<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829</id><updated>2026-01-11T07:55:44.263-08:00</updated><title type='text'>Un filo per l&#39;Italia</title><subtitle type='html'>In cammino da Marsala a Venaria&#xa;l&#39;impresa di un torinese per unire l&#39;Italia&#xa;Franco Zanotto partirà il 1° aprile e percorrerà oltre 2 mila chilometri in 52 giorni. In ogni paese che toccherà lascerà un filo tricolore: &quot;Voglio aiutare la nostra nazione a essere più unità e più solidale&quot;&#xa;di STEFANO PAROLA</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>799</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-6570167979319392391</id><published>2025-05-14T08:36:00.000-07:00</published><updated>2025-05-14T08:36:25.020-07:00</updated><title type='text'>Un filo per l&#39;Italia: Padre, Fratello, Figlio. A Papa Francesco</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://unfiloperlitalia.blogspot.com/2025/05/blog-post.html?spref=bl&quot;&gt;Un filo per l&amp;#39;Italia: Padre, Fratello, Figlio. A Papa Francesco&lt;/a&gt;:    </content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/6570167979319392391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2025/05/un-filo-per-litalia-padre-fratello.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/6570167979319392391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/6570167979319392391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2025/05/un-filo-per-litalia-padre-fratello.html' title='Un filo per l&#39;Italia: Padre, Fratello, Figlio. A Papa Francesco'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-2867546844230212549</id><published>2025-05-14T08:24:00.000-07:00</published><updated>2025-05-14T08:34:30.851-07:00</updated><title type='text'>Padre, Fratello, Figlio. A Papa Francesco </title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH3XekMkVkJ7opExwMnntPa3Cgisx-G9UJwigcygdznceOJqW0qPbjWWiTqPJvjpy4Xn7sjXgcKSmSVS2B95oglT3eBxGwgMQSDJYrZjzbUjb1F80SqXzMttonqmY3LlcVst23v_-LXlJN5WxDvj3kUcxUmQ6VEoxAN7_VMRyu0gVoSOC58wHkYqk7LRc/s1920/copertina%20libro.jpeg&quot; style=&quot;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; data-original-height=&quot;1920&quot; data-original-width=&quot;1080&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH3XekMkVkJ7opExwMnntPa3Cgisx-G9UJwigcygdznceOJqW0qPbjWWiTqPJvjpy4Xn7sjXgcKSmSVS2B95oglT3eBxGwgMQSDJYrZjzbUjb1F80SqXzMttonqmY3LlcVst23v_-LXlJN5WxDvj3kUcxUmQ6VEoxAN7_VMRyu0gVoSOC58wHkYqk7LRc/s320/copertina%20libro.jpeg&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;


</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/2867546844230212549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2025/05/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/2867546844230212549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/2867546844230212549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2025/05/blog-post.html' title='Padre, Fratello, Figlio. A Papa Francesco '/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjH3XekMkVkJ7opExwMnntPa3Cgisx-G9UJwigcygdznceOJqW0qPbjWWiTqPJvjpy4Xn7sjXgcKSmSVS2B95oglT3eBxGwgMQSDJYrZjzbUjb1F80SqXzMttonqmY3LlcVst23v_-LXlJN5WxDvj3kUcxUmQ6VEoxAN7_VMRyu0gVoSOC58wHkYqk7LRc/s72-c/copertina%20libro.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-5701080935400252986</id><published>2017-05-13T04:34:00.001-07:00</published><updated>2025-01-31T12:47:23.763-08:00</updated><title type='text'>Papa a Fatima, Francisco e Giacinta sono santi</title><content type='html'>
I due pastorelli di Fatima Francisco e Giacinta Marto sono santi: papa Bergoglio ha infatti letto la formula canonica che li iscrive nel registro dei santi. Lo ha fatto nella messa davanti al santuario che ricorda le apparizioni cominciate il 13 maggio del 1919, delle quali beneficiò anche la cugina Lucia. I due piccoli veggenti erano stati beatificati da papa Wojtyla, qui a Fatima, il 13 maggio del Duemila. Di Lucia, morta nel 2010, è in corso il processo di beatificazione.La canonizzazione;- Dopo la veglia di ieri, con la suggestione di 600.000 candele accese nella notte a dimostrazione dell&#39;attaccamento dei portoghesi, e non solo, al messaggio di Fatima, tutto è pronto nella spianata davanti al santuario per la messa che papa Francesco celebrerà alle 10 ora locale (le 11 in Italia), per la canonizzazione di Giacinta e Francisco Marto, i due pastorelli che dal 13 maggio 1917, esattamente cento anni fa, ebbero visioni della Vergine, riconosciute dalla Chiesa come fenomeno soprannaturale già nel 1930. Prima di celebrare la messa, l&#39;agenda del Papa prevede un incontro privato, nella saletta di ricevimento della Casa &quot;Nossa Senhora do Carmo&quot;, con il primo ministro del Portogallo, Antonio Luis Santos da Costa. Dopo la messa il Pontefice pranzerà con i vescovi portoghesi e il seguito papale e successivamente, dopo una breve cerimonia di congedo nella base aerea militare di Monte Real, partirà per Roma. L&#39;arrivo è previsto all&#39;aeroporto di Ciampino per le 19,05, ora italiana.Papa a Fatima:imploro concordia popoli.Viaggio speciale- &quot;Imploro per il mondo la concordia tra tutti i popoli&quot;; &quot;vengo come profeta e messaggero&quot;, &quot;e come vescovo vestito di bianco ricordo tutti coloro che, vestiti di candore battesimale, vogliono vivere in Dio e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace&quot;. Il Papa, nel suo primo discorso pubblico in Portogallo, ha fatto ricorso anche alle parole del &quot;terzo segreto&quot; di Fatima (che descriveva un &quot;vescovo vestito di bianco caduto a terra come morto&quot;, e nelle quali papa Wojtyla identificò se stesso dopo l&#39;attentato di Ali Agca), per portare davanti alla Madonna e &quot;le gioie dell&#39;essere umano&quot; e &quot;i dolori della famiglia umana&quot;. Lo ha fatto nella preghiera nella cappellina delle apparizioni, che sorge nel luogo dove il 13 maggio del 1917 i tre pastorelli videro per la prima volta la Vergine, per dare al suo viaggio - un &quot;viaggio un po&#39; speciale&quot;, lo ha definito in volo verso Fatima salutando i giornalisti - il senso di una missione dedicata alla fine di ogni conflitto. Si tratta infatti in tutto e per tutto di un pellegrinaggio, durante il quale, il Papa vuole soprattutto rinnovare la preghiera per la pace e la speranza per il mondo. La Chiesa riconobbe il carattere soprannaturale delle apparizioni già nel 1930, anche se i contenuti dei &quot;segreti&quot; affidati dalla Vergine ai tre pastorelli, essendo rivelazioni &quot;private&quot;, non vincolano i cristiani a credervi. Nella cappellina il Papa ha pregato a lungo in silenzio, e poi ha letto la preghiera. Nel santuario tornerà dopo cena, per recitare il rosario e rivolgere un saluto pubblico ai malati. Bisognerà chiedere a papa Francesco cosa abbia voluto intendere precisamente ricorrendo all&#39;immagine del &quot;vescovo vestito di bianco&quot;. Da sempre, la Chiesa ha riconosciuto nel messaggio di Fatima una attenzione alle sofferenze dei cristiani, e dei papi con loro. Suor Lucia, dopo la divulgazione completa del &quot;terzo segreto&quot;, nel Duemila, ricordò che lei e i cuginetti, quando la Madonna gli parlava del dolore del papa, neppure sapevano come si chiamasse allora il papa regnante. Stasera papa Francesco si è collocato come vescovo vestito di bianco accanto a tutti i battezzati, vestiti di &quot;candore battesimale&quot;, che pregano per ottenere la pace. Se seguiremo l&#39;esempio di Giacinta e Francisco e di quanti &quot;si consacrano all&#39;annuncio del Vangelo&quot;, ha detto ancora papa Bergoglio, &quot;percorreremo così ogni rotta, andremo pellegrini lungo tutte le vie, abbatteremo tutti i muri, e supereremo ogni frontiera, uscendo verso tutte le periferia, manifestando la giustizia e la pace di Dio&quot;. Nel tragitto dalla base militare dove è atterrato e dove ha incontrato il presidente della Repubblica, il Papa è stato accolto con molto calore, da una discreta folla di gente. Non essendoci stati discorsi pubblici nell&#39;incontro tra il Papa e il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo, svoltosi in una sala della Torre di controllo della base aerea militare di Monte Real, papa Francesco apre di fatto il viaggio con parole di preghiera. Come noto occasione di questo suo 19.mo viaggio internazionale è la commemorazione del centenario delle apparizioni e, nella messa di domattina, la canonizzazione di Francisco e Giacinta Marto, cugini di Lucia dos Santos, poi divenuta suor Lucia e monaca carmelitana, vissuta fino a 97 anni e custode del messaggio di Fatima per tutto il Novecento. Papa Francesco ha lasciato in dono nella cappellina delle apparizioni del santuario di Fatima - dove è stato accolto da circa mille bimbi - la &quot;Rosa d&#39;oro&quot;, che è un dono esclusivo dei sommi pontefici in visita mariana. E&#39; in argento, composto da una base in marmo rosa, sormontata da un vaso in argento;&quot;&gt;con lo stemma papale, da cui partono i rami con tre rose e le foglie.
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/5701080935400252986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2017/05/papa-fatima-francisco-e-giacinta-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5701080935400252986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5701080935400252986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2017/05/papa-fatima-francisco-e-giacinta-sono.html' title='Papa a Fatima, Francisco e Giacinta sono santi'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-6326611218502840038</id><published>2017-05-07T15:55:00.001-07:00</published><updated>2017-05-07T15:55:21.895-07:00</updated><title type='text'>Papa Francesco ai sacerdoti: “La doppia vita dei preti è una brutta malattia della Chiesa”</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: &amp;quot;georgia&amp;quot; , serif; font-size: 22px; font-style: italic; line-height: 30.8px;&quot;&gt;Il discorso di Bergoglio arriva in occasione della messa per l&#39;ordinazione dei nuovi preti a San Pietro. Il Pontefice invita anche a &quot;predicare in modo semplice&quot; e a essere &quot;pastori&quot; e non &quot;signori&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #505050; font-family: &amp;quot;open sans condensed&amp;quot; , sans-serif; font-size: 16.2px; line-height: 25.11px; text-align: center;&quot;&gt;di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/collaboratoregenerico/ptype/articoli/&quot; rel=&quot;author&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); color: #555555; font-family: &#39;Open Sans Condensed&#39;, sans-serif; font-size: 16.2px; line-height: 25.11px; text-align: center; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 0.1s ease-in-out;&quot;&gt;&lt;span itemprop=&quot;author&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;F. Q.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #505050; font-family: &amp;quot;open sans condensed&amp;quot; , sans-serif; font-size: 16.2px; line-height: 25.11px; text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;| 7 maggio 2017&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #505050; font-family: &amp;quot;open sans condensed&amp;quot; , sans-serif; font-size: 16.2px; line-height: 25.11px; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;img alt=&quot;Papa Francesco ai sacerdoti: “La doppia vita dei preti è una brutta malattia della Chiesa”&quot; height=&quot;260&quot; src=&quot;https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/12/bergoglio-675.jpg&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27px; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
“La&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;doppia vita&lt;/span&gt;&amp;nbsp;è una brutta malattia nella Chiesa”. È l’ammonimento di&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;Papa Francesco&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ai sacerdoti, nell’omelia durante la messa per l’ordinazione dei nuovi preti&amp;nbsp;a San Pietro. I sacerdoti, ricorda ancora il pontefice, “sono stati eletti da Cristo non per fare carriera ma per svolgere il loro servizio”. A tal proposito, Francesco esorta a “predicare in modo&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;semplice&lt;/span&gt;“, a “non essere intellettuali ma parlare al cuore”. Perché “le parole, senza&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;l’esempio di vita&lt;/span&gt;, non servono”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27px; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Bergoglio ha pronunciato l’omelia rituale, ma l’ ha integrata con diverse osservazioni a braccio, parlando in particolare del ruolo dei sacerdoti all’interno della comunità, spiegando che i preti “sono stati addetti dal Signore Gesù non per&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;fare carriera&lt;/span&gt;, ma per fare questo servizio”. E ha aggiunto che&amp;nbsp;“un presbitero che ha studiato forse tanta teologia e ha fatto una, due, tre lauree ma non ha imparato a portare la croce di Cristo non serve:&amp;nbsp;sarà – ha spiegato Bergoglio – un buon accademico, un buon professore, ma non un sacerdote”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27px; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Poi ha invitato a far visita ai malati, “compito anche&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;doloroso&lt;/span&gt;” ma necessario e che “avvicina a Cristo”. Infine ha esortato a non essere “&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;signori&lt;/span&gt;” ma “&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;pastori&lt;/span&gt;“. E alla fine della recita del Regina Coeli a San Pietro, papa Francesco ha incoraggiato l’associazione&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Meter&lt;/span&gt;, “che da oltre 20 anni contrasta ogni forma di abuso sui minori”, ad andare “avanti con coraggio”, ringraziandoli poi per il loro “impegno nella società e nella Chiesa”. Sono 10 i nuovi sacerdoti ordinati da Papa Francesco nel giorno in cui la Chiesa celebra anche la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, di cui sei per la diocesi di Roma.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27px; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
E proprio oggi&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;Dagospia&lt;/em&gt;&amp;nbsp;ha pubblicato un’indiscrezione&amp;nbsp;su&amp;nbsp;un giovane&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;sacerdote&lt;/span&gt;&amp;nbsp;“che opera nei comuni del Centro Italia devastati dal&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;terremoto&lt;/span&gt;” e arriva a spendere anche&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;3mila&lt;/span&gt;&amp;nbsp;euro a notte per festini a base di&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;prostituti&lt;/span&gt;,&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;crack&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e cocaina. Solo due anni fa, lo scandalo che aveva coinvolto l’ex abate di Montecassino&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Pietro Vittorelli&lt;/span&gt;, anche lui dedito a feste private con escort e droga,&amp;nbsp;al quale l&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/11/montecassino-sequestrati-500mila-euro-allex-abate-presi-da-conti-monastero/2208538/&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 0.1s ease-in-out;&quot;&gt;a Guardia di finanza aveva sequestrato 500mila euro&amp;nbsp;&lt;/a&gt;di cui il sacerdote si era appropriato indebitamente, prelevandoli dai conti del monastero.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/6326611218502840038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2017/05/papa-francesco-ai-sacerdoti-la-doppia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/6326611218502840038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/6326611218502840038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2017/05/papa-francesco-ai-sacerdoti-la-doppia.html' title='Papa Francesco ai sacerdoti: “La doppia vita dei preti è una brutta malattia della Chiesa”'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-5938997982365966069</id><published>2016-11-06T12:08:00.001-08:00</published><updated>2016-11-06T12:13:46.342-08:00</updated><title type='text'>Giubileo dei carcerati, Papa Francesco: “Ipocrita chi vede la prigione come unica via”. E chiede un “atto di clemenza”</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 itemprop=&quot;headline&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #505050; font-family: &#39;Open Sans Condensed&#39;, sans-serif; font-size: 40px; font-weight: 400; line-height: 1; margin: 0px 0px 15px; padding: 0px 7px;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpfSQUbqM6QZTIwal4q8un9_Ft32KwYknnEhrCJY6qFzaL_MS9-OW-9lTI0M12EPsT5ZojHbAliaQW4_g-MmPO8nxQf8EmjOtlj5yR1h_N9swTxtXb631C75aKW7xyL_WkAROicGOQpDc/s1600/papa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;line-height: 1;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;259&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpfSQUbqM6QZTIwal4q8un9_Ft32KwYknnEhrCJY6qFzaL_MS9-OW-9lTI0M12EPsT5ZojHbAliaQW4_g-MmPO8nxQf8EmjOtlj5yR1h_N9swTxtXb631C75aKW7xyL_WkAROicGOQpDc/s640/papa.jpg&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;picture class=&quot;cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #de0000; display: block; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; margin-bottom: 15px; position: relative;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/picture&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;category-bar cc&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 2px; color: #1f1e5a; margin-top: 0px; position: relative; z-index: 3;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;category&quot; style=&quot;background: rgb(31 , 30 , 90); color: white; display: inline-block; font-family: &amp;quot;arial&amp;quot; , sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 700; left: 7px; letter-spacing: 0.02em; line-height: 20px; margin-top: -10px; padding: 0px 8px; position: absolute; top: 0px; white-space: nowrap;&quot;&gt;Cronaca&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;picture class=&quot;cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #de0000; display: block; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; margin-bottom: 15px; position: relative;&quot;&gt;&lt;/picture&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;article-wrapper cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; padding: 0px; position: relative;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;section class=&quot;catenaccio&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; clear: both; font-size: 22px; font-style: italic; line-height: 1.4; margin-bottom: 10px; padding: 0px 14px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; padding: 0px;&quot;&gt;
Bergoglio ai numerosi detenuti: &quot;Ogni volta che entro in un istituto penitenziario mi domando &#39;perché loro e non io? Tutti abbiamo la possibilità di sbagliare&#39;&quot;. Ha proposto pene alternative alla detenzione che &quot;tocca nell&#39;intimo&quot; e ha chiesto il &quot;miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri, affinchè sia rispettata dignità umana&quot;. Il ministro Orlando in un&#39;intervista ad Avvenire esprime dubbi sulla possibilità di un&#39;amnistia&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/5938997982365966069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2016/11/giubileo-dei-carcerati-papa-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5938997982365966069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5938997982365966069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2016/11/giubileo-dei-carcerati-papa-francesco.html' title='Giubileo dei carcerati, Papa Francesco: “Ipocrita chi vede la prigione come unica via”. E chiede un “atto di clemenza”'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpfSQUbqM6QZTIwal4q8un9_Ft32KwYknnEhrCJY6qFzaL_MS9-OW-9lTI0M12EPsT5ZojHbAliaQW4_g-MmPO8nxQf8EmjOtlj5yR1h_N9swTxtXb631C75aKW7xyL_WkAROicGOQpDc/s72-c/papa.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-2953467533165501810</id><published>2015-11-13T06:55:00.002-08:00</published><updated>2015-11-13T06:55:21.949-08:00</updated><title type='text'>Una minaccia al giorno, tra spari, macchine bruciate e insulti: la vita nel terrore degli amministratori locali</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;header style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; color: #252525; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 16px; margin: 0px 0px 30px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot; style=&quot;background: transparent; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; color: black; font-family: lato-black, Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 44px; font-stretch: normal; font-weight: normal; line-height: 48px; margin: 0px 0px 20px; outline: 0px; padding: 0px 0px 20px; text-rendering: optimizeLegibility; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; color: #111111; font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 20px; font-style: italic; line-height: 26px;&quot;&gt;Il rapporto di Avviso Pubblico sugli atti intimidatori contro sindaci, assessori e consiglieri. E lo scorso anno si sono quadruplicati i casi di aggressione fisica. Il sindaco di Reggio: &quot;Al Sud è una guerra, governo ci aiuti&quot;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;span class=&quot;author&quot; itemprop=&quot;author&quot; itemscope=&quot;&quot; itemtype=&quot;http://schema.org/Person&quot; style=&quot;background: none !important; border: 0px; clear: both; display: block; font-stretch: normal; line-height: 20px; margin: 0px 0px 20px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;span itemprop=&quot;name&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;di GIUSEPPE BALDESSARRO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/header&gt;&lt;div class=&quot;main-content&quot; style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; color: #252525; float: left; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 16px; margin: 0px 15px 0px 0px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;toolbar&quot; style=&quot;background: transparent; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-top-color: rgb(221, 221, 221); border-top-style: solid; border-width: 1px 0px; font-size: 13px; font-stretch: normal; margin: 0px; outline: 0px; padding: 5px 0px; vertical-align: baseline; zoom: 1;&quot;&gt;
&lt;time content=&quot;2015-11-13&quot; datetime=&quot;2015-11-13&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot; style=&quot;background: transparent; border-left-color: rgb(221, 221, 221); border-left-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 1px; color: #777777; float: right; line-height: 18px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px 0px 0px 10px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/time&gt;&lt;time content=&quot;2015-11-13&quot; datetime=&quot;2015-11-13&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot; style=&quot;background: transparent; border-left-color: rgb(221, 221, 221); border-left-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 1px; color: #777777; float: right; line-height: 18px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px 0px 0px 10px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/time&gt;&lt;time content=&quot;2015-11-13&quot; datetime=&quot;2015-11-13&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot; style=&quot;background: transparent; border-left-color: rgb(221, 221, 221); border-left-style: solid; 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datetime=&quot;2015-11-13&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot; style=&quot;background: transparent; border-left-color: rgb(221, 221, 221); border-left-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 1px; color: #777777; float: right; line-height: 18px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px 0px 0px 10px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/time&gt;&lt;time content=&quot;2015-11-13&quot; datetime=&quot;2015-11-13&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot; style=&quot;background: transparent; border-left-color: rgb(221, 221, 221); border-left-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 1px; color: #777777; float: right; line-height: 18px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px 0px 0px 10px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/time&gt;&lt;time content=&quot;2015-11-13&quot; datetime=&quot;2015-11-13&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot; style=&quot;background: transparent; border-left-color: rgb(221, 221, 221); border-left-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 1px; 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&lt;tr style=&quot;background: none; border-radius: 0px; border: none; float: none; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; text-align: center; vertical-align: baseline; width: 82px;&quot;&gt;&lt;td class=&quot;gig-button-container-pinterest-td gig-button-container-count-top-td gig-button-container-vertical-td&quot; style=&quot;background: none; border-radius: 0px; border: none; float: none; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: auto; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;figure class=&quot;sidebar-img&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; float: left; margin: 0px 20px 10px 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline; width: 300px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Una minaccia al giorno, tra spari, macchine bruciate e insulti: la vita nel terrore degli amministratori locali&quot; itemprop=&quot;image&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/11/13/092020277-3a62b6fd-a08c-4595-a193-13777eec6a1a.jpg&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot; /&gt;&lt;figcaption style=&quot;background: transparent; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; color: #666666; font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 14px; font-stretch: normal; font-style: italic; line-height: 20px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 2px 5px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Una auto bruciata a un sindaco siciliano&amp;nbsp;&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;&lt;span itemprop=&quot;articleBody&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;ROMA&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Gli sparano, tentano di accoltellarli, gli bruciano le macchine, li aspettano sotto casa per pestarli a sangue, gli scrivono lettere anonime o li insultano pubblicamente. Continua a crescere il numero degli amministratori locali aggrediti quotidianamente in Italia. Lo afferma nel suo rapporto annuale Avviso Pubblico, l&#39;associazione degli enti locali che s&#39;impegnano a promuovere legalità e democrazia sui territori che governano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno studio che questa mattina sarà presentato ufficialmente a Napoli, nell&#39;ambito del convegno &quot;Quale Antimafia per il futuro&quot;, e che restituisce una fotografia del Paese per nulla rasserenante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2014 gli atti intimidatori e di minaccia nei confronti di sindaci, assessori, consiglieri e burocrati degli enti locali sono stati 361, praticamente uno al giorno. Con un incremento rispetto all&#39;anno precedente del 3%. Un fenomeno in crescita costante, ma anche in evoluzione. Rispetto al 2013, ad esempio, lo scorso anno si sono quadruplicati i casi di aggressione fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complessivamente si tratta di un fenomeno che ha interessato 18 regioni, 69 province e 227 comuni. Come sempre è &quot;ancora una volta il Sud d&#39;Italia con il 64% dei casi l&#39;area geografica dove gli amministratori locali e il personale della Pubblica amministrazione risultano maggiormente esposti&quot;. Un&#39;area geografica seguita dal Nord Italia con il 14% dei casi e il Centro Italia con il 12%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati di Avviso Pubblico a livello regionale, il primato spetta alla Sicilia (70 casi, pari al 20% del totale), seguita dalla Puglia (54 casi, pari al 15% del totale) e dalla Calabria e Campania (entrambe con 52 casi, pari al 15% del totale). Seguono le regioni del Centro-Nord, tra cui il Lazio (8%), la Lombardia (4%), il Veneto e la Liguria (3%). A livello provinciale, il primato degli amministratori sotto tiro spetta alla provincia di Napoli (29 casi), seguita da quella di Palermo (28 casi), Cosenza e Roma (19 casi), per concludere con quella di Foggia (15 casi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;LE MINACCE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se fino a qualche anno fa le minacce erano spesso indirette gli ultimi dati forniscono un dato che mette di gran lunga al primo posto quelle dirette (83% dei casi). Nel mirino ci sono soprattutto i sindaci (47% dei casi), seguiti dagli assessori (25%) e dai consiglieri (19%) e in particolare, dai capigruppo di forze politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei casi, quindi, si tratta di persone che hanno un ruolo specifico e definito all&#39;interno delle istituzioni locali, cui si accompagna la possibilità di esercitare determinati poteri di carattere decisionale. E se un tempo gli amministratori bersagliati erano quelli dei piccoli comuni, ora affiorano in maniera consistente anche quelli di comuni importanti e capoluogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È, ad esempio, il caso di Catania (Enzo Bianco), Livorno (Alessandro Cosimini), Lucca (Alessandro Tambellini), Monza (Roberto Scanagatti), Palermo (Leoluca Orlando). A Firenze, è stato colpito l&#39;allora vice Sindaco e attuale primo cittadino Dario Nardella; a Venezia il vice Sindaco, Sandro Simionato. Un atto intimidatorio è stato compiuto anche nei confronti del Presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone e di quello della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Francesco Spina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13% dei casi riguarda poi i dirigenti, funzionari e impiegati. Si tratta, in particolare, di comandanti e agenti di Polizia municipale; di responsabili degli uffici tecnici, del personale, dei servizi di fornitura dell&#39;acqua e della raccolta e trattamento rifiuti; di assistenti sociali; di commissari prefettizi che amministrano comuni sciolti per mafia; di commissari straordinari e presidenti di enti; e persino dei responsabili degli uffici stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;INCENDI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tra le forme di intimidazione ci sono sempre gli incendi (31% dei casi) così come nel 2013. Le fiamme sono state appiccate di notte ed hanno distrutto automobili di proprietà personale (64% dei casi), oltre che mezzi dell&#39;amministrazione pubblica (17%), strutture e uffici pubblici (10%). A fuoco sono andate anche abitazioni di amministratori, attività commerciali e aziende di loro proprietà (9%). Restano molti casi di minacce scritte come le lettere contenenti minacce di morte (46% dei casi); lettere che, insieme ad uno scritto, contengono anche dei proiettili (calibro 7,65, 38, 357 magnum, pallottole di fucile, ecc.) o una foto della persona che si vuole minacciare con segni (es. croci) e simboli (32% dei casi); lettere diffamatorie; messaggi minacciosi e intimidatori postati sui profili Facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;LE AGGRESSIONI FISICHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dato allarmante è l&#39;aumento di casi di aggressione fisica che si sono quadruplicate rispetto all&#39;anno precedente (12%). Aggressioni che si sono concretizzate in agguati compiuti soprattutto da parte di singole persone che hanno dato schiaffi, tirato pugni, bastonate e spintoni, non solo in luoghi pubblici&amp;nbsp; -&amp;nbsp; lungo strade, vie o piazze, magari al termine di un comizio pubblico&amp;nbsp; -&amp;nbsp; ma anche all&#39;interno degli uffici comunali com&#39;è accaduto, ad esempio, ai sindaci di Frattamaggiore (Na) e di Ampezzo (Ud). Non sono mancati anche casi di tentato omicidio attraverso l&#39;accoltellamento come a Pompei, in Campania nei confronti dell&#39;ex Sindaco, Claudio D&#39;Alessio. Lo sparo con arma da fuoco, come a Lula, in Sardegna, nei confronti dell&#39;ex vice Sindaco Giovanni Cabua. E il tentativo di investimento con un&#39;auto avvenuto ad Ardea, nel Lazio, nei confronti del consigliere Luca Fanco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;ARMI E ORDIGNI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Raddoppiati risultano i casi in cui si è fatto ricorso ad armi e ordigni (8% dei casi). Per quanto concerne le armi, queste sono state impiegate per sparare contro case e auto personali, contro mezzi e uffici pubblici. Gli ordigni impiegati sono stati di vario tipo: bottiglie molotov, petardi, bombe carta, veri e propri esplosivi, come avvenuto nel caso di un assessore del Comune di S. Vito dei Normanni (Br). L&#39;uso di ordigni si è registrato in Calabria (provincia di Cosenza), Campania (provincia di Napoli e Caserta, in particolare, in quest&#39;ultimo territorio, contro la Sindaca di Recale) e Puglia (in provincia di Brindisi e di Taranto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;LE REAZIONI&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&quot;Il rapporto di Avviso Pubblico sulle intimidazioni agli amministratori locali disegna un quadro davvero preoccupante. E&#39; necessario intervenire con misure concrete che evitino di lasciare soli i Sindaci in trincea, soprattutto in territori difficili come quelli del Sud&quot; dichiara il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. &quot;La situazione ha ormai raggiunto i connotati di una vera emergenza e come tale necessita di un intervento deciso ed organico. Non bastano più&lt;div id=&quot;adv-Bottom&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
i provvedimenti spot. Quella che si consuma su alcuni territori è una vera e propria guerra. Chiederò di affrontare la questione all&#39;interno dell&#39;Anci con l&#39;obiettivo di presentare al Governo una proposta organica sul tema della sicurezza&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/2953467533165501810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/una-minaccia-al-giorno-tra-spari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/2953467533165501810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/2953467533165501810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/una-minaccia-al-giorno-tra-spari.html' title='Una minaccia al giorno, tra spari, macchine bruciate e insulti: la vita nel terrore degli amministratori locali'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-3145909972866629870</id><published>2015-11-12T15:11:00.000-08:00</published><updated>2015-11-12T16:22:17.412-08:00</updated><title type='text'>Per l&#39;ex abate di Montecassino 34mila euro al mese per la carta di credito con i soldi della carità</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
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&lt;header style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; font-size: 14px; margin: 0px 0px 30px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; font-family: lato-black, Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 44px; font-stretch: normal; font-weight: normal; line-height: 48px; margin: 0px 0px 20px; outline: 0px; padding: 0px 0px 20px; text-rendering: optimizeLegibility; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: #111111; font-family: &amp;quot;georgia&amp;quot; , &amp;quot;times&amp;quot; , &amp;quot;times new roman&amp;quot; , serif; font-size: 20px; font-style: italic; line-height: 26px;&quot;&gt;Viaggi, cene e lussi di Pietro Vittorelli indagato, insieme al fratello accusato di riciclaggio, per appropriazione indebita del denaro del monastero&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;/header&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;main-content&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; float: left; margin: 0px 15px 0px 0px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;
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&lt;span style=&quot;color: #777777; line-height: 18px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;12 novembre 2015&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
La storia è iniziata circa un anno fa a seguito di una segnalazione dell’Uif, l’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia: qualcosa non tornava nei conti della diocesi. È partita così un’indagine che ha permesso ai finanzieri di ricostruire le ruberie dal 2008 al 2013, quando Vittorelli ha lasciato l&#39;incarico per problemi di salute. Gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero di Roma, Francesco Marinaro, hanno ricostruito decine di prelievi e versamenti: 141mila sottratti dal conto Ior dell’Abbazia e giustificato anche dall’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria vaticana, come denaro prelevato per fini caritatevoli, 200mila euro sempre dallo stesso conto; e poi 202.000, 44.500 e 164.900. Denaro che l’abate girava al fratello, promotore finanziario, che lo nascondeva, lo ripuliva e poi lo faceva riapparire su qualche conto cointestato a sé e al fratello religioso o alla moglie.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;Ma che l’abate di Montecassino fosse un personaggio controverso con una vita da nababbo non lo si scopre oggi. C’è chi racconta di cene romane e londinesi a base di ostriche a champagne da 700 euro e la sua carta di credito registra spese da 34mila euro mensili. E, ancora, viaggi in mezzo mondo e alberghi a cinque stelle: solo a Londra avrebbe speso di hotel 7mila euro, da sommare ai 2mila dilapidati nella boutique di Ralph Lauren. Mentre una minivacanza a Milano al Principe di Savoia gli è costata 2mila euro. E tra i beni sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza (per la maggior parte conti correnti) sono spuntate anche due case a Roma intestate al fratello Massimo.&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWGUxdaWUfXbvPhMxhGOP7AQoSMcwmk_dfsVQI69PZcJuzo0ViBHJAmOSkJgtyIqoc_NdDHGQwg_kCS7HpiaH0yPHiqFuYms3FDfgCN26nI2KJriu4oYU-7lru9jF9jBIhPkM__-W1Zio/s1600/DSCN6525.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWGUxdaWUfXbvPhMxhGOP7AQoSMcwmk_dfsVQI69PZcJuzo0ViBHJAmOSkJgtyIqoc_NdDHGQwg_kCS7HpiaH0yPHiqFuYms3FDfgCN26nI2KJriu4oYU-7lru9jF9jBIhPkM__-W1Zio/s640/DSCN6525.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Suonai ma non mi fu aperto, era la casa della Carità di Cassino.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
Vittorelli aveva anche velleità politiche.&lt;/span&gt;&lt;span itemprop=&quot;articleBody&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border-image-outset: initial; border-image-repeat: initial; border-image-slice: initial; border-image-source: initial; border-image-width: initial; border: 0px; color: #252525; font-size: 16px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;Dopo la grave&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #252525;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #252525; text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;crisi cardiaca, la lunga degenza e il periodo di riabilitazione, anche in una clinica svizzera, che lo hanno portato lontano da Montecassino, l&#39;ex abate, che vive a Roma, lo scorso settembre era ricomparso in pubblico nel frusinate in occasione della convention di &lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Forza Italia al Palazzo della Fonte a Fiuggi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, con tutti i big azzurri e del centrodestra. Nell&#39;ultimo periodo si era mostrato vicino al Partito Popolare Europeo e si vociferava addirittura di una sua possibile candidatura.&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2kYD9GLkD5Dsi1V3F8sRe60hTZLwKr6BEZwh3rz3V9BNS_whbizzv_o9ZH6Bl-v5viVsuHh6KelDv6dkb16djjelG4HpPM15Bqk6RUxWVweFC45GF15U2cjVfULvfStKaBHPyIHVPZ70/s1600/DSCN6524.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2kYD9GLkD5Dsi1V3F8sRe60hTZLwKr6BEZwh3rz3V9BNS_whbizzv_o9ZH6Bl-v5viVsuHh6KelDv6dkb16djjelG4HpPM15Bqk6RUxWVweFC45GF15U2cjVfULvfStKaBHPyIHVPZ70/s640/DSCN6524.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/3145909972866629870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/per-lex-abate-di-montecassino-34mila.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/3145909972866629870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/3145909972866629870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/per-lex-abate-di-montecassino-34mila.html' title='Per l&#39;ex abate di Montecassino 34mila euro al mese per la carta di credito con i soldi della carità'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWGUxdaWUfXbvPhMxhGOP7AQoSMcwmk_dfsVQI69PZcJuzo0ViBHJAmOSkJgtyIqoc_NdDHGQwg_kCS7HpiaH0yPHiqFuYms3FDfgCN26nI2KJriu4oYU-7lru9jF9jBIhPkM__-W1Zio/s72-c/DSCN6525.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-1246225808684715954</id><published>2015-11-05T15:50:00.004-08:00</published><updated>2015-11-05T16:02:08.390-08:00</updated><title type='text'>Le spese pazze del cardinale Pell: 500mila euro in 6 mesi per abiti, viaggi e arredi</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;blog-title&quot; style=&quot;background-color: white; border: 0px rgb(230, 230, 230); color: #111111; font-family: Oswald; font-size: 30px; font-stretch: inherit; font-weight: normal; line-height: 1.3; margin: 0px 0px 10px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: #9b9b9b; font-family: inherit; font-size: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit;&quot;&gt;giovedì, 5 novembre 2015&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;blog-content&quot; style=&quot;background-color: white; border: 0px rgb(230, 230, 230); color: #505050; font-family: HelveticaNeue, &#39;Helvetica Neue&#39;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; font-stretch: inherit; line-height: 20.15px; margin: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;wp-caption alignleft&quot; id=&quot;attachment_690769&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 1px solid rgb(230, 230, 230); box-sizing: border-box; float: left; font-family: inherit; font-size: inherit; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin: 5px 20px 20px 0px; max-width: 100%; padding: 8px 3px 5px; text-align: center; vertical-align: baseline; width: 310px;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/2015/11/163077546.jpg&quot; style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); color: #ce2121; font-family: inherit; font-size: inherit; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; transition: color 300ms, background-color 300ms, opacity 300ms; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Pell Cardinale Vaticano Papa Francesco&quot; class=&quot;size-medium wp-image-690769&quot; src=&quot;http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/2015/11/163077546-300x200.jpg&quot; height=&quot;200&quot; style=&quot;border: 0px none; font-family: inherit; font-size: inherit; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; height: auto; line-height: inherit; margin: 0px; max-width: 98.5%; padding: 0px; vertical-align: baseline; width: auto;&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;wp-caption-text&quot; style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 10px; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: 1.5; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
(Franco Origlia/Getty Images)&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 16px; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin-bottom: 20px; padding: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il cardinale australiano&amp;nbsp;George Pell,&amp;nbsp;ex arcivescovo di Sydney e attuale prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede, era balzato agli onori della cronaca dopo essere stato accusato&amp;nbsp;in&lt;a href=&quot;http://www.direttanews.it/2015/06/02/bufera-su-pell-il-cardinale-che-protegge-i-preti-pedofili/&quot; style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); color: #ce2121; font-family: inherit; font-size: inherit; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; transition: color 300ms, background-color 300ms, opacity 300ms; vertical-align: baseline;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;un’inchiesta australiana&lt;/a&gt;&amp;nbsp;di aver&amp;nbsp;aiutato alcuni preti sospettati di pedofilia, spostandoli da una parrocchia all’altra, coprendoli per proteggere l’arcidiocesi e il suo patrimonio. Ora torna sulle prime pagine dei giornali in questi giorni, in seguito alle tante rivelazioni uscite dopo&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.direttanews.it/2015/11/04/scandalo-in-vaticano-il-papa-sono-molto-amareggiato/&quot; style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); color: #ce2121; font-family: inherit; font-size: inherit; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; transition: color 300ms, background-color 300ms, opacity 300ms; vertical-align: baseline;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;lo scandalo Vatileaks 2&lt;/a&gt;, come ormai molti media lo stanno definendo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 16px; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin-bottom: 20px; padding: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Tra i documenti segreti usciti con l’inganno dalle stanze del Vaticano hanno infatti destato parecchio scalpore quelli che riportano le spese sostenute da Pell. Come si può leggere nel libro “Avarizia”, realizzato in gran parte proprio utilizzando quelle fonti segrete, “da luglio 2014 a gennaio 2015 gli esborsi hanno infatti toccato i 501 mila euro”. Una cifra veramente impressionante che lascia interdetti se si va a vedere il dettaglio delle varie voci. Tra le altre si possono leggere&amp;nbsp;un sottolavello da 4600 euro, alcuni metri di tappezzeria da&amp;nbsp;7292 euro, 47mila euro di mobili e arredi vari. Per non parlare dei&amp;nbsp;2508 euro spesi presso la sartoria&amp;nbsp;Gammarelli, storico negozio che dal 1798 veste la curia romana.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 16px; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin-bottom: 20px; padding: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Poi c’è tutto il capitolo viaggi fatti sempre ed esclusivamente in business class. Roma-Londra a 1103 euro, Roma-Dresda 1150 euro e un altro viaggio verso l’Inghilterra a 1200 euro. E questi sono solo alcuni esempi dei tantissimi spostamenti di lusso effettuati dal cardinale Pell e dal vice Casey.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 16px; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin-bottom: 20px; padding: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Insomma una situazione fuori controllo che fa letteralmente a pugni con tutte le indicazioni date da Papa Francesco&amp;nbsp;sin dall’inizio del suo pontificato. Si parlava qualche tempo fa della&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.direttanews.it/2015/08/03/la-spending-review-di-papa-francesco/&quot; style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); color: #ce2121; font-family: inherit; font-size: inherit; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; transition: color 300ms, background-color 300ms, opacity 300ms; vertical-align: baseline;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;spending review imposta da Bergoglio&lt;/a&gt;&amp;nbsp;a tutti i livelli ecclesiastici. Forse la comunicazione non è arrivata chiaramente a Pell che ha continuato a fare i propri comodi come se niente fosse.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;border: 0px rgb(230, 230, 230); font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 16px; font-stretch: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; line-height: inherit; margin-bottom: 20px; padding: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
F.B.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/1246225808684715954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/le-spese-pazze-del-cardinale-pell.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/1246225808684715954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/1246225808684715954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/le-spese-pazze-del-cardinale-pell.html' title='Le spese pazze del cardinale Pell: 500mila euro in 6 mesi per abiti, viaggi e arredi'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-1250764732117289487</id><published>2015-11-05T15:49:00.004-08:00</published><updated>2015-11-05T15:49:46.338-08:00</updated><title type='text'>Per i casi di Pell e Barros Contro gli esperti di pedofilia nominati dal Papa criticato il Vaticano Le accuse pubbliche dure mostrano il ruolo crescente di esperti José Manuel Vidal,</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&amp;nbsp;5 Giugno 2015 a 15:53&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj06njQuIi2dQ-bSZQs5d_uwqgvloYPjJamSMj7uD010TYjnhGkgTmMHwBUpJRI-stmoQtOTZL_bqDEee4uMucwo9IYudfJvFQbiZgod1c712AyaS3_LaawV0Nm8fQXiYkyY4GsxPznerQ/s1600/prefecto-george-pell.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;227&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj06njQuIi2dQ-bSZQs5d_uwqgvloYPjJamSMj7uD010TYjnhGkgTmMHwBUpJRI-stmoQtOTZL_bqDEee4uMucwo9IYudfJvFQbiZgod1c712AyaS3_LaawV0Nm8fQXiYkyY4GsxPznerQ/s320/prefecto-george-pell.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&amp;nbsp;La pioggia di accuse e denunce pubbliche sono un segno del malessere della commissione per la lentezza di procedere Vaticano&lt;br /&gt;
In Plaza de San Pedro /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Plaza de San Pedro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Francesco I in Plaza de San Pedro&lt;br /&gt;
I membri della commissione per la protezione dei minori stabiliti dal Papa Francesco non ha esitato a criticare le azioni dei cardinali o la nomina dei vescovi e laici spesso in imbarazzo il Vaticano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pochi mesi, due decisioni del Papa hanno generato reazioni del pubblico di alcuni dei 17 membri del comitato che il papa Francisco creato 12 mesi fa per combattere la pedofilia nella Chiesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQJp02k-XzotNGWPTuor19cvt6PjTGIWMvRfuOA6km-0BzTSdqXw-k99dl3ZD9vudkHxd2M5qqdBwFgdDJEZZbz1BwPGIhCV5WJZOe7xQSIpQ33fqxs_fdeeiu9pbnWVZRUqdqIL56Uww/s1600/prefecto-george-pell+copia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;227&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQJp02k-XzotNGWPTuor19cvt6PjTGIWMvRfuOA6km-0BzTSdqXw-k99dl3ZD9vudkHxd2M5qqdBwFgdDJEZZbz1BwPGIhCV5WJZOe7xQSIpQ33fqxs_fdeeiu9pbnWVZRUqdqIL56Uww/s320/prefecto-george-pell+copia.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
L&#39;ultimo caso è stata la nomina del Cardinale George Pell australiano in una posizione equivalente a Ministro dell&#39;Economia per lo Stato del Vaticano. Pell è stato accusato da una vittima di abuso sessuale di voler comprare il suo silenzio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da parte sua, il cardinale, che nega le accuse, si è detto disposto a comparire di nuovo davanti a una commissione d&#39;inchiesta la questione in Australia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro caso famoso è stata la nomina di Papa all&#39;inizio di quest&#39;anno il vescovo cileno, Juan de La Cruz Barros, che ha generato forti critiche da parte di questo gruppo per le accuse di abusi appeso sopra la religiosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, alcuni membri della commissione hanno espresso pubblicamente la loro &quot;preoccupazione&quot; dopo Barros ha assunto l&#39;incarico di vescovo di Osorno, una città nel sud del Cile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel giro di due membri della commissione, Peter Saunders capo dell&#39;Associazione Nazionale per i bambini maltrattati in Gran Bretagna (APAC) e gli irlandesi Marie Collins, che rappresentano le vittime di abusi sessuali.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfcG_iHDkSpA1czaxcQWHFi2CBRHrODNcRE1y_3OJlJJJFGb2wt_QylNLvWLWPy2ZMnE8ozWff0MAX-u_ubh7ImwNDcxmJwQdYGuXK9eHuldOsTGWy2iIy7PUflkd4JaNCEXi55GEAOxs/s1600/occhionisbrilluccicosi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;464&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfcG_iHDkSpA1czaxcQWHFi2CBRHrODNcRE1y_3OJlJJJFGb2wt_QylNLvWLWPy2ZMnE8ozWff0MAX-u_ubh7ImwNDcxmJwQdYGuXK9eHuldOsTGWy2iIy7PUflkd4JaNCEXi55GEAOxs/s640/occhionisbrilluccicosi.jpg&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Cardinale George Pell è la Chiesa e la sua autorità è, dunque, immenso in Vaticano. Sarebbe una enorme spina nel fianco di Papa Francisco se si autorizza a rimanere in carica&quot;, ha detto Saunders in un&#39;intervista per l&#39;australiano Channel Nine .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Commissione per la protezione dell&#39;infanzia ricorda ai membri Martedì che &quot;non è competente a discutere singoli casi o indagini in corso.&quot; Ma ha anche chiesto ai vescovi e cardinali per combattere gli abusi, dicendo che coloro che sono in una &quot;posizione di autorità deve agire rapidamente e in modo trasparente con la chiara intenzione di far sì che la giustizia faccia il suo corso.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marco Politi, vaticanista e biografo di Papa, i membri del comitato si sentono in dovere di denunciare e criticare la frustrazione gerarchia per l&#39;atteggiamento vile della Santa Sede per combattere il problema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;La pioggia di accuse e denunce pubbliche sono un segno del malessere della commissione per la lentezza di procedere Vaticano&quot;, ha detto Politi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gruppo di consulenti, molti dei quali sono psichiatri di fama, è strettamente collegata con le associazioni di vittime di abusi da parte di religiosi e sono molto scettico e critico delle azioni del Vaticano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, dato che molti non sono ufficialmente legati al Vaticano, si sentono liberi di commentare senza indulgenza o ciò che essi considerano disfunzionale trasparente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le accuse pubbliche dure mostrano il ruolo crescente di esperti all&#39;interno del Vaticano e spesso sono visti dai funzionari della Santa Sede come ingiusto ed esagerato. Tuttavia, Polini ha osservato che dopo la sua costituzione, la Commissione non ha emesso direttive e ha creato una commissione centrale per informare il papa dei casi in cui le autorità ecclesiastiche hanno scelto di non agire.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/1250764732117289487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/per-i-casi-di-pell-e-barros-contro-gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/1250764732117289487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/1250764732117289487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/per-i-casi-di-pell-e-barros-contro-gli.html' title='Per i casi di Pell e Barros Contro gli esperti di pedofilia nominati dal Papa criticato il Vaticano Le accuse pubbliche dure mostrano il ruolo crescente di esperti José Manuel Vidal,'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj06njQuIi2dQ-bSZQs5d_uwqgvloYPjJamSMj7uD010TYjnhGkgTmMHwBUpJRI-stmoQtOTZL_bqDEee4uMucwo9IYudfJvFQbiZgod1c712AyaS3_LaawV0Nm8fQXiYkyY4GsxPznerQ/s72-c/prefecto-george-pell.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-7461757292676354832</id><published>2015-11-05T02:31:00.001-08:00</published><updated>2015-11-05T16:02:01.712-08:00</updated><title type='text'>Padre Lombardi: &quot;Le rivelazioni di Vatileaks già superate da riforme del Papa&quot;</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;header style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; color: #252525; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 16px; margin: 0px 0px 30px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot; style=&quot;background: transparent; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; color: black; font-family: lato-black, Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 44px; font-stretch: normal; font-weight: normal; line-height: 48px; margin: 0px 0px 20px; outline: 0px; padding: 0px 0px 20px; text-rendering: optimizeLegibility; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; color: #111111; font-family: &amp;quot;georgia&amp;quot; , &amp;quot;times&amp;quot; , &amp;quot;times new roman&amp;quot; , serif; font-size: 20px; font-style: italic; line-height: 26px;&quot;&gt;E spiega: &quot;Cda Bambin Gesù rinnovato&quot;. Ne fanno parte anche Tarantola e De Bortoli. Vaticano e pm italiani indagano su Apsa&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;/header&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;main-content&quot; style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; color: #252525; float: left; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 16px; margin: 0px 15px 0px 0px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;background-color: transparent; color: #777777; line-height: 18px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;4 novembre 2015&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;aside class=&quot;related&quot; style=&quot;background: transparent; border-bottom-color: rgb(238, 238, 238); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; height: auto !important; margin: 0px; min-height: 68px; outline: 0px; overflow: hidden; padding: 0px; vertical-align: baseline; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/aside&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;social-content&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; float: left; margin: 0px 30px 0px -5px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 54px;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;figure class=&quot;sidebar-img&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; float: left; margin: 0px 20px 10px 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline; width: 300px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Padre Lombardi: &amp;quot;Le rivelazioni di Vatileaks già superate da riforme del Papa&amp;quot;&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/11/04/155500955-29424709-b248-47a3-8f9b-1fca674d97db.jpg&quot; itemprop=&quot;image&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot; /&gt;&lt;figcaption style=&quot;background: transparent; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; color: #666666; font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 14px; font-stretch: normal; font-style: italic; line-height: 20px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 2px 5px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Padre Lombardi&amp;nbsp;&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;&lt;span itemprop=&quot;articleBody&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;CITTA&#39; DEL VATICANO&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;- Il Vaticano prova a voltare pagina. I documenti riservati, quelli di Vatileaks 2, pubblicati da Gianluigi Nuzzi nel libro&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Via crucis&lt;/em&gt;e da Emiliano Fittipaldi nel libro&lt;em style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Avarizia&amp;nbsp;&lt;/em&gt;per padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, sono &quot;in buona parte&quot; informazioni già note&quot;. Lo dice in una lunga nota di riflessione per la Radio vaticana. E assicura: &quot;Sono informazioni legate a una fase di lavoro ormai superata, grazie alle riforme volute dal Papa. Ma hanno il risultato, purtroppo in buona parte voluto, di creare l&#39;impressione di un regno permanente della confusione, della non trasparenza se non addirittura del perseguimento di interessi particolari o scorretti&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lombardi è poi intervenuto&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/vaticano/2015/11/03/news/fittipaldi-126510785/?ref=HREA-1&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;sull&#39;Ospedale Bambino Gesù&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;/a&gt;spigando che il consiglio di amministrazione è stato totalmente rinnovato.&amp;nbsp; L&#39;ospedale era finito nel mirino perché i soldi destinati ai pazienti sarebbero stati invece spesi per la ristrutturazione dell&#39;attico del cardinal Bertone. E Lombardi ha annunciato che per garantire &quot;trasparenza, solidarietà e innovazione&quot; sono stati nominati sei consiglieri i cui nomi più noti sono quelli di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Ferruccio De Bortoli&lt;/strong&gt;, ex direttore del &#39;Corriere della Sera&#39;,&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Anna Maria Tarantola&lt;/strong&gt;, ex presidente Rai, e Maria Bianca Farina, manager di Poste italiane e nominata da Bergoglio nell&#39;istituto vaticano per la prevenzione e il contrasto al riciclaggio. Gli altri tre sono Pietro Brunetti, ex manager Atm Milano, Caterina Sansone, della segreteria di Stato, e il diplomatico Antonio Zanardi Landi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del lungo intervento, il portavoce vaticano ha dichiarato che&amp;nbsp; il Papa &quot;è sereno&quot;. Non si può dire che il Papa sia &quot;sconfortato&quot; dal&#39;inchiesta giudiziaria che ha portato all&#39;arresto di&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;monsignor Balda&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;e di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/vaticano/2015/11/04/news/_il_pontefice_intercettato_dal_monsignore_ne_ho_le_prove_-126577693/?ref=HREA-1&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Francesca Chaouqui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, ha detto Lombardi. &quot;Il Vaticano non prende decisioni sulla base dei libri di Nuzzi e Fittipaldi. &quot;Il Papa - ha poi scandito -&amp;nbsp; sa benissimo cosa fare. Sa quale è la sua missione&quot;. Lombardi ha aggiunto che l&#39;inchiesta sulla fuga&amp;nbsp; di documenti riservati dal Vaticano non registra &quot;attualmente altri indagati&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vaticano, alle prese con Vaticanleaks 2, prova a fare luce su alcuni aspetti dell&#39;Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica. L&#39;ufficio del promotore di giustizia presso il tribunale dello stato della città del Vaticano, a seguito di un rapporto dell&#39;autorità di informazione finanziaria, nel mese di febbraio 2015 ha avviato le indagine relative ad operazioni di compravendita di titoli e transazioni riconducibili&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Gianpietro Nattino,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;presidente di Banca Finnat Euramerica Spa. Per questo ha chiesto la collaborazione a Italia e Svizzera, tramite rogatorie. Un episodio di &quot;eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato&quot; in cui sarebbe stata utilizzata l&#39;Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), alla quale Francesco&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/esteri/2014/02/24/news/vaticano_papa_francesco_istituisce_super_ministero_economico-79511281/&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;ha assegnato motu proprio il ruolo di Banca centrale della Santa Sede.&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Si tratta di una struttura di coordinamento per gli affari economici e amministrativi, sorta di superministero vaticano dell&#39;Economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel rapporto, di 33 pagine, si ipotizza che l&#39;Apsa sia stata utilizzata da persone estranee al Vaticano, con eventuale complicità di personale Apsa, in violazione dei propri regolamenti. In particolare, gli investigatori finanziari vaticani hanno evidenziato un &quot;portfolio&quot; legato a&amp;nbsp;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Nattino&lt;/strong&gt;, il cui contenuto - &quot;oltre 2 milioni di euro&quot; - sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio. Padre Lombardi ha fatto sapere che è stata richiesta una&amp;nbsp; rogatoria su Apsa-Nattino. &quot;Ribadisco di aver sempre operato nel pieno rispetto delle normative in vigore, con la massima trasparenza e correttezza. Sono ovviamente a disposizione delle Autorità competenti per fornire ogni chiarimento&quot;, ha detto Nattino in merito alle indagini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Monsignor Scarano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/cronaca/2014/01/21/news/scarano_arresto-76517887/?ref=HREC1-11&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;era contabile dell&#39;Apsa&lt;/a&gt;, ma il rapporto si concentra in particolare sulla divisione che gestisce il portafoglio finanziario e le azioni del Vaticano. Le 33 pagine del rapporto degli inquirenti evidenziano infatti i business &quot;estranei&quot; al Vaticano attraverso la complicità del personale Apsa. L&#39;inchiesta riguarda anche la Banca Finnat Euramerica SpA, fondata nel 1898 dalla famiglia Nattino. Prima finanziaria, poi commissionaria di Borsa,&amp;nbsp;nel 1998 diventa banca, ha sede a Roma e filiali nella Capitale, a Milano e a Novi Ligure. Già nel 2014 era stato proprio monsigor Scarano - arrestato e da poco tornato in libertà -, a raccontare agli inquirenti &quot;i sistemi&quot; della Finnat. Scarano aveva accusato Giampietro Nattino di avere effettuato con la complicità dei dirigenti Apsa l&#39;operazione di riciclaggio e manipolazione del mercato. In particolare, ad attirare l&#39;attenzione degli inquirenti, c&#39;è il &quot;portfolio 339&quot; Apsa. Quattro conti separati in uso a Nattino e che il rapporto indica come di &quot;dubbia provenienza e la destinazione finale dei fondi nella chiusura del portafoglio 339 è dubbia&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;L&#39;inchiesta Ior.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Intanto arriva a conclusione l&#39;inchiesta sullo Ior. La procura di Roma ha accertato che per 40 anni, cioè fino al 2011, lo Ior, banca vaticana, ha operato in Italia senza essere autorizzata. Ora l&#39;ex direttore generale Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli rischiano ora di finire sotto processo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Quattro&lt;div id=&quot;adv-Bottom&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;div-gpt-ad-Bottom&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; line-height: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;div id=&quot;google_ads_iframe_/35012960/repubblica.it/esteri/interna/Bottom_0__container__&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0pt none; margin: auto; outline: 0px; padding: 0px; text-align: center; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;iframe frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;1&quot; id=&quot;google_ads_iframe_/35012960/repubblica.it/esteri/interna/Bottom_0&quot; marginheight=&quot;0&quot; marginwidth=&quot;0&quot; name=&quot;google_ads_iframe_/35012960/repubblica.it/esteri/interna/Bottom_0&quot; scrolling=&quot;no&quot; style=&quot;background: transparent; border-style: initial; border-width: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: bottom;&quot; width=&quot;1&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
anni fa Bankitalia impose a tutti gli undici istituti di credito di considerare lo Ior, con cui avevano rapporti alla stregua di una banca extracomunitaria. E dopo quell&#39;anno i conti correnti accesi nelle banche italiane vennero trasferiti presso strutture estere.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/7461757292676354832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/padre-lombardi-le-rivelazioni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/7461757292676354832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/7461757292676354832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/padre-lombardi-le-rivelazioni-di.html' title='Padre Lombardi: &quot;Le rivelazioni di Vatileaks già superate da riforme del Papa&quot;'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-3054279662731146954</id><published>2015-11-05T00:17:00.004-08:00</published><updated>2015-11-05T00:24:16.327-08:00</updated><title type='text'>Via Crucis, l’inchiesta di Nuzzi sul Vaticano segreto. “Il Papa sa di investimenti della Chiesa usati per fabbricare armi”</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 itemprop=&quot;headline&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #505050; font-family: &#39;Open Sans Condensed&#39;, sans-serif; font-size: 40px; font-weight: 400; line-height: 1; margin: 0px 0px 15px; padding: 0px 7px;&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;category-bar cc&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 2px; color: #1f1e5a; margin-top: 0px; position: relative; z-index: 3;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;category&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: rgb(31, 30, 90); color: white; display: inline-block; font-family: &amp;quot;arial&amp;quot; , sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 700; left: 7px; letter-spacing: 0.02em; line-height: 20px; margin-top: -10px; padding: 0px 8px; position: absolute; top: 0px; white-space: nowrap;&quot;&gt;Cronaca&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;picture class=&quot;cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #de0000; display: block; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; margin-bottom: 15px; position: relative;&quot;&gt;&lt;/picture&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;article-wrapper cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; padding: 0px; position: relative;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;section class=&quot;catenaccio&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; clear: both; font-size: 22px; font-style: italic; line-height: 1.4; margin-bottom: 10px; padding: 0px 14px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; padding: 0px;&quot;&gt;
&quot;Santo Padre, c&#39;è una totale assenza di trasparenza nella contabilità sia della Santa Sede, sia del Governatorato&quot;. Inizia così il documento più importante del libro del giornalista di Mediaset. L&#39;intervento del Pontefice sulla gestione finanziaria, i suoi rapporti con la Curia e con il cardinale Bertone&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;article-meta no-mobile cronaca cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;clearfix&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/11/nuzzi-vaticano-papa-675.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Via Crucis, l’inchiesta di Nuzzi sul Vaticano segreto. “Il Papa sa di investimenti della Chiesa usati per fabbricare armi”&quot; border=&quot;0&quot; class=&quot;attachment-full wp-post-image&quot; src=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/11/nuzzi-vaticano-papa-675.jpg&quot; height=&quot;275&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; border: 0px; color: #de0000; display: block; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; height: auto; line-height: 27.9px; width: 675px;&quot; title=&quot;Via Crucis, l’inchiesta di Nuzzi sul Vaticano segreto. “Il Papa sa di investimenti della Chiesa usati per fabbricare armi”&quot; width=&quot;675&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;author cc pull-left&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; color: #1f1e5a; float: left; font-family: &#39;Open Sans Condensed&#39;, sans-serif; font-size: 0.8em; margin-left: 15px; margin-right: 7px; text-align: center;&quot;&gt;
di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/francescoantoniograna/ptype/articoli/&quot; rel=&quot;author&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;&lt;span itemprop=&quot;author&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;Francesco Antonio Grana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;| 4 novembre 2015&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;section class=&quot;article-body&quot; id=&quot;article-body-id&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; clear: both; line-height: 1.5; margin-left: 90px; margin-right: 45px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Investimenti della Chiesa cattolica in aziende per la fabbricazione&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.%20it/2015/11/04/vatileaks-il-%20monsignore-chiesa-vende-%20benzina-e-sigarette-per-60-%20milioni-lanno-e-allestero-%20investe-in-petrolio-e-porno/%202185906/&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;&amp;nbsp;di armi e società proprietarie di&amp;nbsp;televisioni porno&lt;/a&gt;. È quanto emerge dal nuovo libro di&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Gianluigi Nuzzi&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Via Crucis&amp;nbsp;(Chiarelettere) che svela&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.%20it/2015/11/03/vaticano-zero-%20trasparenza-e-costi-fuori-%20controllo-soldi-del-bambin-%20gesu-per-ristrutturare-attico-%20di-bertone/2182981/&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;la difficile&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;lotta di Papa Francesco&lt;/span&gt;&amp;nbsp;per cambiare la Chiesa&lt;/a&gt;. Il giornalista di Mediaset racconta che il 3 luglio 2013, a pochi mesi dal suo insediamento,&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Bergoglio&lt;/span&gt;&amp;nbsp;incontra i cardinali della Curia dicendo che&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;i costi sono fuori controllo&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e che bisogna stare attenti perché gli è stato riferito che in Svizzera la Santa Sede aveva perso 10 milioni di euro per un investimento sbagliato. Il Papa ricorda con dolore cosa gli confidò l’economo generale della diocesi di Buenos Aires quando era ancora provinciale dei gesuiti in merito ad alcuni investimenti fatti “in una banca seria e onesta. Poi, col cambiamento dell’economo, quello nuovo è andato alla banca per fare un controllo. Aveva chiesto come erano stati scelti gli investimenti: venne a sapere che più del 60 per cento erano andati per la&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;fabbricazione di armi!&lt;/span&gt;”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;&lt;section class=&quot;article-body&quot; id=&quot;article-body-id&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; clear: both; line-height: 1.5; margin-left: 90px; margin-right: 45px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;In 314&amp;nbsp;pagine Nuzzi pubblica anche le trascrizioni di&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;registrazioni audio di Bergoglio&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;in riunioni riservate e documenti inediti principalmente usciti dalla Commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede. Organismo creato ad hoc da Francesco subito dopo l’elezione al pontificato di cui facevamo parte monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.%20it/2015/11/02/vaticano-%20arrestati-monsignor-vallejo-%20balda-e-francesca-chaouqui-%20per-fuga-di-documenti-%20riservati/2181046/&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; line-height: 1.5; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;arrestati dalla Gendarmeria vaticana con l’accusa di essere loro i corvi di Bergoglio&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;. Nel volume di Nuzzi monsignor Vallejo Balda viene citato 27 volte, mentre il nome della Chaouqui ricorre solo 3 volte.&lt;/span&gt;&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
“Santo Padre, c’è una totale&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;assenza di trasparenza&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nella contabilità sia della Santa Sede, sia del Governatorato”. Inizia così il documento più importante del libro del giornalista di Mediaset. Si tratta di una lettera riservata indirizzata al Papa scritta dai revisori finanziari di Bergoglio. “Questa mancanza di trasparenza – si legge nel documento – rende impossibile fornire una chiara stima dell’attuale&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;stato finanziario del Vaticano&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nel suo complesso e delle singole entità che la compongono. Questo significa anche che nessuna persona può essere considerata effettivamente responsabile per la gestione finanziaria. Sappiamo soltanto che i dati esaminati mostrano una tendenza al ribasso e davvero sospettiamo fortemente che il Vaticano nel suo complesso ha un grave deficit strutturale. Il management finanziario generale all’interno del Vaticano può essere definito, nel migliore dei casi, come inadeguato”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;videoplayer&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; left: -90px; margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; position: relative; width: 675px;&quot;&gt;
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&lt;video class=&quot;vjs-tech&quot; data-account=&quot;1328010481001&quot; data-embed=&quot;default&quot; data-player=&quot;2550d920-7ed2-4a3f-98ab-013361db4f88&quot; data-video-id=&quot;4596152999001&quot; id=&quot;bcPlayer_4596152999001_html5_api&quot; poster=&quot;http://bc.ilfattoquotidiano.it/pd/1328010481001/2015/11/1328010481001_4596191321001_vs-563a07a3e4b064e250ed5708-782203290001.jpg?pubId=1328010481001&quot; src=&quot;http://bc.ilfattoquotidiano.it/rtmp/1328010481001/2015/11/1328010481001_4596190214001_4-11-Nuzzi-2-Vaticano-Case-e-Patrimonio-immobiliare.mp4&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; box-sizing: content-box; color: inherit; display: block; font-size: inherit; height: 378px; left: 0px; line-height: inherit; margin: 0px; opacity: 1; position: absolute; top: 0px; transition: opacity 0.35s; vertical-align: baseline; width: 675px;&quot;&gt;&lt;/video&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span aria-hidden=&quot;true&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; box-sizing: content-box; color: inherit; font-size: inherit; line-height: inherit; margin: 0px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Parole che suonano come un macigno sul pontificato di Papa Francesco e sulla sua difficile opera di affermare finalmente la trasparenza finanziaria e contrastare definitivamente il riciclaggio di denaro sporco all’interno dello Ior. L’immagine che esce dal libro di Nuzzi è di una Santa Sede afflitta da una cattiva gestione economica, dall’avidità, dal clientelismo e dalla corruzione, dove Bergoglio deve ancora lottare contro una dura resistenza della vecchia guardia curiale per le sue riforme. Il giornalista racconta anche di irregolarità nel finanziamento delle cause dei santi e sottolinea che&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;la gestione dell’Obolo di San Pietro&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;, un fondo per la carità del Papa, “è un enigma ammantato nel segreto più impenetrabile”. Nuzzi scrive di contratti di manutenzione e restauro con prezzi gonfiati; immobili del Vaticano che valgono sette volte quello che sono quotati nei libri contabili. Il giornalista si sofferma anche sul lusso dei cardinali. Mentre Francesco vive in un appartamento di 50 metri quadri, nella suite 201 di Casa Santa Marta, Nuzzi riporta le metrature delle residenze più fastose dei porporati della Curia romana. L’appartamento più grande nei sacri palazzi è quello del cardinale&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;Velasio de Paolis: 445 metri quadrati&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;. Seguono i porporati Sergio Sebastini con 424 mq, Raymond Leo Burke con 417 mq, Franc Rodé con 409 mq e Zenon Grocholewski con 405 mq.&lt;/span&gt;Per i revisori di Bergoglio “il bilancio e il processo decisionale sia della Santa Sede che del Governatorato sono senza senso, nonostante l’esistenza di chiari orientamenti definiti dal regolamento corrente. Questa realtà sembra suggerire che, come minimo, l’atteggiamento prevalente del Vaticano è meglio catturato dall’espressione ‘&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;le regole non si applicano a noi&lt;/span&gt;’. I costi sono fuori controllo. Ciò vale in particolare per i costi del personale, ma si estende anche altrove. Ci sono vari casi di attività duplicate, dove il consolidamento dovrebbe invece garantire risparmi significativi e migliorare la gestione dei problemi. Non siamo stati in grado di identificare chiare linee guida da seguire per investimenti di capitale finanziario. Questo è un limite grave e lascia&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;troppa discrezionalità&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ai gestori e aumenta il livello complessivo di rischio. La situazione – si legge ancora nel rapporto riservato al Papa – che è applicabile per gli investimenti della Santa Sede, del Governatorato, del Fondo Pensioni, del Fondo di assistenza sanitaria, e di altri fondi gestiti da enti autonomi dovrebbe essere immediatamente migliorata. I dirigenti dovrebbero assumersi chiaramente le loro responsabilità per preparare i budget e realizzarli in un modo più realistico ed efficace. Noi siamo consapevoli che abbiamo presentato&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;forti e talvolta gravi consigli e suggerimenti&lt;/span&gt;. Ci auguriamo vivamente che Vostra Santità comprenda che le nostre azioni sono ispirate dal nostro amore per la Chiesa e al nostro sincero desiderio di aiutare e migliorare l’aspetto temporale del Vaticano”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Nuzzi, per la prima volta nella storia, fa perfino ascoltare la voce del Papa in una trascrizione di una registrazione audio di una riunione riservata: “Bisogna chiarire meglio le finanze della Santa sede e renderle più trasparenti. Quello che io dirò adesso è per aiutare, vorrei individuare alcuni elementi che sicuramente vi aiuteranno nella vostra riflessione. Primo. È stato universalmente accertato nelle congregazioni generali che in Vaticano&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;si è allargato troppo il numero dei dipendenti&lt;/span&gt;. Questo fatto crea un forte dispendio di soldi che può essere evitato. Il cardinal Calcagno mi ha detto che negli ultimi cinque anni c’è stato il 30 per cento di aumento nelle spese per i dipendenti. Lì qualcosa non va! Dobbiamo prendere in mano questo problema”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Il giornalista racconta, inoltre, che, in un incontro con i vertici della Curia romana, il Papa si rivolge a quei cardinali che presiedono dicasteri che negli anni non hanno gestito il denaro della Chiesa con oculatezza, a tutti i responsabili che non hanno controllato come dovevano. Per Nuzzi si tratta di “un palese atto di accusa, durissimo, diretto e senza sconti, persino umiliante per i porporati: sottolinea aspetti che qualunque amministratore che opera anche nelle più modeste realtà imprenditoriali conosce e capisce benissimo. Francesco – aggiunge ancora il giornalista – fissa negli occhi&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Tarcisio Bertone&lt;/span&gt;. Uno scambio di sguardi intenso. Chi è seduto vicino al Papa non vi scorge certo l’amicizia e l’indulgenza che legavano Ratzinger al cardinale italiano, tanto da portarlo con sé fino al vertice del potere in Vaticano. Quello sguardo – conclude Nuzzi – esprime il&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;monito glaciale del gesuita&lt;/span&gt;&amp;nbsp;arrivato a Roma dalla ‘fine del mondo’”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Twitter: @FrancescoGrana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/3054279662731146954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/via-crucis-linchiesta-di-nuzzi-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/3054279662731146954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/3054279662731146954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/via-crucis-linchiesta-di-nuzzi-sul.html' title='Via Crucis, l’inchiesta di Nuzzi sul Vaticano segreto. “Il Papa sa di investimenti della Chiesa usati per fabbricare armi”'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-5889729657098648039</id><published>2015-11-05T00:14:00.002-08:00</published><updated>2015-11-05T00:14:39.299-08:00</updated><title type='text'>Vatileaks, il monsignore: “Chiesa vende benzina e sigarette per 60 milioni l’anno. E all’estero investe in petrolio e porno”</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 itemprop=&quot;headline&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #505050; font-family: &#39;Open Sans Condensed&#39;, sans-serif; font-size: 40px; font-weight: 400; line-height: 1; margin: 0px 0px 15px; padding: 0px 7px;&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;category-bar cc&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 2px; color: #1f1e5a; margin-top: 0px; position: relative; z-index: 3;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;category&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: rgb(31, 30, 90); color: white; display: inline-block; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 700; left: 7px; letter-spacing: 0.02em; line-height: 20px; margin-top: -10px; padding: 0px 8px; position: absolute; top: 0px; white-space: nowrap;&quot;&gt;Cronaca&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;picture class=&quot;cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #de0000; display: block; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; margin-bottom: 15px; position: relative;&quot;&gt;&lt;/picture&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;article-wrapper cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background-color: white; color: #2b2a2a; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; line-height: 27.9px; padding: 0px; position: relative;&quot;&gt;
&lt;section class=&quot;catenaccio&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; clear: both; font-size: 22px; font-style: italic; line-height: 1.4; margin-bottom: 10px; padding: 0px 14px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; padding: 0px;&quot;&gt;
In &quot;Avarizia&quot; (Feltrinelli) il giornalista de L&#39;Espresso Emiliano Fittipaldi racconta ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco, basandosi su documenti della Cosea, la commissione creata da Bergoglio per fare chiarezza nelle finanze vaticane. Il prelato che ha passato le carte al cronista: &quot;Devi scrivere un libro. Devi scriverlo anche per il Papa. Che deve sapere&quot;&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;&lt;div class=&quot;article-meta no-mobile cronaca cronaca&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;clearfix&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;author cc pull-left&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; color: #1f1e5a; float: left; font-family: &#39;Open Sans Condensed&#39;, sans-serif; font-size: 0.8em; margin-left: 15px; margin-right: 7px; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/11/Vaticano-2-675.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Vatileaks, il monsignore: “Chiesa vende benzina e sigarette per 60 milioni l’anno. E all’estero investe in petrolio e porno”&quot; border=&quot;0&quot; class=&quot;attachment-full wp-post-image&quot; height=&quot;275&quot; src=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/11/Vaticano-2-675.jpg&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; border: 0px; color: #de0000; display: block; font-family: Georgia, serif; font-size: 18px; height: auto; line-height: 27.9px; width: 675px;&quot; title=&quot;Vatileaks, il monsignore: “Chiesa vende benzina e sigarette per 60 milioni l’anno. E all’estero investe in petrolio e porno”&quot; width=&quot;675&quot; /&gt;&lt;/a&gt;di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/francescoantoniograna/ptype/articoli/&quot; rel=&quot;author&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;&lt;span itemprop=&quot;author&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;Francesco Antonio Grana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;| 4 novembre 2015&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;section class=&quot;article-body&quot; id=&quot;article-body-id&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; clear: both; line-height: 1.5; margin-left: 90px; margin-right: 45px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
“Qui fuori c’è parcheggiata una macchina piena di documenti. Dello&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Ior&lt;/span&gt;, dell’Apsa, dei dicasteri, dei revisori dei conti chiamati dalla commissione referente, la&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Cosea&lt;/span&gt;. È per questo che ho chiesto che lei venisse in auto. Non ce la farebbe a portarli via in motorino”. Comincia così&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/03/vaticano-zero-trasparenza-e-costi-fuori-controllo-soldi-del-bambin-gesu-per-ristrutturare-attico-di-bertone/2182981/&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;il libro del giornalista de&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;L’Espresso&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Emiliano Fittipaldi&lt;/span&gt;&amp;nbsp;intitolato&lt;em style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;&amp;nbsp;Avarizia&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(Feltrinelli)&lt;/a&gt;. A parlare è un monsignore che, stando a quanto si legge nel volume, avrebbe passato faldoni di carte al cronista per pubblicarle. Duecentoventiquattro pagine con documenti riservati inediti che svelano&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;ricchezza&lt;/span&gt;, scandali e&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;segreti&lt;/span&gt;&amp;nbsp;della Chiesa di&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Francesco&lt;/span&gt;. Molti di essi provenienti dalla Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede di cui facevano parte&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/02/vaticano-arrestati-monsignor-vallejo-balda-e-francesca-chaouqui-per-fuga-di-documenti-riservati/2181046/&quot; style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; background: 0px 0px; color: #1f1e5a; text-decoration: none; transform: translate3d(0px, 0px, 0px); transition: all 100ms ease-in-out;&quot;&gt;monsignor&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Lucio Angel Vallejo Balda&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Francesca Chaouqui&lt;/span&gt;, arrestati dalla Gendarmeria vaticana con l’accusa di essere loro i corvi che hanno passato le carte ai giornalisti&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Nel volume di Fittipaldi, però, né Vallejo Balda, né la Chaouqui sono mai nominati eppure viene spesso citata come fonte delle informazioni la commissione della Sante Sede di cui entrambi facevano parte. Anzi, molti dei documenti riprodotti integralmente nel libro sono proprio di quell’organismo voluto da Bergoglio, subito dopo l’elezione al pontificato, per realizzare quelle&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;riforme&lt;/span&gt;dello Ior necessarie ad attuare finalmente la&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;trasparenza finanziaria&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e a sconfiggere il&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;riciclaggio di denaro&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nella banca del Papa. Nel libro di Fittipaldi emergono i dati di tanti bilanci vaticani finora sconosciuti: la Santa Sede possiede case per&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;4 miliardi&lt;/span&gt;&amp;nbsp;di euro, principalmente a Roma; il coro della Cappella Sistina spendeva ai tempi di Ratzinger&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;1,6 milioni&lt;/span&gt;&amp;nbsp;di euro l’anno; il quotidiano del Papa,&lt;em style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;&amp;nbsp;L’Osservatore Romano&lt;/em&gt;&amp;nbsp;brucia quasi&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;5 milioni&lt;/span&gt;&amp;nbsp;di euro l’anno, mentre Radio Vaticana ne perde&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;26&lt;/span&gt;. Nel 2011 il costo della&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;Guardia Svizzera&lt;/span&gt;&amp;nbsp;è stato di 5,8 milioni di euro. Mentre, poi, emerge lo scandaloso “business dei santi” con la sola giornata di beatificazione di&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Antonio Rosmini&lt;/span&gt;&amp;nbsp;che, stando a un prospetto del postulatore della causa, sarebbe costata&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;375mila euro&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Sugli immobili vaticani Fittipaldi ricorda anche lo scandalo degli affitti di&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Propaganda fide&lt;/span&gt;&amp;nbsp;all’epoca gestita dall’attuale cardinale di Napoli&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Crescenzio Sepe&lt;/span&gt;, riportando nomi e cifre pagate oggi dai vip che vi abitano. “Se il conduttore di Porta a Porta&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Bruno Vespa&lt;/span&gt;– scrive il cronista de&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;L’Espresso&lt;/em&gt;&amp;nbsp;– paga&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;10mila euro al mese&lt;/span&gt;&amp;nbsp;per duecento metri quadrati a piazza di Spagna (a chi sostiene si tratti di una cifra bassa per uno degli attici più belli del mondo, il giornalista replica che ha investito mezzo milione di tasca sua per la ristrutturazione) sono o sono stati inquilini di Propaganda&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Cesara Buonamici&lt;/span&gt;&amp;nbsp;del Tg5, lo stilista&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;Valentino&lt;/span&gt;&amp;nbsp;(che ha affittato un intero palazzo a piazza Mignanelli per i suoi uffici), il vicedirettore della Rai ed ex sottosegretario leghista del primo governo Berlusconi&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Antonio Marano&lt;/span&gt;, il giornalista&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Augusto Minzolini&lt;/span&gt;, alcuni dirigenti dei servizi segreti, l’ex commissario Agcom&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Giancarlo Innocenzi&lt;/span&gt;, il boiardo di Stato&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Andrea Monorchio&lt;/span&gt;, l’ex presidente dell’Enac&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Vito Riggio&lt;/span&gt;”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
Leggendo le pagine del libro di Fittipaldi ci si domanda più volte perché questo misterioso monsignore avrebbe passato tutti questi documenti riservati del Papa al giornalista. La risposta la fornisce lo stesso prelato: “Devi scrivere un libro. Devi scriverlo anche per Francesco. Che&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;deve sapere&lt;/span&gt;”. Cosa deve sapere il Papa? Il monsignore non ne fa mistero: “Deve sapere che la Fondazione del&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Bambin Gesù&lt;/span&gt;, nata per raccogliere le offerte per i piccoli malati, ha pagato parte dei lavori fatti nella nuova casa del cardinale&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Tarcisio Bertone&lt;/span&gt;. Deve sapere che il Vaticano possiede case, a Roma, che valgono quattro miliardi di euro. Ecco. Dentro non ci sono&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;rifugiati&lt;/span&gt;, come vorrebbe il Papa, ma un sacco di&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;raccomandati&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e vip che pagano affitti ridicoli. Francesco deve sapere che le&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;fondazioni&lt;/span&gt;&amp;nbsp;intitolate a Ratzinger e a Wojtyla hanno incassato talmente tanti soldi che ormai conservano in banca oltre&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;15 milioni&lt;/span&gt;. Deve sapere che le offerte che i suoi fedeli gli regalano ogni anno attraverso l’&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Obolo di San Pietro&lt;/span&gt;&amp;nbsp;non vengono spese per i più poveri, ma ammucchiate su conti e investimenti che oggi valgono quasi&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;400 milioni&lt;/span&gt;&amp;nbsp;di euro. Deve sapere che quando prendono qualcosa dall’Obolo, i monsignori lo fanno per le esigenze della&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Curia romana&lt;/span&gt;. Deve sapere che lo Ior ha quattro fondi di beneficenza avari come Arpagone: nonostante l’istituto vaticano produca utili per decine di milioni, il fondo per opere missionarie ha regalato quest’anno la miseria di&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;17 mila euro&lt;/span&gt;. Per tutto il mondo! Deve sapere che lo Ior non è stato ancora ripulito e che dentro il torrione si nascondono ancora clienti abusivi, gentaglia indagata in Italia per&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;&amp;nbsp;reati gravi&lt;/span&gt;. Deve sapere che il Vaticano non ha mai dato ai vostri investigatori della&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;Banca d’Italia&lt;/span&gt;&amp;nbsp;la lista di chi è scappato con il bottino&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;all’estero&lt;/span&gt;. Nonostante noi l’avessimo promesso. Deve sapere che per fare un santo, per diventare beati, bisogna pagare. Già, sborsare denaro. I&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;cacciatori di miracoli&lt;/span&gt;&amp;nbsp;sono costosi, sono avvocati, vogliono centinaia di migliaia di euro. Ho le prove”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;Per il misterioso prelato il Papa deve anche “sapere che non è solo Bertone che vive in&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;trecento metri quadrati&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;, ma ci sono un mucchio di&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;cardinali&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;che vivono in appartamenti da quattrocento, cinquecento, seicento metri quadrati. Più attico e&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;terrazzo panoramico&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;. Deve sapere che il presidente dell’Apsa,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;Domenico Calcagno&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;, si è fatto un buen retiro in una tenuta della Santa Sede in mezzo al verde, facendo aprire una società di comodo a suoi lontani parenti. Deve sapere che il moralizzatore&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;Carlo Maria Viganò&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;, l’eroe protagonista dello scandalo Vatileaks, è in causa con il fratello sacerdote che lo accusa di avergli fregato milioni dell’eredità. Deve sapere che Bertone ha preso un&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;elicottero&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;costato 24 mila euro per andare da Roma in Basilicata. Deve sapere che il Bambin Gesù controlla allo Ior un patrimonio pazzesco da&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;427 milioni&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;di euro, e che il Vaticano ha investito pure in azioni della&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;Exxon&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;e della&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;Dow Chemica&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;l, multinazionali che inquinano e avvelenano. Deve sapere che l’ospedale di Padre Pio ha trentasette tra palazzi e immobili, e che oggi hanno un valore stimato in 190 milioni di euro. Deve sapere che i salesiani investono in società in&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;Lussemburgo&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;, i francescani in Svizzera, che diocesi all’estero hanno comprato società proprietarie di&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700; line-height: 1.5;&quot;&gt;televisioni porno&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5;&quot;&gt;. Deve sapere che un vescovo in Germania ha scialacquato 31 milioni per restaurare la sua residenza, e che una volta beccato è stato promosso con un incarico a Roma. Francesco deve sapere un sacco di cose. Cose che non sa, perché nessuno gliele dice”. Ora che il libro è pubblicato il Papa sa finalmente tutto. Ma possibile che non lo sapesse già prima?&lt;/span&gt;Il monsignore prosegue: “Deve sapere che l’uomo che lui stesso ha scelto per rimettere a posto le nostre finanze, il cardinale&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;George Pell&lt;/span&gt;, in Australia è finito in un’inchiesta del governo sulla&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;pedofilia&lt;/span&gt;, alcuni testimoni lo definiscono ‘sociopatico’, in Italia nessuno scrive niente. Deve sapere che Pell ha speso per lui e i suoi amici, tra stipendi e&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;vestiti su misura&lt;/span&gt;, mezzo milione di euro in sei mesi. Francesco deve sapere che la&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;società di revisione&lt;/span&gt;americana che qualcuno di noi ha chiamato per controllare i conti vaticani ha pagato a settembre 2015 una multa da 15 milioni per aver ammorbidito i report di una banca inglese che faceva transazioni illegali in Iran. Deve sapere che la Santa Sede per guadagnare più soldi ha distribuito tesserini speciali a mezza Roma: oggi vendiamo&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;benzina&lt;/span&gt;,&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;sigarette&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e vestiti tax free, incassando&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; font-weight: 700;&quot;&gt;60 milioni&lt;/span&gt;&amp;nbsp;l’anno”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent; margin-bottom: 1em !important; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;em style=&quot;-webkit-tap-highlight-color: transparent;&quot;&gt;Twitter:@FrancescoGrana&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/5889729657098648039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/vatileaks-il-monsignore-chiesa-vende.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5889729657098648039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5889729657098648039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/11/vatileaks-il-monsignore-chiesa-vende.html' title='Vatileaks, il monsignore: “Chiesa vende benzina e sigarette per 60 milioni l’anno. E all’estero investe in petrolio e porno”'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-3614783732502863939</id><published>2015-10-30T08:00:00.004-07:00</published><updated>2015-10-30T08:05:32.129-07:00</updated><title type='text'>Papa Francesco, Romero martire due volte: &quot;Dopo la sua morte per mano dei vescovi&quot;</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h2 style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; clear: both; color: #111111; font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 20px; font-stretch: normal; font-style: italic; line-height: 26px; margin-bottom: 20px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Il Pontefice aggiunge passi a braccio al discorso in spagnolo ai pellegrini del Salvador, in Vaticano per ringraziarlo della beatificazione dell&#39;arcivescovo ucciso dagli squadroni della morte nel 1980: &quot;Dio conosce la persona, e vede se la stanno lapidando con la pietra più dura che esiste, la lingua&quot;&lt;/h2&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;header class=&quot;big-img&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; font-size: 14px; margin: 0px 0px 30px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 978px; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; font-family: lato-black, Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 44px; font-stretch: normal; font-weight: normal; line-height: 48px; margin: 0px 0px 20px; outline: 0px; padding: 0px; text-rendering: optimizeLegibility; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;img alt=&quot;Papa Francesco, Romero martire due volte: &amp;quot;Dopo la sua morte per mano dei vescovi&amp;quot;&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/10/30/133012085-b0e7c090-a66f-47c1-adfe-4d4d8b77edae.jpg&quot; height=&quot;260&quot; itemprop=&quot;image&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; display: block; font-size: 14px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;figure style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; margin: 0px 0px 20px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;figcaption style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border-bottom-color: rgb(238, 238, 238); border-bottom-style: solid; border-width: 0px 0px 1px; color: #666666; font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-stretch: normal; font-style: italic; line-height: 20px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 2px 5px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Oscar Arnulfo Romero&amp;nbsp;&lt;/figcaption&gt;&lt;/figure&gt;&lt;/header&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;main-content&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; float: left; font-size: 14px; margin: 0px 15px 0px 0px; outline: 0px; padding: 0px; position: relative; vertical-align: baseline; width: 642px; zoom: 1;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;toolbar&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border-bottom-color: rgb(221, 221, 221); border-bottom-style: solid; border-top-color: rgb(221, 221, 221); border-top-style: solid; border-width: 1px 0px; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; font-stretch: normal; line-height: 16px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 5px 0px; vertical-align: baseline; zoom: 1;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;CITTA&#39; DEL VATICANO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- &quot;Il martirio di monsignor Romero non fu solo nel momento della sua morte: iniziò prima, ma iniziò con le sofferenze per le persecuzioni precedenti alla sua morte e continuò anche posteriormente, perché non bastava che fosse morto: fu diffamato, calunniato, infangato. Il suo martirio continuò anche per mano dei suoi fratelli nel sacredozio e nell&#39;episcopato&quot;. Lo ha affermato Papa Francesco in spagnolo concludendo, a braccio, il discorso ai partecipanti al pellegrinaggio da El Salvador, in Vaticano in segno di ringraziamento per la beatificazione del grande arcivescovo di San Salvador avvenuta il 23 maggio scorso.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;body-text&quot; style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 0px; float: right; font-family: Arial, &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; font-stretch: normal; line-height: 23px; margin: 20px 0px 30px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline; width: 558px;&quot;&gt;
&lt;span itemprop=&quot;articleBody&quot; style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; color: #252525; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Romero, &quot;una volta morto - ero giovane sacerdote e ne fui testimone - fu diffamato, calunniato, infangato. Non parlo per aver sentito dire. Ho ascoltato queste cose&quot;, ha detto il Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Solo Dio - ha aggiunto il Papa - conosce la storia della persona. E vede se la stanno lapidando con la pietra più dura che esiste nel mondo: la lingua&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, fu ucciso sull&#39;altare il 24 marzo del 1980 dagli squadroni della morte mandati dal regime che il monsignore denunciava senza compromessi. Ma dopo la sua morte in Vaticano arrivarono &quot;una montagna di lettere anonime e firmate contro di lui&quot;, ha ammesso il postulatore della causa, arcivescovo Vincenzo Paglia, che da solo non sarebbe mai riuscito ad&amp;nbsp; abbattere quel cumulo di infamie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Il primo Papa latinoamericano della storia - ricostruisce il vaticanista Iacopo Scaramuzzi nel pamphlet &#39;Tango vaticano&#39; pubblicato nei giorni scorsi dalle edizioni dell&#39;Asino - ha fatto chiaramente intendere, fin dai primi giorni, che voleva Romero, martire latino-americano, beato. Lo ha confidato, tra gli altri, al premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel&quot;. Così l&#39;anno scorso, &quot;il martedì che i cardinali votano, chi convintamente, chi obtorto collo, per l&#39;avvio del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/09/news/vaticano_romero-104574445/&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;processo che porterà Romero all&#39;onore degli altari&lt;/a&gt;&quot;, anche se la prassi della Santa Sede vuole che passino due giorni prima che il prefetto della Congregazione porti, di giovedì, i dossier al romano pontefice per la firma definitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/22/news/papa_francesco_sblocca_causa_beatificazione_monsignor_romero-57242663/&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;Jorge Mario Bergoglio stravolge la tradizione&lt;/a&gt;, convoca immediatamente il cardinale Angelo Amato nel palazzo apostolico, e, bruciando i tempi, firma seduta stante il decreto che riconosce che Romero, ucciso in odium fidei: è martire, e sarà dunque beato. Si sono già persi più di trent&#39;anni, meglio non perdere neanche un giorno di più, non si sa mai...&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Scaramuzzi, &quot;negli anni successivi alla nascita della teologia della liberazione; il Vaticano guarda con aperto fastidio alle convergenze tra cattolicesimo e marxismo in Sud America. &quot;Il cardinale Lopez Trujillo lottò contro il riconoscimento del martirio di Romero&quot;, ha raccontato il fondatore della comunità di Sant&#39;Egidio, Andrea Riccardi, spiegando che il porporato colombiano &quot;riteneva il prelato troppo &#39;marxisteggiante&#39;, e temeva che la sua beatificazione si sarebbe trasformata nella canonizzazione della teologia della liberazione, cui il cardinale si opponeva&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI disse di ritenere, mentre volava in Brasile nel 2007, che la persona di Romero fosse &quot;degna di beatificazione&quot;, parole - lo ha ricostruito Gianni Valente sul sito&amp;nbsp;&lt;em style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Vatican Insider&lt;/em&gt;&amp;nbsp;- che furono depennate nel testo ufficiale dell&#39;intervista. Jorge Mario Bergoglio, all&#39;epoca arcivescovo di Buenos Aires, all&#39;Assemblea del Celam di Aparecida in quello stesso 2007 - l&#39;episodio è stato raccontato dall&#39;ex segretario di Romero, monsignor Jesus Delgado - affermò: &quot;Se io fossi diventato Papa, la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata inviare Lopez Trujillo a San Salvador a beatificare Romero&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/22/news/papa_francesco_sblocca_causa_beatificazione_monsignor_romero-57242663/&quot; style=&quot;color: #167fc3; text-decoration: none; transition: all 0.2s ease-out;&quot;&gt;Papa Francesco si è pronunciato più volte pubblicamente&lt;/a&gt;&amp;nbsp;in merito al sacrificio di questo grande vescovo latino-americano. Il Pontefice &quot;chiamato quasi dalla fine del mondo&quot;, ha citato Romero anche durante l&#39;ultima udienza generale: l&#39;arcivescovo di San Salvador, ha ricordato Bergoglio, &quot;diceva che le mamme vivono un &#39;martirio materno&#39;. Nell&#39;omelia per il funerale di un prete assassinato dagli squadroni della morte, egli disse, riecheggiando il Concilio Vaticano II: &#39;Tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore... Dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio, è dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; in quel silenzio della vita quotidiana; dare la vita a poco a poco? Sì, come la dà una madre, che senza timore, con la semplicitá del martirio materno, concepisce nel suo seno un figlio, lo dà alla luce, lo allatta, lo fa crescere e accudisce con affetto. E&#39; dare la vita. E&#39; martirio&#39;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;section class=&quot;inline-photo&quot; id=&quot;inline_126235775&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; clear: both; margin: 30px -10px; outline: 0px; padding: 10px 10px 0px; position: relative; vertical-align: baseline; zoom: 1;&quot;&gt;&lt;span itemprop=&quot;articleBody&quot; style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; color: #252525; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Papa Francesco, Romero martire due volte: &amp;quot;Dopo la sua morte per mano dei vescovi&amp;quot;&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/10/30/134220350-87f92db8-15d2-4013-8736-3e9227620ac5.jpg&quot; height=&quot;335&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; margin: 0px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot; width=&quot;558&quot; /&gt;&lt;div class=&quot;description&quot; style=&quot;background: transparent; border: 0px; color: #666666; font-family: Georgia, Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif; font-size: 15px; font-stretch: normal; font-style: italic; line-height: 22px; outline: 0px; padding: 5px 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
Rutilio Grande Garcia&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/section&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;Il martire &quot;non è qualcuno relegato nel passato, una bella immagine che adorna le nostre chiese e ricordiamo con nostalgia&quot;, ha detto il Papa nel discorso preparato per oggi. &quot;No, il martire è un fratello, una sorella, che continua ad accompagnarci nel mistero della comunione dei santi, e che, uniti a Cristo, non ignora il nostro pellegrinaggio terreno, le nostre sofferenze, le nostre agonie. Nella recente storia di questo amato paese, la testimonianza di mons. Romero, si è unito agli altri fratelli e sorelle, come padre Rutilio Grande, che, non avendo paura di perdere la vita, l&#39;hanno guadagnata e sono stati intercettori del loro popolo davanti al vivente, che vive per secoli e secoli e ha nelle sue mani le chiavi della morte e della vita&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesuita, collaboratore di romero, Rutilio Grande Garcia fu ammazzato anch&#39;egli dagli squadroni della morte nel 1977. La sua causa di beatificazione è stata aperta nei mesi scorsi in Salvador.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #252525;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;fb-facepile&quot; style=&quot;background: rgb(255, 255, 255); border: 0px; clear: both; color: #252525; margin: 40px 0px -10px; outline: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
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&lt;/div&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/3614783732502863939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/10/papa-francesco-romero-martire-due-volte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/3614783732502863939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/3614783732502863939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/10/papa-francesco-romero-martire-due-volte.html' title='Papa Francesco, Romero martire due volte: &quot;Dopo la sua morte per mano dei vescovi&quot;'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-4268879147108738844</id><published>2015-03-12T09:55:00.002-07:00</published><updated>2015-03-12T09:55:19.574-07:00</updated><title type='text'>Vescovi contro Berlusconi, Galantino: &quot;La legge arriva fino a un certo punto, dato morale è altro&quot;</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;header&gt;
   &lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;summary&quot; itemprop=&quot;description&quot;&gt;
Il segretario della Cei 
torna sull&#39;assoluzione dell&#39;ex Cav in Cassazione per il caso Ruby: 
&quot;Bisogna andare a leggere le motivazioni: se un fatto è legale, non è 
detto che sia anche morale&quot;. Anm: &quot;Fuori luogo parlare ora di 
responsabilità civile delle toghe&quot;&lt;/div&gt;
&lt;/header&gt;&lt;div class=&quot;social-content&quot;&gt;
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&lt;figure class=&quot;sidebar-img&quot;&gt;
      &lt;img alt=&quot;Vescovi contro Berlusconi, Galantino: &amp;quot;La legge arriva fino a un certo punto, dato morale è altro&amp;quot;&quot; itemprop=&quot;image&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/03/12/115112615-96d500e5-ef1c-4db1-bb6f-3b5bdd831b4d.jpg&quot; /&gt;&lt;figcaption&gt;Mons. Nunzio Galantino&amp;nbsp;&lt;/figcaption&gt;
               &lt;/figure&gt;
             &lt;span itemprop=&quot;articleBody&quot;&gt;&lt;strong&gt;ROMA&lt;/strong&gt; -&amp;nbsp; Il segretario della Cei mons. Nunzio Galantino si schiera con il quotidiano dei vescovi &lt;em&gt;Avvenire&lt;/em&gt; nella vicenda processuale che ha visto &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2015/03/11/news/ruby_berlusconi_felice_per_assoluzione_ora_torno_in_campo_-109243599/&quot;&gt;l&#39;assoluzione di Silvio Berlusconi&lt;/a&gt;
 nel processo Ruby. Il direttore del quotidiano, Marco Tarquinio, ha 
scritto in un editoriale che &quot;l&#39;esito penale favorevole a Berlusconi non
 cancella il rilievo istituzionale e morale&quot; e aggiunge che 
&quot;un&#39;assoluzione con le motivazioni sinora conosciute non coincide con un
 diploma di benemerenza politica e di approvazione morale&quot;. &quot;&lt;em&gt;Avvenire &lt;/em&gt;ha
 preso una posizione coraggiosa che va sostenuta e confermata&quot; dice 
Galantino, che poi aggiunge: &quot;La legge arriva fino a un certo punto, ma 
il discorso morale è un altro&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dura anche l&#39;Associazione Nazionale Magistrati, contro chi oggi impugna 
la &quot;dimostrata innocenza&quot; dell&#39;ex Cav per evocare òa responsabilità 
civile delle toghe: &quot;Assolutamente fuori luogo&quot; afferma il presidente 
dell&#39;Anm Rodolfo Sabelli, a Sky Tg -. Basta leggere le varie sentenze, 
la complessità dei ragionamenti fatti, della valutazione sulle prove 
raccolte, l&#39;esistenza di una riforma del reato di concussione dopo i 
fatti e prima della sentenza per capire che siamo totalmente fuori 
dall&#39;ambito della responsabilità civile dei magistrati&quot;. &quot;Non vorrei - 
aggiunge Sabelli - che si utilizzasse questa assoluzione in chiave di 
attacco alla magistratura. Sarebbe una cosa profondamente sbagliata&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è la prima volta che la Cei prende posizione contro alcuni 
comportamenti dell&#39;ex premier. Nel settembre 2011 l&#39;allora segretario 
della Cei &lt;strong&gt;Angelo Bagnasco&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2011/09/26/news/bagnasco-22247972/&quot;&gt;aveva parlato&lt;/a&gt;
 di &quot;comportamenti contrari al pubblico costume e alla sobrietà 
richiesta dalla stessa Costituzione&quot;, riferendosi all&#39;art. 54 della 
Carta che impone ai funzionari pubblici di &quot;adempiere con disciplina e 
onore&quot; a ogni pubblico ufficio. E aveva definito tali stili di vita come
 &quot;difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro 
delle istituzioni e della vita pubblica&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2015/03/12/news/l_assoluzione_e_l_amnesia-109320917/?ref=HREA-1&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;EDITORIALE/L&#39;ASSOLUZIONE E L&#39;AMNESIA di Ezio Mauro&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Galantino spiega il senso delle sue affermazioni parlando a margine di 
un convegno sul servizio civile. Il segretario della Cei precisa che &quot;la
 questione non riguarda solo Berlusconi. Tutte le volte in cui c&#39;è una 
assoluzione bisogna andare a leggere le motivazioni&quot;. Poi aggiunge: &quot;Il 
dettato legislativo arriva fino a un certo punto, il discorso morale è 
un altro&quot;. E fa l&#39;esempio dell&#39;aborto, una pratica legale, &quot;ma - spiega -
 se un fatto è legale non è detto che sia morale&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sentenza della Corte di Cassazione che ha assolto Berlusconi continua
 a far discutere il mondo politico. Oggi è intervenuto anche il 
vicepresidente del Csm &lt;strong&gt;Giovanni Legnini, &lt;/strong&gt;che ha replicato alle affermazioni dell&#39;ex premier che aveva definito

 i giudici che lo hanno assolto &quot;finalmente indipendenti&quot;. &quot;Se la 
domanda è: esistono giudici dipendenti? La risposta è no. Non lo dico 
io, lo dice la Costituzione&quot; ha detto Legnini a margine della relazione 
della Corte costituzionale a palazzo della Consulta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/4268879147108738844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/03/vescovi-contro-berlusconi-galantino-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/4268879147108738844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/4268879147108738844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2015/03/vescovi-contro-berlusconi-galantino-la.html' title='Vescovi contro Berlusconi, Galantino: &quot;La legge arriva fino a un certo punto, dato morale è altro&quot;'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-217457156677180200</id><published>2014-05-27T15:44:00.000-07:00</published><updated>2014-10-07T14:14:11.846-07:00</updated><title type='text'>Borsellino quater, ascoltato il pentito Romeo: “Le stragi furono volute da Berlusconi”</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;title&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;span class=&quot;post-meta&quot;&gt;

    Pubblicato da &lt;a href=&quot;http://www.giornalesiracusa.com/&quot; rel=&quot;author&quot; title=&quot;Posts by Marta Silvestre&quot;&gt;Marta Silvestre&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;post-meta&quot;&gt;on 27/05/2014 at 10:27
       
   &lt;/span&gt;
   
   

    &lt;br /&gt;
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&lt;span style=&quot;height: 20px; vertical-align: bottom; width: 81px;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.giornalesiracusa.com/wp-content/uploads/2014/05/pentito-romeo.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;pentito-romeo&quot; class=&quot;alignnone size-thumbnail wp-image-23311&quot; data-id=&quot;23311&quot; src=&quot;http://www.giornalesiracusa.com/wp-content/uploads/2014/05/pentito-romeo-200x137.jpg&quot; height=&quot;219&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Si è appena conclusa un’udienza durata quasi 8 ore, presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia di Roma, del processo &lt;b&gt;Borsellino quater&lt;/b&gt;, nel quale i pubblici ministeri di Caltanissetta &lt;b&gt;Sergio Lari&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Domenico Gozzo&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Stefano Luciani&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Gabriele Paci&lt;/b&gt;, indagano sulla morte del giudice &lt;b&gt;Paolo Borsellino&lt;/b&gt;, ucciso nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992 insieme agli agenti della sua scorta – &lt;b&gt;Agostino Catalano&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Emanuela Loi&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Vincenzo Li Muli&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Walter Eddie Cosina&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Claudio Traina&lt;/b&gt; .&lt;br /&gt;
Tra gli imputati Salvatore &lt;b&gt;Madonia&lt;/b&gt;, Vittorio &lt;b&gt;Tutino&lt;/b&gt;, Vincenzo &lt;b&gt;Scarantino&lt;/b&gt;, Francesco &lt;b&gt;Andriotta&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;e Calogero &lt;b&gt;Pulci&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Oggi sono stati ascoltati i pentiti &lt;b&gt;Gaspare Mutolo&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Agostino Trombetta&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Pietro Romeo&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Gaspare Mutolo&lt;/b&gt; ha delineato uno scenario, che rimanda 
immediatamente al clima dei racconti di Leonardo Sciascia, di tacito 
accordo e di pacifica convivenza fra mafia, forze dell’ordine e chiesa 
cattolica. In questo periodo storico durato fino ai primi anni ‘80, i 
mafiosi non erano visti come delinquenti ma, semplicemente, come persone
 in grado di mantenere un ordine incutendo una giusta dose di timore, 
motivo per cui ci si guardava bene dall’arrestarli. Poi le cose 
iniziarono a cambiare e Mutolo, che ha ancora un retaggio che vede 
sopravvivere il &lt;b&gt;mito di un’etica della mafia&lt;/b&gt;, ha dichiarato di 
aver iniziato a collaborare “quando i corleonesi iniziarono a uccidere 
le donne e i bambini che non si toccano e io non mi sentivo più un uomo 
d’onore”. All’inizio della sua collaborazione, Mutolo avrebbe voluto 
affidarsi a &lt;b&gt;Falcone&lt;/b&gt;, che stava però già a Roma, per parlare 
soprattutto del coinvolgimento del giudice Signorino e di Contrada, ma 
da Falcone stesso viene rimandato a &lt;b&gt;Borsellino&lt;/b&gt;, che era a Marsala.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;“L’incontro, inizialmente ostacolato da Giammanco, avvenne il 
giorno 1 luglio del 1992 e fu tormentato. Io dissi che dovevamo partire 
dall’indebolire il potente ‘esercito armato della mafia’ che metteva in 
pericolo perché controllava tutti i rioni. Doveva essere un incontro 
segreto, ma il dottor Borsellino riceve una telefonata dal ministro 
Nicola Mancino che, quindi, sapeva dov’era e interrompiamo 
l’interrogatorio perché Borsellino va da Mancino”&lt;/i&gt; continua Mutolo &lt;i&gt;“Al ritorno, &lt;b&gt;Borsellino era agitato e nervoso al punto di avere acceso due sigarette&lt;/b&gt;,
 una in bocca e una nella mano. Mi porta i saluti di Contrada, che aveva
 incontrato all’uscita del ministero, e mi riferisce che gli ha detto, 
con tono sarcastico, che per qualsiasi cosa mi potevo rivolgere a lui, 
ma in verità voleva dirmi di non parlare”.&lt;/i&gt; Mutolo, che è il collaboratore con il quale nasce la Dia e che ne diventa consulente, durante l’udienza di oggi, &lt;b&gt;ha
 fatto riferimento, per la prima volta, a personaggi importanti di 
Palermo dai quali lui stesso cercava informazioni e che spingeva a 
collaborare fra il 1991 e il 1992&lt;/b&gt;.&lt;i&gt; “Non posso fare i nomi così pubblicamente”&lt;/i&gt; ha risposto a una richiesta di ulteriore approfondimento &lt;i&gt;“li
 farò se me li chiede un giudice. Comunque, non li cercavo per favori 
personali ma allargavo il mio campo d’azione per la Dia” e, su di loro, 
ha aggiunto soltanto che “sono professionisti pacifici che oggi 
continuano a lavorare, persone per bene che già allora rischiavano”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Dopo la morte di Borsellino – che Mutolo ha definito &lt;i&gt;“&lt;b&gt;uno che non sentiva le redini&lt;/b&gt;”&lt;/i&gt; – i giudici Natoli e Lo Forte continuano a indagare con l’inchiesta ‘&lt;b&gt;Golden Market&lt;/b&gt;’, così denominata a partire dalle iniziali del nome e cognome di Gaspare Mutolo.&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.giornalesiracusa.com/wp-content/uploads/2014/03/gaspare-spatuzza-2009-12-4-17-41-43.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;gaspare-spatuzza-2009-12-4-17-41-43&quot; class=&quot;size-thumbnail wp-image-19570 alignright&quot; data-id=&quot;19570&quot; src=&quot;http://www.giornalesiracusa.com/wp-content/uploads/2014/03/gaspare-spatuzza-2009-12-4-17-41-43-200x160.jpg&quot; height=&quot;256&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Il secondo teste di oggi è &lt;b&gt;Agostino Trombetta&lt;/b&gt; che apparteneva al mandamento di Brancaccio ed era l’autista di &lt;b&gt;Gaspare Spatuzza&lt;/b&gt; – che all’epoca era capomandamento di Brancaccio – e lo proteggeva durante la sua latitanza cercandogli posti sicuri.&lt;br /&gt;
Trombetta decide di collaborare con la giustizia dall’aprile del 1996, la sera stessa in cui viene arrestato.&lt;br /&gt;
Interrogato a proposito delle sue attività lecite, dichiara:&lt;i&gt; “avevo un’autofficina e un’autolavaggio in società con &lt;b&gt;Maurizio Costa&lt;/b&gt;; lui era il vero e proprio meccanico, io facevo rubare o rubavo le macchine per montare i pezzi e poi rivenderle”&lt;/i&gt;. Trombetta viene ascoltato soprattutto in merito alla Fiat 126 e racconta che&lt;i&gt;
 “una mattina cercavo Maurizio nei vari bar del quartire perché non 
riuscivo a trovarlo, poi lo vedo arrivare da una stradella di campagna 
che collega un magazzino dove facevamo riparazioni e smontavamo macchine
 rubate. Mi dice che è stato in giro a comprare cose che gli aveva 
commissionato Gaspare Spatuzza dandogli anche centomilalire: &lt;b&gt;doveva sistemare i freni di una Fiat 126 vecchissima che aveva la carrozzeria malridotta e pure un fanale rotto&lt;/b&gt;. Mi dice pure che &lt;b&gt;aveva notato qualcosa di strano, tipo un ripetitore sotto il sedile&lt;/b&gt;
 e che Spatuzza lo aveva bruscamente tirato fuori dalla macchina. 
Spatuzza diceva che la macchina voleva ripararla per la sorella, ma era 
strano che non mi avesse coinvolto e che, tirchio com’era, avesse uscito
 anche centomilalire”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Purtroppo, è chiaro immediatamente a tutti di quale Fiat 126 stiamo parlando.&lt;br /&gt;
Per concludere, Trombetta ha risposto affermativamente alle domande riguardanti la sua conoscenza di &lt;b&gt;Vincenzo Scarantino&lt;/b&gt;, del quale ha detto essere&lt;i&gt; “uno spacciatore che si sentiva&amp;nbsp; un grande mafioso ma era un grande infamone”&lt;/i&gt; e di &lt;b&gt;Vittorio Tutino&lt;/b&gt; che &lt;i&gt;“era il killer della famiglia Graviano”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Agostino Trombetta ha concluso la propria dichiarazione con delle 
forti lamentele riguardanti la sua attuale situazione di collaboratore 
di giustizia che dal 2004, essendo stato capitalizzato, non ha più 
diritto al programma di protezione.&lt;br /&gt;
Come ultimo collaborante è stato ascoltato &lt;b&gt;Pietro Romeo&lt;/b&gt;, appartente al gruppo di fuoco di Brancaccio che, poi, dal 1995 ha deciso di collaborare con la giustizia perché&lt;i&gt; “mi volevo liberare da tutto quello che avevo fatto e volevo cambiare vita”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
La sua dichiarazione vale tutte le 8 ore dell’udienza di oggi.&lt;br /&gt;
Interrogato a proposito delle &lt;b&gt;motivazioni delle stragi del 1993&lt;/b&gt; e sui &lt;b&gt;rapporti fra Cosa nostra e gli esponenti politici&lt;/b&gt;,
 ha raccontato che “dopo che Pasquale De Filippo aveva fatto arrestare 
Nino Mangano e Bagarella, io ho assistito a un incontro fra Francesco 
Giuliano e Gaspare Spatuzza durante il quale Giuliano chiese: &lt;i&gt;«&lt;b&gt;Chi è &lt;/b&gt;&lt;b&gt;il politico che ha fatto mettere le bombe, Andreotti o Berlusconi?&lt;/b&gt;»&lt;/i&gt; e Spatuzza rispose &lt;i&gt;«&lt;b&gt;Berlusconi, quello di canale cinque&lt;/b&gt;»&lt;/i&gt;.
 In effetti, Berlusconi era in contatto diretto con i fratelli Graviano,
 i quali andavano a Milano per discutere con lui di queste cose” e sui 
motivi di questo contatto, Romeo ha dichiarato: &lt;i&gt;“&lt;b&gt;Berlusconi aveva promesso ai Graviano che si sarebbe interessato per le questioni del 416 bis&lt;/b&gt;”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Il processo è stato rinviato all’udienza di domani, 27 maggio, alle 
ore 9.30 sempre presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia di Roma e 
verranno ascoltati Ferrante, Grigoli, Sinacori e Drago.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/217457156677180200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/05/borsellino-quater-ascoltato-il-pentito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/217457156677180200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/217457156677180200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/05/borsellino-quater-ascoltato-il-pentito.html' title='Borsellino quater, ascoltato il pentito Romeo: “Le stragi furono volute da Berlusconi”'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-718832536860690307</id><published>2014-03-30T01:14:00.002-07:00</published><updated>2015-11-10T16:33:37.120-08:00</updated><title type='text'>Alta Moda Grande Teatro alla Reggia di Venaria Reale 28 marzo 201</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7-98Uh8d5NjEGg5q6qWTf3YICBMWe-VXzvMtseGQcBMJbLvn9g0ViqPtqCnKOD1TJAIfv6MTW_IqKRi9SAxqrC03Ver8Lgt3pTWWDeePg48r6AFQ501bBKIha7t9GtjPPrHYHLnUzaME/s1600/_MG_0073.jpg&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Franco Zanotto con Fabrizio Del Noce&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/718832536860690307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/alta-moda-grande-teatro-alla-reggia-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/718832536860690307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/718832536860690307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/alta-moda-grande-teatro-alla-reggia-di.html' title='Alta Moda Grande Teatro alla Reggia di Venaria Reale 28 marzo 201'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7-98Uh8d5NjEGg5q6qWTf3YICBMWe-VXzvMtseGQcBMJbLvn9g0ViqPtqCnKOD1TJAIfv6MTW_IqKRi9SAxqrC03Ver8Lgt3pTWWDeePg48r6AFQ501bBKIha7t9GtjPPrHYHLnUzaME/s72-c/_MG_0073.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-4093971306484122862</id><published>2014-03-01T00:49:00.002-08:00</published><updated>2014-03-01T00:49:20.895-08:00</updated><title type='text'>De Gennaro al Borsellino quater: “Percepimmo che non c&#39;era solo Cosa nostra dietro le stragi” </title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;contentheading clearfix&quot;&gt;
  &lt;a class=&quot;contentpagetitle&quot; href=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/2014022748107/primo-piano/de-gennaro-al-borsellino-quater-percepimmo-che-non-cera-solo-cosa-nostra-dietro-le-stragi.html&quot;&gt;
  &lt;/a&gt;
 &lt;/h1&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: maroon;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img alt=&quot;de-gennario-stragi-1992&quot; height=&quot;183&quot; src=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/militari/de-gennario-stragi-1992.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 10px;&quot; width=&quot;343&quot; /&gt;di Aaron Pettinari - 27 febbraio 2014&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il
 prefetto non parla di trattativa, sminuisce la relazione della Dia 
dell&#39;agosto &#39;93, ma non ricorda che la parola era già presente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E&#39;
 un&#39;udienza particolare quella che martedì scorso si è celebrata davanti
 la Corte d’Assise del Tribunale di Caltanissetta. Ad essere ascoltato 
dai giudici, al processo “Borsellino quater”, è stato il prefetto Gianni
 De Gennaro. Ai tempi delle stragi, nei primi anni Novanta, è stato vice
 direttore della Polizia, nel 1993 è divenuto poi capo della Direzione 
Investigativa Antimafia, nel 1994 è passato alla guida della Criminalpol
 mentre nel 1997 è stato nominato vice-capo vicario della Polizia per 
poi diventare capo dal 2000 al 2007. Negli ultimi anni capo del Dis, 
coordinamento dei servizi segreti, e poi nel governo Monti 
sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega ai servizi. Nel
 suo “curriculum” vi è anche una macchia con l&#39;accusa nel 2001, in 
quanto capo della Polizia durante i fatti del G8 di Genova, di 
istigazione alla falsa testimonianza nell’ambito dei processi che sono 
seguiti all’assalto notturno alla scuola Diaz e alle violenze nella 
caserma di Bolzaneto, è stato assolto dalla Cassazione nel novembre del 
2011.&lt;br /&gt;




La sua deposizione al processo “Borsellino quater” è importante 
perché potrebbe dare un impulso anche ad ulteriori indagini. I suoi 
“vuoti di memoria” non appaiono come secchi “non ricordo” ma diventano 
frutto di un ragionamento che lascia comunque diversi interrogativi a 
cominciare da quella relazione di 24 pagine della Dia, del 10 agosto 
1993, che mise in fila con straordinaria lucidità quel che stava 
avvenendo nell&#39;immediato post stragi. Erano passati pochi giorni dalle 
bombe di Roma e Milano, e si parlava di una strategia “Per insinuare 
nell’opinione pubblica il convincimento che in fondo potrebbe essere più
 conveniente una linea eccessivamente dura per cercare soluzioni che 
conducano ugualmente alla resa di Cosa Nostra a condizioni in qualche 
modo più accettabili per Cosa Nostra”. Inoltre gli analisti della Dia 
aggiungono nella nota: “La perdurante volontà del Governo di mantenere 
per i boss un regime penitenziario di assoluta durezza ha concorso alla 
ripresa della stagione degli attentati. Da ciò è derivata per i capi 
l’esigenza di riaffermare il proprio ruolo e la propria capacità di 
direzione anche attraverso la progettazione e l’esecuzione di attentati 
in grado d’indurre le Istituzioni a una tacita trattativa”. &lt;br /&gt;Ed è 
questa parola che De Gennaro, di fronte ai giudici, dice di non aver mai
 sentito: “Nessuno mi parlò mai di trattativa. Né degli approcci per un 
contatto con Vito Ciancimino. E poi sarei stata l&#39;ultima persona a cui 
sarebbe stata fatta una tale confidenza”.&lt;br /&gt;E alla domanda sul perché 
la Dia, che avrebbe dovuto coordinare ogni indagine di mafia, non 
sarebbe stata informata ha risposto: “Come disse Tavormina in 
Commissione antimafia (suo predecessore alla guida della direzione 
antimafia &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;), la stessa Dia, sebbene per legge dovesse essere
 un’unica struttura di intelligence che accorpava le altre forze, si 
poneva come &#39;altra struttura investigativa&#39; parallela al Ros dei 
carabinieri, allo Sco della polizia e al Gico della guardia di finanza”.&lt;br /&gt;Quindi
 l&#39;ex capo della polizia è tornato sulla nota dell&#39;agosto 1993: “Quella 
relazione non rappresentava un&#39;ipotesi investigativa ma una serie di 
valutazioni e sentimenti comuni che raccoglievamo tra gli addetti ai 
lavori. Non ricordo chi la sviluppò. Dopo Capaci rivedemmo il 
significato dell&#39;omicidio Lima del marzo 1992. Prima pensavamo ad una 
semplice vendetta, poi lo valutammo inserendolo in un contesto di azione
 criminale che andava anche oltre Cosa nostra”. Eppure quella relazione 
dell&#39;agosto 1993 fu presa in considerazione tanto che l&#39;allora ministro 
dell’Interno Nicola Mancino la spedì a Luciano Violante, presidente 
dell’Antimafia, in forma riservata. &lt;br /&gt;De Gennaro ricorda anche che 
“Dopo la strage di Via d&#39;Amelio, nell&#39;ottobre-novembre 1992, la Dia 
avanzò al procuratore nazionale antimafia la richiesta di applicazione 
per una legislazione di emergenza per una misura di prevenzione contro 
26 sospetti mafiosi che avrebbero potuto proseguire con gli attentati. 
La Dia proponeva di isolare tali soggetti. Ma poi non si fece più 
nulla”.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;La vicenda Arlacchi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;arlacchi-pino-trattativa&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/politici/arlacchi-pino-trattativa.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 10px;&quot; width=&quot;204&quot; /&gt;Tra
 le questioni affrontate anche l&#39;affermazione che Pino Arlacchi, 
parlamentare europeo e amico personale di Falcone e Borsellino, ha 
attribuito allo stesso De Gennaro in merito a Contrada, Mori e ad alcuni
 contrasti con il Ros, durante un interrogatorio (l&#39;11 settembre 2009) 
in cui rispondeva ai pm in merito ad un’intervista del giornalista de La
 Stampa, Francesco La Licata. “Il Colonnello Mori ed il dott. Contrada 
mi risulta che fossero ambedue in forte contrapposizione col dott. De 
Gennaro – diceva Arlacchi - Io stesso non condividevo il metodo con il 
quale il colonnello Mori agiva in quel periodo, contrassegnato da un 
ricorso a confidenti e da un&#39;azione che definirei poco trasparente. 
Preciso, tuttavia, che il giudizio su Mori e sui soggetti allo stesso 
vicini non era così negativo come quello che si aveva su Contrada, che 
ritenevamo davvero pericoloso e capace anche di compiere omicidi... 
omissis... Dopo le stragi del 1993 si consolidò presso i vertici della 
D.I.A. l&#39;idea che le stragi avevano una valenza politica precisa, e cioè
 erano finalizzate a costringere lo Stato a venire a patti ed instaurare
 una trattativa. Sul punto formulammo insieme a De Gennaro delle 
ipotesi, ritenendo che il gruppo andreottiano, tramite i suoi referenti 
di cui ho detto - e cioè il gruppo Contrada - fosse uno dei terminali 
della trattativa”.&lt;br /&gt;Anche in questo caso De Gennaro, smentendo 
Arlacchi, ha “depotenziato” la portata delle affermazioni disconoscendo 
il termine contrapposizione. “Ho avuto un rapporto di lunga data ed 
amicizia con Mori e quando ero commissario alla Mobile non ho mai avuto 
modo di collaborare con lui. Posso aver detto che il mio metodo di 
lavoro era un po&#39; diverso dal metodo sviluppato dal Ros, più che dalla 
persona Mori.&lt;br /&gt;Secondo me le affermazioni del professore Arlacchi 
potrebbero essere state delle sue valutazioni e deduzioni fatte in 
ordine di sviluppo dell&#39;attività investigativa e sulle modalità 
investigative”.&lt;br /&gt;E quando il presidente Balsamo ha chiesto una 
precisazione sulla diversità di metodo De Gennaro è andato dritto: “Io 
la perquisizione a casa di Riina l&#39;avrei fatta immediatamente ma si 
tratta di un approccio investigativo diverso”. &lt;br /&gt;Quindi su Contrada 
ha aggiunto: “Con lui non ho mai lavorato e non ho mai avuto 
contrapposizioni. Al più vi possono essere state divergenze di opinione 
sui metodi investigativi, ma mai legate a circostanze specifiche. Le 
dichiarazioni di Arlacchi sono frutto di sue opinioni credo e ribadisco 
che se abbiamo parlato di questioni non possano essere inseriti 
all&#39;interno di un contesto di trattativa”.&lt;br /&gt;Rispetto al passato però 
De Gennaro, che era già stato sentito dai pm nel dicembre 2010, racconta
 un particolare in più. Allora infatti disse di non aver mai nemmeno 
sentito parlare di Marcello Dell&#39;Utri, stavolta però l&#39;ex capo della 
Polizia ha dichiarato di essersi occupato, con il suo ufficio, “dei 
collegamenti e dei contatti della famiglia Dell&#39;Utri con altri 
malavitosi”.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;L&#39;incontro con Borsellino e Mutolo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Rispondendo 
alle domande dei pm il prefetto De Gennaro ha poi ricordato l&#39;incontro 
con il giudice Paolo Borsellino, avvenuto in luglio in occasione 
dell&#39;interrogatorio del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo. 
“Mutolo non voleva avere contatti con altre autorità palermitane ma solo
 con il giudice Borsellino. L’ultima volta che vidi Borsellino – ha 
aggiunto l’ex capo della polizia – fu il 16 luglio ’92 a pranzo a Roma 
durante una pausa dell’interrogatorio di Mutolo. In quell&#39;occasione 
ricordo che Paolo mi parlò della problematica che si era creata con il 
procuratore di &lt;img alt=&quot;borsellino-paolo-web11&quot; height=&quot;250&quot; src=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giudici_e_magistrati/borsellino-paolo-web11.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 10px;&quot; width=&quot;223&quot; /&gt;Palermo
 Giammanco che non gli aveva assegnato ufficialmente il processo. Io 
stesso chiamai Giammanco per rappresentare questa problematica poi 
risolta nei giorni successivi. Ricordo una telefonata tra me e 
Borsellino per risolvere alcune questioni in merito ad una rogatoria in 
Germania. Allora mi disse che Giammanco gli aveva assegnato la 
titolarità per interrogare Mutolo”. E sull&#39;avviamento della 
collaborazione con il l&#39;ex boss di Resuttana ha aggiunto: “Fu il giudice
 Falcone a dirmi, nel dicembre del ’91, che era intenzione di Mutolo, 
collaborare con la giustizia. Falcone, all’epoca in servizio al 
ministero di Grazia e Giustizia, mi disse che Mutolo si fidava di me e 
di Borsellino”.&lt;br /&gt;Altro tema toccato durante gli esami dei testi è 
stato quello della dissociazione. Sia De Gennaro che l&#39;altro teste, 
Francesco Gratteri, hanno confermato che negli anni Novanta era tra gli 
argomenti più ricorrenti in quanto il 41 bis veniva visto dai mafiosi 
come una forma carceraria particolarmente dura ed efficace in 
particolare nello stimolare la collaborazione con la giustizia. Con la 
dissociazione, invece, non avrebbero dovuto rinunciare ai propri 
patrimoni né tentomeno denunciare i propri crimini e quelli della 
consorteria mafiosa. “La prima volta che mi occupai della questione 
&#39;dissociazione&#39; fu quando venni mandato dal Vescovo di Acerra don 
Riboldi – ha raccontato De Gennaro - Si era fatto portavoce di una 
richiesta che era pervenuta tramite il cappellano del carcere di 
Poggioreale il quale aveva raccolto la proposta di dissociazione 
avanzata da esponenti del clan Moccia per dissociarsi come camorristi in
 modo da non divenire né collaboratori né testimoni. Dissi che questo 
non era possibile. La dissociazione poteva essere funzionale ad una 
strategia dei vertici delle organizzazioni criminali che puntava a 
favorire gli affiliati le cui responsabilità erano già note, alleggerire
 le posizioni di eventuali condannati senza che si arrivasse ad una 
collaborazione e quindi non arrivare all&#39;applicazione del regime 
carcerario 41 bis che era particolarmente temuto”.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;Le dichiarazioni di Gratteri e Di Petrillo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Francesco
 Gratteri, in servizio nel ’92 alla Direzione investigativa antimafia, 
ha quindi aggiunto: “Prima di iniziare a collaborare con la giustizia, 
Gaspare Mutolo espresse la precisa volontà di voler rendere 
dichiarazioni solo ed esclusivamente a Paolo Borsellino – ha confermato 
Gratteri - Mutolo non aveva fiducia nella Procura di Palermo. Non 
riteneva la struttura giudiziaria palermitana affidabile”. Il primo a 
raccogliere le dichiarazioni di Mutolo fu l’allora procuratore della 
Repubblica di Firenze Pier Luigi Vigna. Fin dall’inizio, Mutolo avrebbe 
espresso perplessità sul giudice Domenico Signorino e sull’ex numero tre
 del Sisde Bruno Contrada, sostenendo che i due fossero collusi con la 
mafia. “Le prime dichiarazioni di Mutolo – ha raccontato rispondendo ai 
Pm Stefano Luciani e Gabriele Paci – risalgono alla primavera del ’92, 
probabilmente dopo la strage di Capaci. Inoltre ricordo che durante un 
interrogatorio Mutolo si appartò con Borsellino e colsi distintamente 
pronunciare il nome di Signorino. Non so se in quel momento parlò anche 
di Contrada ma dai discorsi che facevamo con Mutolo durante il periodo 
di gestione della collaborazione c&#39;era questa preoccupazione di 
esplicitare ai magistrati certe dichiarazioni, in particolare proprio al
 dottor Borsellino”. Gratteri ha anche ricordato la telefonata ricevuta 
dallo stesso Borsellino, il primo luglio, in cui il giudice palermitano 
venne convocato al Ministero degli Interni. “Ricevetti io la telefonata 
da Manganelli il quale diceva che il Capo della Polizia (Parisi &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;) voleva mettersi in contatto con Borsellino”. &lt;br /&gt;Un
 incontro confermato anche dal prefetto Luigi Rossi, nel 1992 direttore 
della Criminalpol. “Il giudice Paolo Borsellino, poco prima di morire, 
si recò al ministero dell&#39;Interno. In quell&#39;occasione, era il primo 
luglio del &#39;92, incontrò il capo della Polizia Vincenzo Parisi. 
Borsellino si trovava a Roma per interrogare Gaspare Mutolo”. Proprio in
 quel giorno si insediava il neo ministro Nicola Mancino. Il teste ha 
anche detto che più volte, in quel periodo, il magistrato incontrò il 
capo della Polizia”. E del ritorno dal Viminale del giudice ucciso in 
via d&#39;Amelio ha parlato il funzionario della Dia Domenico Di Petrillo: 
“Il giudice Borsellino quando rientrò dal ministero, il primo luglio del
 1992, sembrava turbato, arrabbiato o sorpreso.&lt;img alt=&quot;dia10&quot; height=&quot;209&quot; src=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/forze_dellordine/dia10.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 10px;&quot; width=&quot;280&quot; /&gt; Non so dire con certezza il suo stato d&#39;animo. Il primo a incontrare Mutolo fu Vigna e poi Borsellino”. &lt;br /&gt;Di
 Petrillo ha poi raccontato anche di un altro episodio verificatosi 
negli Stati Uniti in cui si trovò ad interrogare il capomafia Gaetano 
Badalamenti assieme ai giudici Cardella e Natoli, assieme ad altri 
rappresentanti delle forze dell&#39;Ordine tra cui il maresciallo Lombardo, 
Fiorelli ed Obinu. “Cardella lo voleva sentire nell&#39;ambito 
dell&#39;inchiesta sull&#39;omcidio Pecorelli, Natoli per le indagini su 
Andreotti. Ricordo che Badalamenti mi prese il braccio e per due volte 
mi disse fissandomi negli&amp;nbsp; occhi &#39;Colonnello stavamo dalla stessa 
parte&#39;. Anche questo episodio mi convinse poi a lasciare i carabinieri 
assieme ad altre questioni”. Il processo quindi si è concluso ed ora 
riprenderà l&#39;11 marzo, sempre nell&#39;aula bunker di Caltanissetta, alle 
9,30.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/4093971306484122862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/de-gennaro-al-borsellino-quater.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/4093971306484122862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/4093971306484122862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/de-gennaro-al-borsellino-quater.html' title='De Gennaro al Borsellino quater: “Percepimmo che non c&#39;era solo Cosa nostra dietro le stragi” '/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-6020484548415038734</id><published>2014-03-01T00:47:00.000-08:00</published><updated>2014-03-01T00:47:02.743-08:00</updated><title type='text'>Ingroia: “Lo Stato ha trattato con la mafia per difendere la casta”. </title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;contentheading clearfix&quot;&gt;
  &lt;a class=&quot;contentpagetitle&quot; href=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/2014021947934/giorgio-bongiovanni/ingroia-lo-stato-ha-trattato-con-la-mafia-per-difendere-la-casta.html&quot;&gt;
  &lt;/a&gt;
 &lt;/h1&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: maroon;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giudici_e_magistrati/ingroia-antonio-int-190214.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;ingroia-antonio-int-190214&quot; height=&quot;246&quot; src=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/giudici_e_magistrati/ingroia-antonio-int-190214.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 10px;&quot; width=&quot;370&quot; /&gt;&lt;/a&gt;La replica dell’ex pm ai “pregiudizi” di Salvatore Lupo e Giovanni Fiandaca&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Giorgio&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Bongiovanni&lt;/span&gt; e Lorenzo Baldo - 19 febbraio 2014&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Palermo&lt;/strong&gt;. Dopo la pubblicazione dei primi stralci del libro “&lt;em&gt;La mafia non ha vinto. Nel labirinto della trattativa&lt;/em&gt;”
 si sono innescate aspre polemiche nei confronti degli autori che sono 
arrivati a definire “legittima” la trattativa tra Stato e mafia in 
quanto avrebbe protetto “la vita dei cittadini”. Abbiamo chiesto all’ex 
pm del pool che ha istruito il processo sulla trattativa, &lt;strong&gt;Antonio Ingroia&lt;/strong&gt;, di sgombrare il campo da “letture frettolose e superficiali dei fatti storici”.&lt;br /&gt;




&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nel libro del giurista Giovanni Fiandaca e dello storico 
Salvatore Lupo “La mafia non ha vinto” secondo gli autori dopo 
l’omicidio Lima e la strage di Capaci sarebbe stato plausibile invocare 
lo “stato di necessità” perché lo Stato era sotto scacco, questo avrebbe
 quindi giustificato “eventuali interventi o decisioni extra legem del 
potere esecutivo”. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lei da magistrato si è occupato dell’indagine sulla trattativa come valuta queste osservazioni?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La
 tesi dei due autori sembra frutto di una lettura frettolosa e 
superficiale dei fatti storici e della sostanza giuridica del processo e
 dell’imputazione. Siccome si tratta di studiosi autorevoli: un giurista
 e uno storico che normalmente invece sono molto attenti, c’è da dire 
che questa approssimazione nella ricostruzione degli aspetti storici e 
giudiziari della vicenda è sintomatica di un pregiudizio. Lo stesso che 
anima una parte consistente dell’informazione, della politica e persino 
della magistratura. Bisogna anche chiedersi le ragioni di questo 
pregiudizio. Che sono decisamente molto allarmanti se ragioniamo sullo 
stato della democrazia del nostro Paese.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le ragioni di questo pregiudizio?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Una
 è rappresentata proprio dal rifiuto pregiudiziale di una magistratura 
che indaghi sull’inconoscibile. Di fatto c’è un’accettazione 
generalizzata da parte della stragrande maggioranza degli italiani (in 
misura diversa: o più viscerale o più raffinata), un vero e proprio 
rifiuto pregiudiziale che la magistratura abbia diritto ad accedere 
aldilà di alcuni limiti ritenuti invalicabili. Uno di questi limiti è 
quello relativo ad una presunta “ragione di Stato” che dovrebbe inibire 
l’azione giudiziaria di accertamento della verità. Ed è probabilmente 
l’identica matrice che ha ispirato anche il conflitto di attribuzione 
sollevato dal presidente della Repubblica. Non so se questo conflitto di
 attribuzione sia stato ispirato da altre ragioni più occulte che noi 
oggi non conosciamo pienamente, ma certamente c’è anche questa 
componente politico-culturale. Il secondo fattore che determina questo 
pregiudizio (che a sua volta scatena questa sorta di offuscamento e 
annebbiamento della usuale capacità di analisi e di approfondimento da 
parte di studiosi così acuti) è rappresentato da un certo conformismo 
nella lettura di vicende giudiziarie che si contrappone ad una verifica 
laica che andrebbe fatta per accertare se la verità giudiziaria, 
proposta da un ufficio giudiziario, ha un suo fondamento. E invece, in 
modo del tutto conformistico – nell’epoca del conformismo berlusconiano 
di cui, ahimè, anche Lupo e Fiandaca finiscono per essere contagiati – 
si arriva a dire che la magistratura fa determinate indagini per delirio
 di onnipotenza.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Di fatto lo stesso Fiandaca punta il dito sul pool che 
indaga sulla trattativa&amp;nbsp; reo a suo dire di avere un “pregiudiziale 
atteggiamento criminalizzatore”.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;L’atteggiamento 
“pregiudiziale” e “criminalizzatore” di Lupo e Fiandaca nei confronti 
della Procura di Palermo si spiega solo con la involontaria e 
disinteressata criminalizzazione. E questo è ancora peggio. Un conto è 
la criminalizzazione interessata della magistratura da chi vuole 
sfuggire alle indagini (come Berlusconi o i suoi sodali), un altro è 
invece quella non intenzionale e non interessata. Che è quella di Lupo e
 Fiandaca. Così come ho già accennato sono talmente infondate le 
affermazioni dei due autori che l’unica spiegazione di questa loro 
clamorosa ed erronea impostazione è quella del pregiudizio.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Entriamo nel merito delle questioni sollevate dagli autori del libro.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fiandaca
 e Lupo fanno una sovrapposizione di questione etica e di questione 
giuridico-giudiziaria. Che invece vanno tenute distinte. Da magistrato 
ritengo condannabile sul piano giuridico-giudiziario la condotta degli 
imputati di quel processo e ritengo eticamente condannabile la condotta 
degli uomini dello Stato che hanno trattato con la mafia. Ma le due cose
 le tengo ben distinte e separate. Partiamo dall’aspetto 
giuridico-giudiziario: nessuno è imputato in questo processo per il solo
 fatto di avere trattato con la mafia. Il processo ha diversi imputati: i
 mafiosi che hanno minacciato lo Stato per ottenere dei benefici (più 
volte noi l’abbiamo definita una sorta di “estorsione” nei confronti 
dello Stato) e anche gli uomini dello Stato che hanno aiutato i mafiosi a
 portare a destinazione la minaccia e a beneficiarne dei risultati. C’è 
una giurisprudenza di Cassazione, ormai consolidata, che sancisce che 
alla pari dell’estortore nei confronti del commerciante risponde dello 
stesso reato il concorrente in estorsione e cioè colui che svolge il 
ruolo di intermediario tra l’estortore e l’estorto. E questo nella 
misura in cui l’intermediario aiuta l’estortore a portare a compimento 
l’estorsione nei confronti del commerciante. Il commerciante – che è la 
vittima dell’estorsione – ha l’obbligo di dire la verità, e se non dice 
la verità viene incriminato per falsa testimonianza. E’ esattamente 
quello che abbiamo applicato nel processo in questione. Anche in questo 
caso – con le dovute specifiche – abbiamo il mafioso “estortore” che ha 
messo in atto un’estorsione di tipo politico-criminale; l’imprenditore 
viene rappresentato dallo Stato e dal Governo, mentre gli intermediari 
sono quegli uomini politici e quelli degli apparati che hanno svolto un 
ruolo di intermediazione. Quindi gli intermediari, così come rispondono 
di concorso in estorsione, per principio di uguaglianza devono 
rispondere di concorso nel reato specifico di minaccia nei confronti 
dello Stato. Il destinatario finale della minaccia, rappresentante del 
Governo, ha l’obbligo di dire la verità, se non la dice viene imputato 
di falsa testimonianza come è il caso di Nicola Mancino e di Giovanni 
Conso. Qui siamo di fronte ad un “ente criminale” che ha una tale forza 
intimidatoria da poter intimidire perfino lo Stato per commettere od 
omettere determinate cose. Parliamo di uno Stato e dei relativi 
provvedimenti legislativi o amministrativi –&amp;nbsp; da fare o da non fare – a 
favore della mafia.&amp;nbsp; Nel processo in questione si risponde propriamente 
di questo specifico reato e chi aiuta il minacciante risponde di 
concorso alle minacce. Di fatto, queste sono le imputazioni che 
riguardano i mafiosi del calibro di Riina, così come gli stessi Mori, De
 Donno, Subranni, Dell’Utri e Mannino. &lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Poc’anzi veniva citata anche la questione etica, qual è il punto nevralgico che deve essere focalizzato?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non
 è vero che la trattativa è stata fatta a fin di bene per salvare lo 
Stato e per salvare i cittadini in quanto lo Stato era in ginocchio. E 
non è vero che per ragioni di ordine pubblico tutto può essere 
giustificato. Questa è una trattativa che è nata per difendere la casta:
 una ristretta cerchia di uomini politici che erano stati condannati a 
morte dalla mafia. La mossa con cui viene istigata Cosa Nostra a farsi 
ancora più avanti con la minaccia (ricordiamoci quando Riina disse: “si 
sono fatti sotto”) si concretizza proprio quando lo Stato “si è fatto 
sotto” chiedendo cosa volesse in cambio la mafia. Ecco che si arriva al 
papello (questo, almeno, secondo la ricostruzione della Procura, sarà 
poi il processo a stabilire se sarà provata o meno) e al ruolo di 
Calogero Mannino. Lo stesso Mannino, completamente terrorizzato per le 
minacce ricevute, certamente non si muove per salvare i cittadini 
italiani, ma per salvare se stesso. Detto ciò è un errore proiettarsi 
nella vicenda delle mancate proroghe dei 41bis del ’93 sganciandola 
dall’origine del tutto. Quello che succede nel ’93 è l’adempimento di 
una sorta di cambiale che era stata firmata nel ’92, perché in quella 
stessa cambiale gli uomini politici in effetti sono stati salvati.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Salvati da chi?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Fino a quando non avremo
 la prova certa di chi furono i mandanti politici di quella trattativa –
 che certamente vi furono – non lo possiamo dire…&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E’ un dato oggettivo che questi mandanti politici vi furono…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certo.
 E’ impensabile che Mannino si sia mosso da solo, qui stiamo parliamo 
dei più alti vertici dello Stato. Allo stesso modo è impensabile che gli
 ufficiali dei carabinieri abbiano potuto fare tutto da soli. Ma tutta 
la verità non si è accertata per la semplice ragione che siamo rimasti a
 metà strada.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Secondo gli autori del libro invece “la scelta 
politico-governativa di fare concessioni ai mafiosi in cambio della 
cessazione delle stragi risulterebbe legittima perché legittimata, 
appunto, dalla presenza di una situazione necessitante che impone agli 
organi pubblici di proteggere la vita dei cittadini”.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Anche
 Fiandaca e Lupo cadono nella “trappola”&amp;nbsp; di credere che la trattativa 
sia stata fatta per salvare lo Stato. No! Per quanto riguarda il 41bis 
non c’è dubbio che c’è stata anche una componente contingente relativa 
alla questione dell’inasprimento di questo regime carcerario. Ci possono
 quindi essere state delle motivazioni contingenti sul fatto di 
“difendere” lo Stato. La trattativa, però, nel processo che si sta 
celebrando, viene vista in modo globale, non si può sezionare soltanto 
un fatto avvenuto nel ’93. Bisogna ricostruire l’intero arco temporale e
 la relativa concatenazione degli eventi. La trattativa nasce e mantiene
 quindi il marchio della sua origine: per difendere una casta che di 
fatto viene salvata. Ecco perché mi riferivo ad una cambiale firmata: i 
politici che dovevano essere uccisi vengono risparmiati, la strategia 
subisce una deviazione che trova sulla sua strada altre vite umane, a 
cominciare da Paolo Borsellino, fino alle vittime delle stragi del ’93.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Uno scenario decisamente agghiacciante…&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E’
 come dire che una classe dirigente, un ceto politico, ha messo sul 
piatto della bilancia altre vite umane, dandole in pasto alla mafia, per
 salvare se stesso. Quella classe dirigente è responsabile di queste 
stragi. Secondo me è innanzitutto responsabile sul piano etico, ma ci 
sono anche delle responsabilità penali. Che altre procure diverse da 
quella di Palermo dovranno accertare. Di fatto, chi fece sapere che 
Borsellino era un ostacolo alla trattativa (che è stata la causa 
scatenante per cui Borsellino è stato ucciso) non può non essere anche 
penalmente responsabile, perché non poteva non prevedere che la 
conseguenza sarebbe stata quella che venisse eliminato. E’ plausibile 
che lo stesso tipo di ragionamento si possa fare rispetto alle stragi 
del ’93.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;A suo parere l’accelerazione della strage di via D’Amelio
 è imputabile unicamente al fatto che Borsellino sia venuto a conoscenza
 della trattativa tra Stato e mafia e che si sia posto come ostacolo, o 
rientrava comunque all’interno di un piano di destabilizzazione ordito 
da quei poteri forti del “gioco grande”?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questa, 
purtroppo, fa parte delle domande a cui ancora oggi non ci sono 
risposte. Allo stesso modo dimostra la sconfitta della giustizia perché 
non siamo stati in grado di scoprire tutta la verità. Credo comunque che
 ci siano elementi per poter affermare con sufficiente certezza che 
Paolo Borsellino sia stato ucciso non solo per mano mafiosa, ma anche 
con complicità penalmente rilevanti di uomini dello Stato. Poi, se 
questo fosse preordinato dentro un disegno eversivo stabilizzante – non 
eversivo destabilizzante – per la tenuta del sistema criminale anche da 
parte di uomini dello Stato, è un’ipotesi più che plausibile, ed è 
quella sulla quale abbiamo costruito un’altra indagine denominata 
“Sistemi criminali”. Che però, fino ad oggi, non è purtroppo giunta al 
soglio probatorio tale da poter avviare un processo. Altrimenti si 
potrebbe ipotizzare che si tratta anche qui di una intenzionale 
corresponsabilità nell’uccisione di Borsellino, finalizzata 
semplicemente ad agevolare e preservare la trattativa, ma purtroppo non 
abbiamo le prove per dire quale fra le due opzioni sia quella 
convalidata. Anche se, a voler essere consequenziali, siccome la 
trattativa come sua finalità comunque aveva il mantenimento 
dell’assetto, di un patto di convivenza tra Stato e mafia, le due 
ipotesi non sono incompatibili tra loro.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Seguendo questo filo logico la scelta di trattare appare sempre più sventurata…&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Torno
 a ribadire il concetto iniziale: lo Stato italiano non ha mai trattato 
con la mafia per difendere cittadini inermi, è sempre intervenuta per 
difendere la casta. L’unico altro caso di trattativa, acclarato e 
accertato, è stato quello relativo al sequestro di Ciro Cirillo (ex 
assessore regionale ai lavori pubblici in Campania, rapito dalle Br nel 
1981, ndr) dove lo Stato si mosse ai più alti vertici per salvare un 
altro uomo politico. E’ purtroppo una storia che si ripete. La 
differenza è che in quel caso comunque la vita di quell’uomo politico 
non ha avuto come effetto immediato (lo avrà avuto se mai come effetto 
indiretto) il rafforzamento dell’associazione mafiosa e quindi altre 
morti. Nel caso specifico della trattativa Stato-mafia ha avuto un 
effetto immediato, da Borsellino in poi. E quindi mi chiedo in che 
misura dovremmo essere quasi grati a questi uomini dello Stato come 
sembrerebbe che Fiandaca e Lupo ci vogliono dire.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Di fatto gli stessi autori intitolano il loro libro in maniera del tutto ottimistica.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il
 titolo del libro è un altro falso storico: la mafia non ha vinto. 
Purtroppo non è così. L’unica cosa che posso concedere a Lupo e Fiandaca
 è che Riina non ha vinto. Ma hanno perso anche gli uomini dello Stato 
più intransigenti come Falcone e Borsellino che sono stati uccisi. E 
questo è un dato di fatto. E vero che alcune componenti del mondo 
mafioso hanno perso, Riina sicuramente sì, ma non si può dire lo stesso 
della mafia rappresentata da Provenzano. La mafia degli affari e della 
convivenza, così come la classe dirigente statale degli affari e della 
convivenza con la mafia è sopravvissuta e ha vinto. Quindi la trattativa
 ha vinto.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quindi, se Falcone e Borsellino hanno perso, in quel momento ha perso anche la parte sana del nostro Paese.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Se
 guardiamo quel periodo è stato così. La stagione della trattativa è 
quella in cui gli italiani intransigenti hanno perduto ed ha vinto 
l’Italia del compromesso e della trattativa. E’ una delle ragioni per le
 quali viene rifiutata questa verità, una verità pesante e dura. Ed è 
per questo che viene rifiutata quella stessa indagine che tenta di fare 
luce perché è come un pugno nello stomaco degli italiani. Per fortuna, 
però, insieme a Falcone e Borsellino non è morta quell’altra Italia. 
Paradossalmente, dal loro sacrificio quello spirito di intransigenza si è
 tramandato alle generazioni che sono venute dopo, a quelle dei giovani 
magistrati di quegli anni e a quei giovani (che in quella stagione erano
 bambini) che hanno individuato in Falcone e Borsellino modelli di 
riferimento e modelli di cittadini. Per cui oggi quell’Italia 
dell’intransigenza è ancora vivace e forte, ma non ha voce e potere, 
anche se è numerosa. La sconfitta dell’Italia dell’intransigenza che si è
 realizzata vent’anni fa non è stata di Falcone e Borsellino, ma nostra,
 degli altri che non sono riusciti a fare abbastanza scudo e sostegno 
nei loro confronti. La sovraesposizione di Falcone e Borsellino è stata 
anche alla fine isolamento e sconfitta in quel momento. Oggi diventa 
importante non ripetere lo stesso meccanismo. Non replichiamo lo stesso 
modello creando nuove sovraesposizioni e nuovi isolamenti, ecco perché 
bisogna operare non solo dentro la magistratura ma anche fuori, nel 
Paese e nella società, cercando di mettere insieme e organizzare 
quell’Italia dell’intransigenza. Quando riusciremo a dare i giusti 
diritti e il potere – nel senso migliore del termine – a questa Italia 
dell’intransigenza potremo fare vincere sia pure post-mortem Giovanni 
Falcone e Paolo Borsellino.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come vanno interpretate secondo lei le recenti “osservazioni” della Dna nei confronti del processo sulla trattativa?&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per
 pronunziarsi debitamente bisognerebbe leggere il contenuto integrale 
del documento della Dna. Prendo atto delle dichiarazioni del procuratore
 Roberti il quale ha affermato che non c’è nessun intento critico nei 
confronti della Procura di Palermo. Mi verrebbe da dire: ci mancherebbe!
 Sarebbe il colmo se dalla Dna venisse una critica anziché un sostegno a
 una posizione della procura su una vicenda così delicata che ha avuto 
già una convalida da parte del giudice dell’udienza preliminare con il 
rinvio a giudizio. Il passaggio che ho letto, riportato in qualche 
anticipazione di stampa, allude a nuovi problemi di natura giuridica 
fattuale posti al giudice. E’ vero che ci sono nuove problematiche 
giuridiche e che quel procedimento penale ha caratteristiche inedite 
nell’impostazione giuridica. La procura, però, non ha posto il problema,
 l’ha anche risolto, nel senso che aveva di fronte un fatto di cui 
valutare la rilevanza penale e ha valutato nella configurabilità di una 
fattispecie poco utilizzata. Immagino che la Procura di Palermo farà 
scuola su questa cosa e naturalmente suppongo che la Dna si adeguerà 
all’impostazione che la Procura ha assegnato. Allo stesso modo immagino 
che da parte della Procura nazionale antimafia non possa esserci nessuna
 volontà di smentire, ma si adeguerà e sosterrà la sua posizione. 
Sarebbe assurdo e paradossale il contrario.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Come va letta la condanna a morte di Totò Riina nei confronti di Nino Di Matteo intercettata nel carcere di Opera?&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La
 cosa va presa molto seriamente, a mio parere l’obiettivo&amp;nbsp; di Riina non è
 solo trasmettere la sua condanna a morte a Nino Di Matteo, ma si tratta
 di un messaggio rivolto a più destinatari. Il destinatario principale 
non è il popolo di Cosa Nostra, al quale manda comunque segnali di 
rassicurazione del fatto che lui è sempre il capo ed è in forma, bensì 
il mondo politico e i garanti della trattativa. Ed è proprio a costoro 
che lui si rivolge facendo capire che è stanco e stufo di pagare per 
tutti. Ecco allora che dimostra di essere alquanto arrabbiato nei 
confronti di Nino Di Matteo perché quest’ultimo rappresenta lo Stato che
 sta facendo fare a Riina la figura di un pupo manovrato dalle mani di 
oscuri manovratori rimasti fuori scena. E quindi Riina afferma: “voi 
siete fuori scena, sto pagando io per voi, sono arrabbiatissimo con Di 
Matteo, ma indirettamente lo sono con voi”. Nei confronti di questi 
oscuri personaggi Riina ha un’unica arma, che non è il tritolo, ma è la 
verità. E’ chiaro che Riina non racconterà mai tutta la verità in quanto
 è contrario al Dna di Cosa Nostra, ma tutti sanno che lui può trovare 
mille canali e mille strumenti per far conoscere la verità in modo 
diretto sulle stragi e sulla trattativa. Ho già detto che questo per me è
 una sorta di nuovo papello di Riina. D’altra parte quando Riina si 
riferisce a Napolitano che non vuole andare a testimoniare o comunque 
sta cercando di evitare quell’audizione (a suo modo gli esprime 
“solidarietà”), e ugualmente fa delle dichiarazioni di vendetta nei 
confronti dell’ex premier Silvio Berlusconi, è alquanto indicativo. Non 
dimentichiamo che secondo la nostra ricostruzione Berlusconi è quello 
che alla fine aveva chiuso la trattativa e si era assunto su di sé la 
responsabilità dell’adempimento degli impegni che lo Stato aveva preso 
con la mafia. Allo stesso modo nelle parole del boss di Cosa Nostra c’è 
anche un riferimento velato a Renato Schifani (in modo molto più 
esplicito di quanto non abbia mai fatto fino ad oggi). Non dimentichiamo
 anche che quella che stiamo attraversando è una fase politica di 
passaggio e di transizione. All’inizio di ogni nuova Repubblica c’è 
sempre stata una trattativa. C’è quindi questa minaccia latente di 
ricominciare un’eventuale strategia stragista, possibilmente iniziando 
con un magistrato, per poi continuare con i politici (come si è fatto la
 scorsa volta colpendo magistrati e politici indifferentemente), 
altrimenti non resta che mettersi attorno a un tavolo per ricontrattare 
un nuovo patto.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il problema è che nel frattempo qualcuno può raccogliere quest’ordine a livello militare…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certamente.
 Quando entra in circuito qualcosa di così grave, così mediaticamente 
enfatizzato, è come una pallina di flipper che schizza via, ed è 
difficile prevedere che tipo di reazione a catena provocherà. E questo 
perché siamo dentro una fase magmatica all’interno del mondo politico 
e&amp;nbsp;&amp;nbsp; all’interno del mondo criminale. Il rischio è che ci possano essere 
fughe in avanti anche dentro le organizzazioni criminali. Insomma ci 
possono essere tante variabili, così come giochi di rimbalzo dentro il 
mondo più torbido dei Servizi segreti “deviati”, della Massoneria 
“deviata” e via dicendo che, in un gioco di sponda, vogliono attribuire a
 Riina la responsabilità di un eventuale evento stragista. Si sta 
surriscaldando talmente tanto l’atmosfera che la tentazione del “botto” 
può quindi esserci.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A tutt’oggi resta immutata la domanda se le stragi del 
‘93 potevano essere evitate, allo stesso modo però si aggiunge un 
interrogativo ancora più lacerante e cioè se lo Stato “voleva” evitare 
quelle stragi o se invece le riteneva “necessarie”. Che idea si è fatto a
 proposito?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io penso che potevano essere evitate e 
qualcuno dentro lo Stato le ha consapevolmente provocate, non so se 
addirittura con lo specifico dolo, cioè con la specifica premeditazione.
 La questione è se ci fu addirittura premeditazione, o se fu soltanto 
consapevole determinazione delle stragi.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A fine anno lei rientrerà ufficialmente nel processo 
sulla trattativa nella sua nuova veste di avvocato di parte civile&amp;nbsp;per 
l’associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili, cosa 
rappresenta questa ulteriore tappa a livello professionale e umano?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Aspetto
 con ansia questo momento perché considero quel processo anche una mia 
creatura (che ormai è diventata adulta e quindi si può reggere sulle sue
 gambe), e come sempre si ha voglia di stare vicino alle proprie 
creature ed assisterle. Al di là di questo aspetto quasi affettivo che 
inevitabilmente ciascuno di noi ha nei confronti degli impegni 
professionali (che in questo caso sono anche etici e morali) che 
assorbono le proprie energie e il proprio tempo, c’è anche la 
convinzione di potere dare un modesto contributo all’accertamento della 
verità. Un contributo effettivo in un momento clou come certamente è la 
sede dibattimentale, dove il pubblico ministero può essere aiutato dalle
 altre parti, soprattutto dalle parti civili che hanno lo stesso suo 
interesse all’accertamento della verità, in un momento neutro e 
imparziale come quello davanti a un giudice peraltro autorevole come 
questa Corte d’assise che se ne sta occupando.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Da qualche tempo lei è anche l’avvocato della famiglia 
Manca, insieme all’avv. Repici. In questi anni la famiglia di Attilio 
Manca si è sempre battuta per cercare la verità sulla morte del proprio 
congiunto. Una morte che sotto molti aspetti pare legata alla latitanza 
di Bernardo Provenzano. Lo scorso 3 febbraio si è arrivati al rinvio a 
giudizio per Monica Mileti, unica imputata per la morte del giovane 
urologo. Quali sono gli spunti investigativi dai quali si deve ripartire
 e quali prospettive ci sono per arrivare ad una verità giudiziaria?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto
 bisogna individuare due aspetti: i perché della verità apparente e i 
contorni della verità occultata. I perché della verità apparente 
riguardano i depistaggi. Che sono evidenti e vanno verificati fino in 
fondo. Poi bisogna capire perché si sono determinati; individuare il 
movente del depistaggio può servire anche a fare luce sulla verità 
occultata. Secondo dato sul quale concentrarsi nella verità occultata è 
il viaggio in Francia di Attilio Manca, perché non c’è dubbio che gli 
indizi sono così tanti relativamente alla coincidenza del viaggio con 
quello parallelo di Bernardo Provenzano che diventa una chiave per 
chiarire il mistero. Questa indagine in realtà non è mai stata fatta da 
nessuno, è stato ricostruito il viaggio in Francia di Provenzano, ma non
 si è mai indagato su quello di Attilio, credo che la cosa principale 
sulla quale approfondire sia proprio questa.&lt;br /&gt;

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Recentemente ha detto che, al di là di alcuni errori 
commessi, è persuaso comunque di fare la cosa giusta per il suo Paese. 
Cosa significa “fare la cosa giusta” in un Paese alla deriva come il 
nostro?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Credo che per chi come me ha dedicato tutta la 
propria vita e il proprio impegno ad un ideale di giustizia attraverso 
strumenti e interessi – per 25 anni e più da magistrato, oggi da 
avvocato ma anche in un’attività politica nella società civile che 
guarda soprattutto alla riaffermazione del sentimento di giustizia – 
significa provare a servire ancora questo ideale cercando di mettere in 
piedi un Paese che ha purtroppo la sua nota caratteristica al contrario 
dell’ingiustizia. L’Italia è un Paese profondamente ingiusto sotto tutti
 i profili: ingiustizia legislativa, giuridica, giudiziaria, economica, 
sociale, ambientale e perfino fiscale. Vi sono ingiustizie di ogni 
genere. Si sono determinate troppe ingiustizie, soprattutto nei 
vent’anni del berlusconismo, che hanno dato spazio a veri e propri 
disvalori: quello dell’illegalità, dell’impunità e dei privilegi 
antitetici al concetto di giustizia. Credo quindi che occorra l’impegno 
di tutti per cercare di rimettere questo Paese in piedi. Non bastano dei
 piccoli accorgimenti, neppure gli impegni anche importanti di singoli 
individui. Occorre creare un senso di comunità, una collettività ampia 
di questa parte dell’Italia dei giusti e degli onesti che deve tornare a
 non essere schiacciata, ma padrona del suo Paese.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/6020484548415038734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/ingroia-lo-stato-ha-trattato-con-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/6020484548415038734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/6020484548415038734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/ingroia-lo-stato-ha-trattato-con-la.html' title='Ingroia: “Lo Stato ha trattato con la mafia per difendere la casta”. '/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-5371276372656949571</id><published>2014-03-01T00:42:00.003-08:00</published><updated>2014-03-01T00:42:51.895-08:00</updated><title type='text'>Francesco Di Carlo: l’ombra di La Barbera, il ruolo di Dell’Utri e il sequestro di Aldo Moro </title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;contentheading clearfix&quot;&gt;
  &lt;a class=&quot;contentpagetitle&quot; href=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/2014022748111/primo-piano/francesco-di-carlo-lombra-di-la-barbera-il-ruolo-di-dellutri-e-il-sequestro-di-aldo-moro.html&quot;&gt;
  &lt;/a&gt;
 &lt;/h1&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: maroon;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img alt=&quot;moro-dellutri-la-barbera-eff&quot; height=&quot;180&quot; src=&quot;http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/politici/moro-dellutri-la-barbera-eff.jpg&quot; style=&quot;border: 1px solid #e1e0e0; float: left; margin-right: 10px;&quot; width=&quot;330&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;strong&gt;di Lorenzo Baldo - 27 febbraio 2014&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nei verbali di Rosario Naimo l’ordine di Riina di uccidere Rudolph Giuliani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Palermo.&lt;/strong&gt;
 “Prima avevo paura di raccontare le cose che sapevo, erano tempi 
diversi. C’era un accanimento contro i pentiti, avevano fatto le leggi 
contro i collaboratori... Per questo ci sono andato coi piedi di piombo.
 Ora i tempi sono invece cambiati, perchè finalmente si comincia a 
volere mettere le cose al loro posto per la ricerca della verità”. Non 
ha remore l’ex boss di Altofonte, Francesco Di Carlo, a spiegare le 
ragioni per le quali ha fatto solo ora certe rivelazioni sul suo 
incontro con esponenti dei Servizi segreti, avvenuto in Inghilterra, nel
 carcere di Full Sutton intorno al 1988. Questa volta ad ascoltarlo 
sugli spalti dell’aula Bunker, oltre a diversi esponenti della “Scorta 
civica”, ci sono anche decine di studenti del liceo linguistico 
“Cassarà” e del liceo scientifico “Galilei” di Palermo. Proprio nella 
scorsa udienza, nel racconto del pentito, era emerso un nome mai detto 
prima: Arnaldo La Barbera.&lt;br /&gt;




“Quando ero agli arresti in Inghilterra – aveva raccontato l’ex boss 
di Altofonte –, prima dell&#39;attentato all&#39;Addaura, in carcere mi vennero a
 trovare tre persone. Uno di questi si presentò come Giovanni e mi disse
 che mi portava i saluti di Mario (un altro soggetto appartenente ai 
servizi segreti). Mi hanno chiesto un contatto con i corleonesi di Totò 
Riina. Mi dissero &#39;Ci devi fare avere un contatto a Palermo con i 
corleonesi. A noi ci interessa il ramo politico di certe situazioni&#39;. 
Volevano mandare via Falcone da Palermo perché stava facendo la Dia e la
 Procura nazionale. Mi raccontavano che i politici erano preoccupati, 
che ne dicevano di tutti i colori perché Falcone voleva indagare su 
tutto e mettere tutti sotto processo. Loro volevano soltanto mandarlo 
fuori e per fare qualcosa in Sicilia volevano avere le spalle coperte”. 
Di fatto Di Carlo viene condannato nel 1987 (insieme a cinque complici) 
per aver importato in Inghilterra eroina e cannabis per un valore di 180
 miliardi di vecchie lire. Detti soggetti avevano riferito che in Italia
 vi erano personaggi che già stavano lavorando per eliminare Giovanni 
Falcone. “Non mi parlarono di uccisione, ma di qualche provocazione – 
aveva spiegato il pentito – dissi loro di non commettere cose che non 
potevano fare perché conoscevo Riina e come avrebbe risposto ad una cosa
 del genere”. Il collaboratore aveva già riferito d&#39;avere deciso di 
mettere i suoi interlocutori in contatto con l&#39;esattore delle tasse 
siciliane (appartenente a Cosa Nostra), Ignazio Salvo. “Gli feci anche 
il nome di Vito Ciancimino, ma ‘Giovanni’ (uno dei tre funzionari) non 
volle avere a che fare con Vito Ciancimino, perché era in contatto con i
 carabinieri”. Alla domanda degli inquirenti se poi effettivamente 
l&#39;incontro ci fosse stato con Ignazio Salvo la risposta era stata 
affermativa: “Sì, mi è stato confermato da “Giovanni”, che mi ringraziò 
tempo dopo ed era tutto contento”. Ma chi erano gli altri due uomini dei
 servizi vicino al misterioso “Giovanni”? Ed è qui che Di Carlo aveva 
fatto una vera e propria rivelazione. “Uno, ho capito che si trattava di
 un agente dei servizi inglese. Un altro, che ‘Giovanni’ mi aveva detto 
faceva il suo stesso lavoro, l&#39;ho riconosciuto tempo dopo vedendo una 
foto sui giornali. Era Arnaldo La Barbera”. Ripercorrendo le tappe più 
importanti della “carriera” mafiosa di Francesco Di Carlo i pm Di Matteo
 e Teresi hanno quindi chiesto al collaboratore di raccontare nuovamente
 episodi specifici nei quali era stato protagonista. Ecco allora che si è
 tornati a parlare della riunione del 1980, nella quale si era discusso 
del mancato “Golpe Borghese”, che aveva visto la partecipazione tra gli 
altri di Salvo Lima, del generale Santovito e dell’avvocato Guarrasi.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;Il cugino Gioè&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Di Carlo aveva già raccontato che 
in uno degli incontri avuti con uomini dei Servizi lui stesso aveva 
indicato suo cugino, Nino Gioè, quale persona che poteva essere loro 
utile. “Poi so che si sono incontrati – aveva specificato agli 
inquirenti –. Lui (Gioè, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;) mi disse: ‘Hanno mezza Italia 
nelle mani, possiamo fare tante cose’. Io avevo avuto per amico un 
generale che comandava i servizi segreti (il generale Santovito, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;.)
 a Roma. Era una persona perbene, però era il capo dei Servizi segreti. 
Perciò capivo un po’ di Servizi e quello che c’era sotto. E allora mio 
cugino cercavo di guidarlo: ‘Sì, fanno favori, però vedi che al minuto 
opportuno scaricano, stai attento sempre’. L’unica cosa che potevo dire 
era questa. Non lo so si era poi esposto tanto, perché l’ultima volta 
che l’ho sentito, Nino era molto preoccupato. Poi l’hanno arrestato e ha
 fatto la fine che ha fatto”. Il 29 luglio 1993 Antonino Gioè veniva 
trovato “suicidato” con modalità del tutto anomale. “Fu un vero suicidio
 – si era domandato il pm Luca Tescaroli nella requisitoria al processo 
per la strage di Capaci – o una morte procurata per impedire una 
collaborazione con possibili effetti destabilizzanti su apparati deviati
 dello Stato? E al riguardo va ricordato che Gioè non è stato solo colui
 che venne in contatto con i personaggi indicati da Di Carlo, ma è stato
 il soggetto che aveva avviato quella sorta di trattativa durante la 
fase preparatoria della strage di Capaci avente ad oggetto il recupero 
di opere d’arte di provenienza furtiva, a fronte di benefici carcerari 
per boss mafiosi, quello stesso Bellini che insufflò l’idea in seno a 
Cosa Nostra, già nel corso del 1992, di colpire i beni appartenenti al 
patrimonio della nazione (la Torre di Pisa) e che risultò in contatto 
con appartenenti al Nucleo tutela del patrimonio artistico dei 
carabinieri prima, e con ufficiali del Ros e della Dia, poi”.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;Il ruolo di Marcello Dell’Utri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un’ampia parentesi
 è stata quindi dedicata alla figura dell’ex senatore di Forza Italia, 
Marcello Dell’Utri, e ai suoi rapporti con Francesco Di Carlo. “Ho 
conosciuto Marcello Dell&#39;Utri agli inizi degli anni Settanta – ha 
specificato l’ex boss –. Eravamo giovani, a Palermo. Mi pare di averlo 
incontrato la prima volta con Tanino Cinà, (Gaetano Cinà, definito dalla
 sentenza di condanna di I° grado “l’intermediario di alto livello fra 
l’organizzazione mafiosa e gli ambienti imprenditoriali del Nord”, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;)
 che era fratello di un affiliato a Cosa Nostra”. Già nel 1998 le 
dichiarazioni dello stesso Di Carlo (confluite nel processo Dell’Utri) 
avevano sortito l’effetto di illustrare il “ruolo” strategico del 
braccio destro dell’ex premier Silvio Berlusconi. “Siamo alla fine degli
 anni ’80 – aveva raccontato Di Carlo –. Dico a mio fratello Giulio: ‘Ci
 parli con Tanino che parla con Dell’Utri per sistemare un ragazzo che 
io conosco...’ Poi mio fratello mi parla per telefono, e io ci ho detto:
 ‘Ci sei andato?’. E lui mi dice: ‘Senti qua, vedi che sia Cinà sia 
Dell’Utri c’hanno ‘u patri ora’. In Cosa Nostra significa tutto. Hanno u
 patri, mica ci posso andare così, devo fare un’altra strada. In Cosa 
Nostra significa che sono stati combinati. (...) Quando l’ho visto in 
televisione, ma questa è una cosa mia, il Signor Dell’Utri, che prima si
 era un po’ variato, uno di Cosa Nostra non può variare di una parola 
contro un altro di Cosa Nostra e poi si riprende dicendo pubblicamente, 
girando la faccia nei microfoni che lui si avrebbe preso ancora il caffè
 con Mangano ed è un amico suo, sia il Cinà e sia Mangano, ho detto 
allora è Cosa Nostra. (...) Comunque quando uno deve fare chiarezza, 
deve fare chiarezza; e ho deciso. Dire un punto che non avevo mai 
parlato. E non è fantasia mia, perché di Cosa Nostra me ne intendo. Non 
temo nessuno che mi può contrastare nelle regole di Cosa Nostra”. Una 
particolare attenzione è stata data alla riunione del 1974 a Milano, 
negli uffici della Edilnord di Berlusconi, tra i capi della Fininvest, 
dell’Edilnord e i capi della mafia, che all’epoca erano Stefano Bontate e
 Mimmo Teresi. Lo stesso Di Carlo era presente a quell’incontro; 
attraverso le domande del procuratore aggiunto Teresi è stato quindi 
possibile rivivere quel summit. “Ci vedemmo con Marcello Dell&#39;Utri in un
 ufficio in attesa di incontrare Berlusconi. Dopo pochi minuti arrivò 
questo costruttore, Silvio Berlusconi. Ci salutò tutti con una stretta 
di mano”. Decisamente molto chiaro il commento dell’ex boss di Altofonte
 su Vittorio Mangano: “Ma quale stalliere di Arcore, Vittorio Mangano 
era un &#39;soldato&#39; di Cosa nostra, attento alla sicurezza della famiglia 
Berlusconi...”.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;Il sequestro Moro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Prima di concludere l’udienza 
l’avvocato Ettore Barcellona (parte civile per il “Centro Studi Pio La 
Torre”) ha chiesto alcune delucidazioni sul rapimento del presidente 
della DC, Aldo Moro. “Ricordo che c’è stato subito un ‘movimento’ per 
vedere se ai politici interessava che facevamo qualcosa”, ha replicato 
Di Carlo specificando che comunque “Cosa Nostra non fa niente per 
niente…”. “Mi ricordo che sono stati chiamati Giovanni Gioia, Salvo Lima
 e qualcun altro – ha specificato poi –. Abbiamo detto loro se dovevamo 
intervenire per far liberare Moro. Michele Greco mi aveva fatto parlare 
con il generale Santovito che già dirigeva i Servizi a Roma. Ma i 
politici ci avevano fatto sapere che a loro non interessava, perché 
puntavano a fare pressione alle brigate rosse in carcere…”. “Quando 
parlo con Santovito mi dice: ‘la cosa è più complicata, ringrazia 
Michele Greco… un giorno ti spiegherò…”.&lt;br /&gt;

&lt;strong&gt;I verbali depositati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La Procura di Palermo ha 
depositato agli atti del processo nuove dichiarazioni di due 
collaboratori di giustizia: Fabio Tranchina e Rosario Naimo. Di entrambi
 i pentiti i pm hanno chiesto l&#39;esame in aula. Tranchina, ex autista di 
Giuseppe Graviano, ha raccontato agli inquirenti le confidenze ricevute 
dai boss di Brancaccio dopo l&#39;arresto di Totò Riina su determinati 
impegni presi da Cosa Nostra e sulle rassicurazioni in merito a 
modifiche della legislazione antimafia. Per quanto riguarda Naimo, ex 
uomo d’onore della famiglia di San Lorenzo, il pm Di Matteo ha spiegato 
che dovrà riferire “sulle confidenze e sulle preoccupazioni di Antonino 
Cinà nel periodo compreso tra le stragi del &#39;92 e sui compiti 
affidatigli in quei mesi dai vertici di Cosa Nostra”. Dalle prime 
indiscrezioni pubblicate su Livesicilia è emerso che lo stesso Naimo 
(che per anni ha vissuto negli Sati Uniti) aveva ricevuto la visita di 
un mafioso siciliano, Benedetto Villico, che gli aveva portato un 
messaggio di Totò Riina da consegnare ai boss italoamericani Gambino. 
Nella lettera si ordinava l&#39;omicidio dell’ex “procuratore di ferro” 
Rudolph Giuliani. Di fatto Naimo aveva fatto sapere a Riina di essere 
contrario al piano perché, in America, le conseguenze a un omicidio 
simile sarebbero state gigantesche. Prossima udienza giovedì 6 marzo per
 la conclusione dell’esame di Francesco Di Carlo.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/5371276372656949571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/francesco-di-carlo-lombra-di-la-barbera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5371276372656949571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5371276372656949571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/03/francesco-di-carlo-lombra-di-la-barbera.html' title='Francesco Di Carlo: l’ombra di La Barbera, il ruolo di Dell’Utri e il sequestro di Aldo Moro '/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-4709521074195706992</id><published>2014-01-29T14:49:00.003-08:00</published><updated>2014-01-29T14:49:15.501-08:00</updated><title type='text'>Gustavo Zagrebelsky sostiene la lista Tsipras/Spinelli</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
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   Gustavo Zagreblsky appoggia la lista Tsipras, il cartello 
elettorale della società civile da presentare alle prossime europee in 
appoggio alla candidatura del leader di Syriza alla presidenza della 
Commissione UE. Il presidente emerito della Corte Costituzionale, 
presidente onorario dell’associazione “Libertà e Giustizia” ed 
editorialista de “La Repubblica”, ha aderito all’iniziativa promossa da 
Barbara Spinelli, Andrea Camilleri, Paolo Flores D’Arcais,&amp;nbsp;Luciano 
Gallino, Marco Revelli e Guido Viale. Zagrebelsky evidenzia in un 
commento scritto &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/gustavo-zagrebelsky-aderisce-alla-lista-tsipras-della-societa-civile/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;per il sito di “Micromega”&lt;/a&gt;
 come la lista Tsipras e la candidatura del leader di Syriza alla 
presidenza della Commissione rappresentino la scossa necessaria per 
ripensare l’attuale Unione Europea, che sta tradendo gli ideali di 
giustizia e pace per cui è stata creata a causa del dominio della 
finanza. Ecco il post completo del presidente emerito della Corte 
Costituzionale sul suo appoggio alla lista Tsipras/società civile.&lt;br /&gt;

L’Europa ha smarrito gli ideali originali, tradendo la volontà degli 
stessi Padri costituenti. Prima che muoia del tutto, è necessaria una 
“scossa”. Per questo aderisco all’appello per la costruzione di una 
lista autonoma e della società civile che sostenga Alexis Tsipras alla 
Presidenza della Commissione di Bruxelles.&lt;br /&gt;

Dietro tale candidatura non si cela il rifiuto dell’Europa o il 
dilagante e pericoloso euroscetticismo invocato da forze nazionaliste e 
xenofobe, ma il ritorno ai veri valori dell’Europa, quella dei 
cittadini, dei diritti, dell’ambiente. Un’idea di comunità di popoli 
legati ad una cultura e solidarietà, con un ruolo centrale nella 
politica mondiale. In contrapposizione all’Europa attuale: della 
finanza, della Troika, che impoverisce e strangola i Paesi in nome 
dell’austerity e del rigore. Siamo alla smentita più clamorosa dei 
principi marxisti secondo i quali da un sistema economico si genererebbe
 sempre una sovrastruttura politica.&lt;br /&gt;

Viviamo invece in un’Europa in cui il sistema finanziario è fuori da 
qualunque controllo politico, si autogoverna. Senza alcun freno o 
limite. Così, la cittadinanza europea si sta sgretolando diktat dopo 
diktat e, di questo passo, l’illusione e il risentimento nei confronti 
delle istituzioni europee è destinato ad aumentare. Inoltre, da 
costituzionalista, aggiungo la seguente considerazione: l’Italia ha 
aderito all’Unione Europea in base all’articolo 11 della nostra Carta, 
il quale – nella seconda parte – consente la cessione di “pezzi” della 
propria sovranità in favore di istituzioni sovranazionali che si pongono
 lo scopo di creare un’integrazione sempre più stretta tra i popoli.&lt;br /&gt;

Ma la cessione di sovranità è subordinata a due principi: la pace e 
la giustizia. In questa nostra Europa, così costruita, pare palese che 
tali valori stiano venendo meno. Quando parlo di “guerra” mi riferisco 
ovviamente non ad operazioni militari (per fortuna scongiurate nel 
Continente) bensì allo strapotere della finanza che per propri interessi
 ed equilibri sta assoggettando intere nazioni.&lt;br /&gt;

Nelle istituzioni europee va reintrodotta linfa culturale, l’amore 
per un’altra idea di Europa e quell’energia politica del progetto 
originario d’unità nato a Ventotene dopo la II Guerra Mondiale. Dobbiamo
 ritornare a poter dire con orgoglio di essere “cittadini europei”. Per 
questo sostengo la lista Tsipras. Prima che sia troppo tardi.&lt;br /&gt;

&lt;br /&gt;

        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/4709521074195706992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/gustavo-zagrebelsky-sostiene-la-lista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/4709521074195706992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/4709521074195706992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/gustavo-zagrebelsky-sostiene-la-lista.html' title='Gustavo Zagrebelsky sostiene la lista Tsipras/Spinelli'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-8957710024040796324</id><published>2014-01-29T02:16:00.002-08:00</published><updated>2014-01-29T02:16:14.825-08:00</updated><title type='text'>Luciano Canfora: la truffa dell’Italicum divide la società in due come dice Karl Marx</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
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   Il professor Luciano Canfora, filologo classico tra i più 
prestigiosi dell’università italiana, prende una posizione fortemente 
critica nei confronti dell’Italicum, la nuova legge elettorale voluta da
 Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Canfora propone un paragone ardito, 
ovvero che la riforma del sistema di voto abbia come esito una 
spaccatura della società tra due blocchi, simile a quella tra 
capitalisti contro proletari preconizzata da Karl Marx, in un’intervista
 condotta da Mario Ajello sul “Messaggero” di mercoledì 29 gennaio. “La 
storia invece è andata in maniera opposta, e ci è stato detto e ridetto 
che le società moderne sono complesse e frastagliate. Dunque, dovremmo 
dare voce a tutta la complessità del corpo sociale, politico e 
culturale. Viene recuperato Marx, per semplificare lo scenario 
elettorale. Ma le assurdità non finiscono qui”. Per Canfora è assurdo 
che Renzi si sia sottomesso agli ordini di Silvio Berlusconi sulle 
preferenze, così come è altrettanto sbagliato che i parlamentari del 
Partito Democratico abbiano accettato di subire il diktat del loro 
segretario ritirando gli emendamenti migliorativi alla legge. Secondo il
 professor di Filologia classica questo comportamento dei deputati 
democratici sembra in malafede, come se non avessero mai creduto in 
quello che facevano per modificare l’Italicum. Canfora dà ragione a 
Sartori quando ribadisce che bisogna respingere i trucchi elettorali 
introdotti per trasformare le minoranze in maggioranze, evidenziando 
come in relazione alla cosiddetta “legge truffa” della Dc si possa 
definire l’Italicum una truffa aggravata. “Bisogna smettere di 
escogitare leggi elettorali, più o meno alchemiche, fondate sul 
presupposto seguente: siccome prevedo il risultato, devo provvedere a 
truccarlo”. Luciano Canfora si contrappone infine alla litania contro i 
“partitini”, ribadendo come nella storia repubblicana le formazioni 
politiche minori, come il Pri di La Malfa, svolsero funzioni importanti 
nel contrasto al tentativo egemonico della Dc. Canfora riutilizza una 
metafora marxista quando rimarca come l’Italicum esprima un 
“renzismo-leninismo” volto ad annullare tutto ciò che a sinistra del PD.
 Il filologo classico, in passato candidato dei Comunisti europei alle 
elezioni europee, apprezza invece la legge elettorale uscita dalla 
Consulta, definita “perfetta”, che prevede preferenze e una soglia di 
sbarramento al 4% per temperare la ripartizione proporzionale dei seggi.&lt;br /&gt;

        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/8957710024040796324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/luciano-canfora-la-truffa-dellitalicum.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/8957710024040796324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/8957710024040796324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/luciano-canfora-la-truffa-dellitalicum.html' title='Luciano Canfora: la truffa dell’Italicum divide la società in due come dice Karl Marx'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-4901910658375273384</id><published>2014-01-29T02:13:00.003-08:00</published><updated>2014-01-29T02:13:48.316-08:00</updated><title type='text'>Spazzati via i vecchi potenti della Curia</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 class=&quot;pa-articolo-title square-art-news&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;h2 class=&quot;pa-articolo-astract&quot;&gt;
Il Papa vuole 
limitare il potere dei prelati italiani che per anni hanno fatto il 
bello e il cattivo tempo. Per questo si è mosso subito con decisione. 
Creando non poche tensioni.&lt;/h2&gt;
&lt;div class=&quot;article-1-image&quot;&gt;
    
    &lt;img alt=&quot;Spazzati via i vecchi potenti della Curia&quot; class=&quot;per-approfondire-gallery-main-image&quot; height=&quot;382&quot; src=&quot;http://www.panorama.it/images/news/p/spazzati-via-i-vecchi-potenti-della-curia/24182091-1/Spazzati-via-i-vecchi-potenti-della-Curia_h_partb.jpg&quot; width=&quot;638&quot; /&gt;
    
    
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&lt;span&gt;Tag:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;                                               
                                          &lt;a class=&quot;js-tag-netinsight&quot; href=&quot;http://www.panorama.it/tags/Bagnasco&quot; title=&quot;Bagnasco&quot;&gt;Bagnasco&lt;/a&gt;
            
                                                            
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              &lt;a class=&quot;js-tag-netinsight&quot; href=&quot;http://www.panorama.it/tags/Papa+Francesco&quot; title=&quot;Papa Francesco&quot;&gt;Papa Francesco&lt;/a&gt;
            
                          &lt;/div&gt;
&lt;h5 class=&quot;autore-articolo&quot;&gt;
   di 
        &lt;a href=&quot;http://www.panorama.it/autore/Ignazio-Ingrao&quot; title=&quot;Ignazio Ingrao &quot;&gt;Ignazio Ingrao &lt;/a&gt;
   &lt;/h5&gt;
Venerdì 13 settembre 2013: il presidente della Cei &lt;b&gt;Angelo Bagnasco&lt;/b&gt;
 è a Torino per la Settimana sociale dei cattolici italiani. Seduto in 
prima fila al Teatro Regio ascolta l’intervento del premier, &lt;b&gt;Enrico Letta&lt;/b&gt;.
 A prima vista è una giornata memorabile: una rinnovata alleanza fra 
trono e altare, tra i vertici della Chiesa italiana e il capo del 
governo, il postdemocristiano Letta. Le lancette dell’orologio sembrano 
tornate indietro di vent’anni. Ma è solo un’illusione ottica. E Bagnasco
 lo sa bene. Sei mesi prima è salito sul soglio di Pietro &lt;b&gt;Jorge Mario Bergoglio&lt;/b&gt;. Sconfitto l’arcivescovo di Milano, &lt;b&gt;Angelo Scola&lt;/b&gt;, candidato della Cei, di &lt;b&gt;Camillo Ruini&lt;/b&gt; e di una parte dei curiali italiani.&lt;br /&gt;
Per
 Papa Francesco la Cei è accomunata in quel giudizio negativo 
sull’italianità che, a detta dell’intero conclave, ha guastato la Curia 
con scandali e veleni. A 150 anni dalla fine dello Stato pontificio, il 
Papa argentino vuole seppellire definitivamente il potere temporale 
della Chiesa. Lontani dalla politica e vicini alla gente, soprattutto ai
 poveri, questo chiede Bergoglio ai vescovi italiani. Bagnasco si sente 
mancare la terra sotto i piedi. In pochi mesi ha visto sgretolarsi tutta
 la filiera genovese che durante il pontificato di Benedetto XVI ha 
tenuto in pugno i vertici della Chiesa: l’arcivescovo di Genova alla 
presidenza della Cei, il suo predecessore, &lt;b&gt;Tarcisio Bertone&lt;/b&gt;, segretario di Stato, il conterraneo &lt;b&gt;Mauro Piacenza&lt;/b&gt; alla Congregazione per il clero, l’ex vescovo di Savona, &lt;b&gt;Domenico Calcagno&lt;/b&gt;,
 presidente dell’Amministrazione del patrimonio. Perciò mentre Letta 
parla dal palco, Bagnasco in platea medita un colpo di scena. Poco dopo,
 a sorpresa, riunisce la presidenza della Cei: ci sono il segretario 
generale, &lt;b&gt;Mariano Crociata&lt;/b&gt;, e i tre vicepresidenti &lt;b&gt;Gualtiero Bassetti&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Cesare Nosiglia&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Agostino Superbo&lt;/b&gt;.
 Bagnasco propone di inviare al Papa una lettera di dimissioni 
dell’intera presidenza. Un modo per ricompattare i vertici della Chiesa,
 sperando di vedersi riconfermati in blocco. I vicepresidenti sono 
perplessi: mentre Bagnasco e Crociata sono stati scelti da Benedetto 
XVI, gli altri sono stati eletti dall’assemblea e non vorrebbero fare un
 passo indietro. Alla fine il cardinale convince anche i suoi vice. Però
 sottovaluta il filo diretto che uno di loro, Bassetti, ha con il Papa. 
Quando Bagnasco arriva al palazzo apostolico, il Papa già sa tutto e 
respinge le dimissioni, ma pone due condizioni: immediata riforma dello 
Statuto della Cei e proroga a tempo del segretario Crociata. Passano 
pochi giorni e si consuma un altro strappo: il quotidiano della Cei, 
Avvenire, invece di riferire che il segretario generale è stato solo 
prorogato, titola: «Crociata confermato».&amp;nbsp;Bergoglio va su tutte le furie
 e il 4 ottobre, mentre è ad Assisi, riprende il direttore, Marco 
Tarquinio, allo scopo di ripubblicare la notizia nei termini corretti.&lt;br /&gt;
Nel
 frattempo un’altra vicenda contribuisce a rendere più tesi i rapporti 
tra il Papa e la Cei. Prima dell’estate la segreteria della Conferenza 
episcopale ordina una verifica amministrativa su tre uffici: l’Istituto 
per il sostentamento del clero, il Servizio per la promozione del 
sostegno economico alla Chiesa e il Servizio per gli interventi 
caritativi a favore del Terzo mondo. Sui primi due non vengono fatti 
rilievi, per il terzo (aiuti economici al Terzo mondo) la Cei decide di 
sostituire il responsabile del Servizio, monsignor &lt;b&gt;Giovanni Battista Gandolfo&lt;/b&gt;,
 e il suo braccio destro. Peccato però che Gandolfo sia amico del Papa 
da vecchia data. Il sacerdote si fa da parte ma si lamenta con il 
Pontefice dei metodi usati nei suoi confronti. Il suo braccio destro fa 
ricorso contro il trasferimento e chiede di essere reintegrato. I 
rapporti tra il Papa e la segreteria della Cei così si deteriorano 
ancora e Bergoglio decide di interrompere immediatamente la proroga di 
Crociata. Mentre Bagnasco è in Sri Lanka, Papa Francesco annuncia il 
nuovo segretario generale, &lt;b&gt;Nunzio Galantino&lt;/b&gt;, vescovo di Cassano 
allo Ionio. Poco dopo uno dei tre vicepresidenti, Bassetti, arcivescovo 
di Perugia, viene nominato cardinale, mentre restano senza berretta i 
due colleghi che risiedono in sedi cardinalizie: Nosiglia a Torino 
(legato a Ruini) e &lt;b&gt;Francesco Moraglia&lt;/b&gt; a Venezia (vicino a 
Bagnasco). Se non è un commissariamento, poco ci manca. Da lunedì 27 
gennaio, nel Consiglio permanente la Cei discuterà il nuovo statuto che,
 su suggerimento del pontefice, dovrebbe prevedere l’elezione diretta 
del presidente da parte dell’assemblea dei vescovi. Andrà però anche 
ridotto di un terzo il numero delle diocesi, soprattutto al Sud. Sono un
 lontano ricordo i tempi in cui il sottosegretario &lt;b&gt;Gianni Letta&lt;/b&gt;, 
una volta a settimana, prima delle otto del mattino, saliva alla Cei per
 discutere con il segretario generale. A parte Lorenzo Leuzzi, 
cappellano di Montecitorio, uno dei pochi rimasti a parlare con i 
politici è il presidente del Pontificio Consiglio per la nuova 
evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella.&lt;br /&gt;
Anche la fila degli onorevoli nello studio del cardinale &lt;b&gt;Camillo Ruini&lt;/b&gt;
 (83 anni a febbraio) si è molto ridotta. Al potere temporale, il Papa 
vuole sostituire un potere morale, libero dalla politica e dal denaro. 
Anche sull’uso dell’otto per mille ha in serbo qualcosa: meno soldi 
all’istituzione, più ai poveri. Di fronte agli oltre 20 milioni di buco 
della diocesi di Terni, sulla quale indaga la magistratura, Papa 
Francesco vuole dare una lezione: 10 milioni saranno coperti dallo Ior 
ma gli altri 10 dovrà versarli la Cei. Un avvertimento per il futuro a 
tener d’occhio come sono amministrate le diocesi. Dopo il ventennio 
ruiniano, la Chiesa italiana ha faticato a trovare una leadership. Il 
Papa punta a far emergere nuove figure, possibilmente fuori dai giochi, 
come i curiali del nostro Paese che ha nominato cardinali: &lt;b&gt;Pietro Parolin&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Beniamino Stella&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Lorenzo Baldisseri&lt;/b&gt;.
 Segno che la penisola avrà ancora un ruolo nella Chiesa di domani 
purché trovi il coraggio di cambiare passo.n © riproduzione riservata&lt;br /&gt;

     &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;figure class=&quot;sidebar-img&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;
      &lt;img alt=&quot;I pm accelerano, De Girolamo tra gli indagati&quot; itemprop=&quot;image&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2014/01/28/044536981-a8fac417-7819-44cf-ae65-86e669835160.jpg&quot; /&gt;&lt;figcaption&gt;Nunzia De Girolamo&amp;nbsp;&lt;/figcaption&gt;
               &lt;/figure&gt;&lt;br /&gt;
&lt;header&gt;
   &lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;summary&quot; itemprop=&quot;description&quot;&gt;
Ipotesi di abuso e 
turbativa d&#39;asta per le riunioni del &quot;direttorio&quot; con il dg dell&#39;Asl. 
L&#39;avvocato dell&#39;ex ministro: non abbiamo ricevuto nessun avviso. E 
intanto alcuni studi professionali restituiscono somme &quot;frutto di 
calcoli errati&quot;&lt;/div&gt;
&lt;em class=&quot;author&quot; itemprop=&quot;author&quot; itemscope=&quot;&quot; itemtype=&quot;http://schema.org/Person&quot;&gt;&lt;span itemprop=&quot;name&quot;&gt;dal nostro inviato CONCHITA SANNINO &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;
   &lt;/header&gt;
  
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&lt;time content=&quot;2014-01-28&quot; datetime=&quot;2014-01-28&quot; itemprop=&quot;datePublished&quot;&gt;28 gennaio 2014&lt;/time&gt; 
 
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&lt;span class=&quot;article-body&quot; itemprop=&quot;articleBody&quot;&gt;&lt;strong&gt;BENEVENTO&lt;/strong&gt;
 - &quot;Sviluppi giudiziari imminenti&quot;, soffiano le voci di Benevento. Ma 
una certezza intanto c&#39;è: il cerchio delle indagini si è stretto. 
Secondo indiscrezioni figurano tra gli indagati l&#39;ex ministro Nunzia De 
Girolamo e i dirigenti suoi fedelissimi, tra cui l&#39;attuale direttore 
generale della Asl, Michele Rossi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno quattro filoni. 
Dodici, almeno, le persone inquisite. Il pool della Procura che si 
occupa della Sanitopoli beneventana punta sui molteplici aspetti di una 
spy story che sembra consumata in una vera e propria &quot;faida&quot;, tra gruppi
 di potere, a colpi di registrazioni incrociate. Tutto comincia quando 
un dirigente dell&#39;Asl, inquisito per truffa e peculato, Felice Pisapia, 
nel settembre del 2013 consegna alla Procura i file audio di lunghe 
conversazioni in cui la De Girolamo, Rossi, lo stesso Pisapia e altri 
discutono di &quot;ogni aspetto della gestione&quot; della Sanità sul territorio, a
 cominciare dalla gara d&#39;appalto da 12 milioni per il 118. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, 
attraverso interrogatori serrati, ricerca di documentazione e forse 
altre azioni in arrivo, i pm Giovanni Tartaglia Polcini, Nicoletta 
Giammarino e Flavia Felaco stanno stringendo sui capitoli più scottanti:
 la presunta turbativa sugli appalti; le transazioni milionarie e le 
domiciliazioni fasulle autorizzate con milioni di denaro pubblico, a 
favore di avvocati amici; e soprattutto le gesta di quel &quot;direttorio&quot;, 
guidato dalla De Girolamo, che avrebbe ispirato a criteri di interesse 
personale o di ricerca di consenso elettorale, le scelte della Asl, come
 già paventava il gip Flavio Cusani nell&#39;ordinanza del 27 dicembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da
 fonti qualificate, ecco l&#39;indiscrezione: l&#39;attuale dg, Rossi, il 
manager che in privato si inchinava all&#39;allora deputata Pdl (&quot;Nunzia io 
non resterei un secondo di più alla Asl, se non per te e con te, perché 
la nomina l&#39;ho chiesta a te, tu me l&#39;hai data...&quot;) è indagato con le 
ipotesi di abuso e turbativa d&#39;asta. Il suo nome porta direttamente 
all&#39;ipotesi di concorso per l&#39;ex ministro De Girolamo, e dei suoi 
fedelissimi. L&#39;iscrizione nel registro degli indagati, per la De 
Girolamo, risalirebbe già a tempo addietro, ma coperta da segreto. Un 
dato che non contrasta con le affermazioni di Angelo Leone, legale 
dell&#39;ex ministro: &quot;Smentisco. Non ci sono state comunicazioni della 
Procura. Non abbiamo ricevuto né un avviso di garanzia, né un invito a 
comparire&quot;. Si può essere infatti indagati e non avvertiti dalla 
Procura. Una fonte autorevole sottolinea: &quot;Le dimissioni? Una scelta 
avvenuta anche in ragione dell&#39;incedere dell&#39;inchiesta&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;istruttoria

 ha imboccato una svolta. Lo segnalano due elementi. Da un lato, crolla 
il muro dell&#39;omertà: alcuni testi, compresi dirigenti della Asl, si 
presentano in Procura. E c&#39;è un altro fenomeno insolito: alcuni studi 
professionali si sono presentati per restituire all&#39;Asl ingenti somme, 
frutto di &quot;errati calcoli&quot; o di transazioni sbagliate. Dopodomani, 
infine, torna davanti ai pm l&#39;indagato-accusatore Pisapia. Non è escluso
 che decida di vuotare il sacco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/5588563996129846843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/i-pm-accelerano-de-girolamo-tra-gli.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5588563996129846843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/5588563996129846843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/i-pm-accelerano-de-girolamo-tra-gli.html' title='I pm accelerano, De Girolamo tra gli indagati'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-994836320220858180</id><published>2014-01-28T01:45:00.002-08:00</published><updated>2014-01-28T01:45:24.335-08:00</updated><title type='text'>Lagarde: &quot;In Ue 20 milioni di disoccupati. In Italia un terzo degli under 25 senza lavoro&quot;</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;h1 itemprop=&quot;headline name&quot;&gt;
&lt;/h1&gt;
&lt;h3 itemprop=&quot;description&quot;&gt;
La direttrice del Fmi smorza gli 
entusiasmi sulla ripresa. Tre obiettivi per riportare una crescita 
sostenibile in Europa: rafforzare la struttura dell&#39;unione monetaria, 
ridurre i livelli di  indebitamento pubblici e privati, riformare i 
mercati del lavoro e dei  prodotti&lt;/h3&gt;
&lt;div class=&quot;sidebar-cont&quot;&gt;
    &lt;aside class=&quot;sidebar&quot;&gt;
      &lt;figure style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;
       &lt;img alt=&quot;Lagarde: &amp;quot;In Ue 20 milioni di disoccupati. In Italia un terzo degli under 25 senza lavoro&amp;quot;&quot; itemprop=&quot;image&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2014/01/28/085756727-21a71931-dd7b-4201-abae-dd330c5b7b29.jpg&quot; /&gt;
       &lt;figcaption&gt;Christine Lagarde, numero uno del Fmi&lt;/figcaption&gt;
             &lt;/figure&gt;
 
      
 
      &lt;/aside&gt;
    &lt;aside class=&quot;sidebar-storie&quot;&gt;
         
         
         
         &lt;ul class=&quot;tag-list&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;label&quot;&gt;TAG&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;last&quot;&gt;
                    &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/argomenti/Ripresa%20economica&quot;&gt; Ripresa economica&lt;/a&gt;,&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/argomenti/fmi&quot;&gt; fmi&lt;/a&gt;,&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/argomenti/crisi%20economica&quot;&gt; crisi economica&lt;/a&gt;,&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/argomenti/disoccupazione&quot;&gt; disoccupazione&lt;/a&gt;,&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/argomenti/disoccupazione%20giovanile&quot;&gt; disoccupazione giovanile&lt;/a&gt;,&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/protagonisti/Christine%20Lagarde&quot;&gt; Christine Lagarde&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/aside&gt;
   &lt;/div&gt;
&lt;div itemprop=&quot;articleBody&quot;&gt;
&lt;strong&gt;NEW YORK&lt;/strong&gt; - Ancora allarme disoccupazione per l&#39;Europa. A lanciarlo è il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, &lt;strong&gt;Christine Lagarde&lt;/strong&gt;,
 che denuncia quasi 20 milioni di disoccupati nel Vecchio Continente. 
&quot;Fino a che gli effetti sul lavoro non saranno invertiti, non possiamo 
dire che la crisi è finita&quot;. Insomma, una bella secchiata ghiacciata sui
 già timidi entusiasmi di chi in questo periodo vede il bicchiere mezzo 
pieno e canta alla ripresa economica diffusa. &quot;Per ridurre la 
disoccupazione bisogna prima capire il legame tra occupazione e lavoro: 
le persone consumano di meno se non hanno lavoro. Per creare lavoro ci 
serve recuperare crescita&quot;, spiega Lagarde presentando il suo libro su 
crescita e occupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Lagarde si sofferma sulla situazione 
dei giovani in Italia. &quot;Mi preoccupa che quasi un quarto dei giovani 
europei under-25 non riesce a trovare un lavoro. In Italia e Portogallo 
più di un terzo dei giovani sotto i 25 anni è disoccupato. E in Spagna e
 Grecia sono più della metà&quot;. Secondo la direttrice del Fondo, tre sono 
le priorità per la politica economica nel medio e lungo termine: 
rafforzare la struttura dell&#39;Unione monetaria, ridurre i livelli di 
indebitamento pubblici e privati, riformare i mercati del lavoro e dei 
prodotti. &quot;L&#39;Unione bancaria serve per stabilizzare il settore 
finanziario ed evitare contagi, e riduce l&#39;incertezza per gli 
investitori&quot;, spiega Lagarde, secondo cui occorre agire anche sul debito
 perché &lt;/div&gt;
&quot;impedisce la crescita&quot; e sul mercato del lavoro 
&quot;aumentando la protezione dei disoccupati&quot;. &quot;La strada da percorrere&quot;, 
conclude Lagarde, &quot;è sicuramente difficile&quot;, ma l&#39;unica in grado di 
riportare l&#39;Europa sul sentiero di &quot;una crescita sostenibile&quot;.
           
            





  
  &lt;div class=&quot;disclaimer clearfix&quot;&gt;
    &lt;span&gt;(28 gennaio 2014)&lt;/span&gt; 
    &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/994836320220858180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/lagarde-in-ue-20-milioni-di-disoccupati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/994836320220858180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/994836320220858180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/lagarde-in-ue-20-milioni-di-disoccupati.html' title='Lagarde: &quot;In Ue 20 milioni di disoccupati. In Italia un terzo degli under 25 senza lavoro&quot;'/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4477910802634142829.post-8571910677191082740</id><published>2014-01-28T01:42:00.003-08:00</published><updated>2025-01-31T12:43:10.523-08:00</updated><title type='text'>Blitz Gdf romana, evasione e false fatture 9 arresti: c&#39;è pure il commercialista Oliverio </title><content type='html'>
Sequestrati beni per 
154 milioni di euro a carico di 13 persone, non dichiarato al fisco 1 
milione di euro. Scoperti soldi transitati su conti correnti svizzeri e 
monegaschi intestati a società panamensi. Coinvolto il noto 
&#39;faccendiere&#39; già in carcere       
     
          
       
            
            
Arrestate dalla Guardia di finanza di Roma, nove persone tra cui il commercialista e il noto 
&#39;&#39;faccendiere&#39;&#39; Paolo Oliverio. Sequestrati beni per 154 milioni di euro
a carico di 13 persone e individuato un imponibile evaso per circa 1 
miliardo di euro, attraverso l&#39;emissione e uso di false fatture per 
oltre un miliardo e 300 milioni. Denunciate 79 persone e coinvolte 82 
imprese: tra queste, alcune aggiudicatarie di appalti con la pubblica 
amministrazione. Milioni di euro transitati su conti correnti svizzeri e
 monegaschi intestati a società panamensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell&#39;ambito 
dell&#39;operazione della Gdf denominata Ermitage, figura anche Paolo 
Oliverio già arrestato, sempre dalle fiamme gialle, nelle scorse 
settimane e tuttora detenuto presso il carcere romano di Regina Coeli, 
nell&#39;ambito dell&#39;indagine che ha coinvolto, tra gli altri, padre Renato 
Salvatore, superiore generale dell&#39;Ordine religioso dei Camilliani. I 
finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito questa 
mattina, dando corso a 18 perquisizioni domiciliari in provincia di 
Roma, Genova, Novara, Crotone e Cuneo, le nove misure di custodia 
cautelare, di cui sei in carcere e tre agli arresti domiciliari, 
disposte dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma su
 richiesta della locale Procura della Repubblica - nei confronti di 
alcuni imprenditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I militari del II gruppo del Nucleo di 
polizia tributaria di Roma hanno sequestrato beni del valore di 154 
milioni di euro a carico di 13 persone (tra cui due commercialisti), 
apponendo sigilli a 54 immobili, ubicati a Roma e provincia (tra cui 
un&#39;ampia villa, di assoluto pregio, ad Albano Laziale, su 3 piani, di 14
 vani per circa 500 mq, con annesso giardino di circa 2.500 mq, 
prospiciente al lago di Castel Gandolfo), a Milano, in provincia di 
Perugia, Viterbo, Latina ed in Toscana, sul Monte Argentario. Molte 
delle unità abitative citate erano formalmente intestate a una società 
&#39;&#39;cassaforte&#39;&#39;, L&#39;Ermitage s. r. l. (da cui il nome dell&#39;operazione), 
fusasi poi, per incorporazione, in una società anonima svizzera, 
nell&#39;ottica di schermare la titolarità effettiva dei beni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sequestrate
 anche auto, moto, quadri (alcuni di autori famosi quali Mario Schifano e
 Fernandes Armann), ulteriori beni mobili di valore, nonché una barca a 
vela di circa 15 metri e cospicue disponibilità finanziarie. Le misure 
cautelari e i provvedimenti ablatori traggono origine da complesse 
indagini nell&#39;ambito delle quali erano state già effettuate, nel 
dicembre 2012, 44 perquisizioni nelle sedi legali e le unità operative 
di società e nelle abitazioni di indagati, che hanno portato alla 
denuncia di 33 persone, con il coinvolgimento di 32 società, facendo 
emergere un collaudato e gigantesco sistema di false fatture, emesse da 
imprese operanti nel settore dell&#39;informatica e della gestione dei call 
center, che hanno sottratto al fisco materia imponibile in circa 570 
milioni di euro, con un&#39;effettiva evasione d&#39;imposta, ai fini imposte 
dirette ed iva, stimata in circa 154 milioni di euro. Gli ulteriori 
sviluppi investigativi hanno consentito di segnalare all&#39;autorità 
giudiziaria le responsabilità penali di altre 46 persone fisiche e di 50
 società che risultano aver beneficiato del sistema di false fatture: 
tra queste, vanno menzionate dodici società vincitrici di appalti 
pubblici, società beneficiarie di finanziamenti comunitari, importanti 
imprese leader nel settore informatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I reati ipotizzati a 
carico delle 79 persone fisiche denunciate - tra cui 5 titolari di studi
 commercialisti - vanno dall&#39;emissione e utilizzo di fatture false 
all&#39;occultamento di scritture contabili, all&#39;omessa dichiarazione dei 
redditi e iva, con l&#39;aggravante della transnazionalità, alla sottrazione
 fraudolenta al pagamento di imposte, al millantato credito, al 
riciclaggio, alla bancarotta fraudolenta patrimoniale. Nei confronti di 
11 soggetti è contestata pure l&#39;associazione a delinquere. Nel 
complesso, le 82 società coinvolte (di cui 3 inglesi, 1 lussemburghese e
 4 panamensi) hanno sottratto al fisco materia imponibile ad oggi 
stimata in oltre 1 miliardo di euro, con un&#39;effettiva evasione 
d&#39;imposta, ai fini imposte dirette e dell&#39;iva, quantificata in circa 500
 milioni di euro, negli anni dal 2006 al 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Le indagini, in 
particolare, hanno preso avvio da una verifica fiscale nei confronti di 
una società operante nel settore informatico e hanno fatto emergere 
l&#39;esistenza di una collaudata organizzazione, articolata su vari 
livelli, operante in diversi settori economici, di fatto costituente un 
vero e proprio &#39;&#39;gruppo societario&#39;&#39;, riconducibile ad un unico dominus,
 Giovanni Mola, destinatario oggi di ordinanza di custodia cautelare in 
carcere, tuttora residente in Italia ma con rilevanti interessi 
economici anche in territorio svizzero, dove ha avuto la disponibilità 
di conti correnti monegaschi e svizzeri, fittiziamente intestati a 
società off - shore, su cui sono transitate somme pari a circa 110 
milioni di euro. Mola che aveva l&#39;hobby di organizzare e partecipare 
esposizioni, in vari Paesi del mondo, di moto d&#39;epoca di valore, è 
risultato disporre, in aggiunta, di alcuni &#39;&#39;bond&#39;&#39; emessi da società di
 diritto britannico, per un valore di circa 80 milioni di euro. Le 
attività dei finanzieri hanno consentito di censire, all&#39;interno del 
menzionato gruppo societario riconducibile a Mola (che non vi appariva 
formalmente), ben 32 imprese: alcune erano &#39;&#39;scatole completamente 
vuote&#39;&#39;, costituite al solo fine di emettere false fatture; altre 
società sono risultate, invece, aver assunto anche centinaia di 
dipendenti (per poi cessare, riassumendo le medesime risorse in altre 
società, dal nome diverso) che venivano posti a disposizione di 
ulteriori imprese, questa volta &#39;&#39;terze&#39;&#39;, cioè estranee al perimetro 
societario facente capo a Mola, spesso, come accennato, aggiudicatarie 
di appalti pubblici. Tali società beneficiavano di fatture totalmente 
fittizie o recanti corrispettivi sovradimensionati, emesse dalle imprese
 da Mola, cui faceva seguito la restituzione, in nero, di una frazione 
dell&#39;imponibile, che veniva &#39;&#39;spartita&#39;&#39; tra lo stesso Mola ed i 
referenti delle stesse società terze beneficiarie, secondo un accordo 
tra le parti: il sistema consentiva alle società &#39;&#39;terze&#39;&#39; di abbattere 
il proprio reddito con fatture di acquisto &#39;&#39;gonfiate&#39;&#39; e di risultare 
(ingiustificatamente) competitive sul mercato. I ricavi connessi alla 
somministrazione di manodopera da parte delle società di Mola venivano 
abbattuti da costi documentati da fatture altrettanto fittizie e gli 
oneri contributivi ed assistenziali del personale assunto erano assolti 
utilizzando, in compensazione, indebiti crediti iva, costituiti 
attraverso, appunto, le false fatturazioni. Nel complesso, è stato 
documentato il ricorso a circa 1,3 miliardi di falsi documenti 
contabili; le dinamiche fraudolente, peraltro, sono state rese più 
complesse dall&#39;utilizzo, da parte dell&#39;organizzazione criminale, di 
società falsamente ubicate all&#39;estero (spesso in Gran Bretagna), con 
personale in loco pienamente organico al sistema di frode, con il 
compito di riciclarne i proventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le investigazioni hanno 
permesso, di fare piena luce sul ruolo di primissimo piano svolto da 
Paolo Oliverio, che si sarebbe inserito nel contesto associativo 
orchestrato da Mola, sia grazie alla sua capacità di risolvere 
problematiche varie connesse&lt;div class=&quot;adv adv-middle-inline&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
ad alcuni intervenuti accertamenti tributari che quale organizzatore 
materiale dell&#39;occultamento della documentazione contabile delle società
 del gruppo. Oliverio inoltre, risulterebbe, secondo gli inquirenti, 
aver fornito un contributo essenziale per ostacolare le azioni di 
recupero erariale, anche in pregiudizio dei creditori, acquistando, ad 
esempio, nel settembre 2012, un immobile di proprietà di una società 
riconducibile a Mola, dichiarata fallita dopo soli due mesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/feeds/8571910677191082740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/blitz-gdf-romana-evasione-e-false.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/8571910677191082740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4477910802634142829/posts/default/8571910677191082740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unfiloperlitalia.blogspot.com/2014/01/blitz-gdf-romana-evasione-e-false.html' title='Blitz Gdf romana, evasione e false fatture 9 arresti: c&#39;è pure il commercialista Oliverio '/><author><name>FiloItalia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13211360930990037126</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//4.bp.blogspot.com/-IFJb_-ZK0g0/WV_cB9tjSoI/AAAAAAAAQ_g/8Io09ccoFrwxcqolbusEn1PSOfTVrohkACK4BGAYYCw/s113/Primo-piano-a-Livorno.web.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>