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        <title>Ducati</title>
        <description><![CDATA[Feed RSS della sezione Ducati]]></description>
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        <lastBuildDate>Sun, 07 Dec 2014 12:31:43 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Ducati</title>
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            <title>MGP 2014 Phillip Island</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">PHILLIP ISLAND 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">A Phillip Island va in onda una gara ad eliminazione (14 piloti al traguardo e ben 9 ritirati tutti per cadute o dirette conseguenze da cadute) e pare che l'imputato principale, almeno per buona parte delle cadute sia in prova ed in gara, sia ancora una volta la Bridgestone che non sembra riuscire a trovare una quadra sul circuito australiano. Per dovere di cronaca va detto che Phillip Island sia una pista tutt'altro che facile per i pneumatici, ne sa qualcosa anche Pirelli che qualche anno fa era andata in grossa difficolta con Superbike, Supersport, etc, ma la casa aveva corretto il tiro con successo già l'anno successivo. Per la gara australiana la Bridgestone porta una nuova mescola soft asimmetrica, sembra una gran trovata e piace a molti, tra cui a Marquez, tanto che alla fine verrà scelta quasi da tutti in gara, come già in prova la gomma si dimostrerà però piuttosto traditrice, l'impressione, almeno da fuori, è che faccia fatica a rimanere in temperatura e appena il pilota rallenta un filo il ritmo rischa di essere mollato di colpo dal pneumatico anteriore. A farne le spese sono in tanti, soprattutto in prova, ma anche in gara, ed il caso più eclatante è quello del neo campione Marc Marquez che involato in solitaria verso una facile vittoria finisce a terra verso metà gara. L'altra scelta di gomme è un extrasoft che convince pochi piloti, probabilmente con la paura di non arrivare in fondo, ci credono invece i due piloti Yamaha con due risultati diversi, per metà gara i due battagliano per il secondo posto, dando vita anche ad una serie di sorpassi e controsorpassi, ad un certo punto però Lorenzo cede di schianto e per Rossi, con Marquez autoeliminato, la seconda vittoria stagionale diventa una formalità oltre che una gran gioia. Valentino torna sul gradino più alto del podio in Australia dopo quasi dieci anni! Mastica invece amaro Lorenzo costretto negli ultimi giri a remare, il secondo posto arriva solo grazie alle cadute degli altri e nel parco chiuso lo stato della sua gomma anteriore è più che evidente, per metà sembra una buona gomma, l'altra metà è distrutta. Jorge parla chiaramente di una gomma fallata, cosa già accaduta a diversi piloti quest'anno, la Bridgestone ovviamente rimanda ancora una volta le accuse al mittente parlando di stile di guida ed assetto. Alla fine quello che conta è che Marquez e la Honda, dopo aver dominato l'avvio di stagione, non vincono da quattro gare consecutive, Marc in particolare ha vinto una sola volta nelle ultime sei gare! Per la Yamaha è il quarto successo consecutivo, un altra doppietta dopo quella di Misano e, in questo caso, addirittura una tripletta con il podio completato da un ottimo Bradley Smith, l'inglese ringrazia Crutchlow, autore di una gara strepitosa fino a metà dell'ultimo giro, ed il compagno Pol Espargaro entrambi caduti sul finale di gara quando lo precedevano. Smith comunque è stao bravo a stare nel gruppo e a non commettere errori fino alla fine. Clamorosa la gara di Crutchlow, speronato alla prima curva da Iannone ha messo in scena una rimonta fuoriosa fino al quarto posto, sie è trovato sul podio dopo la caduta di Marquez e quando Lorenzo è andato in crisi di gomme è andato a prenderlo superandolo e conquistando il secondo posto. Cal ha girato a lungo sul ritmo delle due Yamaha e sul finale guadagnava persino su Rossi, purtroppo per lui a metà dell'ultimo giro ha chiuso la gara nel prato, anche lui tradito dall'anteriore. Constatazione amichevole, non tanto a dire il vero, per Iannone che ha travolto Pedrosa e Bradl che ha fatto lo stesso con Espargaro, gara finita per tutti e quattro e grandi arrabbiature per Dani ed Aleix. Iannone sarà sentito durante il weekend malese dalla direzione gara, per lui una gara da dimenticare, prima il contatto con Crutchlow all'avvio e poi il disastro con Pedrosa. Quarto al traguardo il solito Andrea Dovizioso che, per la prima voltà quest'anno, le ha prese sonoramente dal compagno per tutto il weekend ma, ancora una volta, ha saputo massimizzare il risultato finale. Gran gara per Barbera che alla terza uscita, quest'anno, con la Ducati porta a casa uno splendido quinto posto davanti a Bautista e Redding che vince la gara tra le Open. Aoyama, De Angelis ed Hayden chiudono la top ten, Hernandez, Petrucci, Laverty e Di Meglio i piloti al traguardo e a punti.<br /><span style="font-size: 12px; line-height: 1.5;">In classifica gli zero di Marquez e Pedrosa costringono la Honda a rimandare il titolo costruttori, e se per Marc rimanere inchoidato a 312 punti poco importa, il titolo piloti è giù suo, a Dani lo zero in classifica fa perdere due posti e allontana il virtuale titolo di vicecampione. La doppietta Yamaha lancia infatti Rossi a 255 punti, otto in più di Lorenzo (247) e ben 25 in più di Pedrosa (230) Tra Valentino e Jorge si annuncia battaglia vera nelle ultime gare, non solo per il titolo di vicecampione ma anche perchè nessuno dei due vuole chiudere la stagione dietro al compagno, Lorenzo per confermare la leadership nel team, Rossi per rivendicarla. Quinto posto per la miglior Ducati, quella di Dovizioso a quota 166 punti, mentre poco cambia dietro Aliex Espargaro, nonostante la caduta, rimane sesto assoluto e migliore delle Open, anche perchè chi gli stava vicino in classifica (il fratello e Iannone) hanno avuto la stessa sorte in gara, risale invece in classifica Bradley Smith grazie al terzo posto.<br />Adesso ci si trasferisce direttamente in Malesia, l'assurdo calendario 2014 vuole tre gare consecutive nell'arco di tre settimane, poi una sola settimana di pausa prima del gran finale a Valencia.</span></p>
<p style="text-align: center;"><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sun, 19 Oct 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Motegi</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">MOTEGI 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">In Giappone, a casa della Honda, va in onda il Capolavoro di Jorge Lorenzo, per lui seconda vittoria stagionale, consecutiva, e soprattutto affermazione perentoria, senza acqua o cadute ad agevolarne il successo ed a portare per la terza volta consecutiva la Yamaha sul gradino più alto del podio. Pare che la casa dei tre diapason abbia fatto passi avanti e, quasi contemporaneamente, abbia ritrovato il miglior Lorenzo che nelle ultime uscite ha un ruolino impressionante, un terzo, quattro secondi e due primi posti nelle ultime sette gare! Peccato per lui il terribile avvio di stagione. Nonostante la terza sconfitta consecutiva la Honda festeggia comunque, Marquez porta a casa con intelligenza un secondo posto che vale il titolo mondiale, matematicamente, con tre gare di anticipo, il dominatore della stagione non vince da tre gare ma ha centrato il traguardo più importante ed ora, senza più pressioni, potrà tornare a fare il "matto" nelle ultime tre gare. Non che Marc si sia risparmiato nelle ultime gare, anzi, anche in terra giapponese ha dato vita a vari duelli, il più spettacolare quello per il secondo posto con Rossi, i due si sono sorpassati e risorpassati per qualche curva facendo momentaneamente risvegliare il pubblico sul divano, alla fine l'italiano ha dovuto accontetarsi del terzo posto. Peggio di lui Pedrosa che ancora una volta ha fatto il minimo indispensabile portando a casa la medaglia di legno, l'ennesima di una stagione sempre più opaca. Dopo la pole deludono un pò le Ducati, Dovizioso dopo un avvio da protagonista cede pian piano dopo metà gara e chiude quinto, giusto da vanti a Iannone. E se il Dovi è stato protagonista per metà gara e l'altro Andrea almeno qualche inquadratura se l'è portata a casa, dal settimo in poi in tv praticamente non li ha visti nessuno, Bradl, Pol Espargaro, Smith e Bautista chiudono i dieci ma restano sempre lontani da quelli davanti, se almeno in avvio di stagione qualche occasione se la erano ritagliata, ora, salvo pioggia o inconveniente, paiono relegati a lottare dal settimo posto in giù, complice anche la crescita della Ducati. Sottotono qui Alexi Espargaro che questa volta non va oltre all'undicesimo posto, resta comunque ancora una volta la migliore delle Open, sempre sorprendende invece la oramai storica wild car di Nakasuga, dodicesimo, Aoyama, Hayden e Barbera chiudono i piloti a punti.<br /><span style="font-size: 12px; line-height: 1.5;">A tre gare dalla fine il discorso campionato è chiuso, Marquez ed i suoi 312 punti sono irraggiungibili, si riapre invece prepotentemente la lotta per il secondo posto con Rossi e Pedrosa appaiati a 230 punti e Lorenzo a 227 con però una vittoria in più. Saldamente al quinto posto troviamo invece Dovizioso (153), mentre al sesto (117) il dominatore delle Open Alexi Espargaro che precede il fratello di un solo punto.<br />Ora si vola direttamente in Australia per il terz'ultimo appuntamento della stagione con Marquez, senza pressioni, a caccia di altre vittorie e con tre piloti in lotta per il titolo di vicecampione.</span></p>
<p style="text-align: center;"><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sun, 12 Oct 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Magny Cours Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK MAGNY COURS 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p><span style="font-size: 12px;">Nel weekend di Magny Cours si sono corse le ultime gare dell'anno delle Superstock e la penultima delle Supersport</span><span style="font-size: 12px;">. Il sabato pomeriggio si corre l'ultima del campionato europeo Superstock 600, il titolo è già assegnato a Faccani, le condizioni climatiche sono ideali e la griglia è infarcita di wild car che vanno fortissimo. La gara è condizionata da molte cadute di cui la prima, un groviglio al primo giro, richiede anche la bandiera rossa, una delle cadute successive mette invece fuori gioco il neo campione della categoria. Alla fine tra le wild car francesi ed i soliti partecipanti la spunta la wild car turca di Razgatioglu che non sbaglia e vince alla grande facendo felice Sofuoglu che lo ha spinto fino a qui. Gran gara del turco che precede Dumont e Tuuli sul podio con lui. La stagione si conclude con Faccani campione (131 punti) seguito da Tessels (88) e dal compagno Tucci (78). Tra le due gare della Superbike si corre l'ultimo appuntamento della Supersport, anche qui il titolo è già stato assegnato a Vd Mark e, come in tutte le gare della domenica si corre sotto l'acqua. La gara è caratterizzata da tante cadute tra cui quella clamorosa di Sofuoglu che stava letteralmente dominando la gara prima di volare a terra, forse anche distratto da un problema alla visiera del casco che lo infastidiva da qualche giro. Alla fine vince Cluzel che riporta la MV sul gradino più alto del podio, sul podio con lui Vd Mark, dopo essere caduto, e Rolfo autore di una splendida gara. In classifica dopo il già incoronato Vd Mark (205) troviamo Cluzel (132) e Marino (120), nei costruttori Honda campione (226) davanti a Kawasaki (171) e MV Agusta (146). A chiusura del week end si corre l'atto conclusivo del mondiale Superstock 1000 con il titolo ancora in ballo tra Savadori e Mercado, il primo parte dalla pole con la sua Kawasaki mentre il secondo, dopo una caduta in qualifica, è relegato in quarta fila con la sua Ducati. La gara è dominata da Savadori che, solo nel finale, con l'aumento della pioggia, si vede rimontare da Lussiana, Mercado invece è costretto ad una dura rimonta ma non riese a tornare sui primi. Sembra tutto deciso quando, nel corso dell'ultima tornata, Savadori finisce a terra e così vince Lussiana che va sul podio assieme a Lanusse e Metcher, Mercado chiude quarto, davanti a Sandi e Savadori rialzatosi, e la posizione gli basta per laurearsi campione (117 punti) davanti appunto a Savadori (109) e Lussiana (84). Titolo piloti per la Ducati che non riesce però a fare doppietta, nel costruttori vince la Kawasaki (149) davanti a Ducati (141) e Honda (71).</span></p>
<p>E passiamo alla seconda gara della Superbike condizionata da tantissime cadute tanto da avere solo 13 piloti al traguardo! Quelle più sonanti sono quelle di Giuliano e Rea, entrambi nel momento della caduta erano in testa alla gara e precedevano il duo Aprilia che così si è visto ancora una volta sianata la strada per la doppietta, questa volta i due sono stati vicini fin dall'inizio fino a quando, a metà gara, Melandri è balzato davanti ed ha provato la fuga. Come ampiamente previsto, a pochi giri dalla fine, dal box è stato segnalato a Marco di perdere una posizione, nei giri successivi la segnalazione è stata accompagnata dalla famigerata faccina arrabbiata ma a poco è servito, l'italiano questa volta ha deciso di ignorare le segnalazioni ed è andato a vincere davanti al compagno Guintoli. Alla fine in Aprilia si sono mostrati comunque sorridenti e contenti e, almeno questa volta, ha vinto chi meritava di vincere, non riesco però a non chiedermi se la cosa poteva essere gestita diversamente e, soprattutto, meglio, magari parlandone prima i box evitando le segnalazioni, il plateale regalo della prima gara e l'imbarazzo per aver ignorato le segnalazioni nella seconda... mah! Dietro a fare un regalo a Guintoli ci pensa Haslam che con un garone riesce a strappare il podio ad un Sykes in evidente difficoltà, per tutta la gara la sua Kawasaki ha dato l'impressione di voler andare ovunque tranne che stare dritta. Inchino per Lorenzo Lanzi che da wild car chiude quinto e prima Ducati al traguardo precedendo il compagno Neukirchner e Baz naufragato anche nel confronto col compagno in difficoltà. Corti issa la sua MV all'ottavo posto, e Claudio qui merita dei gran complimenti, precedendo un Davies in enormi difficioltà e Canepa decimo e primo delle evo. All'arrivo, e a punti, anche Foret, Rizmayer e Toth.</p>
<p>A due gare, un solo appuntamento, dalla fine le singole vittorie dicono Sykes fermo ad 8 centri, seguito da Melandri a 6, Rea a 4, Guintoli a 3 e l'unica vittoria di Laverty. In classifica però ora le cose si fanno scottanti, Sykes è sempre davanti (378) ma Guintoli segue a soli dodici punti (366) con cinquanta in palio! Melandri intanto si issa al terzo posto (312) davanti a Rea (301), Baz (282) e Davies (195) prima delle Ducati. Primo delle evo rimane comodamente Salom (95) dodicesimo assoluto nonostante abbia dovuto saltare le due gare di oggi. Canepa segue tredicesimo (65) e pare difficile che possa raggiungere lo spagnolo. Tra i costruttori Aprilia prende il largo (418) staccando Kawasaki (395) ed Honda (317). Prossimo appuntamento fra un mese in Qatar, Sykes è davanti ma i dodici punti non gli permettono di stare tranquillo, per lui e la Kawasaki la pista nel deserto è una novità mentre Guintoli e la sua Aprilia potranno contare sui dati della ART nel motomondiale e, forse, sull'aiuto del compagno di squadra, ci aspettano due gare interessantissime, speriamo anche senza troppe imposizioni dai box.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 04 Oct 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Magny Cours Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK JEREZ 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>Commentare la gara di oggi è difficilissimo, prima di tutto per l'apprensione per quanto successo a Jules Bianchi nella cara di F1 di oggi, ed, in secondo luogo, per la mia totale avversione per i giochi di squadra che mi impedisce di scrivere in moto lucido. Un paio d'anni fa quando Aprilia chiese a Laverty di lasciare il podio a Biaggi rimasi schifato, per altro quel gesto si rivelò decisivo per l'assegnazione del mondiale visto che Biaggi vinse di solo mezzo punto su Sykes. Facile anche capire perchè Max durante il commento abbia abbastanza difeso l'operato di Aprilia. QUello successo oggi però è ancora peggio con le prime cinque posizioni della gara condizionate da ordini dal muretto. La gara parte sotto la pioggia ed è subito chiaro che i valori in campo visti nelle prove saranno scombinati, Rea al via parte come un razzo e prova la fuga, le Aprilia sembrano molto a posto, le Ducati aggressivissime mentre le Kawasaki sembrano correre sull'olio più che sull'acqua. In pochi giri i valori in campo si stabilizzano, a farne le spese soprattutto le Ducati con Davies, Giuliano e Fores a terra mentre erano protagonisti. Volano invece le Aprilia con Guintoli che prende Rea, lo passa e si invola e Melandri che lancia la rimonta nella seconda parte di gara. A pochi giri dalla fine Marco riprende Sylvain e proprio quando gli è sotto dal box appare una faccina triste sulla tabella dell'italiano. Melandri sembra fregarsene, passa il compagno e prova a staccarlo, al penultimo giro però si pianta platealmente in mezzo alla pista e lascia la vittoria al francese. Dietro Rea, dopo una fase centrale difficile, riesce ad avere la meglio sulle Kawasaki ed è l'unico tra i primi cinque ad aver finito dove meritava, dietro infatti, al penultimo giro, la Kawasaki espone un inequivocabile tabella a Baz, quarto, in cui gli si dice di perdere la posizione sul compagno Sykes quinto. Il francese cederà la posizione in modo palese solo all'ultimissima variante. A Magny Cours quindi posizioni decise ai box, gare vinte dalle tabelle, squadre contente e pubblico schifato per un risultato palesemente falsato. Per fortuna dal sesto posto si corre in pista e non nei box e Haslam porta a casa un buon sesto posto, settimo Giuliano in furiosa rimonta dopo la caduta iniziale, ottimi, ottavo e nono, Lanzi e Neukirchner wild car dal campionato tedesco. Barrier chiude i dieci e vince la gara delle evo davanti a Canepa, Guarnoni e Corti, anche Staring e Foret a punti.<br />Il dominio Aprilia mette ora sotto pressione Sykes, l'inglese ora ha soli 19 punti di vantaggio su Guintoli a tre gare dalla fine e le prospettive per il pilota Kawasaki non sono buone, gara due probabilmente si correrà ancora sulla pioggia ed in Qatar le Aprilia sono date come grandi favorite. Aspettiamo il secondo appuntamento di giornata sperando di vedere una gara decisa in pista e non ai box..</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 04 Oct 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Aragon</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1587-mgp-14-aragon.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">ARAGON 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">La gara di Aragon merita tre premesse importanti, due delle quali, parlano di sicurezza e, a mio avviso dovrebbero suonare come un allarme rosso!<br />Punto numero uno, erba sintetica, sono anni che sostengo che sia voluta dalle macchine ma che, per le moto, sia inutile ed anche dannatamente pericolosa. I precedenti sono tanti, e non serve la pioggia per renderla pericolosa, Tomizawa a Misano ha perso la vita anche a causa della ruota posteriore sull'erba sintetica, figuriamoci quando è bagnata! Non è servito, e molti circuiti continuano ad esserne tappezzati, ieri Rossi ha finito per pestarci una gran zuccata e poteva finire decisamente peggio, non è forse ora di fare qualcosa?<br />Punto due, flag to flag, dal giorno della sua introduzione ritengo che sia una regola stupida e dannatamente pericolosa, l'unica utilità è non sforare gli orari dei diritti televisivi, in cambio si creano un mucchio di situazioni pericolosissime per i piloti. Anche in una situazione "ideale", in cui si passa dal sole ad un diluvio universale su tutto il circuito, con i piloti costretti tutti a cambiare moto, i rischi sono altissimi con un assembramento di piloti in corsia box intenti a cambiare al volo la moto e rientrare in pista prima possibile. Ma sappiamo bene che non va quasi mai così e le condizioni climatiche sono molto variabili ed impreviste, la direzione gara con due gocce di pioggia apre alla possibilità del cambio moto e, di fatto, se ne lava le mani scaricando tutta la responsabilità sui piloti, una follia! Il risultato lo si è visto ieri, su una pista che si bagna pian piano e solo in alcune zone saranno in pochi a prendersi il rischio di cambiare moto, solo chi è indietro e non ha nulla da perdere, perchè se rismette subito di piovere si è buttata la gara nel cesso. E così i piloti provano a rimanere in pista con le slick sul bagnato, come correre sull'olio, con la differenza che se c'è olio in pista si ferma subito tutto. Le cadute in queste condizioni possono essere repentine ed imprevedibili per di più con un ritmo più elevato di quello sul bagnato visto che la pista non è proprio zuppa, l'esempio lampante è la caduta di Pedrosa, secca, repentina ed ad alta velocità, molto pericolosa. Anche qui mi chiedo se si debba aspettare un incidente grave, e relative lacrime di coccodrillo, prima di fare qualcosa.<br />Punto tre, e poi veniamo alla gara, come le cose possano cambiare in un attimo e grazie anche ad un piccolo colpo di fortuna, o sfortuna, guardiamo la gara, se Marquez o Pedrosa non fossero caduti sarebbero diventati degli eroi e Lorenzo sarebbe stato etichettato come quello che ha avuto paura, cambiando le gomme, e buttato una possibilità di vittoria, ed invece le due cadute hanno trasformato il duo Honda in polli e Lorenzo in grande stratega, indipendentemente da scelte azzeccate ed errori questo dimostra ancora una volta come, quando si corre in moto ad altissimo livello, il confine tra un impresa ed una magra figura sia molto molto sottile, e bisognerebbe pensarci bene prima di sparare certi giudizi e sentenze, mi chiedo come si sia sentito Pernat a fine gara visto che pochi giorni prima aveva definito Lorenzo un perdente....<br />E veniamo ad una gara condizionata decisamente dal tempo, si parte sull'asciuto, si prosegue con una pioggerellina solo in alcune parti del circuito e si conclude sotto ad un diluvio. Sull'asciutto lasciano presto la compagnia Iannone, che cade subito dopo qualche curva di sane sportellate con Marquez, e Rossi che arriva lungo ed è costretto ad un dritto per non tamponare Pedrosa. Entrambi i piloti, uscendo dal tracciato, devono vedersela con l'erba sintetica bagnata da precedenti pioggi, Andrea demolisce la moto, Valentino pesta una gran zuccata e finisce in ospedale. In pratica l'erba sintetica ha trasformato due innocui lunghi in due cadute pericolosissime, ma di questo ho già parlato. In fuga vanno Lorenzo ed il duo Honda con Jorge e Marc che si scambiano sorpassi ad altissimo livello, dietro Dovizioso che si issa al quarto posto ma distaccato. La pioggia scombina tutto, la direzione gara da il via al flag to flag ma inizialmente non rientra nessuno, piove appena appena e solo in qualche zona del tracciato, dalla tv quasi non si vede nemmeno, lo si nota più che altro dai tempi che si alzano e dai tra piloti di testa che fanno a gara per non essere i primi a dover mettere le ruote sul bagnato, Marquez addirittura, in un occasione, fa passare platealmente Lorenzo. Appena le gocce diventano più di due chi è molto indietro, e non ha nulla da perdere, azzarda la scommessa delle rain cambiando moto. L'aumento della pioggia decide il finale di corsa, il duo della Honda continua imperterrito, Lorenzo prima rallenta e poi decide per il cambio moto mentre Dovizioso rimonta furioso sul trio di testa, il diluvio però spazza via in serie Andrea, Dani e Marc e così Lorenzo va a prendersi la prima strameritata vittoria di stagione, Jorge sull'asciutto ha dato l'impressione di potersela giocare con le Honda fino alla fine, sul bagnato non ha sbagliato nulla, al contrario degli altri, e, da sottolineare, è l'unico di quelli che solitamente occupano le prime posizioni ad essere arrivato al traguardo senza errori. Sul podio ci finiscono anche Aleix Espargaro che, sportalleto ad inizio gara e molto indietro, è stato tra i primi a scommettere sul cambio moto, ed un redivivo Crutchlow. Di Aleix ho poco da dire, sono due anni che sostengo meriti una moto ufficiale, ed anche in questa occasione ha dimostrato tutto il suo valore, avrà anche avuto un pizzico di fortuna, ma intanto in fondo senza errori ci è arrivato e per di più con una Open che ha un elettronica molto meno sofisticata delle Motogp. Cal invece ha stupito, già ex pilota Ducati, in una stagione disastrosa che sembrava doversi trascinare stancamente fino alla fine, ha sfruttato l'occasione, non ha sbagliato nulla ed ha portato la vecchia Ducati sul podio mentre i compagni distruggevano quelle nuove, bravo Cal. Buone gare, senza errori, anche per Bradl, Smith, Pol Espargaro e Bautista che arrivano nell'ordine. Lo scompiglio regala posizioni importanti anche alle altre Open, quella di Aleix nei dieci ci arriva quasi sempre, con Aoyama, Hayden, al rientro dall'infortunio, e Redding che chiudono la top ten. A punti anche Petrucci, gran gara con la moto che si ritrova, De Angelis, Marquez, Pedrosa ed Hernandez. Il duo Honda, dopo aver pensato di poter camminare sull'acqua è tornato pesantemente alla realtà finendo a terra, un plauso ad entrambi però per aver rialzato la moto, essere corsi ai box a fare il cambio ed aver comunque concluso a punti.<br /><span style="font-size: 12px; line-height: 1.5;">La gara ad eliminazione non sballa particolarmente la classifica visto che quasi tutti i primi sono finiti a terra, quasi, appunto, e la vittoria di Lorenzo gli permette di compensare in parte il disastroso avvio di stagione accorciando il distacco. Davanti non cambia nulla con Marquez vicino ai 300 punti e con 75 netti di vataggio su Pedrosa. Rossi paga solo tre punti a Pedrosa ma ora nella lotta per il secondo posto torna in gioco anche Lorenzo staccato di dodici punti dal compagno. Quinto è sempre Dovizioso mentre Aleix Espargaro si riprende il sesto posto a soli 30 punti dal pilota Ducati. Non vorrei essere ripetitivo ma non posso non ricordare che lo spagnolo è sesto assoluto e NON ha una Motogp ma una Open e di Motogp se ne è messo dietro una fila a partire dal fratello per proseguire con Iannone, Bradl, Smith, Bautista, e Crutchlow che lo seguono nell'ordine. Per trovare un altra Open bisogna scendere al tredicesimo posto di Redding che ha poco più della metà dei punti di Espargaro, se si aggiunge che comunque la stagione dell'inglese, debuttate, può essere considerata buona, figuriamoci quella di Aleix...<br />Ora due settimane di pausa prima del trittico asiatico che chiuderà il mondiale.</span></p>
<p style="text-align: center;"><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sun, 28 Sep 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Misano</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">SILVERSTONE 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">La Motogp continua a stupire ed a Misano ci regala più o meno l'impensabile condito con una buona dose di spettacolo, anche se solo ne primi giri. La notiziona è che Marquez è umano, forse, ed anche lui può sbagliare, dopo qualche giro incandescente con sorpassi e controsorpassi tra Lui e Rossi, lo spagnolo, all'inseguimento dell'italiano, scivola, la moto si spegne e ci mette un secolo a riprendere la pista. Il gesto racchiude molti spunti interessanti, prima di tutto il fatto che i commissari spingono a lungo la moto in pista, cosa ammirevole ma che, da regolamento, non sarebbe corretta, e poi la conferma che Marc è umano sì, ma probabilmente fino ad un certo punto, la sua caparbietà nel far ripartire la moto e riprendere la pista, per guadagnare uno o due punti, dimostra la fame e la grandezza del piccolo diavolo che, visto anche il largo margine in classifica, avrebbe potuto desistere dopo i primi tentativi. Con Marc a terra la seconda occasione stagionale per salire sul gradino più alto del podio viene colta da un sontuoso Valentino Rossi che torna alla vittoria dopo più di un anno, lo fa in casa (evitandoci per l'ennesimo anno la pena dei fischi sotto al podio), ma, soprattutto lo fa con una forza da farlo sembrare tornato indietro di 5 anni. L'italiano infatti non ha vinto una gara in condizioni anomale (come quella di Assen lo scorso anno) ma ha costruito la vittoria fin dalle prove riusciendo finalmente a fare delle buone qualifiche, partendo aggressivo ed imponendo un ritmo infernale. Insomma la vittoria è merito suo e la caduta di Marc è stata solo un pizzico di fortuna. Fortuna che quest'anno non arride di certo a Jorge Lorenzo, lui quello che ha fatto qui oggi il suo compagno di squadra l'aveva già fatto al Mugello ed anche nella scorsa gara a Silverstone, peccato che in quelle occasioni non solo Marquez non si era lanciato a terra, ma lo aveva anche rimontato ed uccellato nei giri finali. Aggiungiamoci che qui Jorge sbaglia la scelta di gomme ma, soprattutto, si fa suonare dal compagno di squadra ed il quadro è completo. Di sicuro il 2014 non è l'anno di Lorenzo, iniziato con tanti errori è proseguito in rimonta ma è sempre mancato l'ultimo guizzo e, in alcune occasioni, anche quel pizzico di fortuna necessaria per completare l'impresa. Ora Lorenzo rimane l'unico dei 4 a bocca asciutta, senza ancora una vittoria, e rischia di perdere la leadership all'interno del box. Va sottolineata ancora una volta la sua onestà e chiarezza di visione, finito la gara ha subito ammesso di aver sbagliato gomma, che il compagno era stato più forte di lui e che, senza la caduta di Marc, sarebbe arrivato terzo. Misano è anche la grande rivincita della Yamaha che, apparsa superiore per tutto il weekend, ha piazzato un ottima doppietta. Sul podio ci va anche un sempre più deprimente Dani Pedrosa, tolto l'exploit di Brno, e qualche altro sprazzo, la sua sta diventato una stagione deludente, ben più di quella di Lorenzo, vero che ha vinto una gara e che è secondo in classifica ma, a farla da padrone, è stata soprattutto la regolarità, mentresempre più spesso perde il duello diretto con gli altri tre avversari e comincia a rischiare di vedersi arrivare anche qualcun'altro e, nella fattispecie, stiamo parlando di una Ducati in continua crescita con un Dovizioso sempre concreto, Andrea questa volta sfiora il podio pagato cinque secondi e mezzo al vincitore e poco più di uno a Pedrosa. Insomma la strada intrapresa sembra quella giusta e, se si continua così, potrebbe scapparci qualche soddisfazione già prima della fine dell'anno. A confermare i progressi della rossa anche l'ottimo quinto posto di Iannone quinto, a cinque secondi dal compagno di marche, e che ne rifila più di sette a Pol Espargaro, e Smith, gente da cui le ha prese in altre occasioni. Dall'ottava posizioni cala già la tristezza con Baurista che paga qualcosa come 36 secondi, due in più per Crutchlow. Hernandez chiude i dieci mentre Abraham, undicesimo, si prende la vittoria tra le Open dopo la caduta, durante l'ultimo giro di Aleix Espargaro. Aoyama, Redding, De Angelis e Marquez, dopo una rimonta furiosa, chiudono i piloti a punti. Finisce nella sabbia invece la gara di Bradl.<br />Lo stop di Marquez accorcia un pelino la classifica anche se il vantaggio rimane abissale, Marc ora ha 74 punti di vantaggio su Pedrosa che ora sente il fiato sul collo di Rossi staccato di un solo punto. Trentasette punti più indietro troviamo Lorenzo che a sua volta precede di 35 Dovizioso. I distacchi si fanno poi pesanti con Pol Espargaro che strappa il sesto posto al fratello, Aleix scende al settimo posto, sei punti più indietro, ed in coabitazione con Iannone ma rimane comunque di gran lunga la migliore delle Open. Bradl e Smith chiudono la top ten.<br />Si torna in pista a fine settembre ad Aragon prima del trittico asiatico e del finale a Valencia.<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 13 Sep 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Jerez Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK JEREZ 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p><span style="font-size: 12px;">Durante il weekend di Jerez si sono assegnati i primi titoli, al sabato, nelle Superstock 600, vince e si laurea campione europeo con una gara di anticipo, una stagione dominata con una fila di vittorie incredibile, cinque vittorie su sei gare! Sul podio col campione anche Caricasulo e Duwelz. Tra le due gare della Superbike va in pista la Supersport con Vd Mark che vince di nuovo davanti a Jacobsen e Marino. Vd Mark, complice anche la caduta di Cluzel, si laurea campione del mondo Supersport 2014 e permette alla Honda di vincere il titolo tra i costruttori.&nbsp;</span><span style="font-size: 12px;">Ultima gara del weekend quella della Coppa del Mondo Superstock 1000 dove dopo una avvio non troppo felice, ed un interruzione con bandiera rossa, Mercado domina la gara regolando Smith e Savadori. La vittoria ribalta di nuovo la classifica, ad una gara dalla fine Mercado torna in testa al campionato con cinque punti di vantaggio su Savadori, dietro altre due Ducati con Jezek e Massei. Ancora più tirata la situazione nel costruttori con Ducati che torna in testa per un solo punto su Kawasaki.</span></p>
<p>E veniamo alla Superbike che manda in onda una gara molto simile a quella del mattino, con Melandri che, partito ancora una volta tranquillo, rimonta e va a vincere dominando completamente il round di Jerez. Guintoli deve ancora una volta accontentarsi del secondo posto rosicchiando qualche altro punticino a Sykes che migliora rispetto alla prima gara e limita i danni salendo sul gradino più basso del podio. Altra ottima gara di Davies chiude quarto contenendo il ritorno di Rea. Laverty replica il risultato del mattino mentre Baz vince una dura battaglia con Haslam e Lowes. Elias chiude la top ten davanti a Barrier che vince tra le evo, a punti vanno anche Morais, Guarnoni, Rizmayer e Canepa in evidente difficoltà su questa pista. Ritiri pesanti per Giuliano, che viene tradito da un guasto alla moto, e lascia Jerez senza nemmeno un punto, e per Salom che fin'ora aveva sbagliato davvero poco tra le evo.</p>
<p>A due appuntamenti dalla fine la situazione vittorie vede Sykes sempre davanti con 8 centri, segue ora Melandri con 5 davanti alle 4 di rea Rea, le 2 di Guintoli e l'unica vittoria di Laverty. In classifica però Melandri e Rea pagano l'incostanza, Sykes rimane sempre davanti a quota 352 punti ma Guintoli si avvicina molto salendo a quota 321. Dietro la lotta per il terzo posto è apertissima con Rea, Melandri e Baz a quota rispettivamente 285, 267 e 262. Al sesto posto la prima Ducati, quella di Davies, a quota 188. Dodicesimo Salom rimane comodamente in testa tra le evo a 95 punti, subito dietro Canepa che però a 54 punti resta lontano. Tra i costruttori il duello è apertissimo con Kawasaki ed Aprilia staccate da un solo punto (369 e 368), Honda mantiene il terzo posto con 285 davanti ai 249 di Ducati. Prossimo appuntamento fra un mese a Magny Cours pista che potrebbe dire bene a Sykes e, anzi, su cui l'inglese deve provare a fare la differenza perchè poi, fra due mesi, il campionato si chiude in Qatar su una pista nuova su cui però Aprilia ha tonnellate di dati, esperienza e che, per conformazione, sembra nettamente favorevole alla casa di Noale...</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 06 Sep 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Jerez Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK JEREZ 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>La Superbike torna finalmente in pista dopo quasi due mesi, merito di un calendario disgraziato e monco che dopo la Russia perde anche la gara Sudafricana, la prima era saltata ufficialmente per problemi economici, ed ufficiosamente anche per questioni politiche, mentre la seconda per ritardi sui lavori di adeguamento del circuito. Nell'estate priva di gare si è parlato molto della questione che è culminata con la proposta di fare tre gare a Magny Cours e Losail. Lasciando perdere il discorso sulle conseguenze della cosa, una caduta in prova con un infortunio potrebbe compromettere ben tre gare, l'assurdo è che organizzatore e federazione non si sono presi la briga di prendere una decisione ed hanno rimesso il tutto ai team. Ovviamente la sopresa enorme, e per chi non lo capisse sono ironico, è stata che Kawasaki ed Honda hanno rifiutato (ma dai la prima è in testa al mondiale SBK e la seconda a quello SS) e siccome era necessaria l'unanimità mpm se ne è fatto nulla. Sia chiaro non sono uno di quelli che da la colpa ai due team, è ovvio che i team non possano essere obbiettivi, chi è in testa al mondiale preferisce meno gare con meno rischi, chi insegue ne preferisce di più con più possibilità di rimontare, trovo assurdo che sia stata demandata a loro la scelta potendo più che immaginare come sarabbe andata a finire.<br />L'altro argomento che ha tenuto banco è stata la oramai prevedibile esclusione di Bimota per il mancato rispetto delle condizioni necessarie (nella produzione delle moto di serie) per avere l'omologazione, e così al via non ci saranno più le moto di Badovini ed Iddon gestite dal team Alstare, peccato.<br />Chiusa la premessa torniamo a Jerez con le prove che promettono un duello Kawasaki-Aprilia con possibile inserimento della Ducati, la mattina di domenica però ci si sveglia con temperature molto più basse e questo pare mandare un pò in crisi le verdone ed in particolare quella del leader della classifica. Il capolavoro del giorno è di sicuro quello di Marco Melandri che parte tranquillo, evita i guai e, passata la metà gara imposta un ritmo insostenibile per chiunque andando a rimontare inesorabilmente fino alla bellissima vittoria finale. A farne le spese sono Guintoli e Baz che ad inizio gara avevano lottato per la prima posizione, il primo vede portarsi via la vittoria e 5 punti importantissimi per il mondiale, il secondo addirittura finisce in terra cercando di evitare Marco che lo stava infilando in un sorpasso un pò garibaldino. Doppietta schiacciante Aprilia dunque con podio chiuso da Chaz Davies, l'inglese come al solito non spicca nelle prove ma esce spesso sulla distanza di gara portando ancora una volta sul podio la Ducati, Giuliano, che era in lotta con lui, finisce invece in terra a metà gara circa. Buona gara di Rea, in procinto di lasciare la Honda, che chiude ai piedi del podio e riesce a mettersi dietro Tom Sykes. Il campione in carica, e leader della classifica, è parso in netta difficoltà per tutta la gara ed è riuscito a malapena a limitare i danni grazie anche alle caduta di Baz e Giuliano che gli erano davanti. Fuori gara anche Lowes che dopo una primissima parte di gara in lotta coi primi era via via calato mentre il compagno, Laverty, chiude sesto portando a casa punti buoni, dietro di lui Haslam e poi Elias che deve sudare sette camice per avere la meglio sulle Open di Salom e Barrier. I due ingaggiano una battaglia senza esclusione di colpi ma alla fine ha ancora una volta la meglio lo spagnolo della Kawasaki, per altro fresco di un operazione alla mano, che si avvicina sempre più al virtuale titolo di categoria. A punti vanno anche Guarnoni, Andreozzi, Morais, Canepa e Corti.<br />Gara due importantissima per la classifica perchè se Sykes non trova una soluzione potrebbe perdere altri preziosissimi punti in campionato.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 06 Sep 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Silverstone</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1583-mgp-14-silverstone.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">SILVERSTONE 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">La Motogp anno 2014 ha un qualcosa di paradossale, se da un lato il campionato è totalmente dominato, ed il risultato delle gare, almeno per il primo posto, è quasi scontato, dall'altro spesso ci regala uno spettacolo che negli ultimi anni non si era sempre visto. A Silverstone uno show stellare lo si era già visto lo scorso anno, Marquez e Lorenzo se le erano suonate di santa ragione, con la vittoria di quest'ultimo, i due hanno deciso di replicare con Marc che si è preso la rivincita. Insomma lo spagnolo, dopo il passo falso in terra Ceca, è tornato a marciare col solito passo, undicesima vittoria e nuovo allungo in campionato, chi nella scorsa gara aveva iniziato a vedere segni di cedimento probabilmente stava sognando. Una conferma, come un altra conferma è Lorenzo che, dopo il disastroso avvio di stagione, è tornato sui suoi livelli ed è riuscito a far vedere i sorci verdi a Marquez, Jorge è l'unico fin qui ad essere riuscito a mettere davvero in difficoltà il dominatore di stagione e anche qui, come al Mugello, gli è mancata solo quel pizzico di cattiveria che invece a Marc non manca mai. Il podio viene completato da Rossi che si conferma uomo buono per il podio anche se gli 8,5 secondi dalla vetta, poco di meno dal compagno, dimostrano che se tutto va come deve non è al livello dei primi due. Valentino dice di essersi bruciato le gomme nei primi giri però la mia personale impressione, guardando tutta la stagione, è che Marquez e Lorenzo, al netto da problemi ed errori, ne abbiano ancora di più. Lo stesso discorso vale per Pedrosa che dopo l'exploit di Brno torna nei ranghi, alla Honda in fondo va bene che non rompa le scatole a Marquez, come gli va più che bene che Dani porti la Honda alla vittoria le rare volte in cui stecca il compagno, di sicuro però preferirebbero che nelle altre gare arrivini un pò più di podi e meno medaglie di legno. Al quinto posto troviamo la più grande sopresa, e per certi versi delusione della gara, Andrea Dovizioso e la sua Ducati, alla prima con gomme uguali agli altri, tira fuori un garone strepitoso giocandosi il podio fino alla fine ed arrivando al traguardo in scia a Rossi e Pedrosa a meno di dieci secondi dalla vetta. Vero che la posizione non è tanto diversa dalle ultime gare, e che durante la stagione si è anche fatto di meglio, a ma far spuntare sorrisi nel box in rosso è il come sia arrivato il risultato, fin qui Dovizioso era stato mago a capitalizzare le scie in qualifica e i problemi altrui e le gomme morbide in gara con avvii fulminanti e gare a gambero. Qui invece Andrea ha conquistato la prima fila con un giro in solitario e tenuto il passo di Honda e Yamaha per tutta la gara, vero che sono la seconda Honda e Yamaha, però resta il fatto che anche il distacco dai due marziani davanti sia in netto calo. A conferma di questo l'abisso che si apre dopo la Ducati del pilota italiano, quasi quindici secondi prima di trovare Pol Espargaro che regola Bradl e Iannone. Poco più indietro l'ennesima gara convincente di Aleix Espargaro, nono assoluto. Redding chiude i dieci davati ad Hernandez che con una Ducati vecchiotta riesce a mettersi dietro un Crutchlow sempre più inguardabile, anche sulla pista di casa. A punti anche Abraham, Aoyama e De Angelis.<br />In classifica Marquez ha quasi cento punti di vantaggio sul secondo, Pedrosa, che vanta solo dieci punti di vantaggio su Rossi. Facilmente saranno questi due a giocarsi il secondo posto perchè Lorenzo paga il disastroso avvio di stagione ed i 32 punti di distacco dal compagno non sono facili da colmare in una categoria dove le prime quattro posizioni, salvo errori o problemi che arrivano raramente, sono sempre occupate dai soliti quattro. Dovizioso resta saldo in quinta posizione come resta in sesta Aleix Espargaro.<br />Prossimo appuntamento Misano..<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sun, 31 Aug 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Brno</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1582-mgp-14-brno.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">BRNO 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Ed alla fine anche il marziano ha dovuto arrendersi, questa è la notizia che arriva da Brno, a vedere la prima parte della gara non sembrava, ancora una volta una partenza prudente di Marquez ed una fulminea delle Ducati ci regala dei primi giri di battaglia con Iannone e Dovizioso che provano a fuggire e Yamaha ed Honda ufficiali subito all'attacco. Lorenzo è il più lesto a liberarsi del duo italiano e prova la fuga ma dura poco perchè l'operazione riesce facilmente anche a Pedrosa che si getta all'inseguimento. Dietro le cose sono più complesse con Marquez e Iannone che si prendono letteralmente a carenate. Davanti Pedrosa riprende Lorenzo, lo passa e prova a sua volta la fuga, dietro, Marquez e Rossi, liberatisi delle Ducati, provano a tornar sotto al duo di testa ma senza successo. Alla fine la prima vittoria "non-Marquez" della stagione rimane in Honda con Pedrosa che sul finale contiene il ritorno di un furioso Lorenzo, Dani centra un altro successo su una pista che gli piace molto e, soprattutto, interrompe la striscia del compagno e torna alla vittoria dopo un avvio di stagione altalenante. Per Lorenzo un altro podio con un altra vittoria sfiorata. Sul podio ci finisce anche Rossi, a cinque secondi dal vincitore, felice di aver battuto Marquez anche se, quello di oggi, soprattutto nella seconda parte di gara, è sembrata la controfigura del dominatore della stagione. Marc ha iniziato come al solito, partenza prudente, rimonta a suon di sorpassi, e carenate e, una volta risalito al terzo posto, sembrava pronto a lanciare la rimonta sui due fuggitivi ed invece qualcosa è andato storto, non solo la rimonta non è riuscita ma i suoi tempi sono anche aumentati fino a cedere il podio a Valentino ed a chiudere la gara di conserva a dieci secondi dal vincitore. Di sicuro per la formica atomica una gara deludente anche se i punti presi sono comunque preziosi per un campionato che resta dominato. Sette secondi più indietro Iannone riesce a battere in volata Dovizioso, che lamenta qualche problema di motore, il duo Ducati ancora una volta non è riuscito a concretizzare ottime qualifiche e buon avvio di gara, i progressi rispetto ad inizio stagione comunque si vedono anche se la strada da fare è ancora molta. In TV praticamente non si vede altro a parte i ritiri di Hernandez, problemi meccanici, Pol Espargaro e Crutchlow entrambi per delle cadute.<br />C'è invece da segnalare il buon settimo posto di Bradl che regola il solito, regolarissimo, Aleix Espargaro e Smith. I dieci sono chiusi da Bautista mentre a punti ci vannoanche Redding, Pirro, Aoyama, Abraham e Camier.<br />In classifica, inutile dirlo, Marquez dorme sonni tranquilli a 263 punti mentre Pedrosa consolida il secondo posto a 186, seguono Rossi (173) e Lorenzo (137). Quinta posizione per la prima Ducati con Andrea Dovizioso (118) mentre sesto ad 85 punti il dominatore delle Open Aleix Espargaro, possibile che a nessuno venga in mente di dargli per le mani una Motogp come si deve?.<br />Ora una settimana di pausa e poi di nuovo in pista a Silverstone...<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 16 Aug 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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        <item>
            <title>MGP 2014 Indianapolis</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1581-mgp-14-indianapolis.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">INDIANAPOLIS 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Oramai non ha più senso scommetterci, anche perchè qualsiasi ricevitoria sana di mente lo darebbe 1 ad 1, Marquez negli States va in doppia cifra, e non parliamo di punti, resta imbattutto e a punteggio pieno e raggiunge altri record. Sono dieci vittorie su dieci gare e verrebbe anche difficile pensare a cosa scrivere se non fossa che il rinnovato circuito stradale di Indianapolis ha regalato grande spettacolo, almeno per metà gara. Al via Marquez, ma anche Lorenzo, non partono benissimo e almeno per qualcje centinaia di metri sembra di essere ritornati a secoli fa, tre italiani davanti a tutti, Rossi, Dovizioso e Iannone, e due su tre con moto italiane! Dura poco ma lo stesso non si può dire per lo spettacolo, Rossi sembra tornato l'uragano di qualche anno fa, entrate alla "spera in dio" comprese, chiedere a Dovizioso che per poco non viene spedito in terra, lo stesso pilota Ducati, sfruttando la poderosa velocità della sua moto, lotta come un leone. A completare il quadro Marc e Jorge in rimonta, per qualche giro è una battaglia a quattro spettacolare. Le cose cambiano quando Rossi quasi tira in terra Dovizioso facendo perdere tempo prezioso ad entrambi coi due inseguitori che si avventano su di loro, a quel punto il dominatore della stagione decide che è ora di smetterla di giocare e in una sola curva infila entrambe le Yamaha lanciandosi in fuga. Dietro Lorenzo ci mette un paio di giri a liberarsi del compagno di squadra e, quando ci riesce, è oramai troppo tardi. E così Marquez porta a casa l'ennesima vittoria, Lorenzo chiude a meno di due secondi dal vincitore con qualche rimpianto (il tempo perso in partenza e nel sorpasso al compagno) e Rossi porta a casa un altro podio con quasi sette secondi di distacco. La medaglia di legno va ad un evanescente Pedrosa, mai in lotta per le posizioni che contano e autore del minimo sindacale a 10 secondi dal compagno. Sette secondi più indietro il duo Tech 3 con Pol Espargaro che precede Smith, i due riescono a beffare sul finale Andrea Dovizioso che dopo i fasti dell'avvio paga la gomma media arrivando 20 secondi dopo il vincitore. Va peggio al compagno di squadra, sempre indietro ed arrivato 20 secondi più indietro! Al nono posta la prima delle Open e qui c'è una sopresa, non è il solito Aleix Espargaro,costretto al ritiro assieme a Bradl in un contatto tra i due, bensì un ottimo Scott Redding. Aoyama chiude la top ten, Abraham, Di Meglio, Edwards, Laverty e Parkes i piloti a punti ed anche quelli al traguardo. Subito fuori gara, per un contatto, Bautista ed Hernandez, mentre Iannone viene lasciato a piedi da un problema alla sia Ducati.<br />In campionato il dieci su dieci di Marquez, e relativi 250 punti, lascia da capire solo quando vincerà il secondo mondiale, più incerta invece la situazione dietro, Pedrosa mantiene il secondo posto a 161 punti ma Rossi lo insegue con solo quattro punti di distacco. Più indietro Lorenzo, a quota 117, mentre Dovizioso a 108 è la miglior Ducati. Pol Espargarò, sesto a 78 punti, supera di un punto il fratello che, settimo assoluto, nonostante il ritiro di oggi rimane di gran lunga la miglior Open mettendo alle spalle anche un nutrito gruppo di Motogp.<br />Si torna in pista fra pochi giorni a Brno con una sola domanda, dovremo sforzarci ad inventare qualcosa per commentare l'undicesima vittoria di Marquez?<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sun, 10 Aug 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Laguna Seca Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK LAGUNA SECA 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p><span style="font-size: 12px;">A Laguna Seca a fare da "contorno" alla Superbike c'è il campionato AMA, la SBK americana, quindi in pista non va nessun altra categoria del mondiale, nemmeno la Supersport, entriamo quindi direttamente in una tormentatissima gara 2 e partiamo dal fondo. Come successo in una delle gare dello scorso anno la corsa è stata interrotta due volte da bandiere rosse riducendo la gara ad uno sprint di sette giri. Premesso che, come già detto, non digerisco che per questioni televisive si riduca tutto a delle gare sprint, che possono falsare il risultato e ed essere anche pericolose, mi sento di dover fare una doverosa premessa a difesa della direzione gara. Alla fine qualcuno si è lamentato delle due interruzioni, il più duro è stato Melandri, che è anche quello che ci ha rimesso di più, sostenendo che la prima bandiera rossa ci stava come la nutella sull'insalata, non sono daccordo e vi spiego il perchè. La prima interruzione è dovuta ad una caduta di Lowes che praticamente tampona Baz e poi viene lanciato dalla sua moto imbizzarrita, all'entrata del cavatappi, l'inglese ruzzola giù per la ripidissima via di fuga e si ferma negli air fence rimanendo per un attimo immobile. Laguna Seca è un circuito vecchio stampo, per di più abbarbicato su una serie di colline, negli anni se è già preso più spazio possibile per allargare le vie di fuga ed il risultato è che in molte parti del tracciato non ci sono stade di servizio dove i commissari possano passare, è quindi ineccepibile che la direzione gara vedendo un pilota a terra immobile, pur lontano dalla pista, me in una zona critica come il cavatappi abbia deciso di fermare tutto per prestare i dovuti soccorsi. Difficile poi non condividere totalmente il secondo stop con Barrier lanciato dalla sua moto in pieno rettilineo contro il muretto box, un incidente molto pericoloso che ha acceso attimi di vera paura, alla fine Sylvain se l'è cavata con la frattura di un piede ma come si è visto l'ambulanza ed i medici gli hanno prestato soccorso a lungo sul rettilineo.</span></p>
<p>Parlando della gara, al primo via Sykes ha preso il comando e stava provando anche una timida fuga quando è stata esposta la bandiera rossa, al secondo via invece è stato Malendri a partire come un proiettile ed a provare a scappare. Al terzo e definitivo via Marco ha ripetuto lo start a fionda ma, questa volta, nel tentativo di fuga ha esagerato al tornantino cadendo e lasciando via libera ad un Sykes ancora una volta opportunista e, perfetto a sfruttare ogni occasione e, soprattutto, grandioso quando c'è da dare il massimo, con solo sette giri da fare, e quindi nessuna preoccupazione per la durata delle gomme, Tom ha impostato un ritmo da qualifica insostenibile per chiunque, ottava vittoria e pareggiati &nbsp;con gli interessi i punti persi nella prima gara da Guintoli. Il francese rimane sempre più l'unico serio rivale per il titolo di Sykes, la sua posizione in classifica è però ancora una volta frutto della costanza, mancano però le vittorie (8 contro 2) e soprattutto la capacità di sfruttare le occasioni, a Laguna Seca le Aprilia volavano ma in gara uno Sylvain si è fatto fregare dal compagno e nella seconda non è riuscito ad arginare la furia di Sykes. Tom oltretutto è cresciuto moltissimo nel controllo delle situazioni, nella prima gara, capendo che non provare a giocarsela con le Aprilia era troppo rischioso, ha controllato la situazione, nella seconda ha rischiato il giusto centrando un altra vittoria. Parlando di un altro che le occasioni non le perde mai non si può non citare un grandissimo Rea, che ha sfruttato alla perfezione il baillame delle due bandiere rosse per portarsi a casa un altro podio, la Honda dovrebbe fargli un monumento! Ai piedi del podio Laverty che con la Suzuki non può fare miracoli, ma riesce a mettersi dietro gente come Elias, Baz ed Haslam. Questi ultimi due pagano un confronto impari coi compagni, per l'inglese oramai è una costante, mentre ha stupito in negativo il francese che su questa pista è andato decisamente in crisi. Ottavo e nono assoluto, almento al truaguardo, per una sontuosa doppietta nelle evo, arriva Badovini ed Iddon con una Bimota che potremmo non vedere più in pista, vedremo come finirà questa storia sperando che tutti facciano il loro nel modo migliore e si possano non solo rivedere in gara le due moto ma, soprattutto, anche finalmente in classifica. Con le Bimota escluse è ancora una volta Salom ad aggiudicarsi la vittoria nelle evo battendo in volata un ottimo Andreozzi. Camier, in sostituzione di Corti, porta la MV al decimo posto assoluto mentre a punti vanno anche Guarnoni, Staring, Morais, Pegram e Rizmayer. Da sottolineare che Larry Pegram, star del campionata AMA e Wild Card qui, porta a punti la EBR al secondo tentativo, cosa fin qui fallita dai due titolari, vero che ritiri, assenze e bandiere rosse della seconda gara lo hanno aiutato, però intanto lui l'occasione l'ha sfruttata rifilando anche tre secondi in sei giri a May. Gara disastrosa per le Ducati, Davies non prende nemmeno il via a causa della caduta nella prima gara, Giuliano, che stava facendo una buonissima gara, finisce a terra al cavatappi rischiando di tamponare Sykes, mentre Canepa si vede costretto al ritiro da problemi meccanici.</p>
<p>Si va quindi in vacanza con Sykes a quota 8 vittorie contro le 4 di rea Rea, le 3 di Melandri, <span style="font-size: 12px;">le 2 di Guintoli</span>&nbsp;e l'unica di Laverty. In classifica cambia poco, Sykes rimane al comando con 325 punti sempre pedinato da Guintoli a quota 281 punti. &nbsp;Perde un po il treno Baz a 253 e sorpassato da Rea che sale al terzo posto a quota 261. Sempre più lontano Melandri quinto a 217 punti. Seguono in fila le due Ducati con Davies e Giuliano rispettivamente a 159 e 153 punti. Dodicesimo assoluto, a quota 88 punti, è sempre Salom, sempre in testa tra le evo e sempre più in fuga con Canepa ora a 37 punti di distacco. Tra i costruttori è sempre duello tra Kawasaki (342 punti) e Aprilia (318) con Honda che si candida a terza forza (261) staccando un pò Ducati e Suzuki che seguono a 220 e 200.<br />Ora lunga pausa, si torna in pista la prima settimana di settembre a Jerez.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 12 Jul 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Laguna Seca Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK LAGUNA SECA 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>Purtroppo, per quanto bella e spettacolare, negli anni Laguna seca ci ha abituato a gare tutt'altro che spettacolari, salvo eventi particolari, tipo interruzioni con bandiere rosse, o qualche rara eccezione, anche in un mondiale Superbike che raramente riusulta noiso. Purtroppo anche gara uno di quest'anno non ha fatto eccezioni con le emozioni, almeno nelle prime posizioni, che si esauriscono nei primissimi giri, con Sykes lungo al primo passaggio al cavatappi, che lascia libere di passare le due Aprilia, e Davies che ruzzola via quando era attaccato ai primi. La gara diventa così un trenino composto da Melandri, Guintoli e Sykes che si studiano senza mai provare nulla, il primo ad alzare bandiera bianca, verso metà gara, è Tom che comincia a perdere qualche decimo per strada fino a pagare più di sei secondi e mezzo al traguardo, l'inglese comunque ha fatto un altra gara intelligente, resosi conto di non poter far meglio senza rischiare troppo ha limitato i danni. Davanti invece Guintoli sembrava l'ombra di Melandri facendo temere il peggio a molti, visto quanto successo in Portogallo, dall'esterno sembrava che Sylvain aspettasse solo il momento giusto ed invece era Marco a farlo e quando il tempo è stato propizio, circa due terzi di gara, ha riabbassato di qualche decimo il ritmo e si è preso il margine necessario per vincere in tranquillità. L'Aprilia si riscatta dunque, con una sontuosa doppietta e con la perfetta gara di Melandri, Guintoli dal suo può essere conteno per qualche punto rosicchiato al capoclassifica. Ai piedi del podio Davide Giuliano autore di una buona gara, a dire il vero l'italiano è partito male, si è però poi prodigato in una rimonta feroce fino a sfiorare Sykes, un lungo gli ha però consigliato di non esagerare ed un calo sul finale ha messo a rischio la posizione dagli assalti di un buon Toni Elias, ma Davide ha tretto i denti e portato a casa la posizione. Come dicevo buona gara anche per Elias che ha avuto la meglio sulle due Honda ed ha sfiorato il quarto posto. Sesto e settimo posto per Rea ed Haslam, con Johnny costretto ad una rimonta dopo un lungo. Dietro Lowes e poi Baz che questa volta prende una paga pesantissima dal compagno di squadra. Salom chiude i dieci ed è ancora una volta il primo delle evo, lo spagnolo fatica in prova ma esce quasi sempre sulla distanza. A punti anche Canepa, Barrier, Iddon, Staring Guarnoni e Camier. Appuntamento poco prima di mezzanotte, ora italiana, per la solita gara due per vedere se Sykes riuscirà a rispondere e sperando che anche Davies possa essere della partita.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 12 Jul 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Sachsenring</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">SACHSENRING 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">E sono nove, su nove, questo mondiale Motogp sta diventando grottesco, a iniziare dal via dove le regole permettono ai piloti di rendersi conto nel warmup lap di aver sbagliato a scegliere la moto da bagnato ed infilarsi tutti ai box a cambiarla... fantastico, in griglia le prime file sono deserte con solo Bradl mentre in fondo alla corsia box una quindicina di piloti ammucchiati pronti a partire a razzo... in pratica tutti gli ingredienti per una catastrofe! Per fortuna non succede nulla, anche se Rossi ed Espargaro rischiano grosso, e io mi chiedo se in un mondiale sia possibile una cosa così, se si debba aspettare un infortunio grave per rendersi conto di quanto sia assurda una roba del genere. Poi, nonostante tutto questo pandemonio, non cambia nulla perchè alle due Honda bastano una manciata di giri per infilare tutti e riportarsi davanti con Marquez che infila appunto la nona vittoria su nove gare vincendo ancora una volta in una gara che poteva essere complicata ma che lui rende semplice. Pedrosa su una delle piste dove va sempre fortissimo rosicchia la coda del compagno per quasi tutta la gara senza però riuscire mai ad impensierirlo davvero, il suo compito lo fa però egreggiamente chiudendo secondo a meno di un secondo e mezzo da Marc. Sul podio anche un buon Lorenzo che perde tempo al via per un problema ma rimonta, infila il compagno e lo stacca, anche pesantemente, prende dieci secondi dal vincitore ma ne rifila quasi altrettanti al compagno, una cosa a cui ci aveva abituato lo scorso anno ma che in questa stagione non gli è riuscita spesso. Sicuramente il primo dei delusi è Valentino, fuori dal podio e soprattutto con un distacco pesante dal compagno. Per altro Rossi alla fine rischia il rientro di un monumentale Andrea Iannone che chiude quinto, vero che paga 23 secondi dalla vetta, ma arriva a popiù di quattro da Valentino. I distacchi poi continuano a crescere, quasi 28 secondi per il sempre ottimo Aleix Espargaro, sesto assoluto e ancora vincitore tra le Open, poi sul traguardo il fratello Pol che arriva a 33 secondi primeggiando in un bel gruppetto in lotta composto anche da Dovizioso, Bautista e Crutchlow che tagliano in questo ordine al traguardo. Undicesimo e dodicesimo chiudono Redding ed Aoyama che chiudono il virtuale podio Open mentre a punti anche Abraham, Hayden e Petrucci. Bradl finisce fuori dai punti dopo aver condotto all'avvio, Stefan ha provato a cambiare solo le gomme in griglia per non cambiare moto ma poi ha pagato pesantemente l'assetto da bagnato che non gli ha permesso di esprimersi.<br />Dopo nove gare il mondiale sembra una formalità, Marquez sempre a punteggio pieno a quota 225, dietro Pedrosa sale al secondo posto da solo (148 punti), poi Rossi (141) con Dovizioso quarto a quota 99 che vede avvicinarsi Lorenzo (97 punti). Sempre sesto, ora a quota 77 punti è Aleix Espargaro, possibile che nessuno noti quanto forte va il ragazzo? Non solo sta letteralmente umiliando tutti gli altri avversari delle Open, ma si sta anche mettendo dietro tanta gente che ha delle Motogp, parliamo del fratello Pol, di Iannone, Bradl, Bautista, Smith...&nbsp;<br />Ora quasi un mese di pausa prima della trasferta ad Indianapolis, qualcuno riuscirà a battere Marquez? Probabilmente, a parte Marc, lo sperano tutti, giusto per ridare qualche incertezza ad un mondiale che a metà stagione sembra non aver già quasi più niente da dire...<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 12 Jul 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Portimao Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK SEPANG 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p><span style="font-size: 12px;">Prima di entrare nel vivo diamo uno sguardo alle altre gare del weekend, al sabato vanno in pista le Superstock 600 e la sinfonia non cambia, con Faccani che continua a fare il dominatore, sul podio con lui Tessels e Caricasulo. In classifica ora l'italiano allunga a 106 punti davanti a Tessels (72) e Tuuli (58). In mezzo alle due gare della Superbike va in pista la Supersport con una nuova vittoria di Vd Mark che regola Kennedy e Sofuoglu. In classifica Vd Mark prende il largo a quota 160, Cluzel, che non vede il traguardo oggi, rimane a 107 con Marino 93. Tra i costruttori fuga Honda a 181 su Kawasaki ed MV a 135 e 121.&nbsp;</span><span style="font-size: 12px;">Ultima gara della giornata quella della Coppa del Mondo Superstock 1000 che parte con pista bagnata che pian piano si asciuga, una gara complicata in cui svetta un sontuoso Savadori, l'italiano fa tutto in modo perfetto, fa sfogare altri all'inizio e si accende al momento giusto. Sul podio con lui Lussiana e McFadden mentre gara disastrosa per le Ducati, Jezek rimane fermo in partenza, Massei non va oltre il sesto posto e, soprattutto, Mercado chiude nono. &nbsp;Con questi risultati Savadori balza in vetta alla classifica ad 83 punti, Mercado segue a 79 e, più staccato, Lussiana a 59. Sorpasso anche tra i costruttori con Kawasaki che bazla a 108 punti, segue Ducati a 100, staccatissime le altre.</span></p>
<p>E torniamo alla Superbike che si corre sotto ad un diluvio e ha come protagoniste, nel bene e nel male, le due Aprilia ufficiali. Al via Rea parte a cannone e impone un ritmo irraggiungibile per chiunque altro, seguono Sykes e Davies che si difende dagli affondi di Melandri e Guintoli. Per Rea sembra una passeggiata, dopo pochi giri ha già un enorme vantaggio ma, appena si liberano di Davies, le due Aprilia iniziano a volare, sverniciano Sykes e si lanciano in caccia del leader. Il destino del pilota Honda sembra segnato ma, proprio quando i due all'inseguimento lo raggiungono, Guintoli in un tentativo di sorpasso finisce per cozzare contro Melandri ed i due finiscono entrambi a terra! Un regalo enorme per Rea, che va a vincere indisturbato la quarta gara stagionale, ma anche per le Ducati che riempiono le altre due posizioni del podio con la gara intelligente e consistente di Giuliano, che taglia il traguardo in solitaria, e quella combattiva di Davies che solo sul finale riesce ad avere la meglio su Lowes, Haslam e Baz. Guintoli, rialzatosi dopo la caduta, chiude settimo dopo una furiosa rimonta, proprio davanti ad un Sykes in grossa difficoltà. Laverty ed Elias chiudono i dieci mentre Barrier, undicesimo, vince la gara delle evo davanti a Morais e Guarnoni. A punti anche Staring e Russo. Va sottolineato che al traguardo, la gara delle evo, è stata letteralmente dominata dalle due Bimota con Badovini addirittura nono assoluto ed Iddon dodicesimo.</p>
<p>Dopo Portiamo Sykes sale a quota 7 vittorie contro le 4 di rea Rea, le 2 di Guintoli e Melandri e l'unica vittoria di Laverty. In classifica però le cose sono un pò diverse, Sykes rimane al comando con 284 punti e, causa gara due, se ne va più o meno come era arrivato con Guintoli a quota 241 punti e Baz a 236 a seguirlo. Si riavvicina Rea a quota 235 mentre Melandri si allontana nuovamente, quinto a 192 punti. Prima Ducati sempre quella di Davies sesto a 159 punti. Dodicesimo assoluto, a quota 74 punti, è sempre Salom, sempre in testa tra le evo, Canepa rimane indietro a 44 punti. Tra i costruttori è sempre duello tra Kawasaki (301 punti) e Aprilia (273) con Honda e Ducati che seguono staccate a 235 e 207. Prossimo appuntamento fra pochi giorni a Laguna Seca!</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 05 Jul 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Portimao Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK PORTIMAO 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>Tom Sykes, ancora lui, l'inglese rivolta ancora una volta previsioni e statistiche, gli "esperti" guardando gli scorsi anni lo davano per sfavorito e su di lui pesava anche la statistica che lo vedeva non aver mai visto tre gare in fila. Beh Tom se ne è fregato, ha stampato la superpole sabato ed ha dominato gara 1 con cattiveria ed intelligenza, una prima parte di gara con sorpasso e tentativo di fuga, una parte centrale con pioggerellina controllata evitando la rimota deglia altri, ed un finale di nuovo in fuga. Per l'inglese è la settima vittoria stagionale, sfata il tabu delle tre vittorie consecutive che in Kawasaki mancavano da un ventennio e conferma che, quando è in giornata, è imbattibile per chiunque. Dietro gli avversari devono accontentarsi di lottare per gli altri gradini del podio, la spunta ancora una volta la concretezza di Guintoli che cerca di rimanere attaccato al sogno mondiale, mentre il gradino più basso è preda di Baz che contiene gli ultimi assalti di un Melandri ancora una volta non convincente fino in fondo. Marco in Portogallo torna a litigare con la moto ed a fare scelte diverse di gomme, in gara fa vedere belle cose ma, purtroppo per lui, le condisce con errorini e sbavature che alla fine lo buttano giù dal podio. Assieme a questo terzetto hanno lottato a lungo anche Rea, che alla fine chiude quinto, e Davies che questa volta non vede il traguardo finendo per centrarsi con Haslam. Dietro battaglia a tre tra Giuliano e le due Suzuki, duello che si risolve solo in volata sul traguardo con Lowes che ha la meglio su Davide e Laverty. Altra battaglia chiusa in volata è quella per la vittoria tra le evo con Salom che riesce a regolare uno spettacolare Barrier. Haslam dopo la caduta vinisce undicesimo davanti a Guarnoni che chiude il virtuale podio delle evo. Canepa, Russo ed Andreozzi rimpiono le ultime posizioni valide per i punti. Come al solito buona gara delle Bimota che sul traguardo arrivano dodicesima e tredicesima prima di essere tolte della classifica. Aproposito di Bimota, il rischio concreto è che queste due moto non possano più correre dopo Laguna Seca, l'omologazion è a rischio, e sarebbe davvero un enorme peccato.<br />L'imperativo per tutti, nel pomeriggio, sarà provare a contenere Sykes perchè ora la sua fuga in campionato si fa sempre più concreta.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 05 Jul 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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        </item>
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            <title>MGP 2014 Assen</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">Assen 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Siccome più d'uno mi ha scritto lo confermo, no, settimana scorsa non ho scritto nulla sulla gara della Motogp ad Assen, il motivo è semplice, per questioni lavorative non ho avuto modo di vedere la gara e mi sembrava quantomeno scorretto commentare una gara solo sulla base di una classifica. Guardando solo i freddi numeri c'è da segnalare l'ottava vittoria su otto gare di Marquez, per Marc sono oramai esaurite tutte le parole. Complimenti li merita anche Dovizioso che quando si presenta un occasione la sfrutta sempre portando la Ducati al secondo posto che vale il secondo podio stagionale, ancora poco per la Ducati ma sempre meglio che niente. Pedrosa chiude il podio e lascia a bocca asciutta le Yamaha che chiudono quinta con Rossi ed addirittura tredicesima con Lorenzo. Garone di Aleix Espargaro che chiude quarto dominando ancora una volta tra le Open.<br />Quasi inutile oramai parlare di classifica con Marquez sempre a punteggio pieno a quota 200 seguito da Rossi e Pedrosa appaiati a 128 punti. Dovizioso è quarto a quota 91, dieci punti davanti a Lorenzo.Sesto a quota 67 è Aleix Espargaro che dopo aver dominato lo scorso anno tra le CRT sta ora spaccando tra le Open... a quando su una vera Motogp?&nbsp;<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 05 Jul 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Misano Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK SEPANG 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p><span style="font-size: 12px;">A Misano tornano in pista le Superstock dopo una lunga pausa che durava da Imola, al sabato vanno in pista le 600 e la musica rimane la stessa del precedente appuntamento, Faccani domina in lungo ed in largo col podio tutto italiano completato da Caricasulo e da Stirpe. Complice il ritiro di Tuuli Faccani balza in testa alla classifica a quota 81 punti contro i 58 del finlandese, seguono Tessels e Tucci a 52 e 45. In mezzo alle due gare della Superbike va in pista la classe cadetta della Supersport, che vede tornare alla vittoria Cluzel con la sua MV Agusta, il francese domina la gara ma rosicchia solo cinque punticini a Vd Mark che, dopo una partenza complicata, rimonta fino al secondo posto. Bella gara di Jacobsen che chiude il podio dopo aver regolato Sofuoglu. In classifica rimane davanti Vd Mark a quota 135, segue Cluzel a 107 e, più staccati, Marino e Zanetti a 85 e 70, tra i costruttori Honda a 156 lascia indietro Kawasaki ed MV a 119 e 115. Ultima gara della giornata quella della Coppa del Mondo Superstock 1000 dove Savadori, dopo la sfortunatissima gara di Imola, torna a dominare e questa volta senza brutte sorprese, anche se la gara viene interrotta a tre giri dalla fine per una caduta di Sandi che stava portando in porto un ottimo secondo posto. &nbsp;Savadori vince dunque alla grandissima ma Mercado limita i danni col secondo posto, podio completato da Massei davanti a Jezek per un terzetto Ducati che ha lottato per tutta la gara. In classifica Mercado rimane davanti con 72 punti, si avvicina Savadori che sale al secondo posto, in coabitazione con Jezek, a 58 punti, segue Massei a 44. Tra i costruttori rimane in vetta Ducati con 90 punti, accorcia però Kawasaki ad 83, lontanissime le altre,.</span></p>
<p>E veniamo alla seconda gara della Superbike che non regala grosse soprese se non alla partenza dove Giuliano ed Elias partono fortissimo e si mettonodavanti a tutti, Davide però si è mosso prima del verde ed è costretto ad un ride trough mentre Toni dura poco ripetendosi nella sagra degli errori vista poche ore prima, e così Sykes torna velocemente in testa, imposta il suo ritmo interstellare e uccide la gara suonando gli avversari come tamburi. Dietro Baz deve sudare sette camicie contro le Aprilia e, soprattutto, Melandri, Marco le prova tutto e negli ultimi giri lui e Loris si soprassano e controsorpassano a più riprese, alla fine perà è il francese a spuntarla regalando alla Kawasaki un altra doppia doppietta sontuosa. Marco deve accontentarsi del podio ma sembra un altro rispetto a quello di inizio stagione e riesce un altra volta a mettersi dietro il compagno di squadra Guintoli che chiude quarto. Rea ancora una volta cava il possibile dalla moto che si ritrova portando a casa il quinto posto davanti ad Elias ed al duo Suzuki Laverty e Lowes. Giuliano dopo la penalizzazione rimonta fino al nono posto e, a completare il disastro Ducati, la caduta di Davies che fin qui aveva dimostrato una gran costanza. Chiude i dieci Salom, ancora una volta migliore delle evo che mette sempre di più le sue mani sulla vittoria finale. Ottimo Barrier undicesimo davanti ad Haslam, un buonissimo Goi, Russo ed Andreozzi che chiudono i piloti a punti. Solo sedicesimo, e fuori dai punti, Canepa. Da sottolineare ancora una volta l'ottima gara di Badovini e Bimota che sul traguardo arriva undecisimo ad un secondo da Salom!</p>
<p>A gara due di Misano completata si è superata la metà stagione e a guardare le vittorie sin quiè evidente chi sia il dominatore del campionato, Sykes infatti ha messo a segno 6 centri contro i 3 di rea Rea, i 2 di Guintoli e Melandri e l'unica vittoria di Laverty. In classifica però Sykes, causa anche qualche sfortuna, non può dormire sonno tranquillissimi anche se lascia l'Italia in testa alla classifica a quota 251 punti. L'avversario più vicino rimane Guintoli che però ora comincia ad essere lontano (212 punti) ed a sentire il fiato di Baz sul collo (210 punti). Si allontana Rea a quota 199 con Melandri inrimonta a 179. Prima Ducati sempre quella di Davies sesto a 143 punti. Dodicesimo assoluto, a quota 67 punti, è Salom, che allunga nella classifica delle Open, Canepa segue a ruota a 43 punti. Tra i costruttori è sempre duello tra Kawasaki (266 punti) e Aprilia (244) con Honda e Ducati che seguono staccate a 199 e 178. Prossimo appuntamento ad inizio luglio sul bellissimo circuito di Portimao.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 21 Jun 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Misano Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK MISANO 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>Tom Sykes non è molto personaggio e forse, anche per questo, si tende a parlarne meno, a sottolineare più quando commette un errore che quando fa grandi prestazioni, l'inglese però sta conquistando il pubblico per i suoi modi gentili e, soprattutto, per le sue prestazioni mostruose. A Misano è arrivato dopo il travagliato weekend malese, con un polso ancora in disordine e su una pista che sembrava dover essere terreno di conquista di Aprilia e Ducati, durante le libere ha lasciato sfogare gli altri lavorando duro e, al momento necessario, ha sfoderato gli artigli stampando il nuovo record della pista e piazzandosi in pole. In gara Tom non ha voluto far prigionieri, partito fortissimo si è trovato Elias davanti, un paio di curve per sbrigare la pratica e poi una fuga fatta a suon di record della pista con un ritmo insostenibile per tutti fino al trionfo finale in solitaria. L'unico a provare a tenergli testa è stato il compagno, Baz ci ha provato e per metà gara è riuscito a rimanere a contatto col caposquadra, poi il suo ritmo è inesorabilmente auomentato dovendosi accontentare di una comunque ottima seconda piazza per una doppietta verde. Dietro tanta tanta battaglia da cui sono spuntati Melandri ed un Davies in rimonta, per Marco un podio e punti in carniere, per Chaz un altra gara molto consistente e l'ennesima gara corsa tra i primi. Cresce invece il distacco dal quinto in giù, Guintoli, che cede punti importanti, poi Elias partito fortissimo nei primi giri costellati però anche da errori che l'hanno fatto retrocedere. Settimo Rea che raccoglie quello che può con una Honda ritornata nei ranghi a precedere un Giuliano ancora una volta strepitoso in prova ma a gambero in gara. Chiudono i dieci Laverty ed Haslam mentre Lowes è stato costretto al ritiro mentre lottava con loro. Salom, undicesimo, vince un altra volte tra le evo battendo Canepa. Corti tredicesimo precede Goi, a punti e sul podio virtuale delle evo, e Barrier che al suo rientro dopo il brutto incidente automobilistico chiude i piloti a punti. Tornano a far vedere buone cose le Bimota con Badovini che arriva dodicesimo prima di essere tolto dalla classifica. Per gara due l'imperativo è uno solo, arginare la marea verde delle due Kawasaki che, dopo gara uno, vedono Sykes in vetta a +27su Guintoli con Baz nove punti più indietro.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 21 Jun 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Barcellona</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">Barcellona 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">E sono sette! Questa volta è stato difficile, più ancora del Mugello, Marquez è caduto in qualifica durante l'ultima uscita e, per la prima volta nel 2014, non è partito dalla pole, in gara ha dovuto sudare, lottare, sbagliare, rimontare e domare due cani rabbiosi scatenati, durissima, ma alla fine, in un modo o nell'altro, sul gradino più alto del podio ci è finito di nuovo lui. Questa volta Marc ha dovuto dare davvero tutto fino alla fine e, forse, usare anche qualche furbizia, perchè il dubbio che nell'ultimo giro abbia mollato un filo il gas per indurre in errore Pedrosa resta, resta anche però, indelebile, il settimo centro su sette gare per una marcia trionfale che non conosce sosta e degli avversari che, oramai, più che pensare al campionato hanno come primo obbiettivo interrompere la striscia di vittorie del campioncino spagnolo. Proprio per questo, andando avanti, per Marquez sarà sempre più difficile perchè lui avrà sempre più da perdere, rischiare una caduta ed un infortunio per una vittoria sarà una cosa da pesare, mentre gli altri avranno sempre meno da perdere e rischieranno il tutto per tutto. Oggi ci hanno provato tutti, Lorenzo con la solita partenza e tentativo di fuga, Rossi con una parte centrale condotta in testa e Pedrosa con un finale in crescendo e all'arrembaggio, non ce l'hanno fatta ma ci riproveranno e ad ogni gara sono sempre più vicini. Rossi oggi ci ha creduto a lungo restando in testa per buona parte della gara, alla fine fregato anche da Pedrosa si stava accontentando del terzo posto ma una scaramuccia davanti gli ha servito su in piatto d'argento la piazza d'onore a solo mezzo secondo dal vincitore. Merita i complimenti Pedrosa che, appena il braccio si è mostrato in guarigione, ha respinto le critiche delle ultime gare andando vicinissimo alla stoccata vincente, Dani stava infatti preparando il sorpasso finale quando la sua ruota anteriore ha pizzicato la posteriore del compagno facendogli perdere anche la piazza d'onore. Lorenzo invece torna un pò indietro dopo la garona del Mugello, Jorge resta in lotta solo per i primi giri per poi fare il fanalino del gruppo per tutta la gara, rientra in gioco un paio di volte grazie a qualche goccia di pioiggia o a scaramucce pesanti davanti ma è evidente che è tirato, medaglia di legno per lui. Oggi, almeno per la TV, la gara finisce qui, già solitamente le inquadrature ai piloti dopo i primi arrivano con la stessa cadenza della pioggia nel deserto, figuriamoci in questo caso dove la lotta davanti dura per tutta la gara ed è avvincente e spettacolare. Finiamo coì per perderci la consistente gara di Bradl che addirittura riesce a rimanere coi primi quattro per la prima parte della gara, alla fine chuide quinto ad undici secondi dalla vetta, tre secondi più indietro la sontuosa gara di Aleix Espargaro, sesto assoluto e dominatore tra le open, riesce anche a distanziare di un paio di secondi il fratello che batte in volata Dovizioso con la prima Ducati. Iannone chiude nono a soli due secondi da Dovizioso, il nono posto a diciotto secondi dalla vetta non è granchè ma se paragonato alla gara del più esperto Dovizioso ha tutto un altro sapore. Smith chiude i dieci mentre Hernandez riesce finalmente a far vedere una gara decente con l'undicesimo posto finale anche se, i 37 secondi dalla vetta, ed il confronto col compagno, appaiono impietosi. Buona gara di Hayden che era addirittura in dubbio dopo l'operazione e che invece dodicesimo assoluto e secondo delle Open davanti a Redding. A Punti anche Pirro, con la Ducati laboratorio, e Aoyama. Fuori gara per problemi vari Di Meglio, Abraham, Bautista e Crutchlow che non riesce davvero ad avere un minimo rapporto con questa Ducati, se non è lui a tradire la moto, lanciandola in terra, è lei, come in questo caso, a tradire lui lasciandolo a piedi!<br />La classifica, manco a dirlo, è un assolo di Marquez, ancora a punteggio pieno, scala la vetta a quota 175 punti. Il più vicino, ma ancora a valle, è Rossi con 58 punti di distacco, 5 punti più indietro troviamo Pedrosa. Al quarto posto Lorenzo è praticamente al livello del mare con quasi cento punti di distacco giusto 7 davanti a Dovizioso. In fila al sesto, settimo ed ottavo posto troviamo Pol e Aleix Espargaro e Bradl con 58, 54 e 50 punti rispettivamente. Mi preme sottolineare ancora una volta la posizione di Aleix, autentico dominatore delle Open che riesce a mettersi dietro anche tante Motogp! I dieci sono chiusi da Iannone e Smith. Per trovare altre Open dobbiamo scendere fino al tredicesimo e quattordicesimo posto con Hayden e Redding a quota 26 e 25 punti meno della metà di Aleix! Prossimo appuntamento ad Assen che l'anno scorso aveva regalato colpi di scena, l'infortunio a Lorenzo, con l'eroico ritorno in pista per la gara, ed il ritorno alla vittoria di Rossi che spera di bissare quest'anno. La domanda però è sempre la stessa, qualcuno riuscirà ad evitare l'ottavo centro di Marquez?<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sun, 15 Jun 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Sepang Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK SEPANG 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p>In questo weekend, col programma rivoluzionato, la prima gara è stata quella della Supersport che ci ha regalato un entusiasmante battaglia a cinque che nella seconda fase è diventata un duello a due tra Vd Mark e Cluzel, il francese della MV le ha provate tutte ma alla fine ha dovuto arrendersi al giovanissimo olandese che centra un altra vittoria e allunga in classifica, assieme a lui la Honda nel costruttori ed un team che anni fa dominava la categoria e che poi, per qualche hanno, ha subito i ritorni di Yamaha e Kawasaki. Il podio è completato da Sofuoglu che, almeno stavolta, i problemi tecnici li ha avuti in prova a non in gara, il turco ha regolato un Rolfo in grande spolvero ed uno Zanetti sempre nelle posizioni di vertice. Disastro per Marino e Coghlan, entrambi uomini di classifica ed entrambi a terra durante la gara. Ora Vd Mark scappa a 115 Cluzel segue ad 82 poi Marino a 76 e Zanetti e Coghlan a 60. Per i costruttori Honda a 126 precede Kawasaki ed Mv Agusta rispettivamente a 103 e 90.</p>
<p>La seconda gara della Superbike parte come un monologo del trio Aprilia con le sole due Kawsaki a cercare di rompere le uova nel paniere, dopo solo tre giri però è bandiera rossa, che strano, questa volta per il motore della MV di Corti che esplonde mandando fuoco e fiamme e spargendo olio sulla pista. Si riparte per una gara accorciata a 10 giri ed i valori non cambiano, se non per Elias che prova a guidare il gruppo, dura poco però con Guintoli che passa e prova da subito la fuga e Melandri che si complica la vita con un sorpasso su Toni che rischia di mandare a terra tutte e tre le Aprilia! Per fortuna Marco se la cava di esperienza ma permette alle due Kawasaki di passare. L'italiano però è in una delle sue giornate e, quando è così, è quasi imbattibile, fatica un pò a liberarsi di Baz e Sykes ma ci riesce e si lancia in una furiosa rimonta sul compagno di squadra giusto per accendere uno spettacolare duello negli ultimi due giri. Questa volta Sylvain, spesso accusato di evitare fin troppo i rischi, non si tira indietro e le prova tutte ma deve arrendersi. Per Melandri un weekend fantastico, prima vittoria ma anche prima doppietta con Aprilia e della stagione e punti che lo rimettono in gioco per il titolo, è ancora molto lontano ma, si sa, se Marco prende fiducia ed inzia a girare senza troppe paturnie può infilare vittorie a raffica. Guintoli si accontenta il secondo posto gli vale qualche altro punticino rosicchiato a Sykes che oggi è stato costretto a limitare i danni, l'inglese dopo essere stato abbattuto nella prima uscita ha dovuto correre con un braccio malandato e dolorante, impossibile chiedergli più del terzo posto, oggi per battere le Aprilia ci sarebbe voluto il miglior Sykes. La medaglia di legno va ad Elias che, dopo una partenza scoppiettante ed un parte centrale di gara in difficoltà, si riprende sul finale regolando Baz, Rea e Laverty. Davies chiude ottavo, ancora miglior Ducati al traguardo, mentre Lowes vince sul finale il duello con Giuliano ed Haslam. Dodicesimo chiude Camier che vince la classifica delle evo, al traguardo davanti a Badovini e Salom, sulle classifiche ufficiali a Salom e Guarnoni. Canepa chiude i piloti a punti.</p>
<p>Alla vigilia del giro di boa del campionato Melandri si inserisce nella lista dei vincitori, Sykes (4), Rea (3), Guintoli e Melandri (2) e Laverty una gara. In classifica Sykes, nonostante il weekend sfortunato, mantiene la vetta (201) ma il margine cala sensibilmente, ora Guintoli segue a 13 punti (188) davanti a Rea (179), Baz (170) e Melandri che con la doppietta sale a 147 punti, 54 dalla vetta che sono ancora tanti ma con ancora tante gare da fare in una Superbike sempre imprevedibile. Davies grazie alla sua regolarità è sesto a 130 punti davanti al compagno di squadra. La migliore Evo resta quella di Salom, dodicesimo assoluto, a quota 56, seguito da Canepa (39) e Camier (30). Tra i costruttori la Kawasaki resta davanti (216) ma il suicidio di Baz lascia il segno, l'Aprilia, grazie anche alla doppia doppietta segue a sole quattro lunghezze (212), più staccate Honda (179) e Ducati (158). Fra quindici giorni si fa tappa a Misano per un altro weekend che si preannuncia caldissimo e, come sempre, imprevedibile.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 07 Jun 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Sepang Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK SEPANG 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>La Malesia accoglie il debutto assoluto della Superbike a Sepang col classico caldo sfiancante che, combinato con l'alta umidità, mette a dura prova i mezzi e, soprattutto gli uomini. Le prove sono state letteralmente dominate dalle Aprilia ma il solito Tom Sykes, piano piano, è cresciuto fino a mettere il naso davanti nel warmup, insomma si preannuncia una gran gara se fosse per la variabile Baz! Il francese nelle ultime gare, oltre ad i complimenti per andare fortissimo, aveva raccolto anche parecchie critiche per l'atteggiamento molto aggressivo e, in particolare, nelle primissime curve. A Donington erano stati in tanti a mugugnare tra cui il compagno di squadra che era stato costretto ad una gran rimonta nella prima gara proprio dopo un entrata dura di Loris. Evidentemente però Baz ha fatto orecchie da mercante e, forse complice il caldo, deve aver avuto un allucinazione e visto un altra pista perchè, pronti via, e, grazie ad un entrata in curva alla "spera in dio", si stende tirando a terra anche Sykes e Lowes e rovinando la gara a Giuliano e Rea che rimangono intruppati e praticamente ripartono in fondo al gruppo. Una gran botta che ha fatto anche una certa impressione vedendo la gamba di Tom incastrata nella moto di Alex, il campione del mondo in carica, e leader della classifica, oltre ai punti buttati al vento, e non per colpa sua, riporta anche contusioni ad un polso e ad una coscia tanto da passare l'intera durata della gara tra centro medico e clinica mobile. Questa volta dubito che Baz la passerà liscia, almeno all'interno della squadra, il suo "capitano" è furioso ed anche il team non sarà contento perchè, oltre ai tanti punti persi nel mondiale piloti, con entrambi i piloti fuori, questo è un durissimo colpo anche nella classifica costruttori. La carambola sgrana da subito il gruppo con le Aprilia che, senza Sykes, hanno vita facile, Guintoli prova la fuga, Melandri si butta all'inseguimento ed Elias prova a riempire il podio con le moto di Noale. La vittoria si gioca tutta tra i due alfieri dell'Aprilia ufficiale e vive per buona parte con la rimonta di Marco che, inesorabilmente, va a prendere Sylvain, lo passa, anche grazie ad un errore del francese e va a vincere tenendo una distanza di sicurezza fino all'ultimo. Per Marco è la prima vittoria della stagione e da quando ha iniziato l'avventura con Aprilia, un gran risultato che potrebbe dargli fiducia e, complice il disastro Kawasaki, rimetterlo in gioco, per Sylvain invece la bottiglia è mezza piena, il secondo posto gli permette di riavvicinare la vetta del mondiale ma il ritorno di Marco potrebbe infastidirlo alla lunga oltre ad avergli portato via qui cinque punti che potrebbero essere importantissimi. Entusiasmante la lotta per il gradino più basso del podio con Elias che si trova a fare a sportellate con gli scatenati Davies e Laverty, una battaglia lunga quasi tutta la gara che alla fine vede il ritorno sul podio di Eugene e la ua Suzuki. Per l'irlandese, dopo la vittoria inziale, un stagione tribolata con anche tanti errori ma, di sicuro, con una moto non all'altezza del suo potenziale, rivederlo sul podio fa piacere anche se sarebbe stato bello vederci anche Davies, all'inglese manca l'acuto ma ancora una volta porta a casa un quarto posto che mette fieno in cascina. Delude un pochino Elias che aveva dato l'impressione di poter completare la festa Aprilia ed invece in gara è finito un pò in calando. Rea in rimonta chiude sesto riuscendo a mettersi dietro Haslam che, tirate le somme, è stato autore di un altra prestazione deludente visto che il compagno era praticamente ripartito ultimo dal pasticcio iniziale di Baz. Per Giuliano, arrivato in scia ad Haslam vale il discorso di Rea, anche lui perde tanto tempo al via, ed in più si aggiunge il malessere che l'ha colpito durante la notte. Gran gara per Salom che chiude nono assoluto fincendo la classifica delle evo davanti a Camier e Guarnoni. Dietro il francese, dodicesimo, chiuderebbe Badovini, un pò in difficoltà, questa volta, con la Bimota, stava facendo molto meglio Iddon che però ha finito per stendersi. Tolta dalla classifica la DB3 sono Andreozzi, Staring, Toth e Lanusse a chiudere la zona punti, col botto iniziale c'è quasi gloria per tutti tanti che Yates, con l'acerbissima EBR, chiude sedicesimo ad un soffio dal primo punto anche se ultimo al traguardo. Tanti i ritiri tra cui quello di Canepa, ancora una volta per un problema tecnico, che ora vede allontanarsi sempre di più la possibilità di giocarsi il titolo evo.<br />Fra poco più di un ora gara 2 in attesa di sapere che in che condizioni prenderà il via Sykes per capire se potrà provare a distubare il dominio Aprilia e mantenere la testa del mondiale.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 07 Jun 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Mugello</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1568-mgp-14-mugello.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">Mugello 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Prima di entrare nel vivo vorrei aprire una parentesi sulla stampa italiana, solitamente scrivo le mie opinioni sulla gara poco dopo averla vista, questa volta, causa vari problemi, mi ritrovo a farlo con un giorno di ritardo e quindi, a differenza del solito, ho avuto modo di leggere giornali e siti e scopro che il protagonista della gara è stato Valentino Rossi, che al Mugello ha corso a lui assieme ad altri piloti, che in pagella Lorenzo merita 7 mentre Rossi 9 anche perchè ha scatenato la festa del pubblico! Mi fermo qui e non vado avanti perchè rischierei di vomitare sulla tastiera, per fortuna IO la gara l'ho vista, una gara con due fantastici protagonisti e, nessuno dei due, col 46 giallo fluò sul cupolino! Uno dei due era talmente scontato che sta cadendo nel noioso e, se si guarda al risultato finale, lo è, perchè Marc Marquez ha messo in carniere la sua sesta vittoria, con pole annessa, su sei gare, sta ammazzando il mondiale e massacrando gli avversari. Questa volta però, per sua stessa ammissione nel dopo gara, la vittoria se l'è dovuta (finalmente direi io) sudare, sette camicie, ed è arrivata solo sul traguardo dopo sorpassi spettacolari, numeri al limite ed un intera gara tiratissima. Per la prima volta, pur sconfitto, un solo pilota può dire di non essere stato massacrato dal giovane spagnolo e, dopo 5 gare difficili ed infarcite di errori è finalmente tornato il Lorenzo che abbiamo imparato a conoscere. Jorge oggi avrebbe meritato la vittoria per come l'ha cercata e voluta, fino all'ultimo, combattendo contro un pacchetto pilota-team-moto che al momento è superiore al suo, ha messo in campo tutto, partendo forte, sgomitando al via per andare in testa, provando la fuga, mantenendo un ritmo infernale e alla fine lottando come un leone ribattendo sorpasso su sorpasso. Ha dovuto cedere all'incredibile Marc Marquez ma se la gara è stata uno spettacolo sopraffino, se gli spettatori sono stati col fiato sospeso fino all'ultimo e se da casa si è saltati sul divano il merito va per buona parte a Jorge che è tornato a fare il vero rivale di Marquez e, assieme, hanno dato vita a questa gara. Ben pochi meriti ha invece il protagonista per i media, normalmente avrei detto che Rossi ha fatto comunque un ottima gara, in fondo prendere un podio al 300esimo GP della sua lunghissima carriera, a poco più di 2,5 secondi dalla vetta è pur sempre un gran risultato che tanti giovani si sognano solamente. &nbsp;Sostenere questa tesi oggi però mi riesce difficile, soprattutto dopo i proclami della vigilia dove Valentino aveva fatto, ben poco velatamente, capire di voler finalmente battere Marquez, di voler tornare sul trono del suo Mugello consacrando definitivamente una stagione dove, almeno per la classifica del campionato, è lui il caposquadra e il rivale di Marc. Proclami completamente disattesi per un weekend che si è trasformato in un fallimento su tutti i fronti, a partire da una qualifica da incubo, per passare ad una gara in cui non è mai riuscito ad entrare in lotta per la vittoria, fino ad un ritmo che è andato calando dopo la metà gara tanto che il distacco avrebbe potuto essere più ampio se i due davanti sono si fossero disturbati con continui sorpassi al limite. A completare il quadro il ritorno del compagno che alla prima gara corsa come sa ha fatto quello che a Rossi è solo parzialmente riuscito in Qatar, far vedere i sorci verdi al dominatore del campionato. I0 normalmente non elargisco voti ma se dovessi farlo sarebbe un bel 10 - 9,5 - 7,5 per i tre occupandi tel podio, con buona pace della stampa italiana. Per il resto si è vista poca roba, Pedrosa prende la medaglia di legno a 14 secondi dalla vetta, Dani però quel posto se lo è dovuto sudare a causa di un braccio che non è ancora a posto e che a vedere la cicatrice verrebbe da chiedersi come faccia a correre. Pol Espargaro da un altra prova di concretezza chiudendo quinto ad un secondo e mezzo da Dani, per un debuttante è un gran risultato. Sesto e settimo in volata, a diciassette secondi dalla vetta, chiudono i due Andrea della Ducati, al momento alla rossa è difficile chiedere di più e la dimostrazione è anche dal come arriva questo risultato, il sesto posto di Dovizioso e frutto di una scelta conservativa di gomma ed una gara di regolarità, il settimo di Iannone da una scelta rischiosa di gomme con una partenza all'attaco coi primi ed una gara in calando. Morale della favola, che sia l'esperto con guida pulita e ritmo costante o il giovane con guida aggressiva e all'attaco alla fine il risultato non cambia. Dopo la bella prova francese torna indietro Bautista con una gara in solitaria all'ottavo posto a 27 secondi, altra prestazione convincente per Aleix Espargarò, qui il distacco ha già i contorni dell'abisso, 41 secondi, ma Aleix chiude nono assoluto, vince un altra volta la classifica delle Open, si mette dietro le due Ducati ufficiali di Hernandez e Pirro ed allunga nella classifca Open, difficile chiedergli di più. Abraham e Redding completano il virtuale podio delle Open mentre Aoyama ed Edwards chiudono i piloti a punti. Gare deludenti per Smith e Crutchlow, subito a terra, per altro Cal riesce nella rara manovra di lanciare la moto che fa strike stendendo Bradl. Una jella incredibile, soprattutto per il tedesco che si trova sparato in aria senza colpe e senza sapere il perchè.<br />Ad un terzo di campionato potremmo già parlare di cosa succederà nel 2015, Marquez rimane a punteggio pieno, 150 punti, col più vicino inseguitore, Rossi, a quota 97, un punto più indietro Pedrosa mentre Lorenzo, che sale al quarto posto in classifica ha la miseria di 65 punti, due in più di Dovizioso. I fratelli Espargaro occupano sesta e settima posizione, Pol a quota 49 mentre Aleix, cosi suoi 44 punti, non solo domina tra le Open (il più vicino è Hayden dodicesimo a 23 punti) ma si tiene dietro le Motogp Bradl, Bautista, Smith e Iannone nell'ordine, oltre a quelle di Hernandez e Crutcholw che fin ora hanno avuto una stagione deludentissima. Yonny è perennemente indietro assorbito dalle Open, mentre Cal, pur facendo vedere cose buone in prova, finisce spesso a terra e dopo sei gare ha raccimolato la miseria di 15 punti.<br />Prossimo appuntamento in Spagna a Barcellona!<br /><br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 31 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Donington Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK DONINGTON 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p>A Donington non corrono le Stock, quindi vediamo com'è andata in Supersport dove, puntuale come un orologio svizzero, si presenta l'ennesimo problema tecnico per Sofuoglu mentre era in testa alla gara, questa volte al turco va un pò meno peggio perchè la moto si riprende e con una rimonta furiosa riesce ad arrivare ai piedi del podio. Fuori gioco Kenan la lotta per la vittoria è una battaglia tra Vd Mark, Cluzel e Coghlan che chiudono nell'ordine la gara. Appuntamento sfortunato per Zanetti a cui esplode il motore. &nbsp;In classifica ora a comandare è Vd Mark con 14 punti su Marino, oggi quinto, 14 punti puù indietro Cluzel che precede di due punti Coghlan. Sofuoglu con una sola gara fin ora senza problemi, vinta, è settimo in classifica a 52 punti dalla vetta. Tra i costruttori comanda Honda con 24 punti su Kawasaki.</p>
<p>Gara 2 della Superbike è molto simile all'appuntamento della mattina, almeno per le prime due posizioni, la differenza principale è che i vari pasticci degli avversari permettono a Sykes di finalizzare la sua rimonta con largo anticipo e, una volta liberatosi del compagno, allungare ed andare a vincere senza patemi. Per Tom è una doppietta perentoria che gli permette di rimettere un pò do margine tra se e gli avversari in campionato. Baz dal canto suo, con un altro secondo posto, non solo regala una doppia doppietta alla Kawasaki ma aggancia anche al secondo posto in campionato Rea. Sul podio chiude un ritrovato Guintoli che parte forte e fa gara di testa finchè le due Kawasaki, tirate dal campione in carica, non prendono il largo, al francese dell'Aprilia difficile chiedere di più, non sbaglia, al contrario di molti avversari, raggiunge il miglior risultato possibile e tiene aperte le speranze iridate. Ai piedi del podio troviamo Giuliano che può decisamente recriminare per il caos iniziale quando un entrata garibaldina di Baz manda il gruppo nel caos con una reazione a catena da cui ne escono male propdio Davide e Rea che perdono molte posizioni. L'italiano della Ducati si lancia poi in una rimonta furiosa che non riesce però ad andare oltra il quarto posto proprio davanti al compagno Davies, Chaz ancora una volta non riesce ad essere veloce come il compagno ma sfrutta la sua costanza per raccogliere punti importanti. Rea chiude sesto e ringrazia i tanti errori degli avversari altrimenti il passivo poteva essere anche peggiore. Haslam ed Elias chiudono settimo ed ottavo, per entrambi gare abbastanze anonime, per altro lo spagnolo riesce ad avere la meglio solo all'ultimo su uno strepitoso Badovini. Le Bimota impressionano, non solo suonano tutte le eltra evo ma si permettono anche di dar fastidio alle SBK, anche Iddon arriva poco più indietro. Una volta levate dalla classifica i dieci vengono chiusi da Lowes, che nei primi giri stende Melandri finendo a sua volta a terra, e Salom che anche in questo caso riesce a battere Canepa nella classifica delle evo. Al dodicesimo posto Corti precede Laverty, anche lui caduto, da solo, come in gara uno, nei primi giri, Guarnoni ed Andreozzi chiudono i piloti a punti. Gara sfortunatissimi per Marco Melandri, abbattutto senza colpe quando sembrava, finalmente, in grado di lottare per il podio fino alla fine riesce a ripartire ma non va oltre il diciassettesimo posto.</p>
<p>Dopo cinque round sono solo quattro i piloti ad aver vinto, Sykes (4), Rea (3), Guintoli (2) e Laverty una gara. La classifica rispetta in buona parte queste forze a parte per Laverty, che alla vittoria ha affiancato tante cadute, e per Baz che nonostante non abbia mai vinto è stato il più costante di tutti, e così Sykes comanda con 16 punti su Rea e Baz e 27 su Guintoli. Al quinto posto troviamo un altro mago della costanza, Chaz Davies, che però paga già 76 punti di distacco dalla vetta. Il campionato sembra quindi un affare a quattro perchè oramai anche Melandri sembra tagliato fuori, il sesto posto in classifica, a 88 punti dalla vetta, non sembra lasciare speranze. Kawasaki allunga anche nel costruttori, ora Aprilia segue a 31 punti e Honda a 34. Prossimo appuntamento a Sepang, in Malesia, debutto assoluto per la SBK, impossibile quindi fare un pronostico anche se un piccolo vantaggio potrebbero avercelo Melandri ed Elias che conoscono la pista dall'epoca del Motomondiale. I due lunghi rettilinei non saranno sicuramente d'aiuto alla Ducati e potrebbero mettere in difficoltà anche Honda che non è una delle moto più veloci in pista. Ma con la SBK si sà tutto è possibile.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 24 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Donington Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK DONINGTON 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>Donington, gara storica per le Superbike, ci fa riassaporare il gusto del campionato delle derivate della serie, gara 1 è un concentrato di battaglie, sorpassi, errori, mucchi selvaggi, cadute, rimonte con tantissimi protagonisti anche se, alla fine, un solo nome risalta su tutti ed è quello del campione in carica Tom Sykes. Tom fa una gara sontuosa, una gara per cui &nbsp;per un Marquez in Motogp si sprecano aggettivi, l'inglese parte dalla settima posizione e rimane intruppato a centro gruppo chiudendo il primo giro undicesimo, dietro ad Elias, liberatosi dallo spagnolo non riesce a schiodarsi dalla decima posizione e sembra in gravissima difficoltà. In realtà Sykes vuole evitare pasticci nei primi giri e quando decide che è il momento di suonare la carica diventa devastante, si libera degli avversari come se fossero birilli fermi in mezzo alla pista, addirittura si permette di sorpassare con una sola staccata Davies ed Haslam, i giri veloci piovono peggio di un temporale inglese e secondo su secondo va a prendere il compagno di squadra che comanda la gara. Baz, va detto, sta facendo una gran gara ed è l'unico che prova seriamente a resistere al campione in carica, non solo, Loris risponde anche scatenando due giri di duello assoluto e totale con sorpassi e controsorpassi, ma, al contrario del compagno, è davvero impiccato e dopo un paio di sbavature non riesce più a contenerlo. Doppietta Kawasaki dunque con la dirompente vittoria di Sykes che lo riporta in testa alla classifica ed il secondo posto di Baz &nbsp;che gli permette di scavalcare Guintoli in classifica salendo al terzo posto. Nella prima parte di gara, con Sykes arretrato, ad animare la lotta per la vittoria, assieme a Baz, sono stati Lowes e Giuliano, l'inglese alla fine chiude un ottima gara a podio riportando nuovamente in alto la Suzuki dopo qualche gara difficile, mentra Davide chiude purtroppo un altra volta nella sabbia, un vero peccato perchè il podio era lì ed i punti buttati sono ancora tanti. A giustificazione dell'italiano c'è da dire che l'impressione è che, per portae così in alto la Ducati, si debba guidare davvero sul filo del rasoio e quando si guida così l'errore è davvero dietro l'angolo. Ora speriamo che in gara 2 Giuliano riesca a concretizzare in gara l'ottima prestazione in qualifica che l'ha portato in Pole. Di nuovo in seria difficoltà le Aprilia con Melandri che riesce almeno ad arrivare al quarto posto mentre Guintoli, dopo un lungo, naufraga in settima posizione. In mezzo a loro troviamo Davies, quinto, ed ancora una volta miglior Ducati al traguardo, Chaz è l'opposto del compagno, in prova e ad inizio gara prende paga ma con la costanza accumula punti. Sesto Rea che, dopo tra vittorie consecutive, non riesce mai ad entrare in gioco ed è costretto a limitare i danni cedendo però la vetta della classifica. Ottavo e nono Haslam ed Elias mente i dieci li chiude la prima delle evo che, ancora una volta, al traguardo è la Bimota di Badovini ma, una volta levato dalla classifica, è la Kawasaki di Salom che riesce a battere solo all'ultima curva Canepa e la sua Ducati. Per Salom è qualche altro punticino guadagnato proprio su Niccolo, sono loro due a giocarsi il titolo delle evo al momento. Foret al dodicesimo posto chiude il virtuale podio delle evo ed è la testa di un terzetto Kawasaki con Guarnoni ed Andreozzi. Corti e la sua MV chiudono i piloti a punti portando a casa un punticino. Fra qualche ora gara due, obbiettivo per tutti limitare Sykes, perchè se l'inglese questa volta partisse bene il rischio serio è di vedere una gara ammazzata.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 24 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Le Mans</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">Le Mans 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">E sono cinque, su cinque, consecutive, con altrettante pole, per trovare qualcosa di simile dobbiamo tornare indietro a Doohan ed al suo dominio, Marquez è inarrestibile e pare poter fare davvero ciò che vuole, la gara di oggi ha ancora più valore perchè Marc, con qualche errore di troppo, era retrocesso fino alla decima posizione nelle fasi iniziali di gara. Resta il fatto però che quando ha voluto, come ha voluto, ha imposto un ritmo infernale e passato gli avversari come fossero dei birilli in mezzo alla pista, per il giovane spagnolo sono oramai finiti gli aggettivi, per gli avversari si può parlare solo di massacro. L'unico a non essere uscito sbriciolato dal confronto con il fenomeno della Honda è stato un sempre più redivivo Rossi, l'italiano ha controllato nelle fase iniziali, ha provato la fuga e alla fine si è arreso solo a Marquez, un buon ottimo risultato anche se macchiato dalla resa per bandiera bianca al rivale, quando lo spagnolo lancia la rimonta l'italiano perde manciate di decimi per ogni settore senza riuscire ad arginare minimamente la perdita e, quando ci si aspetta un possibile duello, Valentino arriva lungo e di fatto lascia passare Marc senza opporre resistenza. Sul podio ci va anche un Bautista in grande spolvero, coriaceo, combattente e senza errori, finalmente si è rivisto l'Alvaro che avevamo conosciuto tempo fa e che si era completamente perso ad inizio stagione. Bautista per altro ha piegato solo sul finale un sontuoso Pol Espargaro che, alla quinta gara in Motogp, si è permesso lottare per tutta la gara coi primi rimanendo spesso in zona podio. Un podio anomalo soprattutto per il naufragio di due protagonisti abituali, Pedrosa e Lorenzo, quinto e sesto al traguardo, e se il primo va ammirato per aver comunque fatto una gara decente con un braccio appena operato, e malmesso, per il secondo non ci sono scuse, Jorge non si trova con la moto, non digerisce le gomme e si rende conto di non aver strumenti per lottare con Marquez, rischia di cadere in una frustrazione che rasenta la depressione. Personalmente mi fa molto dispiacere vedere così un campione che negli ultimi anni ci ha regalato gare spettacolari, l'unico a riuscire a battere l'anno scorso, in più di un occasione, in un duello corpo a corpo, l'alieno Marquez. Da qui in poi gare da gamberi a partire da Bradl, settimo, che nelle prime fasi a lottato per il podio, Dovizioso, ottavo, ha guidato la gara in avvio salvo poi decadere in maniera irreversibile, anche Smith stava facendo una buona gara prima di chiudere i dieci preceduto dal solito Aleix Espargaro che, dopo un errore iniziale, si è prodigato in una rimonta che lo ha portato al nono posto assoluto e migliore delle Open con più di una Motogp alle spalle e qualcosa come 17 secondi di vantaggio sulla Open più vicina! Crutchlow chiude undicesimo un altra gara incolore precedendo Redding ed Hernandez, seguono Aoyama e Abraham che chiudono i piloti a punti. Iannone invece chiude nella ghiaia dopo una caduta nei primi giri.<br />Ora si pensa al Mugello con Rossi che proverà a tornare profeta in patria anche se, a questo punto, il solo pensare di battere Marquez sembra un azzardo, in classifica Marc veleggia a punteggio pieno con 42 punti di vantaggio su Pedrosa e 44 su Rossi, è già un abisso ma per lo meno non è una lapida come i 72 punti di distacco di Dovizioso o gli addirittura 80 di Lorenzo! Nelle Open manco a dirlo è Aleix Espargaro a dominare, ottavo assoluto con 37 punti, il più vicino è Hayden, dodicesimo, a quota 23.<br /><br /></p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 17 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Imola Gara 2</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK IMOLA 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 2</h3>
<p>Prima di parlare della seconda gara Superbike un occhiata alle altre gare corse nel weekend. Sabato si è corsa la gara dell'europeo Superstock 600, gara totalmente dominata da Faccani, sul podio anche Tuuli e Casalotti. Il finlandese, con il secondo posto, mantiene la vetta della classifica ma con soli due punti di vantaggio su Faccani, segue Tucci a 19 punti. In Supersport ennesimo problema tecnico per Sofuoglu che stava dominando la gara, per il turco solo una vittoria e collezione di ritiri che lo inguaiano in classifica. La gara diventa un assolo di Zanetti che regola in compagno Vd Mark e Marino. L'olandese ed il francese se ne vanno da Imola in vetta al campionato in coabitazione, Zanetti segue a 16 punti, nei costruttori Honda comanda con 12 punti su Kawasaki. Ultima gara della giornata quella della Coppa del Mondo Superstock 1000, anche qui una grossa fortuna, tocca a Savadori costretto al ritiro per un guasto quando stava dominando, fuori lui diventa una festa Ducati che con Jezek, alla prima vittoria, Massei e Mercado riempie il podio. L'argentino col terzo posto rimane al comando della classifica davanti a Jezek e Savadori staccati di 7 e 19 punti, Ducati svetta anche nei costruttori con 12 punti di vantaggio su Kawasaki.</p>
<p>Gara 2 della Superbike ha il sottotitolo Rea pigliatutto, l'irlandese non fa prigionieri, domina anche la seconda gara, centra la doppietta, il terzo successo consecutivo e si prende di forza la vetta della classifica. La Honda sta sorprendendo e ora Rea sta diventando la mina vagante di un campionato che doveva essere un affare tra Sykes e le Aprilia, come detto dopo gara 1 Johnny ha tutte le carte in regola per diventare campione, resta da vedere se la Honda continuerà ad assisterlo con costanza. Altra garona di Davies che, partito male, rimonta un passo alla volta sino ad andarsi a prendere un altro secondo posto, Chaz a passo è sembrato l'unico ad avvicinarsi al vincitore, per l'inglese un bel riscatto dopo un avvio di stagione opaco. Limita i danni Guintoli che difende strenuamente il terzo gradino del podio e, soprattutto, riesce a mettersi dietro le due Kawasaki di Baz e Sykes ancora più in difficoltà che in gara 1. Giuliano, partito benissimo e attaccato a Rea nei primi giri, va in calando e chiude sesto evitando di fare danni, Elias, Haslam Laverty e Lowes chiudono i 10 lottando tra di loro per tutta la gara. Naufraga Marco Melandri che chiude, in netta difficoltà, solo undicesimo e oramai, salvo stravolgimenti colossali, può già dire addio al sogno mondiale dopo poche gare! Nelle evo ancora un enorme sfortuna per Canepa con la moto ammutolita a pochi giri dalla fine mentre stava dominando, vince così in volata Badovini davanti a Camier ed Iddon. Per la Bimota un trionfo con la prima vittoria e due piloti sul podio, peccato che, almeno per le statistiche, la festa duri una frazione di secondo, il tempo di essere depennati dalla classifica regalando la vittoria a Camier con Salom e Scassa sul virtuale podio delle evo. A punti anche Foret.&nbsp;</p>
<p>Dopo quattro round il mondiale risulta apertissimo, Rea grazie alle tre vittorie consecutive balza in vetta alla classifica ma Sykes segue a soli 4 punti e &nbsp;Guintoli a 16. Quattro punti più indietro troviamo Baz mentre al quinto posto la migliore delle Ducati con Davies che paga però già 52 punti dalla vetta. Tre punti più indietro Melandri, il distacco non è ancora incolmabile ma i piloti in fuga sono almeno tre e non si vede un inversione di tendenza, anzi, Marco sembra non riuscire proprio a digerire il matrimonio con Aprilia. C'è da dire che il ravennate non è mai andato daccordo con la pista di Imola, la prossima gara sarà a Donnington che, onestamente, pare prò già un ultima spiaggia. Dodicesimo assoluto troviamo Salom, primo delle evo, Canepa a causa dei due ritiri perde la vetta ma segue a soli sei punti. Tra le case la battaglia è apertissima, Kawasaki rimane davanti ma Honda segue a soli 4 punti, Aprilia a 10 e Ducati a 30!</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 10 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>SBK 2014 Imola Gara 1</title>
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            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img style="font-size: 18px;" src="http://www.tydany.com/images/Ducati/SBK.jpg" alt="SBK" width="337" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">SBK IMOLA 2014</h1>
<h3 style="text-align: center;">Gara 1</h3>
<p>Devo premettere che trovarsi ad Imola i primi giorni di maggio fa un pò strano, questo solitamente era il weekend di Monza e, siceramente, spero che presto possa tornare ad esserlo. Imola comunque non fa rimpiangere Monza, i due circuiti sono molto diversi ma entrambi vecchio stampo e regalano sempre grosse emozioni anche se oggi, almeno in gara 1, ed almeno per la vittoria, non c'è stata storia, Rea, dopo la stratosferica pole di ieri, domina anche la gara, senza se e senza ma, e si rilancia in ottica mondiale. L'irlandese di casa Honda è sempre stato uno dei più grossi talenti delle derivate di serie e ora pare che stia anche riuscendo a trovare quella costanza che a volte gli era mancata, se anche la moto riuscirà finalmente a supportarlo, come merita, può diventare un serio candidato al titolo. Dietro, per buona parte della gara, è battaglia furibonda tra i sei piloti ufficiali di Aprilia, Ducati e Kawasaki che ci fanno vedere come infiammare una gara delle Superbike. Alla fine le sorprese più grosse ce le regala Ducati, in positivo e negativo, Giuliano purtroppo spreca una grande occasione con un errore che lo spedisce a terra in una via di fuga, l'occasione invece la sfrutta alla grande Chaz Davies che nel finale si libera di Sykes e Guintoli e va a prendersi un ottimo secondo posto. In difficoltà sono invece sembrate sia Kawasaki che Aprilia, per la casa italiana a peggiorare le cose anche un calo sul finale che permette prima a Sykes e poi a Baz, proprio all'ultimo giro, di avere la meglio su Guintoli, importante per Tom che col podio, e l'aiuto del compagno, guadagna punti preziosi al francese dell'Aprilia. Ancora una volta sottotono Marco Melandri, l'italiano dopo una prima parte di gara difficile riesce, con le unghie ed i denti, a riagganciare il gruppetto davanti a lui, ma proprio quando è in scia a Baz, Sykes e Guintoli, e potrebbe lottare per il podio, un errore lo ricaccia indietro e lo costringe ad accontentarsi del sesto posto. Settima ed ottava chiudono le due Ssuzuki di Laverty e Lowes seguite da Elias e da un sempre più deludente Haslam che chiude i dieci. Leon sembra oramai l'ombra del pilota di qualche anno fa, probabilmente pesano e numerosi, ed anche seri, infortuni delle ultime stagioni, però non si può non notare quanto il confronto col compagno sia davvero impietoso, ancora di più oggi in una gara che ha visto i compagni di team molto vicini.<br />Undicesimo, e primo delle evo, chiude Camier, autore di una gara solitaria grazie anche al problema ai freni che ha messo fuori gioco Canepa, una vera sfortuna per il pilota Ducati che si è trovato senza olio nei freni per un problema al serbatoietto! Ancora una volta un ottima prestazione per Bimota, con Badovini fuori gioco per un problema elettrico ci pensa Iddon a centrare la dodicesima posizione. Come sempre però, le Bimota vengono tolte dalla classifica, e così il virtuale podio delle evo viene completato da Salom e Scassa. A punti anche Guarnoni ed Andreozzi. Male Corti con la MV, solo diciottesimo, e di sastro EBR, Maty non parte nemmeno e Yates non vede il traguardo. Tra i ritirati risulta anche Fabrizio, all'ultima gara col team Grillini, ed uno sfortunato Ivan Goi che non completa nemmeno il primo giro.<br />Dopo gara uno Sykes mantiene la vetta della classifica, al secondo posto, a dieci punti dalla vetta, sale Rea, seguito da Guintoli e Baz.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 10 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Jerez</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1560-mgp-14-jerez.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">Jerez 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Per un attimo, dopo la fine della quarta gara Motogp 2014, ho avuto la tentazione di fare un copia incolla del commento della precedente gara, modificando giusto qualcosina... ma poi ho pensato che questa è stata pure peggio, perchè i botti iniziali sono durati solo 2-3 giri... c'è da dire che in questi primi giri si sono viste staccate e sorpassi spettacolari, roba degna del passato di questa categoria, ma questa volta Marquez è partito meno peggio e così, appena liberatosi dagli avversari, e fuggito verso la quarta vittoria in quattro gare, con altrettante pole, e la fuga in campionato a punteggio pieno. Dietro un diligente trenino composto da Rossi, Lorenzo e Pedrosa, almeno sinchè l'aggressiva scelta di gomma di Lorenzo non gli si è ritorta contro e la sveglia di Pedrosa non è suonata, Dani si è svegliato, si è accorto di non essere a letto ma su una moto, e che moto, è ha iniziato la rimonta, buona per il terzo gradino del podio ma troppo tarda per andare a prendere Rossi. Alla bandiera a scacchi ho festeggiato e non come quelli di Sky per il secondo posto di Rossi, che ha fatto sì un ottima gara, ma che per poco non la facevano passare per una vittoria, no ho festeggiato per la fine di una noia che non riuscivo più a sopportare e qui la colpa è anche della regia che, per buona parte della gara, ha seguito i primi ignorando quelli subito dietro. E dietro al quartetto di testa ci sarebbe stato da divertirsi perchè per il quinto posto si sono scambiati botte da orbi e solo in volata Dovizioso è riuscito a regolare un redivivo Bautista, Espargaro e Smith, racchiusi in mezzo secondo al traguardo! Per la Ducati una gara in chiaro scuro, buona la posizione, anche se il distacco dai primi continua ad essere un abisso, ma, a parte Andrea, il resto è un ecatombe, Pirro subito a terra, Iannone poco dopo, Crutchlow ritirato per problemi meccanici ed Hernandez sempre più deludente, solo quattordicesimo! Per Epsargarò invece il settimo posto assoluto vale un dominio tra le Open, Hayden ed Aoyama, che completano il virtuale podio, sono decimo ed undicesimo a circa 8 e 13 secondi da Espargaro. In mezzo, oltre al già citato Smith, troviamo il fratello Pol e Bradl. Redding 13 e Barbera 15 completano la zona punti. La Motogp ha bisogno una scossa perchè così non può continuare, la Honda è di un altro pianeta e permette a Marquez di fare ciò che vuole, Pedrosa, oramai rassegnato, dorme per metà gara e poi sfrutta la sua moto per cercare il secondo posto. In Yamaha si fa quel che si può e senza possibilità di fare test non è molto, Rossi sembra aver ritrovato un pò del suo smalto ma non basta per lottare con Marc, di buono per lui è che visto il recente passato gli basta un podio per festeggiare come avesse vinto un mondiale, Lorenzo invece sembra l'ombra di se stesso, pur di battere Marquez sta provando l'imppossibile spingendosi oltre e finendo in errori clamorosi, la caduta della prima gara, la partenza anticipata della seconda e la scelta di gomme in questa... Jorge non si trova bene ne con la moto ne con le gomme e sa che facendo tutto bene si mira al terzo posto, come in Argentina, salvo svarioni di Marquez, che non si sono ancora visti, o la sveglia in ritardo di Pedrosa... rischiare qualcosa in più però, almeno fin qui, non ha pagato.</p>
<p style="text-align: center;">Il mondiale così rischia di essere un assolo incredibile, Marquez dopo quattro gara veleggia ancora a punteggio pieno, Pedrosa paga già 28 punti, Rossi 39, Lorenzo addirittura 65, dieci punti dietro a Dovizioso! AL sesto posto il primo dei privati, Bradl, a settanta punti dalla vetta, in coabitazione con la Open di Aleix Espargaro che sta provando a dominare questo "sottocampionato" tanto quanto fece lo scorso anno con le CRT. Prossimo appuntamento fra 15 giorni a Le Mans, solo le gomme, o la pioggia, paiono avere il potere di cambiare qualcosa...&nbsp;</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 03 May 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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            <title>MGP 2014 Rio Hondo</title>
            <link>http://www.tydany.com/component/content/article/40-cat-ducati/cat-motogp/1559-mgp-14-riohondo.html</link>
            <description><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img src="http://www.tydany.com/images/Ducati/MGP.jpg" alt="MGP" width="290" height="150" /></h1>
<h1 style="text-align: center;">motogp</h1>
<h3 style="text-align: center;">Rio Hondo 2014</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">La motogp al debutto sul nuovo circuito argentino mi ha ricordato un uovo di pasqua, ma di quelli belli, li vedi al supermercato con quelle confenzioni colorate e luccicanti e non puoi non prenderli, poi una volta che li apri rimani deluso scoprendo che la base di plastica è più grossa dell'uovo e, alla fine, la sopresa mette pure tristezza. Queste sono le esatte sensazioni della gara di oggi, con i primi 5 giri confenzione perfetta fatta di una battaglia che in Motogp non si vedeva da secoli, una roba da stropicciarsi gli occhi per essere sicuri di non aver sbagliato orario e di star vedendo la Moto3 o la Superstock. Una volta passati i primi giri però, aperta la confenzione, si cade un pò nella delusione di vedere che pian piano i tasselli tornano ai soliti posti e i duelli diminuiscono sempre più e, alla fine, al traguardo, la tristezza di constatare che tutto è tornato alla solita normalità e, peggio ancora, alla normalità versione 2014. Negli utlimi anni spesso ci siamo trovati a constatare che gira e rigira erano sempre i soliti tre a giocarsi vittoria e podi, di buono c'era che questi per lo meno si scambiavano le posizioni tenedo aperto l'interessa per il campionato, quest'anno però sembra di essere tornati ad un vecchio film tanto caro alla casa dalle ali dorate, un salto nel passato quando per vincere dovevi avere una Honda Repsol che però possedevano solo il dominatore Doohan e lo scudiero Criville... non è difficile capire chi stia interpretando le parti. Niente da dire, Marquez è un vero fenomeno, ma la Honda di quest'anno è di un altro pianeta, perchè se per Marc non è nulla di eccezionale star fuori dai guai all'inizio dietro al gruppo che fa scintille, infilare successivamente gli avversari come birilli, mangiare un secondo al giro ad un certo Lorenzo, giocarci al gatto col topo e, alla fine, andarsene in solitaria verso la vittoria, non si può non constatare che, Dani Pedrosa, con qualche giro di ritardo, abbia replicato esattamente quanto fatto dal compagno andandosi a prendere il secondo posto. Come dire, con una Honda in mano puoi fare quello che vuoi, poi se sulla carena porta il 93 vinci, se porti il 26 ti rassegni al secondo posto, e queste non sono buone notizie, ne per le singole gare ne tantomeno per il campionato, Marquez è già in fuga, Pedrosa pare sulla via della rassegnazione all'ennesimo secondo posto mentre Lorenzo rischia seriamente di cadere in depressione, e siamo solo alla terza gara! Jorge, da persona intelligente, aveva già capito nei test invernali che sarebbero stati volatili per diabetici, in Qatar nel tentativo di scappare si era steso, ad Austin, per bruciare tutti, era partito quando gli altri non si erano ancora messi il casco, qui affinate le due situazioni è partito come un fulmine, è andato in fuga come uno scalatore in una tappa di montagna e alla fine, con una gara che ha sfiorato la perfezione, ha raccolto un misero terzo posto vedendo il suo distacco da Marquez diventare un abisso sempre più profondo. A Jorge rimane solo la speranza che col ritorno in Europa, su piste più classiche, il divario tra Yamaha ed Honda si riduca, se così non fosse il rischio di rassegnazione a campionato appena iniziato è altissimo. Detto del podio possiamo constatare come la Motogp stia finalmente riusciendo ad avvicinarsi alla F1, cosa che il boss di Dorna cerca da sempre, peccato ci stia riusciendo nelle cose peggiori, come rendere molto condizionante il mezzo che si guida, e così, dopo le due Honda ufficiali, troviamo le due Yamaha, con Rossi, autore di una buona gara, che paga poco più di un secondo e mezzo dal compagno e conferma che questa nuova Yamaha sembra adattarsi meglio al suo stile di guida. Quinto un ottimo Bradl, oramai nelle posizioni che contano con costanza, che precede un sontuoso Andrea Iannone, capace di tirare pazzo chiunque nei primi giri, assaporare anche la prima posizione ed essere la miglior Ducati al traguardo. Subito dopo, in fila, le due Yamaha Tech 3, Smith settimo delude un pò viste le due prime gare della stagione, mentre Espargaro continua la sua crescita nell'anno del debutto. Nono un deludente Andrea Dovizioso, che il podio di Austin non fosse facile da ripetere ce lo si poteva aspettare, un pò meno la nona posizione ed i 14 secondi di distacco dal compagno di marca Iannone. Il decimo posto, e vittoria tra la Open, è un affare tra le due Honda del team Aspar, alla penultima curva la spunta Aoyama che regola Hayden. Hernandez chiude undicesimo e continua a prendere schiaffoni epici dal compagno di squadra, Abraham tredicesimo chiude il virtuale podio delle Open, mentre Redding ed Aleix Espargaro chiudono la zona punti, per lo spagnolo un punticino in rimonta dopo la caduta nei primi giri. Pirro, che sostituisce Crutchlow, non va oltre la diciassettesima piazza, mentre Petrucci cade ad inizio gara, pochi secondi dopo ad un Bautista in crisi nera con tre cadute in tre gare!<br />In campionato Marquez è già in fuga, a punteggio pieno, Pedrosa segue a diciannove punti, Rossi a 34! Aleix Espargaro, ottavo assoluto, continua a comandare tra le open, giusto un punto dietro a Lorenzo! Il prossimo appuntamento è già fra pochi giorni, si torna in Europa, in Spagna, a Jerez l'imperativo per tutti e provare a fermare lo strapotere di Marquez.</p>]]></description>
            <dc:creator>TyDany</dc:creator>
            <pubDate>Sat, 26 Apr 2014 23:23:00 +0200</pubDate>
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