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	<title>Tavole da surf</title>
	
	<link>http://www.tavoledasurf.it</link>
	<description>Guida e informazioni sulla pratica del surf</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Apr 2012 15:56:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cenni di meccanica applicata al surf</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo articolo ho dato “libero sfogo” alle mie ancora basilari conoscenze di fisica apprese in mezzo semestre di meccanica nel mio corso di studi di “Ingegneria chimica”. Sono ancora rudimentali e non escludo in alcun modo che vi possano essere degli errori. &#160; Vi è mai capitato di cavalcare un’ onda e di rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo ho dato “libero sfogo” alle mie ancora<br />
basilari conoscenze di fisica apprese in mezzo semestre di meccanica nel mio<br />
corso di studi di “Ingegneria chimica”. Sono ancora rudimentali e non escludo<br />
in alcun modo che vi possano essere degli errori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi è mai capitato di cavalcare un’ onda e di rimanere<br />
“impiantati” sulla sua sommità cercando di chiudere una manovra (off the lip,<br />
per i più tecnici un aerial etc etc)? Ebbene con dei banalissimi conti si può dimostrare<br />
che in effetti c’è un notevole perdita di velocità che non dipende solo dall’<br />
errato assetto con cui si inizia e si termina la manovra.</p>
<p>Infatti</p>
<p>U = 0</p>
<p>E<sub>c</sub>= ½mv<sup>2</sup><sub>a</sub></p>
<p>A sistema rappresentano energia potenziale ed energia cinetica (ovvero<br />
l’ energia meccanica) nella posizione più bassa sull’ onda</p>
<p>U= mgh</p>
<p>E<sub>c</sub>= ½ mv<sup>2</sup><sub>b</sub></p>
<p>A sistema rappresentano e.p ed e.c. sulla sommità dell’ onda.</p>
<p>Il bello di usare queste semplici formule stà nel fatto che (sono<br />
semplici), sono indipendenti dalla traiettoria (e quindi ci si risparmia non<br />
poche menate) e ci danno allo stesso tempo un’ informazione importante: la<br />
velocità…</p>
<p>Fatto stà che (per la conservazione dell’ energia meccanica)</p>
<p>U<sub>a</sub> + E<sub>c(a)</sub> = U<sub>b</sub> + E<sub>c(b)</sub></p>
<p>Quindi</p>
<p>½mv<sup>2</sup><sub>b </sub>+ mgh = ½ mv<sup>2</sup><sub>a</sub></p>
<p>V<sup>2</sup><sub>b</sub>= v<sup>2</sup><sub>a</sub> – 2gh</p>
<p>Osserviamo che la velocità finale, la velocità in b, è pari alla<br />
velocità in A diminuita di una quantità proporzionale alla gravità e all’<br />
altezza dell’ onda. Sia g, ovvero forza di gravità (9.8 m/s<sup>2</sup>), che h<br />
(ovvero l’ altezza dell’ onda) sono costanti, cioè numeri, abbastanza semplici<br />
da determinare (una è già data) l’ unico problema pratico sarebbe stimare la<br />
velocità in A.</p>
<p>Inoltre se prendiamo in esame anche un’ altra forza, quella di attrito<br />
dinamico, la velocità (come ci aspettiamo) diminuisce ulteriormente.</p>
<p>mV<sup>2</sup><sub>b</sub>= mv<sup>2</sup><sub>a</sub> – 2mgh – 2ų<sub>d</sub>N</p>
<p>Dove ų<sub>d </sub>è un coefficiente di attrito, in particolare dell’<br />
attrito tra il bottom e l’ acqua, ed N è la reazione vincolare alla superficie<br />
ovvero quella forza opposta alla forza peso che evita che la tavola sprofondi<br />
in acqua e resti in superficie durante la cavalcata.</p>
<p>Se assumiamo l’ onda come un piano inclinato di un angolo Ɵ (in<br />
maniera un po’ grossolana, ma nemmeno tanto in linea di principio e specie se è<br />
giornata di molloni)</p>
<p>V<sup>2</sup><sub>b</sub>= v<sup>2</sup><sub>a</sub> – 2gh – 2ų<sub>d</sub>gcosƟ</p>
<p>Vediamo che tuttavia possiamo semplificare le masse, ovvero, udite<br />
udite, in fin dei conti non importa quanto pesiamo, a parità di velocità<br />
iniziale usciamo dall’ onda tutti con la medesima velocità finale.</p>
<p>Riguardo al piano inclinato, non mi scandalizzerei più di tanto poiché<br />
la reazione vincolare si manifesta comunque come normale (cioè come la<br />
perpendicolare) alla tangente della curva dell’ onda nel punto dove siamo. Nel<br />
momento in cui la tangente diventa verticale non c’è più reazione vincolare ed<br />
agisce solo la forza peso (o se siamo in un’ onda molto tubante, peggio,<br />
iniziamo ad essere sottoposti in quel punto ad un’ altra forza: quella<br />
centripeta (quella che confondiamo spesso con la forza centrifuga)). Quindi<br />
cadiamo nel primo caso o entriamo in un moto circolare nel secondo ( a<br />
proposito le “splendide” immagini dei wipeout a Teahupoo non possono smentire!)</p>
<p>PS: assumere l’ onda come il nostro sistema di riferimento non è<br />
scomodo ne sbagliato poichè dato che viaggia a una velocità costante ci poniamo<br />
su un sistema inerziale.</p>
<p>Per inciso non ho la più pallida idea di quanto valga l’ attrito tra<br />
carena/acqua, ipotizzo inoltre che questo vari da carena a carena. A ognuno il<br />
suo. Di fatto però non possiamo considerarlo trascurabile anche se<br />
apparentemente potrebbe sembrare insignificante.</p>
<p>A questo punto sono il primo a farmi sorgere un dubbio: come è<br />
possibile allora che i grandi campioni sfidino palesemente le leggi della<br />
fisica e riescano ad arrivare sulla cresta dell’ onda ad una così grande<br />
velocità che permette loro, infine, di compiere le “peggio” evoluzioni?!</p>
<p>Ebbene, anche dall’ esperienza in acqua sono arrivato alla conclusione<br />
che il surf, o meglio il surfista sfrutta enormemente le forze impulsive,<br />
ovvero quelle forze che si manifestano in un intervallo di tempo molto<br />
ristretto (0.1/1secondo) rispetto al tempo di osservazione totale (in questo<br />
caso, il tempo di cavalcata).</p>
<p>Esaminiamo il caso in cui saliamo con una velocità V<sub>0</sub><br />
iniziale qualunque.</p>
<p>Sempre assumendo di viaggiare lungo una traiettoria rettilinea ideale<br />
(cioè di inclinazione costante a nostro piacimento, o meglio a piacimento della<br />
swell ideale)</p>
<p>Scomponiamo le forze lungo l’ asse x e y</p>
<p>F<sub>x</sub>= Fu<sub>x</sub> – mgsenƐ &#8211; F<sub>attrito</sub></p>
<p>F<sub>y</sub>= N – mgcosƐ</p>
<p>A sistema rappresentano una buona scomposizione delle forze agenti<br />
lungo gli assi coordinati.</p>
<p>segue</p>
<p>ma<sub>x</sub>= Fu<sub>x</sub> – mgsenƐ – ų<sub>d</sub>mgcosƐ</p>
<p>da cui ricavare l’ accelerazione lungo la traiettoria che stiamo<br />
seguendo</p>
<p>a<sub>x</sub>= [(Fu<sub>x</sub>)/m] – gsenƐ – ų<sub>d</sub>gcosƐ</p>
<p>l’ accelerazione dipende essenzialmente da un solo termine ovvero da<br />
Fu<sub>x </sub>(che assumo come parallela alla traiettoria). Come ci aspettiamo<br />
più aumentiamo la forza agente sulla tavola più l’ accelerazione sarà maggiore<br />
(la variazione dell’ angolo non fa la differenza poiché se il termine seno è<br />
molto grande (circa 1, suo valore massimo) dall’ altra parte il coseno sarà<br />
molto piccolo (circa 0), dato che i due termini si sommano in un unico numero<br />
negativo quella somma sarà all’ incirca sempre costante rispetto alle quantità “gigantesche”<br />
che andremo ora a calcolare)</p>
<p>Infatti c’è un modo di far aumentare Fu<sub>x</sub> fino<br />
(ipoteticamente) all’ infinito, ovvero dare un impulso.</p>
<p>Consideriamo 2 piani inclinati, l’ ipotenusa come nostra traiettoria.<br />
Questi due piani inclinati sono disposti in modo tale che formino un angolo tra<br />
di loro che chiamiamo Ɵ. Gli angoli che determinano l’ inclinazione di ogni<br />
singolo piano inclinato li chiamiamo Ɛ.</p>
<p><a href="http://www.tavoledasurf.it/wp-content/uploads/2012/04/MSP28151a163e14adfi38e6000052d363ae8dce82631.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-117" title="MSP28151a163e14adfi38e6000052d363ae8dce8263" src="http://www.tavoledasurf.it/wp-content/uploads/2012/04/MSP28151a163e14adfi38e6000052d363ae8dce82631.gif" alt="" width="300" height="235" /></a></p>
<p>La proiezione della quantità di moto p sul cateto LN è mvcosƐ, e<br />
questa quantità proiettata lungo gli assi risulta mvsenƟcosƐ, e nel piano<br />
inclinato seguente (non riportato nel disegno) è lo stesso con segno opposto<br />
(PS: nel disegno sembra che l’ angolo Ɵ sia tra AL e l’ asse, mentre è tra NL è<br />
l’ asse), quindi</p>
<p>J= 2mvsenƟcosƐ .</p>
<p>Se questo impulso è dato in un tempo ristretto Ƭ otteniamo che</p>
<p>F<sub>m</sub>=(2 mvsenƟcosƐ)/Ƭ</p>
<p>Sostituendo F<sub>m</sub> al posto di Fu<sub>x</sub> nella precedente<br />
espressione dell’ accelerazione</p>
<p>a<sub>x</sub>=[(2 vsenƟcosƐ)/Ƭ] – gsenƟ – ų<sub>d</sub>gcosƟ</p>
<p>ipoteticamente parlando il</p>
<p>lim  (2 vsenƟcosƐ)/Ƭ = ∞</p>
<p>anche senza passare ai limiti questo è intuitivo perché qualsiasi<br />
quantità maggiore di 1 divisa tra un numero compreso tra 0 ed 1 (esclusi 0 ed<br />
1) è più grande della quantità iniziale (provare per credere), quindi più il<br />
tempo in cui l’ impulso viene fornito è piccolo maggiore sarà la forza e quindi<br />
l’ accelerazione. Se riuscissimo a dare un impulso in 0.00001 secondi<br />
otterremmo una forza dell’ ordine di 10<sup>5</sup> ovvero 100000 N (Newton)!<br />
Potremmo sollevare diecimila Kg (sulla terra)! Tuttavia solo uno Jedi può<br />
fornire un impulso in così poco tempo…</p>
<p>Discutendo il numeratore, inoltre, vediamo che questo aumenta all’<br />
aumentare della velocità ma anche se Ɵ ~ 90 e Ɛ ~ 0. Interpretando queste<br />
considerazioni le condizioni ottimali per iniziare a manovrare sono velocità<br />
discreta, un angolo di “virata” più piccolo (cioè radicale) possibile. Vediamo<br />
nuovamente che la massa non entra in gioco in alcun modo. Inoltre vediamo che<br />
l’ angolo ottimale tra un piano inclinato e l’altro è di 0 gradi, questo non<br />
vuol dire che l’ onda deve essere inesistente, ma solo che è meglio porsi nel<br />
luogo dove la tangente all’ onda è 0, ovvero è meglio porsi nel cavo, nella parte<br />
più bassa dell’ onda. Ricordo infatti che prendere un piano inclinato significa<br />
semplicemente assumere che la tangente sia sempre costante per facilità di<br />
conti. Ma di fatto esprime una tangente. Per il resto gioca sempre il ruolo più<br />
importante l’ intervallo di tempo Ƭ! Considerando una forza impulsiva, in<br />
ultima analisi, l’ accelerazione può aumentare in modo più che apprezzabile!</p>
<p>Alcune azioni non corrette sono quindi:</p>
<p>1) non dare nessun tipo di impulso e quindi perdere velocità drasticamente una<br />
volta arrivati in cima (caso trattato all’ inizio)</p>
<p>2) dare male l’ impulso, su traietorie sbagliate, arrivare con<br />
velocità insufficiente.</p>
<p>Specialmente quest’ ultimo aspetto non dipende dal surfista spesso ma,<br />
se parliamo di Mediterraneo, dalla qualità stessa delle onde o della tavola…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I trucchi per acquistare la tua surfboard e i metodi per prevenire i danni</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 18:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tavola da surf]]></category>
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		<category><![CDATA[acquisto tavola da surf]]></category>
		<category><![CDATA[clark foam]]></category>
		<category><![CDATA[onde]]></category>
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		<category><![CDATA[surf usato]]></category>

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		<description><![CDATA[Propongo questo articolo proprio all’ inizio di Maggio non per un emerita casualità, ma perchè è proprio questo il periodo in cui i principianti e i surfer meno esperti tendono ad acquistare tavole da surf. Innanzitutto vorrei consigliarvi di aspettare i saldi invernali per comprare tavole nuove, anche se ormai passati già da un bel po’. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="EN">Propongo questo articolo proprio all’ inizio di Maggio non per un emerita casualità, ma perchè è proprio questo il periodo in cui i principianti e i surfer meno esperti tendono ad acquistare tavole da surf.</p>
<p>Innanzitutto vorrei consigliarvi di aspettare i saldi invernali per comprare tavole nuove, anche se ormai passati già da un bel po’. E se proprio non potete rinunciare a comprare una tavola per surfare quest’ estate vi sconsiglio di fare il vostro grande acquisto proprio in questo momento &#8220;sbagliato&#8221;.</p>
<p>Ma una volta acquistata, il rapporto che si creerà con essa sarà qualcosa di sorprendente. Ogni surfer vede la propria tavola come una compagna di avventura o un’ inseparabile amica più che come un inanimato oggetto composto da una miscela di resine.</p>
<p>Ma cosa possiamo fare per mantenerla in “salute” al più lungo possibile e essere certi che il nostro sia stato un acquisto conveniente e sicuro?</p>
<p>Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possono fare al caso nostro:</p>
<p>(1)controllare accuratamente la <u>qualità della resina</u>, (2) le caratteristiche dell’ <u>esterno della tavola</u>, (3) le caratteristiche dell’ <u>interno della tavola</u>, (4) avere sempre un <u>documento che certifichi la compravendita </u>e il passaggio di proprietà.</p>
<p>Ma analizziamo meglio tutti questi punti:</p>
<p>1) La resina è il primo indice di <u>invecchiamento della tavola</u>: se la resina con cui è ricoperta la tavola ha un colore “giallino” o tendente all’ ingiallimento vuol dire che è ormai sul punto di morte e che ben presto inizieranno a presentarsi le prime &#8221;rughe&#8221; ( <u>piccole crepe</u> nella resina con conseguenti <u>infiltrazioni d’ acqua </u> e questo processo irreversibile culminerà con la <u>rottura della struttura</u>). Se invece la resina della tavola si presenta con un bel colore bianco allora ciò è rivelatore di una tavola ancora in “salute” e ancora giovane.</p>
<p>E se la tavola è colorata? Bè ricordate sempre che la parte che noi stiamo guardando è composta da tre strati (che comunque possono variare di numero) di resina applicata sulla clark foam, ed il colore o il disegno è stato applicato sotto questi strati, quindi con un po’ d&#8217; occhio si potranno vedere eventuali crepe o ingiallimenti della resina che sembrerebbero appartenenti al disegno o al colore ma in verità non sono altro che le proiezioni delle crepe sul quest&#8217; ultimo!</p>
<p>Per rendere meglio l’ idea pensate a questi tre strati come uno unico di glassa trasparente.</p>
<p>E’ importante controllare questo strato perchè è quest’ ultimo che dona elasticità e nello stesso tempo la resistenza necessaria affinchè la tavola non si rompa.</p>
<p><u>Per evitare l’ ingiallimento e l’ indebolimento della resina tenete la tavola al riparo dai raggi solari, diventati ormai dannosi oltre che per la nostra pelle anche per la nostra tavola.</p>
<p></u>(2) le caratteristiche esterne della tavola sono essenziali per non acquistare un “pacco”. Queste in termini tecnici prendono il nome di linee d’ acqua e differiscono per esigenza, ovvero a linee d’ acqua diverse corrispondono rispettivi tipi di onde.</p>
<p>Iniziamo a chiarire cosa sono le linee d’ acqua: con questo termine si considerano le linne e gli indicatori geometrichi, ovvero lo spessore, la curvatura dello scoopline e del outline, la larghezza (widht), la lunghezza in piedi e tutte informazioni tecniche e geometriche necessarie affinchè il progetto della tavola possa realizzarsi in una tavola vera.</p>
<p>Della lunghezza della tavola ho già trattato in altri articoli, e come sappiamo può variare da persona a persona e per differenti gusti.</p>
<p>Trattiamo invece termini più tecnici, come <u>scoopline e outline</u>, e iniziamo con il distinguerli; <u>La scoop è quella linea curva che unisce prua e poppa determinandone la carena o bottom</u>, per non sbagliarsi quella linea che segue il longherone (quella striscia di legno presente praticamente in tutte le tavole) e che quindi incide, in termini empirici, sulla “curvatura in su” della struttura rispetto a un qualsiasi piano a cui essa è appoggiata. Più lo scoop sarà accentuato più la tavola avrà caratteristiche oceaniche e per onde grandi e potenti. Per il mediterraneo consiglio una tavola il cui scoop sia poco accentuato, con poca “curvatura”, perchè l’ onda che si crea è poco potente in confronto alle colleghe oceaniche, per tutti i motivi che spiego in altri articoli.</p>
<p><u>L’ outline sono invece le linee “ dei fianchi” e determinano differenti caratteristiche molto importanti della tavola.</p>
<p></u>E’ meglio analizzare l’ out in 3 diverse parti: (1) a 30 centimetri dalla prua, (2) in centro, (3) a 30 centimetri dalla poppa.</p>
<p>Questo metodo viene usato specialmente dagli shaper che, individuando questi tre punti, riescono a tracciare meglio e con più precisione l’ outline.</p>
<p>_1) questi 30 centimetri non individuano nient’ altro che <u>la prua</u>, e questa parte ha un’ influenza molto importante anche su una tavola lunga 4 o 5 metri. Infatti con una buona larghezza a prua si avrà maggior galleggiamento e quindi minor probabilità di sbagliare il take off “impuntandosi”. Ma a un pro corrisponde sempre un contro, e infatti a una buona larghezza corrisponde difficoltà di manovra, cosa che invece, più la larghezza verrà ridotta, sarà facilitata.</p>
<p>Basti pensare alle caratteristiche di surf di un longboard e di una shortboard!</p>
<p>_2) <u>Nel centro</u> troviamo il maggior spessore della tavola. Mi sembra abbastanza naturale che più superficie viene messa a contatto con l’ acqua più l’ oggetto sarà stabile e galleggiante. Quindi a maggior larghezza in centro corrisponde maggior galleggiabilità e stabilità ma, come prima, difficoltà nella manovra e assenza di radicalità.</p>
<p>Inoltre più la tavola sarà larga più sarà “planante”, quindi più veloce. Le tavole molto strette vengono usate sulle grandi onde, le quali forniscono già con la loro potenza e la loro elevata altezza la velocità di planata necessaria.</p>
<p>_3) <u>La poppa</u>; questa si divide in due tipi: stretta e larga. La poppa stretta permette in teoria maggior manovrabilità grazie al volume ridotto, ma solo in teoria, perchè la tavola se non è lanciata con una buona velocita e senza un surfer discretamente bravo che riesca a far risaltare le sue caratteristiche di manovrabilità si potrà avere un effetto contrario: infatti la tavola potrebbe “piantarsi” nell’ acqua durante la manovra se non tendere a affondare durante la corsa, proprio a causa del ridotto volume.</p>
<p>Da queste informazioni possiamo trarne una buona teoria generalizzante: con surfer esperti o con onde potenti e alte sarà meglio avere una tavola dalle forme affusolate e con un out line abbastanza stretto, per i surfer principianti e per le onde piccole/media potenza sarà meglio avere una tavola con maggior galleggiabilità e con un out line più largo.</p>
<p>Ma è appunto una generalizzazione, con questo non voglio dire che nel mediterraneo ci dovranno essere solo longboard, ma consiglio a tutti, anche ai più esperti, di acquistare tavole adatte al nostro mare, quindi si long che tavole short aventi però un volume non eccessivamente ridotto e un out line abbastanza largo per gli standard di una shortboard. Ricordo infatti che la maggior parte delle tavole sono prodotte all’ estero con parametri assai diversi da quelli che si dovrebbero adottare per il mediterraneo.</p>
<p>Infatti anche se bravissimo, un surfer non potrà mai colmare quella mancanza di velocità delle nostre onde.</p>
<p>Dopo le caratteristiche esterne della tavola passiamo alle <u>caratteristiche interne </u>(3).</p>
<p>La struttura della tavola può essere ricavata da due tipi di materiali: <u>Il pane schiumato (clark foam) e dal polistirolo</u> (che non è ovviamente lo stesso che adoperiamo per l’ uso quotidiano).</p>
<p>L’ industria chimica ha tentato di trovare alternative al clark foam ma per ora nessuno dei nuovi composti eguaglia in prestazioni il pane schiumato, il quale riesce a dare robustezza e al tempo stesso leggerezza alla struttura.</p>
<p>Tuttavia ci sono differenze marcate fra il polistirolo e il clark, nel momento della produzione e nel momento dell’ uso in acqua, con rispettivi pro e contro.</p>
<p>Il clark è un materiale tipicamente industriale e usato per la produzione in serie poichè facilmente iniettabile in appositi stampi, modellabile secondo la forma di quest’ ultimo (un po’ come il pongo nelle formine), il tutto infine per essere resinato da “shaper” specializzati. Il polistirolo invece è a uso esclusivo di shaper professionisti: infatti questo materiale deve essere “ritagliato” da una forma (un po’ come uno scultore con il blocco di pietra). Di conseguenza per shapare una tavola in polistirolo ci vogliono dalle 5 alle 6 volte in più rispetto allo shape di una normale tavola in clark.</p>
<p>In termini di mercato si troveranno pochissime tavole in polistirolo in confronto a quelle in clark e il prezzo di quelle poche sarà alto per la difficoltà e il tempo impiegato nella produzione.</p>
<p>Ora vi starete sicuramente chiedendo perchè dovreste comprare una tavola in polistirolo.</p>
<p>Ebbene, una tavola in polistirolo rispetto a una in clark ha un peso minore in un volume uguale, e quindi sarà molto più manovrabile e gestibile. Tuttavia in caso di infiltrazioni il polistirolo assorbirà più acqua in minor tempo rispetto al clark, il quale resiste più al sale e riesce a bloccare maggiormente il processo di infiltrazione. La qualità ha un suo prezzo e un suo rischio, un po’ come per tutte le cose del surf. A voi la scelta!</p>
<p>Per concludere cercate sempre di avere cura della vostra tavola, proteggendola dai raggi solari (non con creme solari, ma chiudendola nello sgabuzzino o in un luogo buio), controllando sempre possibili buchi da cui si potrebbero sviluppare infiltrazioni (specialmente se surfate su scogli), controllare possibili crepe (la tavola vecchia si rompe con un carico comunque abbastanza elevato quindi con onde abbastanza grosse a meno che non sia proprio marcia, e se controllaste bene la tavola prima di session consistenti la vita che potreste salvare potrebbe essere la vostra!).</p>
<p>Infine: BUON SURF!</p>
<p></span></p>
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		<title>Alghero – Porto ferro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 21:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[LIVELLO: per chi surfa in centro baia medio, chi sul reef pro kamicaze FONDALE: in centro baia sabbioso, sul reef ovviamente roccioso COME SI ARRIVA: per raggiungere la spiagga da Alghero bisogna dirigersi in direzione nord per 15/20 km seguendo le indicazioni per l&#8217; Argenteria. Imboccare Via Pattada e percorrerla fino a che non finisce, a quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LIVELLO: per chi surfa in centro baia medio, chi sul reef pro kamicaze</p>
<p>FONDALE: in centro baia sabbioso, sul reef ovviamente roccioso</p>
<p>COME SI ARRIVA: per raggiungere la spiagga da Alghero bisogna dirigersi in direzione nord per 15/20 km seguendo le indicazioni per l&#8217; Argenteria. Imboccare Via Pattada e percorrerla fino a che non finisce, a quel punto svoltare a destra. Proseguire per 500 metri e appena vedrete una deviazione svoltare a destra ( è l&#8217; unica non vi potrete sbagliare).</p>
<p>MAREGGIATA: Si attiva con tutte le mareggiate provenienti dai quadranti occidentali.</p>
<p>DESCRIZIONE: il centro baia è composto da vari beach breack che regalano sinistre e destre discrete specialmente in scaduta. Sconsiglio di surfare quando c&#8217;è vento attivo onshore forte o quando le onde sono eccessivamente grandi. Infatti spesso si può creare una situazione di disordine poichè i picchi non sono tutti alla stessa altezza e di conseguenza non si sa bene dove surfare. é comunque uno spot alla portata di tutti in situazioni standard grazie anche al sicuro e facile fondale sabbioso. L&#8217; onda è principalmente franante e non eccessivamente ripida, ma a volte può variare spostandosi da picco a picco.</p>
<p>Tutt&#8217; altra musica è invece il reef a sinistra della baia, anzi, è l&#8217; antagonista dei beach breack di centro baia, il loro esatto contrario, non solo per le caratteristiche del fondale. Quest&#8217; ultimo, è bene avvisare, è decisamente tagliente e abbastanza basso, quindi già per questa sua caratteristica lo consiglierei a surfisti pro/kamicaze. Inoltre nei pressi del take off ci sono delle pietre o massi affioranti che intimano il principiante a tornare da dove era venuto. Tuttavia l&#8217; onda è di buona qualita: tubante, potente e bella lunga. Anche in questo caso consiglio di surfarla in scadute abbastanza consistenti, infatti lo spot per lavorare ha bisogno di almeno un metro d&#8217; onda, e per lavorare in condizioni ottimali almeno di due. Avviso che è bene che i principianti qui non ci mettano neanche piede, pena tagli profondi. Non è la prima, ne sarà l&#8217; ultima volta che succede su questo reef.</p>
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		<title>La ciclicità del mare e la sua forza</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 16:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La terra ha una ciclicità. Questo é ormai accettato da tutti i geologi e da tutti gli scienziati.   Ma anche il mare ha una propria ciclicità. Questa si manifesta a noi con alcune perturbazioni molto forti che assumono l&#8217; aspetto di vere e proprie tempeste che si verificano ciclicamente dopo un numero preciso di anni, che solitamente va di 10 anni in 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La terra ha una ciclicità. Questo é ormai accettato da tutti i geologi e da tutti gli scienziati.  </p>
<p>Ma anche il mare ha una propria ciclicità. Questa si manifesta a noi con alcune perturbazioni molto forti che assumono l&#8217; aspetto di vere e proprie tempeste che si verificano ciclicamente dopo un numero preciso di anni, che solitamente va di 10 anni in 10 anni. Ho aspettato a scrivere questo articolo fino ad oggi perchè proprio pochi giorni fa si è abbattuta sulle nostre coste la &#8220;famosa&#8221; tempesta di fine ciclo che è stata infatti la più grossa di questi ultimi (casualmente) 10 anni da come avrete potuto notare se vi sarete tenuti minimamente aggiornati in questi ultimi giorni!</p>
<p>Bastano pochi dati per far comprendere la sua devastante forza: Venti di 90 nodi (180km/h circa) hanno scoperchiato tetti e provocato numerosi danni e vittime fra la popolazione nelle zone francesi, spagnole, della germania e, ovviamente, italiane. Infatti i venti dicesi dal Rodano e usciti dalle Bocche del Leone sono arrivati fino a 70/80 nodi a largo, portando onde di addirittura 9 metri nelle zone sarde. A questa perturbazione, di ovvia origine atlantica, i metereologi hanno dedicato persino un nome: la tempesta Klaus. Questa non è stata così violenta come Kyrill, un&#8217; altra sempre di origine atlantica registrata nel 1999 che provocò più di 80 vittime con venti ancora maggiori, ma di sicuro in un&#8217; ipotetica scala gerarchica di tutte le tempeste cicliche di questo e dell&#8217; ultimo secolo questa del 25 Gennaio 2009 si posiziona al secondo posto.</p>
<p>Questi intervalli di 10 anni in 10 anni circa non sono un&#8217; emerita coincidenza e ci fanno capire che infondo anche la terra ha dei &#8220;ritmi&#8221; come noi, più lunghi, ma che devono essere presi in cosiderazione, poichè se non fossero stati previsti in tempo si sarebbero potuti avere un numero ancora più significativo dei danni alle infrastrutture e, soprattutto, non si sarebbero potute sfruttare al meglio le potenzialità della tempesta ( surfisticamente parlando), facendosi trovare nel punto giusto al momento giusto.</p>
<p>Infatti, al contrario di quello che si può pensare, le onde nelle zone sarde e corse non erano eccezzionali, poichè rovinate e stirate dall&#8217; eccessiva forza del vento. Sono state principalmente le coste Liguri e della Toscana a sfruttare le grandi onde di swell prodotte da questa &#8220;maestralata&#8221;.</p>
<p>Ci sarà ancora molto tempo da aspettare per noi, poco per i ritmi della terra, prima di poter avere una nuova tempesta esplosiva che susciterà grande timore e scalpore in tutti noi come ha fatto quella di pochi giorni fa. Ma sappiate che quando arriverà la prossima dovrete fare i vostri calcoli per surfare al meglio e in maniera sicura per non rischiare.</p>
<p>Ricordate infatti che in queste situazioni uniche, che si potrebbero definire come &#8220;catastrofiche&#8221;, un surfista sfida il mare per ritrovare la sua forza. Ma sappiate che la forza di un VERO surfista a volte stà anche nel frenarsi davanti a sfide che non potrà mai vincere! E se non riuscirà a trovarla potrebbe vedersi costretto, una volta intrapresa la sua sfida, a vedersi battuto e a dover pagare un prezzo troppo alto. Perchè finchè ci si trovano davanti pareti di 3 metri ( che già sono molto impegnative) è un conto, ma con situazioni di onde di 9 metri pochi possono uscire vincitori.</p>
<p>Detto questo, auguro a tutti i surfer di poter anche solo ammirare o sentire sulla propria pelle la grandissima energia che viene sprigionata da quelle uniche &#8220;maestralate&#8221;, vi assicuro che è veramente magica!</p>
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		<title>Sfiorata una tragedia nel levante ligure</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 22:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambulanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica 25 gennaio, come previsto, è arrivata una grossa mareggiata che ha portato in tutta la liguria (specialmente nel levante/alta toscana) onde di 3/3,5 metri. Nella famosa località di Levanto tuttavia questa speciale e unica giornata si stava per trasmormare in una vera e propria tragedia: un surfista (probabilmente inesperto e inconscio dei grossi rischi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 25 gennaio, come previsto, è arrivata una grossa mareggiata che ha portato in tutta la liguria (specialmente nel levante/alta toscana) onde di 3/3,5 metri.</p>
<p>Nella famosa località di Levanto tuttavia questa speciale e unica giornata si stava per trasmormare in una vera e propria tragedia: un surfista (probabilmente inesperto e inconscio dei grossi rischi che correva) ha preferito staccarsi da tutti gli altri surfers che surfavano alla &#8220;Pietra&#8221;, per entrare in mare dal molo del casinò.</p>
<p>Probabilmente inconscio del fatto che negli spot &#8220;Piper&#8221; e &#8220;Casinò&#8221; scorrevano forti correnti, si è ritrovato in balia degli eventi e pian piano è stato trascinato verso il largo dove, nel frattempo, rompevano dei veri e propri giganti di 3,50 metri che io stesso ho visto con i miei occhi. Il giovane surfista, sfinito da una lunghissima nuotata contro corrente per cercare di raggiungere nuovamente il molo, si è quindi attaccato a una boa in uno stato di shock.</p>
<p>Fortunatamnte dei surfisti più esperti di lui hanno cercato di riportarlo a riva con successo e con il sollievo di tutti. A riva lo aspettava un&#8217; ambulanza che ha accolto il ragazzo in uno stato di completo shock emotivo.</p>
<p>Questo è l&#8217; ennesimo esempio di quanto il mare debba essere rispettato, ma soprattutto di quanto un surfista debba essere conscio delle proprie capacità se non vuole essere sopraffatto dalla forza della natura. Un surfer deve dominare un onda, non essere dominato da essa, ma a volte le condizioni sono troppo proibitive per entrare in acqua e confrontarsi con il mare, perchè in alcuni giorni quest&#8217; ultimo può essere molto più forte di noi.</p>
<p>Inoltre colgo l&#8217; occasione per ripetere che è meglio entrare in acqua SEMPRE con almeno un amico, e non entrare se lo spot è vuoto!</p>
<p>Non bisogna scherzare con le cose più grandi di noi!</p>
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		<title>Levanto La Pietra</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 03:40:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La Pietra]]></category>
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		<description><![CDATA[LEVANTO: la pietra
LIVELLO: principianti
FONDALE: sabbia
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Qui troverete una casa rosa nella parte sud della baia.
STRUTTURE RICETTIVE: <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/albergo-a-Genova.php?dosearch=yes&#38;story=Levanto" title="Alberghi a Levanto">Hotel a Levanto</a> e in <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/" title="Hotel in Liguria">Liguria</a>
MAREGGIATA: Lo spot si attiva solo con grandi mareggiate da ovest o da sud ovest. Infatti un molo impedisce il formarsi delle onde. Tuttavia questo spot è frequentato soprattutto quando una forte mareggiata rende impraticabili gli altri.
DESCRIZIONE: Lo spot è raggiungibile tramite il molo e per la risalita al picco si evita la
schiuma passando a lato. Inoltre qui, anche durante le forti mareggiate, l’ onda non si frange sempre, e quindi rende adatto questo spot ai principianti. Si creano destre e sinistre abbastanza potenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LEVANTO: la pietra<br />
LIVELLO: principianti<br />
FONDALE: sabbia<br />
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Qui troverete una casa rosa nella parte sud della baia.<br />
STRUTTURE RICETTIVE: <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/albergo-a-Genova.php?dosearch=yes&amp;story=Levanto" title="Alberghi a Levanto">Hotel a Levanto</a> e in <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/" title="Hotel in Liguria">Liguria</a><br />
MAREGGIATA: Lo spot si attiva solo con grandi mareggiate da ovest o da sud ovest. Infatti un molo impedisce il formarsi delle onde. Tuttavia questo spot è frequentato soprattutto quando una forte mareggiata rende impraticabili gli altri.<br />
DESCRIZIONE: Lo spot è raggiungibile tramite il molo e per la risalita al picco si evita la<br />
schiuma passando a lato. Inoltre qui, anche durante le forti mareggiate, l’ onda non si frange sempre, e quindi rende adatto questo spot ai principianti. Si creano destre e sinistre abbastanza potenti.</p>
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		<title>consigli per il meteo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 21:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le carte del vento e delle onde sono la principale arma del surfista per cacciare le proprie onde, surfare nei momenti giusti e nei posti giusti, ma per farlo bisogna saperle interpretare al meglio! Innanzitutto dobbiamo avere sotto mano o a portata di click un modello (o carta) del vento e un modello dell&#8217; altezza delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le carte del vento e delle onde sono la principale arma del surfista per cacciare le proprie onde, surfare nei momenti giusti e nei posti giusti, ma per farlo bisogna saperle interpretare al meglio!</p>
<p>Innanzitutto dobbiamo avere sotto mano o a portata di click un modello (o carta) del vento e un modello dell&#8217; altezza delle onde da poter consultare simultaneamente, specialmente se non siamo molto esperti e se non sappiamo quanto vento ci debba essere affinchè si possa creare onda. Dovremo confrontare l&#8217; altezza dell&#8217; onda con la quantità di vento che arriva sulla costa. Infatti non conviene surfare durante le ore più ventose, ma in quelle dove c&#8217;è onda con poco (o meglio assenza) di vento. </p>
<p>Ci sono comunque alcuni accorgimenti molto importanti da fare a chi legge per la prima volta delle carte del vento e del mare.</p>
<p>_1) L&#8217; onda segnalata da molti siti è l&#8217; onda che si formarà a largo, ed è quindi consigliabile fare i debiti calcoli su quanta ne possa arrivare sulla costa.</p>
<p>_2) é essenziale guardare tutte e due le carte poichè se il vento spira dalla costa, il meteo delle onde segnalerà comunque il moto ondoso che si formerà a largo e non sottocosta. Quindi se ci tenete a non paraffinare la tavola inutilmente o, peggio, a fare un viaggio a vuoto, fate sempre attenzione che il vento spiri dal mare verso la costa.</p>
<p>_3) In internet si trovano comunque delle previsioni &#8220;già interpretate&#8221; dove non è necessario saper leggere alcuna carta poichè il sito fornisce tutte le informazioni in una descrizione che ormai è abbastanza accurata se fatta ad ampio raggio. Tuttavia consiglierei di usufruire lo stesso di carte del vento e del mare poichè grazie ad esse si ha un immagine della perturbazione più chiara e immediata.</p>
<p>_4) Specialmente chi non si è mai interessato di  metereologia e muove i primi passi solo ora deve stare attento a non fidarsi soltanto di un sito o di un meteo, e farlo solo se si è certi che sia molto affidabile. Infatti spesso potremo incappare in siti meteo che sbagliano le previsioni, anche se, oggi come oggi, è difficile che un meteo sbagli clamorosamente la previsione. Alcuni siti possono tuttavia anticipare o posticipare la perturbazione fino a 7/8 ore.</p>
<p> _5) Alcuni siti meteo sono in parte ( o totalmente) a pagamento e le cifre degli abbonamenti possono essere molto costose. Questi siti sono molto utili per chi naviga in barca e ha bisogno di previsioni locali e carte di ogni genere dettagliatissime che a un surfista però non sono indispensabili. Vi consiglio infatti di sfruttare tutti i meteo gratis che sono disponibili in rete, che ormai sono, per la maggiorparte, abbastanza accurati riguardo le informazioni che ci servono.</p>
<p><img border="0" width="1" src="http://www.tavoledasurf.it/wp-admin/" height="1" /><img border="0" width="1" src="copia di hwave60" alt="libeccio" height="1" />_6) Cercate di trovare le previsioni locali più attendibili o quelle emesse dai porti che sono nei pressi del vostro spot, quelle ho notato più volte essere le più attendibili. </p>
<p><font size="2"><font size="3">_7) I siti meteo meno attendibili spesso sono quelli Italiani, mentre i siti più attendibili sono  solitamente quelli inglesi/americani. </font></font><font size="2"></font></p>
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		<title>Golfo Sestri Levante</title>
		<link>http://www.tavoledasurf.it/surf-spot-italiani/liguria/47/golfo-sestri-levante/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 01:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Golfo Sestri Levante]]></category>

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		<description><![CDATA[SESTRI LEVANTE: golfo
LIVELLO: principianti
FONDALE: sabbia
COME SI ARRIVA: ci sono diversi picchi lungo tutto il golfo
MAREGGIATA: Si attiva con meno di un metro e regge fino a 2 metri. Si attiva con venti da ostro e da libeccio
DESCRIZIONE: Le onde che si formano sono poco consistenti per via che perdono molto della loro potenza quando entrano nel golfo. Si possono trovare diversi picchi, alcuni anche
discretamente belli. Tuttavia è ormai noto che durante le grosse mareggiate, con onde consistenti, il fondale tipico di questo golfo riesce a creare delle onde anomale alte molti metri e decisamente più alte delle altre. Non sto parlando della solita serie di onde o di quella più alta che arriva all'improvviso , ma proprio di un fattore fisico che le fa innalzare esponenzialmente. È quindi d’obbligo valutare la situazione (un esempio si è registrato durante la grande mareggiata del 23 marzo 2008, dove un uomo venne travolto e ucciso da un onda anomala).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SESTRI LEVANTE: golfo<br />
LIVELLO: principianti<br />
FONDALE: sabbia<br />
COME SI ARRIVA: ci sono diversi picchi lungo tutto il golfo<br />
MAREGGIATA: Si attiva con meno di un metro e regge fino a 2 metri. Si attiva con venti da ostro e da libeccio<br />
DESCRIZIONE: Le onde che si formano sono poco consistenti per via che perdono molto della loro potenza quando entrano nel golfo. Si possono trovare diversi picchi, alcuni anche<br />
discretamente belli. Tuttavia è ormai noto che durante le grosse mareggiate, con onde consistenti, il fondale tipico di questo golfo riesce a creare delle onde anomale alte molti metri e decisamente più alte delle altre. Non sto parlando della solita serie di onde o di quella più alta che arriva all&#8217;improvviso , ma proprio di un fattore fisico che le fa innalzare esponenzialmente. È quindi d’obbligo valutare la situazione (un esempio si è registrato durante la grande mareggiata del 23 marzo 2008, dove un uomo venne travolto e ucciso da un onda anomala).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Levanto Pipetta</title>
		<link>http://www.tavoledasurf.it/surf-spot-italiani/liguria/52/levanto-pipetta/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 04:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Levanto]]></category>
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		<description><![CDATA[LEVANTO: Pipetta
LIVELLO: Pro o kamikaze
FONDALE: sabbia e rocce
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Lo spot è posto davanti a una palafitta chiamata “piper”.
STRUTTURE RICETTIVE: <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/albergo-a-Genova.php?dosearch=yes&#38;story=Levanto" title="Alberghi a Levanto">Hotel a Levanto</a> e in <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/" title="Hotel in Liguria">Liguria</a>
MAREGGIATA: lo spot si attiva con un più di un metro d’ onda e riesce a reggere fino a 3 metri. Le mareggiate ideale sono quelle di libeccio e da ovest.
DESCRIZIONE: l'onda dello spot si forma nei pressi di una diga sommersa e quindi bisogna prestare molta attenzione nel momento del take off. Consiglio di surfarlo con alta marea affinché le rocce da semi affioranti non diventino affioranti. Si forma una bella sinistra ripida e potente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LEVANTO: Pipetta<br />
LIVELLO: Pro o kamikaze<br />
FONDALE: sabbia e rocce<br />
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Lo spot è posto davanti a una palafitta chiamata “piper”.<br />
STRUTTURE RICETTIVE: <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/albergo-a-Genova.php?dosearch=yes&amp;story=Levanto" title="Alberghi a Levanto">Hotel a Levanto</a> e in <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/" title="Hotel in Liguria">Liguria</a><br />
MAREGGIATA: lo spot si attiva con un più di un metro d’ onda e riesce a reggere fino a 3 metri. Le mareggiate ideale sono quelle di libeccio e da ovest.<br />
DESCRIZIONE: l&#8217;onda dello spot si forma nei pressi di una diga sommersa e quindi bisogna prestare molta attenzione nel momento del take off. Consiglio di surfarlo con alta marea affinché le rocce da semi affioranti non diventino affioranti. Si forma una bella sinistra ripida e potente.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Levanto zona Casinò</title>
		<link>http://www.tavoledasurf.it/surf-spot-italiani/liguria/48/levanto-zona-casino/</link>
		<comments>http://www.tavoledasurf.it/surf-spot-italiani/liguria/48/levanto-zona-casino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 03:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Levanto]]></category>

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		<description><![CDATA[LEVANTO zona Casinò
LIVELLO: medio/alto
FONDALE: sabbia
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Lo spot è situato al centro della baia, vicino allo spot “pietra”
STRUTTURE RICETTIVE: <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/albergo-a-Genova.php?dosearch=yes&#38;story=Levanto" title="Alberghi a Levanto">Hotel a Levanto</a> e in <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/" title="Hotel in Liguria">Liguria</a>
MAREGGIATA: lo spot si attiva con un metro d’ onda e regge persino oltre i quattro metri (ha il primato dell'onda più alta in tutta Italia). Lavora bene con venti da libeccio e da ovest.
DESCRIZIONE: il Casinò è uno degli spot più rappresentativi di tutta Levanto e di tutta la
Liguria. Qui si formano onde molto molto alte sia destre che sinistre(un fattore dovuto non solo all'intensità della mareggiata, ma anche alla conformazione del fondale) . L’ unico pericolo sono le forti correnti che scorrono lungo la baia e le onde molto potenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LEVANTO zona Casinò<br />
LIVELLO: medio/alto<br />
FONDALE: sabbia<br />
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Lo spot è situato al centro della baia, vicino allo spot “pietra”<br />
STRUTTURE RICETTIVE: <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/albergo-a-Genova.php?dosearch=yes&amp;story=Levanto" title="Alberghi a Levanto">Hotel a Levanto</a> e in <a href="http://www.genova-hotel.genova.it/" title="Hotel in Liguria">Liguria</a><br />
MAREGGIATA: lo spot si attiva con un metro d’ onda e regge persino oltre i quattro metri (ha il primato dell&#8217;onda più alta in tutta Italia). Lavora bene con venti da libeccio e da ovest.<br />
DESCRIZIONE: il Casinò è uno degli spot più rappresentativi di tutta Levanto e di tutta la<br />
Liguria. Qui si formano onde molto molto alte sia destre che sinistre(un fattore dovuto non solo all&#8217;intensità della mareggiata, ma anche alla conformazione del fondale) . L’ unico pericolo sono le forti correnti che scorrono lungo la baia e le onde molto potenti.</p>
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