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	<title>Umbria e Cultura</title>
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	<title>Umbria e Cultura</title>
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		<title>“Prendimi la mano”: a Fratta Todina un appuntamento per la Giornata Mondiale dell’Alzheimer</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[Fratta Todina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/ChatGPT-Image-8-set-2026-08_35_25-660x365.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="prendimi la mano alzheimer" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" fetchpriority="high" />Il 21 settembre 2026, nella Sala Multimediale “Paolo Rulli” di Fratta Todina, un’iniziativa promossa dal Centro Diurno Alzheimer “La Torre” per accendere i riflettori sulla malattia e sull’importanza della vicinanza e della cura. Una mano che cerca un’altra mano, un gesto semplice ma capace di racchiudere il senso della cura, della vicinanza e della relazione. È “Prendimi la mano” il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/ChatGPT-Image-8-set-2026-08_35_25-660x365.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="prendimi la mano alzheimer" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p><strong>Il 21 settembre 2026, nella Sala Multimediale “Paolo Rulli” di Fratta Todina, un’iniziativa promossa dal Centro Diurno Alzheimer “La Torre” per accendere i riflettori sulla malattia e sull’importanza della vicinanza e della cura.</strong></p>
<p>Una mano che cerca un’altra mano, un gesto semplice ma capace di racchiudere il senso della cura, della vicinanza e della relazione. È <span style="color: #ff9900;"><strong>“Prendimi la mano”</strong></span> il titolo dell’iniziativa organizzata a <span style="color: #ff9900;"><strong>Fratta Todina</strong></span> in occasione della <span style="color: #ff9900;"><strong>Giornata Mondiale dell’Alzheimer</strong></span>, che si celebra il <span style="color: #ff9900;"><strong>21 settembre</strong></span>.</p>
<p>L’appuntamento è fissato proprio per <span style="color: #ff9900;"><strong>lunedì 21 settembre 2026 presso la Sala Multimediale “Paolo Rulli”, in via Roma 38, a Fratta Todina</strong></span>. A promuoverlo è il Centro Diurno Alzheimer “La Torre”, realtà impegnata nell’accoglienza e nel supporto alle persone che vivono la quotidianità della malattia e alle loro famiglie.</p>
<p>Il titolo scelto, <span style="color: #ff9900;"><strong>Prendimi la mano</strong></span>, restituisce immediatamente una dimensione profondamente umana dell’Alzheimer: quella di una relazione che continua a esistere anche quando la memoria e le capacità cognitive vengono progressivamente compromesse. La mano diventa così simbolo di accompagnamento, presenza e sostegno, ma anche di un legame che non viene meno.</p>
<p>La Giornata Mondiale dell’Alzheimer rappresenta ogni anno un&#8217;importante occasione per promuovere consapevolezza intorno a una patologia che coinvolge non soltanto la persona che ne è colpita, ma l&#8217;intero nucleo familiare e la rete di assistenza. Parlare di Alzheimer significa infatti affrontare temi come la cura, l&#8217;ascolto, la dignità della persona e il sostegno a chi quotidianamente si prende cura dei propri cari.</p>
<p>L&#8217;iniziativa di Fratta Todina si inserisce dunque in questa prospettiva, ponendo al centro il valore della vicinanza e della relazione, attraverso un appuntamento promosso dal Centro Diurno Alzheimer “La Torre” con il coinvolgimento di USL Umbria 1 e Seriana 2000, come indicato nella locandina dell’evento.</p>
<p>Una giornata, dunque, per fermarsi a riflettere e per ricordare che, di fronte all’Alzheimer, prendere una mano può significare molto più che offrire un aiuto: può significare continuare a esserci.</p>
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		<title>Cerreto di Spoleto, la storia dei cerretani: dalla pietra alle piazze d’Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[cerreto di spoleto]]></category>
		<category><![CDATA[ciarlatani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="592" height="337" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/images.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cerreto di spoleto" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Cerretani di Cerreto di Spoleto: storia, inganno e meraviglia di una figura nata in Valnerina e diventata protagonista delle piazze d’Europa. La pietra, il rimedio, l’inganno Se la geografia di Cerreto di Spoleto si compie per separazione, arroccata sulla rupe calcarea che domina la confluenza del Vigi con il Nera, la sua storia umana si è tessuta lungo la direttrice&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="592" height="337" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/images.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cerreto di spoleto" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p><strong>Cerretani di Cerreto di Spoleto: storia, inganno e meraviglia di una figura nata in Valnerina e diventata protagonista delle piazze d’Europa.</strong></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>La pietra, il rimedio, l’inganno</strong></span></p>
<p>Se la geografia di Cerreto di Spoleto si compie per separazione, arroccata sulla rupe calcarea che domina la confluenza del Vigi con il Nera, la sua storia umana si è tessuta lungo la direttrice opposta: quella del movimento continuo, del viaggio proiettato verso le piazze d’Europa. Tra queste gole ombrose e le pareti di pietra su cui si aggrappa l’abitato, non è nato soltanto l’isolamento ascetico delle valli dell’Umbria; qui si è modellata una delle figure antropologiche più ambigue, fraintese e affascinanti dell’Età Moderna.</p>
<p>Dal toponimo di questo borgo arroccato trae origine il sostantivo ciarlatano, calco verbale del cerretano: colui che, muovendo dalle balze scoscese della Valnerina, fece della parola, della finzione e della persuasione la propria arte di sostentamento. Non si trattò di un semplice fenomeno di vagabondaggio o di marginalità sociale, ma di una sofisticata, quasi disperata strategia di sopravvivenza fiorita tra il Cinquecento e il Settecento. In una terra severa, dove la pietra concedeva poco alla sopravvivenza agricola e la rupe imponeva un&#8217;economia di pura sussistenza, il cerretano trasformò la scarsità in risorsa. Vendette nelle piazze dell’Occidente ciò di cui l’uomo ha da sempre più sete: la guarigione, il prodigio, l’illusione di sconfiggere il male e la sospensione dell’incredulità.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">La corporazione dell’illusione: tra privilegio e piazza</span></strong></p>
<p>Il fenomeno dei cerretani affonda le sue radici storiche in un’istituzione peculiare e del tutto legittima: le Ceste di San Antonio. In origine, gli abitanti di Cerreto e dei borghi limitrofi ricevevano dalle autorità ecclesiastiche la licenza ufficiale di raccogliere elemosine per conto degli ospedali, dei monasteri e dei luoghi pii, recando con sé immagini sacre, reliquie e contenitori di legno. Con il passare del tempo, questo mandato devozionale e assistenziale trascolorò gradualmente in una vera e propria professione di piazza.</p>
<p>Il cerretano si spogliò dell’abito austero del questuante per indossare i panni dell&#8217;imbonitore, del montambanco, del cavadenti e del venditore di teriaca — il leggendario panacea composto da decine di ingredienti rari, tra cui la carne essiccata di vipera. La piazza del borgo di provincia si trasformò nel proscenio di un teatro itinerante. Il banco di legno piantato tra la folla divenne la frontiera fluida tra il rigore formale della scienza medica ufficiale e il bisogno popolare di miracolo.</p>
<p>Con un linguaggio magniloquente, ridondante di latino maccheronico, formule d&#8217;esorcismo ed espressioni evocative, il cerretano non vendeva semplicemente un unguento, una radice esotica o una polvere miracolosa: inscenava una liturgia laica del prodigio. La storiografia antica e la letteratura d’epoca — a partire dal Speculum Cerretanorum redatto alla fine del Quattrocento da Teseo Pini sino al celebre Piazza Universale di tutte le professioni del mondo di Tommaso Garzoni — descrissero questa varia umanità come una vera e propria corporazione invisibile, dotata persino di un proprio gergo segreto, il furbesco o gergo dei cerretani, parlato per cospirare nell&#8217;ombra e non farsi comprendere dai profani.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">L&#8217;antropologia del margine: il bisogno e il sacro</span></strong></p>
<p>Guardare oggi alla vicenda dei ciarlatani di Cerreto significa spogliare il termine dal suo giudizio morale negativo per restituirgli la sua complessa profondità antropologica. Come i pescatori di Piediluco hanno modellato il proprio spirito sull’orizzonte cangiante delle acque e sulla geometria severa dei remi, i cerretani hanno plasmato la propria identità sulla drammaturgia del contatto umano e sulla psicologia della credulità.</p>
<p>C’era un legame profondo e indissolubile tra la solitudine del borgo di roccia e l’estroverso nomadismo dei suoi abitanti. La pietra di Cerreto, dura, stanziale e muta, esigeva un contrappasso: il movimento, il viaggio e la parola fluviale. Nella piazza barocca, affollata di dolore e bisogni inappagati, il cerretano portava con sé l’eredità della sua terra d&#8217;origine — una commistione singolare tra la sapienza erboristica mutuata dai complessi monastici della Valnerina, la religiosità popolare intrisa di magia e la capacità quasi ipnotica di decifrare la fragile psicologia dell’uomo.</p>
<p>Il ciarlatano era l’ombra speculare del medico condotto: dove la dottrina accademica falliva o risultava economicamente inaccessibile al popolo, la retorica del cerretano offriva una speranza tangibile, avvolta nella suggestione rassicurante del sacro e del meraviglioso. Quando il banco veniva smontato e la folla si disperdeva, il cerretano riprendeva la via del ritorno, risalendo le gole del Nera per ridepositare nella pietra del borgo natio le ricchezze, i tessuti e le idee accumulate lungo le strade d’Europa.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">La memoria custodita: il Museo del Ciarlatano</span></strong></p>
<p>A Cerreto di Spoleto questo patrimonio immateriale, fatto di retorica, suggestione e storia sociale, trova oggi una sua precisa collocazione museale e storiografica. Nel cuore del borgo, all&#8217;interno del complesso monumentale di San Nicola, è stato allestito il Museo del Ciarlatano, uno spazio espositivo che non celebra l&#8217;inganno, ma decodifica la complessa macchina antropologica della persuasione.</p>
<p>Attraverso documenti d&#8217;archivio, editti di divieto, stampe d&#8217;epoca, strumenti del mestiere, albarelli da farmacia ed erbari, il percorso espositivo ricostruisce l&#8217;evoluzione storica del cerretano: dalle licenze pontificie per la raccolta delle elemosine fino all&#8217;affermazione della figura dell&#8217;imbonitore di piazza. Il museo mette in luce la doppia anima del fenomeno: da un lato l&#8217;aspetto teatrale e vendereccio, dall&#8217;altro la reale conoscenza botanica ed erboristica che i cerretani mutuavano dalla tradizione monastica umbra e dalla flora spontanea dei Monti Sibillini.</p>
<p>Nelle sale del museo la parola torna a farsi materia. Si comprende come il ciarlatano sia stato un mediatore culturale sui generis, un figura di raccordo tra la cultura orale e contadina delle valli e le grandi corti urbane. L&#8217;esposizione documenta anche l&#8217;impatto linguistico del fenomeno, mostrando come un piccolo centro dell&#8217;Umbria abbia impresso il proprio nome nelle principali lingue europee (da cui il francese charlatan e l&#8217;inglese charlatan), lasciando un&#8217;impronta indelebile nella storia del costume e della comunicazione.</p>
<p>In questo continuo rispecchiamento tra il margine isolato della Valnerina e le piazze del mondo si consuma l’enigma di Cerreto: un luogo dove la solitudine della roccia ha generato, per paradosso, le parole più persuasive e le illusioni più durature della modernità.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Paolo Aramini</strong></span></p>
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		<title>Donne del Vino dell’Umbria, due appuntamenti tra degustazione e cultura del vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[donne del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Montefalco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2025/11/Presidente-DDV-Umbria_Cristiana-Chiacchierini-e1764084939903-660x365.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cristiana chiaccherini donne del vino essenze di vite" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Perugia e Montefalco saranno al centro di due iniziative organizzate dalle Donne del Vino dell’Umbria, in programma il 12 e il 19 settembre. Due occasioni diverse, ma unite dalla volontà di raccontare il vino attraverso la conoscenza, la cultura e il ruolo sempre più significativo delle professionalità femminili nel settore. Il primo appuntamento è fissato per sabato 12 settembre alle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2025/11/Presidente-DDV-Umbria_Cristiana-Chiacchierini-e1764084939903-660x365.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cristiana chiaccherini donne del vino essenze di vite" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p>Perugia e Montefalco saranno al centro di due iniziative organizzate dalle <span style="color: #ff9900;"><strong>Donne del Vino dell’Umbria</strong></span>, in programma <strong><span style="color: #ff9900;">il 12 e il 19 settembre</span></strong>. Due occasioni diverse, ma unite dalla volontà di raccontare il vino attraverso la conoscenza, la cultura e il ruolo sempre più significativo delle professionalità femminili nel settore.</p>
<p>Il primo appuntamento è fissato per <span style="color: #ff9900;"><strong>sabato 12 settembre alle 17.30, al Secret Garden di Perugia</strong></span>, nell’ambito di <span style="color: #ff9900;"><strong>Umbria Wine</strong></span>, con la masterclass <span style="color: #ff9900;"><strong>“Umbria in blind”</strong></span>, una degustazione alla cieca curata da <span style="color: #ff9900;"><strong>Francesca Granelli</strong></span>, enologa, degustatrice professionista e Donna del Vino dell’Umbria.</p>
<p>Sei vini rossi monovarietali, tutti prodotti da Donne del Vino dell’Umbria, saranno proposti senza etichetta e senza informazioni sulla loro provenienza. L&#8217;obiettivo è quello di invitare i partecipanti a mettere alla prova le proprie capacità sensoriali, concentrandosi esclusivamente sulle caratteristiche dei vini: profumi, struttura, acidità, tannini e persistenza.</p>
<p>A rendere ancora più stimolante la degustazione sarà la presenza di un “intruso”, un vino rosso realizzato da una Donna del Vino di un&#8217;altra regione italiana. Anche in questo caso la provenienza resterà segreta, lasciando ai partecipanti il compito di individuarlo.</p>
<p>«Familiarizzare con le caratteristiche organolettiche di un vino significa imparare a riconoscerlo e, soprattutto, a comprenderlo», spiega Francesca Granelli, sottolineando come la conoscenza possa aiutare anche il degustatore meno esperto ad acquisire maggiore familiarità con il prodotto e ad apprezzarlo consapevolmente.</p>
<p>La masterclass si propone così non soltanto come esperienza degustativa, ma anche come momento di riflessione sul valore della conoscenza nella promozione del vino. Riconoscere un vino significa infatti poterlo ricordare, comprenderne le peculiarità e creare con esso una relazione più consapevole.</p>
<p>Le prenotazioni sono disponibili tramite TicketSMS.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>A Montefalco il racconto ironico del mondo del vino</strong></span></p>
<p>Il secondo appuntamento si sposta a <span style="color: #ff9900;"><strong>Montefalco, venerdì 19 settembre alle ore 11, nell&#8217;ambito di Enologica</strong></span>, con la presentazione del volume <span style="color: #ff9900;"><strong>“Tappi, tacchi e miracoli – Il lato spirit…oso della comunicazione del vino”</strong></span> di <span style="color: #ff9900;"><strong>Maddalena Mazzeschi</strong></span>, pubblicato da Giraldi Editore.</p>
<p>Ad accompagnare l&#8217;autrice nel dialogo sarà la giornalista e Donna del Vino dell&#8217;Umbria Isabella Gaudino, mentre ad aprire l&#8217;incontro, ospitato nel Chiostro di Sant’Agostino, sarà la delegata regionale delle Donne del Vino Umbria Cristiana Chiacchierini.</p>
<p>Mazzeschi, protagonista da oltre quarant&#8217;anni della comunicazione del vino, affronta il tema con ironia e leggerezza, attraverso aneddoti realmente accaduti e storie che restituiscono al vino la sua dimensione più autentica: quella del piacere, della convivialità e della condivisione.</p>
<p>Il volume nasce anche dall&#8217;esigenza di superare un approccio eccessivamente rigido alla cultura enologica. Conoscere il vino è importante, ma la competenza, suggerisce l&#8217;autrice, non dovrebbe mai trasformarsi in un sistema di regole capace di mettere in soggezione il consumatore.</p>
<p>Anche la copertina, caratterizzata dalle scarpe rosse, richiama il tema della presenza femminile nel settore vitivinicolo. Un mondo nel quale le donne hanno conquistato negli anni un ruolo sempre più importante, portando professionalità, competenze e nuovi punti di vista, pur in presenza di disparità che non possono dirsi completamente superate.</p>
<p>Al termine della presentazione è prevista una degustazione guidata di Montefalco DOC. L&#8217;iniziativa è gratuita, con prenotazione obbligatoria sul sito del Consorzio Montefalco. L&#8217;accredito inizierà alle 10.45.</p>
<p>I due appuntamenti rappresentano la ripresa delle attività delle Donne del Vino dell&#8217;Umbria dopo la pausa estiva e confermano una linea di lavoro che mette al centro il rapporto tra vino, territorio e cultura.</p>
<p>Da Perugia a Montefalco, dalla degustazione alla cieca al racconto ironico della comunicazione enologica, il filo conduttore resta infatti lo stesso: far conoscere il vino per valorizzarlo, raccontandone le identità, le persone e le professionalità che ogni giorno contribuiscono a costruirne la storia.</p>
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		<title>“Notar Tasso e Muffa il re della truffa”: la fiaba di Marzia Sottero</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 06:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/Foto-libro-Marzia-Sottero-500x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="noter tasso e muffa" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Marzia Sottero torna in libreria con “Notar Tasso e Muffa il re della truffa”, una fiaba avventurosa che parla ai piccoli lettori di natura, amicizia, tolleranza e crescita. La nuova avventura di Marzia Sottero “Notar Tasso e Muffa il re della truffa” (Hever Edizioni, 2026 pp. 90 € 15.00) con i disegni di Art Élysée, scompiglia il canone suggestivo di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="500" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/Foto-libro-Marzia-Sottero-500x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="noter tasso e muffa" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p><strong>Marzia Sottero torna in libreria con “Notar Tasso e Muffa il re della truffa”, una fiaba avventurosa che parla ai piccoli lettori di natura, amicizia, tolleranza e crescita.</strong></p>
<p>La nuova avventura di <span style="color: #ff9900;"><strong>Marzia Sottero “Notar Tasso e Muffa il re della truffa”</strong></span> (Hever Edizioni, 2026 pp. 90 € 15.00) con i disegni di Art Élysée, scompiglia il canone suggestivo di una trama fiabesca ispirata a un&#8217;ambientazione magica e fantastica in cui i protagonisti si muovono al suono di una situazione coinvolgente e dinamica, lungo le insidie degli avvenimenti e le peripezie da affrontare.</p>
<p>Il notaio Notar Tasso si trova a dover fronteggiare il ladro Muffa che, imboscato nel suo studio, all&#8217;interno di un grande albero, per compiere un furto, tenta di depredare con destrezza il bottino e di sfidare con arte malandrina il notaio alla ricerca di altri grandi patrimoni. Marzia Sottero predispone una caccia agli indizi, un percorso esplorativo lungo le tappe di una storia che approfondisce le sfumature dell&#8217;animo, analizza l&#8217;itinerario della scaltrezza e dell&#8217;astuzia per evidenziare la trasformazione di una esperienza spericolata e temeraria in una esemplare e compiuta evoluzione narrativa per congiungere l&#8217;ingegno del mistero ai colpi di scena inaspettati. Sottolinea come un&#8217;intelligenza abile, riflessiva, attenta e orientata verso fini più nobili può trovare uno spunto più emozionante e autentico per una impresa formativa che modifica il carattere dei personaggi e li rende migliori.</p>
<p>L&#8217;autrice ambienta in uno scenario sotterraneo la superficie visibile dei sentimenti e descrive la saggia riservatezza di un racconto, mosso dall&#8217;incantevole e pacifica finalità di condividere l&#8217;importanza della natura, il valore dell&#8217;amicizia e della tolleranza, di riconoscere le preziose ricchezze della vita. Il libro ripercorre la spontaneità e la meticolosità di un protagonista, Notar Tasso, spinto dalla volontà di promuovere, attraverso espedienti e accorgimenti macchinosi e fantasiosi, una riflessione sul ruolo del re della truffa Muffa, sull&#8217;intraprendenza e il riflesso rapido di un incantesimo morale, mirato al superamento di prove e alla perlustrazione dei tranelli, per rilevare dal sogno angoscioso e tormentoso dal quale è perseguitato il sollievo e il conforto di recuperare un patrimonio più importante, quello delle relazioni e delle emozioni. Marzia Sottero gestisce amabilmente la propria espressione artistica, declinando nell&#8217;inventiva e nell&#8217;immaginazione, la potenza brillante, bizzarra e vivace per lo sviluppo cognitivo dei piccoli lettori, conferma la risorsa di una energia originale e ispirata, dettata tra le pagine del libro intorno a una fertile ed esuberante conoscenza del genere favolistico e del mondo leggendario dell&#8217;incredibile. Conosce la qualità benefica e risolutiva dell&#8217;invisibile tensione emotiva che plasma la realtà, simula le possibilità, nella risoluzione strategica delle difficoltà incontrate lungo il cammino della fiaba narrata, incide, in un attività finalizzata a generare contesti stimolanti e prospettive alternative, l&#8217;ispirazione e l&#8217;essenza delle sue allegoriche descrizioni, adagiate su una fatidica redenzione per trasmettere un insegnamento morale e sociale.</p>
<p>Il significato profetico delle fiabe di Marzia Sottero manifesta un principio d&#8217;identità in cui il disegno della fantasticheria contribuisce a orientare l&#8217;equilibrio delle immagini, la motivazione e la fiducia di un pensiero che trova rifugio nella speranza e dilata la residenza del cuore. Commovente la dedica del libro, agli ex alunni di una classe di quinta elementare che insieme alle maestre hanno disegnato i personaggi, mentre la fiaba era ancora in via di formazione, ma con il sostegno carezzevole, evocativo e fatato di una grande quercia, impronta protettiva sul cortile dell’autrice.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Rita Bompadre</strong></span></p>
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		<title>A Massa Martana arriva il “massamARTana Festival 2026”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 16:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[massa martana]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/massamartana-festival-e1788538876109-660x365.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="massamartana festival" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Dall’8 al 12 settembre il piccolo borgo umbro ospita il “massamARTana Festival 2026” e si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. In programma Pirandello, comicità, teatro d’autore e spettacoli dedicati al rapporto tra genitori e figli Il teatro incontra il patrimonio storico e paesaggistico di Massa Martana nel “massamARTana Festival 2026”, rassegna teatrale giunta alla sua sesta edizione e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/massamartana-festival-e1788538876109-660x365.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="massamartana festival" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p><strong>Dall’8 al 12 settembre il piccolo borgo umbro ospita il “massamARTana Festival 2026” e si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. In programma Pirandello, comicità, teatro d’autore e spettacoli dedicati al rapporto tra genitori e figli</strong></p>
<p>Il teatro incontra il patrimonio storico e paesaggistico di <span style="color: #ff9900;"><strong>Massa Martana</strong></span> nel <span style="color: #ff9900;"><strong>“massamARTana Festival 2026”</strong></span>, rassegna teatrale giunta alla sua sesta edizione e in programma <span style="color: #ff9900;"><strong>dall’8 al 12 settembre</strong></span>. Il progetto è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato <span style="color: #ff9900;"><strong>Chiara Titani</strong></span>, assessore alla Cultura del Comune di Massa Martana, <span style="color: #ff9900;"><strong>Francesco Verdinelli</strong></span>, direttore artistico del Festival, e <span style="color: #ff9900;"><strong>Letizia Michelini</strong></span>, consigliera della Regione Umbria.</p>
<p>Una manifestazione che punta a portare lo spettacolo fuori dai luoghi teatrali convenzionali, facendo del borgo e dei suoi spazi più suggestivi una vera e propria scenografia naturale. Un connubio tra teatro, cultura, paesaggio e valorizzazione del territorio che rappresenta uno degli elementi caratterizzanti del Festival.</p>
<p>«Nei giorni del Festival – ha sottolineato Chiara Titani – il borgo si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto». Gli spettacoli saranno ospitati infatti in luoghi recuperati grazie al sisma o attraverso altri finanziamenti, tra cui il Teatro Consortium Outdoor, realizzato accanto al Consortium.</p>
<p>La scelta degli spazi assume così anche un valore di conoscenza del territorio: tutti i luoghi interessati dagli appuntamenti sono raggiungibili a piedi, favorendo una fruizione sostenibile e permettendo al pubblico di attraversare il centro storico e scoprirne scorci e paesaggi.</p>
<p>«Il teatro diventa così strumento di conoscenza del territorio e occasione di incontro – ha spiegato Titani – mentre il borgo si trasforma in una scenografia naturale capace di accogliere generi, linguaggi e interpreti differenti».</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Un Festival cresciuto insieme al suo pubblico</strong></span></p>
<p>A illustrare il programma è stato il direttore artistico Francesco Verdinelli, che ha evidenziato come il Festival sia arrivato alla sesta edizione, consolidando negli anni una partecipazione sempre maggiore.</p>
<p>«Il massamARTana Festival 2026 – ha spiegato Verdinelli – si aprirà con uno spettacolo che parla di padri, Di padre ce n’è solo uno?, e curiosamente si chiuderà con uno che parla di madri, Mamma, sei sempre nei miei pensieri! Spostati!».</p>
<p>Il sipario si alzerà dunque martedì 8 settembre alle 19, al Teatro Consortium Outdoor, con Di padre ce n’è solo uno?, interpretato da Marco Simeoli, Gino Aurusio e Ivano Falco. L’appuntamento sarà preceduto alle 18.30 dalla presentazione ufficiale del Festival e seguito da un aperitivo inaugurale.</p>
<p>La rassegna proseguirà giovedì 10 settembre alle 21.15, in Piazza Giordano Bruno, con Streghe in fuga, spettacolo nato dai testi di Rita Giannini, Tonino Tosto e Marina Vitolo, con adattamento e regia di Tonino Tosto. In scena Marina Vitolo, Titti Cerrone, Flavia Di Domenico, Rita Gianni e Domenico Astone.</p>
<p>Venerdì 11 settembre, alle 21.15, sarà la volta di uno dei grandi classici del teatro italiano: al Teatro Consortium Indoor andrà in scena L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, nell’adattamento e con la regia di Germano Rubbi, che sarà anche tra gli interpreti insieme a Fabrizio Bordignon, Ivo Cicchini e Romana Sciarretta.</p>
<p>A chiudere la sesta edizione, sabato 12 settembre alle 19 al Parco Gubbiotti, sarà Cinzia Leone con Mamma, sei sempre nei miei pensieri! Spostati!, spettacolo nel quale l&#8217;attrice affronta con la sua inconfondibile comicità e ironia il complesso e sempre attuale rapporto con la figura materna.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">La cultura come strumento di valorizzazione dei borghi</span></strong></p>
<p>Nel corso della presentazione è intervenuta anche la consigliera regionale Letizia Michelini, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio di come la cultura possa generare nuove opportunità nei piccoli centri.</p>
<p>«Massa Martana è un esempio di come la cultura riesca a creare valore nei Borghi più piccoli», ha dichiarato Michelini, evidenziando la sinergia tra amministrazione, cittadini e operatori dello spettacolo. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alle risorse che hanno permesso di realizzare e recuperare gli spazi destinati alle attività culturali, con il contributo della Fondazione Perugia e del PNRR.</p>
<p>Il massamARTana Festival 2026 si presenta dunque non soltanto come una rassegna di spettacoli, ma come un progetto di produzione, incontro e condivisione culturale, nel quale la qualità degli interpreti dialoga con la storia e l&#8217;architettura del borgo.</p>
<p>Un modo per vivere Massa Martana attraverso il teatro, lasciandosi guidare dagli spettacoli tra piazze, parchi e luoghi recuperati, in un percorso nel quale arte performativa, paesaggio urbano, memoria e contemporaneità si incontrano.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Il programma</strong></span></p>
<p><strong>8 settembre – Teatro Consortium Outdoor</strong><br />
Ore 18.30 | Presentazione del Festival<br />
Ore 19.00 | Di padre ce n’è solo uno? – € 5<br />
Con Marco Simeoli, Gino Aurusio e Ivano Falco<br />
A seguire aperitivo inaugurale.</p>
<p><strong>10 settembre – Piazza Giordano Bruno</strong><br />
Ore 21.15 | Streghe in fuga – € 5<br />
Testi di Rita Giannini, Tonino Tosto, Marina Vitolo<br />
Adattamento e regia di Tonino Tosto.</p>
<p><strong>11 settembre – Teatro Consortium Indoor</strong><br />
Ore 21.15 | L’uomo dal fiore in bocca – € 5<br />
Di Luigi Pirandello<br />
Adattamento e regia di Germano Rubbi.</p>
<p><strong>12 settembre – Parco Gubbiotti</strong><br />
Ore 19.00 | Mamma, sei sempre nei miei pensieri! Spostati! – € 10<br />
Con Cinzia Leone.</p>
<p><strong>Prevendite:</strong> <a href="https://www.vivaticket.com/it" target="_blank" rel="noopener">Vivaticket</a><br />
<strong>Info:</strong> +39 327 818 4788.<br />
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al Teatro Consortium.</p>
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		<title>La Luna rossa sopra Piediluco</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 05:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[lunaa]]></category>
		<category><![CDATA[Piediluco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/luna-sul-lago-660x365.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="la luna a piediluco" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Piediluco ha offerto uno scenario particolarmente suggestivo durante l’eclissi lunare, con la Luna che si è mostrata nel cielo assumendo la caratteristica tonalità rossastra e arancione. Il fenomeno è stato visibile sopra il profilo delle colline che circondano il lago, creando un’immagine nella quale l’evento astronomico si è inserito nel paesaggio naturale e urbano del borgo. Osservata dalle rive del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/luna-sul-lago-660x365.jpeg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="la luna a piediluco" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p>Piediluco ha offerto uno scenario particolarmente suggestivo durante l’eclissi lunare, con la Luna che si è mostrata nel cielo assumendo la caratteristica tonalità rossastra e arancione. Il fenomeno è stato visibile sopra il profilo delle colline che circondano il lago, creando un’immagine nella quale l’evento astronomico si è inserito nel paesaggio naturale e urbano del borgo.</p>
<p>Osservata dalle rive del lago, la Luna appariva poco sopra l’orizzonte, intensa e ben distinguibile nel cielo della sera. La colorazione calda del disco lunare contrastava con il blu scuro dell’atmosfera e con le sagome quasi nere della vegetazione. Più in basso, le luci di Piediluco disegnavano il profilo dell’abitato e illuminavano alcuni degli elementi architettonici visibili lungo il versante.</p>
<p>L’effetto complessivo era ulteriormente accentuato dalla presenza del lago. Sulla superficie dell’acqua si riflettevano le luci dei lampioni e degli edifici, formando sottili strisce luminose verticali e aggiungendo profondità alla scena. Il paesaggio appariva così distribuito su diversi livelli: il lago in primo piano, il borgo e la vegetazione al centro e, sopra tutto, il disco della Luna interessato dall’eclissi.</p>
<p>La cosiddetta “Luna rossa” è uno degli aspetti più riconoscibili di un’eclissi lunare: durante il fenomeno la luce solare che attraversa l’atmosfera terrestre viene filtrata e conferisce alla superficie lunare tonalità che possono variare dal rame all’arancio fino al rosso più scuro.</p>
<p>A Piediluco il fenomeno astronomico ha trovato una cornice particolarmente riconoscibile. Il lago, il profilo del borgo, le colline e le luci serali hanno accompagnato l’apparizione della Luna, componendo per alcuni minuti un’immagine nella quale paesaggio e cielo sono sembrati appartenere alla stessa scena.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Fabrizio Ricci Feliziani</strong></span></p>
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		<title>Todi, torna la Festa della Consolazione edizione 2026</title>
		<link>https://www.umbriaecultura.it/todi-torna-la-festa-della-consolazione-edizione-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:12:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Todi]]></category>
		<category><![CDATA[Consolazione]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="350" height="232" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2014/09/todi-consolazione-fuochi.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="todi festa della consolazione natività della vergine" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Todi si prepara alla Festa della Consolazione in occasione della ricorrenzaa della Natività della Beata Vergine Maria: fede, arte e tradizione ultrasecolare al Tempio della Consolazione Il Tempio di Santa Maria della Consolazione si prepara a vivere il suo appuntamento più solenne e sentito. In occasione della Festa della Natività della Beata Vergine Maria, La Consolazione E.T.A.B. presenta un articolato calendario&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="350" height="232" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2014/09/todi-consolazione-fuochi.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="todi festa della consolazione natività della vergine" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p><b>Todi si prepara alla Festa della Consolazione in occasione della ricorrenzaa della Natività della Beata Vergine Maria: fede, arte e tradizione ultrasecolare al Tempio della Consolazione</b></p>
<p>Il Tempio di Santa Maria della Consolazione si prepara a vivere il suo appuntamento più solenne e sentito. In occasione della <b>Festa della Natività della Beata Vergine Maria</b>, La Consolazione E.T.A.B. presenta un articolato calendario di appuntamenti che rinnova una tradizione ultrasecolare, profondamente radicata nella storia e nell’identità della comunità tuderte.</p>
<p>La devozione verso il Tempio, simbolo architettonico e spirituale della città, si rinnova anche quest’anno attraverso un programma che unisce le celebrazioni religiose a iniziative culturali, artistiche e musicali. Un legame tra fede, storia e contemporaneità che accompagnerà Todi <b>dal 5 al 12 settembre 2026</b>, secondo il programma approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente nella seduta dell’8 luglio scorso.</p>
<p>Le celebrazioni religiose inizieranno con il <b>Triduo di preparazione</b>, nei giorni 5, 6 e 7 settembre: ogni pomeriggio, alle ore 17:30, sarà recitato il Santo Rosario, seguito alle ore 18:00 dalla Santa Messa.</p>
<p>Il momento centrale delle festività sarà <b>martedì 8 settembre, giorno della Natività della Beata Vergine Maria. Le Sante Messe del mattino saranno celebrate alle ore 8:30, 10:00 e 11:30, mentre alle ore 18:00 si terrà la solenne celebrazione presieduta dal Vescovo diocesano, Mons. Gualtiero Sigismondi</b>, con l&#8217;animazione dei canti affidata alla corale cittadina.</p>
<p><i>Arte, cultura e musica sacra</i></p>
<p>Il programma culturale prenderà il <a href="https://www.google.com/maps/search/via%C2%A0+sabato+5?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%25C2%25A0%2Bsabato%2B5?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1788532916451000&amp;usg=AOvVaw3HxDtD4Rv2limYfCjyjnDu">via </a><b><a href="https://www.google.com/maps/search/via%C2%A0+sabato+5?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%25C2%25A0%2Bsabato%2B5?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1788532916451000&amp;usg=AOvVaw3HxDtD4Rv2limYfCjyjnDu">sabato 5</a> settembre alle ore 10:00, nel Parco degli Ulivi della Consolazione, con la presentazione dell’installazione artistica </b>“<i>Amore ogni cosa chiama: San Francesco e Jacopone sui sentieri del Cantico”</i>, realizzata in collaborazione con l’Associazione Todi Art Out e l’artista Silvia Ranchicchio.</p>
<p>L’iniziativa propone un percorso artistico e spirituale nel Parco degli Ulivi della Consolazione e vedrà la partecipazione di <b>Davide Rondoni, Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi</b>.</p>
<p>L&#8217;appuntamento si inserisce inoltre nel clima culturale della quarantesima edizione del <b>Todi Festival</b>, in programma in città dal 27 agosto al 6 settembre.</p>
<p>Particolare rilievo assume anche quest’anno l’<b>XI Festival di Musica Sacra</b>, che proporrà due appuntamenti serali nel Tempio della Consolazione.</p>
<p><b>Venerdì 11 settembre, alle ore 21:00, si terrà il  “<i>Concerto di musica dedicato a San Francesco d’Assisi”</i>,</b> in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo, figura alla quale si lega anche la storia del primo nucleo dell’Ospedale di Carità di Todi.</p>
<p>Protagonista della serata sarà il <b>Coro Polifonico “Canto Libero” di Allerona, diretto dal M° M. Luisa Manno, con la partecipazione del soprano Lisa Pietrini* e del M° Fabio Afrune. Interverrà inoltre il Coro “La Rondine”, diretto da Mariano Di Gaetano*.</b></p>
<p><b>Sabato 12 settembre, alle ore 21:00, </b>sarà invece protagonista la<b> Cappella Musicale del Duomo di Novara, </b>che eseguirà<b> i Responsori del Mercoledì Santo di Saverio Mercadante (1795-1870), </b>per tre viole, due violoncelli, contrabbasso, soli, coro e basso continuo,<b> in prima esecuzione mondiale.</b></p>
<p><b>L’8 settembre: la festa della città</b></p>
<p>La giornata dell’8 settembre conserverà anche il carattere popolare che da generazioni accompagna la ricorrenza della Consolazione.</p>
<p>Accanto alle celebrazioni religiose è prevista l’esibizione del <b>Complesso Bandistico “Pasquale Del Bianco” </b>di Pantalla e, nel pomeriggio, l’<b>animazione per bambini curata da EP Eventi di Eleonora Presciuttini</b>.</p>
<p>Tornerà inoltre la tradizionale <b>lotteria di beneficenza organizzata dal Gruppo Volontario Vincenziano di Todi.</b></p>
<p>A conclusione della giornata, nel rispetto di una tradizione ultrasecolare particolarmente cara ai tuderti, il cielo sopra la Consolazione sarà illuminato dal grande <b>spettacolo pirotecnico, curato dalla ditta Pirotecnica Poleggi di Canepina (VT).</b></p>
<p>Il programma 2026 conferma inoltre il legame della Festa con la fotografia, la poesia e la valorizzazione dell&#8217;immagine del Tempio attraverso il <b>XIV Concorso Fotografico “Polvere di Stelle sulla Consolazione”</b> e il <b>XII Premio di Poesia “Todi, La Città che Amo</b>”, realizzati con la collaborazione di <b>Suoni dal Legno </b>e del<b> Maestro Prof. Emiliano Leonardi</b>.</p>
<p><b>Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.</b> Alle singole iniziative potranno essere abbinate raccolte fondi a favore di associazioni e attività benefiche senza fini di lucro.</p>
<p>La Festa della Natività della Beata Vergine Maria rappresenta così, ancora una volta, un momento nel quale la comunità tuderte rinnova il proprio legame con il Tempio della Consolazione, facendo convivere la dimensione religiosa con quella culturale e popolare di una tradizione che attraversa i secoli e continua a essere parte viva dell’identità della città.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Motori ruggenti: a Perugia torna la &#8220;Coppa Città di Perugia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[auto storiche]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.umbriaecultura.it/?p=74431</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/PERUGIA-ASA-IV-Coppa-citta-di-Perugia-660x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="coppa città di perugia" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />Torna in grande stile la IV Coppa Città di Perugia, prestigiosa rievocazione storica organizzata dall&#8217;Automotoclub Storico Assisano (ASA) in collaborazione con il Lambretta Club Umbria e il &#8220;Circolo di Pila&#8221;. L&#8217;appuntamento è fissato per domenica 6 settembre all’interno di uno dei parchi più belli, collocato nelle immediate vicinanze di Perugia, ovvero il Parco dell&#8217;Arringatore di Villa Umbra, a Pila. La&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.umbriaecultura.it/coppa-citta-di-perugia-4/">Motori ruggenti: a Perugia torna la &#8220;Coppa Città di Perugia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.umbriaecultura.it">Umbria e Cultura</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/PERUGIA-ASA-IV-Coppa-citta-di-Perugia-660x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="coppa città di perugia" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p>Torna in grande stile la IV <span style="color: #ff9900;"><strong>Coppa Città di Perugia</strong></span>, prestigiosa rievocazione storica organizzata dall&#8217;Automotoclub Storico Assisano (ASA) in collaborazione con il Lambretta Club Umbria e il &#8220;Circolo di Pila&#8221;.<br />
L&#8217;appuntamento è fissato per <span style="color: #ff9900;"><strong>domenica 6 settembre</strong></span> all’interno di uno dei parchi più belli, collocato nelle immediate vicinanze di Perugia, ovvero il Parco dell&#8217;Arringatore di Villa Umbra, a Pila.<br />
La rievocazione storica è un vero e proprio salto nel passato per gli appassionati delle due ruote, perché rende omaggio a una competizione leggendaria che ha segnato la storia sportiva del territorio a metà del secolo scorso.<br />
Per comprendere appieno il valore di questa rievocazione, bisogna riavvolgere il nastro della memoria fino al 1950, anno in cui l&#8217;Associazione Motociclistica perugina istituì il Trofeo Coppa Città di Perugia. Quella competizione, disputatasi ininterrottamente fino al 1954, vide le prime tre edizioni sfrecciare all&#8217;interno del circuito ricavato nell&#8217;Aeroporto di Sant&#8217;Egidio. L&#8217;ultimo memorabile atto, datato domenica 22 agosto 1954, si corse invece su un tracciato mozzafiato di ben 4 chilometri ricavato nel cuore dell&#8217;acropoli perugina. In quella storica domenica le moto si dettero battaglia per 20 giri, pari a ben 80 chilometri di pura adrenalina.</p>
<p>Il programma della rievocazione del 6 settembre prevede l’assegnazione di tre trofei: la IV Coppa Città di Perugia, riservata a tutti i motoveicoli costruiti fino al 1954 in possesso di targa oro ASI; il Trofeo Moto Perugina, aperto alle moto costruite dal 1955 al 1995 con targa oro ASI o CRS; e il Trofeo Borgobello, dedicato agli scooter storici costruiti fino al 1972 con targa oro ASI o CRS. Si comincia di prima mattina,</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per le ore 8, con l&#8217;iscrizione e la colazione di benvenuto al Parco dell&#8217;Arringatore di Villa Umbra a Pila, a seguire la prova speciale di abilità. Alle ore 10,45 è previsto il giro turistico tra le strade umbre e, alle ore 13:00, il pranzo conviviale e le premiazioni finali.</p>
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		<title>Dal teatro più piccolo del mondo alla Wiener Staatsoper: il viaggio di Thomas Scargetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[balletto]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Castello di Vibio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/1000068944-660x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="thomas scargetta" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />A soli 16 anni, Thomas Scargetta ha raggiunto un traguardo che rappresenta il sogno di molti giovani danzatori: l&#8217;ingresso alla Ballettakademie della Wiener Staatsoper di Vienna, una delle accademie di danza classica più prestigiose al mondo. Thomas nato e cresciuto a Monte Castello di Vibio, il piccolo borgo umbro che custodisce il Teatro della Concordia, riconosciuto come il più piccolo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/1000068944-660x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="thomas scargetta" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><b>A soli 16 anni, Thomas Scargetta ha raggiunto un traguardo che rappresenta il sogno di molti giovani danzatori:</b> <b>l&#8217;ingresso alla Ballettakademie della Wiener Staatsoper di Vienna, una delle accademie di danza classica più prestigiose al mondo</b>. Thomas nato e cresciuto a Monte Castello di Vibio, il piccolo borgo umbro che custodisce il Teatro della Concordia, riconosciuto come il più piccolo teatro storico all&#8217;italiana del mondo. Un legame con il territorio che rende questo traguardo motivo di orgoglio non solo per la sua famiglia, ma per l&#8217;intera comunità di Monte Castello di Vibio.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">Ha iniziato a studiare danza a soli 4 anni. Dopo dodici anni di formazione, caratterizzati da studio quotidiano, disciplina, sacrifici e una costante ricerca del miglioramento, negli ultimi due anni ha intensificato la propria preparazione presso Ateneo Danza di Forlì, sotto la direzione artistica di Stefania Sansavini.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">Il lavoro svolto gli ha permesso di affrontare le audizioni di alcune tra le più importanti accademie europee, ottenendo diverse opportunità. La scelta è infine caduta su Vienna, attratto dall&#8217;eccellenza della Ballettakademie della Wiener Staatsoper e dalla possibilità di formarsi sotto la direzione di Patrick Armand, Direttore della Ballettakademie, in un contesto artistico guidato da Alessandra Ferri, Direttrice del Wiener Staatsballett. Un risultato così importante è il frutto di un percorso costruito nel tempo e del lavoro degli insegnanti che hanno accompagnato Thomas nelle diverse fasi della sua crescita.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">Un particolare ringraziamento va alle sue prime maestre, Chiara Canestrelli, che lo ha seguito nei primi due anni, Barbara Formica e Manuela Giulietti, insieme a tutto lo staff della Umbria Dance School, che ha contribuito a costruire le basi della sua formazione. A loro si aggiungono gli insegnanti delle lezioni private, che hanno arricchito il suo percorso con la propria esperienza e professionalità. Un riconoscimento speciale va però a Stefania Sansavini, Diego Cardelli e Valentina Falcini e a tutto il corpo docenti di Ateneo Danza, per il ruolo determinante che negli ultimi due anni è stato svolto attraverso un lavoro quotidiano caratterizzato da competenza, rigore e attenzione. Hanno accompagnato Thomas nella crescita tecnica, artistica e interpretativa, preparandolo alle impegnative audizioni internazionali.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">La preparazione si inserisce nel percorso ELITE PROFESSIONAL DANCE TRAINING, attraverso il quale Stefania Sansavini, Diego Cardelli e Valentina Falcini si dedicano alla formazione e alla preparazione dei giovani danzatori, con l&#8217;obiettivo di accompagnarli verso livelli di studio sempre più elevati e verso le principali opportunità del panorama internazionale. Il percorso affrontato e la qualità della preparazione hanno permesso a Thomas di raggiungere un livello che gli ha aperto le porte di alcune tra le più importanti realtà formative europee, fino alla conquista dell&#8217;ingresso alla Ballettakademie della Wiener Staatsoper.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><b>Per Thomas ora inizia una nuova fase</b>. Lunedì 7 settembre prenderà ufficialmente il via la sua formazione a Vienna, in una realtà internazionale nella quale avrà l&#8217;opportunità di confrontarsi quotidianamente con giovani talenti provenienti da diversi Paesi e di continuare a crescere sia artisticamente sia umanamente. Una nuova sfida che arriva dopo dodici anni di studio e che porta con sé l&#8217;augurio di affrontare questo importante capitolo con entusiasmo, umiltà e determinazione, mantenendo intatta la passione che lo ha accompagnato fin dai primi passi.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">Dal paese che ospita il teatro più piccolo del mondo a una delle più prestigiose accademie di danza del panorama internazionale: il percorso di Thomas Scargetta è la testimonianza di come talento, dedizione, sacrificio e la guida di grandi maestri possano trasformare un sogno in una concreta opportunità per il futuro. Nessuna garanzia per il futuro ma tanti obiettivi e sogni da raggiungere a passo di danza, senza dimenticare mai le origini e con lo sguardo proteso verso il futuro.</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="color: #ff9900;"><b>Simone Mazzi</b></span></p>
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		<title>Cicogna bianca in Calabria: stagione 2026 da record con 112 nati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umbriaecultura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cicogne]]></category>
		<category><![CDATA[lipu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/Cicogne-al-nido-Roberto-Santopaolo-660x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cicogna bianca in calabria" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" />La stagione riproduttiva 2026 della Cicogna bianca in Calabria si chiude con un record: 112 pulcini nati e 38 coppie. Tutti i dati della Lipu. La natura regala un nuovo straordinario capitolo di conservazione nel Mezzogiorno. Si è conclusa con numeri eccezionali la stagione riproduttiva 2026 del progetto Cicogna bianca in Calabria, promosso dalla Lipu-BirdLife Italia. I dati raccolti sul&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="660" height="365" src="https://www.umbriaecultura.it/wp-content/uploads/2026/09/Cicogne-al-nido-Roberto-Santopaolo-660x365.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="cicogna bianca in calabria" style="margin-bottom:10px; display:block;" decoding="async" /><p><strong>La stagione riproduttiva 2026 della Cicogna bianca in Calabria si chiude con un record: 112 pulcini nati e 38 coppie. Tutti i dati della Lipu.</strong></p>
<p>La natura regala un nuovo straordinario capitolo di conservazione nel Mezzogiorno. Si è conclusa con numeri eccezionali la stagione riproduttiva 2026 del <span style="color: #ff9900;"><strong>progetto Cicogna bianca in Calabria</strong></span>, promosso dalla Lipu-BirdLife Italia.</p>
<p>I dati raccolti sul campo testimoniano un successo senza precedenti: sono ben 112 i pulcini nati nel corso dell&#8217;anno, superando di 5 unità il bilancio del 2025 e infrangendo il precedente primato storico del 2022, quando le nascite si erano fermate a quota 111.</p>
<p>La mappa della rinascita: crescono coppie e territori a confermare la vitalità della specie sul territorio regionale è anche la crescita della popolazione nidificante. Nel 2026 si sono formate 38 coppie (tre in più rispetto all&#8217;anno precedente), distribuite in tre aree chiave della regione:</p>
<ul>
<li>Piana di Sibari: si conferma il cuore pulsante della presenza della specie con ben 21 coppie.</li>
<li>Valle del Crati: segue a quota 15 coppie.</li>
<li>Valle dell’Esaro: ospita 2 coppie nidificanti.</li>
</ul>
<p>L&#8217;elemento cruciale di questo successo risiede nell&#8217;efficacia delle strutture artificiali: 36 delle 38 coppie hanno scelto di nidificare sulle piattaforme appositamente installate dai volontari e dagli operatori della Lipu. Un lavoro imponente che richiede oltre 600 ore all&#8217;anno dedicate al montaggio dei nidi, alla sorveglianza costante dei siti e al monitoraggio scientifico della biologia riproduttiva di questo splendido rapace notturno e diurno.Il valore scientifico e la tutela del territorio</p>
<p>Oltre alla tutela diretta, la campagna 2026 ha segnato importanti passi avanti sul fronte della ricerca. In collaborazione con l&#8217;Ispra, la Lipu ha proseguito il programma di inanellamento scientifico avviato nel 2019. Su quattro giovani esemplari sono stati inoltre applicati trasmettitori GPS satellitari, strumenti fondamentali per tracciare in tempo reale le rotte migratorie verso l&#8217;Africa e individuare le aree di sosta vitali lungo il viaggio.</p>
<p>“La Calabria ospita oggi la popolazione più numerosa di cicogna bianca dell’Italia peninsulare dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna” — Alessandro Polinori, presidente Lipu-BirdLife Italia. Come sottolineato dal presidente Polinori, l&#8217;obiettivo a lungo termine resta quello di consolidare la presenza della specie nell&#8217;intera regione, estendendo l&#8217;installazione delle piattaforme-nido anche ad altre province calabresi.</p>
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