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	<description>Turismo in Irpinia</description>
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		<title>Il borgo di pietra e l&#8217;Oasi WWF Lago di Conza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 11:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari in Irpinia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio alla scoperta di Sant&#8217;Andrea di Conza, l’Oasi WWF Lago di Conza e l’antica Compsa Sant’Andrea di Conza e la sua pietra custodiscono da millenni la tenacia della sua gente e la sapienza della sua bottega dell’arte arenaria. Una vista dall’alto del borgo, come a noi di viaggio in Irpinia è riuscito fare grazie [...]</p>
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<h2>Un viaggio alla scoperta di Sant&#8217;Andrea di Conza, l’Oasi WWF Lago di Conza e l’antica Compsa</h2>
</aside>
<p><span id="more-4842"></span></p>
<p><strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/santandrea-di-conza-il-borgo-delle-maggiaiole-e-della-fornace/">Sant’Andrea di Conza</a></strong> e la sua pietra custodiscono da millenni la tenacia della sua gente e la sapienza della sua bottega dell’arte arenaria. Una vista dall’alto del borgo, come a noi di viaggio in Irpinia è riuscito fare grazie all’ospitalità del comune, è suggestiva. Dall’alto dell’Episcopio, lo sguardo spazia oltre le tegole ed i caseggiati bianchi riuscendo da abbracciare in un colpo d’occhio il lago di Conza e l’intera vallata. Passeggiando per i suoi vicoli, il silenzio rispettoso del luogo sarà rotto da miagolii, dagli anziani del luogo che curiosi ed ospitali sapranno conquistare la simpatia del visitatore.</p>
<div id="attachment_2904" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/SantAndrea-di-Conza-e1434638149304.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2904" class="size-thumbnail wp-image-2904" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/SantAndrea-di-Conza-e1434638149304-150x150.jpg" alt="Sant'Andrea di Conza" width="150" height="150" /></a><p id="caption-attachment-2904" class="wp-caption-text">Sant&#8217;Andrea di Conza</p></div>
<p>La visita al centro antico, si racchiude in quella che era la “cittadella religiosa” con l’Episcopio, il Seminario metropolitano ed il Convento, posti nella parte più alta del borgo. Sant’Andrea di Conza è stato sede arcivescovile. All’ingresso del paese sorge la fornace Clemente-Malanga, antica fabbrica di mattoni, testimonianza della tradizione lavorativa della comunità locale: la lavorazione della pietra da taglio.</p>
<div id="attachment_4184" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/07/Parco-Archeologico-di-Comps.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4184" class="size-thumbnail wp-image-4184" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/07/Parco-Archeologico-di-Comps-150x150.jpg" alt="Parco Archeologico di Compsa" width="150" height="150" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/07/Parco-Archeologico-di-Comps-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/07/Parco-Archeologico-di-Comps-150x150@2x.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-4184" class="wp-caption-text">Parco Archeologico di Compsa</p></div>
<p>Dopo aver goduto di questo borgo magari anche sedendo ad una delle sue buone tavole, l’antica Compsa con i suoi resti rappresentano l’ideale continuazione di viaggio. Sospeso su di una collina, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-parco-archeologico-di-compsa/">parco archeologico dell’antica Compsa</a></strong>, è un tuffo nella storia. Città osca, possedimento romano dopo la battaglia di Canne del 216 a.C. con Annibale, il sito conserva importanti testimonianze di epoca romana e preromana, tra cui l’area del foro con un complesso termale del II secolo d.C., edifici pubblici ed un anfiteatro di età imperiale. Di epoca più recente, invece, la settecentesca Cattedrale di S. Maria Assunta.</p>
<div id="attachment_4581" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Lago-di-Conza.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4581" class="size-thumbnail wp-image-4581" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Lago-di-Conza-150x150.jpg" alt="Il lago di Conza della Campania" width="150" height="150" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Lago-di-Conza-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Lago-di-Conza-150x150@2x.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-4581" class="wp-caption-text">Il lago di Conza della Campania</p></div>
<p>Dall’archeologia alla natura incontaminata del <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-lago-di-conza-della-campania/">Lago di Conza</a></strong>. L’invaso di Conza regala uno spettacolo ineguagliabile: colori, luci e suoni che cambiano al seguir del sole. E’ la zona umida più vasta della Campania nata nel 1989 dallo sbarramento del fiume Ofanto punto di transito e sosta degli uccelli migratori in rotta verso l’Adriatico. La vegetazione è ricchissima, boschi di Roverella ed il bosco igrofilo con Salici, pioppi, ontani e tamerice. Ci fermiamo all’<strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/oasi-wwf-lago-di-conza-tra-aironi-e-lontre/">Oasi del Lago di Conza gestita dal WWF</a></strong>. Il lungo sentiero sulla sponda del lago ci conduce ai capanni di avvistamento, tiriamo fuori il nostro binocolo e concentrati diamo “la caccia” a qualche volo speciale. L’avifauna è ricchissima, sono circa 140 le specie segnalate, tra nidificanti e migratori, con la garzaia più numerosa ed importante della regione, con Aironi, Fologhe, Anatre, Svassi.</p>
<p>Salutiamo l’Oasi, lasciandoci alle spalle un weekend emozionante, ricco di suggestioni, immersi nella natura di questo bell’angolo d’Irpinia.</p>
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		<title>Il Laceno&#8230;sulle orme di Giustino Fortunato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 11:45:10 +0000</pubDate>
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<h2 itemprop="headline">Alla scoperta del Laceno sulle orme di Giustino Fortunato </aside>
</h2>
<p><span id="more-4780"></span><br />
L&#8217;altopiano dell&#8217;Appennino dei Picentini, il Laceno, ha da sempre incantato escursionisti ed avventori a saggiare a pieni polmoni i benefici delle sue alture, delle vette e delle piane proprio come un socio Cai del passato, il meridionalista Giustino Fortunato che ha unito il suo nome ai tanti estimatori di quest&#8217;angolo d&#8217;Irpinia che in questa stagione sa regalare un&#8217;esplosiva miscela di odori, colori, profumi, sensazioni nel segno del ben-essere, ben-stare, un vero buen ritiro.</p>
<p>La vacanza attiva è in cima, (vedi l&#8217;<strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-laceno-il-fascino-delle-vette-il-mistero-delle-grotte/">itinerario di viaggioinirpinia</a></strong>) quella del Cervialto (1809 mt.), deve il nome all&#8217;abbondanza in zona, in passato, del cervo, del Raiamagra con i suoi 1661 metri, raggiungibili in seggiovia panoramica, o nei pianori: il Pianoro di Valle d&#8217;acero (1300 mt.), l&#8217;Altopiano di Sazzano (1250 mt.), il Piano del Cupone (1200 mt.), e nelle grotte, quella del Caliendo, attiva, con le sue stalattiti e stalagmiti, a breve visitabile in compagnia di esperte guide del circolo speleologico locale.</p>
<p>La montagna sa regalare avvistamenti di lupi, cinghiali, lepri e volpi, ma anche faine e martore che preferiscono scavare la tana in località rupestri, né manca il tasso che scava la tana in luoghi cespugliati, soprattutto in ginestrati e felce.</p>
<p>In questa stagione la flora si popola di erbe aromatiche, l&#8217;origano del Laceno è profumato, aromatico, delizia dei sensi e della gastronomia, mentre il sotto bosco tra faggete e pini neri (qui abbonda la varietà villetta Barrea) si prepara ad accogliere  i frutti del castagno, i funghi e i tartufi (qui tuber mesentericum vitt), il pregiato <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-tartufo-nero-di-bagnoli-irpino/">Tartufo Nero di Bagnoli Irpino</a></strong>.</p>
<p>L&#8217;altopiano del Laceno è anche terra di grandi formaggi. La pecora bagnolese che vive nel territorio dei monti Picentini, grazie al pascolo di erbe ricche di essenze, dona un latte dall&#8217;aroma unico, dal quale nasce il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-pecorino-bagnolese/">Pecorino Bagnolese</a></strong>.</p>
<p>La natura incontaminata è il regno degli sport all&#8217;aria aperta: il deltaplano, il tiro con l&#8217;arco, l&#8217;equitazione.</p>
<p>Il ritmo del soggiorno è personale, attivo, vivace, nel segno del trekking e delle escursioni o slow passeggiando sotto la protezione delle maestose cime o sedendosi a tavola a godere delle interpretazioni gastronomiche della materia prima generosamente offerta da Madre Natura in Irpinia.</p>
<p>Ci troviamo nel territorio di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/bagnoli-irpino-ed-il-laceno/">Bagnoli Irpino</a></strong>, agriturismi, B&amp;B, alberghi vi attendono per trascorrere un piacevole soggiorno a quota 1050 metri.</p>
<p>Il viaggio in Irpinia qui è sublime!!!</p>
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		<title>Il Laceno: il fascino delle vette, il mistero delle grotte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 11:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Laceno è un luogo da vivere tutto l&#8217;anno, destinazione ideale per una vacanza con la famiglia, per gli sportivi dediti alle diverse attività che offre il comprensorio, per gli amanti della natura, della montagna e della buona cucina. A 8 km da Bagnoli Irpino 1809, questa la vetta più alta dei Picentini, il Cervialto, [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggioinirpinia.it/il-laceno-il-fascino-delle-vette-il-mistero-delle-grotte/">Il Laceno: il fascino delle vette, il mistero delle grotte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.viaggioinirpinia.it">Viaggioinirpinia.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<aside class="modern-quote pull alignright">
<h2 itemprop="headline">Il Laceno è un luogo da vivere tutto l&#8217;anno, destinazione ideale per una vacanza con la famiglia, per gli sportivi dediti alle diverse attività che offre il comprensorio, per gli amanti della natura, della montagna e della buona cucina. A 8 km da Bagnoli Irpino</aside>
</h2>
<p><span id="more-4633"></span></p>
<p><strong>1809</strong>, questa la vetta più alta dei Picentini, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/sentiero-della-vetta-dei-picentini/">Cervialto</a></strong>, metri capaci di conquistare con il fascino della scalata, davvero tutti. Il piacere, per noi di <strong>Viaggio in Irpinia</strong>, c’è stato già nell’ascesa, gli odori e i profumi della vicina estate, culminato nella vista che lassù spazia verso il mare. Il sentiero del CAI è il 113 che parte dal Piano l’Arcenese sulla strada che da Laceno conduce a Calabritto.</p>
<p>Dall’altopiano del Laceno si raggiunge facilmente la vetta Raiamagra (1667 metri), a piedi attraverso il sentiero CAI n. 137  che parte dal Colle del  Leone sulla strada che dal Laceno conduce ad Acerno. Oppure si può “salire” con la funivia del Laceno, magari fermandosi ai rifugi per una sosta gastronomica a base di funghi e tartufi. Un viaggio che regala panorami ineguagliabili in questa stagione, suggestivi anche in inverno.</p>
<div id="attachment_4636" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/La-seggiovia-del-Laceno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4636" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/La-seggiovia-del-Laceno-150x150.jpg" alt="La seggiovia del Laceno" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-4636" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/La-seggiovia-del-Laceno-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/La-seggiovia-del-Laceno-150x150@2x.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-4636" class="wp-caption-text">La seggiovia del Laceno</p></div>Il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/bagnoli-irpino-ed-il-laceno/">Laceno</a></strong>, infatti, con le sue dieci piste per lo sci Alpino (Lupi Rossa e Amatucci nera, tra le altre), e 16 km di pista destinati allo sci nordico, è l’unica stazione sciistica della Campania. Il nostro viaggio continua nel segno dell’acqua, quella della <strong>fiumara di Tannera</strong>, raggiungibile agevolmente dal suggestivo sentiero CAI 114A, il percorso regala sensazioni uniche:  colori intensi, silenzi rigeneranti, suoni di natura: i salti dell’acqua delle  cascate alternati allo scorrere tranquillo dei laghetti. La salamandra pezzata, abita anche qui, mentre noi ci siamo ristorati in questo angolo incontaminato d’Irpinia.</p>
<p>L’acqua è responsabile di un fenomeno spettacolare ed unico, quello carsico delle spettacolari  <strong>grotte del Caliendo</strong>, 3,5 km percorribili, tra stalattiti e stalagmiti. La grotta esplorata  la prima volta da un bagnolese, Giovanni Rama, che ha fatto da apripista a queste esplorazioni sotterranee, sarà aperta ai visitatori nei prossimi mesi.</p>
<p>Sulla Piana del Laceno è d’obbligo una sosta gastronomica in uno dei ristoranti, per degustare il pregiato <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-tartufo-nero-di-bagnoli-irpino/">tartufo nero di Bagnoli Irpino</a></strong>. </p>
<p>Merita una visita il borgo medioevale di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/bagnoli-irpino-ed-il-laceno/">Bagnoli Irpino</a></strong>, detto Giudecca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggioinirpinia.it/il-laceno-il-fascino-delle-vette-il-mistero-delle-grotte/">Il Laceno: il fascino delle vette, il mistero delle grotte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.viaggioinirpinia.it">Viaggioinirpinia.it</a>.</p>
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		<title>Andar per parchi, il Partenio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 11:05:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andar per parchi: il Partenio, le sue acque, erbe, rapaci e vette L’acqua, rigogliosa, fresca, abbondante, bene prezioso senza eguali di questa terra, con le sorgenti oligominerali dalle qualità terapeutiche (citiamo la San Giovanni), qui è soprattutto quella del fiume Calore. Seguire il suo corso è un’esperienza che riserva emozioni e sensazioni uniche magari addentrandosi [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggioinirpinia.it/andar-per-parchi-il-partenio/">Andar per parchi, il Partenio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.viaggioinirpinia.it">Viaggioinirpinia.it</a>.</p>
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<h2 itemprop="headline">Andar per parchi: il Partenio, le sue acque, erbe, rapaci e vette  </aside>
</h2>
<p><span id="more-4834"></span></p>
<p>L’acqua, rigogliosa, fresca, abbondante, bene prezioso senza eguali di questa terra, con le sorgenti oligominerali dalle qualità terapeutiche (citiamo la San Giovanni), qui è soprattutto quella del fiume Calore. Seguire il suo corso è un’esperienza che riserva emozioni e sensazioni uniche magari addentrandosi negli anfratti e grotte che la presenza dell’acqua porta con sé. I corsi d’acqua nascondono affascinanti fenomeni fossili, i Lamellibranchi ed i Gasteropodi, mentre le rocce calcaree, Stromatoliti. Gli anfibi del parco, esemplari di razze affascinanti, il rospo smeraldino, la raganella italica, in compagnia della salamandra pezzata, dell’ululone dal ventre giallo, di rettili quali la testuggine palustre europea, regalano ai nostri occhi sollecitazioni cromatiche uniche.<br />
La fauna in cui ci è capitato di imbatterci, la donnola, la martora, sappiamo essere popolata anche da tassi, volpi, faine ed esemplari rari di lupo dell’Appennino.</p>
<p>Il territorio del Parco del Partenio, da nord a sud, si apre in numerose grotte: Mattiuccio, Candida, degli Sportiglioni, Camerelle e San Michele Arcangelo, nomi che, per noi di Viaggio in Irpinia, hanno significato allenamento fantasioso alla ricerca della possibile eziologia. I sentieri che abbiamo scelto di percorrere sono quello di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/sentiero-tra-i-due-campi-da-mercogliano-a-montevergine/">Acquafidia</a></strong>, l’altopiano di Campomaggiore, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/santuario-di-montevergine/">Santuario di Montevergine</a></strong>, il percorso ambientale Summonte-Campo San Giovanni.</p>
<div id="attachment_4239" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/07/Giglio_martagone-e1438181957983.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4239" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/07/Giglio_martagone-150x150.jpg" alt="Il Giglio martagone (Oasi WWF Montagna di Sopra)" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-4239" /></a><p id="caption-attachment-4239" class="wp-caption-text">Il Giglio martagone (Oasi WWF Montagna di Sopra)</p></div>La nostra passione per il birdwatching, non ci fa mai uscire senza binocolo, che qui ci ha regalato avvistamenti di rapaci, la poiana, il falco pellegrino, il corvo imperiale, mentre la vicina <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/sentiero-alla-scoperta-della-oasi-wwf-montagna-di-sopra/">OASI WWF Montagna di Sopra</a></strong> di Pannarano, è dimora del gufo reale. Passeggiare per sentieri significa sollecitare olfatto e gusto: spontaneità del sottobosco, camomilla, malva, altea, funghi, tartufi, castagne e nocciole, meraviglie faunistiche quali il Giglio Martagone (regalo della terra del Partenio creato dal connubio suolo-clima). Le alture del parco riservano faggete, leccete, quercete, mentre le lunghe distese di prati, su cui abbiamo trovato ristoro, sono punteggiate da garofani selvatici, viole (varietà viola dell’Etna, tricolore), crepis, narciso, asfodelo, trifoglio, poa, armeria, godibilità illimitata per gli estimatori.</p>
<p>Chi invece, preferisse affidarsi alle gioie della tavola potrebbe qui partire da prodotti ortofrutticoli di pregio, la ciliegia imperiale, la mela annurca, la nocciola avellana, gustate in purezza, in prodotti di trasformazione (liquori, distillati, dolci, torroni) ma anche in cucina: noi abbiamo mangiato un tipico piatto  della  mensa di Natale nel vallo di Lauro, gli spaghetti con  le nocciole che val di gusto tutto l’anno. Gusti e sapori forti (funghi e tartufi) non mancano mai nella tavole del Partenio in buona compagnia degli ospiti d’onore delle mense che parlano Irpinia,le DOCG.</p>
<p>Il Parco del Partenio è un’esperienza da vivere e far vivere tutto l’anno!  </p>
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		<title>Tra filari e cantine d&#8217;Irpinia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 08:32:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andar per vigneti in Irpinia, tra filari, cantine e paesaggi divini Salendo lungo le colline ammantate di vigneti, ripercorrendo la strada delle antiche legioni d&#8217;Oriente, nella valle del fiume Calore, respirando l&#8217;aria fine della vitis hellenica, giungiamo a Taurasi, borgo dominato dal castello Marchionale che oggi ha dedicato la sua storia al simbolo che ha [...]</p>
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<h2>Andar per vigneti in Irpinia, tra filari, cantine e paesaggi divini</h2>
</aside>
<p><span id="more-4846"></span></p>
<p>Salendo lungo le colline ammantate di vigneti, ripercorrendo la strada delle antiche legioni d&#8217;Oriente, nella valle del fiume Calore, respirando l&#8217;aria fine della vitis hellenica, giungiamo a <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/taurasi-la-taurasia-dalle-vigne-optime/">Taurasi</a></strong>, borgo dominato dal castello Marchionale che oggi ha dedicato la sua storia al simbolo che ha saputo intrecciare al paese le sue migliori sorti: l&#8217;uva e quel suo prezioso nettare che è il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/taurasi-dopdocg/">Taurasi, vino DOCG</a></strong>.</p>
<div id="attachment_4847" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Enoteca-Taurasi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4847" class="size-thumbnail wp-image-4847" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Enoteca-Taurasi-150x150.jpg" alt="Enoteca Regionale dei vini d'Irpinia" width="150" height="150" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Enoteca-Taurasi-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Enoteca-Taurasi-150x150@2x.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-4847" class="wp-caption-text">Enoteca Regionale dei vini d&#8217;Irpinia</p></div>
<p>Il <strong>castello</strong>, di attuale aspetto rinascimentale ma di fondamenta romane, è sede dell&#8217;<strong>Enoteca Regionale dei vini d&#8217;Irpinia</strong>: museo, centro di informazione, formazione ed educazione, polo attrattore dei viaggiatori e cultori del vino. Presso le antiche Scuderie del castello il “Sensorial Tau” accompagna in un percorso plurisensoriale alla scoperta della storia e delle tradizioni dei vini d’irpinia. In una grotta tufacea si tocca con  mano la terra delle viti, le foglie dei filari, si apprezzano i sentori di diversi profumi, si degustano i vini autoctoni irpini.</p>
<p>Continuiamo il nostro viaggio tra i vicoli del <strong>centro storico fortificato</strong>, il cui impianto a castrum risale all&#8217;epoca normanna (XII sec.). L’ex Convento di San Domenico oggi Casa Comunale ospita la <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/la-mostra-archeologica-di-taurasi/">Mostra Archeologica di Taurasi</a></strong>, testimonianza archeologica dell&#8217;Eneolitico in Campania. Un tour tra le cantine aspetta il visitatore, tra bottaie e passeggiate nei vigneti alla ricerca del sorso che convince di più. Tre anni di invecchiamento di cui uno in botte di legno, come da disciplinare, fanno si che l’aglianico, vitigno spigoloso diventi un vino armonico ed equilibrato, uno dei grandi vini del sud. Antonio Caggiano, Aminea, Contrade di Taurasi sono solo alcune delle cantine che sono possibili visitare.</p>
<div id="attachment_4848" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Tenuta-Pepe.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4848" class="size-thumbnail wp-image-4848" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Tenuta-Pepe-150x150.jpg" alt="La Tenuta Cavalier Pepe" width="150" height="150" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Tenuta-Pepe-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/08/Tenuta-Pepe-150x150@2x.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-4848" class="wp-caption-text">La Tenuta Cavalier Pepe</p></div>
<p>Proseguiamo in direzione di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/santangelo-allesca-nella-terra-del-taurasi/">Sant’Angelo all’Esca</a></strong>, pochi kilometri immersi tra i filari di aglianico. La sosta enologica d’obbligo si fa nella Tenuta Cavalier Pepe, 40 ettari di vigneti e 5 di oliveto, situati su una collina interamente messa a vite a 500 metri di altitudine. Uno dei paesaggi del vino in Irpinia. Visitare i vigneti e la cantina della Tenuta Cavalier Pepe, è un bel modo per conoscere la famiglia che anima, alimenta, sostiene e dà vigore a quest&#8217;angolo della terra Irpina, cui è legata da vincoli di natalità, amore e passione. La degustazione dei vini della Tenuta, tutti vitigni autoctoni, vi sorprenderà per la tipicità che rispecchia il territorio, Aglianico, Coda di volpe, Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Da provare anche il <em>Rosato</em> del Varo, aglianico vinificato in bianco, una rarità in irpinia. Per la sosta gastronomica, il vicino <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/ristorante-la-collina/">ristorante &#8220;La Collina&#8221; </a></strong>propone interessanti menù degustazione, occasione per assaggiare i prodotti tipici locali ed i piatti della tradizione culinaria irpina.</p>
<p>Lasciamo la terra dei rossi, per raggiungere uno dei luoghi cult dei bianchi della provincia di Avellino, <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/lapio-nella-terra-del-fiano/">Lapio</a></strong>. Siamo a 500 metri di altitudine e qui la generosa e rigogliosa natura è la regina incontrastata a tavola e soprattutto in cantina, è questa infatti una zona ricca di filari di <strong>Fiano, la vitis apuana</strong> che riconosce in Lapio la sua patria e le sue origini. Piccole cantine, capaci di produzioni di eccellenza, come il super premiato Fiano di Clelia Romano, l’azienda Rocca del Principe, cantina emergente dell’anno nella guida Vini d’Italia ’09 del Gambero Rosso. A queste si affiancano nuove realtà, tra le quali, la giovane azienda Filadoro. Un sorso di Fiano e via sulla strada del ritorno.</p>
<p><strong>Dove mangiare</strong><br />
<a href="http://www.viaggioinirpinia.it/ristorante-la-collina/">Ristorante enogastronomico “La Collina”</a> – Sant’Angelo all’Esca<br />
Contrada Bosco &#8211; Sant&#8217;Angelo all&#8217;Esca &#8211; Telefono (+39) 0827.78012</p>
<p><strong>Dove dormire</strong><br />
<a href="http://www.viaggioinirpinia.it/bed-and-breakfast-lantica-fattoria/">Bed and Breakafast “L’Antica Fattoria”</a><br />
Casolare di campagna immerso tra i vigneti<br />
Via Piergolo &#8211; Sant&#8217;Angelo all&#8217;Esca &#8211; Tel. (+39) 0827.73766</p>
<p><strong>Cantina consigliata</strong><br />
<a href="http://www.viaggioinirpinia.it/tenuta-cavalier-pepe/">Tenuta Cavalier Pepe</a> – Sant’Angelo all’Esca<br />
Via Santa Vara &#8211; Sant&#8217;Angelo All&#8217;Esca &#8211; Tel. 0827.73766<br />
Degustazioni e visite guidate</p>
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		<title>Alla scoperta della piana del Dragone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 08:19:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il massiccio carbonatico del Monte Tuoro e la piana del Dragone: legame indissolubile tra roccia ed acqua Il fascino del massiccio del Monte Tuoro, la peculiarità litologica, successione carbonatica, base, di terreni dolomitici evolventi verso l’alto e litotipi calcarei, fanno di questo distretto montano irpino, una meta di sicuro interesse. Il fenomeno carsico dei complessi [...]</p>
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<h2 itemprop="headline">Il massiccio carbonatico del Monte Tuoro e la piana del Dragone: legame indissolubile tra roccia ed acqua</aside>
</h2>
<p><span id="more-4871"></span><br />
Il fascino del massiccio del Monte Tuoro, la peculiarità litologica, successione carbonatica, base, di terreni dolomitici evolventi verso l’alto e litotipi calcarei, fanno di questo distretto montano irpino, una meta di sicuro interesse. Il fenomeno carsico dei complessi calcareo-dolomitici crea un’attività idrica sotterranea con bacini minori e gruppi sorgentizi.</p>
<p>La <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/la-piana-del-dragone/">piana del Dragone</a></strong>, situato nel territorio di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/volturara-irpina-nella-bocca-del-dragone/">Voltuara Irpina</a></strong>, è un bacino molto ampio che accoglie sabbia, limi, ghiaia, depositi alluvionali, materiale refluo dia torrenti montani, mentre l’acqua defluisce nella bocca del Dragone, inghiottitoio naturale su zona cataclastica originata da una faglia. Qui si ferma la descrizione idrogeologica del fenomeno e comincia quella popolare che dà voce alla leggenda del drago. Si vuole, infatti, assegnare a tale “bocca”, la dimora di un feroce drago cui la comunità locale doveva tributare sangue umano; l’animale feroce, infatti, fu ivi rinchiuso dai barbari al fine di custodire un ricco tesoro. A liberare il popolo, un principe, la cui storia è avvolta nel mistero, Gesio, che pose fine alla soggezione del paese, uccidendo con la valente sua spada: il drago, con le sue tre teste fu inghiottito dalla terra attraverso tre voragini.</p>
<p>Noi di <strong>viaggio</strong> <strong>in Irpinia </strong>abbiamo subito il fascino non solo della leggenda ma, soprattutto, delle vette e delle acque, le sorgenti che dal <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-monte-terminio/">Terminio</a></strong>, sgorgano numerose dal versante del monte Sant’Angelo, acqua della Serra, acqua Nuci, acqua Mieroli, Tufara, acqua di zà Maria a valle, acqua dei Calandroni, acqua delle Logge, acqua degli Uccelli a monte.</p>
<p>L’abbondanza delle acque dà ragione della fertilità dei suoli e di una intensiva floricoltura che nei comuni di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/montella-la-terra-di-francesco-dei-cavaniglia-e-della-castagna-igp/">Montella</a></strong> e <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/volturara-irpina-nella-bocca-del-dragone/">Volturara Irpina</a></strong>, si declina nei colori e nell’eleganza superba dei fusti dei <strong>gladioli</strong>, iridacee di origine africana, il cui periodo di fioritura si protrae fino settembre, mentre la raccolta dei bulbi per la semina dell’anno successivo, si fa in ottobre.</p>
<p>Occasione unica tra rocce ed acqua quella che quest’angolo di Irpinia dà.</p>
<p>Da non perdere una passeggiate naturalistiche lungo il &#8220;percorso vita e avifaunistico&#8221; che dalla Bocca del Dragone arriva sino al lago e la visita al <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-museo-etnografico-di-volturara-irpina/">Museo Etnografico situato a Volturara Irpina</a></strong>, testimonianza delle antiche tradizioni rurali del borgo, il museo &#8220;racconta&#8221; la storia e le tradizioni del popolo della piana del Dragone.</p>
<p><strong>Sentieri CAI consigliati</strong><br />
<a href="http://www.viaggioinirpinia.it/sentiero-lalta-via-dei-monti-picentini/"><strong>Sentiero n.101 l’alta via dei Monti Picentini</strong></a>, da Volturara Irpina a Campolaspierto per la cima del Terminio a quota 1806 metri<br />
Il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/sentiero-dellangelo/">sentiero n. 143 dell’Angelo</a></strong> da Chiusano a San Domenico al Monte Tuoro. il percorso attraversa dei bei castagneti e conduce al Monte Tuoro a quota 1432 metri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggioinirpinia.it/alla-scoperta-della-piana-del-dragone/">Alla scoperta della piana del Dragone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.viaggioinirpinia.it">Viaggioinirpinia.it</a>.</p>
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		<title>Montevergine, o’ cupeto, il borgo di Summonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 15:32:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio alla scoperta del Parco del Partenio, tra santuari, borghi e buona cucina&#8230;. Mamma schiavona dall’alto dei suoi 1270 metri benedice e raccoglie sotto il suo amorevole sguardo l’intera Campania, che generosa riserva alla madonna nera un culto millenario. Il santuario benedettino di Montevergine accoglie e custodisce memorie, tesori d’arte, devozione popolare. I monaci [...]</p>
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<h2 itemprop="headline">Un viaggio alla scoperta del Parco del Partenio, tra santuari, borghi e buona cucina&#8230;. </aside>
</h2>
<p><span id="more-4813"></span><br />
Mamma schiavona dall’alto dei suoi 1270 metri benedice e raccoglie sotto il suo amorevole sguardo l’intera Campania, che generosa riserva alla <em>madonna nera</em> un culto millenario. Il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/santuario-di-montevergine/">santuario benedettino di Montevergine</a></strong> accoglie e custodisce memorie, tesori d’arte, devozione popolare. I monaci della congregazione virginiana, attenti, accoglienti, operosi sapranno riservare al pellegrino moderno una calorosa e paterna ospitalità.</p>
<p>Viaggio in Irpinia li ha incontrati e continua ad incontrarli con vero piacere, qui l’ospitalità cristiana si fa nel segno del silenzio, della preghiera, del raccoglimento, visitando i luoghi della fede del santo di Vercelli, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-museo-abbaziale-di-montevergine/">Museo abbaziale</a></strong>,  la mostra permanente presepiale, i tesori della fede mariana, la bella abbazia. Assaggiate i liquori prodotti dai monaci  benedettini da piante profumate e curative come l’Anthemis, l’anisetta o l’amaro benedettino. E’ possibile anche acquistare vini, miele, infusi e caramelle balsamiche.</p>
<p>La sede invernale dell’abate è ai piedi del massiccio del Partenio nella cittadina di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/mercogliano-alle-pendici-di-montevergine/">Mercogliano</a></strong>, ove Viaggio in Irpinia continua il suo viaggio ancora nel segno dell’altitudine. È dislocato in alto il borgo antico del comune, <strong>capo castello</strong>, cui noi accediamo dalla porta dei santi (una delle possibili vie d’accesso). Scalini, ciottoli,  pietre conducono in alto, chiese, e l’<strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/lantiquarium-di-mercogliano/">antiquarium</a></strong>allestito presso la cripta della chiesa della S.ma Concezione, ripagano della bella salita da fare per guadagnare la meta.</p>
<p>Il panorama dall’alto è suggestivo ma non è l’unico dono che il borgo fa ai visitatori qui risiedono infatti piccoli allevatori che trasformano il latte in prelibatezze casearie senza eguali: ricotte e formaggi. La discesa è nel segno della buona lena di chi soddisfatto ambisce ad una nuova tappa.</p>
<p>La nostra è stata ancora benedettina, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-palazzo-abbaziale-di-loreto/">palazzo abbaziale di Loreto</a></strong>, dimora settecentesca, orto botanico, farmacia, pinacoteca, biblioteca accolti in spazi e stanze dagli affreschi ed arazzi settecenteschi dislocati in questo bel corpo ottagonale il cui colpo d’occhio è imperdibile magari scegliendo di scendere da Montevergine in funicolare.</p>
<p>Noi di Viaggio in Irpinia abbiamo scelto di continuare il viaggio lungo un altro costone della montagna del Partenio, quello che conduce a <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/summonte-nel-cuore-del-parco-regionale-del-partenio/">Summonte</a></strong>, passando per il borgo di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/ospedaletto-dalpinolo-il-borgo-del-cupeto-e-della-juta/">Ospedaletto d&#8217;Alpinolo</a></strong> tappa imperdibile per una prelibatezza gastronomica tutta irpina, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-torrone-dirpinia/">torrone</a></strong> che qui è o’ cupeto.</p>
<p>Le <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/le-nocciole-irpine/">nocciole d’Irpinia</a></strong> si sposano con gli albumi e lo zucchero divenendo un dolce che appena pronto, la nostra fortuna è stata quella bussando ad una delle botteghe tradizionali, di assistere alla preparazione e gustarlo caldo prima del passaggio nelle tradizionali, almeno quello che abbiamo provato noi si fa così, cassette di legno. La spesa dolce si può qui arricchire di nocciole e mandorle pralinate, frutta secca e le imperdibili <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/la-castagna-di-montella-igp/">castagne del prete</a></strong>.</p>
<p>Noi abbiamo puntato e concluso il nostro viaggio a <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/summonte-nel-cuore-del-parco-regionale-del-partenio/">Summonte</a></strong>, con la sua torre angioina, il <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-museo-civico-di-summonte/">Museo Civico</a></strong> ed una passeggiata tra i <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/Irpinia/cosa-fare-in-irpinia/attivita-e-natura-in-irpinia/i-sentieri-del-parco-del-partenio/">sentieri del Parco regionale del Partenio</a></strong>.</p>
<p>Una sosta culinaria alla <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/locanda-la-molara/">Locanda la Molara</a></strong>.</p>
<p>Fusilli al tegamino presentati in bel coccio, zuppa di funghi, precedute da una ricotta che le mani di una sapiente contadina hanno reso sublime in compagnia di salumi ed insaccati locali ed una ciambotta di melanzane che i visitatori hanno reso piatto forte della tavola di Isabella. Carni alla brace, aglianico robusto, finocchi e mele contorno insolito e gustoso, rosoli ai sapori del bosco hanno concluso o meglio sublimato il nostro viaggio, l’invito a ripeterlo ed arricchirlo è rivolto a tutti voi!</p>
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		<title>In giro per tratturi, invito in Irpinia nel segno del movimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 10:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari in Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismo masseria sant'elia]]></category>
		<category><![CDATA[casalbore. oasi masseria sant'elia. agriturismo casalbore]]></category>
		<category><![CDATA[Oasi Masseria Sant’Elia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sanniti, i tratturi, i tratturelli, i diverticoli, invito in Irpinia nel segno del movimento L’invito al viaggio in quest’angolo d’Irpinia, si fa a piedi,  a cavallo, in mountain bike, in quad, in agribus percorrendo gli antichi tratturi, le diramazioni in tratturelli e diverticoli. Passano di qui le antiche vie della transumanza. Queste strade,  la via [...]</p>
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<h2 itemprop="headline">I sanniti, i tratturi, i tratturelli, i diverticoli, invito in Irpinia nel segno del movimento<br />
</aside>
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<p><span id="more-4827"></span><br />
L’invito al viaggio in quest’angolo d’Irpinia, si fa a piedi,  a cavallo, in mountain bike, in quad, in agribus percorrendo gli antichi tratturi, le diramazioni in tratturelli e diverticoli. Passano di qui le <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/gli-antichi-tratturi-della-transumanza-e-le-moderne-fattorie-del-vento/">antiche vie della transumanza</a></strong>.</p>
<p>Queste strade,  la via della lana, del fieno, del sale, in direzione Abruzzo, Puglia erano percorse dai pastori dopo aver pagato il dovuto dazio come testimonia la dogana della transumanza e godendo lungo il percorso di possibilità di sosta presso locande, taverne o abbeverandosi ai numerosi corsi d’acqua e alle fontane per sé od il bestiame la seguito.</p>
<p>Noi di <strong>viaggio in Irpinia</strong>, abbiamo scelto di ripercorrere la stessa strada per millenni solcata per menar i greggi, alla ricerca di un’esperienza capace di parlare al viaggiatore di oggi, regalando emozioni e sensazioni uniche.</p>
<div id="attachment_2532" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Oasi-Masseria-SantElia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2532" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Oasi-Masseria-SantElia-150x150.jpg" alt="L&#039;Oasi Masseria Sant&#039;Elia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2532" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Oasi-Masseria-SantElia-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Oasi-Masseria-SantElia-150x150@2x.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-2532" class="wp-caption-text">L&#8217;Oasi Masseria Sant&#8217;Elia</p></div>Il territorio di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/lungo-il-tratturo/">Casalbore</a></strong> con le sue numerose necropoli sannitiche testimonia l’importanza che questo popolo ha avuto e l’impronta che ha lasciato nel territorio. Noi abbiamo scelto <a href="http://www.viaggioinirpinia.it/agriturismo-oasi-masseria-santelia/"><strong>l’eco-agriturismo Oasi Masseria Sant’Elia</strong> </a>di Casalbore, capace di far vivere al visitatore un soggiorno indimenticabile. L’antica dimora, residenza d’epoca settecentesca, diligentemente restaurata, è il punto di partenza di percorsi storici, naturalistici unici.</p>
<p>Le necropoli cominciano da qui e lungo il tratturo che incrocia il valico Tufazzi ci dirigiamo a piedi  (è possibile effettuare lo stesso percorso in quad,in mountain bike, a cavallo ed in agribus, un veicolo di traino al trattore) in direzione del laghetto Schiavone.</p>
<p>Lo spettacolo che si gode lungo il percorso sollecita i nostri sensi, invita alla scoperta. In compagnia del signor Giuseppe, patron, guida, anima e memoria dell’Oasi Sant’Elia, impariamo a riconoscere le piante officinali con cui abbiamo familiarizzato nel parco botanico della sua tenuta…il timo volgare, l’origano , la lavanda,  e la “cerzolla” che la sapienza popolare riconosce broncodilatatore ma anche fiori, lecci, faggi, esplosione di colori, profumi.</p>
<p>La calura estiva qui è lontana, ci si ferma lungo il percorso per godere di panorami unici che dopo un’ora di cammino  ci portano al bel <strong>lago Mignatta</strong>, nelle campagne di San Giorgio La Molara, specchio d’acqua a 1000 metri, aree attrezzate per barbecue e per il ristoro.</p>
<p>Altro percorso, altro specchio d’acqua, nel territorio della comunità montana del Fortore, inaspettato lago, oasi azzurra tra grano sterminato nelle sue distese, coltivazioni ad alta quota (tabacco, pomodori, legumi).</p>
<p>Cavalli per escursioni intorno al lago, pesca sportiva, tutto questo offre il <strong>viaggio in Irpinia</strong>, qui.</p>
<p>La nostra visita si conclude nel segno dello spirito e delle corti.</p>
<div id="attachment_2707" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Chiesetta-di-Santa-Maria-dei-Bossi-e1434029598532.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2707" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Chiesetta-di-Santa-Maria-dei-Bossi-e1434029598532-150x150.jpg" alt="Chiesetta di Santa Maria dei Bossi" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2707" /></a><p id="caption-attachment-2707" class="wp-caption-text">Chiesetta di Santa Maria dei Bossi</p></div>Ci dirigiamo alla suggestiva <strong>cappella rurale di S. Maria dei Bossi</strong>, situata lungo il tratturo che collegava l’Abruzzo con la Puglia, antico luogo di sosta dei cristiani provenienti dalla Palestina e dalla Grecia. Il verde rigoglioso della vegetazione circostante, è un invito alla sosta ed allo spirito.</p>
<p>Il centro di Casalbore, il castello con il mastio, di origine normanna, recentemente restaurato e reso fruibile  e godibile da tutti, è il nostro congedo da questo bel borgo, che ci apprestiamo a lasciare. Ultima tappa, un tuffo nella storia, con il Tempio Italico del IV-III sec. a.C., dedicato alla dea Mefite. Situato in località Macchia Porcara, il Tempio è l’unica testimonianza di una costruzione sacra di epoca sannitica rinvenuta nella provincia di Avellino.</p>
<p>Portiamo con noi la lavanda, l’origano, la citronella regalo del signor Giuseppe e della sua oasi, ospitalità genuina tutta irpina come la cucina della signora Lucia, compagna di vita e di avventura che a noi di Viaggio in Irpinia ha regalato un generoso saggio della sua arte ai fornelli che qui sono accesi solo dai prodotti del territorio.</p>
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		<title>Andar per borghi in Irpinia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 13:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari in Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi Irpini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andar per borghi dall’anima rurale e sedere a tavole di campagna. Alla scoperta di San Potito Ultra e Candida, due piccoli borghi alle porte di Avellino Il viaggio in Irpinia è sovente legato alla dimensione rurale, all’anima terragna di questa terra, popolata ed animata da orgogliosi e caparbi lavoratori. San Potito Ultra ha saputo conservare [...]</p>
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<h2 itemprop="headline">Andar per borghi dall’anima rurale e sedere a tavole di campagna. Alla scoperta di San Potito Ultra e Candida, due piccoli borghi alle porte di Avellino</aside>
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<p><span id="more-4625"></span><br />
Il viaggio in Irpinia è sovente legato alla dimensione rurale, all’anima terragna di questa terra, popolata ed animata da orgogliosi e caparbi lavoratori.<strong> <a href="http://www.viaggioinirpinia.it/san-potito-ultra-il-paese-della-civilta-e-della-cultura-del-lavoro/">San Potito Ultra</a></strong> ha saputo conservare gelosamente queste radici affidandone la trasmissione della memoria al <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-museo-del-lavoro-di-san-potito-ultra/">Museo del lavoro</a></strong>, accolto nelle cantine del settecentesco palazzo baronale Amatucci. Noi di viaggio in Irpinia nella nostra visita, abbiamo potuto rivivere scene di vita contadina raccontate dagli strumenti, dagli attrezzi di lavoro, dagli abiti, dalla musica di un altro tempo. I lavori e le scene di vita contadina sono riattualizzate grazie anche alle miniature di alcuni mestieri ferraro, cucipiatti, tipografo dal fascino e sapore intramontabili.</p>
<p>Una sartoria è presente a grandezza naturale con la sua vetrina di un tempo, quella di “Berardino Miranda e figlio Davide”, mentre un&#8217;altra sala ospita un presepe napoletano.</p>
<p>Resi allegri dalla visita, percorrendo vicoli e stradine di questo bel borgo, abbiamo puntato alla ramiera, anima contadina e fluviale insieme, ospitate nell’omonima contrada, lungo il torrente Salzola, testimonianza dell’opificio antico, ottocentesco, che rese il paese officina a cielo aperto di lavoro incessante e produttivo perdurato fino agli inizi del 900, che oggi aspira a divenire fabbrica-museo e parco fluviale.</p>
<p>Il nostro viaggio ci conduce alla vicina <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/candida-alla-corte-dei-filangieri/">Candida</a></strong>, feudo dei Filangieri. Qui la corte è intitolata a questi baroni importanti non solo per questo borgo ma per l’intero circondario.</p>
<div id="attachment_2627" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Corte-dei-Filangieri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2627" src="http://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Corte-dei-Filangieri-150x150.jpg" alt="La Corte dei Filangieri" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2627" srcset="https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Corte-dei-Filangieri-150x150.jpg 150w, https://www.viaggioinirpinia.it/wp-content/uploads/2015/06/Corte-dei-Filangieri-150x150@2x.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><p id="caption-attachment-2627" class="wp-caption-text">La Corte dei Filangieri</p></div>Il wine-restaurant che non ti aspetti, lo trovo qui, in questo piccolo borgo. La <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/ristorante-la-corte-dei-filangieri/">Corte dei Filangieri</a></strong>, deve  al buon Antonio, la lungimiranza e la capacità di aver saputo trasformare questa bella cantina settecentesca in moderno polo di attrazione enogastronomica. Prodotti della terra irpina  qui sono protagonisti visibili in vari angoli di questa bella cantina, ospitati freschi in cocci di ceramica, in bella vista come prodotti dell’orto in intrecci di vimini e soprattutto sugli scaffali ove le bottiglie del nettare di Bacco campeggiano in bella vista.</p>
<p>Ma è soprattutto la voce narrante di Antonio ad accompagnare i visitatori nel viaggio enogastronomico che offre ai suoi ospiti, genuinità non disgiunta dalla professionalità a tavola come al bancone in pietra, invito particolarmente caro a chi come noi ama parlar d’Irpinia a tavola, facendo parlare la tavola.</p>
<p>Quella della corte è legata al territorio: le buone carni locali, i richiami dei legumi del circondario (i fagioli quarantini di Volturara), il baccalà, tanto caro alle tavole irpine, qui presentato in forme tradizionali, e non, in freddo ed in caldo, i formaggi (carmasciano, caciocavallo podolico, pecorino bagnolese, ricotte, maestri casari irpini chiamati a raccolta), i salumi (prosciutto di Venticano, soppressate locali), i dolci in buona compagnia di liquori, passiti e baroli.</p>
<p>Non sappiamo immaginare modo migliore per concludere il viaggio in quest’angolo d’Irpinia!</p>
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		<title>Rachelina…piccola grande donna di fede, irpina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2020 08:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari in Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Venticano]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione rachelina ambrosini]]></category>
		<category><![CDATA[irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari religiosi irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Rachelina Ambrosini]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Ambrosini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La sofferenza è come una mandorla amara. Tu la butti via, credi che sia finita nella fredda terra. Invece ripassando per quel posto, dopo alcuni anni, troverai in bel mandorlo in fiore&#8221; (Rachelina Ambrosini) Noi di viaggio in Irpinia abbiamo conosciuto questa straordinaria adolescente di un’Irpinia che sembra d’altri tempi, in una domenica di maggio, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<aside class="modern-quote pull alignright">
<h2 itemprop="headline">&#8220;La sofferenza è come una mandorla amara. Tu la butti via, credi che sia finita nella fredda terra. Invece ripassando per quel posto, dopo alcuni anni, troverai in bel mandorlo in fiore&#8221; (Rachelina Ambrosini)</aside>
</h2>
<p><span id="more-4881"></span><br />
Noi di viaggio in Irpinia abbiamo conosciuto questa straordinaria adolescente di un’Irpinia che sembra d’altri tempi, in una domenica di maggio, nella sua casa di <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/venticano-nella-valle-del-calore/">Venticano</a></strong>&#8230;.Rachelina Ambronsini, l’abbiamo conosciuta passeggiando nel giardino della sua casa, curiosando tra i suoi scritti, i suoi dipinti, i suoi giochi, le sue parole tutto ciò che fa la storia di una vita di una ragazza: la sua casa, i suoi affetti, le sue gioie ed i suoi dolori.</p>
<p>La nostra fortuna è stata quella di conoscerla meglio grazie alla voce narrante di chi la conosce bene e la ama da un po’, il presidente della fondazione a lei intitolata, che ci ha guidato in punta di piedi nei posti, nei luoghi, nei ricordi più intimi che palazzo Ambrosini custodisce gelosamente, sentinella di quella che fu una sua <em>buona</em> e<em> bella</em> abitante, <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/rachelina-ambrosini-il-piccolo-angelo-irpino/">Rachelina Ambrosini</a></strong>.</p>
<p>Il caso, ma crediamo non solo quello, ha voluto che i nostri passi di viandanti sulle strade d’Irpinia si unissero  a quelli di altri, come noi a Venticano, per conoscere la casa di Rachelina come la voce di una bimba dallo sguardo vivace e curioso che dal gruppo dei Viandanti si è levata a chiedere: <em>ma è questa la casa di Rachelina?</em></p>
<p>Le domande dei bambini esigono risposta: si lo è! Lo si capisce dal silenzio, dall’ordine, dal rigore ma anche dal calore che da ogni dove sembra arrivare.</p>
<p>Il gruppo italo-honduregno che si è così creato ha ripercorso i passi salienti della vita di questa ragazza che fin dai primi mesi di vita ha stretto a sé la <em>luce della fede</em> e si è lasciata illuminare facendo risplendere la stessa non solo in casa sua ma nei luoghi della sua stessa vita: la scuola, il ginnasio e attraverso questi  e le occasioni che la vita le ha dato ha fatto riconoscere e conoscere in lei il segno e i segni della grazia divina.</p>
<p>La immaginiamo sorridente, accogliente nella sua casa, nel giardino e non possiamo non collegare tale accoglienza a quella che abbiamo ricevuto, ai sorrisi dei bimbi conosciuti attraverso foto di paesi lontani che la fondazione riesce a sostenere e far crescere, e a quelli che nei racconti del presidente animano, sostengono, sconvolgono le giornate che la fondazione dedica all’angelo della pace.</p>
<p>Menti, mani, braccia cuori a lavoro in quel caleidoscopio che l’umanità bella riesce ad unire in nome di questa piccola grande ragazza irpina che ancora oggi in un linguaggio <em>non più antico</em> riesce a dire agli uomini, alle donne, ai bambini ed i ragazzi di ogni dove. Noi uniamo la nostra voce al coro di chi riconosce e ha riconosciuto in questa giovane un che di speciale e diciamo, grazie Rachelina!</p>
<p>Si consiglia una visita al <strong><a href="http://www.viaggioinirpinia.it/il-museo-rachelina-ambrosini/">Museo Rachelina Ambrosini </a></strong>allestito nell Palazzo Ambrosini a Venticano.</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Palazzo Ambrosini<br />
Via Luigi Cadorna, 7 – Venticano<br />
<a href="http://www.fondazionerachelinambrosini.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.fondazionerachelinambrosini.it</a><br />
Aperto solo in occasione di eventi e mostre temporanee, il Palazzo Ambrosini con l’annesso museo dedicato alla Serva di Dio Rachelina Ambrosini, è visitabile previo appuntamento: infoline tel. 339.4465559.<br />
L’ingresso è gratuito</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.viaggioinirpinia.it/rachelinapiccola-grande-donna-di-fede-irpina/">Rachelina…piccola grande donna di fede, irpina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.viaggioinirpinia.it">Viaggioinirpinia.it</a>.</p>
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