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	<title>Sestyle - Personal Branding</title>
	
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	<description>Stile e Social Media per Emergere con Creatività</description>
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		<title>Un personal brand “stellare”: presentazione per Ca’ Foscari Digital Week (slide)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bisetto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione per la Ca' Foscari Digital Week, dal titolo Personal Branding: la tua unicità è la chiave del successo, con protagonisti i Lego Stormtroopers. <a href="http://www.sestyle.it/2013/personal-brand-stellare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/05/personal-branding-stormtroopers.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1953 colorbox-1950" alt="personal branding stormtroopers" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/05/personal-branding-stormtroopers-572x357.jpg" width="572" height="357" /></a>Perché dovrebbero scegliere me?</em> Questa la domanda da cui siamo partiti nel nostro intervento della scorsa settimana alla <strong>Ca&#8217; Foscari Digital Week</strong>, dal titolo <strong>&#8220;Personal Branding: la tua unicità è la chiave per il successo&#8221;</strong>. Condividiamo ora con voi le <em>slide</em> utilizzate, analizzando velocemente i punti trattati ma anche alcune scelte &#8220;grafiche&#8221; che hanno sicuramente contribuito a caratterizzare il panel.<span id="more-1950"></span></p>
<p>Era una splendida giornata di sole mercoledì scorso a Venezia, quando siamo intervenuti, come già sapete dal nostro precedente <a title="#seitulachiave Il Personal Branding alla Ca’ Foscari Digital Week" href="http://www.sestyle.it/2013/ca-foscari-digital-week/" target="_blank">post</a>, alla <strong>Ca&#8217; Foscari Digital Week</strong>, evento sull&#8217;innovazione digitale che ha animato la città lagunare per tre giorni. Nonostante non fosse certo il primo evento pubblico al quale partecipavamo, c&#8217;era in noi <strong>un&#8217;emozione particolare</strong>, data forse dal fatto che abbiamo studiato e ci siamo laureati entrambi in quell&#8217;ateneo, o forse perché era da un po&#8217; che con <a title="Giuliamaria Dotto" href="http://www.linkedin.com/pub/giuliamaria-dotto/28/176/946" target="_blank">Giuliamaria</a>, project manager della manifestazione, pensavamo a questa nostra partecipazione.</p>
<p>In ogni caso, fin da quando abbiamo cominciato a progettare l&#8217;intervento, <strong>volevamo fosse qualcosa di speciale</strong>. Non ci è voluto molto, durante uno dei nostri abituali <em>brain storming</em> del lunedì, per decidere che il primo obiettivo sarebbe stato fornire ai partecipanti, oltre agli stimoli che potevamo dar loro con la presentazione, la possibilità di <strong>sperimentare concretamente le potenzialità del Personal Branding</strong>, di ricevere non solo indicazioni e consigli di carattere generale, ma calarli nella propria realtà applicandoli praticamente. Quasi consequenziale, quindi, l&#8217;idea di riproporre la formula utilizzata al <a title="Personal Branding Day: l’evento, gli amici, la condivisione" href="http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-day-levento-gli-amici-la-condivisione/" target="_blank"><strong>Personal Branding Day</strong></a> delle micro-consulenze individuali dopo il <em>talk</em>, idea che si è confermata buona visto che i posti disponibili sono stati esauriti già un paio di giorni prima dell&#8217;evento e viste, soprattutto, <strong>le belle, motivate, stimolanti persone che abbiamo incontrato durante le consulenze</strong> stesse (ah, speriamo vi siano state utili le nostre indicazioni, teneteci aggiornati <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-1950' /> ).</p>
<p>Restava quindi da strutturare l&#8217;intervento in sé. <a title="Damiano Bordignon" href="http://www.sestyle.it/damiano-bordignon/" target="_blank">Damiano</a>, il vero intrattenitore durante i nostri interventi <em>live</em> (tanto che qualcuno li ha definiti <em>performance</em>… ihihih, grazie Silvia <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley colorbox-1950' /> ), ha avuto le idee chiare fin da subito su come fare per ottenere l&#8217;attenzione e il coinvolgimento dei presenti &#8211; <em>Partiamo dalla domanda iniziale, <strong>&#8220;Perché dovrebbero scegliere me?&#8221;</strong>, e coinvolgiamoli nelle risposte fornendo una serie di caratteristiche standardizzate, poi mettiamo il video di <strong>&#8220;The Candidate&#8221; di Heineken</strong> che mostra proprio l&#8217;importanza di distinguersi grazie alle proprie attitudini e capacità personali, oltre le semplici competenze, e ha un bell&#8217;impatto emotivo.</em></p>
<p><iframe width="572" height="322" src="http://www.youtube.com/embed/j5Ftu3NbivE?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ottenuta l&#8217;attenzione iniziale potevamo quindi introdurre <strong>i fondamenti del Personal Branding</strong>, seguendo le tappe della <a title="Personal Branding: la comunicazione di sé tra Brand Building e Sviluppo Personale" href="http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-tra-brand-building-e-sviluppo-personale/" target="_blank">piramide di Kevin Lane Keller</a> riadattata in chiave personal, per poi parlare degli strumenti digitali che si utilizzano. Anche sui contenuti, quindi, tutto pianificato. Una breve pausa tè (se ci conoscete sapete che difficilmente ci rinunciamo) e poi abbiamo definito lo <em>storyboard</em> delle <em>slide</em>. <strong>Per noi le presentazioni non devono essere troppo didascaliche, cariche di testi, esplicative, ma piuttosto un supporto emotivo, d&#8217;impatto, fatto di immagini evocative e poche parole chiave che sintetizzano quello di cui parliamo durante l&#8217;intervento. </strong>Ovviamente questo è solo il nostro modo di utilizzarle, ci sono varie finalità e modalità di utilizzo di una presentazione, anche da parte di celebri comunicatori, e se vi interessa approfondire l&#8217;argomento vi suggerisco di leggere <a title="presentation: design techniques from the masters" href="http://www.slideshare.net/slidecomet/presentation-design-techniques-from-the-masters-by-slidecomet" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Comunque, <em>brain storming</em> concluso, toccava a me occuparmi della realizzazione grafica. Solitamente o parto già con le idee chiare su una tematica, un filo conduttore, un particolare stile che voglio abbiano le immagini da utilizzare, oppure mi affido a <strong>Google immagini</strong> e qualche altro strumento di ricerca e, confidando nella <em>serendipity</em>, <strong>mi lancio in fantasiose <em>query</em> di ricerca lasciandomi ispirare dai risultati</strong>, metodo che rischia di essere dispersivo ma che <strong>a volte riserva inaspettate sorprese</strong>. E così è stato anche questa volta. Avevo già trovato i soggetti per alcune delle slide previste, quando mi sono imbattuto nelle foto <em>still-life</em> dei <strong>Lego Stormtroopers</strong> e mi si è aperto un mondo. Attratto prima dalla curiosità un po&#8217; nerd per i soldati di <strong>Star Wars</strong> nella versione degli amati mattoncini, e sentendomi poi quasi in colpa per essermi distratto dalla mia ricerca, è infine nata la decisione: saranno loro i protagonisti dell&#8217;intera presentazione.</p>
<p>La scelta non è certo maturata soltanto sull&#8217;onda della simpatia per i soggetti, ma perché presentavano anche <strong>alcuni sotto-testi molto interessanti</strong> che sono sinteticamente riassumibili in tre punti:</p>
<ul>
<li>sia <strong>Lego</strong> che <strong>Star Wars</strong> sono emblematici per esprimere il <strong>legame emotivo</strong> che lega un brand ai propri estimatori;</li>
<li><strong>Lego</strong> evoca sia un senso ludico, giocoso e divertente, che il concetto di <strong>costruire</strong>, di <strong>creare con le proprie mani</strong>, <strong>&#8220;mattone su mattone&#8221;</strong>;</li>
<li>gli <strong>Stormtroopers</strong> rappresentano perfettamente la <strong>massa indistinta</strong>, di cloni addirittura, dalla quale <strong>distinguersi grazie al proprio brand personale</strong> (e poi, ammettetelo, sono così buffi in versione Lego che creano subito empatia).</li>
</ul>
<p>Eccovi quindi il risultato che, al solito, potete scaricare dalla pagina <a title="Materiali" href="http://www.sestyle.it/materiali/" target="_blank">materiali</a>.</p>
<iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/21206022" width="572" height="467" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><br/><br/>
<p>Vi rimando agli articoli di <a title="Personal Branding" href="http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it/2013/9-maggio-2013/personalbranding-2121049991641.shtml" target="_blank">Corriere Innovazione</a> e <a title="Personal Branding: why choosing me?" href="http://www.fmvmag.com/it/personal-branding-why-choosing-me/" target="_blank">FMVMag</a> (che ringraziamo) per avere un resoconto di come è andata la giornata, in fondo è più giusto che ve lo racconti chi ha assistito, no? <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-1950' />  E visto che parliamo di ringraziamenti, un ringraziamento particolare va a <a title="Balakov" href="http://balakov.deviantart.com" target="_blank">Balakov</a> e al gruppo su Flickr <a title="Star Wars Lego" href="http://www.flickr.com/groups/starwarslego/" target="_blank">Star Wars Lego</a> per le splendide foto.</p>
<p>Che dite, abbiamo fatto bene ad utilizzare questi testimonial &#8220;stellari&#8221; nella nostra presentazione? La trovate efficace? Ci interessa sempre il vostro parere, i commenti sono a vostra disposizione.</p>
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		<title>#seitulachiave Il Personal Branding alla Ca’ Foscari Digital Week</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 12:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bisetto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 8 maggio Sestyle parteciperà alla Ca' Foscari Digital Week con un intervento sul Personal Branding e successive consulenze gratuite. <a href="http://www.sestyle.it/2013/ca-foscari-digital-week/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/04/CFDW13.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1928 colorbox-1922" alt="Ca' Foscari Digital Week" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/04/CFDW13-572x357.jpg" width="572" height="357" /></a>Dall&#8217;8 al 10 maggio prossimi torna la <a title="Ca' Foscari Digital Week" href="http://www.digitalweek.it/" target="_blank">Ca&#8217; Foscari Digital Week</a>, l&#8217;evento promosso dall&#8217;<strong>Università Ca&#8217; Foscari</strong> di Venezia che esplora le trasformazioni indotte dalle tecnologie digitali nei vari ambiti della società, dell&#8217;economia e della cultura. E non poteva certo mancare una riflessione sull&#8217;importanza del <strong>Personal Branding</strong> nell&#8217;attuale mercato del lavoro che sarà proprio <strong>Sestyle</strong> ad avere il piacere di proporre nel primo giorno della manifestazione.<span id="more-1922"></span></p>
<p>Da ex-studenti entrambi dell&#8217;Ateneo veneziano è davvero con grande piacere che torniamo nei luoghi della nostra formazione per partecipare a questa seconda edizione della <strong>Ca&#8217; Foscari Digital Week</strong>. Un evento che trasforma per tre giorni la città di Venezia in un crocevia di idee, competenze e prospettive per promuovere innovazione, crescita economica e occupazione stimolando <strong>l&#8217;evoluzione culturale in chiave digitale</strong>. Gli appuntamenti in calendario affronteranno diverse tematiche, tra cui società, atenei, formazione, lavoro, <em>business</em> e <em>start-up</em>, arte, sociale e molto altro, ma vi rimandiamo al <a title="Programma #CFDW13" href="http://www.digitalweek.it/2013/02/cfdw13-online-il-programma/" target="_blank">programma</a> dell&#8217;evento per i dettagli (per quanti vorranno seguire l&#8217;evento su <strong>Twitter</strong>, l&#8217;hashtag ufficiale è <strong>#CFDW13</strong>).</p>
<p>Il nostro <a title="Personal Branding: la propria unicità come chiave per il successo grazie agli strumenti digitali" href="http://www.digitalweek.it/2013/04/personal-branding-la-propria-unicita-come-chiave-per-il-successo-grazie-agli-strumenti-digitali/" target="_blank">intervento</a> si focalizzerà, ovviamente, sull&#8217;importanza del <a title="Personal Branding: pensare, creare e gestire un brand personale" href="http://www.sestyle.it/2011/personal-branding-pensare-creare-e-gestire-un-brand-personale/" target="_blank"><strong>Personal Branding</strong></a> nell&#8217;approccio al mondo del lavoro nei nuovi scenari digitali, e si rivolgerà quindi tanto a studenti e neo-laureati che iniziano a muovere i primi passi per la propria carriera professionale, quanto a professionisti, imprenditori ed aziende che nel mercato sono già presenti e vogliono <strong>sfruttare le nuove possibilità offerte dal web per emergere e ottenere i successi sperati</strong>.</p>
<p><strong>Distinzione</strong>, <strong>unicità</strong> e <strong>network</strong> sono le parole chiave, web e social media gli strumenti da utilizzare su cui rifletteremo insieme nel nostro intervento di <strong>mercoledì 8 maggio alle 15:30 presso gli Spazi Espositivi di Ca&#8217; Foscari</strong>.</p>
<p>La domanda da cui partiremo è <strong>&#8220;Perché dovrebbero scegliere me?&#8221;</strong>. Rispondere a questa domanda significa iniziare il percorso di costruzione del proprio <a title="Personal Branding: la comunicazione di sé tra Brand Building e Sviluppo Personale" href="http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-tra-brand-building-e-sviluppo-personale/" target="_blank">Brand Personale</a> che, partendo dalle proprie competenze, capacità e passioni, ed imparando a comunicarle con coerenza e efficacia anche attraverso l&#8217;utilizzo degli strumenti digitali, e dei Social Media in particolare, permetta di <strong>far emergere la propria unicità</strong> distinguendosi dai competitor per raggiungere i propri obiettivi anche grazie alla creazione di una proficua <strong>rete di relazioni</strong> (<a title="Fare Network? Una grande Risorsa (Prima Parte)" href="http://www.sestyle.it/2012/fare-network-una-grande-risorsa-prima-parte/" target="_blank">network</a>) on e off line.</p>
<p>Ma non ci limiteremo a questo. Riproponendo un format già utilizzato durante il <a title="Personal Branding Day: l’evento, gli amici, la condivisione" href="http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-day-levento-gli-amici-la-condivisione/" target="_blank"><strong>Personal Branding Day</strong></a> del luglio scorso a Roma, evento di cui siamo stati promotori, vogliamo &#8220;far toccare con mano&#8221; le potenzialità del Personal Branding offrendo, a partire dalle 16:30, delle <strong>micro-consulenze gratuite di 15 minuti</strong> e personalizzate (sennò che &#8220;personal&#8221; è?) a quanti vorranno avere dei consigli pratici da applicare concretamente alla propria attività. Ovviamente i posti per le consulenze sono limitati (15), per cui vi invitiamo ad iscrivervi quanto prima utilizzando il pulsante che trovate qui sotto.</p>
<p><iframe style="height: 70px;" src="http://smappo.it/widget/buttonlrg/5176481e9f28c_personal-branding-la-propria-unicita-come-chiave-per-il-successo-grazie-agli-strumenti-digitali" height="240" width="320" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Che aggiungere ancora, oltre al fatto che vi aspettiamo numerosi? Ah già, se vorrete seguire o twittare del nostro intervento gli hashtag sono <strong>#personalbranding</strong> e <strong>#seitulachiave</strong>. Se avete domande o proposte da farci, i commenti e il modulo di contatto qui sotto sono come sempre a vostra disposizione.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Sestyle?a=iYNy06C86cI:E0N3BJlWkGM:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Sestyle?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Sestyle?a=iYNy06C86cI:E0N3BJlWkGM:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Sestyle?i=iYNy06C86cI:E0N3BJlWkGM:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Sestyle?a=iYNy06C86cI:E0N3BJlWkGM:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Sestyle?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
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		</item>
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		<title>(Social) Networking: mai detto che sia facile [iperbolica autoterapia catartica]</title>
		<link>http://www.sestyle.it/2013/social-networking-mai-detto-che-sia-facile/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 09:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bisetto</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.sestyle.it/?p=1902</guid>
		<description><![CDATA[Superare le frustrazioni derivanti dalle difficoltà del networking grazie alla fermezza degli obiettivi e flessibilità dei modi. <a href="http://www.sestyle.it/2013/social-networking-mai-detto-che-sia-facile/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/04/incredible-hulk.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1917 colorbox-1902" alt="incredible hulk" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/04/incredible-hulk-572x357.jpg" width="572" height="357" /></a>Ci sono giorni in cui nulla sembra girare per il verso giusto, il lavoro è un accumulo di contrattempi, imprevisti e ritardi, le persone con cui ti relazioni aggressivi e ottusi plantigradi allergici al buon senso, e anche online vedi solo esibizionismo vano e pattume digitale più o meno riciclato. Ti chiedi se Murphy pensasse a te quando ha formulato le sue leggi e, soprattutto, che senso abbia continuare a fare tutta &#8216;sta fatica in <a title="Il Personal Branding tra Multitasking e il “Qui ed ora” (I parte)" href="http://www.sestyle.it/2011/il-personal-branding-tra-multitasking-e-il-qui-ed-ora-i-parte/" target="_blank">multitasking</a>. <strong>E sogni di fuggire ai Caraibi per aprire un baretto sulla spiaggia e vivere di crostacei e mojito</strong>.<span id="more-1902"></span></p>
<h2>Potrei dirti semplicemente che non tutto va sempre come dovrebbe.</h2>
<p>Anche se hai piena consapevolezza delle opportunità e delle dinamiche del web, credi che i <strong>social network</strong> non siano strumenti alienanti ma anzi <strong>luoghi di relazioni autentiche</strong>, anche se continui a ripetere a destra e a manca quanti amici veri e persone interessanti hai conosciuto e hai la possibilità di frequentare quotidianamente grazie alla rete, quante idee, progetti, discussioni che hanno stimolato ed allargato le tue conoscenze ti regalino le community di cui fai parte, prima o poi cadi nel vortice del <a title="Teoria unificata del Katzing" href="http://gilda35.com/teoria-unificata-del-katzing" target="_blank">Katzing</a>.</p>
<p>Ti ritrovi a scorrere compulsivamente di schermata in schermata tra:</p>
<ul>
<li>i gattini, i pulcini, i grillini, i troll, i pecoroni, i lumaconi, le bufale, le zoccole, i maiali, i dinosauri politici, gli sciacalli digitali, gli animali scuoiati, gli animalisti sadici e tutto il vario (ed avariato) zoo di <strong>Facebook</strong>;</li>
<li>i trending topic di <strong>Twitter</strong> in preda ai bimbiminkia grazie ai fan delle pedo-twitstar (biberon)Bieber e (wrong)OneDirection, e alle #canzonicolcazzoalpostodeltitolochepiùlungofacciolhashtagpiùfigosono;</li>
<li>i geek, i nerd, i blogger, i seo e i socialmediaqualsiasicosa su <strong>Google+</strong> tra spam autopromozionale, notizie mal tradotte, demenziali gif animate e supercazzole digitali.</li>
</ul>
<p>Ti sembra di vedere solo tanti piccoli narcisisti tuttologi che parlano, parlano senza dire nulla o, peggio, fanno voyeuristica pornografia della propria vita privata. E l&#8217;unico status che vorresti postare è &#8220;<em>Mi avete rotto! Siete tutti vuoti e inutili!</em>&#8220;. Talmente vuoti e inutili che non ti vale lo sforzo di scriverlo. Per fortuna. Perché subito dopo, novello Neo che ha ingoiato la pillola rossa, realizzi quanto <strong>anche tu faccia parte di quella inutile vacuità</strong>, mentre ti chiedi il perché di quella sensazione di aver fatto tante cose ma di non aver concluso un Katzing. [<em>Stato di Katzing Assoluto</em>]</p>
<p>Anche se con argomentate ragioni sostieni l&#8217;importanza del <a title="Le 5 “A” del Networking" href="http://www.sestyle.it/2011/le-5-a-del-networking/" target="_blank"><strong>networking</strong></a>, sei un convinto assertore dell&#8217;utilità, anzi della necessità di aprirsi alla <strong>condivisione</strong> e alla <strong>co-creazione</strong>, quando collabori con qualcuno, ti ritrovi a confrontarti con chi considera collaborare sinonimo di eseguire senza compenso, con quelli che pensano che il tuo lavoro, in fondo, potrebbero farlo anche loro, con (il)legittimi interessi individuali (solitamente quantificabili in precise percentuali per competenze non altrettanto chiare), con i &#8220;Propropro&#8221;, protervi professionisti proattivi che propongono, progettano, programmano, prospettano ma poi procrastinano e non producono mai nulla.</p>
<p>Nel migliore dei casi ti rapporti comunque con <em>modi operandi</em> diversi dal tuo che non sempre si conciliano facilmente. Ti sembra di annaspare nel caos di un&#8217;<strong>entropia senza soluzione</strong> (&#8220;<em>Il file era nella dodicesima mail di stamattina o nella ventiseiesima del pomeriggio, quella dopo l&#8217;ottava telefonata per concordarlo?</em>&#8220;), di vivere in <strong>universi temporali sfasati</strong> (&#8220;<em>No, se mi mandi il materiale all&#8217;ora di pranzo non riesco a pubblicarlo in mattinata. Come perché? Perché la mattinata è finita.</em>&#8220;), di parlare <strong>linguaggi alieni</strong> (&#8220;<em>Sì, sono stato io a dire che era meglio aggiungere un elemento umano e un po&#8217; di vivacità all&#8217;immagine, ma non intendevo schiaffandoci una ballerina di samba in perizoma e piume colorate!</em>&#8220;).</p>
<p>E ne esci sfinito, disorientato, svuotato, un effetto a metà tra una demenza senile improvvisa e i postumi di un rave di tre giorni: un novantenne asmatico dopo un week-end di party lisergici ad Ibiza. Ma senza divertimento. Anzi, <strong>quella giusta soddisfazione che dovresti provare per la realizzazione di un progetto diventa esausto sollievo per la fine di un calvario</strong>. Ti sentiresti pronto a rinnegare l&#8217;intero genere umano, di più, animale, e darti a vita ritirata nella foresta in silenziosa armonia con il signor Pino e la signora Betulla.</p>
<p>Anche se ti impegni ogni giorno per costruire e comunicare al meglio il tuo <strong>brand personale</strong>, le tue competenze, le tue capacità, e magari hai avuto anche le tue soddisfazioni, attestati di stima, piccoli o grandi successi professionali, ci sono giorni in cui ti ritrovi ad essere il primo a non crederci veramente. <strong>E se sei il primo ad aver perso la fiducia in te stesso e in quello che fai, come puoi sperare che gli altri ti concedano la loro? </strong></p>
<h2>Ecco. Potrei dirti semplicemente che non tutto va sempre come dovrebbe. Ma sarebbe una frase ipocrita di circostanza.</h2>
<p>Fermati, prendi un lungo respiro, chiudi gli occhi (non ora, o non potrai continuare a leggere) e dimenticati di tutto, il rumore di fondo, le incomprensioni, i dubbi, e concentrati solo su te stesso. <strong>Sei tu il centro di quello che vivi</strong>. Sei tu che interpreti la realtà, che decidi delle tue azioni, che scegli chi essere.</p>
<p>Non esistono macchine o macchinazioni di cui tu sia vittima o ingranaggio. Murphy è solo uno sfigato dotato di una buona dose di sarcasmo. E quando vivi un <em>déjà-vu</em>, tranquillo, non è una falla di Matrix ma una semplice alterazione della memoria, una paramnesia, che capita almeno al 60% della popolazione umana. Commiserarti o cercare di dare un significato metafisico a quello che non riesci a comprendere appieno non serve a nulla.</p>
<p>Ricordati che <strong>sei tu il padrone della tua esistenza</strong>. Stacca e dedicati a qualcosa di appagante, non so dirti cosa sia meglio per te, ascoltare della buona musica, leggere un libro, uscire a farti una passeggiata o un aperitivo con gli amici, qualsiasi cosa ti rassereni, ti ricordi chi sei, quali sono i tuoi obiettivi e ti restituisca una giusta <a title="Questione di prospettive" href="http://www.sestyle.it/2012/questione-di-prospettive/" target="_blank">prospettiva</a> sulle cose.</p>
<p>E soprattutto tieni a mente che il networking, on come offline, le relazioni e le collaborazioni, avvengono tra persone, e le persone, te compreso, sono fatte di fragilità e limiti, abitudini e riti, convinzioni e (in)sicurezze, che spesso non coincidono. <strong>Entrare in relazione significa accettare di mettere in discussione le proprie idee per farne nascere di migliori dal confronto con gli altri</strong>.</p>
<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/04/bent-by-wind.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1912 colorbox-1902" alt="flessibilità" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/04/bent-by-wind-572x356.jpg" width="572" height="356" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Quando nasce, l&#8217;uomo è tenero e debole;<br />
quando muore, è duro e rigido.<br />
I diecimila esseri, piante e alberi, durante la vita sono teneri e fragili; quando muoiono, sono secchi e appassiti.<br />
Perché ciò che è duro e rigido è servo della morte; ciò che è tenero e debole è servo della vita.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">[<a title="Wu wei (non agire) o il Tao del Personal Branding" href="http://www.sestyle.it/2012/il-tao-del-personal-branding/" target="_blank">Tao Te Ching</a>]</p>
<p>Flessibilità, elasticità, adattabilità, queste sono le doti necessarie per affrontare qualsiasi tipo di relazione (e direi anche qualsiasi tipo di attività); spesso <strong>all&#8217;origine delle nostre frustrazioni</strong>, infatti, <strong>c&#8217;è proprio la nostra stessa rigidità</strong>.</p>
<p>Siamo tutti vittime del sovraccarico di informazioni, a volte inutili, a volte ridondanti, sta a te filtrarle, dare un senso e un valore a quelle che ritieni utili e importanti. Certo, il Katzing sarà sempre presente, ma se impari a sorriderci (come hai fatto leggendo questo post) invece di sentirtene frustrato avrai risparmiato un bel po&#8217; di energie.</p>
<p>Le relazioni non sono facili, ma <strong>sei tu a scegliere se e con chi stabilirle</strong>, e a dover accettare che quello che per te è normale, per altri può non esserlo (se il tuo picco massimo di produttività è alle quattro del pomeriggio, non puoi pretendere che tutto il mondo sia fermo al mattino perché tu non sei reattivo). <strong>Non dare mai nulla per scontato</strong>, confrontati, dialoga, spiega, senza avere la presunzione che la tua prospettiva sia l&#8217;unica valida, solo così puoi sperare di collaborare in maniera proficua con qualcuno (se il tuo lavoro viene sottovalutato forse sei tu a non averlo fatto capire pienamente).</p>
<p>Non permettere che le inevitabili difficoltà, le incomprensioni con chi ti circonda, le differenze di approccio alle cose, minino la tua autostima facendoti mettere in discussione le tue capacità e la tua stessa professionalità (e personalità). <strong>Non confondere i piani: fermezza degli obiettivi, ma flessibilità dei modi</strong>.</p>
<h2>Ecco perché potrei dirti semplicemente che non tutto va sempre come dovrebbe, ma la realtà è che non sempre va come te l&#8217;aspetti.</h2>
<p>Se vi siete riconosciuti in queste situazioni e avete qualche esperienza o consiglio da dare, fatemelo sapere. Beh, anche se avete qualche dritta per aprire un bar ai Caraibi… non si sa mai <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-1902' /> </p>
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		<title>L’empatia e il successo dei piccoli gesti (I parte): Papa Francesco</title>
		<link>http://www.sestyle.it/2013/empatia-parte-1/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 14:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiano Bordignon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesti]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il successo nella comunicazione dipende dall'empatia nelle relazioni. Ecco perché bisogna allenarsi ai gesti e non solo ai contenuti. <a href="http://www.sestyle.it/2013/empatia-parte-1/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/03/empathy.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1886 colorbox-1848" title="Empatia" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/03/empathy-572x357.jpg" alt="Empatia" width="572" height="357" /></a>La capacità di entrare in <strong>empatia</strong> con le persone dipende dalla <strong>modalità di comunicazione</strong> prima che dai contenuti. Quando la si è stabilita, la strada per il <strong>successo</strong> è già spianata.</p>
<p><span id="more-1848"></span></p>
<p>Da qualche settimana vedo con interesse che si parla sempre più spesso dell&#8217;importanza dell&#8217;<strong>empatia</strong>, che permette, una volta stabilita, di ottenere enormi risultati relazionali sia <strong>online</strong> che <strong>offline</strong>. Entrare in empatia migliora la presenza sui <strong>Social Networks</strong>, garantisce il successo al proprio <strong>blog</strong> (come suggerisce l&#8217;amico <a title="Empatia" href="http://www.mysocialweb.it/2013/03/05/empatia/" target="_blank">Riccardo</a>), ma soprattutto permette di stabilire <strong>relazioni più proficue</strong> con le persone che ci stanno attorno.</p>
<p>L&#8217;empatia, quindi, è la cartina al tornasole della nostra capacità comunicativa. Ma perché? E soprattutto, quali sono i <strong>vantaggi</strong> che una relazione empatica può portare?</p>
<p>Innanzitutto andiamo a definirla. Molto sinteticamente, l&#8217;empatia è la capacità di comprendere emozioni e stati d&#8217;animo di un&#8217;altra persona o, come si direbbe in <strong>PNL</strong>, la capacità di <strong>comprendere come quella persona vede e vive</strong> quella situazione e, più in generale, <strong>il mondo che le sta attorno</strong>.</p>
<p>Come si fa per stabilirla? Non esistono regole universalmente condivise, ma pare (è sempre la PNL che ci viene in aiuto) che il <strong>principio d&#8217;imitazione permetta ottimi risultati</strong>: &#8220;Faccio quello che fai tu&#8221;, sostanzialmente, riproponendo gesti e modalità comunicative che siano vicini al tuo modo di comportarti.</p>
<p>Attenzione a non confondere questo concetto con lo <em>scimmiottare</em> un&#8217;altra persona o con il copiare i contenuti dei discorsi rinunciando al proprio punto di vista: qui si sta parlando di riproporre dei <strong>gesti</strong> o delle <a title="Parla meno ma parla meglio" href="http://www.sestyle.it/2013/parla-meno-ma-parla-meglio/" target="_blank">parole</a>, per fare in modo che l&#8217;interlocutore si senta più <strong>a proprio agio</strong>.</p>
<p>Pensiamo ad esempio, di entrare in ufficio dopo una nottata passata a far baldoria con gli amici. Testa pesante, mix di cibo e alcool che ancora balla la rumba nella pancia e poca voglia di mettersi a far qualcosa con annessi e connessi. In quella situazione, dove generalmente formuliamo continue preghiere per la distruzione globale del Creato, con chi è che &#8220;ci da meno fastidio&#8221; entrare in relazione, con il collega brillante e simpatico <em>de &#8216;noantri</em> che magari urla e fa battute per tirarci su il morale o con quello che cerca di tenere un <strong>tono basso</strong> e <strong>parla lentamente</strong> (se ci deve rivolgere la parola), quasi come <strong>stesse vivendo la medesima situazione</strong>? Ovviamente il secondo, visto che il primo, dopo le prime due uscite, ha già preceduto il Creato sul baratro della dannazione eterna.</p>
<p>Quando infatti incontriamo una persona che fa ciò che facciamo noi, ci sentiamo accettati e capiti, perché vediamo nell&#8217;altro <strong>uno come noi</strong>, che è al nostro livello e che <strong>comprende quello che stiamo provando</strong>. Così si è stabilita l&#8217;empatia, che ci spinge ad <strong>aprirci</strong> naturalmente al <strong>dialogo</strong> e al <strong>confronto</strong> abbassando le barriere difensive che molto spesso, purtroppo, caratterizzano i  nostri rapporti.</p>
<p>Ecco perché è fondamentale riuscire a stabilire empatia con i nostri interlocutori, perché grazie ad essa la <strong>comunicazione</strong> con l&#8217;altra persona si sviluppa su un piano di <strong>maggiore sincerità</strong>.</p>
<p>Appurato questo, viene da chiedersi che cosa può portare di ulteriormente vantaggioso una relazione empatica.</p>
<p>Per rispondere a questa domanda non occorre fare molta strada: è sufficiente andare a vedere il fenomeno mediatico iniziato in seguito all&#8217;elezione al Soglio Pontificio di <strong>Papa Francesco</strong>.</p>
<p>Volendo trattare la questione esclusivamente <strong>dal punto di vista comunicativo</strong>, bisogna dire che il nuovo Pontefice sta collezionando approvazioni in tutto il mondo, soprattutto in Italia.</p>
<p>La gente lo adora, i giornalisti fanno a gara per descriverne il lato più &#8220;popolare&#8221;, e sui Social Network l&#8217;amico <a title="Papa buon pranzo" href="http://www.rudybandiera.com/papa-francesco-scarpe-0319.html" target="_blank">Rudy</a> ne riconosce il valore in termini di umanità, mentre un sacco di persone si dicono già &#8220;pronte&#8221; a tornare in Chiesa dopo anni di ateismo. E tutto questo in 10 giorni dalla sua elezione!</p>
<p>Cosa ha permesso all&#8217;ex cardinale Bergoglio di condizionare così radicalmente l&#8217;opinione pubblica nel nostro Paese in così poco tempo?</p>
<p>Ha compiuto dei <strong>gesti</strong>, dei piccoli ma significativi gesti, attraverso i quali ha fatto passare un concetto, semplice ma quanto essenziale: <strong>&#8220;Io sono come voi&#8221;:</strong></p>
<ul>
<li><strong>utilizza il linguaggio della gente cordiale</strong>, anche nelle occasioni più ufficiali, augurando <em>buonasera</em> e <em>buon pranzo</em> come farebbe chiunque rivolgendosi ad un amico;</li>
<li><strong>parla di esempi di vita quotidiana</strong> (&#8220;ho letto un libro scritto dal Cardinale Kasper&#8221;, dice durante il primo Angelus), come farebbe ciascuno di noi;</li>
<li><strong>è ironico</strong> (&#8220;Ma non credete che faccio pubblicità ai libri dei miei Cardinali, eh? Non è così&#8221;), come lo saremmo tutti in compagnia di amici;</li>
<li><strong>accorcia le distanze</strong> e &#8220;scende&#8221;: scende in piazza per salutare dopo l&#8217;Angelus, percorre più e più volte Piazza San Pietro con la <em>Papamobile</em> (privata delle protezioni che eravamo ormai abituati a vedere) e scende in continuazione per <strong>abbracciare</strong>, il gesto più antico e popolare di saluto che si riserva alle <strong>persone più intime</strong>, quelle che percepiamo al nostro livello;</li>
<li><strong>mette da parte etichetta e cardinali </strong>per chiedere notizie a una donna incinta sul suo stato di salute, definendo così delle priorità che sono molto vicine a quelle della gente comune;</li>
<li><strong>è parco nei costumi</strong>, indossa un anello non in oro, vuole un appartamento piccolo, veste delle normali calzature anzichè le scarpette rosse &#8220;di ordinanza&#8221; <strong>per essere più semplice possibile</strong>. E poco importa che attraverso questo rifiuto potrebbe sembrare che il Papa non fosse disposto a versare il sangue per testimoniare Cristo (ecco il perché di quel colore): lui non le indossa e alla gente piace ancora di più.</li>
</ul>
<p>Di esempi se ne potrebbero fare tanti altri, ma tutti porterebbero alle stesse conclusioni:</p>
<ol>
<li>quando compi i gesti delle persone comuni, quelle persone riconoscono in te una presenza familiare di cui potersi fidare, perché <strong>ti percepiscono uguale a loro</strong>. Poco importa che tu non ti sia ancora messo pienamente all&#8217;opera: sei già entrato in empatia e questo  sufficiente perché ti venga data <strong>fiducia</strong>;</li>
<li>l&#8217;empatia apre le porte a un <strong>dialogo costruttivo</strong>, che si rivela <strong>proficuo</strong> per entrambe le parti;</li>
<li>l&#8217;empatia migliora l&#8217;umore, suscita contagiosi sentimenti positivi, che spingono a guardare al futuro con <a title="Personal Branding: motivarsi alla realizzazione" href="http://www.sestyle.it/2013/personal-branding-motivarsi-alla-realizzazione/" target="_blank">speranza</a>, anche se questa, fino a poco tempo prima, sembrava irrimediabilmente perduta.</li>
</ol>
<p>Mettersi <strong>allo stesso livello</strong> di coloro con i quali ci relazioniamo è l&#8217;obiettivo da porsi per entrare in <strong>relazione empatica</strong> con il nostro <strong>network</strong>. Quello che diciamo, <strong>i</strong> <strong>contenuti</strong> che trasmettiamo sono importanti, ma sono subordinati alla nostra capacità di vestire i panni dell&#8217;altro. Da questo, può dipendere il <strong>successo</strong> o meno dei nostri rapporti.</p>
<p>E voi che dite, cari amici, vi ricordate di aver vissuto qualche situazione in cui i <strong>gesti</strong> hanno significato di più delle <strong>parole</strong>? Spazio ai vostri commenti!</p>
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		<title>Personal Branding: motivarsi alla realizzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 09:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiano Bordignon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Frasi]]></category>
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		<category><![CDATA[Mandela]]></category>
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		<category><![CDATA[Network]]></category>
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		<category><![CDATA[Tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Unicità]]></category>

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		<description><![CDATA[La costruzione del proprio Brand Personale richiede frasi che spingano alla realizzazione <a href="http://www.sestyle.it/2013/personal-branding-motivarsi-alla-realizzazione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/03/mandela_quote.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1841 colorbox-1815" title="mandela_quote" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/03/mandela_quote.jpg" alt="Mandela quote" width="800" height="500" /></a></p>
<p>Cresciamo ascoltando parole, più o meno incisive. Alcune di queste, componendosi in frasi, arrivando alle nostre orecchie possono sostenerci durante l&#8217;itinerario verso la realizzazione personale e professionale.<span id="more-1815"></span></p>
<p>Con ieri, sono passati esattamente 12 anni da quando mi laureai. Dopo qualche giorno di pioggia, Venezia veniva allietata dal sole, <em><a title="Di sole e d'azzurro" href="http://www.youtube.com/watch?v=346COq_nm6w" target="_blank">Di sole e d&#8217;azzurro</a></em> risuonava nella testa di molti (nella mia ovviamente sì) dopo essere stata presentata a Sanremo e io, vestito con un completo che oggi non metterei nemmeno a Carnevale, andavo a <strong>chiudere una parentesi</strong> importante della mia vita per poi <strong>aprirne un&#8217;altra</strong>, che ancora oggi è nel pieno del <strong>fermento</strong>.</p>
<p>Non so dire se e quanto, in quella giornata, abbia avuto spazio e desiderio per pensare al mio <strong>futuro</strong>. Sebbene stessi lavorando già da qualche anno, certo non sarei riuscito a immaginare la piega che avrebbe preso la mia esistenza negli anni a venire.</p>
<p>Ripercorrere questi 12 anni in pochi minuti mi fa tornare alla mente le tante persone conosciute, i luoghi visitati  nelle giornate di formazione, gli inevitabili dubbi sul &#8220;cosa farò da grande&#8221; e le tante decisioni prese in questi due lustri e mezzo.</p>
<p>Se mi riguardo nell&#8217;ottica del senno di poi rivedo fasi di confusione e altre di maggior chiarezza, periodi più bui e altri più luminosi, ma tutti caratterizzati dalla <strong>voglia di realizzarmi</strong> personalmente e professionalmente, scommettendo sulla mia <strong>unicità</strong> e <strong>inclinazioni</strong> come chiavi di volta.</p>
<p>Per non farmi perdere di vista l&#8217;obiettivo, in questo itinerario che è stato ricco di esperienza diverse, <em>mi hanno accompagnato</em> alcune <a title="Attento a ciò che speri" href="http://www.sestyle.it/2011/attento-a-cio-che-speri-potrebbe-realizzarsi/" target="_blank">frasi</a> e detti popolari, che ancora oggi vado spesso a ripescare o pronunciare a mo&#8217; di mantra e che contengono degli <strong>ottimi spunti</strong> per tutti coloro che, come me, mettono al primo posto dei loro obiettivi <strong>la cura del proprio Brand Personale</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine</strong> recita <a title="Lentamente muore" href="http://www.youtube.com/watch?v=JgqNr61hp5w" target="_blank">Neruda</a>. In questi 12 anni ho fatto di tutto: Corsi di formazione nei posti più impensati e con i destinatari più &#8220;bizzarri&#8221;, educatore in Casa Famiglia, istruttore in palestra, insegnante in una Scuola Privata (dove il primo giorno scoprii che dovevo intonare la preghiera&#8230;), &#8220;stagista&#8221; in un vivaio. Qualcuno, negli anni, mi diceva che le tante esperienze troppo diverse tra loro mi avrebbero lasciato alla fine <strong>sfiancato</strong> e con un pugno di mosche . Per me invece è stato il contrario: misurandomi in ambiti diversi, ampliando continuamente il mio Network, ho affinato <strong>la capacità di adattamento</strong> e ho compreso che se ti leghi troppo a un settore escludendo tutto il resto, questo rischia di diventare il tuo unico <a title="Identificarsi col lavoro" href="http://www.sestyle.it/2011/identificarsi-col-lavoro-forse-non-e-una-gran-cosa/" target="_blank">orizzonte</a>. Non sempre avevo la consapevolezza di quanto quella singola esperienza mi sarebbe servita per il futuro, ma ero perfettamente cosciente del fatto che <strong>dare seguito a una mia inclinazione</strong> prima o poi mi sarebbe servito. Vivere esperienze diverse (in linea con le tue caratteristiche) ti permette di mescolare singoli percorsi dando vita a un <strong>risultato unico e particolare</strong> in cui tu diventi indiscusso protagonista;</li>
<li><strong>Se non c&#8217;arrivi in un modo, cambia strada</strong>. Non basta la determinazione per arrivare a un risultato: occorre anche la <strong>flessibilità</strong>. D&#8217;estate, la mosca che in casa ronza perché vuole uscire, sbatte più e più volte sul vetro della finestra. Noi la consideriamo stupida perché non vede la finestra aperta pochi metri più in là, ma come ci comportiamo quando vogliamo arrivare a un risultato e rischiamo di <strong>confondere la strada con l&#8217;obiettivo</strong>? Allenarci alla <strong>flessibilità</strong> ci permette di non trasformare la determinazione in cocciutaggine, di risparmiare tempo e di arrivare prima al risultato voluto;</li>
<li>&#8220;<strong>Lodete can che te ha &#8216;na bea coda</strong>&#8221; (Trad: Lodati cane, che hai una bella coda). E&#8217; uno dei tantissimi detti trevigiani che la mia amica Arianna conosce e che riesce a tirar fuori in ogni situazione che la riguardi. Autocelebrarsi non è mai una buona cosa (che non vuol dire non essere orgogliosi del proprio operato) e rischia di danneggiare il Brand Personale di chi &#8220;si loda&#8221;. Meglio lasciare al nostro Network la possibilità di <strong>giudicare il nostro operato</strong>; il<strong> passaparola</strong> farà il resto.</li>
<li><strong>&#8220;Quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso&#8221;</strong>. <a title="Nelson Mandela" href="https://www.youtube.com/watch?v=zVJrie79Swk" target="_blank">Mandela</a> ci ricorda che questo è uno dei motivi fondamentali per cui abbiamo bisogno di realizzarci, come persone e come professionisti: quando diamo al &#8220;nostro meglio&#8221; la possibilità di esprimersi, stimoliamo chi ci sta vicino a fare lo stesso, rendendo così<strong> migliore la realtà che ci circonda</strong>. La <strong>gioia</strong> e la <strong>soddisfazione</strong> hanno una cosa in comune con rabbia e frustrazione: <strong>sono contagiose. </strong>Se vogliamo una realtà migliore abbiamo il dovere (e non solo il diritto) di viverle e, di conseguenza, di comunicarle.</li>
<li><strong>Abbi fede e vai tranquillo</strong>. Era una delle frasi che, come ho già avuto modo di dire, <a title="Ogni cosa a suo tempo" href="http://www.sestyle.it/2011/ogni-cosa-a-suo-tempo/" target="_blank">mio papà</a> soleva ripetere. Non possiamo controllare tutto ciò che ci circonda, possiamo soltanto impegnarci e fare la nostra parte. Lasciare che poi la vita faccia il resto richiede un grande sforzo di volontà, ma aiuta, quando ci si riesce, a toglierci un po&#8217; di delirio di onnipotenza e a relativizzare ogni situazione che viviamo, accettando che <strong>il tempo faccia la sua parte.</strong> La fretta non è mai una buona consigliera, e costruire un<strong> Brand Personale stabile e duraturo </strong>richiede<strong> tempo e pazienza</strong>.</li>
</ol>
<p>Si dice che la cosa più importante dell&#8217;esistenza non sia il dove si arriva, ma come si svolge il cammino, le persone che s&#8217;incontrano e le situazioni che si vivono. Io c&#8217;aggiungo anche le <strong>frasi che ci animano e ci indirizzano</strong>.</p>
<p>Queste sono le mie, quelle che ancor oggi mi accompagnano nella <strong>strada verso la realizzazione</strong> con sorriso e fiducia.</p>
<p><strong>Le vostre quali sono</strong>, cari amici? Spazio ai vostri commenti</p>
<div><span style="font-size: small;"><span style="line-height: 24px;"><br />
</span></span></div>
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		<title>Foto e CV: a volte sono più i danni che altro</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 13:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiano Bordignon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Stile]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Curriculum Vitae]]></category>
		<category><![CDATA[CV]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Immagine]]></category>

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		<description><![CDATA[Una buona comunicazione di sé richiede coerenza. Anche quando si allega una foto al Curriculum Vitae <a href="http://www.sestyle.it/2013/foto-e-cv-piu-danni-che-altro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/02/bathroom-portrait.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1805 colorbox-1792" title="bathroom portrait" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/02/bathroom-portrait-572x357.jpg" alt="bathroom portrait" width="572" height="357" /></a>Curare il proprio <strong>Brand Personale</strong> significa prestare attenzione a ogni aspetto di sé che si comunica. Anche quando si allega una <strong>foto</strong> al <strong>Curriculum Vitae</strong>.<span id="more-1792"></span></p>
<p>Il mio lavoro mi porta spesso a confrontarmi con professionisti che si occupano di selezione del personale per gli incarichi più disparati. Tra questi c’è Marika (amica oltre che gran professionista), che lavora nel settore orafo, in queste settimane impegnata nella ricerca di personale per una nuova filiale che deve aprire in Veneto. Volendo aiutarla nella scrematura delle candidature, me la vedo piombare qui <strong>con un’aria affranta</strong>, qualche giorno fa, e rovesciare sulla scrivania circa 100 curricula di persone che hanno risposto al seguente annuncio:</p>
<blockquote><p>Cercasi commesso/a settore orafo in zona &#8230; Richiesta massima serietà, precisione, bella presenza.</p></blockquote>
<p>Apro i singoli fascicoli per farmi un&#8217;idea dei vari candidati, e ben presto mi rendo conto che qui ci sarà materiale per un post. Se la maggioranza degli speranzosi candidati, infatti, ha inviato un <strong>Curriculum</strong> molto<strong> generico</strong>, che <em>va sempre bene dovunque lo invii</em>, una ristretta cerchia di persone sembra invece, da ciò che scrive, <strong>particolarmente motivata</strong> a conquistare l’ambito posto di lavoro. Peccato che però al curriculum abbia deciso di allegare una foto (i nomi che seguono, ovviamente, non corrispondono alla realtà):</p>
<ul>
<li><strong>Romina</strong> è ritratta fuori da una discoteca, indossa una canotta nera di due taglie più piccole della sua, ha uno scollo vertiginoso, capezzoli praticamente a vista (sembra quasi una foto in 3D) e sta strizzando l&#8217;occhiolino.</li>
<li>La foto di <strong>Pamela</strong> rivela invece una presenza più acqua e sapone: si è ripresa dall&#8217;alto (ottima strategia per valorizzare la figura!), probabilmente dopo tre ore di sonno considerate le occhiaie, e dietro a lei <strong>campeggia trionfante la tazza del Water</strong> (un tocco di raffinatezza che ti spalanca le porte del regno dell’eleganza);</li>
<li><strong>Roberto</strong>, invece, la foto l&#8217;ha scattata dopo aver probabilmente tagliato l&#8217;erba, visto il berrettino stile <em>Doraemon</em> (W l&#8217;eterno bambino che è in ciascuno di noi), <a title="Personal Branding e infradito" href="http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-infradito-abbigliamento-estivo/" target="_blank">l’infradito improponibile</a> e la maglietta della salute macchiata che indossa;</li>
<li><strong>Giulia</strong>, come Pamela, ha scelto il bagno come luogo per il suo shooting: è truccatissima, davanti allo specchio, lipstick rosso che spara a mille e le labbra serrate protese in avanti un secondo prima di regalare un bacio al fortunato avventore. E&#8217; nella posa Marylin <em>de no altri</em>, ma rispetto all&#8217;indimenticabile Monroe questa è distante anni luce;</li>
<li><strong>Fabio</strong> è ritratto al lavoro, dietro a una scrivania, recita la parte del dipendente perfetto e realizzato e sfoggia un sorriso che introduce alla paresi. Ci si potrebbe anche cascare, peccato che nella lettera di presentazione allegata ci tenga a specificare che la sua vita è stata costellata “di impieghi assolutamente inutili, per cui ora voglio qualcosa di più serio&#8221;. Ovviamente il CV non fa menzione di quelle terribili esperienze, di cui la foto è evidentemente testimonianza.</li>
<li><strong>Roberto</strong>, infine, ha aspettato il momento più bello della giornata per ritrarsi: la colazione. Seduto a tavola vicino a qualcuno che è appena stato brutalmente rimosso dalla foto, sta per gustarsi lo yogurt con i cereali (se me lo inquadravi meglio, il vasetto, magari ne capivo anche la tipologia) mentre la brioche chimica, appena uscita dal preservativo in plastica, è malinconicamente appoggiata su un tovagliolino della Scottex alla sua destra.</li>
</ul>
<p>Dopo le inevitabili risate e battute (che ovviamente qui non posso riferire), rifletto su cosa abbiano in comune tutti questi candidati:</p>
<ol>
<li>hanno <strong>bisogno di un lavoro</strong>;</li>
<li>stanno in qualche modo <strong>mettendosi in gioco</strong> e si impegnano anche nel cercare di scrivere qualcosa che li distingua dalla folla, PERO&#8217;&#8230;</li>
<li>sono del tutto ignari (o disinteressati) del fatto che <strong>in ciò che comunicano mancano di coerenza</strong>.</li>
</ol>
<p>Allegano infatti <strong>foto</strong> che sono <strong>completamente inadatte</strong> rispetto a ciò che scrivono (e che viene richiesto), che disorienterebbero anche il selezionatore più accondiscendente: <strong>Pamela</strong> sembra richiedere l’intervento di Clio Make Up, <strong>Roberto</strong> potrebbe essere assunto in un vivaio, <strong>Fabio</strong> necessita di un percorso psicoterapico, <strong>Roberto</strong> spera di venir chiamato da Antonio Banderas per rassettare il mulino, mentre <strong>Romina</strong> e <strong>Giulia</strong> puntano alla qualifica di igieniste dentali.</p>
<p>Così facendo <strong>si rivelano</strong> imprecisi, poco attenti, e, di conseguenza, <strong>poco affidabili</strong> agli occhi di coloro che potrebbero dar loro una possibilità.</p>
<p>Inutile dire che nessuno di questi è stato convocato per un colloquio preliminare, mettendo Marika nella condizione di cercare altri candidati (con ulteriore investimento di tempo ed energie) e i <em>papabili del Cottolengo</em> alla ricerca di nuove posizioni da ricoprire.</p>
<p>Al di là delle battute, vedi, quello che mi amareggia di più è pensare che probabilmente questi candidati, in cuor loro, non vedendo accettata la domanda, si limiteranno a dire che <strong>in tempo di crisi non si riesce a trovar lavoro</strong>, che è colpa del Governo o dell’esaminatore di turno. Penseranno inoltre che il mondo ce l’ha con loro e così via e continueranno imperterriti a inviare le stesse foto e CV nella speranza di <em>trovare qualcosa </em>anzichè cominciare a <strong>guardare a loro stessi come un Brand</strong> e porsi delle domande riguardo all’<strong>immagine complessiva che comunicano</strong> .</p>
<p>Ora, candidato che stai per inviare un CV e magari stai pensando di allegarci una foto, mi rivolgo a te:</p>
<p>Lo vuoi capire che non funziona più come una volta, dove per ottenere un impiego si guardava alle sole competenze professionali? Vuoi finalmente adeguarti al fatto che tutti, oggi, sia che puntiamo alla libera professione piuttosto che al lavoro dipendente <strong>siamo chiamati a lavorare sul nostro Brand Personale</strong> in ogni suo aspetto affinché <strong>il risultato finale </strong>che si comunica <strong>sia coerente</strong>?</p>
<p>Quando ti proponi per una candidatura, chiediti quali aspetti della tua personalità siano maggiormente in linea con i profili richiesti e <strong>fai in modo che ciò che scrivi e la foto</strong> (se proprio la devi mandare) <strong>li metta in evidenza</strong>.</p>
<p>Coloro che esaminano il tuo CV, oggi, non cercano di escluderti, anzi, vorrebbero dartelo quel posto di lavoro (sai quante energie si risparmierebbero?!?), ma se tu non fai nulla per <strong>comunicare un’immagine complessiva chiara, precisa, coerente di te,</strong> inevitabilmente verrai giudicato come poco affidabile e rischierai pure di finire nella cartella dei <em>Curricula Ridicula</em>.</p>
<p>Lavorare con maggior attenzione sul tuo <strong>Brand Personale</strong> ti permetterà di <strong>distinguerti dalla folla</strong> e di essere notato per le tue qualità, di trovare più facilmente quello che cerchi e (last but not least) di ridurre la dose di antidepressivi di chi, oggi, si occupa di selezione del personale.</p>
<p>E voi che dite, cari amici, siete d&#8217;accordo con me che <strong>un&#8217;immagine valga molto di più di mille parole</strong> e che perciò oggi ci sia bisogno di maggiore attenzione quando la si invia con un curriculum vitae? A voi la parola.</p>
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		<title>#CorriereInnovazione, stimoli al cambiamento e Personal Branding</title>
		<link>http://www.sestyle.it/2013/corriereinnovazione-e-personal-branding/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 14:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiano Bordignon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Identità]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Schemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Innovazione significa cambiamento radicale dei propri schemi. Così è anche il Personal Branding.  <a href="http://www.sestyle.it/2013/corriereinnovazione-e-personal-branding/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/01/innovazione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1779 colorbox-1752" title="innovazione" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/01/innovazione.jpg" alt="innovazione" width="800" height="500" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>innovazione</strong> è un processo che ha come obiettivo non soltanto la crescita economica di un Paese, ma anche la qualità della vita dei singoli. Ciascuno di noi può avviarlo, anche in un serio percorso di <strong>Personal Branding</strong>.<span id="more-1752"></span></p>
<p>Anche noi <em>sestyli </em>abbiamo partecipato alla serata per il lancio di <a title="Corriere Innovazione" href="http://corriereinnovazione.corrieredelveneto.corriere.it/" target="_blank">Corriere Innovazione</a> presso il <a title="Diesel Village" href="http://www.youtube.com/watch?v=yRKnWSBKvkM" target="_blank">Diesel Village</a> di Breganze (VI). In un contesto ricercato e allo stesso tempo informale, un panel autorevole di personalità conosciute, che nell&#8217;innovazione hanno sempre creduto e investito, c&#8217;ha accompagnato in un viaggio alla riscoperta di questo concetto, partendo da una considerazione di einsteinana memoria, &#8220;La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre&#8221;:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>gli incubatori sono catalizzatori di innovazione nel territorio;</li>
<li>è in atto una desertificazione imprenditoriale, innovazione è far piovere nel deserto;</li>
<li>quando sei innovatore, trovi un sacco di porte chiuse;</li>
<li>la nostra classe politica non sa cosa sia innovazione;</li>
<li>l&#8217;innovazione diventerà la tradizione del futuro;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Queste sono solo alcune delle dichiarazioni che hanno animato la serata, legate tutte tra loro dall&#8217;idea di<strong> innovazione</strong> come chiave non soltanto per risollevare la <strong>condizione economica</strong> di uno Stato, ma soprattutto per migliorare la <strong>qualità</strong> <strong>della vita</strong> dei singoli. Perché questo avvenga, tuttavia, è necessario fare un salto di tipo culturale, in quanto l&#8217;innovazione non riguarda unicamente i processi:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>l&#8217;innovazione è uno stato d&#8217;animo, una condizione psicologica, che deve abbracciare tutta l&#8217;identità;</li>
<li>non bisogna cercare nuovi paesaggi, ma nuovi occhi per guardare;</li>
<li>c&#8217;è bisogno di più che fare impresa, c&#8217;è bisogno di raccontare il territorio in cui si fa impresa;</li>
<li>per innovare servono mente creativa ma anche nervi saldi e un cuore forte;</li>
<li>le persone vanno educate per portare assieme il Paese al cambiamento.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Se da una parte la serata mi ha regalato un po&#8217; più di fiducia nelle potenzialità del territorio in cui vivo, dall&#8217;altra, quando le luci ufficiali si sono spente, ho continuato a riflettere sul concetto di Innovazione, e mi sono chiesto quali siano i soggetti che <strong>la devono stimolare</strong> e se ce ne siano alcuni più deputati di altri.</p>
<p>Spesso si parla di innovazione identificandola unicamente con la sfera tecnologica, e altrettanto frequentemente si è soliti attribuire a una determinata categoria sociale (la classe politica piuttosto che l&#8217;imprenditoria) la responsabilità di non averci ancora scommesso a sufficienza per risollevare le sorti del Paese.</p>
<p>Ora, intendiamoci, sono assolutamente convinto, come molti, che lo stimolo profondo all&#8217;innovazione sia presente nella nostra classe politica come la coscienza morale in Fabrizio Corona, ma mi chiedo se questo sia sufficiente a spiegare la <strong>mancanza di innovazione</strong> in Italia.</p>
<p>Spinto così da un bisogno di capirci qualcosa di più, e volendo emulare <a title="Andrea Pezzi" href="https://twitter.com/search?q=%40andreapezzi&amp;src=typd" target="_blank">Andrea Pezzi</a> che l&#8217;ha fatto per il concetto di Impresa, ho preso in mano il <em>buon Devoto Oli</em> e sono andato a vedere cosa si recita alla voce Innovazione</p>
<blockquote><p><strong>1</strong>. Introduzione di sistemi e criteri nuovi. <strong>2</strong>. Singolo fatto imposto nell&#8217;ambito di un rinnovamento radicale di una prassi.</p></blockquote>
<p>Se l&#8217;<strong>innovazione</strong>, quindi, è un <strong>cambiamento radicale</strong>, questo non può essere limitato, per sua definizione, ad un&#8217;unica tematica e, soprattutto, non può essere responsabilità solo di alcuni settori della società: ciascuno di noi, può essere <strong>promotore</strong> e<strong> protagonista</strong> di un processo d&#8217;innovazione a patto che sia disposto a cambiare radicalmente i propri <strong>schemi</strong>.</p>
<p>Questi stessi principi, quando si lavora sul proprio <strong>Brand Personale</strong>, si traducono in altrettanti elementi fondamentali nella costruzione del proprio cambiamento:</p>
<ul>
<li>il Personal Branding è qualcosa di diverso da semplici azioni di <strong>Self Branding</strong>, in quanto presuppone che la persona metta in gioco tutti gli aspetti della propria <strong>identità</strong>;</li>
<li>il Personal Branding non ha l&#8217;obiettivo di rendere una persona diversa da ciò che è, ma di <strong>ottimizzare</strong> <strong>e migliorare</strong> <strong>le potenzialità</strong> che già sono presenti in ogni individuo per un approccio più efficace alla realtà che lo circonda;</li>
<li>Personal Branding significa rileggere <strong>la propria storia</strong>, farne sintesi, riconoscerla come elemento che contraddistingue e imparare a raccontarla;</li>
<li>il Personal Branding, lavorando in modo profondo su di sè, genera <strong><a title="Cambiamento e confusione" href="http://www.sestyle.it/2012/confusione-sei-sulla-strada-giusta/" target="_blank">cambiamento</a></strong>, che richiede <strong><a title="Ogni cosa a suo tempo" href="http://www.sestyle.it/2011/ogni-cosa-a-suo-tempo/" target="_blank">tempo</a></strong> ed <strong>energia</strong> per essere accettato, elaborato, e per produrre i risultati voluti;</li>
<li>Personal Branding significa educare noi stessi e il nostro Network a <strong>nuovi schemi</strong>, dove la realizzazione professionale avvenga non <em>a scapito di</em> ma <em><a title="L'importanza della collaborazione" href="http://www.sestyle.it/2011/%E2%80%9Cinizi-a-fregare-quando-credi-di-non-aver-piu-niente-da-dare%E2%80%9D/" target="_blank">collaborando con</a></em>.</li>
</ul>
<p>Così facendo migliorerà la propria condizione, potrà essere da esempio ad altri che a loro volta potranno migliorarsi e riuscirà così a essere un &#8220;portatore sano&#8221; di buon cambiamento.</p>
<p>Lavorare sul proprio <strong>Brand Personale</strong> in modo serio, quindi, permette a ciascuno di dare il via, nella propria realtà, a un processo d&#8217;innovazione<strong>. </strong>Questo, oggi, forse non è più solo un<strong> diritto</strong>, ma una <strong>sfida</strong> che dobbiamo iniziare a far nostra se vogliamo puntare al concreto miglioramento <strong>delle condizioni di vita</strong> <strong>di ciascuno</strong>.</p>
<p>E voi che ne dite, cari amici, a quali <strong>processi d&#8217;innovazione</strong> avete finora dato vita?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Parla meno ma parla meglio</title>
		<link>http://www.sestyle.it/2013/parla-meno-ma-parla-meglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 15:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiano Bordignon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
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		<description><![CDATA[Promuovere nel 2013 una comunicazione migliore, usando coerenza, meno parole e un lessico più ricercato <a href="http://www.sestyle.it/2013/parla-meno-ma-parla-meglio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/01/bla-bla-bla1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1718 colorbox-1694" alt="Bla bla bla" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2013/01/bla-bla-bla1-572x357.jpg" width="572" height="357" /></a>Il 2013 iniziato da poco spinge a formulare dei buoni propositi. Migliorare la <strong>comunicazione</strong> parlando meno e in modo migliore potrebbe essere un obiettivo vincente. <span id="more-1694"></span><br />
E così si ritorna all&#8217;opera. Dopo qualche giorno di stacco, i fasti fastosi delle feste festeggianti sembrano ormai cosa lontana. Ora la priorità per tutti, così funziona, è riprendere i ritmi, smaltire i chili accumulati, rituffarsi nel lavoro come nulla fosse successo.</p>
<p>Personalmente, vivo il mese di gennaio da una parte come il mese della ripresa, dall&#8217;altra come il periodo necessario alle <strong>riflessioni</strong> e ai <strong>buoni propositi</strong>. Anni fa, infatti, lessi (non chiedetemi dove) che le settimane successive al  solstizio d&#8217;inverno, decretando l&#8217;inizio del periodo di luce che via via diventerà prevalente rispetto alle ore di buio, veniva vissuto dalle culture pagane come il momento in cui fermarsi (così fa anche la natura), rivedere il proprio operato e programmare le azioni future  che caratterizzeranno i <em>mesi di luce</em>.</p>
<p>Così, noto, capita anche a me. Durante le vacanze di Natale, e poi per le prime settimane di gennaio,  mi pongo in un clima di particolare <strong>verifica</strong> e di <strong>ascolto</strong>, lasciando che i pensieri e gli stimoli dall&#8217;esterno (siano essi parole dette da un amico piuttosto che l&#8217;aggiornamento di stato scritto da qualcuno su Facebook) risuonino dentro di me e mi provochino fino a farmi stabilire i propositi per l&#8217;anno appena iniziato.</p>
<p>Posta questa doverosa premessa, devo dire che in questi giorni mi sta colpendo la <strong>smisurata mole di parole</strong> che ognuno di noi deve continuamente gestire: dialoghi coi clienti, questioni aperte sui canali Social, messaggi dei Media tradizionali, confronti con i pari e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p><strong>Parliamo</strong> e <strong>scriviamo</strong> in continuazione, a volte per esprimere concetti sensati, altre per puntualizzare che&#8230;  non abbiamo niente da dire. Si parla e si scrive sempre di più, con la convinzione che più cose si dicono e meglio è. Ma è proprio così? O forse in questa gara per l&#8217;utilizzo della parola siamo troppo focalizzati sul <strong>dover dire a tutti i costi</strong> senza considerare gli effetti collaterali di un cattivo uso della parola?</p>
<ul>
<li><strong>spesso si parla senza dare il giusto peso alle parole. </strong>Così conclude, parlando del suo lavoro, la mia amica Valentina, responsabile amministrativa di una ditta nel trevigiano, che purtroppo ha fatto il callo <span style="color: #000000;">a </span>persone che promettono sapendo, in cuor loro, di non poter mantenere la parola data. Garantiscono in modo ostentato accordi sicuri &#8220;al mille per mille&#8221;, salvo poi tornare con le pive nel sacco dicendo che tutto è saltato a causa di un imprevisto e magari ritrattando quanto avevano detto all&#8217;inizio. Una cosa certa è tale, non ammette imprevisti. <strong>Se non si è sicuri di una cosa bisogna dirlo</strong>, mi ricorda Valentina, non promettere inutilmente con leggerezza, perchè questa è mancanza di <strong>coerenza</strong>, ed è logico che questo porterà a un&#8217;inevitabile perdita di fiducia da parte del malcapitato, che di quelle parole si era fidato;</li>
<li><strong>si parla sempre di più, ma si capisce sempre di meno</strong>. E&#8217; di più di un anno fa la pubblicazione di questo <a title="Lingua italiana" href="http://www.corriere.it/cultura/11_novembre_28/di-stefano-italiani-non-capiscono-la-lingua_103bb0fa-19a8-11e1-8452-a4403a89a63b.shtml" target="_blank">articolo</a>, dove pare che il 70% degli italiani faccia difficoltà a comprendere perfettamente un testo di media difficoltà. Com&#8217;è possibile raccontare un fatto se quando lo si è letto non lo si è compreso perfettamente? O com&#8217;è pensabile confrontare le opinioni o partecipare a uno scambio se non si capisce quello che l&#8217;altro dice? Anni fa sorridevo (tristemente) quando, insegnando nella Scuola, mi sentivo dire che le anime del Purgatorio dantesco cantavano<em> l&#8217;Angus Dei</em> o che un signore, dopo aver assassinato la moglie, era stato accusato di <em>omicidio polposo</em>, ma ora osservo che il fenomeno sta assumendo proporzioni preoccupanti;</li>
<li><strong>siamo sempre di più vittime del <em>dipende</em> o del <em>secondo me</em></strong>. E&#8217; prassi, ormai, pensare che le parole assumano significati diversi a seconda del contesto. Non è sempre così, come ricorda in una riflessione <a title="Lei e Lui" href="http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/romanzi/leielui/" target="_blank">De Carlo</a>:</li>
</ul>
<blockquote><p>E&#8217; sempre colpita dalla tendenza italiana a usare termini scelti per la loro ambiguità, non vincolanti a un impegno o a una convinzione precisa, interpretabili in modi diversi a seconda della convenienza. Da qualche tempo, per esempio, ha notato che la parola &#8220;problema&#8221; è quasi scomparsa dalla lingua scritta e parlata, sostituita da &#8220;problematica&#8221;. E&#8217; andata a controllare sul dizionario, e ha visto che le due parole non hanno affatto lo stesso significato, perchè &#8220;problematica&#8221; indica un complesso di problemi, per esempio una scienza. Lo stesso è successo con &#8220;tipo&#8221;, rimpiazzato da &#8220;tipologia&#8221;, e &#8220;metodo&#8221;, diventato &#8220;metodologia&#8221;, ma in realtà sono decine i casi in cui al posto di un termine specifico se ne usa uno che indica un&#8217;intera categoria. Le sembra che questo abbia a che fare con la natura vaga e incerta di un paese in cui nessuno risponde mai in modo del tutto diretto a una domanda, nessuno agisce mai in modo del tutto conseguente alle sue apparenti convinzioni&#8221;.</p></blockquote>
<ul>
<li><strong>Si utilizza un lessico sempre più povero</strong>. Non voglio certo oppormi alla tendenza per cui la lingua italiana tende alla semplificazione, ma credo altresì importante salvaguardare il principio del <strong>conoscere per scegliere</strong>. Quando frequentavo le Scuole Medie (Pleistocene o giù di lì <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley colorbox-1694' /> ), ricordo che a volte tra i compiti per casa l&#8217;insegnante di Italiano ci obbligava a scoprire cinque parole nuove dal dizionario e ad usarle in frasi dal senso compiuto; a fronte dei nostri inevitabili mugugni dell&#8217;epoca, lei era solita ricordarci che <strong>utilizzare parole diverse a seconda dei contest</strong>i sarebbe stato il segreto per <strong>cavarcela in ogni situazione</strong> della vita. Ora, forse la prof.ssa Delfino un po&#8217; esagerava, ma grazie a lei ho compreso che più termini padroneggiamo maggiore è la possibilità di <em>comunicarci</em> in modo raffinato.</li>
</ul>
<p>Per questo, un buon proposito per il 2013 potrebbe essere quello di prestare <strong>maggiore attenzione  alle parole che si utilizzano</strong>, ricordandosi che</p>
<ul>
<li>è buona prassi promettere solo ciò che si può <strong>mantenere:</strong> la <strong>coerenza </strong>partorisce <strong>fiducia</strong>;</li>
<li>prima di rispondere bisogna essere certi di <strong>aver compreso</strong> perfettamente quello che è stato detto o scritto. Il <em>più o meno</em> non è contemplato;</li>
<li>investire qualche minuto per<strong> controllare sul dizionario</strong> la correttezza della parola che stiamo utilizzando è un buon investimento;</li>
<li>scoprire e <strong>utilizzare parole nuove</strong> rende più precisa e raffinata la nostra <strong>comunicazione</strong>.</li>
</ul>
<p>Che dite, cari amici, pensate che questi obiettivi possano fare per voi o ce ne sono altri che hanno la priorità per questo 2013? Attendo i vostri commenti</p>
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		<title>Buon Natale coi video-auguri della #XmasBand</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 14:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiano Bordignon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[#XmasBand]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Natale speciale richiede auguri speciali, quelli in musica del video della #XmasBand! <a href="http://www.sestyle.it/2012/buon-natale-video-xmasband/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2012/12/XmasBand-Natale-2012.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1684 colorbox-1661" title="Buon Natale 2012 dalla #XmasBand" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2012/12/XmasBand-Natale-2012-572x357.jpg" alt="Buon Natale 2012 dalla #XmasBand" width="572" height="357" /></a>Il <strong>Natale</strong> di un anno speciale merita di essere festeggiato in un modo altrettanto speciale: fate entrare a casa vostra la <strong>#XmasBand.</strong><span id="more-1661"></span></p>
<p>Che il 2012 sia stato un anno fortemente impegnativo, da tanti punti di vista, è questione assodata. Siamo qui, a poche ore dal <a title="21 dicembre 2012" href="http://www.sestyle.it/2012/cari-maya-per-natale-vorrei/" target="_blank">21 dicembre</a>, a chiederci cosa ne sarà del nostro <strong>futuro</strong> e intanto, coloro che guardano &#8220;oltre&#8221;, già preannunciano momenti difficile per l&#8217;<strong>anno che verrà</strong>.</p>
<p>Di fronte a tanta tensione e  incertezza, forse la cosa migliore per tutti è, a pochi giorni dal <strong>Natale</strong>, riuscire a <strong>fermarsi</strong> e <strong>regalarsi</strong> del <strong>tempo</strong>, non tanto per dire qualcosa, ma per <strong>condividere</strong> piccole <strong>occasioni di gioia</strong>, dove un<strong> sorriso</strong> (e magari una <strong>risata</strong>) possono rivelarsi i doni più azzeccati.</p>
<p>L&#8217;anno scorso, se vi ricordate, siete stati protagonisti del nostro scintillante <a title="Buone Feste" href="http://www.sestyle.it/2011/buone-feste/#more-1028" target="_blank">albero</a>; quest&#8217;anno, invece, <strong>saremo noi a entrare</strong> nelle vostre case per augurarvi personal&#8230;mente uno splendido Natale e un proficuo 2013, ma vi anticipo già che <strong>non saremo soli</strong>.</p>
<p>Anni importanti, come già vi dicevo, richiedono presenza importanti, e allora per l&#8217;occasione ecco formata la <strong>#XmasBand</strong>, la compagnia dei <strong>mattacchioni del web</strong> (che oltre ai sottoscritti comprende gli amici <a title="Andrea Antoni" href="http://www.andreaantoni.it/" target="_blank">Andrea</a>, il team di <a title="Gazduna" href="http://www.gazduna.com/" target="_blank">Gazduna</a>, <a title="Creativi digitali" href="http://www.creatividigitali.com/blog/" target="_blank">Daniele e Cristina</a>, <a title="Stefano Quadraro" href="http://twitter.com/stequad" target="_blank">Stefano</a>, <a title="Caiucai" href="http://www.youtube.com/user/caiucai" target="_blank">Chiara</a>, <a title="Rudy Bandiera" href="http://www.rudybandiera.com/" target="_blank">Rudy</a>, <a title="Claudio Gagliardini" href="http://www.claudiogagliardini.it/" target="_blank">Claudio</a> e <a title="Stefano Forzoni" href="http://www.stenblog.com/sten/" target="_blank">Stefano</a>, il mago del montaggio video), che nelle ultime settimane ha lavorato alacremente per preparare degli <strong>auguri speciali</strong>.</p>
<p>Se stiamo assieme il Natale assume un significato particolare, quindi alzate il volume e lasciate che la <strong>#XmasBand</strong> porti nelle vostre case auguri <em>stylosi</em>, <em>lovvotici</em>, <em>analogici</em>, <em>creativi</em> (così al buon <em>Sten</em> piace definirli). Lasciate che tutto questo vi riempia di <strong>buonumore</strong> e&#8230; <strong>contagiate</strong> con esso tutto il mondo.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ve_OTRcfS5Q?rel=0" frameborder="0" width="572" height="429"></iframe></p>
<p>E&#8217; con questo messaggio che vi auguriamo<strong> Buon Natale e Buone Feste</strong>, amici cari. Ci ritroveremo caricati nel <strong>2013</strong>, pronti per nuove ed entusiasmanti avventure.</p>
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		<title>Personal Branding: sei tu la chiave del tuo successo</title>
		<link>http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-sei-tu-la-chiave-del-tuo-successo/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 13:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bisetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Corso]]></category>
		<category><![CDATA[Erika De Bortoli]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Network]]></category>
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		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Corso introduttivo sul Personal Branding presso On Space di Padova, per imparare ad emergere grazie al proprio Brand Personale.  <a href="http://www.sestyle.it/2012/personal-branding-sei-tu-la-chiave-del-tuo-successo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2012/12/personal-branding-formazione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1643 colorbox-1641" title="Formazione Personal Branding" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2012/12/personal-branding-formazione-572x357.jpg" alt="Formazione Personal Branding" width="572" height="357" /></a>Questo il titolo del nostro prossimo corso, che terremo dal 26 gennaio presso lo spazio di coworking <strong>On Space</strong> di Padova e che si propone di introdurre i principali concetti del <strong>Personal Branding</strong>, per imparare a <strong>riconoscere la propria unicità</strong> facendone un Brand ed <strong>emergere nel mercato del lavoro</strong> grazie ad un utilizzo consapevole ed efficace dei principali strumenti Web e piattaforme di Social Network.<span id="more-1641"></span></p>
<p>Le festività natalizie sono ormai alle porte, e con loro (<a title="Cari Maya, per Natale vorrei…" href="http://www.sestyle.it/2012/cari-maya-per-natale-vorrei/" target="_blank">Maya</a> permettendo) anche la fine dell&#8217;anno, un periodo fervente di attività per chiudere gli impegni ancora in sospeso prima della pausa festiva e per programmare quelli dell&#8217;anno nuovo. E quale miglior modo per iniziare l&#8217;anno di un bel corso che ti aiuti a <strong>valorizzare le tue caratteristiche</strong> vincenti e dare una <strong>spinta propulsiva alla tua carriera</strong>? [<em>Specie se il corso lo teniamo noi!</em> <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-1641' /> ]</p>
<p>Tutto nasce questa primavera quando, durante il nostro intervento sul Personal Branding al <a title="A primavera “fioriscono” gli eventi: Sestyle on tour, save the dates!" href="http://www.sestyle.it/2012/eventi-primavera-sestyle/" target="_blank">Venezia Camp</a>, conosciamo <a title="Erika De Bortoli on Twitter" href="https://twitter.com/ErikaDeBortoli" target="_blank">Erika De Bortoli</a>, che si fa notare tra il pubblico per l&#8217;interesse che dimostra con le sue domande e con la quale abbiamo poi modo di scambiare (oltre ai biglietti da visita e i contatti online) anche qualche chiacchiera più personale.</p>
<p>Passano i mesi, finché, qualche settimana fa, veniamo piacevolmente stupiti da una sua mail, in cui ci racconta del suo nuovo <strong>progetto formativo </strong>presso <a title="On Space" href="http://www.onspace.org" target="_blank">On Space</a>, invitandoci a partecipare attivamente con un corso (ovviamente sul Personal Branding) che possa arricchire l&#8217;offerta proposta (ah, il potere del <a title="Fare Network? Una grande Risorsa (Prima Parte)" href="http://www.sestyle.it/2012/fare-network-una-grande-risorsa-prima-parte/" target="_blank">networking</a>). Ma lasciamo che sia proprio Erika a spiegarci la sua iniziativa.</p>
<p><em><strong>Ciao Erika, ci racconti com&#8217;è nato il progetto formativo all&#8217;interno di On Space?</strong></em></p>
<p>Ciao Enrico e Damiano. In breve: a giugno 2012 ho partecipato a un bando della Provincia di Padova per uno spazio di coworking. Sono risultata tra gli assegnatari e a fine settembre ho potuto iniziare a utilizzare la mia postazione. Presso lo spazio ci sono un&#8217;aula per le lezioni e una sala conferenze.</p>
<p>Nei mesi precedenti (e negli anni precedenti) ho seguito numerosi corsi di formazione. Alcuni docenti mi hanno convinta, altri meno. Ho deciso di invitare quelli più convincenti, come prima cosa, e poi altri che in altro modo hanno dimostrato sia le loro competenze che le loro capacità didattiche: <strong>non necessariamente l&#8217;una cosa comporta l&#8217;altra</strong>.</p>
<p>Dunque disponevo di un <strong>network</strong> e di uno <strong>spazio</strong>. Nel frattempo ho intercettato alcune <strong>esigenze del mercato</strong>: la necessità per colleghi giornalisti di formarsi maggiormente dal punto di vista tecnico in relazione al Web. E ancora la necessità per giovani imprese e startupper di disporre di corsi di formazione e percorsi ad hoc per partire, crescere o affinare i propri progetti.</p>
<p>Da una sintesi dei tre aspetti ha preso il via la mia proposta formativa presso On Space.</p>
<p><em><strong>Quali sono le principali caratteristiche e gli obiettivi dei corsi che proponi?</strong></em></p>
<p>Per prima cosa i corsi sono articolati in <strong>percorsi</strong>, così che i singoli corsi acquisiscano un senso più ampio. Le persone sono libere di seguire un unico corso o più di uno, anche di percorsi diversi, così è loro più chiaro che scelte stanno operando. Se cioè quella di portare a termine un percorso appunto, piuttosto che quella di colmare singole lacune o ancora di acquisire nuove competenze specifiche o crearsi un percorso ad hoc.</p>
<p>Non è quello che ci sarebbe piaciuto poter fare all&#8217;università? Seguire i corsi che più ci piacevano, anche eventualmente di facoltà diverse? In Germania, ad esempio, sono molti più flessibili da questo punto di vista il che consente di crearsi dei profili professionali molto personali oltre che molto interessanti e probabilmente di seguirli con maggior passione&#8230;</p>
<p>Altro punto di forza dei corsi che organizzo è l&#8217;<strong>approccio pratico</strong>. Chiedo ai docenti che circa il 50% del tempo sia dedicato a esercitazioni per permettere ai corsisti di mettere in pratica le competenze acquisite.</p>
<p>Per me conta poi molto il <strong>rapporto con le persone</strong>: dialogare con i corsisti, prima, dopo e durante i corsi, per rispondere a ogni esigenza e cercare di capire insieme come migliorare il servizio o quali corsi attivare.</p>
<p>Ulteriore punto di forza: i <strong>costi assolutamente accessibili</strong> per venire incontro alle difficoltà economiche che molte persone attraversano in questo periodo.</p>
<p>Detto questo vi svelo un segreto: i corsi li ho pensati prima di tutto per me stessa. <img src='http://www.sestyle.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-1641' />  Sperando che le cose che desidero imparare interessino anche ad altri. Alcuni corsi li ho già seguiti più volte. Nonostante questo ogni volta imparo qualcosa di nuovo e non mi annoio mai. Anche perché, a parità di corso e docente, anche <strong>i corsisti sono una risorsa</strong>: portano la loro esperienza e sollevano aspetti che in precedenza non erano stati trattati.<a href="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2012/12/erika-de-bortoli.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1654 colorbox-1641" title="Erika De Bortoli" src="http://www.sestyle.it/wp-content/uploads/2012/12/erika-de-bortoli-572x286.jpg" alt="Erika De Bortoli" width="572" height="286" /></a></p>
<p>Non c&#8217;è che dire: l&#8217;energia di questa ragazza è decisamente travolgente e noi, che siamo sempre interessati ai nuovi progetti che promuovano la diffusione di una corretta cultura del Personal Branding e del Web (tanto più se nascono in terra veneta), ne siamo rimasti contagiati. Così, quando Erika c&#8217;ha proposto di tenere questa <em>full immersion</em> sul Personal Branding, abbiamo subito accettato con entusiasmo.</p>
<p>Diversamente da altri interventi, abbiamo deciso di strutturare questo corso su due giornate a distanza di una settimana, così da dare a ciascuno la possibilità non soltanto di <strong>apprendere nuovi concetti</strong>, ma anche di elaborarli al meglio, di <strong>sperimentarli praticamente</strong>, e poter poi correggere insieme la mira in caso di bisogno.</p>
<p>Nella prima lezione, attraverso dinamiche interattive, ciascuno prenderà maggior coscienza di tutti quegli <strong>elementi che lo caratterizzano come Brand</strong> e inizierà a <strong>pianificare la strategia</strong> più adatta per comunicarsi al meglio e in modo consapevole, in particolare <strong>sfruttando gli strumenti del Web e i Social Media</strong>.</p>
<p>Nei 7 giorni che seguiranno potrà quindi <strong>mettere in pratica quanto appreso</strong>, sperimentandosi direttamente sul campo, per dar spazio così, nell&#8217;ultima lezione, al <strong>confronto e alla possibilità di correzione</strong> della strategia laddove necessario. Nel pomeriggio della seconda giornata, infatti, affiancheremo ciascun partecipante con delle vere e proprie mini-consulenze personalizzate sulla sua specifica attività e obiettivi.</p>
<p>Lo stacco settimanale tra i due interventi diventa così necessario non soltanto per rivedere i docenti vestiti di nuove <em>mises</em> (già questo varrebbe l&#8217;iscrizione, eh?), ma anche per permettere a ciascuno di <strong>lavorare concretamente sul proprio Brand Personale</strong>.</p>
<p>Che dite, amici, vi abbiamo fatto venire un po&#8217; di curiosità? E allora forza, sotto con le iscrizioni. Il 26 gennaio e il 2 febbraio prossimi aspettiamo anche voi.</p>
<p>Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato del nostro e degli altri corsi visitate il <a title="Formazione Erika De Bortoli" href="http://www.formazione.erikadebortoli.com" target="_blank">sito dedicato cliccando qui</a>.</p>
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