I have no exact date on when this trio consisting of Matteo Mancini (vocals & guitar), Giulio Catarinelli (bass) and Lukas Tiberio Klopfenstein (drums) started this Perugia based band (oh darn…I forgot to check that town’s positioning within Italy), but the band’s MySpacepage was started in May 2007…so that’s a good estimate, I guess!
The trio has been participating in several important band contests and national festivals since 2008, and has shared a stage at some time with the likes of Il Teatro Degli Orrori, I Ministri, Calibro 35, Dubsync, Olly & The Fire, The Hacienda, The Greenhouse Effect, 99 Posse, Amour Fou, and the American Eagle And Talon. I also happen to know there’s another release, also issued by Rokkaforte Records (in essence a recording studio which started its own label, with now about 10 releases to its name), but have no further details on it. I’m guessing this second release by the band was recorded/ mixed/ mastered somewhere late last year, and released in early 2011.
Style-wize, the band has been compared to country fellows I Ministri and 99 Posse, but perhaps you’ll understand better when I tell you Spasmodicamente comes from the same corner as such luminaries as Melvins, Mike Patton (in all his “solo” band incarnations). In other words, what you get here is a mixture of Ambient Rock with changing intensities and frequent Jazz-influences. That the trio is incredibly tuned-in to each other is clear from the fact that they guys used their instruments in sometimes minimalist guitar/ bass settings (meaning, the guitarist may drop out completely to have the bassist put his sounds up front) on top of a real nice drum/ percussion background…which, in fact, is the solid foundation on which all the rest stands strongly…or delicately, depending on the temporary mood of the songs (because what starts as a calmer track may have furious passages, and vice versa). That the instruments can stand their own without the vocals, is proven on this EP by the instrumentals “Coda” and “Viel Lärm un Nichts” (the first less than 2 minutes long, but together with the ensuing other one, you get a near 6-minute instrumental interval on the 18-minute EP). At (www.) myspace.com/spasmodicamente, you can find the complete EP (with mixed-up track-listing) posted, as well as 3 live videos (two of which songs from the new EP). In the “ascolta” section of the label’s website (www.) rokkaforte.com, you’ll find pre-production samples of some of those songs, as well as samples of 3 songs from the band’s previous outing.
If the comparisons were of your liking, you’re most definitely an open-minded music listener, and you won’t mind this band’s vocals being done in their native language (lyrics are provided in the booklet, by the way), I’m sure. So, check this out now! To me personally, this was one of the top bands (if not THE top band) in the whole lot of (was it 28?) albums sent to us by the agency! So, don’t let the top rating of this EP slap you in the face by surprise, okay? Darn, I love this (and in the background a soft voice whispers “And yet another band gets its album set aside in the year-lists…)!
98/100
Tony.
il link:
http://www.concreteweb.be/reviews/reviews_2011/reviews_15_08_2011/CD/alkemist_fanatix_special_august_2011_part_3/cdalkemist_fanatix_special_august_2011_part_3.html
Recensioni
Cinque pezzi di rock alternativo che prendono a piene mani da Marlene Kuntz e Afterhours passando per i momenti migliori di band più recenti come Malfunk e Mistonocivo.
Tra i lati positivi una buona capacità di muoversi tra parti più lente e melodiche e quelle più abrasive e grunge, un buon lavoro su batteria e chitarre distorte ed una produzione senza grosse pecche. Viceversa, la voce di Matteo perde qualche colpo sulle tonalità più acute e la proposta non è senza dubbio tra le più innovative, benché gli intermezzi strumentali che richiamano certo math-rock alla Battles lascino aperte buone prospettive di sviluppo di un suono che in futuro possa fare elevare la band dalla media.
Più “Viel laerm um nichts” e meno “Il sapore che sento”, insomma: l’anima rock più tradizionale esce decisamente sconfitta rispetto a quella più sperimentale che dovrebbe senza dubbio ritagliarsi più spazio nei lavori futuri.
(psychocore)
Il link QUI.
Recensioni
“Inri Ep” è un lavoro maturo e originale. Il trio Umbro sforna un prodotto le cui tematiche testuali, mai scontate, si intrecciano in un tappeto sonoro molto loud, talvolta aggressivo, talvolta onirico e che in certi momento può farci pensare a band come Il Teatro Degli Orrori. La forza degli Spasmodicamente resta comunque l’originalità. Ascoltando “Inri Ep” ti vengono in mente tanti nomi, ma nessun riferimento specifico. Gli Spasmodicamente hanno preso tante buone cose da tante grandi band e hanno estratto dal cilindro una piccola perla che ti scuote lasciandoti senza fiato. Emozionato. [Fabio Brambilla]
Il Link: http://www.andergraund.it/index.php?option=com_simple_review&Itemid=137&review=406-Spasmodicamente—INRI-ep
Recensioni
Esce, per la Alkemist Fanatix Europe, un interessante ep degli “Spasmodicamente” da Perugia: INRI. Cinque brani che ci riportano al sound dei primi Marlene Kuntz, e che si staglia nella scia della scena indipendente italiana( Marta sui Tubi,Verdena,Afterhours,Ministri). Testi di fortissimo impatto, una quantità di date live che mi fanno immaginare un grande successo sui palchi di tutta Italia, gli Spasmodicamente parlano di stati d’animo, di problemi di tutti i giorni, con musiche dal forte impatto emozionale, alternando momenti di calma ad attimi di fuoco intenso. CSI, Zu, del buon grunge che non fa mai male: ecco altri nomi che mi vengono in mente mentre continua il mio ascolto di “INRI”. Leggo della loro bio che Matteo Mancini (voce,chitarra), Giulio Catarinelli (basso) e Lukas Klopfenstein (batteria) sono attivi dal 2007, hanno partecipato a quasi tutti i grandi festival nazionali, ed hanno all’attivo già due ep usciti nel 2007 (l’omonimo “Spasmodicamente”) e nel 2008 (“Parole Insufficienti). Dovrò procurarmeli!. Davvero una grande sorpresa, vi consiglio una visita sul loro space…ed andate a vederli live!!!
Marco Pesacane
Il link: http://yourbandsreview.blogspot.com/2011/06/spasmodicamente-inri.html
Recensioni
E’ fatto obbligo portare in giro quest’Ep fornito di museruola e lacci di contenimento onde evitare che chiunque ne fosse agganciato malcapitatamente non ne venga azzannato o ridotto in brandelli.
I perugini “Spasmodicamente” ci riprovano a dilaniare l’aria, dopo il buon successo del precedente lavoro discografico, e lo fanno con INRI Ep, altri cinque morsi a sangue caldo che non lasciano tempo ad un approccio sul chi ed il come possa avere e dato una forma compatta e tangibile al rumore ed al porfido, “gli importa na sega” – come direbbe Ferretti – il tempo di alzare il loud ed il destino d’innocente ascoltatore si disintegra in un nano secondo.
C’è un Cristo di mezzo a tanto furore, preso tra gli ingranaggi rabbiosi e famelici di questa band votata alla pressione urlata, un Cristo malmesso che funzionerebbe benissimo in un trailer di Wes Craven, un Cristo messo a zeppa “ulteriormente sacrificale” da questo trio che mette via i codici della trasgressione per scardinare la definizione hard-noise e trafugarne il senso acuto della disperazione da bypassare su chitarra, basso e batteria, e quello che fa sponda all’angoscia si trasforma in un’emozione aggressiva stupenda.
La buliminia di suono è una goduria d’oppressione, Zu & Patton che se le danno di santa ragione e fanno base ad un cantato sofferente, pulito, urlato a sangue, con accenti progressive epici, onde e derive che fustigano di una stranissima poesia, la poesia dei jack, poesia ossessionata e malata; i nostri eroi umbri questa volta fanno bingo, un disco esplosivo e depravato tra bazzecole di melodia e clangori di ferramenta “Il sapore che sento”, “Inri”, l’ansia arpeggiata che fa crescere un magone assurdo “Coda”, l’azione mutilante sotto-accordo “Viel larm Un Nichyts” e lo strangolamento di basso che partorisce figli legittimi della scena noise-core, l’inno allo sclero completo fino alle convulsioni di gola e giugulare ” Tutto quello che mi pare”.
Ora , se vi è rimasto un lembo di woofer attaccato alla cassa stereo, oppure uno spezzone di un dettaglio di com’eravate prima della “messa in onda” di quest’Ep drammaturgico potete anche applaudire convinti, ma senza cadere in delirio. Eppure dovreste!
Max Sannella
Il link: http://www.rockambula.com/recensione.php?review_id=1233
Recensioni
Questo trio umbro si lancia nel mercato discografico con questo Ep, dimostrando di avere molta carica rock. In questi cinque brani le liriche sono cantante in maniera molto calda, con una struttura musicale esplosiva e che alterna pattern melodici ad altri più strutturati ed irruenti. Sullo sfondo dei brani si intravedono riferimenti alle cose migliori del metal e dell’hard rock dello scorso decennio, divesi, infatti, sono i riferimenti concettuali ai Tool.
Il link: http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=4529
Recensioni
C’è una sorta di dicotomia esplicita tra la copertina dell’ep degli Spasmodicamente, intitolato Inri, dominata dalla delicatezza dei colori pastello che sembra frutto di un disegno fatto a mano, e l’energia ruvida della loro musica che si percepisce lampante già nel primo brano INRI.
Suoni forti, decisi, chitarre totalmente convinte una batteria che picchia più duro che può, e una voce che è spesso urlata su giri di basso talvolta quasi sonoricamente metal. Questo il suono degli Spasmodicamente, gruppo umbro che calca scene e palchi più o meno underground dal 2007, con due ep all’attivo e collaborazioni live di band come i Calibro 35 o i Ministri. E non serve leggere la loro biografia per rendersi conto della forte influenza che band come i Ministri o Il Teatro degli Orrori hanno avuto sul sound del trio perugino, ma soprattutto sul modo di intendere e interpretare le canzoni con una disposizione accorata e quasi teatrale.
Il disco, cinque tracce in tutto, poco meno di venti minuti, è tremendamente concitato, non lascia il tempo di metabolizzare o comprendere a fondo il progetto musicale nel suo insieme. È uno schiaffo che lascia “intontito”l’ascoltatore, che nel momento in cui realizza cosa sta ascoltando si accorge che il disco è già finito. È uno schiaffo che può incuriosire, forse, ad esempio con secondo brano Il Sapore Che Sento, tutto giocato su un alternarsi di dolcezza e rumore, di urla e sussurri, ma che può anche non soddisfare perché sa di qualcosa di forse già visto e sentito, come la chiusura Tutto Quello Che Mi Pare. È un movimento spasmodico in cinque brani, quindi magari, visto il nome del gruppo, del tutto ricercato e voluto.
Un ep INRI, dal titolo bizzarro che andrebbe approfondito, come il nome dello stesso gruppo, da non ascoltare come sottofondo ma magari per svegliarsi la mattina e ricordarsi che se non ci si sbriga si rischia di far tardi.
Il link: http://www.rockshock.it/recensione-spasmodicamente-inri/
Recensioni
A volte la buona musica è nascosta dietro l’angolo, quando invece i nostri sguardi ammirati sono sempre diretti al sound d’oltremanica o ancora più lontano. Stavolta tocca a questi ragazzi di Perugia farci notare che anche in Italia esistono dei progetti interessanti, la loro musica è diretta e venerea e non si capisce perché non abbiano una gig list lunga almeno un kilometro e mezzo. L’ep inizia con il brano che poi darà il titolo all’intero lavoro, sembra essere una lode a Gesù Cristo Nostro Signore, ma in realtà è un grido di protesta e quando dico grido non è un termine che scelgo a caso. Questi ragazzi hanno nel loro sound sia l’Heavy Metal ( Viel larm um nichts, Tutto quello che mi pare ) che melodie armoniose (Il sapore che sento) e questo mix non fa che accrescere la mia curiosità di sentirli dal vivo. In definitiva il lavoro c’è e merita sicuramente un chance, c’e’ da credere che ne sentiremo presto delle belle sul loro conto.
Diego Pulvirio
Il link:
http://www.facebook.com/home.php#!/notes/undergroundzine-webzine/recensione-spasmodicamente-inri-ep/194048220637908
Recensioni
La buona musica italiana, ovviamente, resta sempre nascosta, questa ne è l’ennesima dimostrazione. Se cercavate qualcosa di caldo e potente eccolo, l’avete trovato. INRI è il nuovo EP degli Spasmodicamente che ci presentano un progetto veramente interessante e senza fronzoli. La loro musica esce dallo stomaco, dal fegato.
Esce per svegliarti dal sonno e tirandoti per i capelli ti scuote, ti fa pensare, e lo fa con una forza devastante. I brani, di grande originalità, sono una miscela perfetta di tutte le loro influenze musicali, non il solito alt. rock che tanto piace, ma molto di più. È un rock ruvido, insistente, pieno di carica, accompagnato da un cantato italiano che non è per niente banale, al contrario la band umbra propone liriche incisive e personali.
Gli Spasmodicamente promettono bene, per ora cerchiamo un live e gettiamoci nella loro musica.
(Federico Sirini)
Il link: http://www.shiverwebzine.com/2011/04/18/spasmodicamente-inri-2011-bulbartworks/
Recensioni
Per la prima volta sul palco del KAREMASKI, impegnati nelle fasi finali del 3D contest
Distruggeremo tutto.
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