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	<title>Stefano Epifani</title>
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	<description>Professor, Speaker &#38; Advisor</description>
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		<title>#IceBucketChallenge e l&#039;inversione di causa ed effetto</title>
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				<pubDate>Sun, 24 Aug 2014 12:23:26 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Qualche (s)punto di riflessione sull&#8217;#IceBucketChallenge, della quale ormai tutti sanno tutto&#8230; #IceBucketChallenge funziona? Quello che penso dal punto di vista strettamente tecnico (efficienza/efficacia, replicabilità, ecc&#8230;) lo ho detto in questo post su TechEconomy. La sintesi del discorso è che #IceBucketChallenge è una bellissima iniziativa, ma...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche (s)punto di riflessione sull&#8217;#IceBucketChallenge, della quale ormai tutti sanno tutto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>#IceBucketChallenge funziona?</strong> Quello che penso dal punto di vista strettamente tecnico (efficienza/efficacia, replicabilità, ecc&#8230;) lo ho detto<a href="http://www.techeconomy.it/2014/08/23/domande-sesta-risposta-matteorenzi-icebucketchallenge/" target="_blank"> in questo post su TechEconomy</a>. La sintesi del discorso è che <strong>#IceBucketChallenge è una bellissima iniziativa, ma con diversi (ed ovvi)  limiti dal punto di vista della modellizzazione e della replicabilità</strong>. Quindi occhio ad eleggerla &#8220;<em>il nuovo sistema di crowdfunding per il sociale</em>&#8221; perchè si rischia di far danni e nutrire frotte di consulenti improvvisati.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Renzi che si fa la doccia? Non mi piace.</strong> Nella storia (recente e meno recente) moltissimi politici hanno fatto ben altro per attirare l&#8217;attenzione su cause importanti (come scordare le battaglie radicali?). Tuttavia<strong> Matteo Renzi non è &#8220;un politico&#8221;, ma il nostro Presidente del Consiglio</strong>. In altri termini, quello che le decisioni deve prenderle.<strong> Un conto è fare qualcosa per attirare l&#8217;attenzione su una causa. Altro conto è fare qualcosa per attirare l&#8217;attenzione su di se grazie ad una causa</strong>. E preferisco un Presidente del Consiglio che prende una decisione e si impegna per promuovere la ricerca con azioni concrete, piuttosto di un Presidente del Consiglio che inverte il principio di causa ed effetto. Come lo fa? Invece di sfruttare un espediente comunicativo per attirare l&#8217;attenzione su una iniziativa grazie alla sua visibilità inverte l&#8217;ordine degli addendi e sfrutta una situazione per farsi pubblicità sulla scia di una campagna benefica.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tutte le altre docce? Vanno benissimo.</strong> Anche se non si può fare a meno di notare lo squilibrio nel rapporto tra docce e donazioni tra gli Stati Uniti e l&#8217;Italia. Quindi vanno bene le docce, purché siano seguite dalle donazioni. <strong>Altrimenti è semplice ricerca dell&#8217;attenzione&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Cosa risolviamo? Poco o nulla, in realtà</strong>. Perché quello che serve alle strutture che si occupano di ricerca, come sa bene chi se ne occupa, non sono (solo)  operazioni spot dall&#8217;esito imprevedibile, ma un flusso organizzato e strutturale di fondi che consentano di fare programmazione sul medio e lungo termine (come insegna, con tutti i suoi enormi limiti, Telethon). Ben vengano le operazioni come questa, ma non bastano. <strong>Se fossi stato il Presidente del Consiglio mi sarei preoccupato, piuttosto che di farmi una doccia acchiappa-giornalisti, di cogliere l&#8217;occasione per lanciare un programma strutturale che promuovesse agevolazioni per le aziende che finanziano la ricerca ed  ulteriori sgravi fiscali per chi effettua donazioni. cose da &#8220;Decision Maker&#8221;</strong> (con le maiuscole). Ma ognuno ha le istituzioni che si merita&#8230;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">My2Cents</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Le aspirazioni dei Nani</title>
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				<pubDate>Sat, 02 Aug 2014 20:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[St3P1ph17]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni Sparse]]></category>
		<category><![CDATA[Detto in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Su Tech Economy]]></category>

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				<description><![CDATA[“Nani sulle spalle dei giganti“. Così definiva la nostra società già nei primi anni del vecchio millennio il filosofo francese Bernardo di Chartres, che – va detto – non ha lasciato ai posteri molto più di questa metafora. Ma non c’è mai limite al peggio. E quindi, guardando...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #555555;">“</span><i style="color: #555555;">Nani sulle spalle dei giganti</i><span style="color: #555555;">“. Così definiva la nostra società già nei primi anni del vecchio millennio il filosofo francese Bernardo di Chartres, che – va detto – non ha lasciato ai posteri molto più di questa metafora. Ma non c’è mai limite al peggio. E quindi, guardando ad alcuni italici “guru” del digitale ed a come la politica lo sta rappresentando in questi giorni, l’impressione che si ha è che i nani siano persino scesi dai giganti. Con il risultato che anche molti tra i più lungimiranti non riescono a guardare oltre il proprio naso. Il problema è che il naso sfiora il suolo, vista la loro patologia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.techeconomy.it/2014/08/02/aspirazioni-dei-nani/">Continua a leggere su TechEconomy</a></strong></p>
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		<title>Se il paese guarda al dito mentre il mondo è già sulla Luna</title>
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				<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 21:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[St3P1ph17]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni Sparse]]></category>
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				<description><![CDATA[È desolante rendersi conto di come un Paese possa perdere il senso della strada, della direzione, del percorso. Ed è ancora più triste rendersi conto di quanto sia facile che chi vi abita, preso da una quotidianità vuota di costrutto, possa così facilmente perdere la...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #555555;">È desolante rendersi conto di come un Paese possa perdere il senso della strada, della direzione, del percorso. Ed è ancora più triste rendersi conto di quanto sia facile che chi vi abita, preso da una quotidianità vuota di costrutto, possa così facilmente perdere la visione d’insieme e la prospettiva delle cose, risucchiato in un gorgo di discussioni inutili e ragionamenti circolari. Ma è quello che sta inesorabilmente accadendo in Italia. E sta avvenendo anche (e soprattutto) nell’ambito dell’information technology, in un contesto che dovrebbe essere invece dinamico, proattivo, stimolante. In una parola “vivo”. Eppure il nostro paese ha questo potere: riesce ad annichilire anche le menti più fertili e le immaginazioni più fervide, riducendo alla dimensione dell’insulso le intelligenze più vive.</span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.techeconomy.it/2014/07/29/se-paese-guarda-dito-mentre-mondo-gia-luna/"><strong>Continua a leggere su TechEconomy</strong></a></p>
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		<title>Alessandra Poggiani, tra Italia Digitale e Carte bollate</title>
		<link>https://www.stefanoepifani.it/2014/07/23/alessandra-poggiani-italia-digitale-carte-bollate/</link>
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				<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 11:02:41 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Che chi scrive sia felice della nomina di Alessandra Poggiani alla guida dell’AgID non è certo un mistero, dal momento in cui è stato uno dei pochi a scriverlo prima che la sua nomina venisse confermata. Tuttavia va specificato per onestà intellettuale nei confronti di chi leggesse queste poche...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #555555;">Che chi scrive sia felice della nomina di </span><a class="st_tag internal_tag" style="color: #336699;" title="Post taggati con Alessandra Poggiani" href="http://www.techeconomy.it/tag/alessandra-poggiani/" rel="tag">Alessandra Poggiani</a><span style="color: #555555;"> alla guida dell’</span><a class="st_tag internal_tag" style="color: #336699;" title="Post taggati con AgID" href="http://www.techeconomy.it/tag/agid/" rel="tag">AgID</a><span style="color: #555555;"> non è certo un mistero, dal momento in cui è stato uno dei pochi a </span><a style="color: #336699;" href="http://www.techeconomy.it/2014/07/10/caro-matteorenzi-la-nominiamo-la_pippi-alessandra-poggiani-allagid/" target="_blank">scriverlo prima che la sua nomina venisse confermata</a><span style="color: #555555;">. Tuttavia va specificato per onestà intellettuale nei confronti di chi leggesse queste poche righe senza conoscerne l’autore. E va anche detto che sempre chi scrive è rimasto amareggiato, ma non certo meravigliato, dal fatto che il suo articolo di endorsement per Alessandra Poggiani sia stato rilanciato da molti influencer (o sedicenti tali) solo </span><strong style="color: #555555;">dopo</strong><span style="color: #555555;"> l’ufficializzazione della nomina. Sintomo inequivocabile di un sistema popolato di una quantità incredibile di cialtroni che, come diceva Ennio Flaiano, sono sempre pronti a correre in soccorso al vincitore. Cialtroni della stessa pasta di quelli che oggi, nel dubbio, tacciono di fronte alla ormai ben nota storia della presunta Laurea non Laurea de @La_Pippi, come si fa chiamare su Twitter.</span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.techeconomy.it/2014/07/23/alessandra-poggiani-tra-italia-digitale-e-carte-bollate/"><strong>Continua a leggere su TechEconomy</strong></a></p>
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		<title>Caro @EnricoLetta, sarà la volta buona per un Ministro dell’Innovazione?</title>
		<link>https://www.stefanoepifani.it/2014/01/05/caro-enricoletta-sara-la-volta-buona-per-un-ministro-dellinnovazione/</link>
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				<pubDate>Sun, 05 Jan 2014 14:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[St3P1ph17]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[Caro Presidente del Consiglio, anno nuovo, Governo nuovo? Benché sembra che Lei non sia propenso ad un rimpasto di Governo, l’eventualità che ciò accada sono decisamente alte. Necessario per riequilibrare la maggioranza, il tanto discusso rimpasto potrebbe rivelarsi un’opportunità anche per dare uno slancio al...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Presidente del Consiglio,</p>
<p style="text-align: justify;">anno nuovo, Governo nuovo? Benché sembra che Lei non sia propenso ad un rimpasto di Governo, l’eventualità che ciò accada sono decisamente alte. Necessario per riequilibrare la maggioranza, il tanto discusso rimpasto potrebbe rivelarsi un’opportunità anche per dare uno slancio al digitale nel nostro Paese. Come? Trasformando un problema in un’opportunità, con la creazione di una figura che si occupi – realmente ed a tempo pieno – delle tematiche connesse al digitale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1347"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, in un paese normale quelle del digitale dovrebbero essere competenze diffuse, trasversali ai diversi Ministeri ed ormai consolidate. Tuttavia il Paese che Lei governa – spiace dirlo – per quanto riguarda il digitale è tutt’altro che un paese normale. Ai vertici delle classifiche quanto ad inadempienza degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea, con tassi di analfabetismo digitale ben al di sopra del livello di guardia e una diffusione di infrastrutture di rete che ci pongono tra il Kenia e le Maldive ha abbondantemente dimostrato, negli ultimi anni, che il modello sinora scelto non funziona.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Agenzia per l’Italia Digitale è in attesa di uno statuto come Didi e Gogo aspettano Godot e la formula per la sua governance è così complessa da renderla – di fatto – l’ennesimo ente inutile. Francesco Caio è rinchiuso in meditazione con i suoi 12 saggi, ma la possibilità che possa – malgrado le migliori intenzioni – produrre qualcosa di diverso dall’ennesimo working plan (ossia ancora carta) sono a dir poco remote. In tutto questo gestisce una pax armata con Agostino Ragosa combattuta a colpi di datacenter. Insomma, caro Presidente, il tempo passa e non possiamo più permettercelo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, malgrado i Suoi proclami, Zanonato rischia di mettere una pietra tombale sull’Agenda Digitale italiana con lo stop all’uso dei nuovi fondi europei per lo sviluppo. Alla faccia dei proclami.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bastano più né servono a qualcosa Agenzie, task force, branchi di saggi, intenzioni più o meno buone.</p>
<ul>
<li>Serve il coraggio di prendere in mano la situazione e dare un segnale politico forte di attenzione verso i temi del digitale.</li>
<li>Serve una funzione di indirizzo e coordinamento che dia una declinazione strategica all’altrimenti inutile agenda digitale italiana.</li>
<li>Serve, insomma, una figura istituzionale – espressione del Governo – che si prenda in carico strutturalmente il tema del digitale nel nostro Paese.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Serve tutto questo per non perdere l’ennesimo treno, che non possiamo permetterci di mancare. E benché sia vero che è triste dover ammetter che nel 2014 quella del digitale sia tutt’altro che una competenza diffusa, è necessario un atto di umiltà e realismo per accettare un’amara realtà: se non c’è qualcuno che si occupi davvero del digitale, nessuno supporterà il digitale nel nostro Paese. E chi se ne occuperà deve farlo con cognizione ci causa, perché diversamente – disperdendo le competenze tra ministeri e commissioni – non succederà altro quello che sta già succedendo. WebTax docet.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma: ci vuole qualcuno che si prenda in carico il problema. E non part-time, per riempire un buco tra due incarichi.<br />
Ma chi? Lunghi dall’indicare dei nomi, ci permettiamo di darLe qualche suggerimento sulle caratteristiche che dovrebbe avere, secondo noi, il Ministro (o Sottosegretario) “ideale” per l’<a title="Post taggati con Innovazione" href="http://www.techeconomy.it/tag/innovazione/" rel="tag">Innovazione</a>:</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.techeconomy.it/2014/01/03/caro-enrico-letta-sara-la-volta-buona-per-un-ministro-dellinnovazione/">Continua a leggere su TechEconomy&#8230;</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Internet: divisi tra memoria perpetua e diritto all&#039;oblio</title>
		<link>https://www.stefanoepifani.it/2013/12/31/internet-divisi-tra-memoria-perpetua-e-diritto-alloblio/</link>
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				<pubDate>Tue, 31 Dec 2013 11:01:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Detto in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Diletta Parlangeli]]></category>
		<category><![CDATA[snapchat]]></category>
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				<description><![CDATA[Memoria perpetua o diritto all&#8217;oblio? Ne parlo su Wired.it con Diletta Parlangeli, in una sua intervista di commento ad un pezzo di Fahrad Manjoo apparso sul The Wall Street Journal e dedicato a SnapChat. Sarà, ma non son molto confidente nel fatto che dati inseriti in rete possano...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Memoria perpetua o diritto all&#8217;oblio? Ne parlo su <strong>Wired.it </strong>con <a href="http://diparipasso.com">Diletta Parlangeli</a>, in <a href="http://www.wired.it/internet/web/2013/12/30/vogliamo-internet-cancellabile/">una sua intervista di commento ad un pezzo di Fahrad Manjoo</a> apparso sul <a href="http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304773104579272723222788620">The Wall Street Journal</a> e dedicato a <strong>SnapChat</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà, ma non son molto confidente nel fatto che dati inseriti in rete possano &#8220;scomparire&#8221; a comando&#8230; e voi che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ignoranza o Intenzione?</title>
		<link>https://www.stefanoepifani.it/2013/12/22/ignoranza-o-intenzione/</link>
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				<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 12:03:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Detto in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Su Tech Economy]]></category>

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				<description><![CDATA[Qualche giorno fa scrivevo su TechEconomy che la #WebTax ed altri provvedimenti simili che in questi giorni si sono affastellati nel triste scenario di fine anno potevano forse essere frutto di ignoranza. Di un vero e proprio Digital Divide culturale che affligge i nostri governanti....]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa scrivevo su TechEconomy che la <a href="http://www.techeconomy.it/2013/12/14/di-webtax-agcom-destinazioneitalia-e-pensieri-natalizi-a-pensar-male/">#WebTax</a> ed altri provvedimenti simili che in questi giorni si sono affastellati nel triste scenario di fine anno potevano forse essere frutto di <strong>ignoranza</strong>. Di un vero e proprio <strong>Digital Divide culturale</strong> che affligge i nostri governanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è quanto ho sostenuto anche durante un&#8217;intervista su Rai News su questi temi. Tuttavia le recenti <a href="http://www.techeconomy.it/2013/12/20/caro-zanonato-non-uccidete-leconomia-digitale/">dichiarazioni del Ministro Zanonato</a> mi spingono ad un ripensamento: non è ignoranza. E&#8217; la precisa intenzione di penalizzare il digitale a produrre mostri. O forse la combinazione dei due elementi. Voi che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Internet of Things</title>
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				<pubDate>Fri, 06 Dec 2013 18:50:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Detto in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Internet delle cose]]></category>
		<category><![CDATA[VEM Sistemi]]></category>

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				<description><![CDATA[Qualche settimana fa sono stato ospite di VEM Sistemi nella loro convention annuale con uno speech sull&#8217;Internet delle Cose. In attesa di scrivere di questo tema su TechEconomy, pubblico il video del mio intervento, che gli amici di VEM hanno pubblicato sul loro canale YouTube....]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa sono stato ospite di<a href="http://vem.com/" target="_blank"> VEM Sistemi</a> nella loro convention annuale con uno speech sull&#8217;<strong>Internet delle Cose</strong>. In attesa di scrivere di questo tema su <a href="http://www.techeconomy.it" target="_blank">TechEconomy</a>, pubblico il video del mio intervento, che gli amici di VEM hanno pubblicato sul loro <a href="http://www.youtube.com/user/VEMSistemi?feature=watch" target="_blank">canale YouTube</a>.</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/qCO_l-lqwK0?rel=0" width="400" height="225" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Investiamo In Trasparenza!</title>
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				<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 14:20:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Detto in giro]]></category>
		<category><![CDATA[#investiamointrasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[Agorà Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>

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				<description><![CDATA[A volte, prendersi un po&#8217; in giro per una buona causa non fa male&#8230; &#160;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>A volte, prendersi un po&#8217; in giro per una buona causa non fa male&#8230;<br />
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Marco Patuano</title>
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				<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 19:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[St3P1ph17]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni Sparse]]></category>

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				<description><![CDATA[Ieri sono stato invitato dall&#8217;ufficio stampa di Telecom Italia ad intervistare l&#8217;Amministratore Delegato Marco Patuano, intervenuto all&#8217;incontro di presentazione della TIM Chair in Market Innovation, la cattedra universitaria della Bocconi promossa da Telecom e dedicata all&#8217;innovazione di mercato. La Cattedra è stata presentata nel corso...]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri sono stato invitato dall&#8217;ufficio stampa di Telecom Italia ad intervistare l&#8217;Amministratore Delegato Marco Patuano, intervenuto all&#8217;incontro di presentazione della TIM Chair in Market Innovation, la cattedra universitaria della Bocconi promossa da Telecom e dedicata all&#8217;innovazione di mercato. La Cattedra è stata presentata nel corso di <a href="http://www.techeconomy.it/2013/03/11/bocconi-e-telecom-italia-inaugurano-la-cattedra-tim-chair-in-market-innovation/">un convegno</a> al quale hanno partecipato diversi ospiti internazionali. Relazioni tutte molto interessanti, anche se in un caso specifico &#8211; quello di Rajesh Chandy della London Business School of Economics &#8211; la sgradevole impressione è stata che si aspettasse di trovarsi di fronte un gruppo di aborigeni da conquistare con un po&#8217; di perline colorate. Insomma: se è questo il livello che comunichiamo come Sistema Paese siamo messi molto peggio di quanto neppure io, notoriamente pessimista, osassi immaginare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, al termine dell&#8217;incontro ho avuto modo di fare una lunga e piacevole chiacchierata con Marco Patuano, che si è prestato con pazienza a rispondere alle mie domande. Il risultato è <a href="http://www.techeconomy.it/2013/03/14/marco-patuano-questa-e-lora-della-net-economy/">questa intervista</a>. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">
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