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	<title>TripMagazine</title>
	
	<link>http://tripmagazine.tripcentre.org</link>
	<description>Rivista di viaggi indipendenti e disorganizzati</description>
	<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 15:26:04 +0000</pubDate>
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		<title>Sud Est Asiatico, viaggio nel tempo</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/06/20/sud-est-asiatico-viaggio-nel-tempo/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 05:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>

		<category><![CDATA[asia]]></category>

		<category><![CDATA[est]]></category>

		<category><![CDATA[sud east asiatico]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da &#8220;I diari della Vale&#8221; di ValeriaTripMaiTrop
Dopo il breve ma intensissimo viaggio in Africa finalmente arrivo in Asia e con Paolo esploro Tailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Birmania, Malesia, Indonesia e Filippine.
Paesi affascinanti, culturalmente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/asia/"><img class="ImageFrame_none giThumbnail alignleft" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/7513-7/asia.jpg" alt="Asia" width="180" height="180" /></a> Da &#8220;I diari della Vale&#8221; di ValeriaTripMaiTrop<br />
Dopo il breve ma intensissimo viaggio in Africa finalmente arrivo in Asia e con Paolo esploro Tailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Birmania, Malesia, Indonesia e Filippine.<br />
Paesi affascinanti, culturalmente e paesaggisticamente, ottima cucina e gente cordiale, ecco svelato il mistero per cui l’Asia conquista il cuore dei viaggiatori.<br />
La Tailandia è di sicuro il paese più semplice da visitare, mezzi di trasporto, agenzie e ostelli sono ovunque. Il miglior posto da dove iniziare per provare a viaggiare da soli, è come stare all’interno di un mega villaggio turistico, non si è mai abbandonati a se stessi perchè i Tailandesi hanno fatto del turismo un loro punto di forza. E’ un paese che offre di tutto, dai trekking, alle spiagge mozzafiato fino ai meravigliosi fondali marini. Si possono visitare villaggi remoti dove il tempo si è fermato o esplorare la caotica giungla metropolitana di Bangkok. Durante questo viaggio nel Sud Est Asiatico mi sono innamorata della cucina Vietnamita, della Birmania con la sua gente sincera e amorevole e di alcune incantevoli spiagge nelle Filippine.<span id="more-1006"></span></p>
<p>Non dimeticherò mai le donne birmane avvolte da un pareo lavarsi nel fiume pettinandosi i lunghi capelli neri, la festa del Sto. Nino nelle Filippine, i contadini Cambogiani arare i campi aiutati dai bufali d’acqua, gli Indonesiani che cucinano il pesce fresco arrostendolo sulla brace fatta con le noci di cocco e così via..tantissime altre fotografie non sbiadiranno mai nella mia testa. Mi è piaciuto questo viaggio, mi sono piaciuti i posti e le persone che ho incontrato ma ho capito una grande cosa, tutto si evolve e muta inesorabilmente. L’Asia come tutti i luoghi sta cambiando, l’ho compreso parlando con Paolo e altri viaggiatori che sono stati qui diversi anni fa e l’ho intuito anche io. Con il passare degli anni questi paesi stanno perdendo le loro tradizioni e il loro modo disincantato di fare le cose. Le donne che lavano i panni nei fiumi sono sempre meno, gli uomini non vogliono più lavorare la terra, in cucina iniziano ad arrivare le salsette già pronte e per le strade aumentano i mezzi di trasporto. Ma se chiudo gli occhi mi rendo conto che questi paesi stanno facendo lo stesso percorso che abbiamo fatto noi. Senza andare troppo indietro con gli anni mia nonna mi raccontava che quando era giovane lavava i panni nel fosso, andava in giro in bicicletta perchè c’erano pochissime macchine e si preparava tutte le conserve in casa. Essere in Asia in questi anni è come essere in un momento di transizione, dove le tradizioni si scontrano con lo sviluppo, gli anziani guardano i giovani attaccati ai cellulari stretti nei loro jeans alla moda e dove si iniziano a snobbare i noodles per mangiare nei fast food. Una storia già vista, che ci si puo’ far raccontare dai nostri avi. Non  so se questo sia giusto o sbagliato ma di certo spesso penso che noi viviamo in un falso benessere dove è più faticoso sopportare i ritmi della vita quotidiana con il traffico, le tante ore di lavoro e le code nei supermercati che andare nel bosco a fare la legna per l’inverno o coltivarsi un piccolo orto per la casa. Così ho capito che quello che vorrei fare davvero non è viaggiare nel presente ma vivere nel passato.</p>
<p><br><script type="text/javascript"><!--
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<br></p>
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		<title>Spostarsi a Hong Kong (lenti)</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/05/26/spostarsi-a-hong-kong-lenti/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/05/26/spostarsi-a-hong-kong-lenti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 11:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Numero 8]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Cina]]></category>

		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>

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		<description><![CDATA[


I grattacieli di Wan Chai. (CC) by nQuo

Avevamo già  parlato (vecchio post) di come muoversi a Hong Kong. Ma viandante, se giungi a Hong Kong e ti sembra che la città  voglia mangiarti vivo, dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/nquo/3252100725/"><img class="size-full wp-image-714" src="http://simonemarini.com/wp-content/uploads/2009/05/wanchaiscrapers3.jpg" alt="I grattacieli di Wan Chai. (CC) by nQuo" width="500" height="375" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">I grattacieli di Wan Chai. (CC) by nQuo</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Avevamo già  parlato (<a href="http://simonemarini.com/?p=573">vecchio post</a>) di come muoversi a Hong Kong. Ma viandante, se giungi a Hong Kong e ti sembra che la città  voglia mangiarti vivo, dalle pan per focaccia: spostati lento. Rispondi alla fretta e alla frenesia asiatico-capitalista che permea Hong Kong con la flemma anarcoide di un messicano sbronzo che medita durante la siesta!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Piedi</em>. I piedi sono un ottimo mezzo di trasporto per scoprire gli scorci assurdamente contrastanti di Hong Kong, come i grattacieli di vetro e cemento affacciati su luridi vicoli con le bancarelle di lamiera, o le cabine telefoniche con la wireless interna piantate tra i mercati di frutta, fiori e cianfrusaglie.<span id="more-961"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/thewamphyri/2836273530/"><img class="size-full wp-image-713" src="http://simonemarini.com/wp-content/uploads/2009/05/hkmarket1.jpg" alt="Mercato a Mong Kok sotto la pioggia. (CC) by thewamphyri" width="375" height="500" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Mercato a Mong Kok sotto la pioggia. (CC) by thewamphyri</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Se sei addestrato a camminare nelle città  europee, però, a Hong Kong dovrai adattare il tuo occhio. Non sempre la strada si può attraversare direttamente. Tu guarda in alto. O in basso. Devi abituarti ai ponti pedonali e ai sottopassi che stratificano la città  in tre livelli: per le automobili c&#8217;é il piano terra, per i pedoni gli altri due. Se non ti allontani troppo dal centro, troverai sempre una scala mobile ad aiutarti nelle salite e nelle discese. Scoprirai una città  nella città : i detti sottopassi e i ponti pedonali sono tutti collegati direttamente coi palazzi e coi centri commerciali: il confine fra strada ed edifici svanisce, tutto si mescola in un&#8217;unica entità -città . Se cammini lungo Glouchester Road tra Wan Chai ed Admiralty, scegli i palazzi (ad esempio l&#8217;Eagle Center e l&#8217;Immigration Tower) e ignora la strada vera e propria. Ti troverai in un altro mondo: i passanti camminano nelle hall marmoree dei grattacieli, diversi metri sopra il livello della strada. Guarda il traffico dalle vetrate, là  sotto: hai tagliato fuori rumore, inquinamento, caldo e umidità . La gente indaffarata ti sciama intorno: sei per strada. Ma la strada é dentro un palazzo climatizzato e perfettamente pulito, con una musica rilassante in sottofondo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dcmaster/3499883306/"><img class="size-full wp-image-715" src="http://simonemarini.com/wp-content/uploads/2009/05/mongkoknight2.jpg" alt="Notte a Mong Kok. (CC) by dcmaster" width="500" height="333" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Notte a Mong Kok. (CC) by dcmaster</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><em>Tram</em>. Una scelta economica (e rilassante, se eviti le ore di punta!) é il tram. I tram sferragliano tutto il giorno lungo un percorso diritto che attraversa la parte nord di Hong Kong Island. Una corsa costa 2 HKD (0.2 Euri) indipendentemente da dove sali e da dove scendi. Sono abbastanza lenti e ti permettono di goderti la vista della strada da un punto elevato: sono infatti tram a due piani, gli unici al mondo. Prendi un tram a Sheung Wan e scendi dall&#8217;altra parte dell&#8217;isola continuando a guardare fuori dal finestrino. Fallo dopo cena, quando il numero dei passeggeri é basso e le luci delle insegne sono tutte accese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cessi e panchine</em>. I cessi non sono, per ora, un utile mezzo di trasporto. Se sei in giro per Hong Kong e devi andare in bagno, però, ti sarà  utile sapere che puoi trovarne in ogni luogo. Le toilette pubbliche sono sempre un po&#8217; imboscate nelle vie meno frequentate e non é facile scovarle se non sai già  dove sono. Se non é notte fonda, cerca un centro commerciale (e se non ne vedi, scendi in metropolitana: praticamente ogni stazione ha un centro commerciale integrato), troverai cessi sempre puliti e comodi, magari coi fiori profumati. Nota: non sto scherzando. Di notte puoi trovare McDonald e KFC aperti 24 ore. Nessuno ti dirà  niente se usi i loro bagni anche senza comprare alcunchè.</p>
<p style="text-align: justify;">Sedersi, invece, é un problema. A Hong Kong si cammina e si lavora, non c&#8217;é tempo per riposare. Le panchine sono merce rara: persino le fermate degli autobus ne sono sprovviste. Cerca degli alberi: se trovi un albero, magari c&#8217;é un parchetto nei paraggi. E per quanto possa essere microscopico e spelacchiato, ogni parchetto ha delle panchine.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Marini</p>
<p style="text-align: justify;">www.simonemarini.com</p>
<p style="text-align: justify;">
</div>
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		<title>Spostarsi a Hong Kong</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/04/26/spostarsi-a-hong-kong/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/04/26/spostarsi-a-hong-kong/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 13:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Numero 8]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Cina]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Guide]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Soldi]]></category>

		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>

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		<description><![CDATA[Visione d&#8217;insieme. Dimenticati la suburbia e le villette middle class: dopo l&#8217;ultima linea di grattacieli c&#8217;e&#8217; soloÃ‚Â  la foresta (e i New Territories: la splendida regione selvaggia popolata da animali quali i macachi aggressivi).
Hong Kong [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Visione d&#8217;insieme</em>. Dimenticati la suburbia e le villette middle class: dopo l&#8217;ultima linea di grattacieli c&#8217;e&#8217; soloÃ‚Â  la foresta (e i New Territories: la splendida regione selvaggia popolata da animali quali i macachi aggressivi).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Hong Kong e&#8217; una citta&#8217; di 7 milioni di abitanti condensata in poco spazio, terza citta&#8217; nel mondo per densita&#8217; di popolazione. E&#8217; tagliata in due dal mare: a nord c&#8217;e&#8217; Kowloon, terraferma; a sud c&#8217;e&#8217; la Hong Kong Island. Ma nonostante la premessa urbanistica da incubo, spostarsi a Hong Kong e&#8217; facile. Non hai l&#8217;impressione essere in una citta&#8217; divisa: tunnel che passano sotto il mare, trasporti pubblici veloci, frequenti, efficienti. Un sogno per l&#8217;italiano medio, abituato alle code e alle ore passate ad attendere l&#8217;autobus che non arriva mai.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-959 alignleft" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2009/04/hong_kong_nite_1-245x86.jpg" alt="hong_kong_nite_1" width="245" height="86" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Tutti i cartelli e tutte le indicazioni sono bilingue: cinese tradizionale e inglese. Sotto la maggior parte delle pensiline degli autobus trovi un foglio con il tragitto e l&#8217;elenco delle altre fermate per ogni diversa linea. I prezzi sono bassi rispetto all&#8217;Europa, ma non come ci si potrebbe aspettare: Hong Kong resta una delle citta&#8217; piu&#8217; ricche dell&#8217;Asia. Inoltre non e&#8217; possibile fare abbonamenti: occorre pagare ogni corsa. Per attraversare una fettona di citta&#8217; in metropolitana, aspettati di pagare tra i 50 centesimi di euro e l&#8217;euro pieno. Ma c&#8217;e&#8217; un modo per risparmiare? Certo che si&#8217;.<span id="more-953"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Octopus Card</em>. Se arrivi ad Hong Kong, procuratene una. E&#8217; una specie di carta pregata magica: serve per pagare tutti i trasporti con uno sconto! Ci paghi autobus, metropolitana, traghetti per le isole e ferry vari. Se hai la macchina, ci paghi il parcheggio. Ci paghi la spesa nei supermercati, e le birre che compri per strada alle due del mattino. Ci paghi anche il pranzo, in certi ristoranti!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Metropolitana</em><span>. Tante linee, tante fermate. Non ho mai aspettato per piu&#8217; di quattro minuti. Mai. Nelle stazioni di interscambio fra le diverse linee, ci sono le corrispondenze (scendi da una carrozza e sali direttamente sull&#8217;altra, arrivata in contemporanea). Per risparmiare, il volpone italiano puo&#8217; acquistare un concessionary ticket, ovvero un biglietto speciale riservato a bambini ed anziani. Ma nessuno controlla mai&#8230; Qui trovi come calcolare il costo di ogni spostamento in metropolitana, e il tempo impiegato: <a rel="nofollow" href="http://www.mtr.com.hk/jplanner/eng/planner_index.php" target="_blank">http://www.mtr.com.hk/jplanner/eng/planner_index.php</a>; incredibile, il tempo calcolato dal sito e&#8217; reale. Spacca il minuto. Da buon ingegnere pignolo ho cronometrato nella vita reale. E sono esatti. Minchia. L&#8217;orario dell&#8217;ultima corsa dipende dall linea, ma di solito e&#8217; tra le 00:30 e 01:30. La prima corsa parte tra le cinque e le sei del mattino (e solitamente e&#8217; popolata di una fauna sociale varia e particolarmente interessante).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Airport Express</em>. Siluro su rotaia veloce: in mezz&#8217;ora ti porta dall&#8217;aeroporto (isola di Lantau) al centro citta&#8217;. La sconsiglio: costa 10 euro! L&#8217;aeroporto ha un&#8217;ottima stazione degli autobus, le cui linee si dipanano ovunque nel territorio. Un autobus che porta in centro ci mette circa quarantacinque minuti (o piu&#8217;, se c&#8217;e&#8217; traffico) ma costa 2 o 3 euro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Bus e Airbus</em>. Sono tipicamente a due piani (anni e anni di dominazione coloniale inglese lasciano qualche segno&#8230;). Pagabili con la octopus, hanno la lista delle fermate segnate all&#8217;interno. Come se non bastasse, il nome di ogni fermata compare (sempre bilingue) sugli schermi digitali ben in vista.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Minibus</em>. Lungo le strade di Hong Kong, 24 ore su 24, migliaia di minibus a 16 posti scarrozzano i cittadini. Non hanno una tabella di orari: appena un minibus e&#8217; pieno, parte (ricordati che Hong Kong e&#8217; un formicaio brulicante! I minibus si riempiono con velocita&#8217; sorprendente anche durante la notte. Personalmente ne ho presi diversi, in periferia, e non si aspettano mai piu&#8217; di dieci minuti). Gli autisti solitamente sono personaggi burberi che guidano in una maniera scriteriata. Sono loro a scegliere il tipo di musica che ti terra&#8217; compagni per il tragitto, e il volume della stessa (di norma orribile dance Cantonpop a volume fastidioso). L&#8217;unico problema coi minibus e&#8217; che le indicazioni sulle fermate sono piu&#8217; vaghe e complicate da capire, a volte solo in cinese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Taxi</em>. Ottima scelta per tragitti brevi, se non viaggi da solo. Come in ogni altra citta&#8217;, i tassisti tendono ad essere avidi e prendono strade piu&#8217; lunghe, quindi stai attento (ma mai nessuno a Hong Kong ti ciulera&#8217; sul resto). Un consiglio: contratta illegalmente la tariffa dicendo la destinazione prima di salire sul taxi e fai spegnere i tassametro. E scegli il tassista piu&#8217; anziano che trovi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Ferry</em>. Dai diversi pier in vari punti della citta&#8217; partono in continuazione traghetti e ferryboat per le isole, per Macau, per la Cina. I prezzi variano: attraversare il braccio di mare fra Kowloon e Hong Kong Island costa 0.2 Euro, mentre per Lamma Island (20 minuti di viaggio) il prezzo e&#8217; 1,7 Euro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em>Nota su prezzi</em>: ho calcolato 1 Euro = 10 Hong Kong Dollars, che e&#8217; una buona approssimazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Simone Marini</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">www.simonemarini.com</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Trip-guida di Addis Abeba e itinerario nord Etiopia</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/02/16/trip-guida-di-addis-abeba-e-itinerario-nord-etiopia/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/02/16/trip-guida-di-addis-abeba-e-itinerario-nord-etiopia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 14:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreailcujo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Africa]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Etiopia]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Guide]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Itinerari]]></category>

		<category><![CDATA[addis abeba]]></category>

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		<category><![CDATA[unione africana]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è una guida di base di Addis Abeba, capitale dell&#8217;Etiopia.
La guida è pensata come &#8220;primo passo&#8221; per preparare un viaggio in Etiopia. Troverai  anche un itinerario consigliato per visitare il magnifico Nord del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una guida di base di Addis Abeba, capitale dell&#8217;Etiopia.<br />
La guida è pensata come &#8220;primo passo&#8221; per preparare un viaggio in Etiopia. Troverai  anche un itinerario consigliato per visitare il magnifico Nord del paese se hai abbastanza tempo.<br />
Poi potete approfondire o meno, la tripguida dovrebbe comunque bastare.</p>
<p><strong>Arrivare a Addis Abeba</strong><br />
In aereo, l&#8217;aeroporto principale é Bole a una decina di km dal centro città  della capitale. Dall&#8217;Italia  ci sono voli diretti, con Ethiopian Airlines (una delle migliori compagnie aeree africane) con partenze da Roma. Un volo a/r si trova sui 550 Euro in low cost (Turkish Airlines / Egypt Air) altrimenti con meno chanche si arriva sui 900 Euro.<br />
Il visto per un mese costa 17E (oppure 20$), si può fare all&#8217;entrata in aeroporto.<br />
Una volta recuperati i bagagli schivate uscite sul parcheggio e troverete 2 tipi di taxi: quelli gialli hanno tariffe fisse e sono esposte, quelli bianchi e blu invece si negoziano. Sapendo che una corsa verso il centro costa sui 20 Birr al massimo negoziate con i secondi. <span id="more-946"></span></p>
<p><strong>Soldi</strong><br />
La moneta locale é il Birr. 1 Euro equivale a circa 14  Birr. Cambiate il minimo indispensabile all&#8217;aeroporto (avete 2 sportelli prima del controllo passaporti all&#8217;aereoporto). Prelevate poi il resto o cambiate in centro (su Bole Road le banche non mancano).</p>
<p><strong>Dormire a Addis Abeba</strong><br />
Capitale politica dell&#8217;Africa (sede dell&#8217;Unione Africana e della più grossa rappresentanza delle Nazioni Unite in Africa) trovate di tutto e di più. Molto bene la Cozy&#8217;s Guesthouse gestita da una famglia tedesca, vicina al centro di fronte all&#8217;Hotel Atlas. Camere singole a partire da 90 Birr e un posto molto sicuro e tranquillo.<br />
Altrimenti non lontano dalla &#8220;Piazza&#8221; andate all&#8217;Yilma Hotel (la singola a 250 Birr) molto accogliente e con un ottimo ristorante.</p>
<p><br><script type="text/javascript"><!--
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</script><br></p>
<p><strong>Mangiare a Addis Abeba</strong><br />
E&#8217; una delle cose più belle di Addis Abeba! Ottimo e sicuro. Potrete trovare pasta e pizza a volontà  ma anche un&#8217;ottima pasticceria e dei gelati favolosi. Provate qualsiasi ristorante su Bole Road (Rodeo  il top) ma anche la pizzeria Green Views. La cucina tradizionale é ugualmente ottima, da provare l&#8217;Engera.<br />
Un pasto completo (pizza o carne) va sugli 70 Birr (con birre). Se prendete pasta + bibita siete a 40.</p>
<p><strong>Vita Notturna</strong><br />
Il divertimento non manca a Addis Abeba. Su Bole Road potete camminare 24h/24, altrimenti meglio prendere un taxi. I locali cambiano rapidamente, meglio chiedere agli etiopi quelli nuovi e più alla moda.</p>
<p><strong>Fare a Addis Abeba</strong><br />
Un misto di storia e tradizione e civilizzazione rapida. Da non perdere il centro città  con i suoi palazzi storici e moderni, grandi viali e piazze, giardini, chiese. Gli Etiopi sono molto gentili e accoglienti scambiateci volentieri 4 chiacchiere. Visitate come in ogni città  africana il &#8220;Mercato&#8221; (ma attenzione ai mariuoli) e il Museo Nazionale.<br />
Approfittate dell&#8217;ospitalità  etiope e fermatevi a bere un caffè o una birra in qualche bar con qualche ragazzo per farvi raccontare un po&#8217; il paese. Gli etiopi sono anche molto ansiosi di conoscervi.</p>
<p><strong>Muoversi</strong><br />
Il taxi é d&#8217;obbligo. Girare a piedi va bene un giorno per il centro ma con tutti i sali-scendi si cuoce in fretta. Una corsa rapida intorno al centro costa 15 Birr. Per attraversare la città  arrivate ai 30-40. Se conoscete la città  o volete darvi all&#8217;azzardo i minibus in comune funzionano molto bene e sono più economici (2-4 Birr per una corsa).</p>
<p><strong>Internet</strong><br />
Internet é piuttosto diffuso anche se le connessioni non sono ancora il massimo. Se andate al GETU Commercial Center in Bole Road troverete il Cloud 9 Cafè al primo piano che ha un WiFi gratuito e della birra alla spina. Se continuata all&#8217;ultimo piano del centro commerciale troverete la seconda parte del cafè con una terrazza con vista sulla città  e gelati imperdibili (ma il WiFi non arriva).<br />
<strong><br />
Itinerario per il Nord dell&#8217;Etiopia</strong><br />
Paese magnifico e particolare dell&#8217;Africa merita di essere visitato e conosciuto. Questo itinerario é un abbozzo per una visita nelle regioni più paesaggistiche e culturali dell&#8217;Etiopia. Avrete bisogno di almeno un paio di settimane piene per fare il giro perché i tragitti da città  a città  sono lunghi e prendono giornate intere. Se volete accelerare potete prendere l&#8217;aereo (soprattutto da Axum a Lalibela) che costa caro ma non troppo se considerate che risparmiate due giorni di viaggio (spesa minima 60 Euro)<br />
<strong>Gondar</strong>: arrivate col bus da Addis (partenza alle 02.00 AM, 160 Birr) chiedete sempre dove dormite per organizzare il trasporto, state una giornata (Roman Hotel, una singola a 90 Birr) per visitare il castello (50 Birr) e continuate verso Axum vis Shire.<br />
<strong>Axum</strong>: arrivate dopo un lungo ma affascinante viaggio da Gondar. Stateci almeno 3 notti per vedere qualcosa. <a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/02/16/trip-guida-di-axum-etiopia/">Qui la guida.</a><br />
<strong>Lalibela</strong>: comodo arrivarci in aereo (130 E) da Axum perché in bus bisognerebbe tornare a Gondar e passare un altro giorno di viaggio. Dormite all&#8217;Asheten Hotel (110 Birr). Le molte chiese rupestri sono davvero interessanti ma se non siete patiti possono essere ripetitive. Il gruppo a nord é quello che merita di più. Non lesinate su una guida, di quelle ufficiali, 150 Birr per una giornata, perché cambia davvero la prospettiva della vostra visita. Sparate via invece i giovanotti che vi abbordano in strada.<br />
<strong>Bahir Dar</strong>: Arrivate da Lalibela in bus via Gashena (sempre una giornata, 130 Birr) State alla pensione Dalot, tranquilla, pulita e accogliente (30 Birr la singola), meritano le cascate del Nilo Blu, state 3 notti per apprezzare il centro città . Continuate poi in minibus per tornare a Addis (chiedete all&#8217;hotel di organizzarvi il trasporto).</p>
<p>andreailcujo</p>
<p><br><script type="text/javascript"><!--
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		<item>
		<title>Trip-guida di Axum, Etiopia</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/02/16/trip-guida-di-axum-etiopia/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/02/16/trip-guida-di-axum-etiopia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreailcujo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Africa]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Etiopia]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Guide]]></category>

		<category><![CDATA[axum]]></category>

		<category><![CDATA[etiopia]]></category>

		<category><![CDATA[obelisco]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è una guida di base di Axum, città  storica dell&#8217;Etiopia.
La guida è pensata come &#8220;primo passo&#8221; per un&#8217;escursione a Axum, una cittadina piacevole e molto rilassante.
Poi potete approfondire o meno soprattutto la parte storica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una guida di base di Axum, città  storica dell&#8217;Etiopia.<br />
La guida è pensata come &#8220;primo passo&#8221; per un&#8217;escursione a Axum, una cittadina piacevole e molto rilassante.<br />
Poi potete approfondire o meno soprattutto la parte storica ma la tripguida dovrebbe comunque bastare.<br />
Per una guida di Addis Abeba e un <a href="http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/02/16/trip-guida-di-addis-abeba-e-itinerario-nord-etiopia/">itinerario per il Nord dell&#8217;Etiopia clicca qui</a>.<br />
<strong><br />
Arrivare a Axum</strong><br />
Axum é nel pieno nord dell&#8217;Etiopia, molto lontana da Addis. Potete arrivarci in aereo con Ethiopian Arilines (a/r da Addis sono circa 350$ secondo la stagione), un taxi dall&#8217;aeroporto per la città  é 10 Birr. E&#8217; fantastico anche arrivarci per strada attraversando tutto l&#8217;altopiano e le vallate etiopi. La strada non é sempre percorribile (in stagione delle piogge da maggio a ottobre a volte é impossibile e richiede molto tempo) ma assicura uno spettacolo magnifico e con un po&#8217; di fortuna potreste vedermi qualche animale come babbuini, cammelli e zebre sulle tante colline.<br />
Partite con un bus all&#8217;alba da Gondar (130 Birr) per Shire (arrivo alle 16 circa) e da Shire prendete un minibus o un altro bus (15 Birr) per Axum, a circa 2 ore e mezza di strada. Portatevi dell&#8217;acqua e qualcosa da mangiare perchè lungo il tragitto non c&#8217;é possibilità  di sosta. <span id="more-938"></span></p>
<p><strong>Consigli vari</strong><br />
Cé una banca a Axum per cambiare dei soldi ma non c&#8217;é uno sportello ATM/Bancomat e le carte di credito non sono accettate; assicuratevi quindi di avere un po&#8217; di contante dietro.<br />
La parte più tranquilla della città  é quella verso l&#8217;aeroporto (a 5 km dalla città ) dove ci sono gli hotel, qualche buon ristorante e qualche baretto simpatico. Il resto del centro é più &#8220;storico&#8221; senza molte attività . Troverete qualche piccolo chiosco con prodotti di prima necessità  e niente più.</p>
<p><strong>Dormire a Axum</strong><br />
Unica destinazione possibile l&#8217;Africa Hotel, una singola 90 Birr. Ci troverete ottima accoglienza e il fascino dell&#8217;Etiopia. Buone camere e ottima cucina, posizione ideale e tranquilla.</p>
<p><br><script type="text/javascript"><!--
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<p><strong>Mangiare a Axum</strong><br />
Allo Stesso Africa Hotel si mangia bene a prezzi modici altrimenti andate poco lontano al Rehmai Hotel per un ristorante di più alto livello, altrimenti ci sono solo un altro paio di ristoranti in centro. Attenzione a mangiare nei posti per etiopi perchè potreste prendervi una diarrea. Andando verso il centro potrete trovare del buonÃ‚Â  pane fresco la mattina in un paio di chioschi. Sempre lungo la strada principale prendete la laterale che vi porta al Café Great Abyssinia e provate la sua pasticceria.</p>
<p><strong>Fare a Axum</strong><br />
Le escursioni ai siti storici sono numerose ma potrete farle in 2-3 giorni. Consigliato prendere una bici a noleggio (trovate un meccanico sulla strada principale che le noleggia a 30 Birr la giornata).<br />
Il meglio é la St Mary&#8217;s Tsion Church, che vale tutti i 120 Birr dell&#8217;entrata (nuova e vecchia chiesa insieme). Per tutti gli altri siti c&#8217;è un biglietto comune di 50 Birr.<br />
Prendete una cartina all&#8217;ufficio turistico (al bivio della strada principale, 10 Birr), niente male la tomba del re Kaleb et la visita al monastero poco lontano.<br />
Potete risparmiarvi invece il Palazzo della Regina di Saba (non resta che qualche pietra) e la leonessa scolpita sulla roccia.<br />
Fuori dall&#8217;Africa Hotel troverete qualche giovanotto locale pronto a offrirsi come guida per le escursioni; molti sono gentili e niente male ma confrontate informazioni e prezzi eventuali con la reception dell&#8217;albergo. Non sono insistenti, é piacevole e interessante invece berci una birra insieme per conoscere un po&#8217; meglio l&#8217;Etiopia.</p>
<p><strong>Muoversi</strong><br />
Camminare avanti e indietro sulla strada principale é piacevole, così come fermarsi in un baretto e bersi un buon caffé locale. Per le escursioni una bici é più che sufficiente.</p>
<p><strong>Internet</strong><br />
Qualche Internet cafè (50 Birr l&#8217;ora) per una connessione a 56K ma se andate all&#8217;ABINET Hotel e salite al Cafè sulla terrazza all&#8217;ultimo piano troverete un Wifi un po&#8217; migliore gratis!</p>
<p>andreailcujo</p>
<p><br><script type="text/javascript"><!--
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		<title>Sao Tomé e Principe, due isole sull’equatore</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/31/sao-tome-e-principe-due-isole-sullequatore/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/31/sao-tome-e-principe-due-isole-sullequatore/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Africa]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Foto]]></category>

		<category><![CDATA[africa]]></category>

		<category><![CDATA[golfo di guinea]]></category>

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		<description><![CDATA[  Dopo più di 100 giorni di viaggio sulla costa ovest del continente Africano raggiungiamo, con un volo da Capo Verde, Sao Tomè e Principe, due piccole meravigliose isole nel Golfo di Guinea.
Sao Tomè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="Lagoa Azul" rel="singlepic124" href="http://saotomeprincipetrip.com/wp-content/gallery/lagoa-azul/Sao%20Tome%20and%20Principe-19.JPG"> <img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://saotomeprincipetrip.com/wp-content/gallery/cache/124__320x240_Sao%20Tome%20and%20Principe-19.JPG" alt="Sao Tome and Principe-19.JPG" width="260" height="173" /> </a>Dopo più di 100 giorni di viaggio sulla costa ovest del continente Africano raggiungiamo, con un volo da Capo Verde, Sao Tomè e Principe, due piccole meravigliose isole nel Golfo di Guinea.<br />
Sao Tomè e Principe si trovano quasi sulla linea dell&#8217;Equatore, nell&#8217;Oceano Atlantico e sono di origine vulcanica. Sono entrambe due ex colonie portoghesi quindi la lingua parlata nell&#8217;arcipelago é il portoghese e esistono anche ben tre lingue creole. Siamo rimasti a Sao Tomè per 20 giorni e dato che la durata del nostro soggiorno é stata così breve non siamo purtroppo riusciti a visitare anche Principe. Per poter visitare Sao Tomè abbiamo noleggiato una jeep che ci ha permesso di arrivare anche dove la strada era molto disastrata. Sao Tomè ha una lunghezza di 48 km e una larghezza di 32 km ma nonostante la sua <a class="thickbox" title="Gli abitanti di Sao Tomé" rel="singlepic235" href="http://saotomeprincipetrip.com/wp-content/gallery/persone/Sao%20Tome%20and%20Principe-18.JPG"> <img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://saotomeprincipetrip.com/wp-content/gallery/cache/235__320x240_Sao%20Tome%20and%20Principe-18.JPG" alt="Sao Tome and Principe-18.JPG" width="132" height="198" /> </a>piccola dimensione offre una varietà  immensa di panorami. Il punto più elevato dell&#8217;Isola é il Pico de Sao Tomè che raggiunge i 2.024 metri sul livello del mare. La vegetazione é fittissima in tutta l&#8217;isola ed é ricca di piantagioni di cacao, caffè, bananeti, palme da cocco, da olio e vino di palma. I suoi 200 km di costa variano da nord a sud, con meravigliose spiagge di sabbia gialla e palme da cocco, spiagge di sabbia nera o spiagge di pietra. Da non perdere sicuramente é Lagoa Azul, una piccola caletta a nord dell&#8217;isola dove l&#8217;acqua assume dei colori meravigliosi, dal verde all&#8217;azzurro. L&#8217;acqua cristallina di Lagoa Azul permette di vedere i suoi fondali profondi e ricchi di pesci, un luogo perfetto per gli amanti dello snorkling. Proseguendo verso sud, dopo Porto Alegre, si arriva a  Praia Piscina e Praia Jalè, due spiagge incontaminate dove sembra davvero di essere su un&#8217;isola deserta. Poco lontano dalla capitale il mare regala un altro spettacolo emozionante: Boca do Inferno, una grotta dove si incanala l&#8217;acqua che viene poi spruzzata verso l&#8217;alto con violenza creando uno spettacolare gioco d&#8217;acqua. Qui troverete qualche altra <a href="http://saotomeprincipetrip.com/" target="_blank">informazione </a><span id="more-933"></span> Oltre al mare e alle sue spiagge Sao Tomè offre dei percorsi, più o meno impegnativi, nell&#8217;entroterra che sono però possibili solo con la presenza di una guida. E&#8217; molto facile perdersi nella foresta e bisogna conoscere bene i sentieri evitando i pochi ma mortali pericoli dell&#8217;isola come il serpente Mamba Nero. L&#8217;escursione sul Pico de Sao Tomè è possibile solo durante la stagione secca perchè durante la stagione delle piogge (da ottobre a maggio) é quasi impossibile fare questo percorso. Sull&#8217;isola non mancano poi numerosi rii e splendide cascate, una delle più belle e alte é quella di Sao Nicolau. Ovviamente tutte le cascate variano la loro intensità  a seconda della stagione delle piogge ma regalano sempre uno spettacolo mozzafiato perché l&#8217;acqua della cascata é circondata da pareti ricoperte da una fittissima vegetazione tropicale. Ai piedi della cascata stessa poi si formano dei laghetti di acqua limpidissima, molto fresca e buona da bere!<br />
Per chi invece volesse fare un salto nel passato é possibile visitare le numerose ex case coloniali sparse in tutta l&#8217;isola. In alcune di esse é possibile trovare ancora mobili o lampadari dell&#8217;epoca. I Portoghesi scoprirono Sao Tomè tra il 1469-1471 e negli anni introdussero la coltivazione del caffè e del cacao. Le piantagioni di Sao Tomè vengono chiamate Roà§e e in ognuna di questa sono state costruite le case coloniali. Gigantesche ville di muratura e legno tutte con suggestivi ingressi con colonne e verande imponenti. Le Roà§e sono numerose e si trovano ovunque sull&#8217;isola ma purtroppo sono tutte abbandonate e mano mano che passano gli anni vengono letteralmente mangiate dalla vegetazione o distrutte dalle intemperie. Una piccolissima parte di queste case sono state ristrutturate e adibite ad Hotel altre invece sono occupate dagli abitanti del posto che vivono al loro interno.<br />
Anche nella capitale, Sao Tomè, ci sono molte cose da vedere come i palazzi storici e le chiese, l&#8217;architettura di questi edifici parla da sè, anche qui l&#8217;impronta portoghese é evidente su ogni costruzione, tipicamente coloniale.<br />
Da dicembre a Febbraio é d&#8217;obbligo una tappa al giardino botanico per vedere la fioritura delle numerosissime orchidee. A Sao Tomè crescono molte orchidee che sono fonti di studio di molti botanici perché uniche al mondo!<br />
Da non perdere assolutamente é il mercato coperto sempre gremito di gente, e che abbonda di prodotti locali e non. Sui banchi di frutta si trovano moltissime qualità  di banane, ananas, papaya e altri frutti tropicali colorati e profumatissimi. Dai pescivendoli invece si trovano un&#8217;infinità  di pesci freschissimi e di ogni misura, siamo riusciti ad assaggiarne solo alcuni di questi e le loro carni sono davvero saporite e squisite. Il mercato rimane aperto tutta la giornata ed é un vociare unico, tra chi vende e chi compra, misto ai profumi e agli odori delle bancarelle.<br />
Nella capitale inoltre non mancano i ristorantini che con 2-3 euro preparano piatti di pesce arrosto accompagnati da banane fritte o lesse e frutto del pane.<br />
Da assaggiare assolutamente sono il caffè e il cacao di Sao Tomè che sono davvero eccezionali.<br />
La popolazione é cattolica e esistono anche piccole comunità  di protestanti. I Sao Tomensi sono persone molto ospitali e tranquille, la criminalità  non esiste e speriamo che il turismo, sempre di più in crescendo, non crei spiacevoli inconvenienti. I Sao tomensi discendono da diverse etnie: Congolesi, Angolani, Capo Verdiani, Gabonesi e molte altre. Questo spiega perché la loro cultura é davvero un mix di espressioni artistiche.<br />
Sao Tomè é una piccola perla nell&#8217;oceano, la sua terra é ricca e fertile e le sue spiagge meravigliose e deserte. E&#8217; di sicuro lo stato che più ci é piaciuto durante il nostro viaggio in Africa perché ancora mantiene la sua incontaminata naturalezza. Sao Tomè é un luogo selvaggio e ancora sincero.</p>
<p>Informazioni utili:<br />
- Il visto va richiesto in Ambasciata;<br />
- I bancomat non esistono, é possibile prelevare solo con carta di credito circuito Visa o Mastercard;<br />
- Internet si trova solo nella capitale dove esistono sia dei cyberpoint che hotels e bar con il wifi. <br><script type="text/javascript"><!--
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<br></p>
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		<title>Zaino Quechua FORCLAZ AIR 40</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 10:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il marchio Quechia fa parte della gamma Decathlon, che significa buona tecnica e ottimo rapporto qualità  prezzo. La sua resistenza e&#8217; stata una piacevole sorpresa. Un sacco versatile, adatto alle gite di un giorno/una notte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il marchio Quechia fa parte della gamma Decathlon, che significa buona tecnica e ottimo rapporto qualità  prezzo. La sua resistenza e&#8217; stata una piacevole sorpresa. Un sacco versatile, adatto alle gite di un giorno/una notte ma anche a tragitti più lunghi. L&#8217;ho portato in missione con me sul terreno per 10 giorni (avevo naturalmente uno zaino più grande a parte) e non ha fatto una piega. <span id="more-927"></span>I 40 litri sono ben distribuiti e le 2 grosse tasche laterali sono molto utili e sopperiscono all&#8217;assenza di una divisione nella tasca centrale. C&#8217;è soltanto una sottilissima tasca interna sullo schienale. La tasca superiore é ampia. Ho molto apprezzato la chiusura a cerniera e la sua discreta impermeabilità . E&#8217; sicuramente comodo, non ho minimamente risentito della sua presenza (ben carico a 8 kg) su tragitti in montagna di ore. Disponibile in due colori non molto motivanti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.cujolandia.it">andreailcujo</a><img src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2009/01/product-992626.jpg" alt="product-992626" title="product-992626" width="200" height="200" class="alignleft size-full wp-image-928" /></p>
<p></p>
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		<title>Le TripFoto di capodanno</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 14:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ecco alcune foto scattate dai viaggiatori in un periodo compreso tra il 31 dicembre 2008 e il primo gennaioÃ‚Â  2009.
Un modo per salutare il nuovo anno pensando alla strada.

Il vincitore è Mark79 con questa foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #808000;">Ecco alcune foto scattate dai viaggiatori in un periodo compreso tra il 31 dicembre 2008 e il primo gennaioÃ‚Â  2009.<br />
Un modo per salutare il nuovo anno pensando alla strada.</span>
</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808000;">Il vincitore è <a href="http://www.severaleon.net" target="_blank">Mark79</a> con questa foto del deserto di Atacama in Cile!</span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px"><img style="border: 2px solid black;" title="Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile" src="http://www.tripcentre.org/bbforum/download/file.php?id=667" alt="Questo é il tramonto sul primo giorno dell 2009: Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile  Un saluto a Luca e a tutto il forum dei TripViaggiatori, se sono qui é anche un pò merito vostro... :mrgreen: Buon Anno " width="490" height="361" /><p class="wp-caption-text">Questo é il tramonto sul primo giorno dell 2009: Valle della Luna, deserto di Atacama, Cile  Un saluto a Luca e a tutto il forum dei TripViaggiatori, se sono qui é anche un pò merito vostro... <img src='http://tripmagazine.tripcentre.org/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> Buon Anno </p></div>
<p><span id="more-918"></span></p>
<p><span style="color: #808000;">Questa di <a title="Pompone" href="http://www.ducatifolies.it" target="_blank">Paolo76</a> da Parigi</span></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 283px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://i42.tinypic.com/33c7zw8.png" target="_blank"><img title="Tour Eiffel" src="http://i42.tinypic.com/33c7zw8.png" alt="Ragazzi mi vergongo un po perché oltre ad essere stanco morto, potevo fare molto meglio, ho conosciuto di quei personaggi su cui andrebbe scrivere un romanzo ma.....pubblico la più ovvia anche se a me piace.....rincasato or ora (01.00 del 2 gennaio) posso finalmente andarmene a dormire senza sveglia!!!!" width="273" height="208" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #000000;">Ragazzi mi vergogno un po perché oltre ad essere stanco morto, potevo fare molto meglio, ho conosciuto di quei personaggi su cui andrebbe scrivere un romanzo ma&#8230;..pubblico la più ovvia anche se a me piace&#8230;..rincasato or ora (01.00 del 2 gennaio) posso finalmente andarmene a dormire senza sveglia!!!!</span></dd>
</dl>
</div>
<p><span style="color: #808000;">&#8230;e questa del <a title="Il Cujo" href="http://www.cujolandia.it/" target="_blank">Cujo</a> dal Congo.</span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 319px"><img title="Congo" src="http://www.tripcentre.org/bbforum/download/file.php?id=668" alt="Già , qua hanno prevalso i bagordi..." width="309" height="231" /><p class="wp-caption-text">Già , qua hanno prevalso i bagordi...</p></div>
<p><span style="color: #808000;">Buon 2009!</span></p>
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		<title>Choi Hung non e’ un posto per turisti</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/19/choi-hung-non-e-un-posto-per-turisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 17:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Asia]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Cina]]></category>

		<category><![CDATA[Trip-Diari]]></category>

		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>

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		<description><![CDATA[Choi Hung significa arcobaleno. EÃ¢Â€Â™ anche il nome di un quartiere alla periferia nord di Hong Kong. Il piazzale degli autobus eÃ¢Â€Â™ uno spiazzo di asfalto nero circondato da terreni incolti, e si trova direttamente sotto ad una sopraelevata a 4 corsie, retta da colonne megalitiche. I palazzi sono tozzi e ingombranti, puntellati di finestre piccole, tutti molto simili: ce ne sono una dozzina, e si chiamano Kam Wah House, You Shek House, Kam Shek House, Hing Yip BuildingÃ¢Â€Â¦ Ti senti quasi sopraffatto, ogni tanto, quando li vedi stagliarsi chiari contro il cielo oscuro della notte. Sono inquietanti anche nella luce dellÃ¢Â€Â™alba: sembrano esseri meccanici dormienti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=choi+hung,+hong+kong&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=32.252269,79.101563&amp;ie=UTF8&amp;ll=22.346265,114.209318&amp;spn=0.036755,0.077248&amp;t=h&amp;z=14&amp;g=choi+hung,+hong+kong" target="_blank">Choi Hung</a> significa arcobaleno. E&#8217; anche il nome di un quartiere alla periferia nord di Hong Kong. Il piazzale degli autobus e&#8217; uno spiazzo di asfalto nero circondato da terreni incolti, e si trova direttamente sotto ad una sopraelevata a 4 corsie, retta da colonne megalitiche. I palazzi sono tozzi e ingombranti, puntellati di finestre piccole, tutti molto simili: ce ne sono una dozzina, e si chiamano Kam Wah House, You Shek House, Kam Shek House, Hing Yip Building&#8230; Ti senti quasi sopraffatto, ogni tanto, quando li vedi stagliarsi chiari contro il cielo oscuro della notte. Sono inquietanti anche nella luce dell&#8217;alba: sembrano esseri meccanici dormienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando aspetto il minibus, nella notte, i palazzi mi osservano coi loro mille occhi di finestra; inespressivi e alieni, immobili come i predatori in attesa di una preda.<span id="more-897"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto la vedo, una preda. Sbuca fuori, piccolo insetto insignificante, un parassita che vive dentro al Choi Hung Estate: un uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gente che gira di notte, personaggi assurdi solitamente dotati di protesi dentali molto scadenti. Non mi guardano mai in faccia. Mi colgono di sorpresa quando me li vedo apparire davanti; sbucano dai tunnel sotterranei che collegano gli edifici, come vene o dotti deferenti (solo per la stazione della metropolitana ci sono otto uscite principali, piu&#8217; altre secondarie). Portano borsacce di plastica, di solito, bucate e piene di non so cosa. Cianfrusaglie. Li vedo scavalcare i guard rail e attraversare la strada a piu&#8217; corsie; alternano i passi rapidamente, i piedi scorrono sull&#8217;asfalto veloci: poveracci, hanno paura delle auto, continuano a guardare a destra e a sinistra facendo scattare la testa da un lato all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Osservo questi individui che cercano di sgattaiolare dall&#8217;altra parte della strada piu&#8217; in fretta possibile, per potersi rifugiare nel buio sicuro della pensilina dell&#8217;autobus o sotto un cavalcavia o inghiottiti sottoterra dalla scalinata della metropolitana. Ho proprio l&#8217;impressione che noi, gli umani, siamo i parassiti. Siamo gli ospiti. Dobbiamo muoverci rapidi e senza fare troppo rumore; non dobbiamo disturbare lui, quell&#8217;essere meccanico gigante: Choi Hung. Dobbiamo temere le automobili nere,Ã‚Â  pericolose bestie metalliche, senza occhi, che corrono lungo la strada. Tutto e&#8217; squallido ma ordinato: le pentole, i tavoli e le sedie che durante il giorno servono per cucinare e vendere street food sono ammonticchiate con ordine e ammassate contro la parete della scala che porta al ponte pedonale. I muri sono scostati, gli scalini consumati, ma noi non vogliamo disturbare il dio Choi Hung, e allora raccogliamo le cartacce e i mozziconi con diligenza (questo e&#8217; vero per tutta Hong Kong: c&#8217;e&#8217; un esercito di disgraziati in tuta da lavoro che pulisce costantemente).Ã‚Â  Teli gialli giacciono ogni notte piegati e impilati ordinatamente nell&#8217;angolo del parcheggio sotterraneo, sempre illuminato. Ma anche questo esempio di civilta&#8217; e ordine, a volte, puo&#8217; incrementare il senso di alienazione. I cestini dei rifiuti sono stati svuotati diligentemente, la sera, e i sacchetti neri appena cambiati luccicano sotto la luce dei lampioni. Se ti avvicini e sbirci un po&#8217; ti accorgi che sono comunque un brulicare di scarafaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nello spazio ritagliato tra i palazzi giganti, noi parassiti siamo riusciti a ricavare piccoli paradisi dove poter esprimere la nostra socialita&#8217;. Un bar squallido ricavato da un garage, una fila di lavanderie, un parchetto; piccoli orti, due baracche di lamiera tirate suÃ‚Â  in uno spiazzo di erbacce. Si tratta comunque di spazi angusti, sembrano (e forse lo sono) abusivi, piccoli fazzoletti di terra ai piedi delle montagne di cemento, austere, uguali, imponenti come antichi Dei severi e crudeli. Sembra davvero che ci sia un&#8217;entita&#8217;-citta&#8217; vuota e aliena, cui appartengono i grattacieli, i casamenti dalla faccia rettangolare, gli enormi pilastri dei cavalcavia. E sembra che gli umani abbiano colonizzato timidamente la citta&#8217; vuota, cosi&#8217; piccoli da poter essere ignorati, come le formiche che lentamente costruiscono il loro formicaio tra gli ingranaggi giganteschi di una macchina.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come dicevamo, del resto, Choi Hung (Ã¥Â½Â©Ã¨Â™Â¹) in cinese significa arcobaleno.</p>
<p style="text-align: justify;">Se li cerchi li trovi, i colori dell&#8217;arcobaleno: ordinatamente disposti in fasce orizzontali su alcune colonne interne della stazione della metro, o su balconi dei palazzi agglomerati nel blocco chiamato <em>Choi Hung Estate</em>; i colori sono stinti e anonimi, ovviamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Se guardi oltre gli edifci, pero&#8217;, appena oltre l&#8217;ultimo muretto di cemento, vedi la terra coperte di verde: foresta, rami e radici -persino un rigagnolo di acqua che scende dalle colline.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Marini</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://simonemarini.com">www.simonemarini.com</a></p>
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		<title>Bolivia al referendum sulla nuova costituzione</title>
		<link>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/17/bolivia-al-referendum-sulla-nuova-costituzione/</link>
		<comments>http://tripmagazine.tripcentre.org/2009/01/17/bolivia-al-referendum-sulla-nuova-costituzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trip-Bolivia]]></category>

		<category><![CDATA[bolivia]]></category>

		<category><![CDATA[morales]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte persone in questi mesi mi hanno chiesto : &#8220;Ma cosa sta succedendo in Bolivia?&#8221; Le notizie di violenze e di persone uccise, infatti, hanno ormai raggiunto anche le grandi catene televisive mondiali.
Il paese vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-893" title="bolivia" src="http://tripmagazine.tripcentre.org/files/2009/01/bolivia.jpg" alt="bolivia" width="297" height="196" />Molte persone in questi mesi mi hanno chiesto : &#8220;Ma cosa sta succedendo in Bolivia?&#8221; Le notizie di violenze e di persone uccise, infatti, hanno ormai raggiunto anche le grandi catene televisive mondiali.</p>
<p>Il paese vive una situazione di equilibrio precario da almeno quattro anni, un&#8217;ebollizione che i miei amici boliviani chiamano &#8220;Processo del cambiamento &#8220;, poichè&#8217; riflette il passaggio dalla vecchia gestione politico amministrativa dello stato legata all&#8217;elite bianca, alla gestione del paese da parte della maggioranza indigena, rappresentata dal presidente Evo Morales e dal Movimento al Socialismo.</p>
<p>La Bolivia non e&#8217; un paese facilmente decifrabile, soprattutto per una persona con una mentalita&#8217; occidentale. E&#8217; un paese che e&#8217; difficile catalogare, data l&#8217;originalita&#8217; delle parti in causa. Gli attori di questa rivoluzione sono infatti vari e vanno oltre la breve descrizione che posso dare in questo spazio. Anche i piu&#8217; attenti analisti del processo boliviano sono continuamente sorpresi da avvenimenti incredibili e inaspettati, colpi bassi, manovre strategiche, tattiche militari e attivita&#8217; mediatiche, senza contare gli episodi di violenza.</p>
<p>Ma, andando con ordine, vi riassumo per brevi tappe quello che e&#8217; successo fino ad oggi ed in particolare cio&#8217; che e&#8217; accaduto in questi ultimi mesi decisivi per la democrazia.<span id="more-890"></span></p>
<p><strong>1. La fine dell&#8217;epoca dei partiti</strong></p>
<p>Ho passato per la prima volta la frontiera boliviana il 20 luglio del 2004. Lo ricordo bene, perchè quel giorno le frontiere erano chiuse: in Bolivia era in corso il referendum per la nazionalizzazione degli idrocarburi.</p>
<p>I precedenti governi dittatoriali, ma anche quelli eletti, avevano infatti privatizzato le risorse del paese. Con quel referendum, la popolazione decise, con una maggioranza dell&#8217; 80%, di nazionalizzare gas e petrolio. Nonostante il risultato del referendum, nei mesi successivi l&#8217;allora Presidente Carlos Mesa non riusci&#8217; a portare a termine l&#8217;opera di nazionalizzazione e fu per questo destituito con una rivolta popolare.</p>
<p>Questo evento costitui&#8217; un colpo decisivo per i vecchi partiti che si erano fino ad allora alternati al governo, ma che non rappresentavano gli interessi del popolo, e lasciò spazio per l&#8217;ascesa di movimenti popolari, specialmente quelli indigeni, che negli anni precedenti avevano organizzato rivolte popolari contro le decisioni di privatizzare dei servizi alla collettività  come il caso dell&#8217;acqua a Cochabamba. Questi movimenti divennero protagonisti della scena politica, riuscendo ad esprimere i bisogni di una parte consistente della popolazione (circa il 60%), che non aveva mai avuto voce nella storia della Bolivia. .</p>
<p>In quel momento di crisi della rappresentanza governativa, i movimenti si organizzarono in una coalizione che prese il nome di MAS (Movimento al Socialismo), e che trovò in Evo Morales, formatosi nelle organizzazioni dei coltivatori di foglie di coca, il loro leader e la sua struttura di base. Alle successive elezioni presidenziali del 18 dicembre 2005 Evo Morales divenne presidente ottenendo 53,7% dei voti, un risultato che nessun Presidente nella storia della Bolivia aveva mai ottenuto.</p>
<p><strong>2. Un Presidente Indigeno</strong></p>
<p>Con l&#8217;elezione di Evo Morales, i movimenti si trovarono ad occupare i luoghi del potere e a gestire gli organi di governo. I nuovi responsabili pero&#8217;, rivelarono presto incompetenza nella gestione della grande macchina dello Stato. Ministri e segretari si avvicendarono al potere in tempi rapidi a causa delle continue denunce di corruzione.  Il MAS non essendo un vero e proprio partito, non ha al suo interno persone con una buona formazione politica e tanto meno tecnica. Cio&#8217; consentì alla opposizione, che conosce bene lo stato, l&#8217;uso del potere e l&#8217;arte della relazione, di denunciare leggerezze e incompetenze dei vari ministri.</p>
<p><strong>3. Nazionalizzazione degli idrocarburi</strong></p>
<p>Giunto al potere, Evo Morales portò a termine il primo degli impegni presi con gli elettori, proclamando la legge che nazionalizza gli idrocarburi, era il 1 maggio 2006. Nonostante le proteste, le imprese internazionali furono costrette ad accettare il nuovo status quo e a stringere accordi con lo stato boliviano. A seguito della nazionalizzazione, lo Stato ebbe a disposizioni maggiori entrate, giacche&#8217; la percentuale di ricavo sul prodotto estratto, che prima ammontava al 18%, salì all&#8217;80%. Queste nuove entrate vennero devolute in parte a progetti di Stato, e in parte ripartite tra le province, che adesso vogliono gestire autonomamente questa grande quantità  di denaro.</p>
<p><strong>4. Formazione della Costituente ed elaborazione della Costituzione</strong></p>
<p>Per realizzare pienamente il cambiamento, era pero&#8217; necessario pensare ad un nuovo tipo di Paese e ad un nuovo modello economico rispetto al vecchio neoliberalismo. Bisognava scrivere una nuova Costituzione.</p>
<p>Per questo scopo il 7 luglio 2006 venne eletta dal popolo l&#8217;Assemblea Costituente con regime rappresentativo. La maggioranza dei membri (60%) fu dunque eletta dai movimenti, specialmente quelli indigeni. L&#8217;elaborazione della nuova Costituzione fu un processo travagliato, e richiese il doppio del tempo inizialmente previsto per giungere alla stesura di un documento condiviso. Il testo fù approvato con molte critiche il 15 dicembre 2007.  Il passo successivo era l&#8217;assunzione del documento da parte del Parlamento con la decisione di convocare un referendum perche&#8217; la nuova costituzione ricevesse l&#8217;approvazione popolare. L&#8217;opposizione fece di tutto per bloccare questa decisione con dialoghi interminabili e accusando il governo di non voler dialogare. La situazione si protrarrà  fino al 20 ottobre 2008.</p>
<p><strong>5. Le forze locali e il movimento separatista o Autonomista</strong></p>
<p>In questo processo di radicale cambiamento, i partiti legati alle vecchie ideologie sono ormai strumenti inutili. L&#8217;opposizione pertanto, rappresentata dalle vecchie famiglie che detenevano il potere e dai nuovi ricchi e dai grossi possidenti terrieri, trova nei Comitati Civici Locali il nuovo luogo per essere rappresentata e la forza per contrastare sul territorio l&#8217;azione del governo e il processo di cambiamento. Tra i Comitati Civici, si distingue quello di Santa Cruz, provincia grande quanto l&#8217;Italia che concentra sul suo territorio la nuova ricchezza della Bolivia, e ha come presidente il figlio di un immigrato serbo padrone di immense quantita&#8217; di terra. La divisione della terra e&#8217; infatti un altro importante aspetto di contrasto con il governo, che, a seguito della riforma agraria, ha imposto grandi restrizioni ai proprietari terrieri, coltivatori di canna e soya, e a quelli che vogliono sfruttare le ricchezze del territorio amazzonico.<br />
Nei vari &#8220;departamentos&#8221;, o regioni, in cui e&#8217; divisa la Bolivia, i proprietari terrieri cominciarono pertanto ad organizzare la lotta contro lo stato centralista e che difendeva gli indigeni . &#8220;Autonomia&#8221; divenne il grido comune, e una sorta di &#8220;fuori i terroni&#8221; la scritta che si vedeva dipinta su tutti i muri. I grandi proprietari terrieri e i responsabili delle industrie, finanziati anche dagli Stati Uniti, alimentarono con tutti i mezzi, ed in particolare attraverso i media, una campagna di odio contro Evo Morales, di discredito dei MAS e di odio tra la popolazione di Santa Cruz che si definisce &#8220;camba&#8221; e la popolazione del sud che si definisce &#8220;colla&#8221;.  Cominciarono gli episodi di violenza e di umiliazione. Si arriva persino a bruciare la bandiera dei movimenti indigeni. Il clima generale si avvicina sempre piu&#8217; a quello di una guerra civile.</p>
<p><strong>6. Il referendum sul Presidente e sui Prefetti del 10 Agosto 2008</strong></p>
<p>Il massiccio attacco mediatico dei primi mesi del 2008 sembrano mettere in crisi la politica e le scelte di Evo Morales e del suo governo.  I Prefetti delle provincie (che in Italia corrisponderebbero ai presidenti di regione) vedono crescere la loro forza contro il presidente e convocano refendum locali per proclamare l&#8217;autonomia che ottengono grandi maggioranze. Il Presidente decide quindi, insieme al parlamento, di sottoporre il suo operato e anche quello dei 9 prefetti ad approvazione referendaria. Nel referendum del 10 agosto il Presidente ottenne un consenso superiore al 60% ma anche i prefetti vennero confermati.  Evo Morales esce rafforzato dal referendum e con l&#8217;approvazione popolare necessaria per continuare la sua lotta e per dialogare con l&#8217;opposizione, che voleva destituirlo.</p>
<p><strong>7. Lo zampino degli Stati Uniti</strong></p>
<p>Il 13 ottobre 2006 Phillip Goldberg venne nominato nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti in Bolivia. Si comincio gia&#8217; da allora a parlare di &#8220;balcanizzazione&#8221; della Bolivia, poiche&#8217; Goldberg era stata la persona responsabile della divisione dei balcani. Dopo la vittoria di Morales alle elezioni presidenziali del 2005, gli USA mandarono Goldberg per riorganizzare i partiti tradizionali e le vecchie elite sconfitte, loro alleati tradizionali e contrastare le idee socialiste del MAS. Il piano degli USA era quello di favorire il separatismo e acquisire il controllo delle riserve di gas, di difendere il sistema economico neoliberale. Nei primi due anni l&#8217;ambasciatore si mosse in sordina. Nella crisi del 2008, l&#8217;ambasciatore si espose maggiormente, incontrandosi apertamente con i vari rappresentanti dell&#8217;opposizione, con giornali e TV, e viaggiando frequentemente negli USA. Il Presidente Morales riuscì a raccogliere le prove delle orchestrazioni dell&#8217;ambasciatore, tese a favorire l&#8217;aumento della tensione tra governo e opposizione e decise di espellerlo come persona non grata. Lo stesso fecero gli USA. Siamo nell&#8217;ottobre del 2008, nel momento massimo della tensione tra governo e opposizione, che rischiava di esplodere da un momento all&#8217;altro.</p>
<p><strong>8. Il massacro</strong></p>
<p>Il clima di tensione tra chi appoggiava il governo e chi chiedeva l&#8217;autonomia era forte. Chi si stava armando, pero&#8217;, con il vecchio stile paramilitare, erano i gruppi autonomisti. Avvennero piccoli scontri, blocchi di strade per non lasciar passare persone del governo, si incendiarono sedi dei movimenti tra cui la sede del Coordinamento dei Popoli Etnici di Santa Cruz  bruciando gli archivi con il registro delle terre e causando la perdita di prove importanti delle proprieta&#8217; indigene.<br />
Il fatto più grave avvenne I&#8217;11 settembre 2008, nella localita&#8217; di Porvenir, departimento del Pando al confine con il Brasile. Un gruppo di persone armate ed accecate dall&#8217;odio, sotto il comando del prefetto di Pando e con automezzi della stessa prefettura tesero un&#8217;imboscata ad un gruppo di contadini delle organizzazioni indigene che si stavano riunendo. 14 morti e 37 feriti. La notizia fece il giro del mondo. Il paese sembrava sull&#8217;orlo della guerra civile. Di fronte alla grave crisi, l&#8217;organizzazione dei paesi dell&#8217;America del Sud, UNASUR, si riunì urgentemente a Santiago del Cile e dette il suo appoggio ad Evo Morales e al processo di cambiamento democratico in corso in Bolivia. Nonostante alcune posizioni divergenti all&#8217;interno dell&#8217;UNASUR tutti concordarono nel sostenere il Presidente boliviano, e la voce di Lula fu particolarmente importante visto che il Brasile sostiene piu&#8217; del 25% del PIL boliviano importando gas e soia provenienti dalla provincia di Santa Cruz.</p>
<p><strong>9. Gli attori secondari</strong></p>
<p>La classe media e&#8217; sempre stata i tutti i paesi un attore importante nei processi storici di cambiamento. In Bolivia la classe media aveva sempre appoggiato le classi deboli e anche in questi anni aveva la nascosta speranza di guidare il processo di cambiamento. Quando le organizzazioni indigene e contadine assunsero la direzione del processo di cambiamento esclusero la classe media legata troppo ai partiti. Il risultato di questa scelta fu che le universita&#8217;, il movimento studentesco e le associazioni dei commercianti, si schierarono in modo animato dalla parte degli autonomisti e dei potenti locali tanto da formare bande di paramilitari responsabili delle violenze. La classe media esclusa dal processo e senza voce e rappresentatività  per poter difendere i propri interessi é diventata una forza di resistenza al cambiamento.</p>
<p>Alla stessa maniera, la Chiesa boliviana si e&#8217; schierata piu&#8217; o meno apertamente contro il governo. Questo anche perche&#8217; il Mas nasce lontano dalla Chiesa ed Evo Morales ha dichiarato che vuole uno stato laico con scuole aperte all&#8217;insegnamento della religione indigena, approvazione dell&#8217;aborto e di altre leggi contrarie alle idee della Chiesa Cattolica. La Chiesa non é riuscita a collocarsi in un&#8217;area di mediazione e alcuni vescovi sono entrati in aperto contrasto con il governo con accuse reciproche che continuano ancora oggi.</p>
<p>L&#8217;esercito infine, ha sempre dimostrato di appoggiare Evo Morales e la democrazia. Il Presidente, saggiamente, non ha mai usato l&#8217;esercito per dimostrare la sua forza. L&#8217;esercito non ha mai sparato sulla popolazione, nemmeno nei momenti critici.</p>
<p><strong>10. La marcia e l&#8217;accordo per il referendum sulla Costituzione</strong></p>
<p>La Carta Costituzionale  approvata dalla Costituente aspettava gia&#8217; da alcuni mesi che il Congresso Nazionale convocasse il referendum per la sua approvazione. Dopo le violenze del settembre 2008, i MAS organizzarono una marcia. La marcia parti&#8217; il 13 ottobre da Caracollo e arrivo&#8217; il giorno 20, dopo aver percorso 200 km, a La Paz. Qui, il Presidente e i ministri si unirono ai movimenti, occupando la piazza per un giorno. Dopo l&#8217;attesa, la decisione sperata é stata presa e la data per il referendum venne fissata al 25 gennaio del 2009.</p>
<p>Morales ha detto: &#8221; In nome della unita&#8217; del Paese e del processo di cambiamento ho rinunciato alla rielezione (che l&#8217;opposizione temeva). Adesso posso morire in pace. Ci sono gia&#8217; nuovi leader che stanno crescendo. Prima governavano i dottori. Questo non succedera&#8217; piu&#8217;. E&#8217; un processo irreversibile. Il neoliberalismo non ritornera&#8217; mai piu&#8217;&#8221;.<br />
E criticando l&#8217;opposizione dei Prefetti delle province, che non vogliono riconoscere l&#8217;accordo per il referendum, ha detto: &#8220;Nel rifiutare tutto quello che e&#8217; stato modificato capisco che loro sono i nemici dell&#8217;autonomia. Sono nemici della patria perche&#8217; rifiutano la nazionalizzazione delle risorse naturali e che i servizi di base siano pubblici. E&#8217; ora di identificare i nemici. Vogliono basi straniere in Bolivia. Adesso possiamo vedere chi vuole consegnare la patria agli stranieri&#8221;.</p>
<p>In questi giorni di gennaio 2009, alcuni sondaggi dicono che la Costituzione riscuote il consenso della maggioranza della popolazione, ma ci sono forti resistenze a Santa Cruz. Domenica 25 gennaio sapremo se il processo di cambiamento avrà  segnato un altro punto a suo favore.</p>
<p>Mauro Furlan<br />
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