<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326</id><updated>2024-11-01T11:54:47.674+01:00</updated><category term="Urban Thinking"/><category term="Amateurs"/><category term="Impeccabile"/><title type='text'>TheFabSociety</title><subtitle type='html'>laboratorio letterario</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-6208887246801634689</id><published>2013-10-07T14:49:00.000+02:00</published><updated>2013-10-07T14:49:09.980+02:00</updated><title type='text'>Il giornalismo salernitano - UrbanThinking15</title><content type='html'>Ci sarebbe molto da dire sul giornalismo salernitano. D&#39;altronde, il succo l&#39;ho scritto già in maniera romanzata (e non riconducibile) in Gioventù Sonica: è molto facile &quot;informare&quot; ricorrendo alle solite fonti istituzionali. E&#39; tutto ridotto al recarsi in prefettura per conoscere i reati del giorno; al recarsi in ospedale per conoscere i casi di malasanità; al recarsi ai vari convegni, conferenze stampa, congressi, presentazioni di libri; al raccogliere i famosi comunicati stampa e, troppo spesso, al ricorrere alla magica tecnica del copia-incolla degli stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qual è il criterio di valutazione utilizzato per determinare l&#39;importanza delle notizie? Purtroppo, salvo le dovute eccezioni (che altrimenti renderebbero i giornalisti una sorta di alieni lunari), il criterio utilizzato si basa sull&#39;importanza del personaggio pubblico da menzionare, e non sull&#39;importanza della notizia da evidenziare. Capita spesso di leggere commenti frivoli di alti esponenti di qualsivoglia settore: commenti che hanno più a che fare con il gossip che con l&#39;informazione giornalistica. E capita sempre più spesso di leggere notizie che sembrerebbero molto importanti, ma relegate negli spazi più remoti dei giornali.&lt;br /&gt;
Ovviamente, la rilevanza di una notizia può variare da soggetto a soggetto: è quasi un &quot;de gustibus&quot; e ogni giornale ha una sua linea editoriale. Pensandoci, però, non credo sia un caso che le testate, soprattutto cartacee, siano in profonda crisi.&lt;br /&gt;
Internet ha dato una mazzata al settore. Abbiamo una concorrenza molto più feroce e dispersiva. Una notizia delle 17:00 sul web uscirebbe alle 17:01. Sul cartaceo solo il giorno successivo. Perché dovrei comprare il giornale se ho già letto (gratuitamente) tutte le notizie che mi interessano?&lt;br /&gt;
Non resta altro, per i giornali, che avere come unica fascia di utenza quella che ha evidenti difficoltà ad accedere a internet: gli anziani al bar.&lt;br /&gt;
Agli anziani si aggiungono gli uffici stampa, i politici, i dirigenti pubblici, i sindacati, ecc. Ossia, coloro che hanno inviato un comunicato stampa e che controllano se è stato pubblicato. Una fascia di utenza piuttosto bassa, no? Che tra l&#39;altro si mostra esigente rispetto alle notizie, rendendo le redazioni assolutamente dipendenti e plasmabili.&lt;br /&gt;
Impossibile non menzionare l&#39;importanza della Salernitana Calcio, forse l&#39;unica entità capace di essere trasversale, per classe, reddito e età, fra i lettori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che ho scritto fin ora sarebbe altrettanto alieno se non considerassimo il fattore più importante di tutti: la politicizzazione. A volte è manifesta, altre ipocritamente velata. Ma lo sanno tutti che ogni testata ha una linea politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Linea politica&quot; tuttavia è un&#39;espressione troppo alta per quello che è invece la realtà. E&#39; più una linea &quot;personalistica&quot;, troppo spesso &quot;imprenditoriale&quot;, insomma una linea che ha poco a che fare con le &quot;idee politiche&quot;, bensì di più con le &quot;idee del singolo&quot;. Un vero cancro della democrazia. L&#39;oggettività così è destinata a morire. E anche l&#39;informazione; e anche il mercato dell&#39;informazione e le professionalità connesse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Servirebbe, a mio parere, un giornalismo che si svincoli dagli atti ufficiali, dai comunicati stampa, dalle linee politiche. Servirebbero dei giornalisti che abbiano il coraggio di uscire dalla loro parte teatrale e che abbiano davvero qualcosa da dire, e non solo qualcosa a cui obbedire. Le eccezioni sono tante, ma si sa che i gruppi malati di una qualsiasi categoria determinano un generico giudizio che si estende su tutti gli altri. Si sa anche benissimo che il lavoro di un giornalista è difficile e precario, è fatto di agende fitte, di mal di testa, di benzina per le auto, di ricariche telefoniche. E troppo spesso il suo lavoro è precario, sottopagato e denigrato. Una situazione simile a molte altre classi professionali. Per non parlare del lavoro dipendente, che si trova assolutamente nella fascia retributiva, sociale e umana più bassa della nostra società. Purtroppo questi ultimi non hanno il potere di modificare le opinioni, di operare come un effettivo &quot;potere dello Stato&quot;, come invece succede per il giornalisti. Loro hanno il dovere di cambiare passo, in questa società che si lascia abbindolare sempre di più da un sensazionalismo vacuo che incide tantissimo sulle opinioni collettive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;We are the angry mob&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;we read the papers every day.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;We like who we like, we hate who we hate.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;But we’re also easily swayed.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;(&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;Noi siamo il branco arrabbiato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;leggiamo i giornali tutti i giorni.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;Ci piace quelli che piacciono a noi, odiamo quelli che odiamo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;Ma siamo anche facilmente influenzati.)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/7Z5kEqRFPwo&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/6208887246801634689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/10/il-giornalismo-salernitano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/6208887246801634689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/6208887246801634689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/10/il-giornalismo-salernitano.html' title='Il giornalismo salernitano - UrbanThinking15'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-967534057980444446</id><published>2013-08-18T04:11:00.000+02:00</published><updated>2013-08-18T04:11:18.696+02:00</updated><title type='text'>eppur dovrei averlo</title><content type='html'>Scappare e andare a Milano&lt;br /&gt;
con il mio amore sotto braccio&lt;br /&gt;
per scrivere romanzi&lt;br /&gt;
e campare di quello.&lt;br /&gt;
Sarebbe davvero bello.&lt;br /&gt;
E un po&#39; non ne ho il coraggio&lt;br /&gt;
e un po&#39; non ne ho uno straccio&lt;br /&gt;
eppur dovrei averlo&lt;br /&gt;
perché se no&lt;br /&gt;
niente avrebbe senso.&lt;br /&gt;
Eppur dovrei averlo&lt;br /&gt;
perché se no&lt;br /&gt;
niente avrebbe senso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/-CQ7-nRSOt8&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/967534057980444446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/08/eppur-dovrei-averlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/967534057980444446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/967534057980444446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/08/eppur-dovrei-averlo.html' title='eppur dovrei averlo'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-7225720089641949862</id><published>2013-08-11T15:07:00.001+02:00</published><updated>2013-08-11T15:07:39.175+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Educación</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #37404e; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;la verità è che sono stato cresciuto da una persona che ha vissuto la guerra, sfollata ad Antessano, e che ha sempre campato con poco. l&#39;acqua gasata era un lusso, figurarci un negroni sbagliato. quindi, volente o nolente, non avevo scelta: se l&#39;unico asciugamani era sporco, di sangue, di sudore, di peli, dovevo usarlo lo stesso fin quando non ci fossero stati abbastanza indumenti sporchi per fare&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; color: #37404e; display: inline; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;la lavatrice. per giocare a calcio nel cortile sotto casa, sempre la stessa canottiera bianca: perché sporcarne altre? la spesa doveva bastare per quella giornata, porzioni monouso da consumo singolo. non sapeva mai se sarebbe arrivato il domani ed è peccato sprecare il cibo senza essere consumato. &quot;devi finirlo perché si deve consumare&quot;, non se ne parlava proprio di buttarlo nella pattumiera. e poi, la semplicità delle connessioni mentali: la nutella contiene latte, quindi il panino con la nutella e i bocconcini di mozzarella va bene. non c&#39;erano alternative, quindi doveva andar bene lo stesso.&lt;br /&gt;la notte d&#39;inverno, se fa freddo, nessuna stufa, ché il gas costa assai. al massimo si dorme insieme con i piedi attaccati l&#39;un l&#39;altro. e se fa caldo, il condizionatore è un arma del demonio. spalanca le finestre e prega dio che si faccia un po&#39; di corrente. insomme, non sarà stata l&#39;educazione spartana per eccellenza, che immagino sia un po&#39; più dura. ma credo sia per questo che odio i fronzoli, le esagerazioni, i vizi fini a se stessi. uno splendido modo di vivere che ancora oggi mi influenza, che mi influenzerà e che per carità di dio flagellerà anche quei poveri figli miei, se mai qualche pazza dovesse accettare questa tortura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; color: #37404e; display: inline; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; color: #37404e; display: inline; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;background-color: white; color: #37404e; display: inline; font-family: &#39;lucida grande&#39;, tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/xpxd3pZAVHI&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/7225720089641949862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/08/educacion.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/7225720089641949862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/7225720089641949862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/08/educacion.html' title='Educación'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-2805080057521054531</id><published>2013-08-01T16:59:00.001+02:00</published><updated>2013-08-01T17:01:28.029+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Un grande centro commerciale, un grande centro culturale.</title><content type='html'>&lt;u&gt;28 luglio 2013&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Milano è un enorme centro commerciale. Anche quei quartieri che all&#39;apparenza sembrano meramente residenziali, contengono una clamorosa dose di capitalismo del terzo millennio: un settore terziario preminente e una valanga di stimoli, prepotenti, ad acquistare beni e prodotti del tutto superflui. Milano è un bisogno indotto.&lt;br /&gt;
Anche qui, dove mi trovo ora, a Pasteur, affacciato dal letto soppalcato di questo monolocale su viale Monza, il commercio è palpabile. &quot;Commercio&quot;, per quanto possa essere un termine vago, anche qui, a Pasteur, come a Duomo, a Moscova, a Brera, non è più una semplice parola, come può essere dalle mie parti, ma un&#39;entità, un fantasma subdolo che si aggira fra non-uomini lavoratori. Altro che comunismo. Persino a via Turati è così, tanto che, mentre la attraversavo con la mia amica, mi è venuto da dire che probabilmente Filippo Turati li avrebbe bruciati tutti quei negozi che infestano il suo nome.&lt;br /&gt;
A Pasteur, dove abitano e mi ospitano i miei amici, gli stessi che si lamentano della zona, di viale Monza, perché frequentata da loschi personaggi (in particolare di notte), ho avvertito la presenza di questo fantasma su un cartellone pubblicitario della Coca-cola ad ornamento di uno squallido ristorante. Vi sono indicate le varie possibilità di accostamenti culinari con la famosa bibita: pollo allo spiedo, bistecca di carne, e altri. Peccato che il locale in questione offre solo specialità turche. Ma la fame di bistecca e Coca-cola mi stava spingendo ad entrarci lo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;29 luglio 2013&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono bloccato alla stazione di Milano Centrale. Piove tantissimo fuori, temo di non aver abbastanza soldi per arrivare a dopodomani, quando cioè andrò via. Di certo dovrò prendere un taxi che mi porterà a Porta Garibaldi per il treno di ritorno, e dieci euro sono già accantonati e pronti ad essere buttati. Ho sempre odiato viaggiare in taxi, per me è sinonimo di scarsa autosufficienza.&lt;br /&gt;
Sono seduto di fronte a due straniere e a fianco a un milanese che urla al telefono.&lt;br /&gt;
Il mio amico Daniele discuterà la sua tesi di laurea a Pavia, intorno alle 10:00, e ho dovuto inviargli un sms per avvertirlo che sarei arrivato non prima delle 11:30. Chi sa se lo avrà letto. Ne dubito. Immagino che il giorno della laurea non si abbia altro in testa altro, giustamente, che la laurea.&lt;br /&gt;
Sono tentato dal prendere un caffè, ma non ho intenzione di farmi cambiare il mio bel ultimo pezzo da cinquanta. E&#39; evidente che tutto ciò, queste righe che sto scrivendo adesso sono del tutto superflue: un modo per ammazzare il tempo fino alle 11:00, senza dover prendere un caffè e spendere altri soldi.&lt;br /&gt;
Mi prende un&#39;ansia totale quando non ho soldi. In una città come Milano, poi, è molto facile trovarsi in questa condizione. Ho ancora otto sigarette, ne andrò a fumare una per far passare velocemente cinque minuti. Senza spendere soldi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;30 luglio 2013&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;
Il concerto dei Blur: conoscevo tutte le canzoni, le ho cantate, mi sono emozionato, ho preso botte sulle canzoni più toste. Esistono concerti migliori di questi? Qui sono la normalità.&lt;br /&gt;
La mostra di Modigliani e Soutine: a Palazzo Reale, che già di per sé è un luogo meraviglioso, figurarsi con quelle opere esposte all&#39;interno. Undici euro di biglietto, con guida audio compresa. Troppo da turista? Sarà... ma l&#39;ho goduta di più con quelle banalità di Corrado Augias.&lt;br /&gt;
Il museo del &#39;900: un percorso pittorico che inizia con il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Un sogno. Per poi continuare con il Futurismo italiano, da Boccioni a Carrà, con De Chirico, favoloso, con gli astrattisti e con le avanguardie anni &#39;50.&lt;br /&gt;
E poi, di questa città, la storia. Piazzale Loreto, Piazza Fontana e la banca e il ricordo di Pinelli; via Turati, via Costa. Il socialismo. La metropolitana ricordata per le tangenti e non soprattutto perché è la migliore che io abbia visto in Italia. Una fermata dedicata al 1° Maggio solo a Milano potevo vederla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/7b7DgOeMnW4&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/2805080057521054531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/08/un-grande-centro-commerciale-un-grande.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/2805080057521054531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/2805080057521054531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/08/un-grande-centro-commerciale-un-grande.html' title='Un grande centro commerciale, un grande centro culturale.'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-302727371150460594</id><published>2013-07-31T23:10:00.001+02:00</published><updated>2013-07-31T23:11:54.636+02:00</updated><title type='text'>Intervista di Françoise Sagan a Yves Saint Laurent (1969)</title><content type='html'>&lt;i&gt;La nascita, il successo, e i fallimenti della moda visti da uno dei più grandi protagonisti e raccontata da una grande scrittrice. Entrambi hanno in comune il duro lavoro affinché si spezzino i tabù più forti. In comune, i due, hanno bene in testa che &quot;la moda è ciò che passa di moda&quot;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;Ne ho scritto un piccolo romanzo sul tema della moda, Gioventù Sonica: in quella occasione una moda frivola nasce e muore e resta nel dimenticatoio. Nel caso di Yves Saint Laurent è tutto il contrario: una moda che, sì, nasce, ma che vive e resiste anche ai piccoli ma grandi fallimenti soprattutto perché non è frivola, ma curata e colta. E&#39; per questo motivo che ha suscitato in me tanto interesse, essendo io poco avvezzo a seguire la moda dei bei vestiti e del lusso.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Françoise Sagan, amica e autrice di questo testo che ho ricopiato a mano (tratto da &quot;Il Tubino Nero&quot;, Barbès Editore), è una favolosa scrittrice francese che, a modo suo, ha fatto scuola. Ecco il testo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo conosco da vent&#39;anni, questo giovane uomo alto e biondo, e non lo conosco affatto. Eppure lo conosco bene. Perché, quando ci incontriamo in certe serate mondane, lo vedo alzare gli occhi al cielo (in facto) o scoppiare a ridere (in petto) insieme a me.&lt;br /&gt;
Non ci eravamo mai parlati per quindici anni - fino all&#39;altro ieri, con la scusa di questa intervista. Non ci parlavamo, ma di tanto in tanto ci ritrovavamo comunque a formare un blocco - se si può parlare di blocco a proposito di due persone tanto magroline come noi. E una sera, durante una festa, annunciammo in modo trionfale ai nostri amici, e alle nostre conoscenze lì riunite, che ne avevamo abbastanza di lavorare come bestie da venticinque anni, che io e lui avevamo rispettivamente quarantaquattro e quarantacinque anni, e che da anni, quindi, portavamo sulle spalle dei fardelli e delle responsabilità terrificanti, incompatibili con il nostro ideale di vita e con il nostro carattere, e che saremmo partiti insieme la settimana successiva per dormire in una capanna sotto il sole, e non saremmo tornati mai più. Sebbene non sia né divertente, né preoccupante, questo discorso o fa ridere o preoccupa. Riflettendoci, non è divertente perché in fondo è la pura verità, e non è preoccupante perché né io né Yves Saint Laurent sfuggiremo mai a questi contrappesi che il destino prudente ha appeso al nostro collo, dato che ha appeso anche questo sontuoso regalo che è la nostra possibilità di creare, e la possibilità di sedurre i nostri contemporanei con le nostre opere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; questo oscuro senso del dovere che ci siamo confessati il pomeriggio di quella domenica lì, quella domenica di pioggia in cui eravamo seduti, soli per la prima volta, nella magnifica casa di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé dove ogni dettaglio è un&#39;opera d&#39;arte, e dove Yves Saint Laurent mi riceveva con un completo e una cravatta scuri &quot;l&#39;unica cosa che posso mettere - dice - passati i quarant&#39;anni&quot;.&lt;br /&gt;
Ci sedemmo, un po&#39; impacciati di noi stessi, l&#39;imbarazzo unito alla voglia di ridere, mentre mi dicevo dimentichiamo Yves e pensiamo a Saint Laurent. E non ci dimentichiamo che è sì un giovane uomo di quaranta anni, ma che questo giovane uomo dirige un impero. Ed è lui che ha creato questo impero. Il suo nome compare nelle strade di ogni principale città degli Stati Uniti, Europa e dell&#39;Australia, ovunque, dove è considerato il sarto, il creatore di moda più famoso e più bravo della sua generazione. E anche a Parigi, dove oggi il suo nome si estende su più strade, non è mai stato possibile, anche alle voci più maligne di questo mondo perfido e crudele della moda, negare il talento di Saint Laurent. Certo, ogni anno, un mese prima, si comincia a dire che è meno bravo, che è finito, che va a rotoli, che brucia la sua vita e anche le sue matite; ogni anno lo crediamo morto per i suoi amici e morto per la moda, e ogni anno usciamo storditi e confusi dalla sua prima collezione e, quando siamo in buona fede, felici.&lt;br /&gt;
Questo tour de force, questo capovolgimento di sentimenti realizzato nell&#39;arco di sue ore, è costretto a rifarlo quattro volte in un anno: due volte per il&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-family: inherit;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;prêt-à&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;porter, che è stato lui davvero il primo a formulare e inserire nella norma - dunque due collezioni l&#39;anno - e due volte per l&#39;alta moda che lo ha portato al successo e anche al temibile culmine delle opere d&#39;arte, questa alta moda dove può giocare e far giocare le sue mani fra i tessuti più stravanti, più costosi e più belli della terra. &quot;E&#39; il mio lusso&quot;, dice lui. E non desidera farne a meno. Ma se oggi dovesse scegliere fra una collezione eterna ma sontuosa e dal costo inaccessibile e un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;prêt-à&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;porter eterno c&#39;è da scommettere che Yves Saint Laurent, senza esitare, sceglierebbe il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;prêt-à&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;porter. Intanto perché lui fa parte del suo tempo, e poi perché le sue modelle inaccessibili non le vede mai per la strada. Le incontra solo ai gran gala, alle feste, e alle cene private.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;La rue Spuntini è il passato di Yves Saint Laurent. E&#39; lì che ha vissuto l&#39;emozione peggiore quando, venti anni fa, ha lasciato Dior e si è lanciato da solo nella creazione della sua casa di moda: sapeva bene che il suo colpo doveva essere un colpo da maestro, altrimenti sarebbe stato il primo e anche l&#39;ultimo. Tutti andarono lì a divorare l&#39;imprudente, e tutti ne rimasero affascinati. Da allora Saint Laurent ha fatto &quot;fiasco&quot; solo due volte: la principale fu nel 1971 quando rilanciò la moda del 1940, dove si rivedevano tutte le donne con una borsa a tracolla, le gonne corte, e le zeppe. Quel giorno, quindi, molte donne come si deve lasciarono la sala all&#39;inizio della sfilata. &quot;Dissero che non volevano frequentare delle puttane&quot;. Ma le altre donne, quelle ispirate, quelle, come si dice, di mondo, quelle che hanno il gusto di scoprire, di applaudire, il gusto di cambiare, e questo fa di loro le mecenate degli stilisti - anche se a volte delle avare mecenate - vennero e decisero che quello stile era sublime e tutte lo seguirono a ruota. Ma Yves Saint Laurent aveva avuto paura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Aveva avuto paura perché ogni fallimento può essere fatale, perché quattro o cinque fallimenti in fila vorrebbe dire la catastrofe, ovvero l&#39;impossibilità di creare l&#39;alta moda con tutti gli enormi mezzi che comporta. Vorrebbe soprattutto dire che quando lavora non prova più quell&#39;intuizione, quella sensazione di ciò che desiderano profondamente le donne, qui o altrove, quella sensazione che lui scopre ogni giorno a Parigi e nella sua testa, e che coincide con il suo gusto, questo sentimento che gli permette di ispirarsi a una attualità ricca ma stancante, al continuo rinnovamento, ai colpi di scena e ai perpetui choc della vita di tutti i giorni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Da un anno all&#39;altro, lui lo sa, le donne possono essere, o vogliono essere, adolescenti, mature, tristi, riservate, tragiche, così come invece possono volersi allegre, divertenti, equivoche. Ma se alla fine vogliono essere quello che Saint Laurent vuole che siano, è perché sanno anche che dietro le invenzioni e l&#39;originalità, c&#39;è questa forza ancestrale, indispensabile e perentoria, questo talento innato, questo buon gusto, questa immaginazione, questa sicurezza, questa eleganza, insomma questo giovane uomo biondo che non si butterà mai nel suo immaginario e nelle sue stravaganze senza la tecnica del suo mestiere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Yves Saint Laurent parla della sua ultima collezione, e lo fa con un sorriso di sollievo: &quot;E&#39; stato terribile, come sempre, durante i primi mesi. Non veniva fuori nulla e niente aveva senso. Potevo sistemare i miei tessuti in qualunque modo sui bellissimi corpi delle modelle e queste donne meravigliose non esprimevano niente, in ogni caso niente di interessante. Mi pareva di impazzire... era un Saint Laurent mediocre, senza fascino. Mi restava un mese e mezzo, come al solito, per fare tutto, e alla fine di un mese: niente. Poi un giorno, spostandomi per caso, ho visto che qualcosa c&#39;&#39;era: il vestito voleva dire qualcosa, assomigliava a qualcosa, assomigliava alla donna che lo indossava. L&#39;ho sentito subito, e anche l&#39;indossatrice. Nessuno si può immaginare i rapporti personali e silenziosi che ci sono fra un sarto e l&#39;indossatrice. Lo sentono quando l&#39;immaginazione è all&#39;opera, sono orgogliose di come i loro corpi, i loro gesti e il loro aspetto provocano in me l&#39;intuizione creativa. Ne sono fiere e felici; più che con chiunque altro, mentre lavoro, ho dei rapporti diretti con queste donne, peraltro spesso esauste, ma che in quei momenti farebbero qualunque cosa pur di aiutarmi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Questo mestiere è passionale: oltre a me, che non vivo più se le cose non vanno, e non sono mai davvero contento finché non arriva la prima sfilata, ci sono le sarte, quelle che lavorano soprattutto con le mani, che sono le detentrici e le ultime depositarie dei segreti della grande sartoria (segreti trasmessi dalle loro madri e dalle loro nonne). Oltre a loro, una razza ormai in via di estinzione, che non avrà più motivo di esistere nella società del futuro, ci sono le donne che lavorano alla macchina da cucire, per giorni e notti, a volte chiedo loro di disfare tutto, ma non faccio mai loro il torto di farle lavorare senza crederci io per primo; lo sentirebbero e mi disprezzerebbero. Di tutta questa équipe, in tutti i settori della mia casa di moda, quando arriva il momento del lavoro creativo, il momento in cui mi sento solo, in piedi nell&#39;atelier,a dare ordini su ordini,e lavoro su lavoro, senza sapere se questa agitazione, questa frenesia scatenante mi porterà lì dove vorrei che mi portasse, in questo istante in cui tutti hanno bisogno di me, mi guardano, e vorrebbero strapparmi di bocca gli entusiasmi e le raccomandazioni, in quel momento mi sento responsabile di tutti loro. Alcuni anni è stata dura. Trovavo il motivo, l&#39;idea, solo dieci giorni prima, e in quei dieci giorni tutti ammattivano. Arrivavo, estenuato, davanti a tutti questi sguardi femminili, spesso amichevoli, ma sempre più severi. Ogni volta, all&#39;inizio di ogni mese che coincide con le quattro collezioni, non mi appartengo più. Mi sento prigioniero e vuoto. Poi un giorno tutto cambia e mi sento il più felice degli stilisti. Guardo agitarsi davanti a me questo tipo che lavora, che ha delle idee, delle intuizioni, che non è che una parte di me, ma i cui successi a volte mi sbalordiscono. Purtroppo, se quando le cose non funzionano non faccio tutt&#39;uno con me stesso, siamo sempre due quando le cose funzionano&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Quest&#39;ultima frase suonava tremendamente giusta in questa domenica di pioggia e di ozio, e ci scambiammo uno sguardo d&#39;intesa. Tornai al galoppo verso rive più ridenti e sciocche:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;- Che cos&#39;è che determina la nascita di un abito?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;E Saint Laurent, con il tono dell&#39;ovvietà:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&quot;Un gesto. Tutti i miei abiti nascono da un gesto. Un abito che non riflette o non fa pensare a un gesto non funziona. Una volta che si è trovato questo gesto si può scegliere un colore, la forma definitiva, il tessuto, non prima. In effetti non si smette mai di imparare il proprio mestiere in questo lavoro. Pensa per esempio che esiste la cucitura dritto e quella in tralice. Ho fatto per anni tutti i miei modelli con il taglio dritto perché corrispondeva alle mie idee. Ovviamente conoscevo il taglio in tralice, ma lo usavo male, come un compositore ignora il diesis io non &quot;vedevo&quot; il taglio in tralice. Poi una donna, che tre anni fa è venuta alla casa di moda, mi ha insegnato tutto sul taglio in tralice, le sue risorse e le sue possibilità. Il primo anno fu quello, forse lo ricordi, dove tutti i miei abiti sono diventati folcloristici, gonfi, russi... i giornalisti hanno scritto dell&#39;influenza russa, del gusto per l&#39;esotico, del barocco... in realtà avevo imparato la tecnica del taglio in tralice. E&#39; meno lontano della Russia ma molto più difficile. E so che non finirò mai di conoscere tutti gli artifici di questo sedicente lavoro artificioso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Una cosa che non saprò mai dominare nella moda è, da una parte, la mia immaginazione, la mia capacità di inventare, che sarà sempre indipendente dalla mia volontà, che mi fa sempre credere fino all&#39;ultimo momento di averla perduta; questo lo so. &lt;b&gt;E quello che non potrò mai cambiare, più che la paura del debutto, sono la tristezza e il vuoto della fine - immagino sia la stessa cosa che succede quando si scrivono libri -, ma quando tutto è finito, e l&#39;ultimo spillo è stato appuntato, mi sento orfano. Tutte le tue idee sono passate e andate; spariranno come quelle di prima e di dopo. Non resterà niente di tutti questi sforzi, di tutte queste notti in bianco... E&#39; doloroso. Dare la vita a cose che non vedremo più e la cui stessa essenza è quella di svanire. La moda è ciò che passa di moda...&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Intuisco in modo confuso quelli che per me sarebbero i criteri di una nuova moda, quello che vorrei fare e quello che non posso fare, perché vorrebbe dire piantare tutto in asso qui per ricominciare tutto altrove. Intravedo questa specie di immensa apertura sul&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;prêt-à&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;porter che diventerà la moda del futuro, e che potrebbe farla diventare una cosa straordinaria, radicalmente diversa e grandiosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Non so ancora come, ma so, lo sento, che in questa passione, in questa uniformità dei giovani a vestirsi tutti nello stesso modo, c&#39;è un&#39;idea, qualcosa che finirò per trovare se non è ancora stata trovata. In ogni caso quello che è rimasto e che rimarrà identico col passare dei giorni, ora e fino alla fine dei tempi, è questa sorta di passaggio degli abiti maschili in abiti femminili. C&#39;è una moda femminile che deriva direttamente da quella maschile e che rappresenta il bisogno di sentirsi comode, di essere vicine agli uomini, servirsi dei loro abiti e dei loro gusti senza per questo volerli superare né imitare né svirilizzare, solo per raggiungerli. Gli uomini si vestono in modo più comodo delle donne perché non devono assolvere a questo ruolo di oggetto che ha così spesso paralizzato le donne delle altre generazioni. Esiste un desiderio di uguaglianza e non di rivincita in tutti questi maglioni troppo larghi, in queste camice annodate alla vita, tutti questi prestiti che le donne prendono dagli uomini e che, in genere, stanno così bene alle donne. E&#39; una cosa che rimarrà stabile. La comodità oggi è diventata un valore fondamentale come l&#39;estetica; e non è così male per un sarto rispondere a questa sfida: evita errori o sogni irraggiungibili alle persone che vivono e lavorano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 16px;&quot;&gt;Poi, la moda è diventata già da un po&#39; uno spettacolo completo. Va in scena sulle passerelle, con i musicisti, le scenografie, gli artifici, che sono lì soprattutto per stupire e per fare effetto più di qualunque altra cosa. Non è più solo moda, è spettacolo. I rapporti fra gli stilisti, o fra gli stilisti e i critici, o i clienti e gli stilisti sono passionali, teatrali. Ma accade che spesso lo spettacolo possa essere perfetto e l&#39;abito non indossabile. E così ogni anno alcuni nomi sono lanciati come delle mongolfiere e l&#39;anno dopo le mongolfiere sono già sparite e rimpiazzate da altri nomi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/EAC9Ecf1Xgc&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/302727371150460594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/inervista-di-francoise-sagan-yves-saint.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/302727371150460594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/302727371150460594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/inervista-di-francoise-sagan-yves-saint.html' title='Intervista di Françoise Sagan a Yves Saint Laurent (1969)'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-3937104506730377429</id><published>2013-07-23T17:19:00.002+02:00</published><updated>2013-07-23T17:21:19.751+02:00</updated><title type='text'>Ci sarà un giorno</title><content type='html'>Ci sarà un giorno&lt;br /&gt;
in cui anche noi
saremo vecchi.&lt;br /&gt;
Verremo anche noi&lt;br /&gt;
combattuti giustamente&lt;br /&gt;
da chi non ci sopporterà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Com&#39;è triste il ripetersi&lt;br /&gt;
di questi frequenti battibecchi&lt;br /&gt;
che nel tempo si ripropongono&lt;br /&gt;
con noi dall&#39;altra parte.


&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/rM3M7DUWvPo&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/3937104506730377429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/ci-sara-un-giorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3937104506730377429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3937104506730377429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/ci-sara-un-giorno.html' title='Ci sarà un giorno'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-842290681477867568</id><published>2013-07-09T23:20:00.004+02:00</published><updated>2013-07-09T23:24:22.636+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking14: Meditando</title><content type='html'>Le giornate a casa in pigiama servono tantissimo. Non scherziamo su questo argomento. Potrebbe davvero essere paragonabile al lento lavoro certosino di un Mark Renton qualunque, con tanto di provviste utili per mesi interi e una dose di oppio ad uso supposta. La differenza sta che qua non c&#39;è nessuna droga da cui stare lontano, solo un preciso pericolo di overdose da gente. Da tutti quelli che parlano per dare aria alla bocca, che hanno una opinione su tutti gli argomenti. Tutti. Beati loro. Avranno studiato tantissimo, oppure... no.&lt;br /&gt;
Si riflette molto, poi, da soli. Oltre ad epurarsi da amici falsi o da falsi e basta, in attesa di essere epurato da uno più puro (come disse il sommo maestro menscevico italiano), si riflette intorno a quello che accade, che è accaduto, a come ci comportiamo, a come ci guadagniamo da vivere. Non produciamo più nulla. Noi non produciamo più le cose, ma solo metodi per farle comprare dai poveri consumatori. E&#39; l&#39;arte delle parole vacue, dei pacchi vuoti ma belli, dell&#39;arrosto che si arrende e la dà terribilmente vinta al fumo. Progettazioni, eventi, pubblicità, parole, fiumi di parole con un unico obbiettivo: fottere qualcuno.&lt;br /&gt;
E quando, in questa società dove ciascuno di noi, per ogni argomento deve avere una opinione, una proposta, una idea, può succedere di scadere nell&#39;estetica di ciò che dici, di ciò che fai, di ciò che vuoi vendere, di vendere te stesso perché, alla fine, tu stesso diventi un prodotto. Siamo i produttori di noi stessi, ma forse Proudhon intendeva un&#39;altra cosa.&lt;br /&gt;
E così non basta più bere un bicchiere di latte al dì, fumare e fumare e fumare, farsi una doccia, trovare sollievo nell&#39;allontanarsi anche se per cinque minuti in bagno per tagliarsi le unghie. Non basta, e lo sai, devi stare in pigiama. Devi dormire, alternare letture, studio, scrittura, e poi di nuovo dormire. Dormire è fondamentale per il tuo intento. E&#39; l&#39;unico modo sicuro di allontanarsi da tutti, compreso te stesso. Non bisogna avere fretta, poi, in queste cose. Gli orari non esistono più, puoi svegliarti e riaddormentarti a tuo piacimento. Un&#39;ora di studio, così, si fraziona e si spalma in altre tredici. Ma almeno ti senti riposato e credi di aver capito. E di certo quelle cose le ricorderai, perché quella non fu una giornata normale. Hai dormito tutto il giorno. E hai aspettato, aspettato, aspettato, con la canzone della pioggia di sottofondo, cantata da quello splendido ossimoro: il dirigibile di piombo. Ci hai riflettuto? Mai. Ecco a cosa serve, a riflettere. Chiuditevi in casa, pensatori di tutto il mondo! C&#39;è uno spettro che si aggira in camera tua, lo spettro della parola, parola, parola che ti perfora i timpani e non ti rende produttore di qualsiasi cosa che sia diversa da te stesso. E non avere fretta perché il colpo di genio arriva meditando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/BeDylD8dV7U?list=PLaV9SNptSaNC8lBG8wV5H1f6c1_-k3k4d&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/842290681477867568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/urban-thinking14-meditando.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/842290681477867568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/842290681477867568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/urban-thinking14-meditando.html' title='Urban Thinking14: Meditando'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-3699656225709869889</id><published>2013-07-06T13:17:00.000+02:00</published><updated>2013-07-06T13:18:45.045+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking13: La chiave di volta</title><content type='html'>La pasta al pesto era tutta a terra. Il salone era diventato unto di olio del Cilento. Mi tirò addosso il piatto e mi sentii di scoppiare.&lt;br /&gt;
Le tirai addosso anche il mio, sulla pancia. La sua maglia bianca da brava casalinga della domenica si sporcò irrimediabilmente. I cocci dei piatti dell&#39;Ikea erano a terra, sparsi ovunque. Lei uscì fuori al balconcino in cerca di una scopa.&lt;br /&gt;
Presi la busta dell&#39;indifferenziata. Ma in realtà la scopa era in testa che voleva darmela.&lt;br /&gt;
Girammo tre o quattro volte attorno al tavolo rotondo ancora imbandito. Decisi di uscire e di sbattere la porta.&lt;br /&gt;
Mi ritrovai in strada e da sotto il portone potevo ancora sentirla urlare &quot;troia! troia!&quot;. Avevo dimenticato le chiavi e, immaginando il ritorno a casa inevitabile, tornai indietro e citofonai.&lt;br /&gt;
- Apri!&lt;br /&gt;
Salii le scale di fretta, avevo le mani che mi prudevano, le ginocchia che formicolavano e la testa che mi scoppiava. Uscì un po&#39; di sangue dal naso, tutto normale.&lt;br /&gt;
Trovai la porta di casa aperta e lei nascosta da qualche parte. &quot;Stronzo!&quot; sentii dalla camera da letto.&lt;br /&gt;
- Adesso faccio le valige, - dissi io.&lt;br /&gt;
- Dove cazzo vai? - disse lei, con gli occhi che le uscivano dalle orbite.&lt;br /&gt;
Mi trascinò in camera da letto a forza di calci negli stinchi. Non l&#39;avevo mai picchiata, non avevo mai picchiato una donna, non avevo mai picchiato nessuno. E non lo feci neanche stavolta. Semplicemente presi tutti gli schiaffi, i calci, le parolacce e gli sputi delle sue urla in faccia, senza opporre resistenza.&lt;br /&gt;
Mi stese sul letto, mi mise una mano al collo e con l&#39;altra tentava di darmi un pugno senza riuscirci veramente. Mi guardava isterica, diventò paonazza, aveva la bocca larga, deformata, gli occhi da pazza, fuori dalle orbite, fuori di testa.&lt;br /&gt;
- Finiscila, ti prego, - dissi con noncuranza. Conoscevo il mio potenziale, potevo farle male. Ma non lo feci. Trattenni tutto, mentre lei mi soffocava con la mano. Tentai di allontanarla senza farle del male, lei stava sempre con la mano destra tesa in alto, in attesa di sferrare quel tanto bramato cazzotto. Che non ebbe il coraggio di darmi.&lt;br /&gt;
- Ti prego, basta, basta così - supplicai io con fastidio. Lei continuava.&lt;br /&gt;
- Abbracciamoci, - le dissi, e come una meravigliosa chiave di volta, una stringa decodificata, una formula matematica, un segreto svelato, un punto focale focalizzato, una repressione liberata, una pentola a pressione scoperchiata, si accasciò. Pianse a dirotto. Mi abbracciò senza guardarmi in faccia. Pianse a lungo. E piansi anch&#39;io.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/OQM5-Ks64is&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/3699656225709869889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/urban-thinking13-la-chiave-di-volta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3699656225709869889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3699656225709869889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/07/urban-thinking13-la-chiave-di-volta.html' title='Urban Thinking13: La chiave di volta'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-2920958873938186322</id><published>2013-06-26T20:07:00.001+02:00</published><updated>2013-06-26T20:07:14.854+02:00</updated><title type='text'>Mi hai visto ignorarti</title><content type='html'>Mi hai visto ignorarti&lt;br /&gt;
Mi hai visto evitarti&lt;br /&gt;
Hai visto il mio sguardo&lt;br /&gt;
Spostarsi su altri.&lt;br /&gt;
Mi hai visto in amore&lt;br /&gt;
Con altre persone&lt;br /&gt;
Che con te non avevano&lt;br /&gt;
Niente a che fare.&lt;br /&gt;
Ti ho vista scappare&lt;br /&gt;
E poi ritornare&lt;br /&gt;
E con tutte le scarpe&lt;br /&gt;
Ti ho calciato laddove&lt;br /&gt;
Mi piaceva ricordare&lt;br /&gt;
Il tuo splendido nome.&lt;br /&gt;
Ma adesso son qui,&lt;br /&gt;
Sulla mia scrivania,&lt;br /&gt;
Dal letto mi alzai&lt;br /&gt;
Per cercare una penna&lt;br /&gt;
E tracciare su carta&lt;br /&gt;
Parole scritte mai&lt;br /&gt;
E cioè che mi manchi&lt;br /&gt;
E che mi mancherai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/CqM11bt9QvI&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/2920958873938186322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/06/mi-hai-visto-ignorarti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/2920958873938186322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/2920958873938186322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/06/mi-hai-visto-ignorarti.html' title='Mi hai visto ignorarti'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/CqM11bt9QvI/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-629682676558905035</id><published>2013-03-08T12:59:00.002+01:00</published><updated>2013-03-08T13:03:29.067+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Otto marzo e considerazioni italiote</title><content type='html'>Nel giorno della Festa della donna sorgono spontanee, per me, alcune considerazioni. Mi piace vedere chi sta meglio di noi, in tutti i sensi. Alcuni fatti: la Svezia concede il diritto di voto alle donne nel lontano 1916. Noi italiani soltanto nel 1946.&lt;br /&gt;
La Svezia, com&#39;è noto, ha un sistema statale impeccabile o quasi. Quella che da noi viene vista come un&#39;utopia, la perfetta corrispondenza tra tasse versate e servizi erogati dallo Stato, in Svezia è realtà, o quantomeno viene percepita tale. Insomma, hanno un grado di civilizzazione superiore al nostro.&lt;br /&gt;
E&#39; pur vero che la densità demografica della nazione scandinava è assai inferiore rispetto alla nostra. Forse la sola Campania ha tanti abitanti quanto la Svezia. Ma credo che, più semplicemente, il rispetto per le regole e l&#39;organizzazione efficiente insita nel dna svedese è del tutto sconosciuta a noi italiani.&lt;br /&gt;
In questo periodo in cui, poi, i partiti politici fanno a gara su chi ha una percentuale maggiore di deputati donna eletti nelle loro fila, in Svezia, da qualche anno ormai, si discute di quote blu.&lt;br /&gt;
Nei centri urbani più &quot;occidentalizzati&quot; del nostro Paese, non è raro incontrare studi professionali, imprese, grandi aziende, settori di pubblica utilità, amministrati da personale femminile. Le donne in carriera si fanno valere e ci sanno fare. Parlare di mobbing verso dipendenti maschi, al sud, sarebbe assurdo. Credo sia almeno strano sentirne parlare al nord. Quote blu, poi, insensate.&lt;br /&gt;
Se i miei calcoli sono esatti, considerando il voto alle donne nel 1916 in Svezia e quello italiano nel 1946, e considerando quindi la distanza intellettuale tra i due Paesi europei di circa quarant&#39;anni, si potrebbe affermare che nel 2049 avremo anche noi le quote blu.&lt;br /&gt;
C&#39;è un divario di quarant&#39;anni, in cui spero avremo una sinistra socialdemocratica in stile scandinavo, veramente progressista, una perfetta corrispondenza tra tasse e servizi e una sottintesa e scontata affermazione della parità tra sessi. Tale da rendere inutile l&#39;8 marzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/3kYhoXxvAf4&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/629682676558905035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/03/8-marzo-e-considerazioni-italiote.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/629682676558905035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/629682676558905035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/03/8-marzo-e-considerazioni-italiote.html' title='Otto marzo e considerazioni italiote'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/3kYhoXxvAf4/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-5240558603502114074</id><published>2013-02-23T14:42:00.001+01:00</published><updated>2013-02-23T14:45:05.489+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Ma la politica è un concorso di bellezza?</title><content type='html'>Siamo alla vigilia del voto e c&#39;è ancora chi crede che Berlusconi risolverà tutto perchè è un uomo che si è fatto da solo. Nichi Vendola è gay. La Meloni non solo è contro i gay, ma è anche una ragazza preparata e carina. Bersani è ben visto perchè è in testa. Monti è ben visto dall&#39;Europa. Fini e Casini sono la speranza di rompere questo bipolarismo imperfetto. Ingroia ha indagato sulla trattativa Stato-Mafia. Oscar Giannino no, non si può votare: non è laureato. Grillo è l&#39;unico che può cambiare qualcosa. Non credo sia laureato manco lui però.&lt;br /&gt;
Ma la politica è un concorso di bellezza?&lt;br /&gt;
Non conosco nessuno che si sia interessato ai programmi. Non tirano. Per cui, questi baldi giovani candidati, spinti dal portare più acqua al proprio mulino, tirano fuori proposte shock: niente Imu, rimodulazione Imu, rimborso Imu, no ticket per visite specialistiche, sussidio di disoccupazione a tutti, un milione di posti di lavoro.&lt;br /&gt;
Ma chi ci crede più? Silvio ha bellissime ragazze, Pieluigi è figlio di un meccanico. Eh si, però Vendola è un uomo di sinistra, ma anche la Giorgina, cazzo, è giovane! Pierferdy è divorziato, ma nessuno è come lui per la famiglia... Luchetto di Montezemolo ci ha fatto vincere un sacco di gran premi e Italo mi ha fatto pagare la metà il giorno di San Valentino. Super Mario è un bocconiano, come quella gran figa di Sara Tommasi. Oscar Giannino è per il merito, anche se, cazzo, non è laureato...&lt;br /&gt;
Fatemi avere altre notizie del genere per favore, avevo idea di fondare una rivista di gossip da casalinga drogata. Per il resto credo che voterò un&#39;Idea, sempre che ne esista ancora una.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/KehwyWmXr3U&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/5240558603502114074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/02/ma-la-politica-e-un-concorso-di-bellezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/5240558603502114074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/5240558603502114074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/02/ma-la-politica-e-un-concorso-di-bellezza.html' title='Ma la politica è un concorso di bellezza?'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/KehwyWmXr3U/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-7430494159766104982</id><published>2013-01-07T13:03:00.001+01:00</published><updated>2013-01-07T13:03:48.114+01:00</updated><title type='text'>Il punto morto: terzo estratto di Gioventù Sonica (giuramento violato)</title><content type='html'>Ci sono giorni in cui ti fermi a pensare che ti trovi in punto morto. Hai fatto tanto, pensi, guardandoti indietro. Tra le tante cose fatte, molte sono inutili. Te ne rendi conto solo troppo tardi.&lt;br /&gt;
In tutto questo spreco, individui le cose costruttive che invece hai fatto. Quelle che restano, che hanno senso. Quando poi ti rendi conto che anche quelle cose che hai creduto costruttive in realtà sono anch’esse inutili, ti cade tutto il mondo addosso. Sulla nuca.&lt;br /&gt;
Pensi con angoscia a quante altre cose, quanti altri discorsi, quante altre immagini sarai costretto ad affrontare in futuro per arrivare ad un nuovo giorno in cui ti ritrovi a pensare di essere, ancora, in un punto morto.&lt;br /&gt;
Il mio lavoro, da solo, non offre molte possibilità di felicità. Se nella mia vita esistesse solo il lavoro, ogni giorno per me sarebbe un punto morto. Tento costantemente di colmare questa assenza di contenuti con l’amore o, in generale, con gli affetti. Ho avuto molte ragazze fino ad ora, molti esseri viventi a cui ho detto “ti amo”. Un mio amico mi disse che gente come noi direbbe “ti amo” anche alle pietre, che siamo innamorati dell’amore. È vero.&lt;br /&gt;
Ma poi, quando mi ritrovo a pensare a tutte le cose fatte, mi viene quasi da ridere. Quando penso a quelle situazioni imbarazzanti&amp;nbsp;in cui sono stato sempre maestro nel ritrovarmi, che mi spingevano a fare e soprattutto dire cose folli, che non ripeterei&amp;nbsp;per nessuna ragione al mondo. Vedendo come stanno oggi le cose, in quale parte metterei quella fatidica frase, “ti amo”? Tra le cose utili o inutili? È difficile dirlo. Molti danno più peso al valore delle esperienze fatte piuttosto che al risultato finale.&lt;br /&gt;
Mi viene ancor più da ridere quando penso che mi sono mostrato&amp;nbsp;geloso per degli imbecilli. A volte ho avuto torto, una paura infondata.&amp;nbsp;Altre volte ho avuto ragione e la cosa fa ancora più ridere: imbecilli loro, imbecilli le ragazze e, in fin dei conti, imbecille io. Se penso oggi alla rabbia che mi provocavano quelle gelosie, mi rendo conto che ho speso enormi energie per qualcosa che oggi in me non suscita più nessuna emozione, che sia rabbia o soltanto pietà. Ecco le cose che posso classificare oggi come inutili.&lt;br /&gt;
Inutile è anche l’articolo su quella mostra di arte contemporanea&amp;nbsp;che ero pronto a spacciare come un grandissimo pezzo giornalistico.&amp;nbsp;Era una cagata, ma non per colpa mia. Penso di scrivere&amp;nbsp;bene. Piuttosto perché era la mostra ad essere una cagata. Voglio scrivere la vita, io.&lt;br /&gt;
E allora cos’è che conta davvero? Ditemelo voi, perché oggi, in questo punto morto, voglio avere le idee chiare. Voglio sapere su cosa devo puntare, su cosa spendere energie. Ieri sera sono uscito con una ragazza, e mentre le parlavo, sapevo già cosa dovevo dirle per raggiungere il risultato finale. Mi sono annoiato tremendamente.&amp;nbsp;Con la conseguenza che non sono neanche riuscito a darle un bacio. Nemmeno sulle guance.&lt;br /&gt;
Si è persa la poesia delle cose, quel motore interno che ti spinge e che ti alimenta la voglia di fare e di essere felice. E non parlo solo per me.&lt;br /&gt;
Quindi bisogna davvero non affidarsi mai all’amore? Bisogna affidarsi al proprio lavoro, farne la propria ragione di vita? Forse, rileggendo tutto quello che ho scritto fino ad ora e immaginando quello che ho ancora da scrivere, esiste una terza via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/-oRlpGyI1rg&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/7430494159766104982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/01/il-punto-morto-terzo-estratto-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/7430494159766104982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/7430494159766104982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2013/01/il-punto-morto-terzo-estratto-di.html' title='Il punto morto: terzo estratto di Gioventù Sonica (giuramento violato)'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/-oRlpGyI1rg/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-1234682702575639759</id><published>2012-10-14T13:47:00.001+02:00</published><updated>2012-11-05T12:52:01.296+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking12: La Moda, la K, la X e la Y</title><content type='html'>La moda l&#39;ho sempre associata alla frivolezza, a un desiderio di seguire meccanicamente qualcosa che in fondo, poi, non è che piaccia così tanto. L&#39;ho sempre considerata qualcosa di passeggero: d&#39;altronde la moda non sarebbe &quot;del momento&quot; se non fosse passeggera. Ho sempre preferito la coerenza di uno stile che non passa mai in secondo piano nel corso degli anni. A volte incaponirsi in questa coerenza può sembrare, molte volte a ragione, ridicolo e patetico. Però, si sa, le mode ritornano a galla e cancellano quel periodo di inadeguatezza biasimato dai più.&lt;br /&gt;
Torna però alla mente il concetto di vivere il presente. Non si può esser sempre legati a qualcosa di già esistito, perchè in questo modo la possibilità di conoscenza si limiterebbe molto. Se avessi ascoltato per ventiquattro anni solo e soltanto i Pink Floyd, non avrei scoperto i Xx, per esempio. Sempre nella consapevolezza che i primi sono di gran lunga superiori, per stile, tecnica, gusto e suggestioni. Ma anche i secondi sono gradevoli all&#39;ascolto, e un piacere non può escluderne un altro.&lt;br /&gt;
In ogni caso mi piacciono le kostanti. Un elemento del nostro carattere, vita, modo di essere, mai scomparso in noi e che ci caratterizza. Il difficile è individuarlo, a seconda delle situazioni ovviamente.&lt;br /&gt;
Ad esempio, il legame tra due fidanzati può essere considerato una kostante: sanno di esistere, di essere in due e di non poter mai distruggersi a vicenda. Entrano poi in gioco le variabili: sulla base di questa kostante possono sprigionarsi, prendere vita, volare per non tornare più, una serie di atteggiamenti, fatti, atti, parole, stili, del tutto momentanei e che danno il sale al rapporto. E&#39; questo il lato positivo della moda.&lt;br /&gt;
Non siete persone romantiche e questo esempio vi fa schifo? Vi spiego, allora, perchè tra i tanti mi piace David Bowie. E&#39; egli stesso la propria costante. Il suo modo di cantare, di muovere il bacino, di essere colto, mai volgare, di non entrare nel merito se non interpellato. Di sparire per un po&#39;, se necessario.&lt;br /&gt;
E&#39; stato al contempo un &quot;fashion victim&quot;, se non addirittura un creatore indissolubile di mode che ancora oggi sono al centro di discussioni. La moda, Bowie, l&#39;ha interpretata come una variabile impazzita in grado di essere soltanto complementare al proprio ego. Lui non è la moda, lui è David Bowie. E utilizza la moda per affermare se stesso. Che pena le ragazzine che cambiano stile perchè, in realtà, non sanno chi sono. Bowie è stato capace di passare dall&#39;apparire un alieno sceso in terra, un suicida del rock &#39;n&#39; roll, ad un colto sperimentatore o ad un semplice cantautore pop che inserisce teatralità nei propri spettacoli.&lt;br /&gt;
Il risultato? Bowie, cambiando ogni dieci anni stile, non è mai passato di moda, essendo sempre, costantemente se stesso. E allora, se è così, viva la moda! Ma solo se ha in sé la K, le X e le Y.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;

&lt;iframe allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/Rajof9Qigos&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/1234682702575639759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/10/urban-thinking12-la-moda-la-k-la-x-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/1234682702575639759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/1234682702575639759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/10/urban-thinking12-la-moda-la-k-la-x-e-la.html' title='Urban Thinking12: La Moda, la K, la X e la Y'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/Rajof9Qigos/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-3750580022423516030</id><published>2012-08-07T16:56:00.001+02:00</published><updated>2012-11-05T12:48:22.829+01:00</updated><title type='text'>Italianizzare (seconda anteprima di &quot;Gioventù Sonica&quot; e poi vi giuro basta)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 12.0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-margin-bottom-alt: auto;&quot;&gt;
In quel periodo il nostro professore ci aveva
assegnato ben tre film di Woody Allen da recensire e da cui estrarre chi sa quali
verità della vita. Tutti film bellissimi, certamente, però non capivo il nesso
con la praticità della vita quotidiana che ci attendeva a braccia aperte e
piene di spine. &quot;Annie hall&quot; mi piacque molto. O forse voi lo
conoscete come &quot;Io e Annie&quot;. Non so per quale motivo solo in Italia
si debba tradurre tutto, dai doppiaggi ai titoli. Negli altri paesi si lascia ogni pellicola come mamma l&#39;ha fatta e si inseriscono semplicemente dei graziosi e
discreti sottotitoli. A volte ci avventuriamo in cose che dovrebbero far
imbarazzare la nostra civiltà peninsulare. Penso alla traduzione del titolo del
film &quot;Eternal sunshine of the spotless mind&quot;. Che bel titolo,
fantastico, profondo. Ti fa riaffiorare immagini stupende e soprattutto ti
mette una gran voglia di vederlo. &lt;span lang=&quot;EN-US&quot;&gt;&quot;Eternal sunshine of the spotless mind&quot;! &lt;/span&gt;E invece
l&#39;abbiamo tradotto in &quot;Se mi lasci ti cancello&quot;, come fosse la più
insulsa commedia d&#39;oltreoceano. D&#39;altronde in Italia abbiamo sempre avuto
questa mitomania di nazionalizzare tutti i termini, dal tempo della nostra
dittatura per eccellenza. Penso al pullman tradotto in &quot;torpedone&quot;,
per esempio. Oppure in italianizzazioni sempre meno utili di nomi propri di
persona, come Carlo Marx o Giuseppe Stalin. Non ha senso. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 12.0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-margin-bottom-alt: auto;&quot;&gt;
Sto divagando. Mi fa piacere dire che in quel
periodo i miei orizzonti erano molto poco vasti, dal punto di vista geografico.
Avevo visitato pochi posti e sempre gli stessi. Tre volte a Londra potrebbero
bastare, eppure ho voglia di una quarta. Una città bellissima, dove tutti si
fanno i cazzi propri, se mi concedete l&#39;espressione. Beh, me l&#39;avete già
concessa da un po&#39;, anche se ci tengo a precisare che non è stata per volontà
mia. Credo che un over quaranta leggendo questo libro lo declasserebbe a
&quot;spazzatura&quot; se considerasse solo i dialoghi. Signore e signori, sono
lieto di annunciarvi che i ragazzi d&#39;oggi, come vi piace chiamarli, parlano così. Le parolacce sono d&#39;obbligo. Ho semplicemente escluso le locuzioni dialettali, che pure sarebbero la maggioranza,
per puro amore della nostra lingua. Ed è per questo concetto che forse la
parola &quot;cazzo&quot; è stata inserita tra mille applausi nel nostro
dizionario. Era quasi ora! Vivere nella realtà è una virtù. Per quanto riguarda
la parola &quot;merda&quot;, pare sia presente nei nostri volumi perché
storicamente titola gli escrementi dei cavalli. Un piccolo cavillo cui i nostri
linguisti si sono appigliati per rappresentare una espressione di uso più che
corrente. Tutto ciò all&#39;università non lo insegnano, preferiscono Annie Hall.
Oppure preferiscono che dai nostri illustri atenei vengano sfornati tanti
piccoli Moravia, con quel linguaggio che non usa più nessuno e, se devo dirla
tutta, ho seri dubbi che anche il nostro Alberto Pincherle lo usasse. Mi sono
sempre ripromesso di essere il più sincero degli altri nell&#39;atto della scrittura.
La lingua italiana è bella perché è precisa, ogni termine corrisponde a
qualcosa di definito. E, credetemi, dire &quot;mannaggia la miseria&quot; è ben
diverso dal dire &quot;porca puttana&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/S-8nQw-oV5o&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/3750580022423516030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/08/italianizzare-seconda-anteprima-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3750580022423516030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3750580022423516030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/08/italianizzare-seconda-anteprima-di.html' title='Italianizzare (seconda anteprima di &quot;Gioventù Sonica&quot; e poi vi giuro basta)'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/S-8nQw-oV5o/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-9198161653447868403</id><published>2012-05-06T13:44:00.000+02:00</published><updated>2012-07-07T19:46:32.812+02:00</updated><title type='text'>Salerno va così (anteprima di &quot;Gioventù Sonica&quot;)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt;&quot;&gt;
Salerno va così. Di certo non si può dire sia una città giovane. I bar
pullulano di teste canute con giornale e sigaro in mano. Però non ci si può
lamentare. Benchè i ragazzi non siano d’accordo nell’addossarsi etichette,
ognuno di loro squadrandosi può immaginarsi perfettamente in un contesto.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt;&quot;&gt;
Il tanto criticato centro è per lo più abitato da esemplari con camicie
firmate e tacchi 12, ma l&#39;abbiamo già detto. A Largo Campo alcuni sono soliti
sostare al famoso pub su quelle sedie di plastica che, a furia di risse e di
ubriachi che vi cadono scompostamente, sono distrutte. Via Roma e via Mercanti
sono tutte rinchiuse in quei bar e gelaterie e ristoranti esotici e negozi di calzature.
A cui la coppia di provincia non può evitare di soffermarsi, passando. Il
corso, di sera, è totalmente vuoto. Solo qualche bar in prossimità di piazza
Portanova ha il coraggio di offrire quel che può. Con picchi di audience su cui
nessuno avrebbe puntato un centesimo.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt;&quot;&gt;
La Rotonda è quello che è. Come anche la zona della stazione, dove
l&#39;attrattiva più forte sono i due ristoranti giapponesi, che malauguratamente concedono
la loro offerta speciale solo a pranzo. Ma la gente ci va lo stesso anche a
cena. A Torrione, rinomato quartiere dormitorio, sta iniziando a crescere una
sorta di scena. Identica a quella del centro. A parte un locale in stile
irlandese che una volta permetteva alle band locali di suonare e che adesso,
invece, accoglie uno sparuto gruppo di fascistelli. O il karaoke il venerdì
sera. O entrambi contemporaneamente. Forse solo Pastena e Mercatello riescono a
distinguersi. Nel bene o nel male, non ho una idea ben precisa a riguardo. Io
poi sono un abitudinario. E&#39; la grande ZO, signori, la Zona Orientale! A parte
il mitico McDonald piantato in una area di servizio, che ai primordi era tra le
poche ad offrire il self service per la benzina, Mercatello e Pastena accolgono
ottime pizzerie, ristoranti, alberghi, sale convegni. Un porticciolo.&amp;nbsp; Lidi balneari, cornetterie, sexy shop, pompe
di benzina. Ma queste già le ho dette. Sì, perchè c&#39;è il Mc Donald. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt;&quot;&gt;
Sulla litoranea prima c&#39;erano le puttane. Adesso mi dicono si siano
spostate verso la zona di Eboli, con i loro falò e papponi. Sarà stata
certamente una scelta spontanea. Di certo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt;&quot;&gt;
Le discoteche poi sono tante e lucrose. Il ragazzo salernitano non ha
di certo tanta immaginazione. Forse quelli che ce l&#39;hanno restano a casa. O
forse hanno scelto di cambiare città, iscrivendosi a qualche polo universitario
migliore. Per fare carriera. Ma, parliamoci chiaro, chi sceglie di studiare
fuori ha una famiglia alle spalle che glielo permette. Così poi quando si
laureano i nostri eroi tornano in patria e magicamente si ritrovano un lavoro.
Su suggerimento di papà. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt;&quot;&gt;
Quelli che restano qui si lamentano, è una costante imprescindibile.
Sempre le stesse cose, le stesse facce, gli stessi, costanti, insopportabili
posti. Così dicono. Si scocciano di prendere la macchina e di andare a Napoli.
E’ più divertente lamentarsi. Al centro sociale comunale di Pastena
ballano la salsa e giocano a burraco. Al centro sociale dell&#39;uscita della
tangenziale, quello occupato dai comunardi, vanno a suonare le crew hip hop
dialettali capitanate talvolta da gente che fotte i venti centesimi sul Corso
ai ragazzini. Le ordinanze comunali vietano la musica dopo la mezzanotte, anche
in filo diffusione. Gli ispettori SIAE non hanno nient&#39;altro da fare che
multare. I vigili urbani non hanno nient&#39;altro da fare che multare le macchine,
così si fanno rimborsare i soldi della lavanderia per le loro divise, che
puntualmente finiscono nella lavatrice di casa. I falchi non hanno nient&#39;altro
da fare che beccare coppiette a farsi le canne sui Terzi, quei giardinetti
pieni di topi bianchi dopo la Villa Comunale. I preti denunciano ignoti per un
Ratzinger vestito da dieci di denari graffittato su una fiancata di una chiesa.
Oppure, a via Schipa, abbattono una scuola elementare di loro proprietà per
costruirvi box auto a quarantamila euro cadauno. I residenti del quartiere Campione,
con profondo senso civico, inaugurano una raccolta firme per far terminare
l&#39;unico evento del momento in città, con la motivazione che la musica è troppo
alta e non riescono a sentire la televisione. Dopo qualche mese poi si
ritrovano tutti, nello stesso parco, a cantare le canzoni di Massimo Ranieri,
con quelle basi midi che fanno venire la pelle d&#39;oca. E al loro ritorno si
prendono anche la cazziata di loro figlio che, invece di sentire Perdere
l&#39;amore, avrebbe voluto sentire Emma da Maria De Filippi. Nessuno sa più cosa
sia l&#39;intervallo al cinema, perchè in quello di Berlusconi l&#39;hanno abolito. E
lì ci vanno tutti. Le sale biliardo pare siano quasi tutte chiuse, forse perchè
hanno saputo che ho comprato una stecca in carbonio nuova di zecca. E, come se
non bastasse, scoppia un incendio nella Feltrinelli sul Corso, durante la Giornata
del libro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/rIyXJxPFVz4&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/9198161653447868403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/05/salerno-va-cosi-anteprima-di-gioventu.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/9198161653447868403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/9198161653447868403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/05/salerno-va-cosi-anteprima-di-gioventu.html' title='Salerno va così (anteprima di &quot;Gioventù Sonica&quot;)'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/rIyXJxPFVz4/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-947759714233272271</id><published>2012-03-30T14:59:00.001+02:00</published><updated>2012-03-30T14:59:24.781+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking11</title><content type='html'>Amo girare per le strade deserte. E&#39; per questo che amo guidare la sera tardi. Meglio ancora se nel mezzo della settimana. Che meraviglia il mercoledì sera. Neanche un anima sui marciapiedi, giusto qualche pirata che, come me, corre con la sua auto per le stradine. Passiamo col semaforo rosso, teniamo i finestrini abbassatti e la musica alta. Fumiamo e cantiamo, sotto voce, giusto il labiale. Amo quando non c&#39;è traffico. La sera però il rischio è alto, perchè può bastare anche una sola auto davanti a te per farti innervosire. La strada deve essere sgombra, altrimenti che sera sarebbe? Devo poter essere libero di fissare i lampioni in lontananza a trecento metri davanti a me. Libero di stare al centro della carreggiata senza che nessuno mi lampeggi o suoni il clacson. Meglio ancora, quindi, quando non devo essere io a lampeggiare o suonare il clacson. E quante cose si possono notare quando la strada è libera. Una scritta su un muro che, quando c&#39;è tutta quella confusione diurno-lavorativa, non avrei mai visto. La spazzatura che vola con una folata di vento, che magari di giorno si sarebbe nascosta sotto i cittadini. E&#39; la polvere che esce allo scoperto, che diventa sincera, quando la strada è sgombra. E&#39; il cielo che ti guarda e ti dice di non fermarti, perchè non ce n&#39;è bisogno. E dopo ti prende la mano, ti riesce facile girare, accelerare, cambiare marcia. La strada sgombra è la libertà di muoversi fluidamente, senza nessun ostacolo. Gli ostacoli vivono di giorno e ti distruggono. La notte se li porta via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/KisHhIRihMY&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/947759714233272271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/03/urban-thinking11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/947759714233272271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/947759714233272271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/03/urban-thinking11.html' title='Urban Thinking11'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/KisHhIRihMY/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-3264630595754667324</id><published>2012-02-17T21:52:00.002+01:00</published><updated>2012-06-18T11:54:37.795+02:00</updated><title type='text'>Mi sono rotto il cazzo - Lo Stato Sociale</title><content type='html'>Fantastico pezzo del gruppo italiano &quot;Lo Stato Sociale&quot;. Non sono riuscito a trovare il testo su internet e ho pensato bene di sbobbinarlo personalmente. Merita!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;

&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/aJlaKcmW-nk&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Testo:&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo degli esperimenti del 

frequentiamoci ma senza impegno&lt;br /&gt;
stiamo insieme ma non vediamoci che poi ho paura&lt;br /&gt;
anzi vediamoci quanto ci pare ma vediamoci in compagnia&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo dei codardi con l&#39;amore degli 

altri&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo perchè poi non si dorme più&lt;br /&gt;
si sta svegli finchè non muore la speranza&lt;br /&gt;
maledetta stronza che non muore mai mentre io vorrei 

dormire&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo di questa città&lt;br /&gt;
degli aperitivi a dieci euro, del clima di terrore a 

gratis&lt;br /&gt;
dei giovani di sinistra, arrivisti, bugiardi, senza lode&lt;br /&gt;
gente che in una gara di idiozia riuscirebbe ad arrivare 

secondo&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo di quelli che vogliono andare un 

anno all&#39;estero&lt;br /&gt;
ma prima tre mesi da cameriere, così guadagno qualche 

soldo&lt;br /&gt;
svegliati stronzo che sono trent&#39;anni che mamma ti 

mantiene&lt;br /&gt;
e le dispiace pure che vai a fare il cameriere&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo delle signorine che vogliono fare 

un sacco di cose&lt;br /&gt;
ma non ne sono in grado e se ne accorgono tardi&lt;br /&gt;
e allora 800 euro per la reflex, 200 per yoga e 300 per 

i peli del culo e 600 d&#39;affitto&lt;br /&gt;
per emanciparsi&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo della puzza di piscio delle zone 

industriali&lt;br /&gt;
della puzza di industria dei giardini pubblici&lt;br /&gt;
di tutti a lavoro in auto, una persona per auto
per finanziare meglio l&#39;Eni&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo della critica musicale&lt;br /&gt;
non siete Lester Bangs, non siete Carlo Emilio Gadda, si fa fatica a capire cosa 

scrivete&lt;br /&gt;
bontà di dio&lt;br /&gt;
avete dei gusti di merda&lt;br /&gt;
c&#39;avete rotto il cazzo etichette indipendenti&lt;br /&gt;
con 400 euro ti registro il disco in casa, suona bene, 

lo metti su Vimeo, fai girare la voce&lt;br /&gt;
tra un anno a Coachella&lt;br /&gt;
e tra due anni
a fare il benzinaio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo che se vince la sinistra vince la 

droga&lt;br /&gt;
e mai che mi invitino a un festino&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo del più grande partito riformista 

d&#39;europa&lt;br /&gt;
e facciamo quadrato nel grande centro nei girotondi del 

partito dell&#39;amore del governo ombra&lt;br /&gt;
di chi si difende dai processi e non nei processidi&lt;br /&gt;
nudità nei giardini pubblici a fare la guardia a chi 

piscia il cane&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo della sicurezza
come fiera della forca&lt;br /&gt;
e del fascino della divisa&lt;br /&gt;
sarebbe bello che bruciassero meno fabbriche e 

crollassero meno scuole&lt;br /&gt;
e scippassero più vecchiette&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo di c&#39;è la crisi c&#39;è la crisi&lt;br /&gt;
da domani acquisto solo cacciabombardieri&lt;br /&gt;
è un po&#39; di tempo ormai che vendiamo solo sangue
e compriamo solo merda&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo che bisogna essere lavoratori 

flessibili&lt;br /&gt;
come ergastolani in turnee ma molti più sorridenti&lt;br /&gt;
dei fascisti col culto del corpo che diventano campioni 

di greco-romano e poi fanno gli agguati ai ragazzini di 

notte&lt;br /&gt;
in cinque contro uno&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo che non sono d&#39;accordo con te&lt;br /&gt;
ma morirei affinchè tu possa dire la tua stronzata&lt;br /&gt;
che poi i nazisti sono giovani che amano la politica&lt;br /&gt;
i comunisti prendono a modello Cristo e i preti 

contestualizzano bestemmie&lt;br /&gt;
e nella guerra per la pace vince da sempre&lt;br /&gt;
il voto moderato&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fate una cosa bella ma bella davvero&lt;br /&gt;
la prossima volta che dite una stronzata&lt;br /&gt;
ammazzatevi da soli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo anche di me stesso&lt;br /&gt;
che mi conosco fin troppo bene e ho ancora tutta la vita 

davanti&lt;br /&gt;
che cazzo faccio da qui fino alla pensione&lt;br /&gt;
che poi mica 

me la danno&lt;br /&gt;
e comunque
non avevo le carte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mi sono rotto il cazzo anche di te&lt;br /&gt;
che per fortuna non ti conosco e forse sei la speranza&lt;br /&gt;
giuro che se ti incontro&lt;br /&gt;
giuro che se ti incontro&lt;br /&gt;
finisce male</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/3264630595754667324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/02/fantastico-pezzo-del-gruppo-italiano-lo.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3264630595754667324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3264630595754667324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/02/fantastico-pezzo-del-gruppo-italiano-lo.html' title='Mi sono rotto il cazzo - Lo Stato Sociale'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/aJlaKcmW-nk/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-3392577342107594093</id><published>2012-01-23T19:07:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T19:08:02.093+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking10</title><content type='html'>Ridurre drasticamente le sigarette non è impossibile. Eric si trovava sul suo letto e con un enorme buco nel petto. Aveva appena spento una sigaretta in un pacchetto di Gauloises Rosse finito il giorno prima, e l&#39;odore di tabacco bruciato misto a quello della carta, anch&#39;essa bruciata, lo disgustò. Devo ridurre, ma non smettere. Sembra quasi una presa per il culo. In effetti lo è ma, pensò, non posso smettere. E&#39; troppo bello fumare. Soprattutto in determinate situazioni. Le sigarette dopo il caffè, dopo pranzo, dopo la vodka del post-cena per digerire, e quella dopo il sesso, non le avrebbe mai, e dico mai, eliminate. Sono altre le sigarette inutili. Ce ne sono almeno un centinaio di momenti in cui ha avuto l&#39;impulso di accenderne una. E lo ha sempre fatto. Da quel momento, in cui stava sdraiato sul letto con la cenere su una spalla, avrebbe smesso. Avrebbe detto basta alle sigarette accese alle prime ore del mattino, che sono le peggiori. Basta con quelle accese per far compagnia a qualcuno nonostante ne avesse spenta una un secondo prima. Si fotta, che fumi da solo. Io aspirerò la sua nicotina passivamente e lo guarderò con profonda invidia. E poi basta con quelle sigarette accese un minuto prima di entrare in un posto per non fumatori. L&#39;ansia di non poter fumare dentro e di dover uscire appositamente fuori per una stronzata che sarebbe durata poco meno di cinque minuti, gli imponeva di fumarne quante più possibile prima di immergersi in quell&#39;aria profumata e pulita e limpida da non fumatore. Insomma di recuperare tutto quello sporco piacere che certamente avrebbe perso lì dentro. Nonostante tutto, le categorie elencate non servivano a molto. Al massimo gli avrebbero fatto risparmiare una decina di sigarette giornaliere in tutto. La verà disgrazia sono le sigarette che fumo per noia. E io sono davvero molto annoiato. Ma poi, pensò, tolte quelle del dopo-pasto e quella del sesso e quella del caffè, non resta altro che quella per noia. E magari la noia si possa mettere in un pacchetto da venti... risparmierei molto.

&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/haCt4TJb4hs&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/3392577342107594093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/01/ridurre-drasticamente-le-sigarette-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3392577342107594093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3392577342107594093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2012/01/ridurre-drasticamente-le-sigarette-non.html' title='Urban Thinking10'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/haCt4TJb4hs/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-5615426850830684573</id><published>2011-12-30T13:35:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T13:38:44.393+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking09</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
Che cazzo, qui si lamentano tutti. Sono tutti pronti a dire la loro, a far pesare agli altri il loro punto di vista. Pretendono che dai il tuo culo alle loro condizioni. Poi quando si tratta di pagare due caffè al banco, si smaterializzano. Tutti sulla cresta dell&#39;onda, poi. Sono tutti bravi a saltare sulla nave del vincitore, a dire le parole giuste, i fatti giusti. Se dici qualcosa che non si può dire, sei un alieno. Vai isolato, assolutamente. Eppure hanno sempre bisogno del nemico. Hanno bisogno di qualcuno con cui prendersela. Non va mai bene la compagnia, non va mai bene la piazza, il ristorante, l&#39;albergo. Ma io sono abituato diversamente. Ho sempre schifato i disadattati. Che letteralmente sono quelli che non riescono ad adattarsi alle situazioni. Ma io attribuisco al termine un significato molto più profondo. I disadattati sono quelli che non vogliono adattarsi. Perchè è davvero mutevole il comportamente di un essere umano nel corso della propria vita, la coerenza incondizionata è sinonimo di stupidità. Restare fermi, senza aprirsi a quelle che sono le esperienze più varie, che magari abbiamo sempre visto lontane anni luce dalle nostre, significa non adattarsi. I disadattati, poi, sono infelici. Vivono nel dramma di non riuscire mai a trovare un essere umano che si rispecchi in tutto e per tutto nella loro logica. E questo male di vivere lo riflettono nelle proprie parole, che il più delle volte sono lamentose e petulanti.&lt;br /&gt;
Le città, per quanto si stiano aprendo a tutte le culture che siamo abituati a osservare e emulare attraverso la televisione, non riescono ad attirare così tanti canali di diversificazione culturale. La metto in soldoni: le cose da fare sono sempre le stesse e, spesso, sono il frutto di una moda che giunge a noi da lontano. Oggi si porta il postpunk mancuniano, domani l&#39;indie londinese, dopodomani il country americano. E tutti a rincorrere e acquistare vestiti neri, leggins maschili e (speriamo non accada mai) cappelli da cowboy. Non c&#39;è coscienza. Nelle grandi metropoli come New York, Franco Battiato canta nello scantinato di un locale di Brooklyn, applaudito come se fosse un emergente da una trentina di ascoltatori fortunati, seduti sui loro tavolini a mangiare sushi. A fianco puoi trovarci, magari, Woody Allen che con il suo sax suona jazz. Applaudito da una totalmente diversa platea di sempre trenta persone. Non so se riesco a spiegarmi, ma è questo che manca alle città italiane: una cara e sacra diversificazione culturale che parta da una diversificazione dal basso. Se a New York non ci fossero quei trenta fan, Battiato non ci avrebbe mai suonato (ce ne sono molti di più, tranquilli). Per cui basta seguire le mode: esprimete quello che vi piace e, grazie alle care leggi economiche di domanda e offerta, vi verrà dato. E nel frattempo, per piacere, non vi lamentate. Disadattati. Poi può anche essere che di interessi non ne abbiate e ci voglia qualcuno che ve li inculchi, come una supposta. Ma io penso più semplicemente che tutti hanno interessi, ma i più se ne vergognano. Non li accettano. Preferiscono navigare su una barca più sicura che, più o meno, a scadenza decennale affonda come il Titanic. Con questo non voglio dire che a New York non esistano mode. Tutto il contrario. Ne esistono tante. Che poi alcune vivono più a lungo di altre, o addirittura siano ormai immortali, non è colpa di nessuno. Ma vediamo cosa è successo al Grande Fratello in Italia. E&#39; giusto affermare che le mode nate dalla stupidità delle persone siano destinate a chiudere i battenti sei mesi prima della scadenza naturale? Secondo me si.&lt;br /&gt;
&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/wzNjmIWbns4&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/5615426850830684573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/urban-thinking09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/5615426850830684573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/5615426850830684573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/urban-thinking09.html' title='Urban Thinking09'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/wzNjmIWbns4/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-3184631778358824350</id><published>2011-12-28T20:52:00.000+01:00</published><updated>2011-12-28T20:56:45.877+01:00</updated><title type='text'>Maria dal bel vestito</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/_tFq-zfofoY&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questa è la storia&lt;br /&gt;
di una storia d&#39;amore&lt;br /&gt;
di una occasione sprecata&lt;br /&gt;
mai risolta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e allora si guarda intorno&lt;br /&gt;
Maria dal bel vestito&lt;br /&gt;
e trova un uomo&lt;br /&gt;
che forse è il suo tipo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e non ci pensa due volte&lt;br /&gt;
e non ci pensa una notte&lt;br /&gt;
l&#39;amore è sbocciato&lt;br /&gt;
anche se quell&#39;altro...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
non vuole e non deve&lt;br /&gt;
non vuole e non può&lt;br /&gt;
ma il pensiero è frequente&lt;br /&gt;
e una notte non bastò&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e se poi Maria se ne pente&lt;br /&gt;
di quello che ha fatto&lt;br /&gt;
di quello che ha detto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e se anche non ha potuto&lt;br /&gt;
ha comunque goduto&lt;br /&gt;
e non ci può far niente&lt;br /&gt;
se due cuori ha amato&lt;br /&gt;
ma nessuno voluto</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/3184631778358824350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/maria-dal-bel-vestito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3184631778358824350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/3184631778358824350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/maria-dal-bel-vestito.html' title='Maria dal bel vestito'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/_tFq-zfofoY/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-769584388505663222</id><published>2011-12-21T14:08:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T14:08:54.411+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking08</title><content type='html'>Purtroppo sono in molti a sostenere la mia somiglianza a Noel Gallagher, il leader degli ormai defunti Oasis. Il re del britpop, come ritengono i fan più sfegatati. Un semplice imbroglione, invece, per i suoi detrattori. E ci tengo a precisare che ho esordito scrivendo &quot;purtroppo&quot; perchè a me non piace essere paragonato a nessuno. Mi imbarazza sapere che una ragazza ci ha tenuto a conoscermi o ad avere a che fare con me solo perchè assomiglio al musicista mancuniano. Solo questo. Ritengo il fratello Gallagher uno tra i miei musicisti preferiti in assoluto, anche quando si avventura in territori intoccabili e sacri, come There is a light that never goes out degli Smiths (altro mio pallino). Ecco, magari avrei preferito assomigliare a Morrissey, non di certo per la sua asessualità ostentata, ma per il carisma che possiede, nella musica come nella società. Per dirla tutta, se dovessi sognare ad occhi aperti, mi sarebbe piaciuto avere la bellezza di James Dean, l&#39;intelligenza di Woody Allen e la virilità di Ernest Hemingway. E per quanto, tra amici e conoscenti, provino ad essere originali, accostandomi a Richard Ashcroft (per il mio fisico rachitico) o a Damon Albarn (per il taglio di capelli che a volte ho l&#39;imprudenza di farmi), chiunque abbia visto in faccia mia madre non si è mai più avventurato in improbabili rassomiglianze. Sono uguale a lei.
Per chi non avesse avuto il privilegio di conoscere mia madre, invece, resta la sola possibilità di affidarsi a quello stesso fato che mi ha voluto uguale a Noel Gallagher. A me è toccato lui. Altri non hanno la possibilità di essere accostati a personaggi famosi. E non nascondo che questi li invidio. Non ho mai avuto crucci di natura estetica, me ne sono sempre fregato, ma dato che qua nessuno è fesso, se proprio devo &quot;apparire&quot; agli altri, preferirei farlo come me stesso e basta.
Poi però sono sempre stato abituato, nelle situazioni sconvenienti, a difendermi e a trovare il lato positivo della faccenda. Mi difendo dicendo che Noel mi arriva all&#39;ombelico e ha il naso più aquilino del mio. Il lato positivo invece è che  le persone che prendono posizione e che creano posizione mi son sempre piaciute. Basta con questi santoni apprezzati da tutti! Hanno sicuramente qualcosa da nascondere. E c&#39;è da dire che in questi ultimi anni ho capito quanto anche le persone che sono praticamente cresciute con me mi ritengano antipatico, palesandolo spessissimo alle mie spalle. Quindi viva le prese di posizione, viva la musica che divide, viva Noel Gallagher.

ps: vi allego questo live del suo ultimo cd solista. Nonostante si corra il rischio che tra Noel e Beady Eye si riproponga sempre la solita musica degli anni &#39;90, resta il fatto che chi sa suonare lo sa sempre dimostrare, in tutte le stagioni. Guardate i live e non fatevi impressionare dalle registrazioni studio. C&#39;è sempre chi nasconde qualcosa.

&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/3wObytlZepc&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/769584388505663222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/urban-thinking08.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/769584388505663222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/769584388505663222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/urban-thinking08.html' title='Urban Thinking08'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/3wObytlZepc/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-4511254497992691499</id><published>2011-12-19T15:12:00.002+01:00</published><updated>2011-12-19T15:15:56.419+01:00</updated><title type='text'>Time - TheFabSociety</title><content type='html'>E&#39; brutto compiere 23 anni. Ci si sente rincoglioniti. Grazie per gli auguri e buona lettura/ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/xtkURAo0P7I&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/4511254497992691499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/time-thefabsociety.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/4511254497992691499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/4511254497992691499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/time-thefabsociety.html' title='Time - TheFabSociety'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/xtkURAo0P7I/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-651459979493305379</id><published>2011-12-10T20:43:00.002+01:00</published><updated>2011-12-10T20:50:47.773+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking07</title><content type='html'>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;In fin dei conti, se un gatto nero ti passa davanti è un buon segno. Non sono mai stato scaramantico, ho sempre ritenuto che esserlo fosse da idioti. Ricordo che quand’ero piccolo andai in vacanza in Puglia con la mia famiglia e un’altra di amici loro. Dovevamo andare a cenare in un ristorante che era difficilissimo raggiungere. Dopo aver ottenuto qualche informazione dagli autoctoni del luogo, entrammo nelle nostre relative macchine e l’altra famiglia si mise in testa alla strada con la loro Ford Mondeo SW. Per farla breve (potrei inserirci altri inutili particolari) vedo che la Mondeo frena bruscamente, facendo un’inversione a u che per poco non ci era fatale. “E’ passato un gatto nero”, disse il capofamiglia dopo aver abbassato il suo finestrino. Provai un gran pena per quel tizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;A parte qualche cazzata con gli amici, tipo chiamare per iniziali qualcuno senza ripetere il suo nome per intero, non ci ho mai creduto alla iella. Certo, una grattatina ai coglioni prima che il mio aereo parta, o cercare in tasca qualcosa di ferro da toccare perché in una situazione istituzionale non puoi grattarti, l’ho fatto. Ma è poco in confronto a quello che la gente è in grado di pensare. Si alimenta un circolo vizioso di dicerie e di insensate voci di corridoio che ci riportano ad una situazione di primo ottocento. E’ molto divertente fare certe insinuazioni, attivare in qualche modo quel circolo per osservare i comportamenti delle persone. Ma è terribilmente una cagata, basata su ignoranza e pessimo gusto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Poi mi chiedo, come in quel film che si chiamava Sliding Doors, con l’ottima e bellissima Gwyneth Paltrow, cosa fosse accaduto se avessimo davvero proseguito per quella strada. Se vedendo il gatto nero passarci davanti avessimo continuato ad andare? E se invece non l’avessimo visto, sarebbe stato valido? E dopo quanto tempo avremmo accusato gli effetti (terribili e tristi, aggiungerei)? Resta il fatto che, quella sera, non accadde nulla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Ho detto che non sono mai stato scaramantico. Quando, però, per caso mi passa davanti un gatto nero, mentre cammino, sto in macchina o sulla Vespa, cerco sempre di stare molto attento. In macchina cerco di non correre troppo, a piedi di non inciampare e sulla vespa di non frenare di botto (dannati freni a tamburo). Tutto questo perché il mio continuo ostentare indifferenza verso i riti scaramantici mi ha suggerito nel tempo un approccio frontale e diretto alla questione. Questi segni li prendo come premonitori. Un evento triste sarebbe accaduto lo stesso, solo che senza quei sentori non ci saremmo mai preparati ad affrontarli.  Vedere quel gatto ci fa credere che sta per iniziare il peggio, che qualcosa ci stroncherà e, la maggior parte delle volte, guarda il caso sappiamo più o meno di cosa si tratta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Quindi fare inversione a u in quella maniera così repentina non è servito a nulla. Sarebbe comunque successa qualcosa. Anche se, in ogni caso, quella sera non accadde niente…  Ma non accadde niente perché non doveva accadere niente! Oddio aspettate, sto facendo confusione. Allora, il tizio ha visto un gatto nero attraversargli davanti, ha fatto un’inversione a u e quella sera non successe niente. Se il gatto nero è solo un segnale del destino per prepararti a qualcosa di brutto, è una cosa buona. Quindi affrontare la situazione, sapendo che siamo stati preparati, ci dà più forza. Ecco. Però evitare il segnale e vedere dopo che effettivamente non è successo niente, può significare solo che davvero su quella strada sarebbe accaduto qualcosa. E che quindi svoltare è un’ottima cosa. Non so che pensare. Ok, facciamo così, dimentichiamo tutto. Eppure sapevo benissimo cosa scrivere. Mi incazzo terribilmente quando succede questo. Non avrei dovuto passare davanti a quel gatto oggi. Mi scuso per questo inutile e puerile tentativo di giustificare me stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/WfsucDaPz5s&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/651459979493305379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/urban-thinking07.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/651459979493305379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/651459979493305379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/12/urban-thinking07.html' title='Urban Thinking07'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/WfsucDaPz5s/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-299768782092144555</id><published>2011-11-19T19:42:00.005+01:00</published><updated>2011-11-19T20:12:19.357+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Urban Thinking"/><title type='text'>Urban Thinking06</title><content type='html'>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Odio con tutto il cuore gli intellettuali di sinistra. Gli stessi che il martedì sera si siedono sul loro divano della loro casa di 200 metri quadrati, posta nel quartiere più centrale della città, con il cagnolino e il loro secondogenito seduti per terra accanto a loro mentre mangiano le rispettive pappe e si leccano le rispettive zampe. A vedere Ballarò, Anno Zero e, se si sentono più aperti del solito, Matrix. Che commentano con disgusto il modo di parlare dei personaggi Tv, il loro linguaggio dialettale o i loro modi da persone &quot;di mezzo la via&quot;.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Gli stessi che comprano Repubblica tutti i giorni, aspettando di leggere con ansia gli editoriali di Eugenio Scalfari. E che comprano il Corriere solo il venerdì, giorno in cui (oltre a dover cucinare per forza pesce) esce l&#39;inserto sulla filosofia che costa solo un euro in più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Gli stessi che citano a memoria i lunghi discorsi di Marco Travaglio, o che addirittura pubblicano su Facebook il video di quel discorso, attendendo con ansia una valanga di &quot;mi piace&quot; per sentirsi più intelligenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Per non parlare di quelli che acquistano Il Fatto Quotidiano, mostrandolo con fierezza mentre viaggiano in treno. O di quei fessi che non conosco Carlo De Benedetti. O quegli stronzi del TG3 che nel loro servizio fanno finta di aver sbagliato a scrivere il suo nome, mettendo in sovra impressione &quot;Carlo De Benedettis&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Gli stessi che vanno ai concerti jazz e si fanno due coglioni incredibili, che trattengono gli sbadigli e che a fine esibizione esplodono in una apoteosi di &quot;bellissimo&quot;, &quot;eccezionale&quot;, &quot;fantastico&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Gli stessi che criticano qualcuno che fa qualcosa, che prende una posizione diversa, eretica ai loro occhi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Gli stessi che d&#39;estate fanno scorrere per ore l&#39;acqua del rubinetto per farla diventare gelida e che la stessa sera partecipano a un convegno del Rotary per donare duemila euro a favore della fame nel mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Gli stessi che per andare contro di te direbbero che tua sorella è una zoccola, e solo perchè tu sei stato nei loro confronti &quot;disonesto intellettualmente&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Proprio quelli. Quelli che sanno tutto e che prima o poi te lo mettono in culo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Quelli che imparano a memoria le cose che studiano, e tu te ne accorgi perchè cambiano tono di voce. Che un minuto prima parlavano di un paio di scarpe viste in una vetrina sul corso e che si ritrovano a citare i principi fondanti della nostra Costituzione (aggiungendo dopo che vogliono provare il concorso in magistratura). Quelli che vanno contro Berlusconi a priori e che non sanno citarti nemmeno un processo, che non hanno mai sentito parlare di Mills, di Sme, di Lodo Mondadori. Ma che in compenso si farebbero volentieri Ruby Rubacuori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Quelli che credono di essere intelligenti e che credono che la sinistra sia intelligente. Ma non sempre il sillogismo per questi funziona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/JgdYTM1zujQ&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/299768782092144555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/11/urban-thinking06.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/299768782092144555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/299768782092144555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/11/urban-thinking06.html' title='Urban Thinking06'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/JgdYTM1zujQ/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8132574727106103326.post-8339853545168707067</id><published>2011-10-22T10:30:00.007+02:00</published><updated>2011-10-23T11:34:37.755+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Amateurs"/><title type='text'>Amateurs09</title><content type='html'>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph;line-height:normal;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;Devo ammettere che uno dei primi cd che acquistai fu “Reload” di Tom Jones, del 1999. Un cd che conteneva quasi esclusivamente cover e un paio di pezzi inediti, tra cui la strafamosa “Sex Bomb”, hit indiscussa di quegli anni. Faccio questa ammissione non perché sono masochista, ma perché come disse il mio professore di greco (riferendosi però ad un libro antico) “questo cd è come il porco: in mezzo allo schifo c’è anche del buono”. Infatti “Reload” contribuì a farmi conoscere una meravigliosa band.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph;line-height:normal;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;Ma torniamo all’anno 2000, avevo dodici anni e avevo appena acquistato questo cd. Mio padre mi passò a prendere e, una volta in macchina, mi ordinò di inserirlo nello stereo. Il primo pezzo era eccezionale e, se devo dirla tutta, di quel cd ricordo solo la prima traccia e, naturalmente, “Sex Bomb”. Anche se questa la ricordo più per il bombardamento mediatico… ma questa è un’altra storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph;line-height:normal;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;“Burning down the house” era una cover dei Talking Heads che Tom Jones cantava in duetto con i Cardigans, una band che all’epoca era molto conosciuta (basti pensare a pezzi come “My favourite game”). Naturalmente fu mio padre a dirmi che in realtà l’originale è cantata da David Byrne, che allora conoscevo come il tizio che aveva composto la musica di apertura di Windows. Tutte le cartelle Musica di ogni computer contenevano quel pezzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph;line-height:normal;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;Li scaricai la sera stessa e mi piacquero un casino. Mio padre sostiene di possedere anche un vinile vecchissimo, ma (ahimè) non l’ho mai trovato. Qualche anno dopo mi ritrovai a suonare “Psycho Killer” con la mia band e a pensare al modo in cui ho conosciuto questo gruppo. Come se la morale della storia fosse che bisogna ascoltare proprio tutto perché “in mezzo allo schifo c’è anche del buono”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph;line-height:normal;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;E comunque un po’ mi brucia anche sapere che i dodicenni di oggi sono stati molto più fortunati di me. E’ bastato che un regista famoso come Paolo Sorrentino desse il titolo al suo ennesimo capolavoro di uno dei brani più famosi di Byrne e compagnia, “This must be the place”. Il risultato è che non solo i dodicenni di oggi andranno a vedersi un film meraviglioso, ma anche che non saranno costretti a sorbirsi 17 tracce di un album di Tom Jones. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; &quot; &gt;&lt;span&gt;                                                                                                                            &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align:center;tab-stops:370.5pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; &quot; &gt;***&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph;line-height:normal;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;Durante un corteo studentesco contro l’allora ministro Moratti, il bassista dei Supernova litiga con il batterista. Perché? Se lo chiede Maria, una loro amica e anche fan. Per dare tale risposta, Lorenzo è costretto a tornare indietro di un paio di giorni. L’ormai trio Supernova stava affrontando l’ennesima prova nella solita sala di periferia. Dovevano prendere alcune decisioni importanti: le cover da proporre ai prossimi concerti. Mentre il bassista era ancora convinto di dover suonare pezzi dei Clash, il batterista sognava di fare qualche pezzo dei Velvet Underground. Lorenzo, invece, che nel frattempo stava studiando più approfonditamente la chitarra e voleva dimostrarlo anche in pubblico, voleva suonare a tutti i costi i Led Zeppelin. Quando propose “Heartbreacker” non solo scoprì che agli altri due faceva schifo, ma si trovò di fronte al dramma di un rifiuto categorico per il presente e per il futuro. Scoppiò una lite furibonda. Arrivarono addirittura a mettere in discussione la loro amicizia. Le prove terminarono quando il bassista, dopo aver suonato volutamente malissimo, decise di andarsene. Nonostante ciò la discussione continuò per strada. Volò qualche insulto e qualche frecciata cinica. Si misero in mezzo gli amici, dividendosi anch’essi. Maria non si trovava in città e non venne mai a conoscenza del fatto che quella stessa sera, dopo quelle prove tremende e quel litigio molto acceso, i Supernova si sciolsero. E allora perché l’ormai ex bassista, due giorni dopo la tragica serata, stava ancora litigando con il batterista? La risposta fu che il batterista aveva deciso di riformare i Supernova, ma senza l’ormai ex bassista. Maria ne fu contenta.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; &gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/tGFidjG-PtM&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://thefabsociety.blogspot.com/feeds/8339853545168707067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/10/amateurs09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/8339853545168707067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8132574727106103326/posts/default/8339853545168707067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://thefabsociety.blogspot.com/2011/10/amateurs09.html' title='Amateurs09'/><author><name>Fabiano Farina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11784870969035129079</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgR4_SzxjjA6-HWjKj6n6ZC1tRjW39FoZkCoa1JSOzHy3ULNEmectzXOzWDdq8sJtP5JgiTx7rJH_L_1d3V9pWuaBv9X4NISyMUbyDOpSa-24XnUKshkMQPqc_NxkX9lsU/s220/farina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/tGFidjG-PtM/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>