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	<title>Roberto Chibbaro</title>
	
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	<description>Rete, reti e start up</description>
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		<title>La scrivania di Mark e l’Italia che affonda.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha pubblicato sul suo profilo la foto della sua scrivania nel suo ufficio. Un normale spazio, molto american startup. Se fosse stato in Italia avrebbero chiuso Facebook. Quella che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha pubblicato sul suo profilo la foto della sua scrivania nel suo ufficio. Un normale spazio, molto american startup. Se fosse stato in Italia avrebbero chiuso Facebook. <span id="more-1868"></span>Quella che vedete qui sotto è la foto che oggi Mark ha pubblicato <a href="http://www.facebook.com/zuck">sul suo profilo Facebook</a>.</p>
<p><a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2012/02/426414_10100230247154651_4_43369285_2050701101_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1869" style="margin: 3px;" title="Mark Zuckerberg's desk" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2012/02/426414_10100230247154651_4_43369285_2050701101_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>Appena l&#8217;ho vista ho subito fatto un paragone con il nostro paese</strong>: cosa sarebbe successo se questa scrivania fosse in un ufficio della burocratica e bizantina Italia? Anzitutto il tavolo non è a norma della legge 626, il colore è toppo chiaro, le scritte che sembrano tracciate con lo spray potrebbero contenere elementi tossici, ci sono cibi che potrebbero essere contaminati. Prima multa, e ammonizione per Facebook.</p>
<p>Poi, guardando con più attenzione si nota come ci sia un <strong>cavo volante alla base</strong> e anche sotto il tavolo. Seconda multa per violazione della 626 e ufficio dell&#8217;ispettorato del lavoro che inizia a pensare che il luogo sia una trappola mortale per chi ci lavora.</p>
<p>Ma attenzione&#8230;il solerte funzionario ha appena notato <strong>webcam in ogni computer</strong>, per cui si potrebbe arrivare al <strong>seguente dialogo</strong>:</p>
<p>&#8220;<em>quindi se volesse lei potrebbe videochiamare ogni suo dipendente per vedere dov&#8217;è?</em>&#8221;<br />
&#8220;<strong>In teoria si, ma perché dovrei farlo se non per lavoro?</strong>&#8221;<br />
&#8220;<em>Beh, ma capisce che astrattamente lei ha un sistema di sorveglianza dei lavoratori con telecamere? E&#8217; una gravissima violazione dello statuto dei lavoratori, dobbiamo chiudere FB in attesa di capire meglio. A proposito, questo cartello sul suo tavolo potrebbe essere intimidatorio per i lavoratori</em>, <strong>dove crede di essere, in URSS? Facimm&#8217;o piano quinquennale mò</strong>?&#8221;.</p>
<p>Ok, io ho un po&#8217; calcato la mano, ma potrebbe davvero succedere. Poi ci meravigliamo del perché in Italia le startup non nascono e i cervelli fuggono?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Radersi come faceva tuo nonno. E J. F. Kennedy.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 14:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una cosa che accomuna tuo nonno e il presidente Kennedy: gli strumenti con cui entrambi si facevano la barba. Rasoio di &#8220;sicurezza&#8221;, pennello, sapone o crema e una ciotola. Da oggi, anche io sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una cosa che accomuna tuo nonno e il presidente Kennedy: gli strumenti con cui entrambi si facevano la barba. Rasoio di &#8220;sicurezza&#8221;, pennello, sapone o crema e una ciotola. Da oggi, anche io sono della partita, dovreste esserlo anche voi .<span id="more-1842"></span></p>
<p>Certe volte una scelta vintage è una moda, altre una necessità, altre ancora una curiosità. Nel mio caso, la scelta di radermi con un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:1961_Gillette.jpg">rasoio di sicurezza</a> dual edge, ed abbandonare il multilama con testina a 65 lame (Gillette o Wilkinson per capirci) è stata dettata da un mix di fattori.</p>
<p>Vuoi il fatto che i multilama sono arrivati a costi mostruosi, vuoi il risultato di cui non ero pienamente soddisfatto, vuoi l&#8217;ecologia data la plastica che si produce, e complice un amico che mi ha fatto conoscere questo mondo, ho deciso di fare il grande salto. Cosi, complice il natale mi sono fatto regalare il kit che vedete in foto: rasoio <a href="http://www.shaving-shack.com/merkur-33c-classic.html">Merkur 33C</a>, pennello in puro tasso, lamette Merkur, crema da barba Taylor of Old Bond Street.</p>
<p>Che dire: i risultati sono meravigliosi, e la barba è di nuovo un piacere. Premesso che già l&#8217;insaponare la faccia con il pennello dopo avere montato la crema nella sua ciotolina da una sensazione di benessere straordinaria, il taglio fatto con la lametta è semplicemente straordinario. Non passi 4 pezzi di ferro, magari più di una volta perchè si blocca con la barba lunga. No, ne passi uno solo e casomai fai il contropelo. Stop. Finito.</p>
<p>Certo, non è un volgare pezzo di plastica, è una macchina e devi trattarla con rispetto finche non hai preso la mano: non devi premere come fai con i multilama, devi inclinare il rasoio, seguire il verso della barba, insomma devi concentrarti sulla rasatura. Ma in un mondo in cui corri sempre, non è meraviglioso regalarsi 10 minuti? All&#8217;inizio magari ti farai qualche piccolo taglietto, ma arrossamenti, fastidi, peli incarniti saranno solo un ricordo dopo poco.</p>
<p>In Italia i prezzi nei negozi sono altalenanti (lo stesso rasoio arriva a costare 60 euro o 250), ma on line risparmiate fino al 40%. Un rasoio di qualità va via con 30 euro, le lamette che cambierete ogni 3 barbe circa tra 80 centesimi (80! capito!!??) e 4 euro, sapone o crema da 5 euro in su, un pennello circa 35 euro ma arriverà ai vostri figli. E oltre al risparmio e al benessere, darete una mano all&#8217;ambiente e terrete in mano un pezzo della storia del costume maschile. Non per niente J.F.K. usava questo stesso rasoio. E vostro nonno anche.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alcune cose che ho imparato su Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo non tornavo a Londra, e con occhio critico posso notare le differenze e i motivi per cui l&#8217;Inghilterra è cosi ancorata ai suoi vecchi stili che le permettono di vivere in maniera discreta.
Dieci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo non tornavo a Londra, e con occhio critico posso notare le differenze e i motivi per cui l&#8217;Inghilterra è cosi ancorata ai suoi vecchi stili che le permettono di vivere in maniera discreta.<span id="more-1840"></span></p>
<p>Dieci cose che ho imparato in 8 giorni passati a Londra:</p>
<ol>
<li><strong>La Metro è pulita</strong>. Incredibile, non ci sono graffiti, zingari, i suonatori pagano la concessione del suolo e ci sono solo loro, e per terra rispetto ad una città come Roma sembra ci sia passata la cera. Roma sta a Londra come Londra sta a Mosca.</li>
<li><strong>I servizi pubblici costano un botto</strong>. Treni, autobus, metro, sono iper efficienti e puntuali, ma costano l&#8217;ira di Dio. Non parliamo poi di alcuni monumenti che viene da chiedersi se ti stiano prendendo in giro. In compenso molti musei sono gratuiti.</li>
<li><strong>Mangiare bene ovunque è un miraggio</strong>. O cucini in casa, o vai in posti straordinari (con costo relativamente alto), o prendi il fish &amp; chips risposta inglese all&#8217;hamburger americano. Dei due ancora devo capire quale faccia meno male.</li>
<li><strong>Tutti lavorano a Londra e la crisi pare che nessuno sappia cosa sia</strong>. Negozi strapieni, assortimento infinito di qualsiasi cosa, tantissimi italiani incontrati e tutti che avevano trovato lavoro subito. Gli stipendi sono alti, come il costo della vita, ma in proporzione molto meglio dell&#8217;Italia.</li>
<li><strong>Alcuni inglesi hanno strane abitudini</strong>. Ho visto un sacco di ragazze, signori, gente di mezza età, in maniche corte con 8 gradi. Poi ne ho visti altri senza scarpe camminare in metro e per strada. Capisco che le scarpe dopo 8 ore facciano male ma credo che la peste bubbonica sia peggio.</li>
<li><strong>L&#8217;inglese ha strane idee per le sue case.</strong> La moquette è ovunque, e non voglio immaginare che manutenzione richieda per tenerla minimamente pulita. I fornelli sono elettrici e non a gas, fare bollire dell&#8217;acqua richiede dalle 21 alle 36 ore. Non esiste il bidet. Ma cosa ancora peggiore non esistono i miscelatori nei lavandini: o ti lavi la faccia con il ghiaccio, o con lava liquida, scegli tu quale rubinetto.</li>
<li><strong>C&#8217;è poca polizia  o forse se ne vede poca</strong>. Qualsiasi sia la spiegazione (telecamere, agenti in borghese, gas soporifero nell&#8217;aria&#8230;) ho visto tre pattuglie in giro in 8 giorni. Nemmeno i bobbies sono più quelli di una volta.</li>
<li><strong>Nei negozi l&#8217;attenzione al cliente è straordinaria</strong>. Mai visti commessi cosi contenti, precisi, solerti e disponibili. E non in un negozio, ma in 100 su 100. Per spiegarmi meglio: se chiedi un&#8217;indicazione la ricevi, se non capisci ti accompagnano, se non hanno l&#8217;articolo arrivano a chiamare il distributore nazionale o UN ALTRO NEGOZIO CONCORRENTE per trovartelo, se devono perdere 30 minuti per un tuo dubbio lo perdono. In Italia invece, almeno nella mia personalissima esperienza anche se spendi cifre importanti sembra sempre che ti stiano facendo un favore, e anche di malumore.</li>
<li><strong>I saldi sono sacri</strong>. Tutti fanno saldi, e non escono mai cose di 5 anni fa che provano a spacciarti, ma è la collezione dell&#8217;anno e il prezzo è davvero l&#8217;originale. Si fanno molti affari ma bisogna cercare con il lanternino perchè tutti assaltano la merce in saldo.</li>
<li><strong>Il traffico di Londra ha del miracoloso</strong>. Nessuno commette infrazioni, nessuno parcheggia in doppia fila, nessuno parcheggia nei posti degli invalidi (multa e rimozione arrivano in meno di 5 minuti), nessuno strombazza il clacson, non c&#8217;è una buca nemmeno a pagarla oro, non ci sono tombini in mezzo alla strada. E milioni di persone si muovono senza bloccare il traffico, ma al massimo con qualche rallentamento&#8230;</li>
</ol>
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		<title>Un po tumblr, un po rivoluzione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inauguro una sezione post brevissimi, per associare una frase ad una foto, o segnalarvi qualcosa di piccolo ma interessante. La categoria, con molta originalità si chiamerà &#8220;brevi&#8221;. Oggi foto e frase. 
Spero mi perdoniate l&#8217;accostamento, che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguro una sezione post brevissimi, per associare una frase ad una foto, o segnalarvi qualcosa di piccolo ma interessante. La categoria, con molta originalità si chiamerà &#8220;brevi&#8221;. Oggi foto e frase. <span id="more-1829"></span></p>
<p>Spero mi perdoniate l&#8217;accostamento, che qualcuno certo, troverà eretico, ma quando ho visto questo articolo: <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2011/11/30/news/cervelli_in_fuga_perdiamo_un_milardo_l_anno_investimenti_fermi_a_dieci_anni_fa-25853645/?ref=HREC2-20">http://www.repubblica.it/cervelli_in_fuga_perdiamo_un_milardo_l_anno</a> mi è subito venuta in mente questa frase:</p>
<blockquote><p>&#8220;Davanti a tutti i pericoli, davanti a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, davanti a tutti i seminatori di discordia, davanti a tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, ancora una volta, la capacità del popolo di costruire la sua storia. (Ernesto Che Guevara)&#8221;</p></blockquote>
<p>Credo sia un appello perfetto ad imprenditori, startupper, under 45, ora più che mai. La rete è rivoluzione, no?</p>
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		<title>Wikipedia si autosospende contro il DDL intercettazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tira una brutta aria. E io che con scetticismo leggevo Grillo. Oggi è il caso dell&#8217;autosospensione di Wikipedia Italia contro il comma 29 del DDL Intercettazioni. 
Non so voi, ma io personalmente cercavo quasi quotidianamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tira una brutta aria. E io che con scetticismo leggevo Grillo. Oggi è il caso dell&#8217;autosospensione di Wikipedia Italia contro il comma 29 del DDL Intercettazioni. <span id="more-1814"></span></p>
<p>Non so voi, ma io personalmente cercavo quasi quotidianamente su Wikipedia, che poi per sicurezza comparavo anche con altre fonti. E Anche se con qualche piccolo errore, o qualche scherzo, 95 volte su 100 trovavo ciò che mi serviva. Oggi, all&#8217;ennesima consultazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011">leggo questo comunicato</a> di cui riporto un estratto che fa capire di cosa parliamo:</p>
<blockquote><p>Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l&#8217;obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che <em>il richiedente</em> giudichi lesivo della propria immagine.</p>
<p>Purtroppo, la valutazione della &#8220;lesività&#8221; di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all&#8217;opinione del soggetto che si presume danneggiato.</p>
<p>Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — <strong>indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive</strong> — di chiedere l&#8217;introduzione di una &#8220;rettifica&#8221;, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.</p></blockquote>
<p>Quindi, per fare un esempio: tutti noi, che abbiamo fatto almeno la 5a elementare sappiamo che l&#8217;uomo ha subito un processo evolutivo durato alcuni milioni di anni prima di diventare l&#8217;essere senziente che è oggi. Ma se io, fanatico religioso di una qualsiasi fede, decido di chiedere la rimozione di una pagina che spieghi il concetto darwiniano perchè offensivo per il mio culto, potrò farlo. E il gestore dovrà pubblicare una rettifica.</p>
<p>Ma supponiamo che una illuminata prassi leghi l&#8217;applicazione di questo comma solo alle affermazioni su singoli individui. Ebbene, nessuno potrà più scrivere che x o y sono corrotti, che z è mafioso. O meglio, potrà farlo, mapoi, a semplice richiesta dell&#8217;interessato dovrà pubblicare una rettifica che dica &#8220;No, z anche se ha 5 condanne passate in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, non è mafioso.&#8221;</p>
<p>Ora, san <a href="http://www.robertocassinelli.it/wp/">Cassinelli</a>, ci salvi tu o dobbiamo soccombere?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? UPDATE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 09:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.
Leggo con tristezza infinita che uno dei miti italiani del rock, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.<span id="more-1796"></span></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2011/10/03/vasco-rossi-denuncia-nonciclopedia/">Leggo con tristezza infinita</a> che uno dei miti italiani del rock, Vasco Rossi, ha denunciato il sito satirico Nonciclopedia. Si, parliamo proprio di Vasco, quello che riempiva gli stadi più di Madonna, Stones e gruppi vari, che a quanto racconta il Post decide che per una pagina, quella dove lo si diffamava o prendeva in giro a seconda dei punti di vista, va fatta una causa che i gestori non possono permettersi, dovendo quindi chiudere il sito.</p>
<p>Nonciclopedia non era ne un sito particolarmente divertente, ne particolarmente rappresentativo, tranne che di una cosa: la libertà della rete. Che non è mai diffamazione, dato che i gestori si erano offerti di rimuovere i contenuti giudicati diffamatori dai legali di Vasco, ma possibilità di dire la propria. Anche se stupida, inutile, nonsense appunto.</p>
<p>A questo punto, una riflessione urge: per quanto tempo rimarremo in silenzio? Fino a quando guarderemo gli attacchi (giusti o meno) alla rete, che portano via un pezzo di libertà alla volta, e ci gireremo dall&#8217;altro lato? Credo che ci sia un punto oltre il quale non si possa e non si debba andare. Un punto raggiunto il quale ci si debba alzare in piedi e dire: &#8220;no, più in là di cosi non si può&#8221;. La rete ha gli anticorpi per farlo.</p>
<p>Chiudo lanciando un appello agli amministratori di Nonciclopedia: vi va di lanciare una pubblica sottoscrizione via paypal per aiutarvi con le spese legali? Com&#8217;è che diceva quella formuletta? United We Stand?</p>
<p>AGGIORNAMENTO -<a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_ottobre_04/vasco-nonciclopedia-pace-cruccu_b552f0a4-eea5-11e0-bc1a-2283ac81b740.shtml"> Pace fatta tra Vasco e Nonciclopedia</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Economist preview: distruggere internet</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, io e l&#8217;Economist non siamo amici, ma manteniamo un rapporto civile. Nella preview che mi hanno inviato oggi dicono cose interessanti e che sposo. Quindi ve le segnalo. <span id="more-1788"></span> Non ho mai amato particolarmente &#8220;The Economist&#8221;  come forse saprete se avete letto qualcuno dei miei articoli passati. Ho sempre rimproverato loro un attegiamento verso l&#8217;Italia troppo carico di livore anche quando immotivato e inutile. Eppure, dato che anche un orologio fermo segna l&#8217;ora giusta almeno due volte al giorno, quando scrivono cose che condivido li cito e li sposo.</p>
<p>Ho appena ricevuto la preview del numero in edicola da domani, e come posso non segnalarvi il triste ma reale pezzo sulle proposte di alcuni governi di mantenere un certo controllo sulla rete?  L&#8217;articolo si intitola &#8220;In praise of chaos&#8221; (sezione <strong><em>Leaders</em></strong>) e già qui ti viene voglia di prendere il telefono e chiamare qualche politico per chiedere: &#8220;Pronto, McFly? C&#8217;è nessuno in casa?&#8221;.</p>
<p>Poi fortunatamente va peggio. Perchè c&#8217;è anche l&#8217;articolo di copertina &#8220;<strong>Be afraid&#8221;</strong> sullo stato e le prospettive sempre più scure dell’economia mondiale in mano a politici poco coraggiosi e convinti (sezione<em> </em><strong><em>Leaders</em></strong>). Insomma la storia di Merkel, Sarkò, Cameron e BCE ostaggio di banche d&#8217;affari, sppeculatori e compagnia (poco) bella.</p>
<p>Erano anni che non vedevo due pezzi interessanti, e condivisibili insieme. Compratelo domani, merita.</p>
<p><strong>PS se ancora vi è rimasto un pò di buonumore</strong> vi vorrei segnalare il mio nuovo idolo: <a href="http://www.facebook.com/alessiorastani" target="_blank">Alessio Rastani</a>. Al di là dell&#8217;impostazione nazional popolare della sua pagina, del personaggio molto casareccio, uno che va sulla BBC e dice &#8220;Goldman Sachs governa il mondo, non i governi&#8221; va solo abbracciato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/aC19fEqR5bA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Ci vediamo in TV</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 16:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se  martedi 27 settembre vi collegate verso le 17 su La3, canale 143 di Sky, troverete una trasmissione che si chiama Smart &amp; Apps, ospite della puntata il sottoscritto che parlerà di sviluppo del mobile e amenità varie. <span id="more-1781"></span>Solo una breve nota di servizio per segnalarvi la mia presenza sulle frequenze de La3 per parlare di applicazioni e futuro del mobile in Italia. Spazieremo anche su altri argomenti, sempre a tema tecnologico  ma con una piccola (spero di no) incursione nel mondo delle moto. Che c&#8217;entrano le moto direte voi? Beh, <a href="http://www.riderpedia.com" target="_blank">Riderpedia</a> vi dice nulla?</p>
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		<title>Venture, problema di trasparenza in Italia?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 12:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarò Biancaneve, sarò Cappuccetto Rosso, ma alcune cose mi lasciano basito: chiedere informazioni sul venture capital in Italia è come chiedere informazioni su Ustica. Tanti silenzi e alcuni non so/non ricordo/tengo famiglia&#8230; Oggi stavo pensando ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò Biancaneve, sarò Cappuccetto Rosso, ma alcune cose mi lasciano basito: chiedere informazioni sul venture capital in Italia è come chiedere informazioni su Ustica. Tanti silenzi e alcuni non so/non ricordo/tengo famiglia&#8230; <span id="more-1775"></span>Oggi stavo pensando che in Italia manca un servizio come <a href="http://www.thefunded.com/">The Funded</a>, il popolare sito americano che permette a chi ha avuto contatti con business angel, seed investor, venture capital di dare un giudizio anonimo sulla propria esperienza. Niente di cosi strano: il mercato è trasparenza sempre, anche dove girano tanti NDA. Per cui non è un reato di lesa maestà dire che ti ho scritto una mail e che tu l&#8217;hai cestinata senza leggerla, o che non sei puntuale agli appuntamenti. Ancora meglio: posso dire se sei un venture reale, attento, bravo, se mi dai un valore aggiunto, o se sei un simpatico guitto.</p>
<p>Cosi, pensando a questa mancanza ho postato questo messaggio su tutti i social network che frequento: &#8220;<em>Dato che in Italia non esiste The funded (sito che valuta le esperienze con i VC/Seed) sotto i 200k da quale angel/venture andresti?</em>. Le risposte sono state scarse e di vario segno, le più articolate le ho avute sul gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/groups/italianstartups?ap=1">Italian Startup Scene</a> dove invece si è sviluppato un discreto feedback con partecipazione anche di coloro che sono più addentro al mondo VC. Giudicate voi, non voglio influenzarvi con giudizi su quello che hanno scritto gli altri.</p>
<p>Dove invece mi sento di esprirmi, e intgralmente, è sul fatto che in Italia c&#8217;è un silenzio tombale sulla scena fondi, siano essi VC, Seed, Angel, Wannabe. E questo come dicono all&#8217;estero &#8220;no buono amigo, no buono&#8221;. Pertanto, se vorrete raccontare la vostra esperienza, siete i benvenuti. Se no, inizio a pensare ad un the fundend &#8220;de noantri&#8221; dove postare anonimamente. No informazione, no party.</p>
<p>PS: nel frattempo, in Europa le startup dicono <a href="http://eu.techcrunch.com/2011/07/11/datasift-the-little-startup-from-europe-that-could-tctv/" target="_blank">questo</a>, i VC pensano <a href="http://eu.techcrunch.com/2011/07/18/destin-european-vc-needs-revolution-not-evolution/" target="_blank">questo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crowdfunding, timidi segnali in Spagna con SeedQuick</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 11:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[CrowdFunding]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
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		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il crowdfunding è la next big thing nel mondo delle startup, ma governi miopi e legislazioni indegne ne hanno finora fermato lo sviluppo. Tuttavia, il mercato manda segnali di insofferenza e qualcosa inizia a muoversi. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il crowdfunding è la next big thing nel mondo delle startup, ma governi miopi e legislazioni indegne ne hanno finora fermato lo sviluppo. Tuttavia, il mercato manda segnali di insofferenza e qualcosa inizia a muoversi. <span id="more-1762"></span>Come avrete letto più volte su questo blog, sostengo il crowdfunding con ogni mia forza. Qualcuno forse ricorderà FundMeUp. E sebbene iniziative di successo come <a href="http://www.kapipal.com/" target="_blank">Kapipal</a> permettano di finanziare diversi tipi di idee (beneficenza, viaggi, progetti vari), non è ancora possibile finanziare idee d&#8217;impresa se non con donazioni, senza ritorni economici per i donanti.</p>
<p><a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.23.16.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1764" style="margin: 4px;" title="Schermata 2011-07-13 a 09.23.16" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.23.16-300x214.png" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p>Tuttavia qualcosa in Usa ed Europa inizia a muoversi e oggi vi presento la spagnola <a href="http://www.seedquick.com/" target="_blank">SeedQuick</a>, che pare muovere un timido passo verso il finanziamento diffuso. In pratica dopo una registrazione, si può inserire il proprio progetto, tra l&#8217;altro specificando con un video idee e funzionamento dello stesso. Tutti gli iscritti possono vederlo, e l&#8217;imprenditore riceve un feed sui vari aspetti del progetto: finanziario, logistico/infrastrutturale, commerciale, etc.</p>
<p>Alla fine della fase di valutazione e sviluppo, si passa a quella di valorizzazione del progetto. E qui secondo me si trova il punto debole di ogni progetto simile. Non vedo come la legislazione spagnola possa permetta uno scambio di quote/denaro senza tutti gli orpelli e i freni burocratici connessi. Perchè è li il punto: o mi permetti di farlo in due minuti via paypal e mi dai una ricevuta, o se devo andare dal notaio/ufficio/etc tengo i soldi ben stretti in tasca.</p>
<p>Per capire meglio ho voluto intervistare <strong>uno dei responsabili del progetto Javier Martin</strong>, autore tra l&#8217;altro dell&#8217;ottimo blog <a href="http://www.loogic.com" target="_blank">Loogic.com</a>. Conoscendo la legislazione spagnola, per aver vissuto e studiato li &#8220;derecho&#8221;, ricordavo che un passaggio di quote sociali necessitasse di burocrazia, il che rende antieconomico il tutto per importi tra 100 e 500 euro, cioè il target di un funding veramente crowd.<a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.21.48.png"><img class="size-medium wp-image-1763 alignright" style="margin: 4px;" title="Schermata 2011-07-13 a 09.21.48" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-13-a-09.21.48-300x158.png" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p><strong>Domanda</strong>: &#8220;<em>Como funcionarà exactamente el crowfunding? Quiero decir, en Espana para partecipar en una empresa (s.a., s.l.) con una cuota non necessitas de un notaro? Si fuera asi, non es antieconomico i de dificil realizaccion invertir entre 100/500 euros?</em>&#8220;(Come funzionerà? Ci vorrà un notaio?)</p>
<p><strong>R.</strong>&#8220;<em>La forma legal en la mayoría de los casos será con un pacto de socios, que firmarán el emprendedor y el inversor de forma privado. Esto tiene validad legal entre las partes, no ante un tercero, pero en la mayoría de las operaciones que se realizan en una empresa no es necesario ir al notario.&#8221; </em>(si tratterà di un patto tra soci, inopponibile a terzi, ma valido tra le parti)</p>
<p><em></em>Ma questo punto <strong>mi sorge il dubbio</strong>: chi investe avrà la proprietà? O invece si tratta di una sorta di prestito garantito?</p>
<p><strong>D.</strong> &#8220;<em>Es corecto que el inversor non tendrà propriedad de la empresa (equity, etc) ma serà como un prestamo garantizado?</em>&#8221;</p>
<p><strong>R.</strong> &#8220;<em>Pueden ser las dos opciones, puedes ofrecer un porcentaje de tu empresa o puedes ofrecer cuentas en participación con las cuales el inversores accede a una parte de los beneficios pero no es accionista</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ho anche chiesto, per esplorare quelli che possono essere i punti di debolezza di un progetto simile</strong>:</p>
<div><strong>D.</strong> &#8220;<em>Como estan garantizados los usuarios que inverten en una empresa de seedquick? No digo el riesgo de empresa, digo que alguien utiliza el sitio web para una fraude&#8230;</em>&#8220;</div>
<div><strong>R.</strong> &#8220;<em>No podemos ofrecer garantías más allá de la supervisión que hagamos nosotros y haga la comunidad para ver si se trata de un proyecto serio. Igual que te pueden estafar por esta plataforma podría suceder en el mundo real cuando alguien busca financiación en otro tipo de foros offline.</em>&#8220;</div>
<div>Chiaro, <strong>quello che succede on line può capitarti off line</strong>, e la fase di valutazione da parte della comunità può fare la reale differenza. Infine sicocme sono curioso:</div>
<div>D. &#8220;<em>Cuando se abre la fase de funding?</em>&#8220;</div>
<div>R. &#8220;<em>Cuando finaliza el plazo de crowdsourcing</em>.&#8221;</div>
<div><strong>Ok, qualcuno vuole fare un esperimento con me?</strong> Mettiamo 10 euro a testa e facciamo una piccola cordata per vedere se funziona tutto?</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosa leggo, mobile edition</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 09:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stato rimproverato da un uomo che è in grado di parlare in PHP e Javascript: argomento la mia preparazione tecnica sul mobile. Inutile spiegargli che io sono un Magic Hustler in azienda, un pifferaio ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato rimproverato da un <a href="http://www.fullo.net/blog/" target="_blank">uomo</a> che è in grado di <em>parlare</em> in PHP e Javascript: argomento la mia preparazione tecnica sul mobile. Inutile spiegargli che io sono un Magic Hustler in azienda, un pifferaio magico. Il signore in oggetto non ha sentito ragioni e mi ha dato da studiare un bel pò di roba.<span id="more-1754"></span></p>
<p><strong>Incredibile a dirsi mi sto appassionando</strong>. Non tanto al lato tecnico, quello lo digerisco mio malgrado, ma ai meccanismi che stanno dietro molte delle app più di successo, dalla probabile edicola digitale di Apple, alla frammentazione del mercato android. Sono interessanti persino i meccanismi che le aziende hanno pensato per tenere fuori o eliminare concorrenti sgraditi o indipendenti troppo ingombranti. <strong>Sembra Monopoly, versione mondo informatico.</strong></p>
<p>Se avete interesse in materia, sono <strong>letture non leggerissime ma scorrevoli</strong>, che vi consiglio vivamente, persino sotto l&#8217;ombrellone.</p>
<p>Iniziamo con o&#8217;re, <a href="http://oreilly.com/catalog/9780596807795" target="_blank">O&#8217;Reilly &#8220;Programming the Mobile Web&#8221; di Maximiliano Firtman</a>, si occupa non solo di Android e iOS, ma in generale di tutto l&#8217;ambiente Mobile e delle nuove opportunità date da webapp e html5. Me lo hanno spacciato per <em>basic, </em>ma non fatevi ingannare<em>.</em></p>
<p>A seguire sempre da O&#8217;Reilly &#8220;<a href="http://oreilly.com/catalog/0636920001133/" target="_blank">Tapworthy - Designing Great iPhone Apps</a>&#8221; di Josh Clark. Non pensavate davvero di uscirvene senza un approfondimento sul fantastico mondo dorato della mela no?</p>
<p>A seguire non ci vogliamo fare mancare neanche Wp7 con &#8220;<a href="http://oreilly.com/catalog/0790145301437" target="_blank">Windows Phone 7 Plain &amp; Simple -Your easy, colorful, SEE-HOW guide to Windows Phone 7!</a>&#8221; di Michael Stroh. Titolo più da album da colorare ma ok, meglio di una cosa alla &#8220;in deep mathematical code for people with three degrees&#8221;.</p>
<dl></dl>
<p>Mi manca qualcosa di approfondito su Android: ok, non troppo approfondito. Consigli? Cosi poi creiamo la libreria di MakeMeApp <img src='http://www.robertochibbaro.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>NB:</strong> i libri segnalati sono in inglese.</p>
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		<title>Lavorare in una startup</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 13:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi inauguriamo una <strong>nuova categoria di post del blog: Lavoro@Startup</strong>. Dato che molto spesso contatto amici e conoscenti per dei lavori che non faccio in house, o vengo contattato per segnalare qualcuno per compiti specifici, perchè non condividere queste informazioni e fare incontrare domanda e offerta?</p>
<p>Mi rendo conto che la prima obiezione è: &#8220;ma già ci sono i siti dedicati&#8221;&#8230;beh, anzitutto il livello di specializzazione/richiesta/urgenza è tale per cui usare un sito diventa poco pratico/sconveniente. Si potrebbe usare LinkedIn, ma l&#8217;intenzione del canale è quella di segnalarvi solo persone che assumerei o per cui lavorerei, creando una sorta di circolo della fiducia allargato. Magari poi raccontate anche come è andata.</p>
<p>Se hai già qualcosa da segnalare, scrivimi o lascia un commento, ci faro un post.</p>
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