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	<title>Viaggi - Turismo</title>
	
	<link>http://www.viaggi-turismo.net</link>
	<description>Racconti di viaggio</description>
	<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 19:57:41 +0000</pubDate>
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		<title>» L’allegria dei Quilombos</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-lallegria-dei-quilombos/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 11:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify; border: 2px dashed black; padding:2%;margin:20px;line-height:1.5em; font-weight:bold">Benvenuto su <a href="#">www.viaggi-turismo.net</a>. In questo WeBlog vengono raccolte esperienze di viaggio corredate di foto e video.<br />
Vuoi raccontare la tua esperienza, pubblicando un reportage corredato di foto/video/mappe di google? Sei nel sito giusto!!<br />
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<p align="justify">
<p>(<em>continua dal post precedente</em>)<br />
Ritmi che esplodono all&#8217;unisono nei giorni del <strong>Carnevale</strong>. E che Sao Luis sono arricchiti dal fragore dei Tambor de Crioula e dei Tambor de Minas, dai ritmi mutuati dal <strong>Bumba - meu - boi</strong>, l&#8217;altra grande festa che si celebra a giugno,</p>
<table border="0" cellspacing="5" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
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<td>
<p align="justify">e dall&#8217;improvvisazione, di chiara marca africana, portata in dote dagli abitanti dei <em>quilombos</em>, le comunità formate dai discendenti degli schiavi fuggiti dalle piantagioni. Per preparare il Carnevale, quattro giorni in cui lasciarsi alle spalle tutte le preoccupazioni, i brasiliani  lavorano per dodici mesi - investendo una parte considerevole dei loro risparmi - nella preparazione di costose <em>fantasias</em>, gli sgargianti costumi delle scuole di samba. «La miseria interessa agli intellettuali, al popolo piace il lusso», ci spiega il titolare di un laboratorio sartoriale di Madre Deus, il barrio più <em>bohémien</em> della città. È qui che hanno sede alcune <strong>scuole di samba</strong>, tra cui quella di Tourma do quinto, che talvolta prova musiche e danze di notte, davanti alle mura del locale cimitero.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="more-160"></span></p>
<p align="justify">Vita e morte entrano così in contatto, una una delle tante contraddizioni che caratterizzano un Paese ricco ma povero, triste ma allegro. Le canzoni del samba sono gaie, ma raccontano le sofferenze quotidiane, gli amori falliti, i problemi politici e sociali</p>
<table border="0" cellspacing="5" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/2.jpg" alt="Tambor de Minas" /></td>
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// &#8211;&gt;
// &#8211;&gt;</script><br />
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</tr>
</tbody>
</table>
<p align="justify">
<p><em>[ Fonte: Viaggio e Turismo ]</em></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>» Movida in Salsa Nordestina</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-movida-in-salsa-nordestina/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 20:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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		<description><![CDATA[(continua dal post precedente)
Invece i 500 metri che partono dall&#8217;angolo tra rua da Estrela e rua Alfàndega girano intorno alla Casa do Maranhao percorrono rua Portugal per ricongiungersi con rua da Estrela, 





pur avendone tutte le caratteristiche, non appartengono a un set cinematografico: sono il cuore della movida del quartiere di Praia Grande. Qui, sotto [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align=justify>(<i>continua dal post precedente</i>)<br />
Invece i 500 metri che partono dall&#8217;angolo tra rua da Estrela e rua Alfàndega girano intorno alla <b>Casa do Maranhao</b> percorrono rua Portugal per ricongiungersi con rua da Estrela, </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td>
<p><!--adsense--></td>
<td>
<p align=justify>pur avendone tutte le caratteristiche, non appartengono a un set cinematografico: sono il cuore della movida del quartiere di Praia Grande. Qui, sotto enormi alberghi di Praia Grande. Qui, sotto enormi alberi di mango, i camerieri servono calici di birra gelata. Venditori ambulanti di macedonia pedalano su biciclette con montato un cartello che declina i vantaggi vitaminici garantiti dalla loro mercanzia. Branchi di <i>freak</i>, reduci da qualche paradiso hippie della costa, vendono orecchini artigianali che sono un vero e proprio &#8220;bignami&#8221; del Brasile, perchè inanellano ossa di pesce, brandelli di pelle di coccodrillo, piume di uccello, pietre dure, riproduzioni di divinità del <i>candomblé</i>.
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-159"></span></p>
<p align=justify>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/salsa.jpg" alt="Movida in Salsa Nordestina"></td>
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Al civico 220 di rua da Estrela il ristorante Antiguamente, oltre a proporre la saporita cucina maranenese, ospita ruspanti concerti nei quali un&#8217;orchestrina suona i classici dell <i>choro</i>, una musica in bianco e nero nata insieme al jazz, ma in un Paese che vanta un catalogo di oltre 200 ritmi.<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>» Il ritmo sensuale del Tambor</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-il-ritmo-sensuale-del-tambor/</link>
		<comments>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-il-ritmo-sensuale-del-tambor/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 16:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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		<description><![CDATA[(continua da questo post)
Per un&#8217;ulteriore conferma di quanto l&#8217;Africa sia compenetrata con l&#8217;odierna Sao Luis si può passare dalle parti del Mecardo de Praia Grande, ogni giovedì sera, per imbattersi in una delle anime nere della città. 





Il primo buio della sera viene rischiarato da un fuoco utilizzato per scaldare le pelli del rancador, del [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align=justify>(<i>continua da questo <a href="http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/brasile-le-radici-del-ritmo-parte-iii/#more-151" target="_blank">post</a></i>)<br />
Per un&#8217;ulteriore conferma di quanto l&#8217;Africa sia compenetrata con l&#8217;odierna Sao Luis si può passare dalle parti del <b>Mecardo de Praia Grande</b>, ogni giovedì sera, per imbattersi in una delle anime nere della città. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td>
</td>
<td>
<p align=justify>Il primo buio della sera viene rischiarato da un fuoco utilizzato per scaldare le pelli del <i>rancador</i>, del <i>socador</i> e del <i> crivaldor</i>: i tre tamburi utilizzati per un rito originariamente dedicato a San Benedetto, il santo cattolico sincretizzato con Toy Averekete, divinità del <i>candomblè</i>. È la tradizione del Tambor de Crioula, una danza sensuale dove una ballerina, ospitata in una ruota formata da donne agghindate con lunghe gonne sgargianti, si esibiscono nella <i>punga</i>: un &#8220;colpo d&#8217;ombelico&#8221; dall&#8217;inequivocabile valenza sensuale.<br />
L&#8217;area del mercato è ne cuore di Praia Grande, da sempre l&#8217;ombelico della Zona: un quartiere che è stato recuperato con un progetto, il Revivere, gemello dell&#8217;analoga operazione portata a termine nel Pelourinho di Salvador di Bahia.
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-158"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
Un ottimo viatico per un centro storico, quello di Sao Luis, che vanta 3.500 edifici tutelati, di cui 1.100 dichiarati &#8220;patrimonio dell&#8217;umanità&#8221; dall&#8217;Unesco. Molti sono fatiscenti e meriterebbero adeguate operazioni di restauro. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/tambor.jpg" alt="Tambor de Crioula"></td>
<td><script type="text/javascript"><!--
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Quello che potrebbe uscirne è ben esemplificato dalla Morada Historica de Sao Luis, splendido palazzo ricco d&#8217;influenze art nouveau e art déco, di affeschi e di <i>azulejos</i>, che è stato utiliuzzato come location in più di unua pellicola cinematografica.<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>» Sapore d’antico</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-sapore-dantico/</link>
		<comments>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-sapore-dantico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 11:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

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(continua da questo post)
La vista sul Bosforo che si gode dalle vetrate dell&#8217;Istanbul Modern è incantevole; inquadra il Corno d&#8217;Oro e tutto quello che ha reso unica questa città nei secoli. Il Gran Bazar, il più grande mercato coperto del mondo, è sempre più attrazione turistica, che però si anima uscendo all&#8217;aperto, dove somiglia a [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellpadding=5 cellspacing=5>
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<p align=justify>(<i>continua da questo <a href="http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/istanbul-lequilibrista-parte-iii/" target="_blank">post</a></i>)<br />
La vista sul Bosforo che si gode dalle vetrate dell&#8217;<b>Istanbul Modern</b> è incantevole; inquadra il Corno d&#8217;Oro e tutto quello che ha reso unica questa città nei secoli. Il <b>Gran Bazar</b>, il più grande mercato coperto del mondo, è sempre più attrazione turistica, che però si anima uscendo all&#8217;aperto, dove somiglia a un mercato rionale diviso per settori: qui gli abiti, lì le scarpe, laggiù gli utensili in alluminio, appena prima degli oggetti in vimini. Appena fuori dal Mercato delle spezie, invece, si vendono solo animali, comprese certe sanguisughe scure che galleggiano dentro ai bidoni di acqua sporca.<br />
Qui le persone si muovono compatte, le donne sono un lampo di colore: una maglietta rossa, i capelli tinti con l&#8217;henné, un chador svolazzante.
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-157"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
La &#8220;doppia vita&#8221; di Istanbul sembra più evidente che altrove. Alla <b>Moschea Blu</b> si entra solo a capo coperto. Nei cortili interni, però accanto alle vasche per le abluzioni rituali qualche baffuto pellegrino fotografa con serenza soddisfazione le gambe nude di un&#8217;ignara turista. Poco lontano, davanti alla massa squadrata e un pò sgraziata di <b>Santa Sofia</b>, cattedrale divenuta prima moschea e poi museo in cui coesistono mosaici bizantini e dlicati merletti di pietra, le scolaresche in gita sfilano più o meno ordinate verso l&#8217;entrata; preadolescenti in divisa, bambini con piccole macchine fotografiche digitali, adolescenti velate che indossano lunghe gonne e magliette a strati.</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/moskea.jpg" alt="Moschea Blu"></td>
<td><script type="text/javascript"><!--
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Nel complesso di <b>Topkapi</b>, la residenza reale, è lo stesso: spolverini e chador colorati si mescolano a jeans aderenti e T-shirt.<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>» Gran finale a Verbier, la regina mondana</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-gran-finale-a-verbier-la-regina-mondana/</link>
		<comments>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-gran-finale-a-verbier-la-regina-mondana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 20:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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(continua dal post precedente)
Rincuorati dal fatto che anche gli svizzeri imparino dai propri errori, il tour delle 4 Valli si conclude nella capitale del comprensorio: Verbier. Cosmopolita, effervescente e modaiola, ha uno skyline inconfondibile: gli chalet che si ripetono modulari, dal più piccolo al più grande, danno un senso di armonia al grande anfiteatro natuale [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
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<td>
<p align=justify>(<i>continua dal post precedente</i>)<br />
Rincuorati dal fatto che anche gli svizzeri imparino dai propri errori, il tour delle 4 Valli si conclude nella capitale del comprensorio: Verbier. Cosmopolita, effervescente e modaiola, ha uno skyline inconfondibile: gli chalet che si ripetono modulari, dal più piccolo al più grande, danno un senso di armonia al grande anfiteatro natuale in cui si adagia il paese. Intorno una cornice di pendii che permette di scare su 4 versanti: Savoleyeres, con piste rosse e blu e il collegamento per il borgo di La Tzoumaz; Les Ruinettes, per perdersi fra le piste al limitare di boschi incantati; Attelas, per chi punta in alto e vuole sfiorare il cielo; e la Chuax, quello più spettoclare e preferito da chi vuole raggiungere il Mont Fort e le piste di Nendaz.
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-156"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
DA metà pomeriggio tutti si ritrovano a Le Namasté (tel. 0041-277715773) o a <a href="http://www.lamarmotte-verbier.com" target="_blank">La Marmotte</a>, dove non fanno il <i>four</i>, ma un grosso camino con una piastra raffredata ad acqua accanto al quale troneggia una mezza forma di raclette che attende a sciogliersi per il piacere dei clienti. Si può indugiare quassù fino al tramonto, poi una facile stradina conduce attraverso i boschi fino in paese. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/verbier.jpg" alt="Verbier"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
Una ghiotta alternativa è <a href="http://www.lesonalon.ch" target="_blank">Le Sonalon</a>, sui pendii di Savoleyres: tavoli in legno, tovaglie a quadretti e ricami a mezzo punto fanno pregustare un indimenticabile appuntamento con il gusto.</p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>» Thyon 2000, le famiglie vanno a est</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-thyon-2000-le-famiglie-vanno-a-est/</link>
		<comments>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/%c2%bb-thyon-2000-le-famiglie-vanno-a-est/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 11:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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(continua dal post precedente)
A caccia di sole e pendii più dolci ci si sposta verso est fino a Thyon 2000-Les Collons, ai piedi dell&#8217;Ethérolla. È il punto più orientale delle 4 Vallées, il più amato dalla famiglie per via dei prezzi contenuti e delle strutture per l&#8217;intrattenimento dei bambini. In pista può capitrare di incrociare [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellpadding=5 cellspacing=5>
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<p align=justify>(<i>continua dal post precedente</i>)<br />
A caccia di sole e pendii più dolci ci si sposta verso est fino a Thyon 2000-Les Collons, ai piedi dell&#8217;Ethérolla. È il punto più orientale delle 4 Vallées, il più amato dalla famiglie per via dei prezzi contenuti e delle strutture per l&#8217;intrattenimento dei bambini. In pista può capitrare di incrociare le traiettorie con Francoise Besse Matter, una dea del Telemark prima maniera, quando ancora si gareggiava a proprie spese, con papà manager e mamma a fare il tifo. Più volte campionessa iridata, Francoise è tornata fra i suoi monti, lavora all&#8217;ufficio turistico ed è riuscita a coronare il sogno di portare sulle piste di casa i Mondiali di Telemark nella primavera del 2007.<br />
«I campionati ci hanno permesso di realizzare una nuova pista. Inoltre, i nostri traccati sono coperti al 75% con impianti per l&#8217;innevamento artificiale e, una volta alla settimana, c&#8217;è la possibilità di praticare lo sci notturno»,
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-155"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
spiega Francoise, perfetta promoter del suo paese, che obbliga almeno due soraclette: a <a href="http://www.lacambuse.ch" target="_blank">La Cambuse</a>, in paese, accanto alla partenza di uno skilift, oppure, sulle piste, a La Cabane del Matze, dove finalmente confermano:</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/Thyon.jpg" alt="Thyon 2000"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
«Si, la raclette nacque da una dimenticanza: ili formaggio vicino al fuoco si sciolse e tutti capirono che era più buonocosì per accompagnare non solo verdure e patate lesse, ma anche salumi».<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>» 2800 km in una tessera</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/2800-km-in-una-tessera/</link>
		<comments>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/2800-km-in-una-tessera/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 18:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[




(continua dal post precedente)
L&#8217;abbuffata di piste e scenari spettacolari garantita dalle 4Vellées non vi basta? Con un&#8217;unica tessera si può avere libero accesso agli impianti di 50 comprensori del Vallese, per un totale di 2.800 km di piste. Zermatt e il Cervino, Saas Fee e il Dom, il comprensorio franco-svizzero delle Portes du Soléil, la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td>
</td>
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<p align=justify>(continua dal post precedente)<br />
L&#8217;abbuffata di piste e scenari spettacolari garantita dalle 4Vellées non vi basta? Con un&#8217;unica tessera si può avere libero accesso agli impianti di 50 comprensori del Vallese, per un totale di 2.800 km di piste. Zermatt e il Cervino, Saas Fee e il Dom, il comprensorio franco-svizzero delle Portes du Soléil, la raffinata Crans Montana, Leukerbad, tempio del benessere: la scelta è infinita. La Valais Ski Card vale 2 anni, si basa su un sistema di punti prepagati ed è valida anche in numerosi centri termali e musei del cantone. Cento punti costano 66, 21 euro e 298,12 euro. Per maggiori informazioni: <a href="http://www.valaisskicard.ch" target="_blank">www.valaisskicard.ch</a>
</td>
</tr>
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<p><span id="more-154"></span><!--adsense--></p>
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<h2>A Veysonnaz sulle tracce dell&#8217;orso</h2>
<p>La bussola conduce verso Veysonnaz. Pendii al sole, piste larghe e preparate sono un degno antipasto del piatto principale, per cui occorrono gambe e attenzione: le Piste de L&#8217;Ours (la &#8220;pista dell&#8217;orso&#8221;), più volte sede di gare di Coppa del mondo e Coppa Europa. Se la ricorda bene anche Deborah Compagnoni, che qui vinse un memorabile gigante nel dicembre 1993 infliggendo alle avversarie un distacco abissale, di quasi 3 secondi. Abeti, cambi di pendenza e un manto compatto sono le sue caratteristiche, da affrontare magfari dopo una tappa a <a href="http://www.caboulis.ch" target="_blank">Le Caboulis</a>, delizioso bar in legno abbarbicato sulla massima pendenza, dove hanno risolto il problema del personale: la corroborante <i>abricotine</i>, insieme a spiriti e altri liquori, viene servita ai tavoli con una carrucola a forma di funivia.</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/veysonnaz.jpg" alt="Veysonnaz"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
Ma per una sosta più consistente e calorica preoccupatevi di arrivare per tempo a Les Chottes sulla pista 21 che scende da Greppone Blanc: in quella che fu una stalla e oggi pare una reggia di cristallo, pietra, arredi montagnard e legno, Dominique Michelet ha sempre pronto un <i>four</i> per gli sciatori di passaggio: il <i>four</i> è lo speciale fornelletto che scioglie la raclette a domicilio, cioè sul tavolo del cliente. A Les Chottes u ouù fortunati riescono a occupare quello più panoramico, situato sul soppalco. Qui ci raggiunge Michelet. «Mezza forma di raclette basta per 40 persone mediamente affamate», confida. «E poi c&#8217;è ancora la <i>religieuse</i>», strizza l&#8217;occhio. In questo modo viene chiamata la crosta. Accade da quando divenne il cibo preferito di alcune suore di un convento vicino a Sion che, per economizzare, dopo un pranzo a base di formaggio fuso, la sera scioglievano pazientemente la parte avanzata con la fiammella delle candele nelle loro celle.<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Mont Fort trampolino per campioni</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 20:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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(continua dal post precedente)
Si può cominiciare da Nendaz, a quota 1400, posto su una terrazza affacciata sulla piana di Sion. Siamo a poco più di un&#8217;ora d&#8217;auto dal Sempione, eppure di italiani se ne vedono pochi. «Dobbiamo mettere a punto qualche dettaglio», spiegano all&#8217;ufficio del turismo. «Perfezionare il nostro italiano e servire la cena a [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
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<p align=justify>(<i>continua dal post precedente</i>)<br />
Si può cominiciare da Nendaz, a quota 1400, posto su una terrazza affacciata sulla piana di Sion. Siamo a poco più di un&#8217;ora d&#8217;auto dal Sempione, eppure di italiani se ne vedono pochi. «Dobbiamo mettere a punto qualche dettaglio», spiegano all&#8217;ufficio del turismo. «Perfezionare il nostro italiano e servire la cena a orari più mediterranei, per esempio». Cose peraltro secondarie in questo luogo, che unisce il profumo d&#8217;antico degli <i>hameau</i> con case in pietra e legno (anche del XIII secolo) alla tecnologia degli impianti di risalita e alla funzionalità dei complessi di residence con vista sulle piste.
</td>
</tr>
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<p><span id="more-153"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>Laggiù scorre placido il Rodano e di fronte si scorgono i vigneti dove nascono Fendant e Arvine, i più fedeli compagni della raclette. Quassù, invece, la neve si declina in mille fogge. Dalla stazione d&#8217;arrivo della funivia del Mont Fort lo sguardo spazia su Cervino, Dent d&#8217;Herens, Grand Combin e Monte Bianco. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/montfort.jpg" alt="Mont Fort"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
La prima parte della discesa del Mont Fort è tosta, ma è la gioia degli indecisi: che cosa scegliere fra le mille gobbe di una pista che &#8220;spezza&#8221; le gambe meno allenate e il muro dello ski vitesse, dove fa tappa la Coppa del mondo di sci di velocità? Dal Col des Gentianes, dove c&#8217;è il bivio per Verbier, la pendenza si riduce. Per scendere a Nendaz si può seguire, tra l&#8217;altro, il vallone del Tortin, un fioripista facile dove ci si può sentire davvero provetti freerider.<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		<title>In pista con le raclette (parte I)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 20:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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Neve e riclette. La consistenza è simile, il piacere che dispensano identico. Ma, soprattutto, l&#8217;una serve per affrontare meglio l&#8217;altra: dopo un assiette di fumante raclette, non c&#8217;è pendio che non spiani le sue insidie più recondite. Lo hanno capito nel Vallese, il cantone svizzero patria del formaggio à racler, da raschiare. E hanno creato [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
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Neve e riclette. La consistenza è simile, il piacere che dispensano identico. Ma, soprattutto, l&#8217;una serve per affrontare meglio l&#8217;altra: dopo un <i>assiette</i> di fumante raclette, non c&#8217;è pendio che non spiani le sue insidie più recondite. Lo hanno capito nel Vallese, il cantone svizzero patria del formaggio <i>à racler</i>, da raschiare. E hanno creato un carosello goloso attraverso le &#8220;4 Vallés&#8221;, il super comprensorio con 92 impianti di risalita e 412 km di piste che si dipanano in un festival di gobbe, boschi e curve dai 3330 metri del Mont Fort
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-152"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>Nendaz, Veysonnaz, Thyon-Les Collons e Verbier, i paesi alla base delle piste, possono essere collegati non solo da impianti svelti e pratici, ma da un appetito che vien sciando. Non se l&#8217;aspettava certamente Léon, un omino del &#8216;600 di cui non sappiamo molto altro se non che commise un errore pericololo. Portò vicino al fuoco dove intendeva riscaldarsi anche un pezzo di un formaggio locale. Ma il <i>morceau</i> prese a sciogliersi finendo sulle altre pietanze: una delizia. Era nata la raclette - così racconta questa leggenda che piace ad alcuni ma non a tutti - e dell&#8217;errore di Léon oggi si fa un business a base di latte crudo e intero, aria buona, mucche sane e fantasia.</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/4v.jpg" alt="4 Vallees"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
Questa è la Raclette vallesana, quella Doc: ogni toma riporta il nome dell&#8217;alpeggio di provenienza sul tallone. Diffidate dalle imitazioni, anche se non si richia di incontrarne sulle piste delle &#8220;4 Vallées&#8221;. Già, ma da quale partire? Lo scopriremo nel prossimo post.<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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		<title>Brasile, le radici del ritmo (parte III)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2009/01/brasile-le-radici-del-ritmo-parte-iii/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 20:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>

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Quello che la storia ci ha lasciato in eredità è una delle capitali più lusitane del Brasile, con un&#8217;impronta architettonica tipicamente portoghese nei quasi 4000 edifici sorti in quattro secoli. Sono tutti concentrati in un segmento della città conosciuto come la Zona, in pratica il centro storico, figlia degli anni in cui il pil delle [...]


Non ci sono articoli simili]]></description>
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Quello che la storia ci ha lasciato in eredità è una delle capitali più lusitane del Brasile, con un&#8217;impronta architettonica tipicamente portoghese nei quasi 4000 edifici sorti in quattro secoli. Sono tutti concentrati in un segmento della città conosciuto come la Zona, in pratica il centro storico, figlia degli anni in cui il pil delle potenze economiche mondiali era fortemente legato al mercato del cotone e della canna da zucchero. Da quei tempi <b>Sao Luis</b> ha ereditato i nipoti degli schiavi: oggi è una città ancora pià nera di Salvador di Bahia.  Le testimonianze sono numerose, a partire dal Museo do Neglio, ospitato nel <b>Cafuà das Merces</b>, l&#8217;antico mercato degli schiavi, dove sono esposte opere d&#8217;arte africanca e strumenti musicali utilizzati nei <i>terreiros</i>, i luoghi deputati al culto delle religioni afro-americane.
</td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-151"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>Uno dei <i>terreiros</i> più importanti di Sao Luis è la <b>Casa de Minas</b>, nel quartiere Madre Deus: un luogo di culto fondato da schiave africane di etnia mana. Le pareti della casa, che secondo alcuni documenti è attiva dal 1830, sono dipinte di rosso e giallo. Il pavimento, su cui riposa una pingue colonia di gatti, è in terra battuta. Rossa anche lei. Nel giardino troneggia un maestoso albero di caju: sotto le sue fronde vengono celebrate funzini sacre la cui liturgia richiede l&#8217;utilizzo dei <i>tambor de minas</i>. La storia della casa, dedicata alla divinità vudù Zomadono, ci viene raccontata da Deni, una vispa ottuagenaria, l&#8217;odierna <i>mae de santos</i> (capo spirituale) dei <i>terreiros</i>: </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/sl.jpg" alt="brasile, sao luis"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
«Questa casa fu aperta da Nan Aguntini, Maria Gesuina secondo il nome da schiava. Era una sacerdotessa proveniente dal regno di Daomè, l&#8217;attuale Benin. Era colta ed era la vedova di un re che aveva avuto un figlio da un&#8217;altra donna. Nan Aguntini si oppose alla politica del figliastro che, una volta salito al trono, iniziò a trattare con i mercanti di schiavi. Una scelta che le costò l&#8217;arresto e, successivamente, l&#8217;invio in catene, come schiava, in Brasile. Morì proprio in questa casa, senza raccontare a nessuno le sue origini».<br />
<i>continua</i></p>


<p>Non ci sono articoli simili</p>]]></content:encoded>
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