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      <title>SupergaCinema RSS</title>
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      <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 00:06:54 +0000</pubDate>
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         <title>La Scomparsa di Patò – Rocco Mortellini</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;Il Fu Antonio Patò&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-size:8pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/117439.jpg" width="350" height="500" alt="117439" style="float:left;border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:right;"&gt;«Giuda murì Patò spirì,&lt;br /&gt; spirì Patò, cu l'ammazzò?&lt;br /&gt;Quantu patì e po': pirchì Patò spirò?»&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Sicilia. Vigata, 1890. È il Venerdì Santo e nella piazza del paese viene messo in scena il "Mortorio" ossia la Passione di Cristo e l’integerrimo ragioniere di banca Antonio Patò, interpreta la parte di Giuda. La rappresentazione giunge all'acme con l'impiccagione di Giuda/Patò che, accompagnato dagli improperi degli spettatori, cade nell’apposita botola. Finito lo spettacolo Patò sembra scomparso; nel suo camerino non si trovano né i suoi abiti né il costume di scena. Su un muro di Vigata compare una scritta "Murì Patò o s'ammucciò (si nascose)?". La Pubblica Sicurezza nella figura del delegato Ernesto Bellavia e i Reali Carabinieri nella figura del maresciallo Paolo Giummaro entrano in competizione e si ostacolano nelle indagini. Si insinuano ipotesi: una qualche irregolarità nella conduzione della banca? Una perdita di memoria dovuta alla caduta nella botola? Un qualche complotto mafioso? Che fine ha fatto Patò?&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Andrea Camilleri è uno dei più geniali autori del panorama della scrittura d’intrattenimento europeo, se non addirittura mondiale. Forte di un grande seguito costituito negli anni, le sue opere e i suoi personaggi sono stati tradotti in ogni Media, dalla radio al videogioco, passando per il clamoroso successo del Commissario Montalbano (sia in televisione che ovviamente in letteratura). Presentato allo scorso Festival di Roma, “La scomparsa di Patò” si pone l’obiettivo di puntare la bandierina sull’ultimo territorio, non ancora “colonizzato” dallo scrittore siciliano: il cinema.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il risultato di questo esordio è soddisfacente, grazie ad una produzione molto curata specialmente nelle scenografie e nei costumi ma che deficita per coraggio nella scelta dei protagonisti: a differenza dei volti che interpretano i ruoli secondari, i “detective” ante litteram sono interpretati da attori molto popolari e troppo incastrati nei ruoli che li hanno resi celebri; se vedere Daniel Radcliffe nuovamente nei panni di un maghetto può suscitare forti critiche o addirittura risultare vagamente patetico, ritrovare Nino Frassica nella divisa (seppur d’epoca) da Carabiniere, fa troppo pensare al suo personaggio in Don Matteo.&lt;br /&gt; Il coraggio latita anche nelle scelte registiche, molto ingessate e televisive: non è la prima volta che Rocco Mortelliti, genero dello scrittore siciliano nonché suo allievo all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, mette in scena lavori di Camilleri ma stavolta però è la prima sul grande schermo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Non ci sentiamo, però, di stroncare in toto “La scomparsa di Patò” in quanto i lati interessanti sono, sulla bilancia, più pesanti di quelli negativi: oltre alla cura citata in precedenza, Neri Marcorè (Antonio Patò), notorio attore e personaggio televisivo sapientemente misurato, sfrutta le poche ma importanti sezioni del film in qui è protagonista. L’insieme è una buona detective story d’antan, infarcita di commedia. Per azzardare un parallelismo ardito potremmo paragonare i toni de “La Scomparsa di Patò” alle conseguenze del “Fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello insieme allo scontro sociale di “Benvenuti al Sud”, dove il Terrone è il Siciliano mentre il Meridionale è un Napoletano.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Per concludere bisogna dare atto dell’ottima trasposizione del romanzo che, anche su celluloide, conserva lo spirito di Camilleri non trascurando l’importante espediente del dialetto che aggiunge un tocco di esotico e nostalgico all’ambientazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Gli amanti di Andrea Camilleri non rimarranno troppo delusi da quest’opera che consacra lo scrittore siciliano un vero e proprio Re Mida.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Giovanni Villani&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/3rr5ZpMPDQM" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sun, 26 Feb 2012 19:42:49 +0000</pubDate>
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         <title>Mark Wahlberg rivela i vincitori degli Oscar</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;... in attesa della notte degli Oscar in diretta su Superga Cinema&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/Mark-Wahlberg-40-Years-Young-Today.jpg" width="450" height="285" alt="Mark-Wahlberg-40-Years-Young-Today" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;All'Huffington Post Uk,&amp;nbsp;Mark Wahlberg ha dichiarato di conoscere con grande anticipo i vincitori delle famose statuette dell'Accademy.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;"Non è questione di chi voglio che vinca, ma di chi so che vincerà" ha detto l'attore ed ex rapper; la sua fonte sarebbe un amico al Price Waterhouse, la compagnia che cura le certificazioni di voti per gli Oscar.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ecco dunque la lista dei vincitori secondo Mark Wahlberg: Miglior Film a 'The artist' e Miglior attore Jean Dujardin, 'The Help' dominerà sarà premiato per le interpretazini femminili di Viola Davis, miglior attrice protagonista, e Octavia Spencer come non protagonista. Il miglior attore non protagonista sarà Christopher Plummer per 'Beginners' e 'Hugo Cabret' di Martin Scorsese conquisterà i premi tecnici per i migliori costumi, scenografia e fotografia. L'ultimo spoiler di Wahlberg riguarda&amp;nbsp;'Transfomers: Dark of the Moon' che sarà premiata per miglior montaggio sonoro.&lt;br /&gt;L'attore inoltre ha aggiunto: ''Sarò ricordato come quello che ha svelato prima i premi Oscar''.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Mossa pubblicitaria oppure un'astuto gesto per rompere un pò le uova nel paniere a scommettitori e superstiziosi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/Mark_Wahlberg-10-The_Happening.jpg" width="400" height="421" alt="Mark Wahlberg-10-The_Happening" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Giovanni Villani&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/pGe38vOI-_0" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sun, 26 Feb 2012 18:14:27 +0000</pubDate>
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         <title>Brian De Palma torna con un thriller erotico con Rachel McAdams</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:justify;"&gt;A distanza di 5 anni dal suo ultimo film, "Redacted", Brian De Palma si rimette in gioco con un nuovo indipendente progetto. Trattasi di "Passion", thriller erotico autoprodotto, quindi lontano dalle note case di produzioni e con un budget di soli 20 milioni di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Un'impiegata di una multinazionale viene derubata di una brillante idea dal suo capo, la vendetta sarà crudele.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il tema, sulle note stilistiche di "Femme Fatale" del 2002, &amp;nbsp;ha incuriosito Rachel McAdams, la quale sarà protagonista accanto a Noome Rapace (entrambe nel cast di "Sherlock Holmes - Gioco di Ombre").&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ignoti ancora i ruoli del resto dei personaggi, attualmente in via decisionale in attesa delle riprese (partiranno a Berlino il 5 Marzo).&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Uscita prevista nel 2013&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/passion rachel.jpg" alt="" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/IJC4BqgFrkM" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 13:49:37 +0000</pubDate>
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         <title>I Pirati della Aardman conquistano l'animazione in stop-motion</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La Aardman Animationn colpisce ancora. La casa di produzione britannica creatrice di "Wallace &amp;amp; Gromit", "Giù per il Tubo" e "Galline in Fuga", porterà in Italia&amp;nbsp;"Pirates! Band of Misfits", ultimo gioiello d'animazione in stop-motion 3D.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Imperdibile appuntamento per tutte l'età, protagonista nell'anteprima Bolognese del Future Film Festival (27 Marzo - 1 Aprile).&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;L'uscita nelle sale italiane prevista in Aprile 2012.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/pirates-band-of-misfits.jpg" alt="" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/Wg6B-1rAJzk" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 13:26:02 +0000</pubDate>
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         <title>Spawn, McFarlane a lavoro sulla sceneggiatura</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;float:left;" alt="spawn-comic-book" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2111/spawn-comic-book.jpg" height="290" width="386"/&gt;&lt;span style="font-size:8pt;"&gt;Da una recente intervista, sembra che il famoso autore Todd McFarlane sia a lavoro sulla sceneggiatura del nuovo film di Spawn. Dopo la prima trasposizione cinematografica del suo personaggio, McFarlane ha voluto cambiare le carte in tavola e lavorare direttamente alla sceneggiatura di persona. Il problema è che, per citare le sue parole: "continua a distrarsi", come un giovane studente prima di un grande esame, non trova il tempo e le modalità adatte per concentrarsi sul film. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:8pt;"&gt;Una rivelazione interessante sembra essere l'interesse di un anonimo "Academy Award Actor" per il progetto, che continuerebbe a chiamare Todd per ultimare il progetto e poter finalmente partire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/jIgdTO7cAjs" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 12:27:14 +0000</pubDate>
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         <title>Hunger, arriva anche in Italia il primo film di Steve McQueen</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/6-SUOlifcN8/4843-hunger,-arriva-anche-in-italia-il-primo-film-di-steve-mcqueen.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;" alt="michael-fassbender" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2135/michael-fassbender.jpg" height="335" width="500"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Forte del successo meritato di &lt;em&gt;Shame&lt;/em&gt;, la &lt;strong&gt;BIM Distribuzione&lt;/strong&gt; ha annunciato l'uscita nelle sale italiane di &lt;em&gt;Hunger&lt;/em&gt;, la prima pellicola di &lt;strong&gt;Steve McQueen&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Michael Fassbender&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che quattro anni fa ha conquistato la &lt;strong&gt;Camera d'Or&lt;/strong&gt; come migliore opera prima a &lt;strong&gt;Cannes&lt;/strong&gt; 2008.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Steve McQueen&lt;/strong&gt;, con quello che era il suo primo lungometraggio, ha raccolto ottime critiche da tutto il mondo anche grazie alla magistrale interpretazione di Fassbender, col quale da allora ha iniziato un sodalizio artistico che ha portato l'attore irlandese a vincere la &lt;strong&gt;Coppa Volpi&lt;/strong&gt; per la sua interpretazione nel film &lt;em&gt;Shame&lt;/em&gt;, all’ultima &lt;strong&gt;Mostra del Cinema di Venezia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Hunger&lt;/em&gt; fotografa le ultime sei settimane di vita del repubblicano nordirlandese e attivista &lt;strong&gt;Bobby Sands&lt;/strong&gt; (Fassbender è di origini nordirlandesi, anche se ha vissuto in Germania), che nel 1981, come forma di protesta contro il governo del Regno Unito, digiunò per 66 giorni nel carcere di Maze, fino a lasciarsi morire.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BIM&lt;/strong&gt; ha spiegato oggi sulla sua pagina ufficiale di Facebook che il film arriverà in primavera: "&lt;strong&gt;Bim Distribuzione&lt;/strong&gt; dopo &lt;em&gt;Shame&lt;/em&gt; è orgogliosa di portare in Italia il primo capolavoro di &lt;strong&gt;Steve McQueen&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Michael Fassbender&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;Hunger&lt;/em&gt;. A primavera al cinema!"&lt;br /&gt;Fassbender prenderà parte anche al prossimo film del regista inglese,&lt;strong&gt; Twelve Years a Slave&lt;/strong&gt;, non più nei panni del protagonista principale.&lt;br /&gt;Ultime voci riferiscono che il film dovrebbe essere distribuito il 4 maggio 2012.&lt;br /&gt;Davvero una grande notizia per tutti gli appassionati del cinema d'autore, che apprezzeranno, se non l'hanno già fatto in lingua originale, l'opera prima dell'eccentrico regista &lt;strong&gt;Steve McQueen&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Mattia Barbetta&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguiteci su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/6-SUOlifcN8" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 11:20:26 +0000</pubDate>
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         <title>Oscar 2012: la diretta radio, il live blog e la chat di Superga Cinema</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/LkkwfkHLXzw/4842-oscar2012_livestreaming_radio_blog_chat.html</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/oscar-statue2res.jpg" width="333" height="500" alt="oscar-statue2res" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Anche quest'anno l'attesa notte degli Oscar è arrivata, Superga Cinema si arma di tutto punto e vi offre sei ore di diretta radio, il live blog minuto per minuto (per non dire secondo per secondo) e uno spazio dedicato alla chat, dove chiunque potrà lasciare un commento o un pronostico&amp;nbsp;(e tutto in una sola&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/extra/oscar-2012-live-streaming.html"&gt;pagina&lt;/a&gt;).&amp;nbsp;Riccardo Iannaccone ed Emanuele Rauco animeranno la puntata speciale di Superga Cinema On Air - dagli studi di Comic Radio - a partire dalla mezzanotte di domenica 26 e fino alle 6 del mattino.&amp;nbsp;Potrete seguirci anche sui nostri canali&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;, aggiornati in tempo reale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Per contattare la redazione radio scrivete a &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="mailto:diretta@comicradio.it?subject=Oscar%202012"&gt;diretta@comicradio.it&lt;/a&gt;, mentre per partecipare al &lt;strong&gt;Toto Oscar&lt;/strong&gt; scrivete a &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="mailto:redazione@supergacinema.it?subject=Toto%20Oscar%202012"&gt;redazione@supergacinema.it&lt;/a&gt;. Mandateci le vostre previsioni sugli Oscar 2012 (nomination consultabili&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/news/4394-oscar-2012-ecco-le-nominations.html"&gt;QUI&lt;/a&gt;), chi indovina almeno 19 premi su 24 (l'80%) potrà pubblicare su Superga Cinema un breve articolo con il bilancio degli Oscar 2012 e intervenire - in diretta - nel corso della puntata di Superga Cinema On Air di mercoledì 29 febbraio!! Tutti i pronostici dovranno pervenire non oltre le ore 23 del 26 febbraio!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Che la lunga notte degli Oscar abbia inizio, state con noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/LkkwfkHLXzw" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 11:14:00 +0000</pubDate>
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         <title>Les Grossman avrà un film tutto suo</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;" alt="lesgrossman" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2113/lesgrossman.jpg" height="480" width="465"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Chiunque abbia visto e amato &lt;em&gt;Tropic Thunder&lt;/em&gt; non può non ricordare Les Grossman, il tamarro e aggressivo produttore interpretato da un irriconoscibile Tom Cruise. Il volgarissimo ed esilarante personaggio, che ha fatto breccia nei cuori di tutti, sarà protagonista assoluto di uno spin-off a lui dedicato. La voce gira da un bel po' di tempo, ma ora si è trasformata in un progetto vero e avviato: Michael Bacall, sceneggiatore di &lt;em&gt;Tropic Thunder &lt;/em&gt;e di &lt;em&gt;Scott Pilgrim&lt;/em&gt;, ha parlato del progetto in questi termini: "La Paramount è entusiasta dell'idea; bisogna solo trovare un momento in cui Tom Cruise sia libero, visto che in questo periodo ha molti lavori in ballo. Io ho già scritto la storia, dopo svariati incontri con Cruise e Ben Stiller: quello che è nato è un intreccio davvero divertente, uno sguardo sulla vita del produttore e sulla sua personalità. Spero davvero che il progetto parta presto!"&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Lo speriamo anche noi: questo potrebbe essere uno degli spin-off più divertenti degli ultimi tempi, se realizzato a dovere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tiziana De Amicis&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/Ob6Sq9F6E7c" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 10:30:27 +0000</pubDate>
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         <title>Skyfall, il nuovo 007 anche in versione IMAX</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;" alt="Skyfall-Bond-23-Film-Poster" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2135/Skyfall-Bond-23-Film-Poster.jpg" height="281" width="450"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Per la prima volta nella sua storia, &lt;strong&gt;James Bond&lt;/strong&gt; apparirà al grande pubblico nella magnifica versione&lt;strong&gt; IMAX&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;IMAX Corporation&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;EON Productions&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; MGM Studios&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Sony Pictures Entertainment&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;lo hanno annunciato in un comunicato stampa:&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Skyfall&lt;/em&gt; sarà il film evento del prossimo autunno ed il suo rilascio in formato IMAX non fa che rafforzarne la portata", ha detto &lt;strong&gt;Rory Bruer&lt;/strong&gt;, Presidente della sezione marketing e distribuzione della Sony Pictures.&lt;br /&gt;"Dato che &lt;em&gt;Skyfall&lt;/em&gt; segna il 50° anniversario del franchise di Bond, celebreremo l'evento in maniera epica, e cosa, se non l'IMAX per festeggiare nel migliore dei modi?", hanno detto &lt;strong&gt;Gary Barber&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Roger Birnbaum&lt;/strong&gt; della MGM.&lt;br /&gt;È dello stesso parere &lt;strong&gt;Greg Foster&lt;/strong&gt;, Presidente della &lt;strong&gt;IMAX Filmed Entertainment&lt;/strong&gt;: "È un onore e un privilegio essere parte di questo leggendario franchise, i cui personaggi iconici e l'azione elettrizzante possono solo essere amplificati nel formato IMAX". Che ha poi aggiunto:"Siamo entusiasti di collaborare con i nostri amici della Sony Pictures Entertainment e della MGM, e quindi felici di lavorare con &lt;strong&gt;Michael G. Wilson&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Barbara Broccoli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Sam Mendes&lt;/strong&gt; per portare la loro visione di Bond agli appassionati di tutto il mondo".&lt;br /&gt;La versione IMAX di &lt;em&gt;Skyfall&lt;/em&gt; verrà rimasterizzata digitalmente con la qualità di immagine e suono di &lt;strong&gt;IMAX Experience&lt;/strong&gt; che utilizza tecnologia&lt;strong&gt; IMAX DMR&lt;/strong&gt;. Il risultato ottenuto, quando proiettato nelle sale IMAX, farà sentire il pubblico come se si trovasse realmente nel film.&lt;br /&gt;Diretto da &lt;strong&gt;Sam Mendes&lt;/strong&gt;,&lt;em&gt; Skyfall&lt;/em&gt; sarà interpretato da &lt;strong&gt;Daniel Craig&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Javier Bardem&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Judi Dench&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Ralph Fiennes&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Albert Finney&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Helen McCrory&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Ola Rapace&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Naomie Harris&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Bérénice Marlohe&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Ben Whishaw&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Columbia Pictures&lt;/strong&gt; ha fissato la data d'uscita di &lt;em&gt;Skyfall&lt;/em&gt; per il 9 novembre 2012.&lt;br /&gt;Con la strada spianata dal &lt;strong&gt;Cavaliere Oscuro&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Christopher Nolan&lt;/strong&gt;, le versioni IMAX dei film, oltre ad attirare molti fan, cominciano ad avere un numero sempre crescente di estimatori. Che sia questa, più del 3D, la via del futuro?&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Mattia Barbetta&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguiteci su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/lOfU3lBSTDo" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 00:17:16 +0000</pubDate>
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         <title>Knockout - Resa dei Conti: ecco due clip</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/uk4ugjSXpLg/4837-knockout-resa-dei-conti-ecco-due-clip.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1985/knockout-resa-dei-conti.jpg" width="390" height="399" alt="knockout-resa-dei-conti" style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Nei cinema dal 24 febbraio - distribuito da Moviemax - "Knockout - Resa dei Conti", l'ultima pellicola di Steven Soderbergh con protagonisti Ewan McGregor, Michael Douglas, Michael Fassbender e Channing Tatum.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ecco in anteprima due clip dal film:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:left;"&gt;&lt;span style="font-size:8pt;"&gt;Alessia De Stefano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/uk4ugjSXpLg" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 22:46:10 +0000</pubDate>
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         <title>Box office: In time conquista il pubblico italiano mentre gli USA sono in balia di viaggi fantastici e teschi vendicatori</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/oBCHVisN4t4/4826-box-office-in-time-conquista-il-pubblico-italiano-mentre-gli-usa-sono-in-balia-di-viaggi-fantastici-e-teschi-vendicatori.html</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2127/17.02.12a.jpg" width="600" height="340" alt="17.02.12a" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Agli italiani piace far l’amore, lo cantava la Carrà e lo conferma Fausto Brizzi, che con la sua commedia leggera incassa nel secondo weekend di proiezione un milione e mezzo di euro, sfiorando i cinque milioni di incasso complessivo. Il terzetto inconsueto Fabio De Luigi, Claudia Gerini e Filippo Timi ha saputo convogliare il pubblico in sala nonostante il gelo siberiano, sbaragliando la concorrenza dei film candidati agli Oscar. Entrata in scena con il botto anche per&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/festival/altri-festival/courmayeur-noir-in-festival/3892-in-time-andrew-niccol.html"&gt;In Time&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, del regista Andrew Niccol (Gattaca), che forte della presenza di Justin Timberlake e di un plot a dir poco accattivante, raccoglie nel primo weekend un milione e trecentomila euro, cifra a dir poco notevole per un film di fantascienza. Non da meno l’interpretazione drammatica di George Clooney in &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4728-paradiso-amaro-alexander-payne.html"&gt;Paradiso amaro&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che al suo esordio incassa oltre un milione di euro, il doppio del film di Steven Spielberg, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4630-war-horse-steven-spielberg.html"&gt;War Horse&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Dopo tre settimane raggiunge quota cinque milioni il fantastico&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4483-la-fiaba-alla-conquista-del-cinema.html"&gt;Hugo Cabret&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che si assesta su un risultato analogo a quello di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4209-mission-impossible-4-protocollo-fantasma-brad-bird.html"&gt;Mission Impossibile: Ghost Protocol&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Ma nessun blockbuster americano intacca la superpotenza di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4282-benvenuti-al-nord-luca-miniero.html"&gt;Benvenuti al Nord&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ancora in sesta posizione e prossimo al raggiungimento dei ventisette milioni di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2127/17.02.12b.jpg" width="650" height="439" alt="17.02.12b" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Top five anomala per il box office americano, occupato da film di genere molto differenti tra loro: in prima e seconda posizione, con circa ventisette&amp;nbsp; milioni di dollari incassati nel secondo weekend e oltre cinquanta nel primo, l’action thriller &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Safe House&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, con Denzel Washington, e il film drammatico &lt;em&gt;&lt;strong&gt;The Vow&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, con Rachel McAdams e Sam Neill. A seguire, il fantastico &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4764-viaggio-nell-isola-misteriosa-brad-peyton.html"&gt;Viaggio nell’isola misteriosa&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, avventura in 3D per ragazzini guidata dal nerboruto The Rock. In terza e quarta posizione, due uscite di questo fine settimana, il seguito di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ghost Rider&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, ancora con Nicolas Cage, e il film d’azione &lt;em&gt;&lt;strong&gt;This Means War&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, che incassano sui venti milioni di dollari. In sesta posizione, con guadagni discreti seppur non paragonabili a quelli dei film Disney rieditati per la terza dimensione, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4593-star-wars-la-minaccia-fantasma-3d-george-lucas.html"&gt;La minaccia fantasma 3D&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, che si prevede non supererà in patria i cinquanta milioni. Mentre procede spedito il gruppetto di giovani supereroi di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Chronicle&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, film che ha guadagnato finora sette volte il suo budget iniziale (dodici milioni), esordisce un po’ in sordina l’ultima opera di Miyazaki, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;The Secret World of Arrietty&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;; il film d’animazione giapponese, infatti, incassa nove milioni di dollari in un weekend, tutto sommato ben poca cosa rispetto ai centoventisei che ha raccolto nel resto del mondo!&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Francesco Bonerba&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/oBCHVisN4t4" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 07:49:40 +0000</pubDate>
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         <title>Un giorno questo dolore ti sarà utile - Roberto Faenza</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/PJ6nI7SSN4k/4819-un-giorno-questo-dolore-ti-sarà-utile-roberto-faenza.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;In memoria di un ragazzino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:right;"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;Hai agito. Stupidamente ma hai agito, e questo è importante. Un giorno questo dolore ti sarà utile.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Siamo di fronte ai flussi di coscienza del giovane James Sveck (Toby Regbo), diciassettenne Newyorkese nell'estate tra la fine del liceo e l'inizio della carriera universitaria. Nei giorni in cui seguiremo le vicende di James ci verranno presentate le persone che lo circondano e che lo influenzano: la madre (Marcia Gay Harden) gallerista pluridivorziata, il padre (Peter Gallagher) soggetto a sindrome di Peter Pan, la sorella maggiore Gillian (Deborah Ann Woll) ventitreenne indisciplinata e sentimentalmente legata ad un professore già sposato, unica persona con cui James riesce a relazionarsi è la nonna materna Nanette (Ellen Burstyn). Il ragazzo non vuole far parte del mito americano, è indifferente al patriottismo ed evita contatti con i coetanei. Impiega i suoi pomeriggi estivi lavorando nella galleria della madre dove ci sono installazioni di stravaganti artisti concettuali come un certo Senza Nome che la sua arte sembra attingere al riflesso degli esseri umani moderni: sconclusionati, imperscrutabili, bizzarri. Tra familiari scostanti e conoscenti incompatibili la solitudine sembra essere l'unico luogo dove poter essere in pace con se stessi. Ma il suo estraniamento preoccupa a tal punto i genitori che lo incitano ad andare in cura da una Life Coach (Lucy Liu) la quale riuscirà a rendere meno ermetico quell'universo in collisione che sono i suoi pensieri.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img style="float:right;margin-top:4px;margin-right:4px;margin-bottom:1px;margin-left:4px;border-color:#000000;border-style:solid;" alt="Un-giorno-questo-dolore-ti-sara-utile cover" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2008/Un-giorno-questo-dolore-ti-sara-utile_cover.jpg" height="476" width="340"/&gt;Storia di tutte le storie di chi non si riconosce nella società in cui si è costretti a vivere, una società anestetizzata dalla globalizzazione, dalla velocità in continuo aumento che ruba tutto il tempo come se un giorno sia possibile rigirare la clessidra. James è in lotta per capire chi dovrà essere in un futuro prossimo, considerando ciò che la madre dandy o il padre yuppie vorrebbero che fosse, ciò che la massa vorrebbe che non fosse - un disadattato, ma solo nel senso in cui la gente comune vuole riconoscerlo; e ciò che lui vorrebbe diventare. Teatro di dolori e dissapori è la New York cosmopolita, la città per eccellenza generatrice di sogni e incubi americani e non. Tra gli attori in scena, tutti ottimamente diretti, tre sono i nomi che spiccano: due conferme la Harden (&lt;em&gt;Pollock&lt;/em&gt;) e la Burstyn (&lt;em&gt;Alice non abita più qui&lt;/em&gt;) e una rivelazione: il giovane Toby Regbo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Parte da uno splendido aforisma il nuovo film di Roberto Faenza (&lt;em&gt;Prendimi l'anima&lt;/em&gt;) che prende il titolo del romanzo di Peter Cameron del 2007 da cui è tratto. Considerato, un po' impropriamente, una trasposizione moderna de &lt;em&gt;Il Giovane Holden&lt;/em&gt; di J.D. Salinger, il romanzo è un diario intimo che racconta un pezzo di vita comune e ne fa una riflessione esistenziale sul malessere contemporaneo. Faenza accoglie così la sfida di trasporre un racconto tanto amato dai lettori di tutto il mondo. Difficile impresa se consideriamo lo spessore sociologico e analitico a carico del prodotto di partenza. Accettiamo l'idea che non tutti possono fare il lavoro minuzioso che fece Bresson sul libro di Bernanos: &lt;em&gt;Diario di un curato di campagna&lt;/em&gt;, il che non è da considerare un male in quanto il linguaggio cinematografico ha crismi totalmente diversi da quello letterario: la narrazione per immagini acquisisce in bellezza visiva, ma avendo tempistiche diverse a volte si rischia di perdere in concettualità. Non è del tutto il caso di questa pellicola a cui pesa un unico errore che sta proprio nella caratterizzazione del protagonista. James appare senza quello spessore di struggente malinconia e complessità che Cameron gli aveva donato tra le pagine del libro. Persino la parte sulla sua latente omosessualità, e le paure che da essa derivano, viene snellita nel rifacimento cinematografico,&amp;nbsp; di modo che il contenuto che si presenta davanti allo spettatore si può individualizzare come il risultato più generico e superficiale di ciò che un adulto, con eccessi di pedagogismo, può (o vuole) comprendere di James Sveck leggendo &lt;em&gt;Un giorno questo dolore ti sarà utile&lt;/em&gt;. Ad avallare questa ipotesi sono le critiche positive avanzate proprio sulla ricostruzione dei giovani d'oggi e le risate (lì dove non sono contemplate) di una parte degli spettatori over 40 a cui diverte vedere un giovane eroe un po' cinico, un po' chip. Ma gli spettatori più ricettivi e di fascia d'età più vicini al protagonista hanno&amp;nbsp; avuto problemi ad identificarsi, rispetto alla catarsi avvenuta invece con la lettura del libro. Da qui parte anche la mancanza di omogeneità della pellicola che funziona meglio nella prima parte giungendo poi a conclusioni troppo affrettate nella seconda. Probabilmente tutto sarà da ricercarsi nella difficile lavorazione della sceneggiatura che avrà visto sicuramente uno scontrarsi di idee, facendo passare il prodotto ultimato come una semplicistica commedia che non sempre ha chiaro dove vuole andare a parare, lasciando un po' pendente lo spettatore più giovane. Sarebbe stato meglio forse soffermarsi sul tanto citato 'dolore' dell'adolescente, mostrarlo in maniera meno leggera magari regalando anche qualche momento di silenzio in più liberandosi dall'obbligo di una colonna sonora che si mostra talvolta ingombrante. Nulla va tolto però alla mano sapiente di Faenza che ad adattare un libro in immagini ha sempre mostrato una certa sensibilità - vedi il bellissimo &lt;em&gt;Marianna Ucrìa&lt;/em&gt; tratto da &lt;em&gt;La lunga vita di Marianna Ucrìa&lt;/em&gt; di Dacia Maraini. Tra le molte inquadrature degne di nota al suo attivo almeno due sequenze di delicato lirismo: quella al War Memorials di Washington e quella nel museo dove James sembra essere colpito dalla Sindrome di Stendhal. Restano fedeli invece tutti i personaggi di contorno che la storia accarezza senza mai giudicare, tutte persone che fanno parte del mondo degli adulti i quali, non meno di quello dei giovani, hanno il loro fardello di nevrosi e controsensi. E poco importa che sia l'empatica Nanette o la Life Coach (nel libro una semplice psicologa) a dare a James l'istinto di sopravvivere alle violenze mentali che da tempo assorbiva, sono tutti un vitale tassello di questo complesso dècoupage che è la crescita. Si attribuisce quindi l'importanza di ogni personaggio trascritto nel libro e rappresentato nella pellicola che tenta di ritrarre un grande mondo, che noi tutti giureremo di conoscere così bene, fatto di piccoli dolori quotidiani che potranno esserci utili, magari, un giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Stefano Notaro&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/PJ6nI7SSN4k" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 18:03:21 +0000</pubDate>
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         <title>Qualcosa di Straordinario - Ken Kwapis</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;La realtà oltre l'immaginazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/Qualcosa-di-straordinario-locandine-film-cover.jpg" width="350" height="500" alt="Qualcosa-di-straordinario-locandine-film-cover" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;È il 1988 e una storia incredibile commuove gli Stati Uniti: tre balene grigie della California - due esemplari adulti chiamati Fred e Wilma e un cucciolo di nome Bamm-Bamm - restano intrappolate sotto una lastra di ghiaccio lunga chilometri. Solo una crepa di pochi metri le tiene in vita, permettendo loro di respirare, ma senza possibilità di movimento e di libertà. Il cronista Adam Carlson, che per lavoro si trova in Alaska, riesce a rimbalzare la notizia nell'intero Paese, richiamando orde di giornalisti in una ridente e ghiacciata cittadina sconosciuta. Anche la sensibilità di Rachel Kramer - un'ambientalista e animalista senza scrupoli - risponde all'appello, correndo sul posto cercando di fare il possibile per salvare gli animali in trappola. Il terremoto mediatico riesce - in favore del salvataggio - a smuovere forze politiche ed economiche inimmaginabili, fra cui l'esercito e un magnate del petrolio (più interessato all'immagine della sua compagnia, in realtà) sino ad arrivare ad una collaborazione (quasi impensabile, negli anni 80) fra i governi USA e URSS, la vecchia Unione Sovietica, per l'uso di una nave rompighiaccio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ken Kwapis&lt;/strong&gt; riscopre dagli archivi una storia vera - sconosciuta alle nuove e nuovissime generazioni - per girare un film pieno di buone intenzioni e poche pretese; una favola contemporanea in cui si riscopre la potenza e la bellezza della natura, con non poche critiche rivolte ai governi, alle multinazionali e al gran circo dei media. Al suo servizio &lt;strong&gt;Drew Barrymore&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;John Krasinski&lt;/strong&gt;, lady di ferro e amante degli animali la prima, cronista divertente il secondo, legati da una sottotrama sentimentale; la vera sorpesa del cast è rappresentata però dai nativi d'Alaska, improvvisatisi attori con eccellenti risultati. Fra loro spicca il ruolo del piccolo Nathan, l'esordiente &lt;strong&gt;Ahmaogak Sweeney&lt;/strong&gt;, che fa da 'ponte culturale' fra il suo popolo - e relative idee e credenze - e gli 'esagerati' americani. La sfortunata vicenda delle tre balene intrappolate si trasforma così in un'enorme opportunità di pace e collaborazione, un'isola felice su cui ogni popolo mette insieme le forze per raggiungere un fine comune; davvero &lt;em&gt;qualcosa di straordinario&lt;/em&gt; .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aurelio Vindigni Ricca&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguiteci su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/-Vlr-8v2Rj4" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:19:33 +0000</pubDate>
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         <title>L'Ultimo Terrestre - Gian Alfonso Pacinotti</title>
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         <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="font:normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman';text-align:justify;margin:0px;"&gt;&lt;strong&gt;Sinossi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Una notizia come l'altra alla tv: gli alieni stanno per sbarcare sulla terra. Negli ultimi giorni prima del loro arrivo, tra dialoghi deliranti alla radio e conversazioni declinate al mero gossip, si consuma la vicenda di Luca Bertacci, orfano della madre, cameriere al Bingo, incapace di avvicinare le donne e sovrastato dalle voci ridanciane dei colleghi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="font:normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman';min-height:15px;margin:0px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="font:normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman';margin:0px;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2040/ultimoterrestre.jpg" width="300" height="428" alt="ultimoterrestre" style="margin-right:6px;margin-left:6px;float:left;"/&gt;Recensione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ben vengano gli alieni a salvarci. Il tema di Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, disegnatore e fumettista, è dei più antichi: una forza superiore sceglie e salva i buoni dalla distruzione, mentre i cattivi vengono abbandonati a se stessi. Decaulione e Pirra, Noè, il diluvio universale, il giudizio universale; in un mondo dove Dio è morto l'unica speranza rimasta sono i marziani. Tratto dalla graphic novel "Nessuno mi farà del male" di Giacomo Monti,&lt;i&gt; L'Ultimo Terrestre &lt;/i&gt;mette in scena gli stereotipi dei "buoni" e dei "cattivi", ritratti che ci piacerebbe definire caricaturali se non assomigliassero a buona parte degli italiani medi. Se il cattivo è volgare, prepotente, ignorante, il buono è tale grazie alla sua mitezza, che lo rende si gentile, tenero, ma anche del tutto passivo: un individuo del genere poco può fare contro i malvagi, se non stare a guardare, o subire. Luca Bertacci osserva, ascolta, riceve senza mai dar fuori qualcosa. L'abbandono della madre da piccolo lo ha intrappolato in un risentimento verso donne e le uniche parvenze femminili nella sua vita sono le prostitute e il miglior amico trans. Certo, ci sarebbe una bella vicina di casa, ma con fidanzato insopportabile. Troppa timidezza: manca il coraggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;Al giorno d'oggi sembra che il grottesco sia rimasto l'unico modo per raccontare sinceramente l'Italia, svincolando dai facili sentimentalismi, e Pacinotti filtra l'arrivo degli alieni come una qualsiasi crisi economica di cui all'inizio la gente straparla allegramente per poi andare nel panico pochi istanti prima di venirne toccata, come se non avesse avuto il tempo di prepararsi. Idee folli e godibilissime, come l'apertura del film sulla trasmissione radiofonica dove gli ascoltatori senza un briciolo di senno sproloquiano su come gli extraterrestri, al pari dei calciatori stranieri, metteranno in ombra le giovani speranze calcistiche del Cesena o ruberanno il lavoro come gli extracomunitari; ll padre di Luca (Roberto Herlitzka) prende in casa un alieno che diviene moglie, badante, amica, e infine, con rabbia, una casalinga disperata; una prostituta sulla carta bionda, giovane e con una sesta di reggiseno si rivela matura, scura, e dal volto indurito in una maschera che ricorda l'uomo misterioso di &lt;em&gt;Strade Perdute&lt;/em&gt; di Lynch.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ma Pacinotti è anche un esordiente e si vede: la materia filmica nelle sue mani si fa insicura, trema, rischia di uscire fuori dal racconto, di sbiadire o perdere credibilità, poiché anche il grottesco richiede coerenza. C'è però, ne &lt;i&gt;L'Ultimo Terrestre&lt;/i&gt;, qualcosa che vale più di un'invasione aliena e di un esordio cinematografico, ed è l'interpretazione di Gabriele Spinelli, attore anch'esso quasi esordiente. Il suo ruolo viene costruito su una sua peculiare caratteristica: Spinelli ha una voce bassissima, quasi impercettibile, che costruisce parole smozzicate, insicure, spaventate. Il suo Luca Bertacci è, così, verosimile nel suo smarrimento, un individuo anonimo, tenero, che&amp;nbsp; lascia esplodere il dolore e si fa sentire solo con un urlo finale&amp;nbsp; incontrollabile. I buoni di Gipi non riescono a opporsi al male: le persone care sono ormai perdute, i cattivi diffondono violenza e menzogna.. Ma si può, almeno in questo mondo, affermare il proprio dissenso. Per tutto il resto, ci sono gli alieni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Commento Tecnico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La Fandango distribuisce il dvd de &lt;i&gt;L'Ultimo Terrestre&lt;/i&gt; in doppio formato, 16/9 e 2,35:1. Audio Dolby Digital 5.1 e sottotitoli in italiano e inglese accompagnano l'offerta, insieme a un nutrito gruppo di extra: oltre al trailer, al making of, al backstage, interviste al regista e al cast, ci sono due inserti molto divertenti. Il primo, è la famosa news sull'invasione extra-terrestre trasmessa dal Tg3; la seconda è l'intera versione della trasmissione radiofonica La Zanzara con tutti gli interventi assurdi degli ascoltatori in preda al delirio alieno.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/lC6G-37Kb9M" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:26:45 +0000</pubDate>
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         <title>Viaggio nell'isola misteriosa - Brad Peyton</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;L'isola esiste davvero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="float:right;border-color:#000000;border-style:solid;margin:2px;" alt="viaggio-nell-isola-misteriosa" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2008/viaggio-nell-isola-misteriosa.jpg" height="481" width="340"/&gt;Dopo aver ricevuto un messaggio criptato che proviene da un isola sperduta, l'adolescente Sean Anderson (Josh Hutcherson), è pronto per intraprendere un nuovo misterioso viaggio a tre anni di distanza dalle avventure che lo videro protagonista. Il ragazzo è convinto che ad aver inviato il messaggio sia stato suo nonno che anni addietro partì alla ricerca dell'isola descritta nei romanzi di Jules Verne. Ad aiutarlo in questa spedizione sarà Hank (Dayne Johnson), compagno della madre con il quale ha un rapporto conflittuale. Si aggiungeranno un pilota d'elicottero (Luis Guzmán) e la bella figlia Kailani (Vanessa Hudgens). Giunti sull'isola di Atlantide i quattro troveranno il nonno di Sean, Alexander (Michael Caine), e si renderanno conto che la giungla circostante con le sue fantastiche creature, il vulcano che erutta oro fuso e ceneri dorate e la sorprendente flora non sono un'invenzione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Sequel di &lt;em&gt;Viaggio al centro della terra&lt;/em&gt; del 2008 diretto da Eric Brevig, primo film ad utilizzare la tecnica del Fusion Camera System, sistema di ripresa digitale sviluppato da James Cameron e dal direttore della fotografia Vince Pace che permette di restituire la percezione della fisiologia stereoscopica dello sguardo umano attraverso l'uso di due cineprese 3D ad alta definizione. Tre anni dopo il grande successo ottenuto dalla pellicola di Brevig tornano le avventure di Sean Anderson, questa volta diretto dal giovane regista canadese Brad Peyton. In sostituzione di Brendan Fraserdel, il padre di Sean, c'è Dwayne Johnson (&lt;em&gt;Southland Tales&lt;/em&gt;), riconosciuto nel mondo del wrestling come The Rock, che prende parte al progetto nel ruolo di Hank. Ma Fraser non è l'unico sostituto del cast artistico che vede confermato solo il giovane Josh Hutcherson (&lt;em&gt;I ragazzi stanno bene&lt;/em&gt;). Unica avventuriera donna dell'isola è Vanessa Hudgens, divenuta famosa in seguito al successo del film per la Tv &lt;em&gt;High School Musical&lt;/em&gt;. Fiore all'occhiello è la presenza del pluripremiato Michael Caine (&lt;em&gt;Le regole della casa del sidro&lt;/em&gt;) che, nel suo piccolo, è consono al ruolo che gli è stato ritagliato. La sceneggiatura è a cura di Brian e Mark Gunn (&lt;em&gt;2gether&lt;/em&gt;) che restano fedeli allo stile avventuristico del primo episodio che è stato anche il loro debutto cinematografico: oltre a Jules Verne ci sono prestiti e rimandi ai romanzi d'avventura di Johnatan Swift e di Robert Louis Stevenson e qualche accenno alla teoria avanzata da Michael Ende in&lt;em&gt; La storia infinita,&lt;/em&gt; secondo cui il lettore si identifica nei personaggi di cui sta leggendo fino a giungere ad una fusione. Nonostante queste influenze autoriali la sceneggiatura di base si rivela un pretesto in quanto si tratta di un prodotto pensato per le famiglie che accorrono in massa a spendere un ora e mezza di divertimento fine a sé stesso. Di spettacolarità certo non manca: lo spettatore è immerso in una duplice avventura tridimensionale sia dal lato visivo che quello fantastico con enigmi da risolvere, creature di ogni specie di dimensioni alterate e gag dal sorriso facile, il tutto farcito con dialoghi e situazioni poco meno che basilari secondo il canone ufficiale dei film unicamente d'intrattenimento e di spettacolo visivo. Sotto questo aspetto non delude le aspettative di chi ha apprezzato il primo film, gli effetti speciali combinati alle splendide ambientazioni della Kualoa Valley (Hawaii) valgono più di ogni altra cosa la visione della pellicola. Ma se il 3D è il futuro della maggior parte delle produzioni cinematografiche possiamo solo sperare che si sposti l'attenzione anche ai contenuti, per legare l'esperienza visiva spettacolare a quella percettiva stimolando anche l'intelletto. Il parco di divertimento Disneyland ha un attrazione ispirata al celebre romanzo di Jules Verne &lt;em&gt;20.000 leghe sotto i mari&lt;/em&gt;, il risultato di questa pellicola non è né più né meno soddisfacente di una visita all'attrazione in questione, con la differenza che qui si sta comodamente seduti su una poltrona.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;Stefano Notaro&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/wiCjp4tQPyk" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sun, 19 Feb 2012 16:06:04 +0000</pubDate>
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         <title>Mission: Impossible 2 - John Woo</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;Quando l'azione prende il sopravvento&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;" alt="MissionImpossible" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2119/MissionImpossible.jpg" height="288" width="450"/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;em&gt;"Vuol dire che sarà difficile?"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; "Molto."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; "Questa non è una missione difficile, questa è una missione impossibile.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; Difficile è una passeggiata per lei"&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Tornano le imprese di Ethan Hunt (Tom Cruise), agente segreto della IMF (Impossible Mission Force), una particolare sezione della CIA i cui membri sono incaricati di portare a termine missioni al limite del possibile. In questa nuova trasposizione cinematografica della celebre serie tv creata da Bruce Geller, Hunt deve scoprire perché Vladimir Nekhorvich, biologo molecolare della Biocyte Farmaceuticals, sia stato ucciso dal suo collega Sean Ambrose (Dougray Scott), inscenando un finto incidente aereo. Nekhorvich, prima di morire, aveva inviato all’agente un enigmatico video, nel quale faceva riferimento al mito di Chimera e Bellorofonte e affermava di avere solo venti ore di tempo per raggiungere gli Stati Uniti. Per portare a termine la missione e salvare l’umanità da una grande epidemia scatenata da un virus letale chiamato appunto Chimera, Hunt si farà aiutare dal genio informatico Luther Stickell (Ving Rhames), da Billy Baird (John Polson), pilota di elicotteri dal pessimo senso dell’umorismo, e dalla bella Nyah Hall (Thandie Newton), ladra professionista ed ex ragazza di Ambrose.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Sebbene la sceneggiatura sia sempre affidata a Robert Towne, la direzione passa da Brian De Palma a un altro regista d’azione: John Woo, capace di mischiare atmosfere orientali con la tecnica del cinema d’azione tipico di Hollywood. Nonostante la nota bravura di Woo, “Mission: Impossible II” non regge il confronto né con la precedente pellicola, né con gli altri lavori di Woo. Se il primo capitolo di “Mission: Impossible” puntava di più sull’aspetto “spionistico” del film e sulle relazioni tra i personaggi, nel secondo la trama è un banale pretesto per inserire carrellate di esplosioni ed inseguimenti. La tensione qui non sta tanto nel cercare di arrivare al nodo della matassa, nello scoprire “cosa ci sia dietro”, ma è concentrata e si esaurisce nel modo in cui la scena è rappresentata. Lo spettatore si emoziona per le acrobazie dei personaggi, per il modo in cui sono girati gli inseguimenti, non certo per una tensione psicologica solamente abbozzata. I dialoghi sono praticamente insistenti e i personaggi stereotipati, primo fra tutti Sean Ambrose, il ‘bad boy’ della situazione che, proprio a causa dell’assenza di qualunque tipo di approfondimento psicologico, rimane un cattivo unidimensionale. I pochi colpi di scena presenti nella pellicola sono prevedibili così com’è scontata e banale la storia d’amore tra Ethan e Nyah che, dopo pochissimi momenti insieme, già si fida ciecamente di lui ed è disposta a affidargli la sua vita. Una nota a favore del film sta nella bravura degli attori e una particolare menzione va fatta proprio al protagonista: in un mondo in cui gli attori preferiscono lasciare sempre più spazio alle controfigure, Cruise ha cercato di limitare al massimo l’uso di stuntman per le sue scene, decidendo di girare lui stesso la sequenza d’ apertura del film, contro il volere dello stesso Woo. “Ero così spaventato che non smettevo di sudare. Non potevo neanche guardare il monitor quando girammo quella sequenza.” disse il regista proprio a proposito della scena di free climbing che dà l’avvio alla pellicola.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In conclusione “Mission: Impossible II” è un film che trae la sua forza da inquadrature con sequenze spettacolari da cui scaturisce la tensione, bellissimi paesaggi e combattimenti basati su arti marziali. La presenza di una “vera” sceneggiatura avrebbe sicuramente giovato al film, ma non si può avere tutto e l’esperienza di Woo riesce comunque a far dimenticare allo spettatore questa mancanza, svagando e confermando il successo del precedente capitolo, facendo incassare alla pellicola 546 milioni di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Serena Betti&lt;/p&gt;
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         <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 09:10:53 +0000</pubDate>
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         <title>"Struck By Lightning" - il teaser trailer del primo film di Chris Colfer</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1985/img-thing.jpg" width="300" height="300" alt="img-thing" style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Finalmente è stato rilasciato il primo teaser trailer del film "Struck By Lightning", scritto e interpretato da Chris Colfer, il famosissimo Kurt Hummel di Glee. L'attore oltre ad aver dimostrato di saper recitare magnificamente, interpretando un personaggio complesso e dalla storia tormentata come quello di Kurt, è anche un ottimo scrittore. Recentemente è stata rilasciata la copertina del suo libro di favole "The Land Of Stories" in uscita quest'estate in America - e ora colpisce ancora con "Struck By Lightning".&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il film narra la storia di Carson Phillips, che dopo essere colpito da un fulmine, ricorda di quando da adolescente ricattò i suoi compagni di liceo per farli contribuire alla rivista della scuola - in modo da aiutarlo ad entrare nel college da lui preferito.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il cast è pieno di star del grande e piccolo schermo. Dermot Mulroney ed Alison Janney sono i genitori di Carson, interpretato da Colfer. Christina Hendricks e Sarah Hyland vengono direttamente dalle grandi serie "Mad Men" e "Modern Family. Insomma un cast stellare per un film che, data la notorietà e la brillante ironia di Chris Colfer, si prospetta già da ora un piccolo capolavoro. Guardare per credere!&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;Alessia De Stefano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;Seguiteci su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/EIZrDYGoTts" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 01:05:16 +0000</pubDate>
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      <item>
         <title>ATM Trappola Mortale – David Brooks</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/atm.jpg" width="400" height="560" alt="atm" style="float:left;border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;Con un Deca non si può andar via,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;non ci basta neanche in pizzeria,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;fermati un attimo all'AUTOMATICO&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;almeno a piedi non ci lascerà&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;in questa città ...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Immaginate: siete ad una festa e tra tanta gente riconoscete la ragazza che da tempo cercate di corteggiare; vi avvicinate e dopo alcuni goffi tentativi lei accetta la vostra offerta di accompagnarla a casa, risparmiandole l’attesa del bus nella notte invernale.&lt;br /&gt;Fantastico! Salutate tutti velocemente ma il vostro amico scroccone vi chiede di accompagnare anche lui a casa e visto che non ha soldi per il taxi, vostro malgrado, si aggrega a voi.&lt;br /&gt;Sbuffando e mortificato per l’imprevisto, salite tutti e tre in macchina e partite. Nonostante tutte le noie sinora portate, il vostro amico insiste nel fermarsi a mangiare da qualche parte in quanto ha una fame micidiale ma prima ancora deve prelevare del denaro in quanto, come detto prima, non ha un soldo. Fallendo i tentativi di mediazione e compromesso, sempre più imbarazzato nei confronti della vostra ospite, vi dirigete verso un bancomat, posto in un gabbiotto in mezzo ad un parcheggio.&lt;br /&gt;La vostra serata più ancora risollevarsi se facciamo in fretta e invece … vi ritrovate tutti e tre prigionieri di uno psicopatico che, dopo aver ucciso un uomo davanti ai vostri occhi, rimane fisso, muto ma estremamente minaccioso davanti alla porta dell’ATM.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Tutto questo è &lt;em&gt;ATM – Trappola mortale&lt;/em&gt;, un thriller tutta suspence, opera prima di David Brooks, scritto dagli sceneggiatori di &lt;em&gt;Buried – Sepolto vivo&lt;/em&gt;. In film come &lt;em&gt;Paranormal Activity&lt;/em&gt; ma anche come il citato &lt;em&gt;Buried&lt;/em&gt;, normali passanti rimangono intrappolati in luoghi comuni, apparentemente sicuri che l’inatteso trasforma in posti terribili. È vero che i prodotti più piccoli, oggigiorno, sono quelli generalmente più interessanti ed ATM non smentisce totalmente questa convinzione pur non si lanciandosi mai drammaturgicamente e rimanendo aggrappato alla semplice trama, forse per prudente scelta determinata dall’inesperienza del regista.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Alcuni potrebbero addirittura &amp;nbsp;trovarlo ridicolo a tratti ma ciò che più ci ha colpito e che merita attenzione è un particolare effetto che provoca nello spettatore: senza richiedere trucchi o artifici come il 3D o grandi effetti speciali, anche il più cinico davanti a questo film si sentirà in dovere di intervenire nell’azione. Lo stereotipo dice che i protagonisti delle storie “horror” fanno sempre la cosa sbagliata, come dividersi in un bosco stregato o entrare in una lugubre casa diroccata; qui, vedendo i prigionieri compiere le azioni più maldestre e sconclusionate, ci sarà impossibile non criticarle, magari gridandogliele quasi ci sentissero attraverso lo schermo e dietro il vetro che li reclude, pur rimanendo incollati alla poltrona. Un'immedesimazione simile a quando, fagocitati dalla trance agonistica di uno spettacolo sportivo, urliamo “PASSALA!!!” pur essendo nel buio del nostro salotto. Un atteggiamento molto italiano.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il film nel suo finale, sicuro di questa nostra reazione, ci spiazza considerevolmente, palesando il nostro voyerismo discutibile, ponendo il serial killer nella stessa posizione in cui ci troviamo noi: &lt;span style="text-decoration:underline;"&gt;non è uno spoiler&lt;/span&gt; ma nel finale all’apice del dramma, quando dentro l’ATM impazza la disperazione più totale, il killer rimane fermo, fisso e muto davanti alla porta, seduto a godersi lo spettacolo. Come noi, solo che Lui non ha pagato il biglietto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Parafrasando Max Pezzali: “Con un Deca non si può andar via/non ci basta neanche in pizzeria/fermati un attimo all'AUTOMATICO” … ma controlla che non ci sia lo psicopatico armato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Giovanni Villani&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/2LZlBcabvGs" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:10:06 +0000</pubDate>
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         <title>Mission: impossible - Brian De Palma</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong style="font-size:18pt;text-align:center;"&gt;Sono gli occhiali ad essere magici, o è il cinema?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="Mission impossible" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/Mission_impossible.jpg" width="479" height="241"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;L’agente segreto Ethan Hunt, insieme alla sua squadra, viene incaricato di scovare a Praga un terrorista russo che potrebbe avere tra le sue mani la lista di alcuni agenti infiltrati della CIA. Scoprirà, però, di essere stato messo al centro di una missione ben diversa, quella da parte della CIA stessa di riuscire a trovare una presunta talpa all’interno della sua squadra. Essendo l’unico sopravvissuto di questa caccia alla spia, dovrà confrontarsi col sospetto dei suoi superiori e con l’iniziale missione che non smetterà di voler portare a termine.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Chi l’avrebbe mai pensato che un artigiano, ma al tempo stesso un grande teorico come Brian De Palma, si sarebbe confrontato col genere action, puro e fracassone? Eppure nel 1996 avvenne che il grande regista prestò il suo nome e il suo talento per quello che è poi diventato il primo capitolo di una grande saga, ancora sulla cresta dell’onda. Parliamo ovviamente di “Mission: impossible”, con protagonista l’inossidabile Tom Cruise, che ha continuato a troneggiare anche nei successivi episodi.&amp;nbsp;Nonostante la novità del genere e i rischi che si corrono approcciandosi ad una categoria di film spesso accompagnata da esagerazioni narrative e formali, ma soprattutto da banalità e cliché, De Palma sforna ancora una volta un’ottima pellicola, pur non essendo ovviamente annoverabile tra i suoi capolavori indimenticabili, riuscendo a schivare, anche se non completamente, i rischi di cui sopra e portando con sé anche una piccola parte della sua idea di cinema.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Spesso nelle sue opere, infatti, abbiamo avuto modo di saggiare quanto per De Palma lo sguardo, inteso in ogni suo significato, sia di importanza capitale, diventando elemento pregnante e preminente della narrazione (come è avvenuto in “Omicidio a luci rosse”, così come in “Omicidio in diretta” o persino nell’ultimo “Redacted”), ma metaforizzando anche un’idea di cinema ben precisa, in cui è l’osservazione, appunto, a farla da padrone. Un’osservazione che porta ad una o più verità, arricchendo la visione con riflessioni e considerazioni sul mezzo cinema che hanno davvero del suggestivo, oltre che dell’affascinante. E persino in un action-movie come questo, De Palma non rinuncia a questa sua concezione del cinema, giocando con una serie di soggettive davvero interessantissime, oltre che estremamente coinvolgenti, e ironizzando con un paio di occhiali, appartenenti al protagonista ovviamente, in grado di mostrare ciò che apparentemente non potrebbe essere visto. Aggiungiamoci una regia molto solida e convincente, con una serie di sequenze rimaste ormai nell’immaginario collettivo: a partire da quella girata nel palazzo di Praga, all’interno del quale si svolge la prima missione; passando per l’ormai famosissima scena all’interno del caveau della sede della CIA a Langley, luogo nel quale Ethan deve riuscire ad avere accesso al computer centrale, calandosi dal soffitto legato ad un filo ed evitando di farsi vedere e sentire da nessuno. &amp;nbsp;Decisamente memorabile, anche se in questo caso forse in maniera un po’ troppo eccessiva e “caciarona”, cosa che da De Palma, forse, non ci saremmo mai aspettati, è l’adrenalinico e scoppiettante finale in cui il regista si lascia andare girando un pirotecnico inseguimento tra un treno in corsa e un elicottero che riesce persino ad entrare in un sottopassaggio. Momento sicuramente entusiasmante per tutti gli amanti del genere, ma forse leggermente fuori luogo rispetto alle modalità registiche di un autore decisamente estraneo a questo genere di soluzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;" title="Danny Elfman"&gt;A completare il quadro, escludendo forse le fin troppo macchiettistiche interpretazioni dei grandi Jon Voight e Vanessa Redgrave, ingabbiati bisogna anche dirlo in due personaggi leggermente fumettistici, arrivano altri due elementi di grande apprezzamento: l’indimenticabile colonna sonora firmata Danny Elfman ed entrata ormai nella storia del cinema e l’ottimo assemblaggio di un cast decisamente in parte, a cominciare da un ironico e ammaliante Tom Cruise, passando per grandi nomi come quelli di Emanuelle Béart, Ving Rhames, Kristin Scott Thomas e Jean Reno. Certo a volte l’ironia appare fin troppo spicciola, ma a fronte di un impianto tecnico-formale più che efficace e di un’eleganza davvero notevole, si può sicuramente chiudere un occhio, così come fa lo stesso De Palma strizzandolo sia nei confronti degli appassionati di action movies, sia in quelli dei suoi attenti conoscitori e ammiratori.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Alessandra Cavisi&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/2US3aG-IK7Q" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 17:22:28 +0000</pubDate>
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         <title>La 'Casa' nel cinema horror: La Casa "organica"</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;EVIL DEAD - LA CASA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:12pt;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/Locandina.jpg" width="273" height="350" alt="Locandina" style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Cinque ragazzi, Ash (Bruce Campbell), Scott (Hal Delrich), Cheryl (Ellen Sandweiss), Linda (Betsy Baker) e Sally (Sarah York), decidono di passare un week-end in un piccolo chalet sperduto, immerso nel bosco. e circondato da una strana atmosfera, tesa e carica di mistero. Vincendo un iniziale timore, causato proprio dal mistero che circonda l’edificio, e affidandosi alla loro sicura razionalità, il gruppo varca la soglia della casa preparandosi per la notte che intanto si avvicina. I due uomini del gruppo, Scott e Ash, quasi per gioco, vengono spinti a esplorare la cantina della casa. Qui scoprono un libro di magia, il Necronomicon (il libro dei morti che permette di evocare le anime dei dannati) e un registratore su cui è incisa la voce di un archeologo esperto di cabala sumerica che racconta la sua terrificante storia e recita una formula “magica”. Le misteriose parole svegliano spaventose forze malefiche. E’ l’inizio di una notte da incubo in cui il Male si accanirà contro questi poveri ragazzi. Antichi spiriti poco raccomandabili si risvegliano da un lungo sonno e rendono la vacanza del gruppo di amici veramente indimenticabile.&amp;nbsp;L'esordio alla regia di Sam Raimi, datato 1981, lascia ancora oggi a bocca aperta; il regista, in compagnia dei suoi amici/colleghi Bruce Campbell (protagonista) e Robert Tapert (produttore), riesce a realizzare un'idea che aveva in testa da diversi anni, e che aveva già sviluppato (almeno in parte) nel precedente cortometraggio Within the woods (1978). Al momento della proiezione nelle sale molti spettatori chiesero che venisse riaccesa qualche luce per riuscire a reggere la visione fino alla fine. Girato da un gruppo di amici e da un geniale regista visionario La Casa (Evil Dead) è stato prodotto lontano dai circuiti classici e probabilmente fu proprio questo a renderlo così diverso dai tanti film horror che venivano realizzati in quel periodo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/La_casetta.jpg" width="300" height="229" alt="La casetta" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il film potè contare su un budget molto ridotto (si parla di circa 375.000 $), tanto che il regista e il resto della troupe furono costretti a lavorare solo durante il week-end o quando riuscivano a ritagliare un po’ di tempo. Doveva trattarsi di un semplice horror, data anche l’esiguità della trama, pensato principalmente per quel pubblico di ragazzi che affollava, in quel periodo, cinema e drive-in: un’opera commerciale che doveva rappresentare, per il suo autore, il trampolino di lancio per il mondo del “grande” cinema, e una sua personale rivisitazione degli horror che lo stesso Raimi, nella sua adolescenza, aveva più volte visto proprio nelle proiezioni notturne dei drive-in.&amp;nbsp;Probabilmente fu proprio per questa serie di circostanze e “difficoltà” che Raimi decise di puntare tutto su alcune idee geniali che divennero poi dei “must” per il genere stesso. Il primo, e forse il più evidente, di questi elementi innovativi è l’ironia di fondo che troviamo in tutto il film; in molte scene cruente è, infatti, difficile trattenere una sommessa risatina. E' questa la "cifra" stilistica che caratterizza la pellicola: la tensione e la paura vengono esorcizzati attraverso la loro esagerazione grottesca.&amp;nbsp;&lt;span&gt;La caratteristica che, invece, ha contribuito a rendere il film un cult unico è probabilmente l’uso della shaky-cam, pensata e messa in opera da Raimi stesso, che prevedeva il montaggio di una macchina da presa su un supporto mobile efficace nel rendere un certo effetto tremolante.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Non una vera e propria steadycam (che per un budget così ridotto sarebbe stata una spesa eccessiva), ma un mezzo simile utile ad aggiungere tensione e movimento all’azione, a rendere “viva” la casa o almeno la sua essenza maligna.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/shaky1.jpg" width="250" height="135" alt="shaky1"/&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/shaky2.jpg" width="250" height="135" alt="shaky2" style="float:right;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Grazie all’uso della shaky-cam Raimi riprende gli inseguimenti delle entità malvage in soggettiva, trasportando lo spettatore dentro le sue paure più grandi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/Shaky3.jpg" width="250" height="381" alt="Shaky3" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La tensione che accompagna l’intera pellicola è accentuata poi dal sapiente uso del montaggio che in alcuni momenti dilata l’ansia a dismisura inserendo dettagli di oggetti di scena (inutili ai fini della storia) e primissimi piani dei protagonisti mentre dove previsto rafforza e rende l’effetto sorpresa, l’effetto shock. Gli altri elementi caratterizzanti e fondamentali alla resa finale del film sono sicuramente una serie di effetti speciali quasi “casalinghi” che riescono, però, a rendere memorabili alcune sequenze splatter, una fotografia molto accesa che accentua inverosimilmente i colori (su cui spicca il rosso, ovviamente) e una cura per il make-up, di cui si occupò Tom Sullivan, che non ha nulla da invidiare a film con alti budget . Il creatore degli effetti speciali ottici è Bart Pierce che, basandosi su solide conoscenze tecniche ha proposto a Raimi idee “folli” ma molto efficaci e utili allo scopo del film: terrorizzare. Pierce, per esempio, integra nel film l’animazione fotogramma per fotogramma, utilizzata fino a quel momento quasi esclusivamente per i cartoni animati, e realizza in questo modo la scena finale della pellicola quando si vedono morti viventi che esplodono o si strappano dal viso brandelli di carne con le loro stesse mani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/mostra.jpeg" width="275" height="183" alt="mostra"/&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/mostro.jpg" width="243" height="183" alt="mostro" style="float:right;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Anche il cast contribuisce a trasformare un film quasi amatoriale in un piccolo capolavoro del genere; su tutti spicca il giovane, e praticamente sconosciuto, Bruce Campbell che a partire da questo film lega per sempre il suo volto a quello di Ash Williams, personaggio che poi interpreterà anche nei due seguiti. La sua interpretazione si modella perfettamente a quello che è il tono dominante del film; in alcuni casi le sue buffe espressioni aiutano a smorzare la crudezza delle immagini mentre in altri il suo volto si trasforma in una maschera di paura profonda.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/Bruce.jpg" width="400" height="300" alt="Bruce" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ma la vera protagonista del film è senza alcun dubbio la casa stessa, che è l’origine del male e allo stesso tempo la sua gabbia, in essa si nascondono i segreti per riportare in vita entità malefiche e allo stesso tempo le sue mura tengono il Male intrappolato. La casa vive di vita propria tanto che le sue tubature sanguinano e le cose al suo interno si muovono da sole. Il luogo che rappresenta da sempre la protezione e la salvezza in cui è possibile costruire una famiglia, il luogo dell’amore, in questo film è al contrario la sede della tensione, dell’ansia e della paura più intima. L’orrore è causato proprio dalla casa stessa e per questo è ancora più angosciante e universale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2107/chalet.jpg" width="350" height="232" alt="chalet" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Per comprendere al meglio quanto il film abbia sconvolto il pubblico e quanto il concetto di casa sia stato stravolto è utile ricordare la vicenda di un certo William Fairwood di Bridge Falls, nello Utah, che dopo l’uscita del film decise di distruggere il suo chalet nella foresta perché troppo simile a quello che si vede nel film e aveva timore che potesse trovare una cantina nascosta.&amp;nbsp;Contro ogni possibile previsione&amp;nbsp;La Casa&amp;nbsp;fu un successo planetario assolutamente insperato; a Cannes la pellicola attirò e sgomentò schiere di fans, vinse molti premi in festival specializzati (tra cui il Festival Fantastique de Paris e il Festival di Sitges in Spagna) e Raimi fu eletto a maestro del genere.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Insomma il film dopo trenta anni continua a conquistare fan e pubblico, può essere considerato senza alcun dubbio uno dei film più riusciti del genere e il segreto della sua durata nel tempo è da ricercarsi, probabilmente, proprio nell’originalità della messa in scena e il suo particolare spirito.&amp;nbsp;&lt;span&gt;Creato con mezzi di fortuna e pochi soldi &lt;/span&gt;&lt;span&gt;La Casa&lt;/span&gt;&lt;span&gt; riesce ancora a stimolare le stesse emozioni che hanno inchiodato alla poltrona milioni di persone in tutto il mondo, nonostante il progresso tecnologico ottenuto nel campo degli effetti speciali e visivi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Profetiche le parole dello stesso Raimi che al momento dell’uscita del film dichiarava: “Spaventare gli spettatori convincendoli che i loro peggiori incubi possano prendere vita e diventare reali è una delle principali ragioni di essere del film. Spero che queste immagini li ossessioneranno ancora a lungo dopo la visione del film…”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mai parole furono più esatte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Angelo Tarquini&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/MKk173m8Sbc" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 07:28:46 +0000</pubDate>
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         <title>The Avengers: Previsioni, Rumors e Spoiler</title>
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         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/avengers.jpg" width="600" height="488" alt="avengers" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;Stanno arrivando ... tutti insieme!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Sono mesi che l’attesa dell’uscita di &lt;em&gt;The Avengers&lt;/em&gt; sta logorando tutto il mondo, nerd e non. Noi di Superga abbiamo seguito il progetto dagli albori e raccogliendo interviste, dichiarazioni, approfondimenti dai blog di tutto il mondo, quest’oggi tenteremo di tirare le somme, rispondendo a tutte le domande (supponendo delle risposte) che gravitano attorno al film.&amp;nbsp;Quelli che state per leggere sono solo alcuni dei quesiti intorno a &lt;em&gt;The Avengers&lt;/em&gt;, forse i migliori. Non esitate a inviarci tramite la pagina di Facebook, le vostre curiosità su quello che è senza ombra di dubbio uno dei titoli più attesi del 2012 insieme all’ultimo Batman by Christopher Nolan (per il quale stiamo preparando alcune sorprese)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/Chiusura.gif" width="500" height="221" alt="Chiusura" style="display:block;margin-top:6px;margin-right:auto;margin-bottom:6px;margin-left:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Gwyneth Paltrow sarà presente nel film?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;L’attrice che presta il volto di Pepper Potts in &lt;em&gt;Iron man&lt;/em&gt; è stata avvistata sul set di &lt;em&gt;The Avengers&lt;/em&gt; in New Mexico alcuni mesi fa, o almeno così pare in quanto i Marvel Studios non ne hanno mai dato conferma ufficiale. L’implicita conferma della presenza di Gwyneth sembra arrivare da una rivista indiana che ha da poco annunciato i nomi dei due attori che doppieranno Tony Stark e Pepper (dando quindi per scontata la sua apparizione in &lt;em&gt;The Avengers&lt;/em&gt;). Altra conferma viene da un’intervista a Tom Hiddleston (Loki) che sembra aver parlato di lei nell’ambito dei membri del cast.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/gwyneth-paltrow-iron-maiden.jpg" width="456" height="310" alt="gwyneth-paltrow-iron-maiden" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Quante armature avrà a disposizione Iron Man?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Nei film precedenti l’eroe interpretato da Robert Downey Jr ci ha abituato, oltre all’apprezzatissimo humor ed all’altrettanto gradita azione anche ad alcuni “cambi d’abito”, generalmente due per film. Nei due trailer di &lt;em&gt;The Avengers&lt;/em&gt;, Tony Stark viene ritratto con delle armature leggermente diverse: una con la piastra pettorale rotonda (Mark VI) ed un'altra con la piastra triangolare (Mark VII). Le due armature potrebbero essere nel film in quanto tra il merchandise ufficiale sono state presentate delle action figure ritraenti Stark con una sfavillante corazza. Inoltre, nell’ultimissimo trailer presentato al Super Bowl&amp;nbsp;in una scena viene mostrato Stark con l’armatura aperta che fa intravedere degli ingranaggi particolari, che ad un occhio attento troverebbero giustificazione in un’arma per contrastare, o meglio gestire, Hulk.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/mark_VI.jpg" width="200" height="311" alt="mark VI" style="vertical-align:middle;margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/Screen20shot202012-02-0520at2010.25.png" width="400" height="215" alt="Screen20shot202012-02-0520at2010.25" style="vertical-align:middle;margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Vedremo l’Infinity Gauntlet?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;L’Infinity Gauntlet è una sorta di guanto con delle gemme incastonate (le infinity gems, per l’appunto) che, tutte insieme, permettono di dominare il mondo e la morte. Su questo argomento è uscita una serie di sei comic-books della Marvel, che vede incrociarsi le storie di vari personaggi dello studio di fumetti, tra cui alcuni degli Avengers (ma anche degli X-Men). Il guanto aveva fatto la sua comparsa, più che di sfuggita, nel film di Thor. Nel fotogramma di &lt;em&gt;The Avengers&lt;/em&gt; che vedete qua sotto, si vede l’arma di Loki, che ha una luminosa gemma incastonata nel mezzo … che sia proprio una delle infinity gems?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/gemme_di_loki3.jpg" width="300" height="222" alt="gemme di_loki3" style="vertical-align:middle;margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/gemme_di_loki.png" width="300" height="158" alt="gemme di_loki" style="vertical-align:middle;margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Chi formerà l’esercito di Loki?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/i_have_an_army.gif" width="200" height="198" alt="i have_an_army" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Si sa, ormai, che Loki ha intenzione di attaccare la terra con un’armata. Ma un’armata di chi? O meglio, di che cosa? Sicuramente sarà un popolo alieno, se non addirittura più d’uno, ad attaccare il nostro pianeta. È stato fatto il nome degli Skrulls, dei Kree, degli abitanti di Atlantide e dei Giganti di ghiaccio ma nulla, ovviamente, è stato detto in merito. L’unico indizio che avevamo sino ad ora era il fotogramma che vedete qui sotto: si tratterebbero dei Phalanx. Se così fosse, la presenza di questa razza aliena sarebbe un possibile collegamento tra gli Avengers e gli X-Men, con i quali si è scontrata in diverse situazioni. Che sia una preparazione per un ulteriore cross-over tra i vari eroi Marvel? Civil War vi dice nulla? Pochissimi minuti fa invece, sempre il caro merchandise ha svelato parte dell’arcano, rivelando gli Skrull come esercito di Loki pur non specificando se questa popolazione aliena sia l’unica a comporre le fila dell’armata antagonista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/Army.png" width="300" height="168" alt="Army" style="vertical-align:middle;margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/avengers-skrull-01.jpg" width="300" height="280" alt="avengers-skrull-01" style="vertical-align:middle;margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Capitan America sarà il leader della squadra.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Niente punto interrogativo stavolta, visto che la notizia è praticamente certa. A giudicare dal trailer, il Capitano sembra il più restio al lavoro di squadra, ma pare che alla fine sarà proprio lui a fare da collante e diventare il leader del gruppo, come del resto succede anche nei fumetti. La conferma arriva da Chris Hemsworth (&lt;em&gt;Thor&lt;/em&gt;), dove in un’intervista, l’attore si lascia effettivamente sfuggire la notizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/cap1.gif" width="500" height="249" alt="cap1" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/iro2.gif" width="500" height="249" alt="iro2" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Hulk sarà nudo?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/cip_cip.jpg" width="499" height="133" alt="cip cip" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Questa volta è lo stesso Hulk a mettere la pulce nell’orecchio ai fan (con quelle manone verdi chissà come fara?) tramite il canale Twitter di Mark Ruffalo, interprete di Bruce Banner, versione rosea e quieta dell’Incredibile Omone Verde. Il tweet dice testualmente: Hulk, questa volta, potrebbe essere nudo. Ora come ora, però, l’eventualità di un Hulk nudo sembra abbastanza remota contando sulla presenza della Disney tra i produttori e tenendo conto dei sempre interessanti prodotti di merchandise, in primis le action figures più pregiate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/img6435z.jpg" width="583" height="702" alt="img6435z" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;Altri Supereroi potrebbero fare un cameo in The Avengers?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Kevin Feige, il presidente dei Marvel Studios ha dichiarato che non ci sarà nessun cameo ma non disperiamo. In &lt;em&gt;X-men: First Class&lt;/em&gt;&amp;nbsp;compariva uno scorbutico Logan/Wolverine, quindi non è da escludere totalmente la possibilità: sicuramente il film sarà pieno di indizi e rimandi all’universo Marvel, come già è successo nei film precedenti. Inoltre non mi stupirei troppo se insieme all’ipotetica armata di Atlantidiani non comparisse il Principe di questa sperduta popolazione, Namor, o addirittura spuntassero delle ragnatele sul finale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;b&gt;È vero che tutto il cast presenterà il film in Italia?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In occasione della Convention Disney svoltasi a Sorrento lo scorso Novembre, e subito dopo su queste pagine, è stato annunciato l’arrivo dei Vendicatori al completo, più il regista, nel&amp;nbsp; nostro paese. La notizia non è stata smentita quindi il 20 Aprile tutto il cast arriverà in Italia in occasione dell’uscita anticipata del film in Italia (25 Aprile) rispetto alla release americana (4 Maggio); inoltre è ipotizzabile, dato che la pellicola è stata girata anche con tecnologie Imax, che il film venga proiettato, se non proprio presentato, nell’unica sala Imax italiana abilitata, precisamente a Pioltello alle porte di Milano. I fan, senza trasferirsi in massa per le strade di Milano, potranno vedere le immagini della premiere ed il film stesso comodamente in alcuni cinema selezionati su tutto il territorio italiano: compreso il red carpet, tutta la venuta degli Avengers verrà mostrata in diretta via satellite ed addirittura in 3D.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/avengers_1.jpg" width="500" height="281" alt="avengers 1" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Per concludere questo speciale, vi salutiamo con tutte le scene nascoste dei vari film che hanno portato, anno dopo anno, a questo importante cross over, l’incrocio delle storie delle divinità moderne di casa Marvel.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In coda, troverete un’ultima sorpresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style="text-align:center;"&gt;… e dopo esser apparso in quasi tutti i film Nick Fury, capo dello S.H.I.E.L.D., ci aveva preso gusto quindi …&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="text-align:justify;"&gt;Non dimenticate di inviarci le vostre curiosità su questo e su tutti i film che maggiormente aspettate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2122/tumblr_lz3qqwuTOS1qj6hgh.gif" width="650" height="325" alt="tumblr lz3qqwuTOS1qj6hgh" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguiteci su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tiziana De Amicis &amp;amp; Giovanni Villani&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/J2yYsLgBIUE" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 20:07:13 +0000</pubDate>
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         <title>Paradiso Amaro - Alexander Payne</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;Un paradiso non troppo amaro&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2119/ParadisoAmaroLocandina.jpg" width="335" height="335" alt="ParadisoAmaroLocandina" style="float:right;border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Alexander Payne torna dopo 7 anni alla regia e lo fa con un film pronto a seguire le orme del precedente. Se “Sideways- In viaggio con Jack”, aveva vinto un Golden Globe per la migliore sceneggiatura e un Oscar, “Paradiso Amaro” è già riuscito a portarsi a casa due meritatissimi Golden Globe ed è in lista in ben quattro categorie agli Academy Awards. Il film, tratto dal libro “Eredi di un mondo sbagliato” di Kaui Hart Hemmings, racconta la storia di una famiglia hawaiana sconvolta da una grande tragedia. Quando la moglie entra in coma, Matt King (George Clooney) si trova a dover fare i conti non solo con i sentimenti ambivalenti di amore ed odio che prova verso la donna, ma anche con una difficile situazione familiare che non è in grado di gestire. Avendo dedicato la sua vita al lavoro, Matt non sa come farsi rispettare dalle sue due figlie: Scottie (Amara Miller), un’imprevedibile ma intelligente bambina di dieci anni, e Alexandra ( Shailene Woodley), un’adolescente ribelle. La situazione è ulteriormente peggiorata dalla delicata decisione che Matt deve prendere riguardo la vendita dell’immenso terreno di famiglia dall’inestimabile valore economico ed ecologico, che i King hanno ereditato quando uno dei loro antenati ha sposato una principessa locale. Il fragile equilibro di Matt è messo ancora una volta alla prova quando Alexandra gli rivela della relazione extraconiugale della moglie. La donna, sebbene in coma, diventa il fulcro di tutto il film, una presenza passiva ma tangibile che non si limita ad essere solo la causa scatenante degli avvenimenti, ma è anche ciò che dà il ritmo a tutta la storia.&amp;nbsp; La stanza d’ospedale nella quale è ricoverata diventa il setting di alcune delle scene più belle e toccanti di tutto film ed il luogo di pellegrinaggio per amici e parenti. Per ‘raggiungere’ veramente la moglie ed elaborare la situazione, Matt intraprende con le due figlie un viaggio alla ricerca dell’amante della donna che assumerà però un valore completamente diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Payne affronta con sensibilità un tema delicato che poteva trascinare facilmente il film in una pellicola banale e gratuitamente struggente. Invece la sensazione che si ha guardando “Paradiso Amaro” è quella di un film che riesce a ben mescolare dramma e commedia, creando un piacevole clima in cui i personaggi commuovono, divertono e danno forza allo spettatore, trasmettendo il messaggio che ogni situazione, anche quella più drammatica, può essere quella spinta di cui avevamo bisogno per un nuovo inizio. Nel ricercare l’amante della moglie, Matt riscopre involontariamente se stesso, il rapporto con le figlie e quello con la sua terra, alla quale è indissolubilmente legato.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/YVxsm__J8-8" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 19:53:39 +0000</pubDate>
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         <title>Jack e Jill - Dennis Dugan</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;Quando a far ridere è Al Pacino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2119/jackejillpacino1.jpg" width="550" height="270" alt="jackejillpacino1" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Dopo Eddie Murphy in “Norbit”, anche Adam Sandler decide di interpretare un doppio ruolo nel suo nuovo film “Jack and Jill”, che segna l’ottava collaborazione tra l’attore comico e il regista Dennis Dugan, risalente al 1996 per le riprese di “Un tipo imprevedibile”. Nella pellicola Sandler, oltre a vestire i panni del pubblicitario di successo Jack, sarà anche Jill, la sua ingenua gemella dal cuore grande. I due, sebbene molto legati da piccoli, hanno preso strade totalmente diverse, riducendosi a vedersi solo durante il weekend del Ringraziamento, festività mal sopportata da Jack proprio a causa dell’opprimente presenza della sorella. A seguito di uno dei loro innumerevoli litigi, Jack si vede costretto dalla moglie (Katie Holme) ad accettare la prolungata permanenza di Jill, decisa a risaldare il loro rapporto. Tra appuntamenti al buio, pappagalli parlanti e show televisivi, la vita di Jack viene stravolta dalla forza prorompente di Jill, dando luogo ad una serie di situazioni tragicomiche piuttosto prevedibili che riescono ad diventare leggermente più accattivanti solo con la comparsa di Al Pacino. L’attore, in pieno esaurimento nervoso, è considerato dalla Dunkin Donuts, il maggior cliente dell’agenzia pubblicitaria per la quale lavora Jack, il testimonial ideale per il lancio di un nuovo prodotto: l’ “Inzuppaccino”. L’attore de “Il Padrino”, avvicinato da Jack durante una partita di basket, rimane profondamente colpito da Jill, che considera la sua “Dulcinea”, l’unica in grado di riportarlo alla realtà. La permanenza della sorella a Los Angeles diventerà allora necessaria per Jack ai fini di stipulare un contratto con Pacino.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Tra doppi sensi degni di certi cinepanettoni nostrani, situazioni al limite del ridicolo condite da una serie di luoghi comuni che ormai non riescono a far ridere come una volta, la commedia si salva, forse, grazie alla presenza di personaggi “corollario” ed all’effetto sorpresa scaturito dall’apparizione di alcune figure dello show business. È difficile non sorridere di fronte ad un John McEnroe che inveisce contro un ateo o davanti al cameo di Johnny Depp che per l’occasione indossa una maglietta piuttosto ironica di Justin Bieber. La figura che più di tutte dà un po’ di verve alla trama è quella di Al Pacino che, pur impersonando ufficialmente ‘se stesso’, veste i panni di un altro, di un attore ossessivo e confuso, desideroso di ritrovare le sue radici. Ma forse è proprio questo il problema di “Jack e Jill”, una commedia che invece di reggersi sulla doppia interpretazione di Sandler, riesce a mantenersi a galla appoggiandosi ad altri personaggi. "&lt;em&gt;È piuttosto triste quando sei un comico e Al Pacino è la cosa più divertente del tuo film&lt;/em&gt;” ha detto il critico Lou Lumenick del New York Times e noi non possiamo che dargli ragione. L’autoironia tipica dello stile di Sandler, fattore vincente dei suoi precedenti film, qui non basta a far sorridere e induce gli spettatori ad apprezzare di più l’interpretazione di Eugenio Derbaz, anche lui alle prese con una doppio ruolo: quello di Felipe, giardiniere messicano di Jack invaghito di Jill, e quello della nonna sdentata, ‘drogata’ di chilli.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Nel complesso “Jack e Jill” è una commedia da consigliare a coloro che non hanno paura di affrontare happy endings buonisti ed hanno voglia di passare qualche ora del proprio tempo senza troppi pensieri.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="letter-spacing:0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="letter-spacing:0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="letter-spacing:0px;"&gt;Serena Betti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
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         <guid isPermaLink="false">http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4723-jack-e-jill-dennis-dugan.html</guid>
         <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 16:27:54 +0000</pubDate>
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         <title>Podcast Miseria #20: Arrivano gli Oscar!</title>
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         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/stories/423192_10150545715528398_835648397_8666934_704895903_n.jpg" width="400" height="534" alt="423192 10150545715528398_835648397_8666934_704895903_n" style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Arrivano gli Oscar? E allora SupergaCinema con la sua trasmissione Podcast gli dedica una puntata speciale, con opinioni, pronostici e sensazioni riguardo a tutte le nominations e riguardo a (quasi) tutti i grandi esclusi della serata del 26 Febbraio. Un appuntamento da non perdere...&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;Ascolta la puntata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&amp;nbsp;{play}images/stories/mp3/TotoOscar.mp3{/play}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;Per scaricare la puntata clicca&amp;nbsp;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://rapidshare.com/files/4102164860/Podcast_Miseria__20_-_Toto_Oscar.mp3"&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nota: &lt;/strong&gt;I Brani musicali che accompagnano questa 20° puntata di Podcast Miseria sono dei&lt;strong&gt; Frank Sent US. &lt;/strong&gt;Tre brani davvero imperdibili. Da ascoltare! Qui il sito dei &lt;strong&gt;Frank Sent Us &lt;/strong&gt;per avere maggiori info in merito. &amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.franksentus.com/"&gt;http://www.franksentus.com&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/feoiEYaPTMA" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 12:01:14 +0000</pubDate>
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         <title>Box Office: In Italia Com’ è bello far l’amore, negli Usa si impone La memoria del cuore</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/wTLpABvDBEk/4708-box-office-in-italia-com’-è-bello-far-l’amore,-negli-usa-si-impone-la-memoria-del-cuore.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2127/10.2.12a.jpg" width="600" height="367" alt="10.2.12a"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La commedia italiana continua a dominare il box office nostrano con un cambio di testimone al vertice. “&lt;strong&gt;Benvenuti al nord&lt;/strong&gt;”, dopo quattro settimane in testa, ha lasciato il posto alla commedia di Fausto Brizzi “&lt;strong&gt;Com’è bello far l’amore&lt;/strong&gt;” con Fabio De Luigi e Claudia Gerini. La coppia di quarantenni dal desiderio sessuale assopito, si piazza in vetta ma l’incasso, di circa 2.4 milioni di euro su circa 598 schermi, di sicuro ha lasciato l’amaro in bocca a regista e produttore se paragonati ai precedenti incassi cinematografici di Brizzi. Al secondo posto “&lt;strong&gt;Hugo Cabret&lt;/strong&gt;”, la favola in 3D del maestro Martin Scorsese, che con più di 1,5milioni di euro di incasso nel weekend, raggiunge i 3,8milioni di euro totali su due settimane di programmazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Scende in terza posizione “Benvenuti al Nord” di Luca Miniero, che supera poco più il milione di euro di incassi, per assestarsi a un totale di 25 milioni di euro totali. Esordio positivo per “&lt;strong&gt;Tre uomini e una pecora&lt;/strong&gt;” che incassa quasi ottocentomila euro. Quinta posizione per il nuovo capitolo di “&lt;strong&gt;Mission Impossible-Protocollo Fantasma&lt;/strong&gt;”, mentre al sesto posto si piazza il remake americano “&lt;strong&gt;Millenium-Uomini che odiano le donne&lt;/strong&gt;” con una media di circa cinquecentomila euro di incasso a testa e di certo al di sotto delle aspettative. Segue il I capitolo della Saga di “Star Wars”, riconvertito in 3D, che incassa, solo nel primo weekend, più di quattrocentomila euro. Le ultime tre posizioni sono occupate nell’ordine dalla new entry "&lt;strong&gt;40 Carati&lt;/strong&gt;", thriller psicologico distribuito su circa 154 sale che incassa poco meno di quattrocentomila euro; il biopic The Iron Lady, che porta nelle casse 290mila euro e dall’italiano A.C.A.B.- All cops are bastard, con Pierfrancesco Favino, che perde posizioni e chiude la top ten con 240mila euro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2127/10.2.12b.jpg" width="650" height="440" alt="10.2.12b"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Week end molto movimentato questo negli U.S.A., con il testa a testa tra il romantico “La memoria del cuore” e l'action-thriller “Safe House-Nessuno è al sicuro”. La cima è dominata da “The Wow-La memoria del cuore”, interpretato da Rachel McAdams e Channing Tatum che ha incassato 41,7 milioni dollari da 2.958 sale, con una media impressionante di 14.097 dollari per sala. Debutto che vale direttamente il secondo posto per “Safe House-Nessuno è al sicuro”, il thriller d'azione, interpretato da Denzel Washington e Ryan Reynolds, ha portato a casa 39,3 milioni. Al terzo posto troviamo l'avventura per famiglie “&lt;strong&gt;Viaggio nell’isola misteriosa&lt;/strong&gt;” con un incasso di 27,6 milioni dollari. Fox e Lucas film con la riedizione tridimensionale di “&lt;strong&gt;Star Wars: Episodio I La minaccia fantasma 3D&lt;/strong&gt;” si attesta al numero quattro della classifica con 23 milioni dollari da 2.655 sale. Precipita dal primo posto della scorsa settimana in quinta posizione “&lt;strong&gt;Chronicle&lt;/strong&gt;” con 12,3 milioni dollari, per un totale di 40,2 milioni dollari dopo due settimane.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;“The Woman in Black” scende al sesto posto con ulteriori 10,3 milioni dollari, per un totale di 35,5 milioni dollari dopo due settimane. Scende dal terzo al settimo posto “The Grey” con 5 milioni, mentre l’ottava posizione è occupata da “Big Miracle”. George Clooney e il suo "Paradiso Amaro”, ovvero “&lt;strong&gt;The Descendants&lt;/strong&gt;” si ferma al nono posto con 3,5 milioni. Chiude il box office “Underworld Awakening” con un incasso di 2,5 milioni. Un weekend niente male!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ester Milo&lt;/p&gt;
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         <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:32:49 +0000</pubDate>
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         <title>E ora parliamo di Kevin - Lynne Ramsay</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/j8D50YdhkL4/4701-e-ora-parliamo-di-kevin-lynne-ramsay.html</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/EOPDK_ita_Poster.jpg" width="354" height="500" alt="EOPDK ita_Poster" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Avere dei figli è probabilmente lo scopo essenziale della nostra vita; crescerli, accudirli secondo i nostri principi e prepararli alla vita sono tutte azioni 'ancestrali' che conosciamo in modo innato. O quasi. Eva è un'eccezione, ancor prima della nascita del suo piccolo Kevin impara a convivere con il malessere, la nausea - morale più che fisica - di portare in grembo una nuova vita che non le appartiene. Il suo corpo 'deforme' è l'affronto iniziale, il neonato fra le braccia appena il secondo capitolo dell'intera faccenda.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER! LEGGERE DOPO LA VISIONE DEL FILM&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Kevin viene al mondo sotto una cattiva luce, un paesaggio fatto di ombre nere nutrito da una madre che non prova nulla per lui - se si esclude un netto sentimento d'odio; un bambino che cresce in fretta, sentendo sulla carne viva il fastidio che lo circonda, l'assenza di una figura materna che possa insegnargli il bello del mondo, la poesia che si nasconde dietro le piccole cose. Resta - al contrario - un padre appassionato e felice, ma etereo e poco presente che riempie solo i ritagli di tempo (e fondamentalmente 'costruito', banale quanto migliaia d'altri padri). Ogni momento che Kevin passa con la madre diventa pretesto per ricambiare il disprezzo, per offendere e colpire (spesso anche in senso letterale) e farla sentire inutile; il dolore passa attraverso i suoi silenzi, gli sguardi colmi di cattiveria, le risposte sboccate. Sedici anni d'inferno dei sentimenti, che fisiologicamente possono avere una sola scontata fine: l'esplosione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/KEVIN_DAY_17_6955.jpg" width="500" height="200" alt="KEVIN DAY_17_6955" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Kevin è intrappolato in una pièce teatrale senza protagonisti e troppo forte è la sua smania di conquistare il palcoscenico ("È pazzesco che per metà del tempo la gente guardi la tv; e cosa guarda? Gente come me"); l'unica tregua fra lui e sua madre è la chiave del puzzle, quel Robin Hood letto da Eva al figlio prima di dormire è l'ispirazione assoluta. Chiusi i suoi compagni nella palestra della scuola, il ragazzo li trafigge con il suo arco uno ad uno. Uccide allo stesso modo il padre e la sorella più piccola, lasciandoli in terra nel giardino di casa. Lascia sopravvivere la madre, firmando così il suo capolavoro: chi non ha mai saputo amare, ora è davvero condannato a soffrire sino alla fine dei suoi giorni, solo al mondo e maledetto dall'intera comunità. Che cali pure il sipario, fra gli applausi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/_MG_0306.JPG" width="500" height="200" alt=" MG_0306" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;Lynne Ramsay&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Ratcatcher-Acchiappatopi, Morvern Callar&lt;/em&gt;) dirige un film sporco, slegato, pregno di dettagli e forte di un montaggio che non si limita a raccontare ma costruisce; il mosaico cambia forma ogni volta che ne acquista una, per scoprirsi inaspettato nel finale. &lt;strong&gt;John C. Reilly&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;Ezra Miller&lt;/strong&gt; - rispettivamente nei ruoli de il padre e di Kevin - sono splendidi da guardare, anche quando il secondo travalica volutamente le righe. Merita una menzione a parte, invece, &lt;strong&gt;Tilda Swinton&lt;/strong&gt;, che supera sé stessa; la sua interpretazione di Eva, asciutta e decisa, è piena d'una emozione disperata. Ogni reparto funziona al suo meglio, la fotografia (firmata Seamus McGarvey, &lt;em&gt;The Hours, Espiazione&lt;/em&gt;) acquista gradualmente contrasto con il passare delle scene, la scenografia di Judy Becker (&lt;em&gt;I segreti di Brokeback Mountain&lt;/em&gt;)&amp;nbsp;è un piccolo capolavoro invisibile fatto di non-colori, al quale sopravvive - per ovvi motivi - soltanto il rosso sangue. &lt;em&gt;Elephant&lt;/em&gt; di Gus Van Sant elevato ad una potenza superiore, senza ipocrisie e colmo di coraggio. Touché.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aurelio Vindigni Ricca&lt;/p&gt;
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         <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:39:38 +0000</pubDate>
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         <title>L'alba del giorno dopo</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/SNXSxcO2WTI/4685-l-alba-del-giorno-dopo.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il giorno dopo la distruzione del nostro pianeta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2011/Lalba_del_giorno_dopo.jpg" width="280" height="400" alt="Lalba del_giorno_dopo" style="float:left;border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;"/&gt;Cosa aspettarsi dal regista che tra gli altri ha "firmato" Godzilla? Ovviamente nulla di buono, ed infatti il pericolo più grande che corre &lt;em&gt;The Day After Tomorrow&lt;/em&gt;, è quello di veder perdere spettatori a causa del preconcetto. &lt;br /&gt;Pare incredibile infatti, ma stavolta, a Roland Emmerich è riuscito (quasi tutto) bene, e siamo oggettivamente di fronte ad uno dei migliori tra i blockbuster estivi degli ultimi anni e ad una pellicola che riesce miracolosamente ad unire un'incredibile ed incontestabile spettacolarità visiva con una insperata e grande profondità sociale e politico/ambientalista.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;Emmerich spoglia il suo film di ogni patriottismo becero: i proclami di Bill Pullman e Will Smith in &lt;em&gt;Independence Day&lt;/em&gt; sono lontani anni luce. I tempi cambiano, e non è più aria di proclami e buonismo generalizzato ma piuttosto, per l'autore, di un veloce ritorno ai temi e ai tempi della sua opera prima, quel &lt;em&gt;Principio dell'arca di Noè&lt;/em&gt; che aprì un lontano Festival di Berlino nel 1984. Qui Emmerich ipotizza il peggior scenario possibile dovuto al riscaldamento globale e la conseguente distruzione della Terra per via di temporali, tormente e glaciazioni: lo fa con un sensazionalismo un po' à la Voyager, ma anche con una certa precisione nella descrizione degli effetti e anche con un'ironica e inaspettata finezza politica (gli americani che chiedono al Messico di entrare e si sentono rispondere di no).&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Gli effetti speciali surclassano qualsiasi altra produzione a largo budget coeva (il film è del 2003/04), opere di Lucas e Jackson comprese.&amp;nbsp;Ovviamente come ogni disaster-movie che si rispetti, il pedale dell'esagerazione è premuto costantemente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Chiaramente, anche &lt;em&gt;The Day After Tomorrow&lt;/em&gt; non è scevro da difetti: il manicheismo di fondo è sempre in agguato e Emmerich non approfondisce, pur avendone il tempo, i caratteri dei personaggi che sembrano appena abbozzati (ma fortunatamente lontani dalle macchiette dei film precedenti). Purtroppo se Emmerich ha acquisito una eccellente padronanza nel settore formale, molta ne deve fare sul piano dei contenuti: la banalità dei dialoghi e la assoluta piattezza di alcuni elementi della sceneggiatura (la love story tra Gyllenhall e Rossum, la postura di Quaid, bellamente ignorato dai politicanti di turno), rende poco godibili alcuni tratti della pellicola. Resta sempre l'impressione che il 99% dell'attenzione dei realizzatori del film sia diretta agli aspetti tecnici dello stesso, ma chiedere sensibilità autoriale a chi qualche anno fa dirigeva uno spaesato Broderick a caccia di lucertole, pare francamente eccessivo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Emanuele Rauco&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/SNXSxcO2WTI" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:27:47 +0000</pubDate>
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         <title>Beginners - Mike Mills</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/HTpgCUrLWlQ/4678-beginners-mike-mills.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;Autobiografico, Doloroso, Delicato, Toccante al punto giusto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;L'artista Oliver, dopo la morte della madre, si ritrova a fronteggiare un evento inaspettato. Il padre settantacinquenne gli confessa di essere gay, inizialmente sorpreso, Oliver non riesce a capire i motivi di questo tardo coming out, così si ritrova ad osservare il radicale cambiamento dell'uomo, che inizia a frequentare locali, organizzare feste e che riesce a fidanzarsi con un ragazzo molto più giovane di lui. Oliver, dalla scelta del padre, capisce il riscatto di un'intera esistenza fatta di privazioni, e accompagnando gli ultimi anni di vita del genitore, malato da tempo di cancro, riesce a dare un nuovo valore a quel che lo circonda, impegnandosi in una relazione seria con l'amata Anna e vivendo coraggiosamente e ironicamente la quotidianeità, proprio come gli ha insegnato il padre negli ultimi anni di vita.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/stories/beginners.jpg" width="390" height="219" alt="beginners" style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;"/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Autobiografico, doloroso, delicato, toccante al punto giusto. &lt;strong&gt;Beginners&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;film vincitore del Golden Globe per il miglior attore non protagonista (Christopher Plummer), e candidato anche agli Academy Awards 2012 nella medesima categoria&lt;/em&gt;, è una raffigurazione pindarica su pellicola della tremenda forza o paura che si concentra nei concetti di vita e morte. Un'opera riflessiva, che si interroga pacatamente su quanto e come gli affetti familiari ed umani ci possano limitare e rinchiudere dentro spazi mentali inviolabili.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Beginners,&lt;/em&gt;&amp;nbsp;snobbato ingiustamente dalla distribuzione italiana (per cosa poi?), decanta la bellezza degli istanti che percepiamo sulla nostra pelle, e di pari passo scruta quei silenzi imbarazzanti che ci rendono terrestri impauriti e pieni di angosce.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La regia di Mike Mills è compassata, è legiadra, come un tocco di pennello, e la sceneggiatura di Shane Valentino nel suo candore, nella sua attenzione ai luoghi, dona all'intera descrizione delle immagini una sopita sensazione di poesia tardo romantica; dove il pessimismo, il realismo e la speranza verso un futuro migliore sono figlie dello stesso ragionamento tematico. E quando parliamo di tematica includiamo anche la brillante critica sociale che Mills ha incentrato intorno al razzismo e alla non accettazione del diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In tutto ciò è doveroso spendere anche due parole sul cast che definire perfetto è un eufemismo. Infatti oltre a Christopher Plummer, che qui porta sugli schermi una delle sue performance più belle e sentite della carriera, troviamo la suadente Mèlanie Laurent (&lt;em&gt;Bastardi Senza Gloria&lt;/em&gt;) e Ewan McGregor, bravissimo e struggente nel ruolo del figlio disilluso e triste in relazione ai ricordi di papà Plummer. Nota di merito anche per Arthur, il cane, il valore aggiunto della storia, che facendo da ponte di collegamento tra i vari personaggi, diviene quasi il protagonista occulto di &lt;em&gt;Beginners&lt;/em&gt;, tra qualche coccola e qualche spensierata corsa tra i corridoi di un albergo.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/HTpgCUrLWlQ" height="1" width="1"/&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.supergacinema.it/film/recensioni/4678-beginners-mike-mills.html</guid>
         <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 17:36:05 +0000</pubDate>
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      <item>
         <title>Personaggi Cult #21: Gil Grissom</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/nlYlYUSj3aE/4677-personaggi-cult-21-gil-grissom.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;Gil Grissom, l'Alfa e l'Omega di CSI Las Vegas&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;A, B, C, D o tutte e quante insieme? Ascolta: ad un uomo sparano al torace. Si nasconde nella sua casa che va a fuoco e inala fumo. Il tetto crolla, il condizionatore gli cade in testa e muore. Che cosa l'ha ucciso?&lt;strong&gt; (Gil Grissom)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Le prove sono come il buon vino: non puoi stappare la bottiglia e berlo subito... devi farlo respirare. &lt;strong&gt;(Gil Grissom)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Sei un uomo primitivo nella savana. Vedi qualcosa muoversi con la coda dell'occhio. Pensi che sia una iena. Scappi. Sei salvo. Se pensi che sia solo il vento, e ti sbagli, muori. Noi abbiamo i geni dell'uomo che fugge. Siamo geneticamente programmati a credere in qualcosa che non possiamo vedere. &lt;strong&gt;(Gil Grissom)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/stories/petersenwilliam.jpg" width="550" height="355" alt="petersenwilliam" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;Gilbert Grissom&lt;/strong&gt;, per chi non lo sapesse, è uno dei personaggi più amati del franchise seriale CSI. Il perno centrale da cui tutto si muove o da cui tutto si è mosso; e se uso il passato è perché dalla 9°stagione di &lt;strong&gt;CSI Las Vegas&lt;/strong&gt; il buon Grissom è andato in pensione anticipata visto che l'attore che lo interpretava, ovvero William Petersen, ha deciso di prendersi una lunga pausa di inattività, dovuta al fatto che non riusciva più a trovare gli stimoli giusti all'interno di uno show che lui stesso aveva aiutato a creare, nelle vesti di produttore esecutivo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Gil Grissom è la mente geniale che si nasconde dietro la squadra della scientifica di Las Vegas, la freddezza dell'intelligenza che prevale sull'istinto e l'emotività. Grissom è il perfetto capo squadra, il collega che non ti tradirebbe mai, &amp;nbsp;il supervisore che fa della famiglia, dell'evidenza e della fede tre pilastri su cui costruire un intero micromondo. È difficile però analizzarlo in quanto ruolo o soggetto, poiché Petersen/Grissom (doppiato in maniera sublime da Pannofino in Italia) è un personaggio che si lega non solo alle singole indagini degli episodi stand-alone di CSI, ma anche ad una sovrastruttura del prodotto ben dettagliata e articolata. Fatto che ha permesso a CSI LV e a Grissom di rimanere per molti anni in vetta ai gradimenti popolari televisivi. Ed in merito a ciò basta ricordare la puntata d'addio di Grissom, nella quale CSI ha battutto ogni precedente record stabilito.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Imparziale, colto, tollerante e distaccato, Grissom ha comunque avuto e patito durante il suo percorso attimi di ferocia emotiva. Questo perché oltre ad essere un personaggio positivo, Grissom è anche un personaggio giusto, che crede in certi ideali, e quindi pur di ristabilire certi 'status quo' sarebbe pronto a tutto, persino rimettere in gioco una lunga ed onorata carriera. Ma non ci soffermiamo solo su questi aspetti che scavano nelle profondità del ruolo interpretato da William Petersen. Grissom infatti, in CSI - oltre all'amore per la collega Sara, amore che lo ha condotto fino all'altare - si è dimostrato un astuto detective capace di incastrare una serie di serial killer letali e mostruosi (vedi il Serial Killer dei modellini); una sorta di illuminato della psiche umana, che seguendo lo studio e la percezione delle prove non può non fallire nella caccia al male che si è evoluto nella società americana. Questo in poche parole è Grissom: uno psicologo criminologo che ha dedicato la sua intera esistenza al bene, alle persone care, e ad un concetto di rettitudine sconosciuto ad altri personaggi che si muovono in ambienti o script simili - e qui sarà meglio non fare nomi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="text-decoration:underline;color:#ff6600;"&gt;Ultime due chicche:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;#1&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nel suo ufficio Gilbert Grissom&lt;/strong&gt; custodisce con maniacale cura una collezione infinita di esemplari e campioni, tra cui un feto di maiale, una tarantola ed uno scorpione con ben due teste. Non bastasse possiede persino una particolare bacheca a forma di animale marino nel quale mette in mostra a se stesso i casi non risolti, per ricordargli che non è infallibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;#2&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Grissom ha delle piccole similitudini con il famoso personaggio letterario creato da Sir Arthur Conan Doyle. Stiamo parlando, come avrete capito, di Sherlock Holmes.&lt;/strong&gt; Come Holmes, Grissom è fiero del suo ragionamento logico e in determinati casi lo mette in mostra con decisione, quasi a volerlo celebrare. Inoltre Grissom, come Holmes con Moriarty, ha il suo nemico giurato, l'altra faccia della medaglia, quel Paul Millander, che nella prima stagione, prima di suicidarsi, renderà la vita di Grissom un inferno. Inoltre volendo trovare un'altra similitudine forzata potremmo affermare che Lady Heather (donna che Grissom amerà prima di sposare Sara Sidle) ha una qualche vaga somiglianza con il personaggio di Irene Adler.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Riccardo Iannaccone&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/nlYlYUSj3aE" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:50:19 +0000</pubDate>
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         <title>La Vita e la Morte: il Cinema estremo di Pedro Almodovar</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Vera gli ricorda la donna che aveva amato, che aveva provato a fare sua per sempre, prima che il Destino glielo impedisse. Non può essere lei, lo sa, eppure la somiglianza è così forte. C’è un altro uomo, però, che l’aveva desiderata, quella donna, molto prima di lui; e l’aveva avuta. Quando lei se ne andò per sempre, Robert le dedicò un mausoleo: un nuovo corpo vivo, un tempio umano; fece rinascere la sua immagine nella carne di un altro uomo&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;i&gt;– &lt;/i&gt;La pelle che abito –&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/almodovar.jpg" width="450" height="346" alt="almodovar" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;br /&gt;Ossessione, suicidio, sessualità morbosa; il Cinema di Almodovar è tutto questo e molto altro. Egli ha con l’immagine lo stesso, intimo, rapporto di un David Lynch, e una mania per la carne, per l’esperienza corporea estrema, che ricorda quella del Cronenberg di un &lt;i&gt;Crash&lt;/i&gt; o di un &lt;i&gt;Inseparabili&lt;/i&gt;. Il regista spagnolo ha sempre voluto superare i limiti del “Cinema Classico”, e continua a farlo, anche da quando il suo è considerato un Cinema d’Autore; egli ha voluto, e saputo, portare la passione umana, nella complessità delle sue espressioni, nella settima arte. La sua filmografia è una discesa nelle profondità dell’anima, accesa da pulsioni orribili o meravigliose. La loro trasposizione in arte non avrebbe potuto che risultare, nel bene e nel male, &amp;nbsp;sempre e comunque estrema: questo è il Cinema di Pedro Almodovar.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Almodovar accumula negli anni della censura franchista un carico di energie vitali che esplodono a partire dal 1980, quando dirige &lt;i&gt;Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Il lungometraggio raccorda alcuni dei temi che il regista affronterà per il resto della sua vita: l’oscenità sessuale, la violenza, e il ruolo della donna. Proprio la figura femminile, oggetto (&lt;i&gt;Matador&lt;/i&gt;, 1986), o soggetto volitivo (&lt;i&gt;L’indiscreto fascino del peccato&lt;/i&gt;, 1983), accompagna l’opera di Almodovar anche nei restanti anni 80: un libero sfogo della carnalità, racchiuso nella vita di ogni singola sequenza.&amp;nbsp;Gli anni '90 sono quelli della grande esplosione di Almodovar, che incomincia ad essere considerato uno dei più grandi registi europei. Madrid, sempre presente, è per lui ciò che New York è per Woody Allen, ispirazione, critica e apologia; la città incornicia &lt;i&gt;Tacchi a spillo&lt;/i&gt; (1991) e &lt;i&gt;Kika - un corpo in prestito&lt;/i&gt;(1993), dove Almodovar ci racconta storie di uomini e di donne nel peccato, nel pieno della vita ma sempre accompagnati dalla presenza della morte. Sullo sfondo ci sono l’arte, lo spettacolo, gli stupri, i media e la Polizia: proprio la contaminazione col genere poliziesco si ripropone spesso come elemento centrale nelle commistioni di genere del regista. La figura del tutore dell’ordine entra anche in &lt;i&gt;Carne Tremula &lt;/i&gt;(1997), riempito di trasgressione, voglia di sessualità estrema, e droga. Almodovar getta il suo sguardo sempre più grottesco su un’umanità allo sbaraglio, che può trovare il senso del proprio esistere solo nel consumo di un momento di lascivia, e che, sconvolta e delusa, può anche prendere la strada del suicidio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;img src="http://www.paperstreet.it/immagini/korova/20-parla.jpg" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;Tutto su mia madre&lt;/i&gt; (1999) è uno dei capolavori di Almodovar, e gli vale l’Oscar come&amp;nbsp; miglior film straniero: sebbene sullo sfondo ci sia un certo umorismo nero, e una critica al divismo, la pellicola è pervasa da un pesante carico di umanità: l’amore di una madre verso un figlio morto, e la totale accettazione della sua figura. La malattia, il ricordo, l’emergere di un passato doloroso: la sofferenza è una colpa espiata, e la speranza di Almodovar va contro la morale ibseniana: forse, le colpe dei genitori non ricadranno sui loro figli, ma anzi questi li riscatteranno vivendo.&amp;nbsp;La parabola umana del regista prosegue entrando nel nuovo millennio: il successivo &lt;i&gt;Parla con lei&lt;/i&gt; (2002) è mosso dall’amore, fulcro della pellicola. Questa volta la mano di Almodovar sfiora il più nobile dei sentimenti, facendocelo vedere dagli occhi dell’Uomo, che poggia lo sguardo sulla Donna che ama mentre lei è in coma: l’impossibilità di una pienezza della vita rafforza l’attaccamento a quello che ne rimane, e ci commuove. L’amicizia, altro tema di &lt;i&gt;Parla con lei&lt;/i&gt;, è un legame forte, che si instaura quando cade il velo sul cuore, ed è complicata e genuina. Alicia e Lydia sono il sogno dell’amore romantico, perché non si può coronare; tra le vite, in flashback, emerge l’amaro che solo ciò che sarebbe potuto essere, ma non è stato, può lasciare. La vita, ancora, ridà altra vita a chi l’ha generata: nelle incerte strade del vivere umano Alicia e Marco, fragili come un passo di danza del Cafè Muller, troveranno forse l’equilibrio per restare vivi, insieme. Con &lt;i&gt;Volver&lt;/i&gt; (2006), Almodovar torna al ruolo centrale della donna, e ne prende le parti valorizzandone l’indipendenza. Madrid è ancora la città della sopravvivenza, la custode degli inconfessabili segreti di Raimunda: &amp;nbsp;l’incesto sporca di sangue e indecenza l’esistenza; il fuoco, ancora una volta, è l’agente che storpia e disinfetta, e che tornerà a cancellare amori e passioni ne &lt;i&gt;La pelle che abito (2011)&lt;/i&gt;. Il mondo di Almodovar, o almeno quello che ci ha reso, è la negazione del sogno ad occhi aperti, l’accettazione totale della vita, così com’è. È divertimento, è sfogo e riflessione su una società che ha, intrinsecamente, bisogno d’amore, e ch'è disposta alla violenza pur d'averne.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Francesco Fotia &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/tobG8yietc8" height="1" width="1"/&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.supergacinema.it/film/approfondimenti/4661-la-vita-e-la-morte-il-cinema-estremo-di-pedro-almodovar.html</guid>
         <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:21:46 +0000</pubDate>
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         <title>Top 10: Academy Awards</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/Uc5VDvPqhR8/4594-top-10-film-che-hanno-vinto-più-oscar.html</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/academy-awards51570l.jpg" width="500" height="438" alt="academy-awards51570l" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Gli Oscar sono ad un passo, siamo entranti oramai nel mese di Febbraio, e mentre l'Academy Awards ha già comunicato ufficialmente le nominations 2012 - e la critica nel web si sta sbizzarrendo in pronostici, conclusioni affrettate o giudizi prematuri - noi di SupergaCinema, in attesa appunto della grande notte (e per voi abbiamo in serbo delle sorprese CLAMOROSE) abbiamo deciso di stilare una speciale &lt;strong&gt;TOP 10 che elenchi i film&lt;/strong&gt;, che nella storia degli Oscar, &lt;strong&gt;più hanno vinto, convinto ed incantato il pubblico&lt;/strong&gt; composto da appassionati, persone del settore e giornalisti di grido. Rullo di tamburi, and the Oscar goes to...&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;10) Titanic&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/kate-winslet-rose-dewitt-bukater-and-leonardo.jpg" width="450" height="220" alt="kate-winslet-rose-dewitt-bukater-and-leonardo"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Partiamo con &lt;em&gt;Titanic,&lt;/em&gt; il film del 1997 diretto da James Cameron, che ha reso di fatto Cameron uno degli uomini più potenti all'interno dell'industria Cinema. Il commovente &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt;, il politico &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt;, l'innovativo &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt; con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Il film culto degli anni '90; incentrato sulla storia d'amore tra Jack Dawson e Rose Dewitt Bukater, mentre la nave innafondabile affondò insieme a loro (una storia di fantasia che si fonde con fatti storici realmente accaduti). 14 Nominations, 11 statuette conquistate, tra cui Miglior Film e Miglior Regista. Per 12 anni il film con il maggiore incasso nella storia del cinema. Poi nel 2010 è arrivato Avatar - dello stesso Cameron - ed il record di 1,8 miliardi di dollari è stato sbriciolato in un batter d'occhio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 14&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Oscar vinti: 11&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film a&lt;/span&gt; James Cameron e Jon Landau &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a James Cameron &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Russell Carpenter &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a Peter Lamont e Michael Ford &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori costumi&lt;/span&gt; a Deborah Lynn Scott &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Conrad Buff IV, James Cameron e Richard A. Harris &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior sonoro&lt;/span&gt; a Gary Rydstrom, Tom Johnson, Gary Summers e Mark Ulano &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio sonoro&lt;/span&gt; a Tom Bellfort e Christopher Boyes &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori effetti speciali&lt;/span&gt; a Robert Legato, Mark A. Lasoff, Thomas L. Fisher e Michael Kanfer &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a James Horner&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; Miglior canzone (My Heart Will Go On)&lt;/span&gt; a James Horner e Will Jennings.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;9) Ben Hur&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/ben-hur_000.jpg" width="450" height="237" alt="ben-hur 000"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Ben-Hur&lt;/em&gt;, film classico di stampo USA, pellicola del 1959 diretta da William Wyler ed interpretata da Charlton Heston, Stephen Boyd, Haya Harareet, e Hugh Griffith. La storia narra le vicende del principe ebreo Giuda Ben-Hur, tradito nell'infanzia dall'amico Messala, e proprio per questo in cerca di vendetta. &amp;nbsp;Vendetta che Ben Hur otterrà durante la famosa corsa delle quadrighe, tutt'ora una delle scene più spettacolari nella storia del cinema. La suddetta pellicola come &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt; (1997) e &lt;em&gt;Il Ritorno del Re&lt;/em&gt; (2003), vanta il maggior numero di Oscar conquistati, ben 11. Un risultato incredibile, visto che per molti anni è stato l'unico film a detenere tale primato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 12&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 11&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; a Sam Zimbalist &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a William Wyler &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attore protagonista&lt;/span&gt; a Charlton Heston &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attore non protagonista&lt;/span&gt; a Hugh Griffith &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Robert Surtees &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a William A. Horning, Edward C. Carfagno e Hugh Hunt&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Ralph E. Winters e John D. Dunning &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori costumi&lt;/span&gt; a Elizabeth Haffenden &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior sonoro&lt;/span&gt; a Franklin Milton &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori effetti speciali&lt;/span&gt; a A. Arnold Gillespie, Robert MacDonald e Milo B. Lory &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a Miklós Rózsa.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;8) La Vita è Bella&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/ARGENTINA-Benigni1.jpg" width="450" height="300" alt="ARGENTINA-Benigni1"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Dai su, Roberto Benigni non poteva mancare, con il suo capolavoro comico-drammatico incentrato durante la seconda guerra mondiale. Un commovente ritratto dell'Italia dilaniata e ferita dal fascismo e dal nazismo. Un Benigni stellare che ha commosso l'America nel '97, vincendo l'Oscar come miglior attore protagonista, e facendo Jackpot portandosi a casa pure l'ambita statuettà per miglior film straniero e miglior colonna sonora (Nicola Piovani). Un pezzo di storia per il nostro cinema... mentre vagamente ancora ricordiamo Benigni che cammina sopra la testa di Spielberg nell'intento di andare a ritirare il premio dalle mani di Sophia Loren.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 7&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 3&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film straniero (Italia)&lt;/span&gt; a Roberto Benigni &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attore protagonista&lt;/span&gt; a Roberto Benigni &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a Nicola Piovani.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;7) Schindler's List&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/schindler-s-list-original.jpg" width="450" height="253" alt="schindler-s-list-original"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Schindler's List&lt;/em&gt; è uno dei Capolavori assoluti all'interno della filmografia di Steven Spielberg, un'opera del 1993 che ha incantato l'Academy Awards, pronta a ricoprirlo di nominations. &amp;nbsp;Nel cast troviamo uno straordinario Liam Neeson, Ben Kingsley e per concludere persino Ralph Fiennes, che in fatto di Oscar ne sa qualcosa, visto il trionfo del Paziente Inglese. Il film in questione, va ricordato, è &amp;nbsp;ispirato al romanzo &lt;em&gt;La lista di Schindler&lt;/em&gt; di Thomas Keneally, basato sulla vera storia di Oskar Schindler, il quale salvò migliaia di ebrei da morte certa. Spielberg con questo lavoro articolato e profondo, che va a scandagliare il lato oscuro e buono dell'umanità, venne consacrato come uno dei registi più importanti della sua generazione. &amp;nbsp;L'Oscar per la miglior regia e per il miglior film sono lì a dimostrarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 12&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 7&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; a Steven Spielberg&amp;nbsp;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a Steven Spielberg &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore sceneggiatura non originale&lt;/span&gt; a Steven Zaillian &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Janusz Kaminski &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a Allan Starski e Ewa Braun &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Michael Kahn &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a John Williams.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;6) Fronte del porto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/mbrando.jpg" width="450" height="293" alt="mbrando"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Fronte del porto (On the Waterfront)&lt;/em&gt; è uno dei film (1954) più amati e discussi della storia del cinema americano, soprattutto per via del regista Elia Kazan che tanto ha dato alla settima arte, e tanto è stato criticato per altre questioni extra cinematografiche. Tra le star dell'epoca che figurano nel cast impossibile non citare Marlon Brando, qui estremamente bravo ad entrare nei panni&amp;nbsp;di Terry Malloy, il protagonista del film, lavoratore portuale ed ex promettente pugile. Un ruolo complesso che frutterà a Brando un Oscar, tra gli otto conquistati dalla pellicola di Kazan.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 12&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 8&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; a Sam Spiegel &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a Elia Kazan&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; Miglior attore protagonista&lt;/span&gt; a Marlon Brando &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attrice non protagonista&lt;/span&gt; a Eva Marie Saint &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore sceneggiatura originale&lt;/span&gt; a Budd Schulberg &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Boris Kaufman &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior scenografia&lt;/span&gt; a Richard Day &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Gene Milford.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;5) L'Ultimo Imperatore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/imperatore.jpg" width="480" height="289" alt="imperatore"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Biopic dal taglio epico/spettacolare, firmato niente di meno che dal nostro Bernardo Bertolucci. 9 Oscar su 9 nominations. Un grande appoggio mediatico e critico. Un trionfo anche in patria con diversi David di Donatello vinti. Insomma un film che ha fatto parlare di sé, principalmente per la sapiente mano del nostro connazionale, che ha colpito nel segno raccontando la storia dell'imperatore Aisin Gioro Pu Yi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 9&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 9&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; a Jeremy Thomas &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a Bernardo Bertolucci &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore sceneggiatura non originale&lt;/span&gt; a Mark Peploe e Bernardo Bertolucci &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Vittorio Storaro &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a Ferdinando Scarfiotti, Bruno Cesari e Osvaldo Desideri &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori costumi&lt;/span&gt; a James Acheson &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Gabriella Cristiani &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior sonoro&lt;/span&gt; a Bill Rowe e Ivan Sharrock &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a David Byrne.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;4) Guerre Stellari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Può bastare: &lt;em&gt;"È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio impero galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani segreti dell'arma decisiva dell'Impero, la MORTE NERA, una stazione spaziale corazzata di tale potenza da poter distruggere un intero pianeta. Inseguita dai biechi agenti dell'Impero La principessa Leila sfreccia verso casa a bordo della sua aeronave stellare, custode dei piani rubati che possono salvare il suo popolo e ridare la libertà alla galassia..."&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 11&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 7 &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a John Barry, Norman Reynolds, Leslie Dilley e Roger Christian&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; Migliori costumi&lt;/span&gt; a John Mollo &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Paul Hirsch, Marcia Lucas e Richard Chew &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior sonoro&lt;/span&gt; a Derek Ball, Don MacDougall, Bob Minkler e Ray West&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; Migliori effetti speciali&lt;/span&gt; a John Stears, John Dykstra, Richard Edlund, Grant McCune e Robert Blalack &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a John Williams&lt;span style="color:#ff6600;"&gt; Oscar Speciale&lt;/span&gt; a Ben Burtt.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;3) Il Signore degli Anelli - il ritorno del Re&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/look.com.ua-36980.jpg" width="450" height="253" alt="look.com.ua-36980"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Il ritorno del Re (The Lord of the Rings: The Return of the King)&lt;/em&gt; è il terzo capitolo della Saga Fantasy del Signore degli Anelli, di JRR Tolkien, adattato per il cinema da Peter Jackson. Il film nel 2003, rispetto ai due precedenti capitoli, ebbe un successo clamoroso. Sbancò il botteghino e vinse tutti e 11 gli Oscar per i quali fu candidato alle nominations. Insieme a &lt;em&gt;Ben-Hur&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt;, ancora oggi, &lt;em&gt;Il ritorno del Re&lt;/em&gt; è il film con più statuette conquistate, e lo deve non solo all'arte visionaria di Jackson (al fianco della sua WETA) ma anche ad un cast di altissimo livello, composto da attori del calibro di Ian McKellen, Viggo Mortensen, Ian Holm e Cate Blanchett.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:8pt;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 11&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:8pt;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 11 &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; a Barrie M. Osborne, Peter Jackson e Fran Walsh &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a Peter Jackson &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore sceneggiatura non originale&lt;/span&gt; a Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a Grant Major, Dan Hennah e Alan Lee &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori costumi&lt;/span&gt; a Ngila Dickson e Richard Taylor &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior trucco&lt;/span&gt; a Richard Taylor e Peter King &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Jamie Selkirk &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior sonoro&lt;/span&gt; a Christopher Boyes, Michael Hedges e Hammond Peek &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliori effetti speciali&lt;/span&gt; a Jim Rygiel, Joe Letteri, Randall William Cook e Alex Funke &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a Howard Shore &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior canzone (Into the West)&lt;/span&gt; a Howard Shore, Fran Walsh e Annie Lennox.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;2) West Side Story&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/west-side-story-image-1.jpg" width="450" height="300" alt="west-side-story-image-1"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;11 Nominations, 10 Oscar vinti, per questo meraviglioso musical del 1961 diretto da Robert Wise e Jerome Robbins. Per omaggiarlo con SupergaCinema On Air gli abbiamo dedicato una intera puntata. &lt;strong&gt;Qui la nostra intro per la puntata&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Terza stagione in corso, puntata n.9, e traguardo delle 50 puntate... raggiunto. Per festeggiare, si torna al Musical, con "West Side Story", film del 1961 diretto da Jerome Robbins e Robert Wise, tratto dall'omonimo musical (di Leonard Bernstein e Stephen Sondheim), appunto. È stato il primo film ad aver vinto un doppio Oscar al miglior regista. Inoltre, con i suoi 10 Premi Oscar, West Side Story è diventato il film musicale che ha avuto il maggior numero di Oscar, battendo Gigi (1958), che ne aveva ricevuti nove. Il film è restato in cartellone a Parigi per 249 settimane) &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;che potete scaricare e riascoltare cliccando questo link che vi rimanda al nostro canale ITunes.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong style="border-color:initial;color:#666666;font-family:Georgia, Times, serif;font-size:12px;line-height:18px;text-align:justify;border-width:0px;padding:0px;margin:0px;"&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://itunes.apple.com/it/podcast/superga-cinema-podcast/id480453543?l=en%20" style="border-color:initial;color:#cc0000;text-decoration:underline;border-width:0px;padding:0px;margin:0px;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://itunes.apple.com/it/podcast/superga-cinema-podcast/id480453543?l=en"&gt;http://itunes.apple.com/it/podcast/superga-cinema-podcast/id480453543?l=en&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 11&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 10&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="background-color:#ffffff;color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; a Robert Wise &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a Robert Wise e Jerome Robbins &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attore non protagonista&lt;/span&gt; a George Chakiris &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attrice non protagonista&lt;/span&gt; a Rita Moreno &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Daniel L. Fapp &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a Boris Leven e Victor A. Gangelin &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior costumi&lt;/span&gt; a Irene Sharaff &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Thomas Stanford &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior sonoro&lt;/span&gt; a Fred Hynes e Gordon Sawyer &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior colonna sonora&lt;/span&gt; a Saul Chaplin, Johnny Green, Sid Ramin e Irwin Kostal.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:14pt;"&gt;1) Via col vento&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/via_col_vento.jpg" width="450" height="323" alt="via col_vento"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Nominations: 13&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Oscar vinti: 8 &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior film&lt;/span&gt; alla Selznick International Pictures &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore regia&lt;/span&gt; a Victor Fleming &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attrice protagonista&lt;/span&gt; a Vivien Leigh &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior attrice non protagonista&lt;/span&gt; a Hattie McDaniel &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore sceneggiatura&lt;/span&gt; non originale a Sidney Howard &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore fotografia&lt;/span&gt; a Ernest Haller e Ray Rennahan &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Migliore scenografia&lt;/span&gt; a Lyle R. Wheeler &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Miglior montaggio&lt;/span&gt; a Hal C. Kern e James E. Newcom.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Via col vento (Gone with the Wind)&lt;/em&gt; l'opera cinematografica drammatica per eccellenza, diretto da Victor Fleming, nel 1939. Forse è una delle pellicole più riconosciute, amate, e plagiate della storia. Ancora non avete capito di cosa stiamo parlando? Questo dovrebbe schiarirvi le idee:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rossella: Un altro ballo e la mia reputazione è rovinata. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rhett: Chi ha coraggio fa anche a meno della reputazione. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rossella: Dite delle cose scandalose voi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rossella: So solo che ti amo. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rhett: Questa è la tua disgrazia. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rossella: Aspetta, Rhett... Rhett... Se te ne vai, che sarà di me, che farò? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Rhett: Francamente me ne infischio.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/Uc5VDvPqhR8" height="1" width="1"/&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.supergacinema.it/rubriche/la-top-10/4594-top-10-film-che-hanno-vinto-più-oscar.html</guid>
         <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 14:22:30 +0000</pubDate>
      <feedburner:origLink>http://www.supergacinema.it/rubriche/la-top-10/4594-top-10-film-che-hanno-vinto-più-oscar.html</feedburner:origLink></item>
      <item>
         <title>La 'Casa' nel Cinema Horror: La casa di provincia del teen-horror anni ’70-‘80</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/_ypizvmErmg/4639-la-casa-nel-cinema-horror-la-casa-di-provincia-del-teen-horror-anni-’70-‘80.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:right;"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;« Le case non uccidono le persone, le persone uccidono le persone »&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/evil_dead.jpg" width="448" height="336" alt="evil dead" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Un horror non è&amp;nbsp; tale se non fa si che un autentico sentimento di oppressione si impossessi dello spettatore scatenando, in questo modo, ansia e terrore. E cosa meglio di una vecchia e malandata casa -&amp;nbsp; piena di scricchiolii e porte serrate che non si aprono mai soprattutto nel momento in cui più se ne ha bisogno – può essere l’artefice di tali, terribili emozioni? Eppure anche le apparentemente tranquille case della provincia americana possono nascondere dei terribili segreti: è questo il caso delle dimore dei teen-horror anni ’70-’80 che possono svolgere una duplice funzione, possono infatti fungere da rifugio o da trappola, e sono usate soprattutto come metafore del sentimento di costrizione sociale tipicamente adolescenziale dei protagonisti di questo genere di film che ha come particolarità proprio quella di essere ambientato in un universo giovanile (da qui l’appellativo “teen movie”).&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Le vite di questi giovani protagonisti si svolgono per lo più nell’intimità della loro camera e nella casa che abitano, insieme a figure genitoriali poco presenti e affettivamente avare. In poche parole “la casa”, insieme al teenager di turno che la abita,&amp;nbsp;non si limita ad essere semplicemente un edificio con quattro mura qualunque dove la trama va avanti da sé, ma&amp;nbsp;diventa protagonista, un personaggio come gli altri, senza il quale la storia sarebbe incompleta.&amp;nbsp;La casa, in questo genere di film, di solito è sempre medio-borghese e situata in una ridente provincia americana.&amp;nbsp; Soprattutto tra i vicini c’è sempre qualcuno che ne conosce gli oscuri segreti o che almeno sospetta che qualcosa non vada per il verso giusto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;È’ il caso del film del 1972 di Wes Craven “L’ultima Casa a Sinistra” uno dei più controversi del regista: la pellicola è ambientata in una serenissima cittadina americana dove una ragazzina di 17 anni festeggia il suo compleanno con una sua amica. Durante la loro uscita le due incontrano un tranquillo ragazzo che le convince ad andare a casa sua per fumare della marijuana, ma in realtà le due si ritrovano intrappolate in quella casa dal padre del ragazzo che non è altro che uno psicopatico criminale che le tortura e le violenta ripetutamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="nightmarehouse" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2109/nightmarehouse.jpg" height="225" width="400" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Questo terribile personaggio ha dato poi le basi a Craven per uno dei suoi migliori cattivi: Freddy Krueger!&amp;nbsp; E la dimora di quest’ultimo è tra le più celebri del cinema horror:&amp;nbsp; la famosa casa di Elm Street nella provincia americana di Springwood, emblema dei teen horror di quegli anni che ha segnato diverse generazioni anche grazie ai sequel che si sono prolungati fino ai primi anni ’90.&amp;nbsp;Nel primo film della saga, “Nightmare on Elm Street” del 1984, la protagonista Nancy può considerarsi come una dei prototipi del genere, dato che è la prima di tutta la saga ad abitare in quella casa (che sarà sempre la stessa in ogni film) . I protagonisti delle successive pellicole rivivranno più o meno le sue stesse esperienze: &amp;nbsp;la sua storia&amp;nbsp; per gli abitanti di Elm Street è solo una leggenda metropolitana che diventerà, poi, autentica realtà. &amp;nbsp;In “Nightmare VI: La fine” , ritroveremo la stessa casa, stavolta diroccata e abbandonata ma non meno malvagia, anzi: il suo aspetto è reso ancora più lugubre e minaccioso dall’aspetto fatiscente dell’edificio distrutto dal tempo che passa.&lt;/p&gt;
&lt;img alt="recensioni img 302" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2109/recensioni_img_302.jpg" height="300" width="152" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Tra l’altro, guardando attentamente il primo film della saga, ci accorgiamo che Wes Craven ha voluto rendere omaggio ad un altra famosissima pellicola dello stesso filone: possiamo notare infatti che Nancy, per non addormentarsi e cadere vittima del malvagio Freddy, sta guardando un film nella sua camera e che questo è “La Casa” diretto da Sam Raimi nel 1981.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In questa pellicola “la casa” è proprio la protagonista della storia, tanto da dare il nome al film, almeno nella versione italiana. A causa del bassissimo budget con cui è stato girato, il film si avvale di effetti speciali artigianali, ma pur sempre apprezzati, e anche le location sono molto poco sfarzose; la casa protagonista del film, non è che uno chalet di montagna già esistente e abbandonato e gli interni, come la cantina e la botola che porta al seminterrato, provengono dalle abitazioni reali del regista e dei suoi collaboratori.&amp;nbsp;Cinque ragazzi decidono di passare in week-end in una baita di montagna e nonostante le brutte condizioni di quest’ultima non si lasciano abbattere e si stabiliscono nella casa senza problemi. Già dalle prime ore dall’inizio del loro soggiorno, però, scoprono una cantina dove sono conservati i risultati di alcune ricerche del vecchio inquilino, un archeologo, che ha inciso su un nastro una formula capace di invocare i demoni. I protagonisti, spinti dalla loro curiosità, l’ascoltano e da quel momento in poi la casa diventa una vera e propria prigione di morte e terrore.&lt;/p&gt;
&lt;img alt="17243982" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2109/17243982.jpg" height="225" width="300" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Tante altre sono le case famose dei teen horror di quegli anni, da quella di Mike Myers di “Halloween” di John Carpenter del 1979, a quella di Jason Voorhees di “Venerdì 13” che più che una casa è una residenza estiva in un campeggio di vacanza, passando per l’infestata casa di “Amityville Horror” dove più di una famiglia viene massacrata. &amp;nbsp;Ma maggiore attenzione merita il film di Tobe Hooper del 1974 “Non Aprite Quella Porta”: un’icona del genere.&amp;nbsp;La storia si svolge tra la diroccata casa di Leatherface, lontana e sperduta nel deserto, e il mattatoio dove una volta lavorava, metafora di un Texas fatto di animali da macello ed esseri umani destinati alla stessa sorte. La sua casa è arredata con resti umani ed è il nido di una famiglia del tutto malata e deviata. La casa era realmente abitata da una famiglia che durante le riprese del film si spostò in un’altra ala dell’edificio mentre gli interni e in particolare gli arredi del salotto furono ricreati a somiglianza del vero salotto di Ed Gein, un maniaco cannibale realmente esistito a cui il film s’ispira.&amp;nbsp;È dunque chiaro come i teen horror movie degli anni ’70-’80 sarebbero stati, in alcuni casi, ben poca cosa se i killer, i mostri e i maniaci protagonisti di queste pellicole non avessero avuto come location queste inquietanti case che li hanno aiutati ad entrare nell’immaginario collettivo di intere generazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Rita Guitto&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/_ypizvmErmg" height="1" width="1"/&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.supergacinema.it/rubriche/masters-of-horror/4639-la-casa-nel-cinema-horror-la-casa-di-provincia-del-teen-horror-anni-’70-‘80.html</guid>
         <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 21:42:13 +0000</pubDate>
      <feedburner:origLink>http://www.supergacinema.it/rubriche/masters-of-horror/4639-la-casa-nel-cinema-horror-la-casa-di-provincia-del-teen-horror-anni-’70-‘80.html</feedburner:origLink></item>
      <item>
         <title>Top 10: Tom Cruise</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/F1Tycd7dcYw/4585-top-10-migliori-interpretazioni-tom-cruise.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;Acconciatura per acconciatura, la carriera di un "piccolo" grande attore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2128/collateral-2.jpg" width="550" height="231" alt="collateral-2"/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Spesso al centro di polemiche per la sua condotta nella vita privata, con tanto di critiche per il suo essere appartenente alla setta Scientology, o per lo stile educativo adottato nei confronti della figlia avuta con Katie Holmes, Tom Cruise non può essere però trascurato per il contributo che ha dato a gran parte del cinema degli ultimi anni, divenendo icona di un certo genere: parliamo dell’action ovviamente. Come faremmo, insomma, senza il suo fisico scultoreo o il suo ciuffo ormai inarrestabile? È per questo che non possiamo esimerci dal redigere una top 10 delle migliori interpretazioni di questo attore, che comunque, ha saputo anche dimostrare qualità di non poco conto, cimentandosi in opere distanti dal suo solito background. Partendo dall’ultima, arrivando alla prima ovviamente, ripercorreremo i migliori contributi che questa “piccola” grande star ha saputo dare al cinema:&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;0) Intervista col vampiro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Pur sfiorando di quando in quando la macchietta, riesce a dare vita ad un vampiro decisamente sensuale, ma soprattutto inquietante e spaventoso. Con o senza ciuffo, “addobbato” con una parrucca niente male, cattura l’attenzione nonostante la presenza di comprimari di primo livello, tra cui Brad Pitt, Christian Slater e Antonio Banderas.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="intervista col vampiro" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/intervista_col_vampiro.jpg" width="380" height="286"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;9) L’ultimo samurai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Anche se spesso è il melodramma e il patetismo a farla da padrone, il nostro caro Tom trasmette tutto il coraggio e la passione di un uomo che lotta per una cultura che non è la sua. E, diciamolo, l’acconciatura è ancora del tutto accettabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="Lultimo samurai" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/Lultimo_samurai.jpg" width="380" height="263"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;8) Mission: impossibile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Film e poi saga per il quale è ormai diventato un’icona action, Mission: impossibile ci mostra un Tom Cruise più testosteronico che mai, ma anche molto intrigante e autoironico. Certo i capelli a spazzola sono ormai un lontano ricordo…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="Mission impossible" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/Mission_impossible.jpg" width="380" height="286"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;7) Tropic thunder&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Si tratta soltanto di un cameo, ma è una delle parti più esilaranti di un’opera già di per sé divertentissima. Nei panni di un produttore cinematografico grassoccio e semicalvo, Cruise sforna un’ironia invidiabile, oltre che una grinta inimmaginabile, esibendosi tra l’altro in un’interpretazione rap che ha dell’assurdo. Assoluto rispetto, ovviamente, per la capigliatura!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="tropic thunder" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/tropic_thunder.jpg" width="380" height="218"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;6) Rain man&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Sicuramente offuscato dalla presenza dell’immenso Dustin Hoffman, riesce però a fargli egregiamente da spalla, trasmettendo anche emozioni e commovendo lo spettatore. Trovandoci negli anni ’80 è perdonata qualsiasi indecenza riguardante i capelli ovviamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="rain man" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/rain_man.jpg" width="381" height="213"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;5) Jerry Maguire&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Candidato persino all’Oscar per questo film di cui è protagonista assoluto incarnando convincentemente e intensamente un personaggio che è rimasto sicuramente tra i più indimenticati degli anni ’90. Attenzione, il ciuffo comincia a fare capolino…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="jerry maguire" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/jerry_maguire.jpg" width="381" height="252"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;4) Leoni per agnelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In un film basato interamente sui dialoghi e sulla recitazione, Cruise dimostra di essere in grado di reggere perfettamente dei primissimi piani facendo senza ombra di dubbio la sua porca figura. Tra l’altro, i panni del senatore arrivista e ambizioso gli calzano veramente a pennello. Peccato per la riga dei capelli eccessivamente laterale!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="leoni per agnelli" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/leoni_per_agnelli.JPG" width="380" height="254"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;3) Eyes wide shut&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Soltanto recitando accanto alla moglie di allora, poteva riuscire a trasmettere tutta la sensualità e la passione che intercorre in una coppia. Supportato magnificamente, quindi, ci trascina con immenso savoir-faire in una storia che definire inquietante è dir poco. Del resto se a dirigerti c’è uno come Stanley Kubrick, difficilmente potrai fare brutta figura. A meno che non ti pettini stupidamente, rischio che qui viene sventato anche se per pochissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="eyes wide shut" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/eyes_wide_shut.jpg" width="381" height="285"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;2) Magnolia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Con un geniale codino alla samurai (forse ha sbagliato film?), è senza ombra di dubbio perfetto per interpretare questo guru della seduzione, pieno di sé, affascinante e decisamente “sborone”. Una delle sue interpretazioni più riuscite e anche più coinvolgenti e impressionanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="magnolia" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/magnolia.jpg" width="379" height="268"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;font-size:12pt;"&gt;&lt;strong&gt;1) Collateral&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Film e personaggio che consacrano definitivamente l’esistenza di un talento, a volte tenuto fin troppo nascosto. Serial killer filosofico, romantico e a tratti sentimentale, cattura l’attenzione e lo sguardo dello spettatore, risultando magnetico e decisivo. Un plauso enorme a Michael Mann che l’avrà fatto incazzare non poco facendogli riassaporare i capelli alla spazzola di anni addietro e soprattutto rendendolo molto più che brizzolato!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px auto;display:block;" alt="collateral" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/collateral.jpg" width="380" height="264"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/F1Tycd7dcYw" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 11:41:01 +0000</pubDate>
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         <title>Personaggi Cult #20: Doctor Who</title>
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         <description>&lt;p&gt;&lt;img alt="Doctor Who" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2125/Doctor_Who.png" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;" width="600" height="313"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando il 23 novembre del 1963 andò per la prima volta in onda sulla BBC&amp;nbsp; Doctor Who, nessuno avrebbe davvero immaginato che potesse diventare la serie di fantascienza più longeva della televisione! Con i suoi 27 anni di produzione e i 700 e passa episodi, la serie racconta le avventure del “Dottore” (Doctor Who appunto, dove “who” sta per “chi”, probabilmente per non definire troppo un personaggio davvero singolare e misterioso) un extraterrestre presunto superstite del pianeta Gallifrey, che viaggia nel tempo e nello spazio a bordo del dimensionale Tardis (il suo interno è molto più grande dell'esterno), un'astronave a forma di vecchia cabina telefonica della polizia britannica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo girovagare, il Dottore incontra strane forme di vita e si caccia in situazioni davvero al limite del paradosso per uscirne comunque quasi sempre indenne. I suoi nemici di sempre sono i Dalek, una razza aliena creati da Davros del pianeta Kaled, esseri metallici composti da un tronco mobile da cui fuoriesce un tubo oculare e un braccio meccanico. Costoro combatterono contro i Signori del Tempo nella conosciuta “Guerra del Tempo” in cui entrambe le fazioni si annientarono a vicenda, anche se negli ultimi episodi questo è diventato un dato incerto. Altri antagonisti del nostro personaggio sono i Cyberman (umanoidi robot), i Sontaran (cloni del pianeta Sontar), gli Angeli Piangenti (che assumono forme di pietra per poi muoversi quando non sono osservati), i Silurian (con attributi da rettili), l'Ordine del Silenzio e il Maestro (nemesi del Dottore).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Doctor Who nelle sue avventure è sempre in compagnia. I suoi compagni di viaggio si chiamano “amici” o “assistenti” nelle prime stagioni, mentre nelle successive vengono definiti come “compagni”. Nella nuova serie Rose (interpretata da Billie Piper) segue il Dottore nelle stagioni uno e due, segue Martha Jones (Frema Agyeman) fino alla quarta e Donna Noble (Catherine tate) successivamente. La maggior parte dei suoi compagni di viaggio sono umani, ma a volte anche extraterrestri tra cui un robot canino chiamato K-9. La serie che va dal 1963 al 1989 viene identificata come classica e assiste al passaggio dal bianco e nero al colore (1970). Mentre quella che va dal 2005 al 2011 è la nuova serie ripresa dopo ben 15 anni, separata solo da un film per la tv (1996) e una produzione sproporzionata di libri, fumetti e audio-racconti distribuiti nelle librerie del Regno Unito e in tutte le fumetterie del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La serie si appoggia su due elementi chiave. Il primo è che il Dottore potendo viaggiare nel tempo e nello spazio, si trova davanti alla possibilità di partecipare ad infinite storie su cui gli sceneggiatori possono davvero sbizzarrirsi. Il secondo elemento, caratteristico e interessante per spiegare forse la longevità della serie, è che il Dottore può rigenerarsi cambiando aspetto. Questo porta il pubblico a non stancarsi mai del personaggio e i produttori possono usare questo escamotage in qualsiasi momento per sostituire un attore che non dovesse rivelarsi all'altezza o non fosse accolto bene dal pubblico. La serie, al momento, vanta infatti un turnover di 11 attori che hanno interpretato il personaggio fornendo allo stesso atteggiamenti e sfumature di successo. Tra gli attori più amati c'è Tom Baker che ha interpretato il quarto Dottore, mentre nella nuova serie è da segnalare David Tennat (il decimo). La maggior parte della serie classica è inedita in Italia tranne che per le stagioni dodici e tredici con Tom Baker.&amp;nbsp;La serie vanta anche di diversi Spin-Off: Torchwood (attualmente programmata sui canali di SKY), Le avventure di Sarah Jane, K9 dedicato al cane robot e una serie animata dal titolo The Infinite Quest.&amp;nbsp;Doctor Who, è l'unica serie di fantascienza, inglese e quindi europea, attualmente in grado di competere con l'immensa produzione di serie tv di fantascienza proveniente dagli USA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giovanni Toro&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/n5_LxdeeBQg" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 11:13:37 +0000</pubDate>
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         <title>Shame - Steve McQueen</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;&lt;strong&gt;Nudità emotive&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="float:left;border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;" alt="Shame" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/Shame.jpg" width="370" height="529"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Brandon, giovane uomo di successo, è ossessionato dal sesso, l’unico momento della sua vita in cui riesce a lasciarsi andare completamente. Ritrovandosi con la sorella minore in casa, anch’essa afflitta da diverse problematiche, sarà costretto a fare i conti con la vita e con se stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Grandissimo ritratto umano e coinvolgente di una solitudine esistenziale deflagrante e imponente, raccontata con toni drammatici ma mai patetici, e con una profonda attenzione alla sofferenza degli sguardi, dei movimenti, degli stessi rapporti sessuali al centro della narrazione. L’erotomania che caratterizza il protagonista, infatti, è la valvola di sfogo per la sua incapacità a relazionarsi con l’altro sesso e non solo, in maniera non superficiale o solo fisica. Al contrario del suo capo (brillantemente impersonato dal James Badge Dale recentemente visto nello straordinario telefilm “Rubicon”), il protagonista, infatti, non ha alcun problema a conquistare le donne, ma spesso preferisce dedicarsi all’onanismo, guardare film porno a tutto spiano, pagare prostitute o ragazze in cam per soddisfare un vuoto evidentemente incolmabile e indescrivibile. Lo stesso che contrassegna anche la sorella, la splendida Carey Mulligan, che cerca di farsi spazio nella sua vita, trovando però un muro di freddezza e incomprensione. Due diverse solitudini, insomma, che chiaramente però hanno matrice comune, matrice intelligentemente non esposta, ma palesata solo tramite gli effetti che ha causato nei due. Senza bisogno di troppe spiegazioni o di troppe parole (si tratta infatti di un film molto poco dialogato), il regista riesce a comunicare la precaria condizione emotiva di questi due fratelli, ormai soli al mondo, e forse incapaci di comprendere appieno le proprie difficoltà. Il tutto mostrato attraverso espedienti tecnici e formali di grande livello, a partire da una bellissima regia che in alcuni momenti ci regala delle sequenze mozzafiato: la meravigliosa esibizione canora di Carey Mulligan che interpreta una struggente e coinvolgente “New York, New York”; la convulsa corsa notturna di Michael Fassbender in un’atmosfera notturna e densa; l’intrigante e affascinante gioco di sguardi tra il protagonista e una ragazza in metropolitana; le diverse scene di sesso e di nudo in cui il corpo di Brandon assume un significato addirittura narrativo, metaforizzando la sua prigione non soltanto fisica.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/ju2M4qGRK2A" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:26:03 +0000</pubDate>
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         <title>Box office: Tra Benvenuti al Nord e Chronicle è guerra tra generi!</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/Q7lo5guzD14/4613-box-office-tra-benvenuto-al-nord-e-chronicle-è-guerra-tra-generi.html</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2127/03.02.12a.jpg" width="600" height="342" alt="03.02.12a" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;A regnare nel nostro paese, ormai lo sappiamo, è quasi sempre la commedia ed è per questo che “&lt;strong&gt;Benvenuti al Nord&lt;/strong&gt;” resiste ancora in prima posizione con un incasso da record equivalente a&amp;nbsp; 2.328.978 euro in soli due giorni. A seguire la magia di Martin Scorsese col suo attesissimo “Hugo Cabret” che conquista immediatamente il podio portandosi a casa 1.764.073 euro, nel suo primo week-end di programmazione. Terza posizione per l’adrenalina di “Mission: impossibile – Protocollo fantasma” che ancora attira gente al cinema, incassando la cospicua cifra di 1.324.742 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Un podio variegato che vede subito dopo la presenza di “Millennium: Uomini che odiano le donne” in quarta posizione con 905.230 euro, quasi il doppio di quelli guadagnati dal nostro “&lt;strong&gt;ACAB – All cops are bastards&lt;/strong&gt;” che ha incassato 566.403 euro. Si difende abbastanza bene, invece, al sesto posto, “The iron lady” con la splendida Meryl Streep, con un’entrata di 515.762 euro. Decisamente più deludenti, invece, “I Muppet” che si assestano in settima posizione con un “misero” incasso di 149.348 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Sembra incredibile, piuttosto, che “Immaturi – Il viaggio”, nonostante le settimane di programmazione siano ormai tante, resista in top ten, fermandosi all’ottavo posto e incassando 141.336 euro. Scendendo al nono posto, invece, abbiamo ancora “Alvin Superstar 3 – Si salvi chi può” che non molla la presa anche se guadagna solo 122.177 euro. Gli amanti dell’horror, comunque, saranno contenti della presenza, anche se in coda alla classifica, di “Underworld – Il risveglio 3D” che perde colpi ma comunque riceve un bel gruzzolo composto da 112.877 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/2127/03.02.12b.jpg" width="650" height="439" alt="03.02.12b" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;E’ la fantascienza, invece, ad avere la meglio un Usa, dal momento che in prima posizione abbiamo “&lt;strong&gt;Chronicle&lt;/strong&gt;” con un’entrata astronomica di 22.000.000 di dollari. Non è da meno il dramma di “The woman in black”, con l’ormai mitico Daniel Radcliffe, che fa guadagnare ai produttori ben 21.000.000 di dollari. Alla fine del podio, in terza posizione, abbiamo l’azione di “The grey” con protagonista Liam Neeson e con un incasso di&amp;nbsp; 9.500.000 dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Tre generi diversi per cifre comunque da capogiro, che culminano poi nella commedia della quarta posizione con “Qualcosa di straordinario” che guadagna 8.500.000 dollari. Ritroviamo “Underworld – Il risveglio 3D” che in Usa resiste al quinto posto portando a casa la consistente somma di 5.600.000 dollari, mentre l’ulteriore commedia di “One for the money” non sembra cominciare benissimo, assestandosi al sesto posto e incassando 5.250.000 dollari. Al settimo posto, invece, ritorna l’azione con “Red tails”, la cui adrenalina ha causato un incasso di 5.000.000 di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Poco più, insomma, di quello guadagnato da “Paradiso amaro” il film con protagonista George Clooney che può essere abbastanza fiero dell’incasso di 4.600.000 dollari, anche se si posiziona ottavo. Sul filo del rasoio, con uno scarto di soli 100.000 dollari, abbiamo “&lt;strong&gt;Men on a ledge&lt;/strong&gt;” che rimane in bilico alla nona posizione, precedendo il thriller “Contraband”, ultimo in classifica con 3.490.000 dollari di incasso, nonostante un cast all-star composto da Mark Wahlberg, Kate Beckinsale e Ben Foster.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Alessandra Cavisi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/Q7lo5guzD14" height="1" width="1"/&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.supergacinema.it/film/box-office/4613-box-office-tra-benvenuto-al-nord-e-chronicle-è-guerra-tra-generi.html</guid>
         <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:10:29 +0000</pubDate>
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      <item>
         <title>La 'Casa' nel Cinema Horror: Amityville horror</title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/SupergacinemaRss/~3/okOOv2clido/4564-amityville-horror.html</link>
         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;strong style="font-size:18pt;text-align:center;"&gt;Se non fosse per la casa...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;float:left;" alt="Amityville horror" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/1995/Amityville_horror.jpg" width="309" height="467"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;In una casa sul lago avviene una strage: un'intera famiglia sterminata apparentemente senza motivo da un individuo in preda ad un raptus. Un anno dopo ad abitare la stessa casa, arriva una tranquilla famigliola, i Lutz, che ben presto si ritroverà a dover affrontare una serie di eventi paranormali e diabolici. A tentare di aiutarli un prete che però verrà ostacolato in tutti i modi, fino a diventare cieco.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Un horror non del tutto riuscito questo "Amityvile horror" che ha dato inizio ad una lunga schiera di sequel e &amp;nbsp;al remake nel 2005. Quello che non funziona nella pellicola, che comunque si fa apprezzare in quanto ad atmosfere, ambientazione e trovate visive, è la sceneggiatura un po' ridondante e per certi versi poco credibile. La felicità della famiglia che con sforzi è riuscita finalmente ad acquistare una casa, è fin troppo palesata, oltre che ripetuta con una serie fastidiosa di dialoghi tra marito e moglie, durante i quali continuano a ripetersi ad oltranza di amarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Il tema della casa infestata trova in questo film piena attuazione, difatti&amp;nbsp; la vera protagonista della pellicola è proprio l'abitazione infestata dai demoni che non riescono ad accettare gli ospiti disturbanti. Il continuo rimando alla facciata della casa con le finestre che si illuminano e che sembrano degli occhi diabolici, ha davvero un effetto disturbante e impressionante, contribuendo ad accrescere la vena orroristica della pellicola, basata più sul non visto che sugli effetti speciali, anche se questi non mancano come nella famosa e scioccante sequenza in cui il sangue comincia a sgorgare dai muri e sulle scale dell'abitazione. George, sua moglie Kathy e i suoi tre figli, cominceranno ad assistere a strani avvenimenti, come porte che si sradicano da sole, api che infestano una particolare stanza, finestre che si vanno ad abbattere sulle mani dei bambini, crocifissi appesi al muro che si capovolgono, scalini della cantina che all'improvviso si spezzano e via di questo passo. La piccola Amy comincerà ad interagire con un'amica immaginaria e lo stesso George diventerà sempre più scorbutico e scostante, fino a rischiare di divenire un terribile assassino, come quello che un anno prima aveva compiuto la strage.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Appare poco credibile il fatto che nonostante la mole impressionante di "sfortune" che si abbattono sulla casa, i Lutz, decidano di lasciarla solo dopo 28 giorni, ma comunque se si abbandonano eccessive pretese riguardo una certa coerenza e linearità di fondo, si può godere appieno di questa pellicola che offre anche una certa dose di tensione e di turbamento soprattutto grazie all'impatto visivo di alcune sequenze: il prete che viene attaccato da uno sciame d'api, lo stesso che in chiesa tentando di allontanare il maligno dalla casa dei Lutz diviene cieco, la baby-sitter che rimane chiusa nel ripostiglio con la bambina che all'esterno non muove un dito per aiutarla, gli scoppi d'ira di George, lo sconvolgimento emotivo della moglie del suo migliore amico che comincia a subodorare la presenza del maligno nella casa, l'arrivo della zia suora che scappa subito in preda al panico. Tra i vari personaggi, l'unico che appare degno di attenzione rimane il prete interpretato dall'ottimo Rod Steiger, che si fa assertore di un certo modo di vedere la fede e la religione, contrapposto ai suoi superiori e per questo osteggiato fino al vero e proprio allontanamento. Il dialogo tra lui e i suoi superiori e colleghi, nasconde comunque una sorta di considerazione su laicismo e religiosità che offre non pochi spunti di riflessione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Ottimo l'utilizzo del sonoro costituito da una serie di cigolii, ronzii d'api, grugniti del cane che vanno a confondersi con i boati dei tuoni e dei fulmini del temporale che si abbatte su Long Island e decisamente apprezzabile la colonna sonora con note molto particolari che si fanno via via più pressanti man mano che il pericolo si palesa nella sua vera natura. Per concludere, ci si può ritenere decisamente, anche se non pienamente, soddisfatti di questo piccolo horror senza pretese, che sicuramente non raggiunge le vette di altre pellicole cult appartenenti al genere, ma che tutto sommato svolge in maniera discreta il suo compito.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Alessandra Cavisi&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/okOOv2clido" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:37:43 +0000</pubDate>
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         <title>Personaggi Cult #19: Desperate Housewives</title>
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         <description>&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:18pt;"&gt;Desperate Housewives&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:right;"&gt;&lt;em&gt;Alle nove in punto ‘Mister Vita Eccitante’ è già addormentato profondamente e io guardo alla tv Desperate Housewives insieme a Lynne Cheney. Signore e Signori, io sono una casalinga disperata!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Laura Bush&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;" alt="desperate housewives" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2008/desperate_housewives.jpg" height="363" width="400"/&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Benvenuti a Wisteria Lane, uno splendido sobborgo della città di Fairview. Notate la strada ornata dai robusti aceri, ammirate i giardini perfettamente curati e le loro geometriche aiuole che circondano le case in stile coloniale. Un hinterland dove i vicini sono tutti cordiali, un Eden perfetto dove poter metter su famiglia, far crescere i propri figli e godersi la pensione. Ma ogni paradiso ha i suoi frutti proibiti e le sue tentazioni a cui è impossibile sottrarsi. Guarda da vicino: non avresti mai potuto immaginare che nella casa degli Young, anni addietro, è stato commesso un omicidio; che nella cantina degli Applewhite si nasconde un oscuro segreto; che la signora Hodge ha sposato un uomo sospettato di omicidio; che nella camera da letto dei Mayfair è accaduto qualcosa di terribile; che dietro l'apparente felicità dei coniugi Williams si nasconde un terribile piano di vendetta; che la cicatrice di Angie Bolen occulta un passato da rimuovere; che Beth Young sta giocando una doppia partita mortale; e cos'è quella macchia rossa sulla moquette nella sala da pranzo dei Solis? Guarda da vicino, la vita urbana osservata dall'intrusione minacciosa dello sguardo del vicino. L'intimo scrutare tra i panni troppo sporchi di sangue e rossetto per poterli lavare da soli. La distruzione del concetto per cui bisogna sempre dare un immagine di serenità anche lì dove essa viene a mancare, il motto su cui si basa la provincia americana che viene stilizzata in uno specifico quartiere residenziale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;Siete i benvenuti… a Wisteria Lane!&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Susan Mayer (Teri Hatcher)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Un uomo mi sorride per tre volte e io già compilo la lista di nozze.. sono un disastro!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Roy Lichtenstein è stato uno dei maggiori esponenti della Pop Art. L'artista riciclava immagini della cultura urbana e donava ad esse un anima. Uno dei quadri più famosi di Lichtenstein è &lt;em&gt;Hopeless&lt;/em&gt;: il dipinto ritrae una donna in lacrime con una vignetta che ci rende partecipi dei suoi pensieri. Se vi state chiedendo che fine abbia fatto la ragazza più popolare del liceo provate a dare una sbirciata al 4353 di Wisteria Lane, lì troverete Susan Mayer, un'illustratrice di libri per bambini e maestra d'arte, una donna sensibile e ottimista, semplice e disinvolta. La classica ex reginetta del ballo che tutti adoravano e che in molti, alle spalle, chiamavano 'stronza'. Oggi sembrerebbe piuttosto l'immagine della bontà d'animo, ma è una Desperate! e come tale, questa Biancaneve naïf, nasconde più di uno scheletro nell'armadio. Solo che i segreti da celare questa volta non sono dati da comportamenti volontari dal personaggio in questione, perché l'ingenua e maldestra Susan è per sua sfortuna una calamita per i guai. Che si ritrovi nuda e senza chiavi nel giardino di casa, che sia causa di un incendio doloso o che si trovi addosso le ceneri della povera Marta Hubert è impossibile non intenerirsi davanti a quei suoi occhi da cerbiatta. In casa la sua scarsa competenza in cucina è compensata all'armonica vitalità che regala a chi gli sta intorno. Susan ha una figlia, Julie (Andrea Bowen), avuta dal suo primo matrimonio con Karl Mayer (Richard Burgi), le due donne hanno instaurato un rapporto di forte intesa anche se c'è da credere che sembri Julie ad esser più matura della madre stessa. In amore torna a mettersi in gioco quando s'invaghisce dell'idraulico del quartiere Mike Delfino (James Denton). Ma è una storia non semplice, che troverà una chiusura definitiva solo nella sesta stagione. Il personaggio di Susan si fa così portavoce delle donne divorziate, ancora attraenti, con il cuore spezzato in più di un occasione, ma pronto a battere ancora. Con questo curriculum alle spalle se Lichtenstein potesse vederla in abito da sposa, durante uno dei suoi mille pianti, correre dietro l'auto dell'uomo che ama e che la sta abbandonando, la riempirebbe di puntini e traccerebbe una didascalia: &lt;em&gt;non preoccuparti bambina, l'amore trionfa su tutto!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Cinque tra i migliori episodi di Susan: 1x7, 2x6, 5x24, 6x5, 7x3&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Bree Van de Kamp (Marcia Cross)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Facciamo parte dell'alta borghesia, dottor Goldfine. Non notare l'elefante in salotto è la nostra specialità.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Prendiamo in esempio gli spot pubblicitari degli anni '60 che mettevano in mostra lo stereotipo della casalinga perfetta: queste donzelle, diventate poi iconografie vintage legate alla cultura Pop, avevano il compito di accogliere i loro mariti al ritorno dal lavoro preparando loro una cena perfetta, in una casa perfetta, illusione di una vita perfetta. Ed è proprio così 'perfetta' che si presenta Bree Van de Kamp, donna di classe con i rossi capelli sempre impeccabili raccolti nel lungo carré cotonato in puro stile sixties. Gli elettrodomestici non hanno segreti per lei, che siano utilizzati per preparare semplici muffin da dare in dono in addobbati cesti di vimini o per organizzare prelibate cene in cui ci saranno spesso confessioni scioccanti, scontri, rappacificazioni o rotture definitive. Se questa casalinga con manie ossessivo-compulsive vi invita per un brunch, una cena o un matinée vi converrebbe accettare. &lt;em&gt;Desperate Housewives&lt;/em&gt; è il telefilm dei ricatti, dei pettegolezzi, dei compromessi e degli sviluppi inaspettati e quale occasione migliore se non durante un elegantissima cena per assistere a qualcosa di imprevisto? Non preoccupatevi per i risvolti, l'apparenza è tutto per Bree, e la sua innata eleganza e il suo senso del dovere salveranno qualunque sfacelo. Mary Alyce prima di suicidarsi fece in modo che la sua casa 'brillasse di perfezione' e nello splendore del suo parquet e dell'arredamento che la circondava si sparò un colpo di pistola alla tempia. Bree tocca il fondo più di una volta, è la casalinga su cui più di ogni altra gli sceneggiatori hanno puntato tutto il loro cinismo. Gli avvenimenti che la vedono protagonista scalfiscono buona parte della fragile bambola di porcellana a cui sembrava somigliare, ma è pur sempre una gentildonna dell'alta borghesia ed è un piacere vederla risorgere come una maestosa fenice sempre integra, sempre e ancora perfetta! In tutta la prima stagione assistiamo al crollo delle certezze della donna che inizia a distinguere la vita reale da quella sognata. Affronta il sabotaggio della sua famiglia attraverso piccole trasgressioni che sfogano ciò che in casa è represso da un regime dittatoriale, il marito Rex (Steven Culp) e la sua passione per il bondage che cerca di realizzare con altre donne immaginando un rifiuto da parte della moglie; l'omosessualità inizialmente celata del figlio Andrew (Shawn Pyfrom) che Bree tenta di reprimere portando il ragazzo ad elaborare metodi per far soffrire la madre; e la lascivia della figlia Danielle (Joy Lauren), che rimarrà incinta ancora minorenne. Bree affronterà tutto questo sempre con gran classe sempre, con un sorriso che soffoca i suoi veri sentimenti, perché dare un immagine di successo è tutto. La casalinga americana con manie di perfezione l'avevamo già trovata in Carolyn Burnham (Annette Benning) nel film di Sam Mendes &lt;em&gt;American Beauty&lt;/em&gt;, anch'essa costruita come critica sociale sui valori americani fasulli. Nell'avanzare delle stagioni, Bree, si ammorbidisce un po' diventando più umana però senza perdere a livello formale lo stile e l'eleganza, svelando così un personaggio un po' meno Repubblicano. Ma a noi piace ricordare come solo lei, durante una delle sue elegantissime cene, può esclamare con tanta raffinatezza: &lt;em&gt;Rex piange dopo aver eiaculato!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Cinque tra i migliori episodi di Bree: 1x10, 2x23, 2x24, 3x6, 8x11&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Lynette Scavo (Felicity Huffman)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Prima gestivo una società con ottantacinque dipendenti e ora non riesco a tenere a bada tre marmocchi senza drogarli! Beh, ho fallito su tutta la linea.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;We Can Do It!&lt;/em&gt; Esclamava Rosie the Riveter nel poster di&amp;nbsp; J. Howard Miller. Erano gli anni della rivolta del femminismo quando le donne acquistavano potere sociale ed economico e iniziavano a prendere posizioni al pari dei loro uomini. Lei può! Lynette Scavo, nata con i pantaloni, la stoffa del leader e una mente perspicace. Miller sarebbe onorato di ritrarre l'inaffondabile Lynette che non teme rivali in campo lavorativo. Ma ciò che non ci spaventa fuori casa spesso ce lo troviamo proprio sotto le mura domestiche. La casa e il nucleo familiare degli Scavo è basato sull'infanzia dell'ideatore della serie Marc Cherry, mentre casa Van de Kamp si riferisce alla sua adolescenza. Lynette è sposata con Tom Scavo (Doug Savant - ex inquilino di &lt;em&gt;Melrose Place&lt;/em&gt;) da cui avrà ben 5 figli, 6 se contiamo anche Tom e i suoi giri di boa. Lei è la casalinga più attendibile e che più di tutte merita l'appellativo di 'disperata' inducendo lo spettatore ad un'empatia universale. Come lei stessa afferma: &lt;em&gt;sono la realtà: la moglie che non si trucca mai e con i vestiti che puzzano di rigurgito!&lt;/em&gt; Nonostante alti e bassi Lynette e Tom sono la coppia più duratura dello show, tentano di mantenere salda una casa, i figli, la vita di coppia e i nervi rispecchiando i classici canoni di una famiglia moderna. Madre chioccia e moglie premurosa con il solo difetto del controllo, tutto dev'essere posto sempre sotto il suo giudizio. Lynette è l'amplificazione della donna emancipata che coordina il suo universo intervenendo spesso anche lì dove il suo contributo non è richiesto e guai a farle notare una sua debolezza. Rosie sarebbe fiera di lei!&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Cinque tra i migliori episodi di Lynette: 3x7, 4x6, 4x10, 5x22, 8x5&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Gabrielle Solis (Eva Longoria Parker)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Un uomo deve volermi a tal punto di esplodere quando crede di perdermi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La prima Barbie ideata da Ruth Handler nel 1959 aveva una carnagione chiarissima e vestiva un costume zebrato. Negli anni '80 la Mattel lanciò la prima Barbie mulatta della storia, una bellezza in plastica lucida, un modello per tutte le bambine che per anni avevano giocato con sole bambole caucasiche. Non è certo un modello di comportamento Gabrille Solis, ex modella messicana e giovane sposa del ricco uomo d'affari Carlos Solis (Ricardo Antonio Chavira). Egocentrica, viziata e convinta di riuscire ad ottenere tutto ciò che vuole usando la sola arma del fascino, di cui certo non è sprovvista. Gabrielle è la Barbie che tutte le bambine ammiravano e tutti i bambini desideravano sposare un giorn., Sembrerebbe anch'essa fatta di fredda e dura plastica, con i suoi modi civettuoli è l'amante impudente e la moglie lussuriosa. Così appare la bella Gabrielle che dei vizi capitali al suo attivo ne ha almeno 6! Ma non tutti riescono a vedere oltre, '&lt;em&gt;sono pochi gli uomini che sanno apprezzare il valore di una rosa perfetta&lt;/em&gt;' e esso risiede proprio nell'imperfezione del terreno che copre il bulbo da cui è generata. Una rosa perfetta cresciuta in un territorio arido sa catalizzare su di sé, solo con le proprie forze, i migliori raggi del sole. L'ambiente caustico in cui Gabrielle è cresciuta le ha insegnato a combattere con le unghie e con denti al fine di farle ottenere come una bambina capricciosa tutto ciò che inizialmente le è stato negato. L'agglomerare opulenza della vita agiata non è altro che un sintomo di chi vuole cacciar via tutti i residui del suo terribile passato. Solo due uomini tra i tanti ammiratori riusciranno ad apprezzare la vera Gabrielle: il marito Carlos e l'amante John Rowland (Jesse Metcalfe). Viene presentata come moglie frustrata per continua assenza del marito, troppo impegnato a lavoro per prestarle attenzione, tanto da cedere, dopo aver provocato, alle lusinghe di John, il giardiniere adolescente all'epoca della loro relazione. Lo sviluppo del suo personaggio è paragonabile alla teoria del Tomoye, il simbolo giapponese della bellezza infinita della variabilità e del continuo movimento. Gabrielle si evolve in vari stadi tanto da avallare il concetto che chi non è casalinga disperata ben presto lo diventerà maturando. Da una vita di lusso passa ad una condizione di povertà che la costringe ad accontentarsi dell'essenziale, per poi ritornare allo sfarzo ed essere ancora vittima di sventure. Abituata a dare ad ogni cosa un prezzo imparerà ben presto che alla cassa sono poche le cose che si possono acquistare per davvero.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Cinque tra i migliori episodi di Gabrielle: 1x6, 2x1, 2x16, 4x9, 7x13&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;Edie Britt (Nicolette Sheridan)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Smetti di vedere la persona che sono stata e guarda la persona che potrei essere, guarda me! E non la Edie che io mostro al mondo. Anzi, ora, lasciamola da parte. Dimentica la camicia che mette perché sa che le fa risaltare bene il seno; la gonna, che è così corta perché lei sa che agli uomini piacciono le gambe lunghe; e i tacchi, che le fanno sembrare le gambe più lunghe. Scorda il reggiseno che tiene i seni un po' più alti di come sono ormai naturali; e le mutandine che nascondono la cicatrice del mio cesario... ecco fatto! Ciao Carlos, io sono Edie forse non sono la donna che credevi ci fosse sotto gli abiti, però sono vera e sono qui. E ti chiedo una possibilità.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Per ben 10 anni di trasmissione i protagonisti della soap opera &lt;em&gt;Beautiful&lt;/em&gt; hanno tremato al cospetto dell'infermiera Sheila Carter interpretata da Kimberlin Brown. Sheila era colei che mischiava le carte in tavola, metteva alla prova i personaggi che le stavano a contatto. Un antagonista perfetta. Ogni quartiere che si rispetti ha la sgualdrina della porta accanto che fa stare in allerta tutto il vicinato. Da Los Angeles torniamo a Fairview, è un altrettanto soggetto scomodo la tenace Edie Britt, pluridivorziata agente immobiliare schietta, astuta, spregiudicata. Concepita come personaggio secondario alter ego di Susan ha riscosso in seguito grande consenso da parte del pubblico tanto che dalla seconda stagione inizia a far parte del poker di dame. Edie è considerata una mangiauomini, una donna competitiva e spietata, e la sua reputazione non è certo oggetto di vanto. Ma se Sheila era cattiva e con la consapevolezza di esserlo tanto che la natura del suo personaggio non intenerisce mai lo spettatore ma conferma episodio dopo episodio la sua negatività, Edie invece ha imparato ad adagiarsi sui giudizi negativi che il vicinato tende ad avanzare su di lei. Perché è più facile interpretare il ruolo della strega cattiva che piacere agli abitanti del quartiere del perbenismo. Sappiamo per certo che lo specchio magico si appannerebbe al cospetto di questa voluttuosa Grimilde che afferma: &lt;em&gt;conosci un altra della mia età con un corpo così?&lt;/em&gt; E non le servirebbero mele avvelenate per essere letale! Dalla terza stagione emerge l'umanità celata di Edie in quanto anch'essa ha un lato sognatore e romantico ma meno smaliziato e politically correct della sua nemesi Susan. Senza donne come Edie e Sheila la guerra non avrebbe senso di essere combattuta.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Cinque tra i migliori episodi di Edie: 2x15, 3x22, 3x23, 4x6, 5x18&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Mary Alice Young (Brenda Strong)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Nel 1990 tutti si chiedevano chi avesse ucciso Laura Palmer (Sheryl Lee in &lt;em&gt;Twin Peaks&lt;/em&gt;). Nel 2004 ci si interrogava sul perché si fosse uccisa Mary Alice Young. Entrami i serial hanno tenuto incollati allo schermo milioni di spettatori avidi di risvolti... Il pilota si apre con un suicidio, da lì in avanti Mary Alice, che viveva al 432 di Wisteria Lane, seguirà dall'alto le vicende che vedono protagonisti gli abitanti del suo quartiere. La sua voce onnisciente che osserva, senza mai giudicare, sembra conoscere i segreti della vita che le sue amiche stentano a comprendere o si rifiutano di accettare. Appare nei ricordi delle protagoniste e nelle visioni di Lynette e di Bree alle quali sembra suggerir loro la via del suicidio, come se in alcuni momenti credessero che sia stata lei a trovare per prima l'unica via di salvezza. Osserva Mary Alice, moderna Virgilio che però è dalla parte dei vivi. Cosa vedrà che noi ancora non riusciamo a vedere? Ci guida in questo viaggio lungo otto stagioni e ci saluta in chiusura lasciando il pubblico disperato!&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;&lt;em&gt;Questa è la via dove abitavo e queste sono le persone con cui ho condiviso la mia vita. Le ho conosciute il giorno in cui sono arrivate e ho visto cosa portavano con loro: bellissimi sogni per il futuro e tranquille speranze di una vita migliore, non solo per loro stessi, ma anche per i loro figli... Se potessi direi cosa riserva loro il futuro? Le avvertirei della sofferenza e dei tradimenti che le attendono? No... Da dove sono ora vedo così chiaramente la strada da capire come bisogna percorrerla, ma il trucco è continuare a procedere, lasciare andare le paure e i rimpianti che ci rallentano e ci impediscono di goderci un viaggio che finirà anche troppo presto. Sì, ci saranno svolte inaspettate lungo il cammino, sorprese scioccanti che non avevamo previsto. Ma è proprio questo il bello, non credete?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Stefano Notaro&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/zRC6MJLbIS8" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:16:40 +0000</pubDate>
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         <title>I Griffin [Stagione #1]</title>
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         <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/I-Griffin-8x05-Peter-Griffin-Lois-Griffin-Meg-Griffin-Chris-Griffin-La-Scimmia-Cattiva-Promo-03.jpg" width="580" height="213" alt="I-Griffin-8x05-Peter-Griffin-Lois-Griffin-Meg-Griffin-Chris-Griffin-La-Scimmia-Cattiva-Promo-03" style="margin-top:6px;margin-bottom:6px;display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Nel 1987 i &lt;em&gt;Simpson&lt;/em&gt; diventano la 'famiglia americana' televisiva per eccellenza, un marchio di fabbrica famoso in tutto il mondo. I loro tratti sono però troppo diplomatici, secondo Matt Stone e Trey Parker, che esattamente dieci anni dopo danno vita a &lt;em&gt;South Park&lt;/em&gt;, il politicamente scorretto fatto cartone animato nel bel mezzo della 'provincia' statunitense. Fra i due estremi resta un vuoto, almeno fino al 1999 quando un giovanissimo &lt;strong&gt;Seth MacFarlane&lt;/strong&gt; - appena ventiseienne - inventa &lt;em&gt;Family Guy&lt;/em&gt;, ovvero la famiglia Griffin al suo completo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Come i cugini dalla pelle gialla, i Griffin incarnano la famiglia americana media - due genitori con tre figli e un cane - con toni e caratteri decisamente più estremi. Il capofamiglia &lt;strong&gt;Peter&lt;/strong&gt; obeso e dipendente dalla tv, la moglie &lt;strong&gt;Lois&lt;/strong&gt; attraente e creativa, il primogenito &lt;strong&gt;Chris&lt;/strong&gt; sovrappeso, pieno di talento ma incompreso, la figlia &lt;strong&gt;Meg&lt;/strong&gt; perennemente a disagio con il mondo e il suo aspetto; infine il piccolo &lt;strong&gt;Stewie&lt;/strong&gt;, un genio del male di pochi mesi capace di parlare e di pensare come un adulto (anche se non sempre può essere ascoltato dagli altri), e il cane &lt;strong&gt;Brian&lt;/strong&gt;, colto, raffinato e anch'esso con il dono della parola. Questi ultimi due personaggi sono i colpi di genio che più risaltano agli occhi, rendendo &lt;em&gt;Family Guy&lt;/em&gt; una serie aggressiva, per mezzo dei dialoghi, piena di contrasti e originale - un neonato dal linguaggio sboccato si è visto in &lt;em&gt;Chi ha incastrato Roger Rabbit?&lt;/em&gt;, il piccolo Baby Herman, ma non era altrettanto violento quanto Stewie Griffin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2108/20100704201052Stewie_Griffin_copia.jpg" width="570" height="215" alt="20100704201052Stewie Griffin_copia" style="display:block;margin-top:6px;margin-right:auto;margin-bottom:6px;margin-left:auto;border-color:#000000;border-style:solid;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;La prima serie de &lt;strong&gt;I Griffin&lt;/strong&gt; - come un po' tutte le 'prime' - parte a 'velocità ridotta' con soli sette episodi. Ispirata ad un cortometraggio di MacFarlane chiamato &lt;em&gt;La vita di Larry&lt;/em&gt; - che aveva come protagonisti un uomo e un cane, Larry e Steve, diventati poi Peter e Brian - viene prodotta dalla rete americana FOX (con cui gli autori del cartone animato instaurano un rapporto di amore e odio) che mette in onda l'episodio d'esordio il 31 gennaio 1999. Ogni puntata presenta - piuttosto esplicitamente - i personaggi principali, tracciandone caratteri, manie e passioni.&lt;strong&gt;&lt;em&gt; In soldi dal cielo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (1ACX01), è subito Peter Griffin a guidare la storia; viene licenziato a causa di una notte brava e alcuni assegni errati della previdenza sociale gli 'regalano' 150 mila dollari a settimana, riesce a cavarsela con l'aiuto di Stewie, al lavoro su un dispositivo per il controllo della mente (inefficienza della burocrazia americana e corruttibilità della giustizia). Ne &lt;em&gt;&lt;strong&gt;I teledipendenti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (1ACX02) Meg si prende la responsabilità - al posto del padre - di un incidente che distrugge l'antenna televisiva della città, in cambio di una decappottabile nuova. I disagi della teen ager vengono fuori nella loro feroce brutalità, così come l'irresponsabilità che talvolta coglie i padri. In &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Questione di denti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (1ACX03) è il personaggio di Lois che viene fuori nella sua complessità; da casalinga poco gratificata dalla famiglia, sfoga il suo soffocato talento in un 'piano bar' costruito egoisticamente dal marito in garage. Il machismo della società americana è sbeffeggiato e reso ridicolo, in favore di una rivalsa tutta al femminile. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'uomo in bianco&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (1ACX04) è un piccolo grande capolavoro di scrittura; il piccino Stewie sta per compiere un anno di vita, mentre tutti sono intenti ad organizzare una sfarzosa festa di compleanno, il solo suo pensiero è di escogitare un piano per eliminare 'l'uomo in bianco', ovvero il medico che lo ha fatto nascere e che ora - a distanza di dodici mesi - sarebbe intenzionato a rinchiuderlo nuovamente nel 'grembo nemico'. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Eroe non per caso&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (1ACX05) varca il giardino di casa Griffin per approdare dai vicini Swanson; Joe è un ex-poliziotto costretto sulla sedie a rotelle che presto conquista la benevolenza del quartiere (e non solo), a scapito di un geloso Peter. Ottima occasione per parlare dei pregiudizi verso i disabili e la loro collocazione nel mondo del lavoro. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Non solo scout&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (1ACX06) è un implicito omaggio ai Simpson, che spesso hanno trattato i medesimi temi: i casinò costruiti sui territori indiani e il gioco d'azzardo visto come patologia (se Matt Groening ha fatto 'ammalare' Marge, nei Griffin tocca a Lois). Durante un viaggio verso la città di New York, la famiglia Griffin al completo - escluso Brian - si ritrova in un casinò indiano in cui Lois perde l'automobile mettendola in gioco. Solo la visione di uno spirito guida (Fonzie di Happy Days), durante una notte passata nel bosco, può far riavere la macchina a Peter. Tutto questo trambusto fa avvicinare Chris al padre, che finalmente trova modo e coraggio per parlare apertamente delle sue prospettive e dei sogni nel cassetto. La settima ed ultima puntata di questa prima serie - &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Brian, ritratto di un cane&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (1ACX07) - riserva la parte da protagonista al cane Brian, un concorso di bellezza e abilità fa emergere la sua sensibilità sino ad offenderlo. Scappa di casa, lasciando nella famiglia un senso di vuoto, in particolare nell'animo di Peter che non era stato leale sino in fondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Fra i personaggi secondari - ma comunque degni di nota - che si incontrano puntata dopo puntata (e nelle serie successive) non possiamo non ricordare Glenn Quagmire, il vicino di casa pervertito ed erotomane, Bonnie e Kevin Swanson, moglie e figlio di Joe, Cleveland e Loretta Brown, i due vicini di colore; inoltre i conduttori televisivi Tom Tucker e Diane Simmons. La serie ha visto il suo debutto in versione italiana il 5 novembre del 2000, con un cast di doppiatori sopra la media: fra tutti Mino Caprio, storica voce di Peter, e Nanni Baldini, voce perfida e malvagia del 'tenero' Stewie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aurelio Vindigni Ricca&lt;br /&gt;Seguiteci su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pages/Superga-CineMagazine/305216356174802"&gt;Facebook&lt;/a&gt; e su &lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://twitter.com/#!/SupergaCinema"&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/z-3GcaNG_LM" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 21:54:40 +0000</pubDate>
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         <title>James Bond 007</title>
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         <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.supergacinema.it/images/stories/007.jpg" width="429" height="246" alt="007" style="display:block;margin-left:auto;margin-right:auto;"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Categoria: Personaggio&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify;"&gt;Film: presto 23&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;1962: sulla scia di romanzi di successo, e di un qualche interesse – come nota anche Eco – un ex-proletario gallese, dalla mascella solida e lo sguardo sornione indossa le camicie hawaiane e lo smoking d’ordinanza di un agente segreto più particolare del solito, James Bond. 2012: dopo 50 anni di alti e bassi, di fan esaltati o stanchi intorno al mondo, un altro ex-proletario inglese, ancora più spigoloso, ancora più vissuto, fa piazza pulita di un’icona invecchiata dallo charme e dalla fantascienza ed è pronto a far rinascere un mito.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Soli tre numeri: 007. &lt;em&gt;Licenza d’uccidere&lt;/em&gt;, certo. Per giungere alla rinascita, per entrare nell’era moderna, si è dovuti far ricorso al primo romanzo Ian Fleming, quel &lt;em&gt;Casinò Royale&lt;/em&gt; che già a pochi anni dalla nascita dell’icona cinematografica ne decretò una parodia pop; ma da allora la strada è stata gloriosa ed impervia. E Sean Connery fece da battistrada.Quando venne al mondo, specie nella sua versione per immagini, Bond s’incastrava in un mondo dominato dal terrore, dall’orrore di una fine imminente, ma anche da uno scontro che non era cruento – almeno fisicamente – ma portatore di una durezza più atroce, quella delle ideologie, delle culture, dei modi di vita in collisione. In una civiltà dove schierarsi era tutt’uno col nascere, James Bond rappresenta un’evoluzione bislacca della lotta tra bene e male, in cui conta solo la violenza, la morte, la cinica distruzione, senza ideali, o meglio senza che quelli del suo capo, M, e degli spettatori diventino anche i suoi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Bond, nonostante le diversità degli attori che lo hanno incarnato, ha sempre avuto un solo ideale, quello dell’avventura, dell’azione pericolosa e sfrenata, dei paesaggi mirabolanti, delle donne facilissime e magnifiche, degli oggetti lussuosissimi ed insuperabili: l’incarnazione d’ogni fantasia maschile, anche il far credere che le donne vogliano un uomo del genere. E che la S.P.E.C.T.R.E. o l’U.R.S.S. vadano al diavolo.Soprattutto nell’incarnazione di Connery, quest’uomo non bellissimo, spigoloso e irsuto, ma pieno di carisma sornione e fascino bastardo; 007 era il simbolo della voglia di fare piazza pulita dei dogmi e delle chiamate alle armi, per entrare in un mondo fantascientifico, nonostante flirtasse con la realtà, dove conta più uccidere il cattivo che le ragioni del farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;E questo cinismo, che è andato smorzandosi film dopo film, è il succo dei film che da &lt;em&gt;Licenza di uccidere&lt;/em&gt; fino a &lt;em&gt;Una cascata di diamanti&lt;/em&gt; hanno creato la fortuna della saga: avventura pura, secca, a tratti molto dura anche per via di dosi di sadismo eroticamente eloquente e bizzarrie da fumettone per adulti (indimenticabile la bombetta con lama dell’aiutante di &lt;em&gt;Goldfinger&lt;/em&gt;).Connery non amava, scopava; non si preoccupava di regole e leggi, ma solo di godere, delle donne certo, ma anche di uccidere e vincere. Mai ironico, sempre sarcastico, specie con Moneypenny, la segretaria del capo, che continua imperterrita a sbavargli dietro, rintuzzata con la stessa irridente nonchalance e la consapevolezza che il sesso è tutto senza amore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;I 6 film dal Sir scozzese interpretati sono la definizione perfetta del personaggio e della mitologia della saga, sia nella definizione dei personaggi – il capo M, l’inventore Q, i cattivi folli ed il loro capo anello al dito e gatto in braccio, le Bond girls pronte al sesso anche se lesbiche (la Pussy Galore di &lt;em&gt;Goldfinger&lt;/em&gt;) – sia soprattutto nella struttura filmica – il prologo trascinante, i titoli di testa gioielli di arte pop, le investigazioni, le invenzioni, gli inseguimenti, la cattura e la lotta finale – tanto da aver fatto sussultare i semiologi con la sua anticipazione della serialità spinta del cinema odierno.&amp;nbsp;I primi 4 sono poi da cardiopalma (&lt;em&gt;Licenza di uccidere&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; Dalla Russia con amore&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; Missione Goldfinger&lt;/em&gt; – il migliore della serie – e &lt;em&gt;Operazione Thunderball&lt;/em&gt;) così pieni d’azione ed effetti speciali, avventura ed ironia, da essere uno degli apici della storia del cinema d’avventura.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Gli ultimi due invece perdono nerbo, e se &lt;em&gt;Si vive solo due volte&lt;/em&gt; riesce a superare le falle della sceneggiatura di Roald Dahl con un&lt;img style="border-color:#000000;border-style:solid;margin:6px;float:right;" alt="007-SkyFall" src="http://www.supergacinema.it/images/articles/2012/2011/007-SkyFall.jpg" height="292" width="400"/&gt; Connery in gran forma ed una regia d’ottimo ritmo, &lt;em&gt;Una cascata di diamanti&lt;/em&gt; è un poliziesco medio, dal budget maggiore, ma con poca forza e poca suspense. Infatti Connery disse addio. Contraccolpo decisivo alla serie, che da lì in avanti, messo da parte il progetto ad ampio raggio che i romanzi di Fleming sapevano fornire i film di Bond vivrà di momenti, di episodi, dell’aria giocosa che alla serie portò il successivo grande interprete della saga, Roger Moore.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Fresco del successo della serie british &lt;em&gt;Attenti a quei due,&lt;/em&gt; Moore incarnò in pieno lo spirito degli anni ’70, mettendo da parte la durezza, la rabbia repressa dall’humour del grande Sean, per esaltare lo spirito colorato, comico, libero e ad un tempo edulcorato, dei figli dei fiori, o meglio di chi, sopravissuto alla cultura hippie, cercava di portare quel mondo all’interno di un immaginario istituzionalizzato.E lo fece estremizzando tutto al livello del folklore popolare, della narrazione farsesca che è già parodia, dei continui ammiccamenti allo spettatore (basti pensare a &lt;em&gt;Moonraker&lt;/em&gt;, una sarabanda di citazioni e parodie, tanto stupido da essere geniale, e viceversa), cogliendo i sintomi di un mondo stufo sia dell’impegno sia dell’avventura, voglioso di esperienze diverse, nuove, possibilmente artificiali.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;E Moore gioca continuamente togliendogli ogni spessore o alone e rendendolo definitivamente un’attrazione da luna park, fatta di risate ed eccitazione, e poco altro; ma i suoi film, tra alti e bassi, sono da rivalutare, specie per la capacità, non sempre mantenuta nei film successivi, di coniugare faraoniche messe in scena (Ken Adam si rivelò un genio) e genuino divertimento, con i dovuti alti e bassi (&lt;em&gt;Bersaglio mobile&lt;/em&gt; è il peggiore della serie, ma &lt;em&gt;Octopussy&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;La spia che mi amava&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Solo per i tuoi occhi&lt;/em&gt; sono assolutamente notevoli, e se la cavano anche &lt;em&gt;Vivi e lascia morire&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;L’uomo dalla pistola d’oro&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Moonraker&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Passano molti anni prima di un altro attore all’altezza, poi, sempre passando dalla tv, sembrano avercela fatta: Pierce Brosnan è probabilmente il più credibile erede di Connery fino ad allora. Ed in un mondo in cui la liberazione sessuale ha liberato le donne e le ha rese autonome, e la caduta del muro liberato nuove minacce imponderabili, Brosnan sembra esordire colpendo nel segno: &lt;em&gt;Goldeney&lt;/em&gt;e è il miglior Bond dall’83, tempo di &lt;em&gt;Octopussy&lt;/em&gt;, con la sua durezza e velocità senza fronzoli, e con le aspirazioni moderniste in bell’evidenza. Peccato che gli altri tre film hanno riportato tutto al livello di una simpatica ed eccitante, ma superficiale, gincana di effetti speciali, sequenze d’azione slegate dal testo – spesso il grande assente – personaggi interessanti che fanno fatica ad emergere in mezzo all’atmosfera da serial per ragazzi. &lt;em&gt;Il domani non muore&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Il mondo non basta&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;La morte può attendere&lt;/em&gt; fanno sempre il loro dovere di divertissement di lusso: manca il cinema, purtroppo, e non tutti i fan si accontentano.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Il resto è cronaca, perciò vorremmo spostare lo sguardo sulle parentesi isolate della storia bondiana, dei due attori che non hanno riscosso alcun successo, né sono riusciti a far presa sul pubblico; guarda caso i due più simili al personaggio di Fleming. L’enorme mascella di Gorge Lazenby fu scelta per sostituire il dissidente Connery e per cercare di rivedere il mito dell’agente: e le premesse c’erano tutte, essendo &lt;em&gt;Al servizio segreto di sua maestà&lt;/em&gt; la più bella sceneggiatura di un film bondiano. Poi la regia piatta ed il pessimo attore scelto vanificarono il film consegnandolo agli altari snob come il più bello della serie.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;In pieno fermento rivalutativo, anche i due film interpretati da Timothy Dalton, la migliore incarnazione del personaggio del romanzo, il che non vuol dire che sia stato un bel personaggio, anche perché, in pieno disgelo, mancavano le basi narrative e “politiche” con cui confrontarsi, ripiegando su narcotrafficanti e vendette personali. Perciò ci si può accontentare di un film d’azione come tanti, senza infamia né lode, come &lt;em&gt;Zona pericolo&lt;/em&gt;, o di un buon thriller d’azione, ma pochissimo bondiano, come &lt;em&gt;Vendetta privata&lt;/em&gt;. Gli alti e bassi, i momenti di gloria e sconforto fanno parte di un mito: speriamo non tramonti mai, nell’attesa che col prossimo &lt;em&gt;Skyfall&lt;/em&gt;, quel gallese dal viso duro, gli occhi gelidi e le orecchie a sventola, dimostri che Bond può continuare a conquistare il mondo anche nel 21° secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm;"&gt;Emanuele Rauco&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/SupergacinemaRss/~4/ruINtC6OnUc" height="1" width="1"/&gt;</description>
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         <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:25:44 +0000</pubDate>
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