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	<title>Valeria Barbera: My Blog</title>
	
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	<description>...E Adesso Parlo Io!</description>
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		<title>Valeria Barbera: My Blog</title>
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		<title>Come (non) Fare Soldi: Web Marketer Improvvisati</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 22:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PROFILO
Egidio Pallonaro fa il programmatore.  O perlomeno dice in giro che lo fa, sperando che un giorno il sogno si tramuti in realtà. Di fatto lui si sente già un piccolo Bill Gates, anzi si è convinto di essere un nuovo Linus Torvalds il giorno che a 11 anni ha sentito la parola &#8220;Open Source&#8221; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=881&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/5vgzENXE9L37xLhbI0PnG1QqaoE/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/5vgzENXE9L37xLhbI0PnG1QqaoE/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>PROFILO</strong></p>
<p><strong>Egidio Pallonaro fa il programmatore</strong>.  O perlomeno <strong>dice</strong> in giro che lo fa, sperando che un giorno il <strong>sogno</strong> si tramuti in realtà. Di fatto lui si sente già un piccolo <em>Bill Gates</em>, anzi si è convinto di essere un nuovo <strong>Linus Torvalds</strong> il giorno che a 11 anni ha sentito la parola &#8220;<em>Open Source</em>&#8221; uscire dalla bocca del suo amico del cuore, <strong>Teodolindo Sonoganzo</strong>.<span id="more-881"></span></p>
<p>Mentre Egidio cresceva leggendo i fumetti e guardando <strong>Disney Channel</strong>, Teodolindo viveva la vita al massimo accorciandosi il nome in &#8220;<em>Teo</em>&#8220;, riscuotendo successi con le ragazze e prendendo voti alti a scuola, alla faccia sua, grazie ai compiti da elle passatigli.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>VISION</strong></p>
<p>Non trovando un nomignolo degno della sua futura fama (Egi? Gidio? <img class="alignright" title="pinguino" src="http://iphnbg.bay.livefilestore.com/y1p2sTEGnxbZFNJ03IUwO7l6PXdVrlVROGPyph3FxF9FFkt0MDS3UNFgcBGNkk3qHaicL2rRsDwDIilpYfCYCSEHWVtCHNBeK-N/pinguino.jpg" alt="" width="99" height="145" /><strong>Dio???</strong>) la sua vita si trascinava disperata finché un giorno Santo Teo profferì la magica parola &#8220;<em>Open Source</em>&#8220;, mostrandogli un simpatico <strong>pinguino</strong> far capolino dal mousepad intonato con il computer fiammante che papà gli aveva comprato dopo aver letto la pagella. La esotica parola e i tratti vagamente Disneyani dell&#8217;animale esplosero nella sua mente illuminandolo sulla <strong>via di Damasc</strong>.. cioè del pinguino e da quel momento si votò alla causa del &#8220;<em>software libero</em>&#8220;.</p>
<p> <strong>Dopo 7 anni di smanettamento</strong> matto l&#8217;amico Teo era diventato un gran bel ragazzo, aveva trovato un <strong>lavoro</strong> stabile e sicuro in banca grazie alla raccomandazione di papà, mentre Egidio Pallonaro scoprì di non saper fare altro che accendere e spegnere il pc tramite un <strong>apposito software</strong> da lui creato rigorosamente &#8220;Open source&#8221;, senza rendersi conto che esisteva <strong>all&#8217;uopo</strong> già il pulsante &#8220;<strong>on/off</strong>&#8220;.</p>
<p>Disperato più che mai, la gobba del software libero gli si afflosciò e forte divenne l&#8217;impulso di reclamare col pinguino per la vacuità della sua vita, ma negli anni aveva scoperto <strong>Internet</strong> e letto che si possono <strong>fare tanti soldi</strong> con un solo clic se hai l&#8217;idea giusta.</p>
<p>Decise quindi di <strong>osservare le tendenze</strong> surfando sul web e stringendo rapporti con smanettoni più in gamba di lui  per avere qualche dritta (Teo ormai si era sposato, aveva 2 figli, la casa al mare e un bel conto corrente) .</p>
<p>Dopo aver provato strani marchingegni per <strong>guadagnare soldi online</strong>, catene paypal, telelavoro in affitto, banneroni fissi sul pc, navigazione a ore in dubbi siti, 899 sexy, praticato ore e ore di brainstorming, provò ad <strong>aprire un blog</strong> per insegnare agli altri a <strong>fare soldi online</strong>.</p>
<p>Non sapendo cosa dire sull&#8217;argomento, essendo povero in canna, prima provò a <strong>scopiazzare articoli</strong> non suoi, ma fu malamente &#8220;<strong>bloggato</strong>&#8221; dai veri  autori una sera tornando a casa; indi provò a creare un <strong>aggregatore </strong>e riempirlo di  adsense, ma gli articoli scritti sulla pesca delle cozze italiane da blogger Papuasiani portavano <strong>zero guadagni</strong> e <strong>zero visite</strong> e un&#8217;altra &#8220;<strong>bloggata</strong>&#8221; serale arrivò puntuale. Decise allora di diventare <strong>paparazzo fai-da-te</strong>: avrebbe <strong>ripreso col telefonino</strong> le sue &#8220;star&#8221; degli appartamenti adiacenti e sbattuto i <strong>video su youtube</strong> corredati di <strong>annunci adsense</strong> pronti da cliccare. La terza &#8220;<strong>bloggata</strong>&#8221; serale arrivò quindi dagli &#8220;entusiasti&#8221; fidanzati e anche questa idea vide la triste fine.</p>
<p><img class="alignleft" title="soldi" src="http://iphnbg.bay.livefilestore.com/y1pluwj6RfrVF0CZ-n8jc2njxXjXgHvO1YPQu5cMLC7SqwKJLEENJXxXazD5KOmgAJvvnjHKHDIlJLZG0tr6awRCw/soldi.jpg" alt="" width="95" height="147" />Ormai disilluso, <strong>Egidio Pallonaro</strong> si rassegnò ad esibir<strong>Lo</strong> a pagamento durante una <strong>videochat a luci rosse</strong> e mentre si palpava <strong>per la prima volta</strong> in vita sua <strong>l&#8217;Idea del Secolo</strong> prese forma nella sua mente, masturbata ma ancora piena zeppa dei documentari National Geographics: una vocina gli suggerì di percorrere la strada del <strong>software  da un milione di euro</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>MISSION</strong></p>
<p>Il mattino dopo Egidio avviò il suo progetto &#8220;<strong>software libero&#8230;dalle tasse</strong>&#8220;, che avrebbe trasformato il nome &#8220;<strong>Egidio Pallonaro</strong>&#8221; in un marchio di <strong>qualità</strong> e le sue tasche vuote in depositi Paperoniani pieni di danaro.</p>
<p>Raccattati due ricchi soci durante una partita a calcio balilla, Egidio Pallonarò costituì la &#8220;<strong>Egidio Pallonaro Web Marketing  Soc.</strong>&#8221; (dove la particella &#8220;Soc&#8221;. stava per <strong>Soccer</strong> &#8211; calcio in inglese), affittò la <strong>partita IVA</strong> del cugino idraulico, <strong>registrò un dominio</strong> a 3 euro con hosting groenlandese e commissionò un<strong> sito per 50 euro</strong> ad un <strong>webmaster</strong> incontrato su un <strong>forum</strong> in una notte di luna piena, altri 10 euro ad un <strong>copywriter</strong> conosciuto al bar sotto casa perché stendesse <strong>Profilo, Vision e Mission</strong> intonati al nome della società ma soprattutto comprendenti i termini più &#8220;in&#8221; del web, cioè  <em><strong>SEO</strong>, <strong>SEM</strong>, <strong>Pagerank</strong> , <strong>Trustrank</strong>, <strong>Link Popularity</strong>, <strong>Social Network</strong>, <strong>CTR</strong>,  <strong>eCPM</strong>, <strong>ROI</strong>, <strong>Article Marketing</strong>, <strong>Adsense</strong>, <strong>Affiliazioni</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>visite</strong>, <strong>guadagni</strong>, <strong>mia nonna</strong></em>, il tutto pagato in nero con paypal o postepay.</p>
<p>Un socio chiese: &#8220;<em>Ci servirà un ufficio aperto al pubblico, un&#8217;insegna luminosa e una segretaria</em>&#8220;, e alla domanda dell&#8217;altro &#8220;<em>A che pro?</em>&#8221; rispose &#8220;<strong><em>Per fare scena col cliente</em></strong>&#8220;, ma Egidio Pallonaro aveva già arredato la cantina di casa sua con scatoli di cartone.</p>
<p>Alla domanda &#8220;<em>Ma che è &#8217;sta discarica?</em>&#8221; <strong>Egidio Pallonaro</strong> rispose &#8220;<em>Se tante persone riescono a fare soldi online senza che nessuno abbia mai visto la sede legale possiamo riuscirci anche noi in una cantina, no?</em>&#8220;.<img class="alignright" title="pollo" src="http://iphnbg.bay.livefilestore.com/y1pFaUkAc07DgfhShD1Om3Ig_MS00gs1-jsQyo2mnPdNm0mJOeh2BFOXlW2UfkISMXdHB_xFQq8LmjpCZCrOmu5QA/pollo.jpg" alt="" width="99" height="111" /></p>
<p>Così, alla veneranda età di 23 anni, i nuovi <strong>genii del web</strong>  accesero il <strong>serverone</strong> riciclato da un vecchio Pentium III con su installato <strong>Linux</strong>, pubblicarono il <strong>sito aziendale</strong> e iniziarono a cercare i <strong>web-polli</strong>&#8230;</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Nomi e personaggi sono inventati, qualunque riferimento a cose o persone è puramente casuale (anche perché chi avrebbe il coraggio di chiamarsi così?)</em></p>
<p><strong>E tu ti sei già imbattuto in qualche genietto del web?</strong></p>
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		<title>Posso palpare la signora? Come è Bello Avere la Risposta Pronta</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 18:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lungi da me fare un manifesto femminista, ecco un esempio sull&#8217;utilità di avere la risposta pronta, che può essere utile sia a uomini che a donne ma probabilmente più a donne a causa dell&#8217;educazione da futura geisha che molte ricevono ancora oggi. 
Anche perché  laddove non ci si mette l&#8217;educazione ci si mettono quei taluni che come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=853&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NaxCno9JwnvoPfWdkKUOIx_ifuo/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NaxCno9JwnvoPfWdkKUOIx_ifuo/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NaxCno9JwnvoPfWdkKUOIx_ifuo/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NaxCno9JwnvoPfWdkKUOIx_ifuo/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>Lungi da me fare un manifesto femminista, ecco un esempio <strong>sull&#8217;utilità di avere la risposta pronta,</strong> che può essere utile sia a uomini che a donne ma probabilmente più a donne a causa dell&#8217;educazione da futura geisha che molte ricevono ancora oggi. <span id="more-853"></span></p>
<p><img class="alignleft" title="Yes" src="http://ckfjxg.bay.livefilestore.com/y1pmSFDOPX5A8K6SvrPNojstxQsKLJinn5E0NS-MnZdJzobvPxgw3G6egGwRgrnGkNX9yd8AIYcheOeOyp5XmuJH8b2Ne5TErCT/yes.jpg" alt="" width="150" height="125" />Anche perché  <strong>laddove non ci si mette l&#8217;educazione ci si mettono quei taluni</strong> che come ti incontrano si aspettano una <strong>novella Florence Nightingale</strong> sempre disposta a sorridere come una cretina e a comprendere qualunque &#8220;<strong>battuta</strong>&#8221; o &#8220;<strong>carineria</strong>&#8221; seppur <strong>pesante, offensiva o umiliante</strong> esca dalla loro bocca sempre inutilmente aperta. Il meglio che ti può capitare in questi casi è ricevere una etichetta a caso tra <strong>acida, zitella, lesbica, capricciosa </strong>o altro.</p>
<p><strong>Il confine delle molestie</strong> è così sottile che se poi lo dici alle autorità spesso trovi <strong>uno che si meraviglia che ti sia offesa</strong>, perché alla sua compagna queste cose  non capitano MAI e se le capitano si sta zitta come da brava geisha.</p>
<p>Dedica due minuti a riflettere su questa domanda: <strong>dove è scritto che &#8220;le palle&#8221;  le possono avere solo gli uomini?</strong> Nessuno nasce già con le palle, crescono sempre dopo, basta un po&#8217; di <strong><a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2009/02/07/come-dare-le-dimissioni-con-soddisfazione-il-colpo-di-coda/" target="_self">cazzimma applicata</a></strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>CONVERSANDO CON UN COGLIONE</strong></p>
<p>Quando anni fa mi recavo a piedi all&#8217;Università, incontrai il <strong>solito amico</strong> che deve per forza dire il tuo nome e i fatti tuoi ad alta voce in mezzo alla strada e così fece sapere <strong>ad un raggio di 500 metri quadrati</strong> dove stavo andando.</p>
<p><strong>Due ragazzi parcheggiati in una macchina lì vicino</strong> sentirono e si appostarono nei pressi del benzinaio vicino all&#8217;imbocco del lunghissimo viale verso l&#8217;Università. Me ne accorsi subito e siccome la lezione iniziava a breve decisi di accodarmi a qualcuno per fare il tratto &#8220;in sicurezza&#8221;.</p>
<p><strong>Passò in quel momento una collega</strong> che faceva la stessa strada mia. La macchina si rivelò appena fummo entrate in profondità nel viale, in modo che fossimo abbastanza lontane dall&#8217;Università e dagli altri passanti, ma anche troppo lontane dall&#8217;ingresso per tornare indietro (niente traverse) e si accostò talmente vicino a noi da spingerci verso il muro.</p>
<p>Uno dei ragazzi, quello che non guidava, esordì verso la collega che aveva in mano un quotidiano. &#8220;<strong>Scusa ci puoi far leggere il giornale?</strong>&#8221; e la collega non rispose sperando se ne andassero, ma costui gasato dal silenzio insisteva mentre il suo compagno faceva avanzare la macchina a passo d&#8217;uomo bloccandoci il lato.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>UNA NORMALE RISPOSTA</strong></p>
<p><img class="alignright" title="No" src="http://ckfjxg.bay.livefilestore.com/y1pmSFDOPX5A8KfWNeLfilI76A_vQpBqXOS508r6UeLB2mXAGHpN05I72kVrZ_DnCwHr26NiSP2koXmptnjzHGUGtrbz55g3WIB/no.jpg" alt="" width="150" height="123" />Alla fine io risposi&#8221; <strong>Non puoi</strong>&#8220; . Il ragazzo chiese impertinente &#8220;<strong>E perché?</strong>&#8220; , e  io senza mezzi termini risposi &#8220;<strong>Perché c&#8217;è il tuo necrologio sopra</strong>&#8220;.  L&#8217;impertinente, dopo un attimo di sorpresa, provocò &#8220;<strong>Davvero? E fammelo vedere allora</strong>&#8220; ma la risposta arrivò immediata &#8220;<strong>Se non te ne vai subito lo vedrai a breve</strong>&#8221; mentre tiravo fuori l&#8217;ombrello dalla borsa e guardavo la bella macchina.</p>
<p>Il guidatore, più intelligente, capì che <strong>con quell&#8217;ombrello prima avrei strisciato la macchina, poi avrei fracassato i vetri e dopo</strong>&#8230;. Il suo compagno invece, più tonto, assunse subito l&#8217;espressione del cagnaccio colpito da una scarica elettrica e quasi ebbe un moto di reazione, ma il mio vero bersaglio era già stato raggiunto.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>CONGEDARSI DA UN COGLIONE</strong></p>
<p>Il guidatore lo strattonò e gli disse &#8220;<strong>Andiamocene che è meglio</strong>&#8220;. Non gl&#8217;importava se il suo amico faceva a cazzotti ma il pensiero della macchina rovinata era troppo  e aveva capito che facevo sul serio notando la mia goduria mentre mostravo l&#8217;ombrello di metallo. Accelerò e appena avanti fece una inversione ad U. <strong>Li salutai con un bel sorriso e le corna in bella mostra sulla manina alzata</strong>. Ho ripercorso quella strada altre mille volte a tutte le ore. Non sono mai più ritornati.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>REPETITA JUVANT</strong></p>
<p>Purtroppo è più forte di me, l&#8217;ho rifatto quella volta che un altro coglione, esaurito perché da giorni cercava di palparmi con la scusa di scontrarsi con me per caso senza riuscirci, un giorno che stavo poco bene mi gridò per strada in dialetto &#8220;<strong>Io ti butto per terra</strong>&#8220;  sentendosi rispondere &#8220;<strong>E io ti spezzo le cosce</strong>&#8220;. </p>
<p>Non ho resistito nemmeno quella volta che alla biglietteria del treno una <strong>finta sciancata osò offendere pesantemente una mia parente</strong> perché non volevamo darle l&#8217;elemosina: quando, inveendo, alzò la stampella ergendosi in tutta la sua forma smagliante <strong>le dovetti proprio enunciare i  &#8220;veri nomi&#8221; suoi</strong> e di tutte le sue parenti rassicurandola che le avrei volentieri infilato la stampella nel culo facendola uscire dalla bocca.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="dialogare" src="http://ckfjxg.bay.livefilestore.com/y1p01cNMDIRpdT3GOvjNse_jKk7Q1fRtrmojFvNTd0mHQ85IL9TTUrYRWV0vHrsgbYgg6UNNHWDG2ZHVB05hWDhqzIGICScJUaa/dialogo.jpg" alt="" width="150" height="100" />E perfino con un altro coglione</strong>, che molestava dalla macchina e alla mia protesta sostenne di essere delle forze dell&#8217;ordine (senza divisa poi), io gli risposi che allora il suo capo avrebbe sicuramente ricevuto una lamentela sul suo comportamento, perché avevo preso la sua targa.</p>
<p><strong>In nessun caso</strong> si è mai arrivato alle mani, ed io proprio non riesco a fare la geisha.</p>
<p>Ecco perché, se fossi nata di colore e <strong><a href="http://www.italianbloggers.it/berlusconi-obama-bello-e-abbronzato-figuraccia-mondiale-o-carineria/" target="_blank">qualcuno mi avesse dato dell&#8217;&#8221;abbronzata</a>&#8220;</strong>, gli avrei tranquillamente risposto che se voleva potevo &#8220;<strong>farlo nero</strong>&#8221; in due minuti così anche lui avrebbe sfoggiato una bella abbronzatura.</p>
<p>Ecco perché quando qualcuno, soprattutto se  molto somigliante ad uno dei bambolotti della serie &#8220;<strong>Thunderbirds</strong>&#8220;, avesse detto che &#8220;<strong>le donne al governo sono utili come tappezzeria</strong>&#8220;, avrei declinato il suo invito a diventare Ministro di qualunque cosa in quanto <strong>la bella testa cornuta appesa a casa mia avrebbe stonato con la sua idea di arredamento</strong>.</p>
<p>Ed ecco perché quando qualcuno mi avesse chiesto &#8220;<strong><a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/multimedia/home/5824691" target="_blank">Posso Palpare la Signora</a>?</strong>&#8220;, &#8220;scostumata&#8221; come sono non lo avrei ringraziato per la &#8220;<strong>carineria</strong>&#8221; o il &#8220;<strong>complimento</strong>&#8220;, non avrei affatto capito la &#8220;<strong>battuta</strong>&#8220;  e non lo avrei lodato per aver usato il termine &#8220;<strong>Signora</strong>&#8220;.</p>
<p>Avrei ribattuto né più né meno, con un gran sorriso, &#8221;<strong> E io posso dare un calcio nelle palle al signore?</strong>&#8220;</p>
<p>E sono sicura che anche stavolta non sarebbe stata necessaria una dimostrazione pratica.</p>
<hr /><strong>AGGIUNTA del 23 Giugno 2009</strong></p>
<p>Rispondo al blogger provenuto da un famoso forum che si è firmato “<em>Un uomo coglione</em>” .  Il poveretto sperava di promuovere il suo blog e di compensare una certa mancanza&#8230;.</p>
<p>Ti ringrazio di esserti offerto come <strong>esempio</strong> del mio discorso…e soprattutto di esserti firmato.</p>
<p>Non so per te ma per me <strong>coglioni</strong> e uomini sono due <strong>razze</strong> a parte<strong>.</strong> Poi ci sono gli uomini <strong>veri</strong>, ma penso che ci addentriamo in un discorso troppo complicato per il tuo Q.I.</p>
<p>Da come scrivi direi che il tuo consiglio farebbe bene a te (troppo sole in testa mi sa visto di cosa ti occupi…).</p>
<p>Ciao e stammi bene ;-)</p>
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		<title>Scrivere sul proprio Blog fa bene alla salute?</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 22:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicare oggi]]></category>
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		<description><![CDATA[COME SOPRAVVIVERE IN UNA FAMIGLIA ARISTOTELICA
Tantissime persone hanno un blog, chi per denaro,  chi per hobby, chi per parlare del proprio argomento preferito, alcuni anche solo per essere sul web.
Anni fa decisi per caso di aprire questo blog: fu una delle decisioni più sagge della mia vita. Non ho guadagnato soldi, non ho scritto un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=826&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/g4cFlhCou0tyCyXFYiJ2gqekarg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/g4cFlhCou0tyCyXFYiJ2gqekarg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>COME SOPRAVVIVERE IN UNA FAMIGLIA ARISTOTELICA</strong></p>
<p><strong>Tantissime persone hanno un blog</strong>, chi per denaro,  chi per hobby, chi per parlare del proprio argomento preferito, alcuni anche solo per essere sul web.</p>
<p>Anni fa decisi per caso di <strong>aprire questo blog</strong>: fu una delle decisioni più <strong>sagge</strong> della mia vita. Non ho guadagnato soldi, non ho scritto un libro, nessuno ne ha tratto un film, non ricevo centomila visite giornaliere e non ho cambiato il mondo. Però <strong>quanto mi ha fatto bene</strong>  avere un mio blog&#8230;.e potrebbe succedere anche a voi&#8230;<span id="more-826"></span></p>
<p><strong>PERCHE&#8217;? Ecco la mia esperienza</strong></p>
<p><img class="alignleft" title="filosofi" src="http://b9ihja.bay.livefilestore.com/y1pDGtEUTeZsy8nnLvInMnS7c5afGezLWSGcsz6lqEKCfBGnVbR3G_9AMVx9Tz5k9hq4Gq1zY8ilOmRsEg1l61YsSml2yKfrKNb/filosofi.jpg" alt="" width="200" height="133" />Ultima di cinque figli, con un distacco generazionale notevole sia dai genitori che dai primi nati, mi sono ritrovata in una <strong>famiglia aristotelica</strong> dove &#8220;<em>Chi è più vecchio è più intelligente</em>&#8221; ed essendo la più piccola dovevo &#8220;<em>solo imparare che poi da grande capirai</em>&#8220;, cosa non so.</p>
<p>A quasi <strong>nessun famigliare  interessava la mia opinione</strong>, quelli che mi ascoltavano non erano &#8220;considerati&#8221; a casa e quindi non facevano peso, così mi perfezionai nell&#8217;ascolto ma quando ci fermavano per strada parenti e amici dei miei chiedevano se ero &#8220;<strong>muta</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Allora decisi di  esprimermi</strong>: ma a casa, abituati a sentire solo la loro voce, <strong>mi interrompevano continuamente</strong>. Perciò imparai a <strong>parlare velocemente</strong> così potevo &#8220;comprimere&#8221; più concetti in meno tempo, ma purtroppo lo facevo anche fuori casa.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>L&#8217;ASCOLTATRICE MUTA VA A SCUOLA</strong></p>
<p>A scuola pervenni ad un <strong>compromesso</strong>:  parlavo <strong>solo</strong> se interrogata, quando finalmente <strong>mettevo il turbo</strong>. La velocità e le tante cose da dire mi diedero la nomea di &#8220;<strong>macchinetta</strong>&#8220;: alle interrogazioni vincevo sui prof.  per<strong> esaurimento di energie</strong>, un mio compagno al Liceo scrisse una ballata in rima &#8220;La Ballata della terza C&#8221; dove descriveva tutti i compagni. Io ero &#8220;<strong>la mitragliatrice</strong>&#8221; , ne conservo ancora una copia.  </p>
<p>Alla fine l&#8217;unico vero momento di &#8220;<strong>relax</strong>&#8220;  diventò&#8230;<strong>il tema d&#8217;italiano, </strong>lo spauracchio di tutti i ragazzi.</p>
<p><strong>Mi era sempre piaciuto scriv<img class="alignright" title="scrivere" src="http://b9ihja.bay.livefilestore.com/y1pz5RqGbeNFnIrmGIKhuj3z6zCdStw07pN5Hi_Z4num38VQ_5ZM6x4MPatvToEO1XShAhz4Y9uwoKl_aYbB0pvDzAv2E0m26eI/scrivere2.jpg" alt="" width="150" height="161" />ere</strong>. Da bambina <strong>invidiavo</strong> sorelle e fratelli che andavano a scuola a imparare tante belle cose mentre io restavo con la mamma, <strong>non vedevo l&#8217;ora di imparare a scrivere</strong> e passavo il tempo a <strong>riprodurre sulla carta i segni sulle etichette</strong> delle lattine di salsa o degli scatoli di caffé. Una volta finito mi facevo &#8220;rivelare&#8221; cosa significavano quei segni.</p>
<p>Finalmente giunta in <strong>prima elementare</strong> imparai in una mattina a scrivere le vocali, perfino la &#8220;<strong>u</strong>&#8220;, che secondo la maestra era argomento del giorno dopo, ma io avevo fretta.</p>
<p><strong>Il tema d&#8217;italiano era una pacchia</strong>, soprattutto se mi consentiva di esprimere <strong>un&#8217;opinione libera su un argomento</strong>, per esempio  &#8220;descrivi la tua casa&#8221;. Meno bene quando si doveva parlare di poesie, autori, periodi storici, ma alla fine <strong>ci infilavo sempre il mio parere</strong>. Così scoprii che <strong>la mia opinione interessava</strong>, almeno ai prof.</p>
<p>Altra pacchia quando <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2009/01/16/scegliere-le-superiori-quale-scuola/" target="_self">al Liceo</a>  arrivarono anche <strong>i temi di filosofia e  religione</strong>: dopo un tema sul concetto di libertà, in cui mi &#8220;permisi&#8221; di fare una panoramica sulle elucubrazioni dei filosofi greci e sul mio personale parere sulla difficoltà dell&#8217;essere liberi oggi, ebbi i complimenti da entrambi i prof e il consiglio di scegliere Filosofia all&#8217;università.  <strong>Scelsi Fisica</strong>, dove non si scrivono opinioni ma <strong>solo equazioni e relazioni</strong>, e a quell&#8217;exploit non ci pensai più per molti anni.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>DA GRANDE</strong></p>
<p>Pur crescendo d&#8217;età <strong>la mia faccina dichiarava sempre di meno</strong> e nessuno ci credeva che ero &#8220;grande&#8221;.  <strong>Nel mondo scoprii che Aristotele aveva fatto proseliti</strong>: tutti, guardandomi, erano convinti di essere più &#8220;anziani&#8221; di me e di dovermi <strong>spiegare com&#8217;è fatta la vita</strong>, magari anche raccontarmi i loro problemi. Avrei potuto fare l&#8217;agente segreto per la facilità con cui le persone amavano parlarmi dei fatti loro.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>DA ASCOLTATRICE  MUTA A BLOGGER</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft" title="blog" src="http://b9ihja.bay.livefilestore.com/y1pz5RqGbeNFnIvBt6xGKT4lCd4VP4SCtveDdqTzQPdGO3vdJxlenUvyjrmAPr53DBd_pFvtvAsTNMsIczoBKjeMTl_6PeNPGvz/scrivere_su_blog.jpg" alt="" width="200" height="149" /><a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/09/11/come-creare-un-blog/" target="_self">Quando creai questo blog</a></strong><a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/09/11/come-creare-un-blog/" target="_self"> </a>non pensai che poi sarebbe stato anche letto e commentato, visti i trascorsi era fantascienza. Così mi emozionai non poco quando un bel giorno arrivò il primo commento, che non conteneva parolacce ma complimenti. </p>
<p><strong>Tutto questo mi fece un gran bene</strong>, mi ricordai del piacere che avevo a scrivere e di tutte quelle persone che hanno tante cose, anche intelligenti, da dire ma non sanno come fare o <strong>pensano che parlare di ciò che gli frulla in testa non interessi a nessuno</strong>.</p>
<p>A scuola, scoperta la mia abilità scrittoria, i miei compagni venivano spesso da me a chiedermi un <strong>suggerimento su cosa scrivere nel famoso tema</strong>. Io gli chiedevo &#8220;<strong>Tu cosa pensi dell&#8217;argomento?</strong>&#8221; e la maggior parte delle volte iniziavano a parlare a ruota libera mostrando interesse e competenza: non avevano bisogno di contenuti ma solo di una <strong>spinta ad espors</strong>i, bloccati da timidezza, apatia, ignoranza grammaticale, mancanza di abitudine a scrivere, perfino paura che il voto sarebbe sceso per &#8220;quell&#8217;idea&#8221; poco conforme.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>I BENEFICI DEL BLOGGING</strong></p>
<p><strong>Scrivendo sul web</strong> ho mantenuto la qualità di ascoltatrice (anche lettrice di altri blog), ma <strong>ho acquisito più interesse ad esporre le mie opinioni, </strong>anche a chi non è d&#8217;accordo<strong>. </strong>Mi sono accorta infatti che col tempo <strong>anche io avevo cominciato a non ascoltarmi</strong>.</p>
<p><strong>I famigliari?</strong> Chi mi ascoltava prima mi ascolta anche ora (e continua a non avere peso in casa), mentre quelli fedeli ad Aristotele persistono nei loro pregiudizi e <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/10/12/opinioni-e-giudizi-punti-di-vista/" target="_self">sono diventati fieri giudici</a>.</p>
<p>Bloggando ho scoperto che <strong>ogni persona può avere un universo inesplorato dentro di sé</strong>, fatto di esperienze, ricordi, pensieri, sogni, idee. Perché tenerlo nascosto?</p>
<p>Certo <strong>mi piace sempre scrivere</strong> e non diventerò ambasciatrice all&#8217;ONU,  ma, scrivendo,  la mia velocità di parlata si è molto normalizzata, nessuno più mi dà della &#8220;mitragliatrice&#8221;  e anch&#8217;io riesco a <strong>gustare il piacere di una sana conversazione, </strong>decidendo da me  <strong>SE</strong> e <strong>QUANDO</strong> ascoltare o parlare.</p>
<p>Ebbene sì:  <strong>aprire un blog può essere terapeutico&#8230;.</strong></p>
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		<title>Terremoto in Abruzzo: Un Grazie ai Soccorritori</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 12:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Terremoto l aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ho sentito la scossa delle 3.32  la prima riflessione che ho fatto è stata sulla vigliaccheria del sisma che ha colpito stanotte l&#8217;Abruzzo: ha scelto un orario in cui tutti dormivano.
Qui a Napoli si è sentito abbastanza da far muovere lampadari, ante degli armadi e scattare antifurti e l&#8217;istinto che abbiamo sviluppato dopo il sisma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=813&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qrIpdfNN6LH8etiTg-ViQVjmUls/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qrIpdfNN6LH8etiTg-ViQVjmUls/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qrIpdfNN6LH8etiTg-ViQVjmUls/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qrIpdfNN6LH8etiTg-ViQVjmUls/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>Quando ho sentito la scossa delle 3.32  la prima riflessione che ho fatto è stata sulla <strong>vigliaccheria del sisma</strong> che ha colpito stanotte l&#8217;Abruzzo: <strong>ha scelto un orario in cui tutti dormivano</strong>.</p>
<p>Qui a Napoli <strong>si è sentito abbastanza</strong> da far muovere lampadari, ante degli armadi e scattare antifurti e l&#8217;istinto che abbiamo sviluppato dopo il sisma del 1980 ci ha subito fatto capire che <strong>ovunque era stato era sicuramente molto forte</strong>.</p>
<p>Alla Tv tutto taceva, poi dopo un po&#8217; ha iniziato a parlarne Rai 3 con Rai24 News mentre le altre emittenti continuavano a mandare in onda film e telefilm.<span id="more-813"></span></p>
<p><strong>Nono grado della scala Mercalli, 5.8 della scala Richter</strong>.</p>
<p>Tra i mille aggiornamenti mi ha colpito uno in particolare che passava sovrimpressione:  <strong>squadra di Rugby salva un gruppo di anziani</strong> che aveva problemi ad uscire dal fabbricato dove dormivano.  Sembra un film ma è la realtà, nelle disgrazie si vede il cuore delle persone.</p>
<p>I Mass Media danno ampio spazio al conto delle vittime e dei danni, come è giusto che sia, e tutti preghiamo per l&#8217;Abruzzo.</p>
<p><strong>Ma un immenso grazie</strong> va a tutti quegli <strong>angeli</strong> che stanno prestando soccorso, vigili del fuoco, protezione civile, forze dell&#8217;ordine, croce rossa, anche normali civili, che <strong>da stanotte scavano con le mani tra le macerie</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://chiacchierona79.blogspot.com/2009/04/terremoto-in-lazio-ringraziamo-coloro.html"><img class="aligncenter" title="Grazie" src="http://iph5bg.bay.livefilestore.com/y1pWXpgzhsllBt9igOx8FgeaJOmDxQiVvpzeLjDrOYZhG8qgdLHODn6ydUcsVbIK8LSsRnf7Mh8tsRjjwJSfISCOTT9MCrWHnnH/LOGO%20GRAZIE_thumb%5B2%5D.jpg" alt="" width="504" height="304" /></a></p>
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		<title>I Call Center Selvaggi La Legge sulla Privacy e il Decreto MilleProroghe</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 15:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come sapete e potete leggere sul sito dell&#8217;ADUC  il Senato poche settimane fa ha approvato un emendamento inserito nel decreto Milleproroghe che alla fin fine darebbe il via ai Call Center di riprendere a telefonarci proponendo le solite promozioni attingendo anche alle banche dati in cui compariamo senza aver mai dato il consenso.
Non che ci sia bisogno del permesso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=773&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/oH2_n_Z7xbcHSEctPT8JcoTguTE/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/oH2_n_Z7xbcHSEctPT8JcoTguTE/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>Come sapete e potete leggere<a href="http://www.aduc.it/dyn/tlc/comu.php?id=249315" target="_blank"> sul sito dell&#8217;ADUC </a> <strong>il Senato </strong>poche settimane fa <strong>ha approvato un emendamento</strong> inserito nel<strong> decreto Milleproroghe</strong> che alla fin fine <strong>darebbe il via ai Call Center di riprendere a telefonarci</strong> proponendo le solite promozioni attingendo anche alle <strong>banche dati</strong> in cui compariamo <strong>senza</strong> aver mai dato il consenso.</p>
<p>Non che ci sia bisogno del permesso del Senato perché alcuni  Call Center ti mettano in lista comunque.<span id="more-773"></span></p>
<p>La motivazione è stata che i poveri call center sennò rischiano di dover licenziare personale, aumento della disoccupazione e così via. Quindi <strong>per consentire agli altri di  &#8220;lavorare&#8221;</strong> (e poi vi spiego perché lo scrivo tra virgolette) i nostri telefoni potrebbero diventare <strong>di nuovo bersaglio delle telefonate selvagge</strong> e moleste da parte di società senza scrupoli.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>LE MOLESTIE TELEFONICHE</strong></p>
<p>Sì! <strong>Telefonate moleste e selvagge</strong>:  la decisione del Senato pare aver inorgoglito <strong>certi Call Center</strong> che si sentono ancora più in diritto di prima di dar fastidio al prossimo. Come si è sparsa la notizia anche solo della esistenza di questo emendamento sono riaumentate le telefonate (a me erano <strong><a href="http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=242318" target="_blank">quasi scese a zero nei mesi precedenti chissà come mai</a></strong>&#8230;)</p>
<p><strong>Ecco la dinamica che sto osservando da qualche settimana</strong>. Lasciamo perdere le <strong>ripetute telefonate</strong> che continuano a far squillare il telefono <strong>fino a quando non rispondi tu in persona</strong>, io ho anche la segreteria ma tanto questi come la sentono riattaccano per riprovare 2 secondi dopo.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-784" title="telefonate_selvagge1" src="http://valeriabarbera.files.wordpress.com/2009/03/telefonate_selvagge1.jpg?w=150&#038;h=173" alt="telefonate_selvagge1" width="150" height="173" />Call Center</strong>: <em>Driinn</em> (rigorosamente da un numero riservato)</p>
<p><strong>Io</strong>: Pronto?</p>
<p><strong>Call Center</strong>: E&#8217; la signora Barbera?</p>
<p><strong>Io</strong>: Scusi lei chi è? (<em>ovvio io non devo rendere conto a te di chi sono visto che sei tu a chiamare e la educazione vorrebbe che <strong>chi chiama si presenti</strong> con nome e cognome e società per cui si lavora</em>)</p>
<p><strong>Call Center</strong>:  Ma parlo con la signora Barbera?</p>
<p><strong>Io</strong>: Ma lei chi è?</p>
<p><strong>Call Center</strong>:  Siamo la <em>nomesocietà</em> (detto in modo frettoloso che non si capisca bene omettendo bene il nome di chi sta parlando) .</p>
<p><strong>La variante scelta</strong> per intavolare il discorso può essere di tutti i tipi <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/06/17/strategie-dei-call-center/" target="_blank">tra queste strategie</a>: comunicare che <strong>chissà come mai</strong> la tua linea telefonica <strong>ha deciso</strong> di migrare da loro (ma è una <strong>balla</strong>); vogliono concordare la consegna di un <strong>regalo apparentemente gratuito</strong> (nuovo telefono o altro) che non comporterebbe alcuna spesa (<strong>falso</strong> perché se lo accetti cambi tariffa senza averlo mai chiesto e spendi di più); ti avvisano che <strong>è arrivato l&#8217;adsl nella tua zona</strong> (magari lo sai da anni e<strong> lo utilizzi da tempo</strong> immemore ma LORO no!) e bla bla bla.</p>
<p>Ora. Io sto a casa mia, <strong>non ho mai dato autorizzazione</strong> a costoro di chiamarmi eppure vedo che da settimane<strong> le molestie telefoniche</strong>, perché quello sono,  <strong>sono ritornate prepotentemente in una maniera ignobile</strong>.</p>
<p><strong>Molestie</strong> sì: le molestie non sono solo quelle sessuali, <strong>molestare vuol dire &#8220;dare fastidio&#8221;.</strong>  Alzi la mano chi non riceve fastidi da queste telefonate, chi è addirittura <strong>entusiasta</strong> di ricevere anche <strong>10 telefonate al giorno da call center diversi e anonimi</strong> che propongono le promozioni più false del mondo camuffandole sotto forma di regali, comunicazioni etc. </p>
<p><strong>Vorrei proprio conoscere una tale santa persona</strong>, che si intenda non abbia mai lavorato e non lavori in un call center, non abbia parenti che ci lavorano, non ne possieda uno e non ne utilizzi uno per la sua pubblicità., perché se ne esistesse una allora <strong>le proporrei di prendersi anche le telefonate che arrivano a casa mia</strong> e che non ho MAI chiesto di ricevere.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>COME COMBATTERLE</strong></p>
<p>Dicono le società dei consumatori ma anche <strong>la tv</strong>:  se non vuoi ricevere le telefonate, a questo punto quando chiamano <strong>chiedi chi sono e come hanno avuto i tuoi dati</strong>,  poi scrivi alla società e ne <strong> chiedi la cancellazione</strong>.  Io commento: <strong>bubbole</strong>.</p>
<p>A prescindere che se chiedi all&#8217;anonimo operatore<strong> col cavolo che ti dice esattamente per conto di chi sta chiamando e come hanno avuto i tuoi dati</strong>. Possono mai dirti &#8220;<strong>Li abbiamo avuti illegalmente</strong>&#8220;? Non credo manterrebbero il posto.</p>
<p>Ti chiamano per conto di aziende che non sai dove sono dislocate e che <strong>non trovi sulle pagine gialle</strong>, ti pare che ti danno ragione sociale, indirizzo, codice postale per <strong>mandargli la raccomandata con la richiesta di cancellazione dei dati</strong>? Manco morti.</p>
<p>Ti dici <strong>dal numero io risalgo all&#8217;indirizzo</strong> e lo frego: e <strong>come fai se il numero è riservato?</strong> Perché è questo il bello: <strong>il tuo numero gira per il mondo</strong> senza il tuo consenso né controllo mentre <strong>il loro è bello blindato</strong>.  A malapena ti dicono per quale società lavorano (perché oramai tutti <strong>delegano decine di call center a chiamare per conto loro</strong>, non si sporcano le mani coi loro dipendenti), comunque dopo aver applicato l&#8217;arte della maieutica riesci a capirlo, allora <strong>rintracci la società committente</strong>, quella ti risponde che <strong>non sa di che stai parlando</strong>, praticamente sosterrebbero che non ti conoscono e che non hanno mai gestito i tuoi dati.  Oppure trovi l&#8217;operatore che capisce perfettamente la tua situazione e che <strong>non può farci un bel niente</strong> perché tra i tanti call center che trattano in outbound il tuo numero per loro conto non saprebbero chi incolpare per il tentativo di <strong>truffa</strong> (perché quando mi chiami <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/06/17/strategie-dei-call-center/" target="_blank">con le tattiche mostrate qui</a> per me di quello  stiamo parlando)</p>
<p>E <strong>nel frattempo il call center continua a chiamare</strong>. </p>
<p>Tu stai dormendo e <strong>loro chiamano</strong>. Tu mangi e <strong>loro chiamamo</strong>. Tu vai nel bagno e<strong> loro chiamano</strong>.  Tu stai morendo e <strong>loro chiamano</strong>.</p>
<p>Dalle 8 della mattina fino alle 20 della sera provando e riprovando a telefonare <strong>finché non risponde una forma di vita</strong> che gli riattacca giustamente il telefono in faccia. Ma loro <strong>non si arrendono</strong>:  sentendosi autorizzati dall&#8217;emendamento del decreto Milleproroghe <strong>loro sono diventati anche più aggressivi di prima</strong> e cosa fanno? Se riattacchi che non te ne importa <strong>ti richiamano</strong>!</p>
<p style="text-align:center;"><strong>LA NOVITA&#8217;</strong></p>
<p>L&#8217;ultima novità è che adesso <strong>certi Call Center</strong> si sentono così forti e <strong>in diritto di molestarti</strong> che se gli dici &#8220;non mi interessa&#8221; e attacchi il telefono <strong>loro richiamano subito dopo</strong>. PERCHE&#8217;??? Perché &#8220;dicono&#8221; che <strong>devi ascoltare tutta la proposta sennò non è buona educazione</strong>, non sai nemmeno cosa vogliono proporti, <strong>non puoi attaccare il telefono solo perché non ti interessa</strong> o hai da fare. CAPITO? Se insisti a non ascoltarli cosa fanno? Iniziano a offendere e se riattacchi iltelefono ti richiamano solo per dire parolacce, per vomitare su di te la frustrazione e l&#8217;ansia di chi deve lavorare per obiettivi, sfruttato e <strong>messo come una scimmietta</strong> a comporre numeri per poi flaggare una casella sul pc, laddove è scritto &#8220;<strong>Esito della telefonata</strong>&#8220;.</p>
<p>Irrompe sul mio telefono un rompiscatole a cui ho già detto non mi interessa e che peraltro lavora per una società a cui non ho MAI consentito di chiamarmi e <strong>io non potrei attaccare il telefono</strong>? Ma stiamo fuori?  E non sono molestie queste?  Perché uno debba lavorare <strong>io devo correre il rischio di essere truffata, presa in giro con le loro tattiche</strong>, ricevere offese <strong>IN CASA MIA</strong> perché <strong>non li sto aiutando a guadagnare</strong> due soldini facendomi sottoscrivere un <strong>contratto che ho detto mille volte che non voglio</strong>? E loro come aiutano TE a lavorare quando ti disturbano levandoti la tranquillità?</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="stop" src="http://iph5bg.bay.livefilestore.com/y1pLN_PWI9kW1iCX2pONGhJzVZf6rpZ8NHWfZ_6udQ0LHh4wFtoID_8oHQfe2GvN63MskGgmpYKT0WEB2guTnGWbLj-UnNTbbds/stop.jpg" alt="" width="150" height="183" />E&#8217; giusto che  i call center debbano nascondere il loro numero?</strong> Io dico <strong>NO</strong>. Anzi dovrebbero <strong>imporre</strong> a tutte le società di call center e loro affiliate di MOSTRARE inderogabilmente<strong> il numero chiamante</strong>;  capisco che se la linea di tizio è di una compagnia e quella di caio è di un&#8217;altra compagnia proabilmente se caio chiama tizio il suo numero non verrà mostrato per incomprensioni tra le linee: allora si trova un sistema per fare in modo che <strong>il numero dei Call Center venga riconosciuto e mostrato</strong> indipendentemente dalla linea telefonica di appartenenza del chiamante. </p>
<p>Sei un call center? Vuoi telefonarmi 15 volte al giorno? Allora <strong>mostra</strong> obbligatoriamente il numero telefonico in modo che <strong>io possa sapere CHI SEI</strong> e non solo per conto di chi chiami e nel caso denunciarti per tentata truffa o molestie telefoniche o offese. <strong>Imponi</strong> ai tuoi dipendenti, precari, collaboratori occasionali o altro, di<strong> comunicare chiaramente il loro Nome e Cognome</strong>, non solo il nome di battesimo o l&#8217;appellativo che usa il partner nei momenti intimi, perché quando Egidio Pallonaro della tal dei tali mi vuole fregare o fa lo scortese con me<strong> io ti possa richiamare e farti un bel reclamo</strong> per il comportamento di Egidio Pallonaro.</p>
<p><strong>E&#8217; giusto che taluni utilizzino dati che non gli hai mai fornito per darti fastidio?</strong> Voi fareste entrare in casa uno sconosciuto? E <strong>perché lo dovremmo fare sul telefono di casa?</strong> Anche quello accede alla privacy. Quindi <strong>NO alle banche dati illegali</strong>, nemmeno fino al 31 dicembre 2009: che poi chi le possiede e si sarà dato alla pazza gioia in questi mesi<strong> davvero cesserà di utilizzarle dopo il 31 dicembre 2009?  </strong>Chi ci crede alzi una mano. Non è che non arrivassero telefonate da società non autorizzate anche prima del decreto Milleproroghe&#8230;..</p>
<p style="text-align:center;"><strong>RIFLESSIONI SULLA LEGGE SULLA PRIVACY</strong></p>
<p> <strong>Anche quando dai il consenso al trattamento</strong> dei dati <strong>è giusto che poi essi finiscano in mano ai famosi &#8220;terzi&#8221;, mai nominati</strong>, a cui la società che hai autorizzato al trattamento può trasmettere i tuoi dati? Come detto sopra, <strong>un &#8220;terzo&#8221;</strong> il cui call center ti sta molestando, col <strong>cavolo che ti dirà da chi ha avuto i tuoi dati, mica sono tutti onesti</strong>.</p>
<p>Quindi<strong> se &#8220;terzo&#8221; mi telefona sostenendo di aver avuto i miei dati</strong> io come faccio a smentirlo? Allora perché non si modifica la bella clausoletta sui famosi terzi? Io posso anche dare l&#8217;autorizzazione a Pinco di trattare i miei dati mai se poi quello li trasmette a Palla, con cui magari ho già avuto contatti in passato e non ci voglio avere a che fare? Chiaro che <strong>sarebbe giusto che Pinco mi fornisse già alla firma, e non solo su mia richiesta posteriore a spese mie,  un bell&#8217;elenco con i nomi dei suoi &#8220;terzi&#8221;.</strong></p>
<p>E&#8217; giusto che ti chiedano l&#8217;autorizzazione al trattamento dei dati <strong>SENZA</strong> che tu possa scegliere <strong>COME essere contattato</strong>? Non so, è pretendere troppo <strong>OBBLIGARE</strong>  a chiederti se preferisci il contatto via email,  via telefono o via posta normale?</p>
<p>Alcune società lo fanno, tu selezioni &#8220;via email&#8221; e al massimo ti arriva una email che butti nel cestino: tempo 2 secondi. Veloce e indolore.</p>
<p>Invece tu <strong>DEVI</strong> acconsentire a che i tuoi dati vengano trattati <strong>SENZA</strong> poter scegliere <strong>COME</strong>.</p>
<p>Vai in ospedale per operarti al cuore: autorizzi forse il medico a fare del tuo corpo ciò che vuole (smembramento, diffusione delle foto da cellulare su internet, registrazione video clandestini, test clinici&#8230;.) quando dai il consenso all&#8217;operazione al cuore?</p>
<p><strong>Ricapitoliamo:</strong></p>
<p> - <strong>Tu SAI</strong>** a chi hai dato l&#8217;autorizzazione al trattamento dei dati ma <strong>NON SAI </strong>chi sono i famosi &#8220;terzi&#8221; e società collaboratrici che pure vedranno i tuoi dati. Tu <strong>NON SAI NULLA</strong> di loro.</p>
<p>**<strong>In teoria perché in pratica</strong>: quando firmi sulla carta ti capita quello che NON ti rilascia copia della parte Privacy dove c&#8217;è scritto chi è il famoso titolare dei tuoi dati e come contattarlo. Se invece hai dato <strong>il consenso online </strong>navigando su un sito web, facendo un ordine etc, sempre piò frequente, <strong>NON TI ARRIVA</strong> alcuna email con i dati della società: sei tu che devi prendere carta e penna e annotarli possibilmente <strong>PRIMA</strong> di premere invio.</p>
<p> - Se poi vuoi sapere tutte queste belle cose <strong>DEVI</strong> spendere soldini e scrivergli una bella raccomandata, ammesso che sei riuscito  trovare il vero indirizzo a cui spedirla. Non sia mai infatti che<strong> poi ti rispondano che per questo tipo di richieste l&#8217;indirizzo è un altro</strong>&#8230;..</p>
<p> - Tu NON puoi sempre <strong>vedere il numero del call center che ti sta chiamando</strong>; <strong>DEVI sentire centinaia di squilli telefonici</strong> che ti OBBLIGANO o a <strong>staccare il telefono</strong> facendoti diventare un asociale o a <strong>rispondere</strong> perché sennò non la smettono. Tu <strong>DEVI SOLO</strong> rispondere ad ogni loro telefonata <strong>neanche fossi l&#8217;addetto alla reception di un hotel.</strong></p>
<p><strong> - Tu NON puoi chiudere la telefonata quando hai deciso che non ti</strong> interessa perché <strong>LORO si offendono se non gli fai dire tutta la filastrocca</strong>: il perché del tenerti al telefono è forse da imputare che così passa il tempo e sul tabulato del call center non si vedrà che l&#8217;operatore non ci sa fare nei rapporti interpersonali e non rischia il posto? O perché se pure non acconsenti a sottoscrivere il contratto a voce il tempo trascorso al telefono giustifica l&#8217;operatore che te lo sottoscrive senza il tuo consenso? Vedi tu&#8230;..</p>
<p> - Tu <strong>NON puoi decidere la modalità</strong> di un eventuale contatto perché <strong>LORO decidono come farlo</strong>.</p>
<p>  &#8211; Tu <strong>NON</strong> puoi decidere <strong>ogni quanto tempo preferisci essere contattato</strong>, sono LORO  a decidere <strong>se contattarti centinaia di volte all&#8217;anno o mai.</strong></p>
<p> - Tu <strong>NON</strong> puoi aspettarti da LORO che <strong>se a casa tua non risponde nessuno rinuncino a chiamarti</strong>. NO Loro sono <strong>AUTORIZZATI a sfotterti le orecchie </strong>svegliando il neonato che dorme, te che fai il pisolino, la nonna che sta poco bene, il gatto che detesta gli squilli e <strong>NON esiste LIMITE al numero di telefonate</strong>, con esito o senza, che possono arrivarti dallo stesso call center nel giro di un giorno, un mese un anno. Un anonimo addetto ai call center sostiene che <strong>anche quando la telefonata si conclude con un esito</strong> (tu hai detto che non gli interessa) ti lascerebbero tranquillo solo pochi giorni perché il tuo numero ricompare a breve nella lista &#8220;<strong>da contattare</strong>&#8220;. Eh già! <strong>Non sia mai che hai cambiato idea</strong> e quella proposta che ti faceva ribrezzo  ora è diventata la cosa più importante della tua vita (ma <strong>se era così li contattavi tu no?</strong>&#8230;.).</p>
<p> - <strong>LORO</strong> (non tutti i call center fortunatamente ma purtroppo sono sempre di più) <strong>possono tentare di truffarti</strong>, proponendoti finti regali, finte comunicazioni di cambio linea, sperando che abbocchi per sottoscriverti contratti sui quali non hai mai detto &#8220;SI&#8217;&#8221;.</p>
<p>Tu fino al 31 dicembre del 2009 potresti essere contattato<strong> ANCHE da gente a cui non hai mai dato l&#8217;autorizzazione</strong>, SENZA poterli denunciare per violazione della privacy.</p>
<p>A me pare che<strong> i diritti NON siano poi così tanto dalla nostra parte</strong>. A me frega una cippa se piangono miseria con i presunti licenziamenti per motivare <strong>il ripristino delle telefonate selvagge</strong>: chi non aderiva alle promozioni telefoniche prima, finte o vere,  non lo farà <strong>NEMMENO adesso</strong>.</p>
<p>Un decreto<strong>, la crisi, l</strong>l diritto altrui al lavoro, <strong> NON CANCELLANO il diritto alla tranquillità</strong> nella propria casa e non ci trasforma in SCHIAVETTI. </p>
<p>Io posso sostenere e aiutare <strong>chi se lo merita</strong>, NON<strong> chi lo pretende</strong>. <strong> I tempi di crisi colpiscono tutti</strong>, non solo LORO, e il <strong>fatto che veniamo chiamari &#8220;CONSUMATORI&#8221; non ci mette al riparo</strong>, ma il telefono di casa è come la porta,  non si accettano sconosciuti,  maleducati, rompiballe,  gente priva di tatto.  E&#8217; davvero un <strong>controsenso</strong> che in un momento in cui chiunque piange miseria si parta dal presupposto che <strong>il consumatore debba essere posto sotto assedio solo perché si chiama &#8220;consumatore</strong>&#8220;.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="lock" src="http://iph5bg.bay.livefilestore.com/y1pfnPLNqbQrgaRzitpaj2ZDQGB1BCcPdASelabpcpj6ZlFLNvutRTd8n_DbWDFD5_-i6Cd_GPTVT8yd1ZlF6ESfBAJLhpAzPJF/lock.jpg" alt="" width="150" height="191" />UNA COSA E&#8217; CERTA</strong>: quando tu hai dato il consenso <strong>NON hai sottoscritto l&#8217;obbligo di ascoltare tutta la telefonata né di rispondere a tutti</strong>.</p>
<p>Mio padre diceva sempre &#8220;<strong>A casa mia sono principe, re e imperatore!</strong>&#8220; e se certi non lo capiscono sono <strong>problemi loro</strong>. </p>
<p>Mi direte <strong>ma tu che ne sai cosa vuol dire fare questo lavoro</strong>? Lo so invece e rilancio:  quanti di questi call center sanno cosa vuol dire essere le loro cavie visto che stanno sempre al telefono? Col <strong>savoir faire e la sincerità</strong> si fa parlare pure i muri, non lo insegnano più a certi operatori che a dire le bugie non gli crede più nessuno, che esordire <strong>col tono scocciato del &#8220;l&#8217;ennesima telefonata inutile&#8221;</strong> non fa bene agli affari?</p>
<p style="text-align:center;"><strong>LA MIA RISPOSTA</strong></p>
<p>Visti i precedenti e <strong>il tono che stanno assumendo certi call center assatanati</strong> da quando si è paventata anche solo la possibilità che passasse l&#8217;emendamento, la mia tattica attualmente è: <strong>appena capisco che è un call center </strong>(me lo confessino o no)<strong> chiudo subito il telefono. </strong>Se proprio vogliono mandare qualche proposta esiste ancora la carta e la posta. <strong>Verba Volant sed Scripta Manent</strong></p>
<p> <strong>Call center avvisati</strong>.</p>
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			<media:title type="html">Vale</media:title>
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		<title>Come Dare Le Dimissioni con Soddisfazione: Il Colpo di Coda</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 20:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Esperienze: Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Sere fa guardavo X-Factor, il reality show musicale da cui è nata Giusy Ferreri, e notavo che era già la seconda volta che la Simona Ventura parlava della &#8220;cazzimma&#8220; - una parola molto nota dalle mie parti &#8211; e  in relazione ai Bastard Sons Of Dioniso.
Lei cercava di spiegare cosa era questa misteriosa &#8220;cazzimma&#8221; ma credo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=754&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZJkFifTdVV-UtIKwewJ8bIBnOc8/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZJkFifTdVV-UtIKwewJ8bIBnOc8/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZJkFifTdVV-UtIKwewJ8bIBnOc8/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZJkFifTdVV-UtIKwewJ8bIBnOc8/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>Sere fa guardavo<a href="http://www.xfactor.rai.it/" target="_blank"> X-Factor</a>, il reality show musicale da cui è nata <strong>Giusy Ferreri</strong>, e notavo che era già la seconda volta che la <strong>Simona Ventura</strong> parlava della &#8220;<a href="http://nap.wikipedia.org/wiki/Cazzimma" target="_blank">cazzimma</a>&#8220; - una parola molto nota dalle mie parti &#8211; e  in relazione ai <strong>Bastard Sons Of Dioniso</strong>.</p>
<p>Lei cercava di spiegare cosa era questa misteriosa &#8220;<strong>cazzimma</strong>&#8221; ma credo che ai più non sia stato chiaro il concetto. Lo spiegherò con una <strong>dimostrazione pratica</strong> ritornando all&#8217;ultimo giorno di lavoro descritto molto bene in questo articolo su &#8220;<strong><a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2007/02/05/come-dare-le-dimissioni-con-soddisfazione/">Come Dare le Dimissioni con Soddisfazione</a></strong>&#8220;, argomento che noto essere ancora molto poco affrontato sul web.<span id="more-754"></span></p>
<p><strong>Avevo dato le dimissioni</strong> settimane prima, <strong>SENZA</strong> avvisare il mio capo, <strong>SENZA</strong> fargliele vedere, mostrandole <strong>DIRETTAMENTE</strong> al <strong>Direttore del Personale</strong> (definito ingenuo dai più fu <strong>l&#8217;unico</strong> a non sorprendersi).</p>
<p><strong>Sapevo</strong> che questa cosa avrebbe dato <strong>MOLTO</strong> fastidio al mio capo e provai tanto piacere a farlo.</p>
<p>Tutti i miei predecessori dimissionari mi avevano riferito <strong>dell&#8217;ultima domanda</strong> che gli interessava, che non era &#8220;<em>Restiamo amici?</em>&#8221; ma &#8220;<strong>In che azienda vai a lavorare?</strong>&#8220;.</p>
<p>Qualche malcapitato gliela aveva pure detto e se n&#8217;era pentito. <strong>Io non avrei fatto questo errore</strong>. Dopo un giorno di silenzio rinchiuso nel suo ufficio finalmente mi convocò nel &#8220;<strong>confessionale&#8221;</strong>&#8230;ma non mi fece<strong> LA domanda</strong>, ostentando indifferenza.</p>
<p>Poco male, c&#8217;erano ancora <strong>diverse settimane</strong> prima dei saluti e sapevo che <strong>la curiosità gli bruciava</strong> più che al gatto. Neanche agli &#8220;eletti&#8221; avevo rivelato il mio vero <strong>futuro lavorativo</strong> così che non potesse scoprirlo nemmeno con la tortura.</p>
<p>Arrivato <strong>l&#8217;ultimo giorno</strong> mi riconvocò nel &#8220;<strong>santuario&#8221;</strong> e mi mostrò un <strong>foglio</strong>. Lo presentò come un <strong>questionario</strong> che avrei dovuto compilare in cui c&#8217;erano queste <strong>domande</strong>:</p>
<p>- <strong>Il nome della azienda</strong> in cui mi trasferivo</p>
<p>- <strong>lo stipendio</strong> che mi avrebbero dato</p>
<p>- <strong>Perché</strong> me ne andavo</p>
<p>&#8230;e altre sempre sullo stesso ritornello.</p>
<p>Mi spiegò, forse sperando che mi commuovessi,  che la misura si era resa <strong>necessaria</strong> dato l&#8217;alto <strong>turnover</strong> (leggi <strong>numero di dimissioni da persone in gamba</strong>)  e quindi  <strong>l&#8217;Azienda</strong> chiedeva il mio <strong>aiuto</strong> per capirne il motivo e adottare una strategia che lo riducesse. Anche perché, aggiunse, <strong>SE</strong> avessi compilato il modulo avrei potuto spiegare <strong>chiaramente</strong> perché li abbandonavo <strong>senza che &#8220;altri&#8221;</strong> riportassero cose <strong>sbagliate</strong>&#8230;.</p>
<p>Dopodiché avviò la sua tattica: si zittì aspettando che il lungo silenzio mi snervasse al punto da capitolare. Ma io <strong>muta e inerte esattamente come lui</strong>.</p>
<p>Alla fine fu lui a capitolare specificando che in fin dei conti <strong>non era obbligatorio</strong> compilare il modulo. Pertanto io recisi la conversazione con &#8220;<strong>Allora non lo compilo!</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma la mia <strong>sete di vendetta</strong> non si era saziata, era appena iniziata. Assieme alla <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2007/02/05/come-dare-le-dimissioni-con-soddisfazione/">email coi saluti </a> ne preparai una <strong>seconda</strong> che spedii <strong>per ultima</strong>: era diretta <strong>al superiore del mio capo</strong>, quello a cui, in mancanza del questonario compilato,  avrebbero potuto arrivare le famose &#8220;<strong>informazioni travisate</strong>&#8220;. Ero <strong>giustificatissima</strong> in quanto ad un meeting qualche tempo prima la detta persona si era presentata <strong>propensa ad ascoltarci</strong>, ci esortò a parlare dei dubbi, problemi e dir si voglia. Bene! <strong>Eccoti servita!</strong></p>
<p><img class="alignleft" title="email" src="http://iph5bg.bay.livefilestore.com/y1p5kn6BkphNvSo32Db3EaEgccomVXtTF9AuHOhg5__CeTdcY9Ane9wf7h0UsbCpbcWiqTmibs-7Ew7iS1xXfIZeg/email.jpg" alt="" width="200" height="150" />Esordii presentandomi, parlando del questionario propostomi dal suo subordinato e motivando la mia email in quanto, se davvero l&#8217;azienda voleva sapere il motivo della mia partenza, era giusto che non mi affidassi al <strong>poco spazio</strong> sui questionari o moduli che (essendo il superiore in altra città)  potevano andare &#8220;<strong>smarriti</strong>&#8221; e dicessi <strong>la mia</strong> tramite questo canale diretto.</p>
<p>E così, con <strong>tono sereno senza parolacce né offese ad alcuno</strong>, descrissi con la lunghezza di un poema epico <strong>PERCHE&#8217;</strong> me ne andavo e <strong>PERCHE&#8217;</strong> <strong>NON</strong>  mi dispiaceva affatto, augurando loro che queste informazioni potessero davvero aiutarli a non farsi scappare i dipendenti.</p>
<p>Completai aggiungendo &#8220;<em>Ora che Le ho spiegato perché me ne vado, spero che capirà perché non era il caso di scriverlo sul modulo</em>.&#8221;</p>
<p>Ritorsioni, scuse, denunce? No, figuratevi, la palla l&#8217;avevano offerta loro.</p>
<p><strong>E&#8217; servito a qualcosa?</strong> A loro penso di no perché sono <strong>sempre</strong> alla spasmodica ricerca di nuovi dipendenti, in giro i riscontri sono <strong>sempre</strong> meno buoni&#8230;e comunque a me &#8216;nteressa zero.</p>
<p>Ma <strong>la mia soddisfazione</strong> è stata grande: il mio <strong>EX</strong> capo <strong>non mi ha più dimenticata </strong>.</p>
<p>Ora è chiaro cosa è la &#8220;<strong><a href="http://nap.wikipedia.org/wiki/Cazzimma" target="_blank">Cazzimma</a></strong>&#8220;? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valeriabarbera.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valeriabarbera.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valeriabarbera.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valeriabarbera.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valeriabarbera.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valeriabarbera.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valeriabarbera.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valeriabarbera.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valeriabarbera.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valeriabarbera.wordpress.com/754/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=754&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scegliere le Superiori: quale Scuola?</title>
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		<comments>http://valeriabarbera.wordpress.com/2009/01/16/scegliere-le-superiori-quale-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 00:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prove sul campo]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[scelta superiori]]></category>
		<category><![CDATA[scuola superiore]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi mesi dell&#8217;anno  sono il momento in cui per gli studenti della terza media i nodi vengono al pettine. Ad un certo punto ti si presenta un modulo che dovrai compilare indicando in quale scuola superiore &#8211; indirizzo, orientamento &#8211;  vorrai andare a studiare per i successivi anni della tua formazione scolastica.
Io ebbi la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=715&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7dBnxk_4wGqS8OORKWauCx-y0oU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7dBnxk_4wGqS8OORKWauCx-y0oU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7dBnxk_4wGqS8OORKWauCx-y0oU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/7dBnxk_4wGqS8OORKWauCx-y0oU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>I primi mesi dell&#8217;anno  sono il momento in cui per gli studenti della terza media <strong>i nodi vengono al pettine</strong>. Ad un certo punto ti si presenta un modulo che dovrai compilare indicando <strong>in quale scuola superiore</strong> &#8211; indirizzo, orientamento &#8211;  <strong>vorrai andare a studiare</strong> per i successivi anni della tua formazione scolastica.</p>
<p>Io ebbi la fortuna, o la sfortuna secondo i punti di vista, di aver deciso già a 6 anni cosa volessi fare:<span id="more-715"></span> avrei voluto studiare <strong>astronomia</strong> e andare a rinchiudermi in qualche bell&#8217;osservatorio, magari estero, ad ammirare le stelle. Il progetto mi era chiarissimo in mente ed ero convinta che anche tutti i miei compagni avessero già deciso cosa fare da grandi. Per cui mi sentii estremamente fuori luogo quando alla domanda &#8220;<strong>Allora cosa scegli?</strong>&#8221; ricevetti risposte vaghe del tipo &#8220;<strong>Boh</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Non lo so</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Il classico perché non conosco altro</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Lo scientifico perché non mi piace il greco</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Itis perché c&#8217;ho il commodore 64</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Ragioneria perché mio padre ha lo studio</strong>&#8220;.</p>
<p>Ancora di più quando passai alla domanda <strong>&#8220;Ma cosa vuoi fare da grande?</strong>&#8220;. Qui le risposte vertevano più o meno su &#8220;<strong>Non lo so, inizio a scegliere una cosa poi vedo</strong>&#8220;.</p>
<p>Sono passati molti anni da allora ma le cose non sono cambiate: <strong>è ancora troppo presto</strong> per la maggior parte dei ragazzi perché abbiano <strong>le idee chiare</strong> su ciò che diventeranno.  Tenuto conto anche del fatto che la &#8220;<strong>proliferazione</strong>&#8220;  dei nomi strambi ha visto il fiorire di centinaia di indirizzi e istituti di ogni tipo che ci si perde a valutarli tutti, per cui alla fine ci si &#8220;butta&#8221; comunque su quelli più <strong>trend</strong> o <strong>conosciuti</strong>.</p>
<p>Quando fu la volta mia genitori e parenti mi sottoposero le loro proposte:</p>
<p> - <strong>fai il classico</strong> perché le tue sorelle e il fratello lo hanno fatto e hanno avuto ottimi voti. Il classico <strong>E&#8217;</strong> la <strong>Cultura</strong> (scelta preferita dei genitori)</p>
<p> -<strong> fai il liceo artistico</strong> perché disegni bene, potresti fare la cartoonist Disney (scelta preferita di mia sorella). In effetti ho sempre avuto il pallino di rifare le copertine di &#8220;<a title="Topolino Magazine" href="http://www.disney.it/publishing/topolinomagazine/#/home/" target="_blank">Topolino</a>&#8220;, le locandine Disney e fare alcuni disegni autonomi in tema, ho anche avuto &#8220;commissionati&#8221; due disegni in formato 45&#215;50cm e altri due li tengo appesi in casa mia, più decine di disegni conservati religiosamente. Ma era un hobby, farne un lavoro mi sembrava pesante.</p>
<p> -<strong> fai il conservatorio</strong> (proposta <strong>sottobanco</strong> di mio padre): tutto perché avevo iniziato a suonare da autodidatta il vecchio pianoforte &#8220;<strong>da saloon</strong>&#8221; mezzo scordato che avevamo in casa e una sorella già vi studiava flauto traverso. Sullo strumento ho preferito prendere più in là lezioni private non invasive.</p>
<p>Fine proposte.</p>
<p>Io, avendo più interesse verso la scienza, avevo preso la strada del<strong> Liceo Scentifico</strong> coinvolgendo anche qualche compagna di classe che mi emulò per &#8220;comunella&#8221; (già! Anche questo conta nelle <strong>motivazioni</strong>).</p>
<p>Lo dissi a mio padre e lui storse il naso: a casa mia &#8220;<strong>classico</strong>&#8221; era sinonimo di &#8220;<strong>Cultura</strong>&#8221; mentre &#8220;<strong>scientifico</strong>&#8221; era una<strong> sottoclasse per gli sfigati</strong>, praticamente <strong>se ci vai non sai parlare né scrivere</strong>. Di recente le quotazioni dello scientifico erano leggermente salite solo perché l&#8217;anno prima una sorella maggiore lo aveva <strong>provato</strong> per un mesetto per poi scegliere altro. Il fatto che avesse riportato <strong>alti voti</strong> per quella comparsata aveva fatto bene alla <strong>reputazione del tale Liceo</strong>, convincendo però mio padre che valesse la pena di accontentarmi <strong>A PATTO</strong> che scegliessi lo <strong>stesso liceo</strong> in cui era &#8220;apparsa&#8221; la sorella.</p>
<p>Sinceramente mi ero già abbastanza disgustata durante le medie perché le performance scolastiche delle mie 3 sorelle maggiori avevano fatto del mio cognome <strong>un marchio di qualità</strong>, per cui era &#8220;<strong>scontato</strong>&#8221; che anche io fossi brava come loro e mi ritrovai per questo <strong>a dovermi correggere i compiti da sola</strong> quando mi resi conto che i professori mettevano il voto sul compito <strong>senza</strong> leggerlo, solo perché c&#8217;era sopra  il <strong>marchio di qualità</strong>.</p>
<p>La conseguenza fu che non solo scelsi un Liceo Scentifico ma andai in tutt&#8217;altra zona, laddove <strong>nessuno conosceva il mio cognome</strong> e pertanto mi avrebbero finalmente  <strong>corretto</strong> i compiti.</p>
<p>Avendo <strong>concordato</strong> la cosa assieme alle compagne di scuola volemmo essere <strong>certissime</strong> di essere assegnate <strong>pure</strong> alla stessa <strong>sezione</strong> e grazie ad una &#8220;<strong>soffiata</strong>&#8221; sapemmo che se avessimo scritto la frase magica <strong>&#8220;..e chiedo di essere assegnata alla stessa sezione di <em>Nome e Cognome</em></strong>&#8221; la segreteria ci avrebbe accontentate. Lo facemmo e, presumo <strong>dopo grasse risate</strong> da parte della segreteria, ci ritrovammo davvero nella stessa sezione.</p>
<p><strong>Il Liceo non era male</strong>. Facilmente raggiungibile, niente soggetti strani, il neo era che la famosa sezione aveva professori sì bravi ma avarissimi coi voti: il massimo era 7.  Ma la felicità di essere una perfetta sconosciuta e poter vedere i miei compiti corretti da altri era tale che non me ne importava.</p>
<p><strong>Altro vantaggio</strong> fu che la presunta limitatezza sulle materie umanistiche da leggenda metropolitana non si vide per niente. Il trucco era semplice, i professori delle <strong>materie scientifiche</strong> ci fecero il seguente discorso: &#8220;<em>Poiché avete scelto un indirizzo scientifico probablmente quando andrete all&#8217;Università sceglierete una facoltà scientifica, <strong>quindi studiate bene ora le materie scientifiche</strong> che partirete avvantaggiati</em>&#8220;; i professori delle <strong>materie umanistiche</strong> invece fecero questo discorso: &#8220;<em>Poiché avete scelto un indirizzo scientifico probablmente quando andrete all&#8217;Università sceglierete una facoltà scientifica, quindi <strong>studiate bene ora le materie umanistiche</strong> che poi dopo non avrete più l&#8217;occasione</em>&#8220;. Il risultato fu che <strong>ci tenevano a che studiassimo tutte le materie</strong>. Tranne ovviamente in quei momenti in cui noi ragazze ci assiepavamo davanti alla cattedra per impedire al prof. di scorgere i<strong> maschietti che giocavano alla cavallina</strong> in fondo all&#8217;aula, o quando scocciati delle aule malmesse ottenemmo dal preside una settimana di sospensione delle lezioni per<strong> rimettere a nuovo la nostra aula</strong>, o quando sperammo che il detto prof. si infortunasse per riposarci dalle interrogazioni (cosa che avvenne&#8230;).</p>
<p><strong>Cosa mi è rimasto dello scientifico</strong>? La <strong>capacità</strong> di affrontare un problema da diversi punti di vista; il ricordo dei <strong>filmini anni &#8216;50</strong> in cui professori americani pazzoidi spiegavano la fisica dondolando sull&#8217;altalena; il l prof. d&#8217;inglese che ci fece leggere, copiare e tradurre l&#8217;intera &#8220;<strong><a title="Ballata del vecchio marinaio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_ballata_del_vecchio_marinaio" target="_blank">Ballata del vecchio marinaio</a></strong>&#8220;  di <strong>Samuel Taylor Coleridge </strong>(<a title="la ballata del vecchio marinaio" href="http://www.liberliber.it/biblioteca/c/coleridge/la_leggenda_del_vecchio_marinaro/pdf/la_leg_p.pdf" target="_blank">qui il testo originale e in italiano</a><strong>),</strong> lunga come una soap opera ma rivelatasi avvincente come <strong>&#8220;La Storia Infinita</strong>&#8220; ; l&#8217;altra prof. di inglese che ci fece addirittura recitare &#8220;<strong>Cenerentola</strong>&#8221; in lingua inglese con tanto di sipario improvvisato e costumi di scena fai-da-te; le discese nel laboratorio di biologia con una prof. tanto bella, alta e elegante quanto <strong>Wonder Woman;</strong> la prof. di filosofia che precorrendo i tempi ci fece studiare approfonditamente il mondo Arabo; e dulcis in fundo una <strong>dissertazione di ben 2 ore</strong> in cui il prof.di fisica (che era bello come <strong>Paul Newman</strong>) ci spiegò di sua spontanea volontà <strong>perché la Unione Sovietica tratteggiata nel film &#8220;<a title="rocky IV" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rocky_IV" target="_blank">Rocky IV</a>&#8221; era pura fantascienza</strong>.</p>
<p>E, sì, mi ricorderò per sempre <strong>ANCHE</strong> di quella volta che <strong>si discusse animatamente su quale fosse <a href="http://digilander.libero.it/maximusmagnus/Gnosi/angeli.htm" target="_blank">il sesso degli</a></strong><a href="http://digilander.libero.it/maximusmagnus/Gnosi/angeli.htm" target="_blank"> <strong>angeli</strong></a>, fin quando una compagna che faceva catechismo si alzò in piedi e rivelò che &#8220;<strong>Gli angeli sono puri spiriti,  quindi non hanno sesso</strong>&#8220;&#8230;.</p>
<p>Col senno di poi, avendo lavorato nel campo <strong>dell&#8217;analisi e sviluppo software</strong>, ho pensato che forse avrei potuto avvantaggiarmi con <strong>l&#8217;Itis</strong>, ma chi ci è stato mi ha detto che non mi sarebbe servito perché si perdeva tempo.</p>
<p>Alla fine dei conti, conoscendo quello che so ora, materialisticamente sarebbe convenuto fare <strong>ragioneria</strong> e diventare <strong>commercialista</strong>, perché grazie al fatto che <strong>le tasse ci saranno sempre</strong> e, complice lo Stato ma anche l&#8217;interesse a far sembrare le cose molto più complicate,  <strong>i clienti non mancano mai</strong>, i soldi girano a fiotti e se tanto sbagliano paghi sempre tu.  Almeno così mi farei pagare le dichiarazioni che preparo ai parenti (i quali non hanno mai avuto sanzioni) e tutte le centinaia di pratiche che dovetti fare collaborando col CAF&#8230;. Ma sarei felice?</p>
<p>Non ho più studiato Astronomia (nella mia città NON esiste la facoltà) e <strong>sono contenta di avere scelto lo scientifico? SI&#8217;</strong>, perché mi ha dato gli strumenti per <strong>affinare il ragionamento</strong> e descrivere la realtà senza pittarla con parolone da intelettualoidi, per  essere orgogliosa di me, al contrario  della tipa che scelse una strada per cui <strong>non era portata</strong> perché <strong>paparino aveva lo studio pronto e le procurava i clienti</strong>, diventando però bugiarda, gretta e meschina, con la pelle grassa e il colesterolo a 320.</p>
<p><strong>L&#8217;unica cosa che non rifarei</strong> è scrivere la <strong>famosa frasetta</strong> per avere nella mia sezione le compagne delle medie: <strong>senza</strong> di loro mi sarei divertita di più.</p>
<p><strong>In conclusione</strong>: nella scelta della istruzione superiore decidete prima se vi interessano più i <strong>soldi,</strong> la passione o la <strong>conoscenza</strong> e ricordate che se sceglierete una strada <strong>solo</strong> per i <strong>soldi</strong> diventerete <strong>falsi e ottusi</strong> come l&#8217;elettricista che si tostò da solo, come l&#8217;avvocato che finì indagato, come un certo commercialista <strong>le cui corna cresceranno in eterno</strong> assieme all&#8217;inflazione o come un certo idraulico che non capiva un tubo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Purtroppo su Internet non ho trovato un &#8220;bignami&#8221; per poter avere il colpo d&#8217;occhio del ventaglio offerto dalla <strong>Scuola Italiana</strong> sui vari  tipi di scuole superiori, esiste solo l&#8217;elenco anagrafico <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/anagrafica_scuole/statali.shtml" target="_blank">qui</a>. Dopo tanti anni le cose non sono poi molto cambiate e <a title="Scelta della scuola superiore" href="http://skuola.tiscali.it/consigli-per-vincere/articoli-per-vincere/superiori-quale-scuola-scegliere.html" target="_blank"><strong>la scelta della scuola superiore resta un dilemma amletico</strong>&#8230;</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valeriabarbera.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valeriabarbera.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valeriabarbera.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valeriabarbera.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valeriabarbera.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valeriabarbera.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valeriabarbera.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valeriabarbera.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valeriabarbera.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valeriabarbera.wordpress.com/715/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=715&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dal Segno del Comando a Gamma: gli sceneggiati Rai in DVD</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ValeriaBarberaMyBlog/~3/cep1MO5lhho/</link>
		<comments>http://valeriabarbera.wordpress.com/2009/01/09/dal-segno-del-comando-a-gamma-gli-sceneggiati-rai-in-dvd/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 18:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[RAI]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[a come andromeda]]></category>
		<category><![CDATA[dov'è anna]]></category>
		<category><![CDATA[gamma]]></category>
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		<category><![CDATA[il segno del comando]]></category>
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		<description><![CDATA[Tempo fa scrissi un articolo su un vecchio sceneggiato RAI, &#8220;Gamma&#8220;, in cui mi dolevo che ancora non fosse possibile averlo in dvd. Molti lettori condivisero questo mio desiderio
Finalmente le cose sono cambiate e il &#8220;sogno&#8221; sta per realizzarsi grazie ad una iniziativa della Fabbri Editori in collaborazione con Rai Trade: sono già in edicola [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=699&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GyVuD0pAH1BQhaotvhs87SolCVs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GyVuD0pAH1BQhaotvhs87SolCVs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GyVuD0pAH1BQhaotvhs87SolCVs/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GyVuD0pAH1BQhaotvhs87SolCVs/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>Tempo fa scrissi <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/07/21/gamma-lo-sceneggiato-rai/">un articolo </a>su un vecchio <strong>sceneggiato RAI</strong>, &#8220;<strong>Gamma</strong>&#8220;, in cui mi dolevo che ancora non fosse possibile averlo in dvd. Molti lettori condivisero questo mio desiderio<br />
<strong>Finalmente le cose sono cambiate </strong>e il &#8220;sogno&#8221; sta per realizzarsi grazie ad una iniziativa della<strong> Fabbri Editori </strong>in collaborazione con <strong>Rai Trade</strong>: sono già in edicola i primi <strong>dvd </strong>dedicati alla collana &#8220;<a href="http://www.fabbrieditori.it/Opere/DettaglioOpera.aspx?opera=15329" target="_blank"><strong>Gli Sceneggiati Rai: Giallo e Mistero</strong></a>&#8221; che consiglio <strong>caldamente</strong> di procurare a tutti gli appassionati.<span id="more-699"></span></p>
<p>Le prime uscite propongono in versione dvd lo sceneggiato &#8220;<strong><a href="http://recensioniagogo.blogspot.com/2009/02/sceneggiati-rai-il-segno-del-comando.html" target="_blank">Il Segno del Comando</a></strong>&#8220;: ricordate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Pagliai" target="_blank"><strong>Ugo Pagliai</strong> </a> che sulle note della famosissima canzone &#8220;<strong>Cento Campane</strong>&#8221;  vagava smarrito per <strong>i vicoli di Roma</strong> alla ricerca di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carla_Gravina" target="_blank">Carla Gravina</a></strong>, affascinante <strong>fantasma</strong> di una modella morta 100 anni prima, nel tentativo di procurarsi un misterioso <strong>amuleto</strong> che lo avrebbe protetto da una <strong>maledizione</strong> che minacciava la sua vita?</p>
<p>Ricordate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Vannucchi" target="_blank"><strong>Luigi Vannucchi</strong> </a> innamorato di una splendida <strong>aliena</strong> nata dalle cellule di una sua collega scienziata? &#8220;<strong><a href="http://recensioniagogo.blogspot.com/2009/03/sceneggiati-rai-come-andromeda.html" target="_blank">A come Andromeda</a>&#8220;</strong> è nella collana.</p>
<p>E anche &#8220;<strong><a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/07/21/gamma-lo-sceneggiato-rai/" target="_blank">Gamma</a></strong> &#8221; , il <strong>giallo fantascientifico</strong> del primo trapianto di cervello su un pilota di Formula 1,  finalmente avrà la sua bella <strong>versione ufficiale su DVD</strong>.  Chiedete al vostro edicolante di mettervi da parte i dvd.</p>
<p><a href="http://www.fabbrieditori.it/Opere/DettaglioOpera.aspx?opera=15329">Clicca qui per i riferimenti </a> e lo spot dell&#8217;opera &#8220;<strong>Gli Sceneggiati RAi: Giallo &amp; Mistero&#8221;</strong></p>
<p>Oltre ai citati, altri sceneggiati da scoprire saranno nella collana, da &#8220;<a href="http://www.ilgattonero.it/sito_gn_in_costr_000423.htm" target="_blank">Ho incontrato un&#8217;ombra</a>&#8221; dove <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=5625" target="_blank">Giancarlo Zanettti </a>tornava a casa e trovava  segni del passaggio di un misterioso intruso, a &#8220;<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dov'%C3%A8_Anna%3F" target="_blank">Dov&#8217;è Anna</a></strong>&#8221; , indagine con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mariano_Rigillo" target="_blank"><strong>Mariano Rigillo</strong> </a> sulla strana scomparsa di una donna</p>
<p>Il formato è quello originale della messa in onda quindi qualità non eccelsa ma degna, per molti sarà come ritornare bambini.</p>
<p>Alcuni sceneggiati sono già in DVD proposti dalla <a href="http://www.elleu.it/" target="_blank">Elleu Multimedia</a>, o visibili direttamente online sul sito <a href="http://www.rai.tv/mpweb" target="_blank">Rai</a> (Web TV), mentre per quelli mancanti oggi sono reperibili solo grazie alla Fabbri.</p>
<p>Che dire?<br />
A tutti gli appassionati della <strong>buona televisione </strong>e ai nostalgici della <strong>RAI dei tempi d&#8217;oro</strong>, ma anche ai <strong>nuovi spettatori </strong>che ancora non conoscono queste chicche auguro una <strong>buona visione</strong>.</p>
<p>A proposito: non dimenticare di scrivere qui cosa ne pensi degli sceneggiati <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Approfondimenti</strong>: <a title="gli sceneggiati rai giallo e mistero" href="http://recensioniagogo.blogspot.com/2009/01/sceneggiati-rai-in-dvd-da-come.html" target="_blank">Gli Sceneggiati Rai Giallo &amp; Mistero, Recensioni</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/valeriabarbera.wordpress.com/699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/valeriabarbera.wordpress.com/699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/valeriabarbera.wordpress.com/699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/valeriabarbera.wordpress.com/699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/valeriabarbera.wordpress.com/699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/valeriabarbera.wordpress.com/699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/valeriabarbera.wordpress.com/699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/valeriabarbera.wordpress.com/699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/valeriabarbera.wordpress.com/699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/valeriabarbera.wordpress.com/699/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=699&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Vale</media:title>
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		<item>
		<title>Babbo Natale? Ecco la Vera Storia come Nessuno ve la Racconterà Mai</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ValeriaBarberaMyBlog/~3/NXfXvV9VzL8/</link>
		<comments>http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/12/20/babbo-natale-ecco-la-vera-storia-come-nessuno-ve-la-raccontera-mai/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 00:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicare oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[babbo natale]]></category>
		<category><![CDATA[befana]]></category>
		<category><![CDATA[coca cola]]></category>
		<category><![CDATA[origine babbo natale]]></category>
		<category><![CDATA[racconti babbo natale]]></category>
		<category><![CDATA[vera storia babbo natale]]></category>

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		<description><![CDATA[MITI E LEGGENDE SU BABBO NATALE


Babbo Natale, dopo Walt Disney, è il mito dei bambini moderni. 

Questo grosso signore vestito di rosso e con una folta barba bianca, che miracolosamente riesce tutti gli anni a fare il giro del mondo in una sola notte su una turbo slitta a cinque marce, per giunta portando sacchi di doni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=valeriabarbera.wordpress.com&blog=428192&post=654&subd=valeriabarbera&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FqUgLxRVLJCLqHpRWePwWjpOSsM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FqUgLxRVLJCLqHpRWePwWjpOSsM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FqUgLxRVLJCLqHpRWePwWjpOSsM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FqUgLxRVLJCLqHpRWePwWjpOSsM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>MITI E LEGGENDE SU BABBO NATALE</strong></p>
<p><strong><a href="http://valeriabarbera.files.wordpress.com/2008/12/slittasantaclaus.jpg?w=300"></a></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Babbo Natale</strong>, dopo Walt Disney, è il <strong>mito</strong> dei bambini moderni. </p>
<p><strong><a href="http://valeriabarbera.files.wordpress.com/2008/12/slittasantaclaus.jpg?w=300"><img class="size-medium wp-image-671 alignleft" title="slittasantaclaus" src="http://valeriabarbera.files.wordpress.com/2008/12/slittasantaclaus.jpg?w=240&#038;h=86" alt="Slitta Babbo Natale e Renne" width="240" height="86" /></a></strong></p>
<p>Questo grosso signore <strong>vestito di rosso e con una folta barba bianca</strong>, che miracolosamente riesce tutti gli anni a fare <strong>il giro del mondo</strong> in una sola notte su una <strong>turbo slitta a cinque marce</strong>, per giunta <strong>portando sacchi di doni</strong> e giocattoli, calandosi da impossibili <strong>camini</strong>, rimpinzandosi di dolci e esclamando solo &#8220;<strong>OhOhOOhhh</strong>&#8221; al ritmo di un ruzzolone, è associato da anni alla <strong>Coca Cola</strong> e a <strong>improbabili racconti sdolcinati</strong> sulla sua origine&#8230;</p>
<p><strong>Si dice</strong> che porti i doni <strong>solo</strong> ai bambini buoni. E&#8217; falso perché li porta <strong>anche</strong> ai discoli.</p>
<p><strong>Si dice</strong> che <strong>ami</strong> i bambini. Non voglio deludere nessuno ma <strong>non risulta</strong> abbia mai rilasciato dichiarazioni o interviste con tale affermazione.</p>
<p><strong>Si dice</strong> che collabori con la <strong>Befana</strong>. Questo è vero.</p>
<p>Una cosa è certa:  è un <strong>gran lavoratore</strong>, ha un <strong>animo buono</strong>.  Ma proprio <strong>non sognava</strong> da piccolo di diventare <strong>Babbo Natale</strong>&#8230;&#8230; <span id="more-654"></span></p>
<p>Ora vi svelerò la <strong>vera storia di Babbo Natale</strong>, nuda e cruda così come una sera la raccontò ai pochi fortunati che condivisero con lui una <strong>sbronza</strong> in una <strong>lontana taverna</strong>&#8230;.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>UN UOMO TRANQUILLO</strong></p>
<p><strong>Nikkol</strong> (&#8220;<em>Nick</em>&#8220;)  <strong>Lause</strong> era un normale <strong>allevatore di renne</strong>, con una <strong>casetta</strong> sempre <strong>innevata</strong> situata nella <strong>gelida Lapponia</strong>, di quelle che trovate nelle palle di neve che tanto amate scuotere.  <strong>La sua giornata era molto semplice</strong>, lì tra le <strong>nevi tranquille</strong> a tanti chilometri dalla città:  amava <strong>vivere nella natura</strong>, vi si era ritirato molti anni prima <strong>esaurito dai ritmi frenetici</strong> dell&#8217;ufficio postale, dove si recava tutte le mattine per <strong>timbrare e smistare la posta,</strong> con la sua incredibile impennata di cartoline e bigliettini d&#8217;auguri<strong> sempre sotto Natale</strong>.</p>
<p>Ma ora, così <strong>vicino al Circolo Polare Artico</strong>, aveva trovato <strong>la Pace</strong>.  <strong>Niente Tv</strong>, niente <strong>timbri</strong>, niente <strong>Internet</strong>, niente <strong>radio</strong>, anche l&#8217;ultimo giradischi era stato donato <strong>all&#8217;Ospizio di Rovaniemi</strong>. </p>
<p><strong>Il Silenzio e la Pace</strong> di quella <strong>splendida regione</strong> deserta e isolata, <strong>lontano dalla civiltà</strong>, erano un ristoro per l&#8217;animo. Attorniato dalle sue brave renne  <strong>Nick Lause</strong> amava quei ritmi così lenti del <strong>susseguirsi tra giorno e notte</strong> e gustava appieno quella <strong>tenue luce boreale</strong> che d&#8217;inverno avvolgeva la zona dandole un <strong>aspetto suggestico e magico</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>TUTTO IN UNA NOTTE</strong></p>
<p><strong>Una brutta notte</strong> cambiò tutto. Uno <strong>strano ritmico rumore</strong> sorse dal nulla, crescendo di secondo in secondo in intensità fino a <strong>scalare </strong>tutti i decibel <strong>esplodendo</strong> proprio sulla sua testa per poi <strong>scemare furtivo</strong> e ritornare a riemergere dal quel nulla <strong>pochi minuti dopo</strong>. Svegliatosi di soprassalto, il povero <strong>Nick chiese conforto</strong> alla sua <strong>renna preferita</strong>, <strong>Blitzen</strong>, che sconsolata fissava un punto imprecisato fuori della finestra, indicando che, forse, <strong>era meglio non uscire</strong> ancora.</p>
<p>Il <strong>frastuono ondulatorio</strong> perdurò tutta la notte, mettendo a dura prova non solo le travi di legno che sorreggevano la <strong>casetta tutta innevata</strong> ma i <strong>nervi</strong> del povero Nick e delle sue amate renne, che la mattina dopo <strong>non avevano più latte</strong>.</p>
<p>All&#8217;esterno della casa un <strong>paesaggio apocalittico</strong> si stagliava davanti ai suoi occhi:  <strong>enormi sacchi</strong> grigi, neri, verdi e a pois, disseminati per <strong>oltre</strong> 50 chilometri <strong>attorno</strong> alla sua <strong>casetta innevata</strong> lo salutavano <strong>infreddoliti, arzilli e fiduciosi</strong>, ma un tantino <strong>preoccupati</strong>.</p>
<p><strong>Dentro</strong> i sacchi vi erano stipate <strong>mille schifezze</strong>: vecchi trenini, lavastoviglie defunte, televisori bucati, abiti consunti dal tempo, <strong>bambole</strong> rotte, <strong>puzzles</strong> incompleti e<strong> cubi di Rubik</strong> mai riallineati. Tutti loro, <strong>sfrattati dalla civiltà</strong> e gettati alla bell&#8217;e meglio tutto intorno, chiedevano<strong> asilo politico</strong> a Nick.</p>
<p>&#8220;<em>La <strong>civiltà</strong></em> <em>che ci ha prodotti, gli</em> <em><strong>umani</strong></em> <em>che ci hanno amati,</em> <em><strong>guarda cosa ci hanno fatto</strong>!! Ci chiamano</em> <em><strong>&#8217;spazzatura</strong></em>!&#8221; gemevano.</p>
<p>Gli raccontarono delle ingiustizie subìte, <strong>dell&#8217;olocausto</strong> che era toccato a molti di loro e dei <strong>riti di tumulazione</strong>, della <strong>scarsità di siti</strong> dove seppellirli vivi che aveva portato alla fine gli umani alla decisione di <strong>abbandonarli in quel bianco deserto</strong>, pensando non ci fosse <strong>nessuno</strong>&#8230;.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>DEI NUOVI AMICI</strong></p>
<p><strong>Nick</strong>, così in armonia con la natura &#8211; e anche un po&#8217; incazzato con i suoi simili, tanto insensibili -  <strong>non poteva sopportare tutto quel dolore</strong>. Doveva fare qualcosa!</p>
<p>Con molta cura <strong>raccolse tutti i sacchi</strong> e i rifiuti, li <strong>accatastò</strong> nel capannone di fianco alla stalla, li <strong>controllò</strong>, curando i feriti e <strong>confortando</strong> i moribondi. Mesi dopo la loro salute era molto migliorata e là, tra le <strong>tranquille nevi</strong>, erano diventati <strong>grandi amici di Nick</strong>.</p>
<p>Andarono avanti per alcuni mesi a <strong>giocare a carte</strong> o a cantare <strong>nenie Lapponi attorno al camino</strong> nelle sere gelate. Ma ai suoi nuovi amici tutto ciò <strong>non bastava</strong>. Erano pur sempre <strong>prodotti di consumo</strong>, nati per interagire con gli umani, non avrebbero <strong>mai</strong> potuto condurre una vita <strong>solitaria e innevata</strong>; non osavano però dirlo al loro amico per non dargli un dispiacere. Ma il grande cuore di Nick percepì  il loro desiderio nascosto e <strong>si attivò subito</strong> per trovare la soluzione.  Si scoprì molto portato in <strong>restauro e riparazione</strong> e in poco tempo tutti i rifiuti ridivennero i prodotti di consumo che erano stati una volta, pronti per essere riutilizzati.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>IMPATTO PROFONDO</strong></p>
<p>Si recò al <strong>mercatino di Rovaniemi</strong>, ma nessuno volle adottare i suoi amici. Un negoziante del luogo gli rivelò che il suo <strong>piano di marketing</strong> faceva acqua da tutte le parti: <em>&#8220;E&#8217; lodevole che tu non voglia essere pagato, ma <strong>se li svendi così nessuno li vorrà mai</strong>. Devi <strong>assegnare</strong> loro un <strong>valore</strong></em>&#8220;. A Nick non interessavano i soldi, gli bastava la sua <strong>casetta innevata immersa nella luce boreale</strong> e le sue dolci renne. Ma alla fine dovette arrendersi e passare all&#8217;attacco.</p>
<p>Così fu che si recò in biblioteca dove passò <strong>giorni interi</strong> a studiare<strong> libri di marketing e strategia della vendita</strong>. Non ci capì niente e di tutti quei trattati ricordava solo una cosa : &#8220;<strong>Fai sentire importante il tuo cliente</strong>&#8220;.</p>
<p>Rimuginò per altri mesi ancora, fin quando <strong>capì</strong>.</p>
<p>Si rinchiuse a lavorare nel capannone <strong>per un giorno e una notte interi</strong> e ne uscì <strong>completamente trasformato</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>UN PIANO GENIALE</strong></p>
<p>Dapprima iniziò in sordina, aspettando il periodo in cui tutti erano <strong>così misteriosamente buoni</strong> da intasare gli uffici postali con biglietti e cartoline di auguri, quindi calandosi tra i camini delle case di <strong>Rovaniemi</strong> e lasciando alcuni &#8220;amici&#8221; con un biglietto &#8220;<strong>Con affetto, da Babbo Natale</strong>!&#8221; infine aspettandone l&#8217;effetto.</p>
<p>I bambini si dimostrarono <strong>contentissimi</strong> della novità: <strong>regali da uno sconosciuto sant&#8217;uomo</strong> che amava farsi chiamare &#8220;<strong>Babbo Natale</strong>&#8220;.</p>
<p>La voce si sparse in tutta la zona e il Natale dopo ci fu una grande attesa. Babbo Natale si ripresentò <strong>puntuale</strong> con regali ancora più belli e stavolta il <strong>clamore della notizia</strong> giunse fino alle orecchie di alcuni <strong>commerciali americani</strong>, che stavano per l&#8217;appunto studiando una <strong>campagna pubblicitaria che rilanciasse su grande scala</strong> una scura bevanda.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>AVANTI TUTTA!</strong></p>
<p>&#8220;<strong>Scoprite chi è Babbo Natale!</strong>&#8220;  fu l&#8217;ordine perentorio. In breve tempo i segugi risalirono alla identità di <strong>Nick Lause</strong>, che un bel giorno si trovò degli sconosciuti  curiosi fuori alla porta.  Il <strong>contratto di sponsorizzazione</strong> fu stipulato in poco tempo. Così, in cambio di una firma e <strong>dell&#8217;autorizzazione allo sfruttamento della sua immagine</strong>, Nick Lause ebbe un bel <strong>vestito rosso</strong> e abbastanza soldi da poter ingrandire il capannone, ammodernare la slitta, costruire una vera <strong>comoda stalla</strong> per le sue fidate renne e assumere degli <strong>aiutanti</strong>.</p>
<p>In breve tempo <strong>la sua fama crebbe smisuratamente</strong> e il suo lavoro anche, ma <strong>sempre più bambini</strong> da ogni dove scrivevano <strong>letterine</strong> a Babbo Natale chiedendogli di passare anche da loro. Nick Lause scoprì che <strong>in tutto il mondo vi erano depositi in cui abbandonavano i rifiuti</strong>, e, ormai ferratissimo negli affari, avviò un <strong>franchising planetario</strong> con sede centrale a <strong>Rovaniemi</strong> dove venivano recapitate tutte le letterine coi desideri dei bambini e poi <strong>smistate ai vari affiliati</strong> che nella notte di Natale, bardati di vestito rosso, barba bianca, slitta e istruiti nei corsi &#8220;<strong>Diventa anche tu Babbo Natale</strong>!&#8221; avrebbero recapitato i regali.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>IL TEMPO PASSA PER TUTTI</strong></p>
<p style="text-align:left;">Altri anni e il lavoro crebbe ancora, <strong>la massa di rifiuti</strong> scaricata periodicamente dagli umani attorno alla <strong>casetta innevata</strong> non si arrestava mai. Inoltre uno sciame di <strong>femministe incazzate</strong> marciava ogni dì per tutte le strade in decine di nazioni per <strong>protestare contro la discriminazione sessuale</strong> che riservava il franchising <strong>&#8220;Babbo Natale</strong>&#8221; agli uomini. Fu così necessario istituire una seconda data per la consegna di regali  e avviare un nuovo franchising &#8220;<strong>Diventa la Befana e collabora con Babbo Natale</strong>&#8221; riservato alle donne.</p>
<p>Passavano gli anni e Babbo Natale ripensava sempre più spesso con nostalgia ai <strong>bei tempi di una volta</strong>, quando attorno alla <strong>casetta innevata</strong> regnava <strong>il silenzio</strong> e la<strong> luce boreale</strong> non era offuscata dalla illuminazione a 20mila candele che filtrava dall&#8217;ormai immane capannone dei regali.</p>
<p>Fu così che una sera d&#8217;inverno, un <strong>povero vecchio,  barbuto  straesaurito e sovrappeso,</strong> attraversò la porta di una anonima taverna e, fissando la foto della sua bella <strong>casetta innevata</strong> (ormai sostituita da un palazzo a sette piani con annesso dormitorio per gli Elfi aiutanti di Babbo Natale n.d.r.),  <strong>si ubriacò per dimenticare.</strong></p>
<p><strong>Ora che lo sapete dedicategli un pensiero quando butterete il vostro sacco dei rifiuti <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong> se ancora non siete convinti, <a title="In viaggio con Babbo Natale" href="http://offerteviaggi.wordpress.com/2007/12/24/in-viaggio-con-babbo-natale/" target="_blank">qui potete vedere uno degli<strong> spaventosi effetti</strong></a> seguiti al <strong>fenomeno &#8220;Babbo Natale&#8221;&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>AUGURI A TUTTI!</strong></p>
<p style="text-align:center;">Humoracconto pubblicato anche su <em><a href="http://lnx.dittaferrara.it/epress/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1054&amp;Itemid=40" target="_blank"><span style="color:#808080;">ePress</span></a></em></p>
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		<title>La Censura di Berlusconi Sulla Rete? Ma è Già Tra di Noi.</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 18:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigando sulla rete leggevo del nuovo &#8220;spot&#8221; di Berlusconi che ha già iniziato a pubblicizzare questo misterioso &#8220;nuovo progetto per regolamentare Internet&#8221;, che intende proporre al prossimo G8 nel 2009.  Si inizia a pensare che voglia porre la censura stretta anche sul Web.
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			<content:encoded><![CDATA[
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SSF6pRDWV2WmzGKzUUSvfY1pk1I/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SSF6pRDWV2WmzGKzUUSvfY1pk1I/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class='snap_preview'><br /><p>Navigando sulla rete leggevo del nuovo &#8220;spot&#8221; di <strong>Berlusconi</strong> che ha già iniziato a pubblicizzare questo misterioso <a href="http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_03/berlusconi_regolamentare_internet_fb196014-c130-11dd-9466-00144f02aabc.shtml" target="_blank">&#8220;<strong>nuovo progetto per regolamentare Internet&#8221;</strong></a>, che intende proporre al prossimo G8 nel 2009.  Si inizia a pensare che voglia porre la <strong>censura stretta</strong> anche sul Web.</p>
<p>Leggevo del nuovo <a href="http://www.civile.it/newS/visual.php?num=45712" target="_blank"><strong>Disegno di Legge</strong> </a>che circola nel Parlamento e che vorrebbe praticamente <strong>promuovere il 90% dei siti e Blog a testate giornalistiche</strong> obbligando chi li gestisce ad iscriversi al<a href="http://www.agcom.it/operatori/roc/roc.htm" target="_blank"> R.O.C.</a>  Si parla di nuovo di censura e ci si scandalizza che arrivi pure sulla Rete.</p>
<p>Io dico, <strong>perché ci scandalizziamo?</strong> Lo sapete che <strong>esiste da millenni</strong> già <strong>una forma di censura</strong> più sottile e più subdola e che <strong>la riceviamo ogni santo giorno? </strong>No?<span id="more-604"></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>LO STRAFANATICO</strong></p>
<p>Sarà capitato prima o poi a tutti di incocciare sulla propria strada <strong>quel tale soggetto strafanatico di un determinato argomento </strong>che prende la via della diffusione predicando di conoscere opere vita e miracoli del tale settore <strong>dopo essere cresciuto a pane e riviste specializzate</strong>. Lo riconosci subito perché parla come loro anche se <strong>non si capisce se ripete la filastrocca a pappagallo perché l&#8217;ha letta</strong> e se l&#8217;è impressa a caratteri d&#8217;oro nella memoria o se tutto quel nutrimento lo abbia reso &#8220;<strong>competente</strong>&#8220;, che tanto è la stessa cosa perché <strong>il &#8220;tecnico&#8221; del settore</strong> di solito <strong>non lo capisce mai nessuno</strong> ma le sue parole hanno un bel suono  e <strong>finisce per essere nominato tale dai più solo per questo</strong>.</p>
<p>Lo <strong>strafanatico</strong> comunque non se ne importa perché lui <strong>ha già risolto</strong> anni fa <strong>autonominandosi &#8220;Massima autorità in materia&#8221;</strong> e va avanti per la sua strada tacciando di incompetenza<strong> a priori</strong> chiunque non condivida il suo &#8220;<strong>Credo</strong>&#8220;. E la parola è adatta perché lo strafanatico, avendo imparato a memoria quelle 200-300 affermazioni<strong> &#8220;in&#8221;</strong> che <strong>a parer suo</strong> gli hanno fatto meritare il titolo di cui sopra, <strong>ha inventato una nuova forma di religione</strong> che si chiama <strong>&#8220;Parlo solo io, tu sta&#8217; zitto e ascolta che nun sai gniente&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>USI E COSTUMI</strong></p>
<p>Costui va in giro a <strong>criticare in modo prettamente distruttivo</strong>, perché solo distruggendo e tacciando tutti di incompetenza a priori può <strong>creare quel vuoto di idee in cui inserire le sue</strong>, i suoi unici sommi concetti che dovrebbero essere stampati su carta e adottati nelle scuole come <strong>testi di studio</strong>.</p>
<p>Nel tempo libero ama andare in giro sulla rete, analizzare ogni singola frase che legge  e <strong>censurare</strong> tutte quelle affermazioni che non rispecchiano le sue conoscenze al 100%.</p>
<p>Laddove trova <strong>resistenza o miscredenza</strong> si impunta <strong>sull&#8217;esame delle referenze</strong>, <strong>LE TUE </strong>dato che le sue non sono in discussione in quanto <strong>gli devi credere sulla parola solo perché</strong> <strong>esiste</strong>, come esiste il Sole e chiedergli le referenze equivarrebbe a <strong>scatenare &#8220;l&#8217;ira funesta del pelìde Achille che infiniti lutti addusse agli Achei&#8221;</strong> con conseguente snocciolamento di improbabili riferimenti, del tipo <strong>&#8220;Ho letto &#8217;Spider Man&#8217; a 5 anni&#8221;</strong> , proseguendo con &#8220;<strong>Ho seguito tutte le puntate di &#8216;Heroes&#8217;</strong>&#8220;, <strong>&#8220;Sto per comparire sul Guinness dei Primati per avere&#8221;</strong>  &#8211; letto vi chiedete speranzosi? &#8211; <strong>&#8220;impilato 8000 numeri della rivista &#8216;Cucinare le Vongole&#8217; che mi ha insegnato tutto ciò che so sulla Economia, Web, Motori, Vela, Moda, Cinema etc&#8230;</strong>&#8220;, oppure <strong>&#8220;Mi sono iscritto IERI alla Facoltà di Pinco Pallo quindi sono praticamente un esperto dell&#8217;argomento in questione&#8230;&#8221;</strong></p>
<p><strong>Sulle tue</strong> <strong>referenze</strong> cosa dirà? Alquanto svogliatamente si esibirà in un laconico <strong>&#8220;Ah&#8230;.sì&#8230;ma&#8230;ti manca la conoscenza dei 570 modi di rappresentare graficamente il punto e virgola nella cultura Ittita, quindi non capisci niente, vinco io, alè&#8230;.&#8221;</strong></p>
<p>Sottrarsi? <strong>Macché!</strong> Una volta che è scattata la curiosità -  <strong>LA SUA</strong>, perché <strong>oramai a te non frega più un cacchio averci a che fare</strong> nemmeno se fosse <strong>Mosè redivivo</strong> con la ristampa delle Tavole dei 10 Comandamenti &#8211; inizierà con le frecciatine <strong>&#8220;Ma che dici?&#8221;</strong>,  e poi &#8220;<strong>Ma perché non ti informi prima di parlare?</strong>&#8220;, appresso <strong>&#8220;Te lo dico io</strong>&#8220;, concludendo con <strong>&#8220;Bisogna vedere che competenze hai tu per esprimere una opinione&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>UNA RIVELAZIONE SCONVOLGENTE</strong></p>
<p>Cheee? <strong>LE COMPETENZE?</strong> Oggi ci vogliono le lauree e i master per esprimere una <strong>normalissima opinione</strong> nata dalla <strong>propria esperienza e cultura</strong>? Altrimenti me devo stare pure zitto?</p>
<p><strong>E su che principi TU, Tizio, valuteresti le MIE competenze?</strong> Se ho impilato 8000 numeri della rivista &#8220;Cucinare con le Vongole&#8221;?</p>
<p>Parliamoci chiaro: se <strong>Tizio non ha le competenze </strong>per sapere di che sta parlando <strong>non potrà mai valutare le competenze di Caio</strong> e viceversa. E gli 8000 numeri della rivista &#8220;Cucinare con le Vongole&#8221; non sono certo una &#8220;competenza&#8221;, nemmeno se si parla di cucinare le vongole, perché da qualche parte c&#8217;è la rivista &#8220;<strong>Condire le Vongole</strong>&#8221; che, toh, te le presenta sotto un aspetto nuovo a cui nessuno aveva pensato, nemmeno Tizio, e che invece aveva letto Caio.</p>
<p>Ma chissà perché <strong>Tizio ha decretato che SOLO la rivista &#8220;Cucinare le Vongole&#8221; è degna di essere impilata</strong> e quindi <strong>le tue referenze non sono valide</strong>.</p>
<p><strong>CENSURATO!</strong> Non sia mai che adesso Tizio si debba comprare pure la rivista &#8220;Condire le Vongole&#8221; e impilarla, tanto <strong>siccome non l&#8217;ha mai letta</strong> né sentita nominare <strong>SICURAMENTE</strong>  è scritta da incompetenti.</p>
<p><strong>E&#8217; facile censurare il prossimo</strong> e avviene <strong>TUTTI</strong> i giorni, perché nel mondo ci sono tanti <strong>strafanatici che hanno fatto delle lettere A, B, C il loro modello di vita, </strong>usano SOLO queste per scrivere e parlare  e non hanno mai pensato che c&#8217;è anche D, E, F e compagnia.</p>
<p>A te, che non sei uno strafanatico, capita ogni tanto di incocciare questi &#8220;espertoni&#8221;, li ascolti tranquillamente, li ringrazi anche di averti esposto il loro punto di vista e  <strong>li vedi gongolare mentre ti &#8220;erudiscono&#8221;</strong> perché <strong>in capo a loro</strong> hanno trovato un nuovo possibile adepto, <strong>MA </strong>quando intervieni e gli mostri un nuovo aspetto della cosa, che proprio non avevano valutato ma che  <strong>per orgoglio o per paura</strong> non accetterebbero mai  di ammettere che è valido,  nel migliore dei casi ti rispondono <strong>&#8220;Ma lo vedi tu, io no!</strong>&#8220;, detto come  se il vedere un nuovo aspetto fosse un <strong>difetto di fabbrica, un malfunzionamento</strong> ovviamente solo tuo.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>RIMEMBRANZE</strong></p>
<p>Quando frequentavo la <strong>Facoltà di Fisica</strong>, alla Università, facevo spesso un mio gioco, un esperimento, curiosa come sono di vedere le reazioni altrui: <strong>prendevo alcune innovative teorie</strong> (nuovi modelli di evoluzione dell&#8217;Universo, stringhe, universi a 26 dimensioni e cose simili) e parlando con i colleghi nelle pause <strong>le proponevo come mie riflessioni</strong>: <strong>puntualmente</strong> mi guardavano come una pazza, una <strong>blasfema</strong>, i più gentili mi bollavano come<strong> &#8220;eccentrica</strong>&#8220;. Uno di questi addirittura mi disse che non era possibile perché &#8220;<strong>Il professore Pinco alla lezione Palla aveva spiegato la teoria X&#8221;</strong> e quindi <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipse_dixit" target="_blank">&#8220;Ipse Dixit&#8221;.</a></strong></p>
<p>Ammetto che si trattava di decine di anni fa e quelle teorie all&#8217;epoca erano davvero ancora troppo spinte (oggi sono alcune delle tante teorie su cui fanno ricerche gli scienziati), ma il punto è che <strong>nessuno </strong>prendeva in esame quelle teorie <strong>valutando la forza dell&#8217;argomento</strong>, ma <strong>ne valutavano  solo la fonte, la base, io</strong>.</p>
<p>Quando invece lavoravo in ufficio come <strong>Analista Programmatore</strong> (per grandi aziende con clienti come le principali compagnie telefoniche, banche, enti pubblici e altro), avevo acquisito presso i miei colleghi e il mio capo<strong> una reputazione tale da godere dell&#8217; &#8220;Ipse Dixit</strong>&#8220;:  se Io affermavo che <strong>c&#8217;era un baco</strong> era sicuramente vero, perché lo diceva <strong>&#8220;Valeria, il talento&#8221;</strong>; se Io <strong>affermavo che il programma era fatto bene</strong> o che il tale collega aveva sbagliato, <strong>nessuno</strong> lo metteva in dubbio; se Io <strong>stimavo X giorni per implementare la nuova funzionalità</strong> per fare il caffé col pensiero, era quello il tempo che ci voleva. E se qualcun altro, non noto come talento, senza reputazione, non era d&#8217;accordo <strong>veniva censurato</strong>.</p>
<p><strong>In determinati campi è facile farsi una reputazione</strong> (un baco è dimostrabile) e a quel punto il valore della tua opinione aumenta e diventi <strong>un nuovo Aristotele</strong>. Ma prova ad esprimere la tua opinione, per quanto ragionevole e solida, <strong>in ambienti dove non ti conoscono</strong> o dove c&#8217;è già un &#8220;Ipse Dixit&#8221;<strong> </strong>e 9 su 10 metteranno <strong>in dubbio la forza delle tue basi, </strong> quindi il tuo parere.</p>
<p><strong>Oggi è impossibile avere una base cosiddetta &#8220;competente&#8221; su tutto</strong>, dovremmo essere degli Dèi o dovrebbe esserci un registro che assegna le competenze. Lasciando stare che poi bisognerebbe vedere le competenze di chi istituisce il registro, ne fa parte etc, ma se ci fosse questa &#8220;<strong>censura</strong>&#8221; non esisterebbero i blog (che di fatto esprimono il punto di vista &#8211;  e non altro &#8211;  del suo autore, <strong>indipendentemente dalle referenze</strong>). </p>
<p><strong>Una Laurea, un diploma è una base?</strong> Opinabile. Molti tonti purtroppo si laureano e molti menti acute purtroppo non lo fanno. Ancora ricordo quando, nel periodo che passai ad occuparmi di formare i nuovi programmatori, Laureati in Ingegneria, Informatica, 110 e lode etc, mangiavano pane e computer ma cadevano come pere cotte quando gli chiedevo di <strong>implementarmi un software per calcolare il perimetro di un rettangolo</strong>. E loro incazzati neri perché la azienda gli aveva offerto <strong>SOLO</strong> una borsa lavoro invece di assumerli <strong>a scatola chiusa</strong> per via della Laurea&#8230;.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>LA SCOPERTA DELL&#8217;ACQUA CALDA</strong></p>
<p><strong>Una referenza ce l&#8217;abbiamo tutti</strong> per esprimere opinioni: abbiamo <strong>un cervello</strong>, potenzialmente uguale a quello di un <strong>genio,</strong> pieno di esperienze, pensieri, vissuti personali. E NESSUNO può imporre che un cervello sia migliore di altri <strong>a meno che </strong>non sia un dittatore in erba, cioè un insicuro. Niente più niente meno, uno strafanatico è un <strong>Giudice</strong>, <a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/10/12/opinioni-e-giudizi-punti-di-vista/" target="_blank">leggi qui </a>cosa intendo.</p>
<p><strong>Se ti capita di incontrarne uno</strong> scambiaci due battute poi <strong>lascialo macerare nella sua &#8220;Onniscienza&#8221;</strong>. Lui sarà più contento così, tu potrai concentrarti su azioni più utili per te.</p>
<p><strong>Forse un giorno</strong> lontano avverrà il <strong>miracolo</strong> che capirà qualcosa in più di prima e <strong>avrai contribuito a migliorare il mondo</strong>.</p>
<p>Di <strong>Berlusconi</strong> e il progetto di <strong>regolamentare Internet</strong> che volete che vi dica? Solo questo filmato&#8230;</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://valeriabarbera.wordpress.com/2008/12/06/la-censura-di-berlusconi-sulla-rete-ma-e-gia-tra-di-noi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/4T4XgbeIWys/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>NOTA</strong>: per chi non conoscesse <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aristotele" target="_blank">Aristotele</a></strong>, per gli amici <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipse_dixit" target="_blank">&#8220;Ipse Dixit&#8221;</a>,</strong> egli bloccò, deviò e rovinò lo sviluppo della Scienza perché godeva di una <strong>reputazione eccellente</strong> e tutti diedero credito a qualsiasi sua affermazione, fin quando non si decisero di <strong>valutare le parole anziché l&#8217;autore</strong>. MILLLENNI dopo!</p>
<p><strong>Berlusconi arriverebbe tardi</strong>,  gli strafanatici tecnologici già stanno lavorando per demolire <strong>il Web 2.0</strong>, l&#8217;ultimo posto dove si può dire  ciò che si pensa, <strong>l&#8217;ultimo posto dove davvero si può leggere il pensiero delle masse</strong>. Ma Berlusconi è più potente.</p>
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