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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Studio Psicologia Torino</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/</link><description>Il centro LIBERA-mente offre sul proprio territorio un servizio qualificato nell’ambito della prevenzione e della cura del disagio psicologico. Nasce nel 2005 con l’intento di offrire un luogo in cui dare spazio LIBERA-mente alle proprie difficoltà psicologiche.L’obiettivo è di perseguire il benessere psicologico della persona e di raggiungere un miglioramento della qualità della vita individuale, familiare, sociale e professionale.</description><language>en</language><managingEditor>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</managingEditor><lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2009 10:34:57 PDT</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">81</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><itunes:owner><itunes:email>studio.torino@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Il centro LIBERA-mente offre sul proprio territorio un servizio qualificato nell’ambito della prevenzione e della cura del disagio psicologico. Nasce nel 2005 con l’intento di offrire un luogo in cui dare spazio LIBERA-mente alle proprie difficoltà psicol</itunes:subtitle><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">StudioPsicologiaTorino</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra: a chi rivolgersi?</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/07/psicologo-psicoterapeuta-psichiatraa.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Tue, 14 Jul 2009 10:34:57 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5609456336663702811</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sipdt2Va0iI/AAAAAAAAAVM/koH6l84h6jQ/s1600-h/psychologist.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344186950089364002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 255px; CURSOR: hand; HEIGHT: 149px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sipdt2Va0iI/AAAAAAAAAVM/koH6l84h6jQ/s320/psychologist.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La persona che soffre di un disturbo psicologico molto spesso non sa&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;come curarsi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;a chi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; rivolgersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste molta confusione nel definire le competenze e gli ambiti di intervento di psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e neurologi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La confusione aumenta maggiormente se si deve decidere autonomamente sul tipo di psicoterapia da intraprendere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esistono molti tipi di psicoterapie ed ognuna di esse può essere maggiormente indicata per un determinato sintomo o per un determintato soggetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per facilitare la scelta verso il tipo di terapia e lo psicoterapeuta più idoneo per il soggetto e per il tipo di disturbo presso il Centro &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;LIBERA-mente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di Torino è possibile avvalersi della figura del &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;CONSULENTE PSICOLOGICO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo psicologo inoltre è in grado di far maggior chiarezza sui diversificati ruoli ed ambiti di intervento delle diverse figure professionali che operano in campo "psichico". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per ottenere una &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;consulenza psicologica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; in merito al percorso da intraprendere contatta il Centro &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;LIBERA-mente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di Torino al numero di telefono &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;340-77.64.899&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; o via e-mail: &lt;a href="mailto:studio.torino@gmail.com"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;studio.torino@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-5609456336663702811?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-14T19:34:57.407+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sipdt2Va0iI/AAAAAAAAAVM/koH6l84h6jQ/s72-c/psychologist.gif" height="72" width="72" /></item><item><title>STALKING: LA NORMATIVA</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/07/stalking-la-normativa.html</link><category>News</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sun, 12 Jul 2009 04:49:24 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5838561153191358985</guid><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlnM3Xhn5SI/AAAAAAAAAWM/Ar32v-8wQFU/s1600-h/istock_.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 115px; FLOAT: right; HEIGHT: 147px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357538483313829154" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlnM3Xhn5SI/AAAAAAAAAWM/Ar32v-8wQFU/s200/istock_.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;COSA PREVEDE L’ART. 612-bis c.p.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;L’Italia ha deciso di mettersi al passo con altri paesi che hanno già legiferato in materia con un ddl presentato dal ministro delle pari opportunità Mara Carfagna e approvato dal consiglio dei ministri lo scorso giugno 2008.&lt;br /&gt;Lo stalking quindi è diventato un reato anche in Italia, con il decreto legge n. 11 emesso il 23 febbraio 2009 (“&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonchè in tema di atti persecutori&lt;/span&gt;”&lt;/em&gt;) che ha introdotto l’art. 612-bis nel nostro c.p.&lt;br /&gt;L’articolo intitolato Atti persecutori, al comma 1 stabilisce che:&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;“chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”&lt;/em&gt;,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. È inoltre previsto l’ergastolo se lo stalker arriva a uccidere la propria vittima.&lt;br /&gt;Fino ad oggi, invece, gli atti di violenza, frequentemente preceduti da vere e proprie persecuzioni, sfuggivano a ogni sanzione. Attualmente, con questo ddl, la vittima di stalking, prima di presentare querela, può richiedere al questore un provvedimento di ammonimento orale nei confronti del persecutore. Sono altresì previsti aumenti di pena se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato (e questi casi sono i più diffusi) o da persone legate alla vittima da una relazione affettiva.&lt;br /&gt;La pena è aumentata fino alla metà e si procede d’ufficio se il fatto è commesso ai danni di un minore, se ricorrono le aggravanti di aver agito con le armi, con più persone, con scritti anonimi, se lo stalker è stato già ammonito oralmente dal questore. È previsto inoltre il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, dai suoi congiunti, dai suoi conviventi o legati ad essa da relazione affettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09011d.htm"&gt;www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09011d.htm&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-5838561153191358985?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-12T13:49:24.546+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlnM3Xhn5SI/AAAAAAAAAWM/Ar32v-8wQFU/s72-c/istock_.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Il tradimento nella terapia di coppia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/07/il-tradimento-nella-terapia-di-coppia.html</link><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Thu, 09 Jul 2009 14:29:19 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-716480542250723922</guid><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlZfeYQvXhI/AAAAAAAAAV0/AzB3ZIg2qzw/s1600-h/image002%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356573782317162002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 221px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlZfeYQvXhI/AAAAAAAAAV0/AzB3ZIg2qzw/s320/image002%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella terapia di coppia, quando la spaccatura del legame è dovuta al tradimento, viene fornito un adeguato spazio di contenimento e di elaborazione dei molteplici fattori che portano alla spaccatura della coppia. A volte il tradimento può costituire un elemento che, per quanto doloroso, permette una rinegoziazione delle regole all’interno del rapporto, aprendo a nuovi stili comunicativi tra i partners e favorendo la tendenza ad attingere a nuove risorse del legame. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I fattori che possono portare al tradimento all’interno della coppia hanno a che fare con patterns relazionali che, nel corso del tempo, possono aver indebolito il rapporto di coppia e aver reso più difficile la costruzione di un rapporto basato sull’intimità, sulla comprensione e sull’autenticità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra le modalità relazionali “disfunzionali”e pertanto dannose per la coppia è opportuno evidenziare: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- la tendenza a lasciare i conflitti aperti e irrisolti;&lt;br /&gt;- il sacrificio dell’autenticità o delle proprie esigenze personali;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-l’evitamento dei conflitti o del disaccordo perché convinti che possano logorare il rapporto;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- l’insoddisfazione dei rapporti sessuali vissuti come poco gratificanti;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- l’evitamento dell’intimità che, di conseguenza, ostacola la condivisione, la complicità e favorisce l’alienazione dalla vita di coppia;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- l’assenza di solidi confini che proteggano la coppia da inflenze esterne da parte di familiari e amici e l’assenza di specifici spazi e tempi che appartengano solo alla coppia, lontani dall’intromissione costante di pensieri rivolti ai figli o al lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terapia di coppia aiuta ogni membro ad esprimere le proprie autentiche esigenze e ad accogliere in modo nuovo quelle dell’altro, costruendo un rapporto basato su una reciprocità più genuina, fondata su scelta e responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-716480542250723922?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-09T23:29:19.110+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlZfeYQvXhI/AAAAAAAAAV0/AzB3ZIg2qzw/s72-c/image002%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Il Primo Sportello Anti-Stalking</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/07/il-primo-sportello-anti-stalking.html</link><category>News</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sun, 12 Jul 2009 04:42:14 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5380366170214114535</guid><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlnLzerxMhI/AAAAAAAAAV8/xvuEPnm_ll0/s1600-h/Stalking1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 295px; FLOAT: right; HEIGHT: 260px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357537317004325394" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlnLzerxMhI/AAAAAAAAAV8/xvuEPnm_ll0/s320/Stalking1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Apre a Desio, provincia di Milano, il primo sportello anti-stalking.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prende spunto da un dato inquietante: un italiano su cinque e’ stato oggetto di forme di molestia riferibili allo stalking e l’80% sono donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre per l’80% dei casi la vittima conosce il suo persecutore. Sono i dati dell’Osservatorio nazionale stalking, forniti dall’associazione Codici. Proprio l’associazione che ha presentato il suo sportello dedicato alle donne della provincia, con tanto di numero di primo intervento attivo 24 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intento e’ quello di aiutare chi subisce questo reato, da poco riconosciuto da un decreto legge, entrato in vigore il 25 febbraio 2009. Un fenomeno in grossa parte ancora ssconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dallo stalking, al mobbing, alla discriminazione sul lavoro e sociale, alle separazione conflittuali, ai casi di vera e propria violenza, fino ad arrivare all’abuso sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Lo &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sportello Tutela Donna&lt;/span&gt; di Desio riceverà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il martedì dalle h 9.30/13.30 ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il giovedì dalle h 15.30/17.30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel.:&lt;span style="color:#3333ff;"&gt; 0362 392.508&lt;/span&gt; (durante gli orari di&lt;br /&gt;ricevimento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pronto Intervento&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;: &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;strong&gt;3400584725&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (24h)&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-5380366170214114535?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-12T13:42:14.316+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SlnLzerxMhI/AAAAAAAAAV8/xvuEPnm_ll0/s72-c/Stalking1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Balbuzie (seconda parte)</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/06/balbuzie-seconda-parte.html</link><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Fri, 26 Jun 2009 06:24:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8962355863213313255</guid><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SkTLmc6TxjI/AAAAAAAAAVk/ehaoPns60Es/s1600-h/babuzie2.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351626118679217714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SkTLmc6TxjI/AAAAAAAAAVk/ehaoPns60Es/s320/babuzie2.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da cosa deriva la balbuzie?!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pensa che la balbuzie dipenda dal fatto che i balbuzienti hanno &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;due centri del linguaggio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, uno a destra e uno a sinistra, che invece di agire in armonia vanno in conflitto fra loro per la predominanza sulla parola che si sta per pronunciare, cosicché la persona balbetta. Per capire questo fenomeno bisogna riflettere sul fatto che mentre leggiamo è come se le parole venissero pronunciate nella nostra testa. Se proviamo a leggere senza sentire dentro di noi le parole non ci riusciamo parchè il centro adibito al controllo del linguaggio che si trova nella metà sinistra del cervello è sempre in collegamento con il centro dell'udito.&lt;br /&gt;Ma come nasce la balbuzia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti psichiatri sostengono che alla base ci sia un &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;rapporto difficile con i genitori&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. I luoghi di socializzazione esterna possono costituire un fattore scatenante della patologia. La balbuzie sarebbe in questo caso un meccanismo di difesa allo stesso tempo attirando l'attenzione e l'interessamento di un adulto.&lt;br /&gt;Un’altra teoria dice che la &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;balbuzie sia fisiologica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Accadrebbe cioè che i centri celebrali del pensiero e quelli che coordinano l'articolazione delle parole non risultano sincronizzati, cosicché la parola non riesce a star dietro al pensiero troppo veloce.&lt;br /&gt;Talora la malattia si risolve con l'età, ma nei casi gravi l'intervento di un &lt;strong&gt;logopedista&lt;/strong&gt; ottiene una guarigione completa nel 25% dei casi, e comunque notevoli miglioramenti negli altri. L'importante è agire velocemente &lt;strong&gt;non facendo pesare al bambino il suo disturbo&lt;/strong&gt;. Dall'adolescenza in poi i margine di guarigione si fanno più bassi, e spesso la balbuzie si complica con l'aggiunta di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;tic nervosi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; con tutto ciò che ne deriva a livello sociale. In questi casi è utile l'intervento anche di uno psicologo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8962355863213313255?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-26T15:24:00.759+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SkTLmc6TxjI/AAAAAAAAAVk/ehaoPns60Es/s72-c/babuzie2.png" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Balbuzie (prima parte)</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/06/balbuzie-prima-parte.html</link><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Wed, 10 Jun 2009 03:47:18 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6782658812116786330</guid><description>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La balbuzie e sue problematiche&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La balbuzie è un &lt;strong&gt;disturbo del linguaggio&lt;/strong&gt; che viene definito &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;di origine prettamente psicologica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. I soggetti che soffrono di balbuzie, parlano in modo esitante ripetendo le parole o parti di esse o prolungando le sillabe. Da ciò dipende una situazione, per la persona affetta e per gli ascoltatori, di forte disagio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il disagio fa generalmente aggravare il problema. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Si-O4XdkspI/AAAAAAAAAVc/kuLoqHkBkbY/s1600-h/achille_att.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345648381733941906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 107px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Si-O4XdkspI/AAAAAAAAAVc/kuLoqHkBkbY/s320/achille_att.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Solitamente lo specialista delle balbuzie è il logopedista.&lt;br /&gt;Abitualmente la balbuzie viene considerata un disordine del linguaggio, ma &lt;strong&gt;è in realtà una condizione estremamente complessa&lt;/strong&gt;, che non si limita alla ripetizione dei suoni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La balbuzie è spesso descritta come una sorta di iceberg, del quale il disordine del linguaggio non è che la punta.&lt;br /&gt;Esistono tutta una serie di &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;atteggiamenti comportamentali&lt;/span&gt; che generalmente si riscontrano in una bambino o una persona che vive questo disagio, per es.: chi è balbuziente tende a &lt;strong&gt;non guardare negli occhi&lt;/strong&gt; gli interlocutori. Spesso balbuzienti hanno una &lt;strong&gt;respirazione irregolare&lt;/strong&gt; e tendono a parlare con poca aria nei polmoni o addirittura senza. Alcuni sostituiscono le parole più temute con sinonimi, altri ancora utilizzano parole rassicuranti per “limitare i danni”.&lt;br /&gt;Oltre alle problematiche comunicative molti balbuzienti manifestano sentimenti e percezioni negative in relazione alla loro balbuzie e a se stessi come &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;vergogna, colpa, frustrazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e un &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;abbassamento dell’autostima&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; unita ad un sentimento di inadeguatezza.&lt;br /&gt;Tutti questi elementi nascosti del fenomeno balbuzie tendono a peggiorare i disordini del linguaggio ed una terapia che punti esclusivamente sul meccanismo del linguaggio è destinata a fallire. Solo un approccio olistico e globale, che affronti tutti gli aspetti del problema, può eliminare completamente la balbuzie. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-6782658812116786330?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-10T12:47:18.594+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Si-O4XdkspI/AAAAAAAAAVc/kuLoqHkBkbY/s72-c/achille_att.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Il Trauma Cranico… (seconda parte)</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/06/il-trauma-cranico-seconda-parte.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sat, 06 Jun 2009 05:31:21 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-4592278545507768950</guid><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sikzrp5v5ZI/AAAAAAAAAU0/n__Knq0NWlY/s1600-h/WAIS-block.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343859257927263634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 165px; CURSOR: hand; HEIGHT: 135px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sikzrp5v5ZI/AAAAAAAAAU0/n__Knq0NWlY/s200/WAIS-block.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tipi di trauma cranico e sua riabilitazione.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il danno da TC può essere &lt;a title="Danno cerebrale focale (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Danno_cerebrale_focale&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;focale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ovvero confinato ad una area del cervello, oppure &lt;a title="Danno cerebrale diffuso (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Danno_cerebrale_diffuso&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;diffuso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, e coinvolgere più di una zona. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Generalmente quando avviene il trauma il cervello si agita all’interno della scatola cranica e può danneggiarsi nell’urto, poiché le ossa del cranio all’interno non sono lisce la frastagliate, in alcuni punti; oltre a ciò allungandosi in avanti e indietro si stiracchiano i fasci che uniscono il cervello al sistema nervoso creando quello che si chiama &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Danno Assonale Diffuso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Un TCE può generare una lieve o grave perdita di coscienza o coma nei casi via via più gravi.&lt;br /&gt;Al risveglio il traumatizzato è generalmente rallentato e disorientato e a seconda del focolaio del trauma può manifestare &lt;strong&gt;deficit fisici&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;comportamentali o neuropsicologici&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il danno comportamentale è spesso collegato ad un trauma frontale che può comportare un’altra serie di disturbi come la difficoltà a astrarre, a risolvere problemi, a comprendere il significato di gesti e comportamenti, insomma tutto ciò che rientra nelle funzioni superiori. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il danno in altre zone può comportare in maniera più marcata disturbi della sfera linguistica, della memoria, della prassia, del riconoscimento, ecc. Generalmente i danni sono distribuiti e difficilmente ad un trauma corrisponde un danno specifico.&lt;br /&gt;Anche se generalmente dopo un incidente le famiglie e i parenti tendono ad “accontentarsi” della salute fisica del proprio congiunto, &lt;span style="color:#000000;"&gt;il danno cognitivo &lt;strong&gt;non deve&lt;/strong&gt; essere trascurato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;È importante cominciare al più presto una &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;riabilitazione neuropsicologica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; per recuperare le funzioni danneggiate e affiancare a ciò un &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;supporto psicologico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;sia per il soggetto&lt;/strong&gt; traumatizzato &lt;strong&gt;sia per la famiglia&lt;/strong&gt;, che spesso fa fatica ad accettare i cambiamenti che un trauma comporta.&lt;br /&gt;Secondo studi fatti &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;è possibile recuperare le funzioni entro due anni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;dal trauma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Dopo il cervello si ri-assesta e per così dire “impara a fare senza” e difficilmente si riesce ad ottenere un recupero totale. È tuttavia sempre possibile insegnare strategie per ovviare i deficit e imparare metodi anche divertenti per riabilitare a casa il nostro parente incidentato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-4592278545507768950?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-06T14:31:21.720+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sikzrp5v5ZI/AAAAAAAAAU0/n__Knq0NWlY/s72-c/WAIS-block.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>ENDOMETRIOSI:una possibile causa di sterilità femminile?</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/05/endometriosiuna-possibile-causa-di.html</link><category>News</category><category>Gravidanza e Parto</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 25 May 2009 14:08:35 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7682741481703809693</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShsGaO1hcNI/AAAAAAAAAUE/toUXkr48Mlc/s1600-h/quello_che_non_so_di_me_endometriosi_salute_malattia_endometriosi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339868830906806482" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 173px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShsGaO1hcNI/AAAAAAAAAUE/toUXkr48Mlc/s200/quello_che_non_so_di_me_endometriosi_salute_malattia_endometriosi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’ENDOMETRIOSI è una malattia che può colpire le donne in età fertile a partire dall’adolescenza. Si parla di endometriosi quando un tessuto simile all’endometrio (tessuto che riveste la superficie interna dell’utero) si forma e cresce in una zona “anomala” cioè diversadalla normale sede dell’utero (come ad esempio le ovaie, il peritoneo, i legamenti uterosacrali e il settoretto-vaginale). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tali formazioni possono essere causa di &lt;em&gt;dolore&lt;/em&gt;, di &lt;em&gt;infiammazioni&lt;/em&gt; edi altri fastidi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I sintomi possono diventare cronici e accompagnare la donna, specie durante le mestruazioni, per tutto il periodo riproduttivo. L’endometriosi può divenire invalidante dal punto di vista fisico e psichico e può incidere sulla &lt;em&gt;qualità di vita&lt;/em&gt; con ripercussioni a livello sociale e personale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È una malattia largamente sottovalutata in quanto solo una bassa percentuale di donne che ne soffre sa di esserne affetta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conoscere l’endometriosi è il primo passo del percorso di cura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una pronta diagnosi e il trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’&lt;em&gt;infertilità&lt;/em&gt; che può insorgere nel 30-40% dei casi di endometriosi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quello che non so di me… lo posso conoscere.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/em&gt;Presta attenzione ai sintomi, consulta il tuo medico o il tuo ginecologo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#006600;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#006600;"&gt;&lt;a href="http://www.ministerosalute.it/"&gt;www.ministerosalute.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#006600;"&gt;- &lt;a href="http://www.quellochenonsodime.it/"&gt;www.quellochenonsodime.it&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#006600;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#006600;"&gt;- &lt;a href="http://www.ministerosalute.it/"&gt;www.ministerosalute.it&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7682741481703809693?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-25T23:08:35.264+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShsGaO1hcNI/AAAAAAAAAUE/toUXkr48Mlc/s72-c/quello_che_non_so_di_me_endometriosi_salute_malattia_endometriosi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Il Trauma Cranico… (prima parte)</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/05/il-trauma-cranico-prima-parte.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sat, 06 Jun 2009 05:38:23 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-4619431709581755741</guid><description>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;... da non trascurare troppo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cos'è il trauma cranico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Spessissimo può capitare di sbattere violentemente la testa contro un oggetto… la maggior parte delle volte un paio di massaggi e tutto passa, ma non è sempre così: la botta in testa, detta &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;Trauma Cranico,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;non sempre&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sh1sm6Nk-pI/AAAAAAAAAUk/NOZgYbVtFmk/s1600-h/bip_bip_10.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340544148848310930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 149px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sh1sm6Nk-pI/AAAAAAAAAUk/NOZgYbVtFmk/s200/bip_bip_10.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; va trascurata.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;I traumi cranici sono semplicemente le lesioni della testa e avvengono quando un trauma improvviso causa danno cerebrale.&lt;br /&gt;Generalmente per trauma cranico si intende il danno traumatico cioè quello che può derivare da un caduta, uno botta, uno scossone, ecc. I sintomi del trauma cranico possono essere &lt;strong&gt;lievi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;moderati&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;grav&lt;/strong&gt;i, dipendendo dall'estensione del danno al cervello.&lt;br /&gt;Alcuni traumi non com portano nessuna conseguenza mentre altri possono portare con se danni importanti e duraturi.&lt;br /&gt;Il &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;trauma cranico lieve è il più diffuso&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;; in questi casi&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;il paziente può rimanere cosciente o a volte può perdere coscienza per pochi secondi o minuti, a volte ci si sente strani oppure compaiono alcuni &lt;strong&gt;sintomi&lt;/strong&gt; come: cefalea, sonnolenza, ronzio all’udito, vomito, debolezza ad un braccio o ad una gamba, e tutta un’altra serie di altri segnali che devono metterci in allarme nel caso in cui ci sia stato un qualunque trauma alla testa.&lt;br /&gt;In particolare i &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;bambini piccoli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; con trauma cranico moderato o grave possono mostrare alcuni dei precedenti segni, ed altri specifici dei bambini, come: pianto persistente, impossibilità ad essere consolati, e/o rifiuto a bere, essere allattati o mangiare .&lt;br /&gt;Nel caso, è sempre raccomandato un rapido soccorso e un intervento medico.&lt;br /&gt;&lt;a name="Cause_e_fattori_di_rischio_per_il_trauma"&gt;&lt;/a&gt;La maggior parte dei TC sono dovuti a incidenti su automobili, biciclette, moto, o come pedoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;... &lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/06/il-trauma-cranico-seconda-parte.html"&gt;segue&lt;/a&gt; ...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-4619431709581755741?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-06T14:38:23.336+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sh1sm6Nk-pI/AAAAAAAAAUk/NOZgYbVtFmk/s72-c/bip_bip_10.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Alcohol prevention day 2009</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/05/alcohol-prevention-day-2009.html</link><category>Infanzia e Adolescenza</category><category>News</category><category>Patologie: dipendenze</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 25 May 2009 14:06:53 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8353244754878447585</guid><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShsIR02neBI/AAAAAAAAAUM/iOr19xcv4qU/s1600-h/alcolismo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339870885516376082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 164px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShsIR02neBI/AAAAAAAAAUM/iOr19xcv4qU/s200/alcolismo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Sempre più adolescenti alla ricerca dello sballo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShGxdopTjmI/AAAAAAAAAT8/Ld7rv3KtuBQ/s1600-h/alcolismo.gif"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nove ragazzi su 10 bevono in discoteca o nei pub durante il week end e molti, troppi alla ricerca di uno sballo a basso costo. Un’esperienza che coinvolge il 64,8 % dei ragazzi e il 34% delle ragazze con un allarmante picco per i minorenni: il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze che bevono sino ad ubriacarsi ha meno di 18 anni. Un numero superiore rispetto ai 19-24enni che si ubriacano (il 19 % dei maschi ed il 9 % delle femmine) e dei meno giovani, quelli oltre i 25 anni di età (il 7,5 % dei maschi ed il 5,5 % delle femmine) tra cui si registra la più elevata percentuale di sobri quasi a dimostrare che con l’età si mette giudizio. I ragazzi bevono in media 4 bicchieri di alcol, 3 le ragazze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli under 18 fanno registrare addirittura un record in questa cattiva abitudine: 4 bicchieri e mezzo i maschi, inaspettatamente 6 le femmine. Aumentano di pari passo i policonsumatori, coloro cioè che in una sola serata bevono birra, whisky, gin e tequila, insomma bevande ad alta gradazione. Senza disdegnare il vino, che torna di moda nello sballo del sabato sera, scelto soprattutto dalle giovanissime. Colpa dell’accresciuta disponibilità e accessibilità delle bevande alcoliche da parte dei giovani, complici l’abbassamento dei prezzi nelle occasioni di happy hours, la pubblicità e le strategie di marketing.&lt;br /&gt;A scattare questa fotografia dell’uso e abuso di alcol tra i giovani è, per il terzo anno consecutivo, la ricerca "Il Pilota" dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel decennale delle attività istituzionali e presentata oggi in occasione dell'Alcohol Prevention Day 2009 . &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fonte: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ministerosalute.it/"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.ministerosalute.it/&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8353244754878447585?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-25T23:06:53.971+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/ShsIR02neBI/AAAAAAAAAUM/iOr19xcv4qU/s72-c/alcolismo.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>MAGGIO DI INFORMAZIONE PSICOLOGICA</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/05/maggio-di-informazione-psicologica.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Thu, 07 May 2009 14:46:38 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-1503188058667666086</guid><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SgNWJFw_t_I/AAAAAAAAAT0/jCcHU_aO7ic/s1600-h/logomip2small.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333201097903290354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 100px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SgNWJFw_t_I/AAAAAAAAAT0/jCcHU_aO7ic/s200/logomip2small.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;COS’E’ E COME SI SVOLGE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il MIP, Maggio di Informazione Psicologica è un’iniziativa di Psycommunity, la comunità virtuale degli psicologi italiani che si impegnano, a titolo volontario, a promuovere eventi e manifestazioni culturali inerenti la psicologia.&lt;br /&gt;Il MIP, che avrà luogo per il secondo anno consecutivo, si pone gli obiettivi di diffondere un’adeguata cultura del benessere psicologico sensibilizzare alla prevenzione del disagio psichico&lt;br /&gt;facilitare l’incontro con lo psicologo e lo psicoterapeuta divulgare corrette informazioni e sfatare pregiudizi incoraggiare e promuovere la cultura psicologica in Italia far conoscere gli ambiti di applicazione della psicologia fare chiarezza sulla professionalità dello psicologo e dello psicoterapeuta&lt;br /&gt;PER &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;TUTTO&lt;/span&gt; IL &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;MESE DI MAGGIO&lt;/span&gt; 2009743 PSICOLOGI, PRESENTI IN TUTTE LE CITTÀ ITALIANE metteranno gratuitamente la propria esperienza e le proprie conoscenze a disposizione delle persone, incontrandole e fornendo informazioni sulla prevenzione e sul benessere psicologici, sulla psicologia e sugli psicologi &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;GLI PSICOLOGI OFFRIRANNO UN COLLOQUIO PSICOLOGICO GRATUITO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;a chi ne farà richiesta, presso lo studio più vicino al luogo di residenza dell’utente&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;226 INIZIATIVE, SEMINARI, INCONTRI A TEMA ED ESPERIENZIALI GRATUITI si svolgeranno presso gli studi degli psicologi e presso luoghi pubblici&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;OGNI UTENTE DEL MIP RICEVERÀ MATERIALE INFORMATIVO GRATUITO PER SCEGLIERE PSICOLOGO E INIZIATIVA, PRENOTARSI, INFORMARSI&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.psicologimip.it/"&gt;http://www.psicologimip.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.psycommunity.it/"&gt;http://www.psycommunity.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/info@psicologimip.it"&gt;info@psicologimip.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-1503188058667666086?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-07T23:46:38.044+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SgNWJFw_t_I/AAAAAAAAAT0/jCcHU_aO7ic/s72-c/logomip2small.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La separazione della coppia. Esperienza dolorosa.</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/la-separazione-della-coppia-esperienza.html</link><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 25 May 2009 14:12:25 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3687295380365446581</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SfnCob1M4wI/AAAAAAAAATs/qhhJdOfEoKM/s1600-h/images[38].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330505633891148546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 121px; CURSOR: hand; HEIGHT: 129px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SfnCob1M4wI/AAAAAAAAATs/qhhJdOfEoKM/s400/images%5B38%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La decisione di separarsi avviene attraverso un processo lento e doloroso per entrambi i componenti della coppia. Non sempre entrambi i partner riescono a fare questo passo. Può succedere che uno dei due, in genere quello che richiede la separazione, elabori prima dell’altro il distacco ed è quindi più autonomo, mentre l’altro rimane emotivamente coinvolto e non riesce a superare quest’esperienza vissuta, nella maggior parte dei casi, come un fallimento personale, uno smacco o un affronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca clinica evidenzia che nel divorzio è differente la posizione di chi lascia e &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SfnAju9gqeI/AAAAAAAAATc/E5WPtv-6TsM/s1600-h/images[57].jpg"&gt;&lt;/a&gt;di chi viene lasciato. In chi lascia sono prevalenti i temi della colpa, della vergogna e della paura di ritorsioni; in chi è lasciato sono prevalenti i temi dell’abbandono, del rifiuto, della disperazione e dell’esplosione della collera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La separazione di fatto prima e legale poi non coincidono necessariamente con la separazione emotiva dei coniugi, anzi spesso questi due processi si verificano in tempi diversi.&lt;br /&gt;La coppia è composta di tre parti, due individui e una relazione: io, tu, noi. Quando una coppia si separa è il Noi che necessita di essere rielaborato e modificato all’interno di un nuovo contesto. La separazione emotiva implica un processo che modifica i legami psicologici tra i due coniugi o che, comunque, li trasforma completamente (Oliverio Ferraris 1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fine della relazione coniugale segna una frattura rispetto all’impegno assunto, religioso o civile, e al patto segreto della coppia, ovvero quella dimensione inconsapevole legata ai bisogni, ai desideri, alle paure di ciascun individuo che forma la coppia. Per questo non basta dichiarane la fine perché questa avvenga.&lt;br /&gt;Esistono diverse situazioni in cui coloro che hanno sciolto il patto a livello dell’impegno non riescono a farlo relativamente al patto segreto. Questo è l’esempio del legame disperante in cui qualcuno nella coppia non può smettere di sperare in quel legame; si tratta di una difesa rispetto al dolore della fine (Cigoli, 1997). Nonostante gli ex coniugi vivano ciascuno per proprio conto e stringano nuovi rapporti affettivi, è proprio quel legame che conta e domina.&lt;br /&gt;Un’altra forma che assume il legame disperante è quella per cui qualcuno, dovendo salvare a tutti i costi se stesso come capace di legame non può che annullare e distruggere la presenza dell’altro vissuto come male terrifico e persecutorio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3687295380365446581?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-25T23:12:25.071+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SfnCob1M4wI/AAAAAAAAATs/qhhJdOfEoKM/s72-c/images%5B38%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Obesità in età evolutiva... (2a parte)</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/obesita-in-eta-evolutiva-2a-parte.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 18 May 2009 12:54:12 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-1935653488579168190</guid><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sfhl_IYsnXI/AAAAAAAAATU/dXECgn1IMPU/s1600-h/globesity.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330122294250216818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 137px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sfhl_IYsnXI/AAAAAAAAATU/dXECgn1IMPU/s200/globesity.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fattori sociali e psicologici&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell´obesità quasi sempre ci sono &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;fattori psicologici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che verosimilmente giocano un ruolo nella formazione dell´obesità.&lt;br /&gt;La madre che allatta offre al suo bambino non solo latte, ma anche supporto, calore, odore, cura, contatto visivo che soddisfa i suoi bisogni primordiali. Per questa ragione il cibo diventa, per la madre e il bambino, un modo di dare e avere e un veicolo per messaggi di amore o aggressione. Questo è il motivo per cui il cibo si carica di valori e simboli complessi (sociali, etnici, etici, religiosi ...) in ogni paese e in ogni cultura.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il cibo acquisisce valore emotivo&lt;/strong&gt; e spesso si configura come un &lt;strong&gt;mezzo per esprimere&lt;/strong&gt; il proprio affetto, i sensi di colpa, il senso di insicurezza, diventa fonte di conforto, forma di compenso, ecc.&lt;br /&gt;A questi vanno ad aggiungersi aspetti sociali: &lt;strong&gt;attività sedentarie&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;errati comportamenti alimentari&lt;/strong&gt;, ecc.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’obesità è un problema cui dare la giusta importanza&lt;/strong&gt;: qualche chilo di tropo non è un dramma ma il sovrappeso può, con l’età, causare altri problemi fisici e psicologici.&lt;br /&gt;È importante intervenire, come abbiamo già sottolineato, con un &lt;strong&gt;approccio multidisciplinare&lt;/strong&gt; che comprenda l’apporto di medici, di esperti dell’alimentazione, di psicologi, di fisioterapisti, che accompagnino il ragazzo (o l’adulto) e i suoi famigliari ad una completa rieducazione alimentare e ri-attribuzione di significati al cibo ed alle sue valenze emotive.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-1935653488579168190?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-18T21:54:12.807+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Sfhl_IYsnXI/AAAAAAAAATU/dXECgn1IMPU/s72-c/globesity.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Obesità in età evolutiva...</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/obesita-in-eta-evolutiva_21.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 18 May 2009 12:54:43 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7419640892719514995</guid><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Se2eQceaxLI/AAAAAAAAATM/XQGhgYUxWHY/s1600-h/obesi20sul20molo.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327087939608036530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 190px; CURSOR: hand; HEIGHT: 131px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Se2eQceaxLI/AAAAAAAAATM/XQGhgYUxWHY/s200/obesi20sul20molo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Un problema moderno...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da alcuni decenni i paesi industrializzati registrano &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;un’inarrestabile dilagare dell'obesità&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Il trend riguarda anche alcuni tra i più piccoli che si trovano a fare i conti con un patrimonio genetico votato al risparmio energetico ed uno stile di vita profondamente modificatosi negli ultimi vent'anni: giornate infarcite di tecnologia e cibo che lasciano poco spazio al movimento spontaneo e ai giochi, accudimento talvolta carente rimpiazzato da cibo e televisione, comportamenti alimentari familiari alterati e molto altro portano al risultato che oggi conosciamo: l’Associazione Internazionale per Studi contro l’Obesità (IASO) attraverso ricerche ha dichiarato che Italia, Stati uniti, Canada contano più del 30% dei ragazzi nella fascia del sovrappeso (anche se chiaramente non si parla per ogni caso di obesità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'allarme globale lanciato dalle società medico-scientifiche fanno seguito programmi di prevenzione su larga scala.&lt;br /&gt;Per far fronte al problema occorre sicuramente un &lt;strong&gt;approccio multidisciplinare&lt;/strong&gt; che coinvolga figure mediche e non: dietologo, dietista, psicologo, fisioterapista, ecc.&lt;br /&gt;Fondamentale il &lt;strong&gt;coinvolgimento della famiglia&lt;/strong&gt;, che rappresenta la prima risorsa terapeutica.&lt;br /&gt;Il bambino specie se piccolo, va educato verso una scelta alimentare consapevole e una maggiore attività motoria.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;... &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/obesita-in-eta-evolutiva-2a-parte.html"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;segue&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt; ...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7419640892719514995?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-18T21:54:43.818+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/Se2eQceaxLI/AAAAAAAAATM/XQGhgYUxWHY/s72-c/obesi20sul20molo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La psicoterapia familiare. La famiglia e le regole che la governano.</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/la-psicoterapia-familiare.html</link><category>Psicoterapia Familiare</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Wed, 29 Apr 2009 12:21:49 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5072490353445160903</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SerhG0-pZjI/AAAAAAAAAS8/C-k1udWALnY/s1600-h/modern_dolls_500[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326317016735901234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 164px; CURSOR: hand; HEIGHT: 157px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SerhG0-pZjI/AAAAAAAAAS8/C-k1udWALnY/s200/modern_dolls_500%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La famiglia, nonostante gli attacchi ricevuti durante gli anni della contestazione e le conseguenti trasformazioni, è ancora la struttura fondamentale della nostra società. E’ un’organizzazione retta da regole che proteggono gli individui e permettono ai figli di crescere; regole che possono diventare troppo flessibili oppure, al contrario, troppo rigide, e portare a dei problemi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Sono stati identificati sei modelli esemplari di organizzazione familiare, quelli che più spesso ricorrono nel panorama attuale e che negli ultimi anni emergono come responsabili della formazione di nodi problematici.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Modello iperprotettivo:&lt;/span&gt; i genitori si sostituiscono continuamente ai propri figli, considerati fragili, rendono la loro vita più facile, cercano di eliminare tutte le difficoltà che potrebbero incontrare, fino ad intervenire direttamente facendo le cose al loro posto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Modello democratico-permissivo&lt;/span&gt;: i genitori e i figli sono sullo stesso piano; i genitori si comportano più come amici, confidenti, complici, che come guide autorevoli. Domina l'assenza di gerarchie; le regole non vengono mai imposte con fermezza e non prevedono sanzioni.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Modello sacrificante&lt;/span&gt;: i genitori si sacrificano costantemente per dare il massimo ai propri figli; i comportamenti di rinuncia dei propri desideri sono numerosi e il piacere più grande è il piacere dei figli.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Modello intermittente&lt;/span&gt;: i membri della famiglia oscillano da un modello all’altro; i genitori passano da posizioni rigide a posizioni morbide, da posizioni valorizzanti a posizioni squalificanti nei confronti dei propri figli, inviano di continuo messaggi contradditori ed ambivalenti.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Modello delegante&lt;/span&gt;: i genitori delegano ad altri il loro ruolo di guida. La coppia non sviluppa un proprio sistema di vita autonomo, ma si inserisce nel contesto della famiglia di origine di uno dei due coniugi. I genitori tendono ad essere poco presenti e a delegare ai nonni l'educazione dei propri figli.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Modello autoritario&lt;/span&gt;: un genitore o entrambi tentano di esercitare il potere sui figli in modo deciso o rigido. I figli hanno poca voce in capitolo e devono accettare i dettami imposti dai loro genitori, senza poter esprimere loro pareri in proposito. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Questi sono dei tratti di famiglia, degli esempi, e tutti e sei presentano limiti e risorse; per tutti e sei i modelli si possono riscontrare dei nodi problematici che vengono sciolti attraverso un percorso familiare che mira a "ritoccare" alcune asperità.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-5072490353445160903?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-04-29T21:21:49.911+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SerhG0-pZjI/AAAAAAAAAS8/C-k1udWALnY/s72-c/modern_dolls_500%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Prevenzione all'Uso della Droga in Adolescenza: il ruolo della Scuola</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/prevenzione-alluso-della-droga-in.html</link><category>Infanzia e Adolescenza</category><category>Patologie: dipendenze</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Wed, 15 Apr 2009 14:53:41 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7358952279819907189</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SeZWKXoCB0I/AAAAAAAAAS0/jfe-_CM-v7c/s1600-h/droga.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325038345552791362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 133px; CURSOR: hand; HEIGHT: 108px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SeZWKXoCB0I/AAAAAAAAAS0/jfe-_CM-v7c/s200/droga.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;adolescenza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; rappresenta una fase di vita in cui si affacciano diversi problemi difficili da superare. Tale fase evolutiva è caratterizzata dalle trasformazioni corporee inerenti all’acquisizione dell’identità sessuale e all’incremento esponenziale delle funzioni cognitive. Tali veloci cambiamenti, spesso, lasciano nel giovane un profondo senso di disorientamento e di confusione. Per alcuni ragazzi tutto ciò può essere sconvolgente perché si sentono impreparati e impotenti di fronte all’esplosione del loro corpo. In taluni casi, questa fragilità può portare il giovane ad avvicinarsi alla droga, creando in lui spesso la convinzione di poter superare senza difficoltà tali problematiche. Il meccanismo della &lt;em&gt;dipendenza dalle sostanze&lt;/em&gt; è inoltre favorito dalla sensazione di benessere che la droga procura, lasciando spesso l’illusione di sentirsi meglio e di ritenersi più capace ad affrontare la vita.&lt;br /&gt;L’acquisizione dell’identità dell’adolescente appare, oggi, molto più difficile che in passato sia per una generale crisi e relativizzazione dei valori, sia per il moltiplicarsi delle possibilità di scelta conseguenti alla crescente complessità della società.&lt;br /&gt;Nella letteratura scientifica si possono rintracciare diversi &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;fattori di rischio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; relativi all’avvicinamento del giovane al mondo della droga, riconducibili alla delicata fase evolutiva adolescenziale.&lt;br /&gt;La diffusione del fenomeno di abuso di sostanze tra gli adolescenti avviene in prima istanza in presenza di un soggetto con una &lt;em&gt;personalità fragile&lt;/em&gt;, in cui è il suo atteggiamento nei confronti degli stupefacenti ad essere il fattore decisivo nel processo di assunzione di droghe.&lt;br /&gt;Un ulteriore fattore di rischio può essere rappresentato da &lt;em&gt;modelli familiari disfunzionali&lt;/em&gt; in cui, per esempio, siano assenti regole o dove regni troppo autoritarismo, dove manchi la comunicazione tra genitori e figli, dove vi siano figure parentali anafettive.&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;gruppo dei pari&lt;/em&gt;, cioè il gruppo amicale dei coetanei dell’adolescente, la cui importanza e la cui autorità superano a volte quelle dei genitori, può indurre l'adolescente ad adottare comportamenti disadattati.&lt;br /&gt;Infine una &lt;em&gt;realtà sociale svantaggiata&lt;/em&gt;, laddove vi sono fenomeni di disagio sociale ed economico, delinquenza, strutture inadeguate, può favorire l'incontro tra adolescente e la droga.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;scuola&lt;/em&gt; e la &lt;em&gt;società &lt;/em&gt;dovrebbero aiutare i giovani a maturare a livello culturale, affettivo e civile attraverso il monitoraggio continuo e la prevenzione di quei comportamenti che a lungo termine potrebbero diventare condotte devianti.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Educare alla salute&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; significa anzitutto insegnare all’adolescente un atteggiamento di base che lo porti ad essere &lt;em&gt;rispettoso di sé e della propria salute&lt;/em&gt;. In quest’ottica di responsabilizzazione si è scoperto che un errore del passato era quello di demonizzare la droga. Oggi si preferisce puntare di meno sull’informazione e sulla dissuasione terroristica dalla droga e invece di più sul concetto di salute e di risposta adeguata ai propri bisogni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7358952279819907189?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-04-15T23:53:41.408+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SeZWKXoCB0I/AAAAAAAAAS0/jfe-_CM-v7c/s72-c/droga.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Perchè la Psicoterapia Familiare?</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/04/perche-la-psicoterapia-familiare.html</link><category>Psicoterapia Familiare</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Thu, 02 Apr 2009 08:02:24 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-246299167937580521</guid><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SdOBCA5PZaI/AAAAAAAAASU/Kl7TTjQi3C8/s1600-h/images%5B7%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319737456454493602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 125px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SdOBCA5PZaI/AAAAAAAAASU/Kl7TTjQi3C8/s200/images%5B7%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il ruolo che la famiglia assume all'interno del contesto terapeutico è di fondamentale importanza. L'intervento ed il coinvolgimento, nel programmma terapeutico, della famiglia permette di facilitare il processo di soluzione di una situazione sintomatica divenuta oramai insostenibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spesso il malessere psicologico di cui soffre un membro del gruppo familiare origina da dinamiche relazionali disfunzionali o patologiche. &lt;/div&gt;Ciò significa che l'individuo che esprime un disagio fisico/psicologico si fà, inconsapevolmente, portavoce di una criticità che coinvolge l'intero nucleo familiare. Ad esempio le difficoltà che l'adolescente porta negli incontri con il terapeuta possono riflettere una difficoltà nella relazione con i propri familiari oppure una donna con crisi d'ansia può in realtà vivere una relazione insoddisfaciente con il proprio partner.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Da ciò si deduce che:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La famiglia è fortemente coinvolta nei vissuti emozionali e comportamentali della persona.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;La famiglia è fonte preziosa di informazioni, conoscenze, risorse.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;La famiglia ha aspettative e sistemi di valori che influenzano i processi di motivazione al cambiamento dell'individuo.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;E' per questo che la famiglia è uno strumento prezioso per il raggiungimento del benessere individuale, di coppia e familiare.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-246299167937580521?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-04-02T17:02:24.012+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SdOBCA5PZaI/AAAAAAAAASU/Kl7TTjQi3C8/s72-c/images%5B7%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Ansia e attacco di panico: un male curabile</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/08/attacco-di-panico-un-male-comune.html</link><category>Patologie: dist.d'ansia</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Wed, 15 Apr 2009 14:56:58 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8490655012679403893</guid><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SJ2jkh5_2hI/AAAAAAAAAG4/iorT1Qyb2lw/s1600-h/ansia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5232518190046632466" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="168" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SJ2jkh5_2hI/AAAAAAAAAG4/iorT1Qyb2lw/s200/ansia.jpg" width="166" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L'attacco di panico si presenta con delle caratteristiche ben definite. Innanzitutto chi ha avuto un attacco di panico ricorda perfettamente sia i sintomi che ha provato, sia il luogo preciso in cui è avvenuta la condizione di disagio. L'attacco di panico giunge all'improvviso, non ci sono segnali premonitori. &lt;div align="justify"&gt;I sintomi provati sono molteplici (&lt;em&gt;vedi: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/01/attacchi-di-panico.html"&gt;&lt;em&gt;Attacchi di panico&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;) e in linea generale la persona in quel momento ha paura di impazzire e o di morire.&lt;br /&gt;L'attacco di panico può presentarsi accompagnato da un disturbo ancora più grave:l'&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/06/agorafobia-criteri-diagnostici-dsm-iv.html"&gt;agorafobia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La persona in questa condizione limita i suoi spostamenti e le proprie uscite per paura di poter stare male: nelle circostanze più estreme vi può essere una riduzione considerevole dell'autonomia personale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8490655012679403893?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-04-15T23:56:58.413+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SJ2jkh5_2hI/AAAAAAAAAG4/iorT1Qyb2lw/s72-c/ansia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>DISTURBO d’ANSIA di SEPARAZIONE (DSM IV-TR)</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/03/disturbo-dansia-di-separazione-dsm-iv.html</link><category>Infanzia e Adolescenza</category><category>Patologie: dist.d'ansia</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 09 Mar 2009 15:50:47 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3361991000922234727</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SbWcKIj9HgI/AAAAAAAAASE/cjQp1T3GHZA/s1600-h/bambina-zaino1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311323033464282626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 183px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SbWcKIj9HgI/AAAAAAAAASE/cjQp1T3GHZA/s200/bambina-zaino1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I criteri diagnostici per il &lt;strong&gt;Disturbo d’Ansia di Separazione&lt;/strong&gt; secondo il DSM-IV-TR sono i seguenti:&lt;br /&gt;A) &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ansia inappropriata&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; rispetto al livello di sviluppo ed eccessiva che riguarda la separazione da casa o da coloro a cui il soggetto è attaccato, come evidenziato da tre (o più) dei seguenti elementi:&lt;br /&gt;1. &lt;em&gt;malessere&lt;/em&gt; eccessivo ricorrente quando avviene la &lt;em&gt;separazione da casa&lt;/em&gt; o dai principali personaggi di attaccamento o quando essa è anticipata col pensiero&lt;br /&gt;2. persistente ed eccessiva &lt;em&gt;preoccupazione&lt;/em&gt; riguardo alla &lt;em&gt;perdita dei principali personaggi di attaccamento&lt;/em&gt;, o alla possibilità che accada loro qualche cosa di dannoso&lt;br /&gt;3. persistente ed eccessiva preoccupazione riguardo al fatto che un &lt;em&gt;evento spiacevole&lt;/em&gt; e imprevisto comporti separazione dai principali personaggi di attaccamento (per es., essere smarrito o essere rapito)&lt;br /&gt;4. persistente riluttanza o &lt;em&gt;rifiuto di andare a scuola&lt;/em&gt; o altrove per la paura della separazione&lt;br /&gt;5. persistente ed eccessiva &lt;em&gt;paura&lt;/em&gt; o riluttanza &lt;em&gt;a stare solo&lt;/em&gt; o senza i principali personaggi di attaccamento a casa, oppure senza adulti significativi in altri ambienti&lt;br /&gt;6. persistente riluttanza o rifiuto di andare a dormire senza avere vicino uno dei personaggi principali di attaccamento o di dormire fuori casa&lt;br /&gt;7. ripetuti &lt;em&gt;incubi sul tema della separazione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;8. ripetute &lt;em&gt;lamentele&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;sintomi fisici&lt;/em&gt; (per es., mal di testa, dolori di stomaco, nausea o vomito) quando avviene od è anticipata col pensiero la separazione dai principali personaggi di attaccamento.&lt;br /&gt;B) La durata dell’anomalia è di almeno 4 settimane.&lt;br /&gt;C) L’esordio è prima dei 18 anni.&lt;br /&gt;D) L’anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, scolastica (lavorativa), o di altre importanti aree del funzionamento.&lt;br /&gt;E) L’anomalia non si manifesta esclusivamente durante il decorso di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, di Schizofrenia, o di un altro Disturbo Psicotico e, negli adolescenti e negli adulti, non è meglio attribuibile ad un Disturbo di Panico Con Agorafobia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3361991000922234727?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-03-09T23:50:47.820+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SbWcKIj9HgI/AAAAAAAAASE/cjQp1T3GHZA/s72-c/bambina-zaino1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>I DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE: l'anoressia e la bulimia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/02/per-quale-ragione-negli-ultimi.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 18 May 2009 12:55:17 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-4400741784590079207</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SaXCmcda9YI/AAAAAAAAAR0/vZrJ6oBdK9U/s1600-h/images%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306861701656409474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 107px; CURSOR: hand; HEIGHT: 124px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SaXCmcda9YI/AAAAAAAAAR0/vZrJ6oBdK9U/s400/images%5B2%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Per quale ragione negli ultimi trent’anni si assiste all’aumento dei casi di anoressia e di bulimia? Per quale motivo l’incidenza del fenomeno è soprattutto “femminile”?&lt;br /&gt;Sicuramente il contesto sociale di appartenenza e il mito della “magrezza” del mondo occidentale hanno favorito l’emergere di tali patologie e sono responsabili di un modello femminile rigido in cui predomina il culto del fisico e l’importanza del fitness.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prevalenza di soggetti femminili affetti da anoressia e bulimia è dovuta ad una predisposizione biologica delle donne a resistere senza cibo. Dal punto di vista evoluzionistico, le donne hanno maggiore resistenza alla fame nei periodi di scarsità di cibo; ciò rappresenta una garanzia per la conservazione della specie.&lt;br /&gt;Le donne sono inoltre soggette, più degli uomini, all’accumulo di grasso e di conseguenza subiscono maggiori frustrazioni da parte di una società che urla al culto della magrezza.&lt;br /&gt;Infine lo sviluppo puberale femminile è sicuramente più complesso di quello maschile dal punto di vista delle funzioni ormonali e dei meccanismi psicologici che lo sottendono e può predisporre a disturbi psicologici di fronte a fattori di stress.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i fattori psicologici sono di rilievo quelli legati alle inquietudini provocate dalle problematiche relative all’autonomia, all’autostima, al successo e al controllo. Questi problemi psicologici sono connessi al concetto di identità che diventa tema centrale quando si parla di disturbi dell’alimentazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’identità della giovane adolescente si costruisce all’interno di un’ampia cornice che include: il contesto sociale, le esperienze familiari, le predisposizioni biologiche e fattori accidentali dello sviluppo. Generalmente, gli eventi che scatenano il meccanismo patologico delle diete sono proprio quelle stesse esperienze che mettono alla prova il senso di indipendenza e di valore dell’adolescente: le prime relazioni eterosessuali, la perdita di un’amicizia, la malattia, la morte o la separazione di un membro importante della famiglia. Queste difficoltà evolutive “normali” producono nei soggetti che mancano di autonomia una crisi di autostima.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A differenza dell'anoressia in cui c'è una forte identificazione con la figura materna, nel caso della bulimia c'è invece il tentativo di differenziarsi dalla madre, considerata debole ed incapace.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le diete e la perdita di peso, nel caso dell'anoressica, diventano segnali di potere e di controllo e pertanto motivo di orgoglio e di superiorità sociale. L'abbuffata della paziente bulimica ed il successivo vomito autoindotto rappresentano, invece, una dipendenza a cui è spesso difficile sottrarsi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-4400741784590079207?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-18T21:55:17.042+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SaXCmcda9YI/AAAAAAAAAR0/vZrJ6oBdK9U/s72-c/images%5B2%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La crisi nella coppia di mezza età</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/02/la-crisi-nella-coppia-di-mezza-eta.html</link><category>Coppia</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sun, 15 Feb 2009 07:03:57 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-2981497272486330147</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SZgrKZDwzRI/AAAAAAAAARc/dvShMIDd1FI/s1600-h/images[8].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303036018754112786" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 118px; CURSOR: hand; HEIGHT: 118px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SZgrKZDwzRI/AAAAAAAAARc/dvShMIDd1FI/s400/images%5B8%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A causa di cosa un matrimonio collaudato per oltre vent’anni può divenire terreno fertile per il sopravvenire di crisi coniugali? Cosa spinge due coniugi ad iniziare una relazione extraconiugale in questo periodo avanzato del matrimonio?&lt;br /&gt;Il periodo di mezza età è un periodo lungo e complesso nel ciclo vitale della coppia. I coniugi raggiungono questo stadio dopo un periodo in cui l’investimento professionale ha dato i maggiori frutti e la sfera sociale è ben consolidata e strutturata. I figli, inoltre, hanno ormai raggiunto una certa autonomia e non hanno più le esigenze del passato.&lt;br /&gt;Tuttavia è proprio in questa fase che si evidenzia la necessità di rimettere a fuoco, rivedere e spesso riorganizzare la vita di coppia secondo nuovi schemi comportamentali. I coniugi cominciano di solito ad acquisire più libertà per esplorare i propri bisogni personali ed iniziano ad esaminare il contratto coniugale da un nuovo punto di vista.&lt;br /&gt;I coniugi, ognuno dei quali sperimenta le proprie trasformazioni, le rivalutazioni, i dilemmi e le paure tipici di questo periodo, diventano sempre più consapevoli del loro bisogno di intimità, affetto, amore e appoggio per la propria autostima.&lt;br /&gt;Spesso, alla domanda su come mai solo adesso il coniuge si senta in crisi, la risposta è che prima non c’era il tempo per pensarci, così impegnati ad assolvere ai doveri familiari e professionali, così sicuri che il “matrimonio” ed i “figli” siano le due cose primarie che danno significato alla vita.&lt;br /&gt;Queste coppie hanno per anni trascurato il soddisfacimento dei bisogni emotivi di affetto e vicinanza intima creando lentamente una spaccatura nella coppia.&lt;br /&gt;Gli schemi coniugali prevalenti che possono contribuire a creare un terreno fertile per una crisi extraconiugale sono diversi. L’evitare l’intimità da parte dei coniugi produce il distacco emotivo della coppia e la conseguente scelta di non coinvolgersi nella vita emotiva dell’altro; l’evitare la conflittualità con il risultato di lasciare i conflitti aperti o irrisolti (queste coppie mantengono la stabilità del rapporto “non vedendo e non sapendo”) ed infine anni di rapporti sessuali insoddisfacenti o assenti.&lt;br /&gt;L’unico modo per uscire dalla crisi è quello di confrontare gli schemi comportamentali personali e congiunti che hanno creato il terreno fertile per la crisi. I coniugi, con l’aiuto di un lavoro terapeutico, si renderanno conto di essere, sotto molti aspetti, estranei l’uno all’altro,e di aver dato per scontato se stessi ed il loro rapporto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il percorso terapeutico conduce la coppia a scegliersi reciprocamente basandosi non solo sull'abitudine e sulla paura di lasciare o di essere lasciati, ma sulla determinazione consapevole di rendere il rapporto il luogo giusto per ciascuno di loro, quello in cui possono realisticamente soddisfare i loro bisogni personali e reciproci.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-2981497272486330147?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-02-15T16:03:57.268+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SZgrKZDwzRI/AAAAAAAAARc/dvShMIDd1FI/s72-c/images%5B8%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>DOMANDE E RISPOSTE</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/04/domande-e-risposte.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sun, 15 Feb 2009 07:42:17 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8618424651366349349</guid><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/R9Wc3NW1tXI/AAAAAAAAAEg/MaK3nXJHrqs/s1600-h/Lucy%2520van%2520Pelt%2520psychiatric%2520help.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176215819024446834" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/R9Wc3NW1tXI/AAAAAAAAAEg/MaK3nXJHrqs/s200/Lucy%2520van%2520Pelt%2520psychiatric%2520help.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Quando rivolgersi ad uno psicologo? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Perchè è difficile chiedere aiuto?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Come scegliere lo psicologo?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8618424651366349349?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-02-15T16:42:17.282+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/R9Wc3NW1tXI/AAAAAAAAAEg/MaK3nXJHrqs/s72-c/Lucy%2520van%2520Pelt%2520psychiatric%2520help.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>La personalità BORDERLINE</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/02/la-personalita-borderline.html</link><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sun, 15 Feb 2009 07:42:51 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6920827119953242997</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SZgtzPUs9-I/AAAAAAAAARs/5Wywoo9C2hI/s1600-h/instabilit%C3%A0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303038919538702306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 187px; CURSOR: hand; HEIGHT: 108px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SZgtzPUs9-I/AAAAAAAAARs/5Wywoo9C2hI/s200/instabilit%C3%A0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tra le caratteristiche principali delle persone con &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;personalità borderline&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; vi è la presenza di un'&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;instabilità&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt; pervasiva&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;ed un'&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;ambivalenza radicale&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; nel corso della loro esperienza vissuta; ciò è fonte di comportamenti contradditori, emozioni caotiche ed incontrollate e un modo di vivere frequentemente inadeguato e capriccioso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi individui sono impulsivi, imprevedibili e spesso esplosivi. L'&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;impulsività&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; compare in almeno 2 aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze (droga, alcool), guida spericolata, abbuffate &lt;em&gt;(DSM IV-TR)&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le relazioni interpersonali sono caratterizzate da &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;instabilità&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; e forte intensità, caratterizzate dall'alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attraverso evidenti cambiamenti d'umore, essi si trovano spesso a dover affrontare periodi di scoramento e apatia, intervallati con momenti di &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;rabbia immotivata&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;em&gt; intensa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; (per es. frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici), ansietà o eccitazione &lt;em&gt;(DSM IV-TR)&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;depressione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e l'&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;autodistruzione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; sono molto comuni. I comportamenti autolesivi possono rappresentare un tentativo di controllare e manipolare gli altri, oppure essere impulsivi e frutto della rabbia, intensa e incontrollabile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'angoscia e la disperazione dei borderline sono genuine, ma spesso costituiscono un modo per esprimere aggressività, un mezzo subdolo per reagire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' difficile per gli altri essere sereni in loro presenza. Essendo imprevedibilmente ostili, manipolatori e volubili, i borderline spesso ottengono rifiuti piuttosto che il supporto che cercano. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-6920827119953242997?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-02-15T16:42:51.518+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SZgtzPUs9-I/AAAAAAAAARs/5Wywoo9C2hI/s72-c/instabilit%C3%A0.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>LA DEPRESSIONE GIOVANILE</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/02/la-depressione-giovanile.html</link><category>Infanzia e Adolescenza</category><category>Patologie: depressione</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Sat, 07 Feb 2009 16:43:56 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5482201695715973793</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SY4pFwdMgdI/AAAAAAAAAQ8/a7pSv3wcUr8/s1600-h/depressione+giovanile.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300218990345093586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 143px; CURSOR: hand; HEIGHT: 127px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SY4pFwdMgdI/AAAAAAAAAQ8/a7pSv3wcUr8/s200/depressione+giovanile.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;malessere&lt;/span&gt;, il &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;disagio&lt;/span&gt;, che è una parte connaturale nell’età adolescenziale, tende ad essere esasperato e ad approfondirsi molto quando le condizioni ambientali, sociali, familiari diventano così preoccupanti che il ragazzo non riesce più a gestirle. Spesso i ragazzi non sono in grado di &lt;em&gt;gestire da soli le problematiche&lt;/em&gt; della società, di cui ne sono lo specchio, e soprattutto non sono in grado di &lt;em&gt;comunicarle&lt;/em&gt;, specialmente in adolescenza dove la comunicazione con l’adulto cade rispetto a quella comunicazione che si aveva da bambini. Questo perché cade il senso di fiducia, di protezione; viene a mancare non tanto per una problematica delle famiglie stesse che non la offrono, quanto per il fatto che il giovane cerca la sua autonomia ed indipendenza. L’indipendenza è un fatto evolutivo, indispensabile e necessario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come riconoscere i segnali del disagio degli adolescenti? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono molti i segnali che possono avere un peso diverso l’uno dall’altro. La somma di tutti questi fattori può portare ad una situazione decisamente problematica su cui è il caso di intervenire. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono alcuni &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;fattori principali&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; come:&lt;br /&gt;- la disattenzione del ragazzo al proprio futuro e alle proprie aspettative;&lt;br /&gt;- il disinteresse per il vivere quotidiano;&lt;br /&gt;- le situazioni di isolamento, di chiusura, di ritiro;&lt;br /&gt;- l’ingresso del ragazzo in gruppi con connotazione fortemente aggressiva. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Con quali sintomatologie i giovani manifestano il loro disagio?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il malessere si esprime con &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;sintomi svariati&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; di protesta, sofferenza diffusa, sintomi somatici (es. nausea, vomito), panico, apatia, valenze depressive e ossessive, angoscia, generica insoddisfazione e disinteresse sociale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Risulta importante in questa delicata fase evolutiva &lt;strong&gt;ascoltare &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;dialogare&lt;/strong&gt; con i ragazzi e qualora il disagio sia forte e di difficile gestione diventa necessario &lt;em&gt;chiedere aiuto&lt;/em&gt; per un supporto psicologico e/o una psicoterapia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-5482201695715973793?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-02-08T01:43:56.344+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SY4pFwdMgdI/AAAAAAAAAQ8/a7pSv3wcUr8/s72-c/depressione+giovanile.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>INTIMITA' e SESSUALITA' nella COPPIA</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2009/02/la-sessualita-nella-vita-di-coppia.html</link><category>Sessualità</category><author>studio.torino@gmail.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" Torino)</author><pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:59:25 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6213258020664284772</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SYYYReHMlOI/AAAAAAAAAQk/tuwtqkSUkfQ/s1600-h/benefici_del_sesso%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297948700068058338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 156px; CURSOR: hand; HEIGHT: 117px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SYYYReHMlOI/AAAAAAAAAQk/tuwtqkSUkfQ/s200/benefici_del_sesso%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La sessualità non costituisce solo una parte della relazione di coppia, ma rappresenta la profondità e la qualità dell'intero rapporto emotivo della coppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' importante allora cogliere il linguaggio elaborato e ricco di sfumature della sessualità, fatta di piccoli dettagli e di gesti che esprimono una quantità di significati diversi. Attraverso il linguaggio della sessualità entrambi i partner esprimono, ciascuno, i propri sentimenti su se stesso e sull'altro. La vita sessuale di una coppia può essere messa in crisi da diversi fattori legati al periodo del ciclo vitale in cui la coppia si trova.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono tre i fattori psicologici di base che sicuramente contribuiscono ad avere relazioni sessuali più positive:&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entrambi i partner fanno una scelta di intimità che è autonoma, libera e non condizionata da modelli imposti ma solo dal loro desiderio profondo. La coppia è, inoltre, in grado di comunicare i propri desideri e bisogni all'altro;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi ha raggiunto tale livello di "autodeterminazione"è in grado creare con il partner un livello di intimità e di fiducia tali da consentire di mettere in atto le proprie capacità sessuali;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi vive l'attività sessuale in intimità con il partner, si sente desiderato, amato e rispettato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essere autonomi anzichè completamente dipendenti dal partner è elemento indispensabile non solo per far funzionare la sessualià nella coppia ma la coppia stessa. Differenziarsi dal partner, diventare noi stessi, significa dare vita alla coppia e farla crescere riscoprendo una rinnovata intimità e passionalità. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-6213258020664284772?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-02-02T23:59:25.839+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/SYYYReHMlOI/AAAAAAAAAQk/tuwtqkSUkfQ/s72-c/benefici_del_sesso%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>
