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	<title>Sviluppo Agile</title>
	
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	<description>Accogliere il cambiamento</description>
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		<title>Lean e-xtrategy</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 01:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sono di ritorno da una splendida due giorni passata lavorando con i ragazzi di e-xtrategy pensata per svolgere una retrospettiva su un progetto appena concluso, che ho avuto modo di seguire sin dall&#8217;inizio. Inutile dire che l&#8217;esperienza è stata formativa per me almeno quanto lo è stata per loro, che mi offrono sempre grande fiducia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="e-xers by e-xtrategy, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/e-xtrategy/4834926432/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4154/4834926432_a54dc1e711.jpg" alt="e-xers" width="500" height="406" /></a></p>
<p>Sono di ritorno da una splendida due giorni passata lavorando con i ragazzi di <a title="Sito e-xtrategy" href="http://www.e-xtrategy.net/" target="_blank">e-xtrategy</a> pensata per svolgere una retrospettiva su un progetto appena concluso, che ho avuto modo di seguire sin dall&#8217;inizio. Inutile dire che l&#8217;esperienza è stata formativa per me almeno quanto lo è stata per loro, che mi offrono sempre grande fiducia e libertà di svolgere le <em>nostre </em>analisi, senza sovrastrutture inutili, senza pregiudizi e senza la pretesa di dover <em>nascere imparati</em>, né io né loro.</p>
<p>I <em>topic</em> emersi e sviscerati sono stati diversi e purtroppo qui in questa sede posso solo riassumere i maggiori: <strong>kanban</strong>, <strong>value stream map</strong>, <strong>automatizzazione dei test</strong> e <strong>agile ux</strong>.</p>
<h2>Kanban</h2>
<p>Il problema immediatamente emerso dalla retrospettiva è stato quello di gestire le attività dell&#8217;azienda che <strong>non producono valore diretto per il cliente</strong> ma che vanno in ogni caso raccolte, valutate, inserite in una coda di priorità. Per tutti questi <em>task</em> la necessità di un punto di gestione <em>concorrente</em> e la possibilità per lo staff di e-xtrategy di lavorare in uno spazio di aperto e condiviso (elegantissimo peraltro n.d.r.) ha fatto emergere in pochi brevi passaggi l&#8217;adozione del <strong>kanban</strong>. Il kanban, lo scrivo brevemente a beneficio dei neofiti, è sostanzialmente una lavagna dove viene tracciato secondo poche ma ben determinate regole lo stato dei diversi task, <strong>abilitando</strong> il team ad una modalità di lavoro</p>
<ol>
<li><strong>concorrente</strong>, dove sono ridotti al minimo gli stati di attesa per svolgere il proprio lavoro</li>
<li><em><strong>pull</strong></em>, dove si annulla la necessità di una figura responsabile dell&#8217;<em>erogazione del lavoro da svolgere</em></li>
<li><strong>trasparente</strong>, dove ognuno sa e <em>può</em> sapere cosa sta facendo l&#8217;azienda nel suo insieme in un dato momento.</li>
</ol>
<p>Abbattimento della burocrazia, trasferimento del controllo verso il <em>basso</em> e tracciamento di tutte le attività sono il cuore di questa soluzione.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="Kanban in salsa marchigiana by Ilaria Mauric, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/4833297461/" target="_blank"><img title="Kanban in salsa marchigiana" src="http://farm5.static.flickr.com/4111/4833297461_ce68128166.jpg" alt="Kanban in salsa marchigiana" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">&#39;Porta&#39; può essere tradotto dal marchigiano in questo contesto come &#39;Done&#39; <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p></div>
<h2>Value stream map</h2>
<p>Sempre nell&#8217;ottica di individuare con precisione le attività che producono valore diretto per il cliente e distinguerle dalle attività accessorie abbiamo fatto ricorso alla <strong>mappatura del flusso del valore</strong>, che permette di individuare quali punti del processo ostruiscano la consegna del valore stesso al cliente. Come attività complementare abbiamo stabilito un <em>ranking</em> delle attività interne all&#8217;azienda secondo l&#8217;importanza percepita dal cliente rispetto al valore consegnato. Questo ranking è stato utile per capire in maniera più oggettiva quali siano le attività su cui cercare di tagliare i costi.</p>
<p>Interessante a dir poco, in un&#8217;azienda che passa la gran parte del tempo a scrivere codice PHP per consegnare siti web più o meno complessi, <strong>l&#8217;attività di scrivere PHP risulta essere fra le meno rilevanti per il cliente finale</strong>, quindi fra le meno dense dal punto di vista del valore consegnato. In sostanza una prova <em>a posteriori</em> di quanto <a title="Il codice come contrattempo su Sviluppo Agile" href="http://www.sviluppoagile.it/il-codice-side-effect-un-fastidioso-contrattempo" target="_self">sostengo da un bel po&#8217;: <strong>il codice è un mezzo, mai l&#8217;obiettivo</strong>.</a></p>
<h2>Automatizzazione dei test</h2>
<p>Per stabilire un punto di incontro oggettivo che stabilisca l&#8217;impalcatura di lavoro per il maggior numero di persone possibile all&#8217;interno dell&#8217;azienda si è stabilito di <strong>far attecchire i test funzionali una volta per tutte</strong>, incarnati da <a title="Selenium website" href="http://seleniumhq.org/" target="_blank">Selenium</a> &#8211; nelle sue <em>nuance</em> <strong>Selenium RC per PHP e Selenium IDE</strong>. Il <em>workflow</em> per ora ipotizzato &#8211; perché solo dopo qualche settimana o mese di riscontri se ne potrà stabilire la bontà assoluta e relativa ad e-xtrategy &#8211; vede lo specialista XHTML/CSS produrre test funzionali di alto livello basati sui prototipi scritti in XHTML (vedi sotto) usando Selenium IDE &#8211; che permette di scrivere i test semplicemente usando il browser -  e poi una serie successiva di raffinamenti nelle fasi di sviluppo in cui i programmatori PHP con Selenium RC possono integrare gli stessi test in PHPUnit.</p>
<h2>Interaction design (più) agile</h2>
<p><a title="Ale inizia a scrivere l'html del wireframe by Ilaria Mauric, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/4833765099/" target="_blank"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4091/4833765099_c64ceee33a.jpg" alt="Ale inizia a scrivere l'html del wireframe" width="500" height="375" /></a><br />
Le intraprendenti decisioni prese dal team e-xtrategy in quei due giorni sono state argomento di discussione anche al di fuori delle mura e-xtrategy con commenti dei soliti noti ad un <a title="Articolo sui wireframe di Alberto Mucignat" href="http://www.mucignat.com/blog/archives/1998-wireframe-e-prototipi-perche-servono.html" target="_blank">post</a> di Alberto &#8211; <a title="Articolo sui wireframe di Ilaria Mauric" href="http://www.ilariamauric.it/2010/07/16/dopo-il-seminario-dotnetmarche-tante-domande/" target="_blank">Ilaria Mauric</a> compresa, interaction designer di e-xtrategy. L&#8217;obiettivo che condivido con il team e-xtrategy in questo frangente è quello di <strong>mitigare, se non risolvere, il problema posto dall&#8217;integrazione di un team UX con un team di sviluppo</strong>. Dopo i primi esperimenti negli anni scorsi, infatti, i principali interaction designer con cui ho collaborato hanno rivisto al ribasso il loro entusiasmo per i metodi agili e si sono arroccati dietro un &#8220;per la progettazione il waterfall è inevitabile&#8221;, nonostante i pochi esperimenti fatti avessero lasciato soddisfatti tutti i team coinvolti &#8211; intesi nel loro senso più eterogeneo. Ovviamente, poi ho capito, per le <strong>aziende specializzate in interaction design</strong> il discorso ha senso: perché impelagarsi ad integrare il mio metodo con quello di chi sviluppa se il mio business è esclusivamente basato sulla progettazione?</p>
<p>E-xtrategy però presenta una situazione diversa in cui la multidisciplinarietà del team interno è elevata e in cui quindi una metodologia agile integrata ritorna immediatamente di altissimo interesse. <strong>Interaction designer, visual designer, sviluppatore XHTML/CSS e sviluppatori PHP, poiché a stretto contatto, possono condividere molto spesso i loro semilavorati e perfino lavorarli in <em>pair</em> cross-funzionali! </strong></p>
<p>Il succo insomma sta nel ridurre al minimo l&#8217;approccio fornitore-cliente che vuole &#8211; per fare un mero esempio &#8211; che l&#8217;interaction designer sviluppi un wireframe che poi venga traformato in prototipo che poi venga passato al visual designer che poi passi il template al programmatore XHTML/CSS che poi passerà il lavoro finale alla gente del PHP, in una lunga serie di piccoli waterfall. Con alcuni accorgimenti è possibile circoscrivere molto la necessità di una progettazione <em>upfront</em>: sviluppato un prototipo XHTML molto simile al wireframe, si comincia a scrivere test funzionali per garantire che quel wireframe-ormai-prototipo sia <strong>la base di tutto il lavoro successivo per tutto il team</strong>. Si fa in modo insomma che il wireframe venga sugellato dai test automatici come il codice eseguibile, con un immenso guadagno sia in termini di formalismi e oggettività &#8211; il wireframe esaltato dai test nel suo giusto ruolo di contratto &#8211; sia in termini di organizzazione del lavoro &#8211; gli sviluppatori e i grafici possono in questo modo lavorare in parallelo sin dalle prime fasi dello sviluppo.</p>
<p>Non mi rimane che ringraziare e-xtrategy per la rinnovata esperienza di coaching e promettere a te di riportare qui la cronaca dei prossimi sviluppi più rilevanti relativamente a tutti questi temi .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’importante è avere disciplina</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma sì dai, l&#8217;importante è avere disciplina, darsi un metodo. Poi agile o non agile non importa, è uguale.
No, hai capito?
No.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ma sì dai, l&#8217;importante è avere disciplina, darsi un metodo. Poi <em>agile</em> o non <em>agile</em> non importa, <strong>è uguale</strong>.</p></blockquote>
<p>No, hai capito?</p>
<p><strong>No.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Manifesto Agile in italiano – Reloaded</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle trincee]]></category>
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		<description><![CDATA[In un ormai antico post forse avevi letto della mia traduzione del Manifesto Agile. Oggi torno qui, parecchio tempo dopo, all&#8217;indomani della pubblicazione della traduzione italiana ufficiale del Manifesto Agile per ringraziare le persone con cui ho collaborato. Con tutti i traduttori e revisori ho condiviso pochi ma ottimi momenti insieme, di collaborazione vera.
Un piccolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un ormai antico <a title="Vecchio post sulla traduzione italiana del Manifesto Agile" href="http://www.sviluppoagile.it/il-manifesto-agile-italiano" target="_self">post</a> forse avevi letto della mia traduzione del Manifesto Agile. Oggi torno qui, parecchio tempo dopo, all&#8217;indomani della pubblicazione della <a title="Traduzione italiana ufficiale del Manifesto Agile" href="http://agilemanifesto.org/iso/it/" target="_blank">traduzione italiana ufficiale del Manifesto Agile</a> per ringraziare le persone con cui ho collaborato. Con tutti i traduttori e revisori ho condiviso pochi ma ottimi momenti <em>insieme</em>, di collaborazione vera.</p>
<p>Un piccolo gioiello di lavoro concorrente reso possibile da una altissima condivisione di valori, che ha a sua volta permesso &#8211; una volta tanto &#8211; di dedicarsi fin dal primo secondo alla creazione di valore invece che all&#8217;individuazione di un processo per crearlo. Un foglio elettronico online e via, a concentrarsi sugli aspetti linguistici della traduzione, sul <em>core</em>.</p>
<p>Non è stato semplice. Tradurre un documento come il Manifesto Agile, in cui ogni parola ha un peso preciso ed enorme, ti pone continuamente di fronte al compromesso tra fedeltà all&#8217;originale e bellezza della forma tradotta. Collaborare con persone tutte di grande consapevolezza, ma culturalmente miste, ha permesso di discutere ogni singola parola problematica e raggiungere sempre un compromesso linguisticamente <em>denso</em>: quella che si dice <strong>conoscenza implicita</strong>.</p>
<p>Il bello è stato far scorrere questa conoscenza implicita avanti e indietro tra le teste di persone distanti tra loro anche migliaia di chilometri e saper mettere su un processo pragmatico, <em>umilmente efficace</em>. A queste teste lontane ma compatte va il mio <em>grazie</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sfuggente e di qualità</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 13:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>

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		<description><![CDATA[Ron Jeffries, nella mailing list extremeprogramming@yahoogroups.com, in queste ultime ore a chi scriveva
[Unified Process] has [a flow with all the steps] formally described. I know [extreme programming] have different philosophies but they are both methodologies and should them both have a formal process.
rispondeva così
Sorry. Agile processes are not formal.
Questa risposta sintetizza (perché chiaramente si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Ron Jeffries" href="http://www.xprogramming.com" target="_blank">Ron Jeffries</a>, nella mailing list extremeprogramming@yahoogroups.com, in queste ultime ore a chi scriveva</p>
<blockquote><p>[Unified Process] has [a flow with all the steps] formally described. I know [extreme programming] have different philosophies but they are both methodologies and should them both have a formal process.</p></blockquote>
<p>rispondeva così</p>
<blockquote><p>Sorry. Agile processes are not formal.</p></blockquote>
<p>Questa risposta sintetizza (perché chiaramente si tratta di sintesi affatto esaustiva) molti aspetti difficili dell&#8217;approccio al mondo agile. Tra i primi che mi vengono in mente ora, mentre devo scappare per tornare al mio lavoro, trovo:</p>
<ol>
<li><strong>I metodi agili non possono essere spiegati top-down.</strong> Una spiegazione frontale può aiutare, può introdurre, ma poi basta: bisogna <em>fare</em> e <em>capire. </em>La mera <strong>inesistenza di una impalcatura formale</strong> scardina ogni tentativo di verbalizzarne una.</li>
<li><strong>I processi agili sono facilmente fraintendibili da chi non è disposto ad approfondire il tema</strong> perché è più facile fare di concetti dai contorni sfumati quello che si vuole per giustificare le proprie esigenze dirette o addirittura le proprie debolezze. Penso a quanti ritengono che l&#8217;agile si risolva nella formula iteratività+incrementalità facendosi sfuggire che anche Unified Process contempla un approccio iterativo e incrementale.</li>
<li><strong>I metodi agili sono adatti a fronteggiare la realtà perché ne riflettono la complessa vaghezza.</strong> Non esiste squadra di calcio che possa vincere una partita applicando schemi rigidi. Non esiste medico serio che si aspetti che un paziente sia un sistema che restituisce output lineari . Non esiste ecologo che pensi che si possa agire per step contemporanemanete deterministici e lineari per rimettere a posto un ecosistema. Esistono invece molti professionisti IT che credono che un sistema complesso &#8211; come un progetto &#8211; possa essere controllato da entità (più) semplici &#8211; una persona o addirittura un <em>tool</em>.</li>
</ol>
<p>Quello che credo sia il nostro dovere tutti i giorni è crescere aumentando la nostra consapevolezza della complessità del contesto dei progetti IT e saper galleggiare su quelle onde <strong>ridefinendo ogni giorno il nostro equilibrio</strong>, senza affetto per quello trovato oggi, senza nostalgia per quello abbandonato ieri.</p>
<p>Trovi sia difficile? <em>Lo è</em>!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>@jacoporomei</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 15:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
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		<category><![CDATA[jacopo romei]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo anni di resistenza affatto attiva, semmai dovuta al timore di un sovraccarico di linea per il mio limitato quantitativo di materia grigia, ho deciso di sfidare i miei neuroni più social cedendo alla seduzione di Twitter. Dedicherò i miei tweet agli stessi temi che tratto su questo blog, ovviamente cavalcandone la natura più real [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di resistenza affatto attiva, semmai dovuta al timore di un <em>sovraccarico di linea</em> per il mio limitato quantitativo di materia grigia, ho deciso di sfidare i miei neuroni più <em>social</em> cedendo alla seduzione di Twitter. Dedicherò i miei <em>tweet</em> agli stessi temi che tratto su questo blog, ovviamente cavalcandone la natura più <em>real time</em>. Vediamo un po&#8217; cosa accadrà a <a title="Jacopo Romei su Twitter" href="http://twitter.com/jacoporomei" target="_blank">@jacoporomei</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Design concorrente per team distribuiti con Google Drawing</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai tempi della fine dello storico PowWow &#8211; esempio quintessenziale del fenomeno dot-com anni &#8216;90 &#8211; cioè dal 2000, attendevo il ritorno di uno strumento per disegnare cooperativamente online in tempo reale. C&#8217;erano sì stati alcuni strumenti alternativi anche su piattaforme molto diffuse come MSN o Skype, ma mai con i miei clienti ero riuscito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dai tempi della fine dello storico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PowWow_%28chat_program%29">PowWow</a> &#8211; esempio quintessenziale del fenomeno dot-com anni &#8216;90 &#8211; cioè dal 2000, attendevo il ritorno di uno <strong>strumento per disegnare cooperativamente online in tempo reale</strong>. C&#8217;erano sì stati alcuni strumenti alternativi anche su piattaforme molto diffuse come MSN o Skype, ma mai con i miei clienti ero riuscito a trovare un modo comodo e facilmente accessibile per disegnare al volo durante una conference call. Beh, finalmente oggi è possibile tornare ai vecchi fasti.</p>
<p>Nella suite <a title="Google Docs" href="http://docs.google.com" target="_blank"><strong>Google Docs</strong></a> infatti è stata recentemente aggiunta <em>Drawing</em>, l&#8217;applicazione per creare e modificare diagrammi. Con la consueta <em>grammatica di interazione</em> gli utenti possono condividere i loro diagrammi con altri utenti e collaborare interattivamente sugli stessi diagrammi esattamente come Google Spreadsheet ci aveva già abituato a fare con i fogli elettronici. In pratica abbiamo tutti noi finalmente a disposizione una <strong>whiteboard</strong> (quasi) gratuita da condividere con chiunque, ovunque ed in qualsiasi momento.</p>
<p>Per me questo rappresenta l&#8217;abbattimento di una barriera molto scomoda, vincolante buona parte della mia attività lavorativa. Ogni volta che mi sono trovato costretto a fare una riunione in remoto o a fare pair programming via Skype, è sempre mancata la possibilità di <em>disegnare</em>. Non so tu, ma io quando condivido e discuto concetti al di sopra di una complessità minima ho bisogno di fare schizzi ed esempi grafici. Negli ultimi anni avevo fatto grandi sforzi per ovviare a questa vera e propria <em>amputazione mediatica</em>, sforzandomi di raffinare la capacità di rimuovere le ambiguità dai discorsi e di comunicare in modo più verbale e meno visuale. Lo strumento di Google rende finalmente questa traduzione non necessaria e, soprattutto, non richiede grandi iniziative da parte dei miei clienti: un account Google. Punto. Niente plug-in, niente applicazioni, perfino niente Flash Player!</p>
<p>La conseguenza più importante per tutti di questo lancio è la nuova abilitazione ad un <strong>processo di design concorrente</strong>, tipicamente desiderato nel contesto <em>lean</em>, poiché <strong>concorrenza significa feedback più immediati</strong>. D&#8217;ora in avanti quindi niente più ostacoli per tracciare un po&#8217; di UML durante un pair programming in remoto, più nessun problema per tracciare semplici grafici durante una conference call e, arrivo a pensare, d&#8217;ora in avanti avremo anche aperta la possibilità per i nostri interaction designer di prototipare (parti di) interfacce anche con collaboratori e clienti lontani!</p>
<p>Certo, questo non dovrà mai significare la rinuncia ad ogni tentativo possibile di incontrarsi <em>de visu</em>, e non tanto per un mio inguaribile romanticismo neo-<a title="Luddismo su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luddismo" target="_blank">luddista</a>, quanto invece per l&#8217;oggettiva qualità della comunicazione fra le persone&#8230; di persona! Poi si sa, difficilmente resisterai al fascino di una partita a <a title="Il gioco del tris su Wikipedia " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tris_%28gioco%29" target="_blank">tris</a> in remoto! <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>phpDay 2010: e quattro!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 13:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ache quest&#8217;anno posso comunicarti la mia partecipazione al phpDay, la conferenza italiana annuale dedicata a PHP.
È il quarto anno di fila che partecipo a questo evento come speaker, l&#8217;anno scorso con Sue me sue you blues – Contratti e preventivi nei processi agili, quest&#8217;anno con Qualità totale. Diventa sempre più difficile di anno in anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ache quest&#8217;anno posso comunicarti la mia partecipazione al <strong>phpDay</strong>, la conferenza italiana annuale dedicata a PHP.</p>
<p>È il quarto anno di fila che partecipo a questo evento come speaker, l&#8217;anno scorso con <a title="Sue me sue you blues – Contratti e preventivi nei processi agili" href="http://www.sviluppoagile.it/contratti-agili-phpday-2009" target="_blank">Sue me sue you blues – Contratti e preventivi nei processi agili</a>, quest&#8217;anno con <a title="Qualità totale" href="http://www.phpday.it/session/qualita-totale" target="_blank">Qualità totale</a>. Diventa sempre più difficile di anno in anno rimanere all&#8217;altezza dei nomi di fama nazionale e internazionale previsti in programma. Di questo come al solito non <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ringrazierò il <a title="Sito ufficiale Gr.U.S.P." href="http://www.grusp.it/" target="_blank">Gr.U.S.P.</a>, che organizza tutto come sempre in passato.</p>
<p>Anche questa volta sarò al phpDay in compagnia di <strong>Bonacivita</strong>, il mio lealissimo <em>motociclo</em>. Dopo un inverno di arresto forzato, coglierò l&#8217;occasione dell&#8217;evento e la sua insolita prossimità con Roma per inaugurare la mia nuova stagione di mototurismo.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/jakuza/2135449489/" title="Bonacivita a Patrasso #2 by jakuza, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2007/2135449489_25c18ef610_m.jpg" width="240" height="160" alt="Bonacivita a Patrasso #2" /></a></p>
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		<title>Manager e coach: ruoli e metafore da bar</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 21:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visione agile]]></category>
		<category><![CDATA[appelo]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[football]]></category>
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		<category><![CDATA[manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Un brevissimo post per segnalarne a mia volta uno piuttosto interessante di Jurgen Appelo, uno dei miei blogger preferiti, sul differente ruolo del coach e del manager.
Non resisto alla tentazione di integrare con una metafora sportiva: in una squadra di football ci sono i manager e c&#8217;è il coach. Non credo debba aggiungere altro, secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un brevissimo post per segnalarne a mia volta <a title="Managing vs. Coaching vs. Mentoring" href="http://www.noop.nl/2010/04/managing-vs-coaching-vs-mentoring.html" target="_blank">uno piuttosto interessante di Jurgen Appelo</a>, uno dei miei blogger preferiti, sul differente ruolo del coach e del manager.</p>
<p>Non resisto alla tentazione di integrare con una metafora sportiva: in una squadra di <em>football </em>ci sono i manager e c&#8217;è il coach. Non credo debba aggiungere altro, secondo me messa così rende bene l&#8217;idea.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lean. Da generazioni.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 10:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[lean]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>

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		<description><![CDATA[Più volte si è reso necessario ribadire che molte delle soluzioni proposte dai metodi agili, sebbene spesso controintuitive, sono sempre derivate dall&#8217;esperienza e mai dalla mera speculazione. Una forma di saggezza insomma, ampiamente condivisa, distillata e raccolta nella letteratura di settore.
Oggi in Liguria mia nonna riguardo al mio imminente trasloco:
Devi tenere solo quello che ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più volte si è reso necessario ribadire che molte delle soluzioni proposte dai metodi agili, sebbene spesso controintuitive, sono sempre derivate dall&#8217;esperienza e mai dalla mera speculazione. Una forma di saggezza insomma, ampiamente condivisa, distillata e raccolta nella letteratura di settore.</p>
<p>Oggi in Liguria mia nonna riguardo al mio imminente trasloco:</p>
<blockquote><p>Devi tenere solo quello che ti serve, butterai quasi tutto. Tanto si usano sempre solo poche cose e sempre quelle.</p></blockquote>
<p>Lo avresti detto? La saggezza popolare è <em>lean</em>. <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Inventato il martello (agile), tutto diventa un chiodo (waterfall)</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 15:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[agilità]]></category>
		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
		<category><![CDATA[bob martin]]></category>
		<category><![CDATA[metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[uncle bob]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono imbattuto poco fa in questo interessante post di Robert &#8216;Uncle Bob&#8217; Martin a proposito dell&#8217;impoverimento del termine &#8220;agile&#8221; nell&#8217;industria del software. Meglio ancora, l&#8217;articolo parla della sovrageneralizzazione di termini il cui significato è invece limitato, per quanto profondo, per quanto vasto, e al tipico sfruttamento pubblicitario che ne consegue. È ovvio &#8211; considerato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono imbattuto poco fa in questo interessante <a title="Articolo di Uncle Bob" href="http://weblogs.java.net/blog/82/2003/09/02/aristotles-error-or-agile-smagile" target="_blank">post di Robert &#8216;Uncle Bob&#8217; Martin</a> a proposito dell&#8217;impoverimento del termine &#8220;agile&#8221; nell&#8217;industria del software. Meglio ancora, l&#8217;articolo parla della <em>sovrageneralizzazione</em> di termini il cui significato è invece limitato, per quanto profondo, per quanto vasto, e al tipico sfruttamento pubblicitario che ne consegue. È ovvio &#8211; considerato l&#8217;autore del post &#8211; che il nucleo di questa argomentazione sia posto sull&#8217;attributo <em><strong>agile</strong></em>, particolarmente discusso, celebrato o condannato in questi ultimi anni.</p>
<p>L&#8217;argomentazione di Martin parte da considerazioni sulla metafisica aristotelica per giungere a dichiarazioni concrete e molto chiare. I riferimenti alla storia della filosofia, devo ammettere, mi permettono di togliermi qualche soddisfazione: se anche luminari indiscussi del software internazionale come Martin li usano, allora io non devo aver fatto troppo male <a title="Filosofia e metodologie agili" href="http://www.sviluppoagile.it/feedback-comunicazione-e-rispetto-socrate-agile" target="_self">in passato</a>! <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Scherzi a parte, il passaggio che mi è piaciuto di più è questo</p>
<blockquote><p>The danger is clear. The word &#8220;agile&#8221; will become meaningless. It will be hijacked by loads of marketers and consultants to mean whatever they want it to mean. It will be used in company names, and product names, and project names, and any other name in order to lend credibility to that name. In the end it will mean as much as Structured, Modular, or Object.</p></blockquote>
<p>Io ho smesso di usare la parola <em>agile</em> da qualche tempo. I miei ultimi clienti &#8211; perfino quelli che mi contattano perché non vedono l&#8217;ora di entrare nel mondo dei metodi agili &#8211; non mi sentono più pronunciarla. Combatto una lotta linguistica quotidiana per formulare concetti e frasi che aggirino queste 5 lettere in successione: <em>a</em>, <em>g</em>, <em>i</em>, <em>l</em>, ed <em>e</em>. Sono talmente preso da questa decisione <a title="Ellissi su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ellissi" target="_blank">ellittica</a> da nutrire ormai forti dubbi anche sul nome di questo blog.</p>
<p>Perché questa avversione? Perché così all&#8217;improvviso? Per diversi motivi.</p>
<ol>
<li>Una parola, usata depauperata del suo significato più denso, è come un magazzino pieno di componenti non usate, come un set di user story iniziate e non completate: è, in sostanza, una forma di <a title="Il concetto di waste nel lean software development su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lean_software_development#Eliminate_waste" target="_blank"><em>waste</em></a>. Trovo sia più importante per un team mettersi in marcia concretamente verso l&#8217;agilità che fregiarsi di tale caratteristica.</li>
<li>Persone che <span style="text-decoration: line-through;">in buona o cattiva fede</span> per motivi più o meno legati al marketing si vendono come <em>agilisti </em>e attribuiscono (anche) a passate collaborazioni con me la loro agilità mi danneggiano. Questo danno è vero qualunque sia il grado di evangelizzazione io abbia <em>volontariamente</em> apportato, questo danno è vero quantunque io abbia potuto ritenermi anche solo <em>in grado</em> di evangelizzare. E questo mi porta diritto al terzo punto.</li>
<li><strong>Io sono agile?</strong> Io posso davvero ritenermi arrivato ad un punto degno di tale fatidico attributo? Domanda difficile da esaurire con una risposta netta e sai perché? Perché <strong>l&#8217;agilità non è un valore assoluto</strong> e con questo non intendo affatto abbandonarmi al più facile dei relativismi. Intendo invece stabilire una natura relativa <em>a priori</em> dell&#8217;attributo di agilità: come la sicurezza è definita solo in termini di &#8220;fare A è più sicuro che fare B&#8221; e non certo di &#8220;fare A è sicurissimo&#8221;, così l&#8217;agilità è definibile in termini di &#8220;fare X è più robusto rispetto al bisogno di produttività in un contesto mutevole rispetto a fare Y&#8221; ma non certo di &#8220;facciamo così, facciamo così tutti e facciamolo sempre perché funzionerà ovunque&#8221;!</li>
</ol>
<p>Qualcuno diceva riguardo l&#8217;abuso di cose e concetti:</p>
<blockquote><p>Inventato il martello, tutto diventa un chiodo</p></blockquote>
<p>Ecco, io vorrei fare l&#8217;uso migliore del mio martello, ma solo sui chiodi.</p>
<p>I processi agili sono il mio mezzo, chiunque mai li chiamerà come vorrà. Cercare di essere produttivi nel mondo reale, questo è il mio unico obiettivo.</p>
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