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	<title>Valore Alimentare</title>
	
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	<description>biologico, alimentazione e salute</description>
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		<title>Dal compost nascono i fiori</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 13:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
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		<description><![CDATA[Ognuno di noi può diventare produttore di compost, basta avere un giardino.
Con qualche accorgimento tecnico e l’utilizzo di una compostiera, rifiuti della cucina e del giardino si trasformano in questo ottimo fertilizzante per il giardinaggio e l’agricoltura, ricco di elementi nutritivi. Ottenerlo è semplice, economico e rappresenta una buona pratica ambientale.
In questo articolo illustriamo come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignright size-full wp-image-2050" title="pratiche-sostenibili" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/icona-pratiche-sostenibili.jpg" alt="" width="246" height="246" />Ognuno di noi può diventare produttore di compost, basta avere un giardino.<br />
Con qualche accorgimento tecnico e l’utilizzo di una compostiera, rifiuti della cucina e del giardino si trasformano in questo ottimo fertilizzante per il giardinaggio e l’agricoltura, ricco di elementi nutritivi. Ottenerlo è semplice, economico e rappresenta una buona pratica ambientale.</h3>
<p>In questo articolo illustriamo come si ottiene il compost, quale compostiera scegliere, perché farlo: basta poco per ridurre i rifiuti e per trasformarli in risorsa.</p>
<h3>Cos’è il compostaggio?</h3>
<p>Il compostaggio è un<strong> processo di trasformazione naturale</strong> innescato dall’opera di degradazione dei batteri, che agiscono soltanto in presenza di ossigeno, in ambiente umido e in presenza di scarti ben miscelati trasformando le molecole organiche di cui sono fatti in composti più semplici, come acqua, sali minerali e anidride carbonica. La demolizione delle sostanze complesse continua fino alla formazione di humus fertile.</p>
<h3>Quale compostiera?</h3>
<p>Per scegliere la compostiera più adatta occorre valutare la quantità di rifiuti che produce il nostro giardino.  Ecco le tre principali tipologie:</p>
<p><strong>1. Il cumulo. </strong>Se si dispone di un giardino grande si può costituire un cumulo per il compostaggio, oppure una piccola zona, possibilmente rettangolare, delimitata da una rete a maglie fini o da un graticcio. E&#8217; consigliabile coprire il cumulo di compost con teli di tessuto-non tessuto, o di iuta, per evitare l&#8217;incidenza diretta dei raggi del sole, e anche per limitare l&#8217;apporto di acqua dovuto alle piogge.</p>
<p><strong>2. Composter:</strong> si tratta di una campana, spesso in plastica, dotata di un&#8217;apertura superiore, per l&#8217;inserimento del materiale da compostare, e di un&#8217;apertura laterale, oppure di una saracinesca, per prelevare il compost maturo o per controllare l&#8217;andamento del compostaggio. Alcuni tipi di composter vengono distribuiti dai comuni o dalle aziende che gestiscono i rifiuti: in alcuni casi offrono a chi li utilizza uno sconto sulle tariffe dei rifiuti.</p>
<p><strong>3.Bidoni</strong>: se il materiale che desideriamo compostare è poco, o se desideriamo attuare il compostaggio in uno spazio ristretto, potremo utilizzare dei bidoni, o delle cassette, opportunamente perforati per permettere una migliore aerazione, e dotati di coperchio.</p>
<h3>Le regole per una buona riuscita</h3>
<p><strong>1.</strong> Posizionare la compostiera in un<strong> luogo non troppo ombreggiato</strong>, riparato dal vento e dall’insolazione diretta (ad es. sotto un albero); appoggiarla sul terreno e mai su un suolo impermeabile di cemento o asfalto;</p>
<p><strong>2.</strong> Preparare il fondo con un<strong> intreccio di rami </strong>per garantire il drenaggio dell’acqua, evitando piante resinose ed alberi da frutto;</p>
<p><strong>3. </strong>Variare e miscelare il più possibile gli scarti umidi (quelli di cucina) e gli scarti secchi (quelli del giardino): questo per ottenere una<strong> composizione equilibrata </strong>del compost e per accelerare il processo di compostaggio;</p>
<p><strong>4. </strong>Rimestare frequentemente per favorire <strong>un&#8217;adeguata aerazione</strong> (i microrganismi vivono in presenza di ossigeno, e solo in questo modo ci si garantisce dall&#8217;assenza di cattivi odori); in particolare mescolare ogni volta che si introducono rifiuti secchi per evitare la formazione di strati omegenei;</p>
<p><strong>5.</strong> Controllare che sia presente un&#8217;<strong>adeguata percentuale di umidità</strong> (se è troppo bassa il processo di decomposizione si rallenta, se è troppo alta i rifiuti tendono a marcire, generando cattivi odori).</p>
<h3>I rifiuti SI</h3>
<p>- Rami e foglie, opportunamente triturati.</p>
<p>- Erba, possibilmente secca, per evitare che compatti troppo il materiale nel composter.</p>
<p>- Gusci d&#8217;uova, possibilmente tritati, in modo che vengano decomposti più facilmente.</p>
<p>- Avanzi di cibo cotto; è bene aggiungerne in quantità esigua, per evitare che attirino topolini o mosche.</p>
<p>- Avanzi di frutta e verdura, bucce, scarti.</p>
<p>- Fiori secchi.</p>
<p>- Erbacce estirpate dal giardino; per evitare che i semi rimangano vivi nel compost è bene inserirli al centro della massa da compostare, in modo che raggiungano le temperature maggiori.</p>
<p>- Fondi di caffè e the.</p>
<p>- Carta, possibilmente non stampata.</p>
<p>- Cenere di legna, in piccola quantità.</p>
<p>- Aghi di pino, ricordandoci che abbassano il ph del compost.</p>
<h3>I rifiuti NO</h3>
<p>- Qualsiasi tipo di materiale plastico.</p>
<p>- Cenere di carbone.</p>
<p>- Contenitori in tetrapak.</p>
<p>- Carta stampata, anche se a volte alcuni fogli di giornale possono essere utili.</p>
<p>- Vetro.</p>
<p>- Ceramica.</p>
<p>- Alluminio e metalli in genere.</p>
<p>- Ossa; il tempo necessario a decomporle è troppo alto.</p>
<p>- Tessuti sintetici o comunque tinti.</p>
<h3>Quando è pronto il compost?</h3>
<p>Un compost maturo si riconosce <strong>dal colore scuro, dall&#8217;aspetto soffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco</strong> (se è maleodorante qualcosa è andato storto nel compostaggio!).</p>
<p>A seconda del <strong>grado di maturazione</strong> gli usi possono essere diversi.<br />
In genere un compost maturo, quindi molto stabile, lo si ottiene dopo 8-10 mesi, ed è ottimo per vasi fioriti, risemine di prati, e anche per ospitare radici.<br />
Dopo 6-9 mesi il nostro compost è maturo e può essere utilizzato togliendolo dal lato del contenitore, che continueremo a riempire, ricordandoci di rimescolare ogni tanto il nuovo materiale inserito.</p>
<p>Se siamo particolarmente frettolosi potremo cominciare ad utilizzare il compost quando è ancora fresco, dopo 2-3 mesi, anche se la sua qualità è sicuramente inferiore a quella del compost maturo.</p>
<p>Prima di utilizzare il compost per lo scopo che preferiamo è bene setacciarlo, con un vaglio a maglie abbastanza larghe, in modo da evitare di distribuire per il nostro giardino pezzetti di legno o grumi di compost non ancora perfettamente decomposto.</p>
<h3>Una buona pratica ambientale</h3>
<p>Il compostaggio è una buona pratica per l&#8217;ambiente, permettendo di ridurre il volume dei rifiuti conferiti in discarica, dato che i rifiuti organici sono costituiti soprattutto da acqua e per questo molto voluminosi; ma anche riducendo i cattivi odori e la formazione del percolato, una sostanza potenzialmente molto inquinante per la falda acquifera.</p>
<p>Per chi fa il compostaggio domestico, d’altro canto, ci sono vantaggi economici (risparmiando sul costo del fertilizzante e spesso sulla tariffa dei rifiuti) e pratici (meno spazzatura da buttare, nessun rifiuto da giardino da smaltire ingombrando i normali cassonetti).</p>
<h3>Compostaggio in piccoli spazi</h3>
<p>Il compostaggio si può fare anche su un balcone o in cantina, in piccoli composter, con l’accortezza di controllare spesso l’umidità del compost e di non introdurre semi di piante infestanti o malate.</p>
<p>Possiamo anche avvalerci dell&#8217;aiuto prezioso dei lombrichi: è sufficiente porli in un contenitore ben aerato e coperto, con fogli di carta inumiditi, avanzi di cucina e un po&#8217; di terra; posizionare il contenitore in un luogo ombreggiato e ci aiuteranno a decomporre il materiale organico, generando un ottimo humus per i nostri vasi.</p>
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		<title>Il grano: l’aumento delle allergie ed intolleranze alimentari</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
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		<description><![CDATA[Due disturbi legati al consumo di grano, l’allergia e la celiachia, affliggono sempre più persone. Molta gente inoltre, pur non essendo allergica o celiaca, lamenta disturbi intestinali, come difficoltà digestive, gonfiori e coliche, quando consuma prodotti con farina di grano.
C’è da chiedersi come mai un alimento che ha nutrito l’uomo fin dalle sue origini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2036" title="allergie-intollerenze-alimentari" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/allergie-intollerenze-alimentari-246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" />Due disturbi legati al consumo di grano, l’allergia e la celiachia, affliggono sempre più persone. Molta gente inoltre, pur non essendo allergica o celiaca, lamenta disturbi intestinali, come difficoltà digestive, gonfiori e coliche, quando consuma prodotti con farina di grano.</h3>
<p>C’è da chiedersi come mai un alimento che ha nutrito l’uomo fin dalle sue origini e al quale l’umanità ha sempre attribuito un alto valore spirituale e simbolico (si pensi all’ostia fatta di farina che nel rito dell’eucarestia rappresenta il corpo di Cristo), stia diventando così poco tollerato. E ancora, perché tra i vari costituenti della farina è il glutine a destare maggiore preoccupazione? Gli scienziati non hanno ancora dato una risposta a tali quesiti. Io proverò a farlo ripercorrendo la storia del cosiddetto “miglioramento” genetico del grano che è stato effettuato negli ultimi cento anni.</p>
<h3>La solarità del grano</h3>
<p>Di una persona dal viso luminoso, e dall’animo buono, si dice che è solare. Altrettanto possiamo dire di certe piante che mostrano una speciale relazione col sole. Il grano è una di queste, anzi di tutte è la più solare. Ci sono tanti elementi per apprezzare questa qualità. In primo luogo il suo portamento, che si può cogliere facendosi ispirare dal suggestivo quadro del Seminatore al tramonto di Van Gogh. Sullo sfondo, i culmi maturi di grano di un acceso colore giallo-oro che si ergono diritti verso il cielo, confondendosi con i raggi del sole. In primo piano la terra nuda, il cui colore viola sta a significare che essa aspetta di essere vivificata dalle sementi, un prodotto del sole, che il seminatore sta spargendo.</p>
<p>C’è poi la luminosità dei campi di grano inondati dal sole in primavera che è dovuta al manto di silice che avvolge le piante. Secondo alcuni scienziati, nel grano <a href="http://www.valorealimentare.it/20/07/2010/rubriche/alimenti-e-salute/la-silice/" target="_blank">la silice </a>convoglierebbe la luce solare sui tessuti interni della pianta che hanno il compito di operare la fotosintesi clorofilliana.</p>
<p>La<strong> fotosintesi</strong> è un processo prodigioso mediante il quale le piante utilizzano l’energia solare per produrre l’amido, il carboidrato fondamentale della nostra alimentazione, utilizzando come materia prima l’anidride carbonica e l’acqua.<br />
L’<strong>amido</strong> può essere visto, quindi, come luce solare condensata. Quando lo assumiamo mangiando prodotti a base di farina, è come se portassimo dentro di noi scintille di sole. Nel nostro organismo l’amido, diventato <strong>glucosio</strong>, brucia senza lasciare scorie e la luce solare che si libera dalla sua combustione, sotto forma di energia chimica, muove il nostro metabolismo. Il cervello, l’organo del pensiero, è quello che ha maggiore bisogno di glucosio. Non è un caso allora che il termine “riflessione” si usi sia per la luce che per il pensare e chi ha sagge idee venga definito illuminato o lucido. Ebbene, il grano &#8211; e questa è un’altra nota della sua solarità &#8211; è la pianta dispensatrice di amido per eccellenza. I chicchi arrivano a contenere quasi il 70% di amido, una quantità enorme se si pensa che quella di legumi e patate è intorno al 20%.<br />
<strong>Tutte le piante trasformano in proteine una quota dell’amido sintetizzato utilizzando l’azoto minerale che assorbono dal terreno sotto forma di nitrati. </strong>Non è nella natura del grano strafare in questo lavoro, attitudine che è invece marcata nelle leguminose. Infatti, in molte delle varietà di grano sulle quali i genetisti non hanno messo mano, quelle che definiamo antiche, il tenore totale in proteine è basso, intorno al 10%, la metà circa di quello dei legumi.</p>
<h3>Il lavoro dei genetisti moderni e la perdita di solarità</h3>
<p>Il lavoro dei genetisti degli ultimi 100 anni ha permesso di aumentare la produzione del grano e di sfamare la gente. L’intento era nobile ma la modalità scelta per raggiungerlo è criticabile per certi aspetti. Si è pensato a spingere la produttività alle stelle anche a costo di compromettere la qualità che sta a cuore al consumatore (sapore, assenza di pesticidi, contenuto in sostanze salutari, digeribilità). Non considerando che il grano è per sua natura parco nell’assorbimento dell’azoto minerale dal terreno, sono stati prodotti incroci che danno rese smisurate (anche 80 quintali/ettaro, a fronte dei 20 di fine ottocento) sotto la spinta di concimazioni con nitrati.</p>
<p>Ma poiché il grano in queste condizioni alletta (cioè si flette verso il suolo), i genetisti, nel tentativo di evitare che ciò accadesse, hanno pensato anche di abbassare la taglia dei suoi culmi. Le antiche varietà di grano superano il metro e mezzo, le più moderne arrivano stentatamente ad un metro.</p>
<p><strong>Forzatura con concimazioni con nitrati e riduzione della taglia sono due oltraggi alla natura solare del grano. </strong>Per arrivare a tanto i genetisti non si sono accontentati di produrre ibridi incrociando tra loro varietà diverse, ma hanno addirittura trattato piante (della nobile varietà Senatore Cappelli) con radiazioni nucleari. Così pare sia nato il Creso, che ha fatto da genitore a gran parte delle varietà di grano duro oggi coltivate. Inoltre sono già pronte piante di grano geneticamente modificate, tra cui una nella quale è stata alterata la composizione qualitativa dell’amido per rallentare il raffermamento del pane che, quando prodotto industrialmente, rimane morbido soltanto per qualche ora.</p>
<p>Il lavoro fatto dai genetisti e le concimazioni spinte con nitrati permettono anche di ottenere farine ricche di glutine. Ciò conviene all’industria alimentare perché si semplificano e si accelerano i processi di produzione del pane (addirittura oggi per la panificazione si usano farine addizionate di glutine) e della pasta.</p>
<p>Lo stesso non si può dire per il consumatore che, invece, vorrebbe prodotti ottenuti utilizzando farine pregiate e processi di lavorazione che non ne mortifichino la qualità.</p>
<h3>L’aumento dei disturbi connessi al consumo di grano</h3>
<p>Alcuni componenti del glutine appartenenti alle gliadine sono responsabili della celiachia (un tempo si chiamava “intolleranza al glutine”), un disturbo che colpisce soltanto persone predisposte. Le gliadine, e in misura minore le glutenine, contengono la maggior parte delle proteine responsabili dell’allergia alimentare al grano.<br />
Il glutine è anche difficile da digerire e ciò spiegherebbe l’insorgenza dei disturbi di cui si lamentano molte persone dopo aver mangiato prodotti a base di farina (la cosiddetta intolleranza al grano).<br />
Va sottolineato che l’aumento della quantità di glutine conseguito con il lavoro fatto dai genetisti moderni e con le pratiche colturali correnti è a carico soprattutto delle temibili gliadine.</p>
<h3>Il biologico e il biodinamico in controtendenza</h3>
<p>Il lavoro di “miglioramento” genetico del grano finora svolto, (che ai suoi primordi in epoca fascista fu enfaticamente definito “la battaglia del grano”) ha sì permesso di aumentare enormemente le rese, ma ha purtroppo lasciato sul campo tante vittime: migliaia di varietà rustiche e adattabili a bassi livelli azotati scomparse, contadini costretti a comprare sementi dalle industrie (che attualmente offrono, di fatto, non più di 5-6 varietà, alla faccia della biodiversità), terre marginali abbandonate, prodotti di qualità scadente… e le tante persone che oggi hanno paura di sentirsi male mangiando prodotti a base di grano.</p>
<p>Ai consumatori desiderosi di riconciliarsi con il grano e di godere delle sue virtù, resta oggi un’opportunità: ricorrere al consumo di varietà di grano e di specie affini che sono state poco o per nulla manipolate dai genetisti moderni, come <strong>il farro (soprattutto il dicocco e il prezioso monococco), il kamut, varietà come il Senatore Cappelli,</strong> selezionato agli inizi del secolo scorso prima che i genetisti fossero presi dalla frenesia di produrre incroci. <strong>Questi cereali sono ottenuti ricorrendo al metodo biologico o a quello biodinamico, ovvero a metodi che non oltraggiano la solarità del grano con le concimazioni azotate di sintesi e con i trattamenti con i terribili pesticidi praticati dall’agricoltura industriale. </strong>È vero, le rese sono più basse (mediamente del 30%), ma la qualità è superiore. Lo sanno bene i fornai, quando panificano con delle buone farine biologiche o con farine biodinamiche, e i consumatori, quando addentano un pane ben lievitato fatto con queste farine. All’agricoltura biologica e a quella biodinamica spetta ora il compito di individuare e selezionare varietà di grano che rispondano con rese più soddisfacenti ai metodi agronomici che esse impiegano.</p>
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		<title>La silice</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 07:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[silice]]></category>

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		<description><![CDATA[La silice, la sostanza che cristallizza nelle luccicanti forme esagonali di quarzo, ha un’elevata capacità di trasmettere le radiazioni visibili della luce, quelle che incantano con i sette colori dell’arcobaleno.
Per questa sua proprietà è impiegata nelle fibre ottiche di cui sono dotate tante apparecchiature moderne, compresi i collettori solari. È anche un componente fondamentale delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La silice, la sostanza che cristallizza nelle luccicanti forme esagonali di quarzo, ha un’elevata capacità di trasmettere le radiazioni visibili della luce, quelle che incantano con i sette colori dell’arcobaleno.</p>
<p>Per questa sua proprietà è impiegata nelle fibre ottiche di cui sono dotate tante apparecchiature moderne, compresi i collettori solari. È anche un componente fondamentale delle parti trasparenti dell’occhio.</p>
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		<title>Intervista ad Alessandro Bergonzoni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 07:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetta Frare]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Definirlo attore, scrittore o comico è riduttivo. Alessandro Bergonzoni sfugge davvero a qualsiasi classificazione. Forse quella che gli potrebbe calzare di più è “ricercatore interiore”.
Una ricerca che si esplicita attraverso il linguaggio, dove una parola richiama l’altra e dove l’utilizzo delle forme della retorica diventa un modo per dissacrare, rompere con i pregiudizi e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2031" title="alessandro-bergonzoni" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/alessandro-bergonzoni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Definirlo attore, scrittore o comico è riduttivo. Alessandro Bergonzoni sfugge davvero a qualsiasi classificazione. Forse quella che gli potrebbe calzare di più è “<strong>ricercatore interiore</strong>”.<br />
Una ricerca che si esplicita attraverso il linguaggio, dove una parola richiama l’altra e dove l’utilizzo delle forme della retorica diventa un modo per dissacrare, rompere con i pregiudizi e i pensieri scontati, lasciandosi trasportare dal suono e dal significato delle parole. Quasi un lavoro filologico, il suo, e un grande lavoro di ricerca sul linguaggio per esprimere vita e pensiero.</p>
<h3>Ma da dove nasce tutta l’energia che trasmetti non solo quando sei sul palcoscenico, ma anche quando dialoghi semplicemente con le persone?</h3>
<p>Posso dire che fin da piccolo sono stato “posseduto” da un’energia più forte di me che mi ha spinto a fare le esperienze di cui avevo bisogno senza che in qualche modo riuscissi a controllarla. È qualcosa di esterno da me che ha guidato i miei percorsi professionali e personali.</p>
<h3>Cominciamo parlando dei temi della nostra rivista. Che cos’è per te il biologico? È una moda, una scelta salutistica, una scelta di vita?</h3>
<p><strong>Per me è una scelta di ricerca, è un “mestiere dell’attenzione”, è una ricerca dell’essenza, del non spreco, di un’intelligenza dell’alimentazione.</strong><br />
Il problema del biologico è quello della complessità: per avvicinarsi bisogna capire, indagare, riflettere, perdere tempo. E oggi è più facile tagliare corto, classificare&#8230; Noi lavoriamo sempre sul tema del “facciamo in fretta”.<br />
Ma quest’epoca è finita: <strong>dobbiamo tornare indietro o, meglio, “tornare avanti”: cominciare a fermarsi per muoversi, cominciare a vedere per andare oltre.</strong> Tutto questo è impegnativo. Chi ha bisogno di mantenere l’industria dell’alimentazione, un certo modo arretrato di concepirla, ha interesse a vestire anche il cibo di impossibilità (è impossibile mangiare più sano…) quindi la gente si spaventa. E la paura porta scompiglio, così le persone non si fermano, non pensano.</p>
<h3>Come hai incontrato la medicina antroposofica?</h3>
<p>Ho conosciuto alcune persone che lavoravano in questo ambito anche attraverso alcuni incontri organizzati per la Casa dei risvegli Luca De Nigris. Avevo già letto alcuni libri di Steiner che mi avevano portato a riflettere sul grande collegamento anima &#8211; corpo e spirito &#8211; uomo.<br />
Sono molto stanco dei problemi “umani” delle persone. Mi interessa molto di più trascendere il dato reale, scientifico, per andare oltre. Si tratta di una ricerca interiore.<br />
Mi fa piacere (attraverso la comicità, ma anche attraverso altre testimonianze) portare questo concetto di “analisi dell’inconcepibile”, che sicuramente l’antroposofia mi ha fatto capire. <strong>La meraviglia dell’inconcepibile: poter parlare d’altro.</strong><br />
È un problema di “alimentazione culturale”: ci rendiamo conto che determinata cultura produce tumori al pancreas della nostra intelligenza? Che quello di insano che noi stiamo ingurgitando nella cultura porta a delle malattie interiori che sono più gravi di quelle che ci può portare del cibo chimico, avariato o cancerogeno? <strong>Oggi siamo molto interessati all’aria, al cibo, ma non al cibo per la mente.</strong></p>
<h3>Tu hai la sensazione di “muovere le anime” quando ti esibisci in teatro?</h3>
<p>La gente nei miei spettacoli ha un alibi: la comicità, la risata. Pensa, entra in altri mondi, usa la fantasia, però poi torna a casa credendo di aver risolto così i problemi. Finita la parte di spettacolo ci sono un’assuefazione e un ritorno alla vita normale.<br />
La gente non cambia modello. <strong>La gente fa avvenire le cose solo quando irrompe nella vita qualcosa di forte:</strong> un tumore, una violenza, un tracollo economico. In questo ho rabbia e frustrazione: la gente ancora necessita di eroi o di esperienza per spingersi alla ricerca interiore. Quando invece faccio incontri pubblici negli ospedali o negli ex manicomi le persone si fanno toccare di più.</p>
<h3>Dal tuo modo di vedere emerge l’esigenza di un ritorno all’essenzialità…</h3>
<p><strong>Più che altro un ritorno alla potenza interiore, alla scissione tra potere e potenza. </strong><br />
Il potere è dominio, controllo, abuso. La potenza è libertà, anarchia, arte, fantasia, metamorfosi e anima. Siamo abituati ad usare il potere o a subirlo.</p>
<p>Non c’è questa terza via che è l’uso della potenza, dell’energia.<strong> L’unica via è una rienergizzazione dei nostri canali essenziali: è l’oltre, la parte divina che è in noi. Non usiamo e non cerchiamo più questa potenza.<br />
</strong>Invece siamo noi i detentori di miracoli, invenzioni, cambiamenti, di arte. Siamo moventi e depositari, referenti, produttori e riceventi di quest’arte.<br />
<strong>Sicuramente l’unica strada è quella dell’essenza.</strong> Forse non è unico il modo di arrivarci, ma l’arrivo o la partenza sono unici e sono quelli della potenza, dell’energia.<br />
Sono sconvolto da questo bisogno di dare categorie che c’è invece oggi: se pensi all’anima sei cattolico, altrimenti sei laico… È il dogmatismo che mi preoccupa.<br />
La volgarità è quello che vediamo oggi: <strong>la mancanza di idee, di energia, il tutto messo a tacere da quello che si vede, da ciò che sembra.</strong></p>
<h3>Sei da anni testimonial della Casa dei risvegli “Luca De Nigris” di Bologna che si occupa di persone in coma. Qual è la cosa più importante che ti ha dato questa esperienza?</h3>
<p>Lì ho voluto andare a vedere la necessità di interessarsi all’oltre non soltanto da danneggiati. Non sono mai entrato in coma o non ho mai avuto amici o parenti che hanno toccato questa esperienza. <strong>E oggi come oggi sembra che sia impossibile interessarsi ad una cosa che non ci tocca. Ma i temi profondi, non ci toccano anche se non ne siamo colpiti? </strong><br />
Abbiamo bisogno di essere bombardati in casa per capire l’11 settembre?<br />
Non c’è un’occasione per andare a vedere” oltre”, ma te la devi cercare tu, e questa è stata l’occasione per il tema della rinascita, del risveglio che tocca ognuno di noi e non attraverso il risveglio dal coma, ma attraverso i risvegli che abbiamo in diversi momenti della nostra vita.<br />
Ecco cosa mi ha permesso di fare.</p>
<h4>Chi è?</h4>
<p>Alessandro Bergonzoni nasce a Bologna nel 1958. Lunghissima la lista delle sue opere teatrali (che dal 1982 si succedono incessanti e vengono proposte nei teatri in Italia e all’estero) e degli spettacoli realizzati anche per la televisione e la radio. Ma Bergonzoni è anche scrittore (“Le balene restino sedute”, 1982, ; “Il Canto del Giallo”, 1993; “Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni”, 1995; “Opplero, storia di un salto”, 1999; “Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa”, 2005) e pittore: nel 2008 ha inaugurato la sua prima personale d’arte a Napoli. Nel 2009 esce il suo ultimo libro, “Bastasse grondare”. <a href="http://www.alessandrobergonzoni.it" target="_blank">www.alessandrobergonzoni.it</a></p>
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		<title>Le chiavi dicotomiche Eugea</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetta Frare]]></category>
		<category><![CDATA[Ecolibrarsi]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[entomologo]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’avreste mai detto che un libro di classificazione di alberi e insetti fosse così divertente e spassoso da leggerlo tutto d’una fiato?
È questa la sensazione che si prova scorrendo le pagine della collana “Le chiavi dicotomiche Eugea” dedicate agli alberi e agli insetti, parte di un progetto più ampio che vede impegnati i ricercatori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2023" title="le-chiavi-dicotomiche-eugea-alberi" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/alberi-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" />L’avreste mai detto che un libro di classificazione di alberi e insetti fosse così divertente e spassoso da leggerlo tutto d’una fiato?<br />
È questa la sensazione che si prova scorrendo le pagine della collana “<strong>Le chiavi dicotomiche Eugea</strong>” dedicate agli alberi e agli insetti, parte di un progetto più ampio che vede impegnati i ricercatori della <strong>facoltà di agraria dell’Università di Bologna</strong>. L’iniziativa è molto semplice e nello stesso tempo ambiziosa: avvicinare gli abitanti delle città alla natura, offrendo chiavi interpretative per poterla conoscere, decifrare e… utilizzare.<br />
Insomma, in forma divertente e con le belle illustrazioni di Agnese Baruzzi, Eugea ci offre una nuova finestra per scoprire il mondo, per guardarci intorno in modo più attivo e per accorgerci che classificare piante e insetti non è solo cosa da esperti.<br />
La passeggiata “virtuale” che compiamo insieme all’entomologo serve a mettere ordine: così, imparando a <strong>classificare gli alberi</strong> in base alla forma delle foglie, possiamo distinguere le div<img class="alignright size-medium wp-image-2022" title="le-chiavi-dicotomiche-eugea-insetti" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/insetti-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" />erse famiglie e questo ci rende più agevole dare un nome agli alberi. Anche se l’impresa diventa più ardua con gli <strong>insetti</strong>, non dobbiamo scoraggiarci: sono più di 30 le famiglie annoverate ma le descrizioni delle singole specie sono così utili che impareremo ad apprezzare questi animali così spesso utili ancora di più.<br />
Le chiavi dicotomiche sono uno dei modi per avvicinarci al mondo di Eugea, così affascinante e che comprende farfalle e giardini letterari &#8211; dove il mondo della natura e quello degli scrittori e dei poeti si è avvicinato e riconosciuto – e tanti altri progetti. E possiamo sperimentare che, anche solo un piccolo vaso sul balcone, disseminato di fiori, può portare un angolo di natura e di splendidi colori nei nostri appartamenti.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://www.eugea.it" target="_blank">www.eugea.it</a></p>
<p>I due volumi:</p>
<h3>Le chiavi dicotomiche Eugea &#8211; Gli insetti</h3>
<h3>Le chiavi dicotomiche Eugea &#8211; Gli alberi</h3>
<h3>A cura di Gianumberto Accinelli, con la prefazione di Giorgio Celli</h3>
<h3>Eugea Edizioni &#8211; Euro 8,90 a volume</h3>
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		<title>La panzanella</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Angelo Barontini]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[La panzanella è una preparazione fresca composta da varie verdure crude e pane raffermo, il tutto condito con olio e aceto.
Ecco la base della ricetta e le sue ricche variazioni.
Ingredienti per circa 4/5 persone:
- 200 g di pane casareccio raffermo (di almeno tre giorni)
- 200 g di pomodori Piccadilly
- 200 g di cetrioli
- 100 g [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2015" title="la-panzanella" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/panzanella-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />La panzanella è una preparazione fresca composta da varie verdure crude e pane raffermo, il tutto condito con olio e aceto.</h3>
<p>Ecco la base della ricetta e le sue ricche variazioni.</p>
<h3>Ingredienti per circa 4/5 persone:</h3>
<p>- 200 g di pane casareccio raffermo (di almeno tre giorni)</p>
<p>- 200 g di pomodori Piccadilly</p>
<p>- 200 g di cetrioli</p>
<p>- 100 g di cuore di sedano</p>
<p>- 100 g di cipolla di Tropea</p>
<p>- 50 g di carota</p>
<p>- qualche foglia di basilico</p>
<p>- 90 g di olio extravergine</p>
<p>- 30 g di aceto di vino rosso (o aceto balsamico o succo di limone)</p>
<p>- sale, pepe bianco, foglie di lattuga per decorare</p>
<h3>Preparazione</h3>
<p>Tagliare il pane a fette sottili, poi a listarelle e infine a dadini minuscoli.</p>
<p>Tagliare i pomodori, i cetrioli, il sedano e la cipolla a piccoli dadini e le carote e il basilico a filettini.</p>
<p>Mettere tutto in una capiente ciotola sferica. Mescolare l’aceto e l’olio extravergine con sale e pepe bianco macinato.</p>
<p>Condire il pane e le verdure mescolando bene e servire subito in un vassoio sopra le foglie di lattuga.</p>
<p><strong>A questa panzanella, usata come base, si possono sovrapporre questi ulteriori ingredienti:</strong></p>
<p>- Verdure bollite con maionese al prezzemolo.<br />
- Verdure grigliate con maionese e senape.<br />
- Tofu o Seitan cotti alla piastra.<br />
- Tonno sott’olio, uova sode e cetriolini sott’aceto.<br />
- Gamberetti bolliti e carciofini sott’olio.<br />
- Filettini di pesce cotto al limone e prezzemolo.<br />
- Petto di pollo cotto con funghetti freschi.<br />
- Pesce e crostacei crudi all’olio e limone.</p>
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		<title>Irrigare sì, ma con moderazione</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orto e giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Pistis]]></category>
		<category><![CDATA[Terza decade]]></category>
		<category><![CDATA[irrigazione]]></category>
		<category><![CDATA[semina]]></category>

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		<description><![CDATA[Orto
Era possiamo seminare i finocchi, i radicchi per le produzioni autunnali, senza temere la montata a seme precoce; naturalmente non dovremo far patire la “sete” alle giovani piantine. Ottimi sono i giorni 21, 22, 27 e 31.
Possiamo piantare anche altri ortaggi da foglia ma, in questo caso, per essere certi di una buona riuscita conviene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Orto</h3>
<p>Era possiamo seminare i finocchi, i radicchi per le<strong> produzioni autunnali</strong>, senza temere la montata a seme precoce; naturalmente non dovremo far patire la “sete” alle giovani piantine. Ottimi sono i giorni 21, 22, 27 e 31.<br />
Possiamo piantare anche altri <strong>ortaggi da foglia </strong>ma, in questo caso, per essere certi di una buona riuscita conviene aspettare la prima decade di agosto.<br />
Per le <strong>semine di fagioli e fagiolini</strong> sono ottimi giorni 25 e il 30.<br />
Per quanto riguarda invece i <strong>trapianti </strong>conviene aspettare dal 7 al 18 agosto. Nel caso però vi fosse una necessità impellente al trapianto allora consigliamo di effettuare il trapianto a tarda sera e far seguire abbondante acqua, anche 3-4 volte al di. La sera prima del trapianto è buona cosa fare un&#8217;abbondante irrigazione con una soluzione di acidi umici da leonardite (reperibile in centri specializzati); ciò permetterà alle piante di emettere velocemente più radici a favore di un buon attecchimento.</p>
<h3>Giardino</h3>
<p>Nel giardino dobbiamo fare attenzione di calibrare le irrigazioni; infatti cercheremo di programmare gli irrigatori <strong>durante le ore notturne</strong> e, nel caso di irrigazioni manuali, le effettueremo solo<strong> molto tardi alla sera</strong>.<br />
Non conviene inzuppare vasi e terreno di acqua tutti i giorni perché l&#8217;acqua ed il terriccio, per effetto delle alte temperature, può fermentare e creare morte immediata per collasso delle radici. Occorre<strong> moderare l&#8217;irrigazione</strong> calibrando l&#8217;umidità in modo tale che il terreno possa essere umido fino a sera e non inzuppato e asfittico. Preveniamo i collassi radicali e marciumi aggiungendo all&#8217;acqua d&#8217;irrigazione dei microrganismi effettivi (e.m.a reperibili in centri specializzati) una volta alla settimana.</p>
<h3>Frutteto Familiare</h3>
<p>In quest&#8217;epoca non vi sono particolari operazioni da svolgere.<br />
Occorre fare attenzione ad alcune specie di fruttiferi come le mele, le pere e di prugne; spesso infatti vi è la necessità di controllare la presenza di bruchi indesiderati. Per evitare ciò bisogna effettuare dei trattamenti con Bacillus Thuringensis alla sera. Assicuriamoci che il prodotto acquistato sia fresco e ben conservato altrimenti la sua efficacia sarà ridotta. Per aumentare l&#8217;efficacia del prodotto, qualche ora prima del trattamento, possiamo mettere in acqua, in 10 litri di soluzione, il bacillus assieme a 200 grammi di zucchero ed il succo di mezzo limone: il limone acidificherà l&#8217;acqua, mentre lo zucchero darà nutrimento ai microrganismi. Con poco, otterremo un aumento dell&#8217;efficacia del trattamento.<br />
Irrigare il frutteto solo in caso di necessità e con moderazione per evitare spiacevoli patologie all&#8217;apparato radicale.</p>
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		<title>Il caldo, amico prezioso</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Irmela Knapp Grazi]]></category>
		<category><![CDATA[Le risorse della terza età]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[osteoporosi]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina D]]></category>

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		<description><![CDATA[Come comportarci durante la stagione estiva che sembra penalizzare i più anziani? E come approfittare dei benefici della luce solare?
L’estate già si annuncia con forza: il sole splende sempre più alto e ci regala giornate lunghe e luminose.
Che fortuna che ci siano le diverse stagioni!
Siamo costretti a cambiare e ad adattarci, stimolando sia il corpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2006" title="anziani-caldo" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/anziani-caldo-300x291.jpg" alt="" width="300" height="291" />Come comportarci durante la stagione estiva che sembra penalizzare i più anziani? E come approfittare dei benefici della luce solare?</h3>
<p>L’estate già si annuncia con forza: il sole splende sempre più alto e ci regala giornate lunghe e luminose.</p>
<p>Che fortuna che ci siano le diverse stagioni!<br />
Siamo costretti a cambiare e ad adattarci, stimolando sia il corpo che l’anima alla vita. Però, i capricci del clima e il nostro modo di vivere sregolato minacciano il benessere del nostro organismo che ne soffre, soprattutto ad una certa età.</p>
<p>Occorre modificare consapevolmente e per tempo qualche abitudine dannosa per la nostra salute, prima che sia troppo tardi.<br />
Siamo contenti della luce, del tepore e delle vacanze, però non tutti sopportano la canicola: al contrario, sorgono problemi di circolazione, cattive digestioni, attacchi febbrili.<br />
Dipende in particolare dalla nostra costituzione individuale e da come il nostro organismo sa regolare i suoi processi di calore. Le “vampate” durante la menopausa sono più facili da tollerare in inverno, ma gli eterni freddolosi sognano sempre il calduccio estivo. Comunque ecco qualche suggerimento su come comportarsi quando fa troppo caldo e come approfittare della luce benefica in generale e specificatamente per la solidità ossea.</p>
<h3>Ritmo quotidiano e attività fisica</h3>
<p>La calura estiva ha un effetto paralizzante sul nostro corpo e la nostra mente, perciò l&#8217;interruzione del lavoro e <strong>una bella siesta nelle ore meridiane </strong>sono una pausa necessaria.</p>
<p>Altrettanto importante è utilizzare le<strong> ore più fresche del mattino e della sera </strong>non solo per svolgere gli impegni gravosi, ma anche per un’attività fisica piacevole: camminare, andare in bicicletta, nuotare, fare la ginnastica, ballare&#8230; Anche in una grande città ci sono parchi e giardini pubblici, dove ci si può sentire in contatto con la natura e fare delle belle passeggiate.</p>
<p>Uno stile di vita fisicamente attivo, per tutto l’anno, è un toccasana per le ossa e aiuta infatti a combattere l’osteoporosi, contrasta l’obesità, abbassa in modo apprezzabile la pressione arteriosa ed è una prevenzione per tanti altri disturbi.</p>
<h3>Rischi e benefici del sole</h3>
<p>Ogni eccesso può essere dannoso: la nostra pelle, se esposta troppo a lungo a raggi solari troppo violenti, viene scottata, bruciata. A lungo termine può insorgere qualche forma di cancro della pelle, di cui il melanoma rappresenta oggi una delle forme maligne più diffuse al mondo.</p>
<p>Ci si raccomanda perciò di <strong>evitare assolutamente l’esposizione al sole</strong> e l’attività fisica <strong>durante le ore meridiane</strong> (11-17) per prevenire il “colpo di calore” (febbre alta dovuta ad un accumulo di calore nel corpo e grande pericolo per il cervello, il fegato, i reni) o un “collasso da calore” (sudorazione abbondante con perdita di sali, accessi di vertigini e perdita di coscienza).</p>
<p><strong>E’ necessario allora proteggersi </strong>con ombrello, copricapo e occhiali scuri con buon potere filtrante contro i raggi ultravioletti (attenzione, non fidarsi di quelli a buon prezzo!) per prevenire la cataratta.</p>
<p><strong>Vale la pena di usare creme antisolari </strong>che non contengano emulsionanti e conservanti.<br />
Da preferire quelle con l’aggiunta di vitamine A, C, E che impediscono la formazione di radicali liberi. La scelta della crema e il fattore protettivo dipende dal tipo di pelle e dal luogo: più chiara la pelle, più a sud ci troviamo, più in alto sulle montagne, più forte deve essere il potere filtrante. In ogni caso consigliamo, soprattutto a persone anziane, di non esporsi ore intere al sole e di portare sempre con sé acqua minerale da bere regolarmente.</p>
<p>Tutti i rischi accennati ci fanno facilmente dimenticare i benefici del sole. Non c’è dubbio che il benessere fisico e psichico migliora grazie alla luce solare accortamente dosata, ad esempio, facendo un bagno di luce solare la mattina presto il più spesso possibile, prima delle ore calde o dopo le ore 17, non più a lungo di 10-15 minuti al giorno e, in queste ore, senza applicare una crema antisolare. Con vestiti leggeri e occhi protetti contro la luce, si può godere questa terapia che, grazie ai raggi UV, facilita la <strong>formazione della vitamina D</strong> nella pelle che poi passa nel sangue. La vitamina D controlla l’assorbimento del calcio dai cibi ed è indispensabile per il metabolismo del calcio nelle ossa. La carenza della Vitamina D e del calcio insieme ad una mancanza di attività fisica sono le cause principali dell’osteoporosi, non solo per le donne nella menopausa.</p>
<p>È interessante notare che qualche scienziato suppone che bagni di luce solare, brevi ma ripetuti regolarmente durante i mesi caldi, forniscano all’organismo un deposito di vitamina D utilizzabile poi in inverno per compensare la mancanza di luce, quando le giornate sono brevi e grigie.</p>
<p>Sembra anche che la quantità di serotonina (un neurotrasmettitore, la cui mancanza viene messa in relazione alla comparsa della depressione) formata dal corpo in inverno dipenda dalla quantità di luce assorbita d’estate.</p>
<h3>Osteoporosi</h3>
<p>È assolutamente accertato che per difendersi dall’osteoporosi (fragilità ossea determinata da un impoverimento minerale dell’osso stesso) occorre avere un buon apporto di calcio alimentare (si raccomanda di assumerne almeno 1g al giorno per tutta la vita) e un certo tenore di attività fisica che induce le ossa a fissare il calcio, in virtù delle sollecitazioni meccaniche moderate e regolari cui le ossa devono essere sottoposte. Nella nostra vita moderna, in genere, poiché non vengono seguite queste indicazioni, l’osteoporosi risulta una malattia diffusissima. Il rischio di osteoporosi purtroppo si sta estendendo anche a più giovani, a causa di scarso esercizio fisico (è più comodo prendere l’automobile, l’ascensore, la scala mobile, usare gli elettrodomestici di ogni tipo) e dell’insufficiente apporto di calcio alimentare.</p>
<h3>Consigli per sgravare il lavoro del cuore e per una buona digestione</h3>
<p>- Con il caldo il nostro cuore si affatica di più perché una grande parte del sangue è alla periferia, nella pelle, a causa dei capillari dilatati per disperdere più calore. La circolazione allora rallenta e le gambe diventano pesanti. Una doccia può dare una bella rinfrescata generale; anche immergere le braccia o i piedi in un secchio d’acqua tiepida, oppure spugnature velocissime con acqua fresca e movimenti dai polsi verso le spalle, hanno una reazione tonificante.</p>
<p><strong>- </strong>Alimenti freschi di sapore acido o amaro frenano la produzione di calore del corpo.</p>
<p>- È bene ridurre globalmente la quantità di cibo, fare pasti piccoli, mangiare con calma e attenzione;</p>
<p>- consumare<strong> alimenti leggeri e facili </strong>da digerire, a basso contenuto di grassi e calorie;</p>
<p>- usare cumino, basilico, coriandolo, maggiorana, aglio, timo;</p>
<p>- <strong>bere lontano dai pasti </strong>per non diluire i succhi gastrici;</p>
<p>- mangiare la<strong> frutta molto succosa</strong> (anguria, cocomero, melone&#8230;) a parte, perché è quasi una bibita;</p>
<p>- <strong>non prendere il gelato</strong> a fine pasto per non rallentare la digestione.</p>
<p>- per la salute delle ossa, è consigliabile l’<strong>assunzione di frutta e vegetali </strong>il più frequentemente possibile e il cereale miglio, per compensare la tendenza all’acidificazione; il pesce e frutti di mare saranno da preferirsi alla carne; moderare la quantità di latticini che acidificano, salvo lo yogurt naturale che è meno acidificante.</p>
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		<title>In estate: un pieno di vitamine per i nostri bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[carote]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta e verdura di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[succhi biologici]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>

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		<description><![CDATA[Mantenere alcune buone abitudini alimentari aiuta anche i più piccoli ad affrontare il periodo “caldo” dell’anno e a sfruttarne a pieno le potenzialità
La primavera finalmente è finita e scompaiono anche i suoi effetti tipici come stanchezza e difficoltà di concentrazione che spesso si affacciano proprio quando occorre essere attivi e concentrati per la fine dell’anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2001" title="vitamine-estate" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/vitamine-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" />Mantenere alcune buone abitudini alimentari aiuta anche i più piccoli ad affrontare il periodo “caldo” dell’anno e a sfruttarne a pieno le potenzialità</h3>
<p>La primavera finalmente è finita e scompaiono anche i suoi effetti tipici come stanchezza e difficoltà di concentrazione che spesso si affacciano proprio quando occorre essere attivi e concentrati per la fine dell’anno scolastico: siamo pronti per affrontare l’estate!<br />
Ci  aspettano le vacanze, per poterci dedicare alle proprie attività preferite, un periodo piacevole ma non sempre salutare, specialmente se caratterizzato da un’alimentazione disordinata e poco sana.</p>
<p>Riprendiamo quindi il tema della nutrizione durante il periodo estivo, un momento di salute e di recupero di energie in cui cerchiamo di evitare errori che possono compromettere il benessere dei nostri figli.</p>
<h3>Frutta e verdura di stagione</h3>
<p>Tutti i nutrizionisti segnalano l’<strong>importanza delle vitamine </strong>per la salute.<br />
La natura, nella sua generosità, ci dona frutta e verdura ricchissima di queste sostanze proprio nel periodo in cui siamo più esposti alla luce solare e agli agenti atmosferici poiché le vitamine hanno il potere di rallentare l’invecchiamento cellulare (sono antiossidanti) e perciò agiscono come protettori della vita.</p>
<p>Occorre certamente nutrirsi di <strong>alimenti locali</strong>, per avere il corredo vitaminico adeguato al clima in cui noi, come la pianta, stiamo vivendo; e freschi perché ormai tutti sappiamo che la conservazione riduce il corredo vitaminico di frutta e verdura.</p>
<p><strong>E’ importante mangiare alimenti di alta qualità</strong> perché solo piante sane possono dare un contenuto vitaminico equilibrato e resistente: le piante malate dell’agricoltura industriale perdono con facilità e più rapidamente la loro dotazione vitaminica. Quindi almeno per gli alimenti essenziali, i cibi di base, cercate anche d’estate di procurarvi frutta e verdura biodinamica e biologica. Per questa stagione sono molto importanti <strong>i carotenoidi</strong>, precursori della vitamina A che provengono da fonti di origine vegetale (verdure a foglia verde scuro). Il più diffuso carotenoide è il betacarotene che conferisce alla frutta e alla verdura la colorazione giallo-arancio (albicocca, carota, zucca, pesca, melone, ecc), fondamentale per la produzione di melanina, il pigmento che ci fa abbronzare e ci protegge dai raggi solari.<br />
Il betacarotene, inoltre, ostacola la produzione dei radicali liberi e risulta protettivo nei confronti della cancerogenesi da agenti chimici, potenzia le difese immunitarie, migliora la capacità visiva, rinforza le ossa e i denti.</p>
<h3>Carote a volontà!</h3>
<p><strong>Per esempio la carote d’estate sono straordinarie </strong>per aiutare la pelle ad affrontare il sole e le aumentate radiazioni cosmiche; inoltre, sono alimenti che durano a lungo ed è un vero peccato dare a un bambino quelle carote soffocate dalla plastica della grande distribuzione. Essendo poco gustose, il bambino perderà quella naturale simpatia che prova per la carota che è la verdura fondamentale dell’infanzia.</p>
<p>Raccomando prima delle vacanze una vera e propria <strong>cura a base di carote</strong>: si può anche usare un centrifugato di carota, mela e limone al mattino (basta poco, un bicchierino) e a merenda una bella carota da sgranocchiare. A cena la carota grattugiata può essere aggiunta a qualunque cibo, dolce compreso! Si può usare, nel caso in cui non si avesse disponibilità del prodotto fresco, anche un bicchierino di succo di carota biologico con succo di limone fresco. La dolce, gustosa albicocca, oltre al betacarotene, è ricca di sali minerali e oligoelementi, come potassio, magnesio, fosforo, ferro, calcio sodio, zolfo e manganese, e contiene vitamina C, che migliora l’assorbimento del ferro e stimola la produzione di emoglobina. Non conviene proprio dimenticarla, matura proprio in questo periodo e aiuta anche a reintegrare i sali persi con il sudore. Uno spuntino o una merenda a base di albicocche sono certamente indicati e facilmente realizzabili.</p>
<p><strong>Raccomando di abituare i bambini a mangiare la frutta matura</strong> che è molto più equilibrata e sviluppa quelle piccole, preziose quantità di proteina, tanto importanti.<br />
Trovo fondamentale l’aspetto etico che la frutta e la verdura non si butta, e se abbiamo frutta tanto acerba si può sempre fare cotta e aiutare così il sapore e la digeribilità.</p>
<p><strong>La frutta estiva cotta è buonissima </strong>e assunta alla sera aiuta il fegato a depurare e favorisce il riequilibrio della flora batterica intestinale che ci protegge dai microbi patogeni, tramite i frutto-oligo-saccaridi (detti Fos) che contiene.</p>
<p>Per bambini con la pelle delicata, cioè un fototipo molto sensibile al sole, questa cura è veramente efficace soprattutto se continuata durante la vacanza. Potremo così aumentare naturalmente l’attivazione della vitamina D, importante per mantenere sani ossa e muscoli, che viene attivata esponendo la pelle alla luce solare.</p>
<p>Eviteremo così di dover ricorrere a troppi cibi animali, gli unici con tale vitamina come i pesci più grassi (anguilla, salmone ecc.), le uova, il burro e i formaggi molto grassi. Per non parlare del tanto temuto olio di fegato di merluzzo, in un’epoca in cui il fegato dei pesci è tanto esposto al mercurio.</p>
<h3>No alle bevande troppo fredde</h3>
<p>La frutta e la verdura in qualsiasi forma, inoltre, aiutano a sopportare meglio il caldo afoso dell’estate essendo ad elevato contenuto in acque minerali.</p>
<p>Abbiamo sottolineato l’importanza della frutta fresca ma anche i <strong>frullati di frutta </strong>(senza aggiungere latte e troppo zucchero) e i <strong>succhi biologici </strong>sono utili.</p>
<p><strong>Naturalmente la verdura gioca un ruolo importante</strong>: una minestra di verdura magari integrata con fiocchi di miglio aiuta a reintegrare i sali minerali di cui il bambino ha particolare bisogno per le condizioni ambientali (esposizione a sole, aria, iodio, radiazioni ionizzanti, ecc.) e per l’aumentata attività fisica (sudore, maggiore frequenza respiratoria e cardiaca, maggior produzione di acido lattico nei muscoli ecc.).</p>
<p>Queste indicazioni sono importanti per cercare di prevenire le continue richieste di cibi industriali, bibite e gelati che sorgono oltre che dalla “imitazione” dei colleghi-bambini anche dal bisogno organico di recuperare liquidi e sali.</p>
<p><strong>Si ritiene, esagerando, che </strong>l’abbassamento della pressione arteriosa tipico della condizione estiva, possa essere compensato con bevande zuccherine. C’è un fondo di verità: infatti, per ottimizzare l’assorbimento dei sali minerali, è necessaria una certa percentuale di zucchero (glucosio), pari a circa il 2%, ma qualunque frullato o succo biologico ne contiene a sufficienza senza dover ricorrere allo zucchero aggiunto. Se proprio vogliamo possiamo aggiungere un po’ di miele.</p>
<p><strong>Dal momento che</strong> la digestione e l’assorbimento degli alimenti porta alla produzione di calore corporeo, risulta intuitiva la riduzione dei cibi maggiormente “riscaldanti”, come quelli a maggior contenuto di proteine (carni, formaggi, insaccati) che spesso sono misteriosamente usati d’estate: cito prosciutto e melone, certamente un cibo poco adatto ad un bambino d’estate.</p>
<p><strong>Non è utile per alleviare</strong> la sensazione di caldo bere bevande fredde, anzi può essere pericoloso. La congestione (eccessivo afflusso di sangue nella regione addominale) è sempre in agguato. La temperatura ottimale delle bevande è di 5-10°C. Se proprio desideriamo offrire un po’ di gelato, aggiungiamolo ad una macedonia di frutta fresca non fredda e otterremo un buon compromesso.</p>
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		<title>Dieta mediterranea: consigli per l’estate</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta e verdura di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Frutta e verdura
Approfittate della loro abbondanza in questa stagione per farne il pieno: 2 porzioni al giorno di verdura e 4 di frutta. Reintegriamo così i liquidi e i minerali che perdiamo con la sudorazione e, con gli antiossidanti che ci regalano, fronteggiamo gli effetti deleteri dei radicali liberi che si formano in gran quantità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignright size-medium wp-image-1995" title="verdure" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/verdure-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Frutta e verdura</h3>
<p>Approfittate della loro abbondanza in questa stagione per farne il pieno:<strong> 2 porzioni al giorno di verdura e 4 di frutta</strong>. Reintegriamo così i liquidi e i minerali che perdiamo con la sudorazione e, con gli antiossidanti che ci regalano, fronteggiamo gli effetti deleteri dei radicali liberi che si formano in gran quantità a causa dell’esposizione intensa alla luce del sole.</p>
<p><strong>Frutti estivi sono</strong> le albicocche (fino a luglio), fragole, cocomeri e meloni, pesche, prugne e, a partire da agosto, anche uva e fichi. Chi va in montagna può raccogliere frutti di bosco, fragoline, lamponi, mirtillo, ribes rosso.</p>
<p><strong>Sono ortaggi tipicamente estivi</strong> le zucchine, i cetrioli, i fagiolini, ma in questo periodo si dispone anche di lattuga, ravanelli, radicchio, rucola, carote e cipolle fresche. Al sole dell’estate maturano le solanacee (pomodori, peperoni e melanzane). Il pomodoro piace molto, ma non se ne abusi e lo si mangi quando ben maturo perché solo allora è davvero saporito e ricco di sostanze salutari.</p>
<h3>Cereali</h3>
<p>Quant’è piacevole in estate gustare una fetta di pane sulla quale, dopo aver stropicciato un bel pomodoro rosso, si versa un filo d’olio extravergine di oliva e si spolvera un poco di origano. Può essere un’alternativa alla pizza o al panino.</p>
<p><strong>In estate, pasta e riso la fanno da padroni,</strong> ma attenzione, non conditeli con sughi che contengono ingredienti che fanno sudare, come carne, peperoncino e spezie piccanti. Basta soltanto qualche foglia di basilico e un filo d’olio per rendere appetitoso un piatto di pasta. In estate, bulgur e cuscus sono valide alternative e si prestano molto bene alla preparazione di gustosi piatti freddi.</p>
<h3>Legumi</h3>
<p>In estate si possono mangiare anche i<strong> fagioli freschi </strong>(deliziosi con la pasta). Tra i legumi secchi, date la preferenza alle <strong>lenticchie</strong>, specialmente quelle decorticate, perché non gonfiano. Sono una valida alternativa alla carne e se ne raccomandano due porzioni alla settimana.</p>
<h3>Pesce</h3>
<p><strong>Fonte preziosa di proteine </strong>ad alto valore biologico e dei salutari acidi grassi omega-3. Consigliabili<strong> almeno due porzioni alla settimana</strong>.</p>
<h3>Formaggi freschi e stagionati</h3>
<p><strong>Una caprese </strong>(mozzarella, pomodoro e basilico) è deliziosa, ma non deve diventare il piatto estivo quotidiano. <strong>Di stagionati consumatene pochi</strong>, perché, oltre ad avere un elevato carico calorico, fanno sudare.</p>
<h3>Carne rossa</h3>
<p>È alimento da usare <strong>non più di una volta </strong>alla settimana. Fa sudare.</p>
<h3>Olio d’oliva</h3>
<p><strong>3-4 porzioni al giorno </strong>(30-40 grammi) ma di quello buono, cioè extravergine.</p>
<h3>Vino</h3>
<p>D’estate per la sete si tende a berne di più. Perciò è consigliabile, prima di sedersi a tavola, di bere un bicchiere d’acqua. Stimola la sudorazione.</p>
<h3>Ed inoltre:</h3>
<h3><a href="http://www.valorealimentare.it/25/05/2010/rubriche/alimenti-e-salute/estate-in-forma-con-la-dieta-mediterranea/" target="_blank">Quali sono gli aspetti tipici della dieta mediterranea?</a></h3>
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