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        <title>Sole ad Oriente</title>
        <description>Consapevolezza non � semplice conoscenza: essa corrisponde al grado in cui la conoscenza diventa totalmente e istintivamente applicata alla vita, poich� entra a far parte del bagaglio interiore della persona; a quel punto essa non ha pi� necessit� di attraversare esperienze per imparare, n� patirne le conseguenti sofferenze...</description>
        <link>http://blog.libero.it/SoleAdOriente/</link>
        <lastBuildDate>Fri, 06 Apr 2012 18:30:04 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Arte�e�Cultura</category>
        <category>Filosofia�e�Letteratura</category>
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            <title>L'esortazione quotidiana di Yoganandaji (06.04.2012)</title>
            <link>http://blog.libero.it/SoleAdOriente/11212396.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&quot;Una forte determinazione di essere felici vi aiuter&amp;agrave;. Non aspettate le circostanze per cambiare, credendo erroneamente che in esse stanno le difficolt&amp;agrave;. Non fate dell'infelicit&amp;agrave; un'abitudine cronica, con la quale affliggete voi stessi e i vostri associati. E' una benedizione per voi stessi e per gli altri se siete felici. Se possedete la felicit&amp;agrave; voi possedete ogni cosa; essere felici significa essere in sintonia con Dio. Quella forza di essere felici ci viene attraverso la meditazione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; (Paramahansa Yogananda)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Yoganandaji</category>
            <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 18:30:04 +0200</pubDate>
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            <title>La paura</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;LA PAURA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Che cos'&amp;egrave; la paura? La paura pu&amp;ograve; esistere solo in relazione a qualcosa, non &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;isolatamente. Come posso aver paura della morte, come posso aver paura di qualcosa che non conosco? Solo ci&amp;ograve; che mi &amp;egrave; noto pu&amp;ograve; farmi paura. Quando dico che ho paura della morte, ho davvero paura dell'ignoto, che &amp;egrave; la morte, o invece ho paura di perdere ci&amp;ograve; che ho conosciuto? La mia paura non ha per oggetto la morte, ma l'idea di perdere i miei legami con le cose che mi appartengono. La paura &amp;egrave; sempre in relazione con ci&amp;ograve; che &amp;egrave; noto, non con l'ignoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La mia indagine verter&amp;agrave; ora sulle possibilit&amp;agrave; di essere liberi dalla paura &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;di ci&amp;ograve; che conosciamo, la paura di perdere la propria famiglia, la reputazione, il carattere, il conto in banca, i desideri e cos&amp;igrave; via. Potreste obiettare che la paura nasce dalla coscienza; ma la coscienza &amp;egrave; plasmata dai condizionamenti, e dunque &amp;egrave; ancora frutto di ci&amp;ograve; che &amp;egrave; conosciuto. Ma cos'&amp;egrave; che conosco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La conoscenza consiste nell'avere idee, opinioni sulle cose, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;avere un senso di continuit&amp;agrave; in rapporto a ci&amp;ograve; che &amp;egrave; conosciuto, e nient'altro. Le idee sono ricordi, il risultato dell'esperienza, che &amp;egrave; la&lt;br /&gt; risposta a uno stimolo. Ho paura di ci&amp;ograve; che conosco, il che significa che ho paura di perdere certe persone, cose o idee, ho paura di scoprire ci&amp;ograve; che sono, paura di essere confuso, paura del dolore che potrebbe sopravvenire qualora perdessi o non vincessi o non provassi pi&amp;ugrave; piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Si ha paura del dolore. Il dolore fisico &amp;egrave; una reazione nervosa, mentre la&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;sofferenza psicologica insorge quando mi aggrappo alle cose che mi danno soddisfazione, perch&amp;eacute; allora ho paura di chiunque o di qualunque cosa possa portarmele via. Fin tanto che non vengono turbate, le accumulazioni psicologiche impediscono la sofferenza interiore; io sono un fascio di accumulazioni, di esperienze, che impediscono qualunque forma grave di turbamento - e non voglio essere turbato. Perci&amp;ograve; ho paura di chiunque le turbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Dunque la mia paura &amp;egrave; paura di ci&amp;ograve; che conosco; ho paura delle &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;accumulazioni, fisiche o psicologiche, che ho acquisito al fine di evitare il dolore o prevenire la sofferenza. Ma la sofferenza &amp;egrave; insita nel processo stesso di accumulazione volto a evitare il dolore. Anche la conoscenza aiuta&lt;br /&gt; a prevenire il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Come le conoscenze mediche aiutano a prevenire il&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;dolore fisico, cos&amp;igrave; le credenze aiutano a impedire la sofferenza psicologica. Ecco perch&amp;eacute; ho paura di dover rinunciare alle mie credenze, sebbene non abbia n&amp;eacute; una perfetta conoscenza, n&amp;eacute; una prova concreta della loro realt&amp;agrave;. Posso forse respingere alcune delle credenze tradizionali che mi sono state inculcate perch&amp;eacute; la mia esperienza personale mi d&amp;agrave; forza, fiducia, comprensione; ma le credenze e le conoscenze che ho acquisito sono fondamentalmente la stessa cosa: un mezzo per evitare il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La paura esiste fin tanto che c'&amp;egrave; accumulazione di cose conosciute, il che&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;d&amp;agrave; origine alla paura di perderle. Dunque, la paura dell'ignoto &amp;egrave; in realt&amp;agrave; paura di perdere le cose note accumulate. Nel momento stesso in cui dico, &quot;Non devo perdere ci&amp;ograve; che ho&quot;, ecco insorgere la paura. Bench&amp;eacute; io accumuli al fine di evitare il dolore, quest'ultimo &amp;egrave; inerente al processo di accumulazione. Le&lt;br /&gt; cose stesse che posseggo originano paura, che &amp;egrave; dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La difesa contiene in nuce l'offesa. Voglio la sicurezza fisica; dunque creo&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;uno Stato sovrano, che necessita di forze armate, il che significa guerra, la quale distrugge la sicurezza. Dovunque ci sia desiderio di autoprotezione, &amp;egrave; presente la paura. Quando percepisco la fallacia delle richieste di&lt;br /&gt; sicurezza, smetto di accumulare. Se affermate di percepire tutto ci&amp;ograve;, ma di non poter fare a meno di accumulare, &amp;egrave; perch&amp;eacute; non vi rendete` davvero conto che nell'accumulazione &amp;egrave; intrinsecamente presente il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La paura esiste nel processo di accumulazione e la credenza in qualcosa &amp;egrave; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;parte di tale processo. Mio figlio muore, e io credo nella reincarnazione che mi impedisce, psicologicamente, di soffrire di pi&amp;ugrave;; ma nel processo stesso del credere &amp;egrave; insito il dubbio. Esternamente accumulo beni e cos&amp;igrave; scateno la guerra; internamente accumulo credenze, e porto sofferenza. Fin quando avr&amp;ograve; questo bisogno di sicurezza, questo desiderio di avere conti in banca, di assicurarmi il piacere e cos&amp;igrave; via, questa volont&amp;agrave; di diventare qualcosa, fisiologicamente o psicologicamente, ci sar&amp;agrave; inevitabilmente dolore. Le medesime cose che faccio per evitare il dolore mi portano paura, sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La paura insorge quando desidero essere parte di un determinato schema.&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt; Vivere senza paura significa vivere senza uno schema determinato. Quando aspiro a un particolare stile di vita, questo &amp;egrave; gi&amp;agrave; in s&amp;eacute; fonte di paura. La mia difficolt&amp;agrave; consiste nel desiderio di vivere in un certo contesto. Non posso spezzare tale contesto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Posso farlo solo quando intuisco la verit&amp;agrave;: che il &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;contesto genera paura e che la paura rafforza il contesto. Se dico che devo spezzare il contesto perch&amp;eacute; voglio essere libero dalla paura, allora mi&lt;br /&gt; limito a seguire un altro schema che generer&amp;agrave; ulteriore paura. Qualunque azione io intraprenda che sia motivata dal desiderio di spezzare il contesto, creer&amp;agrave; soltanto un altro schema, e perci&amp;ograve; ancora paura. Come fare a spezzare il contesto senza generare paura, ossia senza alcuna azione conscia o inconscia da parte mia che abbia questo come obiettivo? Ci&amp;ograve; significa che non devo agire, non devo fare alcuna mossa per spezzare il contesto. Cosa mi accade se mi limito a osservare il contesto senza fare niente per cambiarlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Capisco che la mente stessa &amp;egrave; il contesto; essa vive secondo lo schema di abitudini &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;che si &amp;egrave; costruita. Dunque, la mente stessa &amp;egrave; paura. Qualunque cosa la mente faccia va nella direzione del rafforzamento di un vecchio schema o nella promozione di uno nuovo. Ci&amp;ograve; significa che qualunque cosa la mente faccia per sbarazzarsi della paura genera paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La paura trova varie scappatoie. Il tipo pi&amp;ugrave; comune &amp;egrave; l'identificazione, non &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&amp;egrave; cos&amp;igrave;? Identificazione con la nazione, con la societ&amp;agrave;, con un'idea. Avete mai fatto caso alle vostre reazioni alla vista di una processione religiosa o di una parata militare, o quando il paese corre il rischio di essere invaso?&lt;br /&gt; Allora vi identificate con il paese, o con un essere, oppure con un'ideologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ci sono altre occasioni in cui vi identificate con vostro figlio, con vostra &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;moglie, con una particolare forma di azione o di inazione. L'identificazione &amp;egrave; un processo di oblio di s&amp;eacute;. Fin quando sono cosciente dell'&quot;io&quot;, so che c'&amp;egrave; dolore, c'&amp;egrave; lotta, c'&amp;egrave; costantemente paura. Ma se posso identificarmi con qualcosa di pi&amp;ugrave; grande, con qualcosa che ne valga la pena, con la bellezza, con la vita, con la verit&amp;agrave;, con la fede, con la conoscenza, almeno temporaneamente, ecco una possibilit&amp;agrave; di fuga dall'&quot;io&quot;, non &amp;egrave; cos&amp;igrave;? Se parlo del &quot;mio paese&quot;, temporaneamente dimentico me stesso, non &amp;egrave; cos&amp;igrave;? Se posso affermare qualcosa a proposito di Dio, dimentico me stesso. Se posso identificarmi con la mia famiglia, con un gruppo, con un certo partito, con una determinata ideologia, ecco altrettante scappatoie temporanee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L'identificazione &amp;egrave; dunque una forma di fuga dal s&amp;eacute;, anche se mascherata da &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;virt&amp;ugrave; &amp;egrave; pur sempre una fuga dal s&amp;eacute;. Colui che persegue la virt&amp;ugrave; fugge dal s&amp;eacute; e ha una mente ristretta, non virtuosa, poich&amp;eacute; la virt&amp;ugrave; &amp;egrave; qualcosa che non si pu&amp;ograve; perseguire. Quanto pi&amp;ugrave; ci si sforza di diventare virtuosi, tanta pi&amp;ugrave; forza si d&amp;agrave; al s&amp;eacute;, all'&quot;io&quot;. La paura, che in forme diverse &amp;egrave; comune a tutti noi, deve sempre trovare un sostituto e, di conseguenza, deve fomentare la nostra lotta. Quanto pi&amp;ugrave; ci identifichiamo con un sostituto, tanto maggiore &amp;egrave; la forza con la quale ci aggrappiamo a ci&amp;ograve; per cui siamo pronti a combattere e a morire, perch&amp;eacute; dietro di esso si nasconde la paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ma sappiamo cos'&amp;egrave; la paura? Non &amp;egrave; forse la non accettazione di ci&amp;ograve; che &amp;egrave;? &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Dobbiamo capire il termine &quot;accettazione&quot;: non lo utilizzo per indicare lo sforzo fatto per accettare. Quando percepisco&lt;br /&gt; ci&amp;ograve; che &amp;egrave;, la questione dell'accettare non si pone affatto. Quando non vedo con chiarezza ci&amp;ograve; che &amp;egrave;, allora introduco il processo di accettazione. Di conseguenza, la paura &amp;egrave; la non accettazione di ci&amp;ograve; che &amp;egrave;. Come posso io, che sono un fascio di reazioni, risposte, ricordi, speranze, depressioni,&lt;br /&gt; frustrazioni, io, che sono il risultato del movimento della coscienza bloccata, andare oltre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Pu&amp;ograve; la mente, senza questi blocchi, questi ostacoli, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;essere cosciente? Sappiamo quant'&amp;egrave; straordinaria la gioia che si prova quando non c'&amp;egrave; alcun ostacolo. E' noto a tutti che quando il corpo &amp;egrave; in perfetta salute, c'&amp;egrave; una certa gioia, un certo benessere; e sappiamo anche che quando la mente &amp;egrave; completamente libera, senza alcun blocco, quando il centro di riconoscimento costituito dall'&quot;io&quot; non &amp;egrave; presente, si ha esperienza di una certa gioia. Non avete forse sperimentato questo stato di assenza del s&amp;eacute;? Certamente questa &amp;egrave; un'esperienza comune a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C'&amp;egrave; comprensione e libert&amp;agrave; dal s&amp;eacute; solo quando riesco a considerarlo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;integralmente come un tutto; e posso riuscirci solo comprendendo il processo globale di tutte le attivit&amp;agrave; nate dal desiderio, che &amp;egrave; l'espressione stessa del pensiero - poich&amp;eacute; il desiderio non diverso dal pensiero - , senza giustificarle, senza condannarle, senza reprimerle; se riesco a comprendere questo,allora sapr&amp;ograve; se c'&amp;egrave; la possibilit&amp;agrave; di superare le limitazioni del s&amp;eacute;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Tratto da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Jiddu Krishnamurti. &lt;br /&gt; LA RICERCA DELLA FELICITA'.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Felicit�</category>
        <category>Paura</category>
            <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 18:27:22 +0200</pubDate>
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            <title>Il potere della speranza</title>
            <link>http://blog.libero.it/SoleAdOriente/11212379.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&quot;E' sempre la bella risposta quella che chiama una domanda ancora pi&amp;ugrave;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;bella&quot; (EE CUMMINGS)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Vi siete mai chiesti cos'&amp;egrave; che vi fa andare avanti giorno dopo giorno? Cosa &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;c'&amp;egrave; dietro la vostra capacit&amp;agrave; di lottare per superare i periodi di sconforto e di abbattimento? Cos'&amp;egrave; che vi fa credere che prima o poi i momenti neri passeranno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E' una parola di tre sillabe che racchiude un enorme potere. Il potere di&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;trasformare gli insuccessi in vittorie. Il potere di rialzarsi dopo una brutta caduta. E' la parola SPERANZA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La speranza porta con s&amp;eacute; in qualche modo la capacit&amp;agrave; di veder chiaro. Quando &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;si presenta un problema, con quale stato d'animo lo affrontiamo: speranza o sconforto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Se speriamo che ci sia una soluzione, se crediamo che da qualche parte ci &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;sia una soluzione, probabilmente la troveremo. Se invece partiamo gi&amp;agrave; con animo scoraggiato, molto probabilmente otterremo risultati scoraggianti. &lt;br /&gt; Siamo convinti di essere di fronte ad un insormontabile problema; ma cos'&amp;egrave; un problema? Semplicemente un complesso di circostanze per cui sembra non ci sia soluzione. Ma in realt&amp;agrave; una soluzione c'&amp;egrave; sempre. Tutto quello che dobbiamo fare &amp;egrave; trovarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; A quel punto il problema non esiste pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La prima cosa da fare &amp;egrave; cominciare a sperare. Liberiamoci da qualsiasi forma &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;di scoraggiamento perch&amp;eacute; ci paralizza. Convinciamoci che la soluzione c'&amp;egrave; e che siamo abbastanza svegli da trovarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non si deve mai dare nulla per perso in quanto &quot;impossibile&quot; o &quot;fallito&quot;.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt; Abbiamo la capacit&amp;agrave; di trovare una via d'uscita per qualsiasi problema. Chi &amp;egrave; incline alla speranza proietta speranza e fiducia nella situazione pi&amp;ugrave; cupa, rischiarandola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Finch&amp;egrave; allontaniamo dalla mente il pensiero della sconfitta, possiamo essere &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;certi che la vittoria ci sorrider&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C'&amp;egrave; differenza tra speranza e desiderio? Si. La speranza ha qualcosa in &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;comune con l'attesa. Quando si spera con forza, qualcosa in noi si aspetta che la speranza si realizzi. E' questo l'elemento che, associato alla determinazione, pu&amp;ograve; influenzare gli eventi in modo considerevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L'individuo tende a dare ci&amp;ograve; che ritiene ci si aspetti da lui. E anche la&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;psiche, anche l'inconscio tende a dare ci&amp;ograve; che ritiene ci si attenda da lui.&lt;br /&gt; Quando la speranza &amp;egrave; sufficientemente intensa, il nostro atteggiamento di fiduciosa aspettativa lavora per noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le persone fortemente inclini alla speranza si riconoscono dalla direzione &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;in cui guardano, psicologicamente parlando. Chi spera guarda avanti. Chi rimpiange guarda indietro. L'espressione tipica di chi rimpiange &amp;egrave;: &quot;Se solo...&quot; Le persone infelici la ripetono continuamente, riflettendo sui&lt;br /&gt; propri insuccessi, sui rapporti infranti, sulla profonda infelicit&amp;agrave;. &quot;Se solo&quot; avessero preso decisioni pi&amp;ugrave; sagge, &quot;se solo&quot; si fossero comportati diversamente. Se solo..Se solo.. Queste persone sono immerse nella palude del rimpianto. Non saranno mai felici finch&amp;egrave; il loro sguardo non cambier&amp;agrave;&lt;br /&gt; direzione. L'espressione che dovrebbero ripetersi di continuo non &amp;egrave; &quot;se solo&quot;, ma &quot;la prossima volta&quot;. &quot;La prossima volta eviter&amp;ograve; tutti questi sbagli ed errori e riuscir&amp;ograve;, anzich&amp;egrave; fallire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C'&amp;egrave; una fede meravigliosa grazie alla quale l'uomo trionfa sul pericolo, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;sullo scoraggiamento, sulla disperazione, su tutto: la fede di non soccombere.&lt;br /&gt; Perci&amp;ograve;, nella nostra filosofia di vita, diamo alla speranza un posto importante. Basiamo su di essa la nostra esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; SPERIAMO che i momenti difficili passino. SPERIAMO che le tempeste si &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;plachino. SPERIAMO che il dolore non duri. SPERIAMO che la debolezza sia vinta.&lt;br /&gt; Tutti i temporali passano!&lt;br /&gt; Certo che passano. Credere questo, convincersi di questo, significa iniziare a capire, iniziare a sperare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;(di Sonia Angioi)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Fede</category>
        <category>Speranza</category>
        <category>Vita</category>
            <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 18:20:06 +0200</pubDate>
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            <title>Condividere la felicit�</title>
            <link>http://blog.libero.it/SoleAdOriente/11191472.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&quot;La felicit&amp;agrave; stessa &amp;egrave; un scusa sufficiente.&lt;br /&gt; Le cose belle sono buone e giuste; cos&amp;igrave; le belle azioni sono quelle che piacciono agli d&amp;egrave;i.&lt;br /&gt; Le persone sagge hanno una sensibilit&amp;agrave; interiore per ci&amp;ograve; che &amp;egrave; bello, e la saggezza pi&amp;ugrave; alta &amp;egrave; dar credito a questa intuizione e lasciarsene guidare. La risposta all'estremo interrogativo di ci&amp;ograve; che sia giusto sta nel cuore di ogni uomo. Confida in te stesso.&quot; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;- Aristotele -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Felicit�</category>
            <pubDate>Thu, 29 Mar 2012 19:39:25 +0200</pubDate>
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            <title>L' energia interiore</title>
            <link>http://blog.libero.it/SoleAdOriente/11191470.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&quot;Quanto pi&amp;ugrave; ti affidi all'energia interiore, tanto pi&amp;ugrave; libero potrai essere nella vita&quot;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Che cosa pensiamo della vita? Per anni trovare una risposta a tali interrogativi ha implicato scavare in noi stessi. Ma che cosa significa esattamente ci&amp;ograve;? Ognuno di noi possiede un'Energia Interiore che gli consente di mantenersi in buona salute, instaurare rapporti interpersonali soddisfacenti, fare una carriera brillante e godere, nella vita, di ogni prosperit&amp;agrave;. Per raggiungere tali obiettivi, &amp;egrave; innanzitutto necessario credere che sia possibile farlo e, in seguito, eliminare quei fattori che, nella vita, ci impongono situazioni indesiderate. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; A tale scopo scaviamo in noi stessi ricercando l'aiuto dell'Energia Interiore, capace di indicarci che cosa sia meglio per noi. Se siamo disposti a cambiare la nostra vita affidandola a tale Energia, che ci ama e ci sostiene, possiamo vivere circondati da amore e benessere. La nostra mente &amp;egrave; sempre correlata, mediante l'lo Superiore o Energia Interiore, alla Mente Infinita, all'Energia Universale che ci ha creato, da cui trae conoscenza e saggezza. L'Energia Universale ama tutte le Sue creature, &amp;egrave; un'Entit&amp;agrave; benefica che dirige la nostra vita: non conosce odio, menzogna n&amp;eacute; punizione, &amp;egrave; amore, libert&amp;agrave;, comprensione, piet&amp;agrave;. E' dunque importante affidare la nostra vita all'Io Superiore poich&amp;eacute;, in tal modo, possiamo ricevere ogni bene. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ovviamente, possiamo decidere di usare l'Energia in qualsiasi modo: decidendo di vivere nel passato e di riassestare quanto di negativo &amp;egrave; avvenuto nella nostra esistenza, rimaniamo semplicemente al punto di prima. Se, viceversa, intendiamo non esserne vittime e andare avanti creandoci una nuova vita, veniamo sostenuti dall'Energia che ci procura nuove e pi&amp;ugrave; felici esperienze. Personalmente, non credo nell'esistenza di due energie, ritengo esista un solo Spirito Infinito. E' troppo semplicistico dire: &quot;E' il diavolo&quot; oppure &quot;sono loro&quot;; siamo noi, ed abbiamo di fronte solamente due alternative: utilizzare l'energia con saggezza o con sconsideratezza. Esiste il diavolo nel nostro cuore? Condanniamo gli altri perch&amp;eacute; sono differenti da noi? Che cosa scegliamo?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Responsabilit&amp;agrave; e colpa&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Con i pensieri e i sentimenti contribuiamo a determinare tutte le situazioni, buone o cattive, che caratterizzano la nostra esistenza; i pensieri generano le sensazioni in base a cui impostiamo la vita. Ci&amp;ograve; non significa darci la colpa per gli sbagli compiuti: vi &amp;egrave; infatti una differenza notevole fra essere responsabile e incolpare se stessi o gli altri. Essere responsabile significa possedere l'energia, incolpare o incolparsi implica gettarla via. La responsabilit&amp;agrave; ci consente di operare dei cambiamenti nella vita; se, viceversa, ci assumiamo il ruolo di vittime, sprechiamo l'energia. Accettando la responsabilit&amp;agrave;, non perdiamo tempo a incolpare qualcuno o Qualcos'altro; alcuni si sentono in colpa per aver causato malattia, povert&amp;agrave; o problemi agli altri interpretando, in tal modo, la responsabilit&amp;agrave; come colpa. (I mass media hanno definito il fenomeno la Colpa della Nuova Era.) Queste persone provano una sensazione di colpa perch&amp;eacute; ritengono di avere, in certo qual modo, fallito; esse prendono tutto come colpa trovando cos&amp;igrave; un &quot;alibi&quot; ulteriore per criticarsi. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Questo atteggiamento &amp;egrave; ben diverso da quello che intendo. Se consideriamo problemi e malattie come un'opportunit&amp;agrave; per cambiare la nostra vita, possediamo l'energia. Numerose persone affette da patologie gravi hanno affermato, una volta guarite, che queste sono state l'esperienza pi&amp;ugrave; bella in quanto hanno consentito loro di cambiare ottica di vita. Altre, invece, insistono nel ripetere: &quot;Sono disgraziato! Povero me! Dottore, mi aiuti!&quot; Credo che, anche guarendo o dovendo affrontare problemi minori, tali persone non abbiano una vita facile. La responsabilit&amp;agrave; &amp;egrave; la capacit&amp;agrave; di rispondere ad una situazione. Abbiamo sempre la possibilit&amp;agrave; di scelta: ci&amp;ograve; non significa negare quello che siamo disprezzando quanto abbiamo nella vita, bens&amp;igrave; riconoscere che siamo giunti dove siamo; in base a nostre scelte. Assumendoci la responsabilit&amp;agrave;, possiamo cambiare. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Quando chiediamo: &quot;Che cosa posso fare per modificare questa situazione?&quot;, dobbiamo pensare che possediamo sempre l'energia necessaria per attuare cambiamenti. Dipende solo da noi come utilizzarla. Tutte le esperienze da noi vissute fino ad ora sono state determinate dai pensieri elaborati in passato: non guardiamo alla nostra vita con vergogna, ma consideriamo il passato come parte ricca e importante della nostra esistenza. Senza di esso, infatti, non saremmo qui oggi. Non c'&amp;egrave; ragione di martoriarci perch&amp;eacute; non abbiamo fatto di meglio: abbiamo comunque fatto tutto quello che potevamo. Consideriamo il passato nella luce dell'amore e siamogli grati per questa nuova consapevolezza. Il passato esiste solo nella nostra mente e nel modo in cui decidiamo di considerarlo. Questo &amp;egrave; il momento in cui stiamo vivendo; questo &amp;egrave; il momento in cui stiamo percependo sensazioni, questo &amp;egrave; il momento in cui stiamo facendo esperienze. Ci&amp;ograve; che facciamo oggi costituisce la base del domani; pertanto, questo &amp;egrave; il momento di prendere una decisione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Non possiamo fare nulla domani n&amp;eacute; cambiare quanto avvenuto ieri, ma possiamo agire oggi. E' dunque determinante quello che decidiamo di pensare e di dire in questo momento. Quando iniziamo ad assumerci la responsabilit&amp;agrave; dei nostri pensieri e delle nostre parole, abbiamo uno strumento valido nelle nostre mani. Potr&amp;agrave; sembrare banale, ma &amp;egrave; cos&amp;igrave;: l'energia scaturisce sempre dal presente. E' importante comprendere che la nostra mente non ci controlla e che, viceversa, siamo noi e, pi&amp;ugrave; esattamente, il nostro lo Superiore a controllarla. E' possibile arrestare i vecchi pensieri: quando questi cercano di farsi strada, suggerendo che &quot;&amp;egrave; cos&amp;igrave; difficile cambiare!&quot;, &amp;egrave; bene prendere il controllo della situazione convincendosi che &quot;da ora in poi sar&amp;agrave; facile operare dei cambiamenti&quot;. Pu&amp;ograve; essere necessario ripetere pi&amp;ugrave; volte questo dialogo con la propria mente prima che riconosca che noi la controlliamo e che siamo convinti di quello che abbiamo detto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Spesso mi dicono: &quot;Non riesco a non pensare a questa cosa&quot;, ed io rispondo: &quot;Invece, puoi riuscirci&quot;. Quante volte abbiamo cercato di rimuovere un pensiero positivo? E' sufficiente adottare lo stesso sistema per quelli negativi impedendo alla mente di elaborarli; questo non significa che, in fase di cambiamento, bisogna combattere i propri pensieri. Se un pensiero negativo si fa strada, basta dire: &quot;Grazie per la compagnia!&quot;. In questo modo non neghiamo ci&amp;ograve; che esiste n&amp;eacute; rischiamo di usare malamente la nostra energia. E' importante ripetere a noi stessi che non cederemo pi&amp;ugrave; alla negativit&amp;agrave;; anche in questo caso, non si tratta di combattere i propri pensieri, ma di riconoscerli come tali e di superarli. Non anneghiamo nel mare della negativit&amp;agrave; se possiamo farci trasportare dall'oceano della vita! La vita, di cui tutti noi siamo una magnifica espressione, attende che &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; ci apriamo ad essa dimostrandoci degni dei suoi beni. La saggezza e l'intelligenza dell'Universo sono a nostra disposizione, la Vita &amp;egrave; pronta ad aiutarci. Quando abbiamo paura, &amp;egrave; utile pensare al nostro respiro, l'elemento pi&amp;ugrave; prezioso donatoci dalla vita: lo accettiamo senza nemmeno riflettere sul suo valore, e poi dubitiamo che la vita possa farci mancare tutto il resto di cui abbiamo bisogno. A questo punto &amp;egrave; bene conoscere l'energia e quello che siamo capaci di fare. Esploriamo noi stessi per capire chi siamo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ogni volta che diciamo: &quot;Non so&quot; chiudiamo la porta in faccia alla nostra saggezza. Se riceviamo messaggi negativi, significa che stiamo operando a livello del nostro ego e della nostra mente, talora a quello dell'immaginazione, anche se, normalmente, sono proprio immaginazione e sogni a trasmetterci messaggi positivi. Aiutiamoci effettuando le scelte giuste per noi; in caso di dubbio, chiediamoci: &quot;E' una decisione adeguata per me? E' una decisione giusta per me in questo momento? &quot; Questo sistema andrebbe adottato sempre prima di prendere qualsiasi decisione. Imparando ad amare noi stessi ad avere fiducia nel nostro Io Superiore, diventiamo co-creatori, insieme allo Spirito Infinito, di un mondo di amore. L'amore che abbiamo per noi stessi ci trasforma da vittime in vincitori; non avete mai notato che le persone che stanno bene con se stesse risultano naturalmente attraenti?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Esse hanno infatti una qualit&amp;agrave; semplicemente meravigliosa: sono contente della loro vita. Pertanto, possono affrontare con successo qualsiasi ostacolo e difficolt&amp;agrave;. Molto tempo fa ho imparato che Dio dimora in me; la sua saggezza e la sua comprensione mi guidano dunque in tutte le mie azioni sulla terra. Come le stelle e i pianeti seguono la loro orbita, cos&amp;igrave; anch'io seguo il mio ordine divino. Per quanto non riesca a capire tutto con la mia mente umana limitata, so che, a livello cosmico, sono nel posto giusto, al momento giusto, e che sto facendo la cosa giusta. La mia esperienza attuale mi porter&amp;agrave; a superare il passato e a scoprire nuove possibilit&amp;agrave; per il futuro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &quot;Molti di noi si rendono conto solo a distanza di tempo che, durante l'infanzia e l'adolescenza, le condizioni di vita familiare hanno influenzato negativamente la concezione della propria personalit&amp;agrave; e l'atteggiamento nei confronti della vita. La mia infanzia, ad esempio, &amp;egrave; stata permeata dalla violenza, inclusa quella sessuale; non ho mai ricevuto n&amp;eacute; amore n&amp;eacute; affetto e non ho mai avuto stima nei confronti di me stessa. Dopo aver abbandonato la famiglia all'et&amp;agrave; di 15 anni, ho continuato a subire diversi tipi di violenza senza rendermi conto che gli schemi mentali ed emozionali acquisiti nei primi anni di vita mi avevano condizionata a subire violenze.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; I bambini rispondono spesso all'atmosfera mentale creata dagli adulti che li circondano; io ho imparato precocemente a conoscere la paura e la violenza e, una volta adulta, a riprodurre certe esperienze per me stessa. Sicuramente, non avevo ancora capito che possedevo l'energia per cambiare tutto ci&amp;ograve;; ero spietata nei confronti di me stessa, poich&amp;eacute; interpretavo la mancanza di amore e di affetto come una conseguenza del mio essere una persona spregevole.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Immaginiamo che i nostri pensieri siano gocce d'acqua: un pensiero, o una goccia d'acqua, non ha molta importanza. Tuttavia, goccia dopo goccia, si forma dapprima una piccola pozzanghera, poi uno stagno, poi un lago e, infine, un oceano. Che tipo di oceano state creando? Inquinato e tossico oppure limpido, chiaro e rinfrescante?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; In proposito le opinioni sono differenti: voi avete diritto di pensare ci&amp;ograve; che volete, io ho il diritto di credere a ci&amp;ograve; che ritengo pi&amp;ugrave; giusto per me. Indipendentemente da quello che succede, l'unico elemento a cui attenersi &amp;egrave; stabilire che cosa sia giusto per noi; a tal fine &amp;egrave; necessario prendere contatto con la nostra guida interiore. E' infatti la saggezza a darci le risposte. Non &amp;egrave; tuttavia facile ascoltare noi stessi quando amici e familiari ci dicono che cosa dobbiamo fare; eppure, tutte le risposte sono dentro di noi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Chi siamo? Che cosa vogliamo imparare? Che cosa vogliamo insegnare? Abbiamo tutti un unico scopo; non siamo semplicemente un insieme di personalit&amp;agrave;, problemi, paure e malattie: siamo tutti correlati ai nostri simili ed alle altre forme di vita. Siamo spirito, luce, energia, vibrazione ed amore; possediamo tutti l'energia per dare scopo e significato alla nostra vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;(di Louise L. Hay)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Cambiamento</category>
        <category>Energia</category>
        <category>Vita</category>
            <pubDate>Thu, 29 Mar 2012 19:37:15 +0200</pubDate>
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