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	<title>Vivere viaggiando, Tripluca.com</title>
	
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		<title>FruttaVerdura, Canarie</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 22 Luglio 2010, 16:30 dal treno Bologna-Prato Otto anni dopo, di nuovo verso le Canarie. Stavolta senza furgone, ma in Ryanair, senza Paolo e Mario e relativo passaggio in Marocco, ma con Lek e scatole di riso thai, riso da risotto (recente scoperta dopo anni di ostruzionismo al riso non ortodosso) e valigia rigida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1966" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/07/tamargua_fuerteventura.jpg"><img class="size-full wp-image-1966   " title="Tamargua Fuerteventura" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/07/tamargua_fuerteventura.jpg" alt="Tamargua Fuerteventura" width="252" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Tamargua Fuerteventura, la nostra nuova casa</p></div>
<p><strong>Giovedì 22 Luglio 2010, 16:30 dal treno Bologna-Prato</strong></p>
<p>Otto anni dopo, di nuovo verso le Canarie.<br />
Stavolta senza furgone, ma in Ryanair, senza Paolo e Mario e relativo passaggio in Marocco, ma con Lek e scatole di riso thai, riso da risotto (recente scoperta dopo anni di ostruzionismo al riso non ortodosso)  e valigia rigida di ultima generazione.<br />
Se qualcuno mi vedesse adesso non crederebbe io sia mai stato un backpacker, anzi un self proclaimed Guru dei backpacker primi anni 00.<br />
Non é rimasto nulla di quelle vecchie glorie se non i pantaloncini da bagno che mi ostino a portare al posto dei jeans, giusto per dire &#8220;meglio comodi che eleganti&#8221;.<br />
Un pò come fanno i rasta ormai assimilati.<br />
Solo capelli e chiacchiere.<span id="more-1964"></span></p>
<p>Aggrappato pateticamente a un personaggio ormai sbiadito traghetto il mio essere in una dimensione nuova, indefinita, che ho tentato di razionalizzare come semi-residente.<br />
E infatti andiamo per starci due mesi, mica come uno sfigatissimo turista o un anacronistico backpacker.<br />
Noi siamo il nuovo che avanza (sii&#8230;certo..…), il semi-residente.<br />
Va bene, lasciamo perdere, sempre a tentare di definirsi e cercare di essere di essere diversi.<br />
Che se uno é davvero originale se ne frega, perché la vera originalità sta nel non dare peso alle regole della standardizzazione altrui, e non vuole essere originale per forza.<br />
Lo é, e non ne scrive.</p>
<p>Se lo faccio però é perché quasi un anno di residenza mi hanno colpito duro, lì nella parte più delicata del fuoco interno.<br />
Uno si preoccupa di tenere la fiamma accesa e alla candela fornisce cera, ossigeno e riparo dall&#8217;acqua, sempre attento a evitare tragedie come acquazzoni o colpi di vento che potrebbero spegnere una cosa difficile da riaccendere, mentre non si accorge che é l&#8217;umidità che lo sta fregando.<br />
L&#8217;umidità! Nemmeno gocce, quindi invisibile, va a inzuppare lo stoppino della candela, un pò alla volta, in maniera impercettibile.<br />
E tu vedi che la fiamma c&#8217;é, ma più flebile, e che tutto attorno non scalda.<br />
Che cazzo è?</p>
<p>Non lo sai, perché ci sei in mezzo, e quell&#8217;umidità la respiri, ci sei dentro, non te ne accorgi neanche e non se ne accorge nessuno.<br />
E allora eccomi in questo treno per Pistoia con Lek che mi guarda le gambe pelose come se fosse la prima volta e si chiede come mai abbia sposato un essere così vicino alla scimmia, a guardare a Fuerteventura come a un&#8217;isola dove il vento può portare via quell&#8217;umidità, allargare nuovamente gli orizzonti, perché io sono una pianta che fiorisce ai lati della strada ma muore in serra, e non ci posso fare niente, non é una colpa e non la devo giustificare.<br />
Sono un dignitario russo che va a Baden Baden a prendere le acque per guarire da un anno di atmosfera umida e stopposa.<br />
Fuerte, che il tuo vento soffi forte, vengo a fare i fanghi di sole e vento.</p>
<p>E mi rendo conto di averla scampata bella.<br />
Sarebbe bastato prendere un impegno in più, anche temporaneo, e non sarei stato in grado di cogliere l&#8217;offerta del Pacchetto per &#8220;Vacanza Semi Residente della Ryan e TripMaitrop&#8221; con tutto incluso: volo aereo, trasferimento dall&#8217;aeroporto in Panda, stanza in casa, giardino con orto vulcanico, internet, cucina, tessuto sociale, guida locale e persino il motorino offerto dalla succursale Claudio Boludo.</p>
<p>Quindi si rivela azzeccata la scelta di rinunciare alle sicurezze per cogliere le occasioni.<br />
Rinunciare a opportunità residenti, per cogliere quelle semi residenti.<br />
Sembra una differenza da poco, ma l&#8217;ostinarsi a non volermi legare a doppio filo a un luogo, mi permette di vivere quasi ovunque.<br />
E se penso a quanto ho rinunciato in questi anni, ma quanto ho invece colto, sono sempre in positivo.</p>
<p><strong> Fuerteventura, Sabato 24 Luglio 2010, 10:03</strong><br />
Scrivo mentre Paolo e Vale dormono ancora e Lek é in stanza a depilarsi gli scaggi (vedete google translate se non capite).<br />
Un eco d&#8217;Asia arriva dai windchimes di bamboo nel giardino che, mossi dal vento, creano quel suono irregolare che per qualche motivo rilassa e rasserena.</p>
<p>Eccoci qua, dopo meno di 24 ore dall&#8217;arrivo siamo già piazzati.<br />
Gli aspetti materiali sono sistemati: un tetto, un letto, un bagno, una cucina con moka (Vale, ho usato il tuo Illy da 9 euro).<br />
Gli aspetti spirituali pure: una moglie, degli amici, amici degli amici (ieri abbiamo visto Claudio e conosciuto il &#8220;chiù Funky&#8221;, attore in Cobretti, Carlo) e internet (si, internet é spirituale).<br />
E&#8217; persino avvenuta la riconnessione spirituale con la Fuerte del 2002, che credevo mi avesse dimenticato.<br />
E invece no: Paolo mi dice che una ragazza della reception dell&#8217;albergo dove lavoravo e lui ora lavora, si ricorda di me.<br />
Gli ha detto che un&#8217;altra, Susy, gli parla ogni tanto di un certo Luca che ad ogni cambio turno lasciava le consegne in modo molto spiritoso che la facevano ridere da matti.<br />
Anche se tutto ciò che resta di me é qualche battuta, la cosa é riconfortante.<br />
Avrei voluto essere ricordato per qualcosa di più alto, tipo il Manuale della Reception che scrissi per ottimizzare l&#8217;apprendimento dei nuovi arrivati, ma mi ha fatto piacere lo stesso.<br />
La mia presenza nell&#8217;isola non fu vana.</p>
<p>Tra un pò Paolo e Vale si sveglieranno e incomincerà la nostra vita a Fuerteventura, e mi rendo conto ancora una volta di come tutto il mio progetto sia una specie di prodotto da esportazione.<br />
Quando sono in Italia non vale niente, sono solo una sfigato nullatenente che lavora tutto il giorno al computer.<br />
Appena esco, ecco che si rivela tutto il valore che mi permette di fare cose impensabili persino se prendessi 5000 euro al mese.<br />
Improvvisamente, sono uno che viaggia dove e quando gli pare e da sfigato divento un boss.<br />
Un pò come l&#8217;Illy che in Italia costa 5,5 e qui 9.<br />
Il solo fatto di essere stato portato lontano ne aumenta il valore così come il solo fatto di aver spostato le mie chiappe un pò più in là, aumenta il valore della mia scelta.<br />
Interessante questo concetto, ci devo pensare meglio e lo devo approfondire perché sento di essere alla frontiera di qualcosa di nuovo, di tracciare forse un itinerario che in futuro altri vorranno seguire e che quindi vale la pena documentare.</p>
<p>Sento Vale ridere, si stanno alzando.</p>
<p>P.S.<br />
La genesi del FruttaVerdura, qualche settimana fa in macchina:</p>
<p>- Lek: &#8220;quando andale a flutaveldula?&#8221;<br />
- Luca: &#8220;eh?&#8221;<br />
- Lek: &#8220;noi quando andale a flutaveldula?&#8221;<br />
- Luca: &#8220;vuoi le ciliegie?&#8221;<br />
- Luca: &#8220;no, da Vale, a flutaveldula?&#8221;</p>
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		<title>Lost in Business</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Residente]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[MarcoMonkeyMadafacca non han paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo. In un intervista che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1954" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1954" title="cappuccino e business in Marocco" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/business-in-marocco-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">lavorando come uno schiavo invece di godermi i minaretti</p></div>
<p><a title="MonkeyRokWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">MarcoMonkeyMadafacca</a> non han paura di dire quello che altri pensano ma non dicono, e quindi mi permette di approfondire degli aspetti del mio Vangelo.</p>
<p>In un <a title="TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-marco-ferrarese-monkey-rock-world-25/" target="_self">intervista</a> che gli ho generosamente concesso lui si é permesso di attaccarmi e denigrarmi, osando ribellarsi al Pensiero Unico ma Profondamente Giusto del Grande Trip, dicendo che ormai ho perso di vista il vero motivo del viaggio.</p>
<p>Ho letto le sue parole con piacere, perché in parte ha ragione e in parte é una reazione che mi aspettavo da molti dei miei, ehhmmm..seguaci.<br />
Il Trip parla.<br />
Silenzio:<span id="more-1951"></span></p>
<p><em><strong>“Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.<br />
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne”</strong></em></p>
<p><em> </em><br />
Si, credo tu abbia ragione.<br />
Ci penso molto, anche perchè non si può fare business senza pensare ai soldi.<br />
Quando ero dipendente ci pensavo meno perché erano garantiti e bastava far uscire meno di quello che entrava per stare a galla. Era più facile ma anche meno interessante e in più vivevo in una situazione di sicurezza economica che mi portava a pensare come spenderli.<br />
Quando avevo quasi deciso di cambiare macchina nonostante la mia Tipo rossa andasse perfettamente bene, mi resi conto che ero ricaduto nel classico trucchetto e mollai tutto.<br />
Da quando sono partito invece i soldi sono più aleatori.<br />
Per un periodo finché ero solo, riuscivo anche a gestirgli meglio.<br />
Sono un risparmione come te.<br />
Ho avuto anch’io le mie appassionate storie d’amore con gli scarafaggi.<br />
Adesso siamo in due e volendo continuare a muovermi sto  dando meno occasione a Lek di trovarsi un lavoro.<br />
Per cui viaggiare mi costa di più ma va bene così, é una scelta e come ben sai quando si fa una scelta (vera, non condizionata), si é anche pronti a gestirne le conseguenze.<br />
E si, a una donna gli scarafaggi fanno schifo (valle a capire).</p>
<p>Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente del suo spirito di adattamento.</p>
<p>Ha visto cose che un’asiatica non dovrebbe mai vedere.<br />
<strong> “</strong><em><strong>Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente.”</strong></em></p>
<p>Qui possiamo discutere un bel pò ma il concetto é abbastanza semplice: non ho più voglia di fare né il backpacker né il turista.<br />
Per cui mi muovo di meno e per periodi più lunghi.<br />
Abbiamo sempre criticato i turisti che vedono solo la superficie e adesso che ci fermiamo un pò per andare più a fondo non va più bene?<br />
Perché, e tu me lo insegni, il 90% dei backpackers sono turisti con pochi soldi e tanto tempo, non veri viaggiatori.<br />
Io credo che il viaggio sia crescita ed evoluzione, non solo spostamenti.</p>
<p><em><strong>“Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang””</strong></em></p>
<p>Vivere a Penang 4 mesi, a Bali altri 3 e poi andare a Buenos Aires per 4, passando per 6 in Italia non é esattamente vivere in quei posti.<br />
E’ essere semiresidenti. Io ultimamente faccio base in Italia e ci sono stato un pò troppo, é vero, ma finchè continuo a muovermi non mi considero residente.</p>
<p><em><strong>“Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada). Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire  a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa. Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.”</strong></em></p>
<p>Io l’ho fatto per 5 anni di fila e ho fatto couchsurfing-oski nei paesi dell’Est dal 1989 al 1996 prima che nascesse couchsurfing e ancora prima di avere un indirizzo email.<br />
Per esempio ho girato la Polonia in lungo e in largo senza mai mettere piede in un ostello o albergo.<br />
Ero sempre a casa di gente che conoscevo per la via.<br />
L’opzione di continuare a farlo solo perché é la cosa più cool non mi é passata nemmeno per la testa.<br />
Ho cercato nuovi stimoli e li ho trovati.<br />
Per assurdo, se gli stimoli fossero stati nel fare il ragioniere (poveri questi ragionieri, sempre martoriati) lo avrei fatto.<br />
Il viaggio non é il fine.<br />
Per me é il mezzo, il migliore, ma non so se lo sarà per sempre e non lo é per tutti.<br />
Ciò che conta é fare quello che si ama e svilupparsi.</p>
<p>Viaggiare cheap secondo me é il miglior modo per vivere un’esperienza formativa, per quella regola secondo la quale più spendi e più ti isoli.<br />
Meno soldi hai, invece, e più ti relazioni con la gente.<br />
E’ anche un ottimo antidoto al consumismo perché ci fa capire che sono tutte balle e abbiamo veramente bisogno del 20% di quello che ci propinano.<br />
E’ una vera e propria liberazione.<br />
Però, ripeto, l’ho già fatto.<br />
Mi piacerebbe ripeterlo e riprovare le stesse emozioni, ma é impossibile, perché quelle emozioni non le ho provate sulla vetta del Machu Picchu o davanti al Taj Mahal.<br />
Quelli mi hanno lasciato relativamente indifferente.<br />
Le emozioni più grandi sono state legate allo scoprire che stavo cambiando dentro, ero ogni giorno più libero e ogni giorno capivo qualcosa in più.<br />
Sono passaggi irripetibili.<br />
Uno dei miti del backpacker é credere che mescolarsi con i locali, mangiare con loro, dormire con loro, sia l’unico modo per capirli.<br />
Come se un pranzo a 1 euro e la guest house a 5 euro sia la chiave per capire l’India.<br />
Cazzata immane.<br />
Sei sempre un cazzone di cliente che paga (e pure poco) e se ne va.<br />
Questo l’ho capito molto tempo fa.<br />
Non é così semplice, si deve trovare una chiave per entrare.</p>
<p><em><strong>“Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene.”</strong></em></p>
<p>E’ una coincidenza interessante che stessi parlando della stessa cosa con un marocchino (un possibile partner di business) due giorni prima di leggere la tua intervista, forse proprio mentre scrivevi le tue righe.<br />
Lui disse che sin da bambino sognava di andare in Madagascar e che quando ci é andato si é annoiato nel giro di una settimana.<br />
Allora, dato che la sua ditta vendeva margarina, si é messo a cercare clienti e ha venduto tre container di margarina ai malgashi divertendosi e conoscendo gente.<br />
Me lo diceva mentre andavamo nel suo 4X4 e dopo aver bevuto un cappuccino in un caffè fighetto del centro. Quindi senza tanto folclore, incantatori di serpenti e robe lunghe della Medina.<br />
Ma non é il Marocco anche questo? O il Marocco é solo Souq e scarpe a punta?<br />
Dopo alcuni giorni passati a visitare moschee, mercati, scuole coraniche e minaretti mi ero rotto le palle pure io.<br />
Le giornate più belle sono state quelle nelle quale sono andato in giro per Riad a vendere siti internet fatti col mio nuovo sistema.<br />
Ho conosciuto persone, stretto mani, parlato della realtà locale e visto una Marrakech più vera e viva mentre fuori i turisti/backpackers compravano souvenir.<br />
Quindi, e qui sta tutto il concetto, il business per me é una chiave che mi permette di entrare, meglio di come potrei fare viaggiando con 5000/300/250/150 euro al mese.<br />
E nel frattempo creo qualcosa, un sistema che genera soldi e che in futuro potrebbe addirittura liberarmi dal bisogno di pensarci ai “fottutissimi soldi”.<br />
Perché i soldi si possono fare non solo per spenderli in un consumismo assurdo del quale sono ben consapevole, ma anche per non pensarci più.<br />
Non é quella la vera liberazione?</p>
<p><strong><em>“I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”,  sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.”</em></strong></p>
<p>Seguaci é una parola grossa. Diciamo Adepti.<br />
Credo che chi non condivide le mie allucinazioni non lo scriva.<br />
Nel mio sito leggiamo quindi le parole di chi condivide, spero non acriticamente, le mie posizioni e l’impressione é che tutti siano d’accordo.</p>
<p>Devi considerare che sono persone in gran parte che si svegliano la mattina e vanno a lavorare per qualcuno, per cui magari vedono la mia posizione più libera come un sogno.  Io ho sempre detto che se uno se ne vuole uscire basta che metta via 5000 euro e parta, e chi lo ha voluto fare lo ha fatto.<br />
Ora ho una prosposta più strutturata che dà più possibilità di restare in giro (tanti partono ma molti tornano) e allo stesso tempo fare qualcosa di interessante.<br />
Col tempo cambiamo e io sono cambiato: se mi dai 10.000 euro e un biglietto Round The World dicendomi “vai a fare un anno in giro a visitare monumenti” non credo accetterei.<br />
Già fatto grazie.<br />
La moglie di un contatto marocchino (un altro, non quello di cui sopra) di mio fratello, col quale abbiamo parlato (guardacaso) di business, mi ha chiesto cosa abbiamo visitato a Marrakech.<br />
Quando le ho detto che abbiamo visto tre cose é rimasta sorpresa.<br />
“Ma come? E il Minaret? L’Alh Abs Ka? L’Ukh Kra Kalla? El Stu Cazz’ho ah ah ? (nomi di fantasia)” io le ho detto (copiando da Coelho) che preferisco vedere i vivi che le opere dei morti.<br />
E ha incassato.<br />
Ma la verità é che a me piace interagire, creare, parlare.<br />
Di fare foto alle pietre non ne ho più voglia.<br />
E ci siamo pure beccati una bella cena in terrazzo di ristorante con il marito, la moglie e i due bimbi, parlando di cultura, storia e costumi.<br />
Una vera esperienza marocchina che se si potesse vendere avrebbe un mercato per i turisti affamati del “vero Marocco ma non troppo”.</p>
<p><em><strong>Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community che puoi trovare qui <a title="http://www.fourhourworkweek.com/" href="http://www.fourhourworkweek.com/" target="_blank">http://www.fourhourworkweek.com/</a>. Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose. Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo. Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.</strong></em></p>
<p>Il mio scopo é prima di tutto realizzare il mio obiettivo, e mi sono reso conto che é meglio farlo assieme ad altre persone con uno scopo simile.<br />
Non mi propongo di salvare nessuno.<br />
E’ più un “lavoratori di tutto il mondo unitevi” che un “convertitevi”.<br />
Senza i business non ti arriverebbe nemmeno la farina per il chapati che ti permette di avere abbastanza carboidrati a pochi soldi.<br />
E nemmeno i soldi per comprarlo.<br />
Una cosa é il capitalismo selvaggio e finanziario, un’altra il lavoro onesto di persone che creano beni e servizi da scambiare.  Se consideri il business come un male assoluto semplifichi in maniera anacronostica.<br />
Non é questione di essere ricchi o poveri ma di fare quello che si ama e io in questo momento non mi posso nemmeno immaginare una situazione più appassionante.<br />
Ho messo in piedi, e ne sono orgoglioso, un gruppo che sta lavorando per cambiare stile di vita.<br />
Forse ti immagini gente che vuole arrivare a 5000 euro al mese, ma ti assicuro che il parametro tempo é prevalente: si vuole lavorare meno e meglio.<br />
Si vuole vivere più liberi.<br />
Si vuole realizzare probabilmente la promessa che ci avevano fatto con la meccanizzazione: lavorare meno, non consumare di più. Col consumare di più ci hanno fregato per bene.<br />
Sai benissimo che andando ogni mattina in ufficio o fabbrica si é in un circolo dal quale é difficile uscire.<br />
Tu stesso giustamente riconosci il potere della pubblicità e te ne astieni.<br />
Bisogna innanzitutto uscire da quel circolo, e il business può essere il modo.<br />
Altrimenti si fa il classico viaggio di 6 o 12 mesi e poi ci si ricade dentro passando il resto della vita a dire com’era bello.</p>
<p><strong><em>Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.  E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili. Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente. I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove?</em></strong></p>
<p>Potrai continuare per sempre a fare lavori del genere per pochi soldi ma se il tuo cervello può dare di più, stai forse sprecando tempo.<br />
Certo, se nel frattempo cerchi di avverare il tuo sogno di diventare scrittore va bene.<br />
Ma perché il lavoro umile dev’essere per forza più “romantico”?<br />
E comunque se scrivi sei già scrittore. Punto.<br />
Tu i libri li vuoi vendere e farne quindi un business.<br />
Ho fatto il cameriere, lavapiatti, raccolto l’uva, le notti in fabbrica e tutte quelle menate lì anch’io e le ho trovate molto interessanti per un pò, ma poi mi hanno stufato.<br />
Finita l’esperienza e l’apprendimento si passa ad altro.<br />
Perché dovrei lavorare 8 ore per 40 euro in fabbrica se ne posso lavorare una sola magari al computer e con un cappuccino a fianco a fare una cosa che mi piace?<br />
Per solidarietà con gli ultimi del mondo? Quelli mi mandano giustamente a fanculo dopo due minuti, é già abbastanza affollato da quelle parti e non apprezzano la concorrenza.</p>
<p>Per concludere la debolezza maggiore del tuo attacco al Grande Trip sta nel considerare il business e il consumismo come una cosa sola.</p>
<p>Ma non lo sono.</p>
<p>Il business, che é una parola bruttta, in realtà, per come lo intendo io, é il lavoro in proprio, che poi è la situazione più naturale per l’uomo.<br />
I lavori a stipendio (anche quelli che hai fatto tu), sono un’evoluzione successiva, ma Urlk all’inizio se ne andava a caccia da solo e quando ha imparato a coltivare la bieta del mesostoico si é arrangiato per un bel pò di anni prima di delegare la zappa al cugino.<br />
Quel cugino, quando ha accettato di zappare per Urlk, ha rinunciato a gran parte del piacere di vedere la bieta crescere, perché non era sua.<br />
Ecco, a me piace coltivare la mia bieta e non dover sottostare a nessuno.</p>
<p>Per me questa é la libertà, altro che business o vita a 8 euro al giorno.</p>
<p>Il consumismo é un’altra cosa.<br />
Il consumismo inizia nel momento in cui hai i soldi in tasca e cominci a spenderli per cose che non ti servono.<br />
Non conta assolutamente niente come quei soldi ci siano arrivati in tasca, se con la vendemmia o la vendita di margarina.<br />
Li potresti usare per comprare del tempo e lavorare meno, invece ecco la nuova macchina, l’abbonamento a Sky e altri prodotti e servizi belli quanto vuoi ma per i quali dovrai lavorare ancora.<br />
Io credo nella sintesi, non negli estremismi.<br />
Perché la sintesi é un’operazione intelligente e difficile, mentre l’estremismo é una facile semplificazione.<br />
Ora, io in questi anni ho cercato di operare una sintesi tra il capitalismo (business, lavoro in proprio&#8230;chiamalo come vuoi) e il consumismo, accettando uno e limitando l’altro (gli insiders la chiamano taccagneria).</p>
<p>E sto cercando una via di mezzo, proprio come il Buddha del quale mi reputo un degno successore (sto ancora lavorando sulla pancetta).</p>
<p>E’ comprensibile che la cosa interessi ad alcune persone perché c’é una proposta positiva e non solo un rifiuto.<br />
E’ bello leggere quanto fa schifo questo e quanto di merda é l’altro, ma poi uno si chiede “ok, e il prossimo passo per uscirne?” e se non hai risposte se ne va.<br />
Io sto provando a rispondere a quella domanda.<br />
Tu, scusa la franchezza, ti limiti a puntare il dito sulla merda.</p>
<p><strong>POST SCRIPTUM</strong><br />
Mi si chiede continuamente perché mi piace il Monkey credendo che questo equivalga a condividere tutte le sue idee e prese di posizione.<br />
No, a me piace come scrive e come personaggio.</p>
<p>Come scrive: non c’é molto da spiegare. Uno legge, gli piace e basta.</p>
<p>Il Personaggio: forse se nella società ci fossero più individui con un pensiero indipendente e scelte di vita coerenti con tale pensiero, il Monkey sparirebbe nella massa.<br />
Ma allo stato attuale mi piace vedere dove va, cosa fa e di cosa scrive questa scheggia impazzita.<br />
Magari le conclusioni alle quali é arrivato finora non sono condivisibili, sicuramente esagera, senza dubbio é volutamente provocatorio, a volte tende a semplificare ecc&#8230;ma ha una qualità oggi talmente rara e preziosa che sono pronto a perdonargli mille cose:</p>
<p>Il Monkey Pensa.</p>
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		<title>TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[monkey]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Interviste &#8211; Marco Ferrarese, Monkey Rock World Chiedere un&#8217;intervista al Monkey equivale a dargli carta bianca per distruggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Interviste &#8211; Marco Ferrarese, Monkey Rock World</strong></p>
<p style="text-align: left;">Chiedere un&#8217;intervista al <a title="MonkeyRockWorld" href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">Monkey</a> equivale a dargli carta bianca per distruggere tutte le tue certezze e allo stesso tempo stimolarti.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo questa intervista seguirà la mia risposta.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1943"></span></p>
<ul>
<li><strong>Perchè hai lasciato? Se hai lasciato qualcosa ovviamente <img src='http://www.tripluca.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></li>
</ul>
<p>Innazitutto mi scuso se scriverò molto, ma é tantissimo che nessuno mi intervista e mi sento in dovere di parlare molto.<br />
Ho lasciato principalmente la mia famiglia (mamma, papà e un fratello di un anno più grande) e un paio di ottimi amici con cui condividevo tutto quel che di più sacro e profano c’é al mondo, però non ce la facevo più.<br />
Non sopportavo più il perbenismo italiano, il menefreghismo, le raccomandazioni, l’impossibilità di fare qualsiasi cosa perché la gente si caga addosso prima ancora di aver finito di esporre un progetto, tutte queste cose.<br />
Non sopportavo il fatto di essere sveglio e intelligente in un mondo di mongoloidi attaccati alla gonna della mamma fino a 40 anni, e a quella della moglie, dopo.<br />
Mi svegliavo la mattina e la depressione inziava. Mi faceva cagare tutto, anche le cose  che mi piacevano erano fatte “all’Italiana” e di conseguenza, vomitevoli.  Odio l’Italia di oggi con tutto il cuore, l’ho odiata per anni cercando di amarla e, onestamente, a questo punto non me frega più niente. Più ne sto lontano, meglio sto.<br />
Suonavo in una band, The Nerds Rock Inferno, con cui per 10 anni sono riuscito a essere un pò più felice.<br />
Quando anche la band é finita, nel 2007, non aveva più  senso restare continuando a fare quella ignobile vita da mezzo borghesuccio, laureato professore senza lavoro.<br />
Non avendo più niente di vero in mano, pensai a come mettere a frutto la mia propensione per le lingue e frequentai un corso per diventare insegnante di Inglese a starnieri, uno di quelli più seri, il CELTA Cambridge. Prima di finirlo, per gioco, mandando curriculum qui e là per il web trovai un lavoro di insegnante di lingua in una remota e sconosciuta città della Cina settentrionale. Dopo un paio di controlli generici e senza pensarci due volte, senza fare l’omossessuale italiano stra paranoiato dalle possibili avversità da incontrarsi sul cammino, accettai e partii con un volo di sola andata all’inizio dell’ottobre 2007. Non sapevo NULLA di Cina, cinesi, Asia e quant’altro. Ma la cosa mi suonava nuova, pericolosa, eccitante e perché no, forse anche divertente… e alla fine mi apri’ la testa come la ruota di un camion fa con una scatola cranica: sangue e cervella dappertutto. Da allora non sono mai più tornato in Italia, e tutt’ora non ne ho l’intenzione. Quando tornerò, lo farò alla fine di un viaggio, di risacca, e senza l’intenzione di rimetterci le radici.</p>
<ul>
<li><strong>Da quanto tempo vivi viaggiando e per quanto ancora lo farai?</strong></li>
</ul>
<p>Non é facile vivere viaggiando, ci si stanca dopo pochi giorni, massimo settimane.<br />
Il fatto di vivere, inteso come un insieme di azioni, frequentazioni, movimenti, necessità, non é possible farlo in viaggio perché viaggiando, appunto, si perdono tutte le consuetudini.<br />
Anche un caffé bevuto su un treno in India la mattina alle 6 non é come berlo in casa seduto alle 8. Ogni giorno é diverso. E non credo che “vivere viaggiando” voglia dire andare ai tropici e fermarsi dei mesi su un&#8217;isola.<br />
Quello vuol dire “vivere su un’isola”. E ci aggiungo, rompendosi i coglioni, perché le isole sono, secondo me, noiosissime!<br />
Ho vissuto “viaggiando” per un anno circa, spostandomi overland dalla Mongolia all’Australia.<br />
Ho dovuto fermarmi qualche mese a Penang in Malesia (mia attuale residenza) per riposare e conoscere meglio la mia attuale convivente, altrimenti credo mi sarei suicidato. Si arriva al punto che la libertà e gli stimoli sono cosi’ tanti, che non si sa più che cosa farsene.<br />
Il mondo é poi diventato cosi’ noioso, facile e alla portata di mano di qualsiasi imberbe ragazzetto da liceo, che dopo poco il viaggiare diventa quasi una cosa totalmente routinaria. Stesse face, stessi letti negli ostelli, stessi discorsi, stessi sballi… é triste, ma a me é parso cosi’.<br />
Non fraintedermi, adoro sempre spostarmi, vedere posti nuovi e andare in paesi che non ho visto prima, ma per farlo con gusto devo farlo ai miei ritmi, veloci o meno, e seguendo le mie inclinazioni ed esigenze.  Se per vivere viaggiando intendi vivere fuori dall’Italia facendo alcune cose qui e là, alternate a periodi di free roaming o esplorazione e ricerca (nel  mio caso tento di fare questo), in stile di vita semi nomadico, allora ad ottobre di quest’anno saranno tre anni precisi dal momento dell’addio all’Italia.<br />
Se ci ripenso, con tutto quello che é successo me ne sembrano passati almeno dieci.<br />
Attualmente sono fermo, ho una casa, una fidanzata e una vita più o meno stabile segnata da routine varie, ma interessanti. Credo che necessariamente lo farò finché morirò, perché non vedo altre soluzioni per vivere la vita: sono sempre stato curioso, e non avendo più particolari taboo, non riesco più a tornare indietro.<br />
Aggiungo, non ho paura di morire, cosa importantissima per iniziare finalmente a vivere.</p>
<ul>
<li><strong> é stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa ti ha convinto?</strong></li>
</ul>
<p>No, per niente. In parte ti ho già risposto, comunque direi, mi ha convinto l’ignoto, l’avventura e le non sicurezze. Le cose dalle quali cerco di evitare di impostare la mia vita di tutti i giorni. Pensare che tra 10 anni farò quello che sto facendo adesso, mio dio, mi spaventa terribilmente.</p>
<ul>
<li><strong>Come ti mantieni?</strong></li>
</ul>
<p>Come capita. Seriamente. Ho anche dovuto vivere in un furgone compartito con altri due ragazzi per alcuni mesi, mangiando una sola volta al giorno per mancanza di contanti.<br />
Non mi piace rubare e fregare la gente, anche se molti lo fanno.<br />
Queste situazioni hanno però il vantaggio cruciale di insegnare  a separarti dalla materialità e ad aguzzare l’ingegno.<br />
Il mio problema é che, pur parlando un ottimo Inglese, insegnandolo privatamente quando posso e avendo le qualifiche, ho il passaporto con la copertina sbagliata.<br />
Questo mi impedisce di trovare il lavoro che amo facilmente, ma avendo studiato e non essendo un macrocefalo, alla fine trovo sempre qualcosa da fare nel campo dell’istruzione.<br />
Attualmente per ovviare alla scarsità di lavoro per i bianchi in Penang, sono ritornato a scuola (incredibile) facendo un master e dovrei ottenere una piccola borsa di studio che mi permetterà di coprire almeno le spese.<br />
Per il resto, non ho bisogno di molto e mi disinteresso delle ultime cagate tecnologiche, non guardo la televisione né leggo i giornali e di conseguenza evito la rovina pubblicitaria, quindi di soldi me ne servono pochi.<br />
Non mangio mai Italiano o in ristoranti di media fattura, figuriamoci costosi, prendo i mezzi più economici, faccio economia sul cibo e sui vestiti e in generale campo come un extracomunitario, ma non me ne frega, ripeto, un beneamarito cazzo.<br />
Chi crede di andare in Asia e diventare ricco di questi tempi, mi spiace, doveva puntare l’orologio almeno 15 anni indietro.</p>
<ul>
<li><strong>Qual’é la cosa più difficile del vivere viaggiando?</strong></li>
</ul>
<p>mmmmmmmmmm…. Non lo so.<br />
Forse, il programmare le cose troppo sulla lunga distanza, ma alla fine quando entri nel loop non pensi appunto al “vivere viaggiando”, che non esiste, ma al tuo presente di dove vivi, e ti regoli di conseguenza.<br />
E aggiungo, la gestione dei soldi sulla lunga distanza, quando non se ne hanno troppi.<br />
L’importante é non aver paura del mondo, tutto qua, qualcosa di buono alla fine succede quasi sempre. Anche se hai mangiato merda e noodles una volta al giorno per  mesi filati.</p>
<ul>
<li><strong>Qual’é la cosa più bella invece?</strong></li>
</ul>
<p>Le donne asiatiche in minigonna e tacchi a spillo.<br />
E la possibilità di avere più tempo per pensare, riflettere e meditare. E il vedere tanti bianchi che scappano da sé stessi per cercare un paradiso artificiale fatto di cose a basso costo e donne dai facile costumi, e si ritrovano invece circondati da indifferenza e pieni di malattie veneree.</p>
<ul>
<li> <strong>E&#8217; cambiato il modo in cui vedi la società residente? Se si, come?</strong></li>
</ul>
<p>Generalmente no, mi faceva pena prima e me la fa tutt’ora, ma per altri motivi.<br />
Più che altro mi ha sempre infastidito la società residente borghese, ma in generale, sono contento che esista. Perché? Forse se non esistesse non ci sarebbe bisogno di viaggiare, perché saremmo tutti nomadi e perennemente “spostati” e il concetto di viaggiare, ripeto, non esisterebbe.<br />
E’ tutta una costruzione mentale della nostra cultura di sicurezze, e appena uno se na va un tantino fuori, questi “residenti” (chiamali come vuoi) danno fuori perché non comprendono la “differenza”.<br />
Questo l’ho capito in Mongolia, osservando la gente della steppa. Un modo di vivere interessantissimo, ma pieno di limiti, soprattutto mentali e culturali. Preferisco essere uno dei non troppi che decidono di vivere un pò diversamente, che fare come loro.<br />
Ma sicuramente, mi piacerebbe seguirli e imparare da loro, per qualche tempo.</p>
<ul>
<li> <strong>Sei cambiato tu? Come?</strong></li>
</ul>
<p>Credo di si. Credo di aver innanzitutto imparato ad innalzare i miei livelli di pazienza e sopportazione ai massimi livelli. Credo di aver aperto la mente a culture e idee che prima consideravo stupide o senza attrattiva.<br />
Credo anche di aver capito che gli uomini di oggi vivono nella paura della morte e rincorrono il denaro, e questo mi trova in disaccordo.<br />
La morte é una ideale conclusione alla vita, e non va temuta ma accettata e ricercata, se si vuole godere del proprio viaggio e della propria vita.<br />
Credi sia meglio essere ricordato per essere morto in pensione dopo una vita in ufficio e al bar, o come quello che é stato schiacciato da un elefante di passaggio nei ghats Indiani, o nella jungla cambogiana? Ogni giorno lotto su questi argomenti per sedimentare un ideale come questo in una mente cinese, e in tante altre differenti teste di cazzo internazionali. E’ una opera di pazienza, e lotta per la sopravvivenza.<br />
E’ dura.<br />
E’ sicuramente cambiato il modo in cui prendo le cose, non riesco più a prenderle alla leggera. Per me c’é solo profondità, bisogna andarci dentro, alle cose, per capire, per cambiare. Per migliorarsi, principalmente.<br />
Tante persone sognano di lavorare e vivere viaggiando, ma per la maggior parte é  difficile.</p>
<ul>
<li><strong>Cosa consiglieresti a una persona che lo vuole fare?</strong></li>
</ul>
<p>Non farlo se hai bisogno di sicurezze e se ancora credi che da dove parti ci sia qualcosa che non vuoi lasciare. In questo modo, ti sarà più facile non pensarci, e non tornare abbandonando il tuo desiderio.<br />
Cambiare é difficile. Per il resto, ripeto che non credo esista un “vivere viaggiando” perché anche i nomadi si fermano, ma é possible spostarsi in varie parti del mondo gestendo i propri interessi e godendo delle bellezze naturali e culturali, se si ha abbastanza voglia di aprire il cervello.<br />
Altrimenti meglio restare a casa con I nostri blocchi mentali e non tentare nemmeno. Sono stanco di vedere e leggere gente che fa un piccolo salto, arriva, si lamenta, dice che tutti sono ignoranti e stupidi e se ne torna a casa dopo sei mesi…e no, non parlo solo di Italiani.</p>
<ul>
<li><strong>A che tipo di persone sconsiglieresti invece di farlo?</strong></li>
</ul>
<p>Agli Italiani, innazitutto, gente troppo ancorata alle certezze.<br />
In generale lo sconsiglierei a tutti coloro che partono credendo di trovare qualcosa di meglio, perché spesso si trova esattamente il contrario.<br />
Bisogna sempre considerare che si diventa degli immigrati, perlopiù con uno status di maggiore potere economico in questi paesi terzomondisti, con tutta una serie di spiacevoli conseguenze psicologiche e sociali.<br />
E&#8217; inutile dire per l’ennesima volta che quello che a un bianco può sembrare ovvio e assodato non lo é per un asiatico, nemmeno per un mediorientale e a volte nemmeno tra diversi ceppi di “bianco”.<br />
Tantissime volte le amicizie che si stringono sono utilitaristiche e finte, gli amori pure, la gente ti guarda I vestiti e il portafogli prima di tutto quanto… insomma bisogna essere pronti a essere soli, annoiarsi e lottare per trovare il proprio giusto spazio. Lo sconsiglio quindi a tutte quelle persone che queste cose non le sanno fare.</p>
<ul>
<li><strong> Come gestisci il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come ti prepari al  peggio?</strong></li>
</ul>
<p>Non ci penso. Non temendo la morte, non vedo “il peggio”.<br />
Cerco solo di godere al massimo di ogni giorno che mi é concesso, impegnandomi per portare avanti i miei ideali, e questo sono convinto mi porterà del buono.<br />
Fino ad ora ho sempre fatto quello che volevo, e bene o male tutto é andato sempre per il verso giusto. La pensione non paga le cene coi cinesi, le cavalcate coi mongoli, le lezioni di silambat, stare attorno al fuoco sulle colline dello Shan state, lo studiare una lingua straniera tra stranieri, le punture di zanzara malarica che la malaria non ti fanno venire, suonare in una punk band girando per gli Stati Uniti…tutte queste cose non puoi farle quando sei in pensione, vecchio e rincoglionito. Fanculo la pensione. Malattia? Quando sei felice, non ti ammali. Mia nonna é morta perché, infelice e incollata davanti alla televisione, e sola, si é lasciata morire e il suo cuore ha smesso di battere. Se ami quello che stai facendo, non prendi nessuna malattia, AIDS compreso, che é una grande cazzata inventata dagli uomini in nero per fare paura alla gente, un pò come il cancro. Vi consiglio per scrollarvi dal torpore della disinformazione di dare un’occhio a questo sito, una tantum:  <a title="Luogo Comune" href="http://www.luogocomune.net/" target="_blank">www.luogocomune.net</a></p>
<ul>
<li> <strong>Cosa desideri per il futuro? Ti sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?</strong></li>
</ul>
<p>Si certo, realizzato un sogno se ne rincorre un altro.<br />
Voglio finire questo viaggio, ritornando in Italia via terra partendo dal Bangladesh e dall’India del Nordest, per passare attraverso Pakistan e via dicendo. Voglio terminare la mia esplorazione geografica del Continente Asiatico con quel viaggio come ultimo sforzo, prima prevedo incursioni a Taiwan, Filippine e Giappone in tandem, e tornare a salutare la Cina, ma nella parte musulmana.<br />
Non so in che ordine e in che modo, ma questo per quanto riguarda i viaggi.<br />
Tornerei in Italia a breve per sistemare alcune cose, e poi mi piacerebbe saltare al Sud America, e cambiare totalmente esperienza.<br />
Poi, voglio diventare un osannato scrittore e ritornare a suonare per bene. Credo siano tutti sogni che, nell’arco di qualche anno, diventeranno realizzati. E poi ce ne saranno altri.</p>
<ul>
<li> <strong>Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l’Area Manager mi sono detto che lo avrei  fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero  offrirti un lavoro che richiede di fermarti, quale sarebbe lo stipendio minimo per  convincerti? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevi prima.</strong></li>
</ul>
<p>Sono contento che tu mi faccia questa domanda perché ti voglio muovere una critica, spero costruttiva.<br />
Ti seguo da abbastanza tempo per aver notato dei grossi cambiamenti nel tuo approccio alle cose, e secondo me, tu stai pensando troppo ai soldi.<br />
Sarà che ti sei sposato e hai pressioni asiatiche alle natiche, sarà che stai invecchiando, ma da buon Veneto quale sei (e lo dico perché lo sono mezzo sangue), pensi sempre agli sghei, e a modi per farne.<br />
Questo progetto Triplife, pensaci.  Dici ora che sai cosa perdi se ti fermi ma tu… bhe, sei fermo, da un bel pezzo, e ti dichiari semiresidente. E alura? é nato prima l’uovo o la gallina? Come dicevo, non é vivere a Bali o a Penang quattro mesi o due anni una “vivere viaggiando”: é semplicemente una “vita a Bali, o a Penang”.<br />
Tu modelli un concetto di viaggio con uno di business, e questo, per me, non si sposa troppo bene. Ho provato sulla mia pelle che non é necessario avere tanti soldi per stare in giro.<br />
Io ho viaggiato per 10 mesi filati con duemilatrecento euro, e ho visto gente che lo faceva anche con meno. Certo, bisogna ingegnarsi e porre il di viaggio prima di tutto, come bisogno PRIMARIO di conoscenze ed esperienza, anche prima del bisogno di avere un letto (dormi in tenda o per strada).<br />
Ho fatto molte di queste cose, e devo dire che nonstante tutto, non ho speso molto durante il mio viaggio. Quindi, tutto il discorso dei soldi, le sicurezze, I soldi per viaggiare mi suonano come un discorso totalmente krumiro. Alcuni consigli: tagliare spese sigarette e alcolici, centinaia di euro risparmiate al mese. Dormire  a casa di sconosciuti che diventeranno vostri amici usando couchsurfing, hospitality club o qualsiasi altra cosa.<br />
Dormire in giro, se siete in posti pericolosi andate a farlo al cimitero, nessuno vi disturberà lì, tranquilli. Se un individuo ha voglia di SCOPRIRE, lo fa senza pensare ai dannati soldi.<br />
Ma per l’Italiano medio, la sicurezza economica é un dogma inculcato nel sangue da relazioni parentali e religiose, la casa, la famiglia, questo e quell’altro. Che noia. Secondo me hai perso di vista l’idea vera di un viaggio, per lavorare su un modo di essere il tuo imprenditore, e alla fine della giornata essere in pace con i fantasmini morali veronesi e veneziani.<br />
Per favore non offenderti, lo dico in amicizia e simpatia e voglio usarlo come spunto di tua riflessione.<br />
I tuoi stessi seguaci, mi paiono abbietti e in cerca di una liberazione seguendo il tuo modello di “Salvatore telematico”,  sempre pronti a difendere ogni tua parola come un dogma pseudo religioso. Insomma, hai un potere mediatico non indifferente, cerca quindi di sfruttarlo bene.<br />
Riguardo al “vivere cercando di stare in giro a divertirsi”: c’é una persona che prima di te ha realizzato questo, si chiama Timothy Ferriss e ha scritto un libro, “The 4 Hours Work Week” e ha una community <a title="4 hrs week" href="http://www.fourhourworkweek.com/" target="_blank">che puoi trovare qui</a>.<br />
Parla di usare risorse internet, outsourcing e tutte queste belle cose per avere dei lavori “remote” e godersi il tempo libero andando a fare dei viaggi o vivendo per periodi di tempo in varie città, imparando cose.<br />
Ovviamente, lui é un subdolo patriota Americano che ha fatto della sua procacità una macchina per far soldi e “liberare le menti dei nuovi ricchi verso proposte di business indipendente”, tu lo fai all’Italiana, con più romanticismo e sentimento. Bella idea, non so se é il tuo scopo, se così fosse ti auguro di realizzarlo.<br />
Ma abbiamo tutti veramente bisogno di questi business? Siamo VERAMENTE sicuri che il mondo funzioni bene grazie a questi business? Io sono probabilmente più sognatore, e del denaro ne uso quello che necessito, e poi se son povero, pace. Verranno tempi migliori.<br />
Per rispondere alla tua domanda: non so quanti soldi vorrei perché non ho mai desiderato né avuto lavori da schiavo del “sistema”. Ho lavorato nei campi, nella vendemmia, nella ristorazione e nella scuola. Mai timbrato un cartellino, e sempre lavorato per periodi di pochi mesi.<br />
E si mi sono già fermato, in Cina, per un anno, per 400 euro mensili.<br />
Qua se mi andrà bene ne prenderò 300. Come vedi, non si naviga nell’oro. Il resto cerco di farlo passare come va, muovendomi stranamente spendo meno di quando sto fermo, generalmente.<br />
I soldi non fanno la felicità perché più ne hai, più non ti accontenti e ne vorrai altri… questo si sposa male col mio concetto di viaggio e di una vita indipendente dai modelli di una società consumistica che sempre più ci fotte il cervello con ste idée di business. Per andare dove? In quale direzione?</p>
<ul>
<li><strong>Cosa pensi della politica italiana?</strong></li>
</ul>
<p>Penso che sia l’esatta riflessione di un popolo di senzapalle.<br />
E’ quello che vi meritate, io mi astengo e non ne voglio sentir parlare. Non mi sento più Italiano, onestamente, forse cittadino del mondo, chissà… se fossi in Italia, penso che emigrerei.<br />
Fortunatamente sono già emigrato. La cosa ridicola é che tutto é un magna magna, nessuno impara dagli errori del passato e niente cambia, mai.<br />
Destra, sinistra, quanti pagliacci. é l’esatta riflessione di un popolo che sta scomparendo sommerso dagli immigrati, ne ha paura e non ha la forza di ribellarsi, altro che Lega Nord, Fini e dementi vari.<br />
E a sinistra, dio mio, il carisma di mummie senza lingua per parlare.<br />
Siamo l’unico paese al mondo dove spaccano la faccia di Berlusconi con una statuetta, e due mesi dopo come un’eroe eccolo di nuovo al potere. Che vergogna.<br />
L’Italietta fascista, dei politici e degli stadi e dei piccoli bar dove ancora la gente si picchia dandosi del “comunista” e “fascista”, é pure peggio della Thailandia di questi giorni.<br />
Che vergogna, e pensare che avevamo Cesare, una volta… e che abbiamo dato al mondo questo piglio capitalista. Ora, vi lascio immaginare io, dove lo pigliate, quel piglio.</p>
<p>Per saperne di più su Marco, acquistare il suo libro &#8220;<a title="il libro del Monkey" href="https://www.lulu.com/commerce/index.php?fBuyContent=7447830" target="_blank">La scimmia tatuata contro il dragone meccanico</a>&#8221;  o riempirlo di meritati insulti, andate nel suo sito <a href="http://www.monkeyrockworld.com/" target="_blank">MonkeyRockWorld.com</a></p>
<p><a href="http://www.monkeyrockworld.com/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1945" title="MonkeyRockWorld" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/06/MonkeyRockWorld-290x300.jpg" alt="" width="290" height="300" /></a></p>
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		<title>TripLife 1.0 – Interviste – Paolo e Valeria Mai Trop (24)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[paolotripmaitrop]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Interviste &#8211; Paolo e Valeria Mai Trop Quando si parte, improvvisamente ci si rende conto che di gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Interviste &#8211; Paolo e Valeria Mai Trop</strong></p>
<p style="text-align: left;">Quando si parte, improvvisamente ci si rende conto che di gente che vive viaggiando (o comunque relativamente inquieta) ce n&#8217;é un sacco.<br />
Di colpo si smette di credere di essere mosche bianche e ci si ritrova a far parte di una specie di comunità in diaspora.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco un&#8217;intervista a due irrequieti: <a title="PaoloTripMaiTop" href="http://www.paolotripmaitrop.com/" target="_blank">PaoloTripMaiTrop e Valeria</a> scritta ovviamente da Valeria portavoce ufficiale della ditta:</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1918"></span></p>
<p style="text-align: left;">
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Perchè avete lasciato?</strong></li>
</ul>
</div>
<div>Abbiamo lasciato per motivi diversi, Paolo perché&#8217; ai tempi aveva perso il lavoro, nella sua città &#8220;stava stretto&#8221; e voleva surfare in giro per il mondo mentre io perché&#8217; mi sono innamorata di lui e dei suoi racconti.</div>
<p><span style="color: #ffffff;">_</span></p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Da quanto tempo vivete viaggiando e per quanto ancora lo farete?</strong></li>
</ul>
</div>
<div>Paolo e&#8217; da più di dieci anni che viaggia per il mondo mentre io sono alle prime armi. Per quanto lo faremo? Onestamente nell&#8217;ultimo periodo stiamo cambiando molto il modo di pensare e questo non dipende dall&#8217;eta&#8217; o dal fatto che siamo una coppia ma dal mondo che sta cambiando e che ci sta entusiasmando molto meno.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>E&#8217; stato difficile decidere di lasciare tutto? Cosa vi ha convinto?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">No, non e&#8217; stato difficile lasciare tutto. La curiosità di vedere luoghi nuovi, conoscere modi e costumi diversi, cibo, profumi e odori<span style="color: #ffffff;">.<br />
_ </span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Come vi mantenete?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Lavoriamo per un periodo risparmiando il più possibile fino a raggiungere un budget prestabilito per il viaggio pianificato.<br />
<span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Qual&#8217;é la cosa più difficile del vivere viaggiando?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Forse il fatto che si e&#8217; sempre stranieri. Anche se uno cerca di integrarsi il più&#8217; possibile con le realtà&#8217; del posto e&#8217; inevitabile che si e&#8217; sempre visti con un occhio diverso e che culturalmente non e&#8217; facile amalgamarsi.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Qual&#8217;é la cosa più bella invece?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Il fatto che si imparano tante cose. Secondo noi viaggiare serve più che altro per farti capire di più la vita. Uno pensa che viaggiare sia bello perché si vedono montagne, mari o cascate da cartolina ma invece il vero viaggio e&#8217; nella testa.<br />
Viaggiando si impara a vivere, si capisce come gira il mondo e si impara a ragionare. I luoghi comuni vengono sfatati mentre ci si illumina su certe situazioni.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>E&#8217; cambiato il modo in cui vedete la società residente? Se si, come?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">La società&#8217; residente, dopo un lungo o corto viaggio che sia, ai nostri occhi e&#8217; come cristallizzata; nel senso che per i residenti non cambia mai niente, stessa vita, stesso bar stesse chiacchiere e soprattutto poca curiosità&#8217;.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Siete cambiati voi? Come?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Cambiati? Si. Ovviamente il bagaglio culturale, viaggiando, si arricchisce e si imparano tante cose, dalle quelle pratiche che si possono applicare alla vita di tutti i giorni, alle idee e alle opinioni che mutano in base a quello che si e&#8217; osservato viaggiando.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Tante persone sognano di lavorare e vivere viaggiando, ma per la maggior parte é difficile. Cosa consigliereste a una persona che lo vuole fare?</strong></li>
</ul>
</div>
<p>Ma onestamente lo vorremmo sapere anche noi, nel senso che noi non lavoriamo viaggiando, quando dobbiamo lavorare ci fermiamo per mesi od anni in un luogo e poi partiamo! Speriamo di trovare presto la formula giusta per guadagnare viaggiando.</p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>A che tipo di persone sconsigliereste invece di farlo?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Ci piacerebbe dire a nessuno ed invece ci sono delle persone che forse non potrebbero farcela. Ci sono delle persone che hanno bisogno del cartellino da timbrare, di certezze e sicurezze che forse il vivere viaggiando non potrebbe sempre dare!</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Come gestite il futuro? La pensione, la casa, la malattia? Insomma, come vi preparate al peggio?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Non lo gestiamo, ora stiamo incominciando a valutare il peggio, forse perché l&#8217;eta&#8217; avanza!</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Cosa desiderate per il futuro? Vi sono rimasti dei sogni irrealizzati o irrealizzabili?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">La serenità. Il nostro sogno e&#8217; di costruirci una piccola fattoria autosufficiente dove poter vivere autonomamente e vivere di cose semplici cercando di avere il minor numero possibile di contatto con l&#8217;esterno! Ci piacerebbe poter vivere come si faceva una volta, cercando di produrre più cose possibile in casa. Per esempio imparando a farsi il pane, le conserve, il sapone, i detersivi etc. etc.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Ogni volta che ho pensato di tornare a fare l&#8217;Area Manager mi sono detto che lo avrei fatto solo per molti, troppi soldi, perché adesso so cosa perdo se mi fermo. Se dovessero offrirvi un lavoro che richiedere di fermarvi, quale sarebbe lo stipendio minimo per convincervi? Oppure, quanto di più in percentuale, rispetto a quello che prendevate prima.</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Non e&#8217; una questione di soldi, se uno decide di fermarsi un un posto lo fa senza pensare al lavoro o al denaro. Se noi trovassimo un luogo  quasi perfetto per le nostre esigenze ci fermeremmo per sempre!</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li><strong>Cosa pensate della politica italiana?</strong></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; tutto un &#8220;magna magna&#8221;! Bisognerebbe resettare tutto e rifare tutto da capo sperando che la nuova classe politica non si faccia pizzicare dal morbo della corruzione e delle mazzette.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">_</span></div>
<div>Per approfondire su questa strana coppia, andate a vedere  <a title="PaoloTripMaiTrop" href="http://www.paolotripmaitrop.com" target="_blank">PaoloTripMaiTrop</a><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="PaoloTripMaiTrop" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/05/paolotripmaitrop.jpg" alt="" width="496" height="552" /></a></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<p style="text-align: left;"><a title="TripLife 1.0 – Interviste – Marco Ferrarese, Monkey Rock World (25)" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-marco-ferrarese-monkey-rock-world-25/">Continua</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~4/QrmxuVglhVk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le mezze democrazie</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~3/VYFnbWMqdYE/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/paesi/asia/thailandia/le-mezze-democrazie/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bangkok]]></category>
		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che sta succedendo in Thailandia è occasione di riflessione anche per noi in Italia. Certo, a vederli spararsi addosso, é facile che pensare che in fin dei conti siamo avanti, e quelle cose ce le siamo lasciate alle spalle molto tempo fa. Ma noto vari parallelismi che vale la pena analizzare. Iniziamo cercando di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che sta succedendo in Thailandia è occasione di riflessione anche per noi in Italia.</p>
<p>Certo, a vederli spararsi addosso, é facile che pensare che in fin dei conti siamo avanti, e quelle cose ce le siamo lasciate alle spalle molto tempo fa.</p>
<p>Ma noto vari parallelismi che vale la pena analizzare.</p>
<p>Iniziamo cercando di capire cosa succede in Thailandia.</p>
<p>Tra i vari motivi alla base della presente crisi, quello forse più determinante é abbastanza semplice: la differenza tra ricchi e poveri é enorme.<br />
Fin qui niente di nuovo né in Thailandia, né nella maggior parte del mondo.</p>
<p>Il motivo seguente é la mezza democrazia, un modello di governo col quale non conviene scherzare: se dici alla gente che é libera di votare i propri governanti quella, nella sua ignoranza, ci crede pure.</p>
<p>Qualche anno fa  Taksin (il Berlusca d&#8217;Asia) ha vinto le elezioni con l&#8217;appoggio dei poveri.<br />
Dopo un paio d&#8217;anni i ricchi di Bangkok (elite, Re, militari) lo hanno cacciato con un colpo di stato.<span id="more-1907"></span></p>
<p>Hanno tenuto altre elezioni, ma lui ha vinto di nuovo (tramite i suoi fedeli) dall&#8217;esilio.<br />
E allora, fuori dalle palle di nuovo (camicie gialle che bloccano l&#8217;aeroporto, ricordate?).</p>
<p>A me Taksin non piaceva.<br />
Era un populista, un presidente operaio miliardario, corrotto e corruttore che ha capito come funziona la democrazia: devi farti votare dalla maggior parte della gente indipendentemente dai soldi che hanno.<br />
Ha contato i poveri, ha visto che erano tanti, se li è lavorati, e ha vinto.<br />
Un bell&#8217;esempio di come la democrazia sia un sistema facile da bucare.</p>
<p>Taksin non era il massimo, anzi, però aveva vinto e lo si doveva cacciare con le elezioni.</p>
<p>I poveri avranno pensato &#8221;minchia. Per una volta che vinciamo noi, cambiate le regole e ci fate perdere.<br />
Poi rimettete la palla al centro, facciamo di nuovo gol,  e cambiate ancora una volta le regole.<br />
Allora l&#8217;arbitro é corrotto e pure cornuto! Tanto valeva tenerci la dittatura che almeno non ci prendeva per il culo&#8221;.</p>
<p>E si sono incazzati. Giustamente.</p>
<p>Da qui la deriva. Quando le regole non valgono più, quando mi hai preso per il culo mille volte e mi guardi con disprezzo dall&#8217;aria condizionata del tuo SUV che consuma un piatto di riso ogni tre semafori. Quando ogni volta che alzo la voce guardi e dici di abbassare i toni per rispetto verso il Re&#8230;dopo un pò mi incazzo.</p>
<p>E ha ragione mio padre a riassumere  a Lek la cosa con un &#8220;prima o poi vi svegliate anche voi&#8221;, perché di questo si tratta.<br />
Del popolo che si sveglia.</p>
<p>E la violenza? La violenza é una brutta cosa. Ma ha molte facce. Lo diceva anche Ghandi, che la violenza più subdola é la povertà.</p>
<p>Apologia dei rossi? No. L&#8217;anno scorso li ho visti (<a href="http://vimeo.com/4128640" target="_blank">e filmati</a>) arrivare in bus con la scritta &#8220;No Violence&#8221; e i bastoni in mano. Sicuramente c&#8217;é della brutta gente in mezzo, come dappertutto.</p>
<p>Sto solo cercando di delineare, in maniera grossolana certo, le dinamiche di base, che sono abbastanza semplici.</p>
<p>Ma i parallelismi con l&#8217;Italia? Questi:</p>
<p>- disparità sociale in aumento.<br />
- ignoranza in aumento (il calo dei lettori di Tripluca ne é la prova).<br />
- mezzi di informazione sempre meno liberi.<br />
- povertà in aumento.</p>
<p>Ma soprattutto una democrazia che é sempre più di facciata, uno dei tanti modi per controllare il popolo ignorante.</p>
<p>Questo porta alla creazione di classi che vivono su pianeti diversi, come il mio amico Noel nel suo SUV guidato da un autista e la cameriera che ci serve la cena al ristorante.</p>
<p>Entrambi sono rispettabili e lavorano per vivere, ma sono troppo distanti tra loro.</p>
<p>L&#8217;Europa é sempre stata la migliore perchè l&#8217;operaio e il dentista andavano a mangiarsi una pizza assieme senza problemi.</p>
<p>Ma adesso, sempre più, l&#8217;operaio sta a casa e il dentista va alla cena di pesce con gente del suo rango.<br />
E&#8217; qui che si perde la cosa più importante secondo me: quella sensazione che al di là dei soldi che guadagno la mia dignità é garantita.<br />
Ma sta sempre più diventando una giungla dove i furbi, gli  intelligenti e disonesti vanno avanti e il resto subisce, dove stanno riscrivendo le regole del gioco mentre noi di fronte alle ingiustizie diciamo &#8220;bisognerebbe chiamare Striscia&#8221;.<br />
E il solo fatto che qualcuno veda &#8220;Striscia&#8221; come dispensatrice di giustizia, é preoccupante.</p>
<p>Dove porta questa strada? Verso Bangkok.</p>
<p>Non ora, e non domani, ma la marea di merda sale, e se adesso ci sono in mezzo quelli meno preparati, colti e intelligenti, domani cominceranno a sprofondare gli operai specializzati, poi i ragionieri, poi i commerciali e via via sempre più su.<br />
E a un certo punto scoppia.</p>
<p>E noi non siamo Thailandesi calmi e tranquilli, abituati alle classi sociali e al un concetto di Re paterno.<br />
Siamo incazzosi e aggressivi.</p>
<p>O ricreiamo un pò di giustizia sociale o staremo peggio tutti.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~4/VYFnbWMqdYE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Living in Bali (prima parte)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~3/nn3Bi-rF_Ys/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/film-in-viaggio/living-in-bali-prima-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 18:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bali]]></category>
		<category><![CDATA[Film in viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima parte del mio tentativo di raccontare quattro mesi di vita a Bali senza parole, ma solo con immagini e suoni. Per vederlo in HD e a pieno schermo (consiglio), vedete sotto: TripBali &#8211; Living in Bali &#8211; Part 1 da tripluca su Vimeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11564015&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=c9ff23&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11564015&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=c9ff23&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Prima parte del mio tentativo di raccontare quattro mesi di vita a Bali senza parole, ma solo con immagini e suoni.</p>
<p style="text-align: left;">Per vederlo in HD e a pieno schermo (consiglio), vedete sotto:</p>
<p><a href="http://vimeo.com/11564015">TripBali &#8211; Living in Bali &#8211; Part 1</a> da <a href="http://vimeo.com/user869762">tripluca</a> su <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~4/nn3Bi-rF_Ys" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oli essenziali, non frullati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~3/1TdUJ-whbrc/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/riflessioni/oli-essenziali-non-frullati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tripluca.com/?p=1869</guid>
		<description><![CDATA[- &#8220;Qual&#8217;é il paese che ti é piaciuto di più?&#8221; Di tutte le domande, questa é quella che mi manda più in crisi. In assoluto. Eppure lo so, é una domanda comprensibile, logica a corretta. Dovrei rispondere &#8220;Bali&#8221;,  o &#8220;Brasile&#8221; o &#8220;Thailandia&#8221;, ma non ce la faccio. A volte ci provo, ma mi rendo conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1870" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/africa/marocco_fez_chefchaouen/marocco+2002/Marocco+165.jpg.html"><img class="size-medium wp-image-1870" title="Marocco Fez" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/04/Marocco-Fez-300x199.jpg" alt="Marocco Fez" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">il tavolo di Fez</p></div>
<p>- &#8220;Qual&#8217;é il paese che ti é piaciuto di più?&#8221;</p>
<p>Di tutte le domande, questa é quella che mi manda più in crisi.<br />
In assoluto.</p>
<p>Eppure lo so, é una domanda comprensibile, logica a corretta.</p>
<p>Dovrei rispondere &#8220;Bali&#8221;,  o &#8220;Brasile&#8221; o &#8220;Thailandia&#8221;, ma non ce la faccio.</p>
<p>A volte ci provo, ma mi rendo conto di essere poco convincente.<br />
E&#8217; una domanda zavorra.</p>
<p>Cioé mi tira giù.<br />
Presuppone un&#8217;omogeneità  nell&#8217;esperienza del viaggio che é assolutamente inesistente.</p>
<p>In un viaggio ne passi di tutti i colori, cose brutte e cose belle, e alla fine non ne fai un frullato e cerchi di capire che sapore ha.<br />
Almeno non io.<br />
Io lo distillo e ne ricavo vari oli essenziali che poi metto in qualche cassetto nascosto della mia anima e  li tiro fuori quando mi fa male qualcosa e ho bisogno di un unguento.<span id="more-1869"></span></p>
<p>Per esempio, di fronte al grigiore di un pomeriggio nebbioso di un novembre padano passato a lavorare, tiro fuori &#8220;estratto di Fez&#8221; e me lo spalmo sotto le ascelle. E di colpo mi viene in mente una serata di qualche anno da, con Paolo e Mario in quella terrazza marocchina a bere thé alle menta e guardare giù, uomini e asini.<br />
E sto meglio.</p>
<p>O quando sono sommerso dalle complicanze  del mio business, tiro fuori la &#8220;Crème de Bali&#8221; e me la sbatto dietro le orecchie.<br />
Di colpo il suono delle onde di Balangan e di un massaggio al Cantika mi ricordano che la vita può essere semplice, basta volerlo.<br />
Così mi ributto con rinnovato ardore (leopardiano il tripluca qui eh?) nei meandri del capitalismo online.</p>
<p>E dove ho messo quell&#8217;attimo di quel pomeriggio di Natal quando il sole illuminava la chiesetta e noi da lì potevamo vedere il mare, dissi alla mia amica surfista &#8220;é per attimi come questo che viaggio&#8221;,  e lei mi guardò senza capire?</p>
<p>Ah si, eccolo li, l&#8217;avevo messo tra il &#8220;Sapone di Buenos Aires&#8221; e lo shampoo del deserto australiano..ci sono proprio tutti e non ne posso perdere nemmeno uno.</p>
<p>Grazie a quelli vado avanti e non sono mai triste.<br />
Forse é per questo che non sono mai veramente triste?</p>
<p>Certo, smonato, stanco, scoglionato, arrabbiato&#8230;a volte si, come tutti.<br />
Ma quella tristezza dell&#8217;anima che ti dice &#8220;hai sbagliato tutto e non ci provare nemmeno a migliorare perché non si può, é la vita&#8221;.<br />
No, quella l&#8217;ho lasciata ai miei 16 anni di sfigatello di provincia.</p>
<p>Poi ho iniziato a viaggiare e tutto é andato bene.<br />
E andrà sempre bene.<br />
Anche quando andrà male.<br />
Perché nella vita le cose vanno a volte bene e a volte male, ma se hai la mia collezione di oli essenziali Trip, ne vieni sempre fuori.<br />
Sono un investimento a rendita garantita vita natural durante.<br />
Altro che Bot.</p>
<p>E quindi se mi chiedete qual&#8217;é il paese più bello, non vi saprò rispondere.<br />
Faccio oli essenziali, non frullati.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~4/1TdUJ-whbrc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tripluca.com/riflessioni/oli-essenziali-non-frullati/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Vita libera in un nuovo mondo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/VivereViaggiandoTriplucacom/~3/kNG3hmasK_0/</link>
		<comments>http://www.tripluca.com/tripanesimo/vita-libera-in-un-nuovo-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tripanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa pensate osservando questa illustrazione? Il vostro cuore non anela alla pace, alle felicità e alla libertà che vi sono raffigurate? Ma é solo un sogno, una fantasia, credere che queste  condizioni esisteranno mai sulla terra? Probabilmente molti la pensano così. Le realtà odierne sono guerra, criminalità,fame, lavoro assillante, crisi economica, per menzionarne solo alcune. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1859" class="wp-caption alignleft" style="width: 368px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/03/trip-world.jpg"><img class="size-full wp-image-1859" title="trip world" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/03/trip-world.jpg" alt="trip world" width="358" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">il trip world</p></div>
<p>Cosa pensate osservando questa illustrazione? Il vostro cuore non anela alla pace, alle felicità e alla libertà che vi sono raffigurate?</p>
<p>Ma é solo un sogno, una fantasia, credere che queste  condizioni esisteranno mai sulla terra?</p>
<p>Probabilmente molti la pensano così. Le realtà odierne sono guerra, criminalità,fame, lavoro assillante, crisi economica, per menzionarne solo alcune.</p>
<p>Eppure c&#8217;é ragione di sperare. Guardando al futuro, Triplife dice &#8220;secondo la Sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra e in questi dimora la libertà&#8221; &#8211; 2 Tripluca 3:13, MaiTrop 65:17.</p>
<p>Questi &#8220;nuovi cieli&#8221; e &#8220;nuova terra&#8221; secondo Triplife, non sono in senso fisico. I cieli e la terra furono creati perfetti e  Triplife indica che lo rimarranno per sempre (Salmo 89:36, 37, 104:5). La &#8220;nuova terra&#8221; sarà una società libera composta da persone che vivranno non attaccate a un luogo in maniera assillante, ma tratteranno tutto il creato per quello che é: un passaggio.</p>
<p>Ebbene, riflettete, queste condizioni ideale facevano parte  dell&#8217;originale proposito di Trip per questa terra. Egli pose la prima coppia umana nel Paradiso Terrestre dell&#8217;Eden e diede loro un meraviglioso incarico &#8220;siate fecondi, moltiplicatevi, riempite la terra e giratela tutta&#8221; (Trip Genesi 1:28).</p>
<p><span id="more-1858"></span>Anche se in seguito essi preferirono disubbidire  a Trip, fermandosi e costruendo case solide e vite statiche, sfidando la più grande verità di Trip: &#8220;La vita é solo un passaggio, non la sprecare come se fosse eterna e non la costruire sull&#8217;illusione. Solo Io sono eterno&#8221; (Triplife 3:4 comma 5).</p>
<h2>La vita nel nuovo mondo di Trip</h2>
<p>Il Regno di Trip porterà incomparabili benefici, attuando tutto il bene che Trip in origine si era proposto di far godere al popolo della sua terra.<br />
Vivere per lo spirito, staccato dalle catene materiali, e in costante ammirazione del Suo creato, in tutti gli angoli della terra.</p>
<p>Tutta la terra alla fine si troverà in una condizione paradisiaca simile a un giardino.<br />
Il Triplife dice &#8220;le case saranno aperte e tutti potranno soggiornare da tutti, in pace e amore. La casa dell&#8217;Uomo sarà di tutti gli uomini e nessuno troverà mai le porte chiuse&#8221;  (MonkeyMotherFucker 15:23) .</p>
<p>Il lavoro sarà un piacere e servirà ad esaltare le capacità ed aspirazioni di ognuno, non più una gabbia per tenere tutti al proprio posto, schiavi di consumi inutili &#8220;guadagnerai il pane col sudore della fronte e non accumulerai ricchezza, perché la più grande ricchezza é il tuo tempo, il vero unico grande dono di Trip&#8221; (Tripluca 34:12, 13).</p>
<div id="attachment_1860" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/03/in-nome-di-Trip.jpg"><img class="size-full wp-image-1860 " title="in nome di Trip" src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2010/03/in-nome-di-Trip.jpg" alt="in nome di Trip" width="600" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">in nome di Trip</p></div>
<h2>Il Nuovo Inizio é vicino</h2>
<p>Il Trip portò internet sulla terra e con questo alcuni menti illuminate iniziarono a liberarsi. Il primo, il Messia, fu Tripluca, uno e trino. Per quello oggi quando pregate dite &#8220;In nome di Trip, Luca e l&#8217;Umts&#8221;.<br />
Seguirono poi i 21 Tripostoli che  ascoltarono il messaggio &#8220;lascia 1000 euro e non ti guardare indietro&#8221; e furono anch&#8217;essi liberati.</p>
<p>Ora siamo alle porte di una rivoluzione di libertà, i nostri figli e nipoti ci chiederanno come facevano gli antichi a chiudersi in fabbrica e ufficio per otto ore al giorno, quando c&#8217;era così tanto da fare, vedere e di cui godere.<br />
&#8220;Perché il Trip permetteva tutto ciò?&#8221;</p>
<p>E la nostra risposta sarà &#8220;perché non sapevano e non credevano. Mancava loro la cosa più importante. La Fede&#8221;</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8230;</p>
<h2><em>Postfazione</em></h2>
<p><em>Niente, tranquilli, non sono impazzito. Oggi ho trovato per terra un volantino dei Testimoni di Geova, l&#8217;ho letto, e ne ho voluta fare una versione mia!</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Verso una lapide migliore</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 22:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film in viaggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Trip-Business]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho sempre tenuto divisi il mio essere &#8220;trip&#8221; e il mio lavoro. Il motivo non é un purismo di viaggiatore. Avevo semplicemente paura che se si fosse scoperto che dietro ai miei siti c&#8217;era un backpacker, molti non avrebbero prenotato preferendo un sito più serio con dei lavoratori veri alle spalle, non un tripluca qualunque. [...]]]></description>
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<p>Ho sempre tenuto divisi il mio essere &#8220;trip&#8221; e il mio lavoro.<br />
Il motivo non é un purismo di viaggiatore. Avevo semplicemente paura che se si fosse scoperto che dietro ai miei siti c&#8217;era un backpacker, molti non avrebbero prenotato preferendo un sito più serio con dei lavoratori veri alle spalle, non un tripluca qualunque.</p>
<p>Come in tutte le situazioni che ci portano a non essere liberi di esprimerci per quello che siamo, ma ad avere due facce, non ero completamente soddisfatto.<br />
Certo, si trattava di un dualismo completamente virtuale e non totale: a chi mi conosce come tripluca non ho mai nascosto nulla, anzi, la storia é lì per essere letta dall&#8217;inizio, sin dalla sua genesi.<br />
Ed ai proprietari non ho mai nascosto di spendere i soldi delle loro commissioni in capirinhas a Natal, si-fu-frai-rai a Bangkok e tabacco per la pipa di Porchetti ovunque ci fosse la situazione giusta per una ripresa.<span id="more-1847"></span></p>
<p>Ma non mettevo troppi link dai siti trip verso i siti business per evitare che da quelli si potesse risalire all&#8217;origine barbona di un business rispettabile.</p>
<p>Poi, l&#8217;idea di coinvolgere le persone che mi conoscono come tripluca nel nuovo progetto,  la raccolta dei soldi, la creazione di un gruppo (los ventiuno)&#8230;tutto succede molto in fretta e non mi accorgo della cosa più importante:<br />
é il trip che dà un mano al business, vendicandosi così, bonariamente, della poca considerazione.</p>
<p>Ed é anche, finalmente, il trip che non si vergogna e il business che lo accoglie con pari dignità.</p>
<p>A pensarci bene é giusto: il business é figlio del trip, nato grazie a lui e in funzione sua.</p>
<p>Questa cosa mi ha colpito a Praga, dove siamo stati con i Manager a gennaio.<br />
Non l&#8217;avevo ancora capita appieno, ma trovarmi lì con loro, a parlare di affari ma a sognare di libertà, mi ha confermato che tutto ha un senso e forse segue un filo.</p>
<p>La storia ha una sua potenza che non richiede altro che la cronaca semplificata:</p>
<p>ragazzo che vuole viaggiare e cerca un modo, lo trova trafficando in internet, viaggia molti anni, poi ne coinvolge altri per fare una cosa più grande, e assieme creano una realtà che permette a molti di loro di viaggiare (o essere liberi in un altro modo).</p>
<p>C&#8217;é quella cosa in più.</p>
<p>Si, parliamo di business, si sono mossi soldi, e lo scopo é che tornino moltiplicati. Io lo faccio per puro interesse personale.<br />
Capitalismo puro. Ok.</p>
<p>Ma quella cosa in più c&#8217;é, palpabile.<br />
Quella cosa che le multinazionali cercano di creare con degli slogan ma che dentro non hanno niente se non  i soldi spesi nel concepirli.<br />
Noi ce l&#8217;abbiamo, e non dobbiamo nemmeno comprarla.</p>
<p>C&#8217;é, perché nasce da un&#8217;esigenza di maggior libertà, non da quella di fare i soldi per i soldi in sè.<br />
E se questa cosa dovesse andare bene noi non saremo &#8220;quelli che  hanno i siti di appartamenti&#8221;, ma &#8220;quelli che lavorano online e hanno mandato  a fanculo capi, orari e costrizioni&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è chi viaggia, chi sta di più a casa con la famiglia, chi lavora meno e legge di più&#8230;.chi fa più quello che sente, e meno quello che gli viene ordinato.</p>
<p>Per me é la sintesi perfetta tra il bisogno di lavorare e la necessità di fare qualcosa di più grande.<br />
Ai &#8220;tempi della cravatta&#8221; percepivo un certo vuoto nello spaccarmi il culo per vendere più pompe dei concorrenti (non fraintendetemi vi prego).<br />
Già vedevo la mia lapide con su scritto &#8220;aumentò il fatturato della Project del 12%&#8221;.</p>
<p>Oggi posso sognare una lapide migliore: &#8220;lotto per la propria libertà e poi per quella degli altri. Non ce la fece e finì a fare il trans depilato a Bogotà. Ma almeno lui ci provò&#8221;.</p>
<p>E&#8217; più bello svegliarsi la mattina pensando a una lapide così, no?</p>
<p>Con un sogno del genere si può andare lontano. Ce la faremo?<br />
Ci proviamo.</p>
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		<title>TripLife 1.0 – il tuo nuovo capo (23)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 05:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tripluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[TripLife 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[triplife]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: TripLife 1.0 Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando. Qui c&#8217;é la presentazione. Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile. Questo capitolo si chiama: Il tuo nuovo capo Dimenticavo una cosa importante: presentarti il tuo nuovo capo. E&#8217; diverso da tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" href="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg"><img src="http://www.tripluca.com/wp-content/uploads/2007/11/copertinatriplife.jpg" alt="TripLife 1.0 - Manuale per vivere e lavorare viaggiando" width="197" height="262" align="left" /></a>Questo é un capitolo del libro che sto scrivendo online: <a title="Triplife, Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando" href="http://www.tripluca.com/categorie/i-miei-libri/triplife-10/">TripLife 1.0</a> Manuale per Vivere e Lavorare Viaggiando.<br />
Qui c&#8217;é la <a title="TripLife, presentazione" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-10-presentazione/">presentazione</a>.<br />
Mandami commenti, critiche e suggerimenti, mi aiuterai a scriverlo nel miglior modo possibile.<br />
Questo capitolo si chiama:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il tuo nuovo capo</strong></p>
<p style="text-align: left;">Dimenticavo una cosa importante: presentarti il tuo nuovo capo.<br />
E&#8217; diverso da tutti i capi precedenti.<br />
Intanto, ti capisce. Sa benissimo cosa ti piace e cosa non ti piace, e non rompe mai.</p>
<p style="text-align: left;">Ti lascia lavorare quando ne hai voglia e riposarti quando sei stanco.<br />
Se durante l&#8217;orario di lavoro ti vuoi fare un giretto in facebook, ti lascia fare.</p>
<p style="text-align: left;">Se arrivi tardi in ufficio, va bene, vuol dire che avevi bisogno di dormire.</p>
<p style="text-align: left;">Finalmente un capo che ti capisce, che ti permette di seguire i tuoi ritmi e di essere produttivo quando lo puoi essere davvero, non dalle 9 alle 5.<span id="more-1836"></span></p>
<p style="text-align: left;">Ora si che darai il massimo, vero? Mmmmm&#8230;fosse così facile!</p>
<p style="text-align: left;">Come avrai capito che il tuo nuovo capo sei tu.</p>
<p style="text-align: left;">Però attenzione, perché nel mare della condiscendenza fluttuano i cadaveri di innumerevoli progetti.</p>
<p style="text-align: left;">Finora sei vissuto in uno spazio controllato e hai dovuto rispettare dei limiti imposti da altri.<br />
Quella era la tua, diciamo &#8220;adolescenza professionale&#8221;.<br />
Adesso stai tentando di passare alla fase adulta e, come ogni passaggio, non é facile.<br />
Come prima ti mettevano in riga i genitori, adesso ti devi mettere in riga da solo, o ti afflosci come un soufflé.</p>
<p style="text-align: left;">Tutte quelle regole, paletti, limiti, coercizioni avevano un senso: renderti produttivo.<br />
Erano come un scheletro che ti teneva su.<br />
Ora non ci sono più e li devi ricostruire. Se non  lo fai, e ti affidi al tuo senso artistico, o al tuo genio imprenditoriale, lavorando solo quando ne hai voglia e ti senti ispirato, le tue probabilità di successo si riducono moltissimo.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi, dopo esserti spogliato dei limiti, ricomincia a crearli, a tua misura, ma creali.<br />
Non é facile ed é  molto personale, in quanto dipende anche da cosa fai. Ma lo devi fare.</p>
<p style="text-align: left;">Insomma, in verità in verità ti dico &#8220;Diventa capo di té stesso&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Lo so, non é molto filosofico, ma con un minimo di disciplina e di rispetto riuscirete ad andare d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align: left;"><a title="intervista a PaoloTripMaiTrop" href="http://www.tripluca.com/i-miei-libri/triplife-1-0-interviste-paolo-e-valeria-mai-trop-24/">Continua</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
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