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	<title>Roberto Chibbaro</title>
	
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		<title>Quanto è pulito il tuo cloud?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 19:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esplosione del cloud computing ha portato le aziende fornitrici a moltiplicare le proprie richieste energetiche. Quanto incide questo sull&#8217;ambiente? Greenpeace ci racconta quello che le aziende spesso non dicono. Si parte con iCloud di Apple.
Si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esplosione del cloud computing ha portato le aziende fornitrici a moltiplicare le proprie richieste energetiche. Quanto incide questo sull&#8217;ambiente? Greenpeace ci racconta quello che le aziende spesso non dicono. Si parte con iCloud di Apple.<span id="more-1912"></span></p>
<p>Si chiama &#8220;How Clean is Your Cloud?,&#8221; ed è il report di Greenpeace sull&#8217;impatto ambientale del cloud computing, o meglio dell&#8217;energia necessaria a muovere tutto.  Come fanno Amazon, Microsoft, Yahoo, Apple e le principali aziende americane ad alimentare le loro crescenti richieste di elettricità? Cosa consumano gli 80 data center per arrivare a produrre il cloud?</p>
<p>Si parte con il primo spot di una serie che prende di mira Apple tra iCloud, carbone, montagne sventrate e inquinamento, tutto nello stile fresco della compagnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/llv6rtuK36I" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>CrowdFunding, in America è (quasi) realtà</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 11:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle norme più rivoluzionarie del settore startup sta per diventare legge (e realtà) negli USA: qualsiasi imprenditore potrà raccogliere fondi direttamente dai risparmiatori e senza quotarsi in borsa. Ecco un&#8217;analisi del Crowdfund ACT.
E&#8217; un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle norme più rivoluzionarie del settore startup sta per diventare legge (e realtà) negli USA: qualsiasi imprenditore potrà raccogliere fondi direttamente dai risparmiatori e senza quotarsi in borsa. Ecco un&#8217;analisi del Crowdfund ACT.<span id="more-1906"></span></p>
<p>E&#8217; un semplice nome, frutto di intense battaglie. Probabilmente il futuro dello sviluppo industriale e tecnologico in America, anche se in che misura ce lo diranno il mercato e il successo delle aziende così finanziate. E&#8217; una (quasi) legge e si chiama <a href="http://www.scottbrown.senate.gov/public/index.cfm/2012/3/sens-scott-brown-merkley-bennet-introduce-bipartisan-crowdfund-act">CrowdFund ACT</a>, applicazione concreta e legalizzata del concetto di <a title="Crowdfunding, timidi segnali in Spagna con SeedQuick" href="http://www.robertochibbaro.it/2011/07/13/crowdfunding-timidi-segnali-in-spagna-con-seedquick/">crowdfunding</a> di cui ho parlato spesso dentro e fuori dal blog.</p>
<p>Perché è <strong>rivoluzionaria</strong>? <strong>Il Crowdfund ACT</strong>, collegato al J.O.B.S. ACT, è  un provvedimento di legge <em>bipartisan </em>che permetterà a chiunque di investire il proprio denaro in una startup acquistandone piccole quote, di farlo attraverso portali regolamentati e controllati, e di farlo secondo determinate regole e offrendo certe garanzie.</p>
<p><strong>Cosa significa</strong> questo? Che non ci sarà bisogno di comprare le azioni di una mega azienda X in borsa, ma che se credi in un prodotto, perché lo conosci, lo hai sperimentato, o perché magari hai smesso di fumare e vuoi reinvestire quei 3.000 € l&#8217;anno che ti sono rimasti in tasca, puoi farlo nella fase in cui ancora è <em>piccola</em>. E&#8217; un&#8217;idea, un fiore ancora da raccogliere. Ma ancora meglio, significa che <strong>se hai la stoffa dell&#8217;imprenditore e vivi in Culonistan</strong> (un culonistan entro i confini degli US&#8230;) puoi avere accesso a finanziamenti che altrimenti ti sarebbero preclusi.</p>
<p><strong>Ovviamente ci sono delle garanzie</strong> per difendere i risparmiatori dai truffatori vari che sicuramente hanno già messo gli occhi sul sistema:</p>
<ul>
<li>puoi racimolare fino ad un milione di dollari ma SOLO attraverso portali autorizzati e controllati dalla SEC (una Consob che funziona&#8230;meglio diciamo)</li>
<li>Puoi investire solo una quota de tuo reddito (5% fino a 100k dollari di reddito, il 10% da 100k in su)</li>
<li>I portali devono offrire protezione dalle truffe e materiale informativo sui rischi connessi con investimenti di questo genere.</li>
</ul>
<p>Ok, questo non elimina ogni rischio, ma ne elimina il 99%. Tra l&#8217;altro il provvedimento, che come accennavo è collegato al <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/03/jobs-act-liberalizzare-il-crowdfunding/" target="_blank">J.O.B.S. ACT</a>, vede in discussione, prima della sua approvazione, un emendamento che renderà obbligatorio un controllo molto stretto sui dati finanziari e i meccanismi interni di utilizzo del denaro.</p>
<p>L&#8217;opportunità è unica, e io credo che possa ancor a una volta sparigliare le carte in Silicon Valley. Riuscirà il miope e sonnolento governo dell&#8217;Europa a fare qualcosa di simile?</p>
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		<title>Barcellona, il forum e l’emerging country…</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 23:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensieri sparsi sul Mobile Forum, su Barcellona che ho trovato cambiata dallo scorso anno, e su come l&#8217;Italia e la Sicilia siano visti dall&#8217;estero in maniera molto particolare. Anche quest&#8217;anno come negli ultimi 4 anni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensieri sparsi sul Mobile Forum, su Barcellona che ho trovato cambiata dallo scorso anno, e su come l&#8217;Italia e la Sicilia siano visti dall&#8217;estero in maniera molto particolare. <span id="more-1898"></span>Anche quest&#8217;anno come negli ultimi 4 anni sono stato al Mobile world Congress di Barcellona, che in quattro giorni mostra quasi tutto il meglio e il peggio della produzione mobile e della città di Barcellona.</p>
<p>Quest&#8217;anno voglio riassumere il forum e la città separatamente con due liste da dieci punti.</p>
<p>BCN:</p>
<ol>
<li>Trasporti eccellenti. Poco traffico, prezzi alti purtroppo, ma servizio eccellente. Incredibile la pulizia, la puntualità e la frequenza delle corse della metro.</li>
<li>Le donne fanno i figli presto. Forse perché è una città a misura d&#8217;uomo, ma a Barcellona ne ho viste di mamme giovani con neonati. Altro che Italia.</li>
<li>La quantità di spacciatori e prostitute per strada aumenta. Forse è per questo che ho visto più polizia che a Roma.</li>
<li>A qualsiasi orario giri comunque non ti senti in pericolo. Si, la delinquenza c&#8217;è come da qualsiasi altra parte, ma il senso di sicurezza dato da luci, ronde della polizia, negozi aperti, mezzi, etc è superiore.</li>
<li>La crisi morde anche Barcellona: proteste, scioperi, negozi chiusi anche qui.</li>
<li>Si mangia sempre bene, anche se ormai i prezzi aumentano. Quando vivevo qui nel 99 la vita costava circa il 10% meno che nel sud Italia. Oggi siamo ai livelli del nord: non puoi farmi pagare una tapas e una birra 7 euro.</li>
<li>Il barcellonese è sempre disponibile, gentile, aperto e generoso. Perso a Gracia (eh, lo so che è difficile) una vecchietta che parlava un catalano strettissimo mi ha accompagnato fino alla soglia del portone.</li>
<li>L&#8217;indipendentismo catalano è sempre più forte: hanno ragione e se faccio il paragone con la Lega non posso che sorridere. Della Lega.</li>
<li>Non ci sono zingari in giro: niente elemosina, niente suonatori in metro, niente bambini e lavavetri ai semafori, niente di niente.</li>
<li>L&#8217;arte permea Barcellona come poche altri posti al mondo: non puoi fare un metro senza imbatterti in una mostra, in un concerto, in un&#8217;opera d&#8217;arte. Hanno il coraggio di lamentarsi dei tagli alla cultura, si vede che non conoscono l&#8217;Italia.</li>
</ol>
<p>Adesso dieci cose sul Forum:</p>
<ol>
<li>Indiani e cinesi quando dicevo di essere siciliano commentavano &#8220;ahhh an emerging country&#8221;. Inutile spiegare che facciamo parte dell&#8217;Italia, eravamo considerati emerging. Misteri del mondo.</li>
<li>L&#8217;hardware è morto, viva l&#8217;hardware, ovvero del non miracolo. Vale a dire niente dispositivi rivoluzionari, solo più: potenza, schermo, memoria. Qualche interessante concept, ma solo a livello di esperienza utente. In attesa del 4G.</li>
<li>Le case diversificano: chi non è il primo della classe prova a creare device per lo sport, il tempo libero, l&#8217;entertainement. Secondo me con risultati di nicchia.</li>
<li>Android era onnipresente. Saranno i gelati omonimi della versione 4.0, sarà l&#8217;ecosistema ma ho visto totem android anche negli stand più piccoli. Alcuni si facevano addirittura la foto con il pupazzo, come se fossero a Disneyland con Topolino.</li>
<li>L&#8217;automotive scende in forze nel mobile. Non solo perché era presente Ford e alla grande, ma perché da un solo stand dedicato automotive dello scorso anno si è passati ai 6 di questo 2012. Diversificazioni all&#8217;orizzonte o speranza di trainare un mercato fermo?</li>
<li>L&#8217;Italia non esiste. Tutte le nazioni dell&#8217;Europa occidentale, ad eccezione della Grecia e del Portogallo avevano uno stand. Alcune avevano lo stand nazionale e quelli regionali. L&#8217;Italia era presente solo con iniziative di singole, e sparute, aziende. Deprimente.</li>
<li>Nokia ce la sta mettendo tutta. Diversifica, crea, progetta: appoggiandosi a Windows Phone ha creato bei telefoni. Peccato per tre diversi OS, considerando Asha e QT, che secondo me sono uno di troppo.</li>
<li>La vera differenza dei prossimi anni la farà il software. Basta guardare Canonical che ha presentato una versione di Ubuntu residente su cellulari Android e che trasforma grazie ad una basetta dedicata qualsiasi oggetto in oggetto smart.</li>
<li>I party sono sempre più belli. Quest&#8217;anno mancava solo il Cirque du Soleil e poi avremmo visto veramente di tutto: uffici di PR prendete nota.</li>
<li>I device vengono sempre più distribuiti a chi crea software: vedi RIM che ci ha dato un Playbook, che mi incuriosisce non poco. Nokia, ricordati di me ed evita di farmi comprare un Lumia, grazie. Prometto che il tuo parco app ne beneficerà.</li>
</ol>
<p>Infine un grazie particolare a WIP (the right place to be), <a href="http://www.mobverge.blogspot.com/">Ric Ferraro</a> per essere un hub in forma di uomo oltre che un grande amico, <a href="http://www.rainbowbreeze.it/" target="_blank">Alfredo</a> e Paolo per avermi seguito nelle mie scorribande culinarie e festose, Ron e Tadaki per avermi ospitato nella loro bellissima casa. Ci vediamo nel 2013.</p>
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		<item>
		<title>Moto.it annunci: la mia pessima esperienza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moto.it è probabilmente una delle più grandi realtà nel panorama web dedicato al mondo delle due ruote. Peccato che il loro servizio clienti sia, nella mia esperienza, uno dei peggiori con cui ho avuto a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Moto.it è probabilmente una delle più grandi realtà nel panorama web dedicato al mondo delle due ruote. Peccato che il loro servizio clienti sia, nella mia esperienza, uno dei peggiori con cui ho avuto a che fare. <span id="more-1890"></span></p>
<p>All&#8217;inizio del mese di <strong>Settembre 2011 decido di mettere in vendita la mia vecchia e fedele moto</strong>. Guardando in giro, la bacheca più ricca è sicuramente quella di <strong>Moto.it, così decido di postare un annuncio gratuito</strong>. Lo faccio, e tutto va regolarmente a buon fine.</p>
<p><strong>I problemi inziano il 30Settembre, quando decidere di usare la funzione a pagamento</strong> che consente di mettere l&#8217;annuncio in evidenza. Compilo il form per pagare i 12.40 euro richiesti, ma <strong>la transazione non va a buon fine. Riprovo, ma niente da fare: l&#8217;annuncio NON è in evidenza</strong> e il sistema non accetta l&#8217;opzione per il mio annuncio. Ok, mi dico, rinunciamo, non era destino.</p>
<p><strong>Sorpresa</strong>: verifico l&#8217;estratto conto della mia carta di credito e <strong>vedo l&#8217;addebito per 12.40 euro</strong>. Mah, sarà stato un problema tecnico, può capitare, e lavorando nel ramo capisco che incidenti tecnici simili capitino. Armato di buona pazienza chiamo il numero telefonico di assistenza 02.36686860 dove mi risponde la gentile signora Silvia. Spiego il problema e mi dice di mandarle una mail dove le spiego il problema segnalando il numero dell&#8217;annuncio, la carta con cui ho pagato e tutto ciò che permetta di identificare la transazione e risolvere il problema.</p>
<p>In data 14 Ottobre invio la seguente mail, allegando lo screen del mio estratto conto come richiesto :</p>
<blockquote><p><em>Gentile Silvia,</em></p>
<div><em>come anticipatole telefonicamente, le segnalo il problema relativo all&#8217;annuncio XXXXX relativo alla vendita di una XXXX XXX.</em></div>
<div><em>In data 30 settembre ho acquistato l&#8217;opzione &#8220;Annuncio in evidenza&#8221; al costo di 12.40 euro: per quanto la procedura non sia andata a buon fine, e quindi il mio annuncio non sia mai stato in evidenza, dall&#8217;estratto conto della mia carta di credito risulta l&#8217;addebito in oggetto.</em></div>
<div><em>Può verificare e stornare la cifra o in alternativa mettere l&#8217;annuncio in evidenza? In allegato il pezzo del mio estratto conto C.C. XXXX XXXXX XXXX con l&#8217;addebito in oggetto.</em></div>
<div></div>
</blockquote>
<div>Passa il tempo, attendo, ma come nella canzone, invano.<strong> Risposta: nessuna. Riaccredito: nessuno. </strong></div>
<div>Ora ho risollecitato, ma l&#8217;esperienza utente per me è 100% negativa: fossi il responsabile del servizio clienti cercherei di capire che succede nel mio team.</div>
<div></div>
<div>Vi terrò aggiornati, se avete esperienze analoghe o qualcosa da segnalare aspetto i vostri commenti.</div>
<div></div>
]]></content:encoded>
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		<title>La scrivania di Mark e l’Italia che affonda.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha pubblicato sul suo profilo la foto della sua scrivania nel suo ufficio. Un normale spazio, molto american startup. Se fosse stato in Italia avrebbero chiuso Facebook. Quella che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha pubblicato sul suo profilo la foto della sua scrivania nel suo ufficio. Un normale spazio, molto american startup. Se fosse stato in Italia avrebbero chiuso Facebook. <span id="more-1868"></span>Quella che vedete qui sotto è la foto che oggi Mark ha pubblicato <a href="http://www.facebook.com/zuck">sul suo profilo Facebook</a>.</p>
<p><a href="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2012/02/426414_10100230247154651_4_43369285_2050701101_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1869" style="margin: 3px;" title="Mark Zuckerberg's desk" src="http://www.robertochibbaro.it/wp-content/uploads/2012/02/426414_10100230247154651_4_43369285_2050701101_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>Appena l&#8217;ho vista ho subito fatto un paragone con il nostro paese</strong>: cosa sarebbe successo se questa scrivania fosse in un ufficio della burocratica e bizantina Italia? Anzitutto il tavolo non è a norma della legge 626, il colore è toppo chiaro, le scritte che sembrano tracciate con lo spray potrebbero contenere elementi tossici, ci sono cibi che potrebbero essere contaminati. Prima multa, e ammonizione per Facebook.</p>
<p>Poi, guardando con più attenzione si nota come ci sia un <strong>cavo volante alla base</strong> e anche sotto il tavolo. Seconda multa per violazione della 626 e ufficio dell&#8217;ispettorato del lavoro che inizia a pensare che il luogo sia una trappola mortale per chi ci lavora.</p>
<p>Ma attenzione&#8230;il solerte funzionario ha appena notato <strong>webcam in ogni computer</strong>, per cui si potrebbe arrivare al <strong>seguente dialogo</strong>:</p>
<p>&#8220;<em>quindi se volesse lei potrebbe videochiamare ogni suo dipendente per vedere dov&#8217;è?</em>&#8221;<br />
&#8220;<strong>In teoria si, ma perché dovrei farlo se non per lavoro?</strong>&#8221;<br />
&#8220;<em>Beh, ma capisce che astrattamente lei ha un sistema di sorveglianza dei lavoratori con telecamere? E&#8217; una gravissima violazione dello statuto dei lavoratori, dobbiamo chiudere FB in attesa di capire meglio. A proposito, questo cartello sul suo tavolo potrebbe essere intimidatorio per i lavoratori</em>, <strong>dove crede di essere, in URSS? Facimm&#8217;o piano quinquennale mò</strong>?&#8221;.</p>
<p>Ok, io ho un po&#8217; calcato la mano, ma potrebbe davvero succedere. Poi ci meravigliamo del perché in Italia le startup non nascono e i cervelli fuggono?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Radersi come faceva tuo nonno. E J. F. Kennedy.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 14:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una cosa che accomuna tuo nonno e il presidente Kennedy: gli strumenti con cui entrambi si facevano la barba. Rasoio di &#8220;sicurezza&#8221;, pennello, sapone o crema e una ciotola. Da oggi, anche io sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una cosa che accomuna tuo nonno e il presidente Kennedy: gli strumenti con cui entrambi si facevano la barba. Rasoio di &#8220;sicurezza&#8221;, pennello, sapone o crema e una ciotola. Da oggi, anche io sono della partita, dovreste esserlo anche voi .<span id="more-1842"></span></p>
<p>Certe volte una scelta vintage è una moda, altre una necessità, altre ancora una curiosità. Nel mio caso, la scelta di radermi con un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:1961_Gillette.jpg">rasoio di sicurezza</a> dual edge, ed abbandonare il multilama con testina a 65 lame (Gillette o Wilkinson per capirci) è stata dettata da un mix di fattori.</p>
<p>Vuoi il fatto che i multilama sono arrivati a costi mostruosi, vuoi il risultato di cui non ero pienamente soddisfatto, vuoi l&#8217;ecologia data la plastica che si produce, e complice un amico che mi ha fatto conoscere questo mondo, ho deciso di fare il grande salto. Cosi, complice il natale mi sono fatto regalare il kit che vedete in foto: rasoio <a href="http://www.shaving-shack.com/merkur-33c-classic.html">Merkur 33C</a>, pennello in puro tasso, lamette Merkur, crema da barba Taylor of Old Bond Street.</p>
<p>Che dire: i risultati sono meravigliosi, e la barba è di nuovo un piacere. Premesso che già l&#8217;insaponare la faccia con il pennello dopo avere montato la crema nella sua ciotolina da una sensazione di benessere straordinaria, il taglio fatto con la lametta è semplicemente straordinario. Non passi 4 pezzi di ferro, magari più di una volta perchè si blocca con la barba lunga. No, ne passi uno solo e casomai fai il contropelo. Stop. Finito.</p>
<p>Certo, non è un volgare pezzo di plastica, è una macchina e devi trattarla con rispetto finche non hai preso la mano: non devi premere come fai con i multilama, devi inclinare il rasoio, seguire il verso della barba, insomma devi concentrarti sulla rasatura. Ma in un mondo in cui corri sempre, non è meraviglioso regalarsi 10 minuti? All&#8217;inizio magari ti farai qualche piccolo taglietto, ma arrossamenti, fastidi, peli incarniti saranno solo un ricordo dopo poco.</p>
<p>In Italia i prezzi nei negozi sono altalenanti (lo stesso rasoio arriva a costare 60 euro o 250), ma on line risparmiate fino al 40%. Un rasoio di qualità va via con 30 euro, le lamette che cambierete ogni 3 barbe circa tra 80 centesimi (80! capito!!??) e 4 euro, sapone o crema da 5 euro in su, un pennello circa 35 euro ma arriverà ai vostri figli. E oltre al risparmio e al benessere, darete una mano all&#8217;ambiente e terrete in mano un pezzo della storia del costume maschile. Non per niente J.F.K. usava questo stesso rasoio. E vostro nonno anche.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alcune cose che ho imparato su Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo non tornavo a Londra, e con occhio critico posso notare le differenze e i motivi per cui l&#8217;Inghilterra è cosi ancorata ai suoi vecchi stili che le permettono di vivere in maniera discreta.
Dieci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo non tornavo a Londra, e con occhio critico posso notare le differenze e i motivi per cui l&#8217;Inghilterra è cosi ancorata ai suoi vecchi stili che le permettono di vivere in maniera discreta.<span id="more-1840"></span></p>
<p>Dieci cose che ho imparato in 8 giorni passati a Londra:</p>
<ol>
<li><strong>La Metro è pulita</strong>. Incredibile, non ci sono graffiti, zingari, i suonatori pagano la concessione del suolo e ci sono solo loro, e per terra rispetto ad una città come Roma sembra ci sia passata la cera. Roma sta a Londra come Londra sta a Mosca.</li>
<li><strong>I servizi pubblici costano un botto</strong>. Treni, autobus, metro, sono iper efficienti e puntuali, ma costano l&#8217;ira di Dio. Non parliamo poi di alcuni monumenti che viene da chiedersi se ti stiano prendendo in giro. In compenso molti musei sono gratuiti.</li>
<li><strong>Mangiare bene ovunque è un miraggio</strong>. O cucini in casa, o vai in posti straordinari (con costo relativamente alto), o prendi il fish &amp; chips risposta inglese all&#8217;hamburger americano. Dei due ancora devo capire quale faccia meno male.</li>
<li><strong>Tutti lavorano a Londra e la crisi pare che nessuno sappia cosa sia</strong>. Negozi strapieni, assortimento infinito di qualsiasi cosa, tantissimi italiani incontrati e tutti che avevano trovato lavoro subito. Gli stipendi sono alti, come il costo della vita, ma in proporzione molto meglio dell&#8217;Italia.</li>
<li><strong>Alcuni inglesi hanno strane abitudini</strong>. Ho visto un sacco di ragazze, signori, gente di mezza età, in maniche corte con 8 gradi. Poi ne ho visti altri senza scarpe camminare in metro e per strada. Capisco che le scarpe dopo 8 ore facciano male ma credo che la peste bubbonica sia peggio.</li>
<li><strong>L&#8217;inglese ha strane idee per le sue case.</strong> La moquette è ovunque, e non voglio immaginare che manutenzione richieda per tenerla minimamente pulita. I fornelli sono elettrici e non a gas, fare bollire dell&#8217;acqua richiede dalle 21 alle 36 ore. Non esiste il bidet. Ma cosa ancora peggiore non esistono i miscelatori nei lavandini: o ti lavi la faccia con il ghiaccio, o con lava liquida, scegli tu quale rubinetto.</li>
<li><strong>C&#8217;è poca polizia  o forse se ne vede poca</strong>. Qualsiasi sia la spiegazione (telecamere, agenti in borghese, gas soporifero nell&#8217;aria&#8230;) ho visto tre pattuglie in giro in 8 giorni. Nemmeno i bobbies sono più quelli di una volta.</li>
<li><strong>Nei negozi l&#8217;attenzione al cliente è straordinaria</strong>. Mai visti commessi cosi contenti, precisi, solerti e disponibili. E non in un negozio, ma in 100 su 100. Per spiegarmi meglio: se chiedi un&#8217;indicazione la ricevi, se non capisci ti accompagnano, se non hanno l&#8217;articolo arrivano a chiamare il distributore nazionale o UN ALTRO NEGOZIO CONCORRENTE per trovartelo, se devono perdere 30 minuti per un tuo dubbio lo perdono. In Italia invece, almeno nella mia personalissima esperienza anche se spendi cifre importanti sembra sempre che ti stiano facendo un favore, e anche di malumore.</li>
<li><strong>I saldi sono sacri</strong>. Tutti fanno saldi, e non escono mai cose di 5 anni fa che provano a spacciarti, ma è la collezione dell&#8217;anno e il prezzo è davvero l&#8217;originale. Si fanno molti affari ma bisogna cercare con il lanternino perchè tutti assaltano la merce in saldo.</li>
<li><strong>Il traffico di Londra ha del miracoloso</strong>. Nessuno commette infrazioni, nessuno parcheggia in doppia fila, nessuno parcheggia nei posti degli invalidi (multa e rimozione arrivano in meno di 5 minuti), nessuno strombazza il clacson, non c&#8217;è una buca nemmeno a pagarla oro, non ci sono tombini in mezzo alla strada. E milioni di persone si muovono senza bloccare il traffico, ma al massimo con qualche rallentamento&#8230;</li>
</ol>
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		<title>Un po tumblr, un po rivoluzione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inauguro una sezione post brevissimi, per associare una frase ad una foto, o segnalarvi qualcosa di piccolo ma interessante. La categoria, con molta originalità si chiamerà &#8220;brevi&#8221;. Oggi foto e frase. 
Spero mi perdoniate l&#8217;accostamento, che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguro una sezione post brevissimi, per associare una frase ad una foto, o segnalarvi qualcosa di piccolo ma interessante. La categoria, con molta originalità si chiamerà &#8220;brevi&#8221;. Oggi foto e frase. <span id="more-1829"></span></p>
<p>Spero mi perdoniate l&#8217;accostamento, che qualcuno certo, troverà eretico, ma quando ho visto questo articolo: <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2011/11/30/news/cervelli_in_fuga_perdiamo_un_milardo_l_anno_investimenti_fermi_a_dieci_anni_fa-25853645/?ref=HREC2-20">http://www.repubblica.it/cervelli_in_fuga_perdiamo_un_milardo_l_anno</a> mi è subito venuta in mente questa frase:</p>
<blockquote><p>&#8220;Davanti a tutti i pericoli, davanti a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, davanti a tutti i seminatori di discordia, davanti a tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, ancora una volta, la capacità del popolo di costruire la sua storia. (Ernesto Che Guevara)&#8221;</p></blockquote>
<p>Credo sia un appello perfetto ad imprenditori, startupper, under 45, ora più che mai. La rete è rivoluzione, no?</p>
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		<title>Wikipedia si autosospende contro il DDL intercettazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tira una brutta aria. E io che con scetticismo leggevo Grillo. Oggi è il caso dell&#8217;autosospensione di Wikipedia Italia contro il comma 29 del DDL Intercettazioni. 
Non so voi, ma io personalmente cercavo quasi quotidianamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tira una brutta aria. E io che con scetticismo leggevo Grillo. Oggi è il caso dell&#8217;autosospensione di Wikipedia Italia contro il comma 29 del DDL Intercettazioni. <span id="more-1814"></span></p>
<p>Non so voi, ma io personalmente cercavo quasi quotidianamente su Wikipedia, che poi per sicurezza comparavo anche con altre fonti. E Anche se con qualche piccolo errore, o qualche scherzo, 95 volte su 100 trovavo ciò che mi serviva. Oggi, all&#8217;ennesima consultazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011">leggo questo comunicato</a> di cui riporto un estratto che fa capire di cosa parliamo:</p>
<blockquote><p>Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l&#8217;obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che <em>il richiedente</em> giudichi lesivo della propria immagine.</p>
<p>Purtroppo, la valutazione della &#8220;lesività&#8221; di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all&#8217;opinione del soggetto che si presume danneggiato.</p>
<p>Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — <strong>indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive</strong> — di chiedere l&#8217;introduzione di una &#8220;rettifica&#8221;, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.</p></blockquote>
<p>Quindi, per fare un esempio: tutti noi, che abbiamo fatto almeno la 5a elementare sappiamo che l&#8217;uomo ha subito un processo evolutivo durato alcuni milioni di anni prima di diventare l&#8217;essere senziente che è oggi. Ma se io, fanatico religioso di una qualsiasi fede, decido di chiedere la rimozione di una pagina che spieghi il concetto darwiniano perchè offensivo per il mio culto, potrò farlo. E il gestore dovrà pubblicare una rettifica.</p>
<p>Ma supponiamo che una illuminata prassi leghi l&#8217;applicazione di questo comma solo alle affermazioni su singoli individui. Ebbene, nessuno potrà più scrivere che x o y sono corrotti, che z è mafioso. O meglio, potrà farlo, mapoi, a semplice richiesta dell&#8217;interessato dovrà pubblicare una rettifica che dica &#8220;No, z anche se ha 5 condanne passate in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, non è mafioso.&#8221;</p>
<p>Ora, san <a href="http://www.robertocassinelli.it/wp/">Cassinelli</a>, ci salvi tu o dobbiamo soccombere?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? UPDATE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 09:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.
Leggo con tristezza infinita che uno dei miti italiani del rock, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a quando rimarremo in silenzio? La rete è sotto assedio, censura, mutilazioni varie e assortite. Una riflessione sul caso di oggi: Vasco contro Nonciclopedia.<span id="more-1796"></span></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2011/10/03/vasco-rossi-denuncia-nonciclopedia/">Leggo con tristezza infinita</a> che uno dei miti italiani del rock, Vasco Rossi, ha denunciato il sito satirico Nonciclopedia. Si, parliamo proprio di Vasco, quello che riempiva gli stadi più di Madonna, Stones e gruppi vari, che a quanto racconta il Post decide che per una pagina, quella dove lo si diffamava o prendeva in giro a seconda dei punti di vista, va fatta una causa che i gestori non possono permettersi, dovendo quindi chiudere il sito.</p>
<p>Nonciclopedia non era ne un sito particolarmente divertente, ne particolarmente rappresentativo, tranne che di una cosa: la libertà della rete. Che non è mai diffamazione, dato che i gestori si erano offerti di rimuovere i contenuti giudicati diffamatori dai legali di Vasco, ma possibilità di dire la propria. Anche se stupida, inutile, nonsense appunto.</p>
<p>A questo punto, una riflessione urge: per quanto tempo rimarremo in silenzio? Fino a quando guarderemo gli attacchi (giusti o meno) alla rete, che portano via un pezzo di libertà alla volta, e ci gireremo dall&#8217;altro lato? Credo che ci sia un punto oltre il quale non si possa e non si debba andare. Un punto raggiunto il quale ci si debba alzare in piedi e dire: &#8220;no, più in là di cosi non si può&#8221;. La rete ha gli anticorpi per farlo.</p>
<p>Chiudo lanciando un appello agli amministratori di Nonciclopedia: vi va di lanciare una pubblica sottoscrizione via paypal per aiutarvi con le spese legali? Com&#8217;è che diceva quella formuletta? United We Stand?</p>
<p>AGGIORNAMENTO -<a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_ottobre_04/vasco-nonciclopedia-pace-cruccu_b552f0a4-eea5-11e0-bc1a-2283ac81b740.shtml"> Pace fatta tra Vasco e Nonciclopedia</a>.</p>
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		<title>The Economist preview: distruggere internet</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, io e l&#8217;Economist non siamo amici, ma manteniamo un rapporto civile. Nella preview che mi hanno inviato oggi dicono cose interessanti e che sposo. Quindi ve le segnalo. <span id="more-1788"></span> Non ho mai amato particolarmente &#8220;The Economist&#8221;  come forse saprete se avete letto qualcuno dei miei articoli passati. Ho sempre rimproverato loro un attegiamento verso l&#8217;Italia troppo carico di livore anche quando immotivato e inutile. Eppure, dato che anche un orologio fermo segna l&#8217;ora giusta almeno due volte al giorno, quando scrivono cose che condivido li cito e li sposo.</p>
<p>Ho appena ricevuto la preview del numero in edicola da domani, e come posso non segnalarvi il triste ma reale pezzo sulle proposte di alcuni governi di mantenere un certo controllo sulla rete?  L&#8217;articolo si intitola &#8220;In praise of chaos&#8221; (sezione <strong><em>Leaders</em></strong>) e già qui ti viene voglia di prendere il telefono e chiamare qualche politico per chiedere: &#8220;Pronto, McFly? C&#8217;è nessuno in casa?&#8221;.</p>
<p>Poi fortunatamente va peggio. Perchè c&#8217;è anche l&#8217;articolo di copertina &#8220;<strong>Be afraid&#8221;</strong> sullo stato e le prospettive sempre più scure dell’economia mondiale in mano a politici poco coraggiosi e convinti (sezione<em> </em><strong><em>Leaders</em></strong>). Insomma la storia di Merkel, Sarkò, Cameron e BCE ostaggio di banche d&#8217;affari, sppeculatori e compagnia (poco) bella.</p>
<p>Erano anni che non vedevo due pezzi interessanti, e condivisibili insieme. Compratelo domani, merita.</p>
<p><strong>PS se ancora vi è rimasto un pò di buonumore</strong> vi vorrei segnalare il mio nuovo idolo: <a href="http://www.facebook.com/alessiorastani" target="_blank">Alessio Rastani</a>. Al di là dell&#8217;impostazione nazional popolare della sua pagina, del personaggio molto casareccio, uno che va sulla BBC e dice &#8220;Goldman Sachs governa il mondo, non i governi&#8221; va solo abbracciato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/aC19fEqR5bA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Ci vediamo in TV</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 16:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Chibbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se  martedi 27 settembre vi collegate verso le 17 su La3, canale 143 di Sky, troverete una trasmissione che si chiama Smart &#38; Apps, ospite della puntata il sottoscritto che parlerà di sviluppo del mobile ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se  martedi 27 settembre vi collegate verso le 17 su La3, canale 143 di Sky, troverete una trasmissione che si chiama Smart &amp; Apps, ospite della puntata il sottoscritto che parlerà di sviluppo del mobile e amenità varie. <span id="more-1781"></span>Solo una breve nota di servizio per segnalarvi la mia presenza sulle frequenze de La3 per parlare di applicazioni e futuro del mobile in Italia. Spazieremo anche su altri argomenti, sempre a tema tecnologico  ma con una piccola (spero di no) incursione nel mondo delle moto. Che c&#8217;entrano le moto direte voi? Beh, <a href="http://www.riderpedia.com" target="_blank">Riderpedia</a> vi dice nulla?</p>
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