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	<title>telemac0</title>
	
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		<title>Lo spread dei suicidi</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 22:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo esserci stancati della finanza, noi italiani (ma soprattutto loro giornalisti) avevamo bisogno di un nuovo argomento da manipolare e su cui improvvisare opinioni; che questo potesse essere la correlazione crisi economica / tasso di suicidi nella popolazione (con conseguenti reciproche attribuzioni di responsabilità politiche sulla prima, e di conseguenza sul correlato tasso) non dico che mi abbia spiazzato, ma mi sembra comunque un tocco di classe, quell&#8217;eleganza made in italy che negli ultimi dieci anni è stata un po&#8217; la nostra bandiera. Io sono a disagio nel picchiettare sulla tastiera riguardo argomenti che potrebbero urtare sensibilità altrui &#8211; come questo, e figuriamoci di questi tempi, in cui si rischia di essere accomunati alla mandria di faciloni che straparla. Sul suicidio, anzi, sugli &#8220;esseri umani con idee suicide&#8221; ho una mia idea precisa, ma di nessun interesse pubblico. Idem sulla connotazione culturale che simili idee hanno a seconda dei contesti sociali (storici ma anche semplicemente geografici: il suicidio in Italia è percepito in maniera diversa da come lo è in Giappone o in Finlandia o in Madagascar, eccetera). Anche su questo, risparmio a me e a chi legge ogni divagazione.</p>
<p>Visto che il tema è caldo, fornisco giusto due spunti: uno studio &#8211; <em>a narrative review, </em>diciamo, del luglio scorso - che tenta di trovare una correlazione tra crisi economica e aumento dei suicidi dal 2008 è <a href="http://www.lancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(11)61079-9/fulltext" target="_blank">Effects of the 2008 recession on health: a first look at European data</a> pubblicato da <a href="http://www.lancet.com/" target="_blank">The Lancet</a>; è stato già strumentalizzato: dal Daily Mail all&#8217;Independent nei giorni successivi alla pubblicazione (9 luglio 2011) ci han marciato sopra in parecchi, ma in Italia ancora nessuno l&#8217;ha sbandierato a sproposito, o almeno non di recente, o almeno così mi pare: potreste approfittarne. Sempre su questo studio, <a href="http://www.nhs.uk/" target="_blank">NHS Choices</a> pubblica una revisione dal titolo SEO-ammiccante ma dai contenuti piuttosto equilibrati e razionali, che rimandano a successivi studi e analisi di dettaglio ogni conclusione: <a href="http://www.nhs.uk/news/2011/07July/Pages/suicide-rates-rise-after-financial-meltdown.aspx" target="_blank">Suicide rates increase after financial crash</a>.</p>
<p>Concluso quindi che un andamento parallelo tra aumento della disoccupazione e aumento dei suicidi è riscontrabile, ma che la correlazione è tutta da dimostrare, sarebbe il caso di occuparsi di altro, tipo discutere i problemi a monte. Magari spendendo qualche minuto nel documentarsi: aiuterebbe. Anzi, facciamo così: non ve ne occupate. Parlate di rubinetteria.</p>
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		<title>The Minerva Project</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 08:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artigianato Elettrico]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nome di dominio scelto per il lancio (http://www.minervaproject.com/) fa un po&#8217; spy story, ma la (futura) Minerva University negli ultimi tempi ha generato clamore ai livelli più alti del sistema universitario americano, se anche Chris Peterson (la faccia Web delle ammissioni al MIT, non proprio uno qualunque) ci ha tenuto a dire la sua per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome di dominio scelto per il lancio (<a title="Il sito - piuttosto scarno, per ora - di questa nuova elite online university" href="http://www.minervaproject.com/" target="_blank">http://www.minervaproject.com/</a>) fa un po&#8217; spy story, ma la (futura) Minerva University negli ultimi tempi ha generato clamore ai livelli più alti del sistema universitario americano, se anche Chris Peterson (la faccia Web delle ammissioni al MIT, non proprio uno qualunque) ci ha tenuto a <a title="Chris Peterson (MIT Admission) pone qualche domanda scomoda e trae le sue conclusioni circa selezione all'ingresso e retta annuale della Minerva University" href="http://mitadmissions.org/blogs/entry/the-minerva-delusion" target="_blank">dire la sua per smontare l&#8217;aura di &#8220;elitismo democratico&#8221;</a> che gli ideatori del progetto stanno costruendo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-578" title="Minerva University si rivolge a candidati eccellenti di tutto il globo terraqueo. Eccellenti e anche abbienti, a dire il vero." src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456042-alle-20.03.39.png" alt="" width="564" height="436" /></p>
<p>Il sito ufficiale non riporta granché, ma gli articoli in giro per il Web aiutano a ricostruire attori e obiettivi di questo progetto. Innanzitutto, si sta parlando di una Università online. L&#8217;organizzazione è dichiaratamente <em>for profit. </em>Il target è globale.  L&#8217;obiettivo: reclutare le eccellenze sudamericane, cinesi, indiane, africane, ma anche statunitensi, che non hanno neanche provato ad entrare al MIT o a Stanford a causa dei costi (il già citato Peterson ammette che per un anno di MIT occorre considerare una spesa di 50000$) o dei criteri di selezione (alla Minerva, per connaturata costituzione e per scelta politica, non ci saranno ingressi privilegiati per gli atleti, per esempio, o per figli di facoltosi donatori).</p>
<p>Del modello didattico, finora, non se ne parla. Del resto, c&#8217;è fino al <a title="La pagina di iscrizione studenti parla espressamente del 2014 come data di lancio" href="http://www.minervaproject.com/students.html" target="_blank">2014</a> per organizzarsi da questo punto di vista. Oltre agli obiettivi dichiarati &#8211; selezionare un elite, formare la nuova classe dirigente, fare profitto &#8211; si può dedurre qualcos&#8217;altro dalle interviste in giro; ad esempio, in consiglio di amministrazione siedono:</p>
<ul>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Summers" target="_blank">Larry Summers</a>, ex presidente di Harvard ed ex Segretario del Tesoro;</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Patrick_T._Harker" target="_blank">Patrick Harker</a>, Presidente dell&#8217;University of Delaware ed ex preside della Wharton School of Business;</li>
<li>Il senatore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Kerrey" target="_blank">Bob Kerrey</a>;</li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lee_Shulman" target="_blank">Lee Shulman</a>, Professore Emerito alla Stanford School of Education (quanto al modello didattico, mi sa che ce lo dovremo aspettare da lui).</li>
</ul>
<p>Il CEO è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ben_Nelson_(businessman)" target="_blank">Ben Nelson</a> (in precedenza CEO di <a href="http://www.snapfish.com/snapfish/welcome" target="_blank">Snapfish</a>, che è sicuramente un servizio online, ma quanto a University c&#8217;è ben poco), e il CdA dimostra l&#8217;intenzione dichiarata di reclutare docenti di eccellenza. Il costo di ammissione sarà di 20000$ (e quindi, ok, meno del MIT; però neanche troppo a buon mercato). Nelle intenzioni del CEO c&#8217;è la volontà di invitare i futuri studenti a raggrupparsi in aree metropolitane, che faranno da campus decentralizzati, in cui gli studenti potranno riunirsi e fare comunità anche &#8220;live&#8221;. I finanziamenti, invece, vengono da <a href="http://www.benchmark.com/" target="_blank">Benchmark Capital</a>, che nel progetto ci crede proprio: ha battuto i propri record di finanziamento, elargendo <a href="http://venturebeat.com/2012/04/03/minerva-project-seed-funding/" target="_blank">25 milioni di dollari</a>. Gran bel finanziamento, il che fa pensare che le 4 scarne pagine del sito attualmente online nascondano progetti realmente ambiziosi.</p>
<p>Allo stato attuale è praticamente impossibile dare un giudizio sul progetto: al di là delle buone intenzioni, dei capitali, dei personaggi, non c&#8217;è nulla da giudicare, né la didattica né il successo in termini di iscritti, il placement post-laurea è meno che un&#8217;ipotesi. La curiosità sugli sviluppi, ecco: quella sono stati capaci di accenderla. Conservo per me &#8211; per ora &#8211; i dubbi su questa sorta di colonialismo dell&#8217;alta formazione, sulle possibili ricadute e sulle conseguenze di un eventuale successo di un progetto del genere.</p>
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		<title>Diaz – Don’t clean up this blood</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[O dell&#8217;atto masochistico di pagare per ricevere due orette di pugni nello stomaco. Quando scrivo di un film ho sempre paura di cadere nel temino adolescenziale con pretese da critica cinematografica, ma comunque. Il film &#8211; basato sugli atti processuali &#8211; ripercorre gli eventi del G8 di Genova, occupando un arco temporale che va dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O dell&#8217;atto masochistico di pagare per ricevere due orette di pugni nello stomaco. Quando scrivo di un film ho sempre paura di cadere nel temino adolescenziale con pretese da critica cinematografica, ma comunque.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-572" title="Diaz - locandina" src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/diaz.jpg" alt="" width="499" height="302" /></p>
<p>Il film &#8211; basato sugli atti processuali &#8211; ripercorre gli eventi del G8 di Genova, occupando un arco temporale che va dalle decisioni tattiche pre-blitz alla scuola Diaz fino agli arresti e le sevizie nella caserma di Bolzaneto, con un piccolo flash finale sull&#8217;espatrio dei fermati stranieri, tre giorni dopo gli arresti.</p>
<p>La narrazione ha come fulcro il lancio di una bottiglietta vuota verso una Jeep della polizia, bottiglietta che poi si infrangerà per terra, senza colpire nessuno, ma che verrà usata come pretesto per l&#8217;imboscata; la sequenza introduce il film e ne scandisce i cambi di prospettiva; gli eventi vengono ripercorsi più volte, coi diversi punti di vista disponibili (ragazzi del social forum, il poliziotto scettico sulle scelte dei vertici, il direttivo che pianifica l&#8217;intervento); qualche stereotipo qui e lì (l&#8217;ispettore baffuto e ammanicato con la stampa, il ministro degli Interni incompetente e assetato di sangue, il vecchietto buono della CGIL) e una sceneggiatura piuttosto scarna (storyline giusto accennate) non tolgono forza a regia e montaggio che giocano molto sulla crudezza delle violenze e sul sentimento di rabbia impotente che cresce nello spettatore per raggiungere l&#8217;apice alla fine, quando si scopre che gli accusati sono una modesta percentuale dei protagonisti del blitz e che i condannati delle forze dell&#8217;ordine non sono mai stati sospesi.</p>
<p>Se il film è una denuncia, è efficace nella forma e negli effetti, forse meno da un punto di vista storico &#8211; ambito nel quale preferisce non cimentarsi. Non riesco a classificarlo come opera di intrattenimento. Né saprei se consigliarlo o meno, da questo punto di vista: è, ripeto, ben fatto, ma la sensazione che lascia all&#8217;uscita dal cinema richiede qualche quarto d&#8217;ora per riappacificarsi col proprio paese. Vederlo fa bene alla memoria, comunque. Leggevo recensioni che paventavano il rischio di fomentare l&#8217;odio per le istituzioni e in particolare per le forze dell&#8217;ordine: mah. Non mi sembrano i poliziotti a uscirne peggio.</p>
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		<title>Agenda Digitale Italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 21:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artigianato Elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[agenda digitale]]></category>
		<category><![CDATA[cabina di regia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 10 aprile è partita la consultazione pubblica sull&#8217;Agenda Digitale Italiana per iniziare un dialogo costruttivo con i cittadini e garantire la partecipazione attiva di tutte le parti interessate. Bene, la consultazione pubblica, essendo pubblica, è aperta a tutti i cittadini, organizzazioni private o istituzioni pubbliche che vogliono inviare un contributo ad uno o più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 aprile è partita la consultazione pubblica sull&#8217;Agenda Digitale Italiana</p>
<blockquote><p>per iniziare un dialogo costruttivo con i cittadini e garantire la partecipazione attiva di tutte le parti interessate.</p></blockquote>
<p>Bene, la consultazione pubblica, essendo pubblica, è</p>
<blockquote><p>aperta a tutti i cittadini, organizzazioni private o istituzioni pubbliche che vogliono inviare un contributo ad uno o più dei sei tavoli di lavoro  dell’Agenda Digitale.</p></blockquote>
<p>Questi tentativi di &#8220;democrazia partecipativa digitale&#8221; mi interessano, mi incuriosiscono, dovrebbero essere da stimolo.</p>
<p>Facciamo che non voglio fare il disfattista e attaccarmi al fatto che il link alla &#8220;Guida alla compilazione&#8221; ieri restituiva un 404 &#8211; pagina non trovata, e che oggi il link invece di essere messo a posto è stato semplicemente rimosso, né vi posterò la mia faccia alla visione del captcha pre-modulo online, e nemmeno il sogghigno dopo aver visto il codice html che descrive il modulo di cui sopra &#8211; poi ci riempiamo le paginate con <a title="Gli articoli dedicati a e-inclusion e accessibilità preceduti dall'entusiasmo per gli stessi" href="http://www.superando.it/content/view/8916/120" target="_blank">l&#8217;e-inclusion e l&#8217;accessibilità</a>, cerrrrrto &#8211; una roba molto vintage, mettiamola così.</p>
<p>Però se i primi campi da compilare nel form per la partecipazione alla consultazione pubblica sono questi:<a href="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456035-alle-20.23.33.png"><img class="alignnone size-full wp-image-564" title="Il form per partecipare alla consultazione pubblica con una proposta, che esordisce chiedendomi la ragione sociale" src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456035-alle-20.23.33.png" alt="" width="600" height="299" /></a></p>
<p>a me sembra che la <em>cabina di regia</em> potesse quantomeno partire con uno spirito diverso (certo, il codice è brutto, ma in cambio abbiamo un form design eccezionale). Nel senso che il &#8220;semplice cittadino&#8221; sembrerebbe non troppo considerato: l&#8217;asterisco rosso indica un campo obbligatorio.</p>
<p>Dice: &#8220;eh ma sei sempre lì a fare il distruttivo, sei arrivato qui, potevi scrivere &gt;Ragione sociale: Pippo; &gt;Regione sede legale: Corsica; e andare avanti&#8221;. Certo: io <strong>sono</strong> andato avanti. Ho fatto di più: ho scaricato l&#8217;ottimo PDF che in caso di problemi tecnici (del resto, la tecnologia utilizzata per il modulo online è delicatissima) può essere utilizzato in alternativa ed inviato  ad <a href="mailto:agenda.digitale@governo.it">agenda.digitale@governo.it</a>; eccolo <a title="La copia in PDF del form da compilare" href="http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/images/Consultazione_integrale_e_guida.pdf" target="_blank">qui</a> per chi volesse scaricarlo.  Riporta tutti e 186 (sì, centottantasei) quesiti. La sezione successiva a questa ripropone il tema dell&#8217;inclusione attiva dei cittadini nel processo propositivo:</p>
<p><a href="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456035-alle-20.38.14.png"><img class="alignnone size-full wp-image-565" title="Modulo, versione PDF, sezione B" src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456035-alle-20.38.14.png" alt="" width="600" height="295" /></a></p>
<p>&#8220;Altro&#8221;.</p>
<p>Io li capisco, eh. Se avessero lasciato un unico campo testo attraverso cui pubblicare le proprie idee a ruota libera non ne avrebbero ricavato nulla, sommersi da mitomani, troll, benaltristi, italiani in genere. Si sa. Ma, nel 2012, per una consultazione pubblica su Web. Come dire. Facciamo &#8220;sarebbe stato semplice trovare altre strade efficaci sia nella selezione a monte delle proposte che nel reale stimolo alla partecipazione&#8221;.</p>
<p>Nonostante tutto (e il tutto non si esaurirebbe qui), io invito i 3 lettori di questo blog a scaricare il file, a saltare la parte anagrafica per arrivare agli obbiettivi dell&#8217;Agenda Digitale Europea (o il copincolla dell&#8217;inglese, o l&#8217;italiano sparso per le 186 allegre pagine in cui questi obbiettivi sono dissezionati), a riflettere su quelli per ognuno più rilevanti, a provare a farsi forza e compilare ciò che si ritiene, e a fare il benedetto <em>submit </em>del proprio contributo. Ah, il pdf vi viene fornito in modo tale che vi possiate preparare prima le risposte. A penna, dopo averlo stampato (no, scherzo). Il form online vi dà solo 60 minuti di tempo per completarlo (ma la sessione può essere ripresa in seguito), quindi preparasi prima il testo è d&#8217;obbligo. La parte propositiva &#8220;per davvero&#8221; è solo alla fine. 5000 caratteri, massimo. Non c&#8217;è nulla che inviti a farlo (pensavo che i formulari per i proposal europei fossero da incubo: mi sbagliavo), ma dovreste provarci, per avere la possibilità di leggere:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-567" title="Ma prego." src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456035-alle-22.48.58.png" alt="" width="600" height="94" /></p>
<p>Ah, non vale scaricarsi il pdf e scrollare subito fino all&#8217;ultima pagina, come ho fatto io.</p>
<blockquote><p>Questa è un’opportunità di partecipazione. Partecipazione è democrazia. É un percorso per disegnare politiche pubbliche migliori e coerenti rispetto alle esperienze e ai bisogni dei cittadini. La Cabina di regia dell’Agenda Digitale Italiana (ADI) considera la partecipazione dei cittadini una leva essenziale per la riuscita di questo percorso, da fare insieme.</p></blockquote>
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		<title>Codecademy</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 16:06:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[startup]]></category>

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		<description><![CDATA[Per lavoro e per passione ho entrambi gli occhi aperti su quanto riguarda l&#8217;elearning; di solito a questa apertura di occhi segue inesorabilmente lo storcere del naso: sarà snob io, forse troppo ben abituato o troppo esigente in questo settore, ma il fiorire di tool di authoring per la trasformazione di powerpoint in flash, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per lavoro e per passione ho entrambi gli occhi aperti su quanto riguarda l&#8217;elearning; di solito a questa apertura di occhi segue inesorabilmente lo storcere del naso: sarà snob io, forse troppo ben abituato o troppo esigente in questo settore, ma il fiorire di tool di authoring per la trasformazione di powerpoint in flash, di sistemi automatizzati per la generazione e pubblicazione di orripilanti quiz a risposta multipla, o il disquisire di LCMS il cui maggior pregio è quello di rispettare uno standard internazionale sulla metadatazione dei contenuti fa un po&#8217; cascare le braccia, e non solo. Prima o poi toccherà affrontare l&#8217;argomento.</p>
<p>Codecademy (<a title="Codecademy" href="http://www.codecademy.com/" target="_blank">http://www.codecademy.com/</a>)  si distingue decisamente dal resto della produzione su cui m&#8217;è capitato di inciampare mio malgrado, sia da un punto di vista del modello didattico, che da quello del modello di implementazione, della tecnologia utilizzata, dei sistemi di verifica, del grado di interattività, dei modelli di engagement.. insomma, qualcosa di diverso.</p>
<p>Codecademy è una startup oramai molto ben avviata (<a title="YCombinator People" href="http://ycombinator.com/people.html" target="_blank">da questi qui</a>) e ben finanziata (<a title="Codecademy ha ricevuto 2 milioni e mezzo di dollari in finanziamenti per lo sviluppo" href="http://techcrunch.com/2011/10/27/codecademy-raises-2-5-million-to-teach-you-how-to-code/" target="_blank">da molti altri</a>). Lo scopo del servizio è &#8220;insegnare a programmare&#8221;; il pilot ha riguardato il Javascript, ora è disponibile sullo stesso modello un corso di HTML; sono in preparazione corsi su Ruby on Rails e altri linguaggi server side, ma ancora più interessanti sono la possibilità di creare online il proprio corso (quindi un sistema di authoring basato sul loro modello) e il progetto CodeYear (in cui si proclama il 2012 come l&#8217;anno del codice, e ci si iscrive in pratica ad una newsletter con cadenza settimanale che invita ad affrontare un percorso di apprendimento).</p>
<h3>Il modello didattico</h3>
<p>Per descrivere il sistema (di fruizione, non di creazione contenuti, almeno per ora) ho seguito il corso originale, quello sul Javascript; e l&#8217;ho trovato ben fatto &#8211; in considerazione del target ipotizzato e degli obiettivi formativi.</p>
<p>Da un punto di vista teorico, il sistema è orientato principalmente al <em>learning by doing</em>, supportato da un tutoring automatizzato con due funzioni: 1. presentare l&#8217;obiettivo da raggiungere / il problema da risolvere; 2. correggere gli errori sul campo. L&#8217;interfaccia di lavoro si presenta come un sistema a tre box: a sinistra obiettivi da raggiungere, formulazione del problema e possibilità di accedere ai suggerimenti contestuali (hint); al centro un &#8220;tavolo di lavoro&#8221; in cui immettere il codice, e una console di output per verificare il funzionamento di quanto codificato:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-556" title="Codecademy - interfaccia di lavoro" src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456033-alle-16.39.51.png" alt="" width="500" height="278" /></p>
<p>La difficoltà degli obiettivi è ben calibrata e la presentazione degli stessi lascia progressivamente lo &#8220;studente&#8221; più solo man mano che i concetti teorici precedenti vengono assorbiti, seguendo la classica tecnica di tutoring dello <em><a title="Definizione di Scaffolding su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scaffolding" target="_blank">scaffolding</a></em>. La correzione degli errori è decisamente più meccanica, affidata al sistema che controlla la corrispondenza del codice immesso con quanto atteso dal sistema (caso 1) o la corrispondenza dei risultati in console con quanto atteso (caso 2); mentre quest&#8217;ultima possibilità concede un margine di &#8220;creatività&#8221; allo studente, il caso 1 comporta una rigidità nello svolgimento del compito decisamente maggiore.</p>
<p>La frammentazione dei compiti è a volte eccessiva, ma credo che questa percezione possa derivare anche (o forse soprattutto) dalla mia familiarità con il linguaggio oggetto di studio; d&#8217;altro canto un completo analfabeta informatico potrebbe trovare delle difficoltà nonostante la semplicità dei compiti e lo sforzo compiuto per rendere la curva di difficoltà il meno ripida possibile, soprattutto nei primi blocchi di lezione. Il target del corso, perciò, mi sembra possa essere identificato in una popolazione che abbia già familiarità con il computer (e ok, altrimenti sul sito neanche ci si arriva), una minima conoscenza di &#8220;come funzionano le cose&#8221; e una discreta spinta motivazionale all&#8217;apprendimento: tutte componenti che chi sceglie di affrontare un corso base di javascript possiamo presumere abbia.</p>
<p>Dal punto di vista dei contenuti, il corso parte dai concetti base (variabili, output a schermo, funzioni, oggetti) e, per ogni concetto esposto, affianca un primo set di micro-lezioni operative volte a far acquisire &#8211; sempre con la pratica diretta &#8211; familiarità con la struttura logica, e dei set di micro-lezioni &#8220;laterali&#8221; che invece chiedono allo studente la soluzione di un problema attraverso le conoscenze apprese. Nonostante l&#8217;interfaccia di lavoro sia la stessa in entrambi i casi, la distinzione dei compiti è ben evidente, e il lavorare su problemi &#8220;pratici&#8221; (creare una piccola app per aiutare un ipotetico coach a verificare le medie dei runner più meritevoli, scrivere un programmino per giocare a carta, sasso, forbice, o codificare il gioco del blackjack) fornisce un grado di sfida più elevato cui corrisponde sicuramente una soddisfazione maggiore per chi veste i panni dello studente.</p>
<h3>Strumenti di supporto</h3>
<p>Mentre è lasciata allo studente la facoltà di saltare tra le lezioni (posso cominciare a studiare <em>gli oggetti</em> anche senza aver svolto la sezione su <em>if&#8230;then&#8230;else</em>) all&#8217;interno della singola lezione i progressi sono strettamente lineari: per arrivare allo step 3 devo necessariamente aver superato i primi due.</p>
<p>Essenziali gli strumenti che affiancano le attività di apprendimento invididuale: un Glossario ipertestuale; uno Scratch Pad, una console identica a quella utilizzata per rispondere ai quesiti proposti durante le lezioni, ma che si può utilizzare senza vincoli per sperimentare quanto appreso e vederne i risultati nella console di output; e un Forum (<em>Q&amp;A</em>) discretamente popolato, strutturato in subforum per lezioni e discussioni per ogni microlezione, che consente di avere un aiuto ulteriore se gli Hint disponibili non sono sufficienti a superare la micro-lezione su cui si sta lavorando.</p>
<h3>Gamification</h3>
<p>A rendere più sfiziosa l&#8217;esperienza didattica c&#8217;è sicuramente il lato ludico, in cui il raggiungimento di obiettivi puramente quantitativi (&#8220;25 lezioni seguite&#8221;) e qualitativi (&#8220;hai completato l&#8217;applicazione FizzBuzz&#8221;) viene incoraggiato e testimoniato dall&#8217;acquisizione di punti e dei classici <em>badge</em> <em>a la</em> FourSquare; la propria Profile Page &#8211; sempre accessibile tramite la toolbar in testata &#8211; riassume lezioni completate, punti accumulati e badge (<em>Achievements) </em>conquistati:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-558" title="La Profile Page riassume Achievements (badge) e Punteggio" src="http://www.telemac0.net/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456033-alle-17.08.531.png" alt="" width="500" height="342" /></p>
<p>Sebbene la matrice comportamentista sia talmente evidente che in alcuni casi il badge ci si aspetta lo recapiti a schermo Skinner sotto forma di biscottino &#8211; e in altri casi l&#8217;aumento della salivazione è probabile che sia statisticamente rilevante &#8211; il meccanismo costituisce sicuramente un buon rinforzo; è ovvio che non basta un distintivo a motivare qualcuno che non abbia già voglia di seguire il dato corso, ma qualche medaglia da esibire non guasta, certifica il proprio livello presso gli altri &#8220;colleghi&#8221; e consente qualche post su twitter e facebook ai più smaniosi di riconoscimento sociale dei propri sforzi di apprendimento.</p>
<h3>Social learning</h3>
<p>Paradossalmente (visto quanto bravi sono stati a cavalcare l&#8217;<em>hype</em> della gamification, e visti i tempi in cui viviamo), dal punto di vista dell&#8217;apprendimento collaborativo c&#8217;è ben poco. Tolto il forum già menzionato e la possibilità di postare i propri traguardi su altri social media, non c&#8217;è nessuna componente che agevoli attività sociali di apprendimento. La sostanziale linearità del sistema (che scompone ogni linguaggio in lezioni a loro volta composte da microlezioni e progetti a loro volta parcellizzati in micro-task) ha consentito al team di sviluppo di rendere disponibile a terzi la possibilità di sviluppare nuovi corsi; immaginare percorsi di apprendimento collaborativo (problemi più aperti da descrivere cooperativamente, una console di lavoro in cui fosse possibile operare a più mani e che tenesse traccia &#8211; come i Wiki &#8211; dell&#8217;history delle modifiche, eccetera) avrebbe di sicuro complicato sia la pubblicazione dei primi corsi, che soprattutto la disponibilità di un sistema di authoring. Resta una mancanza grave se io stesso in due righe racchiuse tra parentesi ho tirato fuori un paio di idee per l&#8217;apprendimento cooperativo. Senza considerare che la creazione di un ambiente di lavoro multiutente renderebbe più appetibile il sistema per istituzioni didattiche abituate a ragionare per classi o gruppi di lavoro.</p>
<h3>Poche righe conclusive</h3>
<p>Il mio giudizio sul progetto è positivo per molti aspetti; non che il team di Codecademy avrebbe sofferto in caso contrario, vista la base di utenza creata &#8211; centinaia di migliaia &#8211; il numero di lezioni erogate &#8211; diversi milioni &#8211; e i finanziamenti ricevuti: originalità della proposta, efficacia, ottima calibrazione rispetto a target e obiettivi, ruffianeria nella gamification, possibilità di estensione del catalogo sono i punti di forza, e non sono pochi o poco rilevanti. Il progetto è migliorabile internamente: playground meglio disegnato, sistema di correzione errori intelligente, evoluzione del modello didattico verso il socio-costruttivismo, strumenti per l&#8217;apprendimento collaborativo sono i primi ambiti di intervento su cui opererei. Così com&#8217;è potrebbe trovare applicazione in altri domini di conoscenza (già ora, senza nessuna modifica, è possibile secondo me realizzare un corso di matematica di base), mentre per altri settori il modello è decisamente limitato se non inutilizzabile (tutte le discipline che si fondano sullo studio teorico sono tagliate fuori a priori, per dire). Ma resta una novità e una boccata d&#8217;ossigeno in un settore vivo, con domanda elevata ma cui manca un po&#8217; di spinta dal basso a livello di innovazione e che &#8211; soprattutto a livello di formazione aziendale &#8211; resta vincolato agli strumenti di produzione di contenuti che offre il mercato, strumenti che a loro volta meriterebbero critiche approfondite e poco misericordiose.</p>
<p>Se siete interessati alle tematiche dell&#8217;elearning, complex learning e affini, se siete in generale curiosi rispetto alle idee per startup di successo, o se volete imparare l&#8217;html o il javascript, vi consiglio vivamente di <a title="Codecademy - Home Page " href="http://www.codecademy.com/" target="_blank">farci un giro</a>.</p>
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		<title>L’ennesimo nuovo inizio</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 22:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario minimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aggiornato WordPress, sciacquato i commenti dallo spam, aggiornato i plugin, resettato i permessi su server perché, si sa, con Aruba è così, cancellato qualche post che s&#8217;era perso riferimenti e immagini, e, insomma: le pulizie le ho finite. Qui su telemac0 ogni nuovo inizio è stato segnato da un nuovo tema, ma creare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aggiornato WordPress, sciacquato i commenti dallo spam, aggiornato i plugin, resettato i permessi su server perché, si sa, con Aruba è così, cancellato qualche post che s&#8217;era perso riferimenti e immagini, e, insomma: le pulizie le ho finite.</p>
<p>Qui su telemac0 ogni nuovo inizio è stato segnato da un nuovo tema, ma creare un nuovo tema era una delle cose che mi stava bloccando, finora. E poi che noia il codice, diciamocelo. Roba sopravvalutata. Per aggirare il problema, una tantum, mi affido a un tema già pronto: problem solved. Lineare ma un po&#8217; pretenziosetto: ottimo.</p>
<p>Resta la domanda &#8220;ma perché un nuovo inizio?&#8221;. Beh, vediamo. Perché nella frammentazione socialcosica &#8211; che in realtà mi sta ammutolendo nel migliore dei casi, e riportando a strumenti primitivi negli altri &#8211; una nicchia completamente (o quasi) mia, senza <em>terms of service</em> da temere, senza orizzontalità o pretese di democraticità da tutelare, con quel <em>quid </em>di asimmetrica prepotenza&#8230; no, in realtà la risposta è &#8220;perché mi andava&#8221;.</p>
<p>La periodicità del tutto è affidata, come sempre, alla mia volontà. E perciò.</p>
<p>Bentornato a me.</p>
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		<title>Lettera aperta a Report</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 15:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascolti Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Il prodotto sei tu]]></category>
		<category><![CDATA[Rai Tre]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Milena Gabanelli, Gentile Stefania Rimini, volevo dirvi che la trasmissione non era male come si stanno affannando a scrivervi da giorni. Molti tra i telespettatori &#8211; freschi utenti web che conoscono solo facebook e google &#8211; si saranno scoperti ignoranti, ingenui, o raggirati, o svenduti, e probabilmente dal giorno dopo o dalla sera stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Milena Gabanelli,<br />
Gentile Stefania Rimini,</p>
<p>volevo dirvi che <a title="Report - Il prodotto sei tu" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-47f24a67-0008-4a89-a6b3-ddab3eff9d5e.html">la trasmissione</a> non era male come si stanno affannando a scrivervi da giorni.</p>
<p>Molti tra i telespettatori &#8211; freschi utenti web che conoscono solo facebook e google &#8211; si saranno scoperti ignoranti, ingenui, o raggirati, o svenduti, e probabilmente dal giorno dopo o dalla sera stessa avranno cambiato le proprie impostazioni di privacy su Facebook, modificato la propria password di posta elettronica con una più robusta, verificato la cronologia sulla propria Google Dashboard, o cancellato qualche foto o qualche status update di quelli che non fanno curriculum.</p>
<p>Per me questo è già un risultato.</p>
<p>Il dubbio che neanche voi ne sappiate più di tanto, certo, resta; ma la materia è enorme, e dedicarle solo due ore portava, automaticamente, alla necessità di semplificare. L&#8217;unico consiglio &#8211; mi permetto &#8211; è di non reagire alle critiche usando un <a title="La risposta piccata di Stefania Rimini alle critiche sulla rete" href="http://www.rai.it/dl/Report/articolo/ContentItem-66f3509b-7ec9-476e-b358-162495b6bd7e.html">repertorio benaltrista</a> da litigata su forum: capisco immedesimarsi col popolo della rete, ma occhio a non esagerare.</p>
<p>In attesa di seguirvi su temi più seri,</p>
<p>un saluto.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>cyb</p>
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		<title>Il gol più bello che ho segnato</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 10:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario minimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ancora avevo fiato per fare l&#8217;elastico al kick-off, correndo verso la porta avversaria senza palla per poi tornare velocemente verso il centro a ricevere e spizzare di prima, allungando gli avversari, i miei amici (ma solo i più intimi) sapevano che mentre mi arrivava il pallone e io ero spalle alla porta potevano corrermi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ancora avevo fiato per fare l&#8217;elastico al kick-off, correndo verso la porta avversaria senza palla per poi tornare velocemente verso il centro a ricevere e spizzare di prima, allungando gli avversari, i miei amici (ma solo i più intimi) sapevano che mentre mi arrivava il pallone e io ero spalle alla porta potevano corrermi di fianco, mettendocene quanta ne avevano, perché la palla gli sarebbe arrivata sullo spazio.</p>
<p>Il gol più bello che ho fatto non è un tiro al volo o un&#8217;acrobazia o un tiro a giro sul secondo incrocio, ma un gol corale e sfrontato di 5 diciottenni che misurano un metro e settanta e affrontano 5 venticinquenni dal metrottanta in su, fighi, fisicati, semipro che con cinque liceali ci si pulivano gli scarpini.</p>
<p>Al fischio d&#8217;inizio Donato tocca il pallone e si allarga a sinistra, è il suo posto perché ha un mancino dolce e l&#8217;intelligenza e l&#8217;occhio per farci ciò che gli pare, è un po&#8217; pigro e col passare dei minuti si innervosisce ma sai che se scatti nel vuoto arriverà un pallone accarezzato.</p>
<p>Io scarico subito dietro su Ivan, a Ivan piace fare il centrale difensivo, lo fa con un ghigno sulla faccia di un&#8217;ironia coltivata negli anni, lui centrale, destro, e il suo gemello omozigote Denis &#8211; in quel momento in porta &#8211; terzino sinistro. Entrambi sono minuti ma hanno doti fisiche naturali che uno non si aspetterebbe, a guardarli; velocità sul breve ed elevazione, in particolare. Ivan ne approfitta quando gioca, scattando all&#8217;ultimo per anticipare. Col sorriso. Si scambiano il pallone, lui e il fratello, e Ivan lo riprende e guarda in avanti.</p>
<p>Io ho già cominciato il movimento, sono verso la porta avversaria, mi giro di scatto e torno indietro mentre Francesco, a destra, ha iniziato la sua corsa col piatto del piede e le Reebok Pump; Lollo (Francesco) corre col piatto del piede, sempre, è un po&#8217; sovrappeso ma in allenamento, gli piace il tennis, le moto, le fighe di legno, i Pink Floyd e non comprerebbe mai uno scarpino da calcetto.</p>
<p>Sono al centro del campo, spalle alla porta, la palla mi sta arrivando in verticale ed è un attimo, apro le gambe e col tacco destro la tocco alla mia sinistra dove Francesco sta lasciando impronte complete, nell&#8217;istante in cui la tocco mi giro e comincio ad andare verso la porta più forte che posso, e quello sarà sicuramente il massimo che potrò, perché siamo a inizio partita e ancora ne ho.</p>
<p>Scatto in avanti ma guardo Francesco per capire cosa farà, sperando che stoppi e mi lasci due secondi di strada che nel frattempo si è liberata, sono passati 5 secondi in tutto e gli altri, i fighi, sono sconcertati dal tacco ma ancora si muovono lenti, alla fine siamo più bassi, più leggeri, e due di noi giocano con gli occhiali da vista, cosa vuoi che facciamo. Ma Francesco se ne frega di tutto e, invece di stoppare sulla corsa e andare, pianta a terra il sinistro mentre il pallone sta arrivando e col destro appoggia un piattone che traccia una diagonale: dal punto in cui la linea di centrocampo si congiunge alla linea laterale destra verso il secondo palo della porta avversaria.</p>
<p>In quel momento l&#8217;ho odiato, ma aveva ragione lui.</p>
<p>Io sto già correndo, la palla sembra lunga ma ai tempi ci credevo, con 12000 sigarette in meno nei bronchi e meno grasso e più vita da spendere; alzo per un attimo lo sguardo e la preoccupazione che finalmente spalanca gli occhi degli avversari mi soffia alle spalle: loro sono tutti spostati a destra, perché sul mio tacco si erano stretti a minacciare Francesco, ma il pallone va dal lato opposto.</p>
<p>E allora ci provo; ho un solo tocco per fare gol, perché se stoppo il pallone avrò uno molto più calciatore di me sulla spalla destra, e me lo toglierà, e io ci resterò malissimo; il portiere, Flavio, ecco il portiere è un obiettivo alla mia portata: fa Economia, non ha mai avuto pretese da calciatore, e si dice che la tipa gli mette le corna. Altre due falcate e sono al limite dell&#8217;area, il pallone è a 80 centimetri, pianto a terra il destro e sbircio verso la porta mentre preparo il piatto sinistro: Flavio copre il primo palo con le braccia larghe, c&#8217;è uno spazio, chiarissimo, tra il suo ginocchio e la sua mano, un quadrato di 60 centimetri di lato, e allora la tocco quasi di punta, per alzarla lì dentro, e via. Gol.</p>
<p>Noi ci guardiamo, ridendo, corricchio verso la mia metà campo battendo cinque e ripensando agli 8 secondi appena passati.</p>
<p>Angelo, quello più forte degli altri, quello che non solo era forte ma stava pure con quelle irragiungibili, e già lavorava, faceva il carabiniere, e si era comprato il BMW serie 3, Angelo riporta il pallone verso il centro con aria sconsolata, e urla ai suoi terrorizzato dall&#8217;idea che un pugno di ragazzini smilzi li riempisse di schiaffi.</p>
<p>In quel momento, subito dopo il gol più bello che ho fatto, abbiamo vinto. Dopo un&#8217;ora, invece, abbiamo perso 8-1.</p>
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		<title>Paese che vai, repressione che trovi</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 15:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario minimo]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[da quel genio assoluto di isolavirtuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_lcg30mx8a91qbymexo1_400.png" alt="" /></p>
<p>da quel genio assoluto di <a href="http://isolavirtuale.tumblr.com/post/1680531650">isolavirtuale</a>.</p>
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		<title>Quella presunta superiorità intellettuale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 18:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Telemaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario minimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è presunta. Questa: sarebbe la &#8220;satira di destra&#8220;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è presunta.</p>
<p>Questa:</p>
<p><a href="http://sarcastycon.wordpress.com/2010/11/18/savianesi/"><img class="alignnone" title="La satira di destra" src="http://sarcastycon.files.wordpress.com/2010/11/clansavianesi.jpg?w=721&amp;h=515" alt="no, se siete ipovedenti è meglio che non sappiate" width="500" height="300" /></a></p>
<p>sarebbe la &#8220;<a href="http://sarcastycon.wordpress.com/">satira di destra</a>&#8220;</p>
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