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	<title>The Soviet Unit</title>
	
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	<description>La società futura!</description>
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		<title>Vogliamo rilanciare l’#occupazione? Che ne dite di un po’ di domanda aggregata?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 21:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio del Fondo Monetario Internazionale pubblicato alla fine del 2012 dimostra, analizzando 20 economie sviluppate, che la disoccupazione diminuisce (e rapidamente) se si aumenta la produzione, E NON se si flessibilizza il lavoro. Se c'è qualcuno del PD fra voi, o fra i vostri amici, segnalateglielo.<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/07/i-robot-che-ci-portano-via-il-lavoro-due-grafici-per-capire-se-e-vero/"     class="crp_title">I #robot, &#8220;che ci portano via il lavoro&#8221;: due&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/04/10/altre-cose-che-fanno-un-po-male-allitalia-6-la-flessibilizzazione-del-lavoro/"     class="crp_title">(Altre) Cose che Fanno Un Po&#8217; Male all&#8217;Italia&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/05/cari-indivanados-ecco-4-grafici-da-stamparsi-in-testa-per-non-parlare-di-disoccupazione-a-vanvera/"     class="crp_title">Cari #Indivanados, ecco 4 grafici da stamparsi in testa per&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/04/28/un-errore-in-un-foglio-di-excel-costa-oltre-6-milioni-di-disoccupati-finora/"     class="crp_title">Un Errore in un Foglio di Excel costa Oltre 6 Milioni di&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/07/15/il-compressore-di-domanda-interna-tedesco/"     class="crp_title">Il Compressore di Domanda Interna Tedesco</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8216;domanda aggregata&#8217; è la domanda totale di beni e servizî in un&#8217;economia. Nel 1962 un certo Arthur Okun identificò un effetto macroeconomico regolare, da allora noto come la &#8216;Legge di Okun&#8217;, secondo cui se la domanda aggregata aumenta, la disoccupazione diminuisce. Ve lo dico con altre parole: l&#8217;osservazione dei dati dimostrava che <em>ogni volta</em> che in un paese aumenta la richiesta di beni e servizî, voi non ci crederete, ma vengono impiegate più persone per produrre i beni e i servizî richiesti, e la disoccupazione scende.</p>
<p>A voi ora sembrerà banale perché siete gente poco istruita, ma pare che una buona parte di economisti, ed evidentemente la parte che viene ascoltata più volentieri da chi decide le politiche nazionali, regionali e globali, sia scettica rispetto a questa osservazione. Perché? Perché se questo fosse vero, sarebbe l&#8217;ennesima prova del fatto che <span style="text-decoration: line-through;">minchiate</span> concetti come la <em>flexicurity</em> sono <span style="text-decoration: line-through;">minchiate</span> ingiustificati in termini di stimolo all&#8217;occupazione. Se la Legge di Okun fosse effettivamente una legge macroeconomica semplice ed universale, allora si potrebbe pensare che una politica responsabile, in questo momento, dovrebbe occuparsi di creare la domanda, di investire per promuovere la produzione, allo scopo di creare posti di lavoro.</p>
<p>Invece conviene perpetuare il principio che è <em>il mercato</em> che crea posti di lavoro, e che se non trovi lavoro è perché non ti aggiorni o sei schizzinoso, o perché i privilegiati che già stanno lavorando non possono essere licenziati per far spazio a te, o perché la regolamentazione e la burocrazia impediscono al mercato di espandersi come potrebbe.</p>
<p>Dopo il 2008, a taluni non è parso vero di rompere gli indugi e proclamare che, <em>se anche</em> la Legge di Okun fosse stata vera, la Grande Recessione ha cambiato tutto e ora essa non vale più. È il cosiddetto <em>new normal</em>: anche se l&#8217;economia riprende, non è detto che lo faccia l&#8217;impiego, perché purtroppo nel frattempo la tecnologia ha fatto passi da gigante e molti dei lavori che vorreste indietro ora li possono fare le macchine. Aggiornatevi. Per inciso, c&#8217;è anche Paul Superstar Krugman fra questi. Io sarò un cretino, ma questo Premio Nobel mi convince sempre meno.</p>
<p>Il, diciamo così, &#8220;fondamento&#8221; di questa ipotesi è, come spesso accade in questi casi, un fenomeno isolato ed episodico (e peraltro neppure reale, pare): la cosiddetta <em>jobless recovery</em>, la &#8220;ripresa senza occupazione&#8221; che si sarebbe vista solo negli USA.</p>
<p>Molto bene. Nel novembre del 2012, tre ricercatori del Fondo Monetario Internazionale hanno pubblicato <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;ved=0CDMQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.imf.org%2Fexternal%2Fnp%2Fres%2Fseminars%2F2012%2Farc%2Fpdf%2FBLL.pdf&amp;ei=NYabUZyyJ8eY1AW_goHQAg&amp;usg=AFQjCNHgFvIhdydStZu2_sKqM2k7S53Gqw&amp;sig2=30ur7mknpDCLkFe1eb9yXw&amp;bvm=bv.46751780,d.d2k" target="_blank">questo <em>paper (pdf)</em></a>, in cui, dati alla mano, si dimostra che:</p>
<ol>
<li>La legge di Okun in realtà è piuttosto pervasiva, cioè si presenta regolarmente in economie molto diverse tra loro</li>
<li>Il 2008 non ha cambiato le cose. Le <em>jobless recovery</em> non sono altro che e riprese fragili o molto lente.</li>
<li>L&#8217;effetto è molto rapido, nel senso che si osserva già nei dati trimestrali.</li>
</ol>
<p>E si conclude che (traduzione mia):</p>
<blockquote>
<div dir="ltr" data-font-name="g_font_p1_1" data-canvas-width="534.0000000000002">E&#8217; raro chiamare &#8216;legge&#8217; una correlazione macroeconomica. Ma crediamo che la Legge di Okun se lo sia meritato. Non è universale quanto la legge di gravità (che ha gli stessi parametri in tutte le economie avanzate), ma è robusta e stabile rispetto agli <em>standard</em> della macroeconomia. Le segnalazioni di deviazioni da questa regola sono spesso esagerate. La Legge di Okun è senz&#8217;altro più affidabile di una tipica relazione macroeconomica come la curva di Phillips, che richiede continui aggiustamenti a fronte di anomalie nei dati.</div>
</blockquote>
<p>Sicché &#8211; suggerisco di tener presente questa fonte la prossima volta che vi trovate a parlare con qualcuno Fornero-<em> </em>(o <em></em>Ichino-) <em>style</em> e questi dovesse lanciarsi nella retorica di &#8216;non impiego ma <em>impiegabilità</em> a vita&#8217;. Quest&#8217;ultima non è un modo per rilanciare l&#8217;occupazione. In più, l&#8217;osservazione finale è tanto più pertinente in quanto dà la misura della &#8216;certezza&#8217; in macroeconomia, da confrontare con l&#8217;idea del &#8216;tecnico&#8217; che interviene sull&#8217;economia come se fosse una macchina da aggiustare, calibrare, registrare. Il bello è che non lo dico io, lo dice il Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>C&#8217;è anche un&#8217;analisi interessante a questo proposito. Gli autori, che stimano la forza (e la robustezza) della relazione in 20 economie avanzate, trovano che esistono differenze significative fra i vari paesi. La loro ipotesi è che siano legate al livello di protezione (o rigidità, se preferite) del lavoro. L&#8217;OCSE traccia questa variabile con un indice (di cui scritto in altre occasioni. Per esempio <a href="http://www.sovietunit.net/2012/04/10/altre-cose-che-fanno-un-po-male-allitalia-6-la-flessibilizzazione-del-lavoro/">qui</a>), che sintetizza con un punteggio quanto la <em>normativa</em> relativa ai rapporti di lavoro sia, per l&#8217;appunto, protettiva o meno dell&#8217;impiego &#8211; e nel documento si tenta di trovare una correlazione fra le due cose: ovvero, si cerca di capire se, in presenza di una regolamentazione più rigida del lavoro, la disoccupazione sia <em>meno</em> sensibile a variazioni <em></em>della domanda. Rispetto a questo, gli autori notano quanto segue:</p>
<blockquote dir="ltr" data-font-name="g_font_p1_1" data-canvas-width="284.3248">
<div dir="ltr" data-font-name="g_font_p1_1" data-canvas-width="231.73119999999992">Abbiamo cercato le variabili che spiegano il coefficiente di Okun (cioè l&#8217;intensità di questa relazione, ndr), ma i nostri risultati sono stati per lo più negativi. Un fallimento interessante è quello del noto indice della protezione del lavoro (IPL) dell&#8217;OCSE. In teoria, una maggiore protezione del lavoro dovrebbe affievolire gli effetti di variazioni nella produzione, e quindi ridurre il coefficiente di Okun. [...] [Ma] la relazione fra le due variabili ha il segno sbagliato, e non è statisticamente significativa. Allo stesso modo, non troviamo nessuna relazione fra il coefficiente di Okun e due altri fattori potenzialmente correlati: la disoccupazione giovanile e la disoccupazione di lungo periodo.</div>
</blockquote>
<div dir="ltr" data-font-name="g_font_p1_1" data-canvas-width="231.73119999999992"> Il che significa che <em>non solo</em> la disoccupazione è controllabile stimolando la produzione (l&#8217;<em>output</em>), <em>ma</em> la protezione del lavoro <em>non cambia </em><em></em>questa relazione. La mia ipotesi, se vi interessa, è che la flessibilizzazione ha il puro e semplice effetto di ridurre il potere negoziale dei lavoratori, e di conseguenza, ridurne il salario. Il che ha effetti macroeconomici, tipo aumentare il <em>surplus</em> commerciale perché la domanda interna non è in grado di assorbire la produzione. E&#8217; il famoso <em>modello tedesco</em>, tanto perché lo sappiate: solo che funziona a patto che ci sia qualcuno disposto ad importare da noi, e in ogni caso è sempre la classe lavoratrice che ci smena. E siccome invece siamo <em>noi</em> ad essere costretti ad importare dalla Germania, traete voi le vostre conclusioni.</div>
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		<title>Catoblepismo vi sembra complicato? Che ve ne pare di #Ptocotrapezocrazia?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 18:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'economista Yanis Varoufakis, nel suo libro "Il Minotauro Globale", descrive l'equilibrio di potere che caratterizza il periodo post-Credit-Crunch come "bancarottocrazia", o "governo delle banche povere" - e spiega per quale motivo la Troika persegue la strategia suicida dell'Austerity.<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/03/29/5-lezioni-dalla-rivoluzione-araba/"     class="crp_title">5 Lezioni dalla Rivoluzione Araba</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/22/falsita-5-leuropa-difende-il-modello-sociale-europeo/"     class="crp_title">Falsità #5: l&#8217;Europa Difende il Modello Sociale&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/04/15/non-capisco-molto-di-economia-sig-monti-ma-neppure-lei-me-la-conta-giusta/"     class="crp_title">Non Capisco Molto di Economia, sig. Monti, Ma Neppure Lei Me</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/05/18/la-partnership-transatlantica-il-capitale-sta-per-farci-un-altro-tiro-vi-avverto/"     class="crp_title">La Partnership Transatlantica: Il Capitale Sta per Farci Un&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/19/3-cose-prima-che-la-cina-ci-invada/"     class="crp_title">3 Cose Prima che la Cina ci Invada</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Yanis Varoufakis, per chi non lo conoscesse, è un economista greco (@yanisvaroufakis, o meglio ancora, <a href="http://yanisvaroufakis.eu/" target="_blank">il suo blog</a>), autore di un libro intitolato <a href="http://yanisvaroufakis.eu/books/the-global-minotaur/" target="_blank"><em>Il Minotauro Globale</em></a>, per chi non l&#8217;avesse letto. Il libro sarebbe godibile se non fosse agghiacciante, per cui vi consiglio di leggerlo &#8211; ed è un&#8217;analisi del modo in cui la crisi del &#8217;29, la Grande Depressione, ha generato il mondo nuovo in cui è stata possibile quella del 2008, la Grande Recessione. Contiene diversi spunti interessanti che meritano annotazioni, commenti e approfondimenti, ma prima di tutto mi piaceva evidenziare come per la prima volta (per quanto ne so io, che ammetto non essere molto) si cerchi di caratterizzare l&#8217;epoca che stiamo vivendo come qualcosa di diverso da una &#8216;Crisi&#8217; &#8211; cioè da uno sconvolgimento <em>temporaneo</em>, per quanto profondo, che <em>prima o poi</em> si risolverà in un equilibrio simile a quello che esisteva prima che la crisi si presentasse.</p>
<p>La crisi propriamente detta è già passata. Secondo Varoufakis, viviamo i primi anni di una nuova fase strategica &#8211; la terza, dopo quella del Piano Globale e del Minotauro Globale. Presumo che mi capiterà di riparlarne &#8211; ad ogni modo, per amor di chiarezza, il <em>Minotauro Globale</em> è il meccanismo di riciclo del <em>surplus</em> produttivo instauratosi all&#8217;inizio degli anni &#8217;70, quando gli Stati Uniti sono diventati l&#8217;importatore principale di tutto, da qualunque parte del mondo &#8211; e l&#8217;economia ha cominciato a sostenersi finanziando il deficit pubblico e commerciale degli USA. Questo meccanismo è stato scardinato dalla crisi del 2008, e nel libro, la nuova epoca è descritta così (traduzione mia):</p>
<blockquote><p>[...] la Crisi subisce continue metamorfosi, riscuotendo il proprio tributo in modi diversi in luoghi diversi. Questa non è più una crisi finanziaria. Non è neppure una crisi economica. E&#8217; diventata una crisi politica.</p>
<p>[...] Tempo fa, il dibattito politico ed economico era dominato dalla contrapposizione Sinistra / Destra. Sul lato rosso, la Sinistra sosteneva che la vita economica fosse troppo importante per essere lasciata alle forze del mercato, e che la società sarebbe stata meglio con una pianificazione centralizzata delle attività economiche. Sul lato blu, i partigiani del libero mercato ribattevano che il modo migliore per servire il bene comune era di consentire che un processo darviniano, basato sul mercato, eliminasse le pratiche economiche meno efficienti, così che quelle efficaci potessero prevalere. Nel 1991, il lato rosso subì una sconfitta catastrofica, dalla quale non si è mai completamente riavuto. Nel 2008, senza che i più se ne siano accorti, è stato il turno del lato blu. Perché da quel momento, visti gli sviluppi successivi su entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico, niente sembra avere più successo del fallimento più completo.</p>
<p>Anzi, il processo darviniano sembra essere stato capovolto. Più un&#8217;organizzazione privata è fallimentare, e quanto più sono catastrofiche le sue perdite, tanto maggiore è il potere che gli viene successivamente conferito, col volenteroso finanziamento dei contribuenti. In breve, il socialismo è morto nell&#8217;Età dell&#8217;Oro del Minotauro Globale, e del capitalismo ci si è sbarazzati in sordina nel momento in cui la Bestia ha terminato di dominare l&#8217;economia mondiale. Al suo posto, abbiamo un nuovo ordine sociale: la <em>Bancarott</em><em>ocrazia</em> &#8211; il governo delle banche fallite (se mi fosse permesso di indulgere nel Greco, la chiamerei <em>ptocotrapezocrazia</em>).</p></blockquote>
<p>Difficile dire &#8216;<em>non è vero</em>&#8216;, eh? Beh, quantomeno, mi pare che il nemico ricominci ad avere un volto, dei lineamenti meglio definiti rispetto a &#8216;la Crisi&#8217;. Qualcuno ha appena preso il potere, gente. E&#8217; contro questo che bisogna combattere.</p>
<p>P.S.: <em>ptoco</em> = povero (ma anche &#8216;fallito&#8217;) e <em>trapeza</em> = banca. <em>Ptocotrapezocrazia</em> = governo delle banche fallite.</p>
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		<title>La Partnership Transatlantica: Il Capitale Sta per Farci Un Altro Tiro, vi Avverto…</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 11:19:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una coppia di iniziative americane di scala globale è stata avviata in sordina da qualche anno. Occupati come siamo con le nostre beghe di condominio, pare che abbiamo deciso che le cause primarie delle nostre condizioni non ci debbano interessare<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/01/05/i-tweet-del-senatoremonti-durante-il-montilive-e-le-mie-20-domandine/"     class="crp_title">I tweet del @SenatoreMonti durante il #MontiLive e le mie 20</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/14/wordcloud-del-discorso-di-obama-sullo-stato-dellunione-del-12-febbraio-2012/"     class="crp_title">#WordCloud del Discorso di #Obama sullo Stato&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/14/le-32-proposte-di-kill-list-obama-nel-discorso-sullo-stato-dellunione-del-12-febbraio-2013/"     class="crp_title">Le 32 Proposte di Kill-List #Obama nel Discorso sullo Stato&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/03/30/se-vi-siete-accorti-dellescalation-in-corea-e-il-nobel-per-la-pace-quello-che-provoca/"     class="crp_title">Se vi siete accorti dell&#8217;escalation in #Corea: è Il&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/05/15/la-nuova-frontiera-delle-copie-illegali-monsanto-privatizza-la-riproduzione-biologica/"     class="crp_title">La Nuova Frontiera delle Copie Illegali: #Monsanto&hellip;</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fin&#8217;ora, almeno nei titoli di testa, il Partenariato Transatlantico Commerciale e d&#8217;Investimenti (o <em>Transatlantic Trade and Investement Partnership, TTIP</em>) non si è ancora fatto notare, come del resto il suo accordo gemello &#8211; quello Transpacifico (TPP, o <em>Transpacific Trade Partnership</em>), che è a uno stato più avanzato di definizione. Entrambi sono parte della strategia  degli Stati Uniti per il mantenimento della propria egemonia globale, e senza che ce ne accorgiamo, stanno per stabilire un nuovo ordine <em>politico</em> e <em>legale</em> che metterà i nostri diritti, come cittadini e lavoratori, in una nuova e interessante prospettiva. La forma che questi accordi prenderanno ci coinvolge direttamente, per cui trovo quantomeno bizzarro che non ci sia nessun accenno di dibattito pubblico sulla faccenda &#8211; specie perché la documentazione che si trova in rete ricade in due sole categorie: (1) ottimistici comunicati ufficiali e (2) commenti giornalistici allarmanti.</p>
<p>Laonde ho deciso, nel mio piccolo, di mettere insieme quello che riesco a trovare sulla faccenda, giusto per mettere la pulce nell&#8217;orecchio ai miei cinque lettori. E chissà mai.</p>
<p>La <em></em>Partnership Transatlantica è stata annunciata nel Discorso sullo Stato dell&#8217;Unione di Barack Amico-Dei-Poveri Obama di quest&#8217;anno (<a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/14/il-discorso-di-obama-sullo-stato-dellunione-del-13-febbraio-2013/">qui</a> trovate trascrizione e traduzione integrali). Il Presidente degli Stati Uniti ha detto:</p>
<blockquote><p>Per incrementare le esportazioni americane, supportare la creazione di posti di lavoro americani, e ripianare il campo di gioco nei mercati crescenti dell’Asia, intendiamo completare le negoziazioni per la <em>Partnership TransPacifica</em>. E stasera, annuncio che lanceremo una <em>Partnership </em>Transatlantica per il Commercio e l’Investimento con l’Unione Europea – perché il commercio libero ed equo attraverso l’Atlantico supporterà milioni di posti di lavoro americani ben pagati.</p></blockquote>
<p>E Obama è un uomo onorevole. L&#8217;<a href="http://www.ustr.gov/about-us/press-office/press-releases/2013/february/statement-US-EU-Presidents" target="_blank">annuncio</a> dell&#8217;inizio dei negoziati è stato dato il 13 febbraio, il giorno dopo il Discorso. Come infarinatura ho messo insieme uno <em>Storify</em> che trovate in calce a questo <em>post</em>, e come antipasto, eccovi passi scelti dalla traduzione (mia) di un <a href="http://andrewgavinmarshall.com/2013/05/12/large-corporations-seek-u-s-european-free-trade-agreement-to-further-global-dominance/" target="_blank">articolo</a> abbastanza approfondito:</p>
<blockquote><p>La <em>Transatlantic Trade and Investment Partnership </em>(TTIP) è l&#8217;ultimo programma voluto dalle <em>corporation</em> tra quelli comunemente definiti &#8220;accordi di libero scambio&#8221; (<em>Free Trade Agreements</em>), che in realtà si traducono in &#8220;consolidamenti geopolitici delle <em>corporation</em>&#8220;: grandi conglomerati finanziari che dirigono e impongono le politiche nazionali [...] verso la costruzione di struttore che facilitino la concentrazione globale del potere finanziario, economico <strong>e politico</strong> nelle mani di un numero relativamente ristretto di grandi imprese.</p>
<p dir="ltr">Nel momento peggiore della fase iniziale della crisi finanziaria ed economica, nel gennaio del 2009, Henry Kissinger [vi dice niente? ndr] scrisse <a href="http://www.nytimes.com/2009/01/12/opinion/12iht-edkissinger.1.19281915.html?pagewanted=all&amp;_r=1&amp;" target="_blank">un articolo per il </a><a href="http://www.nytimes.com/2009/01/12/opinion/12iht-edkissinger.1.19281915.html?pagewanted=all&amp;_r=1&amp;" target="_blank"><em>New York Times</em></a> [...] [in cui osservava] che il mondo economico è globalizzato, ma quello politico no. [...] La vittoria elettorale del Presidente Obama era un&#8217; &#8220;opportunità&#8221; nella &#8220;definizione di un nuovo ordine globale.&#8221; Ma questa opportunità doveva diventare &#8220;politica&#8221;attuata attraverso una &#8220;grande strategia&#8221;. Un pilastro centrale di questa grande strategia avrebbe dovuto includere il rafforzamento della &#8220;<em>partnership atlantica</em>&#8220;, che &#8220;sarebbe dipesa molto di più da politiche condivise&#8221;.</p>
<p dir="ltr">[già] nel 2007, il summit dei <em>leader</em> UE-USA &#8211; che includeva il Presidente USA Bush, il Cancelliere tedesco Angela Merkel, e il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso &#8211; ha istituito il <em>Transatlantic Economic Council</em> (TEC) per promuovere la cooperazione economica tra le due regioni.</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">Il discorso su queste manovre non solo avviene in sordina, ma è anche ammantato in un linguaggio orwelliano che Marshall (l&#8217;autore dell&#8217;articolo) traduce come segue:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr"><em>Austerity</em> significa impoverimento della popolazione</p>
<p dir="ltr"><em>Riforma strutturale</em> significa sfruttamento delle persone e delle risorse, e concentramento del potere politico nelle mani delle <em>corporation</em></p>
<p dir="ltr"><em>Investimento</em> significa controllo dell&#8217;economia da parte delle <em>corporation</em></p>
<p dir="ltr"><em>Concorrenza </em>è protezionismo per le <em>corporation</em></p>
<p dir="ltr"><em>Crescita</em> sono i loro profitti.</p>
</blockquote>
<p>La crisi del 2008 ha momentaneamente rallentato l&#8217;iniziativa &#8211; ma al tempo stesso le ha dato un nuovo e più potente ruolo nel mondo  che sta emergendo nella sua scia:</p>
<blockquote><p>La <em>partnership </em>transatlantica è un mattone centrale nella costruzione di questo &#8216;nuovo ordine mondiale&#8217;. [la <em>partnership</em>] è stata riavviata nel summit EU-USA del novembre del 2011, quando i <em>leader</em> politici che ne fanno parte hanno dato disposizione al <em>Transatlantic Economic Council</em> di creare un <em>Gruppo di Lavoro di Alto Livello su Lavoro e Crescita</em>, guidato dal Rappresentante USA per il Commercio Estero, Ron Kirk, e il membro della Commissione per il Commercio UE, Karel De Gucht, e con il compito di &#8220;identificare politiche e misure per aumentare il commercio e l&#8217;investimento UE-USA per supportare una creazione di posti di lavoro a beneficio di entrambi, crescita e conomica e competitività internazionale,&#8221; lavorando a stretto contatto con gruppi dei settori pubblico e privato.</p></blockquote>
<p>Insomma, se volete un consiglio, drizzate le orecchie &#8211; perché credo che ci sarà da ridere, e non vorrei che, un&#8217;altra volta ancora, sembri che le cose piovano dal cielo.</p>
<p>Intanto, eccovi lo <em>Storify</em> di cui parlavo, che aggiornerò a mano a mano che trovo materiale.<br />
<script type="text/javascript" src="//storify.com/sovietunit/the-transatlantic-trade-and-investment-partnership.js?header=false"></script></p>
<noscript>[<a href="//storify.com/sovietunit/the-transatlantic-trade-and-investment-partnership" target="_blank">View the story "The TransAtlantic Trade and Investment Partnership" on Storify</a>]</noscript>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Nuova Frontiera delle Copie Illegali: #Monsanto Privatizza la Riproduzione Biologica</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 16:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capitalism]]></category>
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		<category><![CDATA[regolamentazione del mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Monsanto vince una causa contro un coltivatore che ha cresciuto semi di soia geneticamente modificati per conto proprio. Monsanto sostiene che la riproduzione biologica sia come copiare un CD, il coltivatore si difende sostenendo che il suo lavoro non conta nella produzione di profitto, e la somma delle due cose genera uno dei peggiori mostri del secolo.<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/01/05/fareperfermareildeclino-la-solita-agendina-con-le-solite-propostine/"     class="crp_title">#FarePerFermareIlDeclino, La Solita Agendina con le Solite&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/05/20/vogliamo-rilanciare-loccupazione-che-ne-dite-di-un-po-di-domanda-aggregata/"     class="crp_title">Vogliamo rilanciare l&#8217;#occupazione? Che ne dite di un&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/07/linvenzione-della-pirateria-informatica/"     class="crp_title">L&#8217;Invenzione della Pirateria Informatica</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/01/08/in-difesa-del-senatoremonti-e-dellagendamonti-eh-gia/"     class="crp_title">In Difesa del @SenatoreMonti e dell&#8217;#AgendaMonti. Eh&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/04/15/non-capisco-molto-di-economia-sig-monti-ma-neppure-lei-me-la-conta-giusta/"     class="crp_title">Non Capisco Molto di Economia, sig. Monti, Ma Neppure Lei Me</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intero discorso sul <em>copyright</em> è viziato dalla logica di fondo, che non viene mai messa in discussione: ovvero, quando si &#8216;scarica&#8217; la copia di una traccia musicale o di un film, vi raccontano che state compiendo un furto (ricordate lo <em>spot</em>? &#8220;non ruberesti mai un televisore&#8230;&#8221;). Quello che in realtà succede è che voi nel caso <em>fabbricate</em> una copia, non la <em>rubate</em> &#8211; non si tratta di un oggetto che viene sottratto e di cui il precedente possessore non potrà più usufruire. Ma il trucco serve a darci ad intendere che stiamo compiendo un&#8217;azione eticamente scorretta, che contribuisce a far perdere posti di lavoro, sottrae guadagni legittimi eccetra eccetra.</p>
<p>Ho affrontato l&#8217;argomento in <a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/07/linvenzione-della-pirateria-informatica/">uno dei primi articoli di questo <em>blog</em></a>, in cui si mostrava come in realtà i propugnatori di questa logica barino da diversi punti di vista &#8211; incluso anche il fatto che il legame fra la cosiddetta &#8216;pirateria&#8217; e i posti di lavoro &#8216;sottratti&#8217; è tutt&#8217;altro che chiaro.</p>
<p>Ad ogni modo, l&#8217;idea di fondo è che: io ho investito nella creazione dell&#8217;opera prima, <em>per cui</em> tutti i profitti devono andare a me, altrimenti non ho nessun incentivo a investire. Questo ovviamente succede solo se il profitto entra nell&#8217;equazione, altrimenti, per l&#8217;appunto, non ho incentivi a <em>tenermi per me</em> i risultati della ricerca, il cui fine diventa il profitto <em>sociale</em>. Ma vabbeh. Hanno speso anni a convincerci che questo secondo modello non può funzionare. Per cui, ecco <a href="http://www.usatoday.com/story/news/nation/2013/05/13/monsanto-patent-grain-biotechnology-soybeans-supreme-court/2116333/" target="_blank">una notizia</a> riportata un paio di settimane fa da <em>USA Today</em> (tra gli altri): <em>La Corte Suprema è dalla parte di Monsanto in un importante contenzioso sui brevetti</em>.</p>
<p>Alcuni passi scelti (traduzione nostra):</p>
<blockquote><p>La Corte ha stabilito all&#8217;unanimità che un coltivatore dell&#8217;Indiana ha violato i diritti di Monsanto in relazione a un brevetto consistente in semi di soia geneticamente modificati, quando ne ha acquistati alcuni da un deposito di stoccaggio e li ha usati per crescere e ripiantare le proprie coltivazioni negli anni seguenti.</p>
<p>[la Corte] ha evidenziato che Monsanto ha speso centinaia di milioni di dollari per oltre un decennio per perfezionare i propri semi di soia &#8211; cosa che non avrebbe fatto sapendo che altri avrebbero potuto riprodurli così facilmente.</p>
<p>Bowman [il coltivatore, ndr] sosteneva che i semi fossero auto-replicanti, ma Kagan [la giudice, ndr] ha ribattuto che una difesa che &#8220;dà la colpa ai semi&#8221; non aveva senso.</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Bowman non è stato un osservatore passivo della moltiplicazione dei propri semi,&#8221; ha detto. &#8220;O, in altri termini, i semi che ha comprato, per quanto miracolosi sotto altri aspetti, non hanno creato spontaneamente i successivi otto raccolti.&#8221;</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; stato Bowman, e non i semi, ad aver controllato la riproduzione del brevetto di Monsanto per le otto generazioni successive&#8221;.</p></blockquote>
<blockquote><p>I rappresentanti della Monsanto hanno applaudito la decisione, non solo per l&#8217;azienda ma per tutti gli innovatori in ogni forma e dimensione.</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;La decisione odierna della corte assicura che i tradizionali principi della legge sui brevetti si applicheranno alle tecnologie innovative del ventunesimo secolo, che sono centrali nel soddisfare le necessità del nostro pianeta e dei suoi abitanti,&#8221; ha detto David F. Snively, il vicepresidente dell&#8217;azienda.</p></blockquote>
<p>Non so a voi, ma la vicenda a me sembra paradossale. Per esempio, è buffo che Monsanto abbia spesso &#8216;milioni di dollari&#8217; nello sviluppo di questa invenzione ritenendo che <em>un seme</em> non fosse replicabile da altri. E&#8217; un cacchio di seme. Piuttosto, l&#8217;ha fatto nella certezza che la legislazione avrebbe <em>artificialmente</em> impedito che questo avvenisse, proteggendo il proprio monopolio. A proposito di libero mercato. Dopodiché, la difesa del coltivatore non fa che perpetuare l&#8217;assurdità &#8211; cioè sostiene che la colpa sia dei semi, che, per l&#8217;appunto, si replicano in quanto tali: la giudice <em>giustamente</em> nota che lui ci ha messo del lavoro, invece. Ora, la logica suggerirebbe (come nel caso delle copie digitali), che al coltivatore spetterebbe un profitto <em>in virtù del suo lavoro</em> &#8211; altrimenti non si capisce per quale motivo avrebbe dovuto fare quello che ha fatto. Ma in questo contesto pare sconsigliabile sostenere l&#8217;ovvio, cioè che <em>senza il coltivatore</em>, i semi non avrebbero prodotto alcun profitto.</p>
<p>Infine, il signor Snively sostiene che la protezione dei brevetti sia centrale nel &#8220;soddisfare le necessità del pianeta etc. etc.&#8221;. Che è bizzarro, dal momento che se fosse così, <em>proprio il fatto </em>di aver prodotto un seme (estremamente resistente) così facilmente replicabile <em>sodisferebbe le necessità del pianeta e dei suoi abitanti SE si permettesse di replicarlo liberamente</em>, non se fosse invece mantenuto di stretta proprietà di un&#8217;azienda sola.</p>
<p>L&#8217;idea è che far questo tolga gli incentivi all&#8217;innovazione. Vero, ma è solo una <em>mezza</em> verità: toglierebbe gli incentivi all&#8217;innovazione <em>a Monsanto</em> e a quelli come lei, non <em>in assoluto</em>. E le centinaia di milioni di dollari sarebbero più produttivi per la collettività se il loro prodotto fosse socializzato &#8211; altrimenti è come è, ci guadagna solo Monsanto.</p>
<p>I sostenitori di questo modo di pensare ancora son convinti che si basi sull&#8217;adeguarsi al modo in cui le persone agiscono <em>naturalmente</em>, cioè, per profitto. Il che porta a ritenere che sia logico aspettarsi che un seme non sia &#8216;facilmente riproducibile&#8217; (che invece sarebbe la cosa naturale). La stessa gente ritiene di essere paladina del libero mercato &#8211; ma ritenere che un seme non si possa riprodurre è possibile perché invece il mercato è <em>pesantemente regolamentato</em>, a favore del monopolista: se il mercato fosse <em>libero</em>, il problema neanche si porrebbe. Infine, <del>il cazzone</del> Bowman, che coltiva i semi (per altro, <em>comprati</em>) si difende dicendo che non ha fatto nulla di male <em>perché il suo lavoro non conta</em> nel produrre valore, sostenendo cioé non è colpa sua se i semi si possono riprodurre.</p>
<p>Ora, ditemi ancora che questo è <em>naturale</em>?</p>
<p>Badate bene che la notizia, per quanto sembri una delle molteplici che si succedono nel mondo, è invece chiave perché è un sintomo di quanto forte sia tutt&#8217;ora la posizione del capitale rispetto al lavoro &#8211; e soluzioni come queste sono destinate a diventare la regola.</p>
<p>Per inciso, questo sta per diventare un regime mondiale, per mezzo di due azioni attualmente in corso sottotraccia, di cui avremo occasione di parlare in articoli successivi: la Trans Pacific Partnership, e la Trans Atlantic Trade and Investment Partnership, il cui scopo è precisamente stabilire accordi sovranazionali in cui aziende come la Monsanto non siano più neppure soggette alla legge, nella decisione di casi come il precedente. Preparatevi, perchè quando ve ne accorgerete sarà già troppo tardi.</p>
<p>Non dite che non ve l&#8217;avevo detto.</p>
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		<title>Quello che il #M5S ci sta dimostrando</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 18:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo passato anni a parlare di Casta, finché Grillo è riuscito a infiltrarci il Movimento 5 Stelle - che ha il grande merito di averci fatto scoprire che non era quello il problema. Infatti.<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/12/08/sarebbe-ora-di-finirla-di-parlare-di-casta/"     class="crp_title">Sarebbe ora di finirla, di parlare di #Casta</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/26/elezioni2013-evviva-il-caos/"     class="crp_title">#Elezioni2013: Evviva il Caos!</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/04/13/perche-the-soviet-unit-appoggia-il-progetto-di-fabriziobarca-per-voi-pigri/"     class="crp_title">Perché The Soviet Unit Appoggia il Progetto di&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/12/01/primariecsx-tra-pbersani-e-matteorenzi-dove-sta-il-cambiamento-2-riflessioni-e-7-link/"     class="crp_title">#PrimarieCSX: tra @pbersani e @matteorenzi, dove sta il&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/01/08/in-difesa-del-senatoremonti-e-dellagendamonti-eh-gia/"     class="crp_title">In Difesa del @SenatoreMonti e dell&#8217;#AgendaMonti. Eh&hellip;</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo pre-elezioni di febbraio ho scritto due <em>post</em> rispetto ai quali oggi trovo solo conferme &#8211; se vi interessano, mi riferisco a <a href="http://www.sovietunit.net/2012/05/13/che-tipo-di-nuovo-sono-il-movimento-5-stelle-e-il-partito-pirata/">questo</a> e <a href="http://www.sovietunit.net/2012/12/08/sarebbe-ora-di-finirla-di-parlare-di-casta/">quest&#8217;altro</a>. Posso riassumervi la mia tesi nei seguenti due punti: (1) un movimento il cui progetto si riduce alla ripulitura del sistema non andrà da nessuna parte perché (2) la Casta siamo noi. Beh, credo che il Movimento 5 Stelle abbia il merito di averlo ampiamente dimostrato.</p>
<p>Io non credo che il problema sia che il M5S e in particolare i suoi <del>onorevoli</del> cittadini eletti siano stati <em>normalizzati</em> dal sistema: non credo, cioè, che una volta <em>entrati</em> siano stati <em>cambiati</em> dai meccanismi del palazzo. Pensarla così ci riporta di nuovo all&#8217;errore <em>fondamentale</em> di credere che ci sia una soglia, una barriera invisibile che divide &#8216;la gente&#8217; da &#8216;la politica&#8217;, che ci siano un &#8216;dentro&#8217; e un &#8216;fuori&#8217; dal sistema. Io credo che il M5S e i suoi <del>onorevoli</del> cittadini eletti fossero <em>nel sistema GIA&#8217; PRIMA</em> <em>di entrare nel palazzo</em>. L&#8217;illusione di cui il movimento si è nutrito è proprio quella dell&#8217;esistenza di un &#8216;dentro&#8217; (la famosa <a href="https://twitter.com/beppe_grillo/status/312540417642098689" target="_blank">scatoletta di tonno</a>) da espugnare, che non è mai esistito. Certo è indiscutibile che negli ultimi mesi quello che avviene in Parlamento sia improvvisamente diventato, in qualche modo, più aperto e visibile rispetto a quanto non fosse prima, il che in generale è un bene (e non è solo merito del MoVimento). Ma questo è servito solo a rompere un&#8217;altra illusione (ed è un bene, ripeto): quella del potere della trasparenza. Le &#8216;larghe intese&#8217; sono state fatte sotto gli occhi di tutti. E infatti, <a href="http://www.termometropolitico.it/45797_sondaggio-tecne-per-sky-tg24-giudizi-positivi-per-il-nuovo-governo.html" target="_blank">ci piacciono</a> (non a me, a noi come collettività chiamata in causa).</p>
<p>Il Movimento 5 Stelle e i suoi elettori hanno creduto che la gente comune fosse &#8216;migliore&#8217;. Io non ho dubbi che gli attivisti e gli <del>onorevoli</del> cittadini eletti siano &#8216;la gente comune&#8217;, ed è proprio questo il punto. La &#8216;gente comune&#8217; è (siamo) questa qui, sono i Crimi e le Lombardi e tutta la costellazione di personaggi ormai pubblici di cui i <em>media</em> han preso gusto a farsi beffe. Noi per altro, e ancor di più gli elettori delusi del MoVimento, non ci diamo per vinti e non resistiamo a valutarli ancora una volta come diversi, altri, gente che sta ormai &#8216;dentro&#8217;. Volete dirmi che sotto i riflettori sono finiti quelli sbagliati? Vogliamo riprovarci e mettercene degli altri? Noi, per caso?</p>
<p>Una volta &#8216;dentro&#8217;, i cosiddetti grillini si sono trovati armati solo dall&#8217;illusione che li aveva portati fin lì, e con l&#8217;unica strategia del &#8216;non cedere a compromessi&#8217;. Il risultato è uno dei compromessi più vergognosi per le parti in causa, e dannosi per il paese, che si siano mai visti.</p>
<p>A scanso di equivoci non sto dicendo che <em>è colpa loro</em>, perché loro non potevano fare altro, intrappolati com&#8217;erano nella loro stessa favola di incorruttibilità e coerenza, e perché non sto commentando il modo specifico in cui questa favola si è rivelata per la favola che è &#8211; cioè la rielezione di Napolitano e un governo (di fatto) DC. Perché questi, per come la vedo io, son dettagli. Tuttavia, per quanto il programma M5S fosse articolato, la loro bandiera erano la &#8216;rimozione della Casta&#8217; e l&#8217;austerità individuale come segno tangibile di quello che intendevano cambiamento. Con questo, si sono trovati inevitabilmente impantanati nel perseguimento di questi due (falsi) obiettivi <em>prima di tutto il resto</em> e come <em>precondizione di credibilità</em> rispetto a qualunque altra cosa vogliano fare. Per cui non conta più il modo in cui intendono, per esempio, rendere sostenibile la mobilità, <em>finché </em>la Casta sta dove sta e si permettono di spendere soldi.</p>
<p>Uno de<em></em>gli aspetti più pericolosi del modo in cui le persone credono di pensare è che &#8216;semplice&#8217; e &#8216;complesso&#8217; siano antagonisti &#8211; che la &#8216;purezza&#8217; e la &#8216;coerenza&#8217; siano un valore in sé, e soprattutto che la complessità sia un inganno. Non è così &#8211; è la <em>complicazione</em> che può essere un inganno: ma l&#8217;azione politica, anche quando è semplice, può tuttavia continuare ad essere complessa. Specie se siamo in una dannata democrazia.</p>
<p>Invece noi continuiamo a pensare, per esempio, che <em>ogni</em> compromesso sia cattivo <em>in quanto </em>compromesso, e che tutti i compromessi siano uguali, e quando non lo pensiamo, ragioniamo in termini di &#8216;male minore&#8217;. Mai &#8211; dico, mai &#8211; viene esplicitato il fondamento, l&#8217;orizzonte rispetto al quale queste valutazioni dovrebbero esser fatte, e cioè: &#8216;male minore&#8217; <em>rispetto a cosa</em>? Qual&#8217;è il nostro obiettivo? Che cosa vogliamo? Di che <em>tipo</em> di male stiamo parlando? Per uscir fuori dal merito del M5S (che non è <em>il </em>problema, come prima non lo era &#8216;la Casta&#8217;), è lo stesso tipo di offuscamento che sta dietro tutto l&#8217;assurdo dibattito sul &#8216;se c&#8217;era Renzi&#8217;. &#8216;Se c&#8217;era Renzi&#8217; FORSE il PD avrebbe recuperato parte dei voti del M5S e si sarebbe assicurato la maggioranza per governare &#8211; ma la domanda che ci si sarebbe dovuti fare è: vedere il PD (e soprattutto, <em>questo PD)</em> al governo è tutto quello che avremmo voluto (dico così ma io ho votato SEL, ndr)? Perché mi pare che se Renzi fosse andato al governo avremmo avuto delle facce diverse, FORSE, ma non un <em>governo</em> diverso. Perché per l&#8217;appunto e per esempio, Alfano e Renzi vengono dallo stesso, e vecchissimo, vivaio politico. Certo, Renzi ha un bel faccino, è <em>presentabile</em>. Lo stesso motivo per cui ci piaceva Monti. Lo stesso per cui ci piace Letta. <em>Sempre lo stesso motivo</em>. La Casta non è fatta di persone, e in particolare non è fatta da <em>quelle persone lì</em>. La Casta è solo <em>uno</em> degli aspetti di un sistema che va rimesso in discussione, e che coinvolge anche chi pensa di non farne parte, come noi.</p>
<p>Le ideologie saranno anche morte ma non mi state convincendo che sia un bene. Perché la loro rigidità dogmatica è stata buttata via (per semplificare) assieme al <em>senso storico</em> che esse includevano, all&#8217;idea di futuro che lasciavano intravvedere, all&#8217;<em>urgenza di cambiamento</em> che comportavano. Così non ci è rimasta che un&#8217;idea brulla di cambiamento, che si riduce al ritocco cosmetico che è il cambiamento di persone, di leggi, di pressione fiscale. E così l&#8217;opportunità di impegnarsi in una lotta per un futuro migliore è stata frantumata in miriadi di occasioni di sbattersi per qualche vantaggio momentaneo.</p>
<p>Un&#8217;idea di futuro rende il compromesso possibile perché ci permette di valutarlo <em>in funzione</em> di sé stessa &#8211; e rispetto ad essa ci possono essere compromessi buoni e compromessi cattivi. Altrimenti non ci rimane altro che l&#8217;<em>interesse</em>, e rispetto a questo ogni cedimento è un crimine perché non ci può essere nulla in cambio: la negoziazione è <em>fine a sé stessa</em>.</p>
<p>Per cui, io credo che almeno questo merito il Movimento 5 Stelle ce l&#8217;abbia &#8211; di aver dimostrato che siamo noi, ancora, che non vogliamo cambiare.</p>
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		<title>Vogliamo parlare di #meritocrazia, tanto per cambiare?</title>
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		<comments>http://www.sovietunit.net/2013/05/03/vogliamo-parlare-di-meritocrazia-tanto-per-cambiare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 May 2013 16:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
				<category><![CDATA[Propaganda]]></category>
		<category><![CDATA[meritocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Sappiamo tutti cos'è la meritocrazia, pare, perché piace a tutti e ne vorremmo tutti di più - e ci piace citare gli Stati Uniti e il Regno Unito come esempi di società meritocratiche. Beh: consoliamoci. Secondo l'OCSE, sono tanto meritocratiche quanto l'Italia. Cioè: per nulla.<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/03/04/altre-cose-che-fanno-un-po-male-allitalia-4-il-sistema-dellistruzione/"     class="crp_title">(Altre) Cose Che Fanno Un Po&#8217; Male All&#8217;Italia&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/02/4-grafici-sulla-diseguaglianza-in-italia-probabilmente-non-quelli-che-vi-aspettate/"     class="crp_title">4 Grafici sulla #Diseguaglianza in #Italia, Probabilmente&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2010/12/13/ue-e-maternita-unaltra-vittoria-del-profitto/"     class="crp_title">UE e maternità: un’altra vittoria del profitto</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/26/che-male-ce-nella-diseguaglianza/"     class="crp_title">Che Male c&#8217;è nella Diseguaglianza?</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/04/28/un-errore-in-un-foglio-di-excel-costa-oltre-6-milioni-di-disoccupati-finora/"     class="crp_title">Un Errore in un Foglio di Excel costa Oltre 6 Milioni di&hellip;</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una &#8216;meritocrazia&#8217; è un&#8217;organizzazione in cui le persone occupano la propria posizione (specie se di potere) solo come in base alla  propria capacità relativamente al <em>merito</em> della funzione che debbono svolgere. Tre anni fa l&#8217;OCSE ha effettuato uno <a href="http://www.oecd.org/tax/public-finance/chapter%205%20gfg%202010.pdf" target="_blank">studio (pdf)</a> sul tema che contiene qualche sorpresa.</p>
<p>Per quantificare il livello di meritocrazia di una società, l&#8217;OCSE si basa sul livello di <em>mobilità sociale intergenerazionale</em>, ovvero, quanto il <em>reddito</em> e il <em>titolo di studio</em> dei genitori influiscano su quelli dei figli. In una meritocrazia perfetta, le due cose dovrebbero essere indipendenti &#8211; dovrebbe cioè essere possibile &#8216;farsi da soli&#8217;, come si dice. A molti piace portare come esempio gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, paesi turbocapitalisti la cui propaganda ha creato il mito che &#8216;puoi arrivare ovunque, se lo vuoi <em>davvero</em>&#8216; &#8211; il che si traduce generalmente nel piantare coltelli nella schiena dei propri vicini di banco per emergere.</p>
<p>Sia pure. Holliwood ci mette a disposizione tutta la casistica necessaria a supportare questa etica. Beh, eccovi una sintesi dei risultati riguardanti il Bel Paese e i due termini di paragone che ci piacciono tanto:</p>
<ol>
<li><strong>L&#8217;Italia <em>condivide </em>con USA e Regno Unito il dubbio primato di essere i paesi in cui essere figli di ricchi conta di più</strong>: poco meno del 50% del reddito di un Italiano è prevedibile conoscendo il reddito dei genitori. Il paese più meritocratico, tra quelli compresi nello studio e secondo questa misura, è la Danimarca, dove questa percentuale è del 15%.</li>
<li>Al lato opposto, <strong>l&#8217;Italia è uno dei paesi in cui il livello sociale ed economico dei genitori conta <em>meno</em> nel determinare il <em>titolo di studio</em> dei</strong><strong> figli</strong>, cosa che mi pare un gran riconoscimento per il nostro sistema scolastico, che invece pare così bisognoso di <del>macelleria</del> riforme. Il paese in cui invece è <em>più importante</em><em> </em>esser ricco <em>se</em> vuoi sperare di diplomarti, sono gli Stati Uniti, seguiti da Francia e Belgio. Eh già. Il Regno Unito è un po&#8217; nel mucchio, ma decisamente più spostato verso gli USA che verso di noi.</li>
<li>In <strong>Italia</strong><strong>, la qualità della scuola frequentata conta 4 volte più del titolo di studio e dello <em>status </em>della famiglia di provenienza nel determinare il rendimento di uno</strong><strong> studente</strong>. Negli USA la famiglia conta più della scuola &#8211; anche se leggermente, mentre nel Regno Unito le due influenze si equivalgono.</li>
<li>Infine, <strong>in generale, la diseguaglianza economica generale influenza la meritocrazia</strong>, almeno misurata in questi termini: nel senso che più il reddito è concentrato nelle mani di pochi, minore è anche la mobilità sociale. E noi (<em>assieme</em> al Regno Unito e al Portogallo (mentre gli USA non sono inclusi in questa particolare analisi) siamo fra le società <em>più </em>diseguali.</li>
</ol>
<p>Per cui: primo, in Italia se siete figli di ricchi, lo stipendio è assicurato, questo è vero, ma se non lo siete è inutile che guardiate ai paesi anglosassoni per avere un esempio di <em>come si dovrebbe fare</em>, perché quelli stan messi peggio di noi. Secondo, si possono dire tante cose del nostro sistema scolastico <em>pubblico</em> (incluso che manca la carta igienica, gli edifici sono fatiscenti etc.) ma certamente <em>non </em>che non fa il suo lavoro. Quelli che l&#8217;hanno privatizzato hanno tagliato i poveri fuori dall&#8217;opportunità di avanzare sulla scala sociale grazie allo studio. Infine, ridurre la diseguaglianza non ha solo a che vedere con l&#8217;invidia, come piace dire <del>a qualche stronzo</del>. Ha a che vedere con la dignità umana e le famose &#8216;pari opportunità&#8217; a un livello più profondo.</p>
<p>Non dovete credere a me, lo dice l&#8217;OCSE: andatevelo a leggere.</p>
<p>Come diceva quel tale, fatti, <del>non pugnette</del>.</p>
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		<title>Al Primo Maggio: Lo Stato della Guerra al Lavoro #MayDay</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Infographics]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Maggio]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della Festa Internazionale del Lavoro, una rapida revisione dello stato della guerra al lavoro - che in questo momento storico sta raggiungendo uno dei suoi momenti più violenti, nell'indifferenza e nell'accettazione generale.<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/12/31/linfografica-di-buon2013-da-the-soviet-unit/"     class="crp_title">L&#8217;Infografica di #Buon2013 da The Soviet Unit!</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/16/le-wordcloud-dei-programmi-dei-partiti-per-voi-pigri/"     class="crp_title">Le #WordCloud dei #Programmi dei #Partiti! Per Voi Pigri!</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/03/17/launching-the-fall-of-europe-visualization-project/"     class="crp_title">Launching the Fall of Europe Visualization Project!</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/03/07/gli-italiani-per-condizione-lavorativa-infografica/"     class="crp_title">Gli Italiani per Condizione Lavorativa (Infografica)</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/03/19/cipro-di-cosa-stiamo-parlando-una-immagine/"     class="crp_title">#Cipro: Di Cosa Stiamo Parlando (una immagine)</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo sarà l&#8217;argomento del mio prossimo video. Ma vista la ricorrenza, credo che sia particolarmente adatto ricordare, oggi, quale sia lo stato dei lavoratori, come classe, nei confronti del capitale, attraverso le statistiche ufficiali. L&#8217;idea è quella di mostrare il contesto globale, ma le informazioni raccolte sono concentrate prevalentemente sull&#8217;Europa e sull&#8217;Italia &#8211; regioni in cui lo &#8216;sfruttamento&#8217; sembrava storia passata. E invece:</p>
<div id="attachment_5374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 693px"><a href="http://i0.wp.com/www.sovietunit.net/wp-content/uploads/2013/05/PrimoMaggio2013.png"><img class=" wp-image-5374 " alt="infografica sulla condizione del lavoro in europa e in italia, per il primo maggio 2013" src="http://i0.wp.com/www.sovietunit.net/wp-content/uploads/2013/05/PrimoMaggio2013.png?resize=683%2C4719" data-recalc-dims="1" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per scaricare</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un Errore in un Foglio di Excel costa Oltre 6 Milioni di Disoccupati (finora)</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 12:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
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		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[excel]]></category>
		<category><![CDATA[politica economica]]></category>

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		<description><![CDATA[Due settimane fa è stato smentito un articolo (pare piuttosto influente) che sosteneva che si deve ridurre il rapporto debito/PIL al di sotto del 90% per crescere. Il dramma è che la smentita parte dal fatto che gli autori dell'articolo pare non sapessero usare Excel, e abbiano 'sbagliato le formule'. Poi siamo noi quelli che hanno il problema della credibilità?<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/11/5-verita-economiche-che-non-lo-sono/"     class="crp_title">5 Verità Economiche Che Non Lo Sono</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/22/falsita-4-bisogna-ridurre-la-spesa-pubblica-per-ridurre-il-debito/"     class="crp_title">Falsità #4: Bisogna Ridurre la Spesa Pubblica per Ridurre&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/21/falsita-3-la-crescita-del-debito-pubblico-deriva-da-una-spesa-eccessiva/"     class="crp_title">Falsità #3: La Crescita del Debito Pubblico deriva da una&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/02/16/10-altri-motivi-per-cui-litalia-e-ridotta-un-po-male/"     class="crp_title">10 (altri) motivi per cui l&#8217;Italia è &#8216;ridotta&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/28/la-commissione-europea-ha-deciso-che-si-va-avanti-cosi/"     class="crp_title">La Commissione Europea ha Deciso che Si Va Avanti Così</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per dire. E&#8217; il numero di disoccupati in più nell&#8217;Eurozona (17 paesi) nel 2012, rispetto al 2008, secondo EUROSTAT. Mi piaceva quantificarlo perché per quanto non sia così semplice fare il conto, credo che sarebbe lecito chiedersi quanto costino gli errori nelle valutazioni &#8216;scientifiche&#8217; che poi diventano linea politica, come la <a href="http://blogs.ft.com/gavyndavies/2012/10/21/high-fiscal-multipliers-undermine-austerity-programmes/" target="_blank">sottostima del moltiplicatore fiscale da parte del Fondo Monetario Internazionale</a> &#8211; che sottovalutava (sorpresa) l&#8217;effetto negativo dell&#8217;<em>austerity</em> sulla crescita economica.</p>
<p>La settimana scorsa ne è saltato fuori un altro, di errore &#8211; così tragicamente banale da essere un po&#8217; sospetto. Insomma &#8211; non è possibile. Gli eroi di questa vicenda sono Carmen Reinhart e Ken Rogoff, e il loro <a href="http://www.nber.org/papers/w15639.pdf" target="_blank"><em>paper </em>(pdf)</a> del 2010 intitolato <em>La Crescita nell&#8217;Età del Debito</em> (<em>Growth in a Time of Debt</em>). A pagina 22 si trova il risultato principale dello studio:</p>
<blockquote>
<div dir="ltr" data-font-name="Times" data-canvas-width="291.0784">Il nostro principale risultato è che tanto nei paesi avanzati che nei mercati emergenti, alti rapporti debito / PIL (dal 90% in su) sono associati con risultati di crescita significativamente più bassi. [...] Il legame fra l&#8217;indebitamento e il livello e la volatilità dei rendimenti del debito è un argomento fondamentale, maturo per una revisione alla luce di dati più completi [...] sul debito pubblico.</div>
</blockquote>
<p>Già sentito, immagino &#8211; è la tarantella di Monti, il cui obiettivo principale era ridurre lo <em>spread</em>, e in generale è il fondamento delle politiche di <em>austerity</em>: <em>non c&#8217;è alternativa</em> a ridurre il debito, se si vuole tornare a crescere. L&#8217;orlo del baratro, eccetra eccetra. Beh: il quindici aprile (neanche due settimane fa), tali Thomas Herndon, Michael Ash e Robert Pollin, ricercatori del <a href="http://www.peri.umass.edu/" target="_blank">Political Economy Research Institute</a> (PERI) dell&#8217;Università del Massachussets, pubblicano <a href="http://www.peri.umass.edu/fileadmin/pdf/working_papers/working_papers_301-350/WP322.pdf" target="_blank">un <em>altro</em> <em>paper</em> (pdf)</a> intitolato <em>Alti livelli di debito soffocano sempre la crescita? Una critica di Reinhart e Rogoff</em>. Herndon, Ash e Pollin hanno sfruttato una delle caratteristiche che rendono un lavoro scientifico, appunto scientifico, e l&#8217;hanno <em>replicato</em> per vedere se sarebbero arrivati agli stessi risultati. In realtà non sono stati i primi &#8211; e <a href="http://www.nakedcapitalism.com/2013/04/linchpin-pro-austerity-paper-rife-with-errors-recomputed-results-show-no-growth-hit-from-high-government-debt.html" target="_blank">nessuno di quelli che li avevano preceduti aveva potuto convalidare i risultati</a>, ma sono stati i primi ad ottenere i fogli di Excel originali su cui Reinhart e Rogoff (RR) avevano lavorato, dai ricercatori stessi. La sinossi del nuovo <em>paper</em> è la seguente:</p>
<blockquote><p>Herndon, Ash e Pollin replicano Reinhart e Rogoff e trovano che <strong>errori di codifica, esclusione selettiva dei dati disponibili e la ponderazione non convenzionale delle statistiche di sintesi hanno portato a</strong> <strong>gravi errori che rappresentano in modo inaccurato la relazione fra il debito pubblico e il PIL</strong> in 20 paesi avanzati nel dopoguerra. Risulta che il tasso medio di crescita del PIL reale per i paesi con un rapporto debito/PIL superiore al 90%, calcolato in modo corretto, è del 2.2%, non del -0,1%, come pubblicato da Reinhart e Rogoff. Cioè, contrariamente a quanto sostengono RR, <strong>il tasso medio di crescita a tassi debito/PIL superiori al 90% non è drammaticamente diverso da quello osservato a tassi inferiori</strong>.</p>
<p>Gli autori mostrano anche come la relazione tra debito pubblico e PIL vari significativamente da periodo a periodo e da paese a paese. In generale, le prove che analizziamo contraddicono la pretesa di Reinhart e Rogoff di aver identificato l&#8217;importante fatto stilizzato che carichi di debito superiori al 90% del PIL riducano sistematicamente la crescita del PIL.</p></blockquote>
<p>L&#8217;enfasi è nostra. Se non avete confidenza con Excel, pare che non l&#8217;avessero neanche i due ricercatori originali. Se il linguaggio formale non è chiaro, il senso è che se l&#8217;obiettivo è stimolare la crescita economica, ridurre il debito non serve a niente. Che è interessante, dato che le politiche europee in generale, e di riflesso la nostra, non pare abbiano altro obiettivo. C&#8217;è una serie di questioni che vengono aperte da questo episodio, tra cui citerei:</p>
<ol>
<li>Quanto ha potuto essere influente questo<em> </em>articolo, specie se non si è riusciti a convalidarlo per cinque anni, durante i quali si è comunque proceduto con l&#8217;<em>austerity</em>? Possibile che questa politica si fondasse, nella sua speranza di successo, solo su quelle 26 pagine?</li>
<li>Ci hanno mai detto che l&#8217;<em>austerity</em> ha lo scopo di stimolare la crescita, <em>esplicitamente</em>? Perché sbaglierò ma a me non pare. Ricordo che Monti separò esplicitamente i due interventi (<em>Salva Italia</em> e <em>Cresci Italia</em>) &#8211; per quanto mi sembrò di intuire, all&#8217;epoca, che il primo (almeno nell&#8217;infinita saggezza del PresDelCons) fosse condizione per il secondo: mettiamo i conti in ordine <em>così</em> possiamo crescere.</li>
<li>Ora che è ufficiale, l&#8217;<em>austerity</em> non è legata alla crescita, non vogliamo chiedere, nel dettaglio, che cosa speriamo di ottenere dalla riduzione del debito, oltre la riduzione del debito?</li>
</ol>
<p>Perché se c&#8217;è una cosa che abbiamo imparato dalla crisi, è che &#8216;ristrutturare il debito&#8217; costa tanto al paese che lo fa, ma costa anche un bel po&#8217; ai creditori &#8211; quindi avere un debito enorme come il nostro non mette <em>solo noi</em> in condizione di debolezza, anzi &#8211; sembrerebbe giusto il contrario. Quindi, <em>di preciso</em>, tutta questa stretta fiscale creditizia etc. etc., a cosa serve?</p>
<p>Molti una risposta se la sono già data, da tempo, ed è insita nella domanda. Ma, ad ogni modo. Excel. Assurdo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Anche per me 25 Aprile ……..Leopoldo………ora e sempre la tua Resistenza!”</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 15:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sifulon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Global Class Action]]></category>
		<category><![CDATA[Revolution]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pensiero di @sifulon dedicato al 25 aprile, alla memoria e alla Resistenza - già quasi una tradizione per questo blog<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/04/25/25-aprile-1945-brividi-e-il-ricordo-della-vittoria/"     class="crp_title">25 APRILE 1945 &#8230; brividi e il ricordo della&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/16/le-wordcloud-dei-programmi-dei-partiti-per-voi-pigri/"     class="crp_title">Le #WordCloud dei #Programmi dei #Partiti! Per Voi Pigri!</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/11/16/anteprima-le-prime-due-canzoni-quasi-definitive/"     class="crp_title">ANTEPRIMA: le prime due canzoni (quasi) definitive!!!</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/05/01/al-primo-maggio-lo-stato-della-guerra-al-lavoro-mayday/"     class="crp_title">Al Primo Maggio: Lo Stato della Guerra al Lavoro #MayDay</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/02/12/in-occasione-dellultima-battutona-del-silvio-non-ho-resistito/"     class="crp_title">In Occasione dell&#8217;Ultima Battutona del #Silvio &#8211;</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il proiettile che era nella tua testa ora è qui nella mia tasca.&#8221; Quanto mi fa incazzare questa frase che però allo stesso tempo mi piace un sacco!&#8221;<a href="http://www.sovietunit.net/wp-content/uploads/2013/04/Past-To-Remember.mp3">Past To Remember</a>&#8221; , Global Class Action, l&#8217;inizio di una canzone che parla di passato da ricordare e smisurata voglia di resistere e attivamente combattere, che non trova sfogo! Sì perchè fra i Partigiani c&#8217;era chi era pronto a prendersi un proiettile in testa pur di combattere per un mondo migliore.</p>
<p><a href="http://i2.wp.com/www.sovietunit.net/wp-content/uploads/2013/04/DSCF3164.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5340" alt="DSCF3164" src="http://i2.wp.com/www.sovietunit.net/wp-content/uploads/2013/04/DSCF3164.jpg?resize=300%2C168" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>Io mi arrovello in miriadi di baggianate e sto vivendo il tempo necessario per distruggere quello che la lotta ha conquistato, dalla libertà prima, ai diritti dei lavoratori più avanti. Quante seghe mentali, forse finiranno quando da perdere non ci sarà poco più di niente ormai. &#8220;Avrò mai il coraggio un giorno di alzare anche il mio pugno?&#8221;. Così termina la canzone dei GCA e la domanda la giro a tutti i compagni e amici che si rodono per trovare quel coraggio che chi è morto per la libertà con un proiettile nella nuca, fucilato dai Nazi-fascisti ha saputo trovare  dando la vita per un mondo migliore!</p>
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		<title>Una Piccola Distrazione dalle Miserie del PD (e del Paese): La Crisi in #Corea!</title>
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		<comments>http://www.sovietunit.net/2013/04/23/una-piccola-distrazione-dalle-miserie-del-pd-e-del-paese-la-crisi-in-corea/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 19:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Soviet Unit</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capitalism]]></category>
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		<description><![CDATA[Un video che considera la cosiddetta 'minaccia coreana' da una prospettiva un po' più ampia rispetto a quella che ci regalano i media, da cui emerge che Kim Jong Un potrebbe (dico, potrebbe) non essere pazzo come ce lo disegnano. In compenso, altri che sembrano sani...<div class="crp_related"><h3>Articoli Correlati:</h3><ul><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/06/13/13-giugno-abbiamo-definitivamente-detto-la-nostra/"     class="crp_title">13 Giugno: Abbiamo Definitivamente Detto la Nostra</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2013/03/30/se-vi-siete-accorti-dellescalation-in-corea-e-il-nobel-per-la-pace-quello-che-provoca/"     class="crp_title">Se vi siete accorti dell&#8217;escalation in #Corea: è Il&hellip;</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2012/07/07/un-piccolo-promemoria-sullo-scandalo-del-libor/"     class="crp_title">Un Piccolo Promemoria sullo Scandalo del LIBOR</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/06/18/brunetta-e-il-bispensiero/"     class="crp_title">Brunetta e il Bispensiero</a></li><li><a href="http://www.sovietunit.net/2011/01/30/world-economic-forum-che-idea-si-sono-fatti/"     class="crp_title">World Economic Forum: Che Idea Si Sono Fatti</a></li></ul></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ho messo un mese a realizzarlo, e nel frattempo la crisi nucleare in Corea è tornata sotto la sabbia e nelle ultime due tre settimane abbiamo avuto ben altro a cui pensare. Che volete, potevo mica mollarlo lì. Per cui eccovelo, nel caso in cui vogliate consolarvi pensando che in realtà le cose, globalmente, stanno spesso peggio di quello che sembrano. In questo caso specifico, l&#8217;argomento è il &#8216;<em>leader pazzo</em>&#8216; della Nord Corea, Kim Jong Un, che, messe le cose in prospettiva, è meno squilibrato di quello che sembra a prima vista. O almeno, alla prima vista che ce ne danno i <em>media</em>.</p>
<p>E&#8217; in inglese ma ci sono i sottotitoli. Cliccate in basso a sinistra, abilitateli, disabilitateli, insomma fate quello che vi pare. I commenti (sia buoni che brutti) sono sempre bene accetti.</p>
<p>Godetevi <em>Korean Scam!</em></p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='695' height='421' src='http://www.youtube.com/embed/ZAsdxrI-rOM?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
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