<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420</atom:id><lastBuildDate>Thu, 08 Feb 2024 09:55:04 +0000</lastBuildDate><category>Ricerca</category><category>Cambiamenti climatici</category><category>geologia</category><category>clima</category><category>terremoti</category><category>G.I.S.</category><category>applicazioni</category><category>gps</category><category>dissesto idrogeologico</category><category>petrolio</category><category>acqua</category><category>mappe</category><category>google earth</category><category>paleontologia</category><category>riscaldamento globale</category><category>vulcani</category><category>Open source</category><category>dissesti</category><category>ambiente</category><category>geomorfologia</category><category>navigatori satellitari</category><category>spazio</category><category>USGS</category><category>geotermia</category><category>google maps</category><category>stranezze</category><category>convegno</category><category>corsi</category><category>dati</category><category>desertificazione</category><category>galileo</category><category>immagini satellitari</category><category>internet</category><category>libri</category><category>linux</category><category>pioggie</category><category>remote sensing</category><category>ubuntu</category><category>NSIDC</category><category>bacini idrografici</category><category>crosta</category><category>deforestazione</category><category>dinosauri</category><category>emergenze</category><category>erosione</category><category>erosione eolica</category><category>frana</category><category>geologi</category><category>geoserver</category><category>geotools</category><category>minerali</category><category>permafrost</category><category>pianeti</category><title>Scienze e ambiente</title><description>Raccolta di notizie su scienze della terra e ambiente: il nostro pianeta Terra.</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (mabba)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>167</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-2283509862343830932</guid><pubDate>Thu, 05 Jul 2012 09:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-07-05T11:16:15.863+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">geologi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">geologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">stranezze</category><title>COMUNICATO STAMPA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DEGLI ORDINI REGIONALI DEI GEOLOGI</title><description>Dal 26 Giugno emerge chiaramente come il potentato della grande imprenditoria abbia convinto i 
legislatori che l’aspetto economico nelle progettazioni delle opere debba prevalere sulla qualità e 
sulla sicurezza delle stesse.
E’ infatti entrato in vigore il DL n. 85/12 “Misure urgenti per la crescita del paese”, che ha 
individuato (art. 7) tra le azioni per far ripartire l’economia, la sottrazione ai geologi delle 
competenze - già da un decennio sancite da una norma di rango primario quale il DPR 328/01 -
per l’esecuzione di indagini e prove geotecniche.
A seguito di questa ennesima dimostrazione di miopia ed irresponsabilità, mostrata da una parte 
della classe politica, piegata e convinta da forti interessi imprenditoriali, la Conferenza dei 
Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi rafforza a gran voce il sentimento di sdegno espresso 
dal Presidente Nazionale Graziano. 
“Se la legge non sta bene a qualche potentato si cambia la legge”, occorrerebbe tradurre in latino 
questa frase e contrapporla al “dura lex sed lex” che i nostri padri ci hanno tramandato per 
insegnarci a rispettare le leggi esistenti.
Cambiare a proprio favore le normative è ormai diventato un hobby per chi, forte di potere 
economico ed appoggio politico tende a modificare lo status giuridico delle attribuzioni  delle
competenze professionali dei Geologi. 
In uno stato di diritto, nel quale ci illudiamo di essere, simili manovre potrebbero essere etichettate 
come “furto con destrezza” da parte di potenti lobbies (ma questo governo non voleva 
eliminarle??) in grado di far ribaltare con un decreto legge le recenti pronunzie del TAR Lazio sul 
tema delle indagini finalizzate alla conoscenza del sottosuolo, che le si  voglia chiamare 
geologiche, geognostiche o geotecniche.
Con la nuova versione del Decreto Sviluppo (di chi??) appena approvato, si assoggetta il settore 
delle indagini del sottosuolo, che dovrebbe essere libero e soprattutto affidato alle figure 
competenti, al monopolio di poche imprese sotto l’ombrello di un Ministero concessionario, con 
buona pace del libero mercato e della concorrenza ed in dispregio all’obbligo di aprire ed 
omogeneizzare il nostro mercato alle esigenze Europee!! &lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;
Stranamente, in questo caso, l’Antitrust non fa sentire la sua voce, sebbene si sia già espresso a 
favore delle istanze dei geologi appena qualche mese fa!
Da domani i cittadini si dovranno confrontare con imprese esclusiviste sul territorio e con un 
regime di costi tutto da valutare in un profondo momento di crisi, che si serviranno dei geologi alla 
stregua di asserviti e fedeli sub-appaltatori a prezzi offensivi da loro imposti,  così come sarà 
impossibile per le imprese estere venire a lavorare in Italia, a meno di chiedere l’inutile e speciosa 
autorizzazione al Ministero delle Infrastrutture.
I rappresentanti regionali dei geologi italiani, impegnati in prima linea nel far capire ad una classe 
politica famelica e sorda, oltre che incapace di comprendere che viviamo in un paese soggetto a 
tutte le tipologie di rischio naturale e nel qualche si sta scientemente scegliendo di mettere da 
parte proprio coloro i quali per formazione si occupano della prevenzione e mitigazione di questi 
rischi, manifestano insieme al Consiglio Nazionale tutto il loro sdegno per questo ennesimo colpo 
di mano.
Pertanto continueranno ad opporsi a tale distorsione nelle sedi istituzionali e giudiziarie preposte, 
nazionali e comunitarie, riservandosi, qualora la cecità dei legislatori perdurasse su tale linea 
irresponsabile, di mettere in atto azioni di protesta più plateali, per sensibilizzare l’opinione 
pubblica sui rischi che tale linea determinerà sulla sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture, 
nonché sulla tutela e salvaguardia dell’ambiente e del territorio.</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2012/07/comunicato-stampa-conferenza-dei.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-3497543039861915118</guid><pubDate>Sat, 16 Jun 2012 10:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-16T12:23:14.087+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><title>Sequenza Sismica della Pianura Padana Maggio 2012 - Le Faglie Sepolte - Video</title><description>&lt;object height=&quot;315&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/vqcZOSupPMg?version=3&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&quot;&gt;

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&lt;br /&gt;
Gianluca Valensise dell&#39;INGV descrive in questo video le strutture sismogenetiche profonde sepolte sotto i sedimenti alluvionali della Pianura Padana, responsabili dei terremoti della sequenza sismica di maggio-giugno del 2012. Vengono mostrate sezioni geologiche-strutturali, osservazioni GPS e un aggiornamento della sismicità.</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2012/06/sequenza-sismica-della-pianura-padana.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-6839303881179458964</guid><pubDate>Fri, 15 Jun 2012 07:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-15T10:02:54.986+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">petrolio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">USGS</category><title>Shale gas, fratturazione idralica e terremoti indotti</title><description>Ecco a voi un video del Servizio Geologico statunitense della serie USGS Public Lecture series che prova attraverso la ricerca scientifica a trovare le eventuali relazioni tra &lt;b&gt;shale gas&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Fratturazione idraulica&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;terremoti indotti&lt;/b&gt;.
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Notizie_e_Novit%c3%a0_normative/Notizie_ISPRA/Documenti/t_med.html&quot;&gt;ISPRA: Documenti&lt;/a&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2012/04/t-med.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-6740684857210667557</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2011 07:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-05T09:32:09.363+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">geologia</category><title>150 anni della Geologia italiana unitaria</title><description>&lt;i&gt;&quot;Il Forum GeoItalia 2011 si tiene a Torino, prima capitale dello Stato unitario, a 150 anni dall’unità d’Italia: anche la geologia festeggia così i suoi 150 anni dell’Italia unita, riflettendo sulla propria identità di scienza profondamente legata alla conoscenza del territorio, delle sue risorse e della sua evoluzione. La Sessione “Uomini e ragioni: i 150 anni della geologia unitaria”, è pertanto dedicata all’impegno ed alle intuizioni dei geologi italiani - attivi già da molto prima che il Paese, nel 1861, raggiungesse l’unità politica ed amministrativa – con particolare attenzione alla loro opera per la conoscenza del territorio del nuovo stato unitario fino ai nostri giorni&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tratto da: &lt;a href=&quot;http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Atti/Documenti/atti_150anni.html&quot;&gt;Uomini e Ragioni: i 150 anni della Geologia Unitaria. Atti Sessione F4 GeoItalia 2011 - VIII Forum italiano di Scienze della Terra&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/10/150-anni-della-geologia-italiana.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-4844540389862353617</guid><pubDate>Fri, 11 Mar 2011 13:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-11T14:51:31.838+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><title>terremoto in Giappone: la mappa delle scosse</title><description>&lt;blockquote&gt;Attendete il caricamento&lt;/blockquote&gt;&lt;style&gt;
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&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;geocommons_map&quot; id=&quot;maker_map_57125&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a class=&quot;geocommons_map_link&quot; href=&quot;http://geocommons.com/maps/57125&quot; id=&quot;maker_map_57125_link&quot;&gt;View full map&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/03/terremoto-in-giappone-la-mappa-delle.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-9187803131947857503</guid><pubDate>Wed, 09 Mar 2011 11:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-09T12:03:45.011+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">paleontologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricerca</category><title>la sesta estinzione di massa?</title><description>&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nsf.gov/news/mmg/media/images/extinction1_h.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;209&quot; src=&quot;http://www.nsf.gov/news/mmg/media/images/extinction1_h.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;-webkit-border-horizontal-spacing: 10px; -webkit-border-vertical-spacing: 10px; font-family: Verdana; font-size: 11px;&quot;&gt;Credit:&amp;nbsp;&lt;i&gt;Nicolle Rager Fuller, National Science Foundation&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Negli ultimi 540 milioni d&#39;anni ci sono state cinque grandi estinzioni di massa. In ognuna di esse sono scomparse il 75% delle specie presenti.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;&quot;If you look only at the critically endangered mammals--those where the risk of extinction is at least 50 percent within three of their generations--and assume that their time will run out and they will be extinct in 1,000 years, that puts us clearly outside any range of normal and tells us that we are moving into the mass extinction realm,&quot; said Anthony Barnosky, an integrative biologist at the University of California at Berkeley, and first author of the paper.&lt;br /&gt;
...&lt;br /&gt;
&quot;A modern global mass extinction is a largely unaddressed hazard of climate change and human activities,&quot; said H. Richard Lane, program director in the National Science Foundation&#39;s (NSF) Division of Earth Sciences, which funded the research.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;
continua su &lt;a href=&quot;http://www.nsf.gov/news/news_images.jsp?cntn_id=118804&amp;amp;org=NSF&quot;&gt;Earth&#39;s Sixth Mass Extinction: Is It Almost Here?&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=dca82961-898c-4d81-a96b-49de02a6d359&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/03/la-sesta-estinzione-di-massa.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-1398402316059609690</guid><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-28T18:30:09.417+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">immagini satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricerca</category><title>la foto più dettagliata della Luna mai realizzata</title><description>La Nasa ha prodotto mezzo gigabyte della &lt;b&gt;Luna&lt;/b&gt; il nostro satellite:&amp;nbsp;l&#39;immagine più dettagliata mai realizzata. La sonda &lt;a class=&quot;zem_slink&quot; href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Lunar_Reconnaissance_Orbiter&quot; rel=&quot;wikipedia&quot; title=&quot;Lunar Reconnaissance Orbiter&quot;&gt;Lunar Reconnaissance Orbiter&lt;/a&gt;, Lro, ha impiegato due settimane per le riprese, lo scorso dicembre, inviando a Terra oltre 1300 immagini. In seguito, con un lavoro di composizione, le immagini singole sono state messe insieme a formare un mosaico di 24.000 x 24.000 pixel, per un totale di oltre 500 Megabytes.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6b4718cd-9e0f-42ec-acce-c15c35a65b99&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/02/la-foto-piu-dettagliata-della-luna-mai.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-3416809861151670176</guid><pubDate>Sat, 12 Feb 2011 09:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-12T10:52:58.471+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">geotermia</category><title>energia geotermica offshore</title><description>&lt;div class=&quot;zemanta-img separator&quot; style=&quot;clear: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/12663367@N00/3842645565&quot; style=&quot;clear: right; display: block; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;0808 Námaskarð 04&quot; height=&quot;160&quot; src=&quot;http://farm4.static.flickr.com/3457/3842645565_8a1a72635d_m.jpg&quot; style=&quot;border: none; font-size: 0.8em;&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;zemanta-img-attribution&quot; style=&quot;clear: both; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em; width: 240px;&quot;&gt;Image by &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/12663367@N00/3842645565&quot;&gt;*maya*&lt;/a&gt; via Flickr&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Il Tirreno Meridionale è una delle zone del nostro paese, molto importanti dal punto di vista &lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #444444;&quot;&gt;&lt;b&gt;geologico&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;: è ricca di giacimenti di fluidi &lt;b&gt;geotermici&lt;/b&gt; e di numerosi vulcani, tra cui il Marsili, che sono delle enormi sorgenti di calore.&lt;br /&gt;
L’acqua marina che s’infiltra al loro interno può raggiungere temperature di qualche centinaio di °C e pressioni superiori a 200 bar, acquistando un potenziale calorifero che può essere trasformato in energia elettrica.&lt;br /&gt;
Sulla base di ricerche condotte in loco è stato avviato già da qualche anno il&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.eurobuilding.it/marsiliproject/&quot;&gt;Marsili Project di Eurobuilding&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;Dal 2005 Eurobuilding S.p.A. ha avviato un’indagine ed una serie di studi sperimentali sul vulcano sottomarino Marsili con la collaborazione dei più importanti Istituti di Ricerca italiani nel campo della geotermia e delle scienze del mare (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Istituto di Geologia Marina del CNR di Bologna e Università di Chieti). I risultati hanno rivelato la presenza, all’interno del vulcano, di decine di milioni di metri cubi di fluidi ad alto contenuto energetico. Questi possono garantire, entro il 2020, una produzione annua di circa 4 TWh di energia elettrica (pari alla produzione di una centrale nucleare di media taglia), una quota che raddoppierebbe di fatto la produzione nazionale da fonte geotermica. Lo sfruttamento di tutti i potenziali giacimenti geotermici del Tirreno meridionale, realizzabile nei prossimi 30 anni, può coprire il 7-10% dei consumi totali di energia nazionali.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;
Consigliamo:&lt;br /&gt;
www.geoitalia.org/upload/home_page/giornale_di_geologia_applicata/GGA.2006-04.0-25.0153.pdf  &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=0782fd9d-ebbe-4cab-bfdb-4cd24a58f0fd&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/02/energia-geotermica-offshore.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://farm4.static.flickr.com/3457/3842645565_8a1a72635d_t.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-5517262746172548464</guid><pubDate>Sat, 05 Feb 2011 11:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-05T12:03:24.292+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riscaldamento globale</category><title>animazione della NASA sui cambiamenti climatici</title><description>&lt;div class=&quot;zemanta-img separator&quot; style=&quot;clear: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Pakkanen.jpg&quot; style=&quot;clear: right; display: block; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;A thermometer showing −17°C.&quot; height=&quot;597&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Pakkanen.jpg/300px-Pakkanen.jpg&quot; style=&quot;border: none; font-size: 0.8em;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;zemanta-img-attribution&quot; style=&quot;clear: both; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em; width: 300px;&quot;&gt;Image via &lt;a href=&quot;http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Pakkanen.jpg&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;La NASA ha pubblicato&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://svs.gsfc.nasa.gov/vis/a000000/a003800/a003817/2010updatewithdates_30fps.m4v&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;una animazione&lt;/a&gt;&amp;nbsp;in cui mostra che le &lt;b&gt;temperature medie globali&lt;/b&gt; stanno crescendo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa animazione evidenzia i dati sulle&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ncdc.noaa.gov/cmb-faq/anomalies.html&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;&lt;b&gt;anomalie di temperatura&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, piuttosto che le temperature massime,&lt;br /&gt;
mostrando come molto più calde (o più fredde) le temperature siano state rispetto alla media nel corso di un intervallo temporale che in questo caso comprende gli anni 1951-1980.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Permette l&#39;immagine: il riscaldamento globale mette i brividi!)&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=584aa0ee-a72c-4a95-af63-04833f273454&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/02/animazione-della-nasa-sui-cambiamenti.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-2123592861109352427</guid><pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-02T17:05:37.889+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cambiamenti climatici</category><title>Convegno: Effetti dei cambiamenti climatici sull&#39;ambiente. Torino 11 febbraio 2011</title><description>Segnaliamo il seguente convegno:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;&lt;i&gt;Associazione Georisorse e Ambiente&lt;/i&gt; e&amp;nbsp;&lt;i&gt;Dipartimento di Ingegneria del Territorio&amp;nbsp;dell&#39;Ambiente e delle Geotecnologie&lt;/i&gt; del&amp;nbsp;Politecnico di Torino&amp;nbsp;invita a partecipare alla conferenza che la&amp;nbsp;Prof.ssa Elisabetta ERBA (Università di Milano) terrà nella Sala Riunioni del Dip. di Ingegneria del Territorio, dell&#39;Ambiente e delle Geotecnologie del Politecnico di Torino il giorno:&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;11 febbraio 2011 alle ore 15.00&lt;/u&gt;, sul tema:&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: orange;&quot;&gt;EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULL’AMBIENTE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’Ordine dei Geologi del Piemonte ha in corso di attivazione la procedura di validazione&amp;nbsp;dell’evento ai fini dell’A.P.C.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;La combustione antropogenica di combustibili fossili ha introdotto un notevole stress ambientale a cui gli&amp;nbsp;organismi devono forzatamente sopravvivere; questa situazione ha reso urgente la piena comprensione di&amp;nbsp;innovazioni permanenti o adattamenti temporanei del biota (ossia l’insieme della vita animale e vegetale) a&amp;nbsp;livelli eccessivi di CO2. L’Agenzia Intergovernativa sui Cambiamenti Climatici (&lt;a class=&quot;zem_slink&quot; href=&quot;http://www.ipcc.ch/&quot; rel=&quot;homepage&quot; title=&quot;Intergovernmental Panel on Climate Change&quot;&gt;IPCC&lt;/a&gt;) ha previsto che dagli&amp;nbsp;attuali cambiamenti globali possano derivare importanti alterazioni della Vita sul pianeta. Le maggiori&amp;nbsp;preoccupazioni riguardano la possibile perdita di biodiversità derivante dall’incapacità degli organismi a&amp;nbsp;sostenere i cambiamenti ambientali rapidi e progressivi legati all’emissione antropogenica di gas-serra.&amp;nbsp;La biosfera è una componente fondamentale del Sistema Terra dove processi fisico-chimico-biologici&amp;nbsp;interagiscono a breve e a lungo termine lasciando impronte nelle rocce che i geoscienziati possono&amp;nbsp;decodificare. Nell’ecosistema Oceano, il riscaldamento globale, la fertilizzazione e acidificazione degli oceani&amp;nbsp;sono i maggiori pericoli per la diversità biologica e il funzionamento degli habitat marini, sia costieri che di&amp;nbsp;oceano aperto. Oltre ai noti effetti sul riscaldamento globale, l’instabilità climatica e l’aumento del livello del&amp;nbsp;mare, l’attuale eccesso di CO2 sta anche causando il cosiddetto “other CO2 problem”, ossia l’aumento&amp;nbsp;dell’acidità degli oceani, che hanno già assimilato il 48% di tutta la CO2 emessa dal 1800, con conseguente&amp;nbsp;riduzione del pH. L’acidificazione degli oceani è un cambiamento meno noto al grande pubblico, ma con&amp;nbsp;ripercussioni ambientali devastanti a scala globale. Con i tassi d’emissione di CO2 e di acidificazione attuali,&amp;nbsp;prima che l’oceano ritorni naturalmente ai livelli d’acidità precedenti alla Rivoluzione Industriale&amp;nbsp;occorrerebbero almeno 10.000 anni!&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
I processi naturali che contribuiscono all’abbattimento della CO2 atmosferica in eccesso operano sull’arco di&amp;nbsp;migliaia d’anni, specialmente se l’acidificazione degli oceani è contemporanea a riscaldamento globale,&amp;nbsp;inquinamento e fertilizzazione. L’influenza esercitata su un ecosistema da cambiamenti ambientali come quelli&amp;nbsp;oggi in atto opera dunque a lungo, lunghissimo termine: è per questo motivo che all’osservazione dello&amp;nbsp;scienziato che si occupa dell’ambiente attuale (su una scala da giornaliera a decennale), va affiancato lo studio&amp;nbsp;dei geologi, che lavorano su scale temporali ben diverse, decodificando le “impronte” lasciate nelle rocce da&amp;nbsp;eventi sviluppatisi migliaia-milioni di anni fa e ricostruendo quindi le variazioni ambientali del passato.&lt;br /&gt;
L’archivio geologico permette di identificare e quantificare cause e conseguenze dei cambiamenti globali e può&amp;nbsp;essere cruciale per capire il presente e predire il futuro.&amp;nbsp;Il nostro pianeta ha sperimentato condizioni simili alle attuali più volte nella sua storia geologica: l’analisi&amp;nbsp;delle successioni sedimentarie permette di esaminare in dettaglio episodi in cui i livelli di CO2 erano&amp;nbsp;confrontabili, e anche più elevati, rispetto ai valori attuali e stimati per il prossimo futuro. I dati geologici&amp;nbsp;raccolti nell’ultimo decennio per alcuni casi di condizioni ambientali estreme indicano inequivocabilmente&amp;nbsp;l’instaurarsi di un regime climatico di super-effetto serra, una perturbazione del ciclo del carbonio, anossia&amp;nbsp;(assenza di ossigeno) oceanica globale, deposizione di enormi quantità di materia organica (che&amp;nbsp;successivamente si è trasformata in ingenti riserve petrolifere), un eccezionale innalzamento del livello del&amp;nbsp;mare (+ 100 metri rispetto all’attuale) e, in alcuni casi, la destabilizzazione di metano idrato. Tra le&amp;nbsp;conseguenze dei cambiamenti ambientali globali sul territorio, dunque, occorre considerare l’instabilità dei&amp;nbsp;versanti sottomarini, la formazione/distruzione di risorse energetiche, l’innalzamento del livello del mare, le&amp;nbsp;alterazioni del ciclo idrologico.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=f196da02-03f1-42d1-a1ec-36c8698385a8&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/02/convegno-effetti-dei-cambiamenti.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-5400862508623323048</guid><pubDate>Mon, 31 Jan 2011 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T23:14:20.943+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricerca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><title>progetto SoSAFE: la faglia di Sant&#39;Andrea</title><description>Le recenti ricerche sul lato meridionale della faglia di Sant&#39;Andrea fanno parte del progetto &lt;b&gt;SoSAFE&lt;/b&gt;, supportato dal &lt;a class=&quot;zem_slink&quot; href=&quot;http://www.usgs.gov/&quot; rel=&quot;homepage&quot; title=&quot;United States Geological Survey&quot;&gt;US Geological Survey&lt;/a&gt; e dal &lt;a class=&quot;zem_slink&quot; href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Southern_California_Earthquake_Center&quot; rel=&quot;wikipedia&quot; title=&quot;Southern California Earthquake Center&quot;&gt;Southern California Earthquake Center&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Lo scopo è studiare la &lt;b&gt;geologia &lt;/b&gt;della zona, ove insiste la metropoli di Los Angeles, ad alto rischio &lt;b&gt;sismico&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Di seguito un mini documentario (in inglese) sul progetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;object height=&quot;340&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/cXwvrTQn_2Y?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/cXwvrTQn_2Y?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;340&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6d7f9db5-47ce-4efb-a70a-0badb06123c9&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2011/01/progetto-sosafe-la-faglia-di-santandrea.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-5068754429480551886</guid><pubDate>Thu, 16 Sep 2010 10:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T17:32:33.364+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dissesti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dissesto idrogeologico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pioggie</category><title>Atrani</title><description>L’ondata di fango che ha invaso la cittadina della costiera amalfitana è stata causata da una pioggia torrenziale che ha trovato sulla sua strada un alveo tombato e detriti. Devastando un territorio indifeso. del prof. Franco Ortolani&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2010/09/atrani-zero-prevenzione-sui-meteo-serial-killer&quot;&gt;Atrani, zero prevenzione sui meteo serial killer&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;object classid=&quot;clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; height=&quot;405&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;src&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/Z7Kb7sq12mo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01&amp;amp;border=1&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowfullscreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;embed type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;405&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/v/Z7Kb7sq12mo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01&amp;amp;border=1&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2010/09/atrani.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-6405906352928470106</guid><pubDate>Sun, 25 Jul 2010 17:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-13T17:57:23.729+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cambiamenti climatici</category><title>Google Earth e i cambiamenti climatici</title><description>Download: &lt;a href=&quot;http://www.fco.gov.uk/google-earth-4degrees.kml&quot;&gt;http://www.fco.gov.uk/google-earth-4degrees.kml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;object height=&quot;385&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/p/B0CE3EB1ABE15715&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/p/B0CE3EB1ABE15715&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fonte: &lt;a href=&quot;http://mapperz.blogspot.com/2010/07/climate-change-impact-using-google.html?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+mapperz+%28Mapperz+GIS+News+Blog%29&quot;&gt;Mapping News by Mapperz&lt;/a&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2010/07/google-earth-e-i-cambiamenti-climatici.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-5996489546169829501</guid><pubDate>Wed, 17 Feb 2010 12:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T17:33:26.140+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dissesti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dissesto idrogeologico</category><title>Italia anno 2010</title><description>Provincia di Vibo Valentia&lt;br /&gt;
&lt;object height=&quot;364&quot; width=&quot;445&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/eFpPxwn4sg8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/eFpPxwn4sg8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;445&quot; height=&quot;364&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2010/02/italia-anno-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-7886124739350659850</guid><pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T23:17:09.317+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dissesto idrogeologico</category><title>il prof. Ortolani sul modello Sarno</title><description>Secondo il direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell&#39;Università di di Napoli, a Sarno dopo 11 anni nessun abitato è stato messo in sicurezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;amp;id_articolo=22699&quot;&gt;Alluvione, intervista al prof. Ortolani: &quot;il &#39;modello Sarno&#39; non è idoneo a risolvere i problemi&quot; - Tempo Stretto - Quotidiano on line di Messina e provincia&lt;/a&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/11/il-prof-ortolani-sul-modello-sarno.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-2964098414020404317</guid><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T17:07:58.074+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riscaldamento globale</category><title>livello dei mari a Londra nel 2100</title><description>Se tra 90 anni ci fosse un livello dei mari più alto di 94 centimetri...&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.rivistageomedia.it/it/ricerca/2491-ricerca-londra-sommersa-dal-mare-nel-2100-.html&quot;&gt;Ricerca: Londra sommersa dal mare nel 2100? - GEOmedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;Gli urbanisti londinesi si stanno preparando alla possibilità che l’aumento del livello del mare possa superare i 94cm per la fine del secolo in corso. &lt;/blockquote&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/11/livello-dei-mari-londra-nel-2100.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-1961708233557808776</guid><pubDate>Sat, 31 Oct 2009 12:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T16:37:28.603+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cambiamenti climatici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">clima</category><title>calamità climatiche: l&amp;#39;inchiesta di Scenari-RAInews24</title><description>L&#39;ultima puntata di Scenari, Settimanale di Tecnologia, Società, Ambiente a cura di Roberto Reale, sul blog di RAInews24: &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://scenari.blog.rainews24.it/2009/10/30/calamita-climatiche/&quot;&gt;Calamità climatiche&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, un video da vedere.&lt;br/&gt;&lt;blockquote&gt;Nubrifagi violenti un po’ ovunque. C’entra il cambiamento climatico?&lt;br/&gt;Il nostro paese e il mondo intero sono stati colpiti, negli ultimi mesi, da disastri naturali di grandi proporzioni. Il cambiamento climatico accentua sicuramente l’intensità delle precipitazioni, esponendo a rischi le popolazioni delle aree più povere del pianeta.&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/10/calamita-climatiche-l-di-scenari.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-7235298225522813638</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T11:19:58.551+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cambiamenti climatici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">clima</category><title>il position paper dell&amp;#39;ISAC-CNR</title><description>&lt;div class=&quot;zemanta-img separator&quot; style=&quot;clear: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/37421464@N08/5401988165&quot; style=&quot;clear: right; display: block; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Jan11 069&quot; height=&quot;161&quot; src=&quot;http://farm6.static.flickr.com/5296/5401988165_1055b0f1b7_m.jpg&quot; style=&quot;border: none; font-size: 0.8em;&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;zemanta-img-attribution&quot; style=&quot;clear: both; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em; width: 240px;&quot;&gt;Image by &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/37421464@N08/5401988165&quot;&gt;happydacks&lt;/a&gt; via Flickr&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;La pubblicazione che vi segnalo è dello scorso 21 settembre, ma non ho trovato commenti in giro. Esso rappresenta l&#39;esposizione della posizione di uno dei migliori istituti italiani di analisi climatologica, l&#39;&lt;b&gt;ISAC-CNR&lt;/b&gt;, Istituto di Scienze dell&#39;Atmosfera e del Clima (Isac) del CNR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.isac.cnr.it/documenti/ISAC-Clima.pdf&quot;&gt;http://www.isac.cnr.it/documenti/ISAC-Clima.pdf&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=b3c28e48-5939-4eb7-9000-87c0dd2a5fbf&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/10/il-position-paper-dell.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://farm6.static.flickr.com/5296/5401988165_1055b0f1b7_t.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-5509758684993369601</guid><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 11:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-03T17:01:45.587+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">desertificazione</category><title>a proposito di desertificazione e osservazioni satellitari</title><description>&lt;div class=&quot;zemanta-img separator&quot; style=&quot;clear: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://commons.wikipedia.org/wiki/File:The_Earth_seen_from_Apollo_17.jpg&quot; style=&quot;clear: right; display: block; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&amp;quot;The Blue Marble&amp;quot; is a famous photog...&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/97/The_Earth_seen_from_Apollo_17.jpg/300px-The_Earth_seen_from_Apollo_17.jpg&quot; style=&quot;border: none; font-size: 0.8em;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;zemanta-img-attribution&quot; style=&quot;clear: both; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em; width: 300px;&quot;&gt;Image via &lt;a href=&quot;http://commons.wikipedia.org/wiki/File:The_Earth_seen_from_Apollo_17.jpg&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Al COP 9 delle Nazioni Unite da poco conclusosi a Buenos Ayres ribadita la centralità dei programmi di Earth Observation come COSMO Sky-Med.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.asi.it/it/news/desertificazione_e_osservazione_satellitare_della_terra&quot;&gt;Desertificazione e osservazione satellitare della terra - Agenzia spaziale italiana&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;zemanta-pixie-img&quot; src=&quot;http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5af532b7-24ae-4a4f-ad77-8a9b03acffc9&quot; style=&quot;border: none; float: right;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/10/proposito-di-desertificazione-e.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-4679330809076689717</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2009 15:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T16:37:28.564+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">geomorfologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricerca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><title>report fotografico sugli effetti sull&amp;#39;ambiente dei terremoti in Abruzzo</title><description>A seguito soprattutto dell&#39;evento del 6 aprile, ma anche dello sciame sismico relativo, ci sono stati una serie di sopralluoghi ad opera di esperti geologi del Dipartimento Difesa del suolo dell’&lt;a href=&quot;http://www.apat.gov.it&quot;&gt;ISPRA&lt;/a&gt; in diverse aree epicentrali a sud-est e a nord-ovest de l’Aquila.&lt;br/&gt;Potete trovare il repertorio fotografico su frane, fratture, crolli di materiale, a questo indirizzo:&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.apat.gov.it/site/_files/report_fotografico_terremoto.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.apat.gov.it/site/_files/report_fotografico_terremoto.pdf&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Inoltre, vi segnalo:&lt;br/&gt;&lt;blockquote&gt;Il rischio di nuovi cedimenti riguarda i vistosi franamenti spondali del Lago Sinizzo, vicino a San Demetro né Vestini, di origine Carsica. Nel Rapporto tecnico del Dipartimento Difesa del suolo, si leggono anche osservazioni riguardo a variazioni di portata delle sorgenti a Tempèra, che segnalano sparizioni di sorgenti e spostamenti dei punti di risorgenza. Anche per quanto riguarda la rete GPS è in atto un intervento di misurazione di capisaldi appartenenti alla rete di controllo periodica misurata in collaborazione con INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e DPC per la deformazione cosismica.&lt;/blockquote&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ideambienteweb.apat.it/site/it-IT/Sezioni/Articoli/Documenti/2009_22_04_art_geo.html?contentid=479&quot;&gt;L’attività del Servizio geologico d’Italia dopo il sisma di Lorena Cecchini&lt;/a&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/04/report-fotografico-sugli-effetti-sull.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-3859921578811120733</guid><pubDate>Fri, 17 Apr 2009 09:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-30T23:23:10.687+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">erosione</category><title>contro l&amp;#39;erosione del suolo nuove protezioni</title><description>&lt;div class=&quot;zemanta-img separator&quot; style=&quot;clear: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Cretesenesi_fieno.jpg&quot; style=&quot;clear: right; display: block; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Crete senesi - Foin&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/73/Cretesenesi_fieno.jpg/300px-Cretesenesi_fieno.jpg&quot; style=&quot;border: none; font-size: 0.8em;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;zemanta-img-attribution&quot; style=&quot;clear: both; float: right; margin-left: 1em; margin-right: 1em; width: 300px;&quot;&gt;Image via &lt;a href=&quot;http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Cretesenesi_fieno.jpg&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ipsnews.net/news.asp?idnews=39651&quot;&gt;ENVIRONMENT-ICELAND: Hay Restores Eroded Land&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
contro l’erosione del suolo: il fieno!!!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;zemanta-pixie&quot; style=&quot;height: 15px; margin-top: 10px;&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/04/contro-l-del-suolo-nuove-protezioni.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-8857533914538996921</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2009 17:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-05T10:50:10.714+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricerca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><title>dati sul terremoto in Abruzzo pubblicati dall&amp;#39;ESA</title><description>Aggiorno la notizia precedente circa l&#39;&lt;a href=&quot;http://geonews.netsons.org/2009/04/15/interferogramma-envisat-cosismico-del-terremoto-dellabruzzo/&quot;&gt;Interferogramma ENVISAT cosismico del terremoto in Abruzzo&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;Agenzia Spaziale Europea ha messo online, nella pagina dedicata sul suo sito, &lt;a href=&quot;http://www.esa.int/esaCP/SEM4PJ9NJTF_index_0.html&quot;&gt;i dati satellitari riguardanti gli eventi sismici&lt;/a&gt; che stanno interessando la regione abruzzese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img alt=&quot;envisat&quot; src=&quot;http://www.esa.int/images/IREA_envisat_new_L.jpg&quot; /&gt; immagine di IREA-CNR&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non solo, l&#39;ESA ha messo a disposizione per il download  tutto il &lt;a href=&quot;http://earth.esa.int/ew/earthquakes/Italy_April09/&quot;&gt;dataset del rilevamento radar SAR&lt;/a&gt;. Questa azione, si dice sul sito, è volta a promuovere i &quot;dati SAR&quot; in particolar modo per l&#39;uso in sismologia sottolinenado il valore di tali collezioni di dati in aree ad alto rischio sismico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scienze e ambiente</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/04/dati-sul-terremoto-in-abruzzo.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1383816700166221420.post-5701905974600653853</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-05T10:50:58.948+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ricerca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terremoti</category><title>interferogramma ENVISAT cosismico del terremoto dell&amp;#39;Abruzzo</title><description>Troverete a questa pagina: &lt;a href=&quot;http://www.irea.cnr.it/interf_ab.html&quot;&gt;http://www.irea.cnr.it/interf_ab.html&lt;/a&gt; l&#39;immagine che molti stanno commentando a proposito della deformazione-spostamento crostale causata dal terremoto del 6 aprile:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Interferogramma SAR differenziale generato dall’IREA-CNR (Napoli) utilizzando una coppia di acquisizioni del sensore ASAR installato a bordo del satellite ENVISAT dell’ESA, che ha provveduto a rendere rapidamente disponibili i dati registrati.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;L’interferogramma mostra chiaramente il pattern della deformazione causata dai recenti eventi sismici che hanno colpito l’Abruzzo. In particolare, le due acquisizioni sono state effettuate rispettivamente l’01/02/09 ed il 12/04/09, con una baseline (distanza tra le orbite) stimata in circa 154 m.&lt;br /&gt;
Si sottolinea che ad ogni frangia dell’interferogramma, corrispondente ad un ciclo di colore, sono associati circa 28 mm di spostamento della superficie terrestre.&lt;br /&gt;
L’interferogramma prodotto è stato reso immediatamente disponibile al Dipartimento di Protezione Civile.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;
Scienze e ambiente</description><link>http://scienzeambiente.blogspot.com/2009/04/interferogramma-envisat-cosismico-del.html</link><author>noreply@blogger.com (mabba)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>