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	<title>SensoryBlog</title>
	
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	<description>Il salotto dell'analisi sensoriale</description>
	<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 16:45:48 +0000</pubDate>
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		<title>Ricerca sul limoncello: ai giovani piace morbido, semplice, affettuoso</title>
		<link>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2010/07/05/ricerca-sul-limoncello-ai-giovani-piace-morbido-semplice-affettuoso/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 16:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dolce, fresco, cremoso, mai sofisticato e astringente: questo il limoncello preferito dai giovani tra i 20 e i 28 anni secondo la ricerca del Centro Studi Assaggiatori.
Dal test emerge infatti la tendenza a prediligere liquori al limone morbidi e in particolare le creme di limoncello. Liquori che presentano aromi vanigliati e di frutta cotta, freschi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dolce, fresco, cremoso, mai sofisticato e astringente: questo il limoncello preferito dai giovani tra i 20 e i 28 anni secondo la ricerca del Centro Studi Assaggiatori.</p>
<p>Dal test emerge infatti la tendenza a prediligere liquori al limone morbidi e in particolare le creme di limoncello. Liquori che presentano aromi vanigliati e di frutta cotta, freschi grazie alle note balsamiche. Alla vista il limoncello deve presentarsi denso e di un intenso e pieno colore giallo, tipico del limone maturo. In generale non piacciono quindi i sentori artificiali, di solvente o di ossidazione, l&rsquo;amarezza e l&rsquo;astringenza. In definitiva si cercano profili semplici e poco sofisticati, dolci e senza difetti.</p>
<p>L&#8217;aroma terpenico tipico dei limoni si rivela molto gradito ai giovani. Ma deve essere associato a caratteristiche gustative e tattili carezzevoli, setose, suadenti. E&#8217; come se le nuove generazioni fossero alla continua ricerca di affetto.</p>
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		<title>Grandi manovre: 113 allievi all’ultimo corso di Analisi sensoriale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 23:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Odello</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E&#8217; possibile fare un corso di analisi sensoriale di 32 ore, in 4 giorni, con 15 esercitazioni, a 113 allievi? Pensavamo di no, ma ci &#232; riuscito, facendo di necessit&#224; virt&#249;, utilizzando la didattica del Centro Studi Assaggiatori consolidata in 10 anni di presenza in universit&#224; italiane e straniere. E naturalmente grazie alla disponibilit&#224; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile fare un corso di analisi sensoriale di 32 ore, in 4 giorni, con 15 esercitazioni, a 113 allievi? Pensavamo di no, ma ci &egrave; riuscito, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;, utilizzando la didattica del Centro Studi Assaggiatori consolidata in 10 anni di presenza in universit&agrave; italiane e straniere. E naturalmente grazie alla disponibilit&agrave; e l&#8217;impegno del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari dell&#8217;Universit&agrave; di Padova che ha fortemente voluto inserire questo corso nella formazione dei futuri tecnologi alimentari.<br />Il corso &egrave; stato tenuto agli allievi del secondo e terzo anno e ha comportato l&#8217;impiego di oltre 5.000 fotocopie e altrettanti oggetti (piatti, forchette, bicchieri, palette ecc), cinque assistenti, un&#8217;esercitatrice e un docente. I dati ottenuti dall&#8217;analisi sensoriale di uova di lompo e di storione, prosciutto, formaggio spalmabile, limoncello e marmellata eseguendo il metodo <a href="javascript:void(0);/*1276556889477*/">Big Sensory Test</a> avanzato venivano caricati con sistema ottico e le matrici ottenute, a volte superiori a 30.000 <em>item</em>, erano elaborate in circa dieci secondi con il <a href="javascript:void(0);/*1276556854858*/">Big Sensory Soft</a> rendendo possibile fornire agli allievi i risultati e consentendo quindi il progressivo miglioramento delle loro prestazioni.<br />Operando con una simile massa di giudici ha permesso di affinare la logistica necessaria alla formazione in analisi sensoriale e di aprire nuovi orizzonti in merito. Parallelamente, da opportune osservazioni che varranno fatte in futuro, sar&agrave; possibile migliorare la statistica applicata, nonch&eacute; ottenere notevoli informazioni sui prodotti testati e sulle caratteristiche che li rendono graditi ai giovani.</p>
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		<title>Il senso dell’infinito</title>
		<link>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2010/06/10/il-senso-dellinfinito/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Odello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicofisiologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa &#232; quella strana voglia di un nuovo sorso, di un nuovo boccone, di una nuova annusata? Cos&#8217;&#232; che ferma l&#8217;atto di consumo nel momento del piacere che fugge e genera la voglia irresistibile di ripeterlo? E&#8217; una delle cose che l&#8217;analisi sensoriale non &#232; ancora riuscita a svelare. Anche al test descrittivo pi&#249; raffinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa &egrave; quella strana voglia di un nuovo sorso, di un nuovo boccone, di una nuova annusata? Cos&rsquo;&egrave; che ferma l&rsquo;atto di consumo nel momento del piacere che fugge e genera la voglia irresistibile di ripeterlo? <br />E&rsquo; una delle cose che l&rsquo;analisi sensoriale non &egrave; ancora riuscita a svelare. Anche al test descrittivo pi&ugrave; raffinato e dettagliato due vini, due grappe, due liquori, due caff&egrave; o due elaborati gastronomici possono risultare molto simili, ma uno istiga la voglia, il desiderio, la trasgressione a ogni regola, anche salutistica, e l&rsquo;altro no. Qualcosa di meglio si ottiene con i test analogico-affettivi, perch&eacute; registrano le emozioni e le evocazioni, ma siamo ancora lontani dal determinare con sicurezza come agisce il senso dell&rsquo;infinito.<br />Possiamo per&ograve; azzardare delle ipotesi: l&rsquo;infinita voglia di piacere nasce quando un prodotto ha caratteristiche che lo rendono atto a interagire con la parte pi&ugrave; arcaica del nostro cervello, a penetrare cos&igrave; tanto nel nostro inconscio da renderci beati attraverso stimoli che non passano attraverso la coscienza. Sappiamo che queste doti sono proprie di prodotti profondi, ricchi, articolati, lunghi e cinestesicamente perfetti. <br />Ricorrendo agli storici generati dai test di analisi sensoriale e all&rsquo;esperienza personale notiamo che i prodotti in questione sono quasi sempre originati in territori vocati, da culture di alta tradizione e da persone che hanno una sensibilit&agrave; speciale. Molto si &egrave; detto in proposito, ma le vie intraprese per non perdere questo patrimonio non sempre sono state quelle giuste. Il mezzo pi&ugrave; ricorrente &egrave; la tutela dell&rsquo;origine, quello pi&ugrave; popolare &egrave; l&rsquo;intensa attivit&agrave; dei menestrelli dell&rsquo;enogastronomia, quello pi&ugrave; avvilente &egrave; l&rsquo;appropriazione indebita dei concetti e la successiva generalizzazione. <br />In questo contesto piani di ricerca interdisciplinare che vedano esperti delle neuroscienze, tecnologi e sensorialisti lavorare insieme, avulsi da ogni condizionamento demagogico e interessato, potrebbe risultare una strada vincente. Oltre a sentire il parere dei nostri lettori sulla condivisione dell&#8217;idea, ci piacerebbe che chi ha fatto esperienze con il senso infinito ci comunicasse con quali prodotti l&#8217;ha fatto: chiss&agrave; che la ricerca non possa cominciare cos&igrave;.</p>
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		<item>
		<title>Per trovare un consulente c’è bisogno di un consulente?</title>
		<link>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2010/05/12/per-trovare-un-consulente-ce-bisogno-di-un-consulente/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 11:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Considerazioni interessanti quelle contenute nell&#8217;editoriale di Connie Blumhardt, editore di Roast Magazine, rivista americana dedicata alla torrefazione. Riflessioni sul ruolo del consulente e sul come sceglierlo che nascono dalle opinioni controverse che Connie ha raccolto nell&#8217;industria del caff&#232; americana.
&#34;Prima di assumere un consulente definite con chiarezza in quali aree necessitate del suo intervento e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Considerazioni interessanti quelle contenute nell&#8217;editoriale di Connie Blumhardt, editore di Roast Magazine, rivista americana dedicata alla torrefazione. Riflessioni sul ruolo del consulente e sul come sceglierlo che nascono dalle opinioni controverse che Connie ha raccolto nell&#8217;industria del caff&egrave; americana.</p>
<p>&quot;Prima di assumere un consulente definite con chiarezza in quali aree necessitate del suo intervento e in quali invece no&quot;, afferma Connie. E suggerisce di farsi qualche domanda, per esempio: da quanto il consulente lavora nel settore? E inoltre un consiglio: farsi dare referenze.</p>
<p>Riflessioni interessanti che potete trovare <a href="javascript:void(0);/*1273663852397*/">qui</a>. Per scoprire che il mercato americano non &egrave; certo l&#8217;unico a soffrire da sovraffollamento di consulenti improvvisati</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Riso: piace consistente e ruvido</title>
		<link>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2010/05/06/riso-piace-consistente-e-ruvido/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 09:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Consistenza, ruvidit&#224; e capacit&#224; di restare intero dopo la cottura: queste le caratteristiche pi&#249; apprezzate nel riso emerse da un test che abbiamo svolto recentemente.
Nel riso conta moltissimo la percezione tattile: la consistenza dei chicchi sotto i denti, la capacit&#224; di mantenere la loro interezza e la ruvidit&#224; della superficie. Anche il primo giudizio visivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consistenza, ruvidit&agrave; e capacit&agrave; di restare intero dopo la cottura: queste le caratteristiche pi&ugrave; apprezzate nel riso emerse da un test che abbiamo svolto recentemente.</p>
<p>Nel riso conta moltissimo la percezione tattile: la consistenza dei chicchi sotto i denti, la capacit&agrave; di mantenere la loro interezza e la ruvidit&agrave; della superficie. Anche il primo giudizio visivo per&ograve; &egrave; importante: i giudici hanno prestato molta attenzione all&#8217;integrit&agrave; dei chicchi, alla loro uniformit&agrave; e al grado di separazione che mostrano sgranandoli con una forchetta. Inoltre &egrave; emerso anche come l&#8217;intensit&agrave; olfattiva del riso stesso sia un ulteriore fattore determinante nel caso non si utilizzino condimenti.</p>
<p>  Nel test sono state valutate le variet&agrave; Carnaroli, Arborio, Karnak e Volano. Gi&agrave; subito dopo la cottura tra Carnaroli e Karnak si evidenziano differenze nella separazione dei chicchi, visibili quando si sgrana il riso nella forchetta. La stessa differenza si ritrova in bocca, accompagnata da un diverso livello di consistenza e umidit&agrave;. Tra Arborio e Volano le differenze si mostrano ancora maggiori: l&rsquo;Arborio si presenta infatti pi&ugrave; uniforme e pi&ugrave; lucido visivamente, con i chicchi pi&ugrave; integri. A livello tattile si notano differenze nella coesione tra i chicchi, nella loro consistenza e ruvidit&agrave;, ma anche nell&rsquo;elasticit&agrave;; si comportano diversamente anche a riguardo del grado di cottura, dell&rsquo;umidit&agrave; e della collosit&agrave; sui denti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>L’Aceto Balsamico fa bene, ma quanti falsi in giro</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La nostra Novella Bagna ha condotto una lezione il 23 aprile scorso ad Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Ospite della lezione Leonardo Giacobazzi, consigliere del Consorzio Tutela Balsamico Tradizionale di Modena e produttore. Tra i temi trattati anche l&#8217;uso di Aceto Balsamico nelle diete pi&#249; delicate. E altrettanto delicato &#232; il tema della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra Novella Bagna ha condotto una lezione il 23 aprile scorso ad Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Ospite della lezione Leonardo Giacobazzi, consigliere del Consorzio Tutela Balsamico Tradizionale di Modena e produttore. Tra i temi trattati anche l&#8217;uso di Aceto Balsamico nelle diete pi&ugrave; delicate. E altrettanto delicato &egrave; il tema della contraffazione, che ormai passa per Internet, oltre che nei canali pi&ugrave; tradizionali. Leonardo Giacobazzi ha infatti portato ben dieci bottiglie di Aceto Balsamico, tutte comprate on line e tutte rigorosamente false.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Energy drink: vincono quelli freschi, perdono gli artificiali</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gli energy drink piacciono freschi e frizzanti, meglio se dolci, mai artificiali. Questi i risultati di un test che abbiamo condotto sugli otto prodotti pi&#249; diffusi nella grande distribuzione italiana. Gli energy drink sono stati testati da 28 giovani tra i 21 e i 38 anni provenienti da Italia, Francia e Romania.
  Dalle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli energy drink piacciono freschi e frizzanti, meglio se dolci, mai artificiali. Questi i risultati di un test che abbiamo condotto sugli otto prodotti pi&ugrave; diffusi nella grande distribuzione italiana. Gli energy drink sono stati testati da 28 giovani tra i 21 e i 38 anni provenienti da Italia, Francia e Romania.</p>
<p>  Dalle nostre prove emerge come anche nel caso degli energy drink la freschezza sia un fattore determinante. Piacciono quindi i prodotti con aromi floreali, fruttati e di erbe aromatiche e con un certo grado di frizzantezza.</p>
<p>A conferma della tendenza verso la freschezza, si posizionano male infatti quei prodotti che sanno di artificiale. Perdono il confronto quindi gli energy drink con sentori di medicinale, cio&egrave; che ricordano lo sciroppo per la tosse o le classiche pastiglie di vitamine. Cos&igrave; come ottengono risultati negativi anche quei prodotti che ricordano la gomma da masticare, i detergenti e il dentifricio.</p>
<p>C&#8217;&egrave; inoltre da rilevare una tendenza al dolce. Nei confronti tra energy drink zuccherati e i loro corrispondenti sugar-free, vincono i primi, che riescono a dare una maggiore sensazione di potere energizzante.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Due nuovi video dedicati all’analisi sensoriale dell’espresso</title>
		<link>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2009/01/20/due-nuovi-video-dedicati-allanalisi-sensoriale-dellespresso/</link>
		<comments>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2009/01/20/due-nuovi-video-dedicati-allanalisi-sensoriale-dellespresso/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 01:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo pubblicato due nuovi video sul nostro canale su YouTube. Sono tratti da un incontro con la stampa in cui Luigi Odello introduce i giornalisti all&#8217;analisi sensoriale dell&#8217;espresso. Il primo video &#232; dedicato all&#8217;acidit&#224; e all&#8217;astringenza nell&#8217;espresso, il secondo ai difetti della bevanda.
&#160; 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo pubblicato due nuovi video sul <a href="http://it.youtube.com/analisisensoriale">nostro canale su YouTube</a>. Sono tratti da un incontro con la stampa in cui Luigi Odello introduce i giornalisti all&#8217;analisi sensoriale dell&#8217;espresso. Il primo video &egrave; dedicato all&#8217;acidit&agrave; e all&#8217;astringenza nell&#8217;espresso, il secondo ai difetti della bevanda.</p>
<p>&nbsp;<object height="350" width="425"><param value="http://www.youtube.com/v/5pY3WACjnnc" name="movie" /><embed height="350" width="425" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/5pY3WACjnnc"></embed></object> <object height="350" width="425"><param value="http://www.youtube.com/v/ecQSeJw3toU" name="movie" /><embed height="350" width="425" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ecQSeJw3toU"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2009/01/20/due-nuovi-video-dedicati-allanalisi-sensoriale-dellespresso/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Grappa News un anno di analisi sensoriale della grappa</title>
		<link>http://www.assaggiatori.com/blog/index.php/2008/12/20/da-grappa-news-un-anno-di-analisi-sensoriale-della-grappa/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 02:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Grappa]]></category>

		<category><![CDATA[analisi sensoriale]]></category>

		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>

		<category><![CDATA[denominazione geografica]]></category>

		<category><![CDATA[grappa invecchiata]]></category>

		<category><![CDATA[grappa news]]></category>

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		<description><![CDATA[Per gli appassionati di grappa, riprendiamo gli editoriali pubblicati da Luigi Odello su Grappa News, la newsletter dedicata al distillato italiano. Sul numero di dicembre, in uscita a giorni, nuovo editoriale.

Quel qualcosa poco buono&#8230;
Grappa, memoria del terroir
Sensorialit&#224; e grapperie
Grappa e cioccolato: matrimonio d&#8217;amore, se ben combinato per&#242;
Grappa: sensorialit&#224; e innovazione tecnologica
Invecchiata? No, elevata in legno
Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli appassionati di grappa, riprendiamo gli editoriali pubblicati da Luigi Odello su <a href="http://www.grappanews.com">Grappa News</a>, la newsletter dedicata al distillato italiano. Sul numero di dicembre, in uscita a giorni, nuovo editoriale.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008103/quel-qualcosa-poco-buono">Quel qualcosa poco buono&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008108/grappa-memoria-del-terroir">Grappa, memoria del terroir</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008124/sensorialita-e-grapperie">Sensorialit&agrave; e grapperie</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008129/grappa-e-cioccolato-matrimonio-d-amore-se-ben-combinato-pero">Grappa e cioccolato: matrimonio d&#8217;amore, se ben combinato per&ograve;</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008133/grappa-sensorialit%C3%A0-e-innovazione-tecnologica">Grappa: sensorialit&agrave; e innovazione tecnologica</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008138/invecchiata-no-elevata-legno">Invecchiata? No, elevata in legno</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008145/ma-i-produttori-ci-credono-alla-denominazione-geografica-della-grappa">Ma i produttori ci credono alla denominazione geografica della grappa?</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008151/le-grappe-con-il-blasone">Le grappe con il blasone</a></li>
<li><a href="http://www.grappanews.com/?q=2008157/il-fascino-segreto-del-non-percepito">Il fascino segreto del non percepito</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Lascia ogni velleità di degustare se al cresoto non sai arrivare</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 09:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Odello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

		<category><![CDATA[aromacard]]></category>

		<category><![CDATA[aromi]]></category>

		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

		<category><![CDATA[vinography]]></category>

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		<description><![CDATA[In un mondo in cui specialisti e scrittori di vino fanno ancora confusione tra gusto e olfatto &#8211; il famoso &#8220;gusto di flor&#8221; &#232; l&#8217;ultima che abbiamo letto su una rivista professionale &#8211; &#232; interessante osservare con quanta perizia ci si spinga a comporre liste di odori che la maggioranza della gente non saprebbe mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo in cui specialisti e scrittori di vino fanno ancora confusione tra gusto e olfatto &ndash; il famoso &ldquo;gusto di flor&rdquo; &egrave; l&rsquo;ultima che abbiamo letto su una rivista professionale &ndash; &egrave; interessante osservare con quanta perizia ci si spinga a comporre liste di odori che la maggioranza della gente non saprebbe mai riconoscere. <br />Gi&agrave; son pochi i nati dal Settanta in poi che sanno identificare l&rsquo;odore del cavallo sudato, perch&eacute; i cavalli li hanno visti solo in televisione e non puzzavano, ma sarebbe bello vedere se un boscaiolo distingue in un vino l&rsquo;odore del pino dalla linfa di pino, un fruttivendolo l&rsquo;odore della mela selvatica da quello della mela fuji, un agricoltore la nota di erba medica da quello del trifoglio.<br />Tutte le note odorose citate - e molte altre - le trovate a <a href="http://www.vinography.com">www.vinography.com</a>, nell&rsquo;aromacard che viene proposta per aiutare il neofita a descrivere i vini.<br />Siamo d&rsquo;accordo con l&rsquo;autore che il vino &egrave; una vera miniera sensoriale e che da questa sua caratteristica deriva il grande fascino che ottiene tra i suoi consumatori. Ma abbiamo un&#8217;idea differente sulla didattica. Quando un consumatore sente una guida sensoriale sciorinare una serie di termini che vanno dalla buccia di kumoquat al toffee e lui non riesce a  rilevarle pu&ograve; avere solo due atteggiamenti psicologici: dichiararsi anosmico e abbandonare i piaceri del vino o dichiarare millantatore l&rsquo;istruttore e dunque lasciare i percorsi formativi.<br />Gli aromi sono dentro di noi, legati dalla memoria episodica di ciascuno. E&rsquo; per questo che ognuno pu&ograve; trovare se stesso nel vino, ed &egrave; da questo che nasce la grandezza del vino.</p>
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