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	<description>Guide turistiche per Lucca e Toscana</description>
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		<title>Pieve di Santa Maria Assunta a Diecimo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2024 14:06:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Attraversato il Torrente Pedogna, la via Clodia Secunda transitava proprio davanti alla Pieve di Diecimo, la quale, come madre amorosa, era la prima ad accogliere i viandanti e i pellegrini e l&#8217;ultima a salutarli. La Pieve di Santa Maria Assunta, così come oggi ci appare, è frutto di interventi di ampliamento iniziati da Matilde di Canossa, nel corso del XI secolo. La chiesa originaria, forse dedicata ai santi Gervasio e Protasio, era a navata unica, di dimensioni limitate e già fatiscente nel X secolo. La margravia di Toscana, Matilde di Canossa, è passata alla storia per essere stata una grande donna di Stato, ultima rappresentante di un sistema feudale che stava andando incontro al declino, combatté con fierezza a fianco del papato durante il periodo della lotta per le investiture. Di origine longobarda governò su mezza Italia, da nord fino &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2024/05/4841/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.58.56.png" alt="Pieve di Santa Maria - Diecimo" width="1581" height="1069" class="alignnone size-full wp-image-4842" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.58.56.png 1581w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.58.56-300x203.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.58.56-768x519.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.58.56-1024x692.png 1024w" sizes="(max-width: 1581px) 100vw, 1581px" /></p>
<p>Attraversato il Torrente Pedogna, la via Clodia Secunda transitava proprio davanti alla Pieve di Diecimo, la quale, come madre amorosa, era la prima ad accogliere i viandanti e i pellegrini e l&#8217;ultima a salutarli. La Pieve di Santa Maria Assunta, così come oggi ci appare, è frutto di interventi di ampliamento iniziati da Matilde di Canossa, nel corso del XI secolo. La chiesa originaria, forse dedicata ai santi Gervasio e Protasio, era a navata unica, di dimensioni limitate e già fatiscente nel X secolo. La margravia di Toscana, Matilde di Canossa, è passata alla storia per essere stata una grande donna di Stato, ultima rappresentante di un sistema feudale che stava andando incontro al declino, combatté con fierezza a fianco del papato durante il periodo della lotta per le investiture. Di origine longobarda governò su mezza Italia, da nord fino al lago di Bolsena, si prodigò affinché chiese, strade, ponti, fossero ristrutturati, rinforzati e utili alla causa, consentendo una viabilità fluida e il più possibile comoda da e verso Lucca, luogo a lei caro, città paterna e sede del Vescovato di Anselmo da Baggio, suo amico e confidente. </p>
<p>Oggi la Pieve di Santa Maria Assunta si presenta come una tipica struttura romanica costruita con calcare massiccio locale proveniente da una cava sita nei pressi del paese di Dezza, chiamata “cava del pulpito” proprio in ricordo dell&#8217;estrazione della pietra utile alla creazione del manufatto religioso. La chiesa è a pianta rettangolare e di notevoli dimensioni. Esternamente non ha molti elementi decorativi, fedele allo stile romanico lucchese. Le superfici murarie completamente lisce sono interrotte solo dalle feritoie e dalle porte di ingresso, più volte spostate o ampliate nel corso dei secoli. Nella facciata, il grande ingresso originale, è sormontato da un architrave decorato con una scena bucolica: due contadini sono intenti nella raccolta dell&#8217;uva oppure nella potatura dei tralci. Sono raffigurati anche alcuni animaletti e un elemento apotropaico: una testina ghignante posta proprio al centro della scena, che guarda e ammonisce chi entra, un tipico tipico elemento del medioevo quando si solea mescolare credenze profane a rappresentazioni sacre. L&#8217;interpretazione più accreditata per questo architrave è che rappresenti il passo evangelico di Giovanni 15:Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Sul lato nord del fabbricato è visibile un tipo di muratura completamente diversa. Si tratta del muro appartenente alla chiesa antica, inglobato nella nuova struttura sviluppatasi verso sud con l’ampliamento della chiesa da una a tre navate. Da notare le due mensole che sorreggono l&#8217;architrave della porticina laterale della chiesa prospiciente al campanile, sono elementi di recupero finemente scolpiti in forma di foglie, forse pezzi di un cornicione o di un capitello. Questi elementi decorativi molto antichi, probabilmente appartenenti alla prima chiesa edificata nel VII-VIII secolo. Interessante è l’ abside, che conserva i peducci che fungono da mensole agli archetti ciechi. Queste piastrelle sono decorate con elementi stilizzati, allegorici diversi l’uno dall&#8217;altro, si vede il serpente che si morde la coda, simbolo dell&#8217;eternità, si scorgono motivi floreali stilizzati e simboli escatologici. Ma è la visione d&#8217;insieme che suscita meraviglia agli occhi del visitatore. </p>
<p>A ridosso dell&#8217;abside svetta la torre campanaria. La sua costruzione è tarda, rispetto a quella della chiesa, risale infatti alla prima metà del 1200, periodo in cui la torre campanaria ebbe soprattutto funzione di torre militare, corredata da cella di detenzione al piano terra. Presso l’attuale canonica erano ubicate scuderie e locali per le guarnigioni, ancora oggi si intravedono gli archi murati presenti nella facciata della canonica. Alcune porte murate, poste in alto a fianco dell&#8217;abside della chiesa e nel campanile, in posizione oggi inaccessibile, fanno intuire la presenza di un passaggio aereo realizzato con ponti e impalcature di legno che consentivano al parroco di raggiungere i luoghi sacri e di suonare le campane senza scendere nelle zone utilizzate dai militari. Si narra che, durante la costruzione della torre campanaria, l&#8217;abside della chiesa subì un crollo. Ai piedi del campanile, dove ora si trova un bel prato verdeggiante, era ubicato il cimitero. Al suo interno la chiesa si divide in tre navate, separate da pilastri bicromi. Il soffitto, originariamente a capriata in legno, fu sostituito nel XVII secolo da volte a crociera decorate con stucchi, tipiche del periodo barocco. Un reperto molto interessante si trova subito a sinistra dell&#8217;ingresso principale, si tratta di un sarcofago di epoca romana in marmo bianco ricavato da un unico blocco, riccamente decorato ed intero risale al IV secolo d. C. Il marmo proviene dalle Alpi Apuane e fu trasportato su chiatta trainata lungo il fiume Serchio. Pare che il sarcofago appartenesse ad una donna di alto lignaggio data la sepoltura in un così pregiato manufatto. Il fatto che appartenesse ad una donna, lo dimostra la figura sulla parte centrale del sarcofago rappresentante una donna che si porta le mani al petto. Le due teste di leone che ghermiscono le prede, poste ai lati, hanno fatto denominare il sarcofago con l’appellativo LEONOS. Oltre che come riferimenti allo status del defunto, i feroci leoni sono stati interpretati anche come motivi apotropaici, per spaventare chiunque volesse avvicinarsi con intenzioni malevole al sarcofago. Ma chi era la donna del sarcofago? Purtroppo non esistono documenti a riguardo. Il sarcofago è sicuramente originario di Diecimo che fu un presidio romano importante. Dopo la sconfitta del popolo ligure apuano nel 155 a. C., popolo che abitava nel territorio delle valli del fiume Serchio e del torrente Pedogna, i romani penetrarono le valli, realizzando strade e occupando i villaggi abbandonati. </p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.59.31.png" alt="Pieve di Santa Maria - Diecimo" width="1472" height="1072" class="alignnone size-full wp-image-4843" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.59.31.png 1472w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.59.31-300x218.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.59.31-768x559.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-20-alle-15.59.31-1024x746.png 1024w" sizes="(max-width: 1472px) 100vw, 1472px" /></p>
<p>Il territorio venne affidato ai veterani di guerra. In pianura si realizzarono la centuriazione mentre nelle zone montane veniva loro assegnato un presidio su di una porzione di territorio che avesse una valenza produttiva, commerciale, o strategica. Diecimo era naturalmente un punto strategico posto all&#8217;intersezione di due valli e di due corsi d&#8217;acqua, successivamente incrocio viario di grande importanza tra la strada che conduceva verso nord, la via Clodia Secunda, e la via che, tramite il passo di Lucese, portava al mare verso attuale Versilia. Diecimo era sicuramente il più importante presidio della zona con strutture governative, una basilica, un tempio, una villa fattoria residenza del centurione. Probabilmente una dei tanti centurioni che si sono succeduti a Diecimo aveva una moglie che forse morì in giovane età, tanto da dedicarle un sarcofago così prezioso. Col passare dei secoli il sarcofago fu posizionato vicino ad una fonte ed utilizzato per abbeverare gli animali. Purtroppo l&#8217;acqua, traboccando dai bordi, ha eroso irrimediabilmente le decorazioni, ormai leggibili a fatica. Quando ne fu riconosciuto il valore, fu trasferito in chiesa. Degli arredi interni risalenti al XII secolo si conserva il Fonte Battesimale, a pianta esagonale, posto su di un basamento rialzato in pietra. I pannelli sono privi di decorazioni e sormontati da capitelli, alcuni realizzati in epoca più tarda. Il fonte battesimale è l&#8217;elemento essenziale all’interno di una Pieve, la Pieve è infatti la chiesa principale, ove si amministra il battesimo. Altri elementi di arredo dello stesso periodo sono le parti di un pulpito che purtroppo fu smantellato durante il periodo della controriforma nel XVII secolo. Il pulpito era paragonabile a quello del duomo di Barga e sicuramente fu realizzato dalle stesse maestranze. </p>
<p>Si trattava di scultori specializzati provenienti dal nord Italia, i cosiddetti Maestri Comacini, che durante il XII secolo realizzarono la maggior parte degli elementi decorativi presenti sul territorio lucchese. Del pulpito rimangono i due leoni stilofori (portatori di colonne) che oggi si trovano ai lati della scala per giungere all&#8217;altare maggiore, e la figura del profeta Isaia, posto su di una lesena lungo il muro sud dell&#8217;edificio. I due leoni sono di una stupefacente bellezza, statici in una posizione di forza, ben visibile la muscolatura e la possenza fisica, essi sovrastano due figure differenti: il primo un&#8217;idra a due teste mentre il secondo sovrasta un uomo. Primo leone: per quanto riguarda l&#8217;idra, trattandosi di un animale mitologico, lo si identifica con il maligno. Una testa morde il labbro inferiore del leone, l&#8217;altra testa, alla fine del corpo contorto, gli morde una natica. Il leone è comunque in una posa imperturbabile, il male aggredisce, ma il bene è vittorioso. Secondo leone:esso sovrasta un uomo che lo pugnala a fondo. Esistono diverse interpretazioni di questa rappresentazione, la più avvalorata è che l&#8217;uomo rappresenti in realtà i peccati dell&#8217;umanità, che feriscono Dio ma che soccombono sotto la sua potenza. Un&#8217;altra teoria riconosce nell&#8217;uomo con caratteri somatici africani, o quanto meno medio orientali, una sorta di elemento pagano, eretico, estraneo alla religione cattolica. </p>
<p>Probabilmente le crociate avevano influenzato anche l&#8217;arte e il messaggio che si voleva trasmettere. Il profeta Isaia era sicuramente la figura centrale del pulpito, che doveva essere decorato con scene evangeliche. Sul libro aperto che tiene davanti a sé si legge: Et egredietur virga de radice Jesse, et flos de radice ejus ascendet. E sorgerà dalla radice di Jesse un ramo, e un fiore dalla sua radice ascenderà. Si tratta della profezia che riguarda la nascita di Maria, la madre del Cristo, così decodificata dai teologi medievali e contemporanei: fiorì il germoglio di Jesse, l’albero della vita ha donato il suo frutto. Maria, figlia di Sion, feconda e sempre vergine, partorisce il Signore. Nella chiesa è presente anche un Tabernacolo per gli oli sacri della scuola di Matteo Civitali (1436-1502). Sugli altari laterali si trovano due tele, una dedicata alla Madonna del Rosario, realizzata da Giovanni Marracci (1637-1704), l&#8217;altra raffigura la crocifissione, presenti la Madonna, San Giovanni Evangelista e San Giovanni Leonardi che indica la Pieve di Diecimo. Presenti in chiesa altre due tele. Una raffigura la Vergine e San Nicola da Bari realizzato dal pittore lucchese Pietro Nocchi, firmato e datato 1849, l’altra una Vergine in trono col Bambino e quattro santi, di Domenico Andreoli firmato sul retro e datato 1705. Quest ultimo è sicuramente il pezzo più importante, una tela raffigurante la deposizione intitolata il Compianto, dipinta da Giuseppe Antonio Luchi detto il Diecimino (1709-1774), siglato e datato sul retro 1752. Sulla parete destra, nei pressi dell’ingresso laterale della chiesa, si conserva ancora oggi una lastra medioevale, in pietra scolpita, rappresentante un cavaliere un po&#8217; bizzarro. Chi non conosce il famoso re Pipino di Diecimo? Non il famoso Pipino il Breve di francese memoria, padre di Carlo Magno, ma un omino strano, corto corto, con la testa attaccata al busto, in groppa ad un cavallo un po’ bislacco… Non si sa quando la lastra fu posta all’interno della chiesa, e neppure il perché. </p>
<p>Si suppone provenga dall’antico cimitero situato nei pressi del campanile. Non sono state mai fatte ricerche approfondite su questa opera. Probabilmente la lastra originaria era più grande ma in seguito ad una rottura la parte rimanente è stata malamente restaurata realizzando una nuova testa al cavaliere più piccola addirittura del suo piede. L’armatura indossata dal cavaliere è tipica del XIII-XIV secolo. In quel periodo il cavaliere indossava gambali con speroni, una cotta di maglia con sopra un pettorale o un busto in metallo, guanti in cuoio, un tipo di elmo detto barbuta. Aveva inoltre una lancia e uno scudo con lo stemma di famiglia. Osservando il cavallo si nota la presenta di finimenti molto accurati e bardatura elegante che denotano che il cavaliere raffigurato era di una certa importanza. Sicuramente alla realizzazione del cavaliere hanno lavorato diversi artigiani. Si passa infatti dall’accuratezza nella realizzazione del busto e della testa del cavallo, dotata addirittura di un orecchio che usciva tridimensionalmente dalla lastra, alla sciatteria nella realizzazione delle gambe ciondolanti, della testa di dimensioni ridotte, gli occhi e bocca simili ad un mascherone. </p>
<p>Si può ipotizzare che lo scultore incaricato sia morto, lasciando il lavoro nelle mani di incompetenti, oppure che non abbia avuto garanzia del pagamento richiesto per un lavoro così complesso e lo quindi abbia fatto terminare a qualche allievo inesperto, oppure, dato il periodo storico, che sia avvenuto un cambio repentino di amministrazione richiedendo di concludere l’opera malamente in fretta e furia. In seguito ad accertamenti diretti, con rilievi fotografici e ispezioni manuali anche con sistemi ottici di ingrandimento, si è stabilito che la testa, come i guanti, sono stati scolpiti direttamente sulla sella. Per quale motivo si è volutamente rappresentare la testa sulla sella? Viene da pensare alla cronaca scritta del funerale di Cangrande della Scala, uno dei più grandi condottieri italiani, morto avvelenato nel luglio del 1329. La cronaca riporta che la mattina del 24 luglio la salma entrò a Verona e fu avviato alla sepoltura. Il cimiero e la spada sguainata erano esibiti su di un cavallo, la corazza e la barbuta su di un altro, mentre altri dieci cavalli portavano scudi rovesciati e lo stemma della scala. La corazza e la barbuta erano quindi su di un cavallo. La corazza consisteva solo nei gambali e nel pettorale che, senza corpo, non avrebbe potuto mantenere la posizione eretta, quindi, di conseguenza, la barbuta, ossia l’elmo, era poggiata direttamente sulla sella come quello del nostro breve cavaliere. Si potrebbe quindi ipotizzare che l’opera, non sia già la rappresentazione di un cavaliere vivo, ma del suo funerale. Era forse una usanza consueta, quella di traslare il corpo accompagnandolo con le sue insegne e i suoi vessilli sulla cavalcatura? O forse si tratta di un omaggio a Cangrande della Scala, i cui figli appoggiarono la causa lucchese contro i pisani? Se così fosse, l’arme, o stemma dovrebbe essere quello di Cangrande della Scala invece qui si vede chiaramente una rosa a cinque petali, proprio al centro dello scudo, un elemento molto comune negli stemmi. </p>
<p>La rosa è simbolo di nobiltà e purezza. Nell’araldica toscana del XIV secolo la presenza di questo fiore può variare da una rosa fino a sei. In quel periodo, a Lucca, c’erano diverse famiglie che come simbolo avevano una rosa a cinque petali, ma una di queste erano i Gherardi della Scala, imparentanti con la famiglia scaligera. Che ci sia un nesso? Resta il fatto che questo buffo cavaliere, a distanza di settecento anni, fa ancora parlare di sé con molti misteri ancora da svelare. </p>
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		<title>Corsagna</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 09:45:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Borgo a Mozzano]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna2.jpg" alt="Vista da Corsagna" width="1200" height="900" class="alignnone size-full wp-image-4836" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna2.jpg 1200w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna2-300x225.jpg 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna2-768x576.jpg 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna2-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Corsagna</strong> è la frazione collinare più popolosa del comune di Borgo a Mozzano ed è situata a circa 400 metri d&#8217;altitudine alle pendici dell&#8217;altopiano delle Pizzorne, dominante la media valle del Serchio.<br />
Il borgo di Corsagna è contraddistinto da numerose corti ed è suddiviso in vari rioni che seguono l’orografia della collina: Pozzo, Verace, Postabbio, Fucina, Piazza, Cantone, Fabbriche e Lama.<br />
Un itinerario di visita ideale ci porta alla scoperta delle bellissime case e corti in pietra che ancora caratterizzano i rioni più antichi come Fucina, il primo quartiere da sud arrivando da Borgo a Mozzano.<br />
In pochi minuti a piedi si può poi raggiungere la Piazza XX Settembre, visitare il caratteristico Cantone con le sue case arroccate e dirigersi verso la parte alta del paese tramite via di Postabbio. Qui la vecchia Corte Papèra ci racconta del passato medievale del paese con le sue costruzioni signorili per continuare poi per Verace e il rione del Pozzo nella parte più elevata.<br />
Domina tutto il paese la Chiesa di San Michele con il suo campanile in pietra che sorge dove un antico castello sorvegliava il feudo e la valle del Serchio.<br />
Da non perdere è anche il piccolo borgo de Le Fabbriche nato come agglomerato industriale per la produzione del ferro, già nel medioevo, sfruttando la forza idrica di un canale per muovere i mantici.<br />
A pochi chilometri nel bosco sorge poi a Serra il piccolo Santuario dedicato alla Madonna raggiungibile a piedi in mezz’ora dal rione Pozzo tramite una facile passeggiata nelle selve di castagni.</p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna5.jpg" alt="Chiesa di Corsagna" width="1200" height="900" class="alignnone size-full wp-image-4837" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna5.jpg 1200w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna5-300x225.jpg 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna5-768x576.jpg 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/corsagna5-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il paese oggi conta circa 700 abitanti e mantiene vive molte tradizioni del passato, tramandate di padre in figlio, da nonni a nipoti. Il calendario del paese è cadenzato oggi come nel passato da eventi di ritrovo come il Carnevale con i balli della “reginetta”, un tempo l’unico momento consentito dalle ferree tradizioni religiose per ballare e “cercare moglie” o la “cantata” della befana quando si preparano i “befanini”, biscotti coloratissimi di pasta frolla, e si passa di casa in casa intonando canzoni popolari. Tradizionale e scenografica è anche l’infiorata della domenica del Corpus Domini quando le strade del paese si colorano di petali dei fiori e dalle finestre si stendono lenzuola bianche in attesa della processione religiosa. L’ultima domenica di agosto si festeggia poi la Madonna del Santuario di Serra, vero evento cardine della vita del paese. Durante l’occasione tutti i corsagnini che non vivono più nel paese ritornano, le porte delle famiglie si aprono, i forni a legna si accendono per cuocere le &#8220;torte di patate&#8221; e le &#8220;torte di frolla&#8221; e le piazze e le strade vengono pulite e addobbate a festa. Ogni cinque anni cade la festa grande e la Madonna, ovvero il suo antico dipinto che risale al 1500, come si dice, &#8221; fa il giro del paese&#8221; accompagnata da canti e musica del corpo musicale del paese.<br />
Assieme al volto religioso che contraddistingue il calendario del paese, c&#8217;è sempre un forte aspetto comunitario nelle feste e che lega tutti i paesani. Nelle case si respira un clima di festa ed è tradizione preparare grandi pranzi dove mai mancano la &#8220;torta di patate&#8221; o le tipiche &#8220;torte di frolla&#8221; di cioccolato, di riso, di mandorle e di crema. Bisnonne, nonne, mamme e bambini si ritrovano in cucina i giorni prima della festa e si dà inizio alla preparazione, tutte con le mani in pasta. In ogni casa di Corsagna non possono inoltre mancare i “testi di ferro” per preparare i necci, crespelle preparate con farina di castagne e farcite con ricotta ma anche con insaccati e formaggi. I necci sono il ricordo di un tempo antico quando era rara la farina di grano e le colline lucchesi vivevano delle loro selve di castagni che ancora adornano i versanti del paese. Il popolo di Corsagna mantiene tuttora una cadenza unica e riconoscibile nel suo vernacolo che racconta di un paese isolato dalla valle ma connesso con le montagne e le antiche vie di comunicazione medievali.<br />
Fino a tutti gli anni ’50 del 1900 il paese era quasi completamente isolato e solo una bella mulattiera (ancora percorribile oggi a piedi) legava Corsagna al Ponte del Diavolo, che per quasi mille anni fu l’unica via per raggiungere l’altra riva del Serchio e Borgo a Mozzano. Molte tradizioni erano rimaste ferme da tanto tempo e fino a pochi anni fa Corsagna vantava un gran numero e di artigiani del legno, del ferro e della pietra.<br />
Una popolazione così unita è sempre stata attiva anche nel sociale fin dall’anno 1900 quando fu creata la prima Fratellanza Cattolica di Carità, oggi Fraternita di Misericordia, con oltre 1000 aderenti, dei quali circa 100 volontari attivi. Degna di gran nota è inoltre la presenza di un Corpo Musicale dedicato a Giuseppe Verdi, molto richiesto nei riti religiosi e nelle feste nazionali di tutta la provincia e con un’attività ininterrotta dal 1927.</p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/Corsagna1.jpg" alt="I vicoli di Corsagna" width="1200" height="900" class="alignnone size-full wp-image-4838" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/Corsagna1.jpg 1200w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/Corsagna1-300x225.jpg 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/Corsagna1-768x576.jpg 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/04/Corsagna1-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nonostante le prime attestazioni scritte del borgo di Corsagna non siano antecedenti all&#8217;epoca altomedievale, l&#8217;origine del paese può risalire con lo studio della toponomastica alla colonizzazione romana e deriva, presumibilmente, da un prediale romano, designante un&#8217;antica villa o casa assegnata a un personaggio con nome gentilizio Curtius. Corsagna è menzionata per la prima volta durante il periodo longobardo in un testamento, conservato nell&#8217;Archivio Diocesano di Lucca, del 19 febbraio 768, nel quale Tassilo del fu Autchisi richiede che siano ceduti alle opere pie i proventi della vendita di alcuni suoi beni, eccetto quelli posseduti presso Corsania. Sebbene la pronuncia del nome del paese non vari dalla prima attestazione, la grafia muta nei secoli successivi e il paese di Corsagna è attestato come Corsangna in due pergamene dell&#8217;archivio diocesano di Lucca del 900 e del 995. La grafia Corsagna è infine nota a partire da una carta del 1062. Dall’XI secolo Corsagna finì nel territorio d’influenza della famiglia feudale di origine longobarda dei Suffredinghi, attestata dal IX secolo, assieme a molti altri territori della media valle del Serchio e della Garfagnana. In questo periodo, proprio per la posizione strategica alle pendici dell&#8217;altopiano delle Pizzorne, Corsagna assunse un ruolo fondamentale nella viabilità tra Lucca e la Garfagnana. Nel 1225 il nuovo comune cittadino di Lucca avanzò alla conquista del contado, il castello di Anchiano, dimora dell’antica casata longobarda, fu distrutto e i possedimenti feudali, tra i quali Corsagna, entrarono a tutti gli effetti nel territorio di Lucca. Nel 1272 la media valle del Serchio e Corsagna furono assegnate alla vicaria di Coreglia. Nel 1308 la nascente Repubblica di Lucca si dotò di uno statuto nel quale è citata la comunità di Corsagna e il 26 aprile 1356 il paese stesso redige il suo statuto comunitario. I secoli XIV e XV furono segnati dal susseguirsi di carestie e pestilenze e il territorio lucchese tra il 1331 e il 1461 perse oltre il 70% dei nuclei famigliari. Si legge nel decreto delle riformagioni del 24 agosto 1387 che i paesi più piccoli erano rimasti quasi completamente spopolati e per tale motivo le vicine località di Serra e Puticiano furono unite a Corsagna la prima e ad Anchiano la seconda. Nel 1355 Corsagna entrò a far parte della contea di Coreglia, istituita dall&#8217;imperatore Carlo IV, per poi finire nel 1562 sotto la giurisdizione della vicaria di Borgo a Mozzano e legandosi definitivamente al suo attuale capoluogo comunale.</p>
<p><em>testo in collaborazione con Stefano Lucchesi</em></p>
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		<title>Il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 14:11:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando si arriva a Borgo a Mozzano non si può che rimanere affascinati dal ponte della Maddalena, detto del diavolo. Con la sua leggendaria origine e la sua forma, che testimonia una grande intuizione creativa, è la porta di accesso alla valle. Esistono diversi ponti del diavolo in giro per tutta Europa ognuno con la propria leggenda, spesso legata alle credenze locali. In passato i ponti erano cosa assai rara e quando congiungevano rive di fiumi molto ampi o quando avevano forme ardite suscitavano stupore e la convinzione che non potessero essere opera soltanto umana. Questo accadeva sin dai tempi dei romani quando Giulio Cesare fece costruite un ponte di legno sul Reno, che poi distrusse. I Germani smisero di fare incursioni in Gallia per diverso tempo perché un esercito in grado di compiere una tale opera non era da &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2024/02/il-ponte-del-diavolo-a-borgo-a-mozzano/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.05.40.png" alt="Ponte del Diavolo" width="1909" height="1073" class="alignnone size-full wp-image-4812" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.05.40.png 1909w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.05.40-300x169.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.05.40-768x432.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.05.40-1024x576.png 1024w" sizes="(max-width: 1909px) 100vw, 1909px" /></p>
<p>Quando si arriva a <strong>Borgo a Mozzano</strong> non si può che rimanere affascinati dal <strong>ponte della Maddalena</strong>, detto <strong>del diavolo</strong>. Con la sua leggendaria origine e la sua forma, che testimonia una grande intuizione creativa, è la porta di accesso alla valle. Esistono diversi ponti del diavolo in giro per tutta Europa ognuno con la propria leggenda, spesso legata alle credenze locali. </p>
<p>In passato i ponti erano cosa assai rara e quando congiungevano rive di fiumi molto ampi o quando avevano forme ardite suscitavano stupore e la convinzione che non potessero essere opera soltanto umana.<br />
Questo accadeva sin dai tempi dei romani quando Giulio Cesare fece costruite un ponte di legno sul Reno, che poi distrusse. I Germani smisero di fare incursioni in Gallia per diverso tempo perché un esercito in grado di compiere una tale opera non era da sottovalutare.</p>
<p>I<strong> ponti del diavol</strong>o, costruiti in gran parte nel medioevo, sono generalmente in muratura o pietra e realizzati con una tecnologia avanzata per il periodo di realizzazione. Questi ponti hanno la cosiddetta forma a schiena d’asino caratterizzata da un arco a tutto sesto il più ampio possibile per collegare le due sponde opposte del fiume, questo fa automaticamente aumentare anche l’altezza dell’arco stesso. </p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.06.04.png" alt="Ponte del Diavolo" width="1909" height="1070" class="alignnone size-full wp-image-4813" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.06.04.png 1909w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.06.04-300x168.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.06.04-768x430.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.06.04-1024x574.png 1024w" sizes="(max-width: 1909px) 100vw, 1909px" /></p>
<p>A Borgo a Mozzano l’arco principale ha un’altezza di 36,8 metri. Fin dall’antichità il territorio di Borgo a Mozzano fu un importante nodo stradale per mercanti, avventurieri, pellegrini che attraversavano un territorio pieno di imprevisti e difficoltà. Per permettere una migliore percorribilità del territorio, nel Medioevo, a Borgo a Mozzano, fu costruito un ponte per collegare le due sponde del fiume Serchio. La tradizione attribuisce la costruzione di un primo ponte a Matilde di Canossa ma non esistono documenti a riguardo. Fino al seconda metà del XIX secolo, sull’ultimo pilastro del ponte, si segnalava la presenza di una lapide sulla quale era riportata la data 1101, il periodo di Matilde di Canossa. La data era scritta in cifre arabe e questo ci testimonia che non poteva trattarsi di una lapide originale del XII secolo dato che nel 1101 venivano ancora utilizzati soltanto i numeri romani.</p>
<p>Notizie più certe si hanno dai biografi di Castruccio Castacani degli Anterminelli che nel periodo tra il 1324 e il 1327 fece costruire diversi ponti sul Serchio, tra i quali, probabilmente anche quello a Borgo a Mozzano. E’ verosimile che che la realizzazione del ponte si sia svolta in momenti diversi da parte di diversi costruttori.<br />
Costruire sul fiume non fu certamente facile ed è probabile che il corso del Serchio sia stato deviato prima su di un lato e poi sull’altro del suo letto per permettere la costruzione del ponte. Nel Medioevo la sicurezza era un grande problema e spesso i ponti non venivano costruiti soltanto in pietra avevano anche una parte in legno per permetterne la veloce distruzione in caso di attacchi nemici. Questo ha fatto pensare che anche il ponte di Borgo a Mozzano, inizialmente, avesse non solo una parte in muratura ma anche una parte in legno solo successivamente modificata realizzando un ponte interamente in pietra.<br />
I pilastri del ponte poggiano sugli unici punti dove il fiume presente una base rocciosa sufficientemente solida, forse questo è il motivo per la diversa ampiezza degli archi. La domanda che ricorre frequentemente è: chi può, in tempi così lontani, aver costruito questo maestoso ponte? La risposta è……..il diavolo naturalmente! </p>
<p>La leggenda ha diverse varianti e la più accreditata racconta che San Giuliano, probabilmente san Giuliano l’ospitaliere protettore dei viaggiatori vissuto nel VI secolo, mentre stava costruendo il ponte si trovò in difficoltà. Accettò quindi l’aiuto del diavolo che promise di ultimare la costruzione del ponte in una sola notte ma ad una condizione: avrebbe avuto l’ anima del primo essere che ci sarebbe passato sopra. Il santo accettò l’accordo e al termine del lavoro san Giuliano, allettandolo col cibo, fece passare sul ponte un cane ed il diavolo fu costretto a prendersi la sua anima.<br />
La storia termina con il diavolo che, inferocito per la beffa, si getta giù dal ponte nelle acque del Serchio e non facendosi rivedere mai più.<br />
Nel 1526, sul lato sinistro del ponte fu eretto un romitorio dedicato a santa Maddalena, motivo per il quale, ancora oggi, il ponte si chiama ponte della Maddalena.<br />
Alla fine del XIX secolo il direttore capo della linea ferrata Lucca-Aulla comunicò al consiglio comunale di Borgo a Mozzano che sarebbe stato necessario sacrificare l’unica opera storica e leggendaria sul territorio per il ben pubblico cioè permettere l’alterazione della linea armonica originale del ponte sulla parte destra del fiume per consentire il passaggio della ferrovia. Nonostante esistesse già un precedente progetto per far passare la linea ferroviaria sulla riva sinistra del fiume, da Anchiano, il consigli comunale approvò la richiesta dal direttore capo della linea ferroviaria Lucca-Aulla con quindici voti favorevoli e sei contrari. Il 15 luglio 1898 fu quindi inaugurato il tratto ferroviario Borgo a Mozzano-Bagni di Lucca. Sebastiano de Navasques scrisse: “Ed ora questo ponte, ricco di antiche memorie, e unico sul nostro fiume, che avesse conservata la primitiva sua costruzione così bella e nella sua stranezza così grandiosa, questo ponte meraviglioso, che le piene del nostro fiume rispettarono, quasi inchinandosi alla sua maestosità e alla sua vecchia età, oggi la mano dell’uomo deturpa e abbatte. L’ultimo arco sulla destra de fiume è stato riempito e smantellato, il terrapieno è stato rialzato, perché sotto di esso possa passare la vaporiera, messaggio per quelle popolazioni di benessere materiale, demolitrice oggi, in quel luogo, della più grande opera d’arte che unica e sola esisteva sul nostro fiume”.</p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.04.11.png" alt="Diga sul fiume Serchio" width="1904" height="1071" class="alignnone size-full wp-image-4814" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.04.11.png 1904w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.04.11-300x169.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.04.11-768x432.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.04.11-1024x576.png 1024w" sizes="(max-width: 1904px) 100vw, 1904px" /></p>
<p>Nel 1948 poi, a poca distanza dal ponte, lungo il corso del fiume verso Lucca, fu costruita una diga creando un bacino artificiale nell’area del ponte.</p>
<p>Nel corso dei secoli molti artisti hanno raccontato o raffigurato il ponte del diavolo di Borgo a Mozzano con stampe, pitture, acqueforti, xilografie e sculture. La prima stampa risale al 1521 ed è opera del pittore fiammingo Hendrik Van Cleve. Nel 1581 abbiamo la citazione letteraria di Michel de Montaigne nel suo Journal de Voyage, scritto per documentare il suo viaggio in Italia. Attraversò il ponte durante il suo soggiorno a Bagni di Lucca dove rimase per settantaquattro giorni a curarsi il mal di pietra, così, ai tempi, veniva definita la patologia dei calcoli renali. Montaigne che era più interessato all’essere umano e raramente dava valutazioni su opere da esso costruite, quando vide il ponte di Borgo a Mozzano, ne rimase affascinato definendolo: “di inusitata altezza che abbracciava con un altissimo arco una grande larghezza del detto fiume: ponti di tale fatta ne vedemmo tre o quattro”. </p>
<p><strong>Il ponte del diavolo</strong> nei secoli ha resistito ad innumerevoli piene come quella del 1982 quando le acque del fiume arrivarono a chiudere tutti gli archi minori del ponte. </p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.07.27.png" alt="In canoa sul fiume Serchio" width="1901" height="1071" class="alignnone size-full wp-image-4815" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.07.27.png 1901w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.07.27-300x169.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.07.27-768x433.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-19-alle-15.07.27-1024x577.png 1024w" sizes="(max-width: 1901px) 100vw, 1901px" /></p>
<p>Il ponte è sopravvissuto miracolosamente anche alla seconda guerra mondiale. Nonostante fosse stato minato dai tedeschi, in ritirata verso la linea settentrionale della Linea Gotica in alta Garfagnana, non lo fecero brillare. Per gli eserciti alleati il ponte del diavolo fu utile per portare materiale sull’altro lato del fiume e costruire cosi un ponte militare Bailey a poche decine di metri in direzione Chifenti e far passare così il grosso delle truppe e dei mezzi che non poterono passare dal ponte Pari perché era stato fatto saltare. Alla fine del conflitto, prima della ricostruzione del ponte Pari, il ponte del diavolo rimase per anni l’unico passaggio sul Serchio a Borgo a Mozzano. </p>
<p>Ancora oggi le origini del ponte del diavolo sono avvolte nel mistero tra leggende e storia.<br />
Il ponte del diavolo unisce il passato e il presente della comunità di Borgo a Mozzano ed è uno dei suoi simboli più amati.</p>
<p><em>testo realizzato per Comune di Borgo a Mozzano</em></p>
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		<title>I paesi della Mediavalle del Serchio: Borgo a Mozzano</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 14:12:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il paese di Borgo a Mozzano si trova sulla sponda destra del fiume Serchio, protetto ad ovest dall’aspra catena delle Alpi Apuane e ad est dalle montagne dell’Appennino. E’ il paese capoluogo di un territorio ricco di storia, leggende, tradizioni. Borgo a Mozzano è conosciuto per uno dei monumenti più misteriosi ed affascinanti di tutta la provincia di Lucca: Il ponte della Maddalena detto comunemente del diavolo. Lungo circa 90 metri è una mirabile opera di ingegneria medievale che nasconde un&#8217;inquietante leggenda. Borgo a Mozzano però non è soltanto il ponte del diavolo e merita sicuramente una passeggiata attraverso l’antico nucleo storico alla scoperta di interessanti palazzi, chiese, piazze e piccoli giardini. Nei giardini spesso si possono ammirare le piante che nel linguaggio dei fiori simboleggia anche l’amore materno, le azalee. Tutti gli anni ad aprile, nel centro storico, si &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2024/02/i-paesi-della-mediavalle-del-serchio-borgo-a-mozzano/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il paese di <strong>Borgo a Mozzano</strong> si trova sulla sponda destra del fiume Serchio, protetto ad ovest dall’aspra catena delle Alpi Apuane e ad est dalle montagne dell’Appennino. E’ il paese capoluogo di un territorio ricco di storia, leggende, tradizioni.</p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.13.png" alt="Il Ponte del Diavolo" width="1644" height="796" class="alignnone size-full wp-image-4804" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.13.png 1644w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.13-300x145.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.13-768x372.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.13-1024x496.png 1024w" sizes="(max-width: 1644px) 100vw, 1644px" /></p>
<p>Borgo a Mozzano è conosciuto per uno dei monumenti più misteriosi ed affascinanti di tutta la provincia di Lucca: <strong>Il ponte della Maddalena</strong> detto comunemente del diavolo. Lungo circa 90 metri è una mirabile opera di ingegneria medievale che nasconde un&#8217;inquietante leggenda. Borgo a Mozzano però non è soltanto il ponte del diavolo e merita sicuramente una passeggiata attraverso l’antico nucleo storico alla scoperta di interessanti palazzi, chiese, piazze e piccoli giardini.</p>
<p>Nei giardini spesso si possono ammirare le piante che nel linguaggio dei fiori simboleggia anche l’amore materno, le azalee. Tutti gli anni ad aprile, nel centro storico, si svolge una mostra mercato dedicata a questa bella pianta che offre magnifici fiori e che forma cespugli e piccoli alberelli. La nascita di questo evento risale al 1970 dopo che il Centro Studi Agricoli Shell, in seguito ad un&#8217;indagine fatta sul territorio di Borgo a Mozzano, aveva notato che in ogni giardino vi erano numerose piante di azalee che si sviluppavano e si riproducevano spontaneamente e con grande facilità.</p>
<p>Un’altra manifestazione che tutti gli anni attira migliaia di persone si svolge il 31 di ottobre, si tratta della <strong>festa di Halloween</strong>. Una festa con origini molto antiche che si perdono nella notte dei tempi, festa arrivata a Borgo a Mozzano nel 1993. L’evento si svolge tra le vie del centro e, tra l’altro, fa rivivere la leggenda di Lucida Mansi, una nobildonna lucchese, che in cambio di una lunga giovinezza, vendette la sua anima al diavolo. Ogni anno Lucida passa in corteo su di un carro attraverso il paese, circondata da demoni e sputafuoco. Il corteo termina sul ponte del diavolo dove “l’anima” di Lucida viene gettata giù negli inferi tra luci sfavillanti e fuochi d’artificio.</p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-15.11.31.png" alt="Linea Gotica" width="1900" height="1060" class="alignnone size-full wp-image-4805" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-15.11.31.png 1900w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-15.11.31-300x167.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-15.11.31-768x428.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-15.11.31-1024x571.png 1024w" sizes="(max-width: 1900px) 100vw, 1900px" /></p>
<p>Passeggiando attraverso il paese non va tralasciata una visita al <strong>museo della Linea Gotica</strong>, unico nel suo genere e che conserva interessanti documenti e reperti storici.<br />
Nel 1943, il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, fece costruire sugli Appennini una linea di difesa, lunga più di 300 km, che prese il nome di Linea Gotica e che passava anche da Borgo a Mozzano. Questa barriera, che univa il mar Adriatico al mar Tirreno, voleva essere, dal punto di vista tedesco, un ultimo tentativo per arrestare o rallentare l&#8217;avanzata degli alleati che stavano risalendo la penisola dal sud verso il nord d’Italia.<br />
A qualche centinaia di metri dell&#8217;inizio del paese troviamo ancora oggi un lungo muro di pietra e cemento armato, che non è altro che l&#8217;originale muro anticarro che doveva arrestare gli alleati provenienti da Lucca. Questo è uno dei muri della Linea Gotica più lunghi arrivati fino a noi.<br />
Sono numerose le fortificazioni, i bunker, le trincee, le postazioni per mitragliatrici e fortini dei soldati che si trovano lungo le colline che si affacciano sul fiume Serchio. Assolutamente da non perdere è la visita all’interno dei vecchi bunker situati a livello stradale. Per chi volesse abbinare alla visita storica una passeggiata in mezzo a grandi boschi di castagno, sono presenti alcuni sentieri davvero interessanti, di varia lunghezza e difficoltà, che portano ai bunker che si<br />
trovano in altura.</p>
<p><img src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.48-1.png" alt="Borgo a Mozzano dall&#039;alto" width="1737" height="1069" class="alignnone size-full wp-image-4808" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.48-1.png 1737w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.48-1-300x185.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.48-1-768x473.png 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-06-alle-14.56.48-1-1024x630.png 1024w" sizes="(max-width: 1737px) 100vw, 1737px" /></p>
<p>Borgo a Mozzano ha sempre goduto di un clima temperato che ne ha favorito l’insediamento umano fin dall’età neolitica. Quest&#8217;area della valle fu zona di contatto e di scambio tra il fiero popolo dei ligure apuani e gli etruschi. Sconfitti i Liguri, i romani istituirono presidi militari collegati tra loro da un’efficace rete stradale tra cui la <strong>via Clodia Secunda</strong>, importante via di comunicazione sulla destra del fiume Serchio. Fino a tutto il medioevo questa strada rappresentò, insieme al fiume, allora in buona parte navigabile, la principale via d’accesso alla valle.<br />
Sino al decimo secolo Borgo a Mozzano fu un piccolo agglomerato di case ed è da ritenersi che la sua fortuna e la sua importanza sia concisa con la costruzione del <strong>ponte oggi detto del diavolo</strong> che divenne, ben presto, il crocevia di tutte le strade della vallata.</p>
<p><em>Testo realizzato per Comune di Borgo a Mozzano</em></p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca – agosto</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2021/11/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-agosto/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 14:21:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E si ! Questa volta non si scappa. Agosto è il mese dove la vegetazione e la terra offre i suoi frutti più succosi e maturi e quindi il tema del mese legato al nostro contadino medioevale, sotto alla loggia del duomo di San Martino a Lucca, non può essere che l’agricoltura lucchese. Il nostro contadino quindi torna a fare il contadino nel suo campo e nel suo orto. <a href="https://www.turislucca.com/2021/11/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-agosto/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="700" height="340" src="https://www.youtube.com/embed/DBFatyT_MTU" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E si ! Questa volta non si scappa. Agosto è il mese dove la vegetazione e la terra offre i suoi frutti più succosi e maturi e quindi il tema del mese legato al nostro contadino medioevale, sotto alla loggia del duomo di San Martino a Lucca, non può essere che l’agricoltura lucchese. Il nostro contadino quindi torna a fare il contadino nel suo campo e nel suo orto.</p>
<p>Se pensate però che il nostro amico debba allontanarsi per chilometri dalla città murata … vi sbagliate di grosso!<br />
Lucca, come molte altre città toscane ed italiane, ha da sempre avuto coltivazioni ed orti anche all’interno delle proprie mura oltre che negli spalti a ridosso dei propri baluardi difensivi. </p>
<p>Una prova ce la dà anche, all&#8217;interno del duomo, un  rilievo marmoreo che fa parte dell’altare detto della Libertà.<br />
Tuttavia ancora ai nostri giorni possiamo trovare degli orti in città ed anche in questo caso senza muoversi molto dalla cattedrale.<br />
Un orto del tutto particolare, in un luogo di sicura suggestione, si trova nell&#8217;orto botanico di Lucca dove, oltre alle piante più antiche ed esotiche provenienti da tutto il mondo, c’è anche un orto coltivato  dove possiamo ammirare le specie locali di molte varietà di ortaggi.<br />
Ma quali sono i prodotti nostrani che ancora oggi possiamo trovare nei mercati locali ?</p>
<p>Per scoprirlo, ora però, dobbiamo inoltrarci nelle nostre campagne non lontane dalla città.</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca – luglio</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 14:18:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mese di luglio nel sottoportico del Duomo di Lucca ci mostra la formella del contadino che batte il grano.
L’immagine dei contadini che con l’antico strumento del coreggiato battono il grano è ormai presente nei ricordi di pochi anziani.
Era formato da due pezzi di legno snodati uniti da una cinghia di pelle o di corda e doveva essere usato con particolare abilità facendo ricadere con un colpo secco di una estremità  sulle spighe di grano per separare il chicco dalla spiga stessa. <a href="https://www.turislucca.com/2021/11/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-luglio/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="700" height="340" src="https://www.youtube.com/embed/Ex4yee-V0ps" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il mese di luglio nel sottoportico del Duomo di Lucca ci mostra la formella del contadino che batte il grano.</p>
<p>L’immagine dei contadini che con l’antico strumento del coreggiato battono il grano è ormai presente nei ricordi di pochi anziani.</p>
<p>Era formato da due pezzi di legno snodati uniti da una cinghia di pelle o di corda e doveva essere usato con particolare abilità facendo ricadere con un colpo secco di una estremità  sulle spighe di grano per separare il chicco dalla spiga stessa.</p>
<p>L’attività alternata dei due contadini nel battere le spighe produceva un particolare rumore ritmico.</p>
<p>Ciò ci fa pensare non tanto al grano, ne tanto meno alla guerra, ma piuttosto alle nenie e alle filastrocche quasi ancestrali cantate dai contadini in queste occasioni stagionali.</p>
<p>La musica e i suoi strumenti, le raffigurazioni antiche lucchesi che li ricordano, saranno quindi il tema di questo episodio nel quale vedremo anche tre straordinari clavicembali conservati nel museo Grassi degli strumenti musicali dell’università di Lipsia.</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca – giugno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 09:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la parentesi di aprile e maggio, il contadino deve nuovamente rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Nelle formelle sotto il loggiato del Duomo di Lucca, il contadino miete il grano. Ed è la &#8220;grana&#8221;, il denaro e l&#8217;economia il tema del video di giugno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="720" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/b8kt488DYJM" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dopo la parentesi di aprile e maggio, il contadino deve nuovamente rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Nelle formelle sotto il loggiato del Duomo di Lucca, il contadino miete il grano. Ed è la &#8220;grana&#8221;, il denaro e l&#8217;economia il tema del video di giugno.</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca &#8211; maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 19:51:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finalmente è maggio. La temperatura calda ci invita ad uscire. Il giovane elegante che avevamo visto ad aprile nelle formelle sotto la loggia del Duomo è a cavallo ed ha in mano un bel fiore, ad indicare l’arrivo della bella stagione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="720" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/wbHYgd6exVg" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Finalmente è maggio. La temperatura calda ci invita ad uscire. Il giovane elegante che avevamo visto ad aprile nelle formelle sotto la loggia del Duomo è a cavallo ed ha in mano un bel fiore, ad indicare l’arrivo della bella stagione.</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca &#8211; aprile</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2021/05/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-aprile/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2021 09:17:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A proposito delle formelle raffiguranti i mesi della cattedrale di San Martino a Lucca, a descrivere lo scorrere del tempo, non c&#8217;è soltanto il nostro amico contadino che abbiamo trovato a gennaio, febbraio e marzo. Ci sono infatti anche due nobili personaggio riccamente vestiti che rappresentano aprile e poi maggio. Di maggio ci occuperemo il prossimo mese, occupiamoci ora di aprile. Aprile è rappresentato da un giovane che si guarda allo specchio e ci fa pensare alla bellezza, alla giovinezza, alla vanitas. In questo video scopriremo la moda e la bellezza tra sacro e profano, tra antico e moderno, tra museo della cattedrale e museo di Palazzo Mansi. Incontreremo la bella lucchese dannata per antonomasia: Lucida Mansi, l&#8217;espressione della vanitas all&#8217;ennesima potenza, una Dorian Gray o un Faust in formato lucchese dal sapore seicentesco! Buona visione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="720" height="380" src="https://www.youtube.com/embed/l774QJx2yFA" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>A proposito delle formelle raffiguranti i  mesi della cattedrale di San Martino a Lucca, a descrivere lo scorrere del tempo, non c&#8217;è soltanto il nostro amico contadino che abbiamo trovato a gennaio, febbraio e marzo. Ci sono infatti anche due nobili personaggio riccamente vestiti che rappresentano aprile e poi maggio. Di maggio ci occuperemo il prossimo mese, occupiamoci ora di aprile.</p>
<p>Aprile è rappresentato da un giovane che si guarda allo specchio e ci fa pensare alla bellezza, alla giovinezza, alla vanitas.</p>
<p>In questo video scopriremo  la moda e la bellezza tra sacro e profano, tra antico e moderno, tra museo della cattedrale e museo di Palazzo Mansi. Incontreremo la bella lucchese dannata per antonomasia: Lucida Mansi, l&#8217;espressione della vanitas all&#8217;ennesima potenza, una Dorian Gray o un Faust in formato lucchese dal sapore seicentesco!<br />
Buona visione</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca &#8211; marzo</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2021/04/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-marzo/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 08:18:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marzo è il mese del cambiamento. È la fine delle tenebre e l'inizio della luce e della rinascita. Il nostro amico sotto la loggia di San Martino, il contadino, pota e innesta le piante da frutto perché queste riprendano vita dopo la pausa invernale. <a href="https://www.turislucca.com/2021/04/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-marzo/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="720" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/xT0rMXHV3Hk" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<blockquote><p>Ecco marzo pazzarello, piedi nudi e giubberello<br />
Ricci al vento e viso al sole<br />
E&#8217; una goia rivederlo<br />
E se a tratti si fa mesto<br />
pur si rasserena presto<br />
e fischietta come un merlo</p></blockquote>
<p>� una filastrocca popolare. Marzo infatti � il mese del cambiamento. � la fine delle tenebre e l&#8217;inizio della luce e della rinascita. Il nostro amico sotto la loggia di San Martino, il contadino, pota e innesta le piante da frutto perch� queste riprendano vita dopo la pausa invernale. Anche Lucca nella sua storia ha avuto momenti di stasi e poi di ripresa. Dobbiamo quindi, visti i tempi, avere fiducia&#8230;</p>
<p>Infatti una grande svolta avvenne nel 1799 quando cadde il secolare Stato di Lucca a causa dell&#8217;impetuoso vento rivoluzionario francese che sconvolse l&#8217; intera l&#8217;Europa. Lucca infatti fu conquistata dalle truppe napoleoniche. E nonostante tutto Lucca ebbe la fortuna di mantenere una sua indipendenza grazie a due grandi donne. La prima, la principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, seguita poi dalla Granduchessa Maria Luisa di Borbone.</p>
<p>Con loro al governo Lucca cambier� radicalmente i suoi costumi ma anche il suo volto urbanistico e architettonico. Cambier� perfino i suoi aromi e profumi grazie all&#8217;introduzione di moltissime nuove specie di piante.</p>
<p>Facciamo una passeggiata per la citt� e scopriamoli insieme!</p>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca &#8211; febbraio</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2021/03/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-febbraio/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 07:33:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo aver lasciato alle spalle Gennaio, abbiamo ora Febbraio, il secondo mese dell’anno.  Lo abbiamo dedicato all'acqua che in molteplici forme circonda e pervade la città. <a href="https://www.turislucca.com/2021/03/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-febbraio/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="680" height="320" src="https://www.youtube.com/embed/w8eZjIWEHpQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dopo aver lasciato alle spalle Gennaio, abbiamo ora Febbraio, il secondo mese dell&#8217; anno. Ricordate le formelle medievali scolpite sotto la loggia della cattedrale lucchese di San Martino? Sono sicuro di si. Febbraio ci appare sotto le vesti di un pescatore che con la canna è intento a catturare il suo bel pesce. </p>
<p>Perch� viene indicata questa attivit� per procurarsi il cibo invernale?  Perch� nel medioevo, più che ai nostri giorni, il territorio circostante la citt� di Lucca era ricchissimo di acque. I torrenti, i rii, i molti corsi d&#8217;acqua affluenti del fiume Serchio, i vicini laghi e zone palustri offrivano un costante approvvigionamento di pesce di vario tipo.</p>
<p>La natura , come vediamo, anche d&#8217;inverno offriva opportunit� di sostentamento. Ed oggi il nostro territorio si sta rivitalizzando con specie animali che si erano allontanate da tempo. In particolare la zona verde degli spalti esterni alle mura urbane brulica di vita. Gli spalti delle mura sono diventati la zona naturalistica umida urbana pi� grande della toscana e forse d&#8217;Italia. E giovani che si dedicano alla pesca sportiva sono apparsi lungo i canali che scorrono intorno alle mura.</p>
<p>Cari amici che ne dite ? E chi l&#8217;avrebbe mai pensato ! Un territorio e una citt�, Lucca, che riserva sorprese in ogni mese dell&#8217;anno.<br />
Ci vediamo a Marzo !</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo di Lucca &#8211; gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 13:42:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccoci al mese di gennaio, il primo mese dell’anno, che nelle formelle del Duomo di Lucca viene rappresentato con un contadino seduto che si riscalda al fuoco.  <a href="https://www.turislucca.com/2021/03/lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo-di-lucca-gennaio/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="680" height="340" src="https://www.youtube.com/embed/oK0hyR_XkMw" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Eccoci al mese di gennaio, il primo mese dell’anno, che nelle formelle del Duomo di Lucca viene rappresentato con un contadino seduto che si riscalda al fuoco. L’inverno, quello freddo e spoglio, mostra i suoi colori e le sue molteplici facce in questo lembo di Toscana tra le montagne e il mare, tra la città e la campagna.</p>
<p>La città appare monumentale ed immobile a causa dalla presenza umana quasi rarefatta; la campagna più algida e matrigna. Eppure ambedue esprimono un fascino unico, irresistibile, che lascia spazio ad un sentimento antico, più raccolto e umano che invita<br />
all’intimità domestica. Gli animali nell’uno e nell’altro ambiente cercano e si adattano a quella che potremmo definire una ‘modalità inverno’ e anche l’uomo, oggi come nel medioevo, fa altrettanto.</p>
<p>Alcune antiche tradizioni della nostra terra, sopratutto quelle legate ai prodotti stagionali, si perpetuano generando convivialità, conoscenza e bellezza. Il fuoco riscalda l’anima e, quando è sapientemente dosato, cuoce gli alimenti come il tradizionale castagnaccio e gli squisiti befanotti.<br />
Ed il primo mese dell’anno ce lo siamo lasciato alle spalle. Ma già il prossimo bussa alla porta. Febbraio ha altre cose interessanti da mostrarci. Lucca e la sua terra hanno sempre qualcosa di interessante da offrire.</p>
<p>Ci vedremo a febbraio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lucca: lo scorrere del tempo nelle formelle sotto la loggia del Duomo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 14:04:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quest’anno, più che nei decenni precedenti, siamo stati costretti a cambiare i nostri ritmi di vita. Abbiamo rimodulato sia le nostre modalità di lavoro sia quelle che sono divenute lunghe pause di tempo libero. In alcuni momenti ci è sembrato persino che il tempo stesso si fosse fermato. <a href="https://www.turislucca.com/2021/03/lucca-lo-scorrere-del-tempo-nelle-formelle-sotto-la-loggia-del-duomo/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="700" height="400" src="https://www.youtube.com/embed/8iVIr3XYa0w" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Quest’anno, più che nei decenni precedenti, siamo stati costretti a cambiare i nostri ritmi di vita. Abbiamo rimodulato sia le nostre modalità di lavoro sia quelle che sono divenute lunghe pause di tempo libero. In alcuni momenti ci è sembrato persino che il tempo stesso si fosse fermato.  A questo punto la vita, che ci ha posto in queste circostanze, ci ha offerto un sapore è un gusto dello scorrere del tempo diverso, quasi antico.</p>
<p>Forse è per questo motivo che per chi come noi vive quotidianamente di storie e personaggi avvenuti e vissuti nella nostra terra in tempi lontani, è risultato naturale osservare con occhi più attenti le formelle medievali dei dodici mesi dell’anno descritte sotto la loggia del duomo di Lucca . </p>
<p>Ci è sembrato che quel tempo antico fosse quasi tornato fra noi dal passato per farci riflettere con più attenzione sui valori e le cose buone che si sono perpetuate sino ai nostri giorni qui da noi, a Lucca.</p>
<p>Osservandoli ancora una volta potremo quindi riflettere, mese dopo mese, sui nostri migliori valori e tradizioni che sono il fondamento della nostra società.</p>
<p>Seguiteci quindi, mese per mese, fino ad arrivare a dicembre!</p>
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		<title>Lucca sotterranea</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:08:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lucca sotterranea è un percorso tra due mondi paralleli apparentemente distinti e distanti. Il mondo quotidiano della luce si intreccia con il mondo del buio di una vita ’più’ riservata, interiore. <a href="https://www.turislucca.com/2021/02/lucca-sotterranea/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="720" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/Yf9n2F_msP8" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Lucca sotterranea</strong> è un percorso tra due mondi paralleli apparentemente distinti e distanti. Il mondo quotidiano della luce si intreccia con il mondo del buio di una vita ’più’ riservata, interiore.<br />
Nella dimensione invisibile del sottosuolo urbano spesso si sovrappongono il sacro e il profano, la storia e l’archeologia.<br />
Con questo video andiamo alla scoperta di queste affascinanti realtà nascoste. Scopriremo antichi luoghi di culto come l&#8217;interressante battistero e  l’inedita cripta di San Michele, per poi continuare con i sotterranei delle mura urbane che ci testimoniano l&#8217;evoluzione del sistema difensivo ai tempi della orgogliosa e libera Repubblica di Lucca.</p>
<p>&#8230;e questo non è che uno dei video che stiamo preparando per farti scoprire le meraviglie di Lucca&#8230;</p>
<p>Iscriviti al <a href="https://www.youtube.com/channel/UC_HSJjZyLCs1Egg-fuigy8g" rel="wpdevart_lightbox_video">nostro canale YouTube</a></p>
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		<title>Narratori di storie: a volte remote, a volte in remoto</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 11:00:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed eccoci qua signori e signore. Ancora una volta, facendo due o tre piroette, siamo riusciti a raccontare il nostro territorio con storie, poesie, aneddoti, arte, cibo, tradizione e chi più ne ha più ne metta. I mezzi per narrare le nostre storie, giocoforza, possono apparire sempre più tecnologici e ‘al passo coi tempi’. In realtà è solamente la nostra passione e la voglia di comunicare bellezza che ci spinge a trasformarci in documentaristi, operatori di camera, montatori, scenografi, &#8220;attori&#8221; in erba. Ecco allora che sono nati i nostri video self made. I narratori di storie, dalle strade, si sono momentaneamente trasferiti sul video. Uno sforzo di trasformazione notevole ma che sta lentamente dando i suoi frutti. Speriamo che ciò venga apprezzato. Questi video realizzati hanno avuto come sfondo le festività natalizie e i molti temi legati a questo periodo &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2021/01/narratori-di-storie-a-volte-remote-a-volte-in-remoto/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci qua signori e signore. Ancora una volta, facendo due o tre piroette, siamo riusciti a raccontare il nostro territorio con storie, poesie, aneddoti, arte, cibo, tradizione e chi più ne ha più ne metta. I mezzi per narrare le nostre storie, giocoforza, possono apparire sempre più tecnologici e ‘al passo coi tempi’. In realtà è solamente la nostra passione e la voglia di comunicare bellezza che ci spinge a trasformarci in documentaristi, operatori di camera, montatori, scenografi, &#8220;attori&#8221; in erba. Ecco allora che sono nati i nostri video self made. I narratori di storie, dalle strade, si sono momentaneamente trasferiti sul video. Uno sforzo di trasformazione notevole ma che sta lentamente dando i suoi frutti. Speriamo che ciò venga apprezzato.</p>
<p>Questi video realizzati hanno avuto come sfondo le festività natalizie e i molti temi legati a questo periodo invernale dell’anno. La musica, la poesia e …Giacomo Puccini; gli artigiani lucchesi e la loro attività che si perpetua di generazione in generazione rimanendo vitale e di grande qualità; le nostre tradizioni culinarie; l’iconografia della natività nell’arte espressa dagli artisti che nei secoli hanno lasciato formidabili testimonianze della loro opera nella <strong>città di Lucca</strong>.</p>
<p>Il nostro progetto proseguirà e certamente si estenderà su tutta la provincia di Lucca toccando temi e luoghi che faranno sognare i nostri amici che ci seguono ovunque si trovino, con l’augurio che presto ci si possa incontrare davvero.</p>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=340&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fturislucca%2Fvideos%2F434491880923549%2F&#038;show_text=false&#038;width=640" width="640" height="340" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe><br />
<small>Pittura e scultura: la Natività</small></p>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=340&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fturislucca%2Fvideos%2F213173860337665%2F&#038;show_text=false&#038;width=640" width="640" height="340" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe><br />
<small>Botteghe e artigiani</small></p>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=340&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fturislucca%2Fvideos%2F454825568853942%2F&#038;show_text=false&#038;width=640" width="640" height="340" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe><br />
<small>Natale: musica e poesia</small></p>
<p><iframe width="640" height="340" src="https://www.youtube.com/embed/-bw12ZODoNQ" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><br />
<small>Lucca: i prodotti della nostra terra</small></p>
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		<title>Il mestiere della guida&#8230; turistica</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 15:44:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Chi è una guida turistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo, diversi anni or sono, l&#8217;imbarazzo di un funzionario della locale Camera di Commercio nel dover classificare, per ragioni burocratiche, la mia professione di guida turistica in una precisa categoria commerciale: “Ma lei è un commerciante? E&#8217; un docente? E&#8217; una agenzia turistica? Insomma, mi dica, cosa è? Non esiste nel commercio la sua professione! “ Alla fine, dopo alcuni mesi di quesiti (avete sentito bene. Non giorni o settimane, ma bensì mesi di attesa!) venni a sapere che le guide turistiche rientrano nella categoria degli artigiani. Devo dire onestamente che questa qualifica mi ha dapprima stupito e poi inorgoglito. Secondo il dizionario italiano Treccani l&#8217;artigiano è colui o colei che crea, elabora e offre un prodotto di qualità, spesso originale, contrapponendosi e diversificandosi da chi lo produce industrialmente ed in serie. Il prefisso della parola deriva da Arte. Ma &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2020/11/il-mestiere-della-guida-turistica/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4438" src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2020/11/mondo.png" alt="planisfero passaporto macchina fotografica" width="940" height="788" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2020/11/mondo.png 940w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2020/11/mondo-300x251.png 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2020/11/mondo-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p>
<p>Ricordo, diversi anni or sono, l&#8217;imbarazzo di un funzionario della locale Camera di Commercio nel dover classificare, per ragioni burocratiche, la mia professione di guida turistica in una precisa categoria commerciale: “Ma lei è un commerciante? E&#8217; un docente? E&#8217; una agenzia turistica? Insomma, mi dica, cosa è? Non esiste nel commercio la sua professione! “</p>
<p>Alla fine, dopo alcuni mesi di quesiti (avete sentito bene. Non giorni o settimane, ma bensì mesi di attesa!) venni a sapere che le <strong>guide turistiche</strong> rientrano nella <strong>categoria degli artigiani</strong>.</p>
<p>Devo dire onestamente che questa qualifica mi ha dapprima stupito e poi inorgoglito.</p>
<p>Secondo il dizionario italiano Treccani l&#8217;artigiano è colui o colei che crea, elabora e offre un prodotto di qualità, spesso originale, contrapponendosi e diversificandosi da chi lo produce industrialmente ed in serie. Il prefisso della parola deriva da Arte. Ma la nostra arte, quella delle guide intendo, è certamente più speculativa ed intellettuale che manuale.</p>
<p>Può raggiungere in alcuni casi livelli di vera eccellenza.</p>
<p><strong>Chi è, e cosa è dunque una guida turistica oggi</strong>, anche alla luce dei recenti accadimenti determinati dalla pandemia da COVID-19 ?</p>
<p>E&#8217; una persona che vive di cultura e produce cultura. Cultura in senso ampio. Una cultura che abbraccia molteplici campi del sapere. E&#8217; un operatore che svolge la sua attività nel campo turistico ed è curioso, costantemente affamato del sapere del bello e del bello del sapere.</p>
<p>Proprio questa tremenda calamità che stiamo vivendo nel mondo intero credo che farà la differenza per questa professione, in un prossimo futuro, in Europa ed in particolare in Italia. Nel paese dove sono concentrati, secondo l&#8217;UNESCO, il maggior numero di beni artistici, culturali e paesaggistici del mondo.</p>
<p>Sarà possibile infatti vedere quanti, dei 25.000 colleghi italiani che sulla carta sino a febbraio 2020 erano nelle liste delle guide regionali, saranno sopravvissuti in termini lavorativi a questo micidiale colpo che ha messo in crisi tutta la filiera del turismo organizzato.</p>
<p>Avverrà la scrematura di chi, non per “vocazione” né per passione o capacità specifiche o organizzative, ma per pura convenienza e opportunità, ha in passato abbracciato questo lavoro ed ora “mollerà i remi e la barra del timone” cercando un’altra occupazione più sicura e protetta.</p>
<p>Non li posso certo biasimare; soprattutto i giovani.</p>
<p>In questo momento di limbo assoluto, dove i ministri e i funzionari del turismo latitano tenendo profili tanto bassi da assomigliare ad ectoplasmi, le guide più organizzate e strutturate in associazioni o gruppi, lavorano per quanto possono, elaborando prodotti (tour tematici) rivolti al turismo di prossimità e generando le migliori energie che si concretizzano in sinergie con gli enti territoriali di loro pertinenza.</p>
<p>Tuttavia, anche per coloro che da anni con passione, successo e gradimento della clientela svolgono questa professione è venuto il momento di chiedere alle istituzioni politiche nazionali ed europee che sovrintendono a questo comparto economico divenuto strategico, di fare il punto della situazione in materia di leggi nazionali sulla professione di guida turistica.</p>
<p>Sostenibilità ambientale, sostenibilità economica, visioni strategiche di ampio respiro e lunga durata, coordinamento e buone pratiche fra i vari stakeholder della filiera turistica, professionalità ed esperienza di chi è preposto a organizzare e coordinare il settore &#8230;anche a livello politico istituzionale.</p>
<p>Ed allora mi chiedo e vi chiedo: se non ora che abbiamo il tempo di riflettere e confrontarci su ciò che ho scritto ed altro che è rimasto nella tastiera del computer&#8230;.quando ?</p>
<p>Gabriele</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corso di aggiornamento: l’Italia nella Seconda guerra mondiale: storia, memorie, luoghi</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2020/10/corso-di-aggiornamento-litalia-nella-seconda-guerra-mondiale-storia-memorie-luoghi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 10:56:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un corso di aggiornamento sulla storia della Seconda guerra mondiale, immaginato per le guide turistiche, ma che intende rivolgersi anche agli insegnanti e agli studenti, agli appassionati di storia, a chiunque voglia conoscere meglio eventi, personaggi, luoghi, eredità e memorie di quegli anni... <a href="https://www.turislucca.com/2020/10/corso-di-aggiornamento-litalia-nella-seconda-guerra-mondiale-storia-memorie-luoghi/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/EDIrtIhJXT0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In collaborazione con Liberation Route Italia organizziamo il corso di aggiornamento &#8220;L’Italia nella Seconda guerra mondiale: storia, memorie, luoghi&#8221;</p>
<blockquote><p>Un corso di aggiornamento sulla storia della Seconda guerra mondiale, immaginato per le guide turistiche, ma che intende rivolgersi anche agli insegnanti e agli studenti, agli appassionati di storia, a chiunque voglia conoscere meglio eventi, personaggi, luoghi, eredità e memorie di quegli anni&#8230;</p></blockquote>
<p>Per dettagli e informazioni <a href="https://corsi.turislucca.com/">corsi.turislucca.com</a></p>
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		<title>Emergenza Covid 19. Il turismo di prossimità visto da una guida turistica italiana che opera a Lucca, Toscana.</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2020/09/emergenza-covid-19-il-turismo-di-prossimita-visto-da-una-guida-turistica-italiana-che-opera-a-lucca-toscana/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 15:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quarantotto ore prima del lockdown ho avuto come una visione degli avvenimenti futuri. Non so quanti altri colleghi avessero la percezione della crisi profonda che si sarebbe abbattuta su tutta la filiera del comparto turistico italiano e, più in generale, di quello internazionale. Se avessi le stesse capacità divinatorie con il gioco d’azzardo o nelle scommesse a pagamento sarei milionario. Purtroppo non è così e ho potuto solamente costatare con amarezza che le mie previsioni erano giuste: siamo senza lavoro o quasi. Dico quasi, perché quella percezione, assieme al notevole tempo a mia disposizione per vedere cosa si poteva fare in quelle condizioni, ha spinto me e il team Turislucca di cui faccio parte a pensare se e come si poteva risolvere il problema. È apparso chiaro che i flussi dei gruppi organizzati turistici extra europei, cioè fuori dall’area Schengen, &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2020/09/emergenza-covid-19-il-turismo-di-prossimita-visto-da-una-guida-turistica-italiana-che-opera-a-lucca-toscana/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3558" src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2018-02-27-alle-15.04.42.png" alt="Gabriele Calabrese" width="498" height="434" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2018-02-27-alle-15.04.42.png 498w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/02/Schermata-2018-02-27-alle-15.04.42-300x261.png 300w" sizes="(max-width: 498px) 100vw, 498px" /></p>
<p>Quarantotto ore prima del lockdown ho avuto come una visione degli avvenimenti futuri. Non so quanti altri colleghi avessero la percezione della crisi profonda che si sarebbe abbattuta su tutta la filiera del comparto turistico italiano e, più in generale, di quello internazionale. Se avessi le stesse capacità divinatorie con il gioco d’azzardo o nelle scommesse a pagamento sarei milionario.</p>
<p>Purtroppo non è così e ho potuto solamente costatare con amarezza che le mie previsioni erano giuste: siamo senza lavoro o quasi.</p>
<p>Dico quasi, perché quella percezione, assieme al notevole tempo a mia disposizione per vedere cosa si poteva fare in quelle condizioni, ha spinto me e il team Turislucca di cui faccio parte a pensare se e come si poteva risolvere il problema. È apparso chiaro che i flussi dei gruppi organizzati turistici extra europei, cioè fuori dall’area Schengen, non sarebbero tornati per almeno un anno e forse più. Cosa fare? Piangersi addosso?  Non è nel nostro stile. Abbiamo pensato allora che l’unica cosa da fare fosse quella di provare a mettere in atto una efficace riorganizzazione e rimodulazione delle nostre competenze e dei nostri programmi.</p>
<p>Il target è divenuto quindi il <strong>turismo individuale non organizzato e di prossimità</strong>. Cosa si intende per prossimità? Un turismo cittadino, regionale, nazionale e, se pur in minor numero, un turismo composto da nuclei familiari proveniente da quei paesi che confinano con l’Italia e che sono in grado di spostarsi con un mezzo proprio.</p>
<p>Cosa potevamo offrire come prodotto appetibile? Come intercettarli? Abbiamo cominciato a lavorare su più livelli.</p>
<p>In un primo momento abbiamo realizzato piccoli video home made rivolti ai locali e ai nostri clienti all’estero, al fine di mantenere i contatti e fidelizzare la vecchia e la possibile futura clientela individuale.</p>
<p>Abbiamo poi contattato le istituzioni locali (Comuni limitrofi, fondazioni bancarie, associazioni private) per sensibilizzale riguardo il nostro problema e individuare itinerari e temi appetibili alla clientela che avrebbe voluto godere della libertà in maniera consapevole del dopo lockdown.</p>
<p>Abbiamo quindi ideato e realizzato nuovi itinerari da pubblicare sui nostri siti e sulle piattaforme digitali a pagamento.</p>
<p>La promozione è stata realizzata tramite mailing (utilizzando la mailing list della clientela acquisita nel tempo), tramite articoli apparsi su quotidiani locali e, ovviamente, tramite i social.</p>
<p>Ora abbiamo un <strong>calendario dei nostri eventi</strong> che è stato inviato anche alle televisioni locali e regionali <em>(per conoscere quello di settembre 2020, clicca <a href="https://www.turislucca.com/calendario/" target="_blank">qui</a>).</em></p>
<p>Un altro prodotto rivelatosi vincente sono state le “visite guidate a raccolta”, denominate <strong><a href="https://www.turislucca.com/look-at-lucca/" target="_blank">LookatLucca</a>:</strong> in doppia lingua inglese-italiano (e da pochissimo anche in lingua tedesca), rivolte ai turisti di passaggio che desiderino visitare in due ore il centro storico di Lucca senza dover fare prenotazioni preventive. Basta presentarsi all’appuntamento quotidiano.  Ciò che mi chiedo è come sia possibile con i nostri mezzi e senza l’uso di siti a pagamento far sapere ad un maggior numero di persone non italiane l’esistenza di questo servizio di tour guidati.</p>
<p><strong>La “battaglia” per la sopravvivenza della nostra specie è ora in pieno svolgimento.</strong> Solo alla fine di ottobre saremo in grado di valutare l’efficacia delle nostre iniziative, nella speranza che quanto prima si ritorni se pur gradualmente alla normalità del viaggiare per il piacere di incontrarsi e venga diffuso un vaccino efficace.</p>
<p>Gabriele</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La cripta di San Michele in Foro a Lucca</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2020/07/la-cripta-di-san-michele-in-foro-a-lucca/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 15:18:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lucca sotterranea]]></category>
		<category><![CDATA[San Michele in foro]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella lunga esperienza da guida turistica e grazie ai molti seminari di archeologia che ho seguito, ho imparato che varie erano le tecniche di costruzione muraria relative ad edifici presenti in città dal IV secolo a circa il XII secolo d.C.: tutti i muri e le fondazioni, con varianti più o meno evidenti a causa di maestranze diverse, erano in ciottoli di fiume (localmente detti “cotani”). Ciò si deve alla perdita, in epoca alto medievale, di capacità tecnologiche nel produrre mattoni, almeno sino al XII secolo. Ne conseguiva l&#8217;eventuale riciclo di materiale in cotto dei soli mattoni prodotti in epoca romana. Si consideri che il mattone in cotto fu la vera “arma” in epoca classica romana, in grado di erigere qualsiasi tipologia di edificio: dalla piccolissima e minimale edilizia privata al colossale edificio pubblico. Perché vi dico questo? Per quel &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2020/07/la-cripta-di-san-michele-in-foro-a-lucca/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4384" src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2019/08/cripta.png" alt="Cripta di San Michele" width="652" height="528" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2019/08/cripta.png 652w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2019/08/cripta-300x243.png 300w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>Nella lunga esperienza da guida turistica e grazie ai molti seminari di archeologia che ho seguito, ho imparato che varie erano le tecniche di costruzione muraria relative ad edifici presenti in città dal IV secolo a circa il XII secolo d.C.: tutti i muri e le fondazioni, con varianti più o meno evidenti a causa di maestranze diverse, erano in ciottoli di fiume (localmente detti “<strong>cotani</strong>”). Ciò si deve alla perdita, in epoca alto medievale, di capacità tecnologiche nel produrre mattoni, almeno sino al XII secolo. Ne conseguiva l&#8217;eventuale riciclo di materiale in cotto dei soli mattoni prodotti in epoca romana. Si consideri che il mattone in cotto fu la vera “arma” in epoca classica romana, in grado di erigere qualsiasi tipologia di edificio: dalla piccolissima e minimale edilizia privata al colossale edificio pubblico.</p>
<p>Perché vi dico questo?</p>
<p>Per quel che posso, da guida turistica, cerco con attenzione e curiosità di osservare, comprendere, comparare e, successivamente, assemblare “artigianalmente” per poi divulgare tutti quegli elementi che fanno parte di un “lessico”, direi di un “vocabolario”, della storia e del territorio che sono alieni, a volte incomprensibili a chi si avvicina per la prima volta a questi argomenti.</p>
<p>Ecco un esempio: <strong>entriamo nella cripta che si trova sotto il coro dell&#8217;abside della chiesa di San Michele in Foro</strong>.</p>
<p>Scese le scalette del coro absidale, l&#8217;occhio si ferma immediatamente sul paramento murario visibile ai limiti della cripta, in direzione del corpo principale della chiesa sovrastante. Muro che presumibilmente faceva da divisorio fra la zona del culto ed un altro spazio destinato a chi era ammesso ad assistervi, o forse, ancora, uno spazio per una <a href="http://www.treccani.it/vocabolario/schola-cantorum/" target="_blank"><em>scola cantorum</em></a>.<br />
Osservando la tecnica di costruzione di questo muro, noto interessanti elementi. Anche in questo caso il sodo murario, come nella totalità degli esempi descritti nelle relazioni archeologiche che riguardano altri muri, è costituito da pietre legate da malta. Nel lato del muro rivolto verso l&#8217;abside questo è composto da “cotani” di fiume spezzati.</p>
<p>Il muro, tuttavia, è ancora parzialmente intonacato. Oltre a ciò, la cosa notevole e degna di attenzione è che questo lato più interno e più importante per il culto, è intervallato da <a href="http://www.treccani.it/vocabolario/parasta/" target="_blank">paraste</a> semi circolari. Fatto interessante è che queste sono costituite non da pietre, ma bensì da elementi in laterizio di forma semicircolare. L&#8217;elemento del laterizio in cotto semicircolare denota indubbiamente tecniche evolute di produzione non riscontrabili, ad esempio e per quanto ne so, nei paramenti murari più o meno coevi negli scavi dell’antica <a href="http://www.turismo.lucca.it/it/luoghi-di-interesse/chiesa-dei-santi-giovanni-e-reparata" target="_blank">Cattedrale di Santa Reparata a Lucca</a>, né in altri edifici cittadini emersi da scavi archeologici assimilabili a questi.</p>
<p>C’è anche un’altra novità. A meno che l&#8217;umidità prodotta dalle frequenti infiltrazioni d&#8217;acqua del sottosuolo non abbia modellato incredibilmente queste colonne, le paraste sembrano presentare alla base, che meglio si è conservata, evidenti tracce di intonaco modellato, con scanalature a guisa ed in forma di colonna dorica.<br />
Sono, questi, elementi di grande fascino che ci presentano l&#8217;interno di una cripta particolarmente elegante, con forti richiami classici. Come esempi di riferimento possiamo pensare ad alcune famose cripte risalenti, come fondazione, ad epoca tardo classica e longobarda come ad Aquileia nella basilica di Santa Maria Assunta e altre nel sud Italia.</p>
<p>Questo stile e gusto così specifico, quasi certamente, ha come riferimento e mimesi i molti pezzi di spoglio e recupero che erano evidentemente disponibili in città. Oltre alla letteratura e ai reperti conservati nei musei locali, ad avvalorare questa ipotesi, sono ancora presenti <em>in situ</em> alcuni esempi di questi frammenti decorati lapidei e marmorei.<br />
Certamente le volte che coprivano lo spazio liturgico erano sorrette da esili colonne romane di recupero. Avvalora questa ipotesi il moncone che spunta ancora oggi dal terreno.</p>
<p>Nel complesso, comunque, siamo di fronte ad un ambiente che presenta il tentativo di riprodurre l&#8217;eleganza e la qualità di un ambiente antico riservato a pochi eletti.<br />
Di quello splendore rimangono le briciole. Poco più che una “eco” lontana, riflessa su pochi muri sbriciolati dal tempo. E tuttavia, ciò è sufficiente a far volare l&#8217;immaginazione di un visitatore sensibile in uno spazio e in un tempo antico che ci è dato ormai solo modo di sognare.</p>
<p>Anche la parte retrostante del muro di cui vi ho parlato mostra elementi interessanti ma di questo vi parlerò prossimamente e, se volete, di persona durante una delle visite guidate che Turislucca ha in programma in questa suggestiva ma sconosciuta parte della città.</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>Le Mura di Lucca</title>
		<link>https://www.turislucca.com/2020/07/le-mura-di-lucca-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 15:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[mura di lucca]]></category>
		<category><![CDATA[sotterranei Mura di Lucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Mura di Lucca rappresentano una realtà unica nel panorama dell’architettura e dell’urbanistica europea. Realizzate in epoca rinascimentale sono, oggi, uno dei maggiori esempi di fortificazione italiana dell&#8217;epoca nonché un grande parco pubblico di 96 ettari a verde, totalmente pedonale, che circonda e delimita il centro storico. La passeggiata sopraelevata e alberata è lunga 4.2 chilometri ed è percorribile a piedi, a corsa o in bicicletta. Le Mura di Lucca, tuttavia, non sono solo un parco. Il restauro dei sotterranei di alcuni baluardi ad opera del Comune di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha restituito alla cittadinanza uno dei monumenti a lei più cari ed ha permesso il passaggio dall&#8217;interno all&#8217;esterno della città in modo più agevole e suggestivo. Visitare l’interno dei baluardi permette di comprendere l&#8217;evoluzione dell’ingegneria militare in Italia dal XIII al XVII secolo. Visitare l&#8217;interno dei &#8230; <a href="https://www.turislucca.com/2020/07/le-mura-di-lucca-2/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3759" src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/11/43565375_10155926789851134_256368964425220096_o.jpg" alt="Le Mura di Lucca" width="1080" height="807" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/11/43565375_10155926789851134_256368964425220096_o.jpg 1080w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/11/43565375_10155926789851134_256368964425220096_o-300x224.jpg 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/11/43565375_10155926789851134_256368964425220096_o-768x574.jpg 768w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2018/11/43565375_10155926789851134_256368964425220096_o-1024x765.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Le <strong>Mura di Lucca</strong> rappresentano una realtà unica nel panorama dell’architettura e dell’urbanistica europea. Realizzate in epoca rinascimentale sono, oggi, uno dei maggiori esempi di fortificazione italiana dell&#8217;epoca nonché un grande parco pubblico di 96 ettari a verde, totalmente pedonale, che circonda e delimita il centro storico. La passeggiata sopraelevata e alberata è lunga 4.2 chilometri ed è percorribile a piedi, a corsa o in bicicletta.</p>
<p>Le <a href="http://www.turismo.lucca.it/it/le-mura-di-lucca" target="_blank">Mura di Lucca</a>, tuttavia, non sono solo un parco.</p>
<p>Il restauro dei <strong>sotterranei di alcuni baluardi</strong> ad opera del Comune di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha restituito alla cittadinanza uno dei monumenti a lei più cari ed ha permesso il passaggio dall&#8217;interno all&#8217;esterno della città in modo più agevole e suggestivo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3357" src="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2017/02/cal-sotterranei.jpg" alt="Sotterranei delle Mura di Lucca" width="1000" height="486" srcset="https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2017/02/cal-sotterranei.jpg 1000w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2017/02/cal-sotterranei-300x146.jpg 300w, https://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2017/02/cal-sotterranei-768x373.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Visitare l’interno dei baluardi permette di comprendere l&#8217;evoluzione dell’ingegneria militare in Italia dal XIII al XVII secolo.</p>
<p>Visitare l&#8217;interno dei baluardi è come entrare nelle “viscere” delle Mura di Lucca, mai usate, in realtà, per scopi difensivi. Le immense volte a mattoni delle gallerie, fondate con lo scopo principale di nascondere i pesanti cannoni di bronzo, sono spettacolari e mozzafiato.</p>
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