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	<description>Strategie digitali al servizio del cambiamento</description>
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		<title>Collaboriamo.org: intervista a Marta Mainieri</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/intervista-marta-mainieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2023 18:44:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing e Social Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo in continua evoluzione degli affari e dell&#8217;innovazione, l&#8217;importanza della collaborazione e della costruzione di comunità all&#8217;interno delle aziende sta diventando sempre più evidente. In Italia, uno dei pionieri in questo campo è Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo.org, realtà che si è guadagnata una reputazione d&#8217;eccellenza nel promuovere e sostenere comunità aziendali di successo.  [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/intervista-marta-mainieri/">Collaboriamo.org: intervista a Marta Mainieri</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel mondo in continua evoluzione degli affari e dell&#8217;innovazione, l&#8217;importanza della collaborazione e della <strong>costruzione di comunità all&#8217;interno delle aziende</strong> sta diventando sempre più evidente. In Italia, uno dei pionieri in questo campo è <strong>Marta Mainieri</strong>, fondatrice di <a href="https://collaboriamo.org/">Collaboriamo.org</a>, realtà che si è guadagnata una reputazione d&#8217;eccellenza nel promuovere e sostenere comunità aziendali di successo. </p>



<p>Con una visione chiara e una passione contagiosa per il lavoro di squadra, <strong>Marta Mainieri</strong> ha lavorato instancabilmente per creare un ecosistema in cui la collaborazione è al centro dell&#8217;innovazione e della crescita aziendale. Mi sono preso un caffè virtuale con Marta per conoscere la sua storia, la sua visione e la sua esperienza nella promozione della <strong>collaborazione all&#8217;interno delle organizzazioni italiane</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2023/10/marta-mainieri-1024x682.jpg" alt="Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo.org, autrice di Community Economy (Egea 2020) e di Collaboriamo (Hoepli 2013), è consulente, formatrice, speaker in numerosi eventi, esperta di progettazione e gestione di community (community design), innovazione nei modelli di business (platform design), sharing economy. Ha fondato Collaboriamo, organizzazione che dal 2013 si occupa di design dei servizi collaborativi con un focus particolare sul community design." class="wp-image-22138" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2023/10/marta-mainieri-1024x682.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2023/10/marta-mainieri-300x200.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2023/10/marta-mainieri-768x511.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2023/10/marta-mainieri-1536x1022.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2023/10/marta-mainieri-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Ciao Marta e grazie di essere qui. Come prima cosa ti chiederei di presentarti ai lettori di SegnaleZero.</h3>



<p>Ciao Piero e grazie mille a te per ospitarmi su SegnaleZero. Mi presento: sono fondatrice di Collaboriamo, un’organizzazione che opera da 10 anni sul design dei servizi collaborativi. In particolare siamo focalizzati sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Community_design">community design</a>: abbiamo sviluppato un metodo, un approccio (framework) e degli strumenti (toolkit) per supportare le aziende che vogliono far nascere e crescere una community. </p>



<p>Sono anche autrice di tre libri: &#8220;Collaboriamo&#8221;, &#8220;Community economy&#8221; e &#8220;Community design&#8221;, pubblicato da Egea. Sono inoltre parte dell’Advisory Board del <a href="https://www.polidesign.net/it/formazione/business-design/master--service-design/">Master in Service &amp; Product Design</a> del <a href="https://www.polimi.it/">Politecnico di Milano</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Da dove nasce il tuo interesse per le community?</h3>



<p>Per me community è quando un gruppo di persone si riconosce intorno a una proposta di valore al di là dell’ambiente che frequentano, anche perchè le community che oggi funzionano sono quelle che si sanno muovere sui diversi ambienti e che vanno molto al di là di ciò che succede su un singolo canale social. Le community di cui mi interesso sono community interne rivolte ai dipendenti, community territoriali rivolte ai cittadini, community brand rivolte ai clienti, community di business rivolte a mettere in rete diverse organizzazioni. L’universo è molto più complesso di quello che ci si può immaginare.</p>



<p>Tornando alla tua domanda <strong>ho iniziato a lavorare sui temi del design collaborativo 10 anni fa</strong>, quando ho scoperto la <strong><a href="https://www.segnalezero.com/sharing_economy/">sharing economy</a></strong>. Quello che mi colpì della sharing economy era che univa obiettivo di business e obiettivo sociale, e che proponeva un nuovo modello di servizio, a piattaforma, che stravolgeva &#8211; e lo fa ancora oggi- il modo tradizionale di fare impresa: non più erogare servizi, ma abilitare persone a incontrarsi e collaborare, quindi a fare comunità. Presto mi sono resa conto che per rendere sostenibile un servizio a piattaforma, prima deve nascere la comunità e poi la piattaforma. Allora mi sono focalizzata sul cercar di capire come facilitare la nascita e la crescita di comunità. <strong>Oggi credo che questo sia una necessità anzi, un’urgenza per tutte le organizzazioni.</strong> <strong>C’è tanto bisogno di comunità oggi:</strong> lo dicono le ricerche e i dati sui consumatori e anche sui collaboratori che lasciano le aziende. Ci sentiamo tutti molti più soli e abbiamo bisogno di trovare il senso nelle scelte che facciamo siano esse di consumo, di tempo libero o di lavoro. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i vantaggi di una community per un’azienda?</h3>



<p>Sono diversi e moltissimi. Intanto <strong>innovazione</strong>: da una community le aziende possono ricevere idee, consigli, commenti su prodotti e servizi. <strong>Supporto</strong>: la collaborazione fra pari permette alle aziende di immaginare nuovi servizi che si basano su una logica fra pari. <strong>Condivisione della conoscenza</strong>: dalla collaborazione infatti nascono discussioni, scambio di informazioni, condivisione delle esperienze che possono essere importanti input per l’azienda ma anche per gli altri membri. E ancora una community può aiutare nella <strong>selezione dei talenti</strong>, nel creare fiducia tra azienda e clienti o collaboratori, nel generare coinvolgimento e quindi motivazione e benessere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i principi base da seguire per far crescere la propria community?</h3>



<p>Il primo consiglio che posso dare è non improvvisare. Costruire una community non è lanciare un gruppo whatsapp o facebook ma un lavoro che ha bisogno anche di competenza e professionalità.</p>



<p>Per facilitare le imprese che vogliono far nascere e crescere community noi abbiamo sviluppato un framework di cui ti riassumo i principi base che secondo me deve seguire chi vuole intraprendere questo percorso.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Creare un’identità capace di parlare alle persone</strong>, di essere semplice e coinvolgente per aggregare nuovi membri ma anche per attivare quelle già presenti e renderli orgogliosi di partecipare.</li>



<li><strong>Creare un sistema di ingaggio</strong> che sappia abilitare le persone a fare insieme. Non un sistema che organizza eventi, momenti di incontro e basta ma un modello di ingaggio che abbia l’obiettivo di far attivare le persone affinchè crescano insieme. </li>



<li><strong>Definire un sistema di governance</strong> capace di assegnare ruoli, attività e ricompense anche ai membri in modo da far scalare la community.</li>



<li><strong>Definire un modello di sviluppo</strong>, che significa capire quali risorse investire (non si fa una community senza un budget), ma anche come si può rientrare dall’investimento e come misurare la crescita.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto è importante  lo Storytelling per la nascita e lo sviluppo di una community?</h3>



<p>Fondamentale. <strong>La narrazione aiuta a definire l’identità di una community </strong>e a far crescere il senso di appartenenza, che è uno degli aspetti definitori delle community. Ma la narrazione è anche importante per continuare ad aggregare nuovi membri, perchè se nelle community non c’è ricambio, si fatica a crescere e a rimanere rilevanti per l’azienda ma anche per i membri stessi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come cambia la narrazione quando si ha a che fare con una community aziendale? Quali sono le sue caratteristiche?</h3>



<p>La narrazione per una community è molto diversa da una narrazione pensata per un servizio o un’organizzazione tradizionale: deve essere molto più concreta. Non è più una mission distante e poco comprensibile, ma uno scopo concreto e facile da capire. <strong>Il focus infatti non è più sull’azienda ma sulle persone.</strong> Il plurale infatti non è <em>maiestatis,</em> ma definisce il patto di fiducia siglato dall’organizzazione con i membri della community. <strong>Lo storytelling si fa storydoing</strong> e deve raccontare ciò che la community fa insieme, i risultati raggiunti, le persone che la compongono, e non più un ideale lontano e spesso poco raggiungibile come quello di un tempo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Possiamo considerare i social media come delle community aziendali sui generis, o cambia qualcosa? E come cambia lo Storytelling?</h3>



<p>I social media non fanno una community, anzi. Una community è un gruppo di persone che condivide una proposta di valore e che ha uno scopo condiviso. <strong>Sui social le aziende non aggregano persone per co-costruire valore</strong>, ma parlano a un pubblico di clienti, affezionati, lettori e così via. Il rapporto che si instaura è quasi sempre basato sulla comunicazione di prodotti e servizi e non sulla conversazione e co-progettazione. La community ha bisogno di un luogo chiuso per crescere che talvolta può essere un gruppo Facebook o social ma il più delle volte sono piattaforme sviluppate ad hoc o social più adatti alla conversazione come <a href="https://discord.com/">Discord</a>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le aziende stanno capendo l’importanza delle community? </h3>



<p>Le aziende hanno chiaro che devono modificare il modo di relazionarsi con i propri clienti e collaboratori. Sanno che questo è fare community. Ma non sanno ancora cosa fare e non conoscono le professionalità e competenze capaci di sostenere la nascita e la crescita di comunità. Così spesso improvvisano, non sapendo che questo rischia di essere un grande boomerang.</p>



<p>Tuttavia <strong>iniziano a esserci tanti casi interessanti di sperimentazione sia verso community interne</strong> &#8211; rivolte ai collaboratori &#8211; <strong>che esterne</strong> &#8211; dedicate ai clienti. Noi ne stiamo facilitando alcune e vediamo che i benefici sono davvero molteplici. </p>



<p>Si tratta di <strong>dar valore alle relazioni</strong>, alla conversazione e all’ascolto in maniera autentica e trasparente. Quando un’azienda riesce a costruire con i propri clienti o collaboratori una community avrà a disposizione un laboratorio di idee, consigli, conoscenze, competenze che faranno crescere i prodotti, il coinvolgimento, la motivazione e la retention. </p>



<p></p>
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		<title>Design Thinking e Storytelling</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/design-thinking-storytelling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 15:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storytelling e Narrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le storie sono parte integrante della nostra esistenza e fanno parte del DNA dell’essere umano. Rappresentano anche il modo più efficace che abbiamo per trasmettere informazioni: per questo non dobbiamo stupirci se anche oggi facciamo ampiamente uso della narrazione per convincere, persuadere, insegnare, trasmettere concetti e valori. Lo Storytelling, oltre a rappresentare una tecnica imprescindibile [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le storie sono parte integrante della nostra esistenza e fanno parte del DNA dell’essere umano. Rappresentano anche <strong>il modo più efficace</strong> <strong>che abbiamo per trasmettere informazioni</strong>: per questo non dobbiamo stupirci se anche oggi facciamo ampiamente uso della narrazione per <strong>convincere, persuadere, insegnare, trasmettere concetti e valori</strong>.</p>



<p>Lo <a href="https://www.segnalezero.com/copywriting-storytelling-scrittura/"><strong>Storytelling</strong></a>, oltre a rappresentare una tecnica imprescindibile per <strong>fare Marketing</strong>, è indispensabile nel <strong>Design Thinking</strong>, ossia nel <strong>processo di progettazione di prodotti e servizi</strong>. Grazie a esso, infatti, è possibile sviluppare delle storie che aiutano a<strong> individuare il problema da risolvere</strong> e a <strong>definire le soluzioni più adatte</strong> a soddisfare le esigenze degli utenti.&nbsp;</p>



<p>La narrazione può essere usata in diverse fasi del progetto, con una funzione differente in ciascuna di esse. Naturalmente, per essere efficace, richiede la <strong>capacità di sviluppare una storia coinvolgente</strong>, costruita attorno a uno schema narrativo preciso.</p>



<p>Scopriamo di più sullo <strong>Storytelling nel Design Thinking</strong> e su come usarlo per sviluppare prodotti e servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo <strong>Storytelling nel Design Thinking: a cosa serve e perché è importante</strong></h2>



<p>Lo <strong>Storytelling</strong> rappresenta un insieme di strumeti utilissimi per il <strong>Design Thinking</strong>, inteso come <strong>progettazione di prodotti e servizi</strong>. Durante la progettazione, infatti, lo Storytelling viene usato per <strong>comprendere problemi e comportamenti degli utenti</strong>, attorno ai quali sviluppare la soluzione da realizzare.&nbsp;</p>



<p>Lo scopo complessivo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Design_Thinking">Design Thinking</a> è quello di <strong>realizzare un prodotto incentrato sulle necessità del consumatore</strong> e lo Storytelling facilita questo compito: quest’ultimo, infatti, è utile in <strong>ogni fase della progettazione</strong>, anche se con obiettivi diversi in ciascuna di esse.</p>



<p>Prima di proseguire, però, soffermiamoci sul concetto di <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Storytelling</strong></a>: perché è tanto efficace? Storytelling, innanzitutto, significa “<strong>raccontare storie</strong>”. La sua forza risiede nel fatto che le storie rappresentano il modo più antico che l’uomo ha di trasmettere informazioni. </p>



<p><strong>La narrazione fa parte del DNA dell’essere umano</strong> e, proprio per questo, rappresenta anche un pilastro del Marketing. Per attrarre, coinvolgere e fidelizzare il pubblico, infatti, le aziende non possono più ignorare il <a href="https://www.segnalezero.com/corporate-storytelling-narrazione-aziendale/"><strong>Corporate Storytelling</strong></a> in qualsiasi ambito operino e qualunque sia la loro dimensione. </p>



<p>Si può parlare di <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-per-startup/"><strong>Storytelling per Startup</strong></a>, di <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-turismo/"><strong>Storytelling per il turismo</strong></a> e ancora di <a href="https://www.segnalezero.com/digital-storytelling-musei-beni-culturali/"><strong>Storytelling per musei e beni culturali</strong></a>, solo per citare alcuni possibili settori di applicazione.&nbsp;</p>



<p>Oggi, data l’importanza che riveste nella comunicazione online, si tratta soprattutto di <a href="https://www.segnalezero.com/digital-storytelling/"><strong>Digital Storytelling</strong></a>, ambito che, data la sua complessità, richiede l’intervento di professionisti come uno <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-manager/"><strong>Storytelling Manager</strong></a>. Un esperto, infatti, saprà guidare l’azienda attraverso scelte comunicative funzionali, sarà in grado di gestire lo <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-social-media/"><strong>Storytelling sui Social Media</strong></a> e anche di realizzare un’efficace <a href="https://www.segnalezero.com/transmedia-storytelling/"><strong>narrazione transmediale</strong></a>.&nbsp;</p>



<p>Tornando allo <strong>Storytelling nel Design Thinking</strong>, dunque, questo serve per raccogliere informazioni sugli utenti e per trovare soluzioni perfettamente in linea con le loro esigenze. I progettisti <strong>creano personaggi che rappresentano il loro pubblico</strong> e sviluppano delle storie che raccontano i problemi che il target deve superare, al fine di sviluppare prodotti e servizi in linea con queste esigenze.&nbsp;</p>



<p>Grazie allo Storytelling, dunque, tutte le persone coinvolte nel progetto avranno modo di <strong>empatizzare con l’utente e le sue problematiche</strong> e realizzare delle proposte funzionali.</p>



<p>Ricordiamo che è molto importante introdurre lo Storytelling già dalle prime fasi di sviluppo di un prodotto anche perché, così facendo, creeremo da subito <strong>un’identità più solida</strong> attorno al brand.&nbsp;</p>




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<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">Le persone ti seguono e ti comprano se sai dire chi sei.</h5>
<p class="uk-text-center">
Hai bisogno di raccontare la tua azienda in modo originale, con la forza di un metodo testato in Italia <br>e all’estero, e pensato per portare risultati tangibili?
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								<label for='choice_9_6_5' id='label_9_6_5' class='gform-field-label gform-field-label--type-inline'>Storytelling 2</label>
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  </div> </div> </div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo Storytelling come strumento per il Service Design: come creare e utilizzare le storie per progettare servizi</strong></h2>



<p>L’uso dello Storytelling nel Service Design, dunque, fa sì che il problema da risolvere sia ben chiaro e definito. Se così non fosse, non sarebbe possibile sviluppare un servizio realmente rispondente ai bisogni dell’utente.&nbsp;</p>



<p>Lo Storytelling può essere realizzato utilizzando <strong>forme differenti</strong> come, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Storyboard</strong></li>



<li><strong>Video</strong></li>



<li><strong>Foto</strong></li>



<li><strong>Wireframe</strong></li>



<li><strong>Animazioni</strong></li>
</ul>



<p>Scegliere una <strong>rappresentazione visiva </strong>per la storia è spesso la scelta vincente perché permette di coinvolgere maggiormente chi ascolta e di rendere più immediata la comprensione.</p>



<p>Vediamo ora quali sono le<strong> fasi del progetto</strong> in cui usare lo Storytelling e <strong>come creare una storia efficace</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Design Thinking: le fasi del progetto in cui usare lo Storytelling</strong></h3>



<p>Lo Storytelling può essere usato in vari momenti del progetto, sia durante l’individuazione del problema sia durante la definizione e lo sviluppo di una soluzione.&nbsp;</p>



<p>I <strong>passaggi da seguire nel Design Thinking</strong> sono generalmente questi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Empatizzare con l’utente target</strong>, al fine di comprenderne le esigenze.</li>



<li><strong>Formulare il problema da risolvere</strong></li>



<li><strong>Definire una soluzione</strong>.</li>



<li><strong>Creare un prototipo del prodotto/servizio</strong>.</li>



<li><strong>Implementare il prodotto/servizio</strong>.</li>
</ul>



<p>Le fasi in cui viene usato lo <a href="https://www.segnalezero.com/esempi-di-storytelling/"><strong>Storytelling</strong></a> sono principalmente la formulazione del problema, la definizione di una soluzione e l’implementazione del prodotto/servizio. Vediamo meglio questi passaggi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Formulazione del problema</h4>



<p>Qui lo Storytelling serve per <strong>inquadrare accuratamente il problema</strong>.&nbsp;</p>



<p>Attraverso i feedback dei consumatori è possibile realizzare una storia che esprima le necessità degli utenti target e condividerla con tutti i soggetti che partecipano al progetto: in questo modo, tutti saranno allineati e sapranno che genere di proposta è maggiormente funzionale.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Definizione della soluzione</strong></h4>



<p>In questa fase del Design Thinking, lo Storytelling serve a <strong>individuare le soluzioni più adeguate al consumatore</strong>. La storia funge da strumento che permette ai soggetti di collaborare per portare ognuno una soluzione differente al problema.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Implementazione della soluzione</h4>



<p>Dopo la fase di prototipazione, possiamo utilizzare nuovamente lo Storytelling per <strong>capire se quanto realizzato risponde effettivamente alle necessità dell’utente</strong>. I personaggi e gli scenari della storia, dunque, vengono usati per verificare se il prototipo può funzionare.&nbsp;</p>



<p>Lo <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Storytelling</strong></a> può essere usato anche per capire come il prodotto viene utilizzato dai consumatori finali e come interagiscono con esso, al fine di migliorare le versioni future.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come</strong> <strong>creare una storia</strong></h3>



<p>Per far sì che lo Storytelling sia davvero efficace, però, dobbiamo sapere <strong>come creare una storia</strong>. Partiamo dunque dalla <strong>struttura della narrazione</strong>.</p>



<p>Gli elementi che costituiscono una storia, infatti, devono rispondere a tre domande.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Cosa</strong></h4>



<p>Rappresenta <strong>il problema dell’utente</strong>, la necessità che dobbiamo soddisfare.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Chi</strong></h4>



<p>Sono <strong>i personaggi coinvolti nella narrazione</strong>. Oltre all’utente, sono incluse le altre persone che svolgono un ruolo importante nella storia come l’assistenza clienti, per esempio. Lo <a href="https://www.segnalezero.com/narrativa-storytelling-personaggio/">Storytelling richiede lo sviluppo di personaggi</a>, dunque, e&nbsp; per farlo dobbiamo conoscere perfettamente il nostro pubblico, conoscenza che passa attraverso lo <strong>studio delle Buyer Persona</strong>. Si tratta della <strong>descrizione del cliente tipo</strong> al fine di conoscerne non solo i dati demografici, come sesso ed età, ma anche dettagli più specifici come desideri e abitudini d’acquisto, per esempio.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come</strong></h4>



<p>Il tutto deve muoversi lungo un <strong>arco narrativo specifico</strong> che preveda tre fasi: inizio, parte centrale e finale (il finale deve rappresentare la soluzione per l’utente). Per riuscire a coinvolgere il pubblico, inoltre, la storia dovrebbe seguire il cosiddetto <strong>Viaggio dell’eroe</strong>, una serie di tappe che portano il personaggio (ossia il consumatore) a raggiungere la meta. Dopo la scena d&#8217;apertura, quindi, il protagonista dovrà <strong>affrontare una serie di problemi </strong>durante il percorso, al fine di conquistare i propri obiettivi. Le difficoltà si intensificheranno sempre di più, fino a raggiungere il punto più alto, detto “climax”, al quale seguirà la risoluzione della storia.</p>




<div class="form-sz storytelling_2 uk-scrollspy="target: [uk-scrollspy-class]; cls: uk-animation-slide-bottom-small; delay: 150;">
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<p class="uk-text-center"><img decoding="async" class="uk-light " width="70px !important" src="/wp-content/uploads/2022/01/monogramma.svg" loading="lazy" uk-svg="stroke-animation: true"> </p>

<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto">
<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">Dietro a ogni azienda c’è una storia di impegno<br>che merita di essere raccontata.</h5>
<p class="uk-text-center">
La prossima potrebbe essere la tua. <br>
Perché non ne parliamo assieme?

</p> 
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un percorso per aziende tra Storytelling, contenuti e Design</strong></h2>



<p>Uno degli <strong>utilizzi più interessanti dello Storytelling</strong> è quello che sto sperimentando grazie a <strong><a href="https://www.segnalezero.com/servizi/design-della-narrazione-aziendale/">DNA &#8211; Design della Narrazione Aziendale</a></strong>®. Si tratta di un <strong>percorso coordinato e facilitato</strong> pensato per le aziende che vogliono investire nella Comunicazione, oppure migliorare determinati processi interni. Alcune aziende mie clienti hanno utilizzato DNA per <strong>gestire il proprio rebranding su basi narrative</strong>, altre invece hanno ideato e prodotto <strong>manuali e documentazione per la formazione del personale. </strong></p>



<p>In ogni caso si è trattato di percorsi rispetto ai quali <strong>l&#8217;utilizzo strategico dello Storytelling</strong> ha prodotto benefici che sono andati ben oltre il <strong>miglioramento della Comunicazione o del Marketing</strong> e che hanno gettato le basi per un nuovo modo di presidiare il mercato e progettare la propria crescita e i prodotti o servizi su cui essa si basa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/design-thinking-storytelling/">Design Thinking e Storytelling</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>33/16: una serie web in modalità 360° a cura di Red On Movies</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/serie-tv-red-on-movies/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 17:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media Informazione Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prendiamo un caccia di era sovietica e un disertore. Prendiamo l&#8217;alta montagna del Friuli Venezia Giulia, ammasso di pietra viva e pulsante che &#8211; prima ancora di allenarti le gambe &#8211; ti forgia il carattere, ti tempra e ti dona la capacità di parlare con i silenzi. Terra concreta, essenziale, scarna. Ci sono colori irripetibili [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prendiamo un <strong>caccia di era sovietica</strong> e un <strong>disertore</strong>. Prendiamo l&#8217;alta montagna del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, ammasso di pietra viva e pulsante che &#8211; prima ancora di allenarti le gambe &#8211; ti forgia il carattere, ti tempra e ti dona la capacità di parlare con i silenzi. <strong>Terra concreta, essenziale, scarna. </strong></p>



<p>Ci sono colori irripetibili da queste parti. Il cuore lo sa, lo sanno gli occhi. <strong>C&#8217;è chi li ha definiti &#8220;Pantone FVG&#8221;.</strong> Si scherza ma fino a un certo punto, perché qua in realtà si è sempre molto seri, anche quando uno dei rari sorrisi scorticati dal sole d&#8217;alta quota rompe la quotidianità e regala una crepa verso il domani. </p>



<p>Ma sotto <strong>questo sole che benedice e non sconta nulla</strong> ci sono anche altre tinte: stavolta oscure, sconosciute ai libri di storia ma non allo sguardo degli appassionati. Trame segrete e &#8220;secretate&#8221; che <strong>un gruppo di pionieri della narrazione per immagini </strong>ha scovato, studiato e approfondito, regalando notorietà e soprattutto dignità a <strong>vicende altrimenti destinate al dimenticatoio</strong>. </p>



<p><strong>Nel 1969 un</strong> <strong>pilota dell&#8217;aeronautica ungherese</strong> <strong>decide di averne abbastanza. </strong>Guarda le mappe. Guarda dove nessuno guarda mai. Scopre che in mezzo alle montagne del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> più aspro si nasconde un piccolo aeroporto ormai dismesso. Per lui quelle <strong>poche centinaia di metri di asfalto malconcio</strong> possono voler dire libertà. </p>



<p>Nessuna indecisione: mette da parte la paura di finire <strong>bersaglio della contraerea dell&#8217;Ovest</strong> o <strong>capro espiatorio di un plotone di esecuzione dell&#8217;Est </strong>e decide di giocarsi le sue carte. Mentre è impegnato in un&#8217;esercitazione, se ne frega degli ordini e tira dritto <strong>verso le montagne della Carnia</strong>.</p>



<p><strong>Ma questo è il prequel. La vera storia inizia ora. </strong></p>



<p>Non dirò di più, perché oggi ho l&#8217;enorme piacere di ospitare la <strong><a href="https://www.redonmovies.com/">casa di produzione video Red On Movies</a></strong> di Udine, che <strong>ha trasformato la storia di un disertore in &#8220;33/16</strong>&#8220;, titolo enigmatico per una <strong>serie web distopica girata in 360°</strong> e fruibile a partire dal prossimo autunno su <strong>Facebook</strong>, tramite <strong>Oculus</strong> e, con tutta probabilità, nel <strong>Metaverso</strong> di cui tutti parlano. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="394" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/logo-red-on-movies-1024x394.jpg" alt="" class="wp-image-22019" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/logo-red-on-movies-1024x394.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/logo-red-on-movies-300x116.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/logo-red-on-movies-768x296.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/logo-red-on-movies-1536x591.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/logo-red-on-movies-2048x789.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ho seguito da vicino 33/16 sin dall&#8217;inizio, ossia da quando per tutti &#8211; tranne che per i ragazzi di <strong>Red On Movies </strong>&#8211; era solo un&#8217;idea e un foglio di carta. </p>



<p>Sarà. Ma nel tempo quell&#8217;idea <strong>ha ottenuto il plauso e soprattutto la collaborazione di </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Zeitlinger"><strong>Peter Zeitlinger</strong>,</a> storico direttore della fotografia di <strong>Werner Herzog</strong>, che non credo abbia bisogno di ulteriori punteggiature. </p>



<p>Zeitlinger è un&#8217;eminenza grigia dell&#8217;immagine. Anche lui viene da Est: <strong>anagrafe a Praga e cuore protetto dalla campagna del Friuli Venezia Giulia</strong>, dove risiede da tempo. I fili della Storia incontrano sempre quelli delle storie presenti, passate e future.  </p>



<p>Così succede che, mentre <strong>33/16</strong> sta raccogliendo i primi meritati plausi, io che ho seguito tutto l&#8217;iter in anteprima ho chiesto a <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/enrico-maso-29939944/">Enrico Maso</a></strong> e <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/marco-fabbro-75900662/">Marco Fabbro</a></strong> di <strong>Red On Movies</strong> di farci entrare un po&#8217; di più in <strong>una vicenda che unisce Est e Ovest</strong> e fa di questo connubio un caleidoscopio di immagini e suggestioni immersive. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è 33/16 e come irrompe nelle nostre vite?</strong></h3>



<p><strong>Marco:</strong> 33/16 è una <strong>serie a 360°, stereoscopica</strong>, <strong>pensata per la fruizione sul web</strong> <strong>e visori come Oculus</strong>. Una serie unica nel suo genere che possiede la caratteristica dell’audio interattivo: l<strong>o spettatore sente i dialoghi dei personaggi solo dove rivolge lo sguardo nella scena</strong>. Questa scelta è dovuta al fatto che sono presenti diversi dialoghi e situazioni che avvengono contemporaneamente nella messa in scena e di conseguenza lo spettatore può&nbsp; scegliere che linea narrativa seguire. La serie è composta da due stagioni da <strong>12 episodi, tra classic sci-fi, dramedy e mockumentary</strong>. </p>



<p><strong>Enrico: </strong>È nato tutto 5 anni fa, un po’ per caso. Si incominciava a parlare di nuove tecnologie per realizzare prodotti audiovisivi e il 360 ci sembrava un linguaggio in espansione da studiare e approfondire. Con un po’ di incoscienza abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio nella realizzazione della serie.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ci potete raccontare com’è nata e come si è sviluppata la vostra collaborazione con Peter Zeitlinger, storico direttore della fotografia di Werner Herzog?</strong></h3>



<p><strong>Enrico: </strong>Ci siamo conosciuti a un evento organizzato dal <strong>Fondo Audiovisivo FVG</strong>, gli abbiamo parlato del progetto e si è dimostrato subito interessato, <strong>diventando anche coproduttore con la sua società Film Srl</strong>. Lo affascinava molto il linguaggio nuovo da adottare, un nuovo stimolo per lui da affrontare nella sua lunga carriera. Abbiamo fatto diverse riunioni per capire come illuminare la scena: la troupe e le luci non potevano stare in campo, altrimenti sarebbero state riprese dalla camera 360°. <strong>Abbiamo così creato un’ambientazione fatta di luci diegetiche</strong>: i lampadari del soffitto hanno creato dei suggestivi coni di luce a pioggia sui tavoli e sugli attori, in più attraverso altri lampadari a terra abbiamo realizzato il giusto dinamismo di luci e ombre. <strong>Quello che forse mi ha colpito di più di Peter è la grande energia e il forte entusiasmo</strong> che trasmetteva sul set, una qualità solo i grandi artisti hanno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/peter-zeitlinger-1024x768.jpg" alt="Peter Zeitlinger e Marco Fabbro" class="wp-image-22021" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/peter-zeitlinger-1024x768.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/peter-zeitlinger-300x225.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/peter-zeitlinger-768x576.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/peter-zeitlinger-1536x1152.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/peter-zeitlinger.jpg 1824w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Peter Zeitlinger e Marco Fabbro</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Perché avete scelto di realizzare una serie in 360°?</h3>



<p><strong>Enrico:</strong> Lo strumento 360 era potenzialmente una bomba, ma serviva la storia giusta per farla detonare. Sono partito dalle certezze che avevo: una telecamera, che pur guardando al futuro, poteva offrire uno sguardo “largo” come un vecchio cinemascope; una ripresa in cui lo spettatore poteva navigare liberamente, senza sentirsi imbrigliato dalla narrazione; una visione finale “onnicomprensiva”, che avrebbe rassicurato sull’aver capito tutto, o che avrebbe potuto ingannare in questo senso. E così il genere sci-fi ha cominciato a guadagnare punti, specie se fossimo riusciti a dargli una chiave ironica. <strong>Asimov</strong>, <strong>Dick</strong>, <strong>Clarke</strong> dunque, ma anche <strong>Bradbury</strong>, <strong>Lem</strong>, <strong>Adams</strong> e <strong>Matheson</strong>. Dalla fantascienza generale all’ucronia, il passo è stato breve. È bastato trovare uno spunto storico che permettesse il vecchio gioco del <em>“Cosa sarebbe successo se…?”</em> e il quadro ha preso forma. Anno 1969, piena guerra fredda. <strong>Un disertore ungherese ruba un MIG</strong> <strong>e atterra indisturbato a Osoppo</strong>, vicino Udine. <strong>Si scopre così che c’era un “buco” nei radar NATO</strong> (risolto poi con l’installazione militare sul monte Scinauz). E qui la domanda: se sei in osteria a Pontebba, magari dopo qualche bicchiere, e senti un boato improvviso dal cielo, a cosa pensi? In fondo eravamo stati sulla Luna poco prima, e basta poco per farsi prendere dalle suggestioni…</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-enrico-maso-1024x684.jpg" alt="Enrico Maso" class="wp-image-22026" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-enrico-maso-1024x684.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-enrico-maso-300x200.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-enrico-maso-768x513.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-enrico-maso-1536x1025.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-enrico-maso-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption> Enrico Maso (a sinistra) durante le riprese di 33/16</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali obiettivi vi siete prefissati già in fase di sceneggiatura?</strong></h3>



<p><strong>Marco:</strong> La sfida è stata capire innanzitutto <strong>come si scrive una sceneggiatura per un audiovisivo in 360°</strong> con situazioni di contemporaneità in termini di dialoghi e azioni dei personaggi. Non bastava scrivere solo una sceneggiatura ma <strong>più&nbsp; script per ogni episodio della serie</strong>. E dovevamo sperimentare il tutto con gli attori, che non conoscevano questo nuovo meccanismo.</p>



<p><strong>Enrico:</strong> Volevamo che lo spettatore potesse <strong>perdersi in questa osteria</strong>, ascoltando i discorsi di qualcuno e intanto captando una mezza battuta al bancone. Servivano allora tanti personaggi, che avrebbero parlato e interagito non in sequenza, ma in contemporanea. E in più, i personaggi si sarebbero influenzati e suggestionati a vicenda man mano che la storia proseguiva. La sfida principale era c<strong>ostruire uno script dove si potesse avere la visione d’insieme della storia</strong>, ma anche (e allo stesso tempo) la visione di ogni singola parola e azione in atto in ogni angolo dell’osteria.</p>



<p>Alla fine, dopo molti tentativi, la soluzione scelta è stata quella di <strong>suddividere in zone il set, e di realizzare uno script per ogni zona</strong>. Questo ci ha permesso di svilupparli in parallelo, facendo attenzione che i dialoghi e i diversi movimenti degli attori fossero sempre sincronizzati. Una sorta di balletto, con le attenzioni teatrali e le necessità cinematografiche del caso. Anche perché, nel nostro continuo sperimentare, <strong>non volevamo dar vita a un’unica narrazione</strong>. Volevamo <strong>tante possibili declinazioni di storie, con tante combinazioni, pur se tutte convergenti verso il finale</strong>. Un qualcosa che ricordasse situazioni di gaming, ma lasciando allo spettatore il piacere di sentirsi narrare una storia. E dai primi feedback avuti dagli spettatori, sembra che questa ibridazione sia riuscita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-cast-completo-1024x768.jpg" alt="Il cast completo di 33 16, la serie web di Red On Movies." class="wp-image-22022" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-cast-completo-1024x768.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-cast-completo-300x225.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-cast-completo-768x576.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-cast-completo-1536x1152.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-cast-completo-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il cast di 33/16</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quale tecnica di racconto avete utilizzato e come avete cercato di innovare i processi produttivi?</strong></h3>



<p><strong>Marco: La narrazione si svolge in tempo reale</strong>, con episodi di durata ridottissima, ad alta velocità. <strong>La costante ripresa a 360°</strong> <strong>catapulta lo spettatore nella storia</strong>. È lui in prima persona a orientarsi in questo nuovo universo, ascoltando i discorsi dei presenti, guardando fuori dalla finestra, puntando l’attenzione su cosa racconti la radio. <strong>Può rivedere più volte l’episodio</strong>, cercando gli indizi disseminati sia a livello video che a livello audio.</p>



<p><strong>Enrico: Nessun prodotto seriale o filmico è mai stato girato con questa tecnica</strong>, e questa scelta è la reale innovazione di processo. <strong>Lo spettatore è portato dentro il meccanismo narrativo</strong>: può scegliere il proprio racconto all’interno del racconto, <strong>può creare il suo punto di vista</strong>. L’innovazione di processo permetterà a 33/16 di essere un punto di riferimento anche per un pubblico tecnico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Parliamo di regia: cosa significa curarne tutti gli aspetti in un audiovisivo girato con tecnica 360?</strong></h3>



<p><strong>Marco: </strong>Le due domande fondamentali che mi sono posto dall’inizio del progetto sono state: <strong>come posso dirigere 12 attori che interpretano i rispettivi personaggi in situazioni con dialoghi contemporanei in un mondo a 360°?</strong> Quanto poteva essere sottile il confine tra il libero arbitrio del fruitore della serie e la regia che potevo creare?</p>



<p>Era assolutamente necessario che comprendessero al meglio come funzionava tecnicamente la sceneggiatura a 360°, e <strong>abbiamo fatto tre settimane di prove con gli attori</strong> per essere preparati sul set. Dovevamo creare una sorta di coreografia: <strong>ognuno dei 12 attori doveva muoversi e recitare in sinergia con gli altri, tutti dovevano conoscere i movimenti di tutti e conoscere anche le battute degli attori con cui non interagivano</strong>, perché una determinata battuta poteva essere presa come riferimento per una determinata azione sul set. Nelle prime due settimane abbiamo lavorato in uno spazio messo a disposizione dal <strong>Teatro Incerto</strong>, dove abbiamo simulato la nostra <em>main location</em>: un’osteria di montagna. La terza settimana invece abbiamo fatto le prove nella location stessa. Tutte le prove sono state filmate per capire se l’interpretazione e il sincronismo degli attori funzionava. Contemporaneamente abbiamo provato i punti macchina e i movimenti di camera che avremmo dovuto eseguire. Abbiamo costruito un dolly con controllo remotato al quale è stata ancorata la camera 360°, e successivamente abbiamo cercato di capire quali potevano essere i movimenti e a che velocità eseguirli per non causare un indesiderato “mal di mare” allo spettatore su Oculus. Dopo alcuni test abbiamo compreso che era meglio eseguire dei movimenti lineari e lenti, senza troppi virtuosismi, e <strong>diverse volte abbiamo deciso di rimanere statici con cavalletto fisso</strong>. I movimenti e i punti macchina sono stati decisi in modo tale da portare lo sguardo del fruitore della serie in una determinata direzione, dove da regista avrei voluto che lo sguardo andasse. Anche l’azione degli attori è stata scelta con questo presupposto. <strong>Abbiamo cercato di portare il fruitore della serie verso una determinata direzione nello spazio 360°</strong> e quindi verso una determinata linea narrativa, tenendo presente comunque che il libero arbitrio della direzione dello sguardo ci sarebbe sempre stato. Una scelta importante è stato capire anche dove il fruitore doveva iniziare a guardare all’inizio di ogni scena dopo ogni stacco di montaggio. Ogni inizio scena doveva prevedere dove lo sguardo del fruitore sarebbe finito alla fine della scena precedente, in modo tale che poi al cambio di scena fosse direzionato dove avrei voluto. Nelle visioni in anteprima della serie, abbiamo notato che <strong>almeno il 90% degli spettatori era consapevole della tecnologia che stava fruendo</strong> <strong>e seguiva quella che era la nostra idea di narrazione</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-riprese-1024x768.jpg" alt="Un momento delle riprese della serie web 33/16." class="wp-image-22023" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-riprese-1024x768.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-riprese-300x225.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-riprese-768x576.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-riprese-1536x1152.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-riprese-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un momento delle riprese</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come si sono svolte le fasi di produzione e post-produzione?</strong></h3>



<p><strong>Enrico:</strong> Le fasi produttive sono state precedute da un lungo periodo di sviluppo. L’idea iniziale è nata circa 5 anni fa e, nel tempo, abbiamo incominciato a studiare il linguaggio audiovisivo e la tecnologia giusta per girare un progetto come il nostro. <strong>Siamo stati in diversi film market come i Cross Video Days di Parigi</strong> per capire come si muoveva questo tipo di mercato nell’entertainment europeo e globale. E, fortunatamente, all’<a href="https://arlef.it/">ARLEF</a> hanno capito la potenzialità del nostro progetto.</p>



<p><strong>Marco:</strong> Abbiamo girato due stagioni della serie in una settimana in tre location diverse: <strong>Gorizia</strong>, <strong>Sella</strong> <strong>Carnizza</strong> e le <strong>Valli del Natisone</strong>. Particolarmente impattante è stato il lavoro di scenografia che ha richiesto molte energie alla <strong>production designer</strong> <strong>Barbara Kapelj.</strong> Una volta trovata l’osteria di montagna che ci serviva, il reparto scenografia ha eseguito i lavori per adattarla al meglio agli anni ’60 ed introducendo almeno 100 oggetti di scena tra radio, televisori, lampadari e stoviglie. Inoltre dato che la serie è ambientata interamente di notte, abbiamo capannato l’intera osteria per oscurare il sole e lavorare di giorno creando l’effetto notte. </p>



<p>Dato che <strong>gli interni dell’osteria sono stati girati nelle Valli del Natisone</strong> mentre gli esterni sono stati fatti a <strong>Sella Carnizza</strong>, l’edificio di quest’ultima location è stato adattato scenograficamente per non creare discontinuità tra interni ed esterni, rifacendo persino l’intero tetto. Successivamente la post-produzione ha portato via diversi mesi e l’abbiamo divisa in due fasi. Prima abbiamo concluso la post-produzione della prima stagione, dopodiché abbiamo affrontato quella della seconda stagione, conclusasi da poco. Il reparto VFX supervisionato da <strong>Alessandro Passoni</strong> ed <strong>Elisabetta Giusti </strong>ha fatto un grande lavoro, ricreando da zero il cielo stellato negli esterni in montagna, rifacendo i bulbi dei lampadari dell’osteria e ricreando una sorta di nebbia mistica. Per la colonna sonora invece ci siamo affidati a <strong>Vincenzo DI Francesco</strong> che è riuscito fin da subito a trovare il mood sonoro più adatto alla serie, sviluppando diversi temi legati ai personaggi più importanti nelle diverse situazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nemmeno il tempo di finire la prima stagione della serie, che il passaparola è stato istantaneo e siete stati subito selezionati da alcuni festival. Ce lo volete raccontare?</strong></h3>



<p><strong>Marco:</strong> In questo momento <strong>la serie è in distribuzione festivaliera con Premiere Film</strong> che da subito ha creduto in questo progetto. È già stata selezionata da due festival importanti come il <a href="https://riverfilmfestival.org/"><strong>River Film Festival</strong> </a>e <strong><a href="https://www.maremetraggio.com/">Maremetraggio</a></strong>. Siamo molto felici di queste due prime selezioni ed è stata una bella emozione avere il nostro primo pubblico a Padova. Abbiamo avuto i <strong>primi feedback positivi da un pubblico eterogeneo</strong> di diverse fasce di età, ed è stato molto divertente ossevae da fuori le loro reazioni mentre erano immersi nel mondo di 33/16.</p>



<p>A Novembre invece ci sarà la <strong>prima fruizione pubblica</strong>, al <strong><a href="https://www.teatroudine.it/">Teatro Giovanni da Udine</a></strong> come evento correlato al <a href="https://www.sunseurope.com/it/">Festival SUNS</a>. Nel frattempo stiamo attendendo altre risposte da diversi festival internazionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-soldato-1024x768.jpg" alt="I protagonisti di 33 16" class="wp-image-22025" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-soldato-1024x768.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-soldato-300x225.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-soldato-768x576.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-soldato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/06/33-16-soldato-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Alcuni dei protagonisti di 33/16 </figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i vostri obiettivi per il prossimo futuro?</strong></h3>



<p><strong>Marco: </strong>Sicuramente mi piacerebbe <strong>sviluppare altri progetti con questo tipo di linguaggio</strong>. È un nuovo modo di raccontare le storie e questo mi stimola molto. Poi c’è sempre la voglia di crescere, approfondire, formarsi e provare in futuro a realizzare un lungometraggio che possa affrontare generi che in Italia non si vedono molto. Manca l’internazionalizzazione: <strong>nel mercato della film industry è assolutamente necessario creare progetti locali, ma con logiche globali</strong>. La localizzazione crea valore e unicità al prodotto, ma il respiro internazionale che gli si può dare lo rende marketable e fruibile dal più ampio pubblico possibile. </p>



<p>Questa è la mia ambizione: creare prodotti cinematografici che guardano in quest’ottica. Vedo comunque diversi autori giovani nel panorama cinematografico italiano che hanno gli stessi obiettivi e la stessa voglia di cambiare le cose e questo penso dia ispirazione a molti giovani registi come me.</p>



<p><strong>Enrico:</strong> Concordo con Marco. Credo che continuare a sperimentare questi nuovi linguaggi potrebbe portare ancora molte soddisfazioni. E magari pure nuove collaborazioni con l’estero, che permettono incontri e confronti sempre interessanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il friulano diventerà la lingua della fantascienza?</strong></h3>



<p><strong>Marco: </strong>Ci sono diversi prodotti come serie e film che utilizzano la lingua o il dialetto locale per immergere lo spettatore nel contesto. Nel nostro caso <strong>l’utilizzo del friulano ci proietta in un’osteria degli anni ’60</strong>. È un elemento importante molto identificativo per lo spettatore, lo fa entrare nelle dinamiche di quel periodo, i personaggi sono più caratterizzati, si percepisce di più l’atmosfera della serie. Poi gli <strong>elementi di fantascienza e mistery</strong> completano il gioco: hai <strong>un prodotto con valore territoriale che abbraccia dinamiche internazionali.</strong></p>



<p><strong>Enrico: </strong>Non so se il friulano diventerà anche una lingua della fantascienza, ma per la nostra storia di fantascienza era – semplicemente – la scelta migliore. E infatti <strong>ha dato espressività, profondità, e in generale un ritmo diverso al tutto</strong>. Volevamo che il mondo che stavamo ricostruendo fosse il più credibile possibile. La lingua friulana in questo è stata decisiva.&nbsp;</p>



<p></p>
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		<title>Scrivere un diario: guida, consigli, esempi e tipologie di scrittura</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/scrivere-un-diario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 10:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura Creativa e Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il diario è uno degli strumenti più potenti di scrittura consapevole. Sembra incredibile come un&#8217;abitudine tanto semplice e alla portata di tutti possa essere così efficace, ma di fatto il diario consente di mettersi a nudo davanti alle proprie emozioni e di elaborarle giorno dopo giorno, evitando che possano stravolgere il nostro equilibrio: è proprio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il diario è <strong>uno degli strumenti più potenti di scrittura consapevole</strong>. Sembra incredibile come un&#8217;abitudine tanto semplice e alla portata di tutti possa essere così efficace, ma di fatto il diario consente di <strong>mettersi a nudo davanti alle proprie emozioni</strong> e di elaborarle giorno dopo giorno, evitando che possano stravolgere il nostro equilibrio: è proprio in questo che risiede la sua forza, la sua capacità di <strong>aiutarci nella vita personale, professionale, familiare o di coppia</strong>.</p>



<p>Penso che sia capitato a tutti di vivere, vedere o provare qualcosa che destabilizza, turba, sconquassa la quiete interiore (spesso solo apparente); d’altra parte la vita è un continuo relazionarsi con gli altri e con se stessi, un confronto da cui spesso scaturiscono <strong>sensazioni contrastanti, paure nascoste, sentimenti negativi</strong> che ci si ostina a nascondere e che, quando emergono in superficie, spaventano terribilmente.&nbsp;</p>



<p>Questo significa essere costantemente in balia del proprio sentire e lasciare che le emozioni ci attraversino passivamente, senza mai fermarsi ad analizzarle e capirle.&nbsp;</p>



<p>Scrivere un diario, invece, permette di guardarle in faccia, belle o brutte che siano, con l’obiettivo di <strong>comprenderle, accoglierle e superarle</strong>. Il diario è inoltre un ottimo mezzo per <strong>progettare il futuro</strong>, per mettere ordine nella vita professionale e <strong>raggiungere determinati obiettivi</strong>.&nbsp;</p>



<p>Ho quindi deciso di raggruppare tutti i consigli e le conoscenze sul tema, maturate anche in qualità di operatore di scrittura terapeutica, e di realizzare una <strong>guida completa su come scrivere un diario</strong>, dai motivi per cui vale la pena farlo e le tipologie di diario esistenti, fino alle difficoltà che si possono incontrare e i consigli per superarle.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché scrivere un diario fa bene?</strong></h2>



<p>Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo porcene un’altra: <a href="https://www.segnalezero.com/scrivere-fa-bene/"><strong>perché scrivere fa bene?</strong></a> Al di là del formato specifico, infatti, <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-arte-terapeutica/"><strong>l’atto di scrivere in sé ha un potere terapeutico</strong></a>, e lo ha nella misura in cui ci dedichiamo a questa attività <strong>concentrandoci sul “qui e ora”</strong>, ponendo attenzione al momento presente, approccio che è alla base del mio <a href="https://www.segnalezero.com/corso-di-scrittura-creativa/"><strong>corso di scrittura creativa</strong></a> e del mio <a href="https://www.segnalezero.com/writing-coach/"><strong>servizio di coaching per chi vuole potenziare la propria scrittura</strong></a> o ha in mente di scrivere un libro, un saggio o una serie di racconti. </p>



<p>Se abbandoniamo le preoccupazioni e i pensieri giudicanti ci allontaniamo da tutte le distrazioni e lasciamo che lo scorrere delle parole muova le nostre mani sulla tastiera, o la penna sul foglio, ecco che stiamo <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-consapevole/"><strong>scrivendo in modo consapevole</strong></a>: una condizione privilegiata, mi verrebbe da dire, perché permette di <strong>accedere alla parte più profonda di sé</strong>, l’intuito, a cui è possibile giungere solo superando i limiti del pensiero cosciente. Non a caso, <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-meditazione-mindfulness/"><strong>la scrittura è considerata una forma di meditazione</strong></a> proprio perché un risultato simile è dato dall’atto del meditare.</p>



<p>Partendo da questo presupposto, dunque dal fatto che la scrittura in sé fa bene, <strong>perché scrivere un diario?</strong> Il motivo è semplice: questo strumento consente di <strong>rivolgersi a un soggetto indefinito</strong>, pensiamo al classico incipit “Caro diario”. In realtà, anche se non stiamo scrivendo a una persona specifica, stiamo parlando a noi stessi, o meglio, a parti di noi che non conoscevamo.&nbsp;</p>



<p>Possiamo dunque dire che tenere un diario equivale a <strong>scrivere la propria coscienza</strong>, e intessere un dialogo con essa. Nel momento in cui prendiamo carta e penna e cominciamo a scrivere è come se interrogassimo un database di informazioni a cui la mente conscia normalmente non dà accesso. Attraverso la scrittura, invece, riusciamo a bypassare quei confini, per <strong>attingere a piene mani dal sapere più profondo</strong> che è in ognuno di noi.&nbsp;</p>




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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significa scrivere un diario personale o professionale</strong></h2>



<p>Il diario può essere di supporto in vari momenti della vita e per esigenze diverse. La forma più tipica è sicuramente il <strong>diario personale</strong>, che si usa per parlare delle proprie esperienze ed emozioni: può servire per <strong>elaborare determinati vissuti</strong>, sfogarsi, <strong>conoscersi meglio</strong>, o essere il luogo segreto in cui riversare i <strong>pensieri più intimi</strong>.&nbsp;</p>



<p>A questa forma più tradizionale – dentro la quale, come vedremo, confluiscono varie categorie di diario – si affianca il <strong>diario professionale</strong>, che riguarda esclusivamente la sfera lavorativa. Le esigenze di avere un diario di questo genere possono essere numerose: <strong>migliorarsi professionalmente</strong>, individuare soluzioni per trovare nuovi clienti, <strong>cambiare lavoro</strong>, capire <strong>perché qualcosa non sta funzionando</strong> e aggiustare la rotta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>12 benefici sperimentati da chi tiene regolarmente un diario</strong></h2>



<p>In qualità di <strong>operatore di scrittura terapeutica </strong>consiglio spesso di <strong>tenere un diario </strong>perché conosco bene (avendoli provati per primo sulla mia pelle) i vantaggi che comporta. Purtroppo si ha ancora poca consapevolezza rispetto alle potenzialità di questo strumento che, di fatto, richiede un impegno e una spesa minimi, a fronte dei suoi tanti effetti positivi. </p>



<p>Ecco <strong>12 benefici che sperimenta chi tiene un diario</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si riduce lo stress</strong></h3>



<p>Scrivere aiuta a <strong>ridurre gli effetti psicofisici di ansia e stress</strong>: secondo uno <a href="https://msutoday.msu.edu/news/2017/for-worriers-expressive-writing-cools-brain-on-stressful-tasks">studio</a> della Michigan State University, infatti, preoccuparsi di qualcosa porta a consumare risorse cognitive; riversare su carta ciò che provoca apprensione, invece, permette di alleggerire la mente.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migliora la capacità di comprendere la mente e il suo funzionamento</strong></h3>



<p>Se guidati dall&#8217;insegnante giusto, scrivere diventa un&#8217;attività che consente di di <strong>superare le barriere del pensiero cosciente</strong>. Questo significa raggiungere quella parte della mente a cui non abbiamo accesso di solito, perché presi dalla quotidianità e dal susseguirsi di pensieri e automatismi che caratterizzano le giornate. Una porzione di emozioni, vissuti e sensazioni che, sebbene restino spesso inesplorati, incidono molto sul <strong>benessere psicofisico</strong> determinando malesseri, somatizzazioni e persino scelte sbagliate. Conoscere questa parte di sé permette di uscire dai meccanismi che fanno <strong>ricadere nelle medesime reazioni e situazioni</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migliora il rapporto con le proprie emozioni&nbsp;</strong></h3>



<p>Le parole “accorgersi” e “correggere” hanno lo stesso etimo e questo non è un caso: quando ci accorgiamo di qualcosa, infatti, abbiamo già cominciato a sistemarla. Attraverso il diario possiamo <strong>prendere coscienza di emozioni</strong> di cui non eravamo consapevoli: sapere che esistono e che fanno parte di noi è il primo passo per accettarle e diminuire il loro impatto negativo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si pensa meno, si pensa meglio</strong></h3>



<p>Scrivere un diario <strong>riduce il rimuginio mentale</strong>, ossia l’insieme di <strong>pensieri ossessivi e ripetitivi </strong>che pervadono di continuo la mente. “Non sono abbastanza bravo”, “non piaccio abbastanza”, “non ce la farò mai” sono tutti esempi di pensieri ossessivi: questi provocano danni enormi perché il corpo si accorge di loro, e setta la risposta psicologica e fisiologica di conseguenza. Detto in altri termini: <strong>se ti ripeti continuamente “non ce la farò mai” di sicuro andrà male</strong>, perché tramite le tue parole e convinzioni stai dando precise istruzioni al corpo e alla mente, che determineranno un insuccesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migliora la memoria&nbsp;</strong></h3>



<p>Pensare meglio significa anche gestire in modo più efficace la mente e avere <strong>più spazio per immagazzinare i ricordi</strong>, soprattutto a breve termine: un modo per avere a disposizione più RAM, insomma, prendendo in prestito un termine dal mondo dell’informatica.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migliora la conoscenza di se stessi</strong></h3>



<p>Se abbiamo modo di accedere a quella porzione di mente che normalmente ci è preclusa possiamo <strong>conoscerci meglio</strong>, capire <strong>cosa ci dà benessere e cosa no</strong>, perché certe situazioni ci fanno stare male e perché reagiamo in un determinato modo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Migliora il rapporto con gli altri</strong></h3>



<p>Se sai chi sei, cosa vuoi e dove stai andando, <strong>ti circonderai solo delle persone che desideri</strong>. Grazie a una maggiore consapevolezza, infatti, sarai tu a decidere con chi condividere il tuo percorso e questo avrà evidenti ricadute sulle relazioni con gli altri, cambiandole in positivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si affrontano meglio i conflitti</strong></h3>



<p>Scrivere un diario è un modo per <strong>guardare in faccia le proprie emozioni e osservarsi</strong>. Non sempre quello che vedremo ci piacerà, così come non sempre ci piacerà il carattere e il modo di fare degli altri. Tuttavia, prendere atto degli aspetti più critici (nostri e altrui) è il primo passo per <strong>accettarli e conviverci</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si migliora la capacità di definire e raggiungere gli obiettivi</strong></h3>



<p>Se conosci te stesso saprai <strong>definire ciò che vuoi dalla vita</strong>, al di là di quello che pensano gli altri. Sapere in che direzione andare è un passaggio imprescindibile per tracciare il percorso necessario ad arrivare alla meta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si progetta il futuro</strong></h3>



<p>Come vedremo tra poco, il diario è un ottimo <strong>strumento di progettazione del futuro</strong>. Ad esempio, potresti immaginare te stesso tra qualche anno e scrivere come vorresti essere a quel punto della vita, descrivendo passo per passo in che modo arrivare a quel risultato, cosa ti serve per raggiungerlo e che strada percorrere.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si entra in maggiore connessione con se stessi</strong></h3>



<p>Dedicare alcuni minuti della giornata alla scrittura significa dedicare del tempo alla meditazione. Si tratta infatti di un modo semplice e immediato per <strong>sperimentare i benefici dell’attività meditativa</strong>, grazie alla quale è possibile entrare in uno stato di coscienza che consente di attingere al nostro sapere interiore, la parte più profonda di noi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Si cresce come persone</strong></h3>



<p>Se la scrittura è in grado di connetterci con la parte più vera di noi, vuol dire che <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-crescita-personale/"><strong>scrivere è un mezzo di crescita personale</strong></a>: in che altro modo definire uno strumento che aiuta a scavarsi dentro e a far pace con se stessi e gli altri?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Progettare il format: le caratteristiche di una pagina di diario e i suoi elementi principali&nbsp;</strong></h2>



<p>Come altri generi di <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-autobiografica-esercizi/"><strong>scrittura autobiografica</strong></a>, anche il diario ha un suo format preciso. Ci tengo a definire i principali elementi del diario non tanto perché la forma sia importante fine a se stessa, ma perché <strong>sono proprio determinati elementi</strong> a fare del diario una modalità tanto particolare di scrittura e <strong>a renderlo benefico sotto tanti punti di vista</strong>. Vediamoli insieme.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Data</strong> </h3>



<p>Ogni pagina di diario presenta la <strong>data del giorno in cui viene scritta</strong>. La sua presenza ha una valenza importante a livello psicologico perché porta a impegnarsi a scrivere in quel dato momento, inoltre <strong>favorisce una regolarità nella scrittura</strong> (ad esempio giornaliera o settimanale).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Incipit</strong></h3>



<p>Altro elemento peculiare è l’incipit: <strong>“Caro diario”</strong>. In realtà, oltre a questa formula classica, <strong>possiamo rivolgerci a chi vogliamo</strong>, a seconda dei nostri obiettivi e del tipo di diario scritto. Ipoteticamente, potrebbe anche trattarsi di un diario che scriviamo a noi stessi oppure a una persona cara che non c’è più.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Autore</strong></h3>



<p>Il diario è tipicamente <strong>scritto dal protagonista dei fatti narrati</strong> che li racconta <strong>in prima persona</strong>. Ma non ci sono regole ferree: potresti anche decidere di scriverlo in terza persona, perché no, anzi potrebbe essere (anzi, sarà sicuramente) un’esperienza interessante. <strong>Scrivere di sé in terza persona</strong>, infatti, è completamente diverso, perché sarà come guardarti dall’esterno, con un occhio nuovo e completamente diverso: potresti stupirti di come ti giudichi e ti consideri adottando un punto di vista inedito.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Corpo del testo e conclusioni</strong></h3>



<p>Il brano cambierà a seconda della tipologia di diario e dei suoi contenuti: esperienze vissute durante la giornata, progetti professionali, obiettivi per il futuro, eccetera. Alla fine di ogni brano potrebbero anche esserci delle <strong>conclusioni</strong>, ma molto dipende da cosa abbiamo narrato: se il diario si concentra sull’esposizione delle emozioni probabilmente non ci sarà un filo narrativo preciso. Spesso, inoltre, nel diario classico ci <strong>si commiata alla fine del brano</strong> dalla figura a cui ci si rivolge, proprio come si farebbe con una persona.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scrivere un diario a mano oppure al computer: caratteristiche e differenze</strong></h2>



<p>Con la diffusione dei dispositivi digitali l’approccio alla scrittura è radicalmente cambiato. Oggi si scrive quasi esclusivamente usando una tastiera, sia essa di un computer, un tablet o uno smartphone: ecco allora che quando ci si approccia alla scrittura del diario di primo acchito verrebbe di accendere il pc e aprire un programma di videoscrittura.&nbsp;</p>



<p>Non dico che sia sbagliato a priori, ognuno deve trovare il mezzo che più gli si addice. Tuttavia, quando si tratta di scrittura autobiografica e terapeutica consiglio sempre di <a href="https://www.segnalezero.com/scrivere-a-mano/"><strong>scrivere a mano</strong></a>. Questo gesto, infatti, <strong>attiva processi cognitivi importanti</strong> e aiuta a <strong>esprimere maggiormente la propria personalità</strong>.&nbsp;</p>



<p>Vogliamo paragonare poi <strong>il calore di un quaderno</strong>, con il profumo della carta e dell’inchiostro, all’esperienza più fredda, seppur tecnologica e avanzata, di un supporto informatico? Così come la bellezza di poter <strong>pasticciare, scarabocchiare e fare persino disegni</strong> se lo desideriamo, che solo un quaderno fisico sa regalare? Aggiungiamoci anche il piacere di sceglierne uno con una <strong>copertina accattivante </strong>e renderemo l’esperienza del diario un rito ancora più piacevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le principali difficoltà che incontra chi tiene un diario (e come superarle)</strong></h2>



<p>A volte si rinuncia a scrivere un diario, o lo si interrompe dopo poco, perché intervengono <strong>paure e convincimenti errati</strong>, che frenano i buoni propositi.&nbsp;</p>



<p>Vediamo i principali ostacoli che chi intraprende questo percorso incontra spesso e come affrontarli.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Giudicarsi troppo</strong></h3>



<p>Uno degli errori che si fanno spesso è giudicarsi, <strong>pensare di non avere niente da dire</strong> oppure essere <strong>troppo critici nei confronti della propria scrittura</strong>, fermarsi ogni volta che si fa uno sbaglio o scappa un refuso. In realtà un diario non andrebbe corretto e il suo bello è anche questo: possiamo fare errori, scrivere male, scrivere poco o nulla e persino ammettere di avere poco da dire (in realtà qualcosa da dire c’è sempre, ma ne parliamo meglio fra poco).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Credere poco in se stessi</strong></h3>



<p>L’idea di scrivere con una certa regolarità potrebbe spaventare per il <strong>timore di non riuscire a tenere il ritmo</strong> o di <strong>essere di fronte a un impegno eccessivo</strong> per le proprie capacità. Come vedremo, però, c’è una soluzione a entrambe queste paure che sono collegate sia all’errata credenza di non avere tempo sia a una scarsa valutazione di sé.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pensare (sbagliando) di avere poco tempo a disposizione</strong></h3>



<p>L’idea di non avere abbastanza tempo è un finto problema perché<strong> bastano 10 minuti al giorno </strong>per ottenere risultati eccellenti. Devi solo decidere il momento della giornata più adatto, puntare il timer e cominciare a scrivere: il gioco è fatto!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Temere le proprie emozioni</strong></h3>



<p>Non posso nasconderlo: scavare dentro di sé può fare emergere emozioni e vissuti che non amiamo o che ci spaventano. Eppure, anche se può sembrare controintuitivo, è proprio <strong>guardandoli in faccia che possiamo farci pace</strong> e liberarci dal loro peso.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non essere costanti</strong></h3>



<p>Anche qui siamo di fronte a un falso problema: posto che sono sufficienti 10 minuti al giorno, basta inserire un <strong>promemoria sul cellulare</strong> che ci ricordi il momento in cui dedicarsi a questa attività.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aver paura della pagina bianca</strong></h3>



<p>La paura della pagina bianca <strong>la si supera semplicemente… scrivendo</strong>. Non hai niente da dire? Vorrà dire che scriverai la verità: “Caro diario, oggi non ho niente da dire, le idee non mi vengono. Sono qui, seduto nel mio studio, e penso a cosa raccontare, ma non ho nessuna ispirazione perché…”. Nel momento in cui scriverai “perché”, vedrai che scatterà dentro di te qualcosa che farà scaturire le idee.&nbsp;</p>



<p>Ricorda sempre che ogni tipo di ansia è una distanza che interponiamo tra noi e ciò che le circostanze ci chiedono di fare. Questa distanza è di tipo psicologico. Più distanza inserisci, peggio stai: <strong>azzera questa distanza e proverai una sensazione di libertà immediata.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quante tipologie di diario esistono? &nbsp;</strong></h2>



<p>Esistono tanti modi di intendere il diario e di realizzarne uno. Nella sua semplicità, infatti, è uno strumento che si presta a tante esigenze e approcci diversi, inoltre, può essere scritto da una singola persona oppure essere gestito come diario collettivo, perché no. Ecco le principali tipologie di diario esistenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario personale&nbsp;</strong></h3>



<p>È la forma di diario più classica, dove <strong>la persona scrive di sé</strong>, di cosa è successo durante la giornata, delle persone che ha incontrato e delle emozioni vissute. È la tipologia a cui generalmente si pensa quando si parla di diario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario terapeutico</strong></h3>



<p>Questo genere è spesso consigliato da psicologi e psicoterapeuti. Serve infatti a esprimere <strong>le emozioni più profonde, i vissuti traumatici</strong> e le situazioni di vita che ci hanno segnato, influendo&nbsp; negativamente sul nostro benessere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario di bordo</strong></h3>



<p>È un diario che serve a mantenere la rotta, se così si può dire, a chiarire da dove partiamo, dove stiamo andando, quali sono<strong> i nostri punti di forza e debolezza </strong>in un certo momento, <strong>le cose positive e negative che stanno accadendo</strong>. Può servire tanto a livello personale quanto professionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario professionale</strong></h3>



<p>La differenza rispetto agli altri è che questa tipologia riguarda esclusivamente la sfera lavorativa. Puoi usarlo per tenere nota di <strong>cosa stai facendo a livello professionale</strong>, di <strong>cosa sta funzionando e cosa no</strong>, per annotare i focus su cui concentrarti durante la settimana, gli elementi che ti hanno ostacolato o che, al contrario, ti hanno aiutato nel raggiungimento degli obiettivi, un <strong>elenco di cose che puoi migliorare</strong>, eccetera.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario segreto</strong></h3>



<p>Si tratta di una declinazione particolare del diario personale, usato per scrivere le cose “inconfessabili”, come le <strong>emozioni e gli stati d’animo che non dichiareremmo apertamente a nessuno </strong>e che spesso ci vergogniamo di ammettere anche a noi stessi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario delle emozioni</strong></h3>



<p>Questo tipo di diario si aggancia strettamente alla <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-espressiva/"><strong>scrittura espressiva</strong></a>, quella forma di scrittura autobiografica attraverso cui <strong>esprimiamo le emozioni più profonde</strong>, quelle che spesso fanno male o creano conflitti interiori.&nbsp;</p>



<p>Tirarle fuori e guardarle per quello che sono, senza giudizio, permette di elaborarle gradualmente.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario della gratitudine o delle cose belle</strong></h3>



<p>Un altro esercizio interessante consiste nello scrivere ogni giorno <strong>5 cose belle che ci sono capitate nell’arco della giornata o per cui si è grati alla vita</strong>. Si tratta di un’abitudine che aiuta ad attirare tanta positività nella propria esistenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario di self coaching</strong></h3>



<p>Il diario può essere utilizzato anche come strumento per annotare il proprio <strong>percorso di self-coaching</strong>. Serve per scrivere gli obiettivi che si è riusciti a raggiungere tra quelli prefissati, in cosa si è riusciti e in cosa no, cosa non ha funzionato e perché.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario del futuro</strong></h3>



<p>È un diario dove si parla di <strong>ciò che ancora deve accadere</strong> nella vita, nel lavoro, in famiglia. Immagina te stesso nel 2025, per esempio, e descrivi (parlando in prima persona) i traguardi che hai raggiunto (nella vita, nel lavoro o nella coppia, dipende dalle esigenze) e in che modo ci sei riuscito. Questo esercizio serve per <strong>orientare la mente </strong>verso determinati obiettivi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario della mente: la scrittura contro ansia e depressione</strong></h3>



<p>Il diario può essere uno strumento molto utile quando si soffre di ansia e depressione, perché giorno dopo giorno <strong>permette di acquisire maggiore consapevolezza</strong> rispetto alla propria situazione.&nbsp;</p>



<p>Il consiglio che, in veste di <strong>operatore di scrittura terapeutica</strong>, do a chi ne soffre è provare a <strong>scrivere almeno 20 minuti al giorno</strong> della propria condizione (quindi della propria ansia o depressione), seguendo tre indicazioni specifiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Non chiamare la problematica con i termini “ansia” o “depressione”</strong>, ma&nbsp; riferirsi a essa con il nome di una persona sconosciuta (che però in fondo conosciamo, perché viene dalle profondità del nostro inconscio).&nbsp;</li>



<li>Considerarla come <strong>un’amica che viene a trovarci per dirci qualcosa</strong>: noi vorremmo ascoltarla, ma non siamo ancora pronti a farlo. Solo con il tempo, la calma e la pazienza necessari, saremo in grado di accogliere il suo messaggio e sarà allora che sconfiggeremo il problema.&nbsp;</li>



<li>Cercare di sentire <strong>in quali punti del corpo si annidano le sensazioni </strong>e lasciare che questi stessi punti parlino attraverso la tua scrittura.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario del lutto</strong></h3>



<p>È una forma particolare di diario delle emozioni. Si può usare il diario per <strong>scrivere alla persona cara che non c’è più</strong> oppure scrivere a se stessi come se a scrivere fosse questa persona. Si tratta di un percorso faticoso e doloroso, che però ha l’obiettivo di andare avanti elaborando la perdita.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario dei 10 minuti</strong></h3>



<p>Più che una forma di diario è una formula particolare. Consiste infatti nell’impostare un timer e <strong>scrivere per 10 minuti </strong>di qualsiasi cosa, dando <strong>libero sfogo alle associazioni mentali</strong>, senza autocensure o giudizi. Consiglio di rileggere quanto scritto dopo minimo 24 ore.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario di viaggio</strong></h3>



<p>È un’altra delle tipologie di diario più conosciute. Serve per annotare le <strong>esperienze del viaggio</strong> che si vogliono ricordare, le scoperte fatte, le persone conosciute. Il viaggio è un’esperienza che sicuramente merita un diario perché spesso mette di fronte a situazioni e culture diverse da quelle a cui siamo abituati, da cui possono scaturire sicuramente riflessioni molto interessanti.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario della salute</strong></h3>



<p>Il diario può essere un supporto durante un periodo di convalescenza oppure per progettare un <strong>percorso attraverso cui ritrovare benessere e salute</strong>, ad esempio seguendo una dieta specifica, facendo più attività fisica, acquisendo sane abitudini quotidiane: il diario servirà a programmare e a tenere traccia dei progressi fatti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario dei sogni</strong></h3>



<p>È una forma molto particolare di diario perché riguarda strettamente il mondo onirico. Va tenuto sul comodino e serve per <strong>scrivere tutti i sogni che si ricordano </strong>non appena ci si sveglia. Anche questa formula può avere particolare valenza terapeutica, utile a esplorare il proprio mondo interiore.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario collettivo</strong></h3>



<p>Chi l’ha detto che il diario debba essere esclusivamente scritto da un singolo? Può trattarsi anche di un<strong>’opera collettiva</strong>, infatti, dove <strong>ognuno porta la sua testimonianza</strong>. In tal caso può essere gestito come un documento condiviso su Google Drive, dove ogni persona porta il proprio contributo, oppure può trattarsi di un quadernone che si tiene una settimana ciascuno, per esempio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario di coppia</strong>&nbsp;</h3>



<p>È una declinazione del diario collettivo, per <strong>condividere con il proprio partner sentimenti ed emozioni</strong>. Può essere uno strumento per dirsi cose che a voce non si riescono a esprimere, anche durante un periodo complicato, o per mettere su carta momenti felici vissuti insieme, magari arricchendo il tutto di foto, ricordi, biglietti di viaggi ed eventi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario della famiglia</strong></h3>



<p>Qui sono i membri della famiglia a partecipare al diario collettivo contribuendo ciascuno alla sua scrittura. Lo scopo è sempre lo stesso: <strong>condividere, ricordare momenti felici, affrontare insieme difficoltà e conflitti</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario dei figli</strong></h3>



<p>La persona o le persone a cui scriviamo, in questo caso, sono i figli. <strong>Il diario può restare segreto </strong>e non essere mai fatto leggere ai destinatari, conservando perlopiù una funzione terapeutica e di sfogo per il genitore, <strong>oppure può essere consegnato ai figli</strong>. In questo caso, oltre alla funzione precedente, servirà al genitore per comunicare cose che non riesce a dire a voce. In altri casi, può diventare un regalo che facciamo ai figli quando saranno grandi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario dei genitori</strong></h3>



<p>Qui <strong>sono i figli a scrivere ai genitori</strong>. Anche questo può essere realizzato senza farlo leggere ai destinatari, solo come forma di sfogo e presa di consapevolezza delle proprie emozioni e stati d’animo. Può essere anche scritto mettendosi nei panni di uno dei genitori, scrivendo a se stessi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario dell’albero genealogico</strong></h3>



<p>È un diario molto particolare che coniuga la ricostruzione del proprio albero genealogico e delle principali vicende che hanno visti protagonisti parenti, avi e naturalmente noi stessi. Da questo punto di vista, il <strong>diario dell’albero genealogico </strong>può rappresentare un momento di consapevolezza molto importante perché consente di scavare a ritroso nel passato, alla ricerca di quegli schemi, consuetudini e barriere che tendono a ripetersi, generazione dopo generazione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Diario dello sportivo</strong></h3>



<p>Se si pratica uno sport e si hanno determinati obiettivi o si vogliono ottenere precisi risultati, scrivere un diario ad hoc può essere un modo efficace per <strong>tenere traccia dei percorsi effettuati e dei traguardi raggiunti</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>6 consigli per chi deve scrivere un diario</strong></h2>



<p>Concludo questa guida su come scrivere un diario con una serie di consigli per intraprendere al meglio questo percorso che, personalmente, mi ha aiutato tanto a livello personale e professionale:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Non giudicarsi</strong>: il diario va apprezzato e vissuto per quello che è, ossia l’espressione di ciò che siamo a viviamo in un dato momento, senza giudizio rispetto a pensieri ed emozioni.</li>



<li><strong>Non guardare al risultato</strong>: l’importante non è la bellezza del testo realizzato, ma il percorso compiuto. Si scrive per scrivere, per i benefici che porta quest’attività, non per ottenere elogi o alimentare il proprio ego.</li>



<li><strong>Non avere paura di non essere costanti</strong>: anche se ci saranno delle interruzioni durante il percorso, si può sempre ricominciare. Anche a me è capitato di tenere un diario e di non scriverlo per diverse settimane: quando ne ho avuto modo e mi sono sentito pronto ho semplicemente ripreso.</li>



<li><strong>Farlo leggere ad altri solo se si è pronti</strong>: far leggere il diario a qualcuno significa mettersi a nudo. Facciamolo solo se sentiamo davvero questa necessità, se ci sentiamo pronti e ci fidiamo ciecamente della persona che lo leggerà.</li>



<li><strong>Rileggere ma senza correggere</strong>: il testo non va corretto, ma lasciato così com’è, compresi eventuali refusi ed errori. Anche questo è il bello del diario.</li>



<li><strong>Godersi il viaggio</strong>: la scrittura rappresenta una grande possibilità di conoscersi. È la più semplice e accessibile forma di meditazione disponibile nella contemporaneità, dove purtroppo non si ha sempre l’opportunità di immergersi nella natura o in luoghi che favoriscano il contatto con se stessi, per questo va vissuta come una grande occasione di crescita personale.</li>
</ol>



<p>Lavorando con la scrittura da molti anni e avendo sviluppato un metodo insegnato in diverse università,<strong> affianco quotidianamente appassionati e professionisti </strong>che desiderano intraprendere percorsi in questo ambito per migliorare le proprie competenze o sfruttare i benefici della scrittura.&nbsp;</p>



<p>Tra i vari corsi a disposizione, c’è il <a href="https://www.segnalezero.com/laboratorio-di-scrittura/"><strong>laboratorio di scrittura</strong></a>, che nasce proprio per incontrare diverse esigenze e che prevede vari percorsi, dalla scrittura autobiografica a quella terapeutica.</p>



<p>Se vuoi sapere di più sui corsi tenuti da SegnaleZero® e vuoi parlarmi delle tue necessità, <a href="https://www.segnalezero.com/contatti/"><strong>contattami</strong></a>: insieme troveremo la soluzione che fa al caso tuo.&nbsp;</p>




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<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">  
Laboratorio online di SegnaleZero® </h5>
<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto">
<p>Il Laboratorio online di SegnaleZero® è un&#39;	occasione unica per imparare in modo semplice, in gruppo o grazie a lezioni individuali, con l’aiuto di un docente riconosciuto e la forza di un metodo inimitabile.<br>
Vuoi trovare il tuo stile? Ti piace l’idea di valorizzare la tua storia o quella di qualcuno a cui tieni? Vorresti utilizzare la scrittura come strumento di comprensione e crescita personale? </p><p>Scegli uno dei tre percorsi del Lab! Dedicati a chi ha bisogno di trovare la propria voce, riscoprire il potere della scrittura, ascoltarsi e crescere.</p> 
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			</item>
		<item>
		<title>Strategie di Content Marketing per startup: come creare contenuti per nuovi business</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/content-marketing-startup/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 09:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Strategy e Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segnalezero.com/?p=21997</guid>

					<description><![CDATA[<p>È facile dire “creiamo una startup” o “sviluppiamo un’azienda innovativa” quando poi si rischia di fermarsi ai blocchi di partenza perché non si ha la più pallida idea di come promuoversi attraverso contenuti di qualità. Sono tantissimi i business nascenti che si rivolgono a me per sapere come raccontarsi e, soprattutto, come utilizzare il Content [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-startup/">Strategie di Content Marketing per startup: come creare contenuti per nuovi business</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È facile dire <em>“creiamo una startup”</em> o <em>“sviluppiamo un’azienda innovativa”</em> quando poi si rischia di fermarsi ai blocchi di partenza perché non si ha la più pallida idea di come <strong>promuoversi attraverso contenuti di qualità</strong>. </p>



<p>Sono tantissimi i business nascenti che si rivolgono a me per sapere come raccontarsi e, soprattutto, <strong>come utilizzare il Content Marketing per far decollare la propria startup</strong>. </p>



<p>Un tema rilevante e tutt’altro che scontato: la startup deve farsi conoscere, muovere i primi passi in una nicchia dove spesso la concorrenza è agguerritissima; senza contare che lo startupper, oltre alla promozione, deve pensare a tante altre incombenze relative alla gestione dell’attività. Insomma, non è facile occuparsi correttamente anche della<strong> strategia dei contenuti</strong>.</p>



<p>Serve quindi una guida che gli permetta di comprendere quali sono i passaggi, le strategie e gli strumenti più utili per implementare una <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-strategy/"><strong>Content Marketing Strategy</strong></a>, creare <a href="https://www.segnalezero.com/contenuti-di-qualita/"><strong>contenuti di valore</strong></a> e <strong>una narrazione efficace</strong>. Supporto che io e il mio team, dopo aver lavorato a tanti progetti di questo genere, possiamo offrire a tutti coloro che hanno capito l’importanza del Marketing dei contenuti e che desiderano sfruttarlo per la propria startup.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché il Content Marketing è fondamentale per una startup</strong></h2>



<p>Partiamo dal presupposto che quando si parla di contenuti si intendono non esclusivamente articoli di un <a href="https://www.segnalezero.com/blog-in-azienda/"><strong>Blog aziendale</strong></a>, ma anche altre tipologie di formato, altrettanto importanti ed efficaci, come, ad esempio <a href="https://www.segnalezero.com/white-paper/"><strong>White Paper</strong></a>, <strong>casi studio</strong>, <strong>video</strong>, <strong>podcast</strong>,<strong> infografiche</strong>, solo per citarne alcuni.&nbsp;</p>



<p>Creare una <strong>strategia di Content Marketing per startup</strong> è importante per una serie di ragioni che ora vedremo nel dettaglio.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>È una modalità di Marketing molto più efficace della pubblicità tradizionale</strong></h3>



<p>Gli utenti sono sempre meno sensibili ai messaggi promossi attraverso la pubblicità tradizionale. Il <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-guida/"><strong>Marketing dei contenuti</strong></a>, invece, – chiaramente solo se basato sulla qualità – non si pone come elemento di disturbo, come spesso viene vissuta la pubblicità, perché <strong>incontra le persone nell’esatto momento in cui hanno bisogno</strong> di noi. Senza sottovalutare il fatto che<strong> il pubblico raggiunto è in target</strong>, quindi si tratta di potenziali clienti interessati a ciò che abbiamo da offrire, vantaggio che i mezzi tradizionali non hanno.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Permette di produrre contenuti che interessano i tuoi futuri clienti</strong></h3>



<p>La chiave del successo del <strong>Content Marketing</strong> sono i <a href="https://www.segnalezero.com/contenuti-di-qualita/"><strong>contenuti di qualità</strong></a>. Sono proprio questi ultimi l’elemento che permette, tanto alla startup, quanto all’azienda consolidata, di promuoversi in modo efficace. </p>



<p>Semplificando molto un argomento su cui si potrebbero scrivere libri interi, un contenuto di valore deve rispettare determinate caratteristiche come <strong>la completezza e l’accuratezza delle informazioni</strong>, l’attenzione al <a href="https://www.segnalezero.com/content-design/"><strong>Content Design</strong></a>, al <strong>Verbal Design</strong> e alla <strong>User Experience</strong>. È inoltre necessario che abbia un’utilità rispetto agli obiettivi per cui è stato creato e che venga adattato in modo corretto ai canali di distribuzione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rende l’azienda più trasparente</strong></h3>



<p><strong>Il Content Marketing favorisce la trasparenza</strong>, caratteristica per nulla secondaria nella promozione di una startup, in quanto permette di emergere in un mercato molto concorrenziale. Ricordiamo che in Italia, <strong>a soli tre anni dalla fondazione, il 90% delle startup chiude</strong>. Questo anche perché molte non sono capaci di raccontarsi con i contenuti giusti. Ecco allora che <strong>la trasparenza e la sincerità diventano un fattore di distinzione</strong> rispetto ai competitor, soprattutto nei confronti degli investitori.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Marketing dei contenuti costa meno della pubblicità tradizionale</strong></h3>



<p>Non solo è più efficace, ma <strong>il Content Marketing</strong> <strong>costa meno della pubblicità tradizionale</strong>. Se ben fatto, quindi, permette di raggiungere un numero maggiore di potenziali clienti e di ottenere più conversioni, pur con un investimento economico minore. Ribadisco: deve essere ben fatto e non improvvisato. È necessario che i contenuti abbiano alle spalle una precisa strategia – oltre che essere inseriti all’interno di un più ampio piano di<a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-per-startup/"><strong>Storytelling per startup</strong></a> – per ottenere risultati. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aiuta a creare un brand di successo</strong></h3>



<p>Grazie ai contenuti di valore la startup può aumentare la propria visibilità. La presenza online dell’azienda diventerà più consistente, <strong>la sua immagine più autorevole e credibile</strong>. Il pubblico, trovando i contenuti utili, li condividerà, aumentando la popolarità del brand, inoltre sarà più propenso a fidarsi e ad acquistare. Il Content Marketing, inoltre, favorisce il <strong>posizionamento sui motori di ricerca</strong>, fattore primario per intercettare l’audience giusta.</p>




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<p class="uk-text-center"><img decoding="async" class="uk-light " width="70px !important" src="/wp-content/uploads/2022/01/monogramma.svg" loading="lazy" uk-svg="stroke-animation: true"> </p>
<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto"><h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top"> Aziende e brand hanno bisogno di un’identità riconoscibile. </h5>

<p>Se hai paura di restare anonimo o di dire sempre le stesse cose, scrivimi.<br>Ti ascolterò, capirò di cosa hai bisogno e ti aiuterò a ottenere il meglio dalla tua comunicazione.</p> 
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Startup e contenuti: tutto parte da una strategia di Content Marketing</strong></h3>



<p>Prima di capire come e dove trovare spunti per creare contenuti di successo, bisogna ribadire un concetto: è necessario partire da una <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>strategia di Content Marketing</strong></a> ben progettata. Senza una pianificazione attenta e ragionata di ciò che si andrà a svolgere, non solo sarà difficilissimo raggiungere i risultati sperati, ma nemmeno sarà possibile misurarli, e quindi apportare eventuali modifiche e miglioramenti.&nbsp;</p>



<p>Passiamo rapidamente in rassegna gli elementi da tenere a mente quando si sviluppa una strategia di questo tipo. Innanzitutto, si comincia dalla <strong>conoscenza delle Buyer persona</strong>, ossia la rappresentazione del cliente tipo della startup. Conoscere nei minimi dettagli il pubblico di riferimento permette di creare contenuti perfettamente rispondenti alle loro esigenze e aspettative, e di compiere un’altra serie di scelte come il formato e i canali su cui distribuirli.&nbsp;</p>



<p>Servirà quindi delineare elementi generali come i <strong>dati socio demografici</strong>, ma anche conoscere aspetti più specifici, ad esempio <strong>le abitudini di consumo, i desideri, i problemi, le credenze, gli hobby, le sfide </strong>che il consumatore deve affrontare.&nbsp;</p>



<p>A quest’analisi va aggiunto lo <strong>studio dei competitor</strong>, nell’ottica di capire che cosa propongono in relazione ai contenuti, ciò che funziona maggiormente e cosa, invece, è meno apprezzato dagli utenti. Non solo. Questa fase serve anche per <strong>individuare le lacune, i terreni poco battuti dalla concorrenza</strong>, le tematiche meno approfondite: sono tutti ambiti che possiamo approcciare per distinguerci dagli altri e fornire al pubblico le risposte che cerca.&nbsp;</p>



<p>Differenziarsi significa anche proporre un contenuto rendendolo più fruibile e accattivante. Ecco allora che, in fase di pianificazione, è importante prendere in considerazione anche la creazione di formati visivi come <strong>immagini, infografiche e video interessanti</strong> che rappresentano, senza dubbio, un valore aggiunto imprescindibile. Sempre nella fase di pianificazione iniziale, inoltre, vanno decisi <strong>i canali su cui diffondere i contenuti</strong>, anche nell’ottica di sviluppare una <a href="https://www.segnalezero.com/transmedia-storytelling/"><strong>narrazione transmediale</strong></a>. I canali vanno selezionati in base alle abitudini di fruizione delle Buyer persona, in modo da intercettarle su quelli che frequentano di più.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5 suggerimenti per usare il Content Marketing per promuovere una startup</strong></h2>



<p>Vediamo ora alcuni consigli pratici per l’attività di <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-guida/"><strong>Content Marketing</strong></a> di una startup e le principali azioni da compiere per far decollare la strategia dei contenuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Valutare le proprie risorse</strong></h3>



<p>Valutare le risorse dell’azienda significa sia prendere in considerazione <strong>il budget economico a disposizione</strong> per quest’attività (anche se richiede un impegno inferiore rispetto alla pubblicità tradizionale, servirà comunque un investimento per produrre contenuti di valore) sia riflettere su <strong>come gestirle concretamente</strong>. Abbiamo il tempo e le competenze per produrre autonomamente i contenuti? Ci sono risorse interne che possono occuparsene oppure è necessario delegare questo lavoro a fornitori esterni?&nbsp;</p>



<p>Qualunque sia la risposta a queste domande, per quanto concerne la parte legata allo <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>sviluppo di una strategia di contenuti</strong></a> sarà comunque fondamentale affidarsi a dei professionisti. Sono tante le aziende che si rivolgono a me dopo aver provato a muoversi in autonomia o essersi rivolte a consulenti e agenzie “vecchio stile” che, non usando un metodo integrato come quello proposto da SegnaleZero, non hanno portato i risultati sperati.</p>



<p>Anche per quanto riguarda la produzione stessa dei contenuti è spesso necessario chiedere supporto a dei professionisti perché si tratta di <strong>un processo complesso, che richiede energie, tempo e capacità specifiche</strong>. Un articolo di Blog, infatti, dovrà essere prima scritto dal <a href="https://www.segnalezero.com/seo-copywriter-freelance/"><strong>SEO Copywriter</strong></a>, poi revisionato dal redattore, che ne garantisce l’accuratezza, e infine pubblicato e diffuso sui canali Social. Se decidiamo di produrre video o infografiche, inoltre, serviranno competenze in tal senso. Infine, dovremo <strong>dedicare del tempo alla reportistica</strong>, essenziale per analizzare le prestazioni dei contenuti e capire se stanno funzionando oppure no.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Puntare su obiettivi chiari e realistici</strong></h3>



<p>È molto importante focalizzarsi su <strong>obiettivi realistici, raggiungibili e misurabili</strong>, dandosi delle tempistiche precise per raggiungerli. Inoltre, anche se è possibile scegliere tra molteplici formati per creare contenuti, inizialmente è meglio <strong>concentrarsi su pochi di essi </strong>(ad esempio articoli, video e infografiche), soprattutto se gestiamo la produzione autonomamente. Con il tempo, quando avremo preso dimestichezza con il mezzo, possiamo provare ad aggiungerne altri, se necessario (potremmo anche accorgerci che non serve, e che quelli che abbiamo sono sufficienti per rispondere alle esigenze del pubblico).&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sfruttare il potere dell’Email Marketing e la condivisione dei contenuti sui Social</strong></h3>



<p>Per promuovere i contenuti non dobbiamo usare soltanto i Social Network: anche attraverso la <strong>Newsletter</strong> possiamo farlo, magari inviando ai nostri iscritti una selezione di quelli più interessanti pubblicati durante il mese. Oppure possiamo invitare gli utenti a scaricare una risorsa gratuita, ad esempio un <a href="https://www.segnalezero.com/white-paper/"><strong>White Paper</strong></a>, in cambio del loro indirizzo di posta elettronica.&nbsp;</p>



<p>Consiglio di pubblicare <strong>negli orari giusti </strong>sui Social Network, dunque quando sappiamo che il nostro pubblico sarà maggiormente attivo sui canali scelti, e di <strong>sfruttare la sponsorizzazione</strong> per raggiungere gli utenti che non ci stanno ancora seguendo, ma che potrebbero essere interessati a ciò che facciamo.&nbsp;</p>



<p>Per favorire la condivisione sui Social da parte degli utenti, inoltre, l’ideale è prevedere i<strong> pulsanti per la condivisione</strong> sotto ai contenuti.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Puntare su argomenti specifici e realizzare dei piccoli capolavori</strong></h3>



<p>I contenuti dei competitor possono rappresentare uno spunto, ma se speriamo di superarli (sia nel posizionamento sui motori di ricerca sia nell’autorevolezza percepita dagli utenti) dovremo <strong>realizzare qualcosa di migliore</strong>.&nbsp;</p>



<p>Se dobbiamo sviluppare un articolo, quindi, dovremo scriverne uno <strong>più lungo e dettagliato</strong> rispetto a quello della concorrenza, magari con l’aggiunta di infografiche e video che aiutino a fruire meglio delle informazioni: l’obiettivo è creare dei “piccoli capolavori” capaci di deliziare i potenziali consumatori.</p>



<p>Un altro suggerimento utile è puntare su <strong>argomenti molto specifici</strong> (le cosiddette <em>long tail keyword</em>), perché tendenzialmente hanno meno concorrenza rispetto a quelli più generici (consentono quindi di posizionarsi più facilmente), e permettono alla startup di <strong>attirare traffico molto qualificato </strong>– dunque utenti interessati a quel preciso argomento – e di<strong> apparire come massima esperta</strong> sul tema.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Usare la strategia del Guest Blogging e contattare gli influencer</strong></h3>



<p>Pratica da non sottovalutare nel Content Marketing per startup è lo sviluppo di contatti con realtà autorevoli e influencer appartenenti alla propria nicchia di mercato. Una strategia utile in tal senso è il <strong>Guest Blogging</strong>, che consiste nello scrivere come ospiti su Blog di realtà famose appartenenti al proprio settore per <strong>ricevere preziosi backlink</strong> da un sito autorevole.&nbsp;</p>



<p>Un’altra attività da mettere in pratica è il <strong>coinvolgimento di influencer</strong> famosi nel proprio ambito. Lo si può fare in vari modi, ad esempio citando contenuti da loro prodotti nei nostri articoli, intervistandoli oppure creando un articolo dove mettiamo insieme le opinioni di più influencer su un dato argomento e taggandoli quando lo pubblichiamo sui Social. L’intervista, ad esempio, porterà l’influencer a condividere il post con il suo pubblico, incrementandone la visibilità. </p>




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								<label for='choice_9_6_1' id='label_9_6_1' class='gform-field-label gform-field-label--type-inline'>Copywriting 1</label>
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							</div><div class='gchoice gchoice_9_6_4'>
								<input class='gfield-choice-input' name='input_6.4' type='checkbox'  value='Storytelling 1'  id='choice_9_6_4'   />
								<label for='choice_9_6_4' id='label_9_6_4' class='gform-field-label gform-field-label--type-inline'>Storytelling 1</label>
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								<label for='choice_9_6_5' id='label_9_6_5' class='gform-field-label gform-field-label--type-inline'>Storytelling 2</label>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio di piano annuale di Content Marketing per startup</strong></h2>



<p>Occuparsi autonomamente della produzione di contenuti è certamente impegnativo, anche perché, oltre alle attività di promozione, bisogna pensare a tutto ciò che concerne la gestione dell’azienda. Tuttavia, se si desidera lavorare da soli al Content Marketing e si hanno le competenze adeguate, con l’organizzazione giusta è possibile fare un buon lavoro.&nbsp;</p>



<p>A questo proposito, <a href="https://marketinginsidergroup.com/content-marketing/the-simple-content-marketing-strategy-for-startups/">Market Insider Group</a> fornisce consigli molto interessanti. Ha infatti creato un <strong>piano di Content Marketing per una startup</strong> della durata di 12 mesi dove, per ogni mese, ci sono istruzioni precise circa il tipo di attività che l’azienda dovrebbe seguire. Un modo utile, a mio avviso, per <strong>approcciarsi a questo lavoro in modo graduale</strong>, <strong>ordinato e facile da gestire</strong>, aggiungendo varie operazioni strada facendo. Ecco, sintetizzato, ciò che consigliano di fare:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Gennaio</strong>: cominciare a conoscere il cliente target, i suoi bisogni e le sue preoccupazioni. </li><li><strong>Febbraio</strong>: trovare gli strumenti per la produzione di contenuti e iniziare a pubblicare.</li><li><strong>Marzo</strong>: dopo aver pubblicato i primi contenuti, realizzare un <a href="https://www.segnalezero.com/piano-editoriale-content-marketing/"><strong>piano editoriale</strong></a> per i mesi futuri.</li><li><strong>Aprile</strong>: creare una risorsa da regalare che possa essere utile agli utenti.</li><li><strong>Maggio</strong>: pubblicare una o due Case history.</li><li><strong>Giugno</strong>: verificare le performance dei contenuti con Google Analytics. </li><li><strong>Luglio</strong>: approfondire le analisi dei clienti target, soprattutto per capire se ci siano altri segmenti su cui è possibile lavorare.</li><li><strong>Agosto</strong>: sviluppare contenuti che possano adattarsi alla stagionalità del periodo (ad esempio che possano legarsi con la fine delle vacanze e la riapertura delle scuole).</li><li><strong>Settembre</strong>: creare un contento lungo (pillar), molto verticale su un dato argomento.</li><li><strong>Ottobre</strong>: provare a contattare degli influencer appartenenti alla propria nicchia.</li><li><strong>Novembre</strong>: controllare le recensioni ricevute nell’arco dell’anno e fare tesoro delle eventuali critiche.</li><li><strong>Dicembre</strong>: impostare la strategia dei contenuti per i mesi successivi.</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I vantaggi di un metodo integrato per il Content Marketing di una startup</strong></h2>



<p>Una startup che desidera puntare sui contenuti per promuoversi e differenziarsi può trovare in SegnaleZero un metodo completo, che parte dallo <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>sviluppo di una Content Strategy</strong></a> alla <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-marketing/"><strong>realizzazione di un piano di Content Marketing</strong></a> con relativa produzione dei contenuti. Il tutto integrato con un <strong>approccio narrativo</strong> e di <strong>SEO Copywriting</strong>.&nbsp;</p>



<p>Qualsiasi lavoro sui contenuti non può infatti prescindere dallo <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Storytelling per il Marketing</strong></a>, ossia dalla creazione di un tessuto narrativo indispensabile per raccontare efficacemente un’azienda o un brand. E, allo stesso tempo, non può slegarsi dalle logiche di posizionamento, quindi dal lavoro di <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/seo-copywriting/"><strong>SEO Copywriting</strong></a> avanzato.&nbsp;</p>



<p>Grazie a SegnaleZero, la startup può trovare tutto questo: <strong>le competenze di tanti professionisti, ma un unico interlocutore</strong>. Un team di esperti in tutti gli ambiti della comunicazione, quindi, che saprà dare risposta a tutte queste domande:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Con quali strategie realizzare contenuti e proporsi nel mondo digitale?</strong></li><li><strong>Attraverso quali contenuti raccontarsi?</strong></li><li><strong>Con quali format narrativi svilupparli?</strong></li></ul>



<p>Chiunque volesse saperne di più può contattarmi: insieme capiremo il tipo di lavoro da svolgere, gli obiettivi che la startup desidera raggiungere, anche in relazione al budget che ha a disposizione, e svilupperemo il piano più adatto alle sue esigenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-startup/">Strategie di Content Marketing per startup: come creare contenuti per nuovi business</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Business e Storytelling: la narrazione al servizio dell&#8217;azienda</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/business-storytelling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 09:24:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storytelling e Narrazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segnalezero.com/?p=21976</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto d&#8217;impresa e Storytelling per il business rappresentano la frontiera a cui ogni azienda dovrebbe ambire per creare una connessione profonda con i clienti. Con “racconto” intendo l&#8217;organizzazione ordinata dei contenuti, attraverso una narrazione coerente, di concetti e informazioni che, altrimenti, sarebbero disgregati su piattaforme differenti. Questo è un punto cruciale, a mio avviso. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/business-storytelling/">Business e Storytelling: la narrazione al servizio dell&#8217;azienda</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Racconto d&#8217;impresa e <strong>Storytelling per il business</strong> rappresentano <strong>la frontiera a cui ogni azienda dovrebbe ambire</strong> per creare una connessione profonda con i clienti. Con “racconto” intendo <strong>l&#8217;organizzazione ordinata dei contenuti, attraverso una narrazione coerente, di concetti e informazioni</strong> che, altrimenti, sarebbero disgregati su piattaforme differenti. </p>



<p>Questo è un punto cruciale, a mio avviso. Il mondo digitale, infatti, mette a disposizione una serie di canali attraverso cui è possibile comunicare. E se questo da un lato è fantastico perché amplifica le possibilità comunicative di un’impresa, dall’altro <strong>espone il brand al</strong> <strong>rischio di spezzettare il proprio messaggio </strong>in tanti piccolo rivoli, <strong>rendendo l’immagine aziendale poco uniforme</strong>. Gli stessi pubblici vengono suddivisi in molteplici piattaforme e per un brand&nbsp; non è sempre facile presidiarle in modo efficace, facendo attenzione alla coerenza e alla qualità dei contenuti. Per questo diventa prioritario <strong>organizzare il materiale in una narrazione</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il valore dello Storytelling per il business aziendale</strong></h2>



<p><strong>Lo Storytelling riveste un ruolo cruciale nel business</strong> per tantissimi motivi. Innanzitutto <strong>rafforza l’identità aziendale</strong>, evitando il cosiddetto anonimato digitale. Quante imprese, soprattutto di piccole dimensioni, cominciano a produrre contenuti senza avere prima sviluppato una <strong>strategia di Storytelling</strong> alla base? Tantissime. Questo non fa che <strong>alimentare il rumore di fondo</strong> che oggi caratterizza il mondo online: un mare di informazioni inutili, ridondanti, non richieste, che l’utente vive come fastidiose, quando invece dovremmo preoccuparci di offrire solo <a href="https://www.segnalezero.com/contenuti-di-qualita/"><strong>contenuti di qualità</strong></a>.&nbsp;</p>



<p>Le storie, inoltre, facilitano la creazione di <strong>messaggi capaci di convincere</strong>, dunque sono indispensabili nel <a href="https://www.segnalezero.com/copywriting-persuasivo/"><strong>Copywriting persuasivo</strong></a>, e rafforzano il network di persone che si crea attorno all’azienda, le quali <strong>condividono i valori da essa trasmessi</strong>. Non meno importante, la narrazione <strong>crea empatia</strong>, perché il pubblico si riconosce nei messaggi veicolati dal brand.&nbsp;</p>



<p>Lo Storytelling, dunque, ha precisi effetti sul business. Teniamo sempre presente che quando il cliente acquista non compra solo un prodotto o servizio, ma <strong>una migliore versione di se stesso </strong>perché le scelte d’acquisto contribuiscono a definire la propria autobiografia. Il consumatore, quindi, finisce col preferire un’azienda rispetto a un’altra non solo per la qualità di ciò che offre, ma anche (e soprattutto) per <strong>i valori, i principi e la visione del mondo che trasmette</strong>. Messaggi che solo il <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Marketing basato sullo Storytelling</strong></a> sa comunicare in modo efficace.&nbsp;</p>




<div class="form-sz storytelling_1 uk-scrollspy="target: [uk-scrollspy-class]; cls: uk-animation-slide-bottom-small; delay: 150;">
<div class="uk-card uk-card-default  uk-padding-small uk-scrollspy-inview"  uk-scrollspy-class="uk-animation-scale-up" > 
<p class="uk-text-center"><img decoding="async" class="uk-light " width="70px !important" src="/wp-content/uploads/2022/01/monogramma.svg" loading="lazy" uk-svg="stroke-animation: true"> </p>

<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto">
<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">Le persone ti seguono e ti comprano se sai dire chi sei.</h5>
<p class="uk-text-center">
Hai bisogno di raccontare la tua azienda in modo originale, con la forza di un metodo testato in Italia <br>e all’estero, e pensato per portare risultati tangibili?
</p> 
                <div class='gf_browser_unknown gform_wrapper gravity-theme gform-theme--no-framework' data-form-theme='gravity-theme' data-form-index='0' id='gform_wrapper_9' ><div id='gf_9' class='gform_anchor' tabindex='-1'></div>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il potere delle storie e il loro utilizzo nella Comunicazione aziendale</strong></h2>



<p>In un mondo caratterizzato da un costante <strong>sovraccarico informativo</strong>, le storie sono ciò che permette ai contenuti aziendali di <strong>emergere dal rumore di fondo</strong>. Ma perché hanno questo potere? Una delle ragioni è che <strong>il racconto è facilmente memorizzabile</strong>. Gli studi, ad esempio, hanno scoperto che dopo una presentazione il 63% delle persone ricordava le storie narrate e solo il 5% le statistiche. Questo dovrebbe già dirci molto sulla potenza dello Storytelling.&nbsp;</p>



<p>Scegliere di realizzare contenuti su basi narrative significa anche affidarsi a <strong>un mezzo molto più impattante</strong> rispetto ai dati nudi e crudi. In questo video, che parla del potere delle storie, si fa l’esempio di come l’Università della Pennsylvania abbia realizzato due versioni differenti del messaggio da veicolare nel tentativo di individuare l’opzione migliore per raccogliere donazioni per Save the Children. La prima illustrava delle statistiche relative alle problematiche dei bambini in Africa, mentre <strong>la seconda raccontava anche una storia</strong>, quella di Rokia, una bambina del Mali in condizioni di povertà. Risultato? Quest’ultima versione <strong>ha raccolto quasi il doppio delle donazioni</strong> rispetto all’altra proprio perché lo Storytelling è in grado di <strong>far leva sulle nostre emozioni</strong>.&nbsp;</p>



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<iframe loading="lazy" title="Persuasion and the Power of Story: Jennifer Aaker (Future of StoryTelling 2013)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/AL-PAzrpqUQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Al contrario di ciò che crediamo, infatti, <strong>la maggior parte dei comportamenti d’acquisto è guidata dalle emozioni</strong>; solo successivamente interviene la razionalità che elabora una decisione già presa a livello emozionale.&nbsp;</p>



<p>Il racconto, inoltre, innesca una <strong>forte connessione tra le persone, la narrazione e il narratore stesso</strong>, cosa che nemmeno le tecniche di Advertising più evolute sono capaci di fare. Il motivo è semplice: <strong>lo Storytelling permette di “sentire” la storia</strong>, e di provare le stesse sensazioni che sperimenteremmo se la vivessimo in prima persona. Tutto il nostro cervello viene coinvolto e ciò crea il presupposto per entrare in <strong>sintonia con lo Storyteller</strong>, che nel caso del business è un’azienda.&nbsp;</p>



<p>Il potere delle storie può essere applicato agli ambiti più disparati e chiunque può trarne beneficio. Possiamo applicare le <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-turismo/"><strong>logiche narrative al mondo del turismo</strong></a>, usare <a href="https://www.segnalezero.com/digital-storytelling-musei-beni-culturali/"><strong>l’arte del racconto per promuovere i beni culturali</strong></a>, avvalerci del <a href="https://www.segnalezero.com/food-storytelling/"><strong>Food Storytelling</strong></a> per comunicare il cibo. Gli <a href="https://www.segnalezero.com/esempi-di-storytelling/"><strong>esempi di Storytelling</strong></a> possibili sono infiniti. Qualunque sia il settore di applicazione, quindi, dovremo essere capaci di realizzare contenuti che sappiano <strong>combinare dati e racconto</strong> per parlare sia alla parte più razionale sia a quella più emotiva del nostro cervello.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa si intende per Business Storytelling</strong></h2>



<p>Quando si parla di Business Storytelling si intende l’uso di una <strong>struttura narrativa per migliorare la comunicazione interna ed esterna di un’azienda</strong>, in particolare con il fine di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>rendere più proficua la collaborazione tra le part</strong>i</li><li><strong>rafforzare l&#8217;attività di Marketing</strong></li><li><strong>valorizzare l’immagine pubblica dell&#8217;impresa</strong></li><li><strong>migliorare le risorse umane</strong>.&nbsp;</li></ul>



<p>L’ultimo punto è molto interessante. Riflettiamoci: se l’azienda non sa raccontarsi e comunica un’immagine sbagliata di sé probabilmente <strong>attrarrà curriculum di persone poco in linea</strong> con i propri valori e la propria natura. Anche questo ha dei costi notevoli, sia a livello di ricerca e selezione del personale sia di produttività.&nbsp;</p>



<p>Lo Storytelling, che <strong>è a tutti gli effetti una scienza</strong>, permette di trascendere il cosiddetto “aziendalese” e di comunicare attraverso <strong>strutture narrative più profonde e persuasive </strong>per tutti i motivi che abbiamo visto in precedenza. Ciò consente di creare <strong>connessioni più significative con tutti i portatori di interesse</strong>, dai consumatori ai dipendenti.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si utilizza lo Storytelling nella comunicazione aziendale</strong></h2>



<p>Oltre alla comunicazione intesa come attività di Marketing, dove il <a href="https://www.segnalezero.com/digital-storytelling/"><strong>Digital Storytelling</strong></a> può essere usato per elaborare i contenuti di un’azienda da veicolare attraverso i vari canali – dunque dalla <a href="https://www.segnalezero.com/testi-sito-web/"><strong>scrittura dei testi del sito</strong></a> all’attività di <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-guida/"><strong>Content Marketing</strong></a>, fino alla <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-social-media/"><strong>narrazione sui Social media</strong></a> – le storie possono essere utilizzate anche in senso più ampio, ad esempio per <strong>organizzare conferenze, convention, eventi </strong>o per <strong>far parlare in pubblico i propri manager</strong>. I leader di un’impresa, infatti, possono avvalersi dell’arte della narrazione per raccontare la storia aziendale oppure per trasmettere la propria vicenda personale con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e <strong>motivare i dipendenti</strong>.</p>



<p>A questo proposito, lo <a href="https://www.segnalezero.com/corporate-storytelling-narrazione-aziendale/"><strong>Storytelling aziendale</strong></a> rappresenta uno strumento prezioso anche per<strong> migliorare la comunicazione interna</strong>, spesso troppo trascurata, e invece indispensabile sia per lavorare in modo più efficiente sia per aumentare il senso di appartenenza dei dipendenti. Le storie, quindi, contribuiscono a <strong>migliorare le risorse umane </strong>e la loro produttività, così come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Change_management"><em>change management</em></a>.&nbsp;</p>



<p>Infine non dimentichiamo che la narrazione gioca un ruolo chiave nella <strong>comunicazione istituzionale</strong> e nelle <strong>pubbliche relazioni</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché lo Storytelling è importante per aziende e brand</strong></h2>



<p>Lo Storytelling è uno strumento di business fondamentale perché permette di <strong>confezionare messaggi in modo coerente e lineare</strong>: le storie danno forma ai fatti, li rendono <strong>più memorabili, comprensibili e di impatto</strong>.&nbsp;</p>



<p>Lo <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Storytelling è un’evoluzione del Marketing</strong></a> in un mondo dove la pubblicità tradizionale non è più efficace come un tempo. Le persone, oggi, avvertono la necessità di <strong>riconoscersi in determinati valori e di condividere una precisa visione del mondo</strong>: sono queste le leve che le portano a orientarsi verso un brand piuttosto che un altro, leve che possono essere attivate solo con la narrazione.&nbsp;</p>



<p>Le storie rappresentano<strong> lo strumento più antico e spontaneo che l’uomo ha per comunicare</strong>. Sono più efficaci di una classica pubblicità, in quanto soddisfano la naturale <strong>curiosità che abbiamo di sapere come va a finire una storia</strong>: difficilmente interromperemo un racconto o passeremo ad altro, proprio perché vogliamo sapere cosa succede ai personaggi.&nbsp;</p>



<p>Il racconto, toccando il nostro tessuto emotivo, dà la possibilità di <strong>trasmettere i concetti in modo più immediato</strong> di quanto farebbero dei semplici dati (l’esempio delle donazioni per Save the Children parla da sé), in più consente di <strong>mettere ordine ai contenuti del mondo</strong>: le storie ci piacciono perché danno coerenza agli eventi della vita che, di per sé, non sempre lo sono.&nbsp;</p>



<p>Qualunque azienda, anche se di piccole dimensioni, può dunque trarre beneficio dal Business Storytelling. Anzi, soprattutto se di piccole dimensioni: costruire contenuti su basi narrative, infatti, rappresenta una <strong>strategia efficace a costi contenuti</strong>, quindi pienamente adottabile anche dalle realtà che hanno un budget limitato.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La struttura drammatica al servizio del racconto aziendale</strong></h2>



<p>Le storie si articolano sempre attorno alla stessa struttura, dunque sono caratterizzate da alcuni elementi precisi. Per applicare lo Storytelling alla comunicazione aziendale, lo <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-manager/"><strong>Storytelling manager</strong></a> dovrà conoscere la <strong>struttura drammatica di una narrazione</strong> per poi applicarla al racconto dell’impresa.&nbsp;</p>



<p>Vediamo in cosa consiste e quali componenti la costituiscono.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Protagonista</strong></h3>



<p>Il protagonista è il primo elemento di un racconto, attorno a cui ruota la vicenda. Rappresenta colui a cui viene chiesto di riscoprire una competenza – che ha sempre a che fare con il saper fare o il saper essere – grazie alla quale potrà <strong>riportare l’equilibrio nel mondo</strong>. Equilibrio che è andato perduto dopo un evento chiamato “incidente scatenante”.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Antagonista</strong></h3>



<p>L’antagonista è l’esatto opposto, perché è colui che <strong>si muove in direzione contraria al protagonista</strong> con lo scopo di impedirgli di muovere gli eventi in una certa direzione e, di conseguenza, di riportare l’equilibrio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Desiderio</strong></h3>



<p>Si tratta di quel terreno virtuale dove <strong>si scontrano gli obiettivi e le emozioni di protagonista e antagonista</strong>. Esempio: due persone sono in una stanza; il protagonista vuole fare qualcosa, mentre l’antagonista cerca di impedirglielo. Il desiderio è rappresentato dagli impulsi e intenti di questi due personaggi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Incidente scatenante</strong></h3>



<p>È l’evento, di cui abbiamo accennato sopra, che fa capire al protagonista – ma soprattutto al lettore/spettatore – che <strong>l’equilibrio iniziale è rotto</strong>. Il protagonista dovrà quindi agire in un determinato modo per ripristinarlo. Facciamo un esempio: ne <em>I promessi sposi</em> l’incontro di Don Abbondio con i bravi è un incidente scatenante, perché obbliga i protagonisti ad agire per riportare l’equilibrio (potersi sposare).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Viaggio</strong></h3>



<p>Comprende l’insieme di<strong> peripezie, sfide e difficoltà che il protagonista deve affrontare</strong>, mosso dal desiderio, al fine di riportare l’equilibrio nel mondo in seguito all&#8217;incidente scatenante.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Crisi</strong></h3>



<p>È il momento in cui<strong> il protagonista pensa di non farcela</strong>, di non riuscire a raggiungere il suo obiettivo. Arriva quasi sempre dopo due terzi della narrazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Climax</strong></h3>



<p>La crisi viene quasi subito seguita dal climax, che rappresenta <strong>il punto di massima tensione</strong> durante il viaggio. È il momento in cui il protagonista si confronta con il cattivo della storia, ad esempio, sta per scoprire un mistero o infligge il colpo mortale al drago.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Risoluzione</strong></h3>



<p>Dopo il climax gli eventi vanno verso la risoluzione: il protagonista <strong>riesce finalmente a riportare l&#8217;equilibrio</strong> iniziale e la storia si conclude.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’arco narrativo al servizio della narrazione di aziende e brand</strong></h2>



<p>Gli elementi della struttura che abbiamo visto rispecchiano l’<strong>arco narrativo di un racconto</strong>, che si divide in tre parti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Setup</strong></li><li><strong>Confronto</strong></li><li><strong>Risoluzione</strong></li></ul>



<p>La storia comincia con il <strong>setup</strong> che ha il compito di <strong>illustrare la situazione iniziale</strong>, stabilire la routine, introdurre il setting e i personaggi principali. Successivamente avviene l’<strong>incidente scatenante</strong>, evento che pone il personaggio principale nella situazione di <strong>incarnare il ruolo del protagonista</strong>, e quindi di mettersi in movimento per ristabilire l’equilibrio iniziale.&nbsp;</p>



<p><strong>Inizia così il viaggio</strong> che vede il protagonista confrontarsi con se stesso e affrontare una serie di prove che lo porteranno a risolvere il conflitto e a vincere le sfide incontrate. Il protagonista vive questo viaggio con<strong> momenti di tensione crescente</strong>, crisi che raggiunge il <strong>picco massimo con il climax</strong>. Dopo il climax avviene un <strong>forte rilascio di tensione</strong>, la vicenda va verso l&#8217;equilibrio e la storia si conclude.&nbsp;</p>



<p>Tutte le narrazioni si basano su questo schema che ricalca anche il cosiddetto “<strong>viaggio dell’eroe</strong>”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’arco di trasformazione del personaggio</strong></h2>



<p>Durante l’arco della narrazione <strong>il protagonista subisce un’evoluzione</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il primo atto inizia con il personaggio che vive la sua quotidianità, ma quando avviene l’incidente scatenante la situazione cambia. Il protagonista <strong>tenta inizialmente di resistere</strong> al cambiamento, ma poi, gradualmente, si risveglia: quando capisce che non può continuare a opporre resistenza a quella forza che lo chiama, <strong>diventa “eroe</strong>” e comincia il secondo atto del racconto.</p>



<p>Con il secondo atto si assiste a un crescendo di tensione, fino al <strong>raggiungimento del “midpoint”</strong>. A questo punto della vicenda, il personaggio ha già subito un primo cambiamento: <strong>non è più quello che era nella vita ordinaria</strong>, è illuminato e consapevole di quali siano le caratteristiche che gli permettono di incarnare il ruolo dell’eroe. In questa fase il protagonista <strong>conosce un momento di grazia, da cui cade quasi subito</strong> perché incontra un nuovo punto di svolta.&nbsp;</p>



<p>Il personaggio<strong> muore a se stesso</strong> e <strong>discende agli inferi</strong> (la morte è chiaramente intesa in senso metaforico con il significato di una <strong>trasformazione profonda</strong>, un completo abbandono della persona che era prima di cominciare il viaggio). Seguono quindi <strong>il climax e la risoluzione</strong> della storia con il ritorno dell’equilibrio e la <strong>trasformazione del protagonista</strong> che torna alla vita ordinaria migliorato, evoluto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Consigli per portare il Business Storytelling in azienda&nbsp;</strong></h2>



<p>Tutto ciò che abbiamo detto finora rispetto alla struttura narrativa può essere applicato anche al Business Storytelling. <strong>Il protagonista della storia può essere l’amministratore delegato, il cliente che fa esperienza del prodotto</strong> oppure anche <strong>l’azienda stessa</strong>, a seconda del taglio che si vuole dare alla narrazione.&nbsp;</p>



<p>Detto ciò, ecco alcuni suggerimenti per portare lo Storytelling in azienda.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Partire dai valori</strong></h3>



<p><strong>I valori aziendali</strong> vanno declinati come se si trattasse di un romanzo o una serie tv, dunque <strong>vanno narrativizzati</strong>. Vale sempre la logica dello <strong><em>show don’t tell</em></strong>, che significa “<strong>mostra, non raccontare</strong>”. Non serve affermare “siamo un’azienda attenta alla sostenibilità”: questa caratteristica va raccontata nella storia.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Analizzare gli archetipi della comunicazione</strong></h3>



<p>Gli archetipi non sono altro che le <strong>energie che attraversano un’azienda</strong>. Quando lavoro alla <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/storytelling/"><strong>strategia di Storytelling di un’impresa</strong></a>, attraverso workshop specifici cerco di capire quali siano gli archetipi che la caratterizzano (vale anche per un brand, un prodotto o un servizio). Una ditta, ad esempio, potrebbe avere l’archetipo del mentore ed essere quindi predisposta a guidare e insegnare agli altri.&nbsp;</p>



<p>Solitamente, nelle mie analisi, utilizzo circa un centinaio di archetipi e cerco di far combaciare gli obiettivi aziendali con alcuni di essi.&nbsp;</p>



<p>Individuare correttamente gli archetipi è importante per sviluppare una comunicazione efficace. <strong>Se questo passaggio non viene eseguito o viene fatto in modo scorretto</strong> i rischi di andare fuori strada sono elevatissimi. Se si commettono errori, infatti, <strong>si rischia di sbagliare target</strong> <strong>oppure contenuti</strong>; i messaggi realizzati saranno completamente privi di energia, non faranno la differenza e verranno percepiti come quelli di un’azienda qualsiasi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ascoltarsi e capire il messaggio che vogliamo comunicare</strong></h3>



<p>Sulla base degli archetipi individuati, l’azienda dovrà capire <strong>qual è il messaggio che desidera trasmettere</strong> ai propri utenti. Sarà su questo messaggio, infatti, che sarà basata tutta la <a href="https://www.segnalezero.com/corporate-storytelling-narrazione-aziendale/"><strong>narrazione aziendale</strong></a>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ascoltare la Community</strong></h3>



<p>Non meno importante, anzi prioritario, è ascoltare la propria Community. <strong>Chi sono</strong> le persone che seguono l’azienda? <strong>Su quali canali si ritrovano</strong> e che tipo di dialogo hanno fra loro? Quali concetti si trasferiscono? Con <strong>quali termini e parole chiave</strong>?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Individuare i contenuti giusti&nbsp;</strong></h3>



<p>La definizione degli archetipi, del messaggio e l’ascolto della Community rappresentano le basi necessarie per capire quali siano i contenuti da realizzare. Elementi a cui dovranno aggiungersi un documento di <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-strategy/"><strong>Content Strategy</strong></a> e di <a href="https://www.segnalezero.com/tone-of-voice/"><strong>Tone of voice</strong></a>. Una volta <strong>individuati i contenuti</strong> da sviluppare, questi andranno <strong>organizzati in format narrativi</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un metodo integrato per il Business Storytelling</strong></h2>



<p>Nella mia esperienza di <strong><a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-manager/">consulente per lo Storytelling</a></strong>, ho aiutato aziende italiane e straniere ad applicare la narrazione per raggiungere obiettivi differenti: dal <strong>rafforzamento dell’identità aziendale</strong>, della Content Strategy e dell’attività di <a href="https://www.segnalezero.com/copywriting-marketing/"><strong>Copywriting</strong></a>, fino all’<strong>organizzazione di eventi</strong> e al <strong>miglioramento della comunicazione interna</strong>.&nbsp;</p>



<p>La forza del mio metodo è quella di essere un <strong>approccio integrato</strong>. Oltre a <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/storytelling/"><strong>sviluppare strategie di Storytelling</strong></a>, infatti, mi occupo di <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>elaborare strategie di contenuti</strong></a> e di <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-marketing/"><strong>realizzare piani di Content Marketing</strong></a>, seguendo l’azienda a 360 gradi, <strong>dalla pianificazione alla parte creativa</strong>.&nbsp;</p>



<p>Lo Storytelling può donare nuova linfa alla comunicazione di un’impresa, sia a quella interna che esterna. Chi desidera sapere di più su come utilizzare la narrazione per rendere i propri contenuti e messaggi più efficaci può <strong>contattarmi e parlarmi delle sue necessità</strong>: insieme troveremo le strategie più adatte per raggiungere gli obiettivi aziendali grazie alla narrazione.&nbsp;</p>




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<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">Dietro a ogni azienda c’è una storia di impegno<br>che merita di essere raccontata.</h5>
<p class="uk-text-center">
La prossima potrebbe essere la tua. <br>
Perché non ne parliamo assieme?

</p> 
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<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/business-storytelling/">Business e Storytelling: la narrazione al servizio dell&#8217;azienda</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come creare e raccontare un brand, anche partendo da zero</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/creare-un-brand/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 09:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Strategy e Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Creare un brand non è più una scelta, ma un passo necessario per qualsiasi azienda o professionista. Un’operazione di branding, infatti, è l’unico strumento che permette di fissare l’identità di marca nella mente dei consumatori e di tutti i portatori di interesse, rendendosi riconoscibili e perfettamente distinguibili dalla concorrenza. Chi sostiene che un’operazione del genere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Creare un brand </strong>non è più una scelta, ma <strong>un passo necessario per qualsiasi azienda o professionista</strong>. Un’operazione di branding, infatti, è l’unico strumento che permette di <strong>fissare l’identità di marca nella mente dei consumatori e di tutti i portatori di interesse</strong>, rendendosi riconoscibili e perfettamente distinguibili dalla concorrenza. Chi sostiene che un’operazione del genere non serva o, per varie ragioni, decide di non occuparsene, sta semplicemente creando <strong>un prodotto/servizio identico a tutti gli altri</strong>. Non perché effettivamente lo sia, ma perché il pubblico lo percepisce così. </p>



<p>Nel caso di un <strong>freelance</strong>, in particolare, questi si porrà come un dipendente qualunque, senza, però, tutte le tutele che spettano a questa figura, con le conseguenze negative che chi possiede una Partita IVA può ben immaginare.</p>



<p>Può darsi che all’inizio non si avverta l’urgenza di creare un brand di successo, pensando che sia sufficiente lavorare bene per fatturare. Non metto in dubbio che la qualità e la competenza stiano alla base di tutto, ma riflettiamoci: se bastasse questo, ci sarebbero così tante <strong>aziende e professionisti che faticano a stare a galla nonostante le proprie capacità</strong>?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I rischi che corri quando non puoi contare su un brand forte</strong></h3>



<p>La cruda verità, purtroppo, è che il destino di un’impresa o di un freelance privi di un’identità di marca è <strong>competere sul prezzo</strong>: la domanda non è <em>se</em> accadrà, ma <em>quando</em> capiterà. L’epilogo non può essere che questo perché, senza un brand solido alle spalle, <strong>prima o poi spariranno dal radar dei potenziali clienti</strong> (e anche di quelli che hanno già acquistato), perdendosi nella massa informe delle tante realtà che propongono prodotti e servizi simili. Non percependo il loro valore, infatti, i consumatori preferiranno probabilmente orientarsi verso competitor che offrono prezzi più convenienti. In mancanza di un brand efficace, quindi, non resta che <strong>una guerra al ribasso</strong>, che equivale a <strong>lavorare gratis</strong>.&nbsp;</p>



<p>Fortunatamente, l’importanza di puntare su un brand potente, anche per un libero professionista, è una consapevolezza sempre più condivisa oggi, soprattutto grazie al concetto di <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-personal-branding/"><strong>Personal Branding</strong></a>.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, nonostante la grande quantità di materiale prodotto, c’è un passaggio che non viene mai menzionato: il brand è importante per tutti gli aspetti sopra descritti, ma <strong>lo è nella misura in cui lo si sa raccontare</strong>, cosatutt’altro che scontata. Ed è qui che entrano in gioco le competenze di una realtà come <strong>SegnaleZero</strong>, che da anni affianca aziende e professionisti nello sviluppo dell’identità di marca e di tutto ciò che concerne la creazione di un brand (sia esso nuovo o esistente).</p>



<p>Con questo articolo vorrei quindi fornire a tutte le realtà che ne hanno bisogno <strong>una guida completa</strong> rispetto a come approcciarsi a questa operazione altamente delicata e strategica per il successo, a lungo termine, della propria attività.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’importanza dello Storytelling nella costruzione del racconto di brand</strong></h2>



<p>Prima di entrare nel dettaglio e conoscere tutti i passaggi della <strong>creazione di un brand</strong>, vorrei soffermarmi su una questione spesso sottovalutata e strettamente connessa a quanto ho appena detto: la marca va saputa raccontare. </p>



<p>Lo strumento più efficace per veicolare l’essenza di un brand è lo <strong>Storytelling</strong>, dunque la capacità di <strong>declinare tutti i contenuti di un’azienda in un formato narrativo</strong>. Le storie rappresentano il modo più antico che abbiamo per trasmettere informazioni e sono funzionali perché permettono di <strong>assimilare i concetti in modo più efficace</strong>.&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Lo Storytelling è la nuova frontiera del Marketing</strong></a> in un mondo dove la pubblicità tradizionale non fa più presa sul pubblico come un tempo ed è essenziale anche per trasmettere l’identità di una marca. Si tratta di una tecnica che può essere applicata a ogni settore – esistono numerosi <a href="https://www.segnalezero.com/esempi-di-storytelling/"><strong>esempi di Storytelling di successo</strong></a> – e che porta autentici benefici perché:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>permette di <strong>raccontare meglio il brand</strong></li><li>consente di realizzare<strong> messaggi più efficaci e memorabili</strong></li><li>grazie a esso possiamo <strong>entrare nella mente del consumatore</strong> poiché il racconto realizza un coinvolgimento emotivo</li><li>garantisce un <strong>importante ritorno sugli investimenti</strong>.</li></ul>



<p><strong>SegnaleZero</strong> propone ai propri clienti un metodo integrato che prevede <strong>strategie, pianificazione dei contenuti e sviluppo di una narrazione</strong> coerente con l’identità dell’impresa o del professionista. Sono tre step fondamentali per il racconto di un brand e SegnaleZero è l’unica realtà a proporre un approccio che li include tutti quanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è un brand e cosa si intende quando si parla di branding</strong></h2>



<p>Per creare un brand di successo dobbiamo, innanzitutto, capire che cos’è un brand. Spesso, quando si pensa a una marca, la prima cosa che viene in mente è il logo, ma in realtà si tratta solo di un elemento che la caratterizza e che contribuisce a trasmettere la sua essenza. Il brand, infatti, è <strong>l’insieme di più caratteristiche che concorrono a definire l’identità di un’azienda o di un professionista</strong>. Nome, slogan, design, identità verbale, identità visiva, colori, nome di prodotti e servizi sono alcune di esse.&nbsp;</p>



<p>Il brand, dunque, è <strong>l’esperienza che l’utente fa ogni volta che entra in contatto con l’impresa</strong>, per questo ha a che vedere con la sua reputazione e con ciò che il pubblico pensa di lei. Per richiamare una nota affermazione di Jeff Bezos, “<strong><em>Il brand è ciò che le altre persone dicono di te quando non sei nella stanza</em></strong>”.&nbsp;</p>



<p>Chiaramente non possiamo avere il pieno controllo di ciò che le persone sperimentano quando hanno a che fare con noi, ma possiamo assicurarci che vivano un’esperienza il possibile in linea con ciò che desideriamo, curando ogni aspetto dell’identità di marca e, non meno importante, <strong>garantendone la coerenza</strong>. Sito Internet, Social Network, servizio clienti, packaging devono quindi trasmettere al consumatore le stesse emozioni: <strong>non possono esserci incongruenze, messaggi stridenti o contraddittori</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I tanti vantaggi di un brand</strong> forte e riconoscibile</h3>



<p>Avere un brand solido e ben definito ha delle ricadute importanti sugli affari. Una <strong>maggiore consapevolezza della marca</strong> – ossia la familiarità che il pubblico ha con essa – permette di essere facilmente ricordati e presi in considerazione quando le persone devono compiere un acquisto. Ciò significa anche <strong>essere riconosciuti </strong>quando il nome non appare, ad esempio solo attraverso uno slogan, un jingle o il logo.</p>



<p>Un brand forte <strong>ha più valore per gli investitori e anche per i dipendenti</strong>. Talvolta si dà per scontato questo aspetto, invece è molto importante: godere di una buona reputazione consente di <strong>attrarre lavoratori in linea con le esigenze dell’impresa</strong>, inoltre una un’identità chiara e definita fa in modo che <strong>i dipendenti siano consapevoli e orgogliosi </strong>dei valori dell’azienda in cui operano (e che possano trasmetterlo all’esterno, ad esempio ai clienti).&nbsp;</p>



<p>Una marca che gode di un’ampia notorietà potrà anche permettersi di <strong>estendersi con il tempo</strong>, puntando su nuovi prodotti e settori. Il che può voler dire, ad esempio, espandere la linea, inserire prodotti complementari, estendere la base clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il branding e cosa si intende con questo termine</strong></h2>



<p>Un altro termine da chiarire prima di proseguire è il concetto di branding, con cui si fa riferimento a quell’insieme di attività che portano <strong>all’organizzazione e alla promozione di un’identità aziendale</strong>. Si tratta quindi dei processi con cui si definiscono le caratteristiche distintive dell’azienda o della propria attività, la nicchia di mercato in cui si opera e come comunicare i propri valori al pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli obiettivi principali del branding</strong></h2>



<p>Il branding è un’operazione essenziale sia in fase di rebranding sia se creiamo un brand da zero perché è con essa che <strong>decidiamo il genere di esperienza e il tipo di sensazioni</strong> da far vivere agli utenti. Significa fare delle scelte, con la consapevolezza che non è possibile piacere a tutti e che una marca, per avere successo, dovrà necessariamente <strong>rivolgersi a un’audience ben definita.</strong>&nbsp;</p>



<p>La strategia di branding ha quindi lo scopo di <strong>incrementare la riconoscibilità e la notorietà della marca</strong>, dandole un’<strong>immagine coerente </strong>che porti l’utente a fidarsi e a riconoscersi. È un processo a lungo termine, <strong>in costante evoluzione</strong>, che permette di raggiungere gli obiettivi dell’azienda, facendo sì che gli utenti la percepiscono come vuole essere percepita. È dunque qualcosa che va monitorato e revisionato nel corso del tempo proprio perché il brand può cambiare ed evolversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come costruire un brand di successo, anche partendo da zero: una guida passo per passo</strong></h2>



<p>Entriamo ora nel cuore di questa guida e vediamo, passo dopo passo, quali sono <strong>i passaggi consequenziali che dovremmo seguire</strong> per costruire un brand, anche se stiamo partendo da zero. Si tratta di 16 operazioni – le prime preliminari, quelle successive più operative – che consentono di svolgere un ottimo lavoro di branding.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Delineare l&#8217;idea iniziale</strong></h3>



<p>Tutti i business hanno bisogno di un’idea da cui partire per sviluppare la propria attività. <strong>Che cosa preoccupa i nostri potenziali clienti?</strong> Qual è il pensiero che li tiene svegli la notte e che potremmo risolvere con la nostra offerta? È da qui che dobbiamo partire quando stiamo sviluppando un brand. <strong>Gli strumenti usati da SegnaleZero permettono di abbattere i costi</strong> delle ricerche di mercato in questa fase.&nbsp;</p>



<p>Se la marca esiste già e necessita di un processo di rebranding, servirà invece analizzare ciò che fa, come e perché, dunque identificare quelle che sono l<strong>a Vision, la Mission e i valori dell’impresa</strong>. Potremmo dover modificare questi elementi se non trasmettono correttamente la nostra identità, soprattutto se nel tempo questa si è evoluta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Studiare il mercato di riferimento</strong></h3>



<p>L’analisi del mercato a cui intendiamo rivolgerci permette di capirne <strong>le dimensioni</strong>, <strong>le opportunità</strong> che offre, <strong>i trend</strong>. Nello studio del mercato si può inserire quello dei<strong> competitor </strong>che possiamo svolgere anche attraverso una semplice ricerca su Google inserendo il tipo di prodotti e servizi che vogliamo trattare.&nbsp;</p>



<p>Attraverso questo passaggio potremo <strong>capire cosa offre la concorrenza</strong>, come comunica, quali sono <strong>le sue carenze</strong> (quindi opportunità su cui poter puntare) e <strong>perché i consumatori si rivolgono a lei</strong>. Tutto ciò serve a capire <strong>come distinguersi</strong>, requisito essenziale per creare un brand di successo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Studiare il pubblico di quel mercato</strong></h3>



<p>Un’altra fase preliminare imprescindibile è lo studio del pubblico del segmento di mercato a cui ci rivolgiamo. Come in qualsiasi operazione di Marketing, sarà necessario <strong>identificare le Buyer Persona</strong>, che altro non sono che un prototipo del cliente tipo dell’azienda. Rispetto al concetto di target, che è più generico, la Buyer Persona è una vera e propria carta di identità che mostra tutte le caratteristiche del consumatore “tipo”. Sono descritte le informazioni <strong>socio-demografiche</strong> (età, sesso, zona geografica), ma anche quelle <strong>psicografiche</strong>, preziossisime per capirne a fondo i bisogni, i desideri, le paure, le sfide che deve affrontare. Entrare così nel dettaglio serve per <strong>creare una connessione emozionale</strong> con il pubblico: solo se conosciamo a fondo l’utente, infatti, il brand sarà capace di sviluppare una relazione con lui.&nbsp;</p>



<p><strong>Come definire i bisogni delle Buyer Persona? </strong>Ci sono diversi modi e strade possibili. Uno degli strumenti che possiamo adottare è leggere i<strong> commenti degli utenti sulle pagine Social e sui </strong><a href="https://www.segnalezero.com/blog-in-azienda/"><strong>Blog aziendali</strong></a>della concorrenza (anche sui nostri, se si tratta di un rebranding). Questo permetterà inoltre di <strong>conoscere il linguaggio</strong> usato dai consumatori, utile per definire, poi, il tono di voce.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Compiere un audit sulla percezione del pubblico</strong></h3>



<p>Se dobbiamo costruire un brand da zero sarà necessario capire, attraverso l’uso di determinati strumenti, <strong>come il pubblico percepisce il tipo di prodotto </strong>o servizio che intendiamo offrire. Questo serve per <strong>sapere in che modo proporlo</strong>: ad esempio, se ci accorgiamo che ci sono limiti soggettivi all’acquisto, come convinzioni e preconcetti, dovremo prevedere una comunicazione adatta.</p>



<p>Se il brand già esiste, invece, bisognerà comprendere che cosa pensano i clienti e verificare <strong>se la loro visione corrisponde a quella che noi abbiamo</strong> della marca. In questa fase potremmo affidarci a recensioni, testimonianze o anche interviste ai consumatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Valutare quantitativamente e qualitativamente la domanda del mercato </strong></h3>



<p>Chiaramente, prima di proseguire, sarà indispensabile anche <strong>analizzare la domanda</strong> rispetto al prodotto o servizio che si intende vendere in quel preciso mercato, a un determinato prezzo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Definire l’offerta del proprio brand</strong></h3>



<p>Sulla base delle analisi precedentemente svolte dovremo capire <strong>in che direzione portare il nostro brand </strong>per essere percepiti nel modo desiderato. A questo punto ha sicuramente importanza definire chiaramente questi elementi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Mission</strong>, ossia cosa fa concretamente l’azienda.</li><li><strong>Vision</strong>, dunque gli obiettivi a lungo termine, ciò a cui aspira l’impresa.</li><li><strong>I valori </strong>che muovono il suo operato.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Determinare gli elementi del Brand Positioning</strong></h3>



<p>Il <strong>posizionamento del brand</strong> è un altro passo essenziale nel processo di distinzione che deve emergere dalla creazione di un’identità di marca. In poche parole si tratta dell’<strong>immagine che l’azienda o il professionista vuole fissare nella mente dei consumatori</strong>. Servirà quindi realizzare un documento in cui viene evidenziata la <em>Unique Selling Proposition</em> (argomentazione esclusiva di vendita) con una formula che mette nero su bianco determinate informazioni.</p>



<p>Spiegandola in modo molto sintetico, la formula dovrebbe specificare <strong>qual è l’idea differenziante</strong> portata avanti dal brand e che, a differenza della concorrenza (spiegando cosa fa la concorrenza di diverso da noi), il brand si distingue perché (inseriamo come cambia la nostra offerta rispetto a quella dei competitor). Fatte queste premesse, specifichiamo che gli elementi di Brand positioning per il pubblico di riferimento si traducono nelle seguenti certezze (scriviamo le caratteristiche distintive che ci caratterizzano).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Definire la Value Proposition</strong></h3>



<p>Si tratta di <strong>definire i benefici </strong>che la nostra proposta può dare ai clienti. Detta anche proposta di valore, si tratta quindi dei vantaggi che i consumatori percepiscono rispetto all’offerta del brand. <strong>È una sorta di promessa </strong>che facciamo agli utenti.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Definire il Brand Purpose </strong></h3>



<p>Il Brand Purpose è <strong>il perché un brand esiste, l’intento che si prefigge</strong>. Come dice lo scrittore e saggista Simon Sinek, infatti, “<em>le persone non comprano ciò che fai, comprano il perché lo fai</em>”. Attraverso questo gioco di parole, Sinek ha ideato il concetto di “<strong>Golden Circle</strong>”, secondo il quale, per raccontarsi, un brand dovrebbe seguire quest’ordine: </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Perché</strong></li><li><strong>Come</strong></li><li><strong>Cosa</strong></li></ul>



<p>Questo permette all’azienda di spiegare che, dato che crede in determinati valori, fa le cose in un certo modo e, di conseguenza, ottiene determinati risultati. Si tratta quindi di ribaltare l’ordine con cui invece, spesso, le imprese si descrivono, cominciando dal “cosa” e lasciando il “perché” per ultimo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Creare nome e payoff (slogan) del brand</strong></h3>



<p>Ora che abbiamo terminato la parte progettuale, siamo pronti per cominciare a creare il brand con tutti gli aspetti che lo caratterizzeranno. Iniziamo dal <strong>nome</strong>, primo elemento distintivo, il cui impatto si rifletterà su ogni cosa, dal sito al logo. Dovremmo cercare di trovare un nome <strong>non troppo generico</strong>, <strong>che sappia distinguersi</strong> dai competitor, ma anche <strong>non eccessivamente specifico</strong> nel caso in cui, in futuro, volessimo estendere il brand ad altri prodotti e settori.&nbsp;</p>



<p>Ci sono tanti modi per crearne uno: inventarlo, usare una parola esistente e modificarne alcune lettere, fare combinazioni di più termini, usare acronimi, metafore, eccetera. In questa fase sarà fondamentale anche <strong>verificare se i nomi individuati siano disponibili come dominio</strong>, perché poi sarà necessario anche creare un sito Web.</p>



<p><strong>Lo slogan (il payoff) </strong>ha invece a che fare con la<strong> Value Proposition</strong>, quindi esprime la promessa che il brand fa. <strong>SegnaleZero</strong> è in grado di affiancare i clienti con un <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/copywriting-creativo/"><strong>servizio di Copywriting creativo</strong></a> per la realizzazione del naming, dello slogan e di tutti i testi che servono a raccontarsi in modo unico e differenziante.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Creare l’identità di brand</strong></h3>



<p>Questa fase ha molto a che fare con <strong>il tipo di emozioni </strong>che, nelle nostre intenzioni, il brand dovrebbe suscitare, e con <strong>l’aspetto che dovrebbe avere</strong>. Sono informazioni preziose perché è da queste che successivamente decideremo anche l’identità verbale e visiva della marca. Per facilitare questa operazione potremmo provare a <strong>immaginare il brand come se fosse una persona</strong> e associargli degli aggettivi oppure <strong>identificarlo con un animale</strong> che corrisponde alle sue caratteristiche: sono tutti esercizi creativi che aiutano a costruire una personalità precisa.&nbsp;</p>



<p>In seguito, quando si passerà alla <a href="https://www.segnalezero.com/testi-sito-web/"><strong>scrittura dei testi del sito Web</strong></a>, teniamo conto che la pagina “Chi siamo” sarà molto utile per esprimere chiaramente questa identità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Definire identità verbale, identità visiva e tono di voce del brand</strong></h3>



<p>Passiamo ora alla parte più visibile della creazione di un brand: l’<strong>identità visiva</strong>. Quando parliamo di Visual Identity facciamo riferimento a una serie di elementi grafici come<strong> i colori, i caratteri e il logo</strong>. Nel fare questo tipo di scelte è bene tenere presente che, sebbene le percezioni siano sempre soggettive, <strong>determinati colori e caratteri tendono a trasmettere precise emozioni</strong>, quindi si tratta di valutazioni da compiere non solo seguendo i gusti personali, ma con una certa consapevolezza. Evitiamo anche, se possibile, di usare colori molto simili a quelli utilizzati dai diretti competitor, per non confondere i consumatori. Per il sito, inoltre, è bene <strong>limitarsi a due caratteri</strong>, uno per i titoli e uno per i testi.</p>



<p>Non meno importante è il <strong>logo</strong>, che dovrà essere <strong>ben riconoscibile e adattabile</strong> a vari formati (anche pensando all’online). La scelta è vasta: ad esempio si può scegliere un logo astratto, un’icona, un emblema, un logo mascotte. La valutazione andrà fatta attentamente, facendosi seguire da un professionista che sappia consigliare l’opzione migliore.&nbsp;</p>



<p>Passiamo ora all’<a href="https://www.segnalezero.com/verbal-identity/"><strong>identità verbale</strong></a>, importante tanto quanto quella visiva per conferire un’immagine unitaria e coerente al brand. Di essa fa parte il <a href="https://www.segnalezero.com/tone-of-voice/"><strong>tono di voce</strong></a>, che rappresenta il linguaggio usato dall’azienda quando comunica. Cambia in base alla circostanza e al pubblico a cui si rivolge. A non cambiare mai, invece, è <strong>la voce, che resta sempre la stessa </strong>in ogni occasione poiché fa parte della personalità del brand. Un esempio interessante di Verbal Identity a cui spesso si fa riferimento è quello della piattaforma di email Marketing <strong>MailChimp</strong>, caratterizzata da ironia e informalità.</p>



<p><strong>SegnaleZero</strong> supporta l’azienda in tutte le fasi della <strong>definizione dell’identità verbale</strong> grazie a Copywriter professionisti. Il mio team, inoltre, è composto da <strong>Graphic Designer esperti</strong>, conosciuti durante il mio lavoro presso lo IED (Istituto Europeo di Design) che affiancano l’impresa durante lo sviluppo dell’identità visiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Creare le Brand Guideline</strong></h3>



<p>A questo punto sarà necessario sviluppare un documento, le <a href="https://www.segnalezero.com/brand-guideline/"><strong>Brand Guideline</strong></a>, che serve a <strong>indicare in modo preciso le caratteristiche relative all’identità di marca</strong> che sono state decise. È <strong>importante ai fini della coerenza</strong>: grazie a linee guida precise, infatti, tutte le figure preposte alla comunicazione del brand sapranno come allinearsi a esse, mantenendo uno stile (visivo e verbale) coerente su ogni piattaforma.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Creare la strategia di Storytelling</strong></h3>



<p>Una volta costruita l’identità di marca in modo completo, possiamo <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/storytelling/"><strong>sviluppare una strategia di Storytelling</strong></a> attraverso cui saranno declinati tutti i contenuti. Ogni attività di comunicazione del brand dovrà inserirsi in questa narrazione e contribuire a portarla avanti. Non mi riferisco soltanto alla produzione di contenuti online, ma anche alle relazioni dal vivo che intratteniamo quotidianamente. Pensiamo ai dipendenti o alla forza vendite che hanno a che fare con la clientela: queste figure <strong>dovranno essere allineate con il racconto aziendale</strong> e trasmettere i medesimi valori. Questo significa coerenza.</p>



<p>Per creare uno Storytelling in cui il consumatore possa identificarsi, prenderemo come base il <strong>viaggio dell’eroe</strong>, la struttura su cui si fondano tutte le storie, e <strong>lo applicheremo al percorso d’acquisto</strong> della nostra Buyer Persona.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Creare la Digital Strategy</strong></h3>



<p>Una volta identificato il tipo di messaggio che dobbiamo veicolare con lo Storytelling, non ci resta che capire in che modo raccontarlo attraverso un <strong>uso consapevole dei canali digitali</strong>. La strategia digitale, quindi, è la definizione del percorso che permette di <strong>raggiungere più in fretta e in modo più efficace gli obiettivi prestabiliti</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Creare la Content Strategy</strong></h3>



<p>A questo punto implementeremo la <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-strategy/"><strong>Content Strategy</strong></a>, relativa al tipo di contenuti (che poi andranno declinati su basi narrative) utili a veicolare l’identità aziendale. Bisognerà dunque chiedersi <strong>che genere di contenuto è più adatto</strong> allo scopo e anche <strong>definirne il formato</strong>, perché gli articoli di Blog non sono l’unica opzione. Lo studio dell’audience potrebbe averci indicato, ad esempio, che le Buyer Persona sono utenti che vanno di fretta e che, di conseguenza, potrebbero apprezzare molto i podcast.&nbsp;</p>



<p>Nell’ottica di creare un brand di successo e conosciuto, poi, non trascuriamo le relazioni con altre realtà e influencer del settore. In quest’ottica può essere utile considerare, ad esempio, il <strong>Guest Blogging</strong> per siti autorevoli appartenenti alla nicchia di mercato a cui ci rivolgiamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto costa creare un brand?</strong></h2>



<p>Dare un’indicazione di costo precisa è impossibile perché questo dipende da tantissimi fattori. Per avere una forbice di massima a cui fare riferimento, si può dire che si può partire <strong>da un migliaio di euro per un brand di dimensioni molto piccole</strong> fino a <strong>decine di migliaia per una multinazionale</strong> che, chiaramente, richiederà un approccio molto più complesso e articolato. L’importo finale, dunque, <strong>dipende dalla difficoltà del lavoro</strong>.</p>



<p>Quello che <strong>SegnaleZero</strong> può offrire è <strong>un’esperienza molto vasta</strong> nella creazione di brand, avendo lavorato sia per aziende italiane che estere e con professionisti di diversa natura. Il metodo integrato che propongo ai clienti, inoltre, mi permette di offrire una <strong>visione molto più ampia e internazionale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Consigli su come creare un brand di successo</strong></h2>



<p>Riassumiamo brevemente alcuni ultimi consigli per creare un brand di successo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Partire sempre dall’<strong>ascolto del pubblico</strong> per capire che impressione ha di noi (se il brand esiste già) o cosa pensa del tipo di prodotto/servizio che intendiamo offrire.</li><li>Avere la consapevolezza di <strong>non poter accontentare tutti</strong>, proprio perché ci rivolgiamo a delle Buyer Persona specifiche.</li><li>Puntare su <strong>unicità e coerenza</strong>, due elementi imprescindibili per qualsiasi brand solido e potente.</li><li>Produrre sempre valore, anche nell’ottica di creare <a href="https://www.segnalezero.com/contenuti-di-qualita/"><strong>contenuti di qualità</strong></a>. </li><li>Tutto parte da un sito ed, eventualmente, da un <a href="https://www.segnalezero.com/blog-in-azienda/"><strong>Blog aziendale</strong></a>. I contenuti andranno poi diffusi su vari canali, anche Social: <strong>nella scelta delle piattaforme individuiamo quelle che sono più adatte</strong> al nostro business e al pubblico di riferimento.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Brand story: l’importanza di raccontare un brand per renderlo vivo e vitale</strong></h2>



<p>L’ultimo suggerimento che voglio rimarcare è l’importanza di affidarsi a un <a href="https://www.segnalezero.com/corporate-storytelling-narrazione-aziendale/"><strong>Corporate Storytelling</strong></a>efficace, perché l’unica strada per mantenere vivo e vitale un brand nel corso del tempo. Il potenziale della narrazione risiede nel fatto che, attraverso di essa, possiamo<strong> trasmettere i valori</strong> dell’azienda ai consumatori. I clienti possono quindi <strong>riconoscersi e identificars</strong>i in essi, e <strong>sentirsi parte di una Community</strong>. Nessun’altra strategia di comunicazione agisce sul nostro cervello come le storie, per cui lo sviluppo di una <strong>Brand story</strong> rappresenta un passaggio peculiare nella promozione di una marca, sia essa di piccole o di grandi dimensioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un metodo integrato per il racconto di un brand</strong></h2>



<p><strong>SegnaleZero</strong> può occuparsi di <strong>creare un brand da zero</strong> sia del <strong>restyling di brand </strong>che hanno bisogno di essere rivitalizzati. Il metodo integrato che propongo – e che comprende la <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>creazione di una strategia di contenuti</strong></a>, il <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-marketing/"><strong>piano di Content Marketing</strong></a> e lo <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/storytelling/"><strong>sviluppo di uno Storytelling</strong></a> efficace – è infatti perfetto anche per realizzare il <strong>rebranding</strong> di realtà che non hanno più la potenza narrativa di un tempo, ma che grazie all’approccio adeguato possono tornare ad avere un’identità forte.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come creare una strategia di comunicazione basata su contenuti digitali e Storytelling</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/strategia-di-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 15:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Strategy e Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segnalezero.com/?p=21562</guid>

					<description><![CDATA[<p>La strategia di comunicazione è il piano che permette di organizzare e sviluppare una comunicazione aziendale efficace rispetto alle finalità di Marketing dell’impresa, coerente con l’identità del brand e capace di intercettare e coinvolgere il consumatore. Comprende molteplici passaggi, tra i quali l’analisi della concorrenza e degli obiettivi dell’azienda, la definizione delle buyer persona, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.segnalezero.com/strategia-di-comunicazione/">Come creare una strategia di comunicazione basata su contenuti digitali e Storytelling</a> proviene da <a href="https://www.segnalezero.com">SegnaleZero®</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>strategia di comunicazione</strong> è il piano che permette di organizzare e sviluppare una comunicazione aziendale efficace rispetto alle finalità di Marketing dell’impresa, coerente con l’identità del brand e capace di intercettare e coinvolgere il consumatore. Comprende molteplici passaggi, tra i quali l’<strong>analisi della concorrenza</strong> <strong>e degli obiettivi dell’azienda</strong>, la definizione delle <strong>buyer persona</strong>, la <strong>scelta dei canali</strong>, la <strong>misurazione dei risultati</strong>.&nbsp;</p>



<p>Perché è tanto importante? Perché <strong>la creatività senza strategia non porta molto lontano</strong>. La creatività è come la benzina in un’automobile: per poter funzionare, la macchina ha bisogno del carburante, ma anche di una serie di componenti perfettamente strutturati e collegati fra loro che permettano al veicolo di muoversi.&nbsp;</p>



<p>Senza una precisa strategia <strong>non sappiamo che risultati raggiungere</strong> e <strong>come fare per ottenerli</strong>, dunque non andremo da nessuna parte. Tutti i contenuti prodotti dal brand e le azioni intraprese finiranno col disperdersi nel mare magnum del Web: l’azienda diventerà una voce in mezzo alle altre, <strong>incapace di distinguersi e di fare la differenza</strong>; in altre parole,<strong> morirà di anonimato digitale</strong>.&nbsp;</p>



<p>In un mondo ricco di contenuti e informazioni come quello in cui viviamo, è proprio questo il rischio maggiore di un <a href="https://www.segnalezero.com/promuovere-azienda-online/"><strong>brand che vuole promuoversi online</strong></a>: confondersi nel rumore di fondo, nonostante gli sforzi e gli investimenti fatti per pubblicizzarsi.&nbsp;</p>



<p>Credo che nessun imprenditore possa permettersi di finire gambe all’aria a causa di una comunicazione mal progettata, incompleta e lacunosa. Per questo le aziende devono dotarsi di una strategia di comunicazione efficiente, in grado di unire <strong>strategia, creatività e narrazione</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è e a cosa serve una strategia di comunicazione integrata&nbsp;</strong></h2>



<p>Una strategia di comunicazione degna di questo nome deve necessariamente includere una serie di aspetti. Fra questi ci sono lo <strong>studio del mercato e del target</strong>, l’<strong>analisi della situazione</strong> e <strong>del messaggio</strong>, nonché <strong>dei contenuti da pubblicare</strong>, ma anche la definizione dei <strong>canali di comunicazione</strong>, la creazione di <strong>piani editoriali</strong> e il <strong>monitoraggio dei risultati</strong>, solo per citare i principali.</p>



<p>Se consulenti e agenzie non mostrano all’azienda un piano strategico che preveda tutti questi fattori <strong>non stanno facendo strategia</strong>: l’impresa quindi perde tempo, soldi e guadagni, perché le azioni di Marketing attuate difficilmente porteranno a un ritorno sugli investimenti.&nbsp;</p>



<p>Oltre che essere completa e ben costruita, però, <strong>la strategia di comunicazione deve anche essere integrata</strong>, dunque fondersi con la <strong>creatività</strong> e la <strong>narrazione</strong>.</p>



<p>Per questo <strong>SegnaleZero</strong> ha sviluppato un metodo che unisce i <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>servizi di Content Strategy per le imprese</strong></a> e i <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-marketing/"><strong>piani di Content Marketing per le aziende</strong></a> con lo Storytelling.&nbsp;</p>



<p>Ho deciso di puntare su un servizio completo che mettesse insieme <strong>strategia, mentalità digitale, creatività e narrazione</strong> perché si tratta degli assi portanti di una comunicazione di successo. Se mancasse anche uno di questi fattori il piano sarebbe destinato a fallire.&nbsp;</p>



<p>In più, oltre agli elementi citati, metto a disposizione la <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/seo-copywriting/"><strong>consulenza di SEO Copywriting</strong></a>, passaggio imprescindibile per realizzare contenuti ben posizionati sui motori di ricerca: solo attraverso <a href="https://www.segnalezero.com/contenuti-di-qualita/"><strong>contenuti di qualità</strong></a>, infatti, è possibile farsi trovare dai potenziali clienti.</p>




<div class="form-sz storytelling_2 uk-scrollspy="target: [uk-scrollspy-class]; cls: uk-animation-slide-bottom-small; delay: 150;">
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<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto">
<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">Dietro a ogni azienda c’è una storia di impegno<br>che merita di essere raccontata.</h5>
<p class="uk-text-center">
La prossima potrebbe essere la tua. <br>
Perché non ne parliamo assieme?

</p> 
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli elementi essenziali di una strategia di comunicazione</strong></h2>



<p>Prima di approfondire il significato di strategia integrata, scopriamo quali sono gli elementi che compongono una strategia di comunicazione. Si tratta infatti di un percorso che comprende più fasi: <strong>analisi della situazione</strong>, <strong>definizione delle soluzioni</strong> e <strong>monitoraggio dei risultati</strong>. Vediamo tutti i passaggi di una strategia efficace.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Analisi delle tendenze del mercato in cui si opera</strong></h3>



<p>La strategia di comunicazione comincia con l’analisi della situazione, momento che comprende, innanzitutto, <strong>lo studio del contesto e delle tendenze </strong>del mercato in cui si opera. Questo permette di valutare i cambiamenti che stanno avvenendo nel settore e di prendere decisioni vincenti per il proprio business.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Analisi delle barriere e ostacoli alla penetrazione in un dato mercato</strong></h3>



<p>Nell’analisi della situazione rientra anche lo studio degli <strong>ostacoli che creano criticità </strong>nello sviluppo del business in un dato contesto: serve per muoversi tenendo conto di queste difficoltà, senza farsi trovare impreparati.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fattori ambientali</strong></h3>



<p>Nell’ottica di studiare il contesto esterno all’impresa è molto utile<strong> </strong>la cosiddetta<strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_PEST">analisi PEST</a></strong>, strumento utilizzato nel Marketing per valutare <strong>i fattori macro ambientali </strong>che hanno un’influenza sull’azienda. In particolare parliamo dei fattori <strong>politici, economici, sociali, tecnologici, ambientali e legali</strong> (ogni lettera sta per uno di questi elementi). L&#8217;analisi PEST permette poi di definire meglio l’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_SWOT">analisi SWOT</a>, che invece si concentra sia sui fattori esterni che interni all’azienda.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Competitor</strong></h3>



<p>Si tratta di un altro passo fondamentale perché significa <strong>conoscere la concorrenza</strong>, <strong>i suoi punti di forza e di debolezza</strong> per poi agire di conseguenza. I punti di debolezza, in particolare, sono aspetti su cui è importante focalizzarsi per cercare di superare i competitor. Come vedremo in seguito, un <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/storytelling/"><strong>servizio di Storytelling per le imprese</strong></a> rappresenta uno strumento efficacissimo per differenziarsi dalla concorrenza e mettere in evidenza la propria unicità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Possibili partnership</strong></h3>



<p>In questa prima fase dello sviluppo della strategia, inoltre, può essere utile individuare delle realtà con cui <strong>instaurare eventuali collaborazioni</strong>. Capita spesso che aziende che offrono prodotti o servizi differenti, ma con un pubblico simile, decidano di collaborare per creare qualcosa che porti a entrambe dei vantaggi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Analisi dell’azienda</strong></h3>



<p>Un altro tassello essenziale di questa prima fase è l’<strong>analisi dell’azienda</strong>. In genere viene fatta attraverso la già citata <strong>analisi SWOT</strong>, che consente di mettere in luce i fattori interni ed esterni che possono avere un impatto positivo o negativo sul business. Integrando questa parte con le analisi citate nei punti precedenti si può avere una visione a 360 gradi della situazione di partenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Buyer persona</strong></h3>



<p>Dopo lo studio della situazione, passiamo a un altro aspetto fondamentale:<strong> l’analisi del consumatore</strong>, ovvero la base di qualsiasi operazione di comunicazione. Se non conosciamo bene il pubblico di riferimento, infatti, come pensiamo di poterlo coinvolgere e convincere? Lo studio delle buyer persona, quindi, significa non solo <strong>definire il profilo demografico </strong>del target, ma anche capire <strong>cosa desidera, cosa ama e disprezza</strong>: in questo modo sarà più facile costruire una comunicazione capace di centrare l’obiettivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Elementi di difficoltà nel rapporto tra cliente e azienda</strong></h3>



<p>A questo punto vanno studiati gli<strong> elementi che rendono difficile entrare in relazione con l’azienda</strong>, i suoi prodotti e servizi. Bisogna quindi di domandarsi: che cosa manca alla comunicazione attuale per essere davvero efficace? In base alle risposte che emergeranno sapremo quali sono gli aspetti da potenziare per favorire il rapporto tra il cliente e il brand.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Monitoraggio dei canali digitali</strong>&nbsp;</h3>



<p>Sempre nell’ottica dello studio del consumatore, si monitorano i canali digitali per scoprire <strong>che cosa pensa il pubblico del brand, dei suoi prodotti e servizi</strong>. Questo permette di raggiungere importanti intuizioni rispetto alla direzione da dare alla comunicazione e ai cambiamenti da fare per entrare in sintonia con il target.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Customer journey</strong></h3>



<p>È inoltre necessario <strong>analizzare il processo d’acquisto</strong>, dunque l’interazione tra cliente e brand, un percorso che comincia nel momento in cui il consumatore avverte il bisogno di un determinato prodotto/servizio e che si conclude con l’acquisto. L’analisi del customer journey <strong>analizza i cosiddetti “touchpoint”</strong>, ossia i singoli momenti in cui il cliente entra in contatto con l&#8217;azienda. Una volta identificati, sarà possibile capire cosa va migliorato con la campagna di comunicazione che svilupperemo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Vendite e obiettivi di Marketing</strong></h3>



<p>Terminato lo studio del consumatore, andremo ad <strong>analizzare le vendite</strong>, ma soprattutto <strong>gli obiettivi di Marketing</strong> da raggiungere: senza obiettivi precisi, infatti, non sarà possibile sviluppare una strategia di comunicazione efficace.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Messaggio</strong></h3>



<p>Entriamo ora nello <strong>studio del concept</strong>,che parte con la <strong>definizione del messaggio</strong> che il brand desidera trasmettere. Si tratta del passaggio centrale di tutta la strategia di comunicazione, l’aspetto su cui ruota tutto ciò che faremo in seguito, compresa l’attività di <a href="https://www.segnalezero.com/corporate-storytelling-narrazione-aziendale/"><strong>Corporate Storytelling</strong></a>e di <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-guida/"><strong>Content Marketing</strong></a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aspetto visivo</strong></h3>



<p>Insieme al messaggio, va definito anche <strong>l’aspetto visivo della campagna</strong>, assicurandosi che rimanga sempre coerente e che sia lo stesso su tutti i canali di comunicazione usati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Piano editoriale</strong></h3>



<p>Lo studio del concept comprende la definizione del <a href="https://www.segnalezero.com/piano-editoriale-content-marketing/"><strong>piano editoriale per il Content Marketing</strong></a>, il piano che permette di organizzare la pubblicazione dei contenuti aziendali sui vari canali. Oggi è fondamentale che un’impresa sappia coinvolgere la propria audience con<strong> contenuti utili e pertinenti</strong>, capaci quindi di <strong>supportare il messaggio</strong> che desidera trasmettere. La comunicazione di marca, infatti, dovrebbe essere costruita su questi 4 pilastri:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>conoscenza del brand</strong>;</li><li><strong>individuazione degli obiettivi del brand</strong>;</li><li><strong>definizione del messaggio</strong>;</li><li><strong>scelta dei contenuti da pubblicare</strong>.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Punti di contatto</strong></h3>



<p>Passiamo quindi ai canali di comunicazione, partendo dalla <strong>definizione dei punti di contatto</strong> tra consumatore e azienda, ossia i <strong>touch point</strong> che saranno previsti dalla campagna di comunicazione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Canali di comunicazione</strong></h3>



<p>Un altro aspetto non banale è la <strong>scelta dei canali </strong>attraverso cui diffondere la comunicazione. I canali, infatti, non sono tutti uguali, ma rispondono a <strong>obiettivi strategici diversi</strong> ed è con questo presupposto che vanno selezionati. Un brand già conosciuto, ad esempio, potrebbe puntare su canali che favoriscono il coinvolgimento, mentre un’azienda giovane potrebbe preferire soluzioni che migliorano la consapevolezza della marca. Sta nei consulenti di Marketing cogliere le esigenze del cliente e suggere le soluzioni più adeguate.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Attività che servono a produrre i contenuti</strong></h3>



<p>A questo punto devono essere <strong>pianificate le attività che servono a produrre i contenuti</strong> aziendali stabiliti. Ogni fase della campagna, infatti, richiede azioni differenti.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tempistiche precise</strong></h3>



<p>Tutto il team coinvolto nel progetto dovrà <strong>rispettare tempistiche precise</strong> per ogni fase del lavoro. Queste vanno decise da subito, in modo che l’organizzazione sia perfetta, che non si verifichino ritardi, intoppi e problematiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Budget a disposizione</strong></h3>



<p>Il budget è ciò che serve per rendere effettivo quanto stabilito dalla strategia. <strong>Il budget previsto per il progetto e per ogni canale di comunicazione</strong> va determinato in fase di pianificazione. Questo non significa che durante lo sviluppo del piano non possano avvenire dei cambiamenti, ma per evitare di spendere più di quanto previsto bisogna chiarire questo aspetto sin da subito.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Risultati da misurare</strong></h3>



<p>Una buona strategia di comunicazione deve anche definire degli <strong>indicatori chiave di performance</strong>, ovvero i <strong>KPI</strong>. Queste metriche servono all’azienda per capire se la campagna di comunicazione le sta permettendo di raggiungere gli obiettivi prefissati e di confrontare le prestazioni con altre aziende del settore.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Misurazione dei risultati</strong></h3>



<p>Passiamo all’ultima, ma altrettanto importante fase del progetto: <strong>la misurazione e l’analisi dei risultati</strong>. Dopo tutto il lavoro svolto, infatti, il cliente non può essere lasciato a se stesso, ma è compito dell’agenzia o dei consulenti analizzare i risultati conseguiti e capire dov’è necessario fare dei miglioramenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Strategie di comunicazione basate sui contenuti</strong></h2>



<p>Abbiamo detto che se <a href="https://www.segnalezero.com/promuovere-azienda-online/"><strong>un’azienda vuole promuoversi online</strong></a> non può prescindere dalla pubblicazione di <a href="https://www.segnalezero.com/contenuti-di-qualita/"><strong>contenuti di valore</strong></a>, dunque dal <strong>Content Marketing</strong>.&nbsp;</p>



<p>I contenuti, allo stesso tempo, devono essere organizzati e sviluppati attraverso un’ottima <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-strategy/"><strong>Content Marketing Strategy</strong></a>, se vogliamo che portino i risultati prefissati.&nbsp;</p>



<p>Una <strong>strategia di comunicazione basata sui contenuti</strong> dovrà:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>definire <strong>obiettivi realistici, misurabili e confrontabili</strong>;</li><li><strong>identificare le buyer persona</strong>, studiandone comportamenti, abitudini di acquisto, eventuali ostacoli durante la consumer journey;&nbsp;</li><li><strong>cogliere le domande inespresse</strong>, dunque capire se ci sono domande del pubblico a cui i competitor non hanno saputo rispondere e realizzare contenuti che cavalchino queste lacune;</li><li><strong>organizzare la produzione, la distribuzione, la promozione dei contenuti</strong>, quindi tutta la filiera operativa, con particolare attenzione alla capacità di informare ed emozionare il pubblico, al <a href="https://www.segnalezero.com/content-design/"><strong>Content Design</strong></a> e all’<strong>adattabilità dei contenuti </strong>ai vari canali di comunicazione;</li><li><strong>scegliere solo canali di distribuzione utili al proprio business</strong>, senza dover necessariamente presidiarli tutti (ognuno di essi rappresenta un investimento in termini di tempo, denaro e risorse);&nbsp;</li><li>prevedere un metodo di <strong>misurazione del ritorno sugli investimenti</strong>.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Strategie di comunicazione basate sulla narrazione</strong></h2>



<p>Non dimentichiamo poi il ruolo dello <a href="https://www.segnalezero.com/storytelling-marketing/"><strong>Storytelling nel Marketing</strong></a> aziendale. Il Content Marketing, infatti, è un tassello fondamentale nella strategia comunicativa di un brand, ma i contenuti dovrebbero essere sempre inseriti all’interno di una più ampia <strong>strategia di Storytelling</strong> o, per meglio dire, di <a href="https://www.segnalezero.com/digital-storytelling"><strong>Digital Storytelling</strong></a>, dato il ruolo predominante della comunicazione digitale.</p>



<p>Cosa significa? Vuol dire che tutta <strong>la comunicazione di marca va sviluppata seguendo una determinata struttura narrativa</strong> e che i contenuti aziendali devono rientrare in questo contesto, non rappresentare qualcosa di staccato o scoordinato.&nbsp;</p>



<p>Dirò di più: <strong>non esiste Content Marketing efficace senza Storytelling</strong>. Le storie, infatti, sono la colonna portante della strategia di comunicazione di un’impresa perché parlano alla parte più emotiva del cervello umano. <strong>Emozionando e coinvolgendo</strong>, la <a href="https://www.segnalezero.com/corporate-storytelling-narrazione-aziendale/"><strong>narrazione aziendale</strong></a> riesce a trasmettere in modo più immediato i messaggi che il brand vuole comunicare. Permette di condividere con i consumatori <strong>un universo di valori </strong>in cui essi possano riconoscersi e instaurare con loro <strong>una relazione di fiducia solida e duratura</strong>.</p>



<p>Esistono diverse declinazioni di una strategia di Storytelling. Si può parlare di <strong>Personal Storytelling</strong>, quando la narrazione è associata al <strong>Personal Branding</strong> ed è usata per mettere in luce la propria storia e il proprio percorso professionale. C’è poi lo <strong>Storytelling aziendale</strong> in senso stretto, dove il brand racconta i valori che lo caratterizzano e che muovono il suo operato, e infine lo <strong>Storytelling di prodotto</strong>, quello utilizzato in molti spot televisivi, per intenderci.</p>



<p>Una <strong>strategia narrativa basata sullo Storytelling</strong> dovrebbe fondarsi su questi elementi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Le emozioni</strong>: la maggior parte delle scelte di acquisto avviene su base emozionale, per cui non è importante solo cosa viene detto, ma soprattutto come viene trasmesso il messaggio.</li><li><strong>I bisogni del consumatore</strong>: il racconto deve rispondere alle esigenze dei consumatori per far sì che il pubblico si riconosca nella storia.</li><li><strong>La presenza dell’Eroe</strong>: il racconto di marca deve permettere al cliente di identificarsi nel protagonista della storia (l’Eroe).</li><li><strong>La capacità di adattarsi a canali diversi</strong>: il messaggio dovrà essere adattabile a canali differenti, senza perdere la propria efficacia.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un metodo integrato per lo sviluppo di strategie di comunicazione efficaci</strong></h2>



<p>Come possiamo intuire, una strategia di comunicazione efficace deve <strong>saper fondere la strategia basata sui contenuti e la strategia basata sulla narrazione</strong>. Non possiamo tralasciare né l’uno né l’altro aspetto, perché entrambi sono parte integrante di un piano di Marketing di successo.</p>



<p>Va da sé, quindi, che una strategia di comunicazione integrata richiede <strong>l’unione di competenze differenti</strong>. Per questo motivo il <strong>metodo SegnaleZero</strong> si avvale di una <strong>squadra di professionisti qualificati</strong>, ognuno di essi specializzato in un campo diverso per offrire al cliente un servizio completo, che mette insieme <strong>contenuti, strategia, narrazioni e creatività</strong>.&nbsp;</p>



<p>Grazie a questo network di esperti sono in grado di creare<strong> il team perfetto attorno a ciascun progetto</strong>, assicurando un lavoro attento e scrupoloso in ogni sua parte. Inoltre, sono io a supervisionare l’operato di ogni professionista garantendo la <strong>massima qualità finale</strong>.&nbsp;</p>



<p>I tanti anni di esperienza in questo campo mi permettono di occuparmi di <strong>progetti sia in Italia che all’estero</strong> e di affiancare aziende di piccole e grandi dimensioni.&nbsp;</p>



<p>La strategia di comunicazione è il pilastro su cui si fonda il successo o l’insuccesso della campagna di Marketing di un brand, per questo va presa e gestita molto seriamente. La <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-strategy/"><strong>consulenza di Content Strategy aziendale</strong></a> e i <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/content-marketing/"><strong>piani di Content Marketing</strong></a> devono necessariamente andare a braccetto con un <a href="https://www.segnalezero.com/servizi/storytelling/"><strong>servizio di Storytelling d’impresa</strong></a> per ottenere reali riscontri dai propri investimenti nelle attività di promozione.&nbsp;</p>



<p>Non perdiamo l’occasione di <strong>emergere dal rumore di fondo</strong>: lavoriamo insieme a una comunicazione capace di differenziare realmente l’identità aziendale.&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Floriana Capone, Avvocato dell&#8217;Ecommerce</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/intervista-floriana-capone-avvocato-ecommerce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 11:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing e Social Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni tanto, quando si presenta l’occasione, dò spazio a professionisti del Web che mi hanno colpito per il loro approccio, per la professionalità o perché impegnati su argomenti di interesse comune. Questo, per esempio, il caso di leggi e diritti connessi alle attività online, nello specifico gli ecommerce.&#160; Questa è la storia di Floriana Capone, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni tanto, quando si presenta l’occasione, dò spazio a <strong>professionisti del Web</strong> che mi hanno colpito per il loro approccio, per la professionalità o perché impegnati su argomenti di interesse comune. Questo, per esempio, il caso di <strong>leggi e diritti connessi alle attività online</strong>, nello specifico gli ecommerce.&nbsp;</p>



<p>Questa è la storia di <strong>Floriana Capone</strong>, conosciuta come <strong>Avvocato dell’ecommerce</strong>. Floriana ha deciso di unire le sue grandi passioni per il digitale e per il diritto, diventando un <strong>legale esperto in e-commerce</strong>. Crede che ogni business digitale abbia diritto a svilupparsi in serenità, al riparo da questioni legali, anche per incontrare maggiore fiducia nei clienti e far crescere il proprio business, in modo sicuro e tutelato. </p>



<p>Dopo esserci conosciuti nell’ambito di alcuni progetti di <a href="https://www.segnalezero.com/content-marketing-ecommerce/"><strong>Content Marketing per ecommerce</strong></a> e <a href="https://www.segnalezero.com/seo-copywriting/"><strong>SEO Copywriting</strong></a>, le ho chiesto di raccontarci cosa l’ha spinta a diventare l’<strong>avvocato dell’ecommerce</strong> e come il <strong>content marketing </strong>l’ha aiutata ad affermarsi nel <strong>mondo del digitale e dell’e-commerce</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/logo-ecommerce-legale-300x103.png" alt="Logo Ecommerce legale, lo studio di consulenza legale di Floriana Capone. " class="wp-image-21470" width="340" height="117" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/logo-ecommerce-legale-300x103.png 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/logo-ecommerce-legale-1024x353.png 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/logo-ecommerce-legale-768x265.png 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/logo-ecommerce-legale.png 1100w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Da Avvocato tradizionale ad Avvocato dell’ecommerce. Com’è nata l’idea?</strong></h3>



<p>Dopo la laurea con il massimo dei voti, ho intrapreso la pratica forense e il tirocinio da magistrato. Diventata avvocato a 27 anni, due anni dopo ho fondato <a href="https://ecommercelegale.it/"><strong>Ecommerce Legale</strong></a>, uno studio legale dedicato agli e-commerce e ai business digitali.</p>



<p>Quando ero un legale tradizionale ho conosciuto l’e-commerce da vicino e sotto diversi aspetti, seguendo la nascita di <strong>importanti</strong> <strong>progetti</strong>, come l’avvio di un e-commerce di farmacia, oggi molto conosciuto e utilizzato. È stato allora che ho capito quanto impegno e quante competenze si celano dietro l’acquisto di prodotti o servizi online.&nbsp;</p>



<p>Tra le competenze necessarie, vi era anche quella di un <strong>legale esperto in e-commerce</strong>, che conoscesse a fondo una normativa così in evoluzione e che parlasse la stessa lingua di chi lavora nel digitale.</p>



<p>Quindi ho scelto di unire le mie passioni per il digitale e il diritto e, studiando a fondo la normativa, sono diventata l’<strong>avvocato dell’ecommerce</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come Avvocato dell’ecommerce, di cosa ti occupi nello specifico?&nbsp;</strong></h3>



<p>Avviare un <strong>business digitale</strong>, come professionista o e-commerce, implica il rispetto della legge e la necessità di una <strong>tutela legale</strong>.</p>



<p>Come <strong>avvocato dell’ecommerce</strong> mi occupo di <strong>compliance</strong> e <strong>adeguamento GDPR</strong>, di redazione di <strong>documenti legali per e-commerce</strong> e di <strong>contratti personalizzati</strong> per <strong>professionisti del digitale</strong>.</p>



<p>Mi occupo anche di <strong>registrazione di marchi </strong>e di <strong>formazione aziendale. </strong>Oltre alle consulenze legali, insegno <strong>diritto dell’e-commerce </strong>presso diversi enti, curo il mio blog e collaboro con diverse realtà come avvocato esperto in e-commerce.&nbsp;</p>



<p>Tutto questo, anche grazie a <strong>Ecommerce legale</strong> che non è solo uno studio legale, ma è anche un <strong>blog,</strong> dove condivido gratuitamente informazioni, conoscenze e riflessioni sugli aspetti che ruotano attorno all’ecommerce. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/floriana-capone-avvocato-ecommerce-1024x597.jpg" alt="Floriana Capone, avvocato titolare dello studio Ecommerce legale, specializzato in ecommerce, startup, web agency e liberi professionisti. " class="wp-image-21472" width="768" height="448" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/floriana-capone-avvocato-ecommerce-1024x597.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/floriana-capone-avvocato-ecommerce-300x175.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/floriana-capone-avvocato-ecommerce-768x448.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/floriana-capone-avvocato-ecommerce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i clienti tipo che più spesso si rivolgono a te per una consulenza? E quali sono i servizi più richiesti?</strong></h3>



<p>Seguo aziende B2C e B2B che offrono online prodotti e servizi di ogni genere, start-up, piccole e medie imprese, sino ad organizzazioni di più grandi dimensioni.&nbsp;</p>



<p>Seguo anche professionisti e agenzie che offrono <strong>servizi online</strong>, come <strong>freelance, web agency</strong> o <strong>academy</strong>.&nbsp;</p>



<p>Ciascuno di loro si rivolge a me per determinati servizi legali.&nbsp;</p>



<p>Gli <strong>e-commerce in fase di start-up</strong> richiedono più spesso la messa a norma della piattaforma, la <strong>redazione dei documenti legali</strong>, privacy policy e termini e condizioni di vendita e-commerce, oppure la registrazione del marchio.</p>



<p>Chi ha un <strong>sito vetrina</strong> o un <strong>e-commerce attivo</strong> da tempo, in genere, mi contatta per il servizio di adeguamento GDPR e privacy o per l’assistenza legale post vendita.</p>



<p>Le<strong> web agency</strong> e i <strong>professionisti del digitale</strong> richiedono contratti personalizzati per regolare i loro rapporti con i clienti, nella prestazione dei servizi digitali, come la SEO e le campagne, o la creazione di prodotti digitali, come siti internet, software eccetera.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>So che segui parecchie web agency. Di cosa ti occupi per loro nello specifico?</strong></h3>



<p>Le web agency, così come i freelance che operano nel settore della comunicazione, hanno bisogno di definire con estrema puntualità le attività che andranno a svolgere per i loro clienti. Questo avviene con <strong>contratti redatti ad hoc</strong> in cui si definiscono nel dettaglio i rapporti e le attività.</p>



<p>Come <strong>consulente legale per web agency</strong>, pongo estrema attenzione ad ogni clausola, modellando gli accordi in base alle caratteristiche di ogni singolo cliente e/o attività, per evitare fraintendimenti, disaccordi o questioni legali.</p>



<p>Inoltre, gestisco i contratti con le risorse esterne e cerco sempre di trovare la soluzione più equa per entrambe le parti.</p>



<p>Da esperto privacy mi occupo di regolare i ruoli privacy e di redigere le giuste informative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il settore dell’ecommerce sta conoscendo una fase di grande espansione in Italia. Quanto è diffusa la consapevolezza dei rischi derivanti da una non corretta gestione degli aspetti legali di un ecommerce?</strong></h3>



<p>Nel 2021 l’<a href="https://www.adnkronos.com/e-commerce-trend-crescita-si-consolida-68-anche-nel-2021_2nsybpONZHsNRpQ0pfOa3K%22%20%5Cl%20%22:~:text=L'e-commerce%20si%20consolida,del%2068%25%20lo%20scorso%20anno.">e-commerce in Italia </a>è cresciuto del 68%. Il crescente interesse nel business digitale dimostra che l’e-commerce è destinato a cambiare radicalmente l’assetto economico del nostro paese.</p>



<p>Questa crescita però spesso si scontra con la mancanza di consapevolezza degli obblighi normativi.&nbsp;</p>



<p>Molti merchant espongono le proprie attività a <strong>rischi legali con i clienti </strong>e a <strong>sanzioni dei Garanti</strong>, per il mancato adeguamento al GDPR o per l’utilizzo di documenti legali inadeguati.</p>



<p>Anche la <strong>registrazione del marchio</strong> è un aspetto che non va mai trascurato: scegliere di registrare il proprio marchio serve a tutelare il brand e ad attribuirgli un maggiore valore economico. Infatti, la registrazione del marchio serve ad attribuire al suo titolare il diritto di utilizzare quel marchio in via esclusiva, vietando il suo utilizzo ai competitor ed evitando che questo possa diventare il <strong>marchio di fatto</strong> di altri.&nbsp;</p>



<p>Per gestire tutti questi aspetti in maniera sicura e tutelata diventa fondamentale affidarsi ad un avvocato esperto in ecommerce.</p>



<p><br><strong>Come è destinato a cambiare il mercato nei prossimi due, tre anni? Quali sono i cambiamenti che auspichi avvengano il prima possibile?&nbsp;</strong></p>



<p>Come accennavo prima, il settore dell’e-commerce è molto frizzante e sta vivendo un vero e proprio boom. Nei prossimi anni le imprese attive sul web continueranno ad aumentare facendo sentire sempre di più l’esigenza di<strong> regole più specifiche e definite</strong>.</p>



<p>Come avvocato dell’ecommerce, mi auguro che il <strong>Legislatore</strong> e il <strong>Garante Privacy </strong>facciano chiarezza sui temi che al momento risultano più equivoci per il digitale.&nbsp;</p>



<p>Pensiamo solo che l’Unione Europea è a lavoro su ben 5 atti normativi (AI At, Digital Service Act, Digital Market Act, Data Governance Act, and Data Act) che insieme al GDPR costituiranno i pilastri della <strong>digital decade europea</strong>.&nbsp;</p>



<p>Non sarà facile far dialogare in maniera semplice e coerente questo insieme stratificato di norme.&nbsp;</p>



<p>Per esempio, non è chiaro se, alla luce delle nuove norme, gli <strong>smart contracts</strong>, codificati in linguaggio macchina e tipici degli NFT, potranno essere considerati validi ed esecutivi alla stesso modo dei contratti conclusi per via telematica, ai quali la direttiva e-commerce riconosce espressamente queste caratteristiche.</p>



<p>Altra questione di difficile interpretazione riguarderà la <strong>responsabilità delle piattaforme per la pubblicazione di contenuti illegali</strong>, che bisognerà coordinare tra la disciplina contenuta nella direttiva e-commerce e quella del Digital Service Act.&nbsp;</p>



<p>Insomma, mi aspetto un gran lavoro di regolazione di questa nuova rivoluzione digitale.</p>



<p>Allo stesso tempo, però, auspico fortemente che chi lavora nel digitale si renda conto dell’importanza e del valore di una <strong>consulenza legale personalizzata</strong>, non solo per evitare sanzioni ma soprattutto per tutelare il brand e l’azienda, come investimento per il proprio business online.</p>
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		<title>Writing coach: fai evolvere la tua scrittura con il metodo SegnaleZero®</title>
		<link>https://www.segnalezero.com/writing-coach/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Babudro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 07:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura Creativa e Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di scrittura spesso la si associa a un’attività esclusivamente legata alla passione personale o alla sfera professionale. Pensando al mondo degli “appassionati” viene in mente chi ama scrivere poesie, racconti o vorrebbe pubblicare un romanzo; per quanto concerne l’ambito della professione, invece, il pensiero corre soprattutto al Copywriter che scrive testi per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di <strong>scrittura</strong> spesso la si associa a un’attività esclusivamente legata alla passione personale o alla sfera professionale. Pensando al mondo degli “appassionati” viene in mente chi ama scrivere poesie, racconti o vorrebbe pubblicare un romanzo; per quanto concerne l’ambito della professione, invece, il pensiero corre soprattutto al <a href="https://www.segnalezero.com/copywriter-freelance/">Copywriter</a> che scrive testi per le imprese, al <strong>Web Writer </strong>che si occupa di articoli per <a href="https://www.segnalezero.com/blog-in-azienda/">Blog aziendali</a> o al giornalista che realizza <a href="https://www.segnalezero.com/come-scrivere-un-articolo-di-giornale/">articoli per una testata giornalistica</a>.&nbsp;</p>



<p>Considerare la scrittura esclusivamente in questi termini è molto limitante. Grazie alla sua <strong>connessione profonda con discipline quali</strong> <strong>meditazione, crescita personale, espressione delle emozioni, psicologia</strong> – tanto per citarne alcune – questa attività è entrata infatti a far parte di un contesto ben più ampio, che<strong> trascende lo scrivere per diletto personale o per dovere professionale</strong>. Questi modi di vivere la scrittura rimangono, ovviamente, e sono fondamentali, ma a essi si sono aggiunte nuove modalità di approcciarsi e di intendere l’utilizzo della parola scritta.&nbsp;</p>



<p>Oggi la scrittura <strong>è diventata una necessità di tante persone</strong> grazie alla sua capacità di portare benefici in termini di <strong>benessere psicofisico</strong>, organizzazione della propria vita, <strong>miglioramento della comunicazione</strong>, raggiungimento degli <strong>obiettivi personali e aziendali</strong>. È quindi uno strumento che può essere usato da:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>imprenditori</strong> che vogliono capire come <strong>scrivere e comunicare meglio</strong>;</li><li><strong>team di lavoro aziendali</strong> che hanno bisogno di <strong>operare efficacemente e fare gruppo</strong>;</li><li>manager che devono produrre <strong>contenuti convincenti e persuasivi</strong>;</li><li>imprenditori che desiderano <strong>migliorare la comunicazione interna</strong> dell’azienda;</li><li>chi, pur avendo una grande idea per un romanzo o per un progetto, <strong>viene assalito dal blocco dello scrittore </strong>appena si mette alla tastiera;</li><li>coloro che vogliono ritrovare il proprio <strong>potenziale personale e professionale nella scrittura</strong> e sono stanchi dei soliti metodi che girano attorno al problema senza portare a risultati concreti.&nbsp;</li></ul>



<p>Quella del <strong>Writing coach</strong> (o <strong>Writer coach</strong>) è una figura che si sta imponendo sempre di più in un mercato come questo, che vede nella scrittura uno strumento necessario a sempre più persone con esigenze diverse. Il Writing coach, infatti, <strong>lavora sulla motivazione, sui metodi di scrittura e sulla crescita personale e professionale</strong>.&nbsp;</p>



<p>Purtroppo c’è ancora molta confusione attorno a questo professionista e non tutti sanno che, inizialmente, lavorava proprio all’interno delle case editrici per aiutare gli aspiranti scrittori a scrivere un libro. Con il tempo le cose sono cambiate e si sono evolute: oggi <strong>il Writer coach è colui che aiuta le persone a far crescere e a migliorare la propria scrittura</strong>. Un processo che, come vedremo in questo articolo, può valere anche all’inverso:&nbsp; non solo può servire a scrivere meglio, ma <strong>la scrittura stessa può aiutarci a ritrovare benessere nella vita personale e professionale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="597" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-aziende-professionisti-1024x597.jpg" alt="Percorsi di scrittura creativa, scrittura efficace e scrittura persuasiva per aziende, team di lavoro e professionisti. " class="wp-image-21432" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-aziende-professionisti-1024x597.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-aziende-professionisti-300x175.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-aziende-professionisti-768x448.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-aziende-professionisti.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rapporto tra scrittura e coaching: perché affidarsi a un Writing coach</strong></h2>



<p>Prima di vedere perché può essere utile intraprendere un percorso di questo genere per la scrittura, cerchiamo di definire meglio il concetto stesso di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coaching"><em>coaching</em></a>.&nbsp;</p>



<p>Con questo termine si intende un <strong>processo di affiancamento e guida</strong> in cui la figura del coach, professionista qualificato, <strong>supporta il cliente nel raggiungimento dei suoi obiettivi</strong>, che possono essere di vario tipo. Si tratta di una vera e propria partnership, finalizzata a <strong>valorizzare e massimizzare il potenziale della persona</strong> per ottenere i risultati prefissati. Il coach è dunque un facilitatore che accompagna il cliente nella <strong>scoperta autonoma delle proprie possibilità</strong> e della strada da percorrere per arrivare a un determinato traguardo.</p>



<p>Dopo questa breve panoramica, vediamo meglio <strong>perché intraprendere un percorso di coaching nella scrittura</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Writing coach permette di far evolvere la scrittura</strong></h3>



<p>Il coaching può diventare uno strumento utile a <strong>scrivere meglio</strong> e a far crescere le proprie abilità in questo campo. Affidandoti a un Writer coach, avrai una persona che ti aiuta a far evolvere il tuo <a href="https://www.segnalezero.com/stile-di-scrittura/"><strong>stile di scrittura</strong></a> per raggiungere determinati obiettivi in modo più facile e veloce. Da questo punto di vista, SegnaleZero® collabora con <strong>coach, counselor e facilitatori aziendali</strong> che possono aiutarti a ottenere specifici risultati.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La scrittura stessa può fungere da coaching e mentoring</strong></h3>



<p>La scrittura, tuttavia, può anche essere non un fine ma <strong>il mezzo per raggiungere qualcosa</strong>. Si può ad esempio parlare di <strong>coaching per la</strong> <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-arte-terapeutica/"><strong>scrittura terapeutica</strong></a>: in questo caso l’atto di scrivere viene usato con lo scopo di <strong>guardarsi dentro</strong>, entrare in<strong> contatto con le emozioni più profonde</strong>, mettere <strong>ordine nella propria vita</strong>, tutti approcci che hanno un impatto positivo sia in ambito personale che professionale.&nbsp;</p>



<p>SegnaleZero® può esserti di supporto anche in tal senso. Da tre anni, infatti, <strong>sono operatore di scrittura terapeutica</strong> e la utilizzo anche al fianco di professionisti come psicologi, psicoterapeuti, educatori.&nbsp;</p>




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<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto"><h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top"> Hai cose troppo belle da dire per farlo come tutti gli altri. </h5>
<p>Io posso aiutarti a trovare il tuo messaggio, il tono di voce giusto, le parole e le immagini per distinguerti, raccontare la tua eccellenza e crescere. <br>Ti va se ne parliamo assieme?</p> 
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								<input class='gfield-choice-input' name='input_6.3' type='checkbox'  value='Copywriting SEO'  id='choice_9_6_3'   />
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali benefici offre il coaching applicato alla scrittura?</strong></h2>



<p>Entriamo maggiormente nel merito degli effetti del coaching applicato alla scrittura, esplorando i suoi benefici e le aree di applicazione. Specifico subito che si tratta di vantaggi che <strong>riguardano tanto il singolo, quanto il gruppo di lavoro</strong>: può quindi rivolgersi a me una singola persona che necessita di un Writing coach, ma anche un’azienda che ha bisogno di un percorso di questo tipo per il suo team.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sviluppare una scrittura più efficace</strong></h3>



<p>Un percorso di Writing coaching permette di <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-efficace-scrivere-per-farsi-capire/"><strong>scrivere in modo più efficace</strong></a>. Se vuoi capire come <strong>comunicare in modo chiaro e persuasivo</strong> ti insegnerò il metodo di scrittura sviluppato da SegnaleZero®: grazie alla mia guida imparerai a metterlo in pratica, integrandolo nel tuo sistema di lavoro.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Acquisire le tecniche di scrittura giuste</strong></h3>



<p>Che tu sia un Copywriter, un appassionato di scrittura o una persona che vuole avvicinarsi alla scrittura terapeutica, posso trasmetterti tutte le <a href="https://www.segnalezero.com/tecniche-di-scrittura/"><strong>tecniche di scrittura</strong></a> di cui hai bisogno. A questo proposito tengo <a href="https://www.segnalezero.com/laboratorio-di-scrittura/"><strong>laboratori di scrittura</strong></a> rivolti a tutti coloro – professionisti e non – che per varie ragioni sentono la necessità di <strong>esprimere il proprio potenziale attraverso la parola scritta</strong> o di <strong>utilizzare al meglio i benefici di questa attività</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Imparare a scrivere testi informativi&nbsp;</strong></h3>



<p>Come Writing coach sono in grado di aiutare te e la tua azienda a realizzare al meglio i testi informativi di cui l’impresa ha bisogno, siano essi <strong>articoli</strong>, <strong>Blog post</strong>, <strong>comunicati stampa</strong>,<strong> Newsletter</strong>, <strong>Landing page</strong>. La comunicazione d’impresa oggi non può fare a meno della capacità di scrivere testi di questo tipo in modo chiaro, coinvolgente ed efficace.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scrivere testi professionali&nbsp;</strong></h3>



<p>Lo stesso vale per i testi professionali in generale: il <strong>Business writing</strong> è un’abilità che chi si occupa di scrivere testi per le aziende, ma anche gli stessi professionisti che vogliono redigere da soli i propri testi, devono saper maneggiare con sicurezza. Chi avesse bisogno di <strong>migliorare la propria scrittura di business per il digitale</strong> può trovare in SegnaleZero® il giusto supporto per migliorarsi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Realizzare testi narrativi&nbsp;</strong></h3>



<p>Posso affiancarti nella <a href="https://www.segnalezero.com/come-scrivere-un-racconto/"><strong>realizzazione di un racconto</strong></a> o di un <strong>progetto editoriale</strong>. Ho scritto un libro che può aiutarti in questo (utile anche se scrivi articoli di giornale o testi per un’azienda), <a href="https://www.segnalezero.com/manuale-di-scrittura/"><strong><em>“Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole”</em></strong></a>, giunto alla seconda edizione. In questo volume propongo il mio metodo di lavoro che affonda le radici nella scrittura giornalistica, nel Copywriting, nella scrittura consapevole e creativa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="597" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-coaching-1024x597.jpg" alt="Coaching e scrittura: due strumenti al tuo servizio per migliorare la tua vita professionale e personale. " class="wp-image-21433" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-coaching-1024x597.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-coaching-300x175.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-coaching-768x448.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/scrittura-coaching.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando serve un Writing coach?</strong></h2>



<p>Illustrando i principali benefici di un percorso di <strong>coaching per la scrittura</strong> abbiamo in parte esplorato le motivazioni che possono spingere una persona a rivolgersi a un Writer coach. Vediamo più nel dettaglio quando può servire questa figura.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cali di motivazione</strong></h3>



<p>A volte accade di non sentirsi più a proprio agio con la scrittura. Può succedere per vari motivi, ad esempio perché <strong>si sono persi di vista gli obiettivi</strong> oppure perché <strong>si è ricevuta una critica</strong> che ha messo in discussione le nostre capacità. Avere al proprio fianco qualcuno che ci faccia riscoprire il nostro potenziale e le motivazioni più profonde è utile a ritrovare la strada.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cali di creatività</strong></h3>



<p>In altri casi possono <strong>venire a mancare le idee</strong>: si ha la sensazione di scrivere sempre le stesse cose, di lavorare sulla base di schemi precostituiti, non si sa come portare avanti un progetto giunto a un binario morto. In tutti questi casi un percorso di coaching per la scrittura può servire a ritrovare il giusto slancio e soluzioni creative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Paura della pagina bianca</strong></h3>



<p>Conosciuta anche come <strong>blocco dello scrittore</strong>, si tratta di una condizione caratterizzata da un <strong>impedimento a cominciare a scrivere o a continuare </strong>con la scrittura, come se mettessimo – ed effettivamente è ciò facciamo – una distanza tra noi e il nostro obiettivo. Fortunatamente è una tensione momentanea, dovuta a diverse ragioni, come la paura, un eccessivo perfezionismo, un approccio errato. Il Writing coach può permetterti di&nbsp; <a href="https://www.segnalezero.com/scrivere-ispirazione/"><strong>ritrovare l’ispirazione per scrivere</strong></a> aiutandoti a <strong>immergerti completamente nell’atto di scrittura,</strong> il modo più funzionale per superare il blocco della pagina bianca.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Difficoltà ad avviare un progetto editoriale</strong> o creativo</h3>



<p>Un percorso di Writing coaching può servire anche se devi realizzare un <strong>progetto editoriale complesso</strong> e non sai da dove cominciare. Su questo fronte, attualmente, ho all’attivo 10 progetti relativi alla <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-autobiografica-esercizi/"><strong>scrittura autobiografica</strong></a> (aiuto persone a mettere insieme contenuti, poesie, racconti legati alla loro famiglia), inoltre sto aiutando un cliente a realizzare racconti-testimonianza relativi a progetti di adozione in Bielorussia.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Avviare un progetto di comunicazione</strong></h3>



<p>Potresti avere in mente un progetto di comunicazione ma <strong>non sapere come svilupparlo perché non riesci a dare forma alle tue idee</strong>. Anche in questo caso avere al proprio fianco un professionista capace di guidarti nella definizione, attraverso la scrittura, di ciò che vuoi realizzare, può essere la strada migliore per superare l’ostacolo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Bisogno di strumenti nuovi per la crescita professionale o personale</strong></h3>



<p>Puoi decidere di usare la <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-crescita-personale/"><strong>scrittura come strumento di crescita personale</strong></a> o professionale: un mezzo semplice che, con la guida del coach, ti permetterà di guardarti dentro e di organizzare al meglio il tuo presente e il tuo domani.&nbsp;</p>




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<div class="el-content  uk-width-2xlarge uk-margin-auto">
<h5 class="el-title uk-h4 uk-margin-remove-top">Le persone ti seguono e ti comprano se sai dire chi sei.</h5>
<p class="uk-text-center">
Hai bisogno di raccontare la tua azienda in modo originale, con la forza di un metodo testato in Italia <br>e all’estero, e pensato per portare risultati tangibili?
</p> 
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>A chi è rivolto il servizio di Writing coaching di SegnaleZero®?</strong></h2>



<p>Sono tante le figure che possono beneficiare di un percorso di coaching per sviluppare il proprio potenziale nella scrittura e nella vita. Ognuna di esse presenta necessità diverse e il metodo di lavoro proposto, adattandosi alle esigenze del singolo caso, fornirà il supporto necessario per farlo emergere. Ecco, nello specifico, a chi si rivolge il servizio di Writing coaching di SegnaleZero®.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Appassionati di scrittura</strong></h3>



<p>Non sempre la passione è sufficiente per raggiungere con soddisfazione determinati obiettivi. Se mancano spinta motivazionale o conoscenze specifiche, ad esempio, si potrebbero riscontrare delle difficoltà. Gli appassionati di scrittura, attraverso il coaching di SegnaleZero®, avranno <strong>accesso a tutte le tecniche necessarie per scrivere al meglio</strong>, che si tratti di un testo di scrittura creativa, narrativa, autobiografica, terapeutica, espressiva, eccetera. Inoltre, <strong>ritroveranno lo stimolo perduto</strong> qualora, per qualche ragione, la motivazione li avesse momentaneamente abbandonati.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Professionisti della parola scritta</strong></h3>



<p>Il percorso di Writing coaching si rivolge anche ai <strong>professionisti che lavorano quotidianamente con la scrittura</strong> e che vogliono fare un <strong>salto di qualità </strong>nel loro mestiere. A coloro che hanno questa esigenza metto a disposizione un set di competenze acquisite in oltre 20 anni di esperienza nella scrittura e nella comunicazione digitale e il <em>know how </em>necessario per fare davvero la differenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aziende o enti&nbsp;</strong></h3>



<p>Aziende ed enti hanno sempre più bisogno di saper comunicare in modo efficace. Come Writing coach posso anche <strong>affiancare gli uffici preposti alla comunicazione</strong>, esterna o interna, <strong>e far loro la formazione necessaria</strong> per migliorarla.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Imprenditori o manager</strong>&nbsp;</h3>



<p>Imprenditori e manager hanno precise <strong>esigenze di comunicazione e di Personal branding </strong>all’interno delle realtà in cui operano. Anche in questo caso, posso essere la guida che serve a trovare le giuste modalità comunicative.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="597" src="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/migliorare-la-scrittura-1024x597.jpg" alt="Migliorare la scrittura: tecniche, consigli, esempi, esercizi. " class="wp-image-21434" srcset="https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/migliorare-la-scrittura-1024x597.jpg 1024w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/migliorare-la-scrittura-300x175.jpg 300w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/migliorare-la-scrittura-768x448.jpg 768w, https://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2022/05/migliorare-la-scrittura.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Usare la scrittura per riscoprire il potenziale personale o professionale</strong></h2>



<p>La scrittura può anche essere usata come strumento per <strong>riscoprire se stessi</strong>, quindi come mezzo utile a raggiungere benessere psicofisico o una maggiore consapevolezza di sé e dei propri obiettivi.&nbsp;</p>



<p>Se approcciata in modo consapevole, infatti, <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-meditazione-mindfulness/"><strong>la scrittura può essere equiparata alla meditazione</strong></a>, ma non tutti ne sono consapevoli, spesso nemmeno chi la pratica tutti i giorni per professione: così come la meditazione, scrivere permette di <strong>superare i paletti del pensiero cosciente</strong> e di <strong>attingere alle risorse dell’inconscio</strong>, fatto di tutte quelle emozioni e vissuti (spesso scomodi) che nella quotidianità restano sommersi e nascosti.</p>



<p>Quando parlo di <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-consapevole/"><strong>scrittura consapevole</strong></a> intendo un <strong>approccio attento al “qui e ora”</strong>, un’immersione totale nell’atto dello scrivere, scevro di distrazioni. Questo modo di vivere il presente (un atteggiamento totalmente diverso da quello con cui si vive il quotidiano) porta la mente in una condizione simile a quella indotta dal meditare. Il beneficio che ne consegue è riuscire a <strong>entrare in contatto con le emozioni che non elaboriamo coscientemente</strong>: in questo modo sarà possibile fare pace con esse, conoscersi meglio e capire cosa si desidera dalla vita.&nbsp;</p>



<p>Come Writing coach posso accompagnarti nell’uso della parola scritta come mezzo di crescita personale, insegnandoti le tecniche della <a href="https://www.segnalezero.com/scrittura-espressiva/"><strong>scrittura espressiva</strong></a> o di quella autobiografica. Partendo dalla logica che la <a href="https://www.segnalezero.com/scrivere-fa-bene/">scrittura fa bene</a> alla mente, ho anche sviluppato il corso <a href="https://www.segnalezero.com/corso-di-scrittura-creativa/"><strong>Pensa.Scrivi.Diventa</strong></a>. Si tratta di un’offerta diversa dal servizio di coaching, ma che parte dallo stesso presupposto: <strong>scrivere può essere un mezzo per raggiungere una maggiore “centratura”</strong>, condizione imprescindibile per attingere al potenziale creativo e intuitivo presente in ognuno di noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tra coaching e scrittura espressiva: i percorsi proposti da SegnaleZero®</strong></h2>



<p>I <strong>percorsi di Writing coaching di SegnaleZero®</strong> spaziano dal coaching nell’ambito della scrittura terapeutica, espressiva e per la crescita personale, a quelli per migliorare il proprio potenziale nella scrittura, sia che venga praticata per passione o per lavoro. Vediamo meglio tutte le proposte.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scrittura per il potenziale personale o professionale</strong></h3>



<p>Qui andiamo a sfruttare le <strong>capacità della scrittura di scavare dentro di noi e di far emergere le nostre potenzialità</strong>. Quando scriviamo con atteggiamento consapevole accediamo a quella parte di noi che ha tutte le risposte che cerchiamo e che difficilmente riescono a emergere se ci affidiamo esclusivamente al pensiero cosciente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scrittura narrativa</strong></h3>



<p>Questo è il percorso ideale per chi ha un <strong>progetto creativo editoriale</strong> da sviluppare. Il Writing coaching di SegnaleZero® ti aiuterà a <strong>portarlo avanti con successo, superando le difficoltà che possono presentarsi</strong>, soprattutto se si tratta di un’opera complessa, e gli eventuali cali di motivazione che porterebbero a rallentare il lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scrittura efficace e persuasiva</strong></h3>



<p>Desideri trovare un metodo che ti permetta di scrivere in modo chiaro e persuasivo? <strong>Vuoi imparare a convincere con le parole?</strong> Il <strong>Writing coaching </strong>di SegnaleZero® può essere declinato anche su questa necessità: ti permette di conoscere i segreti della <a href="https://www.segnalezero.com/copywriting-persuasivo/">scrittura persuasiva</a> e di realizzare testi più efficaci.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scrittura espressiva per le aziende e i manager</strong></h3>



<p>I percorsi di coaching per la scrittura espressiva possono essere messi al servizio anche di aziende e manager che hanno la necessità di <strong>far lavorare meglio i gruppi di lavoro</strong>, perché consente di far emergere le potenzialità di ognuno, di canalizzarle correttamente in base agli <strong>obiettivi da raggiungere</strong> e di metterle al servizio del gruppo di appartenenza. L’approccio avrà una declinazione diversa, chiaramente, trattandosi non di un singolo ma di un gruppo di persone, ma l’efficacia è la medesima.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scrittura evolutiva per professionisti della parola</strong></h3>



<p>In questo caso i destinatari sono i <strong>professionisti della scrittura</strong> che desiderano <strong>fare un salto di qualità</strong> per offrire ai clienti un servizio che faccia la differenza. In qualità di Writer coach ti guiderò alla scoperta di una comunicazione più efficace e in una progressiva crescita professionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si svolgono i percorsi di Writing coaching di SegnaleZero®</strong></h2>



<p>I <strong>percorsi di Writing coaching </strong>possono avvenire in modalità differenti, anche in base alle preferenze e alle necessità del cliente. Tra le opzioni proposte ci sono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Sessioni online</strong>: possono essere <strong>individuali o di gruppo</strong> e la durata è di <strong>90 minuti ciascuna</strong>. Questa modalità può essere scelta sia dal singolo sia da un gruppo di lavoro, quindi, e il percorso ha una durata specifica a seconda del caso e del tipo di obiettivo da raggiungere.&nbsp;</li><li><strong>Corsi intensivi in presenza</strong>: in questo caso mi reco personalmente in azienda per sessioni di lavoro di <strong>mezza giornata, una giornata o più giornate</strong>, in base alla necessità. Si tratta di un percorso molto variabile proprio perché dipende dalle singole richieste, durante il quale, attraverso un particolare approccio, <strong>faccio emergere gli obiettivi </strong>dell’impresa e <strong>fornisco al team di lavoro un metodo per raggiungerli</strong>.&nbsp;</li></ul>



<p><a href="https://www.segnalezero.com/contatti/"><strong>Contattami</strong></a> per sapere di più sul servizio di <strong>coaching per la scrittura</strong> o per ricevere un preventivo che risponda a ciò che ti serve davvero.&nbsp;</p>
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