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width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/08/sistri-rifiuti-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="sistri-rifiuti" title="sistri-rifiuti" /></div>Secondo uno studio della Commissione europea a frenare il comparto è il mancato rispetto delle regole Ue ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/08/sistri-rifiuti-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="sistri-rifiuti" title="sistri-rifiuti" /></div><p>I rifiuti nell’Unione europea rappresentano un business da 42 miliardi di euro. Frenato, però, dal mancato rispetto delle regole Ue. Secondo uno studio della Commissione europea, infatti, se si desse pienamente attuazione alla normativa comunitaria sui rifiuti si potrebbero ottenere due benefici: un risparmio per le casse pubbliche di 72 miliardi di euro e un giro di fatturato aggiuntivo per le imprese del settore di 42 miliardi di euro. Basti pensare che secondo uno studio del gruppo Veolia ogni anno vengono prodotti nel mondo 4 miliardi di tonnellate di rifiuti, buona parte dei quali di provenienza industriale: le aziende presenti in Italia generano ogni anno 36,6 milioni di tonnellate di rifiuti, che affiancano a   32,4 milioni di tonnellate di quelli urbani (550 chilogrammi pro-capite) e a 52,3 milioni del settore edile.</p><p><strong>Un business da implementare</strong></p><p>Lo studio europeo delinea i risultati che si potrebbero ottenere se la legislazione venisse correttamente attuata, in particolare in paesi come Cipro, Germania, Irlanda, Italia e Paesi Bassi. Nel 2008 il fatturato del comparto gestione e riciclaggio ammontava in Europa a 145 miliardi di euro (circa l&#8217;1% del pil Ue), con due milioni di occupati. Ma, se la nuova legislazione venisse rispettata ovunque nell&#8217;Unione, si potrebbero avere in tutto circa 2,4 milioni di posti di lavoro, per un fatturato annuo complessivo di 187 miliardi di euro.</p><p><strong>Gli ostacoli</strong></p><p>Secondo Bruxelles, sono molteplici i problemi che hanno causato questa situazione. Ad esempio, il fatto che troppo spesso i prezzi non rispecchiano il costo reale di smaltimento dei rifiuti. Inoltre, molti stati europei non possono contare su infrastrutture adeguate per raccolta differenziata, riciclaggio e recupero. Infine, mancano controlli sistematici e meccanismi automatici di rispetto degli obblighi cui attenersi. Cosa che rende complicato lo sviluppo del business nella gestione dei rifiuti, i cui operatori non possono ancora contare su dati affidabili e certi.</p><p><strong>Le soluzioni</strong></p><p>Per quanto riguarda le azioni da intraprendere, lo studio Ue suggerisce in primo luogo di attuare al meglio il principio “chi inquina, paga”, con un aumento dei costi di smaltimento. Ma anche di rafforzare le ispezioni e di potenziare il ruolo dell&#8217;Agenzia europea dell&#8217;ambiente (Aea). I risultati dello studio passeranno ora nelle mani della Commissione, incaricata di stilare una tabella di marcia per risolvere al meglio la situazione.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/wK29HGwCdyo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/ambiente/rifiuti-cosi-il-settore-evolve-da-problema-in-business/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/ambiente/rifiuti-cosi-il-settore-evolve-da-problema-in-business/</feedburner:origLink></item> <item><title>Rumore degli autoveicoli, gli strumenti per mitigarlo</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/MGZ9h6rgd44/</link> <comments>http://www.tekneco.it/ambiente/rumore-autoveicoli-strumenti-mitigarlo/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:20:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Simone</dc:creator> <category><![CDATA[Ecologia]]></category> <category><![CDATA[riduzione rumore]]></category> <category><![CDATA[rumore ambientale]]></category> <category><![CDATA[sorgenti rumore]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?p=11226</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/01/traffico-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="traffico" title="traffico" /></div>Il potere degli Stati Membri per far tacere i suoni avversi alla salute e all’ambiente]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/01/traffico-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="traffico" title="traffico" /></div><p>Parola d’ordine: riduzione. Ovvero, riduzione del rumore derivante dall’interazione ruota-asfalto, dal tubo di scappamento e dal motore, per giungere all’omologazione di autoveicoli più silenziosi. In ambito comunitario qualcosa si è mosso, ora la palla passa agli Stati Membri.</p><p><strong>L’impegno europeo</strong><br
/> Il quadro normativo è chiaro. La direttiva 2002/49/Ce, all’art. 3 definisce il rumore ambientale l’insieme di  “<strong>suoni indesiderati o nocivi in ambiente esterno prodotti dalle attività umane</strong>, compreso il rumore emesso da mezzi di trasporto, dovuto al traffico veicolare, al traffico ferroviario, al traffico aereo e proveniente da siti di attività industriali”.</p><p>La stessa direttiva fornisce agli Stati Membri degli strumenti omogenei per la valutazione dell’esposizione al rumore ambientale e per la riduzione,vale a dire le mappe acustiche degli agglomerati e i successivi piani di azione, che hanno permesso di <strong>quantificare su larga scala i livelli di rumore</strong> generati dalle infrastrutture di trasporto e dalle attività industriali nei maggiori centri urbani europei.</p><p><strong>I nuovi limiti di emissione</strong><br
/> Per ridurre il rumore è necessario partire dalla sorgente. Per quanto riguarda il traffico stradale (dovuto principalmente all’interazione ruota-asfalto, al motore e al tubo di scappamento), si punta da un lato all’utilizzo di <strong>nuovi manti stradali e di pneumatici basso emissiv</strong>i, dall’altro alla riduzione dei limiti di emissione degli autoveicoli, in <strong>fase di omologazione</strong>. Con Regolamento comunitario n. 661/2009 sono stati fissati i nuovi requisiti di rumorosità di rotolamento dei pneumatici che porteranno a una graduale riduzione del rumore dei veicoli.</p><p>La Commissione Europea ha inoltre proposto lo scorso 9 dicembre, un’ulteriore riduzione dei limiti di rumore delle automobili, dei furgoni, degli autobus, dei pullman e degli autocarri pesanti e leggeri. La proposta mira a ridurre il rumore ambientale con l<strong>’introduzione di un nuovo metodo di test del rumore emesso</strong> (che deve essere rappresentativo delle reali condizioni di marcia nel contesto urbano) e con la <strong>riduzione del valore dei livelli di rumorosità permessi in fase di omologazione</strong> dei veicoli.</p><p>Dall’entrata in vigore della Direttiva 70/157/CEE i limiti delle emissioni di rumore per i veicoli a motore, sono arrivati nel 1995 a 8 dB(A) per gli autoveicoli, e a 11 dB(A) per i veicoli pesanti. Da quella data il reale <strong>abbattimento dei livelli di rumore stradale si è attestato al massimo su 2 dB(A)</strong> circa, a causa dell&#8217;incremento del traffico.</p><p><strong>Obiettivi al 2026</strong><br
/> Attualmente la Commissione prevede una riduzione dei valori limite della rumorosità delle <strong>auto, dei furgoni, degli autobus e dei pullman di 4 dB(A),</strong> da attuare in due fasi successive di 2 dB(A) ciascuna. Per gli autocarri, invece, la riduzione complessiva di <strong>3 dB(A)</strong> sarebbe raggiunta con la prima fase di  1 dB(A)  che partirebbe dal 1 gennaio 2013, e con la seconda fase di 2 dB(A) che potrebbe invece partire dal 1 gennaio 2015. Tali limiti saranno affiancati dal nuovo metodo di test della rumorosità emessa.</p><p>La riduzione complessiva media (considerando le diverse condizioni di traffico in ambito urbano e rurale) di circa 3.1 dB(A), sarà raggiunta in circa 13 anni dall’entrata in vigore dei nuovi limiti e test. In base ai calcoli effettuati, le misure della Commissione porterebbero a una <strong>diminuzione del 25% nel numero di persone altamente disturbate</strong> (da 55 milioni a 41 milioni). Nel contesto urbano, le infrastrutture di trasporto rappresentano le sorgenti di rumore più rilevanti, sia per il livello di potenza sonora emesso, sia per il numero di persone esposte, come emerge anche dal recente studio <em> <a
href="http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0010/96463/E93556.pdf">Health and Environment in Europe: Progress Assessment</a>,</em> dove  il <strong>rumore delle infrastrutture stradali è il secondo maggiore “stressore” ambientale</strong> in termini di impatto sulla salute.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/MGZ9h6rgd44" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/ambiente/rumore-autoveicoli-strumenti-mitigarlo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/ambiente/rumore-autoveicoli-strumenti-mitigarlo/</feedburner:origLink></item> <item><title>In quelle piastrelle c’è un po’ di TV</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/v_VMfxcejZQ/</link> <comments>http://www.tekneco.it/ambiente/in-quelle-piastrelle-ce-un-po-di-tv/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:17:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Roberta Pizzolante</dc:creator> <category><![CDATA[Ecologia]]></category> <category><![CDATA[raee]]></category> <category><![CDATA[riciclo]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[sostenibilità]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?p=11864</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/01/glass_plus_cersaie5-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="glass_plus_cersaie5" title="glass_plus_cersaie5" /></div>Un progetto del consorzio ReMedia riutilizza il vetro derivante dal riciclo di Tv a tubo catodico per produrre piastrelle in gres porcellanato]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/01/glass_plus_cersaie5-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="glass_plus_cersaie5" title="glass_plus_cersaie5" /></div><p>Il vecchio tubo catodico ‘rivive’ nelle case degli italiani con una veste tutta nuova, quella di complemento d’arredo. Con il <strong>progetto “Glass Plus”</strong>, infatti, il vetro ricavato dal riciclo di monitor e Tv a tecnologia Crt (Cathode-Ray Tube), ormai soppiantati dalla diffusione delle Tv Lcd e al plasma, viene trasformato in piastrelle in gres porcellanato. E’ l’idea che ha avuto <strong>ReMedia, Consorzio nazionale per la gestione eco-sostenibile di tutti i Raee, delle pile e degli accumulatori esausti</strong>, per salvare dalla discarica questo materiale avviandolo a un riciclo sostenibile.</p><p><strong>I vantaggi economici ed ambientali</strong></p><p>I televisori rientrano tra i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche o Elettroniche (Raee), che devono essere smaltiti secondo procedimenti particolari perché contengono sostanze altamente inquinanti e tossiche. Questi prodotti vanno trattati in centri specializzati che oltre alla messa in sicurezza provvedono a recuperare i materiali di cui sono composti. “I Raee sono altamente riciclabili. Stereo, computer, cellulari, lampadine, elettrodomestici contengono acciaio, alluminio, rame, metalli preziosi, terre rare, plastica, gomma e tanto altro”, spiega <strong>Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia</strong>. “La maggior parte di questi materiali è molto richiesta sul mercato e viene riutilizzata in nuovi prodotti mentre altri vanno a finire in discarica. Uno di questi è proprio il vetro delle Tv”.</p><p>Le frazioni vetrose sono le più numerose nei televisori Crt ed equivalgono a quasi la metà del peso del prodotto. Cosa farne allora? Per riutilizzare anche questa parte ‘bistrattata’ dei vecchi schermi ReMedia ha pensato bene di collaborare con il <strong>Gruppo Concorde di Sassuolo</strong> che produce piastrelle. Così è nato nel 2010 il progetto Glass Plus, esempio virtuoso di collaborazione tra due filiere diverse, inserito nel <strong>programma europeo Eco-innovation</strong>. Le Tv raccolte vengono inviate agli impianti di riciclo dove il vetro viene reso molto pulito e piccolo. Questo materiale viene poi spedito nelle fabbriche del Gruppo Concorde e inserito in una percentuale del 20% nell’impasto delle piastrelle. “I vantaggi sono sia economici che ambientali. Si risparmia sulla materia prima e si riducono dell’80% le emissioni di CO2 dando vita a un materiale del tutto conforme ai requisiti LEED”, aggiunge Bonato, che fa una previsione: “Per il 2012 si stima una raccolta di circa 75 mila tonnellate di Tv e monitor, pari a circa 25 mila tonnellate di vetro pannello. Se l’intero quantitativo venisse utilizzato nel progetto potremmo rivestire 83 mila appartamenti”.</p><p><strong>La raccolta e il riciclo dei Raee</strong></p><p>Secondo la stima del Centro di Coordinamento Raee, <strong>nel 2011 sono state raccolte 260 mila tonnellate di e-waste</strong>. Un dato in crescita rispetto al 2010 (circa 100 mila tonnellate) e destinato ad aumentare ulteriormente con le nuove norme della Direttiva Ue, aggiornate questo gennaio, che alzano i livelli di raccolta per ogni stato ponendo l’obiettivo dell’85% entro il 2019. “C’è ancora molto da fare se si pensa che due terzi dei Raee non arrivano agli impianti di trattamento. Perché l’Italia non rimanga indietro e non rischi di incorrere in sanzioni è necessario l’impegno di tutta la società, a partire dal Governo fino ai cittadini”, conclude Bonato.</p><p>Una mano in questo senso può arrivare dalla ricerca, sempre più orientata allo sviluppo di tecnologie efficienti per il riciclo delle componenti prive di mercato, come appunto il vetro usato in “Glass Plus”, e il recupero delle materie prime preziose presenti in piccole concentrazioni.</p><p>La Stena Electronics Recycling, parte del Gruppo Stena Metall e leader europeo nel riciclo dei Raee, per esempio, utilizza la parte posteriore del vetro Crt, schermata al piombo, per <strong>creare lastre per applicazioni mediche</strong> mentre il vetro pannello riciclato viene usato per fare nuovi materiali abrasivi. Un&#8217;azienda italiana, la Relight di Rho (Mi), invece, ha sviluppato un processo che permette di <strong>estrarre in maniera sicura l’ittrio e l&#8217;indio delle sorgenti luminose</strong>, due metalli preziosi che attualmente vanno perduti.</p><p>Per stare al passo con l&#8217;evoluzione del mercato <strong>ReMedia ha dato vita al Laboratorio del riciclo E-waste Lab 2.0</strong> in collaborazione con il Politecnico di Milano, regione Lombardia, Assolombarda, gruppo Stena e Ministero dello sviluppo economico. La sfida per il recupero totale dei Raee è aperta.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/v_VMfxcejZQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/ambiente/in-quelle-piastrelle-ce-un-po-di-tv/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/ambiente/in-quelle-piastrelle-ce-un-po-di-tv/</feedburner:origLink></item> <item><title>Abitazione Plus – La Cassa (Torino)</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/UQUPLMle_PI/</link> <comments>http://www.tekneco.it/progetto/abitazione-plus-la-cassa-torino/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:48:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Tekneco Aziende</dc:creator> <category><![CDATA[Edilizia Bio]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?post_type=progetto&amp;p=12266</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/02/la-cassa_01-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="la-cassa_01" title="la-cassa_01" /></div>Intervento di nuova costruzione unifamiliare certificata CasaClima Gold]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/02/la-cassa_01-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="la-cassa_01" title="la-cassa_01" /></div><p>L’intervento denominato <strong>“abitazione plus”</strong> è un progetto per la realizzazione di una nuova casa ad alta efficienza energetica, sita nel Comune di La Cassa (Torino).</p><p>Il progetto pensato per un’utenza unifamiliare, ha ottenuto a giugno 2008 il contributo della Regione Piemonte (L. 7/10/2002 n°23) per interventi dimostrativi in materia energetica.</p><p>La volontà della committenza e dei progettisti è stata quella di realizzare un’abitazione utilizzando materiali e tecnologie innovative e rispettose dell’ambiente. Un’abitazione che produca più di quel che consuma.</p><p>L’area su cui è stato realizzato l’intervento è situata non lontano dal centro di La Cassa (TO). Il lotto, di c.ca 800 mq, è libero dai quattro lati. Non vi sono quindi edifici che proiettino la propria ombra sull’edificio. Questo fattore ha permesso di poter orientare liberamente l’edificio secondo i principi dell’architettura bioclimatica.</p><p>Il lato sud dell’edificio presenta ampie vetrate e sporti di dimensionati opportune, al fine di schermare la radiazione solare estiva ma lasciar filtrare quella invernale, sfruttando così gli apporti solari gratuiti. Il lato nord presenta invece poche aperture, mentre quelle est e ovest hanno un numero di aperture intermedio.</p><p>L’abitazione dimensionata per un’unica famiglia è a due piani fuori terra con l’intento di ottimizzare al meglio il fattore S/V ed è priva di piano interrato o seminterrato per ridurre al massimo le movimentazioni del terreno ed evitare in partenza fastidiosi fenomeni di umidità di risalita.</p><p>Gli spazi coprono una superficie utile lorda pari a c.ca 165 mq.</p><p>Anche la distribuzione interna dei locali è stata realizzata prendendo in considerazione gli aspetti bioclimatici sopra indicati, privilegiano gli affacci a sud per gli ambienti vissuti di giorno e a nord per i locali di servizio.</p><p>L’attenzione in fase di progettazione all’orientamento e alla distribuzione interna dell’edificio, permette di ottenere ottime prestazioni energetiche e di risparmio di emissioni nocive in ambiente.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/UQUPLMle_PI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/progetto/abitazione-plus-la-cassa-torino/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/progetto/abitazione-plus-la-cassa-torino/</feedburner:origLink></item> <item><title>La trappola di sole rivoluzionerà il mondo dell’elettricità?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/mtsobXpFdhU/</link> <comments>http://www.tekneco.it/energia/la-trappola-di-sole-rivoluzionera-il-mondo-dellelettricita/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:53:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Luigi Dell'Olio</dc:creator> <category><![CDATA[Energia Alternativa]]></category> <category><![CDATA[economist]]></category> <category><![CDATA[efficienza]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?p=10061</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="150" height="150" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/01/Solenuvole-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Solenuvole" title="Solenuvole" /></div>Attualmente viene sfruttato solo l'1% dell'energia che arriva sulla Terra]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="150" height="150" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/01/Solenuvole-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Solenuvole" title="Solenuvole" /></div><p>Un nuovo approccio all&#8217;energia solare può aiutare a migliorare la sua efficienza. Ad affermarlo è l&#8217;Economist che in un recente articolo sostiene i vantaggi di sfruttare il calore ad alta temperatura del sole per produrre elettricità. Infatti, <strong>l’energia che arriva ogni giorno dal sole sulla terra è pari a 7.000 volte quella che consumiamo quotidianamente</strong>. Eppure solo meno dell’1% del nostro fabbisogno viene prodotto direttamente da questa fonte.</p><p>Il settimanale inglese tratteggia dunque una terza strada, oltre a quelle già conosciute delle celle fotovoltaiche che permettono di convertire la luce solare producendo elettricità e di quella che permette di trasformare il calore del sole in elettricità tramite una turbina a vapore. Una soluzione che intende utilizzare il calore direttamente, senza celle o turbine. In questo caso, a differenza di una cella solare standard (che è sensibile ad alcune frequenze di luce, ma non a tutte), <strong>è possibile utilizzare per la conversione quasi tutta la luce diretta del sole</strong>. Una volta impostato, tale sistema potrebbe funzionare con il minimo sforzo. Purtroppo però i dispositivi che trasformano la luce solare in calore e quindi in energia elettrica non diventano molto più caldi dell&#8217;acqua bollente quando vengono esposti alla luce diretta e concentrata del sole.</p><p>La ragione è che a temperature notevolmente superiori alle nostre le leggi della termodinamica fanno sì che i dispositivi liberino calore più in fretta di quanto non impieghino ad assorbirlo. Quindi un convertitore del genere necessita di raggiungere i 700° per diventare efficiente e ciò è impossibile senza l&#8217;utilizzo di particolari (e costosi) specchi parabolici che permettono di concentrare la luce solare. I ricercatori dell&#8217;Institute of Technology pensano però di aver trovato una soluzione per questo problema. Hanno infatti inventato <strong>un modo per concentrare l&#8217;energia dei raggi senza bisogno di specchi e precisamente una trappola di sole</strong>. Un&#8217;invenzione che intende sfruttare un fenomeno quantistico per assorbire e trattenere in materiali nanometrici energia luminosa che all’occorrenza può essere rilasciata sotto forma di luce o elettricità. E che potrebbe dare il via a una vera e propria rivoluzione.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/mtsobXpFdhU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/energia/la-trappola-di-sole-rivoluzionera-il-mondo-dellelettricita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/energia/la-trappola-di-sole-rivoluzionera-il-mondo-dellelettricita/</feedburner:origLink></item> <item><title>Con l’AuthenticFood, i prodotti biologici lasciano l’impronta digitale</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/3dhyHuwW7HI/</link> <comments>http://www.tekneco.it/ambiente/authenticfood-prodotti-biologici-lasciano-impronta-digitale/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:40:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Simone</dc:creator> <category><![CDATA[Ecologia]]></category> <category><![CDATA[autenticazione biologico]]></category> <category><![CDATA[biologico]]></category> <category><![CDATA[controlli sul biologico]]></category> <category><![CDATA[prodotti bio]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?p=11243</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/01/pomodori-bio-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="pomodori bio" title="pomodori bio" /></div>Il metodo analitico per autenticare i prodotti alimentari di origine vegetale]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/01/pomodori-bio-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="pomodori bio" title="pomodori bio" /></div><p>E’ partito a novembre  il progetto di ricerca transazionale che prevede la messa a punto di un’impronta digitale analitica dei prodotti biologici, per distinguere il vero bio, dal falso. Una collaborazione di sedici partner provenienti da undici paesi europei che combineranno competenze analitiche, agronomiche e sistemi di controllo, per arrivare al sistema di autenticazione anti frode.</p><p><strong>Il progetto    </strong><br
/> Sul versante italiano sono impegnate la <strong>Fondazione Edmund Mach</strong>, competente nell’analisi degli isotopi stabili, l’<strong>Aiab</strong> (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) impegnata nella raccolta dei campioni, e la <strong>Bios</strong>, organismo di controllo e certificazione del metodo di produzione biologico,  che valuterà l’applicabilità del sistema di certificazione.<br
/> Nel progetto AuthenticFood, cofinanziato dal programma <a
href="http://www.coreorganic2.org/"><em>Core Organic II</em></a>,  il team di ricercatori europei prenderà  in esame le <strong>caratteristiche chimiche di alcuni prodotti biologici vegetal</strong>i, nello specifico pomodori, cereali e derivati. Si servirà di tecniche statistiche multivariate, metodiche di analisi dei residui di fitofarmaci, dei rapporti tra isotopi stabili di diversi elementi, del profilo minerale e metabolomico (le impronte chimiche lasciate da specifici processi cellulari), per poi sviluppare una serie di metodi analitici in grado di <strong>autenticare i prodotti alimentari di origine vegetale</strong>, per una maggiore garanzia dei consumatori e degli utilizzatori di materie prime.<br
/> I metodi analitici insieme alle attuali procedure di ispezione e certificazione, saranno degli ottimi <strong>strumenti di supporto</strong> per gli Enti di certificazione  e di controllo.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/3dhyHuwW7HI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/ambiente/authenticfood-prodotti-biologici-lasciano-impronta-digitale/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/ambiente/authenticfood-prodotti-biologici-lasciano-impronta-digitale/</feedburner:origLink></item> <item><title>Villa Gottardi – Roncone (Trento)</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/5n7xbWKnJuk/</link> <comments>http://www.tekneco.it/progetto/villa-gottardi-roncone-trento/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:00:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Tekneco Aziende</dc:creator> <category><![CDATA[Edilizia Bio]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?post_type=progetto&amp;p=12255</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/02/villa-gottardi_01-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="villa-gottardi_01" title="villa-gottardi_01" /></div>La costruzione è progettata seguendo il protocollo di efficienza energetica e comfort nel clima mediterraneo del Passivhaus Institute e quello di sostenibilità dell'Associazione Nazionale Architettura Bioecologica.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/02/villa-gottardi_01-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="villa-gottardi_01" title="villa-gottardi_01" /></div><p>Il fabbricato, fermo restando la validità del linguaggio architettonico, nasce come elemento sperimentale con l&#8217;obiettivo di raggiungere il massimo livello in entrambi i protocolli ed ottenere la totale indipendenza dalle fonti energetiche fossili con costi commisurati alla costruzione di un edificio con prestazioni standard.</p><h3>Analisi architettonica di inserimento contestualizzato</h3><p>Rifacendosi all’analisi architettonica regionalista che individua nei caratteri compositivi e costruttivi motivazioni di carattere climatico e funzionale abbiamo condotto uno studio tipologicosull’architettura storica diffusa per individuare il linguaggio costruttivo ricorrente.<br
/> Il comune di Roncone (TN) fa parte di quell’ambito insediativo di media quota (842 mslm). Si sviluppa sul versante est della valle che conduce al lago d’Idro. Il clima è mediamente piovoso, poco ventilato edumido. La ventilazione avviene principalmente per i moti convettivi che si creano durante il giorno e la notte,il riscaldamento e raffreddamento dei versanti che produce una brezza di monte e di pendio. Tali caratteristiche climatiche sono ben individuabili nella tipologia architettonica storica.</p><p>Lo sviluppo dell’insediamento abitato su versante comporta l’adozione di un sistema aggregativo rivolto all’utilizzo di edifici singoli sviluppati lungo una strada principale che segue l’andamento della valle. I caratteri architettonici che si possono individuare evidenziano un carattere fortemente plastico degli edifici (tipico della cultura latina)mediante l’utilizzo di muratura massiccia. L’attacco a terra è possente e si raccorda con lo spazio pubblico attraverso l’accesso diretto alla strada. La tipologia dell’edificio singolo è principalmente composta da tre piani: piano terra (di norma destinato a deposito attrezzi di lavoro), piano primo (destinato ad abitazione) e sottotetto (destinato a granaio o  fienile). Alcune volte esiste un secondo piano ad abitazione ma la media in alzato non supera i tre piani. Il piano secondo presenta finestrature dalla forma rettangolare (con rapporto base-altezza 1:2) la larghezza non è mai eccessiva per evitare di avere problemi energetici dovuti alla dispersione di calore durante i periodi freddi. Il piano sottotetto a fienile o granaio acquisisce una caratteristica formale assolutamente tipica di questa zona mediante murature aperte che sostengono un grande tetto in legno (a due falde o a capanna). Tale forma deriva dalla necessità climatica di areare lo spazio a fienile per evitare che l’alto grado di umidità e la poca ventilazione potesse far marcire il raccolto. Queste aperture poste all’ultimo piano riuscivano ad abbassare il grado d’umidità sfruttando le brezze di monte e di valle. Il legno come materiale da costruzione veniva utilizzato per le coperture e per la chiusura degli spazi sottotetto o dei loggiati. Compositivamente si nota che la costruzione lignea (tipica delle culture germaniche) è presente ai piani elevati. I prospetti sono caratterizzati da questa commistione di muratura e di costruzione in legno. Il linguaggio compositivo di facciata si caratterizza da piano terra prevalentemente in muratura, da piano primo spesso in muratura ed alcune volte tamponato o rivestito in legno ed il piano sottotetto composto prevalentemente da grandi aperture nella muratura a volte tamponate o rivestite con il legno. In pianta lo schema aggregativo tipico dell’abitazione è estremamente semplice e presenta un elemento centrale distributivo orizzontale e verticale.</p><h3>Sviluppo delle scelte progettuali</h3><p>Nel progetto si sono voluti utilizzare tutti i caratteri del linguaggio locale adeguandoli alla contemporaneità. La volontà di progettare un’abitazione che non si scostasse troppo dall’edificato esistente, in termini di allineamenti, insieme al corretto orientamento solare, in grado di favorire un massimo guadagno di calore, ha comportato uno studio dei  prospetti e delle aperture accorpate sui due lati sud-est e sud-ovest dell’abitazione. Il fronte sud-ovest inoltre si apre sulla valle offrendo (ai piani superiori) una piacevole vista.<br
/> In pianta lo schema distributivo estremamente razionale è stato in toto ripreso. Il vano scala centrale collega i differenti livelli e le funzioni domestiche che si sviluppano lungo i lati dello stesso. Anche la distribuzione impiantistica sfrutta la semplicità distributiva della scala per creare un unico collegamento verticale delle colonne montanti che distribuiscono le diramazioni secondarie ai singoli piani affiancando i lati della stessa. Questa caratteristica permette una semplicità esecutiva, distributiva, e una facile ispezionabilità del sistema tecnologico.</p><p>I prospetti riprendono l’intero linguaggio compositivo locale scegliendo di utilizzare le due tipologie di finitura, in intonaco ed in legno. L’impianto esterno adegua le dimensioni delle finestre allargandole al massimo consentito dall’analisi energetica mediante simulazione dinamica nel rispetto delle proporzioni tra la base e l’altezza.</p><h3>Caratteristiche tecnologiche</h3><p>L’attenzione ai caratteri formali dell’architettura bioclimatica ha dato origine a scelte mirate all’ottimizzazione degli aspetti energetici ed ambientali dell’edificio, con l’obiettivo di rendere lo stesso energeticamente indipendente e strutturato mediante l’utilizzo prevalente di materiali di origine naturale.</p><p>Le due strategie, energetica ed ambientale, hanno determinato una profonda attenzione agli aspetti progettuali in fase esecutiva, integrando nel progetto un numero importante di competenze professionali, la cui interazione ha permesso il raggiungimento di valori condivisi sotto tutti gli aspetti progettuali: importante è infatti la collaborazione progettuale per gli aspetti strutturali, ambientali e di inserimento, architettonici, energetici, impiantistici, con un coinvolgimento diretto dell’impresa esecutrice delle opere, la quale ha partecipato in modo attivo allo sviluppo del progetto dato l’elevato grado di complessità dello stesso.</p><h3>Modellazione territoriale energetica dinamica</h3><p>Fondamentale, data la conformazione orografica ed antropica del logo di progetto, è stata la ricostruzione tridimensionale degli ingombri all’orizzonte, in grado di limitare l’apporto solare al lotto di progetto, mediante la ricostruzione dell’intera vallata e nel dettaglio degli elementi di ostruzione prossimi all’abitazione; mediante una simulazione dinamica effettuata durante l’intero arco dell’anno sono state studiate ogni singola apertura, garantendo alle stesse un adeguato apporto energetico gratuito durante il periodo invernale ed una confortevole schermatura del surriscaldamento estivo, valutandone la posizione in funzione del migliore sfruttamento termico raggiungibile</p><h3>Progettazione di una casa passiva con l’obiettivo di una casa quasi ad energia zero</h3><p>Sfruttare gli apporti energetici gratuiti derivati dall’ambiente, uniti alla realizzazione di un involucro energeticamente performante e ad un sistema impiantistico efficiente, hanno permesso di sviluppare un componente edilizio quasi completamente indipendente da approvvigionamenti energetici esterni: la corretta disposizione delle aperture è in grado di garantire un apporto energetico gratuito considerevole all’abitazione, che viene mantenuto e sfruttato dalla stessa grazie alla costruzione di un involucro termico efficiente, dotato di componenti opachi dalla trasmittanza termica limitata con assenza totale di ponti termici e distribuito mediante un sistema di ventilazione meccanica con recupero di calore ad altissima efficienza che ne minimizza dispersioni e sprechi; la limitata porzione di potenza termica ancora necessaria per raggiungere un adeguato confort interno è garantita mediante piaste elettriche radianti posizionate all’interno delle murature e collegate ad un sistema fotovoltaico con funzionamento ad isola posto in copertura: fotovoltaico che, grazie ai 6 kwh picco di potenza elettrica installati è in grado di coprire il 90% dell’energia totale necessaria per il funzionamento dell’abitazione.</p><h3>Sostenibilità dei componenti costruttivi</h3><p>L’obiettivo di costruire un abitazione energeticamente indipendente non ha potuto trascurare due aspetti di sostenibilità essenziale, ossia l’impatto sull’ambiente dei materiali da costruzione ed il benessere abitativo che questi materiali garantiscono nel tempo. Il legno è stato quindi il filo conduttore di questa strategia, quale elemento costruttivo naturale fondamentale visti i limitati impatti ambientali dovuti a produzione, trasporto, dismissione e grazie alle sue ottime capacità igrometriche e di salubrità degli ambienti interni: la struttura portante dell’abitazione è realizzata interamente in pannelli in legno con tecnologia x-lam con certificazione di gestione sostenibile delle foreste PEFC per ogni componente strutturale.</p><p>Per la coibentazione invece, che assume un ruolo determinate dovuto alle grandi quantità di materiali presenti, sono stati scelti due materiali differenti per l’interno e l’esterno, anch’essi selezionati grazie alle loro caratteristiche di sostenibilità ambientale e di benessere: all’esterno è stato utilizzata una coibentazione in EPS 100% RICICLATO, proveniente dal riutilizzo di scarti industriali e dismissioni di materiali destinate alla discarica; per l’interno invece lana di vetro certificata completamente priva di formaldeide e sostanze di tipo nocivo per gli occupanti.</p><p>E’ stato inoltre minimizzato l’utilizzo di calcestruzzo, mediante stratigrafie composte da massetti a differenti densità realizzati interamente con argilla espansa naturale, utilizzata sia a secco per la realizzazione di vespai d’areazione, che con minima aggiunta di leganti per i massetti.</p><p>Per la pitturazione degli ambienti interni sono stati, infine, scelti componenti naturali, costituite da pigmenti e leganti derivati direttamente da componenti naturali.</p><h3>L’involucro termico</h3><p>La conformazione dell’involucro termico parte dalla forma dell’abitazione e dal suo ottimale rapporto superficie volume, che ne garantisce dispersioni limitate minimizzate in funzione del volume effettivamente fruito. L’attenzione progettuale si è rivolta, quindi, verso lo studio di ogni componente di questo involucro, massimizzando le qualità di coibenza termica di ogni singolo componente e valutando puntualmente la mancanza di ponti termici in corrispondenza delle sovrapposizioni di componenti differenti.</p><p>Essendo, inoltre, le finestre un elemento attivo nel fabbisogno energetico dell’intero edificio, l’attenzione progettuale è ruotata principalmente intorno a tale componente: partendo dalla scelta dell’elemento trasparente, ricaduta dopo numerose simulazioni su un vetro triplo basso emissivo in grado di dare al tempo stesso una elevata coibentazione termica (Ug=0,7 w/m<sub>2</sub>k) e una adeguata trasmissione solare nel periodo invernale (U=61%), sono stati successivamente studiati e simulati a livello dinamico le conformazioni del telaio, fisso e mobile, e la connessione con la struttura muraria. Questi accorgimenti hanno permesso di ottenere un valore del ponte termico in prossimità dell’attacco con la muratura negativo, garantendo quindi una ottimale connessione tra i due componenti edilizi.</p><p>Per gli elementi opachi dell’involucro, sia verticali che orizzontali, sono state composte stratigrafie costituite da numerosi elementi, in grado di rispondere alle esigenze di coibenza termica, migrazione igrometrica del vapore e tenuta all’aria: l’elevata coibentazione sia interna che esterna ha generato valori medi di trasmittanza degli elementi opachi inferiori a 0,1 w/m<sub>2</sub>k e, grazie all’inserimento senza soluzioni di continuità di teli a tenuta all’aria sull’intero perimetro dell’abitazione, di ottenere, mediante la verifica tramite Blower Door Test, una dispersione per ventilazione inferiore a 0,3 volumi/ora.</p><h3>Risultati ottenuti</h3><p>L’edificio, una volta completato, verrà certificato come <strong>Passivhaus</strong> e come edificio di classe A+ secondo la normativa provinciale di certificazione energetica.</p><p>Il calcolo dell’efficienza energetica dell’edificio, ai fini della stesura dell’attestato dicertificazione energetica che sarà redatto una volta completato l’edificio, porta ad un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale pari a 4,00 kWh/m<sub>2</sub> anno. Tale valore permette di assegnare all’edificio la <strong>CLASSE A+</strong>, per la quale è previsto un valore ≤ a 22 kWh/m<sub>2</sub> anno.</p><p>Per l’edificio in oggetto si raggiunge inoltre la classe <strong>GOLD</strong> nella classificazione di sostenibilità, con un punteggio di 3,36, secondo la delibera della Giunta Provinciale n. 825 del 20 aprile 2007 utilizzando il protocollo di qualità ambientale dell’edificio ITACA SINTETICO TN1.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/5n7xbWKnJuk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/progetto/villa-gottardi-roncone-trento/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/progetto/villa-gottardi-roncone-trento/</feedburner:origLink></item> <item><title>Spese ammesse alla detrazione del 55% e modalità di pagamento</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/e6NpEAbXuXE/</link> <comments>http://www.tekneco.it/energia/spese-ammesse-alla-detrazione-del-55-e-modalita-di-pagamento/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:44:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Mariapia Raffaele</dc:creator> <category><![CDATA[Energia Alternativa]]></category> <category><![CDATA[incentivi]]></category> <category><![CDATA[ristrutturazione]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?p=12188</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/12/ristrutturazione-casa-flickr_Carlo-Armanni-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="ristrutturazione-casa-flickr_Carlo-Armanni" title="ristrutturazione-casa-flickr_Carlo-Armanni" /></div>Le spese agevolabili sono elencate dall’art.  3 del Decreto Interministeriale del 19 Febbraio 2007 e si differenziano in tal modo]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/12/ristrutturazione-casa-flickr_Carlo-Armanni-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="ristrutturazione-casa-flickr_Carlo-Armanni" title="ristrutturazione-casa-flickr_Carlo-Armanni" /></div><p>Le spese agevolabili sono elencate dall’art.  3 del Decreto Interministeriale del 19 Febbraio 2007 e si differenziano in tal modo.</p><p><strong> Interventi che comportano una riduzione della trasmittenza termica U degli elementi opachi  costituenti l’involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali ed accessorie:</strong><br
/> <strong></strong></p><p><strong>Spese ammesse alla detrazione:  </strong><br
/> Fornitura e messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti;<br
/> Fornitura e messa in opera di materiali ordinari, anche necessari alla realizzazione di ulteriori strutture murarie a ridosso di quelle preesistenti, per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti;<br
/> Demolizione e ricostruzione dell’elemento costruttivo.</p><p><strong> Interventi che comportano una riduzione della trasmittenza termica U delle finestre comprensive degli infissi.</strong><br
/> <strong></strong></p><p><strong>Spese ammesse alla detrazione:</strong><br
/> Miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti con la fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso;<br
/> Miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, con integrazioni e sostituzioni.<br
/> Interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda.<br
/> <strong></strong></p><p><strong>Spese ammesse alla detrazione:</strong><br
/> Fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche , nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione ad opera d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento;</p><p>Smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale, fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione e regola d’arte di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione, con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, ovvero con impianti di climatizzazione invernale di cui al Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 11 marzo 2008. <strong>Negli interventi ammissibili sono compres</strong>i, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento delle acque, sui dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione.<br
/> <strong></strong></p><p><strong>Tra le spese agevolabili rientrano anche le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi di cui sopra, compresa la redazione della certificazione/qualificazione energetica.</strong> Trattasi dei corrispettivi erogati alle figure (ingegneri, architetti ecc..) che si occupano di verificare che l’intervento eseguito rispetti i requisiti richiesti dalla normativa per beneficiare della detrazione del 55%.<br
/> In considerazione del fatto che la detrazione spetta sulle spese rimaste effettivamente a carico del contribuente è necessario scomputare dall’ammontare sostenuto l’importo di eventuali contributi pubblici percepiti in relazione al medesimo intervento.<br
/> Le modalità di pagamento delle spese possono differire a seconda che il soggetto beneficiario della detrazione sia o meno titolare di reddito di impresa.<br
/> •    <strong>Soggetto non titolare di reddito di impresa: è richiesto che il pagamento delle spese sostenuto sia effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risultano i seguenti dati:</strong><br
/> -    Causale del versamento;<br
/> -    Codice fiscale del beneficiario della detrazione;<br
/> -    Codice fiscale o numero di P.Iva del soggetto percipiente.</p><p><strong>•    Soggetto titolare di reddito di impresa: possono eseguire i pagamenti delle spese anche mediante modalità diverse del bonifico bancario o postale e, pertanto, ad esempio con assegno bancario, assegno circolare ecc..</strong><br
/> L’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di pagamento anche rateale delle spese per le quali si intende richiedere il 55% : condizione essenziale, secondo l’Agenzia che detti pagamenti rateali siano effettuati mediante bonifico bancario o postale.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/e6NpEAbXuXE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/energia/spese-ammesse-alla-detrazione-del-55-e-modalita-di-pagamento/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/energia/spese-ammesse-alla-detrazione-del-55-e-modalita-di-pagamento/</feedburner:origLink></item> <item><title>Completato il nuovo impianto fotovoltaico per il gruppo Tontarelli</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/Nl1VdVUcETo/</link> <comments>http://www.tekneco.it/comunicato-stampa/completato-il-nuovo-impianto-fotovoltaico-per-il-gruppo-tontarelli/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:23:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Tekneco Aziende</dc:creator> <category><![CDATA[Energia Alternativa]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?post_type=comunicato&amp;p=12184</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/09/tontarelli-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="tontarelli" title="tontarelli" /></div>Grazie alla nuova sezione, la realizzazione su coperture e pensile degli stabilimenti di Castelfidardo (An) raggiunge la potenza record di 7600 kWp e una superficie complessiva di oltre 60.000 mq, pari a 12 campi da calcio.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2011/09/tontarelli-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="tontarelli" title="tontarelli" /></div><p>È stato completato e connesso alla rete elettrica il nuovo impianto fotovoltaico realizzato da <a
title="Energy Resources Holding" href="http://www.tekneco.it/azienda/energy-resources-holding/"><strong>Energy Resources spa</strong></a>, realtà di spicco del settore delle energie rinnovabili, per gli stabilimenti di Castelfidardo (An) del Gruppo Tontarelli, leader nella produzione di articoli casalinghi in plastica. L’impianto, della potenza di 500 kWp, costituisce un <a
title="Cresce la città fotovoltaica realizzata da Energy Resources per i gruppo Tontarelli" href="http://www.tekneco.it/comunicato-stampa/cresce-la-citta-fotovoltaica-realizzata-da-energy-resources-per-i-gruppo-tontarelli/">ampliamento della già imponente realizzazione che rappresenta un’eccellenza nel panorama internazionale</a>, sia per potenza che per profilo architettonico: i moduli sono stati installati in modo integrato su coperture degli edifici e pensiline, per una potenza complessiva che oggi raggiunge i 7600 kWp.</p><p>“L’impianto che abbiamo realizzato per il Gruppo Tontarelli esprime in modo particolarmente rappresentativo quanto le rinnovabili abbiano ricadute positive sia sull’ambiente che sul sistema produttivo – commenta <strong>Enrico Cappanera</strong>, amministratore delegato di Energy Resources –; grazie all’integrazione tra le migliori tecnologie impiegate e ai risultati ottenuti, l’impianto principale, già funzionante da oltre un anno, si è dimostrato più efficiente di quanto stimato inizialmente: sta producendo circa il 6,5% di energia pulita in più ogni anno. Per questo l’azienda ha deciso di ampliarlo ulteriormente”.</p><p>Il nuovo impianto, dotato di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza, copre il tetto di un fabbricato preesistente di circa 3000 mq e porta la superficie complessiva della realizzazione a oltre 60.000 mq, pari a 12 campi da calcio. L’edificio è stato sottoposto ad un intervento di bonifica da amianto e sostituzione della copertura.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/Nl1VdVUcETo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/comunicato-stampa/completato-il-nuovo-impianto-fotovoltaico-per-il-gruppo-tontarelli/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/comunicato-stampa/completato-il-nuovo-impianto-fotovoltaico-per-il-gruppo-tontarelli/</feedburner:origLink></item> <item><title>Shale gas, l’outsider energetico</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Tekneco/~3/G3OwCSDjh7o/</link> <comments>http://www.tekneco.it/energia/shale-gas-outsider-energetico/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:10:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Andrea Ballocchi</dc:creator> <category><![CDATA[Energia Alternativa]]></category> <category><![CDATA[energie]]></category> <category><![CDATA[impatto ambientale]]></category> <category><![CDATA[shale gas]]></category> <guid isPermaLink="false">http://www.tekneco.it/?p=11376</guid> <description><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/02/camp-frack_justinwoolford-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="camp-frack_justinwoolford" title="camp-frack_justinwoolford" /></div>Negli Usa il gas di scisto fa volare l’economia, in Europa non ci sono regole chiare e ogni Paese è storia a sé. Come l’Italia]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><img
width="152" height="152" src="http://www.tekneco.it/website/wp-content/uploads/2012/02/camp-frack_justinwoolford-152x152.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="camp-frack_justinwoolford" title="camp-frack_justinwoolford" /></div><p>Lo shale gas è stata una fonte energetica trascurata o poco considerata fino a non molti anni fa. Ora sta vivendo una fase di autentico boom, specie negli Stati Uniti come dimostrano due rapporti, uno della British Petroleum e uno società di consulenza BDO Usa, in cui emerge in tutta chiarezza la sua importanza crescente.<br
/> <strong>Secondo il rapporto BP, il gas estratto da scisti bituminosi, insieme al petrolio renderà gli Stati Uniti autosufficienti entro il 2030.</strong> Non solo: lo sfruttamento di fonti alternative quali le scisti bituminose statunitensi (stimate in 50 miliardi di barili), le sabbie bituminose canadesi e l&#8217;estrazione in acque profonde brasiliane, porterebbero rapidamente all&#8217;autosufficienza il continente americano. Secondo il rapporto della BDO Usa <strong>nel 2012 lo shale gas in Nord America continuerà ad attirare nuovi capitali alimentando una nuova ondata di fusioni ed acquisizioni</strong>. La società di consulenza ha interpellato i 100 CFO delle principali compagnie del settore: tra di essi il 40% ha annunciato una crescita degli investimenti nei giacimenti non convenzionali a partire da quelli di shale.</p><p>L’autentico boom vissuto dal settore è bene rappresentato dall’andamento della Halliburton, la più grande società al mondo di servizi petroliferi, che nel quarto trimestre del 2011 ha visto balzare al 50% l’utile netto proprio grazie alla la vendita di tecnologie per l&#8217;estrazione di petrolio e gas non convenzionali, soprattutto shale gas e shale oil.</p><p><strong>Lo shale gas in Europa</strong><br
/> Questo per quanto riguarda gli Stati Uniti. In Europa la questione è un po’ differente: pur con le incoraggianti stime sulle riserve che ammonterebbero a 92 miliardi di barili di petrolio, a oggi non esistono norme precise che regolamentino l’attività. Inoltre nei diversi Paesi emergono posizioni contrastanti: da una parte la Polonia, che forte del fatto di poter contare sui maggiori giacimenti europei vive male lo stallo normativo. Tanto che il governo polacco ha dichiarato pochi giorni fa che “non ci sono le condizioni per poter negare il diritto delle ricerche; inoltre le attuali regole dell’Unione Europea garantiscono sufficienti controlli e sicurezza per questi lavori”. La dichiarazione è giunta in seguito all’iniziativa di un gruppo di eurodeputati che aveva cominciato a raccogliere firme al Parlamento Europeo per introdurre la moratoria, cioè la sospensione, dei lavori di ricerca e dei permessi rilasciati nei paesi membri.</p><p>Se in Polonia lo shale gas è benedetto da governo e opposizione, <strong>in Francia l’anno scorso il Parlamento ha votato per la messa al bando delle pratiche estrattive dello shale gas con il cosiddetto <em>fracking</em></strong>, metodo di idrofratturazione delle rocce che consiste nello sparare ad alta pressione acqua con alcuni additivi chimici, in modo da far uscire il gas. Una tecnica con molti risvolti nocivi all’ambiente, come ha rilevato recentemente Davide Scrocca, dell&#8217;Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, secondo cui “bisogna porre attenzione al trattamento delle acque utilizzate per l&#8217;estrazione”. Si tratta, infatti, di acque che, a fine processo, “risultano contaminate da idrocarburi e quindi richiedono dei trattamenti speciali”. Il rischio è quello di inquinare le falde acquifere. Come la Francia, anche il governo della Bulgaria ha deciso di mettere al bando questa tecnica.</p><p><strong>Cosa accade in Italia</strong><br
/> Le parole dello scienziato italiano conducono il pensiero proprio al nostro Paese dove a parere dell’ad Eni, Paolo Scaroni, “lo shale gas in un Paese antropizzato come il nostro non lo vedo di facile utilizzazione”. Concordò con lui non più tardi di un anno fa l’allora sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia. Difatti<strong> in Italia di esplorazioni, propedeutiche all&#8217;estrazione del gas non se ne ha notizia in qualità di shale gas mentre ce n’è almeno una relativa alla tecnologia Coal Bed Methane (CBM)</strong>, che rientra tra i gas non convenzionali come il gas di scisto: si tratta del progetto “Fiume Bruna”, ideato dalla società del Regno Unito Independent Resources, che consiste appunto nell’estrazione a bassa pressione del metano contenuto negli strati di carbone. Tale tecnologia, a differenza dello shale, non richiede l’aggiunta di solventi per far fluire il gas di produzione ed è meno impattante per l’ambiente.</p><p>Il progetto è in questo momento alla fase esplorativa, autorizzata dal ministero dello Sviluppo economico nel 2008 – nella zona del comune di Roccastrada (Grosseto). La società ha investito 6 milioni solo per questa prima fase; una volta giunto l’ok ministeriale per condurre il progetto alla fase estrattiva, sono previsti altri 50 milioni di euro per condurre in porto il progetto per cui <strong>la produzione attesa è di circa 3,6 miliardi di metri cubi in un periodo di circa 30 anni, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 80.000 famiglie.</strong></p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Tekneco/~4/G3OwCSDjh7o" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.tekneco.it/energia/shale-gas-outsider-energetico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.tekneco.it/energia/shale-gas-outsider-energetico/</feedburner:origLink></item> </channel> </rss><!-- Dynamic page generated in 0.901 seconds. --><!-- Cached page generated by WP-Super-Cache on 2012-02-06 08:26:00 -->

