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	<title>Serialmente » Recensioni</title>
	
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	<description>Opinioni non richieste sulle serie TV</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Feb 2012 08:00:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Shameless – 2×07 – A Bottle Of Jean Nate</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 09:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Varriale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Shameless]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="389" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/vlcsnap-161334-389x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="vlcsnap-161334" title="vlcsnap-161334" />A Bottle Of Jean Nate prospetta una serie di cambiamenti per i personaggi e forse anche per l&#8217;impostazione stessa di Shameless, derivanti soprattutto dalle modifiche dei rapporti tra i protagonisti. Primo fra tutti lo spostarsi dell&#8217;attenzione dalla figura paterna a quella materna. L&#8217;arrivo di Peggy Gallagher, la granny della famiglia, ha portato non poche deformazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="389" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/vlcsnap-161334-389x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="vlcsnap-161334" title="vlcsnap-161334" /><p style="text-align: justify;">A Bottle Of Jean Nate prospetta una serie di cambiamenti per i personaggi e forse anche per l&#8217;impostazione stessa di Shameless, derivanti soprattutto dalle modifiche dei rapporti tra i protagonisti. Primo fra tutti lo spostarsi dell&#8217;attenzione dalla figura paterna a quella materna. L&#8217;arrivo di <strong>Peggy Gallagher</strong>, la granny della famiglia, ha portato non poche deformazioni e ciò che sospettavamo, che stesse realmente male, si è rivelato corrispondere a verità. Ma la donna non tirerà le cuoia prima di aver addestrato un po&#8217; i nipoti, ed è ovvio che <strong>Carl</strong> è quello più sensibile al suo magistero. Per quanto un po&#8217; troppo sopra le righe anche per Shameless tutta la sequenza di nonna e nipote che tentano di organizzare un nuovo laboratorio di metanfetamine l&#8217;ho trovata gustosa e parecchio rivelatrice delle negative stagnanze genetiche della famiglia Gallagher. E poi la prendo per buona questa cosa anche perché sappiamo che non durerà viste le condizioni di salute di Peggy.</p>
<p style="text-align: justify;">Condizioni che cadono come una manna dal cielo per <strong>Frank</strong>, che già non reggeva più la dittatura di sua madre, anche perché veniva a intralciare la sua vita di nullafacenza dedita al bere e al dormire. Come con Sheila, si vede aiutato dall&#8217;alto (<em>Thank you, Lord</em>). Tuttavia le continue lamentele di Frank le trovo un po&#8217; eccessive, rischiano di renderlo un automa. Non fa che lamentarsi sempre e comunque e vegetare a scapito degli altri. Il rischio di questa raffigurazione è &#8211; a differenza degli altri personaggi &#8211; che venga ridotto a un semplice vettore di uomo senza vergogna alcuna, senza sentimenti umani. Non dico che debba esprimere calore e solidarietà, non sia mai! Ma a volte il serial tigna un po&#8217; sulla sua negatività e quando si esagera &#8211; in un verso o nell&#8217;altro &#8211; il personaggio ne risente sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">A trovare una risoluzione, almeno sembra, è anche la questione tra <strong>Lip</strong> e <strong>Ian</strong>, che consigliati dalla saggia nonna, decidono di mettere fine alle vertenze alla maniera dei Gallagher: una sonora scazzottata. Ma il vero problema di Lip è rappresentato da <strong>Karen</strong>. Nel momento in cui decide di aiutarla a ottenere un accordo prematrimoniale post-matrimonio era chiaro che sarebbe finito nella sua sfera d&#8217;attrazione di nuovo. Certo volendo cercare il pelo nell&#8217;uovo è un po&#8217; troppo rapido il ravvedimento di Karen. Vabbè che l&#8217;avevamo capito tutti che ancora ci teneva a Lip e che il suo dumb-husband avrebbe avuto vita breve, ma era difficile aspettarsi un turning point così brusco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che trovo interessante, però, è il modo in cui la situazione sia degenerata in negativo, alla tipica maniera di Shameless. Il riavvicinamento dei due ragazzi sembrava una svolta positiva, ma si rivela, in fin dei conti il rischio di una pietra tombale per Lip. Lo vediamo, alla fine dell&#8217;episodio, decidere di mollare la scuola e cercarsi un lavoro. Al momento Fiona, da brava sorella chioccia, ha arginato la sua botta di testa, ma non sappiamo di preciso cosa riserverà il futuro a Lip. Dice non voler essere come Frank, che non abbandonerà suo figlio, ed è un atteggiamento che gli fa onore, ma parliamoci chiaro: formare una famiglia con Karen significa buttare il suo futuro nel discarico. Ora che poteva entrare a West Point, ora che poteva lasciarsi alle spalle lo squallore del quartiere, Lip ci sprofonda forse per sempre. E a differenza degli altri Gallagher il tonfo sarebbe ben più pesante: Lip è il più dotato e intelligente della famiglia, quello che potrebbe davvero realizzare qualcosa, ma a quanto pare è destino dei Gallagher essere dei reietti.</p>
<p style="text-align: justify;">Reietti che attirano le persone come il miele, però. Questa settimana <strong>Jasmine</strong> rompe gli indugi e decide di farsi avanti con <strong>Fiona</strong> in maniera più che diretta: prima va a svegliarla leccandole l&#8217;orecchio, poi decide di baciarla sulla bocca quando sono sullo yacht. Un bacio che, mi è sembrato, Fiona non ha proprio rifiutato, se si esclude l&#8217;iniziale meraviglia. Ma insomma, s&#8217;era anche un po&#8217; capito che la biondina qui le faceva il filo. E il momento è arrivato ed è stato un gran bel vedere: Amy Smart ed Emmy Rossum che limonano. Ecco io questa frase l&#8217;ho scritta, l&#8217;ho riletta, ma col cavolo se riesco a trovarci un difetto. Sarà forse il mio ormone a parlare, ma la scena ci stava tutta. Anche se sarà anche la prima e l&#8217;ultima che vedremo visto che a quanto pare il personaggio della Smart sembra abbandonare la vita dei Gallagher con una sfuriata di dubbio gusto e un&#8217;uscita che definire dalla finestra è un eufemismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per uno che esce c&#8217;è uno che entra. O che almeno ci prova. <strong>Steve e Fiona</strong> sono i piccioncini di Shameless, inutile girarci intorno. Sono di un pucci insieme che neanche provo a dirvelo perché è evidente ogni volta che appaiono sullo schermo uno di fianco all&#8217;altro. Lui con la sua barbetta fina e l&#8217;abbigliamento casual, lei col suo corpicino magro come un rametto e quegli occhioni a palla più grandi della faccia. Quindi, per favore, autori, vediamo di tirarla breve con questa sposa brasilera. Anche perché parliamo di un personaggio già votato alla fine, senza nerbo narrativo, senza legami d&#8217;intreccio e che non dice mezza parola in inglese. E poi ho un debole per Fiona e voglio che le cose si concludano bene per lei. Senza contare che Emmy Rossum, dalla sua apparizione col suo splendido personaggio &#8211; seppure di fugace apparizione, o proprio per quello &#8211; in Mystic River, ha da sempre riservato un posto al caldo nel mio cuore cinefilo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine ci sarebbero <strong>Vi</strong> e consorte più o meno distrutti per la dipartita di Ethel. Ecco su questa storia qui io ci tiro una linea sopra. E me ne assumo tutta la responsabilità. Non mi dicono proprio un tubo. La loro storyline all&#8217;interno dell&#8217;episodio l&#8217;ho trovata solo riempitiva, giusto un po&#8217; di minutaggio per giustificare la presenza di due personaggi importanti. Spero si farà meglio nei prossimi episodi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico rischio di Shameless resta l&#8217;eccessiva coralità. A Bottle Of Jean Nate funziona tutto sommato, anche se è innegabile qualche maglia troppo larga nel tessuto che dovrebbe legare i vari personaggi. Niente di cui preoccuparsi al momento, ma essendo in casa Showtime, temo sempre che le buone intenzioni finiscano in vacca.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/4.jpg" alt="" width="110" height="22" />=</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>The Good Wife – 3×15 – Live from Damascus</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 14:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mara R.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[The Good Wife]]></category>
		<category><![CDATA[CBS]]></category>
		<category><![CDATA[legal drama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/the-good-wife-3x15.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="the good wife 3x15" title="the good wife 3x15" />Quando si dice &#8220;spartiacque&#8221;. Questo è uno di quegli episodi che segnano un prima e un dopo e lo è con una scelta spregiudicata per uno dei protagonisti, e con il rilancio della storyline di un altro che apre un arco narrativo da capogiro per le implicazioni che comporta. Ma non tutto funziona a dovere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/the-good-wife-3x15.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="the good wife 3x15" title="the good wife 3x15" /><p>Quando si dice &#8220;spartiacque&#8221;. Questo è uno di quegli episodi che segnano un prima e un dopo e lo è con una scelta <strong>spregiudicata</strong> per uno dei protagonisti, e con il rilancio della storyline di un altro che apre un arco narrativo da capogiro per le implicazioni che comporta. Ma non tutto funziona a dovere, per  la prima volta ho avvertito lo scorrere del tempo quando una delle eccezionalità della serie risiede proprio nella sua gestione, come se quei 45 minuti avessero un&#8217;estensione più ampia rispetto alla durata cronometrica. In &#8220;Live from Damascus&#8221; questa abilità si stempera nella conduzione, altalenante nel risultato, dei numerosi personaggi e del caso della settimana che prima funziona da catalizzatore, poi da centro di snodo per le vicende di quasi tutti i protagonisti: quello che sembrava essere il ritorno di Will, diviene il suo <em>addio momentaneo</em>.</p>
<h6>Il Caso</h6>
<p>Ritroviamo Viola Walsh nella difesa di Neil Gross, Ceo della Chumhum, citato in giudizio dalle famiglie di tre manifestanti americani imprigionati e uccisi in Siria. Alla società di Gross viene contestato l&#8217;aver venduto alle autorità siriane, violando l&#8217;embargo statunitense, un software grazie al quale da telefonate ed email sono stati estratti i dati necessari alla localizzazione e quindi cattura dei manifestanti. La difesa della Chumhun si basa sul non aver venduto direttamente alle autorità siriane e di non essere responsabile dell&#8217;uso che terze parti fanno del loro prodotto, ma Will dimostra come il servizio di supporto tecnico determina il contrario.</p>
<p>Il caso non passerà alla storia come uno di quelli memorabili per la serie: manca la drammaticità affidata prevalentemente agli occhioni lucidi di Jonathan Groff, il dibattimento in aula è intervallato dalle fastidiose interruzioni del giudice Abernathy adorabile a piccole dosi, ma qui si esagera. E solo tre stagioni fin qui quasi perfette mi fanno tacere sul <strong>passaporto</strong> con il timbro di Israele sfuggito alle autorità siriane perché sbiadito: io <em>guardo</em> The Good Wife anche per non <em>sentire</em> cose del genere.</p>
<h6>Lockart&amp;Wathever</h6>
<p><strong>Wendy Scott-Carr</strong> dimostra tutta la sua pochezza: dopo aver perso la campagna elettorale, tentato invano di trasformare il caso su Will in un caso contro Peter, fallisce anche nel conseguire il via a procedere dal Gran Jury. A questo punto, piuttosto che far elegantemente dimenticare la sua esistenza, decide di usare l&#8217;arma preferita dai vigliacchi acrimoniosi: la soffiata anonima. Informa la commissione disciplinare dell&#8217;ordine del furto di 45mila dollari  avvenuto quindici anni prima e da qui inizia il vero dramma, quello di <strong>Will</strong> la cui radiazione sembra cosa certa.</p>
<p><em>Follow Diane&#8217;s Leading</em> è il consiglio di Will ad Alicia prima di accomiatarsi dal suo studio, dal suo mondo, da tutto ciò che lo definisce come persona, dalla sua <strong>vita</strong>. E lui sa di cosa parla. Di nuovo è <strong>Diane</strong> con il suo intervento a indirizzare eventi e persone per il meglio: è il suo intervento a far guadagnare a Will la possibilità di scelta tra una sospensione di sei mesi, e la radiazione. Certo Will potrebbe tentare di opporsi, ma se la sentenza fosse infine sfavorevole sarebbe permanente. Nella rinuncia di Will a lottare <strong>non</strong> c&#8217;è però rassegnazione o stanchezza. Will è <strong>cresciuto</strong>. Sono lontani i tempi in cui desiderava disfarsi di Diane &#8211; ironia &#8211; anche per la volontà di lei di mantenere in vita il programma pro-bono, ancora più lontani i tempi del Will Gardner conosciuto da Celeste, quello che messo alle strette rilanciava sprezzantemente come al tavolo da poker, così nel lavoro. Will è stato in grado di farsi <strong>influenzare</strong> positivamente dalle persone che stima di più: Diane, Alicia e sì, anche Kalinda.</p>
<p>Il Will Gardner di adesso chiama Alicia per leggere nei suoi occhi il valore della decisione presa: non importa come e in che termini un suo errore di quindici anni prima sia stato strumentalizzato, lui è colpevole, è giusto che paghi. Come Alicia non gli abbia buttato le braccia al collo è un qualcosa che non so spiegarmi, tanto più che Will fa <strong>torto</strong> a sé stesso equiparando la sospensione  forzata di sei mesi, all&#8217;inattività decennale di Alicia: lei aveva scelto, Will è vittima di una ritorsione. Alicia è tornata al lavoro con un bel carico di umiliazione sulle sue spalle ma con il nome di Peter ancora spendibile in molte sedi, Will rientrerà &#8211; con la reputazione di avvocato che sottrae soldi ai clienti &#8211; dopo che la sua assenza avrà attirato gli squali intorno al vuoto di potere.</p>
<h6>Meanwhile&#8230;</h6>
<p>&#8230;mentre Will decide della sua vita e lo studio &#8211; ma soprattutto noi &#8211; si appresta a sopravvivere ai cambiamenti che avverranno, <strong>Eli Gold</strong> è stato di fatto <strong>traslocato</strong> su uno show parallelo. Il personaggio di Alan Cumming è quello che ha subito la trattazione più discontinua. Irresistibile fin dalle prime battute, è rimasto in ombra nella prima parte della seconda stagione, per poi tornare in grande spolvero nel finale. Ma ora sembra un corpo estraneo. Innanzi tutto non c&#8217;è quasi traccia dell&#8217;uomo che poteva a pieno titolo dire di sé stesso &#8220;I am the smartest person I know&#8221;: lo abbiamo visto disorientato dopo la prima sconfitta, isolato all&#8217;interno dello studio, battuto ripetutamente da <strong>Stacie Hall</strong>: se il valore di un uomo va considerato anche in relazione alla levatura dei suoi nemici, Eli non è decisamente al suo meglio. La collaborazione a tre per la candidatura di Vanessa regala momenti divertenti, ma ridurre Eli ad allegerimento per la storia portante è come decretarne la fine. E di sicuro non ho nessuna voglia né interesse a seguire la campagna di Vanessa. Restituiteci l&#8217;Eli Gold che minaciava Becka di farle vivere <em>Drag me to Hell.</em></p>
<h6>Il fattore K</h6>
<p>Il timore era di avere una <strong>Kalinda</strong> &#8211; privata del legame con Alicia prima, con Carey poi &#8211; intrappolata nel ruolo di investigatrice hot. L&#8217;incontro con Eli sembrava preludere a qualcosa di memorabile, e sulle prime battute lo è anche stato, ma il tutto è rimasto circoscritto alla collaborazione in un paio di casi.</p>
<p>Fortunatamente se il rapporto con Alicia è per il momento messo in attesa, quello con Will ha mostrato già da molto tempo a questa parte di essere basato su un&#8217;assoluta stima e fiducia reciproca: proprio Will era al lavoro sul fascicolo <strong>tasse&amp;misteri </strong>a carico dell&#8217;investigatrice. Sappiamo che Kalinda è stata sposata ma ha cambiato nome e vita, sappiamo che nel realizzare tutto questo è stata aiutata da Peter il quale aveva accettato un ringraziamento in natura. Adesso la gestione della delicata pratica &#8211; e non sappiamo per quale motivo è da ritenersi delicata &#8211; passa nelle mani di Alicia. Si prospetta&#8230; qualsiasi cosa.</p>
<h6>Will&#8217;s Rock Opera</h6>
<p>Will esce dal suo ufficio con un testo di diritto e la sua mazza da baseball, ma uscirà dallo studio solo con quest&#8217;ultima. Cosa comporta questa scelta potremmo giudicare solo più avanti, per adesso possiamo solo dire che ci regala una delle più belle sequenze della serie unita a una scelta decisamente audace per quello che p pur sempre un <strong>legal</strong> drama.</p>
<p>La valutazione finale è la<strong> media</strong> tra le <strong>cinque</strong> stelle che attribuisco a tutto ciò che riguarda Will e Diane, e <strong>tre</strong> stelle che vanno al caso inverosimile nella dinamica, a tutta la parte di Eli, alla congestione di personaggi vecchi e nuovi.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/4.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<ul>
<li>L&#8217;allontanamento di Will dallo studio sarà un modo per farci conoscere il personaggio lontano dal tribunale, ma io mi accontenterei anche di un <strong>mockumentary</strong> sulla giornata tipo di Will: lui che fa colazione, lui che sfoglia il giornale, lui che gioca al parco, lui che prende appuntamento dal barbiere, lui che <em>va</em> dal barbiere&#8230;</li>
<li>Samir, il contatto siriano di Kalinda, è interpretato da Omid Abtathi volto noto a chi ha seguito Homeland.</li>
<li>Jonathan Groff è la guest star che si aggiunge al ritorno di Rita Wilson (Viola Walsh), John Benjamin Hickey (Neil Gross) e Jack Carpenter (Patric Edelstein) visto in Net Worth e Great Firewall.</li>
<li>Sicuramente saprete della trasposizione CBS di <strong>Sherlock Holmes</strong>. Nella première di questa stagione Will scherza con Kalinda:  &#8221;Maybe you need a dog. Kalinda and Pooch out investigating&#8221; Ecco, io avrei optato piuttosto per uno spin off del genere.</li>
<li>The Good Wife è responsabile per le altissime aspettative che nutro nei confronti degli ascensori.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fringe – 4×13 – A Better Human Being</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fringe]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="391" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Fringe-4x13-A-Better-Human-Being17-57-39-391x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Fringe - 4x13 - A Better Human Being[17-57-39]" title="Fringe - 4x13 - A Better Human Being[17-57-39]" />Non so fino a che punto possa parlare di graduation goggles (davvero non sapete cosa siano? C’è un intero episodio di HIMYM a riguardo), ma sta di fatto comunque che la mia storia con Fringe è un tormentato odi et amo che va avanti, beh, praticamente da sempre. Per troppo tempo l’ho guardato annoiato, troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="391" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Fringe-4x13-A-Better-Human-Being17-57-39-391x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Fringe - 4x13 - A Better Human Being[17-57-39]" title="Fringe - 4x13 - A Better Human Being[17-57-39]" /><p>Non so fino a che punto possa parlare di <em><a href="http://www.urbandictionary.com/define.php?term=graduation+goggles">graduation goggles</a></em> (davvero non sapete cosa siano? C’è un intero episodio di <a href="http://www.serialmente.com/2011/04/18/how-i-met-your-mother-6x20-the-exploding-meatball-sub/">HIMYM</a> a riguardo), ma sta di fatto comunque che la mia storia con <em>Fringe </em>è un tormentato odi et amo che va avanti, beh, praticamente da sempre. Per troppo tempo l’ho guardato annoiato, troppo tardi mi ricredevo e tornavo da Olivia e co. con la coda tra le gambe. Anche quest’anno sembrava essere iniziata allo stesso modo, ma poi è successo qualcosa: è arrivato Natale, la serie è andata in pausa, i rumors di una presunta cancellazione diventavano via via sempre più insistenti. Con l’anno nuovo <em>Fringe</em> è ritornato e mi ha conquistato (ancora una volta) il cuore, facendomi desiderare che la sua fine sia ancora molto lontana. Complice una sequela di episodi meravigliosi, tutti uno dopo l’altro. Ma basta parlare di me.</p>
<p>No, in realtà però mi va di parlare poco dell’episodio.</p>
<p>Quello che sto per fare è un approccio più meditativo sulle condizioni della serie. Ecco, <em>Fringe</em> è sempre stata una serie pesante per tanti motivi. Vuoi per il fatto che alla base ha delle premesse simpatizzanti alla serialità, vuoi che all’inizio tutti quei filler che finivano sempre con <em>“è-tutta-colpa-di-una-tossina-della-massive-dynamics”</em> erano davvero sfiancanti, vuoi che per un motivo o per l’altro la serie parla in continuazione di morte e separazione. Pensate ad un episodio qualsiasi: il caso della settimana comporta la morte di una vittima, e a monte ci sono le (dis)avventure di Walter tra gli universi che cominciano proprio quando gli muore il figlio. Forse, di questi tempi, non tutti hanno voglia di mettersi a guardare una cosa del genere, che raramente consegna un lieto fine.</p>
<p>Il lieto fine, per i personaggi di <em>Fringe</em>, sembra non arrivare mai. Ognuno di essi viene lanciato da un universo all’altro, li vediamo cambiare vita, amicizie, persino il colore dei capelli, ma rimanendo sempre e comunque persone sole. C’è quel povero sfigato di <strong>Peter</strong> che non riesce a tornare nella sua linea temporale e che pian piano comincia ad accontentarsi di quel poco che può ottenere. Poi c’è <strong>Walter</strong>, mai stato così fragile, così instabile, così immeritevole di tutte le disgrazie e così affamato di certezze. C’è <strong>Astrid</strong>, della quale il bellissimo <em>Making Angels</em> ha detto davvero tutto. E infine c’è lei, c’è <strong>Olivia</strong>, uno dei personaggi femminili più affascinanti degli ultimi anni. L’abbiamo ripetuto ormai in tutte le salse, di come Anna Torv sia bravissima ad associare anche le più piccole movenze ed espressioni a personaggi diametralmente diversi, identici solo nell’aspetto. Olivia è sempre stata da sola, ma la sua versione “gialla”, quella con la quale stiamo avendo a che fare quest’anno, è forse la versione più fragile in assoluto. Piccoli elementi di questo episodio mi fanno pensare che non ci sia stato nulla nemmeno tra lei e John Scott, e il fatto che dopo l’esperienza a Westfield si ritrovi con i ricordi dell’altra Olivia in testa sta a significare  due cose: ovviamente, questo è il punto di rottura dell’equilibrio; è anche però il primo passo di quella che può essere vista come un’altra maturazione del personaggio, che ancora una volta si ritrova a partire da zero. Resta da vedere dove alla fine sarà condotta da questo nuovo percorso.</p>
<p><em>A Better Human Being</em> è purtroppo meno bello di <em>Welcome To Westfield</em> e di <em>Making Angels</em>, ma racchiude in sé più di una chiave di volta. Il caso della settimana è, seppur in modo molto relativo, collegato alle tematiche principali (è semplice stabilire dei paralleli quando si ha a che fare con manipolazione genetica, la costante ricerca del proprio posto del mondo o della “situazione” perfetta). La trama orizzontale fa un passo in avanti e risponde agli interrogativi pregressi ponendo altre domande: <strong>Nina Sharp</strong> non si è alzata una mattina e ha deciso di ricominciare a somministrare il Cortexiphan ad Olivia, bensì è stata rimpiazzata da un mutaforma che ha rinchiuso la vera Nina in una cantina. La stessa cantina avrà ben presto il piacere di ospitare anche Olivia, rapita all’improvviso impedendo al povero Peter di concludere con quella che credo sia la terza Olivia della sua vita. E il fatto che ci siano così tante Olivia in questa serie giustifica il mio uso e abuso di questo nome negli ultimi quattro righi. Olivia, Olivia, Olivia!</p>
<p>In conclusione: tutto bene ma non perfetto, l’importante è che <em>Fringe</em> continui ad allietarci i sabato mattina per (almeno) un altro anno.</p>
<p><strong> meno</strong><img class="alignleft" src="http://www.serialmente.com/images/4.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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		<title>The River – 1×04 – A Better Man</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 14:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Varriale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="389" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/vlcsnap-28846-389x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="vlcsnap-28846" title="vlcsnap-28846" />Al quarto episodio The River continua a imbarcare acqua. All&#8217;apparenza, A Better Man, ci avvicina un po&#8217; più al mistero. O meglio, ci avvicina davvero quando la nostra mal assortita banda di ricercatori incontra sul proprio cammino il genero di Hank Moody che qui si chiama Jonas Beckett ed era uno dei cameraman del dottor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="389" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/vlcsnap-28846-389x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="vlcsnap-28846" title="vlcsnap-28846" /><p style="text-align: justify;">Al quarto episodio <em>The River</em> continua a imbarcare acqua. All&#8217;apparenza, A Better Man, ci avvicina un po&#8217; più al mistero. O meglio, ci avvicina davvero quando la nostra mal assortita banda di ricercatori incontra sul proprio cammino <del>il genero di Hank Moody</del> che qui si chiama Jonas Beckett ed era uno dei cameraman del dottor Emmet Cole, e quindi &#8211; pensano i nostri &#8211; uno che potrebbe far luce sul mistero del suo destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci mettono poco a capire che non sarà così. Il giovane è stato abbandonato dal paparino naturalista perché dopo aver voluto filmare, contro le raccomandazioni di Cole, il funerale di un anziano di una tribù dell&#8217;Amazzonia, si è attirato addosso le ire della Natura che &#8211; come mostra una registrazione/flashback &#8211; aveva ben deciso di prendersela con tutta la nave. L&#8217;unica soluzione per sopravvivere era lasciare indietro (lasciare alle grinfie di una Natura infuriata per il mancato rispetto dovutole) il &#8220;colpevole&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A saperne di più di questo personaggio è ovviamente, come al solito, Jahel, che subito lo identifica come El Colgado, cioè L&#8217;Impiccato. Non gli manca la fantasia agli autori, non c&#8217;è dubbio. E questo è uno dei primi elementi che non mi convincono. Non ho ancora capito se questa ragazzina è solo una medium, un&#8217;esperta universitaria di soprannaturale amazzonico o semplicemente una jettatrice che neanche venti Chiarchiari pirandelliani. A ogni episodio ne tira fuori una, di maledizioni, di babau, di Impiccati, e mai una volta che fornisse anche la soluzione. Se ne sta solo lì col suo sguardo da dannata spaventata a morte a seminare il panico a bordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza contare che The River rischia così di diventare uno sterile elenco di &#8220;cose strane&#8221; che si risolvono all&#8217;interno dell&#8217;episodio in cui appaiono per la prima volta, mozzando continuamente il respiro della trama orizzontale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare delle incongruenze. Prendiamo il nostro nuovo ospite. Arriva con un piede già nella fossa, non si capisce se sia stato impiccato per qualche giorno o mesi (<em>dopo aver mangiato il millesimo lombrico, i ricordi iniziano a confondersi</em>), ma basta un po&#8217; di chinino e in un paio di minuti rieccolo davanti alla console per cancellare le tracce del proprio misfatto. Spoiler: non ci riuscirà. E anzi, una volta scoperto (dagli altri ma soprattutto dalla Natura), la prima cosa che fa è invocare su di sé la maledizione per risparmiare tutti gli altri. Un po&#8217; lo stesso brusco cambiamento di Clark di qualche tempo fa. Per non parlare di Tess che di fronte all&#8217;obiettivo di recuperare il maritino disperso non esiterebbe a sacrificare chiunque. Tornare indietro per portare all&#8217;ospedale un ragazzo e perdermi tre giorni di ricerca? Neanche per sogno! (Lasciamo perdere poi il fatto che il moribondo quasi morto poi in realtà rivela una ripresa che neanche la Resurrezione).</p>
<p style="text-align: justify;">E come si mostra la natura, questa volta? Perché certo pure è una fatica inventarsi ogni settimana uno scazzo dell&#8217;Amazzonia. Dal meccanismo horror stavolta salta fuori la maledizione biblica, ma al posto della pioggia di rane abbiamo gli uccelli che cadono come pere cotte sulla barca o ci si schiantano (il primo, per fare più effetto con tanto di esplosione sanguigna) contro il parabrezza. Più in linea con la Vulgata tradizionale, invece, l&#8217;attacco di insetti non meglio identificati. Ma è solo una paura passeggera. Gli animaletti non hanno alcuna intenzione di attaccare i nostri e comunque restano quasi tutti fuori. La prossima settimana cos&#8217;avremo? La morte dei primogeniti?</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho perso le speranze con The River, ma certo inizio a preoccuparmi vedendo come gettino alle ortiche qualsiasi buona intuizione. Perché poi, sulla carta, l&#8217;impianto regge ancora e devo dire che ho fiducia nelle prossime settimane. Ma certo ci sono molti aspetti da curare e raddrizzare. Primo fra tutti il fatto che una serie horror non faccia paura neanche per sbaglio. E ve lo dice uno che è un cagasotto abbastanza facile. Niente salti, niente tensione, quando pure appare un elemento horror la gestione della regia sembra faccia il possibile per spegnerlo prima ancora che sia appiccato (vedi la sequenza della scoperta dell&#8217;Impiccato). Un conto è il vedo/non vedo, un altro è confondere le acque per pararsi il fondoschiena sulla propria mancanza di idee che puntualmente spinge il serial verso nuovi misteri take away, da consumarsi nell&#8217;arco di quindici minuti, senza che abbiano il tempo di costruirsi una mitologia (del serial e del mistero singolo). Se continua così, non vedo un gran futuro per The River.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/25.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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		<title>Smash – 1×03 – Enter Mr. DiMaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 09:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eus</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Smash]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="390" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Smash-3-390x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Smash 3" title="Smash 3" />L’impostazione vagamente classica di questa nuova serie lascia un po’ perplessi i musical children come me, che necessitano di qualche scintilla in più per affezionarsi e organizzare maratone singalong in nome delle luci di Broadway. Sarà che sono cresciuto a pane e Rocky Horror, ma questa serie è ancora bloccata nell’ambito del “carino”, mentre avrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="390" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Smash-3-390x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Smash 3" title="Smash 3" /><p style="text-align: justify;">L’impostazione vagamente classica di questa nuova serie lascia un po’ perplessi i <em>musical children</em> come me, che necessitano di qualche scintilla in più per affezionarsi e organizzare maratone singalong in nome delle luci di Broadway. Sarà che sono cresciuto a pane e <em>Rocky Horror</em>, ma questa serie è ancora bloccata nell’ambito del “carino”, mentre avrei gradito più <em>sparkle</em>, commedia, barocco e <a title="razzle dazzle" href="http://www.youtube.com/watch?v=YW3MIixEps4" target="_blank">razzle dazzle</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il format narrativo di riferimento di questa serie, che permette il passaggio (quasi) indolore del genere musical in tv, è purtroppo il<strong> family drama</strong>. Potremmo inaugurare un <strong>Gioco di bevute </strong>su &#8221;Smash&#8221;: sorseggiare un cocktail da tacchi a spillo (Cosmo, Manhattan o altri nick urbani) ogniqualvolta si presenti davanti a noi un cliché <em>dramah</em>. L’alcool assunto durante la visione di questo episodio ottunderebbe i sensi al punto da considerarlo bellissimo e carico di sentimento, quando in realtà l’unica cosa che abbonda è la <strong>tensione sessuale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso ci immergiamo nella narrazione<strong> in medias sex</strong>, quando il viscido regista approfitta della star passionale, come se fosse il modo migliore per “lavorare su Marilyn”. Le sfumature caratteriali della Diva vengono disacerbate, divise, riadattate ai protagonisti della serie, senza riportare appieno tutto il suo fascino- se non sul palcoscenico. Stando a ciò che abbiamo sentito finora Marilyn è una porca e una santa, ingenua e sensibile. In un altro angolo di New York, infatti, lo stesso regista tenta di tenere all’amo la seconda star (inserita nell’ensemble), quella che su carta rapprende l’innocenza di Norma Jean, senza il talento né la scollatura. La tensione viene sublimata in un <em>british cockfight</em> tra suddetto regista e l’attuale fidanzato di Karen-scialba-Jean, senza scatenare particolari reazioni, eccetto un sorriso rivolto alla rotondità del suono “o”. “Non può far male” andare a letto con questo regista, ma non genera nemmeno storyline degne di questo nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto si procede a caratterizzare i personaggi, sempre tra lentezza e stereotipo (che in un musical non è necessariamente un male). Karen ritorna a casa, in Iowa, per una di quelle festicciole al femminile la cui natura non ha importanza: il viaggio serve a confermare il <strong>supporto</strong> morale ed economico dei genitori, le cui speranze riaffiorano solo nel ricordarsi quanto la loro mocciosa sia brava; evidentemente l’orribile canzone <a title="country" href="http://www.youtube.com/watch?v=LBKzQ6XIFOU" target="_blank">country</a> l’abbiamo sentita solo noi. Non nego una certa ostilità nei confronti del personaggio. Come uno stereotipo da <em>Dance flick</em> di fine anni ’90, Karen è la sempliciotta che viene dalla periferia per lasciarsi subissare da applausi e coni di luce nella Grande Mela, arrivando alle stelle dal nulla. Si tratta di un archetipo del genere,  anche più vecchio, ma è proprio il casting di Katherine McPhee a rendere ardua la nostra sospensione dell’incredulità. Sciapa e sempre sottotono, la McPhee non ha il carisma necessario per brillare sul palcoscenico, tantomeno quello per rendere credibili i paralleli azzardati con la Monroe. Per ora, per fortuna, non dobbiamo preoccuparcene più di tanto, dato che è stata relegata a voce di sottofondo nel coro (ma nei potenziali cinque anni di preparazione prima di incontrare il pubblico lo show può subire inversioni di ogni sorta).</p>
<p style="text-align: justify;">Scendendo ancora di più nell’infernale girone del Family Dramah scopriamo che l’attore ideale per interpretare Joe DiMaggio, <strong>Michael Swift</strong>, è un giovane padre che mette in discussione la sua carriera nascente per tentare di sostenere il suo neonato in maniera adeguata- la moglie supporta (pure lei). Possibile che tutti gli stereotipi debbano essere <strong>positivi</strong>? Dove sono le soubrette inviperite che avvelenano le star nei camerini o i ballerini di fila che inviano foto osé alle mogli dei propri amanti produttori per assicurarsi una parte più sostanziosa? La risposta insoddisfacente è “Spielberg”, o “No”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, Michael Swift, voce rock e vibrato teatrale, ha avuto una relazione non solo sessuale ma addirittura romantica con Julia, anni fa, quando l’abominio dello spettacolo su <a title="Bruno Mars" href="http://www.youtube.com/watch?v=6bxXz_WXBgQ" target="_blank">Bruno Mars</a> non era ancora in programma. Uso il termine abominio in tono scherzoso, perché si tratta ovviamente di una produzione minore, utile più che altro a sfoggiare le doti canore del futuro Mr DiMaggio, che conquista Derek e noi al primo sentore di raucedine rock. Il processo di ricerca dell’attore protagonista, che sembrava simile alla ricerca di un fidanzato, giunge al termine prima di iniziare: niente provini o callback, abbiamo già il nostro forzuto <em>jock</em> dalla voce sensazionale. Ottimo acquisto, direi, quantomeno per le possibilità melodiche (l’ennesimo triangolo seriale, invece, lascia un po’ fiacchi).</p>
<p style="text-align: justify;">So che durante questa lettura avete riadattato il gioco di bevute di cui sopra al mio abuso del termine family drama, perciò nutrirò le vostre esigenze alcoliche nominandolo <strong>ancora</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo family drama nell’episodio non è mera caratterizzazione scolastica dei personaggi, né noia gratuita, ma crea una sorta di collegamento flebile tra le storie dei protagonisti e il musical che si va a creare. Infatti si parla di famiglia anche in casa Monroe-di Maggio, due stelle richiestissime che desiderano una vita semplice, un idillio romantico senza complicazioni, che invece abbondano nella vita vera. La canzone originale <strong><a title="Mr &amp; Mrs Smith" href="http://www.youtube.com/watch?v=JEV5g0TWX9Y" target="_blank">“Mr &amp; Mrs Smith”</a></strong>, ballad delicata, sintetizza quest’ansia di nucleo familiare tranquillo, impossibile sia per le stelle che per i personaggi secondari, e lascia intravedere un barlume di serenità in quello che invece sarà un rapporto pieno di intromissioni (e qui i paralleli con Julia e co. si sprecano). Quindi riesce meglio dei singoli subplot questo parallelo metatestuale tra storie romantiche quotidiane e coppia glorificata sul palcoscenico. Soprattutto perché affiora maggiore interesse quando la serie viaggia sui binari del <strong>Backstage musical</strong>, tanto da generare più curiosità per il musical teatrale rifinito che per la serie stessa. C’è un filo conduttore tra il processo produttivo dello spettacolo, l’analisi dei suoi temi, e le vite inquadrate nella serie, che crea un prodotto post-moderno, metalinguistico e dalle numerose influenze (dalla<strong> sigla</strong> di suggestione<em> lostiana</em> al <strong>classico</strong> universo onirico del palcoscenico), il cui punto debole è proprio la semplicità con cui il <strong>jukebox musical</strong> si intreccia al family drama (bevete!).</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre sul fronte “Note di Produzione”, abbiamo qualche stimolo narrativo di maggior rilevanza rispetto ai soliti <em>“l’abbiamo fatto”</em> <em>“l’avevamo fatto” </em>o<em> “lo faranno mai?”</em>: lo stronzo manipolatore che chiamavo a gran voce qualche capoverso fa non è altro che <strong>Ellis</strong>, l’assistente di Tom. Colui che ha avuto l’idea del musical, ha passato la prima canzone su internet e sfoggia un taglio di capelli che fonde i gay radar. Che ci crediate o no, è etero e mira ad addomesticare (o far impazzire) Julia. Oltre ad evidenziare come la metrosessualità abbia reso obsoleto l’utensile percettivo del gaydar, il suo taglio di capelli copre anche intenzioni malvagie di cui, in questo universo fin troppo bonario, avevamo assolutamente <strong>bisogno</strong> per smuovere le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo su un’ulteriore nota romantica:<strong> Eileen</strong> è l’esatto opposto del personaggio che ci si aspettava. Io ho personalmente urlato “<em>Yay, a bitch!</em>” quando ho sentito della partecipazione di Anjelica Huston alla serie, ma l’attesa dello stereotipo è stata tradita per favorire la crescita di un personaggio quasi idealista, di una donna che crede nell’arte e vuole prendere in mano il suo business senza sostegno dell’ex marito, imprenditore di successo. La sua forza interiore si afferma, così, nell’acquisto di un paio di orecchini contraffatti, segno di realizzazione fuori dall’ombra dell’ex, ormai solo oggetto della sua gag del cocktail in faccia. Un personaggio da tenere d&#8217;occhio in ogni caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Poste in gabbia le attese altissime e assorbite le premesse drammatiche della serie, si può dire che &#8220;Smash&#8221; fatica a sorprendere, ma mantiene un tono equilibrato e godibile (con occasionali sbadigli), mentre cerca la sua strada tra il jukebox, il backstage e il dramah (prosit!).</p>
<p> <img src="http://www.serialmente.com/images/25.jpg" alt="Voto" /></p>
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		<title>Cougar Town – 3×01 – Ain’t Love Strange</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Headmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/cougar-town-3x01.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="cougar town 3x01" title="cougar town 3x01" />Yeah. It&#8217;s still called &#8220;Cougar Town&#8221;. We&#8217;re not happy about it either. Lo scorso 25 maggio, assistevamo, con il doppio episodio hawaiiano, &#8220;Something Good Coming&#8221;, ad uno dei finali di stagioni più riusciti del 2011. Quasi un&#8217;ora di comicità surreale, fatta di running gags bizzarre quando non del tutto assurde – valga, su tutte, l&#8217;esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/cougar-town-3x01.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="cougar town 3x01" title="cougar town 3x01" /><p><em>Yeah. It&#8217;s still called &#8220;Cougar Town&#8221;. We&#8217;re not happy about it either.</em></p>
<p>Lo scorso 25 maggio, assistevamo, con il doppio episodio hawaiiano, &#8220;Something Good Coming&#8221;, ad uno dei finali di stagioni più riusciti del 2011. Quasi un&#8217;ora di comicità surreale, fatta di <em>running gags </em>bizzarre quando non del tutto assurde – valga, su tutte, l&#8217;esempio eccellente di Big Kimo – e trovate autenticamente geniali, come le canzoni tristi di Ted Buckland, e di genuino sentimento. Che non è, attenzione, <em>sentimentalismo</em>, ma un sincero trasporto emotivo scaturito dall&#8217;affetto per i personaggi, che una scrittura mai banale e sempre coerente riesce a rendere mirabilmente piacevoli, anche quando ne ingigantisce i difetti per riderne <em>con </em>loro. La grandezza di <em>Cougar Town</em>, insieme a <em>Community </em>la comedy più ingiustamente bistrattrata dal pubblico americano, sta tutta qui, nello spessore umano di questa scalcagnata combriccola di amici che si prendono in giro ad ogni sorso di vino (spessissimo, quindi) e ridono, insieme allo spettatore, di tutte le loro idionsicrasie. Il loro umorisismo non risparmia niente e nessuno, ma è un umorismo gentile che, pur senza buonismi, riconduce sempre all&#8217;importanza dell&#8217;amicizia come valore fondante della famiglia, assolutamente non tradizionale ed allargatissima, che ciascuno di noi costruisce con chi gli sta vicino.</p>
<p>In tal senso, nella scena che chiude l&#8217;episodio, con la proposta di matrimonio di Grayson a Jules, cui assiste tutta la Cul-de-sac Crew, si potrebbe forse leggere in controluce una riflessione sull&#8217;inadeguatezza della famiglia nucleare tradizionale e sulla necessità, invece, di una ridefinizione del concetto di famiglia, ma – anche volendo trascurare qualsiasi possibile sottotesto sociale – è innegabile che la scena dimostri una volta di più come la forza dello show sia tutta nel suo <em>ensemble </em>e dunque nelle dinamiche che legano i personaggi. Baste vedere le spalle chine di Bobby per rendersene conto. È una scena, per quanto ampiamente pubblicizzata dal cast e dagli autori durante gli otto lunghi mesi di assenza forzata dai palinsesti della ABC, molto emotiva, risolutamente decisa a non giocare con le aspettative ed i sentimenti né dei personaggi né degli spettatori. Altre comedy (per tacere di una pletora di drama) non si sarebbero fatte scappare l&#8217;occasione di trascinare il <em>will-they-won&#8217;t-they </em>fino allo sfinimento, ma Bill Lawrence e Kevin Biegel hanno troppo rispetto per l&#8217;intelligenza dei fan per abbassarsi a questo tipo di trucchetti. Sappiamo che Jules dirà di sì, ma non per questo il momento, messo in scena sotto un albero vandalizzato con decine di rotoli di carta igienica, è meno potente, proprio perché giunge a compimento di un percorso che è una piccola gemma di continuity e di coerenza narrativa.</p>
<p>Il fatto poi che una conclusione così toccante arrivi dopo venti minuti di rarà comicità è l&#8217;ulteriore riprova che, nonostante la guardino in pochi, <em>Cougar Town </em>ha molto da insegnare ad almeno l&#8217;80% delle comedy attualmente in circolazione. A partire dalla <em>title card</em>, che non smette di ironizzare sul titolo, oggi più che mai assolutamente inadeguato a rappresentare il reale spirito della serie, fino alla già citata scena di vandalismo notturno, l&#8217;episodio inanella una trovata dietro l&#8217;altra: le collane porta-bicchiere inventate da Jules, la <em>sharked car</em>, la cavigliera elettronica di Laurie, Evil Stan, la <em>Jules&#8217; slightly longer morning routine song</em> e soprattutto il green-screen nella nuova casa di Travis, fonte inesauribile di geniali gag visive. La mia preferita? Quella che vedete in screencap: Andy e Bobby che volano tenendosi la mano, con Andy che rotola via dall&#8217;inquadratura quando Bobby lo lascia andare. Scoprire poi che molte di queste situazioni surreali facevano parte del piano di Grayson per chiedere a Jules di sposarlo rende il tutto ancora più rinfrescante.</p>
<p>Insomma, a giudicare da questa première, fra le migliori dell&#8217;annata televisiva, la terza stagione si preannuncia appropriatamente stravagante ed anche un po&#8217; commovente, proprio come piace a noi. A questo punto poco importa se la ABC ha ridotto l&#8217;ordine degli episodi da ventidue a quindici. Saranno solo quindici puntate, è vero, ma saranno grandiose.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/45.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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		<title>The Vampire Diaries – 3×15 – All My Children</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[The CW]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/tvd2.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="tvd" title="tvd" />Reduci dall&#8217;ennesimo evento mondano di Mystic Falls, in questo caso un gran ballo organizzato nientemeno che dall&#8217;allegra famigliola dei vampiri originari, avevamo lasciato i nostri eroi in una situazione di stallo, in attesa di un avvenimento molto importante che ci annunciano dall&#8217;inizio della stagione: l&#8217;uscita di scena di Klaus. Ebbene, nemmeno questa volta dobbiamo farci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/tvd2.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="tvd" title="tvd" /><p>Reduci dall&#8217;ennesimo evento mondano di Mystic Falls, in questo caso un gran ballo organizzato nientemeno che dall&#8217;allegra famigliola dei vampiri originari, avevamo lasciato i nostri eroi in una situazione di stallo, in attesa di un avvenimento molto importante che ci annunciano dall&#8217;inizio della stagione: l&#8217;uscita di scena di Klaus.</p>
<p>Ebbene, nemmeno questa volta dobbiamo farci venire la tachicardia poiché, come spesso accade in questa serie tv, i protagonisti riescono a mandare tutto all&#8217;aria (o a salvare, a seconda dei punti di vista) la situazione.<br />
Ma andiamo per ordine.</p>
<p><em>Oh, I&#8217;m over it.</em><br />
Più di una volta dall&#8217;inizio della serie ho immaginato Elena, chiusa nella sua stanza, intenta a fare testa o croce per scegliere il grande amore della sua vita tra Stefan e Damon. Perciò, dopo aver dato a quest&#8217;ultimo un ragguardevole due di picche nella scorsa puntata, è quasi con gioia che assistiamo al suo sconcerto nel vedere Rebekah uscire scarmigliata da casa di Damon. Anche perchè, diciamocelo, Rebekah è uno dei pochi personaggi qua in mezzo che si meriti un po&#8217; di romance.<br />
Ad ogni modo, niente di nuovo sotto il sole.</p>
<p><em>Be careful what you wish for.</em><br />
Era con la morte nel cuore che avevamo visto Esther – decisa a uccidere non solo Klaus, ma anche i suoi fratelli – unire con un incantesimo il destino dei propri figli: quello che sarebbe successo a uno, sarebbe successo anche agli altri.<br />
Lo so cosa state pensando: finalmente arrivano (e tornano) un po&#8217; di personaggi promettenti (tranne Finn, che potrebbe essere comodamente interpretato da un sasso) e subito ci viene assicurato che usciranno di scena. Not fair.<br />
Con un tempismo invidiabile Elijah intuisce qualcosa e, dopo aver estorto la verità a Elena, la rapisce e la rinchiude nei cunicoli sotterranei della famiglia Lockwood (a proposito, che fine ha fatto Tyler?) usandola per ricattare i fratelli Salvatore e ottenere il loro aiuto.</p>
<p>Mentre Elena cerca di non farsi malmenare da Rebekah, incaricata di tenerla d&#8217;occhio, Damon e Stefan realizzano che l&#8217;unico modo per fermare Esther è uccidere Bonnie o sua madre, al fine di interrompere il flusso di energia che la strega sta canalizzando attraverso le due Bennett. I due si ritrovano a lanciare una monetina per decidere chi dei due dovrà commettere l&#8217;omicidio e, di conseguenza, farsi odiare da Elena.<br />
Alla fine tocca a Damon, con un certo tatto, uccidere e trasformare in vampiro Abby, mandando all&#8217;aria i piani di Esther.<br />
In fondo bastava poco.</p>
<p>Il sorteggio aveva scelto Stefan, in realtà, ma è Damon a uccidere Abby, confermando ancora una volta la propria natura contraddittoria senza, tuttavia, stupirci più di tanto. Damon si è infatti accorto di come Stefan, nonostante continui a blaterare di non avere più un cuore e sciocchezze di questo tipo, sia determinato a ritrovare la propria umanità e, presumibilmente, l&#8217;amore nei confronti di Elena.<br />
Questa piccola parentesi sentimentale dovrebbe scaldarci il cuore e lo fa. Poco, perchè ormai è sempre la stessa solfa, ma tant&#8217;è. Al contempo ci costringe però a rassegnarci al fatto che dovremo avere a che fare con questo triangolo amoroso ancora per un pezzo.</p>
<p><em>Come sempre, tutto è bene quel che finisce bene.</em><br />
Oh, wait. Klaus il supercattivo è ancora vivo, non è finito proprio un bel niente.<br />
A questo punto sorge però un dubbio: davvero Klaus è così cattivo? Forse qualcuno non la pensa così. Caroline, per esempio, è certamente sulla strada di cambiare idea su di lui. Al contrario, anche se Esther sta agendo per il bene comune, non si può non cogliere una nota di egoismo nelle sue azioni: in fin dei conti, è stata lei a trasformare tutti i suoi familiari in vampiri ed è lecito che adesso voglia rimediare ma, insomma, avrebbe potuto pensarci prima.</p>
<p><em>It&#8217;s not over, Nik.</em><br />
Dopo che Esther e il quasi inanimato Finn scompaiono nella classica nuvola di fumo, i membri della famiglia tornano a dividersi, ognuno per la sua strada.<br />
Elijah, con una presa di coscienza non indifferente, scompare dalla scena lasciando, curiosamente, un biglietto di addio a Elena. Mentre anche Kol sembra essersene andato, ritroviamo Klaus e Rebekah di nuovo assieme contro il mondo e assistiamo a un&#8217;interessante rivelazione: nei cunicoli dei Lockwood, infatti, Rebekah ha notato i graffiti su cui Alaric si era arrovellato un bel po&#8217; di puntate fa.<br />
Veniamo così a sapere che la quercia bianca, la cui cenere è in grado di uccidere i vampiri originari, potrebbe aver germogliato nuovamente dopo la loro fuga di mille anni prima.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;altro filo narrativo lasciato in sospeso, quello dei misteriosi omicidi che flagellano Mystic Falls da un paio di puntate, lo riprendiamo a margine dell&#8217;episodio con un colpo di scena. Se eravamo stati rassicurati sul ruolo avuto dalla dottoressa Fell in questa faccendaccia, dobbiamo ricrederci: Alaric trova, infatti, una delle armi del delitto tra le cose dell&#8217;affascinante dottoressa subito prima di beccarsi una pistolettata da parte di quest&#8217;ultima. Povero Alaric. Con la scusa che non può morire, viene ucciso in media un paio di volte a puntata.</p>
<p>The Vampire Diaries sta prendendo la brutta abitudine di creare un&#8217;atmosfera carica di promesse per poi distruggerla in una bolla di sapone: questo episodio rientra perfettamente in questa definizione. Come nelle ultime puntate, anche qui la tensione viene allungata fino a essere quasi del tutto inefficace, se si eccettua quel salvataggio in corner che è il <em>cliffhanger</em> con protagonista Alaric.<br />
La <em>storyline</em> principale sembra, infatti, star perdendo smalto a favore di un approfondimento dei personaggi che risulta però superficiale e ripetitivo.</p>
<p>Ma per quanto ci lasci con la bocca asciutta, bisogna riconoscere a questa puntata alcuni momenti molto ben congegnati: come la breve introspezione del personaggio di Elijah, sicuramente uno dei meglio riusciti, e l&#8217;impagabile scena di Rebekah che tenta di dare fuoco a Elena.</p>
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		<title>Justified – 3×05 – Thick as Mud</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Di Giamberardino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Justified-3x05.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Justified 3x05" title="Justified 3x05" />Ci sono città “seriali” in cui non vorremmo mai mettere piede, come la Los Angeles di The Shield. Ce ne sono altre in cui nonostante la miseria e le avversità non ci penseremmo due volte prima di prendere armi e bagagli e trasferirci lì, come la New Orleans di Treme. E poi c&#8217;è la contea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Justified-3x05.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Justified 3x05" title="Justified 3x05" /><p>Ci sono città “seriali” in cui non vorremmo mai mettere piede, come la Los Angeles di <em>The Shield</em>. Ce ne sono altre in cui nonostante la miseria e le avversità non ci penseremmo due volte prima di prendere armi e bagagli e trasferirci lì, come la New Orleans di <em>Treme</em>.<br />
E poi c&#8217;è la contea di Harlan, un luogo popolato da alcuni tra i migliori personaggi della serialità, i quali però non si farebbero troppi scrupoli a premere il grilletto contro la tempia del proprio vicino di casa, che potremmo benissimo essere noi. Quindi ci piacerebbe vivere lì, ma allo stesso tempo forse ci piacerebbe anche girare con una maglia della salute in kevlar. Evviva la contea di Harlan, evviva Justified.</p>
<h3>Thick as Mud</h3>
<p><em>Soggetto di Elmore Leonard &amp; Jon Worley. Scritto da Jon Worley &amp; Benjamin Cavell. Diretto da Adam Arkin.</em></p>
<p>Dewey è in pericolo. L&#8217;infermiere della prigione gli ha &#8220;rubato&#8221; i reni. E&#8217; da questo folle spunto che parte la quinta puntata della terza stagione di<em> Justified</em>. Al nostro fuggitivo preferito (occhi a cuore) restano poche ore prima di morire e deve recuperare 20mila dollari per farsi reimpiantare i propri organi, altrimenti caput. Raylan gli sta alle calcagna per cercare di salvargli la vita e trova Dewey chiuso nel ripostiglio di un mini-market con un colpo di fucile nella gamba, dove dovrà convincerlo di essere stato preso in giro (perché ammettiamolo, chi potrebbe comprare i reni di Dewey?). Raylan così fa visita dall&#8217;infermiera che ha incontrato al capezzale del secondino misteriosamente morto e scopre che la donna è in combutta con l&#8217;altro infermiere, quello della galera, e quasi ci rimette le penne. Alla fine di questa dura giornata di lavoro Raylan fa ritorno a casa, dove lo aspetta una bella sorpresa: una lettera di Winona. Senza Winona. <a title="A-E-I-O-U-Y!!!" href="http://www.youtube.com/watch?v=BR76nuVTv0k">Musica</a> e via di trenino!<br />
Intanto Boyd ha il suo primo faccia a faccia con “l&#8217;uomo venuto dal nord”, mentre lo zio Tom di Harlan inizia a dimostrarsi più temibile di quanto potessimo pensare&#8230;</p>
<p>Ho davvero poco da dire riguardo questo episodio, piacevole ma abbastanza di passaggio, soprattutto se confrontato con quello scorso particolarmente denso di eventi. Dewey rimane il personaggio più tenero della serie, e metterlo in pericolo (anche se un pericolo alquanto inverosimile) ha probabilmente dato più forza a una trama abbastanza esile e con una risoluzione davvero facilona. Anche per quanto riguarda Boyd, escluso “l&#8217;incontro a Teano” con Quarles (ma quanto si divertono gli autori a giocare sull&#8217;introvabile “pistola nel taschino”?), c&#8217;è davvero poco di cui discutere.<br />
Ma se dal punto di vista strutturale e narrativo l&#8217;episodio rimane più o meno dimenticabile (nonostante il soggetto sia scritto da Elmore Leonard, l&#8217;autore del racconto <em>Fire in the Hole</em> di cui la serie è l&#8217;adattamento), gode però della presenza di alcune battute notevoli (lo scambio tra Boyd e Ava, come quello finale tra Raylan e la coppia di trafficanti d&#8217;organi), che valorizzano al meglio passaggi del racconto meno brillanti.</p>
<p>Adesso che anche Limehouse sembra ricoprire un ruolo più decisivo di quanto si poteva credere, lo scontro a quattro che pare profilarsi all&#8217;orizzonte (Raylan-Boyd-Quarles-Limehouse) potrebbe essere davvero esplosivo. Non resta quindi che accendere la miccia. Siamo quasi a metà stagione ormai, mi sembra anche ora. O no?</p>
<p><img class="alignnone" title="Tre stelline e mezzo" src="http://www.serialmente.com/images/35.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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		<title>Skins – 6×03/04 – Alex/Franky</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 15:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Conti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Skins]]></category>
		<category><![CDATA[drama]]></category>
		<category><![CDATA[E4]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Immagine-24.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine 24" title="Immagine 24" />&#8220;A girl died. Shit happens. Don&#8217;t tear yourself up about it.&#8221; La sesta stagione di Skins è partita con la chiara e netta intenzione di disfare tutti gli equilibri creatisi all&#8217;interno del gruppo durante la stagione precedente. Tra morti, fughe, relazioni bruciate e nuovi infatuamenti, il gruppo non è più quello di una volta, anzi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Immagine-24.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine 24" title="Immagine 24" /><p><em>&#8220;A girl died. Shit happens. Don&#8217;t tear yourself up about it.&#8221;</em></p>
<p>La sesta stagione di Skins è partita con la chiara e netta intenzione di disfare tutti gli equilibri creatisi all&#8217;interno del gruppo durante la stagione precedente. Tra morti, fughe, relazioni bruciate e nuovi infatuamenti, il gruppo non è più quello di una volta, anzi, possiamo dire non è più un gruppo. L&#8217;elaborazione del lutto di Grace sarà soltanto la prima tappa di un percorso di ricostruzione. Bisogna ripartire daccapo, cercare di rattoppare i legami sempre più labili, perdonare e perdonarsi, rimettere a posto le cose.</p>
<p><em>&#8220;I&#8217;m a psycho. With a magic dice. Everything about me&#8217;s magic.&#8221;</em></p>
<p>Se <em>Grace</em> rappresentava l&#8217;anima più candida del gruppo, dopo la sua scomparsa mancava un elemento altrettanto <em>giocoso</em>, infantile. A colmare questa lacuna, arriva subito <strong>Alex</strong>, un ragazzo molto sveglio e tenero, un &#8220;prestigiatore&#8221; (imbroglione), come il <strong>JJ</strong> della seconda generazione, ma senza gli impacci dati dall&#8217;insicurezza. Alex cammina portando sempre con sé un <em>dado</em> a sei facce, e un foglietto con sei possibili azioni (avevo avuto anch&#8217;io la stessa idea qualche anno fa!). Il <em>caso</em> &#8211; scegliendo per lui &#8211; rende la sua vita quotidiana più interessante e movimentata, più &#8220;magica&#8221;.</p>
<p>Dopo aver esordito nel gruppo dando un pugno ad <strong>Alo</strong> (<em>dai un pugno al primo che entra</em>), e baciando <strong>Liv</strong> (<em>bacia la persona vicina a te</em>), Alex inizia ad uscire con quest&#8217;ultima. Liv &#8211; con un look da urlo, letterlamente &#8211; si invaghisce di Alex, e si sente presa in giro quando il ragazzo gli rivela di essere gay. Le dinamiche tra i due funzionano discretamente bene (notevolmente meglio di quelle <a href="http://www.serialmente.com/2011/02/24/skins-5x04-liv/">con Matty</a> dell&#8217;anno scorso), e l&#8217;amicizia che si viene a creare in seguito è genuina e riuscita. La trovata del dado, oltre ad essere interessante, crea la giusta dose di situazioni surreali, come quando Liv ed Alex entrano in casa di uno sconosciuto, e anziché devastarla ancora di più, la mettono perfettamente in ordine.</p>
<p>L&#8217;episodio riesce sia a creare una pausa per l&#8217;elaborazione del lutto di Grace, mostrandoci &#8211; vedi la scena al bar -un gruppo muto e svogliato, sia ad intrattenere a dovere, raccontandoci una nuova storia e un nuovo personaggio moderatamente interessante. La morte della nonna di Alex (suicidatasi per non finire allo ospizio) si intreccia con il ricordo di Grace, che, dopo essere stata ricordata in una cerimonia squallida e ipocrita organizzata da alcuni ragazzi della scuola in cerca di attenzioni, viene pensata spiritualmente dai ragazzi sulla barca noleggata da Alex per consegnare il corpo della nonna (creepy) alle acque del <em>Bristol Channel</em>.</p>
<p><em>&#8220;I know things are shit right now, and I know you&#8217;re angry. But if you don&#8217;t get to the cause of this, then you&#8217;re going to end up exploding&#8230;&#8221;</em></p>
<p><em>Franky</em> (l&#8217;episodio) purtroppo parte da un presupposto narrativo parecchio comodo e irritante. <strong>Luke</strong> e il suo compare vengono ripresentati ad una sala giochi di Bristol, senza alcuna giustificazione narrativa. Hanno seguito Franky dopo l&#8217;incidente di Grace? Erano anche loro di Bristol? Si palesa in questo modo uno dei difetti della serie Skins (specie delle ultime due generazioni), dato dai vari <em>buchi di trama</em> tra un episodio e l&#8217;altro, a volte colmati con qualche stralcio di frase, ma non in questo caso.</p>
<p>Ritroviamo una Franky ossessionata dal senso di colpa per la morte di Grace, ma anche da un senso di nostalgia per l&#8217;amica scomarsa. Per mettere a tacere queste emozioni, Franky sceglie Luke, e con lui la violenza senza senso e il sesso sfrenato.</p>
<p><em>&#8220;You think you&#8217;re big, Franky?&#8221;</em></p>
<p>La storia tra Franky e Luke, dalle premesse difficili da digerire, è mostrata praticamente senza filtri, risultando abbastanza potente. La violenza verbale e fisica (persino ai danni dei dolcissimi genitori adottivi di Franky), il sangue, la possessività del ragazzo, il sesso sempre meno dolce e l&#8217;ingenuità di Franky, creano tensione per tutto l&#8217;arco dell&#8217;episodio. Una Franky che arriva lentamente a sottomettersi e a diventare un giocattolo nelle mani di un &#8220;padrone&#8221; desideroso di mostrarsi tanto adulto, ma che in realtà è un patetico bambinone.</p>
<p><em>Nick</em>, come si era intuito dalla premiere, si è preso una cotta per Franky. E dopo averla salvata da una rissa, glielo lascia intendere, suscitando la sua ilarità. Anche qui, gli autori &#8211; con la scusa del trambusto ormonale legato all&#8217;adolescenza &#8211; sembrano indirizzare i personaggi in maniera a volte non troppo naturale, al fine di creare i presupposti di trama desiderati (in questo caso, come l&#8217;anno scorso con Liv, due fratelli che si contendono la stessa ragazza). Le perplessità sull&#8217;evoluzione del personaggio di Franky vengono in parte fugate, ma durante l&#8217;episiodio rimane la sensazione di vedere una nuova Effy, autodistruttiva e apparentemente insensibile, follemente amata e ricercata da tutti (Luke, Matty, Nick). Per fortuna alla fine Franky fa un passo indietro, fugge da Luke e torna ad essere la ragazza sorridente e un po&#8217; impacciata di prima.</p>
<p>Una menzione d&#8217;onore la meritano i genitori di Franky. Non credo sia un caso che la prima coppia di genitori davvero positiva mostrata in Skins sia innanzitutto adottiva, e in secondo luogo omosessuale. Come a dire: l&#8217;importante è che ci sia l&#8217;amore, poco importa il resto. Condivido in pieno.</p>
<p>Tirando le somme, <em>Alex</em> e <em>Franky</em> continuano a mostrare una stagione <em>problematica</em>, con poca coralità e dinamiche tra i personaggi a volte leggermente meccaniche, ma compensano con più di un&#8217;idea vincente, con un buon lavoro sul singolo personaggio, e col solito magnifico comparto tecnico.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/35.jpg" alt="" width="110" height="22" />+++</p>
<p>Note:</p>
<p>- Totale assenza di Rich in entrambi gli episodi. Quando e come lo rivedremo? Che prospettive ha il personaggio adesso?</p>
<p>- Nel finale di <em>Franky</em>, oltre alla stupenda canzone di sottofondo (<em>Desire</em> di Anna Calvi), si sente il suono delle sirene di una volante della polizia, che passa vicina a Franky. Due possibili ipotesi: o Luke è stato arrestato, o ha combinato un casino a casa di Franky. Spero vivamente nella prima ipotesi, basta tragedie.</p>
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		<title>The River – 1×03 – Los Ciegos</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 11:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa G.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/The-River-1x03.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="The River 103 Clack soffre" title="The River 1x03" />Guardiamoci negli occhi: non possiamo accusare Abc di aver giocato questa partita slealmente. Era tutto chiaro sin dall’inizio. Non si cercava “il nuovo …”, si giocava nel campo del horror e del paranormale, presentando una novità poco canonica, tutelandosi da eventuali disastri con un numero esiguo di episodi. Ci è stato ripetuto fino alla nausea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/The-River-1x03.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="The River 103 Clack soffre" title="The River 1x03" /><p>Guardiamoci negli occhi: non possiamo accusare Abc di aver giocato questa partita slealmente. Era tutto chiaro sin dall’inizio. Non si cercava<em> “il nuovo …”</em>, si giocava nel campo del horror e del paranormale, presentando una novità poco canonica, tutelandosi da eventuali disastri con un numero esiguo di episodi.<br />
Ci è stato ripetuto fino alla nausea che dietro il progetto c’era il tizio di <em>Paranormal Activity</em>. Il pilota ha fugato ogni ulteriore dubbio: ci sono elementi paranormali, c’e’ il found footage, c’e’ un montaggio alla mockureality. Il punto forte della serie, ribadito in questo terzo episodio, è proprio quello di essere trasparente con lo spettatore. Io ti offro questo, non cerco di arruffianarti tenendo il piede in due scarpe. Se non è il vostro genere, continuerà a non esserlo. Fine della storia.</p>
<p>Se invece le premesse sono di vostro gusto e magari quanto visto finora non vi era dispiaciuto, è comunque probabile che <strong>Los Ciegos</strong> abbia smorzato parte del vostro entusiasmo. Come sempre, avere tempi ben stabiliti permette di non perdere di vista la meta, ma ogni passo falso pesa come un macigno. Questo episodio un mezzo passo falso lo fa. Lo fa nel tentativo di impostare una formula prestabilita, scordandosi tutte le incognite che questa tipologia di prodotto presenta quando la sua durata supera le due ore cinematografiche.</p>
<p>Torniamo sulla Magus, con ben chiara nel cervello la nozione che questa gente continuerà a girare l’Amazzonia alla ricerca di Emmett, qualsiasi follia si presentasse a bordo. Scartata la possibilità di tornarsene a casa, l’equipaggio parte alla ricerca di Emmett in un altro angolo di foresta tropicale, basandosi sullo sfondo delle riprese effettuate dall’esploratore. Stavolta si porta dietro anche la medium d’asporto Jahel, ormai relegata al ruolo di <em>ingrana-trama</em>. Due minuti netti e l’adolescente è già lì a decantare il pericolo mortale costituito dalla tribù locale dei <strong>Morcegos,</strong> che non manca di lasciare dei simpatici decori etnici nel campo allestito dal gruppo per la notte.<br />
Sostanzialmente i Morcegos sono un gruppo organizzato di stalker; annoiati dalla vita nella foresta, appena scovano qualcuno lo osservano incessantemente. Se si rivela essere una persona egoista, passano all’azione e lo puniscono come neppure il più crudele televoto da casa potrebbe fare.</p>
<p>Il gruppo comincia ad essere affetto da repentine cecità e decide di dividersi. Lena, Kurt e AJ, ancora sani, cercano il bulbo che permette di contrastare le tossine accecanti, il resto dell’equipaggio rimane sulla nave ad assistere per quanto possibile Clark, ferito da un errore (voluto?) di Kurt. Ovviamente la prospettiva dei piccoli topolini ciechi in balia dei feroci selvaggi ricoperti di fango grigio permette di creare tensione ed evolvere un po’ il rapporto tra i personaggi.</p>
<p>Questa volta<em> sono gli egoisti ad essere sotto esame</em>.<br />
In un arco narrativo troppo repentino, da feroce showrunner assetato di auditel <strong>Clark</strong> si rivela consapevole del mezzo ricatto con cui ha dato inizio all’avventura, rispettoso verso Emmett (avendo avvicinato Tess solo dopo la loro separazione) e pronto a sacrificarsi per il gruppo. Veramente?<br />
D’altro canto <strong>AJ</strong>, terrorizzato da grotte e caverne dopo essere sopravvissuto ad un incidente in miniera (una citazione della <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_ottobre_13/cile-salvataggio_f37aa106-d687-11df-831d-00144f02aabc.shtml">vicenda cilena</a>?), prima molla i compagni ormai ciechi nella jungla, poi trova i bulbi agognati per caso e decide di essere pronto a rischiare la vita sotto terra pur di recuperarli. Ehm.</p>
<p>Insomma, la tensione rimane nel livello del sostenibile anche per i più paurosi, mentre i personaggi vengono portati avanti senza tentare di liberarli dalla gabbia dello stereotipo. Questo è un errore madornale perché un approccio del genere è ammissibile solo quando al cinema non hai tempo da dedicare alla storia perché sei troppo impegnato a spaventare. Qui però siamo nel mondo della serialità che, per definizione, amplia l’orizzonte temporale per consentire sviluppi solo apparentemente secondari.</p>
<p>A questo si aggiungono una serie di raffazzonature che, se non rendono l’episodio in sé inguardabile, ne abbassano il livello di godibilità. C’e’ da sperare la serie inverta presto la rotta e continui nel lavorare su quanto c’e’ di buono (l’ambiguità crescente dei personaggi di Kurt e di Emmett), senza precipitarsi verso la sua conclusione in maniera affrettata.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/25.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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		<title>House M.D. – 8×12 – Chase</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DaphneMoon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/dr.house-8x12.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="dr.house 8x12" title="dr.house 8x12" />Robert Chase, medico di bell’aspetto, ex seminarista, womanizer, omicida per una giusta causa. Il personaggio più complesso della serie dopo Gregory House. Non è un caso che gli venga  riservato un trattamento speciale da parte degli autori – con un episodio a lui dedicato – e da parte dello stesso House. “L’ultima tentazione di Chase”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/dr.house-8x12.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="dr.house 8x12" title="dr.house 8x12" /><p>Robert Chase, medico di bell’aspetto, ex seminarista, <em>womanizer</em>, omicida per una giusta causa. Il personaggio più complesso della serie dopo Gregory House. Non è un caso che gli venga  riservato un trattamento speciale da parte degli autori – con un episodio a lui dedicato – e da parte dello stesso House.</p>
<p>“L’ultima tentazione di Chase”, così avrebbe potuto intitolarsi questo episodio. La tentazione di cambiare vita, di mandare al diavolo House, di diventare finalmente… chi? Al momento attuale Chase è ancora sofferente per i postumi dell’accoltellamento. La sua è una sofferenza fisica e morale: senso di estraneità rispetto alla sua vita precedente fatta di lavoro e incontri sessuali occasionali, desiderio di ripensare tutto. Trovarsi a un passo dalla morte può farci rendere conto di quanta vita ancora abbiamo davanti, e che volendo possiamo cambiarla in ogni momento.</p>
<p>Chase si trova di fronte proprio una paziente che sta per cambiare vita in maniera radicale: una donna che vuole diventare suora di clausura. Il seminarista che è in lui è incuriosito dalla scelta di voltare le spalle al mondo da parte di questa donna che a quanto pare non ha sentito “la chiamata”, la voce di Dio che ti chiama a sé. Per Chase, parlare con Moira – questo è il nome della donna &#8211;  della propria fallita vocazione, del momento difficile che sta attraversando, significa stabilire una connessione che va aldilà del rapporto medico-paziente. E da lì a finire a letto insieme, una volta che la paziente è stata dimessa,  il passo è breve. E’ breve anche per una quasi-suora, perché le ragioni che spingono la donna alla clausura non sono legate al desiderio di consegnarsi a Dio, ma sono legate al rimorso per aver provocato la morte di un bambino di due anni che le era stato affidato, al desiderio di fuggire da un mondo in cui accadono cose orribili.</p>
<p>Ma le cose orribili, come essere accoltellati da un paziente, possono accadere sempre e a chiunque, è inutile frequentare corsi di autodifesa come fa Taub o cercare di farne un punto di svolta per la propria vita come sta facendo Chase. Questo è quello che House sta cercando di far capire a Taub sottoponendolo ad agguati continui – e stavolta il <em>subplot</em> comico funziona alla grande – e a Chase con dei discorsi conditi dal consueto sarcasmo ma anche da una dose di umanità ed empatia che House raramente ha mostrato in modo così aperto.</p>
<p>House ci tiene moltissimo, a Chase. Si preso il fardello della colpa per quello che è accaduto i<strong><span style="text-decoration: underline;">n Nobody’s fault</span></strong>, ha cercato di scusarsi infinite volte e soprattutto, in maniera che mi azzarderei a definire paterna, sta cercando di impedire a Chase di commettere un errore. La verità, nient’altro che la verità anche se fa male, questo è quello che House ha sempre predicato e che Chase vorrebbe mettere in pratica con la paziente, per convincerla del fatto che la “chiamata” che lei ha finalmente sentito mentre si trovava sul tavolo operatorio non era nient’altro che una reazione del suo cervello alla mancanza di ossigeno.</p>
<p><strong>Chase</strong>: <em>How many times have you thrown the truth in people’s face?</em></p>
<p><strong>House</strong>: <em>Because it&#8217;s the truth, not because we&#8217;re gonna live happily ever after. Either your relationship just blows up like every other non-magical romance, or she stays with you but blames you for stripping all the meaning out of her life. This has nothing to do with the truth.</em></p>
<p><strong>Chase</strong>: <em>You don&#8217;t like that I&#8217;m reassessing my life, that I want to change it, that I can.</em></p>
<p><strong>House</strong>: <em>Anyone can screw up a life. I never said that wasn&#8217;t possible.</em></p>
<p><strong>Chase</strong>: <em>You&#8217;re incapable of human connection, so you want everyone to be like you.</em></p>
<p><strong>House</strong><em>: If I wanted you to be like me&#8230; I would be urging you to make a stupid, stubborn decision that blows up your life and leaves you lonely and miserable. You reassess your life when you&#8217;ve made mistakes. You didn&#8217;t. </em><em>You just got stabbed.</em></p>
<p>Ho riportato tutto il dialogo perché è molto importante. Pur di impedire a Chase di commettere quello che a parer suo è un errore, House si mette a nudo con poche parole: s<em>tupid, stubborn decision… lonely and miserable</em>. Non sono facili da dire, queste parole. Ma per aiutare una persona a cui tieni, una persona che ha molte delle tue virtù ma che non ha ancora imboccato la tua strada autodistruttiva, si può riuscire a dirle.</p>
<p>Chase lascerà andare la donna di cui si è innamorato verso la sua scelta, senza cercare di fermarla. Non prima però di averci regalato una piccola, bellissima scena. Un attimo prima di andarsene via per sempre, Moira si avvicina a Chase e gli prende la mano. N<em>ever touching another human being</em>, le aveva detto Chase parlandole della clausura. L’ultimo tocco, l’ultima connessione.</p>
<p>L’episodio si chiude con Chase che ritorna a sedersi tra i colleghi, e con uno sguardo profondo di intesa tra lui e House. Si può ripensare la propria vita, certo, e si può capire che nonostante gli errori, gli imprevisti, le cose brutte che possono capitare, se l’abbiamo scelta è proprio perché è “nostra”, ci appartiene e parla di noi come nessuna decisione avventata potrebbe fare.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Chase</span></strong> è stato un episodio magnifico, in cui tutto ha funzionato alla perfezione. Il rischio di esagerare, avendo a che fare con temi come la fede e una storia d’amore con una suora, era grande. Questo rischio è stato evitato da una sceneggiatura perfetta e senza sbavature, da dialoghi sobri ma incisivi (tra i migliori della serie) e dalla solita recitazione intensissima di Laurie. I suoi occhi, quando va a scusarsi con Chase, quando i due hanno il confronto e poi nella scena finale, sono di un’espressività che lascia senza parole. Ma anche Jesse Spencer ha interpretato il “suo” episodio a livelli altissimi e bisogna rendergliene merito. Il rapporto tra Chase e House è stato tratteggiato con grande classe: giusto qualche parola e qualche sguardo che valgono molto più di 1000 scene madri. Il<em> sublpot</em> comico degli agguati di House a Taub è stato molto divertente ma non invadente, per una volta Adams è stata meno insulsa del solito, e Park e Foreman si sono visti pochissimo. Dosaggio perfetto di tutti gli ingredienti. Ogni minuto dell’episodio è stato non inutile, non ridondante, significativo.</p>
<p>Stavo per assegnare 4 stelline e mezzo, poi ho ripensato al fatto che siamo all’ottava stagione. Nessuno show in circolazione arrivato all’ottava stagione è capace di sfornare un episodio così, quindi crepi l’avarizia.</p>
<p><strong><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/5.jpg" alt="" width="110" height="22" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Luck – 1×03 – Episode Three</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 15:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luck]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[David Milch]]></category>
		<category><![CDATA[drama]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="391" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Luck-S01E0318-57-33-391x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Luck - 1x03 - Episode Three" title="Luck - 1x03 - Episode Three" />Rimasi un po’ così quando a dicembre, dopo aver visto il pilot, cominciai a leggere in giro commenti pieni di caps lock e recensioni di utenti andati in iperventilazione per un’ora di televisione. Da profano di David Milch (sto aspettando uno di quei periodi di pace interiore e stacco dallo studio per iniziare Deadwood, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="391" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Luck-S01E0318-57-33-391x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Luck - 1x03 - Episode Three" title="Luck - 1x03 - Episode Three" /><p>Rimasi un po’ così quando a dicembre, dopo aver visto il pilot, cominciai a leggere in giro commenti pieni di caps lock e recensioni di utenti andati in iperventilazione per un’ora di televisione. Da profano di David Milch (sto aspettando uno di quei periodi di pace interiore e stacco dallo studio per iniziare <em>Deadwood</em>, tanto c’è <em><a href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/justified">Justified</a></em> se mi vien voglia di sentire Timothy Olyphant parlare con l’accento del sud) sono <em>solo</em> rimasto piacevolmente confuso dal primo episodio, divertito dal secondo e sempre più convinto da questo terzo. Leggo in giro anche di cosiddetti <em>ritmi milchiani</em>, ma mi rendo conto che a farmi tutte queste domande mi rovino la parte più importante, la semplice visione. Per l’analisi e la critica c’è tempo, basta poco a rendersi conto che <em>Luck</em> ti fa arrovellare il cervello anche due giorni dopo averlo visto.</p>
<p>Ancora non sappiamo molto di <strong>Ace</strong>. Sappiamo che è un pezzo grosso, che gode di un forse troppo eccessivo rispetto, che è stato in carcere e che ha avuto problemi con la droga. Sceglie con cura le persone di cui circondarsi e in questa selezione entrano in gioco fattori e parametri non poco importanti. Ha un buon amico, <strong>Gus</strong>, insieme al quale chiude ogni episodio con un breve punto della situazione. Ma ha anche un nemico, <strong>Mike</strong>, del quale non abbiamo ancora visto il volto (ma che possiamo immaginare sarà quello di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0002091/">Michael Gambon</a>, secondo IMDB). Seguiamo però la lenta costruzione di un piano ideato per distruggerlo: la scorsa  settimana Ace metteva piede all’ippodromo, questa volta lo vediamo tornare a sedersi nella poltrona della sua compagnia. Durante un breve meeting per gli aggiornamenti, Ace nota un giovane ambizioso da poco entrato nello staff: il suo nome è <strong>Nathan Israel</strong>,<strong> </strong>viene chiamato per un colloquio privato e successivamente assunto dallo stesso Ace come suo dipendente per mezzo di un contratto annuale da un milione di dollari. Israel però non ci viene presentato solo come uno che sa fare il suo lavoro (qualsiasi cosa siano le <em>munip derivatives</em>) ma anche come un ragazzino indisponente che non alza la mano prima di parlare e completamente incapace di sostenere il confronto con Ace (<em>Brain and ambitions, and no fucking style at all</em>). Ironicamente, Ace assume Israel proprio per i suoi difetti, convinto che saranno essenziali per far andare di matto questo fantomatico Mike. Intuiamo quindi che il giovane tornerà in futuro e che quindi non ci tocca che aspettare di vedere come sarà lanciato verso il nemico.</p>
<p>I tre amici dell’ippodromo invece vanno a fare una visita al quarto, quello ricoverato all’ospedale e ora in convalescenza (non riesco a chiamarlo <strong>Lonnie</strong>, per me sarà sempre e solo il <a href="http://www.imdb.com/title/tt0241527/">professor Raptor</a>). L’incidente con le due adescatrici e la <em>claiming race</em> finita male non li allontana dal loro obiettivo principale, ovvero comprare insieme <em>il </em>cavallo, quello chiamato <strong>Mon Gateu</strong>. L’idea è quella di ottenerlo dal nuovo proprietario, ovvero il tizio che nello scorso episodio era stato additato come <em>some fucking cowboy with different-sized haircuts</em>, dividendo tra di loro la somma da pagare e affidando al vecchio <strong>Escalante</strong> il compito di addestrarlo, dopo aver fatto tutti i controlli veterinari insieme a <strong>Jo</strong>. Tutto va a buon fine e così <strong>Lonnie</strong>, <strong>Marcus</strong>, <strong>Jerry</strong> e <strong>Renzo</strong> hanno il loro cavallo, andando quindi ad occupare un posto più importante all’interno dell’ippodromo, con un livello di coinvolgimento superiore a quello di semplici scommettitori.</p>
<p>Tre episodi e già non si può fare a meno di affezionarsi al vecchio <strong>Walter Smith</strong> (e infatti a mio parere il vero mostro del cast è <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000560/">Nick Nolte</a></strong>, altro che Dustin Hoffman), che va ad iscrivere alle corse il proprio cavallo, ma con un nuovo fantino: <strong>Ronnie Jenkins</strong> subentra al solito <strong>Leon</strong>, che tra l’altro ha un piccolo mancamento dentro la sauna. Negli occhi e nella voce di Walter percepiamo la stanchezza degli anni, di una vita completamente dedicata alle proprie passioni ma che ormai si è congelata nella routine e nella monotonia, sempre in attesa di un colpo di fortuna. Un colpo di fortuna che tarda ad arrivare, tra la lontananza (fisica e probabilmente anche intima) della figlia Rosie e l’ennesimo incidente alle corse (il cavallo di Ronnie si ferma perché distratto da un intruso sul campo).</p>
<p><em>Luck </em>continua a raccontare una storia per la quale non ci saremmo mai scoperti davvero interessati. Nell’attesa di scoprire la sua vera anima (una serie relativamente simile purtroppo non l’ha mai capito – esatto, si parla di <em><a href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/boardwalk-empire">Boardwalk Empire</a></em>) Milch e compari continuano a presentarci i loro personaggi spiegando pochissimo e confezionando il tutto con uno stile impeccabile: l’entrata nella hall dell’albergo sulle note della storica <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hbe3CQamF8k&amp;ob=av2e">Angel</a></em> dei Massive Attack è a dir poco sublime e la regia è pulita, fresca e senza sbavature (opera di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0002339/">Allen Coulter</a></strong>, uno dei miei registi televisivi preferiti). Da parte di noi spettatori, è ancora presto per parlare di must della stagione. Una cosa però è certa: roba così non si è mai vista.</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<ul>
<li>Fa tanto piacere vedere <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm1140666/">Patrick J. Adams</a></strong> combinare qualcosa prima del ritorno di <em><a href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/suits">Suits</a></em>. Il ruolo di Nathan Israel gli calza abbastanza bene (sembra quasi che, esattamente come Mike Ross, gli piaccia prendere ordini), capello leccato a parte. Fa anche una fugace apparizione <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000260/">Joan Allen</a></strong>, anche lei in un ruolo <em>presumibilmente</em> ricorrente.</li>
<li>Un paio di recensioni anglofone, in ordine di gradimento: <em><a href="http://www.avclub.com/articles/episode-three,69101/">AV Club</a></em>, <em><a href="http://www.vulture.com/2012/02/luck-recap-season-1-episode-3.html">Vulture</a></em>, <em><a href="http://www.hitfix.com/blogs/whats-alan-watching/posts/luck-episode-3-money-laundering">Sepinwall</a></em>.</li>
</ul>
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		<title>Shameless – 2×06 – Can I Have A Mother</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Conti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Shameless]]></category>
		<category><![CDATA[adattamenti USA]]></category>
		<category><![CDATA[dramedy]]></category>
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		<category><![CDATA[Showtime]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/shameless2.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="shameless" title="shameless" />&#8220;Can I be honest with you? I am not the reason that your life is a piece of crap. You came out of me a loser.&#8221; Conoscere i genitori di una persona può rivelarsi un&#8217;occasione utile ed illuminante per comprenderne meglio i comportamenti, le abitudini e le scelte di vita. E se la persona in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/shameless2.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="shameless" title="shameless" /><p><em>&#8220;Can I be honest with you? I am not the reason that your life is a piece of crap. You came out of me a loser.&#8221;</em></p>
<p>Conoscere i genitori di una persona può rivelarsi un&#8217;occasione utile ed illuminante per comprenderne meglio i comportamenti, le abitudini e le scelte di vita. E se la persona in questione si chiama <em>Frank Gallagher</em>, allora la cosa si fa parecchio interessante. Dopo un ottimo episodio incentrato sulle figure paterne, <em>Shameless</em> ci presenta <strong>Peggy Gallagher</strong>, la diabolica madre di Frank, a testimoniare ancora una volta come una mela non cada mai troppo lontana dall&#8217;albero che l&#8217;ha generata.</p>
<p><em>&#8220;Christ, you&#8217;re pathetic! You bed-wetting excuse for a son.&#8221;</em></p>
<p>Interpretata da <em>Louise Fletcher</em> (premio Oscar nel 1976 per la sua interpretazione in <em>Qualcuno volò sul nido del cuculo</em>), la terribile nonnetta, condannata (da vent&#8217;anni all&#8217;ergastolo) in seguito all&#8217;esplosione di uno dei <em>laboratori di metanfetamina</em> che si trovava a gestire (quì il campanello d&#8217;allarme sulla &#8220;<em>esagerazione al quadrato</em>&#8221; è scattato anche per me), si trova fuori dal carcere in anticipo, per licenza medica (fingendo &#8211; ma non ne sono poì così sicuro &#8211; di stare per tirare le cuoia). Peg cerca subito di pareggiare i conti con il suo vecchio socio in affari, tale Noah Pitts, un chimico reinventatosi in seguito chirurgo estetico.</p>
<p><em>&#8220;You&#8217;re piss-poor excuse for a mother! I was hoping you would die in prison!&#8221;</em></p>
<p>Notiamo immediatamente come, in presenza della madre, Frank &#8211; che d&#8217;altronde ha sempre dimostrato una notevole codardia &#8211; diventi un pulcino spaurito, in preda a un panico maldissimulato, inizialmente quasi inspiegabile. Ma nel corso della puntata intravediamo scorci della vera Peggy, un mostro realmente terrificante; non la Peggy che da generose mance ai suoi nipoti (o permette a <strong>Carl</strong>, quasi &#8220;teneramente&#8221;, di giocare con una pistola vera), ma quella che infilza suo figlio nella carne e nell&#8217;orgoglio, prende in considerazione l&#8217;idea di rapire i figli del dottor Fitts, e umilia <strong>Sheila</strong> &#8211; davvero stellare nei suoi monologhi &#8211; per la sua parlantina logorroica (&#8220;<em>Jesus, is that bitch ever going to shut up?</em>&#8220;).</p>
<p><em>&#8220;It&#8217;s tough, huh? My parents suck, too.&#8221;</em></p>
<p>L&#8217;episodio &#8211; co-scritto dallo stesso <strong>William H. Macy</strong> &#8211; ci offre un nuovo punto di vista del personaggio di Frank, forse per renderlo meno antipatico al pubblico, o semplicemente per mostrarne nuove e interessanti sfaccettature. Benché si renda Frank la <em>vittima</em> dell&#8217;episodio, è solo un gioco di prospettive. Perché se è vero che Peg è <em>peggiore</em> di Frank, quest&#8217;ultimo rimane sempre il solito (adorabile, per quel che mi riguarda) mascalzone, semplicemente in una versione più umana e ancora più infantile (la pipì a letto, i continui piagnistei). Lo vediamo provare a fare la cresta con la stessa madre, provando a tenersi parte del denaro datogli dal dottor Pitts, e a infuriarsi quando viene a sapere che i soldi dell&#8217;assicurazione di Eddie sono stati intestati tutti a Karen. Sheila si rende conto, finalmente, dei secondi fini di Frank, cacciandolo fuori di casa. Sono davvero curioso di vedere come evolverà la situazione con altri due Gallagher &#8211; i peggiori &#8211; sotto lo stesso tetto.</p>
<p><em>&#8220;You married a drug lord&#8217;s daughter to hang on to your ear?&#8221;</em></p>
<p><strong>Steve</strong> rientra al centro della narrazione, iniziando dando subito una bustarella a Tony (basterà?) e presentando a <strong>Fiona</strong> sua&#8230; moglie. Sì, perché la ragazza che abbiamo intravisto nei precedenti episodi è la figlia di un <em>signore della droga</em> brasiliano, con cui Steve si era messo nei guai. Il matrimonio è stato organizzato al fine di allontanare la ragazza dal Brasile e di farle ottenere la cittadinanza americana, e lascia intendere &#8211; ma non è detto, visto che Steve presenta Fiona come sua cugina &#8211; che tra i due ci sia una relazione &#8220;aperta&#8221;. La passione tra Steve e Fiona scoppia incontrollabile nel bagno del ristorante (quasi a citare la sigla), e Adam, &#8220;usato&#8221; per il double date, se ne accorge. Una reintroduzione divertente per Steve, che apre scenari potenzialmente spassosi.</p>
<p>Un&#8217;altra ottima puntata, leggermente meno corale della precedente (o che, quantomeno, non &#8220;frulla&#8221; le storie in modo equilibrato, mettendo giustamente al centro Frank e la madre). Si aprono scenari potenzialmente interessanti (<em>Grammy</em>) e spassosi (Steve e la fidanzata che parla solo portoghese) per la seconda parte di stagione. Spero solo che il tono venga sempre bilanciato, e che le attività &#8220;malavitose&#8221; non portino la serie a sconfinare un po&#8217; in generi che non gli appartengono (i laboratori di metanfetamine lasciamoli <em>Breaking Bad</em>, e i signori della droga a serie come <em>Justified</em>), ma al momento non sono minimamente preoccupato.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/4.jpg" alt="" width="110" height="22" />+++</p>
<p><em>Note sulle altre storie</em>:</p>
<p>- <strong>Ian</strong> è ancora troppo arrabbiato con <strong>Lip</strong>, e i due continuano a guardarsi in cagnesco. Bella la scenetta in cui Lip prova a strappare una parola al fratello, chiuso in un silenzio tenero e infantile, scaraventando frutta e ortaggi per tutto il negozio.</p>
<p>- Lip si presenta leggermente ubriaco alla festa di <strong>Karen</strong> e del <em>marito tonto</em>, e propone alla ragazza di abortire. Comprensibile, vista la sua esperienza in fatto di genitori.</p>
<p>- Sempre a proposito di Lip: non so se sia un caso, o una scelta stilistica ben precisa, ma molte delle sue scene continuano &#8211; spesso e volentieri &#8211; ad essere introdotte o chiuse col suono (o la visione) dei <em>treni metropolitani</em> (tre volte solo in questo episodio). C&#8217;è qualche messaggio dietro da parte degli autori? Che abbia in mente di andarsene?</p>
<p>- La giovane <strong>Ethel</strong>, dopo aver appreso dalle &#8220;sorelle mogli&#8221; della morte del loro comune marito Clyde, decide di andar via con <strong>Malik</strong>, vendendo le piante sotterrate da <strong>Kevin</strong>.</p>
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		<title>Person of Interest – Season 1 so far – Parte 2</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Magistrelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Person of Interest]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[action]]></category>
		<category><![CDATA[Astro]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Person-of-Interest-Season-1-so-far-Parte-2.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Person of Interest - Season 1 so far - Parte 2" title="Person of Interest - Season 1 so far - Parte 2" />Il mio incontro con i supereori è stato, come spesso avviene, del tutto casuale. Fu Spider-man a venire in mio soccorso in ozioso pomeriggio estivo, spuntando malizioso dall&#8217;espositore dell&#8217;edicola alle spalle di topi e paperi che fino ad allora avevano costituito la mia principale alternativa ai compiti delle vacanze. La passione esplose immediatamente e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Person-of-Interest-Season-1-so-far-Parte-2.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Person of Interest - Season 1 so far - Parte 2" title="Person of Interest - Season 1 so far - Parte 2" /><p>Il mio incontro con i supereori è stato, come spesso avviene, del tutto casuale. Fu <em>Spider-man</em> a venire in mio soccorso in ozioso pomeriggio estivo, spuntando malizioso dall&#8217;espositore dell&#8217;edicola alle spalle di topi e paperi che fino ad allora avevano costituito la mia principale alternativa ai compiti delle vacanze. La passione esplose immediatamente e le calzamaglie entrarono di prepotenza nel mio immaginario mischiandosi senza vergogna a Eco e Bulgakov con cui -letteralmente- sottobanco cercavo di opporre fiera resistenza alle ore più lunghe delle mattine liceali. L&#8217;epica della pagina disegnata prendeva forma nella mia mente, ma non mi bastava, volevo i supereroi in tv, quelli che leggevo tutte le settimane però, non quelle ridicole incarnazioni che mi spacciavano per Hulk, Batman e Spidey. Poi è arrivato Raimi con il <em>sense of wonder</em> portato paro paro sul grande schermo e io ho finalmente sentito che quel vuoto era stato finalmente colmato.</p>
<h1></h1>
<h1>La stoffa dell&#8217;eroe</h1>
<p>L&#8217;altra sera quella sensazione si è ripresentata, inattesa e prepotente, durante la visione di <em>Person of Interest</em>. Il freddo affresco metropolitano che la serie di J.J. Abrams e Jonathan Nolan va componendo assomiglia sempre più all&#8217;adattamento perfetto di un fumetto supereroistico sul piccolo schermo. Lontano da esperimenti di <a title="Serialmente - Heroes" href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/heroes/" target="_blank">riproposizione pedissequa</a> o dai <a title="Serialmente - Misfits" href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/misfits/" target="_blank">what if anglosassoni</a> <em>Person of Interest</em> azzarda una strada nuova, percorrendola a velocità sempre più sostenuta grazie alla confidenza guadagnata dopo un inizio col freno a mano tirato. Ciò a cui lo spettatore assiste infatti è attualmente una serie mimetizzata al cui interno si intravede la struttura portante mutuata direttamente dai comics d&#8217;oltreoceano: per usare una metafora, quello che va in scena è Clark Kent, ma in contro luce si può scorgere una vistosa S sotto la camicia.</p>
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<p>Il punto di partenza è un eroe, Reese, ricercato dalle autorità, la cui identità è segreta: chi lo incontra riesce solo a riferire vaghi dettagli circa un uomo che indossa un completo. Ecco apparire il secondo elemento cardine, il costume, che in questo caso adattandosi perfettamente alla metafora è in realtà un indumento civile, un non-costume, ma che all&#8217;atto pratico assume esattamente la stessa doppia funzione di maschera e riconoscimento, aspetto ripetutamente sottolineato in diverse righe di dialogo. Mr. Finch rappresenta poi la spalla, e inoltre porta con se un altro elemento cardine dell&#8217;epica supereroistica, il rifugio segreto. Abbiamo poi il super villain, il nemico per eccellenza dell&#8217;eroe, la nemesi rappresentata da Elias; affianco a lui un gruppo più esteso di nemici ricorrenti dotati di una propria caratterizzazione, il capitano Lynch vertice del gruppo di poliziotti corrotti al soldo di Elias, e la misteriosa hacker dalle unghie nere. Al gradino inferiore incontriamo poi le minacce comuni che l&#8217;eroe deve affrontare quando non è coinvolto in imprese più grandi, come lo scontro con la nemesi o la fuga dall&#8217;autorità che è riuscita a mettersi sulle sue tracce. In questo contesto l&#8217;eroe può però contare su alcuni comprimari, i soli a conoscenza della sua identità, che lo aiutano nella sua crociata nonostante appartengano alla polizia che dovrebbe dargli la caccia.</p>
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<p>Una volta svelato questo schema è facile riconoscere come i personaggi siano costruiti rielaborando alcune personalità che emergono direttamente dalle pagine di Batman. Il parallelo tra Reese e il cavaliere oscuro è fin troppo evidente, a partire dalla voce roca -marchio di fabbrica del Batman cinematografico di Nolan- e la tendenza a sparire nel pieno di una conversazione. Altri personaggi invece presentano composizioni più complesse. Mr. Finch nel suo essere spalla potrebbe essere facilmente identificato come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robin" target="_blank">Robin</a>, ma a parer mio è più corretto vedere il suo personaggio come un alter ego di Reese, <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=bruce%20wayne&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CDoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBruce_Wayne&amp;ei=4ck8T6GRA-7R4QT6v-CHCA&amp;usg=AFQjCNE685nHwqQ51zme0pEcDDFXQB4-yA" target="_blank">Bruce Wayne</a> in pratica, visione che la disponibilità economica e l&#8217;organizzazione del rifugio mi pare possano confermare. D&#8217;altra parte però l&#8217;handicap fisico e l&#8217;abilità coi PC lo riportano invece immediatamente ad una versione maschile di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Gordon" target="_blank">Oracolo</a>, mentre allo stesso tempo mutua da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucius_Fox" target="_blank">Lucius Fox</a> l&#8217;ideazione del sistema di sorveglianza e l&#8217;atteggiamento di protezione verso Reese.<br />
Carter e Fusco si spartiscono, a seconda dei momenti, la parte svolta dal<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commissario_Gordon" target="_blank"> Commissario Gordon</a> e il ruolo di spalla sul campo, ma Carter fino a pochi episodi fa incarnava in se anche lo spirito di quella parte di commissariato di Gotham poco propensa a tollerare un vigilante misterioso. E ancora Zoe Morgan, borderline e seduttrice come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catwoman" target="_blank">Catwoman</a>. Ed infine Elias che persegue lo stesso ordine che cerca Reese ma attraverso il caos, come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joker" target="_blank">Joker</a>, eppure è lucido ed ambigue come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Due_Facce" target="_blank">Due Facce</a>.</p>
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<h1>Mitopoiesi</h1>
<p>Il giudizio espresso dopo il <a title="Serialmente - Person of Interest - Pilot " href="http://www.serialmente.com/2011/09/26/person-of-interest-1x01-pilot/" target="_blank">pilot</a>, insomma, è da rivedere, e da riallineare pienamente con quanto detto nel <a title="Serialmente - Person of Interest - Season 1 so far" href="http://www.serialmente.com/2011/12/20/person-of-interest-season1-so-far/" target="_blank">primo So Far</a> dedicato a <em>Person of Interest</em>. Quella che pareva materia inerme, mera accozzaglia di luoghi comuni action si è rivelata a distanza di qualche mese una rielaborazione per nulla banale di una struttura narrativa piuttosto classica, il cui successo su un medium diverso non era per nulla scontato.</p>
<p>Come credo sia evidente dal fiume di parole riversato qui sopra <em>Person of Interes</em>t ha saputo crearsi -in maniera del tutto inattesa, lo ammetto- una sua personale mitologia in tempi sorprendentemente brevi. Momento di svolta della serie sono stati i due episodi a cavallo del mid-season in cui la Detective Carter è entrata a far parte del gruppo, avvenimento già previsto da Nolan, ma anticipato su richiesta della CBS. Come se lo show fosse stato pensato in questi termini fin dall&#8217;inizio le dinamiche della narrazione iniziano da allora a incastrarsi alla perfezione ed emerge una maggior consapevolezza nella realizzazione del prodotto sia sul piano della scrittura che su quello della regia.</p>
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<p>È da intendersi in questo senso infatti lo stravolgimento portato dall&#8217;episodio <strong><em>Super</em></strong>, con Reeses relegato davanti a uno schermo su di una sedia a rotelle mentre Mr. Finch ricopre in inedito ruolo operativo. L&#8217;omaggio a <em>La finestra sul cortile</em> è più che esplicito e la sua realizzazione in un episodio che ribalta che le regole canoniche della serie rende bene è indizio di grande sicurezza. Ben riposta in ogni caso perché <strong><em>Super</em></strong> è un episodio molto valido, al pari degli altri che compongono la seconda parte di stagione per ora andata in onda. Per altro, ogni settimana ormai emerge un elemento di non marginale importanza nell&#8217;economia della storia. <strong><em>Legacy</em></strong> ha mostrato l&#8217;atteso incontro tra Carter e Reesee, mentre in <strong><em>Root Cause</em></strong> è comparsa la misteriosa hacker che incarna la nemesi di Mr. Finch, personaggio quest&#8217;ultimo che lascia intendere un futuro in cui l&#8217;orizzontalità acquisterà sempre maggior importanza, confermando in sostanza il trend intrapreso dalla comparsa di Elias, pur all&#8217;interno di progressione procedurale.<br />
<strong><em>Wolf and Cub</em></strong> infine ha sollevato un altro lembo del velo che copre il passato di Mr. Finch, lasciando filtrare nuove inquietanti sensazioni.</p>
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<p>La serie dunque prosegue il suo percorso di esplorazione delle solitudini dei protagonisti, ancora più rimarcate ora che il cast personaggi che gli gira intorno si va allargando. Il fulcro dell&#8217;attenzione si è via via spostato su Finch e sull&#8217;origine del macchinario riportando al centro dell&#8217;attenzione il tema del controllo e della sorveglianza: c&#8217;è differenza tra le telecamere che usano Finch e Reese e quelle dello stalker in <strong><em>Super</em></strong>? Ritornando per un istante in tema fumettistico: chi controlla i controllori. E come funziona il macchinario cui solo Mr. Finch può accedere? Quest&#8217;ultima osservazione solleva poi nuove e sinistre inquietudini: la reale esistenza del macchinario viene messa in dubbio da Reese in una delle sue rare uscite sul territorio dell&#8217;ironia, ma l&#8217;ipotesi abilmente lasciata filtrare in modo subdolo è più fondata di quanto possa sembrare in apparenza. Infatti, non solo il macchinario parrebbe in grado di funzionare e masticare immagini anche nelle fasi immediatamente successive al trasloco forzato dal rifugio, ma inoltre -a ben pensarci- allo spettatore e a Reese non viene mai mostrato un foglio proveniente direttamente dalla macchina, ma solo trascrizioni manuali dei numeri di previdenza. Il seme del dubbio è ormai piantato.</p>
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<p>Tirando le somme, l&#8217;inizio della seconda parte di stagione ha segnato il deciso salto di qualità di <em>Person of Interest</em> che da serie buona e promettente si sta rivelando un prodotto in grado di realizzare tutti gli spunti interessanti mostrati nei primi episodi; anzi, a voler muovere una critica sia ha la sensazione che volendo potrebbe osare ancora di più e pigiare ulteriormente il piede sull&#8217;acceleratore. Sorprende davvero che uno dei migliori esordi stagionali sia stato finora sostanzialmente ignorato dalla critica (tra cui colpevolmente figuriamo anche noi).</p>
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<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/45.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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<h3>NOTE:</h3>
<ul>
<li> In <strong><em>Wolf And Cub</em></strong> il ruolo del giovane Darren è stato interpretato da Astro, rapper americano che si è fatto conoscere nella versione a stelle e strisce di X-Factor a causa di un ego misurato e una fastidiosa spocchia, caratteristiche ben riproposte nel suo personaggio.</li>
<li> Nina Tassler, presidente di CBS Entertainment, ha ammesso in <a href="http://blog.zap2it.com/frominsidethebox/2012/01/person-of-interest-cbs-chief-on-carters-increased-role-season-2-prospects.html" target="_blank">un&#8217;intervista </a>di aver chiesto a Nolan di anticipare i piani riguardanti il personaggio di Carter, parlandone esplicitamente come del Commissario Gordon della serie.</li>
<li>Sempre in <strong><em>Wolf and Cub</em></strong> viene citato il ronin, guerriero giapponese. <em>Ronin</em> però è anche il titolo di una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ronin_(DC_Comics)" target="_blank">graphic nove</a>l di Frank Miller, autore che ha profondamente legato il suo nome alle vicende di Batman, da lui visto come un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_ritorno_del_Cavaliere_Oscuro" target="_blank">vigilante</a> più che un eroe (prima di sbroccare e <a href="http://frankmillerink.com/2011/11/anarchy" target="_blank">sproloquiare sui massimi sistemi</a>). La citazione non appare dunque del tutto casuale.</li>
<li> Micheal Stahl-David, che in <em>Person of Interest</em> interpreta il figlio dell&#8217;ex socio in affari di Mr. Finch e si era giàù visto in <em>Cloverfield</em> di J.J. Abrams, inizierà a breve <a href="http://www.deadline.com/2012/02/joss-whedons-in-your-eyes-lands-leads/" target="_blank">le riprese</a> di un film, definito sci-fi/romance, basato su un soggetto di Joss Whedon.</li>
</ul>
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		<title>Spartacus: Vengeance – 2×02/03 – A Place In This World/The Greater Good</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mara R.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[drama]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Spartacus.Vengeance.s02e03.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Spartacus.Vengeance.s02e03" title="Spartacus.Vengeance.s02e03" />Alla terza puntata mi sento di puntare il dito verso chi ha scelto McIntyre piuttosto che valutare negativamente la prestazione di quest&#8217;ultimo. Il problema non è semplicemente il confronto &#8211; impietoso &#8211; con Andy Whitfield, ma la consapevolezza che Spartacus: Blood and Sand non avrebbe conquistato la nostra partecipazione emotiva se McIntyre ne fosse stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/Spartacus.Vengeance.s02e03.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="Spartacus.Vengeance.s02e03" title="Spartacus.Vengeance.s02e03" /><p>Alla terza puntata mi sento di puntare il dito verso chi ha scelto McIntyre piuttosto che valutare negativamente la prestazione di quest&#8217;ultimo. Il <strong>problema</strong> non è semplicemente il confronto &#8211; impietoso &#8211; con Andy Whitfield, ma la consapevolezza che Spartacus: Blood and Sand non avrebbe conquistato la nostra partecipazione emotiva se McIntyre ne fosse stato il protagonista fin dall&#8217;inizio. Per carità, non è male ed è evidente il tentativo di dare un&#8217;impronta personale al <em>suo</em> Spartacus, ma difetta completamente della fisicità necessaria: non è credibile. Le scene d&#8217;azione mostrano una persona  priva di atleticità e carisma in cui è quasi impossibile ravvisare il &#8211; recente &#8211; passato di Champion of Capua, leggenda vivente, liberatore di schiavi e minaccia per Roma. Non dico che la produzione avrebbe dovuto scegliere una copia di Whitfield, ma almeno un attore con una preparazione fisica adeguata.</p>
<p>In generale è tutta la serie a risultare <strong>sotto tono</strong> nella riproposizione di schemi passati. La mia sensazione è che stiano vivendo di rendita e, di nuovo, non è questione di nostalgia per Andy Whitfield: Gods of Arena nata quasi come soluzione tampone è riuscita a riproporre con la stessa efficacia i meccanismi narrativi di Blood and Sand nonostante l&#8217;handicap, comune a molti prequel, di non poter far leva sulla curiosità per il destino di tutti i protagonisti.</p>
<p><strong>Glabro</strong> e <strong>Llythia</strong> hanno raccolto il testimone della coppia formata da Batiato e Lucretia. Come Batiato vedeva in Spartacus  il mezzo per realizzare le sue ambizioni di scalata sociale, così Glabro ha nella cattura di Spartacus il mezzo per conquistare  il prestigio mai ottenuto sul campo e con esso il rispetto di quelli che, formalmente suoi pari, non fanno mistero della mancanza di stima nel legato. E se Llythia si dimostra maggiormente all&#8217;altezza di essere l&#8217;ideale successore di Lucretia quale signora del ludus, Glabro perde nettamente il confronto con <strong>Batiato</strong> la cui assenza è pesantissima. Era facile simpatizzare con le motivazioni del lanista, ammirarne l&#8217;astuzia nell&#8217;intrigo e compatirne lo sfavore degli Dei, ma Glabro risulta un condottiero borioso, privo di meriti, di onore e poco legato a sua moglie là dove l&#8217;unione di amore e di intenti tra Batiato e Lucretia, uno dei perni della serie, era forte al punto da poter comprendere nel suo interno anche la passione di lei per Crixus.</p>
<p>La ricerca di Naevia è la <strong>riproposizione</strong> dei tentativi di Spartacus di ricongiungersi con Sura e perfino nell&#8217;amicizia tra Agron e Nasir rintracciamo il legame di Barca e Pietro. Ma non sono i ricorsi il problema di questa seconda serie, il contesto in cui si muovono i personaggi, le loro motivazioni &#8211; conquista del prestigio, dell&#8217;onore e dell&#8217;amore &#8211; sono le stesse e quindi è normale che vengano impresse le stesse dinamiche nei rapporti tra i personaggi, quello che manca è la forza narrativa, la capacità di appassionare davvero nonostante la <strong>trama</strong> proceda spedita dispiegandosi tra le manovre di Glabro, i timori di Llythia, il ruolo di sacerdotessa che Lucretia interpreta nella preparazione della sua vendetta, e la ricerca di Naevia che determina il formarsi di due fazioni all&#8217;interno del gruppo di fuggitivi: i galli fedeli a Crixus e tutti quelli che come Agron vogliono evitare ogni rischio procedendo verso Napoli, arruolando via via tutti gli schiavi avvezzi alla battaglia.</p>
<p>Ma, se in &#8220;A Place in This World&#8221; il racconto ha ancora una sua tenuta, in &#8220;The Greater Good &#8220;il salvataggio di Naevia è gestito in maniera frettolosa e inverosimile, così come tutto il nuovo corso sembra gestito con poca voglia di regalarci quel trasporto nella narrazione che non sia solo una semplice eco di Blood and Sand.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/3.jpg" alt="" width="110" height="22" /><strong> più </strong> al secondo episodio</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/25.jpg" alt="" width="110" height="22" /> al terzo episodio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Smash – 1×02 – The Callback</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Corato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Smash]]></category>
		<category><![CDATA[musical]]></category>
		<category><![CDATA[NBC]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/smash102.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="smash 1x02 recap" title="smash 1x02" />Che fatica. Quella dei protagonisti di Smash mentre cercano di scegliere una Marilyn, ma soprattutto la mia per arrivare alla fine di “The Callback”. Il dilemma è ancora quello del pilot: l&#8217;esperienza e la sensualità di Ivy si scontrano con il talento e l&#8217;innocenza di Karen. Ivy ha visto tutti i film di Marilyn e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/smash102.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="smash 1x02 recap" title="smash 1x02" /><p><em>Che fatica.</em> Quella dei protagonisti di Smash mentre cercano di scegliere una Marilyn, ma soprattutto la mia per arrivare alla fine di “The Callback”.</p>
<p>Il dilemma è ancora quello del pilot: l&#8217;esperienza e la sensualità di Ivy si scontrano con il talento e l&#8217;innocenza di Karen. Ivy ha visto tutti i film di Marilyn e letto una montagna di libri su di lei, Karen ha abbracciato istintivamente lo spirito della diva.<br />
Chi la spunterà? Chi ce la farà?</p>
<p>Nonostante Karen venisse venduta come la protagonista dello show e potesse sembrare una scelta logica, il fatto che la parte venga affidata a Ivy non è poi una grande una sorpresa: i suoi <em>selling points</em> (l&#8217;esperienza, la bravura, il fatto che abbia studiato il personaggio e che le somigli pure) superano di gran lunga quelli della sua rivale, non solo all&#8217;interno dello show.</p>
<p>Infatti il primo problema di<em> Smash</em> è che Karen non è un personaggio simpatico. Si impegna tanto, e lo fa pesare tantissimo a chiunque la circondi; i suoi occhioni da cerbiatto perennemente sgranati hanno sempre un riflesso di autocommiserazione che ha poco a che vedere con la tenacia che viene venduta al pubblico.</p>
<p>Ivy  farà anche il passo falso di andare a letto con Regista Figo, ma è una che si è fatta il mazzo per anni ed è un sollievo vedere che finalmente il suo talento viene riconosciuto.<br />
Persino gli sceneggiatori devono essersi resi conto che l&#8217;antagonista è migliore della protagonista, visto che le hanno dato il ruolo.</p>
<p><strong>Inoltre:</strong><br />
· Capitolo adozione: se prima era Julia (Debra Messing) ad avere dei dubbi, ora è il marito a non voler più aspettare i due o tre anni necessari e ad avere voglia di tornare a lavorare. Inoltre, il figlio – il teenager più vecchio dai tempi di Dawson&#8217;s Creek – fa una scenata perché voleva tanto una sorellina.<br />
· Eileen (Anjelica Huston) continua a litigare con l&#8217;ex marito Jerry, che cerca di soffiarle da sotto il naso Regista Figo ma fallisce miseramente, concludendo la puntata con un <em>metropolitan</em> preso in faccia e ancora nessuna vendetta.<br />
· L&#8217;intera relazione Karen/Dev fa alzare gli occhi al cielo ogni cinque secondi. L&#8217;apice della banalità è che manca una cena importante di lavoro perché deve rimanere alle prove fino a tardi, con grande litigio finale dopo che lui l&#8217;aveva supportata, aiutata e probabilmente anche mantenuta.<br />
· L&#8217;assistente di Tom continua a origliare: a cosa servirà tutto questo curiosare?</p>
<p>Anche le trame secondarie non sono particolarmente interessanti, ma sopratutto portate avanti con poca convinzione; vengono trattate come riempitivo piuttosto che come parte integrante del telefilm, ovvero il modo in cui erano state introdotte nel pilot.</p>
<p>Le canzoni – punto cruciale di uno show su un musical – allungano ulteriormente il brodo: l&#8217;esibizione inutile di Karen della settimana è un arrangiamento agghiacciante di “Call Me” dei Blondie, quella molto più carina di Ivy è “Crazy Dreams” di Carrie Underwood in versione ballatona.<br />
Piazzate rispettivamente all&#8217;inizio e alla fine, sono entrambe cantate in un night club: quello di Karen è una proiezione della sua mente, mentre in realtà sta facendo la cameriera; quello di Ivy è autentico e lei si sta davvero esibendo sul palco, così come farà nei panni di Marilyn.</p>
<p>In compenso, la versione con la messa in scena completa di “Let Me Be Your Star” migliora notevolmente l&#8217;esibizione in prova della prima puntata. Anche la canzone originale presentata in “The Callback” non è niente male: “The 20th Century Fox Mambo” è orecchiabilissima e viene inserita in un&#8217;esibizione piuttosto interessante, in cui Karen viene vestita da Marilyn per la prima volta – ma non è un granché convincente, purtroppo per lei.<br />
Mettendo insieme gli indizi, si deduce che il telefilm su <em>Marilyn: The Musical</em> non è eccezionale, ma lo spettacolo in sé potrebbe venire fuori molto meglio.</p>
<p>Uno show che sembra già stanco al secondo episodio non è destinato a finire bene: è un peccato, perché Smash era una delle serie più attese di questa stagione televisiva, e avrebbe potuto dare molto.</p>
<p>Rimane solo da vedere come arriveranno a ribaltare la situazione e dare la parte a Karen, oppure renderle coprotagoniste.<br />
Aspettiamo e speriamo – magari anche in un miracolo che prenda il potenziale di <em>Smash</em> e lo utilizzi.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/2.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
<p>Domanda al pubblico: vi siete accorti anche voi del numero pauroso di volte in cui viene utilizzata la musichetta “colpo di fulmine”, sopratutto quando c&#8217;è  Regista Figo in giro? Quanti ormoni a Broadway!</p>
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		<title>Fringe – 4×12 – Welcome to Westfield</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano pandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fringe]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[drama]]></category>
		<category><![CDATA[FOX]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="391" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/fringe-4x12-welcome-to-westfield-screencap-391x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="fringe - 4x12 - welcome to westfield screencap" title="fringe-4x12-welcome-to-westfield-screencap" />Devo ammettere che non sono un gran fan di questa stagione di Fringe: troppi filler per i miei gusti, scarso utilizzo dell&#8217;universo alternativo e in generale mi ritrovo spesso con poca voglia di vedere i nuovi episodi e finisce che rimango indietro. Il che non è la fine del mondo sia chiaro, ma da questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="391" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/fringe-4x12-welcome-to-westfield-screencap-391x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="fringe - 4x12 - welcome to westfield screencap" title="fringe-4x12-welcome-to-westfield-screencap" /><p>Devo ammettere che non sono un gran fan di questa stagione di Fringe: troppi filler per i miei gusti, scarso utilizzo dell&#8217;universo alternativo e in generale mi ritrovo spesso con poca voglia di vedere i nuovi episodi e finisce che rimango indietro. Il che non è la fine del mondo sia chiaro, ma da questa serie, che mi ha abituato a livelli di hype altissimi per le nuove puntate, lo trovo inaccettabile.<br />
Mi pare ovvio quindi che la volta che tocca a me recensirlo Fringe tira fuori dal cappello una puntata spettacolare che mi fa pentire anche solo di aver dubitato di lui. A sto punto continuerò a dubitare sperando che il risultato sia sempre questo.</p>
<h3>Il caso</h3>
<p>Questa settimana la fringe division, compreso Walter che grazie alla vicinanza di Peter si sente abbastanza bene da uscire dal laboratorio, viene chiamata per investigare sulla caduta di un aereo causata da uno strano magnetismo presente nella zona. Prima di riuscire a gridare <em>&#8220;boooring</em>&#8221; e &#8220;<em>già visto</em>&#8221; allo schermo però Walter viene quasi ucciso da un ristoratore apparentemente impazzito, le comunicazioni con il resto del mondo vengono interrotte ed ogni tentativo di uscire da Westfield riporta i protagonisti sempre dentro al paese.<br />
Si scopre quindi che il ristoratore non è l&#8217;unico a essere impazzito:  quasi tutta la gente del villaggio mostra sintomi di schizofrenia che li porta alla violenza, rendendo Westfield una <span style="color: #000000;"><del>figata totale</del></span> specie di città fantasma; solo un piccolo gruppo di persone è immune e Olivia, Peter e Walter si rifugiano con loro nella scuola.<br />
Dopo una serie di indagini, per noi del pubblico assolutamente innecessarie visto che dopo tre stagioni e mezza sappiamo benissimo che &#8220;ce n&#8217;è più di uno di qualunque cosa&#8221; e che &#8220;due cose non possono occupare lo stesso spazio&#8221;, finalmente anche Walter capisce che il paese si sta fondendo con Alt-Westfield, ragion per cui molte persone si ritrovano con ricordi che non li appartengono (e ovviamente impazziscono) mentre chi non ha il corrispettivo nell&#8217;altra città resta normale. Sfiga vuole che non solo la prima volta che Walter esce dal laboratorio da anni rischia di morire ma che non possa neanche fare niente per fermarlo. Grazie all&#8217;aiuto di Peter e a dei calcoli che nessuno ha capito però riescono per lo meno a trovare l&#8217;unico punto sicuro della città e a salvarsi.<br />
C&#8217;è poco da dire sul caso del giorno: bello sia l&#8217;idea che la realizzazione, se fosse un disaster movie anni &#8217;90 sarebbe già un cult.</p>
<h3>Can you imagine being flooded with years of memories that were not your own?</h3>
<p>L&#8217;episodio si apre come il precedente con un sogno: Peter e Olivia a letto insieme in un momento di intimità; a differenza del precedente episodio però stavolta a sognare è Olivia. Questa è solo la prima di alcune incursioni della vecchia Olivia nella sua mente che la porteranno a fine episodio a comportarsi come una personale completamente diversa, ordinando da mangiare al solito ristorante e baciando Peter come se fosse un venerdì sera qualunque.<br />
Era prevedibile, ma mi è piaciuto molto lo stesso: i “residui” della vecchia timeline, per cui le persone che conoscevano Peter lo vedevano in sogno e che l&#8217;hanno portato a materializzarsi in un lago, non fanno che rafforzarsi con la sua presenza. Più tempo Peter passa in questa timeline, più diventa simile alla vecchia versione: Walter migliora, Olivia si scioglie un po&#8217; dalla sua naturale freddezza. Nasce tutto da un&#8217;anomalia, un po&#8217; come quando si riesce a recuperare dei file eliminati definitivamente da un computer, eppure è la vera svolta della stagione.<br />
Certo, il cambiamento avviene un po&#8217; troppo velocemente, ma il fatto che tutto succeda in una puntata è giustificato a mio parere dal fatto che la storia a questo punto della stagione (considerando che potrebbe benissimo essere l&#8217;ultima) ha bisogno di una svolta e che il tutto si lega perfettamente al caso della settimana: riuscite a immaginare come dev&#8217;essere avere i ricordi di un&#8217;altra persona in testa? Forse voi no, ma lo sa bene Olivia. La domanda ora è: come la prenderà? Impazzirà come gli abitanti del villaggio? Per il momento io sono semplicemente contento di rivedere la vecchia Olivia. Come sempre applausi alle incredibili doti recitative di Anna Torv, non che gli altri siano meno bravi ma mi stupisce sempre come lei riesca ad esprimere tutte le sfumature delle varie versioni di Olivia.</p>
<h3>Concludiamo va..</h3>
<p>Come se l&#8217;episodio non portasse già abbastanza avanti la trama orizzontale il responsabile della distruzione di Westfield è Jones che fa pratica con il minerale rubato un paio di episodi fa, il che è alquanto badass per un cattivo riciclato da una stagione passata.<br />
In definitiva un episodio bello, significativo e soprattutto l&#8217;episodio che volevo: quello che ti lascia a bocca aperta e ti fa venir voglia di vedere subito l&#8217;episodio successivo. Non c&#8217;è niente da fare: quando Fringe è in forma non ce n&#8217;è per nessuno.</p>
<p>Ero indeciso se dare cinque stelline o quattro e mezzo, poi mi sono ricordato del cocktail da colazione di Walter a cui serve più burro e ho deciso per la seconda: ok che è in character, ma anche basta con le scenette sul cibo.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/45.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
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		<title>The Walking Dead – 2×08 – Nebraska</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Conti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[The Walking Dead]]></category>
		<category><![CDATA[AMC]]></category>
		<category><![CDATA[drama]]></category>
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		<category><![CDATA[noia cosmica]]></category>
		<category><![CDATA[zombie]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/TWD1.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="TWD" title="TWD" />&#8220;This isn&#8217;t about what we believe anymore. It&#8217;s about them.&#8221; L&#8217;ultimo episodio di The Walking Dead ci aveva salutati con un finale in grado di risollevare gli animi, e di far ben sperare per il prosieguo. Dal canto mio, grazie a quell&#8217;episodio avevo persino perdonato &#8211; in parte &#8211; certi scivoloni ravvisati in precedenza, utili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="400" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/TWD1.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="TWD" title="TWD" /><p><em>&#8220;This isn&#8217;t about what we believe anymore. It&#8217;s about them.&#8221;</em></p>
<p>L&#8217;ultimo episodio di <em>The Walking Dead</em> ci aveva salutati con un finale in grado di risollevare gli animi, e di far ben sperare per il prosieguo. Dal canto mio, grazie a quell&#8217;episodio avevo persino perdonato &#8211; in parte &#8211; certi scivoloni ravvisati in precedenza, utili comunque a costruire un certo climax (per fare un esempio, il ritrovamento di Sophia non avrebbe avuto lo stesso impatto drammatico se fosse avvenuto prima).</p>
<p>Rimane difficile, comunque, soprassedere sui numerosi tempi <em>morti</em> spesi alla fattoria di Hershel, che sembra avere impantanato lo show in una morsa di lentezza e staticità dalla quale non sembra &#8211; tutt&#8217;ora &#8211; essere in grado di venir fuori. Viene da rimpiangere <strong>Atlanta</strong>, la location cittadina della scorsa stagione, che quantomeno obbligava il gruppo a stare costantemente allerta &#8211; grazie anche alle loro <em>notevoli</em> abilità strategiche e difensive &#8211; offrendo più pericoli e possibilità di incontri.</p>
<p>Il meccanismo, comunque, resta il medesimo: mentre la maggioranza del gruppo rimane accampato in un luogo più o meno sicuro, un gruppetto è impegnato in qualche &#8220;gitarella&#8221; in un luogo più o meno pericoloso. Quest&#8217;anno, queste brevi &#8220;scampagnate&#8221; (le estenuanti ricerche di Sophia, le commissioni di Lori al povero Glenn, la missione di Shane e Otis, ecc&#8230;) non sono bastate spesso a <em>svegliare</em> le puntate, anzi, hanno mostrato evidenti limiti narrativi, alla cui base vi è appunto la fattoria, luogo di tensioni ma anche, e soprattutto, di Noia, con la &#8220;n&#8221; maiuscola.</p>
<p>Dopo la scossa della scorsa puntata, lo show ha la &#8220;brillante&#8221; idea di concedersi una pausa narrativa (yeah!), per dar modo ai personaggi di digerire gli eventi, dimenticandosi, però, degli stomaci degli spettatori più esigenti (non solo in termini di intrattenimento). Pianti, silenzi, occhiatacce, bevute, confronti più o meno accesi e più o meno interessanti. Interi minuti spesi a spostare i cadaveri degli zombie (qualcuno mi spieghi la scena del braccio caduto), a scavare fosse e a seppellire o bruciare i corpi. Insomma, avete capito, c&#8217;è più suspance nel pulire la propria cantina (vuoi mettere i ragni in confronto alle facce di Dale?).</p>
<p>Si ritorna quindi al medesimo schema della prima parte di stagione (i cambiamenti nella direzione non si fanno per nulla sentire), con le &#8211; ormai davvero odiose &#8211; <strong>ricerche</strong>. Hershell, umiliato e senza speranza, decide di andarsene a bere al bar della città, e Rich e Glenn si offrono di andare a recuperarlo. Ma aspettate, che qui viene il bello: quando le condizioni della <em>ragazza bionda</em> (vatti a ricordare il nome&#8230;), caduta in stato di shock, si aggravano, Lori decide di andare a sua volta in città per chiamare Rick ed Hershell. Non ho parole, davvero, ma non è finita. Durante il tragitto si distrae per guardare la mappa e mette sotto l&#8217;unico zombie nel raggio di dieci chilometri. Ecco la prossima scampagnata! Geniale&#8230;</p>
<p><em>&#8220;I&#8217;ll shoot you three assholes in the head and take your damn farm!&#8221;</em></p>
<p>Sul finale l&#8217;interesse sale per un istante quando, dopo un acceso confronto tra Rick ed Hershel, nel bar entrano due nuovi personaggi, chiaramente malintenzionati. I due cercano malamente di farsi accogliere &#8211; assieme al loro gruppo &#8211; nell&#8217;allegra fattoria di Hershel, ma non fanno esattamente un figurone. Sarà che mettersi a pisciare sul pavimento a pochi metri di distanza non è il massimo del bon ton, e le minacce di morte non sono il miglior argomento di conversazione. Prevedibilmente, la situazione si conclude in una sparatoria, con Rick a fare la parte del pistolero maledetto. Quanto sarebbe stato meglio, dal punto di vista dell&#8217;indagine morale, se i due uomini fossero stati meno rozzi e antipatici? Anche un minimo, eh.</p>
<p>The Walking Dead torna con quello che è forse l&#8217;episodio peggiore della stagione (e con questo ho detto tutto&#8230;), pregno di tutti i suoi difetti. Noia, staticità, idiozie, tensione rasente lo zero. L&#8217;analisi psicologica dei personaggi &#8211; uno dei pochissimi pregi della prima metà di stagione &#8211; non basta a dare corpo alla puntata, anzi, diventa spesso ridondante, estenuante, scontata. Si sente sempre più urgente il bisogno di cambiare aria, di mettersi in marcia. Una meta vale l&#8217;altra. A quanto pare, però, dovremmo aspettare la fine della stagione per lasciare questa maledetta fattoria, a conclusione di un ciclo davvero estenuante. Fino ad allora, sono costretto a tifare per gli zombie, e per Shane.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.serialmente.com/images/2.jpg" alt="" width="110" height="22" /></p>
<p>Note:</p>
<p>- Gli ascolti della serie sono, come sempre, l&#8217;unica cosa a fare davvero paura. 8,1 milioni di spettatori (contro i 7,3 della premiere), con ben 5,4 milioni per la sola fascia 18-49. Chissà in quanti si saranno annoiati.</p>
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		<title>Once Upon a Time – 1×12 – Skin Deep</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Once Upon a Time]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[drama]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[la bella e la bestia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="390" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/1318550WMTOTwCT-390x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="1318550WMTOTwCT" title="1318550WMTOTwCT" />Non farsi sfuggire la celebrazione di qualsiasi festività vicina alla messa in onda è ormai una regola tacita del broadcast generalista. Questa settimana occorre la festa prediletta dei distributori di cartoline d’auguri e delle industrie cosmetiche e dolciarie: San Valentino, al secolo festa degli innamorati. Once Upon a Time sfrutta l’occasione per approfondire ancora una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="390" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/1318550WMTOTwCT-390x220.jpg" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="1318550WMTOTwCT" title="1318550WMTOTwCT" /><p style="text-align: justify;">Non farsi sfuggire la celebrazione di qualsiasi festività vicina alla messa in onda è ormai una regola tacita del broadcast generalista. Questa settimana occorre la festa prediletta dei distributori di cartoline d’auguri e delle industrie cosmetiche e dolciarie: San Valentino, al secolo festa degli innamorati.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Once Upon a Time</em> sfrutta l’occasione per approfondire ancora una volta la vita dell’orco <strong>Rumpelstiltskin</strong>, questa volta bestia per la sua Bella. Il discorso sulla sua <strong>umanità</strong>, interrotta ma ancora vegeta, era iniziato con “<em>Desperate Souls</em>” (<a title="1x08" href="http://www.serialmente.com/2012/01/15/once-upon-a-time-1x08-desperate-souls/" target="_blank">1&#215;08</a>), quando abbiamo scoperto come i suoi poteri non sono altro che una conseguenza di codardia e ansia paterna. In questo episodio si esplora il suo passato romantico, facendo riferimento alla favola de <strong>“La bella e la bestia”</strong> con le tipiche concessioni utili ad intrecciare le vite dei personaggi fiabeschi.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo ormai dare per assodato il meccanismo drammaturgico di revisione delle favole e connessione con il mondo attuale, dove suddetti personaggi sono bloccati nell’oblio della dimenticanza, e immergerci nella sequela di cause ed effetti che svelano le intenzioni, il passato e le anime degli abitanti di Storybrooke.</p>
<p style="text-align: justify;">Rumpelstiltskin è ovunque e per l’occasione veste i panni della Bestia di cui sopra. La sua controparte femminile (<em>Claire</em> di <strong>Lost</strong>) non è altro che una principessa coraggiosa che coglie al balzo la chance di diventare eroina offrendosi all’orco come governante, in cambio della salvezza del suo regno. Il personaggio è quello di una donna forte, capace di prendere in mano la situazione e sporcarsi le mani, letteralmente, anziché limitarsi a vantare onore integerrimo e stuoli di dame insulse. Inizia così la convivenza inusuale, che nel giro di poche settimane giunge all’archetipo favolistico del “<strong>vero amore</strong>”. Il processo è breve e conta caratteristiche inevitabili: si parte dalla tenerezza inaspettata del padrone alle confidenze sui suoi trascorsi, passando per l’ imbarazzo nel far entrare nuovamente<strong> luce</strong> nella sua vita (metafora bruciata con un drappo cadente davanti ad una finestra); fin quando tutto ciò che rimane è un cimelio affettivo colmo di rancore e speranza che fu (<strong>la tazzina scheggiata</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta la causa della favola interrotta è la Regina cattiva, che si prende una pausa dagli specchi e dai cuori pulsanti per privare Tremotino dei suoi poteri e diventare non solo la più bella, ma anche la più potente stronza del reame. L’antagonista per antonomasia si finge così consigliera della protagonista odierna, incitandola a sigillare con un bacio la liberazione del suo amore. Non c’è maledizione che non possa essere spezzata da un bacio marchiato &#8220;<strong>true love</strong>&#8220;, ma l’orco diffida delle labbra dell’amata e si aggrappa con forza alla sua maledizione voluta, preferendo la magia e la scarsa autostima al cliché da San Valentino. Resta così intatta la pelle dura e luminosa, perfetta a coprire la sua malsana codardia e il suo rigetto (almeno in superficie) dell’umanità, nonostante sottopelle serpeggino sentimenti d’altro tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa malinconia fiabesca si traduce, nel mondo di Storybrooke, nella ricerca di Mr Gold di quel cimelio che fu galeotto (la tazzina), svegliando le attenzioni di Emma, posta in secondo piano per l’intero episodio. Questa ricerca romantica assume un significato diverso solo nel finale, quando, dietro le sbarre, Mr Gold da voce al suo vero impronunciabile nome, sedando definitivamente i nostri dubbi su <strong>chi sa cosa</strong>. La parete tra mondo delle favole e maledizione urbana viene dunque abbattuta per rendere diretto lo scontro tra i due potenti, Rumpel e Regina.</p>
<p style="text-align: justify;">La fiaba d’amore iniziale tocca così vertici <strong>dark</strong> nelle derive della lotta per il potere e nella risoluzione amara della Bella, doppiamente <strong>reclusa</strong> ma mai dimenticata. La regina, a conoscenza della debolezza del suo avversario (tazzina maledetta!) ha ancora una volta il coltello dalla parte del manico ed è ad un punto decisivo per cambiare le carte in tavola, liberandosi dalla morsa ricattatoria della Bestia, <strong>che bestia non è</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare da contorno a questa lineare storia di amore inaspettato e ostacolato, che trova climax nel risentimento e nella punizione (e nel sovvertimento delle carte in gioco), abbiamo il resto della cittadina, che si destreggia tra un paio di <strong>cliché</strong>: Cenerentola si fidanza tra gli applausi dei presenti e David/Charming sbaglia cartolina d’amore raffreddando la connessione imprescindibile con Mary Margaret, la cui tensione amorosa è palpabile e quasi adorabile quando rubano conversazioni proibite tra i tavoli del<em> Granny’s Diner</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un episodio che non brilla per originalità, rischio o passione, ma che per fortuna, date le circostanze, non si abbandona troppo a soluzioni stucchevoli, ricollegando tutto ad un gioco di troni sublimato, tra colui che rinuncia all’amore per il potere e colei che usa il proprio figlio come diversivo per distrarre sceriffe impiccione.</p>
<p><img src="http://www.serialmente.com/images/3.jpg" alt="Voto" /> perché anche io sono tenero sotto la scorza luminosa.</p>
<p>Nota:<br />
- Spero che abbiate notato tutti che l&#8217;attività del padre di Belle &#8220;rilevata&#8221; da Mr. Gold si chiama &#8220;Game of Thorns&#8221;, chiaro riferimento alla serie <em>Game of Thrones</em>. Jane Espenson, l&#8217;autrice dell&#8217;episodio, ha scritto anche <a title="Game of Thrones – 1×06 – A Golden Crown" href="http://www.serialmente.com/2011/05/26/game-of-thrones-1x06-a-golden-crown/">una delle migliori puntate</a> della sua prima stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>House – 08×11 – Nobody’s Fault</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jenny Cazzamali</dc:creator>
				<category><![CDATA[House M.D.]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[FOX]]></category>
		<category><![CDATA[medical drama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="389" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/house_8x11_screencap-389x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="house_8x11_screencap" title="house_8x11_screencap" />Dopo otto anni di casi clinici e vicende umane gestiti da House e il suo team, leggere in un titolo la parola colpa mi è sembrato decisamente anomalo. Che Greg non sia quel mostro distaccato e privo di sentimenti che spesso cerca di sembrare (ma, attenzione, ci casca solo chi ha a che fare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="389" height="220" src="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/house_8x11_screencap-389x220.png" class="attachment-home-thumbnail wp-post-image" alt="house_8x11_screencap" title="house_8x11_screencap" /><p>Dopo otto anni di casi clinici e vicende umane gestiti da House e il suo team, leggere in un titolo la parola <em>colpa</em> mi è sembrato decisamente anomalo. Che Greg non sia quel mostro distaccato e privo di sentimenti che spesso cerca di sembrare (ma, attenzione, ci casca solo chi ha a che fare con lui per un periodo brevissimo o è completamente <em>tonto</em>) <em><strong>è ormai chiaro a tutti</strong></em>, ma da questo al concetto di <em>responsabilità</em> il passo è veramente lungo. In una stagione che -per quanto mi riguarda- non ha ancora trovato il modo di suscitare interesse a lungo termine e che si trascina una spada di Damocle (la revoca della libertà vigilata) che non mi ha mai veramente incuriosita visto che dall&#8217;inizio era praticamente certa la chiusura della serie, <em><strong>la parte migliore continua ad essere il lavoro sul protagonista</strong></em>, che una volta ancora dimostra -se non di poterci stupire- di essere comunque un fulcro molto saldo.</p>
<p><em><strong>Looks like you&#8217;ve gone viral, Hon.</strong></em><br />
Siamo alle prese con uno di quegli episodi in cui il paziente della settimana sparisce sullo sfondo, viene appena abbozzato, è &#8220;utile&#8221; solo a mettere in moto la vicenda principale e -che brutto vizio!- a fungere da scappatoia per togliere dai guai House. Su questo particolare tornerò più avanti, per ora voglio solo sottolineare che questa volta si tratta di pazienti e familiari che non mentono, semplicemente sono all&#8217;oscuro di alcune cose e quindi non le riportano ai medici durante l&#8217;anamnesi.</p>
<p><em><strong>Who the hell are you? I&#8217;m Walter Cofield, Chief of Neurology, Mercy Hospital. I&#8217;ll be deciding your fate today.</strong></em><br />
Ed eccoci al nocciolo di <em>Nobody&#8217;s Fault</em>&#8230; una reazione a catena -forse iniziata dai capelli di Chase diventati arancioni, forse da una farfalla che ha sbattuto le ali in Canada- finisce con una crisi psicotica del paziente, che<a title="lavorare con house è pericolosissimo!" href="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/house_8x11_ouch.png" target="_blank"> infila un bisturi nel petto di Chase</a>, scalfendo il suo cuore e facendolo finire d&#8217;urgenza in sala operatoria, mentre Adams tappa questa scalfitura con un dito per dargli la possibilità di arrivarci vivo (lo so, lo so, qualcuno di voi sta urlando <em>Grey&#8217;s Anatomy! Grey&#8217;s Anatomy! Grey&#8217;s Anatomy!</em> è successo anche a me, respirate a fondo, ora passa!). Per valutare i motivi e le conseguenze di un fatto così grave viene chiamato in causa un &#8220;esterno&#8221; (il boriosissimo Cofield, appunto), che per quanto mi riguarda suscita più perplessità di quante non ne dissipi. Siamo sicuri che in casi simili non serva anche un punto di vista più ampio basato sulla conoscenza delle persone coinvolte? Siamo sicuri che assegnare il compito al proprio vecchio mentore non dia adito a dubbi sulla legittimità della scelta? Siamo sicuri che questo <em>giudice</em> non sia un lagnoso idiota (cosa che nel nostro caso accade)? Chiamare uno sconosciuto per decidere del destino (anche meno Cofield, eh! <em>Anche meno!</em>) di qualcun altro è un&#8217;arma a doppio taglio, ormai questo genere di situazione non solo non ci fa più paura (e si torna a Grey&#8217;s Anatomy&#8230; così come Meredith non poteva morire nel bel mezzo di una stagione, <em>allo stesso modo Greg <strong>non</strong> può venire sospeso nel mezzo di quella che sappiamo essere l&#8217;ultima stagione</em>) ma ci priva del dilemma morale di attendere il giudizio di qualcuno che conosce e magari stima e rispetta la persona che deve giudicare. House, ovviamente, davanti a tutto questo <em>non fa una piega</em>; pur tenendo <a title="poca ironia... ma molto buona!" href="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/house_8x11_saint_greg.png" target="_blank">l&#8217;ironia al minimo</a>, si imbottisce serafico di <em>vic-amins</em>, si attiene alla versione <em>it was nobody&#8217;s fault</em> ribadendo che cercare un responsabile in certi casi è solo questione di <em>assign blame instead of recognizing that bad things sometimes happen</em> e cerca a modo suo di spiegare al -<em>mioddio</em>- modello di Foreman i suoi metodi di insegnamento (<em>you say pressure, I say inspire</em>).</p>
<p><em><strong>He&#8217;s not wrong.</strong></em><br />
Sia Park che Taub rispondono chiaramente alla domanda di Cofield, che dall&#8217;inizio si è posto come se avesse già preso la sua decisione (rifiuta infatti i punti divista di entrambi, cercando di rigirare le loro parole in <em>as opposed to being right?</em> e in <em>sounds like a very diplomatic way of saying he&#8217;s lazy</em> e si dimostra più che scettico anche davanti alla chiarissima affermazione di Taub in merito alla piena responsabilità di Chase stesso <em>and Chase brought a scalpel in there; he endangered doctor Adams, he endangered himself and he endangered the patient</em>), facendo quindi oltre alla figura dell&#8217;antipatico -probabilmente voluta dagli autori- anche quella del <em>cattivo</em> e incompetente, che alla fine se ne tira fuori alla Ponzio Pilato con un <em>as I was saying, doctor House&#8217;s process is dangerous, inappropriate&#8230; but he is effective</em> che gli fa perdere ulteriori punti. Insomma, <strong><em>una schifezza di scelta da parte di Foreman</em></strong>, che si conferma a mio avviso parecchio miope nel giudicare le persone che ha davanti oppure -se davvero credeva possibile ritovarsi automaticamente il culo parato grazie alla loro conoscenza pregressa- anche un po&#8217; stupido.</p>
<p><em><strong>At this point, being here makes you feel better. You&#8217;re not helping Chase or our patient.</strong></em><br />
Discorso a parte per Adams, solo in virtù del fatto che, essendo nella stanza con Chase e il paziente, ha rischiato di subire la stessa sorte del collega, ma è stata salvata <del>dal fatto che sta sulle palle a tutti quindi il suo ferimento sarebbe stato anticlimatico</del> dalla cavalleria dell&#8217;australiano, che si è tuffato nella missione di salvataggio. Nel suo caso sono comprensibili sia la rabbia verso House (che non è <em>proprio</em> diretta a lui, ma è piuttosto una reazione abbastanza tipica a situazioni di quel genere) che il rifiuto a difenderlo in modo deciso, nonostante sia forse la persona che ha avuto modo di rendersi conto più chiaramente che siamo di fronte, più che ad un &#8220;non è colpa di nessuno&#8221;, ad un <em>concorso di colpa</em>.</p>
<p><em><strong>What was making the patient worse was not having a diagnosis. This was the fastest way to get it. It was a perfect diagnostic moment.</strong></em><br />
Che poi in questo episodio la stiamo chiamando <em>colpa</em>, ma a ben vedere abbiamo tra le mani solo una delle moltissime variazioni di uno dei temi di fondo più presenti in assoluto (forse <em>il più presente</em> dopo <strong><em>&#8220;tutti mentono</em></strong>&#8220;) ovvero &#8220;è vero che il fine giustifica i mezzi?&#8221;. La risposta di House è sempre<em> sì</em>, quella degli altri è sempre <em>ni</em>, ma a questo punto mi viene il dubbio che per &#8220;fine&#8221; House intenda la cura del paziente mentre tutti gli altri intendono &#8220;la cura del paziente seguendo determinate regole&#8221;. Sappiamo già che per Greg arrivare a capire la soluzione (che non sempre purtroppo coincide con <em>guarire</em>) è una necessità che rasenta la compulsione e lo abbiamo anche già visto costretto a curare i suoi stessi colleghi -la &#8220;colpa&#8221;, così come viene intesa qui, era sempre sua, non dimentichiamocelo- quindi non so a voi, ma a me il turbamento di Cofield davanti alla definizione <em>perfect diagnostic moment</em> è rimasto particolarmente indigesto (dò per scontato che non gli abbiano dato l&#8217;incarico a scatola chiusa, senza metterlo al corrente di <em>tutta</em> la storia di House), specie alla luce dell&#8217;<em>assoluzione</em> finale, data non in considerazione delle opinioni dei suoi collaboratori (persino Chase gli concede la massima attenuante possibile, <em>I think that, if there&#8217;s any chance I&#8217;m gonna walk again, it&#8217;s because doctor House is a genius</em>) ma solo grazie al <em>miracolo</em> (miraaacolooo!) della comparsa della moglie del paziente, ennesimo poveraccio salvato dalla diagnosi dell&#8217;ultimo minuto. <a title="house - 08x07 - dead&amp;buried" href="http://www.serialmente.com/2011/11/26/house-08x07-dead-buried/" target="_blank">Come già dicevo</a>, non apprezzo queste strumentalizzazioni dei pazienti e in questo caso particolare la scelta mi è sembrata anche di cattivo gusto, poichè l&#8217;ho interpretata come <em>il paziente trasferito conta di più delle gambe di Chase,</em> che ha messo quell&#8217;ipocrita di Cofield in una posizione ben inferiore a quella di House, sulla scala della sensibilità.</p>
<p><em><strong>Congratulations, Dr. House. This unfortunate stabbing incident is officially nobody&#8217;s fault.</strong></em><br />
Attraverso una ben costruita serie di non imprevedibili eventi, l&#8217;episodio ci ha quindi portati ad una prevedibile conclusione. Come sempre, si tratta di un episodio ben fatto, in cui a dominare sono Hugh Laurie -che <a title="come sempre, complimenti!" href="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/house_8x11_mostro.png" target="_blank">trasuda colpa per tutto l&#8217;episodio</a>- e la vicenda di Chase -umanissimo nel razionalizzare il tutto con Cofield, ma nel <a title="parla parla, ma poi..." href="http://www.serialmente.com/wp-content/uploads/house_8x11_how_sad.png" target="_blank">ritenere comunque, alla fine, Greg colpevole</a> della sua attuale situazione- ma che purtroppo mi ha lasciato la sensazione di non aggiungere nulla a ciò che già sapevamo dei &#8220;vecchi&#8221; personaggi e di essersi giocato in modo forse un po&#8217; forzato una carta &#8220;emotiva&#8221; per far leva sul nostro coinvolgimento. Con me non ha funzionato un granchè.</p>
<p><img title="3,5 stelline" src="http://www.serialmente.com/images/35.jpg" alt="3,5 stelline" width="110" height="22" /></p>
<p>Note:</p>
<ul>
<li><em>Everyone had already refused to work on that case. He knew the answer. He wanted to check on me, but he needed an excuse&#8230; otherwise, he could be accused of caring.<br />
</em>chiunque abbia bisogno di sentirsi spiegare una cosa tanto lampante, non è assolutamente in grado di svolgere un compito in cui si richieda di valutare e giudicare il comportamento di qualcuno. Punto<em>.</em><em></em></li>
<li><em>- She&#8217;s not pregnant..</em><br />
<em> &#8211; Would it make a difference? &#8216;Cause I&#8217;d knock her up.</em><br />
miglior battuta dell&#8217;episodio. E tra le prime dieci dell&#8217;intera serie, probabilmente.</li>
<li><em>Objectivity, House.</em><br />
non capita spesso che Greg debba essere richiamato all&#8217;ordine da uno dei suoi collaboratori per tornare ad essere il solito dottore distaccato; se non è affetto questo&#8230;</li>
<li><em>Shoot the dye.<br />
</em>e di nuovo&#8230; ironia, ironia, ironia! Un po&#8217; macabra, ma sempre ironia.<em> </em></li>
<li><em></em><em>Are you trying to prove that I was distracted, that my judgment was compromised?<br />
</em>a chase era già capitato, ma c&#8217;era voluta la morte di suo padre&#8230;</li>
<li><em>Wiggle your toes.<br />
</em>una delle cose più spaventose che ci si possa sentir chiedere.<em><br />
</em></li>
</ul>
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