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	<title>StudioAgnusBlog</title>
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	<description>Mangiando Fotografia</description>
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		<title>One Day</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2015 11:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un giorno si cambia, si evolve, ci si trasforma…un giorno qualsiasi, tutto accade! Oggi è quel giorno per questo squarcio di tempo. L’idea era scegliere un soggetto immaginario d&#8217;un angolo di mondo, d’un sperimento, d’un tratto di un bozzetto,  dal mio vissuto, per poter comporre “una storia”  che abbia le pretese di riassumere la realtà [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/one-day/">One Day</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2015/05/provino-11.jpg"><img class="  wp-image-3488 alignleft" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2015/05/provino-11.jpg" alt="Provino a contatto" width="360" height="540" /></a>Un giorno si cambia, si evolve, ci si trasforma…un giorno qualsiasi, tutto accade!</p>
<p>Oggi è quel giorno per questo squarcio di tempo.</p>
<p>L’idea era scegliere un soggetto immaginario d&#8217;un angolo di mondo, d’un sperimento, d’un tratto di un bozzetto,  dal mio vissuto, per poter comporre “una storia”  che abbia le pretese di riassumere la realtà della vita, la mia.</p>
<p>Penso a quale imagine potrebbe raggruppare in un un pezzo il mio passato? Trovato, è il provino a contatto, di una pellicola bianco e nero, della giornata più bella passata in famiglia, vi sembra poco?!</p>
<p>P.S. One Day è il titolo di un progetto fotografico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La mia Torta di mele</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/torta-di-mele/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 09:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[torta]]></category>
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		<category><![CDATA[uova]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; La torta di mele più buona, deliziosa, profumata, incredibilmente unica, che io abbia mai mangiato, non è stata fatta dalla mia nonna; mia nonna non cucinava torte di mele. Non è stata fatta nemmeno da un chef  pieno di sè e di stelle e, neppure dalle mie manine da piccola hobbit in una crisi [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/torta-di-mele/">La mia Torta di mele</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3484" style="width: 743px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2015/05/DSC_8296.jpg"><img class="size-full wp-image-3484" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2015/05/DSC_8296.jpg" alt="Burro e uova" width="733" height="479" /></a><p class="wp-caption-text">Burro e uova</p></div>
<p>La torta di mele più buona, deliziosa, profumata, incredibilmente unica, che io abbia mai mangiato, non è stata fatta dalla mia nonna; mia nonna non cucinava torte di mele. Non è stata fatta nemmeno da un chef  pieno di sè e di stelle e, neppure dalle mie manine da piccola hobbit in una crisi di autostima, ma da una &#8220;sciura&#8221; ottantenne sconosciuta.</p>
<p>Quel posticino nascosto ai meno attenti abitanti dalla grande città &#8220;Milan gran Milan&#8221;, conquista non per l&#8217;arredamento ben curato, quanto per la personalità della proprietaria. Una donna che passa inosservata tra la gente, semplice nel vestire e riservata nei modi, ma che illumina tutta la sala con solo un acceno di benvenuto. Basta un&#8217;unica parola per descriverla, carisma, allo stato puro. Certo, mi sono detta tra me e me, avere ottant&#8217;anni così, che meraviglia.</p>
<p>Non so nulla della sua storia personale, ma la torta di mele che cucina quella signora era squisitamente fantastica e, se nel dubbio mi venisse di andare a chiederle la ricetta della torta, sicuramente sarebbe solo una scusa per sapere la vera ricetta, quella di aver 80 anni e dimostrarne 50.</p>
<p>Quello che so è che era una sua prerrogativa fare la torta di mele per i suoi &#8220;ospiti&#8221;, li chiamava cosi i clienti, perchè secondo lei, i dolci non smentiscono mai chi li cucina.</p>
<p>La mia torta di mele é fatta da una bellissima signora sconosciuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crea la tua ricetta</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/crea-la-tua-ricetta/</link>
		<comments>http://studioagnusblog.com/crea-la-tua-ricetta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 10:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La vita, è come una ricetta a seconda degli ingredienti si può fare un piatto oppure un altro. Non tutti hanno gli stessi ingredienti e molti,  invidiosi di quelli degli altri provano a copiare lo stesso piatto con risultati disastrosi. Uno vero chef è quello che riesce a far evolvere i propri ingredienti in una [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/crea-la-tua-ricetta/">Crea la tua ricetta</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studioagnusblog.com/crea-la-tua-ricetta/alchimia/" rel="attachment wp-att-3370"><img class="aligncenter size-full wp-image-3370" alt="alchimia" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2014/06/alchimia.jpg" width="500" height="351" /></a></p>
<p>La vita, è come una ricetta a seconda degli ingredienti si può fare un piatto oppure un altro. Non tutti hanno gli stessi ingredienti e molti,  invidiosi di quelli degli altri provano a copiare lo stesso piatto con risultati disastrosi. Uno vero chef è quello che riesce a far evolvere i propri ingredienti in una ricetta nuova ed irripetibile.</p>
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		<title>Amo Milano perchè,</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/amo-milano-perche/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2014 08:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[What's up Bro?]]></category>
		<category><![CDATA[amo milano]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[lang lang]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[musica classica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>prendo la metro faccio poche fermate e  posso assistere ad un concerto che ha trasformato il Duomo in un auditorium colmo di spettatori attenti e silenziosi, ascoltare il maestro Lang Lang intepretare uno dei capolavori romantici della storia il Concerto per pianoforte n. 2 di Sergei Rachmaninov e a seguire Sacre du printemps di Igor [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/amo-milano-perche/">Amo Milano perchè,</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/bSFfqX7sSk4" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>prendo la metro faccio poche fermate e  posso assistere ad un concerto che ha trasformato il Duomo in un auditorium colmo di spettatori attenti e silenziosi, ascoltare il maestro Lang Lang intepretare uno dei capolavori romantici della storia il Concerto per pianoforte n. 2 di Sergei Rachmaninov e a seguire Sacre du printemps di Igor Stravinskij con la tutta la sua passione. Le note scorrono come la pioggia che a tratti bagna gli spettatori già catturati dalla magica melodia che trasporta la loro anima che si fa leggera e limpida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La top ten della festa del papà</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/la-top-ten-della-festa-del-papa/</link>
		<comments>http://studioagnusblog.com/la-top-ten-della-festa-del-papa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 15:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[fooddaddy]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Oggi è la festa del papà e sono passati ormai 8 anni da quando in sala parto mi diedero il simpatico fagottino dimenticandosi però, le istruzioni per l&#8217;uso. Si diventa papà strada facendo pannolino dopo pannolino, sbagliando, imparando, scaldando il latte alle 3 di notte, montando una costruzione Lego da 3000000 di pezzi per vederla [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/la-top-ten-della-festa-del-papa/">La top ten della festa del papà</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studioagnusblog.com/la-top-ten-della-festa-del-papa/manina/" rel="attachment wp-att-3347"><img class="aligncenter size-full wp-image-3347" alt="manina bambino festa del papà" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2014/03/manina.jpg" width="501" height="331" /></a></p>
<p>Oggi è la festa del papà e sono passati ormai 8 anni da quando in sala parto mi diedero il simpatico fagottino dimenticandosi però, le istruzioni per l&#8217;uso. Si diventa papà strada facendo pannolino dopo pannolino, sbagliando, imparando, scaldando il latte alle 3 di notte, montando una costruzione Lego da 3000000 di pezzi per vederla distrutta 3 secondi dopo, sorridendo orgogliosi quando il pediatra da ragione a te e non a tua mamma/suocera, svegliandosi presto alla mattina, per fare una sfida a Supermario prima di andare a scuola, guidando la macchina come se fosse la Match Patrol di Daitarn 3, addormentandosi al cinema insieme e leggendo ognuno il suo libro prima di andare a dormire dimenticandosi la luce accesa e il libro aperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> TOP TEN DADDY</strong></p>
<p>1-  Il latte e nesquik lo prepara lui e abbonda con il cioccolato<br />
2 &#8211; Giocare con i <a title="story cubes" href="https://www.storycubes.com/" target="_blank">Rory&#8217;s Story Cubes</a> e disegnare l&#8217;avventura<br />
3 &#8211; Svegliarsi prima alla mattina per accettare una sfida a mario kart<br />
4 &#8211; Ricordarsi che fino a pochi anni fa non dormivi 8 ore di fila<br />
5 &#8211; Non devi frullare niente e non devi cambiare niente a nessuno<br />
6 &#8211; In cucina vieni stimolato a fare meglio perchè &#8220;Gordon Ramsey non sporca così tanto&#8221;<br />
7 &#8211; Se lo guardo negli occhi, naso contro naso mi sembra ancora neonato<br />
8 &#8211; Ripassi tutto quello che non avevi capito alle elementari e &#8220;elementare&#8221; hai ancora difficoltà a capirlo<br />
9 &#8211; Festeggiare a casa dei tuoi il tuo papà(nonno) e rispiegare ancora una volta che il suo nonno è il mio papà (sempre molto sconvolgente)<br />
10 &#8211; Un&#8217;ottima scusa per giocare ancora con il lego</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cervello istruzioni per l&#8217;uso</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/cervello-istruzioni-per-luso/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 17:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[What's up Bro?]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In origine il cervello umano è come un attico vuoto che uno deve riempire con i mobili che preferisce. Uno sciocco assimila ogni sorta di ciarpame gli viene a tiro, così che le nozioni che potrebbero essergli utili vengono spinte fuori o, nella migliore delle ipotesi, accatastate alla rinfusa insieme con un&#8217;infinità di altre cose, [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/cervello-istruzioni-per-luso/">Cervello istruzioni per l&#8217;uso</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3330" style="width: 308px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://studioagnusblog.com/cervello-istruzioni-per-luso/brain-mostra-milano_1228353/" rel="attachment wp-att-3330"><img class="size-full wp-image-3330" alt="cervello brain mostra milano" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2014/03/brain-mostra-milano_1228353.jpg" width="298" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">brain il cervello istruzioni per l&#8217;uso</p></div>
<p><strong><em>In origine il cervello umano è come un attico vuoto che uno deve riempire con i mobili che preferisce. Uno sciocco assimila ogni sorta di ciarpame gli viene a tiro, così che le nozioni che potrebbero essergli utili vengono spinte fuori o, nella migliore delle ipotesi, accatastate alla rinfusa insieme con un&#8217;infinità di altre cose, di modo che ha difficoltà a ritrovarle. Un operaio abile, invece, sta molto attento a ciò che immagazzina nel suo attico-cervello.</em></strong></p>
<p><strong>Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso, 1887</strong></p>
<p>Fino al 13 aprile 2014 <strong>Brain, il cervello istruzioni per l&#8217;uso</strong>; mostra allestita al museo di storia naturale di Milano, arriva direttamente dall’American Museum of Natural History di New York ed è indirizzata a chi si tuffa  per la prima volta nella materia grigia.</p>
<p>Strappato il biglietto si entra subito nel cervello, grazie ad una bellissima installazione di  <a title="http://www.danielcanogar.com/ " href="http://www.danielcanogar.com/ " target="_blank">Daniel Canogar</a>  che simula l’attività dei neuroni con un sistema luminoso di 700 chili di fili elettrici. All&#8217;interno della mostra esplorerete, attraverso giochi interattivi, installazioni e filmati, diverse aree del cervello.</p>
<p>Molto coinvolgente e ben distribuita, un ottima mostra per riuscire ad orientarsi nel labirinto della nostra mente<br />
<iframe src="//www.youtube.com/embed/vQ0u_Gn1vIs" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sentire una musica lontana</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/sentire-una-musica-lontana/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 14:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A volte tutto è troppo caotico, troppe informazioni, troppe parole, non si riesce più a trovare una via, una direzione e così ci si perde nella giostra della quotidianità. Se ci abitua a questo, la nostra vita diventa una giostra che non ci meraviglia più,  ci facciamo trasportare dai binari giro dopo giro. E&#8217; meglio [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/sentire-una-musica-lontana/">Sentire una musica lontana</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studioagnusblog.com/sentire-una-musica-lontana/dsc_9442/" rel="attachment wp-att-3320"><img class="aligncenter size-full wp-image-3320" alt="DSC_9442" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2014/02/DSC_9442.jpg" width="500" height="332" /></a></p>
<p>A volte tutto è troppo caotico, troppe informazioni, troppe parole, non si riesce più a trovare una via, una direzione e così ci si perde nella giostra della quotidianità.</p>
<p>Se ci abitua a questo, la nostra vita diventa una giostra che non ci meraviglia più,  ci facciamo trasportare dai binari giro dopo giro.</p>
<p>E&#8217; meglio scendere, e  guardare al nuovo giorno con una nuova visone, una nuova emozione; ci basterebbe quella luce particolare per fermare l&#8217;attimo ed espanderlo come una musica nuova, perdersi tra la melodia seducente che ti trasporta lontano, solo per un momento eterno, nel quale puoi rinascere e rifiorire come una primavera fatta di note</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/qzJdo2CPa0g" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Merenda con la nonna</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 14:56:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;amore che non riusciva ad esprimere a parole, lei lo racchiudeva nel cibo, ed ogni assaggio era una poesia per il cuore. In un caldo pomeriggio di settembre il baccano festoso degli studenti riusciva, molto spesso, a coprire il suono della campanella che segnava la fine di un altro giorno di scuola. Io riponevo alla [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/merenda-con-la-nonna/">Merenda con la nonna</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
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<p>L&#8217;amore che non riusciva ad esprimere a parole, lei lo racchiudeva nel cibo, ed ogni assaggio era una poesia per il cuore.<br />
In un caldo pomeriggio di settembre il baccano festoso degli studenti riusciva, molto spesso, a coprire il suono della campanella che segnava la fine di un altro giorno di scuola. Io riponevo alla rinfusa quaderni, matite e libri dentro la cartella e così facendo iniziavo già ad assaporare i momenti che di li a poco avrebbero riscaldato per sempre il mio cuore. Mi alzavo e, in fila per due andavamo verso l&#8217;uscita e li, come delle formiche impazzite piccoli studenti sudati, invadevano il marciapiede davanti all&#8217;uscita della scuola elementare alla ricerca del parente di turno. Felice, correvo per la strada ed in un attimo ero davanti al portone di mia nonna. Salivo le scale di corsa e mi mettevo in punta di piedi per scampanellare il mio arrivo, non che c&#8217;è ne fosse bisogno, perchè la porta era già aperta e mi invitava ad entrare.<br />
Il calore di mia nonna non era solo nel suo animo ma risuonava in tutta la casa; se era di buon umore, la casa era calda ed accogliente; se al contrario era triste o peggio arrabbiata il marmo dei pavimenti faceva sentire tutta la sua freddezza. Quando le giornate erano buone la trovavo in cucina, mi sorrideva e mi chiedeva se volessi aiutarla a preparare la merenda. Non c&#8217;era momento più bello. Come per magia la tavola di marmo si trasformava in una tela dove mia nonna con abilità ed amore impastava i colori del cibo. Il profumo del sole si mischiava a quello della farina e una delicata nebbia si spandeva nell&#8217;aria. il rumore del guscio delle uova che si rompeva e il lento impastare erano l&#8217;unici suoni che si udivano nella cucina.</p>
<p>Quando la preparazione era finita, il tutto veniva inserito in un vecchio forno a gas e il tavolo di marmo sporco di farina, rimaneva a mia disposizione per i giochi e i miei mondi fantastici dove la farina si trasformava in neve e quello che rimaneva dell&#8217;impasto, diventava un personaggio cattivo che, veniva distrutto in mille pezzi. La casa, poco a poco, si riempiva di profumo di torta.  Come se avesse un orologio interno, di punto in bianco, mia nonna smetteva di cucire ed annunciava che la torta, secondo lei era pronta, apriva il forno io infilavo lo stuzzicadenti nella torta ed estraendolo quasi asciutto il sorriso ci riempiva il volto e la merenda era pronta.</p>
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		<title>L&#8217;inchiostro della vita</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 11:15:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo vidi per la prima volta in una libreria, appoggiato ad uno scaffale. Indossava un cappotto scuro, cucito con un&#8217;eleganza di un&#8217;atra epoca, accompagnava la sua figura un bastone sul quale appoggiava il peso del tempo che aveva logorato non solo il suo abito ma anche i suoi movimenti. Rimasi a guardarlo rapito da quell&#8217;attimo. [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/linchiostro-della-vita/">L&#8217;inchiostro della vita</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studioagnusblog.com/linchiostro-della-vita/attachment/37/" rel="attachment wp-att-3294"><img class="aligncenter size-full wp-image-3294" alt="37" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2013/10/37.jpg" width="1042" height="781" /></a></p>
<p>Lo vidi per la prima volta in una libreria, appoggiato ad uno scaffale. Indossava un cappotto scuro, cucito con un&#8217;eleganza di un&#8217;atra epoca, accompagnava la sua figura un bastone sul quale appoggiava il peso del tempo che aveva logorato non solo il suo abito ma anche i suoi movimenti. Rimasi a guardarlo rapito da quell&#8217;attimo. Quante avventure, scritte con l&#8217;inchiostro della vita, contenevano quelle rughe che gli segnavano il viso. Il mio sguardo carico di pensieri lo tocco improvvisamente e quasi sorpreso di tale interesse con un gesto lento ma deciso voltò la testa e mi guardo negli occhi. Un sguardo netto come il taglio di una lama di rasoio squarciò il mio essere e in quel momento capii che la mia anima era uguale alla sua. Non ci furono parole o gesti, solamente, lui se ne andò via lasciando che quel filo che da quel momento ci avrebbe legati l&#8217;un l&#8217;altro e ci avrebbe fatto rincontrare ancora.  Arrotolando il filo su se stesso, mi avventurai nel sentiero inesplorato che conduceva al mio vero io. Non sapevo se avrei trovato la parte buona oppure quella cattiva ma con un pò di fortuna avrei trovato la mia verità.</p>
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		<title>Liquido</title>
		<link>http://studioagnusblog.com/liquido/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2013 11:09:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La stanza era vuota, fatta eccezione per un tavolo di legno, una lampada sopra di esso che illuminava caldamente un oggetto trasparente. Mi avvicinai. Guardai l&#8217;oggetto più vicino, con curiosità. Con mia grande meraviglia riconobbi l&#8217;oggetto, un bicchiere; non una di quelle foto olografiche che si vedono nei musei, ma un vero bicchiere di vetro. [&#8230;]</p><p>L'articolo <a href="http://studioagnusblog.com/liquido/">Liquido</a> sembra essere il primo su <a href="http://studioagnusblog.com">StudioAgnusBlog</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studioagnusblog.com/liquido/bicchiere/" rel="attachment wp-att-3282"><img class="aligncenter size-full wp-image-3282" alt="bicchiere acqua" src="http://studioagnusblog.com/wp-content/uploads/2013/10/bicchiere.jpg" width="500" height="704" /></a></p>
<p>La stanza era vuota, fatta eccezione per un tavolo di legno, una lampada sopra di esso che illuminava caldamente un oggetto trasparente.<br />
Mi avvicinai. Guardai l&#8217;oggetto più vicino, con curiosità. Con mia grande meraviglia riconobbi l&#8217;oggetto, un bicchiere; non una di quelle foto olografiche che si vedono nei musei, ma un vero bicchiere di vetro.<br />
Avevo sentito che ne esistevano ancora, in qualche collezione d&#8217;arte, ma non pensavo di avere la fortuna di vederne uno dal vivo.<br />
Mi avvicinai e la mia meraviglia si trasformo in entusiasmo quando vidi che nel bicchiere conteneva un composto liquido. Incredibile.<br />
Toccai con cautela il bicchiere e subito una bollicina salì verso la superficie. Mi feci coraggio e lo presi con una mano, freddo, ma di una freschezza piacevole.<br />
Avevo visto tempo fa un documentario, diceva che bisogna portare il bordo del bicchiere alle labbra per far entrare il liquido in bocca, con timore, misi in bocca il bordo ed inclinai lentamente. La riempi per metà.<br />
Non avevo mai bevuto un liquido, e non sapevo cosa dovevo fare. Per un momento rimasi con il liquido in bocca.  Era fresco. E si adattava ai cambiamenti della mia bocca; ci giocai con la lingua attento a non far uscire il composto, ad un tratto,  come se una memoria mnemonica si risvegliasse, un movimento muscolare mi fece inghiottire il tutto. Passai dal panico ad una sensazione di benessere che il composto portava in tutto il mio corpo. Avevo bevuto il mio primo bicchiere d&#8217;acqua.</p>
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