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	<title>SettePerUno » autori</title>
	
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		<title>Tutte le cose sono colme dell’anima mia – 4</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 05:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Cacace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Illustratori]]></category>
		<category><![CDATA[sabato]]></category>
		<category><![CDATA[illustratori]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/Tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-4-400x102.jpg" alt="" title="Tutte-le-cose-sono-colme-dell&amp;#039;anima-mia-4" width="400" height="102" class="alignnone size-medium wp-image-10426" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-4/"&gt;Tutte le cose sono colme dell&amp;#8217;anima mia &amp;#8211; 4&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Il Sacerdote | Quarta parte</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 05:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì]]></category>

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		<description>La mia pancia si stava gonfiando e la diarrea mescolava all’interno delle viscere le cotolette e il salame che avevo mangiato la sera precedente, pestando e tritando e rendendo il cibo una poltiglia di frattaglie densa e scura. Era il suo lavoro e lo faceva bene. Finché non ebbi voglia di piegarmi sulla ginocchia. Allora il Sacerdote, con aria timida, cominciò a strisciare verso la luce e verso di me che mi trovavo sotto la luce.

Dovevo morire. Guardai i pantaloni sporchi di merda e feci un sorriso, inspirando forte dalle narici striminzite e lunghe come piccoli spettri neri, intasati di muco. L’aria filtrò attraverso l’appiccicosa membrana di moccio con un cupo e cavernoso ruggito. Strano, da molto tempo non mi svegliavo con questa sensazione.

Dove ero rimasto? Ah sì.
Dovevo morire.
Non oggi.&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/il-sacerdote-quarta-parte/"&gt;Il Sacerdote | Quarta parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>L’attente 4</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Marigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[giovedì]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>

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		<description>&lt;img class="alignnone size-medium wp-image-10417" title="lattente_4" src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/lattente_4-400x315.jpg" alt="" width="400" height="315" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/lattente-4/"&gt;L&amp;#8217;attente 4&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>Nuovo studio | Quarta parte</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Guerreschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[mercoledì]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>&lt;strong&gt;Rosella&lt;/strong&gt;

La mia gonna nera fasciante, il maglione e i collant erano sulla sedia imbottita della mia camera da letto e io li guardavo nell’ombra di quella sera. Tra poco sarei stata la regina dei sughi pronti e delle insalate con il tonno. Ecco, in questo non ero brava. Feci scrocchiare sulla moquette le dita dei piedi. Ero stanca e stupita di non aver combinato nulla: dopo aver sentito il furgone rombare nella strada stretta anche dopo pranzo, per allontanarsi verso la sua destinazione, non ero stata capace di lasciare che il mio tempo scorresse, lasciando che quel senso fatto di nulla passasse, e mi ero impigliata solo in cose inutili, distrattamente. Avevo letto le notizie di qualche quotidiano on-line, mandato un paio di mail, sistemato una slide della mia presentazione in Power Point per la riunione del giorno dopo, camminato scalza per il nostro studio, così enorme e antico da sembrare un ministero britannico. Ero anche scesa al bar vicino a prendere un tè che erano quasi le sei, sperando che tornassero affamati dalle loro commissioni ed entrassero a mangiare un panino. Ma poi avevo capito che per quel pomeriggio non sarebbero più tornati.
&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/nuovo-studio-quarta-parte/"&gt;Nuovo studio | Quarta parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Di queste vite | Il Comandante</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 05:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[martedì]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>Lo trovarono riverso sopra ad una panchina, con il sorriso dipinto in faccia.
Doveva aver visto tutto, e tutto doveva aver compreso, se sorrideva a quel modo.
Era il matto del paese, “il Comandante”.
Camminata marziale con portamento gentile. Mozzicone di sigaro sempre presente nel taschino della giacca quasi sempre stazzonata, accanto ad un foulard che usava ora da decorazione, ora per soffiarcisi il naso.

“Quant’è bello, il Comandante!” diceva qualche donna dal balcone non considerando la follia un limite alla voglia del piacere carnale.
Era partito con l’esercito durante una stagione gelata, che aveva portato la neve fino a quel paese a ridosso del mare dove di solito anche d’inverno si poteva stare in maniche di camicia, e non era tornato se non dopo vent’anni.
Matto.
In compagnia di un altro sé.

“Ciao bello”, era la frase che mi rivolgeva ogni qualvolta incrociava la mia strada.
“Buongiorno, Comandante”, rispondevo, cercando di mascherare con la gentilezza il timore che mi infondeva la stranezza di quell’uomo.
Mai aveva dato preoccupazioni all’ordine pubblico, né tanto meno si era arrogato qualche pretesa verso persona alcuna.&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/di-queste-vite-il-comandante/"&gt;Di queste vite | Il Comandante&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>Natural/Supernatural: Superdaddy</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 05:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora, New York catcher</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/3_superdaddy-300x400.jpg" alt="" title="3_superdaddy" width="300" height="400" class="alignnone size-medium wp-image-10403" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/naturalsupernatural-superdaddy/"&gt;Natural/Supernatural: Superdaddy&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>C’era una volta oggi, storie di amore malato | Cenerentola</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 05:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lorenzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>&lt;em&gt;“…Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno sulla tomba […], piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne l’inverno, la neve coprì la tomba di un suo bianco drappo…”&lt;/em&gt;

Il letto era il cuore pulsante di quella stanza. Non c’era altra anima viva lì, lei era come morta e quel letto era la sua tomba. Il suo cuore batteva ancora, è vero, e i polmoni scambiavano aria con l’esterno, ma nulla più. Un tunnel buio e freddo l’aveva inghiottita.

Il buio, di notte, entrava dai piccoli fori della tapparella e occupava la stanza; la sfiorava, la circondava, era dentro di lei e non l’abbandonava mai. La luce del giorno si perdeva sul comodino, sull’armadietto, sulla sedia di quella stanza d’ospedale e sembrava non accorgersi di lei, non volerla nemmeno sfiorare. Invece la luce l’aveva riconosciuta, sapeva che lei era sporca e brutta e perciò non voleva toccarla.

Sì, lei si sentiva sempre più orribile e sudicia e tutti l’avrebbero vista così da quella sera in poi, la sera della festa al locale. Era tardi, erano tutti fuori dalla sala ormai. Aveva cantato, ballato e bevuto nella notte fonda, ma non era del tutto ubriaca, no, era solo frivola e allegra. Era ferma nel parcheggio ad aspettare il suo ragazzo che era andato a riprendere l’auto, appena fuori, dove l’avevano lasciata all’arrivo. Quando sopraggiunsero in tre, uno le tappò all’improvviso la bocca e con le mani la spinse con forza in un’auto che non conosceva. Poi salirono anche gli altri e partirono a gran velocità. Subito le misero una benda sugli occhi e le legarono le mani; la macchina si fermò.&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/cera-una-volta-oggi-storie-di-amore-malato-cenerentola/"&gt;C’era una volta oggi, storie di amore malato | Cenerentola&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Tutte le cose sono colme dell’anima mia – 3</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 05:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Cacace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Illustratori]]></category>
		<category><![CDATA[sabato]]></category>
		<category><![CDATA[illustratori]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/Tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-3-98x400.jpg" alt="" title="Tutte-le-cose-sono-colme-dell&amp;#039;anima-mia-3" width="98" height="400" class="alignnone size-medium wp-image-10423" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-3/"&gt;Tutte le cose sono colme dell&amp;#8217;anima mia &amp;#8211; 3&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a href="http://www.setteperuno.it"&gt;SettePerUno&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SettePerUnoAutori/~4/Aba8v2XVSS8" height="1" width="1"/&gt;</description>
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		<title>Il Sacerdote | Terza parte</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 05:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì]]></category>

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		<description>-In quella casa ogni porta che si apre serve solo ad aprire un’altra porta-  Era parte dell’addestramento. Semplice no? Ci ho impiegato ottocentoventiquattro ore per capirlo.

Ma Grasso si era fermato e aveva cominciato a ridere, mentre il Sacerdote si alzava dal pavimento in modo incerto, senza un piano preciso nella testa (quella cosa non aveva una testa) ma costante come un’erezione

Non avevo i pantaloni. Quanto tempo avevo dormito? Cosa aveva combinato Grasso per tutto il tempo in cui avevo tenuto gli occhi chiusi? Non so neanche per quanto tempo. Ma ottocentoventiquattro ore di addestramento sono abbastanza anche per uno stronzo e so che in un minuto avrebbe potuto infilarmi il diavolo nel culo e farmelo uscire dalla bocca. “Sei fortunato che non posso toccarti, piccola merdina appesa dal culo. Sei un uomo fortunato. Porti tua moglie a farsi scopare nelle discoteche e offri da bere a quelli che se la fottono. Sei davvero un uomo fortunato. Mmmmm, il Sacerdote viene a prenderti.”&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/il-sacerdote-terza-parte/"&gt;Il Sacerdote | Terza parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>L’attente 3</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 05:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Marigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[giovedì]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/lattente_3-318x400.jpg" alt="" title="lattente_3" width="318" height="400" class="alignnone size-medium wp-image-10414" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/lattente-3/"&gt;L&amp;#8217;attente 3&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a href="http://www.setteperuno.it"&gt;SettePerUno&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SettePerUnoAutori/~4/FoncVPLvKKw" height="1" width="1"/&gt;</description>
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		<title>Nuovo studio | Terza parte</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Guerreschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[mercoledì]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>&lt;strong&gt;Antonio&lt;/strong&gt;

Il nostro nuovo studio era perfetto, ma mancava qualcosa. Così il capo mi fece chiamare Giuseppe perché mi accompagnasse a recuperare dei quadri dalla galleria d’arte di una sua amica. Io non capivo se in quello studio stessi facendo il praticante o il fattorino. Chiamai Giuseppe al numero che ci aveva lasciato e non sapevo se fosse quello di casa sua o magari del bar che frequentava, come un Marlowe o un Fonzie. Mi rispose una donna che stava fumando e il dubbio mi rimase e me lo volli tenere. Erano le nove meno qualcosa e stavo per saltare il rito del caffè con quelli degli altri uffici, tutti riuniti al bar accanto al palazzo del nostro nuovo studio. Non dovevo nemmeno accendere il computer o temperare matite, dovevo già uscire. Chissà perché mi veniva così naturale lasciarmi impiegare in lavori di fatica, o per lo meno manuali, che non fossero delle fotocopie o delle code alla posta per spedire raccomandate. Io venivo coinvolto nel trasporto e montaggio mobili. Io venivo coinvolto nel trasporto di opere d’arte.
&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/nuovo-studio-terza-parte/"&gt;Nuovo studio | Terza parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Di queste vite | Da grande mi voglio sposare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 05:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[martedì]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>Come altre volte da un anno a questa parte, il signor Giovanni aveva salito le scalette in cemento scorticate della signora Tilde. Aveva chiuso il negozio di alimentari in fondo alla via, all’ora di pranzo, e prima della riapertura si era recato nella casa costituita da un grande salone in penombra, comunicante con la cucina luminosissima, dove Tilde solitamente preparava il caffè per tutti e due.

“Nellina! È arrivato Giovanni. Sbrigati!”
La ragazzina si avvicinò alla sedia accanto al tavolo da pranzo, mettendosi composta e buona, con le mani poggiate sulle ginocchia, la fronte spostata indietro e il mento in avanti.
“Tu sei brava, a mamma. No?”
Giovanni, dopo aver attaccato il giaccone dietro la porta d’ingresso, si sdraiò sull’unica poltroncina della casa, lisciandosi i baffi e gettando uno sguardo fuori dal vetro della cucina, a controllare il tempo in cielo.&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/di-queste-vite-da-grande-mi-voglio-sposare/"&gt;Di queste vite | Da grande mi voglio sposare&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Natural/Supernatural: The heavy trace</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora, New York catcher</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/2_heavy-trace-400x187.jpg" alt="" title="2_heavy trace" width="400" height="187" class="alignnone size-medium wp-image-10399" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/naturalsupernatural-the-heavy-trace/"&gt;Natural/Supernatural: The heavy trace&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>C’era una volta oggi, storie di amore malato | Cappuccetto Rosso</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 05:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lorenzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>&lt;em&gt;“Un giorno sua madre le disse: “Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; è debole e malata e si ristorerà. Mettiti in via prima che faccia troppo caldo, e quando sei fuori va’, da brava, senza uscir di strada; se no, cadi e rompi la bottiglia, e la nonna resta a mani vuote.”&lt;/em&gt;

Era lì in bilico su quell’asfalto consumato da suole di mille scarpe e sembrava fissarmi pur non avendo occhi. Era la quarta o quinta bottiglietta di birra che mi ero scolata, ma il numero era davvero impreciso. Se ne stava lì, con quel suo verde e quella sua etichetta colorata, senza ormai neanche più un goccio dentro. Altro che portare la bottiglia di vino alla nonna: quella me l’ero assorbita per antipasto, con il misero pezzo di focaccia a fare da leggera toppa allo stomaco vuoto in attesa della sua dose alcolica.

Avevo rapidamente imboccato la direzione del pub senza avvisare nessuno. La nonna c’era abituata ormai, sapeva che la sua bottiglia di vino rosso sarebbe potuta arrivare chissà quando oppure mai. Cominciava sempre così, prosciugare a turno quel rosso, poi un giro di più e più birre al pub fino a stramazzare al suolo all’ombra delle colonne. Era il rito del sabato sera. Era vivere. Era essere parte di questo mondo&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/cera-una-volta-oggi-storie-di-amore-malato-cappuccetto-rosso/"&gt;C’era una volta oggi, storie di amore malato | Cappuccetto Rosso&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Tutte le cose sono colme dell’anima mia – 2</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Cacace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Illustratori]]></category>
		<category><![CDATA[sabato]]></category>
		<category><![CDATA[illustratori]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/Tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-2-295x400.jpg" alt="" title="Tutte-le-cose-sono-colme-dell&amp;#039;anima-mia-2" width="295" height="400" class="alignnone size-medium wp-image-10420" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-2/"&gt;Tutte le cose sono colme dell&amp;#8217;anima mia &amp;#8211; 2&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>Il Sacerdote | Seconda parte</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì]]></category>

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		<description>Ottocentoventiquattro ore per ritrovarmi con un gatto che mi strappava la carne dai piedi e lui che mi passava la lingua sul collo, con un movimento erotico e circolare. Urlai. Grasso si contrasse in preda a un'eccitazione estrema. Si ritirò all'indietro, buttandosi a sedere sul pavimento come un bambino. Il gatto cominciò a miagolare con un acuto e insopportabile lamento che ricordava un neonato abbandonato in un forno acceso a centottanta gradi. Invece ottocentoventiquattro sono le ore.

Al Grasso sarebbero bastati quaranta secondi per andare in cucina, afferrare il suo coltello in ceramica bianca, tornare nella stanza e cominciare a farmi pressione sulla pelle del collo, in corrispondenza della trachea.

Grasso si rimise in piedi. Il fagotto esalò un piccolo singhiozzo. Impossibile, perché quella cosa non aveva una bocca, non aveva una... non l'aveva?

"Il Sacerdote è felice. Lo senti miserabile stronzo? Il Sacerdote ti sbrana, lo sai piccola merda? Adesso vengo a prenderti"&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/il-sacerdote-seconda-parte/"&gt;Il Sacerdote | Seconda parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>L’attente 2</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Marigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[giovedì]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/lattente_2-400x314.jpg" alt="" title="lattente_2" width="400" height="314" class="alignnone size-medium wp-image-10412" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/lattente-2/"&gt;L&amp;#8217;attente 2&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>Nuovo studio | Seconda parte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 05:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Guerreschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[mercoledì]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>&lt;strong&gt;Rosella&lt;/strong&gt;

Ma forse lui ora mi guarda troppo da vicino per vedermi, pensavo. Come se fosse una frase intelligente, una sentenza illuminata. Quel che volevo dire era chiaro, era una questione di distanza: era come se avessimo appena colliso e non riuscissimo a metterci a fuoco, perché eravamo ancora uno addosso all’altra.

In effetti ero inciampata in lui mentre mangiava un panino. Ma adesso ero sveglia nella mia stanza in cui c’era appena un po’ di luce, mentre lui di certo ancora dormiva nella sua stanza buia. Non so perché ne fossi convinta, ma sapevo che ero il tipo di donna che si sveglia prima e prima che si svegli lui ha già fatto tutto quello che va fatto. Non mi stupisco mai per l’anticipo che mi prendo senza rendermene conto. È che sono brava, bado alle cose. Salvo i miei file con calma, sul disco e su una memoria esterna. Non ho paura di dimenticarmi di farlo. Infilo una matita dietro la nuca per tenere fermi i capelli ‒ appena più crespi di come li sognavo da bambina ‒ e sono pronta. Faccio colazione con un’arancia e della pizza, se è il caso; le imperfezioni della mia pelle non le copro mai; forse la linea delle mie sopracciglia è troppo spagnola. Tutto quest’ordine mi viene naturale, come mi è naturale non soffrire il freddo, bere il caffè al mattino, fare pipì.
&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/nuovo-studio-seconda-parte/"&gt;Nuovo studio | Seconda parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>Di queste vite | Christian</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 05:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro Salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[martedì]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description>Christian è un bambino.
È un pesciolino troppo piccolo per la scuola elementare, ancora nuota nella materna.
È pieno di capelli ricci in testa. Boccoli duri che sembrano inamidati, e chili di merendine e caramelle sopra i fianchi.
Ha gli occhi castani, ma di un castano che più bello al mondo non ce n’è.
Certe notti non riesce a dormire. Si mette col gomito sul cuscino e la mascella nella mano, e chiede alla mamma:
“Ma papà è in America?”
“No, amore mio.”
“E dove sta?”
“Qui, in Italia”.
“E perché non viene qua?”
“Papà ha da fare. Un giorno verrà”.

Christian non vuole le lacrime della mamma. Lui vuole sentire la storia che ha già raccontato ai suoi compagni di banco.
Vuole ascoltare mille volte che il suo papà è andato in America per fare l’astronauta, e prima o poi andrà sulla Luna. E lui guarda nel cielo se già si vede qualcosa.
Ma non è tra le stelle che il padre cerca i suoi sogni, perché gli basta una siringa per viaggiare, e viaggiare. Non è stato capace di regalare una favola ad un figlio al quale non ha regalato nemmeno un cognome.&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/di-queste-vite-christian/"&gt;Di queste vite | Christian&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>Natural/Supernatural: Missing</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 05:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora, New York catcher</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/1_missing-300x400.jpg" alt="" title="1_missing" width="300" height="400" class="alignnone size-medium wp-image-10394" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/naturalsupernatural-missing/"&gt;Natural/Supernatural: Missing&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<item>
		<title>C’era una volta oggi, storie di amore malato | Biancaneve</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 05:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Lorenzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[domenica]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.setteperuno.it/?p=10331</guid>
		<description>&lt;em&gt;I nani dissero: “Se vuoi curare la nostra casa, cucinare, fare i letti, lavare, cucire e far la calza, e tener tutto in ordine e ben pulito, puoi rimaner con noi, e non ti mancherà nulla. &lt;/em&gt;

&lt;em&gt;“Sì”, disse Biancaneve, “di gran cuore”, e rimase con loro. […] &lt;/em&gt;

Di giorno la fanciulla era sola. I nani l’ammonivano affettuosamente, dicendo: “Guardati dalla tua matrigna; farà presto a sapere che sei qui: non lasciar entrare nessuno.”

Quel corpo non le era mai appartenuto: lei disponeva solo di un’anima. Tutti gli uomini che entravano in quella stanza sapevano che avrebbero potuto avere solo il suo corpo e nient’altro.

D’un tratto la porta si apriva e qualcuno entrava, la richiudeva e ci si appoggiava contro. Quel giorno c’era lui. Fissava lei da lontano, lei che era seduta sul letto con addosso solo del pizzo rosso come il fuoco. Lei che lo conosceva bene, e perciò lo osservava cercando di capire dove avrebbe preferito farlo quella volta. Forse sul pavimento o anche sul tavolo o nella doccia. Di sicuro non il letto: quello non lo considerava se non dopo. Intanto lui si avvicinava e la baciava intensamente con forza e passione, poi la prendeva in braccio per portarla in chissà quale luogo. Quel giorno scelse il davanzale della finestra. Certo, lei non c’aveva pensato ma lì, in quel luogo, non erano mai stati. Le gambe nude di lei seduta sul freddo marmo e la schiena contro la tenda scarlatta impolverata e lui in piedi davanti. Lei avrebbe voluto prendergli il viso tra le mani, baciarlo, mordergli l’orecchio, leccargli quella strana vena sul collo, ma non poteva fare niente. Solo lui poteva prenderle il viso tra le mani, baciarla, morderle i seni, leccarle l’ombelico, graffiarle l’interno delle cosce. Un fuoco rosso passava dalla sottoveste di pizzo di lei al corpo di lui che fremeva, ma aspettava fino all’ultimo istante, per farle dispetto. Poi, senza parlare, entrava mentre le gambe di lei scivolavanoverso il basso e la schiena si inarcava sempre più.&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/cera-una-volta-oggi-storie-di-amore-malato-biancaneve/"&gt;C’era una volta oggi, storie di amore malato | Biancaneve&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a href="http://www.setteperuno.it"&gt;SettePerUno&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SettePerUnoAutori/~4/zbx_vsCgdvA" height="1" width="1"/&gt;</description>
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		<title>Tutte le cose sono colme dell’anima mia – 1</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Cacace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Illustratori]]></category>
		<category><![CDATA[sabato]]></category>
		<category><![CDATA[illustratori]]></category>

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		<description>&lt;img src="http://www.setteperuno.it/wp-content/uploads/Tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-1-327x400.jpg" alt="" title="Tutte-le-cose-sono-colme-dell&amp;#039;anima-mia-1" width="327" height="400" class="alignnone size-medium wp-image-10318" /&gt;&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/tutte-le-cose-sono-colme-dellanima-mia-1/"&gt;Tutte le cose sono colme dell&amp;#8217;anima mia &amp;#8211; 1&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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		<title>Il Sacerdote | Prima parte</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 05:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Oliviero</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì]]></category>

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		<description>Bum. Questo è il rumore che fanno le scarpe di Grasso quando cadono sul pavimento. Siamo entrati e lui mi ha offerto un caffè, indicandomi una piccola macchinetta nera che dalla forma sembrava l'ampia e orribile testa di un alieno. Ha detto che faceva un caffè speciale, una roba garantita che non avrei mai assaggiato in nessun’altra parte del mondo. E che io ho cortesemente rifiutato.

A quel punto ha capito e mi ha indicato una sedia. Era una piccola sedia da ufficio, ad altezza regolabile, con il sedile ricoperto da una patina nera e vellutata. Quando l’ho sfiorata con le dita ho avuto la piacevole sensazione di accarezzare il viso di mia madre. Più tardi avrei ricordato quella sensazione con profondo orrore, e con la consapevolezza che non avrei mai più potuto trascorrere una sola notte senza sentirmi in compagnia di un disgustoso morbo che, steso accanto a me, mi ricordasse quella stanza. E quella sedia.

"Il caffè a me non serve", disse Grasso mentre si piegava verso il cassetto della biancheria, con un inchino terribile e preciso. "L'avevo lasciato per te, a fare, come dire, da antipasto alla portata principale. Perché ti stuzzicasse l'appetito."&lt;p&gt;continua... &lt;a href="http://www.setteperuno.it/2012/05/il-sacerdote-prima-parte/"&gt;Il Sacerdote | Prima parte&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
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