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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>Studio Psicologia Torino</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino" /><description>Il centro LIBERA-mente offre sul proprio territorio un servizio qualificato nell’ambito della prevenzione e della cura del disagio psicologico. Nasce nel 2005 con l’intento di offrire un luogo in cui dare spazio LIBERA-mente alle proprie difficoltà psicologiche.L’obiettivo è di perseguire il benessere psicologico della persona e di raggiungere un miglioramento della qualità della vita individuale, familiare, sociale e professionale.</description><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</managingEditor><lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2012 13:34:13 PST</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">192</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="studiopsicologiatorino" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Il centro LIBERA-mente offre sul proprio territorio un servizio qualificato nell’ambito della prevenzione e della cura del disagio psicologico. Nasce nel 2005 con l’intento di offrire un luogo in cui dare spazio LIBERA-mente alle proprie difficoltà psicol</itunes:subtitle><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">StudioPsicologiaTorino</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>L'amaro dell'amarezza</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2012/01/lamaro-dellamarezza.html</link><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 29 Jan 2012 13:34:13 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3626298142243007512</guid><description>&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che amarezza, che umiliazione. Il mio amico mi esclude. Mia suocera mi opprime criticandomi, il mio principale mi chiede di lavorare oltre l'orario senza riconoscermi lo straordinario. Ecco alcuni esempi, anche banali ma esaustivi, di sentimenti e sensazioni che se reiterati nel tempo potrebbero significare che soffriamo di una nuova forma di disturbo dell'adattamento, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;post-traumatic embitterment disorder&lt;/span&gt;, ovvero il disturbo post-traumatico da amarezza. Chi ne soffre è pieno di paure, ansioso, nutre costantemente un desiderio di vendetta nei confronti del resto del mondo, spesso proprio dei suoi familiari più vicini. E soprattutto non riesce a uscirne. Perché è convinto, dentro di sé, che sia il mondo a essere sbagliato e non certo lui a dover cambiare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie all’analisi del professor Michael Linden della Libera Università di Berlino, lo psichiatra tedesco che ha coniato il termine già alcuni anni fa, l’amarezza è stata ormai promossa a malattia psicologica vera e propria, nella grande famiglia dei disturbi dell'adattamento. Scientificamente, viene definita come una reazione psicologica della persona a qualcosa di negativo che gli è accaduto: «I malati pensano che il mondo li abbia trattati ingiustamente. È un passo oltre la rabbia, perché sono arrabbiati e in più si sentono impotenti. L’amarezza deriva da una violazione dei loro principi etici». E spesso hanno tutte le loro ragioni per esserlo: solitamente si tratta di persone che hanno lavorato duramente dietro a un progetto, o nel coltivare un rapporto affettivo, e poi si trovano a fare i conti con un ostacolo, come un mancato riconoscimento professionale (una promozione) o un tradimento, la separazione dal proprio coniuge. Episodi traumatici, certo, ma non gravi: non dunque una violenza sessuale, un pericolo di morte, bensì un dolore, anche se profondo, in cui incappiamo spesso nelle nostre vite. Dunque successivamente all'episodio negativo, il malato si sente pessimista, viene scosso da un profondo senso di ingiustizia ed entra in un circolo vizioso in cui il suo pensiero costante è il suo essere una vittima del sistema in cui è costretto a vivere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3626298142243007512?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-29T22:34:13.565+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>ANORESSIA: esordio e segni della patologia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2010/01/anoressia-esordio-e-segni-della.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 15 Jan 2012 08:50:47 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-2489105837748282010</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/S0NY4id38HI/AAAAAAAAAc8/JmjMGIJ3AWE/s1600-h/FAME.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 150px; height: 200px; float: right;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423276104632234098" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/S0NY4id38HI/AAAAAAAAAc8/JmjMGIJ3AWE/s200/FAME.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il termine “&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;anoressia&lt;/span&gt;” (dal greco &lt;em&gt;an&lt;/em&gt; = privo e &lt;em&gt;orexis&lt;/em&gt; = appetito) vuol dire “&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;mancanza del senso dell'appetito&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;” e si riferisce ad un disturbo del comportamento oro-alimentare caratterizzato dalla riduzione volontaria dell'assunzione di cibo che, nel 15-20% dei casi, può portare ad un dimagrimento letale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’esordio della patologia si colloca in età post-puberale o adolescenziale e riguarda prevalentemente il sesso femminile (95%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ganzerli e Sasso&lt;/em&gt; (1979) nella descrizione dell’&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;anoressia&lt;/span&gt; differenziano:&lt;br /&gt;A) &lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Segni e sintomi primari&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;- Limitazione elettiva del cibo.&lt;br /&gt;- Ricerca della snellezza come compiacimento fine a se stesso.&lt;br /&gt;- Enormi sforzi per conseguire il controllo del corpo e delle funzioni fisiologiche.&lt;br /&gt;- Fuga dal cibo e preoccupazione.&lt;br /&gt;- Iperattività e accresciuto dispendio energetico.&lt;br /&gt;- Amenorrea.&lt;br /&gt;B) &lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Segni e sintomi secondari&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;- Manipolazione dell’ambiente circostante per quanto attiene al cibo e alla dieta.&lt;br /&gt;- Atteggiamento diffidente verso oggetti significativi.&lt;br /&gt;- Tristezza e senso di colpa, ma nessun sintomo di depressione clinica.&lt;br /&gt;- Bulimia occasionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto che è stato evidenziato anche da &lt;em&gt;H. Bruch&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;M. Selvini Palazzoli&lt;/em&gt; riguarda il fatto che la &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;sensazione di “fame” persiste&lt;/span&gt; fino alla fase terminale della malattia, per cui il rifiuto del cibo da parte dell’anoressica è attivo, non c'è assenza di desiderio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Pertanto si possono definire &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;em&gt;elementi tipici&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; della condizione:&lt;br /&gt;- estremo dimagrimento,&lt;br /&gt;- negazione dello stato di malattia,&lt;br /&gt;- disturbi della consapevolezza corporea,&lt;br /&gt;- attività fisica incessante,&lt;br /&gt;- enfasi sulle proprie capacità mentali e razionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;&lt;em&gt;Tratto da&lt;/em&gt;:&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Bruch, H. (1978),&lt;em&gt; La gabbia d'oro. L'enigma dell'anoressia mentale,&lt;/em&gt; Tr. it. Feltrinelli, Milano, 1983.&lt;br /&gt;Ganzerli, P., Sasso, R. (1979), &lt;em&gt;La rappresentazione anoressica,&lt;/em&gt; Bulzoni, Roma.&lt;br /&gt;Selvini Palazzoli, M. (1963),&lt;em&gt; L'anoressia mentale&lt;/em&gt;, Feltrinelli, Milano.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;vedi anche: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/search/label/Patologie%3Adist.alimentari"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;DISTURBI ALIMENTARI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-2489105837748282010?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-15T17:50:47.378+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/S0NY4id38HI/AAAAAAAAAc8/JmjMGIJ3AWE/s72-c/FAME.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>DEPRESSIONE: COME RICONOSCERLA?</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2010/07/depressione-come-riconoscerla.html</link><category>DEPRESSIONE</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 15 Jan 2012 08:47:35 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7546742753144907909</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/TES9HsTaQeI/AAAAAAAAAiE/nd-KEG30XeQ/s1600/depressIONE+tORINO.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 133px; height: 179px; float: right;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495725385148154338" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/TES9HsTaQeI/AAAAAAAAAiE/nd-KEG30XeQ/s200/depressIONE+tORINO.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;L' &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;episodio depressivo maggiore&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;(DSM-IV) non rappresenta un disturbo ma un set di criteri che, se isolati, non sono patologici. Patologica è infatti la ricorrenza con cui si presentano e l'alterazione del funzionamento globale che essi causano.&lt;br /&gt;I sintomi dell'episodio depressivo sono così descritti.&lt;br /&gt;A) almeno &lt;em&gt;cinque dei seguenti sintomi&lt;/em&gt; sono stati presenti per almeno due settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da 1) &lt;em&gt;umore depresso&lt;/em&gt; o 2) &lt;em&gt;perdita di interesse o piacere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;1. umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per es., si stente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per es., appare lamentoso).&lt;br /&gt;2. marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;3. significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore del 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;4. insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;5. agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni (osservabile dagli altri non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato)&lt;br /&gt;6. faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno&lt;br /&gt;7. sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti) quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato)&lt;br /&gt;8. ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri)&lt;br /&gt;9. pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l'ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.&lt;br /&gt;B) l'episodio depressivo maggiore, per una diagnosi positiva che ricordiamo deve essere sempre affrontata da un clinico esperto, non deve essere meglio inquadrabile come disturbo schizoaffettivo e non sovrapponibile a schizofrenia, disturbo schizofreniforme, disturbo delirante o disturbo psicotico non altrimenti specificato.&lt;br /&gt;C) non deve inoltre essere mai stato presente un episodio maniacale, un episodio misto o un episodio ipomaniacale. In questo caso il clinico prenderà in considerazione all'interno della categoria del disturbi dell'umore anche i disturbi bipolari e nell'area dei disturbi di personalità il disturbo borderline o altri disturbi del gruppo B. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;vedi anche: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/07/depressione.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;DEPRESSIONE: COME CURARLA&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7546742753144907909?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-15T17:47:35.447+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/TES9HsTaQeI/AAAAAAAAAiE/nd-KEG30XeQ/s72-c/depressIONE+tORINO.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Parlare d'amore</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2012/01/parlare-damore.html</link><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 08 Jan 2012 14:04:16 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7954012821523771957</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Q_Jngi8EPpk/TwoSb3hs1SI/AAAAAAAAAw8/YWGbZOJlKaM/s1600/amore11.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 459px; height: 236px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Q_Jngi8EPpk/TwoSb3hs1SI/AAAAAAAAAw8/YWGbZOJlKaM/s400/amore11.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695384948734481698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///D:/DOCUME%7E1/Giuseppe/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt; 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font-weight: bold;"&gt;Jovanotti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7954012821523771957?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-08T23:04:16.856+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-Q_Jngi8EPpk/TwoSb3hs1SI/AAAAAAAAAw8/YWGbZOJlKaM/s72-c/amore11.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La dipendenza da internet</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2012/01/la-dipendenza-da-internet.html</link><category>DEPRESSIONE</category><category>Patologie: dipendenze</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:12:16 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-635475035442852640</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TE45cGxowOs/TwChWgc9BDI/AAAAAAAAAww/5Ns6uxyJQp4/s1600/imagesCAUA538Y.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 269px; height: 187px; float: right; cursor: pointer;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692727337036874802" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-TE45cGxowOs/TwChWgc9BDI/AAAAAAAAAww/5Ns6uxyJQp4/s400/imagesCAUA538Y.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il disturbo da dipendenza da internet (I.A.D.) è una forma psicopatologica dovuta all'abuso di internet che mostra sintomi analoghi a quelli prersenti nelle varie forme di dipendenza e nello specifico nella tossicodipendenza. Il soggetto tende a sostituire il mondo reale con il mondo immaginario, quasi una sorta di "feticismo tecnologico" con il quale riesce a costruire un proprio mondo personale-virtuale analogo a quello del tossicodipendente, con un proprio linguaggio, uno specifico abbigliamento, atteggiamenti e comportamenti diversi e differenti rispetto al mondo reale nel quale vive.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I principali sintomi sono:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- la marcata riduzione di interesse per le altre attività che non siano internet;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- lo sviluppo, dopo la sospensione o la diminuzione dell'uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- la necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- l'impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l'uso di internet;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le conseguenti modificazioni psicologiche che si producono nell'individuo che diviene dipendente dalla rete sono: perdita delle relazioni interpersonali, modificazione dell'umore, alterazione del vissuto temporale e pensiero completamente orientato all'utilizzo compulsivo del mezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La dipendenza da intenet è una modalità messa in atto per soddisfare sul piano virtuale quel che non si riesce ad ottenere sul piano della realtà, fino al punto di percepire il mondo reale come ostacolo o impedimento all'esercizio della propria onnipotenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle chat, dove si è liberi di presentarsi agli altri e nell'immaginarli, non è difficile incontrare persone che dichiarano un'identità diversa dalla reale. Mentire dà a ciascuno l'euforia di una libertà illimitata e forse, l'ebrezza di essere affascinanti, mostrando lati della propria persona che solo il mondo virtuale può sostenere. In questo modo chi chatta ha la possibilità di realizzare in modo virtuale il proprio ideale dell'io e, di riflesso, sentirsi finalmente ideale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-635475035442852640?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-01T19:12:16.229+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/-TE45cGxowOs/TwChWgc9BDI/AAAAAAAAAww/5Ns6uxyJQp4/s72-c/imagesCAUA538Y.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Buone Feste</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/12/buone-feste.html</link><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Tue, 27 Dec 2011 09:54:53 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3006312454833805412</guid><description>&lt;span style="font-size:180%;color:#cc0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 259px; DISPLAY: block; HEIGHT: 194px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690867503481589858" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-R1QyJPN7pM8/TvoF18jVkGI/AAAAAAAAAwY/B3HKRvbIDLw/s400/images.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#cc0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3006312454833805412?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-27T18:54:53.287+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-R1QyJPN7pM8/TvoF18jVkGI/AAAAAAAAAwY/B3HKRvbIDLw/s72-c/images.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Psicologia di vita quotidiana</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/12/psicologia-di-vita-quotidiana.html</link><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Wed, 21 Dec 2011 05:54:22 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6748696759942359944</guid><description>&lt;blockquote&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti. Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf.&lt;br /&gt;Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e gli alunni risposero che lo era.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese. Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf.&lt;br /&gt;Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò, aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque all’interno.&lt;br /&gt;Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti ridendo risposero con un unanime ‘si’.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;‘Ora’, disse il professore non appena la risata si fu placata, ‘Voglio che consideriate questo barattolo come&lt;strong&gt; la vostra vita&lt;/strong&gt;. Le palle da golf sono &lt;strong&gt;le cose importanti:&lt;/strong&gt; la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni; le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina… La sabbia è tutto il resto: &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;le piccole cose&lt;/strong&gt;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Se voi mettete nel barattolo &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;la sabbia per prima&lt;/strong&gt;, non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf. Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.&lt;br /&gt;Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena… E non solo nelle occasioni importanti! Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni, tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano davvero. &lt;strong&gt;Fissate le priorità…Il resto è solo sabbia&lt;/strong&gt;.”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-6748696759942359944?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-21T14:54:22.817+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Problemi nella vita di coppia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/12/problemi-nella-vita-di-coppia.html</link><category>Psicoterapia di coppia</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:37:06 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6176832062282391140</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-MKspIW836tc/TuZzYdffeYI/AAAAAAAAAwM/hg6psKmqfTU/s1600/coppia.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 133px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685358443672598914" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-MKspIW836tc/TuZzYdffeYI/AAAAAAAAAwM/hg6psKmqfTU/s200/coppia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ogni coppia è formata da tre elementi: un lui, una lei ed il legame che unisce i due. Un legame che può essere forte e sicuro oppure più debole ed incerto, che può portare a conflitti più o meno forti.&lt;br /&gt;Ogni coppia nella sua storia conosce inevitabilmente tensioni e attraversa momenti di crisi. All'inizio di ogni relazione tra i partner c'è intesa, collaborazione e sostegno reciproco, in una parola, i due sono alleati. Con il passare del tempo ed il mutare delle situazioni può succedere che l'allenza si incrina e dove c'erano collaborazione e sostegno, emergono comportamenti di rivalità più o meno aperti, conflitti di potere in cui ciascuno dei due lotta per imporre il proprio punto di vista, sminuendo o ignorando quello dell'altro.&lt;br /&gt;Quando i conflitti e le rivalità diventano importanti e sempre più fequenti, prendono il sopravvento sui momenti di intesa, a rimetterci sono entrambi i partner e il piacere di stare insieme sfuma...&lt;br /&gt;Occorre fermarsi, guardarsi, riconoscere i limiti della propria coppia.&lt;br /&gt;Il segreto è recuperare i momenti di collaborazione e sostegno.&lt;br /&gt;Il segreto è avere dei momenti di coppia e dei momenti individuali.&lt;br /&gt;Il segreto è essere fan del proprio compagno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-6176832062282391140?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-16T00:37:06.950+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-MKspIW836tc/TuZzYdffeYI/AAAAAAAAAwM/hg6psKmqfTU/s72-c/coppia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La fobia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/12/la-fobia.html</link><category>Patologie: dist.d'ansia</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 04 Dec 2011 00:12:20 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7934116564462251621</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-IMa0QUk5mzw/Ttsq02L3jYI/AAAAAAAAAwA/kbxUStmIK_w/s1600/images%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 164px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682182442244869506" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-IMa0QUk5mzw/Ttsq02L3jYI/AAAAAAAAAwA/kbxUStmIK_w/s200/images%255B1%255D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La fobia specifica fa parte dei disturbi d’ansia ed è definita dal DSMIV come la “paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici”. Colui che soffre di fobia specifica reagisce allo stimolo fobico con una risposta ansiosa.&lt;br /&gt;Tale risposta ansiosa può prendere, a volte, la forma di un attacco di panico con tutte le caratteristiche che tale disturbo comporta. Nella maggior parte dei casi l’oggetto fobico (situazione ansiogena) viene sistematicamente evitato e quando ciò non è possibile, viene vissuto con intensa ansia e disagio. L’evitamento attivo, l’ansia anticipatoria ed il disagio relativo alla situazione fobica, interferiscono significativamente nella normale vita dell’individuo ed ostacolano il funzionamento lavorativo o scolastico oppure le attività o le relazioni sociali.&lt;br /&gt;Esistono differenti tipi di fobia:&lt;br /&gt;La fobia degli animali. Quando la paura è provocata da animali o insetti; in genere l’esordio si fa risalire all’infanzia.&lt;br /&gt;La fobia relativa ad elementi dell’ambiente naturale. Quando la paura è attivata da fenomeni come temporali, altezze, acqua. Anche questo disturbo ha il suo esordio nell’infanzia.&lt;br /&gt;La fobia legata a specifiche situazioni che comportano per il soggetto l’aver a che fare con tunnel, ponti, ascensori, volare, guidare oppure luoghi chiusi.&lt;br /&gt;La persona con fobia specifica teme solo secondariamente la situazione o l’oggetto fobico, mentre la paura principale sembra essere relativa all’attacco d’ansia o di panico che potrebbe giungere in quella situazione; la paura di perdere il controllo di sé e delle proprie reazioni è riconducibile alla paura della perdita in generale, probabilmente legata a situazioni traumatiche infantili.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7934116564462251621?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-04T09:12:20.891+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-IMa0QUk5mzw/Ttsq02L3jYI/AAAAAAAAAwA/kbxUStmIK_w/s72-c/images%255B1%255D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Andare dallo psicologo</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/11/andare-dallo-psicologo.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 27 Nov 2011 11:21:29 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-689178356462261535</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-n0HvMUN1nYk/TtJmnOA7SlI/AAAAAAAAAv0/HPus_12uHos/s1600/psicologo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 90px; FLOAT: left; HEIGHT: 84px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679714904030530130" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-n0HvMUN1nYk/TtJmnOA7SlI/AAAAAAAAAv0/HPus_12uHos/s200/psicologo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;E’ sufficiente una laurea triennale per essere psicologi?&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;No. Il Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche, la nuova figura introdotta dalla riforma universitaria possiede alcune competenze tecniche, soprattutto psicometriche, progettuali e di ricerca, ma non può svolgere attività clinica (laurea quinquennale e iscrizione all’Albo)&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;Lo psicologo prescrive farmaci?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;No, non è un medico. Il suo lavoro clinico consiste nel comprendere ed accogliere la sofferenza, i vissuti e le domande, implicite o esplicite, di chi si rivolge a lui, allo scopo di aiutarlo ad acquisire una maggior consapevolezza di sé e delle proprie difficoltà e potenzialità, mettere ordine nella propria vita ed agire nella direzione desiderata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;Lo psicologo può essere sostituito da un amico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;No, perché un amico non ha quell’obiettività e quegli strumenti tecnico - professionali di cui dispone uno specialista della mente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;Lo psicologo è qualcosa di simile a un coach, un educatore, una guida spirituale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;No, è una figura professionale diversa, anche se, quando richiesto, la sua azione può essere di tipo psicopedagogico e informativo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;Lo psicologo può essere sostituito da un sacerdote?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;No. Anche se esistono disturbi psichici a contenuto religioso, le aree di competenza restano distinte, poiché il sacerdote è essenzialmente una guida morale e spirituale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma allora, cosa fa uno psicologo, in concreto?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(29,25,26);font-family:Verdana;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lo psicologo agisce promuovendo il benessere psichico attraverso strumenti come l’ascolto empatico, la comunicazione e varie tecniche di analisi e osservazione (tra cui i test psicometrici), integrati dai dati e dell'anamnesi psicosociale, vale a dire la raccolta delle informazioni biografiche utili per comprendere la complessità della situazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-689178356462261535?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-27T20:21:29.821+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-n0HvMUN1nYk/TtJmnOA7SlI/AAAAAAAAAv0/HPus_12uHos/s72-c/psicologo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>LA RICERCA DI DIAGNOSI SUL WEB...</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/11/la-ricerca-di-diagnosi-sul-web.html</link><category>PSICOLOGO</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:12:12 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8822859726122320060</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KEWjmO8wJ7U/TsrMlZ7WURI/AAAAAAAAAvo/jQEzP8fwneE/s1600/ONLINE.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 188px; FLOAT: left; HEIGHT: 100px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677575223240970514" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-KEWjmO8wJ7U/TsrMlZ7WURI/AAAAAAAAAvo/jQEzP8fwneE/s200/ONLINE.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Con la diffusione di internet e dei social network, cambiano le relazioni sociali con inevitabili conseguenze anche in rapporti importanti e seri come quelli tra medico e paziente. Di recente è stata pubblicata sulla rivista americana Journal of Bone una ricerca che dimostra come ormai moltissima gente si reca dal medico avendo già in tasca una diagnosi ricavata dal web. In particolare, blog, forum e siti di medicina forniscono ai pazienti delle possibili auto-diagnosi che molto spesso risultano essere errate.&lt;br /&gt;Non bisogna però commettere l'errore di pensare che tutta l'informazione medica che viene fruita sul web sia causa di errate convinzioni e, in definitiva, dannosa per le persone. Esistono molti siti seri che ospitano soltanto articoli redatti da medici specialisti che possono dare utili consigli a chi ha bisogno di avere informazioni su sintomi e malattie. Soprattutto, è possibile effettuare approfondite ricerche dei &lt;a href="http://www.trova-medico.com/" target="_blank"&gt;medici specialisti&lt;/a&gt; operanti nella provincia di appartenenza.&lt;br /&gt;Ciò che occorre evitare è di affidarsi a forum di pazienti in cui, anzichè cercare il conforto in persone che hanno sofferto o soffrono delle stesse problematiche di salute, si danno consigli e ricette mediche senza avere alcuna qualifica a farlo. Un esempio di come sia corretto trattare la medicina online ci arriva dalla psicologia.&lt;br /&gt;Sono molti gli utenti che si rivolgono ai siti di medicina per cercare di chiarire i propri dubbi di natura psicologica, indirizzando domande scritte ai medici che collaborano con questi siti. Spesso però accade che le risposte fornite non risolvono i problemi e, dopo aver descritto le possibili problematiche in linea generale, richiedono una visita di persona con uno specialista. Queste risposte risultano quindi essere deludenti per l'utente che ritiene, a torto, che una materia complessa e delicata come la psicologia possa esaurirsi in uno scambio di domande e risposte via email.&lt;br /&gt;Chi soffre di forme di disagio psicologico spesso vive come un ostacolo insormontabile la visita presso uno psicologo. Paura o vergogna possono spingere molte persone a ricercare soluzioni fai da te che non risolvono affatto il problema. Lo psicoterapeuta lavora con la parola, ma non sono solo le parole a rendere possibile una diagnosi. Il tono della voce, l'aspetto fisico, i movimenti del corpo, l'enfasi con la quale si parla o si ascolta, la postura del corpo sono tutti parametri molto importanti per il medico e per la corretta diagnosi del problema.&lt;br /&gt;La rete deve dunque essere considerata come un'opportunità, nella misura in cui agevola il contatto tra paziente e medico, senza però che possa sostituirsi alle visite di persona. Il medico può consigliare, indirizzare, prendere in considerazione i dubbi di un paziente, ma non può svolgere il suo prezioso lavoro rinunciando al ricevimento dello stesso nel proprio studio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8822859726122320060?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-21T23:12:12.400+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-KEWjmO8wJ7U/TsrMlZ7WURI/AAAAAAAAAvo/jQEzP8fwneE/s72-c/ONLINE.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Bulimia Nervosa</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2007/12/bulimia-nervosa.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 01:34:29 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8680738599612860752</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jQZD4wFzJbY/TsobB9wlIrI/AAAAAAAAAvc/OqJAp_m7XtE/s1600/BULIMIA.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677380000826073778" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-jQZD4wFzJbY/TsobB9wlIrI/AAAAAAAAAvc/OqJAp_m7XtE/s200/BULIMIA.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;Criteri diagnostici per la Bulimia Nervosa (DSM IV)&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ricorrenti abbuffate&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Una abbuffata è caratterizzata da mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili e la sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).&lt;br /&gt;B. Ricorrenti ed inappropriate &lt;strong&gt;&lt;em&gt;condotte compensatorie&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.&lt;br /&gt;C. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.&lt;br /&gt;D. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.E. L'alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di Anoressia Nervosa. Può essere con o senza condotte di eliminazione (tipo vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).&lt;br /&gt;Con Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale di Bulimia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.Senza Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Vedi anche: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/search/label/Patologie%3Adisturbi%20alimentari"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Patologie: disturbi alimentari&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8680738599612860752?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-21T10:34:29.642+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-jQZD4wFzJbY/TsobB9wlIrI/AAAAAAAAAvc/OqJAp_m7XtE/s72-c/BULIMIA.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></item><item><title>La paura del parto</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/11/normal-0-14-la-gravidanza-sta-per.html</link><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 13 Nov 2011 14:28:26 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3970386734415873676</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-YFd5mMyZwDw/TsBEdqMmBzI/AAAAAAAAAvQ/CYPP3oVXjcY/s1600/parto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 125px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-YFd5mMyZwDw/TsBEdqMmBzI/AAAAAAAAAvQ/CYPP3oVXjcY/s200/parto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674610806820833074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///D:/DOCUME%7E1/Giuseppe/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} a:link, span.MsoHyperlink  {color:blue;  text-decoration:underline;  text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed  {color:purple;  text-decoration:underline;  text-underline:single;} @page Section1  {size:595.3pt 841.9pt;  margin:70.9pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:17.85pt;  mso-footer-margin:19.85pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La gravidanza sta per terminare e si avvicina il momento più temuto, quello del parto. Soprattutto per le donne che affrontano per la prima volta quest’esperienza è facile lasciarsi prendere dall’ansia e dalla paura, in primo luogo del dolore, ma anche di altri aspetti, come quelli riguardanti l’anestesia o la salute del bambino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Ma pensare alla paura serve solo ad aumentarla,&lt;span style="font-size:100%;"&gt; e allora il consiglio è quello di non fantasticare troppo su questo momento, ma lasciare che arrivi, quasi in modo distratto, e soprattutto di non ascoltare i racconti delle nostre amiche o delle nostre mamme su travagli lunghissimi e dolorosi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Anzitutto &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;ogni esperienza è assolutamente soggettiva ed ogni donna è diversa dalle altre&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. La percezione stessa del dolore ha una soglia che presenta un ampio range di variabilità individuale. Inoltre i progressi nel campo dell’anestesia hanno consentito di affrontare questo momento in maniera molto più accettabile rispetto al passato e quelli della medicina di rendere il parto assolutamente più sicuro sia per la salute del bambino che per quella della madre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Nervi saldi dunque, e se si vuole fronteggiare l’ansia connessa al momento del parto prendendola “in contropiede” è invece utile iniziare a frequentare un corso di&lt;a href="http://www.pianetamamma.it/gravidanza/corsi-di-preparazione-al-parto.html" title="corsi prepartp"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; preparazione al parto,&lt;span style="font-size:100%;"&gt; a partire dal secondo trimestre di gravidanza. Questi corsi sono comunemente erogati sia da ospedali e consultori pubblici che da cliniche e studi medici privati. Gli incontri sono in genere tenuti da personale ostetrico, ma è spesso prevista la partecipazione di diverse figure professionali, come il &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;ginecologo, l’anestesista, il pediatra e lo psicologo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, proprio al fine di ottenere un’offerta variegata, in linea con i bisogni dell’utenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; In questo modo molte ansie vengono ridimensionate tramite la possibilità di chiarire i propri dubbi e di ottenere informazioni precise grazie all’accesso diretto all’esperienza del personale medico e paramedico. Le lezioni hanno un’impostazione sia teorica che pratica. Infatti, oltre ad essere fornite informazioni sulla gravidanza, sul momento del parto, sulla cura del bambino e sul post-partum, sono spesso insegnate anche delle tecniche di rilassamento e di &lt;/span&gt;respirazione per affrontare più serenamente il travaglio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; I corsi di preparazione al parto inoltre sono rivolti sia alle future mamme che ai loro &lt;a href="http://www.pianetamamma.it/category/la-famiglia/diventare-papa-la-famiglia" title="diventare papà"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;partners.&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Un altro vantaggio che deriva dalla frequentazione degli incontri è senza dubbio il fatto di potersi &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;confrontare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;con gli altri partecipanti i quali condividono la stessa esperienza di vita, le stesse ansie e paure. All’interno del gruppo i futuri genitori possono scambiarsi informazioni e sostenersi reciprocamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Oltre al consentire un maggiore coinvolgimento dei padri nell’esperienza della gravidanza, spesso è proprio la partecipazione a questi corsi che incoraggia molti futuri padri ad &lt;/span&gt;affiancare la propria compagna in sala par&lt;span style="font-size:100%;"&gt;to, assistendo alla nascita, fornendo così supporto alla donna ed assumendo un ruolo attivo in un momento così importante della vita della coppia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; E se non basterà nemmeno il sostegno del partner ricordate che la gioia di stringere tra le vostre braccia il tanto atteso piccolo cancellerà in un momento il ricordo delle sofferenze legate al parto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;    &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3970386734415873676?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-13T23:28:26.740+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/-YFd5mMyZwDw/TsBEdqMmBzI/AAAAAAAAAvQ/CYPP3oVXjcY/s72-c/parto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Depressione: le sue caratteristiche</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/07/depressione.html</link><category>DEPRESSIONE</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 05:54:41 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-1823964026887094403</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-UBFkmbS2diQ/To8BICG2BYI/AAAAAAAAAsU/N2-Z6N3VCE0/s1600/depressione.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 131px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660744494144161154" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-UBFkmbS2diQ/To8BICG2BYI/AAAAAAAAAsU/N2-Z6N3VCE0/s200/depressione.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;depressione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è un disturbo diffuso tra la popolazione generale e quindi molto ben conosciuto. Sembra infatti che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La depressione (singola o ricorrente) è due volte più comune nelle femmine adolescenti e adulte che nei maschi adolescenti e adulti. Nei bambini prepuberi, maschi e femmine sono ugualmente affetti. Le frequenze negli uomini e nelle donne sono più elevate nel gruppo di età dai 25 ai 44 anni mentre le frequenze sono più basse sia per gli uomini che per le donne oltre i 65 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo depressivo può esordire ad ogni età, con un'età media di esordio intorno ai 25 anni. Alcuni hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altri hanno gruppi di episodi, e altri ancora hanno episodi sempre più frequenti con l'aumentare dell'età. Alcuni dati suggeriscono che i periodi di remissione generalmente durano più a lungo all'inizio del decorso del disturbo. Il numero di episodi precedenti predice la probabilità di sviluppare un successivo episodio depressivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo genetico e biologico. Gli episodi del disturbo depressivo spesso seguono un grave evento psicosociale stressante, come la morte di una persona cara o il divorzio. Gli eventi psicosociali (eventi stressanti) possono giocare un ruolo più significativo nel precipitare il primo o il secondo episodio del disturbo depressivo e avere meno importanza per l'esordio degli episodi successivi. Tra questi eventi possiamo trovare anche cambiamenti nelle condizioni lavorative o l’inizio di un nuovo tipo di lavoro, la malattia di una persona cara, gravi conflitti familiari, cambiamenti nel giro di amicizie, cambiamenti di città, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studi supportano l’ipotesi dell’ereditabilità della depressione, infatti i figli di genitori depressi presentano un rischio più elevato di sviluppare depressione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-1823964026887094403?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-07T14:54:41.165+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-UBFkmbS2diQ/To8BICG2BYI/AAAAAAAAAsU/N2-Z6N3VCE0/s72-c/depressione.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Il dramma della gelosia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/11/come-si-spiega-la-psicologia-della.html</link><category>PSICOLOGO</category><category>Coppia</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 06 Nov 2011 06:43:27 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3751210325056426897</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zgF8FEuGSKc/Trab0sBWIGI/AAAAAAAAAuk/nIn4vzPSVWU/s1600/imagesCA65Q7MC.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671892110192025698" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-zgF8FEuGSKc/Trab0sBWIGI/AAAAAAAAAuk/nIn4vzPSVWU/s200/imagesCA65Q7MC.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Come si spiega la psicologia della gelosia? La gelosia nasce dalla paura di perdere l'altro, nasce dal dolore, dalla frustrazione di non sentirsi unici e indispensabili, nasce dal vivere l'altro come una proprietà, piuttosto che come un compagno. La gelosia nasce dal crollo narcisistico di sentirsi, per l'altro, speciali, unici e insostituibili. La gelosia è ciò che connette l'oggi con ieri, che ci riporta a quel dolore provato quando scoprimmo che mamma non era tutta nostra ma anche nostra, quando sentimmo che papà era un uomo da dividere con un'altra donna...&lt;br /&gt;La gelosia nasce lì, in quelle relazioni primarie affettive in cui scopriamo di non essere al centro di quel mondo, dove per la prima volta proviamo desiderio di possesso e la paura dell'abbandono: relazioni in cui scopriamo la vicinanza e la paura della perdita, dove ci illudiamo di essere unici, speciali, prediletti, per poi scoprire che il mondo non ruota intorno a noi. La gelosia nasce nei rapporti in cui chiediamo al partner di metterci al centro del suo mondo per poi scoprire che ciò non può accadere, nasce nelle relazioni in cui chiediamo all'amico di dichiararci il miglior amico possibile, nasce nelle liti tra i fratelli per mostrarsi agli occhi di mamma, nasce dalla paura di non avere più su di noi lo sguardo dell'amato che, distratto, si perde in altri occhi.&lt;br /&gt;La gelosia è dolore, è frustrazione: questo fa in modo che venga coperta da rabbia, violenza, distruttività. La gelosia non è solo leggera, simpatica, a volte vivacizzante per un rapporto. La gelosia ha realmente accompagnato molti drammi familiari. Chi soffre di gelosi rischia di perdere lo sguardo sulla realtà: una psicoterapia spesso è la strada migliore da intraprendere per sciogliere il dolore, il narcisismo e il desiderio di possesso che alimentano la persona gelosa. Un amore non geloso può aprire le porte ad un amore sano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3751210325056426897?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-06T15:43:27.207+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-zgF8FEuGSKc/Trab0sBWIGI/AAAAAAAAAuk/nIn4vzPSVWU/s72-c/imagesCA65Q7MC.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Settimana del Benessere Psicologico: 14-19 novembre</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/10/settimana-del-benessere-psicologico.html</link><category>News</category><category>PSICOLOGO</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 06 Nov 2011 15:37:29 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-4183983324594215267</guid><description>&lt;p align="center"&gt;“REGALATI BEN-ESSERE”&lt;br /&gt;&lt;em&gt;14 – 19 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Gentile Cittadino,&lt;br /&gt;la settimana dal &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;14 al 19 Novembre 201&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;1 sarà interamente dedicata al &lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;benessere psicologico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Lei potrà, in quei giorni, sia fruire di una &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;consulenza gratuita&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; da uno psicologo libero professionista, sia partecipare ad eventi e seminari organizzati dal nostro Ordine in collaborazione con psicologi ed associazioni operanti nell’ambito della promozione del benessere psicologico.&lt;br /&gt;Tutte le iniziative previste all’interno della &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Settimana del Benessere Psicologico&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; hanno lo scopo generale di aumentare il livello informativo dell’intera comunità sociale sui temi proposti. Oltre a ciò, con l’offerta di consulenze individuali gratuite intendiamo mettere disposizione della cittadinanza un’opportunità per migliorare il benessere personale del singolo cittadino che vorrà aderire. Vi invitiamo perciò a partecipare liberamente agli eventi e a rivolgervi con fiducia ai professionisti indicati.&lt;br /&gt;Qui di seguito è possibile visionare gli elenchi degli psicologi o degli psicologi e psicoterapeuti che hanno aderito alla Settimana del Benessere e che Lei potrà contattare fin da subito per fissare un colloquio di consultazione gratuita che si terrà nei giorni dedicati all’iniziativa. Gli elenchi sono differenziati per capoluoghi e nel caso di Torino per città di Torino e provincia di Torino. Per permetterLe di rintracciare più facilmente il professionista più vicino al Suo luogo di residenza o di lavoro, l’elenco è ordinato per Comune (in ordine alfabetico). Nella colonna riguardante l’ambito professionale potrà individuare lo psicologo che farà più al caso suo poiché specializzato su colloqui individuali con adulti, con coppie, con adolescenti e così via. Al termine del primo colloquio si concluderà il “contratto” di consultazione gratuita caratterizzante l’iniziativa. Ci preme evidenziare che il fine ultimo del colloquio che andrete a prenotare è quello di avere all’interno dello stesso incontro risposte e/o informazioni efficaci e complete specifiche per la Vostra richiesta; nel caso invece fossero necessari altri colloqui o il bisogno di rivolgersi a un altro specialista della salute, Vi verrà suggerito al termine colloquio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Vedi: &lt;a href="http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/files/2011/08/benessere-psicologi-def.pdf"&gt;http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/files/2011/08/benessere-psicologi-def.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-4183983324594215267?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-07T00:37:29.069+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/files/2011/08/benessere-psicologi-def.pdf" length="1119196" type="application/pdf" /><media:content url="http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/files/2011/08/benessere-psicologi-def.pdf" fileSize="1119196" type="application/pdf" /><itunes:subtitle>“REGALATI BEN-ESSERE” 14 – 19 novembre 2011 Gentile Cittadino, la settimana dal 14 al 19 Novembre 2011 sarà interamente dedicata al benessere psicologico. Lei potrà, in quei giorni, sia fruire di una consulenza gratuita da uno psicologo libero professioni</itunes:subtitle><itunes:author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</itunes:author><itunes:summary>“REGALATI BEN-ESSERE” 14 – 19 novembre 2011 Gentile Cittadino, la settimana dal 14 al 19 Novembre 2011 sarà interamente dedicata al benessere psicologico. Lei potrà, in quei giorni, sia fruire di una consulenza gratuita da uno psicologo libero professionista, sia partecipare ad eventi e seminari organizzati dal nostro Ordine in collaborazione con psicologi ed associazioni operanti nell’ambito della promozione del benessere psicologico. Tutte le iniziative previste all’interno della Settimana del Benessere Psicologico hanno lo scopo generale di aumentare il livello informativo dell’intera comunità sociale sui temi proposti. Oltre a ciò, con l’offerta di consulenze individuali gratuite intendiamo mettere disposizione della cittadinanza un’opportunità per migliorare il benessere personale del singolo cittadino che vorrà aderire. Vi invitiamo perciò a partecipare liberamente agli eventi e a rivolgervi con fiducia ai professionisti indicati. Qui di seguito è possibile visionare gli elenchi degli psicologi o degli psicologi e psicoterapeuti che hanno aderito alla Settimana del Benessere e che Lei potrà contattare fin da subito per fissare un colloquio di consultazione gratuita che si terrà nei giorni dedicati all’iniziativa. Gli elenchi sono differenziati per capoluoghi e nel caso di Torino per città di Torino e provincia di Torino. Per permetterLe di rintracciare più facilmente il professionista più vicino al Suo luogo di residenza o di lavoro, l’elenco è ordinato per Comune (in ordine alfabetico). Nella colonna riguardante l’ambito professionale potrà individuare lo psicologo che farà più al caso suo poiché specializzato su colloqui individuali con adulti, con coppie, con adolescenti e così via. Al termine del primo colloquio si concluderà il “contratto” di consultazione gratuita caratterizzante l’iniziativa. Ci preme evidenziare che il fine ultimo del colloquio che andrete a prenotare è quello di avere all’interno dello stesso incontro risposte e/o informazioni efficaci e complete specifiche per la Vostra richiesta; nel caso invece fossero necessari altri colloqui o il bisogno di rivolgersi a un altro specialista della salute, Vi verrà suggerito al termine colloquio. Vedi: http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/files/2011/08/benessere-psicologi-def.pdfhttp://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino</itunes:summary><itunes:keywords>News, PSICOLOGO</itunes:keywords></item><item><title>Psicoterapia e anoressia infantile</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/10/psicoterapia-e-anoressia-infantile.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><category>Infanzia e Adolescenza</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 06 Nov 2011 15:34:30 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-8771719290862669478</guid><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-WT_oD-vuVbg/Tq3KsEpoeXI/AAAAAAAAAtM/cbvqCHxpiQY/s1600/bambini_anoressia.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 143px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: pointer" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669410364440738162" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-WT_oD-vuVbg/Tq3KsEpoeXI/AAAAAAAAAtM/cbvqCHxpiQY/s200/bambini_anoressia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 120%; MARGIN-TOP: 0pt"&gt;In caso di prolungato rifiuto del cibo da parte di un bambino, la prima cosa da fare è consultare il pediatra ed effettuare tutte le valutazioni mediche necessarie.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 120%; MARGIN-TOP: 0pt"&gt;Una autentica anoressia nervosa infantile è abbastanza rara, tipicamente si presenta tra il sesto mese e i tre anni di età ed è caratterizzata da un netto rifiuto del cibo e dall’arresto della crescita. Valutate e tenute sotto controllo le eventuali componenti organiche è necessario una diagnosi ed un trattamento di tipo psicologico-psicoterapeutico. Il problema deve essere affrontato lavorando con entrambi i genitori ma prendendo in considerazione tutti i fattori in gioco: il naturale temperamento del bambino, le problematiche psicologiche dei genitori, gli stili d'attaccamento materno e paterno.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 120%; MARGIN-TOP: 0pt"&gt;L’alimentazione nell’infanzia è teatro delle emozioni e dei vissuti che connotano la relazione genitore–bambino, il rifiuto del cibo è una comunicazione forte a cui è compito dell’adulto rispondere in maniera adeguata. Spesso è la ricerca dell’ indipendenza e dell’ autonomia - propria di questa fascia di età - a spingere il bambino a rifiutarsi di mangiare, ed è la risposta confusa e spaventata dei genitori - un loro maggiore controllo - a produrre ulteriore frustrazione e incomprensione reciproca in una spirale sempre più negativa. I genitori dovrebbero riuscire ad equilibrare il bisogno del bambino d'avere sia più autonomia, sia limiti più chiari e definiti. Non è facile mettere in pratica una regola apparentemente così semplice: ogni genitore si porta dietro i propri conflitti irrisolti sull’autonomia ed il controllo, frutto delle relazioni con i propri genitori. In questi casi lo psicoterapeuta aiuta a capire cosa succede nella specificità ed unicità d'ogni situazione, ed a trovare le strategie migliori per affrontare il problema: un problema che altrimenti diventerebbe un serio ostacolo, sia allo sviluppo di una sana ed equilibrata personalità del bambino, sia al superamento di conflitti personali e quindi alla crescita psicologica dei genitori.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-8771719290862669478?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-07T00:34:30.011+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://4.bp.blogspot.com/-WT_oD-vuVbg/Tq3KsEpoeXI/AAAAAAAAAtM/cbvqCHxpiQY/s72-c/bambini_anoressia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Che cosa è la fobia sociale</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/10/che-cosa-e-la-fobia-sociale.html</link><category>Patologie: dist.d'ansia</category><category>DEPRESSIONE</category><category>Patologie: dipendenze</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Sun, 23 Oct 2011 12:20:20 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-7752348149869307616</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-F2q1sNMkkY8/TqRoRd5lRsI/AAAAAAAAAtA/bHpMPGvZRws/s1600/images%255B3%255D.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 133px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666768880432137922" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-F2q1sNMkkY8/TqRoRd5lRsI/AAAAAAAAAtA/bHpMPGvZRws/s200/images%255B3%255D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;L’esordio della fobia sociale è generalmente tra i 15 e i 25 anni. La richiesta di un aiuto psicologico avviene però in media dopo 10 anni di malattia ed è spesso correlata ad altri disagi psicologici e/o disturbi psichiatrici ben più gravi (depressione o abuso di alcool).&lt;br /&gt;La fobia sociale si caratterizza per la paura e l’evitamento delle situazioni nelle quali si è esposti al giudizio degli altri per la preoccupazione di sembrare goffi o ridicoli. Tale timore del soggetto di apparire imbarazzati e goffi è sproporzionato rispetto alla reale entità delle situazioni da affrontare, spesso banali, come chiedere informazioni, bere in un bar, mangiare in un ristorante, usare i bagni pubblici, telefonare a qualcuno che non si conosce, ecc.&lt;br /&gt;L’elemento psicopatologico che è alla base di questo disturbo è l’elevata sensibilità al giudizio degli altri cui conseguono sia disagio nelle relazioni interpersonali, sia evitamento delle situazioni o delle prestazioni che generano tale disagio.&lt;br /&gt;Il soggetto con tale disturbo manifesta sintomi fisici quali palpitazioni, vertigini, rossore, tremori, sudorazione, ecc. Queste risposte fisiologiche sono in relazione con lo stato d’ansia in cui si trova la persona. Il conseguente incremento del livello d'ansia comporta inevitabilmente un aumento della tensione e della distraibilità del soggetto che, spesso, finisce per trovarsi in difficoltà sul piano comportamentale non riuscendo così a portare a termine la "prestazione" prefissata. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-7752348149869307616?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-23T21:20:20.163+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-F2q1sNMkkY8/TqRoRd5lRsI/AAAAAAAAAtA/bHpMPGvZRws/s72-c/images%255B3%255D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Obesità infantile</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/10/obesita-infantile.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><category>Infanzia e Adolescenza</category><category>Salute</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Wed, 19 Oct 2011 11:01:45 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-3414862568894674061</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-eBmG2YVDi-U/Tp8QUpG3XjI/AAAAAAAAAs0/93JBbcX6SEg/s1600/obeso.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 85px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665264803073449522" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-eBmG2YVDi-U/Tp8QUpG3XjI/AAAAAAAAAs0/93JBbcX6SEg/s200/obeso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Spesso ci preoccupiamo quando il bambino mangia poco, raramente quando mangia troppo. Se è vero che una dieta insufficiente può portare a deficit di vario tipo (proteine, calcio, ferro, vitamine ed altri nutrienti essenziali alla crescita), di contro, un introito calorico eccessivo determina, dapprima un sovrappeso del bambino e poi, nella maggioranza dei casi, una manifesta obesità. Non dobbiamo dimenticare che un’iperalimentazione nei primi due anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose (ipertrofia), determina anche un aumento del loro numero (iperplasia); da adulti, pertanto, si avrà una maggiore predisposizione all'obesità ed una difficoltà a scendere di peso o a mantenerlo nei limiti, perché sarà possibile ridurre le dimensioni delle cellule, ma non sarà possibile eliminarle. Intervenire durante l'età evolutiva è, quindi, di fondamentale importanza, perché ci dà la garanzia di risultati migliori e duraturi. I genitori dovrebbero essere i primi ad accorgersi dell’eccessivo aumento ponderale del bambino e mettere al corrente il pediatra, la persona più indicata in questi casi. Spesso però il forte appetito, che a volte si traduce in una vera e propria voracità, viene interpretato come un segnale di benessere e si tende ad incentivarlo più che a limitarlo, con l’illusione che gli evidenti chili di troppo possano scomparire con lo sviluppo. Il bambino cicciottello, poi, ispira più simpatia di uno magro, che anzi, tende a preoccupare il genitore. Oltre all’alimentazione scorretta e squilibrata, non dobbiamo sottovalutare, come fattore di rischio, la ridotta attività fisica o la sedentarietà, frutto di uno stile di vita sbagliato, ma sempre di più frequente riscontro. I piccoli, infatti, sono spesso accompagnati in macchina dai genitori, anche se la scuola o la palestra distano pochi metri da casa, prendono l’ascensore anche per un solo piano, passano ore ed ore davanti al computer e alla televisione escono sempre meno e così via. L’esercizio fisico è di fondamentale importanza per il bambino che cresce, in quanto, oltre a farlo dimagrire, lo rende più attivo, contribuendo a ridistribuire le proporzioni tra massa magra (tessuto muscolare) e massa grassa (tessuto adiposo). E’ sufficiente praticare un’attività aerobica leggera, senza affaticare troppo l’organismo, come una pedalata in bici o una camminata, che sottopongono i muscoli ad uno sforzo moderato ma costante e attingono carburante soprattutto dal serbatoio dei grassi; così dimagrire diventa più facile. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-3414862568894674061?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-19T20:01:45.187+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/-eBmG2YVDi-U/Tp8QUpG3XjI/AAAAAAAAAs0/93JBbcX6SEg/s72-c/obeso.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>ABORTO SPONTANEO E DEPRESSIONE</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2010/10/aborto-spontaneo-e-depressione.html</link><category>DEPRESSIONE</category><category>PSICOLOGO</category><category>Gravidanza e Parto</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Fri, 07 Oct 2011 06:54:59 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-4565636458599958420</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/TMPwUFYVCXI/AAAAAAAAAj4/neshRMUz0lY/s1600/images%5B7%5D.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 110px; FLOAT: left; HEIGHT: 83px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531528995173370226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/TMPwUFYVCXI/AAAAAAAAAj4/neshRMUz0lY/s200/images%5B7%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; L’aborto spontaneo può provocare un periodo di depressione più o meno lungo a seconda della donna e del tipo di gravidanza. Nonostante la maggior parte degli aborti spontanei siano dovuti ad un’anomalia cromosomica, il senso di fallimento e di colpa della donna è molto intenso.&lt;br /&gt;La donna si sente in colpa per non essere stata capace di portare a termine la gravidanza, si sente diversa dalle altre donne e sperimenta un vissuto di inadeguatezza. L’aborto, infatti, mette in discussione la donna, la sua femminilità e spesso anche il suo rapporto di coppia. Di conseguenza quando una donna subisce un aborto entrano in gioco diversi elementi psicologici (individuali e di coppia) che incidono sul suo stato di salute. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L’aborto spontaneo rappresenta per la donna un trauma psicologico che può innescare una condizione depressiva tipica delle perdite nelle situazioni di lutto. Nello specifico la donna sperimenta una perdita fisica, una perdita simbolica (le aspettative e i progetti relativi al nascituro) e una perdita dello status sociale di donna intesa come “madre”. Le fasi che caratterizzano il periodo immediatamente successivo all’aborto sono un primo momento di intorpidimento e di negazione a cui segue una forte reazione di collera e di rabbia ed in ultimo di dolore quando la realtà della perdita si concretizza.&lt;br /&gt;Occorre del tempo per la sua elaborazione ed è necessario attraversare le fasi psicologiche analoghe a quelle che caratterizzano il lutto. In questo periodo la donna ha bisogno di ricevere un grosso sostegno da parte del partner e dei familiari e, qualora la condizione depressiva riattivasse problematiche e fragilità non ancora risolte, diventa importante chiedere aiuto ad uno specialista che si occupi della salute psicologica della donna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-4565636458599958420?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-07T15:54:59.740+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/_2aRBj9mpNDM/TMPwUFYVCXI/AAAAAAAAAj4/neshRMUz0lY/s72-c/images%5B7%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Anoressia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/10/anoressia.html</link><category>Patologie:dist.alimentari</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:26:11 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-4913921865801112172</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-k_MzhuuvWyE/To1mE9FAPjI/AAAAAAAAArU/czhz7lWsDV4/s1600/anorex.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 145px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660292541975641650" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-k_MzhuuvWyE/To1mE9FAPjI/AAAAAAAAArU/czhz7lWsDV4/s200/anorex.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Si può dire che esistono tante forme di anoressia quante sono le pazienti.&lt;br /&gt;Uno dei vissuti più angoscianti delle ragazze anoressiche, è legato ad una errata percezione del proprio corpo, che viene vissuto come sgradevole e perennemente inadeguato.&lt;br /&gt;L'inadeguatezza potrebbe rispecchiare in parte l'esigenza di conformarsi agli standard proposti dalle tendenze della moda, ma l'inadeguatezza più dolorosa è rispetto al proprio ideale di corpo, in altre parole rispetto a ciò che si vorrebbe essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il DSM IV, il manuale Diagnostico e Statistico per i disturbi mentali, riconosciuto a livello internazionale per la classificazione delle malattie mentali, si possono individuare dei criteri comuni essenziali per poter asserire che si tratta di anoressia nervosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Rifiuto di mantenere un peso normale generalmente al di sotto dell'85% rispetto a quello previsto in rapporto all'altezza e all'età. È importante sottolineare che il peso viene mantenuto al di sotto di quello normale in modo volontario e con notevoli sforzi da parte del soggetto. Nel caso in cui il peso sia inferiore a quello atteso per altri motivi, come nel caso di patologie organiche, non viene soddisfatto tale criterio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Intensa paura di aumentare il peso e di perdere il controllo, anche se si è al di sotto dei valori normali, a tal punto che anche un aumento di pochi etti può provocare profondo disagio e angoscia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Non viene ammessa nessuna preoccupazione per il sottopeso. La forma del corpo, la distribuzione del grasso diventano la fonte primaria del loro stato di inquietudine, sino al punto che tutta l'esistenza e il comportamento del soggetto ne vengono pesantemente influenzati. Per cui l'umore, l'autostima dipendono direttamente dal peso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi (amenorrea) dovuti fisiologicamente al sottopeso. Una ragazza per essere predisposta a procreare deve avere una certa percentuale di grasso idoneo per affrontare una eventuale gravidanza; ecco perché in condizioni di sottopeso avviene il blocco del ciclo mestruale e quindi l'inabilità fisiologica a procreare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-4913921865801112172?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-06T10:26:11.829+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://3.bp.blogspot.com/-k_MzhuuvWyE/To1mE9FAPjI/AAAAAAAAArU/czhz7lWsDV4/s72-c/anorex.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Psicologia della coppia</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/09/psicologia-della-coppia.html</link><category>Psicoterapia Familiare</category><category>Psicoterapia di coppia</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:30:47 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-5930133905649065242</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oquVDxlPVBo/To1m_bdge_I/AAAAAAAAArc/Fa01y5nfkkc/s1600/coppia%2Bpsicologia.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 133px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660293546563894258" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-oquVDxlPVBo/To1m_bdge_I/AAAAAAAAArc/Fa01y5nfkkc/s200/coppia%2Bpsicologia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Non esistono soluzioni facili ed immediate quando si parla di coppie, soprattutto nella complessità di queste relazioni, dove l'aggancio nasce proprio da due storie, due stirpi, due sistemi che si uniscono.&lt;br /&gt;La &lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;psicologia della coppia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; si occupa delle vicissitudini della coppia, delle sue trasformazioni, ma anche delle risorse che la sostengono nonché degli interventi clinici rivolti alla coppia e alla famiglia. Quasi sempre l'avvicinamento alla psicologia-psicoterapia di coppia, avviene durante un momento di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;crisi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ad esempio un tradimento, o di conflitto che attraversa la relazione o addirittura la fine di una relazione, alla ricerca di un bravo psicologo che possa fare un colloquio con la coppia, o con uno dei coniugi. Altre volte i partner cercano informazioni sulla psicologia della vita di coppia per capire come comunicare meglio con il proprio compagno, come prevenire le liti, come capire meglio il comportamento dell'altro o migliorare la sessualità.&lt;br /&gt;Costituisce inoltre il punto di partenza per quanti vogliono capire cosa succede nell'innamoramento, nella creazione di una relazione, nel passaggio alla genitorialità o nella separazione.&lt;br /&gt;L' intervento con le coppie si struttura generalmente in una fase iniziale di consulenza, a cui segue, qualora si riscontrino le premesse adeguate, una psicoterapia.&lt;br /&gt;Il percorso insegna come le difficoltà della coppia, arrivano inaspettatamente durante periodi felici in cui i partner incontrano cambiamenti fisiologici del ciclo di vita, per esempio quando la coppia si sposa, durante la nascita dei figli, nel prendere le distanze dalle famiglie d'origine, il pensionamento, quando i figli oramai grandi lasciano "il nido" o in momenti in cui la coppia è già soverchiata da gravi preoccupazioni come la disoccupazione, la malattia, un lutto…&lt;br /&gt;Quando la coppia sente di non riuscire a far fronte alle fatiche connesse a questi eventi, può rivolgersi ad uno specialista.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-5930133905649065242?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-06T10:30:47.551+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-oquVDxlPVBo/To1m_bdge_I/AAAAAAAAArc/Fa01y5nfkkc/s72-c/coppia%2Bpsicologia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>L'eleaborazione del lutto con l'EMDR</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/09/leleaborazione-del-lutto-con-lemdr.html</link><category>Trauma</category><category>EMDR</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 02:32:05 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-154885941532792155</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JyNWgkbTs4M/Tn7iqoXraiI/AAAAAAAAAq8/H6gzX3FN75s/s1600/imagesCAGMM3QQ.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 120px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656207404043037218" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-JyNWgkbTs4M/Tn7iqoXraiI/AAAAAAAAAq8/H6gzX3FN75s/s200/imagesCAGMM3QQ.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La morte di una persona cara rappresenta un evento significativo nella vita delle persone che può generare un’alterazione dell’equilibrio psico-fisico di intensità tale da rendere indispensabile un supporto psicoterapeutico accompagnato, a volte, da uno farmacologico.&lt;br /&gt;Le reazioni psicologiche comuni al lutto riguardano diversi aspetti dell’individuo: le emozioni, i pensieri, i comportamenti e le conseguenti reazioni fisiche. Questi aspetti condizionano la relazione del soggetto con sé stesso e con l’ambiente esterno e contribuiscono a prolungare il suo stato di crisi.&lt;br /&gt;Nello specifico quando si subisce un lutto doloroso (la morte di un genitore, di un figlio o di una persona affettivamente significativa) le sensazioni che si vivono sono molto forti ed invasive e la persona sperimenta lunghi periodi in cui le emozioni dominanti sono di tristezza, di rabbia, di colpa, di ansia, di solitudine. Anche la sfera cognitiva risulta intaccata ed i pensieri ricorrenti sono di sfiducia, di confusione, di preoccupazione, di sensazione di una presenza, di bassa autostima. Infine i comportamenti diventano disfunzionali e non in equilibrio e risultano caratterizzati da disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, ritiro dai rapporti sociali, attività incessante, custodia gelosa dei ricordi. Queste reazioni sono poi accompagnate da tipiche risposte fisiche legate a stati di tensione motoria, stati di vigilanza/controllo ed iperattività.&lt;br /&gt;Anche se l’apparenza esterna dice il contrario, spesso, colui che è in lutto non ha accettato la realtà della perdita. Inoltre quando il lutto è avvenuto ormai da molti anni e la persona ancora non lo ha superato significa che sta agendo meccanismi difensivi volti ad alleviare il senso di perdita e di dolore per la persona amata. Quando il livello di difesa dal dolore è estremamente elevato è utile la tecnica della stimolazione bilaterale con l’utilizzo dell’EMDR.&lt;br /&gt;Il lavoro terapeutico oltre che consistere nel dare esplicito permesso di soffrire per la perdita, fornisce un intervento psicologico che permette di avviare i processi di elaborazione delle emozioni e dei pensieri collegati alla perdita che, attraverso la stimolazione visiva o tattile, integra in maniera adattiva l’informazione relativa alla morte. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-154885941532792155?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-06T11:32:05.392+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/-JyNWgkbTs4M/Tn7iqoXraiI/AAAAAAAAAq8/H6gzX3FN75s/s72-c/imagesCAGMM3QQ.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Psicologia e psicoterapia: prevenzione</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/09/psicologia-e-psicotarepia-prevenzione.html</link><category>PSICOLOGO</category><category>Salute</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:36:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-6276446979186383390</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-gHmBzMApqj4/To1oZO7yCFI/AAAAAAAAArk/9HJk00kBJP4/s1600/prevenzione%2Bpsic.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 133px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660295089389439058" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-gHmBzMApqj4/To1oZO7yCFI/AAAAAAAAArk/9HJk00kBJP4/s200/prevenzione%2Bpsic.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Anche in psicologia, come in ogni altro settore clinico e sanitario, vale l'ormai noto slogan "&lt;em&gt;prevenire è meglio che curare&lt;/em&gt;" anche se la prevenzione è un'attività che prevede processi terapeutici, quindi curativi, soprattutto quando l'obiettivo è ridurre i rischi di aggravamento di una situazione psicopatologica o salvaguardare la vita stessa del paziente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Prevenire&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; significa innanzitutto valutare la situazione di una persona, di una coppia, di una famiglia, intervenire sul disagio dello stato attuale e ridurre quindi i rischi di sviluppo dei processi disfunzionali. Si valuta il funzionamento nel proprio contesto di vita, il proprio stato di salute, le risorse accessibili e disponibili, le possibilità ed i rischi.&lt;br /&gt;I colloqui psicologici mirati alla valutazione del funzionamento globale permetteranno di definire l'iter di finalizzato alle cure di prevenzione più adatte. Si tratta di pochi colloqui iniziali in grado di fornire un quadro generale dettagliato della situazione presentata dal paziente.&lt;br /&gt;Ma un intervento di prevenzione non mira soltanto a ridurre i rischi di sviluppo di un disagio: può essere visto in un'ottica terapeutica come un metodo per prevenire l'aggravamento di un disturbo, di una sintomatologia già esistente e, in diversi casi, di prevenire i rischi per la vita della persona.&lt;br /&gt;La prevenzione in questo senso è essenzialmente un trattamento psicologico di tipo terapeutico, teso alla cura dei sintomi, del problema o del disturbo già presente. Si ricorda che non va confuso il concetto di cura psicologica o terapia psicologica con il più ristretto concetto di psicoterapia.&lt;br /&gt;Le &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;cure psicologiche&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; non prevedono infatti né uso di farmaci né psicoterapia. Infatti l'attività di psicoterapia può essere svolta anche da personale medico specializzato in psicoterapia il che significa che essa non è una prestazione specifica delle professionalità psicologiche. Quindi va posta attenzione sul fatto che la terapia psicologica rappresenta una procedura ed una finalità svolte esclusivamente dal professionista psicologo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-6276446979186383390?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-06T10:36:00.273+02:00</app:edited><media:thumbnail url="http://2.bp.blogspot.com/-gHmBzMApqj4/To1oZO7yCFI/AAAAAAAAArk/9HJk00kBJP4/s72-c/prevenzione%2Bpsic.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>L'elaborazione del lutto</title><link>http://studiopsicologiatorino.blogspot.com/2011/09/lelaborazione-del-lutto.html</link><category>Patologie: dist.d'ansia</category><category>Trauma</category><category>EMDR</category><author>noreply@blogger.com (STUDIO DI PSICOLOGIA LIBERA-mente)</author><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 05:53:36 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3142188607475496449.post-71526286213085385</guid><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cFYcMATiX9Q/Tn5I4oFOgmI/AAAAAAAAAq0/8mRvB1ljx6I/s1600/imagesCAGMM3QQ.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 120px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656038319693136482" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-cFYcMATiX9Q/Tn5I4oFOgmI/AAAAAAAAAq0/8mRvB1ljx6I/s200/imagesCAGMM3QQ.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La morte di una persona cara rappresenta un evento significativo nella vita delle persone che può generare un’alterazione dell’equilibrio psico-fisico di intensità tale da rendere indispensabile un supporto psicoterapeutico accompagnato, a volte, da uno farmacologico.&lt;br /&gt;Le reazioni psicologiche comuni al lutto riguardano diversi aspetti dell’individuo: le emozioni, i pensieri, i comportamenti e le conseguenti reazioni fisiche. Questi aspetti condizionano la relazione del soggetto con sé stesso e con l’ambiente esterno e contribuiscono a prolungare il suo stato di crisi. Nello specifico quando si subisce un lutto doloroso (la morte di un genitore, di un figlio o di una persona affettivamente significativa) le sensazioni che si vivono sono molto forti ed invasive e la persona sperimenta lunghi periodi in cui le emozioni dominanti sono di tristezza, di rabbia, di colpa, di ansia, di solitudine. Anche la sfera cognitiva risulta intaccata ed i pensieri ricorrenti sono di sfiducia, di confusione, di preoccupazione, di sensazione di una presenza, di bassa autostima. Infine i comportamenti diventano disfunzionali e non in equilibrio e risultano caratterizzati da disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, ritiro dai rapporti sociali, attività incessante, custodia gelosa dei ricordi. Queste reazioni sono poi accompagnate da tipiche risposte fisiche legate a stati di tensione motoria, stati di vigilanza/controllo ed iperattività.&lt;br /&gt;Anche se l’apparenza esterna dice il contrario, spesso, colui che è in lutto non ha accettato la realtà della perdita. Inoltre quando il lutto è avvenuto ormai da molti anni e la persona ancora non lo ha superato significa che sta agendo meccanismi difensivi volti ad alleviare il senso di perdita e di dolore per la persona amata. Quando il livello di difesa dal dolore è estremamente elevato è utile la tecnica della stimolazione bilaterale con l’utilizzo dell’EMDR.&lt;br /&gt;Il lavoro terapeutico oltre che consistere nel dare esplicito permesso di soffrire per la perdita, fornisce un intervento psicologico che permette di avviare i processi di elaborazione delle emozioni e dei pensieri collegati alla perdita che, attraverso la stimolazione visiva o tattile, integra in maniera adattiva l’informazione relativa alla morte. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;http://feeds.feedburner.com/StudioPsicologiaTorino&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3142188607475496449-71526286213085385?l=studiopsicologiatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-07T14:53:36.390+01:00</app:edited><media:thumbnail url="http://1.bp.blogspot.com/-cFYcMATiX9Q/Tn5I4oFOgmI/AAAAAAAAAq0/8mRvB1ljx6I/s72-c/imagesCAGMM3QQ.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>

