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    <title>Veneto Today</title>
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    <description><![CDATA[Veneto Today: ultime notizie, cronaca, eventi e approfondimenti dal Veneto. Resta aggiornato su attualità, cultura e territorio in tempo reale.]]></description>
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      Fri, 12 Jun 2026 20:35:46 +0000
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        <title><![CDATA[Roncade rafforza la polizia locale in vista dell’estate: un nuovo agente e più strumenti per i controlli]]></title>
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        <description><![CDATA[Nel comando entra Giorgio De Zen. Il Comune completa l’organico e prepara i servizi estivi con attenzione particolare alla prevenzione dei furti.]]></description>
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                                    <category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYRRGAMFY8A6PDW0JC92KTQ.jpg"> L’estate, a Roncade, viene affrontata con un presidio più ampio della polizia locale. Il Comune ha annunciato l’ingresso di un nuovo agente, scelta che si inserisce nella linea di rafforzamento dei controlli sul territorio in una fase dell’anno considerata più delicata sul fronte della sicurezza.Nel comando ha preso servizio Giorgio De Zen, assunto con contratto a tempo pieno e indeterminato. Con la qualifica di agente di pubblica sicurezza, andrà a lavorare accanto al personale già operativo, contribuendo a rendere più stabile la presenza nei diversi punti del comune.Organico completato dopo gli ultimi inserimentiPer l’amministrazione comunale questo passaggio segna la chiusura del percorso di ampliamento dell’organico avviato nei mesi scorsi. Un altro ingresso era già stato formalizzato a dicembre, quando era entrata in servizio l’agente Elisa Vendramin.L’obiettivo indicato dal municipio è quello di garantire una copertura più continua dei servizi, migliorare l’organizzazione dei turni e assicurare una presenza più riconoscibile sia nelle aree residenziali sia nei punti frequentati da cittadini e attività del territorio.La linea del Comune per i mesi più sensibiliIl sindaco Marco Donadel ha collegato il nuovo assetto alla necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza urbana durante tutta la stagione estiva. L’indicazione politica e operativa è quella di proseguire con verifiche costanti, con particolare attenzione alla prevenzione dei furti.La scelta nasce dalla volontà di rendere più capillare il monitoraggio nelle zone ritenute più esposte, aumentando la visibilità degli agenti e la capacità di risposta nelle situazioni che richiedono controllo e vigilanza.Nuove dotazioni per le attività sul territorioAl rafforzamento del personale si affianca anche un aggiornamento delle attrezzature in dotazione al comando. Il Comune ha infatti comunicato l’acquisto di nuove bodycam e di un sistema per la lettura delle targhe, strumenti pensati per supportare il lavoro quotidiano degli operatori.Queste apparecchiature dovranno affiancare l’attività ordinaria della polizia locale, sia nelle verifiche programmate sia nel controllo dei movimenti sul territorio comunale. L’impostazione scelta da Roncade mette quindi insieme nuove risorse umane e strumenti tecnologici, con l’intenzione di affrontare i mesi estivi con una struttura più solida e una presenza più costante vicino alla comunità.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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          Fri, 12 Jun 2026 20:35:46 +0000
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        <title><![CDATA[Estate, scattano i controlli rafforzati nel Veneziano: misure fino al 23 agosto tra città, terraferma e litorale]]></title>
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        <description><![CDATA[Firmato il decreto della prefettura: aree sorvegliate a Venezia e Mestre, ma anche nelle località di Jesolo e Chioggia durante i mesi più affollati.]]></description>
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                                    <category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYR7P5XDD3AN1N0GZ56EVQT.jpg"> Con l’avvio della stagione estiva cambia anche il dispositivo di sicurezza nel Veneziano. Dal 13 giugno al 23 agosto saranno attive misure straordinarie in una serie di aree considerate particolarmente delicate tra centro storico, terraferma e località di mare, nei giorni in cui il territorio registra il massimo afflusso di persone.Il provvedimento porta la firma del prefetto Darco Pellos e punta a concentrare controlli e presidio nei punti dove, tra turismo, spostamenti serali e traffico verso le spiagge, aumentano frequentazione e criticità. Il piano riguarda Venezia, Mestre, Jesolo e Chioggia.Il litorale entra nel piano estivoAccanto ai poli urbani principali, il decreto include anche due centri chiave della stagione balneare veneziana. Jesolo e Chioggia rientrano infatti tra le aree interessate dall’attivazione delle cosiddette zone rosse, in previsione del forte incremento di presenze che accompagna l’estate.L’indicazione è quella di prevenire situazioni di degrado, episodi di violenza e fenomeni di microcriminalità nei luoghi dove la concentrazione di pubblico diventa più alta, soprattutto nelle fasce orarie e nei contesti più esposti.Dove si concentrano i controlli a Mestre e MargheraIn terraferma il baricentro resta la zona della stazione di Mestre, con un’attenzione particolare all’area di via Piave e alle strade vicine. Nel perimetro rientrano via Trento, via Montenero, via Gozzi, via Torino, via Linghindal e tutto Corso del Popolo.Il piano si estende anche a piazza Ferretto e a Marghera, dove il quadrilatero compreso tra F.lli Bandiera, Rossarol, Sant’Antonio e Lavelli sarà interessato dal rafforzamento dei servizi di controllo.I punti sensibili nella Venezia insulareNel centro storico l’attenzione si sposta anzitutto nell’area della stazione di Santa Lucia e lungo il collegamento verso Piazzale Roma, includendo Ponte degli Scalzi e Campo San Geremia. Si tratta di uno dei tratti più attraversati da visitatori e pendolari durante tutta la stagione.Nel dispositivo rientrano inoltre il comparto di Rialto, con San Bartolomeo, San Giacomo di Rialto ed Erbaria, oltre a Piazza San Marco e al Ponte dell’Accademia, snodi che in estate vedono un flusso continuo di persone.Obiettivo: presidio nei mesi di massimo afflussoIl piano prevede un rafforzamento dei servizi con forze di polizia e polizia locale nei punti ritenuti più sensibili. La linea seguita dalla prefettura è quella di aumentare la presenza sul territorio nel periodo in cui si sommano arrivi turistici, vita serale e movimenti verso il litorale.Il quadro riprende misure già adottate in altri momenti dell’anno nelle stesse zone, con l’obiettivo di garantire una gestione più ordinata degli spazi pubblici nei mesi di maggiore pressione per l’intera area metropolitana veneziana.Per residenti, lavoratori e visitatori si apre quindi un’estate con vigilanza rafforzata nei principali snodi urbani e turistici del territorio, da Mestre alla città storica fino alle località di mare.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 20:26:35 +0000
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        <title><![CDATA[Estate nel Camposampierese, teatro all’aperto per famiglie: 14 serate gratuite tra giugno e settembre]]></title>
        <link>https://venetotoday.it/estate-camposampierese-teatro-all-aperto-famiglie-serate-gratuite</link>
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        <description><![CDATA[Da Camposampiero a Borgoricco, il cartellone coinvolge 10 comuni della Federazione con spettacoli accessibili a tutti e senza prenotazione.]]></description>
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                                    <category><![CDATA[Cultura]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYQP4B4BW2DFJ7GED0V04PB.jpg"> Un’estate di spettacoli diffusi nei paesi del Camposampierese, con un calendario pensato per bambini e adulti e una formula semplice: ingresso libero, nessuna prenotazione e appuntamenti serali in spazi del territorio. Dal 16 giugno al 1 settembre torna “Tra Palco e Stelle 2026 – Un territorio in scena”, rassegna promossa dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese e curata dal Centro di Produzione Teatrale Gli Alcuni.Il progetto mette insieme 14 date in 10 comuni, trasformando parchi, piazze, ville, giardini, auditorium, teatri e tensostrutture in luoghi di incontro per le famiglie. L’obiettivo è portare il teatro fuori dai contenitori tradizionali e inserirlo dentro l’estate dei centri della zona, con appuntamenti distribuiti lungo tutta la stagione.La partenza da CamposampieroIl debutto è fissato per martedì 16 giugno alle 21 al Parco Villa Campello di Camposampiero. Ad aprire il programma sarà “Il mulino incantato”, spettacolo con Alberto De Bastiani, primo tassello di un percorso itinerante che accompagnerà il territorio fino alla chiusura prevista il 1 settembre a Borgoricco.Ogni serata sarà inserita nelle iniziative estive organizzate dai Comuni della Federazione, con un cartellone costruito per un pubblico ampio e intergenerazionale. La partecipazione resta gratuita, con la possibilità di lasciare un contributo volontario.Spettacoli accessibili e sostegno alle realtà localiLa rassegna è pensata per famiglie, bambine e bambini, adulti e persone con disabilità. Non sono richieste iscrizioni preventive, una scelta che punta a rendere l’accesso il più immediato possibile e ad allargare la partecipazione nelle diverse località coinvolte.Le eventuali offerte raccolte durante gli appuntamenti saranno destinate ad associazioni o enti individuati dai singoli Comuni, a supporto di attività del territorio. In caso di pioggia, gli organizzatori comunicheranno gli spostamenti in sedi alternative attraverso i canali informativi della manifestazione.Un cartellone che attraversa i comuni della FederazioneIl programma nasce dal lavoro del Tavolo della Cultura dei Comuni della Federazione del Camposampierese e punta a dare continuità agli appuntamenti estivi nei centri della zona. La formula scelta privilegia contesti aperti o non convenzionali, valorizzando anche luoghi di interesse storico e artistico come ville e giardini.Più che una sequenza di serate isolate, la rassegna si presenta come un percorso condiviso tra i paesi del comprensorio, con il teatro usato come occasione di socialità e presenza negli spazi pubblici.[media id="63019"]Fiabe, burattini, musica e narrazioneNel calendario troveranno spazio compagnie professionali con proposte molto diverse tra loro: teatro d’attore, racconti in scena, teatro di figura e d’oggetti, pupazzi, burattini, videoproiezioni, incursioni di strada, clownerie e accompagnamenti musicali dal vivo. Accanto alle fiabe e ai riferimenti classici, non mancheranno lavori originali legati anche a temi educativi e sociali.La direzione artistica è affidata a Gli Alcuni. Il fondatore e direttore artistico Sergio Manfio richiama il valore dell’esperienza dal vivo soprattutto per il pubblico più giovane, sottolineando la forza del rapporto diretto che si crea tra chi è in scena e chi assiste allo spettacolo.La novità del 2026Tra gli elementi nuovi di questa edizione c’è ECO OCA, un gioco-premialità pensato per i bambini che seguiranno più appuntamenti del cartellone. Un modo per incoraggiare la partecipazione continuativa e accompagnare le famiglie da una serata all’altra nei vari comuni coinvolti.La rassegna può contare sul patrocinio e sul sostegno del Ministero della Cultura, oltre che dei Comuni aderenti alla Federazione del Camposampierese. Il percorso partirà da Camposampiero e si concluderà a Borgoricco dopo quasi tre mesi di appuntamenti distribuiti nel cuore dell’estate veneta.]]>
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          Web Team
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          Fri, 12 Jun 2026 20:17:00 +0000
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        <title><![CDATA[Lido di Venezia, stop a un locale di pesce: sequestrati alimenti e contestate irregolarità igieniche]]></title>
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        <description><![CDATA[Verifiche in un ristorante del Lido: attività sospesa, circa 100 chili di prodotti fermati e multa da 3.500 euro al titolare.]]></description>
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                                    <category><![CDATA[Cronaca]]></category>
                  <category><![CDATA[In primo piano]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYQ77PDT3N9X61B8R8RWSZ7.jpg"> Un ristorante specializzato in piatti di mare al Lido di Venezia è stato costretto a interrompere l&#039;attività dopo una verifica che ha fatto emergere problemi rilevanti sotto il profilo igienico e nella gestione degli alimenti.Il provvedimento è arrivato al termine di un controllo che ha coinvolto Guardia Costiera e servizi dell&#039;Ulss 3 Serenissima. Tra gli elementi riscontrati figurano la presenza di blatte e varie non conformità nella conservazione e nella manipolazione del cibo.Prodotti fermati e attività sospesaNel locale sono stati sottoposti a sequestro circa 100 chili tra pesce e altri alimenti. Una parte delle contestazioni riguarda anche merci prive di una corretta tracciabilità, aspetto centrale soprattutto quando si parla di prodotti ittici destinati alla somministrazione.La sospensione dell&#039;esercizio resta collegata al ripristino delle condizioni richieste dalle norme sanitarie. Al momento non sono stati comunicati tempi precisi per un&#039;eventuale riapertura.Il ruolo dei servizi sanitariA supporto dell&#039;ispezione hanno operato il Servizio veterinario e il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell&#039;Ulss 3 Serenissima, che hanno adottato i provvedimenti di competenza dopo le verifiche effettuate all&#039;interno del ristorante.Al titolare sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 3.500 euro, legate alle irregolarità rilevate durante l&#039;accertamento.Vigilanza intensificata nel VenezianoL&#039;intervento si inserisce nel quadro dei controlli sul settore alimentare nel territorio veneziano, con particolare attenzione alla sicurezza dei prodotti serviti ai clienti e alla correttezza delle informazioni lungo la filiera.Con l&#039;avvicinarsi della stagione estiva, l&#039;attività ispettiva è destinata a proseguire anche nelle prossime settimane. Nel Veneziano, dove l&#039;afflusso turistico aumenta sensibilmente, l&#039;attenzione resta alta su conservazione, provenienza e condizioni igieniche nei pubblici esercizi.Per realtà come il Lido, dove ristorazione e turismo si intrecciano ogni giorno, controlli di questo tipo hanno un peso diretto anche sul rapporto di fiducia tra locali, residenti e visitatori.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 20:08:52 +0000
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        <title><![CDATA[Montecchio, e-bike sulla tangenziale e mezzo modificato da 64 all’ora: due verbali e un sequestro]]></title>
        <link>https://venetotoday.it/montecchio-e-bike-sulla-tangenziale-sequestrato-mezzo-modificato-a-64-allora</link>
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        <description><![CDATA[Controlli della Polizia locale dei Castelli tra la variante alla SR246 e viale Trieste: contestate guida contromano e uso di una bici elettrica alterata.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Vicenza]]></category>
                                    <category><![CDATA[Cronaca]]></category>
                  <category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYPP02Q08A68NBPQM2SFJAH.png"> Due episodi distinti, ma un filo comune: l’uso irregolare di mezzi elettrici in un’area dove i controlli sono diventati più serrati. A Montecchio Maggiore la Polizia locale dei Castelli ha contestato una grave infrazione a un ciclista in e-bike trovato sulla tangenziale in direzione opposta a quella consentita, mentre in un secondo caso ha sequestrato un veicolo a pedalata assistita risultato di fatto assimilabile a un ciclomotore.Il primo intervento riguarda la variante alla SR246, collegata alla viabilità della Superstrada Pedemontana Veneta. Qui una bicicletta elettrica è stata intercettata mentre percorreva un tratto ad alto scorrimento dove, oltre al divieto per le bici, il problema più evidente era il senso di marcia sbagliato.Il tratto percorso nel verso oppostoSecondo quanto ricostruito dagli agenti, il conducente, cittadino del Burkina Faso, aveva imboccato la variante dalla zona industriale di Montecchio Maggiore e stava proseguendo verso lo svincolo della SP Arzignanese, ma contro il flusso della circolazione.In un asse viario pensato per auto e mezzi commerciali, una condotta di questo tipo aumenta in modo netto il rischio per chi si trova sulla carreggiata. Per la violazione è stata elevata una sanzione di 327 euro.La norma prevede anche la sospensione della patente e la decurtazione di 10 punti, misure che in questo caso non sono state applicate perché l’uomo, secondo gli accertamenti, non aveva mai conseguito la patente di guida.La seconda verifica in viale TriesteIl secondo accertamento è stato eseguito in viale Trieste, dove gli agenti hanno fermato un cittadino della Guinea alla guida di un mezzo presentato come bici a pedalata assistita, ma con caratteristiche ritenute incompatibili con questa classificazione.Le prove successive, effettuate in un centro revisioni, hanno confermato che il veicolo era in grado di muoversi senza pedalata e di arrivare fino a 64 chilometri orari. Un dato che lo colloca ben oltre i limiti previsti per una normale e-bike.Quando la bici elettrica diventa un altro veicoloDa qui il provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca. Al conducente è stata contestata una sanzione complessiva di circa 5.500 euro, legata all’utilizzo di un mezzo equiparabile a un ciclomotore ma privo dei requisiti richiesti, tra cui immatricolazione e titolo di guida adeguato.L’uomo ha riferito di aver acquistato il veicolo online. Per la Polizia locale, però, gli elementi tecnici emersi durante le verifiche hanno reso evidente che non si trattava più di una semplice bicicletta elettrica.Più controlli su monopattini ed e-bike nel VicentinoI due casi si inseriscono in un’attività di vigilanza che negli ultimi mesi è stata rafforzata. La Polizia locale dei Castelli sta concentrando l’attenzione soprattutto su monopattini ed e-bike usati in modo non conforme, sia per la circolazione su strade vietate sia per le modifiche ai mezzi.Dall’inizio dell’anno al 31 maggio sono state registrate 37 sanzioni a conducenti di monopattini, con importo medio di circa 100 euro. Tra le infrazioni più frequenti compaiono l’assenza del casco, il trasporto di un passeggero, il passaggio sui marciapiedi e la marcia su strade dove questi veicoli non possono transitare.Nello stesso periodo del 2025 le sanzioni erano state 24, poi diventate 66 entro fine anno. Sempre nel 2025 erano stati rilevati anche cinque casi di biciclette elettriche alterate, con verbali di importo medio vicino ai 5.500 euro. Quello emerso ora in viale Trieste è il primo episodio di questo tipo accertato nel 2026.Il nodo sicurezza sulle strade più trafficateIl punto, per chi controlla la viabilità, è distinguere la mobilità leggera regolare dall’uso improprio o dalla trasformazione dei mezzi. Monopattini ed e-bike possono essere una risorsa negli spostamenti quotidiani, ma perdono questa funzione quando vengono portati su arterie inadatte oppure modificati fino a comportarsi come scooter senza esserlo formalmente.A Montecchio Maggiore i due interventi raccontano proprio questo scenario: da una parte una condotta pericolosa lungo una tangenziale, dall’altra un mezzo che, per prestazioni e funzionamento, usciva dalla categoria delle biciclette a pedalata assistita. Il messaggio che arriva dai controlli è chiaro: la mobilità elettrica cresce, ma insieme deve crescere anche il rispetto delle regole.]]>
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          La Redazione
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          Fri, 12 Jun 2026 19:59:27 +0000
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        <title><![CDATA[Materie prime strategiche, Porto Marghera entra nel dossier Ue: il Veneto si gioca la carta dell’hub]]></title>
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        <description><![CDATA[La proposta italiana è stata illustrata durante la visita di Stéphane Séjourné e del ministro Adolfo Urso nell’area industriale veneziana.]]></description>
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                                    <category><![CDATA[Aziende]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYNTCJECD5XE8Q357VP0F2F.jpg"> Porto Marghera torna al centro di una partita industriale che supera i confini veneziani. L’area è stata infatti indicata dall’Italia come possibile sede di uno dei primi poli europei dedicati allo stoccaggio delle materie prime critiche, snodo considerato sensibile per la tenuta delle filiere produttive del continente.Il passaggio è emerso venerdì 12 giugno, nel corso della visita nell’area industriale del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné insieme al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. La notizia colloca così Porto Marghera dentro un confronto che riguarda approvvigionamenti, autonomia industriale e politiche europee.A riferire i termini della candidatura è stata l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento europeo, presente all’appuntamento veneziano. Il punto, al momento, resta politico e strategico: non c’è ancora un via libera definitivo dell’Unione europea, ma un’indicazione formale dell’Italia su un sito ritenuto adatto.Perché la scelta guarda a MargheraNella proposta italiana pesano soprattutto le caratteristiche già presenti nell’area. Porto Marghera viene considerata forte per collocazione geografica, collegamenti infrastrutturali, capacità intermodale e disponibilità di spazi industriali che, secondo quanto riferito, sarebbero già utilizzabili.Per il Veneto questo significa riportare una zona storicamente produttiva dentro una funzione nuova, legata non solo alla logistica ma anche alla sicurezza delle catene di fornitura europee. Il tema delle materie prime critiche riguarda infatti materiali essenziali per diversi comparti industriali, sempre più esposti a squilibri internazionali e pressioni sui mercati.Una partita europea, non solo localeIl dossier non viene presentato come un intervento circoscritto al territorio veneziano. L’obiettivo, nella lettura illustrata durante la visita, è rafforzare la capacità europea di gestire materiali strategici riducendo la dipendenza da tensioni geopolitiche e da oscillazioni speculative che possono incidere sulla produzione industriale.In questo quadro, la funzione di stoccaggio assume un valore preciso: creare margini di sicurezza per il sistema manifatturiero europeo. Porto Marghera, nella candidatura italiana, verrebbe quindi proposta come uno dei punti di accesso e di gestione di queste risorse, sfruttando una base industriale già esistente.Donazzan ha richiamato anche la necessità di una programmazione industriale accompagnata da una collaborazione tra soggetti pubblici e privati. È su questo asse che la proposta prova a guadagnare peso nel confronto con Bruxelles.I soggetti coinvolti e i nodi ancora apertiTra gli attori richiamati nel percorso della candidatura compaiono istituzioni, Confindustria e grandi gruppi industriali. Nelle dichiarazioni diffuse vengono citati in particolare Eni e Fincantieri come esempi di una convergenza su una visione comune per l’area veneziana.Resta però una fase iniziale. Dalle informazioni rese note non emergono al momento dettagli su investimenti, dimensioni del futuro hub, tempi di realizzazione o iter amministrativi successivi. Il dato più solido è che l’Italia ha messo Porto Marghera sul tavolo europeo come sito possibile per uno dei primi centri di stoccaggio dedicati alle materie prime critiche.Per Venezia e per il Veneto si tratta comunque di un segnale rilevante: l’area industriale di Marghera viene nuovamente letta come infrastruttura strategica in una discussione che tocca industria, logistica e autonomia produttiva europea. La decisione finale non c’è ancora, ma il territorio entra ufficialmente in una delle partite più delicate della nuova politica industriale Ue.]]>
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          Patrick Ganzini
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 19:44:22 +0000
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        <title><![CDATA[Castelfranco, stop a migliaia di articoli in vendita: etichette incomplete e dati mancanti]]></title>
        <link>https://venetotoday.it/castelfranco-sequestro-articoli-in-vendita-etichette-incomplete</link>
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        <description><![CDATA[Verifica della Guardia di finanza in un punto vendita del Castellano: sequestrati più di 15mila prodotti, possibile sanzione fino a 25mila euro.]]></description>
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                                        <category><![CDATA[Treviso]]></category>
                                    <category><![CDATA[Cronaca]]></category>
                  <category><![CDATA[In primo piano]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYMVXXPX9WDJ7XRZ32KHVF1.jpg"> Più di 15mila articoli sono stati tolti dal commercio a Castelfranco Veneto dopo un controllo della Guardia di finanza in un negozio della zona. Il provvedimento ha interessato merce destinata alla vendita al dettaglio che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non riportava le informazioni richieste per la commercializzazione in Italia.Nel sequestro amministrativo sono finiti prodotti di uso comune, accessori personali e articoli per la casa esposti sugli scaffali dell&#039;esercizio commerciale. La contestazione riguarda soprattutto il profilo informativo e l&#039;etichettatura, elementi considerati essenziali per la tutela di chi acquista.Che cosa è stato contestato nel controlloL&#039;ispezione è stata eseguita dai militari della Compagnia di Castelfranco Veneto. Durante la verifica sono state rilevate diverse carenze: in alcuni casi mancavano le indicazioni in italiano, in altri non risultavano presenti i dati dell&#039;importatore o le informazioni sulle caratteristiche principali dei beni messi in vendita.Si tratta di obblighi previsti dal Codice del consumo, che impone ai rivenditori e agli operatori della filiera di garantire un livello minimo di trasparenza sui prodotti offerti al pubblico. Proprio su questo aspetto si è concentrata l&#039;attività dei finanzieri.[media id="63015"]Segnalazione e sanzioni possibiliIl titolare dell&#039;attività è stato segnalato alla Camera di Commercio Treviso Belluno Dolomiti. In base agli esiti del controllo, l&#039;importo della sanzione amministrativa può arrivare fino a 25mila euro.Il numero complessivo dei pezzi bloccati supera quota 15mila. Tutti gli articoli sono stati ritenuti irregolari sotto il profilo delle indicazioni obbligatorie che devono accompagnare la vendita sul mercato nazionale.Un controllo che riguarda anche la tutela dei consumatoriL&#039;operazione si inserisce nell&#039;attività di presidio economico del territorio portata avanti dalla Guardia di finanza anche sul fronte della sicurezza dei prodotti. Non si guarda soltanto alla provenienza della merce, ma anche alla correttezza delle informazioni rese disponibili a chi compra.Gli approfondimenti proseguono ora per risalire al percorso di approvvigionamento dei prodotti e chiarire eventuali responsabilità lungo la catena distributiva. L&#039;obiettivo è verificare come la merce sia arrivata sugli scaffali pur in assenza dei requisiti richiesti dalla normativa.Per il territorio castellano si tratta di un richiamo concreto al rispetto delle regole nel commercio al dettaglio: etichette, dati del soggetto che importa e descrizione essenziale del prodotto non sono formalità, ma strumenti di garanzia per il consumatore.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 19:27:45 +0000
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        <title><![CDATA[Estate nel Camposampierese, teatro all’aperto per famiglie: 14 serate gratuite in 10 comuni]]></title>
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        <description><![CDATA[Da metà giugno ai primi di settembre il cartellone itinerante attraversa il territorio con spettacoli per bambini e adulti, senza prenotazione.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Padova]]></category>
                                    <category><![CDATA[Cultura]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYJCMJ8GB2EZP1GTY7X0808.jpg"> Un’estate di spettacoli diffusi tra piazze, parchi, ville e spazi pubblici del Camposampierese: da martedì 16 giugno al 1 settembre torna “Tra Palco e Stelle 2026 – Un territorio in scena”, iniziativa pensata per coinvolgere famiglie e bambini con 14 appuntamenti serali a partecipazione libera.Per il territorio padovano si tratta di un calendario che mette insieme cultura e vita di comunità, con un formato itinerante che attraversa 10 comuni e porta il teatro anche fuori dalle sale tradizionali. L’accesso è gratuito, non è richiesta prenotazione e resta possibile lasciare un’offerta libera.L’esordio della rassegna è fissato a Camposampiero, nel Parco di Villa Campello, martedì 16 giugno alle 21, con “Il mulino incantato” interpretato da Alberto De Bastiani. La conclusione è invece prevista a Borgoricco il 1 settembre.Il progetto è promosso dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese, mentre l’organizzazione è affidata al Centro di Produzione Teatrale Gli Alcuni, che cura anche l’impostazione complessiva del cartellone estivo.[media id="63012"]Un programma che si muove tra i comuniLa rassegna è costruita come un percorso nel territorio e utilizza luoghi molto diversi tra loro: non solo giardini e piazze, ma anche edifici storici, auditorium, teatri, palazzi e tensostrutture. L’idea è avvicinare il pubblico agli spettacoli là dove vive e frequenta gli spazi della stagione estiva.Questo impianto rende ogni serata parte delle manifestazioni locali già in calendario nei singoli comuni, creando un filo unico tra appuntamenti diversi ma legati dallo stesso obiettivo: offrire occasioni culturali accessibili a famiglie, bambini e pubblico di più età.Non solo fiabe: linguaggi diversi per un pubblico ampioIl cartellone riunisce compagnie professionali e forme sceniche differenti. Ci saranno teatro d’attore, narrazione, pupazzi, burattini, teatro di figura e d’oggetti, ma anche videoproiezioni, interventi musicali dal vivo, teatro di strada e clownerie.Accanto ai racconti più vicini all’immaginario dei bambini, trovano spazio anche testi originali e contenuti che affrontano temi educativi e sociali. L’impostazione scelta punta quindi a un pubblico intergenerazionale, con spettacoli pensati per essere condivisi da piccoli e adulti.Tra le novità dell’edizione 2026 c’è anche ECO OCA, un gioco che introduce un sistema di premialità per i bambini che seguiranno più appuntamenti nel corso della rassegna.Come partecipare e cosa succede in caso di pioggiaTutte le serate sono a ingresso gratuito con formula a offerta libera. Le eventuali somme raccolte, secondo quanto previsto dall’organizzazione, saranno destinate ad associazioni o realtà indicate dai Comuni coinvolti, a sostegno di attività legate al territorio.Se il meteo non permetterà lo svolgimento all’aperto, gli spettacoli saranno trasferiti in sedi alternative. Le indicazioni sulle location sostitutive verranno comunicate attraverso i canali della rassegna.La regia del progetto culturaleL’ideazione e la realizzazione del programma fanno capo al Centro di Produzione Teatrale Gli Alcuni. La direzione artistica è affidata a Sergio Manfio, fondatore della compagnia, che legge il festival come un’occasione di partecipazione dal vivo per bambini e famiglie, in una dimensione condivisa e concreta.[media id="63013"]La manifestazione si svolge con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura e dei Comuni che aderiscono alla Federazione del Camposampierese. Per il pubblico veneto il primo riferimento resta la data del 16 giugno a Villa Campello: da lì prenderà avvio un percorso estivo che accompagnerà il territorio fino ai primi giorni di settembre.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          Silvia Zanella
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 18:44:26 +0000
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        <title><![CDATA[Aeroporto di Verona, De Paoli alla guida di Catullo: conti in crescita e oltre 4 milioni di viaggiatori]]></title>
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        <description><![CDATA[Nuovo presidente per la società degli scali di Verona e Brescia. Bilancio 2025 approvato dai soci, traffico in aumento e 1,38 milioni di passeggeri nei primi mesi del 2026.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Verona]]></category>
                                    <category><![CDATA[Aziende]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYEZXZYQD4FHA72WRAASTGX.jpg"> Il 2025 dell’aeroporto di Verona si chiude con un doppio segnale: cambio al vertice della società di gestione e numeri che confermano una fase di espansione. L’assemblea dei soci di Catullo S.p.A. ha indicato Carlo De Paoli come nuovo presidente e ha dato il via libera al bilancio dell’esercizio concluso al 31 dicembre.Per lo scalo veronese il dato più rilevante resta quello del traffico: nell’arco dell’anno sono stati superati i 4 milioni di passeggeri, con un incremento del 9% rispetto al 2024. Una progressione che colloca Verona sopra l’andamento medio nazionale, fermo al 5%.De Paoli, già presente nel consiglio della società e indicato dalla Camera di Commercio di Verona, raccoglie il testimone da Paolo Arena, passato alla presidenza dell’Ente. Nel management non cambia invece l’incarico di Alessandra Bonetti, confermata amministratore delegato, mentre il consiglio resta in larga parte in continuità con l’assetto precedente.Un bilancio che fotografa la crescitaI conti approvati dai soci mostrano un miglioramento sul piano economico. Il valore della produzione consolidato raggiunge 51,9 milioni di euro, mentre l’EBITDA sale a 15,5 milioni, con un progresso di 5,5 milioni rispetto all’anno prima.Accanto ai risultati di bilancio, Catullo lega la propria attività anche al peso che gli scali di Verona e Brescia hanno sul territorio. Nel 2025 il sistema aeroportuale ha coinvolto 9.558 occupati tra personale diretto, attività collegate e indotto, con un contributo stimato di 472 milioni di euro di Pil.La società inserisce questi dati nel quadro del Polo Aeroportuale del Nord Est coordinato dal Gruppo SAVE, che negli ultimi anni ha consolidato la rete degli scali dell’area e il loro ruolo nei collegamenti e nell’economia del Nordest.Rotte, compagnie e primi segnali del 2026La rete dei collegamenti ha sostenuto la crescita del Catullo per tutto il 2025. Lo scalo ha chiuso l’anno con più di 90 destinazioni in oltre 30 Paesi, servite da oltre 30 vettori, un’offerta che continua ad avere effetti sul turismo, sui viaggi di lavoro e sulla mobilità internazionale da e per il Veneto.I numeri diffusi in assemblea indicano che la spinta non si è fermata con il cambio d’anno. Nel primo quadrimestre del 2026 i passeggeri sono stati 1.380.000, in aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pur in un contesto internazionale considerato incerto.[media id="63011"]Il nuovo assetto societarioCon la nomina del nuovo presidente è stato definito anche il consiglio di amministrazione di Catullo S.p.A. Oltre a Carlo De Paoli, ne fanno parte Lorenzo Delladio come vicepresidente, Alessandra Bonetti come amministratore delegato, poi Monica Scarpa, Paolo Artelio, Daniele Giacomazzi, Marco Wallner, Fabio Gava e Flavio Piva come consiglieri.Rinnovato anche il collegio sindacale, formato da Antonio Sgarbossa alla presidenza insieme a Luca Pigozzi, Martino Dall’Oca, Giovanni Girelli e Ada Imperadore.Nel suo primo intervento da presidente, De Paoli ha richiamato la necessità di proseguire nel percorso di sviluppo degli aeroporti mantenendo un confronto costante con i territori serviti, con attenzione ai temi dell’attrattività e dell’apertura internazionale dell’area veronese e gardesana.Il passaggio di consegne con ArenaDurante l’assemblea è arrivato anche il ringraziamento a Paolo Arena per il lavoro svolto negli ultimi 15 anni. Il presidente uscente ha ricordato una lunga fase di trasformazione della società, segnata da un adeguamento progressivo agli standard gestionali più elevati.Arena ha inoltre richiamato il contributo del Gruppo SAVE nel percorso di rilancio dello scalo veronese e nel recupero di potenzialità che, secondo la sua lettura, per anni non erano state pienamente espresse. Nel saluto finale ha rivolto a De Paoli l’augurio di proseguire su questa traiettoria di crescita.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 17:45:05 +0000
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        <title><![CDATA[Rock, skate e nuova Bike Area: a Cimadolmo due serate gratuite con il Full Pipe Festival]]></title>
        <link>https://venetotoday.it/cimadolmo-full-pipe-festival-rock-skate-bike-area</link>
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        <description><![CDATA[Il 19 e 20 giugno alle Grave di San Michele di Piave torna la rassegna: sul palco anche Punkreas e Management, con spazio a sport, food truck e solidarietà.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Treviso]]></category>
                                    <category><![CDATA[Cultura]]></category>
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                  <category><![CDATA[Sport]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYDETHGXC7YMD9YQ83F4MWT.jpg"> Nel calendario degli eventi estivi della Marca trova spazio anche il ritorno del Full Pipe Rock Festival, che a giugno riporta a Cimadolmo un fine settimana costruito attorno a musica dal vivo, attività outdoor e iniziative aperte al territorio. L’appuntamento è fissato per venerdì 19 e sabato 20 giugno 2026 nell’area delle Grave di San Michele di Piave.La manifestazione, arrivata alla quinta edizione, mantiene l’ingresso libero e conferma una formula che mette insieme concerti, momenti di aggregazione e proposte collaterali pensate per un pubblico ampio, non soltanto per gli appassionati della scena rock.Il programma musicale tra nomi storici e band emergentiIl cartellone punta su alcune sigle ben note dell’alternative italiana. Tra gli ospiti più attesi ci sono i Punkreas, gruppo punk-rock attivo dalla fine degli anni Ottanta, e i Management del Dolore Post-Operatorio, formazione abruzzese riconoscibile per un linguaggio diretto e un impianto sonoro energico.Accanto ai nomi principali troveranno spazio anche Ottobre, Colla, Honey, Still No One, Break Out Of Mind, Haram! e altri progetti emergenti. L’impostazione resta quella di un festival che alterna band già conosciute e realtà in crescita, mantenendo una forte impronta legata alla musica alternativa.Non solo live: restano skate e arcade, arriva l’area biciUno dei punti fermi dell’evento resta la zona dedicata allo skate, prevista come spazio aperto a rider con livelli diversi, tra contest, sessioni condivise e momenti di approfondimento.La novità del 2026 riguarda invece le due ruote. Debutta infatti una Bike Area pensata sia per adulti sia per bambini, con batterie veloci in formula non competitiva, attività introduttive alla mountain bike, percorsi dedicati e appuntamenti formativi organizzati insieme ad associazioni sportive del territorio.Nel programma entra anche l’Harley Corner, con iniziative a tema, gadget e un photo contest: i partecipanti potranno salire su una moto, scattare una foto e condividerla sui social seguendo le indicazioni ufficiali del festival. Lo scatto ritenuto più rappresentativo e più apprezzato riceverà una t-shirt ufficiale firmata Harley-Davidson.Tra gli spazi collaterali è prevista inoltre una piccola area arcade, con cabinati ispirati ai videogiochi classici degli anni Ottanta e Novanta.Il lato sociale dell’iniziativaAccanto all’intrattenimento, il festival rinnova anche il progetto “Prevention Rocks”, sviluppato insieme ad associazioni del territorio. L’iniziativa è legata alla sensibilizzazione e alla raccolta fondi per attività dedicate alla prevenzione oncologica e al sostegno delle persone malate.È un elemento che continua a caratterizzare la manifestazione e che contribuisce a darle un profilo più ampio rispetto a una semplice rassegna musicale, con un legame dichiarato con la comunità locale e con temi sociali concreti.Spazi food e aree relax alle GraveL’area del festival ospiterà anche food truck, merchandising, zone relax e spazi riservati alle associazioni. L’obiettivo è rendere le Grave di San Michele di Piave un luogo da vivere per l’intera giornata, non soltanto nelle ore dei concerti.La due giorni di Cimadolmo si presenta così come uno degli appuntamenti da seguire nel territorio trevigiano per chi cerca un evento gratuito capace di unire musica, sport e socialità in un unico contesto.[media id="63008"][media id="63009"][media id="63010"]Il Full Pipe Rock Festival 2026 si svolgerà venerdì 19 e sabato 20 giugno nell’area verde delle Grave a San Michele di Piave, nel territorio comunale di Cimadolmo, con accesso gratuito per il pubblico.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          Silvia Zanella
        </dc:creator>
        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 17:18:15 +0000
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      </item>
          <item>
        <title><![CDATA[Boschi del Grappa e tartufo, da Roma un’intesa che rafforza la tutela delle aree forestali]]></title>
        <link>https://venetotoday.it/boschi-del-grappa-tartufo-intesa-roma-tutela-aree-forestali</link>
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        <description><![CDATA[Il protocollo tra Città del Tartufo e PEFC Italia richiama da vicino Pieve del Grappa, dove il tartufo è legato alla qualità ambientale e alla gestione del bosco.]]></description>
                                            <category><![CDATA[Cultura]]></category>
                  <category><![CDATA[Turismo]]></category>
                <media:content url="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYD1HNRK0ZVK1BG98A0VCGY.jpg" type="image/jpeg" medium="image" />
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYD1HNRK0ZVK1BG98A0VCGY.jpg"> La salute dei boschi passa anche dal tartufo. È questa la lettura con cui a Pieve del Grappa viene accolta l’intesa siglata a Roma tra l’Associazione nazionale Città del Tartufo e PEFC Italia, un accordo che punta a dare più strumenti agli enti locali per proteggere e gestire in modo sostenibile le aree forestali vocate a questa produzione spontanea.Per il territorio ai piedi del Massiccio, il tema non è marginale. Il Tartufo del Grappa viene infatti considerato una delle espressioni più riconoscibili del patrimonio naturale locale, con ricadute che toccano ambiente, identità del territorio e filiera legata alla valorizzazione gastronomica.La firma è arrivata durante il Forum della Pubblica Amministrazione, appuntamento nel quale era presente anche una delegazione comunale. Il punto più rilevante del protocollo, per i territori interessati, è il ruolo attribuito al tartufo come indicatore delle condizioni ecologiche del bosco: dove l’ecosistema è in equilibrio, la sua presenza diventa un segnale significativo.Un accordo che guarda a certificazione e biodiversitàL’intesa nazionale mette al centro la certificazione delle superfici forestali legate al tartufo, la tutela della biodiversità e pratiche di gestione del bosco capaci di tenere conto anche delle trasformazioni imposte dal clima. Non si tratta quindi solo di promuovere un prodotto, ma di definire criteri e indirizzi per conservare habitat delicati.Nel ragionamento che accompagna il protocollo c’è anche un dato concreto: le variazioni climatiche degli ultimi anni hanno inciso sulla produzione spontanea. Da qui l’esigenza di collegare sempre più strettamente la salvaguardia forestale alla continuità di una risorsa che dipende dall’equilibrio ambientale.Perché Pieve del Grappa segue il dossier da vicinoNel Comune trevigiano l’accordo viene letto come un passaggio coerente con un percorso già avviato. L’amministrazione richiama infatti il valore del Tartufo del Grappa non soltanto come eccellenza da tavola, ma come risultato di un contesto naturale mantenuto nel tempo e caratterizzato da elevata qualità ecologica.La sindaca Annalisa Rampin evidenzia inoltre un elemento che, per il territorio, ha un peso preciso: Pieve del Grappa è stato il primo Comune della Biosfera Unesco a certificare il proprio vasto patrimonio forestale. In questa cornice, il protocollo firmato nella capitale viene interpretato come un sostegno ulteriore alla linea già seguita sul fronte della cura del bosco.Secondo Rampin, il riconoscimento del tartufo come bioindicatore della salubrità forestale rafforza il lavoro portato avanti negli anni attorno a questa risorsa. La tutela delle aree boschive, in un’area come quella del Grappa, viene così associata insieme alla difesa del paesaggio, della cultura locale e di un possibile valore economico.La filiera locale e il legame con il territorioAttorno ai tartufi del Grappa ruota anche l’attività di cavatori, associazioni e operatori del settore, realtà che dipendono direttamente dalla qualità degli habitat naturali. Per questo un protocollo che incentiva modelli forestali più attenti viene osservato con interesse: la conservazione del bosco non resta un principio astratto, ma incide sulle produzioni spontanee e sulla loro continuità.L’idea di fondo è semplice: il tartufo funziona come una sorta di sentinella ambientale. Se il sottobosco mantiene equilibrio e biodiversità, anche questa presenza ne offre una conferma. È su questa relazione tra natura, gestione forestale e valorizzazione locale che l’intesa nazionale prova ora a costruire un riferimento più solido per i territori coinvolti.Per Pieve del Grappa il documento firmato a Roma aggiunge quindi un tassello a un percorso più ampio di promozione del territorio. In questo caso, però, il baricentro è chiaro: difendere il bosco significa proteggere anche una delle sue espressioni più distintive, riconoscibile ben oltre i confini comunali.]]>
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          Patrick Ganzini
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 17:11:01 +0000
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        <title><![CDATA[Padova, in Piazza delle Erbe arriva un nuovo presidio sanitario: SYNLAB prepara prelievi e ambulatori]]></title>
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        <description><![CDATA[Nei locali dell’ex gioielleria sotto i portici parte un punto dedicato a informazioni e prenotazioni. I servizi sanitari completi entreranno in funzione dall’autunno 2026.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Padova]]></category>
                                    <category><![CDATA[Sanità]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYC55373T7CH4TGAEB5FK9W.jpg"> Nel cuore di Padova prende forma un nuovo servizio sanitario pensato per chi vive il centro ogni giorno. In Piazza delle Erbe, negli spazi che un tempo ospitavano la gioielleria Roisssard, SYNLAB ha aperto un presidio che per tutta l’estate funzionerà come punto di accoglienza, orientamento e prenotazione.La scelta del luogo non è secondaria: l’area sotto i portici, tra l’accesso carrabile del Comune e il Volto della Corda, è una delle più frequentate della città. Proprio qui, dall’autunno 2026, il centro allargherà la propria attività con prelievi, analisi mediche, prestazioni ambulatoriali e servizi anche in convenzione con il servizio sanitario regionale.Un servizio pensato per il centro storicoL’obiettivo dichiarato è offrire un punto facilmente raggiungibile a residenti, lavoratori e persone che si spostano quotidianamente nella zona centrale. In una parte della città dove tempi e accessibilità fanno la differenza, il nuovo presidio punta a diventare un riferimento di prossimità.Alla presentazione dell’iniziativa erano presenti i vertici del gruppo e il vicesindaco Antonio Bressa. L’operazione, oltre all’aspetto sanitario, si inserisce anche nel riuso di uno spazio rimasto inutilizzato in una delle piazze simbolo di Padova.Come funzionerà il nuovo puntoIn questa prima fase il centro sarà dedicato soprattutto alle informazioni per i cittadini e alla gestione delle prenotazioni. Dopo l’estate è previsto l’avvio della parte operativa legata alla diagnostica di base e alle attività ambulatoriali.L’organizzazione annunciata prevede un’apertura continuata dalle 7 alle 18, con le prime ore della giornata riservate ai prelievi. In programma, sempre dal prossimo autunno, anche iniziative di prevenzione e campagne di screening gratuite rivolte alla cittadinanza.La presenza di SYNLAB tra Padova e provinciaCon l’apertura nel centro storico, la rete del gruppo nel territorio padovano si amplia ulteriormente. SYNLAB è già presente con i poliambulatori Data Medica, Cemes ed Euganea Medica, ai quali si è aggiunta di recente la struttura di Ponte di Brenta con quattro punti prelievo, entrati nel network attraverso l’acquisizione del Gruppo Pavanello.Il nuovo presidio di Piazza delle Erbe porta così a 12 i punti prelievo tra città e provincia. Su scala più ampia, nel Nord Est il gruppo conta oltre 50 sedi tra centri prelievo e poliambulatori.Recupero di un locale chiuso e investimento sul territorioPer Palazzo Moroni, l’insediamento di un servizio di questo tipo in pieno centro rappresenta anche un elemento di vitalità urbana. Il recupero di una vetrina rimasta spenta in una zona molto frequentata contribuisce infatti a mantenere attivo il tessuto commerciale e di servizio della piazza.Secondo quanto evidenziato dal vicesindaco Bressa, la nuova apertura risponde in particolare alle esigenze dei residenti, che potranno contare su un punto vicino e accessibile per ottenere informazioni, fissare appuntamenti e, in seguito, usufruire di prestazioni sanitarie convenzionate con il pubblico.Un’apertura che si lega ai 50 anni di attività in cittàPer SYNLAB, il nuovo spazio in Piazza delle Erbe si collega anche a una ricorrenza importante: nel 2026 cadranno i cinquant’anni dei presidi sanitari padovani poi confluiti nell’attuale rete del gruppo. L’inaugurazione viene letta quindi come un ulteriore passaggio nel rafforzamento della presenza cittadina.Il centro appena aperto resta per ora un punto di contatto e prenotazione, ma il progetto è già delineato: dall’autunno 2026 il presidio entrerà a pieno regime con analisi, prelievi e attività ambulatoriali, aggiungendo nel pieno centro di Padova un nuovo tassello ai servizi sanitari di prossimità.]]>
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          Web Team
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 16:55:30 +0000
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        <title><![CDATA[Musile allunga la rete ciclabile: sabato apre il collegamento tra via Martiri e la Piave Vecchia]]></title>
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        <description><![CDATA[Nuovo percorso ciclopedonale a Musile di Piave: accesso da via Martiri e tracciato lungo il canale Marezzana, con inaugurazione fissata per sabato alle 12.]]></description>
                                            <category><![CDATA[Eventi]]></category>
                  <category><![CDATA[Turismo]]></category>
                  <category><![CDATA[In primo piano]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYAG4YGG6Q4M1C13EFK4GS7.png"> Un nuovo tassello per chi a Musile di Piave si muove a piedi o in bicicletta. Da sabato 13 giugno il paese avrà un collegamento in più tra l’area centrale e il percorso della Piave Vecchia, con l’apertura ufficiale del tratto ciclopedonale che parte da via Martiri e costeggia il canale Marezzana.L’intervento punta a rendere più semplice e sicuro l’accesso a una zona già frequentata da residenti, sportivi e da chi sceglie itinerari all’aria aperta nel Basso Piave. Non solo tempo libero, quindi, ma anche una connessione in più dentro una rete locale che negli ultimi anni si è allargata progressivamente.Un accesso diretto verso la Piave VecchiaIl nuovo segmento mette in relazione il centro abitato con la ciclopedonale già esistente lungo la Piave Vecchia. Per Musile significa aggiungere continuità a un sistema di percorsi che guarda alla mobilità dolce come infrastruttura utile nella vita quotidiana e non soltanto come spazio ricreativo.L’imbocco sarà in via Martiri, mentre lo sviluppo del tracciato segue il canale Marezzana, in un contesto ambientale che rappresenta uno degli elementi più riconoscibili di questa parte del Veneto orientale.Il tratto lungo il MarezzanaLa scelta di accompagnare il percorso lungo il canale consente di valorizzare un’area paesaggisticamente significativa e, allo stesso tempo, di renderla più fruibile. Il nuovo asse è pensato per pedoni e ciclisti, con l’obiettivo di favorire spostamenti sostenibili e una frequentazione più ordinata e protetta dello spazio.In un territorio dove il rapporto con acqua, argini e percorsi verdi è parte dell’identità locale, opere di questo tipo hanno anche un riflesso sull’attrattività della zona per chi cerca escursioni brevi, attività sportive leggere o semplicemente un’alternativa all’auto.Il valore per il territorioSecondo il presidente del Consorzio Bim Basso Piave, Alberto Carli, l’opera aggiunge qualità a un contesto già apprezzato da chi pratica attività all’aperto. Carli ha parlato di un intervento capace di offrire un beneficio concreto a chi vive questi spazi per sport, natura e tempo libero.Accanto all’aspetto ambientale, c’è anche quello della sicurezza: il nuovo collegamento contribuisce infatti a sistemare e rendere più funzionale un’altra porzione del territorio, rafforzando la rete ciclopedonale sostenuta dal Consorzio, particolarmente utilizzata durante i mesi estivi.Chi ha realizzato l’operaLa pista è stata realizzata dall’Associazione Imprenditori per Musile, con il supporto del Consorzio Bim Basso Piave e del Comune di Musile di Piave. Gli enti coinvolti hanno seguito il percorso progettuale e autorizzativo che ha portato all’apertura del nuovo tratto.È una collaborazione che conferma come, su interventi di scala locale, il lavoro condiviso tra amministrazione, consorzio e realtà del territorio possa tradursi in opere concrete, destinate a entrare nell’uso quotidiano della comunità.L’appuntamento di sabatoL’inaugurazione è in programma sabato 13 giugno alle 12 all’ingresso del percorso in via Martiri. Sarà il momento in cui il nuovo tratto verrà presentato ufficialmente ai cittadini.Per Musile si tratta di un passaggio che va oltre il taglio del nastro: il collegamento verso la Piave Vecchia amplia le possibilità di movimento lento in un’area dove percorsi verdi e connessioni sicure stanno diventando sempre più centrali nelle scelte di sviluppo locale.[media id="63005"]Con questa apertura, il Basso Piave aggiunge un altro segmento alla propria rete dedicata a bici e pedoni, confermando una linea ormai chiara anche nel Veneto orientale: investire su tracciati accessibili, paesaggio e fruizione del territorio come parte della qualità della vita.]]>
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          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 16:26:33 +0000
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          <item>
        <title><![CDATA[A Verona un confronto tra aziende e università: il 17 giugno Santa Marta ospita la giornata di SMACT]]></title>
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        <description><![CDATA[Nel polo universitario veronese un appuntamento dedicato a innovazione applicata, casi d’impresa e strumenti per la competitività del tessuto produttivo.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Verona]]></category>
                                    <category><![CDATA[Aziende]]></category>
                  <category><![CDATA[Eventi]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTYA1TZVYPV316WVWDVBB29H.jpg"> Il rapporto tra imprese venete, ricerca e tecnologie digitali torna al centro a Verona con un appuntamento che guarda soprattutto alla ricaduta concreta per chi fa impresa. Mercoledì 17 giugno 2026 il Polo di Santa Marta accoglierà lo SMACT Innovation Ecosystem Day, iniziativa pensata per mettere in dialogo aziende, manager, mondo universitario e operatori dell’innovazione.La sede scelta è il Silos di Ponente dell’Università di Verona, in via Cantarane 24. Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà la capacità di trasformare gli strumenti tecnologici in crescita reale, con un programma costruito attorno a esperienze pratiche, dati e confronto diretto tra soggetti del territorio.Per Verona si tratta anche di un momento che conferma il ruolo della città come punto di incontro tra formazione accademica e sistema produttivo. L’evento si rivolge a imprenditori, figure manageriali e innovatori interessati a capire come impostare percorsi di trasformazione digitale con ricadute misurabili.Un pomeriggio costruito su casi concretiI lavori partiranno alle 17 con l’intervento istituzionale di Chiara Leardini, rettrice dell’Università degli Studi di Verona, chiamata ad aprire il confronto sul legame tra ateneo e realtà economiche locali.Dieci minuti più tardi prenderà la parola Eleonora Di Maria, presidente di SMACT Competence Center, con un focus dedicato ai numeri e agli effetti del supporto offerto dal centro alle imprese impegnate nei processi di innovazione.Alle 17.30 è in calendario il keynote di Gianni Tagliapietra, CEO di Hungrycircle, intitolato “Ripensare il prodotto abilitato dalla tecnologia”. L’intervento affronterà il modo in cui l’innovazione possa incidere sul valore dei prodotti e sul loro posizionamento sul mercato.Dalle 17.50 spazio alle testimonianze aziendali con la sessione “Dall’idea ai risultati: casi reali di innovazione”. Interverranno Marco Palazzetti, CEO di Gruppo Palazzetti, e Jacopo Pertile, co-founder e CEO di AzzurroDigitale, portando esperienze legate all’applicazione della tecnologia nei processi d’impresa.Il dialogo tra ricerca, Pmi e grandi gruppiUna parte centrale del pomeriggio sarà la tavola rotonda prevista alle 18.10, dedicata al modo in cui la tecnologia modifica prodotti, organizzazione e mercati. L’obiettivo è mettere attorno allo stesso tavolo competenze diverse, dalle piccole e medie imprese ai gruppi industriali, fino al mondo accademico.Al confronto parteciperanno Matteo Faggin, direttore generale di SMACT Competence Center, Carla Baldasso di EnginSoft S.p.A., Lapo Mola del Dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona, Giulia Caldon di EZ Lab, Simone Maroso di Maroso Srl e Luana Spagnoli di Electrolux Professional.La chiusura, dalle 18.40, sarà affidata a un momento informale di networking pensato per favorire contatti tra imprese, partner tecnologici e interlocutori scientifici. Un passaggio che, nella logica dell’iniziativa, serve a trasformare il confronto pubblico in possibili collaborazioni operative.Che cos’è SMACT e perché interessa anche il territorio veroneseSMACT Innovation Ecosystem è una rete di partnership articolata su più livelli di integrazione, denominati Cloud, Edge e Core, a cui si affiancano i segmenti Startup e Ricerca. Il programma coinvolge oltre 100 soggetti tra aziende, fornitori di tecnologia e istituti di ricerca.Per le imprese che vi aderiscono sono previsti accesso a reti scientifiche, percorsi formativi, supporto nella gestione di bandi agevolati e opportunità di sperimentazione attraverso dimostratori 4.0 presenti sul territorio. In questo quadro, l’appuntamento di Santa Marta punta a rendere più leggibile il passaggio dall’innovazione teorica alle applicazioni utili per la competitività.Secondo l’impostazione dell’evento, Verona diventa così uno spazio di incontro dove università e aziende possono misurarsi su strumenti, esperienze e prospettive future. Per il tessuto produttivo locale, il valore della giornata sta proprio nella possibilità di confrontarsi con casi già sviluppati e con una rete che lavora sull’innovazione in modo strutturato.]]>
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          Silvia Zanella
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 16:18:44 +0000
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        <title><![CDATA[Padova ospita Retail Tech: il 16 giugno focus su AI, supermercati e regole per innovare]]></title>
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        <description><![CDATA[A Le Village una giornata dedicata alla distribuzione organizzata: survey sull’uso dell’intelligenza artificiale, sicurezza nei negozi e incentivi per le imprese.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Padova]]></category>
                                    <category><![CDATA[Aziende]]></category>
                  <category><![CDATA[Eventi]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTY8C2PX9PPN8D5R30YNS908.jpg"> La trasformazione digitale della grande distribuzione passa anche da Padova. Lunedì 16 giugno Le Village ospiterà “Retail Tech”, appuntamento dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel mondo dei supermercati e delle catene retail, con un programma che mette insieme aziende tecnologiche, manager e specialisti del settore.Il cuore dell’incontro sarà la presentazione di una rilevazione sull’impiego dell’AI nella GDO, pensata per offrire un quadro concreto su strumenti già adottati, ostacoli organizzativi e possibili sviluppi nei punti vendita. Accanto ai dati, troveranno spazio anche i temi della sicurezza, della gestione dei processi interni e delle opportunità fiscali legate all’innovazione.L’iniziativa è promossa da Aton e GTN, due realtà del Nordest attive nella digitalizzazione del commercio e dei sistemi per la distribuzione. Secondo i numeri diffusi dagli organizzatori, la joint venture Aton GTN conta 385 collaboratori diretti e un fatturato di 33 milioni di euro.Una giornata pensata per chi lavora nella distribuzioneIl summit sarà moderato da Armando Garosci, direttore di Largo Consumo. In apertura sono previsti gli interventi del direttore di Le Village e dei CEO di Aton GTN, Giorgio De Nardi e Paola Geretti, chiamati a inquadrare il ruolo dell’innovazione nei modelli omnicanale applicati al retail.La prima parte della mattinata entrerà subito nel tema centrale: come l’intelligenza artificiale stia cambiando l’organizzazione della GDO. Valeria Lazzaroli, presidente della Fondazione E.N.I.A., proporrà una lettura sugli utilizzi dell’AI nel comparto e sugli effetti del quadro europeo introdotto dall’AI Act.Subito dopo verranno illustrati i risultati della survey sul livello di adozione dell’intelligenza artificiale nella grande distribuzione. A presentarli saranno Matteo Sinigaglia di Fòrema e Giulia Stefano di Aton SpA. Dalle anticipazioni emerge già un punto rilevante: oltre ai costi tecnologici, pesano il gap di competenze e la difficoltà di cambiare assetti interni consolidati.Dal magazzino al punto vendita: le applicazioni praticheUna parte significativa del programma sarà dedicata agli utilizzi operativi. Piero Pescangegno di Aton SpA affronterà il tema dell’approccio API-first, indicato come base tecnica per inserire davvero l’AI nei sistemi aziendali senza fermarsi agli annunci.Andrea Benedetti di Microsoft Italia si concentrerà invece sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali e nell’organizzazione delle imprese della distribuzione, con un’attenzione particolare al cambiamento dei modelli gestionali.Nel programma trova spazio anche il lavoro quotidiano nei negozi. Enzo Tumminaro di Zebra Technologies parlerà delle tecnologie oggi a disposizione degli operatori sul campo, tra AI generativa, machine vision, body cam e robotica, con l’obiettivo di distinguere le soluzioni realmente utili da quelle più difficili da applicare nella pratica.Un altro capitolo sarà quello della loss prevention. Rosario Casillo di Datalogic approfondirà il modo in cui intelligenza artificiale e sistemi evoluti di acquisizione dati possono incidere su sicurezza ed efficienza negli ambienti commerciali.AI Act, incentivi e confronto finale tra operatoriLa seconda parte dell’evento guarderà anche agli aspetti normativi ed economici. Dopo il networking e la sessione di domande, interverrà Antonio Capodieci, esperto di transizione digitale per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e docente di Sistemi Informativi all’Università del Salento, con un approfondimento sul valore strategico della digitalizzazione per rendere più snelli i flussi organizzativi.Sul fronte delle agevolazioni parlerà Francesca Rossetto, Smart Factory Manager, con un intervento dedicato alle leve fiscali per le imprese e ai requisiti per accedere all’iperammortamento nel retail. In agenda figurano anche tre casi indicati come esempi di applicazione riuscita.La chiusura sarà affidata a una tavola rotonda ancora moderata da Garosci. Tra i partecipanti annunciati ci sono Giorgio De Nardi, Alessandro Buoso, Chief Operations Development Officer di CRAI Secom, e Damiano Paggiaro, responsabile Sistemi informativi DMO, insieme ad altri operatori del comparto.Le realtà coinvolte e il peso dell’appuntamento per il NordestAton, fondata nel 1988 da Giorgio De Nardi, opera nella trasformazione digitale delle vendite omnichannel, nella tracciabilità e nella supply chain. L’azienda indica supporto internazionale in 14 lingue, attivo tutto l’anno, e nel materiale dell’evento riporta un fatturato di 25,4 milioni nel 2024 e di 26,7 milioni nel 2025, con un Ebitda di 3,2 milioni.GTN, con sede a Tavagnacco, lavora da cinquant’anni nelle soluzioni tecnologiche per retail e ristorazione. L’alleanza con Aton viene presentata come la base di un polo digitale italiano dedicato al commercio organizzato.Tra i partner dell’iniziativa figurano E.N.I.A., Fòrema, Zebra Technologies, Datalogic e Soti, mentre Largo Consumo partecipa come media partner. Per Padova l’evento rappresenta un momento di confronto su un tema che tocca da vicino imprese, catene distributive e filiere dell’innovazione: capire dove l’intelligenza artificiale sia già utile e dove servano ancora competenze, investimenti e regole chiare.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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          Fri, 12 Jun 2026 15:49:22 +0000
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        <title><![CDATA[Treviso si sveglia correndo: la “5 alle 5” festeggia i dieci anni con 4mila presenze]]></title>
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        <description><![CDATA[Edizione da primato per la corsa all’alba ideata da Salvatore Bettiol: numeri in crescita, centro storico pieno e debutto dei premi ai più veloci.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Treviso]]></category>
                                    <category><![CDATA[Eventi]]></category>
                  <category><![CDATA[Sport]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTY6K8BKP25CVC567SGT0YHF.jpg"> Il compleanno numero dieci della “5 alle 5” coincide con il suo risultato più alto. A Treviso l’edizione del 12 giugno 2026 ha richiamato 4mila persone tra chi ha corso e chi ha scelto di camminare, trasformando l’appuntamento del primo mattino in una grande partenza collettiva nel cuore della città.Per la manifestazione ideata da Salvatore Bettiol si tratta del dato migliore da quando è nata, nel 2015. Allora i partecipanti erano stati circa mille; oggi il totale raggiunto racconta una crescita continua e segna anche un aumento del 25% rispetto al 2025.Una città in movimento prima dell’albaIl colpo d’occhio, già nelle ore che precedono il sorgere del sole, è stato quello delle grandi occasioni. L’area del Bastione San Marco si è riempita progressivamente, con centinaia di persone pronte a prendere il via in tenuta sportiva, mentre il centro storico si preparava a essere attraversato da un lungo flusso di magliette rosse.Proprio l’elevato numero di iscritti ha portato a una scelta logistica diversa rispetto al passato: la partenza, scattata un minuto dopo le 5, è stata collocata in viale d’Alviano e non sulla sommità del bastione, ritenuta troppo ridotta per contenere in sicurezza una presenza così ampia.In prima fila c’era anche il sindaco Mario Conte, mentre la fascia tricolore è stata indossata dal vicesindaco Alessandro Manera. Bettiol ha corso insieme ai partecipanti e ha poi definito la risposta del pubblico una partecipazione straordinaria, sottolineando il peso del traguardo raggiunto in una città come Treviso.Il percorso tra piazze, Mura e LungosileIl tracciato, poco oltre i cinque chilometri, è stato proposto in una versione in parte rinnovata ma sempre fedele allo spirito dell’evento. Il passaggio ha toccato alcuni dei luoghi più riconoscibili della città, da Piazza dei Signori alla Pescheria, fino a Piazza Santa Maria dei Battuti e al Lungosile.La formula resta quella che ha reso popolare la “5 alle 5”: non una prova pensata soprattutto per il cronometro, ma un’esperienza condivisa. Anche quest’anno, infatti, lungo il percorso si è visto chiaramente come l’iniziativa riesca a mettere insieme runner abituali e semplici camminatori, con questi ultimi probabilmente in numero persino superiore.Conte ha commentato con ironia la partecipazione, osservando che alzarsi alle 4 del mattino per essere al via richiede una certa dose di originalità. Poi ha ringraziato Bettiol e i volontari, evidenziando il valore dell’evento sia per l’immagine di Treviso sia come messaggio legato all’attività fisica e a uno stile di vita sano.Le presenze, i volti noti e la novità dei premiTra i partecipanti si sono notati anche don Marco Carletto, il “prete volante” di Athletica Vaticana, e il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese. Il primo ha scherzato sulla sveglia anticipata, spiegando però che a un appuntamento del genere non avrebbe voluto rinunciare; il secondo ha ricordato la propria abitudine alle camminate pubbliche, arrivando a Treviso con una ventina di dipendenti comunali.L’edizione 2026 ha introdotto anche una novità per una manifestazione che mantiene carattere non agonistico: per la prima volta sono stati premiati i primi tre uomini e le prime tre donne al traguardo. Tra gli uomini ha chiuso davanti a tutti Lorenzo Gobbo in 18’28”, precedendo Riccardo Gomiero e Federico Busato.Tra le donne si è confermata al primo posto Elisa Maglione, atleta dell’Atletica Ponzano già azzurra agli Europei under 18 di Gerusalemme nel 2022. Alle sue spalle Caterina Chiaradia e Maira Donazzon.Dopo la corsa, la colazione sulle Mura e i prossimi appuntamentiLa mattinata si è conclusa sulle Mura con la colazione di gruppo preparata con il supporto degli Alpini del gruppo “Città di Treviso”. Un momento finale che ha raccolto i partecipanti dopo il percorso, prima del ritorno alla quotidianità di una giornata lavorativa iniziata in modo decisamente diverso dal solito.Per lo staff organizzativo, intanto, l’attenzione è già rivolta all’autunno. In calendario c’è la Mezza di Treviso dell’11 ottobre, che sarà affiancata dalla nuova Tiramisù Run. Prima ancora, il 27 settembre, è previsto anche il test d’allenamento della Run 51 sui 10 chilometri all’aeroporto militare di Istrana, ancora con Bettiol e il suo gruppo al coordinamento dell’evento.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          Roberto Mattiussi
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 15:18:20 +0000
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        <title><![CDATA[Donazioni di sangue nel Veneto orientale, fine settimana straordinario nei centri ULSS4]]></title>
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        <description><![CDATA[Jesolo, San Donà di Piave e Portogruaro al centro dell’iniziativa per la Giornata mondiale del donatore: previste 170 unità tra sangue e plasma.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Venezia]]></category>
                                    <category><![CDATA[Sanità]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTY19Q9PGGYBEWKQZZ7VKYSM.jpg"> Nel Veneto orientale il fine settimana della Giornata mondiale del donatore di sangue coincide con un’apertura rafforzata dei servizi trasfusionali dell’ULSS4. Tra Jesolo, San Donà di Piave e Portogruaro l’azienda sanitaria stima di arrivare a 170 unità raccolte, sommando sangue intero e plasma, insieme all’avvio di 20 nuovi candidati donatori.L’iniziativa prosegue fino a domenica 14 giugno e punta a sostenere una necessità costante per gli ospedali del territorio: la disponibilità di sangue per attività chirurgiche, emergenze, cure oncologiche e trattamenti programmati.Tre sedi coinvolte tra costa e entroterraLa raccolta è distribuita su tre punti del Veneto orientale. A Jesolo il servizio trasfusionale, trasferito nella Casa di Comunità, resta operativo per tutte e tre le giornate previste. A San Donà di Piave il centro dell’ospedale è attivo nella giornata di venerdì, mentre a Portogruaro le donazioni sono organizzate tra venerdì e sabato.Proprio a Jesolo, nella giornata di venerdì, è stata programmata anche un’apertura aggiuntiva legata a “Uniformi nel Donare”, iniziativa costruita con Avis comunale di Jesolo e rivolta alla partecipazione delle forze dell’ordine e del mondo del soccorso.[media id="62992"]Obiettivo raccolta: 150 sacche di sangue intero e 20 di plasmaSecondo le previsioni diffuse dall’ULSS4, il bilancio complessivo della tre giorni dovrebbe attestarsi su 150 unità di sangue intero e 20 di plasma. Accanto alla raccolta già pianificata, il programma serve anche a intercettare nuove disponibilità, con 20 persone indirizzate al percorso di selezione.Il direttore generale Carlo Bramezza ha richiamato il valore di questa risposta del territorio, sottolineando come il sistema sanitario abbia bisogno ogni giorno di una dotazione costante per assicurare cure e interventi ai pazienti.Un’attività che incide ogni giorno negli ospedali ULSS4I numeri spiegano perché queste campagne abbiano un peso concreto. Nell’area dell’ULSS4 vengono utilizzate ogni anno più di 6mila sacche, mentre il laboratorio di immunoematologia dell’ospedale di San Donà segue controlli sui gruppi sanguigni, verifiche di compatibilità e attività diagnostiche anche in ambito neonatale, con operatività su San Donà e Portogruaro.Nel complesso il servizio sviluppa circa 80mila esami all’anno. Le richieste maggiori arrivano dalle chirurgie più complesse, dai pronto soccorso e dall’oncoematologia. L’azienda sanitaria evidenzia inoltre un impiego sempre più selettivo delle risorse disponibili, frutto del coordinamento tra specialisti trasfusionali e reparti clinici.Per il 2025, i dati indicano 7.500 consulenze specialistiche, 6.300 unità di sangue assegnate e trasfuse, circa 200 concentrati piastrinici e 100 unità di plasma distribuiti per le terapie.Non solo raccolta: visite, infusioni e terapie dedicateIl lavoro del Servizio trasfusionale non si esaurisce con le donazioni. L’ambulatorio di Medicina trasfusionale segue infatti pazienti sia in urgenza sia con accessi programmati, occupandosi di anemie, disturbi della coagulazione e patologie legate allo sviluppo neonatale.Ogni anno vengono effettuate oltre 1.800 visite, quasi 1.000 trasfusioni dirette, 1.500 infusioni di ferro e farmaci emoderivati, oltre a 500 salassi terapeutici. In collaborazione con l’Ortopedia è stata inoltre rafforzata la raccolta di PRP, il plasma ricco di piastrine impiegato nella rigenerazione dei tessuti, ed è ripartita la produzione di siero collirio destinato ai casi più gravi in ambito oculistico.Perché la disponibilità di sangue resta insostituibileLa direttrice dell’UOC Medicina Trasfusionale dell’ULSS4, Raffaella Berti, ricorda che il sangue non può essere prodotto artificialmente e che tutto il sistema dipende dalla scelta volontaria, gratuita e responsabile dei donatori. Ogni sacca prelevata viene poi sottoposta a lavorazione e controlli accurati, a tutela di chi dona e di chi riceve.[media id="62993"]La terapia trasfusionale resta fondamentale tanto nelle attività programmate quanto nelle situazioni più critiche: viene impiegata nelle malattie emato-oncologiche, negli interventi chirurgici complessi, nei trapianti e nelle emorragie gravi. È per questo che giornate come quelle organizzate nei centri del Veneto orientale hanno un valore che va oltre la ricorrenza e tocca in modo diretto la tenuta quotidiana degli ospedali.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 13:45:45 +0000
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        <title><![CDATA[Grantorto, rogo nel piazzale di un’azienda: in ospedale due lavoratori, salvato il capannone]]></title>
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        <description><![CDATA[Le fiamme hanno interessato un deposito esterno di plastica per circa mille metri quadrati. Mobilitate squadre da Padova, Vicenza, Cittadella e Borgoricco.]]></description>
                                                <category><![CDATA[Padova]]></category>
                                    <category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTXXPM247V74F3SZTZPQZMRG.jpg"> Il danno più pesante è stato evitato: il fuoco non ha raggiunto il capannone produttivo. Resta però una serata complicata per Grantorto, dove ieri un incendio ha colpito l’area esterna di un’azienda che realizza vasche e contenitori per l’agricoltura in polietilene.Due operai hanno respirato i fumi sprigionati dalla combustione e sono stati accompagnati in ospedale dal personale del Suem 118 per controlli. In base alle prime indicazioni, le loro condizioni non desterebbero particolare preoccupazione.L’emergenza è scattata attorno alle 19, quando le fiamme hanno investito il materiale plastico conservato nel piazzale. Il rogo si è esteso su una superficie stimata in circa mille metri quadrati, imponendo un intervento articolato per evitare un coinvolgimento delle strutture aziendali.[media id="62973"]Il nodo principale: fermare il fronte del fuocoLa priorità delle squadre arrivate a Grantorto è stata quella di contenere l’incendio lungo il perimetro esterno, dove si trovava lo stoccaggio. La presenza di plastica ha reso più delicata l’operazione, sia per il calore sviluppato sia per la notevole quantità di fumo prodotta.Il lavoro di contenimento ha permesso di proteggere l’edificio e di limitare le conseguenze per l’attività produttiva. Il capannone, che si trovava a ridosso dell’area interessata, non è stato raggiunto dalle fiamme.I soccorsi ai lavoratori esposti ai fumiI due dipendenti coinvolti nelle prime fasi dell’emergenza sono stati assistiti inizialmente dagli stessi pompieri e poi affidati ai sanitari. Il trasferimento in ospedale è stato deciso per verificare gli effetti dell’esposizione ai fumi della combustione.Quando bruciano materiali plastici, anche una lieve inalazione può richiedere prudenza e accertamenti medici. Per questo i controlli sono stati eseguiti subito, mentre le operazioni di spegnimento proseguivano nel piazzale.[media id="62974"]Le squadre arrivate da più comandiPer domare l’incendio sono stati impiegati 23 operatori. Hanno lavorato i Vigili del fuoco del distaccamento di Cittadella, affiancati da mezzi e personale dei comandi di Padova e Vicenza.Al dispositivo si è aggiunta anche l’autopompa dei volontari di Borgoricco. Il coordinamento tra i diversi equipaggi ha consentito di circoscrivere il rogo e di impedire che la situazione degenerasse all’interno del sito produttivo.[media id="62975"]Bonifica e verifiche sull’origine dell’incendioDopo il contenimento, l’attenzione si è spostata sugli ultimi focolai e sulla messa in sicurezza dell’area esterna. La bonifica resta un passaggio essenziale in scenari di questo tipo, perché tra cumuli di materiale combusto e punti ancora caldi il rischio di ripresa non è trascurabile.I tecnici dei Vigili del fuoco dovranno ora ricostruire da dove sia partito il rogo e cosa ne abbia favorito la propagazione nello spazio di stoccaggio. Per Grantorto il bilancio, al momento, parla di due lavoratori visitati in ospedale e di un incendio importante, ma senza il coinvolgimento del capannone aziendale.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 12:42:53 +0000
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        <title><![CDATA[Ca’ Savio, parcheggi con disco orario accanto ai servizi sanitari: via alla prova da metà giugno]]></title>
        <link>https://venetotoday.it/ca-savio-parcheggi-disco-orario-servizi-sanitari-prova-meta-giugno</link>
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        <description><![CDATA[A Cavallino-Treporti cambiano 50 posti nell’area di via Treportina vicino alla Casa di Comunità: sosta massima di un’ora e mezza.]]></description>
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                  <category><![CDATA[Cultura]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTXMKKCRHG4DP9MCS9Y47ERF.jpg"> Chi si fermerà nell’area di sosta di via Treportina, a Ca’ Savio, dovrà fare i conti con un nuovo limite orario. Il Comune di Cavallino-Treporti ha deciso di introdurre una regolazione a tempo in 50 posti auto collocati accanto al supermercato e nelle immediate vicinanze della Casa di Comunità e del futuro polo sanitario dell’Ulss 4.La novità scatterà da lunedì 15 giugno e fissa la permanenza massima in 90 minuti. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è semplice: evitare soste troppo lunghe in un punto destinato a diventare sempre più frequentato con l’attivazione dei nuovi servizi sanitari.Una modifica pensata per l’area di via TreportinaIl provvedimento è contenuto nell’ordinanza numero 38 ed è stato impostato come fase sperimentale. La scelta riguarda un parcheggio libero che, per posizione, serve sia chi deve raggiungere le strutture sanitarie sia chi frequenta le attività presenti nella zona.Con l’apertura del polo sanitario, quel tratto di Ca’ Savio è destinato ad assorbire un numero maggiore di accessi durante la giornata. Da qui la decisione di puntare sulla rotazione degli stalli, così da aumentare la disponibilità dei posti senza intervenire, almeno per ora, con un ampliamento fisico dell’area.Il piano del Comune sulla gestione della sostaLa misura non nasce come iniziativa isolata. Da mesi il Comune sta infatti lavorando a un’analisi più ampia sulla viabilità nei centri abitati del territorio e sulla gestione dei parcheggi pubblici, con un incarico affidato a un tecnico specializzato.Il monitoraggio viene svolto attraverso strumenti di rilevazione utili a leggere i movimenti del traffico e il modo in cui vengono occupati gli stalli. In questo quadro, Ca’ Savio è diventata una delle aree osservate con maggiore attenzione proprio per l’impatto atteso dei nuovi servizi dell’Ulss 4.Le valutazioni dell’amministrazioneLa sindaca Roberta Nesto spiega che il percorso avviato dal Comune si basa su elementi misurabili e su una programmazione che punta ad anticipare i bisogni del territorio. La soglia dei 90 minuti, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe consentire un ricambio più rapido delle auto e un accesso più agevole per residenti, utenti e attività economiche.Nesto definisce questo intervento come un primo passaggio, maturato anche nel confronto con il soggetto privato coinvolto nell’area. La sperimentazione, aggiunge, continuerà a essere seguita anche nei prossimi mesi, compresa la stagione estiva, quando Cavallino-Treporti registra variazioni molto marcate nei flussi di mobilità.Sulla stessa linea il vicesindaco Francesco Monica, che ha la delega a lavori pubblici e viabilità. Per Monica, la nuova regolazione dei posti a Ca’ Savio rappresenta l’avvio di un percorso destinato a proseguire con ulteriori verifiche lungo il litorale, dove la presenza turistica modifica in modo sensibile la domanda di sosta.Per gli automobilisti, il cambiamento concreto è quindi già definito: dal 15 giugno, nei 50 stalli individuati nell’area adiacente al supermercato di via Treportina, la sosta non potrà superare un’ora e mezza. Una misura che il Comune presenta come banco di prova per organizzare meglio gli spazi in una zona sempre più centrale per i servizi di Ca’ Savio.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          Patrick Ganzini
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        <pubDate>
          Fri, 12 Jun 2026 10:03:57 +0000
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        <title><![CDATA[La Rassegna stampa di Nordest24, puntata di giovedì 11 giugno 2026 | VIDEO]]></title>
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        <description><![CDATA[Ogni mattina la rassegna stampa video di Nordest24 con Roberto Mattiussi: notizie, approfondimenti e aggiornamenti in diretta.]]></description>
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                  <category><![CDATA[Video]]></category>
                  <category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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          <![CDATA[<img src="https://cdn9.webmaster360.it/2026/06/covers/01KTTXNK9Y6NFZYXA2ZR2HFK0X.png"> Un’ora di informazione per iniziare la giornata con uno sguardo completo sull’attualità locale, regionale e nazionale. È questo l’obiettivo della rassegna stampa quotidiana di Nordest24, il format video che ogni mattina accompagna lettori e spettatori attraverso le principali notizie del giorno.L’appuntamento rappresenta uno dei punti di riferimento dell’informazione mattutina del Nordest, offrendo una panoramica aggiornata sui fatti più importanti emersi nelle ultime ore e sugli argomenti destinati a caratterizzare il dibattito della giornata.Un appuntamento quotidiano con l&#039;informazioneLa trasmissione viene realizzata in diretta ogni mattina dalle 6.30 alle 7.30 ed è condotta dal direttore Roberto Mattiussi, che guida il pubblico nello sfoglio dei principali quotidiani e nell’analisi delle notizie più rilevanti.Cronaca, politica, economia, sport, cultura e attualità trovano spazio all’interno della rassegna, con particolare attenzione agli avvenimenti che riguardano il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino-Alto Adige e il resto del Paese.Le notizie più importanti del giornoNel corso della diretta vengono approfonditi i titoli di apertura dei giornali, gli sviluppi delle principali vicende di cronaca e gli aggiornamenti maturati durante la notte.L’obiettivo è offrire agli spettatori una lettura chiara e immediata dei fatti, consentendo di iniziare la giornata già informati sugli eventi più significativi e sugli argomenti che stanno facendo discutere l’opinione pubblica.La formula della trasmissione unisce informazione, approfondimento e rapidità, mantenendo uno stile giornalistico diretto e accessibile.In onda anche su TelefriuliLa rassegna viene trasmessa contemporaneamente anche sul canale televisivo Telefriuli con il titolo “News, cappuccino e brioche”, ormai diventato un appuntamento fisso per molti telespettatori.Il format conserva la stessa impostazione editoriale e lo stesso ritmo della diretta online, proponendo una lettura completa delle notizie accompagnata da commenti, aggiornamenti e approfondimenti.Disponibile il video integralePer chi non riesce a seguire la diretta, Nordest24 mette a disposizione il video integrale della puntata, consentendo di recuperare la trasmissione in qualsiasi momento della giornata.Una soluzione pensata per permettere a tutti di restare aggiornati sui principali fatti del giorno, rivedendo la rassegna quando preferiscono e senza perdere gli approfondimenti proposti durante la diretta.Ogni mattina, dunque, la rassegna stampa di Nordest24 continua a rappresentare un punto di incontro tra informazione, territorio e attualità, offrendo ai lettori e agli spettatori uno strumento utile per affrontare la giornata con una visione completa e aggiornata delle notizie.]]>
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        <dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
          La Redazione
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        <pubDate>
          Thu, 11 Jun 2026 08:44:36 +0000
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