<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486</id><updated>2025-01-08T11:07:35.977+01:00</updated><category term="politica"/><category term="cultura"/><category term="diritti"/><category term="economia"/><category term="basilicata"/><category term="la politica a Nova Siri"/><category term="ambiente"/><category term="lavoro"/><category term="diritto"/><category term="benessere"/><category term="LiberaMente"/><category term="salute"/><category term="attualità"/><category term="alimentazione"/><category term="religione"/><category term="saggezza dell&#39;oriente"/><category term="video musicali"/><category term="nucleare"/><category term="satira politica"/><category term="sud"/><category term="4referendum"/><category term="nuove tecnologie"/><category term="malcostume"/><category term="turismo"/><category term="storia"/><category term="internet"/><category term="le leggende del calcio"/><category term="poesie"/><category term="volontariato"/><category term="finanza"/><category term="fisco"/><category term="Pillole amare"/><category term="curiosità"/><category term="scienze"/><category term="canti di lavoro e di libertà"/><title type='text'>terresconosciute</title><subtitle type='html'>..&quot;quando dò da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista…”.Helder Camara</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2575</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-7558803936113114606</id><published>2014-12-27T19:41:00.001+01:00</published><updated>2014-12-27T19:41:43.451+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="basilicata"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="benessere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="economia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="LiberaMente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sud"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="turismo"/><title type='text'>La Basilicata che fa paura!</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h4 class=&quot;testo_articolo&quot; style=&quot;background-color: #f3f3f3; color: #505050; display: inline; float: left; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; font-weight: lighter; line-height: 21px; margin: 0px 0px 25px; padding: 0px; width: 623px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
I dati ufficiali (sito Unmig) riportati nella deliberazione della Corte dei Conti di Basilicata dello scorso Aprile 2014, riguardanti il quadro dei rapporti tra estrazioni di petrolio e gas e processi di colonizzazione della Basilicata da parte delle multinazionali, parlano da soli.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Ad oggi la Basilicata è già una gruviera, con 471 pozzi (in provincia di Potenza 270, in provincia di Matera 201) perforati dal 1921 al 2014.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
I pozzi oggi sono 106; in produzione ne sono 39; i non eroganti 57; quelli utilizzati “per altro scopo” (in primis reiniezione dei fanghi) sono 4; quelli “potenzialmente utilizzati” 6.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Nella nostra Regione sono inoltre presenti ben 39 centrali di raccolta e trattamento, di cui 27 per trattamento di olio greggio; 12 di gas naturale. La Centrale di Raccolta e trattamento più importante ad oggi è quella di Viggiano in Val d’Agri (il c.d. “COVA”, vale a dire “Centro Oli”), che è in sostanza una centrale di preraffinazione, detta di idrodesolforizzazione, che tratta olio e gas proveniente da 25 pozzi, prima che gli idrocarburi vengano inviati tramite 136 km di 5 linee di tubi alle raffinerie di Taranto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Estrarre petrolio e gas non è come usare una cannuccia per bere da un lattina. Il ciclo estrattivo è altamente impattante, sin dal momento della ricerca, con l’uso di linee di cariche esplosive ed agenti chimici.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
E’ inquinante nel processo&amp;nbsp; di perforazione, che per raggiungere a volte i 7.000 metri, implica l’uso di scalpelli con uranio impoverito e fluidi tossici perforanti per lubrificare e poi cementare le pareti del pozzo. Vengono usate oltre 500 sostanze, la maggior parte delle quali tenute segrete dalle compagnie. Si tratta di fluidi che accompagnano l’intera vita del pozzo, che inquinano per anni o decenni il sottosuolo, il suolo, le falde acquifere, producendo ogni giorno diverse tonnellate di fanghi di lavorazione (“acque di strato”), che devono essere smaltite affrontando costi elevati. Dal 2001 al 2014 il COVA di Viggiano inietta mediamente, a grande pressione in profondità, usando un pozzo esausto in località Montemurro (“Costa Molina 2”), ben 3.500 metri cubi di schifezze.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Per questo l’Eni è stata costretta a trasportare con autobotti ogni giorno i fanghi di perforazione a Pisticci Scalo, presso la centrale di trattamento “Tecnoparco” spa, il cui amministratore delegato (e presidente di Confindustria) è sotto inchiesta dell’Antimafia insieme ad altri dirigenti, faccendieri, nonché al dirigente di Eni Sud.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Il Basento è terribilmente inquinato, l’Arpab sta terminando le analisi mentre le attività di Tecnoparco legate al ciclo petrolifero sono sospese, le aree dichiarate “no food” in Valbasento si ampliano di fatto, prima che sulla carta. Molti agricoltori e pastori sono costretti a chiudere le proprie attività, In Val d’Agri, in Valbasento, quanto a Corleto, Guardia Perticara, Gorgoglione, prima ancora che vada a pieno regime estrattivo, con ulteriori 60mila barili giorno che si aggiungono ai circa 90mila estratti in Val d’Agri, il centro della concessione “Tempa Rossa”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Ai fanghi, al loro ciclo di trattamento, all’inquinamento delle acque del Basento, va aggiunto il grave inquinamento da metalli pesanti ed idrocarburi del lago del Pertusillo (che serve 3 milioni di pugliesi dopo i lucani); vanno aggiunti gli “enigmi dei pozzi collassati” tra gli anni 80 e 90, quando a grandi profondità si sono mescolati fanghi chimici, idrocarburi, falde acquifere.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Ai pozzi a terra vanno aggiunti gli effetti letali dell’H2S, delle micro particelle volatili, del benzene, di altri prodotti insidiosi ed aggressivi, che in quasi 20 anni di attività estrattive hanno fortemente contribuito a raddoppiare leucemie, malattie cardiorespiratorie e della pelle, tumori. La Regione che fornisce già circa l’80% degli idrocarburi per contribuire alla bolletta energetica ed al 6% del consumo nazionale (il resto l’Italia deve comprarlo, ben sapendo che se pure si dovessero sfruttare tutte le risorse disponibili in terra ed in mare, il paese potrebbe garantire – dati ASPO – un’autonomia di non oltre 13 mesi!) ha il primato assoluto di essere la più colonizzata. L’incidenza delle attività estrattive riguarda oggi il 35% del territorio regionale. In caso di accoglimento delle numerose istanze di permesso, l’incidenza passerebbe al 65% del territorio!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Nel golfo di Taranto insistono intanto ben 16 istanze di permesso, che prevedono l’utilizzo di tecniche fortemente impattanti già dalla fase dei sondaggi, che prevedono l’utilizzo di tecniche quali l’&lt;air gun=&quot;&quot;&gt;, ovvero sparare in profondità micidiali cannonate capaci di disorientare ed uccidere cetacei, branchi di pesci, condizionando la stessa riproduzione ittica ed accelerando i fenomeni di subsidenza.&lt;/air&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Mentre il presidente Pittella rivendica come una vittoria l’ennesimo emendamento all’art 38 della legge c.d. “Sblocca Italia” per accelerare le procedure di concessione alle compagnie petrolifere, non dobbiamo dimenticare che dopo 20 anni di estrazioni la Basilicata resta la regione più povera del Sud, con un tasso di disoccupazione ed emigrazione crescente (è proprio la Val d’Agri l’area capofila dell’emigrazione e delle dismissioni delle aziende agricole e zootecniche), la stessa Assomineraria stima l’incidenza delle attività petrolifere sul prodotto interno lordo nazionale per non oltre lo 0,5%, mentre le attività turistiche incidono per il 10,3%.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Mentre la cordata del governatore lucano e delle multinazionali degli idrocarburi procede spedita facendo tesoro dei colpi di fiducia di un parlamento blindato ed ostaggio delle lobbies, che corre verso la cancellazione delle prerogative concorrenti Stato-Regione a partire dalla materia energetica tramite la revisione del Tit V della Costituzione; con lo Sblocca Italia si corre con la logica di “strategicità, indifferibilità, urgenza”, verso lo strapiombo della cancellazione di ampi spazi di partecipazione e democrazia, negando di fatto il diritto all’autodeterminazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
Sulla Basilicata pende la minaccia del raddoppio estrattivo deciso nella nuova Strategia Energetica Nazionale (2012), che porterebbe a circa 180 mila barili giorno il volume dell’estratto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Ad oggi in Basilicata su terraferma gravano 11 permessi di ricerca e 20 concessioni di coltivazione accordate, 18 istanze di ricerca. In Italia si attendono altre 100 istanze, che potrebbero aumentare grazie alle facilitazioni della Legge “Sblocca Italia”. Di certo la maggior parte di queste istanze riguarderà la nostra Regione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
E’ evidente che di fronte alla cancellazione di ogni diritto di decidere su quale modello di economia e di organizzazione democratica che ci viene imposta dall’alto non sarà possibile attendere a lungo per far valere il diritto alla salute, al reddito, alla ricerca della felicità e del benessere. Perché questi diritti devono essere rivendicati qui ed ora, con chiarezza, con determinazione, con unità, con organizzazione!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-size: 13px; line-height: 20px; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;em style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;NO - TRIV “VULTURE”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/h4&gt;
&lt;div class=&quot;container&quot; style=&quot;background-color: #f3f3f3; clear: both; color: #505050; float: left; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin: 0px 0px 10px; padding: 0px; width: 623px;&quot;&gt;
&lt;em style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Ven, 26/12/2014 - 18:26&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/7558803936113114606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2014/12/la-basilicata-che-fa-paura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7558803936113114606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7558803936113114606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2014/12/la-basilicata-che-fa-paura.html' title='La Basilicata che fa paura!'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-188402556919786680</id><published>2014-01-09T16:13:00.001+01:00</published><updated>2014-01-09T16:13:42.020+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="LiberaMente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
Intervista a Sandro Pertini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da «L&#39;Europeo», 27 dicembre 1973, di Oriana Fallaci&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Roma, dicembre 1973&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’uomo non ha bisogno di presentazioni. Si sa tutto su Sandro Pertini, presidente della Camera. Si conosce il suo bel passato di antifascista condannato all’ergastolo e a morte, il suo bel presente di socialista privo di fanatismi e di dogmi, il suo coraggio, la sua onestà, la sua dignità, la sua lingua lunga. Nessun segreto da svelare su questo gran signore che della libertà ha fatto la sua religione, della disubbidienza il suo sistema di vita, del buon gusto la sua legge. Nessuna scoperta da annunciare su questo gran vecchio dilaniato dalle dolcezze e dai furori, collerico, impertinente, elegante di dentro e di fuori, con quelle giacche sempre impeccabili, quei pantaloni sempre stirati, quel corpo minuto, fragile, che nemmeno le legnate degli squadristi riuscirono a frantumare. È noto che ama la moglie, i quadri d’autore, le poesie, la musica, il teatro, la cultura, che è un uomo di cultura e uno dei pochissimi politici di cui possiamo andar fieri in Italia.&lt;br /&gt;
È anche un uomo che ha tanto da dire, senza esser sollecitato. Infatti non si intervista Sandro Pertini. Si ascolta Sandro Pertini. Nelle sei ore che trascorsi con lui, sarò riuscita sì e no a piazzare quattro o cinque domande e due o tre osservazioni. Eppure furono sei ore di incanto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SANDRO PERTINI. Sicché gli ho detto: «Senta, la politica se non è morale non m’interessa. Io, se non è morale, non la considero nemmeno politica. La considero una parolaccia che non voglio pronunciare». E lui: «Ma caro Pertini! In politica, fare i morali è un’ingenuità!». E io: «Senta, mi dia pure del sentimentale o dell’ingenuo. Tanto non me ne offendo, per me anzi è un onore. Ma non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, perbacco, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto». Gli ho detto proprio così, cara Oriana, e aggiungo: se li esamina bene, questi che affermano in-politica-essere-onesti-è-un’ingenuità, scopre che sono disonesti anche nella vita privata. Ladri di portafogli. Oh, la politica io l’ho sempre vista come una missione da assolvere nell’interesse del popolo, al servizio di una fede. L’ho scelta come una fede, come un lavoro, nello stesso spirito dei preti che dicono «Sacerdos sum in aeternum». Lo capiva anche mia madre. Mia madre non condivideva le mie idee: era una cattolica, lei, una credente. Però era fiera di me e ripeteva: «Ah, se il mio Sandro fosse stato un soldato di Cristo, che bel soldato di Cristo sarebbe!». E aveva ragione. Perché io non avrei fatto il parroco o il cardinale. Avrei fatto il missionario, il...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ORIANA FALLACI. Non a caso c’è quella sua frase: «Se mi volto a guardare la strada che ho percorso, posso dire di aver speso bene la mia vita».&lt;br /&gt;
Sì. E posso dirlo in coscienza, Oriana. Io ho fatto una scelta da giovane e, se per un prodigio tornassi indietro, rifarei la stessa scelta. Perché era una scelta giusta. Vede, io di solito non vado ai ricevimenti. Preferisco stare con mia moglie, la sera, o leggermi un libro o recarmi a teatro. Ma a volte capita che debba andare ai ricevimenti e allora vedo quei professionisti ricchi e provo una tale pena per loro. Hanno conquistato il denaro, sì. Hanno conquistato il successo e il potere. Eppure sono frustrati perché si sono accorti di aver avuto una vita vuota. Non vorrei essere al posto loro quando viene l’ora dei lupi. Ingmar Bergman la chiama l’ora dei lupi, cioè l’ora antelucana, l’ora in cui ci troviamo soli anche se accanto c’è la compagna della nostra vita, e non possiamo mentire a noi stessi. La mia ora dei lupi è alle cinque del mattino, quando mi sveglio magari per riaddormentarmi, e nella penombra analizzo ciò che ho fatto il giorno prima. &amp;nbsp;Ne esce un esame di coscienza che si allunga nel tempo, nel passato, e deve credermi, Oriana: non ci trovo errori. Oh, non che possa negare d’aver commesso errori. Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai. Però i miei errori sono frange che invariabilmente nascono dal mio caratteraccio. Non sono errori sostanziali. Il mio caratteraccio... Sono sempre stato un passionale, un impetuoso. Anche da giovane e prima di finire in carcere, sa? Non posso darne la colpa al carcere, alle sofferenze, e anzi ora son migliorato. Questa mia carica, se non altro, ha servito a imbrigliare un poco le mie impazienze. A impormi un po’ di self-control. Oh, quante persone ho investito con le mie ire improvvise, i miei atteggiamenti rigidi, le mie interruzioni! Compagni di partito, colleghi. Perfino come presidente della Camera, sa? Chi è stato investito da me non immagina certo quanto me ne rammarichi, quanto me ne sia sempre rammaricato. A mia discolpa posso dire soltanto che la mia passionalità è sempre stata morale e non fisica, la mia violenza è sempre stata verbale e non materiale. Non ho mai fatto a pugni. Ho preso tante legnate dai fascisti e non gliele ho mai restituite. E sebbene ritenga giusto che un uomo di fede abbia violenze perché, quando una cosa è stonata, l’uomo di fede deve dirlo con violenza, dopo me ne dispiace. Così all’ora dei lupi brontolo: accidenti, ho fatto male a lasciarmi trascinare dall’ira con quel mio compagno, con quel mio collega. Oggi gli offro un caffè e cerco di farmi scusare. Io sono umano, Oriana. Ecco perché sono un cattivo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un cattivo politico?&lt;br /&gt;
Sì. In politica bisogna essere freddi, bisogna essere cinici. Io non sono né freddo né cinico e di conseguenza... Le racconto una cosa sola. Nel 1929 mi denunciò un fascista: Icardio Saroldi. Mi riconobbe per strada, mi fece seguire, arrestare, e fu in quell’occasione che rimasi dentro quindici anni. Tutta la mia giovinezza, cara Oriana. In carcere ci sono andato coi capelli neri e ne sono uscito coi capelli grigi. Ebbene, nel 1945, subito dopo la liberazione di Milano, giunge un corriere politico da Savona e mi dice: «Icardio Saroldi è stato preso e stanno per fucilarlo». «Per quale ragione stanno per fucilarlo?», chiedo. «Perché ti ha denunciato nel 1929», risponde. «Ah, no! Se è per questo, no. Mi oppongo. Sarebbe una vendetta personale e di vendette personali io non ne ho mai volute. Io la lotta l’ho sempre vista nel suo complesso, non come lotta al singolo.» Poi do ordine di liberarlo e, qualche tempo dopo, costui manda sua moglie a ringraziarmi. Esauriti i ringraziamenti, questa moglie mi dice: «Posso chiederle un altro favore?». «Prego, signora, si figuri.» «Ecco, le dispiacerebbe farmi una dichiarazione dove afferma che mio marito non la denunciò?» Mi arrabbiai. Gridai: «No, signora, no, io sono buono ma due volte buono significa imbecille». La mandai via e... poi Saroldi entrò nel Movimento sociale. Mi spiego? Un altro non se la sarebbe presa come me, non si sarebbe meravigliato. Io invece ne soffro e mi irrigidisco... Un po’ la storia del questore Guida. Lei sa che al presidente della Repubblica, della Camera, del Senato, spetta viaggiare col saloncino, che poi è una vettura speciale attaccata al treno. Sicché vado a Milano e, quando il saloncino è fermo su un binario morto perché sto facendo colazione, il mio segretario dice: «Il questore Guida ha chiesto di ossequiarla, signor presidente». E io rispondo: «Riferisca al questore Guida che il presidente della Camera Sandro Pertini non intende riceverlo». Mica perché era stato direttore della colonia di Ventotene, sa? Non fosse stato che per Ventotene, avrei pensato: ormai tu sei questore e voglio dimenticare che hai diretto quella colonia, che vieni dal fascismo, che eri un fascista. Perché su di lui gravava, grava, l’ombra della morte di Pinelli. E a me basta che Pinelli sia morto in quel modo misterioso quando Guida era questore di Milano perché mi rifiuti di accettare gli ossequi di Guida. Oriana, io non sono capace di far compromessi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo non ha mai voluto diventare presidente della Repubblica?&lt;br /&gt;
Eh! Eh! Non mi sarei proprio sentito a mio agio, lì al Quirinale! Infatti ogni volta che qualcuno tentava di farmi eleggere, io appoggiavo un altro candidato. L’ultima volta ho appoggiato Leone. E non me ne pento. È un uomo che ha una grande carica umana e tra i democristiani non è un clericale, è un laico vero. Inoltre non si dà arie, non è presuntuoso, ed è un gran giurista. Il che giova a un capo di Stato. È un uomo giusto al posto giusto, sì. E gli sono amico sebbene abbia avuto molti scontri con lui, ma io mi chiedo chi non abbia avuto scontri con me. E sono felice di non trovarmi al suo posto perché... Oriana, parliamoci chiaro: io non me la sarei sentita di mandar telegrammi gentili a certi capi di Stato. Non me la sarei sentita di stringer loro la mano. Io, quale presidente della Camera, mi son rifiutato di ricevere il presidente del Sud Africa, l’ambasciatore greco, l’ambasciatore spagnolo, l’ambasciatore portoghese. Eh! Non hanno messo piede, quei signori, qui dentro! Non ce lo mettono. Si rivolgono al mio segretario, come il questore Guida, spiegano di voler rendere omaggio al presidente, e io gli fo rispondere che il presidente non gradisce affatto il loro omaggio: il presidente non li riceve. Al Quirinale ci sarei costretto sennò dovremmo rompere le relazioni diplomatiche, scoppierebbe una guerra: qui invece! Qui al massimo dichiarano guerra a Pertini, come l’ambasciatore sovietico. Sapesse che diverbio ho avuto con l’ambasciatore sovietico pei fatti di Praga! Voi ristabilite l’ordine coi carri armati, gli ho detto, proprio alla maniera dei fascisti che lo ristabilivano con le baionette. Voi volete l’ordine che c’è nelle galere, nei cimiteri! Ci siamo lasciati male. Così male che non è più venuto da me e io non sono più andato da lui. Però anche con Nixon mi lasciai freddamente: «Buongiorno, buongiorno». Eh! Lui pronunciò quell’espressione pace-nella-sicurezza, e io replicai: «No, no, presidente. Io ho detto pace e basta. Pace tout-court». Eh! Lo sapevo ben io cosa intendeva, Nixon, con la parola sicurezza. C’era anche Kissinger, io non sapevo che fosse Kissinger ma lo guardavo perché mi fissava e intanto suggeriva le cose a Nixon. Non so cosa gli suggerisse. Forse gli diceva che m’ero opposto al Patto atlantico e alla guerra in Vietnam. E si comportava con la stessa freddezza di Nixon. Io, con altrettanta freddezza. Figuriamoci, dunque, se sto al Quirinale a ricevere le credenziali di quello e di quell’altro!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D’accordo, però...&lt;br /&gt;
Non mi sembrò un tipo umano, Nixon. Mi sembrò molto arrogante, molto pieno di sé. Uh, quella mascella! Non mi piace proprio, quella mascella. E quei lineamenti da bulldog. Non mi piacciono proprio. Denunciano una prepotenza. Intendiamoci: fino al momento in cui ci scontrammo, con me non fu arrogante. All’inizio, anzi, fu quasi cordiale. Disse che conosceva il mio passato, che mi faceva onore, che anche gli ufficiali americani avevano elogiato il mio coraggio... Ma quando chiarii che ero per la libertà di tutti i popoli e che certi focolai di guerra mi sdegnavano, tutto cambiò. E durò tre quarti d’ora, il colloquio. Infatti fuori c’era Fanfani che scalpitava. Forse temeva che gli portassi via il suo turno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, Pertini, lei è ancora l’uomo che fece pianger sua madre perché aveva chiesto la domanda di grazia.&lt;br /&gt;
Lo stesso uomo, lo stesso! Se una cosa va contro la mia coscienza, io non ci sto. Per esempio, quando ci fu da firmare il telegramma dei presidenti delle assemblee europee alla giunta cilena. Era un telegramma duro ma finiva con le parole: «Vogliate-credere-ai-sentimenti-della-nostra-alta-considerazione ». Saltai su e: «Cos’è questa storia?». «Non vuol dire nulla, si tratta di politesse française», risposero. E io: «C’è anche la politesse italienne. Io non firmo». Allora telefonò Edgard Faure, il mio collega francese. Uomo spiritoso, simpatico, scrittore di romanzi gialli. «Pertini, quella formula.» E io: «No, caro collega, no. Io l’alta considerazione non gliela do a quegli assassini che hanno ammazzato Allende, a quei criminali che hanno dimenticato perfino cos’è un giuramento per gli ufficiali d’onore». «Ma noi teniamo alla sua firma, Pertini.» «Se ci tenete, togliete l’alta considerazione. » Bè, la tolsero. Il telegramma partì come volevo io. E qui dentro mi comporto nello stesso modo. Perché, mi ascolti, Oriana: finché sono presidente lo sono nei termini voluti della mia coscienza e, se cercano di costringermi a fare qualcosa che non mi convince, me ne vado. Do le dimissioni. Subito. Io nel mio discorso di insediamento ho parlato della Resistenza e ho detto le cose chiaro e tondo: dinanzi ai fascisti. Durante le interrogazioni sul Cile ho commemorato Allende con un discorso assai forte: dinanzi ai fascisti. Dopo i fatti di Praga ho commemorato Jan Palach: dinanzi ai comunisti. Ho anche reso omaggio ad Alessandro Panagulis quando i colonnelli lo hanno condannato a morte. E ho detto cose per cui si sono alzati tutti in piedi: dai comunisti ai fascisti. Lo stesso per Palach. Lo stesso per Allende... Sì, Oriana: sono ancora l’uomo che fece piangere sua madre perché aveva presentato domanda di grazia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, si è pentito mai di averla fatta piangere?&lt;br /&gt;
Oh, sì! Se penso che le scrissi: «Io ti considero morta per ciò che hai fatto...». Se penso che la tenni due mesi senza posta... Ero esasperato ma commisi ugualmente una crudeltà. Me ne resi ben conto il giorno in cui la censura lasciò passare una lettera dei miei amici di Savona. Era una lettera in cui mi dicevano: Sandro, tu la stai ammazzando questa povera vecchia. Lei non è colpevole, Sandro: fummo noi a cercarla e chiederle di domandare la grazia. Lei rispondeva no, non devo farla la domanda di grazia perché il mio Sandro non vuole, gliel’ho promesso, gliel’ho giurato, voglio esser degna di lui. Ma noi insistemmo: signora, suo figlio sta morendo, solo lei può salvarlo. E una madre, pur di salvare il figlio, si aggrappa a un ferro rovente. Appena seppi la verità, le scrissi e... L’avrei rivista nel 1943, la mia mamma. Per pochi giorni. E poi non l’avrei rivista più... Dice che i tedeschi avevano occupato la casa dove lei viveva sola. Dice che dormivano lì e lei ne soffriva tanto. Si ribellava, diceva: «Mi fate le prepotenze perché non c’è mio figlio! Ma verrà, mio figlio, a mettervi a posto!». Si ammalò, in quel periodo. Cadde da una sedia e si ammalò. I compagni di Milano lo sapevano e me lo tennero nascosto. Temevano che corressi ad abbracciarla e così mi facessi arrestare dai tedeschi. E io non la rividi più, la mia mamma. Morì nel 1945, lo seppi durante la Liberazione. Il destino. Mia moglie entrò nel mio studio con una compagna e disse: Sandro... Oh! Mi scusi, Oriana... Ma io ho amato così immensamente mia madre... Dice che stava sempre seduta sul muricciolo... C’era un muricciolo dinanzi a casa mia... E la gente passava e le diceva: «Cosa fa, signora Gin, cosa aspetta?». Perché la chiamavano signora Gin. E lei rispondeva: «Aspetto il mio Sandro». Per anni e anni e anni. Tutti gli anni che son stato in galera...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, non le capita mai di maledire gli anni passati in galera?&lt;br /&gt;
Senta, sarebbe da spavaldi dire sono-contento-di-aver-vissuto-quindici-anni-in-prigione. Parliamoci chiaro, Oriana: la mia giovinezza s’è esaurita nella rinuncia. Ero un giovane ardente, esuberante: lo sapevano tutti a Savona. Così quella rinuncia ha pesato su me. Oh, se ha pesato! Però non li maledico quegli anni, non maledico il fatto di aver pagato quel prezzo. Un uomo di fede non può sfuggire ai sacrifici e deve pagar di persona. Altrimenti non è un uomo di fede. Io, in carcere, pensavo: non sono qui dentro per un reato comune ma per aver difeso la mia fede. E la fierezza compensava la rinuncia. D’accordo, ogni tanto v’era un cedimento. Quella mattina ad esempio in cui udii le campane di Ventotene e aprii la finestra e mi investì la primavera, un profumo di fiori... Sa, i fiori che sbocciano la notte e all’alba spandono il loro profumo... E mentre ascoltavo quelle campane, mentre aspiravo quel profumo, giunse l’eco di un canto d’amore. Un canto che si levava da una barca di pescatori. E mi prese come un capogiro, come un dolore per questa vita che entrava dalla finestra e che io non potevo toccare... Si ridestarono in me tutti i desideri, tumulti di desideri... Può immaginarli, Oriana, i desideri di un giovane che non ha ancora trent’anni. Ma io mi strinsi la testa tra le mani, mi buttai un po’ d’acqua fredda sul volto e mi dissi: «Non fare il cretino, Sandro, non lasciarti cogliere dalle nostalgie». Oriana, se io fossi stato in carcere per un reato comune, per bancarotta fraudolenta, che so, per un assegno a vuoto, che so, io... mi sarei suicidato. Perché, se ci stai per un reato comune, la galera è orrenda. Se invece ci stai per una fede politica e sai di rappresentare un simbolo, ecco: la tua giornata ha un senso e la tua cella non è più buia. Io non sono credente ma in carcere ho letto la storia dei primi cristiani e ho capito quel che mi raccontava mia madre quand’ero bambino. Li ho capiti i martiri che, per rifiutarsi d’accendere due granelli d’incenso sotto la statua di Cesare, si lasciavano sbranare dai leoni. E ho capito Cristo, ho ammirato pazzamente la vita di Cristo. Perché è la vita di un uomo di fede, è la vita di un uomo. Un uomo è un uomo quando vince il dolore e non tradisce la propria idea. Io non l’ho mai tradita, Oriana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo so. Lo sanno tutti. Infatti nessuno parla male di Pertini. Nemmeno gli avversari, i nemici.&lt;br /&gt;
Sì, ed è una consolazione come il giorno in cui Leto... Leto, il capo dell’OVRA. Molto intelligente, molto preparato, anche se era il capo dell’OVRA: lo dica pure. Del resto nessuno è più informato di lui sugli uomini politici italiani. Ebbene, il giorno in cui mi consegnò i documenti che ho usato per il mio libro Sei condanne e due evasioni, Leto ci appoggiò le mani sopra ed esclamò: «Pertini, bisogna dire che non c’è mai stata un’oscillazione nella sua condotta. Non c’è proprio nulla da dire contro di lei, non c’è un neo in tutta la sua vita». Però ho pagato così duramente, Oriana. Ho pagato anche con la morte di due fratelli... No, non ho alcuna difficoltà a parlare di quello che s’era iscritto al Partito Fascista. Lo amavo tanto... Eravamo due amici prima che due fratelli... Avevamo fatto insieme la prima guerra mondiale e... Pippo era molto diverso da me. Era estroverso, cordiale, e non capiva nulla di politica. Nulla. Sa perché si iscrisse al Partito Fascista, nel 1923? Perché, durante una manifestazione, si vide sputare addosso dagli operai. Faceva l’ufficiale di carriera e... Il destino. Ci togliemmo reciprocamente il saluto. Se per caso ci incontravamo per strada, io guardavo da una parte e lui dall’altra. Se io andavo da mia madre, lui non ci andava. Se lui andava da mia madre, io non ci andavo. Per non vederci. Gli riparlai soltanto nel 1925, dopo che ero stato arrestato e processato a Savona. Ormai libero, facevo di nuovo l’avvocato. E Pippo venne al mio studio e, piangendo come un bambino, confessò che almeno tre volte s’era avvicinato al carcere per visitarmi. Non aveva avuto il coraggio di presentarsi per timore che lo rimproverassi. Poi andai in Francia. Poi tornai, fui arrestato di nuovo, processato di nuovo, condannato di nuovo, stavolta all’ergastolo e allora... Allora lui uscì dal Partito Fascista e a quarantun anni morì. Di crepacuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa significa morto di crepacuore?&lt;br /&gt;
Significa morto di crepacuore. Di dolore. Di strazio. Era sano, lo colse un infarto cardiaco. E il pensiero di non essermi riconciliato con lui mi schiantò in modo tale che in breve tempo diventai canuto. Una sera il direttore del carcere mi osserva sbalordito ed esclama: «Cosa è successo, Pertini?». «Perché?», rispondo. «Perché avete i capelli bianchi, Pertini. » Ecco la storia di mio fratello Pippo. E se Pippo ha commesso un errore, ha pagato. E io con lui... Io con lui... E poi avevo un altro fratello che si chiamava Eugenio. Tra me ed Eugenio c’erano solo due anni di differenza. Così crescemmo insieme: al collegio insieme, al ginnasio insieme. Poi lui andò in America e, quando tornò, io ero in carcere da tanto tempo. Ho ricostruito per caso la sua via crucis. L’ho ricostruita dopo la Liberazione, attraverso un maresciallo dei carabinieri di Genova. Venne da me e mi chiese: «Lei è parente di Eugenio Pertini?». «Sì, è mio fratello.» «Ah! Ora capisco tutto.» E mi raccontò che un giorno del 1944 aveva incontrato Eugenio e gli aveva rivolto la stessa domanda: «Lei è parente di Sandro Pertini?». «Sì, è mio fratello.» «Ah! Devo darle una brutta notizia. Suo fratello è stato fucilato a Forte Boccea l’altra mattina.» Glielo aveva detto convinto che fosse vero: io ero stato condannato a morte, con Saragat, e la notizia della mia evasione non era giunta in Liguria. Così Eugenio era caduto su una poltrona, come svenuto, e... Vede, allo stesso modo in cui Pippo non capiva nulla di politica, Eugenio non aveva mai fatto della politica. Oltretutto era un po’ claudicante. Ma dopo quella notizia si iscrisse al Partito comunista e si abbandonò a una attività sfrenata. Fu arrestato mentre attaccava manifesti contro i nazisti. Fu picchiato selvaggiamente, poi condotto al campo di Bolzano dove gli chiesero di nuovo: «Sei parente di Sandro Pertini?». «Sì, era mio fratello.» «Era?» «Me l’hanno fucilato.» «Macché fucilato! Dirige la Resistenza.» E lui si mise a piangere di gioia, m’hanno raccontato, e da quel momento si comportò ancora meglio. Lo portarono a Flossenbürg e... Questo è il destino, cara Oriana, il destino! Perché sono stato a Flossenbürg, e ho fatto i calcoli, e ho scoperto che nello stesso momento in cui alla testa dei partigiani inneggiavo alla libertà riconquistata in Milano... alla stessa ora dello stesso giorno... 25 aprile 1945... mio fratello veniva fucilato nel campo di Flossenbürg... Mio fratello Eugenio e... prima Pippo e poi Eugenio e... Oriana... mi creda... abbiamo pagato... Oddio!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, mi perdoni, Pertini. Mi perdoni d’averla lasciata parlare di questo.&lt;br /&gt;
Non importa. Non bisogna aver paura di piangere. Non bisogna frenare le lacrime quando vogliono uscire. Un uomo deve saper piangere. Ma lei deve capire perché uso così spesso il verbo pagare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la parola destino.&lt;br /&gt;
Il destino. Lo chiami destino, le chiami coincidenze, però le coincidenze della mia vita sono coincidenze eccessive per sembrare solo coincidenze. Pensi al mio incontro con Mussolini, poco prima della liberazione di Milano. Vengo a sapere che i rappresentanti del CLN Alta Italia sono riuniti da Schuster, così mi precipito all’arcivescovado, salgo su per una rampa della scalinata, e giù per l’altra rampa vedo scendere un vecchio in uniforme circondato da gerarchi. Un vecchio molto pallido, molto scavato. Resto un po’ incerto e poi dico a me stesso: «Ma quello è Mussolini!». Era proprio Mussolini che s’era appena recato da Schuster per dire che era pronto ad arrendersi purché nei suoi confronti fossero applicate le norme dei Diritti delle Genti. Quando Schuster parlò di Diritti delle Genti io risposi: «Se si arrende, sarà consegnato al CLN. Il CLN lo affiderà a un tribunale del popolo e giustizia sarà fatta». Allora intervenne il prefetto di Milano, e disse che io non avevo assolutamente a cuore le sorti di Milano: se Mussolini fosse morto, i tedeschi avrebbero messo la città a ferro e fuoco. E a lui risposi: «Senta, è dal 1922 che io ho a cuore non solo le sorti di Milano ma di tutta l’Italia. La ruota dell’insurrezione ha già incominciato a girare. Non saremo né io né lei a fermarla». Oh, io non ebbi mai dubbi sul fatto che Mussolini dovesse arrendersi al CLN e venir fucilato. Dovevamo impedire che finisse nelle mani degli alleati che lo volevano vivo. Sul fatto di impedire che finisse nelle mani degli alleati, del resto, ci mostrammo tutti intransigenti. Non a caso, quando sapemmo che Mussolini era tornato in prefettura, volevamo prenderlo lì. Ma la prefettura era presidiata dai carri armati tedeschi e, quando arrivammo, lui era già partito per il suo destino. Cioè Dongo. Chiariamo bene questo punto: Mussolini non fu fucilato per iniziativa personale di nessuno. Non è vero, ad esempio, che Walter Audisio ricevette l’ordine da Cadorna. Lo ricevette dal Comitato di liberazione nazionale. Scritto. Il documento esiste: firmato da me per il Partito socialista, da Leo Valiani per il Partito d’azione, da Longo e Sereni per il Partito comunista, da Arpesani per il Partito liberale, da Marazza per la Democrazia cristiana, e da Cadorna. Esiste, si può trovare, si può pubblicare. Da esso risulta che il CLN si assume l’intera responsabilità per la morte di Mussolini e dà ordine di fucilarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lei personalmente gli avrebbe sparato, Pertini?&lt;br /&gt;
Oriana, devo dirle la verità. Io ho sempre sparato poco, e non credo di aver ammazzato nessuno. Neanche nella prima guerra mondiale dove, sebbene la avversassi, mi comportai con grande senso di responsabilità. Avevo diciannove anni quando andai a quella guerra. Ero sottotenente mitragliere e, un giorno, sulla Bainsizza... Vedo arrivare uno con le mani alzate. Fermi, dico, si dà prigioniero. Lui viene avanti, cade nella trincea, e ha il volto a pezzi. Una maschera di sangue. Sa cosa feci, allora? Buttai via il caricatore della mia rivoltella e non ce lo rimisi mai più. Da quel giorno, andai sempre all’assalto con una rivoltella senza caricatore. Così Mussolini... Poiché Mussolini doveva essere giustiziato, io non so cosa avrei fatto se fosse scappato dinanzi ai miei occhi. Penso che gli avrei sparato, sì. Ma, eccettuato quel caso, gli avrei fatto sparare da un plotone di esecuzione. Sono un uomo spiritualmente violento, le ripeto, non fisicamente violento. Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra. Però, Oriana, bisogna anche capirlo il popolo. Bisogna capirla la plebe che ha sofferto infamie e miserie e prepotenze e, appena può, infila in una picca la testa della contessa di Lamballe. Bisogna allargare le braccia e dire: «Te lo sei voluto, contessa di Lamballe». Succederà lo stesso in Spagna quando si desteranno. Succederà lo stesso in Grecia, in Cile. È la nemesi della storia. E quando io parlo di socialismo...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, cosa significa per lei la parola socialismo?&lt;br /&gt;
Significa libertà. E libertà significa giustizia. Perché non può esserci libertà senza giustizia sociale e non può esserci giustizia sociale senza libertà. Io sono socialista da cinquantacinque anni, cara Oriana, e mi sono sempre battuto per le riforme perché l’essenza del socialismo è nelle riforme. Però, se mi offrissero la più radicale delle riforme al prezzo della libertà, io la rifiuterei. Oh, non c’è nulla che può essere barattato con la libertà! Nulla. Io alla libertà non rinuncerò mai, mai! Detto questo, tuttavia, aggiungo: io non posso contentarmi di una libertà in senso astratto, cioè della libertà di parlare e di scrivere. Anche prima del fascismo avevamo la libertà di parola e la libertà di stampa: ce l’avevan concessa i regimi liberali. Ma per migliaia di contadini e di poveri quelle due libertà si risolvevano nella libertà di imprecare, morire di fame. Insomma, erano libertà così insufficienti che il fascismo ce le portò via alla prima ventata di reazione. Perché la libertà sia una conquista solida, bisogna che abbia un contenuto sociale. Bisogna che affondi le sue radici in seno alla classe lavoratrice. Bisogna che effettui le riforme, che annulli le sperequazioni... Ma come è possibile che certi dirigenti statali vadano in pensione con un milione e mezzo al mese mentre altre categorie ci vanno con trenta e anche quindicimila lire? Che me ne faccio della libertà con quindicimila lire al mese?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco.&lt;br /&gt;
Mi permetta di continuare. Quando parlo di classe lavoratrice vorrei che lei mi intendesse bene, Oriana. Io non parlo solo di classe operaia. Fare dell’operaismo è una demagogia respinta dallo stesso Lenin. Quando parlo di classe lavoratrice io parlo anche dei ceti medi. Quei ceti medi che non capiscono come i loro interessi non coincidano con gli interessi dei grandi industriali, dei grandi capitalisti: coincidono con gli interessi degli operai, dei contadini! Non capirlo è, da parte dei ceti medi, ripeter l’errore commesso dalla media borghesia in Cile, in Grecia, e nell’Italia del 1922. Quando, nel 1922, gli squadristi si scagliavano contro di noi, i rappresentanti della media borghesia restavano indifferenti e magari dicevano: «Eccoli messi a posto questi sovversivi, questi disturbatori dell’ordine pubblico». Cominciarono a capire il fascismo solo quando il fascismo si scagliò contro liberali come Piero Gobetti e Giovanni Amendola, contro sacerdoti come don Minzoni. Ogni volta che i ceti medi credono di far coincidere i loro interessi con gli interessi dell’alta finanza, essi vengono colpiti dalla dittatura. Guardi il Cile. In Cile la Democrazia cristiana ha assecondato il golpe nella speranza che, dopo, i militari le offrissero il governo su un piatto d’argento. E invece Pinochet ha detto no, il governo me lo tengo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Cile hanno sbagliato anche gli operai.&lt;br /&gt;
Sì. Contro Allende hanno commesso gli stessi estremismi infantili che avevano commesso in Italia nel 1922. Ma io continuo a credere negli operai. Ci credo anche quando sbagliano perché essi sono la mia famiglia. E non si condanna la propria famiglia, non si abbandona la propria famiglia quando sbaglia. Del resto un socialista che si stacca dalla classe operaia e contadina cessa d’essere un socialista: io non mi staccherò mai da loro, Oriana. Mai! I contadini di Bitonto non sanno cosa volle dire per me la loro stretta di mano nel 1949. Quando ebbi finito il comizio, mi vennero incontro per stringermi la mano. Avevano calli alti due dita, calli che raccontavano la fatica di anni, di secoli. E, afferrando con quei calli la mia mano bianca, dissero: «Sì, tu sei uno dei nostri ». E io fui felice di una felicità che dura ancora oggi, che mi dà ancora oggi le lacrime agli occhi. I metalmeccanici di Torino non sanno cosa ha voluto dire per me parlargli nel comizio per il Cile. La loro coscienza internazionale è così grande, così profonda. E il loro senso della libertà. Hanno capito meglio di tanti intellettuali quel che è successo in Cile, quel che è successo in Cecoslovacchia, quel che succede nell’Unione Sovietica con Sacharov. Se ne sono offesi più di tanti intellettuali. Gli intellettuali... Oriana, io non ho mai perdonato agli intellettuali d’essere vili. Salvo una minoranza, la classe intellettuale in Italia è stata così vile! S’è adattata così presto al fascismo! Dopo s’è coperta il capo di cenere: ma prima! Oriana, io non perdono all’uomo di cultura di tradire la causa della democrazia non combattendo. Perché se la cultura è solo nozionismo, io la respingo. Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, ho una brutta domanda da porre. È deluso dall’Italia d’oggi?&lt;br /&gt;
Ah! Io direi amareggiato. Crede che non sia motivo di amarezza per me che ho lottato cinquantacinque anni in nome della libertà vedere questi rigurgiti di neofascismo? Crede che non sia motivo di amarezza sapere che tanti uomini politici, anche nel mio partito, non pensano che al loro tornaconto? Crede che non sia motivo di amarezza assistere a certi arrivismi, a certi personalismi, agli scandali che restano impuniti, alla corruzione che dilaga? Io non mi sono battuto per questo. Io non mi sono battuto per incontrare in Parlamento i rappresentanti dell’antico fascismo. Io non mi sono battuto per questa democrazia qui, così priva di contenuto e di forza. E la capisco la sua domanda, Oriana. Anzi glielo leggo negli occhi ciò che mi vorrebbe dire e non mi dice: «Pertini, la delusa son io. Perché da bambina vi consideravo uomini eccelsi, mi aspettavo tanto da voi, e voi mi avete tradito». Ha ragione. Sì. Anche tanti giovani vengono qui e mi dicono: «Ci avete deluso». Si direbbe che la classe politica uscita dalla Resistenza abbia dato il meglio di sé in vent’anni di lotta e che poi si sia messa a sedere, esaurita, incapace di mantener le promesse. Dove sono le riforme che ci eravamo impegnati a fare quindici o vent’anni fa? Dove sono i risultati delle leggi che abbiamo varato in Parlamento? Dove sono le risposte al malcontento? Perché è inutile che mi si venga a dire: bisogna-sciogliere-il-Movimento-sociale. Non serve a nulla: sciolto il Movimento sociale, sorge un altro movimento fascista. Non è tagliando le foglie della gramigna che ci si libera della gramigna. La gramigna va estirpata alle radici, dopo essersi chiesti perché nasce e su quale terreno. Nasce per il malcontento, sul terreno del malcontento. Questo malcontento che noi, classe dirigente, nutriamo. E mi ci metto anch’io, sebbene io non abbia responsabilità dirette. E dico: abbiamo fatto un cattivo uso del potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oppure vi siete lasciati sfuggire il potere, vi siete lasciati rubare il potere? A me non sembra che la classe dirigente italiana sia proprio quella uscita dalla Resistenza.&lt;br /&gt;
È vero anche questo. In fondo non c’è riuscito tenere il potere: per un complesso di ragioni anche internazionali. Siamo caduti nella zona di influenza americana: Piano Marshall, Patto atlantico, NATO. Gli americani temevano una rivoluzione e ci hanno impedito di fare ciò che avremmo dovuto. Ci hanno rimesso in mano i vecchi arnesi del fascismo, i questori Guida, sicché è un po’ successo in Italia ciò che successe in Francia dopo la rivoluzione francese: quando tornarono a galla i vecchi arnesi del vecchio regime. La sua domanda è giusta. Non si può certo dire che, perfino nel dopoguerra, la classe dirigente italiana fosse quella che aveva condotto la lotta contro il fascismo. Almeno in buona parte era composta da coloro che erano stati responsabili del fascismo o che avevano tenuto a balia il fascismo. Come Orlando, come Bonomi. De Gasperi no, perché De Gasperi aveva tenuto un atteggiamento fiero, preciso. Però tenga presente che, nel 1947, De Gasperi sbarcò dal governo noi socialisti e si tenne solo i socialdemocratici e fece piazza pulita degli antifascisti che avevamo messo nelle prefetture, ad esempio, nella polizia. Noi avevamo creato elementi nuovi: questori non usciti dal fascismo o addirittura antifascisti, sa? Questori e prefetti che eran stati partigiani, su al nord. Ma lentamente, lentamente, il governo centrale di Roma ce li tolse. E rimise i vecchi arnesi, senza che noi riuscissimo a impedirlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E il risultato è che oggi la polizia italiana è in gran parte fascista.&lt;br /&gt;
Oriana, non è che voglia fare il difensore d’ufficio. Ci mancherebbe altro. Ma la colpa non è tutta dei poliziotti e dei carabinieri. La colpa è di chi non gli ha mai spiegato che non devono considerarsi al servizio della classe padronale, che la classe padronale non rappresenta l’ordine. Io gliel’ho detto in tanti comizi, invece: «Non dovete considerare malfattori i lavoratori che scendono in piazza. A parte il fatto che quel diritto gli è concesso dalla Costituzione, essi non sono malfattori. Sono lavoratori che protestano per difendere le loro famiglie. E quindi anche le vostre. Perché anche voi siete figli di contadini, anche voi siete figli di operai. Non lo capite che la classe padronale non scende in piazza perché non ne ha bisogno?». E agli operai ho detto: «Non dovete considerare i carabinieri e gli agenti di pubblica sicurezza come nemici da combattere. Non sono vostri nemici, sono figli di operai e contadini come voi!». Il guaio è che i nostri carabinieri e ancor più i nostri poliziotti si mettono sull’attenti appena vedono un padrone. Sono rimasti al tempo in cui l’autorità era rappresentata dal parroco, dal feudatario, dal maresciallo dei carabinieri e tutti gli altri eran sudditi. Però com’è che, quando gli spiego certe cose, capiscono? Com’è che a Rimini un colonnello di pubblica sicurezza mi ha detto: «Lei ha parlato come si deve parlare, senza asprezza né settarismo. Permetta che le stringa la mano». Com’è che a Saluzzo un maresciallo dei carabinieri ha pianto per la commozione? Io conosco un dirigente della polizia che dice: «Tocca a noi rieducarli, presidente. Da soli non possono rendersi conto che a spingere in piazza gli operai sono i padroni. Abbiamo avuto una polizia borbonica, poi una polizia papalina, poi una polizia fascista. Farli diventare democratici è un lavoro lento, faticoso, ma non impossibile». Oriana, non sono tutti fascisti. Non sono tutti Guida. E lo stesso discorso vale per l’esercito. Non bisogna dimenticare i seicentomila soldati e ufficiali che finirono nei campi di concentramento, i trentamila che vi morirono insieme a settemila carabinieri, la divisione Acqui che combatté a Cefalonia e a Corfù contro i tedeschi, la divisione Sassari che si batté a Porta San Paolo contro i tedeschi, il generale Perotti che fu fucilato insieme a due operai a Torino, gli alpini che andarono coi partigiani di Cuneo. Non devono dimenticarlo nemmeno loro. E, se lo dimenticano, bisogna ricordarglielo!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, parliamo ancora dell’Italia che l’amareggia. Cosa ne pensa della lista nera compilata dalla Rosa dei Venti per ammazzare milleseicento antifascisti, tra cui lei?&lt;br /&gt;
Penso che in questa storia si debba risalire ai mandanti, alla sorgente. Ovunque essa sia e anche se, come temo, essa non è in Italia. Esiste una ondata di reazione nel mondo: guardi cosa accade in Cile, in Bolivia, in Brasile, in Uruguay. Guardi cosa accade in Grecia, nella stessa Francia dove non funziona più il Parlamento e la libertà. Abbiamo il diritto di sapere chi sono i mandanti. Abbiamo il diritto di sapere chi ha spinto i colonnelli in Grecia, chi ha spinto i generali in Cile, chi ha triplicato gli agenti segreti prima del colpo di Stato. Chi sono i mandanti? Cercateli, i mandanti. Però non vorrei che, una volta trovati i mandanti, si restasse lì paralizzati in un atteggiamento reverenziale. O addirittura balbettando: «Spiacenti, non possiamo parlare». Non mi induca a dire quali sono le potenze straniere cui alludo, Oriana. Nella mia qualità di presidente della Camera non mi è permesso far nomi, ma sappiamo bene di chi sto parlando perché i dubbi d’un tempo sono diventati certezza. Sì, più degli sciagurati che volevano ammazzarci a me interessano i mandanti: non è possibile che le piste rosse si trasformino sempre in piste nere! Strage di piazza Fontana: il questore Guida annuncia subito la pista rossa, Pinelli e Valpreda, poi viene fuori che è una pista nera. Bomba in via Fatebenefratelli: idem. Episodi di Padova: idem. Ora sono a Padova e non è possibile che si tratti di episodi isolati, indipendenti l’uno dall’altro. C’è dietro un’organizzazione che assomiglia tanto a quelle di altri paesi. Ma è così chiaro che si vuol turbare l’ordine pubblico per ristabilire con la forza l’ordine pubblico! Come coi colonnelli in Grecia, coi generali in Cile. E noi non vogliamo che l’Italia diventi una seconda Grecia, un secondo Cile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scusi, Pertini...&lt;br /&gt;
Cosa c’è? Cosa vuole? Vuole un caffè?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No, no. Io...&lt;br /&gt;
Mi permetta di continuare, di spiegare. Perché vede, Oriana, io sono veramente costernato per quanto avviene in America con lo scandalo del Watergate. Però in America non l’hanno messo a tacere: hanno cercato di andare a fondo. Con il Congresso, la stampa, la televisione... Qui invece! Si parla dello spionaggio telefonico. Poi non se ne parla più. Ma come?!? Di una cosa simile non se ne parla più? E perché? Perché non si viene a sapere chi vuole le intercettazioni e chi le paga? Tom Ponzi? Ma Tom Ponzi non è che una pedina, poi è libero ora e non parla di certo! Oh, è una cosa che urta la coscienza civile. Giorni fa mia moglie telefona a un’amica e questa, dopo un poco, le dice: «Guarda, Carla, ti lascio perché è chiaro che il tuo telefono è controllato». Allora si inserisce una voce e: «Me ne vado, signora, me ne vado. Così loro parlano tranquillamente. Tanto devo smontare». Capisce?!? E non creda che sia controllato soltanto il telefono del mio appartamento in Montecitorio: anche il telefono di questo mio ufficio è controllato. Né mi stupirei se nella stanza ci fosse un microfono. E lei crede che il controllo non sia legato ai fatti di cui discutevamo prima?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvio che lo è! Pertini, lei non teme un colpo di Stato in Italia?&lt;br /&gt;
È una domanda che mi hanno posto in molti. Oriana, può darsi che mi illuda... Può darsi che il futuro mi smentisca perché prevedere la storia è difficile e fare il profeta è rischioso... però la mia convinzione gliela devo dire. E la mia convinzione è che un colpo di Stato in Italia non possa avvenire perché, se avvenisse, ogni piazza d’Italia diventerebbe una piazza di guerra. Oriana, ad Atene cinquemila studenti hanno incitato la popolazione a insorgere. E i politici non hanno risposto. In Italia risponderebbero, eccome. Centinaia di uomini politici si metterebbero alla testa dei giovani e avrebbero con sé gli operai di Genova, Torino, Milano, Firenze, Bologna, perfino Roma, sì! Io li ho visti alla manifestazione di Torino per il Cile. Una manifestazione organizzata dai metalmeccanici. C’erano tutti: anche i contestatori. Centocinquantamila persone, e quattromila erano giunte dalla Francia. No, io non credo a un colpo di Stato in Italia. Che qualcuno pensi di farlo non v’è dubbio: ma una cosa è pensarci, una cosa è attuarlo. Non si dimenticano tanto presto vent’anni di esperienza antifascista e due anni e mezzo di lotta armata. E poi il movimento operaio, quando è compatto, è una barriera di ferro. In Italia è compatto. Ha tre sindacati formidabili. E non mi venga a dire che contro i carri armati non si fa nulla, che i golpisti avrebbero le armi e noi no. Le armi si trovano. Si dà l’assalto alle caserme e si prendono le armi, come abbiamo fatto nella Resistenza. Oh, sarebbe più che lecito assaltare le caserme per difendere la libertà. Sarebbe un dovere! E poi guardi: a mio parere, gli ufficiali del nostro esercito sono fedeli. Ci sono i paracadutisti, lo so, forse ci sono anche alcuni sbandati pronti a farsi trascinare. Ma, nella gran maggioranza, gli ufficiali del nostro esercito non dovrebbero tradire il loro giuramento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, forse mi sbaglio ma penso che il pericolo maggiore non stia negli americani, nella CIA, nella NATO, nei paracadutisti eccetera. Sta negli italiani che si augurano sempre l’uomo forte. Pertini, non le viene mai l’atroce dubbio che gli italiani siano in fondo al cuore fascisti?&lt;br /&gt;
No! Non sono del suo parere, no! Che in Italia il terreno qualunquista, così vicino al terreno fascista, sia un terreno fertile, è vero. Che alcuni italiani siano tanto cretini da augurarsi l’uomo forte è altrettanto vero. Come se non lo avessero già avuto, l’uomo forte. Come se ora non ce l’avessero in Grecia e in Cile. Come se ignorassero a cosa conduce: alle fucilazioni, alle prigioni zeppe, al terrore, all’inflazione... Sì, anche all’inflazione: in Cile i prezzi sono aumentati del cinquecento per cento da quando c’è Pinochet. E chi ha pagato, chi paga, per l’inflazione, se non la piccola borghesia che era contro Allende e sempre si illude di avere interessi in comune con il grosso capitale? Sì, gli italiani qualunquisti ci sono, i cretini ci sono, ma queste verità marginali io non le considero quando mi tuffo nel popolo e tra la gioventù. Non vivo in una torre d’avorio: la realtà la conosco. Il popolo non è fascista: è sano. La gioventù non è fascista: è sana. Perché basarsi su una minoranza per cui il fascismo non è stato una lezione? Perché temere i nostalgici e i figli di papà? I più sono con noi e, anche se non hanno fatto la Resistenza, hanno assorbito gli ideali della Resistenza. Mi capiscono bene quando grido: «Non permetteremo la libertà di uccidere la libertà». Quando gli ho parlato a Perugia gridavano: «Presidente, difenderemo la libertà, stia sicuro che la difenderemo!». Quando gli ho parlato a Torino, sprizzavano libertà da tutti i pori della pelle. E se domani succedesse qualcosa in Italia, non ci sarebbero solo i metalmeccanici nelle piazze, mi creda, non ci saremmo solo noi antifascisti dai capelli bianchi, ci sarebbero anche i giovani. Lasci perdere gli stupidi, gli scervellati, i provocatori che si abbandonano alla violenza materiale per portare acqua al mulino dei fascisti. Lasci perdere i...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, io temo che gli italiani non sappiano vivere nella libertà.&lt;br /&gt;
Ah, questa frase! Meno brutalmente me l’ha detta anche l’ambasciatore inglese. E io le rispondo ciò che ho risposto a lui: in Inghilterra la libertà dura da secoli, in Francia se la sono conquistata attraverso tre rivoluzioni, e noi... Cosa abbiamo avuto noi al posto di Cromwell e delle rivoluzioni francesi? L’unità d’Italia ci venne solo nel 1870 quando annullammo lo Stato pontificio. Il suffragio universale ci venne solo nel 1910. Al Parlamento i socialisti cominciarono a entrarci solo quando ci entrò Pietro Chiesa. E in più ci sono stati vent’anni di fascismo, cioè di diseducazione politica. Alla libertà vera il popolo italiano si affacciò solo nel 1945. Ma son passati venticinque anni, replicherà lei. Oriana, cosa sono venticinque anni per educare un popolo alla libertà? Cosa sono di fronte ai secoli di libertà in cui sono stati educati gli inglesi e anche i francesi? Non v’è dubbio che il popolo italiano abbia ancora incrostazioni fasciste. Non v’è dubbio che le incrostazioni fasciste siano nella polizia. Sono perfino nella magistratura, nella scuola. E i ragazzi che escono da tale scuola, i ragazzi che crescono in tale società, non possono certo risultare uomini liberi e ben formati. Ci vuole pazienza, perbacco! Lei è troppo impaziente. Vedrà che le nuove generazioni saranno più capaci di vivere nella libertà. Ah, io credo nei giovani. Ne ho ricevuti trentamila da quando son presidente della Camera e il mio giudizio su loro non è avventato. Una volta sono venuti in trecento, qui. Sono rimasti tre ore e mezzo a parlare con me e il loro preside, quel Lo Cascio, ripeteva: «È stanco, presidente?». Sicché a un certo punto mi sono arrabbiato e gli ho detto no, sarà stanco lei, vada nel mio ufficio e si faccia offrire un aperitivo e la smetta di sollecitarmi a concludere questa conversazione!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scusi, Pertini...&lt;br /&gt;
In un altro salone c’erano due ambasciatori che aspettavano per entrare e, a momenti, combino un incidente diplomatico. Ma io non volevo lasciarli, quei trecento giovani. Una bella figliola m’aveva chiesto se potevan sedersi per terra, così s’erano seduti per terra...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scusi, Pertini...&lt;br /&gt;
Cosa c’è? Cosa vuole? Desidera un caffè?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No, no. Io...&lt;br /&gt;
Non le ho offerto nemmeno un caffè! Che brutta figura! Dio, che sbadato!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No, Pertini. Mi chiedevo, le chiedevo... Sono quattro ore che parla e non vorrei che stavolta fosse stanco davvero.&lt;br /&gt;
Stanco?! Stanco io?!? Sarà stanca lei. Come Lo Cascio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io non sono Lo Cascio!&lt;br /&gt;
Però mi chiede la stessa cosa!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E va bene. Continuiamo. Ho una domanda sul Partito socialista e...&lt;br /&gt;
Ah! Il Partito socialista! Oriana, io mi pento sempre d’essermi lasciato trascinare da un’ira. Ma non mi pento per le ire cui mi sono abbandonato in certi congressi del mio partito perché erano ire sante. Sante! Perbacco, eravamo il secondo partito d’Italia. Superavamo il Partito comunista. Contrariamente alle previsioni, il corpo elettorale ci aveva dato tutti quei voti e... Contrariamente alle previsioni, Oriana! Perché, siamo onesti: noi socialisti eravamo così pochi in carcere! Così pochi al confino! A parte quelli del Partito d’azione, erano quasi tutti comunisti. Su settecento confinati, a Ponza, cinquecentocinquanta erano comunisti. Su ottocento, a Ventotene, settecentocinquanta erano comunisti. E le formazioni partigiane non erano quasi tutte comuniste? A competere, in fondo, trovavi solo le brigate del Partito d’azione. Io lo ricordo Ernesto Rossi quando, al confino, mi diceva: «Non riuscirete più a mettere insieme il Partito socialista!». Lo ricordo quando ripeteva: «Il Partito socialista di domani è il Partito d’azione. Dopo la guerra voi non esisterete più». Ci credeva chiunque. Solo io rispondevo: «Vi sbagliate. Dimenticate che la tradizione del Partito socialista, in Italia, ha profonde radici. Risorgeremo dalla tradizione, malgrado gli errori commessi». E fu così. Fu un po’ come dice Renan quando dice che il cristianesimo vive nel cuore degli uomini nonostante i preti. Il socialismo visse nel cuore degli italiani nonostante i socialisti. E il partito ebbe una valanga di voti, e noi...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voi rispondeste subito con le scissioni.&lt;br /&gt;
Sì. E quanto mi sono battuto contro le scissioni, Oriana! Quanto mi sono arrabbiato coi socialdemocratici nel 1947 e con quelli del PSIUP nel 1964! Quante volte ho gridato non-solo-queste-scissioni-tornano-a-danno-del-socialismoma-del-movimento-operaio-e-del-paese! Pensi cosa rappresenteremmo oggi in Italia se non avessimo fatto le scissioni! E pensi cosa abbiamo provocato invece: l’indebolimento del socialismo, la delusione del popolo italiano... Sicché tutti, ora, ci guardano con diffidenza. E ce lo meritiamo perché abbiamo mancato al nostro compito. Noi socialisti, quando non sappiamo cosa combinare, ci dividiamo. Se domani tre socialisti finiscono naufraghi in un’isola deserta, sa cosa fanno? Prima issano un cencio bianco perché una nave li veda, poi strappano il cencio in tre parti e formano tre correnti del Partito socialista. È la nostra maledizione. Da cosa viene tale maledizione io non lo so. Forse da una radice anarchica. Sì, un po’ di Bakunin c’è. Senza dubbio. I miei compagni non vogliono che lo dica ma, se non siamo un po’ anarchici, siamo troppo individualisti. D’accordo: democraticamente è una cosa buona. In un partito democratico si deve discutere e non accettare la rigida disciplina del Partito comunista. Nella disciplina il Partito comunista condensa la sua forza ma anche la sua debolezza: essa lo tiene compatto ma allo stesso tempo gli impedisce di far circolare le idee. Però, accidenti: noi socialisti paghiamo un prezzo troppo alto per far circolare le idee. Dico: una cosa sono le correnti di pensiero e una cosa sono le correnti organizzate che diventano fazioni organizzate, un partito nel partito. Bisticciai in questi termini con Saragat. Poi andai a Palazzo Barberini e cercai di convincerlo a non fare la scissione. Non m’ascoltò. Andai anche da quelli del PSIUP, anni dopo. Non mi vollero ascoltare nemmeno loro. Io non sono mai riuscito a farmi ascoltare. Solo dopo hanno detto: «Aveva ragione Sandro».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche Nenni? Io mi son sempre chiesta quali fossero, in realtà, i suoi rapporti con Nenni.&lt;br /&gt;
Rapporti di amicizia e di stima reciproca, anche se spesso abbiamo dissentito violentemente. Ma definire dissensi le nostre dispute è perlomeno inesatto perché si è trattato di dispute gravi, gravi... Nel 1948, ad esempio, quando Nenni volle a ogni costo la lista unica coi comunisti. Per me era un errore grossolano. Così, al congresso dell’Astoria, mi battei come una tigre contro di lui. Sostenni che dovevamo presentarci da soli perché eravamo noi a interpretare la tradizione socialista: presentarci in lista unica sarebbe servito soltanto a portare acqua al mulino socialdemocratico. Saragat non ci aveva forse accusato, un anno prima, d’essere fusionisti? Non s’era forse staccato da noi servendosi di quell’accusa? La lista unica coi comunisti gli avrebbe dato ragione e avrebbe rischiato di portarci chissà dove. Prima la lista unica, poi il gruppo unico alla Camera, e infine il partito unico. Com’è mio costume, non feci l’anticomunista ma Nenni vinse ugualmente e io ne soffrii. Eppure non persi il mio affetto per lui. Non l’ho mai perduto. Ho sempre voluto bene in modo fraterno a quest’uomo con cui mi litigavo. Non ho mai potuto dimenticare che anche lui ha dedicato la vita alla causa della libertà, della democrazia, della classe lavoratrice. Ma lui ne ha abusato, sa? Ne ha abusato eccome. Sapeva che gli volevo bene e se ne approfittava. Diceva: «Tanto ho l’appoggio di Sandro! Lui si urta con me e poi, all’ultimo momento, sta con me. È così legato al partito!». Capito? Il peggio è che ha ragione: al partito ci sono legato. Non lo lascerò mai. Come la politica. Mi spengerei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E con Saragat?&lt;br /&gt;
Lo stesso. O quasi. Certo, quando Saragat è diventato socialdemocratico, mi sono molto staccato da lui. Anche in senso affettivo. L’ho aggredito aspramente nei comizi. L’ho trattato senza peli sulla lingua ma vede… ecco... insomma: non è che Saragat mi sia meno simpatico di Nenni, però io ho sempre sentito un maggior affetto per Nenni. E non solo perché Nenni è sempre stato fedele al partito ma perché Nenni ha una carica umana che Saragat non ha. Oh, io la carica umana ce l’ho più di Nenni. Voglio dire: tutti e due abbiamo una forte carica umana ma la mia è superiore a quella di Nenni e...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Via, lo dica.&lt;br /&gt;
Lo dico, lo dico! Dico: considerata quella carica umana, è strano che il grande legame non sia tra Nenni e me, bensì tra Nenni e Saragat. Uh, c’è un tale affetto tra i due! Sono come due amanti che si ripetono: «Nec sine te nec tecum vivere possum. Né con te né senza di te posso vivere». Sa, la poesia di Catullo e di Lesbia. Si amano di un odio-amore quei due. Si amano così fin dal tempo in cui erano fuorusciti in Francia. Non ha capito perché la riunificazione del Partito socialista andò così male? Perché fu un affare privato tra Nenni e Saragat: non un’operazione di base ma un incontro al vertice. Non poteva che finire in malora, infatti io lo avevo previsto che sarebbe finita in malora. Oriana, posso raccontarle una storia che spiega benissimo i rapporti tra Nenni e Saragat. È la storia della mia evasione da Regina Coeli. Dunque, nell’inverno 1943-44, io ero a Regina Coeli. E c’era anche Saragat. E tutti e due eravamo condannati a morte dai tedeschi. Lo sa come facevano i tedeschi: condannavano a morte anche senza processo, in via amministrativa. Poi pescavano da quel pozzo di San Patrizio e fucilavano per rappresaglia. Io e Saragat stavamo nel braccio tedesco insieme a quattro ufficiali badogliani. E i nostri preparavano la fuga. Ci pensava Giuliano Vassalli che era al tribunale militare italiano, Alfredo Monaco che era il direttore del carcere, sua moglie Marcella, Filippo Lupis, Giuseppe Gracceva. La prima parte dell’operazione consisteva nel trasferirci dal braccio tedesco al braccio italiano e a questo provvide Vassalli. Poi Gracceva mi mandò a dire che dovevo prender contatto con Monaco fingendo un attacco di appendicite, e ubbidii. Una notte mi metto a urlare oddio-sto-male-chiamate-d’urgenza-il-medico, così arriva Monaco, finge di visitarmi e intanto mi sussurra di stare pronto: si prepara la mia fuga e quella di Saragat. «No», rispondo. «No. Io e Saragat soltanto, no. Ci sono anche gli altri quattro. O tutti e sei o nulla. » Monaco riferisce ai compagni, badate-che-Pertini-stapuntando-i-piedi, i compagni riferiscono a Nenni, e Nenni dice spazientito: «Ma fate uscire Peppino! Sandro il carcere lo conosce, c’è abituato. Peppino no, poveretto. Per lui è la prima volta. Pensate a Peppino, poi penseremo a Sandro». Bè, mi andò liscia ugualmente: Vassalli fabbricò i fogli di scarcerazione, Ugo Gala li fece trovare sul tavolo del direttore insieme alla posta del mattino, e uscimmo tutti e sei. Ma appena vidi Nenni glielo dissi: «Pietro, cos’è questa storia del fate-uscire-Peppino-pensate-a-Peppino-tanto-Sandro-al-carcere-c’è-abituato? E che? Siccome c’ero abituato, ci dovevo morire?».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, sono quasi le due del pomeriggio e lei non ha ancora mangiato. È sicuro di non sentirsi stanco?&lt;br /&gt;
Le ho detto di no! È stanca lei?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No, no. Continuiamo. Cosa provò quando la condannarono a morte?&lt;br /&gt;
Vede, Oriana: io non ho mai avuto paura della morte. Me la son vista addosso tante volte, alla guerra e sotto i fascisti, che non mi ha mai impressionato. Non solo: non ho mai conosciuto la paura fisica. Mica che sia un merito, eh? La paura fisica è un fatto nervoso contro cui si reagisce male anche se si è persone intimamente coraggiose e fiere. È come un mal di denti che c’è o non c’è. Alcuni sopportano il mal di denti e altri no. Infatti le persone che ammiro non sono quelle che ignorano la paura: sono quelle che avendo paura vanno avanti lo stesso. Così, quando seppi d’essere stato condannato a morte, io avvertii solo il bisogno di scrivere il mio testamento politico e di nasconderlo dentro le scarpe perché, dopo la fucilazione, lo dessero ai compagni. Del resto anche Saragat si comportò bene. Niente lacrime, niente nervosismi. Oddio: non poteva certo saltare di gioia. Infatti fu colto da una giusta preoccupazione per la famiglia eccetera. Però si comportò bene, con tranquillità. E quando lasciai Roma per andare al nord e proseguire la lotta armata... Lasciai Roma perché il Papa aveva fatto sapere a De Gasperi che i tedeschi l’avrebbero evacuata se le formazioni partigiane non avessero attaccato e Nenni mi disse: «Guarda, non si fa più l’insurrezione, abbiamo deciso di non correre questo rischio, tanto i tedeschi se ne vanno». Lui e Saragat rimasero lì. Ma il mio posto non era più lì. Era dove bisognava combattere i tedeschi e i fascisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, è vero che non ha amici nel campo politico?&lt;br /&gt;
No, non è vero! Ne ho molti, invece. Anche nel campo avversario. Semmai posso dire di averne un maggior numero nel campo avversario perché... Aveva ragione Gramsci quando diceva che per esser compagni non c’è bisogno d’essere amici, e si può essere amici anche senza esser compagni. «Non t’illudere, Sandro. Io ho un’esperienza in proposito.» Ce l’ho anch’io, Oriana. Con tanti compagni di partito non mantengo nessun legame affettivo, e tanti avversari invece li considero davvero amici. Gente su cui posso contare. Per esempio, ho sempre voluto un gran bene a Ignazio Silone che uscì dal partito. E ho provato affetto, oltreché enorme stima, per Antonio Gramsci. Un profondo legame l’ho avuto con Giorgio Amendola, Luigi Longo, Emilio Sereni, Giancarlo Pajetta: comunisti. E anche con Leo Valiani del Partito d’azione. Sì, sono un uomo che tiene molto alle relazioni umane. Per l’amicizia ho un culto. Glielo spiegherebbe bene mia moglie che è il mio primo amico. Infatti, se mia moglie vuol vincermi, non deve dirmi: «Tu sei mio marito». Deve dirmi: «Allora non siamo più amici, Sandro?». E qui mi lasci dire un’altra cosa, Oriana: io voglio molto bene a mia moglie. Molto bene. Carla è la mia unica fonte di serenità. Ci sposammo nel 1946, dopo essere stati per due anni compagni di lotta. E io non volevo sposarla, sa? Non volevo perché era troppo più giovane di me e un fallimento matrimoniale sarebbe stato un dramma per me. Avrebbe incrinato la mia psiche per sempre. Io non capisco quelli che si separano e vanno per la loro strada. L’altro giorno è venuto un amico carissimo e m’ha detto ridendo: «Sai, mi sono diviso da mia moglie». Ridendo! Sì! Ho sentito un brivido ghiaccio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pertini, io la mando a mangiare. Sennò sua moglie...&lt;br /&gt;
Oh, mangio così poco, io. È il segreto della mia salute. Un po’ di carne, un po’ d’insalata e via. La sera, un po’ d’insalata e basta. Non sono goloso. L’alcool non lo tocco. Se c’è un brindisi, porto il bicchiere alle labbra e non bevo. Solo quando vado in campagna prendo un goccio di vino e lo allungo con molta acqua. Piaceva a mia madre...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie, Pertini. Grazie con tutto il cuore.&lt;br /&gt;
Grazie a lei, cosa dice? Sapesse che sollievo è per me confidarmi a chi mi capisce e non mi fa arrabbiare. Un’evasione, un sollievo che mi concedo così raramente. Perché a me non piace mettermi in vetrina. Lo sanno anche quelli della televisione che mi chiamano sempre e io non ci vado mai. E poi la TV rovina gli uomini politici: meno ci si fa vedere e meglio è. Per altri mettersi in vetrina è un onore. Ma gli onori io li trovo così fastidiosi. Infatti questa carica non l’ho cercata: me l’hanno affibbiata e la tengo per un senso di responsabilità. Fare il presidente della Camera è una tale responsabilità. È più difficile che fare il presidente della Repubblica, creda. Tenere a bada seicentotrenta deputati, uh! Vi sono giorni in cui se ne esce stremati. Come in quella seduta che durò centocinque ore e alla fine mi venne un bel collasso che mise in disperazione la Carla. Ma lei è stanca, Oriana. È stanca, poverina. Si vede. Forse vuole andarsene. Vada... Ma torni, eh? Torni a farmi visita. Io spero di non averle dato impressioni sbagliate. Soprattutto nella faccenda delle amarezze e degli scoraggiamenti. Ne ho. Quando assisto a quell’ondata di reazione mondiale, ad esempio, o quando guardo a certi paesi socialisti che non hanno libertà. Mi prende un’angoscia, un dolore... E dico ma come, se in cinquant’anni di socialismo non sono stati capaci di dare la libertà, allora che socialismo è? Il socialismo non vuol dire soltanto liberarsi dal giogo delle catene economiche, vuol dire liberarsi dal giogo di ogni catena confessionale e ideologica... Però io non dispero dell’avvenire del popolo italiano, Oriana. Perché non dispero della gioventù. Io so bene che anche la mia generazione ha avuto una classe politica che ha lasciato venire in Parlamento tanti imbecilli. Tanta gente debole, fiacca, che non ha saputo resistere al fascismo. Eppure abbiamo trovato la nostra strada. La gioventù d’oggi troverà la sua strada. È una gioventù in gamba: non si lasci spaventare dagli scervellati, dagli sciagurati che si abbandonano alla violenza materiale, che a bordo delle loro spider vanno a disturbare gli operai della Mirafiori in sciopero, e definiscono crumiri i tre o quattro che sono rimasti a bada della centrale termoelettrica. Quelli son provocatori, glielo ripeto. La gran maggioranza dei giovani, creda, sta dalla parte della libertà. E si comporterà bene. Io lo so! Lo so perché sono un uomo di fede. E un uomo di fede non deve mai disperare. Deve credere sempre nell’avvenire.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/188402556919786680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2014/01/intervista-sandro-pertini-da-leuropeo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/188402556919786680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/188402556919786680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2014/01/intervista-sandro-pertini-da-leuropeo.html' title=''/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-2310416372599019844</id><published>2014-01-08T15:51:00.001+01:00</published><updated>2014-01-08T15:51:59.436+01:00</updated><title type='text'>“Canone Rai illegittimo”: parola di Corte Ue, in arrivo pioggia di disdette - Signoraggio.it</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://www.signoraggio.it/canone-rai-illegittimo-parola-di-corte-ue-in-arrivo-pioggia-di-disdette/&quot;&gt;“Canone Rai illegittimo”: parola di Corte Ue, in arrivo pioggia di disdette - Signoraggio.it&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/2310416372599019844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2014/01/canone-rai-illegittimo-parola-di-corte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2310416372599019844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2310416372599019844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2014/01/canone-rai-illegittimo-parola-di-corte.html' title='“Canone Rai illegittimo”: parola di Corte Ue, in arrivo pioggia di disdette - 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Gli ultimi 10 mesi di delibere sono una storia lucana tutta da raccontare. Oltre che dalle primarie, giudichiamo gli uomini non dalle loro promesse ma dalle loro azioni, nel caso di governanti, dai loro atti.&lt;br /&gt;
È risaputo che in quanto ad open-data la Regione Basilicata è tra le ultime d’Italia, per questo consultare le delibere regionali non è prerogativa di molti, perché diritto disatteso. Bene, vi propongo un viaggio tra delibere e strategie nazionali, un grand-tour che dovrebbe rinfrancare, invece siamo in Basilicata.&lt;br /&gt;
La Cyber Security a Maratea. Partiamo dalla delibera regionale n. 1032 del 28 agosto 2013: Accordo di Programma Quadro per contratti di reindustrializzazione. Una somma importante, 91 meuro di provenienza MiSE, per finanziare la ripresa economica di siti dichiarati inattivi, in realtà alcuni falliti o abbandonati ( che è ben altro dire ), che dovrebbero creare oltre 600 posti di lavoro. Tra le iniziativa spicca su tutti il Centro Interdisciplinare per la Cyber Security, che stando alla descrizione dovrebbe essere un centro per la guerra elettronica posto, stupendo paradosso, in località Fiumicello – Maratea, in uno stabile di proprietà regionale: il tutto nella regione meno digitale d’Italia e dopo aver sottratto questi fondi allo scorrimento graduatorie per le PMI materane. Importo 10 meuro ( fondi CIPE ) per creare un nuovo parco scientifico plasmato sulle medesime direttive da Prima Repubblica che hanno riempito la Basilicata di “carrozzoni alchemici” ove il 10% della dotazione finanziaria andava in ricerca ed il resto in personale. A questo importo è doveroso aggiungere i 10 meuro stanziati in conto capitale per la ex-Mister-Day di Atella ed i 3,4 meuro per le acque di Viggianello o fonti Zoppas, perché stranamente gli imprenditori lucani non sono più in grado di imbottigliare l’acqua della terra natia.&lt;br /&gt;
Milioni su milioni. La delibera n. 890 del 16 luglio ci illustra la destinazione dei fondi del Piot/Metapontino-Basso Sinni ove il soggetto beneficiario è l’APT che riceve 30mila euro per la partecipazione alla “Borsa del Turismo Lucano – Scanzano Jonico” quindi in loco; ed altri 30mila euro per il Piano di Comunicazione di “Basilicata Coast to Coast” più specificatamente per l’acquisto dei diritti di distribuzione del film in Francia e per il lancio dello stesso a Parigi. La n.1035 del 28 agosto assegna ad acquedotto lucano ulteriori 7milioni di euro, per: costi energetici per manovre di sollevamento, potabilizzazioni e rendimento idrico delle sorgenti. L’anno 2012 non è stato particolarmente piovoso, le interruzioni del servizio idrico sono state multiple e senza preavvisi, la bolletta lucana non è la più bassa d’Italia ed è pagata solo da alcuni lucani, perché gli altri non pagano analogamente alla Puglia ed alla Calabria che non brillano per puntualità nei pagamenti, figuriamoci l’Eni. Poi ennesimo paradosso: l’ente pubblico, la Regione, storna ulteriori erogazioni economiche ad una sua società partecipata, l’AL, storno motivato dalla bolletta energetica di AL. Come è possibile, in Basilicata, l’El Dorado italiano: AL deve chiedere ulteriori 7 meuro pubblici per il sollevamento delle acque? Ma la Società Energetica Lucana a cosa serve se non ad abbattere questi costi? E a cosa servono il petrolio ed il gas lucano se oltre all’inquinamento ci fanno rimanere intatta la dipendenza energetica regionale? E qui ci agganciamo alla delibera n.453 del 30 aprile, ove troviamo la relazione del gruppo di lavoro chiamato a svolgere un bilancio sulle società partecipate della Regione Basilicata. Una relazione alquanto soft, dove i riflettori si accendono su AL ignorando il suo debito di 160 meuro, ma sottolineando la mancata disciplina del controllo analogo sull’ente, mancante nello statuto, analogamente ad Agrobios, ma obbligatoria per legge. Non aver stabilito il meccanismo del controllo analogo, vuol dire non regolamentare la funzione di controllo del detentore pubblico sulla società partecipata, in merito a: patrimonio, indirizzi attuativi, bilancio e qualità dei servizi erogati dalle partecipate mediante la stipulazione di apposite carte dei servizi. Una carenza che potrebbe comportare sanzioni da parte della UE. Quindi nulla di tutto ciò è regolato in Basilicata, e lo vediamo sia dalla mole del debito che dalla qualità del servizio, oltre al fatto che le ATO non svolgono ancora a pieno il loro compito.&lt;br /&gt;
Il parroco chiede, la Regione risponde. Uno sguardo ai beni culturali è doveroso, ed infatti &amp;nbsp;la delibera n.1083 del 10 settembre mi ha lasciato attonito esattamente come lo stato di eterna indisponibilità della Cattedrale di Tricarico. Una delibera che assegna previo preventivo sommario e senza alcun riferimento alla Diocesi competente, 65mila euro per lavori pubblici, investendo della responsabilità dei lavori il locale parroco. Una delibera fuori da ogni legge umana e divina perché piena di lacune ed omissioni, ove un parroco chiede 95mila euro alla regione per lavori strutturali ( come se la cattedrale fosse un immobile regionale ) e ne ottiene 65mila, senza alcun altro riscontro amministrativo. Non vi è alcun documento od istanza allegata: un atto che di amministrativo non ha nulla e che puzza di assegnazione diretta. Merita uno sguardo benevolo non da parte di Dio, ma da parte della Corte dei Conti.Proprio il 10 settembre sembra sia stata una data di magica assonanza pre-primarie, infatti la delibera n.1068 rimuove un vincolo di destinazione d’uso per una struttura turistica sita a San Severino Lucano, e che attendava, guarda caso da più di 10 anni, tale soluzione. Parliamo di fondi POP 1994/99, vera archeologia burocratica che trova compimento proprio in questo periodo. Sempre il 10 settembre con la delibera n.1064, dopo 4 anni di attesa rispetto alla legislazione nazionale, si elegge l’Organismo Indipendente di Valutazione, guarda caso l’organismo che dovrebbe valutare il lavoro dei dirigenti, si dei vari: Perri dell’APT che ha cambiato il turismo in Basilicata non solo col suo lavoro ma anche con la sua breve affacciata in politica, fatta ovviamente senza le preventive dimissioni da dirigente regionale; oppure il lavoro del d.g. Viggiano che dirige ed ha diretto il settore ambiente ove fino a pochi mesi fa operava anche la rispettiva consorte; oppure il lavoro dell’ing. Cerverizzo, d.g. delle infrastrutture, rinviato a giudizio contro il quale la Regione per cui lavora si è costituita parte civile. Ovvio che nella delibera suddetta non si accenna né al curriculum dei nominati né alla tipologia retributiva prevista dal contratto: speriamo solo che i controllori già arrivati in enorme ritardo, non siano della stessa pasta dei controllati.&lt;br /&gt;
I giovani? Restano eccellenze da slogan. Onestamente mi aspettavo qualcosa in più. Ingenuamente pensavo di trovare qualche delibera che rassicurasse i 680 giovani partecipanti del reddito ponte che oggi stanno “in mezzo alla via” e che aspettano la novella illusoria convocazione, oppure qualche azione politica che rasserenasse il futuro delle giovani eccellenze del progetto G.E.L.. Questi giovani lucani inclusi nei predetti programmi sono, agli occhi della giunta in carica ( non dimissionaria perché delibera ancora su importi e questioni fondamentali ) figli di nessuno perché non hanno goduto delle corsie preferenziali battute da quella decina di giovani medici lucani che nella figliopoli sanitaria lucana hanno ben dimostrato come la divisione in classi sia attuale e cogente più che mai. In Basilicata c’è chi aspetta il BUR per conoscere concorsi e bandi, mentre c’è chi ha la linea rossa diretta col privilegio, con la possibilità di sapere in anticipo la volontà del legislatore, o meglio del monarca.&lt;br /&gt;
Tanto poi ci sono le compensazioni della Total. Tuttavia anche chi non aspetta il BUR ma va puntualmente nella rete Intranet regionale, sottolinea da sempre strani rallentamenti nel portale prima della pubblicazione delle delibere importanti: analoghi ritardi si riscontrano per la stampa e l’invio del BUR. Per fortuna almeno le critiche del Prof. Ichino ci hanno fatto risparmiare l’umiliazione di indire nuovi tirocini formativi nella P.A. a ridosso delle scadenze elettorali, tuttavia se non gli stages la strumentalizzazione ha toccato il polo materano dell’Unibas che ha goduto di lavori e pubblicità prima delle politiche del 2013 per poi tornare ad essere un aborto visivo in bella mostra ad ogni turista in ingresso da Matera Sud. Mentre la Ghizzoni e la Politex navigano in acque oscure, l’ASI dorme sonni tranquilli perché 6 milioni di euro per salvare gli stipendi di un ente morto non mancano mai. Così l’Unibas che pur non attirando gli studenti lucani ha comunque la sicurezza di un piano pluridecennale degno di un politecnico internazionale, così mentre il patrimonio storico, artistico ed archeologico regionale muore, la delibera regionale n. 812 del 3 luglio c.a., garantisce 250mila euro per un’esposizione di acquerelli ed un book fotografico perché dietro ci sono le compensazioni della Total.&lt;br /&gt;
La Basilicata getta fiumi di denaro. Del resto la Basilicata, in materia di sprechi e corruzione, è regione pilota in Italia, una nazione &amp;nbsp;che ha un dato economico e culturale vergognoso: gli italiani hanno una ricchezza privata che è quadrupla rispetto all’importo del debito pubblico, quindi l’italiano rischia, ruba e spreca nel pubblico per arricchirsi. La Basilicata getta fiumi di denaro senza avere ancora né un piano territoriale né un piano del lavoro, continuando nella più cieca schizofrenia elettorale. La Basilicata, nonostante i Quadri Strategici Nazionali o i Piani Operativi Nazionali, non è cresciuta durante la pre-crisi dimostrando totale incapacità manageriale ( mentre i petrolieri hanno approntato infrastrutture ed indotto in poco più di una legislatura regionale ), ed oggi in piena crisi non riesce a reagire. Oggi apprendo delle dimissioni dell’Assessore alle Attività Produttive, peccato che siano arrivate tardi dopo una filiera di delibere fatte ad hoc per il Lagonegrese e per compari di filiera: indimenticabili sono i 500mila euro dati poco meno di un anno fa per il turismo religioso nel Lagonegrese ed oggi si aggiunge sia lo smacco perpetrato contro le imprese materane che la prebenda regionale distribuita ai comuni amministrati dal PD.&lt;br /&gt;
Abbiamo raggiunto il fondo. La gente reagirà quando neanche su questo fondo si riuscirà più a fare clientelismo, una debacle sociale degna di uno studio alla Putnam. La Basilicata è l’unica Regione d’Italia che fa avanzare seri dubbi sulla sostenibilità economica del Titolo V. Spero che oltre a Pittella arrivino le dimissioni di Martorano per aver lasciato i nefropatici senza fondi e liste d’attesa per visite specialistiche superiori all’anno. E dulcis in fundo gradirei le dimissioni della dott.ssa Minardi che ha affossato la capacità produttiva dei fondi europei le cui ricadute produttive sono occulte. Sarebbe bello avere un bilancio chiaro e definitivo sull’Autorità di Gestione Po-Fesr, perché a mio avviso non è stato raggiunto alcun obiettivo del Piano di Valutazione, tra l’altro mai aggiornato al 2013, ed i lucani non sanno esattamente quanti fondi sono stati impegnati, quanti spesi o bloccati in attesa di verifica, quanti ritorneranno indietro e quali obiettivi di sviluppo regionale sono stati raggiunti. &amp;nbsp;(Giorgio Santoriello)&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/2771334151918809337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/09/gli-ultimi-regali-di-pittella-e-de.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2771334151918809337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2771334151918809337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/09/gli-ultimi-regali-di-pittella-e-de.html' title='Gli ultimi regali di Pittella e De Filippo'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-2354747310222941206</id><published>2013-09-01T11:49:00.000+02:00</published><updated>2013-09-01T11:49:14.236+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="basilicata"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>I nuovi quattro comuni della Basilicata</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
È ormai palese che vi siano in Basilicata quattro enclavi del capitalismo internazionale: l’Itrec – Trisaia, il Centro Oli di Viggiano, il cantiere di Tempa Rossa e Tecnoparco. Questi comuni vivono al di fuori della legge, non perché non la rispettino, ma semplicemente perché ne hanno una propria, sovranazionale, sulla quale la nostra magistratura appare intorpidita. L’Itrec – Trisaia è ormai un sito permanente per lo stoccaggio di materiale &amp;nbsp;nucleare, al centro di diverse spy-stories, mi ricorda ogni volta l’immutabile accidia dei lucani, che hanno mangiato in tanti nel piatto ENEA e per questo accettano di convivere con l’incubo nucleare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il CNEN arrivò grazie alla bulimia accentratrice democristiana, nutrita d’affarismo ed opportunismo, oggi sopravvive grazie alla stessa filiera con cui è nato, per ricordarci che i periodi di decadimento delle radiazioni saranno sempre uguali o inferiori agli effetti della Prima Repubblica. Comunque sia tutti temono ed additano l’ENEA, nessuno reagisce seriamente ed il tavolo della trasparenza è in realtà la tavolata dell’indifferenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi abbiamo il distretto dell’oro nero, che ha tolto il doppio dei posti di lavoro che ha creato. A parte le famiglie Iula, Garramone e Criscuolo, che con i loro camion stanno consumando l’asfalto dalla Val d’Agri a Tecnoparco neanche fosse un pellegrinaggio, nessun&#39;altra famiglia lucana ha avuto benefici diretti dal petrolio. In una terra assistenziale e clientelare, le compagnie petrolifere hanno ben studiato il contesto lucano, capendo semplicemente che in una terra povera di senso civico ed a bassa densità demografica, basta rilanciare poste più alte nel piatto per comprarti la gente, e così è. Le persone vedono i lori cari morire di tumore od ammalarsi eppure entrano nel centro oli a lavorare con la testa bassa, quasi fossero in un girone dantesco rassegnati a ricevere la loro pena. Di ciò che succede nel sottosuolo lucano non sappiamo niente, usano la nostra acqua, la nostra aria ed i nostri suoli e poi comprano il consenso locale adottando la tattica del “divide et impera” comprano il bisogno di 35 comuni lucani per separarli dagli altri 96, creando nuovi confini interni. Anche qui il gregge lucano continua a seguire il pastore sbagliato, ossia il denaro. Tempa Rossa prosegue ad un ritmo elvetico, infatti se la Salerno-Reggio Calabria fosse stata costruita così noi avremmo avuto già da 30 anni la strada migliore di tutto il sud-Italia. Hanno esautorato le istituzioni, la politica, i sindacati e la magistratura che sulle questione ambientali si gira dall’altra parte o stranamente arriva sempre in ritardo. Stiamo sotto lo schiaffo di ciò che era nato per far crescere l’Italia, l’ENI di Mattei, ed oggi la quota dei fondi d’investimento privati è al 30,98% del capitale sociale contro il 30,10% in mano allo Stato Italiano. Di fatto chi estrae in Basilicata non fa neanche gli interessi dell’Italia, ma di azionisti anglo-americani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dulcis in fundo il Comune di Tecnoparco. Amministrazione autonoma da quando staccatasi dalla frazione di Pisticci Scalo, ha ben pensato di svilupparsi fagocitando le vite dei lucani che vivono lì. Avete mai fatto un giro a Pisticci Scalo? Sembra un luogo fantasma alla periferia di Chelyabinsk, il decoro urbano abolito, case abbandonate e verde trascurato. Però c’è un qualcosa che sembra vivo, pulsante, mascherato dalla vegetazione e dal degrado, che cerca di nascondersi agli occhi esterni: è Tecnoparco, apparato digestivo dell’affaire petrolio lucano, ove ogni giorno, notte e festività incluse, giungono con una costanza funerea centinaia di cisterne che scaricano gli scarti dell’oro nero. Logica vorrebbe che lo scarto dell’oro sia prezioso a sua volta, ciò non vale per il petrolio, perché il suo scarto è inquinante, maleodorante e cancerogeno. Il Sindaco Di Trani ha recentemente affermato nel 2007 che su 150 decessi a Pisticci Scalo, almeno 50 sono stati tumorali, affermazione che in una regione normale, quindi non in Basilicata, avrebbe causato una reazione popolare forte. Tecnoparco è partecipata al 40% dal Consorzio Industriale – ASI, quindi dal pubblico, ma nonostante ciò nessuno sa esattamente numeri e caratteristiche dell’attività svolta all’interno di Tecnoparco, neanche fosse l’Area 51. Lascia allibiti come mentre a Pisticci paese si sogni attorno all’industria cinematografica, giù allo scalo vada in onda già un horror di successo, come dire: lontano dagli occhi, lontano dal cuore!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Basilicata si sta attuando un disegno ben preciso, inciso sulla pelle del territorio: lo sfruttamento pieno di suolo e sottosuolo accompagnato dallo svuotamento demografico. La gente emigra, la densità abitativa diminuisce, il territorio da uso agricolo sta passando in massa all’uso industriale od energetico. Abbiamo un ingiustificabile assalto dell’eolico, il rinascere delle biomasse e degli inceneritori guarda caso in punti soggetti a forte spopolamento come recentemente accaduto per la centrale di Stigliano, e tutto questo per cosa? A chi serve tutta questa energia se la regione si spopolerà pesantemente anche quest’anno? Quali nuove iniziative industriali necessitano di forniture energetiche se l’unica iniziativa in &amp;nbsp;essere è solo quella estrattiva? L’energia lucana serve a Puglia e Campania, o anche a qualcun altro?. Rifiuti ed estrazioni/stoccaggio saranno il futuro ideale per una terra spopolata e povera di senso civico. Alcuni sindaci lucani, come quello di Anzi, hanno meritoriamente deliberato contro le attività estrattive nel loro comune dopo però chiedono posti di lavoro a Tempa Rossa per i loro cittadini; oppure altri hanno seri problemi sanitari dovuti alle attività industriali e non chiedono priorità per ambiente e salute ma compensazioni o royalties per curare il cadavere non il malato. Se non viviamo da fratelli moriremo da soli, come stolti, per questo in Basilicata tanti si lamentano ma nessuno reagisce, e cerca di svilupparsi a spese del vicino, perché il popolo lucano non esiste e la Basilicata è (era) solo un bella espressione geografica. Sta anche alle nuove generazioni reagire, a tutti quei giovani che qui non hanno prospettive perché il paese è stato prosciugato da ogni possibilità, e sono loro a non avere nulla da perdere, perché il clientelismo ha sempre meno da distribuire, e la crisi economica aumentando il bisogno del singolo aumenterà anche la consapevolezza delle fortissime discriminazioni sociali interne alla Basilicata. C’è bisogno di dignità perché la Basilicata è minacciata nelle sue fondamenta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di Giorgio Santoriello&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/2354747310222941206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/09/i-nuovi-quattro-comuni-della-basilicata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2354747310222941206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2354747310222941206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/09/i-nuovi-quattro-comuni-della-basilicata.html' title='I nuovi quattro comuni della Basilicata'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-7244460683282063971</id><published>2013-08-31T13:11:00.000+02:00</published><updated>2013-08-31T13:11:16.837+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="religione"/><title type='text'>Educare alla custodia è educare alla vita</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
Giornata del Creato, famiglia centrale&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Educare alla custodia è educare alla vita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
«Viviamo in un giardino affidato alle nostre mani», ricordarlo è difendere la vita stessa, è rendere grazie al Signore del creato. Un impegno che riguarda ogni uomo e che obbliga il credente a dare ragione della propria fede amando e custodendo ciò che gli è stato dato in consegna. Custodire piuttosto che salvaguardare, il passaggio non è da poco, parola nuova e antica scelta dai Vescovi nel messaggio per l’ottava giornata del creato: &quot;La famiglia educa alla custodia del creato&quot;. Custodire più che salvaguardare, rimando alla pagina biblica dell’origine: l’universo e il mondo, l’uomo e le creature, tutte sono famiglia di Dio. Custode è l’uomo e, nella missione che gli è stata affidata, il suo ruolo non è di padrone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Coltivare la terra, proteggerla, difenderla (cf. Gn 2,15) è dare spazio all’armonia del dialogo con i diversi vissuti, non solo è affondo di aratro e tenuta di briglie ma è dialogo intraumano. È permettere all’uomo, difendendo il suo ambiente vitale, di restare tale. Per questo da tempo il Magistero della Chiesa lega imprescindibilmente l’ecologia ambientale all’ecologia umana e tenta di far passare nella pastorale dell’annuncio, nella catechesi e nella formazione adulta della comunità cristiana che la salvezza del creato, la sua tutela, è questione non secondaria, ma di fede: credere in Dio è amarlo in ciò che ci dona. Tema che rende fecondo il dialogo ecumenico perché il punto di partenza di ogni dialogo è ciò che interessa l’uomo, il suo vissuto quotidiano, e diventa anche straordinario annuncio di Vangelo con nuovo linguaggio per parlare fuori dal tempio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Papa Francesco, nell’ultima giornata dell’ambiente, affermava: «Custodire il creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino… Noi, invece, siamo guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare». La lotta per la bellezza, per conservare intatta l’opera di Dio, si è dimostrata titanica: l’uomo deve lottare perfino contro un perfido ingranaggio di autodistruzione messo in moto dagli egoismi più perniciosi. Lotta quotidiana che si aggiunge a quella che deve mettere in atto per la difesa del creato. I cieli e i mari ridotti a immondezzai: piogge acide, inquinamento atmosferico, rifiuti tossici aggrediscono ogni giorno il giardino di Dio. Gli animali della terra, compagni di viaggio dell’uomo, seviziati in ogni modo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La bramosia di potere che ha creato le mille Babele dell’incomprensione ha ridotto il mondo in spazzatura. E come conseguenza di tutto questo i custodi sono diventati gli avidi soppressori delle cose che avrebbero dovuto custodire. E tra di loro si è organizzata un’aspra contesa di chi ha più diritti, di chi deve avere più spazi, di chi deve possederne più parti, di chi deve appropriarsi di più beni. La più bella delle creature, imbastardita dalla bruttezza dell’avidità, rischia di perdere i connotati dell’umanità che rimanda ai tratti del divino. Tuttavia, la speranza di salvare il mondo non è persa: lottare per un mondo diverso è possibile partendo dalla famiglia. Il dovere più cocente di ogni genitore è educare, è passare il testimone della propria storia, quello dei figli di rilanciarlo nel futuro. Educare alla custodia del creato è educare alla vita stessa. Percorso faticoso, ma esaltante, che vede insieme diverse generazioni a riscoprire la bellezza del creato nella gratuità come libertà in tempo di odiose schiavitù, la reciprocità che permette di sentirsi parte e disponibili all’incontro in tempo di contrapposizioni violente, riparazione dal male che si oppone a ogni fatalistica rassegnazione che il mondo non possa cambiare. La famiglia protagonista di rinnovata avventura, la famiglia, speranza e futuro per la società italiana, come ribadirà la 47ª Settimana Sociale dei cattolici italiani a Torino, la Chiesa, famiglia di famiglie, per ricordare al mondo che solo insieme possiamo rendere bella la nostra straordinaria casa.&lt;br /&gt;
​​&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di Gennaro Matino, da Avvenire&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/7244460683282063971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/educare-alla-custodia-e-educare-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7244460683282063971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7244460683282063971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/educare-alla-custodia-e-educare-alla.html' title='Educare alla custodia è educare alla vita'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-3130281390164964077</id><published>2013-08-03T07:56:00.000+02:00</published><updated>2013-08-03T07:56:38.061+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="basilicata"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nucleare"/><title type='text'>Cinquant&#39;anni di fughe radioattive</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Sono tempi difficili, questi!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Forse sono così complessi da rendere impossibile una corretta e compiuta informazione. Oppure è vero il contrario, mancando l&#39;informazione diventa difficile esercitare la sovranità popolare e quando il gatto non c&#39;è...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Stai a vedere che adesso il problema delle scorie nucleari depositate da cinquant&#39;anni nel centro Itrec presso l&#39;Enea di Rotondella (Mt) è causato dallo &quot;scoop&quot; di due giornalisti che, su una strada statale hanno visto e fotografato un convoglio di camionette, auto della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza mentre scortavano un autotreno con a bordo materiale radioattivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;I cinquant&#39;anni pregressi, le fughe radioattive, le centinaia di barili di terreno contaminato, i serbatoi decrepiti perché progettati per durare 20 anni (scaduti trent&#39;anni fa) contenenti i residui corrosivi e radioattivi, le 64 barre di combustibile esausto raffreddate ad acqua prelevata dal mare e scaricata nel mare di Rotondella per ventiquattr&#39;ore al giorno da oltre quarant&#39;anni, sono tutte bazzecole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Nessuno risponde di questo e nessuno pagherà per questo scempio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Adesso, le frasi ignoranti del senatore Petrocelli e quelle subdole del Viceministro Bubbico, puntano il mirino sui giornalisti, rei di camminare sulla&amp;nbsp;statale Jonica con gli occhi aperti, rei di aver detto ai lucani ed a qualche malcapitato pugliese che un carico nucleare passava davanti alle loro case senza che ne sapessero nulla. Senza che nemmeno i sindaci fossero stati avvisati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;E se quell&#39;autotreno fosse caduto in una cunetta? E se si fosse incendiato? E se l&#39;autista avesse avuto un colpo di sonno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Nulla di tutto questo è accaduto, come chissà quanti autobus irregolarmente revisionati circolano per le strade senza finire in una scarpata causando 38 morti. E questo giustifica la leggerezza con cui il Ministero dell&#39;Interno ha operato? Questo giustifica il rischio di 300 agenti delle Forze dell&#39;Ordine che sarebbero corsi a soccorrere un eventuale incidente lasciandoci le penne?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Quello che due giornalisti hanno visto passare per la pubblica strada ed hanno raccontato, potrebbe, nientemeno, indurre gli &quot;americani&quot; a non riprendersi il materiale nucleare che hanno prodotto e trasportato nell&#39;Itrec; l&#39;ha detto il viceministro Filippo Bubbico. Ha messo un carico da cento sulla testa dei due giornalisti. Quello che per cinquant&#39;anni non ha&amp;nbsp;saputo&amp;nbsp;fare&amp;nbsp;la politica e lui stesso, che per almeno venti è stato figura apicale in Basilicata, adesso non si potrà fare a causa di due giornalisti che hanno raccontato un irresponsabile &quot;trasporto&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Cosa vuole, Bubbico, aizzare gente esasperata contro due onesti giornalisti? Cosa cerca Petrocelli, il riscatto per non essere stato lui (che è pagato per servire il popolo) l&#39;artefice della denuncia pubblica?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Abbiamo raccontato il trasporto pochi minuti dopo che si era concluso, quando cioè si trattava di un fatto e non di voci o supposizioni. Noi giornalisti, caro cittadino senatore, raccontiamo i fatti e non le chiacchiere, nemmeno quelle di chi pretende di possedere una &quot;morale superiore&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Ed i fatti, per essere raccontati, necessitano di accadere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;I nostri parlamentari, i parlamentari lucani (cittadini e non), hanno fatto solo chiacchiere. Le chiamano interrogazioni parlamentari, ma sono solo parole al vento. Tant&#39;è che ricevono in risposta altre chiacchiere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #ffd966; color: #cc0000; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Andiamoci dentro all&#39;Itrec&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Andiamo a vedere con i nostri occhi di&amp;nbsp;parlamentari e di giornalisti.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Metteteci anche voi il culo in questa sporca vicenda, come abbiamo fatto noi la notte del trasporto; mentre voi, come tanti ignari cittadini, dormivate.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Alla domanda fondamentale dovete rispondere voi parlamentari e non altri. Voi parlamentari Lucani:&lt;span style=&quot;background-color: #ffe599; color: #990000; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&quot;qual&amp;nbsp;è lo stato dei serbatoi di poltiglia radioattiva (residuo del riprocessamento delle barre di combustibile)?&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Delle tante domande che pure meritano risposta, questa ci sembra la più attuale ed urgente. L&#39;abbiamo posta nel 2007, ripetuta in questi giorni e non ci accontenteremo di risposte &quot;per sentito dire&quot;. Vogliamo vedere con i nostri occhi.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Perché, cari parlamentari, i nostri cari, i nostri figli e la nostra gente di queste amenità potrebbe morire!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: #ffd966; color: #cc0000; font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Propongo che tutti i parlamentari lucani, lunedì 5 agosto con tutti i giornalisti lucani, si rechino ai cancelli del centro Itrec per visitare i serbatoi di cui innanzi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Attendo adesioni con una sola avvertenza:&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;background-color: #f1c232; color: #cc0000; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;chi non sarà presente, deve smettere di rompere i coglioni!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Viva la Lucania&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, sans-serif; font-size: 1.1em; line-height: 1.65em; margin-bottom: 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Viva l&#39;Italia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h2 style=&quot;color: #29303b; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, Times, serif; font-size: 1.7em; font-weight: lighter; line-height: 1.2em; margin: 0px 0px 10px; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: blue; font-size: xx-small; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;di Nicola Piccenna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/3130281390164964077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/cinquantanni-di-fughe-radioattive.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/3130281390164964077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/3130281390164964077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/cinquantanni-di-fughe-radioattive.html' title='Cinquant&#39;anni di fughe radioattive'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-6262662474442058180</id><published>2013-08-02T16:52:00.000+02:00</published><updated>2013-08-02T16:52:24.677+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Con papa Francesco anche la politica torna all’essenziale</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Con papa Francesco anche la politica torna all’essenziale. O, meglio, a ristabilire sani rapporti tra mondo cattolico e potere istituzionale. A cominciare dalla Chiesa che dovrà essere più profetica, povera e vicina ai poveri, piuttosto che diplomatica e timorosa di dar fastidio ai potenti.&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Papa Francesco ha chiesto ai vescovi d’essere meno burocrati e più pastori,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;di stare in mezzo alla gente e avere addosso l’odore delle pecore, per testimoniare la misericordia di Dio più che la bontà degli accordi politici. Così da non essere più una stampella a sostegno di governi che hanno devastato l’etica pubblica, corroso le coscienze e spaccato il mondo cattolico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Non assisteremo più - per lo meno si spera – a competizione estenuanti tra vertici ecclesiali per aggiudicarsi il rapporto diretto con le istituzioni italiane, quasi fosse una questione di primaria e vitale importanza per la missione della Chiesa.&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Con papa Francesco finisce il tempo dell’ingerenza diretta nella politica,&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;che deve tornare a essere il terreno proprio dei fedeli laici, adulti e maturi nella fede, fedeli al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa. Non è più tempo di supplenza e di protagonismo politico nel tessere sotterranee trame e intese, che alla lunga si rivelano un vero boomerang a scapito dell’annuncio del Vangelo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Già papa Woytjla, nel convegno ecclesiale di Palermo nel 1995, affermava con chiarezza: “La Chiesa non deve e non intende coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito, come del resto non esprime preferenza per l’una o l’altra soluzione istituzionale o costituzionale, che sia rispettosa dell’autentica democrazia”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Spetta, quindi, al laicato cattolico affrancarsi da tutele&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;che, in questi anni, l’hanno tenuto in stato di inferiorità e immaturità, e assumersi la responsabilità diretta dell’impegno politico, in vista del bene comune, testimoniando i valori evangelici in una società pluralista, secolarizzata e multietnica. E trovare, nel dialogo con tutti, il più ampio consenso democratico per una convivenza più civile, giusta e solidale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Alla Chiesa, invece, spetta il giudizio morale su modelli sociali&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;che non hanno a fondamento la dignità della persona e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, al di là del colore della pelle e della provenienza. Con più coraggio e profezia. Il suo compito è al di sopra delle parti, è sul piano dei valori e del pre-politico. Soprattutto è suo compito specifico la formazione delle coscienze.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Dopo il fallimento dell’assise di Todi e per contrastare la loro crescente insignificanza,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;i cattolici sono chiamati a ritrovare una nuova via&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;che li renda protagonisti e non più gregari mal sopportati in ogni schieramento. L’Italia ha estremo bisogno di un progetto lungimirante per il futuro dei giovani e delle famiglie, che si fondi su solide basi etiche, prima che il Paese si sbricioli del tutto. Purtroppo, vent’anni di contiguità con il berlusconismo hanno intaccato il primato morale della Chiesa e minato la credibilità del mondo cattolico. Per fortuna, ora riscattate e rilanciate da papa Francesco, nel nome del Vangelo e non della politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Di Don Antonio Sciortino, da Famiglia Cristiana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/6262662474442058180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/con-papa-francesco-anche-la-politica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/6262662474442058180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/6262662474442058180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/con-papa-francesco-anche-la-politica.html' title='Con papa Francesco anche la politica torna all’essenziale'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-8715268827108281252</id><published>2013-08-02T16:25:00.003+02:00</published><updated>2013-08-02T16:25:50.204+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="alimentazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="benessere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="salute"/><title type='text'>Semi di finocchio: 10 straordinari benefici per la salute</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot;&gt;Semi di finocchio: 10 straordinari benefici per la salute&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot;&gt;I semi di finocchio (Foeniculum vulgare) sono considerati una spezia da utilizzare in cucina per arricchire di sapore i nostri piatti e come ingredienti nella preparazione casalinga di pane, crackers e grissini. Sono ottimi anche per guarnire i pretzel. Il loro sapore è piuttosto dolce e ricorda quello dell&#39;anice. A scopo curativo vengono&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; color: #333333; display: inline; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot;&gt;utilizzati soprattutto per la preparazione di tisane adatte a ridurre i gonfiori e a stimolare la diuresi. Quali sono i benefici per la salute dei semi di finocchio? Ecco i principali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Prevenzione del cancro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli antiossidanti presenti nei semi di finocchio possono contribuire a ridurre il rischio di cancro associato con i danni provocati dai radicali liberi alle cellule e al Dna. Inoltre sono considerati un alleato per la prevenzione del cancro al colon, in quanto essi contribuiscono, insieme alle fibre vegetali, alla rimozione delle tossine dall&#39;intestino, preservandone la salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Proprietà antinfiammatorie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli antiossidanti presenti nei semi di finocchio non sono soltanto utili nella prevenzione del cancro, ma vengono ritenuti salutari per l&#39;organismo per via delle loro proprietà antinfiammatorie. Il loro impiego potrebbe essere utile nel trattamento di disturbi come l&#39;artrite e il morbo di Crohn, due malattie autoimmuni, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche scientifiche per poterne dare conferma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Contenuto di fibre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I semi di finocchio sono ricchi di fibre. Le fibre sono presenti unicamente negli alimenti vegetali e sono assenti nei cibi di origine animale. L&#39;esempio più lampante in proposito è la carne. Le fibre sono fondamentali per favorire il transito degli alimenti di cui ci nutriamo lungo l&#39;intestino e per permettere l&#39;eliminazione delle tossine. Le fibre, in generale, sono utili per migliorano la digestione. 100 grammi di semi di finocchio contengono il 150% della dose giornaliera raccomandata di fibre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Colesterolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;accumulo di colesterolo nelle arterie e l&#39;aumento della sua produzione da parte del fegato è una delle principali cause di patologie come ictus, infarto e ipertensione. Il colesterolo può essere tenuto sotto controllo grazie ad un&#39;alimentazione ricca di cibi vegetali e quindi di fibre.Le fibre contenute nei semi di finocchio riducono le possibilità di accumulo del colesterolo sulle pareti delle arterie e prevengono così le patologie cardio-circolatorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Pressione alta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste un sale minerale fondamentale nella regolazione della pressione sanguigna. Si tratta del potassio, una sostanza presente in numerosi alimenti vegetali, compresi i semi di finocchio. Il potassio contribuisce a mantenere stabile la pressione sanguigna e, di conseguenza, a regolare il battito cardiaco. 100 grammi di semi di finocchio contengono 1694 milligrammi di potassio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Proprietà diuretiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I semi di finocchio presentano proprietà diuretiche e drenanti. Per questo motivo vengono utilizzate per la preparazione di tisane che possono favorire la diuresi, oltre che attenuare i gonfiori addominali. La tisana viene preparata sotto forma di infuso, lasciando riposare in 200 millilitri d&#39;acqua bollente per 10 minuti 1 cucchiaino di semi di finocchio, per poi filtrare e bere senza dolcificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Proprietà antiossidanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I semi di finocchio sono ricchi di flavonoidi. Si tratta di un gruppo di antiossidanti ritenuto in grado di ridurre lo stress ossidativo dell&#39;apparato cardio-circolatorio e di proteggere l&#39;organismo dai danni neurologici. I flavonoidi contribuiscono inoltre a prevenire l&#39;invecchiamento precoce, contrastando i radicali liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i class=&quot;_4-k1 img sp_er534k sx_8b711f&quot; style=&quot;background-image: url(https://fbstatic-a.akamaihd.net/rsrc.php/v2/y4/r/8ejVUcUqZKI.png); background-position: -17px -628px; background-repeat: no-repeat no-repeat; background-size: auto; display: inline-block; height: 16px; vertical-align: -3px; width: 16px;&quot;&gt;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Digestione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I semi di finocchio contribuiscono a migliorare la digestione. Le proprietà digestive di questi piccoli semi sono note ormai da secoli e vengono sfruttate dalle medicine popolari soprattutto per la preparazione di tisane e di decotti da bere a fine pasto per rendere la digestione meno lunga e pesante. Le tisane di finocchio sono di solito considerate adatte come rimedio naturale digestivo anche per i bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Fonte di calcio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I semi di finocchio sono una ricca fonte di calcio, da tenere in considerazione anche se se ne consumano piccole quantità. Il calcio è presente in numerosi alimenti vegetali, compresa la frutta secca, come le mandorle, le verdure a foglia verde, come gli spinaci, e i semi, con particolare riferimento al sesamo. 100 grammi di semi di finocchio contengono il 120% della dose giornaliera raccomandata di calcio, ne contengono infatti 1196 milligrammi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) Globuli rossi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La produzione di globuli rossi da parte del nostro organismo viene favorita dai cibi che introduciamo attraverso l&#39;alimentazione. I semi di finocchio presentano un elevato contenuto di rame, un minerale fondamentale per la formazione delle cellule del sangue, con particolare riferimento ai globuli rossi. 100 grammi di semi di finocchio contengono 1067 milligrammi di rame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Marta Albè, fonte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/11038-semi-finocchio-benefici&quot; rel=&quot;nofollow nofollow&quot; style=&quot;color: #3b5998; cursor: pointer; text-decoration: none;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.greenme.it/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class=&quot;word_break&quot; style=&quot;display: inline-block;&quot;&gt;&lt;/span&gt;mangiare/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class=&quot;word_break&quot; style=&quot;display: inline-block;&quot;&gt;&lt;/span&gt;alimentazione-a-salute/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class=&quot;word_break&quot; style=&quot;display: inline-block;&quot;&gt;&lt;/span&gt;11038-semi-finocchio-benefi&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class=&quot;word_break&quot; style=&quot;display: inline-block;&quot;&gt;&lt;/span&gt;ci&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/8715268827108281252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/semi-di-finocchio-10-straordinari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/8715268827108281252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/8715268827108281252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/semi-di-finocchio-10-straordinari.html' title='Semi di finocchio: 10 straordinari benefici per la salute'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-5953227032652931904</id><published>2013-08-01T13:12:00.001+02:00</published><updated>2013-08-01T13:12:21.966+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Dieci  consigli per capire le menzogne che ci dicono</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px;&quot;&gt;Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin-bottom: 1em; outline: none;&quot;&gt;
Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Open Sans&#39;, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 22px; outline: none;&quot;&gt;&lt;br style=&quot;outline: none;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;outline: none;&quot; /&gt;Leggi il resto:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta#ixzz2aiNRNDqG&quot; style=&quot;color: #003399; outline: none; text-decoration: none;&quot;&gt;http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta#ixzz2aiNRNDqG&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/5953227032652931904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/dieci-consigli-per-capire-le-menzogne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/5953227032652931904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/5953227032652931904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/08/dieci-consigli-per-capire-le-menzogne.html' title='Dieci  consigli per capire le menzogne che ci dicono'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-3474694318421305646</id><published>2013-07-24T15:46:00.001+02:00</published><updated>2013-07-24T15:47:59.772+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;di Simonetta Fiori, da Micromega&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Perché mi applaudono nelle piazze e nei teatri? In questi anni ho continuato a parlare di eguaglianza, lavoro, solidarietà, dignità. Sì, ho detto delle cose di sinistra, che nel grande silenzio della politica ufficiale hanno provocato un investimento simbolico inaspettato. Una reazione che naturalmente lusinga, ma mi crea anche qualche imbarazzo». Il nuovo papa della sinistra «altra» — quella dei diritti, dei beni comuni, della Costituzione e della rete — ci riceve in una stanzetta della Fondazione Basso, a pochi passi dai palazzi della politica che ha sempre frequentato da irregolare. Ottant’anni compiuti di recente, giurista insigne con esperienza internazionale, Stefano Rodotà ha una biografia che racconta un pezzo importante di sinistra eterodossa. Una storia lunga che dice moltissimo sull’oggi, sulle partite vinte e su quelle perdute.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;In molti, anche tra i suoi antichi compagni di battaglia, sostengono che la distinzione tra destra e sinistra non ha più senso.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«È una vecchia storia, che risale ai tempi di Laboratorio politico, la rivista che nei primi anni Ottanta facevamo con Tronti, Asor Rosa e Cacciari. Non ero d’accordo allora, e oggi mi arrabbio ancora di più. Cosa vuol dire che non c’è più distinzione? Vuol dire che dobbiamo essere i fautori della pacificazione? La distinzione esiste, ed è marcata: sia sul piano storico che su quello teorico. Chi non la vuole vedere mi suscita una profonda diffidenza politica».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Proviamo a indicare qualche punto essenziale di distinzione.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Un principio inaccettabile per la sinistra è la riduzione della persona a homo oeconomicus, che si accompagna all’idea di mercato naturalizzato: è il mercato che vota, decide, governa le nostre vite. Ne discende lo svuotamento di alcuni diritti fondamentali come istruzione e salute, i quali non possono essere vincolati alle risorse economiche. Allora occorre tornare alle parole della triade rivoluzionaria, eguaglianza, libertà e fraternità, che noi traduciamo in solidarietà: e questa non ha a che fare con i buoni sentimenti ma con una pratica sociale che favorisce i legami tra le persone. Non si tratta di ferri vecchi di una cultura politica defunta, ma di bussole imprescindibili. Alle quali aggiungerei un’altra parola-chiave fondamentale che è dignità».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Una parola molto presente nella tradizione cattolica.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«In parte viene da lì. E qui ho dovuto rivedere alcuni miei giudizi giovanili insofferenti al personalismo cattolico, che lasciò una forte traccia sulla Costituzione. Ma la dignità è anche legata al tema del lavoro. C’è un passaggio essenziale della Carta, l’articolo 36, che stabilisce che la retribuzione deve garantire al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La nostra Costituzione, insieme a quella tedesca, rappresentò l’unica vera novità del costituzionalismo del dopoguerra. Noi con il lavoro, i tedeschi con l’inviolabilità della dignità umana, principio reso necessario dai crimini del nazismo».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Le uniche due novità provenivano dai paesi sconfitti?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Sì, Italia e Germania avvertivano più degli altri il bisogno di uscire da un mondo tragico per rifondarne uno radicalmente diverso ».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;In fase costituente, il giurista Costantino Mortati tentò di introdurre una distinzione tra diritti civili e diritti sociali, tra quelli che non hanno un costo e quelli vincolati alle risorse dello Stato, quindi garantendo a priori i primi e impegnando lo Stato a trovare le risorse per i secondi, ma senza assicurarne il pieno godimento. Poi prevarrà un’altra interpretazione, che include i diversi diritti in un’unica categoria. Interpretazione che alcuni oggi vorrebbero rivedere.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Due obiezioni essenziali. Primo: il ritenere questi diritti indivisibili non è un principio sovversivo, ma viene sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Secondo: esso vale come vincolo nella ripartizione delle risorse. Dire che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro mi costringe a tenerne conto quando distribuisco le voci di bilancio. Lo so che la salute costa, ma quando l’articolo 32 mi dice che è un diritto fondamentale, la politica non può prescinderne. E venendo alla formazione, se la scuola pubblica è un obbligo per lo Stato, finché io non ne ho soddisfatto tutti i bisogni, alla scuola privata non do niente. Troppo brutale?».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;No, molto chiaro.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«È evidente che il welfare va rivisto sulla base delle risorse, ma chi agita la bandiera dei “diritti che costano” mi sembra voglia liberarsi dell’ingombrante necessità di discutere di politiche redistributive. Spesso sono gli stessi che dicono che non c’è distinzione tra destra e sinistra».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Lei cominciò nelle file radicali.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«No, in realtà esordii nell’Unione goliardica italiana, che era il movimento giovanile universitario. Lì è cominciata la mia storiella da cane sciolto. Lettore del Mondo ma insofferente alle chiusure anticomuniste di Pannunzio. Compagno di viaggio dei radicali, ma allergico all’autoritarismo di Pannella. Poi molto vicino al Psi guidato da De Martino, ma pronto a litigare con un arrogantissimo Craxi divenuto vicesegretario. Infine nella Sinistra Indipendente, che però era irregolare di suo. Non sono mai stato intrinseco a nessun partito. L’unico mio punto fermo sono stati i diritti».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;La «storiella da cane sciolto» ha a che fare con la mancata elezione a presidente ella Repubblica?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Forse sì, ed è per questo che non ci ho mai creduto. A un certo punto ho avvertito la necessità di metterci la faccia per impedire quello che poi è successo: le larghe intese e la pacificazione nazionale».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;L’hanno accusata da sinistra di aver dato una sponda ai grillini.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Semplicemente puerile. Era stato Bersani a cercare per primo l’intesa con loro, e allora mi apparve la cosa giusta».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Ma i Cinquestelle sono di sinistra?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Non è facile rispondere. Dentro il movimento ho trovato dei contenuti che si possono riferire a una cultura di sinistra: diritti, ambiente, beni comuni. Ma quando s’è trattato di dare uno sbocco parlamentare a queste idee è arrivato l’alt di Grillo».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Che è tra quelli che dicono che non c’è distinzione tra destra e sinistra.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Appunto. Non è di sinistra. Ma ha saputo intercettare un desiderio di cambiamento diffuso nella società civile. L’ha interpretato sul piano della protesta, però non ha saputo dargli una traduzione politica, con l’effetto di sterilizzarlo ».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Perché il Pd non l’ha sostenuta nelle elezioni presidenziali?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«È un partito dall’identità debole, gli è parso troppo arrischiato affidarsi a una personalità fuori dalle righe. Sì, capisco che la scelta di fare una trattativa con i grillini avrebbe richiesto un po’ di azzardo. Ma il cambiamento richiede coraggio. E la sinistra è cambiamento».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Nessun risentimento?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«No, il mio giudizio è esclusivamente politico: hanno sbagliato nel rinunciare alla strada del cambiamento. E hanno sbagliato nel silurare Prodi. Quando seppi che Romano era il nuovo candidato del Pd, feci subito una dichiarazione pubblica in cui mi dicevo pronto al passo indietro. Sul treno per Reggio Emilia mi chiamò lui dal Mali. “Come mi dispiace Stefano, noi così amici e ora contrapposti”. Quando gli dissi del mio passo indietro, lui mi ringraziò per avergli tolto un peso».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;Che effetto le fa essere acclamato in piazza come il nuovo papa rosso?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #efefef; color: #393939; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;&quot;&gt;«Sono un po’ imbarazzato, e non so come uscirne. Naturalmente sono grato a tutte queste persone. Però il problema della sinistra non può stare sulle mie spalle. Dalle manifestazioni sulle leggi-bavaglio a quelle delle donne, dalle piazze studentesche al referendum sull’acqua, esiste un’altra sinistra che la politica istituzionale si ostina a non vedere. Intorno a questo mondo è possibile costruire».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/3474694318421305646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/perche-mi-applaudono-nelle-piazze-e-nei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/3474694318421305646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/3474694318421305646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/perche-mi-applaudono-nelle-piazze-e-nei.html' title=''/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-2271945881721620988</id><published>2013-07-20T13:21:00.000+02:00</published><updated>2013-07-20T20:55:20.641+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="religione"/><title type='text'> I CATTOLICI IN POLITICA:  PRESENTI OVUNQUE, IRRILEVANTI DAPPERTUTTO</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Le recenti polemiche sul silenzio dei cattolici, soprattutto quelli di destra, dopo le critiche dell’onorevole Cicchitto a papa Francesco sul viaggio a Lampedusa, hanno evidenziato ancor più la sudditanza e l’irrilevanza dei cattolici nelle vicende italiane&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;, il loro scarsissimo coraggio e l’infinita distanza che li separa dalla dottrina sociale della Chiesa. In questi ultimi decenni siamo passati dalla democristiana “balena bianca” a un indistinto “bianco pesciolino” in via di estinzione. I cattolici, ovunque schierati, sono diventati l’appendice di altre formazioni politiche. O, peggio, una loro stampella, se non addirittura la “foglia di fico” a coprire vergognosi provvedimenti xenofobi, attacchi alle istituzioni dello Stato, leggi ad personam e comportamenti immorali, mossi più da ragioni di potere legate a Machiavelli che ispirati al Vangelo. Nonostante alcuni abbiamo conquistato o “implorato” una poltrona ministeriale (vedi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Virginio Rotondi&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;, ex “ministro del nulla”), i politici cattolici sono tuttora afoni e insignificanti in entrambi i poli: poco considerati a destra e mal sopportati a sinistra. Comunque, non più protagonisti, ma gregari e portatori d’acqua. E anche servili verso un leader populista con una concezione padronale e aziendale della democrazia e delle istituzioni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;In più occasioni, non hanno mostrato neanche un briciolo di orgoglio e dignità personale, come quando hanno difeso la doppia morale di Berlusconi o votato per Ruby nipote di Mubarak. Così hanno contribuito&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;a scrivere una delle più squallide pagine del Parlamento italiano. Da Todi in poi, nell’autunno di due anni fa, i cattolici erano tornati a incontrarsi e dibattere, accendendo la speranza di un loro significativo “rientro” nella politica italiana, sempre più eticamente degradata e distante dagli interessi della gente e dal bene comune. Ma si sono subito smarriti, tra divisioni, incomprensioni e protagonismi personali e di gruppo. Un fuoco di paglia di brevissima durata, una grande occasione mancata. &amp;nbsp;Il bipolarismo ha reso i cattolici non solo poco incisivi nella vita del Paese, ma li ha spaccati in due fronti contrapposti: quelli che difendono la vita e quelli che difendono la solidarietà, come se i valori fossero tra loro inconciliabili. Mai una volta che i cattolici schierati a destra abbiano alzato la voce a difesa dei valori sociali e della solidarietà. E lo stesso a sinistra sui temi della bioetica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot; /&gt;
&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;L’unità dei cattolici va ritrovata sui “contenuti” prima ancora che sul “contenitore”, senza abdicare alla propria identità cristiana per una poltrona o un “piatto di lenticchie”. E senza assoggettare il Vangelo alla&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;disciplina di partito e agli ordini di scuderia. Se in questi anni i politici cattolici avessero ispirato i loro comportamenti alla dottrina sociale della Chiesa &amp;nbsp;con lo stesso zelo con cui hanno diffuso il “verbo berlusconiano”, oggi l’Italia sarebbe senz’altro migliore, più solidale e con più equità sociale. Anche l’ultima infornata di cattolici in politica, come&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Andrea Olivero&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;ex presidente Acli,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Mario Marazziti&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;ex portavoce di Sant’Egidio,&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ernesto Preziosi&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;ex vice direttore nazionale dell’Azione cattolica sono già sulla strada dell’insignificanza politica totale. Per non dire del ministro&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;Mario Mauro&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;che eccelle solo per eccesso di zelo nella difesa dei cacciabombardieri F-35 e per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;aver “armato la pace”. Al Paese manca un grande progetto unitario dei cattolici italiani. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; line-height: 18px;&quot;&gt;di Antonio Sciortino, da Famiglia Cristiana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/2271945881721620988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/la-sudditanza-e-lirrilevanza-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2271945881721620988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2271945881721620988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/la-sudditanza-e-lirrilevanza-dei.html' title=' I CATTOLICI IN POLITICA:  PRESENTI OVUNQUE, IRRILEVANTI DAPPERTUTTO'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-1788314819151670150</id><published>2013-07-16T08:36:00.000+02:00</published><updated>2013-07-16T08:36:31.250+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="alimentazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="benessere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="salute"/><title type='text'>Antiossidanti naturali: 10 cibi contro i radicali liberi e l’invecchiamento</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h2 style=&quot;background-color: white; border: 0px; clear: both; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin: 0px 0px 0.8125em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Antiossidanti naturali: 10 cibi contro i radicali liberi e l’invecchiamento&lt;/h2&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Sentiamo parlare spesso degli&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;antiossidanti&lt;/strong&gt;. Che cosa sono? Si tratta di sostanze presenti in numerosi alimenti, che aiutano l’organismo a contrastare i&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;radicali liberi&lt;/strong&gt;, a prevenire l’invecchiamento e a mantenere i tessuti sani.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Gli&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;antiossidanti,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con particolare riferimento a&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;polifenoli e flavonoidi,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;proteggono la salute degli occhi e la vista, migliorano la circolazione e favoriscono il benessere del cuore e dei vasi sanguigni. Ecco alcuni degli&amp;nbsp;alimenti più ricchi di antiossidanti.&lt;/div&gt;
&lt;h3 style=&quot;background-color: white; border: 0px; clear: both; color: #373737; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 10px; font-weight: inherit; letter-spacing: 0.1em; line-height: 2.6em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;1) KIWI&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il kiwi è tra i frutti più ricchi di antiossidanti. Il suo primato è dato dall’elevata presenza di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;polifenoli&lt;/strong&gt;, che sono in grado di proteggerci dall’invecchiamento e dalle malattie degenerative, tra le quali troviamo il Parkinson e l’Alzheimer. E’ il kiwi di qualità&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;gold&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a contenere un tasso maggiore di polifenoli rispetto al kiwi comune, di colore verde. Approfittiamo dei benefici di questo frutto quando è di stagione: da novembre a giugno.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;2) TÈ VERDE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il tè verde è un vero e proprio&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;concentrato naturale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di antiossidanti, tra i quali troviamo polifenoli, bioflavonoidi e tannini. Può essere gustato sia in inverno che in estate, in&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;versione casalinga&lt;/strong&gt;. Un consumo regolare di tè verde può apportare numerosi benefici al nostro organismo: rimineralizza e tonifica ossa, pelle e capelli, rafforza il sistema immunitario, facilita la digestione e riduce l’assorbimento degli&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;zuccheri&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;3) MELOGRANO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il melograno presenta una concentrazione di antiossidanti molto elevata, superiore anche al tè verde. Tra gli antiossidanti contenuti nel melograno troviamo i&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;flavonoidi&lt;/strong&gt;, che proteggono il cuore e le arterie e che presentano proprietà antinfiammatorie e gastroprotettive. Grazie all’acido ellagico, il melograno ci aiuta a contrastare i radicali liberi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;4) MIRTILLI, FRUTTI ROSSI E E BACCHE DI ACAI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
I mirtilli presentano spiccate&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;proprietà antiossidanti&lt;/strong&gt;. Il contenuto di sostanze benefiche è superiore nei&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;mirtilli selvatici&lt;/strong&gt;, che sono ritenuti migliori rispetto ai mirtilli coltivati in serra dal punto di vista nutrizionale. Il potere antiossidante dei mirtilli è dovuto al loro contenuto di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;flavonoidi&lt;/strong&gt;, che ci aiutano a prevenire malattie metaboliche, degenerative e cardiovascolari. Inoltre, ci proteggono dal&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;cancro&lt;/strong&gt;. Sono ricchi di antiossidanti tutti i&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;frutti di bosco&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e i&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;frutti rossi&lt;/strong&gt;, comprese&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;fragole&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;ciliegie&lt;/strong&gt;. Tra i frutti ricchi di antiossidanti simili ai mirtilli troviamo le&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;bacche di Acai&lt;/strong&gt;, considerate benefiche per le loro proprietà antinfiammatorie e&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;anticancro&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h3 style=&quot;background-color: white; border: 0px; clear: both; color: #373737; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 10px; font-weight: inherit; letter-spacing: 0.1em; line-height: 2.6em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;5) GRAVIOLA&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
La&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;graviola&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è un&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;frutto tropicale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dalla polpa molto morbida a cui vengono attribuite importanti&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;proprietà anticancro&lt;/strong&gt;, soprattutto dal punto di vista della prevenzione. I benefici della graviola nel contrastare i tumori sono dovuti alla sua&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;ricchezza di antiossidanti&lt;/strong&gt;. Alcuni di essi rappresentano infatti delle&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;sostanze citotossiche&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in grado di contrastare le cellule tumorali. La graviola, inoltre, ha proprietà antibatteriche e favorisce la digestione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;6) Avocado&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
L’avocado è ricco di&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;vitamina A&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;vitamina E&lt;/strong&gt;, sostanze antiossidanti che aiutano il nostro organismo a liberarsi dai radicali liberi, ritardando l’invecchiamento dei tessuti. L’olio estratto da questo frutto presenta uno spiccato contenuto di antiossidanti. Studi recenti hanno indicato l’&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;olio d’avocado&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come un vero e proprio&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;toccasana per la salute&lt;/strong&gt;, in grado di contrastare i danni del tempo in mood naturale. I suoi pigmenti potrebbero rappresentare una nuova frontiera nella cura delle malattie degenerative.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;7) CAROTE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
La presenza di vitamina C e di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;beta-carotene&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;rende le carote degli ortaggi particolarmente ricchi di antiossidanti. Secondo studi recenti,&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;mangiare carote allunga la vita&lt;/strong&gt;. Gli scienziato hanno scoperto che elevati livelli di carotene presenti nel sangue sono inversamente associati al rischio di morte prematura, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari e ai&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;tumori&lt;/strong&gt;. In generale, mangiare frutta e verdura fresca aiuta a mantenersi in salute e a prevenire la morte prematura.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;8) POMODORI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
I pomodori sono famosi per la loro ricchezza di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;licopene&lt;/strong&gt;, un potente antiossidante. Proprio grazie al licopene, sono ritenuti un alimento benefico per proteggere il nostro organismo dall’&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;ictus&lt;/strong&gt;. Una percentuale elevata di licopene nel sangue è in grado di prevenire le malattie cardiovascolari. Mangiare pomodori è inoltre utile per contrastare il&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;colesterolo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e la&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;pressione alta&lt;/strong&gt;. Il&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;contenuto&lt;/strong&gt;di licopene dei pomodori è pari a&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;11 mg/100 g nella polpa ed a 54 mg/100 g nella buccia&lt;/strong&gt;. La concentrazione di antiossidanti è stata valutata come&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;superiore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nei&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;pomodori biologici&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;9) CACAO E CIOCCOLATO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il potere antiossidante del cioccolato è garantito dalla presenza di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;cacao&lt;/strong&gt;, un alimento ricco di flavonoidi. Il cioccolato migliore è quello con il più elevato contenuto di cacao e con la minore presenza di zuccheri raffinati. Ci riferiamo soprattutto al cioccolato amaro extra-fondente. Il cacao migliore proviene da agricoltura biologica ed è coltivato secondo criteri etici. Il cacao, con i suoi antiossidanti naturali, garantisce il buon umore e regola&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;colesterolo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e pressione sanguigna.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; letter-spacing: 0.1em; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;10) GOJI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Le&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;bacche di goji&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si distinguono per il loro elevato contenuto di antiossidanti naturali, che le rendono un aiuto prezioso nel contrastare i radicali liberi, con un effetto benefico sia per i tessuti dell’organismo che nella&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;border: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;prevenzione delle malattie tumorali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;legate alla pelle. Secondo gli studi più recenti, le bacche di goji sono in grado di rallentare il moltiplicarsi delle cellule tumorali. Hanno inoltre proprietà antinfiammatorie e sono utili per proteggere la vista.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #373737; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px; margin-bottom: 1.625em; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
fonte: Greenme.it&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/1788314819151670150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/antiossidanti-naturali-10-cibi-contro-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/1788314819151670150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/1788314819151670150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/antiossidanti-naturali-10-cibi-contro-i.html' title='Antiossidanti naturali: 10 cibi contro i radicali liberi e l’invecchiamento'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-941572598379325933</id><published>2013-07-15T23:25:00.000+02:00</published><updated>2013-07-15T23:25:03.060+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>La Rivoluzione dei diritti</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Vi È un filo robusto che unisce alcune vicende di questi giorni&amp;nbsp; -&amp;nbsp; il discorso all&#39;Onu della giovane pakistana Malala e il Datagate, le parole di Papa Francesco a Lampedusa e le decisioni in materia economica di corti costituzionali di diversi Paesi. In tutti questi casi vi è un visibile conflitto tra diritti e poteri globali: il diritto all&#39;istruzione contrapposto al potere del terrore; il diritto alla privacy di fronte al potere di chi vuole esercitare un controllo planetario sulle persone senza limiti e senza frontiere; il diritto dei migranti contro il potere escludente degli Stati; il diritto di ciascuno a non essere ridotto ad oggetto contro il potere del mercato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Si è venuta accreditando, in questi anni, una lettura del mondo che lo vede sempre più dominato da poteri incontrollabili, perché la dimensione globale sfugge alla possibilità di regolazione degli Stati e perché l&#39;unica legge sarebbe ormai solo quella del mercato, legge &quot;naturale&quot; di fronte alla quale ogni altra regola diviene priva di forza e di senso. Davvero un mondo ad una sola dimensione, unificato dalle pretese di una superpotenza o affidato a soggetti nuovi, come Facebook, ormai terza &quot;nazione&quot; del pianeta con il suo miliardo di &quot;abitanti&quot;. Ma le vicende ricordate prima ci dicono che non è così, che di fronte ai nuovi padroni del mondo, ai nuovi sovrani globali, si manifesta con intensità crescente la forza regolatrice dei diritti, che può restituire alla politica il ruolo che le è stato sequestrato dal riduzionismo economico.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Lo sfondo, peraltro, è quello delle molte e difficili &quot;primavere&quot;, delle proteste diffuse che inducono più d&#39;uno a parlare dell&#39;avvio di una &quot;rivoluzione globale&quot; proprio intorno alle rivendicazioni di diritti.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Nelle parole ferme ed eloquenti di Malala si deve cogliere proprio questo spirito. Non vi è soltanto il rifiuto del terrorismo, l&#39;orgogliosa rivendicazione del &quot;non mi piegheranno&quot;. Vi è una indicazione politica precisa: il diritto all&#39;istruzione è l&#39;arma più potente, e per ciò più temuta, nella lotta al terrorismo. Sì che la strategia militare, l&#39;unica effettivamente praticata con enorme dispendio di risorse economiche, non può mai essere sufficiente. Vi è un dovere degli Stati di intervenire perché il diritto all&#39;istruzione sia effettivo e garantito a tutti: quelli che insistono sulla necessità di accompagnare al discorso dei diritti quello dei doveri, dovrebbero cimentarsi con temi come questo, e non usare l&#39;insistenza sui doveri come strumento per svuotare di significato soprattutto i diritti sociali.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;La riflessione sulla lotta al terrorismo al di là della pura logica militare o poliziesca incontra la questione del Datagate. La reazione ad una schedatura planetaria ad opera degli Stati Uniti ha rimesso in onore un diritto, quello alla privacy, alla protezione dei dati personali, di cui si era certificata la morte proprio per legittimare qualsiasi raccolta di informazioni personali, riducendo le persone al ruolo di fornitori obbligati di dati ritenuti necessari per il funzionamento del mercato e di meccanismi totalizzanti di controllo. Di nuovo la rivendicazione planetaria di un diritto, di cui siamo tornati a scoprire la funzione di tutela di libertà fondamentali.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Al fondo di queste due vicende si scopre l&#39;assoluta mancanza di rispetto per i diritti di tutti e di ciascuno, sempre sacrificabili per una ragion di Stato o di mercato. Si è radicata quella indifferenza peraltro denunciata a Lampedusa dal Pontefice, con accenti che toccano in primo luogo e giustamente i migranti, ma che davvero riguardano tutti. La costruzione intorno ai migranti di un nuovo modo d&#39;intendere i diritti è davvero questione ineludibile, per la qualità e quantità del fenomeno, globale per definizione e dal quale dipende l&#39;assetto futuro del mondo. È una &quot;politica dell&#39;umanità&quot; che deve essere avviata, indispensabile perché ciascuno di noi possa uscire da una condizione che ci ha fatto prigionieri dell&#39;egoismo, che ha interrotto i legami sociali, che ci consegna una società frammentata nella quale, come ha scritto Luigi Zoja, facciamo i conti con &quot;la morte del prossimo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Nel suo ultimo romanzo, Aldo Busi ha descritto con parole dirette questa condizione: &quot;C&#39;erano una volta gli altri e poi improvvisamente scomparvero dalla faccia della terra e io non fui pertanto più un altro per nessuno&quot;. Alla scomparsa delle persone, sostituite da astratti simulacri modellati sulle esigenze del consumo o del controllo, si reagisce proprio rivendicando la materialità dell&#39;essere e dei bisogni, e misurando su questi i diritti di ciascuno. Ritorna imperioso il bisogno di pronunciare la parola più negletta della triade rivoluzionaria, &quot;fraternità&quot;, ricordando che l&#39;articolo 2 della nostra Costituzione parla di &quot;doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale&quot;. Non a caso si invoca oggi una &quot;solidarietà globale&quot; come orizzonte della politica. Così la rivendicazione dei diritti, che qualcuno vuol leggere come estrema frontiera dell&#39;individualizzazione, si immerge invece nel contesto sociale, trova le sue radici in una &quot;rivoluzione della dignità&quot; che non è solo quella del singolo, ma la &quot;dignità sociale&quot; alla quale si riferisce l&#39;articolo 3 della Costituzione. Forse possono tornare tempi propizi per quello che Eligio Resta ha chiamato un &quot;diritto fraterno&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Queste non sono dichiarazioni di buoni propositi o sentimenti, ma linee direttive lungo le quali si muovono concretissimi interventi a tutela della persona e dei suoi diritti. Se, per fare un solo esempio, si considerano le molte sentenze con le quali diverse corti hanno affrontato il conflitto tra il diritto fondamentale alla salute e il potere di Big Pharma, delle grandi multinazionali farmaceutiche, si coglie una tendenza a far prevalere le ragioni della salute su quelle del profitto con caratteristiche davvero globali, visto che si va dalle corti costituzionali di Sudafrica e India alla Corte di Giustizia dell&#39;Unione europea, alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Quest&#39;ultima, il 13 giugno, ha pronunciato una sentenza che pone limiti alla brevettabilità del genoma, con diverse specificazioni, ma sostanzialmente accogliendo le sollecitazioni di chi voleva infrangere il monopolio di una società, Myriad Genetics, per quanto riguardava i test riguardanti il cancro al seno. E, in più di una decisione, la prevalenza accordata ai diritti fondamentali è strettamente collegata con la considerazione come beni comuni dei mezzi direttamente necessari per la loro attuazione.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Nel mondo globale, dunque, si sprigiona oggi una forza dei diritti che si manifesta nei luoghi più vari e ad opera di una molteplicità di soggetti. Si affiancano, e talora si sostengono reciprocamente, movimenti popolari e interventi delle corti, iniziative legislative e azioni di gruppi sociali organizzati. Qui la politica deve fare le sue prove, pena la sua crescente marginalizzazione. Dobbiamo ricordarlo oggi, perché si avvicinano le elezioni europee e la delegittimazione dell&#39;Unione, dovuta alla sua totale identificazione con la logica dei &quot;sacrifici&quot;, può essere arrestata solo se si ricorda che esiste un ordine europeo nel quale, con lo stesso valore giuridico dei trattati, esiste una Carta dei diritti fondamentali.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;&quot;&gt;Fonte : Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/941572598379325933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/la-rivoluzione-dei-diritti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/941572598379325933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/941572598379325933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/la-rivoluzione-dei-diritti.html' title='La Rivoluzione dei diritti'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-7391097634691279901</id><published>2013-07-11T12:49:00.002+02:00</published><updated>2013-07-11T12:51:13.171+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Santanchizzati</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
So che rischio di ripetermi, ma pazienza: quello che è successo lo motiva parecchio, credo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
No, perché qualcuno in giro – anche brava gente – tenta di minimizzare il voto di ieri: in fondo, che cosa sono poche ore di chiusura dell’Aula, non è che un pomeriggio di vacanza delle Camere cambi qualcosa, ed è prassi sospendere i lavori anche quando ci sono i congressi di partito.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Forse chi lo dice non si rende del conto del gigantesco valore simbolico e politico dell’accaduto. Fosse stata anche di un solo minuto, la serrata di palazzo Madama e Montecitorio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Qui abbiamo un partito personale che da vent’anni sostiene che il suo capo è perseguitato dalla magistratura, quindi ha diritto a non sottoporsi alla giustizia come gli altri cittadini, il che giustificherebbe i lodi Alfano e i legittimi impedimenti, ma anche gli attacchi alla Consulta: due organi costituzionali (magistratura e Consulta) delegittimati quindi delle loro prerogative costituzionali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Questa – lo vedono anche i bambini – è semplicemente eversione, illegalità: che poi si incarna nelle manifestazioni a Palazzo di Giustizia, nei voti surreali come quello secondo cui Ruby era nipote di Mubarak, nelle trasmissioni di Canale 5 per muovere l’opinione pubblica contro i giudici, giù giù fino ai calzini di Mesiano.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
E tutto questo si sa, appunto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Fino a quattro mesi fa, il Pd (pur con molte timidezze) a questa eversione non partecipava con i suoi voti in Parlamento: appunto sul legittimo impedimento, sul lodo Alfano, su Ruby nipote di Mubarak etc.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Poi ci poteva soddisfare o no il modo in cui il Pd si chiamava fuori da questa eversione (io lo trovavo abbastanza codardo e pochissimo determinato) ma insomma, almeno guardando ai voti in Parlamento non si poteva dire che il Pd si fosse schierato con il Cavaliere contro la Costituzione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Quando Di Pietro e altri sul legittimo impedimento fecero un referendum, arrivarono a metterci il cappello sopra, ex post.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Bene: quello che è successo ieri è invece&amp;nbsp;&lt;em&gt;il passaggio di là&lt;/em&gt;, anche formale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Votare la sospensione dei lavori (anche fosse di un solo minuto, ripeto) di fronte a una richiesta di serrata delle Camere contro la Cassazione, vuol dire diventare&lt;em&gt;complici attivi&amp;nbsp;&lt;/em&gt;della battaglia di Berlusconi contro la magistratura.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Non ci sono cazzi, non ci sono scuse: questo è quello che è successo ieri.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Per questo è politicamente cosa più grave dei 101 e perfino del governo di larghe intese, pur essendone una conseguenza, come una palla che prende velocità su un piano inclinato. Perché è la prima volta che con un voto formale alle Camere il Pd si schiera con Berlusconi e i suoi eversori contro la magistratura.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Insomma, si sono&amp;nbsp;&lt;em&gt;santanchizzati&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Lo sapevano, quando hanno accettato le larghe intese, che sarebbe finita così?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Voglio dire, non era evidente che prima o poi la dinamite giudiziaria che Berlusconi si porta in pancia dal ‘94 sarebbe esplosa alle Camere?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Si rendono conto di quello che hanno fatto?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Si rendono conto che dopo aver trasformato otto milioni e mezzo di voti&amp;nbsp;&lt;em&gt;contro Berlusconi&lt;/em&gt;&amp;nbsp;in un governo&amp;nbsp;&lt;em&gt;con Berlusconi&lt;/em&gt;, li hanno usati anche&amp;nbsp;&lt;em&gt;per difendere Berlusconi dalla magistratura&lt;/em&gt;?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Capiscono la scelta di campo che hanno compiuto, schierandosi con l’eversione del Cavaliere contro la Costituzione repubblicana?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: #dedebc; color: #333333; font-family: &#39;Lucida Grande&#39;, &#39;Trebuchet MS&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Di Giglioli, dal blog &quot;piovono rane&quot;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/7391097634691279901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/santinchizzati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7391097634691279901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7391097634691279901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/07/santinchizzati.html' title='Santanchizzati'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-990029704092426034</id><published>2013-06-25T16:45:00.002+02:00</published><updated>2013-06-25T16:45:57.843+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="economia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Ristrutturare il debito</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Spese militari, grandi opere, pensioni d&#39;oro, evasione: anche cambiando molte voci della spesa l&#39;Italia non potrà evitare il tracollo e lo spettro della Grecia. Lo dicono le cifre degli 80-90 miliardi di interessi sul debito, più i 45-50 per riportarlo al 60% del Pil. È giunto il momento di ristrutturare il nostro debito pubblico?&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;em style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Guido Viale&lt;/strong&gt;, da il manifesto&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2013/06/debito.jpg&quot; style=&quot;background-color: white; border-style: none; border-width: 0px; float: left; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px; margin-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ci siamo assuefatti a convivere con un meccanismo economico e finanziario che ci conduce inesorabilmente a una progressiva distruzione del tessuto produttivo del paese e delle istituzioni fondanti della democrazia: in questo quadro la perdita di imprese, posti di lavoro, know-how e mercati in corso è irreversibile, come lo è la progressiva abolizione dei poteri degli elettori, del Parlamento e, soprattutto, degli Enti locali: cioè dei Comuni, che sono le istituzioni del nostro ordinamento giuridico più vicine ai cittadini. La Grecia, avanti a noi di un paio di anni in quel percorso di distruzione delle condizioni di esistenza di un&#39;intera popolazione imposto, con una omogeneità impressionante, a tutti i paesi europei del Mediterraneo, ci mostra come alla devastazione provocata dai diktat della finanza e dalla governance europea non ci sia mai fine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Il Governo italiano non sa dove trovare otto miliardi per soddisfare le richieste su Iva e Imu a cui Berlusconi ha subordinato la sua permanenza nella maggioranza. Ma nessuno mette in discussione il fatto che ogni anno lo Stato italiano riesca sempre a trovare - e paghi - 80-90 miliardi di interessi ai detentori del debito pubblico italiano. E nessuno dice che dall&#39;anno prossimo, a quegli 80-90 miliardi se ne dovranno aggiungere ogni anno altri 45-50 per riportare in 20 anni il debito pubblico al 60 per cento del PIL. Nel frattempo il PIL cala e il debito cresce mentre interessi e quota del debito da restituire aumentano; e nessuno sa o dice dove troverà tutto quel denaro che, con il pareggio di bilancio in Costituzione, non può che essere estratto da nuove tasse - ovviamente a carico di chi già le paga - facendo precipitare ancor più in una spirale senza fine occupazione, redditi, bilanci aziendali e spesa pubblica, cioè scuola, sanità, pensioni, ricerca, salvaguardia del territorio e del patrimonio artistico. C&#39;è stata una cessione di sovranità a favore della finanza internazionale sia in campo economico che politico e ciò a cui molti di noi si sono assuefatti è l&#39;idea che a tutto ciò &quot;non c&#39;è alternativa&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Quell&#39;alternativa va dunque trovata, ma bastano i pochi numeri citati per capire che a queste condizioni nessuna promessa, o anche solo proposta, di &quot;rilancio produttivo&quot; e di lotta alla disoccupazione e alla povertà ha la minima possibilità di funzionare; e che coloro che le fanno, ignorando volutamente questo quadro, mentono; forse anche a se stessi. Certo, all&#39;interno del bilancio statale si potrebbero spostare molte poste: per esempio dalla spesa militare a quella civile; dalle grandi opere inutili e costose al reddito di cittadinanza; dalle 100mila pensioni oltre i 90mila euro (per un totale di 13 miliardi all&#39;anno!) a quelle sotto i 10mila; oppure recuperare fondi dall&#39;evasione: in fin dei conti il debito pubblico italiano (2.040 miliardi) è meno della somma dell&#39;evasione fiscale e degli interessi sul debito degli ultimi 20-25 anni: e in gran parte, probabilmente, i beneficiari sono gli stessi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Il debito pubblico italiano, con gli interessi, è insostenibile e incompatibile con qualsiasi prospettiva che non sia la chiusura e il degrado progressivo di tutte le nostre fonti di sostentamento; lo Stato italiano, come quello greco, di fatto è già fallito. Ridurre in misura sostanziale il debito svendendo il patrimonio pubblico, più che un&#39;illusione è un imbroglio: la svendita della quota pubblica di Eni, Enel, FS, Finmeccanica e Fincantieri oggi frutterebbe poco più di 100 miliardi, meno di quanto continueremmo a pagare ogni anno tra interessi e quota di restituzione; la svendita di tutto il demanio e degli immobili di Stato ed Enti locali a prezzi di mercato frutterebbe ancor meno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Meno che mai potrebbe funzionare, per rimettere in piedi il tessuto economico, &quot;l&#39;uscita dall&#39;euro&quot;, che probabilmente si verificherà comunque come conseguenza dello sfascio di tutto l&#39;edificio dell&#39;UE a cui ci sta portando la sua governance; non prima, però, di aver ridotto a zero il potenziale economico di metà del continente. Né c&#39;è da sperare che dopo le elezioni tedesche la musica cambi... Che una svalutazione anche consistente possa far ripartire esportazioni e domanda interna a un&#39;economia ormai in frantumi è una mera illusione: il quadro internazionale è profondamente cambiato e niente è più come prima. E che il problema principale non sia la sopravvalutazione dell&#39;euro ma il blocco della spesa pubblica lo dimostra il fatto che le imprese italiane rimaste solide hanno esportato e continuano a esportare anche con l&#39;euro.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Il fatto è che senza una radicale ristrutturazione del debito (il suo consolidamento; o un &quot;default&quot; controllato; o una moratoria sul pagamento degli interessi) ben più radicale di quella attraverso cui, senza dirlo, è già passata la Grecia (senza peraltro trarne alcun beneficio, perché è stata insufficiente e tardiva) e possibilmente adottata congiuntamente da tutti i paesi non più in grado di far fronte al loro debito, non c&#39;è che il tracollo. Ma ristrutturare il debito non basta. Senza una radicale riconversione del tessuto economico per dare nuovi sbocchi alle imprese che hanno perso il loro mercato interno o estero; o a quelle che per produrre fanno più danni che benefici - e non sono poche, dall&#39;Ilva all&#39;industria bellica, per non parlare dell&#39;auto - non c&#39;è alcuna possibilità di salvare quel che resta dell&#39;apparato produttivo italiano, del suo patrimonio impiantistico, del suo know-how, dell&#39;occupazione. E meno che mai di creare i milioni e milioni di nuovi posti di lavoro necessari a restituire a tutti un presente e un futuro decenti.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Una riconversione del genere non può essere fatta che mettendo al centro l&#39;obiettivo della sostenibilità: sia per spostarsi sulle produzioni che hanno un futuro, anche di mercato; sia per prevenire i costi sempre più pesanti, e destinati a crescere, provocati dai cambiamenti climatici. Tutto ciò richiede produzioni e consumi ecologici e processi che esigono decentramento e ridimensionamento degli impianti, la loro differenziazione in base alle caratteristiche del territorio, la partecipazione ai processi decisionali di maestranze, cittadinanza attiva e governi locali e, soprattutto, riterritorializzazione (cioè rilocalizzazioni): attraverso accordi diretti tra produttori e consumatori o utilizzatori che non annullano certo le funzioni del mercato, ma che le regolano e lo sottraggono, senza cadere nel protezionismo, a quella competitività selvaggia e globalizzata che è solo una corsa verso il sempre peggio.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;In questo processo un ruolo cruciale possono e devono giocarlo i servizi pubblici locali riconquistati al controllo dei poteri pubblici e, attraverso di loro, di una cittadinanza capace di imporre nuove forme di democrazia partecipata. E&#39; l&#39;unica strada per sottrarsi al dogma del &quot;non c&#39;è alternativa&quot; e andrebbe sottoposta a una a un confronto pubblico tra tutte le forze che si ritengono &quot;alternative&quot;; ma soprattutto tra quelle miriadi di organizzazioni che operano, spesso in silenzio. per costruire un modo di vivere e convivere diverso, a volte senza nemmeno realizzare di essere la parte attiva di quel 99 per cento della popolazione vessata dal capitale finanziario. Un confronto del genere andrebbe esteso anche a livello europeo (con un occhio alle prossime elezioni) per ricavarne un programma generale, di respiro internazionale nel suo impianto, ma articolato e sorretto da una molteplicità di proposte, di rivendicazioni, di buone pratiche e di casi di successo a livello locale.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Per chi si pone in questa prospettiva governo significa innanzitutto autogoverno e le cose da fare non sono la &quot;sintesi&quot; - come spesso si dice e si cerca di fare - tra le mille istanze differenti che agitano il movimento; occorre invece aiutare queste stesse forze a fare loro stesse questa sintesi: a riconoscere nel proprio agire l&#39;embrione insostituibile e irrinunciabile di un programma di governo alternativo. In tutti i luoghi dove già sono all&#39;opera, queste forze sono le sedi potenziali di un&#39;aggregazione di istanze consimili, di un confronto tra rivendicazioni diverse ma convergenti, di una volontà di coinvolgere nei propri progetti il governo del territorio. La riformulazione di un programma e l&#39;aggregazione intorno a esso delle forze disponibili è la condizione per legittimare il rigetto dei patti di stabilità e per sostenere le ragioni di questa prospettiva a livello europeo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Su questa stessa strada si costruiscono anche le premesse per fare fronte alle ritorsioni che immancabilmente seguirebbero alla scelta di ristrutturare i debiti; ma anche alle conseguenze di un&#39;eventuale dissoluzione dell&#39;euro causato dall&#39;impasse politica in cui sta precipitando la governance europea; e, ancor più, per prevenire il progressivo deterioramento delle condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione, se le cose continueranno a procedere nella direzione in cui le spinge il governo delle larghe intese.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;em style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;(25 giugno 2013)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/990029704092426034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/ristrutturare-il-debito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/990029704092426034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/990029704092426034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/ristrutturare-il-debito.html' title='Ristrutturare il debito'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-6626094939731748612</id><published>2013-06-24T16:54:00.000+02:00</published><updated>2013-06-24T16:54:36.731+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><title type='text'>Intervista a Gianni Vattimo</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Maestri, letture, amori, disperazioni del fondatore del pensiero debole: &quot;La religione non ha niente a che fare con certe asserzioni, tipo Dio c’è o Gesù è resuscitato. Cosa ne sappiamo? Ma è la caritas verso gli altri il solo modo di vivere l’amor dei intellettuale&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;em style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Intervista a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gianni Vattimo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Antonio Gnoli&lt;/strong&gt;, da Repubblica, 23 giugno 2013&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2013/06/gianni-vattimo.jpg&quot; style=&quot;background-color: white; border-style: none; border-width: 0px; float: left; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px; margin-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ormai fa coppia fissa con Sancho. Mentre siamo a tavola davanti a un piatto di involtini primavera cucinati dalla domestica filippina — una suora laica, scoprirò più avanti — Sancho scuote pigramente la testa e guarda incuriosito l’intruso, che poi sarei io. «Non è geloso, glielo assicuro», dice Gianni Vattimo, «è solo che gli piace essere al centro dell’attenzione. I gatti sono così: un misto di curiosità, indifferenza e abitudine». La conversazione va avanti già da un po’. Prima nella penombra del salotto. Poi qui nella stanza dove ceniamo, ricompresa nel vasto appartamento torinese. C’è un poster colore rosso acido che attira la mia attenzione: ritrae Vattimo, sotto una frase di Keynes: «La repubblica dei miei sogni si colloca all’estrema sinistra della volta celeste». «Fu un dono di certi amici per i miei settant’anni», ricorda il professore.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Si sente anche lei all’estrema sinistra di qualcosa?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Sono affetto da un sinistrismo legato alla mia militanza cattolica. A volte sogno un comunismo ermeneutico la cui verità si realizzi nel dialogo».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Non è più una posizione liberale?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«No, il mondo liberale è stato inghiottito dal liberalismo che ha cancellato ogni forma di verità e di dialogo. Il comunismo al quale io penso non è quello scientifico, con pretese positivistiche. Sono convinto che se Stalin avesse letto qualche pagina sul pensiero debole avrebbe probabilmente ammazzato molta meno gente».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ho qualche dubbio.&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Lui ha fatto quello che da noi eseguono i governi tecnici: ciò che era necessario, in quel caso, per l’industrializzazione forzata dell’Urss. Bisogna guardarsi da coloro che si appellano all’oggettività&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;delle cose».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Realismo uguale repressione?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Vanno a braccetto. Forse per questo i governi occidentali a quanto pare acquistano sempre più armi da antiguerriglia urbana».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Era una considerazione alla quale giunse parecchi anni fa Michel Foucault.&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Vedeva l’Occidente sempre più preda dei controlli. Sorvegliare e punire. E non solo nelle cliniche per matti o nelle carceri. Ma nei centri urbani. Si era invaghito della rivoluzione iraniana. Lo conobbi nel 1964, o forse era il ’65, in un’abbazia non lontana da Parigi dove si teneva un convegno su Nietzsche. Era abbastanza scostante, non cercò neppure di sedurmi».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Allude alla sua omosessualità?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Scherzo, naturalmente. Anche perché allora non si sapeva niente di nessuno. Comunque arrivai fin lì da Heidelberg — dove studiavo con Löwith e Gadamer — mi presentai, con la mia faccia da ragazzino, a Gilles Deleuze, che era l’organizzatore. Mi squadrò sorpreso. Gli sembravo troppo giovane. Volle leggere la relazione prima, non si fidava».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Com’era Deleuze?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Aveva certi unghioni stranissimi, sembrava un vampiro. Anni dopo ho introdotto in Italia qualche suo libro. Ma le confesso che del suo pensiero ho capito ben poco».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Si creano equivoche leggende.&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Un giorno fui invitato a Seattle a un convegno sull’architettura post-moderna. Un tizio mi introdusse e cominciò a citare i miei libri. Non capivo nulla di cosa stesse dicendo. Mi sembravano delle follie».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;È l’ermeneutica quando impazzisce.&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Come la maionese. La filosofia può essere un bel gioco ma non tutti i giochi sono filosofici».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Lei con chi ha studiato filosofia?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Mi sono laureato con Luigi Pareyson nel 1959. Mi ero allora invaghito di Adorno e dei francofortesi. Pareyson mi disse: “Ma perché vuole studiare questi qui? Si dedichi piuttosto a Nietzsche che è alla base di tutti loro”. Cominciai così. Poi nel 1960 comparve il libro di Heidegger su Nietzsche. Per leggerlo avrei dovuto conoscere il tedesco. E allora mi recai a studiare in Germania ».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Prima della filosofia cosa era accaduto nella sua vita?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Di rilevante il fatto che avessi lavorato in Rai. Entrai nel 1954 con un concorso. Me ne andai dopo qualche anno su sollecitazione del mio direttore spirituale che considerava l’ambiente televisivo un luogo corrotto».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Il direttore spirituale?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Monsignor Caramello, grande studioso di San Tommaso. Sosteneva che la mia vocazione era la filosofia. Naturalmente, sperava che diventassi un filosofo cristiano».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;E lei l’ha deluso?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Fino a un certo punto. Come si dice? Santi in chiesa e fanti in taverna».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Crede nell’aldilà?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Sarebbe un’affermazione azzardata. Credo di più nella speranza di una giustizia divina senza la quale non muoveremmo neanche un dito nella storia. Poi, se l’anima esala e va da qualche parte, non lo so. Non si può spiegare tutto. Le confesso però che la sera, prima di dormire, recito delle parti del breviario. È la compieta ».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;È cosa?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Nella liturgia delle ore è l’ultima preghiera della giornata. È molto bella».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Cosa le trasmette?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Un senso di tranquillità. Ho cominciato a recitarla quando si ammalò il mio amico Giampiero. Mi faceva stare meglio. In fondo, è come se mi figurassi di quando ero piccolo e avevo più speranze nel futuro. La religione è un’abitudine infantile che ti porti dentro».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Come è stata la sua infanzia?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Erano gli anni della guerra. Ricordo i fischi delle bombe a Torino in Borgo San Paolo. Distrussero la casa dei miei genitori. Decidemmo di raggiungere alcuni parenti di mio padre in Calabria. Mia madre aveva quarant’anni e si adattò a tutto questo stravolgimento. Restammo lì dal 1942 al 1945. Tornammo a Torino andando incontro alla povertà più assoluta. La mamma si mise a fare la sarta e io l’aiutavo nel sopraggitto: è un punto di cucito nel quale divenni particolarmente abile. In fondo, il mio provvidenzialismo si lega a delle situazioni di assoluta disperazione».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Disperazione anche quando scoprì le sue tendenze sessuali?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Venivo pur sempre dal mondo cattolico, dove la repressione ha la sua importanza. Dicevo interi rosari con le mani sul pavimento sotto le ginocchia. Un male tremendo e avevo diciotto, forse vent’anni. Quando compresi la natura della mia sessualità mi venne l’ulcera. Mi operarono ed ebbi la fortuna di conoscere un ballerino cubano, con cui sono stato per un paio di mesi».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Fu la rivelazione?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«No, perché in realtà già sapevo. Ma fu la liberazione. Era il 1968. Per lungo tempo degli orientamenti sessuali non ho parlato con i miei amici, con le persone che mi stavano più vicine».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Le sue scelte si rivestono, di solito, di un senso di ironia.&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Direi più di epicureismo. Gratta gratta, sono una persona che non è mai diventata padre. Mi considero più giovane di quanto in realtà sia e, a volte, mi comporto come un enfant gâté che in un signore di quasi ottant’anni suona alquanto ridicolo».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ha mai desiderato un figlio?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Certe volte, soprattutto in passato. Ma ora non più. E poi credo che uno debba vivere bene l’esperienza di figlio prima di averne di propri. E io non l’ho vissuta nel migliore dei modi. Ho sognato una sola volta che sciavo dietro mio padre; ma io mio padre non l’ho mai visto. Quando è morto avevo un anno e mezzo. Però posso dirle che ho un sacco di “figli di puttana”, o meglio, di giovani amici di cui sono diventato una specie di padre. Vengono spesso a mangiare qui, attorno a questa tavola. Mi spolpano».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Le piace farsi spolpare?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Un po’ sì. Ho sempre pensato che sia più facile dire sì che dire no. Non mi so difendere abbastanza dai legami che si incrostano e che, come dice un’amica, diventano delle spese fisse».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Che rapporto ha con il denaro?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Per molti anni non mi sono amministrato da me. Prendevo lo stipendio e lo consegnavo a mia madre. Era lei a darmi i soldi. Non ho mai fatto preventivi sul denaro. Finché ce ne è bene, poi si vedrà».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;E i suoi desideri?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«I miei desideri cosa?»&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Come convive con il loro calo?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Resta pur sempre la nostalgia del desiderio»&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Accennava alla malattia di un suo compagno. Poi si è aggiunta quella di un altro amico. Cosa è stato per lei il dolore di vedere morire due figure così care?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«A volte mi rimprovero di essere diventato un po’ cinico. Esperto in un genere letterario un po’ particolare: i necrologi. Ma in certi momenti mi viene il magone. L’altra settimana viaggiavo in macchina con un giovane amico che aveva messo una canzonetta in cui c’entrava Fidel Castro. Improvvisamente mi sono messo a piangere. Non mi era mai accaduto. Almeno non così platealmente. E ho pensato: sto invecchiando. Poi mi è tornato alla mente che in quel famoso convegno su Nietzsche, quando fu il mio turno di parlare, Gabriel Marcel si mise a piangere. E io pensai: ma guarda che discorso commovente che sto facendo. Un collega guardandomi disse: non ti preoccupare, da quando è vecchio lui piange sempre se ascolta qualcuno al microfono. Un’amica psicologa dice che vivo di sensi di colpa. Li ho ormai così estesi che se di notte prendo un taxi mi scuso con il tassista se il percorso è breve».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ha mi fatto analisi?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«No. Tanto tempo fa, la moglie di Pareyson voleva che entrassi in analisi. Diceva: si sbrighi, che poi diventa vecchio».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;C&#39;è un&#39;età giusta?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Come per tutte le cose, quando è tardi è tardi. Ma non sono un campione degli addii».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Che ne è del giovane brillante, il primo della classe, che stupiva i professori?&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«È una zona del passato che ogni tanto mi piace rievocare. C’è sempre un tempo in cui il pugile ha danzato sul ring».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;strong style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Dà l’impressione che non gliene freghi più molto della filosofia.&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;«Da quando ho scoperto la prassi sono un po’ distante dalla filosofia accademica. Vogliamo ancora dare un contributo a una nuova lettura di Heidegger? Boh. La verità è che non mi sento più a mio agio nei convegni troppo tecnici. Sto rileggendo Spinoza e in particolare il Trattato teologico politico. Aveva intuito e anticipato che la vera religiosità è postmoderna. La religione non ha niente a che fare con certe asserzioni, tipo Dio c’è o Gesù è resuscitato. Cosa ne sappiamo? Ma è la caritas verso gli altri il solo modo di vivere l’amor dei intellettuale. Finirò col fare il predicatore in qualche comunità religiosa, magari concedendomi qualche libertà nei costumi».&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;em style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;(24 giugno 2013)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/6626094939731748612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/intervista-gianni-vattimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/6626094939731748612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/6626094939731748612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/intervista-gianni-vattimo.html' title='Intervista a Gianni Vattimo'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-2764631368684864326</id><published>2013-06-24T09:16:00.000+02:00</published><updated>2013-06-24T09:16:04.353+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><title type='text'>A lezione di Ignoranza</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;ls-articoloTitolo&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 11px; margin: 0px 0px 12px; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;h3 style=&quot;color: #005189; font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 36px; font-weight: normal; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;
A lezione di Ignoranza&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;ls-articoloWrapperImmagine&quot; style=&quot;background-color: #f4f4f4; float: right; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 11px; margin: 0px 6px 6px 12px; overflow: hidden; padding: 0px; width: 330px;&quot;&gt;
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&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/06/24/Cultura/Foto/RitagliWeb/UV3JTM1E4524--U10103724265967lLH-605x414-kaLH-U10103744161480fN-330x185@LaStampa.it.jpg&quot; style=&quot;border: none; margin: 0px; padding: 0px;&quot; title=&quot;&quot; /&gt;&lt;div class=&quot;ls-articoloDidascalia&quot; style=&quot;font-size: 10px; padding: 4px; text-align: left;&quot;&gt;
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&lt;div class=&quot;ls-articoloLinksImmagine&quot; style=&quot;clear: both; font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; margin: 6px 0px 0px; padding: 0px 0px 0px 3px;&quot;&gt;
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&lt;div class=&quot;ls-articoloLinksImmagine&quot; style=&quot;clear: both; font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; margin: 6px 0px 0px; padding: 0px 0px 0px 3px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div class=&quot;ls-articoloCatenaccio&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 18px; margin: 0px 0px 12px; padding: 0px;&quot;&gt;
Un corso sorprendente ma serissimo alla Columbia di New York&lt;br /&gt;Lo tiene un professore&lt;br /&gt;di neuroscienze&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;ls-articoloAutore&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; font-weight: bold; margin: 0px 0px 6px; padding: 0px; text-transform: uppercase;&quot;&gt;
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PIERO BIANUCCI&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;ls-articoloLuogo&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; margin: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;ls-articoloTesto&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 14px; line-height: 1.5; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;
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Sapevate che alla Columbia University di New York c’è un corso di Ignoranza? Lo tiene Stuart Firestein, che è anche professore di neuroscienze e direttore del Dipartimento di biologia. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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Immaginare come funzioni un corso di Ignoranza porta a paradossi curiosi. L’esame misura quanto si sa sull’ignoranza o quanto si ignora? Per gli studenti è meglio prendere 18 o 30 e lode? Ancora: con quali criteri si organizza un concorso alla cattedra di Ignoranza? Come si forma la commissione? Con docenti di quali discipline? I suoi componenti dovranno essere di chiara fama o precari sfigati? I candidati presenteranno una lista di pubblicazioni scadenti? Vincerà la cattedra chi ha il curriculum peggiore?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Messa così non sembra una cosa seria. Invece lo è. Possiamo immaginare la conoscenza come un’isola che cresce in mezzo a un oceano che rappresenta l’ignoranza. All’inizio la scienza era un atollo piccolissimo, oggi è una grande isola divisa in varie regioni: fisica, chimica, biologia, informatica e così via. E si allarga sempre più rapidamente. Ma attenzione: con la stessa velocità si allunga la sua linea di costa. Cioè il confine con l’oceano dell’ignoranza. Dunque, osserva Firestein, il prodotto finale della conoscenza è l’ignoranza. Però, aggiunge, una «ignoranza informata», che si configura come nuove domande, che a loro volta produrranno risposte, cioè conoscenza, e quindi altra ignoranza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Fin qui è tutto abbastanza normale. Socrate insegnò che la vera conoscenza è sapere di non sapere e il cardinale Nicola Cusano (1401-1464) parlava di «dotta ignoranza», intendendo che si può conoscere l’ignoto solo mettendolo in relazione con ciò che già si conosce, ma perché ciò avvenga, occorre avere qualche vaga conoscenza dell’ignoto; solo Dio possiede una conoscenza infinita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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È tuttavia necessario un passo ulteriore, e Stuart Firestein lo fa: al di là dell’ignoranza che sappiamo di avere perché è il confine con il conosciuto (la linea di costa dell’isola), bisogna sapere che può esistere qualcosa che ignoriamo di ignorare. È un po’ come se, dalla costa dell’isola, vedessimo soltanto oceano e oceano e oceano: ciò non significa che oltre l’orizzonte non ci siano altri continenti, cioè l’ignoto immerso nell’ignorato. Questa, se volete, è una «dotta ignoranza» di secondo livello. Una meta-ignoranza o, da un altro punto di vista, una meta-conoscenza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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Stuart Firestein, da buon americano, non si avventura in ragionamenti così sottili, tipici della nostra filosofia europea. Però coglie il centro del bersaglio: la scienza progredisce tanto più rapidamente quanto più gli scienziati prendono consapevolezza della loro ignoranza e – ancora meglio – del fatto che esiste una ignoranza che ignorano.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Oggi quasi tutti i ricercatori lavorano chiusi dentro le soffocanti pareti della specializzazione. Firestein ricorda che nel 2002 «sono stati archiviati nel mondo cinque esabyte di informazioni, cioè quanto basta a riempire la Biblioteca del Congresso Usa trentasettemila volte». Ma dal 2002 «questo dato è cresciuto di un milione di volte». Nessuno potrà mai dominare una tale massa di informazioni neppure nell’ambito della propria disciplina. Figuriamoci che cosa potrà sapere delle discipline altrui. Eppure le cose più interessanti (le scoperte) si fanno sulla frontiere tra scienze diverse. Una dotta ignoranza dovrebbe portare a questa consapevolezza. Se poi si vuole davvero scoprire qualcosa di rivoluzionario, serve la meta-ignoranza: sapere che può esserci qualcosa che ignoriamo di ignorare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Ecco perché, nel suo corso alla Columbia University, Firestein invita colleghi fisici, biologi, chimici, matematici, e chiede loro di tenere una lezione su ciò che non sanno. Non contento, ha scritto un libro -&lt;span class=&quot;corsivo&quot; style=&quot;font-style: italic; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Viva l’ignoranza!&lt;/span&gt;, ora tradotto per Bollati Boringhieri (pp. 156 pagine,&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;€&lt;/span&gt;&amp;nbsp;14) - dove ha raccolto il suo messaggio e una serie di «case history». Tra le «case history» c’è anche la sua. Incominciò a lavorare come aiuto direttore di scena di una compagnia teatrale e fece carriera fino a diventare regista. A quel punto, senza abbandonare il palcoscenico, si laureò in etologia alla San Francisco State University. Dopo aver indagato sul ruolo dell’olfatto negli animali, poiché il senso dell’odorato è costituito da terminazioni nervose, passò allo studio del cervello, l’organo più misterioso. Un percorso dall’ignoranza totale all’ignoranza che sa di ignorare e sa che potrebbe non sapere di non sapere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Non vorrei però che qualcuno, scoprendo i paradossi di Firestein, giungesse alla conclusione che la scienza sa poco o niente e finisse con lo svalutarla, come tanti oggi tendono a fare. Se così fosse, il rimedio c’è. È il libro di Gilberto Corbellini&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;corsivo&quot; style=&quot;font-style: italic; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;Scienza&lt;/span&gt;&amp;nbsp;(Bollati Boringhieri, pp. 156,&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;€&lt;/span&gt;&amp;nbsp;9): qui troverete risposta a tutte le critiche che una cultura ignorante della propria ignoranza muove alla conoscenza scientifica. Tipo: la scienza è riduzionista e quindi inadeguata a spiegare la complessità del reale, gli scienziati non vanno d’accordo neppure tra loro, la scienza è un’organizzazione di potere, la scienza non genera valori e quindi è sottoposta all’etica, la scienza annulla la soggettività e quindi è sorda ai valori umanistici.... E se fosse vero proprio il contrario?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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fonte: la stampa&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div class=&quot;ls-articoloScript&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 11px; margin: 0px; padding: 6px 0px;&quot;&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/2764631368684864326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/a-lezione-di-ignoranza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2764631368684864326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/2764631368684864326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/a-lezione-di-ignoranza.html' title='A lezione di Ignoranza'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-5173716050155387345</id><published>2013-06-15T10:18:00.002+02:00</published><updated>2013-06-15T10:18:33.439+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>La paura del popolo</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;generic-articles&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 14px; margin: 3px 0px;&quot;&gt;
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&lt;em&gt;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Barbara Spinelli&lt;/strong&gt;, da Repubblica, 12 giugno 2013&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Di tanto in tanto, quando si temono rivoluzioni, o si fanno guerre, oppure nel mezzo di una crisi economica che trasforma le nostre esistenze, torna l’antica paura del suffragio universale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del popolo che partecipa alla vita politica, che licenzia i governi inadempienti e ne sceglie di nuovi, che fa sentire la propria voce. È la paura che le classi alte, colte, ebbero già nella Grecia classica. Aristotele paventava la degenerazione democratica, se sovrano fosse diventato il popolo e non la legge. Ancora più perentorio un libello anonimo (&lt;em&gt;La Costituzione degli Ateniesi&lt;/em&gt;, attribuito a Senofonte) uscito nel V secolo aC: «In ogni parte del mondo gli elementi migliori sono avversari della democrazia (…). Nel popolo troviamo grandissima ignoranza e smoderatezza e malvagità. È la povertà soprattutto, che lo spinge ad azioni vergognose». Il dèmos respinge le persone per bene: «vuole essere libero e comandare, e del malgoverno gliene importa ben poco ». Sotto il suo dominio tutte le procedure si rallentano, ed è il caos che oggi chiamiamo ingovernabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’orrore del populismo o dei democratici demagoghi ha queste radici, che Marco D’Eramo illustra con maestria in un saggio uscito il 16 maggio&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/micromega-42013-%E2%80%9Cquestione-di-vita-e-di-morte%E2%80%9D-il-sommario-del-nuovo-numero-in-edicola-e-su-ipad-da-giovedi-16-maggio/&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal !important;&quot;&gt;su Micromega&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ma è dopo la Rivoluzione francese, e in special modo quando comincia a estendersi gradualmente il diritto di voto, nella seconda parte dell’800, che fa apparizione un’offensiva ampia, e concitata, contro il suffragio universale. Inorridiscono i democratici stessi. Nei primi anni del ’900, il giurista Gaetano Mosca vede già le plebi e le mafie del Sud distruggere istituzioni e buon governo. È diffusa l’idea che i migliori, e le migliori politiche, saranno travolti e annientati dal popolo elettore. Si formano chiuse oligarchie, con la scusa di tutelare il popolo dai suoi demoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una paura che va a ondate, e non sempre l’oggetto che spaventa è esplicitamente indicato. Quella che oggi torna a dilagare pretende addirittura di salvare la democrazia, imbrigliandola e tagliando le ali estremiste (gli «opposti estremismi», spiega d’Eramo, diventano sinonimi di populismo). Ma gli elementi dell’annosa offensiva contro il suffragio universale sono tutti presenti, sotto traccia. Il popolo smoderato e incolto va vigilato, spiato: o perché chiede troppo, o perché rischia di avere troppi grilli per la testa. Sono aggirate anche le Costituzioni, fatte per proteggere i cittadini dai soprusi delle cerchie dominanti. Ovunque le democrazie sono alle prese con i danni collaterali di questa ferrea legge oligarchica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accade proprio in questi giorni in America, dove prosegue una guerra antiterrorista sempre più opaca, condotta senza che il popolo (e neppure gli alleati per la verità) possa dire la sua. Il culmine l’ha raggiunto Obama, che pure aveva criticato la torbida sconfinatezza delle guerre di Bush. Il 6 giugno, viene svelata un’immensa operazione di sorveglianza dei cittadini americani da parte dell’Agenzia di sicurezza nazionale: milioni di numeri telefonici e indirizzi mail, raccolti non in zone belliche ma in patria col consenso segreto di vari provider. Indignato, il&amp;nbsp;&lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;&amp;nbsp;commenta: «Il Presidente ha perso ogni credibilità» (poi per prudenza rettifica: «Ha perso ogni credibilità su tale questione »).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analogo orrore dei popoli è ravvivato dalla crisi economica, governata com’è da trojke e tecnici separati dai cittadini: anch’essa, come la guerra, va affidata a pochi che sanno (poche persone per bene, pochi migliori, direbbe lo Pseudo-Senofonte). Gli ottimati sapienti stanno come su una zattera, e non a caso il loro nome è «traghettatori». Sotto la scialuppa ribolle il popolo: forza infernale, miasma imprevedibile e contaminante. Infiltrato da meticci, demagoghi, gente colpevole due volte: sia quand’è sprecona, sia quando non consuma abbastanza. Sono invisi anche gli sradicati, o meglio chi pensa all’interesse generale oltre che locale: se vuoi lusingare un partito, oggi, digli che non è un meteco ma «ha un forte radicamento territoriale». Nei cervelli dei traghettatori s’aggira il fantasma, temuto come la peste dagli anni ’70, dell’esplosione sociale e dell’ingovernabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È in questa cornice che le parole si storcono, sino a dire il contrario di quel che professano. La riforma significava miglioramento delle condizioni dei cittadini, del loro potere di influire sulla politica. Furono grandi riforme il suffragio universale, e subito dopo l’introduzione del Welfare: ambedue malandate. Adesso il riformista escogita strategie per tenere al guinzaglio gli eccessi esigenti dei governati. Il proliferare in Italia di comitati di saggi (per cambiare la Costituzione, per il Presidenzialismo) è sintomo di un crescente scollamento di chi comanda dal popolo, e al tempo stesso dai suoi rappresentanti. Ci si adombra, quando il Parlamento è definito una tomba. Per fortuna non lo è. Ma un Parlamento fatto di nominati più che di veri eletti somiglia parecchio a un sepolcro imbiancato: e così resterà, finché non avremo diritto a una legge elettorale decente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale è la paura del popolo-elettore, che per forza quest’ultimo si ritrae e fugge. Si esprime in vari modi (nei referendum, sul web, attraverso la stampa indipendente) ma ogni volta sbatte la testa contro un muro. Lo Stato ne diffida, al punto di spiare milioni di cittadini come in America. E i nemici peggiori diventano i reporter e le loro fonti, che gettano luce sulle malefatte dei governi. Nel 2010 fu il caso di Wikileaks. Oggi è il turno del&amp;nbsp;&lt;em&gt;Guardian&amp;nbsp;&lt;/em&gt;e del&amp;nbsp;&lt;em&gt;Washington Post&lt;/em&gt;, che hanno scoperchiato il piano di sorveglianza spionaggio (nome in codice: Prism) del popolo americano. Non restano che loro, fra lo Stato-Panoptikon che ti tiene d’occhio e i cittadini mal informati. In inglese le gole profonde che narrano i misfatti si chiamano whistleblower: soffiano il fischietto, in presenza di violazioni gravi della legalità, e antepongono il dovere civico alla fedeltà aziendale. Ben più spregiativamente, politici e giornali benpensanti li definiscono spie, se non traditori. «Non chiamateli talpe!», chiede molto opportunamente Stefania Maurizi su&amp;nbsp;&lt;em&gt;Repubblica online&lt;/em&gt;&amp;nbsp;di lunedì. Il soldato Bradley Manning, che smascherò tramite Wikileaks i crimini Usa nella guerra in Iraq, è da 3 anni in prigione. Ora è processato, rischia l’ergastolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il whistleblower che ha rivelato il piano di sorveglianza voluto da Obama è Edward Snowden, 29 anni, ex assistente della Cia e della Nsa: è rifugiato a Hong Kong, e da lì fa sapere: «L’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) ha costruito un’infrastruttura che intercetta praticamente tutto. Con la sua capacità, la vasta maggioranza delle comunicazioni umane è digerita automaticamente, senza definire bersagli chiari. Se volessi vedere le tue email o il telefono di tua moglie, devo solo usare le intercettazioni. Posso ottenere le tue email, password, tabulati telefonici, carte di credito. Non voglio vivere in una società che fa questo genere di cose. Non voglio vivere in un mondo in cui ogni cosa che faccio e dico è registrata. Non è una cosa che intendo appoggiare o tollerare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo reagisce ai soprusi e all’indifferenza del potere in vari modi: impegnandosi in associazioni (ricordiamo i referendum italiani sul finanziamento dei partiti e sull’acqua, o il voto contro il Porcellum); oppure ritirandosi quando si accorge di non contare nulla. Altre volte smette di credere e diserta le urne, come alle amministrative di questi giorni. Ma sempre potrà sperare di avere, come alleati, i whistleblower che toglieranno il sigillo alle illegalità, alle cose nascoste o sporche della politica. Ecco cosa produce lo sgomento causato dal dèmos.&lt;br /&gt;Il popolo stesso s’impaura, entra in secessione. La paura del suffragio universale non è mai finita, sempre ricomincia. Nacque nell’800, ma come nella ballata di Coleridge: «Dopo di allora, ad ora incerta – Quell’agonia ritorna».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(12 giugno 2013)&lt;/em&gt;&lt;div class=&quot;tag-dettaglio&quot; style=&quot;font-family: arial; font-size: 20px; font-weight: bold; line-height: normal; padding: 10px 0px !important;&quot;&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/5173716050155387345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/la-paura-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/5173716050155387345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/5173716050155387345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/la-paura-del-popolo.html' title='La paura del popolo'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-853547062433965089</id><published>2013-06-15T10:14:00.001+02:00</published><updated>2013-06-15T10:14:56.131+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="LiberaMente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nuove tecnologie"/><title type='text'>Il normale che non è etico</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;em style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Paul Krugman&lt;/strong&gt;, dal New York Times, 10 giugno 2013 (ripreso in versione italiana da www.ildialogo.org)&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2012/05/krugman.jpg&quot; style=&quot;background-color: white; border-style: none; border-width: 0px; float: left; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px; margin-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;È da un bel po&#39; che mi occupo di economia, da così tanto, in effetti, che mi ricordo ancora di quello che era considerato normale nei giorni di tanto tempo fa, prima della crisi finanziaria. Normale, allora, significava un&#39;economia che cresceva ogni anno di un milione o più di posti di lavoro, abbastanza per tenere il passo con la crescita della popolazione in età lavorativa. Normale significava un tasso di disoccupazione non molto al di sopra del 5 per cento, se non per brevi recessioni. E anche se la disoccupazione c&#39;era sempre, normale significava che pochissime persone rimanevano senza lavoro per periodi prolungati.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Come avremmo reagito, in quei giorni di tanto tempo fa, alla notizia diffusa venerdì che nel nostro paese il numero degli occupati è ancora inferiore di due milioni a quello di sei anni fa, che il 7,6 per cento della forza lavoro è disoccupato (e molti di più sottoccupati o costretti ad accettare lavori a bassa retribuzione), e che fra i disoccupati più di quattro milioni sono senza lavoro da più di sei mesi? Beh, sappiamo come ha reagito la maggior parte degli addetti ai lavori: hanno detto che tutto sommato erano buone notizie. In effetti, alcuni stanno anche celebrando queste notizie come &quot;prova&quot; che l’ostruzionismo del partito repubblicano non sta facendo alcun danno.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;In altre parole, il nostro discorso politico è ancora molto lontano dall’occuparsi di ciò di cui si dovrebbe occupare.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Per più di tre anni, alcuni di noi hanno combattuto l’ossessione distruttiva che ha portato l’élite politica a occuparsi soprattutto dei deficit di bilancio, un&#39;ossessione che ha portato i governi a tagliare gli investimenti, quando avrebbero dovuto aumentarli, a distruggere posti di lavoro, quando creare posti di lavoro avrebbe dovuto essere la loro priorità. Ora quella lotta sembra largamente vinta - credo di non aver mai visto un crollo intellettuale improvviso come quello delle basi razionali della politica economica fondata sulla dottrina dell’austerità.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Ma che gli addetti ai lavori sembrino aver smesso di preoccuparsi per le cose sbagliate non è sufficiente. Bisogna anche iniziare a preoccuparsi per le cose giuste - vale a dire, per la condizione dei senza lavoro e per l&#39;immenso spreco costituito da un&#39;economia depressa. E questo non succede. Invece, i politici, sia qui che in Europa, sembrano attanagliati da una combinazione di compiacimento e di fatalismo, dalla sensazione che non c’è niente che debba essere fatto e niente che si possa fare. La sensazione che tutto quello che si può fare è alzare le spalle.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Anche le persone che siamo abituati a considerare i buoni, i politici che in passato hanno dimostrato di preoccuparsi davvero per la nostra debolezza economica, in questi giorni non stanno mostrando molta consapevolezza dell’urgenza di intervenire. Ad esempio, lo scorso autunno alcuni di noi sono stati molto incoraggiati dall’annuncio della Federal Reserve che stava preparando nuovi provvedimenti per sostenere l&#39;economia. Dettagli politici a parte, la Fed sembrava voler segnalare la sua intenzione di fare tutto il necessario per ridurre la disoccupazione. Ultimamente, però, da parte della Fed si sente per lo più parlare di disimpegno progressivo, anche se l&#39;inflazione reale è al di sotto di quella prevista, mentre la situazione occupazionale è ancora disastrosa e il ritmo del miglioramento è quasi impercettibile.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;E i funzionari della Fed sono, come ho detto prima, i buoni. A volte sembra che, al di fuori di essi, nessuno a Washington consideri l&#39;elevata disoccupazione un problema.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Perché la riduzione della disoccupazione non è una delle principali priorità della politica? Una risposta potrebbe essere che l&#39;inerzia è una forza potente, e in politica è difficile ottenere cambiamenti senza la minaccia del disastro. Finché aggiungiamo, e non perdiamo, posti di lavoro, finché la disoccupazione è sostanzialmente stabile o in calo, non in aumento, i politici non sentono alcuna necessità urgente di agire.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Un&#39;altra risposta è che i disoccupati non hanno molta voce politica. I profitti sono alle stelle, la borsa va bene, quindi le cose sono OK per le persone che contano, giusto?&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Una terza risposta è che in questi giorni noi non sentiamo più tanto i falchi del deficit, mentre i falchi monetari - cioè gli economisti, politici e funzionari che continuano ad avvertirci che i bassi tassi di interesse porteranno a conseguenze disastrose - hanno, se possibile, alzato ancor più la voce. Nessuno sembra dare importanza alla lista impressionante di previsioni sbagliate che li accompagna (dov&#39;è l&#39;inflazione galoppante che avevano promesso?) proprio come quella che accompagnava i falchi fiscali. Ora gli argomenti cambiano (parlano di bolle speculative), ma la richiesta politica che fanno - bilanci più rigidi e tassi di interesse più elevati - è sempre la stessa. È difficile sfuggire alla sensazione che la Fed non si muova perché intimidita.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;La tragedia è che tutto questo è inutile. Sì, si sente parlare della &quot;nuova normalità&quot; di un tasso di disoccupazione molto più alto, ma tutte le ragioni per questa presunta nuova normalità, come ad esempio la presunta mancata corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e le esigenze dell&#39;economia moderna, cadono a pezzi quando le si esamina accuratamente. Se Washington avesse invertito i suoi distruttivi tagli di bilancio, se la Fed avesse mostrato la &quot;determinazione rooseveltiana&quot; che Ben Bernanke chiese ai funzionari giapponesi quando era un economista indipendente, avremmo da tempo scoperto che non c&#39;è niente di normale e necessario nella disoccupazione di massa di lunga durata.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Quindi, ecco il mio messaggio ai politici: così com’è l’economia non va affatto bene. Smettetela di alzare le spalle, e fate il vostro lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot; /&gt;&lt;em style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;Traduzione di Gianni Mula&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/853547062433965089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/il-normale-che-non-e-etico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/853547062433965089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/853547062433965089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/il-normale-che-non-e-etico.html' title='Il normale che non è etico'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-7139709351427201772</id><published>2013-06-15T09:58:00.000+02:00</published><updated>2013-06-15T09:58:03.823+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="LiberaMente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>L&#39;ottavo pilastro della saggezza</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;generic-articles&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: georgia; font-size: 14px; margin: 3px 0px;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;detail-articles&quot; style=&quot;font-size: 13px; line-height: 18px; margin: 10px 0px 15px; width: 510px;&quot;&gt;
&lt;em&gt;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alberto Asor Rosa&lt;/strong&gt;, da il manifesto, 14 giugno 2013&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2013/06/alfano-letta-larghe-intese.jpg&quot; style=&quot;border-style: none; border-width: 0px; float: left; margin-right: 5px;&quot; /&gt;Non c&#39;era un piano (così almeno presumo). Ma da un certo momento in poi il piano ha preso corpo: quando i soggetti interlocutori (ovvero, sia pure moderatamente e modestamente, distinti e contrari) sono così deboli e/o rinunciatari, è facile - diviene cammin facendo sempre più facile, - costruire un piano alternativo alle loro (peraltro estremamente confuse) intenzioni. E da quel momento, - e cioè dal momento in cui è diventata chiaramente visibile la confusione in cui i vari proponenti versavano, - il piano è stato applicato con sempre più lucida consapevolezza e con una davvero superiore capacità di controllo della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente comune, però, -cioè noi, - ha visto solo la punta dell&#39;iceberg. Chissà se esiste in Italia un valoroso giornalista d&#39;inchiesta, che, oltre ad occuparsi delle malefatte dei consiglieri regionali laziali e della compravendita di voti in Lombardia, sia disposto ad occuparsi di ciò che è accaduto in Italia nelle &quot;alte sfere&quot; della politica, dietro l&#39;apparenza degli scenari visibili, nel corso degli ultimi tre-quattro mesi? Sarebbe il colpo della sua vita (si spera non in senso definitivo).&lt;br /&gt;Andiamo per ordine, perché andare per ordine significa fermarsi un momento e dare ordine alle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo movimento è consistito nel negare al Pd di Bersani e conseguentemente all&#39;intera alleanza di centro-sinistra, di presentarsi alle Camere con il proprio programma e di chiedervi il voto di fiducia. Non esistevano le condizioni che tale verifica si concludesse positivamente? E allora? Il centro-sinistra aveva la maggioranza assoluta dei voti alla Camera dei deputati e una consistente maggioranza relativa al Senato. Aveva cioè il diritto d&#39;invocare una verifica parlamentare diretta, non istituzionalmente traslata e, come dire, pregiudizialmente anticipata in senso negativo (primo passaggio, dunque: questa cosa non può funzionare, dunque non mi piace e perciò non si può fare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negargliela (ma si poteva?) significava mettere fin dall&#39;inizio il resto del processo sui binari giusti. Tolta quella verifica, non restava infatti gran che. Come in tutti i piani ben congegnati, infatti, si poteva fin dall&#39;inizio tener conto sapientemente non solo delle proprie mosse e intenzioni ma soprattutto (ripeto: soprattutto) di quelle altrui, deboli e rinunciatarie fino alla dabbenaggine. In questo senso il piano disponeva, spontaneamente e senza sforzo alcuno, di un possente alleato: il Movimento 5 Stelle o, per essere più esatti, la rozza ma coerente strategia del comico Giuseppe Grillo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi, infatti, non avrebbe mai dato una mano al centro-sinistra per superare la difficile impasse. Un eventuale affermazione del centro-sinistra avrebbe rappresentato, a giudizio del comico, la fine della propria espansione (non è detto peraltro che in quest&#39;altro modo tale espansione sia meglio garantita, ma tant&#39;è: in certi casi si naviga a vista). Negando il proprio appoggio al centro-sinistra di Bersani e Vendola il comico Giuseppe Grillo si iscriveva perciò volontariamente nella lista dei più potenti alleati di Silvio Berlusconi, anzi, almeno in quell&#39;occasione, di sicuro il più potente. Al tempo stesso, la mossa grillina accentuava la deriva irresistibile verso un&#39;altra possibile soluzione di governo, quella che il piano portava in corpo dall&#39;inizio: la rendeva infatti con evidenza sempre più consistente, anzi l&#39;unica possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancava però ancora un fattore essenziale del processo: chi, da possibile, lo rendesse reale. La partita perciò si spostava dalla faticosa ricerca di una maggioranza parlamentare per la formazione di un governo all&#39;altrettanto faticoso scioglimento del nodo presidenziale. Qui il piano, svolgendosi ulteriormente, dava il meglio di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Pd, messo di fronte a quell&#39;impegno, dimostra platealmente di non essere in grado di esprimere un proprio candidato, condiviso e fino in fondo sostenuto. Due politici, in vario modo e misura rappresentativi, Marini e Prodi, vengono sacrificati sull&#39;altare di questa incapacità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma davvero si tratta soltanto d&#39;incapacità? Davvero quell&#39;incapacità è il frutto di lacerazioni correntizie e personali, che il Partito nel corso della sua storia non è mai riuscito a comporre e a superare? Oppure si tratta della naturale prosecuzione di quel disegno che c&#39;era fin dall&#39;inizio? I cento voti che vagano nel chiuso delle urne onde impedire l&#39;affermazione di questo o di quello, rappresentano la sommatoria casuale di malanimi fra loro contrapposti o costituiscono la forza d&#39;urto consapevole e unitaria con la quale raggiungere uno scopo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;acme del disvelamento si raggiunge quando, alle altre fallite candidature, ne subentra una particolarmente fuori della norma, quella di Stefano Rodotà. Essa viene fuori, in maniera inequivocabilmente strumentale, dal ventre del Movimento 5 Stelle. Ma, data la natura fuori di dubbio alta e incontestabile del personaggio (il quale, per intenderci, prima della consultazione elettorale, aveva insieme con altri invitato pubblicamente a votare per il Pd), essa poteva essere la via d&#39;uscita dalla morsa che sempre più chiaramente s&#39;andava serrando attorno a quel partito; e, al tempo stesso, avrebbe rovesciato sul Movimento 5 Stelle la natura strumentale dell&#39;operazione, costringendolo finalmente a una scelta. Che mi risulti, questa possibilità non è stata neanche discussa negli organismi dirigenti del Pd, certamente non nei gruppi parlamentari. Se non è così, vorrei essere smentito (l&#39;inchiesta giornalistica di cui parlavo potrebbe partire proprio da qui).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che l&#39;assunzione da parte del Pd della candidatura Rodotà, quale che ne risultasse anche in questo caso l&#39;esito finale, avrebbe messo in crisi il piano: e questo non era tollerabile. Qui s&#39;intreccia il nodo che si vorrebbe conoscere più a fondo. Infatti, per portare alle sue conclusioni ultime il piano, era necessario sconfiggere (no, non sconfiggere: fare a pezzi) Bersani; e per sconfiggere Bersani, era necessario sconfiggere (no, non sconfiggere: fare a pezzi) il Pd.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il punto sul quale i politologi, se ancora ne esistono, si dovrebbero buttare a pesce. Nell&#39;ombra delle organizzazioni politiche italiane la &quot;figura&quot; partito è, da tempo, sempre meno presente. E&#39; un partito il Pdl? E&#39; un partito Scelta civica? E&#39; un partito il Movimento 5 Stelle? In questo coacervo di gruppi proprietà personale di questo o di quello, il Pd manteneva una sua, vecchiotta ma dignitosa, fisionomia di partito (novecentesco) di massa. L&#39;alleanza con Sel, foriera di un allargamento di quel partito a sinistra, da adottare secondo logiche, anche in questo caso, tradizionali, di partito, non faceva che accentuare questa sua caratteristica e tendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, non è difficile capirlo: per realizzare fino in fondo il piano bisognava distruggere persino il simulacro di quella centenaria unità organizzativa, qualcosa in cui esiste un qualche, per quanto approssimativo, canale di trasmissione fra la base e il vertice, i gruppi dirigenti si presentano e agiscono (almeno formalmente) secondo una logica democratica e gli eletti si sentono (o almeno dovrebbero sentirsi) obbligati a rispondere agli elettori, e cioè, per esempio, a non fare da eletti il contrario di ciò per cui sono stati eletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &quot;governo delle larghe intese&quot; comportava questa distruzione: e questa distruzione è stata puntualmente e rigorosamente compiuta. Il &quot;governo delle larghe intese&quot; rappresenta nel nostro prontuario l&#39;ottavo pilastro della saggezza. Retrospettivamente, e sulla base dell&#39;esperienza, ci si è resi conto che il &quot;governo tecnico&quot; non sarebbe stato sufficiente a conseguire tutti gli obbiettivi prefissati: ossia, per restare all&#39;essenziale, un nuovo equilibrio di potere fondato sulla totale cancellazione dei vecchi parametri dell&#39;agire politico in Italia, e forse, in prospettiva, in Europa, l&#39;angolo visuale costituito dalla contrapposizione destra-sinistra, le politiche di governo orientate socialmente e, infine, la promessa di una promozione non fondata sulla corruzione (sostanziale, di comportamenti e di scelte, non necessariamente di soldi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci voleva un governo di tutti per cancellare perfino il ricordo di un governo politicamente e socialmente orientato. Un governo che è di tutti non è però propriamente di nessuno. O meglio, è solo di un potere astrattamente considerato e simbolicamente rappresentato: quello che trascende il modesto gioco democratico al quale modestamente siamo stati educati nel quarantennio post-resistenziale e costituzionale, quello che affidava al voto la distinzione tra maggioranza e opposizione, tra governanti e governati, tra sostenitori della democrazia e suoi avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La distruzione, anzi l&#39;umiliazione, del Pd e, anche sul piano personale, del suo maggior leader, Pierluigi Bersani, costituiva infatti un solo versante, per quanto preliminare e fondativo, dell&#39;ottavo pilastro della saggezza. L&#39;altro, altrettanto indispensabile (se no, come si sarebbe giunti ragionevolmente a proporre e imporre il &quot;governo delle larghe intese&quot;?), era la restituzione al capo italiano del centro-destra (questo peculiarissimo, inconfondibile capo squisitamente &quot;italiano&quot;, che tanto ci ha distinto e a quanto pare continuerà a distinguerci nel mondo) della patente di grande e rispettabile &quot;statista&quot;. E&#39; quel che è puntualmente avvenuto. Tutto il resto è stato messo fra parentesi. Sicché non è illegittimo pensare che questa colossale rimozione etico-politica sia da considerarsi un tassello essenziale nella costruzione della politica delle &quot;larghe intese&quot;. E&#39; come se il concetto di morale pubblica fosse sacrificato sull&#39;altare dell&#39;opportunità politica. Anche il dirlo è diventato da qualche tempo a questa parte riprovevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamerei tutto questo una sapiente &quot;normalizzazione&quot; del quadro politico italiano: ossia la sua costrizione a farlo funzionare anche quando non ne esisterebbero le condizioni. E&#39; la caratteristica, con aspetti più o meno rilevanti, di qualsiasi operazione d&#39;impronta autoritaria. Solo che in Italia le &quot;normalizzazioni&quot; di tale natura sono sempre state piuttosto un &quot;andare fuori della norma&quot; con effetti, come tutti ricorderanno, in qualche caso devastanti. La mia impressione è che anche questa volta i dati principali dell&#39;aggregato spingano in tale direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(14 giugno 2013)&lt;/em&gt;&lt;div class=&quot;tag-dettaglio&quot; style=&quot;font-family: arial; font-size: 20px; font-weight: bold; line-height: normal; padding: 10px 0px !important;&quot;&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/7139709351427201772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/lottavo-pilastro-della-saggezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7139709351427201772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/7139709351427201772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/lottavo-pilastro-della-saggezza.html' title='L&#39;ottavo pilastro della saggezza'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-1338041070573911893</id><published>2013-06-06T15:55:00.001+02:00</published><updated>2013-06-06T15:55:15.678+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><title type='text'>Pensare con la proria testa, amare con il proprio cuore</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h3 id=&quot;FamigliaCristiana_FrontEnd_102438__c931906fb68_txtTitlePage&quot; style=&quot;color: #c60200; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, Times, serif; font-size: 16px; font-weight: normal; margin: 10px 0px 5px 8px; padding: 0px 0px 10px;&quot;&gt;
Pensare con la proria testa, amare con il proprio cuore&lt;/h3&gt;
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&lt;span class=&quot;data&quot; style=&quot;color: #c60200;&quot;&gt;06/06/2013&lt;/span&gt;&lt;div class=&quot;boxImg left&quot; id=&quot;FamigliaCristiana_FrontEnd_102438__c931906fb68_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_TImage&quot; style=&quot;display: inline; float: left; width: 270px;&quot;&gt;
&lt;img alt=&quot;Padre Vitangelo Denora, gesuita, delegato per i collegi della provincia d&#39;Italia e d&#39;Albania e direttamente responsabile per le scuole di Torino, Milano e Napoli. Foto Riccardo Venturi/Contrasto.&quot; id=&quot;FamigliaCristiana_FrontEnd_102438__c931906fb68_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_imgPost&quot; src=&quot;http://www.famigliacristiana.it/allegati/2013/6/gesuiti-by-venturi_002_2972750.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 10px; padding-left: 0px;&quot; /&gt;&lt;div class=&quot;didascalia&quot; style=&quot;clear: left; color: #cd071e; font-size: 9px; padding-bottom: 2px; padding-right: 10px;&quot;&gt;
Padre Vitangelo Denora, gesuita, delegato per i collegi della provincia d&#39;Italia e d&#39;Albania e direttamente responsabile per le scuole di Torino, Milano e Napoli. Foto Riccardo Venturi/Contrasto.&lt;/div&gt;
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Pensare con la propria testa e amare con il proprio cuore. Sapere che i talenti ricevuti vanno coltivati non solo per sé stessi, ma messi a disposizione del mondo&lt;strong&gt;. Le scuole dei Gesuiti – oltre 5 mila studenti in Italia e circa due milioni nel mondo– continuano a proporre un modello educativo che ha come obiettivo, con le parole di padre Pedro Arrupe, quello di «formare uomini con e per gli altri»,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di far capire a ciascuno quali sono le sue qualità e come metterle a disposizione degli altri «per costruire un mondo più umano e più giusto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;All’appuntamento con il Papa, in aula Nervi il 7 giugno, arrivano in oltre 9mila. Molti anche da Scutari, dal liceo Atë Pjetër Meshkalla, l’ultima scuola aperta dai Gesuiti italiani&lt;/strong&gt;. È l’unica, delle sette, fuori dal territorio nazionale.Insieme con loro, gli alunni del Sociale di Torino, del Leone XIII di Milano, del Massimo di Roma, del Pontano di Napoli,del Sant’Ignazio di Messina, del Centro educativo ignaziano a Palermo.Hanno preparato disegni, poesie,lettere e domande. Dai più piccoli delle scuole materne fino agli studenti delle superiori ciascuno ha un suo pensiero da consegnare a Francesco. Con lo stile tipico di queste scuole che è quello di lasciare la parola agli studenti più che agli insegnanti. «È una tradizione antica che viene da sant’Ignazio», s&lt;strong&gt;piega padre Vitangelo Denora, delegato per i collegi della Provincia d’Italia e di Albania e direttamente responsabile per le scuole di Torino, Milano e Napoli.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sant’Ignazio pensava a una pedagogia più attiva: non il professore che parla,ma gli alunni che intervengono, che fanno molto lavoro personale e cooperativo. Il tutto, e questa è una nostra caratteristica che anche molti ex alunni ci riconoscono,per arrivare a sviluppare il pensiero critico, per aiutare le persone a pensare con la propria testa».&lt;strong&gt;&amp;nbsp;La rete italiana fa parte di una più vasta che comprende, nella sola Europa, 170 istituti.&lt;/strong&gt;Scuole all’avanguardia per ricerca e tecnologie, che si rifanno però tutte al modello pedagogico ignaziano, cioè, spiega padre Denora, «a una didattica molto laboratoriale, molto centrata sulla persona e sul percorso che ciascuno ha.Ognuno è chiamato a scoprire le proprie passioni, i propri talenti, a nascere a sé stesso, a vivere da protagonista».&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;img alt=&quot;Foto Riccardo Venturi/Contrasto.&quot; id=&quot;FamigliaCristiana_FrontEnd_102438__c931906fb68_paragraphsReader_repParagraphs_ctl01_imgPost&quot; src=&quot;http://www.famigliacristiana.it/allegati/2013/6/gesuiti-by-venturi_012_2972759.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px; padding-left: 0px;&quot; /&gt;&lt;div class=&quot;didascalia&quot; style=&quot;clear: left; color: #cd071e; font-size: 9px; padding-bottom: 2px; padding-left: 10px;&quot;&gt;
Foto Riccardo Venturi/Contrasto.&lt;/div&gt;
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&lt;strong&gt;Quando la prima scuola fu aperta a Messina nel 1500, con l’idea di aiutare le persone a partecipare ai cambiamenti che si stavano producendo intorno a loro, una delle frasi più usate dai gesuiti era «il mondo è la nostra casa».&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Oggi,spiega padre Denora, «le frontiere della nostra pedagogia sono ancora quelle di costruire cittadini del mondo, aperti a quello che sta succedendo intorno a noi, a loro. Il mondo si fa più grande, più connesso e l’apertura è una delle caratteristiche che devono avere oggi i ragazzi per abitare questo mondo da protagonisti. Dobbiamo aiutare i ragazzi a vivere il mondo come la loro casa». Concretamente, significa imparare le lingue, usare le nuove tecnologie. In ogni classe c’è la lavagna elettronica e si usa il tablet per insegnare che gli strumenti possono servire anche per la scuola, per apprendere, per costruire la lezione insieme con gli insegnanti. In modo gioioso, altra caratteristica del metodo ignaziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E poi l’apertura agli altri, anche con l’inserimento, per esempio, dello studio del cinese come lingua curriculare per gli studenti del liceo classico di Torino e come attività integrativa pomeridiana per gli altri istituti.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Alle ultime classi, poi, viene proposta la gita di fine anno a Pechino. Sempre a Torino, ma anche a Milano, è stato avviato il liceo sportivo. Per i liceali di tutti gli indirizzi sono previsti, nei programmi obbligatori,i campi missionari. Volontariato in Italia o all’estero, in particolare in Romania e Perù. E poi attività espressive, laboratori d’arte, teatro.Seguiti da docenti formati con appositi corsi, gli studenti imparano «a sorgere a sé stessi e ad abitare il mondo», sottolinea padre Denora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Spesso da protagonisti, come dimostra la storia dei tanti uomini politici, scienziati, imprenditori,artisti che sono passati dai banchi dei Gesuiti. Qualcuno entra anche nella Compagnia di Gesù, ma questo non è l’obiettivo.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;«La nostra tradizione», conclude Denora, «è più laica e ha la caratteristica della totale gratuità. Gesù non guariva le persone perché poi lo seguissero.Le guariva perché si tirassero su e andassero per il mondo a testa alta. È quello che cerchiamo di fare anche noi facendo sì che i ragazzi, che spesso non ci credono, diventino consapevoli della loro dignità. Per essere capaci di scoprirei propri talenti e di utilizzarli a servizio dell’umanità intera».&lt;/div&gt;
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&lt;div class=&quot;firma&quot; style=&quot;clear: both; color: #333333; font-family: Georgia, &#39;Times New Roman&#39;, Times, serif; font-size: 11px; padding: 10px 10px 10px 0px; text-align: right; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: #c60200;&quot;&gt;di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.famigliacristiana.it/risultati-ricerca.aspx?author=Annachiara+Valle&quot; id=&quot;FamigliaCristiana_FrontEnd_102438__c931906fb68_hlAuthor&quot; style=&quot;color: #2f5eb1; text-decoration: none;&quot; title=&quot;Annachiara Valle&quot;&gt;Annachiara Valle&lt;/a&gt;,da Famiglia Cristiana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/1338041070573911893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/pensare-con-la-proria-testa-amare-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/1338041070573911893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/1338041070573911893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/pensare-con-la-proria-testa-amare-con.html' title='Pensare con la proria testa, amare con il proprio cuore'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-522375123132493463</id><published>2013-06-05T08:00:00.001+02:00</published><updated>2013-06-05T08:00:34.181+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cultura"/><title type='text'>Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot;&gt;Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px;&quot;&gt;&amp;nbsp;Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px;&quot;&gt;La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; color: #333333; display: inline; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;ari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;2) Il principio del problema-soluzione-problem&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class=&quot;word_break&quot; style=&quot;display: inline-block; font-size: 11px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;a: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i class=&quot;_4-k1 img sp_3hvnuf sx_02297b&quot; style=&quot;background-image: url(https://fbstatic-a.akamaihd.net/rsrc.php/v2/yA/r/s-hHk4Lp1ba.png); background-position: 0px -621px; background-size: auto; display: inline-block; font-size: 11px; height: 16px; vertical-align: -3px; width: 16px;&quot;&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;&amp;nbsp;Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettator&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class=&quot;word_break&quot; style=&quot;display: inline-block; font-size: 11px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;e ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px;&quot;&gt;Fonte : Informazione libera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/522375123132493463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/noam-chomsky-ecco-10-modi-per-capire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/522375123132493463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/522375123132493463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/06/noam-chomsky-ecco-10-modi-per-capire.html' title='Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6126628591117734486.post-6478161608244473932</id><published>2013-05-29T15:07:00.002+02:00</published><updated>2013-05-29T15:07:35.053+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Politica e menzogna</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;post-meta&quot; style=&quot;background-color: white; border: 0px; font-family: Georgia, times, serif; font-size: 11px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 30px 0px 20px; position: relative; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;h2 style=&quot;background-color: transparent; border: 0px; font-size: 25px; letter-spacing: -0.3px; line-height: 30px; margin: 0px 0px 5px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;
di&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;post-author&quot; style=&quot;background-color: transparent; border: 0px; font-weight: bold; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.left.it/author/adriano-prosperi/&quot; style=&quot;background-color: transparent; border: 0px; color: black; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;&quot; title=&quot;Posts by Adriano Prosperi&quot;&gt;ADRIANO PROSPERI&lt;/a&gt;, da LEFT&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;post-content&quot; style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #262626; font-family: Georgia, times, serif; font-size: 16px; line-height: 22px; margin: 0px 0px 30px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
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Luciano Violante nel suo libro recente su Politica e menzogna (Einaudi 2013), dopo avere accompagnato il lettore attraverso un vasto panorama di come l’albero della menzogna non abbia mai smesso di dare frutti politici e di come nell’età dell’informazione sia più robusto che mai, svolge alcune considerazioni su come si possa difendere la democrazia, intesa come la forma politica più di ogni altra fondata sulla trasparenza della verità . E qui emerge la necessità di una opposizione. Non una qualunque: «Tutti gli studiosi dei sistemi politici – scrive Violante – ritengono che una opposizione credibile sia essenziale presupposto per la trasparenza del potere politico». L’opposizione è la parte che in un sistema democratico si prepara ad andare al governo nella legislatura seguente e intanto svolge un compito di controllo su chi sta governando. Dunque è essenziale che opposizione ci sia. Ma dov’è oggi l’opposizione in Italia? Il Pd, che aveva raccolto la maggioranza dei voti su un programma di alternativa, oggi sta governando: ma secondo il programma della forza politica contro cui aveva chiesto voti. Ne nasce un disorientamento e una sfiducia devastanti in mezzo a chi è interessato al cambiamento politico: parliamo dei circa 9 milioni di italiani per i quali il lavoro è un’entità fantomatica, inesistente o inafferrabile. La democrazia italiana era fondata sul lavoro: se il lavoro non c’è non c’è nemmeno la democrazia . Così le forme parlamentari diventano una imitazione della democrazia, un gioco teatrale. Il disordine è arrivato al punto che quello che fu il grande partito di opposizione oggi si astiene per lealtà verso il governo dalla presenza nelle piazze dove i lavoratori manifestano. C’è di che risuscitare la definizione di “cretinismo parlamentare”. Ma non è più tempo di rimpianti: oggi il problema della verità come unica via per tornare a una effettiva democrazia passa attraverso un appuntamento non più rinviabile. Dobbiamo sapere chi e perché ha fatto fallire la candidatura di ben tre uomini del centrosinistra a Presidente della Repubblica. E se questo potesse significare l’espulsione di chi ha puntato nel segreto dell’urna al fallimento di quelle candidature ben sapendo che così si consegnava la vittoria al populismo di destra, tanto meglio. Preoccupa il fatto che a questo chiarimento non si voglia arrivare e che si rinvii il più possibile l’appuntamento facendo di tutto per nascondere le divisioni nelle nebbie di quel gergo politico che, come scrive Violante, è una «lingua di legno».&lt;/div&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terresconosciute.blogspot.com/feeds/6478161608244473932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/05/politica-e-menzogna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/6478161608244473932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6126628591117734486/posts/default/6478161608244473932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terresconosciute.blogspot.com/2013/05/politica-e-menzogna.html' title='Politica e menzogna'/><author><name>cristiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14472517373605824813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj02M4GK5a8QAf3r4MeaeOqJiXXo7-rlXWHx98FHkUVazM9jl42m3irqisOGKOIsUgqItf1SG6fPflcBNfcFYF5ESZoeIKYvg8FsHBGRTYmnVGGQqzNPLgSNZ5-f-Slxg/s220/maratea+135.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>