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	<title>Scopri il Tuo Suono</title>
	
	<link>http://www.discover-your-sound.net</link>
	<description>ascoltare, sorridere, improvvisare</description>
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		<title>¿la stretta di mano: tutto in un’equazione matematica?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale della matematica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La stretta di mano, una pratica squisitamente umana, abbraccia in realtà in modo trasversale diversi campi. Due computer che si connettono tra loro per esempio, seguono una fase iniziale che consiste nell&#8217;accordarsi su delle regole comuni: la velocità i trasmissione, protocolli di compressione, di criptazione, di controllo degli errori, ecc&#8230; Questa fase prende il nome]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/the_perfect_handshake.jpg" alt="&quot;the perfect handshake&quot;" title="the_perfect_handshake" width="600" height="399" class="aligncenter size-full wp-image-1690" /><br />
La stretta di mano, una pratica squisitamente umana, abbraccia in realtà in modo trasversale diversi campi. Due computer che si connettono tra loro per esempio, seguono una fase iniziale che consiste nell&#8217;accordarsi su delle regole comuni: la velocità i trasmissione, protocolli di compressione, di criptazione, di controllo degli errori, ecc&#8230; Questa fase prende il nome di handshake, stretta di mano per l&#8217;appunto.</p>
<p>In generale la stretta di mano ha una importanza notevole e, per quanto concerne la natura umana fornisce diverse informazioni circa il carattere di una persona. In Self-Marketing si spiega che abbiamo solo una e una sola opportunità per fare una buona prima impressione nei confronti del/i nostro/i interlocutore/i e, si considera la stretta di mano uno dei 4 fattori determinanti in tal senso, in ordine di importanza subito dopo il sorriso e l’abbigliamento. Il quarto è il lessico, la scelta delle parole giuste nel tono e volume giusti. </p>
<p>Il prof.. Geoffrey Beattie, della facoltà di scienze psicologiche presso l’università di Manchester, è uno che di “strette di mano” se ne intende in quanto ha scoperto la formula per praticare questo gesto in modo matematicamente perfetto:<br />
<strong>PH = v (e² + ve²)(d²) + (cg + dr)² + p{(4 s 2)(4 p 2)}² + (vi + t + te)² + {(4 c 2)(4 du 2)}²</strong></p>
<p>le variabili:<br />
<strong>(PH)</strong> Perfect Handshake</p>
<p><strong>(e)</strong> è il contatto visivo ed è un numero che va da 1=nessuno a 5=diretto; la risposta ideale è 5</p>
<p><strong>(ve)</strong> è l’approccio verbale ed è un numero che va da 1=totalmente inappropriato a 5=del tutto appropriato; 5 è la risposta ideale</p>
<p><strong>(d)</strong> è il sorriso di Duchenne, ovvero sorridere con gli occhi e la bocca in modo simmetrico ed è un numero che va da 1=sorriso falso; 5= sorriso di Duchenne; la risposta ideale è 5</p>
<p><strong>(cg)</strong> indica la completezza della stretta ed è un numero sempre, che va da 1=del tutto incompleta a 5=stretta piena; 5 è la risposta ideale</p>
<p><strong>(dr)</strong> è la secchezza della mano ed è un numero che va da 1= mano bagnata a 5= mano asciutta; la risposta ideale è 4</p>
<p><strong>(s)</strong> misura la forza della stretta; è un numero che va da 1= debole a 5=forte; 3 è la risposta ideale</p>
<p><strong>(p)</strong> è la posizione della mano: 1=eccessivamente trattenuta verso se stessi; 5= spavaldamente protesa verso l’interlocutore; la risposta ideale è 3</p>
<p><strong>(vi)</strong> indica il vigore: 1=troppo alto/troppo basso; 5=giusto vigore; la risposta ideale è 3</p>
<p><strong>(t)</strong> è la temperatura delle mani: 1= troppo calda/fredda; 5= media; 3 è la risposta ideale</p>
<p><strong>(te)</strong> misura la consistenza della mano: 1=troppo grande/piccolo; 5=media; 3 è la risposta ideale</p>
<p><strong>(c)</strong> indica il controllo del gesto: 1=basso; 5=alto; la risposta ideale è 3</p>
<p><strong>(du)</strong> è la durata della stretta: 1= breve; 5=lunga; 3 è la risposta ideale</p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/100716_handshake2.jpg" alt="&quot;the perfect handshake&quot;" title="100716_handshake2" width="620" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1699" /></p>
<p>In verità stringiamo la mano a tantissima gente nel corso della vita e, altrettante volte assistiamo da spettatori nel vedere altri stringersi la mano. Ed è proprio in queste situazioni nelle quali siamo spettatori, che possiamo notare sfumature caratteriali diverse.</p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/OB-AU517_peace4_20071126114300.jpg" alt="" title="RABIN CLINTON ARAFAT" width="450" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-1704" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/staged-ap-photo-east-meets-west-torgau-bridge-april-25-1945.png" alt="" title="east meets west torgau bridge april 25 1945" width="512" height="453" class="aligncenter size-full wp-image-1706" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/2.jpg" alt="" title="kennedy nixon" width="350" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-1712" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/photo_evidence_pope_benedict__tony_blair.jpg" alt="" title="pope benedict &amp; tony blair" width="450" height="312" class="aligncenter size-full wp-image-1708" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/jersey-boys-handshake.jpg" alt="" title="jersey-boys-handshake" width="584" height="328" class="aligncenter size-full wp-image-1709" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/berlusconi-eyyy_1489087c1.jpg" alt="" title="berlusconi-eyyy_1489087c(1)" width="460" height="296" class="aligncenter size-full wp-image-1710" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/lmnup2gihfj.jpg" alt="" title="Angela Merkel, Nicolas Sarkozy" width="512" height="403" class="aligncenter size-full wp-image-1711" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/6a00d8341c5d3253ef011168c68a2b970c-500wi.jpg" alt="" title="obama" width="500" height="359" class="aligncenter size-full wp-image-1713" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2012/01/al-Gaddafi-Sarkozy_002.jpg" alt="" title="Gheddafi - Sarkozy" width="400" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-1714" /></p>
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		<title>Henri Matisse &amp; Jazz</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 18:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[henri matisse]]></category>
		<category><![CDATA[jazz guitar]]></category>
		<category><![CDATA[jazz portfolio]]></category>
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		<description><![CDATA[questo post si ispira ad un interessantissimo post della brava Carla sul suo Atelier delle Attività Espressive Nel 1940 Henri Matisse, l&#8217;Artista, spende tempo ed energie nel creare immagini con dei ritagli di carta. Ne viene fuori una serie di lavori, che alla fine costituiranno un libro illustrato, di 20 immagini insieme a 130 pagine]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>questo post si ispira ad un interessantissimo post della brava <a href="http://www.blogger.com/profile/01992890878881352100">Carla</a> sul suo <a href="http://carla-citarella.blogspot.com/2011/10/matisse-e-il-colore.html">Atelier delle Attività Espressive</a></i></p>
<p>Nel 1940 <b>Henri Matisse</b>, l&#8217;Artista, spende tempo ed energie nel creare immagini con dei ritagli di carta.<br />
Ne viene fuori una serie di lavori, che alla fine costituiranno un libro illustrato, di 20 immagini insieme a 130 pagine di testo scritto a mano, che il maestro intitola &#8220;Jazz Portfolio&#8221;.</p>
<p>Vi è nel titolo, un preciso e cercato riferimento al genere musicale. Inizialmente, per <strong>Matisse</strong> queste immagini sono legate a dei suoi ricordi personali del circo e l&#8217;ambiente circense in generale, tanto che pensa di chiamare questa serie <i>&#8220;Circo&#8221;</i>, ma in ultima analisi, riscontra grosse affinità tra il processo di creazione di queste immagini, l&#8217;armonia dei colori e, l&#8217;improvvisazione musicale tipica del jazz.</p>
<p><strong>Icaro</strong> e <strong>The Clown</strong> sono due delle immagini che appaiono su questa raccolta.</p>
<p><div id="attachment_1671" class="wp-caption aligncenter" style="width: 296px"><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2011/11/Henri_Matisse_Jazz_Icarus.jpg" alt="&quot;icarus&quot;, &quot;henri matisse&quot;, &quot;jazz&quot;" title="Henri_Matisse_Jazz_Icarus" width="286" height="400" class="size-full wp-image-1671" /><p class="wp-caption-text">Icarus from the Jazz Portfolio (1947) by Henri Matisse</p></div><br />
</ br></p>
<p><i>Icaro</i> si riferisce al mito classico in cui Dedalo, padre di Icaro, costruisce delle ali con delle penne e le attacca sui corpi di entrambi con della cera, per fuggire dal labirinto nel quale il re Minosse li aveva imprigionati, raccomandando però Icaro, di non volare troppo alto, in fondo la cera è comunque soggetta alle variazioni di temperatura elevate. Icaro però, preso dall&#8217;euforia di volare, si avvicina troppo al sole, la cera si scioglie e Icaro precipita nel mar Egeo dove muore annegato. <strong>Matisse</strong> intende raffigurare questo volo attraverso la forma curvilinea della figura di Icaro, in contrasto con gli angoli a spillo delle stelle: l&#8217;idea è semplice ma straordinaria e di grande effetto.</p>
<p><div id="attachment_1675" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2011/11/MAT-CL.gif" alt="&quot;The Clown&quot;, &quot;henri matisse&quot;, &quot;jazz portfolio&quot;" title="MAT-CL" width="333" height="453" class="size-full wp-image-1675" /><p class="wp-caption-text">The Clown from Jazz Portfolio (1947) by Henri Matisse</p></div><br />
</ br><br />
<i>The Clown</i> invece, si basa sui ricordi personali che il maestro ha del circo. La figura del clown sembra essere intrappolata in una gabbia, costituita dalle linee verticali sopra e sotto l&#8217;immagine stessa.<br />
</ br><br />
</ br></p>
<p align="center"><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/Mxos_VXeI_M?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p></p>
<p><u>Riferimenti:</u><br />
Art and All that Jazz &#8211; New Orleans Museum of Art</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ScopriIlTuoSuono/~4/l5V7NXwU9D4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Found Footage &amp; Music Video: Mayer Hawthorne – A Long Time</title>
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		<comments>http://www.discover-your-sound.net/found-footage-music-video-mayer-hawthorne-a-long-time/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 11:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reviews]]></category>
		<category><![CDATA[dance]]></category>
		<category><![CDATA[found footage]]></category>
		<category><![CDATA[Mayer Hawthorne]]></category>
		<category><![CDATA[mp3]]></category>
		<category><![CDATA[music video]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[In ambito cinematografico per found footage si intende un film realizzato prendendo un metraggio preesistente, parzialmente o interamente e, adattato, montato in un nuovo contesto. Questa tecnica è utilizzata da diversi anni da parte di registi sperimentali, oggi sempre più autori di video musicali stanno adottando questa pratica. Il risultato, quando ben fatto, è davvero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In ambito cinematografico per found footage si intende un film realizzato prendendo un metraggio preesistente, parzialmente o interamente e, adattato, montato in un nuovo contesto.<br />
Questa tecnica è utilizzata da diversi anni da parte di registi sperimentali, oggi sempre più autori di video musicali stanno adottando questa pratica. Il risultato, quando ben fatto, è davvero bello e, come in questo caso, molto divertente:</p>
<p align="center"><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/S4iIsE1PBhE?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p></ br></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ScopriIlTuoSuono/~4/pzMVdtsJ3mg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>arte figurativa in jazz – l’Amante</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 18:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pittura in Musica]]></category>
		<category><![CDATA[arte figurativa]]></category>
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		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[jazz guitar]]></category>
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		<description><![CDATA[Artwork i lavori sono di Carmen Tyrrell, un’artista contemporanea, nata a Bucarest e, molto apprezzata in Inghilterra, Scozia, USA, Canada. La particolarità di questa artista è la sua attenzione verso la complessità del corpo umano, che esprime attraverso il movimento e le posture a riposo. Music Lover Man (c)1941 di Jimmy Davis, Roger Ramirez, Jimmy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Artwork</strong><br />
<img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2011/10/carmen_tyrrell-150x150.jpg" alt="&quot;carmen tyrrell&quot;, &quot;female nudes&quot;" title="carmen_tyrrell" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1657" />i lavori sono di <a href="http://www.carmentyrrell.co.uk/" target="_blank">Carmen Tyrrell</a>, un’artista contemporanea, nata a Bucarest e, molto apprezzata in Inghilterra, Scozia, USA, Canada. La particolarità di questa artista è la sua attenzione verso la complessità del corpo umano, che esprime attraverso il movimento e le posture a riposo.</p>
<p><strong>Music</strong><br />
<i>Lover Man</i> (c)1941 di Jimmy Davis, Roger Ramirez, Jimmy Sherman.<br />
<strong>giuseppe deliso</strong> (guitar), <strong>hal galper</strong> (piano), <strong>steve gilmore</strong> (bass), <strong>bill goodwin</strong> (drums)</p>
<p align="center"><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/9zwwUJkfqqM?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p></ br></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ScopriIlTuoSuono/~4/uP4O3iV2Xkk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>natura umana e semplificazione dell’infinitamente grande</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ScopriIlTuoSuono/~3/hBxtDCXgjDM/</link>
		<comments>http://www.discover-your-sound.net/natura-umana-e-semplificazione-dellinfinitamente-grande/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 10:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale della fisica]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[mente umana]]></category>

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		<description><![CDATA[David Meerman Scott, esperto di marketing e PR, autore di diversi libri sull’argomento, tempo fa ha espresso un’idea, divenuta poi un motto per diversi artisti e blogger : “Se desideri 20,000 fans, devi fare 2000 cose diverse che, ciascuna delle quali generi 10 fans”. L’idea è molto semplice e, si rifà al noto principio di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>David Meerman Scott, esperto di marketing e PR, autore di diversi libri sull’argomento, tempo fa ha espresso un’idea, divenuta poi un motto per diversi artisti e blogger : <i>“Se desideri 20,000 fans, devi fare 2000 cose diverse che, ciascuna delle quali generi 10 fans”</i>. L’idea è molto semplice e, si rifà al noto principio di scomporre un grosso obiettivo in tanti piccoli obiettivi: una montagna da scalare vista nella sua interezza appare irraggiungibile, ma suddividendo il percorso in brevi tappe, appare diversa: a piccoli passi, raggiungere la meta.<br />
…</p>
<p>Nel 1906 l’economista Vilfredo Pareto aveva identificato una proporzione matematica circa la distribuzione della ricchezza nel nostro Paese: aveva osservato che giusto il venti per cento della popolazione possedeva ben l’ottanta per cento dell’intera ricchezza.<br />
Più avanti, a metà degli anni ’40, il Dr. Joseph M. Juran identificherà questa semplice osservazione del nostro economista, come la legge/principio di Pareto, in quanto strumento di gestione utile ed efficace. Questo significherebbe che, dato un determinato contesto produttivo/gestionale, solo il 20 per cento delle attività sono vitali, il rimanente 80 per cento sono relativamente inutili.<br />
Questo principio troverebbe applicazione in svariati campi della vita: negli affari, nelle relazioni, nella vita privata. Per fare qualche esempio:<br />
il 20% del contenuto di lettura fornisce l&#8217;80% delle informazioni importanti da imparare<br />
il 20% degli abiti nel guardaroba si indossano per l’80% del tempo<br />
il 20% dei clienti in un’azienda genera l’80% dell’intero profitto<br />
il 20% degli impiegati è responsabile dell’80% della produttività<br />
l’80% del fatturato deriva dal 20% dei clienti<br />
l’80% di utilizzo di un prodotto coinvolge il 20 per cento delle sue caratteristiche.<br />
l’80% del traffico di una città si verifica nel 20 per cento delle sue strade<br />
l’80% dei risultati nella vita provengono dal 20% delle proprie capacità<br />
l’80% di innovazione proviene dal 20% della popolazione<br />
l’80% di progresso deriva dal 20% dello sforzo<br />
l’80% degli effetti sono generati dal 20% delle cause<br />
l’80% di ricordi duraturi provengono dal 20% di vita vissuta<br />
…</p>
<p>All’inizio c’era <strong>YAHOO!</strong>. Inizialmente, una homepage con un sommario delle notizie principali. Poi le quotazioni di Borsa con i risultati sportivi più recenti. Quindi le previsioni del tempo. Gli annunci personali. L’e-mail. Le aste. Ogni cosa che cliccavi si apriva una finestra con un <i>mondo</i>, una zona da esplorare. Giochi. Annunci a pagamento. Agenda. Informazioni turistiche. Offerte di lavoro. Oroscopi. Notizie legate all’intrattenimento. Le novità erano all’ordine del giorno. E questo generò anche un coinvolgimento, da parte di altri portali di ricerca quali AOL, Excite, AltaVista, in quella che appariva proprio una linea di progresso, un modello di consumo che regolava l’accesso alle informazioni online da parte della gente. Se si fosse voluto fare un pronostico circa il portale del futuro, sarebbe stato estremamente semplice per chiunque in quel periodo, la traiettoria evolutiva era molto chiara: eravamo destinati a un futuro in cui tutti i maggiori portali avrebbero messo a disposizione homepage infinite, dense, rumorose, vistose. Il portale di Domani sarebbe stato pieno di un numero in costante aumento di benefici e servizi.<br />
Finché un bel giorno si presenta <strong>GOOGLE</strong>: uno schermo bianco, un semplice logo costituito da una scritta colorata, una riga bianca con un bottone per la ricerca. <u>tutto qui</u>.<br />
Entrato in ritardo nel mondo dei motori di ricerca, capovolge le regole e, applica un principio molto semplice: <u>offrire la homepage più pulita che ci sia</u>. YAHOO!, Excite, AOL, si stavano preparando ad ingranare la quinta, ma GOOGLE sovverte tutto e delinea uno scenario diverso e un successo planetario.<br />
&#8230;</p>
<p>La <i>morale</i>, è che sia che si tratti di problem solving, di management, leadership, marketing &#038; business, esiste un percorso. Rivoluzionario. Soddisfacente. Dove un “insignificante” piccolo attira a sè un infinitamente grande.<br />
Viviamo in un’era dove la tecnologia permette il multi-tasking, viene richiesto il multi-tasking, <u>pesato</u>. Viene richiesto alle macchine, ma anche alle persone, dove il cervello umano però non è progettato per lavorare in multi-tasking&#8230; Forse è il momento di fare come ha fatto GOOGLE: pulire, semplificare. Capitalizzare su quell’infinitamente piccolo che ci appartiene, in grado di richiamare l’infinitamente grande&#8230;</p>
<blockquote><p><i>Noi stessi siamo l&#8217;infinitamente piccolo e l&#8217;infinitamemte grande e la vita che li unisce.</i>  <strong>~Kahlil Gibran</strong>
</p></blockquote>
<p>…è come quell&#8217;uomo d’affari in vacanza su un’isola, che scorge in lontananza un giovane pescatore intento a pescare con la sua canna da pesca. Si avvicina e nota una cesta piena di pesci. Il giovane lo nota anche lui e gli rivolge un rilassato sorriso. Così l&#8217;uomo lo saluta e inizia un dialogo:<br />
<i>“vedo che sei molto bravo! sai io potrei farti diventare ricco&#8230;”<br />
“ah si? e come?”<br />
“ti potrei guidare nel creare un&#8217;impresa nel ramo della pesca”<br />
“interessante! E come funzionerebbe?”<br />
“semplice! Intanto ti aiuterei nell&#8217;ottenere finanziamenti per comprarti una barca da pesca con l&#8217;attrezzatura necessaria e così inizieresti a vendere in grande il tuo pescato”<br />
“&#8230; e poi?”<br />
“poi, con i soldi che guadagni ti compreresti un&#8217;altra barca, aumenteresti la produzione, lo esporteresti in tutto il mondo”<br />
“&#8230; e poi?”<br />
“beh, la tua azienda verrebbe quotata in Borsa e diverrebbe così una tra le più grosse imprese del settore”<br />
“&#8230; e poi?”<br />
“beh&#8230; alla fine, dopo tanto lavoro e successo, potresti vendere la tua impresa, ritirarti su un&#8217;isola e, goderti gli anni da lì a venire magari a pescare serenamente con la tua canna da pesca”</i><br />
&#8230;</p>
<p><strong>Riferimenti:</strong><br />
<a href="http://www.davidmeermanscott.com/" target="_blank">David Meerman Scott</a><br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pareto_principle" target="_blank">The 80/20 Rule</a><br />
<a href="http://www.google.com/about/corporate/company/history.html" target="_blank">The Google History</a><br />
<a href="http://it.yahoo.com/?p=us" target="_blank">Yahoo!</a><br />
</ br></p>
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		<title>falsa ricchezza</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 11:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa, mentre camminavo per alcune vie di una città pugliese, non ho potuto fare a meno di notare un negozio piuttosto grande, vendeva elettrodomestici, con diverse vetrine e, la particolarità è che queste vetrine erano fondamentalmente coperte da scritte che promuovevano la possibilità di acquistare a rate, anche senza busta paga, quest&#8217;ultimo concetto ben]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa, mentre camminavo per alcune vie di una città pugliese, non ho potuto fare a meno di notare un negozio piuttosto grande, vendeva elettrodomestici, con diverse vetrine e, la particolarità è che queste vetrine erano fondamentalmente coperte da scritte che promuovevano la possibilità di acquistare a rate, anche senza busta paga, quest&#8217;ultimo concetto ben evidenziato più in grande rispetto alle altre scritte. Le scritte disturbavano la visione dei prodotti all&#8217;interno del negozio, ma evidententemente questo aspetto non era importante, ciò che conta è che chiunque, a prescindere da quanto e se guadagna, ha la possibilità acquistare ciò che desidera: il cellulare migliore, il televisore di ultima generazione, il frigorifero più capiente, etc. . Personalmente tutto ciò non lo vedo come un vantaggio, piuttosto un pericolo. Anzi, credo che un certo tipo di messaggi siano istigazione al debito, bisognerebbe porre maggiore attenzione.</p>
<p>Parto da un presupposto, sicuramente opinabile: <u>se una cosa la acquisto a rate è perchè fondamentalmente non me la posso permettere</u>, pertanto, la valutazione che dovrò fare è più complessa e deve rispondere a una domanda, ovvero <i>se e in che modo questa cosa contribuisce alle mie entrate</i>.<br />
Gli analisti finanziari esperti in risparmio, affermano che il debito in una famiglia non deve superare la soglia del 30% delle entrate; superare questa soglia significa varcare il punto del non ritorno. Tradotto in soldoni  significa che, per ogni 1000 Euro che si guadagnano la rata debitoria complessiva non deve superare i 300 Euro, in quanto, oltre questa soglia, si entra in un &#8220;vortice&#8221; dal quale è difficilissimo uscirne, in cui si lavora unicamente per saldare i propri debiti e, con il cellulare a meno di un caffè al giorno, il televisore a meno di una colazione al giorno, etc.. è molto facile raggiungere questo punto.</p>
<p>Putroppo quello che noto, è che dove c&#8217;è scarsa cultura al risparmio, non solo non si fa nulla per colmare la lacuna, ma si amplifica il problema contribuendo al danno. Un altro esempio sono le carte di credito cosiddette revolving: sono uno strumento molto particolare, i cui vantaggi, se ci sono, non sono a favore dell&#8217;utilizzatore e, il fatto che un istituto di credito finanziatore possa con facilità, magari gratuitamente, rilasciare questo tipo di carta non lo vedo come un fatto positivo.</p>
<p><strong>Spendere meno di quanto si guadagna</strong>, è il <i>vecchio</i> e forse proprio perché <i>vecchio</i> dimenticato, principio, ma è <strong>molto valido</strong>.<br />
Secondo me ci vorrebbe più educazione al risparmio, perché alla fine qui sta la vera <i>ricchezza</i>: nei <u>soldi che sono capace di risparmiare</u> .<br />
</ br></p>
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		<title>i commenti su ‘discoveryoursound’ agosto 2011</title>
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		<comments>http://www.discover-your-sound.net/i-commenti-su-discoveryoursound-agosto-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 21:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[commenti]]></category>
		<category><![CDATA[discover-your-sound]]></category>

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		<description><![CDATA[http://feeds.feedburner.com/ScopriIlTuoSuono ringrazio tutte le persone che mi leggono. la ricerca della libertà posted by joe on agosto 14th 2011 Paolo Pascucci Comprendo, Joe, la tua ansia di conferire libertà (quanta più possibile) alle proprie scelte di vita, massimamente quelle che riguardano argomenti così fondamentali come quelli religiosi. Eppure, nessuno di noi può sottrarsi all’influenza dell’altro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://feeds.feedburner.com/ScopriIlTuoSuono</p>
<p>ringrazio tutte le persone che mi leggono.</p>
<p align="right"><strong>la ricerca della libertà</strong><br />
posted by joe on agosto 14th 2011</p>
<p><strong><a href="http://questionedelladecisione.blogspot.com/">Paolo Pascucci</a></strong><br />
<i>Comprendo, Joe, la tua ansia di conferire libertà (quanta più possibile) alle proprie scelte di vita, massimamente quelle che riguardano argomenti così fondamentali come quelli religiosi. Eppure, nessuno di noi può sottrarsi all’influenza dell’altro e, molto spesso, l’aspetto benefico di questa influenza risiede unicamente nella sua eterogeneità, cioè nel fatto che sia multiforme.<br />
Le religioni, anche quelle che convintamente critichiamo seguono, per me, grossolanamente, due fasi: una prima fase proviene da un’esigenza interiore di conoscenza, da un bisogno di risposte a quesiti fondamentali, e la morte è uno di questi, e una seconda fase in cui le idee, queste idee che possiamo considerare alla stregua di organismi viventi (anche un po’ indipendenti dai loro creatori) ebbene queste idee vogliono imporsi, sopravvivere, come ogni organismo vivente vuol fare. Non esiste un solo organismo vivente che non “desideri” sopravvivere, e dunque niente di strano che anche queste idee vogliano farlo. La cosa grave, però, è che così facendo perdono parte del loro slancio iniziale per dedicarsi a tutte quelle strategie che permettono la sopravvivenza. L’istanza religiosa non morirà forse mai, per l’uomo è un’eterna ricerca, almeno fino a quando la scienza non riuscirà a dire qualche parola definitiva (sempre ammesso che possa farlo). Da qui discende la mia considerazione conclusiva: non è cosa facile aggirarsi nei meandri del pensiero scegliendo ciò che è a noi più confacente, perchè spesso non lo sappiamo e non abbiamo gli strumenti per individuarlo. Occorre una lunghissima consuetudine con i pensieri e le parole altrui, e anche con il loro suono, occorre un processo lungo, unito alla personale costruzione di una specie di senso della vita, che meglio chiameremmo costruzione del sè allargato, che indirizza nelle scelte di approfondimento. Esaurito tutto questo però si ritorna all’inizio, caro Joe: quello che cerchiamo dipende da quello che siamo, e su quest’ultimo tratto sospendo il giudizio (per il momento) perchè la sua spiegazione forse ci farebbe apparire come cose troppo semplici. L’ansia di risposte, in vario grado e forma, è di tanti, ma è di pochi lo scavare oltre la rocciosa superficie. Occorrono unghie e dita molto forti per farlo le stesse, forse, che servono per suonare uno strumento musicale…</i></p>
<p></ br><br />
</p>
<p align="right"><strong>la vita è… jazz</strong><br />
Posted by joe on agosto 15th 2011</p>
<p><strong><a href="http://questionedelladecisione.blogspot.com/">Paolo Pascucci</a></strong><br />
<i>A volte penso che gli artisti siano i più ingenui e i più sorprendenti tra gli uomini. Un filosofo e teologo come Ramon Panikkar disse: non dalla sola scienza o dalla sola fede proviene la vera conoscenza. Quella porta è aperta solo per chi vi giunge con cuore puro.<br />
Allora penso, fuori di ogni vuota retorica, che veramente l’artista, pur con il suo carico di dolore, raggiunga in alcuni momenti la perfetta conoscenza, appagante in se stessa, che si dà senza parole, che si comprende con tutto l’organismo.<br />
Ma siccome non sono solo un dannato analizzatore ma anche uno che pretende di dare delle risposte osservo sempre il risvolto più materiale di ogni fenomeno. E’ vero che vi sono momenti magici in cui noi raggiungiamo uno stato di benessere completo, insieme alla nostra compagna, ai nostri amici, a un gruppo di suonatori…ma poi la banalità della vita, le sue miserie, ci richiamo prepotentemente alla realtà. La realtà è ondivaga, mai lineare. La nostra ricerca è rivolta sempre a quei momenti alti, a quei picchi, ma per poterli riprovare dobbiamo forzatamente ridiscendere. Eppure, nell’intento di tutto comprendere, con il solo utilizzo della ragione e facendomi guidare da ciò che sento, avverto la maestosa grandezza del compito, ne colgo il suo lato irraggiungibile. Si può, così, cercare di alzare quei momenti in cui fatalmente l’onda sprofonda? Sento che è possibile ma per poterlo comunicare bisognerà dimostrarlo. Intanto, forse, gli artisti han già compreso tutto.Ma parlano una lingua che solo il cuore comprende.</i></p>
<p><strong><a href="http://dionisoo.blogspot.com/">Dioniso</a></strong><br />
<i>Sono rimasto ammirato dalla profondità, sia dell’articolo sia del commento di Paopasc.<br />
Purtroppo nella maggior parte delle nostre società occidentali si fa del tutto affinché la spesso innata capacità d’improvvisare venga repressa da quando si è bambini. La si reprime un po’ in tutti gli ambiti. Qualche fortunato ne esce incolume, altri meno fortunati la recuperano in seguito, i piú sfortunati non la recupereranno mai. Io l’ho parzialmente recuperata. Ma ci sto ancora lavorando.</i></p>
<p><strong><a href="http://carla-citarella.blogspot.com/">Carla Citarella</a></strong><br />
<i>In fondo la vita dell’artista è fatta di incontri casuali, di interazioni delle più svariate che vanno ad arricchire il proprio bagaglio emozionale e culturale. La musica, come tutte le arti è studio, passione, fatica individuale. In realtà può sembrare un paradosso, ma l’improvvisazione nasce da questa condizione che appunto favorisce questo tipo di situazioni. Non sempre capita nella vita, ma quando succede hai trovato il tuo swing.</i></p>
<p></ br><br />
</p>
<p align="right"><strong>del mangiar ciliegie tutto l’anno</strong><br />
Posted by joe on agosto 24th 2011</p>
<p><strong><a href="http://www.scienceforpassion.com/">Tania</a></strong><br />
<i>Davvero un bel post… Me lo stampo e me lo appiccico sul frigorifero!</i></p>
<p><strong><a href="http://questionedelladecisione.blogspot.com">Paolo Pascucci</a></strong><br />
<i>Da me i carciofi, per esempio, fanno solo in aprile-maggio, ma forse dipende dalla cultivar e dal tempo di semina. Per esempio, nonostante i caldi, riesco a piantare e far crescere l’insalata (canasta)anche adesso, basta innaffiarla spesso. Sono d’accordo con te Joe, a ogni stagione i suoi frutti. Anzi: per me, da bambino,e anche ora da grandicello, il ciclo delle stagioni era contrassegnato proprio dai frutti e dalle verdure che si mangiavano. E così l’estate era dei meloni e cocomeri e delle pesche succulente, l’inverno dei cavoli e delle arance, l’autunno delle castagne e dei cachi, la primavera delle fragole e dei carciofi. Ogni stagione della natura era contrassegnata dai suoi propri frutti. Era bello attendere la prossima stagione solo per gustarli, aspettare con ansia l’estate per tutte le prelibatezze che riservava, le insalate di pomodori e cetrioli. Ora è tutto disponibile, in qualsiasi momento dell’anno, e non so se è un bene o un male. Quello che so è che, in questo modo, tutto finisce per avere lo stesso sapore, le stagioni svaniscono e con loro le aspettative.</i></p>
<p></ br><br />
</p>
<p align="right"><strong>come imparare le lingue straniere</strong><br />
Posted by joe on agosto 27th 2011</p>
<p><strong><a href="http://questionedelladecisione.blogspot.com/">Paolo Pascucci</a></strong><br />
<i>C’è molto di vero in quello che dici, ma questo rende conto della facilità di alcuni adulti di imparare e non della differenza adulto-bambino.<br />
C’è di sicuro una correlazione tra imparare a camminare e imparare a parlare. Inoltre, è ipotizzabile l’assenza di alcuni strumenti di contrasto (la cognizione verbale) e alcuni altri di facilitazione (presenza della finestra temporale che probabilmente significa massima plasticità neurale).<br />
Penso che imparare una lingua straniera debba passare prima attraverso una frequentazione non grammaticale ma solo da full immersion (o una cosa simile). Cioè, prima ascoltare e parlare la lingua poi studiarne la grammatica e il significato delle parole. Questo allo scopo di apprendere i meccanismi di formazione del pensiero di quel particolare linguaggio. Però queste mie son mere ipotesi, buone per chi ha un po’ di tempo da perdere.</i></p>
<p></ br><br />
</p>
<p align="right"><strong>del criticar l’altrui operar</strong><br />
Posted by joe on agosto 30th 2011</p>
<p><strong><a href="http://carla-citarella.blogspot.com/">Carla Citarella</a></strong><br />
<i>ogni frequenza che somigli anche solo lontanamente al suono di una critica fa lo stesso effetto di uno strumento a percussione</i><br />
</ br><br /></p>
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		<title>del criticar l’altrui operar</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 17:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[carattere]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>

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		<description><![CDATA[La Critica è una cesoia molto tagliente. Ha in se&#8217; un potenziale tossico in grado di causare notevoli danni. Spesso giunge da lontano, dal nostro passato e, a volte investiga il futuro. Un giovane e promettente musicista al suo debutto; riceve decine di apprezzamenti da parte di persone sconosciute che lo hanno ascoltato e una]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Critica</strong> è una <strong>cesoia molto tagliente</strong>. Ha in se&#8217; un potenziale tossico in grado di causare notevoli danni. Spesso giunge da lontano, dal nostro passato e, a volte investiga il futuro.</p>
<p>Un giovane e promettente musicista al suo debutto; riceve decine di apprezzamenti da parte di persone sconosciute che lo hanno ascoltato e una sola critica offensiva da suo padre: <u>abbandona la carriera di musicista</u>. La critica, quando colpisce negativamente, va ben oltre gli strati superficiali della pelle, intossica il <i>sistema</i> di pensiero della Persona.</p>
<p>Qualcuno sostiene, a &#8220;santificazione&#8221; della critica probabilmente, che esiste una distinzione tra Critica Costruttiva e Critica Distruttiva: personalmente ritengo questo concetto una grande <i>&#8216;cagata&#8217;</i>. <strong>La Critica è Critica</strong> e, in quanto tale, ha in se&#8217; un grado di tossicità da gestire, anche quella cosiddetta a favore va considerata con attenzione.</p>
<p>La distinzione che possiamo fare invece è di questo tipo: <i>critica reale, critica anticipatoria, auto-critica</i>. Un esempio di <i>critica reale</i> è una recensione sulla propria opera, pubblicata su una rivista importante&#8230; Un esempio invece di <i>critica anticipatoria</i> è quella che scaturisce dalla preoccupazione circa ciò che dirà/penserà la gente, gli amici, i parenti, circa il proprio romanzo, la propria musica, la propria scelta di vita, etc&#8230; La <i>auto-critica</i> infine, è quella potenzialmente più pericolosa, in taluni casi  funesta e devastante.</p>
<p>Alcuni spunti di riflessione circa il gestire la critica:</p>
<p><strong>1. Coerenza</strong><br />
La prima domanda da porsi in relazione alla critica ricevuta è: <i>“cosa ha realmente a che fare con me?”</i>. Può sembrare banale, ma spesso accade che la critica ricevuta riguarda aspetti della nostra vita marginali, che non riguardano il percorso esistenziale prescelto, il nostro scopo, la nostra missione. Un esempio pratico, semplice per comodità di spiegazione: mia madre mi dice che la torta di mele che faccio fa veramente schifo, anzi, in realtà la torta di mele non ho mai saputo farla in vita mia. Ora, per quanto questa critica sia tutt’altro che positiva, non è mai stata mia ambizione preparare la torta di mele migliore del paese, lo faccio solo per diletto e divertimento, probabilmente la torta di mele che prepara mio fratello è migliore della mia, ma non c’è un interesse a farla meglio di lui: questa critica, vista da questo punto di osservazione, non ha alcun impatto.<br />
Porsi questa domanda consente di esercitare un filtro emotivo sull’input Critica in ingresso; condizione fondamentale però, è l’aver definito la direzione, <i>l’andare verso</i> della nostra vita.</p>
<p><strong>2. Valutazione</strong><br />
La critica ha a che fare con noi quindi. Bene! Occorre a questo punto valutare obiettivamente e decidere, se il commento ricevuto è vero o falso in relazione a cosa è veramente importante per noi. Dobbiamo decidere cioè, a prescindere da CHI esprime quel concetto, se il COSA per noi è Rilevante o meno. Se il commento lo giudichiamo irrilevante, significa che non ha per noi né peso né significato.</p>
<p><strong>3. Attitudine</strong><br />
Sarebbe corretto dire che se siamo pessimisti è perché le cose vanno tutte male? Oppure, se siamo depressi è perché tutto intorno a noi è profondamente misero e demoralizzante? La risposta è NO, il nostro essere negativi non dipende dalle circostanze esterne, ma dalla nostra attitudine: passiva, diffidente, ansiosa, triste, etc. . La chiave di tutto, che poi è la cosa più difficile in assoluto, è essere il Consigliere/Coach di se stessi. Prendere le opinioni altrui con filosofia e sorriso è una splendida e funzionale attitudine.</p>
<p><strong>4. Self-Control</strong><br />
Un aspetto importante da considerare è il proprio <u>dialogo interno</u>. È il campo dove spesso si sviluppa la critica anticipatoria; in ogni caso è un campo minato, perché le “verità” che ci raccontiamo hanno realmente un’influenza su noi stessi. A volte ci diciamo cose terribili. Avere il controllo del nostro dialogo interno è in buona parte avere il controllo della nostra mente</p>
<p><strong>5. Consapevolezza</strong><br />
Ognuno di noi reagisce alle critiche in relazione alla propria personalità: chi in modo difensivo, chi aggressivo, chi tendenzialmente passivo e portato a sentirsi umiliato, etc. . Più siamo consapevoli di come reagiamo, più siamo in grado, a seconda della situazione, di cambiare eventualmente direzione verso una più funzionale per noi e, di conseguenza stare bene.</p>
<p><strong>6. Carattere</strong><br />
A volte nella critica, indipendentemente dalla parole, vi è una contenuta un’informazione importante, cogliere questa informazione, nascosta, può avere un impatto positivo nel proprio progetto Vita e nello sviluppo della propria personalità e del proprio carattere.</p>
<p>Ogni giorno abbiamo a che fare con le parole, parole dette e ascoltate e, ogni cosa deve occupare il suo giusto posto: interiorizzare troppo il significato delle parole, divenire il proprio principale Critico di se stessi e attuare costantemente un auto sabotaggio al fine di proteggersi, sono delle pessime soluzioni e praticamente, così facendo concediamo alla Critica posti che non gli spettano, tuttavia, non cadere in certe trappole è tutt&#8217;altro che facile.</p>
<p>Una sintesi, che poi è anche un monito, potrebbe essere: <strong>Pensare, anziché Sentire/Provare</strong><br />
</ br></p>
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		<item>
		<title>come imparare le lingue straniere</title>
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		<comments>http://www.discover-your-sound.net/come-imparare-le-lingue-straniere/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 11:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[formazione bambino]]></category>
		<category><![CDATA[imparare]]></category>
		<category><![CDATA[lingue straniere]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Imparare una lingua straniera è un&#8217;esperienza bellissima. Tuttavia è un&#8217;esperienza tutt&#8217;altro che scontata e che presenta delle difficoltà. Mi chiedevo infatti il perché di tali difficoltà, in fondo da bambini si impara a parlare la propria lingua velocemente: forse perché il cervello di un bambino è estremamente reattivo sotto questo aspetto? Si e No, sarebbe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imparare una lingua straniera è un&#8217;esperienza bellissima. Tuttavia è un&#8217;esperienza tutt&#8217;altro che scontata e che presenta delle difficoltà. Mi chiedevo infatti il perché di tali difficoltà, in fondo da bambini si impara a parlare la propria lingua velocemente: <i>forse perché il cervello di un bambino è estremamente reattivo sotto questo aspetto?</i> Si e No, sarebbe la risposta corretta. E mi chiedevo anche il perché del &#8220;fallimento&#8221; sul piano del risultato, di certi percorsi di studio attraverso audio/video corsi, molti di essi anche ben fatti, nonché del risultato deludente di certi percorsi di studio più classici. Anni fa sono stato in Tunisia e, con sorpresa, vedevo questi mercanti con le loro bancarelle di oggetti vari che, a prescindere dal loro grado di istruzione e a seconda della nazionalità del turista di fronte, contrattavano <i>spaziando anche con una certa disinvoltura</i> tra l&#8217;italiano, il tedesco, l&#8217;inglese, il francese, lo spagnolo: <i>la cosa non mi tornava</i>.</p>
<p>Così, ho cercato di capire, ho fatto delle ricerche, letto alcuni libri e ho scoperto intanto, che qui in gioco c&#8217;è un concetto molto importante: <strong>la Persona che Apprende</strong>, con il suo hardware (cervello) e il suo software (mente) in dotazione. I tratti legati alla personalità: cooperazione/competizione, introversione/estroversione, ottimismo/pessimismo; i fattori legati al meccanismo di acquisizione linguistica: osservazione dell&#8217;input ricevuto, ipotesi, riflessione, fissazione delle &#8220;regole&#8221;, memoria, filtro affettivo legato a: il piacere di apprendere o stress negativo da paura di non riuscire; il ruolo della motivazione basata su un modello circolare: ego &#8211; scelta strategia &#8211; tattica &#8211; conferma strategia. <i>(per approfondimenti scientifici, gli autori di riferimento di questo post sono: Paolo E. Balboni, Pier Luigi Baldi, Alessia Cadamuro, Gabriella Pozzo, Luciano Mariani)</i></p>
<p>Tuttavia, vi è un errore di fondo nell&#8217;approccio allo studio delle lingue straniere che ho scoperto esserci e che spiega tante cose, anche <i>quella cosa che non tornava</i> circa i mercanti Tunisini. Tendenzialmente noi riteniamo che imparare una lingua straniera sia un processo legato all&#8217;Apprendimento, in realtà può sorprendere, ma con l&#8217;apprendimento ha poco a che fare, in quanto tale processo è legato sopratutto alla <strong>Comunicazione</strong>: &#8220;imparare una lingua straniera&#8221; infatti è un termine improprio, noi non impariamo una lingua, impariamo un <strong>linguaggio</strong>, che è ben diverso. Il &#8220;fallimento&#8221; di certi percorsi di studio è dovuto proprio allo stato di assenza dell&#8217;aspetto <i>in relazione con</i>. L&#8217;esempio più lampante sono proprio questi audio e video corsi dove siamo noi e la macchina; macchina che non può interagire nella relazione se non entro i limiti di un programma pre-configurato. In questo caso, il &#8220;successo&#8221; di tale percorso di studio è in funzione di quei tratti della personalità di cui sopra, che devono risultare, in termini generali per semplificazione del discorso, &#8220;very strong&#8221; per compensare l&#8217;assenza di relazione.</p>
<p>Pertanto, imparare una lingua straniera non significa <i>sapere le parole e le regole di grammatica</i>, piuttosto, significa <strong>saper fare</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Verdi idee incolori dormono furiosamente&#8221;  <strong>~Avram Noam Chomsky</strong></p></blockquote>
<p>questa espressione del noto linguista, pur essendo corretta e comprensibile, non ha alcun senso pragmatico, alcuno scopo, <strong>non serve a &#8220;fare&#8221; niente</strong>.</p>
<p>Ora, <i>tirando un po&#8217; le somme</i> e venendo all&#8217;oggetto di questo post: <i>un buon metodo è quello in grado di metterci in relazione: con noi stessi (io), con gli altri (io e te), con il mondo (io e il mondo); il tutto sulla base di scopi comunicativi ben definiti: generali (dialogo, lettera, istruzioni per l&#8217;uso etc.) e speciali riferiti ad atti (chiedere, ordinare, salutare, ringraziare, etc.)</i>. Tale metodo si articola in due fasi distinte: una di apprendimento, attraverso appunto corsi strutturati (scuola, università, centri di lingue, etc.) e/o, percorsi autonomi e, un&#8217;altra di di mantenimento della padronanza raggiunta.</p>
<p>Un&#8217;ultima considerazione. Vi è molto spesso una insufficiente valorizzazione di quella che è la funzione/scopo personale dello studio della lingua straniera, quella cioè legata all&#8217;io, al rapporto con se stessi: presentarsi, la provenienza, i propri interessi, il proprio stato fisico (benessere, malessere, stanchezza, etc.), i propri gusti, il proprio stato psichico (allegria, tristezza, delusione, etc.). Spesso appunto, i materiali didattici &#8220;snobbano&#8221; quest&#8217;aspetto a favore di una comunicazione &#8220;a dir loro&#8221; più pragmatica; questo aspetto invece, è fondamentale sul piano dell&#8217;affettività.<br />
</ br></p>
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		<title>del mangiar ciliegie tutto l’anno</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 15:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;per gestire efficacemente un sistema, ci si dovrebbe concentrare sulle interazioni tra le parti, piuttosto che il loro singolo comportamento preso separatamente&#8221; ~paul erlich Bisognerebbe Evitare la condizione che la frutta che mangiamo, prima di giungere sul nostro piatto, faccia dei viaggi incredibili. L&#8217;ideale sarebbe poter mangiare frutta a Km veramente 0, ma siccome l&#8217;Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;per gestire efficacemente un sistema, ci si dovrebbe concentrare sulle interazioni tra le parti, piuttosto che il loro singolo comportamento preso separatamente&#8221;<br />
<strong>~paul erlich</strong></p></blockquote>
<p></p>
<p>Bisognerebbe <strong>Evitare</strong> la condizione che la frutta che mangiamo, prima di giungere sul nostro piatto, faccia dei viaggi incredibili.</p>
<p>L&#8217;ideale sarebbe poter mangiare frutta a Km veramente 0, ma siccome l&#8217;Italia è stretta e lunga, probabilmente non ci sarebbe lo spazio di un orto per ciascun cittadino. Tuttavia, <i>&#8220;il mangiar ciliegie tutto l&#8217;anno&#8221;</i> è di una inutilità mostruosa; oltre all&#8217;utilizzo di risorse energetiche necessarie allo spostamento, risorse di per se&#8217; costose e già ridotte, vi è lo sfruttamento delle terre, delle risorse geologiche necessarie alla produzione di tale energia, nonché l&#8217;Inquinamento dovuto al trasporto, da considerare inoltre, che il solo trasporto su gomma, dati WWF, rappresenta un terzo dell&#8217;inquinamento prodotto dall&#8217;uomo.</p>
<p><strong>Madre Terra</strong> è molto <strong>Sapiente</strong>, sa ciò di cui abbiamo bisogno in ogni periodo dell&#8217;anno e, provvede a fornirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno lì dove siamo, se però creiamo le condizioni affinché tutto ciò avvenga.</p>
<p>Pertanto, per quanto ci è possibile, facciamo in modo di ridurre davvero all&#8217;indispensabile lo spazio/tempo tra il punto di raccolta e il nostro piatto, ricordiamoci che esiste una legge sulla <i>tracciabilità</i> dei prodotti agricoli e, in teoria dovremmo sapere da dove arriva ciò che mangiamo.<br />
Mangiare frutta di stagione è più buono, più sano ed eco-sostenibile.</p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2011/08/frutta-stagione.jpg" alt="&quot;stagionalità della frutta&quot;" title="frutta-stagione" width="520" height="712" class="aligncenter size-full wp-image-1477" /></p>
<p><img src="http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2011/08/verduradistagione_biobenessere_campanaichevai.jpg" alt="&quot;stagionalità delle verdure&quot;" title="verduradistagione_biobenessere_campanaichevai" width="520" height="712" class="aligncenter size-full wp-image-1479" /><br /></p>
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