<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973</id><updated>2024-08-28T12:18:08.906-07:00</updated><category term="Video Marco Travaglio"/><category term="video travaglio"/><category term="travaglio videos"/><category term="passaparola"/><category term="berlusconi"/><category term="marco travaglio berlusconi"/><category term="mafia berlusconi"/><category term="leggi vergogna"/><category term="berlusconi mills"/><category term="marco travaglio"/><category term="lodo alfano"/><category term="lodo schifani bis"/><category term="mafia"/><category term="video streaming 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Avete visto che pasticcio sta succedendo? Due  giorni fa il giornale di casa Berlusconi pubblica una ricostruzione di  come fu concepito, costruito, approvato e promulgato il cosiddetto Lodo  Alfano e da chi. Devo dire -è&amp;nbsp;una cosa che non farò mai più, credo, ma-  che la ricostruzione di Feltri è abbastanza verosimile, secondo me molto  vicina alla verità: del resto l’avevamo scritto nel libro “Bavaglio”  l’anno scorso, come erano andate le cose e, chiunque abbia un po’ di  memoria o abbia partecipato alla manifestazione di Piazza Navona dell’8  luglio dell’anno scorso, l’ha sentito ripetere da molti di noi.   &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Il Lodo Alfano non l&#39;ha scritto Alfano&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Il Lodo Alfano l’unico che non l’ha scritto è Alfano: il Lodo Alfano è  opera di Berlusconi e dei suoi Avvocati, Ghedini innanzitutto e,  dall’altra parte, lo staff del Quirinale con qualche zampino del Partito  Democratico, all’epoca guidato dal leggendario Walter Veltroni. Oggi il  Quirinale, dopo aver lasciato passare un’intera giornata, la giornata  di domenica, smentisce quella ricostruzione in maniera un po’ vaga,  dicendo “ è del tutto falsa l’affermazione che al Quirinale si siano  stipulati patti su leggi la cui iniziativa, come è noto, spetta al  governo e tanto meno sul superamento del vaglio di costituzionalità  affidato alla Consulta”. Dopodiché dice che “ la collaborazione tra gli  uffici della presidenza del Consiglio e i Ministri competenti è una  prassi da lungo tempo consolidata, di semplice consultazione e leale  cooperazione, che lascia intatta la netta distinzione dei ruoli e delle  responsabilità”. Quanto sia netta questa distinzione lo vediamo tra un  attimo. Prosegue, la nota del Quirinale, con il fatto che c’era la legge  blocca /processi che era incostituzionale e che, quindi, il Consiglio  dei Ministri la sostituì con la Legge Alfano che, invece di bloccare  100.000 processi, bloccava soltanto quelli a Berlusconi. Dice “  Napolitano ne autorizzò la presentazione al Parlamento e,  successivamente, dopo l’approvazione da parte delle Camere, promulgò la  legge, dando un via libera che - dice - non poteva in nessun modo  costituire garanzia di giudizio favorevole della Corte in caso di  ricorso” e questo è vero, la firma del capo dello Stato non pregiudica  che la Corte possa bocciarla, la legge: quante volte abbiamo visto che  la Corte Costituzionale ha bocciato leggi firmate dal Presidente della  Repubblica?&lt;br /&gt;
“il rispetto dell’indipendenza della Corte Costituzionale e dei suoi  giudici, doveroso per tutti, ha rappresentato una costante linea di  condotta per qualsiasi Presidente della Repubblica” e su questo non ci  sono dubbi. Ci sono dubbi invece sulla prima parte della smentita,  perché in realtà non sta scritto da nessuna parte che gli uffici tecnici  della Presidenza della Repubblica debbano avviare una prassi di  cooperazione e consultazione con i Ministeri e con chi fa le leggi o chi  le propone, o chi prepara i decreti. Sarò fissato, sapete che abbiamo  appena fatto un quotidiano, Il Fatto Quotidiano, che ha come linea  politica la Costituzione e quindi me la sto ripassando: oggi vorrei  ripassare l’articolo 74; non so se avete notato, ma su Il Fatto  Quotidiano ogni settimana la costituzionalista Lorenza Carlassare  esamina un articolo della Costituzione, la settimana scorsa abbiamo  esaminato il terzo, questa settimana ci sarà il quarto e andremo avanti.  Vi anticipo il settantaquattresimo, che dice: “ le leggi sono  promulgate dal Presidente della Repubblica - scusate, questo è il 73 -  entro un mese dall’approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza  assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza la legge è  promulgata nei termini da esse stabiliti. Le leggi sono pubblicate  subito dopo la promulgazione e entrano in vigore il quindicesimo giorno  successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse  stabiliscano un termine diverso”.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Napolitano poteva non firmare&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Dopodiché, il 74 - e qui arriviamo al dunque - prevede quanto segue: “  il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge può, con  messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione; se le  Camere approvano nuovamente la legge questa deve essere promulgata”. E’  molto secco questo articolo, sono quattro righe e mezza, due commi: “ il  Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge può, con  messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione; se le  Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”,  punto e fine: che cosa significa? Che il Presidente, solo se la legge è  manifestamente incostituzionale, la può rimandare indietro alle Camere  con un messaggio? Assolutamente no, non c’è scritto: c’è scritto che il  Presidente della Repubblica, prima di promulgarla, può rimandarla  indietro e chiedere di rifarla diversa, con un messaggio motivato alle  Camere, dove spiega il perché, sia che sia incostituzionale e sia che  non gli piaccia: ci possono essere delle leggi orrende, infami,  ributtanti, ingiuste, contrarie alla moralità pubblica, contrarie al  senso dello Stato, che non per questo sono di per sé manifestamente  incostituzionali, per esempio l’ultima che ha firmato, ossia lo scudo  fiscale. Non si sa se sia incostituzionale, sicuramente è una porcheria  inaudita per le ragioni che abbiamo spiegato e che spiegheremo domani,  dove su Il Fatto Quotidiano troverete un manualetto per il riciclatore a  norma di legge, a norma di scudo.&lt;br /&gt;
Prendiamo un altro caso: la legge che fa degli immigrati clandestini dei  delinquenti prima ancora che commettano dei reati, solo per lo status  di clandestini; è una totale follia, non serve a niente dal punto di  vista della lotta alla clandestinità: perché? Come potrà mai essere  spaventato un immigrato clandestino dalla prospettiva di essere  condannato a una pena pecuniaria di 5 o 10. 000 Euro? Non li ha, né 5 né  10. 000 Euro, se li ha non risultano e non li pagherà mai, è lo Stato  che deve avere paura di un’ondata di migliaia, migliaia e migliaia di  processi a gente che, alla fine, sarà condannata a pagare una multa che  non pagherà. E’ una legge che da un lato non serve a niente e,  dall’altro lato, paralizza - se già non fosse paralizzata - la giustizia  ancora di più e in più fa dell’Italia un Paese che ha smarrito il senso  dell’umanità e della pietà, perché quando arriva una larva umana  scampata a un naufragio e, appena mette piede sulla battigia, le viene  notificato un avviso di garanzia per immigrazione clandestina beh,  quello la prossima volta magari affoga con tutti gli altri, che forse  gli conviene. Stiamo parlando di leggi disumane e assolutamente inutili,  folli, irrazionali e poi non sappiamo se sono anche incostituzionali:  alcuni giudici ritengono di sì, ma vedremo in futuro la Corte  Costituzionale che cosa dirà. Intanto sono leggi porcata che, ripeto, ai  sensi dell’articolo 74 il Capo dello Stato, se lo ritiene, può  rispedire indietro anche se non ravvisa manifeste ragioni di  incostituzionalità, articolo 74. A furia di sentir dire che il capo  dello Stato può respingere le leggi solo se sono manifestamente  incostituzionali, mi ero fatto l’idea che ci fosse scritto nella  Costituzione: in realtà non c’è scritto, sarà una prassi ma non.. la  Costituzione non lo dice, dice semplicemente che, se una legge non gli  piace, lo motiva e la rispedisce indietro. Poi dice anche che, se gliela  rimandano uguale, la deve firmare; se gliela rimandano modificata,  essendo una nuova legge, la può nuovamente respingere, ok? Quando il  capo dello Stato, l’altro giorno, per giustificare la sua firma sulla  legge dello scudo fiscale ha redarguito severamente un cittadino che  faceva il cittadino, ossia che gli chiedeva conto e ragione dei suoi  atti, cosa che tutti noi dovremmo fare nei confronti di chi ricopre  cariche pubbliche, il Presidente della Repubblica l’ha cazziato: gli ha  detto “ tanto se la rimandavo indietro me la rifacevano uguale”. Intanto  tu mandagliela indietro, con un messaggio al Paese, ossia al  Parlamento, nel quale spieghi le ragioni per cui quella è una porcata,  dopodiché voglio vedere una maggioranza già sfilacciata dove, se non ci  fossero le assenze del PD, già lo scudo non sarebbe passato né in sede  di costituzionalità né in sede di approvazione definitiva, se quella  stessa maggioranza non ha almeno dieci, venti o trenta persone, magari  gli amici di Fini, che sono colte da una crisi di coscienza, oppure  semplicemente non vogliono andare a uno scontro frontale con il  Quirinale! Poi comunque tu potrai guardarti la mattina allo specchio e  dire “ ho fatto di tutto, ho fatto tutto ciò che la Costituzione mi  consentiva per evitare che il Paese venisse violentato da una nuova  legge immorale, che premia i delinquenti”! Del resto, se c’è scritto  all’articolo 74 che la puoi rimandare indietro, avrà un senso,  quest’articolo 74! Che cosa vuole dire che la seconda volta la devi  firmare? Lo sappiamo, c’è scritto: intanto non firmarla la prima, così  almeno sappiamo che c’è almeno un’istituzione, oltre ai nove membri  della Corte Costituzionale su 15 che non si sono ancora inginocchiati  davanti al Duce, che rappresenta le istituzioni e che svolge un’opera di  controllo imparziale e indipendente, che non si lascia intimidire,  mentre oggi dobbiamo dire che, a parte quei nove giudici costituzionali  su 15, non abbiamo nessun altro potere terzo che sia in grado di  difenderci da leggi incostituzionali di questo regime.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Il ricatto di Berlusconi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Come andò, invece, per il Lodo? Ve lo ricordate? Berlusconi vince le  elezioni, sta arrivando rapidamente a conclusione un processo che dura  da tre anni, il processo Mills a carico suo e di Mills, lui è accusato  di aver corrotto Mills, Mills è accusato di essere stato corrotto da  lui, sono in due, hanno finito di sentire i testimoni, sta per iniziare  la discussione finale, ossia la requisitoria e le arringhe difensive dei  due Avvocati e due imputati, Berlusconi piazza un emendamento nel  pacchetto sicurezza, nel quale c’è scritto che sono bloccati 100. 000  processi: questo era il risultato di quest’emendamento. Era una legge  che, con la scusa di fare celebrare prima i processi per i reati più  recenti, di fatto imponeva ai giudici di dimenticarsi quelli per i  delitti commessi fino, se non erro, al 2001. Naturalmente, tra quei  delitti commessi fino al 2001, c’erano delitti gravissimi quali  associazione a delinquere, estorsione, di tutto: perché? Perché ci  doveva fare rientrare pure la corruzione giudiziaria, visto che era  accusato insieme a Mills di corruzione giudiziaria del testimone. Quindi  prendeva 100. 000 vittime di quei reati e diceva “ sapete che c’è? Dato  che ho un processo commesso nello stesso periodo nel quale è stato  commesso il reato ai danni vostri, ve la scordate la giustizia, non  avrete giustizia: perché? Perché non posso permettermi di farmi  giudicare per quel reato”, conseguentemente prendeva 100. 000 vittime e  diceva loro “ voi non avrete giustizia”, prendeva 100. 000 colpevoli, o  almeno i colpevoli di 100. 000 reati e diceva loro “ state tranquilli,  siete nella mia categoria, la fate franca come me!”, sarebbe successo,  ovviamente, il finimondo, immagino che le vittime sarebbero andate a  Roma a incendiare qualche palazzo. Io, se fossi stato una vittima che si  sentiva fare un discorso del genere, l’avrei fatto.&lt;br /&gt;
E allora che cosa succede? Arrivano i pompieri per cercare di spegnere  il fuoco che ha appiccato Berlusconi, il quale fa sempre così: appicca  il fuoco, arrivano i pompieri e gli dicono “ spegniamolo insieme, questo  fuoco: cosa vuoi in cambio?” e lui lì piazza la sua vera richiesta, che  non è assolutamente bloccare 100.000 processi, a lui interessa bloccare  i suoi e altri 99. 999 si possono celebrare tranquillamente,  l’importante è che il suo non si celebri. Nasce così quella che si  chiama la moral suasion e che si potrebbe chiamare moral suasion se  venisse fatta la persuasione morale, la persuasione etica nei confronti  di una persona etica: stiamo parlando di Berlusconi, naturalmente,  conseguentemente questa è l’immoral suasion. L’immoral suasion che cosa  produce? Produce un compromesso da parte delle istituzioni e, per  Berlusconi, produce esattamente il risultato che lui aveva sperato: lui  ti presenta ogni giorno un piatto pieno di sterco e ti dice “ mangialo”,  tu gli dici “ scusa, non potremmo levare un cucchiaino di sterco?”, lui  ti dice “ sì, sì, levalo pure” e tu ti mangi tutto il resto e, una  fine, lui fa pure la figura del moderato e tu vai in giro a dire “ ho  vinto, perché gli ho fatto levare un cucchiaino di sterco e mi sono  mangiato soltanto tutto il resto”, questa è la storia del Lodo Alfano.  Lodo Alfano che viene suggerito dal Quirinale con la consulenza dei  tecnici giuridici del Quirinale, tant’è che, una volta approvato, quando  ci sono manifestazioni, contestazioni, richieste di spiegazioni, il  Quirinale emette ben tre note ufficiali, Grillo le ha pubblicate l’altro  giorno sul blog, nelle quali rivendica il Lodo Alfano dicendo che il  Lodo Alfano risponde alle obiezioni che la Corte Costituzionale aveva  fatto nel gennaio del 2004 quando aveva bocciato il Lodo Meccanico  /Schifani. Se il Presidente della Repubblica si attenesse alla  Costituzione senza aggiungerci dei codicilli suoi, tipo quello della  moral suasion, che cosa farebbe? Che cosa dovrebbe fare? Dovrebbe  starsene seduto ieratico, inavvicinabile al Quirinale, lasciar fare il  governo e il Parlamento e, quando gli portano una legge approvata e  impacchettata o un decreto approvato e impacchettato, in quel momento  apre il pacchetto, vede che cosa c’è dentro, se gli piace mette la  firma, se non gli piace rimanda indietro e spiega il perché (messaggio  motivato: questo prevede la Costituzione). Invece da qualche anno aveva  già cominciato Ciampi in parte, ma negli ultimi due anni è esploso  questo malvezzo costituzionale: guardate, non ve lo dico io che non sono  nessuno, l’hanno scritto molti costituzionalisti, se il capo dello  Stato partecipa con consigli, suggerimenti, ammonimenti alla fase della  preparazione e dell’approvazione delle leggi o dei decreti, quelli non  sono più i decreti e le leggi del governo e del Parlamento, quelli  diventano i suoi decreti e le sue leggi e, quando gli arrivano sul  tavolo per la firma, non è più lui che deve decidere su una legge fatta  dal Parlamento o dal governo, è lui che deve decidere su una legge che  anche lui ha contribuito a fare, conseguentemente si assume la paternità  almeno parziale dei provvedimenti che andrà a giudicare e come fa a  rimandarli indietro? Quelli gli risponderanno “ ma se ce l’hai detto tu,  di fare così”! Ecco perché quello che sta succedendo per molti  costituzionalisti è qualcosa di inedito e anche di molto ardito dal  punto di vista costituzionale, perché il capo dello Stato non può  assumersi la paternità di un decreto o di una legge prima che gli  arrivino sullo tavolo, invece vedete che succede spesso: ricorderete il  Decreto Englaro, per cui Berlusconi voleva fare un decreto per impedire  l’esecuzione di una sentenza definitiva sull’accanimento terapeutico nei  confronti della povera Eluana. Il Capo dello Stato non ha aspettato che  gli arrivasse quel decreto: ha mandato una lettera al Consiglio dei  Ministri, che stava facendo quel decreto, per anticipare che quel  decreto lui non l’avrebbe firmato e perché conosceva già un decreto che  non era stato ancora varato? Evidentemente perché, anche in quel caso,  qualche Sherpa del governo era andato a farglielo vedere prima e lui non  li deve fare entrare gli Sherpa, lui deve dire “ fate quello che dovete  fare, poi mi portate la legge: se è una porcata - e statisticamente da  questo governo non può che uscire roba del genere! - ve la rispedisco  indietro”, non dirglielo prima! Tant’è che Berlusconi si incazzò e ebbe  ragione, secondo me, dicendo “ ma tu non puoi venire in Consiglio dei  Ministri a dirci quello che dobbiamo fare: noi facciamo le nostre cose,  ci prendiamo le responsabilità e poi tu ti prendi la responsabilità di  respingercela”. Eh, già, ma dopo che tu l’hai respinta nasce  immediatamente uno scontro violento tra il Quirinale e Palazzo Chigi:  questa è la ragione per cui il capo dello Stato adotta quell’altra  soluzione di cui io, nella Costituzione, sarò rozzo e brutale ma non ho  trovato traccia, di suggerire, consigliare, sapere prima, dire prima,  anticipare. Il capo dello Stato non è il consulente del governo o del  Parlamento, o almeno non c’è scritto questo potere, tra i tanti o pochi  che gli spettano. La stessa cosa è successa quest’estate con le  intercettazioni: ne abbiamo parlato, la legge sulle intercettazioni,  questa incommensurabile puttanata che farà in modo che non si  scopriranno più i colpevoli dei reati, perché di fatto non si potrà più  intercettare, preoccupava la magistratura, preoccupava le forze  dell’ordine, preoccupava tutti i cittadini onesti, preoccupava anche i  giornalisti e i costituzionalisti, perché è anche una legge liberticida  contro il diritto /dovere di cronaca, il Capo dello Stato- stiamo  parlando sempre di una persona magari animata dalle migliori intenzioni -  si rende conto che sta per passare una porcata. E allora che cosa dice  la Costituzione? Aspetta che la approvino, la porcata, dopodiché non  gliela firmi: gliela rimandi indietro, dicendo loro “ è una porcata per  questo motivo, è incostituzionale per questo, questo e quest’altro  motivo” etc., tra l’altro spiani anche la strada alla Corte  Costituzionale perché, se ha davanti a sé una pronuncia del capo dello  Stato che dice che è manifestamente incostituzionale, la Corte  Costituzionale non avrà più quei patemi che hanno terrorizzato quei 15  vecchietti l’altro giorno, per cui è un miracolo se se ne sono trovati 9  su 15 che hanno avuto il coraggio di dichiarare incostituzionale una  legge incostituzionale, compresi i due che vanno a cena con l’autore  della legge e con l’utilizzatore finale della medesima, che hanno votato  e naturalmente hanno votato a favore del Lodo Alfano, perché nessuno  l’ha ricordato, ma hanno avuto la spudoratezza, Mazzella e Napoletano,  di votare a favore di una legge con il cui autore e con il cui  utilizzatore erano andati a cena e erano stati pure beccati!&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Il precedente della legge sulle intercettazioni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Invece che cosa fece, sulla legge delle intercettazioni? Il solito  discorso: Alfano andò&amp;nbsp;al Quirinale - lo scrisse Eliana Milella su  Repubblica&amp;nbsp; e non fu smentita da nessuno, né dal Quirinale, né da Alfano  - Alfano sale al Quirinale e gli dice “ noi avremmo preparato questa  roba qua, lei che dice?” o “ tu che dici?”, non so se si diano del lei o  del tu; Napolitano dice “ così come è non penso che la firmerò,  cambiate qua, qua e qua”. Alfano torna e si decide che, per fare quei  cambiamenti, bisogna passare l’estate, conseguentemente viene rinviata  all’autunno e adesso ce la propinano con qualche ritocco, con qualche  cucchiaino di sterco in meno. Dopodiché il capo dello Stato che cosa  farà? Avrà le solite mani legate: perché? Perché gli ha detto lui di  levare due o tre cucchiaini di sterco dalla montagna di sterco,  dopodiché sarà costretto a firmare la montagna di sterco, dopodiché si  dirà “ ma se lui ha detto che non è manifestamente incostituzionale  potrà, la Corte...?” e così rinasceranno i soliti equivoci. Purtroppo il  vizio è all’origine, cioè quando il Lodo Alfano nacque secondo quella  teoria assurda della riduzione del danno, “ salviamo il salvabile”, il  meno peggio è il Lodo Alfano: perché? Perché Berlusconi minaccia il  peggio, la legge che blocca 100.000 processi e quindi ci caliamo le  brache, cediamo, sospendiamo i suoi processi e così lui lascia fare gli  altri, immoral suasion! Da quel momento è evidente che il capo del  governo sa di avere dalla sua parte il Quirinale e infatti, per un anno,  chiunque osava criticare anche pallidamente il Quirinale veniva  massacrato dai giornali di Berlusconi, “ giù le mani da Napolitano!”,  anche quando uno faceva delle critiche politiche motivate etc., adesso  lo attaccano tutti i giorni con insulti di ogni genere, oggi vogliono  addirittura l’elezione diretta del capo dello Stato per mandarlo a casa,  gliene dicono di tutti i colori, Berlusconi ha detto “Napolitano doveva  andare dai giudici costituzionali&quot; avvicinandoli uno per uno e magari  fare come faceva Previti: se qualcuno è un po’ riottoso gli dai una  busta piena di soldi. Il problema è che l’equivoco, se equivoco è stato e  se non ci sono state garanzie ancora più dettagliate e precise, nasce  proprio dal fatto che il capo dello Stato è sceso dal suo trono e si è  messo a concordare compromessi intorno alle leggi, compromessi  preventivi, prima di prendere la sua posizione finale che dovrebbe  essere anche l’unica. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp5&quot;&gt;&lt;b&gt;La sentenza della Consulta sul Lodo Schifani&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Naturalmente, quando uno si mette in quelle condizioni, poi non si  può meravigliare se coloro con i quali ha trattato tra l’altro sono dei  bari, a sedersi al tavolo di un baro è ovvio che poi quello bara, non ti  ci devi sedere al tavolo del baro. E allora hanno cominciato a dire  che, visto che Napolitano aveva detto che il Lodo Alfano rispondeva alle  osservazioni fatte dalla Corte nel 2004 a proposito del Lodo Schifani,  era evidente che la Corte avrebbe approvato il Lodo Alfano, ma non era  vero quello che aveva detto il Quirinale, ossia che il Lodo Alfano  rispettava i dettami della Consulta sul Lodo Schifani: la consulta aveva  bocciato il Lodo Schifani per quattro profili di incostituzionalità, il  Lodo Alfano ne aveva recepite alcune, di queste osservazioni, tipo la  rinunciabilità del lodo, tipo la temporaneità, ovvero il fatto che non  si poteva ripetere di legislatura in legislatura, tipo il fatto che non  si poteva equiparare, non si poteva dare l’immunità al Presidente della  Corte Costituzionale, visto che è sullo stesso livello degli altri  giudici costituzionali, ma non aveva risposto a altri requisiti, per  esempio il fatto che il capo del governo non ha nessuno status  privilegiato rispetto agli altri Ministri, che i Presidenti di Camera e  Senato non hanno nessuno status privilegiato rispetto a tutti gli altri  parlamentari. Direte “ però la Corte Costituzionale nel 2004 non aveva  bocciato il Lodo Schifani /Maccanico in quanto si cambiava l’articolo 3  della Costituzione, cioè il proprio di uguaglianza, con una legge  ordinaria approvata a maggioranza, anziché con una legge costituzionale  approvata con i due terzi o con la doppia lettura Camera /Senato, Camera  /Senato e il referendum confermativo”, non aveva detto “ dovete fare  una legge costituzionale per derogare al principio di uguaglianza” e a  questa cosa, a furia di sentircela ripetere, ci abbiamo creduto. In  realtà bastava leggere la sentenza del 2004 e non è vero niente: se  volete, andate su Internet e digitate sentenza numero 24 del 2004, il  Presidente era Riccardo Chieppa, il relatore era Francesco Amirante e,  in quella sentenza, la Corte Costituzionale non ha mai scritto da  nessuna parte che si possa derogare al principio di uguaglianza, che è  un precetto costituzionale (articolo 3 della Costituzione) con una legge  ordinaria. Che cosa faceva la Corte? Elencava tutte le ragioni per le  quali il Tribunale di Milano aveva eccepito sulla costituzionalità del  Lodo Schifani, tra cui c’era anche quella formale, ossia che il Lodo non  era una legge costituzionale e conseguentemente non poteva, ovviamente,  cancellare con legge ordinaria un precetto costituzionale. Poi c’erano  gli altri profili, la Corte giudicava sufficienti alcuni profili di  incostituzionalità senza esaminarli tutti, visto che erano troppi e  diceva “ bastano e avanzano questi per mandarla a picco”. E poi, alla  fine, diceva - questa è la frase chiave - “ resta assorbito..” ah, prima  diceva “ la questione di illegittimità costituzionale sollevata dal  Tribunale di Milano è fondata - cioè la Legge Schifani è  incostituzionale - in riferimento agli articoli 3 e 24 della  Costituzione” e poi aggiungeva “ resta assorbito ogni altro profilo di  illegittimità costituzionale”, ossia gli altri profili di illegittimità  costituzionale non è che non siano fondati, ma sono assorbiti in questa  dichiarazione di incostituzionalità che abbiamo fatto a proposito degli  articoli 3 e 24 della Costituzione, senza inoltrarci oltre, assorbito  vuole dire incluso, compreso, confermato, non vuole dire escluso,  espulso, negato. Poche righe prima - la sentenza è datata 20 gennaio  2004, Presidente Chieppa, redattore Amirante, la trovate su Internet,  così vedete se vi sto raccontando palle - al punto 6 scriveva, la Corte,  “ alle origini della formazione dello stato di diritto sta il principio  della parità di trattamento rispetto alla giurisdizione”, ovvero tutti i  cittadini sono uguali di fronte alla legge e di fronte alla  giurisdizione, insomma quando uno va a finire davanti a un giudice non  c’è distinzione che tenga, siamo tutti uguali. “ Il cui esercizio - di  questo principio di parità di trattamento rispetto alla giurisdizione -  nel nostro ordinamento - nella nostra Costituzione - sotto più profili è  regolato da precetti costituzionali”, cioè lo diceva chiaramente che il  principio di uguaglianza è regolato da precetti costituzionali e  conseguentemente, ogni volta che si vuole toccare il principio di  uguaglianza per stabilire delle eccezioni, bisogna intervenire con dei  precetti costituzionali, cioè con una legge costituzionale. Non era il  caso del Lodo Schifani, che era fatto in quattro e quattro otto con  legge ordinaria a maggioranza e non era il caso del Lodo Alfano, quindi  non solo non c’è scritto nella sentenza sul Lodo Schifani che si poteva  procedere a derogare all’articolo 3 della Costituzione con legge  ordinaria, ma c’era scritto il contrario: c’era scritto che il principio  di uguaglianza è regolato da precetti costituzionali e c’era scritto  che il fatto che non fosse una legge costituzionale il Lodo Schifani non  era affatto una cosa secondaria, ma semplicemente era assorbita nella  dichiarazione di incostituzionalità che era stata motivata sulla base di  altri profili di incostituzionalità. E allora perché il capo dello  Stato, un anno fa, ci ha detto che il Lodo Alfano recepiva tutte le  contestazioni della Corte Costituzionale? E’ quando ha detto così che  Berlusconi si è illuso di avere la Corte in tasca, perché prima di fare  una dichiarazione così impegnativa il Capo dello Stato avrà preso le sue  informazioni, i suoi giuristi si saranno informati, qualche  telefonatina l’avranno fatta! Questo per dire che forse, soprattutto  visto il baro che c’è dall’altra parte del tavolo, sarebbe il caso di  ritornare a una concezione un po’ più letterale della presidenza della  Repubblica: quella di un Presidente che se ne sta seduto in attesa delle  leggi e poi, se le leggi non vanno bene, le fulmina e le respinge.  Invece il fatto che si continui con questa trattativa sottobanco genera  gli equivoci di cui vediamo in questi giorni le conseguenze e,  purtroppo, avremmo bisogno di un capo dello Stato che non è costretto  quotidianamente a intervenire per rettificare, precisare, correggere,  etc. etc., perché purtroppo in questa vicenda ancora una volta ciò che è  avvenuto prima ha autorizzato Berlusconi a dire di essere stato  ingannato. Non so se sia stato ingannato, ma certamente il Lodo Alfano  non era soltanto opera sua: era opera di molte mani, comprese quelle  della leadership del Partito Democratico, che aveva deciso di non  opporsi al Lodo, non ci fu ostruzionismo e, anche all’epoca, si disse  che la moral suasion aveva coinvolto anche il Partito Democratico, in  quanto l’impegno che era stato preso era che Berlusconi rinunciava alla  legge blocca /processi e che il Lodo Alfano, al posto della legge blocca  /processi, sarebbe passato subito, mentre invece l’ostruzionismo  avrebbe potuto ritardarne l’approvazione e, nel frattempo, avrebbe  potuto arrivare la sentenza del processo Mills. Forse il capo dello  Stato avrebbe potuto, in quella circostanza, dire a Berlusconi “ i  processi non sono affare mio, lei li aveva prima di essere eletto, ha  deciso di candidarsi da imputato, non i meravigli se adesso, che  arrivano alla fine, i processi producono una sentenza: se lei ritiene  che non ci debbano essere dei processi a carico del Presidente del  Consiglio perché il Presidente del Consiglio deve occuparsi 24 ore su 24  di governare il Paese benissimo, faccia come si fa nelle democrazie  normali, faccia come ha fatto Nixon, faccia come ha fatto Devil Pain,  faccia come ha fatto Olmert, faccia come ha fatto il governatore dello  stato di New York, se ha un’indagine e pensa di essere troppo occupato  appresso a quell’indagine si dimetta, lei non è stato eletto dal popolo,  lei è stato nominato da me, il popolo ha eletto il Parlamento e il  Parlamento ha espresso una maggioranza, la quale maggioranza ha  designato lei, ma io, capo dello Stato, potevo scegliere un altro. Se  lei ritiene di non avere tempo sufficiente per governare si dimetta e  vada a farsi i suoi processi e io nominerò un altro Presidente del  Consiglio di centrodestra, perché questa maggioranza deve governare,  visto che ha vinto le elezioni, mentre non sta scritto da nessuna parte  che il Presidente del Consiglio debba essere lei” e speriamo, prima di  diventare tutti vecchi, di trovare qualcuno che, finalmente, faccia a  questo impunito questo discorso che, ancora una volta, è basato sulla  Costituzione della Repubblica Italiana, Repubblica parlamentare e non  presidenziale! Passate parola e continuate a leggere Il Fatto  Quotidiano.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;a007795more&quot;&gt;&lt;div id=&quot;more&quot;&gt;                  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;posted&quot;&gt;&lt;em&gt;rne&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.beppegrillo.it/search_results.php?q=passaparola-travaglio&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;    &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/967333911407865119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/04/buongiorno-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/967333911407865119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/967333911407865119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/04/buongiorno-tutti.html' title=''/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-2791126808754905643</id><published>2011-03-31T08:31:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T08:31:24.721-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="de Benedetti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Finivest"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lodo alfano"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="o carcere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="O Lodo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola-travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming passaparola"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - O Lodo, o carcere - 05/10/2009</title><content type='html'>O Lodo, o carcere - 05/10/2009 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/j9jQ7WOeIW8?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Buongiorno a tutti, oggi parliamo del Lodo Alfano o Al nano,  perché&amp;nbsp;domani la Corte Costituzionale comincia a esaminarne la  costituzionalità, la legittimità&amp;nbsp;costituzionale o meno, in seguito ai  ricorsi presentati da due tribunali: il Tribunale di Milano in due  processi che riguardano Silvio Berlusconi e il G.I.P. del Tribunale di  Roma, in merito a un altro processo che riguarda Silvio Berlusconi,  ossia quello per la presunta compravendita di Senatori del  centrosinistra, “ Affare Berlusconi /Saccà”, per intendersi. Sono tutti  processi congelati in attesa che la Corte Costituzionale dica se anche  il Presidente del Consiglio è sottoposto alle leggi del suo Paese,  oppure se ne è, come stabilisce il Lodo Alfano, immune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Le mie scuse a Renzo Bossi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Prima, però, di addentrarci, vorrei rendere giustizia a Renzo Bossi:  quando si sbaglia bisogna correggersi e quindi il suo Avvocato mi ha  fatto notare che ho commesso uno svarione; nel Passaparola dell’11  maggio, quello intitolato “ Zoo Italia”, avevo raccontato che un  Europarlamentare della Lega Nord si era portato al Parlamento europeo  come assistente parlamentare un figlio di Bossi e questo è vero, solo  che avevo sbagliato il nome del figlio e, invece di dire Riccardo, avevo  detto Renzo. Avevo detto, per la verità, il primogenito e quindi il  primogenito non è Renzo, però ho sbagliato nome, c’era la R in tutti e  due e conseguentemente, dato che in quel periodo si parlava molto di  Renzo per le sue vicende scolastiche e per il suo lancio del mondo della  politica, avevo detto il suo nome invece di quello di suo fratello,  quindi do volentieri atto di aver commesso un lapsus e che Renzo non ha  mai fatto parte del Parlamento. Leggo quello che mi chiede di leggere  l’Avvocato Matteo Iato: “ con riferimento alle affermazioni contenute  nel video intitolato “ Zoo Italia” dell’11 maggio 2009, relative a Renzo  Bossi, si precisa che le stesse non corrispondono al vero, in quanto  Renzo Bossi non ha lai lavorato presso qualsivoglia ufficio del  Parlamento europeo, neanche quale assistente accreditato  dell’Europarlamentare Francesco Speroni e, pertanto, Renzo Bossi non è  mai stato beneficiario della retribuzione mensile di 12. 000 Euro - che è  quella prevista per gli assistenti parlamentari - né di altra  retribuzione da detto ufficio”. Tanto dovevo a Renzo Bossi e al suo  Avvocato, penso che sia assolutamente sacrosanto chiedere scusa, quando  si commette un errore: soprattutto quando l’errore è, ovviamente, in  totale buona fede e è frutto di uno scambio di persona.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;La Consulta non si esprima sulle conseguenze politiche&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Detto questo, parliamo del Lodo: parliamo del Lodo perché circolano,  sui giornali, varie indiscrezioni sugli orientamenti che starebbero  dividendo la Corte Costituzionale; c’è chi dice che ci sono cinque  giudici pro, cinque giudici contro e cinque incerti, insomma fanno il  Toto - Lodo in Parlamento in queste ore. Abbiamo già parlato della  vergogna dell’avvocatura dello Stato, che è andata a sostenere non la  legittimità costituzionale del Lodo, ma la necessità politica del Lodo  in quanto, se il Lodo non fosse confermato e saltasse, Berlusconi  tornerebbe imputato e conseguentemente dovrebbe dimettersi, crollerebbe  il governo, sarebbe un cataclisma. Qualcuno dirà “ magari!”: certo, ma  non è quella la sede per discutere degli effetti dell’incostituzionalità  del Lodo, alla Corte dovrebbero discutere la costituzionalità o meno  del Lodo, gli effetti sono poi affare della politica, degli elettori,  del Parlamento, del governo, del capo dello Stato. Lì devono stabilire  se il Lodo è o meno costituzionale, se la legge è uguale per tutti,  oppure per tutti tranne quattro, se tutti siamo uguali di fronte alla  legge oppure tutti tranne quattro: anzi, tranne uno, perché poi l’unico  che ne ha bisogno e che se ne avvale è appunto l’utilizzatore finale, il  solito Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;
Con un assist meraviglioso,  l’altro giorno Rutelli ha dichiarato che, se il Lodo dovesse decadere,  allora ci sarebbe spazio per un governo istituzionale: oltre a essere  una grandissima sciocchezza, questo è anche un grande regalo a  Berlusconi, perché è proprio quello che sta cercando di fare Berlusconi,  spaventare la Corte dicendo “ se voi bocciate il Lodo vi assumete la  responsabilità di un crollo del governo e di un cataclisma politico in  un clima di incertezza”, visto che al posto dell’attuale maggioranza non  ce ne è un’altra pronta, l’opposizione - chiamiamola così - è un’armata  Brancaleone, che ancora l’altro giorno è riuscita a salvare, grazie  alle sue assenze, prima lo scudo fiscale in sede di verifica della sua  costituzionalità e poi lo scudo fiscale, in sede di votazione finale  alla Camera. Quindi quest’opposizione, tra PD e Udc, si è presentata in  ordine sparso, l’unico che ha presentato le truppe quasi al completo -  ne mancava uno nell’ultima votazione: Misiti, tra l’altro un personaggio  di cui credo non si senta la mancanza - l’opposizione è quella roba lì,  non è in grado di produrre una maggioranza alternativa e  conseguentemente spaventare la Corte è l’unica strategia possibile da  parte di chi ha fatto questo Lodo e sa benissimo di aver violato la  Costituzione, facendo questo Lodo.&lt;br /&gt;
Rutelli, come al solito, ha dato  un assist a Berlusconi, accreditando l’idea che, se viene bocciato il  Lodo, Berlusconi cade: in realtà questo dovrebbe succedere in ogni Paese  democratico, ma avrebbe dovuto succedere non in virtù della bocciatura  del Lodo, avrebbe dovuto succedere nel momento stesso in cui Berlusconi  veniva sottoposto a un processo, ossia veniva rinviato a giudizio e è  buona norma che, almeno nel momento in cui si viene rinviati a giudizio  per accuse così gravi, certo non stiamo parlando di un divieto di sosta o  - che ne so? - di una frase, o di un insulto scappato in un momento di  ira, stiamo parlando di roba seria, stiamo parlando di corruzione di un  testimone per taroccare dei processi, stiamo parlando di corruzione di  giudici - il processo Sme è finito come sapete - stiamo parlando di  falsi in bilancio, frodi fiscali, appropriazioni indebite, tentata  istigazione alla corruzione di Senatori, insomma basterebbe una di  queste vicende approdate alla richiesta di rinvio a giudizio o al rinvio  a giudizio, ossia approdate in quella fase nella quale il giudice ha  smesso di fare le indagini e ha attivato l’azione penale, la attiva il  Pubblico Ministero con la sua richiesta di rinvio a giudizio e, in quel  momento, l’indagato diventa imputato, conseguentemente è buona norma  che, in quella fase, chi svolge cariche pubbliche o funzioni pubbliche,  si faccia da parte proprio perché la Costituzione prevede un surplus di  doveri, per chi svolge incarichi pubblici (articolo 54, non vorrei  sbagliare, ma mi pare di ricordare che sia il 54), chi ricopre cariche  pubbliche non è un cittadino comune e deve anche esercitarle con  disciplina e onore. Il che è abbastanza incomprensibile.. incompatibile  con una richiesta di invio a giudizio o con un rinvio a giudizio per  reati gravi. Ma soprattutto, come dicevamo, in qualsiasi altro Paese  Berlusconi non sarebbe diventato neanche Presidente del Consiglio, con  quel popò di imputazioni, quindi il problema si sarebbe già dovuto porre  a monte, sull’incompatibilità di Berlusconi Premier con i sui processi:  un capo dello Stato che si rispetti non gli avrebbe neanche dato  l’incarico.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Craxi, in odore di avviso di garanzia, non diventò Presidente del Consiglio&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Non dimentichiamo che nel 92 Scalfaro, ben altro Presidente della  Repubblica, quando si parlava di un avviso di garanzia a Craxi, che però  non l’aveva ancora ricevuto, nel maggio del 92 Scalfaro non diede  l’incarico a Craxi, nonostante che i partiti della maggioranza, appena  confermata dalle elezioni dell’aprile 92, gli avessero confermato una  sia pur risicata maggioranza al partito, ebbene Scalfaro non diede  l’incarico a Craxi perché avrebbe potuto essere sfiorato da un avviso di  garanzia e diede l’incarico a Giuliano Amato, che faceva parte dello  stesso partito e della stessa maggioranza, ma non era coinvolto,  personalmente almeno, in questioni di finanziamenti illeciti o  corruzioni. Conseguentemente avrebbe dovuto essere il capo dello Stato,  con la sua sensibilità istituzionale, a optare per un altro esponente  del centrodestra di stretta fiducia di Berlusconi, che non avesse dei  processi: insomma, qualcuno ancora ce l’hanno che non sia imputato o  condannato, sempre meno, ma qualcuno ce l’hanno. Da Tremonti a Fini  nessuno avrebbe trovato niente da eccepire. E’ già tutto avvenuto,  Berlusconi è già diventato Presidente del Consiglio da imputato, è  imputato praticamente da 15 anni e quindi non si capisce quale sarebbe  la novità se tornasse a essere imputato dopo l’eventuale bocciatura  della legge Alfano. Tutto questo allarmismo che c’è intorno alle  dimissioni di Berlusconi è totalmente infondato sia perché l’esperienza  ci insegna che lui da imputato non si dimette, sia perché l’esperienza  ci insegna che nessuno gli ha mai chiesto di dimettersi in quanto  imputato, salvo Di Pietro, che io ricordi non c’è nessun altro che abbia  detto che Berlusconi si deve dimettere. Quindi Berlusconi, se verrà  bocciato il Lodo Alfano, farà la solita gazzarra per qualche giorno e  poi resterà al suo posto, continuando a fare il Premier e l’imputato  come ha sempre fatto nei cinque anni del suo secondo governo, dal 2001  al 2006, quando era sotto processo e non ha mai pensato di dimettersi.  Tentò anche all’epoca di salvarsi con uno scudo, il Lodo Maccanico  /Schifani, lo scudo durò sei mesi: dall’estate del 2003 al gennaio del  2004, la Corte glielo bocciò, lo ritrascinò in Tribunale e lui continuò a  fare il Presidente del Consiglio e l’imputato, quindi abbiamo anche il  precedente specifico; Berlusconi, se torna imputato, non si dimette.  Conseguentemente non si capisce di quale allarme per la caduta del  governo si stia parlando in questo momento: è un modo per condizionare  la Corte Costituzionale e purtroppo, a avere interesse che la Corte  Costituzionale confermi il Lodo, non sono soltanto Berlusconi e la sua  ristretta cerchia, ma è anche il Quirinale, perché quest’ultimo verrebbe  a subire un gran ceffone dalla Corte Costituzionale, visto che molti  giuristi, addirittura 100 costituzionalisti, compresi quattro o cinque  ex Presidenti della Corte Costituzionale, avevano detto, in un famoso  appello, che il Lodo era incostituzionale in forma palese, ictu oculi,  al primo sguardo, incompatibile con l’articolo 3 della Costituzione e  quindi c’erano tutti gli elementi affinché il capo dello Stato lo  respingesse al mittente con un messaggio motivato alle Camere, come  prevede la Costituzione. Il capo dello Stato non volle respingerlo, non  respinge mai nulla, ha firmato tutto in questo anno e mezzo di terzo  governo Berlusconi, ancora l’altro giorno ha firmato lo scudo fiscale e  ci ha anche fatto sapere, redarguendo severamente un cittadino che aveva  osato fare il cittadino, cioè chiedergli spiegazioni, che tanto è  inutile respingere le leggi costituzionali, perché tanto Berlusconi le  ripresenta uguali. Pensate che argomentazione poderosa! C’è un potere  della Costituzione che consente, anzi impone al capo dello Stato, nel  caso in cui la legge sia manifestamente incostituzionale, di rimandarla  indietro, ma lui ci fa sapere che non le rimanda indietro perché tanto  gliele ripresenterebbero uguali. Beh, almeno farebbe sapere che lui non  c’entra, almeno farebbe sapere che lui ha provato a difendere la  legalità e la Costituzione! Ciampi- per non parlare di Scalfaro e di  altri loro predecessori- ha respinto leggi costituzionali, a volte il  governo, per non scontrarsi con il Quirinale o la maggioranza, è stato  costretto a riformarle e a migliorarle un po’, altre volte le ha  ripresentate uguali e così si è legato il cappio al collo: è avvenuto,  per esempio, con la Legge Pecorella, quella che aboliva l’appello per il  Pubblico Ministero contro le assoluzioni e le prescrizioni, ma non  aboliva l’appello dell’imputato contro la sua condanna in primo o  secondo grado. Una legge manifestamente di impar condicio, che infatti  Ciampi respinse, il Parlamento - maggioranza Berlusconi - gliela  ripresentò identica, Ciampi a quel punto non poteva più non firmarla, ma  spianò a questo punto la strada alla Corte Costituzionale, che fece a  pezzi la Legge Pecorella, che ovviamente è doppiamente incostituzionale,  sia perché l’aveva detto il capo dello Stato, supremo garante della  Costituzione, che poi perché l’ha stabilito ufficialmente, dopo il  replay, la Corte. La stessa cosa poteva avvenire o con il Lodo o con lo  scudo fiscale, se si riteneva che fossero incostituzionali come molti  sostengono che fossero.&lt;br /&gt;
Da domani la Corte ha il compito di  stabilire se il Lodo è o meno costituzionale: non ha il compito di  stabilire chi governa, anche perché, nel caso eventuale in cui  Berlusconi decidesse, in un impeto di.. come dire? In un’illuminazione  improvvisa di spirito istituzionale di dimettersi, non è che andrebbe al  potere la sinistra, che le elezioni le ha perse, per altro giustamente,  e che ha continuato a perderle anche nell’ultima tornata delle elezioni  amministrative e europee. Governerebbe il centrodestra con un altro  Presidente del Consiglio, che è perfettamente legittimo, nel senso che  non siamo un Paese dove viene eletto il Presidente del Consiglio: da noi  viene eletto il Parlamento, viene eletta una maggioranza che sceglie il  suo Presidente del Consiglio indicandolo al capo dello Stato, il quale  può decidere liberamente se prendere quel candidato della maggioranza o  qualcun altro che gli piace di più, perché è il capo dello Stato che  nomina il Presidente del Consiglio e, su su a indicazione, nomina i  Ministri. Conseguentemente, se domani dovesse succedere qualcosa per cui  Berlusconi non ci fosse più, ci sarebbe un altro esponente del  centrodestra, che ha il diritto e direi anche il dovere di governare,  visto che è stato mandato al Parlamento e al governo per governare e per  amministrare il Paese. La Corte di tutto questo non si deve minimamente  occupare e, chiunque parli di dimissioni o non dimissioni di  Berlusconi, sta facendo un favore a Berlusconi, perché sta caricando la  Corte di un fardello che non è il suo: la Corte deve prendere la  Costituzione, prendere il Lodo Alfano, che tra l’altro non è un Lodo -  l’abbiamo già detto: Lodo vuole dire soluzione concordata tra le parti e  qui non c’è nulla di concordato con nessuno, qui c’è un signore che non  vuole farsi processare e che si fa una legge ad hoc; la Corte  Costituzionale deve prendere la Costituzione, prendere il Lodo Alfano -  confrontarli e vedere se stanno insieme, vedere se sono compatibili  l’uno con l’altro. Basta leggere l’articolo 3, “ tutti i cittadini sono  uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di posizione personale,  sociale, questioni razziali, sessuali, religiose, ideali” etc. etc. e,  dall’altra parte, vedere se una legge che stabilisce l’impunità per  quattro alte cariche dello Stato è compatibile con quell’articolo 3,  questo deve fare la Corte Costituzionale.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Il Lodo serve solo a Berlusconi, come ha dimostrato &quot;Il Fatto&quot;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Tra l’altro quest’ultima sa, grazie a Il Fatto Quotidiano -  permettetemi che ci vantiamo delle poche cose buone che riusciamo a  fare! - che quel Lodo non è fatto per le quattro alte cariche dello  Stato, ma per una, la più bassa, il nanetto, perché? Perché le altre tre  non hanno processi, o meglio ne aveva uno Fini: ne aveva uno perché?  Perché il Pubblico Ministero di Potenza, che adesso è in trasferimento a  Napoli, Harry John Woodcock&amp;nbsp;, l’aveva querelato per delle dichiarazioni  sgangherate che Fini aveva fatto a Porta a Porta, quando aveva detto  che Woodcock&amp;nbsp;doveva cambiare mestiere, perché non sapeva fare il  magistrato, quando Woodcock aveva messo sotto inchiesta la moglie di  Fini, il segretario di Fini e il factotum di Fini: ricorderete lo  scandalo del portavoce Sottile, che usava l’auto blu per scarrozzare le  soubrette alla Farnesina e poi è stato condannato per peculato in primo  grado. Ricordate la storia del segretario di Fini, Proietti, che era  stato beccato al telefono mentre parlava di cliniche, di quote di  cliniche etc. con la moglie di Fini, l’inchiesta poi passò a Roma, non  se ne è mai più saputo niente, come spesso avviene quando le inchieste  passano a Roma, ma in ogni caso quella era l’inchiesta che aveva fatto  infuriare Fini, il quale però, a mente fredda, doveva aver capito che  l’inchiesta era buona, perché infatti ha mandato via il suo portavoce  Sottile e poi si è separato da sua moglie, diciamo implicitamente  ammettendo che forse Woodcock&amp;nbsp;non aveva tutti i torti.&lt;br /&gt;
Che cosa è&amp;nbsp;  successo la scorsa settimana? Che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato la  notizia che i magistrati di Roma avevano congelato - diciamo - in un  cassetto, in freezer - i freezer della Procura di Roma sono sempre stati  molto capienti! - il processo per diffamazione a Fini, che era stato,  nel frattempo, rinviato a giudizio per aver diffamato Woodcock. Ci siamo  domandati su Il Fatto - l’ha scritto Marco Lillo - ma è possibile? Fini  aveva detto che non si sarebbe avvalso del Lodo Alfano, che è  rinunciabile, e non gli fanno il processo lo stesso?! Non lo processano  neanche se insiste per essere processato, ma cosa deve fare questo  povero Fini per farsi processare?! L’ha detto che non vuole ricorrere al  Lodo Alfano! Allora abbiamo contattato l’Avvocatessa Giulia Bongiorno,  che assiste Fini in questo frangente e le abbiamo chiesto “confermate di  voler essere processati?” e lei ha detto “ certo!” e hanno chiesto  proprio alla Procura di Roma di sbloccare questo maledetto processo.&lt;br /&gt;
A  questo punto, quando si è saputo ufficialmente che Fini chiedeva di  essere processato, ossia di essere spogliato dello scudo spaziale del  Lodo, Woodcock&amp;nbsp;ha fatto un bel gesto e ha detto “ va bene, mi dichiaro  soddisfatto, finalmente abbiamo un esponente delle istituzioni che  compie un gesto istituzionale, finalmente abbiamo un politico che si  comporta come si deve comportare chiunque e quindi per me questo gesto è  talmente istituzionale e talmente raro da compensare ampiamente  l’offesa che ho ricevuto quella volta a Porta a Porta. Mettiamoci una  pietra sopra, ritiro la querela a Fini”, dato che la dichiarazione è  procedibile soltanto a querela della parte lesa, se la parte lesa ritira  la querela il processo evapora. E questo secondo me è stato un bel  gesto: è stato un bel gesto perché ha consentito a Woodcock di fare  capire che lui non era andato a querelale Fini per un accanimento o per  prendere dei soldi e, dall’altra parte, ha fatto capire che anche Fini  aveva fatto un bel gesto, perché in fondo gli sarebbe bastato non dire  niente e il Lodo lo avrebbe coperto dalle conseguenze di quelle  dichiarazioni sgangherate che spesso i politici fanno, coprendosi poi  con varie forme di immunità, insindacabilità o invulnerabilità. Da  questa settimana, grazie a Il Fatto Quotidiano, sappiamo che il Lodo  serve solo a Berlusconi e basta e che quindi non è una legge generale  astratta, perché le leggi devono essere generali e astratte, devono  servire in astratto: no, questa è una legge particolare e concreta per  dare l’impunità a una sola persona. Berlusconi poi ci ha messo del suo,  perché ha detto “ beh, comodo Fini: Fini ha solo un processo per  diffamazione, io invece ho pure le corruzioni”. Certo, per avere un  processo di corruzione bisogna corrompere qualcuno o essere corrotti da  qualcuno, è difficile che un giudice si alzi la mattina e inventi un  processo per corruzione! Fini non ha mai corrotto nessuno, non è mai  stato corrotto da nessuno e quindi non ha processi per corruzione:  aveva, probabilmente, diffamato Woodcock, si è comportato in un certo  modo e adesso non ha più neanche quel processo lì.&lt;br /&gt;
Stabilito che  questa è&amp;nbsp;una legge particolare e concreta per l’impunità di Berlusconi,  stabilito che Berlusconi è anche andato a cena insieme all’autore di  quella legge con due giudici costituzionali che domani saranno chiamati a  decidere la costituzionalità di una legge, il cui autore va a cena con  loro accompagnato dall’utilizzatore finale, noi siamo in grado di farci  un’idea: non un’idea di quello che giudicherà la Corte, perché la Corte  ce lo farà sapere quando avrà deciso, ma un’idea sul fatto che, se la  decisione fosse una decisione tecnico /giuridica, non ci sarebbero  possibilità di dubbio, il Lodo Alfano sarebbe incostituzionale. Se  invece dovessero subentrare altre valutazioni di politica, di  opportunità, il momento, “cade il governo, oddio cosa succede? Dobbiamo  assumerci la responsabilità”, se entrassero queste valutazioni - che non  devono entrare - nel Palazzo della consulta beh, allora ovviamente ci  sarebbe l’uno, ci sarebbe il due e ci sarebbe l’x come esito finale,  anche perché i giudici già sanno, visto che l’hanno già assaggiato altre  volte, che arriverà il randello sulla loro testa, se oseranno mai  dichiarare incostituzionale una legge incostituzionale! &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp5&quot;&gt;&lt;b&gt;La multa di 750 milioni di euro a Fininvest&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Leggete quello che hanno scritto e hanno detto i giornali, i  telegiornali e gli esponenti del centrodestra l’altro giorno, quando il  giudice di Milano ha finalmente stabilito il risarcimento per la Cir di  De Benedetti, che venti anni fa era stata derubata della più grande casa  editrice italiana. Ne abbiamo parlato quest’estate, del fatto che  sarebbe arrivata questa sentenza, lo sapevano tutti: la decisione era..  il giudice era in fase di decisione da un anno, un anno per decidere  dopo un processo che era durato altri anni. Hanno scritto che questa è  giustizia a orologeria: giustizia a orologeria rispetto a cosa? Ci sono  elezioni, ci sono.. che c’è? Quale è la ragione per cui non avrebbero  dovuto emettere questa sentenza in questo momento? Il fatto è che le  sentenze sfavorevoli a Berlusconi non devono mai essere emesse, fosse  anche a Capodanno o a ferragosto, fosse anche a Natale: perché? Perché  sono sfavorevoli a Berlusconi e i giudici non devono mai emettere  sentenze sfavorevoli a Berlusconi: quella di domani potrebbe essere la  seconda in una settimana, quella dell’altro giorno è stata sicuramente  un’altra bella botta, perché sono 750 milioni di Euro e, del resto,  stiamo parlando della più grossa casa editrice italiana che è stata  rubata alla Cir da un giudice corrotto e dai tre Avvocati di Berlusconi,  che l’hanno corrotto con soldi di Berlusconi. Pensate a quanti soldi  avrebbe guadagnato il legittimo proprietario di quella casa editrice in  questi 20 anni, se non gli avessero rubato la casa editrice e quindi  pensate a quanto vale la Mondatori, più il lucro cessante, più le  opportunità perdute da un imprenditore che se la è vista scippare da una  sentenza frutto di corruzione. E pensate politicamente come sarebbe  cambiato il Paese, se il principale gruppo editoriale italiano non fosse  stato nelle mani di Berlusconi, ma fosse stato nelle mani di un gruppo  editoriale critico nei confronti di Berlusconi. Nell’89 /90 la Mondatori  non solo passa di mano, ma passa dall’opposizione al Caf (Craxi,  Andreotti, Forlani), nelle mani del Caf di cui Berlusconi era il  trombettiere numero uno come editore e poi, quando diventa lui politico,  la Mondadori diventa il suo battaglione di combattimento. Chissà, senza  la Mondadori, che cosa ne sarebbe stato del Caf: magari sarebbe caduto  prima! Che cosa ne sarebbe stato di Berlusconi: magari non avrebbe vinto  le elezioni, vista l’influenza che hanno i gruppi editoriali  sull’elettorato, oltre all’aspetto finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp6&quot;&gt;&lt;b&gt;Tre ragioni per bocciare la legge Alfano&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;E allora concludo citando due o tre ragioni che Lorenza Carlassare,  una bravissima costituzionalista che insegna a Padova e che scrive su Il  Fatto Quotidiano, ha esplicitato per spiegare le ragioni del no al  Lodo, ossia le ragioni per le quali il Lodo è incostituzionale. Dice, la  Carlassare, su Il Fatto: “ è vero che, bocciato un Lodo Alfano, se ne  approva un altro modificato e lo si manda immediatamente in vigore, come  ha scritto Vittorio Feltri su Il Giornale il 14 settembre? Se così  fosse, la Costituzione e le istituzioni di garanzia non sarebbero che  un’inutile farsa e l’ordinamento intero un vuoto castello di carte  smontabili a piacere- Feltri l’ha già detto, “ se lo bocciano lo  rifacciamo uguale”: sarebbe la terza volta, perché avevano già fatto il  Lodo Schifani /Maccanico; a piacere della maggioranza- si intende  proprio il contrario di ciò che esige il costituzionalismo, il cui  obiettivo è porre limiti al potere”, senti che bello: il  costituzionalismo ha, come compito, quello di porre limiti al potere. “  Nessuno credo che potrebbe pensarlo, anche se è già successo. Dichiarata  incostituzionale la Legge Schifani nel 2004, nel 2008 è stata approvata  la Legge Alfano, sulla quale adesso la Corte Costituzionale è chiamata a  decidere. Nell’ipotesi, a mio avviso certa, che sia dichiarata  illegittima - la Carlassare si rifiuta di pensare che entrino in Corte  valutazioni politiche - il governo e la sua maggioranza potrebbero  tentare per la terza volta? Bisogna rispondere con fermezza che la  riapprovazione di una norma dichiarata illegittima non è consentita e  dunque, se la Corte, pronunciandosi sull’Alfano, menzionasse tra gli  altri anche questo motivo, il Presidente della Repubblica potrebbe,  senza incertezze, non promulgare il Lodo terzo, che Feltri ci ha  annunciato. Dove sta il problema? Il governo potrebbe sostenere che la  legge è diversa dalla precedente, come già oggi sostiene: in giudizio e  fuori il Ministro La Russa l’ha ribadito con vigore, affermando che la  Legge Alfano è stata costruita tenendo conto di tutti i rilievi mossi al  Lodo Schifani nella sentenza del 2004” e la stessa cosa, purtroppo,  l’ha sostenuta anche il capo dello Stato quando ha firmato, ha detto “  firmo il Lodo perché recepisce le critiche della sentenza della consulta  contro la Schifani”, ma non è vero e infatti scrive, la Carlassare, che  “ puntuali rilievi sul Lodo Schifani sono stati bellamente ignorati nel  Lodo Alfano: per esempio, la posizione di chi presiede il Consiglio dei  Ministri e le Camere non può essere differenziata da quella degli altri  membri del collegio. Il Presidente del Consiglio non ha uno status  diverso da quello dei suoi Ministri e i Presidenti delle Camere non  hanno uno status diverso dai parlamentari: sono primi inter pares , ma  non sono sopra e conseguentemente non si vede perché loro siano immuni e  gli altri no”. Qualche differenza comunque c’è: le alte cariche  tutelate, invece di essere cinque come nel Lodo Schifani, adesso sono  solo quattro, hanno tolto il Presidente della Corte Costituzionale.  “Resta però immutato il vizio di fondo nel Lodo Alfano come nel Lodo  Schifani: la sospensione dei processi per i reati comuni anche  precedenti all’assunzione della carica deroga il principio della parità  di trattamento rispetto alla giurisdizione, di fronte al quale non può  prevalere l’esigenza di tutelare il sereno svolgimento delle funzioni  pubbliche - questa è la scusa, no? Non bisogna distrarre Berlusconi  perché sta lavorando per noi - quell’esigenza, pur apprezzabile, si  scontra infatti con valori fondamentali di superiore livello: il proprio  della parità di trattamento di fronte alla giurisdizione è alle origini  della formazione dello Stato di diritto; la continuità tra le due leggi  è chiara, di sereno svolgimento delle funzioni si parla nella relazione  del Ministro Alfano, come si parlava a proposito della Legge Schifani,  che è stata respinta dalla Corte Costituzionale, la quale ha detto che “  la sospensione dei processi, disposta durante il mandato, corrisponde  al periodo di tempo che legislatore ha ritenuto sufficiente per  consentire alla persona che riveste l’alta carica di organizzarsi per  affrontare contemporaneamente gli impegni istituzionali di un eventuale  nuovo incarico e il processo penale””. Questa, scusate, non è la  sentenza della Corte: questa è la tesi dell’avvocatura dello Stato, che  difende non lo Stato, ma Berlusconi. E allora come si fa a evitare che  chi ricopre un’alta carica sia distolto dai suoi compiti di difendersi  in sede penale? Basta concordare il calendario delle udienze: del resto  Berlusconi non è mai andato alle sue udienze, salvo quando doveva fare  le dichiarazioni spontanee. E’ quello che scrive la Procura di Milano.&lt;br /&gt;
“Vero  è che l’effettiva e esclusiva finalità perseguita dalla Legge Alfano  non è tanto quella di consentire all’Onorevole Berlusconi di organizzare  le sue difese, ma di consentirgli di difendersi dal processo per frode  fiscale e dal processo per corruzione in atti giudiziari. La Legge  Alfano fu voluta dallo stesso Berlusconi per ritardare la celebrazione  dei suoi processi penali. La Legge Schifani mirava a ritardare la  celebrazione del processo Sme, la Legge Alfano - scrive sempre la  memoria della Procura di Milano - mira a ritardare la celebrazione di  almeno altri due processi, il processo Mills e il processo Mediaset” e  adesso arriva pure il processo Mediatrade.&lt;br /&gt;
“ Lascia infine perplessi  l’argomento - scrive la Carlassare - dell’avvocatura dello Stato che,  qualunque sia il reato contestato, attinente o estraneo alle funzioni  pubbliche, è la pendenza del giudizio a far sorgere il problema. Che un  Presidente sia accusato di un reato grave e infamante non fa già sorgere  il problema?”, domanda la costituzionalista, “ i mesi di comunicazione  dai quali le notizie sono presentate nelle forme che suscitano  maggiormente la curiosità del pubblico, utilizzando formule suggestive -  perché questa è l’altra ragione accampata dall’avvocatura dello Stato,  “i giornali ne parlano, se Berlusconi va sotto processo, eh, già, ne  parlano! E’ un brutto affare la libertà di stampa”! - scrive “ queste  cronache giornalistiche non sono una fissazione dei giornalisti, è che  sono messe in moto dalle accuse gravi che pendono su Berlusconi, e non è  che spariscano, quelle accuse, solo perché il processo è congelato dal  Lodo, la stampa ha il dovere di parlarne anche se il processo è sospeso,  di quelle gravi accuse, perché il problema sono le accuse a Berlusconi,  non è il fatto che lui sia o meno, in questo momento, sotto processo.  Quindi la sospensione non serve neanche al sereno esercizio delle  funzioni, tant’è vero che, nella sentenza della Corte sul Lodo Schifani,  era giudicato contrario al diritto di difesa, questo proprio di  sospendere i processi alle alte cariche, perché non prevedeva la  rinuncia dell’accusato alla sospensione per ottenere l’accertamento  giudiziale che egli può ritenere a sé favorevole. E poi - conclude la  Carlassare - per chi ricopre un’alta carica sarebbe conveniente  affrettare i tempi del processo, dimostrare la propria innocenza e  esercitare la funzione finalmente sereno, sempre - si intende - che  innocente lo sia davvero”. Mi pare un’ottima precisazione. Speriamo di  ritrovarci qua lunedì prossimo a commentare una bella sentenza della  Corte che ci faccia sentire ancora cittadini di uno Stato di diritto,  dove la legge è uguale per tutti senza eccezione alcuna. Continuate a  leggere Il Fatto Quotidiano e continuate a seguirci su Passaparola.  Buona settimana, passate parola!&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/2791126808754905643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-o-lodo-o-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2791126808754905643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2791126808754905643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-o-lodo-o-carcere.html' title='Video Marco Travaglio - O Lodo, o carcere - 05/10/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-7905501502879576161</id><published>2011-03-28T09:01:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T08:26:31.807-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola travaglio 23/03/2011"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola ultima"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="streaming"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tutti i lunedì dell&#39;imputato berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ultima puntata passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming passaparola"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Ultima puntata Passaparola - 28/03/2011</title><content type='html'>Ultima puntata Passaparola - 28/03/2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.blogger.com/video.g?token=AD6v5dxI2ni527eKR6jAGjkRlXek2PoaYGc-tNlH5c2xDtZGZphf2yjvgqF6deOHBE2RZRpYV_ZwcLnIwiUKluzecQ&#39; class=&#39;b-hbp-video b-uploaded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
L&#39;ultima puntata di Passaparola, lo spazio settimanale di Marco travaglio in onda tutti lunedì alle 14 in streaming sul blog di Beppe grillo. Potrai guardare la puntata di oggi direttamente sul nostro blog.&amp;nbsp; A breve in seriremo il testo scritto per i non udenti. Guarda la puntata di passaparola di oggi 23 Marzo 2011 direttamente in streaming su Video Travaglio Blog. Lasciate i Vostri commenti e condividete in tanti, anzi passate parola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marco Travaglio: vice direttore de il fatto Quotidiano e ospite fisso della trasmissione in onda su Rai due il giovedì sera, Annozero, condotta dal giornalista Michele Santoro. Marco Travaglio è un giornalista nato sotto l&#39;ala protettrice di Indro Montanelli al Giornale, critico e intransigente con la figura di Berlusconi, ma anche di tanti altri politici di vari schieramenti. Ha riportato fedelmente le notizie, integralmente , dando una nuova visione dei fatti che accadono in Italia, in un&#39;epoca in cui la stampa è sempre più asservita al potere. Si distingue per la sua criticità ed ironia, per la sua cultura e linguaggio, per la semplicità con cui racconta procedimenti giudiziari, frodi, inganni, malefatte della classe politica e non dell&#39;Italia di oggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Testo:&lt;br /&gt;
Buongiorno a tutti, il tempo di fare le condoglianze a Angela Merkel,  l’ultima vittima delle nomination porta sfiga di Berlusconi, sapete che  non appena Frattini ha annunciato un’iniziativa comune franco – tedesca  sulla Libia, la Merkel ha perso rovinosamente le elezioni, la sua  speranza è che si smarchi dalla linea Berlusconi, in modo che potrà  garantirsi un sereno e proficuo e meraviglioso futuro politico, il tempo  di avvertire che è partita la battaglia per chiudere Anno Zero e quindi  altre trasmissioni di approfondimento televisivo per un mese e mezzo  con la scusa delle elezioni amministrative, esattamente come era stato  fatto l’anno scorso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span id=&quot;*p1*&quot;&gt;&lt;b&gt;Figuranti al Tribunale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span id=&quot;lasettimanaskip&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Il  tempo di domandarsi il perché dello stupore se la Signora Rita Dalla  Chiesa a Forum utilizza una figurante, spacciandola per una terremotata  de L’Aquila che in diretta spiega ai cittadini italiani come è andata  bene la ricostruzione, come è completata la ricostruzione de L’Aquila,  mentre basta andare a L’Aquila per rendersi conto del fatto che non  hanno ricostruito neanche una capanna, neanche un canile, è tutto un  paese di figuranti.&lt;br /&gt;
&lt;span id=&quot;_p1_&quot; style=&quot;display: none;&quot;&gt;Berlusconi  questa mattina ne aveva reclutati un certo numero, cioè un suo  sottosegretario, un certo Mantovani che via sms aveva lanciato il  reclutamento, la chiamata alle armi per assieparsi tutti quanti sulla  scalinata del Palazzo di Giustizia di Milano per  testimoniare la  propria solidarietà a un imputato per reati gravissimi che tra l’altro è  anche il Presidente del Consiglio, si sono presentati al suo ingresso  in 49 e alla sua uscita, dopo l’udienza preliminare erano arrivati a  100, quindi diciamo che le capacità di reclutamento del Presidente del  Consiglio che dice di avere dalla sua parte la stragrande maggioranza  degli italiani, sono piuttosto scarsine e probabilmente stasera nei  telegiornali ci racconteranno che una folla oceanica ha accompagnato,  anzi forse ha portato in trionfo il Premier verso uno dei suoi processi,  il processo Mediatrade dove è accusato di frode fiscale e  appropriazione indebita, di avere derubato la sua azienda, peraltro  quotata in borsa, per mettersi in tasca fondi neri insieme ai suoi  manager, utilizzando le triangolazioni tra società estere e società  estera nell’acquisto di diritti di film, di programmi televisivi  dall’America, fatti rimbalzare da una società all’altra e a ogni  rimbalzo gonfiandone artificiosamente il prezzo.  &lt;br /&gt;
Era poca gente, tant’è che forse amichevolmente si potrebbe invitare  Piero Ricca a disertare, in futuro insieme alle persone di cui Milano  Libera, in futuro le manifestazioni almeno pubbliche o a assistervi in  silenzio perché questo forse è il momento di lasciarlo solo Berlusconi, è  di questo che volevo un po’ parlare oggi, di quello che è più utile  fare per accompagnarlo alla sua tomba politica che lo sta aspettando  ormai da tempo, stiamo parlando di un personaggio sfigato, ridicolo, che  dice cose strane, spesso non dice cose a proposito della Libia perché  ha già detto tutto e il contrario di tutto e aspetta di capire chi vince  per buttarsi, tanto per cambiare, sul carro del vincitore, è un uomo  disperato che annuncia decine di leggi che ben sa che non saranno mai  approvate o se saranno approvate non entreranno mai in vigore perché  saranno incostituzionali o bocciate dai referendum, ho l’impressione che  stia cercando un nemico e quindi in questo momento forse è il caso di  non farglielo trovare il nemico, lasciarlo solo, far vedere che è  circondato da 4 poveracci, di solito pagati, figuranti, potrebbe essere  una strategia utile da questo punto di vista sbagliano anche i  magistrati a enfatizzare con una comunicazione stonata certe leggi che  vengono fatte contro di loro, ma soprattutto contro di noi, come sbaglia  secondo me un quotidiano come La Repubblica a titolare gli articoli  sulle leggi ad personam o antigiustizia, la legge contro i giudici,  ancora oggi c’era un bell’articolo del giudice scrittore Giancarlo De  Cataldo che però aveva purtroppo questo brutto titolo “La cattiva legge  che vuole punire le toghe” siamo alle solite, se ci sono leggi con cui  il governo vuole punire i giudici, i cittadini se ne fottono perché non  sono né il governo, né i giudici, se si continua a parlare di guerra tra  politici e giudici, i cittadini che non sono né politici e né giudici  se ne infischiano, bisognerebbe invece emettere comunicati un po’  freddi, un po’ algidi nei quali si spiega esattamente cosa cambia non  per i giudici, ma per i cittadini nel caso eventuale, improbabile in cui  queste leggi passassero e entrassero in vigore, in modo che si riesca a  capire che non è un derby tra Berlusconi e i giudici, è una guerra di  Berlusconi a noi italiani che è una cosa diversa, Berlusconi contro la  guerra alla Libia ma è favorevole alla guerra contro l’Italia, questa è  l’unica guerra che lui sta combattendo ininterrottamente da 17 anni  perché sa benissimo che i suoi interessi sono incompatibili con i nostri  e quindi tra i nostri e i suoi, ha sempre, giustamente dal suo punto di  vista, scelto i suoi.  &lt;br /&gt;
Perché oggi ha tentato anche se poi gli è andata male, questa ridicola  gazzarra salendo sul Predellino e salutando una folla inesistente?  Questa naturalmente dà il segno della farsa e della tragedia insieme di  questo uomo ridicolo, un uomo che sale sul Predellino, si guarda intorno  e saluta il nulla, una piazza praticamente vuota, sapete quanto è  grande lo spazio antistante il Palazzo di Giustizia in Corso di Porta  Vittoria e quanta gente ci vuole per riempirlo, lo sappiamo perché  Menotti di noi hanno manifestato nel 1992/1993/1994 in difesa del pool  Mani Pulite, c’erano lì sì, folle sterminate che occupavano tutto il  Corso addirittura, oggi 49 quando è arrivato e 98/99 quando è uscito,  immaginate la pochezza, la miseria se non ci fossero stati i giornalisti  e i ragazzi di cui Milano Libera, probabilmente si sarebbe sentita  anche l’eco di quello che diceva Berlusconi tanto la piazza era vuota e  perché allora lui va e tenta queste prove di forza, questi bagni di  folla come vengono chiamati dalla stampa e dalla televisione  compiacente? Per vari motivi: 1) per dipingersi ancora una volta sotto  assedio, mentre non è sotto assedio per niente, ci sono dei processi,  peraltro iniziati diversi anni fa, il processo Mills è iniziato nel  2005, il processo Mediaset è iniziato addirittura prima, il processo  Mediatrade è iniziato da 3 anni, l’ultimo è il processo Ruby, non c’è  nessun assedio, ci sono vecchi e nuovi processi che dipendono dal fatto  che lui continua imperterrito a violare le leggi e a delinquere, però  gli serve far vedere che c’è un assedio, che lui è assediato.  &lt;br /&gt;
2) ragione è quella di buttare in burla i suoi processi, definirli  ridicoli, farci una risata sopra, fare le battute sul Bunga, Bunga, dire  “porto le ragazze, porto le escort” è un modo per svilire la gravità di  ciò di cui è accusato, di depotenziare i processi che lui sa che questa  volta si terranno, non c’è modo di evitarli. 3) motivo è quello che  dicevo prima, dipingersi come il soggetto di uno scontro con la  magistratura, lui solo contro 9000 magistrati e dietro questi magistrati  forze occulte potentissime, poteri forti, complotti internazionali,  diplomazie che ce l’hanno con lui etc., quindi apparire addirittura  eroico in questo sforzo titanico di resistere a cotanto urto. 4)  spaventare i magistrati con la piazza, peraltro vuota e con le leggi  contro la giustizia, per fare un discorso tipicamente mafioso “o mi  assolvete, o vi fermate o lasciate perdere o la smettete di indagare e  processarmi oppure io vi faccio del male” e intanto soprattutto faccio  del male ai cittadini, questa intimidazione non è fatta soltanto pro  domo sua, è fatta anche pro domo di tutti i suoi compari, tra i quali il  più pulito ha la rogna!  &lt;br /&gt;
Ci sono molti personaggi nell’entourage del Cavaliere, il vecchio  entourage, la ristretta cerchia e il nuovo entourage che si è  recentemente allargato addirittura ai cosiddetti responsabili che  arrivano un po’ da tutte le parti, ce ne sono molti che rischiano di  finire male, pensate soltanto a Dell’Utri che è in attesa della sentenza  di Cassazione del suo processo per mafia che a furia di dire che i  politici non vanno in galera, poi finisce che qualcuno ci va in galera,  Cuffaro è in galera! Essendo stato condannato in appello a 7 anni,  confermato in Cassazione, Dell’Utri è stato condannato in appello a 7  anni, se tra qualche mese, quando la Cassazione si pronuncia dovesse  confermare la sentenza di appello, anche Dell’Utri finisce in galera!  &lt;br /&gt;
Immaginate come può stare tranquillo Berlusconi con Dell’Utri in galera,  con tutto quello che sa Dell’Utri. L’ultima new entry è Francesco  Saverio Romano che ha fatto tutta la sua carriera politica nella  Democrazia Cristiana, poi nel partito di Casini che a un certo punto si è  chiamato Udc, lui era il gemello di Cuffaro, lo accompagnava da tutte  le parti, anche agli incontri con i mafiosi. Tra i responsabili che sono  una trentina alla Camera, Romano è l’unico che ha un’indagine per  concorso esterno in associazione mafiosa, più una per corruzione  aggravata dalla volontà di favorire Cosa Nostra, quella per corruzione  riguarda la spartizione di una parte del tesoro di Vito Ciancimino che è  il contabile di Ciancimino, il tributarista, il ragioniere Lapis ed il  figlio di Ciancimino Massimo, qualche anno fa avrebbero distribuito tra  alcuni politici che avevano dei crediti nei confronti del vecchio  Ciancimino o per esserne stati soci o per averne favorito gli affari, ci  sono delle intercettazioni che misteriosamente i Carabinieri e la  vecchia Procura ai tempi di Piero Grasso e Pignatone non avevano  trascritto, sono state scoperte, un paio di anni fa e adesso la Procura  sta per mandare queste intercettazioni alla Camera per chiedere  l’autorizzazione a utilizzarle nei confronti di chi? Nei confronti di  Cuffaro, di Vizzini, di Romano.  &lt;br /&gt;
Se la Camera desse l’autorizzazione a utilizzarle questi signori che  sono indagati per corruzione aggravata dalla fattispecie mafiosa,  rischierebbero ovviamente guai, grane, Romano in più ha un’inchiesta per  concorso esterno in associazione mafiosa, qualche mese fa la Procura al  termine di lungo indagine ha chiesto al G.I.P.  di archiviarla, perché?  Perché si sono raggiunti molti elementi per ritenere che Romano sia in  rapporti con i mafiosi, ma non si sono raggiunti, secondo la Procura  elementi sufficienti per garantire che poi al dibattimento Romano venga  condannato e quindi cosa si fa in questi casi? Non si chiede il suo  rinvio a giudizio con il rischio di vederselo assolvere o prosciogliere  addirittura in udienza preliminare, si chiede l’archiviazione, si dice  al G.I.P. “mettiamo in freezer questo fascicolo, se emergessero elementi  nuovi lo riapriamo, cosa che invece non si potrebbe fare se si  chiedesse il rinvio a giudizio e l’imputato venisse prosciolto dal  G.I.P. o se si chiedesse il rinvio a giudizio lo si ottenesse e poi al  dibattito l’imputato venisse assolto, nel caso in cui emergessero  elementi nuovi questo signore non potrebbe più essere giudicato per gli  stessi fatti per i quali è già stato prosciolto o assolto, ecco cosa  vuole dire l’archiviazione, per questo la Procura ha detto “congediamo  in attesa di eventuali elementi nuovi”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span id=&quot;*p2*&quot;&gt;&lt;b&gt;Il ministro di Napolitano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span id=&quot;lasettimanaskip&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Il  G.I.P. però ha tenuto lì, ha detto “aspettiamo perché nel frattempo è  uscita la sentenza Cuffaro definitiva della Cassazione, nella sentenza  Cuffaro, siccome Cuffaro alcuni rapporti con i mafiosi li aveva insieme a  Romano, nel senso che andava a incontrarli insieme a Romano che era il  suo gemellaggio, il suo braccio destro potremmo dire volgarmente, è  interessante capire cosa ha stabilito la Cassazione su quello che faceva  Cuffaro insieme a Romano, perché una sentenza di Cassazione ha valore  di prova, anche in processi diversi, quindi anche in un eventuale  processo a Romano, se la Cassazione dovesse dire qualcosa di pesante sul  ruolo di Romano al fianco di Cuffaro, ecco che il G.I.P. potrebbe  decidere che c’è ormai una prova cristallizzata sulle collusioni di  questo personaggio e quindi invece di archiviare, dire alla Procura di  chiedere il rinvio a giudizio, perché c’è un elemento nuovo.&lt;span id=&quot;_p2_&quot; style=&quot;display: none;&quot;&gt;Cosa  potrebbe dire la Cassazione? Non lo sappiamo perché la Cassazione su  Cuffaro ci ha già dato il dispositivo condannato a 7 anni definitivi per  favoreggiamento alla mafia, ma non ci ha ancora dato le motivazioni che  saranno depositate tra qualche settimana.  &lt;br /&gt;
In Corte d’Appello però gli stessi fatti erano già stati valutati,  tant’è che la sentenza d’appello è stata confermata in toto dalla  Cassazione, ci mancano le motivazioni della Cassazione, ma quelle  d’appello confermate dalla cassazione le sappiamo, allora per esempio si  dice che nel 1991, 20 anni fa quando iniziavano la loro carriera Romano  e Cuffaro, andarono da Angelo Siino che era il Ministro dei lavori  pubblici di Cosa Nostra e gli chiesero i voti, naturalmente Siino che  voti controllava, ovviamente controllava voti mafiosi, era l’uomo messo  dal Dott. Riina a gestire il tavolino degli appalti con i politici e gli  imprenditori siciliani.  &lt;br /&gt;
Lo stesso tandem Romano – Cuffaro secondo i giudici d’appello lo  ritroviamo nel giro Guttadauro, Giuseppe Guttadauro era il capo della  mafia di Brancaccio, quello per avere avvertito il quale delle indagini,  delle intercettazioni a suo carico Cuffaro è stato condannato.  Guttadauro parlava con un suo uomo, un certo Mimmo Miceli, anche lui poi  condannato per mafia e Miceli dice al boss Guttadauro “ho rappresentato  e ricordato a Cuffaro alla presenza del candidato Senatore Saverio  Romano, la disponibilità e tutto l’impegno da lui manifestati per conto  di Guttadauro suo referente” questa è la sintesi che fanno i giudici,  quindi Miceli riferisce al boss di avere ricordato a Cuffaro, alla  presenza di Romano la disponibilità e l’impegno che lui manifestava per  conto di Guttadauro che era il suo referente, quindi lui si è messo a  disposizione per conto di Guttadauro nelle mani di Cuffaro e di Romano,  questo dice Miceli secondo i giudici di appello e poi Miceli stesso  consiglia al boss, scrivono i giudici “di assecondare la scelta del  candidato Senatore fatto da Cuffaro - e chi è il candidato senatore? E’  Romano. - in modo da poter accampare specifiche richieste  successivamente per le competizioni regionali”, mettiamo il cappello su  Romano, sposiamocelo questo candidato fedelissimo di Cuffaro e così poi  dopo quando l’abbiamo fatto eleggere gli chiediamo i favori.  &lt;br /&gt;
Infine - e questo succedeva nel 2001 – sempre nel 2001, il 2001 è l’anno  in cui Berlusconi torna trionfalmente a Palazzo Chigi per la seconda  volta, ma soprattutto in cui in Sicilia la mafia fa l&#39;enplein, 61  collegi su 61 per il centro-destra.  &lt;br /&gt;
Nel 2001 in campagna elettorale, scrivono sempre i giudici, citando il  mafioso pentito Francesco Campanella, c’è un pranzo a Roma dove ci sono:  Campanella (mafioso di Villa Abbate, braccio destro del boss Nino  Mandalà, boss, è stato condannato in primo grado, quindi dobbiamo dire  ancora presunto boss di Villa Abbate Nino Mandalà, era quello che era  amico pure di Schifani), Cuffaro, Romano e altri. A un certo punto una  delle persone, dei commensali dice a Romano, ma guarda che Campanella  mica ti vota? Pare che sia una battuta, uno scherzo conviviale e invece  racconta Campanella, Romano si alzò e disse seriamente, rivolgendosi a  me: tu mi devi votare perché noi altri siamo la stessa famiglia! E  aggiunge vai a Villa Abbate e ti informi, che famiglia? Non certo la  famiglia di sangue, Campanella si chiama Campanella e Romano si chiama  Romano, non sono parenti, che vuole dire “siamo della stessa famiglia  vai a Villa Abbate e ti informi?” siamo della stessa famiglia di Villa  Abbate, evidentemente la famiglia che secondo i giudici ha come boss  Mandalà e lasciò attoniti tutti i commensali, un politico che a Roma a  una cena o a un pranzo dice esplicitamente a Campanella “siamo della  stessa famiglia vai a Villa Abbate” persino per una città italiana, una  scena del genere evidentemente lascia un po’ di stucco e poi dice  Campanella che Mandalà mi spiegò che Romano era stato autorizzato a  candidarsi in quel collegio, perché in quel collegio non c’è candidato  che non è espressione di mafia, quindi Mandalà confermò che Romano era  della famiglia giusta, la sua!  &lt;br /&gt;
Se per caso su questi punti e su altri contenuti nella sentenza Cuffaro,  la Cassazione dovesse mettere il timbro di autenticità finale,  consacrerebbe questi fatti come prove, non più necessarie di  dimostrazione nel processo eventuale a Romano, ecco perché il G.I.P.  prima di archiviare o di decidere altrimenti sta aspettando che la  Cassazione si pronunci.  &lt;br /&gt;
Intanto però Romano è diventato Ministro, tra tutti i responsabili che  sono 30, l’unico che ha un’indagine di concorso esterno in associazione  mafiosa, più corruzione, è diventato Ministro, potevano farne gli altri  29? No hanno fatto lui! Gli altri avevano un handicap, non avevano  indagini per concorso esterno in associazione mafiosa, Napolitano ha  fatto come al solito, prima l’ha nominato Ministro, poi ha assistito al  giuramento e poi mentre quello usciva ha fatto un comunicato prendendo  le distanze da sé stesso anche, perché è lui che l’ha nominato, secondo  l’Art. 92, mi pare, della Costituzione è il Presidente della Repubblica  che nomina il Presidente del Consiglio e, su indicazione del Presidente  del Consiglio, nomina i Ministri, quindi non è Berlusconi che nomina  Romano Ministro dell’agricoltura, Berlusconi propone a Napolitano quel  Ministro lì, Napolitano se lo nomina, vuole dire che gli sta bene!  &lt;br /&gt;
Perché dico questo? Perché sapete che ci sono Ministri che non stavano  bene a capi dello Stato e che non sono diventati Ministri, quando  Berlusconi portò Previti a Scalfaro, nel 1994 Previti non aveva  indagini, era solo l’Avvocato di Berlusconi, quindi era in conflitto di  interessi, Scalfaro disse “no, il tuo Avvocato no” e Previti non diventò  Ministro della Giustizia. Quando nel 2001 Berlusconi portò Maroni  Ministro della Giustizia, io feci un pezzo dicendo “beh ma è proprio il  caso di mettere un condannato per resistenza a pubblico ufficiale, un  condannato alla giustizia definitivo?” non so se Ciampi abbia letto il  mio articolo o si sia informato diversamente, sta di fatto che Maroni  non diventò Ministro della Giustizia, ma del Welfare, c’è voluto  Napolitano per nominare Ministro dell’interno Maroni condannato per  avere picchiato dei poliziotti, Ministro dell’Interno, cioè della  Polizia, ma Ciampi non lo fece diventare Ministro della Giustizia e  Scalfaro addirittura un Premier mandò indietro, perché nel 1992 in  primavera, dopo le elezioni dell’aprile, era iniziata Mani Pulite da due  mesi, era finito dentro Mario Chiesa, erano stati indagati Tonioli e  Pillitteri i due ex  sindaci craxiani socialisti di Milano, pochi altri  manager socialisti, Craxi non aveva neanche un avviso di garanzia  ancora, si sapeva che l’inchiesta avrebbe potuto arrivare a lui e quando  il pentapartito che aveva appena vinto le elezioni, indicò Craxi come  Premier, Scalfaro disse “no, io non lo nomino, portatemene un altro e  nominò Giuliano Amato” dello stesso partito di Craxi ma meno compromesso  con del sistema che stava venendo fuori.  &lt;br /&gt;
Quindi non c’è bisogno né che uno sia indagato, né che uno sia  condannato per non diventare Ministro o Presidente del Consiglio,  perché? Perché il Capo dello Stato può decidere se una persona è degna o  meno di diventarlo e lo può decidere sulla base di criteri di  opportunità, di decenza, di decoro, sentenze penali, fatti documentati,  conflitti di interessi, quello che si vuole, immagine… Napolitano invece  ha detto di avere preso informazioni sulla situazione giudiziaria di  Romano che è quella che vi ho descritto, poi l’ha nominato, poi ha  detto: ho preso informazioni sulle gravi imputazioni che pesano sul suo  capo e mi auguro, cito a memoria, un chiarimento rapido, forse era il  caso di non nominarlo, un Ministro indagato per mafia e corruzione,  magari il prossimo giro, magari mi mandi un altro dei responsabili.  &lt;br /&gt;
E’ anche vero che sarebbe stato difficile giustificare il fatto di  negare la nomina di un Ministro indagato per concorso esterno in  associazione mafiosa con richiesta di archiviazione e indagato per  corruzione, dopo avere nominato Presidente del Consiglio un imputato per  corruzione giudiziaria, frode fiscale, appropriazione indebita, falso  in bilancio e adesso pure concussione di prostituzione minorile, e  indagato a Firenze, ce lo dimentichiamo sempre per le stragi del 1993  che non è mica stata chiesta l’archiviazione, ancora no, dalla Procura  di Firenze, l’anno scorso anzi è stata chiesta e ottenuta una proroga  delle indagini su Berlusconi, indagato per concorso nella strage.  &lt;br /&gt;
Forse bisognerebbe chiedere chiarimenti anche su Schifani che come ben  sapete è indagato su concorso esterno a Palermo, quindi deve essere per  tutto questo che Napolitano decide di nominare pure Romano, facendo però  sapere che non gli era piaciuto tanto, adesso si vedrà quando uscirà la  sentenza Cuffaro della Cassazione, Romano rischia grosso, quindi voi  capite che Berlusconi quando deve spaventare la magistratura, non la  deve spaventare soltanto per sé, la deve spaventare anche per conto e in  nome di tutti di quegli che gli stanno intorno, che sono così, perché  hanno capito che dura poco questa cosa, quindi si stanno giocando le  ultime cartucce, una volta che non abbiano più un padrino che li copre e  li protegge e lavora per tutti loro a Palazzo Chigi, saranno soli al  mondo e se sono colpevoli i finiranno a trenino in galera nei prossimi  anni, vedrete, sarà esattamente come quando crollò la Prima Repubblica,  quando i Ministri… c’era la ressa davanti a San Vittore e a Poggio  Reale, all&#39;Ucciardone e a Regina Celi, tanti erano i Ministri che  entravano in galera, vedrete quando cadrà Berlusconi quanta gente finirà  in galera, perché? Perché sarà saltato il tappo che teneva tutto  compresso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span id=&quot;*p3*&quot;&gt;&lt;b&gt;Lasciamolo solo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span id=&quot;lasettimanaskip&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Quindi  spaventare finché si è in tempo i magistrati sono tutte mosse disperate  naturalmente, ecco perché dicevo che forse è venuto il momento di  lasciarlo un po’ solo, perché si capirebbe ancora meglio che siamo di  fronte a un caso umano, invece di enfatizzare questo scontro che in  realtà non c’è perché è lui che sta dichiarando guerra come al solito a  tutto il mondo, tranne al suo amico Gheddafi, gli dispiace non vuole  disturbare.&lt;span id=&quot;_p3_&quot; style=&quot;display: none;&quot;&gt;Faccio un esempio per  concludere, la legge sulla responsabilità civile dei magistrati, ne  avevamo già parlato, adesso è diventata urgente perché c’è un  parlamentare della Lega, di cui non mi ricordo neanche il nome perché ti  spuntano come i funghi per conquistarsi 15 minuti di celebrità fanno  subito una legge per il padrone, che ha infilato in una normativa  europea una roba che stravolge completamente la vecchia legge sulla  responsabilità civile dei giudici, cos’è la responsabilità dei giudici?  E’ una norma che consente ai cittadini che hanno subito un errore  giudiziario di avere un risarcimento dei danni, sacrosanto, i giudici  che sbagliano devono pagare, è sacrosanto, il problema è come, l’abbiamo  già detto! Oggi abbiamo una legge che è nata dal referendum del 1987 è  la legge N. 117/88 firmata da un giurista, socialista, padre del nostro  Codice di Procedura Penale Giuliano Vassalli, capo partigiano, figura  eminente, cosa stabilisce? Se un giudice fa un errore, deve risarcire il  danno, naturalmente il cittadino che ritiene di averlo subito, denuncia  lo Stato, lo Stato se accerta che ha subito il danno lo risarcisce e  poi se quel danno deriva da colpa grave, da un errore pesante del  giudice, non da una svista, da un errore pesante fatto da un giudice  incapace oppure da dolo addirittura, se il giudice l’ha fatto a posta a  fargli quel torto, allora il giudice per quanto riguarda.  &lt;br /&gt;
La legge è giusta, come fa notare l’ex Giudice Tinti su Il Fatto  Quotidiano c’è un errore in quella legge, una cosa sbagliata, che il  giudice restituisce allo Stato la somma che lo Stato ha già refuso alla  vittima dell’errore, ma fino al massimo di 1/3 del suo stipendio, questo  è sbagliato, se il giudice ha sbagliato deve pagare tutto, non fino a  1/3 del suo stipendio, peggio per lui se ha sbagliato!  &lt;br /&gt;
Non stiamo parlando di sviste, stiamo parlando di errori marchiani dolo e colpa grave, questo dice la legge.  &lt;br /&gt;
Adesso questo codicillo infilato da questo leghista ineffabile, cosa  dice? Dice una cosa diversa: che il giudice oltre che per dolo e per  colpa grave, deve pagare – si chiama Pini il leghista – di tasca sua  anche nel caso di violazione manifesta del diritto, cosa vuole dire  “violazione manifesta del diritto?” se tu hai interpretato o applicato  male una norma della procedura, facendo il processo penale o civile.  &lt;br /&gt;
Per le presunte violazioni del dritto, in tutti gli stati di diritto,  non si denuncia il giudice, si fa ricorso in appello o in Cassazione,  anzi il ricorso in Cassazione è proprio quello specifico per le  presunte, ritenute violazioni del diritto fatto dal giudice che ha  giudicato nel merito, c’è sempre un giudizio di merito, di appello e poi  le eventuali questioni di diritto si denunciano eventualmente in  Cassazione, che senso ha, dopo che tu hai già avuto un verdetto di  Cassazione, favorevole o contrario a te non mi interessa, denunciare il  giudice per violazione del diritto? E qual è la violazione manifesta del  diritto? Chi lo decide se hai fatto una violazione manifesta del  diritto, è una cosa che non sta né in cielo e né in terra, il risultato è  che con questa formula ampia che non vuole dire niente “violazione  manifesta del diritto” qualunque giudice o PM potrà essere denunciato o  chiamato a rispondere di tasca sua non “io denuncio lo Stato e lo Stato  si rivale sul giudice se ha commesso il dolo o colpa brave, ma io  denuncio direttamente il giudice ogni volta che voglio” con questa scusa  della violazione del diritto.  &lt;br /&gt;
Eppure già oggi con la legge che abbiamo e che va benissimo, salvo con  quella faccenda del terzo dello stipendio, lo Stato già si rivale sui  giudici in caso di grave violazione di legge, dovuta a negligenza  inescusabile, certo se il giudice ha fatto un abuso causa negligenza  inescusabile, non ha letto un pezzo delle carte degli atti del processo,  per esempio grave negligenza inescusabile, il giudice per decidere deve  leggere tutte le carte, affermazione determinata da negligenza  inescusabile di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente  agli atti del processo, se tu dici il contrario di quello che risulta  dagli atti inequivocabilmente non è una tua interpretazione è che  proprio hai preso un abbaglio, negazione dovuta a negligenza  inescusabile, di un fatto la cui esistenza risulta dagli atti, è certo,  se affermi un fatto che è smentito dagli atti o se neghi un fatto che è  inequivocabilmente affermato dai fatti, oppure se limiti la libertà di  una persona al di fuori dei casi consentiti dalla legge, oppure senza  motivazione, certo se non spieghi perché hai arrestato uno o se lo  arresti per un reato per il quale non è previsto arrestarlo o senza i  presupposti che consentono di arrestarlo, lì non è che è opinabile, li  hai fatto un grave fallo!  &lt;br /&gt;
Cosa dice questo leghista naturalmente in Commissione Giustizia questa  porcata è passata con il solito voto del radicale, ci sono sempre questi  radicali che quando c’è bisogno di dare una mano a Berlusconi si danno  immediatamente da fare, e quindi hanno introdotto centro-destra,  relazione di Pini, voto del radicale eletto con il PD che dà una mano al  Cavaliere, il principio della violazione manifesta del diritto, che  come vi ho detto non si sa cosa sia.  &lt;br /&gt;
L’Avvocato Caputo di Giustizia e libertà di Torino mi fa notare che a  questo punto ai giudici resteranno due strade per evitare di essere  continuamente denunciati: o non condannare, non arrestare, non inquisire  più nessuno, ogni volta che arriva una notizia di reato non guardarla,  far finta di non vedere, darsi malati, mangiarsi le prove, mangiarsi le  bobine con le intercettazioni telefoniche, oppure mettersi d’accordo per  fare sentenze tutte uguali primo, secondo e terzo grado in modo che  comunque se tutte le decisioni prese dai magistrati in un procedimento  vengono confermate nei gradi successivi, nessuno potrà dire che c’è  stata nessuna violazione e nessun torto, è questa la giustizia che  vogliamo? Abbiamo vari gradi di giudizio e facciamo una legge che  indurrà i giudici o a non decidere più o a decidere di darsi sempre  ragione, anche quando hanno torto, per paura di essere denunciati? E’  questa la giustizia che vogliamo? Infatti lui dice maliziosamente è  ovvio che sarebbero dei mascalzoni i giudici che lo facessero, ma a  questo potrebbe portare la legge e se i giudici si mettessero  tacitamente d’accordo nel senso che tutte le sentenze di primo grado  venissero acriticamente confermate nei successivi gradi di giudizio,  dove starebbe la manifesta violazione del diritto? Formalmente si  metterebbero a posto gli uni con gli altri, ma il bello è quello che  scrive Bruno Tinti che ha la rara capacità di fare degli esempi, su Il  Fatto Bruno Tinti, andatevi a vedere il pezzo perché è molto divertente,  l’abbiamo intitolato “Una boiata pazzesca” fa due esempi: rapina alle  Poste, due testimoni vedono in faccia il rapinatore e in Questura lo  riconoscono da una foto segnaletica, è Pippo già condannato 3 volte per  lo stesso reato, il PM chiede la cattura di Pippo e il G.I.P. è  d’accordo, così dopo un paio di mesi Pippo finisce in prigione, dice che  è innocente e che il giorno della rapina lui era in Spagna a Marbella  insieme con la sua fidanzata Lucia. Rogatoria estera; al giudice  spagnolo la ragazza dice che è proprio vero, il 25 marzo stavano  insieme. “Siamo andati a Porto Banus, poi abbiamo mangiato a La Moraga,  poi siamo andati a fare compere al Corte Inglès, poi siamo andati a  giocare a tennis al circolo di Manolo Santana e poi abbiamo cenato lì.”  Il giudice chiede da quanti giorni Pippo era a Marbella. “Eh, 2 o 3”. “E  il giorno prima, il 24 marzo, cosa avete fatto?” “Eh, boh, cioè, non  so. Ah sì, siamo stati al mare.” “Al mare dove? Nikki Beach? Play  Fantastica?” “Mah, al mare, adesso non mi ricordo.” “Tutto il giorno?”  “Beh no, poi siamo andati a fare compere.” “Dove?” “Mhhh” “E il giorno  dopo, il 26 marzo?” “Ma insomma, adesso non mi ricordo, e poi che  c’entra con la rapina?” Il Pm non crede a Lucia, crede ai testimoni che  hanno riconosciuto Pippo e chiede il rinvio a giudizio; il Gip la pensa  come il Pm e anche il Tribunale: 5 anni di galera in primo grado a Pippo  per la rapina. In Appello l’avvocato di Pippo dice che Lucia ha  importanti rivelazioni da fare (la fidanzata), in Tribunale non era  stata sentita, era irreperibile e quindi sono state accettate come prova  le dichiarazioni per rogatoria in Spagna. Lucia arriva al processo  d’appello e spiega tutte quelle cose che prima non ricordava adesso se  le ricorda, racconta tutto per filo e per segno dove sono stati il  giorno prima, il giorno stesso e il giorno successivo e allora la Corte  d’Appello le crede e assolve Pippo. Chi ha sbagliato? I giudici del  Tribunale che hanno creduto al G.I.P., che aveva creduto al PM che non  aveva creduto a Lucia? O hanno sbagliato i giudici d’appello che hanno  creduto a Lucia? Nessuno dei due, ha sbagliato dal punto di vista di  Pippo, perché? Perché c’erano elementi tali, i testimoni all’accusa per  ritenerlo colpevole e le titubanze della Lucia in primo grado.  &lt;br /&gt;
In appello Lucia ha sfoderato una memoria di ferro peraltro  recentissimamente riempita di quei buchi che aveva in primo grado e  quindi i giudici hanno avuto dei dubbi e nel dubbio, dato che bisogna  condannare solo oltre ogni ragionevole dubbio, allora hanno assolto, non  hanno detto che quelli di prima avevano sbagliato, hanno detto che a  loro è venuto il dubbio che avesse ragione Pippo in base a quello che ha  detto la fidanzata.  &lt;br /&gt;
Non c’è nessun errore giudiziario né prima, né dopo, per convenzione noi  accettiamo la sentenza che arriva dopo, se viene confermata in  Cassazione, questa sentenza di assoluzione in appello diventa  definitiva, c’è stato mica un errore giudiziario? No, Pippo può essere  risarcito? Assolutamente no, ci mancherebbe altro che tutti quelli che  vengono prima indagati, poi arrestati o anche solo indagati e rinviati a  giudizio, condannati in un grado e assolti in un altro, potessero avere  il risarcimento, sarebbe la fine!  &lt;br /&gt;
Ecco com’è facile suggestionare la gente con questa storia che il  giudice deve pagare quando sbagliata e in realtà poi non sappiamo bene  cosa vuole dire quando sbaglia, adesso l’altro esempio che riguarda  Berlusconi, processato per prostituzione minorile. &lt;br /&gt;
Berlusconi è processato per prostituzione minorile, perché? Perché  ritengono i giudici che sapesse che Ruby era minorenne, quando, secondo  l’accusa andava a letto con lei e poi la pagava. Se i giudici lo  condannano in primo grado e poi lo assolvono in appello, è semplicemente  perché in primo grado hanno creduto agli elementi notevoli che ha  portato l’accusa e in appello è venuto il dubbio che possa avere ragione  lui, mettete per esempio che qualcuno insinui il dubbio che hanno  sbagliato a registrare la data di nascita all’anagrafe in Marocco,  sapete che erano anche andati alcuni emissari, come abbiamo raccontato  su Il Fatto per cercare di alterare quei registri, quindi mettiamo che  in questo pro e contro, processo indiziario, è chiaro che nel processo  dove c’è la foto del colpevole che infila il coltello nella pancia della  vittima non è un processo indiziario, ma ci sono i processi indiziari  dove è importante il mosaico per rendere più probabile la tesi  dell’accusa e della difesa e in quei processi la valutazione soggettiva  del giudice varia, uno può essere convinto della consapevolezza e un  altro può avere un dubbio in più e convincersi dell’innocenza, oppure  può emergere un fatto nuovo dopo che supera la decisione che è stata  presa prima o può essere valutato diversamente, quindi non c’è nessun  errore se viene condannato da una parte e assolto dall’altra,  semplicemente c’è una diversa valutazione del materiale.  &lt;br /&gt;
L’errore sarebbe se ci fosse un’intercettazione negli atti in cui Emilio  Fede dice a Berlusconi “guarda che ho controllato, è maggiorenne, puoi  andarci a letto tranquillamente” e Berlusconi “ah grazie, io controllo  sempre, mi raccomando!” in questo caso Berlusconi avrebbe la prova che  era stato buggerato, avrebbe la prova che lui credeva veramente che era  maggiorenne, se i giudici ignorassero questa intercettazione per  condannare Berlusconi, ecco il dolo, ecco la colpa grave, ecco la  negligenza inescusabile, non hanno guardato bene oppure hanno letto  quell’intercettazione e l’hanno imboscata, nel primo caso colpa grave,  nel secondo caso dolo, hanno fatto apposta, in quel caso sì che  Berlusconi condannato in assenza di quella telefonata e poi assolto in  presenza di quella telefonata avrebbe tutto il diritto di richiedere il  risarcimento allo Stato che poi chiederebbe i danni ai giudici che hanno  fatto quella porcata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forse è questo che si chiede  all’informazione e anche alla Magistratura associata: meno strepiti.  &quot;Berlusconi ce l’ha con noi, ci vuole punire&quot;, lo sappiamo che vi vuole  punire, ma ai cittadini non gliene frega niente, invece è molto  importante far capire ai cittadini che razza di processo viene fuori, se  l’imputato può far causa al suo giudice, quindi freddezza, nervi saldi  da parte di tutti, anche di quelli che vogliono andare a manifestare  contro quelli che manifestano per Berlusconi e possibilmente cercare di  spiegare chirurgicamente e freddamente ai cittadini cosa succede a noi  se passano queste leggi, ben sapendo che ormai per fortuna se Dio vuole  ne passeranno ben poche. Bisogna cercare di fare questo salto, vi do  solo un dato: l’altro giorno a un convegno il sondaggista Pagnoncelli ha  raccontato che per gli italiani l’emergenza N. 1 non è né la Libia, né  quei poveri immigrati a Lampedusa, né tanto meno il federalismo,  l’emergenza vera dell’Italia è l’evasione fiscale e la corruzione e le  mafie, i soldi che sfuggono allo Stato con il nero e che quindi i  cittadini onesti sono costretti ogni anno a rabboccare pagandone di più  di tasse. Questa è l’emergenza N. 1 per i cittadini italiani nei  sondaggi, vi pare normale che il politico più votato alle ultime  elezioni sia stato un signore imputato di evasione fiscale e corruzione?  Bisogna cercare di unire queste due informazioni: è giusto avercela con  l’evasione fiscale, con la corruzione e con le mafie finalmente siamo  arrivati a avercela con questi che sono i veri problemi dell’Italia e  quindi per favore non facciamoci più rappresentare da un imputato di  corruzione e evasione fiscale, è questo link che manca, abbiamo le due  informazioni ma non riusciamo ancora a metterle insieme, strepitare gli  uni contro gli altri non serve, invece far passare questi messaggi per  chi lo può fare è molto più utile, passate parola, buona settimana!</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/7905501502879576161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-ultima-puntata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/7905501502879576161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/7905501502879576161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-ultima-puntata.html' title='Video Marco Travaglio - Ultima puntata Passaparola - 28/03/2011'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-2505360407877105763</id><published>2011-03-28T07:46:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T07:46:37.024-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Condono fiscale"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola-travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Tremonti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Lo scudo delinquenziale - 28/09/2009</title><content type='html'>Lo scudo delinquenziale - 28/09/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/Y1pQDNyYyPo?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Buongiorno a tutti, c’è tanta carne al fuoco e è difficile scegliere  un tema per il Passaparola di oggi, perché ce ne sarebbe da dire un po’  dappertutto: dall’attacco incredibile all’informazione libera,  all’attacco alla legalità che sta per essere perpetrato con il  cosiddetto scudo fiscale, che in realtà è un gigantesco condono fiscale e  non soltanto fiscale, come vedremo.  &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Annozero sotto attacco&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Sull’ultimo attacco del governo alla trasmissione Annozero non penso  di essere la persona più titolata a parlare perché, sia pure come ospite  indesiderato dai vertici RAI, sono parte in causa.&lt;br /&gt;
Volevo soltanto  fare notare una cosa: quando il Ministro Scajola e il Sottosegretario  Romani annunciano che convocheranno il Consiglio di amministrazione  della RAI e i massimi dirigenti dell’azienda per verificare il rispetto  del contratto di servizio, dicono una cosa che va molto oltre tutto  quello che è avvenuto in questi quindici anni: le censure, le  epurazioni, gli editti bulgari, quelli post/bulgari, quelli pre bulgari  (Grillo ne sa qualcosa!), perché qui non è un esponente politico della  maggioranza o del governo che auspica di non vedere più in televisione  personaggi o trasmissioni sgradite; questo era l’editto bulgaro,  Berlusconi disse “ non voglio più vedere, se cambieranno registro,  Biagi, Luttazzi e Santoro” e poi ci fu chi, obbediente e ossequiente, in  RAI eseguì l’editto. Qui siamo a una cosa diversa: qui vogliono mettere  proprio per iscritto, per contratto che è il governo a controllare la  televisione. Voi direte “ ma già oggi”: attenzione, non è così! Oggi - e  è un abominio! - è il Parlamento a controllare la televisione e, nel  Parlamento, almeno siedono tutti i partiti rappresentati, addirittura  c’è questa usanza di bon ton, per cui il Presidente della Commissione  Consiliare che deve sorvegliare per conto del Parlamento il rispetto  delle regole nei programmi della RAI, ossia la Commissione Consiliare di  vigilanza, è un esponente dell’opposizione: nel nostro caso Zavoli,  dopo che hanno impedito di farlo a Leoluca Orlando. E quindi non dico  che sia l’ideale: anzi, personalmente ho sempre trovato abominevole che  siano i partiti a controllare la RAI, laddove in tutti i Paesi del mondo  è la televisione pubblica a controllare i partiti e la politica, il  controllato che controlla i suoi controllori di modo che non  controllino! Però diciamo - questo dice la legge, la Legge Gasparri -  che loro stanno violando la legge Gasparri che hanno fatto loro, perché?  Perché adesso la vigilanza è presieduta da Zavoli, il quale è un  anziano signore perbene che conosce il galateo istituzionale, il quale  ha subito detto “ voi non potete, voi governo, intervenire sul contenuto  dei programmi, tanto più non lo potete fare invocando il cosiddetto  contratto di servizio”: che cosa è il contratto di servizio? Il  contratto di servizio è un contratto che regola i rapporti tra lo Stato e  l’azienda, la RAI; la RAI si impegna a fornire ai cittadini una serie  di servizi, tot minuti di informazione - chiamiamola così per  convenzione - tot minuti di programmi di servizio, che ne so? Anche i  programmi per i non udenti, i programmi per i disabili, i programmi  culturali - parlo sempre tra virgolette, è ovvio! - che non debbono mai  essere superati invece dai programmi di intrattenimento, che non fanno  parte dello strettamente definito “ servizio pubblico” e che, quindi,  devono finanziarsi non con i soldi del canone, ma con i soldi della  pubblicità. Questo è sostanzialmente il contratto di servizio: tu, RAI,  mi fornisci questi servizi e io, Stato, ti do il canone per  sopravvivere. Non è una peculiarità italiana, tutta questa buriana sul  canone dipinto come una cosa unica al mondo: ce l’hanno in tutti i Paesi  le televisioni pubbliche, il canone, anzi quello della RAI è tra i più  bassi al mondo. Quale è il problema? E’ che la RAI fornisce il servizio  che fornisce: ecco perché gli oppositori a questo regime o a questo  sistema ogni tanto propongono di non pagare il canone; recentemente l’ha  fatto Grillo, quando stavano all’opposizione lo facevano i leghisti,  che bruciavano i bollettini etc., è una forma di protesta politica e in  Italia, però, nessuno ricorda mai che questa forma di protesta politica  favorisce Mediaset, ovviamente, perché a Mediaset nessuno mette i tetti  sugli introiti pubblicitari, che invece la RAI ha. In ogni caso, l’unica  cosa che non era mai avvenuta è che fosse il governo a sollecitare lo  sciopero del canone: perché? Perché, dato che di solito la maggioranza  occupa la RAI, poi non si lamenta di cosa fa la RAI, noi siamo a questo  punto: Berlusconi, in seguito a varie riunioni a Palazzo Grazioli, ha  deciso i vertici della RAI, ha deciso il direttore generale, ha deciso  il direttore di RAI 1, ha deciso il direttore del TG1 - Mazza e  Minzolini - ha deciso il direttore del TG2, Orfeo, ha deciso il  direttore di RAI 2, Liofredi e adesso vorrebbe decidere anche nella  riserva indiana del centrosinistra il direttore del TG3 e di RAI 3, poi  una profluvie di vicedirettori, capistruttura, portaborse etc. etc., la  radio: non parliamone! Ha occupato completamente anche la radio!&lt;br /&gt;
Adesso,  tramite i giornali di Berlusconi o fiancheggiatori - Il Giornale e  Libero - lanciano lo sciopero del canone, ossia prima riempiono la RAI  di loro famigli, come se non bastassero quelli che ci avevano già messo  prima e adesso dicono ai loro elettori “ non pagate il canone, così i  nostri servi li facciamo pagare agli elettori del centrosinistra, i  quali continuano a pagare il canone”, è il massimo!&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Scajola fuorilegge&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;L’altra cosa è che il contratto di servizio non consente al governo  di convocare i vertici della RAI per sindacare i contenuti di un  programma, nel nostro caso Annozero, perché? Perché il contratto di  servizio dice quale deve essere la proporzione tra i programmi di  intrattenimento e i programmi di informazione e di servizio pubblico  etc., ma poi come vengono fatti questi programmi, quella è, ovviamente,  responsabilità della dirigenza dell’azienda, del direttore generale e  dei direttori delle reti e dei responsabili dei programmi. Santoro ha un  contratto da direttore e quindi è come il direttore di un giornale, che  risponde al suo editore ma decide in autonomia chi devono essere i suoi  collaboratori: o meglio, dovrebbe essergli consentito di decidere in  autonomia chi sono i suoi collaboratori. Invece che cosa fa Scajola?  Dice “ vi convoco, perché Annozero non mi piace e quindi, visto che non  mi piace, viola il contratto di servizio”: naturalmente è non soltanto  un’imperiale sciocchezza, ma è anche un atto illegale, un atto eversivo;  significa che il governo, ora che la Commissione di vigilanza è  presieduta da uno dell’opposizione, vuole sostituirsi alla Commissione  di vigilanza, cioè sostituirsi al Parlamento: voi direte “ non è una  novità, già fanno i decreti al posto dei disegni di legge, già fanno i  voti di fiducia per esautorare il Parlamento”, ecco, siamo oltre. Adesso  vogliono prendere la Commissione di vigilanza, metterla nel cestino:  cosa sulla quale non ci sarebbe da piangere, se non fosse che la  vogliono sostituire con il governo che, se è possibile, è ancora peggio  rispetto a prima, perché il governo rappresenta soltanto una parte,  ovvero il centrodestra. Quindi vogliono cominciare a dettare i  palinsesti a seconda del piacimento e, come se non bastasse, il  servilismo che porta la televisione pubblica a essere per i nove decimi  completamente appiattita e asservita. Non stiamo parlando di una cosa  che prosegue una tendenza durata 15 anni, con le epurazioni: stiamo  parlando di un salto di qualità nel peggio, naturalmente, ossia la  pretesa di formalizzare anche per iscritto, istituzionalmente, che il  governo comanda direttamente quello che ci deve essere e chi ci deve  essere nei programmi della televisione, decide Berlusconi, che  naturalmente è anche il proprietario di tutta l’altra parte del sistema  televisivo. Lo dico, perché se seguite i commentini dei leaders del PD, o  non capiscono o fanno finta di non capire, quando si sente D’Alema dire  “ è l’ennesima dimostrazione che questa destra è illiberale”: no, non è  l’ennesima dimostrazione che questa destra è illiberale, è un atto  eversivo che andrebbe denunciato con forme proporzionate alla gravità di  questo atto eversivo, illegale, incostituzionale. Sappiate che da 30  anni la Corte Costituzionale, con una giurisprudenza costante, ha  stabilito che il governo non ha poteri di controllo sulla televisione,  tant’è che, quando il governo - oggi il Ministero delle Attività  Produttive, gestito da Scajola e dal Sottosegretario alle comunicazioni  Romani - firma annualmente il contratto di servizio e, a fine anno, ne  dovrà firmare un altro, non chiude la partita, nel senso che non basta  l’accordo tra il governo e la RAI per firmare il contratto di servizio,  ci vuole l’approvazione del Parlamento, cioè della Commissione di  vigilanza che, se non le piace il contratto di servizio, se lo può  cambiare unilateralmente a suo piacimento e quindi vuole dire che la  legge stabilisce il primato del Parlamento, che dovrebbe rappresentare  tutti i cittadini e non soltanto la parte che ha vinto le elezioni  grazie al conflitto di interessi. Questo perché sia chiaro quello che  sta succedendo: non c’entra niente, è un’altra cosa rispetto alle  epurazioni, alle censure, agli editti, è una cosa diversa; vogliono  mettere per legge - e dato che la legge ancora non c’è la vogliono  piegare, per metterlo già in una.. come se ci fosse una legge materiale  che scavalca quella scritta - che il governo è padrone non solo della  RAI, come azionista, ma è anche il controllore e quindi può fare  interventi su quel conduttore, su quel giornalista etc. etc., il  governo!&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Riciclaggio di Stato&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Chiudo la prima parentesi e mi occupo del condono, di quello che  chiamano amabilmente lo scudo: lo scudo è un termine soave, è come  termovalorizzatore, no? Il termovalorizzatore dà un senso di tepore e  anche di valorizzazione: in realtà è un bieco inceneritore cancerogeno.&lt;br /&gt;
Lo  scudo fiscale è&amp;nbsp;una soave espressione per nascondere il condono sugli  evasori, sui trafficanti di droga, di armi, di persone umane, però lo  scudo fiscale uno dice “ è lo scudo che mi protegge da qualcosa”, ti  protegge dai gendarmi che ti dovrebbero portare via, perché non hai  pagato le tasse su capitali che hai dovuto nascondere, perché spesso li  hai accumulati con attività di mafia, di ‘ndrangheta, di traffici  illegali. Poche cose perché, oltre all’uso delle parole sbagliate, ci  sono anche continue propagande: dice “ lo scudo fiscale l’hanno fatto in  tutto il mondo, perché gli Stati hanno bisogno di risorse per mettere  soldi nella fornace delle attività produttive e salvare l’occupazione,  salvare le banche” etc.: sono tutte balle! Altri Paesi hanno fatto lo  scudo fiscale, certo, ma non anonimo e facendo pagare il giusto ai  cittadini. Io al massimo non ti faccio pagare la multa che dovresti  pagare, perché sei un evasore, al massimo ti salvo dall’incriminazione  per evasione fiscale, ma tu mi paghi tutte le tasse che non mi hai  pagato sui capitali che adesso fai rientrare e dichiari! Questo è quello  che succede in altri Paesi e faccio un esempio: negli Stati Uniti e in  Gran Bretagna. Sapete che cosa chiedono sui capitali che vengono  rimpatriati le leggi di scudo fiscale negli Stati Uniti e in Gran  Bretagna? Negli Stati Uniti chiedono il 49%, la metà di quello che fai  rientrare la dai allo Stato; il 35% è la tassa che devono pagare per la  sanatoria e in più c’è il 14% di sanzioni per l’evasione fiscale. In  Inghilterra, in Gran Bretagna chiedono il 44%, quasi la metà: il 40% è  il costo della sanatoria e il 4% sono le sanzioni. Quindi non è vero  assolutamente niente che il nostro scudo fiscale lo fanno tutti: il  nostro scudo fiscale è un unicum al mondo, non perché altri non facciano  rientrare pure i capitali, per legge, con qualche modico vantaggio  rispetto a quello che si sarebbe dovuto pagare se si fosse rispettata la  legge originaria, ma perché da noi lo scudo è quasi gratis, anonimo,  mentre per esempio in Gran Bretagna è prevista la pubblicazione dei nomi  dei contribuenti che hanno commesso gli illeciti fiscali più rilevanti.  Quindi non c’è amnistia a buon mercato e non c’è, soprattutto,  anonimato, mentre da noi nessuno saprà mai chi ha fatto rientrare quei  soldi e, conseguentemente, chi aveva guadagnato quei soldi in maniera  criminale e non ci aveva pagato le tasse, in maniera altrettanto  criminale.&lt;br /&gt;
Cito, 20 marzo 2009 - non è&amp;nbsp;passato molto tempo: sei mesi  - “ l’Italia potrebbe ricorrere a un nuovo scudo fiscale solo se la  misura venisse decisa dall’Unione Europea”, l’Unione Europea non ha  deciso niente e noi invece l’abbiamo fatto e l’abbiamo fatto così. “ Non  è necessario varare lo scudo, è una cosa non richiesta da noi, ma è  venuta da richieste esterne all’Italia”: altra balla spaziale di  Berlusconi il 13 maggio 2009, dopodiché fanno lo scudo fiscale e  dopodiché ci aggiungono anche un emendamento, l’emendamento Fleres, già  approvato al Senato, che praticamente aggiunge porcheria alla porcheria e  salva dalle conseguenze penali coloro che “scudano” i soldi che hanno  portato all’estero e li fanno rientrare in Italia, oppure dicono di  averli fatti rientrare in Italia, ma può anche essere il caso opposto,  ossia che li avessero nel materasso di casa e abbiano detto “ li avevo  all’estero, li ho fatti rientrare”. Il denaro non è fungibile e quindi  chi lo sa dove stava? Se poi il tuo rapporto si esaurisce con la banca e  lo Stato non ci mette becco, perché è la banca a cui tu devi dare la  tassina Tremonti per riuscire a scudare, cioè a ripulire, cioè a  riciclare quel denaro sporco, è tutto tra te e la banca: tu versi il 5%,  la banca lo versa allo Stato, perché questa è la tassa in Italia, non  il 49% degli Stati Uniti, non il 44% della Gran Bretagna, da noi è il  5%! Il 5%! Cioè su enormi capitali, sui quali si sarebbe applicata  un’aliquota vicina al 50%, tu non hai pagato una lira, adesso puoi fare  rientrare tutto e, invece di dare allo Stato la metà, dai il 5%, ossia  ti tieni il 95% di quei soldi sporchi su cui non hai pagato le tasse e,  in più, lo Stato non ti potrà perseguire neanche per i reati che stanno  dietro all’accumulo e, spesso, all’intascare quei soldi.&lt;br /&gt;
Ecco  perché&amp;nbsp; questo è&amp;nbsp;un condono che protegge da ogni sanzione  amministrativa, tributaria, previdenziale alla faccia dei soliti fessi,  che hanno sempre pagato tutto, tasse e contributi! Il costo finale, come  vi ho detto, è il 5%, non c’è il rischio di essere sputtanati, perché è  tutto anonimo, si prevede un grande gettito, dicono “ abbiamo bisogno  di soldi”: strano, perché Tremonti aveva detto - le citazioni che vi ho  fatto prima erano di Berlusconi - se non erro anche a Annozero che gli  scudi e i condoni non si sarebbero più fatti, intanto perché erano  immorali e soprattutto perché ormai non fruttavano più soldi, in quanto  chi doveva condonare aveva già condonato e chi non voleva condonare non  avrebbe condonato neanche in futuro. Infatti ogni volta che si fanno  previsioni di introiti dai condoni e dagli scudi, quelle previsioni  vengono regolarmente disattese, perché arriva nelle casse dello Stato un  decimo o ancora meno di quello che si era previsto, sono tutte balle!  Sono regali alla criminalità organizzata: questa è la ragione, questo è  il movente, purtroppo!&lt;br /&gt;
Nel 2001 abbiamo incassato 1 miliardo e mezzo  di Euro: avevano detto che ne avremmo incassati 7 o 8; nel 2003 avevano  previsto 15 miliardi di introiti: sapete quanti ne sono arrivati? Sono  arrivati 600 milioni, cioè è arrivato circa un trentesimo di quello che  avevano previsto. Naturalmente vengono cancellati i reati di  dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione, spariscono le sanzioni  amministrative, tributarie e previdenziali e questo ve l’ho già detto e,  in più, ci si mette al riparo dagli accertamenti per gli anni che sono  ancora passibili di verifiche fiscali, ovviamente fino al tetto massimo  della somma che uno ha dichiarato di aver fatto rientrare.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Presidente, non firmi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Ebbene, questa porcata, peggiorata dall’emendamento Fleres, passato  al Senato e ora al vaglio della Camera, ha indotto Il Fatto Quotidiano,  il nostro giornale, che è in edicola e in abbonamento da martedì scorso,  a lanciare un appello: qualcuno di voi dirà “ un appello disperato”,  chissà, c’è sempre una prima volta! “Presidente, non firmi”: è un  appello a Napolitano, che finora ha firmato tutto; ci sarà pure una  volta, anche per cambiare un po’, che non firmerà qualcosa! Ha firmato  la Legge Alfano e adesso, il 6 ottobre - speriamo - rischia di vedersela  dichiarare incostituzionale e sarebbe uno schiaffo pazzesco a chi,  invece, aveva sostenuto che il Lodo rispettava i dettami della Corte  Costituzionale e i paletti fissati nel 2004 sul Logo Schifani  /Maccanico; magari stavolta ha detto “ valuterò” e, quando dice “  valuterò”, tutti si eccitano, dice “ valuterà”, come se fosse una cosa  straordinaria: in realtà le leggi, se le firma senza valutarle, è  peggio, vorrebbe dire che avrebbe addirittura ragione Grillo quando dice  che dorme! Speriamo che le valuti, ma il fatto che abbia detto “  valuterò” già ha terremotato, dice “ oddio, valuta!”: speriamo che  valuti, speriamo che legga l’appello che, su Il Fatto Quotidiano, ha  scritto Bruno Tinti, che è l’ex capo del pool criminalità economica  della Procura di Torino, che di queste cose se ne intende, è andato in  pensione l’anno scorso, scrive libri, scrive su Il Fatto Quotidiano e  ricorda due o tre cose al Presidente: “ con questo emendamento (Fleres)  una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I  beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati  tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i  capitali che lo Stato liceizza e intermediari e professionisti che ne  cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare neanche l’obbligo  di segnalazione per l’antiriciclaggio, insomma, omertà, complicità e  favoreggiamento. Le prime due previsioni- ossia che non potranno essere  perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio- in realtà non  cagioneranno un grave danno al concreto esercizio della giustizia  penale”: perché? Perché dal 2000 una legge costruita con l’esplicito  scopo di impedire i processi penali sui reati fiscali assicura  l’impunità alla quasi totalità degli evasori e questa è una legge fatta  dal centrosinistra, è una porcheria bipartisan del 2000. “Perché  l’evasore fiscale commetta un reato bisogna che evada più di 103.000  Euro per ogni anno”: cosa che veramente si possono permettere in pochi,  anche con il massimo sforzo. “E i casi di evasione superiori a 103.000  Euro si aggirano intorno appena al 10% del totale: è impossibile ormai  celebrare un processo per false fatture e dunque anche per frode all’Iva  comunitaria. Quando si scopre una “ cartiera”, cioè una società che  emette fatture false e quindi si scoprono gli utilizzatori finali di  queste fatture, poi non è che si possa fare un unico processo, ma  bisogna farne tanti quanti sono i luoghi in cui questi utilizzatori  hanno il loro domicilio fiscale: il che è fonte di tali sprechi di tempo  e di risorse da garantire, nella quasi totalità dei casi, la  prescrizione del reato”, che è brevissima, riguarda i colletti bianchi e  quindi se la sono fatta breve, la prescrizione!&lt;br /&gt;
“Infine, una delle  forme più insidiose di evasione, quella commessa mediante la  falsificazione sistematica della contabilità, che è il sistema che  seguono quasi tutti gli evasori, è stata considerata un reato talmente  lieve da essere punito con una pena massima di tre anni appena. Il che  significa che nessuno va mai in prigione, perché ottiene sempre la  sospensione condizionale della pena, l’indulto - ci aggiunge poi,  ovviamente, il condono dell’indulto - e l’affidamento in prova al  servizio sociale. Quanto al falso in bilancio non è una novità che, dopo  la riforma della legislazione societaria voluta dal governo Berlusconi -  che ne ha approfittato, è l’utilizzatore finale anche lì - in Italia di  processi del genere non se ne fanno più e il bilancio è diventato un  reato fantasma, che c’è in astratto ma non si processa mai in concreto  e, se si processa, si prescrive subito. Ma la nuova legge contiene una  norma che è una calamità: peggio che sanare i reati fiscali e i reati  contabili! Essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di  donne, sequestratori di persone e altri delinquenti di grosso livello”.  Scrive Tinti “signor Presidente, il denaro non ha colore, non odora  diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo  identifichino, il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio  non si differenza visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del  sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di  droga colombiani portano i loro soldi a Miami e li ripuliscono pagando  il 50%, questo è il prezzo del riciclaggio”: ti do 100 lire sporche e il  riciclatore me ne ridà 50 pulite, lavate, immacolate. Se passasse  questa legge avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente  concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore,  perché lo scudo fiscale non ti costa il 50, ma il 5% e quindi non ti  ritornano 50 lire su 100 pulite, perché ne ritornano 95 su 100 pulite  dallo Stato, riciclate dallo Stato!&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp5&quot;&gt;&lt;b&gt;Il condono favorisce la criminalità organizzata&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;“E’ vero che la nuova legge prevede la possibilità, per le banche e  gli altri intermediari, di non rispettare l’obbligo di segnalazione per  l’antiriciclaggio solo a proposito di reati fiscali e falso in  bilancio”, per gli altri dovrebbero segnalare, “ ma signor Presidente,  chi glielo spiega alle banche che i capitali che rientrano dall’estero  provengono da un traffico di armi, anziché dall’evasione fiscale o dal  falso in bilancio? Come fanno a distinguerli? Come distinguere il  provento dell’evasione fiscale da quello di truci e violenti delitti?  Non si può, Presidente! Questa legge garantirà ai peggiori delinquenti  una prospera e sicura verginità. Signor Presidente” , scrive Tinti su Il  Fatto Quotidiano, “ questa legge è una bandiera dell’illegalità: dove  non avrà concreti effetti sul piano personale trasmetterà un messaggio  di opportunismo, renderà evidente a tutti che adempiere ai propri  obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle  imprese, è un’ingenuità o peggio, è antieconomico, è una legge  criminogena, perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo  tutti che pagare le tasse è da stupidi. E dove, invece, purtroppo avrà  concrete conseguenze si tratterà di un formidabile favoreggiamento nei  confronti delle forme più gravi di delinquenza organizzata: Polizia,  Carabinieri, Guardia di Finanza e magistratura non potranno neanche  trovare le prove di questi reati, forse magari conosciuti per altre vie,  poiché il provento del reato sarà ormai sparito per legge. Signor  Presidente, non firmi questa legge e eviti che il nostro Paese sia  sospinto ancora più in fondo nel precipizio di illegalità: peggio, di  immoralità che ci sta separando dal resto dei Paesi civili”. Per chi  vuole firmare questo appello, abbiamo già raccolto quasi 30.000 firme in  due giorni, lo può fare sul sito&amp;nbsp;antefatto.it. Il Procuratore di  Milano, Francesco Greco, l’altro ieri ha definito l’Italia un Paese off  shore: dice che ormai siamo come le Cayman nel Centro America, il tutto  dopo un anno e mezzo di crisi finanziaria, durante la quale ci siamo  sentiti dire che bisognava fare la guerra ai paradisi fiscali e dovremmo  farci la guerra da soli, tanto per cominciare! Leggete Il Fatto  Quotidiano e passate parola!&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/2505360407877105763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-lo-scudo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2505360407877105763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2505360407877105763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-lo-scudo.html' title='Video Marco Travaglio - Lo scudo delinquenziale - 28/09/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-8637296200409900095</id><published>2011-03-28T07:44:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T07:44:26.997-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell&#39;Utri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mafia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="marco travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola-travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Il delirio della legge  - 21/09/2009</title><content type='html'>Il delirio della legge&amp;nbsp; - 21/09/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/aDlrao3Szq8?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;em&gt;Dell&#39;Utri e la lettera di Provenzano a Berlusconi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;Buongiorno a tutti, ci sono stati da poco i funerali dei nostri  caduti nella guerra dell’Afghanistan, personalmente, per quello che può  valere, mi associo al lutto. Vorrei anche associarmi al lutto di tutti  gli afgani che sono stati uccisi in questi anni dalle truppe di  occupazione militare americane, inglesi, italiane etc. etc., dei quali  invece ci dimentichiamo sempre: non esistono morti più morti degli  altri, ma sicuramente le morti più ingiustificate sono proprio quelle  degli afgani che, in Afghanistan, sono a casa loro, mentre, purtroppo,  noi siamo a casa di altri.     Chiudo questa parentesi e vi preannuncio che tra un po’ vi farò una  sorpresa: vi farò vedere la prima pagina del numero zero de Il Fatto  quotidiano; so che molti di voi sono abbonati o saranno comunque lettori  in edicola e quindi magari gradiranno questa sorpresa, perché ormai  siamo agli sgoccioli: oggi è lunedì, mercoledì usciremo con il primo  numero e, chi si è abbonato on- line, già martedì sera a mezzanotte,  alle 23: 59, se tutto va bene, potrà trovare in versione PDF sul suo  computer il nostro giornale, libero e senza padroni. Però partiamo  subito, prima di questa primizia, da un paio di notizie della settimana  che non mi pare siano state analizzate: sono state date, ma non sono  state analizzate, quello che manca in Italia non è neanche il  giornalismo d’inchiesta, è il giornalismo di analisi, un giornalismo che  faccia capire che cosa sta succedendo, che colleghi i puntini  dell’enigma, per fare venire fuori la figura completa.     Le due notizie sono due decisioni prese da due organismi dello Stato,  di cui uno è la Corte d’Appello di Palermo, che sta processando &lt;strong&gt;Marcello Dell’Utri&lt;/strong&gt;  e l’altro è l’avvocatura dello Stato; sono funzionari pubblici, sia i  magistrati che gli Avvocati dello Stato, che paghiamo per fare  giustizia: i magistrati debbono valutare le prove e decidere, nel caso  in cui siano giudici di Corte d’Appello, se l’imputato è colpevole o  innocente, gli Avvocati dello Stato - lo dice il loro stesso sito  Internet- hanno il compito di difendere la Pubblica amministrazione nei  processi, compresi naturalmente quei procedimenti che finiscono davanti  alla &lt;strong&gt;Corte Costituzionale&lt;/strong&gt;, dove la Pubblica  amministrazione, ossia il Parlamento e il governo, deve andare a  difendere la legittimità costituzionale delle leggi o dei decreti che  approva. Quindi sono persone pagate da noi per fare giustizia per  rappresentare gli interessi collettivi: lo dico perché, in realtà, le  due decisioni, le due posizione prese dalla Corte d’Appello di Palermo  (Presidente Dall’Acqua) e dall’Avvocato dello Stato Glauco Nori non mi  pare che rappresentino i cittadini, le esigenze della giustizia e  l’interesse pubblico: è una mia opinione, io non mi sento rappresentato  né dalla decisione presa dalla Corte d’Appello di Palermo, né tantomeno  dalla posizione assunta dall’avvocatura dello Stato.     Andiamo con ordine: che cosa doveva decidere la Corte d’Appello di  Palermo? La Corte d’Appello di Palermo è quella di fronte alla quale  Marcello Dell’Utri è imputato per concorso esterno in associazione  mafiosa, dopo che in primo grado era stato condannato, in Tribunale, a  nove anni di reclusione; ha fatto ricorso lui contro la condanna, ha  fatto ricorso la Procura di Palermo, sostenendo che la pena era troppo  lieve, sebbene fosse abbastanza consistente, ma stiamo parlando di  mafia, se l’accusa viene confermata anche in appello e quindi processo  di appello. Al processo di appello si è lavorato per tre anni, dal 2006  al 2009; nel corso di questo processo d’appello la pubblica accusa ha  chiesto di depositare nuovi elementi di prova e la Corte d’Appello li ha  respinti quasi tutti, anche nell’ultima udienza ha respinto i nuovi  elementi di prova, o indiziari, come si dice, portati dal Procuratore  Generale Antonino Gatto. Che elementi erano? Erano gli elementi di cui  abbiamo parlato molte volte quest’estate, ovvero le novità emerse dal  fronte Ciancimino, figlio dell’ex Sindaco mafioso di Palermo Vito  Ciancimino. Si chiama&lt;strong&gt; Massimo Ciancimino&lt;/strong&gt;, a casa sua è  stato trovato un lembo di una lettera che Provenzano ha indirizzato a  Berlusconi, purtroppo l’altra parte è scomparsa e la parte, invece, che è  stata trovata e che oggi possediamo è rimasta sepolta in uno scatolone  della Procura di Palermo, fino a quando non è cambiato il Procuratore: è  andato via il Procuratore Grasso e è arrivato il &lt;strong&gt;Procuratore Messineo&lt;/strong&gt;,  che ha rimesso a lavoro i magistrati che erano stati estromessi dal  lavorare sulla mafia nella gestione precedente, questi magistrati hanno  scoperto che mancava un pezzo, sono andati a ravanare negli scatoloni e  hanno trovato il lembo della lettera di &lt;strong&gt;Provenzano&lt;/strong&gt; a  Berlusconi. I Carabinieri l’avevano segnalata addirittura in carattere  maiuscolo, affinché nessuno se la perdesse e invece qualcuno se la era  persa. A questo punto si sono precipitati , stava proprio finendo il  processo d’appello Dell’Utri: i giudici, prima delle vacanze, stavano  per dare la parola al Procuratore Generale per la requisitoria, quando  sono arrivate queste nuove carte, dicendo “ prendete atto che c’è anche  questa mezza lettera strappata”, perché? Perché intanto c’è Provenzano  che scrive a Berlusconi, il capo della mafia che scrive all’attuale capo  del governo, lo chiama Onorevole e quindi è una lettera che si  riferisce all’impegno politico di &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;,  probabilmente successiva al 93 /94, è la lettera di cui sapete già  tutto: Provenzano promette appoggio politico a Forza Italia, in cambio  della disponibilità di una rete televisiva, Berlusconi tanto ne ha  tante, ne ha ben tre, ne aveva tre all’epoca, adesso ne ha anche sei.  Minacciava, in caso contrario, di dare luogo a un evento funesto, a un “  triste evento”: così lo chiama Provenzano o chi, materialmente, ha  vergato questa lettera e il triste evento, secondo il figlio di  Ciancimino, era il rapimento o l’assassinio del povero Piersilvio.  Naturalmente tutto è andato bene, Piersilvio è più vivo che mai, non ha  mai subito attentati o tentativi di sequestro, quindi dobbiamo pensare  che quella lettera, in qualche modo, abbia avuto soddisfazione. Ma  perché portare una lettera di Provenzano a Berlusconi in un processo  dove è imputato &lt;strong&gt;Dell’Utri&lt;/strong&gt;? Che c’entra Dell’Utri?  Giusta domanda, per chi se la pone: Dell’Utri c’entra perché Massimo  Ciancimino sostiene che, il destinatario penultimo della lettera, colui  che la doveva consegnare a Berlusconi, era Dell’Utri e che quindi la  trafila era - l’abbiamo già raccontato - Provenzano che la scrive, la dà  a un certo Lipari, che era un suo uomo di fiducia, il quale la dà al  figlio di Ciancimino, il figlio di Ciancimino la porta a suo padre che è  in carcere, il padre trova il modo - avrebbe dovuto trovare il modo -  di farla avere a Dell’Utri e Dell’Utri a Berlusconi. Questo è il  percorso. Dice, il figlio di Ciancimino, “ quella lettera me la ricordo  intera, è strato che ce ne sia soltanto più metà” e è ancora più strano,  in quanto, aggiungo io,  Ciancimino dice “ nella prima parte della  lettera c’era proprio scritto che Dell’Utri avrebbe dovuto consegnarla a  Berlusconi”, quindi Dell’Utri era un po’ il postino, secondo il figlio  di Ciancimino. Naturalmente non sappiamo se è vero o meno, finché non  sarà stata trovata l’altra parte della lettera questa cosa di Dell’Utri  la dice Ciancimino, che è un testimone oculare, però: infatti la lettera  è stata trovata a casa sua e quindi è ben possibile che se la ricordi  tutta intera; semmai c’è da domandarsi chi ne ha tagliata metà e ha  portato via proprio la metà nella quale c’è il nome di Dell’Utri, mentre  ha lasciato la metà dove c’è il nome di Berlusconi, dell’Onorevole  Berlusconi. I Carabinieri no: i Carabinieri quello che hanno trovato  l’hanno messo lì, bisogna capire che cosa è successo, ma in ogni caso  nei processi i giudici servono proprio a questo, a sentire il testimone e  a valutare se la sua testimonianza è attendibile oppure no, per  valutarla bisogna sentirlo, il testimone.     Ecco perché la Procura di Palermo ha sentito Ciancimino, il quale ha  detto queste cose che vi ho parafrasato e poi ha depositato il pezzo di  lettera e i verbali di Ciancimino, affinché i giudici inserissero queste  prove nel fascicolo del processo e ascoltassero, a loro volta,  Ciancimino. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;em&gt;Ciancimino è attendibile o no?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;Sapete che nel nuovo processo penale non si può dare per scontato  quello che c’è nei verbali resi dai testimoni o dagli indagati davanti  al Pubblico Ministero, ma tutto deve essere ripetuto in aula, davanti ai  giudici e quindi i giudici avrebbero dovuto chiedere a Ciancimino di  ribadire le cose o meno, che risultavano dai suoi verbali, davanti ai  Pubblici Ministeri e invece l’altro giorno la Corte d’Appello di Palermo  ha respinto la richiesta della Procura Generale di inserire agli atti  le nuove prove, le carte e i verbali di Ciancimino e, soprattutto, hanno  rifiutato di sentire Ciancimino. Quindi adesso,  dopo la requisitoria  che è appena iniziata e dopo le arringhe difensive, i giudici si  chiuderanno in Camera di Consiglio per decidere se Dell’Utri è  colpevole, come aveva deciso il Tribunale, o è innocente, come chiedono i  suoi Avvocati, senza poter valutare la lettera di Provenzano a  Berlusconi e le dichiarazioni di Ciancimino, che dice che il pony  express che faceva da trait d’union da Provenzano a Berlusconi era  Marcello Dell’Utri, quindi praticamente hanno preso una robusta  possibile prova e l’hanno rigettata, l’hanno rifiutata, non la vogliono  vedere, non la vogliono esaminare. Io non lo so per quale motivo: c’è  chi dice che l’hanno fatto perché il Presidente del collegio è già stato  trasferito al Tribunale di Caltanissetta e quindi non vede l’ora di  finire il processo di Dell’Utri per potersi trasferire, armi e bagagli, a  Caltanissetta; speriamo che non sia così, perché i processi sono tutti  importanti, ma un processo del genere che perde per strada una prova  soltanto perché il giudice ha fretta sarebbe molto triste, dopo tre anni  poi un’udienza per sentire Ciancimino non avrebbe spostato granché,  sarebbe durato un’udienza in più, questo processo. Non vorrei neanche  pensare che abbiano voluto respingere una prova, perché altrimenti  avrebbero dovuto tenerne conto ai fini di una condanna, cioè non vorrei -  per l’amor del cielo! - che avessero già deciso in altro senso, ovvero  per l’assoluzione: sarebbe molto grave, questo sarebbe un sinonimo di  malafede, ci sarebbe da ricusarli dei giudici così prevenuti. Speriamo  che non sia così, resta il fatto che non si capisce per quale motivo non  hanno voluto esaminare questa prova. Nell’ordinanza che ho qui i  giudici &lt;strong&gt;Lacommare&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Barresi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Dall’Acqua&lt;/strong&gt;,  che è il Presidente, scrivono, anche se l’ordinanza è firmata soltanto  dal Presidente, che “ l’esame del frammento di foglio sequestrato il 17  febbraio 2005 in un locale nella disponibilità del Ciancimino e l’esame  del contenuto dei verbali, relativi agli interrogatori da questi resi il  30 giugno e il 1 luglio 2009 - appena l’altro ieri, perché avevano  appena trovato il foglio e l’hanno convocato d’urgenza, Ciancimino, i  magistrati  - al Pubblico Ministero di Palermo non consentono di  ritenere che, le indicazioni fornite sul posto, della richiesta di  acquisire questi elementi, pur suscettibili di ulteriore approfondimento  nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura, siano allo stato  connotate dai requisiti di specificità, utilità e rilevanza necessari  per l’accoglimento dell’istanza”. Praticamente dicono che questa lettera  di Provenzano a Berlusconi e le dichiarazioni di Ciancimino, che dice  che la lettera doveva portarla Dell’Utri, non sono connotate da  requisiti di specificità, utilità e rilevanza, non sono rilevanti, non  sono utili e non sono specifiche. Aggiungono poi: “ dall’esame dei  verbali di interrogatorio di Ciancimino - che parla della lettera e del  ruolo di Dell’Utri - emerge una continua e non sempre sanata  contraddittorietà delle dichiarazioni rese dal Ciancimino”, cioè  Ciancimino dice delle cose contraddittorie. Può darsi, infatti spetta  proprio ai giudici sciogliere queste contraddizioni, incalzarlo,  interrogarlo, fargli le domande giuste, vedere se si contraddice, capire  perché si contraddice, oppure magari invece ottenere delle risposte  meno contraddittorie in un senso o nell’altro, nel senso di liberare  Dell’Utri dal sospetto, oppure invece di accertare che Dell’Utri ha  fatto anche quello, oltre a tutto quello che il Tribunale aveva già  accertato. Se non lo stabiliscono i giudici se Ciancimino è attendibile,  chi lo deve stabilire?! E se parla di Dell’Utri come pony express di  lettere da Provenzano a Berlusconi, in quale altro processo deve andare  questa roba, se non nel processo dove si sta processando Dell’Utri, con  l’accusa di essere stato per 30 anni il trait d’union tra la mafia e  Berlusconi?! Mi sembra che sia il posto giusto per accertare queste  cose! Non si capisce per quale motivo la contraddittorietà, ammesso che  sia contraddittorio quello che dice Ciancimino, debba indurre i giudici a  non sentirlo: se è contraddittorio è un motivo in più per sentirlo e  per chiarire.     Dicono poi, i giudici, che “ Ciancimino colloca questa lettera in un  periodo storico, cioè il 1992, che non risulta compatibile con  l’appellativo di Onorevole, utilizzato nel frammento di foglio in esame e  riferito a Berlusconi”, che infatti fu eletto in Parlamento per la  prima volta nel 94.     Ciancimino dice che quella lettera è del 92, nella lettera c’è scritto  “ Onorevole Berlusconi” e i giudici dicono che Onorevole Berlusconi lo è  diventato nel 94: è vero, può darsi che Ciancimino sbagli data, che  abbia ricordi confusi, è difficile ricordarsi tutte le date delle  elezioni etc., oppure può darsi che racconti balle per un qualche  motivo, a proposito della datazione di quella lettera. Bene: sentitelo,  incalzatelo, fategli queste obiezioni e vedete come risponde. Per quale  motivo un errore di data dovrebbe non dico rendere inattendibile  Ciancimino, ma renderlo non meritevole neanche di essere interrogato?  Boh!     Dicono ancora, i giudici, “ considerato che Ciancimino tra l’altro ha  ammesso di non conoscere gli sviluppi e gli esiti della vicenda”: certo,  lui non sa se è avvenuta la consegna a Dell’Utri e, da Dell’Utri, a  Berlusconi e chi se ne importa! Quello che qui conta è se davvero  Provenzano usava Dell’Utri come pronta consegna, come postino, se  davvero aveva scritto che Dell’Utri avrebbe dovuto consegnarla a  Berlusconi probabilmente si riferiva al fatto che aveva fatto la stessa  cosa altre volte, che era un postino collaudato. Il fatto che poi, anche  quella volta, la consegna sia avvenuta oppure no a noi non interessa  niente e non dovrebbe interessare neanche ai giudici: perché? Perché  basta sapere che, in una lettera indirizzata da Provenzano a Berlusconi,  c’era scritto che la consegna la doveva fare Dell’Utri: questo dovrebbe  interessarli, visto che devono giudicare Dell’Utri come possibile trait  d’union tra la mafia e Berlusconi! Prima di affidare una lettera a  Dell’Utri per Berlusconi, Provenzano si sarà informato su chi era:  evidentemente, se aveva scelto lui, vuole dire che si fidava di lui  perché aveva già fatto altre consegne o altri favori, o aveva già messo  in contatto la mafia con Berlusconi, non è che uno prenda il primo che  passa e dica “ scusa, c’è una lettera di Provenzano per Berlusconi, me  la consegni?”: è ovvio che ti rivolgi a qualcuno molto affidabile e,  soprattutto, molto taciturno. In ogni caso queste sono tutte cose da  chiedere a Ciancimino, invece loro dicono “ no, non gliele chiediamo,  perché avremmo dovuto chiedergliele?”, ma vi rendete conto?! E, alla  fine, dicono “ rilevato, pertanto, che dall’esame del contenuto degli  unici verbali emerge un quadro confuso e contraddittorio, questa Corte  non può compiutamente valutare l’utilità e la rilevanza del mezzo di  prova, rispetto alle accuse formulate a carico dell’imputato”, questa è  veramente curiosa! Non avevano mica detto loro di prendere per oro  colato i verbali davanti al Pubblico Ministero, avevano detto loro “  sentite Ciancimino: a noi ha detto così, vediamo che cosa dice in aula,  la lettera c’è, nessuno può mangiarsela”, l’avevano fatta sparire e è  ricomparsa, è sparita una seconda volta, i giudici d’appello hanno  deciso di non prenderla in considerazione. Speriamo che ritrovino un po’  di logica in tempo utile per la sentenza, perché queste motivazioni  sono quanto di più illogico - questo almeno lo si può dire, è diritto di  critica - si possa immaginare e è preoccupante che siano così privi di  logica, i giudici che stanno seguendo un processo di questo genere.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;em&gt;Menzogne colossali &lt;/em&gt; &lt;/div&gt;L’altra cosa riguarda l’Avvocato dello Stato: come vi ho detto, nel  sito dell’avvocatura dello Stato c’è scritto che “ l’avvocatura dello  Stato è un pool di giuristi specializzati, che rappresenta e difende in  giudizio l’amministrazione statale e, più in generale, tutti i poteri  dello Stato”. Quindi, quando viene chiamata a difendere la bontà, la  costituzionalità, la legittimità di una legge che, secondo alcuni  tribunali, come quello di Milano e altri, è incostituzionale, dovrebbe  andare lì e difendere la costituzionalità della legge, ossia dovrebbe  cercare di spiegare, se ci riesce, che la Legge Alfano è rispettosa  della Costituzione, che la Legge Alfano, che rende immuni dai processi  le quattro alte cariche dello Stato, non confligge con l’articolo 3, che  dice che siamo tutti uguali di fronte alla legge, senza aggiungere “  tranne quattro”. Insomma, dovrebbe occuparsi della legge, cioè di una  norma generale e astratta: questo dovrebbe fare l’avvocatura dello Stato  davanti alla Corte e invece che cosa fa, l’Avvocato Glauco Nori, a nome  nostro, cioè dello Stato e a spese nostre, cioè dello Stato? Lo  paghiamo noi l’Avvocato dello Stato. Va lì e dice alla Corte, per  spaventarla probabilmente, “ state attenti, perché se bocciate la Legge  Alfano succede un’ira di Dio nella politica italiana, perché Berlusconi  torna imputato, se torna imputato si dimette, crolla il governo, crisi,  un casino che non finisce mai, lasciamo il Lodo Alfano, che è meglio”,  questo è il discorso. Allora capite che questa è una cosa che  eventualmente potrebbe dire l’Avvocato Ghedini: non l’ha detta, eh,  attenzione, perché queste sono delle scempiaggini che neanche l’Avvocato  &lt;strong&gt;Ghedini&lt;/strong&gt;, che è tutt’altro che fesso, oserebbe mai  dire; perché? Perché se andasse lì e dicesse “ se Berlusconi torna  imputato si deve dimettere” beh, poi se Berlusconi torna imputato si  deve dimettere davvero e, soprattutto, andrebbe lì a ammettere che  quella è una legge fatta da Berlusconi per Berlusconi, non è una legge  fatta per tutelare le alte cariche dall’eventuale pericolo che un giorno  possano essere sottoposte a processo e perdano, quindi, la serenità e  il tempo che invece è loro necessario per concentrarsi quotidianamente  sul loro lavoro al servizio degli italiani, perché questo ci hanno  raccontato e era il movente della &lt;strong&gt;Legge Alfano&lt;/strong&gt;, non  salvare le chiappe all’attuale Presidente del Consiglio. Infatti Ghedini  queste stupidaggini non le ha dette: le ha dette l’Avvocato dello Stato  che, invece di difendere il Lodo, ha difeso Berlusconi, togliendo anche  il velo dell’ipocrisia che attorniava questa legge, quel velo di  ipocrisia che indusse il capo dello Stato a firmare, in men che non si  dica, una legge incostituzionale, “perché bisogna tutelare le alte  cariche dall’incursione dei magistrati cattivi”. Quindi se non altro è  stato sincero, l’Avvocato dello Stato ha detto “ questa è una legge  fatta per Berlusconi, l’unico che ne approfitta è Berlusconi, se  Berlusconi torna sotto processo è un casino”.     Il problema è che lui non lo può dire, l’avvocatura dello Stato deve  dire che la legge è costituzionale, non deve calare le conseguenze di  un’eventuale bocciatura nella situazione attuale: perché? Perché le  leggi valgono per sempre, le leggi vengono fatte per l’interesse  generale, non vengono fatte per risolvere un problema particolare di una  persona o così dovrebbe essere. Quindi, secondo alcuni, questo è stato  un clamoroso autogol, perché? Perché è andato lì a dire alla Corte “  guardate, l’hanno fatta per quello lì, adesso stiamo attenti, perché  sennò quello lì poi finisce sotto processo”. Le argomentazioni,  oltretutto, sono proprio delle palle colossali, delle menzogne  colossali: per esempio, dice l’Avvocato Generale, “ se Berlusconi  tornasse sotto processo con la bocciatura della Legge Alfano - cosa che  sarebbe automatica - la stampa seguirebbe i processi a Berlusconi con  formule suggestive, con uno stile giornalistico sottolineato, con fughe  di notizie coperte dal segreto”. Le fughe di notizie coperte dal segreto  a volte si verificano nella fase delle indagini, quando c’è il segreto  investigativo, ma qui stiamo parlando di una legge che protegge le alte  cariche dello Stato dai dibattimenti, cioè dai processi, che sono  pubblici e senza alcun segreto. Quindi il giornalista va al processo,  vede quello che succede e lo racconta, non c’è nessun segreto, è  impossibile violare il segreto con fughe di notizie in un dibattimento  pubblico, tant’è che c’è pure la gente, i curiosi possono andare a  assistere. Le indagini invece sì che hanno delle notizie segrete, ma le  indagini su Berlusconi si possono fare anche con il Lodo Alfano, perché  il Lodo Alfano blocca i processi e non le indagini, conseguentemente o  questo signore non sa di che cosa sta parlando, oppure sta mentendo,  nella speranza di spaventare la Corte, dicendo “ stiamo attenti, perché  se torna sotto processo chi la sente la stampa: quelli cominceranno a  occuparsi dei processi a Berlusconi tutti i giorni con grande enfasi!”,  figuratevi! Sono 15 anni che processano Berlusconi e la stampa sono  secoli che non si occupava più dei suoi processi, non ci andava nessuno:  io sono andato qualche volta ai processi a Berlusconi, eravamo sempre i  soliti quattro gatti! Televisioni che abbiano seguito i processi a  Berlusconi: ma in quale film?! All’estero forse, forse le televisioni  estere. Prima bugia.   Ma la seconda bugia è ancora più mirabile: perché? Perché si dice che,  se Berlusconi torna processo, deve dimettersi: intanto chi l’ha detto?  Dove sta scritto? La legge da noi non lo prevede che debba dimettersi,  all’estero neanche, però si dimettono sempre se vengono imputati: anzi, è  difficile che i Ministri o i Presidenti del Consiglio vengano imputati,  proprio perché all’estero non candidano gli indagati, così evitano che  un indagato poi venga imputato; da noi invece gli indagati hanno  addirittura una corsia preferenziale e quindi, a un certo punto, di  solito vengono anche imputati e si pone il problema, ma non sta scritto  da nessuna parte che Berlusconi si debba dimettere: anzi, lui ha sempre  detto “ non mi dimetterò mai”, l’opposizione, o quella robetta che  chiamiamo opposizione, il PD- almeno parlo del PD, poi ce ne sono altre -  gli ha sempre detto “ non te ne andare” e quindi gli ha raccomandato di  non dimettersi, ma lui non ci pensava proprio e, in terzo luogo, lui  sono 15 anni che è imputato e non si è mai dimesso. Per quale motivo  adesso dovrebbero cambiare le cose? Lui ha governato per cinque anni da  imputato, perché il Lodo Schifani fu immediatamente cassato dalla Corte  Costituzionale e non si è né dimesso, né ha avuto dei problemi,  semplicemente non andava alle udienze dei suoi processi e quindi, anche  questa storia che perde tempo a seguire i suoi processi e non può più  stare a Palazzo Chigi, lui in questi 15 anni ha avuto ventidue rinvii a  giudizio o giù di lì e ai processi c’è andato tre volte: alla prima  udienza nel processo Guardia di Finanza e alle due udienze del processo  Sme, dove ha fatto le dichiarazioni spontanee, fine, mai visto in  Tribunale Berlusconi. Quindi sono tutte balle! Si crea un’attesa di un  pericolo imminente per spaventare la Corte, ma in realtà quel pericolo-  ammesso che le dimissioni di Berlusconi siano un pericolo: volesse il  Cielo! Ma non c’è nessuna speranza e nessuna possibilità che ciò  avvenga- semplicemente per dare alla Corte Costituzionale una  responsabilità politica che non può avere, perché la Corte  Costituzionale deve guardare la Costituzione, guardare la legge e vedere  se l’una è compatibile con l’altra; dato che la Costituzione è un po’  più importante della legge, se non sono compatibili fanno fuori la  legge, non la Costituzione, oso sperare. Tutto questo l’Avvocato dello  Stato l’ha sostenuto non a nome di Berlusconi, o a nome di un privato:  lo doveva sostenere a nome dello Stato, l’Avvocato dello Stato difende  lo Stato e le sue leggi, non il rappresentante pro tempore dello Stato o  del governo. E invece ha avuto una crisi di identità: nel tragitto tra  l’avvocatura dello Stato e la Corte Costituzionale ha avuto un attacco  di labirintite e non ha più capito che differenza c’è tra sé stesso e  l’Avvocato Ghedini e tra lo Stato e Berlusconi, “&lt;em&gt;l’état c’est moi&lt;/em&gt;”,  diceva il Re Sole: Berlusconi, nell’interpretazione dell’avvocatura  dello Stato, o almeno di questo signore, è diventato lo Stato. Guardate  che sono passaggi che sembrano trascurabili, ma sono dei macigni sulla  Costituzione e sul senso civico che si dovrebbe avere e è molto  preoccupante che neanche la logica alberghi più nelle ordinanze di certi  giudici, come abbiamo visto prima, o nelle decisioni prese da un  organismo così fondamentale come quello che dovrebbe difendere lo Stato  davanti ai tribunali e alla Corte Costituzionale. Bene, a questo punto  aspettiamo, ovviamente, di vedere che cosa succederà al processo  Dell’Utri, Il Fatto quotidiano lo seguirà quotidianamente, a differenza  degli altri giornali, che l’hanno completamente abbandonato, già in  primo grado non lo seguiva nessuno e vedremo che cosa succede dal 6  ottobre in avanti, davanti alla Corte Costituzionale, dove saremo, anche  lì, pronti a raccontare tutto quello che accade.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;em&gt;Floppone in prima pagina&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;E adesso vi faccio vedere una prova naturalmente, un numero zero, ma  perché vi facciate l’idea, più o meno, di come sarà Il Fatto  quotidiano: questa è la prima pagina della prova di stampa che abbiamo  fatto l’altro giorno, era il giorno dopo il monologo di Berlusconi a  “Porta a Porta”, quando hanno eliminato tutta la programmazione  concorrenziale affinché lui potesse ritagliarsi e stagliarsi a reti  unificate e il risultato è stato quel floppone gigantesco di ascolti che  avete visto sui giornali e conseguentemente, quel giorno, abbiamo  provato - ripeto, è una prova - a fare un titolo, questa è una frase di  Enzo Biagi, “&lt;em&gt; l’uomo solo al telecomando&lt;/em&gt;”, l’hanno lasciato solo, c’è la vignetta della salma mentre l’imbalzamatore è &lt;strong&gt;Bruno Vespa&lt;/strong&gt;.  Qua c’è la nostra inchiesta, ogni giorno, se il fatto è clamoroso come  questo ce ne occuperemo, altrimenti abbandoneremo l’agenda degli  argomenti dei quali hanno già parlato gli altri giornali, cosa che  sicuramente non può avvenire -non lo so- quando c’è la strage in  Afghanistan, ma che può avvenire invece nelle giornate ordinarie, nel  qual  caso la nostra inchiesta, in questo caso le morti nel calcio per  doping, sale in prima posizione e quindi quello sarà il nostro titolo  dominante, poi ci sono rubriche, cattiverie varie, dentro il giornale è  tutto a colori e adesso non ve lo faccio vedere tutto, perché altrimenti  vi levo la sorpresa, ma l’importante è che cominciate a memorizzare la  testata e a innamorarvi, spero, di un giornale che non ha denaro  pubblico, che non ha padroni, che non ha palazzinari, petrolieri,  Presidenti del Consiglio, banchieri, finanzieri, costruttori di  automobili etc. alle spalle, ma ha alle spalle semplicemente i suoi  giornalisti e, soprattutto, i suoi lettori che, solo per gli abbonati,  sono proprio in queste ore arrivati a 30. 000. Trovate sul sito  antefatto.it i luoghi dove Il Fatto quotidiano arriverà in edicola:  purtroppo lo so, molti non troveranno il proprio paese o la propria  città, abbiamo fatto questa scelta, che è una scelta obbligata, perché  non abbiamo i soldi per arrivare a 38. 000 edicole. Rischieremmo di  tracollare appena partiti e quindi abbiamo preferito una distribuzione  mirata, nella maggior parte dei capoluoghi, riservandoci, se dovesse  esserci una grande risposta, come ci auguriamo, o una buona risposta da  parte del pubblico, di aumentare il servizio strada facendo, magari  aumentando le pagine, aumentando i giornalisti e aumentando anche i  luoghi della distribuzione in edicola, molto meglio, invece, che non  dare tutto all’inizio e poi essere costretti a togliere qualcosa e a  tagliare. Per questo il Consiglio che do a chi si accorge, si rende  conto che non troverà nella sua città o nel suo comune Il Fatto  quotidiano in edicola, c’è sempre la possibilità di abbonarsi o all’on-  line oppure con l’abbonamento postale e adesso stiamo predisponendo  anche la soluzione del coupon, proprio perché chi invece in edicola il  giornale lo trova, possa avere già un carnet di opzioni da fare poi  timbrare dall’edicolante, in modo da assicurarsi comunque una copia  garantita, perché credo che, soprattutto nei primi giorni e nelle prime  settimane il giornale, se - come spero - l’attesa è tanta, sarà anche  abbastanza difficile da trovare. Passate parola e ci vediamo o in  abbonamento o in edicola mercoledì, con Il Fatto quotidiano, mercoledì  23 settembre, grazie.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/8637296200409900095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-il-delirio-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/8637296200409900095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/8637296200409900095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-il-delirio-della.html' title='Video Marco Travaglio - Il delirio della legge  - 21/09/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-6439036434212283467</id><published>2011-03-28T07:41:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T07:41:38.086-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="abruzzo travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ciancimino"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell&#39;Utri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fini"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola-travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - La mafia fa le pentole, ma non i coperchi - 14/09/2009</title><content type='html'>La mafia fa le pentole, ma non i coperchi - 14/09/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/oyCYb9hEGsA?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&quot;Buongiorno a tutti, oggi ci riguardiamo di nuovo in faccia, sono  felice, parliamo di quello che è&amp;nbsp;successo negli ultimi giorni brevemente  nel campo politico, avete visto, Fini tenta un’altra volta di smarcarsi  come aveva tentato di fare due anni fa, poi due anni fa ci fu il  precipitare del Governo Prodi con le elezioni anticipate e dovette  rinculare indietro, questa volta sembra fare sul serio e sta cominciando  anche a esplicitare i temi del suo dissenso dalla leadership di  Berlusconi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Gianfranco Fini in cerca di redenzione&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Finché&amp;nbsp; erano temi lontani dai terreni di caccia degli interessi del  Cavaliere come la bioetica, la fecondazione assistita, i problemi legati  all’immigrazione, la difesa del Parlamento dalla decretomania e dai  continui voti di fiducia, la polemica con la Lega Nord sull’Italia unita  o più o meno unita era un conto.&lt;br /&gt;
Quando invece si va a toccare il  cuore del caso Berlusconi e Fini lo ha fatto l’altro giorno a Gubbio e  cioè quando si dice: noi non dobbiamo dare neanche l’impressione  lontanamente di non volere la verità sui mandanti delle stragi del 92 e  del 93 e quando aggiungere Fini: non ho mai avuto dimestichezza con  grembiulini e con compassi, con la massoneria, a cominciare dalla Pd2  che era addirittura la peggiore massoneria che abbia avuto il nostro  paese, allora le cose si fanno serie, è la prima volta da quando Bossi  si sganciò da Berlusconi e rimase sganciato per qualche anno, salvo poi  tornare all’ovile, è la prima volta che un allenato di Berlusconi, pone  il problema dei rapporti tra Berlusconi e la Pd2, anche se in maniera  velata, ma comunque chi doveva capire ha capito e si smarca anche a  stretto giro di posta sui temi della lotta alla mafia, appena il giorno  prima Berlusconi aveva detto: è una follia che pezzi di procure si  occupino ancora di indagini su fatti vecchi del 1992/1993/1994  cospirando contro di noi, Fini il giorno dopo ha detto: Santo Dio, che  dovrebbero fare i magistrati quando si ritrovano in mano delle novità  sulle stragi? Sono le ultime stragi che si sono verificate in Italia  quelle del 1992 e 1993, che possono e che debbono fare i magistrati  quando hanno novità su quelle stragi, se non riaprire le indagini o  proseguire le indagini? Che devono fare, eliminare il testimone o il  pentito che gli sta dando nuove informazioni? Cestinare le carte,  mangiarsele? Probabilmente è quello che vorrebbe Berlusconi, non è  escluso che non ci siano magistrati che fanno così o che hanno fatto  così in passato e che poi hanno fatto carriera.&lt;br /&gt;
Per fortuna ce ne sono ancora a Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta che sono invece interessati alla verità.&lt;br /&gt;
Il  giorno dopo la dichiarazione di Berlusconi sulla follia e la  cospirazione interviene Fini e dice: se non abbiamo niente da  nascondere, cari amici per quale motivo dovremmo dirci contrari alla  riapertura delle indagini. All’indomani ancora, l’altro Presidente,  quello che purtroppo adesso è il capo dello Stato reggente, perché  Napolitano è in Corea, cioè il grande statista Renato Schifani, già  socio nella sicula broker di due persone che oggi sono condannate e in  galera per mafia, è intervenuto dicendo che lui non ama i teoremi  giudiziari su mafia e politica, te credo, ne ha ben donde avendo avuto  dei soci così, ci mancherebbe che amasse, non dico i teoremi, diciamo le  indagini sulla mafia!&lt;br /&gt;
Tra l’altro l’uso della parola “teorema” è  una delle parole che andrebbero abolite a proposito della giustizia,  perché il teorema è una dimostrazione matematica, qualcosa di  scientifico, il teorema di Euclide, di Pitagora, qui si usa la parola  “teorema” come se fosse una fumisteria, è esattamente il contrario del  significato etimologico del termine, teorema è tac, tac, invece qui  dicono “teorema, quindi non è vero niente, non si rendono conto che  quando chiamano teorema un’ipotesi investigativa, la stanno nobilitando,  sono ignoranti oltre a essere dei mascalzoni! In ogni caso questo è il  clima, Fini ha detto ciò che neanche il centro-sinistra ha detto, perché  lo sapete, in questi anni il centro-sinistra non ha mai detto nulla di  nulla, di nulla, salvo rarissime e poco importanti eccezioni sulla  necessità di scoprire i mandanti occulti delle stragi, la ragione è  molto semplice, che le trattative che nascondono i mandanti occulti  delle stragi, almeno dalla strage di Borsellino a quelle di Roma,  Firenze e Milano, si svolgono a cavallo tra la prima e la seconda  repubblica, la prima trattativa importante è quella avviata dal Ros dei  Carabinieri tramite Vito Ciancimino della quale sta parlando il figlio  di Ciancimino e della quale hanno già parlato Brusca e altri e lì  Berlusconi non c’era in politica, in politica c’era il Governo Amato con  il suo neoministro dell’interno Nicola Mancino e del quale hanno  parlato Brusca, il figlio di Ciancimino, Paolo Borsellino nel suo  diario, a proposito del famoso incontro etc..&lt;br /&gt;
La seconda trattativa  è&amp;nbsp;quella che invece avviene dopo l’arresto di Riina e le nuove stragi  nel continente, che probabilmente furono fatte per richiamare qualcuno a  trattare, dopo l’arresto di Riina e dello stesso Ciancimino, è quella,  leggiamo nella sentenza Dell’Utri è una trattativa che ha fatto  Dell’Utri con Provenzano e con Mangano che faceva la spola tra Palermo e  Milano, mentre a Milano nasceva Forza Italia e a Palermo la mafia  decideva di affossare il suo stesso partito che aveva costruito negli  ultimi anni, Sicilia Libera per confluire nel partito di Dell&#39;Utri e di  Berlusconi, quindi capite che se della prima trattativa, come molti  dicono, erano consapevoli e addirittura ispiratori o comunque erano  d’accordo personaggi della prima repubblica che oggi stanno nel  centro-sinistra, non c’è una grande voglia del centro-sinistra di fare  giustizia, infatti avete visto che tutte le contraddizioni che sono  emerse questa estate a proposito di Mancino, l’intervista di Ayala, le  ritrattazioni, le correzioni di tiro e di rotta, sono passate  completamente inosservate anche sulla stampa “libera” ammesso che ne  esista una.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Preoccupazione a destra e a sinistra&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Quindi non c’è solo Berlusconi che deve preoccuparsi e che è  preoccupato dalla riapertura di quei capitoli, ma c’è anche qualche  bello spezzone del vecchio centro-sinistra confluito nella cosiddetta  seconda repubblica.&lt;br /&gt;
Fini per sua fortuna ne ha fatte ovviamente  tante anche lui, sta arrivando molto in ritardo a sganciarsi da  Berlusconi, questo mio non è&amp;nbsp;un elogio di Fini naturalmente, ma Fini ha  la fortuna di non avere vissuto da protagonista quelle vicende, quindi  di poter dire guardando a destra e a sinistra, se non abbiamo niente da  nascondere per quale motivo non dovremo incoraggiare i magistrati a  andare fino in fondo? Speriamo che tenga botta, visto che l’abbiamo già  visto sporgersi molto spesso e poi rinculare immediatamente dopo le  solite bastonate che televisioni e house organ del Cavaliere gli tirano,  speriamo che questa volta metta le palle sul tavolo, uso un’espressione  volgare, ma credo che di questo ci sia bisogno per questo personaggio e  le tenga lì e nei prossimi mesi cerchi di fare argine contro la bufera  che investirà la Magistratura che sta indagando sulle stragi, sui  mandanti occulti e sulle trattative perché è evidente che se quelle  indagini andranno a buon fine, prima o poi noi scopriremo cosa è stato  scoperto e quando scopriremo cosa è stato scoperto, ci sarà chi  naturalmente avrà paura di quelle verità e quindi tenterà continuamente  di delegittimare testimoni, collaboratori di giustizia e magistrati come  già avvenne a metà degli anni 90, quando i primi mafiosi collaboratori  cominciarono a parlare di queste cose, furono prima insultati oppure  screditati da politici di destra e di sinistra che vanno da Napolitano a  Del Turco, allora Presidente dell’antimafia ai soliti trombettieri  berlusconiani che poi dovettero fare la legge sui pentiti per tappare  loro la bocca.&lt;br /&gt;
Questa volta si spera che ci sia qualcuno in ambito  politico che si occupa di queste vicende e che si mette a difendere non i  teoremi, ma semplicemente i magistrati che fanno il loro dovere punto e  basta per quanto riguarda Fini.&lt;br /&gt;
Invece la domanda vera è:  perché&amp;nbsp;Berlusconi si è&amp;nbsp;scatenato? Berlusconi si è&amp;nbsp;scatenato e il giorno  dopo è&amp;nbsp;arrivato il Procuratore di Palermo e ha dichiarato: non capisco  per quale motivo il Cavaliere si sia scatenato così tanto a proposito di  Palermo che indagherebbe sulle stragi, Palermo non ha nessuna  competenza per indagare sulle stragi, quindi noi non abbiamo nessuna  indagine sulle stragi, per quale motivo se la prende con noi? Il  Procuratore Messineo ha risposto così, in effetti non si capisce di cosa  stia parlando il Cavaliere, a meno che il Cavaliere non abbia delle  informazioni che noi non abbiamo, perché? Perché in questo momento la  geografia delle indagini sui mandanti occulti e sulle trattative è così  disposta: competente sulla strage di Capaci e di Via D’Amelio è la  Procura di Caltanissetta, perché? Perché sono morti due magistrati di  Palermo e quindi quando accusato di commettere un reato, oppure vittima  di un reato è un magistrato, se ne occupano i suoi colleghi ma del  distretto confinante, non se ne possono occupare i colleghi del suo  stesso ufficio, quindi Caltanissetta indaga su Capaci e Via D’Amelio, su  Capaci non ci sono novità, i processi giunti a definitiva conclusione,  reggono e quindi non ci sono novità.&lt;br /&gt;
Invece per quanto riguarda  Borsellino, le novità&amp;nbsp;ci sono altroché&amp;nbsp;e riguardano le dichiarazioni sia  di Spatuzza, che è&amp;nbsp;l’ex&amp;nbsp; capo della Famiglia di Brancaccio e le  dichiarazioni di Massimo Ciancimino, queste novità porteranno  probabilmente, anzi quasi sicuramente, alla revisione del processo  Borsellino, laddove ci si occupava di quello che materialmente portò  l’automobile, il cui blocco motore fu poi trovato sulla scena della  strage, la macchina imbottita di esplosivo che uccise Borsellino e gli  uomini della sua scorta.&lt;br /&gt;
Per questa ricostruzione si era dato  credito, non soltanto a Vincenzo Scarantino che si era autoaccusato di  avere rubato e portato la macchina, ma anche a altri che convalidavano  quella sua tesi e soprattutto si era dato credito a una serie di  elementi che sembravano confermarla. Ora c’è un altro che si accusa che è  Gaspare Spatuzza e quindi le sue dichiarazioni sono ritenute più  credibili di quelle di Scarantino e quindi probabilmente ci sarà da  rivedere alcune posizioni, che comunque non cambiano il quadro di  insieme, semplicemente cambia “famiglia” la strage di Via D’Amelio, ma  sempre mafia è, sempre Cosa Nostra, e sempre va scoperto chi suggerì a  Toto Riina l’accelerazione di quella strage, perché Riina com’è noto non  aveva in programma di uccidere Paolo Borsellino, aveva in programma  tutt’altri obiettivi nell’estate del 1992, quando invece gli arrivò  questo ordine esterno che poi sfociò nella strage di Via D’Amelio.&lt;br /&gt;
Queste  novità&amp;nbsp; di Caltanissetta, per il momento non sono note per quanto  riguarda invece i mandanti esterni della strage Borsellino e è probabile  che non ci siano grosse novità sui mandanti esterni, le novità invece  emergono più a Palermo, a questo proposito, per quale motivo? A Palermo  si sta indagando non sulle stragi, Palermo non può indagare sulle stragi  perché le vittime delle stragi erano i magistrati palermitani Falcone e  Borsellino. Palermo sta indagando sulle trattative che si svolsero a  Palermo, naturalmente e che sfecero da sfondo alle stragi, quindi è una  specie di fondale davanti al quale si muovono la mafia e i suoi  obiettivi e che possono aiutare a capire il contesto di quelle stragi,  ma che non arriveranno mai a colpire i mandanti occulti delle stragi,  perché di quelli, se verranno individuati, si dovranno occupare i  magistrati di Caltanissetta per quanto riguarda Capaci e Via D’Amelio e  quelli di Firenze per quanto riguarda le stragi del continente.&lt;br /&gt;
Firenze  è&amp;nbsp; competente sulle stragi di Via dei Georgofili, delle Basiliche di  San Giorgio Al Velabro e San Giovanni Laterano e di Via Palestro  padiglione di arte moderna e contemporanea a Milano, sono stragi che si  sono verificate in rapida successione, sapete che il 14 maggio 1993  tentarono di fare la pelle a Maurizio Costanzo in Via Fauro a Roma, il  27 maggio colpirono Via dei Georgofili, la Torre dei Pulci vicino agli  Uffizi a Firenze e fecero 5 morti, se non erro, e una dozzina di feriti,  il 27 luglio ci furono le due stragi in simultanea a Milano al  padiglione di arte moderna di Via Palestro, altri 5 morti e a Roma  qualche ferito soltanto alle due basiliche del Velabro e del Laterano.&lt;br /&gt;
Questa  successione di eventi è&amp;nbsp;stata ritenuta ovviamente parte di un’unica  strategia e se ne è occupata sempre la Procura di Firenze.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Il ritorno di Ilda Bocassini&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Recentemente si è&amp;nbsp;sentito parlare di un ritorno di fiamma di Ilda  Boccassini che è&amp;nbsp;Procuratore aggiunto a Milano e che prossimamente  potrebbe diventare il capo della direzione distrettuale antimafia della  Procura di Milano. Di cosa si sta occupando la Boccassini? Si sta  occupando un po’ come sta facendo quella di Palermo, nei confronti della  strage di Via D’Amelio, allo stesso modo quello che sta facendo la  Boccassini nei confronti delle stragi del 1993, si sta occupando del  contesto politico – imprenditoriale che in quel periodo stava di sfondo  alle stragi e che ha prodotto le stragi, stragi che lo sanno anche i  bambini, non possono essere state decise in autonomia da Totò Riina  prima e da Leoluca Bagarella dopo, con tutta la fiducia che possono  avere del loro livello culturale, l’idea che Totò ‘u curto e i suoi  uomini e parenti fossero molto ferrati sulla dislocazione del padiglione  di arte moderna e contemporanea di Via Palestro a Milano o sulla Torre  dei Pulci a Firenze o sul Velabro a Roma, neanche sapevano che  esistevano questi monumenti, è ovvio, fossero stati la Torre di Pisa o  il Colosseo, uno potrebbe anche attribuirglieli, ma è evidente che  questi sono degli obiettivi talmente mirati e talmente particolari che  qualche suggeritore c’è per forza e del resto nelle sentenze lo si  legge.&lt;br /&gt;
La Boccassini quindi si sta occupando anche lei, avendo  sentito Spatuzza, come ha fatto la Procura di Firenze perché?  Perché&amp;nbsp;Spatuzza si occupa anche di un’altra strage, oltre a essersi  autoaccusato della strage Borsellino dice, essendo lui stato il capo del  mandamento di Brancaccio, mandamento di Brancaccio che era capitanato  dalla famiglia Graviano, sono quelli che hanno fatto fuori Don Puglisi e  sono quelli che si sono occupati materialmente delle stragi del 93. Che  cosa dice Spatuzza dei Graviano? Parla dei rapporti che avevano i  Graviano a Milano con personaggi che già risulta - basta avere letto la  sentenza Dell’Utri per saperlo - che hanno avuto rapporti con Dell’Utri:  l’abbiamo pubblicate un po’ di carte del processo Dell’Utri, c’è un  libro che si chiama “ L’Amico degli Amici”, è un libro arancione, sono  tutti gli atti, insomma è abbastanza impegnativo, però pubblicato dalla  Bur potrebbe essere utile là, soprattutto, dove si raccontano i rapporti  tra Dell’Utri e alcuni uomini legati al clan dei Graviano, che  gravitavano, in quel 1993, a Milano. Ce ne era uno in particolare che  era arrivato a Milano per sistemare suo figlio nei pulcini del Milan e  Dell’Utri pare abbia fatto da tramite. Quindi stiamo parlando, anche  qui, di rapporti che non sappiamo se costituiscono reato o meno, ma che  insomma c’erano.&lt;br /&gt;
Secondo Attilio Bolzoni, che l’ha scritto su  Repubblica ieri, Spatuzza ha detto ai magistrati di Firenze “ Giuseppe  Graviano mi disse che, per quell’attentato, avevamo la copertura  politica del nostro compaesano”: il compaesano pare di capire, anche se  bisogna stare attenti - e infatti qua su Repubblica stanno molto attenti  - sembrerebbe essere il siciliano più illustre di Forza Italia, ossia  Marcello Dell’Utri, dice sempre Spatuzza. Spatuzza lo dice a Firenze, a  Milano la Boccassini sta lavorando su tutti i rapporti imprenditoriali,  soprattutto, che la famiglia Graviano aveva avviato a Milano e sui  contatti che c’erano tra quegli ambienti e gli ambienti dellutriani, per  spiegare che cosa stava dietro, cioè per spiegare se è così folle  l’idea che i Graviano e Dell’Utri abbiano qualcosa a che fare, o se  invece emergono dei punti di contatto e, come vi ho detto, già emergono  nel processo Dell’Utri. Sapete quale è la mia impressione? La mia  impressione.. ah, naturalmente qui l’attentato di cui si parla, di cui  parla Spatuzza - “ Giuseppe Graviano mi disse che, per quell’attentato,  avevamo la copertura politica del nostro compaesano” - Spatuzza sta  parlando dell’ultimo attentato, ovvero di una Lancia Thema imbottita con  120 chili di esplosivo che, tra il novembre e il dicembre del 93,  doveva esplodere allo Stadio Olimpico e fare una strage di Carabinieri  del servizio d’ordine; su quella strage ci sono sempre stati problemi di  datazione, anche perché, per fortuna, non si è mai verificata, nel  senso che la prima volta si guastò un innesco elettrico e  conseguentemente non esplose la bomba e la volta seguente, quando tutto  era pronto, invece ci fu un contrordine e di lì la mafia smise di  sparare, perché probabilmente aveva trovato colui il quale era in grado  di mantenere i patti, dopo averli fatti e, secondo la sentenza  Dell’Utri, quel “colui” era Marcello Dell’Utri. E’ proprio questo che  volevo dire: si parla molto, sui giornali, di “chissà cosa stanno  scoprendo, chissà cosa ha trovato la Boccassini, chissà cosa hanno a  Firenze in mano, chissà a Palermo come cospirano, chissà a  Caltanissetta” etc. etc.. L’impressione è che, per quanti passi in  avanti stiano facendo queste indagini sulle stragi, per quello che  interessa noi cittadini, giornalisti, lettori di giornali, le cose più  pesanti sono già scritte: sono già scritte nella sentenza di primo grado  del Tribunale di Palermo che, nel dicembre del 2004, ha condannato  Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione per concorso esterno  associazione mafiosa. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;&quot;Abbiamo le prove&quot;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Dubito che i magistrati abbiano potuto scoprire qualcosa di più  pesante di quello che c’è scritto in quella sentenza: probabilmente se  qualcuno, in questi giorni, scrivesse su un giornale - cito a caso - “  ho le prove inoppugnabili che Dell’Utri per trenta anni, prima come  ideatore e creatore del movimento politico di Publitalia e poi del  movimento politico Forza Italia, è stato l’anello di congiunzione tra  Cosa Nostra e Silvio Berlusconi. Abbiamo le prove della posizione  assunta da Dell’Utri nei confronti di noti esponenti di Cosa Nostra, dei  suoi contatti diretti e personali con alcuni di essi (Stefano Bontate,  Mimmo Teresi, Vittorio Mangano, Tanino Cinà), abbiamo le prove del ruolo  ricoperto da Dell’Utri nell’attività di costante mediazione tra il  sodalizio criminoso, cioè la mafia, il più pericoloso e sanguinario nel  panorama delle organizzazioni criminali operanti al mondo e gli ambienti  imprenditoriali e finanziari milanesi, con particolare riguardo alla  Fininvest. Abbiamo le prove sulle funzioni di garanzia svolte da  Dell’Utri nei confronti di Silvio Berlusconi, il quale temeva che i suoi  familiari fossero oggetto di sequestri di persona. Abbiamo le prove che  si adoperò affinché Berlusconi assumesse un mafioso nella sua villa,  come responsabile o fattore, o soprastante, come si dice in siciliano e  non come mero stalliere, pur conoscendo lo spessore delinquenziale dello  stesso Mangano fin dai tempi di Palermo: anzi, proprio per tale sua  qualità delinquenziale Dell’Utri fece assumere Mangano da Silvio  Berlusconi”.&lt;br /&gt;
E ancora, se ci fosse qualcuno che dice “abbiamo le  prove che, quando fece assumere Mangano, perché era un delinquente, da  Berlusconi, ottenne l’avallo compiaciuto di Stefano Bontate e Girolamo  Teresi che, all’epoca, erano i due uomini d’onore più importanti di Cosa  Nostra a Palermo. E poi abbiamo le prove sugli ulteriori rapporti di  Dell’Utri con Cosa Nostra, favoriti, in alcuni casi, dalla fattiva opera  di mediazione del suo amico Tanino Cinà, protrattisi per un  trentennio”. Pensate se ci fosse qualcuno che dice che, per 30 anni,  Dell’Utri ha avuto rapporti con Cosa Nostra! Per trenta anni, non per  qualche giorno o per qualche mese!&lt;br /&gt;
“Nel corso di quel trentennio  abbiamo le prove che Dell’Utri ha continuato la sua amichevole relazione  con il mafioso Cinà e con il mafioso Mangano che, nel frattempo, era  diventato il capo del mandamento di Porta Nuova, il mandamento mafioso  di Porta Nuova a Palermo e palesava, a Mangano, una disponibilità non  solo fittizia: lo incontrava ripetutamente nel corso del tempo,  consentendo che Cosa Nostra percepisse lauti guadagni a titolo estorsivo  dall’azienda milanese facente capo a Berlusconi”, ossia Dell’Utri  consentiva che la mafia prendesse dei soldi dalla Fininvest,  intervenendo nei momenti di crisi tra l’organizzazione mafiosa e il  gruppo Fininvest, per esempio quando la mafia mette le bombe alla Standa  Berlusconi interviene.. scusate, Dell’Utri interviene per fare cessare  gli attentati, però l’azienda di Berlusconi paga il pizzo alla mafia,  quindi Dell’Utri non si sa mai bene da che parte sta: sta da tutte e due  le parti, dell’estorto e dell’estortore, promettendo appoggi in campo  politico e giudiziario alla mafia. Abbiamo le prove che queste condotte  sono state dimostrate da fatti, episodi, testimonianze, intercettazioni  telefoniche e ambientali, conversazioni tra lo stesso Dell’Utri e Silvio  Berlusconi, Mangano, Cinà, dichiarazioni di collaboratori di giustizia.  Insomma, abbiamo la prova che la sua attività in quei trenta anni ha  costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso  contributo a mantenere, consolidare e rafforzare Cosa Nostra, alla quale  è stata, tra l’altro, offerta l’opportunità, sempre con la mediazione  di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti  dell’economia e della finanza, per esempio la Fininvest, così  agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente  economici che, lato sensu, politici.&lt;br /&gt;
Oltre a essere un reato  l’associazione mafiosa in concorso esterno, queste cose sono ancora più  gravi in quanto Dell’Utri ha favoreggiato un’associazione armata,  un’associazione e un’organizzazione criminale armata e poi  un’organizzazione che opera anche nel campo economico, utilizzando e  investendo i profitti dei delitti che, tipicamente, pone in essere in  esecuzione del suo programma criminoso. E quindi tutto ciò è gravissimo,  perché? Perché abbiamo la prova che Dell’Utri ha voluto mantenere vivo  per circa 30 anni il suo rapporto con la mafia, anche dopo le stragi del  92 e 93, quando persino i tradizionali referenti, non più affidabili,  venivano raggiunti dalla vendetta di Cosa Nostra, quando persino  Andreotti tentò di staccarsi, in extremis, dalla mafia: Dell’Utri no,  coerente nei secoli e fedele e ciò nonostante il mutare della coscienza  sociale, di fronte al fenomeno mafioso nel suo complesso. Dell’Utri  continuò a avere rapporti con la mafia anche dopo le stragi, pur avendo a  motivo delle sue conclusioni personali, sociali, culturali e economiche  tutta la possibilità per distaccarsene e per rifiutare ogni richiesta  da parte di soggetti intranei o vicini a Cosa Nostra. Si ricordi, sotto  questo profilo, l’indubbio vantaggio di essersi allontanato dalla  Sicilia fin dagli anni giovanili e di aver impiantato altrove la sua  attività professionale. E ancora tutto ciò è gravissimo, in quanto il  suo consapevole contributo a Cosa Nostra, reiteratamente prestato con  diverse modalità a seconda delle esigenze del momento, in relazione ai  singoli episodi esaminati nel racconto della sua vita, ha creato  innumerevoli vantaggi alla mafia: prima, quando la mafia aveva interesse  a rapportarsi con una grossa azienda e un grosso gruppo finanziario  come la Fininvest e poi quando la mafia aveva necessità di rapportarsi a  un nuovo partito, visto che quelli vecchi erano scomparsi Dell’Utri  mise addirittura a disposizione un partito e l’idea, nel 93, la ebbe  lui.&amp;nbsp; E è grave il tentativo di inquinare le prove nel suo processo e,  anche questo, è dimostrato e è grave che, contando sull’amicizia di  Mangano, la mafia gli abbia chiesto favori legati alla sua attività  imprenditoriale. E infine, è dimostrata la sua disponibilità verso  l’organizzazione mafiosa nel campo della politica, in un periodo  storico, dopo il 92, in cui Cosa Nostra aveva dimostrato la sua  efferatezza criminali attraverso le stragi gravissime, espressioni di un  disegno eversivo contro lo Stato e inoltre quando la sua figura di uomo  pubblico e le responsabilità connesse ai suoi incarichi istituzionali -  Dell’Utri era entrato in Senato, è Senatore, diventa Europarlamentare,  membro del Consiglio d’Europa - avrebbero dovuto imporgli una maggiore  accortezza e rigore morale, inducendolo a evitare ogni contaminazione  con quell’ambiente mafioso le cui dinamiche lui conosceva molto bene,  per tutta la sua storia pregressa.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp5&quot;&gt;&lt;b&gt;Nessuna novità: dice tutto la sentenza Dell&#39;Utri&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Questo è.. immaginate se oggi qualcuno dicesse queste cose in  un’intervista a un giornale: tutti direbbero “ eh, clamorose novità sul  caso Dell’Utri /Berlusconi”, in realtà queste cose le hanno scritte i  giudici del Tribunale di Palermo nella sentenza che motiva la condanna  di Dell’Utri a nove anni, solo che voi non le avete mai lette da nessuna  parte, salvo rare eccezioni e quindi oggi ci si immagina chissà cosa  dalle novità in materia di mafia e politica, stragi e trattative e non  si sa quello che, almeno il Tribunale di Palermo, dopo nove anni di  processo, salvo che siano tutti impazziti, ha ritenuto accertato.  Adesso, naturalmente, bisognerà vedere come andrà il processo d’appello,  ma questo è quello che hanno scritto i giudici di primo grado e, quando  leggete che Berlusconi è stato completamente scagionato dalle accuse di  mafia, perché non stavano in piedi, non ci crediate perché non è vero  niente! Non credeteci - ho detto un congiuntivo che non c’entrava  niente, mi scuso - non credeteci, sappiate - qui il congiuntivo ci sta  bene - che le sei indagini aperte dalla Procura di Palermo per concorso  esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco sono  state archiviate non perché non ci fosse niente, anzi: si è stabilito  semplicemente, con l’archiviazione, che quelle indagini dovevano essere  chiuse perché erano scaduti i termini massimi per le indagini stesse e,  in quei termini, non si erano trovati elementi sufficienti per portare  Berlusconi a giudizio, non che non era emerso niente, erano emerse un  sacco di cose terribili dal punto di vista morale e politico, non  bastavano per arrivare a presumere una condanna in sede penale e  conseguentemente si è deciso di archiviarle. Archiviare vuole dire  mettiamo in freezer in attesa di novità: se arrivano novità scongeliamo,  questa è l’archiviazione. Ecco perché Berlusconi ha paura: ha paura  che, se arriva qualche novità, possano tirare fuori dal freezer qualcosa  che è stato solo archiviato, ossia è lì congelato.&lt;br /&gt;
Per quanto  riguarda invece le indagini sui mandanti esterni, non è&amp;nbsp;vero niente che  Berlusconi e Dell’Utri furono archiviati a Firenze a Caltanissetta  perché non era emerso nulla a loro carico: anzi, a Firenze, a proposito  delle stragi del 93, c’è scritto - lo scrive il G.I.P. che archivia la  posizione di Berlusconi e Dell’Utri - che “ i due hanno intrattenuto  rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali a cui è  riferibile il programma stragista realizzato”, ovvero che avevano dei  rapporti con quelli che avevano fatto le stragi. “ Esiste un’obiettiva  convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra, rispetto a alcune  qualificate linee programmatiche della nuova formazione”, cioè di Forza  Italia, “ articolo 41 bis, legge sui collaboratori di giustizia,  recupero del garantismo processuale, asseritamente trascurato nelle  leggi dei primi anni 90” e poi, sempre il G.I.P., aggiunge che “  l’ipotesi iniziale, quella di un coinvolgimento di Berlusconi e  Dell’Utri nelle stragi del 93 a Milano, Firenze e Roma, ha mantenuto e  semmai incrementato la sua plausibilità”, ma è scaduto il termine  massimo per indagare e quindi archiviazione. Lo stesso ha scritto il  G.I.P.&amp;nbsp; di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, quando ha archiviato la  posizione di Dell’Utri e Berlusconi, che erano stati indagati come  possibili mandanti esterni delle stragi di Capaci e Via d’Amelio e Tona  ha detto “ gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la  sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a  Cosa Nostra e esponenti e gruppi societari controllati in vario modo  dagli odierni indagati”, ossia dai due indagati Dell’Utri e Berlusconi.  “Cioè è di per sé legittima l’ipotesi che, in considerazione del  prestigio&amp;nbsp; di Berlusconi e Dell’Utri, essi possano essere stati  individuati dagli uomini dell’organizzazione - cioè della mafia - quali  eventuali nuovi interlocutori”: anche qui non sono emersi elementi  sufficienti per andare a giudizio e quindi congeliamo, archiviamo.  Questo c’è scritto, il che non significa che sono stati loro, ma non  significa neanche che, se qualcuno intende riprendere in mano quelle  vicende e, al momento, non risulta che nessuno abbia chiesto di riaprire  le indagini archiviate a carico di Berlusconi e Dell’Utri per strage,  commetta una follia: semplicemente si inserirebbe su un supporto che è  già stato ampiamente elaborato in quegli anni e, se oggi emergessero  delle novità, come dice giustamente Gianfranco Fini, esse andrebbero  coltivate, ma ho l’impressione che Berlusconi sia più preoccupato di  quello che i fatti finora raccolti lo autorizzino a preoccuparsi; è  chiaro che lui è preoccupato, perché probabilmente ne sa più di noi!&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
La  prossima settimana uscirà&amp;nbsp;Il Fatto quotidiano, c’è ancora tempo per  abbonarsi a prezzi scontati su&amp;nbsp;antefatto.it&amp;nbsp;e lunedì prossimo vi dirò un  po’ di nomi di belle firme che abbiamo ingaggiato e che troverete dal  23 settembre su Il Fatto quotidiano. Passate parola!&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/6439036434212283467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-la-mafia-fa-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/6439036434212283467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/6439036434212283467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-la-mafia-fa-le.html' title='Video Marco Travaglio - La mafia fa le pentole, ma non i coperchi - 14/09/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-6849287272544773694</id><published>2011-03-28T07:39:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T07:39:37.015-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fatto quotidiano"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="feltri travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="L&#39;informazione delle denunce anonime"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="metodo Boffo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio videos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - L&#39;informazione delle denunce anonime - 31/08/2009</title><content type='html'>L&#39;informazione delle denunce anonime - 31/08/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/R1DTygWmmyM?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Buongiorno a tutti.&lt;br /&gt;
Io penso che quando si assume un picchiatore poi non ci si può  meravigliare se quello picchia e domandarsi se il picchiatore assunto ha  avuto un mandato diretto sugli obiettivi da picchiare, oppure se se li  sceglie lui pensando di compiacere il padrone, penso sia abbastanza  indifferente.&lt;br /&gt;
Vittorio Feltri è stato riassunto da Silvio Berlusconi,  non da Paolo Berlusconi che è l&#39;editore finto, l&#39;editore pro forma per  aggirare la legge Mammì: voi sapete che se dovesse essere vero che  Silvio è il vero... il mero proprietario, come direbbe la legge  Frattini, del Giornale dovrebbe perdere tutte le concessioni televisive  perché la legge Mammì punisce ogni violazione di sé medesima con la  revoca e lo spegnimento delle televisioni. Ecco perché l&#39;escamotage di  Paolo Berlusconi, ma ancora una volta come già ai tempi della cacciata  di Montanelli e dell&#39;assunzione di Feltri pure stavolta il direttore del  Giornale è stato deciso da Silvio e non da Paolo, come lo stesso Feltri  ha confessato bellamente – ormai le fanno allo scoperto queste  porcherie – in una conferenza a Cortina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Feltri il pestatore&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Quindi, il direttore del giornale di Berlusconi scelto da Silvio  Berlusconi, anche se Il Giornale risulterebbe essere di Paolo, è stato  scelto per picchiare. Non che i precedenti non picchiassero, ma  evidentemente è una questione di peso specifico del randello: Feltri ha  un randello dal peso specifico più imponente. Probabilmente se Mario  Giordano – è inutile aggiunga un&#39;aggettivazione – avesse fatto la stessa  operazione se ne sarebbero accorti in pochi proprio perché il peso  specifico di chi mena è importante. Quando mena Feltri fa più rumore di  quando mena chiunque altro, figurarsi un Giordano; quindi Feltri viene  assunto per queste caratteristiche.&lt;br /&gt;
Mentre un altro ex direttore del  Giornale, Belpietro, viene punito con la mancata promozione a direttore  del Tg1 perché ritenuto non incapace di picchiare, ma poco appassionato  alla battaglia degli ultimi mesi che Berlusconi ha ingaggiato contro  quei pochi giornali che si sono occupati dei suoi scandali e che quindi  sono diventati improvvisamente i giornali che fanno una campagna contro  Berlusconi: in realtà sono giornali che raccontano fatti e fanno  domande, come Repubblica, anche se personalmente avrei preferito qualche  domanda in più fra i rapporti epistolari fra Provenzano e Berlusconi e  magari qualche domanda in meno sulle ragazze. Non che le ragazze, le  prostitute, le minorenni, non abbiano una rilevanza, ci abbiamo dedicato  pure un libro, ma c&#39;è anche di peggio.&lt;br /&gt;
Feltri si installa al  Giornale e comincia a fare il suo mestiere, quello di sempre: picchiare.  Picchiare chi? Solo ed esclusivamente quelli che lui ritiene essere i  nemici di Berlusconi. Naturalmente l&#39;uomo ha una certa età quindi non ha  una grande dimestichezza con il calendario, infatti pesta alcuni  obiettivi sui quali si va sul sicuro, De Benedetti, la famiglia Agnelli –  tanto gli Agnelli sono tutti morti a parte Margherita, a pestare i  morti il rischio è zero. Pesta gli Agnelli per instaurare il teorema  secondo cui l&#39;Avvocato era peggio del Cavaliere dunque il Cavaliere è  buono, come se nell&#39;ipotesi, trovando un altro ladro, lo metti vicino al  ladro tuo e dici: “visto che c&#39;è anche un altro ladro allora il mio è  meno ladro”. In realtà abbiamo due ladri, non è che un ladro cancella  l&#39;altro: un ladro in più si assomma a quello precedente. Lo stesso vale  per tutta questa campagna contro i cosiddetti moralisti: se si scopre  che ci sono dei moralisti immorali vuol dire che abbiamo più gente  immorale di quella che pensavamo, non vuol dire che visto che il  direttore dell&#39;Avvenire sarebbe immorale allora Berlusconi è più etico.  Semmai abbiamo due sporcaccioni invece di uno, ammesso e non concesso  che si possano usare queste espressioni.&lt;br /&gt;
Ma, tornando a bomba, Feltri comincia a menare De Benedetti – va sempre  bene, gruppo Repubblica-Espresso, l&#39;unico gruppo che non gli appartiene  anche se lui gli ha portato via la Mondadori ma è rimasto qualcosa nelle  mani di De Benedetti, Repubblica, l&#39;Espresso e i giornali locali – gli  Agnelli per fare l&#39;equazione, i Moratti – addirittura un giorno Feltri  se la piglia coi fratelli Moratti anche se uno dei due è marito della  sindaca Letizia. Sempre così, perché la sua teoria è molto raffinata: il  più pulito c&#39;ha la rogna. Ma non vuol dire “allora mandiamoli a casa  tutti”, vuol dire “allora Berlusconi è un santo”, questo è lo strano  modo di ragionare che lui ha.&lt;br /&gt;
A un certo punto picchia anche Enrico Mentana, che è stato per anni un  giornalista molto potente, è stato il direttore del Tg5: criticarlo  quando era potente poteva avere un senso, all&#39;epoca tutti zitti. Adesso  che l&#39;hanno cacciato da Canale5, adesso che non trova un posto di lavoro  pur essendo indubitabilmente il miglior direttore di telegiornale che  l&#39;Italia ha avuto negli ultimi quindici anni – poi uno può opinare sui  comportamenti, su certe paraculaggini, ma è uno che ha messo in piedi un  telegiornale nuovo creato da zero – adesso che ha avuto un&#39;offerta da  La7, adesso che Berlusconi ha bloccato quell&#39;offerta di La7 perché lui  mette il naso anche nelle pochissime televisioni che non sono sue o che  non controlla, allora tutti a dargli a Mentana, infatti l&#39;altro giorno  il Giornale ha dato una bella randellata anche a Mentana raccontando la  balla che questo stare brigando per diventare direttore del Tg3.  Figuratevi, Mentana è tutto fuorché uno stupido, andarsi a infilare in  questa guerra civile fra Franceschini e Bersani, che poi combattono per  conto di D&#39;Alema e Veltroni, sarebbe semplicemente impensabile per un  uomo astuto come lui, ma in ogni caso botte a Mentana.&lt;br /&gt;
E da ultimo  botte a Ezio Mauro, direttore di Repubblica, e soprattutto al direttore  dell&#39;Avvenire, due direttori a caso: il direttore del giornale che  quotidianamente da mesi fa le domande a cui Berlusconi non risponde per  il semplice fatto che non può rispondere, e il direttore dell&#39;Avvenire  che, dopo avere fiancheggiato spudoratamente, biecamente il  Berlusconismo, dopo aver taciuto per anni e anni di fronte a tutte le  vergogne, i rapporti con la mafia, le corruzioni dei giudici, le  corruzioni della Guardia di Finanza, i fondi neri, le evasioni fiscali,  le leggi vergogna... vi ricordate che cosa scriveva il direttore  dell&#39;Avvenire, o che cosa non scriveva, mentre l&#39;Italia veniva  massacrata sul piano della legalità, della Costituzione, del conflitto  di interessi, delle leggi canaglia, all&#39;improvviso ha scoperto che  Berlusconi, forse, dovrebbe darsi una regolata e c&#39;è voluto questo  sventolio di mutande, slip e reggiseni per farlo destare dal lungo  letargo. Figuratevi se stiamo parlando di un antiberlusconiano  militante: stiamo semplicemente parlando di un tizio che, dirigendo un  giornale cattolico, evidentemente era inondato di mail, lettere,  telefonate di lettori che dicevano “ma non dite niente nemmeno di fronte  alle puttane?” e al puttaniere soprattutto, perché le puttane fanno un  mestiere nobilissimo rispetto a quello del puttaniere.&lt;br /&gt;
A quel punto è stato costretto a mettere un paio di aggettivi: Dino  Boffo è colpevole di un paio di aggettivi e un sostantivo: “più  sobrietà, Cavaliere”, scrisse in un durissimo articolo e un&#39;altra volta  raccomandò una migliore corrispondenza fra i comportamenti privati e le  proclamazioni pubbliche, per questo è stato randellato.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Pecorellismo della peggior specie&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Devo dire: l&#39;unico che, secondo me personalmente, non merita la  solidarietà che sta ricevendo in questi giorni è proprio il direttore di  Avvenire perché il fatto che abbia patteggiato una pena per aver  molestato una tizia che era la compagna di un tizio col quale lui stava –  questa è la vicenda come pare sia stata ricostruita dai giudici di  Terni – è vero. Questa circostanza è vera, quindi il Giornale ha scritto  una cosa vera. Perché, secondo me, il fatto che il Giornale abbia  scritto una cosa vera è anche un fatto molto preoccupante e che  giustamente ha fatto insorgere molti giornalisti italiani, molti  politici italiani, me compreso? Boffo patteggia questa pena pecuniaria,  stiamo parlando di un reato bagatellare, adesso forse sarebbe incappato  nel reato di stalking con delle pene più alte ma all&#39;epoca se l&#39;è cavata  con una multa, credo, di 500 euro perché diceva delle cosacce nel  tentativo – questo mi pare di aver capito dalla ricostruzione – di  allontanare questa donna da un tipo che interessava a lui. Il fatto  preoccupante di questa campagna di Feltri non è il fatto che abbiano  scritto la verità o la menzogna, perché hanno scritto il vero, questa  sentenza esiste, girava voce che esistesse da diversi mesi, nelle  redazioni dei giornali, perché erano arrivate molte lettere anonime.  Soprattutto, se quando viene emessa una sentenza i giornali la  raccontassero, a quel punto nessuno avrebbe nulla da obiettare: “ieri è  stata emessa una sentenza, il Dott. Boffo ha patteggiato”, naturalmente  le si da l&#39;importanza che ha. Quando uno patteggia una multa per avere  fatto delle telefonate e non è il Presidente della Repubblica è ovvio  che la notizia va a finire in una pagina interna di un giornale, non va a  finire in prima pagina.&lt;br /&gt;
Perché se poi dovesse succedere al Presidente della Repubblica dove la  metti la notizia? Se poi dovesse succedere al Presidente del Consiglio?  Ah no giusto, essendo il Giornale se dovesse succedere al Presidente del  Consiglio non la metterebbero.&lt;br /&gt;
In ogni caso è chiaro che lo spazio dato alla notizia con il bis a  pagina 3, e i tempi cioè anni e anni dopo che questa notizia era uscita  dal Tribunale di Terni significa che c&#39;è una gestione della notizia,  significa: “io so questa notizia, me la tengo, vediamo come si comporta  Boffo. Se Boffo si comporta bene col mio padrone io la notizia non la  do, se invece dovesse scrivere anche un solo aggettivo critico nei  confronti del mio padrone allora io lo sputtano”. Questa non è  informazione, questo è O.P., pecorellismo della peggior specie. Peraltro  il povero Pecorelli poi è stato ammazzato perché comunque qualche  notizia la pubblicava, e che notizie, ed è morto povero tra l&#39;altro,  rispetto a certi figuri che abbiamo oggi in circolazione nel nostro  mestiere andrebbe anche un po&#39; riabilitato.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Gli avversarsi di Papi e Feltri&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Vi leggo, perché voi capiate la gravità di quel che è successo, un  brano. Dice Feltri: “Quando la politica si trasforma e si svilisce  scadendo nel gossip – questo sarebbe lo scandalo di quest&#39;estate: il  gossip -, quando gli addetti all’informazione si rassegnano a pescare  sui fondali del pettegolezzo spacciando per notizie le attività più  intime degli uomini e delle donne, - pensate, una prostituta che ha la  registrazione di un suo rapporto col presidente del Consiglio a Palazzo  Grazioli, nel lettone di Putin e che finisce subito dopo nelle liste  elettorali del Popolo della Libertà alle elezioni comunali di Bari è  gossip, secondo lui - fatalmente la vita pubblica peggiora e riserva  sorprese cattive. E se il livello della polemica è basso, prima o poi  anche chi era abituato a volare alto – cioè Feltri! -, o almeno si  sforzava di non perdere quota, è destinato a planare per rispondere agli  avversari.”.&lt;br /&gt;
Ecco: che cosa sarebbe gli avversari? Quali sarebbero gli avversarsi di  un giornalista? Questo signore forse non ha capito bene la differenza  che c&#39;è fra se stesso e Berlusconi, lui teoricamente sarebbe un  giornalista, Berlusconi teoricamente sarebbe un uomo politico che ha  degli avversari. Pensate a cosa è stata degradata la nostra professione  nelle mani di cerca gente... gli avversari! Gli avversari sarebbero  quelli di Repubblica che scrivono le notizie, a mano a mano che le  hanno, non che se le tengono per anni per poi spararle addosso a chi si  comporta male.&lt;br /&gt;
“Mai quanto nel presente periodo si sono visti in azione tanti  moralisti, molti dei quali, per non dire quasi tutti, sono sprovvisti di  titoli idonei. Ed è venuto il momento di smascherarli. Dispiace, -  Feltri è dispiaciuto, è contrito, sta lacrimando come la madonnina di  Civitavecchia però il dovere lo chiama, è in missione per conto di Dio  come i Blues Brothers - ma bisogna farlo affinché i cittadini sappiano  da quale pulpito vengono certe prediche. Cominciamo da Dino Boffo, 57  anni, di Asolo, da parecchi anni direttore del giornale cui accennavamo  sopra (cioè il cattolico Avvenire)...”.&lt;br /&gt;
L&#39;espressione più preoccupante di tutto l&#39;articolo è “cominciamo da Dino  Boffo”, vuol dire “noi abbiamo un sacco di roba su molti giornalisti  moralisti, la teniamo nel cassetto e ogni tanto ne spariamo una. Come  arrivino queste notizie, chi le fornisca, di quale provenienza sono non  lo sappiamo. Io personalmente quando ricevo una notizia verifico se è  vera e poi la do subito; non sono abituato a fare articoli scrivendo  “cominciamo”... cosa vuol dire, che c&#39;è un elenco? Vuol dire che ci sono  dei dossier? Che uso viene fatto dei Servizi Segreti? Non dimentichiamo  che siamo il Paese di Pio Pompa, attualmente sotto processo a Roma  insieme al generale Pollari per avere dossierato, spendendo peraltro  denaro pubblico, giornalisti, uomini politici, imprenditori, cardinali  ritenuti pericolosi non per lo Stato ma per Berlusconi, per la persona  di Berlusconi. &lt;br /&gt;
Il magistrato apre un indagine? E&#39; un nemico di Berlusconi, quindi lo  spiamo. Un giornalista si occupa di Berlusconi? E&#39; un nemico di  Berlusconi quindi lo spiamo. Nell&#39;elenco c&#39;era anche la mia misera  persona, tanto per dire.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Da dove viene la “nota informativa”?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;“Cominciamo” scrive minaccioso Vittorio Feltri. L&#39;altro passaggio  preoccupante è quello che si legge a pagina 3 nella cronaca del  giornalista del Giornale, Gabriele Villa, che si occupava della pagina  del golf ai tempi di Montanelli, adesso evidentemente l&#39;hanno promosso  alla giudiziaria ma devo dire si intende molto più di golf, a leggere  quello che scrive. Villa, dopo avere scritto una frase che vi devo  leggere perché è meravigliosa: “le chiacchiere non bastano a  crocifiggere una persona, o meglio bastano, sono bastate solo nel caso  di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e più recentemente  Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la  verità molto disponibili”. Cioè due persone, nella Storia, sono state  crocifisse: Gesù Cristo e Silvio Berlusconi, scrive Gabriele Villa sul  Giornale restando serio. Questi riescono a restare seri anche quando  scrivono queste amenità.&lt;br /&gt;
“Ma torniamo alle tentazioni, in cui è ripetutamente caduto Dino Boffo e  atteniamoci rigorosamente ai fatti, così come riportati  nell&#39;informativa”.&lt;br /&gt;
Ecco, questo collega... diciamo questo iscritto all&#39;albo dei  giornalisti, cita una “nota informativa che accompagna e spiega il  rinvio a giudizio del grande moralizzatore, disposto dal GIP del  Tribunale di Terni il 19 agosto del 2004&quot;. State attenti alle parole  perché è fondamentale: “nota informativa che accompagna e spiega il  rinvio a giudizio del grande moralizzatore” quindi c&#39;è il rinvio a  giudizio di Boffo nel 2004, al rinvio a giudizio c&#39;è allegata una nota  informativa che lo spiega. Di chi è? Del magistrato naturalmente, cos&#39;è  che può accompagnare un atto di un GIP? Un altro atto di un giudice o  magari della Polizia Giudiziaria che ha fatto le indagini.&lt;br /&gt;
“Copia di questi documenti da ieri è al sicuro in uno dei nostri  cassetti e per questo motivo, visto che le prove in nostro possesso sono  chiare, solide e inequivocabili, abbiamo deciso di divulgare la  notizia”. Cioè lui vuole farci credere che la roba gli era arrivata il  giorno prima.&lt;br /&gt;
Poi aggiunge: “A onor del vero, questa storia della non proprio  specchiata moralità del direttore del quotidiano cattolico, circolava, o  meglio era circolata a suo tempo, per le redazioni dei giornali... Ma  le chiacchiere non bastano a crocifiggere una persona. O meglio bastano”  solo per Gesù Cristo e Silvio Berlusconi. &lt;br /&gt;
E quindi ecco la citazione dell&#39;informativa: «...Il Boffo - si legge - è  stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di  telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde  lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già  attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni,  aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il  patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un&#39;ammenda di 516  euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo  aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa  che, per questo motivo, aveva ritirato la querela...». La signora in  questione era stata risarcita.&lt;br /&gt;
Si va un po&#39; più avanti e si dice: “nell&#39;informativa si legge ancora che  della vicenda, o meglio del reato, commesso e delle debolezze  ricorrenti di cui soffre e ha sofferto il direttore Boffo “sono  indubbiamente a conoscenza il Cardinale Camillo Ruini, il Cardinale  Dionigi Tettamanzi e monsignor Giuseppe Betori” i vertici della Cei e il  Cardinale di Milano.&lt;br /&gt;
Da questo scampoletto di prosa noi apprendiamo che c&#39;è un&#39;informativa  giudiziaria o poliziesca nella quale si legge che Boffo “noto  omosessuale” era “attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere  di frequentazioni”. Sarebbe un ben triste Paese quello in cui la Polizia  attenzionasse le persone perché sono omosessuali. Cioè scopro che uno è  omosessuale e faccio un rapporto. Ma quando io ho letto questo articolo  ho pensato: vedi mai che questo tizio sia stato identificato dalla  Polizia durante un blitz a qualche festino? Quando succede così, quando  magari uno viene fermato in macchina con qualcun altro poi viene  registrato il suo nome e finisce negli archivi di Polizia.&lt;br /&gt;
Quindi è importante sapere cos&#39;è questa informativa. Bene, io ve ne ho  letto un brano, oggi il Corriere della Sera pubblica un documento che  dice così: “Il dott. Dino Boffo, come da abstract al retro, è stato  condannato con sentenza definitiva a un patteggiamento e un&#39;ammenda per  molestie... la condanna è stata originata da più comportamenti posti in  essere da Boffo...  è stato a suo tempo querelato da una signora di  Terni...” ah! Riprendiamo il Giornale: “il Boffo è stato a suo tempo  querelato da una signora di Terni”. Identico.&lt;br /&gt;
“...destinataria di telefonate sconcie e offensive...” mh...  “destinataria di telefonate sconce – qui non c&#39;è la “i” per fortuna – e  offensive”. “...e di pedinamenti volti a intimidirla onde lasciasse  libero il marito con il quale il Boffo aveva una relazione omosessuale”.  Qui c&#39;è una sintesi, il Giornale dice “noto omosessuale, già  attenzionato dalla Polizia di Stato, per questo genere di  frequentazioni”&lt;br /&gt;
E cosa dice questo documento pubblicato dal Corriere della Sera questa  mattina? “Il Boffo, noto omosessuale, già attenzionato dalla Polizia di  Stato per questo genere di frequentazioni”. Mh!&lt;br /&gt;
Sembrerebbe che i documento pubblicato oggi dal Corriere della Sera e la  cosiddetta informativa allegata alla sentenza di Terni siano la stessa  cosa, anche perché nell&#39;informativa pubblicata dal Giornale si legge a  un certo punto che di tutto ciò “sono indubbiamente a conoscenza il  Cardinale Camillo Ruini, il Cardinale Dionigi Tettamanzi e monsignor  Giuseppe Betori”. E cosa dice questo documento? Che “sono indubbiamente a  conoscenza il Cardinale Camillo Ruini, il Cardinale Dionigi Tettamanzi e  monsignor Giuseppe Betori”.&lt;br /&gt;
Allora diventa importante cos&#39;è il documento che pubblica il Corriere  questa mattina: un&#39;informativa della Polizia allegata all&#39;ordinanza di  rinvio a giudizio del giudice di Terni? Quindi un documento ufficiale  della magistratura o della Polizia in possesso del Giornale che l&#39;ha  messo al sicuro nel suo cassetto? No, è una lettera anonima.&lt;br /&gt;
E&#39; una lettera anonima che, con il titolo “Riscontro a richiesta di  informativa di Sua Eccellenza” non ha nessuna intestazione, non si sa  chi l&#39;abbia mandata ma è arrivata, nei mesi scorsi, a una serie di  Cardinali e Vescovi italiani molto più lunga di quei tre che sono  citati. Del resto, lo faceva notare ieri Repubblica: come può  un&#39;ordinanza di rinvio a giudizio nella quale il giudice scrive  “dispongo il rinvio a giudizio del Dott. Boffo per molestie” nei  confronti della tizia, cioè dispongo che il Dott. Boffo venga processato  per questa ipotesi di reato. Il rinvio a giudizio non è una sentenza di  condanna, ma un&#39;ordinanza che dispone il giudizio a carico di una  persona indiziata di un reato, poi il giudice stabilirà se quel reato  l&#39;ha commesso o no. Poi il processo non c&#39;è stato perché Boffo ha  patteggiato e risarcito la vittima. Come può il rinvio a giudizio essere  accompagnato da una nota informativa nella quale c&#39;è scritto che Boffo è  stato condannato alla pena dell&#39;ammenda a 516 euro? Sono due fasi  diverse: il rinvio a giudizio viene prima, la sentenza di condanna o il  patteggiamento vengono dopo. E come può allora un rinvio a giudizio  essere accompagnato da una nota in cui già c&#39;è scritto come va a finire  la storia, cioè che l&#39;imputato è stato condannato, con i verbi al  passato? E&#39; evidente che i documenti non possono essere coevi: uno è  stato scritto prima l&#39;altro è stato scritto dopo, infatti abbiamo visto  che il secondo è stato scritto da un anonimo, non da un giudice, e non  c&#39;è nessuna intestazione, mentre nella sentenza c&#39;è l&#39;intestazione.&lt;br /&gt;
Nella lettera anonima che è stata spedita a molti Cardinali importanti  del Vaticano, per cercare di far fuori Boffo probabilmente perché si era  permesso di invitare timidamente alla sobrietà il Presidente del  Consiglio, c&#39;era anche la sentenza: era lì che i documenti erano  allegati. &lt;br /&gt;
Cosa ha fatto il Giornale? Ha pubblicato la sentenza, fatto vero, e l&#39;ha  accompagnata con una serie di frasi  volutamente ambigue facendoci  credere che di Boffo o i giudici o qualcuno che accompagna il loro  rinvio a giudizio scrivono che è un “noto omosessuale già attenzionato  dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni”, cioè che è  un habitué degli ambienti omosessuali e che la Polizia non fa altro che  attenzionarlo perché è meglio tenerlo d&#39;occhio.&lt;br /&gt;
Se questo facesse parte di un verbale di Polizia o magistratura sarebbe  un atto ufficiale da mettere nel cassetto, ma se è una lettera anonima  come può essere pubblicata su un giornale senza la minima verifica,  spacciata addirittura per un documento allegato a un atto giudiziario,  mentre è stato allegato a un atto giudiziario nella busta anonima che ha  raggiunto i Cardinali ed evidentemente anche il Giornale.&lt;br /&gt;
Il Giornale oggi tenta di sistemare la faccenda, dicendo: “La patacca  c&#39;è ma è di Repubblica. Così Boffo ha patteggiato le molestie, ecco il  documento”. Ma nessuno ha mai messo in dubbio che Boffo abbia  patteggiato la pena, nemmeno Boffo ha potuto negare di avere patteggiato  la pena, è inutile pubblicare la sentenza. Questo è il casellario  giudiziale dove risulta, appunto, che Boffo ha patteggiato e c&#39;è  “Procura della Repubblica presso il Tribunale...” con tutti i crismi del  caso.&lt;br /&gt;
Pubblichino l&#39;informativa, se hanno il coraggio. Quella che loro  chiamano informativa e che in realtà è qua sul Corriere di oggi, è la  lettera anonima che è stata spacciata per un&#39;informativa.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp5&quot;&gt;&lt;b&gt;Un linciaggio preoccupante&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Questo è il caso. Naturalmente sarebbe bene se il direttore  dell&#39;Avvenire non avesse questi scheletrucci nell&#39;armadio perché è ovvio  che ci si può difendere meglio da certe aggressioni se certe  aggressioni non sono vere. A me l&#39;anno scorso è capitato un caso, tra  l&#39;altro con D&#39;Avanzo il quale ha sbattuto in prima pagina su Repubblica  le mie “vacanze a spese della mafia”. Fortunatamente io non ho mai preso  una lira, nemmeno un euro, dalla mafia o da amici della mafia, le mie  vacanze me le son sempre pagate da solo. Ho tirato fuori gli assegni e  l&#39;ho dimostrato.&lt;br /&gt;
Purtroppo qua... è quello che dicevo all&#39;inizio: è una persona  abbastanza indifendibile perché comunque le molestie se le ha  patteggiate ci sono state, e non credo che siano compatibili col  direttore di un giornale cattolico, il giornale dei Vescovi italiani,  che oltretutto si è segnalato in questi anni per una forsennata campagna  contro i diritti degli omosessuali, delle coppie omosessuali. Anche  qui, è evidente che il privato diventa pubblico quando si vuole negare  agli altri comportamenti che invece si tengono in proprio.&lt;br /&gt;
A me dispiace, perché sicuramente questo è un linciaggio, mi preoccupa  la modalità del linciaggio, “abbiamo le notizie e le spariamo fuori al  momento opportuno. Statevi tutti accorti perché questo è il primo della  lista e seguiranno gli altri”, questo è il significato. Questo è  squadrismo, naturalmente: ne picchiamo uno per educarne cento. Però,  forse, sarebbe il caso che ci si facesse trovare un po&#39; meno impreparati  e un po&#39; meno vulnerabili di fronte a certe campagne, perché purtroppo  l&#39;unica cosa che non si può dire è che la sostanza della sentenza fosse  vera e che quel patteggiamento non sia molto commendevole per il  direttore del giornale dei Vescovi.&lt;br /&gt;
Questo mi sentivo di dire, prepariamoci perché la lista è lunga e,  ancora una volta, vi invito – ormai il count down è cominciato – ad  abbonarvi al “Fatto Quotidiano” andando su antefatto.it dove  commenteremo via via che questo imbarbarimento della campagna di stampa  contro gli avversari procederà, e di aspettarci. Ormai mancano veramente  pochi giorni, il 23 settembre saremo nelle edicole con “Il Fatto  Quotidiano”. Passate Parola.&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/6849287272544773694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-linformazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/6849287272544773694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/6849287272544773694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-linformazione.html' title='Video Marco Travaglio - L&#39;informazione delle denunce anonime - 31/08/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-2903402168782655110</id><published>2011-03-28T07:36:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T07:36:41.652-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ciancimino"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="dichiarazioni pentiti mafia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pentito"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="stato"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="stato mafia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="trattativa maafia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio mafia e politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="verità stato mafia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Verita&#39; di Stato e verita&#39; di mafia - 24/08/2009</title><content type='html'>Verita&#39; di Stato e verita&#39; di mafia - 24/08/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/qSy6aDJdXQM?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Buongiorno a tutti, ben ritrovati dopo le vacanze anche se magari qualcuno c&#39;è ancora. Io no, purtroppo.&lt;br /&gt;
Vorrei parlare subito di una questione che secondo me segnerà questa  stagione della politica, dell&#39;informazione, della cronaca, della  giustizia ed è probabilmente la vicenda più importante che si sta  svolgendo, anche se i giornali ne parlano poco, tra alti e bassi, tra  fiammate e docce gelate. Anzi, forse proprio per il fatto che i giornali  ne parlano poco, tanto per cambiare.&lt;br /&gt;
E&#39; la faccenda di questi improvvisi squarci che si sono aperti  quest&#39;estate sulla vicenda della trattativa tra lo Stato e la mafia nel  1992, che poi null&#39;altro è se non il paravento che cela i mandanti  esterni, i suggeritori occulti delle stragi del 1992, almeno per quanto  riguarda quella di Borsellino, e del 1993 di Roma, Firenze e Milano.&lt;br /&gt;
Ci sono molte novità che è difficile notare: eppure basta incrociare e  confrontare ciò che esce sui giornali, senza bisogno di andare a vedere  verbali giudiziari che sono ancora segreti e quindi né io né voi  possiamo conoscere. Già quello che si è letto sui giornali è piuttosto  significativo su quello che sta venendo fuori e io penso che se ci sarà  una spinta dal basso della società civile, se qualcuno sul fronte  politico prenderà finalmente sul serio questa faccenda e se i magistrati  verranno lasciati lavorare, soprattutto quelli di Palermo,  Caltanissetta e Firenze che sono quelli competenti per materia e per  territorio sulle trattative del “papello”, Palermo sui mandanti delle  stragi. Si potrebbe riuscire a capire chi sono i veri padri fondatori  della Seconda Repubblica che, come forse avete sentito dire, non è nata a  differenza della Prima dalla Resistenza ma proprio dalle stragi, dalle  trattative, dalle bombe e dal sangue dei morti.&lt;br /&gt;
E&#39; sempre meglio ricapitolare per evitare di dare qualcosa per scontato e  acquisito, in modo che chiunque incamera il Passaparola sappia com&#39;è  cominciata la vicenda e a che punto è arrivata.&lt;br /&gt;
Dopodiché ci ritorneremo se, come spero, avrà degli sviluppi.  &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Massimo Ciancimino comincia a parlare&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;La vicenda comincia semplicemente con le interviste di questo  personaggio molto interessante, singolare, sicuramente molto  chiacchierone, cioè Massimo Ciancimino, figlio dell&#39;ex sindaco mafioso  di Palermo Vito, il quale per anni è stato indagato dalla procura di  Palermo, ha avuto il torto di dover gestire il patrimonio di suo padre, è  stato accusato di riciclaggio – lui dice che non è riciclaggio, si  vedrà, questo a noi interessa poco. E&#39; stato condannato in primo grado  per riciclaggio, adesso si sta battendo in appello. Di certe cose non  aveva parlato ai magistrati fino a un anno fa, anche perché aveva come  l&#39;impressione che la vecchia procura di Palermo non fosse molto  interessata ad alzare il tiro sugli alti livelli istituzionali e  politici frequentati da suo padre; invece poi fa sapere ai magistrati  della nuova Procura di Palermo, quella retta dal Procuratore Messineo –  per intenderci – da un paio d&#39;anni che ha come l&#39;impressione che abbia  più interesse a toccare certi altarini e quindi comincia ad affrontare  temi che prima aveva lasciato perdere.&lt;br /&gt;
Anche perché si era reso conto che quando gli avevano perquisito la  casa, stranamente, i Carabinieri non erano nemmeno andati ad aprire la  cassaforte che pure era visibile anche da un bambino, ma stiamo parlando  di vicende ricorrenti, ricorderete che i Carabinieri del Ros non  entrarono nemmeno nella casa di Riina: il motto di certi servitori dello  Stato, soprattutto a Palermo, è “non aprite quella porta e non aprite  quella cassaforte”, forse perché sanno già quello che ci troverebbero  dentro.&lt;br /&gt;
In ogni caso, questa era la ragione della sua impressione sulla vecchia  gestione della Procura, tanto più che poi in casa gli avevano trovato la  lettera di Provenzano a Berlusconi e invece di utilizzarla nei processi  i magistrati della vecchia Procura l&#39;avevano lasciata marcire in uno  scatolone per cui quelli della nuova Procura l&#39;hanno tirata fuori e  recuperata in extremis per versarla nel processo Dell&#39;Utri che, fra  l&#39;altro, riprenderà fra meno di tre settimane.&lt;br /&gt;
Ciancimino comincia dunque ad alzare il tiro e a raccontare ai  magistrati di Palermo cosa faceva suo padre, perché tutto ciò che  Ciancimino racconta lo ha visto fare da suo padre insieme a esponenti  delle istituzioni oppure l&#39;ha sentito raccontare sempre da suo padre,  che è morto. Padre che gli avrebbe addirittura dettato un memoriale che  sarebbe nascosto da qualche parte: sapete che Ciancimino ha carte  interessanti nascoste in giro per il mondo e si spera che prima o poi si  decida a consegnarle alla magistratura. Ci sono altre due lettere  attribuite a Provenzano e rivolte a Berlusconi, in originale o in copia,  ci sarebbe il famoso “papello” della trattativa tra Riina e i  Carabinieri del Ros e i loro mandanti rimasti anch&#39;essi ancora occulti, e  poi ci sarebbe questo memoriale dettato da Vito Ciancimino e  dattiloscritto da Massimo.&lt;br /&gt;
Inizia a raccontare dei rapporti tra suo padre e il capitano De Donno e  il Colonnello Mori e li data – la trattativa poi sfociata nel papello –  tra la strage di Capaci e quella di Via D&#39;Amelio. Parliamo del mese di  giugno del 1992: dopo che uccidono Falcone si fanno avanti i Carabinieri  con Ciancimino.&lt;br /&gt;
Questa è già una prima novità perché inizialmente si pensava che la  trattativa fosse iniziata dopo la strage di Via D&#39;Amelio, invece no,  pare che inizi prima e questo è molto importante perché molti magistrati  e investigatori sono convinti che la strage di Via D&#39;Amelio sia stata  provocata proprio dalla trattativa tra i Carabinieri e Totò Riina in  quanto questo, dopo aver eliminato Falcone, riceve da qualcuno l&#39;input  che bisogna eliminare anche Borsellino perché la strage di Capaci ha  sortito l&#39;effetto di attivare lo Stato a trattare con la mafia ma  Borsellino lo è venuto a sapere, si oppone e quindi va eliminato:  ostacolo da rimuovere sulla strada della trattativa. Quindi, la  datazione dell&#39;inizio della trattativa tra gli uomini del Ros e  Ciancimino è fondamentale e Massimo Ciancimino la situa a cavallo tra la  strage di Capaci e quella di Via D&#39;Amelio, giugno 1992.&lt;br /&gt;
Poi racconta che suo padre aveva rapporti intimi e costanti con Bernardo  Provenzano, fino al 2000 quando il padre rimase agli arresti  domiciliari.&lt;br /&gt;
Racconta che la trattativa dei Carabinieri fu soprattutto con Provenzano  piuttosto che con Riina e questo spiegherebbe per quale motivo a un  certo punto Riina si ritrova i Carabinieri davanti a casa: cresce  l&#39;ipotesi che sia stato venduto da Provenzano e Ciancimino ai  Carabinieri in cambio del cambio di rotta della mafia più trattativista e  meno stragista – Provenzano è più trattativista, Riina è lo stragista –  e quindi dell&#39;alleggerimento della pressione dello Stato sulla mafia e  del fatto che Provenzano diventa il capo indiscusso di Cosa Nostra dopo  l&#39;arresto di Riina e che però le carte di Riina non si prendono, si  lasciano a Provenzano, e che lo stesso Provenzano non si prende e questo  ci ricollega al processo in corso a Palermo a carico, tanto per  cambiare, del Generale Mori per non avere catturato Provenzano già nel  1995 quando il Colonnello Riccio, un altro ufficiale del Ros, lo aveva  segnalato presente in un casolare di Mezzojuso.&lt;br /&gt;
Ciancimino racconta poi di avere visto lui il “papello”, cioè il foglio  di carta con l&#39;elenco delle cose che Riina o Provenzano, o Riina e  Provenzano, chiedevano ai Carabinieri in cambio della cessazione delle  stragi, “papello” che nel prosieguo della trattativa nell&#39;autunno del  1992 dopo che era stato ucciso anche Borsellino fu consegnato a vari  referenti tra i quali, dice Massimo Ciancimino mentre il generale Mori  nega, al generale Mori.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Il “papello”, i Servizi Segreti e la copertura politica della trattativa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Dice però che il “papello” fece un tragitto un po&#39; più complicato: i  capi di Cosa Nostra lo fecero pervenire a Vito Ciancimino, lui lo passò a  un certo Carlo che era un uomo dei Servizi Segreti che gli stava  accanto da una trentina d&#39;anni – pensate, c&#39;era un uomo dei Servizi  Segreti, un certo Carlo, che accompagnava la vita e la carriera di un  sindaco mafioso come Ciancimino per conto dello Stato. Quindi Ciancimino  da&#39; prima il “papello” a Carlo e questo lo da&#39; a Mori, questo è molto  importante perché Ciancimino per quanto riguarda le istituzioni si fida  di questo Carlo che da trent&#39;anni sta al suo fianco mentre Mori si è  fatto avanti più di recente.&lt;br /&gt;
Ciancimino, il figlio, ricorda che suo padre per trattare – dato che a  trattare tra Stato e mafia c&#39;è da lasciarci le penne se si fa qualche  passo falso – aveva preteso delle coperture politiche, che dovevano  essere da parte del governo. Nel senso: chi è questo Mori che fa la  trattativa? Sarà mica una sua iniziativa personale? No, ci deve essere  dietro lo Stato altrimenti mica ci mettiamo a trattare. Chi lo manda  Mori? Chi è d&#39;accordo con la trattativa avviata da Mori? Dice Massimo  Ciancimino, anche questo tutto da verificare naturalmente ma sono gli  squarci che si stanno aprendo e quindi li dobbiamo raccontare così come  li sappiamo, per quanto riguarda il governo la copertura chiesta da  Ciancimino doveva darla il nuovo ministro dell&#39;Interno Nicola Mancino,  per quanto riguardava l&#39;opposizione la copertura la doveva dare il  rappresentante per i problemi della giustizia Luciano Violante, di lì a  poco diventato presidente della Commissione Antimafia.&lt;br /&gt;
Insomma, sono d&#39;accordo il governo e l&#39;opposizione che lo Stato tratti  con la mafia dopo la strage di Capaci e dopo la strage di Via D&#39;Amelio?  Questo vuole sapere Ciancimino per andare avanti con la trattativa.  Infatti, si informa presso il signor Carlo – che secondo alcuni si  chiamerebbe Franco, ma insomma... - che è appunto l&#39;uomo dei Servizi  affinché si informi di chi sta alle spalle di Mori. Dopodiché la  trattativa prosegue, segno che le informazioni vanno a buon fine cioè  che arrivano le garanzie che la destra e la sinistra, almeno il  pentapartito perché in quel momento non c&#39;era il centrodestra ma il  pentapartito ovvero DC, Psi, partiti laici minori da una parte e PDS  all&#39;opposizione, non erano contrari. Anzi, secondo Massimo Ciancimino  non era contrario il governo mentre la copertura di Violante va in fumo  in quanto Violante rifiuta di incontrare Vito Ciancimino.&lt;br /&gt;
Quando poi viene catturato Vito Ciancimino nel dicembre del 1992 la  trattativa si interrompe anche perché un mese dopo viene arrestato Riina  ma non viene perquisito il covo, e sapete quello che succede dopo:  secondo i giudici di Palermo dopo la trattativa dei Carabinieri  interrotta dall&#39;arresto di Ciancimino e un mese dopo di Riina parte  un&#39;altra trattativa, ammesso che fosse un&#39;altra e non il prosieguo della  stessa, che coinvolge Dell&#39;Utri il quale fornisce poi le garanzie sulla  nascita di Forza Italia, garanzie che verranno ritenute sufficienti da  Provenzano tant&#39;è che questo smetterà dopo la stagione delle stragi del  1993 di sparare e inaugurerà la lunga pax mafiosa che dura anche oggi.&lt;br /&gt;
Ecco, in quel periodo si inseriscono le tre lettere che Provenzano manda  a Berlusconi: una all&#39;inizio del 1992, prima delle stragi, segno che  c&#39;erano già dei rapporti con Dell&#39;Utri perché era lui a fare il postino:  la lettera Provenzano la dava a Ciancimino, che la dava a Dell&#39;Utri che  la dava a Berlusconi, tre volte questo sarebbe successo, la seconda  volta alla fine del 1992 dopo le stragi e la terza all&#39;inizio del 1994  quando Berlusconi si getta in politica, e questa è la lettera di cui i  magistrati hanno una metà tagliata nella quale Provenzano o chi per lui  si rivolge a Berlusconi chiamandolo “onorevole”. Stiamo parlando di un  Berlusconi già diventato politico quindi non prima del 1994.&lt;br /&gt;
Richieste di aiuti, promesse di sostegno politico, scambi di favori con  Dell&#39;Utri che fa il pony express fra Provenzano e Berlusconi, questo è  quello che racconta Massimo Ciancimino. E a questo punto i magistrati  riaprono le indagini sulla trattativa del “papello” perché è ovvio che  se la mafia ha costretto lo Stato a fare delle cose che non avrebbe  fatto senza le stragi qui stiamo parlando evidentemente di reati  gravissimi, è un&#39;estorsione fatta dalla mafia allo Stato, stiamo  parlando di un reato che credo si chiami “minaccia contro corpo politico  dello Stato”. Un qualcosa di molto simile a un golpe.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Parla Ciancimino, parlano tutti.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Quando emergono da interviste o indiscrezioni di stampa le prime  notizie su quello che ha detto Ciancimino i protagonisti della politica  dell&#39;epoca entrano in fibrillazione.&lt;br /&gt;
Nicola Mancino, lo sapete, già da anni è oggetto di chiacchiericci  continui, poi per fortuna c&#39;è Salvatore Borsellino che ogni tanto  strilla forte ciò che gli altri mormorano piano. E&#39; noto che il ministro  dell&#39;Interno che avrebbe incontrato Borsellino poco prima della strage  di Via D&#39;Amelio è proprio Mancino e Paolo Borsellino lo scrive nel suo  diario. Mancino ha sempre negato, come ha sempre negato di aver saputo  di trattative o cose del genere.&lt;br /&gt;
Guarda caso, quest&#39;estate in un&#39;intervista continua a dire di non aver  incontrato Borsellino, al massimo gli avrà dato la mano ma come poteva  lui riconoscere Borsellino fra i tanti... come se Borsellino fosse uno  fra i tanti: era uno che di lì a quindici giorni morirà ammazzato ed è  quello che tutti gli italiani individuano come l&#39;erede naturale di  Falcone che è appena stato ammazzato, figuratevi se si può scambiare per  un usciere che ti stringe la mano il giorno che diventi ministro.  Comunque questo dice Mancino: “non ho incontrato Borsellino, forse gli  ho stretto la mano fra le tante”, ma aggiunge: “in quell&#39;estate io  respinsi ogni tipo di proposta di trattativa fra Stato e mafia”. Questo è  interessante perché vuol dire che qualcuno gli sottopose queste  proposte di trattative, e sappiamo che forse anche Borsellino respinse  quelle trattative; allora sarebbe interessante sapere chi propose al  ministro Mancino quelle trattative, perché dev&#39;essere la stessa persona o  lo stesso ambiente che le propose a Borsellino, soltanto che Borsellino  disse di no ed è stato ammazzato, Mancino continuò a fare il ministro  dell&#39;Interno e devo dire che lo fece anche molto bene.&lt;br /&gt;
Violante, quando esce sui giornali che Ciancimino ha dichiarato che suo  padre chiedeva la copertura anche della sinistra e cioè di Violante,  tarantolato anche lui ha un&#39;illuminazione e corre a Palermo a  testimoniare, con dichiarazioni spontanee, che effettivamente gli è  venuto in mente 17 anni dopo che il generale Mori gli aveva chiesto,  mentre era presidente della commissione Antimafia, di incontrare  Ciancimino ma dato che l&#39;incontro proposto doveva essere a quattrocchi  lui Ciancimino non lo voleva incontrare. Mori andò altre due volte per  sollecitare quell&#39;incontro ma Violante disse sempre di no.&lt;br /&gt;
E qui si pone un altro problema: per quale motivo Violante si è tenuto  per 17 anni una notizia di questo calibro, nel 1992 non lo sapeva mica  nessuno che i Carabinieri del Ros stavano trattando con Ciancimino cioè  con la mafia. E Violante era presidente della commissione Antimafia,  possibile che non apre immediatamente un&#39;indagine con i suoi poteri, che  sono gli stessi della magistratura, può persino convocare testimoni e  arrestare la gente se vuole. Perché se non lo voleva fare lui non ha  avvertito il suo amico Caselli che di lì a poco è andato a fare il  procuratore capo di Palermo? Subito, all&#39;inizio del 1993 così la  trattativa si sarebbe saputa e sarebbe stata interrotta e non se ne  sarebbero fatte altre perché sarebbero intervenuti i magistrati. Invece,  Violante questa cosa se la tiene per 17 anni, dal 1992 al 2009, e poi  tomo tomo cacchio cacchio se ne viene fuori con una dichiarazione ai  magistrati di Palermo dicendo: “toh... guarda mi è venuto in mente! E&#39;  vero!”. Intanto i magistrati di Palermo avevano processato il generale  Mori per la mancata perquisizione del covo di Riina, l&#39;avevano di nuovo  fatto rinviare a giudizio per la mancata cattura di Provenza e Violante  sempre zitto! Eppure sarebbe stato importante, in quei processi, avere  la sua testimonianza! Violante che dice che il generale Mori faceva da  tramite, da ambasciatore di Ciancimino per convincerlo a incontrare  Ciancimino!&lt;br /&gt;
Voi capite che per uno che viene processato per favoreggiamento della  mafia il fatto che andasse a chiedere a Violante: “scusi, lei vuole  incontrare Ciancimino?”, un generale dei Carabinieri, sarebbe stato  interessante. Violante zitto, se ne salta fuori adesso perché non lo può  più negare, l&#39;ha raccontato Ciancimino, quindi, trafelato, arriva a  dire la sua verità, tardiva, molto tardiva.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Ayala: “Mancino ha incontrato Borsellino... o forse no”&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Ma non è finita perché questa è anche l&#39;estate nella quale salta  fuori, con un&#39;intervista ad Affariitaliani, l&#39;ex giudice Ayala, già  pubblico ministero nei processi istruiti da Falcone e Borsellino poi  datosi alla politica e ultimamente, trombato dalla politica, ritornato  in magistratura – credo che sia giudice in Abruzzo.&lt;br /&gt;
Ayala dice: “poche balle, Mancino aveva incontrato Borsellino, me l&#39;ha  detto lui”. A questo punto il giornalista dice: “ma Mancino lo nega” e  lui risponde: “no, mi fece vedere l&#39;agenda nella quale c&#39;era scritto che  il 1° luglio del 1992 Mancino aveva incontrato Borsellino”.&lt;br /&gt;
Strano, una bomba! I magistrati convocano immediatamente Ayala per  saperne di più, lo convocano ovviamente quelli di Caltanissetta che  stanno indagando sui mandanti esterni delle stragi. E lì Ayala dice:  “no, ma io sono stato frainteso”. Piccolo problema: Affariitaliani ha  l&#39;audio registrato con le parole di Ayala. Possibile che Mancino gli  abbia fatto vedere un&#39;agenda con scritto l&#39;incontro con Borsellino e  Ayala sia stato frainteso? In che senso frainteso? Spiegherà Ayala, dopo  aver capito che non può smentire le dichiarazioni perché sono state  registrate, che si era sbagliato lui nell&#39;intervista: Mancino gli aveva  fatto vedere un&#39;agenda dove non c&#39;era il nome di Borsellino e lui,  invece, ricordava che nell&#39;agenda ci fosse. Ma se uno nell&#39;agenda non ha  il nome di Borsellino, per quale motivo dovrebbe farla vedere ad Ayala?  E&#39; evidente che fai vedere l&#39;agenda se hai scritto un nome, se non c&#39;è  scritto niente che prova è che non hai visto una persona?&lt;br /&gt;
Tu puoi vedere tutte le persone di questo mondo e non scriverle  nell&#39;agenda, è se lo scrivi che lo fai vedere a una persona per  testimoniare quello che le stai dicendo! Cose da matti, comunque questo è  un altro rappresentante delle istituzioni folgorato e poi avviato  rapidamente alla retromarcia.&lt;br /&gt;
Ma non è finita: a questo punto interviene il generale Mori che, non si  sa se in un&#39;intervista o in una notizia fatta trapelare all&#39;agenzia “il  Velino” dice: “Violante non si ricorda mica bene: non gli avevo proposto  di incontrare Ciancimino a tu per tu, ma di farlo parlare in  commissione Antimafia!”. Allora resta da capire come mai Violante non  abbia accettato di convocare Ciancimino in commissione Antimafia visto  che l&#39;Antimafia convocava pure i pentiti di mafia, non è che potesse  sottilizzare: se Ciancimino aveva qualcosa da raccontare perché non  fargliela dire?&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp5&quot;&gt;&lt;b&gt;Ciampi e il suo telefono a Palazzo Chigi “manomesso”&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;A questo punto salta fuori l&#39;ex presidente della Repubblica Ciampi,  che ricorda che cosa successe a Palazzo Chigi: Ciampi è presidente del  Consiglio nella primavera-estate del 1993 quando esplodono le bombe nel  continente, a Roma, Milano e Firenze. E soprattutto, nella notte degli  attentati alle Basiliche a Roma, mentre a Milano esplode via Palestro il  27 luglio del 1993, Ciampi ricorda il famoso black out nei palazzi del  potere ma anche che “ero a Santa Severa in vacanza, rientrai con urgenza  a Roma di notte, accadevano strane cose: io parlavo al telefono con un  mio collaboratore a Roma e cadeva la linea. Poi trovarono a Palazzo  Chigi il mio apparecchio manomesso, mancava una piastra”. C&#39;erano ancora  le cornette, non c&#39;era ancora ai livelli di oggi i cellulari. “Al largo  della mia casa di Santa Severa, a pochi km da Roma, incrociavano strane  imbarcazioni: mi fu detto che erano mafiosi allarmati dalla legge che  istituiva per loro il carcere duro. Chissà, forse il carcere lo volevano  morbido”.&lt;br /&gt;
Ciampi, dopo quell&#39;episodio, va a Bologna all&#39;improvviso e il 2 agosto  commemora a sorpresa la strage di Bologna ricordando il ruolo della P2,  cosa che ricorda di nuovo in questa intervista a Repubblica nella quale  dice anche che purtroppo su quei rapporti tra la P2, telefoni manomessi,  black out eccetera non è stata fatta chiarezza.&lt;br /&gt;
Il giorno dopo, il procuratore di Firenze competente sulle stragi del  1993 interviene piccato: è Pier Luigi Vigna, già capo della procura di  Firenze, già capo della procura nazionale Antimafia il quale dice: “noi  abbiamo indagato tutto, non c&#39;è più niente da indagare”. Il giorno dopo  ancora dice: “la politica tace il nome dei mandanti occulti delle  stragi”: insomma, dice due cose all&#39;apparenza sembrerebbero contraddirsi  ma soprattutto non si spiega per quale motivo scopriamo solo oggi che  il telefono di Ciampi a Palazzo Chigi, il telefono personale del  Presidente del Consiglio del 1993, la notte delle stragi era stato  manomesso, gli hanno tolto una piastra, era intercettato probabilmente  il capo del Governo! Da chi può essere intercettato il capo del governo  che è anche il capo dei Servizi Segreti e che al largo della sua casa al  mare “incrociavano strane imbarcazioni: mi fu detto che erano mafiosi  allarmati dalla legge sul carcere duro”.&lt;br /&gt;
Mettete insieme tutte queste cose, mettete insieme che Martelli, allora  ministro della Giustizia dice: “lo Stato forse non trattava con la mafia  ma rappresentanti dello Stato si”. E lo dice così, en passant, in  un&#39;intervista. E mettete insieme che Dell&#39;Utri, beffardo, l&#39;altro giorno  rilascia un&#39;intervista dicendo: “apprendo dai giornali che qualcuno  avrebbe trattato con la mafia: sarebbe gravissimo se ciò fosse successo,  bisogna assolutamente istituire una commissione parlamentare  d&#39;inchiesta per fare luce perché è orribile l&#39;idea che qualcuno tratti  con la mafia i tempi delle stragi. Cosa mi dice, signora mia?”.  Dell&#39;Utri dichiara in un&#39;intervista.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp6&quot;&gt;&lt;b&gt;Il cerino in mano&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Voi capite che qui siamo di fronte a una classe politica e a un ceto  dirigente dove anche l&#39;ultimo degli uscieri sa cento volte di più di  quello che sappiamo noi e di quello che sanno i magistrati. In Italia i  cittadini e i magistrati sono come i cornuti, sono sempre gli ultimi a  sapere, e voi vedete che questo giro, questa ristretta cerchia di  persone si manda messaggi perché si è aperto qualche spiraglio, perché  qualcuno sta cominciando a parlare. E se qualcuno sta cominciando a  parlare, saranno squalificati come dice il Capo dello Stato ma del  resto, se stiamo parlando di stragi, è ovvio che chi deve saperne  qualcosa non può che essere persona squalificata, sarebbe meglio se i  testimoni delle stragi fossero delle suore Orsoline, ma purtroppo queste  delle stragi non ne sanno niente, è molto meglio che parlino i mafiosi o  i figli dei mafiosi. Anche quella dichiarazione del Capo dello Stato  sembrava tanto un invito a chiudere certe bocche.&lt;br /&gt;
Evidentemente, in questa ristretta cerchia c&#39;è un sacco di gente che sa,  che tace, che si manda messaggi trasversali perché comunque “io so che  tu sai che io so”, e che sarebbe bene venisse fuori allo scoperto.  Perché fanno così? Perché si mandano queste strizzatine d&#39;occhio e  queste rasoiate al curaro? Perché sanno che se la verità comincia a  uscire, lo scarica barile andrà avanti fino a quando uno, l&#39;anello più  debole, verrà scaricato. Purtroppo in questa stagione i protagonisti  sono tutti vivi, purtroppo per loro: ci fosse qualche bel morto a cui  scaricare addosso le responsabilità l&#39;avrebbero già fatto, ma tutti  coloro che avevano queste responsabilità istituzionali sono vivi e si  stanno buttando addosso l&#39;uno sull&#39;altro i cadaveri delle stragi del  1992 e 1993.&lt;br /&gt;
Teniamo gli occhi aperti e stiamo a vedere nei prossimi mesi chi rischia  di restare col cerino in mano, perché chi rischia di restare col cerino  in mano prima di bruciarsi magari parla.&lt;br /&gt;
Abbonatevi al “Fatto”, siamo già in 20.000, frequentate il sito  Antefatto.it dove trovate un sacco di notizie in anteprima rispetto  all&#39;uscita del giornale che sarà il 23 settembre: mercoledì 23 settembre  saremo in edicola col primo numero de “Il Fatto” e passate parola!&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/2903402168782655110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-verita-di-stato-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2903402168782655110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2903402168782655110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-verita-di-stato-e.html' title='Video Marco Travaglio - Verita&#39; di Stato e verita&#39; di mafia - 24/08/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-2605754531068137518</id><published>2011-03-28T07:30:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T07:48:08.216-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="caso unipol"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="D&#39;Alema"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="D&#39;alema Unipol"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fassino"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Massimo D&#39;alema"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="opa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio streaming"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="unipol"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video streaming travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Unipol, D&#39;Alema e l&#39;Opa sul PD - 17/08/2009</title><content type='html'>Unipol, D&#39;Alema e l&#39;Opa sul PD - 17/08/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/m7yYgCFbwZg?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Buongiorno a tutti,  proseguiamo nell’ultima puntata di Passaparola versione estiva, la  nostra galoppata nei processi che verranno, quello che potremmo chiamare  il “come è andata a finire” di tante vicende di cui avevamo sentito  parlare all’inizio, che poi sono state immediatamente silenziate dai  media, ma avremo un giornale tra poco, Il Fatto Quotidiano, che potrà  raccontare tutto, anche il come è andata a finire.  &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Tre processi a conclusione&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Oggi vi do qualche ragguaglio: intanto avevo raccontato, qualche mese  fa, che la signora Mastella era finita nel mirino della Corte dei Conti  di Napoli, a proposito di alcuni regalucci che aveva fatto a  Consiglieri Regionali - lei è Presidente del Consiglio Regionale della  Campania, tra l’altro caso incredibile: Mastella è passato con il  centrodestra, è al Parlamento europeo con il Popolo della Libertà, la  sua signora invece continua a fare impunemente il Presidente del  Consiglio Regionale della Regione Campania nel centrosinistra, è una  famiglia bipartisan, quando c’è da arraffare poltrone! - era finita  sotto osservazione da parte della Corte dei Conti per aver regalato  delle medagliette commemorative piuttosto dispendiose e invece, alla  fine, la Procura della Corte dei Conti ha sostenuto che quelle  rientravano nelle spese di rappresentanza, come già aveva deciso, per  altro, per le spese forse un po’ eccessive sostenute dalla signora e dal  suo codazzo per il Columbus Day di alcuni anni fa. Quella vicenda -  tanto dovevamo - si è conclusa almeno davanti alla Corte dei Conti con  un nulla di fatto.&lt;br /&gt;
In autunno avremo probabilmente, almeno entro la  fine dell’anno, la sentenza del processo Dell’Utri, che in primo grado  era stato condannato a nove anni di reclusione per concorso esterno in  associazione mafiosa: fortuna ha voluto che i Pubblici Ministeri  trovassero proprio in extremis quelle lettere di Provenzano a  Berlusconi, di cui Dell’Utri avrebbe dovuto fare da postino e quindi, se  il Tribunale, anzi se la Corte d’Appello accetterà questo versamento di  nuovi atti in extremis fatto a luglio, i giudici avranno un elemento in  più per giudicare il ruolo che era stato ritenuto, dimostrato dai  giudici di primo grado di Dell’Utri di trait d’union tra la mafia e il  gruppo Berlusconi ai tempi in cui il gruppo Berlusconi era soltanto un  gruppo editoriale, imprenditoriale e poi, invece, nei tempi in cui si  era trasformato in un partito politico.&lt;br /&gt;
Avremo la conclusione,  probabilmente, almeno di una tranche, ossia quella a carico degli  imputati che hanno chiesto il rito abbreviato, come l’ex numero uno  della Juventus Antonio Giraudo nel processo Calciopoli di Napoli, che  sta andando avanti anche a carico di Moggi e di tanti altri dirigenti di  squadre di calcio, sia ex dirigenti come nel caso di Moggi, sia nel  caso di attuali dirigenti come Diego Della Valle della Fiorentina, come  Claudio Lotito della Lazio, come i vertici del Milan etc. etc..&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Unipol: uno scandalo che non dimentichiamo&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Avremo anche l’inizio, invece, del processo per il caso Unipol:  qualcuno dirà “già, il caso Unipol che fine ha fatto?”, Massimo D’Alema e  i suoi fedelissimi ritengono che la gente ormai se lo sia dimenticato e  conseguentemente si stanno riprendendo il partito, si accingono a  riprendersi il partito, mandando avanti Pierluigi Bersani. In realtà  questo processo riaccenderà, si spera, i riflettori su uno scandalo che  non è stato affatto archiviato, perché c’era stato raccontato che, a  differenza della scalata di Fiorani e della Popolare di Lodi  all’Antonveneta, invece la scalata della Unipol alla Banca Nazionale del  Lavoro era tutta regolare: col cavolo! La Procura di Milano, in  un’udienza preliminare che sta durando da più di un anno, vuole che  venga processato e conseguentemente rinviato a giudizio un bel po’ dei  processati inizialmente ipotizzati. Sono stati esclusi da responsabilità  penali e quindi sono stati chiesti i proscioglimenti per tredici figure  che, inizialmente, erano indagate per concorso nell’aggiotaggio, che  avrebbe commesso Consorte, ossia nella turbativa del mercato nel momento  in cui Consorte  intestava occultamente a prestanomi suoi le quote  della Banca Nazionale del Lavoro, che non poteva permettersi, almeno  subito, di comprare in proprio: il tutto, avendo ormai raggiunto una  quota superiore al 30%, che avrebbe dovuto imporgli immediatamente di  lanciare l’offerta pubblica, in modo da fare alzare il prezzo delle  azioni dei piccoli risparmiatori e poter consentire loro di vendere le  loro azioni, nel caso avessero saputo di questo suo interessamento e  invece l’accusa è quella che Consorte abbia fatto tutto aumm aumm, in  segreto, per non dover pagare tutte le azioni che, evidentemente, non  poteva permettersi di pagare. Questo è l’aggiotaggio ipotizzato dalla  Procura di Milano, se ne stanno occupando, coordinati dal Procuratore  aggiunto Francesco Greco, i Pubblici Ministeri Luigi Orsi e Gaetano Ruta  in quest’udienza preliminare, che è davanti al G.I.P.  Luigi Varanelli.  I tredici che sono stati chiesti di archiviazione, di proscioglimento,  sono il Credit Swisse Fest Boston, la banca giapponese Nomura, le  cooperative Talea, Estense, Nova e Adriatica con i loro dirigenti, il  finanziere bresciano Emilio Gnutti, il costruttore Marcellino Gavio e  l’immobiliarista Alvaro Pascotto, questi dovrebbero uscire dal processo.  Chi rimane invece?&lt;br /&gt;
Rimangono i big: rimangono intanto Giovanni  Consorte, già Presidente dell’Unipol, rimane l’ex governatore della  Banca d’Italia Antonio Fazio, il suo capo della vigilanza Francesco  Frasca, il braccio destro di Consorte e braccio sinistro, ossia  Sacchetti e Cimbri, banchieri italiani del BPV Zonin e Ivo Gronchi, il  banchiere della BPR Leoni, il banchiere della Carige Berneschi e poi  Giampiero Fiorani, che ha già chiesto di patteggiare la pena anche in  questo processo. Questi, secondo l’accusa, erano il nocciolo duro della  scalata Unipol alla BNL illegale, secondo l’accusa.&lt;br /&gt;
E poi c’è quel  patto parasociale, ossia c’è il fronte dei furbetti del quartierino: gli  immobiliaristi legati a Francesco Gaetano Caltagirone, che avevano  sostanziose quote della BNL e che si erano impegnati, più o meno  segretamente, a girarle a Consorte, quindi stiamo parlando di Francesco  Gaetano Caltagirone, ma anche del quartetto dei furbetti del  quartierino, ossia Ricucci, Statuto, Coppola più Vito Bonsignore che,  oltre a fare l’affarista, fa anche l’Europarlamentare del Popolo della  Libertà. Quelli avrebbero costituito, secondo l’accusa, la sponda  indispensabile a Consorte per la scalata: senza le loro quote Consorte  non avrebbe potuto conquistare così agevolmente la maggioranza della  grande banca romana, Banca Nazionale Del Lavoro, appunto.&lt;br /&gt;
Poi c’è il  cotè politico e questo è molto interessante, perché con l’aprirsi del  processo, del dibattimento, li vedremo sfilare questi politici: non sono  potuti sfilare come imputati, perché si sono salvati - adesso vediamo  come - grazie a vari tipi di immunità italiani e europei e dovranno  quindi sfilare come testimoni, verranno citati come testimoni, dovranno  giurare di dire la verità e poi dovranno dirla, perché se non la diranno  rischieranno un’incriminazione per falsa testimonianza. Quindi non so  se è convenuto loro comparire in quel processo come testimoni o invece  come indagati perché l’imputato, a differenza del testimone, ha il  diritto di mentire, mentre invece il testimone, se mente, commette un  reato.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Il macigno morale di Fassino, D&#39;Alema e Latorre&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Sapete che i politici coinvolti in quella scalata erano almeno tre:  erano Piero Fassino, segretario dei DS, Massimo D’Alema, sostegno forte a  Giovanni Consorte e poi Nicola Latorre, l’uomo di mano di D’Alema per  queste e altre vicende, quello del pizzino, quello che è solito passare  pizzini a esponenti del centrodestra in televisione per suggerire loro  che cosa dire, quando manca loro la parola. Bene, questo terzetto di  dirigenti dei DS fu beccato al telefono con Giovanni Consorte nei giorni  caldi della scalata, a scambiare informazioni anche riservate, illegali  secondo i Pubblici Ministeri, almeno nel caso di D’Alema e di Latorre.  Fassino ha una posizione diversa, perché Fassino fu avvertito a cose  fatte, era un po’ l’ultimo a sapere poveretto, era il segretario del  partito e non gli dicevano mai niente. Quindi, secondo la Procura, non  solo Fassino non ha commesso reati, ma anche nelle telefonate con  Fassino Giovanni Consorte non ha commesso reati e conseguentemente, per  quelle telefonate, va prosciolto, perché inizialmente quelle telefonate  erano state ipotizzate come prove di insider trading, ossia di  informazioni privilegiate che venivano date a qualcuno rispetto a  qualcun altro prima che queste informazioni venissero comunicate al  mercato. Bene, scrivono i giudici che il tenore delle telefonate di  Consorte a Fassino o tra Consorte e Fassino ha un contenuto informativo  assai povero, al di sotto di quanto Fassino stesso avrebbe potuto  leggere sui giornali: non gli dicevano niente, gli dicevano poco e  glielo dicevano anche tardi, dopo che era uscito sui giornali e quindi  Fassino ce lo dimentichiamo. Invece ci sono le telefonate di Consorte  con Latorre e con D’Alema e spesso era Latorre a passare il telefono a  D’Alema, che parlava con Consorte sul cellulare di Latorre. Qui le cose  cambiano: scrivono i magistrati, proponendo che Consorte venga  processato anche per insider trading, sulla base di quello che aveva  confidato nelle telefonate sul telefono di Latorre, quando parlava con  Latorre e con D’Alema, beh, qui le informazioni invece erano piuttosto  sostanziose, qui si entra nel vivo. Scrivono i magistrati “ Consorte in  quelle telefonate non è così vago: anzi, il 6 e 7 luglio offre a Latorre  informazioni che non stanno sui giornali e il 15 luglio - siamo nel  2005 - ribadisce di avere già il 51, 5% della Banca Nazionale Del  Lavoro”, notizia che effettivamente non era pubblica, anche perché sopra  il 30% avrebbe dovuto lanciare l’Opa e qui aveva già il 51% e l’Opa  pare che non l’avesse ancora lanciata. Conseguentemente la notizia non  solo non era pubblica, ma era la notizia di un reato che si stava  commettendo. Consorte ha chiesto di essere interrogato di nuovo, perché  sostiene che il quadro accusatorio è stato ridimensionato, perché non ci  sono, insieme a Consorte, gli ipotetici concorrenti nel reato di  insider trading? Cioè perché non ci sono Latorre e D’Alema? Ricorderete  che la Procura di Milano aveva intenzione di indagare anche loro per  concorso nel reato commesso da Consorte: aveva chiesto alla Forleo, la  quale aveva inoltrato al Parlamento quelle telefonate, per avere  l’autorizzazione a utilizzarle in base alla legge Boato. Il Parlamento  aveva fatto il pesce in barile per un bel po’, aveva massacrato di botte  la Forleo, la quale è stata poi cacciata da Milano da un Consiglio  Superiore supino e obbediente agli ordini politici, l’inchiesta però è  andata avanti comunque: la Procura di Milano ha reiterato, attraverso un  altro G.I.P., al Parlamento la richiesta dell’utilizzo delle telefonate  di Latorre e il Senato ha risposto picche per la seconda volta. Intanto  D’Alema se l’era svignata, sostenendo che all’epoca delle telefonate  lui non era parlamentare italiano, ma era parlamentare europeo e che  quindi la richiesta di autorizzazione all’utilizzo delle telefonate  andasse inoltrata al Parlamento europeo. Anche lì il Parlamento europeo,  con il contributo fattivo dei Deputati italiani di centrodestra e di  centrosinistra, compreso Bonsignore, che ha votato per salvare D’Alema,  il Parlamento europeo ha deciso che non bisognava autorizzare l’utilizzo  di quelle telefonate e conseguentemente, senza la prova contenuta in  quelle telefonate, non si possono processare, ovviamente, i due  politici. Questo per quanto riguarda l’aspetto penale dovrebbe metterli  al riparo da qualunque conseguenza di quelle telefonate intercettate:  rimane l’aspetto politico, ovvero rimane l’aspetto di una scalata  bancaria per la quale stanno per essere rinviate a giudizio una ventina  di persone, banche, banchieri, dirigenti, affaristi, finanzieri etc.  etc., ritenuta illegale, ritenuta viziata da reati di aggiotaggio e  insider trading, alla quale contribuivano addirittura, in telefonate che  costituiscono reato a carico di Consorte, perché nei suoi confronti  quelle telefonate possono essere utilizzate, due dirigenti dell’attuale  Partito Democratico, che praticamente se, come pare, Bersani vincerà il  congresso, saranno i veri azionisti di maggioranza del Partito  Democratico, visto che Bersani è uomo di D’Alema, appoggiato ventre a  terra da Massimo D’Alema e dal suo entourage, Latorre in primis.&lt;br /&gt;
Ecco: chi rinfaccia le questioni morali e le questioni politiche, le  questioni di correttezza, giustamente, a Berlusconi, dovrebbe ricordarsi  anche delle proprie e il caso Unipol è un macigno che può anche essere  rimosso, con le immunità italiane e europee, dal punto di vista penale,  ma dal punto di vista morale questo è macigno che il signor D’Alema e il  signor Latorre si porteranno finché campano sulle spalle. Passate  parola.&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/2605754531068137518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-unipol-dalema-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2605754531068137518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/2605754531068137518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-unipol-dalema-e.html' title='Video Marco Travaglio - Unipol, D&#39;Alema e l&#39;Opa sul PD - 17/08/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-57699001287338564</id><published>2011-03-28T06:24:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T06:24:30.721-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="banca Arner"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi paradisi fiscali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="marco travaglio berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mediatrade"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio videos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - I paradisi fiscali di Mediaset - 10/08/2009</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&amp;nbsp;I paradisi fiscali di Mediaset - 10/08/2009&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/Vv4Z3fwCSos?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;Gli incubi del Cavaliere&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Che cosa preoccupa il Cavaliere, che cosa turba i suoi sogni, oltre alle vicende di donne, di escort, o è meglio chiamarle &lt;strong&gt;prostitute&lt;/strong&gt;,  che stanno movimentando la nostra primavera e la nostra estate?  Probabilmente una delle ragioni della preoccupazione è il riaprirsi  delle indagini sui mandanti occulti delle stragi e l’emergere di quella  famosa lettera, anzi delle tre ormai famose lettere: famose per noi, che  ne abbiamo parlato qui a Passaparola, famose per pochissimi di quelli  che hanno visto i telegiornali, visto che non hanno mai sentito  raccontare la verità neanche su molti dei grandi giornali, a parte  qualcuno, quindi sicuramente c’è questo: le famose lettere di &lt;strong&gt;Provenzano&lt;/strong&gt;  al Cavaliere. Ma c’è anche un paio di novità che spuntano a Milano e  che sono molto poco conosciute: che io sappia ne ha parlato soltanto  Luigi Ferrarella una volta su Il Correre della Sera e ne hanno parlato  Paolo Biondani e Vittorio Malagutti su L’Espresso. Una è l’indagine  Mediatrade e l’altra è l’indagine sulla &lt;strong&gt;Arner Bank&lt;/strong&gt; di  Lugano. Ve le spiego, cercando di farmi capire rapidamente, perché  queste sono indagini che non sono coperte dal Lodo Alfano, sapete che il  Lodo Alfano copre soltanto i processi e quindi le indagini anche alle  alte cariche si possono ancora fare, sei processi a Berlusconi sono  bloccati: è bloccato il processo Mills per Berlusconi e è bloccato il  processo sulla compravendita dei diritti Mediaset, dove il Cavaliere è  imputato di falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita,  invece le indagini si possono fare. Ebbene, stanno arrivando a  conclusione, per la scadenza dei termini a indagare, le indagini su &lt;strong&gt;Mediatrade&lt;/strong&gt;:  che cosa è Mediatrade? E’ una società controllata dal gruppo Berlusconi  che, dal 1999, ha il compito di acquistare i diritti per la  trasmissione dei programmi televisivi e cinematografici sulle reti  Fininvest, diritti che vengono comprati soprattutto negli Stati Uniti,  presso le Major di Hollywood , prima questi diritti li comprava per  conto del gruppo una società maltese, la Ims e adesso, dal 99 in poi, li  compra Mediatrade. Conseguentemente l’indagine Mediatrade è un filone  separato che nasce dall’inchiesta sulla compravendita dei diritti  televisivi. Abbiamo già spiegato altre volte come avveniva, secondo  l’accusa, questa compravendita: se a comprare i film dalle case di  produzione americane e i telefilm, le fiction e tutto il resto è  direttamente la società Fininvest prima e Mediaset poi, si stabilisce il  prezzo e è finita lì. Invece, secondo l’accusa, Fininvest e poi  Mediaset che cosa facevano? Facevano comprare i film da società off  shore nei paradisi fiscali, che erano controllate, ma solo occultamente,  dal gruppo e quindi non risultavano del gruppo e allora i film, a ogni  passaggio di proprietà, aumentavano di valore: un aumento fittizio che  andava a creare una gigantesca provvista di fondi neri, che poi si  fermava sulle varie società che, a catena, si passavano questi film. La  prima comprava a dieci, la seconda a quindici, la terza a venti, la  quarta a trenta, la quinta a quaranta e alla fine, quando arrivava al  destinatario finale, l’utilizzatore finale lo potremmo sempre chiamare,  valeva molto di più di quello che valeva in realtà e tutto il resto si  era fermato sotto forma di fondi neri, in barba al fisco, in barba alla  trasparenza dei bilanci per andare a alimentare questo grande polmone di  fondi neri, di cui &lt;strong&gt;Berlusconi &lt;/strong&gt;è considerato  l’utilizzatore finale davvero, perché è imputato per appropriazione  indebita, ossia per aver derubato le casse delle sue società, che sono  per giunta in parte quotate in borsa, oltre a non averci pagato le tasse  e aver falsificato i bilanci, sempre nell’ipotesi d’accusa. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;Il filone d&#39;inchiesta Mediatrade&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Ebbene, di quest’indagine c’è uno stralcio, c’è un filone parallelo  che riguarda appunto Mediatrade: Berlusconi sa di essere indagato fin  dal 2007, quando i magistrati gli notificarono un avviso di proroga  delle indagini, lui è sospettato, è iscritto nel registro degli indagati  per concorso in appropriazione indebita, insieme a altri. Ossia  un’altra volta è accusato di avere attinto a piene mani dalle casse  delle sue società e questi sono fatti molto recenti, sono fatti che si  riverberano sui bilanci del gruppo molto recenti, quindi sono difficili  da fare cadere in prescrizione: prepariamoci a qualche altra legge ad  personam . &lt;br /&gt;
In questo fascicolo si dice che ci sono in ballo &lt;strong&gt;100 milioni di Euro&lt;/strong&gt;,  una bella sommetta: inizialmente sembrava che quei soldi se li fosse  fregati il produttore egizio /americano Frank Agrama, che è un vecchio  amico di Berlusconi, che è un produttore di film, che è un suo sodale e  pareva essersi fregato questi soldi e averli depositati sui conti di una  società di Hong Kong, insomma che avesse fatto la cresta dalle casse  dal biscione. In realtà, secondo l’accusa della Procura di Milano,  quelli non erano soldi rubati da &lt;strong&gt;Agrama&lt;/strong&gt;: erano soldi  che Agrama aveva messo da parte anche per conto di Berlusconi, ossia  Agrama sarebbe niente altro che un socio occulto di Berlusconi che ha  messo da parte un altro bel po’ di fondi neri e da qui l’accusa ai due  di appropriazione indebita. &lt;br /&gt;
Inizialmente Berlusconi, insieme a  Confalonieri e a altri sette imputati, era stato rinviato a giudizio -  scrive Ferrarella su Il Corriere della Sera - con l’accusa di aver  mascherato la formazione di ingenti fondi neri dirottati dalle casse  della &lt;strong&gt;Fininvest &lt;/strong&gt;e della Mediaset verso i conti esteri  gestiti dai suoi fiduciari, che erano appunto quelle provviste di nero  che nascevano dalla catena di Sant’Antonio delle varie società che si  passavano l’una con l’altra i film e quindi di aver gonfiato i prezzi di  quei film. &lt;br /&gt;
Nel 2008 è  passata la legge Alfano e quel processo lì è  stato congelato in attesa che la consulta si pronunci, sperando che non  avvengano altre cenette intime tra i giudici della consulta e  l’utilizzatore finale del &lt;strong&gt;Lodo Alfano&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Molte delle  accuse, nel frattempo, in quel processo sono state falcidiate dalla  prescrizione e, in parte, anche grazie alla legga ex Cirielli, che ha  anticipato i termini della prescrizione, perché all’inizio, nel processo  Mediaset, Berlusconi e i suoi coimputati erano accusati di  appropriazione indebita per &lt;strong&gt;276 milioni di dollari&lt;/strong&gt; e  frodi fiscali per un valore di 120 miliardi di lire, fino al 1999.  Dopodiché, nella contestazione suppletiva, il magistrato, Pubblico  Ministero De Pasquale, ha allungato il falso in bilancio fino al 2001,  cioè ancora fuori dalla prescrizione, facendo arrivare delle carte  proprio da quel processo stralcio, il processo Mediatrade, che è questa  società controllata che, materialmente, ha il compito, per conto di  Mediaset, di acquistare i film dalle Majors , o i diritti per  trasmettere i film dalle majors . Questo è il fascicolo che preoccupa  Berlusconi, sia perché i fatti sono molto recenti e quindi non saranno  facili da mandare in prescrizione così rapidamente, sia perché in questo  processo siamo nuovamente nel pieno dei fondi neri, dei paradisi  fiscali che lui poi, nei vertici internazionali insieme al suo sodale  Tremonti, dice di voler combattere per un ritorno all’etica nella  finanza. Bene, Il Corriere parla di conti esteri nei paradisi fiscali  dai nomi pittoreschi: c’è il conto Trattino, il conto Teleologico, il  conto Litoraneo, il conto Sorzio, il conto Clock, il conto Pace etc.  etc.. Questo è un processo che sta arrivando alla conclusione nella fase  delle indagini e pare che la Procura, appunto, voglia depositare gli  atti in attesa - così di solito avviene - di chiedere il rinvio a  giudizio del Presidente del Consiglio, quindi questo sarebbe un altro  processo che andrebbe a aggiungersi ai due congelati a Milano, senza  dimenticare che ce ne è pure uno congelato a Roma: quello per la  compravendita dei Senatori nel caso Saccà, che il G.I.P., interpretando  il Lodo Alfano in maniera estensiva e considerando coperta anche la fase  delle indagini dal Lodo Alfano, ha sospeso in fase di indagine, sempre  in attesa che la Corte Costituzionale ci dica se il Lodo è legittimo  oppure no. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;La banca Arner&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
C’è invece l’altra inchiesta: un’altra inchiesta che, per il momento,  almeno da quello che si sa non coinvolge Berlusconi personalmente, ma  coinvolge la banca di riferimento di Berlusconi, della sua famiglia e  dei suoi cari. La banca si chiama Arner, è nata come Finanziaria a metà  degli anni 90 e poi è diventata una banca a tutti gli effetti, sta, come  sede centrale, a Lugano e l’11 giugno scorso è stata perquisita dalla  Guardia di Finanza, in seguito a un’indagine della Procura di Milano che  è nata proprio dalla denuncia di alcuni ispettori della Banca d’Italia e  l’indagine parla di riciclaggio di denaro sporco o sospetto. Ci sono  molte ombre sulla filiale italiana milanese di questa &lt;strong&gt;Arner Bank&lt;/strong&gt;,  si parla di giochi di sponda milionari con, tanto per cambiare,  paradisi fiscali: questo scrivono Malagutti e Biondani su L’Espresso.  Gli ispettori della Banca d’Italia hanno sostenuto che, dai loro  rilievi, non è possibile, in questo momento, risalire, individuare il  reale beneficiario di queste triangolazioni con i conti esteri e le  società off shore. Da 15 anni la Arner è la banca di fiducia di  Berlusconi, lì avvengono operazioni fiduciarie, lì avvengono operazioni  per investimenti, è la cassaforte che amministra una parte del  patrimonio del nostro Presidente del Consiglio e della sua famiglia.  Tant’è che il conto di gestione intestato a Silvio è il numero uno nella  filiale italiana della Arner, è il cliente privilegiato e poi ci sono  anche i conti dei suoi amici più stretti: per esempio, lì ha i suoi  conti il fondatore della Mediolanum Ennio Doris, lì ha i suoi conti la  famiglia Previti, lì ha i suoi conti Salvatore Sciascia, l’ex addetto ai  servizi fiscali della Fininvest, poi condannato per corruzione della  Guardia di Finanza e quindi promosso immediatamente in Parlamento e lì  hanno parcheggiato un bel po’ di soldi tre Finanziarie tra quelle che  controllano la Fininvest, che sono la Holding italiana 2, 8 e 5 e sono  amministrate tutte e tre dai figli di primo letto Marina e Piersilvio.  Naturalmente questa banca viene scelta perché garantisce la riservatezza  assoluta, garantisce fondi di investimento alle Bahamas e in società  lussemburghesi, ottimi rapporti con paradisi fiscali, di recente ha  addirittura inaugurato, la Arner Bank, un ufficietto a &lt;strong&gt;Dubai&lt;/strong&gt;,  che è l’ultimo grido dell’off shore nel mondo. Sapete che l’off shore  si sta spostando dal centro America ai paesi arabi proprio perché nel  centro America da parte dei vertici internazionali, si è detto che i  paesi devono chiudere le casseforti estere e quindi, invece di  chiuderle, semplicemente le trasferiscono in posti più lontani, più  esotici, più lontani dalle telecamere.  &lt;br /&gt;
Uno dei fondatori di questa banca si chiama &lt;strong&gt;Paolo Del Bue&lt;/strong&gt;,  il quale è coimputato, insieme a Berlusconi e agli altri, nel processo  sui fondi e sui film di Mediaset, è stato uno dei protagonisti della  vicenda Mills, l’avvocato Mills è l’avvocato che aveva creato le società  estere off shore del gruppo Fininvest, Del Bue è uno dei soci fondatori  della Arner Bank. Ebbene, questa banca ha avuto diverse traversie,  perché dopo alcune pressioni delle autorità di vigilanza Svizzere aveva  nominato un nuovo Presidente di garanzia, un revisore dei conti, un  certo Adriano Vassalli, poi nel 2008 sono successe altre cose: c’è stata  l’ispezione della Banca d’Italia nella filiale italiana, dove si sono  scoperte queste sospette operazioni di riciclaggio, è partita l’indagine  alla Procura di Milano per &lt;strong&gt;riciclaggio &lt;/strong&gt;e, nel  frattempo, anche la Procura di Palermo si è interessata al direttore e  altro socio fondatore della Arner, che si chiama Nicola Bravetti, che è  stato arrestato dai magistrati antimafia di Palermo con l’accusa di aver  intestato fittiziamente dei beni, aiutando così un imprenditore  siciliano, un certo Francesco Zummo, a fare sparire delle somme  notevoli, 13 milioni di Euro, alle Bahamas. Zummo era stato condannato  in primo grado per associazione mafiosa, poi è stato assolto in appello  dall’accusa di riciclaggio e insomma è accusato di essere un bel  personaggino dai giri giusti in questa finanza torbida; è stato  arrestato il direttore della filiale italiana della Arner, questo Nicola  Bravetti, appunto, per avergli dato una mano a fare  sparire un po’ di  soldi e questa filiale italiana è proprio quella che ha, come cliente  numero uno, Silvio Berlusconi e a seguire tutti i suoi cari e una parte  della sua numerosa famiglia. I Pubblici Ministeri di Palermo sono  riusciti addirittura a ottenere una risposta alle rogatorie dalle  Bahamas, cosa che di solito non accade mai e quindi a fare sequestrare  quei 13 milioni che Zummo, secondo l’accusa, avrebbe fatto sparire ai  Caraibi con l’aiuto del direttore della filiale italiana della Arner  Bank e adesso sta esaminando l’enorme documentazione che, dalle &lt;strong&gt;Bahamas&lt;/strong&gt;,  è arrivata a Palermo, a carico del banchiere e del suo sodale. La banca  ha detto di non avere niente da nascondere e che Zummo, essendo stato  assolto in appello dall’accusa di riciclaggio dopo una condanna in primo  grado di cinque anni, questo fa cadere tutta l’accusa anche nei  confronti di quello che l’ha aiutato, ma in realtà invece i magistrati  rispondono che l’intestazione fittizia di beni è vietata  indipendentemente dalle vicende penali del beneficiario di questa  intestazione di beni. Insomma, abbiamo addirittura il nuovo governatore  Draghi, il governatore della &lt;strong&gt;Banca d’Italia&lt;/strong&gt; Draghi, che  aveva designato al vertice della Arner Alessandro Maggiorelli, il quale  adesso è finito anche lui sotto inchiesta per favoreggiamento in queste  storie e in altre storie di riciclaggio, sempre da parte della Procura  di Milano. Quindi una banca che ha i suoi vertici sotto osservazione di  due Procure della Repubblica, Milano e Palermo, per storie di presunto  riciclaggio, un cliente è Silvio Berlusconi, che evidentemente ha  cominciato a dare - chissà come mai! - segni di nervosismo. Ne sapremo  di più alla ripresa dell’attività giudiziaria ma, anche da questi  fronti, possiamo capire per quale motivo il Cavaliere è così agitato.  Passate parola.&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/57699001287338564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-i-paradisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/57699001287338564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/57699001287338564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-i-paradisi.html' title='Video Marco Travaglio - I paradisi fiscali di Mediaset - 10/08/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-3482219120680319224</id><published>2011-03-28T06:21:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T06:21:38.760-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="De Gennaro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fatti genova"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="g8 genova"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="g8 travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola diaz g8"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio genove"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio videos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - De Gennaro e la macelleria messicana - 03/08/2009</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/dd5iRj5Ishs?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;Il blitz alla scuola Diaz&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&quot;L’altra settimana abbiamo parlato di un processo che sta arrivando a  conclusione in sede civile, quello per il risarcimento a De Benedetti,  chiesto da De Benedetti alla Fininvest per lo scippo della Mondadori 19  anni fa. Questa settimana parliamo di un altro processo che si  concluderà in primo grado probabilmente alla ripresa, a settembre, e è  quello che riguarda il capo della struttura di coordinamento dei nostri  servizi segreti, che adesso si chiama Dis, sapete che ogni tanto  cambiano il nome, ossia &lt;strong&gt;Gianni De Gennaro&lt;/strong&gt;, il quale è  un grande poliziotto, che ha fatto carriera lavorando con Giovanni  Falcone e poi lavorando con Giancarlo Caselli e è un eroe  dell’antimafia, su questo non ci sono dubbi. Però su di lui pesano gravi  sospetti per un depistaggio delle indagini sulle responsabilità  dell’assalto della Polizia alla scuola Diaz il 21 luglio 2001, durante  il &lt;strong&gt;G8 di Genova&lt;/strong&gt;, quando furono pestati a sangue ben 93 ragazzi e ragazze che dormivano dopo il G8, dopo aver manifestato contro il G8. &lt;br /&gt;
Per  Gianni De Gennaro la Procura di Genova ha chiesto due anni, perché  accusato di avere istigato, abusando della sua autorità, l’allora  Questore di Genova Francesco Colucci, a mentire al Tribunale di Genova  nel processo principale per il massacro della Diaz e quindi il Pubblico  Ministero, che è Enrico Zucca, ha chiesto di condannarlo non solo a due  anni, ma anche di sospenderlo dai pubblici uffici. Mi avvalgo delle  cronache di Erica Della Casa, de Il Corriere e di Vanda Valli di  Repubblica, perché questo è un processo importante, in quanto è  importante Gianni De Gennaro per la sua figura, per la sua storia, per  il suo ruolo attuale, sta proprio al vertice del centro di coordinamento  dei servizi segreti civili e militari. Per altro non va dimenticato che  sono sotto processo i capi di entrambi i servizi segreti, civile e  militare, fino a un paio di anni fa e cioè il generale &lt;strong&gt;Mario Mori&lt;/strong&gt;,  che è imputato a Palermo per favoreggiamento alla mafia per la mancata  cattura di Provenzano nel 1996: ne abbiamo parlato, si tratta di quel  processo che è nato dalle rivelazioni del Colonnello Riccio, a proposito  della testimonianza di un pentito che, appena si stava per pentire, fu  assassinato dalla mafia, a causa di una gravissima fuga di notizie  istituzionale e poi è sotto processo il &lt;strong&gt;Generale Pollari&lt;/strong&gt;;  è sotto processo a Roma per i dossier compilati nell’ufficio riservato  del suo analista, Pio Pompa, dove si spiavano giornalisti, magistrati,  politici illegalmente e è imputato a Milano per complicità nel sequestro  dell’egiziano Abu Omar, un imam a cui l’Italia aveva dato il diritto di  asilo e poi fu prelevato da uomini della Cia e del nostro servizio  segreto, il Sismi, e poi fu deportato praticamente a Aviano e poi a  Francoforte e di lì in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.  Conseguentemente abbiamo tutti i vertici dei servizi segreti degli  ultimi anni sotto processo per gravissimi reati: il primo dei processi  che arriverà a conclusione è probabilmente quello a Gianni De Gennaro e  la situazione, nel suo caso, è abbastanza complicata. &lt;br /&gt;
Secondo la  ricostruzione dell’accusa che cosa succede? Succede che De Gennaro  merita il massimo della pena, due anni, perché c’è il rito abbreviato e  quindi c’è lo sconto di un terzo della pena, altrimenti gli anni  sarebbero tre, il reato è appunto quello di induzione di un terzo alla  falsa testimonianza con abuso della propria autorità. L’accusa è stata  rintuzzata dall’avvocato &lt;strong&gt;Franco Coppi&lt;/strong&gt;, che difende  Gianni De Gennaro, un grande e famoso avvocato che ha difeso anche  Andreotti e tanti altri imputati eccellenti, Coppi ha detto: “&lt;em&gt;ci  aspettavamo questa richiesta dei Pubblici Ministeri, respingiamo le loro  conclusioni, per noi non c’è stata né falsa testimonianza né induzione  di altri alla falsa testimonianza&lt;/em&gt;”. E proprio in questi giorni la difesa ha potuto esplicare le sue ragioni. &lt;br /&gt;
Secondo  l’accusa invece che cosa è successo? Che nel maxiprocesso ai vertici  della Polizia e agli agenti di Polizia per quel sanguinoso blitz alla  scuola Diaz, quella che il &lt;strong&gt;vicequestore Fournier&lt;/strong&gt;,  sconvolto da quello che aveva visto, definirà una macelleria messicana,  vengono intercettate alcune telefonate tra un certo Mortola e il  Questore Colucci. Chi è Mortola? Mortola - ve lo spiego subito, vorrei  essere molto preciso - è un funzionario della Polizia, &lt;strong&gt;Spartaco Mortola&lt;/strong&gt; era il capo della Digos, i due parlano tra loro senza sapere di essere ascoltati e Colucci dice a Mortola: “&lt;em&gt;il capo&lt;/em&gt; - cioè De Gennaro - &lt;em&gt;mi  ha detto di fare un po’ di marcia indietro, mi ha detto &#39;bisogna che  aggiusti il tiro sulla stampa&#39;, devo fare un po’ di marcia indietro  anche per dare una mano ai colleghi&lt;/em&gt;” e allora questo riferimento  intercettato è molto importante perché, secondo la pubblica accusa, il  capo è appunto De Gennaro, che avrebbe detto al &lt;strong&gt;questore Colucci&lt;/strong&gt;  di ammorbidire la sua posizione per salvare i vertici della Polizia e  scaricare su qualche pesce piccolo le responsabilità di quel massacro e  si parla di questa telefonata avvenuta la notte del massacro della Diaz,  tra Colucci e un alto funzionario della Polizia, uno dei collaboratori  più stretti di De Gennaro, che è il Dott. Sgalla. Durante le indagini il  questore Colucci aveva detto che era stato De Gennaro a chiedergli di  telefonare a Sgalla per sistemare le posizioni e poi, in aula, due anni  fa il questore Colucci ha ritrattato, ha modificato, ha addolcito la sua  versione, ha fatto un po’ di marcia indietro e ha detto: “&lt;em&gt;no, fu una mia scelta autonoma, quella di parlare con &lt;strong&gt;Sgalla &lt;/strong&gt;per dare il via a quell’addolcimento del ruolo dei capi, perché in realtà con De Gennaro non ne avevo parlato&lt;/em&gt;”  e per queste dichiarazioni di ritrattazione Colucci è imputato con rito  ordinario, quindi in un processo separato, per falsa testimonianza,  mentre De Gennaro è appunto accusato di aver voluto alterare la verità.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;Accertare o nascondere la verità&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
L’ex capo della Polizia, cioè Gianni De Gennaro, si difende dicendo  che quel colloquio aveva come contenuto esattamente il contrario di  quello che è stato inizialmente detto da Colucci, ossia che lui voleva  accertare la verità e non nasconderla. Ma il &lt;strong&gt;Pubblico Ministero Zucca&lt;/strong&gt; ha detto che non c’era alcuna buona volontà di trovare la verità: anzi, c’era la verità di occultarla, ha detto Zucca: “&lt;em&gt;c’è  stato un fronte compatto, dal piantone ai vertici della Polizia, in  difesa dei colleghi imputati per le violenze alla Diaz, non c’è stata  alcuna collaborazione e è avvenuto, anzi, il contrario: ci sono stati  comportamenti omertosi&lt;/em&gt;” e poi, ha continuato Zucca: “&lt;em&gt;la legge vale per tutti e, se due testimoni violano la legge mettendosi d’accordo su cosa dire durante un processo&lt;/em&gt;  - beh, questo vale anche, ovviamente, per il capo della Polizia, non  esistono Lodi Alfano, per fortuna, per i capi e gli ex capi della  Polizia! - &lt;em&gt;e quindi per quale motivo&lt;/em&gt;”, dice, “&lt;em&gt;dovremmo credere a De Gennaro? Solo perché è De Gennaro, cioè solo perché ha i galloni del comando sulle spalle e sulla divisa?&lt;/em&gt;”,  perché De Gennaro si sarebbe dovuto esporre fino al punto di modificare  quel dettaglio, che in fondo la sentenza del Tribunale sulla Diaz ha  poi definito irrilevante? Beh, i Pubblici Ministeri Zucca e &lt;strong&gt;Cardone Albini &lt;/strong&gt;sostengono  invece che, quando Colucci ha ammesso di aver parlato con De Gennaro  dell’irruzione alla Diaz, si è saldato praticamente l’accordo tra loro  per scaricare sui pesci piccoli la catena di comando, che invece  arrivava fino a altissimi livelli. &lt;br /&gt;
Ci sono delle intercettazioni che  dimostrerebbero la linea dell’accusa: state attenti a seguire, perché  sembra complicato ma non lo è neanche poi tanto. Abbiamo Roberto Sgalla,  che è questo alto funzionario di Polizia che sta a Genova, alla Diaz,  nella notte dell’assalto della Polizia, Sgalla tiene i rapporti con la  stampa, è uno strettissimo collaboratore di De Gennaro, viene sentito  poche settimane dopo dagli inquirenti, dopo il blitz alla Diaz Francesco  Colucci, il quale dice “&lt;em&gt;mah, mi dissero di avvertire Sgalla di quello che era successo&lt;/em&gt;”  e dopodiché cambia la prima volta versione il 3 maggio 2007 e, al  processo per la Diaz, cade in contraddizione, balbetta, tentenna e alla  fine si prende ogni responsabilità e dice “&lt;em&gt;no, non è vero, non fu De  Gennaro a dirmi di avvertire Sgalla di liberare i vertici della catena  di comando dalle loro responsabilità, ma fu appunto una mia iniziativa  personale e Sgalla lo chiamai io e quindi&lt;/em&gt;”, dice, “&lt;em&gt;i vertici erano all’oscuro&lt;/em&gt;”.  Quando è che arriva la svolta delle indagini? Ebbene, arriva quando si  intercetta una serie di colloqui tra Colucci e Sgalla, tra l’ex Questore  e appunto l’addetto stampa, uno dei bracci destri di De Gennaro..  scusate, alcuni colloqui vengono intercettati tra Colucci e Mortola, che  è appunto l’ex capo della Diaz, i due parlano tra loro, sono  intercettati perché uno dei due è sotto processo a proposito di quelle  due molotov che furono introdotte dentro alla scuola dalla Polizia, per  poter affermare che erano stati gli studenti, armati fino ai denti, in  qualche modo a meritarsi quel blitz, in realtà erano disarmati, ma si  era creata una scena del delitto portando dentro le famose &lt;strong&gt;due molotov&lt;/strong&gt;. Conseguentemente i due Pubblici Ministeri ascoltano Colucci dire a Mortola: “&lt;em&gt;il capo&lt;/em&gt; - cioè De Gennaro, l’abbiamo visto prima - &lt;em&gt;mi ha detto di fare un po’ di marcia indietro, perché bisogna che io aggiusti il tiro sui rapporti con la stampa&lt;/em&gt;”,  ma è molto più importante la telefonata che arriva subito dopo, perché?  Perché quando Colucci e Mortola si risentono, dopo che Colucci è andato  in aula al processo e ha scagionato De Gennaro, Colucci gli dice: “&lt;em&gt;il capo&lt;/em&gt; - sempre De Gennaro - &lt;em&gt;mi ha fatto i complimenti&lt;/em&gt;”,  cioè sembrerebbe che gli avesse fatto i complimenti per il fatto che la  sua testimonianza aveva scagionato i vertici della Polizia. E poi,  sempre i Pubblici Ministeri, ricordano che c’è un’altra figura chiave:  un certo &lt;strong&gt;Antonino Andreassi&lt;/strong&gt;, che all’epoca era il  numero due della Polizia, il vice di De Gennaro e che ha raccontato che a  Genova in Polizia si decise, a un certo punto, di cambiare registro,  tant’è vero che lui fu sostituito proprio in vista del vertice del G8 da  un altro alto funzionario, &lt;strong&gt;Arnaldo La Barbera&lt;/strong&gt;, che era direttore del Cesis e che poi purtroppo è scomparso. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;Segnali dalle forze di Polizia&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Questo è  un po’ il quadro, il processo è aperto naturalmente a ogni  soluzione: può essere che ci sia una condanna di De Gennaro, può essere  che ci sia un’assoluzione, può essere che i giudici ritengano che le  prove non siano sufficienti perché, come avete visto, è un processo  indiziario basato su dichiarazioni, ritrattazioni, telefonate che  potrebbero anche essere interpretate come ambigue. Resta comunque il  fatto che nulla è stato fatto dagli organi di controllo per sospendere  almeno queste persone che sono accusate di gravissimi reati. Mentre  abbiamo visto silurare dai vertici della Polizia &lt;strong&gt;Gioacchino Genchi&lt;/strong&gt;,  che non ha fatto assolutamente niente di illegale o di male,  semplicemente per dei sospetti lanciati da giornali e da politici molto  interessati, noi qui abbiamo una bella dozzina, a dir poco, di alti e  medi dirigenti e funzionari di Polizia che non solo non sono stati  rimossi, ma sono stati tutti promossi, nonostante che su di loro pendano  accuse gravissime: il che, in un Paese che è reduce dalla sentenza di  primo grado del processo &lt;strong&gt;Aldrovandi&lt;/strong&gt;, dove sono stati  condannati i Poliziotti per aver ucciso a botte un giovane, in un Paese  dove è appena uscita la sentenza sui pestaggi dei manifestanti contro il  Tav a Venaus, in Valle di Susa, lì il giudice che ha prosciolto gli  agenti non li ha prosciolti perché non avevano fatto niente: li ha  prosciolti perché, purtroppo, erano coperti dai caschi e  conseguentemente non si riesce a individuare la responsabilità delle  singole persone proprio perché non erano coperti da passamontagna, erano  coperti dai caschi e purtroppo i caschi non consentono  l’identificazione, perché da anni si chiede di mettere un segnale  identificativo, almeno un numero che corrisponda a un’identità e invece,  purtroppo, questo non avviene e quindi, una volta con il casco, i  poliziotti diventano tutti uguali e purtroppo ne fanno le spese i  poliziotti onesti, che sono la stragrande maggioranza ma che, visto che  non si riescono a distinguere da quelli che picchiano anche contro la  legge, alla fine poi vengono sospettati tutti. Penso che la Polizia sia  ancora un grande presidio di democrazia e di legalità, ma dovrebbe  cominciare a dare dei segnali, a fare pulizia al suo interno e a non  autorizzare mai nessuno a pensare che, con una divisa addosso e con un  casco sulla testa, si possa fare di tutto, anche violare le leggi. La  Polizia è incaricata e è pagata poco, purtroppo, per farle rispettare e  non per violarle, le leggi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/3482219120680319224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-de-gennaro-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/3482219120680319224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/3482219120680319224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-de-gennaro-e-la.html' title='Video Marco Travaglio - De Gennaro e la macelleria messicana - 03/08/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-6394412752493981075</id><published>2011-03-28T06:17:00.000-07:00</published><updated>2011-03-28T06:17:24.257-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="de Benedetti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lodo Mondadori"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio mondadori"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>video Marco Travaglio - La fine della Mondadori - 27/07/2009</title><content type='html'>La fine della Mondadori - 27/07/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/7UUeEF0J2nI?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&quot;Buongiorno a tutti. Utilizziamo i passaparola di questo periodo  vacanziero per fare degli appuntamenti un po’ più brevi del solito e per  dare una sistematina a alcune questioni pendenti, che spesso ricorrono  anche nelle vostre domande, nei vostri post, nelle vostre richieste di  spiegazioni. &lt;br /&gt;
Quella di cui voglio parlarvi oggi è la faccenda  Mondadori, perché sta per arrivare a sentenza - non si sa ancora se  prima o dopo le ferie - una vicenda che potrebbe chiudere la famosa  guerra di Segrate, la guerra che, tra il 1989 e il 1990, contrappose De  Benedetti a Berlusconi per il possesso della Mondadori: qualcuno  ricorderà come era iniziata, ve la sintetizzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Il furto della Mondadori&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Nell’89 Berlusconi prende una piccola quota della Mondadori, il  mandato che si è dato e che gli ha dato anche Craxi dopo l’occupazione  di tutte le televisioni private è quello di mettere le mani anche sul  più grande gruppo editoriale italiano che, in quel momento, pubblicava  Repubblica, Espresso, Epoca, Panorama, una quindicina di giornali  locali, quelli del gruppo Finegil e poi tutto il ramo libri, perché era  un gruppo dove la libertà di stampa era una cosa seria e quindi era un  gruppo giornalistico e editoriale che faceva le pulci al Caf di Craxi,  Andreotti e Forlani e che, conseguentemente, Craxi voleva ricondurre  all’obbedienza, come aveva fatto con le televisioni private. Berlusconi  speranze di occupare la Mondadori al 100% e neanche di ottenere la  maggioranza non ne aveva, perché gli eredi Mondadori, gli eredi di  Arnoldo, la famiglia Mondadori Formenton si era già impegnata per  iscritto a cedere a De Benedetti la maggioranza azionaria di quelle  quote entro il 1990 e quindi Berlusconi avrebbe potuto soltanto avere  una quota minoritaria. Ma lui non si perse d’animo e, con le sue solite  arti persuasive, per usare un eufemismo, convinse gli eredi Mondadori a  promettere per iscritto a lui ciò che avevano appena promesso a De  Benedetti. Contenzioso, si decise tra le due parti in lite di affidarlo a  un arbitrato, ossia a una soluzione extragiudiziale, i tre arbitri,  scelti uno da una parte, uno dall’altra parte e l’altro scelto dal  Tribunale, il Presidente del collegio arbitrale, emisero il famoso Lodo  Mondadori che dava ragione a De Benedetti e quindi quest’ultimo tornò in  possesso della casa editrice. A quel punto Berlusconi rovesciò il  tavolo e impugnò il tutto davanti Corte d’Appello di Roma, la Corte  d’Appello di Roma, Sezione Civile, fu chiamata a confermare o a bocciare  il Lodo e a occuparsene fu chiamato un giudice amico di Cesare Previti,  il giudice Vittorio Metta il quale, in una sentenza fulminea, riuscì a  ribaltare il Lodo, a cancellarlo e quindi a sfilare la Mondadori dalle  mani di De Benedetti e a consegnarla a Berlusconi. &lt;br /&gt;
Subito dopo  questa sentenza Metta ricevette 420 milioni di lire in contanti  provenienti da fondi neri del gruppo Fininvest in Svizzera, a portarli  in Italia era stata una complessa operazione finanziaria che aveva  coinvolto tutti e tre gli Avvocati della Fininvest: Previti, Pacifico e  Acampora. &lt;br /&gt;
Il fatto che questa sentenza fosse piuttosto puzzolente  derivò anche dal fatto che fu depositata, nei primi giorni del 1990, 24  ore dopo la Camera di Consiglio, ossia il giudice entrò in Camera di  Consiglio e ne uscì 24 ore dopo con una sentenza scritta a mano di 180  pagine: è segno che o era meglio di Balzac e era riuscito a scrivere a  mano in una sola notte 180 pagine, anzi scusate 169 pagine, oppure  quella sentenza l’aveva scritta prima o magari non l’aveva neanche  scritta lui e, in effetti, pare che fosse stata scritta o suggerita  dagli Avvocati della Fininvest, che poi lo corruppero in cambio di  quella sentenza comprata. Risultato: Berlusconi si trova in mano il  gruppo Mondadori, spaventa la parte della Democrazia Cristiana che vede  con sospetto l’ascesa di Craxi e quindi Andreotti, alla fine, impone al  ladro di restituire una parte del maltolto: è un po’ come imporre a uno  che ha rubato una macchina di restituire il tubo di scappamento, il  cambio e il volante. Berlusconi e soci restituirono Repubblica,  L’Espresso e i giornali Finegil, mentre del gruppo Mondadori si tenne  tutto il resto dei giornali, compresi Panorama e Epoca, che all’epoca  andavano molto forti e poi tutto il ramo libri.  Dal 1990 Berlusconi è  proprietario di una casa editrice che è stata rubata a De Benedetti con  una sentenza comprata: questo è il quadro. &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Un miliardo di euro di danni (a spese nostre?)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Molti chiedono: ma perché De Benedetti non l’ha richiesta indietro?  E’ possibile che la Cassazione abbia condannato il giudice Metta per  corruzione giudiziaria, gli Avvocati Previti, Pacifico e Acampora per  averlo corrotto per conto di Berlusconi con soldi di Berlusconi per  procacciare la Mondadori a Berlusconi e De Benedetti non chieda la  Mondadori indietro? In realtà non è così semplice: non si può chiedere  indietro la macchina rubata, anche perché nel frattempo la macchina ha  cambiato fisionomia. Sicuramente si possono chiedere i danni e infatti  De Benedetti, dopo che la Corte di Cassazione ha stabilito non solo che  gli Avvocati di Berlusconi e il giudice Metta erano colpevoli di  corruzione, ma la Corte di Cassazione ha anche stabilito - cito  testualmente - “il diritto di De Benedetti a avere indietro, in separata  causa civile, il danno emergente e il lucro cessante”. E’ evidente, il  danno che ti hanno portato via la roba e, nello stesso tempo, il fatto  che tu per anni non hai potuto introitare gli utili di un gruppo che  sarebbe stato tuo, se quella sentenza non te l’avesse sottratto. “Sotto  una molteplicità di profili relativi non solo ai costi di cessione della  Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli  azionari”. E’ ovvio che il gruppo Fininvest, avendo un colosso in più  nel suo seno, ha potuto prosperare anche dopo la quotazione in borsa di  Mediaset nel 1996 e invece De Benedetti, con la sua Finanziaria - la Cir  -, si è visto portare via due gioiellini da niente: prima la Mondadori,  anzi prima la Sme e poi la Mondadori, sempre per l’intervento di  Berlusconi, più o meno pilotato da Craxi.&lt;br /&gt;
Questa causa civile è una  causa della quale nessuno parla: ne ha parlato Rinaldo Gianola su  L’Unità l’altro giorno e era, credo, il primo articolo dopo anni, per  dire che la causa c’è e anzi, sta per andare in decisione; l’istruttoria  è finita e il giudice monocratico Raimondo Mesiano, della Decima  Sezione Civile del Tribunale di Milano, è in fase di decisione, sta  decidendo. Sta decidendo su che cosa? Sul fatto che la Cir di De  Benedetti, tramite gli Avvocati Elisabetta Rubini e Vincenzo Roppo, ha  quantificato il danno che De Benedetti chiede indietro. Sono 468.000 e  rotti Euro, che poi vanno naturalmente adeguati agli interessi e alla  rivalutazione monetaria e che quindi ammontano a 1 miliardo di Euro,  sono circa duemila miliardi di vecchie lire e questo De Benedetti chiede  a Berlusconi, che non solo gli ha fregato la Mondadori, ma poi se la è  tenuta e ci ha guadagnato per venti anni e continua a guadagnarci  tutt’ora. La causa la Cir l’ha intentata solo alla Fininvest e non anche  alle persone che, materialmente, hanno compravenduto la sentenza:  perché? Perché sia Previti, sia Pacifico e sia Acampora e sia Metta  risultano praticamente quasi nulla tenenti e quindi è inutile andare a  cercare dei soldi, perché evidentemente o non li hanno o li hanno fatti  sparire. Il problema è che poi c’è il comportamento di Metta, che era un  giudice quando si è venduto la sentenza e quindi potrebbe doverne  rispondere lo Stato del danno che Metta ha inferto al gruppo De  Benedetti e lo Stato in questo momento è rappresentato da Berlusconi,  conseguentemente è possibile che il governo Berlusconi sia chiamato,  tramite il Ministero della Giustizia, a rifondere i danni che Metta ha  provocato per essere stato pagato dal gruppo Berlusconi e questo è uno  dei tanti aspetti paradossali della vicenda. Ma naturalmente, se per  caso dovesse esserci una condanna del gruppo Fininvest a rifondere i  danni a De Benedetti per la faccenda Mondadori beh, il gruppo Berlusconi  ne avrebbe, a suo volta, un bel contraccolpo: già sono in difficoltà  per la causa di divorzio di Veronica, che ogni settimana segna le novità  che emergano sugli scandali di puttanopoli etc. etc. e, dall’altra,  avrebbe pure questa mazzata, sempre nel caso che il gruppo venisse  condannato, naturalmente.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;L&#39;utilizzatore finale&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La cosa interessante è che, a questo punto, rimane in sospeso una  domanda: dice, ma Berlusconi, che era il mandante, il finanziatore e il  destinatario, diciamo l’utilizzatore finale di quella sentenza comprata,  è possibile che l’abbia fatta franca? Sì, è possibile, perché ha  incontrato dei giudici spiritosi della Corte d’Appello di Milano che,  nel 2001, tra il 2001 e il 2002, adesso non ricordo esattamente la data,  hanno stabilito che lui ha diritto alla prescrizione, perché ha le  attenuanti generiche, perché gli hanno dato le attenuanti generiche?  Perché è uno che per la sua posizione sociale di per sé le merita e poi  perché, scrivevano i giudici, a Roma si sapeva che molti giudici erano  corrotti e quindi così fanno tutti, invece che un’aggravante diventa  addirittura un’attenuante. E’ uscito ufficialmente dal processo, ma poi ,  quando si sono dovuti giudicare i suoi complici, il giudice Metta e gli  Avvocati Previti, Pacifico e Acampora, i giudici hanno dovuto  pronunciarsi anche sul ruolo che ha avuto Berlusconi in questa vicenda e  abbiamo una sentenza definitiva della Corte d’Appello di Milano, che è  stata confermata ormai due anni fa, anzi tre anni fa dalla Corte di  Cassazione, nella quale c’è scritto “Silvio Berlusconi, nei cui  confronti è stata emessa sentenza di non luogo a procedere per  intervenuta prescrizione, che ben poteva chiarire la causale del  bonifico addebitato da conto non ufficiale del suo gruppo - i soldi che  sono poi finiti al giudice Metta - dopo aver concordato la data del suo  esame - cioè del suo interrogatorio - comunicava tramite i suoi legali  la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere”. Quando gli  fanno quelle domande lui non risponde mai, anche quando gli hanno  chiesto da dove arrivassero i famosi soldi negli anni 70 e 80. &lt;br /&gt;
“Il  percorso del denaro dai vari conti Svizzeri”, scrivono i giudici,  “costituisce un imponente quadro indiziario preciso, univoco e  concordante, tale da assurgere a piena prova e consente di affermare che  il giudice Metta ha venduto agli stessi intermediari, nello stesso  periodo, anche la causa Mondadori&quot;, dopo essersi venduto pure la causa  Imi-Sir, pochi mesi prima. Aggiungono poi, i giudici, che “ Berlusconi  è, in questa vicenda, un privato corruttore” e quindi risponde non di  corruzione giudiziaria, ma di corruzione semplice, sulla quale ha avuto  la prescrizione per le attenuanti generiche, esattamente come Previti,  Pacifico e Acampora, che però non hanno avuto le attenuanti generiche e  quindi sono stati condannati. Scrivono i giudici “ l’attività degli  estranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una  condotta che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere in via  diretta dal privato interessato”, cioè da Berlusconi, quindi usava degli  intermediari. E’ un po’ come nella storia della D&#39;Addario, no? C’è il  pappone che paga e c’è l’utilizzatore finale che tromba, ma non deve  neanche sporcarsi le mani con i soldi. &lt;br /&gt;
“La retribuzione del giudice  corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, il  corruttore è il nostro Presidente del Consiglio, tanto perché sia chiaro  e poi “niente generiche agli intermediari e al giudice, perché-  scrivono i magistrati - l’enorme gravità del reato e la gravità del  danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i  principi posti alla base della convivenza civile, secondo i quali la  giurisdizione è valore e presidio a tutela di tutti i cittadini, ma un  conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento  cagionato alla controparte - cioè a De Benedetti - nella causa civile e  per le ricadute sul sistema editoriale italiano, trattandosi di una  controversia, la cosiddetta guerra di Segrate, finalizzata al controllo  dei mezzi di informazione” e poi ancora “niente attenuanti per la  spiccata intensità del dolo”, ossia della volontà di fare un reato  grave“ e ancora per i motivi a delinquere determinati solo dal fine di  lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai  ritenuta sufficiente” e ancora “per i comportamenti processuali tenuti  da Previti e dagli altri” che, invece di comportarsi bene, “hanno  continuato - scrivono i giudici - a rendere continue e spudorate  menzogne” e poi per il precedente penale specifico da parte di tutti i  protagonisti condannati, Metta e i tre Avvocati, che si erano appena  compravenduti l’altra sentenza, quella dell&#39;Imi-Sir per conto della  famiglia Rovelli. &lt;br /&gt;
Quindi capite che qui stiamo parlando di un  qualcosa che è già stato accertato giudiziariamente e che va soltanto  quantificato dal giudice civile. Vedremo se si troverà un giudice  coraggioso che avrà il coraggio, finalmente, di stabilire non soltanto  che la Mondadori è stata rubata, non soltanto che a compravendere quella  sentenza furono quel giudice e quei tre Avvocati di Berlusconi, ma che  oggi il gruppo Berlusconi deve finalmente, con quasi venti anni di  ritardo, risarcire chi è stato derubato. Passate parola e continuate a  frequentare il sito antefatto.it per seguire passo passo la campagna  abbonamenti e i primi inizi, i primi passi del nostro futuro quotidiano,  Il Fatto Quotidiano. Grazie.&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/6394412752493981075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-la-fine-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/6394412752493981075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/6394412752493981075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-la-fine-della.html' title='video Marco Travaglio - La fine della Mondadori - 27/07/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-294511052758196784</id><published>2011-03-26T13:17:00.000-07:00</published><updated>2011-03-26T13:17:29.992-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="candidature pd"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="grillo pd"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pd travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio videos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltroni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - L&#39;autodistruzione del PD - 20/07/2009</title><content type='html'>L&#39;autodistruzione del PD - 20/07/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/16TA-r0wnwA?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
trascrizione audio per utenti non udenti :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno a tutti, questa settimana vorrei parlare ancora un po’ del  Partito Democratico e di quello che è successo dopo il no, non solo  alla candidatura alle primarie di Beppe Grillo, ma anche al suo  tesseramento, per tesserare una persona ci vuole molto poco, i filtri  del tesseramento sono abbastanza labili e è giusto che sia così, fino a  prova contraria una persona viene tesserata almeno che non sia un noto  malfattore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;Lo statuto del PD&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
A Grillo hanno detto che non poteva neanche tesserarsi, mi sono molto  incuriosito per questo statuto del Partito Democratico, perché è uno  statuto particolare, uno statuto che è un po’ flessibile è come la legge  secondo un famoso detto, credo, di Giovanni Giolitti che la legge per  gli amici si interpreta e per i nemici si applica, in base allo statuto  si è detto che Grillo non si sarebbe potuto iscrivere perché si  riconosce in un movimento ostile al Partito Democratico che sarebbe  quello delle liste civiche a 5 stelle, così hanno detto i garanti o il  gran consiglio degli ayatollah presieduti da Berlinguer, quello  sbagliato però, non purtroppo da Enrico e questo statuto però poi  esiste, c’è anche su Internet, Paolo Flores D&#39;Arcais è andato a vederlo e  ha scoperto che in realtà nello statuto non c’è alcun accenno  all’ispirarsi e al riconoscersi in un movimento ostile al PD, c’è un  unico paio di motivi per i quali non ci si può iscrivere: Art. 2, comma  8, parla di persone che siano iscritte a altri partiti politici o  aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi  istituzionali elettivi.&lt;br /&gt;
Grillo com’è noto non è iscritto a alcun  partito politico e quanto a gruppi all’interno di organi istituzionali  elettivi non fa parte di nessuna assemblea elettiva, com’è noto e quindi  non può fare neanche parte di gruppi all’interno di assemblee  elettive.&lt;br /&gt;
Quindi questo comitato di garanti si è&amp;nbsp;inventato una norma  ad personam, anzi contra personam, nella migliore tradizione  berlusconiana, poi vi stupite se questi non fanno l’opposizione a  Berlusconi, usano gli stessi metodi!&lt;br /&gt;
Questo non perché mi stia  rammaricando perché Grillo non ha avuto la tessera del PD o perché non è  stato candidato, ma semplicemente perché mi piacerebbe capire come può  definirsi democratico un partito che non rispetta neanche lo statuto che  si è dato, ciascuno può darsi lo statuto che vuole, può escludere  l’iscrizione dei cittadini con i capelli biondi, può escludere quelli  alti meno di un metro e mezzo, che ne so, può fare quello che vuole,  l’importante è che una volta stabilito quello che si deve fare, poi  questo qualcosa valga per tutti e non soltanto per qualcuno! La cosa più  interessante è proprio il percorso democratico del Partito Democratico,  di cui l’esclusione di Grillo dalle primarie, soltanto l’ultima tappa,  qualcuno di voi ricorderà che alla nascita del Partito Democratico  nell’ottobre 2007, tentarono di candidarsi alle primarie per diventare i  primi segretari oltre a Veltroni, Rosi Bindi, Enrico Letta, Adinolfi,  Scalfarotto e Gawronski credo di non avere dimenticato nessuno, se l’ho  fatto mi scuso, si presentarono anche o tentarono di presentarsi anche  Furio Colombo, Marco Pannella e Antonio Di Pietro, due dei 3 erano  effettivamente iscritti a altri partiti, il Partito Radicale e l’Italia  dei Valori, anche se naturalmente la loro candidatura era finalizzata  alla confluenza dentro il Partito Democratico, mentre invece Fulvio  Colombo era proprio iscritto al Partito Democratico e era parlamentare  del Partito Democratico, ci furono anche lì degli strani ghiribizzi  burocratici, forse bisognerebbe chiamarlo il Partito burocratico, anche  se però è una burocrazia particolare, perché è flessibile per alcuni e  addirittura più rigida di quello che c’è scritto per alcuni altri.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;I morti tesserati nel PD&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Devo dire che questa brutta abitudine di non rispettare neanche le  regole interne del partito da parte del partito medesimo, non è iniziata  da poco, fa parte della storia non solo del Partito Democratico, ma  anche dei due partiti che fondendosi insieme hanno dato vita al PD, la  Margherita e i DS, nel 2007 venne fuori che in vista della nascita del  Partito Democratico, c’era stato un boom di tesseramenti, adesso vi do  qualche dato… due anni fa si scoprì che uno dei due soci fondatori del  PD aveva tesserato anche i morti, c’era il Presidente del Consiglio  Comunale di Castellamare di Stabbia che disse “hanno tesserato i morti,  prendono i tesserati dai necrologi, onde evitare che poi qualcuno lo  scopra e si lamenti”, c’erano addirittura delle zone in Italia,  soprattutto nel sud, dove il numero dei&amp;nbsp; tesserati era superiore al  numero degli elettori, a Gioia Tauro c’erano 168 tessere e 55 elettori, a  Locri 205 iscritti e solo 123 votanti per i due partiti che davano vita  al PD.&lt;br /&gt;
A Sidereo 95 iscritti e 21 preferenze alla Margherita,  quindi i casi erano due: o le tessere erano fasulle, oppure la&amp;nbsp;  Margherita non riusciva a farsi votare neanche dai propri iscritti,  oppure iscriveva gente che votava per il centro-destra o per altri  partiti, è evidente che questa è una vecchia pratica da prima  repubblica, gonfiare, drogare, anabolizzare il tesseramento, per fare in  modo che poi con questi pacchetti di tessere fittizie, i capi bastone  che le pagano di tasca propria e quindi spesso le pagano di tasca nostra  perché poi vanno a rubare, vincono i congressi, fanno carriera  all’interno dei partiti, questi sono casi che furono denunciati anche da  Striscia la Notizia, c’era gente che si vedeva arrivare a casa la  tessera e non sapeva di essere tesserata, qualcuno aveva pagato per loro  quelle tessere, per usare i loro nomi anche perché purtroppo si  continua a non impedire ai congressi il voto per delega, quindi ciascuno  può fingere di essere stato delegato da tutti quelli che vuole lui, i  responsabili di questo tesseramento fasullo e gonfiato non furono né  individuati e né puniti, non c’è stato un solo dirigente in tutta Italia  che sia stato sanzionato neanche con un buffetto per avere gonfiato le  tessere in quel modo e quello era il momento della nascita del Partito  Democratico.&lt;br /&gt;
Dopodiché&amp;nbsp; voi sapete, ci furono le primarie, le  primarie erano segnate nel senso che doveva vincere Veltroni e vinse  Veltroni, però furono delle primarie vere, nel senso che andarono a  votare non tutti quelli che avevano votato due anni prima per il  candidato Premier, per Prodi che erano, credo 4,5 milioni, però ci  furono dei voti notevoli, parteciparono credo 3,5 milioni di persone il  14 ottobre 2007 e poi naturalmente, visto che i rivali erano piuttosto  debolucci come Rosi Bindi, Enrico Letta e gli altri, Veltroni vince come  da copione con amplissima maggioranza, ma con un meccanismo che  comunque era quello stabilito dalle regole che si era dato il Partito  Democratico.&lt;br /&gt;
E’ vero che non c’erano le solite guerre con i  dalemiani perché i dalemiani si erano messi in sonno, erano stati appena  colpiti dallo scandalo Unipol, era vivo il ricordo negli elettori del  centro-sinistra delle telefonate di Fassino “abbiamo una banca” a  Consorte oppure di D’Alema a Consorte “vai, facci sognare!” quindi il  partito era stato dato in prestito d’uso a Veltroni perché era l’unica  faccia spendibile che avevano in quel momento.&lt;br /&gt;
Aspettavano che gli  italiani dimenticassero lo scandalo Unipol e infatti oggi a due anni di  distanza, ritengono che ci siamo già&amp;nbsp;dimenticati tutto, tant’è che  D’Alema da una parte e Fassino dall’altra, stanno battagliando per  riprendersi in mano il partito, travestiti l’uno da Bersani e l’altro da  Franceschini. Ma l’inizio, l’elezione di Veltroni fu democratica, 3,5  milioni di persone, Veltroni prese il 75,8%, la Bindi il 13, Letta l’11 e  gli altri si divisero le briciole.&lt;br /&gt;
Da quelle primarie venne eletta  un assemblea costituente piuttosto pletorica, erano 2.858 delegati, ogni  volta per riunirli bisognava prendere in affitto un palasport, infatti  sembrava fatto apposta per non riunirsi, infatti si è riunita molto  poco, molto raramente in questi due anni, la prima volta l’unica volta  in cui tutti i delegati andarono perché credevano di contare veramente  qualcosa, poveretti, fu la prima, al Palafiera di Ro, dove Veltroni su  incoronato da questi delegati perché le primarie eleggono i delegati  nella costituente, la costituente formalmente elegge il Segretario, è un  meccanismo democratico, da allora l’assemblea è stata convocata 4 volte  in due anni, ogni volta hanno affittato un luogo molto ampio, stadi,  cose del genere e lì più che discutere, visto che è impossibile  discutere tra 3 mila persone, salvo prendersi un paio di mesi,  immaginate se ognuno dei 3 mila delegati parla anche soltanto per un  minuto, non si finisce più, anche perché poi magari vuole la replica!&lt;br /&gt;
Quindi  invece di discutere votavano di solito per acclamazione. Il PD nel  frattempo ha perso tutte le elezioni come Fantozzi che aveva perso tutti  i mondiali di calcio, Lotto, l’Enalotto, Totocalcio etc., hanno perso  le politiche, le comunali di Roma, le regionali in Sicilia, in Valle  d’Aosta, in Friuli, in Abruzzo, e poi hanno perso in Sardegna e Veltroni  se ne è andato e è arrivato Franceschini, pochi mesi fa e com’è stato  eletto Franceschini segretario del partito? Lo statuto, il sacro  statuto, quello che viene sbattuto sulla testa di chi vuole infiltrarsi  nel partito, tipo Grillo, prevede che il segretario sia eletto con le  primarie, un meccanismo che dicevamo prima, leggo così non ci sono dubbi  “Art. 2 dello Statuto, il Partito Democratico affida alla  partecipazione di tutte le sue elettrici e elettori, le decisioni  fondamentali su indirizzo politico, elezione delle più importanti  cariche interne, candidature per cariche istituzionali” quindi per  decidere chi fa il primo Ministro, chi fa il Presidente della Camera o  del Senato nel caso in cui dovessero rivincere le elezioni politiche, ma  anche per le più importanti cariche interne, a cominciare ovviamente  dal Segretario, il PD affida alla partecipazione di tutte le sue  elettrici e elettori le decisioni fondamentali e anche sull’indirizzo  politico, quindi è assolutamente evidente che il segretario lo devi  eleggere con le primarie.&lt;br /&gt;
Ma Veltroni era scappato, c’erano le  elezioni regionali e europee alle porte, hanno detto “ non facciamo in  tempo a convocare le primarie” e allora che cosa hanno fatto? Hanno  convocato l’assemblea costituente: assemblea costituente che non veniva  più aperta da diverso tempo, anche perché nel frattempo era stata  completamente svuotata dei suoi poteri; pensate che avevano perfino  cambiato lo Statuto, nell’assemblea costituente, un anno fa, il 20  giugno 2008, senza avere neanche il numero legale dell’assemblea  costituente medesima. Si erano presentati in 600 su 2.800, erano meno di  un quarto i delegati, non c’era il numero legale ma non importa, la  Presidente Anna Finocchiaro, che era subentrata a Prodi come Presidente  dell’Assemblea costituente del PD, perché Prodi non ne voleva più  sapere, giustamente, che cosa aveva detto? Aveva detto che “non importa  anche se non c’è il numero legale, si approvano le modifiche allo  Statuto”, anche per rendere legale quell’assemblea che, in realtà, non  era legale, perché non aveva il numero legale. Dopodiché, sempre per  acclamazione, hanno votato l’istituzione di un organismo completamente  sconosciuto allo Statuto: la direzione nazionale, che è stata nominata  dalle varie correnti, lottizzata tra le varie correnti in barba agli  elettori, alle primarie e tutto quanto, aumm aumm nottetempo e questa  direzione nazionale, un organismo un po’ più snello, ha preso  completamente il posto, ha esautorato l’assemblea costituente che, da  quel momento, è diventata un guscio vuoto e, quando si sono prese le  decisioni importanti, tipo quando Veltroni ha deciso di mettersi  d’accordo con Berlusconi per la legge elettorale europea con il 4% di  sbarramento, non è che abbia convocato gli elettori per decidere insieme  gli indirizzi etc., no, li ha fatti decidere dalla Direzione Nazionale,  ossia da un organismo non democraticamente eletto e in più non previsto  minimamente dal sacro Statuto. Quando poi ha deciso che non bisognava  più allearsi con Di Pietro, ma anzi bisognava scaricarlo, l’ha  annunciato da Fabio Fazio nel programma “ Che tempo che fa”, invece di  discuterlo negli organi democraticamente eletti e la stessa cosa quando  ha deciso di inciuciare e di dialogare sulle riforme con Berlusconi. A  quel punto Arturo Parisi, che fa un po’ la funzione del grillo parlante,  ha cominciato a dire “ beh, ma qui non rispettiamo neanche le regole  che ci siamo dati noi stessi”, e continuava a sventolare - lui sì - lo  Statuto, perché lui lo conosceva bene e chiedeva al partito di  rispettarlo.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Via Veltroni, ma niente primarie&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Quando si dimette Veltroni allora tutti i siti, i blog etc. dicono “  primarie, primarie! Vogliamo scegliere il successore di Veltroni con le  primarie”, ma non c’è tempo perché le elezioni incombono e allora che  cosa succede? Riesumano la costituente: nel febbraio di quest’anno  riesumano quel guscio vuoto che avevano delegittimato esautorato con la  direzione nazionale e convocano tutte le truppe cammellate, cioè tutti i  quadri, quelli che devono tutto ai vertici del partito e  conseguentemente vengono precettati: Presidenti di Provincia, Assessori,  Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali, Sindaci etc. etc..  Nonostante questa precettazione che viene fatta il giorno prima,  chiamandoli a uno al telefono perché vengano, mentre invece i delegati  della società civile non vengono chiamati perché se tanto non vengono è  ancora meglio: anzi, non essendoci neanche bisogno del numero legale,  visto che hanno già stabilito il precedente, che si vota anche se c’è  soltanto un quarto, un quinto dei delegati, è meglio chiamare soltanto  gli obbedienti e evitare qualche disobbediente o qualche libero  pensatore. Convocano le truppe cammellate e ci vanno 1.300 dei 2.858,  quindi di nuovo meno della metà, non c’è nuovamente il numero legale.  Sono quasi tutti, quei 1.300 , parlamentari, dirigenti e amministratori  locali. Il Presidente Finocchiaro annuncia che il gruppo dirigente  nazionale e regionale del partito raccomanda di eleggere subito  Franceschini, candidato unico: all’ultimo momento Parisi, proprio per  evitare l’effetto Bulgaria, cioè per evitare a un partito di dare vita a  una competizione per il nuovo segretario con un unico candidato, come  avveniva nei Paesi del socialismo reale, dice “ va beh, mi candido  anch’io”, Franceschini gli dà una mano a raccogliere le firme, così  almeno sembrano in due, anche se il risultato è scontato. C’è un famoso  fuori onda nel quale appunto Franceschini dice alla Finocchiaro “ le  firme le ho trovate io”, per salvare le apparenze e quindi un’assemblea  minoritaria priva del numero legale decide di eleggere il segretario del  partito un’altra volta con procedure che violano chiaramente lo Statuto  del partito medesimo, che invece prevede le primarie e ben altri  meccanismi: questo è un po’ quello che è successo fino a quando lo  Statuto all’improvviso è diventato come la Bibbia, “ lo Statuto  vieta..”, in realtà come abbiamo visto non vietava neanche la  candidatura di Grillo.&lt;br /&gt;
La faccenda preoccupante è&amp;nbsp;che adesso Grillo o  non Grillo, poi Grillo è stato semplicemente abile a fare emergere le  contraddizioni di un partito che si dice democratico e che segue ancora  prassi tra il sovietico e il clientelare, ma il problema non è lui, il  problema è appunto che Grillo, come sempre, diventa il detonatore di una  bomba che già sta per esplodere, diventa la spia che segnala un  problema e tutti guardano la spia luminosa e non si rendono conto di  quello che sta segnalando quella spia. Il caso Grillo, che poi è il caso  PD, segnala un partito nel quale gli italiani che vogliono liberarsi di  Berlusconi devono per forza sperare che prima o poi ritrovi la bussola o  trovi la bussola, invece ci si rende conto che questo è un partito che  continua a cincischiare senza minimamente sognarsi di fare  l’opposizione.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Veltroni scopre il conflitto di interessi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Se la trovo, vorrei leggervi, per concludere, un’intervista che ieri  Walter Veltroni ha rilasciato a Il Corriere della Sera: è un’intervista  dove Veltroni spiega un po’ quali sono i suoi programmi per il futuro,  come se qualcuno glieli avesse chiesti tra l’altro, ma in effetti glieli  aveva chiesti Il Corriere della Sera e Veltroni dice “ ho molto tempo  libero, adesso voglio andare a fare l’osservatore in Commissione  antimafia e mi sembra un’ottima cosa, c’è un sacco di roba da osservare  sul fronte della mafia e della politica in questo periodo: speriamo che  l’osservazione porti consiglio”. Ma poi aggiunge “ sto scrivendo una  legge sul conflitto di interessi, una legge molto severa: c’è piena  incompatibilità tra l’esercizio di pubbliche funzioni e possesso di  mezzi di comunicazione”, ma guarda che idea geniale, nel 2009 Walter  Veltroni ha scoperto il conflitto di interessi! Peccato che non se ne  sia accorto prima, perché prima c’era qualche possibilità che quella  legge sul conflitto di interessi passasse: per farla passare intanto  bisogna avere la maggioranza in Parlamento e magari bisognerebbe anche  avere dei ruoli di responsabilità dentro il governo, lui ha avuto  entrambe le cose. Veltroni nel 96 divenne Vicepresidente del Consiglio  nel primo governo Prodi e ci rimase due anni, però evidentemente si  occupava d’altro: oggi il Professor Passigli, in una memorabile  intervista all’Unità, dice che “ nel 96 il centrosinistra non fece la  legge sul conflitto di interessi per evitare che Berlusconi potesse fare  la vittima”, come dire “ abbiamo preso uno che ha rapinato una banca,  ma per evitare che poi faccia la vittima non l’abbiamo arrestato”,  perché sennò poi se lo arresti quello piange e fa la vittima, quindi è  meglio lasciarlo fuori, così non fa la vittima. Questi sono gli  intelletti che hanno in mano le sorti della nostra democrazia!&lt;br /&gt;
Però&amp;nbsp;  se Dio vuole, dopo 13 anni Walter sta scrivendo una durissima legge  contro il conflitto di interessi, tanto non c’è alcuna speranza che  diventi legge: perché? Perché lui non solo non è più Vicepresidente del  Consiglio, ma non è neanche più leader del suo partito e il suo partito  ha il 26% dei voti, ossia gliene manca un altro 25% per arrivare al 50% e  poter fare approvare una legge di questo genere. Stiamo parlando della  stessa persona che, soltanto un anno fa, chiamava Berlusconi “il  principale esponente dello schieramento a noi avverso”, non lo nominava  neanche e figurarsi, neanche si sognava di attaccarlo: anzi, ci voleva  scrivere insieme le riforme istituzionali, elettorali e tutto il resto.  Questo è un po’ il simbolo di un partito completamente allo sbando, che  non rispetta neanche le sue regole, che non muove un sopracciglio di  fronte alla marea montante dello scandalo delle tessere fasulle e  gonfiate, che però ha ritrovato una prodigiosa unità nello sbarrare la  strada a Beppe Grillo, considerato l’unica insidia che può deturpare  l’immagine di un partito che, la settimana scorsa, ha rinnovato la  tessera a un tizio condannato in Germania per molestie sessuali, un  medico che ha molestato una paziente nel suo studio, la paziente si è  suicidata, lui è stato condannato in primo e secondo grado, ha ottenuto e  poi ha riottenuto la tessera del PD. Quindi la prossima volta, Beppe,  vai a molestare qualche ragazza e poi ripresentati e vedi che la tessera  te la danno!&lt;br /&gt;
Vi ringrazio, vi segnalo che la campagna abbonamenti a  Il Fatto Quotidiano sta andando benissimo, a gonfie vele da quando  abbiamo messo in piedi lo strumento della carta di credito e adesso  entra anche il paypal, che non so come si pronunci, abbiamo già ricevuto  alcune migliaia non di prenotazioni, ne avevamo avute 40. 000 di  prenotazioni, ma proprio di abbonamenti veri e quindi abbiamo già quasi  8. 000 abbonati veri con nome e cognome e stanno continuando a affluire  al ritmo di un migliaio al giorno. Speriamo che questa campagna  prosegua, speriamo di avere la forza per fare un giornale, Il Fatto  Quotidiano, a settembre sempre più ricco e adesso vedremo, insomma la  promozione va avanti fino alla fine di luglio e speriamo di avere altre  buone notizie da darvi. Vi segnalo, in conclusione, che è uscito il  quinto volume di Passaparola, che raccoglie i Passaparola degli ultimi  due mesi e che si intitola “ Gli sciacalli dell’informazione”. Noi ci  vediamo lunedì prossimo, passate parola.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/294511052758196784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-lautodistruzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/294511052758196784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/294511052758196784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-lautodistruzione.html' title='Video Marco Travaglio - L&#39;autodistruzione del PD - 20/07/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-4410225587886325681</id><published>2011-03-26T13:13:00.000-07:00</published><updated>2011-03-26T13:13:30.539-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="41 bis"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi mills"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="condono fiscale travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mafia berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="marco travaglio berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio videos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Ricettatori di Stato - 13/07/2009</title><content type='html'>Ricettatori di Stato - 13/07/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/7WEoRkt1QL0?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
trascrizione audio per utenti non udenti :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno a tutti, scusate il ritardo ma è un problema con gli aerei.  &lt;br /&gt;
Oggi vorrei parlare di politica di Partito Democratico, di primarie e di  tregua, sapete che la tregua è una pausa in una guerra, c’è la guerra,  poi c’è la tregua, poi ricomincia la guerra, le tregue definitive sono  trattati di pace, questo è importante sempre per l’uso delle parole che  dobbiamo preservare perché quotidianamente le parole vengono violentate  per portarci fuori dalla realtà, per depistarci.    &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;La tregua&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Quando c’era stato il terremoto dell’Abruzzo ai primi di aprile,  c’era stato un appello dei vertici istituzionali, il Capo dello Stato,  il Presidente della Camera a una tregua tra i partiti perché la terra  tremava, la gente moriva e quindi non stava bene in emergenza, in lutto  dividersi su questioni di politica politicante.  &lt;br /&gt;
Dopodiché le opposizioni, centro-sinistra, interruppero immediatamente  qualunque tipo di polemica nei confronti del Governo anche se come  abbiamo visto diverse volte, le responsabilità del Governo e della  protezione civile nella mancata prevenzione del sisma e poi nel  promettere cose impossibili o nel fare decreti abracadabra che  manipolavano denaro spostandolo di qua e di là, denaro virtuale  soprattutto, avrebbero richiesto da parte dell’opposizione delle  reazioni molto dure, si disse: non è questo il tempo delle polemiche,  verrà poi il momento in cui si valuteranno le responsabilità, passata la  festa, in questo caso il funerale, gabbato lo santo, nessuno ha mai  preso in mano il capitolo delle colpe.  &lt;br /&gt;
La stessa cosa era avvenuta nel 2003, credo fosse novembre, quando ci fu  la strage di Nassiriya, quando i nostri soldati tra militari e civili  morirono, credo 19 persone nella caserma di Nassiriya per un kamikaze  che si scagliò con un auto imbottita di tritolo contro la nostra caserma  e anche lì era chiara la responsabilità del nostro comando militare,  perché il kamikaze aveva potuto raggiungere la caserma direttamente  dalla strada, senza incontrare alcun ostacolo, sapete che in quei  territori di guerra anche se le chiamiamo missioni di pace, ci sono  degli sbarramenti, fili spinati, cavalli di frisia, sacchi di sabbia il  minimo, invece no il kamikaze arrivò indisturbato alla caserma,  provocando la detonazione e i morti, anche lì si disse: adesso ci sono i  funerali, non è questo il momento di fare polemica sulle responsabilità  politico – militari, verrà poi il momento, mai più sentito nessuno!  &lt;br /&gt;
Oggi è sotto processo il comando militare davanti al Tribunale militare  di Roma che non protesse quella caserma collaborando in qualche modo  colposamente con gli attentatori, adesso abbiamo la nuova tregua, perché  il Capo dello Stato in vista del G8 la detto: per il bene del paese  etc. sospendiamo stampa e opposizioni sospendano le polemiche nei  confronti del Presidente del Consiglio e lo ha detto in pieno scandalo  di puttanopoli, nei giorni in cui si scopriva che orde di prostitute o  di ragazze a pagamento che gentilmente vengono chiamate ragazze  immagine, anche se non si capisce bene di quale immagine stiamo  parlando, entravano e uscivano senza controllo nelle residenze del  Presidente del Consiglio, presidiate peraltro da scorte pubbliche e da  forza pubblica, basta con le polemiche per i giorni del G8, adesso il G8  è passato, non è servito assolutamente a niente, il G8 come avete  capito è una grande carnevalata, una baracconata, è come il Gay Pride, è  un carnevale dei capi di Stato degli 8 sedicenti paesi più  industrializzati, adesso esteso ai 14, a chi volete voi, tende di  Gheddafi first lady, gaglioffate varie, hanno buttato via un sacco di  soldi, hanno costruito in tempo di record lussuosissimi appartamenti che  avrebbero potuto meglio impiegare per dei sobri appartamenti per i  terremotati che vivono ancora nelle tende ai 40 gradi all’ombra con i  servizi igienici a distanza di chilometri, non hanno concluso nulla,  tutte dichiarazioni di intenti alle quali non seguirà nulla di concreto,  anzi nel giorno in cui si diceva che l’Italia era capofila nella lotta  all’inquinamento atmosferico il Senato, proprio quel giorno, approvava  il ritorno dell’Italia al nucleare in barba al famoso referendum dove la  stragrande maggioranza degli italiani avevano votato contro il nucleare  e non mi pare di aver notato una grande reazione delle opposizioni,  proprio perché approfittando della tregua per il G8 hanno fatto passare  pure il nucleare ma l’opposizione era in tregua, almeno quella del  Partito Democratico, adesso finito il G8 uno dice: va beh ricominciamo a  parlare dei problemi, ricominciamo a dire cosa sta combinando questo  governo, ricominciamo a raccontare le porcherie delle residenze private  del Capo del Governo, no, il Capo dello Stato fa un&#39;altra intervista al  Corriera della Sera in cui dice: proseguiamo la tregua, allora non è più  una tregua, allora vuole dire che la guerra è finita, andiamo a vedere  chi ha vinto, chi ha perso, se è il caso di interrompere la guerra, il  Presidente del Consiglio è cambiato nell’ultima settimana, è diventato  un’altra persona? Si è trasfigurato? Ha subito una metamorfosi? Mistero,  gli hanno fatto tutti i complimenti semplicemente perché non ha toccato  il culo alle signore, non ha fatto le gare di rutti e non ha indetto il  concorso di chi ce l’ha più lungo tra gli 8 capi di stato e di governo  dei paesi più industrializzati della terra e questo già ci è sembrata  una grande prova da statista perché eravamo abituati corna, toccatine,  battute grevi, barzellette sporche, gaffe, volgarità.  &lt;br /&gt;
Peraltro in quei giorni il Presidente del Consiglio ha più volte  insultato giornalisti, giornali che fanno il loro lavoro, ha più volte  insultato le opposizioni, segno evidente che lui la tregua l’ha capito  cos’è, la tregua non è una cosa che si fa in due, è una cosa che fanno  le opposizioni e la stampa mentre lui può continuare a fare i suoi porci  comodi, poi in quel momento gli conveniva dare un’immagine un po’ meno  gaglioffa di sé stesso, visto che veniva dipinto come un clown da tutta  la stampa e la diplomazia internazionale, quindi si è travestito da  persona normale, pronto domani a ricominciare perché? Perché è sempre  lui, ha 73 anni, è evidente che uno non può cambiare!  &lt;br /&gt;
Quindi sarebbe il caso di domandarsi: cos’è cambiato rispetto a prima  del G8 per giustificare la cessazione delle ostilità? Non la tregua ma  la fine della guerra, ammesso che qualcuno avesse mai cominciato a  farla, perché se poi escludete Di Pietro, due o tre giornali, neanche  più le trasmissioni televisive perché Annozero è in vacanza, non è che  si sia vista gran guerra, si sono visti semplicemente dei giornali,  soprattutto stranieri che davano delle notizie, pubblicavano delle foto,  raccontavano delle cose che non sono mai state smentite e che  Berlusconi non ha mai spiegato, quindi adesso c’è un fervido dibattito  se sia il caso di interrompere per sempre le polemiche nei confronti del  Presidente del Consiglio, naturalmente chi se ne può avvantaggiare di  questo? Il Presidente del Consiglio, si è sempre detto che fare polemica  sulle cose che lui fa e non fa, sottolineare i suoi scandali, significa  fare il suo gioco, questo è quello che lui vuole che si creda in giro,  questo è quello che lui vuole che le opposizione pensino, tant’è che è  terrorizzato dalle polemiche, guardate i giornali, ancora stamattina, ma  è una costante da anni, il giornale di Berlusconi ben consapevole di  ciò che conviene a Berlusconi e di ciò che non gli conviene, spara a  zero su Di Pietro un giorno sì e un giorno pure, oggi gli danno  dell’incivile, non trovo il giornale, meglio per voi, soltanto perché ha  detto no alla tregua prolungata definitiva, tombale, proposta dal Capo  dello Stato, che più che una tregua è un condono tombale sugli scandali  di Berlusconi, proprio mentre stanno venendo e stanno per venire fuori  altre rivelazioni, proprio mentre altre indagini si annunciano  all’orizzonte, sta per chiudersi quella milanese su un’altra tranche  degli scandali Mediaset , c’è un’indagine sulla Arner Bank di cui  parleremo prossimamente, di cui ha parlato questa settimana l’Espresso, è  la banca dove hanno i conti molti membri della famiglia del Presidente  del Consiglio, ci sono le indagini che vanno avanti a Napoli sulla  monnezza e soprattutto ci sono i processi di Palermo, nei quali come ci  siamo già detti, sono emerse all’ultimo istante (vedi processo Dell’Utri  e processo Ciancimino) carte clamorose come la famosa lettera che ora  si scopre essere stata scritta da Provenzano all’On. Berlusconi per  promettergli appoggio nel suo impegno politico tra il 1993 e il 1994 in  cambio della disponibilità di una televisione, chi di voi ricorda certe  rubriche di certi programmi Fininvest, sa che quelle televisioni non  c’era neanche di metterle a disposizione perché c’erano delle note  rubriche di programmi Fininvest che nel 1994/1995/1996 si sono date al  massacro dei magistrati antimafia e degli investigatori antimafia più  duri e più perbene, più capaci e alla difesa di noti imputati eccellenti  di mafia.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Il nuovo condono fiscale&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Quindi c’è tutto questo che bolle in pentola e su questo si vorrebbe  stendere un velo pietoso chiamandolo “tregua”, bisognerebbe anche  stendere un velo pietoso su quello che il governo quotidianamente  continua a fare, la settimana scorsa il nucleare, questa settimana  abbiamo lo scudo fiscale, ci era stato garantito, sono testimone,  Tremonti era venuto a Annozero più volte a dire: mai più condoni! Perché  i condoni sono un incentivo a evadere, al nero, cos’è lo scudo fiscale?  Traduzione in italiano, così sappiamo di cosa stiamo parlando, è uno  scudo protettivo per i criminali, per le grandi organizzazioni mafiose  che accumulano fondi neri e soldi sporchi all’estero con il traffico di  droga, con il riciclaggio, con il traffico di armi, con il traffico di  persone umane e che poi vogliono spenderli questi soldi e per spenderli  cosa devono fare? Devono ripulirli e come fanno a ripulirli? Oggi li  danno alle organizzazioni atte al riciclaggio, le quali prendono 100  Euro sporchi e ne restituiscono 50 o 60 puliti, lo Stato propone di  meglio, lo Stato propone di riciclare lui i soldi sporchi per chi li fa  rientrare in Italia, noi non sappiamo quali sono i contorni di questo  scudo fiscale, sappiamo però come era lo scudo fiscale del 2002, già  firmato da Tremonti, di cui questo sarà il degno erede continuatore,  cos’era quello scudo fiscale? Era così concepito: chi ha i soldi sporchi  fuori Italia, li può far rientrare in Italia, li mette su una banca  italiana, paga un 2,5% che è una specie di pizzo che paghi alla banca  che poi li devolve allo Stato, perché la banca funge da esattore delle  tasse da pagare su quei soldi, già, ma quelli sono enormi capitali, sui  quali tu non hai pagato una lira di tasse e avresti dovuto pagare circa  un’aliquota del 50%, invece del 50 ti fanno lo sconto e ne paghi il 2,5%  e in più in forma anonima.  &lt;br /&gt;
Ti rilasciano un certificato in cui ti dicono che hai fatto rientrare la  somma tot, che è segretissimo, tu lo tirerai fuori soltanto quando un  Magistrato o la Guardia di Finanza, ti contesterà un reato fiscale,  tributario, contabile, relativo a quelle somme, allora tirerai fuori che  quello che è il lascia passare, lo scudo Tremonti, nessuno ti potrà più  fare niente per le conseguenze penali di quei fondi neri accumulati  magari con quei traffici illeciti.  &lt;br /&gt;
Quindi lo Stato offriva alle organizzazioni criminali condizioni di  superfavore rispetto ai canali del riciclaggio, perché? Perché il  riciclatore ti chiede il 40% per ripulirti i soldi sporchi, lo Stato ti  chiede il 2,5%, ora vedremo quale sarà il pizzo che dovranno pagare  questa volta i criminali, facendo rientrale i soldi dall’estero, si  parla, ma è una bozza, del 10/12%, è comunque 1/5 di quello che  avrebbero dovuto pagare.  &lt;br /&gt;
Naturalmente a furia di fare condoni, il risultato qual è? Lo raccontava  Repubblica, lo scudo fiscale precedente che avrebbe dovuto portare  nelle casse dello Stato decine di miliardi di Euro, così ci era stato  annunciato e sono stati poi messi a bilancio, in previsione di incassare  chissà cosa, quanti soldi ha fruttato? Ha fruttato 2 miliardi, 2  miliardi di Euro è nulla se pensiamo agli enormi capitali che sono  rientrati, allora? Allora è molto semplice, lo scudo fiscale non serve a  niente, perché? Perché a furia di fare condoni, la gente non accede  neanche più ai condoni, perché? Perché aspetta sempre quello dell’anno  dopo che sarà sempre a condizioni più vantaggiose di quelle dell’anno  prima, altri non lo fanno neanche il condono, ma perché uno dovrebbe  fare il condono se non ha nessuna possibilità di essere preso? Ma uno fa  il condono se ha paura di essere preso e di essere mazzuolato, ma se  uno non teme di essere preso perché la nostra amministrazione  finanziaria è un colabrodo e ogni anno vengono scoperte lo 0,8% delle  evasioni fiscali, questa è la percentuale che viene recuperata di  evasione fiscale ogni anno, è evidente che le possibilità di essere  presi sono talmente infime e nessuno rischia di essere preso, quindi per  quale motivo uno dovrebbe andare a pagare anche un 2,5%, quando può  continuare a non pagare niente e a lasciare i soldi dove li ha!  &lt;br /&gt;
Quindi è una legge immorale, criminogena, è un condono mascherato, e non  porta neanche gettito, è la solita marchetta che il governo fa di tanto  in tanto alle organizzazioni criminali con un aspetto peggiorativo,  come fai a distinguere i soldi che hai nascosto in Italia, dai soldi che  hai nascosto all’estero?  &lt;br /&gt;
Tutti quelli che hanno evaso le tasse in Italia e non hanno mai portato  il malloppo fuori dall’Italia, potranno approfittare dello scudo fiscale  andando in banca a dire: questi soldi li avevo all’estero, ora li ho  fatti rientrare, così potranno sanare anche le loro evasioni fiscali  fatte in Italia, quindi questo è semplicemente e puramente un condono  fiscale mascherato, questo è, lo chiamano emersione di attività detenute  all’estero e prevede l’esclusione della punibilità per tutti i reati  tributari, valutari, societari e fallimentari compresi i falsi in  bilancio, bancarotte, evasioni fiscali etc., collegati a quei capitali e  cosa dovrebbe fare l’opposizione? La tregua? In un paese del genere con  un governo del genere che fa leggi del genere, l’opposizione fa la  tregua? Ma l’opposizione mette a ferro e a fuoco il Parlamento in un  paese democratico, altro che tregua e il primo a doversi riservare ai  suoi poteri costituzionali, dovrebbe essere il Capo dello Stato, nei cui  poteri previsti dalla Costituzione non c’è la raccomandazione alle  opposizioni perché la smettano di opporsi, il Capo dello Stato è il  custode della Costituzione e noi sappiamo benissimo che le democrazie  costituzionali funzionano quando c’è un governo che governa e  un’opposizione che si oppone! Non esiste in natura uno Stato democratico  costituzionale nel quale il Capo dello Stato, continuamente intima alle  opposizioni e alla stampa di non opporsi al governo, è una cosa mai  vista, è incredibile quello che sta facendo il Capo dello Stato e è  incredibile che si trovino così poche persone che glielo dicono di  rientrare nei ranghi e di smetterla di fare la quinta colonna del  Governo, perché il Governo non c’entra niente con il Capo dello Stato,  quest’ultimo ha il compito di sindacare sull’incostituzionalità  manifesta delle leggi che fanno il Governo e il Parlamento, soprattutto  se il Governo si è sostituito al Parlamento come potere legislativo a  furia di decreti e di colpi di fiducia e quindi per quale ragione  continua a fare il Difensore d’ufficio del governo più indifendibile  della nostra storia, questa è una cosa gravissima di cui bisogna essere  consci, è un altro dei poteri di garanzia che se ne vanno, il fatto che  continui imperterrito a elogiare un Presidente del Consiglio che ci fa  vergognare nel mondo e che prepara continuamente porcherie come quella  che vi ho appena illustrato o come il nucleare della settimana scorsa.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Il PD di D&#39;Alema e Veltroni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;In tutto questo abbiamo il congresso del Partito Democratico,  congresso che sarà preceduto dalle primarie di fine ottobre e che da un  lato è un segno di salute perché meno male c’è qualche partito che fa  delle elezioni primarie e poi fa dei congressi, onore al merito, abbiamo  visto qual era il congresso del Popolo della Libertà, una specie di  incoronazione di Napoleone o di Carlo Magno, una specie di  autoinvestitura alla Ceaosescu con il pappone delle mignatte in terza  fila perché si è scoperto che il fornitore ufficiale di escort e anche  di droghe era in terza fila insieme a alcune delle sue girls al  congresso, quindi è un segno di salute il fatto che si facciano le  elezioni primarie per scegliere i candidati che poi si fronteggeranno  nel congresso del PD, d’altro canto è un segno di distrazione, perché?  Perché già il PD faceva poca opposizione prima, adesso che hanno pure le  loro beghe congressuali, praticamente si occupano solo di quelle e non  fanno più opposizione, non si sente più una voce su quello che sta  combinando il governo, per cui ancora una volta l’opposizione dopo quel  rush finale che ha fatto Franceschini con un pizzico di polemica contro  Berlusconi nelle ultime due o tre settimane della campagna elettorale,  si è evaporato all’improvviso per cui adesso l’unica opposizione è  tornata nelle mani di Di Pietro e questo è molto pericoloso perché  attualmente Di Pietro rappresenta in Parlamento il 4%, anche se in  Europa ha preso l’8%, per cui ci sarebbe bisogno di un’opposizione  unita, forte, compatta, adeguata alla gravità delle cose che continuano a  fare e che continueranno ad avvenire perché chi si illudeva che il  fattore gnocca potesse rovesciare Berlusconi è rimasto deluso, avete  visto come controllando l’informazione e purtroppo avendo una sponda  come quella che c’è al Quirinale, si riesce a trasformare in un trionfo  diplomatico una nullità assoluta come il G8 di cui siamo stati appena  spettatori.  &lt;br /&gt;
Quindi parlano solo del congresso e è un congresso piuttosto noiosetto,  si fronteggiano l&#39;ex vice di D’Alema e l&#39;ex vice di Veltroni. D’Alema e  Veltroni travestiti da Bersani e Franceschini continuano a farsi una  guerra che hanno iniziato quando avevano i pantaloni corti alla fine  degli anni 60 nella FIGC, forse sarebbe il caso che si trovassero in una  stanza, se dessero un fracco di legate di santa ragione, poi ne  uscissero, ci raccontassero chi ha vinto e la facessero finita perché  sono 40 anni che litigano sulla pelle della sinistra italiana,  lasciandola nelle condizioni in cui la vedete.  &lt;br /&gt;
Poi si è candidato Ignazio Marino che è il vero outsider, ha una  debolezza Ignazio Marino, essendo medico di altissimo livello, esperto  in questioni bioetiche eticamente sensibili è forte su quei temi, molto  meno sugli altri, l’economia, il sociale, gli esteri, gli interni etc.,  però ha già dimostrato di saperci fare, per esempio quando è venuta  fuori la storia di questo presunto stupratore, dico presunto perché  l’hanno già tutti dipinto come un mostro ma potrebbe anche darsi che non  sia lui, la Questura di Roma è reduce dai famosi arresti dei rumeni che  dovevano essere i mostri della Caffarella e poi non c’entravano niente,  quindi teniamo presente di chi stiamo parlando!  &lt;br /&gt;
Questo presunto stupratore sicuramente era già stato coinvolto una  decina di anni fa in un altro caso di tentato stupro e era riuscito a  uscire dal processo grazie al fatto che i suoi Avvocati avevano  dimostrato che era caduto in preda a raptus e che quindi era non  processabile in quanto non fuori di testa e era stato sottoposto a un  trattamento sanitario obbligatorio.  &lt;br /&gt;
La domanda è: ma come poteva essere a capo di un circolo del Partito  Democratico un signore coinvolto su tutti i giornali 10 anni fa in un  caso di tentato stupro, sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio,  si dirà: è guarito, ha diritto a rifarsi a una vita, certo, ma non ai  vertici di un circolo di un partito, ma come li scelgono i candidati?  Con i mattinali delle questure? Possibile che non chiedano garanzie, che  non prendano informazioni in giro prima di scegliere il leader di un  circolo di un partito? Quindi ha straragione Ignazio Marino quando pone  il problema non tanto della questione morale, qui non c’era la questione  morale, qui c’entra la rigorosità delle regole nella selezione delle  classi dirigenti, non basta neanche il certificato penale, bisogna  sapere la biografia delle persone a cui si dà un ruolo di  responsabilità, poi può essere che ti sfugga qualcosa, certamente, non  puoi mica sapere tutto, non risulta dal certificato penale di questa  persona il fatto che gli avessero fatto il Tso, allora a quel punto ti  scusi, il partito si scusa con i suoi elettori per non essere riuscito a  scoprire una cosa che altrimenti avrebbe dovuto impedire a questa  persona di ricoprire quell’incarico, questa è una cosa seria che  andrebbe detta da un partito serio che vuole differenziarsi dagli altri.   &lt;br /&gt;
Noi chiediamo il certificato penale, purtroppo non è bastato, ma questi  neanche il certificato penale chiedono, tant’è che continuano a  pontificare Enzo Carra che è un noto pregiudicato per avere mentito  davanti ai giudici di Milano sulla maxitangente Enimont, si chiama falsi  dichiarazioni al PM, è un reato gravissimo nei paesi seri!&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Chi ha paura di Beppe Grillo?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Adesso arriva Grillo, che si candida, siamo in casa sua, quindi… poi  non l’ho neanche sentito, non saprei cosa dire, però mi hanno telefonato  alcuni colleghi delle agenzie dei giornali per chiedermi cosa ne  pensavo, ho detto chiaramente cosa ne penso, dubito che Beppe abbia  intenzione di finire la sua carriera di comico per diventare segretario  del Partito Democratico, neanche glielo auguro onestamente, perché deve  essere una vita di inferno, credo che lui abbia deciso un’altra volta di  movimentare e di influenzare un appuntamento politico importante, forse  decisivo, le primarie del Partito Democratico sono l’ultimo appello, da  quelle dipenderà la qualità dell’opposizione nei prossimi anni, gli  anni decisivi nei quali si vedrà se Berlusconi va a casa o no.  &lt;br /&gt;
Quindi avendoci provato con il referendum, bloccati in Cassazione con la  scomparsa di qualche centinaia di migliaia di firme, dopo averci  provato con le leggi di iniziativa popolare, arenate nel Parlamento  Vizzini, la commissione, sapete tutto, adesso ci prova, dopo averci  provato con le liste civiche, peraltro con ottimi risultati perché ha  infiltrato in molte assemblee comunali e provinciali almeno un  rappresentante armato di telecamera e di occhio vigile, adesso ci prova  buttando un sasso nello stagno delle primarie, la cosa interessante, più  interessante ancora della candidatura di Grillo è la reazione del  poliburo del Partito Democratico, questi parrucconi indignati, vergogna,  Grillo, teniamolo fuori dalla porta, una provocazione, non ha i   titoli, ci ha attaccati e quindi non può entrare, queste muffe che  stanno lì incrostate dalla notte al Jurassic Park, non si rendono conto  questi poveretti perché ormai fanno anche pena, sono mucchietti di ossa,  che più si incazzano e più rendono interessante la partita, non si  rendono conto che più si incazzano e più dimostrano che se hanno  paura  di Grillo, essendo comunque i titolari del 26 e qualcosa per cento dei  voti, pare perdano mille voti al giorno, vuole dire che sono proprio  alla canna del gas, perché? Perché i casi sono due: o Grillo alle  primarie prende pochi voti e allora loro potranno dire: avete visto, era  un bluff, ai nostri elettori non piace, ha sbagliato partito e quindi  perché preoccuparsi, oppure invece Grillo prende molti voti e allora  dovrebbero domandarsi il perché, perché chi è che va a votare alle  primarie del Partito Democratico per Beppe Grillo? Elettori del Partito  Democratico che condividono quello che dice Grillo, allora forse invece  di occuparsi di Grillo, del suo linguaggio, della sua barba, della sua  figura e fisionomia, forse farebbero bene a domandarsi perché una parte  degli elettori del Partito Democratico, nonostante che Grillo abbia  sempre bastonato il Partito Democratico, magari condividono quello che  dice lui, non sarà che per sentir parlare di ambiente, di lotta al  nucleare e di rifiuti zero bisogna andare sul blog di Grillo? Non sarà  che per sentir parlare di acqua pubblica bisogna andare sul blog di  Grillo? Che per sentir parlare del caso Aldrovandi, possibilmente prima  della sentenza che ha condannato i poliziotti bisogna andare sul blog di  Grillo o a partecipare al V day e che per sentir parlare dei condannati  in Parlamento bisogna andare da quelle parti lì e che per sentir  parlare di tante altre cose importantissime, pensiamo soltanto a tutto  il tema dello sviluppo, della decrescita, dell’auto verde, tutti temi  che sono sulla punta delle dita di Obama e che Grillo tratta da anni e  che il centro-sinistra non tratta, allora forse se vogliono sconfiggere  Grillo alle primarie dovrebbero provare a cominciare a rubargli il  mestiere, a cominciare a parlare di alcune di queste cose che sono  tutt’altro che robe qualunquiste o comiche, sono cose normali per una  politica normale, invece si incazzano, strillano, preparano codicilli  per sbarrargli la strada, credo che anche se dovesse durare soltanto una  settimana, questa candidatura ha già sortito i suoi effetti, perché ha  già mostrato quale parte del Partito Democratico è morta e sepolta e  quale invece ha ancora una speranza.  &lt;br /&gt;
Vi do un’altra – e è l’ultima – informazione di oggi, da domani o  dopodomani avremo finalmente la possibilità di abbonarci a Il fatto  quotidiano con la carta di credito tramite Internet e quindi vi invito  da domani a seguire le nuove istruzioni che metteremo sul sito  antefatto.it c’è tempo per lo sconto sugli abbonamenti fino alla fine  del mese, passate parola!</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/4410225587886325681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-ricettatori-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/4410225587886325681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/4410225587886325681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-ricettatori-di.html' title='Video Marco Travaglio - Ricettatori di Stato - 13/07/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8918169016398561973.post-7937410690947873349</id><published>2011-03-26T13:09:00.000-07:00</published><updated>2011-03-26T13:09:48.954-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconi mills"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="dell&#39;utri travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="leggi vergogna"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mafia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mafia berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="marco travaglio berlusconi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="papi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="passaparola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="piero grasso"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travaglio videos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Marco Travaglio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="video travaglio"/><title type='text'>Video Marco Travaglio - Lettera d&#39;amore - 06/07/2009</title><content type='html'>Lettera d&#39;amore - 06/07/2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/4pmM3QrriSU?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
trascrizione audio per utenti non udenti :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buongiorno a tutti, oggi siamo in trasferta, in tipografia, stiamo  chiudendo un instant book insieme a Peter Gomez e a Marco Lillo, si  intitolerà&amp;nbsp; “Papi” e che uscirà a metà luglio, ma non è di questo  naturalmente che vi voglio parlare.&lt;br /&gt;
Vi voglio parlare di una notizia di quelle che passano come l’acqua sul  vetro, se ne parla un giorno, poi scompare e tra l’altro è una notizia  clamorosa, dirompente, molto ancora più dirompente, mi scuso se lo  ripeto, ma bisogna continuamente ripetercelo, degli scandali politico –  sessuali che riguardano il Presidente del Consiglio e la sua corte dei  miracoli, ribadisco ancora una volta che basterebbe uno di quegli  scandali politico – sessuali per far dimettere il Presidente del  Consiglio o il sottosegretario di qualunque paese del mondo, tranne il  nostro, quindi non li sto sminuendo, ma sto dicendo che qui abbiamo  anche di peggio!&lt;br /&gt;
E è&amp;nbsp;curioso che nessuno di quelli che fanno 10 o 20 o 5 domande tutti i  giorni al Presidente del Consiglio, non si concentri anche su questo  fatto, anzi non scriva neanche una riga, sarò fissato ma penso che i  rapporti con la mafia siano più gravi, persino dei rapporti con le  prostitute, con i papponi e con gli spacciatori di droga, è grave anche  questo secondo cotè, ma è doppiamente grave o triplamente grave il  primo.&amp;nbsp;  &lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp1&quot;&gt;&lt;b&gt;La lettera della mafia a Berlusconi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Allora la notizia che riguarda il nostro Presidente del Consiglio e i  suoi rapporti con la mafia, è&amp;nbsp;una notizia che dovrebbe interessare  soprattutto in periodo di G8, perché&amp;nbsp;in periodo di G8? Prendo oggi “Il  Corriere della Sera” e leggo a pag. 2&amp;nbsp; “Le 12 tavole per un’economia  etica, pronto il testo Ocse elaborato dall’Italia” e sotto abbiamo  addirittura il volto di Tremonti che evidentemente, per conto del  Cavaliere, sta preparando le tavole della finanza etica, devo dire che è  proprio la persona giusta Berlusconi per parlare di finanza etica,  visto che aveva quelle 64 società nei paradisi fiscali, quelle costruite  da Mills che poi lui ha dovuto corrompere per farlo stare zitto nei  processi.&lt;br /&gt;
Ma devo dire che tra queste 12 tavole per la finanza etica, potrebbe  entrare a buon diritto, potrebbero anche distribuirne copia al G8  affinché gli altri 7 capi di Stato e di governo, oltre al nostro, il  nostro è soltanto mezzo, quindi sarà un vertice G7 ½ come ha titolato  “L’espresso” che il nostro mezzo distribuisse un foglietto, un papellino  agli altri colleghi, per fargli vedere di cosa è capace lui quando si  tratta di finanza etica, è un foglietto che è saltato fuori  all’improvviso da un cassetto della Procura di Palermo, forse qualcuno  di voi ha letto, bisogna essere pronti in questi casi perché la notizia  viene data una volta e poi scompare, non ci sono commenti, reazioni,  interrogazioni parlamentari, approfondimenti, nessuno ce la fa vedere.&lt;br /&gt;
Sul Corriere dell’altro giorno: “La mafia nel 1991: a noi una  televisione di Berlusconi o rapiremo un figlio”, la Stampa: “Minacce  della mafia a Berlusconi, giallo su una lettera del 1989”, quindi per la  stampa è del 1989 per Il Corriere della Sera è del 1991, altri giornali  la fanno risalire tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 e  ne traggono tutti la conseguenza che questo povero Cristo di Berlusconi,  era perseguitato dalla mafia, era minacciato, ricattato, una vittima  quindi della mafia, poveretto! Ce l’hanno tutti con lui, anche la mafia!  Questo è il messaggio che è passato anche in quei fugaci servizi o  notiziole che sono state date in televisione, ne ha parlato perfino la  televisione, perché? Perché poter accostare Berlusconi ai martiri  minacciati dalla mafia, oppure addirittura uccisi dalla mafia, in un  momento come questo è interessante, nessuno si è posto due domande ma  queste le porremo alla fine nella speranza che quelli che ne fanno 10,  ne facciano almeno 2 su questa vicenda, visto che ne fanno 10 sul caso  Noemi.&lt;br /&gt;
Leggo, così&amp;nbsp; ci capiamo, leggo il pezzo della Stampa che è il più  completo, l’ha scritto Lirio Abbate, uno che dalla mafia è veramente  minacciato per avere danneggiato la mafia nei suoi rapporti mafia –  politica.&lt;br /&gt;
“I boss mafiosi nei primi anni 90 minacciavano Silvio Berlusconi e i  suoi familiari perché volevano avere a disposizione una delle sue reti  televisive, la richiesta sarebbe stata fatta all’allora imprenditore  della Fininvest, ancora lontano dalla politica attraverso una lettera  che sarebbe stata scritta dai corleonesi. Questa missiva vergata a mano è  adesso agli atti del PM della direzione distrettuale antimafia di  Palermo e è stata sequestrata insieme alle carte personali di Vito  Ciancimino, l’ex&amp;nbsp; Sindaco mafioso di Palermo, amico fidato di Bernardo  Provenzano e referente politico dei corleonesi di Totò Riina, i  documenti erano nascosti in un magazzino a Palermo, la lettera è stata  sequestrata dai Carabinieri nel febbraio 2005”, state attenti a queste  date perché sono importanti, nel febbraio 2005 i Carabinieri vanno a  casa di Ciancimino e poi in questo in questo magazzino e portano via le  carte del defunto Sindaco mafioso.&lt;br /&gt;
L’hanno trovata nella prima perquisizione a cui è stato sottoposto il  figlio di Ciancimino, Massimo Ciancimino che oggi è sotto processo in  appello per riciclaggio e proprio per avviare quel processo gli avevano  fatto i sequestri in casa.&lt;br /&gt;
In primo grado è&amp;nbsp;stato condannato a 5 anni e 8 mesi e adesso c’è l’appello.&lt;br /&gt;
“Dal verbale redatto dai militari dell’arma a firma Capitano Angeli si  legge parte di foglio A4 manoscritto contenente richieste all’On.  Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive, il  pezzo di carta è strappato nella parte iniziale, il testo è incompleto e  ciò che si legge è un invito a Berlusconi affinché accolga le richieste  che gli sono state fatte “altrimenti dovrà essere compiuto il luttuoso  evento” sullo scenario giudiziario che si apre, prendendo spunto dal  documento finora inedito i magistrati della direzione distrettuale  antimafia hanno avviato un’inchiesta riservatissima, sono stati fatti  interrogatori ed altre persone&amp;nbsp;devono essere convocate, è stato sentito  anche Massimo Ciancimino che da quasi un anno collabora con diverse  Procure, rendendo dichiarazioni ai PM sull’economia mafiosa, sugli  intrecci con la politica e sulle trattative tra lo Stato e la mafia  attraverso proprio suo padre nei giorni caldi delle stragi 92/93.&lt;br /&gt;
Ricorderete il Gen. Mori, il Capitano De Donno che vanno da Ciancimino  perché&amp;nbsp; faccia da tramite con Provenzano e Riina, trattativa che inizia  prima della strage di Via D’Amelio subito dopo Capaci, prosegue dopo Via  D’Amelio, dura altri mesi e si interrompe all’improvviso con il  sorprendente arresto di Riina nel gennaio 1993 .&lt;br /&gt;
“Proprio a Ciancimino i PM hanno mostrato questa lettera durante un  interrogatorio, il dichiarante sarebbe rimasto sorpreso nel vedere nelle  mani dei magistrati quel documento, di cui gli aveva parlato suo padre,  che pensava fosse stato smarrito tra le tante perquisizioni subite o  nei traslochi che ha effettuato, invece era lì, tra le carte processuali  ancora a disposizione della Procura che fanno parte del processo, in  cui lui è stato condannato in primo grado per riciclaggio, su questo  procedimento è in corso l’appello e dunque la Procura ha inviato alla  Corte una copia del documento.&lt;br /&gt;
Intanto i PM hanno già&amp;nbsp;disposto accertamenti, uno dei quali ha  verificato che la missiva sarebbe stata scritta intorno al 1991, una  perizia calligrafa avrebbe escluso che sia la scrittura di Vito o  Massimo Ciancimino, gli inquirenti vogliono fare esaminare la grafia di  alcuni uomini di fiducia di Riina perché dalle ipotesi investigative  emergerebbe che il messaggio è stato scritto dai corleonesi.” Quindi da  Riina o dagli uomini di Riina, il documento viene scritta da Riina o da  qualcuno dei suoi uomini, viene passato a Provenzano che le cede a  Ciancimino e Ciancimino cosa deve fare? Deve comunicarlo a un referente  perché lo dia a Berlusconi e chi è questo referente? Dicono gli  inquirenti che potrebbe essere Marcello Dell’Utri, tant’è che questa  roba verrà consegnata alla Corte d’Appello di Palermo che sta  concludendo il processo d’appello a Dell’Utri, quello in cui Dell’Utri  in primo grado è stato condannato per concorso esterno a associazione  mafiosa a 9 anni di reclusione, il processo di appello sta finendo,  credo che intorno al 10 luglio si concluda l’istruttoria dibattimentale e  cominci la requisitoria e poi ci saranno le arringhe e poi dopo  l’estate ci sarà la sentenza.&lt;br /&gt;
Ci siamo capiti, i corleonesi chiedono a Berlusconi di dare loro a  disposizione una sua televisione, altrimenti dovranno fargli una  ritorsione, un evento luttuoso, Il Corriere della Sera scrive “rapirgli  il figlio”, rapirgli il figlio non si sa bene dove stia scritto, forse  perché nel 1988 in una telefonata che è stata intercettata e che abbiamo  pubblicato per esempio nel libro Le Mille balle blu, Berlusconi parla  con un immobiliarista di minacce che ha ricevuto e che potrebbero  colpire il figlio Piersilvio, poi ne ve leggerò un pezzettino di questa  intercettazione.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp2&quot;&gt;&lt;b&gt;Piero Grasso, nulla da dirci?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Le due cose che balzano subito agli occhi sono: 1) se questa lettera  è&amp;nbsp;stata sequestrata nel febbraio 2005 a casa Ciancimino, ormai il  vecchio Ciancimino era morto, c’era il figlio e il processo a Massimo  Ciancimino è iniziato subito dopo e il processo Dell’Utri è in corso da  12 anni, prima in primo grado e poi in appello, perché questa lettera è  saltata fuori in Procura soltanto adesso? Siamo a luglio 2009, sono  passati 4 anni e mezzo dal suo ritrovamento, dove era questa lettera?  Perché non era stata depositata agli atti dei processi Dell’Utri e  Ciancimino? Forse che i pubblici ministeri che fingono di chiedere le  condanne dei loro imputati, poi nascondono le prove per farli assolvere?  Non saranno mica così stupidi e perché le hanno portate solo adesso  queste carte nei processi a Ciancimino junior e a Dell’Utri, forse non  gli era stato detto che c’era questa lettera.&lt;br /&gt;
Allora bisognerebbe fare questa domanda al Procuratore Capo di Palermo  del 2005 Piero Grasso e al suo braccio destro, il Procuratore aggiunto  dell’epoca Giuseppe Pignatone, i quali oggi non sono più a Palermo  perché Grasso è diventato procuratore nazionale antimafia e Pignatone è  diventato il Procuratore capo di Reggio Calabria, furono loro a dirigere  le operazioni sull’inchiesta Ciancimino, fu Pignatone a interrogare  Massimo Ciancimino per intere giornate su tutto ciò che era stato  sequestrato in casa sua e su tutta la grande vicenda del tesoro di  Ciancimino, curiosamente pare che in tutte quelle giornate di  interrogatorio, a Ciancimino non sia mai stata fatta neanche una domanda  sul documento più importante che era stato trovato in casa sua, sulla  lettera che Riina o chi per lui aveva dato a Provenzano perché la desse a  Ciancimino padre, perché la desse a Dell’Utri, perché la desse a  Berlusconi, una domandina almeno gliela potevano fare, tanto più che  come apprendiamo qui, ora che è stata trovata e i magistrati sono andati  da Ciancimino, quest’ultimo è sbiancato e ha detto delle cose  interessanti, ci dice Lirio Abbate, quali cose siano non lo sappiamo,  perché sono coperte dal segreto, ma se i magistrati le scopriranno  queste carte nei processi Dell’Utri e nei processi Ciancimino le verremo  a sapere, le dichiarazioni di Ciancimino, per intanto sappiamo che c’è  questa lettera, una lettera che tra l’altro risulta tagliata, sarebbe  interessante sapere se quando è stata trovata dai Carabinieri era già  tagliata, oppure se nel frattempo qualcuno ne ha portato via qualche  pezzo!&lt;br /&gt;
La seconda cosa che balza agli occhi è&amp;nbsp;che però&amp;nbsp;negli articoli usciti  finora sui giornali non l’abbiamo trovata, forse perché nessuno finora,  speriamo nei prossimi giorni che ciò accada, è andato al processo  Ciancimino a Farsi dare da qualche Avvocato questo documento, che non è  coperto da segreto, siamo in dibattimento: meno segreto di così! Adesso  che è stato depositato, finalmente, dopo quattro anni e mezzo non è più  un segreto per nessuno e perché nessun giornale la pubblica? Una lettera  di Riina a Berlusconi in cui il capo della mafia gli chiede - o lui o  chi per lui, ovviamente - una televisione minacciando, in cambio, di  fare qualcosa di brutto a lui o alla sua famiglia nessun giornale ce la  pubblica? Possibile?! Nessuno la va a cercare, nessuno se la accaparra,  c’è una caccia spasmodica alle foto di Zappadu, delle mignotte o delle  ragazze immagine in Sardegna: fanno bene a cercarle, ma perché nessuno  cerca la lettera dei Corleonesi a Berlusconi per avere una  televisione?!&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp3&quot;&gt;&lt;b&gt;Gli amici degli amici&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Perché&amp;nbsp; se qualcuno ce la facesse vedere potremmo scoprire una cosa  che, dato che non ci sono segreti su questo documento, adesso vi dico,  ossia che in quella lettera Riina o chi per lui si rivolge a Berlusconi  non chiamandolo Cavaliere, Dottore, Imprenditore, ma si rivolge a  Berlusconi chiamandolo Onorevole Berlusconi e, se lo chiama Onorevole  Berlusconi, questa lettera non può essere stata scritta nell’89, perché  nell’89 Berlusconi faceva il palazzinaro e l’editore. Non può essere  scritta nel 91, perché nel 91 Berlusconi faceva il palazzinaro e  l’editore. Quando è che Berlusconi diventa Onorevole? Il 27 marzo del  1994, elezioni politiche, prime elezioni politiche in cui Berlusconi si  presenta, vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio con Forza  Italia, conseguentemente la lettera all’Onorevole Berlusconi è  successiva al 27 marzo del 1994, oppure magari - che ne so? - in  campagna elettorale qualcuno lo chiama già Onorevole, perché tanto si sa  che verrà eletto? Quindi diciamo o subito prima o subito dopo la prima  elezione di Berlusconi a Deputato, 94. E sempre in questa lettera il  mafioso che scrive - o è Riina o è qualcuno dei suoi - dice a Berlusconi  che “ la mafia gli darà un appoggio che non sarà di poco alla sua  posizione politica”. E’ evidente che si stanno rivolgendo all’Onorevole  Berlusconi o a quello che sta per diventare l’Onorevole Berlusconi per  dargli “un appoggio non di poco” - così scrivono- alla sua posizione  politica: vi sembra che sia questo il messaggio che è passato da quei  frettolosi articoli e servizi televisivi? No, negli articoli e nei  servizi televisivi si sentiva dire che Berlusconi, poveretto, era  minacciato dalla mafia e quindi un nemico della mafia che viene  minacciato dai mafiosi, altro che amico, come dicono questi Travaglio,  Santoro, Luttazzi, questi infami! È talmente nemico della mafia da  esserne minacciato: bastava raccontare le cose come stavano, andarsi a  prendere questo bel papellino, vedere, “caro Onorevole Berlusconi, noi  le daremo un appoggio non di poco se lei ci metterà a disposizione una  delle sue televisioni. Se non lo dovesse fare, ci saranno delle  spiacevoli conseguenze negative, un luttuoso evento” e quindi forse non  solo un rapimento, ma anche un omicidio luttuoso. Quando uno vede queste  parole tutte insieme e vede soprattutto il destinatario, Silvio  Berlusconi nostro Presidente del Consiglio, inevitabilmente si domanda:&amp;nbsp;  ma Riina e i corleonesi erano impazziti? Pensavano di poter trasmettere  una lettera a Berlusconi se non lo conoscevano? Come potevano pensare  che, dando la lettera a Ciancimino affinché la desse a Dell’Utri, perché  la desse a Berlusconi la lettera sarebbe arrivata a destinazione?  Chiunque di noi voglia mandare una lettera a Berlusconi che cosa fa?  Scrive “ caro Presidente Berlusconi” e poi mette una busta a Palazzo  Grazioli, o a Villa Certosa o a Arcore o a Antigua, una delle ville, o a  Palazzo Chigi. Perché Riina, invece di usare le Poste Italiane, usa la  posta celere che è formata dalla staffetta Provenzano / Ciancimino padre  / Dell’Utri per arrivare a Berlusconi? Si saranno mica conosciuti  questi soggetti? Berlusconi conosceva Ciancimino? Dell’Utri conosceva  Ciancimino? Berlusconi o Dell’Utri conoscevano Ciancimino, Provenzano,  Riina o uno di questi alternativamente? No, perché è interessante, dato  che si tratta di tre boss mafiosi tutti del clan corleonese! Altrimenti  che gli viene in mente a Riina di usare quello strano sistema di  comunicazione? Metti in busta e manda, se non lo conosci, no? Se lo  conosci glielo fai arrivare tramite amici, ma allora sono gli amici di  Berlusconi questi? O di Dell’Utri? E quando Berlusconi - poniamo il caso  - riceve una lettera firmata dai corleonesi che gli porta Dell’Utri non  gli chiede “ ma dove l’hai trovata? Chi te l’ha data?” dice “ ah,  conosci Provenzano, Riina e Ciancimino?” oppure non glielo chiede perché  già lo sa che Dell’Utri li conosce?! Oppure non glielo chiede perché  anche lui li conosce? Queste sono le domande che ci dovremmo porre di  fronte a un caso di questa dimensione. E poi il fatto che lui abbia  risposto oppure no anche questa è una bella domanda: “ signor Ciancimino  junior, lei ha mica saputo da sue padre se poi quella lettera ebbe un  seguito, se qualcuno rispose a quella lettera? Se quando avete detto “  ti facciamo del male se non ci dai una televisione” quello ha fatto  sapere - che ne so io? - “ stiamo valutando la vostra richiesta”, sa  quelle formulette che si usano negli uffici, “ le faremo sapere”? No,  perché dal 94 ricordo alcune trasmissioni televisive nelle quali le reti  Fininvest, invece di prendersela con la mafia, se la prendevano con  l’antimafia, attaccando violentemente e insultando, diffamando,  calunniando la Procura di Palermo guidata da Caselli e poi smisero  all’improvviso, quando la Procura di Palermo, dal 99 in avanti, dal 2000  fu guidata da Grasso e, sotto la gestione di Grasso e Pignatone, fu  trovata questa lettera che scomparve, che non fu depositata agli atti  dei processi, che solo adesso, in fase finale del processo d’appello a  Dell’Utri, si può finalmente portare come prova davanti ai giudici!  Qualcuno vorrà chiederlo all’attuale Procuratore antimafia e al suo  aggiunto Pignatone dove se l’erano dimenticata, se per caso se l’erano  dimenticata? Perché non l’hanno mandata nei processi, non l’hanno  trasmessa, perché non hanno fatto una sola domanda a Ciancimino su  quella lettera? Sono state fatte indagini su quella lettera? Perché  vengono fatte adesso? Non si potevano fare quattro anni fa quando è  stata trovata? Non si poteva convocare o Dell’Utri o Berlusconi per  sapere se avevano ricevuto quella lettera, se conoscevano le persone che  avrebbero dovuto consegnargliela, se avevano poi risposto a quella  lettera? Misteri! Poi sapete che nella storia di Ciancimino c’è un altro  grosso buco nero: le telefonate intercettate tra il figlio di  Ciancimino e i soci del padre defunto, nelle quali nel 2004 si parla  delle persone a cui Ciancimino aveva girato una parte del suo tesoro, i  presunti prestanome del tesoro di Ciancimino: anche quelle bobine sono  rimaste a marcire in Procura senza che nessuno le facesse trascrivere.  Sapete che per usarle, dato che qui i prestanomi sarebbero dei  parlamentari, bisognava chiedere il permesso al Parlamento, ma nessuno  le ha trascritte e nessuno ha chiesto il permesso al Parlamento e, anche  queste, sono saltate fuori dai cassetti dopo che il Procuratore Grasso e  il Procuratore aggiunto Pignatone sono andati via da Palermo. Vorrei  ricordare anche un’altra cosa così, a titolo di coincidenza cronologica:  che il Procuratore Grasso è Procuratore nazionale antimafia grazie a  una legge approvata dalla maggioranza berlusconiana due legislature fa,  nella quale si faceva fuori il suo unico concorrente per la Procura  Nazionale Antimafia: si chiama Giancarlo Caselli, è un po’ più anziano  di lui, con qualche titolo quindi in più di lui; erano due candidati,  uno è stato fatto fuori per legge e quindi la legge anti/Caselli non  solo è una legge contra personam, ma è anche una legge ad personam,  perché inevitabilmente, eliminando l’unico concorrente di Grasso, ha  portato Grasso alla Procura Nazionale Antimafia. Capisco che certe  domande scomode non si vogliono fare, ma bisognerebbe pur chiedere come  mai qualcuno preferiva Grasso a Caselli e come mai queste carte, queste  bobine saltano fuori quattro o cinque anni dopo dai cassetti, dopo che  erano state dimenticate lì, se erano state dimenticate lì come sembra,  confrontando le date.&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;pp4&quot;&gt;&lt;b&gt;Berlusconi intercettato parla delle minacce della mafia&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Vi avevo detto di questa telefonata: è&amp;nbsp;una telefonata - l’ho  pubblicata sul sito&amp;nbsp;www.antefatto.it, che è un po’ l’antipasto del  nostro giornale; a proposito, in settimana arriverà la possibilità di  abbonarsi con carta di credito, quindi restate in contatto con il sito  “antefatto” e con il blog “voglio scendere”, perché finalmente molti di  quelli che si sono prenotati e che devono ancora fare l’abbonamento  potranno farlo comodamente da casa propria, con la carta di credito via  Internet.&lt;br /&gt;
Quella telefonata è&amp;nbsp;del 17 febbraio dell’88 e ci sono, al telefono,  Berlusconi e il suo socio Renato Della Valle, che all’epoca era indagato  per bancarotta e era sotto intercettazione. A questo punto Berlusconi,  dopo aver parlato di varie cose quali politica, televisione e giornali,  parla di un’artrosi che l’ha bloccato e dice “ sono messo male  fisicamente e poi ho tanti casini in giro, a destra e a sinistra. Ne ho  uno abbastanza grosso, per cui devo mandare via i miei figli, che stanno  partendo adesso per l’estero, perché mi hanno fatto delle estorsioni in  maniera brutta”, “ O Madonna!”, dice Della Valle, “ è una cosa che mi è  capitata altre volte dieci anni fa e ora sono ritornati fuori”. “  Senti, Silvio - gli dice Della Valle - va beh, ma hai Saint Moritz, no?  Sennò ti dicevo se vuoi mandarli, i figli, anche qui a casa mia non ci  sono problemi”, cioè Della Valle gli dice “ scappa per un po’, se ti  vogliono minacciare” e Berlusconi dice “ grazie, li mando molto più  lontani. Sai, siccome mi hanno detto che, se entro una certa data non  faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me e espongono  il corpo in Piazza Duomo...” “ O Madonna!”, ridice Della Valle, “ allora  sai, sono cose poco carine da sentirsi dire”, giustamente, devo dire “ e  allora ho deciso: li mando in America e buonanotte, perché ho un po’ di  cosette da fare”. Della Valle gli chiede “ ma ti hanno dato una data?  Ti hanno dato un ultimatum? Fino a quella data lì vai anche tu, no?” e  Berlusconi dice “ no, no, io qui sono difeso per casa”, “devono passare  sul mio cadavere”, dice Della Valle, come dire “ ti proteggo io” e  Berlusconi gli dice “ sì, così ci mettono la bomba in due e ci fanno  saltare in due” e ride e Della Valle dice “ ma cosa vuoi che ci facciano  saltare, la bomba?”, poi parlano un po’ di altre cose, pensate anche  questa dimestichezza del nostro Presidente del Consiglio con le bombe,  già ne aveva avute due in casa sua nel 75 e nell’86. A un certo punto  Berlusconi conclude dicendo “ ti dico sinceramente che, se fossi sicuro  di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno  non mi rompono più i coglioni”, praticamente apprendiamo che il nostro  Presidente del Consiglio, quando riceve richieste estorsive o minacce  dai mafiosi, paga: purtroppo dovrebbe essere colui che dà il buon  esempio, oggi che è capo del governo, agli imprenditori che magari, per  non pagare, si sono fatti pure ammazzare, vedi Libero Grassi e  dovrebbero fare così.&lt;br /&gt;
Questo vi ho voluto raccontare perché&amp;nbsp;il processo Dell’Utri sta per  finire, il G8 sta per iniziare, tutti parlano di ragazze e di festini e  di ricatti legati a quelle ragazze e a quei festini. Bene, pensate a  quanta gente è in grado di ricattare Berlusconi, se già all’inizio della  sua carriera politica la mafia gli aveva subito mandato un messaggio  chiedendogli l’uso di una televisione, poi lui ha provveduto altrimenti  con trasmissioni che hanno fatto grandi favori alla mafia, attaccando  l’antimafia. Ma pensate a quanta gente, soltanto la catena Riina  /Provenzano /Ciancimino /Dell’Utri /Berlusconi, questa catena quanto è  ricattatoria come situazione intrinseca potenziale nei confronti del  Presidente del Consiglio e quante persone quindi sono in grado di  chiedergli qualcosa o di minacciare qualcosa: forse è più preoccupante  che, tra queste, ci sia anche qualche boss mafioso che magari potrebbe  parlare, oppure magari potrebbe far parlare qualcuno dei suoi, oppure  potrebbe tirare fuori qualche altro pezzettino di carta, nella speranza  che poi qualcuno non lo inguatti in un cassetto o magari non ne tagli un  pezzettino!&lt;br /&gt;
Passate parola, ci vediamo tutti quanti, se potete, mercoledì&amp;nbsp;sera 8  luglio al Circolo Alpheus in zona ostiense a Roma dalle otto di sera in  avanti per la grande serata e notte bianca contro la legge bavaglio.  Grazie, a lunedì prossimo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://video-travaglio.blogspot.com/feeds/7937410690947873349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-lettera-damore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/7937410690947873349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8918169016398561973/posts/default/7937410690947873349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://video-travaglio.blogspot.com/2011/03/video-marco-travaglio-lettera-damore.html' title='Video Marco Travaglio - Lettera d&#39;amore - 06/07/2009'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>