<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Studio Legale associato, Sbordoni &amp; Partners. Roma</title>
	<atom:link href="https://studiosbordoni.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://studiosbordoni.com</link>
	<description>Lo studio vanta una consolidata esperienza in ambito nazionale e internazionale nel settore del diritto del Gioco Pubblico e delle Scommesse.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 17:04:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9</generator>

<image>
	<url>https://studiosbordoni.com/wp-content/uploads/2024/09/cropped-auction-32x32.png</url>
	<title>Studio Legale associato, Sbordoni &amp; Partners. Roma</title>
	<link>https://studiosbordoni.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>IGE 2026, avv. Sbordoni: &#8220;Decreto Dignità incompleto, non tutela legalità e fiscalità&#8221;</title>
		<link>https://studiosbordoni.com/ige-2026-avv-sbordoni-decreto-dignita-incompleto-non-tutela-legalita-e-fiscalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Sbordoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiosbordoni.com/?p=2914</guid>

					<description><![CDATA[Lo scorso 14-15 aprile si è tenuta a Roma la terza edizione dell&#8217; ’Italian Gaming Expo &#38; Conference, che oramai rappresenta il principale hub italiano di confronto e visione strategica per l’ecosistema del Gaming in Italia, non solo una vetrina, ma una piattaforma viva, dove istituzioni, industria e stakeholder si incontrano per costruire il futuro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 14-15 aprile si è tenuta a Roma la terza edizione dell&#8217; ’Italian Gaming Expo &amp; Conference, che oramai rappresenta il principale hub italiano di confronto e visione strategica per l’ecosistema del Gaming in Italia, non solo una vetrina, ma una piattaforma viva, dove istituzioni, industria e stakeholder si incontrano per costruire il futuro del settore in modo responsabile, sostenibile e innovativo. L&#8217;Avv. Stefano Sbordoni, ospite anche quest&#8217;anno dell&#8217;evento quale uno dei massimi esperti in Italia nel settore del gioco pubblico e partecipante al panel &#8220;Affiliates Connect: Oltre le affiliazioni: conformità, fiducia e sostenibilità: il future della comunicazione del gaming in Italia”, moderato da Mario Chamorro, partner MDF Partners, ha voluto ribadire i limiti del Decreto Dignità. “C’è il rischio di intenzioni nobili ma potenzialmente ingestibili&#8221; ha affermato Sbordoni. &#8220;Sarebbe bastato declinare in modo puntuale e chiaro, cosa che il legislatore non ha fatto con il Decreto Dignità&#8221;. &#8220;La filiera istituzionale&#8221;, ha proseguito il noto legale, &#8220;è retta da principi e da una gerarchia di norme che non può essere gestita in modo volontario o informale: un’autorità che entra nel merito del mercato resta comunque vincolata da quella catena gerarchica&#8221;. &#8220;La priorità dichiarata del Decreto Dignità è la salute, ma dove sono la tutela della legalità e della fiscalità? Andrebbero varati due decreti paralleli”, ha specificato Stefano Sbordoni. “Il gioco responsabile viene oggi percepito come uno strumento per comunicare la legalità degli operatori conformi, a differenza di quelli illegali. Ma perché basarsi su un decreto che si fonda esclusivamente sulla salute, senza tutelare legalità e fiscalità? L’operatore si trova così costretto a costruire una comunicazione di fortuna, a causa di un decreto incompleto”, ha concluso. (fonte: AGIMEG)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sbordoni a Gioconews: &#8220;il gioco deve essere trattato in maniera non propagandistica”</title>
		<link>https://studiosbordoni.com/sbordoni-a-gioconews-il-gioco-deve-essere-trattato-in-maniera-non-propagandistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Sbordoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 16:41:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiosbordoni.com/?p=2909</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;Avv. Stefano Sbordoni, in un&#8217;intervista rilasciata a Gioconews il 3 marzo scorso, ha risposto a varie domande riguardo decreto di riordino del gioco fisico che il Governo sta preparando. 1. Lei ha dichiarato che il gioco “merita di essere trattato in maniera non propagandistica”. Come giudica, da questo punto di vista, l’impostazione del decreto di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Avv. Stefano Sbordoni, in un&#8217;intervista rilasciata a Gioconews il 3 marzo scorso, ha risposto a varie domande riguardo decreto di riordino del gioco fisico che il Governo sta preparando.</p>
<p>1. Lei ha dichiarato che il gioco “merita di essere trattato in maniera non propagandistica”. Come giudica, da questo punto di vista, l’impostazione del decreto di riordino del gioco fisico che il Governo sta preparando? Alla luce anche di un coinvolgimento più attivo degli enti locali pensa ci sia spazio per una nuova narrazione (soprattutto politica) del settore?</p>
<p>Ritengo che il presupposto fondamentale sia uscire da una logica emergenziale e simbolica per approdare a una regolazione strutturale e coerente. Il gioco pubblico è un’attività lecita, concessa e regolata dallo Stato; come tale va disciplinata con strumenti giuridici equilibrati, non con interventi ispirati da esigenze di consenso o da letture ideologiche del fenomeno.</p>
<p>Se il decreto di riordino si muoverà nella direzione di una maggiore certezza normativa, di una pianificazione territoriale omogenea e di una chiara ripartizione di competenze tra Stato ed enti locali, allora potremo parlare di un cambio di paradigma. Il coinvolgimento degli enti territoriali è positivo, purché non si traduca in una frammentazione regolatoria che, in passato, ha generato contenzioso e incertezza per gli operatori.</p>
<p>Una nuova narrazione è possibile solo se si afferma un principio: regolazione non significa promozione, ma neppure demonizzazione. Significa tutela del consumatore, presidio della legalità, contrasto all’illegalità e sostenibilità economica del comparto. È su questo equilibrio che la politica dovrebbe misurarsi.</p>
<p>2. Nel dibattito si parla di “radicale riforma delle licenze”, con ipotesi di grandi lotti e forte concentrazione dell’offerta. Dal suo osservatorio Utis, quali rischi vede per la rete dei piccoli punti fisici e quali correttivi chiederebbe per evitare un mercato di fatto riservato ai grandi operatori globali?</p>
<p>Premetto che quello che lei chiama l&#8217;osservatorio UTIS è oggi ASTRO-Utis, dopo la confluenza di Utis in ASTRO. In realtà per una risposta completa bisognerebbe partire dai dati attuali di ripartizione delle quote di mercato. Il rischio potrebbe essere nei costi e nei tempi di break-even. Si tratta di trovare l&#8217;equilibrio giusto tra garanzie per lo Stato concedente, che permettano di svolgere le attività in modo sostenibile, e l&#8217;accesso al servizio secondo le regole della libertà d&#8217;impresa e dei limiti alla concorrenza. Concessioni strutturate in grandi lotti economicamente e finanziariamente accessibili solo a operatori di dimensioni multinazionali, potrebbero soddisfare certe esigenze e non altre.</p>
<p>Per la rete dei piccoli punti fisici – che rappresentano non solo un presidio economico ma anche sociale e territoriale – questo scenario non dovrà tradursi in una marginalizzazione progressiva o in una dipendenza contrattuale squilibrata rispetto ai grandi concessionari.</p>
<p>I correttivi, a mio avviso, dovrebbero muoversi su tre direttrici:</p>
<p>Accessibilità delle gare, con lotti proporzionati e requisiti economico-finanziari adeguati, anche importanti ma non penalizzanti.</p>
<p>Clausole di tutela della rete, che garantiscano condizioni contrattuali eque tra concessionari e punti vendita.</p>
<p>Riconoscimento del valore delle reti storiche, come quelle rappresentate da ASTRO Utis, quali soggetti che hanno contribuito alla costruzione del sistema concessorio italiano e alla sua capillarità legale.</p>
<p>Un riordino che producesse una selezione esclusivamente finanziaria rischierebbe di impoverire il tessuto distributivo e, paradossalmente, di favorire canali meno controllabili.</p>
<p>3. Se davvero il riordino porterà a una fase intensa di fusioni e acquisizioni, anche con la circolazione di database di giocatori, quali garanzie normative e di vigilanza servono, a suo avviso, per evitare che il valore economico dei dati prevalga sulla tutela dei consumatori e sulla protezione dei soggetti vulnerabili?</p>
<p>Qui il tema si sposta su un terreno particolarmente delicato: la protezione dei dati personali e la tutela dei soggetti vulnerabili.</p>
<p>In uno scenario di M&amp;A, sarebbe bene che la circolazione di database fosse sottoposta a controlli stringenti, sia sotto il profilo del GDPR sia sotto quello della normativa di settore. Non basta il rispetto formale delle informative e dei consensi: occorre garantire che il trasferimento dei dati non si traduca in pratiche commerciali eccessivamente aggressive o in profilazioni orientate che rischino di aumentare la spesa dei giocatori più esposti.</p>
<p>Si può pensare a</p>
<p>Procedure di due diligence regolatorie nelle operazioni di acquisizione.</p>
<p>Indicazioni dell’Autorità di regolazione e del Garante Privacy sui trasferimenti di database.</p>
<p>Obblighi rafforzati di tracciabilità e segmentazione dei dati dei soggetti autoesclusi o a rischio.</p>
<p>Il dato del giocatore non può essere considerato un mero asset aziendale: è un’informazione sensibile che incide sui diritti fondamentali della persona.</p>
<p>4. Il Governo sta valutando una possibile revisione del divieto di sponsorizzazione del gioco d’azzardo nello sport, introdotto dal Decreto Dignità. In un quadro di nuovo riordino del fisico, come si può conciliare il rientro degli operatori sulle maglie dei club con le esigenze di prevenzione del disturbo da gioco e di responsabilità sociale?</p>
<p>Il divieto assoluto ha mostrato limiti evidenti, anche in termini di efficacia concreta, a fronte della crescente esposizione pubblicitaria proveniente dall’estero e dal digitale.</p>
<p>Un’eventuale revisione dovrebbe però essere fondata su un modello regolato e responsabile, non su una liberalizzazione indiscriminata. Oltre agli obblighi di messaggi chiari e visibili sul gioco responsabile, già previsti nelle nuove concessioni online, Si potrebbero prevedere:</p>
<p>Limiti quantitativi e qualitativi ai messaggi, con esclusione di contenuti suggestivi o aggressivi.</p>
<p>Destinazione di una quota degli investimenti pubblicitari a fondi per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco.</p>
<p>La conciliazione è possibile solo se si supera la logica del “tutto o nulla” e si costruisce un sistema in cui la sponsorizzazione sia consentita entro un perimetro virtuoso di responsabilità sociale.</p>
<p>5. Tra pianificazione territoriale, distanza dai luoghi sensibili e razionalizzazione delle reti, il riordino del gioco fisico promette più “prevedibilità” per gli investitori ma anche meno punti sul territorio. Dal punto di vista dei totoricevitori sportivi, quale modello di distribuzione le sembra più sostenibile nel medio periodo, e quale ruolo chiede che sia riconosciuto alle reti storiche rappresentate da Utis nel nuovo equilibrio tra retail tradizionale e grandi player internazionali?</p>
<p>Anche qui va premesso che quelli che sono stati gli storici totoricevitori sportivi, sono oggi più genericamente esercenti. Quanto alla sostenibilità nel medio periodo, questa non si misura solo sul numero dei punti, ma sulla loro qualità, stabilità contrattuale e integrazione in un sistema coerente.</p>
<p>Un modello equilibrato dovrebbe prevedere:</p>
<p>Una distribuzione pianificata e non casuale, che eviti concentrazioni irrazionali ma anche desertificazioni territoriali.</p>
<p>Un riconoscimento formale del ruolo di coloro che una volta erano i totoricevitori sportivi, oggi esercenti, quali operatori professionali con esperienza e formazione specifica. Come UTIS abbiamo proposto l&#8217;adozione della Patente dell&#8217;Esercente, tra i provvedimenti atti a valorizzare la rete tradizionale come presidio di legalità e di controllo sociale, soprattutto rispetto a fenomeni illegali o para-legali.</p>
<p>Le reti storiche non devono chiedere protezioni corporative, ma pari dignità e condizioni di mercato non discriminatorie. In un sistema maturo, il pluralismo degli operatori a terra e la loro qualità non sono un ostacolo ma una garanzia di equilibrio.</p>
<p>In sintesi, il riordino sarà davvero riforma solo se saprà tenere insieme tre esigenze: certezza del diritto, tutela effettiva dei consumatori e sostenibilità economica del comparto. Privilegiare una sola di queste dimensioni significherebbe compromettere l’intero equilibrio del sistema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pvr e nuovi sistemi di pagamento: l&#8217;intervento dell&#8217; Avv. Stefano Sbordoni alla Fiera ICE Barcelona 2026</title>
		<link>https://studiosbordoni.com/pvr-e-nuovi-sistemi-di-pagamento-lintervento-dell-avv-stefano-sbordoni-alla-fiera-ice-barcelona-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Sbordoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Categorie]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiosbordoni.com/?p=2888</guid>

					<description><![CDATA[L’Avvocato Sbordoni, relatore nel workshop sul tema dei PVR nell&#8217;ambito di ICE 2026 tenutosi a Barcellona il 19-21 Gennaio scorsi, ha voluto precisare alcuni aspetti sulla situazione attuale a livello normativo e anche giurisprudenziale per quanto riguarda il payment e con il focus sul tema dei Pvr. “Quello dei Pvr è un po’ il punto dolente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Avvocato Sbordoni, relatore nel workshop sul tema dei PVR nell&#8217;ambito di ICE 2026 tenutosi a Barcellona il 19-21 Gennaio scorsi, ha voluto precisare alcuni aspetti sulla situazione attuale a livello normativo e anche giurisprudenziale per quanto riguarda il payment e con il focus sul tema dei Pvr. “Quello dei Pvr è un po’ il punto dolente della riforma – spiega il legale – nel senso che è quello ancora sotto giudizio delle corti competenti e in questo caso del Tar del Lazio. Il Pvr è una figura che conosciamo, che nasce da lontano, nasce nel 2007, addirittura nel 2006 e da lì ha preso varie forme. Oggi è il punto di contatto tra fisico e online e per questo rappresenta da una parte un baluardo e da un’altra un problema da risolvere. Nell’idea dell’amministrazione, in realtà del governo, perché il decreto 41 del 24, che è quello che ha iniziato il riordino dei giochi occupandosi dell’online, prevede all’articolo 13 proprio la figura del Pvr istituendone il relativo albo, dove si dice che questi punti vendita, diciamo che ai punti del panel attuale, è quello che si svolge nel punto vendita, quindi il pagamento della ricarica del conto di gioco che ci interessa. Questo articolo 13 nei suoi 5 commi declinava alcune particolarità del Pvr, tra cui l’istituzione dell’albo e la tracciabilità, la rendicontazione e l’esecutività delle operazioni svolte nei Pvr”. “Fino ad oggi – prosegue Sbordoni – sappiamo e non sappiamo che comunque l’utilizzo del PVR è un po’ più elastico da parte di alcuni, molti, pochi operatori, perché si svolgono operazioni di ‘in and out’ che non trovano un riscontro diretto nella normativa. Proprio per limitare queste operazioni, questo articolo 13 ha previsto sia l’albo che il limite famoso sotto discussione dei 100 Euro di ricarica contanti per settimana per cliente, che ha creato una turbolenza enorme nel mercato, le condizioni di operatività, quindi nessun cash out né pagamento di vincite e la riconoscibilità del PVR tramite la posizione di una placca esterna o di un QR code identificabile. Il contratto standard che è da sottoscrivere e che viene comunicato nei suoi elementi essenziali da parte dell’amministrazione stessa è appunto l’obbligo di usare per i pagamenti strumenti che assicurano la tracciabilità della transazione, quindi cash con quel limite che abbiamo detto, mentre per le altre modalità se sono per esempio ‘scratch’ o altro vanno ricondotte al limite del cash. Tutto questo punto per punto, ma in particolare l’albo e il limite dei 100 Euro sono sotto giudizio perché da parte di alcuni operatori c’è stata un’impugnativa di questa norma al Tar del Lazio e ci troviamo a un ultimo rinvio che poi è salita in Consiglio di Stato perché c’è stato un giudizio che poi è andato in appello, Consiglio di Stato 26 settembre 2026, prossima data. Ecco che si crea quell’incertezza di applicabilità che secondo alcune istituzioni in realtà c’è, per come l’ho descritta, secondo altre deve attendere l’esito del giudizio. Quindi esito rimandato come detto a settembre”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gioco online: ammesso un sottodominio per ogni tipologia di gioco</title>
		<link>https://studiosbordoni.com/gioco-online-ammesso-un-sottodominio-per-ogni-tipologia-di-gioco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Sbordoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 17:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gioco Online]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiosbordoni.com/?p=2876</guid>

					<description><![CDATA[L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito dell&#8217;incontro del 18 dicembre scorso, ha inviato ai 46 nuovi concessionari del gioco a distanza una Circolare con chiarimenti in merito all’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 41/2024 (Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi) con particolare riferimento all’utilizzo dei sottodomini per l’accesso al sito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito dell&#8217;incontro del 18 dicembre scorso, ha inviato ai 46 nuovi concessionari del gioco a distanza una Circolare con chiarimenti in merito all’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 41/2024 (Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi) con particolare riferimento all’utilizzo dei sottodomini per l’accesso al sito internet. Al centro del confronto c&#8217;è stata l’interpretazione della norma che impone ai concessionari l’attivazione di un unico sito internet, con dominio di primo livello nazionale “dot-it”, direttamente gestito e di proprietà del concessionario, escludendo la possibilità di mettere il sito o singoli elementi dell’offerta di gioco a disposizione di soggetti terzi. ADM ha ribadito che la ratio della disposizione è quella di contrastare il fenomeno delle cosiddette “skin” e il proliferare di siti secondari collegati ai concessionari, spesso affidati in passato a soggetti terzi. Rimane, quindi, il divieto assoluto di apertura e gestione di siti internet per la raccolta di giochi ulteriori rispetto all’unico sito internet autorizzato. I concessionari potranno però registrare nei server DNS, dei sottodomini che consentano l’accesso all’unico sito internet del concessionario a condizione che, siano esplicitamente indicati i nomi dei sottodomini utilizzati per la raccolta del gioco e che vi sia, al massimo, un singolo sottodominio per le seguenti tipologie di gioco: scommesse a quota fissa, concorsi pronostici, betting exchange, scommesse virtuali, scommesse ippiche, casinò e poker online, bingo a distanza. Sono inoltre consentiti i sottodomini utilizzati per il login dei giocatori o quelli aventi funzioni meramente informative, quindi senza alcuna possibilità di raccolta di gioco, anche attraverso semplici link al sito di raccolta. (fonte: Jamma)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PVR: i chiarimenti di Adm</title>
		<link>https://studiosbordoni.com/pvr-i-chiarimenti-di-adm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Sbordoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 16:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Categorie]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studiosbordoni.com/?p=2870</guid>

					<description><![CDATA[Lo scorso 18 dicembre si è tenuto il confronto tra Agenzia Dogane e Monopoli ed i nuovi concessionari del gioco online, nel quale sono emersi diversi quesiti interpretativi sui rapporti tra concessionari e Punti Vendita Ricariche (PVR). A.D.M., a tale riguardo, ha precisato alcuni aspetti operativi e regolamentari di particolare rilievo, come di seguito riassunti: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 18 dicembre si è tenuto il confronto tra Agenzia Dogane e Monopoli ed i nuovi concessionari del gioco online, nel quale sono emersi diversi quesiti interpretativi sui rapporti tra concessionari e Punti Vendita Ricariche (PVR).</p>
<p>A.D.M., a tale riguardo, ha precisato alcuni aspetti operativi e regolamentari di particolare rilievo, come di seguito riassunti:</p>
<p>a) Pubblicità. Adm ha chiarito che il divieto di affissione di materiale pubblicitario sul gioco, valido sia all’interno sia all’esterno dei Pvr, non riguarda la comunicazione di natura informativa legata all’apertura e alla ricarica di un conto gioco. Tale materiale, quindi, non rientra nelle limitazioni previste per la pubblicità.</p>
<p>b) Albo PVR. Indicazioni puntuali sono arrivate anche in merito all’iscrizione dei Punti vendita ricariche all’Albo. I titolari dei Pvr dovranno procedere con la registrazione, inserendo tutti i dati richiesti. Parallelamente, il concessionario sarà tenuto a registrare gli estremi del rapporto contrattuale relativo a ciascun singolo Pvr. Solo al completamento di questo passaggio il punto vendita potrà risultare attivo. L’Agenzia ha inoltre specificato che la piattaforma dedicata alla gestione dei contratti tra concessionari e Punti vendita ricariche diventerà disponibile soltanto dopo la definizione del contenzioso amministrativo attualmente in corso sull’Albo e con la conseguente piena operatività dello stesso.</p>
<p>c) Apertura dei conti gioco. Ulteriori chiarimenti hanno riguardato le procedure di apertura del conto gioco e i sistemi di autenticazione. Adm ha ribadito che l’apertura del conto non può avvenire senza l’acquisizione di un documento di identità valido. Resta comunque nella facoltà dei concessionari organizzare la procedura in più fasi, consentendo l’inserimento dei dati in momenti differenti e prevedendo una sospensione temporanea del processo. Per quanto concerne l’autenticazione a due fattori, i concessionari possono adottare soluzioni diverse, inclusi strumenti come Spid o l’accesso tramite account personali, quali Google o Apple ID</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
