<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512</atom:id><lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 01:40:55 +0000</lastBuildDate><category>Traffici</category><category>Stampa</category><category>Considerazioni</category><category>Ambiente</category><category>Vivisezione</category><category>Animali</category><category>Fame nel mondo</category><category>Farmaceutiche</category><category>Società</category><category>Comunicazioni</category><title>TRACCE DIVERSE</title><description></description><link>http://traccediverse.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Nessuno)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>129</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-1835898597182032662</guid><pubDate>Sun, 31 Oct 2010 21:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-31T22:36:47.450+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>“Protezione animali? No, commerci non chiari”</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjD1UJaZJzoQbk6Lj8ncgfl4vwW9f1WiIi6iQXgWYeh9RPaTpELljmmlJzsATP06oplyGqsJoimHj2dq7kFseZR7ofrN_RZ2JjbQnVihkkm3pFSx06e2edRCklRifjG36SvoP4v5xmpnAc/s1600/Meute+vor+Tor+5407+$282$29.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5534326094240621810&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjD1UJaZJzoQbk6Lj8ncgfl4vwW9f1WiIi6iQXgWYeh9RPaTpELljmmlJzsATP06oplyGqsJoimHj2dq7kFseZR7ofrN_RZ2JjbQnVihkkm3pFSx06e2edRCklRifjG36SvoP4v5xmpnAc/s400/Meute+vor+Tor+5407+$282$29.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Tierschutzbeirat (Comitato Tutela Animali) è un organo consultivo nominato dal Ministero dell’Ambiente e Foreste di ciascun Land tedesco. La sua composizione garantisce la rappresentanza di vari settori professionali e sociali che hanno a che fare col mondo animale: veterinari, esponenti della vita pubblica, dell’insegnamento superiore e universitario, dell’industria e dell’agricoltura, associazioni di protezione animali, con la partecipazione di esperti esterni. Il suo ufficio è fornire consulenza al Ministero sul tema del benessere animale, elaborare proposte legislative, promuovere presso il pubblico una cultura di tutela degli animali.&lt;br /&gt;Il Tierschutzbeirat della Renania-Palatinato ha il suo da fare. Il Land fa parte, col Baden-Württemberg, della cintura di confine sud-ovest della Germania, quella che per prima riceve i flussi di trasporto di massa dalla Spagna e che vede passare i carichi dal Sud verso i centri di raccolta del Nordreno-Westfalia. S’intende che trovarsi all’ovest non lo risparmia dall’invasione dei trasporti orientali. Del resto, l’abbiamo già ricordato più volte, all’arrivo di tanti carichi (cioè di tantissimo denaro) dall’estero si accompagna all’interno una particolare voracità di certe organizzazioni nel rastrellare offerte dai fini mai chiariti. Se qualcosa sembra risultare ormai ben chiaro alle autorità del Land, è il dilagare del fine economico-finanziario nella cosiddetta protezione animali all’estero.&lt;br /&gt;E la situazione deve essere arrivata al livello di guardia, se il Tierschutzbeirat ha deciso di diramare, nello scorso maggio, un pubblico comunicato ai cittadini del Land.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Commercio di cani sotto la copertura della protezione animali&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;25.05.2010&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Comitato Tutela Animali del Land Renania-Palatinato mette in guardia da dubbie pseudorganizzazioni di protezione animali che per puro profitto piazzano cani provenienti dall’Europa del Sud e dell’Est. Non di rado agli ignari acquirenti si fa credere che si tratti di cani salvati da centri di uccisione all’estero. In realtà è però ben fondato il sospetto che attraverso allevamenti di massa programmati venga servito un mercato che sotto la copertura della protezione animali sfrutta la compassione della gente di buon cuore. “Una sensata protezione animali all’estero trova invece la sua piena realizzazione sul posto, e precisamente sotto forma di lavoro di sensibilizzazione e di sterilizzazioni per ridurre le nuove generazioni canine”, ha spiegato il dott. Helmut Stadtfeld, presidente del Comitato Tutela Animali.&lt;br /&gt;Agli amanti degli animali che, dopo una ben ponderata riflessione, si siano decisi ad acquistare un cane, Stadtfeld consiglia di rivolgersi a un allevamento trasparente e fidato o a un rifugio ben gestito, dove ci si può scegliere con calma il nuovo amico domestico e non si ricevono pressioni per l’acquisto. Da respingere, a suo parere, qualsiasi forma di questo commercio di cani, giacché i cuccioli, che nell’importante fase dell’imprinting devono adattarsi più volte a un nuovo ambiente, non di rado sviluppano problemi comportamentali fino ad arrivare all’aggressività.Dietro organizzazioni di protezione animali dai nomi che suonano così bene, e che si dedicano soprattutto o esclusivamente all’intermediazione di cani dall’estero, si nascondono spesso mercanti di cani particolarmente sospetti. Quindi, rifuggire da acquisti fatti d’impulso sulla base di offerte in internet o dal comprare un cucciolo malato per compassione, o cani che vengono venduti alla porta di casa o nei parcheggi in autostrada, o comunque ostentando urgenza. Accogliendo con pie intenzioni cani del genere, si corre il rischio di incrementare un rifornimento proveniente da fonti dubbie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allevamenti programmati di massa”. Più chiaro di così. Ci avevamo pensato più volte, e non solo per la Spagna, anche se forse è alla Spagna, magari con la Romania, che spetta il primato della produzione e del rifornimento; ma anche il nostro Sud non scherza. Forse escono dalle perreras più cani di quanti ce ne entrino e, come sotto il nostro sole campano o siciliano, pugliese o calabrese, più cani si spediscono più ne saltano fuori. A dispetto della soppressione, che esiste in quanto tale in quasi tutta l’Europa, ma che per qualche ragione funziona a meraviglia da strappacuori solo per le spedizioni al Nord. Prima per le collette per i chip, per gli esami, per vaccini che, se abbiamo capito come funziona, qualche volta sono all’acqua fresca; poi per la vendita. Tanto che perfino da noi l’espediente “destinato alla soppressione!” comincia ad aver successo fra i bancarellari del web. Che il randagismo sia un business l’abbiamo sentito dire dalle voci più svariate e con le più svariate intenzioni. Che sia un business non occasionale, anzi necessario a qualcuno, l’abbiamo detto più volte. Ricordiamo questa voce del piano produzione: allevamenti programmati di massa.&lt;br /&gt;Perché è questo l’aspetto su cui punta l’attenzione il Tierschutzbeirat, che ha emanato il suo comunicato in una prospettiva di difesa del consumatore medio, così come lo si farebbe parlando del mercato dei cuccioli dell’Est. Speriamo che più nessuno, ormai, si sorprenda sentendo parlare di acquisto – Kauf – nei rifugi così come negli allevamenti, e vedendo associare questo termine alla Vermittlung, l’intermediazione che si insiste a far passare per adozione.&lt;br /&gt;Ma se – una volta chiarito che non si sta parlando di protezione animali all’estero perché quella, si dice, è tutt’altra cosa – se si destina questa presa di posizione a un settore e a un problema ben precisi… che fine fanno tutti i cani invenduti, o non venduti a questo bacino d’utenza: e ce ne sono, a meno che ogni acquirente non se ne compri un branco? E che fine fanno gli acquisti sbagliati, e anche di questi ce n’è non pochi, o questo comunicato non avrebbe ragion d’essere? E dove vanno tutti quelli che non sono neppure destinati a un rifugio, ma a chissà quali stalli e depositi?&lt;br /&gt;A proposito. Da un paio d’anni e forse più ci par d’essere in Renania, e magari avessimo anche noi un Tierschutzbeirat. Buffa situazione quella del nostro Paese, che passa cani agli ambulanti d’Oltralpe e intanto fa lo stesso mestiere coi cani della Spagna, anche sotto l’egida di “organizzazioni di protezione animali dai nomi che suonano così bene”. Che strazia le anime e spreme i portafogli con la stessa propaganda che altri usano nei nostri confronti. Che porta cani non a gruppetti, non a furgoni, ma a camionate, e li sparge in giro non senza l’uso copioso del porta a porta, dello stallo, del deposito, a spese degli animali dei due Paesi. È la globalizzazione, bellezza; ma temiamo proprio che con la protezione animali, all’estero e qui, abbia ben poco a che fare.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.copernico.de/tierschutzbeirat/pressetexte.php?text=hundehandel_unter_deckmantel&quot;&gt;http://www.copernico.de/tierschutzbeirat/pressetexte.php?text=hundehandel_unter_deckmantel&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/10/protezione-animali-no-commerci-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjD1UJaZJzoQbk6Lj8ncgfl4vwW9f1WiIi6iQXgWYeh9RPaTpELljmmlJzsATP06oplyGqsJoimHj2dq7kFseZR7ofrN_RZ2JjbQnVihkkm3pFSx06e2edRCklRifjG36SvoP4v5xmpnAc/s72-c/Meute+vor+Tor+5407+$282$29.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>16</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-6447359665196613914</guid><pubDate>Sat, 09 Oct 2010 19:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-10T08:24:32.796+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Fantastico, anzi fuori legge. Viaggio in un rifugio tedesco.</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoQyh4fiR-dTwncd8XzA_A8HnMTATHKz1fW-FgEIjnOgTv2D04mYB0xuBhWoEtHTx_1VZfmEtLC-_4HPqUvxvO5Wf99HEOj7WHRt1vx4piZN2CdDyJraOqhcf6m6PDRkcM8WyinWhBe0Y/s1600/dogs-playing-poker.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5526132862126628610&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoQyh4fiR-dTwncd8XzA_A8HnMTATHKz1fW-FgEIjnOgTv2D04mYB0xuBhWoEtHTx_1VZfmEtLC-_4HPqUvxvO5Wf99HEOj7WHRt1vx4piZN2CdDyJraOqhcf6m6PDRkcM8WyinWhBe0Y/s400/dogs-playing-poker.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Charity Watch (&lt;a href=&quot;http://www.charitywatch.de/&quot;&gt;http://www.charitywatch.de/&lt;/a&gt;) è una testata che si dedica a inchieste sistematiche sulla gestione di associazioni, fondazioni e quant’altro, in Germania, dichiari di sussistere e operare per scopi ideali e senza fini di lucro; con un occhio particolare alla raccolta e all’impiego di finanziamenti e offerte.&lt;br /&gt;Si occupa dunque di scienza e ricerca, aiuti sociali, promozione dello sviluppo, ambiente, politica, cultura, religione, sport, istruzione… e ha una grossa, grossa sezione sulle organizzazioni di protezione degli animali.&lt;br /&gt;Sulle quali sta conducendo da tempo un censimento e un’analisi dettagliata che hanno prodotto un enorme e interessantissimo database, tutto al fine di dotare i potenziali donatori degli strumenti per donare responsabilmente e senza sorprese. E, a proposito di sorprese, ha il merito di aver tolto il coperchio e l’aureola a tutto un brulicante mondo di tranquilli ed evidenti affari – anche quando si ammanta di nomi potenti e prestigiosi. Spesso, molto spesso le situazioni che mette in luce ci riguardano da vicino.&lt;br /&gt;L’articolo che segue fa parte della sua inchiesta sulla gestione dei meravigliosi rifugi nei quali sovente altri benefattori spediscono i nostri animali. Come si spiegano, se si vorrà spiegarle, le incongruenze del lindo e asettico rifugio del Baden-Württemberg visitato in questa occasione? Lasciamo al lettore il gusto della scoperta – e, però, anche il dovere della riflessione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;15.9.2010&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Fantastico, vietato, oscuro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Karin Burger&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;La Tierschutzverein (associazione di protezione animali) Ravensburg-Weingarten und Umgebung si occupa di una vasta area che comprende 29 comuni. L’associazione gestisce nel comune di Berg il suo rifugio, che ha ristrutturato nel 2007 con un investimento di 450.000 euro, risanando anche le parti già esistenti. Il rifugio di Berg presenta un quadro molto sfaccettato, con grandi ambivalenze. La cura dei gatti è semplicemente fantastica. I box interni dei cani, nelle loro dimensioni attuali, sono semplicemente vietati. E per tutto ciò che attiene ai numeri concreti, presso l’associazione di Ravensburg regna l’oscurità più completa. Il direttivo non permette a Charity Watch di dare un’occhiata al suo rendiconto di gestione e al bilancio annuale.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rifugio&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il rifugio di Berg è gestito in modo molto rigido. Il presidente Josef-Franz Schaller, che quest’anno ha festeggiato i suoi 70 anni, garantisce pulizia e ordine con la presenza quotidiana al rifugio e in stretta collaborazione con il responsabile della struttura, Dragos Margaritaru. In ogni angolo del rifugio si può mangiare direttamente dal pavimento senza alcun odore sgradevole. Ogni cosa ha il suo posto e lì strettamente rimane. Innovazione particolare: nell’intero rifugio si trova una pavimentazione speciale, del tipo di quella usata anche nei laboratori di ricerca. Questo rivestimento, molto costoso, è facile da lavare e da disinfettare, è isolante e ha un effetto visivo impressionante.&lt;br /&gt;Oltre a questo, il rifugio offre interessanti innovazioni: per il primo incontro tra interessati all’adozione e cani del rifugio, c’è una zona recintata con posti a sedere dove gli amici degli animali possono conoscere in tutta calma il potenziale nuovo membro della famiglia. Grazie all’ottima collaborazione con l’ufficio veterinario pubblico, l’associazione di Ravensburg ha elaborato un proprio formulario nel quale già al primo contatto con gli animali da tutelare vengono registrati tutti i dati più rilevanti, e solo nei casi più impegnativi la procedura è poi trasmessa all’Ente preposto – esemplare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Paradiso dei gatti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il punto di forza della TSV Ravensburg fa mostra di sé nel gattile. I vari recinti sono tanto funzionali quanto deliziosamente arredati. Gran quantità di giocattoli, possibilità di arrampicarsi, nascondigli, posti per riposare e piattaforme di osservazione addolciscono ai gatti l’attesa di una nuova casa. Tutti (!) i gatti hanno un aspetto stupendo: pelo lucido, occhi asciutti, né troppo grassi né troppo magri, vivaci e curiosi. Attualmente il rifugio, a causa della stagione, detiene un gran numero di gattini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Inferno dei cani&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Il rifugio è stato costruito agli inizi degli anni ‘70. Allora vigevano ben altri standard per la detenzione degli animali. Da molto tempo esiste ormai la cosiddetta Tierschutz-Hundeverordnung (TierSchHuV: Regolamento di tutela dei cani) che fissa le dimensioni minime delle strutture. Nella versione attuale, che risale al 2 maggio 2001, essa prescrive come dimensione minima assoluta di un box per cani una superficie di 6 metri quadri. Questa misura minima aumenta a 8 mq per i cani alti da 50 a 65 cm al garrese, e addirittura a 10 mq per cani oltre i 65 cm. Dai dati forniti dal presidente, al rifugio di Berg i box interni per cani misurano tutti 270 cm x 175 cm. Sono perciò di 4,73 mq – ben al disotto, dunque, delle misure minime prescritte per legge. Quindi un cane di taglia grande al rifugio di Berg deve ripiegarsi in uno spazio che risulta meno della metà della superficie minima di legge.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Violazioni delle norme vigenti&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Attraverso il passaggio tipico dei rifugi (porta ribaltabile), i cani di Ravensburg hanno accesso a un recinto esterno, che può essere reso fruibile da uno o due cani. In caso di intemperie e in inverno, quasi tutti i rifugi possono garantire ai loro cani solo un accesso limitato e di breve durata al recinto esterno, perché altrimenti il calore degli impianti di riscaldamento si disperderebbe tutto attraverso la porta. Inoltre di notte i cani della maggior parte dei rifugi, per gli obblighi di abbattimento dei rumori, devono rinunciare al recinto esterno. Le dimensioni minime citate sopra, però, si riferiscono alla superficie che è “pienamente utilizzabile” nel tempo da parte dei cani (TierSchHuV, par. 6, cap. 3). Ma i disagi dei cani del rifugio della TSV Ravensburg non finiscono qui. Perché saltano fuori ancora altre violazioni della legge: “Almeno un lato del box deve garantire al cane una visuale libera verso l’esterno. Se il box si trova all’interno di un fabbricato, al cane deve essere garantita una visuale libera verso l’esterno del fabbricato”. Non è così al rifugio di Berg. I cani lì guardano, su tutti e quattro i lati, soltanto le pareti. Nei box interni non possono vedere neppure altri cani e non hanno stimoli né impulsi visivi di alcuna specie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Domande &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;L’Ufficio veterinario pubblico di Ravensburg, su richiesta telefonica di Charity Watch, non è stato in grado di spiegare come sussista questa discrepanza tra la Hundeverordnung e le dimensioni dei box interni, definiti “box di riposo” dal responsabile dell’associazione. Il veterinario competente durante la conversazione telefonica non aveva le disposizioni di legge a portata di mano. Non è nemmeno stata indicata una data precisa per chiarire questa situazione. Ma indipendentemente da ciò, sorge la domanda: perché con quel notevole volume di investimento di 450.000 Euro per la ristrutturazione e il risanamento non sono stati allestiti box interni a norma? E come può l’autorità competente rilasciare una licenza d’esercizio se non sono rispettati i requisiti di legge?&lt;br /&gt;Anche la presenza di cani nel rifugio nel momento del picco stagionale per la protezione animali, il periodo delle ferie estive, è sorprendentemente bassa: per una capacità massima di 25 cani, il 25 agosto 2010 (periodo di ferie) si trovavano solo 7 cani nel rifugio di Berg, che dichiara una presenza media di 15-16 cani. Anche lo stato impeccabile delle aree libere presentate come “prati per giocare”, dopo un periodo di diverse settimane di pioggia, ci ha lasciati stupiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Giudizio di CW&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;L’accoglienza al rifugio di Berg è stata amichevole ed è stato concesso l’accesso a tutte le aree. In occasione di questa visita era stato promesso l’invio del rendiconto di gestione e del bilancio annuale con i dati finanziari dell’anno 2009. Appena due settimane dopo, però, la TSV Ravensburg ci ha comunicato per iscritto che il presidente rifiuta di inviarci il rendiconto di cassa.&lt;br /&gt;Comunque i pochi dati finora disponibili sollevano già questioni importanti.&lt;br /&gt;Per che cosa in dettaglio sono stati utilzzati i 450.000 euro per la ristrutturazione, se non è stato possibile allestire box con dimensioni a norma?&lt;br /&gt;Come si spiega la rilevante differenza tra le spese per il mangime per tutti gli animali del rifugio, per un importo di 18000 euro, e i 52000 euro di spese veterinarie nel 2009? Le spese veterinarie sono qui 2,8 volte superiori alle spese del mangime. E l’importo delle spese veterinarie fa sorgere altri dubbi visto che, dalle informazioni, i cani del canile di Berg di regola non vengono castrati, nemmeno le femmine.&lt;br /&gt;Lo statuto dell’associazione è datato 1982 ed è completamente obsoleto. Per una gestione moderna dell’associazione c’è bisogno urgente delle necessarie determinazioni e regole. I due presidenti, per esempio, sono stati investiti della rappresentanza senza limiti di spesa e senza il voto di approvazione dell’assemblea dei soci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.charitywatch.de/index.asp?id=1301&quot;&gt;http://www.charitywatch.de/index.asp?id=1301&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/10/fantastico-anzi-fuori-legge-viaggio-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoQyh4fiR-dTwncd8XzA_A8HnMTATHKz1fW-FgEIjnOgTv2D04mYB0xuBhWoEtHTx_1VZfmEtLC-_4HPqUvxvO5Wf99HEOj7WHRt1vx4piZN2CdDyJraOqhcf6m6PDRkcM8WyinWhBe0Y/s72-c/dogs-playing-poker.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-9217935239437304310</guid><pubDate>Sun, 04 Jul 2010 04:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-04T06:46:50.996+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Hundehölle, a ciascuno il suo</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEBPisQl_AbUjHvwgPCg93FWaWtIxyUV4cOQ3hKxMzDZR1OcrwKz65IfE98oOXhKnXJiZeghYfAOXNqagUkJBW2zQWkNLO6UeJmZI8tzQIPppcHqZAY0djhvrCskweThZ5UukZryX4NFc/s1600/caneosso_2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 378px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5489907894206632978&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEBPisQl_AbUjHvwgPCg93FWaWtIxyUV4cOQ3hKxMzDZR1OcrwKz65IfE98oOXhKnXJiZeghYfAOXNqagUkJBW2zQWkNLO6UeJmZI8tzQIPppcHqZAY0djhvrCskweThZ5UukZryX4NFc/s400/caneosso_2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhys0YYXDZpKotJVet81v2p4ee6wSQ4E5R1AbkNVeQO_LSVXtpSLsqA0ZL8gA3eGvwaV4exBEJYBMYygPU4x_JCeoNXbngLncfbGksKFCDCBttMpU1wCoZmiR4CaDL83Iw_iNmZPGQD6Uo/s1600/Cani_osso.gif&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ricordate l’appello disperato che il Deutsche Tierschutzbund rivolse, giusto un anno fa, al governo tedesco? Beh, la situazione non sembra cambiata. Cioè sì: in peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deutsche Tierschutzbund - Comunicato stampa 1 luglio 2010Lettera aperta: Drammatica situazione dei rifugiLa situazione dei rifugi peggiora ulteriormente. Il Deutsche Tierschutzbund, sotto forte pressione, sta cercando di trovare una soluzione per le oltre 700 associazioni sue affiliate, con più di 500 rifugi in tutto il territorio federale. C’è bisogno, oltre che di una regolamentazione unica a livello nazionale della compensazione delle spese per gli animali abbandonati raccolti, anche di un fondo finanziario a cui attingere per investimenti urgentemente necessari nei rifugi. Il Deutsche Tierschuztbund prende ora una strada insolita: con una “lettera aperta” il presidente del DTB Wolfgang Apel si è rivolto ai rappresentanti eletti a livello comunale. Il testo verrà pubblicato nei mensili destinati ai politici locali dei partiti rappresentati nel Bundestag (AKP - Fachzeitschrift für Alternative Kommunal Politik, DEMO - Demokratische Gemeinde, Das Rathaus, KOPO - Kommunalpolitische Blätter).Wolfgang Apel spiega così l’iniziativa: “I rifugi si prendono cura, insieme con molti volontari, di ogni animale - 24 ore su 24. Lo stesso vale anche per gli animali trovati abbandonati. In questo modo i rifugi si accollano i compiti dei Comuni, ma sempre più di frequente i costi restano a loro carico. Inoltre, a causa delle normative vigenti, gli oneri si scaricano sempre di più sul volontariato. Così non si può continuare, la tutela degli animali è compito dello Stato. I nostri appelli di aiuto non possono più restare inascoltati, molti rifugi lottano per la sopravvivenza. Il governo federale, ma in particolar modo i Länder e i Comuni, devono agire!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco la lettera aperta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Care elette e cari eletti comunali, gentili signore e signori,la situazione dei rifugi è sempre più precaria. Molti rifugi lottano per la sopravvivenza.Le cause di tale situazione sono molteplici: la crisi finanziaria ed economica, ma anche la legislazione sociale, si ripercuotono negativamente sulle attività di tutela degli animali. Da un lato calano progressivamente le iniziative di donazione e i servizi di sponsorizzazione, dall’altro un numero sempre maggiore di animali viene ceduto per ragioni economiche. Il tempo di permanenza degli animali nei rifugi si è drammaticamente accresciuto, i costi sono in aumento costante. Sono necessari notevoli investimenti per le strutture, che i rifugi attualmente non sono in grado di affrontare.Da decenni i rifugi, in quanto strutture per la tutela degli animali, si assumono compiti propri della funzione pubblica – e lo fanno con grande impegno, anche, in fin dei conti, per alleggerire i bilanci comunali. Giacché la gestione degli animali abbandonati è un’incombenza d’obbligo. Un’indagine su larga scala ha appena mostrato che i Comuni si accollano in media il 25% dei costi che si presentano nei rifugi, ma erogano in realtà a malapena l’80% dei servizi previsti.I rifugi non sono più in grado, su questa base, di accollarsi compiti in luogo della pubblica amministrazione. Attualmente potrei solo consigliare alle oltre 700 associazioni di protezione animali da noi coordinate, con più di 500 rifugi di loro proprietà, di rifiutare l’accoglienza di animali abbandonati. Ma non è questo il mio scopo, né, certamente, è il vostro. A prescindere dal fatto che sarebbe una battuta d’arresto per la protezione animali in generale, la bancarotta dei rifugi sarebbe tragica anche per i vostri Comuni: dovreste assumervi in proprio la cura degli animali abbandonati.I rifugi sono importanti per le politiche sociali: prendiamo in carico, per di più, molte funzioni pedagogiche e terapeutiche. Nei rifugi si creano posti di lavoro e di formazione. Di norma gli investimenti nella protezione animali sono collegati con commesse di lavoro per la manodopera locale.Abbiamo già provato di tutto per poter entrare in colloquio diretto con i massimi rappresentanti dei vostri Comuni. Purtroppo una conferenza al vertice già fissata con i vari responsabili istituzionali è stata disdetta all’ultimo momento. Perciò oggi mi rivolgo direttamente a voi: vi prego, aiutateci a trovare soluzioni.Ovviamente si tratta di soluzioni a lungo termine e sovraregionali: un quadro unico a livello nazionale per un “rimborso delle spese per gli animali abbandonati” e la creazione di un fondo permanente di investimento e di un fondo di aiuti nei bilanci pubblici.Ora però dipende da Voi sul posto. Faccio appello a voi: sostenete come vostro partner l’associazione locale di protezione animali nostra consociata. È anche vostro interesse conservare i rifugi.Resto volentieri a vostra disposizione per ulteriori informazioni.Wolfgang ApelPresidente del Deutsche Tierschutzbund&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che aria di casa, direbbe qualcuno. Eh no signori: qui si descrive qualcosa di peggio, nonostante l’asso nella manica della soppressione facile. Certo, si parla di rifugi lasciati a se stessi, di Comuni sordi e insolventi, di oneri lasciati ai volontari, e se si chiudono gli occhi pare d’essere a Ragusa (esempio a caso, eh…). Ma si parla anche di qualcosa di più radicale, di qualcosa di fondamentale: una legislazione inadeguata, la mancanza di una regolamentazione nazionale, un appello allo Stato perché si ricordi che la tutela degli animali è funzione pubblica! Ma come… non era in Italia la Hundehölle, l’inferno dei cani? E come mai i rifugi tedeschi sono allo stremo, come mai non si cessa di raccogliere animali abbandonati… non ci si ripeteva fino alla noia che in Germania non c’è randagismo? che la voglia di adozione dei cittadini tedeschi, crisi o non crisi, è tale che spinti da pietà vanno a cercare cani all’estero, soprattutto se anziani e malati? Da far pensare che i rifugi tedeschi non siano nemmeno nell’elenco telefonico. Ma si sterilizza in Germania?&lt;br /&gt;Curioso vedere il rappresentante di un colosso dell’associazionismo quale il Tierschutzbund rivolgersi allo Stato, poi ai Länder, poi ai Comuni, e si pensa all’orgia di menefreghismo degli Enti pubblici che tanto ci affratella. Ma una ragione c’è, e sta nel disgraziato concetto di gestione privata del benessere animale che nella tanto bistrattata Italia è tramontato da un pezzo – almeno ufficialmente – e che in Germania trova il suo riflesso ultimo nel commercio dei randagi.&lt;br /&gt;Già, perché Wolfgang Apel, nel rappresentare le difficoltà dei rifugi e, si suppone, degli animali (nonostante il tono un po’ glaciale col quale espone le conseguenze di un fallimento dei rifugi), sta facendo il suo dovere di rappresentanza. Però forse tralascia un dettaglio, e allora qualche suggerimento possiamo darglielo, perché anche per noi “l’amore per gli animali non conosce frontiere” e ci fanno pena, sinceramente, i cani tedeschi.&lt;br /&gt;Non pensa il Tierschutzbund che potrebbe ottenere ottimi risultati per gli animali tedeschi se lottasse perché non vengano loro rubati il posto in canile, e la possibilità di uscirne, da tanti innocenti animali importati? Non pensa che tanti animali abbandonati, se potessero parlare, forse non parlerebbero tedesco? Non pensa poi che se i rifugi sono pieni è anche perché fiorisce il mercato parallelo delle imprese di import-export, travestite da associazioni, che si arricchiscono vendendo animali stranieri ANCHE a famiglie?&lt;br /&gt;Però, Herr Apel, ci duole constatare che fra le 700 e passa Vereine del Tierschutzbund quelle che si dedicano all’importazione non mancano affatto. Anzi. E poi piangono miseria. Che cosa vogliono allora, quando chiedono per sua bocca un fondo di investimenti, un rimborso spese, un capitolo di bilancio pubblico: che lo Stato, i Länder e i Comuni, cioè i cittadini tedeschi, si accollino anche i costi del flusso ininterrotto di animali dagli altri Paesi? che anche l’importazione passi a carico della pubblica amministrazione? Provi il Tierschutzbund a seguire una politica seria di tutela degli animali sul posto: quella politica che per parte nostra non cessiamo di raccomandare, in Italia, a chi guarda sempre a Nord, neanche avesse una bussola in testa. E dica a tutti di non preoccuparsi: ai nostri cani ci pensiamo noi, e, anche se stiamo faticando per farlo bene, almeno una legislazione moderna a cui ispirarci ce l’abbiamo. E faremo di tutto per non far entrare i nostri animali in rifugi in cui, nonostante gli “sfoltimenti” di legge, restano a malapena i posti in piedi.&lt;br /&gt;Si rassicuri: noi non scriveremo all’ambasciatore tedesco minacciando di non venire più in vacanza in Germania, né prometteremo di non comprare più würste, formaggi o birra. Non proporremo, con la stessa arroganza di qualche ingegnoso avventuriero, ispettori per i vostri rifugi, fra i quali a quanto pare quelli fatiscenti non mancano. E non dubitiamo che in essi tanti onesti e preparati volontari facciano miracoli, come qui da noi. Questione di stile. Però potremmo venire a darvi consigli sull’anagrafe canina pubblica e su qualche altra cosuccia.&lt;br /&gt;Il Deutsche Tierschutzbund è un’istituzione antica e gloriosa. Potrebbe essere il protagonista di una rivoluzione copernicana, di un balzo verso la vera modernità: al suo interno prima di tutto, e poi nell’intero sistema tedesco di tutela degli animali. Ricordando che la funzione pubblica deve essere prima di tutto garanzia di rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/07/la-situazione-dei-519-rifugi-in.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/07/la-situazione-dei-519-rifugi-in.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tierschutzbund.de/4079.html&quot;&gt;http://www.tierschutzbund.de/4079.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tierschutzbund.de/fileadmin/mediendatenbank_free/Briefe_etc/DTSCHB_Offener_Brief_Kommunen.pdf&quot;&gt;http://www.tierschutzbund.de/fileadmin/mediendatenbank_free/Briefe_etc/DTSCHB_Offener_Brief_Kommunen.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/07/hundeholle-ciascuno-il-suo.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEBPisQl_AbUjHvwgPCg93FWaWtIxyUV4cOQ3hKxMzDZR1OcrwKz65IfE98oOXhKnXJiZeghYfAOXNqagUkJBW2zQWkNLO6UeJmZI8tzQIPppcHqZAY0djhvrCskweThZ5UukZryX4NFc/s72-c/caneosso_2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>13</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-4374457371267295443</guid><pubDate>Sun, 20 Jun 2010 20:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-20T22:35:51.412+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>ENPA Ancona: allarme traffici Marche – Germania</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIMKNLkhyphenhyphenb4r_NLpCOVk_aTgKA4TjNH8HGaJjMC6y68UIeLWNjzaXtLaUeTykKZREdFXmvgFhrTAoNvPw5joeuegTlKFePZKV_FC67CkgXbizyjK_bzoZkOusN8qXqAZDQcS-tI_UGuWY/s1600/Pisellino.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5484954713118507986&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIMKNLkhyphenhyphenb4r_NLpCOVk_aTgKA4TjNH8HGaJjMC6y68UIeLWNjzaXtLaUeTykKZREdFXmvgFhrTAoNvPw5joeuegTlKFePZKV_FC67CkgXbizyjK_bzoZkOusN8qXqAZDQcS-tI_UGuWY/s400/Pisellino.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riceviamo e pubblichiamo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19 giugno 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ente Nazionale Protezione Animali è venuto a conoscenza del fatto che al Canile Bartozzi di Montemarciano (AN), che ospita cani del Comune di Senigallia e di altri Comuni del territorio, sono in corso da qualche tempo, da parte dell’organizzazione tedesca Hundehilfe Hundeherzen di Maintal (Assia), prelievi di cani che sono immediatamente spediti in Germania.&lt;br /&gt;I cani figurano adottati da persone fisiche, con gli obblighi e gli impegni previsti dalla legge quadro 281/1991 e relative disposizioni ministeriali. Si tratta però di sedicenti adozioni, poiché subito dopo l’affido i cani vengono portati oltreconfine da emissari dell’organizzazione e trattati come proprietà di quest’ultima, che li deposita in stalli temporanei per poi piazzarli a prezzi che vanno da 250 a 300 euro.&lt;br /&gt;I cani sono pubblicizzati nel sito tedesco quando ancora si trovano nel canile, per poi essere prelevati al momento opportuno. Allora avvengono le “adozioni”, anche per procura, cosa inammissibile in un atto pubblico; anzi l’organizzazione, che si avvale di collaboratori locali, usa perfino prestanome italiani. I cani, poi, lasciano l’Italia molto prima della data permessa dalle norme sanitarie del passaporto europeo, in contravvenzione ad ogni legge europea sulla circolazione non commerciale degli animali d’affezione.&lt;br /&gt;L’ultimo caso è quello di Pisellino, cagnetto di 11 anni “adottato” a fine maggio da un prestanome del luogo e subito passato sottobanco agli esportatori, come hanno scoperto i volontari ENPA che con amore e competenza prestano il loro servizio nel canile. A dispetto delle ripetute segnalazioni, il Comune di Senigallia, proprietario e tutore legale di Pisellino, non è ancora intervenuto per strapparlo alle mani di chi lo ha sottratto e si prepara a spedirlo all’estero.&lt;br /&gt;L’Ente Nazionale Protezione Animali non intende permettere che questo disdicevole commercio, che già fa oggetto d’indagine da parte di più Procure in Italia e di interrogazioni parlamentari, prenda radici anche nelle Marche. A livello nazionale, ha anzi lanciato la petizione “Ti deporto a fare un giro” contro la deportazione all’estero degli animali affidati alla pubblica tutela, i cui risultati sono stati presentati al Sottosegretario alla Salute on. Martini. Attraverso la sua Sezione di Ancona, ha preso contatto con l’Amministrazione comunale di Senigallia richiamandola al dovere di custodia e garanzia degli animali che la legge le affida, esigendo l’immediato recupero del cane Pisellino, per il quale è stata offerta un’adozione autentica sul posto, e chiedendo l’emanazione di un’ordinanza di regolamentazione degli affidi, sull’esempio dei molti Comuni italiani che hanno già aperto gli occhi sul fenomeno.&lt;br /&gt;Certo della sensibilità dei cittadini marchigiani, l’Ente Nazionale Protezione Animali confida nelle istituzioni comunali e regionali e nel Ministero della Salute, al quale ha segnalato il caso, per una reale e trasparente tutela della legalità e degli animali alla cui protezione si dedica da 140 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcella Falà&lt;br /&gt;Presidente Sezione ENPA Ancona&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi si rivede, i rigattieri del randagismo. È vero che è cosa di tutti i giorni che l’improntitudine degli esportatori tiri diritto per la realizzazione dei suoi progetti, a dispetto degli smascheramenti, passando allegramente sopra le leggi e sotto le coperture che l’indifferenza delle istituzioni le serve su un piatto d’argento. Ma nel caso dell’asse Senigallia – Maintal ci sembra, ce lo consenta il Comune di Senigallia, che si stia andando un po’ oltre l’indifferenza, e auspichiamo che altre autorità intervengano urgentemente per insegnare alle istituzioni locali, amministrative e sanitarie, che i loro diritti sono anche i loro doveri e che le piccole dimensioni della realtà in cui operano dovrebbero servire non a far sparire un capitolo di spesa con l’aria di non saperne nulla, ma a svolgere correttamente i compiti affidati loro dalla legge. Ci dispiace, ma fingere ostinatamente di guardare dall’altra parte non paga più.&lt;br /&gt;Incuriositi dalla seconda puntata di questa storiaccia, siamo voluti andare a vedere com’è cambiata la vetrina di Hundeherzen da quando, un po’ più di due mesi fa, abbiamo letto il comunicato di UNA Civitanova. All’epoca, se non andiamo errati, erano esposti Azzurra e Sofia (partite entrambe), Kira, Lola, Pisellino (Piccolino nel sito tedesco) e Max (Mäxchen). Ah, ma la schiera si è infoltita. Ecco Toro, che “deve venir via urgentemente” da quel canile che, come sbagliarsi, aveva tanto “turbato” l’emissaria locale di Hundeherzen. E poi Barry, Nano (Charlie), Ricky, Gino, Mami (Mimmi), Adrio (Bobby), Angelo, Mina, Sada, Giorgio (Tappsi). Usciti a gruppetti, gli ultimi ai primi di giugno, tutti del Comune di Senigallia e tutti “noch in Italien”, intanto si va avanti e si prepara l’offerta, età ridotte, razze inventate, poi si vedrà. Insieme con tantissimi loro compagni spagnoli e dell’Est (anche qui, come sbagliarsi?). Quante foto per ognuno, in tutte le pose e con varietà di sfondi, a quanto pare questa gente si muove in quel canile come in casa sua, ma come funzionano le cose a Senigallia?&lt;br /&gt;E, toh toh, c’è un altro cane marchigiano, ci abbiamo messo un po’ a individuarlo e magari non è il solo, è Lino (Murphy) del Rifugio Anita di Falconara, che, si dice, sta così male in canile che si è dato al bere (acqua, eh) per suicidarsi. Testuale. Ma lì lo sanno? Solo perché vorremmo sapere se anche quel rifugio è diventato una soffitta da svuotare, e ci stupirebbe, ma la vita è piena di scoperte.&lt;br /&gt;Per fortuna l’ENPA ha sul territorio anche tante sezioni che lavorano con rigore e coraggio. Ringraziamo l’ENPA di Ancona di aver voluto mettere a parte anche noi del suo comunicato e di mantenersi con coerenza sulla linea dei principi dell’associazione che hanno ispirato la campagna “Ti deporto a fare un giro”. Quanto al Comune, non vorremmo essere noi a ricordargli che l’illecito, se non si contrasta, si favorisce: non c’è via di mezzo.&lt;br /&gt;Quindi, per prima cosa, giù le mani subito da Pisellino, cagnetto di 11 anni (pardon, 9 e mezzo in Germania) sottratto con un trucco, che ha pronta una famiglia che l’aspetta sul posto. Gratis…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_09.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_09.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_2742.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_2742.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.hundeherzen.de/&quot;&gt;http://www.hundeherzen.de/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/06/enpa-ancona-allarme-traffici-marche.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiIMKNLkhyphenhyphenb4r_NLpCOVk_aTgKA4TjNH8HGaJjMC6y68UIeLWNjzaXtLaUeTykKZREdFXmvgFhrTAoNvPw5joeuegTlKFePZKV_FC67CkgXbizyjK_bzoZkOusN8qXqAZDQcS-tI_UGuWY/s72-c/Pisellino.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-4326706325777247218</guid><pubDate>Wed, 26 May 2010 19:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-05-26T21:51:16.455+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Considerazioni</category><title>ETN, la Campagna d’Italia</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNjUWo_hTppZUoT7ZrL2Iax3G-34UzOvGES1f5Ka2xq8lmok8WU9MmydxYbxs4tt3TddpOs7H5DbQbMTZjfLQyULblqkrOdDUppKzTqYbqsBExajGJp-6sLdPcrOBhmhCH-0vmcK0NDk4/s1600/dittatore%25203.gif&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 314px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5475668115242829458&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNjUWo_hTppZUoT7ZrL2Iax3G-34UzOvGES1f5Ka2xq8lmok8WU9MmydxYbxs4tt3TddpOs7H5DbQbMTZjfLQyULblqkrOdDUppKzTqYbqsBExajGJp-6sLdPcrOBhmhCH-0vmcK0NDk4/s400/dittatore%25203.gif&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il 6 febbraio di quest’anno il signor Wolfgang Stephanow ha conquistato l’ambita carica di presidente dell’ETN. Che cos’è l’ETN o Europäische Tier- und Naturschutz? È una multinazionale che ha, almeno formalmente, una storia ventennale – segnata da contorni piuttosto tormentati – e che fa parte di un trust di ricche imprese facenti capo a un gruppo ristretto di personaggi, collegati fra loro fin dagli anni ’90 in quella che è forse la più grandiosa attività di “movimentazione” di cani randagi nel nostro emisfero.&lt;br /&gt;L’ETN stessa funziona come cartello, seguendo una tendenza che si fa largo sempre più nel mondo fluido del commercio di randagi: anziché centralizzare formalmente su di sé la direzione delle attività, figura come coordinatore di un sistema di partenariato di circa un centinaio di organizzazioni diverse, ciascuna delle quali ha a sua volta i suoi collegamenti esteri, che siano fiduciari tedeschi o servizievoli agenti locali. Un sistema che offre garanzie di compensazione dei redditi e un bacino vasto e sicuro di raccolta di consensi e di offerte. In più, l’ETN vara e patrocina progetti specifici d’intervento e prelievo di animali in vari Paesi. Lo stesso Stephanow, dalla Germania, ne presiede con la moglie uno che ha come base i canili ungheresi. Quando dunque troviamo corrispondenze e scambi fra organizzazioni tedesche in giro per il mondo, sarà bene verificare se il tutto non si svolga nel grembo vigile dell’ETN. Gli animali trascinati in Germania non proviamo nemmeno a contarli. Facciamoci solo un’idea considerando che sull’impero economico dell’ETN il sole impiega parecchio a tramontare, visto che solo in Europa l’ombra della multinazionale si allunga dalla Turchia alle Canarie, passando almeno per Moldavia, Russia, Ucraina, Bulgaria, Romania, Ungheria, Grecia, Croazia, Serbia, Montenegro, Malta, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda (&lt;a href=&quot;http://etn-ev.de/index.php?module=partner&amp;amp;index%5bpartner%5d%5baction%5d=overview&quot;&gt;http://etn-ev.de/index.php?module=partner&amp;amp;index%5bpartner%5d%5baction%5d=overview&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Si sa che giocando sulla quantità si tira un po’ via, per così dire; e può accadere che nascano fastidi su dettagli inaspettati, capaci di aprire prospettive inquietanti anche agli occhi delle autorità tedesche. Qualcuno ricorderà che questo blog si è occupato di un carico fermato il 18 settembre 2009 dalle parti di Offenburg, nel Baden-Württemberg: 42 cani provenienti da Portogallo e Spagna, stipati in un camion in condizioni spaventose, con documenti buoni per incartare il pesce. Nacquero feroci discussioni anche in Germania, ma per qualche motivo nessuno sul momento fece il nome dell’organizzazione “molto conosciuta” per conto della quale avveniva quel trasporto che diede luogo a una serie di denunce. Era l’ETN. Sì, disse il suo portavoce Götz Bukenberger, era da un po’ che pensavamo di comprare un camion nuovo. Sovraccarico? Ci sono migliaia di camion sovraccarichi per strada, fu la risposta sprezzante (l’aggettivo non è nostro, è della tedesca Charity Watch. Ci associamo). Beh, a suo modo aveva quasi ragione. Lui parlava di merce. Semmai notiamo in margine che evidentemente non era la prima volta, e che forse il nostro uomo aveva qualche idea dell’intensità della circolazione di “quella” merce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, il signor Stephanow è chiamato a dare il suo nome a un piano di sviluppo appena partito, rispondendo a strategie forse concepite di recente, forse preordinate da tempo. E prende in mano la Campagna d’Italia.&lt;br /&gt;In Italia l’ETN ha una sola ma importante testa di ponte: la SOS Animali International di Helga Selzle a Boccheggiano (Grosseto). La Selzle raccoglie animali, di preferenza malati o menomati, da tutta Italia (ha forti legami con l’entroterra del Centro e con la Puglia) e anche dall’estero. Alcuni se ne possono vedere esposti nella sua pagina-vetrina in tedesco. Ultimamente ha una certa fortuna: i menomati, chissà perché, stanno andando forte in Europa. Uno degli arrivi più recenti è quella Cipollina (poi Mellie) del canile di Tolentino, paraplegica, sul cui felice approdo a Grosseto si sono commossi i giornali locali marchigiani.&lt;br /&gt;È dunque con la Selzle che Stephanow assembla i dati necessari su una moltitudine di orribili canili italiani: uno presso Roma e uno presso Napoli. Guardi, Stephanow, che forse ce ne sono di più: e se glielo diciamo noi… non importa, dirà di aver fatto il giro d’Italia, e forse è vero che fino a Grosseto c’è arrivato. Ora la campagna può partire, piuttosto violenta ma non nuova per contenuto e toni. C’è il solito slogan “Bella Italia”. C’è la minaccia, che ora va per la maggiore, del boicottaggio dei prodotti e delle vacanze italiane (o spagnole, o greche… dipende. Anche se dubitiamo che susciti allarmi nella riviera romagnola). C’è l’asso nella manica della lettera al papa tedesco, a uso e consumo delle casalinghe bavaresi, e questo non l’ha mai avuto nessuno (anche se sospettiamo che il papa tedesco, in quel periodo, si sia poi soffermato su altri pensieri). C’è la macchina da guerra della raccolta firme, sostenuta dal porta a porta, dai call-center, dalle tv consociate, insomma da tutto l’apparato di comunicazione che serve usualmente alla raccolta offerte delle holding come l’ETN.&lt;br /&gt;E c’è il comodo format della mail all’ambasciatore italiano a Berlino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccellenza, basta - ora basta! Centinaia di migliaia di cani vegetano, lasciati a se stessi, in condizioni orribili nei &quot;lager&quot; italiani. Perché? Per pura avidità di guadagno! Ecco perché mi rivolgo a Lei: metta fine ai sanguinosi affari di questi maltrattatori di animali senza scrupoli. Faccia sì che i canili siano sottoposti al controllo delle autorità statali e di organizzazioni animaliste indipendenti. Procuri che sia rispettata la legge italiana sulla tutela degli animali. Non permetta oltre che il maltrattamento degli animali sia finanziato dagli introiti delle tasse. Fintanto che in Italia i cani vivranno l&#39;inferno, non acquisterò più prodotti italiani e non metterò più piede nel Suo Paese.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://etn-ev.de/temp/explorer/files/phpPETITION/phpPETITION/&quot;&gt;http://etn-ev.de/temp/explorer/files/phpPETITION/phpPETITION/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ambasciatore è diplomatico per mestiere. E da diplomatico sono i toni, non la sostanza, della risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlino, 18 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile Signor Stephanow,&lt;br /&gt;faccio nuovamente riferimento al contenuto della Sua lettera dell’8 gennaio scorso, in cui Lei ravvisava le condizioni di vita deplorevoli dei cani senza padrone nelle strutture di accoglienza italiane.&lt;br /&gt;Ho presentato le Sue osservazioni alle competenti autorità italiane e vorrei farLe pervenire alcune considerazioni sul tema.&lt;br /&gt;Innanzitutto vorrei sottolineare che la legislazione italiana riguardante la protezione degli animali domestici è particolarmente avanzata. In effetti, l’Italia è l’unico Paese europeo che non prenda in considerazione l’eutanasia dei cani randagi, nemmeno quando non si riesce a trovare loro una nuova casa. Inoltre, esiste un’anagrafe canina a livello nazionale, in cui sono indicati anche i cani randagi e quelli detenuti nei rifugi. Questa anagrafe permette di identificare con sicurezza sia gli animali sia i proprietari, che in caso di comportamenti contrari alla legge devono fare i conti con pene assolutamente severe. Giacché l’uccisione, il maltrattamento e l’abbandono di animali sono in Italia reati penalmente perseguibili.&lt;br /&gt;Purtroppo a livello locale sussistono ancora alcune situazioni che è difficile governare. Sfortunatamente ci sono nel Paese regioni nelle quali, nonostante le campagne per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e per la sterilizzazione degli animali, vivono ancora molti cani randagi. Le strutture di accoglienza non sono sempre all’altezza del loro compito, così che possono derivarne situazioni come quelle da Lei descritte. Si tratta tuttavia di casi che le autorità italiane si adoperano a contrastare con un’attività di sorveglianza intensiva e di controllo.&lt;br /&gt;In ogni caso il Governo è impegnato per migliorare ulteriormente la situazione e sta perciò studiando anche una nuova legislazione nazionale nell’ambito della tutela degli animali domestici.&lt;br /&gt;Le sarei grato se inoltrasse queste considerazioni anche ai soci e sostenitori della protesta lanciata dall’Europäische Tier- und Naturschutz e.V., non potendo rispondere loro personalmente, e colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.&lt;br /&gt;Michele Valensise&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo Stephanow non ha studiato da diplomatico. Ha studiato da imprenditore d’assalto, e le finezze non le vede o fa finta di non vederle. Non parliamo poi di praticarle. Così partorisce una delle più incredibili, arroganti e grossolane sparate da imbonitore che ci sia dato di leggere, parlando con lo Stato italiano da pari a pari, anzi peggio. E proponendo generosamente di impadronirsi delle istituzioni sanitarie pubbliche, dell’anagrafe canina nazionale pubblica (per farla riorganizzare da una normalissima, parziale anagrafe privata tedesca… ché altro non c’è in Germania, ma questa è sua consociata), della legislazione, del pubblico controllo su tutto e, s’intende, dei cani. Forse vuole anche un caffè e una gazzosa. Ma siamo pronti a scommettere che se gli si dessero i cani rinuncerebbe a tutto il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Much, 25 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miglioramento delle condizioni di vita dei cani nei canili italiani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccellenza,&lt;br /&gt;desideriamo ringraziarLa di cuore per la Sua lettera del 18 marzo che abbiamo letto con grande interesse. Siamo lieti che abbia colto la nostra richiesta come un’occasione per prendere in più accurata considerazione la situazione dei cani in Italia.&lt;br /&gt;Siamo d’accordo con Lei sul fatto che l’Italia abbia una legge moderna sulla tutela degli animali. Tuttavia in molti luoghi non viene rispettata. Lo stesso vale per la norma di legge per la quale i randagi non possono essere uccisi e i cani devono essere registrati all’anagrafe. Nel corso delle nostre numerose visite in Italia abbiamo dovuto constatare che in molti luoghi è ancora grande la popolazione dei randagi e che numerosi canili sono sovraffollati.&lt;br /&gt;Ho potuto rendermi conto personalmente in molte regioni italiane degli abusi che spesso si incontrano nei canili finanziati dallo Stato – ai quali per di più si ottiene accesso solo con estrema difficoltà. In molti di questi canili i cani non vengono sterilizzati né registrati all’anagrafe. I cani, che passano l’intera vita nelle gabbie, non hanno a disposizione neppure la superficie minima prescritta dalla legge. In ultima analisi, lo Stato finisce per finanziare un ricovero e un mantenimento degli animali non adeguati alla specie, così come le manovre piuttosto dubbie di certi gestori di potuto rendermi conto personalmente in molte regioni italiane degli abusi che spesso si incontrano nei canili finanziati dallo Stato – ai quali per di più si ottiene accesso solo con estrema difficoltà. In molti di questi canili i cani non vengono sterilizzati né registrati all’anagrafe. I cani, che passano l’intera vita nelle gabbie, non hanno a disposizione neppure la superficie minima prescritta dalla legge. In ultima analisi, lo Stato finisce per finanziare un ricovero e un mantenimento degli animali non adeguati alla specie, così come le manovre piuttosto dubbie di certi gestori di canili.&lt;br /&gt;Poiché l’ETN, grazie all’esperienza pluriennale acquisita soprattutto nei Paesi del Sud Europa, conosce a fondo tale problematica, Le offriamo il nostro sostegno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- L’ETN è pronta, con la propria équipe di veterinari e in collaborazione con i veterinari italiani, a effettuare campagne di sterilizzazione per limitare la popolazione dei randagi e quindi la sofferenza degli animali. Anche in questo l’ETN può appoggiarsi a un’esperienza pluriennale che mette volentieri a disposizione.&lt;br /&gt;- Con il nostro partner Tasso e.V. – la più grande anagrafe europea di animali da compagnia – possiamo valutare come si possa attuare in Italia la registrazione in anagrafe degli animali domestici in modo da coprire senza lacune l’intero territorio.&lt;br /&gt;- Insieme con le Autorità italiane possiamo mettere a punto un sistema in base al quale i rifugi siano gestiti in modo tale che i cani non vi languiscano stipati in quantità in spazi calcolati in stretta misura e in condizioni catastrofiche; e nel quale, per esempio, la retribuzione si faccia in conformità con le prestazioni e le attrezzature e non per cane al giorno.&lt;br /&gt;- Le offriamo di sviluppare con le Autorità una lista di provvedimenti per fare in modo che i cani dei rifugi possano essere dati ad amanti degli animali italiani e di altri Paesi europei. Giacché neppure la permanenza degli animali in rifugio da quando sono cuccioli sino alla morte rappresenta una soluzione conforme alle esigenze della specie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono solo le misure più importanti per dare attuazione alla legge italiana sulla tutela degli animali e quindi soddisfare le esigenze dello Stato italiano. Tuttavia è necessario impiegare ispettori indipendenti il cui compito sia quello di controllare il rispetto di leggi e normative. Questa sorveglianza potrebbe essere effettuata da ispettori dell’ETN in collaborazione con animalisti italiani, onde combattere insieme contro gli abusi.&lt;br /&gt;Ci confronteremmo intanto volentieri con Lei in un colloquio privato su come mettere in pratica insieme le soluzioni da noi proposte per questa azione di sostegno.&lt;br /&gt;Come abbiamo già reso noto, abbiamo lanciato in gennaio una campagna di informazione. Con una risposta veramente straordinaria. La popolazione in Germania ha preso grande interesse alla sorte dei cani in Italia. Nello spazio di poche settimane quasi 20.000 persone hanno firmato la nostra petizione.&lt;br /&gt;Queste firme vorremmo consegnarle a Lei nel quadro dell’occasione del colloquio. Intendono essere espressione del sostegno che noi, come organizzazione per la protezione animale, e il popolo tedesco vorremmo far pervenire a tutti coloro che in Italia sono animati da senso di responsabilità e da amore per gli animali, onde porre fine il più presto possibile agli abusi esistenti nei canili.&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni La contatteremo telefonicamente per fissare un appuntamento con Lei.&lt;br /&gt;Cordiali saluti.&lt;br /&gt;Wolfgang Stephanow&lt;br /&gt;Presidente ETN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://etn-ev.de/index.php?module=downloads&amp;amp;index%5bdownloads%5d%5baction%5d=overview&amp;amp;index%5bdownloads%5d%5bcategory%5d=12&quot;&gt;http://etn-ev.de/index.php?module=downloads&amp;amp;index%5bdownloads%5d%5baction%5d=overview&amp;amp;index%5bdownloads%5d%5bcategory%5d=12&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possiamo nascondere che lo scoppio d’ilarità che ci ha colti a questa lettura si è presto trasformato in dolente solidarietà per l’ambasciatore Valensise. Eccellenza, lei è tutti noi. La preghiamo, sia diplomatico su tutto, ma sia tetragono sul caffè e la gazzosa. Però, visto che è in ballo, veda un po’ di sapere chi sono gli Italienischer Tierschützern che sono già nei ruoli dell’ETN per collaborare con i suoi Inspektoren. Noi qualche idea ce la siamo fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/10/spagna-germania-sola-andata-senza-scalo.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/10/spagna-germania-sola-andata-senza-scalo.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.charitywatch.de/index.asp?id=989&quot;&gt;http://www.charitywatch.de/index.asp?id=989&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://etn-ev.de/index.php?module=projects&amp;amp;index%5bprojects%5d%5baction%5d=details&amp;amp;index%5bprojects%5d%5bdata%5d%5bprojects_id%5d=76&amp;amp;index%5bprojects%5d%5bcategory%5d=66&quot;&gt;http://etn-ev.de/index.php?module=projects&amp;amp;index%5bprojects%5d%5baction%5d=details&amp;amp;index%5bprojects%5d%5bdata%5d%5bprojects_id%5d=76&amp;amp;index%5bprojects%5d%5bcategory%5d=66&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_2742.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_2742.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/05/etn-la-campagna-ditalia.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNjUWo_hTppZUoT7ZrL2Iax3G-34UzOvGES1f5Ka2xq8lmok8WU9MmydxYbxs4tt3TddpOs7H5DbQbMTZjfLQyULblqkrOdDUppKzTqYbqsBExajGJp-6sLdPcrOBhmhCH-0vmcK0NDk4/s72-c/dittatore%25203.gif" height="72" width="72"/><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-8188272087171302546</guid><pubDate>Thu, 22 Apr 2010 21:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-22T23:17:17.143+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Cremona, cosa c’è dietro l’orrore?</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHLEzTubFmlUK6HDsOzJ7XfvUncm0gs-l8lcKdoNRl7ENM9m58qNDaRH_LDb4mk91vj6I3FxVG72ws8fLXbkGc4FiDegfr-6xeFQTWt8UPH_lgsj1DnUnBcuWyf0CNijyEKDQAyTpEFKM/s1600/perito%2520procura.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 350px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5463072423852228946&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHLEzTubFmlUK6HDsOzJ7XfvUncm0gs-l8lcKdoNRl7ENM9m58qNDaRH_LDb4mk91vj6I3FxVG72ws8fLXbkGc4FiDegfr-6xeFQTWt8UPH_lgsj1DnUnBcuWyf0CNijyEKDQAyTpEFKM/s400/perito%2520procura.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; La Cronaca&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;20 aprile 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Animali torturati e uccisi con violenza”&lt;br /&gt;L’agghiacciante relazione del perito scelto dalla Procura&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Somministrazione di Pentothal Sodium senza alcuna necessità, crudeltà, violenze e torture sugli animali, falsità sui certificati di morte. Di questo ed altro parla la perizia del dottor Rosario Fico, dell’Istituto Zooprofilattico di Grosseto, l’esperto incaricato dal giudice Clementina Forleo di eseguire l’autopsia sulle 32 carcasse di cani e gatti sequestrate il 3 marzo dello scorso anno dai carabinieri del Nas dalle celle frigorifere del canile di Cremona. Oggi stesso il responsabile dell’Unità specialistica di medicina forense veterinaria illustrerò al giudice Pierpaolo Beluzzi le cause della morte di ciascuno dei 32 animali esaminati (25 cani e 7 gatti), tutti ospiti della struttura comunale di via Casello. 12 cani su 25, secondo i risultati della perizia, sono stati uccisi con il farmaco anestetico Pentothal Sodium “senza che vi fosse necessità”.&lt;br /&gt;Lo stesso medicinale, usato nell’induzione dell’anestesia generale, è stato somministrato, sempre senza motivo, anche su 2 dei 7 gatti che il perito ha esaminato. I 12 cani e i 2 gatti uccisi, in sostanza, non erano affetti da patologie tali da giustificare la loro soppressione. Tracce di Pentothal Sodium sono state trovate nel fegato degli animali, scelto come “organo d’elezione per la ricerca post mortem delle molecole dei 2 farmaci” (Pentothal e Tanax). “Il che vuol dire”, è scritto nella relazione, “che ad alcuni animali esaminati possono essere stati comunque somministrati i farmaaci in questione, ma per vari motivi, ad esempio il tempo intercorso tra l’iniezione e il blocco cardiaco, o un dosaggio troppo basso del farmaco, la quantità di sostanza presente nel fegato era al di sotto del limite di rilevabilità del metodo”. Il dottor Fico, nelle autopsie, ha quindi considerato tutti gli animali che riportavano valori di medicinali “killer” superiori a 3,7 mg/kg per il Tanax e 4,2 mg/kg per il Pentotal. Questi valori, per l’esperto hanno dato la certezza assoluta della somministrazione della sostanza. “La corretta applicazione dell’eutanasia (morte dolce)”, spiega nella perizia ilo dottor Fico, “prevede la perdita di coscienza seguita dall’arresto cardiocircolatorio e dalla perdita delle funzioni cerebrali. Una buona tecnica deve minimizzare il dolore, lo stress e l’ansia che gli animali possono provare”. Tutto ciò, per l’esperto, non è avvenuto nel caso del canile di Cremona.&lt;br /&gt;“Il Pentothal, qui utilizzato per la soppressione”, è spiegato nella perizia, “è un farmaco registrato per l’induzione dell’anestesia generale da mantenere con anestetici gassosi, oppure per l’anestesia generale di breve durata (10, 20 minuti). In un protocollo di eutanasia, l’uso del Pentothal è previsto solo come anestetico profondo da somministrazione prima dell’iniezione letale di Tanax, e non come farmaco esclusivo per causare la morte dell’animale. Il Pentothal non è un farmaco registrato come eutanasico, e pertanto averlo usato a tale scopo non è legittimo. Negli animali ai quali è stato somministrato il Pentothal non sono risultate essere in atto, al momento della morte, patologie tali da giustificare la loro soppressione. Pertanto gli animali sono stati soppressi, sia in violazione della normativa vigente che per quanto riguarda la mancanza di requisiti di legge”.&lt;br /&gt;In molti casi, dunque, cani e gatti sono stati uccisi “senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico”. “Alcuni animali soppressi con il Pentothal”, è scritto nella perizia, “ presentano lesioni e traumi sottocutanei localizzati alle estremità di tutti e quattro gli arti, compatibili con il tentativo di legarli nel forzato contenimento fisico, pare con l’uso di corde o cappi appena prima dell’iniezione letale”. “L’immobilizzazione fisica”, scrive Fico, “è stata violenta, tanto da causare ecchimosi, ematomi ed emorragie in gran parte della superficie degli animali appena prima della loro morte”. Un cane, addirittura, è morto in seguito alla “conseguenza di un tentativo di contenimento fisico effettuato con violenza”. “In questo caso”, secondo l’esperto, “probabilmente l’animale è morto per lo choc prima che gli venisse praticata l’iniezione letale”. 5 cani, invece, “sono morti in conseguenza dello choc determinato da profonde ferite inferte da altri cani”. Tra questi, anche un cucciolo morto sbranato. Di episodi di aggressioni tra animali avevano parlato anche le volontarie, che a suo tempo, sentite in sede di indagine, avevano raccontato raccapriccianti episodi di animali di piccola taglia, anche cuccioli, sbranati da altri di grosse dimensioni dopo essere stati messi insieme nei recinti. “Altri cani”, è scritto nella relazione, “sono morti nel tentativo di dincolarsi dai lacci, rimanendone vittime”. Non solo: nella perizia si parla anche di certificati di morte che raccontano di animali deceduti “in stato comatoso in seguito ad ictus”. Una causa, questa, smentita dall’autopsia di Fico, nella quale “l’esame necroscopico non ha evidenziato alcuna lesione al cervello”. “È quindi evidente”, conclude l’esperto,” che è stato dichiarato il falso sulle cause di morte di alcuni animali”.&lt;br /&gt;Oggi tutto questo verrà spiegato al giudice Beluzzi, che due anni fa, all’inizio dell’inchiesta sulle presunte uccisioni e maltrattamenti contro gli ospiti del rifugio di via Casello, aveva rigettao la richiesta di archiviazione e ordinato alla Procura nuove indagini.&lt;br /&gt;Nell’inchiesta, indagati ci sono Maurizio Guerrini e Cheti Nin, i due ex responsabili dell’Associazione Zoofili cremonesi, difesi dai legali Marco Soldi, del foro di Cremona, ed Ennio Buffoli, di Brescia, la veterinaria Michela Butturini, assistita dall’avvocato Alessandro Nolli, e due volontarie, Laura Gaiardi ed Elena Caccialanza, difese dal legale Stefania Amato di Brescia. Tutti devono rispondere dei reati di uccisione e maltrattamento di animali, esercizio abusivo della professione medica, abbandono di animali e abuso d’ufficio. Indagati anche due veterinari, il dottor Aldo Vezzoni, di Cremona, e il collega di Madignano Graziano Pengo. Per l’accusa, Vezzoni avrebbe firmato ricette di quantitativi sproporzionati di Pentothal Sodium. Il professionista, medico di riferimento scelto dall’Associazione Zoofili cremonesi nella gestione del canile, avrebbe fornito parte del grosso quantitativo dei farmaci senza poi verificarne l’utilizzo.Il dottor Pengo, invece, avrebbe certificato la morte mai avvenuta di decine di cani. Nell’eventuale processo, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, rappresentata dall’avvocato del foro di Milano Gianluca Scagliotti, ha già fatto sapere di avere intenzione di costituirsi parte civile.&lt;br /&gt;Sara Pizzorni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sequestro del canile di Cremona è avvenuto ai primi di marzo del 2009: &lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/03/animali-uccisi-e-maltrattati.html?showComment=1271849704175&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/03/animali-uccisi-e-maltrattati.html?showComment=1271849704175&lt;/a&gt;. Ora, un anno dopo lo svelamento (sempre troppo tardivo) dei massacri, la relazione del perito della Procura cattura naturalmente l’attenzione di tutti. L’orrore delle descrizioni è quasi insostenibile, dunque attenzione. Attenzione a non lasciarsi coinvolgere, perdendo così di vista il nucleo della questione. Che si riassume in una domanda: perché?&lt;br /&gt;Il rosario di reati consumati alla bell’e meglio (per anni e anni, non lo scordiamo), con uccisioni arrangiate, con farmaci approssimativi, tutto pur di ammazzare in fretta e in quantità, era fine a se stesso? Vorremo credere a un vortice di follia assassina che avrebbe inghiottito tutti i partecipanti a questa macelleria? Dovremmo chiedere l’infermità mentale collettiva?&lt;br /&gt;In un canile gestito negli anni da più associazioni (quella attuale è solo l’ultima), aperto ad arrivi da tutta Italia, appoggiato a professionisti che non solo fornirebbero in quantità industriale anestetici destinati a uccidere, ma farebbero anche l’inverso certificando morti mai avvenute (dunque rendendo invisibili e disponibili per altri scopi decine di cani), qual è la ratio, qual è il sistema organizzato del quale qui sembra di vedere soltanto uno dei pilastri di sostegno – forzatamente nascosti e clandestini – e in cui, forse, personaggi ancora in ombra hanno recitato ciascuno la sua piccola parte?&lt;br /&gt;Non lasciamoci affascinare dall’orrore. Cerchiamone le cause, che temiamo siamo molto più fredde e ciniche. E non dimentichiamo che Cremona, a quel che pare, non è che un nodo di una diabolica ragnatela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagine: La Cronaca 20.4.2010 &lt;/p&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/cremona-cosa-ce-dietro-lorrore.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHLEzTubFmlUK6HDsOzJ7XfvUncm0gs-l8lcKdoNRl7ENM9m58qNDaRH_LDb4mk91vj6I3FxVG72ws8fLXbkGc4FiDegfr-6xeFQTWt8UPH_lgsj1DnUnBcuWyf0CNijyEKDQAyTpEFKM/s72-c/perito%2520procura.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-668474703090288197</guid><pubDate>Thu, 15 Apr 2010 20:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-15T22:22:32.237+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Scilipoti: niente compromessi umilianti</title><description>&lt;span style=&quot;color:#000000;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSLpQwbYmdw5JhQ2ClW3xdvszvgA1asmCZOnrERy20bYB7_zDBsZp0kxMKv9XwMAVdJe-chzAcLqurtG8FOBYQ89ifGdWSgPqMVcmbPKQB4lOXEdOM1qo0FiCli1jSSj5JmP4L3uFXGtA/s1600/img_scilipoti.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 266px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5460461015392627426&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSLpQwbYmdw5JhQ2ClW3xdvszvgA1asmCZOnrERy20bYB7_zDBsZp0kxMKv9XwMAVdJe-chzAcLqurtG8FOBYQ89ifGdWSgPqMVcmbPKQB4lOXEdOM1qo0FiCli1jSSj5JmP4L3uFXGtA/s400/img_scilipoti.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; SCILIPOTI (IDV): TRAFFICO ANIMALI RANDAGI, INTERVENGA IL MINISTERO DELL’AMBIENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;a style=&quot;MARGIN-BOTTOM: 1em; FLOAT: left; CLEAR: left; MARGIN-RIGHT: 1em&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhwFHpDCtquyBDeJvbmXgZaNTGCwuO71vupT1I-YN3reOqk5M8VViGJEtTkfqQ3qdSMMOVgaTtZ7-EZ2tlGgpmc3-YjigxGB1_BUslCk9uyYN_iKzrE6fv1ItlbtbNhST-jjWnkqwsyrazP/s1600/scilipoti.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Roma 14/04/2010 - “Siamo sempre stati contro il traffico di animali randagi dal nostro Paese verso l’Europa del Centro-Nord; il Governo si muova con maggiore attenzione al fenomeno e con una rigorosa applicazione delle leggi esistenti”. Così l’On. Scilipoti con riferimento al traffico illegale dei randagi. “Le ultime informazioni mostrano che si sono scatenate campagne diffamatorie contro l’Italia, soprattutto da parte delle organizzazioni straniere coinvolte. Con stupore - prosegue il Deputato idv - veniamo&lt;a name=&quot;more&quot;&gt;&lt;/a&gt;ora a conoscenza del fatto che il Ministero della Salute sta elaborando un protocollo di sostanziale legalizzazione di tali traffici, inserendo addirittura le esportazioni di massa, travestite da adozioni, nel sistema TRACES dei trasporti commerciali di animali. Ci opponiamo fermamente a simili compromessi che disattendono i doveri istituzionali e umiliano il nostro Paese, a tal proposito – conclude Scilipoti - invitiamo il Ministero a recedere da tale progetto e a lavorare piuttosto per il rispetto della legalità, integrando con serie disposizioni il DdL di ratifica della Convenzione di Strasburgo”.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;On. Domenico Scilipoti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2010/04/scilipoti-idv-traffico-animali-randagi.html&quot;&gt;http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2010/04/scilipoti-idv-traffico-animali-randagi.html&lt;/a&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/scilipoti-niente-compromessi-umilianti.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiSLpQwbYmdw5JhQ2ClW3xdvszvgA1asmCZOnrERy20bYB7_zDBsZp0kxMKv9XwMAVdJe-chzAcLqurtG8FOBYQ89ifGdWSgPqMVcmbPKQB4lOXEdOM1qo0FiCli1jSSj5JmP4L3uFXGtA/s72-c/img_scilipoti.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-8962608371775075325</guid><pubDate>Thu, 15 Apr 2010 20:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-15T22:12:01.767+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Procedure condivise… da chi?</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvuCU8i3lDAkt-atsnqMlX3Lwua2gaJUndbWoY_Flq9jXCcs426vkX8-mtihcJ95v4KII3GF1Nu6GwYEwn7n75-TcwobNNVc4PCS9vrG0eTcO1jaOdNwrXY2Lqka6V-B3lGLPZyyx3v_w/s1600/trecarte.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 307px; DISPLAY: block; HEIGHT: 230px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5460458783337622642&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvuCU8i3lDAkt-atsnqMlX3Lwua2gaJUndbWoY_Flq9jXCcs426vkX8-mtihcJ95v4KII3GF1Nu6GwYEwn7n75-TcwobNNVc4PCS9vrG0eTcO1jaOdNwrXY2Lqka6V-B3lGLPZyyx3v_w/s400/trecarte.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;em&gt;Gentili sig.ri,&lt;br /&gt;si ritrasmette la procedura in oggetto nella quale sono state recepite le osservazioni alla bozza preliminare. (l’ultima osservazione è del 24 febbraio 2010).&lt;br /&gt;Sulla base dei contenuti della stessa sono state predisposte le lettere di richiesta collaborazione alle Ambasciate dei Paesi individuati (Germania, Svizzera, Austria, Svezia ecc.) per giungere ad un accordo e fissare un protocollo bilaterale.&lt;br /&gt;Eventuali aggiornamenti  consecutivi vi saranno comunicati.&lt;br /&gt;Distinti saluti.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dott. Giandomenico Di Vito&lt;br /&gt;Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti&lt;br /&gt;Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario&lt;br /&gt;Ufficio VI – Benessere Animale&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;Oggetto :&lt;/strong&gt; Procedura per la movimentazione di cani dai rifugi italiani per pratiche di adozione&lt;br /&gt;                  internazionale, condivisa ed elaborata, in base alle aspettative emerse nel corso della&lt;br /&gt;                  riunione del 19 novembre 2009 e alle osservazioni formulate dal gruppo di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La movimentazione di animali può avvenire solo ad opera di Associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali Associazioni, onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali, devono comunicare per iscritto al Servizio Veterinario ASL competente per territorio che effettuano o intendono effettuare adozioni al di fuori del territorio nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli animali movimentati devono obbligatoriamente essere identificati  con microchip e iscritti all’Anagrafe Canina nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli animali movimentati devono essere muniti del Passaporto comunitario previsto dal regolamento (CE) n.998/2003, recante l’attestazione sanitaria della avvenuta vaccinazione antirabbica e di eventuali trattamenti antiparassitari richiesti dal Paese di destinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ogni movimentazione le Associazioni, onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali devono fare, con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla partenza degli animali, una comunicazione all’ASL territorialmente competente, specificando le generalità dell’Associazione ricevente e del privato cittadino che adotterà l’animale, il numero del relativo microchip e del Passaporto comunitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ogni movimentazione, comunicata conformemente al precedente punto 5, il Servizio Veterinario della ASL territorialmente competente provvederà a rilasciare la certificazione sanitaria, che può essere cumulativa nel caso di più animali, conforme alla Direttiva 92/65 CE (Allegato E parte I) e a produrre il relativo messaggio TRACES (riportando nella parte I del TRACES, alla casella I. 31, il numero di ogni singolo passaporto e microchip) per l’Autorità sanitaria del Paese di destinazione; per tale scopo è necessario che le strutture di partenza e, parimenti, quelle di arrivo siano accreditate nell’ambito del citato sistema TRACES.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ogni animale oggetto della movimentazione deve essere garantita, a cura dell’Associazione o privato cittadino che adotta l’animale, l’iscrizione nelle anagrafi o banche dati attivate nei Paesi di destinazione; tale adempimento comporta il coinvolgimento, per le dovute verifiche, delle Autorità di controllo del Paese di destinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annualmente i Servizi Veterinari territorialmente competenti, tramite i Servizi Veterinari delle Regioni e Province autonome, trasmettono, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, un resoconto di tali movimentazioni al Ministero della Salute - Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La procedura prevista può essere completamente applicata soltanto attraverso la collaborazione con le Autorità competenti del Paese di destinazione (Germania, Austria, ecc.) alle quali viene proposto un protocollo bilaterale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In via preliminare, prima che la procedura diventi operativa, è opportuno acquisire l’elenco delle Associazioni di protezione ufficialmente riconosciute nei Paesi comunitari di destinazione nonché l’elenco delle strutture accreditate nell’ambito del sistema TRACES, autorizzate a ricevere gli animali in questione, per permettere la corretta predisposizione e la trasmissione dell’informazione da parte delle autorità italiane di cui trattasi&lt;br /&gt;Si richiama, infine, l’importanza del punto 7, l’applicazione del quale risulta indispensabile per consentire la piena e sicura rintracciabilità degli animali; su tale aspetto deve essere, quindi, assicurata la collaborazione delle Autorità di controllo del Paese di destinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermo restando che, il trasferimento dei cani per l’adozione in altri Paesi non debba essere incentivato in quanto non rappresenta la soluzione al problema randagismo questa Amministrazione ritiene che,  tale pratica, può essere consentita solo se eseguita secondo una procedura condivisa e conforme alla normativa vigente.&lt;br /&gt;Solo in questo modo, la movimentazione degli animali  può essere controllata e  ridimensionata mentre, l’adozione di altre misure già previste quali, l’identificazione, la registrazione in anagrafe e la sterilizzazione, possono contribuire significativamente alla riduzione e al contenimento del randagismo.&lt;br /&gt;Infine, qualora non si riesca ad ottenere sufficienti garanzie da parte delle Autorità competenti dei Paesi di destinazione, si provvederà ad adottare tutte le opportune misure al fine di bloccare definitivamente tale movimentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso, care Grandi Associazioni, dopo questo capolavoro di piroette su una punta di spillo, giacché tale è la consistenza sostanziale e giuridica del punto di partenza  (a proposito: divertentissima soprattutto la parte finale del documento), adesso cosa intendete raccontare ai vostri iscritti e soprattutto alle migliaia di cittadini che hanno firmato tutt’altro, aderendo alla petizione “Ti deporto a fare un giro”, fidandosi del vostro nome? Vorrete piroettare anche voi, aspettando che, voi condiscendenti, si consumi questo tradimento delle nostre conquiste legislative e della nostra dignità nazionale… per poi dire magari che non siete d’accordo? Chi vi crederà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unaecoanimali.it/&quot;&gt;http://www.unaecoanimali.it&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/procedure-condivise-da-chi.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvuCU8i3lDAkt-atsnqMlX3Lwua2gaJUndbWoY_Flq9jXCcs426vkX8-mtihcJ95v4KII3GF1Nu6GwYEwn7n75-TcwobNNVc4PCS9vrG0eTcO1jaOdNwrXY2Lqka6V-B3lGLPZyyx3v_w/s72-c/trecarte.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-8707821893674682315</guid><pubDate>Thu, 15 Apr 2010 19:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-15T22:07:32.150+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>UAI: no alla “regolamentazione” delle esportazioni</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZDubrP0CK-_QvUyUQUD4HMH91iRpVqP-fBfiM3pkOj-BnFd3PkfDozn9Rk8UtNrSq55Pnxn8-77eqeITJSDzpvbm3tPDsy7tKlZUVBmBSICzHlxD3avlIUZYn5H9F5imccQMAA-FW7js/s1600/trash-can.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 319px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5460456722991115298&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZDubrP0CK-_QvUyUQUD4HMH91iRpVqP-fBfiM3pkOj-BnFd3PkfDozn9Rk8UtNrSq55Pnxn8-77eqeITJSDzpvbm3tPDsy7tKlZUVBmBSICzHlxD3avlIUZYn5H9F5imccQMAA-FW7js/s400/trash-can.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; La UAI (Unione Antivivisezionista Italiana), presente al tavolo di lavoro del Ministero della Salute che sta elaborando un protocollo di “regolamentazione” delle esportazioni di cani randagi, ha inviato una nota sia al ministro Fazio sia alla sottosegretaria Martini per ribadire e nuovamente motivare il suo pieno dissenso.&lt;br /&gt;Milano, 21 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con riferimento alla comunicazione inviataci il 28/01/10 dal Vs. Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario - Uff. VI Benessere Animale, con la presente ribadisco il mio più totale dissenso e la mia vivissima preoccupazione per l&#39;intenzione espressa dai Vostri funzionari di voler emanare disposizioni miranti a &quot;regolamentare la movimentazione di cani da rifugi italiani verso paesi europei per pratiche di adozioni internazionali&quot;.&lt;br /&gt;Lo scopo dichiarato dell&#39;iniziativa sarebbe quello di garantire una &quot;tracciabilità&quot; degli animali e di avere adeguate assicurazioni sulla loro destinazione&quot;.&lt;br /&gt;Come già dichiarato alla riunione indetta al Ministero il 19/11/09 (riunione alla quale erano stati invitati solo alcuni veterinari regionali, ENPA, LAV, Lega del Cane e Lega Pro Animale) la nostra associazione, che conta 35.000 iscritti, notoriamente contraria da anni all&#39;esportazione di randagi, non era stata convocata e ha potuto ottenere un invito solo grazie all&#39;interessamento di un Senatore.&lt;br /&gt;Con la presente, nella mia qualità di consigliera delegata dalla Associazione UAI-Unione Antivivisezionista Italiana dichiaro di ritenere in tutta coscienza che il Ministro della Salute ed i suoi collaboratori non debbano e non possano legalizzare con un provvedimento del genere una iniziativa che contrasta con la legislazione vigente e che sia invece auspicabile un rinnovato forte impegno per pretendere ed ottenere finalmente l&#39;applicazione della normativa vigente nel nostro Paese, ancora largamente disattesa in molte aree (Legge 281 agosto 91 e relative Leggi regionali). Solo obbligando Regioni, Comuni e Autorità Sanitarie competenti a fare il proprio dovere, prevedendo controlli e prendendo provvedimenti nei confronti degli inadempienti, anche con denunce per omissione d&#39;atti d&#39;ufficio, illeciti amministrativi, malgoverno o maltrattamento degli animali, si potrà parlare di tutela degli animali e prevenzione del randagismo.&lt;br /&gt;L&#39;inosservanza dell&#39;obbligo d&#39;iscrizione dei cani all&#39;anagrafe canina, la mancata sterilizzazione, la pressione di molte amministrazioni ad inventare soluzioni alternative alla custodia e mantenimento dei cani (che coincide con l&#39;interesse di molti soggetti pronti a prelevare animali da ogni dove, a costo zero, per intermediarli attraverso vari canali, per i vari scopi) ha fatto sì che negli ultimi anni siano svaniti nel nulla decine di migliaia di cani e gatti.&lt;br /&gt;Un provvedimento come quello che è stato prospettato rappresenterebbe solo un escamotage per lasciare svuotare canili e rifugi compiacenti, eliminando costi e responsabilità, sia delle varie Autorità competenti, sia dei gestori, senza peraltro fornire garanzie di alcun tipo per la salvezza degli animali, ma favorendo semplicemente operazioni poco trasparenti a danno degli stessi.&lt;br /&gt;La “tracciabilità&quot; dei trasporti che vorrebbe essere studiata &quot;adattando&quot; allo scopo la Direttiva 92/65 in modo tra l&#39;altro di potere fare carichi ingenti (trasporti superiori a 5 cani non sono infatti contemplati dal Regolamento CE 998/2003) garantirebbe (nel caso di trasferimenti alla luce del sole e non clandestini come sinora spesso accaduto) la sola identificazione dei luoghi di partenza e delle stazioni d&#39;arrivo all&#39;estero dei cani che, una volta &quot;ceduti&quot; ai riceventi, potranno da questi ultimi essere destinati a chicchessia e per qualsiasi scopo, senza possibilità reale di controllo da parte di autorità o protezionisti italiani.&lt;br /&gt;La cessione, la extraterritorialità e il sinora sempre evocato diritto alla privacy da parte degli intermediari italiani e dei destinatari esteri non consentiranno di sapere che fine faranno realmente i nostri cani, diventati merce da esportare con il sistema TRACES, usato per gli animali da reddito (vedi appunto Direttiva 92/65).&lt;br /&gt;Si tratterebbe di regolamentare un vero e proprio commercio di randagi e il conseguente &quot;abbandono&quot; dei nostri cani in paesi dove, tra l&#39;altro, vigono leggi molto permissive in fatto di eutanasia (vedi problemi comportamentalil malattie trasmissibili, ecc.) e in materia di sperimentazione (si ricorda che in Germania ad esempio alcuni esperimenti non hanno bisogno di autorizzazione preventiva e possono essere solo “segnalati&quot; e che nei laboratori finiscono anche animali provenienti da rifugi. Non va poi dimenticato che in Germania un privato cittadino può cedere il proprio animale malato ai laboratori.&lt;br /&gt;Non è pertanto possibile credere di potere ottenere che, con queste premesse e con questi aspetti commerciali del problema, Autorità Pubbliche dei Paesi Europei nei quali verrebbero esportati i nostri randagi accettino (sulla base delle nostre normative) obblighi di controllo attinenti alla destinazione finale dei cani e alla protezione degli stessi per garantirci che ad essi non accadrà&lt;br /&gt;nulla di male. Perché dovrebbero farlo? Perché uno Stato straniero dovrebbe farsi carico d&#39;accogliere, mantenere, curare e proteggere migliaia di cani, intermediati da organizzazioni di vario tipo, provenienti oltre che dall’Italia, da Grecia, Portogallo, Spagna, Turchia, Serbia, Ungheria, Polonia, Romania, Africa del nord, Asia, Paesi dell’Europa dell&#39;est, isole mediterranee, isole atlantiche, Colombia ecc. ecc., se la cosa rappresentasse solo costi per la &quot;vigilanza&quot; e costi per la &quot;gestione&quot; senza altro scopo?&lt;br /&gt;Ci risulta molto difficile allontanare &quot;i cattivi pensieri&quot; anche perché dal punto di vista sanitario tali paesi dovrebbero porsi , come già accade, serie domande e provvedere a fare seri e costosi controlli sanitari, visto che ad esempio più di una volta i furgoni pieni di cani fermati in Italia o alla frontiera trasportavano animali accompagnati da falsi libretti, attestati di vaccinazioni in realtà mai fatte o retrodatate (vedi antirabbica), portatori di gravi malattie anche trasmissibili. Tali animali non certo ambiti per eventuali &quot;adozioni contro offerta&quot; potrebbero essere soppressi o ceduti alla ricerca perché la loro &quot;cura&quot; rappresenterebbe solo costi elevati che &quot;non pagano&quot;. Va poi considerato che dal momento del passaggio alla frontiera i nostri cani saranno sottoposti solo alle leggi vigenti del Paese di destino, il che non ci lascia per nulla tranquilli poiché da quel momento non saranno possibili interventi o controlli da parte delle Autorità o delle Associazioni Italiane, salvo rogatorie internazionali della cui inefficacia abbiamo più volte avuto prova.&lt;br /&gt;Ai Veterinari ASL italiani che volessero fugare per conto terzi qualche dubbio verrà forse offerto un viaggio con soggiorno di due giorni (a spese di chi, e con quale incarico fuori dalla loro competenza territoriale?) per visite pilotate dalle quali torneranno senza avere in sostanza verificato alcunché (è già successo e i loro racconti non hanno convinto nessuno).&lt;br /&gt;Un provvedimento come quello che codesto Ministero si appresta a predisporre renderebbe di fatto impossibile recuperare qualsiasi animale, neppure per restituirlo al suo legittimo proprietario, che avrebbe il diritto di rientrare in possesso del &quot;bene&quot; per un anno dal momento della perdita per furto o smarrimento.&lt;br /&gt;In Germania (Paese da VV.SS. indicato tra altri come luogo di destinazione dei cani) non esiste anagrafe canina pubblica quindi non vi è obbligo d&#39;iscrizione del cane (tranne che per alcune razze e tipologie ); esiste solo la possibilità di registrare il proprio animale ad anagrafi di tipo privato (TASSO - Deutsches Haustier Register DTSB) quindi, ammesso che un nostro randagio venga effettivamente ceduto a terzi, ammesso che gli venga lasciato il microchip che avrebbe dovuto avere alla partenza (e che questo non gli venga successivamente tolto dichiarando &quot;morto&quot; il cane, come sempre succede per i cani rubati) sappiamo che sarà comunque impossibile indagare in Germania su passaggi di proprietà dei cani; la stessa cosa dicasi per altri Paesi nei quali potrebbero finire i nostri animali.&lt;br /&gt;Per nulla tranquilli ci lascia poi il capitolo 111 della famosa Convenzione Europea, recentemente recepita dall&#39;Italia, che dall&#39;art. 12 cita:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capitolo III articolo 12 - Riduzione del numero di animali randagi&lt;br /&gt;Quando una Parte ritiene che il numero di animali randagi rappresenta un problema per detta Parte, essa deve adottare le misure legislative e/o amministrative necessarie a ridurre tale numero con metodi che non causino dolori, sofferenze o angosce che potrebbero essere evitate.&lt;br /&gt;a) Tali misure debbono comportare che: 1. se questi animali debbono essere catturati, ciò sia fatto con il minimo di sofferenze fisiche e morali tenendo conto della natura dell&#39;animale; 2. nel caso che gli animali catturati siano tenuti o uccisi, ciò sia fatto in conformità con i principi della presente Convenzione.&lt;br /&gt;La nostra legge n. 281 del 1991 e la legge 189 del 2004 dicono cose molto diverse, ben in contrasto con tale articolo che dà licenza di uccidere se vi è un sovrannumero! Tutto questo deve fare riflettere soprattutto i protezionisti e anche le Autorità che pretendono di agire con il loro consenso.&lt;br /&gt;Le ulteriori altre informazioni dovrebbero fare riflettere chi si appresta a legalizzare l&#39;esportazione dei nostri cani:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;pericolo che una disposizione di questo tipo, rivestendo carattere commerciale, attiri l&#39;attenzione di nuovi altri soggetti, veri e propri commercianti, neppure bisognosi di spacciarsi per protezionisti, pronti a cercare facili guadagni visto che la merce sarebbe a costo zero; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;crisi in Germania con conseguenti abbandoni di animali per difficoltà economiche; conseguente difficoltà ad esempio del DTSB [Deutsche Tierschutzbund] a gestire più di 500 canili sovraffollati e appello dello stesso alle Autorità per ottenere aiuti statali da prevedersi nella loro &quot;finanziaria, con previsioni dichiarate di non poter garantire la continuità dell&#39;assistenza oltre i prossimi 16 mesi se le cose non cambieranno; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;se vi fosse veramente la capacità da parte di associazioni protezioniste tedesche di assorbire decine di migliaia di cani provenienti dai Paesi definiti incivili, sottosviluppati e torturatori di animali (precedentemente indicati) i canili tedeschi dovrebbero essere vuoti perché per logica i cittadini zoofili tedeschi prima di andare a cercare &quot;adottandi&quot; all&#39;estero salverebbero i loro cani e &quot;qualcuno&quot; non avrebbe bisogno di continui &quot;flussi&quot; da mettere su particolari siti internet per l&#39;intermediazione &quot;contro offerta&quot; (dai 250 ai 400 € a cane!) con appelli lacrimevoli; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;provvedimento del Governo Greco per impedire l&#39;esportazione dei loro randagi. Qualcuno alla riunione ha avuto il coraggio di obiettare che tale provvedimento non è legale perché con il Schengen [accordo di Schengen] nessuno può impedire la &quot;libera circolazione delle merci&quot; nella Comunità; in effetti per molti di coloro che prelevano cani in numero elevato gli stessi son solo merce, cosa che per noi non sarà mai; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;fenomeno &quot;staffette/stalli&quot; assolutamente fuori controllo con movimentazione di cani e gatti (da sud a nord) spesso malati che causano tragedie in rifugi. Tali animali non sempre trovano adozioni vista la leggerezza con cui vengono intermediati e spesso finiscono nelle filìere dell&#39;esportazione. Il numero elevato di soggetti trasportati e le offerte che vengono chieste agli adottanti per coprire spese di viaggio e di presunte spese veterinarie in taluni casi fanno anche pensare ad una attività. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;REACH: nei prossimi anni 100.000 sostanze chimiche (molte delle quali già sul mercato) verranno testate o ritestate per verificarne la pericolosità. E&#39; previsto l&#39;utilizzo di milioni di animali (cani e gatti compresi). &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo la riunione una funzionaria del ministro sosteneva che per la sperimentazione e la vivisezione vengono usati solo &quot;beagle&quot; appositamente allevati (come a dire che per i nostri randagi/meticci il pericolo di finire in certi canali non esisterebbe). Quando le ho detto che non era vero, ha ammesso che per le ricerche su malattie cardiache, renali, oncologiche, metaboliche, del sistema immunitario, degli organi interni, muscoloscheletriche, neurologiche, per sperimentazioni chirurgiche, ortopediche, trapianti, applicazioni di valvole, protesi ecc. ecc. va benissimo qualsiasi tipo di cane o gatto. Ha anche ammesso di sapere che i meticci o cani di diversa provenienza costano meno e anche che sono più indicati per esperimenti per i quali si richiede l&#39;utilizzo di animali con caratteristiche genetiche differenti.&lt;br /&gt;Dal tenore della Vs. comunicazione e dal testo reso pubblico dall&#39;ANMVI con la risposta alla interpellanza dell’On. Mancuso deduciamo che siete intenzionati a procedere nel progetto di emanare il provvedimento che regolamenti l&#39;espatrio dei nostri randagi presenti in canili e rifugi (e tanti altri cani che vengono abbandonati, rubati, persi, ceduti in buona fede e che verranno, come già succede, raccattati per lo stesso scopo).&lt;br /&gt;Ci auguriamo che abbiate un doveroso ripensamento e che non siate sostenuti da Responsabili dei Serv. Veterinari ( i quali sanno benissimo che là dove la legge viene rispettata ed applicata e vi è sinergia tra le Autorità locali e serie Associazioni le cose funzionano molto bene e il problema randagismo viene affrontato con buoni risultati).&lt;br /&gt;Mi auguro anche che le Associazioni protezioniste italiane (da Voi coinvolte, per usare un Vs. termine, e presenti alla riunione nel 19/11/09: ENPA LAV e Lega del cane) vorranno rendere pubblica la loro dissociazione da una iniziativa del genere, dopo avere raccolto il parere delle loro &quot;basi&quot; che senz&#39;altro non vorranno rendersi responsabili di. mandare i nostri animali incontro a un destino incerto e proprio per questo pericoloso, quindi contrario agli scopi statutari.&lt;br /&gt;Se così non sarà le Autorità saranno le prime a dare il cattivo esempio, trovando scappatoie che consentono d&#39;eludere la legge e le Associazioni che condivideranno il progetto dovranno rendere pubblica la loro posizione, decidendo liberamente di rischiare, sulla pelle degli animali, un giudizio di condanna da parte dei loro iscritti e simpatizzanti e della gente comune, stanchi di sostenere campagne, raccolte di fondi e di firme che potrebbero sembrare solo ricerche di nuovi consensi per rafforzare la propria immagine e il peso politico.&lt;br /&gt;Se così non sarà gli &quot;eletti&quot; avranno perso una buona occasione per non deludere le aspettative e l&#39;impegno di protezionisti e comuni cittadini che credono nella legalità e nel progresso della sensibilità pubblica e privata.&lt;br /&gt;Concludo osservando che il &quot;progetto&quot; risulta essere in palese contraddizione con quanto da VV. SS. disposto con l&#39;ordinanza del 16/07/09 (non allontanamento dei cani dalle aree di pertinenza) promossa e tutt&#39;ora sostenuta da questo Ministero.&lt;br /&gt;Tanto vi scrivo nella speranza che le informazioni fornite e che con ogni probabilità, pur essendo a disposizione dei Vs. uffici non vi sono pervenute, possano indurre ad un proficuo ripensamento e bloccare l&#39;iniziativa.&lt;br /&gt;Distinti saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Angela Beduschi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi contemporaneamente, il Ministero ha inviato ai partecipanti al tavolo di lavoro la procedura “condivisa ed elaborata in base alle aspettative emerse nel corso della riunione del 19 novembre 2009 e alle osservazioni formulate dal gruppo di lavoro” formato dai rappresentanti di alcune Regioni e, oltre alla non desiderata UAI, da Lega Pro Animale (guarda guarda), ENPA, LAV e Lega del Cane. Dubitiamo che ce ne siano state, a giudicare dal post che segue. Ma, dopo il precedente della prima riunione, mentiremmo se dicessimo che ce ne aspettavamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unacremona.it/UAIminsal.pdf&quot;&gt;http://www.unacremona.it/UAIminsal.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/uai-no-alla-regolamentazione-delle.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZDubrP0CK-_QvUyUQUD4HMH91iRpVqP-fBfiM3pkOj-BnFd3PkfDozn9Rk8UtNrSq55Pnxn8-77eqeITJSDzpvbm3tPDsy7tKlZUVBmBSICzHlxD3avlIUZYn5H9F5imccQMAA-FW7js/s72-c/trash-can.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-8246260216325603612</guid><pubDate>Fri, 09 Apr 2010 05:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-09T07:17:19.351+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Comunicato UNA Civitanova: I rigattieri del randagismo 3</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiEIceUuuZicQvMa5fOhZZ7JjCzRbVz5f2X4B3t6ICI0pkFThCQ1f-4sRdMUE5MF4ArKIXgEm2N91hLAbqbd-gfXOeA0pBu3nl8DpiA0pLrTSjzhc5-KHVU6hV0n2hfkaO4zrUNGkLLC9c/s1600/rigattieri%25203.png&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 301px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5458002161743197618&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiEIceUuuZicQvMa5fOhZZ7JjCzRbVz5f2X4B3t6ICI0pkFThCQ1f-4sRdMUE5MF4ArKIXgEm2N91hLAbqbd-gfXOeA0pBu3nl8DpiA0pLrTSjzhc5-KHVU6hV0n2hfkaO4zrUNGkLLC9c/s400/rigattieri%25203.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Certo, la Germania e l’Italia sono diverse nel modo di far fronte sul posto all’abbandono e al randagismo. La prima non ha tanti randagi autoctoni quanti la seconda, e la ragione è semplice: la prima applica le sue leggi che prescrivono il ricorso alla soppressione, la seconda non applica a dovere le sue, ben più avanzate ma ben più impegnative, che si sono lasciate alle spalle questo vantaggioso ma barbaro espediente e lo sostituiscono con la prevenzione, l’incentivo alla sterilizzazione, l’anagrafe canina pubblica e obbligatoria. Diciamo che dal punto di vista di una moderna tutela degli animali entrambe sono in difetto, la prima per sua decisione, la seconda per sua inadempienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è, sempre sul piano ufficiale, una diversità più profonda: al pari di altri Paesi, la Germania, in armonia con le esigenze del suo modello di sviluppo economico, lascia un enorme spazio gestionale al settore privato e alle logiche di mercato; in Italia invece qualunque attività che si definisca di tutela degli animali discende, è riconducibile a – o è controllata da – una funzione PUBBLICA. Tutto ciò non è, non deve essere per noi senza significato. Anche se nella pratica non possiamo non constatare che il modello “europeo” dell’impresa privata, con il suo peso, le sue seduzioni e i suoi ricatti, passa agevolmente le frontiere, affascina gli impreparati e attira gli intraprendenti, scivola e s’insinua fra le pieghe della legge e al bisogno la elude, riuscendo a creare anche alleanze insospettate grazie alle scorciatoie che propone a istituzioni pubbliche alle prese con doveri scomodi. E parliamo, tanto per esser chiari, del frequente abbandono degli animali tanto a gestori privati con pochi scrupoli quanto a raggruppamenti improvvisati, privi di retroterra culturale e di senso della legalità: soggetti, tutti, che per una ragione o per l’altra finiscono per divenire validi collaboratori del saccheggio organizzato del nostro territorio e del nostro prezioso patrimonio legislativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In verità, chi si presenta dall’estero a prelevare carichi di animali conserva in genere un approccio abbastanza disinvolto alle leggi del suo proprio Paese, per non parlare di quelle europee; e una voluta, pervicace noncuranza (da trasformare all’occorrenza in disprezzo palese e impunito…) verso le regole del Paese di rifornimento. Perché dovrebbe essere altrimenti, quando l’esempio viene da chi dovrebbe rispettarle e farle rispettare? Ciononostante, ci è capitato d’imbatterci in lamentele come questa: “Con un po’ di difficoltà abbiamo risolto le formalità che si devono seguire per lo Stato italiano se si vogliono portare cani all&#39;estero (formalità che si devono seguire in tutta l’Unione Europea, N.d.R.). È strano. Se i cani in Italia crepano, non importa a nessuno, ma se devono andare in Germania, allora si creano problemi a non finire agli animalisti tedeschi” (Tierrundschau – Zeitung der Tierschutzliga Deutschland, 61). Messa da parte l’ovvia destinazione a un pubblico disinformato, rimane il mugugno sprezzante perfino su quello che è in realtà l’escamotage paradossalmente più “legale” praticato nei prelievi: l’affido, formalmente ineccepibile se estrapolato dal contesto, a persone fisiche che ne beneficiano come privati cittadini, per poi però tornare in patria come semplici prestanome delle loro organizzazioni e destinare l’animale alla vendita. Il tutto in dispregio dell’unica legge che regoli il movimento NON COMMERCIALE degli animali da compagnia: il Regolamento Europeo 998/2003, che è quello che si applica agli spostamenti nel territorio dell’Unione di qualunque proprietario con l’animale che gli appartiene e che è destinato a vivere con lui. Fino a quando si vuol continuare a rifutare di ammettere che questi affidi, atti pubblici nel nostro Paese, sono la maschera italiana di un commercio normalmente praticato all’estero: una maschera necessaria solo finché ci si trova sul nostro territorio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché stupirci? Il “sistema europeo”, tutto privato e incontrollato, impera già in Italia nel vorticoso movimento di animali che non di rado confluisce nei canali di esportazione: nei trasferimenti disinvolti dal Sud al Nord e non solo, dall’estero all’Italia e non solo, con l’impiego di prestanome, microchippature occasionali, libretti sanitari di fortuna, staffette, punti di raccolta e stallo, smistamenti ai caselli autostradali, destino spesso incerto – e non di rado pericoloso – per gli animali. Basta fare un giro fra appelli e corrispondenze dei cosiddetti “volontari” per rendersi conto che si tratta di vere e proprie attività, con un impiego quasi totale del tempo di chi vi si dedica. Ma sono attività che lasciano il randagismo al Sud sempre nuovo e sempre immutato come la tela di Penelope, e, per dirla tutta, siamo giunti a domandarci se abbiano anche un rapporto con il recente, improvviso impennarsi degli ingressi nei canili del centro-nord. La buttiamo lì: siamo sicuri che se questi cani potessero parlare parlerebbero con l’accento del luogo…?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una qualche forma di commercio anche dietro tutto ciò? Non lo sappiamo (se sì, non sappiamo in che misura e percentuale): altro non possiamo dire per ora. Ciò che ci colpisce, anche e soprattutto nei non pochi della cui buona fede non vogliamo dubitare, è la sostituzione totale di una formazione professionale, giuridica e civica con una spinta autoreferenziale di improvvisazione e di impreparazione che li porta purtroppo a collaborare, più o meno inconsapevolmente, con organizzazioni ben più coscienti di ciò che fanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un esempio recente: la femmina incrocio collie paraplegica, chiamata Cipollina, ospitata fino a qualche tempo fa nel rifugio di Tolentino di nuova gestione. Dopo molti appelli in rete e dopo contatti procurati, sembra, da generosi intermediari, “il miracolo è avvenuto”: la cagna è stata portata tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo (con procedura diretta di affido, e a chi? o con passaggi d’intestazione successivi?) in “una meravigliosa oasi nella Maremma toscana, gestita da una signora tedesca che ospita solo animali menomati fisicamente… Insomma… per Cipollina c’è stato il lieto fine” (Corriere Adriatico). Per la cronaca, la signora in questione gestisce in realtà uno dei più grandi punti di raccolta a fini di esportazione dell’Italia centrale, che incamera e smista animali giovani e anziani, sani e malati, da buona parte del territorio nazionale, dalla Spagna e dall’Est, e si qualifica “partner operante in collaborazione” con la potente ETN, l’organizzazione tedesca che ha lanciato di recente, in sostegno alle esportazioni, una vasta e violenta campagna contro l’Italia. Per inciso, l’ETN era destinataria di uno dei più grossi carichi di randagi spagnoli fermati recentemente in Germania per le spaventose condizioni di trasporto e per gli illeciti nella documentazione. Ora, chi si è messo in contatto con la suddetta signora per averne visto, come dichiara, il sito web non poteva ignorare di che cosa si occupasse. Vorremmo con tutto il cuore che ignorasse che la signora, mentre dava risposta favorevole al suo appello, diffondeva dati, storia e foto della cagna ai suoi collaboratori a nord delle Alpi, dichiarando lacrimevolmente di non potersi accollare tutti i casi di emergenza che le si presentano. Lo vorremmo, perché se così non fosse ci si dovrebbe chiedere perché mai abbia riferito alla stampa che la vicenda di Cipollina aveva trovato in Toscana un lieto fine e non magari una rapida tappa di transito. Forse ignora comunque, o forse no, che la signora non si è trattenuta dall’esprimere ai suoi partner – come da copione – apprezzamenti poco lusinghieri, ma molto funzionali all’uopo, sulle cure prestate all’animale dalla Facoltà di Veterinaria di Camerino e sul canile stesso di Tolentino. Questo è in genere il preludio degli attingimenti – o forse non è già più un preludio? Solo il canile di Tolentino può dirlo. Certo, a questo punto saremmo curiosi di sapere dove sia Cipollina, che non compare nei pur quasi quotidiani aggiornamenti in rete degli ingressi nella meravigliosa oasi; e, qualora fosse lì, se e quanto vi resterà. Ma questa, della quale, ripetiamo, il caso è solo un esempio, è materia spettante a chi è investito della pubblica funzione di tutela degli animali e semmai, per sua delega, a chi più direttamente deve occuparsi dell’applicazione saggia e corretta della lettera e dello spirito della normativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacché, sia chiaro, l’adozione internazionale non è preclusa, ferme restando l’autonomia decisionale di Regioni, Province e Comuni e la valutazione degli addetti al benessere degli animali tenuti in custodia. Deve trattarsi, s’intende, di adozione: cioè dell’affido, integrato dai necessari e reali controlli di cui si fa promotrice la circolare Veronesi del 2001, a persona che si presenti sul luogo e sottoscriva l’impegno a prendere con sé – definitivamente e senza secondi fini – e a detenere presso il proprio domicilio l’animale desiderato, trattandolo secondo i suoi bisogni materiali ed etologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È al fine del benessere animale, di cui è parte l’affido responsabile, che la comunità, tramite le istituzioni, investe pubblico denaro, pubbliche energie e pubblica progettualità. A questo stesso fine si costituiscono associazioni senza fini di lucro, che con l’atto stesso dell’iscrizione agli Albi regionali si impegnano a collaborare rigorosamente all’applicazione delle leggi esistenti, al miglioramento del complesso normativo e alla sensibilizzazione della cittadinanza. L’associazionismo è una delle forme più alte di partecipazione responsabile alla gestione del patrimonio materiale e morale della comunità. Non ci sembra risponda a questi fini la gestione privata e spontaneistica, con o senza vantaggi, di pubbliche questioni e funzioni. Meno ancora ci sembra contemplata la sostanziale devoluzione dei fondi pubblici e delle pubbliche professionalità all’allestimento di veri e propri magazzini di animali di seconda mano, a disposizione di chi voglia prelevarne sistematicamente lotti da destinare al commercio sui mercati esteri (un commercio di sicura redditività, vista la gratuità – almeno ufficiale – del prelievo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di queste considerazioni sono forzatamente destinatarie anche le istituzioni, in particolare i Comuni, che in collaborazione con le autorità sanitarie sono i primi custodi e i primi esecutori della legge. Non siamo i soli a osservare quanto spesso i Comuni, a causa delle urgenze finanziarie, dello scarso appoggio legislativo e – spesso – di una mancata comprensione del problema, che ha spinto a sottovalutare le conseguenze di un comportamento negligente, eludano i loro compiti o abdichino decisamente al loro ruolo. Le leggi di tutela degli animali hanno bisogno, è vero, delle istituzioni per funzionare. Ma le istituzioni funzionano a loro volta se fruiscono della collaborazione, e all’occasione del controllo, del pungolo e della protesta fattiva dei cittadini. Che la tutela degli animali sia una difficile battaglia non è una novità: non ce ne occupiamo per divertimento né per placare, costi quel che costi, un impulso sentimentale, ma per rispetto degli animali e dei loro diritti, cioè per rispetto degli uomini e della società. È una battaglia di civiltà che può non essere di rapida risoluzione, ma dà certo migliori risultati se sono i cittadini, e soprattutto coloro che si impegnano ufficialmente, a non abdicare al loro ruolo: senza, che sia ben chiaro, approfittarne per accarezzare l’inerzia delle istituzioni col promettere di alleggerirle dei loro oneri, in realtà dei loro diritti e competenze. In questo consiste la nostra funzione pubblica, che va automaticamente in contrasto con qualsiasi prospettiva di gestione non chiara e non rigorosa del destino degli animali che ci sono affidati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se intendiamo assolvere a questa funzione senza facilonerie, scorciatoie o compromessi; se evitiamo di contribuire, a un ritmo che solo localmente sembra più o meno spicciolo, a ingrossare l’onda di un’oscura esportazione di massa; se rifiutiamo di ripararci dai nostri doveri dietro quel sentire subordinato e provinciale che molti si ostinano a coltivare contro ogni ragionevole verosimiglianza, UNA Civitanova è d’accordo. Certamente non è d’accordo con coloro che si rassegnano (o, peggio, si prestano) a svolgere il ruolo di chi fa svuotare la propria soffitta dai rigattieri del randagismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA Civitanova&lt;br /&gt;Wilma Maria Criscuoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unacivitanova.altervista.org/comunicato_unacivitanova.html&quot;&gt;http://www.unacivitanova.altervista.org/comunicato_unacivitanova.html&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_2742.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiEIceUuuZicQvMa5fOhZZ7JjCzRbVz5f2X4B3t6ICI0pkFThCQ1f-4sRdMUE5MF4ArKIXgEm2N91hLAbqbd-gfXOeA0pBu3nl8DpiA0pLrTSjzhc5-KHVU6hV0n2hfkaO4zrUNGkLLC9c/s72-c/rigattieri%25203.png" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-1745431895158375107</guid><pubDate>Fri, 09 Apr 2010 05:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-09T07:19:02.182+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Comunicato UNA Civitanova: I rigattieri del randagismo 2</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUkDsO6EZJuu3JQ6S9VQO0Svpp0mZr2RJ9V5tO98AsyMxpG2UBslEa4Aasdm17wmCvGuK1-A2JXcHUWkBMtt8aYWImAcB6cAtkzX8Wv8K4Ni5BjjGbVDyLelwW-eSVRxCfujAOWeG-m40/s1600/rigattieri%25202.bmp&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 260px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5458001105985335042&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUkDsO6EZJuu3JQ6S9VQO0Svpp0mZr2RJ9V5tO98AsyMxpG2UBslEa4Aasdm17wmCvGuK1-A2JXcHUWkBMtt8aYWImAcB6cAtkzX8Wv8K4Ni5BjjGbVDyLelwW-eSVRxCfujAOWeG-m40/s400/rigattieri%25202.bmp&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cercandola, converrà tenere presenti alcune circostanze che sono sotto gli occhi di tutti, solo a voler fruire di informazioni ampiamente disponibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutti i rifugi sono in crisi in Germania, semplicemente perché non è vero che, come viene detto alla e dalla signora Benigni, i canili siano esclusivamente comunali. Una rete fittissima di rifugi (Tierheime), parallela a quella pubblica, e di stalli (Pflegestelle) la cui fumosa condizione giuridica, testimoniata dai rapporti della TVT, è sotto l’esame delle autorità, prospera sotto la gestione di una miriade di organizzazioni piccole e grandi. Questi luoghi di detenzione degli animali non sono mai stracolmi, perché hanno un rapido ricambio: nonostante la crisi economica e i picchi dell’abbandono che affliggono la Germania non meno di qualunque altro Paese, arrivano a piazzare (termine che ci sembra più esatto di “affidare”) quantità di animali che avrebbero del miracoloso se le si inserisse nel normale meccanismo degli affidi. Ne sono un esempio i 2000 cani piazzati in sei anni, vantati dalla sola (ancora) piccola Hundeherzen e smistati attraverso un sistema di stalli. Gli animali importati vanno, beninteso, anche in rifugi comunali, nei quali può avvenire che siano soppressi, anche in blocco, secondo i criteri previsti dalla legge: per inaffidabilità dovuta al carattere o allo stress patito, per patologie infettive come le malattie mediterranee, che creano preoccupazione per il loro ovvio aumento in Germania... e così via (basta consultare gli Hundegesetze dei vari Länder).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Particolarmente esposti alla soppressione sono i cosiddetti Kampfhunde, i cani appartenenti a razze considerate pericolose. È vietata in tutto il territorio l’importazione di amstaff, bull terrier, pitbull, staffordshire bull terrier; per altre razze il divieto varia secondo il Land. Stiamo però parlando di razze: molti meticci importati, non censiti ovviamente fra di esse, possono rientrare nelle stesse caratteristiche psicofisiche e correre gli stessi rischi. I Kampfhunde sono i soli per i quali sia obbligatoria l’iscrizione a un’anagrafe canina privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania, come nel resto d’Europa, non esiste infatti anagrafe canina pubblica come in Italia. TASSO non è, come ci viene detto, “una sorta di anagrafe canina mondiale” che permetta di ritrovare un cane tedesco perso in Cile (visto il raggio d’affari di alcune grandi organizzazioni tedesche, consideriamo più probabile che un cane cileno scompaia in Germania): è soltanto una delle anagrafi private locali, alle quali, ripetiamo, l’iscrizione NON è obbligatoria. Esistono poi in rete database nei quali è possibile reperire i microchip di alcune anagrafi, compresa TASSO. Se chi compra un cane dalle organizzazioni importatrici assume – nel caso che sia una famiglia – l’impegno ad iscriverlo, e posto che lo rispetti, questo significa solo che i cani sono ceduti nella piena deregulation della trattativa privata: senza alcuno dei controlli pubblici prescritti dalla legge del nostro incivile Paese. E questo indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un’identificazione di partenza, sotto la quale infatti, se e quando vengono “affidati” regolarmente in Italia, rimangono assai spesso intestati nella nostra anagrafe alle persone che li hanno prelevati – a dimostrazione del fatto che l’affido italiano funge semplicemente da bolla di consegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto fra noi, l’esperienza di consultazione delle anagrafi private estere, spesso vana, ci insegna che moltissimi cani partiti dall’Italia anche con identificazione hanno poi seguito il destino di qualsiasi prodotto di consumo immesso sul mercato privato: sono entrati cioè nella piena e riservata disponibilità dell’acquirente, così come erano entrati in quella del venditore una volta usciti dal territorio italiano. Solo lui potrebbe, a sua decisione, mostrare l’esistenza in vita e il benessere dell’animale di sua proprietà. Ed è un libero privato in un Paese sovrano. Se le stesse organizzazioni importatrici esibiscono alle autorità italiane la “documentazione”, risibile agli occhi della legge, di qualche fotografia è solo perché, provenendo da un sistema diverso, altro non possono fornire – né possono concepire – che “prove” casalinghe di carattere privato. È solo un modo per dare qualche soddisfazione alle pretese un po’ bislacche di fornitori di cui ci si sforza di conservare la collaborazione. È una normale, comprensibilissima strategia commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In margine: poiché ogni attività genera un indotto, per il trasporto in Germania ci si avvale anche di trasportatori per così dire “specializzati” che, lavorando per denaro sulla quantità esattamente come fanno per i trasporti di cuccioli dall’Est, stipano spesso in veicoli di fortuna cani sofferenti e privi dei requisiti necessari all’espatrio per far loro compiere viaggi infernali ma comunque redditizi. Gli animali che arrivano sono poi distribuiti alle organizzazioni committenti. Per alcuni di questi carichi, fermati dalle autorità tedesche, girano voci in Germania secondo le quali fra i clienti in attesa a destinazione o lungo le autostrade si sarebbero trovati anche cosiddetti “allevatori” non meglio qualificati. Come tali le prendiamo, per ora. Ma i casi sempre più frequenti di fermo di carichi simili dimostrano una volta di più come i cani spediti all’estero da un Paese fornitore, qualunque siano le condizioni in cui vi fossero tenuti, entrino in un sistema a parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po’ sottotraccia, in forma allusiva, si insinua fra le “informazioni” date alla e dalla signora Benigni quella secondo cui “non è possibile prendere cani dai canili per la sperimentazione”. Avremmo voluto tralasciarla, perché ci importava mettere in luce le circostanze fondanti da cui, come si vede, può conseguire ogni effetto, compreso l’uso per sperimentazione. Ma poiché lo slogan “gli italiani dicono che i cani sono portati in Germania per la vivisezione” ha acquisito gran fortuna nelle campagne scatenatesi negli ultimi due anni, in risposta al risveglio dell’attenzione sul fenomeno esportazioni (non per nulla al termine “sperimentazione” vi si sostituisce quello di “vivisezione”, di sicuro effetto orripilante e perciò ridicolizzante), ci soffermeremo un attimo. In Europa si comprano e si vendono normalmente cani, anche random source, per la sperimentazione. Il bacino industrializzato europeo, non solo tedesco, ne ha bisogno anche per le attività universitarie (per inciso, secondo la TVT “reggono” particolarmente bene i meticci di labrador e di foxhound: Merkblatt 98, Tiergerechte Haltung von Versuchshunden). Prima del Tierschutzgesetz i cani accalappiati potevano finire direttamente nei laboratori; in seguito il Deutsche Tierschutzbund, secondo fonti tedesche, ha continuato a passare agli istituti di ricerca le segnalazioni di smarrimento di animali identificati che gli pervenivano. Ma ci limitiamo qui ai dati che ci riguardano più direttamente e che sono ormai reperibili ovunque anche in Italia: il Tierschutzgesetz consente l’uso a fini di ricerca di cani random source importati dall’estero (TSchG § 11a, § 9) e le sue norme attuative consentono la cessione a fini di ricerca di un animale malato da parte del proprietario (Allgemeine Verwaltungsvorschrift zur Durchführung des Tierschutzgesetzes, 9.2.1.3.2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teniamoci dunque ancorati alla realtà. I media tedeschi danno frequente testimonianza di maltrattamenti, crudeltà e uccisioni, abbandoni col loro picco estivo, scoperte drammatiche di rifugi lager e di casi di animal hoarding, sparizioni di animali, cattivo allevamento (dimenticavamo: dei 345.000 cani di razza venduti ogni anno, solo un terzo proviene da allevatori regolarmente iscritti al VDH - Verband für das Deutsche Hundewesen, l’ENCI tedesco, e in più si vendono all’anno, sempre da dati del VDH, 155.000 meticci). In più si moltiplicano, veramente a dismisura negli ultimi tempi, i procedimenti giudiziari nei confronti di Tierschutzvereine che si scopre esser dedite esclusivamente al guadagno sulla pelle degli animali, alla truffa nella raccolta delle offerte e all’arricchimento personale. Vogliamo con ciò parlar male della Germania? Certo no, anzi l’attenzione mostrata a questi fenomeni è indice dell’esistenza di una sensibilità vigile e rigorosa nell’ambito della pubblica opinione, se non in quello dei comportamenti privati. Vogliamo solo dire che la Germania non è né migliore né peggiore di un altro Paese. Ridimensioniamo dunque l’immagine paradisiaca, tutta propagandistica, che chi si dedica all’importazione e alla vendita dei nostri cani pubblicizza qui da noi… non certo in Germania, dove invece pubblicizza un’immagine infernale dell’Italia, altrettanto propagandistica, finalizzata alla raccolta di offerte e donazioni e alla conquista del mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta azzerate infatti le due propagande speculari, frutto della stessa strategia, rimane non collocabile un dato decisamente ingombrante: il drenaggio torrenziale e ininterrotto di cani di ogni età, dimensione e condizione (con un incremento crescente di animali anziani e malati) dai molti Paesi citati sopra verso una Germania che, sempre secondo dati del VDH, risultava nel 2006 la terzultima in Europa per numero di proprietari di cani (13% delle famiglie), sorpassata ampiamente anche dall’Italia. Consideriamo pure che il VDH operi su propri dati (che però, come si è visto, comprendono anche cani meticci) e concediamo la tara: a) dello smistamento (cioè del semplice spostamento della questione) verso altri Paesi; b) del ricambio (sia pure un po’ veloce) per decesso naturale e per soppressione; c) dello sfalsamento cronologico (irrisorio) dal 2006 al 2010; d) delle larghissime zone d’ombra lasciate dalle anagrafi canine private (nel caso queste si siano aggiunte come supporto statistico). Non ci siamo comunque, soprattutto se aggiungiamo che, ancora da fonti tedesche, in Germania spariscono annualmente almeno 123.000 cani (dato proiettabile fino a 300.000) senza lasciare traccia alcuna, foss’anche di smaltimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, questa Germania diventa un Paese un po’ meno “come un altro”, così come lo diventano gli altri Paesi circonvicini nei quali sono trasportati e smistati i nostri animali con le stesse modalità e con la stessa piattaforma operativa. Diventa anzi un Paese nel quale non si vede perché si dovrebbero inviare gli animali alla cui tutela siamo preposti nei termini e nei modi sanciti dalle nostre leggi, visto che quello a cui pericolosamente somiglia è semmai il Paese dei Balocchi di collodiana memoria. Ancora una volta: cerchiamo di mettere in opera nel pubblico almeno il giudizio che useremmo nel privato se dovessimo comprare un’auto usata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ci aiuterà anche a non lasciarci convincere, nel vortice della comunicazione che soffoca oggigiorno la riflessione, da voci che si tende ad accreditare solo perché scaturite da sedi istituzionali. La “tracciabilità” dei cani proposta dall’attuale Ministero della Salute con lo scopo di “regolamentare” le esportazioni (considerate implicitamente – il che ci sconcerta non poco in quella sede – come una delle soluzioni del randagismo), e improntata, non per nulla, al sistema TRACES dei trasporti commerciali è, lo diciamo con tranquilla franchezza, una favoletta. Un protocollo TRACES dà per sicuro e controllabile solo il primo punto di arrivo degli animali, che è quello che già conosciamo senza bisogno di protocolli; e crediamo di aver chiarito a sufficienza quante siano le possibilità che dei cani si perda ogni traccia nelle fasi successive. Altrettanto inconsistente ai fini della chiarezza (semmai conveniente ai fini di un riciclaggio degli animali) è l’espediente di mantenere la proprietà del cane usato da un certo numero di organizzazioni (peraltro già in via di ridimensionamento grazie al ricorso crescente ai tribunali tedeschi): abbiamo già detto quanto sia indebito attribuire valore pubblico a “garanzie” considerate più o meno valide da un commerciante privato. L’interrogazione presentata di recente al Governo dalla senatrice Maria Pia Garavaglia usa un linguaggio assai più duro del nostro e si conclude rifutando in blocco questo incredibile progetto di legittimazione “in quanto strumento che, se attuato, finirebbe per distruggere il senso stesso di una legislazione a tutela degli animali”. Crediamo che un ex-Ministro della Sanità, che ha fatto fronte a suo tempo al fenomeno quando, già virulento, non aveva però raggiunto lo sviluppo attuale, sappia con cognizione di causa di cosa stia parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unacivitanova.altervista.org/comunicato_unacivitanova.html&quot;&gt;http://www.unacivitanova.altervista.org/comunicato_unacivitanova.html&lt;/a&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri_09.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUkDsO6EZJuu3JQ6S9VQO0Svpp0mZr2RJ9V5tO98AsyMxpG2UBslEa4Aasdm17wmCvGuK1-A2JXcHUWkBMtt8aYWImAcB6cAtkzX8Wv8K4Ni5BjjGbVDyLelwW-eSVRxCfujAOWeG-m40/s72-c/rigattieri%25202.bmp" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-2617865995258797026</guid><pubDate>Fri, 09 Apr 2010 05:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-09T07:18:00.318+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Comunicato UNA Civitanova: I rigattieri del randagismo</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZR5zAmrH3_2Ta4WGzFfML-QjD2c96ZEHvIegDnsi3cMw-kYPSCu1FeC6q2auPUSk6RoTWN9ks-aLG3lgsYS1qyke8N58IRY21NHueUjhg-pJ98KDMda9_tTtXymKDbqdtjre9w1fTxYQ/s1600/rigattieri%25201.gif&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 319px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5457999900693448850&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZR5zAmrH3_2Ta4WGzFfML-QjD2c96ZEHvIegDnsi3cMw-kYPSCu1FeC6q2auPUSk6RoTWN9ks-aLG3lgsYS1qyke8N58IRY21NHueUjhg-pJ98KDMda9_tTtXymKDbqdtjre9w1fTxYQ/s400/rigattieri%25201.gif&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiY__4mLpTpBdOfujPsnyNzljybZLWpziii2yCyzz1vZOE_avo2qyLpt8KTz6t4LQTJNlxbIxql3bfS2lBiucossBvBXxVu41pRqJsY0x2ecGn4nyzNSt04NJb-wz6HD8mqNs_cB8tyEvk/s1600/rigattieri%25201.gif&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il Coordinamento Associazioni Animaliste della Regione Marche (&lt;a href=&quot;http://www.caarm.it/&quot;&gt;http://www.caarm.it/&lt;/a&gt;) ha pubblicato nel mese di febbraio una lettera di Roberta Benigni dell’Associazione Cinofila Senigalliese: L’Associazione Cinofila Senigalliese e le adozioni internazionali (in Cosa stiamo facendo). L’abbiamo meditata a lungo. Non saremo brevi, ma non è possibile passare sotto silenzio nulla di quanto scrive, proprio perché lo scrive frammentariamente… e ognuna delle sue affermazioni semplici e sicure apre un mondo a sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora si fa, crediamo di comprendere, portavoce di una proposta della Hundehilfe Hundeherzen e.V. di Maintal (Francoforte), presentata da una sua referente in Italia offertasi come volontaria presso un canile individuato come luogo di attingimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procedimento, questo, piuttosto abituale in tutto il nostro Paese così come in molti altri, solo pochi dei quali (Spagna, Grecia, Romania) sono stati indicati alla o dalla signora Benigni. Ci permettiamo di indicarne noi alcuni altri: Portogallo, Francia (in parte), Polonia, ex-Unione Sovietica, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia, Albania, Turchia, alcuni Paesi dell’Africa settentrionale e centrale, alcuni Paesi latinoamericani, alcuni Paesi asiatici. In più, svariati arcipelaghi oceanici, dei quali alcuni fanno Stato a sé. Destinazione comune: il bacino industrializzato centro e nordeuropeo, con in testa la Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente l’impianto della missione avviene in più fasi, che sono state succintamente ma esaurientemente illustrate dalla sig.ra Benigni: 1) si individuano la zona e uno o più canili, a seconda della disponibilità di referenti in loco; 2) si manifesta sconcerto e orrore per la situazione del canile (anche quando richieda solo miglioramenti e, per la verità, anche quando non ne richieda affatto) e in genere per la situazione del Paese (per l’Italia le stesse caratteristiche accomunano Lombardia e Sicilia); 3) si offrono aiuti e/o si fanno proposte per una soluzione definitiva dei problemi; 4) si invitano una o più persone del luogo in Germania per una visita guidata su un piccolo campione dell’attività e per dare loro un messaggio dai contenuti limitati, semplici e suggestivi (il viaggio è solitamente pagato dalla Germania, ma questo è facoltativo). Tale invito può avvenire in fase preparatoria o in un secondo momento, in presenza di eventuali dubbi, incertezze o tendenze verso altre direzioni. S’intende che le persone invitate sono già state individuate come suscettibili d’essere facilmente convinte o perché già incuriosite dall’idea, o perché impreparate a un esame serio della questione, o per entrambe le cose. Saranno loro poi a fare il resto al ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è da stupirsi né da scandalizzarsi. È il meccanismo della promozione, che incontriamo ogni giorno nei media e nella vita quotidiana. La promozione si differenzia dall’informazione perché le è necessaria la distorsione della realtà. Se voglio pubblicizzare un prodotto non posso dire che è buono: devo dire che è miracoloso. Non posso dire che è migliore di altri: devo dire che gli altri sono inefficaci, antiquati, possibilmente sbagliati, insinuando l’idea che siano un retaggio di costumi d’altri tempi (sottinteso: fuori della civiltà moderna) e magari anche che ci sia dietro qualcosa di poco chiaro. Non posso dire che aiuterà a risolvere un problema: devo dire che è la soluzione immediata e sicura. Devo farlo planare da un mondo superiore come una generosa offerta di salvezza, fatta per il bene di chi mi ascolta. Meglio se aggiungo premi fedeltà, forniture omaggio, buoni spesa. Se il messaggio è ripetuto e martellante l’effetto è garantito. Qualcuno capisce il meccanismo, ma viene catturato senza volerlo. Altri stanno al gioco valutando le opportunità. Molti ci credono incondizionatamente, al di fuori della logica e del buon senso.&lt;br /&gt;La promozione è parte integrante e indispensabile di un’attività commerciale. Non scandalizziamoci neanche di questo. Tutto è oggetto di commercio e gli animali non fanno eccezione. Si commerciano cani di alto allevamento (pochi esemplari a costo alto, commercio moderatamente redditizio); scendendo via via, si commerciano cani “di razza” prodotti a catena nelle puppy mills (quantità più alta, prezzo più basso, commercio in sé legale ma sempre più aperto a procedimenti disinvolti perché piuttosto redditizio). Questi commerci hanno comunque dei costi di produzione: perciò, com’è naturale, si cerca di diminuirli o anche di azzerarli. E allora si commerciano cani “di razza” o similrazza (il che è lo stesso a questo livello di mercato) presi dalla strada, da proprietari annoiati o impossibilitati, da canili e stalli. E poi si commerciano cani qualunque, a costo d’origine ridottissimo o inesistente (dunque a guadagno garantito, poiché si gioca normalmente sulla quantità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non diciamo nulla di eccezionale. Questa attività è normale in tutta Europa. Le organizzazioni nate dagli anni ’80 in grandissimo numero sia in Germania, dopo la promulgazione del Tierschutzgesetz (legge di tutela degli animali), sia in altri Paesi dell’Europa industrializzata possono ottenere regolari licenze di commercio di randagi importati dall’estero. Non per nulla si è dato il caso in cui alcune di esse, impiantatesi in Italia, per la forza dell’abitudine si sono registrate non all’Albo regionale delle associazioni, ma alla locale Camera di Commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste organizzazioni o imprese agiscono in una fascia di mercato dai contorni ambigui, e perciò oggetto di attenzione e di ripetuti interventi da parte delle istituzioni finanziarie, giudiziarie e sanitarie tedesche, soprattutto per i carichi di animali portati regolarmente e incessantemente dall’estero (200.000 l’anno secondo stime tedesche del 2003, dai 350.000 ai 400.000 secondo stime, sempre tedesche, del 2009: stime, s’intende, riferite solo ai dati “visibili”). Come ha riferito ufficialmente la TVT – Tierärztliche Vereinigung für Tierschutz nel rapporto sull’importazione di cani in Germania dal Sud e dall’Est europeo (Merkblatt 113: Hundeimporte aus Süd- und Osteuropa), “l’incremento continuo di cani che arrivano regolarmente dall’Europa del Sud e dell’Est fa pensare che sotto la copertura della protezione animale venga fatto commercio di cani”: dove il sospetto non è tanto sul commercio quanto sull’uso della qualifica di protezione animale, che apre molte vie e facilitazioni anche finanziarie (grazie alle raccolte di offerte) e consente di muoversi in un largo e proficuo settore di economia del sommerso. Sul prezzo di vendita dei cani (quello che chiamano Tierschutzgebühr) le organizzazioni pagano allo Stato tedesco un’IVA (Umsatzteuer) del 7%, che è quella relativa alla fornitura di beni di consumo e servizi. Ciò significa anche, naturalmente, che le spese sostenute all’estero possono essere scaricate. Il resto lo fa la quantità. Si ricordi del resto che solo in parte le organizzazioni tedesche che si definiscono di protezione animale sono onlus: a molte altre, come emerge dalle analisi delle autorità finanziarie tedesche, il pubblico medio tributa offerte scoprendo solo troppo tardi che non potrà mai dedurle dalle imposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un settore di lavoro inventivo e adattabile, che consente di trovare rapidi sbocchi occupazionali e di fare progressi altrettanto rapidi grazie alla facile disponibilità della merce, e può portare molto lontano se si è dotati di iniziativa. Normalmente si parte dal poco (ambito familiare o di piccolo gruppo) prelevando da un solo Paese, per poi compiere il salto di qualità appena consentito dalle possibilità d’investimento. Sembra trovarsi in questa fase Hundehilfe Hundeherzen che, conservando un sicuro centro di rifornimento a Sahagún e altrove in Spagna e prendendo qualche cosa anche all’Est, ha trovato una nuova fonte nel canile di Senigallia (giacché i prelievi sono già in corso da qualche tempo. Alla data di oggi, partiti di recente almeno Azzurra e Sofia, stanno per partire almeno Kira, Lola, Pisellino e Max. Chissà se, presentandosi un normale adottante locale, gli verrebbero dati?). Ora si propone di ottimizzare la presenza sul territorio pubblicizzandosi presso altre associazioni (e altri punti di raccolta) attraverso il CAARM. Come si è detto, normale promozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il momento dunque di venire alla questione e di esaminare i termini in cui ci si invita, attraverso un testimonial che è la signora Benigni dell’Associazione Cinofila Senigalliese, ad avere un ruolo in tutto questo. Ed è perciò anche il momento di chiederci qual è in assoluto il ruolo di chi si occupa in Italia di tutela degli animali, anzi in che cosa consista nel nostro Paese una tutela degli animali seria e professionale (giacché la professionalità è richiesta in ogni tipo di attività, anche gratuita e benevola, e significa preparazione, informazione, rigore e coerenza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si consentirà allora di osservare, analizzando col necessario distacco le dichiarazioni che ci sono trasmesse, che quanto scrive la signora Benigni difetta di informazione, poiché è ora di rendersi conto che le Marche, volenti o nolenti, fanno parte integrante di un orizzonte molto più vasto e che questo non si può comprendere limitandosi a guardare il canile di Bartozzi e ascoltando tutto ciò che ci viene detto solo perché chi lo dice viene da un altro Paese. Ogni sorta di informazione è oggi a nostra disposizione in tempo reale e tenerci aggiornati è un dovere nei confronti del ruolo che rivestiamo. Le barriere linguistiche non sono più una giustificazione, perché nei siti, nella stampa e nella legislazione tedesca c’è tutto, ma proprio tutto… grazie, talvolta, alla certezza che nessuno fuori della Germania andrà a leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora Benigni si domanda cosa spinga una famiglia tedesca a prendere un cane dall’estero. Qualche volta si rimane sconcertati nel constatare quanto in questo campo, sotto l’impulso del sentimento, si dimentichino il giudizio e la prudenza che pure usiamo nella vita quotidiana. Non sarebbe più proficuo domandarsi, prima, cosa spinga tante organizzazioni tedesche ad andare a cercare cani in tanti Paesi esteri con tanta pervicacia, al punto da fondare su questo le ragioni della loro nascita ed esistenza, e a proporli sul mercato tedesco con una pubblicità insistita che arriva ovunque, anche presso un certo numero di famiglie? Oppure vogliamo credere che il popolo tedesco si sia data la missione di correre in aiuto dei cani degli altri Paesi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra una facile battuta… invece è proprio ciò che è stato dato come informazione alla signora Benigni. La “consapevolezza che ci siano canili e situazioni in Europa peggiori dei canili tedeschi… spinge famiglie tedesche a scegliere un cane dall’estero”. Con buona pace dei cani dei canili tedeschi, l’80% dei quali, si riferisce candidamente, sarebbe portato dai proprietari, mentre il 20% sarebbe abbandonato. Cioè: il 100% sarebbe stato buttato fuori di casa in un modo o nell’altro. Questo non le dice niente? Però le famiglie tedesche si precipitano a dare una casa ai cani esteri…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un difetto di logica che balza agli occhi anche nelle affermazioni di appoggio a questa. “Noi abbiamo troppi cani”, e questo, unito alla pietà per le loro condizioni, spinge le famiglie tedesche ecc. ecc. Ma poi? “È un po’ quello che accade da noi: conosco volontari di associazioni locali che pur conoscendo situazioni di emergenza in Italia scelgono un cane dalla Spagna o dalla Romania, dato che là spesso stanno peggio o rischiano la morte anche violentemente”. Dunque associazioni marchigiane (e non) importano cani dalla Spagna e da altrove perché lì rischiano la morte… ma in Italia ci sono troppi cani! Quindi interverrebbe a sua volta la Germania importando i cani italiani. Dunque si salvano i cani spagnoli dalla morte e intanto si esportano i nostri in un Paese in cui vige la soppressione come uno dei mezzi principali di limitazione della popolazione canina. E in cui, come sanno tutti in Germania e ormai quasi tutti in Italia, 519 rifugi afferenti al Deutsche Tierschutzbund, l’Ente qualificato di pubblica utilità che coordina più di 700 associazioni di protezione animale, sono stracolmi e in piena crisi, al punto che si è rivolto l’anno scorso un appello ufficiale al Governo federale in previsione del prossimo fatale collasso delle attività. Ancora in questi giorni si moltiplicano gli appelli di rifugi allo stremo. In effetti, verrebbe da dire, è vero che quello che accade in Germania “è un po’ quello che accade da noi”… solo che per questo curioso effetto domino, apparentemente così privo di senso, per il quale tanti animali sono importati da più Paesi in questa disastrata Italia e tanti altri ne rimbalzano da qui in Germania (non senza essere spesso accompagnati dai loro confratelli immigrati), bisognerà trovare una spiegazione che non sia quella promozionale ammannita alla signora Benigni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unacivitanova.altervista.org/comunicato_unacivitanova.html&quot;&gt;http://www.unacivitanova.altervista.org/comunicato_unacivitanova.html&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/04/comunicato-una-civitanova-i-rigattieri.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZR5zAmrH3_2Ta4WGzFfML-QjD2c96ZEHvIegDnsi3cMw-kYPSCu1FeC6q2auPUSk6RoTWN9ks-aLG3lgsYS1qyke8N58IRY21NHueUjhg-pJ98KDMda9_tTtXymKDbqdtjre9w1fTxYQ/s72-c/rigattieri%25201.gif" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-1127408614955390248</guid><pubDate>Thu, 04 Mar 2010 19:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-04T20:48:48.448+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Garavaglia: no alla legittimazione dei traffici</title><description>&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-t4NDQkWEc8laASnH2pfzF8kClNerkZltVNC3RKAkp6I-Nw_cHllPCdhA5FUpQPswD3dJgKzXesdYX_cd3uHbD77ZVCK1R9P2emZzqfXfscKt4uu2ioVq9MZAg3oUIbjBCkA_URjyAX8/s1600-h/money-dog.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 256px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5444860372723100882&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-t4NDQkWEc8laASnH2pfzF8kClNerkZltVNC3RKAkp6I-Nw_cHllPCdhA5FUpQPswD3dJgKzXesdYX_cd3uHbD77ZVCK1R9P2emZzqfXfscKt4uu2ioVq9MZAg3oUIbjBCkA_URjyAX8/s400/money-dog.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02778&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto n. 4-02778Pubblicato il 2 marzo 2010 Seduta n. 343&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title=&quot;Il link apre una nuova finestra&quot; onclick=&quot;javascript: window.open(this.href); return false;&quot; href=&quot;http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=1091&quot;&gt;GARAVAGLIA&lt;/a&gt; - Al Ministro della salute. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso che:&lt;br /&gt;in Italia esiste una rigorosa e completa legislazione a tutela degli animali, con particolare attenzione agli animali da compagnia, quali i cani e i gatti;&lt;br /&gt;grazie al proficuo lavoro dei Nuclei antisofisticazioni e sanità dell&#39;Arma dei Carabinieri, cui va rivolto un forte apprezzamento ed appoggio, sono state compiute decine di brillanti operazioni che hanno impedito il compiersi di gravissimi atti ai danni degli animali;&lt;br /&gt;è però giunta notizia, da alcune associazioni votate alla tutela di cani e gatti, che il Ministero della salute rischia di agevolare il turpe commercio di cani randagi (destinati a Paesi del nord Europa) che andrebbero ad ingrossare enormemente le fila delle migliaia di cani che ogni anno vengono destinati alla vivisezione ed ad altri scopi illeciti;&lt;br /&gt;è stato infatti reso noto che il Ministro in indirizzo avrebbe in progetto di approvare un protocollo per la “Movimentazione di cani dai canili rifugio per pratiche di adozione internazionale”, per creare una tracciabilità per i randagi prelevati da canili e rifugi italiani e destinati ad adozioni internazionali, soprattutto in Germania e Svizzera; tuttavia, tracciare i cani in partenza dall&#39;Italia fino al Paese di destinazione è operazione del tutto inutile se, una volta giunti a destinazione, non vi sono più obblighi di ulteriore tracciabilità o se comunque manca la possibilità di verificare successivamente la reale destinazione degli animali stessi;&lt;br /&gt;considerato inoltre che:&lt;br /&gt;in Paesi, quali la Germania, non esiste una anagrafe canina pubblica, qualsiasi cane che giunga in uno di questi Paesi – ancorché “tracciato” alla partenza e nel primo luogo di arrivo all&#39;estero – non sarà ulteriormente reperibile dopo le successive cessioni;&lt;br /&gt;in ogni caso, una volta giunti oltralpe, gli animali sono sottoposti alla legge territoriale ivi vigente, con sottrazione delle tutele e le salvaguardie conquistate e garantite in Italia;&lt;br /&gt;i canili tedeschi hanno ampiamente superato la capienza massima (così come denunciato da numerose associazioni tedesche nonché dagli stessi veterinari tedeschi);&lt;br /&gt;negli ultimi anni si è notevolmente intensificato il commercio di gatti e cani randagi, in particolare verso la Germania e l&#39;Europa del Nord: gli animali vengono prelevati in Italia, Grecia, Turchia, Spagna, Europa dell&#39;Est, Asia, Africa del Nord e isole mediterranee, con promesse di meravigliose adozioni; di fatto però la destinazione finale di ogni singolo animale rimane segreta e, comunque, non verificabile (adducendo anche motivi di privacy);&lt;br /&gt;detto commercio ha assunto dimensioni mondiali e in Germania affluisce, ogni anno, una quantità di cani assolutamente incompatibile con qualsivoglia reale pratica di adozione internazionale;&lt;br /&gt;alcuni Stati, quali ad esempio la Grecia, consapevoli delle reali finalità che si mascherano dietro alle millantate pratiche di adozione internazionale, si sono fermamente opposti a detto traffico, imponendo la rigida applicazione delle norme nazionali di tutela degli animali;&lt;br /&gt;è altresì nota la necessità di impiegare, in ambito di ricerca, ogni tipologia di razza animale, compresi i meticci;&lt;br /&gt;sul mercato dei laboratori farmaceutici, il prezzo di acquisto di un gatto adulto è superiore a 500 euro, per un cane adulto è superiore a 1.000 euro, mentre un cane randagio viene prelevato a costo zero e commercializzato a prezzi decisamente inferiori;&lt;br /&gt;tale interesse commerciale è in grado di realizzare una ramificata organizzazione criminosa con fini esclusivamente lucrosi, ancorché spesso falsamente ammantata da sentimenti filo animalisti;&lt;br /&gt;detta organizzazione criminosa è altresì in grado di utilizzare la collaborazione o di sfruttare la buonafede di molte organizzazioni animaliste, italiane ed internazionali, le quali più o meno inconsapevolmente contribuiscono a realizzare detti turpi profitti;&lt;br /&gt;è altresì noto che per il progetto &quot;Reach&quot; verranno testate o ritestate, in 10 anni, circa 100.000 sostanze e composti chimici, con la previsione di utilizzare, allo scopo, milioni di animali,&lt;br /&gt;si chiede di sapere:&lt;br /&gt;quali interventi il Ministro in indirizzo intenda realizzare, o abbia già realizzato, per richiamare le Regioni ed i Comuni alla puntuale e rigorosa applicazione della legislazione italiana in tema di tutela degli animali e di randagismo;&lt;br /&gt;se non ritenga altresì necessario soprassedere all&#39;approvazione del citato protocollo, in quanto strumento che, se attuato, finirebbe per distruggere il senso stesso di una legislazione a tutela degli animali. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=00459509&amp;amp;stampa=si&amp;amp;toc=no&quot;&gt;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=00459509&amp;amp;stampa=si&amp;amp;toc=no&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/03/garavaglia-no-alla-leggitimazione-dei.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-t4NDQkWEc8laASnH2pfzF8kClNerkZltVNC3RKAkp6I-Nw_cHllPCdhA5FUpQPswD3dJgKzXesdYX_cd3uHbD77ZVCK1R9P2emZzqfXfscKt4uu2ioVq9MZAg3oUIbjBCkA_URjyAX8/s72-c/money-dog.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>15</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-3026749250814803157</guid><pubDate>Tue, 26 Jan 2010 13:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-26T14:25:37.859+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Randagio? Meticcio? Prego: Random Source  2</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4LT_94lTOvRv06rOrwajJg-pCixiUP20GKn2txkdP-54DoA8JvUseY-2H7uh5bQK3QX9yZcO5cPz3KszGOWOsFboUjBHQjYv_yIO2PGh6Ys8wpS08EEhf42VDlcIm6XUoJy7xyzZbwDU/s1600-h/annunci%2520cani.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 279px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5431036458319971378&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4LT_94lTOvRv06rOrwajJg-pCixiUP20GKn2txkdP-54DoA8JvUseY-2H7uh5bQK3QX9yZcO5cPz3KszGOWOsFboUjBHQjYv_yIO2PGh6Ys8wpS08EEhf42VDlcIm6XUoJy7xyzZbwDU/s400/annunci%2520cani.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Veniamo a noi allora, perché non c’è chi non sappia che affrontare il discorso “ricerca” per gli Stati Uniti vuol dire, naturalmente, parlare della ricerca in Europa: parametri e protocolli sono gli stessi, anzi sono tout court quelli americani. E sono le stesse anche le necessità pratiche ed economiche. Il mondo della sperimentazione è un villaggio globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono in Europa i &lt;em&gt;B dealers&lt;/em&gt; per la ricerca? Ci sono eccome, col loro esercito di &lt;em&gt;bunchers &lt;/em&gt;(avevamo già il nostro Dealing Dogs. È lo svizzero &lt;em&gt;Tiere in der Forschung&lt;/em&gt; di Mark Rissi, del 1992, diciotto anni portati benissimo: &lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2008/07/sofferenza-sino-al-tavolo-del.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2008/07/sofferenza-sino-al-tavolo-del.html&lt;/a&gt;). Sono accettati? Lo sono eccome: non da tutti, ma da chi conta. E fanno parte di un sistema così profondamente incardinato in quello dell’economia e della politica da rendere arduo anche solo il discuterlo – almeno per ora. L’Europa degli animali di classe B, quella ricca, industriale, trainante, è soppressione, commercio, sperimentazione. Su questo zoccolo duro fluttuano leggi e provvedimenti che suonano spesso assai bene… confermando una pratica che va in tutt’altra direzione, magari con l’aiuto di qualche escamotage ufficiale o ufficioso, quando bisogna fronteggiare pretese contrastanti fra loro. Pur di soddisfare esigenze che rispondono a quella parola d’ordine… il bisogno urgente e crescente di cani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dopo l’entrata in vigore del &lt;em&gt;Tierschutzgesetz&lt;/em&gt; tedesco, un bel repertorio di acrobazie legislative. Dagli anni ’80, in sostituzione del lavoro diretto di accalappiatori che rifornivano i laboratori, suscitò l’avvento di una miriade di “associazioni” modellate sull’importazione di animali di classe B dai Paesi meno industrializzati e sul loro commercio. Il quale, guarda un po’, è perseguito in Germania solo quando non rispetta le norme sul buon trattamento degli animali (per il resto è perfettamente integrato nel sistema economico tedesco, tanto da ricadere sotto il pagamento dell’IVA sulle vendite).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente tutto questo porta con sé un totale cambiamento del linguaggio. Così, se si parla di &lt;em&gt;Tierschutzvereine&lt;/em&gt;, si parla anche di &lt;em&gt;Vermittlung&lt;/em&gt;: piazzamento, mediazione… in una traduzione mirata, affido. E “salvataggio” si chiama il prelievo a buon mercato della merce. È un lavoro come un altro, basta intendersi. Come insegnava Giulietta a Romeo, la rosa anche con un altro nome ha sempre lo stesso profumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal canto loro, i Paesi meno industrializzati si adeguano come un guanto alla mano: accolgono i centri di raccolta del commercio estero, lasciano sviluppare le attività locali di supporto, moltiplicano la popolazione canina, minuettano sull’applicazione delle leggi. Qualcuno spinge lo zelo a proclamare l’indispensabilità di questi benevoli interventi, come richiede la parte.&lt;br /&gt;La ragnatela delle rotte commerciali che dal Mediterraneo, dai Balcani e dalla Russia, dall’Africa e dall’Asia portano nell’Europa del Nord la conosciamo. Conosciamo l’intreccio di filiali e agenzie fra associazioni di Paesi diversi (alcune con sito bilingue, o direttamente tedesco) e sempre più spesso ci imbattiamo nell’appoggio dato loro da generose fondazioni scientifiche. Vogliamo accennare per completezza ai rapporti di sinergia fra associazioni di Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti nella gestione dei bacini di prelievo? Vogliamo aggiungere che associazioni americane si spingono a salvare cani e gatti greci e turchi e che loro consorelle tedesche allungano la mano fino in America latina, come certamente già si fa e si farà dagli Stati Uniti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia fu siglata nel 1987, quando l’Unione Europea non esisteva ancora. Per la sua stessa natura di accordo fra parti diverse, si guardava bene dal toccare più di tanto certi interessi e necessità di singoli Stati o di gruppi di Stati. Purché gli animali non soffrano troppo, si tiene fuori dal tema della sperimentazione e da quello della soppressione fatta per motivi, diciamo così, pratici (basta leggere l’art. 11: Uccisione). Per la stessa ragione le è estraneo anche il tema dei traffici di animali, e più che mai quello dei commerci di randagi e del mondo oscuro che si portano dietro. Perché non fu affrontato? Perché, diciamo ancora così, non ce n’era motivo. Finché si scherza si scherza, ma queste son cose serie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi si fosse proposto norme più rigorose non aveva che da adottarle nelle singole legislazioni nazionali (art. 3).&lt;br /&gt;La storia successiva però è quella dell’Unione Europea, e l’Unione non fa più convenzioni ma pianifica una politica d’intervento – e anche di non intervento – in modo da omologare il comportamento dei vari Stati su un tessuto economico comune. E così le carte, a sparigliarle oggi, fanno saltar fuori due eccezioni (cioè, dal punto di vista dell’Europa, due anomalie): la Grecia e l’Italia. La prima aveva già emanato la legge di protezione degli animali 1197/1981, poi rifusa nella 3170/2003. La seconda, giusto un anno prima della nascita dell’Unione, aveva emanato la legge quadro 281/1991. In entrambi i Paesi, niente più cessione dei cani dei canili per la sperimentazione, niente più soppressione, bilanciamento con una più o meno stretta pianificazione delle sterilizzazioni e dell’anagrafe canina. Lodevole, innovativo, audace. Il risultato? Moltiplicazione dei randagi, canili allo sbando, e un commercio già losco che si adatta tranquillamente ad acquisire le modalità del traffico (solo entro i confini dei due Paesi, perché una volta passata la frontiera svizzera, austriaca o tedesca tutto va a posto). Cattive leggi? No: leggi inapplicate, o concepite per non essere applicate. Fluttuazioni risonanti in superficie, mentre la pratica, che è condizionata da ben altre esigenze, continua ad andare in tutt’altra direzione. Non per nulla le proteste contro i traffici di chi onestamente tutela gli animali non hanno mai prodotto più che circolari o direttive ministeriali, apprezzate quando si scherza e ignorate con discrezione quando si fa sul serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo il business del randagismo è diventato uno dei più floridi settori economici nel campo della fornitura di beni e risorse, sorpassando a livello europeo (ampiamente, crediamo) l’import-export dei cuccioli di razza. Solo che in Italia, dove non è regolamentato come tale e quindi deve funzionare sotto mentite spoglie, si organizza da sé secondo la legge della giungla. Da un lato la necessità di escogitare slalom continui fra (e fuori di) regole che non gli appartengono, di piroettare fra identità cangianti, di sapersi rafforzare con &lt;em&gt;joint ventures&lt;/em&gt; con partner esteri, di insinuarsi accortamente fra o negli organi di controllo di ogni livello produce una selezione naturale: solo i forti, i furbi e i coalizzati governano la barca. Ai remi stanno quelli con la sindrome di Noè, i patiti e i manovali &lt;em&gt;dell’animal hoarding&lt;/em&gt;, i corrieri, i fattorini e gli anarchici del cosiddetto animalismo. Ma per la stessa ragione di fondo si è prodotta anche una vera guerra dei clan: scippi, arrembaggi e rapine tra affaristi di ogni genere ed etichetta; &lt;em&gt;B dealers&lt;/em&gt; veri e mascherati in concorrenza spietata per strapparsi i rispettivi settori imprenditoriali; avventurieri alla conquista di ghiotti settori di traffico. Traffico in partenza ma, attenti, anche in transito. Sotto gli occhi delle forze dell’ordine e degli organi giudiziari che si muovono senza saper troppo dove andare, senza strumenti e soprattutto senza il sostegno del legislatore, e quando hanno la percezione certa e disperata dell’illecito sono costretti ad affidarsi alla più fragile delle bussole, quella che in uno Stato di diritto non avrebbe ragione di esistere: la sensibilità personale degli addetti al controllo e alla repressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È in questa situazione che l’Italia si appresta alla ratifica della Convenzione di Strasburgo, e si vede. Il ddl del Ministero della Salute che è ora in discussione è più ampio della Convenzione, perché molte cose sono successe nel frattempo. Infatti si parla finalmente, come di una gran novità, di traffici di animali da compagnia… cioè dell’importazione illegale di cuccioli dall’Est. Punto. Perché? ma perché, continuiamo a dire così, non c’è motivo di parlare d’altro. Finché si scherza si scherza… con quel che segue, ed è stato impeccabile Franco Frattini, ministro degli esteri e già vicepresidente della commissione europea (nonché, dicono, osservatore attento del problema randagismo nell’Unione), a raccogliere e rilanciare pari pari, in Italia e fuori, il messaggio confezionato in questo “reato di traffico illecito di cani e gatti” bell’e dimezzato.&lt;br /&gt;Messaggio ricevuto. Forse, allora, è il momento buono per porsi seriamente qualche domanda sulla funzione e specialmente sul senso della protezione degli animali. Non quella piagnucolosa e cinguettante, e neanche quella talebana e autogestita, che sono solo il rovescio di una gran brutta medaglia. Men che meno però quella che per inseguire prima di tutto la conservazione di se stessa, come ormai avviene delle grandi associazioni in tutto il mondo, indulge volentieri al compromesso mascherandolo (male) sotto la comunicazione ad effetto. A noi sembra che abbia senso quella che fa appello non all’amore, ma al rispetto e alla tutela dei diritti e che segue con saggezza, fermezza e indipendenza il cammino di una legalità senza finzioni, furbizie, travestimenti e complicità. Vorremmo che quest’altro messaggio, il nostro, fosse ben capito da tutti quelli che siedono in buona coscienza al tavolo di lavoro aperto dal Ministero della Salute sulle camionate di animali esportate oltreconfine “per adozione”. Degli altri non ci importa, sappiamo già tutto.&lt;br /&gt;Altrimenti ci si dica chiaro e tondo che lo spirito delle leggi italiane, che ci sono anche se possono essere state fatte per far fare bella figura a qualcuno e che (citando dalla petizione dell’ENPA) sono “le più avanzate d’Europa”, è una deviazione, che bisogna adeguarsi al quadro economico dell’Unione e passarle fra i residui arcaici come il cioccolato col cacao e i formaggi artigianali francesi. Come si diceva, basta intendersi. Semmai spieghiamolo anche alle “persone e associazioni stimate e credibili” che quello che abbiamo detto qui lo dicono in Germania, e quindi sono al disopra di ogni sospetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo blog non ha mai dato rilievo particolare alla sperimentazione fra le destinazioni degli animali razziati nel nostro Paese, perché sa quanto sia ampio il ventaglio dei loro usi e consumi commerciali. Può darsi che d’ora in poi lo faccia, dato il bisogno urgente e crescente di animali per l’attuazione del progetto europeo REACH per i test di tossicità di decine di migliaia di composti chimici.&lt;br /&gt;Ma in confidenza, questo post l’abbiamo scritto perché i bene informati la piantino almeno di bersagliarci di &lt;em&gt;bullshit&lt;/em&gt; (N.d.T. stronzate) sull’uso esclusivo di cani di razza, &lt;em&gt;purpose bred&lt;/em&gt;, per la sperimentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/09/protezione-animali-piu-iva.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/09/protezione-animali-piu-iva.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/germania-il-gorgo-infinito-dei-cani.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/germania-il-gorgo-infinito-dei-cani.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tierfreunde-ohne-grenzen.com/index_de.php?cat=5&quot;&gt;http://www.tierfreunde-ohne-grenzen.com/index_de.php?cat=5&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Convenzione di Strasburgo:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.forumattivo.com/tutela-animali-documenti-e-normativa-f10/convenzione-europea-per-la-protezione-degli-animali-da-compagnia-13111987-capp-1-3-t15.htm&quot;&gt;http://traccediverse.forumattivo.com/tutela-animali-documenti-e-normativa-f10/convenzione-europea-per-la-protezione-degli-animali-da-compagnia-13111987-capp-1-3-t15.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.forumattivo.com/tutela-animali-documenti-e-normativa-f10/convenzione-europea-per-la-protezione-degli-animali-da-compagnia-13111987-capp-4-7-t16.htm&quot;&gt;http://traccediverse.forumattivo.com/tutela-animali-documenti-e-normativa-f10/convenzione-europea-per-la-protezione-degli-animali-da-compagnia-13111987-capp-4-7-t16.htm&lt;/a&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/01/randagio-meticcio-prego-random-source-2.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4LT_94lTOvRv06rOrwajJg-pCixiUP20GKn2txkdP-54DoA8JvUseY-2H7uh5bQK3QX9yZcO5cPz3KszGOWOsFboUjBHQjYv_yIO2PGh6Ys8wpS08EEhf42VDlcIm6XUoJy7xyzZbwDU/s72-c/annunci%2520cani.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>21</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-8942647893202214285</guid><pubDate>Thu, 21 Jan 2010 20:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-21T22:30:06.326+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Randagio? Meticcio? Prego: Random Source 1</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiTSniRKNU2YOXsYCqqgYhYtayyPz_qNgRE7AodyD5w0xLQnSCoQIqBVysVVtHcqFk89sYr5OqX_LYiyCr9-grdIrKOUFxpfZMsaZtaKwvDVMiBKNlnO8JIWLVnzrvfZHc44tRVLdjivxI/s1600-h/Louis_Pasteur_Tierversuchen_(M_Renourad_-_Illustration_-_1884).jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 367px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5429299786051719410&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiTSniRKNU2YOXsYCqqgYhYtayyPz_qNgRE7AodyD5w0xLQnSCoQIqBVysVVtHcqFk89sYr5OqX_LYiyCr9-grdIrKOUFxpfZMsaZtaKwvDVMiBKNlnO8JIWLVnzrvfZHc44tRVLdjivxI/s400/Louis_Pasteur_Tierversuchen_(M_Renourad_-_Illustration_-_1884).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’American Physiological Society (APS), una delle più grandi associazioni americane per la promozione della ricerca biomedica, è molto preoccupata: non senza motivo e non da ora. Le stanno portando via i più importanti intermediari dell’acquisizione di cani e gatti da parte degli istituti di ricerca a prezzo (relativamente) ridotto: i famigerati&lt;em&gt; B dea&lt;/em&gt;lers.&lt;br /&gt;Per decenni – e ancora oggi – gli istituti di ricerca hanno avuto i loro propri allevamenti e si sono procurati anche direttamente animali presso canili e rifugi. Ma il maggior contributo è venuto e viene da fornitori professionisti, che il Dipartimento dell’Agricoltura (USDA) divide, secondo il tipo di licenza concessa, in due categorie: i commercianti di categoria A (&lt;em&gt;class A dealers&lt;/em&gt;), che allevano e selezionano cani di razza destinati alla ricerca (purpose bred), e quelli di categoria B (&lt;em&gt;class B dealers&lt;/em&gt;). I &lt;em&gt;B dealers&lt;/em&gt; non allevano, ma si procurano a poco animali di qualunque origine, età, condizioni di salute, razza e non razza (&lt;em&gt;random source&lt;/em&gt;). Lo fanno presso altri B &lt;em&gt;dealers&lt;/em&gt;, presso rifugi pubblici e privati gestiti anche da associazioni, presso le associazioni stesse, presso aste, proprietari privati e allevatori amatoriali (tutto con licenza ufficiale). E capita anche che lo facciano – gratis – rispondendo ad appelli di adozione in rete, caricando alla svelta animali randagi e vaganti, facendo sparire dai giardini il cane o il gatto di casa. In questo sono aiutati dagli altrettanto famigerati &lt;em&gt;bunchers&lt;/em&gt;, gli incettatori che lavorano con loro in subappalto.&lt;br /&gt;E poi rivendono ai laboratori. Con mutuo vantaggio: perché c’è una bella differenza per gli uni fra il prezzo pagato all’origine e quello riscosso alla vendita, per gli altri tra il costo finale di un cane A e quello di un cane B. Esempio aggiornato all’anno scorso: un cane giovane di media taglia costa al laboratorio 325-350 dollari se è B, 600-900 dollari se è A. Ma se è A non deve avere più di sei mesi e mezzo, perché poi il suo costo sale di 4,10 dollari per ogni giorno di vita (&lt;em&gt;National Academy of Sciences&lt;/em&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.nap.edu/catalog.php?record_id=12641&quot;&gt;Scientific and Humane Issues in the Use of Random Source Dogs and Cats in Research&lt;/a&gt;, p.81). &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;E allora? E allora, dice la National Academy of Sciences, “in un mondo ideale il costo non dovrebbe essere un fattore che influenzi le decisioni sulla ricerca, soprattutto su quella fatta su animali. Realisticamente, però, le risorse sono limitate e i ricercatori sono vincolati da preoccupazioni finanziarie. Così, per l’uso continuato di animali presi da venditori di classe B, che possono costare meno degli animali presi da venditori di classe A, il costo è una ragione da prendere potenzialmente in considerazione. Gli incentivi di tipo finanziario all’uso di animali presi da venditori di classe B possono o meno essere sostanziali, a seconda delle circostanze”. Forte e chiaro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Scarsamente controllabili (e scarsamente controllati) dall’USDA, i &lt;em&gt;B&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dealers&lt;/em&gt; hanno lavorato a lungo con profitto. Negli anni 70-80 erano duecento negli States e la ricerca con animali A e B era al suo massimo: nel 1976 furono usati complessivamente più di 210.000 cani. Poi la tendenza cominciò a scendere. Tra i vari fattori, forse non furono determinanti ma certo furono significativi gli interventi delle associazioni per i diritti degli animali. Prima fra tutte la Humane Society of United States (HSUS), che ha la bazzecola di 11 milioni di soci e che, anche se sulla sperimentazione animale naviga a vista come tante altre associazioni (anche quelle che l’antivivisezione la mettono sulla bandiera), in questo caso si mosse e si sta ancora muovendo.&lt;br /&gt;Finché non successe qualcosa che suscitò un uragano negli USA (e che molto volentieri ci augureremmo per l’Europa, dato che tutto questo ci sembra un copione già noto). Nel 2002 un volontario dell’associazione Last Chance for Animals si fece assumere sotto mentite spoglie nello stallo-fortezza di un grande &lt;em&gt;B dealer&lt;/em&gt; dell’Arkansas e per mesi, con una camera nascosta, filmò più di settanta ore di illeciti e di molto peggio. Poi passò tutto al Procuratore generale. Il &lt;em&gt;dealer &lt;/em&gt;fu condannato soltanto a una fortissima multa, ma perse la licenza. Il risultato più incisivo però fu sull’opinione pubblica e fu aiutato dall’uscita del documentario che presentò l’inchiesta, &lt;em&gt;Dealing Dogs&lt;/em&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.hbo.com/docs/programs/dealingdogs/index.html&quot;&gt;http://www.hbo.com/docs/programs/dealingdogs/index.html&lt;/a&gt;). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Nel 2005 i cani usati divennero meno di 67.000, 38.000 dei quali erano di classe B. Da allora, molti Stati hanno vietato ai canili la vendita per la ricerca. I &lt;em&gt;B dealers&lt;/em&gt; dediti a questo si sono ridotti in breve a meno di dieci, e non tutti sono fuori dai guai.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Perché questa lunga premessa? Perché è in questa situazione difficile che l’APS cominciò a correre ai ripari con una serie di appelli sulla necessità dei cani e gatti &lt;em&gt;random source&lt;/em&gt;, di origine casuale, per la ricerca biomedica: in questo articolo del 2006, guarda un po’, dice che sono pochi, pochissimi, ma essenziali per salvare vite umane che – si dice altrove – sarebbero altrimenti distrutte. E nello sforzo di portare in primo piano l’assunto scientifico stila per noi, sotto una luce finalmente chiara e fredda, il catalogo delle ragioni per le quali, ebbene sì, i cani e gatti qualunque sono fondamentali per la sperimentazione (tacendo quella aggiuntiva, o fondamentale, secondo i punti di vista: il prezzo):&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perché c’è bisogno di cani e gatti di origine casuale?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;I modelli animali di patologia offrono un mezzo importante per reperire terapie per molte patologie. Un modello di patologia dovrebbe essere una specie animale con caratteristiche biologiche che la rendono sensibile a una condizione simile alla patologia che si studia. Cani e gatti sono serviti come modelli di molte patologie, ma sono stati particolarmente importanti per lo studio di patologie dell’apparato cardiovascolare, digerente, muscolo-scheletrico e neurologico. Inoltre, cani e gatti sono essenziali per la ricerca veterinaria.&lt;br /&gt;La grande maggioranza degli animali usati per la ricerca – forse più del 95% - sono topi e ratti allevati appositamente. I cani e i gatti insieme rappresentano una frazione dell’1%. Circa due terzi di questi cani e gatti sono allevati espressamente per la ricerca. Gli altri sono animali &lt;em&gt;non-purpose bred&lt;/em&gt; (allevati senza scopi specifici) o &lt;em&gt;random &lt;/em&gt;source (di origine casuale), conosciuti anche come &lt;em&gt;outbred&lt;/em&gt; (fuori allevamento) o &lt;em&gt;mongrels&lt;/em&gt; (meticci).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;I commercianti di classe A, o allevatori, vendono cani e gatti che sono giovani e provengono da un pool genetico limitato. Fattori come l’età e l’accoppiamento in consanguineità sono importanti da considerare per stabilire il modello di ricerca. I caratteri tipici dei cani e gatti allevati appositamente sono ideali per alcuni generi di ricerca, ma non per altri. Per esempio, molte patologie dell’apparato cardiovascolare, digerente e muscolo-scheletrico colpiscono gli umani quando sono in età avanzata. Poiché gli animali allevati appostamente per la ricerca sono giovani, non possono costituire buoni modelli di ricerca per alcune di queste condizioni. La selezione genetica in consanguineità, che è l’altro aspetto degli animali allevati appositamente, è una caratteristica auspicabile per alcuni studi, ma può anche non esserlo, perché questa selezione può produrre anche caratteri separati che intralciano la ricerca.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;In confronto, i cani e gatti non allevati allo scopo vengono da retroterra genetici diversi e rappresentano un largo spettro di età. Sebbene costituiscano una frazione minuscola di animali nella ricerca e nella formazione medica, i cani e gatti &lt;em&gt;random source &lt;/em&gt;giocano nondimeno un ruolo significativo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;Gli animali non allevati allo scopo sono importanti nella ricerca e nell’addestramento chirurgico cardiovascolare, perché la loro maggiore variabilità anatomica ha migliore corrispondenza con quella degli umani. Praticamente tutti i farmaci, i protocolli e tecniche chirurgiche per patologie cardiache sono stati sviluppati o testati su cani “random source”.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;I cani e gatti non allevati allo scopo sono i modelli più adatti allo studio del diabete di tipo 2 e dell’insulino-resistenza. Queste condizioni, che insorgono naturalmente durante l’età avanzata degli umani, si verificano anche nell’età avanzata dei cani e gatti.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;Le loro similarità fisiologiche con gli umani rendono i gani e gatti non allevati allo scopo preziosi per la ricerca sulle patologie dell’apparato digerente, come la colite, le patologie infiammatorie intestinali, il riflusso gastro-esofageo, i disturbi della deglutizione e la nausea associata alle cure anticancro.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;Cani e gatti più anziani e geneticamente diversi sono necessari per studiare la distrofia muscolare e il declino della densità scheletrica associato all’età avanzata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;I gatti che hanno sviluppato la FIV (immunodeficienza virale felina) in modo naturale (in opposizione alla patologia indotta artificialmente nei gatti allevati allo scopo) sono utili per la ricerca sia veterinaria sia medica sui retrovirus. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Senza questi animali, ricerche importanti subiranno un ristagno.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.the-aps.org/pa/resources/bionews/classBdogs.htm&quot;&gt;http://www.the-aps.org/pa/resources/bionews/classBdogs.htm&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Teniamo presente che tutto quel che stiamo riferendo, cifre comprese, riguarda solo la ricerca negli istituti biomedici pubblici: i National Institutes of Health (NIH), dipendenti dal Dipartimento della Salute. Silenzio totale sul resto, inclusa la sperimentazione nelle industrie che ovviamente fa salire di parecchio i parametri statistici (e lasciamo perdere qui anche i rapporti notissimi fra istituti di ricerca e industria).&lt;br /&gt;Comunque, l’APS insiste con maggior precisione quando piange miseria in un comunicato del novembre 2009: per la ricerca c’è bisogno urgente e crescente di cani B “molto anziani, o con patologie preesistenti ed esposizione a virus, allergeni o parassiti”. Lo fa esprimendo – dal suo punto di vista – il suo totale appoggio al rapporto pubblicato in quei giorni dalla National Academy of Sciences (NAS) su richiesta del Congresso degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Chiariamo, però. Il rapporto è redatto solo per rispondere a una domanda mirata: sono o no necessari i B dealers alla fornitura di animali random source per la ricerca? No, è l’ovvia risposta dopo anni di battage sull’argomento. Risposta che, sacrificando le pietre dello scandalo, soddisfa un po’ tutti. E si può ricominciare: perché la NAS suggerisce a questo punto ai NIH di cercare “alternative”. Per esempio, gli A dealers potrebbero lasciar invecchiare un po’ dei loro cani (magari venendo incontro sul prezzo)… oppure gli animali potrebbero essere forniti da “strutture di controllo degli animali”, da allevatori amatoriali, da proprietari filantropi che potrebbero fare un dono alla scienza… insomma, facciano i NIH uno “sforzo aggiuntivo” per individuare nuovi meccanismi allo scopo di rimpiazzare gli animali forniti finora dai B dealers. Saremmo più o meno alla situazione precedente, se non ci fosse una differenza significativa e geniale: l’abolizione del mediatore ufficiale e di ciò che rappresenta come danno d’immagine… e come spesa da dichiarare. Il resto, appunto, è immutato: come si voleva (comprese le vendite dei B dealers a tutti gli altri acquirenti che non siano i NIH). L’impatto fruttuoso su un’opinione pubblica americanamente contenta di ripulirsi la coscienza non elimina l’anagrafe canina privata e caotica, la soppressione facile, la vendita… semmai aggiunge un dettaglio: pare che molti, inorriditi all’idea che il proprio animale finisca alla sperimentazione, piuttosto che mollarlo in canile preferiscano abbandonarlo per strada. Proprio così.&lt;br /&gt;Tutto sommato, è un raccogliere il suggerimento del vicino Canada, dove non esistono ufficialmente i B dealers per la ricerca ma dove la provincia dell’Ontario, che è il modello industriale del Paese, impone per legge ai rifugi di vendere gli animali ai laboratori. E sotto certi aspetti è anche un avvicinarsi al sistema dell’Europa, che con la sua vecchia sapienza può suggerire molte soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.newsweek.com/id/57139&quot;&gt;http://www.newsweek.com/id/57139&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;American Physiological Society (APS):&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.the-aps.org/pa/resources/bionews/randomsource.htm&quot;&gt;http://www.the-aps.org/pa/resources/bionews/randomsource.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.the-aps.org/press/releases/09/44.htm&quot;&gt;http://www.the-aps.org/press/releases/09/44.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Humane Society of United States (HSUS):&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://hsus.typepad.com/wayne/2007/06/b_dealers_a_cla.html&quot;&gt;http://hsus.typepad.com/wayne/2007/06/b_dealers_a_cla.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.humanesociety.org/news/press_releases/2009/05/class_b_dealer_system_unnecessary_052909.html&quot;&gt;http://www.humanesociety.org/news/press_releases/2009/05/class_b_dealer_system_unnecessary_052909.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://hsus.typepad.com/wayne/2009/11/class-b-dealers.html&quot;&gt;http://hsus.typepad.com/wayne/2009/11/class-b-dealers.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;National Academy of Sciences:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nap.edu/catalog.php?record_id=12641&quot;&gt;http://www.nap.edu/catalog.php?record_id=12641&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2010/01/randagio.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiTSniRKNU2YOXsYCqqgYhYtayyPz_qNgRE7AodyD5w0xLQnSCoQIqBVysVVtHcqFk89sYr5OqX_LYiyCr9-grdIrKOUFxpfZMsaZtaKwvDVMiBKNlnO8JIWLVnzrvfZHc44tRVLdjivxI/s72-c/Louis_Pasteur_Tierversuchen_(M_Renourad_-_Illustration_-_1884).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-4597409928242323233</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2009 06:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-02T07:13:38.402+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Rosso pompeiano</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-r8H_Gsmbz-Ncrr8tM3W8kiXedFeKFbmZAWsK_t5yY2TkzN5gvltc0A7aU-NEyiPKVn2z2Kn29itIBxkLUAfeozviYiah0SrgVUzeuUMRZpoU7qBHQqJNboGWJBLhaeSvpXCBKgvh2w0/s1600-h/Pompei_attenti_cane.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5410517083133008434&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-r8H_Gsmbz-Ncrr8tM3W8kiXedFeKFbmZAWsK_t5yY2TkzN5gvltc0A7aU-NEyiPKVn2z2Kn29itIBxkLUAfeozviYiah0SrgVUzeuUMRZpoU7qBHQqJNboGWJBLhaeSvpXCBKgvh2w0/s400/Pompei_attenti_cane.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;“Il randagismo aveva dato di Pompei un’immagine pessima”. Ah, ecco. Bella la battuta del commissario delegato Marcello Fiori… pronunciata in uno dei più grossi centri operativi della camorra. Un baraccone di soldi e d’interessi agglomerato intorno al santuario della Madonna del Rosario e alla sterminata area archeologica, con poco più di cento anni di storia e di 25.000 abitanti, e che è diventato città solo nel 2004.&lt;br /&gt;Con dietro una storia di abusi, di clientelismo, di degrado nella quale ha lottato eroicamente il soprintendente Guzzo, senza poteri se non quelli di tener duro il più possibile sulla tutela di un patrimonio dell’umanità. Altro che cani, che non sono altro che quelli che sopravvivono, riproducendosi a ritmo naturale, in tutte le strade di Pompei e della Campania, figuriamoci fra le domus e le insulae della città morta. Con buona pace di competemze e doveri della ASL e del Comune, che a lamentele e proposte di Guzzo avevano fatto orecchi da mercante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giustappunto. Perché l’area è una miniera d’oro, non solo in quanto tale, ma per l’indotto che produce. La sua desolazione può rappresentare lo stimolo per un valore aggiunto, cani compresi – anzi. E così, idea luminosa del Ministro della Cultura: “situazione di grave pericolo”, via con i commissari. Prima l’ex-prefetto Profili, che a onor del vero prosegue nel programma di Guzzo:  pulizia dai randagi umani (bancarellai, bagarinai e compagnia) e innovazioni di decoro. Anche fuori dell’area veramente, con i fondi della Soprintendenza, ma tant’è. E poi Fiori, vicecapo della Protezione civile, che a Pompei si fa vedere pochissimo, perché quasi non si muove dall’Aquila.&lt;br /&gt;E qui sta il punto. Fiori deve averne imparate di cose all’Aquila, in fatto di soluzioni del problema cani… compresa l’utilità dell’iniziativa mediatica, del lancio ingegnoso. Dell’evento, panacea dei nostri giorni, che attira non solo il pubblico, ma anche attori in cerca di visibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco, sparato in tutti i media, il progetto C(A)ve canem. Dietro il latino coatto c’è un colpo di genio: adotta un cane di Pompei, vincerai una giornata fra i monumenti. O l’inverso: sei qui in visita? ti diamo un cane, e se non puoi portarlo o venirlo a prendere te lo mandiamo dove vuoi, anche all’estero. Paghi uno, prendi due. In un colpo solo, dentro il turista e fuori il cane. Accessoriato di un nome da souvenir da due lire: Meleagro, Plauto, Menade, Licinio… omaggio alla cassa. E alle ortiche i doveri delle istituzioni e la tutela degli animali. Soluzione manageriale: svuotamento indolore e fruttuoso di un canile senza gabbie. Non sei contento, Meleagro? te ne vai, non so che fine farai, ma ave atque vale, addio e stammi bene. Scusa, eh… è per l’immagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorremmo tanto sapere a chi dobbiamo questo parto imprenditoriale e comunicazionale. Non ci stupisce che titolare dell’operazione sia la LAV, maestra in spot e con qualche esperienza in patrocinio di cleaning di luoghi ad alta densità canina. Stupisce che si sia portata dietro, non sappiamo bene se come comprimarie o come damigelle d’onore, le Presidenti dell’ENPA e della Lega del Cane. In entrambi i casi ci dispiacerebbe molto, perché si tratterebbe o di superficialità imperdonabile o di voltafaccia rispetto alle aspettative delle migliaia di persone che onorano il nome delle due associazioni, lavorando duro sul territorio e lottando contro l’improvvisazione, il cinismo, l’illegalità. Per non parlare delle tante altre che non si fregiano di grandi sigle – e che quindi ancora meno ambiscono al gioco dei riflettori e degli equilibri politici, ma tutelano gli animali con serietà, con coerenza e senza opportunismi. Se è uno scivolone, signore, rimediate, o diteci a che gioco giocate. Scusate, eh… non è per l’immagine, è per la sostanza.&lt;br /&gt;Per inciso: su Pompei lavorano, fra le altre, due organizzazioni tedesche. L’una, Streunerfreunde Pompeji – Pro 4 Zampe Pompei, ha uno stallo abusivo in zona vesuviana in cui stazionano cani in lista d’attesa per la Baviera. L’altra, Tierschutzverein Flusentiere, sembra esser piombata in grande angoscia alla notizia del progetto. Ai protettori di Meleagro un piccolo avviso: può darsi che da oggi molta gente del luogo visiti l’antica Pompei, e che l’ami tanto da mandarci qualche amico. Se già non lo sapete.&lt;br /&gt;Che peccato però che fra gli umani coinvolti in questa commedia nessuno sia arrossito. Che occasione mancata. Rosso pompeiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.icanidipompei.com/&quot;&gt;http://www.icanidipompei.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/animali/09_novembre_16/cave-canem-adozioni-trovatelli-pompei_6f5ad384-d2bc-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;http://www.corriere.it/animali/09_novembre_16/cave-canem-adozioni-trovatelli-pompei_6f5ad384-d2bc-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200811articoli/37955girata.asp&quot;&gt;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200811articoli/37955girata.asp&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/01/cosi-pompei-muore-di-nuovo.html&quot;&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/01/cosi-pompei-muore-di-nuovo.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.streunerhunde-am-vesuv.de/&quot;&gt;http://www.streunerhunde-am-vesuv.de/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.pro4zampepompei.com/&quot;&gt;http://www.pro4zampepompei.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flusentiere.de/news.php?sid=f4b9c22f4446cd64e32ba5cc2c779bc6#33&quot;&gt;http://www.flusentiere.de/news.php?sid=f4b9c22f4446cd64e32ba5cc2c779bc6#33&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/12/rosso-pompeiano.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-r8H_Gsmbz-Ncrr8tM3W8kiXedFeKFbmZAWsK_t5yY2TkzN5gvltc0A7aU-NEyiPKVn2z2Kn29itIBxkLUAfeozviYiah0SrgVUzeuUMRZpoU7qBHQqJNboGWJBLhaeSvpXCBKgvh2w0/s72-c/Pompei_attenti_cane.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>34</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-890476955620377198</guid><pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-30T07:12:46.921+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Ucraina – Germania, il mercato dei cadaveri</title><description>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEizapZXHu7SjsJLOuVLf2K7pR4Ok_6bXb5ote0RBl9xZXmgWkPoNaA7gbLe8P9gniBFrpJeG1wLsRcOLTGNEj5HaajBzGLnqyHu-oestlXmkJdKhw6vvd5PN9oxJoHJGDF_DFcF0ouz0MQ/s1600/Postmortale_Preise.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 169px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5409634573729472962&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEizapZXHu7SjsJLOuVLf2K7pR4Ok_6bXb5ote0RBl9xZXmgWkPoNaA7gbLe8P9gniBFrpJeG1wLsRcOLTGNEj5HaajBzGLnqyHu-oestlXmkJdKhw6vvd5PN9oxJoHJGDF_DFcF0ouz0MQ/s400/Postmortale_Preise.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Bild&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Rivista rivela notizie su macabri affari&lt;br /&gt;Ditta tedesca commercia in parti di cadaveri provenienti dall’Ucraina&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;23.08.2009 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Affari macabri con parti di cadaveri : la casa farmaceutica Tutogen, con sede a Neunkirchen am Brand in Alta Franconia, in Ucraina seziona cadaveri in grande stile. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dai molti documenti che ha in mano la rivista Der Spiegel, si desume che dai pezzi di cadaveri vengono ricavati “prodotti medici” .&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Sconvolgente: in molti casi i familiari non avevano chiara cognizione di cosa accadesse in realtà ai loro parenti defunti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;I cadaveri sono stati completamente fatti a pezzi!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A quanto sembra, la ditta ha pagato a gennaio 2002 per un osso dell&#39;avambraccio 42,90 euro, per una coscia completa pure 42,90 euro e per un sacco pericardico a seconda delle dimensioni, da 13,30 a 16,40 euro. Solo nell&#39;anno d’esercizio 2000/01 in Ucraina sono stati utilizzati per la ditta tedesca 1152 cadaveri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Una parente, Lena Krat di Kiev, ha riferito allo Spiegel di essere stata colta di sorpresacon la richiesta di mettere a disposizione il cadavere del padre per una donazione di tessuto. Le era stato detto che sarebbero state prelevate solo delle strisce di pelle. Ma in verità gli sono stati prelevati tendini interi, ossa e cartilagine. Lena Krat: “Se avessi saputo che avrebbero tolto tutto questo, non avrei dato il consenso”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il dirigente della sezione Medicina legale a Kiev, Wladimir Jurtschenko, ha confermato che a tutt&#39;oggi vengono sezionati cadaveri le cui ossa vanno a finire alla Tutogen.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I prodotti ricavati dalle parti dei cadaveri vengono impiantati come parti sostitutive in pazienti soprattutto negli Stati Uniti, ma il loro uso pare sia messo in discussione. Dice Wladimir Jurtschenko: “Negli anni scorsi il mercato di questo settore è cresciuto facendo raggiungere giri d&#39;affari miliardari. Se un cadavere dovesse essere completamente sezionato ed utilizzati tutti i pezzi, lavorato e venduto, potrebbe fruttare sino a 250.000 dollari”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Tutogen si rifiuta di rilasciare un&#39;intervista allo Spiegel e non risponde nemmeno alle domande inviate per iscritto.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color:#993300;&quot;&gt;&lt;em&gt;Bild &lt;/em&gt;riassume solo il primo articolo dell’inchiesta realizzata da Der Spiegel con la collaborazione di esperti di chirurgia e di etica medica e di giuristi. I giornalisti si sono recati in Ucraina alla sede della Bioimplant, appartenente al locale Ministero della Salute e fornitrice di Tutogen. Porte chiuse alla Bioimplant come alla Tutogen, ma ottimo lavoro sulle testimonianze raccolte dietro le quinte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color:#993300;&quot;&gt;Indubbia la “coercizione” esercitata sui parenti dei defunti nel momento in cui sono frastornati dal dolore: a Lena Krat, che riferisce “ero come sotto ipnosi”, fu chiesto nel 2004 di autorizzare il prelievo di strisce di tessuto dermico dal cadavere del padre “per trapiantarle su bambini ustionati”. Si insistette, le si mise in mano il formulario di donazione. Firmò. In realtà il cadavere fu praticamente smembrato, come avvenne di altri che era comunque sufficiente “tenere insieme ” fino ai funerali… “nella bara si vede solo il volto”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color:#993300;&quot;&gt;La Tutogen lavora, confeziona e vende tessuti (nel termine è compreso tutto: occhi, organi, ossa, fasci muscolari…) in oltre 40 Paesi in tutto il mondo. Un acquisto del genere può essere fatto anche in Internet. Il bacino d’utenza per eccellenza è quello americano, servito dalla casa madre Tutogen Medical Inc.: contro i 30.000 impianti chirurgici annui effettuati in Germania sta il milione di interventi degli Stati Uniti, per un mercato di un miliardo di dollari.&lt;br /&gt;Eppure la pratica è contestata. Secondo Klaus-Peter Günther, Presidente della Società di Ortopedia e Chirurgia ortopedica, l’uso di questo materiale non è affatto la prima scelta: in Germania lo standard sarebbe l’uso di tessuti presi dal paziente, seguito da quello di protesi in ceramica, di ossa di animali e di materiale osseo prelevato in altri interventi sostitutivi.&lt;br /&gt;Ai fornitori in Ucraina va una minima parte del guadagno: pochissime decine di euro, che però per stipendi standard di 200 euro rappresentano un incremento importante…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun risultato di rilevo, per ora, sul piano giudiziario: troppo scivoloso il terreno normativo per un’incriminazione per traffico di organi e tessuti. Non si è potuto procedere a Kiev sulla base della legge sui trapianti: in territorio ucraino si fanno solo prelievi… e un pugno di mosche, per ora, se la scena si sposta in Germania: nonostante la fornitura di una copiosa documentazione da parte dello Spiegel, la Procura di Bamberga non ha trovato ancora nulla che contravvenga alla normativa tedesca.&lt;br /&gt;Gli accertamenti continuano. Speriamo? Speriamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bild.de/BILD/news/2009/08/23/deutsche-firma/handelt-mit-leichenteilen.html&quot;&gt;http://www.bild.de/BILD/news/2009/08/23/deutsche-firma/handelt-mit-leichenteilen.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://suche.spiegel.de/suche/index.html?suchbereich=vorspann&amp;amp;suchbegriff=tutogen&quot;&gt;http://suche.spiegel.de/suche/index.html?suchbereich=vorspann&amp;amp;suchbegriff=tutogen&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/ucraina-germania-il-mercato-dei.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEizapZXHu7SjsJLOuVLf2K7pR4Ok_6bXb5ote0RBl9xZXmgWkPoNaA7gbLe8P9gniBFrpJeG1wLsRcOLTGNEj5HaajBzGLnqyHu-oestlXmkJdKhw6vvd5PN9oxJoHJGDF_DFcF0ouz0MQ/s72-c/Postmortale_Preise.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-818990852648437640</guid><pubDate>Sat, 28 Nov 2009 21:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-28T22:59:26.999+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stampa</category><title>Io urlavo ma nessuno mi sentiva</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWF48WtJe6zI46LQ35gWser1TH3wNoLahnDRHWfdIea47UIKJvMykcbWGGZBdqRaxZ9xV_0nohdkRSs9dMMyskLOzwbkV0iMi6OoRscHtPB5jDC9RE79Y-eBoNlQSLo-mA1_oBo9rsmgw/s1600/VOLTO_B1--180x140.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 269px; DISPLAY: block; HEIGHT: 208px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5409275570794946738&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWF48WtJe6zI46LQ35gWser1TH3wNoLahnDRHWfdIea47UIKJvMykcbWGGZBdqRaxZ9xV_0nohdkRSs9dMMyskLOzwbkV0iMi6OoRscHtPB5jDC9RE79Y-eBoNlQSLo-mA1_oBo9rsmgw/s400/VOLTO_B1--180x140.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per 23 anni lo credono in stato vegetativo. Ma lui ascoltava e capiva&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;MILANO &lt;/strong&gt;- Diagnosi errata: un uomo in Belgio, dopo un gravissimo incidente in auto, è stato curato come un paziente in coma per 23 anni. Il 46enne era però cosciente, ma a causa della paralisi non riusciva a difendersi e comunicare col mondo esterno, fino a quando il grave errore non è stato scoperto e un dottore lo ha liberato dalla sua &quot;prigione&quot;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;SOGNI&lt;/strong&gt; - «L&#39;ho trascorso sognando», risponde Rom Houben, a chi oggi gli chiede come abbia potuto superare tutto questo tempo. Per 23 anni i medici lo hanno trattato erroneamente come un paziente in stato vegetativo. L&#39;uomo, tuttavia, era quasi completamente cosciente. Per i dottori e gli infermieri della struttura della cittadina belga di Zolder, in Belgio, il paziente era stato classificato come un caso senza speranza, la sua coscienza era data per spenta. Lottatore sportivo e studente di ingegneria, il belga Rom Houben era caduto nel presunto stato vegetativo dopo un incidente in macchina nel 1983. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;«HO URLATO, MA NESSUNO MI SENTIVA»&lt;/strong&gt; - Solamente una recente analisi all&#39;università di Liegi ha potuto far luce: Houben, in verità, in tutti questi anni era «paralizzato». Imprigionato in un corpo che non riusciva più a muovere. Le immagini di un esame hanno rivelato che il suo cervello era rimasto quasi completamente funzionale. Adesso il paziente può comunicare con l&#39;aiuto di un computer dotato di una speciale tastiera. Quando si è svegliato dopo il tragico incidente, come ha riferito Houben, il corpo non gli ha più dato ascolto: «Ho urlato, ma non si sentiva nulla». È quindi diventato testimone impotente di medici e infermieri che hanno cercato di parlagli, fino a quando hanno rinunciato a tutte le speranze. «Mai dimenticherò il giorno in cui hanno scoperto che non ero incosciente: è stata la mia seconda nascita» scrive adesso Houben. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;DIAGNOSI SBAGLIATA&lt;/strong&gt; - Steven Laureys, neurologo dell’Università di Liegi in Belgio che ha condotto l&#39;analisi sul caso, aveva pubblicato appena l&#39;estate scorsa uno studio secondo il quale il numero di pazienti in stato vegetativo diagnosticati erroneamente sarebbe molto alto. Secondo gli esperti, in Europa le diagnosi errate sfiorano il 40%. Laureys e il suo team del centro di Neurobiologia cellulare e molecolare di Liegi hanno spiegato che oltre un terzo dei pazienti cui è stata formulata una diagnosi iniziale di stato vegetativo o stato vegetativo persistente mostra, in presenza di un&#39;analisi più approfondita, segnali minimi di coscienza. Il medico ha anche messo l&#39;accento sulla necessità di procedere con attenzione nella diagnosi di disturbi dello stato di coscienza, specie per evitare di designare pazienti sbagliati all&#39;interruzione di nutrizione e alimentazione artificiali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;QUESTIONE DI ETICHETTE&lt;/strong&gt; - Resta da chiedersi come sia stato possibile che l&#39;errore a danno di Houben sia perdurato per tutti questi anni. Per Laureys si tratta di una sorta «di errore nel sistema»: «È anche una questione di &quot;etichette&quot; che vengono apposte al paziente», ha spiegato. Che possono fare la differenza tra la vita e la morte. «Se una persona in un letto di ospedale ha un’etichetta con la scritta &quot;stato di minima coscienza&quot; o &quot;stato vegetativo&quot;, difficilmente riuscirà a toglierselo di dosso» ha confermato da parte sua Houben. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;OGGI ERRORE IMPOSSIBILE&lt;/strong&gt; - Di diverso parere il professor Giancarlo Comi, &lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/salute/09_novembre_24/comi-sindorme-locked-in_cb550602-d8e1-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml&quot; target=&quot;&quot;&gt;presidente dei neurologi italiani: «Oggi se si usano gli strumenti a disposizione questo errore non si rischia più&lt;/a&gt;. Utilizzando la risonanza magnetica si possono distinguere questi casi dallo stato vegetativo persistente». Anche riguardo alla posizione secondo cui circa il 40% delle diagnosi di stato vegetativo rischiano di essere errate, il professor Comi ha idee diverse: «Mi sembra un&#39;affermazione azzardata. Oggi se si usano tutti gli strumenti a disposizione errori di diagnosi fra sindrome &quot;locked-in&quot;, come quella del paziente belga, e stato vegetativo persistente non dovrebbero essere possibili. Per stato vegetativo persistente si intendono casi come quelli che hanno occupato la cronaca in Italia l&#39;anno scorso, e che sono determinati da danni multifocali al cervello in cui a essere compromessa è anche la capacità elaborativa, in gradi diversi a seconda dei casi e del livello di danneggiamento del cervello. Il caso descritto invece è dovuto a una lesione di una struttura cerebrale che &quot;taglia&quot; le fibre motorie e sensitive a livello del&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/salute/dizionario/tronco_encefalico/index.shtml&quot; target=&quot;&quot;&gt; tronco encefalico &lt;/a&gt;ma lascia intatta la capacità elaborativa cerebrale e la capacità di vedere e sentire».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Elmar Burchia24 novembre 2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/salute/09_novembre_24/paziente-cosciente-23-anni-coma_9de9d174-d8e7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;http://www.corriere.it/salute/09_novembre_24/paziente-cosciente-23-anni-coma_9de9d174-d8e7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/io-urlavo-ma-nessuno-mi-sentiva.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWF48WtJe6zI46LQ35gWser1TH3wNoLahnDRHWfdIea47UIKJvMykcbWGGZBdqRaxZ9xV_0nohdkRSs9dMMyskLOzwbkV0iMi6OoRscHtPB5jDC9RE79Y-eBoNlQSLo-mA1_oBo9rsmgw/s72-c/VOLTO_B1--180x140.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-8535241607992439306</guid><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-28T23:02:49.757+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Pro Animale a Hornberg, storia chiusa</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5hPeIQGfQLsIKYymu5SFCyVtJr3eRhF3RHXXsT-hPh4JwaE_wJDNeNs9UH-HO-EGWjhHlM-ZidoYmx6dyvqEDJ44TAaaJJP6hMqDVUBYPcEtLIMMzNsOAZUYc9-U0nH6DSKV74lFyQu0/s1600/Pro_Piantina.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 302px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5408172570614221426&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5hPeIQGfQLsIKYymu5SFCyVtJr3eRhF3RHXXsT-hPh4JwaE_wJDNeNs9UH-HO-EGWjhHlM-ZidoYmx6dyvqEDJ44TAaaJJP6hMqDVUBYPcEtLIMMzNsOAZUYc9-U0nH6DSKV74lFyQu0/s400/Pro_Piantina.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKyEDEZXPKPtTC90YHUkTwJ0mJUW9njFBN1FYLWpkeHUwJ5nmGn5F95LCf2xufWnRVokPdnPQCm5qJfrx8Y0-07QPypwmLeCDL3evy-CAc7xKECxR4MftVDUl45Y4dxtTIrJaaARz9sew/s1600/akt_irland01.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;WIDTH: 400px; HEIGHT: 361px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5408172436526625954&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKyEDEZXPKPtTC90YHUkTwJ0mJUW9njFBN1FYLWpkeHUwJ5nmGn5F95LCf2xufWnRVokPdnPQCm5qJfrx8Y0-07QPypwmLeCDL3evy-CAc7xKECxR4MftVDUl45Y4dxtTIrJaaARz9sew/s400/akt_irland01.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7m4iaQkNwLfhci7UVxV-PUjvIQ8QfsCkDls0fjTBd5t2RQyOe1wnl6ctLRZIT2RUF6t05rsD0y0ktw5Axkw8_Y5kJLoRrJSEZzcp7UjoCEvE4eVi6JcGxX-2jC_VHZLm7JyRcY0fLdOA/s1600/akt_irland02.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;WIDTH: 291px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5408172265998283074&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7m4iaQkNwLfhci7UVxV-PUjvIQ8QfsCkDls0fjTBd5t2RQyOe1wnl6ctLRZIT2RUF6t05rsD0y0ktw5Axkw8_Y5kJLoRrJSEZzcp7UjoCEvE4eVi6JcGxX-2jC_VHZLm7JyRcY0fLdOA/s400/akt_irland02.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Ricordate la questione del rifugio di Hornberg nel Baden-Württemberg, sbandierato dalla multinazionale dell’import-export come un modello dal quale imparare? riprodotto in giro per l’impero dell’organizzazione che, inseguendo la miseria degli animali, “non conosce frontiere” (et pour cause…), fino all’esempio più recente di Assisi, a edificazione e insegnamento per gli altri Paesi? difeso con vera rabbia contro i detrattori, al punto da lasciar insinuare sulla stampa italiana che le autorità tedesche sarebbero influenzate o corrotte, solo per aver voluto compiere il loro dovere? Tracce Diverse ha seguito la vicenda dall’inizio:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2008/08/chiusura-tardiva-commercio-di-animali.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2008/08/chiusura-tardiva-commercio-di-animali.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/04/commercio-professionale-di-animali-il.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/04/commercio-professionale-di-animali-il.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;em&gt;Schwarzwaelder Bote&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Il rifugio per animali ora è una storia conclusa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;23.11.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Reichenbach. Il rifugio gestito in passato dall’associazione Pro Animale presso la fattoria della contrada di Reichenbach a Hornberg è ormai storia definitivamente chiusa. Venerdì scorso [23 novembre N.d.T.], nel processo presso il Tribunale amministrativo di Friburgo, l’associazione ha ritirato il ricorso che aveva presentato contro la chiusura della struttura, ordinata dall’Ufficio di Presidenza del circondario di Ortenau. Il Tribunale ha ora archiviato la causa.&lt;br /&gt;L’Ufficio di Presidenza aveva ordinato la chiusura del rifugio nel luglio del 2008. Le accuse ai gestori erano pesanti. Le autorità avevano addotto una serie di motivazioni, come requisiti insufficienti quanto alla struttura e al personale e mancato rispetto delle leggi sull’importazione. Dai controlli effettuati, gli animali venivano tenuti in spazi angusti e i locali usati per la detenzione degli animali non erano autorizzati, anzi non avrebbero mai potuto ottenere l’autorizzazione. Inoltre le Autorità hanno contestato la carenza di personale professionale che potesse eseguire correttamente i compiti ad esso spettanti.&lt;br /&gt;“Nemmeno nei quattro mesi di proroga concessi, la struttura è stata in grado di esibire personale idoneo”, era indicato allora nella lista di motivazioni delle Autorità. Inoltre, l’Ufficio veterinario ha verificato che non sussisteva “l’affidabilità” dell’attività come prescritto nel Tierschutzgesetz [legge federale di tutela degli animali]. “L’attività è contravvenuta alla Tierschutz-Hundeverordnung [regolamento federale sulla detenzione e l’allevamento di cani] e alle norme sull’importazione, in quanto ha importato un gran numero di cani anche da territorio asiatico”.&lt;br /&gt;La Pro Animale vedeva la cosa in modo diverso. La sede centrale dell’organizzazione, a Schweinfurt, aveva presentato quindi ricorso all’Ufficio di Presidenza del governo a Friburgo nei termini di legge. In una comunicazione dell’associazione si dichiarava che nei diciotto anni d’esistenza della “fattoria” erano stati accuditi gratuitamente oltre 1000 animali di Hornberg. L’accusa di un pericolo di infezioni causate da animali importati dall’estero, l’associazione chiaramente l’ha respinta.&lt;br /&gt;Nella diatriba sul rifugio era stata coinvolta anche la città di Hornberg. Il borgomastro Siegfried Scheffold propose alla Pro Animale di visionare gli atti e così sincerarsi che la municipalità non avesse a che vedere con la chiusura del rifugio. Ma la Pro Animale rifiutò l’offerta. ”Per oltre 100 cani e 40 gatti provenienti dai paesi più svariati, non c’era nemmeno una persona qualificata per la cura degli animali” ha riferito Michael Loritz, capo della Sezione per l’Ordine presso l’Ufficio di Presidenza del circondario di Ortenau. “Per questo motivo abbiamo dovuto classificare l’organizzazione Pro Animale come inaffidabile e ritirare la licenza per il rifugio di Hornberg”.&lt;br /&gt;Contro il provvedimento la Pro Animale aveva presentato ricorso e in primo luogo aveva promosso azione legale contro la risposta al ricorso data dal Tribunale amministrativo di Friburgo.&lt;br /&gt;E. Gräff&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Pro Animale für Tiere in Not fu fondata ufficialmente ventiquattro anni fa, dopo il consueto periodo di rodaggio in sordina, da Johanna Wothke, all’epoca insegnante nelle scuole elementari. In questo quarto di secolo si è costruita un vero impero con una rete di centri di raccolta accortamente distribuiti fra l’Atlantico, la Russia e l’Asia e affiancati da un certo numero di fondazioni – uno scacchiere assemblato con vero spirito imprenditoriale dalla Wothke, che ne è tuttora la manager-presidente. Il caso Hornberg, par di capire, rivelando verità scomode apre una di quelle piccole crepe che qualche volta fanno rovinare una diga. Che cosa abbia spinto l’organizzazione a ritirarsi, diciamo così, spontaneamente di fronte alle autorità tedesche è questione che ci incuriosisce non poco, e magari un giorno ne sapremo di più. È certo che, venendo a mancare il punto di import nel Baden-Württemberg, bisogna riorganizzare il settore…&lt;br /&gt;Intanto però si incontrano in giro segni sparsi di una fibrillazione che ci sconcerta un po’:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Hornberg ha scatenato nel mondo animalista tedesco dibattiti a non finire, liberando la voglia di più d’uno di rilasciare testimonianze inaspettate&lt;br /&gt;- dall’Irlanda, dove la Pro Animale (che abbiamo incontrato come Pro Animale Ireland Ltd.) gestisce il centro di raccolta di Avalon (beh, in Irlanda… come dire “Assisi” in Italia, questione di pubblicità evocativa), dall’Irlanda dunque sono approdate nei forum tedeschi voci poco lusinghiere già circolanti e accenni velati a prossimi sbocchi in tribunale. Voci di forum, e come tali vanno prese. Però…&lt;br /&gt;- … nel sito della Pro Animale, che pure ha sempre professionalmente ignorato tutto quanto non rientrasse nella pubblicizzazione dell’attività, era già comparso un inaspettato “chiarimento in seguito alle accuse” sotto la forma, un po’ ingenua per la verità, di un biglietto casalingo. Il firmatario si qualifica come antiquario tedesco esercente nei pressi del rifugio irlandese. E dichiara la sua stima per la signora Wothke, assicurando che in tredici anni ha speso nel suo negozio non più di 500 euro. ( Vedi immagini sopra)&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Cosa sta dunque succedendo, per spingere la potente organizzazione a pubblicare in Germania un “chiarimento” su quelle che s’indovinano come presunte maldicenze dalla sperduta contea di Galway?&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;- daremmo molto volentieri il link della pagina del sito, se non fosse che il grande, ricco, articolato sito della Pro Animale für Tiere in Not: &lt;a href=&quot;http://www.pro-animale.de/&quot;&gt;http://www.pro-animale.de/&lt;/a&gt; (e anche il &lt;a href=&quot;http://www.pro-animale.eu/&quot;&gt;http://www.pro-animale.eu/&lt;/a&gt;) … sembra scomparso, e non da ora. Ristrutturazione?&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;- a proposito. Lo statuto della Pro Animale prevedeva che in caso di scioglimento dell’organizzazione o di soppressione delle sue finalità il patrimonio disponibile dovesse essere essere utilizzato solo a fini di pubblica utilità (art. 10). Il periodico della Pro Animale uscito a luglio, Sommertropfen, annuncia un’importante modifica: nel caso contemplato, il patrimonio dovrà essere trasferito a tre affiliate estere: la Fondacja Pro Animale in Polonia, la Pro Animale Austria e la Pro Animale Irlanda. Previdenza? preveggenza? riconversione? salto della quaglia… chiediamo scusa, un nuovo scacchiere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vivrà vedrà. Intanto ci consentiamo un “grazie” alle autorità del Baden-Württemberg e, però, una domanda a quelle italiane: altri animali, dai centri di raccolta che la Pro Animale già possiede qui da noi – se non sta per procurarsene di nuovi – dovranno ancora seguire la sorte dei loro simili deportati e venduti a Hornberg?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.schwarzwaelder-bote.de/wm?catId=78821&amp;amp;artId=14449252&quot;&gt;http://www.schwarzwaelder-bote.de/wm?catId=78821&amp;amp;artId=14449252&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.hundezeitung.de/hundewiese/viewtopic.php?p=153179&amp;amp;sid=5fddbaf125f722959312a0d306df2ae1&quot;&gt;http://www.hundezeitung.de/hundewiese/viewtopic.php?p=153179&amp;amp;sid=5fddbaf125f722959312a0d306df2ae1&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.verlassene-pfoten.de/wbb2/thread.php?threadid=3630&amp;amp;threadview=0&amp;amp;hilight=&amp;amp;hilightuser=0&amp;amp;page=4&quot;&gt;http://www.verlassene-pfoten.de/wbb2/thread.php?threadid=3630&amp;amp;threadview=0&amp;amp;hilight=&amp;amp;hilightuser=0&amp;amp;page=4&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;a href=&quot;mhtml:%7BFF83265E-33B7-4F96-9063-2E34CEBE780E%7Dmid://00000175/!x-usc:http://www.animal-health-online.de/klein/2009/11/26/pro-animale-zieht-klage-zuruck-tierherberge-bleibt-geschlossen/4656/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/11/26/pro-animale-zieht-klage-zuruck-tierherberge-bleibt-geschlossen/4656/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/pro-animale-hornberg-storia-chiusa.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5hPeIQGfQLsIKYymu5SFCyVtJr3eRhF3RHXXsT-hPh4JwaE_wJDNeNs9UH-HO-EGWjhHlM-ZidoYmx6dyvqEDJ44TAaaJJP6hMqDVUBYPcEtLIMMzNsOAZUYc9-U0nH6DSKV74lFyQu0/s72-c/Pro_Piantina.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>21</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-6453934235534784502</guid><pubDate>Sat, 21 Nov 2009 06:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-21T08:13:33.258+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Germania, il gorgo infinito dei cani scomparsi</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTNMadNrweTrlYVj7CPDbLvbNl9IQfqr83DAWFaBlsmCQZIeFWc2aIpYqGwcuTHSGhzsYQeEaBYo8S1ikdVHyldaJF6Zebd6OshcPlXgxuuE-CGj5QTjgbJSUqZ-QtMY8gXhRKJGKQQxU/s1600/canenero_2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5406440287130020066&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTNMadNrweTrlYVj7CPDbLvbNl9IQfqr83DAWFaBlsmCQZIeFWc2aIpYqGwcuTHSGhzsYQeEaBYo8S1ikdVHyldaJF6Zebd6OshcPlXgxuuE-CGj5QTjgbJSUqZ-QtMY8gXhRKJGKQQxU/s400/canenero_2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Pubblichiamo integralmente l’articolo uscito in Tierschutz Schattenseiten del quale avevamo dato un estratto qualche tempo fa. Sulla base di dati ufficiali, vi si elabora una statistica di evidenza agghiacciante che solleva senza sottintesi la questione della sorte dei cani importati dalle organizzazioni “di protezione animale”.L’articolo è di un anno fa, e vi si legge un’atmosfera già calda per le prime dure reazioni di alcuni Paesi oggetto delle incursioni di un esercito di “salvatori” di animali. Ora che anche da noi sembra finalmente aperto il dibattito, e visto che anche ad alto livello qualcuno insiste ancora, con una pervicacia inquietante, sulle adozioni generose del popolo tedesco, ci sembra opportuno riproporlo. Per rinfrescare la memoria – a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;Spariscono nel nulla oltre 300.000 cani!&lt;br /&gt;Le domande sono: cosa è accaduto di questi cani? Dove sono? &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;9.12.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;I fatti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;In Germania vivono circa 5,3 milioni di cani. Questo numero si mantiene abbastanza stabile da anni. Lo confermano anche i dati dell’&lt;a href=&quot;http://www.ivh-online.de/de/home/der-verband/daten-fakten.html&quot;&gt;Industrieverband Heimtierbedarf (IVH) e.V&lt;/a&gt;. [associazione delle ditte di prodotti per animali]. In effetti, le vendite di cibo umido sono diminuite dell &lt;strong&gt;0,4% su 342 milioni di euro&lt;/strong&gt; e quelle di cibo secco dello&lt;strong&gt; 0,4 % su 374 milioni di euro&lt;/strong&gt;. Se si calcola l’aumento dei prezzi ad unità, il numero dei cani in Germania risulta anche in leggera diminuzione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Secondo i dati del VDH (Verband für das Deutsche Hundewesen) ogni anno si vendono in Germania circa &lt;strong&gt;345.000 cani di razza &lt;/strong&gt;(un terzo circa dei quali da allevamenti VDH) e circa &lt;strong&gt;155.000 cuccioli meticci&lt;/strong&gt;. Complessivamente circa 500.000 cani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’aspettativa media di vita di un cane in Germania è di circa &lt;strong&gt;12 anni.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Sulla base del numero assoluto di&lt;strong&gt; 5,3 milioni di cani&lt;/strong&gt;, ne risulta un dato di mortalità/eutanasia di &lt;strong&gt;441.666,66&lt;/strong&gt; cani all’anno. In un’ipotetica speranza di vita media di &lt;strong&gt;13,5 anni&lt;/strong&gt;, la mortalità/eutanasia media ammonta a &lt;strong&gt;392.592,59&lt;/strong&gt; cani all’anno. &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Valori stimati&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Si calcola che da &lt;strong&gt;30.000 a 50.000&lt;/strong&gt; cani siano acquistati ogni anno al confine, nei mercati settimanali del Belgio e nella zona di frontiera con la Polonia e la Repubblica Ceca. Se si considera la percentuale molto alta di decessi, il&lt;strong&gt; 50%&lt;/strong&gt; nei primi due mesi dall’acquisto, resta un incremento reale della popolazione canina che va dai &lt;strong&gt;15.000 ai 25.000 cani&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;Secondo una stima resa pubblica dalla stampa, fatta nel 2003 dalla dott.ssa Christa Wilczek, dirigente veterinario, capo del Dipartimento Benessere animale e Zoonosi e autrice di saggi specialistici, l’importazione di cani da parte di associazioni animaliste ammonta a circa &lt;strong&gt;200.000 animali l’&lt;/strong&gt;anno. Da allora però è aumentato drasticamente il numero delle associazioni animaliste importatrici, dei rifugi pubblici e privati coinvolti e anche dei posti di stallo. Si deve quindi considerare un volume di importazione minimo che va da &lt;strong&gt;350.000 a 400.000&lt;/strong&gt; cani (stima di Tierschutz Schattenseiten).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Di fatto&lt;/strong&gt; a un dato di mortalità minimo di &lt;strong&gt;392.592,59 cani&lt;/strong&gt; corrisponde un incremento teorico di &lt;strong&gt;850.025 cani&lt;/strong&gt;. Ne risulta un aumento teorico della popolazione canina complessiva in Germania di circa &lt;strong&gt;457.432,41 animali all’anno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Calcolo inverso:&lt;/strong&gt; a un dato di mortalità massimo di &lt;strong&gt;441.666.66&lt;/strong&gt; cani corrisponde un incremento minimo di &lt;strong&gt;715.000&lt;/strong&gt; cani. Ne risulta un aumento teorico della popolazione canina complessiva in Germania di circa &lt;strong&gt;273.333,34 cani all’anno&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Chiarimento/Valori teorici:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; A molti cani importati, anche a causa dello stress del trasporto e del nuovo ambiente, si conclama un&#39;infezione già latente. Molti cani importati a causa del loro imprinting e/o loro storia precedente non riescono ad adattarsi al tipo di vita tedesco. Molti di loro, a causa di quanto appena detto, vengono qualificati come cani con problemi comportametnali non curabili e soppressi ufficialmente o ufficiosamente. Per lo meno, molti di loro scompaiono dalla scena. Naturalmente questo riduce l’aspettativa “media” di vita.&lt;br /&gt;S’intende che l’aspettativa media di vita si riduce matematicamente anche a causa dell&#39;importazione di cani anziani e malati. Molti animali, che hanno subito danni per le precedenti condizioni di vita in rifugi dell’Europa dell&#39;Est e del Sud, in Germania vivono solo pochi anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è possibile rintracciare dati attendibili medi. Dunque, regoliamo/riduciamo di &lt;strong&gt;150.000 animali all&#39;anno &lt;/strong&gt;le informazioni suddette sull’aumento teorico della popolazione.&lt;br /&gt;Restano quindi&lt;strong&gt; 307.432&lt;/strong&gt;, ma al minimo &lt;strong&gt;123.000&lt;/strong&gt; cani all&#39;anno, il cui destino e sorte sono sconosciuti e probabilmente rimarranno tali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sembra certo solo che :&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non vengono soppressi e smaltiti secondo la legge.&lt;/strong&gt; Un volume di minimo &lt;strong&gt;123.000&lt;/strong&gt; carcasse l&#39;anno non potrebbe passare inosservato alle ditte di smaltimento e verrebbe reso pubblico. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Non si trovano in rifugi tedeschi&lt;/strong&gt;, poiché questi ultimi con un volume minimo di &lt;strong&gt;123.000&lt;/strong&gt; animali nel giro di un anno sarebbero al collasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non vengono uccisi privatamente e sotterrati&lt;/strong&gt;. Un numero di persone così alto non potrebbe farlo e nemmeno esistono tanti fondi privati.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Una parte dei cani viene probabilmente nutrita con prodotti alimentari normali e non è registrata. Ma il loro numero non è statisticamente rilevante. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Germania spariscono annualmente tra&lt;strong&gt; 307.432 e 123.000&lt;/strong&gt; cani, senza lasciare traccia a quel che pare. La maggior parte di questi cani proviene con alta probabilità dalla protezione animale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quasi tutti i cani della cosiddetta protezione animale all&#39;estero (Auslandstierschutz) sono esportati ufficiosamente, spesso illegalmente e di converso importati ufficiosamente, spesso illegalmente in Germania. A fronte di una politica non trasparente di importazione e cessione dei cani da parte delle organizzazioni per la protezione animale, sta l&#39;inspiegabile sparizione di un numero che va sino a 307.432 cani all&#39;anno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sospetto espresso in modo sempre più incalzante da associazioni di protezione animale straniere e da istituzioni statali, che animalisti tedeschi cedano molti dei cani importati a stabulari e facoltà veterinarie, sembra si stia rafforzando. Per lo meno le associazioni animaliste tedesche, a causa del loro modo di agire, non sono in grado né di smentire questo sospetto né di confutare le accuse. E nemmeno l&#39;invio di lettere di protesta con allegate foto di cani felicemente adottati cambia più alcunché. Non in questa misera quantità e ancora meno senza poter dimostrare la provenienza e l&#39;identità di ogni singolo cane. Ma proprio questi ultimi dati gli animalisti non possono produrli. Non se i cani sono stati esportati e importati illegalmente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alle associazioni animaliste non resterà alla fine altro da fare che cambiare radicalmente il proprio modo di agire e intraprendere con le autorità competenti una comunicazione piuttosto che un confronto. Fino ad allora le autorità sono costrette a impedire le esportazioni di animali randagi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fonti dei valori riportati:&lt;br /&gt;Verband für das Deutsche Hundewesen (VDH): &lt;a href=&quot;http://www.vdh.de/alles_fuer_medien/daten_und_fakten_zahlen_zur_hundehaltung_und_zucht.php&quot;&gt;http://www.vdh.de/alles_fuer_medien/daten_und_fakten_zahlen_zur_hundehaltung_und_zucht.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ivh-online.de/de/home/der-verband/daten-fakten.html&quot;&gt;Industrieverband Heimtierbedarf (IVH) e.V&lt;/a&gt;.: &lt;a href=&quot;http://www.ivh-online.de/de/home/der-verband/daten-fakten.html&quot;&gt;http://www.ivh-online.de/de/home/der-verband/daten-fakten.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tierschutz-schattenseiten.com/index.php/artikel-aus-2008/1394-ueber-300000-hunde-spurlos-verschwunden&quot;&gt;http://www.tierschutz-schattenseiten.com/index.php/artikel-aus-2008/1394-ueber-300000-hunde-spurlos-verschwunden&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/germania-il-gorgo-infinito-dei-cani.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTNMadNrweTrlYVj7CPDbLvbNl9IQfqr83DAWFaBlsmCQZIeFWc2aIpYqGwcuTHSGhzsYQeEaBYo8S1ikdVHyldaJF6Zebd6OshcPlXgxuuE-CGj5QTjgbJSUqZ-QtMY8gXhRKJGKQQxU/s72-c/canenero_2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-5423281034055951011</guid><pubDate>Fri, 13 Nov 2009 06:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-13T22:45:09.710+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Adottatoooo!!</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH7xhi41Fmqt_t2uLFzusEoD7Ipp8F1HpD6XGepYkIKC7A2hUwtQXJOcYIpTryvxYmF29Kr4khlbjOd1Pkzu0PAPJPxIGlz0mlW6wPyS_MPV1ijJkLi3zo-thAPqQ4uU2BcAJJHTqs27o/s1600-h/rudistella.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 254px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5403706867485425698&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH7xhi41Fmqt_t2uLFzusEoD7Ipp8F1HpD6XGepYkIKC7A2hUwtQXJOcYIpTryvxYmF29Kr4khlbjOd1Pkzu0PAPJPxIGlz0mlW6wPyS_MPV1ijJkLi3zo-thAPqQ4uU2BcAJJHTqs27o/s400/rudistella.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhs8JGlZVl6f9lv2MeOTNJoO9cE80571miYQQknnxbkle2uGfaf6ZfVcw0OvfpZX9f4zqRmF4UQIiKYr9RCUyMmWBdhEPKliU6zS2EYrtMInWRVP7q8g2WLXU5f3ej6HYxfYjjdbLFQmIM/s1600-h/stella.jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Gira ovunque, come da richiesta, l’ennesimo appello degli intrepidi volontari (di che?) usi a sbarazzarsi dei pelosetti del Sud gettandoli, inconsapevolmente o meno…, tra le grinfie di chiunque, per poi gridare a tutti la loro disperazione. La loro. In attesa, ovviamente, della prossima spedizione.&lt;br /&gt;I nomi li sappiamo, ma è inutile pubblicarli: sono intercambiabili con cento, mille altri.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Inviato:&lt;/strong&gt; martedì 10 novembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Oggetto:&lt;/strong&gt; fate girare, cane affidato... non si sa che fine abbia fatto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;Ragazzi vi prego fate girare è urgente, a tutti i vs. contatti, il cagnolino che vedete nella foto, si chiama RUDY incrocio spinone color miele, ha circa 3-4 anni, maschio castrato, microchip n. 985121011821617, tale cagnolone in data 9/09/08 è stato dato in adozione (no comment) ad un tale extracomunitario Sig. T. C. Jr. C., residente in Trecasati [Trecasali N.d.R.] prov. di Parma, questo tizio quando è stato chiamato per il controllo post affido, dopo mesi e mesi di inutili e reiterate telefonate, anche perché era sempre fuori casa per lavoro e sosteneva che il cane fosse con lui, ha risposto con parole poco gentili anzi imprecando con parolacce alla volontaria A. che voleva sapere del cane sostenendo che lo aveva regalato!… A. è disperata, non sa che fare non sappiamo se il cagnolone è scappato, oppure adottato da altre persone (volesse il cielo), o addirittura ospite in qualche struttura, vi prego non vi costa nulla fate girare non si può mai sapere se qualcuno ricorda qualcosa o addirittura è entrato in contatto con il cane, siamo tanti e copriamo tutto il territorio nazionale, Rudy potrebbe essere ovunque.Vorremmo solo sapere che RUDY ha una famiglia che lo ama ed è felice!Se può essere di aiuto quando è stato dato Rudy, contestualmente è stata affidata sempre a questo tale una femmina di nome Stella incrocio pastore, della quale però al momento non ho microchip, se sono girovaghi dovrebbero essere insieme…per qualsiasi cosa rivolgersi a [...] &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#660000;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lasciamo i commenti ai chi legge, limitandoci a osservare che: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;- chi, dopo più di un anno, ha lanciato l’appello è una nota e pervicace spedizioniera che, a una semplice ricerca su Google, ci riversa addosso ancora oggi un profluvio di cani sparati a raffica dal Napoletano verso luminosi destini&lt;br /&gt;- la persona in questione non sa neppure esattamente come si chiami il luogo dove sono stati affidati (si fa per dire) ben due cani. E già, staffetta dopo staffetta… come si fa a saperlo, e perché chiederselo?&lt;br /&gt;- il cane di cui si dà il chip risulta tuttora nell’anagrafe canina della Campania, sia pure con l’aggiunta di un sibillino “fuori Regione”. Il che vuol dire che non è stato mai registrato nell’anagrafe dell’Emilia Romagna, e buonanotte alle norme, ai moduli di affido e ai rigorosi controlli pre e post, che farebbero ridere se non ci fosse da piangere.&lt;br /&gt;- quanto all’altro cane, lasciamo perdere… salvo osservare che, toh, dalla foto sembra far parte di un gruppo di cani di strada…&lt;br /&gt;- in ogni caso, non si vorrebbe procedere minimamente contro il cosiddetto affidatario… già, bisognerebbe interpellare le autorità, e con quali conseguenze? Per cui, si vorrebbe solo sapere che Rudy ha una famiglia che lo ama ed è felice. Un dettaglio.&lt;br /&gt;- non continuiamo, sono aperti i giochi: quante altre ne trovate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è ingenuità, è un’ingenuità criminale. Se non lo è, inutile parlarne. Auf Wiedersehen.&lt;br /&gt;Ma una cosa vorremmo saperla, e da tempo: ragazzi, giovani o stagionati che siate, ma i soldi e il tempo per battere l’Italia in lungo e in largo, in alto e in basso, per coprire, come dite, tutto il territorio nazionale… chi ve li dà? O è questo il lavoro di cui vivete?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/11/adottatoooo.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH7xhi41Fmqt_t2uLFzusEoD7Ipp8F1HpD6XGepYkIKC7A2hUwtQXJOcYIpTryvxYmF29Kr4khlbjOd1Pkzu0PAPJPxIGlz0mlW6wPyS_MPV1ijJkLi3zo-thAPqQ4uU2BcAJJHTqs27o/s72-c/rudistella.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-4431510571016539797</guid><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 05:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-31T07:41:48.098+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Germania, le pulizie continuano</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlDg2Teq-P8T_UGSTC93tvPbaRoNy8GWt7eDNf3efD8KzJ8uKHbB7HTNYIamYHJdwPgHZA1s9SYI96z3rxdNfKHAbX1i7jhEAID1_fCeUuIe2PODjXGQ3_pB_AckRJmI-wvWPyuCduM2I/s1600-h/gabbia.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 330px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5398267264819175378&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlDg2Teq-P8T_UGSTC93tvPbaRoNy8GWt7eDNf3efD8KzJ8uKHbB7HTNYIamYHJdwPgHZA1s9SYI96z3rxdNfKHAbX1i7jhEAID1_fCeUuIe2PODjXGQ3_pB_AckRJmI-wvWPyuCduM2I/s400/gabbia.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È da un po’ che questo blog sembra occuparsi quasi esclusivamente di fermi di carichi di cani spagnoli in Germania. Non dipende tanto da noi, quanto piuttosto dalla pervicacia dei trafficanti e soprattutto da quella delle istituzioni, che a quanto pare hanno deciso – almeno lì – di affrontare il problema. E se i media hanno deciso a loro volta di battere in breccia con un lavoro eccellente, beh, una ragione ci sarà. Per quel che ci riguarda, se parliamo tanto della Germania è perché pensiamo sia ora di parlare dell’Italia…&lt;br /&gt;Stavolta c’è voluto qualche giorno per capire esattamente cosa stesse succedendo. Tutto è cominciato con un gran fermento nei forum, che hanno fatto circolare la vibratissima protesta indirizzata dall’austriaca Tiroler Tier Engel alle autorità di Düsseldorf (capitale del Nordreno-Westfalia) contro il fermo in zona, il 25 ottobre, di 41 cani stipati nel solito “autobus da trasporto” della Pet Line, un’azienda che ha fondato la sua fortuna su questo settore d’attività (anche se in questo periodo, per la verità, gli incidenti di percorso non sono pochi). E passi che si scriva dal Tirolo in Westfalia per un trasporto dalla Spagna. Se non fosse che tra i forum fanno la spola utenti svizzeri. E che il suddetto tirolese chiede che cosa insomma non andasse nel carico, per poter informare i colleghi di Spagna, Grecia e Italia. Quando si dice un successo europeo… forse perché l’atmosfera è ormai decisamente infuocata e il danno comincia a farsi sentire? o perché, come pare dal tam tam degli internauti, prima di quella sosta di vendita ce n’erano state altre due o tre, il che fa dedurre che: 1) il numero di cani trasportati era ben superiore 2) ognuna di quelle soste rappresentava una distribuzione della merce a 360 gradi verso altri Paesi?&lt;br /&gt;Non sarebbe mica una novità… né per i cani spagnoli, né per quelli italiani o greci o rumeni o turchi. Se c’è un’idea dalla quale bisogna liberarsi, è che i traffici si svolgano in linea retta.&lt;br /&gt;Sta di fatto che, prima di approdare in rete, la risposta delle autorità di Düsseldorf, secca e circostanziata, è circolata per fax in mezza Europa. Eccola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bloccati trasporto e consegna di 41 cani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I quattrozampe provenivano dalla Spagna. Indicazioni della proprietaria di un cane hanno permesso all’Ufficio per la tutela del consumatore di intervenire.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Domenica 25 ottobre l’Ufficio per la tutela del consumatore insieme all’ufficio di Polizia comunale ha fermato un trasporto di animali dalla Spagna in condizioni catastrofiche, in un parcheggio presso il lago di Unterbach. Là doveva avvenire la consegna di 41 cani a futuri nuovi proprietari. L’indicazione di questo appuntamento era stato dato dalla proprietaria di un cane. “Tra i 41 cani c’erano dodici cuccioli alcuni dei quali al disotto dei due mesi, animali appena operati e anche palesemente malati”, ha riferito il direttore dell’Ufficio per la tutela del consumatore Peter Steinbüchl.&lt;br /&gt;Le condizioni di trasporto erano catastrofiche per tutti i cani. Alcuni animali erano manifestamente malati, come un cucciolo con diarrea emorragica. Una parte dei cani erano rinchiusi in box piccoli e avevano viaggiato verso la Germania per un minimo di due o tre giorni, come carico assemblato in diverse località spagnole. Nel bus c’era un puzzo incredibile di feci ed urine, gli animali hanno dovuto resistere almeno due giorni nei box. I veterinari dell’Ufficio per la tutela del consumatore addetti al controllo hanno potuto verificarlo dalle certificazioni sanitarie di buona salute che li accompagnavano.&lt;br /&gt;L’autista del bus, tedesco con documenti spagnoli, ed il suo accompagnatore spagnolo non apparivano affatto impressionati dalla sofferenza dei cani. L’autista si è qualificato come esperto di cura degli animali e coorganizzatore del trasporto.&lt;br /&gt;Al luogo di consegna si erano trovati circa quaranta acquirenti provenienti da varie parti del Paese, tra cui famiglie con bambini in felice attesa di un cucciolo. “Queste persone non possiamo accusarle di nulla, poiché erano convinte che fosse tutto a norma”, ha sottolineato il dr. Peter Steinbüchl.&lt;br /&gt;Il motivo della segnalazione da parte della proprietaria di animali era che si era dichiarata disposta ad accogliere un cucciolo della stessa ditta in un trasporto precedente. Nonostante le fosse stato assicurato che si trattava di un cane in buona salute, il cucciolo era talmente malato che sono state necessarie molte visite veterinarie.&lt;br /&gt;La donna, amante degli animali, ha potuto dare molti dettagli precisi, tra cui quale ditta organizzava questi trasporti e di quale mezzo si trattava (scuolabus trasformato e riadattato), ed anche la targa. Secondo l’Ufficio per la tutela del consumatore questo tipo di trasporto cozza contro la legge europea sulla protezione animale. Non avrebbero per esempio potuto affatto trasportare cuccioli in quelle condizioni. Inoltre sono saltati agli occhi i documenti stilati per l’associazione denominata “Welpenhilfe”. Il vaccino antirabbia è stato effettuato troppo presto, i cani erano accompagnati da una certificazione di buona salute falsificata datata 04.02.2009. I cuccioli erano però nati il 1° luglio ed il 19 agosto 2009.&lt;br /&gt;Lunedì 26 ottobre i veterinari dell’Ufficio tutela del consumatore hanno consegnato 14 cani che erano in condizioni di salute accettabili e che, stando ai documenti, si presentavano in regola con le normative sulle zoonosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche dato in più, con qualche spunto di riflessione, l’ha offerto il Rheinische Post di Düsseldorf. Spunti indirizzati ovviamente a un pubblico tedesco, ma molto utili anche per noi. Per esempio: i cani dovevano essere venduti a un prezzo che arrivava a 280 euro, con un utile complessivo [solo per i 41 cani fermati, N.d.R.] di circa 10000 euro. Per cani meticci, aggiungiamo noi che tra l’altro vorremmo tanto sapere se ad aspettare in quel parcheggio ci fossero soltanto le ormai famose famigliole con bambini che saltano fuori ogni volta che si ferma un carico.&lt;br /&gt;È pur vero che si aggiunge che “Gli animali non devono essere assolutamente acquistati per pietà, perché in questo modo si va solo ad alimentare un commercio senza scrupoli”, e grazie per averlo notato, anche perché si dà tranquillamente atto di una realtà arrogantemente negata da parte dei soliti benefattori di animali: i canetti, canuzzi, pelosetti prelevati per salvarli sono destinati alla vendita, e tanti saluti alla favoletta del rimborso spese…&lt;br /&gt;Ora qualcuno ci dica se c’è una pur minima differenza fra il traffico di cuccioli dall’Est, prodotti per la vendita e trasportati illegalmente, e il traffico dei randagi, prelevati (e fors’anche prodotti) per lo stesso scopo e trasportati nello stesso modo. La diciamo noi la differenza, e non ci stancheremo mai di dirla: il traffico di randagi è molto, ma molto più conveniente e chi fa finta di non vederlo è molto, ma molto più cinico.&lt;br /&gt;Il buon dottor Steinbüchl, direttore (non a caso) dell’Ufficio per la tutela del consumatore, informa che “la Spagna e la Grecia sono i paesi principali da cui vengono portati cani in Germania”. Si guardi meglio intorno, Herr Steinbüchl, lei che opera nel Nordreno-Westfalia, uno dei Länder in cui più si riversa il flusso enorme di cani, cuccioli, vecchi, malati, di cui l’Italia si sbarazza così volentieri fingendo di accettare la promessa del paradiso. È vero che spariscono in fretta… forse per questo le sono sfuggiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.duesseldorf.de/presse/pld/d2009/d2009_10/d2009_10_28/09102611_160.pdf&quot;&gt;http://www.duesseldorf.de/presse/pld/d2009/d2009_10/d2009_10_28/09102611_160.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.verlassene-pfoten.de/wbb2/thread.php?threadid=18084&amp;amp;threadview=0&amp;amp;hilight=&amp;amp;hilightuser=0&amp;amp;page=1&quot;&gt;http://www.verlassene-pfoten.de/wbb2/thread.php?threadid=18084&amp;amp;threadview=0&amp;amp;hilight=&amp;amp;hilightuser=0&amp;amp;page=1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rp-online.de/public/article/duesseldorf-stadt/775442/Transporter-mit-41-Hunden-gestoppt.html&quot;&gt;http://www.rp-online.de/public/article/duesseldorf-stadt/775442/Transporter-mit-41-Hunden-gestoppt.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fotogallery:&lt;br /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/29/bilderstrecke-hundetransport-aus-spanien/4559/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/29/bilderstrecke-hundetransport-aus-spanien/4559/&lt;/a&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/10/germania-le-pulizie-continuano.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlDg2Teq-P8T_UGSTC93tvPbaRoNy8GWt7eDNf3efD8KzJ8uKHbB7HTNYIamYHJdwPgHZA1s9SYI96z3rxdNfKHAbX1i7jhEAID1_fCeUuIe2PODjXGQ3_pB_AckRJmI-wvWPyuCduM2I/s72-c/gabbia.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>19</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-7928008806729154206</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2009 05:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-13T07:10:21.169+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Comunicato dell’on. D. Scilipoti: traffico di randagi</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiBLzu1B1WJrZWIa6rjpSgGxKFb7bhpBptOyfw2-YCOfl7c4Wf1uaNMnNZnwF9ro2pHDlHRB_lWt3wqVIAfVNIRiemk9Xgszajkh6jQsuCOdwPHsB87_4iIBI-sjGqg8kRIOwMhmEAkQOs/s1600-h/Transport.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 360px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5391947161507948242&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiBLzu1B1WJrZWIa6rjpSgGxKFb7bhpBptOyfw2-YCOfl7c4Wf1uaNMnNZnwF9ro2pHDlHRB_lWt3wqVIAfVNIRiemk9Xgszajkh6jQsuCOdwPHsB87_4iIBI-sjGqg8kRIOwMhmEAkQOs/s400/Transport.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;Animali. Scilipoti (IDV): Furgoni dell’orrore strapieni di randagi, prelevati da canili lager&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma 12.10.09. “Il traffico illecito di animali randagi è un problema che sta interessando sempre di più il nostro Paese”. Così, l’On. Domenico Scilipoti in riferimento al traffico di animali. “Migliaia di animali – prosegue il deputato IDV – ogni anno spariscono nel nulla destinati per lo più a diventare cavie da laboratorio, utilizzati per ogni sorta di esperimento; solo gli esemplari più belli vengono messi in vendita su internet, mentre quelli più aggressivi sono reclutati per i combattimenti. Per arginare il fenomeno chiedo l’applicazione della legge quadro 281/91 (art. 4), che impone ai sindaci di spendere una parte delle entrate statali che arrivano alle regioni, per effettuare le sterilizzazioni; ed ancora la microchippatura dei cani e la registrazione all’anagrafe canina, pratica questa che da noi viene quasi completamente ignorata, ed in caso di inadempienza, chiedo sanzioni per i responsabili. In merito al ddl già esistente, che identifica come reato solo l’importazione di cuccioli dall’Est Europa, ma che non prende minimamente in considerazione tutto il traffico di randagi in uscita dall’Italia, chiedo che la legge preveda misure più severe in materia.&lt;br /&gt;E’ impensabile – conclude Scilipoti – fare leggi a metà, se il reato viene identificato, bisogna punirlo in tutte le sue forme, basta speculazioni sempre in nome del dio denaro!”. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt; &lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/10/comunicato-dellon-d-scilipoti-traffico.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiBLzu1B1WJrZWIa6rjpSgGxKFb7bhpBptOyfw2-YCOfl7c4Wf1uaNMnNZnwF9ro2pHDlHRB_lWt3wqVIAfVNIRiemk9Xgszajkh6jQsuCOdwPHsB87_4iIBI-sjGqg8kRIOwMhmEAkQOs/s72-c/Transport.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>23</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-4203164103762586580</guid><pubDate>Sun, 11 Oct 2009 20:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-11T22:57:11.881+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Germania, grandi pulizie d’autunno</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhf3heoOUEIfE5c0aTgpjXMbZk4UQIfL4D3XXZYHi5bUYwqtvJ94QmtyqiNqcwI7YxdJH-w9zutkuOwmBaTDDcetqCmpmavkeqFDnvgnDxfB4veIEVfdJCaayO-S6p3Bd7kvZGfNb0Tz2E/s1600-h/cane-spazzino.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 360px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5391447927528829890&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhf3heoOUEIfE5c0aTgpjXMbZk4UQIfL4D3XXZYHi5bUYwqtvJ94QmtyqiNqcwI7YxdJH-w9zutkuOwmBaTDDcetqCmpmavkeqFDnvgnDxfB4veIEVfdJCaayO-S6p3Bd7kvZGfNb0Tz2E/s400/cane-spazzino.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;main&quot;&gt;&lt;/a&gt;Decisamente, la vita diventa complicata per certa gente in Germania. Ormai arriva una notizia al giorno, e quasi sempre dal Baden-Württemberg, il Land di confine con la Francia e (per noi) con la Svizzera, a un passo dall’Austria. Per intenderci, il Land del rifugio di Hornberg della Pro Animale. Non abbiamo finito di commentare il fermo del carico spagnolo di Offenburg e già si torna in argomento, sempre a proposito di deportazioni (così si chiamano). Con l’aggiunta di qualcosa che ricorre ormai con una certa frequenza in più Länder tedeschi: la scoperta che nelle nostre imprese di import-export accade che si arrotondi, si storni e si ricicli in quantità variabili, a seconda del volume di affari e del conseguente potere di comunicazione di cui si dispone.&lt;br /&gt;Dobbiamo ringraziare qui Animal Health Online (AHO) per il suo puntualissimo e sensibile lavoro d’informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&quot;Animalisti&quot; denunciati per truffa sulle offerte e maltrattamento di animali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;7.10.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulm (Baden-Württemberg) - La Procura di Ulm ha comunicato in questi giorni di aver sporto denuncia penale presso il giudice del tribunale di Geislingen, contro tre persone del direttivo di un&#39;associazione animalista con sede nel circondario di Göppingen – [Tiehort Deggingen, che gestisce il rifugio] Tierherberge Donzdorf – per nove casi di sospetta truffa in esercizio associativo. La presidente 38enne Martina Heinzmann e il suo vice 57enne Michael Janovich sono anche accusati di maltrattamento di animali.&lt;br /&gt;Dall&#39;autunno 2006 sino almeno al marzo 2009 - così l&#39;accusa - gli indagati hanno chiesto offerte con la foto di un certo cane, sia sul sito web dell&#39;associazione sia con manifesti, in cui veniva falsamente asserito che il cane era molto malato e doveva essere operato con urgenza. In verità invece il cane stava benissimo, tant&#39;è che già nell&#39;estate del 2008 era stato dato in adozione ad una nuova proprietaria. L&#39;associazione ricevette da diverse persone poche migliaia di euro, riferisce la Procura.&lt;br /&gt;L&#39;accusa di maltrattamento di animali è dovuta al fatto che i due del consiglio direttivo si sono recati in Spagna con un camioncino sul quale avrebbero poi caricato circa 100 cani in gabbie di metallo sul cui fondo avrebbero messo solo dei teli. Durante il viaggio di ritorno, durato almeno 17 ore, con un caldo atroce e senza aria condizionata, i due accusati non avrebbero dato agli animali né acqua né cibo. Inoltre, i cani hanno dovuto espletare i loro bisogni nelle gabbie. Gli animali a causa di questo viaggio sono rimasti talmente traumatizzati, che hanno sofferto di stress da viaggio per diversi giorni.&lt;br /&gt;Gli accusati non hanno replicato a nessuna delle imputazioni.&lt;br /&gt;Per un caso simile nell’aprile 2009 un commerciante di cani di Geisligen an Steige è stato condannato a due anni di reclusione con la condizionale per frode e maltrattamento animale. L’uomo, 54enne, aveva prelevato animali in Ungheria trasportandoli in condizioni indegne, come quelle di cui sono accusati gli animalisti nel caso attuale. In seguito vendeva gli animali, in parecchi casi malati, a prezzi competitivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/07/tierschutzer-wegen-spendenbetrugs-und-tierqualerei-angeklagt/4491/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/07/tierschutzer-wegen-spendenbetrugs-und-tierqualerei-angeklagt/4491/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bella protezione animali, eh? Fa bene AHO a usare le virgolette (come già le aveva usate per il carico di Offenburg): morde più di una pagina di requisitoria. Ma ancora meglio fa quando mette nella stessa classe di traffici questi “animalisti” e certi importatori dall’Est. Finalmente qualcuno – in Germania, badate bene – dice che per motivi, modalità, finalità si tratta della stessa, stessissima cosa, e quanto vorremmo che ci leggesse chi sta lavorando per la ratifica della convenzione di Strasburgo e l’introduzione, Frattini dixit, del “reato di traffico illecito di cani e gatti” (quello lecito qual è…?).&lt;br /&gt;Ecco la replica di Tierhort Deggingen, uscita l’indomani. Per brevità omettiamo le parti, identiche nell’articolo di AHO, che riportano il comunicato della Procura.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Truffa sulle offerte e maltrattamento di animali?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;8.10.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Sulle due accuse:] &quot;Entrambe le cose non sono veritiere&quot;, dice Marina Heinzmann alla Stuttgarter Zeitung. Ritiene sia una &quot;sfacciataggine&quot; che le autorità rendano pubbliche notizie senza attendere la presa di posizione degli accusati. La documentazione relativa verrà consegnata al massimo entro oggi al tribunale. Non riesce proprio a capire come la Procura possa &quot;screditarli&quot; in questo modo.&lt;br /&gt;[Sulla raccolta di offerte per un cane già adottato:] Le offerte, la Procura parla di &quot;poche migliaia di euro&quot;, sono state trattenute.&lt;br /&gt;Martina Heinzmann non nega l&#39;appello. &quot;Tuttavia il cane non stava bene. Soffriva di una forte artrosi, cosa che possiamo provare con le radiografie&quot;, dice. I dolori sono stati curati con dei medicinali e la malattia è stata bloccata, per cui sinora non è stato necessario un intervento. &quot;Quando l&#39;anno scorso abbiamo dato in adozione il cane, alla nuova proprietaria abbiamo spiegato che i soldi raccolti sono a disposizione per un eventuale intervento&quot;, così la Heinzmann. Nel frattempo però sono stati restituiti a coloro che li avevano versati.&lt;br /&gt;La presidente respinge anche l&#39;accusa di maltrattamento di animali mossa anche al suo vice. &quot;L&#39;accusa secondo cui siamo andati in Spagna ed abbiamo caricato e trasportato in Germania 100 cani, in condizioni pessime e senza acqua né cibo, è semplicemente falsa&quot;. Lei personalmente non c&#39;era in questo viaggio. Inoltre, dice la Heinzmann, si sono trasportati solo 42 cani e rispettando le leggi. &quot;Ci sono una dozzina di testimoni&quot;.&lt;br /&gt;La Heinzmann non riesce a comprendere il motivo della denuncia della Procura. &quot;Ci sono persone per le quali rappresentiamo una spina nel fianco e non si lasciano sfuggire occasione per darci fastidio&quot;.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.stuttgarter-zeitung.de/stz/page/2229371_0_9223_-bei-spenden-betrogen-und-tiere-gequaelt-.html&quot;&gt;http://www.stuttgarter-zeitung.de/stz/page/2229371_0_9223_-bei-spenden-betrogen-und-tiere-gequaelt-.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa, come sbagliarsi, è alla “facciamo finta di non capire”. Però è legittima. Lo è meno l’arroganza dei toni, che come al solito sono l’altra faccia di quelli strazianti usati per la raccolta di offerte e la pubblicizzazione degli animali. I fans della Pro Animale, almeno, questi toni (e anche di peggiori) nei confronti delle istituzioni tedesche li avevano riservati per articoli usciti in Italia (&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/2009/07/tentacoli-sullumbria-3.html&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/2009/07/tentacoli-sullumbria-3.html&lt;/a&gt; )...&lt;br /&gt;Ma per completezza, visto che scriviamo in Italia: Tierhort Deggingen in dieci anni si è fatta un volume di attività che abbraccia la Spagna, l’Ungheria (capito il riferimento all’importatore?) e anche il nostro Salento. Da tempo. Con storie di carichi fermati già nel 2004 (guardatevi “Canili italiani” in &lt;a href=&quot;http://www.bairo.info/traffici.html&quot;&gt;http://www.bairo.info/traffici.html&lt;/a&gt; ). Con un saldo rapporto, vivo e attuale, con la zona di Taranto (a proposito di offerte e toni strazianti, uno dei viaggi “di soccorso” più recenti: &lt;a href=&quot;http://www.tierforum.de/t19815-hilfe-fuer-hunde-aus-sueditalien-todesgefahrt-drohnt-viele-schon-gestorben.html&quot;&gt;http://www.tierforum.de/t19815-hilfe-fuer-hunde-aus-sueditalien-todesgefahrt-drohnt-viele-schon-gestorben.html&lt;/a&gt; ). E, ovviamente, con una sentita adesione al trust della CICTO (&lt;a href=&quot;http://traccediverse.blogspot.com/search?q=sturmtruppen&quot;&gt;http://traccediverse.blogspot.com/search?q=sturmtruppen&lt;/a&gt; ). Dobbiamo dire altro…?&lt;br /&gt;Certo che se non è vero che tutto accada nel Baden-Württemberg, è però vero che nel Baden-Württemberg si è capito che molte strade passano di lì e si è cominciato a fare molta attenzione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;37 cani provenienti dalla Spagna: autorità veterinarie e polizia hanno controllato un camioncino&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8.10.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Karlsruhe (Baden-Württemberg) - Domenica scorsa è stato controllato dall’autorità veterinaria di Karlsruhe e dalla polizia un camioncino con 37 cani a bordo, nel momento in cui uno dei cani stava per essere ceduto, in un parcheggio, ai suoi nuovi proprietari.&lt;br /&gt;Il mezzo, che trasportava cani dalla Spagna per conto di diverse organizzazioni di protezione animali, era già in viaggio da ben 18 ore. Il Comune accusa sia il trasportatore sia le associazioni animaliste coinvolte di tutta una serie di mancanze relative alle norme sulla protezione animale e sulle zoonosi. Quattro cani sono stati sequestrati per mancato rispetto delle disposizioni sulla profilassi antirabbica. Per un altro cane, ritenuto &quot;non in condizioni di poter viaggiare&quot;, è stato vietato il proseguimento del trasporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/08/37-hunden-aus-spanien-veterinaramt-und-polizei-uberpruften-kleinlaster/4500/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/08/37-hunden-aus-spanien-veterinaramt-und-polizei-uberpruften-kleinlaster/4500/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questi sono spiccioli, sintomi occasionali di qualcosa di molto più grande e insospettato finora, anche perché lo si è saputo tenere ben nascosto sotto fiumi di lacrime e di melassa: l’abbiamo già detto più volte, e intanto lo si è ben capito nella Renania-Palatinato, un altro Land molto attento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Intenti di truffa”: dubbi sulla gestione dei fondi dell’associazione Aktion Tier&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;9.10.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amburgo - Dieci anni dopo la scandalo delle offerte del Deutsches Thierhilfswerk (DTHW), solo una piccola parte degli incassi dell&#39;associazione che ne è nata succedendogli, Aktion Tier, viene destinata direttamente alla protezione animale. Lo riferisce il giornale Der Spiegel. Dalle informazioni venute in possesso della rivista, negli ultimi tre anni solo il 20% dei circa 12 milioni di euro di offerte e quote associative è andato a favore di rifugi o altri soggetti cooperatori dell’associazione . Da ricerche dello Spiegel, una buona parte del denaro, circa 6 milioni di euro, finisce nelle mani di due uomini d’affari e delle loro società, che si occupano di informazione sulle problematiche della condizione animale. Per la Direzione di Vigilanza e Servizi (ADD) della Renania-Palatinato, che tiene sotto il microscopio le associazioni come Aktion Tier, ci sono &quot;dubbi circa un uso delle donazioni corretto e conforme allo scopo&quot;. Inoltre, sia l’ADD sia il tribunale amministrativo di Treviri ritengono dubbi anche i soggetti cooperatori di Aktion Tier. Sussistono indizi di “intenti di truffa”, spiega la sentenza del giudice. L&#39;ex-capo del DTHW aveva truffato l&#39;associazione per oltre 50 milioni di marchi sino al 1999.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/09/verschleierungsabsichten-zweifel-am-umgang-mit-vereinsgeldern-der-aktion-tier/4508/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/10/09/verschleierungsabsichten-zweifel-am-umgang-mit-vereinsgeldern-der-aktion-tier/4508/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.spiegel.de/spiegel/vorab/0,1518,653011,00.html&quot;&gt;http://www.spiegel.de/spiegel/vorab/0,1518,653011,00.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Notizie correlate:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/08/25/aktion-tier-menschen-fur-tiere-ev-stellt-mitgliederwerbung-in-rheinland-pfalz-ein/4306/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/08/25/aktion-tier-menschen-fur-tiere-ev-stellt-mitgliederwerbung-in-rheinland-pfalz-ein/4306/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2004/10/26/bgh-bestaetigt-haft-wegen-millionenbetrug-bei-tier/1884/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2004/10/26/bgh-bestaetigt-haft-wegen-millionenbetrug-bei-tier/1884/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aktion Tier – Menschen für Tiere, associazione dalla storia complicata e dai rapporti intricatissimi, non è la prima ad aver attirato l’attenzione dell’ADD del Land, che negli ultimi anni ha bloccato la raccolta di offerte della Tierschutzliga in Deutschland e di altre simili organizzazioni. Una buona ragione per aver mosso Der Spiegel? Come la Tierschutzliga, ha una rete di canili che copre tutta la Germania. Come altri, ha partner nei Paesi europei, con una preferenza per l’Est. Ha “progetti” in territorio spagnolo. Ma siccome “la miseria degli animali non conosce confini”, ha una bella base in Bolivia. Sì, in Bolivia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Animalisti” di casa nostra, amici di questi missionari infaticabili, non disperate. Un giorno ci arriverete anche voi. Attenti però: la Germania ha molte cose da insegnarci, e non sono quelle gridate ai quattro venti da loro e da voi. &lt;/div&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/10/germania-grandi-pulizie-dautunno.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhf3heoOUEIfE5c0aTgpjXMbZk4UQIfL4D3XXZYHi5bUYwqtvJ94QmtyqiNqcwI7YxdJH-w9zutkuOwmBaTDDcetqCmpmavkeqFDnvgnDxfB4veIEVfdJCaayO-S6p3Bd7kvZGfNb0Tz2E/s72-c/cane-spazzino.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3126658649530913512.post-2809945939681177249</guid><pubDate>Fri, 02 Oct 2009 04:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-02T06:54:17.578+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Traffici</category><title>Spagna – Germania: sola andata, senza scalo</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-bHCbcU2fBMoWY_Z-hGaBAn5Mv63r-9kkmY-buWWlBvoF8Pis_BWzf3ViFF9HKAalCptYVvq0W_Orv9X7vPLAUfrrBa1pWom2Kp8cflrKLUYhB_wY0E18fjYmQQzHqukgOeigW7aYPUo/s1600-h/offenburg_koerbe-520x390.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5387860478204540946&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-bHCbcU2fBMoWY_Z-hGaBAn5Mv63r-9kkmY-buWWlBvoF8Pis_BWzf3ViFF9HKAalCptYVvq0W_Orv9X7vPLAUfrrBa1pWom2Kp8cflrKLUYhB_wY0E18fjYmQQzHqukgOeigW7aYPUo/s400/offenburg_koerbe-520x390.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pieno zeppo, cani al collasso: la polizia ferma il trasporto, sovraccarico di cani, di un’organizzazione di “protezione animali”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;22.9.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Offenburg (Baden-Württemberg) – Un controllo della polizia fatto venerdì scorso sulla A5 ha trovato nel cassone del camion sovraccarico di un’organizzazione di protezione animali 42 cani stremati, tra i quali dodici cuccioli e alcuni animali in giovane età, fra i cinque mesi e l’anno. Stipati in piccole gabbie, i quattrozampe erano in viaggio già da trenta ore. I 42 cani, provenienti da Spagna e Portogallo, erano destinati a canili sparsi in tutto il territorio federale, come ha comunicato lunedì la polizia. Prima che gli ultimi animali fossero depositati alle loro rispettive mete, sarebbero passate altre dieci ore. Uno dei cani avrebbe dovuto essere scaricato ad Amburgo. Per di più alcuni animali mancavano delle vaccinazioni prescritte. La polizia ha scortato il camion al rifugio di Offenburg, dove gli animali sono stati posti sotto osservazione dall’autorità sanitaria.&lt;br /&gt;“I cani erano debolissimi e allo stremo della sete, dovevamo dar loro acqua senza sosta” dice la direttrice del canile nell’Offenburger Tagblatt. Tre animali terribilmente spaventati hanno dovuto per prima cosa essere separati dagli altri. “Un cucciolo era in ipotermia, probabilmente a causa dello stress”, ha riferito nell’intervista al giornale. La direttrice era fuori di sé: “Alcuni animali hanno le mammelle infiammate, dal che si desume che sicuramente hanno tolto loro i cuccioli&quot;. &quot;Alcuni cani, soprattutto molti cuccioli, restano da noi ancora per un po’, finché non sarà terminato il periodo necessario per le vaccinazioni e le cure veterinarie&quot;, ha detto Uwe Dindas, presidente del rifugio, in un comunicato stampa.&lt;br /&gt;Dato che il camion era sovraccarico all’eccesso, si è dovuto caricare una parte degli animali su un altro mezzo. Solo allora è stato dato l&#39;ok per proseguire il viaggio, hanno riferito i volontari del rifugio. Da quanto presuppone Uwe Dindas, questo camion fa questi viaggi regolarmente. In molti Paesi del Sud non esiste una protezione animale pubblica a certi livelli. Ecco perché ci sono animalisti che vanno lì a prendere cani. Tuttavia il problema spesso viene solo spostato da un Paese all&#39;altro. Il gran numero di cuccioli, come in questo caso, indica chiaramente che si vanno a prendere gli animali su ordinazione. &quot;E da noi una parte dei cani resta per anni nei rifugi, perché la gente preferisce un cucciolo come questi&quot;, dice Dindas. Per lui questa è una concezione davvero singolare della protezione animale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/09/22/vollig-uberladen-hunde-vor-dem-kollaps-polizei-stoppt-uberladenen-hundetransport-aus-sudeuropa/4428/&quot;&gt;http://www.animal-health-online.de/klein/2009/09/22/vollig-uberladen-hunde-vor-dem-kollaps-polizei-stoppt-uberladenen-hundetransport-aus-sudeuropa/4428/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia, che non è certo la prima del genere, ha avuto una certa eco fra gli animalisti spagnoli: nello schieramento quasi granitico di coloro che si affidano completamente a organizzazioni straniere (la Spagna è un serbatoio senza fondo per le esportazioni) cominciano a levarsi voci di dubbio e sorgono dibattiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel forum spagnolo ASH, sulla base di informazioni che sarebbero state assunte presso le autorità veterinarie incaricate dei controlli sul carico, si dichiara che: &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;- il carico è stato organizzato da un’associazione tedesca molto conosciuta (della quale però non è a tutt’oggi uscito il nome, nemmeno nella discussione molto accesa che segue la notizia nella fonte tedesca, N.d.R.)&lt;br /&gt;- molti cuccioli sono rimasti in quarantena presso il rifugio, perché la loro età non corrisponde a quella riportata sui documenti. Alcuni cuccioli viaggiavano con una cagna che però non era la loro madre, espediente frequentemente usato per permettere l’espatrio di cuccioli di età inferiore ai tre mesi e non vaccinati&lt;br /&gt;- il carico proveniva dal Portogallo e aveva a bordo un solo cane spagnolo&lt;br /&gt;- sono stati denunciati sia i conducenti del camion, sia i canili che aspettavano i cani, sia l’associazione organizzatrice del trasporto. Varie le imputazioni a carico dei conducenti: mancata effettuazione delle soste obbligatorie, assenza dello spazio di riposo per gli autisti in cabina, mancato rispetto delle norme di tutela degli animali trasportati e infine… traffico di animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://animalessinhogar.naturalforum.net/foro-general-f4/transporte-de-perros-42-perros-t30314.htm?sid=037045973046b065578bc76f9ea55659&quot;&gt;http://animalessinhogar.naturalforum.net/foro-general-f4/transporte-de-perros-42-perros-t30314.htm?sid=037045973046b065578bc76f9ea55659&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;</description><link>http://traccediverse.blogspot.com/2009/10/spagna-germania-sola-andata-senza-scalo.html</link><author>noreply@blogger.com (Nessuno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-bHCbcU2fBMoWY_Z-hGaBAn5Mv63r-9kkmY-buWWlBvoF8Pis_BWzf3ViFF9HKAalCptYVvq0W_Orv9X7vPLAUfrrBa1pWom2Kp8cflrKLUYhB_wY0E18fjYmQQzHqukgOeigW7aYPUo/s72-c/offenburg_koerbe-520x390.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>24</thr:total></item></channel></rss>