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	<description>Il giornale italiano delle due e quattro ruote</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 11:02:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Castagna propone una Giulia cabrio a due posti con V6 biturbo, cerca un committente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro de Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 11:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Presentazioni veicoli]]></category>
		<category><![CDATA[alfa romeo]]></category>
		<category><![CDATA[automobilismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Castagna presenta una Giulia cabrio a due posti con V6 biturbo, cerca un committente per realizzare il progetto.</p>
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<h2>Un progetto di design per un’auto che non esiste</h2>
<p>Castagna, atelier di design milanese, ha presentato un concept di Alfa Romeo Giulia cabrio a due posti, un progetto che non esiste nella gamma ufficiale del marchio italiano. L’idea nasce da una reinterpretazione della Giulia Quadrifoglio, con modifiche radicali alle proporzioni, all’aerodinamica e all’esperienza complessiva del veicolo. L’obiettivo è creare una granturismo che si distacchi completamente dall’immagine attuale della berlina, mantenendo però la meccanica originale del V6 biturbo da 2,9 litri. Il progetto è stato presentato alla vigilia del Salone di Parigi e cerca ancora un committente: un alfista disposto a costruire insieme all’atelier la propria vettura, in esemplare unico.</p>
<p><strong>La carrozzeria in carbonio e l’abitacolo arretrato sono i dettagli più significativi</strong>. L’abitacolo è stato spostato di 330 millimetri all’indietro, con sedili, volante e plancia che si trovano in una posizione molto più vicina all’asse posteriore. Questo dettaglio chiarisce quanto il progetto si distacchi dalla Giulia che conosciamo. Le dimensioni previste sono 4,70 metri di lunghezza, 1,37 metri di altezza e 1,936 metri di larghezza (specchietti esclusi). Il cofano è diviso in tre sezioni, e aprendolo si solleva soltanto quella centrale, lasciando in vista il motore.</p>
<h2>Un’esperienza di guida unica, con aerodinamica e tecnologia avanzate</h2>
<p>Il lavoro aerodinamico comprende quattro splitter anteriori, un diffusore e uno spoiler posteriore. Le prese d’aria laterali a ipsilon servono a raffreddare i freni, mentre una scanalatura scolpita percorre la carrozzeria, integrando sottili gruppi ottici e collegando visivamente il frontale alle fiancate e alla coda. La capote in tessuto scompare completamente, rivelando le carenature dietro i sedili. Il lunotto in vetro stratificato funge anche da frangivento. Castagna dichiara una capacità di carico di 623 litri, nonostante lo spazio occupato dal meccanismo del tetto. <strong>La tecnologia e la cura dei dettagli si fondono in un progetto unico</strong>. Il parabrezza adotta il design brevettato “Vistotal”, caratterizzato da vetri incollati e montanti sottili che offrono una maggiore visibilità laterale. Il peso previsto della vettura è di 1.420 kg, con una velocità superiore ai 300 km/h, numeri riferiti alla vettura progettata, ancora da costruire. Sono previste anche carreggiate in configurazione GTAm e una nuova rapportatura agli assi. Il muso mantiene il Trilobo, circondato però da forme nuove. I bordi del cofano si abbassano di 40 millimetri e fanno da sopracciglia a quattro luci diurne orizzontali.</p>
<h2>Un metodo di lavoro ispirato alla passione e alla cura</h2>
<p>Castagna ha definito il metodo di lavoro utilizzato per questo progetto come “MERAKI”, un termine greco che indica l’atto di compiere qualcosa con passione, cura e mettendo in gioco una parte di sé. Gioacchino Acampora, architetto e presidente dell’atelier, ha spiegato che il progetto è stato sviluppato seguendo sei principi, tra cui il «Modo tridimensionale», che richiede che l’auto si configuri come un insieme coeso, in cui le transizioni tra il frontale, le fiancate e la coda avvengono in modo naturale. Il «Modo tridimensionale» è stato ispirato dall’equilibrio tipico delle automobili degli anni ’30 e dal design delle imbarcazioni, una delle passioni dell’architetto.</p>
<p><strong>La personalizzazione e la creatività sono al centro del progetto</strong>. Il progetto si basa su un’idea di rinnovamento nel semplice, che consiste nel ricercare l’eleganza mediante superfici pulite, evitando elementi di design privi di una funzione precisa. L’«Artigianalità digitale» applica questa filosofia al processo costruttivo, permettendo un controllo rigoroso di ogni componente. L’«Kalokagathia», il quinto principio, riguarda l’armonia tra forme, materiali e colori e funge da base per valutare il progetto insieme al cliente prima dell’avvio della costruzione.</p>
<h2>Un’opportunità per un committente che vuole un’auto unica</h2>
<p>Il progetto è ancora in fase di sviluppo e cerca un committente disposto a costruire insieme all’atelier la propria vettura, in esemplare unico. L’atelier ha spiegato che il concept potrebbe essere omologato e completato in tempi brevi. L’idea è di creare una vettura che non esiste oggi, ma che potrebbe diventare un simbolo di personalizzazione e creatività nel mondo dell’automobilismo. L’atelier ha anche sottolineato l’importanza del lavoro dei carrozzieri indipendenti, in un contesto in cui i grandi costruttori automobilistici potenziano i propri reparti interni dedicati alla personalizzazione</p>
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		<title>Christian Horner rivela colloqui segreti tra Lewis Hamilton e Red Bull nel 2012</title>
		<link>https://www.0-100.it/formula-1/christian-horner-rivela-colloqui-segreti-lewis-hamilton-red-bull-2012/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arianna Pera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 10:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[christian horner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Christian Horner ha rivelato che Red Bull ha avuto colloqui segreti con Lewis Hamilton nel 2012, mesi prima del suo passaggio a Mercedes.</p>
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<p>Christian Horner, ex team principal di Red Bull, ha rivelato che nel 2012 il team aveva avuto colloqui segreti con Lewis Hamilton, mesi prima del suo passaggio a Mercedes. L’annuncio, fatto in un contesto di riflessione su una carriera che ha visto il pilota britannico passare da McLaren a Mercedes, ha suscitato interesse per la possibilità di un’altra strada. Horner ha spiegato che, nonostante l’interesse di Hamilton per Red Bull, il passaggio non si è concretizzato per motivi economici e di relazioni interne al team.</p>
<h2>Colloqui segreti e la figura di Simon Fuller</h2>
<p>Secondo Horner, il primo ostacolo nel tentativo di portare Hamilton a Red Bull fu la questione economica. Il pilota, all’epoca uno dei migliori del motorsport, aveva un contratto con Simon Fuller, agente noto per le sue richieste elevate. “Qualsiasi accordo che avesse portato Lewis a Red Bull avrebbe richiesto somme straordinarie, soprattutto considerando che era rappresentato da Simon Fuller”, ha spiegato Horner. Il team, già in possesso di Sebastian Vettel, aveva difficoltà a trovare spazio per un altro pilota di livello.</p>
<p><strong>Un incontro a casa di Adrian Newey ha rivelato l’interesse di Hamilton per Red Bull.</strong> Horner ha ricordato un incontro segreto a casa di Adrian Newey, vicino a Ascot, dove Hamilton aveva espresso interesse per un passaggio a Red Bull. “Lewis sembrava perdere la fiducia a McLaren”, ha scritto Horner nel suo libro. “La sua relazione con Jenson Button sembrava tesa, e aveva perso la sua energia dopo una serie di guasti meccanici nel 2012. Mi sono imbattuto in lui alle gare, e purtroppo, nonostante il suo commento su Red Bull come semplice azienda di bevande, ho pensato che apparisse stranamente vulnerabile per un ex campione del mondo.”</p>
<h2>La scelta di Mercedes e il ruolo di Niki Lauda</h2>
<p>Horner ha anche menzionato che, nonostante l’interesse di Red Bull, la scelta di Hamilton è andata a Mercedes. “Helmut Marko era poco impressionato dalle trattative”, ha scritto Horner. “La presenza di Lewis avrebbe potuto influire su Sebastian, suo allievo, e lui era chiaramente preoccupato.” Nonostante l’interesse, Horner ha riconosciuto che non ha spinto con forza l’idea, ma ha suggerito che qualcuno, come Niki Lauda, avrebbe potuto prendere in considerazione l’ipotesi. <strong>La decisione di Hamilton di passare a Mercedes ha portato a una delle partnership più riuscite nella storia della Formula 1.</strong> Il passaggio, però, non è mai stato un’alternativa per Red Bull, che ha continuato a cercare il miglior pilota per competere con la squadra di Monaco. La scelta di Hamilton ha avuto un impatto significativo, con sei titoli mondiali e 84 vittorie, ma il team ha preferito concentrarsi su altre opzioni per migliorare la sua competitività.</p>
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		<title>Lewis Hamilton privato di un titolo storico in un confronto acceso</title>
		<link>https://www.0-100.it/formula-1/lewis-hamilton-privato-titolo-storico-confronto-acceso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Signori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 09:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[gp brasilio]]></category>
		<category><![CDATA[lewis hamilton]]></category>
		<category><![CDATA[titolo f1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lewis Hamilton perde il titolo di campione del mondo in un finale drammatico al GP del Brasile.</p>
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<p>Lewis Hamilton, in una delle più intense battaglie per il titolo di campione del mondo nella storia della Formula 1, ha visto sfumare il suo primo titolo in una stagione di debutto. Il 19 ottobre 19 anni fa, il Gran Premio del Brasile segnò la conclusione del campionato, con Hamilton che aveva bisogno di solo la quinta posizione per diventare il più giovane campione del mondo. Tuttavia, un finale caotico al circuito di Interlagos ha privato il britannico del traguardo che avrebbe segnato la sua carriera.</p>
<h2>Un inizio difficile e una svolta inaspettata</h2>
<p>Hamilton, all’esordio con la McLaren, aveva guidato la classifica del campionato, ma un’uscita di pista nella prima curva lo ha messo in difficoltà. Dopo aver evitato un contatto con Fernando Alonso, il pilota è rimasto in posizione dietro, perdendo terreno. La situazione si è aggravata quando, alla ottava volta, la sua MP4-22 ha selezionato la marcia neutra, causando un’uscita di pista che lo ha portato a una posizione di 18°. La causa del guasto è rimasta non del tutto chiara, con la squadra che ha sostenuto che fosse un problema interno al cambio.</p>
<p><strong>La strategia aggressiva non ha salvato la situazione</strong>. La squadra McLaren ha tentato di rimediare con una strategia a tre pit stops, ma questa non ha dato i risultati sperati. Hamilton ha finito la gara in settima posizione, non abbastanza per conquistare il titolo. Nel frattempo, Kimi Raikkonen, che aveva perso sette punti rispetto a Hamilton, ha sfruttato un’opportunità durante le soste di Ferrari per superare il compagno di squadra Felipe Massa e vincere la gara, aggiudicandosi il titolo per un punto.</p>
<h2>Un caso che potrebbe aver cambiato il risultato</h2>
<p>McLaren ha anche presentato un appello riguardo a irregolarità di temperatura del carburante sui carri Williams e BMW Sauber, un caso che avrebbe potuto teoricamente far vincere il titolo a Hamilton. Tuttavia, il FIA ha respinto l’appello, con Jean Todt che ha dichiarato che “un ultimo e disperato tentativo di modificare il risultato ottenuto in pista è stato rifiutato.” <strong>Hamilton ha espresso fiducia nel futuro</strong>. Nonostante la delusione, il pilota ha espresso una filosofia tranquilla. “La macchina era fantastica e sinceramente credo che abbiamo la vettura più veloce. Abbiamo imparato molto questa stagione e andremo in prossima stagione con la testa alta. So che farò un lavoro ancora migliore e tornerò più forte”, ha concluso Hamilton, dimostrando una resilienza che lo ha reso uno dei più grandi protagonisti della Formula 1.</p>
<ul>
<li>Hamilton ha perso il titolo a causa di un guasto al cambio e una strategia non riuscita.</li>
<li>Kimi Raikkonen ha vinto la gara e il titolo per un punto.</li>
<li>McLaren ha presentato un appello ma è stato respinto.</li>
</ul>
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		<title>Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale: un’opera d’arte meccanica</title>
		<link>https://www.0-100.it/innovazione-motori/fiat-500-abarth-350-cv-trazione-integrale-opera-d-arte-meccanica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Signori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[fiat 500 abarth]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneria italiana]]></category>
		<category><![CDATA[motori alfa]]></category>
		<category><![CDATA[trazione integrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una supercar tascabile con trazione integrale e 350 CV, nata da un'officina italiana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- magellano-source-url: https%3A%2F%2Fhdmotori.it%2Fbonetto%2Db1%2D4wd%2Dfiat%2D500%2Dabarth%2D350%2Dcv | magellano-source-sha256: a8f5d1ff7d56b9a3f68edc89790433133dfbcacfd4eb1a6a215617ee959aced4 --></p>
<p><strong>La Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale rappresenta un&#8217;evoluzione</strong> estremamente audace del classico modello, nata da un&#8217;officina torinese e ispirata al DNA Alfa Romeo. Il progetto, realizzato dall&#8217;atelier di Alessandro Bonetto, unisce l&#8217;estetica iconica della Fiat 500 Abarth a un motore di origine Alfa Romeo, il 1750 TBi, che eroga 350 cavalli. La vettura, denominata Bonetto B1-4WD, è un esempio di ingegneria artigianale italiana, in grado di competere con le supercar di alto livello. La sua trazione integrale e la potenza erogata la rendono un &#8220;mostro&#8221; in grado di affrontare le curve con estrema agilità e controllo.</p>
<h2>Un&#8217;evoluzione meccanica ispirata al passato</h2>
<p><strong>La base della vettura è la Fiat 500 Abarth, ma la sua</strong> carrozzeria in fibra di carbonio è stata allargata di 15 centimetri per lato, aumentando la carreggiata di 30 centimetri. Questo ha richiesto parafanghi smisurati, grandi sfoghi d’aria e un diffusore posteriore da gara. Sotto il cofano, non c&#8217;è più traccia del motore 1.4 T-Jet d’ordinanza, ma al suo posto si trova il quattro cilindri 1750 TBi, lo stesso propulsore che alimentava la Giulietta Quadrifoglio Verde e la 4C. Questo motore, abbinato a un cambio manuale a sei marce, è stato portato a erogare 350 CV, un numero di potenza che conferma l&#8217;ambizione del progetto.</p>
<h2>Un sistema di trazione avanzato</h2>
<p>La dinamica di guida della B1-4WD si basa su un sistema a quattro ruote motrici con ripartizione della coppia variabile, in grado di passare da un bilanciamento equilibrato 50/50 a un aggressivo 20/80 a favore del retrotreno. Questo sistema, supportato da due differenziali autobloccanti, permette una gestione precisa della potenza in ogni condizione di strada. L&#8217;assetto, firmato Öhlins, è stato progettato per offrire stabilità e reattività, grazie ad ammortizzatori TTX regolabili su quattro vie. L&#8217;impianto frenante, affidato a Brembo, utilizza dischi da 355 mm davanti e 330 mm dietro, morsi da pinze a sei e quattro pistoncini, garantendo un controllo totale.</p>
<h2>Un&#8217;esperienza di guida unica</h2>
<p>La vettura è completata da un abitacolo con roll-bar integrato e cerchi forgiati dedicati, elementi che ne esaltano l&#8217;aspetto sportivo e la funzionalità. La sua omologazione stradale permette di circolare regolarmente, un aspetto che conferma la sua validità non solo come progetto di tuning, ma come vera e propria supercar. La firma di Alessandro Bonetto, classe 1986, cresciuto ad Avigliana vicino Torino, è un elemento chiave del progetto. Il padre, Marco, era pilota da rally e preparatore legato a Virgilio Conrero, un nome storico nel mondo del motorsport. Questo background familiare ha contribuito a plasmare l&#8217;approccio di Bonetto verso l&#8217;ingegneria automobilistica.</p>
<p>La B1-4WD rappresenta probabilmente solo la punta dell&#8217;iceberg di un&#8217;eccellenza artigianale torinese che va ben oltre il tuning tradizionale. Con la collaborazione con Kimera Automobili e Italtecnica, il progetto si inserisce in una tradizione di innovazione e passione per la meccanica. Con diverse EVO37 che gravitano regolarmente nella sua struttura, il lavoro di Bonetto si colloca in un contesto di continuità e evoluzione, con l&#8217;obiettivo di proseguire sui progetti EVO38 ed EVO39. La Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale è un simbolo di una cultura automobilistica italiana che non si arrende al tempo, ma si reinventa con coraggio e abilità.</p>
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		<title>Piero Ferrari: Antonelli in Rosso? Magari un giorno… Kimi mi ricorda Niki Lauda</title>
		<link>https://www.0-100.it/formula-1/piero-ferrari-antonelli-rosso-magari-giorno-kimi-mi-ricorda-niki-lauda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Signori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 08:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[formula1]]></category>
		<category><![CDATA[kimi antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[motorsport]]></category>
		<category><![CDATA[piero ferrari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piero Ferrari paragona Kimi Antonelli a Niki Lauda, esprime soddisfazione per il talento italiano in Formula 1.</p>
<p>The post <a href="https://www.0-100.it/formula-1/piero-ferrari-antonelli-rosso-magari-giorno-kimi-mi-ricorda-niki-lauda/">Piero Ferrari: Antonelli in Rosso? Magari un giorno… Kimi mi ricorda Niki Lauda</a> appeared first on <a href="https://www.0-100.it">0-100.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- magellano-source-url: https%3A%2F%2Ff1grandprix.motorionline.com%2Fantonelli%2Dtitolo%2Dmondiale%2Dpiero%2Dferrari%2Daustin | magellano-source-sha256: 175ab6206f177e95318e7cb243fcb6ba71e5861adebf9c76188e9445a92c1c2a --></p>
<p>Kimi Antonelli, 20enne pilota della Mercedes, si appresta a vincere il titolo mondiale di Formula 1, un traguardo che in Italia manca dal 1953. A commentare l’impresa è Piero Ferrari, vicepresidente del Cavallino e figlio di Enzo Ferrari, che ha espresso soddisfazione per il talento italiano in pista. “Magari un giorno… Kimi mi ricorda Niki Lauda”, ha detto Piero, riferendosi al paragone con il leggendario pilota austriaco. Antonelli, che arriva ad Austin con il primo match point, ha dimostrato maturità e lucidità, qualità che hanno convinto il vicepresidente del Cavallino.</p>
<h2>Antonelli, un talento italiano in pista</h2>
<p>Il 20enne bolognese, pur guidando una vettura non italiana, ha conquistato la fiducia di Piero Ferrari. “Sarei stato più contento se il mondiale fosse stato conquistato da Leclerc o da Hamilton, ma nel momento in cui questa prospettiva si rivela irrealizzabile, mi fa piacere che sia un figlio della nostra terra, la terra dei motori, a salire sul trono dell’automobilismo”, ha dichiarato il vicepresidente. Antonelli, pur essendo giovanissimo, ha dimostrato una maturità sorprendente, un aspetto che ha suscitato l’ammirazione di Piero. <strong>Per quello che ha mostrato nell’arco della stagione, la sua consacrazione è più forte di qualunque perplessità</strong>.</p>
<h2>Un paragone con Niki Lauda</h2>
<p>Piero Ferrari ha sottolineato come Antonelli ricordi Niki Lauda, non solo per la sua abilità, ma anche per la sua capacità di gestire la vettura in modo lucido. “Una volta in Formula 1 l’anagrafe contava, e anche un fuoriclasse come Lauda arrivò in pista con qualche anno in più di Antonelli, mentre oggi viviamo un’era in cui i tempi dell’esordio sono molto anticipati. Detto questo, il paragone regge, perché Kimi, come il primo Niki in Ferrari, ha mostrato da subito una maturità sorprendente”, ha spiegato. Il vicepresidente ha anche ricordato come Enzo Ferrari avrebbe apprezzato il talento di Antonelli, un pilota che, come Lauda, ha dimostrato istinto e controllo.</p>
<p>Il distacco dagli inseguitori è talmente ampio che, anche se non dovesse chiudere i conti al COTA, avrà altre chance nelle prossime settimane. <strong>La rinascita di Max Verstappen non cambia il giudizio: Max è un fenomeno, ma nei suoi primissimi anni nei gran premi commetteva più errori di Kimi</strong>. Il confronto tra loro sarà tutto da gustare, e dal mio punto di vista spero che nella lotta per il titolo nel 2027 ci siano anche Leclerc e Hamilton.</p>
<p>Sebbene Antonelli non guidi una Ferrari, Piero Ferrari non esclude un futuro in rosso. “Entrano in ballo tante circostanze, ci sono contratti da rispettare e impegni già presi. Io non sono un ipocrita: chi non amerebbe vedere un italiano al volante della macchina che porta il nome di mio padre? Suppongo che, per le sue radici, la cosa non dispiacerebbe nemmeno al ragazzo di Bologna. Magari un giorno succederà, perché no?” ha detto. Il vicepresidente ha anche ricordato come Enzo Ferrari, pur avendo avuto dubbi su alcuni piloti italiani, avrebbe apprezzato il talento di Antonelli, un ragazzo che, come Lauda, ha saputo evitare gli errori dell’inesperienza.</p>
<p>La vittoria di Antonelli rappresenta un momento cruciale per la Formula 1 e per l’Italia, un paese che ha dato grandi piloti come Ascari, Lauda e Bandini. Piero Ferrari ha espresso fiducia nel futuro del bolognese, sottolineando come il talento e la maturità di Antonelli possano portarlo a diventare un simbolo del motorsport italiano.</p>
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		<title>L’acqua di 30 cm può arrastrare un veicolo, ecco cosa fare in caso di allagamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Collovati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 08:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[allagamento]]></category>
		<category><![CDATA[DGT]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’acqua di 30 cm può arrastrare un veicolo, ecco cosa fare in caso di allagamento</p>
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<p>La DGT e la Protezione Civile hanno confermato che un’acqua di 30 centimetri di profondità può arrastrare un veicolo senza controllo. Questo dato è particolarmente rilevante in un contesto di piogge torrenziali che hanno interessato diverse regioni. In caso di strade allagate, è fondamentale evitare di attraversarle e contattare i servizi di emergenza. La situazione richiede attenzione e prudenza, soprattutto quando si è al volante e si rischia di trovarsi sorpresi da una riada.</p>
<h2>La profondità dell’acqua e il rischio di arrancamento</h2>
<p>Secondo le indicazioni ufficiali, la profondità dell’acqua è un fattore chiave per valutare il rischio di arrancamento del veicolo. Se l’acqua supera la metà delle ruote, il veicolo può essere spinto senza controllo. La DGT ha chiarito che, in caso di piogge intense, il rischio di incidenti aumenta del 70%, soprattutto a causa della ridotta visibilità e della minore aderenza dei pneumatici. Questi ultimi devono essere in perfetto stato, con una pressione adeguata, per garantire una guida sicura. <strong>La DGT ha sottolineato che la profondità dell’acqua è un indicatore critico per la sicurezza stradale.</strong> Inoltre, la velocità della corrente e l’inclinazione del terreno influiscono sul rischio di arrancamento. La DGT ha fornito dati specifici: per ogni 30 cm di acqua, la forza di arrancamento aumenta di 225 kg, mentre per ogni 30 cm di acqua sopra i bassi, la forza negativa raggiunge i 700 kg.</p>
<h2>Le precauzioni da prendere in caso di allagamento</h2>
<p>Se si trova in una situazione di allagamento, la priorità è la sicurezza. Non si deve mai provare a attraversare una strada allagata, poiché la profondità potrebbe essere maggiore di quanto appare. Inoltre, è consigliabile evitare di guidare in zone interessate da piogge intense, se non è assolutamente necessario. Se si è costretti a muoversi, è importante mantenere una guida lenta e controllata, evitando bruschi movimenti del volante o accelerazioni improvvisate.</p>
<p><strong>La DGT ha ricordato che in caso di allagamento è necessario informare immediatamente i servizi di emergenza (112).</strong> Inoltre, è importante prestare attenzione ai segnali stradali e alle indicazioni dei centri di controllo, che monitorano costantemente le condizioni meteorologiche e le situazioni di pericolo. La DGT ha anche sottolineato l’importanza di mantenere i pneumatici in buone condizioni e di evitare di guidare in zone con acqua accumulata. La ridotta aderenza dei pneumatici aumenta il rischio di aquaplaning, un fenomeno che può portare a incidenti gravi. Per questo motivo, è sempre consigliabile evitare di guidare in condizioni di pioggia intensa, se non è assolutamente necessario.</p>
<p>Se si trova in un veicolo che si trova in un’area allagata, è fondamentale uscire il più presto possibile e cercare di raggiungere un luogo sicuro. In caso di emergenza, è sempre consigliabile chiamare i soccorsi e seguire le indicazioni dei vigili del fuoco o dei volontari della Protezione Civile. La prevenzione è la chiave per evitare incidenti gravi e salvaguardare la vita di tutti i conducenti e passeggeri.</p>
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		<title>Maserati celebra il centenario del Tridente con due modelli iconici a Auto e Moto d’Epoca 2026</title>
		<link>https://www.0-100.it/eventi-motori/maserati-celebra-centenario-tridente-due-modelli-iconici-auto-moto-d-epoca-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 06:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi Motori]]></category>
		<category><![CDATA[auto e moto d'epoca]]></category>
		<category><![CDATA[centenario tridente]]></category>
		<category><![CDATA[maserati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maserati presenta due modelli storici a Auto e Moto d’Epoca 2026 per celebrare il centenario del logo del Tridente.</p>
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<p>Da Bologna, dove si svolgerà la 43esima edizione di Auto e Moto d’Epoca 2026, dal 22 al 25 ottobre, Maserati celebra il centenario del suo logo, il Tridente, con due modelli iconici: la Ghibli SS Coupé del 1972 e la GranTurismo Trofeo da 590 cavalli. L’evento rappresenta un’occasione per mettere in mostra il presente che traccia la strada del futuro per il marchio. La partecipazione al salone è un tassello importante per Maserati, che è il brand più longevo della Motor Valley.</p>
<h2>Due modelli che incarnano la Gran Turismo all’italiana</h2>
<p>La Ghibli SS Coupé del 1972 e la GranTurismo Trofeo da 590 cavalli sono due esemplari che rappresentano la visione di Maserati: stile, design e prestazioni elevate. Il modello del 1972, realizzato dalla carrozzeria Ghia su disegno di Giorgetto Giugiaro, coniuga sportività ed eleganza in uno stile senza tempo. L’approccio stilistico di questa vettura derivava dalle specifiche, a cominciare dall’adozione di un propulsore V8 da 4,7 litri di cilindrata con lubrificazione a carter secco, montato molto in basso per permettere una carrozzeria poco sviluppata in altezza e quindi particolarmente slanciata.</p>
<p>La GranTurismo Trofeo da 590 cavalli si distingue per uno stile più aggressivo, frutto di cerchi ruota dedicati e finiture realizzate in fibra di carbonio. L’esemplare adotta un propulsore V6 Nettuno da 3,0 litri di cilindrata capace di 590 cavalli di potenza e 650 Nm di coppia. La tecnologia di combustione a precamera, derivata direttamente dalle unità impiegate in motorsport, permette una velocità massima di 320 km/h. <strong>Questo modello, come tutti i Maserati, è dotato di una straordinaria versatilità.</strong></p>
<h2>La certificazione di autenticità e la tutela del patrimonio storico</h2>
<p>La partecipazione a Auto e Moto d’Epoca 2026 è anche un’occasione per presentare il programma Maserati Classiche, che tutela il patrimonio a marchio Maserati del passato certificando i modelli storici. Il fulcro dell’intero programma è rappresentato dalla Certificazione di Autenticità, supervisionata da una commissione di esperti in grado di effettuare analisi approfondite delle caratteristiche tecniche di ogni modello. La certificazione si applica soltanto alle Maserati con almeno 20 anni di vita.</p>
<p>Accanto ai due modelli principali, sarà esposta anche una Ghibli SS Coupé del 1970, risalente al mercato tedesco, che sarà esposta presso lo stand della Fédération Internationale des Véhicules Anciens (FIVA). L’evento sarà completato da due conferenze: “Inside the Factory of a Legend” e “120 Years of AC Bologna and 100 Years of the Maserati Trident”, che vedranno la partecipazione di esperti del settore. <strong>La Maserati Tipo 26, che vinse la Targa Florio del 1926, è un altro simbolo della storia del marchio.</strong> La Ghibli SS Coupé del 1972, esposta al Salone dell’Auto di Torino del 1966, è un esemplare destinato originariamente al mercato tedesco. Adotta un propulsore V8 da 4,9 litri di cilindrata e 335 cavalli di potenza. Il cambio è un’unità manuale ZF a cinque rapporti mentre la velocità massima raggiungibile è pari a 280 km/h, ovvero un dato decisamente poderoso per l’epoca.</p>
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		<title>Il lubrificante nero non indica un guasto, ma un funzionamento corretto</title>
		<link>https://www.0-100.it/innovazione-motori/lubrificante-nero-indica-guasto-funzionamento-corretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Santandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 06:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
		<category><![CDATA[lubrificante]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[meccanico]]></category>
		<category><![CDATA[motore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lubrificante nero non indica un guasto, ma un funzionamento corretto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- magellano-source-url: https%3A%2F%2Fmotorpasion.com%2Fseguridad%2Fjuan%2Djose%2Debenezer%2Dmecanico%2Daceite%2Dcoche%2Ddebe%2Dsalir%2Dnegro%2Dsucio%2Dno%2Dle%2Dpasa%2Dnada%2Dal%2Dmotor | magellano-source-sha256: 031aa4f578603f19865684c3024486b4de2341b6544bff0885c7480716159551 --></p>
<p>Il lubrificante nero non indica un guasto, ma un funzionamento corretto. Juan José Ebenezer, meccanico e proprietario del laboratorio Talleres Ebenezer, ha spiegato in un video su TikTok che il lubrificante che esce nero e sporco non è un problema, ma dimostra che sta svolgendo la sua funzione. Molti automobilisti, però, si preoccupano quando vedono il lubrificante nero, soprattutto in auto a diesel, e si chiedono se possa danneggiare il motore.</p>
<h2>Il lubrificante nero non è un problema</h2>
<p>Secondo Ebenezer, il lubrificante nero è un segnale positivo, soprattutto per i veicoli a diesel. &#8220;È buono che esca nero, soprattutto nei veicoli a diesel&#8221;, ha detto nel video. Il lubrificante, se di qualità e utilizzato correttamente, assorbe la sporcizia e i depositi interni del motore, mantenendolo pulito. <strong>Questo processo è normale e non indica un guasto.</strong> &#8220;Eso quiere decir que está haciendo bien su función y está absorbiendo esa suciedad&#8221;, ha spiegato. Il lubrificante non è dannoso, ma svolge la sua funzione di pulizia.</p>
<h2>Funzioni del lubrificante: lubrificare e pulire</h2>
<p>Il lubrificante non serve solo a lubrificare il motore, ma anche a pulirlo. Contiene additivi e detergenti che reagiscono con i prodotti di degradazione, catturando le particelle di carbone e il fuliggine. Questo è particolarmente importante nei motori a diesel, che generano più sporcizia rispetto a quelli a benzina. &#8220;La mecánica diésel es más sucia que la de gasolina&#8221;, ha spiegato Ebenezer. Il lubrificante, quindi, non solo lubrifica, ma anche pulisce, mantenendo il motore in buone condizioni. Per mantenere questa funzione, è importante cambiare il lubrificante quando si indica, altrimenti i detergenti e gli additivi perderanno efficacia. &#8220;La mayor parte de los paquetes de aditivos del motor están diseñados para ser sacrificados y utilizados durante la vida útil del lubricante&#8221;, ha ricordato Total Energies. Con il tempo, i lubrificanti si degradano e non riescono più a pulire efficacemente, accelerando il processo di usura. Nonostante il lubrificante nero sia normale, è importante prestare attenzione a eventuali segni di guasto. Se il lubrificante è troppo viscoso, presenta grumi o ha un odore di carburante, potrebbe indicare un problema. In questi casi, è necessario controllare il motore e cambiare il lubrificante tempestivamente. <strong>Il lubrificante nero non indica un guasto, ma un funzionamento corretto.</strong></p>
<ul>
<li>Il lubrificante nero indica che sta svolgendo la sua funzione di pulizia.</li>
<li>È normale, soprattutto nei motori a diesel.</li>
<li>Deve essere cambiato quando si indica per mantenere la sua efficacia.</li>
</ul>
<p>La spiegazione di Ebenezer ha rassicurato molti automobilisti, che spesso si preoccupano per il colore del lubrificante. &#8220;Nada más lejos de la realidad: es bueno que tenga ese color sucio&#8221;, ha detto. Il lubrificante nero non indica un guasto, ma un funzionamento corretto. È importante non preoccuparsi se il lubrificante è nero, ma controllare eventuali segni di degradazione o guasto.</p>
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		<item>
		<title>FIAT Pandina Tributo Autobianchi: un omaggio al design iconico del Y10</title>
		<link>https://www.0-100.it/presentazioni-veicoli/fiat-pandina-tributo-autobianchi-omaggio-design-iconico-y10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arianna Pera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 04:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Presentazioni veicoli]]></category>
		<category><![CDATA[autobianchi]]></category>
		<category><![CDATA[automobilismo]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[pandina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FIAT lancia una versione speciale del Pandina ispirata al Y10, con design raffinato e colori esclusivi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- magellano-source-url: https%3A%2F%2Fmotor.es%2Fnoticias%2Ffiat%2Dpandina%2Dtributo%2Dautobianchi%2D2026117153.html | magellano-source-sha256: 608fe7b570f428b17db550db0bc2aee5a7b5ff47f9bd6e50825214b20d3fa30a --></p>
<p>FIAT ha lanciato il 21 ottobre la versione speciale del Pandina, chiamata <strong>Pandina Tributo Autobianchi</strong>, un omaggio al design iconico del Y10, un modello che ha segnato la storia dell’automobilismo italiano. Questa nuova edizione, disponibile in combinazione con la versione ibrida di 65 CV, rappresenta un passo avanti nella tradizione di FIAT, che ha sempre valorizzato il design e la praticità dei veicoli urbani. La scelta di lanciare questa versione in un momento di forte successo commerciale sottolinea l’importanza del Pandina nel mercato europeo, dove ha registrato 100.000 matricolazioni nei primi nove mesi del 2026, un incremento del 7% rispetto all’anno precedente.</p>
<h2>Design ispirato al Y10, un classico italiano</h2>
<p><strong>Il Pandina Tributo Autobianchi si distingue per un design che rievoca il</strong> Y10, un modello presentato nel 1985 e basato su una piattaforma derivata dal Panda. Il Y10 era noto per il suo design distintivo, materiali raffinati e attenzione al dettaglio, caratteristiche che FIAT ha riprodotto nella nuova versione. L’elemento centrale del design esterno è il nuovo colore «Platino», creato appositamente per questa edizione e disponibile solo in questa versione. Gli acquirenti possono scegliere tra carrozzeria unica o configurazioni bicolor, con tetto e portone posteriore in nero, un dettaglio che richiama uno degli aspetti più riconoscibili del Y10 originale.</p>
<p>Il design esterno si completa con le carcasas degli specchietti retrovisori e protezioni inferiori dipinte in nero, un adesivo laterale con il rótulo «Tributo Autobianchi» e gomme in lega da 15 pollici con finitura diamantata, con un logo specifico al centro. Questi dettagli riflettono l’attenzione al design che ha reso il Y10 un modello iconico.</p>
<h2>Interior di lusso e dettagli raffinati</h2>
<p>All’interno, il Pandina Tributo Autobianchi si distingue per un’interior di alta gamma. I sedili sono rivestiti in microfibra beige, con il caratteristico disegno «quadrettoni» e un logo specifico sui cuscini dei sedili anteriori. I pannelli delle porte sono dotati di inserti morbidi al tatto, dello stesso tono del colore esterno. Il pannello strumenti e la schermata del sistema audio mostrano grafici con lo stesso rótulo del design esterno, un dettaglio che unifica l’esperienza di guida.</p>
<p>La versione speciale si colloca al vertice della gamma del Pandina, superando le altre varianti come Pop, Icon e Cross. L’obiettivo di FIAT è di portare a nuove generazioni l’esperienza di un’auto che ha reso famosa la tradizione italiana nel design e nella praticità. La scelta di lanciare questa versione in un momento in cui il Pandina è il modello più venduto in Italia, con 86.000 unità registrate tra gennaio e settembre 2026, conferma l’importanza del modello nel mercato italiano. Il Pandina Hybrid ha registrato 10.401 matricolazioni solo nel mese di settembre 2026, con una quota del 7,5% del mercato italiano. Questi numeri testimoniano la popolarità del modello e la sua capacità di soddisfare le esigenze dei consumatori. La versione speciale, con i suoi dettagli raffinati e il design ispirato al Y10, rappresenta un ulteriore passo avanti per FIAT nel settore dei veicoli urbani.</p>
<p>La relazione tra FIAT e Autobianchi risale a lungo tempo fa. Il Y10, presentato nel 1985, era un’evoluzione del Panda e aveva un design distintivo, materiali raffinati e un’attenzione al dettaglio che lo distingueva. Il successo del Y10 ha aperto la strada al Lancia Y e, in seguito, al Ypsilon di oggi. Autobianchi ha trasformato i veicoli urbani in modelli con un carattere unico, combinando praticità quotidiana e raffinatezza. Questa filosofia è stata ripresa da FIAT con il Pandina Tributo Autobianchi, che non solo amplia la gamma del modello, ma riconosce un capitolo importante della storia industriale italiana.</p>
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		<title>Truffe con spedizioniere: come riconoscere e evitare il finto corriere in compravendita di moto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Pera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 04:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[bonifico]]></category>
		<category><![CDATA[compravendita moto]]></category>
		<category><![CDATA[documenti falsi]]></category>
		<category><![CDATA[pagamento non autorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[truffa spedizioniere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione alle truffe con spedizioniere in compravendita di moto. Come evitare e recuperare i soldi.</p>
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<p>La truffa del finto spedizioniere rappresenta un rischio significativo per chi compra o vende una moto usata, soprattutto in contesti online. Questo tipo di frode si basa su una serie di azioni mirate a ingannare l’acquirente o il venditore, spesso con l’obiettivo di ottenere denaro senza consegnare il mezzo. La truffa può colpire sia chi acquista che chi vende, con conseguenze economiche e legali gravi. È quindi fondamentale conoscere come riconoscerla e come difendersi.</p>
<h2>Le truffe del finto spedizioniere: come si svolgono</h2>
<p>La truffa inizia con un annuncio online di una moto usata, spesso proposta a un prezzo conveniente. Il venditore appare affidabile, risponde alle domande e invia foto e documenti. Tuttavia, il problema nasce quando si deve consegnare la moto a distanza. Il truffatore propone l’uso di un spedizioniere, che si occupa del trasporto, magari a domicilio. A questo punto, l’acquirente potrebbe sentirsi spinto a versare una caparra o addirittura l’intero importo prima di ricevere la moto.</p>
<p><strong>La truffa si completa quando il denaro è stato versato, ma la moto non arriva mai.</strong></p>
<p>Per rendere il piano più credibile, il truffatore può fornire false ricevute, documenti di trasporto, codici di tracciamento o persino il sito internet di una presunta società di spedizioni. Una volta ricevuto il denaro, il venditore scompare, insieme allo spedizioniere. La moto, che potrebbe non esistere o appartenere a un ignaro proprietario, non arriverà mai. La truffa può colpire anche chi vende, quando un falso acquirente propone l’intervento di uno spedizioniere e chiede anticipi per le spese di ritiro.</p>
<h2>Le conseguenze e come difendersi</h2>
<p>Le conseguenze di questa truffa possono essere devastanti: il denaro versato non viene mai restituito, e il proprietario della moto potrebbe non essere mai stato informato. Per evitare di cadere in questa trappola, è indispensabile verificare che il denaro sia realmente arrivato sul proprio conto prima di consegnare il mezzo. Inoltre, è importante confrontare il numero di telaio punzonato sulla moto con quello riportato nei documenti.</p>
<p><strong>Non si deve mai versare denaro senza aver verificato l’identità del venditore e l’autenticità dei documenti.</strong></p>
<p>Se si è già caduti nella truffa, la prima cosa da fare è contattare immediatamente la propria banca per chiedere se sia ancora possibile bloccare il pagamento o avviare una procedura di richiamo del bonifico. È fondamentale agire in tempo, poiché il recupero dei soldi diventa molto più difficile una volta che il denaro è arrivato sul conto del truffatore. È anche importante conservare tutte le prove della trattativa, come screenshot dell’annuncio, conversazioni, numeri di telefono, indirizzi e-mail, ricevute dei pagamenti e documenti eventualmente ricevuti.</p>
<h2>Le possibilità di recupero dei soldi</h2>
<p>Le indagini possono consentire di individuare i responsabili, ma non garantiscono il recupero delle somme. Occorre distinguere tra un pagamento effettuato volontariamente, anche se con l’inganno, e un’operazione mai autorizzata dal titolare del conto. Nel primo caso non è previsto un rimborso bancario automatico, mentre nel secondo è possibile disconoscere l’operazione e chiedere il rimborso secondo le regole previste per i pagamenti non autorizzati, ma dipende dalle politiche della propria banca.</p>
<p><strong>Non si deve mai pagare anticipatamente senza aver verificato l’identità del venditore e l’autenticità dei documenti.</strong></p>
<p>Infine, è importante stare attenti a chi, dopo la truffa, dovesse contattare la vittima promettendo di recuperare il denaro dietro pagamento di una commissione: potrebbe trattarsi di un secondo tentativo di raggiro. La prevenzione e la prudenza sono sempre le migliori armi per evitare di cadere in trappole simili.</p>
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