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	<title>Sara De Maria</title>
	
	<link>http://www.sarademaria.it</link>
	<description>Psicoterapia, Training Autogeno</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Feb 2012 16:15:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Loba e il canto alle ossa</title>
		<link>http://www.sarademaria.it/la-loba-e-il-canto-alle-ossa</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;unica occupazione della Lupa è la raccolta della ossa. Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di essere perdute nel mondo. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto [...]ma si dice che la sua specialità siano i lupi. [...] e quando ha riunito un intero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;L&#8217;unica occupazione della Lupa è la raccolta della ossa. Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di essere perdute nel mondo. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto [...]ma si dice che la sua specialità siano i lupi. [...] e quando ha riunito un intero scheletro, quando l&#8217;ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E quando è sicura, si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e prende a cantare. [...] La Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza. E La Loba canta e il lupo comincia a respirare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E ancora la Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre giù per il canyon.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In un momento della corsa, [...] perchè un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo d&#8217;un tratto è trasformato in una donna che ride e corre libera verso l&#8217;orizzonte&#8221; C.P.Estés Donne che corrono coi lupi</div>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-1071" title="Laboratorio fiaba" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/Laboratorio-fiaba.jpg" alt="Laboratorio fiaba" width="275" height="209" />&#8220;L&#8217;unica occupazione della Lupa è la raccolta della ossa. Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di essere perdute nel mondo. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto [...]ma si dice che la sua specialità siano i lupi. [...] e quando ha riunito un intero scheletro, quando l&#8217;ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare.</div>
<div>E quando è sicura, si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e prende a cantare. [...] La Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza. E La Loba canta e il lupo comincia a respirare.<span id="more-1064"></span></div>
<div>E ancora la Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre giù per il canyon.</div>
<div>In un momento della corsa, [...] perchè un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo d&#8217;un tratto è trasformato in una donna che ride e corre libera verso l&#8217;orizzonte&#8221;  Tratto da &#8220;<em>Donne che corrono coi lupi&#8221; Clarissa Pinkola Estés.</em></div>
<div>
<h3 style="text-align: center;">LABORATORIO FEMMINILE IN TRE PUNTATE:<br />
“La donna nella fiaba”</h3>
</div>
<div style="text-align: center;"><em></p>
<p>Streghe, principesse, orfane, matrigne, spiriti guida e incantesimi….la fiaba: oggi relegata al mondo infantile, ci permette di giocare con le metafore degli avvenimenti della nostra vita. La fiaba, come un tappeto volante, consente di osservare dall’alto e trovare soluzioni creative laddove la razionalità non vede vie d’uscita.</p>
<p></em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em><em> </em></div>
<div><em></p>
<p style="font-style: italic; ">
<div>La lettura di una fiaba sarà lo stimolo per iniziare un percorso che si snoda a più livelli. Partiremo dal rilassamento per predisporci all’ ascolto attivo della fiaba, sperimenteremo la drammatizzazione della parte del racconto in cui ci siamo maggiormente identificate, danzeremo queste parti di noi per appropriarcene.</div>
<div>Date e luogo degli incontri da definire</div>
<div><em>Costo per l’intero percorso €130,00</em></div>
<div><em>Costo per ogni incontro € 50,00</em></div>
<div><em>Laboratorio esperienziale ideato e condotto da:</em></div>
<div><em>Sara De Maria: Psicologa, Psicoterapeuta esperta di tecniche di rilassamento e tematiche del ciclo di vita femminile.</em></div>
<div><em>Manuela Rocci: Psicologa, Psicoterapeuta Psicodrammatista</em></div>
<div><em>Con la collaborazione di Tanja Gallino: insegnante di danze orientali, danzatrice e coreografa. E’ presidentessa dell’Associazione Arabesque.</em></div>
<div><em>Informazioni e prenotazioni :</em></div>
<div><em>Sara De Maria cell: 392 301 4654, e-mail: dr.sarademaria@gmail.com</em></div>
<div><em>Menuela Rocci cell: 333 39 9 709 e-mail: manuelarocci.76@libero.it</em></div>
<p></em><em> </em><em> </em><em> <em> </em><em> </em></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Menopausa e Training Autogeno: si possono alleviare i sintomi?</title>
		<link>http://www.sarademaria.it/menopausa-e-training-autogeno-si-possono-alleviare-i-sintomi</link>
		<comments>http://www.sarademaria.it/menopausa-e-training-autogeno-si-possono-alleviare-i-sintomi#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;arrivo della menopausa consiste in un radicale cambiamento della situazione ormonale nel corpo della donna.  E&#8217; un  evento fisiologico, esattamente come la pubertà e corrisponde alla fine del periodo fertile della donna.
Nel periodo che precede e segue la menopausa (climaterio) si manifestano dei sintomi: alcuni clamorosi come l&#8217;alterazione dei ritmo mestruale e altri più sottili e soggettivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;arrivo della menopausa consiste in un radicale cambiamento della situazione ormonale nel corpo della donna.  E&#8217; un  evento fisiologico, esattamente come la pubertà e corrisponde alla fine del periodo fertile della donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel periodo che precede e segue la menopausa (climaterio) si manifestano dei <strong>sintomi:</strong> alcuni clamorosi come l&#8217;alterazione dei ritmo mestruale e altri più sottili e soggettivi nell&#8217;intensità come:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>variazione del tono dell&#8217;umore,</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>del ritmo del sonno e del metabolismo,</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>alterazioni improvvise della temperatura corporea (vampate di calore),</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>stanchezza</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>difficoltà a memorizzare e di concentrazione</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>scarsa immagine di sé<span id="more-1040"></span></li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;">COS’E’ IL TRAINING AUTOGENO?</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Training Autogeno, <strong>metodo di auto-rilassamento</strong> da sempre alleato alle cure mediche di vario genere; permette di contrastare i sintomi suddetti in modo<strong> semplice e naturale</strong>.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;">I.H. Shultz, ideatore del T.A. lo definisce “metodo di autodistensione da concentrazione psichica che consente di modificare situazioni psichiche e somatiche”. Consiste in una sequenza di esercizi che una volta appresi e praticati nel modo corretto permetto di ottenere il rilassamento in maniera totalmente autonoma, <strong>in brevissimo tempo </strong>ed in qualsiasi luogo senza bisogno di essere guidati.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;">Partiamo dalla CALMA, prima esperienza che è alla base di tutta la pratica del Training Autogeno.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;">Essere calmi e profondamente rilassati è un’esperienza unica e univoca che coinvolge il corpo e la mente unitamente. La calma arriva quando l’apparato muscolare è disteso, percepiamo il corpo caldo avvolto da un tepore rassicurante allo stesso tempo pesante e si abbandona per ascoltare ciò che non è abituato a sentire. Nel silenzio di queste prime sensazioni iniziamo a sentire le parti del nostro corpo che tendenzialmente sentiamo solo ed esclusivamente in situazioni di disagio fisico. Per la prima volta possiamo godere del respiro profondo e regolare, percepire il cuore che procede nella sua naturale attività, le viscere distese (stomaco, addome, plesso solare) e la mente rilassata e fresca ormai lontana dalla frenetica attività quotidiana.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;">Sssh! Ascòltati e osserva. Ora sei veramente rilassato.</p>
<h2 style="text-align: justify;">COME PUO&#8217; &#8220;LA CALMA&#8221; RIDURRE I MIEI SINTOMI?</h2>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;">Il termine <em>calma </em>è un termine vago, per ognuno può manifestarsi i modo diverso. Ciò però che è comune a tutti è che in uno stato di rilassamento fisico e mentale la nostra attività cerebrale è composta da onde elettriche molto simili a quelle del sonno.<br />
In una fase di rilassamento profondo il corpo &#8220;lavora&#8221; per <strong>ripristinare l&#8217;equilibrio muscolare, ormonale ed emotivo </strong>che nello stato di veglia si altera.<br />
Durante il rilassamento profondo il sistema nervoso autonomo attiva le funzioni del riposo riducendo gli ormoni dello stress e aumentando gli ormoni antagonisti. I<strong> sintomi psicologici della menopausa :</strong> basso tono dell&#8217;umore, aumento dell&#8217;ansia, difficoltà di concentrazione, riduzione dell&#8217;autostima, disturbi e alterazioni del sonno, termoregolazione alterata sono causati dall&#8217;alterazione della produzione di estrogeni e progesterone tipica di questo periodo.<br />
La caduta degli estrogeni riduce i livelli di serotonina che è l&#8217;ormone principale della regolazione dell&#8217;umore. L&#8217;alterazione della produzione ormonale della menopausa coinvolge anche la produzione delle endorfine che sono i neurotrasmettitori che producono sensazioni di euforia e piacere e hanno proprietà analgesiche.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Durante il rilassamento profondo tutte queste sostanze vengono prodotte in maggiore quantità e vanno e contrastare l&#8217;alterazione di produzione detta sopra.</strong></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; border-image: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: justify; padding: 0px;">Imparare il Training Autogeno è facile, occorre però costanza nell&#8217;allenamento per tutto il periodo di addestramento che dura circa 8 settimane.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Il prossimo corso di gruppo inizia il 14 febbraio 2012 alle ore 20:00 In Via Sereno 3 Rivoli.<br />
Prenotati via e-mail dr.sarademaria@gmail.com o al numero 392 301 46 54</span></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chi l’ha fatto dice che…</title>
		<link>http://www.sarademaria.it/chi-lha-fatto-dice-che</link>
		<comments>http://www.sarademaria.it/chi-lha-fatto-dice-che#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 20:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ A distanza di tempo, per qualcuno mesi per altri anni, ho chiesto ad alcuni ex corsisti del Training Autogeno cosa pensassero del metodo appreso. Ecco cosa mi hanno risposto.

D.P. 40 anni:
Ho frequentato il corso di gruppo di TA dopo aver letto qualcosa su internet e dopo aver approfondito la conoscenza tramite un colloquio con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-918" title="sedie" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/sedie.JPG" alt="sedie" width="354" height="266" /> A distanza di tempo, per qualcuno mesi per altri anni, ho chiesto ad alcuni ex corsisti del Training Autogeno cosa pensassero del metodo appreso. Ecco cosa mi hanno risposto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>D.P. 40 anni:</p>
<p>Ho frequentato il corso di gruppo di TA dopo aver letto qualcosa su internet e dopo aver approfondito la conoscenza tramite un colloquio con Sara. L&#8217;obiettivo era di acquisire uno strumento in più per gestire alcune piccole &#8211; grandi difficoltà della vita di tutti i giorni. In particolare uno strumento che mi permettesse di riordinare pensieri che affollano la mente e spesso non permettono di agire in maniera più consapevole, soprattutto, per quanto mi riguarda, con una difficoltà nel dare le giuste priorità con inutili &#8220;dispendi di energia&#8221;.<span id="more-917"></span><br />
La frequentazione è stata utile per apprendere le tecniche. Il lavoro è sicuramente individuale ma la condivisione in gruppo ha favorito il superamento delle difficoltà legate all&#8217;apprendimento di qualcosa di nuovo ai più. Ritengo che Il percorso non sia facile e richieda  impegno, costanza e  determinazione; questo però, a mio avviso, è la miglior garanzia di non trovarsi di fronte a illusioni e facilonerie . Credo di poter dire, data la mia esperienza,  che la pratica costante del  il TA possa effettivamente costituire un ausilio, nella vita di tutti i giorni. Un piccolo spazio per sè che può rivelarsi utile anche per chi si ha attorno. Si tratta di un esperienza che consiglierei sicuramente.</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Mi chiamo Manuela ed ho 53 anni,<br />
lo scorso anno ho frequentato il corso di Training Autogeno in forma individuale per cercare di controllare meglio le mie ansie ed in particolare la paura di volare.<br />
Il TA è stato utile ad affrontare con minore stress e a volte ad evitare, i piccoli contrasti giornalieri  ed alcune fobie. Purtroppo  non ho ancora avuto l&#8217;occasione di sperimentarlo su un aereo.<br />
A volte  quando sento salire l&#8217;ansia perché ad esempio devo parlare in pubblico o affrontare un tornante in montagna, ricorro al T.A. con notevoli benefici.</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sergio,47 anni<br />
ho frequentato il corso di gruppo.<br />
Ho deciso di imparare il TA perche&#8217; sono un curioso e devo dire che e&#8217; stato molto utile.<br />
Penso che sia ormai entrato a far parte del mio stile di vita.<br />
Lo uso quando  voglio staccare la spina da questa vita frenetica,quando a volte il negativo mi perseguita.<br />
E allora sì che mi connetto con un nuovo mondo,senza stress e cattivi pensieri la mente vaga come in un bel sogno!<br />
Grazie Sara.</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Matteo, 23 anni, studente<br />
Ho frequentato un corso di gruppo (T.A. base)<br />
Mi è parso di capire che i principi basilari del T.A. siano comparsi in varie culture e discipline (seppur con nomi diversi) e la cosa mi ha stupito.<br />
Grazie al T.A. ho eliminato il problema del bruxismo (sfregamento dei denti causato da stress) almeno durante le ore diurne. Lo uso ancora per rilassarmi nei momenti di tensione (soprattutto nelle attività che svolgo mal volentieri).</p>
<p>______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Alessandro   39 anni    Impiegato</p>
<p><em>Hai frequentato il corso di gruppo o il corso individuale?</em></p>
<p>Gruppo</p>
<p><em>Perché hai deciso di imparare il Training Autogeno?</em></p>
<p>Curiosità, esigenza di un maggiore controllo su se stessi e per allentare la tensione muscolare a cui sono soggetto</p>
<p><em>A cosa ti è stato utile?</em></p>
<p>Maggiore consapevolezza delle proprie reazioni a quello che succede attorno a livello muscolare e in generale psicosomatico. Consapevolezza di poter con la concentrazione in parte gestire le proprie reazioni a quello che ci succede attorno.</p>
<p><em>Lo usi ancora? In quali occasioni?</em></p>
<p>Per addormentarmi, per rilassarmi, per fermarmi un attimo e fare il punto della situazione</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Domenico,75 anni,dirigente in pensione.</p>
<p>Ho frequentato il corso di gruppo.<br />
La scelta di imparare il T.A. mi e&#8217; stata consigliata da una psicologa dell&#8217;Ospedale S.Luigi.<br />
Nel ringraziarla nel prezioso consiglio devo riconoscere che il TA mi e&#8217; stato (e lo e&#8217; tutt&#8217;oggi) di grande aiuto nel superare un particolare momento della  vita dovuto al<br />
mio stato di salute.<br />
Non l&#8217;ho usato molto, ma e&#8217; una costante il poterlo fare, mente sgombra di problemi di salute e non.<br />
Grazie Sara</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Sono Mary,ho 52 anni, casalinga.<br />
Ho frequentato il corso di gruppo e l’ho fatto perché volevo imparare a gestire i momenti d’ansia e i problemi ad essi correlati. Mi è servito in situazioni tipo dentista o proprio solo per rilassarmi durante la giornata. Devi però essere costante,non come me che dopo aver terminato il corso, col passare del tempo l’ho applicato sempre meno&#8230;comunque lo rifarei sicuramente perché è stata un esperienza che mi ha arricchita e ho uno strumento che posso sempre usare in caso di bisogno.</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Alessandro, 25, studente</p>
<p>Corso di gruppo Training Autogeno di base</p>
<p>L&#8217;interesse per questa disciplina è avvenuto leggendo, principalmente su internet, i suoi potenziali effetti contro patologie cutanee di origine sia fisica che psicologica come la dermatite atopica della quale soffrivo.</p>
<p>Ma affrontando il percorso di apprendimento delle varie tecniche, ho scoperto molto di più: il T.A ha davvero una grande versatilità e delle possibilità molto grandi.  Queste spaziano dal semplice rilassamento, al controllo di piccoli disturbi dovuti allo stress per arrivare anche a miglioramenti nel campo della creatività e delle relazioni interpersonali.</p>
<p>Attualmente continuo ad usarlo, con minore frequenza ma cercando di mantenere una certa costanza, inoltre lo consiglio a molte miei amici e amiche i quali non hanno ancora avuto modo di conoscere i benefici del T.A. e soprattutto le potenzialità delle propria mente.</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>G., 42 anni, pratico diversi sport: kayak, nuoto e ginnastica in modo intensivo.</p>
<p>- Hai frequentato il corso di gruppo o il corso individuale?</p>
<p>Individuale (problemi di orario, mi è dispiaciuto non potermi confrontare con altre persone)</p>
<p>- Perché hai deciso di imparare il Training Autogeno?</p>
<p>Controllare l’ansia nelle prestazioni sportive e le reazioni impulsive</p>
<p>- A cosa ti è stato utile?</p>
<p>A pensare ad allenare la mente quanto un muscolo qualsiasi del corpo. Quando si dice “la testa è tutto”.</p>
<p>- Lo usi ancora? In quali occasioni?</p>
<p>Si lo uso e più che altro ”me lo impongo”. Mi spiego meglio: quando si pensa ad avere un bicipite più grosso, un addominale più piatto, gambe più potenti, etc. anche se l’esercizio è noioso, pesante, faticoso dopo una giornata di lavoro, ci si obbliga a farlo, per non perdere la tonicità o per vederne i risultati non solo estetici ma funzionali ad un altro sport (es  voglio avere una spinta maggiore nei 200mt, una bracciata più forte nel nuoto ).</p>
<p>Allo stesso modo bisognerebbe considerare il TA che condiziona la mente, un esercizio  da fare regolarmente affinché, qualche cambiamento avvenga dentro di noi in modo che  ci condizioni prima di rispondere impulsivamente o farsi prendere da ansie (avversario apparentemente più forte, apnea sott’acqua, rapida in canoa. ….etc. etc..).  Es. : mi verrebbe da fare questo ma ….contiamo almeno fino a 5 e analizziamo obbiettivamente cosa fare.</p>
<p>Se non esercitiamo la mente a fare ciò automatizzando il processo (da qui il fatto che bisogna imporsi di fare gli esercizi mentali tanto quanto quelli fisici) difficilmente raccoglieremo i frutti del TA.</p>
<p>Purtroppo siamo portati a pretendere dalla ns. testa risultati più repentini e veloci di quelli “fisici” della ns. muscolatura. Mi spiego: “se dopo 15 gg. che facciamo i bicipiti o i tricipiti non vediamo un braccio definito , scolpito, non ne facciamo un dramma, partiamo subito dal presupposto che sia normale, in quanto sappiamo che dopo almeno 3-6 mesi di lavoro potremo vedere risultati tangibili. Con lo stesso approccio dobbiamo pensare al TA: non possiamo pretendere che dopo 10 sedute o 1 mese di TA il ns. “adattamento” sia immediato e quindi se ci capita ogni tanto di aver ansia essere portati a  pensare di aver fallito, ma dobbiamo sforzarci di vedere cosa succede a lungo termine, quindi dopo 3 – 6 mesi facendo  esercizi regolarmente (le famose formule): da qui l’esigenza di impormi il TA.</p>
<p>Le occasioni in cui mi capita di usarlo sono quelle prima di una discesa in kayak o come sopra citato la sera prima di andare a dormire, giusto per non lasciare cadere nel dimenticatoio le formule per i motivi di cui sopra</p>
<p>_______________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Rossana 37 anni, educatrice.</p>
<p>&#8220;Ciao sara,</p>
<p>volevo raccontarti una cosa che mi è successa stamattina.<br />
Sono andata in piscina per fare la mia ora di nuoto libero settimanale, cosa che mi rilassa davvero e mi aiuta a sciogliere la mente. Stamattina però sono capitata in una corsia dove mi trovavo un po&#8217; a disagio perchè c&#8217;erano delle persone che andavano a ritmi diversi. di solito ci si adatta, però in quella corsia c&#8217;era una ragazza che continuava ad andare più veloce, superando tutti a destra e sinistra. Normalmente c&#8217;è una direzione e si tiene la destra, ma questa te la ritrovavi addosso perchè cercava di infilarsi tra due, sopra, sotto, un vero fastidio. Ho provato a fermarla e chiederle di fare attenzione, ma non è servito. insomma, ero davvero arrabbiata. Ho pensato di uscire, ma mi dispiaceva rinunciare alla mia desiderata ora di nuoto che riesco faticosamente a ritagliarmi nella settimana. così ho provato a fare il training mentre ero in acqua!</p>
<p>Invece di contare le bracciate per il respiro come faccio di solito, ho iniziato a ripetere la formula  &#8221;sono calma e profondamente rilassata&#8221;. Magicamente mi sono ritrovata in una bolla e ho cominciato a ritrovare il ritmo giusto e a nuotare meglio. C&#8217;era ancora la ragazza che continuava a fare il suo solito slalom, ma non mi dava più fastidio. Piano piano mi sono rilassata di nuovo e ho continuato a fare le mie vasche con più tranquillità. Ero davvero sorpresa e ho cominciato a riflettere sul grande potere che ha il training in situazioni di stress. L&#8217;unico inconveniente è stato che a un certo punto non avevo più la reale percezione del mio corpo, a tal punto che quando ho visto il mio braccio ho pensato che fosse quello di un&#8217;altra persona. d&#8217;altro canto sentivo meno anche la stanchezza. non potendo fare una ripresa corretta, ho ricominciato a contare le bracciate come prima e ho fatto una vasca a dorso per modificare i movimenti, così ho ripreso possesso del mio corpo prima di uscire dall&#8217;acqua.</p>
<p>Tutto ciò mi ha fatto riflettere sul fatto che il training autogeno possa essere davvero una reale &#8220;inversione di rotta&#8221; dal punto di vista emotivo. sono passata da un sentimento di disagio e rabbia a quello di rilassamento e ho spostato il problema su un altro piano. ho trovato l&#8217;esperienza proprio interessante ed è per questo che ho sentito il desiderio di scrivertela. in particolare mi ha colpito il fatto che anche in una situazione &#8220;non tradizionale&#8221; io sia riuscita ad avere un contatto così diretto con il mio corpo e la mia mente. un po&#8217; mi ha anche spaventato, devo dire, perchè il potere è davvero grande.<br />
bene, questo è quanto. ci sentiamo presto. intanto ti auguro buona giornata. ciao ciao  Rossana&#8221;</p>
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<p style="text-align: justify;">Sono Giulia, ho 42 anni e faccio l&#8217;insegnante. Ho tre figli e corro tutto il giorno, le mie giornate sono davvero piene. Spesso questo mi porta ad essere un pò superficiale e a trascurare le cose importanti, come i rapporti con gli altri e le cose piacevoli della vita. Saranno i 40 anni probabilmente, ma ho sentito il bisogno di fermarmi un poco e il corso di T.A. mi ha aiutato in questo senso. Ho scoperto che serve rilassarsi e che aiuta sia psicologicamente (anche se sono organizzata e serena nel mio tran tran quotidiano)  sia fisicamente (lo uso ancora adesso quando dormo poco o sono particolarmente stanca). Ho frequentato anche il corso di sogni guidati e mi è piaciuto! E&#8217; un mondo nuovo, che ho iniziato a scoprire e non vorrei dimenticare! Giulia</p>
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<p style="text-align: justify;">Vuoi lasciare anche tu la tua testimonianza? Clicca qui e compila il form. Grazie Sara</p>
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		<title>Il perché e il percome dei sintomi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 12:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera, durante un incontro di Training Autogeno, una ragazza del gruppo mi ha chiesto se per eliminare gli attacchi di panico è meglio andare alla ricerca delle cause e lavorare su quelle oppure utilizzare un metodo di distrazione e distensione come il Training Autogeno.
Alcuni membri di questo gruppo soffrono di attacchi di ansia, panico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-915" title="PICT5689" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/PICT5689.JPG" alt="PICT5689" width="265" height="199" />Ieri sera, durante un incontro di Training Autogeno, una ragazza del gruppo mi ha chiesto se per eliminare gli attacchi di panico è meglio andare alla ricerca delle cause e lavorare su quelle oppure utilizzare un metodo di distrazione e distensione come il Training Autogeno.</p>
<p>Alcuni membri di questo gruppo soffrono di attacchi di ansia, panico e di rabbia, la maggior parte di questi ha già svolto un percorso terapeutico personale, a qualcuno sono stati dati dei farmaci, altri hanno fatto una psicoterapia, sono quindi esperti sia di reazioni emotive improvvise e invalidanti sia di metodi chimici o verbali per superarli al meglio.<br />
<span id="more-905"></span></p>
<p>Insieme abbiamo ragionato sulla differenza che sta dietro al “perché ho gli attacchi d’ansia” e al “come arrivano gli attacchi d’ansia”. In entrambi i casi ogni persona può dare la propria personalissima risposta ma ciò che c’è di comune è che al <em>perché</em> segue una causa: si da la colpa a un evento, una situazione o una persona il che può portare a vivere maggiore rabbia, sentirsi senza via d’uscita oppure adottare comportamenti che evitano di esporsi a ciò che procura l’attacco d’ansia. Sembra non esistano vie di uscita.</p>
<p>Altro è invece il <em>come</em>, anche in questo caso ognuno ha una personalissima risposta ma il processo comune che si attiva è portare l’attenzione verso ciò che sta avvenendo dentro di sé, la ricerca dei campanelli d’allarme prima che l’attacco d’ansia abbia preso il sopravvento e soprattutto la preziosa possibilità di proporre l’alternativa fisiologica che stanno apprendendo.</p>
<p>Per chi non conosce il metodo del Training Autogeno classico è importante sapere che consiste in un metodo di auto rilassamento: ci si allena per diventare pratici ad attivare un processo fisiologico a livello muscolare-ormonale-emotivo tipico della calma. Una volta che si ha imparato a chiamare a comando questa risposta fisiologica è possibile utilizzarla al momento del bisogno in qualsiasi luogo e momento. In questo modo è possibile sostituire il processo fisiologico spontaneo muscolare-ormonale-emotivo che si attiva quando ci si trova in una situazione ansiogena (in genere rigidità muscolare, tachicardia e respiro corto, iper produzione di adrenalina) con la risposta fisiologica muscolare-ormonale-emotiva della calma (distensione muscolare, rallentamento del respiro e del battito cardiaco, produzione di endorfine).</p>
<p>Tornando al quesito di ieri sera credo che lavorare sul <em>perché</em> sia la cosa più spontanea da fare. Chiedersi il perché delle cose ci accompagna da sempre, talvolta però si rischia di cadere nella colpevolizzazione di qualcosa esterno a noi, qualcosa che spesso e volentieri ci deresponsabilizza rendendoci impotenti. Ho anche constatato che sapere dettagliatamente il perché del sintomo non ne causa direttamente la remissione.</p>
<p>Lavorare sul processo delle cose, ovvero sul <em>come, </em>permette di aprire porte a più livelli. A livello intellettivo attraverso dialogo e a livello mentale “superiore” dove per superiore intendo ciò che non può essere gestito, come un processo fisiologico. Avere sperimentato che esiste un’alternativa all’inizio del processo dell’attacco d’ansia potrebbe anche permettere di perdere l’interesse sul perché arriva.</p>
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		<title>Ridare fiducia alle mamme.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; importante che ogni donna in gravidanza abbia fiducia in se stessa e nella vita che sta crescendo dentro di lei.
E&#8217; importante che si informi in modo consapevole di ciò che sta avvenendo con le fonti di informazione che più si avvicinano al suo stile di vita; può scegliere se essere seguita da un medico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-787" title="azalea" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/azalea-II.JPG" alt="azalea" width="233" height="175" />E&#8217; importante che ogni donna in gravidanza abbia fiducia in se stessa e nella vita che sta crescendo dentro di lei.<br />
E&#8217; importante che si informi in modo consapevole di ciò che sta avvenendo con le fonti di informazione che più si avvicinano al suo stile di vita; può scegliere se essere seguita da un medico ginecologo o da una ostetrica.<br />
Le gravidanze, nella maggior parte dei casi, sono processi fisiologici sani che non necessitano di interventi di tipo medico troppo invasivi.<br />
Le coppie possono decidere molto in merito alla gravidanza e al parto, loro assieme ai loro bambini sono protagonisti dell&#8217;avventura in corso.<br />
E&#8217; importante tenere presente che ogni piccolo intervento esterno può essere la causa di successivi interventi così da modificare il processo fisiologico in corso.<br />
<span id="more-783"></span><br />
Le coppie che aspettano un bambino posso informarsi sui vari tipi di parto: naturale, con anestesia, con cesareo. Ogni tipo di parto ha delle conseguenze sulla coppia sulla mamma e sul bambino.<br />
Le coppie possono scegliere il luogo del parto: in ospedale, in casa maternità o a casa propria. Possono scegliere il tipo di ospedale in base ai protocolli che vengono osservati dal personale medico. Per esempio: le donne che desiderano utilizzare l&#8217;epidurale per alleviare il dolore del travaglio possono informarsi anche sulle modalità di applicazione, delle conseguenze su di sé e sul bambino e le possibili manovre ostetriche che ne possono conseguire.<br />
E&#8217; possibile andare a visitare le sale travaglio e le sale parto degli ospedali così da farsi un&#8217;idea se il luogo del parto è il luogo in cui si desidera dare alla luce il proprio bambino.<br />
E&#8217; possibile informarsi sui tempi previsti per il taglio del cordone, se subito dopo la nascita il bambino può stare attaccato alla mamma così da avviare l&#8217;allattamento, se il bambino e la mamma possono stare sempre insieme nella stessa stanza e molto altro ancora. Sono davvero tante le scelte che le mamme e le coppie possono fare per poter fare una esperienza di gravidanza e nascita gratificante per loro e per il bambino e l&#8217;unico modo per poter scegliere e sapere che esistono molti modi per fare la stessa cosa.<br />
E tu, come vorresti che fosse il tuo parto? In quale contesto vorresti che avvenisse il primo sguardo? Con quali modalità?<br />
-Informati<br />
-leggi libri<br />
-frequenta corsi<br />
-ascolta le altre donne<br />
e poi decidi cosa è più vicino alla tua idea di parto e nascita.</p>
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		<title>Biofonia: partorire cantando</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[BIOFONIA: PARTORIRE CANTANDO
Venerdì 17 giugno alle ore 19,30
A Rivoli (TO) in Via G.Sereno, 3

Incontro dedicato alle coppie in attesa per sperimentare il canto come accompagnamento della gravidanza e come utile strumento nell’avanzamento del travaglio e del parto. Sono benvenute le mamme accompagnate da chi sarà con loro al momento del travaglio e del parto: mariti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="alignleft size-full wp-image-789" title="glicine " src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/glicine-3.jpg" alt="glicine 3" width="221" height="166" />BIOFONIA: PARTORIRE CANTANDO</p>
<p align="center">Venerdì 17 giugno alle ore 19,30</p>
<p align="center">A Rivoli (TO) in Via G.Sereno, 3</p>
<p align="center">
<p>Incontro dedicato alle coppie in attesa per sperimentare il canto come accompagnamento della gravidanza e come utile strumento nell’avanzamento del travaglio e del parto. Sono benvenute le mamme accompagnate da chi sarà con loro al momento del travaglio e del parto: mariti, compagni\e, amiche, mamme delle mamme, doule, sorelle…</p>
<p><strong>COS’E’ LA BIOFONIA?</strong><strong> </strong></p>
<p>La Biofonia è un metodo di canto vibrazionale dell’India del Nord</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Non occorre saper cantare perché si fanno vocalizzi di semplici sillabe</span>.</p>
<p>La Biofonia è uno strumento dolce e straordinario per accompagnare tutta la gravidanza, il travaglio e il parto.</p>
<p>Se la coppia decide cantare insieme nella gestazione, si ritroverà ad abbassare sensibilmente il livello di agitazione e stress quotidiano, entrare in maggiore contatto con il nascituro e iniziare a sperimentare la dimensione a tre. La forza della pratica svolta insieme consentirà uno speciale sostegno e unione sia a casa nella piacevole attesa, sia nel  travaglio che nel parto.<br />
<span id="more-779"></span></p>
<p><strong>PERCHE’ E’ UTILE?</strong><strong> </strong></p>
<p>La Biofonia aiuta a prepararsi al travaglio e al parto in modo consapevole, attivo e fiducioso senza violenza e senza ansia.</p>
<p>Già il Prof Fréderick Leboyer, il primo ginecologo a rivoluzionare la gestione medicalizzata del parto nel mondo, ha compreso la potenza del cantare nel periodo della gravidanza.</p>
<p>Da sempre in oriente il respiro e il canto hanno un ruolo fondamentale nella fase di travaglio, rilassare la bocca e la gola in questa fase agevola la dilatazione e allevia il dolore. Un travaglio dolce e attivo permette di rispettare i tempi della donna e di limitare l’uso di anestesie e manovre mediche. Per questo è utile sperimentare la Biofonia in gravidanza assieme a chi ci starà vicino durante il travaglio e il parto.</p>
<p><strong>COME FUNZIONA?</strong></p>
<p>Non occorre saper cantare e non è un corso di canto: è un accompagnamento alla vocalizzazioni di semplici sillabe che producono delle vibrazioni profonde.<br />
Inoltre, la Biofonia, stimola la produzione di endorfine, quindi induce al rilassamento profondo, aiuta a riconoscere e a distendere la muscolatura profonda e il piano pelvico, consente di migliorare sensibilmente il proprio rapporto con il respiro.</p>
<p>La pratica si svolge seduti a terra o su una sedia, senza scarpe. Potrebbe essere utile una coperta perché nel rilassamento la temperatura corporea si abbassa.</p>
<p><strong>QUANTO COSTA?<br />
</strong>L’incontro dura un’ora e mezza e costa 20,00 euro a coppia o 15,00 euro se non sei accompagnata.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per informazioni e prenotazioni:</p>
<p>Sara De Maria 392 301 4654 sito www.sarademaria.it</p>
<p>Federica Gazzano 349 060 99 12 sito <a href="http://www.federicagazzano.it/cgi-bin/CSA/tw9/I/it/principale/biofonia">www.federicagazzano.it</a></p>
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		<title>La meditazione batte i farmaci analgesici.</title>
		<link>http://www.sarademaria.it/la-meditazione-batte-i-farmaci</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 13:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo tratto dal sito opsonline è molto interessante. Spiega il processo attraverso il quale la meditazione, il rilassamento e le tecniche che portano all&#8217;attenzione passiva come il Training Autogeno hanno grande valenza nel controllo del dolore. Chi di voi conosce queste tecniche è in grado di confermare che è davvero così, oltre ai numerosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questo articolo tratto dal sito <a href="http://http://www.opsonline.it/psicologia-25708-la-meditazione-batte-i-farmaci.html">opsonline</a> è molto interessante. Spiega il processo attraverso il quale la meditazione, il rilassamento e le tecniche che portano all&#8217;attenzione passiva come il Training Autogeno hanno grande valenza nel controllo del dolore. Chi di voi conosce queste tecniche è in grado di confermare che è davvero così, oltre ai numerosi altri benefici della pratica quotidiana. Attendo i vostri commenti a fondo pagina.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.opsonline.it/images/articles/image_25708.jpg" alt="" width="150" height="150" />Altro che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un&#8217;ora di meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre l&#8217;intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste &#8220;certezze&#8221; sono il punto d&#8217;arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale lo zen batte i farmaci perché è in grado di influenzare l&#8217;attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di &#8220;assopire&#8221; la corteccia somatosensoriale e di &#8220;svegliare&#8221; il cingolo anteriore, l&#8217;insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione &#8220;combinata&#8221; sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere analgesico.<br />
<span id="more-761"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;effetto che abbiamo riscontrato è sorprendente &#8211; spiega Fadel Zeidan, autore dello studio &#8211; basti pensare che la morfina o altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%&#8221;. Per testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il campione è stato invitato a partecipare a un corso intensivo di una paricolare forma di meditazione, chiamata &#8216;mindfullness&#8217;. Ogni lezione di &#8220;attenzione focalizzata&#8221; durava 20 minuti, durante gli incontri ai partecipanti si chiedeva di concentrare la mente sul respiro, di mandare via pensieri intrusivi ed emozioni negative.</p>
<p>Contemporaneamente gli studiosi, con un&#8217;apposita apparecchiatura sistemata sotto la gamba destra dei soggetti, generavano per cinque minuti un calore dolorifico, raggiungendo una temperatura di 49 gradi centigradi. Prima e dopo le lezioni, i ricercatori fotografavano ciò che accadeva nel cervello dei partecipanti grazie a una speciale risonanza magnetica, chiamata Arterial spin labelling. Questa particolare tecnica è in grado di rilevare, attraverso la mappatura del flusso sanguigno, l&#8217;intensita del dolore. Così registravano le reazioni dei partecipanti al dolore sia durante l&#8217;esercitazione sia mentre erano a riposo. E&#8217; emerso che la meditazione spegne il dolore riducendolo del 40%, con delle punte del 93% in alcuni volontari.</p>
<p>A livello cerebrale le scansioni hanno messo in evidenza una riduzione significativa dell&#8217;attività della corteccia somato-sensoriale, un&#8217;area fortemente coinvolta nella genesi della sensazione di dolore. Contemporaneamente si iperattivavano anche altre zone: il cingolo anteriore, l&#8217;insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. &#8220;Queste regioni cerebrali &#8211; dicono i ricercatori &#8211; plasmano il modo in cui il cervello costruisce l&#8217;esperienza del dolore a partire dai segnali nervosi provenienti dal corpo&#8221;. Una delle ragioni per cui la meditazione può essere stata così efficace nel bloccare il dolore è che non agisce su una singola regione del cervello, ma a più livelli.</p>
<p>&#8220;Questo studio &#8211; dice Fadel Zeidan &#8211; mostra che la meditazione produce effetti realmente positivi sul cervello. E che quindi potrebbe garantire il controllo del dolore senza l&#8217;utilizzo di farmaci&#8221;</p>
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		<title>Meditazioni, visualizzazioni, sogni guidati.</title>
		<link>http://www.sarademaria.it/meditazioni-visualizzazioni-sogni-guidati</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 11:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le immagini mentali sono vere e proprie forze dinamiche. Attraverso le immagini che i nostri occhi percepiscono e che il cervello rielabora si costruisce la realtà. Tutti gli organi di senso collaborano a creare l’immagine mentale, il cervello predispone il corpo nel modo adeguato al contesto percepito, sia a livello muscolare sia emotivo.
Quando stiamo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-522" title="deserto des agriates" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/deserto-des-agriates.JPG" alt="deserto des agriates" width="199" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini mentali sono vere e proprie forze dinamiche. Attraverso le immagini che i nostri occhi percepiscono e che il cervello rielabora si costruisce la realtà. Tutti gli organi di senso collaborano a creare l’immagine mentale, il cervello predispone il corpo nel modo adeguato al contesto percepito, sia a livello muscolare sia emotivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando stiamo per iniziare una corsa il cervello predispone l’apparato cardiaco, respiratorio, muscolare e tutto il resto del corpo per essere pronto ad iniziare e dare la migliore prestazione fisica. Questo avviene anche quando ci troviamo ad iniziare una lettura,  il nostro cervello predispone l’attenzione maggiormente alle funzioni cognitive e mnemoniche.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è poi una variabile interessante da tenere in considerazione: la nostra mente non sa distinguere tra la realtà e la fantasia, semplicemente reagisce allo stimolo che arriva da fuori e predispone il corpo in modo adeguato. Un esempio: Quando guardiamo un film horror sappiamo bene che è tutta finzione, vittime e carnefici sono attori, il sangue è pomodoro e gli arti che saltano sono di plastica…..ma il senso di paura e agitazione che insorge in noi è reale, talvolta resta anche dopo la fine del film.</p>
<p><span id="more-521"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Succede alcune volte che a seguito di una esperienza traumatica il solo semplice pensare che ci possa riaccadere inizia a generare in noi lo stato di ansia o addirittura di panico che abbiamo provato quella volta là….e magari sono passati tanti anni. Il trauma è sempre attuale, non ha tempo. Anche le immagini mentali sono senza tempo, una volta sedimentate restano lì per essere ripescate al momento di ricreare la risposta fisica ed emotiva giusta al contesto. (Con il termine giusta non intendo necessariamente la più efficace ma quella che riproduciamo più spesso in quella situazione.)</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, se fino a questo punto ci troviamo in accordo riferendoci alle nostre esperienze passate possiamo iniziare a ipotizzare di intervenire attivamente sulla nostra mente e creare esperienze positive, rassicuranti, curative, possibiliste&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è possibile, non è difficile ne’ faticoso, occorre però fermarsi, rilassarsi e lavorare con la mente, quotidianamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i vari tipi di Yoga esiste il Raja Yoga, lo Yoga reale. Il Raja Yoga insegna a lavorare in modo sistematico sulle immagini e ad imprimere un’immagine (energia) uguale e contraria a ciò che suscita emozioni non utili alla crescita spirituale. Le origini delle discipline yogiche si perdono nella notte dei tempi e l’osservazione dell’uomo è sempre stata su diversi piani dell’essere, quali: fisico, mentale, psichico e spirituale. In occidente si inizia a parlare di inconscio con Freud a inizio ‘900.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo quindi prendere spunto da queste discipline e adattarle alla nostra cultura. Un buon rilassamento eseguito autonomamente o etero indotto e un lavoro di visualizzazioni o di immagini guidate, o ancora vere e proprie esperienze interattive come avviene nei sogni guidati, permettono di andare a creare nuove esperienze positive che andranno a radicarsi nel profondo della nostra mente. E’ da qua che possiamo creare la differenza e possiamo intervenire attivamente su ciò che ci fa stare male.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre però fare molta attenzione alle immagini che si creano perché esattamente come agiscono in modo incisivo e positivo se appropriate, possono essere altamente disturbanti e dannose se create senza consapevolezza. E’ importante quindi affidarsi sempre, almeno all’inizio, alla guida di chi è in grado di insegnare come lavorare in modo appropriato su di sé. In seguito si potrà anche praticare da soli.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“Il Rosa è per Tutti” un libro di Paola Felici</title>
		<link>http://www.sarademaria.it/il-rosa-e-per-tutti-un-libro-di-paola-felici</link>
		<comments>http://www.sarademaria.it/il-rosa-e-per-tutti-un-libro-di-paola-felici#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 19:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L’immagine accanto riproduce la copertina del libro di cui vorrei parlare. Rientra nella categoria libri ma è molto di più. Un piccolo manuale rosa che inizia con una frase “di che colore vedi la tua vita grigia, nera o rosa” , quindi la prima associazione da fare al rosa non si riferisce alla femminilità, bensì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-477" title="Il_Rosa_per_Tutti_Felici" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/Il_Rosa_per_Tutti_Felici2.bmp" alt="Il_Rosa_per_Tutti_Felici" />L’immagine accanto riproduce la copertina del libro di cui vorrei parlare. Rientra nella categoria libri ma è molto di più. Un piccolo manuale rosa che inizia con una frase “di che colore vedi la tua vita grigia, nera o rosa” , quindi la prima associazione da fare al rosa non si riferisce alla femminilità, bensì alla vibrazione cromatica che desideriamo associare alla nostra esperienza di vita futura, indipendentemente da come la viviamo in questo momento.</p>
<p>Paola Felici, autrice del libro, propone le <em>Soluzioni Incantate</em> per aiutarci ad allineare la nostra attenzione verso la realizzazione di una vita serena e appagante.<br />
<span id="more-473"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo manuale rappresenta la risposta ai numerosi libri di autorealizzazione di cui ho parlato nell’articolo “<a href=" http://www.sarademaria.it/quanti-misteri">Quanti misteri!</a>” che propongono modalità per risolvere il disagio ma non ne danno la chiave esecutiva. Il libro in questione, invece, svela e rivela ma soprattutto accompagna nei passaggi con un CD guida.</p>
<p>Ma andiamo con ordine, “il rosa è per tutti” si basa su principi che condivido e propongo spesso: i simboli e le analogie sono una chiave per instaurare un dialogo con la parte più profonda. La mente, nello stato di veglia, tende a smistare le informazioni che porteranno a un profondo cambiamento e l’unico modo per entrare in contatto con quella parte è attraverso l’incanto e la fascinazione, dove il senso critico lascia spazio all’intuito.</p>
<p>Cosa succede però tra il desiderare, il progettare e il realizzare il cambiamento? Paola Felici parla di allineamento. Il filo che collega la persona alla realizzazione del progetto passa attraverso degli anelli non visibili, se gli anelli sono allineati andremo direttamente alla realizzazione, se invece gli anelli sono sconnessi il percorso rappresenterà delle difficoltà che porteranno talvolta a desistere.</p>
<p>Da qui inizia il percorso guidato, la Felici attraverso 7 soluzioni incantate guida il lettore (ormai viaggiatore) verso l’allineamento. Partendo dal rilassamento la voce-guida porta a vivere esperienze riparatorie in grado ri-centrare e ri-armonizzare le parti che compongono il nostro corpo fisico, emotivo e spirituale.</p>
<p>Vorrei consigliare questo libro alle persone che desiderano fortemente cambiare nel profondo. Alle persone che sono convinte che il cambiamento derivi da fattori interni anziché esterni. Alle persone costanti, che decidono di prendere un impegno quotidiano con loro stesse e si sforzano di conoscere ciò di cui sono &#8220;composte&#8221; prima di voler cambiare. Alle persone che non pretendono il cambiamento ma lo chiedono, in armonia con l’ambiente circostante.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Note sull’autrice</span>: Paola Felici</p>
<p>Psicologa e Psicoterapeuta</p>
<p>Nata nei castelli romani sotto il segno dello scorpione</p>
<p>Esperta <strong> </strong>Ipnoanalista eriksoniana ed EMDR “psicotraumatologia”</p>
<p>Da circa trenta anni, studiosa degli stati di coscienza, dal rilassamento all’ipnosi profonda, dei simboli di trasformazione.</p>
<p>Pioniera nello sviluppare <strong> </strong>tecniche per il benessere tra cui le Soluzioni Incantate, il Campo Oltre la Vista, la Psicologiaitinerante.</p>
<p>Da un decennio integra nel suo approccio la fisica quantistica applicata alla psicologia e passando dal Transgenerazionale e dalle Costellazioni Familiari mette appunto una nuova tecnica, la “Mimica del Campo Quantico”, accompagnando a soluzione <strong> </strong>le <strong> </strong>impronte generazionali che impediscono lo scorrere armonico della Vita.</p>
<p>Attraverso questo metodo multidisciplinare e <strong> </strong>integrato, sviluppa una lettura ed un intervento su problematiche mai risolte.</p>
<p>autore di:</p>
<p><a href="http://www.psicologiaitinerante.it/"><strong>www.psicologiaitinerante.it</strong></a> <a href="http://www.costellazioni-familiari-sistemiche.it/"><strong>www.costellazioni-familiari-sistemiche.it</strong></a></p>
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		<title>Autoguarigioni e miracoli.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 21:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di  Raniero Matonti pubblicato da Neuroscienze.net che propongo sotto in versione integrale, descrive in modo preciso ed efficace come il cervello sia in grado di generare autonomamente delle risposte creative atte ad attivare il processo di autoguarigione.  Il tema dell&#8217;autoguarigione è delicato, Chiesa e Scienza si sono scontrate più volte per definire dove sia il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; text-align: justify; margin: 0px;"><img class="alignleft size-medium wp-image-448" title="Jumping" src="http://www.sarademaria.it/wp-content/uploads/autoguarigione2-300x190.jpg" alt="Jumping" width="300" height="190" />L&#8217;articolo di  <span style="color: #561a1b;"><span style="outline-style: initial; outline-color: initial; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; padding-bottom: 0px;"><a href="http://www.neuroscienze.net/?p=566">Raniero M</a></span></span><a href="http://http://www.neuroscienze.net/?author=3737">atonti</a> pubblicato da Neuroscienze.net che propongo sotto in versione integrale, descrive in modo preciso ed efficace come il cervello sia in grado di generare autonomamente delle risposte creative atte ad attivare il processo di autoguarigione.  Il tema dell&#8217;autoguarigione è delicato, Chiesa e Scienza si sono scontrate più volte per definire dove sia il confine tra miracolo e rientro spontaneo dei sintomi e della malattia. Proviamo però a pensare alle piccole cose, a ciò che fa parte della nostra esperienza di vita e se per caso noi stessi siamo stati spettatori e facilitatori di una nostra autoguarigione, in termini fisici o emotivi. Quando il nostro corpo e la nostra mente hanno fatto da guida per trovare il modo migliore e più efficace per stare meglio. Aspetto i vostri commenti. Di seguito l&#8217;articolo:</p>
<p><span id="more-441"></span></p>
<h2>L&#8217;Autoguarigione: Processo Cerebrale?</h2>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;">
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; margin: 0px;">Il cervello è capace di creare tutte le condizioni necessarie nel rilevare, affrontare e risolvere i disturbi corporei? anche i più gravi? Sembra proprio di sì e sembra che questo fenomeno possa essere attivato mediante meccanismi immunitari ed adeguate secrezioni. L’occidente, con il proprio <em>modus pensanti</em>, attribuisce certe guarigioni straordinarie e inspiegabili per la scienza, a fattori miracolistici. Definito come<strong>guarigione spontanea</strong>, in realtà è un fenomeno che inizia ad avere delle risposte da parte della PNEI e che sostanzialmente, sembra attivare alcune sostanze chimiche, i <strong>neurotrasmettitori.</strong><br />
PNEI è l’acronimo di psiconeuroendocrinoimmunologia, disciplina che studia le interrelazioni tra psiche, sistema immunitario, endocrino e nervoso, nonché come questi si influenzino vicendevolmente. Grazie alla PNEI, alla sua scientificità, sono cadute molte teorie tendenti alla frammentazione del essere umano, teorie che hanno trovato spazio, considerazione e protezione da parte della medicina convenzionale. La liberazione dei neurotrasmettitori avviene continuamente ed è influenzata da innumerevoli fattori: il nostro stato mentale in primis, la tendenza ad essere positivi anche nelle condizioni critiche, lo stile di vita ed il vissuto emotivo. Cosicché ad esempio, essere diffidenti sulle proprie capacità, possedere uno scarso grado di autostima e di <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=1218">risorse</a> interiori, provoca allo stesso modo dell’ uso indiscriminato di farmaci e/o abuso di sostanze nocive un indebolimento del fenomeno dell’autoguarigione. Da segnalare uno studio effettuato presso L’Harvard Medical School di Boston, pubblicato nel 2002, secondo cui la preghiera ed in particolare la recitazione del rosario ed anche di un mantra ripetuto, avrebbe la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa ed il battito cardiaco. In effetti, è dimostrato che queste pratiche tendono ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di una attivazione di quello parasimpatico, predisponendo al rilascio di ormoni quali <strong>serotonina, </strong>(l’ormone del benessere)<strong> <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=45">dopamina</a>, endorfine, citochine.</strong> Le sostanze neurotrasmettoriali come le <strong>citochine, la serotonina</strong> attivano le indispensabili difese immunitarie dell’organismo. Accanto alle preghiere o ai mantra, la produzione di dette molecole è incrementata dalla capacità reattiva che il nostro corpo è in grado di porre in atto nonché dalla creatività, l’amore, lo sport, il sesso e la pratica di un’arte. Processo che verrebbe da dire origina dall’organo più nobile e sconosciuto del corpo umano, il cervello, ed è da esso quindi che deriva la nostra capacità di non ammalarsi. Mi viene da pensare come sia errato il life style assunto da noi occidentali e l’errata direzione alla quale viene spinta la nostra vita, lontana dall’interiorità, dall’ascolto dei bisogni primari in favore di una esistenza che dire superficiale è un eufemismo. Viene allora naturale considerare il sintomo fisico come un cialtrone da debellare ed il corpo che lo manifesta come uno sciocco strumento meccanico da riparare al più presto, veicolo di disservizio e di rallentamento dei ritmi quotidiani. Quanta cecità! Basti pensare che in presenza di sintomi come la febbre o un banale raffreddore, questi sono stroncati immediatamente, assumendo il primo farmaco a portata di mano ed in più attraverso l’ automedicazione.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><strong>Il substrato anatomo – fisiologico dell’autoguarigione</strong></p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;">Il potenziale di auto guarigione, sembra si verifichi specificatamente attraverso la mediazione  dell’asse ipotalamo-ipofisi – sistema immunitario. Georg Groddeck, medico e psicoanalista, padre della moderna psicosomatica, all’inizio del ‘900 descrisse le capacità del corpo umano di ripararsi da sé in seguito a malattia. Groddeck riteneva che i nodi da sciogliere per sconfiggere la malattia si trovassero nella parte razionale del cervello, la quale doveva essere ridimensionata per permettere all’energia vitale (ES)di emergere e guarirci. Nel suo bellissimo libro, NASAMECU, acronimo ippocratico di <em>natura sanat medico curat, Groddeck</em>fornisce tutte le indicazioni tendenti a tale scopo. L’autore dunque rileva che l’autoguarigione sia possibile attraverso il  ridimensionamento dell’IO a favore dell’ES, ovvero dell’energia vitale che è presente dentro ognuno di noi e che fa funzionare insieme tutte le cellule, ricostruisce il corpo rinnovandolo continuamente, ci difende dagli attacchi e ci cura. Questo principio, in netto anticipo sui tempi, è una prima forma di lettura “scientifica” la quale propone anche una visione unitaria o come diremmo oggi,  olistica dell’uomo. L’Es, definibile anche come forza totipotente, viene ostacolata dunque dall’IO.  L’IO è figlio di una cultura dominante di superficie, di un’educazione cieca di fronte alle diversità e che ci vuole omologati ed in tendenza con il sistema. L’ IO è rafforzato dai luoghi comuni, dalla routine quotidiana e da tutte quelle condizioni che ci spingono verso direzioni innaturali, le quali porteranno, prima o poi verso la malattia. Ogni malattia rappresenta non solo una lacerazione della propria trama di vita, ma rappresenta un forte appello della nostra intelligenza interiore che altro non chiede di ripristinare l’omeostasi e dunque la salute. Spesso il disagio è già in sé la soluzione: basterebbe riportare in primo piano i segnali che il corpo invia, ascoltare le sue sensazioni ed esserne maggiormente consapevoli. Tanti segnali vengono ignorati o addirittura soppressi ma, questi sono segnali di denuncia di una disarmonia che va ben oltre il corpo stesso. La PNEI dimostra scientificamente, ciò che Groddeck teorizzava. La psiche con i suoi processi, il pensiero, la coscienza, le emozioni sono elementi compresenti in ogni processo nervoso, endocrino ed immunitario. Tutto dunque nasce dalla mente, in particolare dall’ area limbica, sede delle emozioni e dei comportamenti istintuali. All’interno dell’area limbica giungono continuamente afferenze da tutti gli organi. David Servan – Schereiber dell’ Università di Pittsburgh, Pennsylvania, afferma che il “ il cervello emotivo” possiede due meccanismi naturali di autoriparazione. Si tratta di capacità innate di ritrovare l’equilibrio ed il benessere…paragonabile alla cicatrizzazione di una ferita. Inoltre l’area limbica è la centralina di funzioni vitali come la respirazione, il battito cardiaco, la libido, il sonno, la pressione arteriosa, la secrezione ormonale e la risposta immunitaria.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">1.<span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;"> </span></span>Cosa ostacola il processo di autoguarigione?<br />
<span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">2.<span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;"> </span></span>Cosa invece lo favorisce?<br />
<span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">3.<span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;"> </span></span>Alla base dell’effetto <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=101">placebo</a>, vi è questa risposta?</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; line-height: 20px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; margin: 0px; border: 0px initial initial;">Sicuramente alla prima domanda si poterebbe rispondere che primo fra tutti, l’ ostacolo primario per il nostro guaritore interno è il cervello razionale. L’IO, ovverosia le convinzioni, gli schemi mentali e la cerebralità, il ruminìo mentale, il modo di pensare, i falsi obiettivi e/o progetti che ci imponiamo, le credenze e il modo di agire nella realtà ci orientano verso un’operatività rigida, legata a contingenze quotidiane. Ciò promuove un disallineamento tra i due cervelli, generando uno stato di caos e disarmonia del biochimismo corporeo. Un IO che è incapace di accogliere le sensazioni ed i bisogni reali. Il prevalere del cervello razionale sul limbico crea le condizioni per l’instaurarsi di un assetto neurochimico tipico dell’ansia o degli attacchi di panico. <span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;"> </span><br />
Quante depressioni, attacchi di panico o stati ansiogeni potrebbero trovare soluzione se soltanto ci si orientasse all’ascolto dei propri bisogni. Queste comuni manifestazioni psicosomatiche, sono supportate da un’iperattività del <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=74">sistema nervoso</a> autonomo, in particolare dalla sezione simpatico. Non solo ansia e attacchi di panico! Stress, forte autocontrollo, producono le stesse molecole le quali indeboliscono il nostro sistema salute.<strong>Cortisolo, </strong>(l’ormone dello stress)<strong> adrenalina, radicali liberi</strong> sono le molecole responsabili, quando prodotte in eccesso e per molto tempo, dell’ indebolimento del sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale. Esse provocano tra l’altro, una riduzione dei globuli bianchi ed anche l’innalzamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, predisponendo l’uomo ad un aumentato rischio di incappare in frequenti malattie (virali, batteriche)e di innalzare i fattori di rischio di ictus o infarto del miocardio. E’ possibile allontanarsi da questi pericoli, attraverso la “riprogrammazione” della propria attività mentale: essere in sintonia con i propri bisogni e quindi con se stessi, essere liberi di esprimere emozioni, ridere, meditare, vivere una sessualità appagante, coltivare interessi e passioni, essere creativi, dedicarsi allo sport preferito favoriscono la salute, promuovono la crescita dell’autostima del buonumore, dell’empatia. Tre condizioni che il nostro cervello plastico adora e che gli fanno produrre le sostanze della felicità e della salute: <strong>endorfine, serotonina, <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=45">dopamina</a>, citochine, linfochine.</strong> La seconda domanda può trovare risposta dalla teoria esposta dal ricercatore Enzo Soresi. Il ricercatore, autore de il “cervello anarchico” (UTET) propone la tesi dello “shock carismatico”. Con detta tesi, Soresi teorizza sulle remissioni spontanee che alcuni individui hanno comportato durante patologie serissime e conclamate. Definiamo cosa è lo shock carismatico; esso è secondo l’autore “un cambiamento profondo dello stato mentale della persona quando incontra un soggetto molto carismatico”. All’interno del libro viene segnalato un caso di un contadino afflitto da melanoma che guarisce dopo un incontro con Madre Teresa di Calcutta. E’ indubbio che l’uomo abbia questa risorsa e la stessa trova testimonianza in questa come in tante altre guarigioni inspiegabili. Lo stesso effetto <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=101">placebo</a>, è ipotizzabile che esso sia riconducibile ad una modificazione biochimica del cervello, generata dalla fiducia riposta nel farmaco da parte del paziente. Evidenze chiare circa l’effetto <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=101">placebo</a> non ve ne sono, però in letteratura scientifica l’esempio maggiormente significativo è dato dal confronto tra l’attività antidolorifica prodotto dalla morfina con quella prodotta dall’acqua, somministrata in pazienti ignori dello scambio. I dati ci dicono che la scomparsa del dolore nel campione <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=101">placebo</a> è del 60%. Mentre la medicina ufficiale etichetta l’effetto <a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; text-decoration: none; color: #000000; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.neuroscienze.net/?page_id=101">placebo</a> come un processo di autosuggestione, l’auspicio è quello di poter approfondire, conoscere in fondo questo promettente ambito di ricerca e svelare gli intimi e meravigliosi segreti dell’autoguarigion</p>
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