto &#8216;sto tipo?!<br />
So ache quando la vita mi va male mi basta leggere un post del <strong><a title="L'apprendista libraio" href="http://apprendistalibraio.blogspot.it/" target="_blank">mio libraio preferito</a></strong> per capire che&#8230; c&#8217;è a chi va peggio e difficilmente dimenticherò la risate che mi sono fatto nel leggere <strong><a title="Miparevastrano" href="http://miparevastrano.wordpress.com/" target="_blank">le avventure londinesi di un&#8217;amica</a></strong> che come me venera il cibo e il mangiarlo in buona compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono i blog che preferisco e chissà quante ce ne sono nei quali ancora non mi sono imbattuto, <a title="Machedavvero" href="http://machedavvero.it/" target="_blank">a volte diventano libri </a>a volte hanno dieci lettori ma sono i lettori più affezionati che uno &#8220;scrittore&#8221; potrebbe mai desiderare.</p>
<p>A tutti voi blogger narrativi grazie! Ci ricordate il bello di avere un blog per il semplice gusto di condividere e raccontare.</p>
<p>P.s.<br />
Di sicuro aggiornerò il post perché me ne verranno in mente altri</p>
<p>image | <a href="http://www.sxc.hu/photo/1345950" target="_blank">sxc.hu</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/14/il-blogger-narrativo/">Dio salvi il blogger narrativo</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<title>Il social media marketing è… come fosse antani</title>
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		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/11/social-media-marketing-come-fosse-antani/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 09:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Possibile che quando si parla di comunicazione, social media e marketing gli "addetti ai lavori" non riescano mai ad essere chiari, pragmatici e precisi? </p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/11/social-media-marketing-come-fosse-antani/">Il social media marketing è&#8230; come fosse antani</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; assurdo come spesso ci basta vedere un paio di virgolette per annuire ad un&#8217;affermazione senza aver capito assolutamente una mazza di quello che significa. Mi sono imbattutto in questa citazione che nella immagino dovrebbe avere lo scopo di chiarire alla massa cosa si intende per &#8220;social media marketing&#8221;, intanto leggila poi ne parliamo&#8230;.</p>
<blockquote><p>“<em>Creare valore per i clienti, progettando e mettendo a loro disposizione contenuti, iniziative, esperienze e possibilità pensate per realizzare contemporaneamente i vostri obiettivi e i loro bisogni.</em>”<br />
<a href="http://mafedebaggis.it/che-cosa-non-e-il-social-media-marketing" target="_blank">Mafe de Baggis</a></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Bene, ora che l&#8217;hai letta spero la tua reazione sia stata simile al mio professionalissimo &#8220;e quindi?!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Premetto</strong>: seguo da tempo Mafe de Baggis ed senza dubbio una professionista del suo settore -non sto assolutamente mettendo in dubbio la sua bravura ci mancherebbe-  ed è normale che la sua frase, estrapolata dal contesto, perda di chiarezza. Questo è solo un pretesto per un&#8217;osservazione di carattere più generale che va oltre la singola affermazione presa in questo caso come semplice esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo è che se io fossi un cliente o un libero professionista e leggessi quelle parole avrei forse ancora più dubbi di prima no?</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2ABgUJPx3Tc" height="370" width="620" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possibile che quando si parla di comunicazione, social media e marketing gli &#8220;addetti ai lavori&#8221; non riescano mai ad essere chiari, pragmatici e precisi?</strong> Persone che passano la loro vita a comunicare quando devono &#8220;raccontare&#8221; si perdono in un labirinto di tecnicismi o metafore comparative che sono efficaci sul momento ma che sono difficili da portare poi nella vita reale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarebbe più facile dire che l<strong>a comunicazione online </strong>(nella quale rientrano anche i social media)<strong> e il social media marketing</strong> non sono la stessa cosa?<br />
La prima serve a guidare il cliente nella scelta del linguaggio e dei mezzi con cui rivolgersi al proprio interlocutore (sia esso un professionista o una persona comune), affiancandolo quindi nella progettazione dell&#8217;identità del marchio e nel preservare, sulla base di determinate strategie &#8211; il marketing appunto- un&#8217;immagine e un&#8217;offerta coerenti ed efficaci. Solo così si può creare realmente valore.<br />
Il secondo, che viene spesso confuso con &#8220;<em>comunicare con gli utenti su Facebook</em>&#8220;, è l&#8217;insieme di quella strategie di vendita, persuasione e assistenza al consumatore che è opportuno praticare sui social network nel rispetto della natura di ciascuna singola comunità digitale, ovvero alcune strategie vanno bene per Facebook ma non per Twitter e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come? Il social media marketing non è &#8220;comunicare&#8221;? Secondo il mio personale parere no, non lo è. Non produce valore di per se&#8217; ma solo all&#8217;interno di una comunicazione ben più ampia e multicanale.<br />
E sarebbe opportuno che anche i professionisti cominciassero a tracciare il <strong>confine tra comunicazione e marketing</strong>, due facce della stessa medaglia ognuno con delle caratteristiche e degli scopri differenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La comunicazione è conversazione, il marketing è proposta.</strong> Entrambi con la propria dignità e la propria ragion d&#8217;essere.</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/11/social-media-marketing-come-fosse-antani/">Il social media marketing è&#8230; come fosse antani</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<title>Anastasia Chernyavsky. Se la Vita genera imbarazzo</title>
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		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/10/anastasia-chernyavsky-foto-censura-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 07:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Anastasia Chernyavsky]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una bella foto di Anastasia Chernyavsky di diversi anni fa che la ritrae nuda è arrivata su Facebook ed è stata censurata. Quando l'arte diventa volgare?</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/10/anastasia-chernyavsky-foto-censura-facebook/">Anastasia Chernyavsky. Se la Vita genera imbarazzo</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://styush.com/"><img class="size-full wp-image-7267" alt="Anastasia Chernyavsky" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/Anastasia-Chernyavsky-nuda-figli.jpg" width="600" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">photo by Anastasia Chernyavsky</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una bellissima figura femminile domina lo scatto, è una mamma, il suo seno è &#8220;sporco&#8221; di latte, in braccio ha la sua figlia più piccola mentre l&#8217;altra le abbraccia il fianco ad occhi chiusi e sognanti come a stringere la cosa più importante al mondo. Al collo la donna porta un vecchio modello di macchina, perchè sì lei è una fotografa e si chiama <strong><a href="http://styush.com/" target="_blank">Anastasia Chernyavsky</a>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa fotografia, scattata circa 4 anni fa, negli ultimi giorni dal blog della Chernyavsky è arrivata su Facebook (non sono riuscito a capire bene come e per mano di chi) ed è stata censurata, probabilmente dal software automatico che preserva la &#8220;comune decenza&#8221; sulla piattaforma o forse è stata segnalata da diversi utenti, questo non si sa con certezza. Il web, a cui piace tanto infiammarsi, <a href="http://donna.fanpage.it/nuda-con-i-suoi-due-figli-e-censurata-da-facebook-e-polemica/" target="_blank">si è quindi spaccato a metà</a> tra chi riteneva inopportuno che circolasse liberamente una foto che richiamava indirettamente la &#8220;pedofilia&#8221; ritraendo oltretutto un nudo integrale di donna e chi la definiva una dei più belli e dolci nudi artistici degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccolo qui tutto il nostro <strong>Sistema</strong>, il nostro fragile e paradossale sistema che traballa davanti a cosa? A un&#8217;immagine che raffigura nient&#8217;altro che la Vita, nel senso più completo possibile, immortalando chi la offre e chi deve ancora viverla. Un&#8217;immagine probabilmente casuale o comunque non ricercata in cui la potenza dell&#8217;essere donna e dell&#8217;essere madre travolgono l&#8217;osservatore con una naturalezza e una forza che rendono ogni parola assolutamente superflua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando l&#8217;arte diventa inopportuna?</strong> Dove si trova il confine che separa il desiderio di rappresentare la realtà e la bellezza dall&#8217;indecenza e la volgarità?</p>
<p style="text-align: justify;">Volgarità&#8230; fa sorridere essere costretti a tirare in ballo una simile parola davanti ad un seno bagnato di latte quando molti di noi non si fermano ad aiutare qualcuno che ha bisogno di aiuto per strada o quando ceniamo sorridenti in famiglia con in sottofondo la televisione che racconta il dolore del mondo. <strong>Non è forse questa la vera volgarità?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non punto il dito verso Facebook, che un&#8217;azienda privata tenti di tutelarsi in ogni modo possibile evitando situazioni compromettenti me lo aspetto, mi stupisco che ci sia la necessità di farlo. E se c&#8217;è questa necessità il problema è in chi vede qualcosa di sbagliato in una delle più belle rappresentazioni della maternità che io abbia mai visto.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che le bellezza risieda negli occhi di colui che guarda. Mi chiedo se non vi risieda anche l&#8217;imbarazzo?</p>
<p style="text-align: justify;">fonte | <a href="http://buulb.com/2013/06/09/la-meraviglia-che-resiste-alla-censura/" target="_blank">buulb.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/10/anastasia-chernyavsky-foto-censura-facebook/">Anastasia Chernyavsky. Se la Vita genera imbarazzo</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>E’ davvero questo il blogging? Lo chiedo a voi!</title>
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		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/06/che-cose-blogging-john-atkinson/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 14:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da una vignetta trovata per caso nascono tante domande su cosa sia realmente il blogging e su come venga percepito dagli altri utenti della Rete.</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/06/che-cose-blogging-john-atkinson/">E&#8217; davvero questo il blogging? Lo chiedo a voi!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://wronghands1.wordpress.com/2013/05/31/simplified-blogging/"><img class="aligncenter size-full wp-image-7224" alt="blogging" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/blogging.jpg" width="603" height="753" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in questa immagine frutto del vignettista/blogger <a href="http://wronghands1.wordpress.com/" target="_blank">John Atkinson</a> e ammetto che sul momento mi ha strappato un sorriso poi in realtà mi son chiesto se fosse veritiera o se non fosse più che altro ironica e poco verosimile.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio ieri infatti parlavo dell&#8217;<a title="I blog italiani: professionali, appassionati e un po’ markettari" href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/05/blog-italiani-dati-statistiche-2013-imageware/" target="_blank">Osservatorio sui blog Italiani pubblicato da Imageware</a> in cui troviamo un dato che poco si concilia con questa vignetta: il 63% dei blogger è spinto dalla passione per la scrittura e dal desiderio di esprimersi e condividere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora qualcosa non torna no?</p>
<p style="text-align: justify;">I vecchi post sono davvero come dei volantini sbiaditi e strappati rimasto appiccicati su un palo della luce come ce ne sono tanti nella nostra &#8220;città digitale&#8221;?<strong> I vecchi post finiscono in una sorta di oblio senza valore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La salvezza risiede tutta nel <strong>&#8220;post del giorno&#8221;</strong> presentato come si deve e con tutti i contatti per farsi rintracciare o da passare a un amico? Una sorta di annuncio che ha il solo scopo di promuoverci e nient&#8217;altro?</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri <strong>lettori non sono altro che dei passanti casuali</strong> un po&#8217; distratti che nell&#8217;intento di impegnare il tempo si fermano a spulciare &#8220;l&#8217;annuncio giornaliero&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">E infine i <strong>commenti</strong>&#8230; interazioni fittizie che hanno l&#8217;unico reale scopo di marcare il territorio e far notare il nostro blog all&#8217;autore di turno o ai lettori che passeranno di lì dopo di noi?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma è davvero questo il blogging?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/06/che-cose-blogging-john-atkinson/">E&#8217; davvero questo il blogging? Lo chiedo a voi!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>I blog italiani: professionali, appassionati e un po’ markettari</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RobaDaMatti/~3/zWipB3MEjcg/</link>
		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/05/blog-italiani-dati-statistiche-2013-imageware/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 07:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[Imageware]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una panoramica della blogosfera italiana frutto dei dati raccolti dalla società di consulenza e comunicazione Imageware nei primi mesi del 2013</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/05/blog-italiani-dati-statistiche-2013-imageware/">I blog italiani: professionali, appassionati e un po&#8217; markettari</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-7250" alt="osservatorio-blog-imageware" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/osservatorio-blog-imageware-222x300.jpg" width="222" height="300" />L&#8217;agenzia di consulenza e comunicazione <a href="http://www.imageware.it/" target="_blank">Imageware</a> nelle scorse ore ha reso pubblico un <strong><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/OsservatorioBlogComunicatoStampa4giugno2013.docx" target="_blank">Osservatorio sui Blog Italiani</a>, </strong>frutto di un questionario realizzato nei primi mesi del 2013, che fotografa la nostra blogosfera analizzando il rapporto dei blogger con le aziende, le loro fonti di informazioni e la loro professionalità.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il questionario é stato inviato ai principali blog italiani selezionati sulla base di utenti unici, visibilità e tipologia di contenuti (dal life style alla bellezza, dal design alla moda al cibo e al vino e ancora dalla tecnologia all&#8217;automobilismo).<br />
Solo in 125 hanno risposto; in realtà quindi si tratta di una percentuale abbastanza bassa che non necessariamente può essere considerata rappresentativa della totalità della blogosfera ma può comunque essere utile per dedurne un&#8217;idea di massima.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Obiettivo dell’indagine è comprendere le loro necessità e interessi, le loro fonti d’informazione, gli atteggiamenti verso le notizie che ricevono, i comportamenti che si aspettano dalle aziende che li contattano e le possibili forme di collaborazione tra azienda e blogger. L’analisi di questi aspetti, insieme a una mappatura della blogosfera e a un approfondito monitoraggio dei temi e delle notizie trattate dai blog, può aiutare a definire corrette strategie di comunicazione, collaborazione, relazione&#8221;<br />
</em>Imageware</p></blockquote>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Motivazioni</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">I principali motivi che spingono a creare un blog sono un forte bisogno di condivisione e confronto e il vedere il blog come uno strumento per dare ad altri il proprio parere di esperto o appassionato, nonché per dare il via ad una discussione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La passione per la scrittura e il desiderio di esprimersi spinge infatti il 65% dei blogger </strong>mentre un 47% afferma di voler sfruttare la possibilità di trattare le informazioni in maniera aperta e onesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 65% dei blogger che affermano di ricavare guadagni (di vario genere) dalla propra attività specifica che la pubblicità ne é la principale fonte.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene le motivazioni esposte finora abbiano un ruolo assolutamente rilevante molti blogger sembrano avere anche <strong>obbiettivi lavorativi</strong>: il 75% vorrebbe crescere professionalmente, il 36% diventare blogger a tempo pieno e il 30,4% guadagnare denaro.<br />
<span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Fonti di informazioni e di ispirazione</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Le fonti utilizzate sembrano essere assolutamente variegate e utilizzate spesso in contemporanea.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="line-height: 1.6em;">84% trae ispirazione per i propri post dall’esperienza personale, dimostrando una certa autonomia nell’ispirazione, nella definizione dei contenuti del proprio blog e nell’utilizzo di fonti che ha selezionato.</span></li>
<li><span style="line-height: 1.6em;">62% la ricerca su Internet ha un ruolo chiave nella decisione di cosa scrivere sul blog. </span></li>
<li><span style="line-height: 1.6em;">quasi il 54% dei blogger prende spunto dai comunicati stampa inviati dalle aziende o dalle agenzie di comunicazione</span></li>
<li><span style="line-height: 1.6em;">40% invece cerca spontaneamente comunicati stampa e prodotti da recensire</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> Altre fonti di ispirazione:  libri o articoli di testate (42%); eventi organizzati specificamente per i blogger (33,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 21% si ispira ai post di altri blogger e alle conversazioni con i propri lettori.<br />
<span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Guadagni e pubbliche relazioni</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Osservatorio ha delineato un po&#8217; meglio anche il rapporto tra blogger e aziende.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 42% dei blogger del campione analizzato afferma di avere contatti quotidiani con le aziende</strong> (via email, telefono o di persona) mentre oltre il 28% ha contatti più volte in una settimana e  solo il 19% intrattiene contatti sporadici.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che le aziende contattino i blogger principalmente per invitarli ad eventi ma anche per testare prodotti, verificare, assaggiare, commentare. Le categoria di blog che ricevono più prodotti da recensire: vino, tecnologia, bellezza e salute.</p>
<p style="text-align: justify;">In riferimento all&#8217;evidente e costante rapporto con le aziende, oltre l’80% dei blogger afferma di mantenere libertà di scelta e di opinione sui contenuti trattati. Il 47,7% crede che sia un bene mantenere rapporti con le aziende mentre il 41,2% desidera ricevere maggiori contatti e informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tutta questa analisi se ne deduce un quadro che mette in evidenza l&#8217;importanza che stanno assumendo i blogger più professionali, visti dalle aziende (e anche dai propri lettori) come influencer a tutti gli effetti. La maggior parte dei blogger desidera rendere la propria figura lavorativa e mi chiedo se ci si stia avvicinando sempre di più alla professionalizzazione avvenuta già da tempo nella cultura anglo-americana? E soprattutto&#8230; il &#8220;blogger narrativo&#8221;, quello che scrive per puro divertimento, spesso in modo estremamente ironico e personale, è in via di estinzione?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mattia Marasco<br />
<a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/mattiamarasco" data-show-count="false" data-lang="it">Segui @mattiamarasco</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonti</strong><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/OsservatorioBlogComunicatoStampa4giugno2013.docx" target="_blank"><br />
Osservatorio Blog Italiani by Imageware</a><br />
<a href="http://www.advertiser.it/201306046500/media/imageware-fotografa-i-blog-italiani-passione-professionalita-e-pubblicita" target="_blank">www.advertiser.it<br />
</a><a href="http://www.primaonline.it/wp-content/plugins/Flutter/files_flutter/1370354737OsservatorioBlogComunicatoStampa4giugno2013.docx" target="_blank">www.primaonline.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/05/blog-italiani-dati-statistiche-2013-imageware/">I blog italiani: professionali, appassionati e un po&#8217; markettari</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Case study: Virgin Active Italia e i social media</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RobaDaMatti/~3/gP3a98tw22o/</link>
		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/04/case-study-virgin-active-italia-social-media/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 08:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case Studies]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[community management]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Virgin Active]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.mattiamarasco.it/?p=7208</guid>
		<description><![CDATA[<p>Una panoramica di come Virgin Active Italia, nota catena di villaggi fitness, si muove sui social media e usa questi canali per promozione e fidelizzazione</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/04/case-study-virgin-active-italia-social-media/">Case study: Virgin Active Italia e i social media</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>Un mix efficace tra vendita e life coaching<br />
<span style="color: #ffffff;">.</span></em></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono un cliente Virgin Active quindi per deformazione professionale ho dato &#8220;un&#8217;occhiata&#8221; a come la nota catena di centri fitness  - sì sì esatto la stessa Virgin che produce bibite e vende dischi musicali &#8211; si muove all&#8217;interno dei social cosi italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Virgin Active Italia è presente su Facebook, Twitter e Youtube con risultati piuttosto buoni e ha un blog di cui però parlerò meglio dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151762251137166&amp;set=a.100356712165.111339.39390702165&amp;type=1"><img class="alignright size-medium wp-image-7210" alt="virgin-active-italia-ridere-facebook" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/virgin-active-italia-ridere-facebook-238x300.png" width="238" height="300" /></a>Il <em>brief</em> della presenza sui social media sembra essere quello di avere principalmente un ruolo di <em>coaching</em> nei confronti degli utenti (clienti o potenziali tali) trasmettendo energia e positività.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Facebook</strong> (dove la pagina al momento conta 63.065 mi piace e 991 persone che ne parlano) ciò significa che ai tradizionali aggiornamenti <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151909083852166&amp;set=a.100356712165.111339.39390702165&amp;type=1" target="_blank">promozionali</a> vengono affiancati costantemente aggiornamenti che mirano ad essere di motivazione e di ispirazione per chi li legge, senza dimenticare un pizzico di ironia.<br />
Le persone vanno motivate, vanno spronate, bisogna fargli percepire che sono in grado di fare tutto e raggiungere qualsiasi obiettivo se lo vogliono; sembra essere proprio questo il tono con cui gestito viene questo importante canale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151924790907166&amp;set=a.100356712165.111339.39390702165&amp;type=1&amp;relevant_count=1"><img class="aligncenter size-full wp-image-7209" alt="virgin-active-italia-facebook" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/virgin-active-italia-facebook.png" width="689" height="577" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Affidarsi all&#8217;ironia è una strategia assolutamente vincente perché strizza l&#8217;occhio a tutte quelle persone che si sentono in soggezione davanti alla parola &#8220;palestra&#8221; e con le quali è più facile dialogare se la si &#8220;butta sul ridere&#8221; senza prendersi troppo sul serio.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Facebook</strong>, forse indirettamente, la gestione tende ad alimentare anche il senso di community tipico dei villaggi Fitness che sono sia dei luoghi di benessere ma anche di forte socializzazione. Ecco quindi che la pagina promuove spesso  <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151931762107166&amp;set=a.100356712165.111339.39390702165&amp;type=1" target="_blank">eventi, feste, giornate a tema</a> o partnership con altri marchi aiutando l&#8217;utente a sentirts parte di qualcosa di reale e comunitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Twitter</strong> (3028 follower), dove si sa le immagini hanno un ruolo meno incisivo che su altre piattaforme, la strategia usata è integrativa a quella di Facebook. Purtroppo gli aggiornamenti di Facebook vengono fatti &#8220;rimbalzare&#8221; in automatico su Twitter (Errore! Due piattaforme, due linguaggi diversi) e a questi vengono affiancati tweet più informativi o di storytelling dagli eventi. Molto raramente questo canale viene usato per il servizio di <em>customer care</em>. Altro errore perché in realtà potrebbe essere uno degli usi più interessanti ed efficaci.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://twitter.com/virginactiveIT/status/336403134802972672"><img class="aligncenter size-full wp-image-7230" alt="virgin-active-italia-twitter" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/virgin-active-italia-twitter.png" width="528" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di questa piattaforma il brand punta molto anche sul suo Presidente e Direttore Generale <a href="https://twitter.com/lucavalotta" target="_blank">Luca Valotta</a> che è un po&#8217; il volto pubblico del marchio e che su Twitter si muove piuttosto bene. I due account di spalleggiano a vicenda ma nel secondo caso abbiamo senza dubbio una maggior interazione e adeguatezza al mezzo.<br />
A dimostrazione del fatto che l&#8217;azienda punta molto sul suo &#8220;volto&#8221; per rappresentare il brand: Vallotta viene presentato anche come il mittente di ciascuna newsletter mensile .</p>
<p style="text-align: justify;">Su <a href="http://www.youtube.com/user/OfficialVirginActive" target="_blank"><strong>Youtube</strong></a> (visualizzazioni attuali: 52,732) cominciano i veri dolori, troviamo poco più di una decina di video &#8211; eppure il canale risale al 2008- poi troviamo una playlist e qualche commento&#8230; mi sa che l&#8217;azienda non ha puntato molto su questo strumento e a parer mio invece, potevano essere interessanti dei video-tour di ciascun villaggio o delle clip delle lezioni per capire meglio a cosa va incontro un utente che si scrive ai corsi Virgin.<br />
Volendo progettare una campagna <em>ad hoc</em> per questo strumento perché non realizzare una serie di tutorial legati al benessere, alla buona alimentazione o dei video motivazionali?</p>
<p style="text-align: justify;">Il video promo del programma a numero chiuso &#8220;<a href="http://www.virginactive.it/servizi-e-corsi/servizi/trattati-con-cura" target="_blank">Trattati con cura</a>&#8221; è l&#8217;esempio perfetto per spiegare cosa NON si deve fare se si vuol provare a produrre un video, se non virale, perlomeno <em>web friendly</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/Blog-virgin-active-trattati-con-cura.png"><img class="size-medium wp-image-7237 alignright" alt="Blog-virgin-active-trattati-con-cura" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/Blog-virgin-active-trattati-con-cura-300x244.png" width="300" height="244" /></a>Per ultimo ho lasciato il <a href="http://www.virginactive.it/trattati-con-cura/blog" target="_blank"><strong>blog</strong></a>, aperto da pochi mesi per affiancare il programma di fitness &#8220;Trattati con cura&#8221; di cui ho scritto poco sopra e curato da una <a href="http://www.virginactive.it/trattati-con-cura/autori" target="_blank">squadra di professionisti </a>dediti non solo alla cura fisica dei clienti Virgin ma anche a quella mentale.<br />
I contenuti sono interessanti ed è senza dubbio un primo passo molto valido, noto però due cose: l&#8217;<a href="http://www.virginactive.it/trattati-con-cura/blog/post/trattati-con-cura/2013/04/29/carboidrati-angeli-o-diavoli-" target="_blank">assenza di formattazione del testo</a> che viene presentato senza paragrafi, grassetti o immagini di accompagnamento (inoltre i post sono piuttosto lunghi) e la scelta di aprire i commenti (e quindi l&#8217;interazione) solo a chi è cliente Virgin e ha sottoscritto il programma. Per quanto capisca l&#8217;esigenza di garantire una certa esclusività a chi ha preso parte al trattamento speciale a numero chiuso, la trovo una scelta un po&#8217; azzardata in un&#8217;epoca in cui il web è alla sua versione 2.0 e si basa proprio sullo scambio di valore gratuito e disinteressato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/virgin-active-italia-blog-commenti.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7226" alt="virgin-active-italia-blog-commenti" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/virgin-active-italia-blog-commenti.png" width="723" height="215" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho trovato molto interessante l&#8217;esperimento fatto da uno dei villaggio Virgin di Roma che ha organizzato un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=u_KJd9JZ8rM" target="_blank"><strong>blogger day</strong></a> invitando un gruppo di blogger a visitare loro il centro e a trascorrere una giornata tra benessere ed esercizi fisici. L&#8217;evento forse non è stato promosso e sfruttato come sarebbe stato opportuno ed è passato un po&#8217; in sordina ma è stato senza dubbio un tentativo valido e insolito, a mio avviso da perfezionare e ripetere in altri centri.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione la presenza sui social media di Virgin Active Italia nel suo insieme è un ottimo mix di promozione e motivazione degli utenti (in particolare di chi è già cliente), il brand dimostra complessivamente di muoversi abbastanza bene anche se ovviamente padroneggia meglio alcuni strumenti rispetto ad altri, primo tra tutti Facebook.</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/04/case-study-virgin-active-italia-social-media/">Case study: Virgin Active Italia e i social media</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<title>Se ti conoscono non ti leggono</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 08:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Chi ti conosce ha diverse ragioni per non essere interessato a ciò che scrivi nel tuo blog, alcune reali e sincere altre un po' meno limpide.</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/03/se-ti-conoscono-non-ti-leggono/">Se ti conoscono non ti leggono</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno degli errori più grandi che può fare una persona che decide di aprire un blog è quello di augurarsi che sia letto dalle persone che lo conoscono da tempo; almeno che non sia un personaggio pubblico, in base alla alla mia esperienza nella maggior parte dei casi questo non succede.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ti conosce ha diverse ragioni per non essere interessato a ciò che scrivi, alcune reali e sincere altre un po&#8217; meno limpide. Se ad esempio hai un amico intimo è probabile che preferisca parlare con te dal vivo e che desideri che sia tu a raccontargli direttamente le cose; beh questo è comprensibile no? Ma è uno dei casi più ottimisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7205" alt="ignore-ignorare-non-ascoltare" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/06/ignore-ignorare-non-ascoltare.jpg" width="620" height="404" /></p>
<p style="text-align: justify;">Molte persone al contrario faticano a immaginarci come individui che abbiano qualcosa da dire, forse perché loro per primi non ce l&#8217;hanno o forse perché ce l&#8217;avrebbero anche ma gli manca l&#8217;intraprendenza (che io preferisco chiamare ingenuità) per farlo. Non lo so questo, decidi tu quale delle due è più plausibile. Il fatto è che spesso chi ci è vicino tende, in buona fede, a cristallizarci nell&#8217;idea che si è fatta di noi e a rifiutare tutto ciò che può minare quell&#8217;incasellamento che trasmette tanta sicurezza. Cominciare a vederci come persone che scrivono, che scrivono cose interessanti e che gli altri leggono e stimano potrebbe essere davvero troppo da accettare. Ci vogliamo aggiungere forse un po&#8217; di invidia della nostra voglia di mettersi in gioco? Ma mettiamocela via&#8230; forse è quello che <strong>Machedavvero</strong> chiama &#8220;<a href="http://machedavvero.it/2013/03/il-comunismo-dellinfelicita/" target="_blank"><em>comunismo dell&#8217;infelicità</em></a>&#8220;?</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio consiglio? Ricordi quando dicevo che &#8220;<a title="Si può solo andare avanti" href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/03/21/machedavvero-comunismo-infelicita-invidia-reagire/"><strong><em>si può solo andare avanti</em></strong></a>&#8220;? Ecco, fallo. Vai avanti per te stesso. Troverai qualcuno che ti leggerà con piacere, <strong>cerca la gratificazione nei tuoi lettori, spesso si riveleranno amici inaspettati e persone altrettanto interessanti.</strong> Col tempo migliorerai sia nella scrittura che nei contenuti e chissà che anche i tuoi amici non possano ricredersi e fare il primo passo.</p>
<p style="text-align: justify;">image | <a href="http://www.wilhelmus.ca/2010/09" target="_blank">wilhelmus.ca</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/06/03/se-ti-conoscono-non-ti-leggono/">Se ti conoscono non ti leggono</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<title>Follower: sono osservatori attivi non fan. Le parole sono importanti!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/RobaDaMatti/~3/H5ynvuXT2qY/</link>
		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/30/follower-fan-seguaci-twitter-vip/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 10:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>I personaggi pubblici nostrani non hanno un gran bel rapporto con Twitter, molti abbandonano la piattaforma demoralizzati e offesi. Ma come mai? </p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/30/follower-fan-seguaci-twitter-vip/">Follower: sono osservatori attivi non fan. Le parole sono importanti!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa mattina ho letto un <a href="http://lettura.corriere.it/i-nostri-follower-non-sono-seguaci/?utm_source=feedly" target="_blank">interessante articolo di Antonio Polito</a> su &#8220;La Lettura&#8221; (periodico che consiglio a tutti i web addicted di tenere d&#8217;occhio ogni tanto) dedicato al difficile rapporto che i personaggi pubblici nostrani hanno con Twitter e la sua community: giornalisti che se vanno, sportivi che rispondono stizziti, attori che parlano ma non rispondono mai ecc. ecc. Polito sostiene che tutto ciò sia dovuto ad un sbagliato approccio, dei cosiddetti VIP, a questa piattaforma ma, per quanto sia un aspetto veritiero, secondo me non è l&#8217;unico.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7187" alt="listening-twitter" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/listening-twitter.jpg" width="600" height="355" /></p>
<p style="text-align: justify;">Polito ha perfettamente ragione nel sottolineare che i <em>followers</em> non sono necessariamente dei seguaci, come suggerirebbe la traduzione letterale, bensì semmai delle persone incuriosite e interessate ad un personaggio pubblico, pronte ad intervenire e ad interagire con lui: d&#8217;altronde è &#8220;lui&#8221; che ha deciso di scendere in piazza, chiacchierare un po&#8217; con i &#8220;paesani&#8221; è semplice cortesia.</p>
<blockquote><p>Forse l’incomprensione nasce dal modo in cui traduciamo la parola <em>follower</em>. Forse non vuol dire seguaci, ma segugi. <em>Follower</em> non equivale a fan, e neanche ad audience. Il numero di lettori-ascoltatori, in cui specchiamo il nostro ego di comunicatori e sul quale basiamo le nostre tariffe professionali, non è necessariamente equivalente al loro gradimento. Twitter lo svela. Il conflitto tra <em>old media</em> (chi è abituato a comunicare in maniera unidirezionale, cioè a parlare solo lui) e <em>new media</em> (chi è abituato a conversare in maniera pluridirezionale, cioè a rispondere) è epocale, e comincia a manifestarsi nella sua irriducibilità. Se dà fastidio affrontarlo, l’unica è accettare di essere troppo <em>old</em> per passare le serate colluttando con i <em>new</em>, e astenersi. Informare e conversare sono due attività molto diverse.<br />
<a href="http://lettura.corriere.it/i-nostri-follower-non-sono-seguaci/?utm_source=feedly" target="_blank"><em>I nostri follower non sono seguaci,</em></a> Antonio Polito</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Polito non ha tutti i torti, in effetti questo è effettivamente l&#8217;approccio di molti personaggi del giornalismo, dello spettacolo, della politica e della musica che pensano che un &#8220;seguace&#8221; sia per sua natura un individuo che approva tutto ciò che facciamo ma in loro difesa vorrei portare alla luce due fattori da tenere comunque presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno puramente tecnico e materiale: parlare con migliaia e migliaia di persone non è per niente semplice, il rischio di lasciare qualche tweet per strada purtroppo c&#8217;è e non necessariamente è il frutto di un atteggiamento snob da parte del nostro beniamino.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro fattore è invece culturale. <strong>Ammettiamolo siamo culturalmente dei criticoni, c&#8217;è poco da fare</strong>, per usare un clichè: durante i mondiali &#8220;ci sentiamo tutti allenatori di calcio&#8221;. Twitter amplifica senza dubbio questo aspetto e vicinanza virtuale unita con la reale distanza fisica inibisce i &#8220;freni educativi&#8221;, cioè ognuno di sente di poter dire tutto a tutti, spesso in modo decisamente colorito ma sappiamo bene che nella vita non funziona proprio così.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo me quindi il difficile rapporto delle nostre star con questo mezzo è sì il frutto di una sbagliata concezione dello strumento, come dice giustamente Polito &#8220;<em>le persone «popolari» tendono a usare Twitter più per amplificare la loro popolarità che per conversare</em>&#8221; ma è anche la conseguenza di un <strong>corto circuito culturale tutto nostrano</strong>, lo stesso che ci fa parcheggiare in tripla fila e avere un&#8217;idea figurata delle file alla cassa non lineare ma direi piuttosto circolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://sconnessa.wordpress.com/2012/08/02/magnini-se-ne-va-da-twitter-perche-la-gente-e-cattiva-e-giusto/" target="_blank">Sconnessa</a> sul suo blog, proprio riguardo questo aspetto, pone punto di vista che a mio avviso non dovrebbe essere sottovalutato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">per questa gente Twitter e Facebook  sono come dei sogni che si avverano. Perchè prima, quando c&#8217;era la televisione, potevano solo invidiare, criticare, odiare da lontano. Ora possono buttarlo in faccia alle celebrità, il loro odio, spesso travestito da satira scadente. E ottengono anche un&#8217;altra <strong>grandissima soddisfazione:</strong> irritarle. E poi, che soddisfazione aggiuntiva, postare la schermata dello scambio di battute col vip incazzato di turno, e ricevere su Facebook il plauso della folla.</p>
<div>Perciò, per non dar loro la soddisfazione, sarei tentata di consigliare a Magnini di restarci, su Twitter. Ma ragionandoci su un po&#8217;, io spero, veramente, <strong>che se ne vada.</strong> Lui e tutti quelli come lui, che sono rimasti scottati dal mezzo, e oltre a questo criticati come vecchi, <strong>incapaci di stare al gioco</strong> e prenderla con filosofia. Ma quale filosofia. Io vorrei vedere uno qualsiasi di questi Rambo da tastiera, di questi giustizieri da divano, alle prese con la mole di insulti travestiti da libere opinioni che ricevono questi personaggi.<br />
<em><a href="http://sconnessa.wordpress.com/2012/08/02/magnini-se-ne-va-da-twitter-perche-la-gente-e-cattiva-e-giusto/" target="_blank">Magnini se ne va da Twitter perchè la gente è cattiva. E’ giusto?</a></em></div>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se ti va di leggerlo sempre sul solito argomento tempo fa avevo scritto <a title="Scoprendo Twitter – VIP" href="http://blog.mattiamarasco.it/2011/03/01/scoprendo-twitter-vip/">questo post</a> &#8221;<a title="Scoprendo Twitter – VIP" href="http://blog.mattiamarasco.it/2011/03/01/scoprendo-twitter-vip/"><em>Scoprendo Twitter: VIP</em></a>&#8221; in cui sottolineavo proprio l&#8217;impossibilità di dialogo su Twitter con la maggior parte dei personaggi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Te che pensi?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono i Vip che scendono dall&#8217;Olimpo ma non accettano di parlare con la gente comune oppure è il &#8220;popolo&#8221; a farsi trascinare dall&#8217;invidia per chi ha una vita apparentemente più semplice e a dimenticarsi facilmente la civile educazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come dice Mentana, ci manca ancora un&#8217;educazione digitale?</p>
<p style="text-align: justify;">foto | <a href="http://blog.amsvans.com/open-mouth-insert-foot/" target="_blank">http://blog.amsvans.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/30/follower-fan-seguaci-twitter-vip/">Follower: sono osservatori attivi non fan. Le parole sono importanti!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?a=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?a=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?a=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?i=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?a=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?a=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?i=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?a=H5ynvuXT2qY:c_t9gHLx8xk:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/RobaDaMatti?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
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		<title>D’accordo lavori nella comunicazione ma sei un artista o uno scienziato?</title>
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		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/29/infografica-marketing-artista-scienziato-creativita-analisi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 09:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pensi di essere un comunicatore creativo e sempre originale o sei più portato per l'organizzazione del lavoro e l'analisi dei dati?</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/29/infografica-marketing-artista-scienziato-creativita-analisi/">D&#8217;accordo lavori nella comunicazione ma sei un artista o uno scienziato?</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario&#8230; lei mi crede pianista in un bordello.</em><br />
Jacques Séguéla</p>
<p style="text-align: justify;">Beh diciamocelo, i markettari non godono certo di una bella fama, nell&#8217;immaginario collettivo sono degli squali arraffasoldi che venderebbero l&#8217;anima al Diavolo pur di riuscire a convincere un esquimese a comprare del ghiaccio; forse non è del tutto sbagliato ma non sono certo solo questo. Gli esperti di marketing  sono anche i creativi che progettano campagne pubblicitarie che altrettanto prepotententemente si fissano proprio in quell&#8217;esatto immaginario collettivo ed emozionano il grande pubblico. Per citarne alcune: Apple &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=q4gF1PNhXNE" target="_blank">Think Different</a>&#8220;, Fiat &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=M6p2_tRVd64" target="_blank">Hellos</a>&#8220;, Dove &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=hibyAJOSW8U" target="_blank">Evolution</a>&#8220;, WWF &#8220;<a href="http://www.ads-ngo.com/2011/11/30/desertification-destroys-6-000-species-every-year-wwf/" target="_blank">Desertificazione</a>&#8220;, Wolkswagen &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=R55e-uHQna0" target="_blank">The Force</a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni altro settore lavorativo anche quello della comunicazione è complesso e variegato. Il comune denominatore probabilmente è quella figura mitologica chiamata &#8220;<a title="E’ imprevedibile e immanente, due visioni di una cosa chiamata Creatività" href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/01/28/creativita-definizione-osho-gilbert/" target="_blank">Creatività</a>&#8220;, il santo Graal dei comunicatori all&#8217;eterna di ricerca di forme di espressione nuove e originali. <a title="E’ imprevedibile e immanente, due visioni di una cosa chiamata Creatività" href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/01/28/creativita-definizione-osho-gilbert/" target="_blank"><strong>Ma esiste davvero?</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre pensate se e come rispondere a quella domanda esistenziale &#8211; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_risposta_alla_domanda_fondamentale_sulla_vita,_l'universo_e_tutto_quanto" target="_blank">la cui risposta è probabilmente 42</a> &#8211; ve ne faccio un&#8217;altra, sentite di essere un artista markettaro o uno scienziato del marketing?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa infografica realizzata da <a href="http://www.pardot.com/infographic/marketing-artists-marketing-scientists-infographic/" target="_blank">Pardot</a>, descrive molto bene la differenza tra le due figura, l&#8217;una creativa, incentrata sulla comunicazione pura e sul dialogo con il suo interlocutore finale e l&#8217;altra più metodica e analitica, concentrata sull&#8217;analisi dei dati e soprattutto dei risultati; entrambe fondamentali e complementari tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne pensate? A quale mondo appartenete?</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/Marketing-scienziato-Marketing-artista.png"><img class="aligncenter  wp-image-7170" alt="Marketing-scienziato-Marketing-artista" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/Marketing-scienziato-Marketing-artista.png" width="720" height="999" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte| <a href="http://www.pardot.com/infographic/marketing-artists-marketing-scientists-infographic/" target="_blank">www.pardot.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/29/infografica-marketing-artista-scienziato-creativita-analisi/">D&#8217;accordo lavori nella comunicazione ma sei un artista o uno scienziato?</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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		<title>Perché un cantante di Amici dovrebbe usare i social media</title>
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		<comments>http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/27/cantanti-amici-mariadefilippi-socialmedia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 May 2013 12:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BEST OF]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Maria De Filippi]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un cantante emergente dovrebbe usare i social media per raccontare se stesso in modo coerente ed efficace e fidelizzare così la propria nicchia di fan.</p><p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/27/cantanti-amici-mariadefilippi-socialmedia/">Perché un cantante di Amici dovrebbe usare i social media</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Facebook, Twitter, Instagram e Google+ rappresentano oggi una valida strategia di comunicazione per un cantante emergente</em></p>
<p>Non mi sto a dilungare nell&#8217;introdurre l&#8217;argomento quindi vado subito al sodo e premetto che la prima parte di questo post sarà un po&#8217; noiosa&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono due motivi per cui un cantante che proviene dal noto talent show di Canale 5 dovrebbe usare i social media e si chiamano: frammentazione del mercato discografico e coda lunga.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è piuttosto semplice da spiegare e si riferisce al vacillare di un sistema discografico elitario basato un tempo su 4 o 5 major internazionali messe a dura prova dalla diffusione delle innovazioni tecnologiche che è sfociata nella pirateria digitale e nella produzione musicale indipendente. A questi effetti il mercato internazionale ha reagito con una forte frammentazione dell&#8217;offerta dovuta alla proposta di numerosi &#8220;prodotti&#8221; indipendenti spesso diffusi con quegli stessi strumenti che hanno danneggiato il precedente assetto produttivo.</p>
<p>L&#8217;altro motivo si chiama &#8220;teoria della coda lunga&#8221;, cercherò di spiegarla in parole povere. Questa espressione, coniata da <strong>Chris Anderson</strong> in un articolo dell&#8217;Ottobre 2004 sulla nota rivista <i>Wired, </i>si riferisce al fatto che con l&#8217;arrivo delle tecnologie di distribuzione digitali è opportuno immaginare il mercato mondiale come una curva in cui nella parte alta troviamo pochi prodotti comprati da moltissimi individui e nella parte bassa e lunga &#8211; la coda appunto &#8211; centinaia di prodotti con pochi acquirenti ciascuno.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7131" alt="teoria-coda-lunga-musica" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/teoria-coda-lunga-musica.jpg" width="490" height="359" /></p>
<p style="text-align: justify;">Osserviamo l&#8217;immagine e proviamo ad applicare questa teoria al mondo musicale&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella &#8220;testa&#8221; gialla della curva avremo ad esempio una star internazionale con milioni di fan in tutto il mondo e che vende milioni di dischi, al contrario nella &#8220;lunga coda&#8221; verde avremo un milione di cantanti con centinaia o addirittura decine di fan ciascuno. Dal momento che dove i costi di magazzino e distribuzione sono elevati vengono venduti solo i prodotti più popolari la &#8220;coda lunga&#8221; diventa una teoria da prendere in considerazione poiché grazie ai media digitali, circola maggior denaro nella coda rispetto alla testa, e quindi i prodotti di nicchia hanno molte più possibilità di profitto.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza: la coda lunga permette di soddisfare le richieste musicali delle minoranze e di dare maggiore possibilità di scelta a ciascun individuo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"> &#8221;Oggi abbiamo venduto più libri tra quelli che ieri non sono affatto andati di quanti ne abbiamo venduti tra quelli che ieri sono andati&#8221;<br />
dipendente Amazon</p>
</blockquote>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span> Ma tutto questo cosa c&#8217;entra con i cantanti di Amici?</h3>
<p style="text-align: justify;">Un cantante di Amici (come quelli di qualsiasi altro talent show) si trova quindi di fronte a un mercato in cui è molto difficile sopravvivere ad alti livelli e in cui, usando un gergo del settore, &#8220;non si è mai arrivati&#8221; perché la competizione ma soprattutto l&#8217;<strong>offerta della concorrenza</strong> rimane costante e varia.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo fattore si aggiunge il fatto che il programma di Maria De Filippi introduce ogni anno nella musica italiana da tre a sei nuovi artisti circa (senza contare quelli degli altri programmi); ciò comporta che farsi notare in questa enorme e variegata offerta non è affatto facile, già riuscire a tenersi stretti il bacino di fan che la televisione ci ha regalato sarebbe un gran risultato considerando anche che pochi mesi dopo quel pubblico sarà già sottoposto all&#8217;offerta musicale dell&#8217;edizione successiva del programma.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-7134 alignright" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" alt="coda-lunga-socialmedia-musica" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/coda-lunga-socialmedia-musica-300x190.jpg" width="300" height="190" /><strong>I social media quindi, soprattutto per quei cantanti che all&#8217;uscita dal talent non hanno alle spalle un sostanzioso investimento da parte di case di produzione come la Universal, la Sony o la Warner Music, possono essere uno straordinario strumento proprio per perseguire questo scopo, ovvero massimizzare la fidelizzazione della sua nicchia di mercato, sulla quale lavorare per poi ampliare la propria visibilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I dati di ascolto parlano chiaro, secondo i dati Nielsen raccolti per Il Sole 24 Ore da varie centrali media fra il 24 novembre e il 18 aprile Amici avrebbe raccolto, lordo listino, 21,1 milioni di euro, cioè il 21% in più se si prendono in considerazione le puntate dello stesso periodo della stagione scorsa.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il talent in questo momento è uno dei generi fondamentali della tv generalista, nato sul desiderio delle persone comuni di mettersi in gioco e mostrare il proprio talento. Lo dimostrano gli innumerevoli programmi che arricchiscono i palinsesti delle tv in tutto il mondo&#8221;<br />
Giancarlo Scheri, direttore Canale 5</p>
</blockquote>
<p>Lo share medio finora è stato del 23,62% contro una media di Canale 5 in prima serata del 15,87% e il target di riferimento della trasmissione è la fascia di età 15-35, <a title="Gli Italiani e l’accesso a Internet" href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/01/30/dati-italiani-accesso-internet-audiweb/" target="_blank">fascia che con più facilità rispetto alle altre usa Internet e le nuove tecnologie</a>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Quindi quali canali usare?</h3>
<p style="text-align: justify;">(un consiglio: se l&#8217;artista non è in grado di seguire da solo questi canali è opportuno assumere -anche solo per una consulenza- un social media strategist che sappia come muoversi e quali strategie mettere in atto)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blog</strong> &#8211; un blog permette all&#8217;artista di tenere un diario pubblico aggiornato delle proprie sensazioni e delle &#8220;avventure lavorative&#8221; che sta attraversando permettendo ai propri ammiratori di restare aggiornati. E&#8217; uno strumento che permette un racconto più strutturato ed emozionale rispetto ai social network, oltre a facilitare l&#8217;inidcizzazione del proprio &#8220;marchio artistico&#8221; sui motori di ricerca. Da valutare l&#8217;assunzione di un <em>ghostblogger</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Facebook</strong> &#8211; una pagina Facebook ufficiale ben identificabile dalle decine di pagine create dai fan è un canale fondamentale per: ricordare ai fan la propria esistenza, sondare l&#8217;umore e i gusti del pubblico, studiare le statistiche profilate messe a disposizione da Facebook, realizzare campagne di advertising a basso budget ed estremamente mirate e infine attuare una efficace azione di storytelling con la quale raccontare se stessi, la propria professione e i traguardi raggiunti a tutti i propri ammiratori.</p>
<div id="attachment_7137" class="wp-caption aligncenter" style="width: 531px"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/ruben-mendes-amici-facebook.png"><img class="size-full wp-image-7137 " alt="ruben-mendes-amici-facebook" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/ruben-mendes-amici-facebook.png" width="521" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Ruben Mendes, cantante edizione 2013. Il suo errore ad oggi? Avere un profilo personale che ha raggiunto il limite di 5000 amici, un secondo profilo personale e una pagina pubblica gestita dal fanclub.. ergo: una comunicazione incoerente e a singhiozzo.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Twitter</strong> &#8211; uno strumento che richiede molta cura ma perfetto per un contatto diretto e personale con i propri ammiratori. Inoltre questo canale permette di entrare facilmente in relazione con altri personaggi pubblici legati al mondo della musica e di raccontare se stessi in tempo reale.</p>
<div id="attachment_7139" class="wp-caption aligncenter" style="width: 526px"><a href="https://twitter.com/VirginioNero" target="_blank"><img class="size-full wp-image-7139" alt="virginio-simonelli-twitter-amici" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/virginio-simonelli-twitter-amici.png" width="516" height="575" /></a><p class="wp-caption-text">Virginio Simonelli, cantante edizione 2011 usa con consapevolezza sia di Twitter (21.520 followers) &#8211; in prima persona &#8211; che Facebook (108476 iscritti) che Intagram (4935 follower). Nel suo caso forse progetterei una campagna advertising per aumentare il numero di fan della pagina Facebook.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Instagram</strong> &#8211; il principale strumento con cui portare avanti uno storytelling fotografico che difficilmente ha un ritorno immediato in termini di vendite ma che senza dubbio aiuta a rafforzare il proprio &#8220;brand&#8221; e la fidelizzazione dei propri fan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Google+</strong> &#8211; è un canale molto giovane ma in crescita costante. In Italia non ha ancora un peso reale nella <em>socialsfera</em> ma i continui aggiornamenti che Google sta apportando ai risultati di ricerca influenzandoli con i dati forniti dal social network lo rende un investimento a lungo termine importante per chiunque abbia bisogno di raggiungere un grande pubblico a cui offrire il proprio talento e voglia una buon posizionamento nei risultati di ricerca.</p>
<h3>Errori da non Fare?</h3>
<p><span style="line-height: 14px;">- lasciar gestire questi canali ad un familiare, un amico o un fan, per quanto appassionato il risultato non sarà professionale e gli aggiornamenti risulteranno inconsistenti, ripetitivi e autoreferenziali.</span><br />
<span style="line-height: 1.6em;">- controllare l&#8217;esistenza di account non ufficiali che potrebbero &#8220;sporcare&#8221; il brand e mettere in confusione i nostri fan e gli utenti internet.</span></p>
<div id="attachment_7140" class="wp-caption aligncenter" style="width: 533px"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/annalisa-scarrone-fake-twitter.png"><img class="size-full wp-image-7140" alt="annalisa-scarrone-fake-twitter" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/annalisa-scarrone-fake-twitter.png" width="523" height="671" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;account Twitter NON ufficiale (quello ufficiale è @NaliOfficial &#8211; 79697 follower) di Annalisa Scarrone, concorrente Amici 2001 che ha partecipato recentemente anche a Sanremo, ha un battibecco con il servizio assistenza TIM.</p></div>
<p style="line-height: 1.6em; text-align: justify;">- non prevedere la realizzazione di materiale fotografico e video indipendente dalla partecipazione al programma. Certo non si devono rinnegare le origini e la popolarità che il talent show ha dato all&#8217;artista ma una volta finita l&#8217;edizione è opportuno rendere autonomo il proprio brand da quello di Amici e quindi evitare costanti riferimenti al programma, ad esempio con la continua condivisione di esibizioni avvenute durante la partecipazione al talent.</p>
<p style="line-height: 1.6em; text-align: justify;">- non pensare che Twitter e Facebook siano la stessa cosa, sono due canali diversi con community e linguaggi differenti quindi si deve evitare di aggiornarli in modo automatico. In genere si tende a far &#8220;rimbalzare automaticamente gli aggiornamenti da Facebook a Twitter, questo è sbagliato!</p>
<div id="attachment_7143" class="wp-caption aligncenter" style="width: 423px"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/ottavio-de-stefano-facebook-amici.png"><img class="size-full wp-image-7143" alt="ottavio-de-stefano-facebook-amici" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/ottavio-de-stefano-facebook-amici.png" width="413" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">Ottavio De Stefano (edizione 2012) condivide spesso contenuti che raccontano in realtà poco dei traguardi musicali e discografici. Condividendo su Facebook (23098 iscritti) inoltre spesso video dal portale Mediaset delle sue esibizioni su Canale 5. Twitter è fermo dal 30 maggio 2012 (2143 follower).</p></div>
<div id="attachment_7144" class="wp-caption aligncenter" style="width: 533px"><a href="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/carlo-alberto-di-micco-twitter-amici.png"><img class="size-full wp-image-7144" alt="carlo-alberto-di-micco-twitter-amici" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/carlo-alberto-di-micco-twitter-amici.png" width="523" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Su Facebook (15381 iscritti): stessi errori di Ottavio De Stefano e pubblica forse troppo spesso aggiornamenti esplicitamente promozionali. Twitter (1388 follower) è attivo ma collegato in modo automatico a Facebook.</p></div>
<p style="text-align: justify;">- è sbagliato pensare che l&#8217;ossessione dei fan, il talento e gli aggiornamenti a raffica bastino a ricordare agli utenti la propria esistenza e a viralizzare i propri contenuti. Sarebbe opportuno prevedere un piccolo budget con cui massimizzare i risultati di pochi aggiornamenti mirati e studiati <em>ad hoc</em> e per progettare delle inserzioni pubblicitarie indirizzate per fascia di età e interessi.</p>
<div id="attachment_7147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 525px"><a href="https://www.facebook.com/VerdianaOfficial?fref=ts"><img class=" wp-image-7147 " alt="Verdiana-Zangaro-facebook-amici" src="http://blog.mattiamarasco.it/wp-content/uploads/2013/05/Verdiana-Zangaro-facebook-amici.png" width="515" height="715" /></a><p class="wp-caption-text">Verdiana Zangaro, una delle possibili vincitrici di questa edizione, ha una buona gestione della pagina Facebook (53374 iscritti) e di Twitter (2255 follower ma collegato a Facebook), probabilmente perchè in questo momento è supportata dalla casa discografica che sta promuovendo il disco appena uscito.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tirando le somme:</strong> la maggior parte dei canali social degli ex concorrenti di Amici sono gestiti in modo abbastanza &#8220;arrangiato&#8221;, passtemi il termine, solo <a href="http://www.virginiosimonelli.it" target="_blank"><strong>Virginio Simonelli</strong></a> sembra essere naturalmente predisposto ad un uso equilibrato e interessante di questi strumenti (<a href="http://instagram.com/virginionero" target="_blank">Instagram</a> compreso). Da questa impressione escludo i canali di artisti come Emma Marrone (1.802.916 iscritti <a href="https://www.facebook.com/emma.marrone?fref=ts" target="_blank">Facebook</a> &#8211; 194338 follower <a href="https://twitter.com/emma_marrone" target="_blank">Twitter</a> e 362465 <a href="https://twitter.com/MarroneEmma" target="_blank">quell&#8217;altro</a>&#8230; Usati in modo molto personale e informale. Ma perché due account ufficiali? ) e Alessandra Amoroso ( 1211978 iscritti <a href="https://www.facebook.com/AlessandraAmorosoOfficial?fref=ts" target="_blank">Facebook</a> &#8211; 274247 follower <a href="https://twitter.com/AmorosoOF" target="_blank">Twitter</a>) perché sembrano essere quelli su cui le case discografiche puntano maggiormente con una conseguente gestione dei social media che a una prima occhiata sembra professionale e non amatoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia nessuno sembra aver preso in considerazione la possibilità di una strategia di Facebook Advertising per la crescita dei canali stessi e una promozione dei concerti o degli album realizzati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mattia Marasco<br />
<a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/mattiamarasco" data-show-count="false" data-lang="it">Segui @mattiamarasco</a></strong></p>
<p><strong>Fonti<br />
</strong>immagine coda lunga 1: http://blog.alloy.it/2013/02/05/teoria-della-coda-lunga-per-piccole-aziende-prima-parte/<br />
immagine coda lunga 2: http://socialmediaview.blogspot.it/2009/02/alla-conquista-della-coda-lunga.html<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/<wbr />Coda_lunga<br />
</a><em id="__mceDel"><a href="http://www.paomag.net/sociologiamusica/tesi1/1_2.htm" target="_blank">http://www.paomag.net/<wbr />sociologiamusica/tesi1/1_2.htm<br />
</a></em><em id="__mceDel" style="line-height: 1.6em;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><a href="http://socialmediaview.blogspot.it/2009/02/alla-conquista-della-coda-lunga.html" target="_blank">http://socialmediaview.<wbr />blogspot.it/2009/02/alla-<wbr />conquista-della-coda-lunga.<wbr />html</a></em></em></em></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.mattiamarasco.it/2013/05/27/cantanti-amici-mariadefilippi-socialmedia/">Perché un cantante di Amici dovrebbe usare i social media</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.mattiamarasco.it">Roba da Matti</a>.</p><div class="feedflare">
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