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	<title>Settoblo</title>
	
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	<description>Il blog di Settolo</description>
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		<title>Come funzionava il congresso PD</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 19:11:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su twitter mi hanno chiesto come funziona l&#8217;elezione del segretario del PD, che si dovrà tenere a breve per sostituire Bersani. Si può dire che nel 2009, quando è stato eletto Bersani, si è fatto così: Prima fase riservata agli iscritti al partito per &#8220;pre-selezionare&#8221; la candidature. Elezioni primarie per i candidati al ruolo di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Su twitter mi hanno chiesto <strong>come funziona l&#8217;elezione del segretario del PD</strong>, che si dovrà tenere a breve per sostituire Bersani. Si può dire che nel 2009, quando è stato eletto Bersani, si è fatto così:</p>
<ol>
<li>Prima fase riservata agli iscritti al partito per &#8220;pre-selezionare&#8221; la candidature.</li>
<li>Elezioni primarie per i candidati al ruolo di segretario, aperte a tutti i cittadini che volevano partecipare, firmando il consenso al trattamento dei dati e versando 1 euro; con queste elezioni si votava il candidato, ma si eleggevano in realtà dei delegati all&#8217;assemblea nazionale, come tendenzialmente succede in USA.</li>
<li>I delegati, riuniti all&#8217;assemblea nazionale, hanno eletto il segretario.</li>
</ol>
<p>Le fasi, che sembrano un po&#8217; macchinose, in realtà servono ad equilibrare il contributo degli iscritti e quello degli elettori. Di fatto è stato eletto Bersani, che ha vinto le primarie con oltre il 50% dei voti, contro Franceschini e Marino. Ragionevolmente, solo se avesse preso meno del 50% dei voti, i delegati all&#8217;assemblea nazionale avrebbero potuto modificare il risultato delle primarie, perché avrebbero dovuto accordarsi tra loro per dare una maggioranza ad una persona. D&#8217;altra parte, la prima fase riservata agli iscritti serve proprio ad evitare il proliferare di candidati e ad ammettere alle elezioni primarie solo quelli che abbiano passato il vaglio del partito e che abbiano un minimo di consenso.</p>
<p>In definitiva, a mio avviso, complicato, ma equilibrato. Tra l&#8217;altro, complicato solo per gli iscritti al partito, ma per i comuni elettori in realtà molto semplice: vai, firmi, voti. Basta.</p>
<p>Potrebbe aprirsi una discussione molto importante sul fatto che <a href="http://www.ciwati.it/2013/04/30/chiudersi-dentro/" target="_blank" class="liexternal">si vocifera</a> vogliano cambiare queste regole, eliminando le primarie aperte agli elettori, addirittura risevandole ai soli iscritti. Probabilmente la aprirò in un qualche post successivo. Ma anticipo che lo troverei scandaloso.</p>
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		<title>Civati e la fiducia a Letta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 08:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni il PD ha completato l&#8217;inversione ad U rispetto a qualche settimana fa: non più &#8220;governo del cambiamento&#8221; e &#8220;mai col PdL&#8221;, ma &#8220;large intese&#8221; e governo con Alfano e tutti gli altri dell&#8217;allegra combriccola. La maggior parte della dirigenza del PD, mentre la base si lamentava, ha accettato in silenzio, con soddisfazione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Enrico_Letta_2013.jpg" target="_blank" rel="nofollow" class="liimagelink"><img class="alignnone" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/28/Enrico_Letta_2013.jpg/225px-Enrico_Letta_2013.jpg" width="211" height="300" /></a> <a href="http://www.settolo.it/wp-content/uploads/2013/04/pippo_civati_twitter.jpg" class="liimagelink"><img class="alignnone size-medium wp-image-3242" alt="pippo_civati_twitter" src="http://www.settolo.it/wp-content/uploads/2013/04/pippo_civati_twitter-281x300.jpg" width="281" height="300" /></a></p>
<p>In questi giorni il PD ha completato l&#8217;inversione ad U rispetto a qualche settimana fa: non più &#8220;governo del cambiamento&#8221; e &#8220;mai col PdL&#8221;, ma &#8220;large intese&#8221; e governo con Alfano e tutti gli altri dell&#8217;allegra combriccola.</p>
<p>La maggior parte della dirigenza del PD, mentre la base si lamentava, ha accettato in silenzio, con soddisfazione (più o meno nascosta) o con rassegnazione. <a href="http://www.ciwati.it/2013/04/30/io-lo-so-che-non-sono-solo-anche-quando-sono-solo/" target="_blank" class="liexternal">Pochi</a> hanno manifestato il loro dissenso. <strong>Pippo Civati</strong> è forse l&#8217;unico del PD che è arrivato al punto di non votare la fiducia al governo Letta, e <a href="http://www.ciwati.it/2013/04/29/la-mia-personalissima-posizione/" target="_blank" class="liexternal">qui</a> ne spiega il motivo. Lo capisco e lo accetto.</p>
<p>Tuttavia io avrei agito diversamente. A mio avviso, a quel punto <strong>sarebbe stato giusto votare la fiducia</strong>; era giusto dare battaglia, come è stato, all&#8217;assemblea del gruppo parlamentare, ma poi mi sarei adeguato alla linea comune, pur mantenendo una riserva e manifestando il dissenso; perché se poi Civati vuole battersi al congresso e <strong>diventare segretario</strong> di un partito capace di contenere anime diverse è quella la linea: discutere anche aspramente e a viso aperto, ma poi fare una sintesi. Per essere chiari: non trovo utile l&#8217;idea della scissione.</p>
<p>Queste considerazioni non riducono affatto il mio <strong>giudizio assolutamente negativo sul modo</strong> col quale siamo arrivati a quel punto: il cambio repentino di direzione politica del PD, non spiegato e non discusso, ma deciso solo in poche stanze, con la proposta di Marini; lo scandaloso impallinamento di Prodi ad opera dei 101 anonimi; il seguente nuovo cambio di direzione, con Bersani a pregare Napolitano di ripresentarsi ancora una volta senza aver condiviso coi parlamentari tale linea (le alternative c&#8217;erano: capire chi erano i 101 e perché avevano fatto così, insistere su Prodi, convergere su Rodotà, sfidare i grillini su Zagrebelsky, etc.).</p>
<p>Posso accettare che il PD abbia l&#8217;abitudine di <strong>cercare gli accordi prima delle riunioni</strong>, ma non lo condivido: sarebbe stato giusto prendere le decisioni nei luoghi deputati allo scopo, non nei corridoi per poi farle ratificare alle riunioni. Quello che, però, <strong>non posso accettare</strong>, ed evidentemente neppure Civati, è che l&#8217;accordo prima delle riunioni venga cercato tra pochi, e non tra tutti; che un parlamentare come lui, che non fa parte di nessuna corrente, <strong>non sia interpellato</strong> e non abbia nessuna voce in capitolo. E&#8217; assurdo ed è profondamente sbagliato e <em>anti-democratico</em>; quando, invece, il partito si chiama proprio <em>democratico</em>.</p>
<p>Ritengo che <em>il modo</em> sia anche la critica più forte che fa Civati e il motivo vero per il quale non ha ceduto e non ha votato la fiducia. Chiudo con <a href="http://www.ciwati.it/2013/04/29/la-mia-personalissima-posizione/" target="_blank" class="liexternal">le sue parole</a> a sostegno di questa affermazione:</p>
<blockquote><p>Ho però preferito dichiararmi contrario, perché non è il momento di «votare sì per dire no», perché mai come oggi la mancanza di dibattito è stata fatale, perché la chiarezza è il primo mandato che abbiamo ricevuto dai nostri elettori. Che tutto si sarebbero aspettati, tranne lo spettacolo degli ultimi giorni e l’esplosione delle contraddizioni di un partito che non sapeva dove andare. O forse lo sapeva benissimo, ma non aveva mai trovato le parole per dichiararlo (ammetterlo?) e il coraggio di pronunciarle, se non per “interposto Napolitano”. E non è serio e non è bello nemmeno questo.</p></blockquote>
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		<title>I pericoli del bis di Napolitano</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 20:28:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho riflettuto e sono giunto alla convinzione che la rielezione di Napolitano abbia dei risvolti pericolosi. Specifico subito bene: la rielezione, non Napolitano. Mi riferisco alla forzatura in chiave presidenziale che è stata fatta alla nostra bella Costituzione. Il pericolo, come già detto, non credo affatto che sia Napolitano, ma piuttosto il precedente che si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Presidente_Napolitano.jpg" target="_blank" rel="nofollow" class="liimagelink"><img class="alignnone" alt="Giorgio Napolitano" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5c/Presidente_Napolitano.jpg/225px-Presidente_Napolitano.jpg" width="225" height="294" /></a></p>
<p>Ho riflettuto e sono giunto alla convinzione che la rielezione di Napolitano abbia dei risvolti pericolosi. Specifico subito bene: <strong>la rielezione, non Napolitano</strong>.</p>
<p>Mi riferisco alla forzatura in chiave presidenziale che è stata fatta alla nostra bella Costituzione.</p>
<p>Il pericolo, come già detto, non credo affatto che sia Napolitano, ma piuttosto il precedente che si è instaurato e che potrebbe diventare problematico se <strong>i futuri presidenti</strong> dovessero essere meno attenti e meno rispettosi della democrazia.</p>
<p>L&#8217;ultima forzatura è stata, appunto, la rielezione stessa. Lo stesso Napolitano, e prima di lui Ciampi e altri, aveva affermato che la rielezione di un Presidente della Repubblica, anche se non è esclusa dalla Costituzione, non è in linea con essa. In questa particolare situazione, Napolitano ha inteso che questa forzatura fosse accettabile, e probabilmente ha ragione, ma ha di fatto creato un precedente e, in futuro, nessuno potrà obiettare.</p>
<p>In precedenza, comunque, si era già mosso ben oltre la prassi, prendendosi tutti i poteri che la Costituzione consente, ma che nessuno prima di lui aveva mai utilizzato. L&#8217;incarico assegnato di sua iniziativa a Mario Monti è l&#8217;esempio più lampante di questo processo di modifica delle prassi costituzionali. Ora, tale processo si è ulteriormente amplificato tanto che è diventato assolutamente normale, nessuno se ne lamenta, che il Primo Ministro sia scelto dal Presidente della Repubblica e non dalle delegazioni parlamentari. Mi spiego meglio: prima, il Presidente della Repubblica si limitava a nominare il Primo Ministro, che veniva tuttavia scelto dal Parlamento (con varie sfumature, perdonate la semplificazione); oggi, invece, è stato emblematico l&#8217;intervento di Debora Serracchiani alla riunione della direzione del PD dove ha detto: &#8220;non ho ancora capito se c&#8217;è un ordine del giorno dove mi pare che ci sia scritto che decide tutto Napolitano; allora non mi pare che ci sia nulla da discutere&#8221; (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bk6ejxUWPRk" target="_blank" class="liexternal">link al video</a>, minuto 4:05) &#8211; peraltro, tale ordine del giorno effettivamente c&#8217;era e effettivamente è stato approvato di &#8220;assicurare pieno sostegno&#8221; a Napolitano (<a href="http://www.agi.it/politica/notizie/201304231916-pol-rt10318-governo_l_ordine_del_giorno_pd_pieno_sostegno_a_napolitano" target="_blank" class="liexternal">link</a>).</p>
<p>Se tutto ciò appare accettabile in questo momento di emergenza, è proprio nelle emergenze che le regole andrebbero invece rafforzate, e non disattese.</p>
<p>In futuro, infatti, potremmo ritrovarci un Presidente della Repubblica che, ad esempio, <strong>si rifiuta di sciogliere le Camere</strong> pur se in palese assenza di una maggioranza, mantenendo in carica un governo anche in mancanza della fiducia del Parlamento (come in effetti è successo in parte con la vicenda Monti) e paralizzando il paese. Oppure, molto peggio, un futuro Presidente della Repubblica potrebbe decidere di <strong>sciogliere le Camere se queste dovessero rappresentare una maggioranza a lui sgradita</strong>, minacciando di sfiduciare il suo governo. O, addirittura, sciogliere le camere a ripetizione fino a quando queste non rappresentino una maggioranza a lui gradita e tale, ad esempio, da garantirgli la rielezione (eventualità contro la quale la Costituzione si tutela col cosiddetto &#8220;semestre bianco&#8221; che, però, potrebbe rivelarsi insufficiente). Si tratterebbe, peraltro, di un Presidente della Repubblica privo di mandato popolare, con un incarico lunghissimo (7 anni) e rinnovabile all&#8217;infinito.<br />
<strong>Se provo per un momento ad immaginare che a quella carica e con quei poteri sia eletta una persona</strong> che dubito possa essere imparziale, <strong>come ad esempio Berlusconi</strong>, mi vengono i brividi.</p>
<p>Ecco perché, in definitiva, trovo molto pericolo il precedente che si è affermato.</p>
<p>Se si vuole dare più potere al Presidente della Repubblica, occorre modificare la Costituzione per introdurre anche gli opportuni correttivi, ad esempio un&#8217;elezione popolare, un mandato più breve, un numero massimo di mandati. In caso contrario, il pericolo è alto.</p>
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		<title>La (tragica) situazione del PD</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 17:49:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi ho scritto una lettera ad alcuni amici, e la riporto in parte qui, opportunamente adattata. Scrivo questo post col cuore in mano e con un enorme peso che ancora mi grava sullo stomaco dopo gli eventi politici di questi ultimi giorni: la pessima idea di candidare Marini, l&#8217;impallinatura di Prodi, la prospettiva di un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-3245" alt="logo_pd" src="http://www.settolo.it/wp-content/uploads/2013/04/logo_pd-300x212.jpg" width="300" height="212" /></p>
<p>Oggi ho scritto una lettera ad alcuni amici, e la riporto in parte qui, opportunamente adattata.</p>
<p>Scrivo questo post col cuore in mano e con un enorme peso che ancora mi grava sullo stomaco dopo gli eventi politici di questi ultimi giorni: la pessima idea di candidare Marini, l&#8217;impallinatura di Prodi, la prospettiva di un governo di larghe intese con Berlusconi. Negli ultimi tempi ho discusso con molti amici, sentendo una sensibilità ed una passione ma avvertita prima.</p>
<p>Io continuo a credere che <strong>solo un grande partito di centrosinistra</strong> possa vittoriosamente contrapporsi alla destra di Berlusconi e offrire un&#8217;alternativa migliore al facile populismo di Grillo. Di partitini di sinistra, divisi e capaci solo di contrapporsi e restare all&#8217;opposizione senza mai governare, ne abbiamo avuti fin troppi.</p>
<p>Prendo atto che<strong> Il PD è spappolato</strong>. Bisogna solo capire cosa succederà, tra le alternative possibili.</p>
<p>Io ho deciso di <strong>non stare a guardare</strong>, non lasciare che i soliti furbi si impadroniscano del mio futuro e di impegnarmi al massimo, per quanto posso, per fare in modo che ne venga fuori qualcosa di buono. La versione breve è: al congresso, <strong>l&#8217;unica speranza è</strong> <a href="http://www.ciwati.it" target="_blank" class="liexternal">Civati</a> e, per quanto possibile, mi impegnerò per lui. La versione lunga (ma non troppo) continua qui di seguito. <span id="more-3238"></span></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-3242" alt="pippo_civati_twitter" src="http://www.settolo.it/wp-content/uploads/2013/04/pippo_civati_twitter-281x300.jpg" width="281" height="300" /></p>
<p><strong>Il PD potrebbe dividersi</strong> tra l&#8217;anima ex-ds ed ex-margherita, con la vecchia classe dirigente che sopravviverebbe e si riciclerebbe nelle due forze (D&#8217;Alema, Finocchiaro, Fassino, etc. per gli ex-ds, Fioroni, Marini, Veltroni, etc. per gli ex-margherita) nascondendosi dietro i nuovi (ad esempio Barca per gli ex-ds e Renzi per gli ex-margherita), ma pronti a pugnalarli alla prima occasione. Sarebbe un tornare indietro e un riconsegnare l&#8217;Italia a Berlusconi, e io non voglio.</p>
<p>Oppure, <strong>il PD potrebbe conservarsi immutato</strong>, utilizzando sempre qualche figura in evidenza per coprire i vecchi dirigenti, mentre tutte le giovani forze e le giovani intelligenze del PD (ad esempio quelli che hanno ascoltato la base e hanno fatto saltare la candidatura Marini) abbandonerebbero il campo per delusione, per impossibilità di cambiare il partito, per divisioni interne. Oppure, semplicemente, continuerebbero ad essere solo dei gregari. Avremmo un brutto PD (come e peggio di oggi) e uno o più partitini satellite incapaci di realizzare il cambiamento. Anche in questo caso sarebbe un riconsegnare l&#8217;Italia a Berlusconi, e io non voglio.</p>
<p>Oppure, infine, <strong>si potrebbe riuscire cambiare in profondità il PD</strong> grazie all&#8217;imminente congresso, riuscendo finalmente a <strong>ROTTAMARE</strong> una volta per tutte quelli che hanno lavorato nell&#8217;ombra per demolire il partito e portarlo sulla strada dell&#8217;accordo con Berlusconi (vi ricordo, ad esempio, che Marini ha ammesso di aver complottato con D&#8217;Alema per far cadere il governo Prodi, come ricordato <a href="http://www.ilpost.it/2013/04/18/franco-marini-sulla-caduta-di-prodi/" target="_blank" class="liexternal">qui</a>). Il PD ai &#8220;buoni&#8221;, e i &#8220;cattivi&#8221; (cioè tutta la classe dirigente attuale, che ci ha portato a questo sfascio) fuori a farsi il loro partitino da &#8220;zero virgola %&#8221;. Questa è la soluzione che voglio.</p>
<p><strong>Per quest&#8217;ultima soluzione mi impegnerò al massimo al prossimo congresso.</strong></p>
<p>Invito chiunque abbia avuto la pazienza di leggere fino qui a fare altrettanto. Prendere la <strong>tessera del PD</strong> per contare di più dentro al partito, per partecipare fino in fondo alla fase congressuale e per evitare di lasciarlo ai &#8220;cattivi&#8221; sarebbe il massimo. So che è difficile, ma è veramente l&#8217;ultima spiaggia.<br />
Se, come è comprensibile, non c&#8217;è la volontà di iscriversi al PD o solo l&#8217;idea addirittura genera disgusto, invito almeno a non farsi prendere dallo sconforto quando sarà il momento di andare a votare alle primarie per eleggere il segretario. In quell&#8217;occasione si dovrà scegliere tra la conservazione e il cambiamento, e quale cambiamento preferire, e sarebbe un peccato cedere al &#8220;<em>me ne frego</em>&#8221; fascista. Proviamo a credere, per un ultima volta, che si può fare, dimostrando che ci teniamo: &#8220;<em>I CARE</em>&#8220;, come diceva don Milani. <em>WE CARE</em>.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ultima possibilità, non c&#8217;è più il tempo di stare ad aspettare. Se non si riesce questa volta, <strong>anche per me il PD sarà irrimediabilmente perso</strong>. Ma <strong>ancora una volta ci voglio provare</strong>. Perché, lo ripeto, sono convinto che l&#8217;unico modo per uscirne sia un grande partito di centrosinistra e di governo, non mille partitini di opposizione.</p>
<p>PS: per essere chiari, il candidato segretario al congresso che ritengo possa realizzare l&#8217;opzione che desidero  è <strong>Giuseppe Civati</strong>, detto <strong>Pippo</strong>, che sul <a href="http://www.ciwati.it" target="_blank" class="liexternal">suo blog</a> scrive ad esempio queste cose sugli ultimi avvenimenti:</p>
<ul>
<li>sui &#8220;cattivi&#8221; del PD: &#8220;<a href="http://www.ciwati.it/2013/04/21/quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra/" target="_blank" class="liexternal">Quelli di sinistra che odiano la sinistra</a>&#8220;</li>
<li>rispondendo alla piazza fuori Montecitorio piena di m5s (video): &#8220;<a href="http://www.ciwati.it/2013/04/21/nella-gabbia-dei-leoni/" target="_blank" class="liexternal">Nella gabbia del leoni</a>&#8220;</li>
<li>cosa fare del PD: &#8220;<a href="http://www.ciwati.it/2013/04/21/il-punto-della-questione-almeno-per-me/" target="_blank" class="liexternal">Il punto della questione almeno per me</a>&#8220;</li>
<li>i &#8220;traditori&#8221; di Prodi che si apprestano a diventare ministri: &#8220;<a href="http://www.ciwati.it/2013/04/22/il-paradosso-dei-paradossi/" target="_blank" class="liexternal">Il paradosso dei paradossi</a>&#8220;</li>
</ul>
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		<title>Previsioni sul congresso PD</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 20:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Premetto che sono un semplice cittadino che legge e si interessa; non ho alcun ruolo nel PD. Voglio comunque mettere qui alcune recenti riflessioni sulla situazione del PD, stimolate anche dal recente articolo di Salvatore Vassallo; si tratta in sostanza di una sorta di profezia sul congresso che ci sarà a breve, scritta oggi per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che sono un semplice cittadino che legge e si interessa; non ho alcun ruolo nel PD.</p>
<p>Voglio comunque mettere qui alcune recenti riflessioni sulla situazione del PD, stimolate anche dal recente <a href="http://www.europaquotidiano.it/2013/03/19/congresso-pd-la-deadline-si-avvicina/" target="_blank" class="liexternal">articolo di Salvatore Vassallo</a>; si tratta in sostanza di una sorta di profezia sul congresso che ci sarà a breve, scritta oggi per poter poi controllare se e quanto ci sarò andato vicino.</p>
<p>Si tratta di un post lungo, che probabilmente nessuno leggerà, ma mi è venuta la fissa dell&#8217;attualità politica e, così, l&#8217;ho scritto. Lo pubblico per tenere traccia delle riflessioni che ho fatto e ritrovarle a tempo debito.</p>
<p>Ricordo, per chi non lo sapesse, che il congresso non sono le primarie per l’individuazione del candidato premier della coalizione; il congresso servirà, invece, ad identificare il segretario del PD, che potrebbe coincidere col candidato premier (come da Statuto) o anche no (come fatto con le ultime primarie tra Bersani, Renzi e gli altri).</p>
<p>L’obiettivo di questo post è sostanzialmente analizzare le principali differenze tra le varie anime del PD. Si tratta di quelle che a me, da osservatore, sembrano essere le diverse posizioni, ma non ho certo la pretesa di indovinare tutto.</p>
<p>Nel PD vedo delinearsi sostanzialmente <strong>4 diverse aree</strong>, che in modo semplicistico (e chiedo scusa per la semplificazione) possiamo definire:</p>
<ol>
<li>l’insieme dei dirigenti storici del partito ora prevalentemente raccolti intorno a Bersani;</li>
<li>i giovani turchi;</li>
<li>l’area raccolta intorno a Renzi;</li>
<li>Prossima Italia, cioè l’area raccolta intorno a Civati.</li>
</ol>
<p>L’unico che ha già dichiarato di candidarsi per il prossimo congresso è <strong>Civati</strong>. Quindi, lui ci sarà. <span id="more-3234"></span></p>
<p>Ritengo (primo tentativo di profezia) che i dirigenti storici e i giovani turchi si presenteranno insieme, in una mozione unica e simile alla recente area bersaniana; identifico per semplicità questa mozione semplicemente come quella dei <strong>giovani turchi</strong>, in quanto prevedo che i dirigenti storici assumeranno una posizione (almeno apparentemente) defilata, consapevoli di avere ormai pochissimo consenso tra gli elettori comuni del PD (intendo quelli non iscritti al partito). Chi potrebbe essere il loro candidato a segretario? Non credo Bersani, che ha già detto di non volerlo fare di nuovo (visti poi i risultati&#8230;); l’unica altra possibilità per Bersani è di candidarsi a premier in caso di elezioni a Giugno, ma non è l’oggetto di questo post. Secondo me sceglieranno una figura di spicco, probabilmente portatore di un senso di novità, forse una donna. Potrebbe essere Fabrizio Barca, molto in voga al momento.</p>
<p>Per inciso, segnalo che alcuni “dirigenti storici”, in particolare gli ex-Margherita, potrebbero provare a ricollocarsi nell’area di Renzi, ma sono dell’idea che Renzi stesso cercherà di limitare questo posizionamento solo ad alcuni personaggi e a condizione di un loro disimpegno, cosa che pochi accetteranno. Le recenti esternazioni di Renzi su esponenti di questa aera, ad esempio quelle contro Marini come possibile candidato Presidente della Repubblica, sono in linea con questo ragionamento.</p>
<p>Rimane <strong>Renzi</strong>. Lui ha sempre detto di non essere interessato alla segreteria, ma proprio l’<a href="http://www.europaquotidiano.it/2013/03/19/congresso-pd-la-deadline-si-avvicina/" target="_blank" class="liexternal">articolo di Vassallo</a> citato all’inizio mi ha fatto pensare il contrario e, in caso di congresso coincidente alle prossime elezioni (cioè in caso di elezioni intorno ad Ottobre 2013), Renzi dovrà necessariamente prendere posizione in prima persona anche al congresso; in questo caso (elezioni ad Ottobre), mi aspetto lui in prima persona (potrebbe anche dimettersi subito dopo nel caso diventasse premier), oppure una persona a lui vicina; in tutti gli altri casi, mi aspetto non lui, ma comunque sempre una persona a lui vicina.</p>
<p>Non nascondo che<strong> la mia speranza</strong> sarebbe diversa: io spero che la frattura tra Civati e Renzi possa ricomporsi e che riescano a presentare per il congresso un’unica mozione, o almeno due mozioni distinte a sostegno dello stesso candidato segretario (cioè Civati), sotto la bandiera del rinnovamento fatto attraverso la contendibilità delle cariche e la ricerca di consenso senza il ricorso alle correnti; poi andrebbe benissimo <strong>Civati segretario e Renzi candidato premier</strong> e ci sarebbe anche l’equilibrio che serve al PD. Ma sono, appunto, speranze che non credo si realizzeranno.</p>
<p>In sintesi, l’analisi (o, per meglio dire, la profezia) parte dalla premessa che al congresso siano presenti 3 mozioni distinte, che definiamo:</p>
<ul>
<li>giovani turchi</li>
<li>Renzi</li>
<li>Civati / Prossima Italia</li>
</ul>
<p>In effetti, uno schema piuttosto simile a quello del precedente congresso, dove c’erano Bersani, Franceschini e Marino; ma mi auguro siano diversi i risultati.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio cosa ritengo che contraddistingua ciascuna di queste mozioni.</p>
<p>Penso che oggi la base comune di partenza, condivisa da tutto il PD, sia decisamente più larga rispetto al congresso precedente quando, tanto per fare un paio di esempi, si discuteva ancora se essere favorevoli o contrari al nucleare, se essere favorevoli o contrari alle unioni civili per gli omosessuali (oggi si discute sul matrimonio e le adozioni, ma sulle unioni civili il PD ha una linea unitaria) e tanto altro.<br />
Rimangono, comunque, molte differenze di pensiero tra le varie anime del PD, che si concretizzano con idee e proposte anche sostanzialmente diverse.<br />
Penso che le differenze tra le 3 mozioni possano essere ben sintetizzate descrivendo l’approccio che vedo per ciascuna rispetto a 3 temi fondamentali:<br />
1. le politiche sociali e del lavoro;<br />
2. il rinnovamento;<br />
3. la forma del partito e il modello di leadership.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Politiche sociali e del lavoro</strong></p>
<p>Premetto che, a mio avviso, tutte le mozioni hanno un programma “di sinistra”, termine col quale intendo “attento ai più deboli della società”. Ci sono però differenze sostanziali e profonde, così come è possibile rispondere in modo profondamente diverso alla domanda “chi sono i più deboli della società, quelli a cui iniziare a dare risposte?”. Sono i pensionati con le pensioni minime? Gli operai che perdono il lavoro? I dipendenti pubblici che non hanno più le malattie totalmente pagate? I giovani che non trovano lavoro o che, se lo trovano, rimangono precari? Gli esodati?<br />
Ancora, una domanda alla quale le 3 mozioni risponderebbero, secondo la mia visione, in modo molto diverso è questa: “è più importante impegnarsi perché tutti possano arrivare a livelli buoni (nella scuola, nella carriera professionale, etc.) o è più importante garantire che tutti possano avere le stesse opportunità e che i migliori possano arrivare a livelli ottimi?”.</p>
<p>I <strong>giovani turchi</strong> rappresentano la mozione più “di sinistra”, nel senso tradizionale del termine. Sono quelli più vicini alle posizioni della CGIL, più vicini ai lavoratori in cassa integrazione o licenziati piuttosto che a quelli che un lavoro lo devono ancora trovare. Riconosco la piena legittimità di questa visione, ma per me, che sono “giovane” (nell’accezione italiana del termine) e conosco il dramma della mia generazione, dare queste priorità è dannoso e non lo posso condividere.<br />
Allo stesso modo, non ho mai condiviso l’idea dell’appiattimento verso il basso, figlio &#8220;illegittimo&#8221; delle idee del ’68 ed esemplificato benissimo, ad esempio, dalla riforma dell’università (il famigerato “3+2”), che l’ha trasformata in una sorta di liceo, incentivando i professori con le più alte percentuali di promossi invece di quelli più capaci di far raggiungere agli studenti un livello di preparazione elevato; oggi ai professori capita di ritrovarsi in ufficio, negli orari di ricevimento, addirittura i genitori degli studenti (invece degli studenti stessi) e sentirsi dire che “mio figlio si impegna tanto, come mai non viene promosso?”, come che l’impegno debba essere il criterio di promozione dell’università.<br />
Ebbene, io penso che l’area dei giovani turchi tenda proprio a pensare che l’impegno debba essere il requisito per raggiungere buoni risultati sempre e in ogni ambito, dalla scuola elementare fino al mondo del lavoro. Io, invece, non la penso così.</p>
<p>Dalla mozione di <strong>Renzi</strong> mi aspetto un approccio diametralmente opposto; mi aspetto, cioè, l’idea che il requisito per raggiungere l’obiettivo siano i risultati, cioè la competenza, la preparazione, il merito. Forse la visione di Renzi tende ad essere sbilanciata, col rischio di perdere di vista l’importanza di sostenere anche la parte più debole e meno dotata della società; meno dotata perché meno fortunata, magari perché prveniente da famiglie meno ricche o meno colte, con meno occasioni di crescita e di apprendimento.<br />
Le posizioni sul lavoro derivano dalle idee di Ichino, che da quel che ricordo ad esempio propone di facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro con contratti che forniscano una protezione graduale del lavoratore, estendendo le tutele del famoso art. 18 a tutte le categorie di lavoratori, ma in modo graduale, non immediatamente al momento dell’assunzione.</p>
<p><strong>Prossima Italia</strong> ha avanzato una serie di proposte molto chiare su questi argomenti. Queste proposte, a mio avviso, configurano una posizione di giusto equilibrio tra i due approcci sopra stigmatizzati. Ad esempio, si parla di tassare i patrimoni per ridurre le tasse sul lavoro, con una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Si parla introdurre una forma di reddito minimo di cittadinanza, o di assegno di disoccupazione, valido sia per chi perde il lavoro, anche se precario, sia per chi non lo trova; ciò, direi, in sostituzione della cassa integrazione che, oltre ad essere limitata ad una piccola parte di chi lavora, favorisce di fatto le aziende dato che permette loro di mantenere alle proprie dipendenze i lavoratori temporaneamente non necessari (scaricando tra l’altro sulla collettività gli oneri dovuti ai picchi di produzione e alla propria incapacità di gestirli altrimenti) e disincentiva il lavoratore dal trovare altri impieghi.<br />
In sintesi, l’idea che debba essere premiato il merito e non soltanto l’impegno, temperata da potenti e universali cuscinetti di solidarietà che permettano a tutti di vivere bene. L’idea che il lavoro sia da privilegiare rispetto alla finanza.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Rinnovamento</strong></p>
<p>Il rinnovamento può avvenire in modi molto diversi.</p>
<p>I <strong>giovani turchi</strong> portano una idea di rinnovamento basata sulla nomina. O, per dirla con un termine dallo stesso significato, ma connotazione generalmente negativa, per cooptazione.<br />
La nomina/cooptazione non è negativa in senso assoluto, ma a mio avviso funziona solo per brevi periodi di tempo e solo se la classe dirigente precedente è particolarmente capace e umile, condizioni a mio avviso ben lontane dalla realtà attuale.<br />
La nomina/cooptazione tende a premiare la fedeltà e la continuità di pensiero, due parole dalle quali penso che il PD debba sfuggire.<br />
Ricordo bene cosa disse un dirigente del PD del mio territorio che, annunciando il suo sostegno alla candidatura di Bersani come premier, si vantò della sua abitudine a telefonare ai suoi predecessori per avere consigli in caso di decisioni importanti. Qui sta tutta la differenza con la mia idea: secondo me avrebbe dovuto vergognarsi di comportarsi in tale modo, non vantarsene. Probabilmente anche i giovani turchi, ora che il risultato elettorale si è abbattuto su di loro, si rendono conto che non è opportuno vantarsi di essere eterodiretti, ma mi aspetto che smettano solo di dirlo, continuando tuttavia a comportarsi nello stesso modo.</p>
<p><strong>Renzi</strong> porta un’idea di rinnovamento radicale, esemplificata dalla parola <em>rottamazione</em>. Da un lato concordo con lui nel ritenere che, in queste condizioni, la nuova classe dirigente debba formarsi in contrapposizione, e non in continuità, con quella attuale; debba ottenere il controllo del PD mediante un processo competitivo, non per concessione o col sostegno di quella precedente (per quanto defilata).</p>
<p>Dall’altro lato, trovo più equilibrato l’approccio di <strong>Civati</strong>, il quale da sempre sostiene il metodo delle primarie, da applicarsi a qualunque carica. Questo metodo va a premiare, sostanzialmente, la capacità di costruirsi un consenso, dentro e fuori il partito, senza il bisogno di correnti, di appoggi interni, di accordi e spartizioni. L’equilibrio sta nel determinare criteri trasparenti, aperti e condivisi e poi accettarne il risultato, anche se dovesse essere un non-rinnovamento, perché se un dirigente attuale è ancora capace di avere consenso nella società, tra gli elettori, non c’è motivo per il quale debba farsi da parte.<br />
È la piena <strong>contendibilità</strong>, applicata con coerenza e trasparenza.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Forma partito e modello di leadership</strong></p>
<p>Ai <strong>giovani turchi</strong> associo un’idea di partito cosiddetto “solido”, ma estremamente accentrato intorno la sede di Roma. Sono quelli meno propensi all’abolizione del finanziamento pubblico, semplicemente perché la struttura centrale del PD non sopravvivrebbe. Un partito fondamentalmente così come lo abbiamo conosciuto durante la segreteria di Bersani, quindi tradizionale e radicato, ma radicato in modo chiuso e tendenzialmente autoreferenziale. Un partito dove gli iscritti parlano soprattutto agli iscritti.<br />
L’idea di leadership è di tipo debole, ben rappresentata dalle parole di Bersani quando ha più volte rimarcato che il PD era l’unico a presentarsi alle elezioni senza il nome del candidato sul simbolo e che il PD senza di lui avrebbe continuato a esistere senza problemi, a differenza degli altri partiti/movimenti/liste. Non è un caso che sia l’unica mozione per la quale non ho identificato un leader. Un’idea nobile e a mio avviso corretta, ma non equilibrata e non rispondente ad una visione moderna della società.</p>
<p>L’area di <strong>Renzi</strong> ha una visione diametralmente opposta. Vuole un partito cosiddetto “liquido”, dove le strutture sono meno importanti, dove il ruolo degli iscritti sia meno forte e che, invece, si preoccupi di coinvolgere pezzi di società.<br />
Il modello di leadership è di tipo forte; non per niente tutto il pensiero gira intorno ad una figura ben precisa, cioè Renzi, e non avrebbe senso senza di lui. Si tratta comunque di un modello positivo in quanto, come dimostrato dopo le ultime primarie, non è distruttivo: il leader rivendica il ruolo solo se legittimato e, in caso contrario, torna a fare il gregario (o almeno ci prova&#8230;). È un modello moderno, simile a quello delle altre democrazie del mondo dove, pure in presenza di partiti forti, ci sono forti battaglie interne per la leadership e chi vince “ci mette la faccia”: per un periodo di tempo limitato è l’immagine del partito, ma poi si fa da parte.</p>
<p>Anche in questo caso l’area di <strong>Civati</strong>, riunita sotto i vessilli di <strong>Prossima Italia</strong>, rappresenta a mio avviso il giusto equilibrio tra queste due visioni così distanti. Civati ha sempre mostrato attenzione al lavoro corale, a riconoscere i meriti di tutti, la disponibilità a farsi da parte nel caso che si coagulasse consenso intorno ad altre persone. A mio avviso, forse Civati addirittura eccede nel farsi da parte, mentre oggi vedo meglio un approccio più personale, ma sempre trasparente e “a tempo”, come è la proposta di Renzi.<br />
L’idea di partito mi pare sia quella di un partito “solido”, ma decentrato. Non per niente Civati tra i primi ha sostenuto la proposta (emersa da Tocci) di rivedere completamente il finanziamento ai partiti, riducendolo enormemente, trasformandolo in un vero rimborso spese (cioè con rimborsi a fronte della presentazione di scontrini, fatture, etc. e non a forfait), di introdurre al suo posto un sistema di micro-donazioni individuali da detassare. Il partito dovrebbe poi essere in grado di parlare con gli altri pezzi di società, cioè le associazioni, i comitati, etc. evitando di continuare a chiudersi in sé stesso.</p>
<p>Con tutte queste premesse, appare evidente quale sarà il mio orientamento al congresso, almeno ad un congresso che si presenti come da me ipotizzato. Invece no, non è detto. Mentre le mie idee sono definite ed è chiarissimo quale mozione le rispecchia maggiormente, devo dire che la mia priorità è una e una sola: il rinnovamento totale del PD e l’assoluta discontinuità rispetto al modello attuale. Bisognerà anche vedere quale impegno e quale voto renda più realizzabile questa prospettiva.</p>
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		<title>Cosa dovrebbe fare il PD</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 18:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sport di moda del momento è dare consigli al PD e a Bersani. Ci sono molti, molto più bravi di me, che l&#8217;hanno già fatto come Luca Sofri qui o Civati in vari post sul suo blog o ancora AsinoMorto qui. Voglio giocare anche io, con due semplici aggiunte a quanto già scritto. Il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sport di moda del momento è <strong>dare consigli al PD e a Bersani</strong>. Ci sono molti, molto più bravi di me, che l&#8217;hanno già fatto come Luca Sofri <a href="http://www.wittgenstein.it/2013/02/28/con-parole-tue-2/" target="_blank" class="liexternal">qui</a> o Civati in vari post sul suo <a href="http://www.ciwati.it" target="_blank" class="liexternal">blog</a> o ancora AsinoMorto <a href="http://lpado.wordpress.com/2013/02/28/lettera-aperta-al-segretario-del-partito-democratico-e-a-tutti-gli-altri/" target="_blank" class="liexternal">qui</a>.<br />
Voglio giocare anche io, con due semplici aggiunte a quanto già scritto.</p>
<p>Il succo è: <strong>giocare d&#8217;anticipo</strong>.</p>
<p><strong>1.</strong><br />
In un paese civile, chi vince le elezioni prova a governare. Ottima l&#8217;idea di un governo del M5S con appoggio PD, così la patata bollente passa a loro, ma secondo me solo dopo averli portati allo scoperto fino alla mancata fiducia al Senato ad un tentativo di governo Bersani. Così si rimarca la differenza tra i due approcci. Poi appoggio a tutte e sole le cose che il PD condivide delle proposte di questo fantomatico governo 5 stelle. Potrebbero uscirne buone cose.</p>
<p><strong>2.</strong><br />
In ogni caso, causa semestre bianco, le camere non si scioglieranno immediatamente. Il PD ne approfitti per presentare proposte di legge subito, immediatamente, il giorno dopo l&#8217;insediamento, a partire da una nuova legge elettorale con elezione dei parlamentari in collegi uninominali con doppio turno. E vediamo chi ci sta in Parlamento, a carte scoperte, senza accordi di corridoio.</p>
<p><strong>3.</strong> (Lo so, avevo detto due)<br />
Questa è impegnativa. Il governo ha 10 giorni per chiedere la fiducia. Perché prima di chiedere la fiducia al governo, Bersani non fa qualche decreto legge, uno al giorno, su legge elettorale, norme anti-corruzione, conflitto di interessi, etc. e chiede intanto la fiducia su quelli? Si può fare?</p>
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		<title>Legge elettorale</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 21:17:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il peggior scenario possibile: Berlusconi che si rimette con la Lega e l&#8217;UDC che per opportunismo accetta di fare parte della comitiva, per votare una modifica alla legge elettorale che lascia tutto invariato tranne togliere il premio di maggioranza, o renderlo comunque inutile. Praticamente una legge con tutti i difetti di quella attuale, e in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il peggior scenario possibile:<br />
Berlusconi che si rimette con la Lega e l&#8217;UDC che per opportunismo accetta di fare parte della comitiva, per votare una modifica alla legge elettorale che lascia tutto invariato tranne togliere il premio di maggioranza, o renderlo comunque inutile.</p>
<p>Praticamente una legge con tutti i difetti di quella attuale, e in più il problema di non garantire la governabilità. Anzi, di garantire l&#8217;ingovernabilità.</p>
<p>Vi prego, soprattutto il PD, fate qualunque cosa per evitarlo. Per evitare il ritorno alla prima repubblica.</p>
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		<title>Ancora sulle regole del ballottaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 11:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto qui uno stralcio del commento che ho lasciato altrove sulla rete, perché me lo voglio ricordare. Si parla, ancora, delle regole per registrarsi al ballottaggio delle primarie di centrosinistra, tra Renzi e Bersani. Che impediscano di votare agli iscritti al PD che non si sono registrati al primo turno, anche quelli famosi come Nando [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui uno stralcio del commento che ho lasciato altrove sulla rete, perché me lo voglio ricordare.</p>
<p>Si parla, ancora, delle regole per registrarsi al ballottaggio delle primarie di centrosinistra, tra Renzi e Bersani.</p>
<blockquote><p>Che impediscano di votare agli iscritti al PD che non si sono registrati al primo turno, anche quelli famosi come Nando dalla Chiesa, è intollerabile: <a href="http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=1913" target="_blank" class="liexternal">http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=1913</a><br />
Niente al riguardo?</p>
<p>Niente su chi sta effettivamente manipolando le regole?<br />
<a href="http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=1913" target="_blank" class="liexternal">http://www.salvatorevassallo.it/taccuino-2/756-chi-manipola-le-regole</a></p>
<p>Non una parola su quanto sta effettivamente succedendo: sta succedendo che la tanto acclamata, e tanto da voi richiesta, contendibilità, non vale più (ma c’è mai stata veramente?) perché si stirano le regole a proprio piacere.</p>
<p>Le regole prima erano fumose, e ora sono state manipolate a vantaggio di una sola e precisa parte. Si doveva dire: “stupidi a non aver fatto regole più chiare prima, adesso per piacere vediamo di interpretarle nel modo più corretto e ragionevole possibile”. Prima le regole dicevano che occorreva “dichiarare l’impossibilità di registrarsi” e non “giustificarla” (<a href="http://www.primarieitaliabenecomune.it/sites/default/files/Regolamento%20per%20le%20primarie_0.pdf" class="lipdf">regolamento primarie</a>, articolo 14.4). Poi le regole, decise dai bersaniani, hanno detto che “la giustificazione va bene anche via mail” (<a href="http://www.primarieitaliabenecomune.it/sites/default/files/allegati/Delibera%20N.%2025%20Ballottaggio.pdf" class="lipdf">delibera 25</a>), ma quando si sono accorti che arrivava una marea di richieste si sono spaventati e hanno detto “facciamo che quelle via mail le scartiamo tutte di default senza neppure rispondere” (<a href="http://www.primarieitaliabenecomune.it/sites/default/files/allegati/Delibera%20N.%2026.pdf" class="lipdf">delibera 26</a>). Questo è <strong>allucinante</strong>.</p>
<p>Poi, non approvo le due scelte di Renzi: la pubblicità a pagamento sui quotidiani (ma proprio per niente) e neppure l’invito ad andare comunque ai seggi (ancora meno). Ma rimane il fatto che, tutti quelli che si sono iscritti via mail e vedranno respinte le proprie richieste, hanno sostanzialmente ragione in base alla delibera 25, e torto solo rispetto alla delibera 26, che in ogni caso è assurda ed è arrivata a corsa ormai avviata.</p></blockquote>
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		<title>Ballottaggio primarie Centrosinistra</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 18:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bersani]]></category>
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		<category><![CDATA[Renzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano secoli che non avevo l&#8217;urgenza di scrivere qualcosa di più lungo di un tweet. Quindi rieccomi qua. Lo dirò subito: l&#8217;idea di Renzi pubblicizzare su quotidiani nazionali il sito per semplificare la procedura di registrazione al ballottaggio delle primarie, www.domenicavoto.it, è stata sbagliatissima. Ma è niente in confronto alla reazione di Bersani e dei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Erano secoli che non avevo l&#8217;urgenza di scrivere qualcosa di più lungo di un tweet. Quindi rieccomi qua.</p>
<p>Lo dirò subito: l&#8217;idea di Renzi pubblicizzare su quotidiani nazionali il sito per semplificare la procedura di registrazione al ballottaggio delle primarie, <a href="http://www.domenicavoto.it/" target="_blank" class="liexternal">www.domenicavoto.it</a>, è stata <strong>sbagliatissima</strong>. Ma è <strong>niente in confronto alla reazione</strong> di Bersani e dei suoi. Parto da quest&#8217;ultima, poi torno a Renzi.</p>
<p>Il regolamento inizialmente prevedeva che, chi fosse stato impossibilitato a registrarsi prima del primo turno, potesse registrarsi tra i due turni, in luogo diverso dal seggio di voto, a patto di <strong>dichiarare</strong> di non averlo potuto in precedenza. Non si parlava di giustificazioni, motivazioni e meno che mai che qualcuno potesse rifiutare la registrazione.<br />
Dopo il primo turno, è stata diffusa la &#8220;<a href="http://www.primarieitaliabenecomune.it/sites/default/files/allegati/Delibera%20N.%2025%20Ballottaggio.pdf" class="lipdf">norma applicativa</a>&#8220;  dove si diceva che, invece, era necessario giustificarsi e dimostrare il proprio (legittimo?) impedimento; tutto a insindacabile giudizio di una commissione che deve esprimersi all&#8217;unanimità. Ce la vedo bene una persona a dire &#8220;scusate avevo la diarrea&#8221; e quelli a rispondere &#8220;e ce l&#8217;ha un certificato per dimostrarlo?&#8221;. Ma accettiamo pure questa modifica al regolamento originale.</p>
<p>Sembrava anche si dovesse andare personalmente nella sede del coordinamento provinciale a espletare la pratica. Il giorno dopo, almeno questa assurdità è stata modificata e si è detto che andavano bene le registrazioni via mail e via fax. Comunque è stata una ulteriore modifica delle regole.</p>
<p>A questo punto Renzi, o chi per lui, ha l&#8217;idea di mettere in piedi un sito (<a href="http://www.domenicavoto.it/" target="_blank" class="liexternal">www.domenicavoto.it</a>) che ti aiuta a scrivere la mail e la invia a tuo nome al giusto indirizzo in base alla tua residenza. Il PD reagisce dichiarando che tutte le richieste giunte con tale sistema saranno respinte, e rilasciano una <a href="http://www.primarieitaliabenecomune.it/sites/default/files/allegati/Delibera%20N.%2026.pdf" class="lipdf">delibera</a> che, pur non dicendolo esplicitamente, lo lascia intendere chiaramente. <strong>E a questo punto la misura è colma</strong>.</p>
<p>Ora, penso che <strong>nessuno</strong> avrebbe da ridire se una persona uscisse si casa, andasse al comitato di Renzi più vicino e si facesse aiutare da loro a scrivere la mail per registrarsi. Bene, il sito di Renzi fa <strong>ESATTAMENTE</strong> la stessa cosa, con la differenza che è enormemente più semplice e veloce da usare, e non richiede persone essendo automatizzato. Quali altre differenze ci sono? Per quale strano principio si devono rifiutare d&#8217;ufficio le richieste fatte con questo sistema?</p>
<p>Io un&#8217;idea del motivo ce l&#8217;ho, e spero di sbagliarmi perché è uno schifo. Mi viene da pensare che siano arrivate così tante richieste di iscrizione che Bersani, o chi per lui, ha avuto paura e ha deciso di porre un freno. Alla faccia di tutte le dichiarazioni su &#8220;agevolare la partecipazione&#8221;.</p>
<p>Fino a poco prima delle primarie ero indeciso su chi votare. Poi ho deciso, ma <strong>ero tranquillo che se anche avesse vinto Bersani sarei stato soddisfatto. Ora non più.</strong> Questo atteggiamento per me è intollerabile.</p>
<p>Vedremo come si evolverà. Ma in questo momento l&#8217;idea è di <strong>non votare più PD</strong> alle elezioni. Intendo quelle vere, non le primarie.</p>
<p>PS: confermo che secondo me Renzi, o chi per lui, ha comunque sbagliato a comprare pagine sui quotidiani per pubblicizzare quel sito; bastava dirlo al confronto su Rai1. Ma occorre dire che, seppure su pagine locali, l&#8217;ha fatto anche Bersani, o chi per lui, per pubblicizzare eventi della sua campagna elettorale.</p>
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		<title>La bugia sull’innalzamento graduale dell’età pensionabile</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci stanno vendendo un enorme bugia, cioè quella sul presunto graduale innalzamento dell&#8217;età pensionabile delle donne. Ci dicono che passa a 62 anni subito, poi gradualmente a 66 entro il 2018, ma ho fatto due conti e gli effetti sono ben diversi. Gli effetti sono che l&#8217;età pensionabile viene portata di botto a 63 e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ci stanno vendendo un enorme bugia</strong>, cioè quella sul presunto graduale innalzamento dell&#8217;età pensionabile delle donne. Ci dicono che passa a 62 anni subito, poi gradualmente a 66 entro il 2018, ma ho fatto due conti e gli effetti sono ben diversi.</p>
<p>Gli effetti sono che <strong>l&#8217;età pensionabile viene portata di botto a 63 e 6 mesi</strong> per le donne nate nei primi 6 mesi del 1952, <strong>a 65 anni</strong> per quelle nate nei secondi 6 mesi del 1952, <strong>a 66 anni</strong> per le donne nate dal 1953 in poi.</p>
<p>Infatti, considerando il modo col quale è previsto che l&#8217;età pensionabile cresca gradualmente, il risultato è questo: una donna nata a <strong>Gennaio del &#8217;52</strong> è la prima degli sfortunati, dato che non arriva a 60 anni nel 2011; purtroppo per lei, non raggiunge neanche i 62 anni entro il 2013; poi, nel 2014, il limite passa a 63 anni e 6 mesi, che la poveretta <strong>raggiunge a fine 2015</strong>. Peggio va a chi è nato <strong>nella seconda metà del 1952</strong> (come mia madre), perché, non arrivando a 63+6 entro la fine del 2015, nel 2016 scatta il nuovo limite di 65 anni, che viene infine <strong>raggiunto a fine 2017</strong>. Chi è nato dal 1953 in avanti, non taglia neppure questo traguardo, perché dal 2018 l&#8217;età si alza a 66 anni.</p>
<p>Tutto ciò senza considerare l&#8217;adeguamento obbligatorio del limite di età alle aspettative di vita. Se sarà applicato, la situazione potrebbe peggiorare decisamente, facendo mancare i traguardi intermedi, già così raggiunti molto al limite, anche per i nati nel &#8217;52. In ogni caso, se non sarà applicato, è già stabilito per legge che dal 2021 il limite diventerà 67 anni.</p>
<p>In tutto questo, il più grosso pomo della discordia è il mancato adeguamento delle pensioni all&#8217;inflazione, anziché l&#8217;innalzamento dell&#8217;età pensionabile. Come sempre, contano di più i diritti già acquisiti rispetto a quelli ancora da acquisire. Personalmente, <strong>trovo anche scandaloso</strong> che si faccia tutto questo scalpore per il mancato adeguamento delle pensioni sopra i 1000 EUR, che stanno diventando 1300 EUR, quando <strong>i giovani lavoratori hanno stipendi simili</strong> (mia moglie, ad esempio) e per avere aumenti di molto inferiori all&#8217;inflazione devono fare, nel caso più fortunato, cioè quando hanno un sindacato che fa veramente i contratti nazionali, ore e ore di sciopero. Se, invece, sono precari, stanno zitti e basta.</p>
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