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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-32051541</atom:id><lastBuildDate>Mon, 09 Nov 2009 14:48:08 +0000</lastBuildDate><title>una colica d'acqua</title><description /><link>http://unacolicadacqua.blogspot.com/</link><managingEditor>lacolica@hotmail.it (Loste)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>294</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/UnaColicaDacqua" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-2591907537909450187</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-04T23:45:41.809+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">carne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><title>Fuso 13 volte</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non che sia facile raccapezzarsi a volte. É come un "melange", è come quando impasti un dolce: è tutto lì sotto, a quel velo lucido di impasto giallo. Poi quando lo metti in forno sarà quello a tirar fuori la forma, il sapore finale. Ecco ha me manca il forno, per tirar fuori la forma, per il resto dentro la testa, l'impasto c'è tutto. Pensieri, voci sensazioni, parole, persone, odori, profumi. Ti sei mai svegliato in un posto credendo di essere altrove ? Chiedeva un amico tempo fa.&lt;br /&gt;Io mi devo ancora addormentare, quindi figurati se riesco a svegliarmi in un posto diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho bisogno di tornare alla normalità del mio mondo, dopo esser passato per 13 fusi orari. Dopo essermi divincolato in pranzi di lavoro e di cene, fatti di semplice frutta, o tentativi di pasta cinese, di pizze Hut non mangiate, di fried rice freddi e incollati, di noodles scivolati fuori dal cartone, portarti su da uno dei tanti fastfood di Kowloon. Di Sushi ghiacciato e wasabi che apre il cervello, quando vorresti qualcosa di caldo. Di shabu shabu bollente quando vorresti qualcosa di fresco. Di un club sandwich a luci spente perché la cucina dell'albergo chiude alle undici di sera e a Tokyo non sentono cazzi, a meno che non ti inginocchi a mani giunte e ti metti a piangere. Di Pepperoni pizza, di un'altra pizza all'apparenza meno dannosa, ma che nascondeva aglio in quantità industriale, sotto ad improbabili fette di bufala del new jersey. Di insalate a cui con chirurgico metodo ho sfilato tutti i pezzi di cipolla che sono riuscito a trovare. Di un tonno anche decentemente cucinato, nella downtown della grande mela, ma che poi poggiava su un letto di spinaci impestato da una ventina di spicchi di aglio fritti.&lt;br /&gt;Potrei vendermi un rene per un filo di olio extra vergine su di un'insalata di semplice lattuga, rucola e pomodoro, invece di quella gelatina che si ostinano tutti a chiamare Italian dressing, che non mi spaventa Italian ma che dressing è una parola tanto grossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho bisogno di ritrovare i miei ritmi, i miei sapori, di mettere in forno, finalmente l'impasto che mi galleggi a in testa. E si che io sono uno che si integra con la cucina indigena, più che con gli indigeni, dei posti dove vado. Ma dopo tre settimane cominciano a traballarmi le convinzioni, i principi. Comincio ad avere dejà vù di sapori e visioni di cibo di casa. E si che mi integro così tanto che prima di partire per questo viaggio ho fatto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La sbirraglia ma con i tonnarelli di farro&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVxhshN9I/AAAAAAAACRA/rnhQDyjG_PE/s1600-h/spaghetti+di+farro+alla+sbirraglia.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; DISPLAY: block; HEIGHT: 452px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398643625169074130" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVxhshN9I/AAAAAAAACRA/rnhQDyjG_PE/s1600/spaghetti+di+farro+alla+sbirraglia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho disossato un pollo e ridotto la polpa a striscioline e a tocchettini. Con le ossa ho fatto un brodo aggiungendo carota, cipolla, sedano e un pezzetto di manzo. Fatto un trito con cipolla e pancetta piuttosto magra, e soffritto in olio evo. Lasciato rosolare fino ad imbiondire ho poi aggiunto le interiora di pollo ben lavate, fatte a tocchettini e la polpa di pollo, salato e pepato. Ho lasciato rosolare e insaporire a fuoco deciso, e poi ho sfumato con vino bianco che ho fatto evaporare bene e aggiunto alla fine un cucchiaio di salsa di pomodoro. Ho fatto cuocere a fuoco lento per una quarantina di minuti mettendo a posto di sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto la tradizione veneta vorrebbe che si tirasse un risotto molto fluido quasi una minestra, direttamente con questo ragù e con il suo brodo. Io ho cambiato le carte in tavola e pensando al risotto ho pensato ai risi e bisi e ....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bè mi sono fatto dei tonnarelli, o uno spaghetto alla chitarra, al farro. Il farro lo coltivano vicino a casa mia, qui dietro proprio, lì su quella collina. Ho preparato una sfoglia con 4 uova intere 200gr. di farina 0 e 200 gr.di farina di farro. L'ho tirata molto spessa e poi tagliata. Mentre mi dedicavo alla pasta o rosolato con poca cipolla e in un filo di olio dei piselli (congelati). Lessato la pasta, scolata a metà cottura e finita in padella con il ragù di pollo e i piselli, aggiungendo brodo fino a cottura terminata. Ho condito con un filo di olio e una grattata di parmigiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVxSBUVaI/AAAAAAAACQ4/Y3pqqrETz3Q/s1600-h/spaghetti+di+farro+alla+sbirraglia2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; DISPLAY: block; HEIGHT: 426px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398643620961342882" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVxSBUVaI/AAAAAAAACQ4/Y3pqqrETz3Q/s1600/spaghetti+di+farro+alla+sbirraglia2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece volete farci il risotto eccolo qua, tirato con il brodo di pollo e unica eccezione la presenza del pisello, altrimenti sarebbe il &lt;strong&gt;risotto alla sbirraglia di Trevigiana tradizione.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVwqzu5_I/AAAAAAAACQw/WqfHdjbXjQY/s1600-h/riso+alla+sbirraglia.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; DISPLAY: block; HEIGHT: 455px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398643610435381234" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVwqzu5_I/AAAAAAAACQw/WqfHdjbXjQY/s1600/riso+alla+sbirraglia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'ho fame !!!!!!!!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-2591907537909450187?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/ldok9PRRovs/fuso-13-volte.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuvVxhshN9I/AAAAAAAACRA/rnhQDyjG_PE/s72-c/spaghetti+di+farro+alla+sbirraglia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/11/fuso-13-volte.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-7817610533173260692</guid><pubDate>Sun, 25 Oct 2009 16:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-26T06:55:35.248+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dolci</category><title>Un filo mi lega</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;C’è un filo leggero che mi lega, mi tiene legato; agli affetti, alla terra, la mia, quella che vivo. Alle cose che amo, e porto lontane, più strette vicine.&lt;br /&gt;Una bava di ragno che si sfila sottile, quando io parto. Un legame leggero, aereo, quasi diafano, evanescente, come il respiro di un figlio che dorme, spiato nel buio. Lo sento tirarmi, a volte, come un guinzaglio che strappa alla fuga. Lo ritrovo negli occhi di un bimbo sorpreso dal mondo, nell’ arrancare gobbo di un vecchio. Nel sorriso timido di una ragazza che guarda il mio libro: sfogliato al contrario del suo, in questo treno che attraversa la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo perdo a volte distratto dai suoni, dalla cacofonia urlante, della gente "vomitata" per le strade che viaggio. A volte distratto dai profumi non miei, dai sapori lontani che annullano quasi, senza tagliarla quella bava di ragno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' allora che torno a cercarla nelle &lt;a href="http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/03/si-fa-quel-che-si-puo.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;voci allegre che mi parlano dal video&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, in una foto cercata tra tante che porto, che faccio. Ricordi affollati, in profumi che non trovo, che sanno di casa diversa. E a poco serve provare a chiedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Barcarolo consolidato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9D6KTx6I/AAAAAAAACQo/cTFDOt9YQW8/s1600-h/il+barcarolo+destrutturato+2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; DISPLAY: block; HEIGHT: 452px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396364653369739170" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9D6KTx6I/AAAAAAAACQo/cTFDOt9YQW8/s1600/il+barcarolo+destrutturato+2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il barcarolo fosse un prodotto da export non era immaginabile, quando lo facemmo nascere tra Umbria e Marche. Questa sorta di caffè corretto a metà strada tra il caffè bevuto dai bambini e la &lt;a href="http://unacolicadacqua.blogspot.com/2007/07/chiedi-e-ti-sar-dato.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Moretta di Fano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; sta guadagnando mercati e "marchet scear" che neanche la gieffecappa riesce a stargli dietro. Me lo faccio fare nel profondo Coneglianese nella modaiola Milano, nella ridente Firenze. Sono arrivato a farmelo fare nelle capitali Europee, a Sidney qualche mese fa, qui ad Hong Kong ma non l'altra sera. La preparazione originale prevede: un caffè d'orzo in tazza grande, tazza in cui prima va strizzata e poi lasciata una buccetta di limone, alla fine si corregge il tutto con Varnelli o Sambuca se si ci si trova in territori estranei.&lt;br /&gt;Ma qualche giorno fa, certamente prima che partissi per venirmene qui, ho consolidato la preparazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9DX4zybI/AAAAAAAACQg/RKCDBijqrtY/s1600-h/il+barcarolo+destrutturato+1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; DISPLAY: block; HEIGHT: 473px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396364644169533874" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9DX4zybI/AAAAAAAACQg/RKCDBijqrtY/s1600/il+barcarolo+destrutturato+1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho incorporato a 250 cl di panna 250 cl di caffè d'orzo molto ristretto . Potete farlo anche con l'orzo bimbo solubile viene benissimo l'importante e che si bello carico. Ho aggiunto una buccia di limone intera e ho la sciato sobbollire per una ventina di minuti. Ho tolto la buccia di limone, zuccherato a piacere e ho aggiunto 4 fogli di gelatina per dolci:la quantitá dipende da quanto vi piace densa la panna cotta, perchè alla fine di qualcosa di simile stiamo parlando. Ho riempito di un terzo degli stampini di alluminio. Ho inserito un disco di pan di spagna bagnato con il barcarolo in forma di caffè. Ho finito con il resto del composto fino a riempire gli stampini. Ho lasciato raffreddare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per completare ho preparato una crema al cioccolato senza farina: ho battuto un tuorlo d'uovo con due cucchiai di zucchero, ho incorporato 200 cle di latte e 50 gr di cioccolato 75% sciolto a bagnomaria. Ho ricotto tutto a bagnomaria finché la crema non ha preso corpo e lucidità. Alla fine ho corretto con del Varnelli abbondante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando l'ho fatta assaggiare a Matti mi son dimenticato che la crema fosse alcolica ... piuttosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9DGUyYxI/AAAAAAAACQY/7csoHRRtUCU/s1600-h/il+barcarolo+destrutturato+3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; DISPLAY: block; HEIGHT: 660px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396364639455044370" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9DGUyYxI/AAAAAAAACQY/7csoHRRtUCU/s1600/il+barcarolo+destrutturato+3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-7817610533173260692?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/XZHgOiw09iM/un-filo-mi-lega.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SuO9D6KTx6I/AAAAAAAACQo/cTFDOt9YQW8/s72-c/il+barcarolo+destrutturato+2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/10/un-filo-mi-lega.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3340231730368880062</guid><pubDate>Fri, 16 Oct 2009 05:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-16T07:51:05.304+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><title>Una Zucca di Marca</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Esco. Nel rumore ovattato di questa città che si va a rinchiudere in casa. Gli ultimi fuochi di un tramonto lontano, non scaldano dal freddo che è appena arrivato. Il cane dei vicini si agita dietro la siepe. Gli ululati svegliano altri due cani, in un guardino aldilà della strada. E' sempre così, il mio passare annunciato, come un tomtom casalingo, dal latrare alternato dei cani. Nessun altro per strada.&lt;br /&gt;Attraverso un giardino, altalene e scivoli immobili. Un campetto di calcio scorre al mio fianco. La ghiaia grigia lascia il posto all'asfalto. Ancora una svolta, ancora siepi, giardini, spezzoni di vita non mia, che passa soffusa dietro le finestre oramai accese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro. Un cartello con la scritta "APERTO" evita il dubbio che le luci basse possono far nascere. Mi infilo dentro al locale, come un boccone ingoiato senza morsi. Mi nascondo dietro ad una nicchia del muro e aspetto, un gazzettino per ingannare il tempo, che sfoglio senza leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un buon succedaneo della propria casa, della propria cucina. Cibi leggeri, fatti con cura, con storia. A pranzo: lui in cucina e lei in sala, la sera si invertono i ruoli. Si mangia veloci, tranquilli, perfetti. Poi dopo davanti ad un barcarolo, unica eccezione marchigiana in questo pezzo di Marca, si chiacchiera. Ritornano i figli che non sono qui, il lavoro, i miei viaggi e poi la cucina. La mia curiosità per i piatti locali: gli s'ciopet, i bruscàndoli, la sbirraglia. Ed ogni volta me ne ritorno a casa con un pezzo di storia non mia. Un pezzo di cultura ancora da incollare alla mia storia, e a questo blog &lt;a href="http://unacolicadacqua.blogspot.com/2007/12/abbinarsi-in-tutto.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;come faccio oramai da tempo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se vicino ai pissacàn stasera c'era una fetta di zucca passata in forno. Ma una zucca diversa da quella che conoscevo: ogni marca ha la sua "marca" di zucca, almeno. E se c'era la zucca, dicevo, non potevo non far diventare un piatto le chiacchiere di una serata con la signora, e allora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Gnocchi di zucca con speck di Corvara e fonduta al Montasio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/StTsC0zSEPI/AAAAAAAACQQ/z278l8nWS14/s1600-h/Gnocco+di+zucca-3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 495px; DISPLAY: block; HEIGHT: 660px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392194187146957042" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/StTsC0zSEPI/AAAAAAAACQQ/z278l8nWS14/s1600/Gnocco+di+zucca-3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho preparato gli gnocchi &lt;a href="http://unacolicadacqua.blogspot.com/2007/01/tempo-di-pista.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;in questo modo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ma invece di un chilo di patate, li ho fatti con 600 gr. (a crudo) di patate e 400 gr. (cotti) di polpa di zucca Mantovana (così mi han detto).&lt;br /&gt;Poco prima di servire ho appassito mezza cipolla in poco olio,ho profumato con del timo, ho aggiunto 200 gr., tagliati a fiammifero, di speck di Corvara, omaggio gradito di fraterne vacanze. Ho lessato gli gnocchi in abbondante acqua, e mentre saltavo gli gnocchi in padella, ho aggiunto qualche cucchiaio di fonduta al Montasio che ho preparato scaldando a bagnomaria 250 gr. latte e una noce di burro (sostituibile con 250 gr, di panna fresca) a cui ho incorporato 250 gr. di Montasio di 3 mesi che avevo grattugiato in precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/StTsCRSprUI/AAAAAAAACQI/ZhAg5ZjMy58/s1600-h/Gnocco+di+zucca-0.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 446px; DISPLAY: block; HEIGHT: 660px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392194177614851394" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/StTsCRSprUI/AAAAAAAACQI/ZhAg5ZjMy58/s1600/Gnocco+di+zucca-0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho servito e mangiato poco, perché se siete in quattro ma affamati un paio di cento grammi in più di patate e tutto il resto in proporzione non guastano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3340231730368880062?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/oznBBlpXJG4/esco.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/StTsC0zSEPI/AAAAAAAACQQ/z278l8nWS14/s72-c/Gnocco+di+zucca-3.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">15</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/10/esco.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-8712174651253136189</guid><pubDate>Tue, 06 Oct 2009 05:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-06T21:41:39.222+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pesce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antipasto</category><title>Strade non scontate</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Che questa strada porti verso il mare, non è così scontato. Prende nella direzione sbagliata: invece di scendere, (per noi montanari l’andare verso la costa sarà sempre “scendere”), se ne va dalla parte opposta: verso le montagne.&lt;br /&gt;E appunto sale e non scende. Si arrampica verso le colline dietro Cabernardi. Mi scorre davanti mentre me ne sto seduto accanto a lui, gli occhi incollati fuori dal finestrino, sulla campagna di una fine estate, che passa silenziosa. Aspetto la vista del mare, annunciatomi mentre salivo in auto con lui. La vista di una spiaggia che, nell’immaginario di bimbo, è colorata di ombrelloni, di secchielli e di formine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Vecchia renault dieci arranca decisa. Una nuvola di polvere leggera ci insegue, la strada sterrata si sta riasciugando dopo la pioggia di ieri. Poi la salita finisce, allungo il collo in avanti a cercare quel mare agognato. Lui se la ride soddisfatto, silenzioso, una foglia di basilico infilata sopra il suo orecchio destro. La strada scivola tra le “punte” delle colline, passa accanto al vecchio pozzo di Vallotica, e prima che si rituffi in una discesa, lui ferma l’auto. Si gira sul sedile, per affacciarsi dalla mia parte e mi dice “vedi?”.&lt;br /&gt;Guardo il suo viso, abbronzato dal sole dell’orto dove passa i suoi pomeriggi di lettura, di parole crociate e di solitari sonnecchi. I sopraccigli folti e i capelli biondi che questo sole di settembre rende quasi trasparenti. La sua camicia a scacchi di cotone leggero, le sue mani nodose.&lt;br /&gt;Seguo il suo sguardo, e lontano, oltre tutte le colline delle Marche, vedo un’enorme striscia di azzurro, un tratto “grasso” di pastello, che si stacca dal marrone della costa e dal celeste del cielo: il mare.&lt;br /&gt;Il mare senza le onde, senza il vociare dei bagnanti, il mare senza la spiaggia che scotta, senza gli ombrelloni, i secchielli, le formine. E senza le navi, che da quassù a quasi quaranta chilometri, non vedrò mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo guardo un ultima volta, mentre scompare dietro agli alberi di questa strada che ci porta al mercato. Andiamo a comprare il pesce, che è la cosa più naturale se sei al mare. Anche se lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pesce, per lui, è stato sempre un pesce di fiera, di mercato, comprato già cotto in posti che solo lui sapeva. Gli spiedini arrosto di San Lorenzo, la frittura di Pergola, i sardoncini scottadito di chissà dove. Pesce che appariva a contorno dei suoi immancabili piatti di pasta "affogati" di cipolla e parmigiano. Un pesce anche mangiato freddo o appena riscaldato sulla stufa da mia nonna, o da mia zia. In un contradittorio infinito su come doveva essere, scaldato, servito, mangiato. Fino all’ultima lisca fino all’ultimo anello di totano. Per ritrovarlo arrabbiato e musone, quando poi scopriva, che qualcuno aveva buttato l’ultimo avanzo, ormai vecchio di giorni. Un pesce tutto suo, solo per lui, che non avrebbe mai concepito, forse, la mia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Insalata tiepida di mare e carciofi sott'olio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sscm1tmUUkI/AAAAAAAACQA/r5HhunppthQ/s1600-h/ins_mare_carc.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388318183387320898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; CURSOR: hand; HEIGHT: 455px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sscm1tmUUkI/AAAAAAAACQA/r5HhunppthQ/s1600/ins_mare_carc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per 4 persone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il giorno prima cuocio al vapore, aromatizzo l'acqua con qualche grano di pepe e un rametto di rosmarino, 16 cuori di carciofo teneressimi, che lascio belli croccanti. Li asciugo e li condisco con olio, sale, rosmarino e aglio a pezzetti (che poi eliminerò). Li lascio riposare in frigo per tutta una giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo rimedio: 8 calamari piccoli, 8 mazzancolle belle grandi, due piccoli merluzzetti e due gallinelle. Pulisco il pesce e lo cuocio al vapore separatamente, con acqua aromatizzata con succo di limone, buccia di limone grattugiata e un paio di rametti di finocchio selvatico. Preparo una salamoia di olio, sale, pepe e finocchietto selvatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impiatto il pesce tiepido e i carciofi tirati fuori dal frigo almeno un paio d'ore prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sscm1IfqqkI/AAAAAAAACP4/_wlUYUjO0vM/s1600-h/ins_mare_carc1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388318173427313218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 455px; CURSOR: hand; HEIGHT: 660px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sscm1IfqqkI/AAAAAAAACP4/_wlUYUjO0vM/s1600/ins_mare_carc1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari invece avrebbe apprezzato&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-8712174651253136189?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/1aFYEkRam-E/strade-non-scontate.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sscm1tmUUkI/AAAAAAAACQA/r5HhunppthQ/s72-c/ins_mare_carc.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">13</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/10/strade-non-scontate.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3856543590443773359</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2009 19:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-29T21:24:41.675+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">secondi impasti antipasti</category><title>Un' estate che non passa</title><description>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana, serif;"&gt;E' buio. Di un buio pesto, che sa di inverno. Eppure l'estate è appena finita.&lt;br /&gt;O forse no. Non se ne è ancora andata, se un paio di ore fa, quando son partito, ho dovuto mettere il condizionatore a palla. Un sole che picchia, ma che scende veloce, e mentre viaggio distratto dal mondo che mi gira attorno, quel sole scompare dietro la linea dell'orizzonte. Là nella direzione in cui gli aerei si staccan da terra. Pian piano il crepuscolo lascia il posto alla notte. Gli aerei diventano luci. Lenti meteoriti che cadono al contrario. E adesso è buio, un buio pesto da fari accesi, che sfilano veloci dalla parte opposta. Ma è ancora estate, ci sono tutti i segni: il caldo, il cielo terso, prima che scomparisse, e le code.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arranco lento nei lampi rossi dei freni di fronte. Sbircio negli abitacoli di un buio deserto. Ogni tanto qualche lampo mi rimanda facce insofferenti e sofferenti. Aspetto che il nulla che ci blocca, si materializzi nel vuoto di tre corsie libere. La radio racconta le solite storie banali, stancanti, bavose, tristi. Un desiderio di non appartenenza mi riporta nei posti del mio passato. Non serve. Serve solo a risvegliare inutili rimpianti. Riparto veloce, qualche centinaio di metri, rifreno, il pulsante rosso triangolare torna a lampeggiare tre, quattro volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il telefono squilla. Sono lontano, troppo per cenare assieme, ancora di più per vederci prima di andare a dormire. Mi fermerò. Come sempre, a mangiare qualcosa, da solo, come quasi tutte le sere. Un cartello mi dice che a millecinquecento metri si sta avvicinando un'area di servizio. Una "A" stilizzata, con un baffo svirgolante, una forchetta e un coltello, ammiccano complici. Le frecce cominciano a lampeggiare, la velocità lenta aiuta ad abbandonare la carreggiata. Vedo la deviazione venirmi incontro e poi, passarmi accanto. Sfila la siepe, il distributore di carburante, la gente che si accalca sulle scale, il ristorante con la grande "A" che ora mi guarda andarmene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esco più avanti. Cesena mi abbraccia silenziosa. Un vialone diritto, verso il centro, due minuti di strada fino ad un parcheggio. Fermo la macchina, scendo nella fievole luce di un paio di lampioni infilati tra gli alberi. Mi avvicino al chioschetto, dentro un padre e una figlia si muovono veloci. La ragazza mi chiede cosa mangio. Il rumore dell'autostrada è lontano, le luci non accecano più.&lt;br /&gt;La guardo e sorrido, do un'occhiata al menù appeso fuori, mi sa che prendo ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Il Crescione &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa96kkxUI/AAAAAAAACPw/QC8Iz_1ibb4/s1600-h/Piada+e+Crescione+1+copy.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386545911564649794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 408px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: justify" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa96kkxUI/AAAAAAAACPw/QC8Iz_1ibb4/s1600/Piada+e+Crescione+1+copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pasta base è quella della piadina, ma tirata più sottile. Io la faccio così:&lt;br /&gt;200 gr di farina "00", 300 gr di farina "2" (va bene anche una "0" normale) 15 gr di bicarbonato (nella versione in foto sono arrivato a 40 gr, la volevo più soffice e "sbriciolona" oltre si rischia) 50 gr di evo (anche se la tradizione vuole lo strutto) 15 gr. di sale 250 grammi di acqua. Impasto il tutto e lascio riposare in frigo per un paio d'ore avvolto in pellicola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparo dei panetti uguali, 9 o 10 con la quantità indicata. Li stendo con il mattarello infarinando il piano. Li farcisco con verdure cotte (bietole) ripassate in padella con aglio, mozzarella, crudo. Oppure con pomodorini, mozzarella, basilico, parmigiano grattugiato e cotto.&lt;br /&gt;Cuocio su padelle antiaderenti ben calde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa9USRdnI/AAAAAAAACPo/s6Z8y-Tl-qc/s1600-h/Piada+e+Crescione+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386545901287339634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 450px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: justify" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa9USRdnI/AAAAAAAACPo/s6Z8y-Tl-qc/s1600/Piada+e+Crescione+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella sera è andata che ci è scappata una porchetta, come poche capitano di trovare. Una piada, i pomodorini, la porchetta e un filo d'olio ci è andata, eccome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa85OMg-I/AAAAAAAACPg/o4iepqd7VIQ/s1600-h/Piada+e+Crescione+3+copy.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386545894022480866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 408px; TEXT-ALIGN: justify" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa85OMg-I/AAAAAAAACPg/o4iepqd7VIQ/s1600/Piada+e+Crescione+3+copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3856543590443773359?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/7TyMFM04a48/un-estate-che-non-passa.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SsDa96kkxUI/AAAAAAAACPw/QC8Iz_1ibb4/s72-c/Piada+e+Crescione+1+copy.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">18</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/09/un-estate-che-non-passa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-6954441904448073976</guid><pubDate>Mon, 21 Sep 2009 20:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-03T12:33:21.545+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pesce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">secondi</category><title>Nero</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se aprissi la finestra di questa camera potrei sentirlo. Mi verrebbe in faccia con la sua nebbia umida, profumata di sale e di legno. Sentirei il suo rumoreggiare, dietro i palazzi di fronte. Immaginerei i suoi colori tra il nero e il grigio, dalla sirena del faro, che si sgola nella nebbia pesante.&lt;br /&gt;Ma se ne sta la dietro nascosto dal numero nove di questa via Piemonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basterebbe scendere in strada, fare pochi passi, giù, verso la statale, e dietro l'angolo me lo ritroverei di fronte. Nello spazio lasciato libero, allora, dal cemento. Un acqua di città, poco avvezza al turismo. Una striscia di spiaggia appena sufficiente ai residenti. Una sequenza di parallelismi quasi matematici: gli scogli, la spiaggia, la ferrovia, la statale, le case.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure la prima volta che ci siamo incontrati l'alba brillava di quei soli invernali, caldi ma non fastidiosi. La luce biancheggiava sulle mura del duomo, e rimbalzava sulle sue onde appena accennate. Lungo la strada i trabucchi con le reti appese, mi venivano incontro con quella loro sensazione di vita imminente. Tradita poi dalla consapevolezza di un solitario abbandono. Basterà poco a far sì che quell'acqua diventi la presenza normale di un'adolescenza inconsapevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo vedrò sfilarmi a fianco mentre in autobus raggiungerò le mie scuole: sulla destra fino alle medie, sulla sinistra alle superiori. Rimarrà incastonato in tutti i paesaggi pomeridiani passati a giocare per strada. Quella distesa azzurra vista dai campi dietro alla città, fintanto che i palazzi non se li prenderanno. Sulla spiaggia nelle sere d'estate a passeggiare tra un pontile e l'altro. Sugli scogli nei pomeriggi di pesca con mio padre. Nello sciabordio triste e silenzioso lungo le banchine del porto, nei pomeriggi di domenica passati a "guardare le navi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sciabordio lontano dai rumori del traffico del centro. La curiosità ignorante di tre ragazzini di campagna. Le mura delle navi, che portano lontano, forse un giorno, da grandi. I colori che brillano ai pochi raggi di soli veloci ad andarsene. Il grigio delle banchine, il rosso e l'azzurro accesi delle navi e:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il nero del mare e il porto di Ancona. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SrYzmXmP38I/AAAAAAAACPY/eWOjTAaP174/s1600-h/raviolo+nero-1308+copy.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383547138830491586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 660px; CURSOR: hand; HEIGHT: 441px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SrYzmXmP38I/AAAAAAAACPY/eWOjTAaP174/s1600/raviolo+nero-1308+copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo subito i puntini sulle "i" il nero di seppia non è parte della tradizione storica marchigiana, o quanto meno, a me non risulta. E il brodetto che citerò per questo piatto, poco ha a che vedere con il vero brodetto anconetano. Al mio mancano una decina di tipi di pesce: il brodetto di Ancona ne vorrebbe 13, e poi manca l'aceto. Ma per semplicità e per fantasia lo chiamerò brodetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Per circa 6 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la sfoglia:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Impastate 3 uova con 300 gr di farina "0", un pizzico di sale e due confezioni di nero di seppia (le bustine che trovate presso le pescherie, a meno che non avete una pesciarola che ve ne rimedia). Preparate l'impasto e lasciate riposare almeno mezz'ora in frigo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la farcia del tortello:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ho utilizzato 300 gr di polpa di rana pescatrice, 300 gr di gamberi, il tutto passato al mixer. Ho insaporito con pepe, sale, noce moscata e la buccia grattugiata di un limone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho tirato la sfoglia e fatto dei tortelli di media grandezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per il "brodetto"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ho preparato un fumetto con la testa e la lisca della rana, le teste dei gamberi e delle mazzancolle, qualche pescetto rimediato in pescheria, una carota, un pomodoro ramato e una cipolla. Ho lasciato il tutto ridursi per un paio d'ore. Poco prima di impiattare ho affettato finemente una mezza cipolla che ho lasciato imbondire con uno spicchio d'aglio in evo buono. Ho messo il fuoco al massimo e ho tuffato alcuni datterini affettati grossolanamente. Un minuto e poi ho aggiunto, pulite in precedenza, le code di 6 scampi e di 6 gamberi, 6 calamari piccolini fatti a rondelle, e 6 tranci spinati di cernia. Ho fatto scottare per 2 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo ho lessato i tortelli in abbondante acqua salata. Li ho saltati in padella con il pesce e ho poi aggiunto il fumetto, quantità a piacimento, filtrato in precedenza. Ho aggiunto una spruzzata di trito di prezzemolo e ho servito con un filo di evo buono a crudo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A qualcuno è piaciuto inzupparci anche il pane, in quel ricordo di nero mare e di porto d'Ancona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SrYzmFAXLzI/AAAAAAAACPQ/HS7Y15as1Yc/s1600-h/raviolo+nero-1295+copy+copy.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383547133839748914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 441px; CURSOR: hand; HEIGHT: 660px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SrYzmFAXLzI/AAAAAAAACPQ/HS7Y15as1Yc/s1600/raviolo+nero-1295+copy+copy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-6954441904448073976?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/dKXNzo3Yh0Y/nero.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SrYzmXmP38I/AAAAAAAACPY/eWOjTAaP174/s72-c/raviolo+nero-1308+copy.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/09/nero.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-6687857634954900079</guid><pubDate>Tue, 15 Sep 2009 19:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-15T21:47:00.071+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tradizione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dolci</category><title>Coso !</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Coso !”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Quello che … ha sposato cosa ! La figlia di Giovanna !”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Giovanna !. La moglie di quello che lavora al comune !”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;E’ vero, io sono un tipo abbastanza dissociato dalla vita civica del mio paese. E’ vero anche che non amo troppo la vita “mondana” in genere. Quattromila anime che incontro, a parte la virtualità di questo blog, in piazza o per le vie giusto il sabato mattina quando vado a fare la spesa. Tanto che tempo fa è accaduto che un amico mi ha presentato ad una sua amica, lo ha fatto citando il mio nome e cognome di battesimo. La cosa ha lasciato l'amica fredda, abbastanza indifferente, un po' come a dire &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=isGlfGTOLGQ&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;"e sti caaaazzi !"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;Poi il mio amico gli si è avvicinato e gli ha detto: "... é Loste della colica!" Apriti cielo.&lt;br /&gt;E' così. D'altronde alla frequentazione serale del bar, preferisco le partite a “Uno” con Spaccaball. Ma certo che se per spiegarmi chi sia una persona si parte da “coso che ha sposato cosa”, io in questo paese non solo non mi integrerò mai, ma rischio anche di perdermi per le strade.&lt;br /&gt;Qualcuno però arriva in mio soccorso, una memoria imbattibile nell’associazione nome/viso/evento. Roba da far ammosciare i circuiti di un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cray-1" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;cray&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Quando Lella comincia a spiegare chi siano "Coso e Cosa" ho un espressione che la dice lunga su fin dove riuscirò a seguirla. Roba del tipo: ti prego, lasciami qui con una borraccia d’acqua ad aspettare la morte. Oppure: meglio sparami direttamente un colpo di in testa e non farmi agonizzare dietro ai nomi di gente non conosco, con cui non ho mai parlato e con la quale condivido solo il cap postale. Intanto mia madre continua:&lt;br /&gt;“Lui. Coso ! Che ha sposato cosa !...”&lt;br /&gt;“La figlia di Giovanna” intervengo io. A far capire che fino a qui ci sono arrivato, “Quindi: Coso ha sposato Cosa. Cosa è la figlia di Giovanna. Giovanna è la moglie di quello che lavora in comune. Quindi Quello che lavora in comune è il marito di Giovanna, quindi è il padre di Cosa e il suocero di Coso. If, not, or, and”&lt;br /&gt;“… (!)”&lt;br /&gt;“Lascia stare era una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Algebra_di_Boole" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;booleanata&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.”&lt;br /&gt;“Comunque te non capisci. Ti volevo dire che Giovanna una volta mi ha fatto assaggiare un dolce come questo qui, che la ricetta gliela aveva data Lui, Coso, che è di Napoli”&lt;br /&gt;La Pastiera!&lt;br /&gt;Apriti cielo. Tutte le sinapsi si ricollegano e tutto ora è limpido e chiaro. I nomi ora sono lì, cristallini e scontati. Solo che a me non dicono nulla come prima, ma pazienza. E' che si, può anche sembrare una pastiera: la base di frolla la ricotta nella farcia con la zeste di arancia. Ma qui, su questa, c'è una marmellata di more e poi c'è quello che mia madre chiama "un sapore antico, di quando ero bambina." Eccola là che lo messa seduta, una volta tanto ti strappo la lacrimuccia di un tempo che c'era e che ora non c'è.&lt;br /&gt;Basta un profumo e ricompaiono le stanze, i corridoi di una casa senza il sonoro del televisore. Una gonnina di lana grezza, una camicetta di cotone e due scarpe quasi ortopediche, nere e pesanti. Un mondo che guardavi dal basso in alto. Tua mamma (mia nonna) che cucina sulla stufa a legna. Nessun altro in casa. E tu che la guardi, in una giovinezza che io non ho mai visto, girare intorno a quel lavello di granito, spadellare per la cucina. E dal forno esce quel profumo, un profumo fatto di un misto tra il rosolio e l'anice, un profumo di cannella, che adesso senti qui, nella mia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;QuasiNonPastiera&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sq8sev6QbtI/AAAAAAAACOU/7Qluze_7r4s/s1600-h/quasi+pastiera+1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381568986499542738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 453px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sq8sev6QbtI/AAAAAAAACOU/7Qluze_7r4s/s1600/quasi+pastiera+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sq8qvY3QjuI/AAAAAAAACOE/YcFRx2kKZn0/s1600-h/quasi+pastiera+1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho preparato una frolla (ricetta &lt;a href="http://unacolicadacqua.blogspot.com/2007/02/io-non-lo-sapevo-ma.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;qui&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che ho lasciato in frigo una mezza giornata. Ne ho usato 3/4 stendendola con un mattarello e disponendola in una teglia imburrata con bordi alti. Ho steso un velo di marmellata di more, infantile piacere. Ho poi preparato una farcia ammalgamando 250gr di ricotta vaccina e 50 gr di zucchero, ho aggiunto 2 tuorli, la buccia di un arancia fatta a zeste, o se volete la grattugiate, e un po' di cioccolato a pezzetti. Ho poi aggiunto quel profumo che una bambina sentiva una vita fa: 15 ml di preparato Varnelli "delizia classico". Le tipiche "gocce" per le pizze pasquali marchigiane. Ho steso la farcia sopra la marmellata guarnito con la restante parte di frolla fatta a striscioline e infornato per 50 minuti a 160° ventilato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sq8rGyhKcoI/AAAAAAAACOM/6ZcB-TCCYp4/s1600-h/quasi+pastiera+2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381567475371111042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 416px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sq8rGyhKcoI/AAAAAAAACOM/6ZcB-TCCYp4/s1600/quasi+pastiera+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-6687857634954900079?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/Srkyc2LJpkk/coso.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sq8sev6QbtI/AAAAAAAACOU/7Qluze_7r4s/s72-c/quasi+pastiera+1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">18</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/09/coso.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-6219782812830024752</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2009 04:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-08T08:01:11.464+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><title>Facili alternative</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E lì, candida nella scatola trasparente “per alimenti”. Un velo di siero lattiginoso copre il fondo. L’ho ordinata io, sì! Ho ordinato “una” ricotta. Ma io pensavo che ne arrivassero i soliti quattrocento grammi di sempre. E' da qualche mese oramai che utilizziamo questo “servizio” pseudodomiciliare: un piccolo caseificio fuori zona, vende direttamente ad un gruppo di consumatori, noi e altre famiglie legate scolasticamente dai figli, a prezzi da grossista. Ogni giovedì approvvigioniamo i latticini per la settimana. Se volessimo fare i “fighi” dovremmo definirci un &lt;a href="http://www.retegas.org/"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;G.A.S.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; con tanto di nome altisonante. Ma alla fine siamo una decina di famiglie che comprano da un buon produttore, tale è.&lt;br /&gt;Ecco stavolta ho fatto io l’ordine, e distrattamente ho detto, all’ amica incaricata: “una ricotta, un primo sale e le mozzarelle”.&lt;br /&gt;Ed ora la ricotta è lì, candida nella scatola trasparente “per alimenti”. Il numerello della bilancia recita “1248”. Un chilo e due di ricotta. “E adesso chi se la mangia ?”&lt;br /&gt;La domanda è arrivata dai pochi “creativoscettici” della famiglia. Nano ha detto: “Io !”. Non tutta Nano, non tutta. Ravioli ecco cosa faremo, ho pensato. Allora altri cinquecento grammi di spinaci appena scottati un poco di sale, parmigiano e poi almeno dieci uova di pasta. Una bella sfoglia sottile che dopo aver fatto riposare in frigo tirerò con la sfogliatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facile, se la sfogliatrice non l'hai mandata ad un tuo &lt;a href="http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/06/tanta-roba-in-danimarca.html"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;&lt;strong&gt;amico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che è rimasto senza in un ristorante. Si l'hai ordinata, ma poi non serviva e non hai sollecitato. Che con il caldo ti butti su piatti leggeri, freschi, mica ravioli o tortelli. Poi le ferie, parti, ritorni e ... E la sfogliatrice non c'è ancora. Allora ti armi di lasagnolo alias mattarello e attacchi a fare sfoglia. Però dieci uova ! Diciamo la metà ? e l'altra metà di farcia? Facile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Gnocchi di ricotta con porcini&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SqPFkic5chI/AAAAAAAACN0/sC_lHpPu2uo/s1600-h/gnocco-single.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378359611524477458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 454px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SqPFkic5chI/AAAAAAAACN0/sC_lHpPu2uo/s1600/gnocco-single.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quattro persone usate 250 gr di ricotta, se vi piacciono i sapori decisi quella di pecora va benissimo, altrimenti vacccina. 100 gr. di spinaci lessati e strizzati benissimo, che passerete al coltello fino a ridurli finemente. Amalgamate, ricotta e spinaci, salate, aggiungete del parmigiano grattugiato circa 40 grammi, una bella spolverata di noce moscata grattugiata fresca. Disponete la farcia su di un piano di lavoro ed incorporate circa 100 grammi di farina o quanta ne basta per rendere l'impasto più sodo.&lt;br /&gt;Formate delle piccole quenelle, usando due cucchiaini da caffè. Portate ad ebollizione in abbondante acqua salata, e lessate gli gnocchi. Scolateli bene e conditeli con burro fuso, porcini appena saltati in padella con pochissimo olio, e con una grattata di parmigiano a scaglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SqPFkQ75nKI/AAAAAAAACNs/SdvkDjYEXCI/s1600-h/gnocco-doppio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378359606822673570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 405px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SqPFkQ75nKI/AAAAAAAACNs/SdvkDjYEXCI/s1600/gnocco-doppio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uovo ? Non ne ho messo, ma nessuno lo vieta, bisogna aumentare la farina però&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-6219782812830024752?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/DLs1_ZVFW3k/facili-alternative.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SqPFkic5chI/AAAAAAAACN0/sC_lHpPu2uo/s72-c/gnocco-single.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">20</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/09/facili-alternative.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-5258618252226049461</guid><pubDate>Mon, 31 Aug 2009 02:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-02T17:06:22.555+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indirizzi</category><title>E così sia</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbqISrtLI/AAAAAAAACNk/HMjzWPtmYJs/s1600-h/ortiga-1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375006197116810418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 443px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbqISrtLI/AAAAAAAACNk/HMjzWPtmYJs/s1600/ortiga-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;E’ come un filo sottile e leggero, trasparente. In equilibrio sulla linea dei ricordi.&lt;br /&gt;Un ritorno a ritrovare, ancora, i posti di un passato. Una sensazione di tristezza, una volta, ora cancellata da questo presente: futuro di quel passato.&lt;br /&gt;Come è strano che a volte possa bastare qualche cosa di banale, come un luogo, per ritrovare tutti i ricordi chiusi nei mille cassetti di una non memoria.&lt;br /&gt;E poi la musica, comincio a canticchiare quella canzone da quando mi infilo nelle strette viuzze del paese. E’ lì, quel motivo, come se fosse incollato sul pavè della strada, improbabile traccia sonora di una multimedialità fantasiosa. Prima è un vocalizzo silenzioso: solo mentale, poi cresce, quel tanto per strappare le occhiate di un Leo interrogativo. Quando passo davanti alla fontana del parcheggio accenno alle prime strofe. Gli altri parlano, io canto, canticchio, sorrido distratto dai miei pensieri. Matteo fa domande che non ascolto. Gli arruffo i capelli già corti, mi guarda e sorride, poi si accosta al mio fianco e aspetta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Conosco un posto nel mio cuore, dove tira sempre il vento, per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento..." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetta che lo stringo a me in un abbraccio che ci fa quasi finire per terra, scoordinando il mio passo al suo.&lt;br /&gt;Ritorniamo al centro del paese, silenzioso nella frescura della sera. Pochi rumori dalle case. La canzone continua a girare ora la canticchia anche Lella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfbpwol3iI/AAAAAAAACNc/K26YsnNiWFc/s1600-h/grotto+ortiga+1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375006190766251554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 514px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfbpwol3iI/AAAAAAAACNc/K26YsnNiWFc/s1600/grotto+ortiga+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbpbejFSI/AAAAAAAACNU/DWvb-4oZ7gk/s1600-h/grotto+ortiga+2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375006185086981410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 480px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbpbejFSI/AAAAAAAACNU/DWvb-4oZ7gk/s1600/grotto+ortiga+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbpOaYsYI/AAAAAAAACNM/xpe2sCfa3Lk/s1600-h/grotto+ortiga+3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375006181579862402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 480px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbpOaYsYI/AAAAAAAACNM/xpe2sCfa3Lk/s1600/grotto+ortiga+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfa8ar4tmI/AAAAAAAACNE/oONp4C4siCI/s1600-h/grotto+ortiga+4.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375005411780376162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 480px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfa8ar4tmI/AAAAAAAACNE/oONp4C4siCI/s1600/grotto+ortiga+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Entriamo, varchiamo l’arco del cortile di questa casa, forse, ottocentesca.&lt;br /&gt;E tutto è ancora come sempre. L’androne con le vecchie cianfrusaglie, le tazze sul davanzale, i tavoli di pietra nel piccolo giardinetto. Il cameriere e la patron, la parete con le copertine della musica che mi ha cresciuto. L’album di quella canzone che immancabilmente canticchio quando vengo qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Che pena, che nostalgia, non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia ... " &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sedersi a quei tavoli vecchi d’osteria le sedie impagliate. Le finestre spalancate, ritrovare il proprio posto accoccolato di traverso, la schiena appoggiata al muro. La prima “panaché” che scorre ghiacciata in gola. Ritrovare nel menù i piatti di sempre: “gli uccelletti scapati”… i ricordi ritrovati.&lt;br /&gt;Leo che guarda le copertine con gli occhi di un ragazzo e non più di un bimbo. E quella musica che ora è diventata la colonna sonora della cena. Cantiamo, Leo ci accompagna con il tavolo che è diventato un bongo. E chi l'avrebbe detto che poteva essere così, il futuro di quel passato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfa8IP0paI/AAAAAAAACM8/PtnIYVNalDM/s1600-h/grotto+ortiga+5.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375005406830831010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 480px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfa8IP0paI/AAAAAAAACM8/PtnIYVNalDM/s1600/grotto+ortiga+5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfa7me8D3I/AAAAAAAACM0/N7M4psMCDkc/s1600-h/grotto+ortiga+6.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375005397767425906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 480px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Spfa7me8D3I/AAAAAAAACM0/N7M4psMCDkc/s1600/grotto+ortiga+6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto verrà, come quella canzone: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“… Buonanotte, anima mia, adesso spengo la luce, e così sia”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Grotto dell'Ortiga"&lt;br /&gt;Strada Regina 35&lt;br /&gt;CH-6928 Manno (Switzerland)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel. +41916051613&lt;br /&gt;Fax. +41916053704&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ortiga.ch"&gt;www.ortiga.ch&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;panevin@ortiga.ch&lt;br /&gt;‎&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-5258618252226049461?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/zP2YVVkep3w/e-cosi-sia.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SpfbqISrtLI/AAAAAAAACNk/HMjzWPtmYJs/s72-c/ortiga-1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/08/e-cosi-sia.html</feedburner:origLink></item><item><title>hai visto come piove ! [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/MZ2r4WB11EU/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:19:49 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3857022480</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3857022480/" title="hai visto come piove !"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2506/3857022480_77044b7c94_m.jpg" width="240" height="180" alt="hai visto come piove !" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm3.static.flickr.com/2506/3857022480_18c3cfaf2e_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-09T21:35:03-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3857022480/</feedburner:origLink></item><item><title>su questa poltroncina_ [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/y6V4SalBRgU/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:18:18 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3857018436</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3857018436/" title="su questa poltroncina_"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2525/3857018436_a0bcce9f4a_m.jpg" width="240" height="180" alt="su questa poltroncina_" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm3.static.flickr.com/2525/3857018436_5a4aa95d62_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-12T18:51:17-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3857018436/</feedburner:origLink></item><item><title>io aspetto [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/aXof8suVE0I/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:16:25 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3856224095</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3856224095/" title="io aspetto"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3538/3856224095_8e98d1fd2a_m.jpg" width="240" height="180" alt="io aspetto" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm4.static.flickr.com/3538/3856224095_6fe98c49c4_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-12T20:55:27-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3856224095/</feedburner:origLink></item><item><title>swendi [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/5agWUWoRIKU/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:14:48 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3857008754</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3857008754/" title="swendi"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3486/3857008754_3d07617957_m.jpg" width="240" height="174" alt="swendi" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm4.static.flickr.com/3486/3857008754_ea596e6f7a_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-14T19:58:26-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3857008754/</feedburner:origLink></item><item><title>cavadurli [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/yHlf6222W8Q/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:13:07 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3856214909</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3856214909/" title="cavadurli"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3419/3856214909_b483a807b5_m.jpg" width="180" height="240" alt="cavadurli" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm4.static.flickr.com/3419/3856214909_209668d557_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-14T21:25:11-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3856214909/</feedburner:origLink></item><item><title>l'attesa ... [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/OCZ5hmcTgTs/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:11:13 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3856998926</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3856998926/" title="l'attesa ..."&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2551/3856998926_629d780a8a_m.jpg" width="180" height="240" alt="l'attesa ..." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm3.static.flickr.com/2551/3856998926_22e61072ea_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-15T03:42:23-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3856998926/</feedburner:origLink></item><item><title>Le vigne e i folletti del Prosecco [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/LqqXsciCNrg/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 04 Aug 2009 23:19:29 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3791521974</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3791521974/" title="Le vigne e i folletti del Prosecco"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3575/3791521974_6127f47e54_m.jpg" width="240" height="180" alt="Le vigne e i folletti del Prosecco" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm4.static.flickr.com/3575/3791521974_173d69557a_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-05T03:17:02-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3791521974/</feedburner:origLink></item><item><title>il tramonto dalla -terrazza Martini! [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/p6LfdLjM9hc/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Tue, 04 Aug 2009 23:18:48 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3791520712</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3791520712/" title="il tramonto dalla -terrazza Martini!"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2494/3791520712_ded15e431b_m.jpg" width="180" height="240" alt="il tramonto dalla -terrazza Martini!" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm3.static.flickr.com/2494/3791520712_5c43a051c0_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-08-05T03:36:17-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3791520712/</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3823545136976864976</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2009 20:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-03T22:07:00.236+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indirizzi</category><title>In quell'ansa laggiù</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Durante la settimana, ha girato un po’ su internet, distratto tra una versione di greco e una di latino. Ha organizzato la cosa senza dirci nulla. Il giorno prima mentre tornavamo dalla spesa, ha preso il navigatore e ha digitato una destinazione. L’ho guardato con la coda dell’occhio in mezzo al traffico del pomeriggio trevigiano. Quando il navigatore ha finito di calcolare, ed è apparso il percorso, ha esclamato soddisfatto: “Non è neanche tanto lontano !”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyEBIlbpI/AAAAAAAACMM/kwgkb3-sc20/s1600-h/grappa1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365601419408010898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyEBIlbpI/AAAAAAAACMM/kwgkb3-sc20/s1600/grappa1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Possagno alle pendici del &lt;a href="http://www.alpinipossagno.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;monte Palon&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. “E’ lassù che dobbiamo andare” . Basta che sia montagna e per me non ci sono problemi. Abbiam chiesto alla cartoleria del paese le indicazioni per la strada del monte Palon, ci han guardato un po’ strani. Si c’è una strada ma è pericolosa, potreste morire (!) Meglio se passate dal monte Tomba. Strano, ho pensato, per non rischiar di morire è meglio passare per un posto dove qualcuno è stato sicuramente seppellito. Siamo saliti. Una stradina stretta di asfalto e foglie cadute, generosi in strombazzate di clacson. A metà della salita abbiamo sostato ad osservare l'altra metà di salita. Un serpente di tornanti che si arrampica verso la cima, e poi ancora oltre fino al Grappa che si affaccia dietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyD_FmTQI/AAAAAAAACME/bfnykAVHfv8/s1600-h/grappa3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365601418858614018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 900px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyD_FmTQI/AAAAAAAACME/bfnykAVHfv8/s1600/grappa3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho pensato a come doveva essere qui quando novanta anni fa si combatteva tra queste montagne. E’ allora mi sono seduto tra le trincee ad ascoltare il silenzio del monte. E poi il ragazzo commentare, che qui su quest’erba che morde i sassi bianchi, si è scritta la storia di un paese. E’ bastato respirare e sentire l’odore. Quell'odore di storia che c'è a passare nelle gallerie e tra gli avamposti recuperati dai volontari, alpini anche loro come i nonni. Quell'odore diverso a guardarsi l’Italia giù in basso lontana, il Piave che come una grossa ferita, si allunga giù verso il mare. A pensare a come erano e a come siam diventati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyDsOhQmI/AAAAAAAACL8/AEO442HLC2M/s1600-h/grappa2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365601413795758690" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyDsOhQmI/AAAAAAAACL8/AEO442HLC2M/s1600/grappa2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo stati così, ad ascoltare quell’odore, silenziosi ognuno nei propri pensieri. Spaccaball che ruzzolava tra le pietre. Leo che cercava le sue certezze. Io che continuavo ad immaginare il banale, il vivere quassù. Vedere, forse qualcuno, la casa laggiù in basso. Ho ripercorso mentalmente la storia, da quel maggio del '15 fino a quel novembre del '17. Il passare e poi ripassare su quella striscia grigia, giù nella valle. Un nuovo "confine", difeso da qui, da questa montagna e da quella appena qui dietro. E quando sembrava che potesse crollare riattraversarlo, verso il Carso, Trieste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è avvicinato, si è sdraiato al mio fianco, anche lui appoggiato su un gomito. "Lo vedi il Piave? Lì all'inizio dove fa quell'ansa a sinistra Ecco dovrebbe esser lì, l'osteria dove voglio andare."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZxWM4qYAI/AAAAAAAACL0/Dy3iUoptQCw/s1600-h/rive6.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365600632288468994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZxWM4qYAI/AAAAAAAACL0/Dy3iUoptQCw/s1600/rive6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZxVna-RzI/AAAAAAAACLs/QXnOCfg9OFU/s1600-h/rive1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365600622231832370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZxVna-RzI/AAAAAAAACLs/QXnOCfg9OFU/s1600/rive1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZxVlCPpjI/AAAAAAAACLk/DLExG2M-D0U/s1600-h/rive2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365600621591242290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZxVlCPpjI/AAAAAAAACLk/DLExG2M-D0U/s1600/rive2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci rituffiamo lungo la strada che ora sembra più larga. Il sole che picchia nella valle. Onigo di Pederobba, in via rive sta la "Trattoria alle Rive" lungo l'argine destro del Piave. Le rive appunto.&lt;br /&gt;Ci accoglie una casa in penombra come quelle dell'infanzia. Un vecchio pianoforte, una vecchia "mattra". Cerchiamo da soli i segni della presenza di qualcuno. Un cane grande e nero, annunciato da un cartello che informa sulla presenza di animali domestici liberi, ci fa strada verso il giardino. Un piacevole pergolato tra legno e alberi accoglie una decina di tavoli. Un grande muro sulla destra. La cucina si affaccia a porte aperte. Mi seggo, la schiena appoggiata a quel muro, rilassato ascolto il menù raccontato dalla patron Silvia.&lt;br /&gt;Pomodori all'agro, tortino di zucchine e crema di pomodoro, bruschetta. Fusilli fatti in casa con pomodoro e ricotta, degli stortini (una pasta indigena) con verdure e yogurt fresco, i bigoi con l'anatra, le crespelle. I medaglioni di vitello con i porcini, il formaggio Piave cotto e le braciole con le melanzane. Il sorbetto di ananas, il tiramisù, la torta di mele e una chantilly ai frutti di bosco.&lt;br /&gt;Intanto ci porti l'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mangia piano Matti che altrimenti ti strozzi, non vedi !!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZw6vPPjHI/AAAAAAAACLc/wXG8z4zNsj0/s1600-h/rive3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365600160473648242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 263px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZw6vPPjHI/AAAAAAAACLc/wXG8z4zNsj0/s1600/rive3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZw6eOBpRI/AAAAAAAACLU/RDbZrGDjtvU/s1600-h/rive4.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365600155905139986" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZw6eOBpRI/AAAAAAAACLU/RDbZrGDjtvU/s1600/rive4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZw6CO2wOI/AAAAAAAACLM/OfHJLJc5LCM/s1600-h/rive5.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365600148392427746" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZw6CO2wOI/AAAAAAAACLM/OfHJLJc5LCM/s1600/rive5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trattoria "Alle Rive"&lt;br /&gt;Via Rive, 46&lt;br /&gt;31050 Onigo (TV)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tel. 0423 64267‎&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3823545136976864976?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/dbdNrSsRxww/in-quellansa-laggiu.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SnZyEBIlbpI/AAAAAAAACMM/kwgkb3-sc20/s72-c/grappa1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">15</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/08/in-quellansa-laggiu.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-8345804711605308034</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2009 05:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-22T08:46:24.981+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">carne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">secondi</category><title>Un'altra estate ...</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quella fu l’estate in cui diventai grande.&lt;br /&gt;Fu l’estate alla fine della quale avrei voluto tornare bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ad allora avevo girato l’Italia, “spedito” in vacanza da nonni e zii, a turno con mio fratello, in uno scambiarci stanze e letti. Nel mezzo qualche ora per ritrovarci, a raccontare le cose dei bambini, a ridere complici, ad abbracciarci da fratelli che siamo in lunghi saluti. Per poi riperderci, alternati, nell’assolata spensieratezza dell’estati dell’Italia del “boom”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conobbi così, la Val’ da’Aosta, Follonica, Capanne, Viareggio. Tutte località legate da un unico filo conduttore: la Montecatini, le sue miniere e le sue cave di marmo. Passai un paio di estati nel piccolo giardino di Lillaz, a romper le palle ai quattro pesci rossi che vivevano nella fontana che c’era lì. Mi feci intimidire da un paio di gatti che non mi lasciavano passare sull’unica stradina di Capanne, obbligandomi a giri improbabili per raggiungere il negozio di alimentari del paese. Mi piantai su un marciapiede di una via di Follonica finché non mi comprano una macchinina gialla, quando invece avrebbero dovuto prendermi a schiaffi. Feci volare per ore un aquilone paracadutista ai bagni Rossella di Viareggio, in attesa dei miei genitori, e quando poi una folata di vento me lo sbatte a terra, loro arrivarono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi le cose cambiarono cominciai a crescere. Alla veneranda età di undici anni inizia a passare le estati nella casa di campagna dei nonni. Dalla costa anconetana alle colline dell’entroterra. Quelle estati in cui il canto delle cicale faceva da contraltare alle grida dei ragazzini. I primi mangianastri, e le scatole di scarpe piene di canzoni. Le prime sigarette, i pacchetti infilati nei calzini o nelle maniche delle magliette, lo sciacquarsi la bocca prima di tornare a casa, per mascherare il puzzo del fumo. In quel periodo fece la sua comparsa, improvvisa e inaspettata, anche il testosterone. Da ragazzini rincoglioniti diventammo ragazzini rincoglioniti e “affigati”. Nacquero i primi amori, e le prime grandi delusioni. Ci si innamorava di coetanee impossibili, ragazze a cui apparivamo bambini con la puzza di latte. Una fiat 850 sport aveva molte più chance di successo, di una bicicletta tenuta con il fil di ferro. Sognavamo, di quei sogni che ti fanno camminare strano, un improbabile “Felice Della Pietà”, per le strade di un paesetto di trecento anime. Ogni estate ripartivamo da dove avevamo lasciato l’estate prima, con un continuum spazio-temporale da far invidia al triangolo delle bermuda. Ogni estate la stessa scenografia, gli stessi personaggi la stessa coreografia, la trama che filava liscia come un olio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi arrivo quell’estate. L’estate in cui divenni grande. Di quell’estate ho ricordi sfocati in generale, vividi per alcuni momenti quelli che mi fecero diventare grande.&lt;br /&gt;Di quell’estate ricordo anche un panino che mi venne propinato. Era imbottito di un “salume” che a detta delle leggende metropolitane raccoglieva gli scarti del cibo. Ma era buono e mi ci volle un po’ di tempo per conoscere la vera origine della:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Galantina&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SmaiVsryL3I/AAAAAAAACK8/kAVVGr2G29s/s1600-h/galantina_def.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361150900086910834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 452px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SmaiVsryL3I/AAAAAAAACK8/kAVVGr2G29s/s1600/galantina_def.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Considerato che di scarti non si tratta, io, per una bella galantina ho usato:&lt;br /&gt;Due cosci di pollo disossati e un petto di pollo a fette, che ho battuti salati e pepati. Ho disposto il tutto su pellicola, aggiunta una farcia di 400 gr di vitello magro, 200 gr di maiale, magro anch'esso, e 100 grammi di mortadella, il tutto macinato finemente e condito con un uovo, 75 gr di parmigiano grattugiato, pistacchi sbucciati e spellati, noce moscata, sale e pepe. Ho poi aggiunto due uova sode, olive varietà ascolana denocciolate, un paio di carote e pezzi di prosciutto tagliati spessi. Ho chiuso tutto nella pellicola, e insaccato poi in una sacca da salumiere. Qui va bene anche un bel canovaccio inodore. Ho messo tutto a bollire con sedano, carota e cipolla per due ore due. Lasciato riposare per una notte e servito accompagnato da una giardiniera in agrodolce bella croccante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SmapnoXMJeI/AAAAAAAACLE/NKV972ST3Bs/s1600-h/pregalantina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361158904745829858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 411px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SmapnoXMJeI/AAAAAAAACLE/NKV972ST3Bs/s1600/pregalantina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-8345804711605308034?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/ogY9ib2AgBE/unaltra-estate.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SmaiVsryL3I/AAAAAAAACK8/kAVVGr2G29s/s72-c/galantina_def.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/07/unaltra-estate.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3820343117129846915</guid><pubDate>Mon, 13 Jul 2009 05:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-08-13T08:05:47.048+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><title>Le voglie passate</title><description>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Ha gli occhi bassi sulle sue scarpe. Non che ci sia tanto da guardare ormai, sulle sue scarpe, ma resta li a fissarle. Scarpe “da tennis” blu, con stringhe e suola di gomma bianche, una suola che sale fin sopra a formare una punta tonda e immacolata. Quando le aveva tirate fuori dalla scatola questa mattina, sua madre, gliele aveva mostrate come fossero un trofeo. Magari non proprio un trofeo ma un premio si, sicuramente. Le aveva messe ed era corso fuori. Lei gli aveva gridato dietro qualcosa. Qualcosa che era suonato come un divieto. Qualcosa che aveva a che fare con calci, con punte e con pallone. Ma il puzzle della raccomandazione era rimasto lì: la scatola aperta, i pezzi in giro, abbandonati nell’aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva attraversato il paese, troppo presto per ostentare la novità che portava ai piedi. Gli amici, i suoi amici, non si svegliavano così presto come lui. E così aveva vagato per il paese, le mani infilate nelle tasche dei pantaloni. Le gambe nude a mostrare i segni di un dodicenne che passa l’estate all’aperto. Lo sguardo basso ad osservare le sue scarpe nuove, che una alla volta apparivano alla sua vista. Si era aggirato tra la confusione dei preparativi della festa del paese. I baracchini per i panini, quelli per il vino e anche quello del melone, già montanti e pronti ad entrare in attività. I cartelli scritti con pennarelli su fogli “bristol” gialli recitavano il menù e i prezzi. La trippa, i fagioli con le cotiche, le tagliatelle, le braciole e poi lui il prosciutto e melone. Gialli i “bristol”, giallo lo striscione, disteso in mezzo alla strada, due scale per parte. Una appoggiata al muro di una casa, un’altra appoggiata contro un lampione. Ci aveva girato intorno piano, attento a non calpestarlo, aveva piegato la testa per leggere: “IX sagra del prosciutto e melone”. E anche se di campi di meloni non aveva mai visti da quelle parti, la sagra del paese si ispirava proprio a quel frutto e al suo accompagnamento per eccellenza. Fu mentre cercava di immaginarsi per quale motivo proprio il melone, che apparvero loro. Gli occhi ancora gonfi di sonno, un pallone di cuoio sotto braccio, la domanda rimase li sospesa tra lo striscione che saliva e la loro ombra sull'asfalto. Anche se qualcuno si era accorto delle sue scarpe nessuno fece commenti. Si avviarono verso il campetto dietro le scuole. Una striscia di asfalto che mangiava, palloni, scarpe e ginocchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse giocarono per quattro ore, magari si erano pure fermati ogni tanto, ma quelle erano partite che comunque finivano con punteggi tennistici. E quando il campanile della chiesa aveva suonato mezzogiorno erano tutti seduti sul muretto, le gambe penzoloni nel vuoto, lucide di sudore. Era stato lì che si era accorto. La stoffa della scarpa, nel punto in cui si congiungeva alla punta di gomma bianca, era strappata. Un buco, o meglio uno strappo lungo tutta la lunghezza. Il cuore gli era balzato in gola, e continuava a battergli forte mentre correva verso casa. Più che una corsa era un camminare strano, un misto tra la marcia e la maratona, con un passo claudicante a non voler gravare il peso sulla gamba destra, come se questo potesse salvare o rimediare al danno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse erano volate urla, sicuramente anche un paio di schiaffi, ma più di tutti era quel senso di commiserazione che lo aveva lasciato escluso dal pranzo del resto della famiglia. Nessuno che magari si fece venire il dubbio che se una scarpa non reggeva una partita di pallone, anche se era stata una partita di quasi quattro ore, finita con punteggi tennistici. Se una scarpa non reggeva una partita così, magari, in fondo in fondo, non è che fosse una grande scarpa. Sarebbe stato meglio riportarla in negozio, invece di far volare parole, schiaffi, e quella punizione. Oggi non esci e stasera niente festa. Addio ai giochi, addio alla ruota della fortuna, addio al tiro degli anelli nelle bottiglie, addio al “48” e addio serata danzante con il complesso “Quelli della notte”. Ma tra tutto quello che più gli dispiaceva, che più lo lasciava con un senso di mancanza forte e assoluto, era dire addio al piatto di prosciutto e melone. Che proprio gli era venuta una voglia che gli sarebbe rimasta lì per una vita, ne era sicuro, di quelle voglie che te ne saresti ricordato per sempre. E magari un giorno da grande si sarebbe comprato un paio di scarpe, più resistenti e si sarebbe fatto un:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Tortello di burrata e prosciutto con gelato al melone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sk8UYy4dAcI/AAAAAAAACKw/GcVtEQpCGzU/s1600-h/tortelli+di+burrata+1+(1+of+1).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354520898174779842" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 413px; TEXT-ALIGN: justify" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sk8UYy4dAcI/AAAAAAAACKw/GcVtEQpCGzU/s1600/tortelli+di+burrata+1+(1+of+1).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quattro persone con la voglia rimasta dall'adolescenza: 200 gr di burrata, 200 gr di crudo Parma o San Daniele tagliato a julienne, che amalgamerete alla burrata sminuzzata al coltello. Se dovesse risultare toppo liquida incorporate anche un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato, ma non esagerate. Preparate il tortello nel modo classico. Precedentemente preparate un gelato al melone: con 100 gr di panna e 100 di latte che porterete ad ebollizione insieme ad una buccia di limone. Togliete dal fuoco, eliminate la buccia di limone e aggiungete un rosso d'uovo, incorporando energicamente con una frusta, lasciate raffreddare. Passate 200gr. di melone al minipimer, aggiungete un pizzico di sale e un paio di cucchiaini di zucchero, incorporate al latte e mettete in gelatiera. Preparate una crema di piselli cuocendo 200 gr di piselli in poco brodo vegetale, e passando tutto al passaverdura, incorporate 25 gr di parmigiano grattugiato. Preparate il piatto con la crema di piselli tiepida, i tortelli lessati e saltati in padella con una piccola nove di burro e una quenelle di gelato al melone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sk8UYPucYBI/AAAAAAAACKo/sPP6yuMEoXY/s1600-h/tortelli+di+burrata+2+(1+of+1).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354520888737554450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 413px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: justify" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sk8UYPucYBI/AAAAAAAACKo/sPP6yuMEoXY/s1600/tortelli+di+burrata+2+(1+of+1).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3820343117129846915?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/r-Mg34e6Rco/le-voglie-passate.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sk8UYy4dAcI/AAAAAAAACKw/GcVtEQpCGzU/s72-c/tortelli+di+burrata+1+(1+of+1).jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">15</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/07/le-voglie-passate.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-6999804047118539605</guid><pubDate>Wed, 24 Jun 2009 22:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-25T00:53:26.555+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indirizzi</category><title>... tanta roba ! in Danimarca</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoV05tOQI/AAAAAAAACJ4/Dq_tZbz431E/s1600-h/simoncini+vin+res+1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350883662712617218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 407px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoV05tOQI/AAAAAAAACJ4/Dq_tZbz431E/s1600/simoncini+vin+res+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C’è un sole che scotta, che brucia, che abbronza. Un sole che ogni tanto si nasconde dietro nuvole passeggere, fresche, veloci, in questo cielo tridimensionale che continua a venirmi incontro dal fiordo di Horsens. Lo lascio passare, mentre ascolto Adriano raccontare la sua storia. Il vino lascia un velo di spanna sul vetro dei bicchieri. Mi scende in gola fresco, leggero, mentre lui parla e racconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoVJIVFkI/AAAAAAAACJo/u8_cHv_tWDY/s1600-h/simoncini+vin+res+3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350883650962789954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 450px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoVJIVFkI/AAAAAAAACJo/u8_cHv_tWDY/s1600/simoncini+vin+res+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo guardo e cerco di ricordare la prima volta che lo incontrai. Lo sguardo di un ragazzo, la grinta di un uomo. Un toscano in terra marchigiana, Viareggino di nascita lui, di adozione io . Fu quello sguardo, che poi, mi convinse ad assumerlo nella mia squadra. Cinque anni insieme. “Bei tempi !” dice lui, ma poi hanno fatto casino, e tutto è finito, sfumato. Io da una parte e lui a fare il “salto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoVlqu4iI/AAAAAAAACJw/TLMEIrKNUtE/s1600-h/simoncini+vin+res+2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350883658623279650" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoVlqu4iI/AAAAAAAACJw/TLMEIrKNUtE/s1600/simoncini+vin+res+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;“Dopo una settimana che mi ero licenziato ho comprato la casa di Alro” Lo ascolto mentre sciorina cifre e mi spiega cosa c’era prima del ristorante: il primo di tre. “Hai idea di cosa vuol dire fare un ristorante in quella che era una stalla per maiali ?!” Ride felice di quello che ha visto, del culo passato. Io penso a quello che c’era. A come ti possa venire in mente di fare un ristorante dove prima c’era un porcile. Guardo il locale, il legno dei recinti che ora accolgono i tavoli, che ha ritrovato un impensato splendore. L’arredamento scovato nei mercatini dell’usato, la mise en place semplice e originale. “Abbiamo iniziato con i piatti freddi. Li preparavamo in casa: mio padre e mia madre in cucina, e io e la Nina a far avanti e dietro per il cortile."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIyG27T1PI/AAAAAAAACKY/QSdM3w8HeuU/s1600-h/simoncini+vin+res+4_1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350894400674452722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIyG27T1PI/AAAAAAAACKY/QSdM3w8HeuU/s1600/simoncini+vin+res+4_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Poi un giorno ci scrivono una intera pagina di giornale, su uno dei più importanti quotidiani dello Jutland. Avevamo fatto due chiacchiere con il giornalista, giusto per parlare. Una domenica esco, come tutte le mattine, a comprare il pane, quando ritorno era pieno di auto. Dovetti parcheggiare sulla strada. Lì per lì pensai fosse successo qualcosa in casa.” Ride, ancora incredulo di quello che ha passato. “Tanta roba ! Epico ! Dicevo alla gente che avevo finito i posti, che non avevo più pane! E loro: fa niente aspettiamo, ci mettiamo seduti qui fuori.” Mi indica il muretto del giardino. Da lì abbiamo capito che forse potevamo farcela. La prima cena di Natale l’abbiamo organizzata con i piatti freddi, il tagliere, un roast-beef. La gente quando prenotava ci chiedeva quanti maglioni doveva portare, sapevano tutti che non avevamo ancora neanche il riscaldamento.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIwANfbWrI/AAAAAAAACKA/RJnQxEDhI9A/s1600-h/simoncini+vin+res+6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350892087449180850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIwANfbWrI/AAAAAAAACKA/RJnQxEDhI9A/s1600/simoncini+vin+res+6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gian Battista sorride mentre fetta una spalla, arriva da casa: cinta senese, formaggi Beltrami, mortadella di un minuscolo produttore, bresaola da dentro la Valtellina. “La ricerca delle materie prime ci fa impazzire, ma è fondamentale per noi e per il nostro progetto. Sai cosa significa gestire così tanti fornitori ?! E’ come quando lavoravamo insieme: cambia il prodotto ma le logiche son quelle, identiche. Anche i files uso sempre gli stessi !!” Ridiamo, mentre il Lacrima Christi di Mastrobernardino ci scivola in gola, a rinfrescare il caldo di questo sole danese. “Poi Giorgio quando torna a casa si gioca i quindici chili di bagaglio Ryanair, in toma piemontese, e altre particolari chicche. Che mica scherziamo, siamo l’azienda più flessibile della Danimarca.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIyGjJQMKI/AAAAAAAACKQ/BQnUr3MaFas/s1600-h/simoncini+vin+res+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350894395364225186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIyGjJQMKI/AAAAAAAACKQ/BQnUr3MaFas/s1600/simoncini+vin+res+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con Giorgio, l’excutive chef, il giorno prima, nel ristorante di Odense, ci siamo raccontati di cibo. Della sua terra: Varese, dei locali a confine con la “mia” Svizzera. Ho chiesto più che risposto, ogni tanto Adriano spiegava il momento umorale della giornata. Giorgio se la ride, il clima è quello allegro di una squadra che lavora affiatata. Ragazzi ventenni, giovani scommesse, le stesse orme del loro capo patron. Prima dell’inizio del servizio l’aria è leggera volano le prese per il culo “O grullooo !” Poi quando si riempie il locale allora la paura di andare in merda, stringe le mascelle e fa diventare tutti più seri. Mi infilo in cucina scatto foto ai piatti che vanno verso la sala. Schiacciato tra il muro e un carrello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIwAO68B8I/AAAAAAAACKI/mpkPnvQyEI0/s1600-h/simoncini+vin+res+5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350892087833003970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 450px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIwAO68B8I/AAAAAAAACKI/mpkPnvQyEI0/s1600/simoncini+vin+res+5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Matti appare alle mie spalle. Mi fa piegare verso di lui e mi dice “Papà io ho fame !”. E’ quasi un sussurro, ma Adriano lo sente, e scrive la comanda. Giorgio l’appende sul numero del tavolo, e io raccomando a tutti di stare tranquilli. Di pensare ai clienti veri, che Matti ce lo compriamo con un piatto di ravioli appena la sala ne chiama uno. Un ristornate, poi il secondo ex-novo, costruito d'emblée, e infine il terzo, dove aspetto il mio tonno scottato. Poi la crisi economica, lezioni vecchie da mettere in pratica. E oggi forse... dai che ce l'hai fatta. E come una mareggiata che passa, i piatti escono e Adriano li racconta abbinandoli al vino, e spiegando al cliente il perché delle cose. Mesce generosi bicchieri gioca con il concetto di marketing, e le facce soddisfatte intorno ai tavoli fanno capire che ha avuto ragione lui. Da controller a Oste il salto ci sta tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkI5HDvG_KI/AAAAAAAACKg/w0Ga_xgV0YM/s1600-h/simoncini+vin+res+7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350902100694334626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkI5HDvG_KI/AAAAAAAACKg/w0Ga_xgV0YM/s1600/simoncini+vin+res+7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cibi semplici che qui da noi considereremmo quasi scontati. Ma la qualità delle materie prime e la cura che con cui li perfezionano, di volta in volta, ne fanno una piacevole passeggiata. Un ritorno alla terra di casa, alla tradizione, e a quello che uno si aspetta dalla cucina italiana. E poi le grandi cantine vicino alle piccole, scovate per passaparola, magari di un amico blogger. La tartare di tonno allo zenzero, delicata e pulita in bocca, gli spaghetti alle vongole, qui introvabili. I ravioli di magro e quelli di carne, conditi con il burro danese, la tagliata di carne "indigena" da allevamento biodinamico. La panna cotta che con la panna danese, scusate, ma è un altro mondo, i sorbetti di frutta fresca che non parrebbe ma hanno sapori decisi e trasparenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si, ... c’è del buono in Danimarca !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Simoncini vin restaurant&lt;br /&gt;Alro&lt;br /&gt;Ahrus&lt;br /&gt;Odense&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.simoncini.dk" target=" blank"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;www.simoncini.dk&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-6999804047118539605?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/k4tJ5mL2VVE/tanta-roba-in-danimarca.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SkIoV05tOQI/AAAAAAAACJ4/Dq_tZbz431E/s72-c/simoncini+vin+res+1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/06/tanta-roba-in-danimarca.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il cielo di Alro [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/fU8P81ABYVk/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Mon, 22 Jun 2009 23:53:48 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3652682903</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3652682903/" title="Il cielo di Alro"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2478/3652682903_09086b2afb_m.jpg" width="240" height="160" alt="Il cielo di Alro" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm3.static.flickr.com/2478/3652682903_a78a6996b9_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-06-21T11:17:22-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3652682903/</feedburner:origLink></item><item><title>le spiagge un po' diverse [Flickr]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/CbZZwEYkWZ0/</link><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">lacolica</dc:creator><pubDate>Mon, 22 Jun 2009 23:53:37 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:flickr.com,2005:/photo/3652682563</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/people/7731522@N06/"&gt;lacolica&lt;/a&gt; posted a photo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3652682563/" title="le spiagge un po' diverse"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3646/3652682563_7103f1c926_m.jpg" width="160" height="240" alt="le spiagge un po' diverse" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description><enclosure url="http://farm4.static.flickr.com/3646/3652682563_9a6f7c1a5c_o.jpg" length="0" type="image/jpeg" /><dc:date.Taken xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">2009-06-21T16:46:07-08:00</dc:date.Taken><feedburner:origLink>http://www.flickr.com/photos/7731522@N06/3652682563/</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-6981115731613041258</guid><pubDate>Mon, 22 Jun 2009 04:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-22T07:27:43.028+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nessuna ricetta</category><title>C'è del buono in Danimarca ...</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8T-jO9W-I/AAAAAAAACJg/F3blpa-tCMU/s1600-h/dk0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350016847670238178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 456px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8T-jO9W-I/AAAAAAAACJg/F3blpa-tCMU/s1600/dk0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8T-SSt4JI/AAAAAAAACJY/-bO0ickLQGg/s1600-h/dk1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350016843122598034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 456px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8T-SSt4JI/AAAAAAAACJY/-bO0ickLQGg/s1600/dk1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8R-OIjhjI/AAAAAAAACJQ/eORYHkdzhMs/s1600-h/dk2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350014642982979122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8R-OIjhjI/AAAAAAAACJQ/eORYHkdzhMs/s1600/dk2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8R93TcoPI/AAAAAAAACJI/Jr5SLlcvRtY/s1600-h/dk3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350014636854649074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8R93TcoPI/AAAAAAAACJI/Jr5SLlcvRtY/s1600/dk3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8R9QKOe6I/AAAAAAAACJA/N1TihZw4PlQ/s1600-h/dk4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350014626346990498" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8R9QKOe6I/AAAAAAAACJA/N1TihZw4PlQ/s1600/dk4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8MBjKBCaI/AAAAAAAACI4/fK-eZFbv_J4/s1600-h/dk5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350008103096093090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8MBjKBCaI/AAAAAAAACI4/fK-eZFbv_J4/s1600/dk5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8MBafygJI/AAAAAAAACIw/5scUvXv3jhU/s1600-h/dk6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350008100771496082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 450px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8MBafygJI/AAAAAAAACIw/5scUvXv3jhU/s1600/dk6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj65fTlbw-I/AAAAAAAACIQ/CzyXGTi2IsA/s1600-h/dk7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349917354847093730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj65fTlbw-I/AAAAAAAACIQ/CzyXGTi2IsA/s1600/dk7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj65fO-6yXI/AAAAAAAACII/shKsci_KEA8/s1600-h/dk8.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349917353611807090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj65fO-6yXI/AAAAAAAACII/shKsci_KEA8/s1600/dk8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo atto di questa "non tragedia" tra un paio di giorni ...&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-6981115731613041258?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/hq0dsYOdxlQ/ce-del-buono-in-danimarca.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sj8T-jO9W-I/AAAAAAAACJg/F3blpa-tCMU/s72-c/dk0.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/06/ce-del-buono-in-danimarca.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-2597154058811337864</guid><pubDate>Mon, 08 Jun 2009 03:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-08T08:57:44.710+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">frutta</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dolci</category><title>Messaggi in bottiglia</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font face="verdana"&gt;E' che non mi ricordo. Non ricordo quelle tende, la tavola imbandita, non ricordo la torta. Non ricordo gli altri bambini, e non ricordo perché fossimo vestiti tutti da "Pierrot".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando rimetti a posto un pezzo di casa: una stanza, una soffitta; è un lavoro che vien voglia di scappare, piuttosto che farlo. Però magari hai la fortuna di riportare a galla qualche vecchio ricordo, qualche momento che ti eri dimenticato. Un po' come una bottiglia che galleggia nel mare, con il suo messaggio infilato dentro. Un libro, una lettera, una foto.&lt;br /&gt;Ho rovistato una giornata intera nell'interrato della mia casa. Una mezza vita di storia, ammucchiata dall'ultimo trasloco. Cose che riordini spostando semplicemente da un lato all'altro della stanza. Perché non butti, che non si sa mai, che poi un giorno magari i figli... Otto sacchi neri, grandi, che con la differenziata occorreranno quattro settimane per trasferirli in discarica. Ma ne valeva la pena: ora c'è spazio. Lo spazio che occorre per ricominciare a mettere in disordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così in mezzo al mare in tempesta di libri, quaderni, pezzi di vecchi giocattoli, cianfrusaglie senza più identità, galleggiava questa bottiglia, il suo messaggio: una foto. Che un'onda più violenta delle altre ha spiaggiato ai suoi piedi. Leo l'ha raccolta come potrebbe raccogliere una conchiglia portata dal mare, o come un sasso su un sentiero di montagna rotolato fin lì per le ultime piogge. L'ha raccolta indifferente, distratto, ha osservato i sette bambini intorno al tavolo. La bambina al centro in piedi sulla sedia che con il braccio alzato che fa il segno del "due" con le dita. Ha fatto scorrere gli occhi su quei sette Pierrot in bianco e nero, seduti intorno ad una torta di compleanno. Una bella torta di panna e candeline, con una scritta al centro che ha dovuto piegare la testa e girare la foto per leggere "Auguri" fatta con la cioccolata. Ha osservato i mobili la casa e nell'ultimo bambino a destra, quello senza cappellino con il costume troppo grande, ha riconosciuto una fisionomia familiare. Fosse stata a colori e meno provata dal tempo, quella foto,  avrebbe potuto pensare a suo fratello. Ma i segni e gli indizi gli han fatto capire che quel bimbo con la faccia seria a sfiorare un'espressione di tristezza, è suo padre. Allora ha alzato la testa, ha allungato la mano mettendomi la foto sotto il naso, e ha fatto la domanda.&lt;br /&gt;Ci ho pensato su un attimo, ho riconosciuto mia cugina, il suo "bellissimo" compleanno. Mi son ricordato che la bimba alla sua destra, anche lei in piedi su una sedia, con un abito da Pierrot nero come il mio si chiamava Dolores. Il viso sembra quello delle modelle dei dagherrotipi del secolo scorso. "Povera Dolores" il commento sentito tante volte che torna spontaneo alla mente. Cose che i grandi non dicono ai bambini, cose che poi quando i bambini diventano grandi i vecchi non vogliono più nominare. Ma non mi andava di rispondere con le poche e inutili cose che sapevo e così ho detto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' che non mi ricordo. Non ricordo quelle tende, la tavola imbandita, non ricordo la torta. Non ricordo gli altri bambini, e non ricordo perché fossimo vestiti tutti da "Pierrot".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Son restato lì con quella foto in mano, a guardare la mia faccia di bambino triste osservarmi da quel tavolo. Non mi ricordo  i compleanni, né miei né altrui. Non ho mai cercato la felicità in questi eventi, e col tempo, un po' come il Cappellaio Matto, ho cominciato a festeggiare i miei "non compleanni". Le occasioni felici, o meno tristi che ogni tanto la vita riserva. Resta questa foto ingiallita, una sensazione di disagio ad osservare me stesso bambino che con gli occhi imploro: portami via di qui, che non ci sto bene, che son tutte bambine, che il vestito di Pierrot mi stringe sul collo, che voglio tornare a giocare alla guerra, che tanto la torta non mi piace. Perché a me magari, anche per un compleanno, piace di più una:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="4"&gt;Crostata con frolla di nocciole, crema al limone e macedonia di fragole&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SiWGCsQEufI/AAAAAAAACHw/ChK5rbwapwo/s1600-h/crosta_fragole+2.jpg"&gt;&lt;font face="verdana"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342823913741400562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 410px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SiWGCsQEufI/AAAAAAAACHw/ChK5rbwapwo/s1600/crosta_fragole+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la frolla:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;2 tuorli e un uovo intero, 200 gr di farina 00, 100 gr di farina di nocciole Piemonte IGP; 80 gr di burro a pomata; 150 gr di zucchero; la buccia di un limone grattugiata; un pizzico di sale; due cucchiaini rasi di lievito per dolci.&lt;br /&gt;Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e appiccicoso. Copritelo con la pellicola per gli alimenti e mettetelo in frigo per una sei ore. Stendete 2/3 dell'impasto con un mattarello nel fondo di una teglia imburrata. Lavorate la restante parte dell'impasto per formare il bordo della "crostata". Bucherellate con la forchetta, coprite con carta forno e mette un peso per evitare che il fondo si sollevi durante la cottura. Infornate a 180° per 15 minuti, poi togliete il peso e la carta forno e cuocete, sempre in bianco per, altri 10 minuti fino ad inizio della doratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la crema:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Una crema pasticcera normalissima: 4 tuorli, 4 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di fecola di patate, la buccia intera di un mezzo limone e mezzo litro di latte. Montate le uova con lo zucchero, incorporate la fecola di patate, aggiungete il latte e la buccia di limone, e poi cuocete a bagnomaria finché la crema non addensa. Per questa preparazione deve risultare molto densa. Togliete dal fuoco, eliminate la buccia (succhiandola ben bene) e incorporate il succo di un mezzo limone o di più se piace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la macedonia:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un paio di ore prima della composizione lavate e mondate (!) un cestino di fregole. conditele con un due cucchiai di zucchero e il succo di mezzo limone. Lasciate in frigo per un' ora, girando la macedonia di tanto in tanto. Recuperate il succo che si è formato nella macedonia, aggiungete una quantità di acqua pari al succo e mettete sul fuoco fino a far raggiungere il bollore. Spegnete e incorporate due fogli di gelatina che avrete ammollato in acqua ghiacciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Componete la torta riempiendola di crema, disponete le fragole sopra la crema guarnite con foglioline di menta e coprite con la gelatina che avrete lasciato raffreddare fino ad una consistenza oleosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SiWGCOAz53I/AAAAAAAACHo/cXConq0tLW0/s1600-h/crosta_fragole+1.jpg"&gt;&lt;font face="verdana"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342823905624319858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 447px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SiWGCOAz53I/AAAAAAAACHo/cXConq0tLW0/s1600/crosta_fragole+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari venivano degli amici, o magari di sicuro sarà stato il compleanno di qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-2597154058811337864?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/sUpi5mRHmSo/messaggi-in-bottiglia.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SiWGCsQEufI/AAAAAAAACHw/ChK5rbwapwo/s72-c/crosta_fragole+2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">26</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/06/messaggi-in-bottiglia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3334746431693602225</guid><pubDate>Wed, 27 May 2009 04:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-27T13:53:48.510+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pesce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">verdure</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antipasti</category><title>揚げられていた魚およびナス</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Osokòo, osoko nata takabò. Suku naaaa Ba, yohha.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non vi sforzate è giapponese. Però magari non ditele a nessuno quelle parole, perché magari sono una parolaccia e io non lo so. In effetti io di Giapponese non conosco una parola. Però quando faccio le riunioni con loro, che mi fanno incazzare più dei cinesi; io un paio di mosse di "kung fu" e due insulti in lingua indigena li metterei volentieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un salto sul tavolo delle riunioni a piedi pari, le gambe flesse in quel movimento &lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c5/HK-Star-Bruce-Lee-gif.gif" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Bruceleiano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che tanto ci ha fatto sognare da ragazzi. Quel gridolino "yuuuuhoooooooooh", le dita piegate ad uncino, le braccia tese pronte a scattare come una molla, la tartaruga che se ne sta sonnacchiosa nel giardino di mio fratello, e il mio interlocutore a bocca aperta incredulo. Ma te la vedi la scena ?&lt;br /&gt;Gli occhi una fessura sottile un filo d'aria che spira da un lato delle labbra. La mia gamba destra che scatta in alto e poi a sinistra, il torso che entra in rotazione mentre rimango, per una frazione di secondo, come sospeso sopra il tavolo. La bocca spalancata del mio interlocutore, che vede arrivare la mia scarpa di cuoio "Giorgio Paponi" da Montegranaro dritta in mezzo agli occhi. Quel "crack" sordo di cosa che si spezza che risuona nell'aria. Io che atterro, plastico, le braccia piegate "yuuuuhoooooooooh ... e abbassa sti costi che se no ce cappottamo !"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece vogliamo rimanere nel mondo reale, io dal Giappone, su consiglio di chi ne sa più di me, ho riportato un po' di cose. Tra queste anche il Panko. Il Panko è una sorta di sminuzzato di pane, che si presenta in forma di piccole striscioline bianche, tipo il cocco grattugiato, in pratica esso è... come dire ... Il pane grattato giapponese. Ecco con quel "pagrattato" lì quello Giapponese, ho fatto una:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Crocchetta di scorfano e melanzane&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfnVg-UI/AAAAAAAACGo/U8jfXUFGk2o/s1600-h/croquettes1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334053606383483202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 449px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfnVg-UI/AAAAAAAACGo/U8jfXUFGk2o/s1600/croquettes1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfT1ZQuI/AAAAAAAACGg/3nw9B6Y-jO4/s1600-h/croquettes2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334053601148486370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 449px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfT1ZQuI/AAAAAAAACGg/3nw9B6Y-jO4/s1600/croquettes2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfGT3RBI/AAAAAAAACGY/E9x71-0Y6bA/s1600-h/croquettes3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334053597518185490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 449px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfGT3RBI/AAAAAAAACGY/E9x71-0Y6bA/s1600/croquettes3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdezq3MOI/AAAAAAAACGQ/BxJ0IqGz0Bs/s1600-h/croquettes4.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334053592514375906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 449px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdezq3MOI/AAAAAAAACGQ/BxJ0IqGz0Bs/s1600/croquettes4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serve la ricetta ? Mah !&lt;br /&gt;Comunque per 4 crocchette: una melanzana lunga da cui ricaverete 12 fette di circa un centimetro e che lascerete sotto sale per un'ora. 400 gr di filetti di scorfano deliscati e puliti, che batterete al coltello profumandoli con basilico e pinoli, se piace aggiungete uno spicchio di aglio sminuzzato, salate, e pepate. Asciugate le melanzane e preparate le crocchette, alternando melanzane e pesce. passate nella farina poi nell'uovo battuto e salato, poi nel pane grattato "italiano", ancora uovo e alla fine nel Panko. Friggete in olio di semi o in evo bollente e servite come aperitivo o antipasto. Io le ho accompagnate ad una salsa di pomodoro, olive taggiasche e capperi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdeQQjphI/AAAAAAAACGI/8ttllsT6xMk/s1600-h/croquettes.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334053583008802322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 405px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdeQQjphI/AAAAAAAACGI/8ttllsT6xMk/s1600/croquettes.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZm5PwHnII/AAAAAAAACGw/zRnroGZuu4E/s1600-h/croquettes5.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334063942333865090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 449px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZm5PwHnII/AAAAAAAACGw/zRnroGZuu4E/s1600/croquettes5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3334746431693602225?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/4oE5fMFMbgo/blog-post.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZdfnVg-UI/AAAAAAAACGo/U8jfXUFGk2o/s72-c/croquettes1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">24</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/05/blog-post.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3306590037668177208</guid><pubDate>Mon, 25 May 2009 07:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-27T20:52:49.142+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nessuna ricetta</category><title>Intervistato</title><description>&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il "colicapensiero" a (quasi) tre anni dalla nascita di questo blog, sintetizzato in quattro chiacchiere con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a title="il colica pensiero su MinK" href="http://www.madeinkitchen.tv/interviste/la-storia-dietro-una-colica-dacqua/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340578052002560050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 243px; CURSOR: hand; HEIGHT: 122px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sh2LcVTcODI/AAAAAAAACHg/9uAcSKNUCvY/s400/MiK.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3306590037668177208?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/-O6Vg9druiU/intervistato.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sh2LcVTcODI/AAAAAAAACHg/9uAcSKNUCvY/s72-c/MiK.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/05/intervistato.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-3238119354139613743</guid><pubDate>Tue, 19 May 2009 04:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-19T12:49:13.353+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">verdura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><title>Algoritmi e favette</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se ne sta con la testa piegata sopra il quaderno di matematica. Guarda i disegni, gli schemi “matematici”, come se si aspettasse che da un momento all’atro, qualcosa possa uscire da lì. Un “misirizzi” con un cappello a sonagli, a gridargli con una vocina in farsetto, la soluzione al suo problema di logica.&lt;br /&gt;Lui non sa che questo sforzo, che il suo cervello di bimbo sta facendo, si chiama logica. Non sa che tenere il pensiero e gli occhi incollati, a quelle pagine a quadretti, si chiama concentrazione. Non lo sa che la matematica è un mondo di regole, che si affrontano con trucchi e scorciatoie, non sa che concentrandosi sulla logica si arrivano a costruire degli algoritmi mentali, banali, che diventano la base per tutta la matematica di una vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sforza di nuovo, prova a tenere la pazienza, la concentrazione, alte,  in tensione. Ma fuori nel giardino i cuginetti corrono, giocano, gridano. E allora quel castello che vedo aleggiare sopra la sua testa, ha una vibrazione di incertezza, si piega di lato, mentre piano, l’orecchio teso ancora, alla spiegazione materna, gira appena la testa e butta un’occhiata di fuori. E’ lì in quel preciso istante, nel momento in cui lui guarda fuori con la coda dell’occhio, che la “bava di ragno” che teneva in piedi il castello, la concentrazione, si spezza. E tutto crolla inesorabilmente nel vuoto. Non c’è più la matematica, non ci son più numeri pari e dispari. C’è solo quell’ansia di correre fuori, a giocare, di mollare le regole matematiche del “diviso” e del “per”. Di mettersi a correre intorno casa, a squarciagola, fintanto che le gambe reggono e la voce non molla. Ed è lì in quell’istante che si volta fuori a far segno al cugino che “… si aspetta che finisco i compiti e arrivo!” Incurante della spiegazione materna, che ora svolazza nell’aria solitaria e senza destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scivolo via pian, mentre il rimprovero parte, e cresce di tono sì, ma basterebbe anche meno a ferire quel nano che alberga in sembianze di Matti, Spaccaball, o puffo a seconda del momento. E’ giusto, il rimprovero, è giusto che si debba capire quando è il tempo del gioco e delle cose serie. Da grande dovrà vivere in un mondo fatto solo di regole, che diranno cosa e cosa non potrà fare. Da grande rimpiangerà quando ora bambino, nonostante i rimproveri e le lacrime, sogna di numeri pari e di numeri dispari.&lt;br /&gt;Ora lo sento spiegare, tra i singhiozzi del pianto, che vorrebbe andare fuori, uscire a giocare, e che lui i numeri pari non li capisce. Aggiunge poi che neanche i dispari capisce tanto bene, dando così il giusto peso alle cose e ai numeri in particolare. Li lascio discutere ancora: mamma e figlio: Lei che spiega le sue ragioni e lui che alla fine chiude tutto con un “ …. E ma io vorrei tanto andare fuori a giocare !!” tra i singhiozzi lacrimosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso ad una soluzione, arbitro superpartes, in questa diatriba. Mi affaccio, gli faccio segno di seguirmi nel mio studio. Mi seggo alla scrivania, mi abbraccia disperato del non poter correr fuori. Gli dico di smettere di piangere, e gli spiego cosa sia giusto e cosa no.&lt;br /&gt;Poi chiedo: “cos'è che non capisci dei numeri pari e dei dispari ?” Lui mi spiega che lui sa che 0, 2, 4 , 6, e 8 sono pari e sa anche che 1, 3 , 5, 7, e 9 sono dispari…. Ma che quando i numeri diventano grandi non li capisce più.&lt;br /&gt;Allora gli scrivo un numero su un foglietto: 37456 e gli chiedo se è grande. Annuisce distrutto dall’evidenza delle cose. Poi con un dito nascondo 3745 e gli faccio vedere solo il 6. Il viso si allarga in un sorriso, mentre gli spiego che non deve pensare a quanto sia grande un numero. Gli dico che un numero può anche essere enorme, anche infinito, ma che quello che conta è solo l’ultima cifra il resto, per ora, non serve. Banale regola nascosta negli algoritmi di una vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;45627 “dispari”, 364222 “Pari”…. Poi comincio a parlare: “trentaduemilioniottocentosessantaduemilaequattrocentodiciotto” “Pari!” Ottantasettemilionitrecentoventimilaeduecento” “Pari” “diciassette” “Dispari”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuiamo mentre fuori cala la sera e qua dentro abbiamo inventato un nuovo gioco, che non fa correre intorno casa, ma che fa gridare lo stesso a squarciagola, mentre cucino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le reginette con favette fresche e bottarga di tonno&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZWjESat1I/AAAAAAAACGA/fSecsB-GjAk/s1600-h/regi_fava_bott.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334045969113331538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 408px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZWjESat1I/AAAAAAAACGA/fSecsB-GjAk/s1600/regi_fava_bott.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sciolto un paio di acciughine buone, buone (che tra parentesi son quasi finite !) le ho profumate con uno spicchio di aglio, qualche zesta di limone very original south italy e della bottarga di tonno "SPE-TTA-CO-LA-RE". Ho lasciato il fuoco al minimo, mentre scottavo delle reginette, "sfrido" delle lavorazioni della mattina che contemplavano un lotto di ravioli. Le ho scolate moooooooolto al dente, e ho Finito la cottura in padella aggiungendo le favette sbucciate. Ho servito ripassando le zeste, la bottarga e un filo di olio a crudo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"unmiliardocinquecentotrentatremilioniquattrocentoventiduemila&lt;br /&gt;seicentotrentaquattro!"&lt;br /&gt;"Pari !"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZWi9QPTuI/AAAAAAAACF4/rTEqKP_ULDI/s1600-h/regi_fava_bott_1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334045967225147106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 408px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZWi9QPTuI/AAAAAAAACF4/rTEqKP_ULDI/s1600/regi_fava_bott_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-3238119354139613743?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/hy1C_-F51-4/algoritmi-e-favette.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SgZWjESat1I/AAAAAAAACGA/fSecsB-GjAk/s72-c/regi_fava_bott.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">18</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/05/algoritmi-e-favette.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-830654372292743711</guid><pubDate>Mon, 11 May 2009 04:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-11T06:43:00.220+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">verdura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pesce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">secondi</category><title>I pittori hanno strane visioni</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E' seduto al mio fianco in auto. Mentre penso a cosa fare, con la coda dell'occhio lo vedo sfilare un fazzoletto dalla tasca posteriore. Se lo passa sugli occhi, senza timore di farsi vedere da me, poi si soffia il naso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima volta lo riconobbi immediatamente. La sua figura mi veniva incontro appena scesa dal treno. La descrizione era perfetta: un uomo minuto, canuto, magro, trasandato, che si muove a scatti timoroso e spaventato dal mondo. Maestro! Il mio richiamo lo fermò, come quei "block" quando giocavamo da bambini. Aveva una borsa a tracolla, semivuota e floscia, che gli aveva fatto uscire un lato della camicia gialla a righine azzurre, fuori dai pantaloni, neri di stoffa pesante e macchiati di pasti frugali. I sandali mettevano in mostra i piedi, la pelle incartapecorita e le unghie bianche. Maestro, sono Marco. Gli spiegai chi fossi: colui che lo porterà a destinazione. Il labbro superiore tremò leggermente si imperlò di sudore, poi quando tutte le sinapsi si collegarono si aprì in un sorriso e si rilassò.&lt;br /&gt;E' un pittore. Famoso, molte mostre, alcuni pezzi alla Galleria d'arte di Roma. Uno stile che ricorda il realismo e poi i macchiaioli, puro, quasi scolastico. Una pittura minuta sottile, da tela a trama finissima, pennelli che si misurano in peli, neanche l'ombra della pennellata. Arriva da Roma ed è venuto a trovare un vecchio amico comune: un critico d'arte, un frate, lo porto in un convento. Lì dalla sua cella dipingerà le colline marchigiane con il loro degradare verso il mare che si vede all'orizzonte, un canarino appollaiato su un ramo, Leonardo bambino nel suo seggiolone la vecchia Nena che attraversa la piazza del Castello. Una conoscenza che si protrarrà per qualche anno. Il rito di prenderlo e riportarlo alla stazione. Qualche pomeriggio passato a parlare di suoi amici che conosco solo dai libri, intercalando i racconti con quel "dottore" con cui mi chiamerà per sempre. Mario che dipingeva la "C" della cocacola, il Leonardo Marchigiano, e il Renato comunista. Fugaci flash di una vita (s)conosciuta, di miti da cui avrei raccolto anche il più banale tratto di matita sul tovagliolo di un ristorante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' accaduto che lo stavo riportando, al solito treno, nel solito pomeriggio di domenica. Se ne stava in silenzio e pensieroso a guardare il paesaggio che gli correva fuori dal finestrino: più bambino che vecchio. Mi ha sorpreso quando in un mezzo grido angosciato ha iniziato a cercare nella sua borsa, sempre più velocemente, sempre più disperato. Le chiavi! Le chiavi di casa per qualche motivo strano e inspiegabile non erano più in quella enorme sacca, piena di pastelli, blocchi da disegno, ed uno spazzolino. Gli ho detto di cercare meglio, di stare calmo, di non preoccuparsi, che saremmo tornati indietro, che tutto si sarebbe risolto. Non è servito quasi a nulla. E' emersa tutta la disperazione di un vecchio solo e abbandonato, senza più moglie senza nessuno che lo possa ance solo vestire. Ha preso ad insultarsi, la sua dabbenaggine, la sua incapacità, la sua inutilità. Siamo tornati indietro. Abbiamo ritrovato le chiavi. Abbiamo perso il treno. E mentre rifletto sul da farsi, fermo davanti alla stazione, lo spio asciugarsi le lacrime con un fazzoletto spiegazzato e liso. La porto fino ad Orte maestro, lì ci sono più treni. Si, è lontano, sono due ore ad andare, ma non ho nulla da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silenzio per la prima mezzo'ora, i suoi sensi di colpa, il mio carattere poco espansivo. Poi chiedo del suo passato della sua vita, della sua famiglia. E parte. Parte come quei bambini che superata uno shock iniziano a parlare, liberazione interiore, felici, contento. Tutta la sua vita passa veloce, come i paesi che scorrono lungo la strada, le case, e l'Umbria di questa fine estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quando abitavo ad Ancona."&lt;br /&gt;"Ancona maestro?"&lt;br /&gt;"Si prima che mia moglie morisse, dottore, abitavamo ad Ancona. Vicino alla stazione. In un palazzo al quinto piano. Il mio studio era nella cameretta di mio figlio. Dalla finestra vedevo il porto e San Ciriaco. Mia moglie metteva i gerani sulla terrazza, ma morivano sempre tutti. Forse lo smog, forse la salsedine. "&lt;br /&gt;"E' bella Ancona maestro. Ci studiavo da ragazzo. Andavo alle Tavernelle, ancora un convento. Prendevo il quattro quasi davanti alla stazione, in viale Girodano Bruno."&lt;br /&gt;"Davvero dottore ? Si è una bella città. Restavo ore alla finestra a guardare il porto, il mare. E d'inverno con la nebbia, restavo ore ad ascoltare la sirena del faro. In estate vedevo la spiaggia con gli ombrelloni. Ci andavo con mia moglie. Mia moglie era la mia vita, la mia cura. Senza di lei sono una nullità."&lt;br /&gt;"Non so maestro ma non credo che ci sia una spiaggia da quelle parti, forse andava a Palombina Nuova !. "&lt;br /&gt;Mi guarda dubbioso, quasi sbalordito, forse angosciato. Devo aver rotto qualche equilibrio, qualche certezza che teneva in piedi una storia. Mi affretto a rispondere.&lt;br /&gt;"O forse si, e non mi ricordo io, Maestro, ma magari si quella spiaggia c'era."&lt;br /&gt;Non credo che una spiaggia reale o finta che sia, ora faccia differenza nei ricordi di quest'uomo.&lt;br /&gt;"Anzi a pensarci bene era proprio vicino al porticciolo turistico Maestro."&lt;br /&gt;Ora sorride, e ricorda e parla di un'Ancona che è come la mia, identica negli angoli descritti, nei colori e nei profumi. E' l'Ancona dei ricordi uguale e diversa per ognuno di noi.&lt;br /&gt;"Sotto casa c'era un ristorantino piccolissimo. Ma che faceva un mangiare spettacolare. Ci andavamo la domenica e mi ricordo che prendevo sempre un pesce cotto al cartoccio con le patate e le verdure. Un pesce dal nome strano che non ricordo, ... Lo aiuto: spigola, branzino, orata... No, non ricordo, qualcosa che aveva a che fare con ... il sole? Le ombre? Ma comunque una bontà indimenticabile."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stazione di Orte, appare quasi all'improvviso e lo ridesta dai suoi ricordi. Lo accompagno, lo metto sul treno, mentre si profonde in ringraziamenti enormi. Lo saluto con un sorriso. E anche se sono ormai anni che non so che fine abbia fatto, i suoi quadri mi ricordano, l'uomo, il pittore, l'anima e:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'ombrina al cartoccio del Maestro&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sb294wTxs9I/AAAAAAAACCc/3tvWRdelN-4/s1600-h/cartoccio1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313611918105228242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 419px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sb294wTxs9I/AAAAAAAACCc/3tvWRdelN-4/s1600/cartoccio1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire cosa mangiava il Maestro e per 4 persone sfilettate una bella ombrina, salatela e pepatela. Pulite e affettate le verdure di stagione che vi capitano, Io ho usato patate, carote e zucchine, aggiungete anche dei buoni pomodorini secchi o preparate dei pomodorini confit tirati in forno fin quasi a seccare, salate le verdure. Con della carta forno fate dei cartocci, che sigillerete bene con molte pieghe e con un po' di rosso d'uovo. Mettete pesce e verdure nei cartocci monoporzione, condite con un filo di olio buono, e con qualche profumo che preferite, timo, origano... fate voi. Mettete in forno ben caldo a 180° per 15/20 minuti. Servite con il cartoccio direttamente nel piatto e, se potete, ancora un filo di olio buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sb294_yLbxI/AAAAAAAACCk/9bErsz4q8YU/s1600-h/cartoccio2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313611922259275538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 408px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sb294_yLbxI/AAAAAAAACCk/9bErsz4q8YU/s1600/cartoccio2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riapparve un giorno con un pacco di vecchi giornali legati con lo spago. Me lo porse e mi disse: per ringraziarla di avermi portato fino ad Orte e per avermi ricordato quella città bellissima.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-830654372292743711?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/SD01CfulnSA/i-pittori-hanno-strane-visioni.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sb294wTxs9I/AAAAAAAACCc/3tvWRdelN-4/s72-c/cartoccio1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">16</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/05/i-pittori-hanno-strane-visioni.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-1182120440924791053</guid><pubDate>Tue, 05 May 2009 04:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-05T07:55:05.568+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">verdura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><title>Affrettate conclusioni</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E’ che a volte ce la metti tutta. Non tanto ad alzarti presto, che quello è ordinariamente normale. No è che ce la metti tutta a tirar giù gregari dal letto, ad obbligarli a colazioni zuccherine, a vestirsi velocemente, in ridicoli abbigliamenti che ricordano ballerini di danza, fintanto che… Fintanto che non salgono su biciclette infangate dalla domenica prima, a far la loro parte di figura.&lt;br /&gt;E’ che a volte ce la metti tutta. Ce la metti tutta, a gareggiare con quei nuvoloni neri che stanno arrivando da sopra. Perché la prima regola non scritta dice che: si, la pioggia va anche bene, ma non ci si parte.&lt;br /&gt;E allora corri ti sbrighi, contro voglia, contro una coscienza che continua a dirti che sarà freddo, che pioverà, che ma chi telo fa fare. Ed è proprio nell’attimo in cui esci, in cui stai per salire che comincia. Prima ti sembra una sensazione: come quelle volte che ti sembra che qualcuno abbia parlato, mai non hai afferrato, non sei sicuro. E allora mica puoi chiedere: ma stai piovendo? Come un normale: scusa che hai detto? Cerchi. Guardi in terra, sul cemento: guardi i segni premonitori del temporale. Escludi le macchie che sembrano gocce, ma sono invece segni passati. Ti guardi le braccia, la giacca che lascia le gocce sospese, come piccole sfere a metà. E se ne vedi una pensi che forse è solo un residuo di quando poco prima hai riempito la borraccia. Pensi che forse ancora hai un attimo di tempo per sfuggire e pedalare lontano.&lt;br /&gt;Piove ! Sono i gregari che arrivano sempre a conclusioni affrettate e lapidarie. Ma in quei casi se non vuoi inzupparti tutto, è meglio rientrare e lasciar perdere, che per una volta non succederà nulla.&lt;br /&gt;E mentre ritorni alla tuta domenicale, goloso di ingozzarti di un libro, seduto nel tuo studio mentre fuori diluvia. Mentre stai per assestarti comodo, la musica al giusto volume di sottofondo. Quel poco che non aggredisca le parole, facendole sfuggire alla memoria. Quel tanto che ti consenta di lasciare, lo scroscio della pioggia come un leggero sottofondo alla musica stessa. In quel momento tutto vorresti, tranne sentire la voce del tuo gregario. Che poi se solo si limitasse ad affrettate e lapidarie conclusioni, sarebbe anche accettabile. Ma è quando produce idee che diventa pericoloso per l’incolumità del pensiero letterario domenicale. Specialmente se la proposta è indecente come un: andiamo ad asparagi?&lt;br /&gt;Ma se piove per la bicicletta, piove anche per gli asparagi! E poi il libro oramai è aperto sulle mie ginocchia, mentre seduto su questa poltroncina vedo la pioggia scrosciare e sento la musica andare. E per farne cosa poi scusa? Magari un:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Tagliolino con asparagi prosciutto e fondutina di Montasio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfw4FmnWDjI/AAAAAAAACE4/PLZT58MDjQI/s1600-h/tag_pr_asp4_3.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331197727815896626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 413px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfw4FmnWDjI/AAAAAAAACE4/PLZT58MDjQI/s1600/tag_pr_asp4_3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Ho scottato gli asparagi in acqua bollente e salata. In una padella ho sciolto in un filo d’olio, per due minuti appena, del prosciutto di San Daniele, tagliato a julienne. Ho preparato dei tagliolini con una proporzione di due uova intere e quattro tuorli per tre etti di farina. Ho lessato i tagliolini, finendoli in padella con il prosciutto e gli asparagi. Li ho serviti impiattandoli sopra una fondutina di Montasio stagionato sei mesi, che avevo fatto sciogliere in poco latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfw4FUNJEtI/AAAAAAAACEw/Ms-H5qaIWDo/s1600-h/tag_pr_asp1_2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331197722874155730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 413px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfw4FUNJEtI/AAAAAAAACEw/Ms-H5qaIWDo/s1600/tag_pr_asp1_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-1182120440924791053?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/C3SCaZCmDhM/affrettate-conclusioni.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfw4FmnWDjI/AAAAAAAACE4/PLZT58MDjQI/s72-c/tag_pr_asp4_3.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">9</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/05/affrettate-conclusioni.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-98857358068815786</guid><pubDate>Sat, 02 May 2009 19:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T06:47:21.714+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">indirizzi</category><title>In perfetto anonimato</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfyhmk3IBuI/AAAAAAAACFo/7NjNuDMcCz4/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0341.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 800px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfyhmk3IBuI/AAAAAAAACFo/7NjNuDMcCz4/s1600/distinti+salumi_20090502_0341.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331313743001814754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfyhmTd8ioI/AAAAAAAACFg/2aZnUBrTNaM/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0426.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 435px; height: 600px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfyhmTd8ioI/AAAAAAAACFg/2aZnUBrTNaM/s1600/distinti+salumi_20090502_0426.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331313738332801666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfyhmANWGzI/AAAAAAAACFY/yKbsbLGn_44/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0337.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 435px; height: 600px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfyhmANWGzI/AAAAAAAACFY/yKbsbLGn_44/s1600/distinti+salumi_20090502_0337.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331313733162900274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfydcfHjfxI/AAAAAAAACFQ/NMWhN24pGdE/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0409.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 435px; height: 600px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfydcfHjfxI/AAAAAAAACFQ/NMWhN24pGdE/s1600/distinti+salumi_20090502_0409.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331309171614908178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfydcK1RYTI/AAAAAAAACFI/Ps45OHBPSu0/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0444.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 435px; height: 600px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfydcK1RYTI/AAAAAAAACFI/Ps45OHBPSu0/s1600/distinti+salumi_20090502_0444.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331309166169514290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfydbyH4v5I/AAAAAAAACFA/h5BZkEAFb2k/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0354.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 435px; height: 600px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfydbyH4v5I/AAAAAAAACFA/h5BZkEAFb2k/s1600/distinti+salumi_20090502_0354.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331309159536705426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfyjAeV8LII/AAAAAAAACFw/eHdJnNYS6J0/s1600-h/distinti+salumi_20090502_0398.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 800px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfyjAeV8LII/AAAAAAAACFw/eHdJnNYS6J0/s1600/distinti+salumi_20090502_0398.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331315287440239746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-98857358068815786?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/PuQs7AJpOjs/in-perfetto-anonimato.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Sfyhmk3IBuI/AAAAAAAACFo/7NjNuDMcCz4/s72-c/distinti+salumi_20090502_0341.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">13</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/05/in-perfetto-anonimato.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-2677676491993072801</guid><pubDate>Mon, 27 Apr 2009 08:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-28T14:20:32.224+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">verdura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta "indoor"</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pasta</category><title>Arriverà l'estate</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Arriverà l’estate.&lt;br /&gt;Ci vorrà del tempo, ma arriverà. E allora tornerò a sedermi su questo prato a guardare il mio cielo. Silenzioso di pensieri nel fresco del mattino, mi lascerò portare lontano oltre quel monte, un poco più in là. Aspetterò che il sole si alzi più in alto oltre il ciliegio, e solo allora mi deciderò a muovermi.&lt;br /&gt;Comincerò a cucinare, solitario, solo la musica a tenermi compagnia. Poi pian piano mentre la banda scenderà, alternerò soffritti a caffè, fondi a tazze di latte.&lt;br /&gt;Mi lascerò aiutare dal gigante di casa, mentre il nano si appollaierà sulla penisola come sempre, a guardarci lavorare. Le chiacchiere correranno sul filo dell'ironia del sarcasmo, della presa in giro fin quasi al limite di un broncio d'offesa. Basterà una spallata, un coppino improvviso, a riportare il sorriso e l'allegria di una passione condivisa. Aspetteremo gli amici, torneranno anche loro a sedersi caciaroni e distratti ai tavoli sulla terrazza. Mangeranno di gusto, di piacere di fame. Berranno di sete e di voglia di quel leggero senso di sopore che solo il buon vino sa dare. L'aperitivo li terrà impegnati, lontani dalla cucina, sopirà la loro curiosità mentre veloci e stanchi impiatteremo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;La pasta della Colica&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfWZJmCajrI/AAAAAAAACEg/DoZ5rFmfwvY/s1600-h/pastadellacolica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329334124171398834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 452px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfWZJmCajrI/AAAAAAAACEg/DoZ5rFmfwvY/s1600/pastadellacolica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome del piatto è frutto della fantasia di uno, o due, dei tanti amici. Venne preparato in occasione di un anniversario della nascita di questo blog, e giocoforza gli venne affibbiato il nome&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la pasta:&lt;/strong&gt; se non avete un torchio per divertirvi, usate una pasta all'uovo o di grano duro, comunque che sia un formato "corto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per il ragù di verdura: &lt;/strong&gt;cuocete anticipatamente tutte le verdure disponibili in stagione: zucchine, melanzane e funghi, per le più coriacee come le carote, serve un colpo di vapore prima. Poi andranno slatate separatamente in padella antiaderente con poco olio per una decina di minuti ciascuna, curandosi si non perdere la croccantezza. Al forno andrà cotto un eventuale peperone, che pulirete dalla buccia "bruciacchiata", infilandolo prima per una decina di minuti in sacchetto di carta o da congelatore. Incorporerete questo alle altre verdure. Preparate dei pomodorini confit: sbollentate in acqua per un minuto una ventina (si riducono molto) di pomodorini piccadilly belli rossi, che avrete inciso nella parte superiore, spellateli, eliminate i semi e metteteli in una placca da forno, condite con sale, olio, timo o origano ed un cucchiaino di zucchero. Infornate a 90° per circa tre ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la crema di piselli:&lt;/strong&gt; mettete i piselli (200gr per 4 persone), anche congelati, a cuocere in una scodella con una pari quantità di brodo di verdure. Quando il brodo si sarà ristretto passate i piselli al passaverdura, per eliminarne le bucce. Regolate la crema di sale, dopo averla insaporite con del parmigiano reggiano, dategli la densità desiderata aiutandovi con del latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impiattate specchiando la crema di piselli, e saltando la pasta una volt lessate, insieme alle verdure, condite con un filo di olio evo buono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfWZJYmqNRI/AAAAAAAACEY/cdOuPslFdyY/s1600-h/pastadellacolica2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329334120565323026" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 429px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfWZJYmqNRI/AAAAAAAACEY/cdOuPslFdyY/s1600/pastadellacolica2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però intanto continua a piovere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-2677676491993072801?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/gBbj4D9eu2g/arrivera-lestate.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SfWZJmCajrI/AAAAAAAACEg/DoZ5rFmfwvY/s72-c/pastadellacolica.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">13</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/04/arrivera-lestate.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-5117145066978493556</guid><pubDate>Sun, 19 Apr 2009 13:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-19T16:20:49.559+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pesce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><title>Un altro fish</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Senr8movtDI/AAAAAAAACEA/JMeU10U-rbY/s1600-h/zagor3.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 600px; height: 399px; " src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Senr8movtDI/AAAAAAAACEA/JMeU10U-rbY/s1600/zagor3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326047460738446386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non succederà mai. Non parteciperò mai ad un evento da blogger. Così i saloni del gusto, le terre madri e ora anche i pesci lenti, non mi vedranno mai aggirarmi per la calca afosa dei padiglioni con fare incuriosito, mentre sorseggio un bianco ormai caldo, e sgranocchio un sarago scottato. Non sarò mai oggetto di sguardi curiosi, additato da improbabili fans con fare dubbioso sullo stile di un "... ma quello non è !?". Non avrò mai il mio momento di gloria e di fama, con l'etichetta dello sponsor bella in vista, e l'ultimo blogger-regista ad intervistarmi.&lt;br /&gt;Resterò lontano dalla cacofonia burlesca di un evento cibocentrico.&lt;br /&gt;Rimarrò seduto su questo muretto in riva al mio mare, dove lentamente sono arrivato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarderò oltre la spiaggia deserta, i piedi a disegnare una sabbia dura di pioggia e di sole inaspettato, dura di un inverno che non finisce, di un sole che appare e scompare, di un caldo che manca. Respirerò l'aria salmastra che la brezza mi porta fin qui, un libeccio leggero e caldo, che quando girerà a scirocco tornerà a bagnare questa tarda primavera. Ma non ora. non ancora.  Aspetterò che il "tuc-toc, tuc-toc, tuc-toc..." del motore di Alfredo mi arrivi alle orecchie prima di veder la sagoma della sua barca, oltre la linea degli scogli. Aspetterò le manovre di avvicinamento, lo guarderò arenare la chiglia e scendere in acqua con i vecchi stivaloni. Aspetterò che lui e il suo amico abbiano portato a secco la barca con quell'arrugginito carrello a motore. E solo allora mi alzerò da questo muretto e gli andrò incontro.&lt;br /&gt;Lo vedrò strizzare gli occhi piccoli e chiari, sulla sua faccia abbronzata del sole di tutta una vita. Lo osserverò riconoscermi, mentre una smorfia di un mezzo sorriso, gli disegnerà il viso. Aspetterò la sua battuta sul bianco della mia barba, non bianca come la sua e lo lascerò prendermi in giro sulla mia montanarità. Aspetterò che finisca di mettere a posto la barca, di  scender le cesti di reti, lo guarderò lavorare senza fretta. lentamente. Camminerò sulla battigia e disegnerò gli animali per qualcuno che non c'è. E solo quando lo vedrò accendersi una sigaretta e  aggiustarsi  il vecchio cappello sulla testa calva, solo allora gli chiederò: "come è andata ?!"&lt;br /&gt;Aspetterò che sciorini tutto quello che ha da sciorinare: una vita sui pescherecci in giro per l'adriatico, una pensione su questa barchetta, passatempo più che lavoro. Una clientela piccola, che si aggira nel raggio di qualche centinaio di metri e che aspetta già sul marciapiede.&lt;br /&gt;"Mosciaroli. Non so come, ma ho tirato su un sacco di mosciaroli"&lt;br /&gt;E allora vada per i mosciaroli. Me ne mette un tre manciate in un sacchetto di plastica azzurro, si muovono ancora. Faccio per prendere i portafogli, ma un suo sguardo mi fa rinunciare.&lt;br /&gt;"Tornate questa estate ?"&lt;br /&gt;"Sicuramente a prendere il tuo pesce."&lt;br /&gt;Mi avvio verso l'auto, Alfredo lontano. Il sole che scalda quel poco che basta per starsene in maniche di camicia. Un aria che sa ancora di mare, il libeccio alle spalle, che sa già di scirocco e che mi porta un suo ultimo grido: "Ma che ci fai ?"... un:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;b&gt;Rigatone Cocco in guazzetto di moscardini &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SegYL7qxUrI/AAAAAAAACDw/WxN1hV6CNc4/s1600-h/riga_tota1.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325533152640324274" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; width: 413px; cursor: pointer; height: 600px; " alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SegYL7qxUrI/AAAAAAAACDw/WxN1hV6CNc4/s1600/riga_tota1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho scaldato un paio di cucchiai di olio evo, ci ho lasciato colorare appena uno spicchio di aglio e un paio di rametti di basilico. Ci ho tuffato sei o sette piccadilly sbucciati e privati di semi. Dopo 3 minuti ho buttato i moscardini due o tre per persona di più se sono piccolissimi. Ho coperto e ho lasciato andare pianissimo per 15/20 minuti. Ho lessato un rigatone Cocco, scolato al dente e saltato in padella con il guazzetto. Spruzzato di un trito di prezzemolo e di un filo d'olio a crudo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SegYLiaC_RI/AAAAAAAACDo/RRcJTgQlCOk/s1600-h/riga_tota.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325533145859292434" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; width: 410px; cursor: pointer; height: 600px; " alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SegYLiaC_RI/AAAAAAAACDo/RRcJTgQlCOk/s1600/riga_tota.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-5117145066978493556?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/QSD6X-5IQg0/un-altro-fish.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/Senr8movtDI/AAAAAAAACEA/JMeU10U-rbY/s72-c/zagor3.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">31</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/04/un-altro-fish.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-1090083467571932592</guid><pubDate>Sun, 12 Apr 2009 06:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-12T18:52:06.700+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nessuna ricetta</category><title>Se giogava a coceta</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SeIbZz6F-6I/AAAAAAAACDg/-2H08AqgXzg/s1600-h/scoccetta.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 426px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SeIbZz6F-6I/AAAAAAAACDg/-2H08AqgXzg/s1600/scoccetta.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323847839749897122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Pasqua; giorni de sole e de fiori,&lt;br /&gt;d'ovi penti de tuti i culori,&lt;br /&gt;de ramete d'ulivo e campane.&lt;br /&gt;Le memorie sbiavite, luntane,&lt;br /&gt;rismugina qui drento ala testa....&lt;br /&gt;Te ricordi, ale Grazie, che festa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra scachini in fiocheto e paieta&lt;br /&gt;se giogava cu'j ovi a coceta&lt;br /&gt;e la banda sonava sonava&lt;br /&gt;e i crestiani beveva e magnava&lt;br /&gt;e i amichi cantavane i cori&lt;br /&gt;e parevene mazi de fiori,&lt;br /&gt;a braceto, le bele d'Ancona&lt;br /&gt;che, a vardàle: "Oh, jeso, Madona!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I zizoni faceva el sordì,&lt;br /&gt;i vechieti scialava col vì;&lt;br /&gt;tra i cariòli de fave e sumente,&lt;br /&gt;face alegre, beate, cuntente.&lt;br /&gt;Pasque mosce, robete, sciapate&lt;br /&gt;che, a penzàce, ce fai le risate,&lt;br /&gt;dice ogi che i tempi è gambiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El progresso ce porta difati&lt;br /&gt;ovi grandi, infiocati in vetrina;&lt;br /&gt;miga queli che fa la galina!?&lt;br /&gt;Ovi dolci ch'ène opere d'arte;&lt;br /&gt;l'ovo fresco ogi è meso da parte&lt;br /&gt;ch'è cresciute un bel po' le pretese&lt;br /&gt;e se guarda de più le surprese&lt;br /&gt;e se cerca qualcosa de novo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La speranza sta tuta in qul'ovo&lt;br /&gt;che de drento nun zai cusa c'è.&lt;br /&gt;Finché speri e t'iludi va bè&lt;br /&gt;ma per belo e prezioso che trovi&lt;br /&gt;quando sbreghi la scorza a qùj ovi,&lt;br /&gt;el suriso te dura un mumento&lt;br /&gt;pò se smorcia e aritorni scuntento&lt;br /&gt;perchè, vedi, ce manca qualcosa&lt;br /&gt;culorito de bianco e de rosa,&lt;br /&gt;quel che c'era in t'i tempi passati,&lt;br /&gt;sciapi sci, ma tranquili, beati,&lt;br /&gt;che... la Pace, me pare ch'j diga,&lt;br /&gt;una roba che usava al'antìga,&lt;br /&gt;quando alegrì in fiocheto e paieta&lt;br /&gt;se giogava cu'j ovi a coceta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ceriago 1950 - da: "Sfrigi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-1090083467571932592?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/sySmdk-Fcks/pasqua-giorni-de-sole-e-de-fiori-dovi.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SeIbZz6F-6I/AAAAAAAACDg/-2H08AqgXzg/s72-c/scoccetta.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/04/pasqua-giorni-de-sole-e-de-fiori-dovi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32051541.post-6294480967703913666</guid><pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-01T14:43:05.288+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">verdura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pesce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primi</category><title>Nessuno davanti</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho sette anni. Sono sul punto più alto del mio paese, in sella alla mia bici nuova, rossa fiammante.&lt;br /&gt;In effetti non è che sia proprio nuova: era di mio cugino. Però lui ci si è schiantato contro un muro per guardare i barattoli che aveva attaccati dietro. Due settimane di ospedale, una faccia irriconoscibile, un osso rotto di cui non ricordo il nome, ma che ha qualcosa a che fare con il “mago Zurlì”.&lt;br /&gt;I genitori volevano buttarla, la sua bici, ma io non ho sentito ragione e adesso è mia. In effetti non è proprio rossa, è un color vinaccia sbiadito, ma poco importa. In effetti non so neanche andarci non riesco ancora a pedalare e restare in equilibrio. Mia madre si è raccomandata che mi venisse insegnato. Ma la pazienza di un genitore non supera le due cadute e i quattro sbandamenti da novello velocista.&lt;br /&gt;Quindi avanzo spingendo con i piedi, e se trovo un piccolo avvallamento mi sento il Polidori della situazione, libero di scivolare in quell’attimo di velocità.&lt;br /&gt;E’ stato dopo un paio di questi avvallamenti davanti casa, che ho rrealizzato che se fossi salito qui, in cima al paese, l’avvallamento diventava una discesa di mezzo chilometro. Una discesa che dopo un paio di buoni tornanti si infila nel paese, supera un incrocio e risale verso il centro storico. Sarà quella risalita, nel mio immaginario, che fermerà la corsa.&lt;br /&gt;E si perché la mia bicicletta ha un difetto: non ha il manubrio dei corridori. Loro quando vanno in bicicletta tengono le mani basse, la schiena piegata, e la testa giù. Neanche guardano avanti, tanto la strada è libera, è la loro, nessuno si sogna di mettersi in mezzo alla strada quando passa un corridore. Ecco, allora io per simulare quella posizione bassa e, scoprirò poi da grande, aerodinamica, devo tenere le mani sui freni che sono la cosa più bassa che ho sul manubrio. Si lo so che così non freno, ma quando passa un corridore si fermano tutti. Quando passa un corridore la gente urla, gli corre dietro, gli butta l’acqua sulla schiena, e lui si alza sui pedali, e spinge verso la montagna, e sale tra ali di folla, con le moto che gli corrono avanti. Quando passa un corridore la strada è sempre libera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima mi muovo piano, le gambe larghe per anticipare un eventuale sbandamento, ma la discesa mi porta subito in velocità. E allora mi piego in avanti le gambe raccolte sui pedali il naso a toccare il manubrio. La strada mi scivola veloce sotto le gambe, qualche buca ,l ‘asfalto sconnesso. Sul primo tornante mi allargo verso il muretto che mi separa dal vuoto: sotto il campo di bocce del bar del paese. Un attimo, un flash, ritorno a guardare la ruota, e la strada che mangia. La seconda curva è più difficile sembra larga ma poi si stringe improvvisamente, non lo avevo mai notato. La faccio contromano, ma tanto quando passa un corridore … Subito dopo la curva c’è casa mia, un flash mia mamma sul terrazzo le braccia aperte come se volesse raccogliere un pezzo di questo cielo azzurro, la bocca spalancata in un respiro di sole. Il vestito a fiorellini rossi, i capelli neri. Ritorno sulla strada tra poco ho l’incrocio e poi la risalita a fermare questa corsa. Ma prima passerò davanti al bar dove mio padre stava chiacchierando con i suoi amici, quando alla chetichella sono salito in cima al paese. Ed è lui, adesso davanti a me, in mezzo alla strada, le gambe e le braccia spalancate. Sembra un disegno che ho visto sfogliando un libro di mi zio, un uomo nudo con quattro gambe e quattro braccia in un cerchio. Non lo evito, non posso evitarlo. Non era previsto che frenassi e non si è mai visto che qualcuno si metta in mezzo alla strada quando passa un corridore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo di avergli fatto molto male, quando siamo caduti entrambi in mezzo alla strada. Forse gli han fatto male le risa dei suoi amici davanti al bar. A me ha fatto male il secondo calcio nel culo, il primo lo avevo attutito, ma il secondo è arrivato inaspettato e il dolore è stato intenso, ho fatto anche qualche salto sul posto, tenendomi la parte offesa con le mani. Poi sono tornato a casa a testa bassa. La bicicletta spinta a mano. Un ferita che sanguina dal ginocchio destro. Un altra che fa male dentro, ma che non si vede. Ho lasciato la bicicletta per terra davanti alla porta di casa, ho salito le scale, pronto ad un paio di scapaccioni di mia madre, che invece mi guarda comprensiva e con un mezzo sorriso mi chiede: "che cosa mangiano i corridori a pranzo ?"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Gli spaghetti col tonno per modo di dire&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfoo9WLJI/AAAAAAAACDE/FteKLZzdllc/s1600-h/ling_asp_tonno+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319700736648817810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 405px; CURSOR: hand; HEIGHT: 600px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfoo9WLJI/AAAAAAAACDE/FteKLZzdllc/s1600/ling_asp_tonno+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono quelli che mi preparò quel giorno mia madre. Ma nel frattempo ho cambiato anche tante biciclette, sono finito per terra tante volte, sono stato ricucito dagli amici medici, ho i segni del mio andare su braccia e ginocchia, e ho anche molte più ferite che dolgono dentro. E ci sta quindi che gli spaghetti non siano quelli di quella volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfomRh-NI/AAAAAAAACC8/JrrSASkuFus/s1600-h/ling_asp_tonno+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319700735928170706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 448px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfomRh-NI/AAAAAAAACC8/JrrSASkuFus/s1600/ling_asp_tonno+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho preso le punte di un mazzo di asparagi selvatici, le ho lavate e le ho messe a scottare in padella con un filo di olio ed uno spicchio di aglio. Ho aggiunto appena un poco di acqua e coperto per qualche minuto per terminare la cottura. Ho lessato la pasta, anche qui, erano delle linguine MaKaira e non spaghetti. Poco prima di scolarla ho aggiunto dei pomodorini secchi, dolcissimi e buonissimi, che ora non ho più, ma potete usare dei piccadilly confit o addirittura seccati in forno con olio e timo per 4/5 ore a 75 gradi. Insieme alla pasta ho incorporato del tonno fresco fatto a cubetti e ho mantecato per un minuto o poco più. Ho servito con un filo d'olio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfoDZeVOI/AAAAAAAACC0/nrsV9--jaL0/s1600-h/ling_asp_tonno+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319700726566245602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 600px; CURSOR: hand; HEIGHT: 405px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfoDZeVOI/AAAAAAAACC0/nrsV9--jaL0/s1600/ling_asp_tonno+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32051541-6294480967703913666?l=unacolicadacqua.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/UnaColicaDacqua/~3/B1XyNaSQsjc/nessuno-davanti.html</link><author>lacolica@hotmail.it (Loste)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_iavhNXRlXe8/SdNfoo9WLJI/AAAAAAAACDE/FteKLZzdllc/s72-c/ling_asp_tonno+2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">21</thr:total><feedburner:origLink>http://unacolicadacqua.blogspot.com/2009/04/nessuno-davanti.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
