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<?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css" type="text/css" media="screen"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Studio Psicologia Torino</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/</link><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</managingEditor><lastBuildDate>Tue, 22 Jul 2008 12:39:51 -0500</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">31</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><description></description><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle></itunes:subtitle><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">1083190</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://www.feedburner.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>Centro d'ascolto psicologico per adolescenti a Torino</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/07/centro-dascolto-psicologico-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Sun, 13 Jul 2008 12:17:42 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6914526503948263404</guid><description>&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;Centri d’ascolto pubblici a Torino e dintorni:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Centri d’ascolto per adolescenti in Torino&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Aria&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;: via Giolitti 40/B (angolo via San Massimo) - tel. 0118126637 - orario: lunedì 9.00-13.00; martedì 10.00-13.00/14.00-18.00; mercoledì e giovedì 14.00-18.00; venerdì 11.00-13.00/14.00-17.00&lt;br /&gt;- &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Centro adolescenti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: via Moretta 55 bis - tel. 0114474337 - orario: lunedì e mercoledì 15.00-18.00; venerdì 14.30-16.30. Altri orari su appuntamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Spazi d’ascolto presso i consultori torinesi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;ASL 1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; va Candiolo 79 - tel. 0116067031 - orario: venerdì 14.00-15.30&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;ASL 2&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; - via Avigliana 33 - tel. 0114476066 - orario: martedì 13.30-16.00 - via Bellono 1 - tel. 01170953728 - orario: mercoledì 15.00-17.00&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;ASL 3&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; - piazza Montale 10 - tel. 011732264 - orario: lunedì 13.00-15.30; mercoledì 15.00-18.30&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;ASL 4&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; - via Maddalene 35/A - telefax 0112473212 - orario: giovedì 14.00-17.00&lt;br /&gt;- via Cavezzale 6 (consultorio ginecologico adolescenti) - tel. 01118134980 - orario: martedì 13.30-16.45&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Centri e spazi d’ascolto per adolescenti nella prima cintura&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Cascine Vica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: piazza Togliatti 1 - tel. 0119551941 - orario: venerdì 13.30-15.30&lt;br /&gt;- &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Collegno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: via antica di Grugliasco 1/B - tel. 0117803749 - orario: lunedì 14.00-16.00 (su appuntamento); martedì e mercoledì 15.00-18.30; giovedì 13.45-18.30&lt;br /&gt;- &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Orbassano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: strada Volvera 25 - tel. 0119032176 fax 0119018593 - orario: giovedì 14.00-17.30&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Settimo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;: via Fantina 20 - tel. 0118004222 - orario: giovedì 14.00-18.00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>IL BULLISMO AL FEMMINILE</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/05/il-bullismo-al-femminile.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Sat, 24 May 2008 10:15:09 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-2349466095384383861</guid><description>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SDgw4p9Hp4I/AAAAAAAAAFo/_T9TZsHmn5E/s1600-h/2448-brave%2520bimbe.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203963119319623554" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="189" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SDgw4p9Hp4I/AAAAAAAAAFo/_T9TZsHmn5E/s200/2448-brave%2520bimbe.gif" width="144" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Più aggressive e ben più perfide dei maschi, nelle scuole elementari arrivano le bulle. Definirle dispettose o anche prepotenti è davvero riduttivo: già a sei o sette anni compiono regolarmente atti di sopraffazione odiosi (e spesso sottovalutati dagli insegnanti e dai genitori) nei confronti delle compagne più vulnerabili e più indifese. Sono implacabili e in classe, a forza di prevaricazioni, spesso assurgono al ruolo di leader. La denuncia di questo nuovo allarme sociale - la femminilizzazione del bullismo già nelle prime classi elementari - viene dalla psicologa Ada Fonzi, che ha analizzato il fenomeno nel corso dell´undicesima Conferenza Europea sulla psicologia dello sviluppo tenutasi all´Università Cattolica di Milano alla fine di agosto.&lt;br /&gt;Il bullismo al femminile è diverso da quello maschile: le bambine prediligono un´aggressività indiretta, non fisica, più sottile e spesso più dolorosa. Emarginano le compagne più deboli, le calunniano, le taglieggiano, le ricattano, le isolano, le dileggiano, le escludono imprigionandole in un cordone di silenzio, le fanno sentire invisibili. Esattamente come i bulli, spiega Ada Fonzi che studia il fenomeno da oltre dieci anni con ricerche sul campo condotte in sette regioni italiane, anche le bulle soffrono di irrequietezza e di aggressività indifferenziata e vivono in uno stato di disimpegno morale senza provare alcun senso di colpa. Con le loro vittime innescano un circolo vizioso: le colpiscono e le feriscono credendo di essere nel giusto e spesso i loro bersagli si convincono di meritare davvero il trattamento che gli viene riservato.&lt;br /&gt;Un gioco al massacro. L´ostracismo può lasciare più lividi di un pestaggio, può farti ruzzolare giù per le scale più di uno spintone, e in questa pratica le bambine si segnalano all´avanguardia.&lt;br /&gt;Afferma Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta con una lunga esperienza nel mondo infantile “È una piaga dolorosissima quella del bullismo indiretto, fatto di silenzi, calunnie, esclusioni. Non ti uso una violenza fisica ma te ne uso una morale che fa molto più male. Una tortura psicologica, una forma di persecuzione che, se protratta, può avere conseguenze anche molto gravi: stress, esaurimento nervoso, disturbi alimentari e della concentrazione. E anche forme di autolesionismo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per chi è curioso:&lt;br /&gt;www.bullismo.com&lt;br /&gt;http://femminismo-a-sud.noblogs.org&lt;br /&gt;http://www.indire.it&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>La comunicazione: la coppia in psicoterapia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/05/la-comunicazione-la-coppia-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Sat, 24 May 2008 09:32:05 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-1814695244354437234</guid><description>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;Quando una coppia si forma, e per coppia si intende un rapporto che dura nel tempo strutturando delle regole reciproche di comportamento, ogni membro tende a dichiarare a voce alta alcuni obiettvi e desideri, ma tanti sogni, pensieri e modelli vengono spesso tenuti nel segreto della mente.&lt;br /&gt;Nella terapia di coppia si chiama contratto esplicito tutto ciò che è stato detto ad alta voce e contratto implicito tutto quello che viene dato per scontato, considerato naturale e indispensabile in una relazione importante, e che proprio per questo si ritiene inutile dichiarare.&lt;br /&gt;Ma è da questo silenzio, da questa mancanza di verifica e di confronto che nascono le attese e le delusioni, i tradimenti delle regole che così facilmente creano rabbia e rancore dentro i rapporti d'amore. Il contratto deve essere sempre esplicito, le discussione dei bisogni e desideri e delle concezioni familiari e culturali della coppia deve essere motivo di confronto aperto e anche conflittuale, se necessario.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>La separazione nella coppia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/05/la-crisi-nella-vita-di-coppia.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Tue, 13 May 2008 16:38:18 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6386026379070665627</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;La separazione costituisce una rottura, un trauma interiore che non serve negare; anche in seguito ad una decisione definitiva, può sorgere il repentino bisogno di riconciliarsi. Di fronte al fatto compiuto, tornano in mente tutte le ragioni del legame di attaccamento fino allora vissuto e si dimenticano ad un tratto le cause che lo hanno reso invivibile ed impossibile. Una volta presa la decisione di separarsi, però, non significa che sia preclusa per sempre ogni possibilità di ripensamento e di riconciliazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essere sposati non è solo una formalità legale ma, più sostanzialmente, un legame fra due persone consolidato dalla vita in comune e dalle abitudini che da essa nascono, dalle promesse fattesi e dai compromessi trovati e sofferti. Sentirsi soli ed abbandonati non dipende solo dall’assenza del coniuge, ma soprattutto dal fatto che questi se ne sia andato veramente. La separazione non è soltanto la fine di un’unione materiale ed esterna, è anche la rottura di legami profondi, di lacci emotivi, sessuali, affettivi, creati dall’amore e dall’odio, dalle liti e dalle riappacificazioni e da tutta una continuità fatta di questi elementi. Ecco che più l’unione è stata lunga ed intima, più desolante sarà il momento della separazione, anche se l’intimità era il prodotto di sofferenze, incomprensioni ed offese.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>MIP: Maggio Informazione Psicologica. Colloquio psicologico gratuito a Maggio</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/05/mip-maggio-informazione-psicologica.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Tue, 13 May 2008 16:08:35 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7792224723099898962</guid><description>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SCoA98z0hwI/AAAAAAAAAFY/WvvZTjirsAA/s1600-h/banner8.gif"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199969784048158466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="121" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SCoA98z0hwI/AAAAAAAAAFY/WvvZTjirsAA/s200/banner8.gif" width="120" border="0" /&gt;Gli Psicologi del Centro LIBERA-mente aderiscono al &lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.mip2008.it/"&gt;MIP 2008&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;offrendo a Maggio un &lt;strong&gt;colloquio psicologico gratuito&lt;/strong&gt; a cui seguirà la presentazione e distribuzione di materiali informativi sulla Psicologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni utente potrà ricercare nell’Elenco on line Psicologi uno Psicologo presente nella sua città e fissare un appuntamento a Maggio per ottenere gratuitamente il colloquio psicologico e il materiale informativo.&lt;br /&gt;Diverse centinaia di Psicologi hanno aderito a questa iniziativa e sul sito &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.elencopsicologi.it/"&gt;www.elencopsicologi.it&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; è già possibile visualizzare il nominativo dei professionisti che vi aderiscono.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Cure genitoriali e i bisogni dei bambini</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/05/la-valutazione-delle-cure-genitoriali.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Wed, 07 May 2008 06:28:33 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5973718845719696883</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SCGRryQEe_I/AAAAAAAAAFI/LMVvV1lzu7U/s1600-h/cure+genitoriali.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197595626371841010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 158px" height="149" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SCGRryQEe_I/AAAAAAAAAFI/LMVvV1lzu7U/s200/cure+genitoriali.jpg" width="204" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tra il genitore e il figlio si instaura una &lt;em&gt;relazione &lt;/em&gt;psicologicamente&lt;em&gt; sana&lt;/em&gt; quando l’adulto, avendo una buona coesione personale e consapevolezza dei propri bisogni e vissuti, riesce a stare con il figlio cogliendo i suoi vissuti e bisogni ed è abbastanza solido da dargli risposte sufficientemente soddisfacenti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al contrario, si instaura una &lt;em&gt;relazione maltrattante&lt;/em&gt; quando il genitore, indipendentemente dagli intenti consapevoli e dalla buona volontà, a causa della sua situazione psichica non vede e non riconosce il figlio nella sua separatezza e nei suoi bisogni e non è in grado di fornire risposte sufficientemente adeguate. (Masè M.D., 2002)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>* L’anoressia, un disturbo etnico…</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/03/lanoressia-un-disturbo-etnico.html</link><category>Patologie: disturbi alimentari</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Wed, 07 May 2008 06:33:00 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7084993698548994638</guid><description>&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;L’anoressia sembra essere un disturbo della nostra epoca: gli individui affetti da questo disturbo tendono ad essere istruiti, di sesso femminile, economicamente vantaggiati e radicati nella cultura occidentale. E’ noto ai più e confermato dalla letteratura medica che i disturbi dell’alimentazione sono forme di disturbo culturali ed etniche: l’anoressia è praticamente sconosciuta nel mondo non occidentale e, da sempre, viene considerata un disturbo dei ricchi, viene definita la “sindrome della ragazza ricca”, “la sindrome della società opulenta”; l’anoressia è praticamente sconosciuta nelle nazioni nelle quali la magrezza non viene considerata una virtù.&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"&gt;“…dai paesi del Terzo Mondo, dove il cibo è un bene scarso e conteso, la letteratura medica non riporta casi di anoressia nervosa. Al contrario in Giappone, crescentemente occidentalizzato e affluente, il numero di casi di anoressia aumenta in modo impressionante. L’abbondanza del cibo, offerto a profusione o perfino imposto, sembra costituire perciò un cofattore sociale primario” (Selvini Palazzoli M., 1988).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"&gt;“… Come non si può giocare a calcio senza il pallone o a golf senza il bastone, così non si può giocare con il rifiuto del cibo se il cibo non c’è e non è offerto” (Selvini Palazzoli M., 1988).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Problematiche sessuali secondarie all’infertilità</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/04/problematiche-sessuali-secondarie.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Sat, 12 Apr 2008 10:58:46 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7303291926859003968</guid><description>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per una più ampia percentuale di pazienti (10-60 %; Möller, 1999), l’infertilità può avere ripercussioni varie sul funzionamento sessuale (es. perdita del desiderio sessuale, disfunzioni orgasmiche), spaziando da problemi episodici che necessitano di educazione e sostegno, a disfunzioni sessuali che richiedono trattamenti specialistici. Studi su questo argomento non arrivano a risultati omogenei: alcuni suggeriscono che le alterazioni delle funzioni sessuali dipendono dai problemi dell’infertilità, mentre altri no.&lt;br /&gt;I problemi sessuali sono spesso causati dalla pressione associata alla programmazione medica delle attività sessuali (rapporti mirati), dalla presenza psicologica del team medico nell’intimità dei pazienti e dal fatto che i rapporti sessuali diventano orientati all’obiettivo ed è in sé stesso un rimando all’infertilità (Greil at al., 1989; Hammer Burns, 1999). Alcune procedure come il test post-coitale sono frequentemente associate con il peggioramento delle funzioni sessuali (Boivin et al., 1992).&lt;br /&gt;In aggiunta, la crisi di infertilità altera l’autostima e l’immagine del corpo, arrivando a sentimenti di inferiorità, depressione e ansia. Queste ripercussioni psicologiche possono anche avere un effetto sulla sessualità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;em&gt;Fonte: Ordine Nazionale degli Psicologi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Gli attacchi di panico:come curarli?</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/04/gli-attacchi-di-panicocome-curarli.html</link><category>Patologie</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Sat, 12 Apr 2008 10:54:39 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7233790973670764325</guid><description>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SADa_Y7025I/AAAAAAAAAE4/F2qGn5-IQ2Q/s1600-h/temporale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188387553290804114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SADa_Y7025I/AAAAAAAAAE4/F2qGn5-IQ2Q/s200/temporale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'&lt;strong&gt;ansia&lt;/strong&gt; e gli &lt;strong&gt;attacchi di panico&lt;/strong&gt; sono dei sintomi la cui causa origina da un &lt;em&gt;malessere psicologico&lt;/em&gt;; attraverso disfunzionalità comportamentali e &lt;em&gt;manifestazioni corporee&lt;/em&gt; (sudorazione, tachicardia, senso di soffocamento, disturbi del sonno...) esprimiamo difficoltà psicologiche che hanno a che fare con la nostra vita di tutti i giorni (famiglia,lavoro,affetti, amici...).&lt;br /&gt;Di fronte a questi grossi ed a volte invalidanti malesseri ci possono essere due strade: accettare che facciano parte della nostra esistenza rischiando di compromettere parti di sè, oppure affrontare il problema alla sua origine attraverso un lavoro terapeutico. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Crisi nella vita di coppia: il percorso di separazione nella psicoterapia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/03/crisi-nella-vita-di-coppiail-percorso.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Wed, 07 May 2008 07:04:18 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6661421077845295046</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SCGagSQEfAI/AAAAAAAAAFQ/KR6jUC77CKI/s1600-h/separazionr.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197605324407995394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="171" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/SCGagSQEfAI/AAAAAAAAAFQ/KR6jUC77CKI/s200/separazionr.jpg" width="187" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Arrivare ad essere consapevoli del fatto che l’unione con il proprio coniuge non funziona è un percorso arduo e lacerante, carico della tentazione di trovare smentite al proprio sentire. &lt;?xml:namespace prefix = u1 /&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si può arrivare ad accorgersi che il proprio matrimonio non funziona perché non ha mai funzionato oppure perché è giunto ad una sua fine naturale. Una volta raggiunta una visione chiara della crisi, il cammino non è finito ed ha inizio il periodo forse più logorante, durante il quale viene rimandata ogni sorta di decisione. Molte volte accade che una decisione definitiva di separazione venga presa dopo molto tempo di inquietudine e di angoscia; di fatto, quanti sono i motivi che si presentano per volersi separare, altrettante sono le cause di resistenza al distacco che si mettono in moto, altrettanti gli interrogativi, i dubbi e le indecisioni che si affacciano alla mente.&lt;span style="font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Pensare al parto...</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/03/pensare-al-parto.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Wed, 12 Mar 2008 13:03:47 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3702731228415614980</guid><description>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R9ga7tW1tZI/AAAAAAAAAEw/X6whNnr0IWc/s1600-h/gravidanza1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176917384752379282" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="134" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R9ga7tW1tZI/AAAAAAAAAEw/X6whNnr0IWc/s200/gravidanza1.jpg" width="116" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una fase delicata, un vero e proprio passaggio: da donna a mamma. Il parto è sicuramente uno dei momenti più importanti della nostra vita. Lo attendiamo con ansia ma anche con timore. E le domande che ci poniamo sono molte: "Ce la farò? Riuscirò a sopportare il dolore? Andrà tutto bene o si presenteranno delle difficoltà?"&lt;br /&gt;La paura del dolore è il timore che provano quasi tutte le future mamme, in particolare alla prima esperienza. Il dolore rappresenta un duplice passaggio: quello del bambino attraverso il corpo della mamma e quello della donna nell'atto di diventare madre... con tutto il carico di gioia ed inquietudine che questa nuova esperienza comporta. La fatica del travaglio e del parto è una sofferenza produttiva, prevedibile, che ha scadenza. Con l'aiuto di una brava ostetrica è possibile assecondarla ed arrivare finalmente all'atteso incontro con il proprio bambino.&lt;br /&gt;Oltre alla paura del dolore, c'è quella di perdere il controllo, di mettersi a piangere o urlare. Dal punto di vista psicologico, richiama il timore che il parto sia un'esperienza troppo forte da sopportare e la preoccupazione di non riuscire ad avere il dominio della situazione, di provare emozioni e sensazioni nuove, senza sapere dove conducano. Gridare o piangere durante il travaglio può essere assolutamente liberatorio. Con la voce o le lacrime si scarica l'energia che si tiene dentro e questo atteggiamento può favorire il travaglio. Trattenersi non serve a nulla e può rendere difficile la dilatazione. Non trattenetevi e fatevi aiutare dal compagno, da un'amica, da vostra madre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Psicoterapia supportiva e bulimia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/03/psicoterapia-supportiva-e-bulimia.html</link><category>Patologie: disturbi alimentari</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:55:11 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7189795959346591115</guid><description>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R9Ws0NW1tYI/AAAAAAAAAEo/A1slVDuHT_8/s1600-h/bilanciaDCA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176233359670883714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="136" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R9Ws0NW1tYI/AAAAAAAAAEo/A1slVDuHT_8/s200/bilanciaDCA.jpg" width="136" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La psicoterapia di tipo supportivo è di natura meno direttiva e focale di altri trattamenti psicoterapeutici.&lt;br /&gt;Inizialmente è volta ad ottenere una descrizione comprensiva del disturbo alimentare e del suo sviluppo, successivamente, permette l'identificazione delle possibili cause nell'insorgenza del disturbo.&lt;br /&gt;Viene ricercata l'espressione dei sentimenti e delle emozioni connessi alla problematica ....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Ansia nei bambini e in adolescenza</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/03/ansia-nei-bambini-e-in-adolescenza.html</link><category>Patologie</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:52:55 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7807662593532747883</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;Questo disturbo è caratterizzato da sentimenti pervasivi di preoccupazione o ansia con evidenti sintomi fisici, difficili da controllare e che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno sei mesi.&lt;br /&gt;L'ansia generalizzata viene definito dal DSM-IV attraverso i seguenti criteri:&lt;br /&gt;- ansia e preoccupazione eccessive riguardo ad innumerevoli eventi o attività della vita quotidiana (scuola, lavoro)&lt;br /&gt;- difficoltà nel controllare la preoccupazione&lt;br /&gt;- sintomi quali: irrequietezza, tensione, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno (difficoltà ad addormantarsio a mantenere il sonno, sonno inquieto) - l'ansia, la preoccupazione, o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.&lt;br /&gt;Nei bambini e negli adolescenti si manifesta principalmente con preoccupazioni relative agli impegni scolastici o alle prestazioni in generale, come gli impegni sportivi, o gli impegni sociali.&lt;br /&gt;Può essere presente una tendenza al perfezionismo che genera uno stato di tensione, che può causare o un impegno eccessivo o in comportamenti di evitamento.&lt;br /&gt;L'ansia si manifesta in varie forme, per esempio il bambino può presentare un atteggiamento di sfida, oppure essere molto irritabile o vivere momenti di chiusura e isolamento.&lt;br /&gt;Il bambino ansioso vive costantemente un vago sentimento d'oppressione, associato ad un atteggiamento di attesa di un avvenimento vissuto come spiacevole ed imprevisto.&lt;br /&gt;L'angoscia nei bambini trova espressione attraverso il corpo, sotto forma di sintomi somatici, come cefalea, vomito, dolori addominali o agli arti, oppure può diminuire la capacità di attenzione e manifestarsi distrazione e svogliatezza. A partire dalla preadolescenza (11-12 anni) l'angoscia si esprime anche attraverso crisi di collera, atteggiamenti di continua richiesta, alterazioni comportamentali. In questa fase si riscontra una sintomatologia complessivamente più grave, con un maggior numero di sintomi, una maggiore compromissione del funzionamento sociale e personale ed una maggiore e più evidente sofferenza soggettiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.psicologia-sviluppo.com/"&gt;http://www.psicologia-sviluppo.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>L'anoressia, un disturbo del contesto familiare</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/03/lanoressia-un-disturbo-del-contesto.html</link><category>Patologie: disturbi alimentari</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:56:19 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-1224181943839191943</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;Una delle difficoltà centrali delle anoressiche è la separazione dalla famiglia, l’ingresso nel mondo degli adulti, le minacce che queste difficoltà pongono al senso di identità personale. Sovente infatti quando una ragazza entra nell’adolescenza, spesso prova sentimenti di inadeguatezza e dipendenza, che rendono molto difficoltoso il processo di distacco dalla famiglia per iniziare una vita autonoma.&lt;br /&gt;La famiglia delle anoressiche non è in grado di affrontare la riorganizzazione della propria struttura al momento dell’adolescenza dei figli.&lt;br /&gt;Le pazienti anoressiche sono solite possedere un legame emozionale distorto con la madre. In queste famiglie il legame madre-figlia tende ad essere particolarmente intenso, spesso in conseguenza di una forte identificazione della madre con la figlia come compensazione di una relazione deludente con il marito: generalmente tale delusione è rimasta inespressa in nome dell’“armonia familiare”; un legame troppo stretto ed un eccessivo controllo da parte della madre possono inibire la ricerca dell’autonomia della figlia.&lt;br /&gt;M. Selvini Palazzoli sostiene che nelle famiglie delle anoressiche il rapporto di coppia dei genitori è caratterizzato, in generale, da rancore, amarezza e profondo risentimento reciproco tra i partner. Questi conflitti non vengono mai ammessi, anzi, sono mascherati da una facciata di armonia e deviati mediante un’eccessiva sollecitudine per i figli.&lt;br /&gt;Già nel 1973 Hilde Bruch, di formazione psicoanalitica, nella pubblicazione del suo libro sui disturbi dell’alimentazione “Eating Disorders” sosteneva che l’anoressia dovesse essere interpretata in termini di sviluppo della personalità globale all’interno del contesto della famiglia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Ansia: psicoterapia e farmacologia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/08/ansia.html</link><category>Patologie</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 25 Feb 2008 14:57:57 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8089033119505205250</guid><description>&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R8MrPt3ttVI/AAAAAAAAAEA/xmbdEZcPExM/s1600-h/paura.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171024346162771282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="144" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R8MrPt3ttVI/AAAAAAAAAEA/xmbdEZcPExM/s200/paura.jpg" width="138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;L'&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;ansia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è uno stato caratterizzato da una sensazione di &lt;em&gt;paura&lt;/em&gt; non connessa ad alcuno stimolo specifico.&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il disturbo d'ansia generalizzato è caratterizzato principalmente dall'attesa apprensiva (tensione psichica, preoccupazione) con anticipazione pessimistica di eventi disastrosi per sé o per i propri familiari rappresenta il sintomo cardine del disturbo, a cui si accompagnano segni di tensione fisica, iperattività neurovegetativa e disturbi cognitivi come scarsa concentrazione e facile distraibilità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;COME CURARE L'ANSIA?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I disturbi d'ansia si possono curare con o senza farmaci, attraverso psicoterapia specifica o entrambe le cose.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;&lt;strong&gt;psicoterapia&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; psicodinamica può aiutare alcuni pazienti a ragiungere una maggiore consapevolezza dei fattori che contribuiscono a generare l'ansia e a tollerarla in modo tale che non interferisca con la loro vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da un punto di vista &lt;strong&gt;&lt;em&gt;farmacologico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; le benzodiazepine (BDZ), grazie alla loro attività ansiolitica, ipnoinducente, miorilassante e anticonvulsivante, risultano indicate nella terapia dei disturbi dello spettro ansioso ed in tutte quelle condizioni in cui l'ansia, come sintomo, assume una rilevanza clinica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Psicoterapia psicodinamica e attacchi di panico</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/02/psicoterapia-psicodinamica-e-attacchi.html</link><category>Patologie</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 18 Feb 2008 16:38:39 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3268861486699667498</guid><description>"...I pazienti con disturbo di panico spesso richiedono una combinazione di farmacoterapia e psicoterapia... Anche se i soggetti con attacchi di panico e agorafobia possono controllare i sintomi con i farmaci, sono spesso riluttanti a riavventurarsi nel mondo e possono richiedere interventi psicoterapeutici per riuscire a superare questa paura... Alcuni pazienti rifiuteranno decisamente ogni farmaco in quanto ritengono che ciò li farebbe apparire affetti da un disturbo mentale; pertanto è necessario l'intervento psicoterapeutico per aiutarli a capire ed eliminare la loro resistenza alla farmacoterapia... Per un piano di trattamento comprensivo ed efficace, questi individui hanno bisogno di approcci psicoterapeutici oltre ai farmaci appropriati. In tutti i soggetti con sintomi di disturbo di panico o agorafobia, un'attenta valutazione psicodinamica aiuterà a considerare il ruolo dei fattori biologici e dinamici." (Gabbard 1992)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Il ruolo del genitore nello sviluppo psicologico del bambino</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/02/il-ruolo-del-genitore-nello-sviluppo.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 25 Feb 2008 15:04:36 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5349459616873394988</guid><description>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R8MtQN3ttWI/AAAAAAAAAEI/kLkrIoxEawk/s1600-h/genitore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171026553775961442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 147px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" height="125" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R8MtQN3ttWI/AAAAAAAAAEI/kLkrIoxEawk/s200/genitore.jpg" width="139" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “ Questo mi porta a quello che io ritengo la caratteristica più importante dell’essere genitori: fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato. In sostanza questo ruolo consiste nell’essere disponibili, pronti a rispondere quando chiamati in causa, per incoraggiare e dare assistenza, ma intervenendo attivamente solo quando è chiaramente necessario.Sotto questi aspetti si tratta di un ruolo simile a quello dell’ufficiale che comanda una base militare da cui una forza di spedizione si mette in viaggio e in cui può ritirarsi in caso di sconfitta. Per gran parte del tempo il ruolo della base è un ruolo di attesa, ma è nondimeno vitale. Perché solo se l’ufficiale che comanda la spedizione ha fiducia che la sua base sia sicura può osare spingersi in avanti e correre dei rischi.&lt;br /&gt;Nel caso di bambini ed adolescenti noi li vediamo, man mano che crescono, avventurarsi sempre più lontano dalla base e per periodi di tempo sempre maggiori. Più hanno fiducia che la loro base sia sicura e pronta a rispondere se chiamata in causa, più lo danno per scontato”.&lt;br /&gt;(John Bowlby, "Una base sicura")&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Attacchi di Panico</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/01/attacchi-di-panico.html</link><category>Patologie</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 18 Feb 2008 16:37:21 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-423260051441422448</guid><description>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R55OMPwD1zI/AAAAAAAAADo/IGglCxsR2Tg/s1600-h/35.%20E.%20Munch%20%27Disperazione%27%20"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160648195306673970" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R55OMPwD1zI/AAAAAAAAADo/IGglCxsR2Tg/s200/35.%2520E.%2520Munch%2520%2527Disperazione%2527%2520" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Criteri diagnostici per gli Attacchi di Panico (DSM IV)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un periodo preciso di intensi paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- sudorazione; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- tremori fini o a grandi scosse; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- dispnea o sensazione di soffocamento; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- sensazione di asfissia; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- dolore o fastidio al petto; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- nausea o disturbi addominali; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi); &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- paura di perdere il controllo o di impazzire; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- paura di morire; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio); &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- brividi o vampate di calore.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>La sessualità nella vita di coppia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/01/la-sessualit-nella-vita-di-coppia.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Tue, 22 Jan 2008 16:11:13 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-1850884134371266642</guid><description>La sessualità perde ogni potere quando diventa esplicita, meccanica, ripetuta...&lt;br /&gt;Diventa una noia...&lt;br /&gt;La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione...&lt;br /&gt;Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di speranze, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di vino...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Bulimia Nervosa</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/12/bulimia-nervosa.html</link><category>Patologie: disturbi alimentari</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:56:47 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8680738599612860752</guid><description>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R7oKW93ttTI/AAAAAAAAADw/LbmEOgLJiZc/s1600-h/BULIMIA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168454912042710322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="199" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R7oKW93ttTI/AAAAAAAAADw/LbmEOgLJiZc/s200/BULIMIA.jpg" width="172" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;Criteri diagnostici per la Bulimia Nervosa (DSM IV)&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;A. Ricorrenti abbuffate.&lt;br /&gt;Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti:&lt;br /&gt;mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili&lt;br /&gt;sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).&lt;br /&gt;B. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.&lt;br /&gt;C. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.&lt;br /&gt;D. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.&lt;br /&gt;E. L'alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa. Può essere con o senza condotte di eliminazione (tipo vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).&lt;br /&gt;Specificare il sottotipo: Con Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale di Bulimia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.&lt;br /&gt;Senza Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>DOMANDE E RISPOSTE</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/04/domande-e-risposte.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 10 Mar 2008 15:41:29 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8618424651366349349</guid><description>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R9Wc3NW1tXI/AAAAAAAAAEg/MaK3nXJHrqs/s1600-h/Lucy%2520van%2520Pelt%2520psychiatric%2520help.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176215819024446834" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R9Wc3NW1tXI/AAAAAAAAAEg/MaK3nXJHrqs/s200/Lucy%2520van%2520Pelt%2520psychiatric%2520help.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Quando rivolgersi ad uno psicologo? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Perchè è difficile chiedere aiuto?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Come scegliere lo psicologo?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Nasce il "GRUPPO LIBERA-mente Psicologo"</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/01/nasce-il-gruppo-libera-mente-psicologo.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:59:42 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5191555753559448636</guid><description>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R4KY0IvE4wI/AAAAAAAAAC4/g4To75FWF0k/s1600-h/parlare.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152848945130824450" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R4KY0IvE4wI/AAAAAAAAAC4/g4To75FWF0k/s320/parlare.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Uno spazio neutro in cui poter LIBERA-mente esprimere il proprio punto di vista e discutere di argomenti di natura diversa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Aperto sia a colleghi psicologi (psicoterapeuti e psichiatri) sia ai "non addetti ai lavori" interessati di argomenti di natura psicologica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>QUALE PARTO SCEGLIERE?</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2008/01/quale-parto.html</link><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Mon, 07 Jan 2008 17:25:45 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5574112019103511229</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R4KydovE4xI/AAAAAAAAADA/gBSGyOW1vAw/s1600-h/Bimbo%20mano%20ride%20compr%20web.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152877145886090002" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_2aRBj9mpNDM/R4KydovE4xI/AAAAAAAAADA/gBSGyOW1vAw/s200/Bimbo%2520mano%2520ride%2520compr%2520web.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333399;"&gt;&lt;em&gt;Il parto naturale: assistito e con epidurale&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il momento del parto è la fase conclusiva della gravidanza ma nelle gestazioni senza rischi ne rappresenta anche uno dei momenti focali. La nostra società ne offre di tutti i tipi: parto naturale, parto indotto, parto cesareo, parto in anestesia epidurale, parto in anestesia spinale, parto in casa, parto in acqua. Non solo dello stato dell’arte riguardo al parto naturale e algesico, ma anche di comprendere a quale tipo di informazioni le donne possono accedere e, attraverso siti di forum sull’argomento, osservare la panoramica sulle loro idee a riguardo. Per esempio è molto difficile trovare siti che offrano informazioni neutrali sulla diatriba “parto naturale o parto con epidurale”: generalmente si cerca di promuovere l’una o l’altra modalità a seconda del modello di riferimento. Il &lt;strong&gt;parto naturale&lt;/strong&gt; non viene descritto rispetto a tecniche, ma i siti parlano del percorso nascita, di ciò che avviene in ciascuna fase alla donna e al bambino (gravidanza, travaglio e parto) e lo qualificano con la descrizione di alcune caratteristiche, a parer loro, “specifiche”: l’accudimento, la relazione, l’assistenza, l’importanza di offrire una cornice accogliente e “famigliare” e, non ultimo, l’importanza di “restituire dignità all’evento e ai sui protagonisti”. Si parla del dolore, letto come percezione soggettiva, come parte integrante dell’evento. Le ostetriche connotano il dolore come elemento naturale e vitale, importante per la crescita. In particolare il dolore sperimentato e vissuto come soggetti sani durante il parto è un elemento che si può provare ad affrontare con il supporto, l’assistenza, la relazione, l’accudimento, il sostegno, il rinforzo, le attenzioni dell’ostetrica, per poter vivere la complessità e l’interezza dell’esperienza, senza rischiare di perdere la dimensione consapevole della nascita come “creazione” del proprio corpo. I siti dedicati invece al &lt;strong&gt;parto algesico&lt;/strong&gt;, inquadrato anch’esso come “parto naturale”, non descrivono le caratteristiche di cui sopra, ma si concentrano solo sull’uso dell’anestesia come tecnica. Parlano nello specifico di epidurale e la definiscono come “sicura ed efficace per controllare il dolore del travaglio e del parto. Tale tecnica determina in pochi minuti la scomparsa del dolore, lasciando inalterate tutte le altre sensibilità, compresa quella delle contrazioni uterine che continuano ad essere percepite in modo non doloroso. Inoltre i siti contengono un’ampia descrizione delle procedure, dei vantaggi e delle eventuali complicanze che potrebbero verificarsi in seguito all’anestesia. Le complicanze esplicitate riguardano generalmente i tipici effetti post operatori (cefalea, nausea, etc.). Tuttavia analizzando i siti di forum d’opinione sul tipo di parto, si possono raccogliere testimonianze di donne che hanno “rischiato conseguenze permanenti” in seguito a “piccoli errori di anestesia”, in tali casi il parto è stato lungo e doloroso. Abbiamo anche potuto ricostruire, consultando un’&lt;strong&gt;indagine dell’ISTAT dell’aprile 2005&lt;/strong&gt;, che ha coinvolto oltre 2 milioni e mezzo di donne, una panoramica dello stato dell’arte sul tema: &lt;strong&gt;“Gravidanza e parto”&lt;/strong&gt;. L’indagine evidenzia che le donne in Italia godono di un buon livello di assistenza in gravidanza nonché una marcata consapevolezza rispetto al tema del parto, che subisce una ulteriore tendenza alla “medicalizzazione” e di sovrautilizzazione delle prestazioni diagnostiche rispetto all’indagine del 1999 – 2000. &lt;strong&gt;L’Italia è il paese con il più alto numero di parti con taglio cesareo dell’Unione Europea&lt;/strong&gt;: la percentuale è pari al 36,9% nel 2003, oltre il doppio della quota massima del 15% raccomandata nel 1985 dall’OMS. Il parto cesareo è una pratica utilissima, ma ha anche indicazioni abbastanza precise: complicanze durante la gravidanza (la preeclampsia, per esempio), condizioni particolari della gestante e, statisticamente, l’età della partoriente, soprattutto se alla prima gravidanza (primipara). Invece sta diventando un’alternativa ai dolori del parto. C’è chi sostiene che alla base di tanta “cautela” (dato per assodato che nessun medico proponga ad una donna un cesareo del tutto superfluo) vada evidenziato il fatto che il rimborso che la struttura sanitaria (pubblica o privata) riceve dalla Regione è superiore per il parto chirurgico rispetto a quello naturale. È pur vero che con il cesareo non vi è la possibilità di traumi per il neonato, possibili invece con quello naturale. Ma il cesareo &lt;strong&gt;non deve rappresentare il rimedio al dolore del parto&lt;/strong&gt;. Tant’é che le nuove politiche del Ministero della Sanità sembrano orientate ad arginare questo “iper-cesareismo” con una promozione del parto naturale anche attraverso l’anestesia epidurale tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) cioè tra le prestazioni che tutti i servizi sanitari regionali hanno l’obbligo di garantire, se necessari. Durante alcune interviste svolte durante corsi di preparazione al parto quello che principalmente emerge dall’analisi delle opinioni delle donne è il &lt;strong&gt;bisogno di informazioni obiettive per poter fare una scelta libera, davvero consapevole&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt; &lt;span style="LINE-HEIGHT: 150%;font-family:Arial;" &gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.istat.it/"&gt;www.istat.it&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>psicoterapia on-line</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/08/psicoterapia-on-line.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Thu, 03 Jan 2008 09:36:56 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7735190215027984852</guid><description>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;ETherapy&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;terapia on-line&lt;/span&gt;) si riferisce alla fornitura di servizi di salute mentale online. Servizi on-line sono in genere offerti sotto forma di comunicazioni via e-mail, liste di discussione, chat rooms o conferenze audio o audiovisive “live”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vantaggi:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Rende possibile ai clienti di accedere ai servizi in qualsiasi momento;&lt;br /&gt;- Raggiunge i clienti che non sono fisicamente in grado di lasciare le loro case;&lt;br /&gt;- Fornisce riservatezza per i clienti in piccole comunità;&lt;br /&gt;- Aumenta l'onestà - l'esperienza dimostra che il cliente può essere più vicino su Internet che di persona;&lt;br /&gt;- Raggiunge i clienti che non sono disposti per una serie di motivi a cercare servizi “face-to-face”;&lt;br /&gt;- Permette l’accesso ai clienti professionisti altamente specializzati;&lt;br /&gt;- Quando condotta via e-mail consente al cliente di riflettere pienamente sui temi in discussione;&lt;br /&gt;- Riduce il tempo necessario per il cliente e il professionista per creare una relazione;&lt;br /&gt;- Permette di rendere il professionista disponibile ad aiutare il cliente nel momento di maggior bisogno; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Limiti:&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;- Il potenziale di errore può essere maggiore online a causa della mancanza dei comportamenti non verbali e paralinguistici;&lt;br /&gt;- La mancanza di accesso al comportamento non verbale del cliente può rendere difficile valutare e diagnosticare correttamente i disturbi;&lt;br /&gt;- Servizi online potrebbero rivelarsi inefficaci;&lt;br /&gt;- Efficacia differenziale - servizi on-line possono essere completamente inappropriati per persone con sintomi psicotici, ma possono essere molto adatti per i bambini con disturbo da deficit di attenzione;&lt;br /&gt;- È difficile assicurare la riservatezza delle comunicazioni on line;&lt;br /&gt;- La capacità di intervenire in situazioni di emergenza (ad es. clienti suicida) può essere severamente limitata;&lt;br /&gt;- Servizi on line sono disponibili solo per i clienti che hanno accesso a Internet e le competenze per utilizzarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.gingerich.net/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;http://www.gingerich.net&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra: differenze</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/08/psicologo.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>noreply@blogger.com (Studio Psicologia "LIBERA-mente" - Torino)</author><pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:58:51 -0600</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5412327186643066997</guid><description>&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;Psicologo&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt; è un professionista iscritto all'Albo, con le competenze indicate dall'art. 1 della Legge 56/89: "comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Psicoterapeuta:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; é uno Psicologo o un Medico abilitato anche a svolgere attività di psicoterapia dopo aver frequentato un'ulteriore scuola di specializzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Psichiatra:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; è laureato in Medicina, ed ha una specializzazione in Psichiatria con una formazione di base prevalentemente “medico-farmacologica".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/~u/studiopsicologiatorino&lt;/div&gt;</description></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>
