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	<title>Verona NET</title>
	
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>Quattro ciacole</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 13:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella foto L’Adige entra timoroso da ponte Castelvecchio nella città di Verona, ma poi ne esce raccontando, raccontando, raccontando… Quattro ciacole, quattro parole, si fanno la mattina al mercato, il pomeriggio al parco giochi, la sera al bar… È un parlare semplice fatto di opinioni, previsioni, qualche ironia. www.ciacole.org è il blog su Verona che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8325" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/castelvecchioVerona.jpg" alt="Verona, ponte a Castelvecchio" width="255" height="159" class="size-full wp-image-8325" /><p class="wp-caption-text">Verona, ponte a Castelvecchio</p></div><strong>Nella foto</strong> <em>L’Adige entra timoroso da ponte Castelvecchio nella città di Verona, ma poi ne esce raccontando, raccontando, raccontando…</em></p>
<p>Quattro ciacole, quattro parole, si fanno la mattina al mercato, il pomeriggio al parco giochi, la sera al bar… È un parlare semplice fatto di opinioni, previsioni, qualche ironia. <strong>www.ciacole.org</strong> è il blog su Verona che ho scoperto oggi. Trovi varie rubriche.</p>
<li>La rassegna stampa serale: le notizie sui <strong>fatti più importanti accaduti a Verona</strong> durante il giorno. La frase celebre del sindaco Tosi. Non sempre c’è.
<li>Proposte di gite fuori porta. <strong>Itinerari alla scoperta dei segreti di Verona</strong>.
<li>E poi <strong>1001 luoghi dove innamorarsi per sempre a Verona</strong>… guida d’amore alla scoperta della città di Verona.
<li><strong>Il diario segreto di Giulietta Capuleti</strong>…  dove l’adolescente veronese racconta le emozioni, i sogni, le paure… vissute nella città di Verona agli inizi del 1300.
<li><strong>Silvestro II</strong> nell’anno mille. Intorno all’anno 1000 d.C. Halima, Layla e Chantal, tre giovani ragazze, partono da Cordoba per consegnare una lettera a Silvestro II, pontefice in Roma… Lungo il viaggio si incontrano divertenti problemi da risolvere, racconti enigmatici, poesie, luoghi fantastici, strumenti magici…
<li><strong>Donne e uomini del risorgimento a Verona</strong>. Una rubrica stimolata dalle celebrazioni dei 150 dell’Unità d’Italia.
<li>Se non leggi i giornali pubblicati a Verona, non lasciarti perciò sfuggire una sagra molto caratteristica, una conferenza, un concerto particolare. Sul blog www.ciacole.org trovi il racconto che ti tranquillizza dopo una giornata nervosa di lavoro, le indicazioni per scoprire l’amore e dare un tocco personale alla tua serata, il problema divertente con cui sfidare gli amici… al bar.
<p><span id="more-8323"></span></p>
<p>Auguri agli amici del blog veronese!</p>
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		<title>Il Re del Magnaron</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 13:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il carnevale è agli sgoccioli e domenica 27 febbraio bambini e adulti lo festeggiano a Montorio con bigoli e sardele. Nel pomeriggio mostra dei lavori eseguiti dagli alunni e consegna dei premi alle mascherine più interessanti. Le risorgive dette &#8220;fossi&#8221; nascono dal laghetto Squarà e percorrono come un reticolo tutto il territorio Montoriese. Considerate come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8301" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/sfilata-2007.jpg" alt="Carnevale, sfilata nel 2007" width="248" height="136" class="size-full wp-image-8301" /><p class="wp-caption-text">Carnevale, sfilata nel 2007</p></div>Il carnevale è agli sgoccioli e <strong>domenica 27 febbraio</strong> bambini e adulti lo festeggiano a <strong>Montorio</strong> con bigoli e sardele. Nel pomeriggio mostra dei lavori eseguiti dagli alunni e consegna dei premi alle mascherine più interessanti. </p>
<p><strong>Le risorgive dette &#8220;fossi&#8221;</strong> nascono dal laghetto Squarà e percorrono come un reticolo tutto il territorio Montoriese. Considerate come una importante risorsa naturale e turistica, sono popolate da una fauna specifica in particolare da <strong>un piccolo pesce, il Magnaron</strong>, che è stato scelto come nome per la maschera carnevalesca di Montorio: il re del Magnaron.<br />
Per la salvaguardia delle risorgive si è costituito il &#8220;Comitato dei Fossi&#8221;, uno degli storici comitati ambientalisti di Verona.</p>
<p><span id="more-8299"></span></p>
<p><strong>El magnaron</strong> <em>(Cottus gobio) </em>è un piccolo pesce. Raggiunge la lunghezza massima di 10 &#8211; 12 cm. Ha un aspetto buffo e sotto certi aspetti orripilante.<br />
Si trova prevalentemente nelle acque correnti, fresche e  ossigenate, con fondali sabbiosi ricchi di ghiaia e pietre, sotto cui si nasconde.<br />
È un pesce solitario che se ne sta prevalentemente nella propria tana tra i ciottoli o in mezzo alla vegetazione.<br />
È carnivoro: si nutre di macroinvertebrati, larve d&#8217;insetti, piccoli crostacei, uova e larve di altre specie.<br />
Un tempo abbondante oggi la specie si è drasticamente ridotta di numero a causa della diffusa alterazione dei fondali.</p>
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		<title>L’amor cortese di Valentino</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 10:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita (6 Puntata) San Valentino (ca. 176 – Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. È considerato il patrono degli innamorati. La festa di San Valentino ricorre annualmente il 14 febbraio ed è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. Quale luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8279" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/san-valentino.jpg" alt="Chiesa San Valentino, Bussolengo" width="247" height="148" class="size-full wp-image-8279" /><p class="wp-caption-text">Chiesa San Valentino, Bussolengo</p></div>101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita <em>(6 Puntata)</em></p>
<p><strong>San Valentino</strong> (ca. 176 – Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. È considerato il <strong>patrono degli innamorati</strong>. La festa di San Valentino ricorre annualmente il 14 febbraio ed è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo.</p>
<p>Quale luogo migliore di festeggiare l&#8217;amore a Bussolengo (Verona) nella chiesa dedicata a San Valentino. Il comune si trova a due passi dalle spiagge incantevoli del lago di Garda e dai paesi della Valpolicella&#8230;</p>
<p>La chiesa è un esempio unico nel territorio veronese del passaggio dal linguaggio giottesco alla pittura rinascimentale.<br />
Nel 1391 il vescovo di Verona concesse alla Confraternita dei Disciplinati il permesso di restaurarla, di farne la loro sede e costruirvi vicino un ospedale per l’assistenza dei pellegrini.<br />
Nella prima metà del XV secolo essa è già arricchita di due splendidi cicli di affreschi, uno all’interno e l’altro all’esterno, che narrano la storia di San Valentino. </p>
<p><span id="more-8277"></span></p>
<p><strong>La festa degli innamorati</strong><br />
La festività di San Valentino viene istituita dal papa con lo scopo di cristianizzare la festività romana pagana delle lupercalia. Nei giorni a metà febbraio a Roma si svolgevano dei riti dedicati alla fertilità.</p>
<p>L&#8217;uso di spedire &#8220;valentine&#8221;, biglietti amorosi fu sostituita dallo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori o gioielli.</p>
<p>Bussolengo è un comune della provincia di Verona. In febbraio si svolge la fiera di San Valentino.</p>
<p>Le precedenti tappe dei 101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita sono apparse sul blog <em>www.veronanet.it</em><br />
<strong>1</strong><em> Giulietta e Romeo</em><br />
<strong>2</strong><em>Fuga per due a Sirmione</em><br />
<strong>3</strong><em>Un nodo d’amore dalle origini divine</em><br />
<strong>4</strong><em>Garda, rocca d’amore</em><br />
<strong>5</strong><em>Il pozzo dell’amore e il segreto dell’abate dell’eremo di Garda</em></p>
<p><strong>Per approfondire <em><br />
</strong>http://www.comune.bussolengo.vr.it/Bussolengo/CBConoscereBussol.nsf/InformazioniWeb/2DE66526C9C9675DC12573E100667CC0?OpenDocument&amp;From=Conoscere%20Bussolengo&amp;blocco=Luoghi%20da%20visitare&amp;label=<br />
</em></p>
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		<title>Buon Capodanno Veneto a tutti!</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/02/26/buon-capodanno-veneto-a-tutti/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 16:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Batter Marzo, brusar Marzo, ciamar Marzo significa risvegliare l’anno nuovo la terra addormentata dal gelo dell’inverno perché si risvegli e si prepari per la nuova semina. Adulti e bambini, uomini e donne battevano, battevano incessantemente qualsiasi supporto facesse rumore, per svegliare la natura e la voglia di tornare a vivere dopo il letargo invernale. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8255" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/Giazza-La-festa-del-fuoco.jpg" alt="Giazza, festa del fuoco" width="255" height="194" class="size-full wp-image-8255" /><p class="wp-caption-text">Giazza, festa del fuoco</p></div><strong>Batter Marzo</strong>, brusar Marzo, ciamar Marzo <strong>significa risvegliare l’anno nuovo</strong> la terra addormentata dal gelo dell’inverno perché si risvegli e si prepari per la nuova semina.<br />
Adulti e bambini, uomini e donne battevano, battevano incessantemente qualsiasi supporto facesse rumore, per svegliare la natura e la voglia di tornare a vivere dopo il letargo invernale. Le persone si recavano sulle alture, munite di campanacci e “racole” (strumenti di legno che agitati producevano un forte rumore) e tutti insieme li scuotevano festosamente per invitare la bella stagione. Al contempo si accendevano dei fuochi, simbolo di coraggio e di forza.<br />
In questa occasione venivano recitate delle filastrocche scherzose, che avevano come protagonisti i giovani che si sarebbero sposati durante l’anno.</p>
<p><span id="more-8251"></span></p>
<p><strong>Secondo la tradizione veneta il 1 Marzo inizia l’anno nuovo</strong>. </p>
<p>La tradizione, ancora oggi, viene fatta rivivere da alcune comunità.<br />
La notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo 2009 si svolge a <strong>Selva di Progno</strong> (VR) &#8211; frazione San Bortolo (Bartolomeo delle Montagne) il tradizionale appuntamento <em>&#8216;Osar marzo&#8217;</em>. Gli abitanti della Lessinia per l’occasione indossano i tipici costumi cimbri e cantano filastrocche antiche per chiamare la primavera.</p>
<p>A <strong>Marano di Valpolicella</strong> sono stati organizzati degli incontri (raccontar marzo a Marano), tre serate per parlare al cuore.</p>
<p>Anche a <strong>Cerea</strong> (VR) in questi giorni sono state organizzate rievocazioni storiche, esposizione di prodotti tipici del territorio e lavori antichi.</p>
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		<title>Fare sul terrazzo un giardino per le farfalle</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/02/26/fare-sul-terrazzo-un-giardino-per-le-farfalle/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 13:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marzo sta per iniziare. Inizia la stagione dei fiori. Come fare perché farfalle, podaliri, macaoni e vanesse, adottino il tuo balcone come bar per aperitivi estivi?… In mancanza di grandi spazi si può realizzare un piccolo giardino per farfalle anche su un terrazzo. Sulle pareti fissa delle spalliere dove far crescere delle piante rampicanti come: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8223" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/verona-balcone-fiorito.jpg" alt="Verona, balcone fiorito" width="255" height="191" class="size-full wp-image-8223" /><p class="wp-caption-text">Verona, balcone fiorito</p></div>Marzo sta per iniziare. Inizia la stagione dei fiori.<br />
<strong>Come fare perché  farfalle</strong>, podaliri, macaoni e vanesse,  <strong>adottino il tuo balcone</strong> come bar per aperitivi estivi?…<br />
In mancanza di grandi spazi si può realizzare un piccolo giardino per farfalle anche su un terrazzo.</p>
<p>Sulle pareti fissa delle spalliere dove far crescere delle piante rampicanti come:<br />
l’<strong>edera</strong><em> (Hedera helíx)</em>, pianta nutrice della celastrina;<br />
il <strong>caprifoglio</strong><em> (Lonicera caprifolíum o Lonicera periclymenum)</em>, che con i suoi fiori profumati richiama in modo particolare le falene.</p>
<p>Altre piante, adatte ai terrazzi e che attirano molto le farfalle con il loro nettare, sono:<br />
la <strong>verbena</strong> <em>(Verbena pulchella e Verbena bonariensís)</em>;<br />
la l<strong>antana cascante</strong><em> (Lantana sellowíana)</em>;<br />
l&#8217;<strong>arabis bianca</strong> (<em>Arabis albída)</em>;<br />
l&#8217;<strong>alisso giallo</strong> <em>(Alyssum saxatile)</em>;<br />
l&#8217;<strong>eliotropio</strong> o vainiglia <em>(Heliotropium peruvianum)</em>;<br />
la <strong>salvia</strong> <em>(Salvía spp.)</em>,<br />
l&#8217;<strong>origano</strong> <em>(Oríganum vulgare)</em>;<br />
la <strong>scabiosa</strong> <em>(Scabíosa spp.)</em>;<br />
il <strong>sedum</strong> <em>(Sedum spectabile)</em>;<br />
la <strong>valeriana rossa</strong> (<em>Centranthus ruber)</em>;<br />
la <strong>menta</strong> <em>(Mentha piperita e Menta spicata)</em>;<br />
le <strong>primule selvatiche</strong> <em>(Primula vulgaris)</em>;<br />
le <strong>zinnie nane</strong><em> (Zinnia elegans)</em>;<br />
i <strong>crisantemi giapponesi</strong> <em>(Chrysanthemum índicum</em>);<br />
l&#8217;<strong>iberis</strong> <em>(Iberis umbellata)</em>;</p>
<p><span id="more-8221"></span></p>
<p>Si possono coltivare nei vasi anche alcune piante nutrici, come:<br />
la<strong> ruta</strong> (Ruta spp.), nutrice del <em>macaone</em>;<br />
il <strong>cavolo ornamentale</strong> (Brassica oleracea, varietà ornamentali), pianta nutrice delle<br />
<em>cavolaie</em>;<br />
il <strong>nasturzio</strong> (Tropaeulum majus), pianta nutrice delle <em>cavolaie</em>.<br />
La <strong>buddleia</strong> (buddleja davidii) si trova anche nei campi a riposo e nelle aree incolte In terra devi darle poca acqua  e… tenerla a bada perché cresce veloce e forte.</p>
<p><strong>Come preparare i vasi?</strong><br />
Verifica innanzitutto che il vaso sia provvisto di uno o più fori sul fondo, che garantiscano il deflusso dell&#8217;acqua superflua.<br />
Per favorire il drenaggio poni alla base uno strato di circa un centimetro di materiale inerte, come cocci o ghiaia. Al di sopra del drenaggio versa un primo strato di terriccio, a contatto del quale poni le radici o il pane di terra della pianta.<br />
Versa altro terriccio, comprimendolo leggermente, fino ad arrivare poco al di sotto del bordo del vaso.<br />
La zona, che separa la parte aerea della pianta dalle radici, deve rimanere sempre a fior di terra.</p>
<p><strong>Quali farfalle potranno arrivare sul tuo balcone?</strong><br />
Vi sono farfalle che necessitano di ambienti molto particolari, tuttavia vi sono altre specie meno esigenti, che facilmente vengono a farti visita o che si insediano stabilmente sul terrazzo. Potrai identificarle con l&#8217;aiuto di un manuale.<br />
Esse sono:<br />
<strong>macaone</strong> Papilio machaon<br />
<strong>podalirio</strong> Iphiclides podalirius<br />
<strong>cavolaia</strong> maggiore Pieris brassicae<br />
<strong>cavolaie minori</strong> Artogeia napi e Artogeia rapae<br />
<strong>colia</strong> Colias crocea e Colias hyale<br />
<strong>cedronelle</strong> Gonepteryx rhamni e Gonepteryx cleopatra<br />
<strong>pieride del biancospino</strong> Aporia crataegi<br />
<strong>icaro blu</strong> Polyommatus icarus<br />
<strong>celastrina</strong> Celastrina argiolus<br />
<strong>silvano minore</strong> Limenitis reducta<br />
<strong>caraxe</strong> Charaxes jasius<br />
<strong>apatura</strong> Apatura iris<br />
<strong>fritillarie minori</strong> Mellicta spp. e Melitaea spp.<br />
<strong>pafia</strong> Argynnis paphia<br />
<strong>latona</strong> Issoria lathonia<br />
<strong>vanessa</strong> atalanta Vanessa atalanta<br />
<strong>vanessa</strong> io Inachis io<br />
<strong>vanessa</strong> del cardo Cynthia cardui<br />
<strong>vanessa</strong> c-bianca Polygonia c-album<br />
<strong>vanessa</strong> egea Polygonia egea<br />
<strong>vanessa</strong>  dell’ortica Alias urticae<br />
<strong>ninfa minore</strong> Coenonynpha pamphilus<br />
<strong>bruna dei prati</strong> Maniola jurtina<br />
<strong>macchia del bosco</strong> Pararge aegeria<br />
<strong>bruna dei muri</strong> Lasiommata megera<br />
<strong>esperide venato</strong> Ochlodes venatus<br />
<strong>pavonia maggiore</strong> Saturnia pyri<br />
<strong>pavonia minore </strong>Eudia pavonia<br />
<strong>falena colibrì</strong> Macroglossum stellatarum<br />
<strong>sfinge del convolvulo</strong> Agrius convolvuli<br />
<strong>catocale</strong> Catocala nupta e Catocala elocata<br />
<strong>zigane</strong> Zygaena spp.<br />
<strong>arzia caia</strong> Arctia caja<br />
<strong>falena tigrata</strong> Euplagia quadripunctaria</p>
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		<title>‘Andare al 79′ ovvero in carcere</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/02/25/andare-al-79-ovvero-in-carcere/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 17:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Verona, per indicare che si veniva reclusi in carcere, si diceva ‘essere portati al 79’. Sulla destra dell’Adige, camminando verso i giardini di Raggio di Sole, si estende un vasto terreno che gli Austriaci, nel 1840, utilizzarono per scopi militari. Costruirono due grandi quartieri militari destinati, rispettivamente, a un reggimento di fanteria e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8191" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/campone-verona.jpg" alt="Ingresso all&#39;ex carcere" width="248" height="186" class="size-full wp-image-8191" /><p class="wp-caption-text">Ingresso all'ex carcere</p></div>A Verona, per indicare che si veniva reclusi in carcere, si diceva ‘<strong>essere portati al 79</strong>’.<br />
Sulla destra dell’Adige, camminando verso i giardini di Raggio di Sole, si estende un vasto terreno che gli Austriaci, nel 1840, utilizzarono per scopi militari. Costruirono due grandi quartieri militari destinati, rispettivamente, a un reggimento di fanteria e a uno di cavalleria.<br />
Dopo l&#8217;annessione all&#8217;Italia vi si insediò il <strong>79° reggimento di fanteria</strong>. Quando la caserma lasciò il posto al carcere, i veronesi dissero, in luogo di &#8216;essere portati in carcere&#8217;, ‘essere portati al 79’. </p>
<p><strong>L’ex carcere di Verona, ‘il Campone’, va in mostra</strong>. <em>Dal 28 febbraio al 14 marzo 2011</em> in sala Birolli, all&#8217;ex Macello, ai Filippini.<br />
Renzo Udali e Marco Troiani hanno girovagato nelle sezioni dell’ex carcere, cella dopo cella, corridoio dopo corridoio. Hanno documentato fotograficamente scritte e ricordi, cercando di conservare ciò che il tempo e il trasloco hanno abbandonato perché ne rimanesse traccia per sempre.</p>
<p><span id="more-8189"></span></p>
<p>In via Del Fante, dove si trovava il carcere, tutto è rimasto come l&#8217;ultimo giorno prima del trasloco (1° aprile 1995) nella nuova struttura di Montorio.<br />
Ci sono ancora i registri delle presenze, i cartellini dei detenuti, i libretti sanitari che stabilivano i turni per la guardia ai detenuti ricoverati in ospedale. Nell&#8217;ufficio del direttore si trovano ancora centinaia di volumi, che racchiudono gli appelli, le richieste, le annotazioni di servizio, la storia dietro le sbarre di chi in quella galera ha trascorso anni.<br />
Tutto intatto, coperto di guano, ma le stanze sono in parte ancora arredate. C&#8217;è la chiesa, con un mastodontico altare in marmo.</p>
<p><strong>Le caserme austriache</strong><br />
Il complesso detto ”il Campone” fu costruito nel 1840, contemporaneamente con Castel San Pietro e l’Arsenale.<br />
Il complesso poteva ospitare circa 4.000 soldati senza contare i quadrupedi e i numerosi carriaggi. Era dotato di impianti tecnologici e igienici decisamente all’avanguardia per il periodo.<br />
Dopo l’annessione (1866) le autorità militari italiane scelsero di smantellare le strutture, ma il generale <strong>Giuseppe Salvatore Pianel</strong>* si oppose a una tale politica e contribuì affinché la piazzaforte veronese non andasse in rovina.<br />
Nel periodo bellico, 1940-1945, la struttura subì notevoli danni a causa dei bombardamenti aerei.<br />
Nel dopoguerra la caserma di fanteria divenne carcere fino al 1° aprile 1994, mentre la caserma di cavalleria è stata in uso all&#8217;Esercito Italiano (caserma Mastino) sino agli anni settanta, ristrutturata nei primi anni ottanta, venne destinata a sede del Tribunale di Verona.</p>
<p>* <strong>Giuseppe Salvatore Pianell</strong> (Palermo, 9 novembre 1818 – Verona, 5 aprile 1892) è stato un generale e politico italiano.<br />
A metà ottobre Pianell fu nominato comandante del Dipartimento di Verona, grado corrispondente a Generale di Corpo d’Armata, a metà ottobre 1866. Al termine della III guerra di indipendenza.<br />
Nel 1882 Pianell, quale comandante delle forze dell’Italia del Nord, organizzò e guidò con successo i soccorsi per l’alluvione di Verona e del Polesine. Per riconoscenza la giunta municipale veronese gli conferì la nomina di cittadino onorario. Chiese, ma non ottenne mai di poter andare in congedo.<br />
Compì, allora, il suo dovere fino all’ultimo. Il 20 marzo 1892, in occasione della parata annuale a Verona per il compleanno di Re Umberto I, nonostante la pioggia insistente, rimase immobile a cavallo in attesa che sfilassero tutti i reparti intervenuti. Pochi giorni dopo, nel suo appartamento di Palazzo Carli, sede anche del Comando militare, si mise a letto con una bronchite e il 5 aprile 1892, dopo aver ricevuto i conforti religiosi, spirò fra i suoi familiari, a poco più di 73 anni.</p>
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		<title>4 marzo, ‘Venardi gnocolar’</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/02/24/4-marzo-%e2%80%98venardi-gnocolar%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 19:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicina la fine del carnevale e venerdì 4 marzo 2011 sfilerà per le vie del centro cittadino veronese il corteo mascherato, al quale parteciperanno circa 60 carri allegorici, accompagnati dalle maschere della tradizione carnevalesca veronese, da majorettes, gruppi musicali italiani ed europei. La sfilata prende il via alle ore 13.30 in corso Porta Nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8169" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/carnevale-2007.jpg" alt="Carnevale 2007, sfilata" width="227" height="203" class="size-full wp-image-8169" /><p class="wp-caption-text">Carnevale 2007, sfilata</p></div>Si avvicina la fine del carnevale e <strong>venerdì 4 marzo 2011</strong> sfilerà per le vie del centro cittadino veronese <strong>il corteo mascherato</strong>, al quale parteciperanno circa 60 carri allegorici, accompagnati dalle  maschere della tradizione carnevalesca veronese, da majorettes, gruppi musicali italiani ed europei.<br />
La sfilata prende il via alle ore 13.30 in corso Porta Nuova e si conclude in tarda serata in piazza San Zeno.<br />
<strong>È la 481° edizione del Bacanal del Gnoco</strong>.</p>
<p>Il<strong> Baccanale</strong> era una festività romana in onore del dio Bacco, dio del vino e di altri vizi.<br />
Il <strong>gnoco o gnocco</strong> è uno dei primi piatti più conosciuti: semplice e sostanzioso. Le origini degli gnocchi sono da ricercarsi nel periodo in cui le patate, provenienti dal continente americano, vennero importate in Europa. A quel tempo tuttavia esistevano già alcune varietà di gnocchi preparate con altri alimenti.</p>
<p><span id="more-8167"></span></p>
<p><strong>Il papà del gnoco</strong> è la principale maschera del carnevale veronese rappresentata da un uomo anziano, rubicondo e con una lunga barba bianca, simile a Babbo Natale, vestito di broccato nocciola e mantello, con una tuba rossa a cui sono attaccati dei sonagli. Poiché è considerato <strong>il re del Bacanal</strong> del Gnoco, ha come scettro una grande forchetta dorata, in cui è infilzato <strong>uno gnocco di patata</strong>. Si muove a cavallo di una mula che, in altri tempi, alla fine del periodo carnevalesco, veniva tradizionalmente mangiata sotto forma di pastissada. La pastissada de caval era pronta quando, stacotta, tendeva a disfarsi. Più <strong>la pastissada</strong> è consumata, migliore risulta il suo gusto. Viene servita con polenta molto calda oppure utilizzata come sugo per condire gli gnocchi. </p>
<p>Durante la sfilata il papà del gnoco, assieme ai suoi servitori (i gobeti), dispensa caramelle ai bambini e confezioni di gnocchi (Rana!) per gli adulti. </p>
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		<title>Esche all’arsenico per uccidere i colombi</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/02/16/esche-allarsenico-per-uccidere-i-colombi/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 19:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché non ammazzare anche i gatti randagi? I cani randagi? Gli uom… randagi? In questi giorni ignoti idioti a Borgo Trento hanno disseminato il quartiere con esche velenose per i piccioni. Uno scenario tristissimo: piccioni uccisi da bocconi di riso avvelenati. Gli animali cercano di volare, ma sbattono contro le auto in sosta e contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8149" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/colombi.jpg" alt="Lancio colombi per matrimoni" width="255" height="168" class="size-full wp-image-8149" /><p class="wp-caption-text">Lancio colombi per matrimoni</p></div><strong>Perché non ammazzare anche i gatti randagi? I cani randagi? Gli uom… randagi?</strong></p>
<p>In questi giorni ignoti idioti a <strong>Borgo Trento</strong> hanno disseminato il quartiere con esche velenose per i piccioni. Uno scenario tristissimo: piccioni uccisi da bocconi di riso avvelenati. Gli animali cercano di volare, ma sbattono contro le auto in sosta e contro i muretti, poi muoiono tra l&#8217;indifferenza generale.<br />
<strong>Un&#8217;anziana coppia di pensionati è stata denunciata</strong> per aver dato del cibo ai piccioni. I vigili hanno perfino imposto loro di sigillare il balcone con una rete. </p>
<p><strong>Perché le catture e le uccisioni sono inutili</strong> oltre che eticamente contestate da una vasta parte della popolazione? </p>
<li><strong>1</strong> <em>Lo spazio lasciato vacante dagli animali bruscamente allontanati viene immediatamente rioccupato da altri esemplari o tramite un incremento delle nascite o da arrivi da colonie limitrofe.</em>
<li><strong>2</strong> <em>I colombi inoltre sono animali sociali, sono in grado di vedere quello che succede a un altro essere della propria specie e quindi è difficile riuscire a superare il 40 % delle catture, a meno che non si sia in grado di ammazzare i colombi tutti insieme, molto rapidamente.<br />
</em></p>
<li><strong>3</strong><em>Le ordinanze di divieto di somministrazione di cibo colpevolizzanoi cittadini e non individuano la vera causa del comportamento. Le persone che assistono le colonie sono spesso anziane e sole, cioè proprio cittadini che sono trascurati dal corso normale della vita.<br />
Sarebbe meglio educare le persone sulle necessità alimentari degli animali, come sia importante dare un cibo equilibrato e adatto. </em></p>
<li><strong>4</strong><em>Spesso le rimostranze sono legate alla presenza di guano, che una semplice ripulitura dei siti può mettere a tacere, oppure all&#8217;aspetto sanitario.</em>
<li><strong>5</strong><em>La pericolosità dei colombi per la salute umana è talmente bassa che le normali attenzioni igieniche, generalmente seguite da tutte le persone, (ad esempio lavarsi le mani e lavare i cibi prima del loro utilizzo) bastano per evitare qualsiasi pericolo.</em><br />
<strong>Le zoonosi</strong>, ossia le malattie che normalmente colpiscono gli umani sono quelle che si contagiano non vivendo con gli animali ma mangiandoli. (Vedi le anguille alla diossina sul lago di Garda)</p>
<p><span id="more-8147"></span></p>
<p><strong>Alcune iniziative</strong>, già attuate dalle istituzioni veronesi, s<strong>ono efficaci al contenimento del ‘problema’</strong> colombi, gatti, cani randagi…<br />
•	Censimento delle colonie di colombi e dei siti dove vivono.<br />
•	Individuazione di aree dove si potrebbero alimentare i colombi con meno problematiche di convivenza.<br />
•	Realizzazione di mangiatoie coperte con cui distribuire in modo regolare e controllato mangime medicato.<br />
•	Chiusure dei siti di ovo deposizione…<br />
•	Installazione in punti idonei del centro storico di nidi artificiali per uccelli antagonisti (falco pellegrino, allocco, barbagianni, gheppio, taccola…).<br />
I rapaci diurni e notturni predano i piccioni adulti, mentre la taccola si ciba di uova e nidiacei e compete con il colombo per l’utilizzo di cavità idonee alla nidificazione. </p>
<p>In ogni caso <strong>è negativo allontanare forzatamente gli umani dai loro amici</strong>, perché questi rappresentano appunto amicizia, senso di utilità, gratificazione, aggiungono e mantengono uno scopo di vita per individui che faticano a trovarli altrove, non per colpe solo loro.<br />
<strong>Il rispetto per gli animali educa tutti alla tolleranza e alla convivenza anche tra gli umani e innalza il desiderio di giustizia. Il rispetto per gli animali è fondamentale per un futuro migliore anche per gli uomini. </strong><br />
Informare sulle reali e relativamente ridotte potenzialità della trasmissione delle malattie dei colombi all&#8217;uomo.<br />
Troppo spesso viene trascurato il fatto che gli animali in città sono portatori di una serie di valenze positive che migliorano il livello di vita umano. </p>
<p><strong>Per maggiori informazioni</strong> <em>http://www.unaecoanimali.it/animali_citta/colombi_piccioni.htm</em></p>
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		<item>
		<title>Lago di Garda, Anguille alla diossina</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 16:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anguilla alla diossina non è una nuova ricetta di ‘cotto e mangiato’, ma di pesci, ritrovati in questi giorni nelle acque del lago di Garda, che contenevano il veleno ‘diossina’, responsabile di decine di migliaia di nascite di bambini malformati e di tumori nelle persone. Le diossine sono estremamente tossiche per l&#8217;uomo e gli animali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8129" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/anguilla.jpg" alt="Anguilla" width="255" height="153" class="size-full wp-image-8129" /><p class="wp-caption-text">Anguilla</p></div><strong>Anguilla alla diossina</strong> <em>non è una nuova ricetta di ‘cotto e mangiato’</em>, ma di pesci, ritrovati in questi giorni nelle acque del lago di Garda, che contenevano <strong>il veleno ‘diossina’</strong>, responsabile di decine di migliaia di nascite di bambini malformati e di tumori nelle persone.</p>
<p><strong>Le diossine sono</strong> estremamente tossiche per l&#8217;uomo e gli animali, e <strong>sono tra i più potenti veleni conosciuti</strong>.<br />
L’avvelenamento avviene attraverso gli alimenti, in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina.<br />
<em>“Più che di diossine”</em> dichiara <strong>Michele Bertucco</strong>, presidente di Legambiente Veneto <em>&#8220;dobbiamo parlare di sostanze (PCB, policlorobifenili) che non hanno una origine naturale. I Pcb sono stati largamente impiegati nelle acciaierie, nelle centrali elettriche, nonché nei motori di automobile. In passato (ma forse ancora oggi), la sostituzione di questi oli dielettrici avveniva scaricando in ambiente quelli esausti, come pure quando si trattava di demolire impianti vecchi o rottamare automobili. I Pcb si accumulano sui fondali ed entrano nella catena alimentare soprattutto attraverso quei pesci, come le anguille, che vivono e si cibano su quei limi.&#8221;</em></p>
<p><span id="more-8125"></span></p>
<p>È stato definito il piano di controlli per individuare le cause dell’inquinamento e garantire la sicurezza dei prodotti pescati, delle acque e dell’ecosistema del Garda.<br />
Tuttavia per sapere se si possono commercializzare, si dovrà attendere ancora più di un mese. <em>“Non ci sono ancora dati sufficienti per prendere delle decisioni e quindi emettere ordinanze”</em> dice il vice presidente della Provincia di Verona e assessore all’ambiente caccia e pesca,<strong> Fabio Venturi</strong>. </p>
<p>Non drammatizziamo…</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2011%2F02%2F15%2Flago-di-garda-anguille-alla-diossina%2F&amp;linkname=Lago%20di%20Garda%2C%20Anguille%20alla%20diossina"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sprea, il liquore dell’amore perfetto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 09:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[liquore amore perfetto]]></category>
		<category><![CDATA[medicina popolare]]></category>
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		<description><![CDATA[A Sprea, frazione di Badia Calavena, visse Don Luigi Zocca, che fu parroco della frazione per ben 33 anni. Divenne un famoso conoscitore di medicamenti con le erbe e guaritore di malanni fisici. Nella ricetta del liquore dell´amore perfetto entrano timo, limone, cannella, vaniglia, macis (l’involucro esterno della noce moscata), coriandolo e acquavite. Due sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8101" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/sprea.jpg" alt="Sprea, Badia Calavena" width="248" height="186" class="size-full wp-image-8101" /><p class="wp-caption-text">Sprea, Badia Calavena</p></div><strong>A Sprea</strong>, frazione di Badia Calavena, visse Don Luigi Zocca, che fu parroco della frazione per ben 33 anni. Divenne un famoso conoscitore di medicamenti con le erbe e guaritore di malanni fisici.<br />
Nella ricetta del <strong>liquore dell´amore perfetto</strong> entrano timo, limone, cannella, vaniglia, macis (l’involucro esterno della noce moscata), coriandolo e acquavite.</p>
<p>Due sono le preparazioni<br />
<strong>Vino afrodisiaco</strong><br />
In un litro di vino di Malaga aggiungi:<br />
•  Spicchi di vaniglia 30 g<br />
•  Cannella 30 g<br />
•  Ginseng 30 g<br />
•  Rabarbaro 30 g<br />
Lascia macerare per 15 giorni, agitando il contenitore ogni giorno. Filtra e aggiungi 15 gocce di tintura d&#8217;ambra. Bevine un bicchiere da liquore dopo ogni pasto. Non eccedere nelle dosi. </p>
<p><span id="more-8099"></span></p>
<p><strong>Liquore dell&#8217;Amore Perfetto</strong><br />
In due litri di acquavite aggiungi<br />
•  Scorza di limone 40 g<br />
•  Timo 10 g<br />
•  Cannella 15 g<br />
•  Vaniglia 10 g<br />
•  Coriandolo 10 g<br />
•  Macis 10 g<br />
Lascia macerare 15 giorni e aggiungi sciroppo di zucchero preparato con 2 Kg di zucchero per 1 litro di acqua. Mescola e filtra. Bevine un bicchierino da liquore a fine pasto. </p>
<p>Vicino alla chiesa di Sprea ora lavora l’Associazione <strong>Erbecedario della Lessinia</strong>.<br />
Tra le iniziative organizzate dall’Associazione vi sono escursioni naturalistiche con la guida di un esperto, convegni su tematiche erboristiche e di medicina popolare, realizzazione di un orto botanico.<br />
<em>http://www.erbecedario.it/</em></p>
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