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	<title>Stone Island Football Blog</title>
	
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		<title>ARRIVEDERCI E GRAZIE</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:13:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<br/>Ok, ci abbiamo messo una settimana per prendere il coraggio a due mani e scrivere il post più difficile dalla nascita di questo blog: quello di chiusura.
I mondiali sono finiti e con essi, come da sempre annunciato, si esaurisce la funzione di questo blog. Ringraziamo tutti; è stata una bellissima esperienza penso non solo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Ok, ci abbiamo messo una settimana per prendere il coraggio a due mani e scrivere il post più difficile dalla nascita di questo blog: quello di chiusura.<br />
I mondiali sono finiti e con essi, come da sempre annunciato, si esaurisce la funzione di questo blog. Ringraziamo tutti; è stata una bellissima esperienza penso non solo per noi che ci abbiamo lavorato con passione e dedizione, ma anche per voi che ci avete letto, seguito, apprezzato e redarguito quando necessario. Siamo stati la dimostrazione che si può parlare di calcio in modo ironico, intelligente, approfondito e disincantato e siamo sicuri che cotanta energia sarà lo spunto per far fiorire in futuro iniziative sulla scia di questo ben riuscito esperimento.<br />
Per ora, a nome della redazione e soprattutto di Stone Island, vi salutiamo calorosamente e vi invitiamo a seguire le attività di Stone Island attraverso il <a href="http://www.stoneisland.com ">sito ufficiale</a> e la dedicata <a href="http://www.facebook.com/pages/Stone-Island/111880995495288?v=stream&#038;ref=ts#!/pages/Stone-Island/231623463406?ref=ts">pagina facebook</a>.<br />
A presto,<br />
la redazione</p>
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		<title>SuperMario City: la soluzione ideale?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calcio Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[<br/>A quanto pare sta succedendo davvero. SuperMario Balotelli lascia l&#8217;Inter e il campionato italiano, non è ancora certo ma è molto probabile. Con 30/35 milioni, ringraziando Mancini o &#8211; più difficilmente &#8211; Ferguson, Mario approderà a Manchester; resta solo da capire su quale versante: l&#8217;azzurro City o il rosso United. Nell&#8217;attesa di capire come andrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>A quanto pare sta succedendo davvero. SuperMario Balotelli lascia l&#8217;Inter e il campionato italiano, non è ancora certo ma è molto probabile. Con 30/35 milioni, ringraziando Mancini o &#8211; più difficilmente &#8211; Ferguson, Mario approderà a Manchester; resta solo da capire su quale versante: l&#8217;azzurro City o il rosso United. Nell&#8217;attesa di capire come andrà a finire ecco perché potrebbe davvero essere una soluzione che farà contenti tutti. Compresa la nostra nazionale.</p>
<p><span id="more-2396"></span><strong>Balotelli e la Premier</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2397" title="EU ITALY SOCCER SERIE A" src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/mario_balotelli1.jpeg" alt="" width="199" height="133" />Manchester non è Milano e l&#8217;Inghilterra non è l&#8217;Italia. È vero che ci sono migliaia di tabloid che aspettano l&#8217;arrivo di un personaggio come SuperMario con l&#8217;acquolina in bocca. Strafottente, eccessivo, giovane, controverso, guascone, donnaiolo e casinista, con le sue bravate Balotelli potrebbe regalargli un titolo al giorno; però &#8211; ripeto &#8211; Manchester non è Milano e Balotelli potrebbe scoprire che il grigiore mancuniano non s&#8217;intona granché coi suoi googles Gucci. Insomma: potrebbe essere il posto giusto per crescere al riparo da certe tentazioni (e se ce l&#8217;ha fatta Cristiano Ronaldo&#8230;) che fino a qui hanno reso traballante il percorso di maturazione dell&#8217;uomo e quindi del giocatore.<br />
Inoltre ,su qualunque sponda del tifo locale approdi, Mario nostro potrebbe trovare una situazione ideale per affermarsi, seppure per motivi diversi. Al City infatti lo aspetta il Mancio, l&#8217;uomo che l&#8217;ha lanciato e che vede in lui la grande stella del futuro e sarebbe pronto fin da subito a investirlo di quella fiducia e di quell&#8217;importanza che il giga-ego balotelliano va cercando all&#8217;Inter. Sarebbe la punta di diamante di un progetto ricchissimo ma ancora embrionale. Non avrebbe più alibi. Se è vero che la cosa che per lui conta di più è giocare calcio, al City avrebbe l&#8217;occasione di dimostrarlo e di smentire chi lo considera solo l&#8217;ennesima testa calda con del talento. Se invece Balotelli finisse allo United, la situazione sarebbe diversa ma ugualmente interessante. Considerata la statura del club e la presenza di fuoriclasse importanti come Rooney etc&#8230;, Balotelli avrebbe meno garanzie di impiego &#8220;sempre e comunque&#8221; ma troverebbe un maestro come Ferguson; uno dei pochi grandi pedagoghi della panchina rimasti in circolazione (forse il solo). E chissà che a Sir Alex non riesca di sgrezzare le abitudini e i comportamenti del ragazzo.</p>
<p>Inoltre, in un calcio fisico, aperto e veloce come la Premier, Balotelli potrebbe trovare le condizioni tecnico-tattiche per esprimersi al meglio e soprattutto per imparare a stare in campo (da tutti i punti di vista, quello disciplinare compreso).</p>
<p><strong>Balotelli e la nazionale</strong></p>
<p>Ça va sans dire, l&#8217;esplosione del potenziale di Balotelli a livelli da top-5 del mondo sarebbe una manna dal cielo per la nostra nazionale tutta da rifare. Al momento però questo processo, all&#8217;Inter e nel calcio italiano sembra essersi inceppato per diverse ragioni, e c&#8217;è il rischio che non riprenda più. Troppe pressioni, precedenti, nevrosi, prime pagine, polemiche e accuse; se Balotelli non si è bruciato poco ci manca. Esportarlo all&#8217;estero, sperando che trovi le condizioni giuste per diventare l&#8217;attaccante azzurro dei prossimi dieci anni; potrebbe essere la nostra (intesa come nazionale) carta vincente.</p>
<p><strong>L&#8217;Inter post-SuperMario</strong></p>
<p>L&#8217;Inter se ci fossero le condizioni, Balotelli lo terrebbe volentieri e rinnoverebbe la scommessa sul suo talento conscia di quel che potrebbe diventare in futuro (ma, tralaltro, nel frattempo è arrivata dal Brasile una scommessa ancora più fresca: Coutinho). D&#8217;altro canto è chiaro che &#8211; per mille ragioni di cui si è detto e scritto anche troppo &#8211; Mario all&#8217;Inter non si trova, non lega e gli fa fatica restarci. Preso atto di ciò, le opzioni sono due: aspettare un altro anno, sperando che sbocci l&#8217;amore della vita, oppure, come in tutte le storie che faticano ad ingranare, lasciarsi prima che poi per non compromettere troppo, in questo caso il prezzo del cartellino.<br />
Oggi Balotelli lo si può vendere a 30/35 milioni (opinione mia, ma fate finta di non averla letta: coraggioso chi li versa), tra un anno chissà? Magari segna 40 gol e ne vale 80 (ma a quel punto lo tieni), oppure fa un&#8217;altra annata chiaroscurale, senza esplodere e sei fortunato se riesci a ricavarne 15. Una scommessa appunto, ma &#8211; date le considerazioni di cui sopra &#8211; ad alto tasso (troppo) di rischio per tutti i soggetti coinvolti.<br />
Venderlo oggi significherebbe far sposare ragioni tecniche ed economiche soddisfaccenti per tutti in un&#8217;unica operazione. Con quei soldi l&#8217;Inter potrebbe iniziare a dare una sistemata al bilancio, trattenere Maicon e portare a termine un paio di operazioni importanti sulla falsariga di Ibra &#8216;09. Per dirla alla Galliani, ma nella versione riveduta e corretta di Moratti: &#8220;via un big, dentro due&#8221;. Chi? Se dipendesse da me: NON l&#8217; ipervalutato (tecnicamente ed economicamente) Mascherano (ma ormai tutte le strade portano a lui) bensì Shweinsteiger e, l&#8217;avrete letto, Mesut Ozil che &#8211; parere mio &#8211; può tranquillamente giocare in un ruolo ibrido tra centrocampo e trequarti (come un Motta più rapido o un Iniesta meno&#8230;Iniesta) senza pestarsi i piedi con Senijder, portando ulteriore intelligenza, dinamismo e qualità al centrocampo dell&#8217;Inter.<br />
Il tutto a 22 anni&#8230; ehi, ma aspetta, sono appena due più di Balotelli.</p>
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		<title>Cose da leggere per iniziare bene il week-end</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 09:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<br/>Una rassegna stampa di link a letture calcistiche, buone per iniziare questo primo week-end in astinenza da calcio giocato:
- Moggi se la prende con Abete e dice la sua sul caso Moratti-Preziosi: &#8220;Ecco come mi vogliono imbavagliare tra segreti e mercato&#8221; (di Luciano Moggi, TMW)
- Roberto Beccantini scrive della crisi della nazionale e dell&#8217;assenza all&#8217;orizzonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Una rassegna stampa di link a letture calcistiche, buone per iniziare questo primo week-end in astinenza da calcio giocato:</p>
<p>- Moggi se la prende con Abete e dice la sua sul caso Moratti-Preziosi: &#8220;<a href="http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&amp;id=218945">Ecco come mi vogliono imbavagliare tra segreti e mercato</a>&#8221; (di Luciano Moggi, TMW)</p>
<p>- Roberto Beccantini scrive della crisi della nazionale e dell&#8217;assenza all&#8217;orizzonte di cure per i nostri mali: &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=13&amp;ID_articolo=196&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">L&#8217;Italia malata 11esima al mondo</a>&#8221; (di Roberto Beccantini, La Stampa)</p>
<p>- Da Ardilles a Poborski: migliori/peggiori acquisti fatti dai club inglesi nelle stagioni dopo mondiali o europei &#8220;<a href="http://www.guardian.co.uk/sport/blog/2010/jul/16/joy-of-six-post-tournament-transfers">The Joy of Six</a>&#8221; (di Paul Doyle, Guardian)</p>
<p><span id="more-2388"></span>- Perché il calcio può davvero conquistare l&#8217;America a patto di&#8230; nelle parole di Bill Simmons, uno dei più brillanti giornalisti sportivi americani: &#8220;<a href="http://sports.espn.go.com/espn/page2/story?page=simmons/100701">Soccer is ready to capture our attention</a>&#8221; (di Bill Simmons, ESPN.com)</p>
<p>- Ancora su America e Calcio, sul New Yorker si domandano &#8220;Do We hate soccer?&#8221;. La risposta non è una sola, ma sono tante: &#8220;<a href="http://www.newyorker.com/talk/comment/2010/07/12/100712taco_talk_hertzberg">The name of the game</a>&#8221; (di Hendrik Hertzberg, New Yorker)</p>
<p>- Il ritorno di Zeman al Foggia, tra sigarette, sogni e nostalgie. &#8220;<a href="http://www.goal.com/it/news/1941/inchiestespeciali/2010/07/17/2028292/speciale-goalcom-dal-cera-una-volta-ai-giorni-nostri-alla">Alla scoperta del mito di Zemanlandia</a>&#8221; (Antonio Giusto, Goal.com)</p>
<p>- <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/sport/10_luglio_16/totti-prima-volta-1703391839038.shtml">Totti a 360°: dalla &#8220;prima volta&#8221; alla Lega</a> (Corriere.it)</p>
<p>- Un mese esatto fa, la Redazione de Il Foglio scriveva il più divertente commento possibile della &#8220;performance&#8221; RAI ai Mondiali: &#8220;<a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/5432">Cercavamo un bar sport peggiore del nostro&#8230;</a>&#8221; (Foglio.it)</p>
<p>- Diego Forlan, Miro Klose, Thomas Mueller, Iniesta, Xavi. I primi 5 giocatori di Sudafrica 2010 secondo il Capello index. Un <a href="http://www.capelloindex.com/en/news-detail.aspx?id=72ef9154-6e58-4576-8bed-ded78158d84e">rilevatore statistico</a> realizzato da Capello in collaborazione con alcuni professori della Bocconi e pubblicato su <a href="http://www.capelloindex.com">Capelloindex.com</a>. P.S. Defoe è il migliore degli inglesi.</p>
<p>- Il migliore e più esauriente, completo e incredibile sito di statistiche sulla Liga spagnola. Per conoscere proprio tutto, vita, morte e miracoli del campionato dei campioni del mondo:<a href="http://www.bdfutbol.com"> Bdfutbol.com</a></p>
<p>- Tutti i trasferimenti della Serie A, aggiornati al 16 luglio 2010 su <a href="http://www.calciomercato.com/prima-pagina/mercato-serie-a-tutti-i-trasferimenti">Calciomercato.com</a></p>
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		<title>Perché Mou a Madrid rischia il flop</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 14:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Allenatori]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Eccolo lì, finalmente, José Mourinho nel luogo in cui più si sente a suo agio (dopo una sala stampa, anche se finge di non amarle): un campo d&#8217;allenamento. Valdebebas: nord di Madrid, otto campi con vista sulla capitale; chi c&#8217;è stato assicura che è uno dei centri sportivi più incredibili al mondo. Riparte da qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img class="alignleft size-full wp-image-2382" title="Mourinho" src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Mourinho-Benzema-y-Fran-Rico.gif" alt="" width="231" height="151" />Eccolo lì, finalmente, José Mourinho nel luogo in cui più si sente a suo agio (dopo una sala stampa, anche se finge di non amarle): un campo d&#8217;allenamento. Valdebebas: nord di Madrid, otto campi con vista sulla capitale; chi c&#8217;è stato assicura che è uno dei centri sportivi più incredibili al mondo. Riparte da qui Mou, cinquanta giorni (più o meno) dopo la finale di Champions vinta a soli pochi chilometri di distanza. Riparte con un primo allenamento  in cui mancano molti <em>galacticos </em>(il solo Benzema, sulla cui &#8220;galacticheria&#8221; ho qualche dubbio) ma in compenso ci sono parecchi <em>canteranos</em>: i ragazzi della primavera del Real che in questi anni le ha buscate, e non poco, da quella del Barça. Mourinho riparte da un posto che assomiglia molto al tetto del mondo del calcio eppure non sono sicuro che (a parte per l&#8217;assegno a sei zeri, ovviamente) ci sia da invidiarlo. Di seguito le ragioni.<span id="more-2381"></span></p>
<p><strong>I media</strong></p>
<p>Finora Mourinho è stato abituato quasi a precedere la fama del club che allenava (il Chelsea è una grande recente e l&#8217;Inter aveva da poco ripreso una certa statura, dopo anni davvero bui). Al Real però le cose non saranno così semplici, Mourinho arriva nel club più ricco, vincente e attraente del mondo in cui giocano alcuni dei calciatori più popolari e mediatici del pianeta (Cristiano Ronaldo su tutti, ovvio). Inoltre la Spagna, per tradizione è un paese in cui il calcio parlato esiste ma viene sempre dopo quello giocato; quindi per José sarà molto più dura che in passato avvalersi e far valere la sua vis polemica come strumento tattico/psicologico per condizionare le situazioni e le partite. Sarà molto meno facile mettere il suo personaggio tra l&#8217;esterno e la squadra. In generale anche se le sue parole e la sua personalità, proprio considerando la grande cassa di risonanza che offre il Real, avranno ancora più eco; può darsi che, paradossalmente, avranno meno peso. Per ora è solo un&#8217;ipotesi, vedremo&#8230;</p>
<p><strong>I nemici</strong></p>
<p>Quali saranno i nemici di Mourinho in Spagna è già chiaro, anzi scontato: la gente del Barcelona. Mourinho li odia. Lo hanno scartato a fine anni 90, non lo hanno preso in considerazione quando qualche anno fa gli si è proposto spontaneamente con tanto di presentazione in Power Point delle sue idee, lo hanno annaffiato mentre festeggiava la vittoria in semifinale al Camp Nou. Insomma anche se proprio eliminandoli dalla Champions la sua rivincita in parte se l&#8217;è già presa; la vendetta di Mourinho non è che all&#8217;inizio. Un problema in più con dei simili nemici é&#8230;</p>
<p><strong>&#8230;la vittoria del Mondiale</strong></p>
<p>La vittoria della Spagna ai mondiali non rende più semplice il compito di Mourinho; anzi lo complica non poco. Questo per due ragioni: 1) per quanto i madridisti Xabi Alonso, Sergio Ramos e (soprattutto) Casillas abbiano fatto un buon/ottimo mondiale, è innegabile che le firme più importanti sulla coppa sono dei vari Iniesta, Xavi e Villa (ma anche Puyol e &#8211; in misura minore &#8211; Piqué). Gente del Barça. &#8220;Nemici&#8221; di Mou che ora sono eroi nazionali con tutti i privilegi e le coccole mediatiche del caso. Degli intoccabili, contro cui la dialettica di Mourinho rischia di andare a sbattere. 2) La vittoria della Spagna in un mondiale partito con molte nazionali d&#8217;impronta &#8220;mourinhiana&#8221; (che poi è un upgrade del &#8220;VanGaalismo&#8221;) potrebbe rappresentare la definitiva consacrazione del modello Barcelona, che poi è quello che piace più agli spagnoli e qui si apre il terreno per un&#8217;ultima ragione di perplessità.</p>
<p><strong>Il gioco</strong></p>
<p>Mourinho è un allenatore perfetto per squadre affamate com&#8217;erano il Chelsea, desideroso di legittimare gli investimenti di Abrahamovic, e l&#8217;Inter, da 45 anni in astinenza da Champions. Il Real di oggi è sicuramente affamato (non vince la Champions League da 8 anni e nel frattempo gli arcinemici del Barça ne hanno portate a casa ben due) ma non ancora al punto da coltivare nevrosi e mettere da parte la propria arroganza costitutiva; quella per cui &#8220;3-0 è un risultato stretto&#8221;. Mourinho predica un calcio agli antipodi, rapido nelle ripartenze e attendista; un calcio in cui basta segnare un gol più dell&#8217;avversario e non importa come, quello che conta è il risultato non il modo in cui lo ottieni. Mourinho è un re delle panchine ma il suo non è un calcio regale o Real. È vincente ma non conquistador. Anche Capello era così. Vinse una Liga contro un Barça stratosferico, ma giocando peggio di Ronaldo, Giovani &amp; co.. Non bastò e a fine stagione: &#8220;arrivederci e gracias&#8221;. Mourinho avrà le stesse difficoltà di Capello a far capire che il suo calcio essenziale ma vincente non è per forza meno spettacolare e in più dovrà spiegarlo a un paese in cui ogni singolo tifoso e giornalista avrà impresso indelebilmente il calcio de La Roja come misura di paragone. Il tiki taka vincente calibrato su Iniesta e Xavi: i due ventricoli innestati nel cuore dei &#8220;nemici&#8221; di Mourinho.</p>
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		<title>Dieci nomi per un pallone solo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 06:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Pallone D'Oro]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Ok, anche i mondiali sono finiti. La stagione 2009/2010 va dunque ufficialmente in archivio nel segno di alcuni grandi protagonisti. Tra le squadre: l&#8217;Inter e la Spagna (ma anche il Barcelona): espressioni di modelli di gioco antitetici. Mourinho e Del Bosque: interpreti agli antipodi dello stare in panchina e tanti giocatori, almeno una decina, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pallonedoro.jpeg" alt="" title="pallonedoro" width="155" height="155" class="alignleft size-full wp-image-2374" />Ok, anche i mondiali sono finiti. La stagione 2009/2010 va dunque ufficialmente in archivio nel segno di alcuni grandi protagonisti. Tra le squadre: l&#8217;Inter e la Spagna (ma anche il Barcelona): espressioni di modelli di gioco antitetici. Mourinho e Del Bosque: interpreti agli antipodi dello stare in panchina e tanti giocatori, almeno una decina, che possono legittimamente ambire a vincere il più ambito premio individuale di questo sport: il Pallone D&#8217;Oro di France Football di recente (finalmente) unificato con il Fifa World Player. Ecco i pro e i contro delle nostre dieci candidature (in ordine rigorosamente alfabetico).<br />
<span id="more-2366"></span></p>
<p><strong>CASILLAS</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: Un mondiale d&#8217;altissimo livello coronato dalle due parate che di fatto hanno salvato la Spagna nei momenti più delicati del torneo (il rigore al Paraguay e lo &#8220;shoot out&#8221; di Robben). </p>
<p><strong>Contro</strong>: Il ruolo che ricopre lo svantaggia in termini assoluti come dimostrato da Buffon nel 2006 e la stagione del Real non è stata certo esaltante. Comunque vada a bordocampo lo aspetta un premio di consolazione di tutto rispetto.</p>
<p><strong>INIESTA</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: Gli ultimi 25 minuti della sua Finale, e non solo (anche se ovviamente pesa tantissimo) per il gol, valgono una stagione e sono l&#8217;apoteosi di un un mondiale in cui è cresciuto esponenzialmente partita dopo partita. Complici due paia di piedi che così ne abbiamo visti pochi, lui e Xavi stanno inventando calcio.</p>
<p><strong>Contro</strong>: L&#8217;infortunio sul finire di stagione lo ha tolto dai riflettori nei momenti decisivi della stagione del suo Barça. </p>
<p><strong>MAICON</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: È il terzino più forte al mondo e uno dei migliori di sempre. Con l&#8217;Inter, negli ultimi 4 anni ha vinto tutto, ritagliandosi spazi da protagonista che solo i super nella storia del suo ruolo si sono presi in passatto. Attacca e difende, non si ferma mai e segna pure gol splendidi (al mondiale contro la Corea e nell&#8217;Inter alla Juve, al Milan e al Barça).</p>
<p><strong>Contro</strong>: L&#8217;eliminazione anticipata del Brasile non lo aiuta e nemmeno il ruolo. </p>
<p><strong>MESSI</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: È il talento più puro in circolazione e il più divertente da vedere giocare. Prima di Inter-Barcelona sembrava già destinato a scrivere per il secondo anno di fila il suo nome nell&#8217;albo, in virtù di partite semplicemente stratosferiche come il poker rifilato all&#8217;Arsenal</p>
<p><strong>Contro</strong>: Ha vissuto una semifinale di Champions League anonima. Poi si è ripreso tornando a fare grandi giocate in Liga e al Mondiale dove però &#8211; più per sfortuna che altro &#8211; non è mai riuscito a segnare. Non ha colpe nell&#8217;eliminazione dell&#8217;Argentina se non quella di non essere (ancora) Maradona.</p>
<p><strong>MILITO</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: In una stagione è passato da grande promessa tardiva a essere uno dei big d&#8217;Europa. Ha segnato tutti i gol decisivi per il triplete dell&#8217;Inter e una splendida doppietta in finale di Champions League. </p>
<p><strong>Contro</strong>: Semplice: non ha giocato il mondiale. In più non ha sufficiente immagine né sponsor.</p>
<p><strong>ROBBEN</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: È il giocatore che piace agli intenditori che da anni lo considerano il <em>best kept secret</em> del grande calcio. È quello che alla fine, dopo essere transitato da Chelsea e Real, è arrivato al Bayern e ha dimostrato a tutti la sua grandezza con quel suo modo di rientrare sul sinistro e farti malissimo. Se vincesse si sprecherebbero i &#8220;te l&#8217;avevo detto&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Contro</strong>: Ha perso le due finali più importanti del calcio mondiale e in una ha anche sbagliato il gol decisivo. </p>
<p><strong>ROONEY</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: È il prototipo dell&#8217;attaccante moderno. Sa stare dovunque e segnare da qualunque posizione (34 gol quest&#8217;anno). A metà stagione sembrava essere il più serio competitor di Messi, poi&#8230;</p>
<p><strong>Contro</strong>: &#8230;poi tra infortuni e incomprensioni tattiche con Capello il suo Mondiale sappiamo com&#8217;è andato.</p>
<p><strong>SNEIJDER</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: Nessuno, un anno fa, lo avrebbe mai pronosticato a questi livelli. Ha vinto tutto con l&#8217;Inter di cui è stato il motore con le sue intuizioni in mezzo fazzoletto di campo. Inoltre, seppure aiutato dalle regole FIFA sugli autogol, dal portiere del Giappone etc.. ha concluso il mondiale da capocannoniere ex aequo (anche se il titolo, è andato d&#8217;ufficio al tedesco Mueller in virtù degli assist).</p>
<p><strong>Contro</strong>: Probabilmente non è (o non è ancora) un fuoriclasse a tutto tondo (la prossima stagione darà risposte importanti in merito) e nella Finale dei Mondiali non ha saputo incidere come ci si attendeva.</p>
<p><strong>VILLA</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: Quando la Spagna non era ancora a pieno regime, con i suoi gol (peraltro belli/bellissimi) ha tolto parecchie castagne dal fuoco. </p>
<p><strong>Contro</strong>: Fino al mondiale non ha frequentato i grandi palcoscenici e al Mondiale ha smesso di segnare proprio sul più bello (in Semi e in Finale).</p>
<p><strong>XAVI</strong></p>
<p><strong>Pro</strong>: È il cervello del calcio moderno e delle due squadre che meglio lo incarnano: il Barça e la Spagna che senza di lui sarebbero quasi impensabili. Vale lo stesso discorso fatto per Iniesta, gioca un calcio fatto di geometrie e idee che sono solo nella sua testa e che possono permettersi solo loro due e i loro piedi. Più di Iniesta può vantare di essere stato protagonista più a lungo, rispetto a Iniesta gli manca, ovviamente, il gol decisivo.</p>
<p><strong>Contro</strong>: Non essere arrivato in fondo alla Champions.</p>
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		<title>Come migliorare il mondiale</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Satira]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Pare sia semplice: moviola in campo, porte più grandi per aumentare il numero di gol, premi per la recitazione ai calciatori che simulano (“Best Faked Injury in Soccer Game”; “Best Clutching of the Ankle”; “Best Cry of Pain”), cappelli buffi per tutti gli allenatori dato che assomigliano ad assassini della mafia, e il divieto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Pare sia semplice: moviola in campo, porte più grandi per aumentare il numero di gol, premi per la recitazione ai calciatori che simulano (“Best Faked Injury in Soccer Game”; “Best Clutching of the Ankle”; “Best Cry of Pain”), cappelli buffi per tutti gli allenatori dato che assomigliano ad assassini della mafia, e il divieto per i telecronisti di dire cose come, &#8220;Sarà dura recuperare&#8221; quando ci si trova sull&#8217;uno a zero. Almeno così sostiene il simpatico Michael Showalter (già co-creatore del surreale programma comico <a href="http://www.stellacomedy.com/">Stella</a> per Comedy Central, con Michael Ian Black e David Wain, dello sketch-show The State e del finto talk show, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-4N4uR5DgzM">The Michael Showalter Showalter</a>, su collegehumor.com) in <a href="http://www.michaelshowalter.net/2010/07/02/the-world-cup/">questo articolo</a>. Prova che, anche se non ne sanno niente, quando gli americani prendono in giro il calcio, lo fanno bene.</p>
<p><span id="more-2367"></span>Per chi di voi non avesse voglia di cliccare sul link, o per chi di voi volesse leggere una parte del pezzo satirico di Showalter tradotto in italiano, vi regaliamo questa chicca:</p>
<blockquote><p><em>Che dire degli arbitraggi? In pratica le suqadra già non fanno goal, comunque, e in più ogni volta che ne fanno uno gli arbitri lo annullano! E per giunta, non hanno nemmeno mai ragione. Ci sono jumbo-schermi enormi in tutti stadi e migliaia di  spettatori vedono i replay dell&#8217;errore arbitrale, ma gli arbitri stessi non si correggono mai. Anche con 80,000 inglesi ubriachi che gli urlano contro. Mi dicono che la Guerra d&#8217;Indipendenza Americana era proprio così: 80,000 inglesi ubriachi che ti urlavano contro.</em></p>
<p><em>A quanto pare, la FIFA si è opposta all&#8217;uso della tecnologia nell&#8217;arbitraggio. Capisco completamente. Voglio dire, se usassero la tecnologia, cosa succederebbe dopo? Rivolte di robot? Mantelli dell&#8217;invisibilità? Ricezione 3G negli ascensori?!</em></p>
<p><em>Il mio consiglio: Questo è DAVVERO RADICALE ma il mio consiglio è di avere un arbitro seduto dietro una cosa chiamata &#8220;televisione&#8221; e fargli guardare la partita. Se avviene una decisione arbitrale controversa, questo arbitro può guardare la sua &#8220;televisione&#8221; e se viene presa una decisione incorretta, la corregge. So che questo è DAVVERO RADICALE ma una parte di me pensa che, forse, è un piano così matto che può funzionare. Appassionati di futbol del mondo, mandate le vostre mail di scherno al mio sito: www.michaelshowalter.net.</em></p></blockquote>
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		<title>La delusione arancione vista da Amsterdam</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Tifosi]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Gli olandesi ci credevano seriamente che stavolta la coppa del mondo se la sarebbero portata a casa loro.  Alla faccia del polpo Paul e del malocchio da finale che ha scacciato la vittoria oranje così tante volte in passato: a giudicare dall&#8217;uniformità cromatica della città alla vigilia di Olanda-Spagna, ad Amsterdam si era in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/nextImage.jpeg" alt="" title="olanda" width="215" height="141" class="alignleft size-full wp-image-2360" />Gli olandesi ci credevano seriamente che stavolta la coppa del mondo se la sarebbero portata a casa loro.  Alla faccia del polpo Paul e del malocchio da finale che ha scacciato la vittoria oranje così tante volte in passato: a giudicare dall&#8217;uniformità cromatica della città alla vigilia di Olanda-Spagna, ad Amsterdam si era in odore di rivincita. Mentre io ed altri non-olandesi già ci fregavamo le mani sperando nel secondo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Koninginnedag">Koninginnedag</a> dell&#8217;anno, gli spocchiosi abitanti delle house boat sui canali del centro mettevano le mani avanti alla notizia della parata celebrativa in caso di vittoria. Niente sfasci spettacolari stile &#8216;88 quindi, quando dopo il trionfo della nazionale contro l&#8217;Unione Sovietica una folla arancio-vestita, annebbiata da orgoglio calcistico e da troppe lattine di birra, aveva imperversato per le strade della capitale sovraffolando le case galleggianti ed affondandole per il troppo peso. </p>
<p><span id="more-2359"></span></p>
<p>Certo, a nessuno piacerebbe avere la casa vandalizzata gratuitamente da un&#8217;orda di olandesi alticci dal cranio ingellato (con in più l&#8217;upgrade 2010 della vuvuzela), ma d&#8217;altro canto se vi è mai capitato di passare davanti a quelle casette (che paiono abitate esclusivamente da architetti ed interior designer affermati dal piglio new age) l&#8217;apocalittica visione della loro magione ribaltata, con le statuette di Buddha, le amache, e gli incensi a mollo nel canale, non può non strappare almeno un mezzo sorriso. Ma a parte cinismi vari, qua ad Amsterdam si pensava già al dopo e sembrava non ci fosse persona o luogo che non fosse in qualche modo marchiato da striscioni o gadget arancioni, se possibile con lo slogan HUP, HOLLAND, HUP stampato sopra.</p>
<p><strong>LA PARTITA</strong></p>
<p>La mia finale è iniziata verso le cinque e mezza ad Albert Heijn (l&#8217;Esselunga di Amsterdam, che ha una specie di sinistro monopolio in giro per la città), dove io e la mia ragazza siamo andati a prendere qualcosa da bere e degli snack prima di andare a vedere la partita. In pieno stereotipo olandese mangiapatate di Van Gogh, lo scaffale delle patatine era desolatissimo, tipo situazione pre-guerra e/o uragano. La cosa divertente è che poi, prima della fine della giornata, ho scoperto dove era finito tutto l&#8217;albertame di cui sopra.</p>
<p>La partita l’abbiamo vista al W139, una specie di centro d&#8217;arte dove i gestori hanno allestito un mini-stadio in legno in occasione dei mondiali, con tanto di spillatrice per la birra. La location era l&#8217;ideale per evitare la situazione Museumplein, dove la mia bassa statura italica mi avrebbe costretto a stare in piedi, con la visione della partita ostruita da una foresta di olandesi sopra il metro e novanta. Considerando l&#8217;affollamento ed il prevedibile aleggiare di fumi di varia natura, al W139 c&#8217;era un caldo insopportabile, ma almeno la partita si vedeva bene e l&#8217;atmosfera era festosa (immaginatevi quanto può rimbombare una vuvuzela pompata a mille dalle guance paonazze di un supporter oranje in un luogo chiuso delle dimensioni della vostra palestra delle medie). C&#8217;è stato un boato quando sul megaschermo hanno fatto vedere una potentissima immagine aerea di Museumplein: un lago arancione infuocato come napalm, una commovente convinzione cromatica (scusate l&#8217;allitterazione) che si riscattava in pieno della pacchianità dei blazer sfavillanti dei tecnici olandesi. Sulla folla è stata anche fatta piovere una nuvola di vermicelli pelosi, dei gadget arancioni che forse vincono il contesissimo award di oggetto più stupido del mondiale.</p>
<p>Il match non lo sto a descrivere più di tanto 1) perchè tanto l&#8217;avete visto, 2) perchè sono calcisticamente ignorante e 3) perchè l&#8217;immersione in un&#8217;olandesità così profonda chiaramente sfasa il mio giudizio. Due osservazioni però: pur nella mia abbacinante assenza di spirito tattico ho notato un nervosismo nell&#8217;Olanda che alla fine non ha pagato, complice anche un arbitro dal cartellino facile che s&#8217;è pure scordato un calcio d&#8217;angolo in nostro favore (capito, dopo la vergognosa Italia di Sud Africa 2010 uno che segue il calcio ogni quattro anni come me fa in fretta ad affezionarsi ad un&#8217;altra squadra&#8230;).</p>
<p><strong>LA DELUSIONE</strong> </p>
<p>Ad ogni modo, a partita finita la calma e la tristezza sulle facce degli olandesi era abbastanza deprimente. Io speravo nella festa, nell’ebrezza collettiva, in flotte di barconi carichi di tifosi e di olandesi discinte sui canali. Ed invece niente. Usciti dal W139 l&#8217;idea era di andare a Museumplein a vedere che succedeva, e camminando per il centro abbiamo incrociato una fiumana di facce più o meno lunghe, interrotta da qualcuno che era riuscito a tagliare il traguardo dell&#8217;ottava Grolsch (la Moretti/Peroni olandese) prima dello scoccare del 117esimo e se la gridava quasi come se avesse vinto.</p>
<p>Chi andava in giro comunque a festeggiare però c&#8217;era, ed una cosa che ho notato è che di fatto i tifosi olandesi non si limitano al “diafano standard”, ma c&#8217;è tutto uno spettro di colori (Curacao, Suriname, Antille, etc) provenienti dalle ex colonie, che tra l&#8217;altro pompano talenti nella nazionale da anni e creano anche un po&#8217; di varietà tra i supporter. Niente balli caraibici per tirare su il morale, però almeno una piacevole eterogeneità a mostrare una partecipazione trasversale. Nonostante Amsterdam sia una città parecchio internazionale, l&#8217;entusiasmo per il mondiale pare abbia coinvolto un po&#8217; tutte le varie nicchie e nicchiette etniche, sociali, culturali e sessuali, o almeno questa è l&#8217;impressione che ho avuto io.</p>
<p>Prima di arrivare a Museumplein io e la mia ragazza siamo stati dirottati da degli amici al Prik di Spuistraat e poi al Trut. Il primo è un bar decisamente gay davanti al quale una folla festeggiava un compleanno con champagne e Prosecco alla spina (che a quanto pare è una costante dei locali gay di Amsterdam, ho scoperto ieri), il secondo è un club lesbo dove c&#8217;era un dj set. Anche in questi contesti l&#8217;arancione era abbastanza presente, in forma di magliette ed accessori vari.</p>
<p>Di ritorno a casa siamo finalmente passati da Museumplein, dopo l&#8217;apocalisse. Lo scenario era tipo emergenza rifiuti a Napoli: buste della spesa del caratteristico azzurro dell’Albert Heijn e vuvuzela contorte punteggiavano il prato, ormai reso irriconoscibile da cumuli di lattine e dai rimasugli di quegli snack che non avevamo trovato sugli scaffali nel pomeriggio. A testimoniare che pure le istituzioni culturali di profilo più alto del W139 facevano il tifo, c&#8217;era una scrittona gigante che faceva gli auguri agli oranje persino sul muro del Van Gogh Museum.<br />
Mentre facevamo delle foto uno dei netturbini seduto di fianco a noi si fumava una sigaretta con una flemma che denunciava una certa rassegnazione. Il suo sguardo diceva abbastanza chiaramente: “Non mi passa più”. Qualche mese fa, dopo Queen&#8217;s Day gli spazzini di Amsterdam hanno scioperato, e la città è rimasta a rosolare nella propria monnezza per un paio di settimane. Ma stavolta mi sa che gli è toccato pulire.</p>
<p>Mi spiace che l&#8217;Olanda non abbia vinto. Non tanto per gli spocchiosi proprietari delle house boat, quanto perchè alla fine ci stava anche che si portassero a casa qualcosa. Per esempio, oltre alle due coppe mondiali perse in finale prima di quest&#8217;anno, mi ricordo personalmente quella degli Europei che gli abbiamo soffiato noi, soffrendo tantissimo con Toldo che ci ha salvato non so quante volte, ed alla fine il money shot di Totti che gli ha fatto pure er cucchiajo. Chiaro ai tempi c&#8217;avevo goduto, ma a vederla dalla loro prospettiva posso capire una certa frustrazione.</p>
<p><strong>LA PARATA SUL FIUME</strong></p>
<p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/nextImage-1.jpeg" alt="" title="parataolanda" width="230" height="153" class="alignleft size-full wp-image-2361" />Che poi frustrazione o meno, gli olandesi (che alla fine pare siano abbastanza sportivi, o forse gli piace bere e basta) la parata l’hanno organizzata lo stesso. Ieri sono andato ad inseguire il barcone con sopra la nazionale dalla sua partenza ad Oosterdok e poi giù per Herengracht (sì, proprio il canale del centro dove galleggiano le case vacanza degli interior designer danesi, preventivamente recintate) fino a Museumplein. Tra magliette, vuvuzela, caschetti, cappelli, laccetti e portachiavi vari c&#8217;era almeno tanto arancione quanto a Koninginnedag, ed il flusso umano era altrettanto scrosciante. Pareva che gli oranje alla fine la coppa l&#8217;avessero vinta, che il gol di Iniesta fosse stata solo un&#8217;interferenza nel segnale TV.</p>
<p>Nella grande piazza dei musei c&#8217;è stata la cerimonia vera e propria, con giocatori e non (c&#8217;era pure Frank De Boer) in piedi a ballare sulla techno di DJ Armin van Buuren, che tanto piace da queste parti. Heineken a fiumi e biondine danzanti. L&#8217;umore s&#8217;è decisamente sollevato rispetto a due sere fa.</p>
<p>Ho poi finalmente capito cos&#8217;erano tutti quei “Bertje!” a sfondo arancione che vedevo scritti ovunque in questi giorni, persino gigante su tutta la facciata dell&#8217;Heineken Museum. Si tratta di Bert van Marwijk, il CT olandese, che adesso è talmente amato in patria che la Heineken ha fatto stampare non so quante magliette e gadget con su scritto il suo nome, in un affettuoso diminutivo. Ma…ve le immaginate da noi le magliette “Marcellino!”? </p>
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		<title>Tutto il mercato che non c’è</title>
		<link>http://www.stoneislandfootballblog.com/tutto-il-mercato-e-radioraduni/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 11:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Si volta pagina. Svuotate delle cronache mondiali, le &#8220;prime&#8221; dei maggiori quotidiani sportivi si riempiono di notizie di raduni, conferenze stampa di nuovi allenatori, anticipazioni e intrighi di mercato. Intrighi nel vero senso della parola visto che in assenza di fatti tangibili e di soldi da spendere; il mercato post-mondiale resta magro di firme come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Si volta pagina. Svuotate delle cronache mondiali, le &#8220;prime&#8221; dei maggiori quotidiani sportivi si riempiono di notizie di raduni, conferenze stampa di nuovi allenatori, anticipazioni e intrighi di mercato. Intrighi nel vero senso della parola visto che in assenza di fatti tangibili e di soldi da spendere; il mercato post-mondiale resta magro di firme come quello pre e durante. Tuttavia le voci ci sono, vediamo di mettere un po&#8217; d&#8217;ordine. Partendo dai campioni d&#8217;Italia, passando per la rinascita Juve, lo stallo Milan, la revanchista Roma e tutte le altre.<br />
<span id="more-2347"></span><br />
<strong>Benitez, Balotelli e Mascherano</strong></p>
<p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/mario-balotelli-inter.jpeg" alt="" title="mario-balotelli-inter" width="235" height="144" class="alignleft size-full wp-image-2349" />Presentazione di Benitez ieri ad Appiano. Prime domande su Balotelli. Risposta? Lo devo conoscere. Chissà se avrà il tempo, però. Mentre Maicon ogni giorno che passa è un giorno più vicino a restare, il destino di Mario potrebbe essere altrove. City, United farebbero carte false per lui (ma anche Ancellotti è stuzzicato dall&#8217;idea) e chissà che nella grigia Manchester, Balotelli non trovi il clima ideale per crescere, a 1500 Km dall&#8217;Hollywood. Ultimo, incredibile arrivato nella trattativa per Mario (che non parte per meno di 30 milioni) è José Mourinho. Evidentemente gli attestati di stima che José alternava al bastone della panchina erano autentici, o forse si tratta solo di una bufala di mercato. Vedremo, la sensazione comunque è che Balotelli resterà soprattutto perché nessuno alla resa dei conti, se la sentirà di investire tanti milioni in un talento ancora da disciplinare.<br />
Altro giovane nerazzurro a cui Mou fa la corte è Mariga: &#8220;mi aspetto che diventi uno dei più grandi giocatori africani&#8221;, ha dichiarato lo Special al Daily Nation. Per ora solo complimenti, di un&#8217; offerta ufficiale non si parla. Intanto Mascherano fa &#8220;outing&#8221;: &#8220;se fosse per me sarei già a Milano&#8221;. Il fatto che non lo sia dipende da due cose: 1) se l&#8217;Inter non cede qualcuno d&#8217;importante difficilmente investirà 25 milioni per un centrocampista 2) per quanto ci si la voglia di soddisfare Benitez, Branca e compagni non sono del tutto convinti della bontà tecnica dell&#8217;operazione che porterebbe a Milano un clone di Cambiasso, fresco di un mondiale in ombra. Insomma il raffreddamento c&#8217;è in primis da parte dell&#8217;Inter, anche se la sensazione è che se il Liverpool scenderà di almeno 5 milioni con le richieste, alla fine Mascherano arriverà ad Appiano.<br />
Sempre in tema di sudamericani si pensa a Cavani e si accarezza l&#8217;idea Pastore. Amori di Moratti, che lasciano però freddini la dirigenza tecnica. Per ora quindi l&#8217;Inter si tiene i nuovi giovani arrivati: il promettente Biabyany e Coutinho, potenzialmente il colpo dell&#8217;estate. Del destino di Ranocchia si decide nei prossimi giorni, Ventura lo vorrebbe ancora al Bari ma potrebbe non riuscire a trattenerlo specie se l&#8217;Inter dovesse girare Cordoba alla Fiorentina di Mihajlovic.</p>
<p><strong>Marotta: &#8220;stiamo lavorando su Dzeko&#8221;</strong></p>
<p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/dzeko_faust_3451.jpeg" alt="" title="dzeko_faust_3451" width="234" height="172" class="alignleft size-full wp-image-2350" />È il mistero di pulcinella: il colpo della Juve viene dalla Bosnia e si chiama Dzeko. Per prenderlo ci vogliono molti soldi, soprattutto perché ci vogliono solo soldi. Il Wolfsburg infatti non accetta contropartite tecniche ma solo cash: 30 milioni minimo. Quindi niente Diego da inserire nella trattativa. Alla Juve si riflette se sia il caso di lanciarsi nell&#8217;operazione vista anche la concorrenza molto forte del City che può mettere sul piatto moltissimi contanti. Certo è che tra il City e la Juventus, in termini di blasone ne passa ed è proprio in base a questa considerazione che a Torino non vogliono mollare la presa.<br />
Nel frattempo però la faccenda si è ulteriormente complicata per l&#8217;inserimento del Bayern Monaco, che sarebbe pronto a girare tutti i 30 milioni più la punta Mario Gomez (giocatore tra i più inguardabili del mondiale) al Wolfsburg pur di avere Dzeko là davanti. A questo punto la palla secondo molti passa ad Andrea Agnelli che dovrà decidere se l&#8217;esborso vale la candela. Intanto, sempre in tema di punte, la Juve va verso la conferma di Trezeguet. Sad but true finora nessuno vuole farsi carico del contrattone da 5 milioni di uno dei migliori centravanti degli ultimi 10 anni, a mani basse.<br />
Più vicino all&#8217;uscita da Vinovo sembra Camoranesi: si tratta con l&#8217;Olympiakos. Se non arriva Dzeko, il grande colpo della Juve dunque potrebbe non esserci, visto che Ozil sembra fortemente intenzionato a restare al Werder (ma alla Juve farebbe comodissimo riformare la coppia lui-Diego), Kolarov o resta alla Lazio o va al City e la pista Krasic è ormai definitivamente raffreddata.<br />
Niente grande colpo ma mercato niente male, intelligente e di prospettiva: Martinez e Bonucci in particolare potrebbero rivelarsi due super-colpi davvero troppo sottovalutati.</p>
<p><strong>Ronaldinho cosa fa?</strong></p>
<p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pato_ronaldinho_milan.jpeg" alt="" title="pato_ronaldinho_milan" width="234" height="148" class="alignleft size-full wp-image-2351" />Ovvero: niente di nuovo sul fronte occidentale. Al Milan non si muove una foglia secondo l&#8217;ormai noto teorema del &#8220;via un big, arriva un big&#8221; (beh, una filosofia di rafforzamento notevole) di Galliani prima di poter parlare di nomi nuovi, si dovrà capire cosa faranno quelli vecchi. In primis El Gaucho Dentone (Olympiacos, Flamengo e Los Angeles su di lui&#8230;con un incasso societario che oscillerebbe tra i 10 e i 2 milioni, cifre comunque risibili). Berlusconi stravede per lui, la dirigenza tecnica un po&#8217; meno, nonostante abbia fatto una buona/ottima annata.<br />
Allegri potrebbe decidere di farne a meno se questo garantisse l&#8217;arrivo al suo posto di un centravanti importante. I nomi sono i soliti: Luis Fabiano e Ibrahimovic. Ma c&#8217;è una pista nuova: Lucas Podolski che ha fatto l&#8217;ennesimo ottimo mondiale con la Germania ma che nei club resta spesso al palo. Se Berlusconi dovesse decidere che Dinho è incedibile allora potrebbe muoversi Huntelaar che ha ancora parecchi estimatori in Europa.<br />
Da brividi l&#8217;ipotesi che a a far fagotto possa essere Pato (Chelsea, City e Real aspettano solo un segnale) per cui preferiamo non prenderla nemmeno in considerazione in segno di rispetto verso i tifosi del Milan, che nel frattempo incassano la volontà (importante) di Thiago Silva a rimanere per tutti i tre anni di contratto.<br />
La sensazione è che nessuno, Ibra a parte (ma è un&#8217;operazione complicata anche se il Barça preferirebbe spedirlo a Milano piuttosto che al Chelsea o al Manchester United) convincerà il Milan e quindi il mercato rossonero potrebbe essere finito ancora prima di iniziare.<br />
Resterebbe il problema, non da poco, di piazzare Oddo, Jankulowski etc&#8230; mentre quello di Mancini in fin dei conti è e resta un contratto e un problema sul groppone dell&#8217;Inter.</p>
<p><strong>La Roma al lavoro sul peso di Adriano e sulla volontà di Mexes e poi&#8230;un po&#8217; tutte le altre</strong></p>
<p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/mexes.jpeg" alt="" title="mexes" width="234" height="179" class="alignleft size-full wp-image-2352" />La Roma il suo colpo/scommessa l&#8217;ha già fatto prima del mondiale. È Adriano, ovviamente. Resta da lavorare sui chili e sulla testa del brasiliano che l&#8217;anno prossimo indosserà la maglia numero 8 all&#8217;interno di un attacco con Vucinic e Totti che &#8211; se dovesse ingranare &#8211; autorizza a sognare. A Trigoria intanto oltre alle preoccupazioni per la situazione societaria si accoglie con un sorriso stiracchiato la volontà di Mexes di restare. La Sensi puntava molto sulla cessione del francese per fare cassa, risanare qualche conto e reinvestire su Burdisso che l&#8217;Inter non svende.<br />
La Fiorentina del nuovo corso Sinisa, come detto, aspetta di capire se e come muoversi su Ivan Ramiro Cordoba. La Lazio dichiara Kolarov incedibile (ma alla fine da qualche parte andrà) e lavora su Hernanes, sperando in uno sconto del San Paolo sui 15 milioni richiesti (?!!) mentre le due genovesi e il Napoli stanno alla finestra vigilando su una rosa di nomi che vanno da Camoranesi a Podolski (Samp) da Boateng a Veloso (Genoa) fino ad Acquafresca e Lucarelli per l&#8217;attacco partenopeo. </p>
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		<title>L’accuratezza dei passaggi sul tetto del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 00:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mondiali 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Posso dirlo? Lo dico: per me ha vinto la squadra più forte, quella che gioca il calcio migliore.
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			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-6.png" alt="" title="Immagine 6" width="280" height="206" class="alignleft size-full wp-image-2340" />Posso dirlo? Lo dico: per me ha vinto la squadra più forte, quella che gioca il calcio migliore.<br />
E lo ha fatto al culmine di una partita, la finale con la forte e bella Olanda, che non capisco francamente come possa essere stata bollata come brutta. Io a memoria non ricordo una finale del mondiale con così alto tasso tecnico e tattico allo stesso tempo, grazie anche e soprattutto a un&#8217;Olanda che sceglie l&#8217;unica via possibile per contrastare il tanto discusso (perché poi ancora non mi è chiaro) e ormai celebre possesso palla degli spagnoli: il pressing alto. L&#8217;onorevole prova di Robben e compagni non fa che dare ancora più valore al loro mondiale e, soprattutto e di conseguenza, anche a quello della Spagna neo Campione del Mondo. <span id="more-2339"></span><br />
Ieri mattina, nel leggere i giornali, ero rimasto spiacevolmente colpito da un editoriale del Corriere della Sera e precisamente da queste parole: </p>
<blockquote><p>La Spagna è il Barcellona camuffato: vederlo giocare induce ammirazione o sonnolenza, talvolta le due cose assieme. Squadra ottima sia chiaro: l&#8217;accuratezza dei passaggi è tale che talvolta vien voglia di gridare &#8220;Abbiamo capito!&#8221;, nella speranza che si decidano a passarla a David (Villa), l&#8217;uomo che tira. </p></blockquote>
<p>Posso dirlo? Lo dico: che sciocchezza. E quindi sono doppiamente contento che il gol, e che gol, decisivo l&#8217;abbia segnato proprio Andrès Iniesta &#8211; uno della banda dei &#8220;passaggi accurati&#8221; &#8211; mentre David, l&#8217;uomo che tira, era in panchina da un pezzo.<br />
Non sto qui a elencare i meriti della squadra iberica, il successo di quel modello di calcio, etc, perché so che da lettori di questo blog ne sapete quanto e più di me in materia. E non sto a tirarvi la pippa con analisi tecniche del match, l&#8217;avete visto tutti e siete abbastanza competenti per trarre i vostri giudizi.<br />
Mi limito ad osservare che la vittoria di ieri sera è stato il sigillo su un dominio strameritato che dura da un biennio abbondante, ma che si era iniziato a programmare ancora prima con molto metodo e altrettanta sagacia. E lo affermo al di là del tifo e delle simpatie.<br />
Quella contro l&#8217;Olanda del resto, se non sbaglio, è stata la trentatreesima vittoria della Spagna in 35 partite, quindi ci sta anche vincere di misura e al minuto 117, se il tutto altro non è che il coronamento di un percorso praticamente perfetto.<br />
E se già solo uno dei molti allergici all&#8217;accuratezza dei passaggi al posto di gridare &#8220;abbiamo capito!&#8221;, ieri si è limitato a dire &#8220;bravi, scusate, non avevo capito bene&#8221;, questo mondiale non è stato vinto invano.<br />
Complimenti alla Spagna Campione del Mondo. </p>
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		<title>Ragioni semiserie per tifare Olanda</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 14:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Finali]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[<br/>Un po&#8217; di tempo fa, appena a ridosso dell&#8217;eliminazione dell&#8217;Italia, qui a SIFB avevamo fatto un sondaggino interno in cui un po&#8217; tutti rispondevamo alla domanda &#8220;per chi tiferai adesso?&#8221;. Io scelsi Olanda e Germania per ragioni non solo calcistiche. Quindi va da sé che almeno per coerenza questa sera partirò simpatizzando per gli oranje, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>Un po&#8217; di tempo fa, appena a ridosso dell&#8217;eliminazione dell&#8217;Italia, qui a SIFB avevamo fatto un sondaggino interno in cui un po&#8217; tutti rispondevamo alla domanda &#8220;per chi tiferai adesso?&#8221;. Io scelsi Olanda e Germania per ragioni non solo calcistiche. Quindi va da sé che almeno per coerenza questa sera partirò simpatizzando per gli oranje, poi si vedrà. Eccovi un po&#8217; di buoni motivi (semiseri) per cui dovreste prendere in considerazione l&#8217;idea di fare altrettanto.<br />
<span id="more-2323"></span><br />
<strong>Il Polpo Paul</strong></p>
<p><img src="http://www.stoneislandfootballblog.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/paul438.jpeg" alt="" title="paul_o_paolo" width="219" height="122" class="alignleft size-full wp-image-2324" />L&#8217; octopode che le azzecca tutte ha detto Spagna. Non so voi ma io non lo reggo più e se prende anche la finale c&#8217;è il rischio di non levarselo dai piedi per altri quattro anni. Me lo immagino in collegamento da Bruno Vespa per le prossime elezioni politiche, indeciso se mangiare il mollusco dalla scatola con sopra la faccia di Silvio. Già ora ci sono da mettere in conto minimo un paio di documentari, magari un film della Disney e gli stati che fanno a gara per avere la paternità della pesca dello psicopolpo (l&#8217;ultima è che sarebbe stato catturato in  acque italiane, quindi non è Paul ma Paolo). Quale migliore occasione per non sentirne più parlare di un EPIC FAIL proprio in occasione della Finale? Daje con prezzemolo e patate! So long and thanks for all the mejillones. </p>
<p><strong>La Storia</strong></p>
<p>Filippo II di Spagna contro Guglielmo D&#8217;Orange. Monarca fighetto e pusillanime come pochi il primo, politico pragmatico e scaltro il secondo. Iniziò con loro la cosiddetta guerra degli Ottant&#8217;anni (1568 &#8211; 1648) al termine della quale la Spagna di Filippo II (ormai morto) passò dall&#8217;Impero di Carlo V a essere una nazione che aveva sperperato uno dei più grandi capitali della storia in privilegi nobiliari, spese militari e prebende all&#8217;Inquisizione mentre la Repubblica delle Province Unite viveva il suo rinascimento storico, politico, religioso e culturale da Rembrandt a Spinoza. L&#8217;unico problema è che nella lotta delle panchine di questa sera, quello che assomiglia di più a Guglielmo D&#8217;Oranje sta dalla parte sbagliata. Ahia.</p>
<p><strong>La Storia (ma del calcio)</strong></p>
<p>Questa Spagna è una grandissima squadra, forse la più grande della storia del calcio iberico. Questa Olanda è una buona squadra, ma niente in confronto ad altre formazioni del passato. Eppure se la storia del pallone vale qualcosa, tra i due movimenti, quello che merita maggiormente di scrivere il proprio nome nell&#8217;albo mondiale è senza dubbio quello olandese. Riconoscimento sportivo postumo a quell&#8217;Olanda dei &#8216;70 che se non fosse mai esistita adesso staremmo a parlare di uno sport che si chiamerebbe comunque calcio, ma che di fatto sarebbe una roba diversa.</p>
<p><strong>Zapatero, la <em>movida</em> e la <em>sangria</em></strong></p>
<p>Irresistibile la movida. Ottima la sangria. Da piangere Almodovar. Cool Barcelona. Fantastica la cantera. Spettacolare la Liga. Negli ultimi dieci anni la Spagna è stata ovunque. Quindi mi chiedo: siamo proprio sicuri di voler sentire un altro politico e/o giornalista in cerca di identità decantare la vittoria spagnola come ennesimo successo del &#8220;modello Zapatero&#8221;? Proprio adesso che la crisi li aveva fatti smettere? </p>
<p><strong>&#8220;I cugini spagnoli&#8221;</strong></p>
<p>Non c&#8217;è niente di peggio, quando l&#8217;Italia va male; di noi italiani che cerchiamo motivi per &#8220;essere un po&#8217; contenti&#8221;. Presente la frase &#8220;c&#8217;è un pezzo d&#8217;Italia in questa finale?&#8221; Sì, giusto la Coppa che fabbricano a Paderno Dugnano. Siccome ovviamente non bastava, adesso la vulgata è diventata &#8220;dobbiamo tifare per i nostri cugini latini&#8221;. Peccato che se vai sul sito di Marca scopri che di noi, i cari &#8220;cugini latini&#8221; ne dicono di ogni. Motivazione che viene dal &#8220;basso ventre&#8221; lo riconosco, ma insomma un po&#8217; di orgoglio alle volte&#8230;</p>
<p>Buona Finale a tutti. </p>
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